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Apinforma 16-2026

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APINFORMA notiziario dell’ASSOCIAZIONE piccole e medie industrie

numero 16 15 settembre 2026

IN PRIMO PIANO lA FORMAZIONE PER LA SALUTE E SICUREZZA

ApiNFORMA - Quindicinale di informazione dell’Associazione Piccole e Medie Industrie

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

EXPORT MARKETING

ORGANIZZAZIONE


notiziario dell’ASSOCIAZIONE PIccole e medie industrie

APINFORMA

numero 16 15 settembre 2026

Sommario

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

Triangolari UE con ulteriore cessione interna

8

Passaggi generazionali esenti da imposizione indiretta

9

Liquidazione d’ufficio dell’Iva

12

Nuove regole per la gestione della liquidazione

13

Trust and Check Trader (TCT)

15

Cripto - valute e reddito d’impresa

16

Decorrenza della malattia

18

La formazione obbligatoria per la salute e sicurezza

19

Formazione per il datore di lavoro in materia di sicurezza

28

Corso di aggiornamento periodico per RLS

31

ANAC e MASE: consultazione pubblica sui CAM

34

Riforma del Governo del Territorio del FVG

36

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Triangolari UE con ulteriore cessione interna non si perdono le facilitazioni previste dalla normativa interna

La Corte Europea nella sentenza T-646/24 è intervenuta in merito al regime Iva applicabile ad un’operazione complessa caratterizzata da una triangolazione cui si aggiungeva una ulteriore cessione interna nel paese di arrivo dei beni. Più precisamente l’operazione analizzata dai giudici riguardava una operazione quadrangolare caratterizzata da una triangolare comunitaria con aggiunta, in coda, di una cessione interna. Il dubbio riguardava il mantenimento del regime di vantaggio riconosciuto alle operazioni triangolari. La Corte ha confermato che la cessione interna in coda all’operazione triangolare, non è di per sé idonea a far cadere il regime di favore riconosciuto dalla normativa comunitaria. Sostanzialmente è stata riconosciuta la possibilità di scindere l’operazione quadrangolare in una triangolare comunitaria e una successiva cessione interna nello stato di arrivo dei beni. Volendo calare il principio espresso dalla Corte in ambito nazionale si pensi ad un’Impresa italiana (ITA) che vende dei beni ad un francese (F) e, su

ordine di quest’ultimo, li consegna in Austria, ma non al cliente del francese (A1), ma ad un secondo austriaco (A2) che ha acquistato la merce da (A1). L’operazione richiede che il trasporto sia curato dal primo cedente, vale a dire (ITA), con consegna direttamente ad (A2) e inoltre che tutte le parti siano iscritte al VIES e che (A1) sia designato debitore dell’imposta. In questo caso il regime di non imponibilità tra (ITA) e (F) non viene meno perché l’art. 141 della Direttiva Iva non richiede che “il destinatario di una cessione successiva detenga fisicamente il bene né che detto bene sia fisicamente trasportato verso tale persona e/o fisicamente ricevuto da quest’ultimo”. Ne consegue che una siffatta cessione può essere effettuata anche nell’ambito di un trasporto unico a destinazione della persona alla quale detto destinatario rivende il bene materiale. Il regime di favore ovviamente è riconosciuto se sono rispettate tutte le condizioni previste per le triangolari comunitarie, restando conseguentemente escluso il caso in cui i primi due operatori utilizzino la clausola di resa ex works. In tale ipotesi, infatti la prima cessione sarebbe imponibile nel nostro paese e il promotore, nel nostro esempio il francese (F), dovrebbe assumere una posizione Iva nello stato membro di partenza. In questo modo la prima cessione sarebbe interna (Italia) mentre la seconda costituirebbe una cessione comunitaria.

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Passaggi generazionali esenti da imposizione indiretta è necessario mantenere per almeno cinque anni il controllo effettivo della società Uno dei momenti più critici delle Imprese riguarda i passaggi generazionali, dove nella gestione societaria subentrano nuovi soggetti. Questi passaggi è opportuno che avvengano concordati e pianificati per tempo per evitare pericolose criticità nella governance societaria. Per evitare esborsi straordinari in momenti particolarmente delicati per le aziende e per favorire il mantenimento della proprietà societaria, l’articolo 3 comma 4 – ter del D. Lgs. 346/1990 riconosce un regime fiscale di favore sul fronte dell’imposizione indiretta. Tale norma consente di esentare da imposizione i trasferimenti di aziende, quote societarie e azioni a favore di discendenti e del coniuge, anche attraverso la costituzione di patti di famiglia, a condizione di rispettare specifiche condizioni. Se il trasferimento riguarda quote o azioni, il regime di esenzione è riconosciuto quando viene acquisito il controllo, in base all’art. 2359 comma 1, numero 1 del C.C., oppure viene incrementato un precedente controllo. In caso di quote o azioni di società di capitali, il beneficio si applica a condizione che gli aventi causa detengano il controllo della società per un periodo non inferiore a cinque anni, contati a partire dalla data in cui è avvenuto il trasferimento. A questo proposito gli aventi causa devono rendere, contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione (o all’atto di donazione o al patto di famiglia) una dichiarazione di impegno al mantenimento della detenzione del controllo per il lasso temporale di almeno cinque anni. La norma citata riconosce quindi un regime di esenzione dall’imposizione al trasferimento di partecipazioni in società di capitali, attuati anche attraverso patti di famiglia, a patto che: - trasferiscano o incrementino il controllo della società;

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mantengano tale condizione per un arco temporale di almeno cinque anni. Se queste condizioni non vengono rispettate scatta il meccanismo di recapture che determina il pagamento di: - imposte indirette nella misura ordinaria; - irrogazione di una sanzione del 25% per ritardo/omesso versamento; - l’applicazione degli interessi di mora. Dopo aver analizzato il quadro generale della normativa di riferimento, analizziamo due casi oggetto di recenti chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il primo è stato fornito nella risposta ad una domanda di interpello, la n. 152 del 31 luglio 2026, riguardante il caso di un imprenditore che aveva costituito una holding di famiglia beneficiando della neutralità fiscale, sfruttando il regime del realizzo controllato ex artt. 177 comma 2 del TUIR. L’Agenzia ha chiarito che il ricevimento in donazione di quote in esenzione dall’imposta di successione possono, anche prima dei 5 anni di monitoraggio, essere conferite in una holding personale ed essere cedute a terzi come partecipazione minoritaria. In questi casi i benefici riconosciuti dall’art. 3, comma 4 – ter del D. Lgs. n. 346/1990 permangano purché il beneficiario mantenga il controllo di diritto della società, anche in via indiretta. L’Agenzia precisa che si deve distinguere tra controllo e titolarità, l’impegno quinquennale ha per oggetto il primo, senza alcun divieto di cessione delle partecipazioni acquisite in esenzione, perché ciò che conta è il mantenimento diretto o indiretto del controllo. Il secondo caso ha riguardato la necessità che l’esonero impositivo deve prevedere il trasferimento del controllo effettivo e reale della società. Più precisamente l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 109 del 29 maggio 2026 ad una domanda di interpello, ha stabilito che la comunione ereditaria può far perdere l’esenzione dall’imposta di successione sul trasferimento delle partecipazioni societarie. Le quote cadute in successione e detenute in comunione indivisa, non possono essere sommate alle partecipazioni già detenute individualmente dagli eredi per verificare il requisito del controllo. Può così accadere che gli eredi, pur detenendo

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complessivamente una partecipazione di controllo nella società, non possano beneficiare dell’agevolazione perché nessuno acquisisce individualmente il controllo richiesto dalla norma. Si pensi ad una società di famiglia dove il marito possiede il 55% del capitale e la moglie il rimanente 45%. Nel tempo una parte delle quote viene donata ai due figli, ma il controllo rimane ai genitori. Se il padre viene a mancare senza testamento, la sua partecipazione entra in comunione ereditaria tra coniuge e figli. Anche se sommando le partecipa-

zioni individuali e le quote ricevute in successione, uno dei figli arrivasse a detenere una posizione di maggioranza, ai fini dell’agevolazione le quote in comunione non possono essere considerate insieme a quelle personali. Non spetterebbe così l’esenzione e gli eredi sarebbero tenuti al pagamento dell’imposta di successione. In sostanza la norma richiede che il requisito del controllo sia considerato in modo rigoroso.

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Liquidazione d’ufficio dell’Iva -

adottato il provvedimento che rende operativa la disposizione

L’art. 1 della legge 199/2025 ai commi da 111 e seguenti ha previsto che in caso di omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla liquidazione dell’imposta dovuta autonomamente avvalendosi di procedure automatizzate sulla base delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici trasmessi. L’amministrazione può quindi liquidare, senza pregiudizio per l’ordinaria azione di accertamento, l’Iva dovuta in relazione al periodo d’imposta per il quale non è stata presentata la dichiarazione annuale, o è stata presentata senza i quadri necessari per la liquidazione dell’imposta dovuta. La liquidazione in questi casi non tiene conto del credito risultante dalla dichiarazione precedente mentre dall’imposta dovuta sono scomputati solo i versamenti effettuati. Con provvedimento n. 239129 del 28 agosto 2026 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le regole operative per rendere operativa la procedura in argomento. Il provvedimento individua i dati sui quali si fonda la liquidazione che sono: - le fatture elettroniche emesse e ricevute dal contribuente; - i corrispettivi telematici;

le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche presentate dal contribuente; - i versamenti effettuati per il periodo d’imposta oggetto di controllo. Dall’imposta a debito così determinata sarà scomputata l’imposta a credito risultante dalle fatture elettroniche ricevute e dalle liquidazioni periodiche nonché i versamenti effettuati nel periodo d’imposta. Non si tiene invece conto del credito risultante dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente, che quindi non concorre alla riduzione del debito. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, il contribuente può segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dell’imposta e fornire i chiarimenti necessari. A seguito della liquidazione è richiesto il versamento dell’imposta, degli interessi nella misura del 4% annuo e della sanzione amministrativa pari al 120% della stessa imposta. Se il contribuente provvede al pagamento entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione o dalla riliquidazione effettuata in base ai dati ed elementi dallo stesso forniti, la suddetta sanzione è ridotta a un terzo e gli interessi si applicano nella misura del 3,5%. Il pagamento deve essere eseguito tramite modello F24, e non è possibile avvalersi né della compensazione né della rateazione. In caso di mancato pagamento nei termini suindicati, le somme dovute per imposta, sanzione e interessi in misura piena sono iscritte direttamente nei ruoli a titolo definitivo.

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Nuove regole per la gestione della liquidazione il nuovo oic 5 risolve alcune criticita’ riscontrate nella gestione operativa

Con la pubblicazione da parte dell’OIC (Organismo Italiano di Contabilità) del principio n. 5, sono state adottate regole più chiare per la gestione contabile delle procedure di liquidazione volontaria applicabili dal prossimo anno, ma con facoltà di applicazione già dal 2026. Le nove procedure tendono a superare le difficoltà riscontrate in merito all’applicazione di alcune disposizioni, come ad esempio la valutazione delle attività al valore di realizzo che quasi sempre vengono mantenute al costo storico per ragioni di prudenza e limitare quindi la responsabilità dei liquidatori. L’intervento dell’OIC ha riguardato sia la struttura sia i contenuti del principio contabile. Sotto il primo profilo, la revisione è stata finalizzata ad allineare l’OIC 5 all’evoluzione dei principi contabili nazionali e alla funzione loro attribuita dalla legge n. 116/2014. Il nuovo principio analizza gli aspetti tecnico contabili dei bilanci di liquidazione, eliminando i riferimenti di carattere giuridico e procedurali presenti nella precedente versione. La principale novità riguarda i criteri di valutazione delle attività individuando quale criterio generale il minore tra il costo e il valore di realizzo. In questo modo sarà possibile adottare il valore di realizzo quando ricorrono specifiche condizioni idonee a fornire un adeguato grado di attendibilità circa il buon esito della liquidazione. Più precisamente le attività destinate alla dismissione sono valutate secondo il criterio del minore tra il valore netto contabile e il corrispettivo previsto al netto dei costi imputabili alla cessione e alla dismissione. Per le immobilizzazioni rappresentate da titoli di debito o partecipazioni il confronto deve essere fatto tra il valore netto contabile esistente alla data di apertura della liquidazione e il valore di realizzazione in liquidazione. Tutte le attività im-

materiali prive di autonoma cedibilità, come ad esempio i costi d’impianto e ampliamento o l’avviamento i cui valori sono inscindibilmente legati alla prosecuzione dell’attività devono essere eliminati. Per le liquidazioni senza continuità, le immobilizzazioni materiali e immateriali non devono più essere ammortizzate perché il relativo valore è recuperabile attraverso la cessione. Per i crediti si conferma la valutazione al presumibile valore di realizzo, inteso come importo che ragionevolmente si prevede di incassare. Ne consegue che l’utilizzo di criteri quali il costo ammortizzato e l’attualizzazione non torva applicazione. È prevista la possibilità di valutare le attività al valore di realizzazione anche quando questo risulti superiore al valore netto contabile. Tale possibilità è comunque riconosciuta solo alla presenza di elementi certi e il valore di realizzazione sia oggettivamente riscontrabile, mentre non assumono rilevanza l’esistenza di trattative avanzate. Per quanto riguarda i debiti il nuovo OIC 5 precisa che la loro iscrizione per un valore inferiore a quello nominale, in ossequio al principio di prudenza, è consentito solo se si è certi del riconoscimento di uno sconto o di una rinuncia a parte del creditore. Anche i costi della procedura sono stati oggetto di revisione perché non viene più richiesta la loro rilevazione in uno specifico fondo. Gli schemi di bilancio sono tati oggetto di significative modifiche, nel conto economico sono state inserite specifiche voci destinate ad evidenziare le plusvalenze e le minusvalenze realizzate nel corso della liquidazione. Nello stato patrimoniale invece, è stata eliminata la tradizionale distinzione tra immobilizzazioni e attivo circolante, ritenuta non più significativa considerato che la procedura non ha l’obiettivo di proseguire l’attività ma di liquidare il patrimonio sociale. Qualora la liquidazione preveda la prosecuzione, anche parziale dell’attività, è prevista una deroga mantenendo gli schemi ordinari di bilancio, integrati da apposite voci destinate a distinguere le attività gestionali destinate alla continuità da quelle destinate alla liquidazione. Prevista l’integrazione delle informazioni da for-

Pag. 13 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 16 - 15 settembre 2026


nire in Nota Integrativa attraverso l’illustrazione delle prospettive della procedura indicando le previsioni relative agli incassi e ai pagamenti, fornendo una valutazione circa la capacità dei flussi finanziari stimati di soddisfare le obbligazioni legate alla liquidazione. La revisione dell’OIC 5 segna il passaggio da un modello caratterizzato da previsioni spesso difficili da applicare a principi maggiormente aderenti alla realtà operativa. Si è sostanzialmente voluto coniugare il rispetto dei principi contabili con un approccio più pragmatico, favorendo un’applicazione uniforme dello standard e riducendo le incertezze interpretative che nel corso degli anni si sono accumulate. Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della “comparabilità” dei bilanci negli esercizi in cui la società interrompe la gestione in

continuità perché l’obbligo di presentare il bilancio comparativo potrebbe risultare di difficile applicazione e, soprattutto, poco significativo sotto il profilo informativo, potrebbe infatti mettere a confronto situazioni eterogenee. Per tale ragione l’OIC 5 consente di non presentare i dati comparati dell’esercizio precedente. Per evitare poi un aggravio di oneri amministrativi, è stato previsto che le società che rientrano nei limiti dimensionali di cui agli artt. 2435 – bis e 2435 – ter C.C., possono continuare ad utilizzare gli schemi previsti per il bilancio in forma abbreviata o per le microimprese e, ricorrendone i presupposti, beneficare dell’esonero della redazione del rendiconto finanziario.

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Trust and Check Trader (TCT) il nuovo codice doganale individua una nuova figura

Il 3 settembre 2026 il Consiglio Ue ha approvato in via definitiva il nuovo codice doganale il quale prevede importanti modifiche alle disposizioni doganali introducendo processi di digitalizzazione atti a velocizzare le relative procedure. Le diverse modifiche previste entreranno in vigore in modo graduale nei prossimi anni ma tra queste si segnala la nuova figura del Trust and check trader (TCT) destinato a sostituire l’attuale figura dell’operatore economico autorizzato AEO. Il TCT ridisegnerà il rapporto tra gli operatori economici e le autorità doganali rappresentando una sorta di evoluzione dell’AEO cui sono garantiti una serie di vantaggi come minori controlli fisici e documentali, procedure semplificate, agevolazioni in materia di sicurezza e riduzioni delle garanzie dovute. In una prima fase l’AEO non scomparirà ma gradualmente sarà assorbito dalla nuova figura del TCT cui l’amministrazione doganale riconoscerà estrema fiducia e rapidità operativa. La differenza tra TCT e AEO è rappresentata dalla trasparenza continuativa, non sarà più sufficiente

disporre di un sistema amministrativo efficiente ma sarà necessario fornire costantemente informazioni complete e aggiornate in tempo reale sulla circostanza e la conformità delle merci lungo l’intera filiera. Le dogane avranno visibilità immediata delle operazioni, con il controllo spostato dai dati dichiarativi formali all’audit dei dati grezzi di supply chain. Le Imprese riconosciute come TCT avranno la possibilità di immettere merci in circolazione nel territorio comunitario con una sorta di autoliquidazione dei dazi. Si tratta quindi di una corsia preferenziale nell’accesso al mercato unico, con risparmi strutturali significativi in termini di tempo e costi operativi. Il TCT richiede una sfida non banale in termini di investimenti in sistemi IT per garantire la connettività con il nuovo “Eu customs data hub”, la piattaforma centrale della riforma, e la trasmissione continua delle informazioni sulle merci. È previsto che la transizione avverrà a due velocità: le grandi Imprese si interfacceranno per prime con il data hub centrale, mentre le PMI beneficeranno di un periodo transitorio con i sistemi nazionali. Le società che agiranno per prime per ottenere il riconoscimento TCT godranno di un vantaggio competitivo rispetto ad un mercato doganale sempre più basato sulla fiducia certificata, analisi del rischio e dati in tempo reale.

Pag. 15 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 16 - 15 settembre 2026

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Cripto - valute e reddito d’impresa non assumono rilevanza le mere valutazioni di valore a fine anno

L’acquisto di cripto - valute è ormai molto diffuso, anche da parte delle Imprese ma per il loro trattamento contabile mancano specifiche istruzioni. In questi casi si rende applicabile il principio generale di cui all’OIC11 (Finalità e postulati del bilancio d’esercizio) il quale prevede che in assenza di specifiche discipline la società deve fare riferimento in via analogica alle disposizioni previste per casi simili e secondo le finalità e i postulati di bilancio. A questo proposito l’Agenzia delle Entrate e l’OIC hanno elaborato una scheda tecnica, allegata al provvedimento n 200904 del 6 luglio 2026, nel quale le cripto – valute non vengono assimilate a strumenti finanziari bensì a immobilizzazioni immateriali, perché: prive di consistenza fisica, rappresentano beni non monetari, non danno diritto ad incassare un importo determinato e sono individualmente identificabili perché possono essere vendute separatamente. Soddisfano conseguentemente la definizione del paragrafo 9 dell’OIC 24 in tema di immobilizzazioni immateriali. Ai fini della loro iscrizione in bilancio si devono considerare i principi generali e in particolare l’art. 2424 – bis comma 1, del codice civile in base al quale gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente, devono essere iscritti tra le immobilizzazioni immateriali al loro costo di acquisto. Costo che non può essere oggetto di ammortamento perché il loro valore non si esaurisce con il trascorrere del tempo. Rimangono applicabili le disposizioni relative alle perdite durevoli per le quali si rende necessaria una svalutazione. Se però le cripto – valute sono destinate alla vendita nel corso della normale operatività dell’azienda, allora devono essere classificate nelle rimanenze. Anche in questi casi saranno iscritte al loro costo di acquisto e successivamente valutate al minore tra il costo di acquisto e il valore di realizzazione

desumibile dal mercato, che nel caso specifico è rappresentato dal fair value. Sul fronte fiscale la legge di bilancio per il 2023 (L 197/2022) ha introdotto il comma 3 – bis all’art. 110 del TUIR il quale prevede che i componenti positivi e negativi risultanti dalla valutazione delle cripto – valute, non concorrono alla formazione del reddito d’impresa. Ciò a prescindere dalla loro iscrizione a conto economico. Lo stesso principio è assunto anche per quanto riguarda l’Irap. La norma mira ad evitare che le mere oscillazioni di mercato possano incidere sulle valutazioni di fine anno. I plusvalori che maturano sulle cripto – valute assumeranno conseguente rilevanza fiscale esclusivamente al momento in cui le stesse sono permutate con altri beni, comprese altre tipologie di cripto - attività o cedute in cambio di moneta. In questo caso l’importo oggetto di tassazione è dato dalla differenza tra il corrispettivo riscosso e il costo di acquisto. Eventuali svalutazioni o rivalutazioni del costo di acquisto iscritte in bilancio e non realizzate, alla fine dell’anno devono essere riprese a tassazione, tesi confermata anche dalla circolare n. 30 del 2023 al paragrafo 3.5 dell’Agenzia delle Entrate. Le riprese fiscali devono essere effettuate indipendentemente dalle modalità di iscrizione in bilancio, vale dire sia nel caso in cui siano iscritte nelle immobilizzazioni immateriali sia nel caso in cui siano contabilizzate tra le rimanenze. In caso di iscrizione nelle immobilizzazioni immateriali, il comma 3 – bis dell’art. 110 del TUIR, prevede che i fenomeni valutativi operati in bilancio non assumono alcuna rilevanza fiscale, conseguentemente non sono deducibili eventuali svalutazioni imputate a conto economico. Nel caso in cui siano registrate tra le rimanenze, eventuali variazioni di valore non assumeranno rilevanza fiscale come precisato nella risposta a interpello n. 78 del 2025. Anche in questi casi si dovranno conseguentemente operare le variazioni fiscali in aumento in diminuzione nella dichiarazione di redditi e Irap, al fine di neutralizzare l’iscrizione contabile.

Pag. 16 - ApiNFORMA / Fiscale Tributario Economico - numero 16 - 15 settembre 2026

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Decorrenza della malattia inps: nuove indicazioni

Facciamo seguito alla nostra circolare prot. n. 332/AG del 7 settembre 2026 per comunicare che l’INPS, con la Circolare n. 92 del 4 settembre 2026, ha aggiornato i criteri di individuazione della data di inizio della malattia ai fini della tutela previdenziale. L’Istituto conferma che la decorrenza dell’evento coincide, di norma, con la data di redazione del certificato medico che attesta l’incapacità temporanea al lavoro. Viene tuttavia precisato che, in presenza di specifiche condizioni, può essere riconosciuto anche il giorno immediatamente precedente. L’INPS infatti riconosce l’indennità del giorno precedente a quello del certificato di malattia pur-

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ché il medico curante valorizzi sul certificato i seguenti campi: - “Dichiara di essere ammalato dal...”, con l’indicazione del giorno immediatamente precedente alla visita; - Visita “domiciliare”. Considerata l’evoluzione dell’organizzazione della medicina territoriale e le difficoltà operative dei Medici di Medicina Generale, l’INPS stabilisce che il giorno precedente alla certificazione può essere riconosciuto anche quando la visita è svolta in ambulatorio, purché tale giorno non sia festivo né cada di sabato o domenica. Rimane invece escluso il riconoscimento di date anteriori di oltre un giorno rispetto alla visita. La nuova interpretazione è applicata a partire dalla data di pubblicazione della circolare e mira a garantire una tutela uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando penalizzazioni ai lavoratori nei casi in cui la visita non possa essere effettuata il giorno stesso della richiesta. Siamo a disposizione per ogni chiarimento. (AG)


La formazione obbligatoria per la salute e sicurezza la prossima programmazione

IN PRESENZA Si riporta il calendario dei corsi in partenza nel secondo semestre 2026 e, anche al fine di programmare un’attività formativa aderente alle esigenze delle Imprese associate, si chiede di segnalare le specifiche necessità di formazione, in presenza, sul tema della sicurezza obbligatoria. Troverete anche una proposta di corsi di aggiornamento per RSPP / ASPP, in collaborazione con l’Impresa Associata PERCORSO SICUREZZA Società Benefit, con rilascio dei crediti formativi di aggiornamento validi ai sensi del D.Lgs. 81/08 e dell’Accordo Stato-Regioni 17/04/2025. La mappatura ci permetterà di programmare i prossimi corsi in funzione delle preferenze emerse e in linea con il nuovo Accordo Stato-Regioni. Infatti, lo scorso 24 maggio 2026 è entrato in vigore il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 che detta nuove norme per la progettazione ed erogazione della formazione in tema di sicurezza. Le Imprese interessate possono restituirci la scheda compilata al fine di prenotare la partecipazione e segnalare le preferenze. I corsi si terranno in presenza nella nostra Sala Convegni in Viale Ungheria, n. 28 a Udine.

Si segnala che siamo a disposizione delle Imprese associate anche per l’organizzazione della formazione obbligatoria sulla sicurezza da svolgersi in presenza nelle sedi aziendali.

CORSI ON-LINE. PIATTAFORMA PER LA MODALITÀ E-LEARNING ASINCRONA Si riporta l’offerta formativa in tema di corsi obbligatori sulla sicurezza sul lavoro in modalità elearning asincrona, per permettere di seguire percorsi didattici specifici, in qualsiasi momento e da diversi dispositivi e per rispondere alla necessità di una sempre maggiore flessibilità delle Imprese e delle persone e offrire strumenti validi a favorire la crescita continua sviluppando competenze e capacità. In merito ai corsi HACCP, abbiamo la possibilità di fornire, sempre in modalità e-learning, la Formazione per Responsabili e Addetti del Settore Alimentare per OSA (Operatore del Settore Alimentare) nella Regione Friuli Venezia Giulia. Sempre in modalità e-learning è possibile approfondire le conoscenze sulla normativa e l’implementazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001. Per ogni informazione è possibile contattare il p.i. Claudio Scialino presso i nostri uffici, tel. 0432.507377, e-mail: edilizia@confapifvg.it.

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(CSC)


Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia 33100 Udine - Viale Ungheria, 28 - tel. 0432 507377 info@confapifvg.it - www.confapifvg.it

MANIFESTAZIONE INTERESSE FORMAZIONE OBBLIGATORIA SICUREZZA IN PRESENZA SECONDO SEMESTRE 2026

Scheda di manifestazione interesse da restituire a edilizia@confapifvg.it

FORMAZIONE OBBLIGATORIA SICUREZZA IN PRESENZA  Associato CONFAPI FVG

 Non Associato CONFAPI FVG

Impresa ___________________________________________________________________________________ Attività ____________________________________________________________________________________ CCNL applicato _____________________________________________________________________________ Indirizzo sede legale _________________________________________________________________________ Città __________________________________________________________ CAP ___________ Prov. ________ Referente __________________________________________________________________________________ Tel. ______________________________

e-mail _______________________________________________

Dal 2003 Confapi FVG opera secondo un Sistema Integrato Qualità-Etico Sociale

Pag. 20 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


FORMAZIONE OBBLIGATORIA SICUREZZA IN PRESENZA CORSI IN PRESENZA - VIALE UNGHERIA, 28 - UDINE SALA CONVEGNI

ADDETTI PRIMO SOCCORSO - CORSO IN PRESENZA Ore

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

Data / Periodo corso

Addetti al primo soccorso aziendale “Aziende Gruppo A - D.M. 388/2003”

16

€ 260/340 + IVA

4 novembre 2026 11 novembre 2026

Addetti al primo soccorso aziendale “Aziende Gruppi B e C - D.M. 388/2003”

12

€ 200/280 + IVA

4 novembre 2026 11 novembre 2026

6

€ 140/160 + IVA

11 novembre 2026

4

€ 120/140 + IVA

11 novembre 2026

Aggiornamento per addetti al primo soccorso aziendale “Aziende Gruppo A - D.M. 388/2003” (ENTRO 3 ANNI) Aggiornamento per addetti al primo soccorso aziendale “Aziende Gruppi B e C - D.M. 388/2003” (ENTRO 3 ANNI)

Numero Partecipanti interessati

ADDETTI ANTINCENDIO – CORSO IN PRESENZA Con prova pratica

Corso antincendio e gestione delle emergenze per addetti alla prevenzione incendi rischio basso - medio Aggiornamento antincendio rischio basso - medio

(ENTRO 5 ANNI)

Ore

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

Data / Periodo corso

8

€ 220/250 + IVA

14 ottobre 2026

5

€ 150/180 + IVA

14 ottobre 2026

Pag. 21 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026

Numero Partecipanti interessati


RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA - RLS CORSO IN PRESENZA

Aggiornamento periodico per rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (ENTRO 1 ANNO)

Ore

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

Periodo corso

8

€ 130/160 + IVA

6 ottobre 2026

Numero Partecipanti interessati

CORSO PER DATORI DI LAVORO CHE NON SONO ANCHE RSPP L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha introdotto un percorso formativo obbligatorio di 16 ore, pensato per fornire ai datori di lavoro competenze giuridiche, gestionali e organizzative. (entro aprile 2027) CORSO IN PRESENZA Ore Nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 – Rif. Normativo: art. 18 d.lgs. n. 81/2008.

16

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

Periodo corso

€ 280/300 + IVA

13 ottobre 2026 mattina 20 ottobre 2026 mattina 27 ottobre 2026 mattina 3 novembre 2026 mattina

Pag. 22 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026

Numero Partecipanti interessati


CORSI DI AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP In collaborazione con PERCORSO SICUREZZA Società Benefit CORSO DI AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP In collaborazione con PERCORSO SICUREZZA

Modulo 4: Dalla parte del Datore di Lavoro (del Delegato e del Dirigente)

Rilascio dei Crediti formativi di aggiornamento validi ai sensi del D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 CORSO IN PRESENZA presso SOLARI SpA, Via G. Pieri, 29 – Udine

AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP

Ore

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

Periodo corso

4

€ 110 + IVA

25 settembre 2026 dalle 14.00 alle 18.00

Numero Partecipanti interessati

CORSO DI AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP In collaborazione con PERCORSO SICUREZZA

Modulo 5: Batterie ioni-litio in ambito lavorativo: DVR, misure preventive e protettive

Rilascio dei Crediti formativi di aggiornamento validi ai sensi del D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 CORSO IN PRESENZA presso SAFETY TRAINING ACADEMY FRIULI ANTINCENDI – PERCORSO SICUREZZA, Via F.lli Savoia 22/24 – Codroipo (UD) Ore AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP

4

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI Incontro gratuito € 20 + IVA cad. per ricevere i crediti

Periodo corso

Numero Partecipanti interessati

1 ottobre 2026 dalle 14.00 alle 18.00

CORSO DI AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP In collaborazione con PERCORSO SICUREZZA Modulo 6: Dalla parte del RSPP

Rilascio dei Crediti formativi di aggiornamento validi ai sensi del D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 CORSO IN PRESENZA presso KEMIRA Italy SpA, Via Majorana 8 – S. Giorgio di Nogaro (UD)

AGGIORNAMENTO RSPP / ASPP

Ore

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

Periodo corso

4

€ 110 + IVA

14 ottobre 2026 dalle 14.00 alle 18.00

Pag. 23 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026

Numero Partecipanti interessati


Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia 33100 Udine - Viale Ungheria, 28 - tel. 0432 507377 info@confapifvg.it - www.confapifvg.it

CORSI ON-LINE - SICUREZZA SUL LAVORO MODELLO (MOG) 231/2001 - HACCP Piattaforma per la modalità e-learning asincrona Fin dall’inizio del 2025 abbiamo ampliato l’offerta formativa in tema di corsi obbligatori sulla sicurezza sul lavoro alla modalità e-learning asincrona, per permettere di seguire percorsi didattici specifici, in qualsiasi momento e da diversi dispositivi e per rispondere alla necessità di una sempre maggiore flessibilità delle Imprese e delle persone e offrire strumenti validi a favorire la crescita continua sviluppando competenze e capacità. Abbiamo esteso l’offerta formativa anche al modello 231/2001 (strumento per esimere una società della propria responsabilità amministrativa dipendente da reato) e all’HACCP (operatori del settore alimentare OSA), che si possono frequentare on-line per intero, o solo in parte, anche in tempi diversi. Si tratta di una formazione a distanza che utilizza testi, materiale audio e video, garantisce l’interattività, la fruibilità in qualsiasi momento e in ogni luogo.

SICUREZZA SUL LAVORO Nella tabella di seguito pubblicata si elencano i corsi di formazione e aggiornamento conformi a quanto disposto dall'art. 37 del D.Lgs. 81/2008, e dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, rivolti alle principali figure della sicurezza sul lavoro come Datore di Lavoro RSPP e Lavoratori.

CORSI SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

Ore

Quota Associati +IVA

Formazione generale per lavoratori Formazione specifica dei lavoratori appartenenti ai settori a rischio basso Formazione generale dei lavoratori + formazione specifica per lavoratori impiegati in attività di ufficio settori a rischio basso Aggiornamento formazione per lavoratori appartenenti ai settori a rischio basso - medio - alto Aggiornamento formazione per datori di lavoro RSPP - rischio basso Aggiornamento formazione per datori di lavoro RSPP - rischio medio Aggiornamento formazione per datori di lavoro RSPP - rischio alto Formazione iniziale per datore di lavoro

4

60 €

Quota NON Associati +IVA 70 €

4

60 €

70 €

8

120 €

140 €

6

100 €

120 €

8 8 8 16

120 € 120 € 120 € 220 €

150 € 150 € 150 € 240 €

Dal 2003 Confapi FVG opera secondo un Sistema Integrato Qualità-Etico Sociale

Pag. 24 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


APPROFONDIMENTO MODELLO 231/2001

I corsi sono progettati per datori di lavoro, dirigenti o lavoratori che necessitano di approfondire le loro conoscenze sulla normativa e l’implementazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001. Questo materiale è fondamentale per rafforzare la propria competenza nella gestione del MOG 231, migliorare la conformità legislativa e promuovere una cultura aziendale orientata alla legalità e alla sostenibilità. Ore

OQuota Associati +IVA

Quota NON Associati +IVA

Per datori di lavoro

6

100 €

120 €

Per dirigenti

6

100 €

120 €

Per lavoratori

6

100 €

120 €

CORSI di approfondimento Modello 231/2001

HACCP (OPERATORI DEL SETTORE ALIMENTARE OSA) In merito ai corsi HACCP, abbiamo la possibilità di fornire, sempre in modalità e-learning, la Formazione per Responsabili e Addetti del Settore Alimentare per OSA (Operatore del Settore Alimentare) nella Regione Friuli Venezia Giulia. Si ricorda che con il Decreto del Direttore del Servizio prevenzione, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria 22 aprile 2020, n. 728 è stata esplicitamente concessa la possibilità di ricorrere all’e-learning per gli Operatori del Settore Alimentare; gli OSA potranno perciò seguire on-line i corsi HACCP che dovranno risultare coerenti con il settore di appartenenza, la tipologia e il livello di rischio dell’attività svolta dagli addetti, l’esperienza professionale e il livello di competenze sviluppate. Il Decreto n. 728/2020 dispone che la formazione e l’addestramento sono impartiti al personale secondo modalità individuate dall’operatore del settore alimentare, stabilendo una frequenza adeguata che di norma è definita con cadenza triennale.

CORSO HACCP (operatori del settore alimentare OSA) Per Responsabili del Settore Alimentare nella Regione Friuli Venezia Giulia: Imprese alimentari Aggiornamento per Addetti e Responsabili del Settore Alimentare nella Regione Friuli Venezia Giulia

Pag. 25 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026

Ore

OQuota Associati +IVA

Quota NON Associati +IVA

6

100 €

120 €

4,5

80 €

100 €


Scheda di adesione da restituire a APISERVIZI SRL con unico socio a: edilizia@confapifvg.it

CORSI ON-LINE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

Impresa____________________________________ Settore Attività ______________________________  Associata CONFAPI FVG

 NON Associata CONFAPI FVG

Indirizzo sede legale_____________________________Città_____________________Cap______Prov___ P.IVA _______________ CF_______________ Codice destinatario SDI/PEC _________________________ Tel. __________________ e-mail ___________________________________________________________ CORSO Formazione Generale per Lavoratori 4 ore

Formazione specifica dei lavoratori appartenenti ai settori a rischio BASSO 4 ore Formazione generale dei lavoratori + formazione specifica per lavoratori impiegati in attività di ufficio settori a rischio BASSO 8 ore Aggiornamento formazione per lavoratori appartenenti ai settori a rischio BASSO MEDIO - ALTO 8 ore Aggiornamento formazione per datori di lavoro RSPP – RISCHIO BASSO 8 ore Aggiornamento formazione per datori di lavoro RSPP - RISCHIO MEDIO 8 ore Aggiornamento formazione per datori di lavoro RSPP - RISCHIO ALTO 8 ore

Formazione iniziale per datore di lavoro 16 ore

PARTECIPANTE Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________

Pag. 26 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Scheda di adesione da restituire a APISERVIZI SRL con unico socio a: edilizia@confapifvg.it

CORSI ON-LINE Impresa____________________________________ Settore Attività ______________________________  Associata CONFAPI FVG

 NON Associata CONFAPI FVG

Indirizzo sede legale_____________________________Città_____________________Cap______Prov___ P.IVA _______________ CF_______________ Codice destinatario SDI/PEC _________________________ Tel. __________________ e-mail ___________________________________________________________

CORSI di approfondimento Modello 231/2001 Per datori di lavoro 6 ore

Per dirigenti 6 ore

Per lavoratori 6 ore

CORSI HACCP Operatori del settore alimentare OSA

PARTECIPANTE Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________

PARTECIPANTE

Nome e Cognome ______________________________ Luogo e data di nascita __________________________ CF __________________________________________ Mansione ____________________________________ e-mail partecipante ____________________________ Nome e Cognome ______________________________ Aggiornamento per Addetti e Responsabili Luogo e data di nascita __________________________ del Settore Alimentare nella Regione Friuli CF __________________________________________ Venezia Giulia Mansione ____________________________________ 4,5 ore e-mail partecipante ____________________________ Per Responsabili del Settore Alimentare nella Regione Friuli Venezia Giulia: Imprese alimentari 6 ore

Modalità di pagamento: Bonifico bancario intestato a: Apiservizi srl con unico socio presso Unicredit Banca spa – Filiale di Udine IBAN IT 97 E 02008 12310 000040033100

Pag. 27 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Formazione per il datore di lavoro in materia di sicurezza nuovo obbligo formativo per datori di lavoro che non svolgono il ruolo di rspp. i nostri corsi Il nuovo Accordo StatoRegioni del 17 aprile 2025 ha introdotto un percorso formativo obbligatorio di 16 ore per i Datori di Lavoro che non assumono direttamente il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). L’obiettivo della normativa è garantire che ogni datore di lavoro possieda competenze adeguate in materia di sicurezza, organizzazione aziendale, responsabilità giuridiche e gestione dei rischi. L’obbligo riguarda tutti i datori di lavoro, indipendentemente da: - settore produttivo; - dimensione aziendale; - livello di rischio; - presenza o meno di RSPP interno/esterno. Non sono previste esenzioni. Il corso, in presenza o in e-learning, dovrà avere CORSO IN PRESENZA Nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 – Rif. Normativo: art. 18 d.lgs. n. 81/2008.

Ore

16

una durata complessiva di 16 ore, suddivise in: A. Modulo giuridico–normativo (8 ore): - quadro legislativo della sicurezza; - obblighi del datore di lavoro; - responsabilità civili e penali; - deleghe, vigilanza, modelli organizzativi. B. Modulo gestionale-organizzativo (8 ore): - valutazione dei rischi e DVR; - gestione delle emergenze; - organizzazione della prevenzione; - rapporti con RSPP, medico competente, preposti; - casi studio e applicazioni pratiche. Il corso deve essere completato entro aprile 2027. La mancata formazione comporta sanzioni a carico del datore di lavoro ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. 81/2008. È previsto un aggiornamento ogni 5 anni, della durata minima di 6 ore. Va precisato che il corso da 16 ore non abilita il datore di lavoro a svolgere il ruolo di RSPP. Di seguito la nostra programmazione. Per ogni eventuale informazione potrete rivolgervi al p.i. Claudio Scialino, tel. 0432.507377- e-mail: edilizia@confapifvg.it. (CSC)

Quote di partecipazione ASSOCIATI/NON ASSOCIATI

€ 280/300 + IVA

Periodo corso 13 ottobre 2026, ore 9.00-13.00 20 ottobre 2026, ore 9.00-13.00 27 ottobre 2026, ore 9.00-13.00 3 novembre 2026, ore 9.00-13.00

PIATTAFORMA PER LA MODALITÀ E-LEARNING ASINCRONA

Ore

Quota Associati +IVA

Quota NON Associati +IVA

Formazione iniziale per datore di lavoro

16

220 €

240 €

Pag. 28 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Scheda di adesione da restituire via email a APISERVIZI SRL con unico socio (edilizia@confapifvg.it) IN PRESENZA PRESSO L’ASSOCIAZIONE A UDINE IN VIALE UNGHERIA 28

CORSO PER DATORI DI LAVORO CHE NON SONO ANCHE RSPP L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha introdotto un percorso formativo obbligatorio di 16 ore Martedì 13 ottobre 2026, ore 9.00-13.00 Martedì 20 ottobre 2026, ore 9.00-13.00 Martedì 27 ottobre 2026, ore 9.00-13.00 Martedì 3 novembre 2026, ore 9.00-13.00

Impresa ______________________________________________________________________ ❑ Associata CONFAPI FVG

❑ Non Associata CONFAPI FVG

Settore attività ________________________________________________________________ P.I. ________________________________

C.F. __________________________________

Indirizzo sede legale ____________________________________________________________ Città _______________________________________ CAP _____________ Prov. ___________ Tel. ___________________________ e-mail ________________________________________ Codice destinatario SDI/PEC ______________________________________________________ Partecipanti Nome e Cognome _____________________________________________________________ Luogo e data di nascita _____________________________________ C.F. _________________ Mansione ____________________________________________________________________

Pagamento da effettuarsi successivamente all’avvio del corso con la seguente modalità: Bonifico bancario intestato a: Apiservizi srl con unico socio presso Unicredit Banca spa – Filiale di Udine - IBAN IT 97 E 02008 12310 000040033100

Pag. 29 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Scheda di adesione da restituire a APISERVIZI SRL con unico socio a: edilizia@confapifvg.it

CORSI ON-LINE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO Impresa ________________________________________________________________________ Settore Attività __________________________________________________________________

 Associata CONFAPI FVG

 NON Associata CONFAPI FVG

Indirizzo sede legale ______________________________________________________________ Città _____________________________________________ Cap ______ Prov _______________ P.IVA _____________________________________ CF __________________________________ Codice destinatario SDI/PEC _____________________________ Tel. __________________ E-mail ___________________________________________________

CORSO

PARTECIPANTE Nome e Cognome _________________________________

Formazione iniziale per datore di lavoro – 16 ore

Luogo e data di nascita _____________________________ C.F. _____________________________________________ Mansione ________________________________________ E-mail partecipante ________________________________

Pagamento da effettuarsi successivamente all’avvio del corso con la seguente modalità: Bonifico bancario intestato a: Apiservizi srl con unico socio presso Unicredit Banca spa – Filiale di Udine - IBAN IT 97 E 02008 12310 000040033100

Pag. 30 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Corso di aggiornamento periodico per RLS i nostri corsi in presenza e online

Il D.Lgs. 81/2008, all’art. 37, prevede che il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) ha diritto a un aggiornamento della formazione particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con le seguenti tempistiche: - 4 ore annue per le Imprese che occupano da 15 a 50 lavoratori; - 8 ore annue per le Imprese che occupano più di 50 lavoratori. L’Accordo Interconfederale (A.I.) sui Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in ambito lavorativo e sulla pariteticità stipulato tra Confapi IN PRESENZA

ORE

Nella nostra sede, in Viale Ungheria n. 28, a Udine

8

Nazionale e i sindacati CGIL-CISL-UIL il 20 settembre 2011 introduce l’obbligo di aggiornamento periodico della formazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza con una durata dell’aggiornamento, come previsto dall’art. 10, co. 1, del citato A.I., che non può essere inferiore a 8 ore annue, indipendentemente dalle dimensioni delle realtà lavorative. Il nuovo Accordo StatoRegioni del 17 aprile 2025 non vieta lo svolgimento in modalità e-learning, il corso deve prevedere il tracciamento della partecipazione, una verifica finale di apprendimento e il rilascio dell’attestato. La frequenza avviene durante l’orario di lavoro, senza oneri a carico del RLS, ed è considerata a tutti gli effetti tempo di formazione. Di seguito la nostra programmazione. Per ogni eventuale informazione potrete rivolgerVi al p.i. Claudio Scialino, tel. 0432.507377- email: edilizia@confapifvg.it. (CSC) COSTO

DATA E ORA

Euro 130 + IVA per le Imprese As- Martedì 6 ottobre 2026 sociate e di Euro 160 + IVA per le dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle Imprese non Associate. ore 13.30 alle ore 17.30

PIATTAFORMA PER LA MODALITÀ E-LEARNING ASINCRONA

Ore

Quota Associati +IVA

Quota NON Associati +IVA

Aggiornamento formazione per RLS. La cultura della sicurezza

4

70 €

80 €

Aggiornamento formazione per RLS. La cultura della sicurezza

8

100 €

120 €

Pag. 31 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Scheda di adesione da restituire via email a APISERVIZI SRL con unico socio (edilizia@confapifvg.it) IN PRESENZA PRESSO L’ASSOCIAZIONE, A UDINE IN VIALE UNGHERIA 28

CORSO DI AGGIORNAMENTO PERIODICO PER RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) Martedì 6 ottobre 2026 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 13.30 alle ore 17.30 Impresa ______________________________________________________________________ ❑ Associata CONFAPI FVG

❑ Non Associata CONFAPI FVG

Settore attività ________________________________________________________________ P.I. ________________________________

C.F. __________________________________

Indirizzo sede legale ____________________________________________________________ Città _______________________________________ CAP _____________ Prov. ___________ Tel. ___________________________ e-mail ________________________________________ Codice destinatario SDI/PEC ______________________________________________________ Partecipanti Nome e Cognome _____________________________________________________________ Luogo e data di nascita _____________________________________ C.F. _________________ Mansione ____________________________________________________________________

Pagamento da effettuarsi successivamente all’avvio del corso con la seguente modalità: Bonifico bancario intestato a: Apiservizi Srl con unico socio presso Unicredit Banca spa – Filiale di Udine - IBAN IT 97 E 02008 12310 000040033100

Pag. 32 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


Scheda di adesione da restituire a APISERVIZI SRL con unico socio a: edilizia@confapifvg.it

CORSI ON-LINE MODALITÀ E-LEARNING ASINCRONA Impresa ______________________________________________________________________ ❑ Associata CONFAPI FVG

❑ Non Associata CONFAPI FVG

Settore attività ________________________________________________________________ P.I. ________________________________

C.F. __________________________________

Indirizzo sede legale ____________________________________________________________ Città _______________________________________ CAP _____________ Prov. ___________ Tel. ___________________________ e-mail ________________________________________ Codice destinatario SDI/PEC ______________________________________________________

CORSO

PARTECIPANTE Nome e Cognome _________________________________

Aggiornamento formazione per RLS. La cultura della sicurezza. 4 ore

Luogo e data di nascita _____________________________ C.F. _____________________________________________ Mansione ________________________________________ E-mail partecipante ________________________________ Nome e Cognome _________________________________

Aggiornamento formazione per RLS. La cultura della sicurezza. 8 ore

Luogo e data di nascita _____________________________ C.F. _____________________________________________ Mansione ________________________________________ E-mail partecipante ________________________________

Pagamento da effettuarsi successivamente all’avvio del corso con la seguente modalità: Bonifico bancario intestato a: Apiservizi Srl con unico socio presso Unicredit Banca spa – Filiale di Udine - IBAN IT 97 E 02008 12310 000040033100 Pag. 33 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026


ANAC e MASE: consultazione pubblica sui CAM documento contenente indicazioni operative per una corretta applicazione della normativa in materia di criteri ambientali minimi (CAM) L’Anac ha avviato una consultazione pubblica online insieme al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) avente ad oggetto un documento contenente indicazioni operative per una corretta applicazione della normativa in materia di criteri ambientali minimi (CAM). Professionisti, operatori economici, stazioni appaltanti, enti concedenti, associazioni e altri interessati potranno presentare osservazioni sulla bozza entro le ore 12 del 30 settembre 2026. Come noto, il Codice dei Contratti (art. 57 D. Legislativo n. 36/2023) impone alle stazioni appaltanti di inserire nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM applicabili. Anac e Mase confermano che si tratta di obblighi immediatamente vincolanti e tali, in caso di mancata indicazione, da rendere illegittimo il bando. La stazione appaltante deve verificare che l’offerta tecnica rispetti le specifiche e le clausole CAM previste dalla lex specialis e, costituendo elementi essenziali dell’offerta, la mancata conformità

comporta l’esclusione non potendo essere sanata con il soccorso istruttorio. Nel documento dell’Autorità e del Ministero si ribadisce che le specifiche tecniche devono essere riportate nel Documento di indirizzo alla progettazione (DIP). Una volta inseriti nel progetto esecutivo, i CAM diventano prescrizioni progettuali vincolanti per l’appaltatore in fase di offerta e di esecuzione, incidendo su computo metrico e determinazione dei prezzi. Tale vincolo coinvolge anche le opere di urbanizzazione primaria a scomputo sotto soglia europea funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica. Dopo l’aggiudicazione, il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi deve essere verificato dal Rup, dal direttore dei lavori o dal direttore dell’esecuzione durante tutta la fase esecutiva, documentando controlli ed esiti. Nei lavori, le verifiche rientrano nelle ordinarie attività della direzione lavori, dall’accettazione dei materiali al controllo della conformità dell’esecuzione al progetto e al capitolato. La proposta di documento prevede anche la possibilità di prevedere penali per gli inadempimenti ai CAM, riferite a obblighi puntuali e verificabili e proporzionate alla gravità della violazione. A fine lavori, l’esecutore deve consegnare la Relazione CAM dei lavori, il Rup la trasmette al collaudatore, che verifica la corrispondenza tra quanto dichiarato e lo stato effettivo dell’opera. Eventuali difformità possono, in base alla loro gravità, incidere sull’esito del collaudo.

Pag. 34 - ApiNFORMA / Sicurezza e Ambiente - numero 16 - 15 settembre 2026

(C)


IWC Ingenieur. Form und Technik. Ingenieur Automatic Non serve essere ingegneri per apprezzare le virtù di questo orologio. L’Ingenieur Automatic con quadrante blu e il caratteristico motivo «a griglia», riprende gli audaci codici estetici dell’Ingenieur SL di Gérald Genta degli anni ’70, coniugandoli con un‘ergonomia eccezionale nelle versioni da 35 e 40 millimetri e finiture curate nei minimi dettagli. IWC. Engineered.

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Riforma del Governo del Territorio del FVG si ridefinisce il rapporto tra regione e comuni

Con il Disegno di Legge n. 90 la Regione Friuli Venezia Giulia sta predisponendo il nuovo progetto di Piano di Governo del Territorio. La proposta di legge regionale “Riforma del governo del territorio” segna un passaggio decisivo nella modernizzazione del sistema di pianificazione territoriale del Friuli Venezia Giulia. Essa interviene su un quadro normativo stratificato, caratterizzato da strumenti non attuati, sovrapposizioni di competenze e piani privi di un adeguato supporto legislativo. L’obiettivo della Regione è costruire un sistema coerente, aggiornato e capace di rispondere alle sfide contemporanee: sostenibilità, rigenerazione urbana, resilienza climatica e semplificazione amministrativa. Di seguito analizziamo in sintesi le disposizioni previste dal Disegno di Legge.

Il limite del PURG e la frammentazione normativa Il Piano Urbanistico Regionale Generale (PURG) del 1978 è ancora oggi il riferimento per la pianificazione comunale. Il documento lo definisce uno strumento molto lungimirante e capace di governare il territorio per quasi quarant’anni, ma a oggi ha esaurito la propria funzione. Negli ultimi trent’anni la Regione ha tentato più volte di sostituirlo: - LR 52/1991 che introduce PTRG e PTRS, mai approvati; - LR 5/2007 che introduce il PTR, adottato ma non approvato; - LR 22/2009 che introduce il PGT, approvato nel 2013 ma sospeso e inapplicabile. La causa principale del fallimento è quella che l’ordinamento legislativo regionale non è ancora compiutamente riformato. Pag. 36 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 16 - 15 settembre 2026

In altre parole, mancava una legge urbanistica coerente che disciplinasse l’attuazione del piano territoriale.

Il principio cardine della riforma Secondo il Disegno di Legge in approvazione la legge urbanistica e il piano territoriale devono procedere insieme, un piano territoriale senza una legge urbanistica che ne disciplini l’attuazione è destinato a rimanere inapplicabile. Infatti, il documento afferma che risulta necessario l’accompagnamento del piano territoriale con uno specifico apparato legislativo che permetta l’attuazione delle previsioni del PGT. La nuova legge nasce proprio per questo: fornire al PGT la cornice normativa che è sempre mancata.

PGT come strumento unico di pianificazione regionale La riforma attribuisce al Piano di Governo del Territorio (PGT) la funzione di strumento cardine della pianificazione regionale, superando definitivamente il PURG e abrogando la Parte I della LR 5/2007. Gli obiettivi strategici del nuovo sistema sono quelli: - della rigenerazione urbana e territoriale; - del contrasto al consumo di suolo; - dell’incremento del suolo permeabile; - della resilienza ai cambiamenti climatici; - della sostenibilità ambientale; - della semplificazione delle procedure comunali; - della pianificazione di area vasta gestita direttamente dalla Regione. Con il nuovo PGR si prevede il superamento della “logica tradizionale della zonizzazione rigida” a favore di strumenti più flessibili e capaci di accompagnare le trasformazioni in atto.

Pianificazione di area vasta e co-pianificazione La riforma ridefinisce il rapporto tra Regione e Comuni:


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la pianificazione intermedia viene ricondotta al PGT regionale; - si introducono processi di co-pianificazione attivabili da Regione e Comuni; - si promuove un confronto istituzionale strutturato per le trasformazioni territoriali complesse. Questa impostazione consente di affrontare le trasformazioni territoriali con una visione condivisa e coordinata.

Coordinamento con il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) Il PPR del 2018 aveva assunto di fatto funzioni di pianificazione territoriale, a causa della vetustà del PURG. La riforma chiarisce che: - la pianificazione territoriale è competenza esclusiva regionale; - la disciplina paesaggistica rimane nella LR 5/2007; - si mantiene la procedura di conformazione degli strumenti comunali al PPR; - il disegno di legge ripristina la funzione di pianificazione territoriale in capo al PGT.

La fase transitoria La legge prevede una fase transitoria che garantisce: - continuità delle procedure vigenti; - supporto tecnico, economico e amministrativo ai Comuni; - accompagnamento nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al nuovo PGT.

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La nuova legge garantirà continuità con le procedure attualmente vigenti, salvaguardando l’operatività degli enti locali”.

Le Linee Guida 2025 La deliberazione della Giunta regionale n. 51/2025 ha definito: - criteri e principi informatori della variante; - obiettivi e finalità; - contenuti minimi del nuovo PGT. Le Linee Guida evidenziano la necessità di superare il PGT 2013, soprattutto per la “mancanza di uno specifico apparato legislativo che disciplini l’attuazione delle previsioni del PGT”.

Conclusioni La Riforma del Governo del territorio rappresenta un intervento strutturale e atteso da decenni, con essa: - si chiude definitivamente la stagione del PURG, - si supera la frammentazione normativa, - si introduce un sistema moderno, flessibile e coerente, - si integra pianificazione territoriale e paesaggistica, - si rafforza la collaborazione tra Regione e Comuni, - si orienta la pianificazione verso sostenibilità, resilienza e rigenerazione. È una riforma che non solo aggiorna gli strumenti, ma cambia il modo stesso di concepire la pianificazione in Friuli Venezia Giulia. (CS)


Confapi Aniem News la newsletter dell’unione nazionale delle imprese edili manifatturiere e settori affini

IN GAZZETTA LA CONVERSIONE DEL D.L. INFRASTRUTTURE Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2026 è stata pubblicata la legge n. 152/2026, conversione in legge del decreto Infrastrutture (D.L. n. 107/2026 contenente disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti). Si segnala, come già anticipato, il contenuto dell’Art. 1-bis che interviene sull’art. 125 del Codice dei contratti pubblici introducendo la facoltà di sospensione dell’anticipazione al fine di fronteggiare le difficoltà di approvvigionamento e gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici, derivanti dai conflitti in corso nell’area del Medio Oriente. Si introduce in sostanza una deroga temporanea alla disciplina ordinaria che regola l’anticipazione del prezzo in base alla quale le stazioni appaltanti procedono progressivamente al recupero delle somme erogate mediante trattenute effettuate su ogni Stato di Avanzamento Lavori (SAL). La nuova norma precisa che per gli appalti pubblici di lavori in corso di esecuzione ai quali si applica la disposizione, le stazioni appaltanti, su richiesta dell’appaltatore, sono autorizzate a sospendere il recupero dell’anticipazione del prezzo per il tempo strettamente necessario, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026. La sospensione non si applica agli interventi finanziati, in tutto o in parte, con risorse del PNRR. L’applicazione della norma è attivabile su apposita istanza dell’appaltatore e non opera in via automatica e trova comunque attuazione nei limiti delPag. 38 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 16 - 15 settembre 2026

le risorse disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

REVISIONE PREZZI: AGGIORNATI A GIUGNO 2026 INDICI ISTAT PER TOL Ai fini del calcolo per la revisione prezzi, come disciplinato dall’art. 60 del D. Lgs. 36/2023, si segnala che Istat ha reso disponibile sul proprio sito l’indice del mese di giugno 2026 relativo alle singole Tipologie Omogenee di Lavorazioni (ai sensi del decreto direttoriale del MIT n. 743 del 30 marzo u.s.). Come noto, i nuovi indici, realizzati sulla base di più elementi di costo (lavoro, materiali, macchine e attrezzature, energia, trasporto e rifiuti), sono diffusi con cadenza mensile nella banca dati “IstatData”, sezione dedicata ai “prezzi” e anche nella pagina web “Indici Istat per Contratti Pubblici”. Si ricorda, infine che tale meccanismo si applica alle procedure di affidamento di contratti di lavori “avviate” a decorrere dalla data di acquisizione di efficacia del provvedimento (27 aprile 2026).

ANAC: RIDUZIONE GARANZIE PER MPMI NON APPLICABILE AI CONSORZI STABILI In un recente parere di precontenzioso (Delibera n. 315 del 29 luglio 2026) relativo a un appalto di servizi, l’Anac ha precisato che la riduzione delle garanzie a favore di micro e piccole, medi imprese non si applica ai consorzi stabili. Nel quesito della stazione appaltante era stato chiesto, in particolare, se “un consorzio stabile qualificatosi come micro, piccola o media impresa possa beneficiare della riduzione del 50% della garanzia provvisoria prevista dall’art. 106, comma 8, del D.Lgs. 36/2023”. Secondo l’Autorità “non può che convenirsi con gli orientamenti giurisprudenziali di riferimento, secondo cui le eccezioni alle garanzie non possono applicarsi a soggetti diversi da quelli previsti dalla norma de qua, come nel caso dei consorzi stabili, in quanto la regola generale sull’impor-


to della garanzia per la partecipazione alla procedura è contenuta nel comma 1 dell’art. 106. Il comma 8 disciplina diverse ipotesi di riduzione dell’importo della garanzia che costituiscono altrettante eccezioni alla regola generale. Si tratta di eccezioni alla regola generale che dispongono una conseguenza giuridica incompatibile con quella disposta dalla norma generale. In questo caso, più che di due norme distinte si tratta di due frammenti normativi, ricomponibili in un’unica norma che incorpora un’eccezione (più eccezioni). Ebbene, in questi casi, le eccezioni sono tassativamente previste e non è in alcun modo possibile enucleare nuove eccezioni mediante creazione di norme inespresse”. La normativa, in sostanza, si riferisce alle micro, piccole e medie imprese e ai raggruppamenti o consorzi ordinari costituiti esclusivamente dalle stesse mpmi e non è suscettibile di estensione analogica.

APPROVATO PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE SISMICA PER GLI EDIFICI PUBBLICI Con un decreto del Ministero della Protezione Civile e del Ministero Economia e Finanze, è stato approvato il programma nazionale di prevenzione sismica degli edifici pubblici previsto dalla Legge di Bilancio 2024. Le risorse complessive ammontano a 285 milioni di euro per il quinquennio 2024-2028, comprensive di 221,5 milioni per interventi strutturali, 35 milioni per verifiche di vulnerabilità e 28,5 milioni per il potenziamento delle attività di prevenzione già avviate. La priorità verrà data agli edifici con un maggiore indice di rischio, considerata la zona sismica, la vulnerabilità dell’immobile e l’esposizione in termini di numero di occupanti. Le verifiche dovranno essere completate entro il 31 dicembre 2028.

CONSIGLIO DI STATO SU VERIFICA ANOMALIA E VALUTAZIONI GIUSTIFICAZIONI Il Consiglio di Stato (Sent. n. 6544 del 20 agosto 2026) è intervenuto sulle valutazioni inerenti alla verifica di anomalia dell’offerta. In particolare, i Giudici hanno confermato che l’obbligo di motivazione da parte della stazione appaltante sussiste solo in caso di giudizio negativo, non richiedendosi motivazione analitica in caso di giudizio positivo; in tale eventualità, quando cioè la stazione appaltante abbia concluso Pag. 40 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 16 - 15 settembre 2026

favorevolmente il sub-procedimento di anomalia dell’offerta della controinteressata, spetta al concorrente che contesta l’aggiudicazione e il giudizio di anomalia positivo dedurre le cause specifiche dell’insostenibilità ed offrire gli elementi a sostegno di tali deduzioni. Richiamando una precedente pronuncia dello stesso Consiglio (n. 7717/2021) il Consiglio di Stato ha evidenziato che “la valutazione favorevole delle giustificazioni dell’offerta sospetta di anomalia non richiede un particolare onere motivazionale, essendo richiesta una motivazione più approfondita solo laddove l’amministrazione ritenga di non condividere le giustificazioni offerte dall’impresa, in tal modo disponendone l’esclusione; inoltre, nella ipotesi di giudizio positivo dell’offerta sospettata di anomalia, incombe a chi lo contesta l’onere di dimostrarne l’irragionevolezza o l’erroneità, non essendo sufficiente allegare considerazioni parcellizzate sulla incongruenza o insufficienza di talune voci di costo”.

VALIDITÀ AUTODICHIARAZIONE: RILEVA LA CONFORMITÀ FUNZIONALE Il Consiglio di Stato si è espresso (Sent. n. 6703 del 31 agosto 2026) sulla validità di un’autodichiarazione, respingendo il ricorso nel quale di contestava la mancanza dei necessari requisiti e del richiamo espresso agli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445 del 2000, carenze che non l’avrebbero resa qualificabile come ‘dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà’. Il Consiglio ha rilevato che la giurisprudenza di settore ha ritenuto non indispensabile seguire il modello della stazione appaltante, né è necessario richiamare formalmente la normativa sulla documentazione amministrativa (D.P.R. n. 445/2000). Se l’autodichiarazione ha il contenuto richiesto dall’Amministrazione (requisiti sostanziali), ed è prodotta secondo le modalità di invio e sottoscrizione stabilite dagli artt. 38, 46 e 47 del richiamato D.P.R. n. 445 (requisiti di forma), l’eventuale non conformità al modulo predisposto dalla P.A. procedente non è motivo sufficiente a inficiare il contenuto della stessa o a ritenere che l’autodichiarazione non sia valida. Ciò che deve essere garantita è l’autoresponsabilità di chi esprime la dichiarazione e ‘l’equivalenza funzionale’ della dichiarazione rispetto ai certificati o agli atti sostituiti. Analogamente, i Giudici hanno affermato che l’autodichiarazione può ritenersi valida anche in assenza del formale richiamo al D.P.R. n. 445/2000.


NELL’O.E.P.V. SUB-CRITERI E SUB-PUNTEGGI NON SONO OBBLIGATORI Una sentenza del Tar Veneto (n. 1711 del 13 agosto 2026) ha affrontato il tema della discrezionalità della stazione appaltante nella valutazione dell’offerta tecnica relativa all’aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nel caso specifico erano previsti 40 punti per l’offerta tecnica e 60 per l’offerta economica. La lex specialis non articolava i criteri tecnici in ulteriori sub-criteri e sub-punteggi, ma si limitava a indicare gli aspetti che i concorrenti avrebbero dovuto sviluppare e i c.d. parametri motivazionali; la seconda classificata presentava ricorso sostenendo che questa impostazione attribuisse alla Commissione una discrezionalità eccessivamente ampia e contestando altresì i punteggi assegnati sui criteri discrezionali. Per il Tar la mancata previsione di sub-criteri non rende illegittima la procedura: l’art. 109, comma 7, del Codice dei contratti non impone la suddivisione di ogni criterio in ulteriori elementi valutativi, ma riconosce alla stazione appaltante un margine di scelta nella costruzione della griglia tecnica. Rispetto ai c.d. criteri motivazionali, secondo i Giudici non coincidono con i sub-criteri, ma indicano in anticipo quali caratteristiche dell’offerta saranno valorizzate garantendo maggiore trasparenza nelle valutazioni della stazione appaltante: in questo contesto la presenza di criteri motivazionali sufficientemente precisi può rendere legittima una griglia priva di sub-punteggi in quanto consente agli operatori di conoscere ex ante il contenuto del giudizio. Nel caso in esame si valoriz-

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zavano le azioni finalizzate a garantire maggiore sicurezza e funzionalità degli impianti. Il Tar Veneto ha quindi respinto il ricorso ritenendo che sub-criteri, sub-pesi e sub-punteggi non costituiscano elementi obbligatori di ogni procedura aggiudicata con l’offerta economicamente più vantaggiosa.

DIRETTIVA CASE GREEN: PROCEDURA D’INFRAZIONE PER TUTTI I PAESI U.E. L’Italia, insieme agli altri 27 Stati membri, è stata sottoposta a procedura d’infrazione da parte della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva Case green (EPBD - Energy performance of buildings directive) approvata nel 2024. La scadenza era fissata al 29 maggio 2026; con la lettera di messa in mora del 15 luglio 2026, sono stati concessi ulteriori due mesi per l’adeguamento. Se le spiegazioni o le norme comunicate dai Paesi membri non saranno ritenute sufficienti, Bruxelles potrà inviare un parere motivato, indicando le contestazioni e un nuovo termine per conformarsi. Solo in una fase successiva la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Già a marzo scorso, era stata anticipata al nostro Paese analoga procedura per la mancata presentazione del “piano di ristrutturazione” rispetto agli obiettivi indicati dall’Europa sulla riduzione dei consumi energetici di pertinenza del patrimonio immobiliare: riduzione del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. (C)


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Workshop/laboratori gratuiti dedicati agli Imprenditori dalla criticità all’azione: come costruire soluzioni concrete per l’azienda IL PROBLEMA NON È QUASI MAI QUELLO CHE SEMBRA. PRIMA DI CERCARE SOLUZIONI, BISOGNA CAPIRE LE CAUSE. Venerdì 9 ottobre 2026 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 DALLA CRITICITÀ ALL’AZIONE. COSTRUIRE SOLUZIONI CONCRETE DA APPLICARE NELLA PROPRIA AZIENDA. Giovedì 22 ottobre 2026 dalle ore 14.30 alle 18.30 nella sede di CONFAPI FVG in Viale Ungheria n. 28 a Udine

Nell’ambito del progetto “PercoRSIC FVG” finanziato dal Fondo Sociale Europeo che ci vede impegnati in qualità di partner, abbiamo organizzato un momento di confronto e di azione che si sviluppa in due mezze giornate attraverso due wor-

kshop/laboratori sul tema sempre attuale di come poter efficacemente costruire soluzioni concrete da applicare nelle proprie Imprese a supporto degli Imprenditori. Relatori e facilitatori dei due workshop/laboratori saranno il dottor Filippo Causero - Fondatore e CEO Foxwin Srl e il dottor Riccardo Self - Consulente di direzione, esperto di operations. Riportiamo le schede dei laboratori con i programmi. I laboratori/workshop sono dedicati agli Imprenditori; tutti i partecipanti dovranno essere residenti in Friuli Venezia Giulia o impegnati lavorativamente presso un’Impresa avente sede nella nostra regione. La partecipazione è libera, ma è richiesta la registrazione compilando il form direttamente sul nostro sito al presente link. La dott.ssa Emanuela De Faccio è a disposizione per eventuali informazioni al n. 0432/507377.

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(EDF)


Venerdì 9 ottobre 2026 Dalle ore 9 alle ore 13

CONFAPI FVG Viale Ungheria n. 28 - Udine

IL PROBLEMA NON È QUASI MAI QUELLO CHE SEMBRA. PRIMA DI CERCARE SOLUZIONI, BISOGNA CAPIRE LE CAUSE. Laboratorio/workshop riservato a imprenditori Molti imprenditori vivono ogni giorno la stessa situazione: l’azienda cresce, i clienti chiedono sempre di più, i tempi si stringono e molte decisioni continuano a tornare sulla scrivania del titolare. Spesso sembra che il problema sia la mancanza di collaborazione, di responsabilità o di iniziativa da parte delle persone, ma il problema non è quasi mai solo quello che appare in superficie. Questo laboratorio stimola gli imprenditori a fermarsi, a confrontarsi con colleghi che vivono situazioni simili e a capire quali cause generano davvero le criticità che bloccano lo sviluppo dell’impresa.

Programma e facilitatori

Modalità di partecipazione

>> Filippo Causero – Amministratore delegato di Foxwin Srl Società Benefit

La partecipazione al laboratorio è gratuita.

>> Riccardo Self – Consulente di direzione, esperto di operations Mezza giornata per leggere meglio le criticità che frenano crescita, collaborazione, qualità, efficienza e presa di responsabilità nelle aziende produttive. Nell’incontro si lavorerà sulle criticità che gli imprenditori incontrano nella crescita della propria azienda: collaborazione difficile, decisioni che si concentrano sul titolare, responsabilità poco chiare, miglioramenti che si bloccano. Il confronto sarà guidato dai facilitatori e aiuterà il gruppo a distinguere i sintomi dalle cause, fino a individuare la criticità più importante da affrontare nella propria impresa. L’obiettivo è fornire maggiore chiarezza su ciò che pesa davvero sulla propria organizzazione, per preparaci al secondo laboratorio focalizzato sulla trasformazione delle criticità in azioni concrete.

Per motivi organizzativi, è richiesta la registrazione compilando il form direttamente sul nostro sito, nella pagina da cui si scarica questa scheda. Il seminario è riservato a un gruppo ristretto di imprenditori. In caso di richieste superiori ai posti disponibili, verrà attivata una seconda edizione. Questo incontro è il primo appuntamento di un percorso proposto in due mezze giornate (il prossimo sarà giovedì 22 ottobre 2026 come da programma allegato). Verrà rilasciato a conclusione attestato di partecipazione

un

Per informazioni CONFAPI FVG Emanuela De Faccio Tel. 0432.507377 Email: formazione@confapifvg.it

L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto PercoRSIC che beneficia del sostegno cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito dell’attuazione del PR FSE+.

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Giovedì 22 ottobre 2026 Dalle ore 14.30 alle 18.30 CONFAPI FVG Viale Ungheria n. 28 - Udine

DALLA CRITICITÀ ALL’AZIONE. COSTRUIRE UNA SOLUZIONE CONCRETA DA APPLICARE NELLA PROPRIA AZIENDA. Laboratorio/workshop imprenditori.

riservato

Programma e facilitatori

Modalità di partecipazione

>> Filippo Causero – Amministratore delegato di Foxwin Srl Società Benefit

La partecipazione al laboratorio è gratuita.

>> Riccardo Self – Consulente di direzione, esperto di operations

Per motivi organizzativi, è richiesta la registrazione compilando il form direttamente sul nostro sito, nella pagina da cui si scarica questa scheda.

Dopo aver capito meglio quali criticità frenano lo sviluppo dell’impresa, il passo successivo è chiedersi che cosa si può fare davvero.

a Il gruppo sarà accompagnato a mettere

Mezza giornata per trasformare le criticità in un’azione pratica da sperimentare nella propria organizzazione. Non serve una ricetta valida per tutti. Ogni azienda ha vincoli, persone, abitudini e problemi diversi. Serve invece un modo concreto per passare dal confronto all’azione, senza aggiungere burocrazia e senza aspettare il momento perfetto. Questo laboratorio/workshop aiuta ogni imprenditore a costruire una prima azione realistica, utile per migliorare collaborazione, qualità, efficienza e benessere nella propria organizzazione.

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Il seminario è riservato a un gruppo ristretto di imprenditori. In caso di richieste superiori ai posti disponibili, verrà attivata una seconda edizione. Il seminario è il secondo appuntamento di un percorso proposto in due mezze giornate. Verrà rilasciato a conclusione attestato di partecipazione

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Per informazioni CONFAPI FVG Emanuela De Faccio Tel. 0432.507377 Email: formazione@confapifvg.it

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