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Apinforma 17-2026

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APINFORMA notiziario dell’ASSOCIAZIONE piccole e medie industrie

numero 17 30 settembre 2026

IN PRIMO PIANO SECONDO BANDO PER RISTORO EXTRA-COSTO GASOLIO

ApiNFORMA - Quindicinale di informazione dell’Associazione Piccole e Medie Industrie

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

EXPORT MARKETING

ORGANIZZAZIONE


Selezioniamo per te le migliori opportunità del mercato

Gestioni patrimoniali Mettiamo al centro i tuoi obiettivi di investimento, che si tratti di massimizzare i rendimenti o di proteggere il patrimonio.


Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Il presente documento non rappresenta una forma di sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria o raccomandazione d’investimento. Non impegna altresì CiviBank SpA a stipulare contratti con clienti o potenziali clienti. Prima di adottare qualsiasi decisione di investimento, ed operare una scelta informata in merito all’opportunità di investire è necessario leggere attentamente il contratto di gestione di portafogli e l’Allegato B, nei quali sono riportate tutte le informazioni necessarie per conoscere in dettaglio le caratteristiche, i rischi ed i costi della gestione, nonché, i diritti degli Investitori disponibile presso la banca. Prima di procedere con gli investimenti è necessario valutare l’adeguatezza delle operazioni tramite il proprio consulente di riferimento. Ulteriori informazioni circa la natura, gli scopi e i metodi della valutazione di adeguatezza sono indicate nella premessa al Questionario di profilazione Mifid nonché possono essere richieste al proprio consulente di riferimento. L’investitore non ha alcuna garanzia di mantenere invariato il valore del conferimento iniziale e di quelli successivi eventuali.

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notiziario dell’ASSOCIAZIONE PIccole e medie industrie

APINFORMA

numero 17 30 settembre 2026

Sommario

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

Bilanci di sostenibilità semplificati

8

Il nuovo Codice doganale dell’Unione

10

Plafond Iva e dichiarazioni d’intento

12

Le presunzioni di acquisto e vendita

19

Indagine congiunturale Confapi

24

Secondo bando per ristoro extra-costo gasolio

38

Contributi per interventi edilizi 2026

40

Avviso ISI Inail 2025

45

Simest

46

Bando Invitalia

48

Reperimento di personale all’estero

51

Scelta di destinazione del TFR. Nuovo modello TFR3

53

Integrativo FVG edilizia Confapi ANIEM

56

CCNL Unionmeccanica Confapi. Accordo di rinnovo 04.06.2026

57

Indice mensile rivalutazione t.f.r. agosto 2026

62

Inail. Salute e sicurezza sul lavoro

63

Impatto del Superbonus e nuove misure del Governo

71

Nuovo Regolamento europeo appalti

72

Confapi Aniem News

76


ORGANIZZAZIONE

Corso gratuito “Gestire un team di lavoro”

78

Carte carburante

81

Scadenze aziendali del mese di ottobre 2026

83

Dateci il vostro indirizzo di posta elettronica per comunicare più facilmente, per fornirvi informazioni in tempo reale e per realizzare economie di scala. info@confapifvg.it

Editore Redazione Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG Viale Ungheria, 28 33100 Udine Tel. 0432 507377 www.confapifvg.it

Direttore Responsabile Lucia Cristina Piu Registrazione presso il Tribunale di Udine n. 404 del 27.08.1977

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Bilanci di sostenibilità semplificati per le pmi previste meno informazioni

Premessa Con i regolamenti delegati UE 2026/1563 e 2026/1560 pubblicati sulla G.U. UE lo scorso 21 settembre, sono state adottate le nuove regole di rendicontazione di sostenibilità prevedendo sostanzialmente due canali: - gli ESRS (European sustainability reporting standards) semplificati per le Imprese soggette all’obbligo di rendicontazione di cui alla direttiva Ue 2022/2464 (CSRD - Corporate sustainability reporting directive); - uno standard volontario per le Imprese sotto i 1.000 dipendenti escluse dall’obbligo. Per le Imprese con meno di 1.000 dipendenti è stato adottato anche il “value chain cup” che limita le informazioni che le Imprese di grandi dimensioni, soggette all’obbligo di rendicontazione, possono chiedere alle Imprese non soggette che però fanno parte della catena di fornitura. Le disposizioni riguardanti gli standards per le Imprese minori e il “value chain cup” sono applicabili dal prossimo anno con possibilità di applicazione anticipata già per il 2026.

Imprese di grandi dimensioni Il regolamento per le grandi Imprese entrerà in vigore il 10 novembre 2026 e si applicherà agli esercizi che inizieranno dal 1° gennaio 2027. Per queste Imprese si sono ridotte le informazioni da comunicare, privilegiando i dati quantitativi rispetto ai testi descrittivi semplificando la valutazione della rilevanza. Gli artt. 19-bis e 29-bis della direttiva 2013/34/ UE, modificata dalla CSRD, disciplina rispettivamente la rendicontazione individuale e consolidata di sostenibilità, basata sulla doppia rilevanza, gli impatti dell’Impresa su persone, ambiente,

i rischi e le opportunità di sostenibilità per l’Impresa. La struttura rimane articolata negli ESRS 1 “Prescrizioni generali” ed ESRS 2 “Informazioni generali” e nei 10 standard tematici: cinque ambientali, quattro sociali e una sulla governance. L’ESRS 1 individua una doppia rilevanza mirata a individuare dei temi o sottotemi collegati agli impatti, rischi e opportunità rilevanti e alla selezione delle informazioni da comunicare. Il nuovo approccio parte dall’alto verso il basso (top down), riconoscendo all’Impresa la possibilità di valutare, in base al modello aziendale, le attività e i rapporti commerciali per i quali su specifici temi sia possibile omettere informazioni non significative. In ogni caso per i temi rilevanti l’informativa si dovrà concentrare esclusivamente su dati pertinenti. La semplificazione interessa anche i dati relativi alla filiera di appartenenza. Nella valutazione della doppia rilevanza e delle informazioni sulla catena del valore, l’Impresa può utilizzare informazioni ragionevoli e dimostrabili disponibili senza costi o sforzi indebiti e, in assenza di dati diretti, ricorrere a stime ragionevoli. Qualora dati diretti o stime attendibili siano disponibili soltanto per una parte identificabile della filiera, è possibile limitare l’informativa a solo quella parte, indicandone copertura e limiti. Previste semplificazioni anche per i dati della filiera per la quale è possibile, per la valutazione della doppia rilevanza, fornire informazioni ragionevoli e dimostrabili disponibili senza costi o sforzi indebiti e, in assenza di dati diretti, ricorrere a stime. Si tratta di un principio di proporzionalità soprattutto per i dati relativi alla filiera, stime ed effetti finanziari attesi, considerando anche la disponibilità di tali informazioni e dell’onere necessario per reperirle. L’ESRS 2 richiede l’indicazione degli effetti finanziari attuali e attesi, dei rischi e delle opportunità di sostenibilità sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica, compresi i flussi di cassa futuri. Anche in questi casi l’informazione può essere omessa quando l’incertezza della misurazione è troppo elevata, è comunque necessario specificare le ragioni di tale omissione.

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Imprese di piccole dimensioni Le Imprese con meno di 1.000 dipendenti non sono soggette all’obbligo di rendicontazione previsto dalla CSRD e conseguentemente, su base esclusivamente volontaria, possono utilizzare il Voluntary standard (VS) per comunicare le informazioni di sostenibilità, Questa possibilità è prevista dal regolamento delegato UE 2026/1560 dove lo standard deriva dal Voluntary sustainability reporting standard SMEs, introdotto dalla raccomandazione Ue 2025/1710 della Commissione Ue del 30 luglio 2025 per le PMI non quotate. Lo standard si articola in: - modulo base, indicato come approccio ottimale per le micro Imprese e requisito minimo per le altre, comprende le informative B1 - B1 su ambiente, forza lavoro, salute e sicurezza, formazione e corruzione; - modulo onnicomprensivo, applicabile insieme al primo, aggiunge informazioni utili soprattutto per banche, investitori, clienti, indicando anche la strategia, il modello aziendale, il clima, i diritti umani e le diversità di genere. Dal secondo anno devono essere forniti anche

i dati comparativi dell’esercizio precedente. Il regolamento come accennato prevede il “value chain cup” disposizione che limita le informazioni che le Imprese con più di 1.000 dipendenti, possono chiedere alle Imprese coinvolte nella filiera. Le Imprese di maggiori dimensioni e soggette alla CSRD, potranno richiedere esclusivamente dati necessari alla propria rendicontazione, senza estendere la richiesta all’intero standard volontario. Per le Imprese con meno di 10 dipendenti le informazioni saranno limitate a poche informazioni quali i dati generali, l’occupazione, infortuni, salario minimo, contrattazione collettiva e formazione. Per le Imprese con più di 10 dipendenti si dovranno aggiungere informazioni sui dati dei consumi energetici, emissioni, acqua, economia circolare, rifiuti, modello aziendale, rapporti commerciali, turnover e diritti umani. Il regolamento è entrato in vigore il 24 settembre 2026 e conseguentemente le Imprese minori possono già utilizzare lo standard volontario. Per il value chain cup la decorrenza riguarderà gli esercizi che inizieranno il 1° gennaio 2027.

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Il nuovo Codice doganale dell’Unione prevista la creazione di una piattaforma per la gestione di importazioni ed esportazioni Al via la riforma del sistema doganale dell’Unione europea, introdotta con l’obiettivo di gestire le sfide del commercio elettronico e dei cambiamenti geopolitici in atto. A definire regole, modalità e contenuti della riforma è il Regolamento Ue 2026/2108. I pilastri della riforma sono l’adozione di un nuovo Codice doganale dell’Unione e l’istituzione di un’Autorità doganale europea, con sede a Lille, in Francia. Gli Stati membri avranno 12 mesi di tempo per attuare integralmente le nuove disposizioni. Il nuovo Codice, pubblicato ufficialmente nei giorni scorsi, modernizzerà le procedure doganali, con l’obiettivo di armonizzare i processi nazionali dei Paesi membri. Oltre alla figura del Trust and check trader (TCT) di cui abbiamo scritto in Apinforma n. 16/2026, è prevista la creazione di un unico punto di accesso doganale per tutte le operazioni svolte nell’UE. Le autorità doganali nazionali avranno maggiori poteri per applicare le norme europee non fiscali, relative, ad esempio, alla sicurezza dei prodotti, alla tutela dell’ambiente e alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale.

Gli operatori economici considerati affidabili (trusted traders) potranno accedere a procedure di gestione semplificate, più rapide e meno onerose. Si tratta degli operatori che forniscono informazioni complete e affidabili sulla movimentazione delle merci e sul rispetto delle norme europee. L’Autorità doganale dell’Unione europea (Eu Customs Authority) dovrebbe iniziare le proprie attività nel 2027 con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra le autorità doganali degli Stati membri, ottimizzando la gestione dei rischi comuni. Uno dei principali compiti del nuovo organismo, infatti, sarà anche mettere a punto e sviluppare una risposta coordinata e uniforme alle minacce comuni che si manifestano alle frontiere europee. Tra i compiti dell’Autorità, la creazione dell’Eu Customs data hub, la piattaforma unica per le importazioni/esportazioni da e verso l’Ue, che prenderà il posto in modo graduale dei sistemi informatici doganali nazionali. Attualmente si stima esistano 111 diverse interfacce e sistemi informatici, operanti a livello comunitario e riferibili a diverse autorità doganali nazionali. La creazione dell’Hub comporterà importanti risparmi e una forte velocizzazione delle procedure doganali in un contesto di maggiore sicurezza. La piattaforma per il commercio elettronico, l’EU Customs Data Hub sarà operativo dal primo luglio 2028. Per il resto degli scambi commerciali, dovrebbe diventare operativo dal 2031.

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Plafond Iva e dichiarazioni d’intento -

in caso di irregolarità l’agenzia delle entrate può intervenire

Premessa Il plafond Iva è disciplinato dall’art. 8, 1° comma lett. c) del DPR 633/72, e riconosce ai contribuenti che sono in possesso dello status di “esportatore abituale”, la possibilità di acquistare o importare determinati beni e servizi senza subire l’addebito dell’Iva da parte del fornitore o, nel caso di importazioni, della dogana. Il meccanismo del plafond vuole evitare che gli operatori che vendono all’estero ponendo in essere operazioni in prevalenza non imponibili Iva, si trovino costantemente a credito Iva per non aver assorbito l’imposta a credito per mancanza o irrilevanza di Iva a debito. La “ratio” del plafond consiste, dunque nell’eliminare il rischio di maturare crediti Iva significativi nei confronti dell’Erario per il recupero dei quali andrebbe esperita una procedura di rimborso o di compensazione con tempi non rapidi, crediti che inevitabilmente andrebbero a creare squilibri finanziari potenzialmente pericolosi per le Imprese che operano con l’estero.

Lo status di esportatore abituale Per acquisire lo status di esportatore abituale e quindi il diritto ad acquistare senza ricevere fatture con l’addebito dell’Iva, è necessario che nell’anno solare precedente si siano registrate esportazioni o altre operazioni assimilate per un ammontare superiore al 10% del proprio volume d’affari rettificato. Il plafond non può essere utilizzato da: - operatori in regime agricolo ai sensi dell’art. 34 del Dpr 633/72, salvo che non optino per il regime normale Iva da Iva (rif. Art 13 Legge 413/91 e C.M. 11/440229 del 29/02/1992);

coloro che si trovano nell’anno di inizio attività, in quanto non hanno alcun periodo precedente cui fare riferimento.

Operazioni che concorrono alla formazione del plafond Concorrono alla formazione del plafond le seguenti operazioni; - le esportazioni dirette, comprese le triangolari, di cui all’art. 8 lett. a) del Dpr 633/72, ovvero le esportazioni eseguite mediante trasporto o spedizione fuori del territorio UE a cura o nome del cedente o dei suoi commissionari; - le esportazioni indirette di cui all’art. 8 lett. b) del Dpr 633/72, ovvero effettuate a cura del cessionario o per suo conto entro 90 giorni dalla consegna; - cessioni di beni e prestazioni di servizi assimilate alle esportazioni ai sensi dell’art. 8 bis del Dpr 633/72 effettuati nell’esercizio dell’attività propria dell’Impresa (es. cessione di navi, aeromobili etc.); - servizi internazionali o connessi con scambi internazionali ai sensi dell’art. 9 del Dpr. 633/72 ad esempio: trasporti di beni in esportazione, servizi relativi ad operazioni doganali, carico, scarico, intermediazione, trattamenti su beni oggetto di “esportazioni congiunte”; - corrispettivi delle operazioni di cui all’art. 71 del Dpr. 633/72 (San Marino, Città del Vaticano); - corrispettivi delle operazioni di cui all’art. 72 del Dpr 633/72 (basi Nato, ambasciate eccetera…); - cessioni intracomunitarie non imponibile ai sensi dell’art. 41 del D.L. 331/93; - operazioni triangolari comunitarie promosse da soggetto appartenente ad altro stato Ue, è il caso dell’italiano che vende a greco e su suo incarico consegna a tedesco; - le operazioni triangolari promosse da soggetto nazionale, è il caso del greco che vende all’italiano con consegna diretta a tedesco; - le operazioni di triangolazione nazionale, IT1 vende a IT2 che vende a tedesco, dove IT1

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consegna e spedisce direttamente al tedesco ai sensi dell’art. 58 comma 1 del D.L. 331/93. In questo caso per IT1 si genera plafond libero mentre per IT2 si genera un plafond vincolato; le cessioni di beni prelevati da un deposito Iva con trasporto o spedizione fuori UE ai sensi dell’art. 50-bis c. 4 lett g) del D.L. 331/93; le cessioni intra - UE di beni prelevati da un deposito Iva con trasporto o spedizione in un altro paese Ue ai sensi dell’art.50-bis c.4. lett f) del D.L. 331/93; “Margini” di cui al D.L. 41/95 relativi ad esportazioni quali vendita di beni usati, d’arte e di antiquariato o da collezione rientranti nella normativa speciale del cosiddetto “regime del margine”; le cessioni intra Ue di prodotti agricoli e ittici, anche se non compresi nella tabella A parte prima, effettuate da produttori agricoli di cui all’art. 34 del Dpr 633/72.

Operazioni che non concorrono alla formazione del plafond Oltre alle operazioni interne, quali le operazioni con Iva, le esenti art.10, le non soggette art.74 commi 7 e 8; non concorrono alla formazione del plafond, le seguenti operazioni: - operazioni non imponibili ai sensi dell’art. 8 c. l lett. c) ovvero vendite ad esportatori abituali che hanno rilasciato la lettera d’intento; - le prestazioni di servizi rese a soggetti non residenti (comunitari o extra-UE) ed escluse da IVA per carenza di territorialità ai sensi degli articoli da 7-ter a 7-septies; - nella cessione dei beni usati, la parte dei corrispettivi che non costituisce margine di cui al D.L. 41/95; - cessioni a viaggiatori extracomunitari ai sensi dell’art.38 quater del Dpr 633/72; - cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale; - cessioni di beni destinati ad essere introdotti in depositi Iva ai sensi dell’art. 50 –bis c.4., lett.c) e d) del D.L. 331/93 (cessione a soggetto UE mediante introduzione in un deposito Iva e cessioni di beni di cui alla tabella A bis, a soggetti diversi da quelli identificati nella UE); - cessioni di beni custoditi in un deposito Iva e prestazioni di servizio aventi oggetto beni ivi custoditi di cui all’art.50 bis c.4, lett. e) e h) del D.L. 331/93; - trasferimenti di un deposito Iva ad un al-

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tro secondo l’art. 50 - bis c. 4, lett. i) del D.L. 331/93; cessioni di beni e relative prestazioni accessorie effettuate nei confronti di organizzazioni dello Stato e O.N.G. riconosciute ai sensi della L.49/97, che provvedono ad effettuare il trasporto o la spedizione di tali beni all’estero per scopi umanitari; i corrispettivi delle prestazioni di servizio rese fuori dalla Ue da agenzie di viaggio e turismo rientranti nel regime speciale dell’art. 74-ter (D.M. 30/30/1999 n.340); le esportazioni di campioni gratuiti di modico valore e appositamente contrassegnati in modo indelebile. Si tratta di operazioni per le quali va emessa, ai soli fini doganali, fattura “pro-forma” con valore effettivo; le cessioni gratuite di beni a soggetti UE, non sono cessioni intracomunitarie in quanto manca il requisito dell’onerosità e quindi subiscono lo stesso trattamento Iva delle operazioni interne; le esportazioni definitive “franco valuta in conto deposito”; le esportazioni temporanee, riferite ai beni inviati all’estero per subire determinati trattamenti al termine del quale rientrano nel territorio dello Stato, il c.d. perfezionamento passivo in cui viene emessa fattura pro forma ai fini doganali; l’esportazione definitiva senza passaggio della proprietà con “lista valorizzata”. Per i beni inviati all’estero per subire una lavorazione e destinati ad essere reimportati, è possibile effettuare, in luogo di una esportazione temporanea, una esportazione definitiva con lista valorizzata, non valida ai sensi dell’art.8 del Dpr 633/72 (C.M. 156/E del 15 luglio 1999).

Note di variazione Le note di variazione producono effetti differenziati sul plafond a seconda si tratti di variazioni a debito o a credito. Le note di variazione a debito se emesse: - nel corso dell’anno rispetto all’operazione originale, aumentano il plafond disponibile dell’anno; - l’anno successivo rispetto all’operazione originale, non aumentano il plafond disponibile dello stesso anno, ma quello dell’anno precedente; - anni ancora successivi rispetto all’operazione originale, non rilevano ai fini della determinazione del plafond.

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Per le note di variazione a credito, l’articolo 26 del DPR 633/72 prevede la loro emissione facoltativa, in ogni caso, anche se non emesse, riducono la disponibilità del plafond. Le note di variazione a credito, anche se non emesse, se riferite: - allo stesso anno dell’operazione principale riducono il plafond disponibile per lo stesso anno; - all’anno successivo riducono il plafond disponibile relativo all’anno precedente, vale a dire all’anno di riferimento dell’operazione principale; - ad anni ancora successivi ridurranno il plafond disponibile dell’anno in cui è stata effettuata l’operazione principale, determinando la possibilità di uno splafonamento.

Momento costitutivo del plafond Il momento costitutivo del plafond è la registrazione della fattura con riferimento alla data di emissione per le “fatture immediate” e alla consegna o spedizione per le “fatture differite”. Si ricorda che la fatturazione immediata è necessaria nelle esportazioni dirette di beni, in questi casi, infatti, il cedente nazionale non può emettere fattura differita, attesa la necessità di esibire la fattura ai fini del compimento dell’operazione doganale. Gli acconti ricevuti a fronte di future esportazioni od operazioni assimilate, sono immediatamente soggetti all’obbligo di fatturazione e registrazione. Gli acconti ricevuti concorrono quindi alla costituzione del plafond senza dover attendere l’uscita della merce dal territorio comunitario. In caso di operazioni triangolari l’art. 21 del Dpr 633/72 consente al “cessionario - 2° cedente” di emettere la fattura entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni da parte del 1° cedente.

Momento di utilizzo del plafond Il plafond disponibile va “scaricato” con riferimento al momento di effettuazione dell’operazione secondo quanto definito dall’art. 6 del Dpr 633/72. Indipendentemente dal ricevimento delle fatture o delle bollette doganali e della loro registrazione nel registro Iva acquisti, occorre fare riferimento all’evento, tra quelli di seguito evidenziati, che si verifica per primo: - consegna dei beni o spedizione in caso di cessione o acquisto; - pagamento;

- emissione della fattura; - accettazione della bolletta doganale. Si prescinde quindi dalla registrazione della fattura o della bolla doganale, se l’operazione è effettuata prima. Ad esempio la consegna di un bene nel mese di dicembre dell’anno n, la cui fattura arriva differita nell’anno n+1, l’acquirente dovrà considerare utilizzato il plafond a dicembre dell’anno n.

Il volume d’affari rettificato Il volume d’affari rettificato da utilizzare come riferimento di partenza per la verifica dello status di esportatore abituale, è dato dal totale delle cessioni rilevanti ai fini Iva, vale a dire il volume d’affari complessivo, meno le cessioni di beni in transito e le cessioni di beni depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, vale a dire zone franche, depositi franchi e punti franchi, nonché delle operazioni non territoriali sottoposte ad obbligo di fatturazione ai sensi del comma 6-bis dell’art. 21 del Dpr 633/72. Si tratta delle operazioni che pur non essendo soggette ad Iva per mancanza del requisito della territorialità, devono comunque essere fatturate come operazioni fuori campo Iva.

Beni e servizi acquistabili con l’utilizzo del plafond La possibilità di usare il plafond riguarda l’acquisto o l’importazione di qualsiasi bene o servizio, con le seguenti sole eccezioni: - terreni e fabbricati, acquisiti anche in dipendenza di un contratto di leasing o appalto avente ad oggetto la loro costruzione; - beni e servizi con Iva indetraibile ai sensi dell’art.19 e seguenti del Dpr 633/72. Inoltre il plafond è utilizzabile indipendentemente dal fatto che i beni siano strumentali o non strumentali. Possono riguardare acquisti diretti, locazioni, leasing o appalti, inerenti o meno alle attività che generano plafond. Per i soggetti che applicano il pro-rata di detraibilità ai sensi dell’art.19 c.5 (ossia quelli che esercitano sia attività che legittimano il diritto di detrazione dell’Iva, sia attività che danno luogo ad operazioni esenti ai sensi dell’art 10 del Dpr 633/72), la circolare n. 145/1998 ha precisato che il plafond deve essere utilizzato nei limiti dell’ammontare corrispondente al pro-rata provvisorio di detrazione. In sede di dichiarazione annuale il contribuente, calcolato il pro-rata definitivo, dovrà applicarlo anche all’imposta che non ha paga-

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to ai fornitori in relazione agli acquisti di beni e servizi effettuati con l’utilizzo del plafond. Secondo quanto riportato nella C.M 177/E del 22/06/1995 punto 5, la facoltà di acquistare in sospensione d’imposta “non si rende applicabile agli acquisti e alle importazioni afferenti costi che rilevano agli effetti della determinazione del margine”.

La lettera d’intento Per beneficiare delle disposizioni che prevedono la possibilità di acquistare beni e servizi in sospensione d’imposta, gli esportatori abituali prima dell’effettuazione dell’acquisto o dell’importazione, devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni d’intento. I fornitori degli esportatori abituali sono invece tenuti a verificare che i loro clienti abbiano ottemperato al predetto obbligo accedendo nel proprio cassetto fiscale per verificare la presenza della dichiarazione d’intento. La dichiarazione d’intento può essere trasmessa: - per una singola operazione per un importo massimo predeterminato (campo 1 del modello DI); - per più operazioni fino a concorrenza di un determinato importo (campo 2 del nuovo modello DI). Con la compilazione del campo 2 il fornitore deve verificare che l’ammontare fatturato non superi quello indicato nella dichiarazione stessa. Non è viceversa richiesto che l’esportatore abituale spalmi l’importo del plafond disponibile tra i vari fornitori. Non viene quindi richiesto che gli importi indicati nei campi 1 e 2 delle dichiarazioni d’intento corrispondano al plafond disponibile. Se l’esportatore abituale intenda incrementare l’importo degli acquisti in sospensione d’imposta nei confronti di un singolo fornitore nello stesso periodo d’imposta, dovrà presentare una nuova dichiarazione d’intento indicando il nuovo ammontare. Per ridurre l’ammontare del plafond, non è necessario effettuare alcuna trasmissione all’amministrazione finanziaria ma sarà sufficiente una comunicazione scritta al fornitore. Per quanto riguarda l’utilizzo del plafond in dogana gli estremi del protocollo di ricezione devono essere indicati nella casella 44 del documento doganale. La dichiarazione d’intento può essere spedita anche negli ultimi mesi dell’anno precedente (se si ritiene di avere già conseguito lo status di esportatore abituale e con numerazione progressiva che riparte da uno).

Obblighi del fornitore Il fornitore/prestatore che riceve la lettera d’intento, deve verificare nel cassetto fiscale la presenza della dichiarazione d’intento. Solo successivamente può emettere al proprio cliente fattura senza addebito Iva e riportare nel corpo della stessa gli estremi del protocollo di ricezione. A questo proposito è utili ricordare un documento di consulenza giuridica del 17 settembre 2018 dell’Agenzia delle Entrate che ha analizzato il caso di un fornitore di un esportatore abituale che, dopo aver ricevuto regolare dichiarazione d’intento dal proprio committente, aveva comunque emesso la fattura addebitando l’Iva. Nel caso analizzato inoltre l’esportatore abituale non aveva revocato la dichiarazione d’intento. Per l’Agenzia l’addebito dell’imposta senza formale revoca della dichiarazione d’intento non configura un indebito e non rende illegittima la detrazione effettuata dal cliente. Il documento ribadisce che nel caso in cui si desideri incrementare l’importo degli acquisti in sospensione, rispetto all’importo indicato nella dichiarazione d’intento, si deve inviarne una nuova, mentre non è previsto alcun onere per la contraria ipotesi di riduzione. L’acquisto in sospensione d’imposta rappresentando una facoltà riconosciuta ai contribuenti e non un obbligo, legittima l’emissione di una fattura con l’addebito dell’Iva qualora il cliente, anche implicitamente lo consenta, ad esempio con il pagamento dell’imposta addebitata in fattura. In questi casi rimane inoltre legittimo il diritto alla detrazione dell’imposta in capo al cliente.

Obblighi dell’esportatore abituale L’esportatore abituale deve indicare in un apposito quadro della dichiarazione annuale Iva (quadro VC) i dati, distintamente per mese, relativi alle operazioni generatrici del plafond e al suo utilizzo. Nonostante sia stato eliminato l’obbligo di annotare i prospetti nei registri Iva, rimane opportuno continuare a predisporre e conservare mensilmente tali dati in modo da far fronte agevolmente ad eventuali richieste degli organi di controllo e disporre, in sede di dichiarazione annuale Iva, i dati necessari alla compilazione del quadro VC della dichiarazione stessa.

Plafond libero e vincolato Operazioni triangolari Per quanto riguarda le esportazioni e le cessioni

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intracomunitarie triangolari, nonché quelle realizzate tramite commissionari, va precisato che in capo al “cessionario 2° cedente” si forma una parte di “plafond vincolato” utilizzabile solamente per gli acquisti di beni da esportare od alienare nella UE entro 6 mesi dalla consegna ed allo stato originario, senza cioè che la merce subisca trasformazioni, lavorazioni, montaggio e simili. Si ipotizzi che IT1 vende a IT2 merce per 9.000 e IT2 rivende a soggetto CH lo stesso bene per 13.000. In questo caso IT2, nell’anno successivo a quello in cui l’operazione è stata effettuata, avrà un plafond vincolato per 9.000 e un plafond libero per 4.000. Il plafond libero potrà essere utilizzato senza vincoli sia per l’acquisti di beni che di servizi. Il plafond vincolato sarà utilizzabile solo per l’acquisto di beni da esportare od alienare nella UE, nello stato originario, entro 6 mesi dalla consegna da parte del fornitore. Ne deriva, ad esempio, che il plafond vincolato, non può essere utilizzato per l’acquisto di servizi o per l’acquisto di beni strumentali. Si ricorda che il plafond da indicare nella dichiarazione annuale Iva è quello complessivo (libero e vincolato), salvo la necessità di un utilizzo differenziato dello stesso.

Plafond fisso e mobile Il plafond disponibile può essere determinato con due differenti metodologie di calcolo. Tali metodologie corrispondono al c.d. metodo del plafond fisso o detto anche solare ed al c.d. metodo del plafond mobile, o anche detto mensile. Di seguito le principali caratteristiche dei due metodi. Plafond fisso Per quanto riguarda il plafond fisso, il volume d’affari per la verifica dello status di esportatore è il volume d’affari rettificato dell’anno solare precedente. Per quel che riguarda il calcolo delle operazioni che formano il plafond iniziale utilizzabile, l’importo rimane fisso ed è dato dalle esportazioni ed operazioni assimilate registrate nell’anno solare precedente. Per lo scarico del plafond, si prendono in considerazione gli utilizzi effettuati nell’anno di riferimento fino ad esaurimento. I soggetti che iniziano l’attività possono utilizzare il plafond fisso dall’inizio dell’anno solare successivo a quello d’inizio dell’attività. I vantaggi del metodo stanno nella maggior semplicità della gestione contabile rispetto al metodo mensile.

Plafond mobile Per il plafond mobile o mensile, il volume d’affari che viene preso in considerazione per la verifica dello status di esportatore è il volume d’affari “rettificato” dei dodici mesi precedenti. Il plafond iniziale è dato dalle esportazioni ed operazioni assimilate registrate nei dodici mesi precedenti. Per quanto concerne lo scarico del plafond, vengono presi in considerazione gli utilizzi effettuati. Per ogni mese l’utilizzo non potrà eccedere il plafond disponibile all’inizio del mese stesso. Il plafond disponibile si calcola togliendo gli utilizzi netti, vale a dire la somma degli acquisti agevolati effettuati nei 12 mesi precedenti, al netto delle esportazioni effettuate nel 13° mese precedente. Se il risultato è negativo si prende zero. I soggetti che iniziano l’attività devono attendere che trascorrano più di 12 mesi dall’inizio dell’attività prima di poter utilizzare tale metodo. Le esportazioni fatte in un determinato mese, divengono dunque plafond disponibili già il mese successivo, senza dover attendere l’inizio dell’anno seguente. Questo metodo diventa particolarmente vantaggioso quindi nell’ipotesi di incremento degli scambi con l’estero rispetto a quelli dell’anno precedente.

Passaggio da un metodo all’altro Si precisa che non è consentito passare da un metodo all’altro in corso d’anno (R.M. 10/07/1986 n° 356859). Per quanto riguarda il cambio da fisso a mobile, il plafond disponibile all’inizio dell’anno è pari alle esportazioni ed altre operazioni assimilate registrate nell’anno solare precedente. Per il cambio da mobile a fisso, si deve prendere a riferimento iniziale il plafond realizzato al 01/01 se si fosse mantenuto il metodo mobile (tale interpretazione risulta confermata dalla Ris. 77/E del 06/03/2002).

Il superamento del plafond Può accadere che un esportatore effettui degli acquisti per un valore superiore al plafond disponibile, in questo caso il contribuente incorrerà nella sanzione prevista dall’art. 7, comma 4 del D.Lgs. 471/1997, che prevede una sanzione amministrativa del 70% dell’imposta, oltre al pagamento del tributo. È comunque riconosciuta la possibilità di usufruire del ravvedimento operoso con la riduzione della sanzione ad un ottavo oppure ad un quinto del

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minimo, qualora la regolarizzazione avvenga rispettivamente entro 30 giorni oppure entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all›anno nel corso del quale è stata commessa la violazione. Inoltre si dovrà provvedere a versare l’imposta non applicata oltre agli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno. I tre metodi di regolarizzazione Da un punto di vista pratico, sono previste tre modalità per regolarizzare il superamento, in corso d’anno, del plafond disponibile. -

Emissione di note di addebito da parte dei fornitori Tale modalità, risulta essere la prima ammessa dall’amministrazione e si basa sulla richiesta fatta al fornitore di emettere una nota di addebito di sola Iva, con riferimento alla precedente fattura emessa senza imposta. Questa modalità risulta essere delicata perché coinvolge nella regolarizzazione il fornitore, anche se la sanzione è in ogni caso dovuta dall’acquirente che ha splafonato. L’imposta andrà versata con il corrispondente codice tributo, gli interessi utilizzando il codice tributo 1991 mentre la sanzione andrà versata con il codice 8904.

-

Emissione di autofattura Emissione di apposita autofattura in duplice esemplare recante i dati del fornitore, il numero di protocollo delle fatture ricevute, l’ammontare eccedente il plafond e l’ammontare dell’Iva non applicata dal fornitore. Questa modalità ha il pregio di non coinvolgere il fornitore, che resta estraneo alla vicenda e quindi prevede l’attivazione ai fini della regolarizzazione, del solo esportatore abituale. Oltre all’emissione dell’autofattura utilizzando il codice TD21, con il modello F24 si dovrà versare l’Iva dovuta, gli interessi e le sanzioni secondo le modalità e con gli stessi codici tributo visti in precedenza. In sede di dichiarazione annuale l’autofattura comparirà sia nell’ammontare dell’Iva ammessa in detrazione sia nell’ammontare dei versamenti effettuati, da qui la necessità di registrarla anche tra le poste a debito.

-

Emissione e contabilizzazione a debito dell’autofattura È una variante di quella indicata al punto precedente e riguarda esclusivamente i casi

in cui l’autofattura viene emessa entro il 31 dicembre dell’anno di splafonamento. Anche in questo caso si emette l›autofattura con le stesse modalità viste in precedenza, ma in sede di liquidazione periodica si contabilizza la maggiore imposta derivante dall›autofattura emessa. Inoltre il cessionario o committente deve inoltre versare tramite l›F24 la sanzione ridotta con il codice tributo 8904 e gli interessi con il codice tributo 1991.

La revoca della dichiarazione d’intento Qualora ci si accorga di essere in procinto di esaurire il plafond disponibile e la lettera di intento presenti ancora capienza per acquisti in regime di non imponibilità (ricordiamo che l’esportatore abituale non è tenuto a spalmare il plafond sulle dichiarazioni emesse), si deve inviare una comunicazione al fornitore nella quale indicare che si intende revocare la specifica dichiarazione d’intento. Non sono previste modalità formali o telematiche per la revoca.

Misure antifrode La legge n. 178/2020 (Finanziaria 2021) al fine di rafforzare il contrasto alle frodi realizzate con l’utilizzo di falsi plafond Iva ha previsto specifiche disposizioni. L’amministrazione ha la possibilità di effettuare specifiche analisi di rischio al fine di riscontrare la sussistenza delle condizioni per essere qualificato esportatore abituale, l’Agenzia delle Entrate può quindi approfondire se effettivamente il soggetto che invia la dichiarazione ha le caratteristiche per essere qualificato esportatore abituale. L’attività di controllo riguarda la dichiarazione Iva dell’anno precedente, l’iscrizione al Vies, la presenza di elenchi Intrastat, le liquidazioni periodiche ecc. In caso di esito irregolare delle verifiche eseguite dall’amministrazione finanziaria, al contribuente viene inibita la facoltà di rilasciare nuove dichiarazioni d’intento tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Tale inibizione determina l’impossibilità di inviare nuove dichiarazioni d’intento e ricevere fatture in regime di non imponibilità. In caso poi in cui si indichi nella fattura elettronica il numero di protocollo di una dichiarazione d’intento invalidata, il Sistema di interscambio inibisce l’emissione della fattura con l’indicazione del regime di non imponibilità di cui all’art. 8 comma 1) lett. C) del DPR 633/72. (PZ)

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Le presunzioni di acquisto e vendita indispensabile un attento monitoraggio fisico dei beni

Premessa L’art. 53 del D.P.R. n. 633/1972 disciplina le presunzioni di cessione e di acquisto, nell’ambito della disciplina Iva. La norma pone a carico del contribuente l’onere di provare che i beni acquisiti, ma non rinvenuti nei luoghi di esercizio dell’attività d’impresa, non siano stati ceduti, o perché utilizzati per la produzione o perché perduti ovvero ancora dati a terzi a titolo non traslativo della proprietà. Sul contribuente grava, inoltre, l’onere di giustificare la presenza, nei luoghi di esercizio dell’attività, di beni di terzi non detenuti a titolo di proprietà.

La funzione delle presunzioni La presunzione di acquisto e cessione di beni, rappresenta uno strumento in mano all’amministrazione finanziaria per l’accertamento dei volumi d’affari realizzati dai contribuenti. Se un contribuente sottoposto ad accertamento non è in grado di vincere le suddette presunzioni, gli potrà essere contestata l’omessa fatturazione dei beni non rinvenuti nei luoghi di esercizio dell’attività o, viceversa, la mancata regolarizzazione di fatture d’acquisto non pervenute relativamente ai beni trovati nei luoghi stessi. Opera, infatti, una presunzione legale dove la legge dà per avvenuto un certo fatto fino alla dimostrazione del contrario da parte del contribuente.

La presunzione di cessione In forza del comma 1 dell’art. 53 del DPR 633/72, si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni né in quelli dei suoi rappresentanti.

La presunzione di cessione opera soltanto per i beni che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge la propria attività secondo un’accezione che comprende le sedi secondarie, filiali, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi, depositi dell’Impresa o presso rappresentanti. La disponibilità dei luoghi deve però, alternativamente, risultare: - dall’iscrizione al Registro delle Imprese o ad altro pubblico registro; - dalla dichiarazione di inizio attività o di variazione dati prevista dall’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972, effettuata anteriormente al passaggio dei beni; - da altro documento dal quale risulti la destinazione dei beni esistenti presso i suddetti luoghi, annotato in un registro in uso al contribuente e tenuto ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 633/1972. Tra i luoghi di esercizio dell’attività sono ricompresi anche i mezzi di trasporto che si trovano nella disponibilità dell’Impresa. La disponibilità del mezzo può alternativamente risultare da una annotazione presso il PRA, da un contratto di leasing, di noleggio o di comodato annotati nelle scritture contabili del contribuente. L’utilizzo, quali mezzi di prova, di documenti registrati nelle scritture contabili, devono dimostrare due fatti: 1. che il soggetto dispone di una determinata sede secondaria, filiale o unità locale; 2. che in tali luoghi sono stati destinati dei beni esattamente individuati, costituenti oggetto delle presunzioni in argomento. Si osserva che la movimentazione dei beni tra sedi diverse della stessa Impresa, non richiede la predisposizione di alcuna documentazione probatoria, risultando gli stessi comunque rinvenibili all’interno della sfera aziendale. Tuttavia, con riferimento ai luoghi di esercizio dell’attività denunciati all’Agenzia delle Entrate competente ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n.633/1972, deve essere rilevato come, pur prevedendo la stessa norma un termine di trenta giorni per la presentazione della dichiarazione, ai fini delle presunzioni di cui trattasi, i luoghi stessi, al momento di un’eventuale verifica fiscale, devono comunque risultare già dichiarati.

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Volendo esemplificare si pensi all’apertura di un nuovo deposito il 4 settembre, da dichiararsi, ai sensi dell’art. 35, entro il 4 ottobre, ed un invio di merci presso il deposito effettuato il 20 settembre. Qualora in data 23 settembre inizi una verifica fiscale, la merce inviata al deposito non ancora dichiarato potrebbe essere considerata ceduta in quanto mancante la denuncia di apertura del deposito (pur non essendo ancora trascorso il termine previsto per la sua presentazione). È fatta comunque salva la possibilità di documentare le movimentazioni con altri strumenti. Non sono applicabili criteri presuntivi per i beni che si trovino presso i rappresentanti (con deposito) del contribuente, a condizione che questa risulti alternativamente: - da un atto pubblico; - da una scrittura privata registrata; - da una lettera annotata, in data anteriore a quella in cui è avvenuto il passaggio dei beni, in un apposito registro presso l’Agenzia delle Entrate in relazione al domicilio fiscale del rappresentante o del rappresentato (prassi frequente per i concessionari di autoveicoli che ricevono il mandato a vendere per l’usato dei propri clienti); - da una comunicazione effettuata, sempre in data anteriore al passaggio dei beni, all’Agenzia delle Entrate con le modalità previste dall’art. 35 del D.P.R. n. 633/1972. Con riferimento ai beni consegnati ai rappresentati, va ricordato che per l’Agenzia delle Entrate sono tali i soggetti che agiscono in nome e per conto del rappresentato. Per i beni che vengono pertanto consegnati a terzi in dipendenza di un contratto di mandato senza rappresentanza, tornano invece applicabili le presunzioni in argomento, con la conseguente necessità di comprovare che i beni non sono stati ceduti al mandatario.

I mezzi di prova La presunzione di cessione non opera quando il contribuente è in grado di dimostrare che i beni non rinvenuti, in sede di un’eventuale verifica, nei luoghi di esercizio dell’attività d’impresa, non sono stati ceduti bensì: a) utilizzati in produzione; b) perduti; c) distrutti o trasformati in beni di altro tipo e di più modesto valore economico; d) consegnati a terzi a titolo non traslativo della proprietà (per lavorazione, deposito, comodato o in dipendenza di contratti estimatori, di

contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o ad altro titolo). Per quanto attiene all’utilizzo in produzione non sono previsti specifici adempimenti a carico del contribuente. Per tale motivo l’Agenzia delle Entrate con la circolare 193/E/1998, ha chiarito che l’utilizzazione può essere dimostrata secondo le regole e con tutti i mezzi offerti dagli articoli 2697 e seguenti del codice civile. In particolare, l’utilizzo in produzione può essere attestato per mezzo delle scritture contabili o di coefficienti tecnici ovvero di riscontri diretti. Con riferimento alla perdita dei beni, l’art. 2 del D.P.R. n. 441/1997 prevede una particolare procedura per comprovare l’accadimento. La perdita deve, infatti, essere provata: a) da idonea documentazione di un organo della pubblica amministrazione o, in mancanza, da dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da cui risulti il verificarsi dell’evento, la natura, la qualità e la quantità dei beni perduti e l’indicazione, sulla base del prezzo di acquisto, del relativo ammontare complessivo; b) da comunicazione scritta da inviare, entro trenta giorni dal verificarsi dell’evento, agli uffici dell’amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza competenti in base al domicilio fiscale del contribuente. In caso di distruzione volontaria dei beni o la trasformazione in beni di altro tipo e di più modesto valore, è necessario seguire la seguente procedura: a) invio almeno 5 giorni prima dalle operazioni di distruzione o trasformazione di una comunicazione scritta all’Agenzia delle Entrate e al comando della Guardia di finanza competenti in relazione al luogo ove avviene la distruzione. La suddetta comunicazione non è, tuttavia, necessaria quando la distruzione è disposta da un organo della Pubblica Amministrazione; b) redazione di un verbale da parte dei funzionari dell’amministrazione finanziaria, degli ufficiali di polizia tributaria ovvero (in assenza degli stessi) da parte di un notaio che hanno presenziato alle operazioni. Quando, però, l’ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati non supera i 10.000 euro, è sufficiente la redazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Dal verbale o dalla dichiarazione sostitutiva devono risultare la data, l’ora e il luogo in cui avvengono le operazioni, nonché la natura, quantità, qualità e ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati; c) compilazione di un documento di trasporto per la movimentazione dei beni eventualmente risultanti dalla distruzione o trasformazione.

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Si segnala, con riferimento al termine entro il quale inviare la comunicazione di cui al precedente punto a), che l’Agenzia delle Entrate con la circolare n.193/E, ha invitato i contribuenti ad anticipare la presentazione rispetto ai cinque giorni previsti dal regolamento, al fine di consentire l’effettiva presenza dei propri funzionari. In assenza dei suddetti funzionari, infatti, i contribuenti che intendessero comunque provvedere alla distruzione dei beni (quando di valore superiore a 10.000 euro) dovrebbero, come visto al punto b), farsi assistere da un notaio sostenendone il relativo costo. Gli uffici finanziari assicurano quasi sempre la presenza di funzionari alle operazioni di distruzione o trasformazione. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che la procedura di cui sopra si rende applicabile ai casi in cui il contribuente provvede volontariamente alla distruzione o trasformazione di un bene, sia esso strumentale o di magazzino, in dipendenza di un fatto eccezionale. Non è pertanto necessario attivare la suddetta procedura per tutte quelle distruzioni che non dipendono dalla volontà dell’imprenditore né dall’eccezionalità dell’operazione, ma che sono normalmente connesse a situazioni ricorrenti (quali sfridi, cali naturali, alterazioni o superamento del prodotto). I contribuenti possono evitare questa procedura provvedendo, in alternativa, a consegnare i beni destinati ad essere distrutti a soggetti autorizzati alla loro rottamazione e smaltimento, dimostrando, in tal caso, la distruzione dei beni mediante il formulario XFIR. Relativamente, infine, alle ipotesi di consegna di beni a terzi a titolo non traslativo della proprietà, è prevista una tassativa elencazione dei possibili mezzi di prova per vincere le presunzioni di cessione e che sono: 1) una apposita annotazione sul libro giornale o su altro libro tenuto a norma del codice civile o su un apposito registro tenuto in conformità all’art. 39 del D.P.R. n. 633/72, ovvero su un atto registrato presso l’ufficio del registro, dal quale risulti la natura, qualità, quantità dei beni e la causale del trasferimento; 2) il documento di trasporto (DDT) progressivamente numerato dall’emittente ed integrato con la relativa causale; 3) un altro valido documento di consegna; 4) una apposita annotazione effettuata, al momento del passaggio dei beni, nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi ovvero in quello degli acquisti, contenente,

oltre alla natura, qualità e quantità dei beni, i dati identificativi del destinatario dei beni medesimi e la causale del trasferimento. Si evidenzia che con riferimento alla consegna di beni a terzi fuori dal territorio nazionale, ad esempio in ambito comunitario, a titolo non traslativo della proprietà, è obbligatorio istituire un registro ai sensi dell’art. 39 del DPR 633/72 non essendo sufficienti le documentazioni di cui sopra.

La presunzione di acquisto Simmetricamente a quanto previsto per la presunzione di cessione, l’art. 3 del D.P.R. n. 441/1997 dispone che si presumono acquistati i beni (siano essi beni merce ovvero beni strumentali) che si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge la propria attività (come individuati con riferimento alla presunzione di cessione) allorquando non è possibile dimostrare di averli ricevuti in base ad un rapporto di rappresentanza o ad altro titolo non traslativo della proprietà. Il titolo di provenienza dei beni che formano oggetto dell’attività propria dell’Impresa, rinvenuti nei luoghi di cui sopra, deve alternativamente risultare: dalla fattura, dallo scontrino o ricevuta fiscale, dal documento di trasporto (DDT), da altro valido documento di trasporto. In alternativa la provenienza può essere dimostrata da apposita annotazione nel libro giornale o in altro libro tenuto a norma del codice civile, o in apposito registro tenuto ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero nel registro Iva degli acquisti, con l’indicazione delle generalità del cedente, della natura, qualità e quantità dei beni e della data di ricezione degli stessi.

Il campo di applicazione delle presunzioni La cospicua casistica di movimentazioni di beni a titolo non traslativo della proprietà richiederebbe una precisa delimitazione del campo di applicazione delle presunzioni, con riferimento sia ai soggetti che ai beni cui si riferiscono. La normativa vigente, tuttavia, non consente ancora una chiara definizione dell’ambito operativo delle presunzioni e pertanto si deve fare riferimento ai molteplici chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate, molti dei quali peraltro riferiti alla bolla di accompagnamento. Nel dare soluzione agli specifici casi, l’Agenzia ha sempre ribadito un principio di portata generale secondo il quale, la “ratio” delle presunzioni è preordinata alla verifica dell’ammontare degli acquisti e delle vendite realizzate dall’Impresa.

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Avuto quindi riguardo a tali finalità, le presunzioni debbano trovare applicazione solo nei confronti delle Imprese industriali e commerciali, non nei confronti delle Imprese la cui attività è preordinata in modo esclusivo alla produzione di servizi, dove la determinazione degli acquisti riguarda soltanto l’acquisizione dei beni strumentali, delle materie prime e dei servizi occorrenti per la produzione. Di conseguenza, per chi effettua unicamente prestazioni di servizi, le presunzioni interessano esclusivamente i beni strumentali e non gli altri beni consegnati dal committente ai fini della prestazione richiesta. Da questo assunto si possono ricavare due principi importanti: 1) le presunzioni non operano, limitatamente ai beni non strumentali, nei confronti di chi svolge esclusivamente prestazioni di servizi; 2) le presunzioni trovano applicazione per tutte le movimentazioni dei beni strumentali, siano esse effettuate da Imprese industriali o commerciali ovvero da prestatori di servizi.

Validità temporale delle presunzioni

presentato dal termine di tempo entro il quale operano le presunzioni stesse. Secondo quanto previsto dall’art. 4 del D.P.R. n. 441/1997 gli effetti delle presunzioni di cessione e di acquisto, conseguenti alla rilevazione fisica dei beni, operano soltanto al momento dell’inizio degli accessi, ispezioni e verifiche da parte degli organi dell’amministrazione finanziaria. La norma quindi presuppone una verifica fisica da parte degli organi accertatori al fine di “fotografare”, in un determinato istante, quali beni si trovino presso i luoghi di attività del contribuente nel mentre non possono avere alcun rilievo, in relazione alle presunzioni di acquisto e vendita, le movimentazioni antecedenti la verifica fiscale (in tal senso le risoluzioni 410753 del 7/6/77 e 421419 del 1/12/80). Dal che se ne ricava che un’inadeguata documentazione relativa ai movimenti precedenti la verifica non può comportare l’applicazione delle presunzioni ma, semmai, potrà essere sanzionata soltanto in relazione ad una violazione degli obblighi di conservazione dei documenti contabili.

Un elemento fondamentale da evidenziare è rap-

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(PZ)


Indagine congiunturale Confapi andamento primo semestre 2026 previsioni secondo semestre 2026

primo semestre 2026 svolta da Confapi, anche con la nostra collaborazione e quella delle nostre Imprese associate a livello nazionale su un campione di circa 2.000 PMI. Lo studio si completa con l’analisi delle aspettative e delle previsioni degli Imprenditori per il secondo semestre 2026.

Si riporta l’esito dell’indagine congiunturale sul

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(MM)


Conferenza stampa

Lo stato di salute delle PMI industriali italiane

Indagine congiunturale I semestre ’26 Aspettative II semestre ‘26 Cristian Camisa, Presidente Confapi Vicepresidente European Entrepreneurs-CEA-PME

Roma, 28 agosto 2026

Confapi E’ la principale organizzazione datoriale italiana rappresentativa di imprese industriali private di piccole e medie dimensioni, colonne portanti del sistema produttivo del nostro Paese: oltre 118.000 aziende per 1,3 milioni di addetti. Fondata nel 1947, ha 81 sedi territoriali, è al centro del dibattito economico-sociale ed è interlocutore delle istituzioni in tema di politiche economiche, fiscali e di welfare. Nel 2027 si celebreranno gli 80 anni dalla nascita. Fa parte delle seguenti organizzazioni nazionali ed europee:

Cnel, Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro CESE, Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), organo consultivo della UE European Entrepreneurs CEA-PME, la più grande Confederazione Europea delle Piccole e Medie Imprese con sede a Bruxelles: 27 associazioni continentali, 2,4 milioni di imprese 20 milioni di dipendenti Il sistema: CONFAPI è al vertice di un sistema che attualmente comprende 13 Unioni nazionali di categoria, tre Associazioni nazionali di categoria, due Gruppi d’interesse (giovani imprenditori, donne imprenditrici) ed è in dialogo costante con tutti i settori produttivi per ampliare ulteriormente il perimetro di rappresentanza e attività. 1

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Indagine congiunturale Confapi sulle PMI italiane Lo studio è stato condotto attraverso interviste mirate ad un campione di 2.000 imprese aderenti al sistema Confapi dislocate sull’intero territorio nazionale.

Area geografica Nord Ovest

47,18%

Nord Est

28,21%

Centro

15,38%

Sud e Isole

9,23%

Le imprese sono localizzate per il 47,18% nel Nord-Ovest, per il 28,21% nel Nord-Est e per il 24,61% nelle regioni del Centro e del Sud Italia. 2

Il campione Il campione è costituito prevalentemente da industrie manifatturiere dei settori della meccanica, dei servizi e multiservizi, dell’edilizia, del legno arredo, del tessile, della chimica, dell’agroalimentare e dei trasporti. Agroalimentare

2,71%

Chimico Plastica e gomma

6,80%

Edile

6,76%

Carto – Grafico – Editoria

1,69%

Informatica – telecomunicazioni

4,41%

Legno e arredo

3,39%

Metalmeccanico

35,59%

Produzioni meccaniche

1,02%

Impiantistica

3,05%

Elettromeccanica

2,71%

Elettronica

0,34%

Sanità

1,69%

Servizi e multiservizi

12,88%

Tessile e abbigliamento

6,10%

Trasporti

4,41%

Turismo

1,36%

Altre imprese manifatturiere

5,08%

3

Pag. 26 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Indagine congiunturale Confapi Primo semestre 2026

La produzione: in difficoltà il 60% delle PMI Industriali PRODUZIONE Nel I semestre del 2026 il volume della produzione delle imprese è diminuito o risultato stabile per il 60,89% delle PMI. Per il 39,11% delle imprese ha segnalato un incremento

da +1% a + 10%

30,45%

da +11 a +20%

4,48%

oltre 20%

4,18%

da - 1% a -10%

17,91%

da - 11% a -20%

6,57%

oltre il -20%

4,48%

nessuna variazione

31,93%

+39,11%

Volumi in aumento

-28,96%

Volumi in diminuzione o invariati 31,93%

4

Pag. 27 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026

per il 60,89%


Gli ordini: arrancano il 64% delle PMI ORDINI Il 64,18% delle imprese ha registrato una contrazione degli ordinativi o non ha rilevato variazioni nel I semestre 2026 rispetto al 2025. Il 35,82% degli intervistati ha registrato un incremento degli ordini totali, con il 28,37% che segnala una crescita compresa tra l’1% e il 10% rispetto al periodo di riferimento precedente. da +1% a + 10%

28,37%

da +11 a +20%

4,58%

oltre 20%

2,87%

da - 1% a -10%

16,62%

da - 11% a -20%

7,74%

oltre il -20%

5,72%

nessuna variazione

34,10%

+35,82%

Volumi in aumento -30,08%

Volumi in diminuzione o invariati

34,10%

per il 64,18%

5

I ricavi: per oltre il 60% non aumentano FATTURATO

Oltre il 60% delle imprese intervistate ha registrato una diminuzione dei ricavi o non ha rilevato variazioni: il 32,54% ha riportato una diminuzione, e più di un quinto del campione (22,22%) con un calo tra l’1% e il 10%; il 28,05% ha mantenuto volumi di fatturato stabili rispetto al semestre precedente. Il 39,41% delle imprese ha invece registrato un aumento del fatturato, con la quota più rilevante (30,95%) che ha segnato una crescita compresa tra l’1% e il 10%

rispetto al 2025. da +1% a + 10%

30,95%

da +11 a +20%

4,76%

oltre 20%

3,70%

da - 1% a -10%

22,22%

da - 11% a -20%

5,29%

oltre il -20%

5,03%

nessuna variazione

28,05%

+39,41%

Volumi in aumento

-32,54%

Volumi in diminuzione o invariati per il 28,05%

60,59%

6

Pag. 28 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


L’export: sale grazie ad accordi di sistema ESPORTAZIONI Nel I semestre 2026, la propensione all’export delle Pmi intervistate è in aumento: dal 55% del 2025 al 58,3%. Un

risultato ottenuto grazie all’attività di accompagnamento alle imprese svolta da Confapi in sinergia con Ministero degli Esteri, SACE, Simest CDP e ICE.

Esportazioni aziende I semestre 2026 Sì, direttamente (fino il 30% del fatturato)

25,63%

Sì, direttamente (oltre il 30% del fatturato)

17,09

No, ma i prodotti arrivano sui mercati esteri tramite nostri clienti italiani

15,58%

No

41,70%

Nel I semestre 2026, il 42,71% delle aziende ha esportato direttamente, mentre il 15,58% è presente sui mercati esteri in modo indiretto per un totale del 58,3%. Resta significativa la quota di imprese non esportatrici (41,70%), a conferma di un potenziale di internazionalizzazione ancora inespresso.

7

Gli investimenti: più della metà è ferma INVESTIMENTI Nel I semestre 2026, il 48,33% delle imprese dichiara di aver realizzato investimenti, seppur con intensità differenziate: il 21,39%

con interventi rilevanti orientati a crescita, innovazione e ammodernamento, il 26,94% con investimenti più contenuti per mantenere competitività ed efficienza. Resta una quota del 51,67% di imprese che non ha effettuato alcun investimento. Tra coloro che hanno investito: il 70,11% ha effettuato investimenti materiali, il 45,98% investimenti immateriali* Investimenti IMMATERIALI*

Investimenti MATERIALI * Impianti legati alle nuove tecnologie digitali

22,95%

Altri impianti, macchinari e attrezzature

75,41%

Immobili

18,03%

Altro

7,38%

Ricerca e Sviluppo

36,25%

Tecnologie digitali in ambito Transizione 5.0

11,25%

Intelligenza Artificiale

43,75%

Altre tecnologie informatiche/software applicati al ciclo

33,75%

produttivo

*Risposte multiple

Sostenibilità ESG

11,25%

Marchi e Brevetti

15%

Formazione

55%

Internazionalizzazione

12,50%

Sicurezza

30%

Certificazioni

38,75%

Organizzazione

32,50%

Comunicazione/Pubblicità

40%

8

Pag. 29 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Investimenti in Transizione 5.0: scarso interesse delle PMI TRANSIZIONE 5.0

Ostacoli a investimenti in Transizione 5.0

Con l’entrata in vigore nel 2026 del nuovo incentivo (iperammortamento) l’indagine ha analizzato il livello di interesse e di coinvolgimento delle imprese rispetto agli investimenti in Transizione 5.0. Il provvedimento si è dimostrato

apprezzato

particolarmente

dalle

grandi imprese. Nel I semestre 2026, infatti solo l’8,3% delle imprese dichiara di aver realizzato investimenti in questo ambito, mentre la quota prevalente (91,70%) non ha effettuato alcun intervento riconducibile alla transizioni digitale e

ambientale.

9

Le rinnovabili: il 93,3% predilige impianti per l’autoconsumo ENERGIE RINNOVABILI Il 5,6% delle imprese intervistate ha realizzato investimenti in energie rinnovabili nel primo semestre 2026.

Tra le aziende che hanno investito, la quasi totalità (93,33%) ha scelto di installare impianti per l'autoconsumo, confermando come l'obiettivo principale sia la riduzione dei costi energetici e una maggiore autonomia nella produzione di energia. Seguono gli investimenti in sistemi di accumulo energetico (40%), la partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili (20%) e gli interventi di efficientamento energetico integrati con tecnologie digitali (13,33%), ancora poco diffusi ma indicativi di un crescente interesse verso soluzioni innovative per la transizione energetica. Energie rinnovabili: tipologie di interventi realizzati o da realizzare * Impianti per l’autoconsumo

93,33%

Partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

20%

Interventi di efficienza energetica integrati con tecnologie digitali (Transizione

13,33%

5.0)

Accumulo energetico (batterie, sistemi integrati)

*Risposte multiple

10

Pag. 30 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026

40%


Accesso al credito: 2 aziende su 3 non avanzano richieste ACCESSO AL CREDITO Il 66,46% delle imprese non ha avanzato richieste di nuovi finanziamenti e il 56,33% è ricorso all’autofinanziamento. Percentuale in crescita del 10% rispetto al rilevamento sul 2025 a fronte del costo bancario in costante aumento. Per il 7,78% ci sono state maggiori difficoltà nell’ottenere finanziamenti; solo il 3,89% segnala un miglioramento. Per l’88,33% delle imprese le condizioni di accesso al credito sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente.

Perché le PMI non vanno in banca

Ricorso finanziamento operatività corrente

Attesa valutazione negativa della banca

34,62%

tassi d’interesse troppo elevati

30,77%

procedure di erogazione lunghe e complesse

3,85%

richiesta di eccessive garanzie

26,92%

altro

3,85%

debito a breve debito a medio e lungo termine autofinanziamento

23,14% 20,52%

56,33%

11

I dipendenti: stabile o in crescita per il 90% delle PMI LAVORO Nel I semestre 2026 nonostante le difficoltà geopolitiche, la maggior parte delle PMI industriali ha mantenuto stabile la propria forza lavoro, con il 68,04% delle imprese che non ha apportato modifiche all’organico. Poco più di un quinto del campione, pari al 22,04%, ha incrementato il numero di dipendenti. Il 9,92% ha invece ridotto il personale. Le nuove assunzioni hanno riguardato*

Il 63,56% delle imprese ha registrato un incremento del costo del personale

manodopera generale

48,75%

operai specializzati

26,25%

tecnici

21,25%

informatici

15,00%

manager

8,75%

dirigenti

6,25%

Il 69,93% delle imprese dichiara che l’aumento del costo del personale non è stato compensato con aumento della produttività. Il 43,8% delle imprese dichiara di avere in organico dipendenti con disabilità

*risposte multiple

12

Pag. 31 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Indagine congiunturale Confapi Le previsioni del II semestre

Le aspettative delle imprese sui prossimi mesi: prevale il pessimismo ASPETTATIVE Nel complesso emerge un mercato percepito come statico con aspettative prevalentemente negative. La quota più rilevante degli intervistati (28,93%) prevede infatti un mercato stabile, indicando aspettative di continuità più che di cambiamento. Sommando le risposte positive, il 28% (24,31% in leggera crescita + 3,59% in forte crescita) vede prospettive di

crescita, ma prevalentemente moderata: la crescita forte è percepita come poco probabile. Sul fronte opposto, il 33,15% prevede una contrazione del mercato (25,14% leggera + 8,01% forte), percentuale bilanciata con le imprese che prevedono crescita. Infine, il 9,12% dichiara di non saper fare previsioni e rafforza l’idea di un contesto economico complesso.

13

Pag. 32 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Produzione, Fatturato e Ordini: crescono per pochi ASPETTATIVE II SEMESTRE 2026 Per il secondo semestre del 2026, le previsioni degli imprenditori su produzione e fatturato delineano un quadro stabile, pur con segnali contrastanti e preoccupazione. Produzione, fatturato e ordini attesi sono stabili o in diminuzione, rispettivamente per il 76%, il 73% e il 71% delle PMI. PRODUZIONE ATTESA ❑ 24,23% aumento ❑ 48,78% stabile 75,77%

❑ 26,99% diminuzione

FATTURATO ATTESO ❑ 27,15% aumento ❑ 45,43% stabile

72,85%

❑ 27,42% diminuzione

ORDINI ATTESI ❑ 29% aumento ❑ 42,43% stabile

71%

❑ 28,57% diminuzione

14

Lavoro, Ammortizzatori e Accesso al credito: vince il fai da te ASPETTATIVE II SEMESTRE 2026 FORZA LAVORO Il 16,53% delle imprese dichiara di avere intenzione di incrementare il proprio organico aziendale a fronte di un 71,62% che lo lascerà invariato. AMMORTIZZATORI SOCIALI Gran parte delle imprese (83,29%) non prevede di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Tuttavia, una quota del 16,71% anticipa l'utilizzo di tali

strumenti, a conferma di un contesto economico ancora caratterizzato da incertezza e da margini operativi sotto pressione per una parte del sistema produttivo. ACCESSO AL CREDITO

Il 56,5% delle imprese continuerà a fare ricorso all’autofinanziamento sia per la gestione corrente dell’attività sia per effettuare eventuali investimenti.

Fabbisogno finanziario I semestre 2026 Debito bancario BREVE TERMINE

17,65%

Debito bancario MEDIO/LUNGO TERMINE

23,98%

AUTOFINANZIAMENTO

56,56%

Altro

1,81% 15

Pag. 33 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Investimenti: in testa i macchinari ASPETTATIVE INVESTIMENTI 2026 Nel II semestre del 2026, il 30,9% delle PMI industriali prevede di effettuare nuovi investimenti. Tra gli ambiti di investimento, emerge con chiarezza la priorità assegnata all’acquisto di nuovi impianti e macchinari, indicata dal 63,6% delle aziende investitrici, a testimonianza della volontà di migliorare l’efficienza produttiva e la competitività. Seguono gli investimenti in Transizione digitale (22,7%) e il rafforzamento delle competenze del personale 23,80%, elemento chiave per sostenere i processi di innovazione, e la transizione digitale

sempre più centrale per l’ottimizzazione dei processi aziendali. Ambito di investimento* Attività di Ricerca & Sviluppo

21,82%

Transizione digitale

22,70%

Sostenibilità ESG

8,18%

Acquisto nuovi impianti/macchinari

63,64%

Patrimonializzazione dell'azienda

10,91%

Rafforzamento delle competenze del personale occupato

23,80%

Efficientamento energetico

19,09%

Impianti di energie rinnovabili

14,55%

Altro

5,45%

*risposte multiple

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IA cresce per migliorare produttività e abbattere i costi INTELLIGENZA IA L'adozione dell'Intelligenza Artificiale (IA) tra le PMI industriali è in crescita. Il 23,28% delle imprese intervistate prevede di effettuare investimenti in IA, mentre la quota prevalente (76,72) dichiara di non avere iniziative in programma in questo ambito nel periodo considerato. Se si considerano i soli investimenti immateriali la quota che prevede di destinare risorse alla IA sale al 43,75%. Finalità IA Incremento della produttività

60,66%

Ottimizzazione dei processi produttivi

90,16%

Automazione delle attività ripetitive

54,10%

Miglioramento della sicurezza sul lavoro (prevenzione dei rischi)

21,31%

Riduzione dei costi operativi e del lavoro

45,90%

90% dei casi soprattutto per

Miglioramento analisi dati per la personalizzazione dell’offerta

50,82%

l’ottimizzazione dei processi

Potenziamento delle capacità di elaborazione e gestione dei dati

81,97%

Supporto ai processi decisionali basati sui dati

42,62%

produttivi

Altro

6,56%

Chi investirà in IA lo farà nel

17

Pag. 34 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Dazi USA: impatto moderato, attenzione alle catene energetiche DAZI STATUNITENSI L’analisi dell’impatto dei dazi statunitensi sull’attività delle imprese evidenzia, nel complesso, effetti limitati sul sistema delle PMI industriali e segnala aree di attenzione legate soprattutto all’aumento dei costi lungo le catene di approvvigionamento.

L’87,5% delle imprese dichiara che non vi saranno impatti rilevati

18

Impatto della crisi in Medio Oriente sulle PMI industriali FOCUS MEDIO ORIENTE ❖ Il 69,47% delle imprese ritiene che un aggravarsi o il protrarsi dell’attuale situazione possa avere degli effetti sulla redditività aziendale.

❖ Oltre la metà delle imprese dichiara di aver registrato un impatto negativo.

Ricadute sulla marginalità aziendale

Quali effetti sta riscontrando o ritiene più probabile possano verificarsi in relazione al conflitto:

Sì, una riduzione significativa della marginalità

18,01%

Sì, una lieve riduzione della marginalità

36,02%

Incremento dei costi delle materie prime

76,19%

Aumento dei costi energetici

50,98%

Aumento dei costi logistici e di trasporto

72,55%

Riduzione della marginalità aziendale

57,14%

Difficoltà o interruzioni negli approvvigionamenti

39,78%

Riduzione della domanda globale

47,62%

Maggiore incertezza nella pianificazione aziendale

47,06%

Volatilità dei prezzi e instabilità dei mercati

17,37%

Rischi per la continuità operativa della supply chain

6,44%

Complessivamente circa il 60% delle imprese ritiene che gli effetti sul

Nessun effetto rilevato al momento

4,48%

fatturato possano rimanere entro il 6%.

Sì, senza variazioni rilevanti della marginalità

9,95%

No, non sono stati riscontrati effetti

17,06%

Non ancora, ma si prevedono possibili effetti nei prossimi mesi Non so / non sono in grado di valutare

10,90% 8,06%

Impatto sul fatturato: il 32,59% delle imprese stima una ricaduta entro il 3%, mentre il 27,41% prevede un impatto compreso tra il 3% e il 6%.

19

Pag. 35 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Conclusioni •

Le Pmi italiane si dimostrano resilienti e prudenti ma fortemente condizionate dall’incertezza dello scenario internazionale •

•

Produzione, ordini e ricavi stabili o in contrazione per quasi due terzi delle Pmi industriali

I margini di profitto delle Pmi industriali sono diminuiti perché i costi di produzione sono cresciuti più velocemente dei prezzi di vendita • •

Export cresce anche grazie agli accordi con Ministero degli Esteri, SACE, Simest CDP e ICE

Nel secondo semestre le Pmi continueranno a investire in maniera selettiva (solo il 30,9% del campione)

•

Il 66,46% delle imprese non ha avanzato richieste di nuovi finanziamenti. Per il 7,78% ci sono state maggiori difficoltà nell’ottenere finanziamenti; solo il 3,89% segnala un miglioramento

•

Quasi una PMI su quattro (23,28% del campione) farà investimenti in IA nei prossimi mesi – Con riferimento agli investimenti immateriali la percentuale sale al 43,75% • •

Per l’87,5% del campione i dazi USA continueranno a non avere impatti rilevanti su ordini e fatturato

Per il 69,5% del campione l’instabilità del Medio Oriente avrà impatto sulla redditività, per più del 50% un impatto negativo è già stato registrato

20

Metodologia indagine METODOLOGIA L'indagine congiunturale Confapi è stata realizzata su un campione rappresentativo delle PMI italiane, definito secondo i criteri della Raccomandazione europea 2003/361/CE e tenendo come base statistica di riferimento l'Archivio ASIA dell'ISTAT.

Disegno del campione Campionamento stratificato per: Area geografica (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole)

Settore economico (Manifattura, Costruzioni, Servizi)

Output

Dimensione aziendale (numero di addetti)

Quadro aggiornato e affidabile delle dinamiche

Rilevazione

economiche - produttive - occupazionali con FOCUS

sulle condizioni attuali e prospettive delle PMI italiane

Periodo: giugno 2026

associate a Confapi.

Metodologia: questionario online (CAWI) Supporto: rete delle associazioni territoriali Confapi

21

Pag. 36 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


TS Traction & Service S.r.l. Via Vilsbiburg 6B/1 – 33030 Buja (UD) www.traction-service.it


Secondo bando per ristoro extra-costo gasolio presentazione della domanda dal 6 ottobre al 6 novembre 2026

Si fa seguito alla circolare associativa prot. n. 371/MM del 6 ottobre 2026 per ricordare che, con delibera n. 1432 del 2 ottobre 2026 (di seguito “DGR n. 1432/2026), la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia ha previsto l’emissione di un secondo bando per la concessione di un contributo commisurato al maggior costo sostenuto per l’acquisto di carburante nel periodo dall’1 marzo 2026 al 16 settembre 2026 rispetto all’anno 2025.

1. Presentazione della domanda La domanda di contributo è redatta e trasmessa tramite il sistema Istanze On Line, a cui si accede dalla pagina dedicata alla linea contributiva del sito della Regione FVG, previa autenticazione, dalle ore 10.00 del 6 ottobre 2026 alle ore 16.00 del 6 novembre 2026.

Alla domanda va allegata la relazione sintetica e il modello di assolvimento dell’imposta di bollo di euro 16,00. È ammissibile a contributo una sola domanda e, nel caso siano presentate più domande da parte di uno stesso soggetto, è ammissibile soltanto l’ultima validamente presentata in ordine cronologico.

2. Soggetti beneficiari L’allegato 1 del DGR n. 1432/2026 individua i codici ATECO delle Imprese attive con sede legale od operativa nel territorio regionale che possono presentare la domanda. L’attività corrispondente al codice ATECO deve essere esercitata in via primaria/prevalente al momento della presentazione dell’istanza.

3. Criteri di determinazione del contributo Il contributo è commisurato al maggior costo sostenuto per l’acquisto del carburante nel periodo compreso tra l’1 marzo 2026 e il 16 settembre 2026, determinato quale differenza, al netto dell’Iva, tra gli oneri sostenuti per l’acquisto del carburante nel medesimo periodo dell’anno 2026 e quelli sostenuti nel corrispondente periodo dell’anno 2025 a condizione che il raffronto sia effettuato in condizioni di sostanziale omogeneità dell’attività esercitata, avuto riguardo dei chilometri percorsi. Il maggior costo è autocertificato dal richiedente al momento della presentazione della domanda. Per le Imprese che hanno già presentato domanda di contributo a valere sulla prima linea contributiva (Delibera della Giunta regionale n. 952/2026), l’agevolazione è commisurata al maggior costo sostenuto per l’acquisto del carburante effettuato tra il 16 giugno e il 16 settembre 2026. L’elenco delle Imprese ammesse e i relativi ammontari contributivi sono pubblicati nell’allegato al Delibera della Giunta regionale n. 952/2026. Per le Imprese attive dall’1 marzo 2025, il contributo è commisurato al maggior costo sostenuto per l’aumento del prezzo del carburante nel periodo dall’1 marzo al 16 settembre 2026.

4. Importo minimo e massimo del contributo Per gli esercenti l’attività di agente e rappresentante di commercio, il contributo massimo sarà di euro 1.000,00. Per gli esercenti i servizi taxi, di noleggio con conducente, il commercio ambulante e la ristorazione mobile, il contributo concedibile sarà compreso tra euro 1.000,00 ed euro 3.000,00. Per le piccole e medie Imprese il contributo massimo concedibile sarà di euro 30.000,00, mentre per le grandi Imprese sarà di euro 50.000,00. Non sono ammissibili a contributo maggiori costi di importo inferiore a euro 1.000,00.

5. Regime di aiuto e cumulo

Il contributo è concesso in de minimis di cui al Re-

Pag. 38 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


golamento (UE) 2023/2831 ed è cumulabile con altri contributi o incentivi pubblici nel rispetto delle regole di cumulo di cui all’art. 5 del medesimo Regolamento.

risorse finanziarie disponibili. In caso di esaurimento delle risorse stanziate, l’ufficio ne dà comunicazione nella pagina del sito della Regione FVG dedicata allo strumento agevolativo.

6. Procedimento di concessione

L’Ufficio Economico rimane a disposizione per approfondimenti.

Le domande sono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento delle

Pag. 39 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026

(MM)


Contributi per interventi edilizi 2026 2. Interventi

finanziabili bando Sono finanziabili gli interventi di manutenzione in favore delle imprese straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, come definiti ai sensi per interventi edilizi dell’art. 4 della L.R. n. 19/2009, su unità immobirispetto del punteggio complessivo assegnato alla domanda del richiedente con riguardo ai criteri premiali straordinari facenti parte previsti di undall’articolo unico progetto e di cui alla Tabella “Criteri premiali” eliari rispettare gli obblighi 18. Ai fini edilizio del subentro,

situate territorio regionale. Questidella interventi vengono altresì verificate le condizioni per lanel concessione del contributo nel rispetto normativa europea in materia di aiuti di stato. L’impresa subentranteenon può essere già beneficiaria ai sensi dell’art. sono principali obbligatori. 5 del presente bando né subentrare Sono in più di una domanda. gli interventi avviati a partire finanziabili

Facciamo seguito alla nostra circolare prot. n. 361/ Art. 6 Interventi finanziabili e intensità contributo dall’1del gennaio 2026, se fruenti esclusivamente del MM del 25 settembre 2026 per ricordare che, con contributo in de 1. n. Sono finanziabili gli interventi di manutenzioneminimis. straordinaria, restauro e risanamento delibera della Giunta regionale 1353 del 18 setGli interventi perai isensi quali il contributo è richiesto conservativo e ristrutturazione edilizia, come definiti dell’articolo 4 della legge regionalein 11 tembre 2026 (di seguito “delibera n. 1353/2026”), novembre 2009, n. 19 (Codice regionale dell’edilizia), su unità facentisolo partese di un unico progetto regime GBER sonoimmobiliari finanziabili avviati dopo è stato adottato il bando (allegato della delibera edilizio 1e situate nel territorio regionale; sono denominati interventi A (interventi principali obbligatori). la presentazione della domanda e in assenza di pren. 1353/2026) per la concessione di contributi 2. Sono finanziabili glialle interventi avviati a partire dal 1 gennaio 2026, se fruenti esclusivamente del cedenti assunzioni di obbligazioni per la fornitura Imprese per la realizzazione contributo di interventi di“de main regime minimis”; glidi interventi per i quali il contributo è richiesto fruendo del regime GBER materiali o per la realizzazione dei lavori oggetto sono finanziabili solo se avviati dopo la presentazione della domanda e in assenza di precedenti assunzioni nutenzione straordinaria, restauro e risanamento di contributo. di obbligazioni fornitura di materiali o per la realizzazione dei lavori oggetto di contributo, nel rispetto conservativo e ristrutturazione edilizia per sula unità Gli interventi principali e obbligatori devono essere della definizione di avvio dei lavori contenuta nel Regolamento. immobiliari site nel territorio regionale. assoggettati a CILA, SCIA o SCIA PDCo (L.R. 9/2009) Gli interventi di cui al comma 1 devono essere assoggettati a CILA, PDC in n. base alla legge La dotazione finanziaria a 3.valere sull’esercizio e possono essere associati a interventi di efficienregionale 19/2009 e possono comprendere interventi di efficientamento energetico secondo quanto 2027 è di euro 6 milioni. descritto nella Tabella 1, colonna interventi B e C energetico, (interventi aggiuntivi facoltativi). tamento qualificati come aggiuntivi e facoltativi. 4. Gli interventi ammissibili sono riepilogati nella seguente Tabella 1.

1. Soggetti beneficiari

Possono partecipare al bando esclusivamente: a) società di persone; b) società di capitali; c) cooperative e consorzi; d) società consortili costituite in data antecedente all’1 gennaio 2026. I beneficiari devono essere titolari del diritto di proprietà o nuda proprietà (anche pro quota) o del diritto reale di usufrutto su unità immobiliari o edifici situati nel territorio regionale. È possibile la presentazione della domanda anche da parte del richiedente titolare di un contratto preliminare di acquisto purché la proprietà dell’unità immobiliare o dell’edificio sia acquisita prima della concessione del contributo. Tabella 1: Interventi ammissibili Pag. 40 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026 11


5. Gli interventi di tipologia A, B e C devono determinare un miglioramento dell'indice EPgl,nren Gli interventi A, B e C (come Tabella devo- determinato APE ante e post-intervento. Le condizioni documentato dall’APEda ante e post 1) intervento, come specificato all’articolo 2, comma 1,di amno determinare un miglioramento dell’indice di missibilità con riferimento alle categorie catastalettera f). prestazione energetica non rinnovabile medio del li delle unità immobiliari ante e post-intervento Le condizioni di ammissibilità con riferimento catastaliriportate: delle unità immobiliari ante e progetto6. edilizio (EPgl,nrem) documentato da alle categorie sono di seguito post-intervento sono riportate nella seguente Tabella 2:

Condizioni ammissibilità categorie catastali Situazione Situazione Ammissibilità Ante intervento Post intervento

• • •

• •

da A/1 a A/7 A/10 e A/11 Gruppo C (escluso C/7 aperte) Gruppo D (escluso D/9) F2

tettoie

• • •

da A/1 a A/7 A/10 A/11

• •

C/2 (Magazzini) C/6 (Garage/Rimesse)

• •

Spese ammissibili

C/1 (Negozi) C/3 (Laboratori)

Spese ammissibili solo per una u.i. C/2 e una u.i. C/6 per ciascuna unità di categoria catastale A ammessa. Spese non ammissibili. In caso di realizzazione di u.i. di tali categorie catastali, qualora sia realizzata almeno una unità di categoria A (ammissibile), il massimale del contributo spettante è maggiorato di 25.000,00 euro, una tantum, come stabilito alla Tabella 4.

Tabella 2: Condizioni ammissibilità categorie catastali 7. Il contributo è concesso calcolando solo la realizzazione di unità immobiliari di categoria catastale

ad interventi di installazione di impianti solari 3. Regime didaaiuto finale A1 a A7, A10 o A11: fotovoltaici, impianti di accumulo dell’energia e intensità a) da porre a disposizione, ai fini della locazione, come stabilito all’articolo di 2, comma lettera m), a a elettrica, generatori calore 1, non alimentati del contributo

di soggetti privati persone fisiche, alle seguenti condizioni:fossili collegati a nuovo impiancombustibili I contributi sonofavore concessi: 1) la locazione deve essere attivata a seguito di accordo con enti pubblici, entiimpianto privati, Agenzie per to fotovoltaico o ad un fotovoltaico - in de minimis; esistente potenziato attraverso la sostituzione l’abitare di cui(UE) all’articolo 15 della legge regionale 6/2026, o agenzie immobiliari per un periodo - ai sensi del Regolamento n. 651/2014 con riguardo a dispese esclusivamente 5 anniriferite dalla data della stipula dell’accordo; o l’aggiunta di nuovi pannelli, ai sensi dell’art. 41o del Regolamento, purché siano individuate agli interventi di efficientamento energetico 2) con contratto di locazione a canone concordato ad uso transitorio, non turistico, anche al fine separatamente dagli altri costi per la realizzache conduconodia soddisfare un miglioramento ai sensi le esigenze abitative di coloro che intendono risiedere o svolgere attività zione dell’intervento. dell’art. 38 bis del Regolamento, purché siano lavorativa nel territorio del Friuli Venezia Giulia o della popolazione studentesca iscritta agli individuate separatamente dagli altri costi di Istituti Tecnici Superiori (ITS) e alle Università della Regione; Si riporta la Tabella n. 3 riassuntiva delle percenrealizzazione dell’intervento; qualora sia richiesto di priorità di tuali cui all'articolo 7, comma 1, letteraper f), iltipologia contratto deve di contributo concesso di inter- ai sensi del3)Regolamento (UE) iln.criterio 651/2014 la locazione a favore di lavoratorivento dipendenti conalresidenza in luogo in base regime di aiuto.diverso da quello con riguardo a prevedere spese riferite esclusivamente nel quale sono chiamati a svolgere attività lavorativa con regolare contratto di lavoro, secondo quanto stabilito all’articolo 2, comma 1, lettera m); 4) i locatari non devono trovarsi, rispetto al beneficiario, in una delle situazioni descritte dall’articolo 31 della legge regionale 7/2000, inerente al divieto di contribuzione; in particolare, non è consentita la locazione a fronte di rapporti giuridici instaurati a qualunque titolo tra soggetti che siano in relazione di parentela o affinità entro il secondo grado o conviventi con il legale rappresentante o con i membri del consiglio direttivo dell’ente beneficiario o siano soci o amministratori di società; b) da porre in vendita a favore di soggetti privati persone fisiche alle seguenti condizioni: 1) gli acquirenti non devono trovarsi, rispetto al beneficiario, in una delle situazioni descritte 12

Pag. 41 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 17 - 30 settembre 2026


Tabella 3: Intensità del contributo

Si riporta la Tabella n. 4 con le intensità massime contributive per unità immobiliare e per ciascuna domanda.

Contributo complessivo massimo per unità immobiliari realizzate 52.000,00 €

per u.i. realizzata da porre in locazione alle condizioni previste dall’art. 6 comma 7, lettera a) (contributo calcolato solo su unità di categoria catastale finale del gruppo A ammesse)

38.000,00 €

per u.i. realizzata da porre in vendita alle condizioni previste dall’art. 6 comma 7, lettera b) (contributo calcolato solo su unità di categoria catastale finale del gruppo A ammesse)

maggiorazione 25.000,00 € una tantum in caso di realizzazione di C/1 e C/3 in presenza di un intervento su un'unità immobiliare di categoria catastale A ammessa, entro i limiti stabiliti dai regimi “de minimis” o GBER

Contributo complessivo massimo per ciascuna domanda 14

Importo massimo concedibile € 1.500.000,00 Tabella 4: Contributo complessivo massimo (entro i limiti indicati alla Tabella 3) 10. In caso di riqualificazione energetica e ristrutturazione di II livello (B1), al fine di usufruire del regime

di aiuto disciplinato 38 bis del Regolamento gli interventi devono portare ad un Pag. 42 - ApiNFORMA / Fiscaleall’articolo Tributario Economico - numero 17 - GBER, 30 settembre 2026 miglioramento minimo del 20% della prestazione energetica dell’edificio (o delle unità immobiliari facenti parte del medesimo progetto edilizio), risultante dal valore della Prestazione Energetica EP gl,nren,


4. Presentazione della domanda, assegnazione del contributo, erogazione anticipata ed erogazione finale

La domanda è archiviata se la spesa prevista è inferiore a euro 100.000,00. Il richiedente può scegliere l’applicazione del regime de minimis per tutte le spese relative agli interventi finanziabili. Qualora, oltre all’intervento principale obbligatorio di cui alla tipologia A della Tabella n. 1, anche eventualmente realizzato con propri fondi, il richiedente intenda realizzare gli interventi aggiuntivi di cui alle tipologie B e C della Tabella n. 1, ai fini del calcolo del contributo, usufruendo del regime GBER, indica tali spese in quadri economici distinti. I contributi verranno assegnati con procedimento a graduatoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile. Ai fini della formazione della graduatoria, alle domande presentate sono attribuiti i punteggi di merito come segue:

I termini e le modalità di presentazione delle domande verranno definiti con separato decreto del Direttore di servizio. Uno stesso soggetto può presentare una sola domanda con riferimento ad una sola unità immobiliare o progetto edilizio. Per la stessa unità immobiliare o progetto edilizio è ammessa una sola domanda di contributo. Con riferimento alla medesima unità immobiliare o edificio, è possibile presentare domanda, alternativamente, a valere sui bandi adottati per gli interventi previsti all’art. 2 “Interventi di manutenzione straorArt. 7 Criteri premiali dinaria, restauro e risanamento con- 1. Ai fini della formazione della graduatoria di cui all’articolo 11, alle domande presentate sono attribuiti i punteggi di merito in base ai criteri indicati nella Tabella 5: servativo e ristrutPunteggio turazione edilizia” e CRITERIO PREMIALE criterio all’art. 3 “Interventi di efficientamen- a) unità immobiliari o edifici che a seguito degli interventi raggiungono l'adeguamento alla normativa sismica in applicazione delle norme tecniche vigenti. Tale criterio dovrà essere comprovato, in sede di 40 to energetico” del- rendicontazione, dal deposito del progetto strutturale presso la Regione. la L.R. n. 8/2025. b) unità immobiliari o edifici che a seguito degli interventi raggiungono il miglioramento alla normativa Tale limitazione sismica in applicazione delle norme tecniche vigenti. Tale criterio dovrà essere comprovato, in sede di 25 opera per il perio- rendicontazione, dal deposito del progetto strutturale presso la Regione. do di 3 anni dalla c) interventi di abbattimento di barriere architettoniche mediante realizzazione di ascensori o sistemi 17 data del decreto di equivalenti. approvazione del d) interventi su unità immobiliari o edifici di pronta cantierabilità, come definita all’articolo 2, comma 1 15 rendiconto per cui lettera u) del presente bando, al momento della domanda. è stata presentata la e) interventi su unità immobiliari o edifici facenti parte del medesimo progetto edilizio aventi prima della realizzazione dell’intervento) classe energetica F o G. Per i progetti edilizi che comprendono più unità domanda. immobiliari si considera la classe energetica dell’unità immobiliare o edificio con la classe energetica 12 Qualora vengano inferiore. La realizzazione dell’intervento deve determinare un miglioramento del valore di EP gl,nren, presentate più do- (kWh/mq per anno), rispetto alla situazione precedente ai lavori, per le unità immobiliari oggetto di mande di contri- contributo. La classe energetica deve risultare da APE precedente ai lavori o con APE simulato. buto dallo stesso f) recupero a fini abitativi, da parte di imprese con sede legale o locale nel territorio regionale, di unità soggetto, anche per immobiliari o edifici da mettere a disposizione per un periodo di almeno 5 anni a favore di coloro che intendono risiedere o svolgere attività lavorativa nel territorio del Friuli Venezia Giulia e della 10 più progetti edili- popolazione studentesca iscritta agli Istituti Tecnici Superiori (ITS) e alle Università della Regione. Tale zi, oppure vengano criterio dovrà essere comprovato, in sede di rendicontazione per la maggioranza degli alloggi oggetto di presentate, da parte contributo o di uno di essi nel caso gli alloggi realizzati siano solo due. di soggetti diversi, g) interventi su unità immobiliari o edifici da destinare per almeno cinque anni ad attività commerciali 9 più domande per ovvero di servizi profit o no profit a favore della comunità. Tale criterio dovrà essere comprovato, in sede di rendicontazione, con la messa a disposizione di almeno una unità immobiliare per queste finalità. la medesima unità immobiliare o pro- h) interventi su unità immobiliari o edifici inseriti in zone urbanistiche A, B0, aree di trasformazione, aree compromesse o degradate eventualmente previste dagli strumenti di pianificazione comunale e 7 getto edilizio, sarà aree soggette a interventi edilizi convenzionati. ammessa esclusivai) unità immobiliari o edifici pericolanti sulla viabilità pubblica che mettono a rischio l’incolumità delle mente la domanda persone, attestati da asseverazione di un tecnico abilitato o per cui è già stata emessa, nei tre anni 5 caricata per ultima precedenti alla data di presentazione della domanda di contributo, ordinanza contingibile e urgente di in ordine cronolo- messa in sicurezza dell’immobile. Tabella 5: Criteri premiali gico. Art. 8 Spese ammissibili 1. FermoTributario restando ilEconomico rispetto delle- condizioni all'articolo Pag. 43 - ApiNFORMA / Fiscale numero 17 indicate - 30 settembre 2026 6, sono ammissibili a contributo le seguenti spese strettamente connesse agli interventi finanziabili sulle unità immobiliari: a) Lavori e forniture, comprensivi di posa in opera;


Entro 90 giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di contributo, verrà approvata la graduatoria degli interventi, formata in base a quanto dichiarato in domanda. Le domande con il medesimo punteggio sono calcolate in graduatoria in ragione dell’ordine cronologico di presentazione delle stesse. Il contributo è concesso entro il termine di 90 giorni dall’approvazione della graduatoria. Il contributo è erogato, su richiesta, in via anticipata, entro 90 giorni dalla stessa, a fronte di presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa, il cui costo è compreso tra le spese ammissibili che concorrono alla determinazione del contributo concesso in base al regime de minimis. Il contributo è erogato, su richiesta, in via anticipata, entro 90 giorni dalla stessa, a fronte di presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa, il cui costo è compreso tra le spese ammissibili che concorrono alla determinazione del contributo concesso in base al regime de minimis. La liquidazione con l’eventuale erogazione finale, qualora spettante, è disposta entro 120 giorni dalla presentazione della rendicontazione, fatte salve le sospensioni dei termini del procedimento istruttorio.

5. Cumulabilità del contributo I contributi concessi per le finalità sono cumulabili con altre contribuzioni o incentivi destinati allo stesso intervento, per la parte di spesa rimasta a carico del beneficiario al momento della presentazione della documentazione di rendicontazione nel rispetto dei massimali dei regimi di aiuto applicati. Il contributo non è cumulabile con i contributi

concessi a valere sui bandi di cui all’art. 3 della L.R. n. 8/2025. La parte di spesa finanziata in regime GBER, che resta a carico del beneficiario, non può essere oggetto di finanziamento in de minimis né di alcun altro finanziamento pubblico.

6. Obblighi del richiedente e del beneficiario Di seguito sono richiamati gli obblighi principali dei richiedenti e dei beneficiari. Per l’elenco completo si rinvia all’art. 8 del bando. Il richiedente, fino alla scadenza della graduatoria e a prescindere dall’avvenuto finanziamento della domanda, e il beneficiario del contributo sono obbligati a notificare l’inizio dei lavori entro 30 giorni dal loro avvio, mediante comunicazione inviata all’indirizzo PEC: territorio@certregione.fvg.it Le Imprese beneficiarie sono tenute a conservare o stabilire la sede o l’unità operativa nel territorio regionale entro 12 mesi dall’ultimazione dei lavori e a mantenerla per 5 anni dall’ultimo documento di spesa ammesso a rendicontazione. Entro il 31 gennaio di ogni anno, per almeno 5 anni, deve essere comunicato il mantenimento: - della sede o dell’unità operativa nel territorio regionale; - nel caso di Imprese che hanno indicato in domanda l’intento di destinare le unità immobiliari o l’edificio ad attività commerciali ovvero di servizi profit o no profit a favore della comunità, del rispetto dell’impegno assunto. L’Ufficio Economico rimane a disposizione per ogni esigenza di approfondimento.

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(MM)


Avviso ISI Inail 2025 aggiornamento calendario delle scadenze. prorogato il termine per il caricamento della documentazione Facciamo seguito alle nostre circolari prot. n. 341/ MM del 15 settembre 2026 e n. 308/MM del 4 agosto 2026, per comunicare che il termine per il

caricamento della documentazione delle domande ammesse negli elenchi cronologici provvisori CD e NCD è stato prorogato al 26 ottobre 2026, ore 18.00. Il calendario delle scadenze della procedura informatica è come di seguito aggiornato. Il prossimo aggiornamento del calendario è previsto per il 26 ottobre 2026. Per altre informazioni, gli interessati possono rivolgersi all’Ufficio Economico dell’Associazione.

Calendario

(MM) Scadenze Avviso ISI Inail 2025

Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda

13 aprile 2026

Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda

28 maggio 2026, ore 18.00

Pubblicazione “Regole tecniche” per l’invio del codice domanda tramite sportello in15 maggio 2026 formatico – Click Day Pubblicazione “Tabella temporale”

28 maggio 2026

Inizio periodo acquisizione codici identificativi per le domande partecipanti allo spor29 maggio 2026 tello informatico Pubblicazione elenchi NCD (No Click Day)

3 giugno 2026

Caricamento della documentazione per le domande degli elenchi NCD (pena decaden- dal 3 giugno al 26 ottobre 2026, ore za della domanda) 18.00 Pubblicazione elenchi cronologici provvisori CD

3 agosto 2026

Caricamento documentazione per le domande degli elenchi CD (pena decadenza do- dal 3 agosto al 26 ottobre 2026, ore manda) 18.00 Pubblicazione elenchi cronologici definitivi (compresi gli elenchi NCD)

In aggiornamento

Caricamento documentazione per le domande subentrate agli elenchi definitivi CD

In aggiornamento

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Simest

finanziamenti agevolati per favorire la diffusione dell’ia nei processi aziendali

Facciamo seguito alla nostra circolare prot. n. 353/MM del 21 settembre 2026 per comunicare che a partire dal 21 settembre 2026 è disponibile la misura di finanza agevolata SIMEST “Investimenti IA” per accelerare la diffusione dell’intelligenza artificiale tra le Imprese italiane che realizzino almeno il 3% del proprio fatturato all’estero oppure che operino come fornitrici di Imprese esportatrici. La dotazione finanziaria per questa misura è pari a euro 200.000.000,00. Lo strumento attiene a un finanziamento agevolato avente, tra l’altro, le seguenti caratteristiche: - contributo a fondo perduto fino al 10% dell’in-

tervento agevolativo, nei limiti della disciplina de minimis; - tasso d’interesse minimo, ad oggi, dello 0,37% in regime de minimis; - anticipo fino al 50% dell’importo finanziato; - durata massima dei finanziamenti fino a 8 anni (inclusi 2 anni di preammortamento). Il finanziamento deve riguardare esclusivamente investimenti destinati allo sviluppo, all’adozione e all’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale. Tra gli investimenti agevolabili si contemplano le infrastrutture cloud e sistemi di calcolo per l’IA, software e piattaforme di intelligenza artificiale, sviluppo e personalizzazione di modelli, integrazione con i sistemi aziendali, gestione e valorizzazione dei dati, formazione del personale, inserimento di competenze specifiche, consulenze, certificazioni, cybersecurity, adeguamento all’AI Act e iniziative di governance dell’Intelligenza Artificiale. L’Ufficio Economico rimane a disposizione per ogni esigenza di approfondimento.

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(MM)


Bando Invitalia contributi per l’acquisto di servizi di cloud computing e cybersecurity

Si fa seguito alla nostra circolare prot. n. 354/ MM del 21 settembre 2026 per ricordare che, con decreto direttoriale del 4 agosto 2026 (di seguito “d.d. 4.8.2026”), il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito le modalità e i termini di funzionamento dello sportello destinato alle PMI e ai lavoratori autonomi funzionale all’accesso alle agevolazioni volte a sostenere la domanda di servizi di cloud computing e cybersecurity attraverso l’acquisto dei prodotti e servizi ricompresi nell’elenco. La dotazione finanziaria è di complessivi euro 150.000.000,00, di cui euro 71.065.813,34 riservati alle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

1. Beneficiari e requisiti di ammissibilità Possono accedere alle agevolazioni le PMI e i lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale che, all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, dispongono di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. Possono accedere alle agevolazioni tutte le PMI, indipendentemente dalla forma giuridica e organizzativa, e tutti i lavoratori autonomi, indipendentemente dal ruolo e dall’attività esercitata, purché in possesso dei requisiti previsti dall’art. 4 del decreto 18 luglio 2025. Tra i requisiti fissati per le PMI vi è quello inerente all’assolvimento dell’obbligo assicurativo a copertura dei danni direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali (art. 1, c. 101, della L. n. 213/2023 e D.L. n. 39 del 31 marzo 2025).

2. Prestazione oggetto del contributo I piani di spesa ammissibili devono prevedere l’ac-

quisizione di uno o più prodotti e servizi di cloud computing e cybersecurity forniti dai soggetti presenti nell’elenco reso disponibile nell’area dedicata alla misura del portale del Ministero. Servizi ammissibili: a) soluzioni hardware cybersecurity previste dall’art. 4, c. 2, lett. a) del d.d. 4.8.2026; b) soluzione software cybersecurity previste dall’art. 4, c. 2, lett. b) del d.d. 4.8.2026; c) cloud infrastrutturali (Iaas) e di piattaforma (Paas) previsti dall’art. 4, c. 2, lett. c) del d.d. 4.8.2026; d) Cloud Saas, quali: software di contabilità; soluzione per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttiva/ Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX). Rientrano tra i servizi ammissibili anche i sistemi per erogare la formazione, fatta eccezione per le spese afferenti ai contenuti formativi; e) servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, ivi inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione delle PMI e lavoratori autonomi beneficiari del contributo. Questi servizi sono ammissibili nella misura massima del 30% del complessivo piano di spesa e devono essere connessi ad uno o più degli altri servizi qui richiamati, in quanto intesi come servizi accessori funzionali a promuovere le finalità di transizione digitale e sviluppo di soluzioni tecnologiche, ossia l’adozione di soluzioni tecnologiche nuove e aggiuntive rispetto a quelle a disposizione e/o di soluzioni tecnologiche più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso, al fine di promuovere lo sviluppo e l’adozione di servizi applicativi digitali innovativi. Per favorire la transizione digitale dei soggetti beneficiari, nonché lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, sono ritenuti ammissibili alle agevolazioni unicamente i servizi nuovi e

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aggiuntivi rispetto a quelli nella disponibilità dei predetti soggetti e/o i servizi che costituiscono un miglioramento delle soluzioni già in uso da parte degli stessi. L’acquisizione dei prodotti e/o servizi agevolabili può avvenire tramite le modalità di seguito indicate: a) acquisto diretto di uno o più servizi e/o prodotti. Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro 12 mesi decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione. Entro detto termine devono essere effettuati anche i relativi pagamenti; b) sottoscrizione di un abbonamento della durata di almeno 24 mesi con pagamento di canoni ricadenti nel predetto periodo. L’abbonamento deve essere sottoscritto dopo la presentazione della domanda, ma entro 30 giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione. Entro 60 giorni decorrenti dalla medesima data, il soggetto beneficiario è tenuto a trasmettere attraverso la procedura informatica apposita comunicazione di avvenuta sottoscrizione; c) adottando una combinazione delle due modalità appena illustrate.

3. Importo minimo delle spese ammissibili, intensità del contributo e suo importo massimo I piani devono prevedere spese ammissibili di importo non inferiore a euro 4.000,00. Le agevolazioni concedibili, che assumono la forma del contributo a fondo perduto, sono pari al 50% delle spese ammissibili e non possono eccedere l’importo di euro 20.000,00. Le agevolazioni sono concesse ai sensi del Regolamento de minimis e possono essere cumulate con altri aiuti di Stato, anche de minimis, nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.

4. Presentazione delle domande Le domande di agevolazione devono essere presentate esclusivamente attraverso la procedura informatica resa disponibile sul sito istituzionale del Ministero, pena l’invalidità e l’irricevibilità, secondo l’iter di seguito riportato. a) Fase di compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni a partire dalle ore 12.00 del 20 ottobre 2026

In tale fase possono essere svolte le seguenti attività: 1) accesso alla procedura informatica tramite SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’Identità elettronica; 2) immissione delle informazioni e dei dati richiesti per la compilazione della domanda e caricamento dei relativi allegati; è necessario indicare una casella di posta elettronica certificata attiva, il cui possesso è obbligatorio ai fini della presentazione della domanda di agevolazione; 3) generazione del modulo di domanda in formato pdf immodificabile, contenente le informazioni e i dati forniti e apposizione della firma digitale; 4) caricamento della domanda firmata digitalmente e conseguente rilascio del “codice di predisposizione domanda” necessario per la presentazione della stessa. b) Fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni a partire dalle ore 12.00 del 10 novembre 2026 alle ore 12.00 del 20 gennaio 2027

1) accesso del soggetto richiedente alla procedura informatica; 2) inserimento, da parte del soggetto richiedente ai fini della formale presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, del “codice di predisposizione domanda”; 3) rilascio dell’attestazione di avvenuta presentazione della domanda in formato pdf immodificabile, da parte della procedura informatica. All’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, ai soggetti proponenti è rilasciato dalla piattaforma il codice unico di progetto (CUP), che deve essere riportato su ciascun giustificativo di spesa connesso al programma di investimento agevolato. Per i contenuti della domanda di agevolazione e per l’individuazione degli allegati, si rinvia ai commi 3 e 4 dell’art. 5 del d.d. 4.8.2026. Ciascun soggetto proponente può presentare una sola domanda di agevolazione. Qualora le domande di agevolazione presentate esauriscano le risorse disponibile prima del termine finale, il Ministero procede a comunicare tempestivamente l’intervenuto esaurimento delle predette risorse e alla conseguente chiusura dello sportello.

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5. Valutazione istruttoria delle istanze, concessione ed erogazione delle agevolazioni Il Ministero, con il supporto di Invitalia, procede all’istruttoria delle domande di agevolazione in base all’ordine cronologico di presentazione, entro il termine di 60 giorni dalla data del loro inoltro. La richiesta di erogazione dei contributi concessi deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica attraverso la procedura informatica, completa della documentazione prevista al comma 4 dell’art. 7 del d.d. 4.8.2026. Le agevolazioni sono erogate su richiesta dei beneficiari in due quote, ovvero in un’unica quota ad avvenuta ultimazione del piano di spesa, fermo restando che l’erogazione potrà essere richiesta non prima di 3 mesi dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione. L’erogazione della prima quota di agevolazione può essere richiesta solo a seguito dell’avvenuto

sostenimento di almeno il 50% del piano di spesa ammesso. L’erogazione della seconda e ultima quota, pari all’importo del contributo concesso residuo, può esser richiesta, presentando la documentazione completa dell’intera spesa sostenuta per la realizzazione del piano, a seguito dell’ultimazione del piano di spesa medesimo. La richiesta di erogazione della seconda e ultima quota, ovvero la richiesta di erogazione in una unica quota, deve essere in ogni caso presentata entro 30 giorni dal termine ultimo previsto per l’ultimazione del programma di spesa. Il Ministero, con il supporto di Invitalia e Infratel, espleta le verifiche entro 60 giorni dalla presentazione delle istanze e, in caso di esito positivo, procede all’erogazione delle agevolazioni spettanti sul conto corrente indicato dal soggetto beneficiario nella predetta istanza. L’Ufficio Economico rimane a disposizione per ogni esigenza di approfondimento.

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(MM)


Reperimento di personale all’estero le nostre iniziative a beneficio delle imprese associate

Nell’ambito delle attività a supporto delle Imprese associate impegnate nella ricerca di personale, anche attraverso canali di reclutamento internazionali, abbiamo attivato e consolidato negli anni una serie di iniziative e collaborazioni volte a facilitare l’incontro tra la domanda di lavoro espressa dalle aziende del territorio e l’offerta di manodopera proveniente dall’estero. Di seguito si illustra un quadro sintetico dei principali strumenti a disposizione delle nostre Imprese.

1. Presentazione istanze di Decreto Flussi CONFAPI nazionale ha aderito al Protocollo di Intesa sottoscritto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme alle organizzazioni dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale. Tale adesione ci consente di operare come soggetto abilitato alla presentazione delle istanze di nulla osta per l’assunzione di cittadini non comunitari, in nome e per conto delle Imprese associate. Grazie a questa procedura semplificata, le Imprese associate che si avvalgono del nostro supporto non sono tenute a produrre l’asseverazione contrattuale, normalmente richiesta per la verifica della coerenza tra attività, mansione e capacità economica. Anche per le annualità 2027 e 2028 il nostro Ufficio Lavoro potrà fornire assistenza personalizzata, supporto documentale e indicazioni operative per la corretta predisposizione delle domande.

2. Attivazione di tirocini formativi e di orientamento per lavoratori stranieri extra UE Collaboriamo con i soggetti promotori per la proPag. 51 - ApiNFORMA / Lavoro - numero 17 - 30 settembre 2026

cedura di apposizione del visto sui progetti di tirocinio da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Si tratta di uno strumento, disciplinato dall’art. 27, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), distinto dai canali di ingresso programmati con il Decreto Flussi, che consente a cittadini extracomunitari autorizzati a soggiornare per motivi di formazione professionale di svolgere periodi temporanei di addestramento. La procedura coinvolge tre soggetti distinti: il tirocinante, il soggetto promotore e il soggetto ospitante. Al termine del percorso, il permesso di soggiorno per studio/tirocinio/formazione può inoltre essere convertito in permesso per lavoro subordinato.

3. Eventi e iniziative con le Università degli Studi di Udine e di Trieste Per rispondere alle esigenze di nuovo personale delle Imprese associate, partecipiamo a diverse iniziative realizzate con gli Atenei locali. Il 21 ottobre 2026 saremo presenti con una postazione al Mercoledì del Placement presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Udine. L’iniziativa è volta a favorire l’inserimento lavorativo degli studenti e dei laureati nelle nostre Imprese associate. Il 13 novembre 2026 parteciperemo all’evento International Job Fair, un’iniziativa sviluppata insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia, all’Università degli Studi di Udine e di Trieste, ai quattro ITS regionali, agli enti Friuli nel Mondo e Giuliani nel Mondo e ai Salesiani – il progetto International Job Fair: sarà un’occasione per conoscere candidati stranieri interessati ad avviare un percorso lavorativo in Italia con le Imprese associate. Il 14 novembre 2026 saremo presenti anche alla Fiera del Lavoro FVG – Convegno ALIg (Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale), un grande evento di recruiting che come da tradizione si terrà presso il Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

4. Progetti con Caritas Abbiamo, inoltre, in essere due progetti di collaborazione con Caritas-Diocesi di Udine:


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EU-Passworld. Progetto pilota promosso da Caritas Italiana per l’istituzione di corridoi lavorativi per i rifugiati. Si tratta di un’iniziativa triennale finanziata dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea, con l’obiettivo di collegare il patrocinio comunitario a percorsi di lavoro e istruzione per i rifugiati. Protocollo per l’inserimento socio-lavorativo. Protocollo volto a favorire l’accesso a percorsi di affiancamento all’inserimento socio-lavorativo di soggetti accolti e supportati dal Centro Caritas o da Opere collegate, anche tramite la promozione e lo sviluppo di percorsi formativi e opportunità di lavoro nei settori di interesse del territorio rappresentato da CONFAPI FVG. I potenziali beneficiari dei percorsi di integrazione (formazione, orientamento lavorativo, ecc.), promossi dal Centro Caritas in collaborazione con CONFAPI FVG, sono individuati sulla base delle competenze già possedute e delle aspirazioni di ciascuno.

5. Delegazione in Argentina Dal 24 gennaio al 4 febbraio 2026 abbiamo preso parte, insieme a una delegazione istituzionale friulana, costituita da rappresentanti del Comune di Udine, della Regione FVG, dell’Ente Friuli nel mondo, di Confartigianato, del Cosef, del Civiform e dell’Università degli Studi di Udine, alla missione in Argentina con l’obiettivo di rafforzare i legami storici, promuovere la formazione e stringere nuove alleanze strategiche con le comunità friulane locali. In rappresentanza di CONFAPI FVG ha

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partecipato Luca Ceccarelli della Ceccarelli Group. La missione in Argentina è nata per cogliere le opportunità che possono svilupparsi attraverso percorsi di collaborazione e di scambio in ambito formativo e professionale. L’incontro tra competenze, esperienze e bisogni delle Imprese ha costituito un’occasione per avviare un dialogo costruttivo tra i due Paesi per una progettualità condivisa a beneficio di tutti gli interlocutori coinvolti. La delegazione ha incontrato i centri educativi e professionali per un confronto sui temi della cooperazione culturale, accademica ed economica e del valore che i corregionali all’estero hanno come ponte strategico tra il Friuli e l’Argentina.

6. Progetto CONFAPI-AFRICA CONFAPI nazionale ha avviato una collaborazione con E4Impact, un’organizzazione che supporta l’avvio e la crescita di nuovi business in Africa, attraverso MBA, programmi imprenditoriali, acceleratori d’impresa e progetti di sviluppo. Questa partnership può rappresentare un canale utile per mettere in contatto le Imprese associate con realtà locali, Università e network imprenditoriali africani, anche in funzione dell’individuazione di profili professionali e della costruzione di eventuali percorsi dedicati. L’Ufficio Lavoro resta a disposizione delle Imprese associate per valutare le specifiche esigenze aziendali e per approfondire le diverse iniziative sopra illustrate. (AG)


Scelta di destinazione del TFR. Nuovo modello TFR3 valido per i lavoratori assunti dopo il 30 giugno 2026

Facciamo seguito alla nostra circolare prot. n. 360/AG del 24 settembre 2026 per ricordare che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha adottato con decreto interministeriale del 4 settembre 2026 il nuovo modello TFR3, lo strumento con cui i lavoratori esercitano le scelte relative alla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), in attuazione delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) all’articolo 8 del D.lgs. 252/2005. Il modulo si applica ai rapporti di lavoro con decorrenza successiva al 30 giugno 2026 e sostituisce il precedente modello TFR2, introducendo una disciplina distinta per i lavoratori di prima assunzione e per quelli non di prima assunzione. Il modulo si articola in tre parti principali: - una parte dichiarativa comune, in cui il lavoratore attesta di aver ricevuto l’informativa e dichiara la propria posizione (lavoratore di prima assunzione oppure non di prima assunzione, con o senza adesione in essere alla previdenza complementare con conferimento del TFR); - la Sezione 1, riservata ai lavoratori di prima assunzione, nella quale il lavoratore esercita la scelta tra: * il conferimento del TFR alla forma individuata dall’adesione automatica (anche in misura diversa dal 100%, se consentito dal contratto collettivo), * il conferimento esplicito a una diversa forma pensionistica, * il mantenimento del TFR secondo il regime dell’art. 2120 c.c., * il non versamento del contributo a proprio carico ove ricorra il requisito reddituale; - la Sezione 2, riservata ai lavoratori non di prima assunzione che abbiano già in essere un’aPag. 53 - ApiNFORMA / Lavoro - numero 17 - 30 settembre 2026

desione a una forma di previdenza complementare con conferimento di tutto o parte del TFR, nella quale il lavoratore indica la forma pensionistica a cui destinare il TFR maturando dal nuovo rapporto, con analoghe opzioni di misura e di esonero contributivo in presenza del requisito reddituale. Per lavoratore di prima assunzione, ai sensi dell’art. 8, c. 7, del D.lgs. 252/2005 si intende chi non ha mai avuto un precedente rapporto di lavoro nel settore privato prima del 1° luglio 2026. Per questa categoria di lavoratori opera il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare, in assenza di una scelta espressa da parte del lavoratore entro 60 giorni dalla data di assunzione. La forma pensionistica di destinazione è individuata secondo il seguente ordine: 1. la forma prevista dagli accordi o dai contratti collettivi applicati, anche territoriali o aziendali; 2. in presenza di più forme collettive, quella alla quale risulta iscritto il maggior numero di lavoratori dell’Impresa, salvo diverso accordo aziendale; 3. in assenza di accordi individuabili, la forma residuale prevista dal D.M. 31 marzo 2020, n. 85. L’adesione automatica comporta la devoluzione dell’intero TFR e della contribuzione a carico di azienda e lavoratore nella misura stabilita dagli accordi collettivi, fermo restando che il contributo a carico del lavoratore non è dovuto quando la retribuzione annua lorda è inferiore all’assegno sociale (art. 3, commi 6-7, L. 335/1995). In caso di adesione automatica, il datore di lavoro comunica l’adesione alla forma di destinazione e avvia i versamenti dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni, con effetto retroattivo dalla data di assunzione. Entro 60 giorni dall’assunzione, il neoassunto può, in alternativa all’adesione automatica: - confermare il conferimento del TFR alla forma pensionistica individuata dall’adesione automatica; - scegliere espressamente una diversa forma pensionistica complementare; - rinunciare al conferimento e mantenere il TFR secondo il regime dell’art. 2120 c.c. (con even-


tuale versamento al Fondo di Tesoreria INPS); non versare il contributo a proprio carico, ove ricorra il requisito reddituale. La scelta di mantenere il TFR fuori dalla previdenza complementare non è irreversibile, il lavoratore potrà in qualsiasi momento successivo destinare il TFR maturando a una forma pensionistica complementare. Per il lavoratore non di prima assunzione si distinguono due situazioni: 1. il lavoratore che non ha in essere un’adesione alla previdenza complementare con versamento del TFR: il meccanismo dell’adesione automatica non opera e il TFR resta regolato dall’art. 2120 c.c., salva sempre la possibilità di un’adesione volontaria successiva. Se il lavoratore rientra in questa casistica non deve compilare la sezione 2, ma solo la parte dichiarativa inziale del modello; 2. il lavoratore che ha già in essere un’adesione con conferimento del TFR: in questo caso di-

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spone di 60 giorni per indicare a quale forma destinare il TFR maturando dal nuovo rapporto. In mancanza di scelta, si applica l’adesione automatica. Il nuovo modello TFR3 documenta anche l’adempimento dei nuovi obblighi informativi rafforzati a carico del datore di lavoro. Il lavoratore dichiara di aver ricevuto informazioni su: - accordi e contratti collettivi applicabili in materia di previdenza complementare, - forma pensionistica destinataria dell’adesione automatica, - funzionamento del meccanismo; facoltà esercitabili entro 60 giorni, - opzioni di destinazione del TFR. Restiamo a disposizione per il supporto nella predisposizione della modulistica aziendale, in particolare sull’obbligo di informativa in base al CCNL applicato. (AG)


UN DOCUMENTO RACCONTA UN MOMENTO. I DATI CHE CONTIENE RACCONTANO QUALCUNO. Distruzione professionale di archivi e documenti aziendali contenenti dati personali e informazioni riservate.

Ritiro presso vostra sede

Distruzione secondo DIN 66399

Verbale di avvenuta distruzione

Operativi in FVG

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loc. Stazione 15, Sgonico (TS)

Liberiamo spazio. Proteggiamo la privacy.


Integrativo FVG edilizia Confapi ANIEM modalità di erogazione. errata corrige

Si informano le Imprese del settore che nella Circolare prot. n. 301/AG del 30 luglio 2026 sono state erroneamente riportate le modalità di erogazione dell’E.V.R. (elemento variabile della retribuzione) per il 2025 così come previste, con riferimento al Contratto Integrativo Regionale di lavoro per l’edilizia sottoscritto il 28 luglio 2023, nell’intesa del 27 luglio 2026 u.s.

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Conformemente all’intesa del 27 luglio 2026 u.s., che qui si allega nuovamente, ferme le date di erogazione, le modalità di erogazione sono infatti le seguenti: - con riferimento al periodo gennaio 2025 giugno 2025 (ANZICHÉ come erroneamente indicato: gennaio 2025 - agosto 2025) in unica soluzione, con la retribuzione erogata nel mese di settembre 2026. - Con riferimento al periodo luglio 2025 - dicembre 2025 (ANZICHÉ come erroneamente indicato: settembre 2025 - dicembre 2025), in unica soluzione, con la retribuzione erogata nel mese di dicembre 2026. Siamo a disposizione per ogni chiarimento. (EI)


CCNL Unionmeccanica Confapi. Accordo di rinnovo 04.06.2026 -

contribuzione sindacale straordinaria

Si trasmette la circolare di Unionmeccanica Confapi del 16 settembre 2026, avente ad oggetto la contribuzione sindacale straordinaria prevista in occasione del rinnovo del CCNL Unionmeccanica Confapi, sottoscritto dapprima in data 24 luglio 2025 e concluso definitivamente il 4 giugno 2026. Le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, quali soggetti stipulanti il rinnovo contrattuale, richiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato il versamento di una “quota associativa straordinaria” complessiva di € 90,00, a titolo di corrispettivo per l’attività negoziale svolta, i cui effetti si estendono a tutti i lavoratori destinatari del CCNL, a prescindere dall’iscrizione sindacale. L’importo di € 90,00 sarà corrisposto in tre rate annuali di € 30,00 ciascuna, da trattenere sulle retribuzioni relative a: - dicembre 2026 - rata di € 30,00; - dicembre 2027 - rata di € 30,00; - dicembre 2028 - rata di € 30,00. Per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, le Imprese sono tenute a:

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affiggere in bacheca aziendale, dal mese di settembre e non oltre il 15 novembre, la comunicazione predisposta dai sindacati (Allegato 1), che informa i lavoratori della richiesta della quota straordinaria; - distribuire ai lavoratori, unitamente alla busta paga del mese di settembre, l’apposito modulo di accettazione/rifiuto (Allegato 2); - raccogliere i moduli riconsegnati dai lavoratori entro il 30 novembre, con l’indicazione della scelta di autorizzare o non autorizzare la trattenuta; - comunicare, tramite le Associazioni imprenditoriali, alle Organizzazioni Sindacali territoriali di FIM, FIOM e UILM il numero delle trattenute effettuate; - versare le quote trattenute sul conto corrente bancario intestato a “Associazione FIM, FIOM e UILM” presso BPER Banca SPA, Roma – IBAN IT82X0100503200000000045111. Il consenso del lavoratore è acquisito con il meccanismo del silenzio-assenso: la mancata riconsegna del modulo entro il termine del 30 novembre equivale ad accettazione tacita della trattenuta. È pertanto opportuno che le Imprese sollecitino attivamente i lavoratori a esprimere in modo esplicito la propria scelta (autorizzazione o diniego), per ridurre il rischio di contestazioni successive. Siamo a disposizione per ogni chiarimento. (AG)


Il Presidente Roma, 16 settembre 2026

Circolare Contribuzione sindacale straordinaria - Accordo di rinnovo 4 giugno 2026 A seguito dell'Accordo di rinnovo del Ccnl Unionmeccanica Confapi, sottoscritto lo scorso 4 giugno 2026, sono stati stabiliti termini e condizioni per la raccolta del contributo di € 90,00 che i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil richiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato a titolo di “quota associativa straordinaria” a fronte dell’attività di negoziazione svolta, i cui risultati interessano tutti i lavoratori ai quali si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro sopra richiamato. L’importo sopra definito verrà corrisposto in tre rate annuali di € 30,00 ciascuna, da trattenere sulla retribuzione del mese di dicembre 2026, dicembre 2027 e dicembre 2028. Pertanto le aziende, mediante affissione in bacheca da effettuarsi a partire dal mese di settembre e fino al 15 novembre degli anni 2026-2027-2028, comunicheranno (ALLEGATO 1) che in occasione del rinnovo del CCNL firmato dapprima in data 24 luglio 2025 e poi concluso il 4 giugno 2026, i sindacati stipulanti Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil chiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di 30,00 euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 da trattenere sulla retribuzione afferente al mese di dicembre dei predetti anni. Le aziende distribuiranno insieme alle buste paga del mese di settembre di ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, l’apposito modulo (ALLEGATO 2) di seguito riportato che consente al lavoratore di accettare - anche attraverso la non riconsegna del modulo - o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnato all’azienda entro il 30 novembre di ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Le aziende daranno tempestiva comunicazione tramite le Associazioni Imprenditoriali, alle Organizzazioni Sindacali di FIM, FIOM e UILM territoriali, del numero delle trattenute effettuate. Le quote trattenute verranno versate dalle aziende sul C/C BANCARIO intestato a: ASSOCIAZIONE FIM, FIOM e UILM presso la BANCA BNL IBAN IT82X0100503200000000045111.

Pag. 58 - ApiNFORMA / Lavoro - numero 17 - 30 settembre 2026 Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Metalmeccanica Confapi


Considerata la modalità del silenzio assenso adottata per l’acquisizione del consenso del lavoratore, suggeriamo alle aziende di attendere il tempo necessario per eventuali rettifiche prima di procedere al versamento delle trattenute effettuate. Per ogni altra informazione si rinvia al testo del rinnovo contrattuale. Unionmeccanica Confapi rimane a disposizione per ogni chiarimento si rendesse necessario. Cordiali saluti Luigi Sabadini

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ALLEGATO 1

COMUNICATO QUOTA ASSOCIATIVA STRAORDINARIA In occasione dell’accordo di rinnovo del Ccnl Unionmeccanica Confapi del 4 giugno 2026, i sindacati stipulanti Fim, Fiom e Uilm chiedono ai lavoratori e lavoratrici non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di € 90,00 (novanta/00). Tale importo verrà corrisposto in tre rate annuali di € 30,00 ciascuna, da trattenere sulla retribuzione del mese di dicembre 2026, dicembre 2027 e dicembre 2028. Ogni anno il lavoratore e lavoratrice potranno decidere se riconoscere la quota di competenza. Insieme alla busta paga del mese di settembre di ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 i lavoratori riceveranno un apposito modulo da riconsegnare all’azienda entro il 30 novembre di ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 mediante il quale dichiarare l’accettazione o il rifiuto della richiesta. Si sollecitano i lavoratori e le lavoratrici ad esprimere la propria scelta mediante la riconsegna del modulo in quanto in caso contrario sarà effettuata la ritenuta secondo il principio del silenzio assenso.

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ALLEGATO 2 MODULO PER CONTRIBUZIONE SINDACALE STRAORDINARIA DA RICONSEGNARE ENTRO IL 30 NOVEMBRE 2026 (da adattare per gli anni 2027 e 2028) ALLA DIREZIONE AZIENDALE Tenuto conto che in occasione degli accordi del 24 luglio 2025 e del 4 giugno 2026 di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil chiedono una contribuzione

straordinaria

pari

a

€

30,00

per

l’anno

2026,

il

sottoscritto

_______________________________, nato a ____________________, il __/__/____, matricola n. ____________________, (barrare l’opzione prescelta) AUTORIZZA |_|

NON AUTORIZZA |_|

la Direzione aziendale ad effettuare una trattenuta di € 30,00 (trenta/00) per l’anno 2026 sulla retribuzione relativa al prossimo mese di dicembre da versarsi quale contributo per le attività del sindacato Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, con bonifico sul C/C BANCARIO intestato a ASSOCIAZIONE

FIM-FIOM-UILM

presso

la

BANCA

BNL,

codice

IBAN

IT82X0100503200000000045111. “Ricevuta l’informativa sull’utilizzazione dei miei dati personali, consento al loro trattamento nella misura necessaria per il perseguimento dello scopo indicato”. La presente solleva la Direzione aziendale da ogni responsabilità conseguente salvo il regolare versamento della trattenuta. Si sollecitano i lavoratori ad esprimere la propria scelta mediante la riconsegna del modulo in quanto in caso di mancata riconsegna sarà effettuata la ritenuta secondo il principio del silenzioassenso. Data, ____________ Firma ____________

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Indice mensile rivalutazione t.f.r. agosto 2026 RAPPORTI CESSATI MESE

DAL

AL

RIVAL. FISSA

INDICE

RIVALUTAZIONE

GENNAIO

15.01

14.02

0,125

100,4

0,363025

FEBBRAIO

15.02

14.03

0,250

100,9

0,862716

MARZO

15.03

14.04

0,375

101,5

1,437346

APRILE

15.04

14.05

0,500

102,5

2,311728

MAGGIO

15.05

14.06

0,625

102,8

2,661543

GIUGNO

15.06

14.07

0,750

102,8

2,786543

LUGLIO

15.07

14.08

0,875

103,1

3,136358

AGOSTO

15.08

14.09

1,000

103,7

3,710988

SETTEMBRE

15.09

14.10

1,125

OTTOBRE

15.10

14.11

1,250

NOVEMBRE

15.11

14.12

1,375

DICEMBRE

15.12

14.01

1,500

(C)

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Inail. Salute e sicurezza sul lavoro la relazione annuale 2025 presentata alla camera dei deputati

A cura dell’Inail Nell’Aula dei Gruppi parlamentari il presidente D’Ascenzo ha illustrato i dati sull’andamento infortunistico e tecnopatico, le principali iniziative realizzate sui fronti dell’assicurazione, della prevenzione, della ricerca e degli investimenti, e gli obiettivi strategici per il futuro Il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, ha presentato oggi a Roma, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la Relazione annuale 2025 dell’Istituto. Alla presenza del direttore generale, Marcello Fiori, e dei consiglieri di amministrazione Danilo Battista, Nunzia Catalfo, Caterina Grillone e Maurizio Millico, D’Ascenzo ha illustrato al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, e alle altre autorità presenti i dati sull’andamento di infortuni e malattie professionali, i principali risultati ottenuti sui fronti dell’assicurazione, della prevenzione e della ricerca, e gli obiettivi strategici per affrontare le sfide del futuro in materia di salute e sicurezza sul lavoro. “Attraverso questo appuntamento annuale – ha sottolineato D’Ascenzo – l’Istituto intende condividere i risultati del proprio operato e analizzare i dati infortunistici e tecnopatici per individuare gli strumenti più efficaci per contenere i rischi. Il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro è sancito dalla Carta costituzionale e l’ordinamento attribuisce all’Inail importanti funzioni affinché tale diritto si traduca in garanzie concrete: la tutela assicurativa, da cui derivano gli indennizzi e le connesse prestazioni sanitarie e riabilitative, la promozione della cultura della prevenzione mediante formazione, informazione e consulenza, il sostegno economico in favore delle Imprese che

investono in sicurezza, lo sviluppo della ricerca, per definire standard di prevenzione allineati all’evoluzione tecnologica e adeguati ai nuovi rischi legati ai cambiamenti climatici e all’organizzazione del lavoro”. “Questo quadro organico di azioni – ha aggiunto il presidente dell’Inail – nel 2025 ha registrato un evidente salto di qualità, a seguito dell’emanazione del decreto-legge 159, con cui Governo e Parlamento hanno ulteriormente riconosciuto e rafforzato il ruolo del nostro Istituto quale protagonista del sistema di tutela della sicurezza sul lavoro. L’intervento del legislatore ha attribuito all’Inail importanti funzioni in materia di prevenzione. Il decreto conferma l’evoluzione dell’Istituto da ente prevalentemente assicuratore a soggetto centrale del sistema nazionale di prevenzione, formazione e incentivazione della sicurezza, con lo scopo di incidere in modo significativo sul numero, ancora troppo elevato, di infortuni e malattie professionali che continua a registrarsi nel Paese”.

INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI Dall’analisi dell’andamento infortunistico emerge che nel 2025 le denunce di infortunio complessive sono state 600mila (+1,2% rispetto alle quasi 594mila dell’anno precedente), delle quali 519mila denunce per lavoratori (+0,8% sul 2024) e 81mila per studenti (+3,4%). I casi mortali denunciati sono stati 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024. In particolare, si registrano 1.189 decessi tra i lavoratori (37 in meno) e nove tra gli studenti (quattro in meno). Nel dettaglio delle modalità di accadimento per i lavoratori, a fronte di un lieve aumento delle denunce di infortuni in occasione di lavoro (+0,5%, pari a 414.917 casi), quelle per incidenti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, sono state 104.417, in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente, superando anche il dato del 2019 (103.492). Per i casi mortali, la diminuzione dei 37 casi tra i lavoratori si traduce in un decremento dei decessi avvenuti in occasione di lavoro (-4,1%) e in una sostanziale stabilità di quelli in itinere (da 298 a 299), rimasti al di sotto del dato del 2019 (335).

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Rapportando le denunce di infortuni avvenuti nello svolgimento dell’attività lavorativa al numero degli occupati Istat, il valore del 2025 si attesta a 1.720,4 casi ogni 100mila occupati, inferiore dello 0,3% rispetto all’anno precedente (1.725,6) e del 13,4% rispetto a quello rilevato nel 2019 (1.986,7). In calo anche il valore dei casi mortali, che si attesta a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024 (3,88) e del 5,4% sul 2019 (3,90). Per quanto riguarda le malattie professionali, le denunce nel 2025 sono state 98.312, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%). Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000. Questa crescita costante, favorita dall’azione dei patronati e dei medici certificatori, non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l’emersione del sommerso. Le denunce si riferiscono alle patologie e non ai soggetti ammalati, che sono stati 63.136 (+8,8% rispetto ai 58.038 del 2024), con una media di 1,6 denunce per ciascun lavoratore, effetto delle cosiddette denunce “plurime”, tipiche in particolare delle patologie muscolo-scheletriche (70mila casi, ormai tre denunce su quattro). A fronte di un’unica segnalazione da parte di un lavoratore, infatti, possono essere aperte più pratiche per tracciare le singole patologie riscontrate.

BILANCIO E RISULTATI DI GESTIONE Il bilancio 2025 dell’Inail ha confermato la solidità della situazione finanziaria e patrimoniale dell’Istituto, registrando un avanzo finanziario di competenza di oltre 1,74 miliardi di euro. Si rileva un disavanzo economico di oltre 3,1 miliardi di euro, da attribuire prevalentemente all’incremento dei capitali di copertura delle rendite per effetto di quanto previsto dal decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 25 marzo 2025 (adozione dal 1° gennaio 2025 delle Tabelle dei nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite Inail). Sul fronte delle entrate, i premi e i contributi consuntivati ammontano a 10,38 miliardi di euro, registrando una crescita del 6% rispetto al 2024. Le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici ammontano complessivamente a oltre 5,61 miliardi di euro, in aumento dell’1,70% rispetto al consuntivo dell’anno precedente. La quota principale, pari a oltre 4,91 miliardi, è destinata al pagamento delle rendite. L’incremento dell’1,73% rispetto al 2024 è influenzato dai provvedimenti di rivalutazione delle prestazioni effet-

tuati nel corso del 2025. La spesa per le prestazioni temporanee si attesta invece a 684 milioni di euro (+1,48%). L’avanzo patrimoniale al 31 dicembre 2025 ammonta a oltre 12,45 miliardi di euro, con un avanzo di amministrazione che supera i 53 miliardi. Il fondo di cassa dell’Istituto ha raggiunto i 47,51 miliardi di euro, di cui oltre 47,18 miliardi risultano giacenti presso la Tesoreria Centrale dello Stato. Le aziende in portafoglio sono oltre 3,15 milioni (in calo dello 0,65% rispetto al 2024), mentre le Posizioni assicurative territoriali (Pat) si attestano a oltre 3,62 milioni (-0,82%).

ASSICURAZIONE Nel 2025 l’attività dell’Istituto ha registrato importanti innovazioni sul piano tariffario e della premialità. È stata completata la revisione dei contributi in agricoltura, che ha introdotto dal primo gennaio 2026 una riduzione strutturale del 35,8% per i lavoratori dipendenti e del 15,4% per i lavoratori autonomi. Sul fronte delle Imprese virtuose, gli interventi di riduzione del tasso medio per prevenzione hanno premiato 30.841 aziende con uno sconto complessivo di oltre 211 milioni di euro, mentre la riduzione del 5,07% destinata alle ditte artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2023-2024 ha interessato circa 459mila ditte per un importo di 27 milioni di euro. Una svolta di rilievo è rappresentata dalla revisione delle aliquote di oscillazione del tasso di tariffa per andamento infortunistico, autorizzata dal decreto-legge 159/2025 dal 1° gennaio 2026. Con l’applicazione in via provvisoria delle nuove e più elevate aliquote di “bonus” per l’autoliquidazione 2026, l’Inail ha inteso ricompensare con un minor premio assicurativo le aziende virtuose. Il 2025 si è caratterizzato anche per l’ampliamento strutturale della tutela per il mondo della scuola. Il decreto-legge 90/2025 ha reso infatti permanente l’estensione dell’assicurazione a studenti e personale scolastico per tutte le attività di insegnamento-apprendimento, superando i precedenti limiti legati alle sole esercitazioni pratiche. La copertura, come previsto dall’articolo 7 del decreto 159, si applica anche agli infortuni occorsi agli studenti nel tragitto dall’abitazione al luogo in cui si svolgono i percorsi di formazione scuola-lavoro. Tra le nuove tutele spiccano l’istituzione di borse di studio destinate ai figli dei superstiti delle vittime di infortuni o malattie professionali dalle scuole primarie fino all’università, e l’adeguamento periodico all’età pensionabile del limite massimo di età per la fruizione dell’assegno di incollocabilità, allineato alla speranza di vita.

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Sul fronte del controllo del rapporto assicurativo, l’efficacia della vigilanza si è mantenuta elevata grazie ad analisi mirate di business intelligence e all’incrocio sistematico delle banche dati, che hanno consentito di regolarizzare 31.722 lavoratori, di cui 1.635 in nero. Per massimizzare l’impatto delle ispezioni, è stato completato lo scambio di dati in cooperazione applicativa con Ispettorato nazionale del lavoro, Inps, Carabinieri e Guardia di Finanza sulla piattaforma del Portale nazionale del sommerso.

PRESTAZIONI Per quanto riguarda l’erogazione delle prestazioni a favore delle persone con disabilità da lavoro, nel 2025 le rendite in gestione per inabilità permanente e ai superstiti si sono attestate a 593.473, il 2,05% in meno rispetto al 2024 per il fisiologico calo dei beneficiari. Di queste, 508.306 riguardano l’inabilità permanente (-1,89%) e 85.167 i superstiti (-2,97%). In controtendenza, le rendite di nuova costituzione sono state 20.512 (+2,70% rispetto alle 19.973 del 2024), ripartite in 18.238 per inabilità permanente (+3,02%) e 2.274 ai superstiti (+0,22%). In attuazione dell’Accordo quadro del 2012, è proseguita l’attività di erogazione di prestazioni riabilitative integrative rispetto ai livelli essenziali di assistenza. Alla fine del 2025, gli accordi contrattuali con strutture sanitarie pubbliche e private accreditate erano 430 e hanno consentito di fornire 384.667 prestazioni integrative a favore di 8.412 assistiti per una spesa di oltre 7,5 milioni di euro. La rete assistenziale dell’Istituto, costituita dal Centro protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra, dai Punti di assistenza protesica e dagli ambulatori fisiochinesiterapici, è stata ulteriormente potenziata per garantire una maggiore prossimità territoriale e definire un modello di presa in carico proattiva. Nel 2025 sono stati forniti complessivamente 6.575 dispositivi protesici a 4.257 assistiti e 4.999 ausili e servizi specialistici a 2.419 assistiti. L’attività riabilitativa fisioterapica a Budrio e Volterra ha registrato 61.383 trattamenti per 942 pazienti, mentre gli ambulatori territoriali hanno effettuato 81.720 prestazioni per 2.869 assistiti. In tema di reinserimento lavorativo, l’Inail ha sostenuto accomodamenti e interventi personalizzati, tra cui spicca il progetto sperimentale “Piaggio”, che ha visto l’adeguamento e la riprogettazione delle postazioni di lavoro per 43 dipendenti con limitazioni funzionali da tecnopatia. A questo si aggiungono il protocollo d’intesa sottoscritto in

ottobre con le organizzazioni del mondo cooperativo per favorire l’occupazione degli assistiti presso cooperative e Imprese sociali e i progetti formativi che hanno coinvolto circa 20.600 destinatari. Le iniziative di avviamento allo sport promosse in sinergia con il Comitato italiano paralimpico hanno inoltre coinvolto più di 1.300 assistiti su tutto il territorio nazionale.

PREVENZIONE E SICUREZZA Nel 2025 un decisivo salto di qualità per il rafforzamento del ruolo dell’Inail nella promozione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è derivato dall’emanazione del decreto n. 159 del 31 ottobre, convertito dalla legge 198/2025, che ha attribuito all’Istituto nuove e più ampie funzioni: dalla revisione delle aliquote di premio in ottica bonus-malus all’incentivazione di dispositivi di protezione individuale intelligenti (smart DPI), dal rafforzamento della formazione nei settori a maggior rischio (costruzioni, logistica, trasporti) fino all’adozione di linee guida per il tracciamento dei “near miss” (quasi infortuni) e alla consultazione gratuita delle norme tecniche. Tra le leve principali per la prevenzione, il Bando Isi si conferma uno strumento strutturale di incentivazione orientato a sostenere gli investimenti aziendali ad alto valore tecnologico, organizzativo e gestionale. L’edizione 2025 ha confermato uno stanziamento complessivo di 600 milioni di euro a fondo perduto, affinando i criteri di intervento per indirizzare le risorse verso i rischi nuovi ed emergenti, la prevenzione integrata, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2. Grazie ai meccanismi di redistribuzione dei fondi eccedenti, le risorse destinate al settore agricolo sono cresciute fino agli oltre 248 milioni del bando 2024, cui si sono aggiunti i 10 milioni di euro stanziati in attuazione dell’accordo tra Masaf, Inail, Ismea e Crea per l’adeguamento ai requisiti essenziali di sicurezza dei trattori agricoli e forestali già in uso. Sul piano informativo e formativo, l’Inail ha affiancato alle risorse dell’Avviso pubblico 2024 (24 milioni di euro) l’approvazione di una nuova procedura di finanziamento da 50 milioni destinata a progetti di formazione aggiuntiva per rafforzare le competenze delle figure della prevenzione su rischi psicosociali, cambiamenti climatici, rischio caldo, logistica, costruzioni, agricoltura e rilevazione dei “near miss”. È stata inoltre prorogata di 12 mesi la convenzione con la Conferenza delle Regioni per il completamento dei percorsi formativi territoriali. In parallelo, è stata ampliata l’operatività del Si-

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stema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp) ed è stato avviato il progetto “Sinp Vigilanza”, per la condivisione delle informazioni su controlli e provvedimenti degli organi di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In attuazione della legge 21/2025, che ha introdotto le conoscenze di base sulla sicurezza nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, particolare attenzione è stata rivolta alle giovani generazioni e al mondo della scuola. Tra le iniziative realizzate figurano i corsi di aggiornamento per 800 docenti formatori e la seconda edizione del concorso “Salute e sicurezza... insieme!”. Sul fronte della prevenzione di prossimità sul territorio, è stata lanciata la campagna itinerante SI.IN. PRE.SA., articolata in diverse tappe nei principali distretti industriali e agricoli con l’impiego di strutture mobili (truck). Nell’ambito dei protocolli d’intesa sottoscritti con grandi gruppi industriali, è stato inoltre sperimentato il “Rating Sicurezza e Prevenzione”, applicativo Inail per valutare le prestazioni aziendali tenendo in considerazione sia l’andamento infortunistico sia la gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

RICERCA Il 2025 ha coinciso con la prima annualità del Piano delle attività di ricerca 2025-2027 dell’Inail, articolato in quattro macroaree interconnesse: transizione energetica, ecologica e digitale, ricerca “al servizio della persona”, conoscenza e formazione innovativa, rischi tradizionali e interazione con quelli emergenti. L’intelligenza artificiale rappresenta una componente trasversale e abilitante del Piano, declinata in prodotti, modelli, sistemi e applicazioni, con attenzione a sostenibilità, etica e gestione dei rischi nel lungo periodo. Si conferma centrale la valorizzazione di una rete con partner di eccellenza del mondo accademico e scientifico, per innalzare la qualità degli studi e sviluppare soluzioni tecnologiche innovative in ambito di salute e sicurezza sul lavoro, anche tramite i Bandi di ricerca in collaborazione (Bric). Il solo bando Bric 2025, in particolare, ha attivato 75 progetti per oltre 14 milioni di euro, con più di 270 collaborazioni istituzionali e il coinvolgimento di circa 35 Imprese. Per la sorveglianza epidemiologica dei tumori di origine occupazionale è stato pubblicato l’VIII Rapporto del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), con i risultati relativi ai casi incidenti rilevati dalla rete dei Centri operativi regionali (Cor). Il volume riporta analisi su incidenza ed esposizione ad amianto (cluster territoriali, attività economiche, interviste anamnestiche retrospet-

tive) per oltre 37mila casi diagnosticati tra il 1993 e il 2021. Tali evidenze mostrano l’evoluzione dei pattern di esposizione, con un minor peso dei settori tradizionali (cemento-amianto, cantieri navali, carrozze ferroviarie) e una crescente rilevanza dell’edilizia. I risultati di ricerca e le mappe previsionali del rischio caldo del progetto Worklimate, condotto dall’Istituto con il Cnr, nel corso del 2025 hanno trovato un’ampia ricaduta normativa e applicativa. In tutte le regioni italiane, a eccezione di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, sono stati infatti emanati provvedimenti di tutela dei lavoratori dallo stress termico che richiamano direttamente le metodologie e le previsioni sviluppate dal progetto. A consolidamento di questa strategia, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 19 giugno 2025, ha approvato le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”. Il 14 ottobre, inoltre, il progetto Worklimate ha ricevuto dal Cnel il premio “Impatto PA”. Per quanto riguarda la ricerca in campo protesico e riabilitativo, volta a garantire componentistica avanzata, tecnologie e software innovativi per i progetti protesici individuali, il software SocketFactory, basato su machine learning, consente la modellazione virtuale dell’invasatura ed è divenuto il riferimento per le protesi di arto inferiore. L’Inail ha inoltre sviluppato un sistema di produzione digitale per invasature di arto superiore, con prestazioni tecniche elevate e adeguata resa estetica. La produzione protesica si orienta anche verso dispositivi dedicati agli assistiti sottoposti a osteointegrazione, in vista dell’avvio di un servizio di sviluppo di protesi osteointegrate “patientmatched”. Altrettanto importanti sono le attività sulle protesi sportive, condotte in collaborazione con il Comitato italiano paralimpico e con il contributo degli atleti. Le soluzioni sviluppate, infatti, sono sottoposte a verifiche e test biomeccanici e, successivamente, trasferite alla produzione protesica destinata a tutti gli assistiti. Resta centrale il trasferimento tecnologico per trasformare i risultati della ricerca in valore pubblico. A questo scopo sono proseguite le attività nell’ambito dei competence center (Made, Artes 4.0, Cyber 4.0 e Start 4.0) e della Fondazione Rome Technopole, oltre a quelle legate ai protocolli con i cosiddetti Grandi Gruppi (Ferrovie dello Stato, Aeroporti di Roma - ADR, Autostrade per l’Italia Aspi, Enel Italia, Eni), favorendo la valorizzazione dei risultati Inail anche lungo le filiere dei fornitori, con ricadute sulle piccole e medie Imprese. Tra le iniziative di terza missione si segnalano le

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attività di educazione al primo soccorso. Nel 2025 è stato avviato uno studio sulle aziende che hanno adottato il Defibrillatore automatico esterno (Dae) beneficiando della riduzione del premio per prevenzione, con l’obiettivo di verificarne l’effettivo utilizzo e individuare buone prassi nella formazione degli addetti.

PATRIMONIO Al 31 dicembre 2025 la consistenza degli immobili iscritti in bilancio dall’Inail ammontava a quasi 4,3 miliardi di euro. Di questi, circa tre miliardi riguardano gli immobili a reddito, comprensivi del valore dei terreni per sette milioni di euro, oltre 1,2 miliardi si riferiscono agli immobili a uso istituzionale, mentre 71,9 milioni di euro sono registrati come immobilizzazioni e acconti. Sul versante degli investimenti immobiliari diretti che l’Istituto pone a reddito, in coerenza con il Piano degli investimenti 2025-2027 nel corso del 2025 è stato concluso l’acquisto di un immobile a Catania da concedere in locazione al Ministero dell’Agricoltura. Parallelamente sono proseguite le attività di investimento in edilizia scolastica: oltre a un’intensa attività istruttoria, è in corso la costruzione di sei scuole a Cimadolmo (TV), Bagnatica (BG), Modena, Riolo Terme (RA), Borgo Valbelluna (BL) e Corciano (PG), ed è stato acquistato il terreno per la realizzazione della nuova scuola di Vercelli. Nell’ambito delle iniziative a elevata utilità sociale (legge 190/2014), l’Inail ha portato avanti i cantieri relativi alle scuole di Romans d’Isonzo (GO), Carmagnola (TO), Castel San Pietro Terme (BO) e Vaprio d’Adda (MI), alla residenza sanitaria assistenziale di Parma e all’ostello di Costermano sul Garda (VR). In seguito al decreto-legge 45/2025, è stato inoltre siglato un accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito che vedrà quest’ultimo farsi carico, in luogo dei Comuni beneficiari, del pagamento dei canoni locativi all’Inail per sei scuole. Sugli investimenti in edilizia sanitaria, resi strutturali dalla legge di bilancio 2024 e che comprendono potenzialmente 80 iniziative per un valore complessivo di quasi nove miliardi di euro, nel 2025 è stato definito un primo lotto di sette interventi realizzabili, avviando le relative analisi progettuali e intese con le regioni interessate, tra cui quella già conclusa con la Regione Toscana. Nel campo degli investimenti istituzionali si è perfezionato l’acquisto di un terreno edificabile di proprietà del Campus Bio-Medico Spa a Roma, dove sorgerà la nuova sede del Dipartimento Inail di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, per la quale è in fase di elaborazio-

ne l’ultimo livello progettuale per l’avvio della gara d’appalto. Sono state inoltre portate avanti le operazioni immobiliari destinate a ospitare la Direzione regionale Liguria e la sede di Genova dell’Istituto, e il completamento dei lavori di ristrutturazione della nuova sede della Direzione provinciale di Trento, tutte finalizzate al rilascio di immobili FIP in locazione passiva. Per quanto riguarda gli investimenti mobiliari, nel corso del 2025 l’Istituto ha acquistato Buoni del tesoro poliennali (Btp) per un valore nominale di 500 milioni di euro, corrispondenti alla seconda tranche del piano straordinario finalizzato a raggiungere il plafond massimo autorizzato di due miliardi. Nell’ambito delle partecipazioni, inoltre, per accrescere la capacità di erogare servizi riabilitativi e protesici agli infortunati sul lavoro e tecnopatici l’Inail è entrato in qualità di socio fondatore, con la Regione Lazio e la Fondazione Enea Tech e Biomedical, nella Fondazione “LIFE - Istituto di Ricerca e Cura”, con un apporto di 40mila euro al fondo di dotazione iniziale.

ORGANIZZAZIONE E RISORSE UMANE In materia di lavoro flessibile, nel 2025 è stato avviato l’aggiornamento del Regolamento sul parttime, è stata sviluppata una soluzione informatica per semplificare la gestione del lavoro decentrato presso altre sedi ed è stato aggiornato il Regolamento sul lavoro a distanza per consentire l’attivazione del lavoro da remoto dal domicilio, in coerenza con i contratti collettivi del comparto Funzioni centrali e Istruzione e ricerca. Tra le misure per il benessere organizzativo, in collaborazione con il Comitato unico di garanzia (Cug) e il Disability manager dell’Istituto, è stato promosso un progetto mirato a favorire il rientro e il reinserimento del personale dopo prolungati periodi di assenza dal servizio. Allo scorso 31 dicembre le risorse umane dell’Inail ammontavano a 8.192 unità di personale, caratterizzate da una prevalenza della componente femminile, pari a 4.980 lavoratrici (60,79%) a fronte di 3.212 lavoratori (39,21%). La maggior parte del personale appartiene al comparto Funzioni centrali (7.073 unità, in crescita dell’1,27% sul 2024), seguito dal comparto Istruzione e ricerca (866 unità), oltre a 229 contratti metalmeccanici e 24 grafici. Nell’Istituto operano inoltre 546 medici specialisti ambulatoriali in regime libero-professionale. Nonostante le procedure concorsuali e le assunzioni effettuate nel corso dell’anno, la carenza delle risorse in forza rispetto alle dotazioni organiche si conferma ancora elevata, attestandosi intorno al 20%.

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INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DIGITALIZZAZIONE Nel 2025 l’Inail ha impresso una forte accelerazione al proprio percorso di trasformazione digitale, facendo leva anche sulle risorse e sulle pietre miliari del Pnrr per rinnovare processi, infrastrutture e cultura organizzativa. Un pilastro centrale di questo processo è rappresentato dal modello di governance dell’intelligenza artificiale, sviluppato in coerenza con l’AI Act europeo, la legge nazionale 132/2025 e le linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid). L’Istituto ha condotto il censimento e la classificazione dei propri sistemi di IA per garantirne un utilizzo etico, responsabile e orientato alla mitigazione dei rischi. Tra le applicazioni concrete figurano l’assegnazione di licenze “Copilot 365” al personale per il change management, l’avvio del Teleforum Knowledge Assistant a supporto dell’Avvocatura generale e l’evoluzione delle soluzioni antifrode del progetto “Archimede”, che hanno ottenuto il premio nazionale Como Lake Award 2025. Sul fronte dei servizi all’utenza e dell’interoperabilità con le banche dati pubbliche, sono state introdotte importanti innovazioni per semplificare l’accesso alle tutele. In ambito sanitario, in Puglia è stato attivato un sistema in cooperazione applicativa tra Inail e Asl per l’attribuzione automatica del codice di esenzione dal ticket sanitario direttamente sulle prescrizioni mediche, senza che il cittadino debba recarsi presso le sedi dell’Istituto. È stata inoltre rinnovata l’area riservata del portale SuperAbile, evoluta in uno spazio digitale strutturato e personalizzabile per assistiti, caregiver e operatori. In materia di prevenzione e gestione assicurativa, sono stati ottimizzati gli applicativi per gli avvisi pubblici di formazione 2024 e per il bando di ricerca Bric 2025, mentre la collaborazione con il Cnel ha consentito di associare gli eventi infortunistici e le malattie professionali alle codifiche dei contratti collettivi nazionali di lavoro al momento del deposito. È stata infine implementata la gestione telematica del contenzioso istituzionale, in allineamento con la legge n. 203 del 13 dicembre 2024. A tutela del patrimonio informativo e delle infrastrutture, l’Inail ha avviato il programma di adeguamento alla direttiva europea NIS2 (UE 2022/2555), che individua l’Istituto quale “soggetto essenziale”, potenziando le misure di cybersicurezza, gestione del rischio e gestione delle identità digitali (in conformità con CAD, GDPR ed eIDAS 2.0). Parallelamente, la valorizzazione data-driven delle informazioni aziendali ha consentito di traguardare la specifica milestone Pnrr sul

governo responsabile dei dati. I risultati ottenuti dall’Istituto nella coniugazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità sono stati riconosciuti a livello nazionale con due prestigiosi premi: il secondo posto del progetto Green IT nella categoria Tech for Impact dell’Innovation & Leadership Award e il conferimento del Digital Sustainability Award da parte della Fondazione per la sostenibilità digitale.

COMUNICAZIONE Nel 2025 l’Inail ha orientato la propria strategia di comunicazione al rafforzamento dei canali di ascolto e alla diffusione della cultura della prevenzione e dell’inclusione, puntando su progetti di narrazione multimediale e soluzioni tecnologiche avanzate. Tra le principali iniziative esterne spiccano la campagna di sensibilizzazione sugli infortuni domestici “Non fidarti degli insoliti sospetti”, la collana di videostorie “Sport senza barriere”, realizzata con la tecnica dello storytelling giornalistico, e la campagna promozionale “Costruiamo insieme un lavoro sicuro”, ideata per sostenere le iniziative di reclutamento e l’assunzione di personale medico. A supporto dell’accessibilità e dell’interazione con i cittadini, la comunicazione dell’Istituto si è avvalsa anche delle potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa. In un’ottica di multilinguismo e inclusione, è proseguita l’implementazione della web app di mediazione linguistica in tempo reale integrata nella Scrivania digitale per facilitare il dialogo del personale Inail con gli utenti stranieri, ed è stata avviata la sperimentazione dell’Assistente Virtuale. Sono state inoltre aggiornate le applicazioni “App Cittadino” e “App Dipendenti” per offrire un’esperienza utente più personalizzata. Sul piano della valorizzazione del patrimonio, l’Istituto ha pubblicato il catalogo divulgativo “Collezione d’Arte Inail”, un racconto visivo tra dipinti, sculture e mosaici che ripercorre la memoria e l’evoluzione storica dell’ente.

ASPETTI EVOLUTIVI A 60 anni dall’approvazione del Testo unico del 1965, che raccoglie le norme sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’Inail guarda al futuro ponendo al centro la necessità di un aggiornamento normativo che risponda alle trasformazioni del mondo del lavoro. L’obiettivo strategico è il superamento del criterio selettivo originario per estendere la tutela assicurativa a nuove categorie di lavoratori, secondo un principio di tendenziale universalità.

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Allo stesso tempo l’Istituto considera prioritaria l’elevazione dei livelli di protezione economica a favore di infortunati, tecnopatici e superstiti. Tra le proposte su cui si intende intensificare l’impegno figurano l’aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico, l’abbassamento della franchigia e l’incremento dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, sostenendo la stabilità finanziaria delle riforme attraverso le proiezioni del bilancio tecnico dell’ente. Sul piano operativo e gestionale, l’Inail ha avviato un percorso di rivisitazione del proprio modello organizzativo per renderlo più moderno e rispondente alle esigenze dei cittadini. Tra gli impegni prioritari rientra la reingegnerizzazione dei processi del Bando Isi per abbreviare ulteriormente i tempi che intercorrono tra la presentazione della domanda e l’erogazione dei finanziamenti alle Imprese. Si intende inoltre consolidare la diffusione dei Sistemi di gestione della salute e sicurezza

(Sgsl) e dei Modelli di organizzazione e gestione (Mog), facilitati dalla piattaforma di consultazione gratuita delle norme tecniche UNI, e strutturare un sistema di formazione interno organico e integrato. Questo rinnovamento sarà accompagnato dall’ingresso di nuove professionalità ad alta specializzazione per colmare le carenze di organico. L’azione futura dell’Istituto si svilupperà secondo una strategia rigorosamente data-driven, orientata al definitivo completamento e alla messa a regime del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp). Attraverso l’aggiornamento delle regole tecniche e l’interoperabilità applicativa delle banche dati tra Inail, Ministero del Lavoro, Inl e Regioni, il Sinp consentirà un’analisi predittiva del fenomeno infortunistico per indirizzare i controlli e le politiche di prevenzione verso i settori produttivi a maggior rischio.

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Impatto del Superbonus e nuove misure del Governo gli ultimi dati enea

L’Enea ha reso noti gli ultimi dati sull’impatto del Superbonus. Al 31 luglio 2026 il valore stimato degli investimenti ammonta 126,65 miliardi, per un totale di 502.388 edifici. Le detrazioni maturate per i lavori conclusi (oneri a carico dello Stato) raggiungono 131,55 miliardi di euro. I condomini rappresentano la componen-

te principale degli investimenti, con 86,52 miliardi complessivi e 85,75 miliardi ammessi a detrazione, pari al 68,7% del totale. Gli edifici condominiali interessati sono 141.050, il 28,1% del totale, mentre gli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione ammontano a 84,12 miliardi, il 98,1%. Si segnala, infine, che, nell’ambito della prossima Legge di Bilancio, il Governo sta valutando il ripristino dell’Ecobonus al 65% che coinvolgerebbe gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, quali sostituzione infissi, isolamento termico dell’involucro, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, schermature solari e sistemi di building automation.

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Nuovo Regolamento europeo appalti confapi nazionale costituisce un gruppo di lavoro

Presentato lo scorso 9 settembre in Commissione europea il nuovo Public Procurement Act il Regolamento in materia di appalti pubblici sopra soglia (5,4 milioni per i lavori), composto da 149 articoli che, dovrebbe modificare radicalmente la disciplina in materia di appalti, sia da un punto di vista formale che sostanziale. In merito alle valutazioni e proposte da formulare sul Regolamento europeo appalti, Confapi Nazionale ha promosso la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico confederale “con l’obiettivo di esaminare analiticamente il testo e l’impatto sulle nostre Imprese dei diversi settori produttivi, redigere il Documento di Posizionamento di Confapi da utilizzare nelle diverse sedi istituzionali italiane ed europee ed elaborare gli emendamenti al testo proposto dalla Commissione”.

Gruppo di lavoro Confapi La nostra Associazione CONFAPI FVG ha nominato nel gruppo di lavoro tecnico confederale il Responsabile dell’Ufficio Edilizia e Territorio Claudio Scialino di CONFAPI FVG, il quale si farà carico di raccogliere i riscontri dei nostri Imprenditori interessati e di mantenere aggiornata la Categoria edile.

Premesse Si tratta del nuovo Regolamento europeo in materia di appalti pubblici sopra soglia, destinato a sostituire o integrare in modo significativo l’attuale quadro normativo basato sulle direttive 2014/24/ UE e 2014/25/UE. È un atto direttamente applicabile negli Stati membri, quindi: - non richiede recepimento come una direttiva; - modifica immediatamente le regole operative Pag. 72 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 17 - 30 settembre 2026

delle stazioni appaltanti e degli operatori economici. Il Regolamento punta a uniformare e semplificare le procedure sopra soglia, riducendo le differenze tra Stati membri e introducendo: - maggiore digitalizzazione, - criteri più stringenti di trasparenza, - nuove regole per sostenibilità, sicurezza e qualità, - un rafforzamento dei meccanismi di controllo e vigilanza.

Soglie UE attualmente in vigore (2026–2027) Le soglie vengono aggiornate ogni due anni dalla Commissione Europea. Attualmente sono le seguenti: - LAVORI - € 5.538.000 - SERVIZI E FORNITURE - Amministrazioni centrali - € 143.000 - SERVIZI E FORNITURE - Amministrazioni sub-centrali - (Comuni, Province, Regioni, enti locali) - € 221.000 - SETTORI SPECIALI (acqua, energia, trasporti, servizi postali) - € 443.000 (per servizi e forniture) - CONCESSIONI - € 5.538.000

L’iter di approvazione L’iter di approvazione è ancora lungo e articolato: la proposta deve essere trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio, essere esaminata con procedura legislativa ordinaria per poi passare al voto finale. Parallelamente sarà attivato dal Consiglio il confronto tra gli Stati membri: non è fissato alcun termine per la conclusione dell’iter, anche se la Commissione ha programmato l’adozione del documento entro la fine del 2027. Una volta approvato, il Regolamento europeo sarà vincolante e direttamente applicabile negli Stati membri senza necessità di alcun atto di recepimento. Non ci saranno più le tre direttive europee (appalti ordinari, settori speciali e concessioni) e le relative leggi di recepimento degli Stati membri, ma un unico Regolamento europeo che sarà valido per


tutti i Paesi dell’Unione, con l’obiettivo dichiarato della semplificazione: secondo la Commissione il nuovo assetto dovrebbe ridurre drasticamente il complesso delle disposizioni (200 pagine rispetto alle 900 costituite dalle attuali direttive).

Procedure di affidamento Nel testo normativo emergono novità importanti che potranno impattare in modo significativo sui sistemi di affidamento. Si individuano come modalità ordinarie la procedura aperta (articoli 34-35) e la procedura dinamica (articoli 36-40). Alle suddette procedure ordinarie, si aggiungono la procedura per l’innovazione (articoli 41-45) e le procedure speciali che sono utilizzabili in particolari circostanze (articoli 46-48). Emerge un forte impulso alla negoziazione che attraversa tutte le procedure. L’articolo 33 disciplina, infatti, la conduzione delle negoziazioni all’interno sia della procedura aperta che di quella dinamica, consentendo alle amministrazioni di negoziare le caratteristiche non essenziali della prestazione nel rispetto di trasparenza, parità di trattamento e concorrenza. Nella procedura aperta (art. 34) il bando dovrà precisare “se e quali criteri di selezione si applicano e se si intende negoziare”. Qualsiasi operatore economico interessato potrà manifestare il proprio interesse e presentare un’offerta («prima offerta») utilizzando il servizio elettronico di ammissibilità; le stazioni appaltanti potranno “decidere di non negoziare, pur avendo manifestato l’intenzione di farlo, ma di procedere invece all’aggiudicazione dell’appalto sulla base delle prime offerte, a condizione che si siano riservati tale possibilità nel bando di gara”. Nella procedura dinamica (art. 36) gli operatori economici che hanno preventivamente manifestato il proprio interesse in virtù dell’avviso pubblicato dall’ente committente sono invitati a presentare “un’offerta o a partecipare alle trattative per singoli appalti basati su tale procedura. Gli operatori economici possono chiedere di aderire alla procedura in qualsiasi momento durante il suo periodo di validità”. La partecipazione è quindi limitata ai soli concorrenti che abbiamo manifestato il proprio interesse a partecipare durante il periodo valido fissato nell’avviso pubblico. Successivamente l’ente committente comunicherà agli operatori interessati la descrizione, la quantità e la tempistica del contratto da aggiudicare, li inviterà a confermare il proprio interesse in relazione allo specifico conPag. 73 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 17 - 30 settembre 2026

tratto da affidare entro un tempo predefinito e poi a presentare l’offerta. La procedura dinamica può svolgersi senza criteri di selezione (art. 38) e con criteri di selezione (art. 39). Nella prima modalità, qualora le manifestazioni di interesse siano superiori a cinque, potranno essere invitati “solo cinque o un numero maggiore di operatori economici selezionati tramite il servizio elettronico di ammissibilità mediante determinazione algoritmica casuale e indiscriminata”. Alla scadenza del termine previsto per la manifestazione di interesse, gli operatori economici sono invitati a presentare un’offerta oppure a presentare una prima offerta seguita da negoziazioni. Nella modalità con criteri di selezione gli operatori economici dichiarano di essere qualificati per l’esecuzione dell’appalto sulla base dei criteri indicati nel bando e le amministrazioni invitano gli operatori economici “a presentare un’offerta o a presentare una prima offerta seguita da negoziazioni”. Anche in questa modalità gli enti committenti “possono decidere di invitare solo un sottoinsieme degli operatori economici che hanno manifestato il proprio interesse per lo specifico appalto da aggiudicare, sulla base di criteri o regole oggettivi e non discriminatori, a condizione che li abbiano indicati nel riassunto pubblico del bando di gara al momento dell’avvio della procedura dinamica”. L’art. 41 disciplina lo svolgimento della procedura di innovazione. Le stazioni appaltanti individuano “la sfida sociale per la quale necessitano di una proposta di soluzione innovativa” e attivano la procedura che si svolge secondo le seguenti fasi: individuazione della sfida sociale e definizione del quadro di valutazione del valore, avvio della procedura, selezione delle proposte di soluzioni innovative, test, convalida e valutazione delle proposte di soluzioni innovative, aggiudicazione dell’appalto. Per “sfida sociale” si intende una situazione che richiede l’erogazione di servizi pubblici, considerati i rischi connessi, il potenziale impatto e i benefici, nonché la visione per lo sviluppo, la sperimentazione e l’attuazione della soluzione innovativa in collaborazione con il committente pubblico. Nell’ambito delle procedure speciali, si dispone che, in casi e circostanze specifici (soluzione fornita solo da un operatore, assenza di alternative ragionevoli, particolari forniture, ecc.) o di estrema urgenza, si ricorra a “una procedura speciale per l’aggiudicazione di un appalto pubblico, richiedendo una soluzione direttamente a uno o più operatori economici senza la necessità di una


procedura competitiva o della previa pubblicazione di informazioni relative alla gara”.

Criteri di aggiudicazione In merito ai criteri di aggiudicazione, l’art. 98 indica il miglior rapporto qualità prezzo, precisando che “il peso dei criteri di qualità deve rappresentare almeno il 30 % del punteggio totale assegnato. Per gli appalti il cui oggetto è ad alta intensità di manodopera, la ponderazione dei criteri di qualità deve rappresentare almeno il 50 % del punteggio totale assegnato”.

Ulteriori disposizioni La revisione prezzi è prevista ma non in modo vincolante. Disposizioni ulteriori del regolamento sono finalizzate a favorire la partecipazione delle PMI: riduzione degli oneri amministrativi, suddivisione degli appalti in lotti, agevolazioni per la costituzione di consorzi o gruppi di operatori economici. Vietato il subappalto integrale delle prestazioni consentendo al committente pubblico di riservare all’appaltatore principale l’esecuzione di attività critiche, se giustificate dalla natura dell’affidamento. Previste, infine, disposizioni per dare impulso alla digitalizzazione con la creazione di una piattaforma europea (Digital Marketplace) per accedere al mercato collegata alle banche dati nazionali. Per i contratti di lavori pubblici di valore pari o superiore a 25 milioni di euro, si dispone l’obbligo di richiedere l’utilizzo del Building Information Modelling (BIM) nella fase di esecuzione, inteso come una serie di metodologie digitali basate su formati aperti e interoperabili, finalizzate a creare, gestire e condividere informazioni strutturate sull’opera lungo il suo ciclo di vita.

Conclusioni Le innovazioni introdotte dal nuovo Regolamen-

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to europeo sugli appalti pubblici sopra soglia rappresentano un cambio di paradigma sia per le stazioni appaltanti sia per gli operatori economici. L’impianto normativo, mira a uniformare le procedure nell’intero mercato europeo, riducendo le differenze applicative tra Stati membri e rafforzando i principi di trasparenza, concorrenza e sostenibilità. Per le Imprese, in particolare per le Piccole e Medie Imprese, il nuovo quadro offre opportunità e richiede al tempo stesso un adeguamento organizzativo. La standardizzazione dei requisiti, la digitalizzazione integrale delle procedure e l’introduzione di criteri ambientali e sociali obbligatori impongono una maggiore strutturazione dei processi interni, dalla qualificazione aziendale alla gestione documentale, fino alla fase esecutiva del contratto. Le stazioni appaltanti dovranno adottare piattaforme interoperabili con i sistemi europei, utilizzare modelli standardizzati e garantire un livello più elevato di controllo e monitoraggio, con un impatto diretto sulla qualità delle procedure e sulla riduzione del contenzioso. In sintesi, il Regolamento: - eleva il livello di professionalizzazione richiesto agli operatori; - rafforza la trasparenza e la tracciabilità delle procedure; - introduce obblighi ambientali e sociali che diventano parte integrante dell’offerta; - impone una digitalizzazione completa dei processi di gara; - armonizza le regole sopra soglia in tutta l’Unione Europea. Per le Imprese la sfida principale sarà anticipare l’adeguamento e strutturare processi interni coerenti con i nuovi requisiti europei, trasformando la conformità normativa in un vantaggio competitivo. (CS)


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Confapi Aniem News la newsletter dell’unione nazionale delle imprese edili manifatturiere e settori affini

ANAC: INDICAZIONI SULLA CORRETTA INDIVIDUAZIONE DELLE CATEGORIE Con una delibera del luglio scorso (n. 278 del 7 luglio u.s.), l’Anac ha fornito indicazioni sulla corretta individuazione delle categorie nei bandi di gara, precisando che le stazioni appaltanti sono tenute ad evidenziare correttamente, anche in sede progettuale, le categorie scorporabili. L’Autorità ha evidenziato “che il sistema di qualificazione dei lavori pubblici, articolato in categorie di opere generali e specializzate e relative classifiche, è inderogabile da parte della stazione appaltante e del progettista, posto che l’individuazione delle categorie e delle classifiche alle quali appartengono le opere da appaltare deve essere effettuata da quest’ultimo sulla base delle indicazioni vincolanti contenute nel Codice (Allegato I.7 e Allegato II.12 decreto legislativo 36/2023).” “Pertanto, l’affidatario può eseguire direttamente solo le opere per le quali è qualificato” e, in questo contesto, il bando deve indicare le categorie scorporate di valore superiore al 10% dell’importo totale dei lavori messi a gara e “le categorie di valore pari o superiore a 150.000 euro, per la cui esecuzione il possesso di adeguato attestato SOA è condizione necessaria e sufficiente (articolo 100, comma 4 del Codice).” L’Anac evidenzia quanto disposto dall’articolo 2 comma 2 del citato Allegato II.12: “la qualificazione in una categoria abilita l’operatore economico a partecipare alle gare e a eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto”, con la conseguenza che per “eseguire i lavori” è necessario essere in possesso di adeguata qualificazione.” Aggiunge peraltro l’Autorità la responsabilità afPag. 76 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 17 - 30 settembre 2026

fidata alle SOA di verificare “… che nel certificato di esecuzione dei lavori non siano presenti lavorazioni relative a categorie di cui alla Tabella A non previste nel bando di gara o nell’avviso o nella lettera di invito nonché nel contratto e negli eventuali atti di sottomissione o aggiuntivi debitamente approvati …”. Le indicazioni della delibera valgono sia per l’appaltatore che per il subappaltatore (sia per il subappalto necessario che facoltativo): coerentemente con quanto previsto dal Codice dei Contratti (art. 119, comma 4) il subappaltatore deve essere qualificato per le specifiche lavorazioni che esegue e i subappaltatori possono richiedere alle stazioni appaltanti i certificati relativi alle prestazioni oggetto di appalto eseguite (art. 119, comma 20). Ne consegue che l’affidatario ed il subappaltatore non possono ottenere il certificato di esecuzione lavori e, conseguentemente, non possono implementare il loro attestato di qualificazione SOA, “qualora il bando di gara non abbia correttamente scorporato le categorie diverse dalla prevalente, nonostante le lavorazioni (appartenenti alla categoria non oggetto di scorporo) siano state materialmente eseguite”.

PIANO CASA: FONDO HOUSING COESIONE E INIZIATIVE IN EUROPA Come noto, nell’ambito delle misure approvate dal Governo sul Piano Casa con la Legge n.116/2026 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 3 luglio u.s., si prevede l’istituzione del fondo immobiliare denominato “Fondo Housing Coesione” (FHC)”, con Invimit Sgr come soggetto attuatore. Il Fondo, già istituito con delibera del C.d.a. di Invimit, si presenta come un “fondo di fondi” con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro ed è finalizzato a canalizzare risorse, sia di derivazione europea che nazionale destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa, verso iniziative immobiliari volte all’incremento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale da assegnare in locazione a canone accessibile alle categorie di soggetti più fragili (giovani, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie in difficoltà e categorie vulnerabili).


Il Fondo investirà tramite sottoscrizione delle quote in favore di Target che realizzino progetti immobiliari riguardanti il medesimo ambito territoriale di ciascun ente territoriale sottoscrittore. A conclusione della fase di consultazione esplorativa con società di gestione del risparmio del mercato potenzialmente interessate, la SGR pubblicherà un Avviso per la raccolta di proposte di investimento negli OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio) target nei quali il Fondo potrà investire mediante sottoscrizione di quote. Sempre nell’ambito del Piano Casa si ricorda che è stata avviata la ricognizione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica per verificare gli immobili da destinare ad alloggi e valutare gli interventi di riqualificazione. Il Commissario Straordinario Felice Squiteri ha attivato il confronto con Invitalia per la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse finanziarie che verranno ripartite fra le Regioni. Nel frattempo in sede europea è stata presentata una proposta di regolamento denominata Affordable Housing Act, per fronteggiare la crisi abitativa. L’iniziativa tende a introdurre un quadro europeo comune per valutare le misure in materia di alloggi che incidono sul mercato unico, pur mantenendo le competenze nazionali e locali nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. Le regole comuni riguarderebbero soprattutto le restrizioni all’utilizzo di alloggi in presenza di tensioni abitative: scelte delle autorità in materia di locazione breve o presenza di immobili non utilizzati dovranno essere motivate e proporzionate alle dinamiche in atto. In particolare, si rinvia al regolamento UE sulle locazioni di breve durata, con i relativi obblighi di registrazione. Nella proposta si evidenzia anche la Raccomandazione a prevedere procedure più rapide di pianifi-

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cazione e autorizzazione per gli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione e riconversione degli edifici. Il provvedimento, presentato in Commissione nei giorni scorsi, dovrà essere esaminato dal Parlamento e dal Consiglio europeo.

ANNULLAMENTO AGGIUDICAZIONE IN AUTOTUTELA ANCHE A CONTRATTO IN CORSO Il Tar Campania (Sen. n. 5153/2026) ha dichiarato che la stazione appaltante può annullare in autotutela il provvedimento di aggiudicazione anche se il contratto è stato stipulato e l’esecuzione è in corso. Secondo i Giudici, sono fatte salve le prerogative della stazione appaltante sancite dalla legge 241/90 “di ritornare sulle proprie decisioni con atti di autotutela, esercitando un potere, di natura discrezionale, che è stato sempre ritenuto come generale e immanente nell’attribuzione della cura del pubblico interesse del caso concreto e che consente di annullare, modificare e revocare gli atti precedentemente adottati”. Nel caso specifico, la stazione appaltante aveva riscontrato che l’offerta risultata aggiudicataria non era conforme al capitolato tecnico e ciò configura un motivo di interesse pubblico tale “da rendere inopportuna, o anche solo da sconsigliare, la prosecuzione della procedura”. In sostanza, la giurisprudenza conferma che si tratta di un potere discrezionale fondato sul principio di buon andamento e imparzialità della funzione pubblica esercitabile anche a contratto in corso. (C)


Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia 33100 Udine - Viale Ungheria, 28 - tel. 0432 507377 info@confapifvg.it - www.confapifvg.it

Corso gratuito “Gestire un team di lavoro” Udine, 8 ottobre 2026 Prot.n. 373 EDF/tt

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Operazione cofinanziata: Dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale

CORSO

GESTIRE UN CORSO TEAM DI LAVORO - 24 ore

GESTIRE UN TEAM DI LAVORO - 24 ore

Impresa ___________________________________________________________ Tel. __________________________

ImpresaReferente ___________________________________________________________ Tel. _________________________ _____________________________ Indirizzo e-mail _____________________________________________ Partecipanti Cognome e Nome, codice fiscale Indirizzo __________________________________________________________ Referente __________________________________ e-mail ______________________________________

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Partecipanti Cognome e Nome, codice fiscale ______________________________________________________ ________________________________________________________________________________________________ Dal 2003 Confapi FVG opera secondo un Sistema Integrato Qualità-Etico Sociale Pag. 78 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 17 - 30 settembre 2026


Operazione cofinanziata: Dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale

GESTIRE UN TEAM DI LAVORO 24 ore

DATA

ORARIO

Giovedì 19 novembre 2026

Dalle ore 9 alle 13

Giovedì 26 novembre 2026

Dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18

Giovedì 3 dicembre 2026

Dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18

Giovedì 10 dicembre 2026

Dalle ore 9 alle 13

TUTTI GLI INCONTRI si terranno nella sede di CONFAPI FVG in Viale Ungheria n.28 a Udine Docenti: Dott. Filippo Causero, Dott.ssa Anna De Odorico - Foxwin Srl sb Referente: Dott.ssa Emanuela De Faccio CONFAPI FVG - 0432507377 - formazione@confapifvg.it

Pag. 79 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 17 - 30 settembre 2026


GESTIRE UN TEAM DI LAVORO Il corso consente di acquisire competenze trasversali (SOFT SKILLS) necessarie per gestire

Perché efficacemente un gruppo di lavoro, lavorando insieme e cooperando con gli altri per sviluppare idee trasformarle in azione in virtù di un obiettivo comune, risolvendo i conflitti e affrontando la partecipare econcorrenza positivamente quando necessario.

Chi può partecipare

Per partecipare ai corsi del Catalogo Soft Skills PIAZZA GOL è necessario avere la residenza o il domicilio in Friuli Venezia Giulia. La partecipazione all'operazione richiede il possesso dei seguenti prerequisiti: » aver frequentato il corso SOFT SKILL di livello ENTRY "RELAZIONARSI EFFICACEMENTE IN GRUPPO" o altri di livello base inerenti le capacità di interazione e team working oppure: » conoscenza della lingua italiana di livello A2 del Quadro comune europeo per l'apprendimento delle lingue; » possesso delle seguenti competenze trasversali acquisite in altri contesti formali o non formali, informali: capacità di interazione con gli altri, capacità basilare di lavorare in team, capacità di problem solving.

Che cosa si farà

All’interno del corso si acquisiranno le conoscenze e le competenze per: Lavorare efficacemente in gruppo per generare motivazione, coesione e intesa; - Facilitare i processi di comunicazione interna al gruppo di lavoro; - Costruire team coordinati, efficienti ed orientati al risultato - Gestire il lavoro di gruppo. Contenuti: Il gruppo: concetti teorici di base - Il lavoro di gruppo: pluralità di approcci - Conoscere se stessi e sviluppare la leadership personale - Comunicare efficacemente nei gruppi di lavoro - Team building, motivazione e leadership - Stimolare la collaborazione e la motivazione ai risultati Implementare la capacità di integrazione delle diversità - Costruire obiettivi su scenari futuri: dall'obiettivo alle azioni per raggiungerlo - Distribuzione dei compiti, coordinamento e delega - Tecniche di negoziazione e gestione dei conflitti - Meccanismi di coordinamento e gestione delle riunioni - La collaborazione a distanza: approcci e strategie per il lavoro e la gestione del team da remoto. Il corso si avvierà al raggiungimento del numero minimo di iscrizioni richiesto dalla normativa

Quanto dura (almeno 6). La durata totale è di 24 ore. Il corso si terrà in presenza. Dove

Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - CONFAPI FVG Viale Ungheria n.28 – 33100 Udine Tel. 0432 507377 e-mail: formazione@confapifvg.it

Le persone occupate possono rivolgersi direttamente all’ente organizzatore, presso i recapiti Come indicati qui sotto. Le persone disoccupate possono accedere ai corsi del programma PIAZZA partecipare GOL rivolgendosi al Centro per l’impiego. Attestato Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza dalla Regione FVG. Referente del Dott.ssa Emanuela De Faccio – CONFAPI FVG corso e-mail: formazione@confapifvg.it - Tel. 0432 507377 Tutte le informazioni sui corsi del programma PIAZZA GOL sono disponibili sul sito:

Info https://formazione.fvg.it/PiazzaGol/

Operazione cofinanziata: − dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale. − dal fondo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Misura 5, Componente 1, Riforma 1.1, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito del Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL).

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Carte carburante -

le opportunità per le imprese associate a confapi fvg

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CANONE A CARTA 5 € annui (se carburante tradizionale: diesel/benzina) CANONE A CARTA 2 € al mese (se anche elettrica: carburante tradizionale + elettrico) SERVICE FEE 1% su imponibile COSTO ATTIVAZIONE una tantum 50 €

EDENRED CARTA ESSO La carta carburante è uno strumento di pagamento elettronico usato dalle Imprese per acquistare carburante in modo tracciabile, ottenere fatture elettroniche e accedere ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa italiana. Per le nostre Imprese associate sono disponibili diverse soluzioni:

RECARD Q8 Abbiamo stipulato un accordo con l’agenzia locale di Kuwait Petroleum Italia S.p.A. (Q8) per il servizio RecardQ8, che può essere usato per: - le carte ricaricabili Business per i rifornimenti di carburante; - i buoni carburanti come fringe benefit. Il servizio RecardQ8 non ha costi di attivazione né commissioni o canoni mensili. Le Imprese associate a Confapi FVG che decidono di diventare clienti RecardQ8, possono ricevere uno sconto del 2% sull’importo caricato sulla carta, indipendentemente dalla sua entità. Ad esempio, a fronte di una ricarica di 2.000 euro (credito che verrà assegnato e che sarà disponibile per l’utilizzo), l’Impresa pagherà 1.960 euro. Gli importi caricati su RecardQ8 possono essere utilizzati per i rifornimenti aziendali di carburante con regolare fattura mensile e per l’acquisto di buoni carburante Q8 Ticketfuel in ottica welfare o per omaggi aziendali.

EDENRED CARTA MULTIBRAND UTA La Carta multibrand UTA è accettata in Italia da più di 12.500 compagnie (Eni, Q8, Esso, Tamoil, pompe bianche, ecc) ed oltre 70.000 punti di ricarica elettrica. Il plafond delle carte può essere personalizzabile, con possibilità del cambio virtuale della targa, senza doverne ordinare una nuova. La fattura, italiana, viene emessa ogni 15 giorni con addebito diretto in banca SDD 0 gg.

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CANONE A CARTA 1 € al mese (carburante tradizionale: diesel/benzina) SERVICE FEE 0,3% su imponibile COSTO ATTIVAZIONE una tantum 50 €

ENI MULTICARD

Multicard è la carta di pagamento di ENI che consente l’acquisto di carburanti, lubrificanti, piccole riparazioni o lavaggi senza utilizzare contanti. È dedicata alle Imprese con un parco mezzi di almeno tre autovetture o un mezzo pesante (portata superiore a 35 q.li) iscritte alla Camera di Commercio da almeno un anno. La convenzione con Multicard, stipulata da Confapi nazionale, riconosce agli Associati uno sconto in fattura di 0,015 €/lt (iva compresa) nella modalità “Più Servito” di benzine e gasoli (escluso Diesel+) ed uno sconto di 0,025 €/lt (iva compresa) in fattura per rifornimenti nelle modalità “Più Servito” di Diesel+ ed HVO. La quota associativa annua per carta è pari a € 6, con un canone trimestrale di 15€ (non previsto per i contratti Multicard Easy). La fatturazione è quindicinale e per i clienti già inseriti nel gruppo Confapi il costo annuale della card resta invariato. Tutti gli Associati Confapi, inoltre, usufruiranno dei servizi della piattaforma web MyMulticard che permette di controllare i costi e monitorare tutte le transazioni effettuate con le proprie carte, gratuitamente per i primi tre mesi di attivazione.

ENI MULTICARD EASY

Come Multicard, anche Multicard Easy può essere utilizzata per acquistare prodotti e servizi, solo in Italia ed in Europa, a seconda che sia emessa con validità nazionale o internazionale. Nel caso di Multicard Easy la proposta è riservata alle Imprese Associate a Confapi che possiedono da 1 fino ad un massimo di 3 mezzi leggeri, con le seguenti condizioni:

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Sconto in fattura di 0,018 €/lt rispetto al prezzo applicato alla pompa, su benzine e gasoli (escluso Diesel +) in modalità “Più Servito” su tutto il territorio italiano. Sconto in fattura di 0,025 €/lt rispetto al prezzo applicato alla pompa, sul prodotto Diesel+ e HVO in modalità “Più Servito” su tutto il territorio italiano. Frequenza di fatturazione mensile. Pagamento con mandato SEPA. Quota associativa annua per carta 16€ (NON previsto il canone trimestrale titolare).

ENI BUONI CARBURANTE ELETTRONICI RICARICABILI L’accordo con ENI offre agli Associati un ulteriore strumento per l’agevolazione dei rifornimenti con

i buoni carburante elettronici: sono carte prepagate, non nominative, con valore a scalare. - Tradizionali (BCE) di tagli predeterminati di 50 € - 100 € - 150 € - Ricaricabili (BCR) attivabili inizialmente per importi di 50€ (importo minimo), 100 € - 150 € e ricaricabili per multipli di 1€. L’ammontare di ogni singola ricarica BCR non deve eccedere il limite di 1000€ e l’ammontare complessivo delle ricariche di ogni BCR non deve superare il limite di 2.500€ per anno solare. Le Imprese interessate a ricevere maggiori informazioni possono contattare la dott.ssa Susanna Fontana allo 0432-507377 o via mail all’indirizzo relazioniesterne@confapifvg.it.

Pag. 82 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 17 - 30 settembre 2026

(SF)


Scadenze aziendali del mese di ottobre 2026 -

il calendario delle scadenze per il mese di ottobre 2026

Giovedì 15 FATTURAZIONE DIFFERITA - Scade il termine per la trasmissione telematica delle fatture riferite a cessioni di beni consegnati o spediti, previa emissione di un documento di trasporto, nel mese di settembre. Le stesse fatture devono essere registrate entro il termine di emissione e con riferimento al mese di consegna o spedizione.

Venerdì 16 IVA - LIQUIDAZIONE MENSILE - Scade il termine per la liquidazione ed il versamento dell’Iva relativa al mese di settembre. Qualora l’imposta a debito, pur sommata a quella riportata dai periodi precedenti, non dovesse essere superiore a € 100 il relativo versamento dovrà essere effettuato il prossimo mese unitamente a quello dell’imposta relativa al mese in corso. I versamenti vanno effettuati utiliazzando il modello F24. IVA ANNUALE – RATEIZZAZIONE – Scade il termine per il versamento dell’8^ rata dell’Iva, relativa al 2025 risultante dalla dichiarazione annuale con applicazione degli interessi nella misura dello 0,33% mensile a decorrere dal 16 marzo 2026 utilizzando il codice tributo 6099. IRPEF - Scade il termine per il versamento delle ritenute operate nel mese precedente su: - redditi di lavoro autonomo; - redditi derivanti dall’utilizzazione di marchi ed opere dell’ingegno e contratti di associazione in partecipazione; - obbligazioni e titoli similari; - dividendi corrisposti nel trimestre precedente; - redditi di capitale diversi da dividendi e interessi, premi o altri frutti di obbligazioni e titoli similari;

provvigioni; bonifici relativi ad interventi di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico; - redditi di lavoro dipendente e assimilati. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24. INPS - CONTRIBUTO GESTIONE SEPARATA Scade il termine per il versamento del contributo INPS della gestione separata secondo le seguenti aliquote: - 26,07% per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva; - 35,03 % (prima fascia) per i soggetti che non sono iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; - 24% per i soggetti già iscritti ad altra gestione obbligatoria. Il contributo così calcolato è posto: - per un terzo a carico dei percettori dei compensi, - per due terzi a carico del soggetto che eroga i compensi. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24.

Domenica 25 (posticipa a lunedì 26) MODELLO 730 - INTEGRATIVO - Scade il termine per consegnare al CAF il modello 730-integrativo da parte del lavoratore dipendente o pensionato che ha già presentato il modello 730/2026. IVA INTRACOMUNITARIA MENSILI - Scade il termine per la trasmissione degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e servizi relativi al mese di settembre. I modelli da presentare sono: - l’INTRA 1, l’INTRA 1-bis, l’INTRA 1-ter, l’INTRA 1-quater e l’INTRA 1-quinquies per le cessioni; La presentazione deve essere effettuata in via telematica. IVA INTRACOMUNITARIA TRIMESTRALI Scade il termine per la trasmissione degli elenchi

Pag. 83 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 17 - 30 settembre 2026


riepilogativi delle cessioni di beni e servizi relativi al terzo trimestre. I modelli da presentare sono: - l’INTRA 1, l’INTRA 1-bis, l’INTRA 1-ter, l’INTRA 1-quater e l’INTRA 1-quinquies per le cessioni; La presentazione deve essere effettuata in via telematica.

Sabato 31 (posticipa a lunedì 2 NOVEMBRE) CONTRATTO DI LOCAZIONE - Scade il termine per la registrazione dei nuovi contratti di locazione di immobili con decorrenza 1° ottobre 2026 e versamento dell’imposta di registro per i contratti di locazione con annualità scaduta il 30 settembre 2026. RIMBORSO IVA INFRANNUALE - Scade il termine per la presentazione telematica dell’istanza di rimborso/compensazione del credito Iva maturato nel terzo trimestre. MODELLO 770/2026 - Scade il termine per la trasmissione del modello 770/2026 relativo al periodo d’imposta 2025. LIQUIDAZIONE OSS - Scade il termine per l’invio telematico della dichiarazione Iva OSS del mese

precedente relativa alle vendite a distanza di beni importati da parte di soggetti iscritti al nuovo Sportello unico per le importazioni OSS. MODELLO REDDITI 2026 - TELEMATICO - Scade il termine per la trasmissione telematica del modello Redditi 2026 delle persone fisiche, dei soggetti titolari di partita Iva, delle società di persone e delle società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare. DICHIARAZIONE IRAP - Scade il termine per la trasmissione telematica della dichiarazione Irap delle società di persone e delle società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare. OPZIONE TRASPARENZA - Scade il termine per la trasmissione telematica dell’opzione per il regime di trasparenza per le neo società costituite nel 2026 che vogliono scegliere tale regime per il triennio 2026 - 2028. OPZIONE IRAP - Scade il termine per la trasmissione telematica da parte delle ditte individuali e società di persone, costituite nel 2026, per esercitare l’opzione per il regime “di bilancio” previsto per le società di capitali con riferimento al triennio 2026 - 2028.

Pag. 84 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 17 - 30 settembre 2026

(PZ)


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