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Apinforma 15-2026

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APINFORMA notiziario dell’ASSOCIAZIONE piccole e medie industrie

numero 15 31 agosto 2026

IN PRIMO PIANO PPWR: nuovo regolamento imballaggi

ApiNFORMA - Quindicinale di informazione dell’Associazione Piccole e Medie Industrie

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA

EXPORT MARKETING

ORGANIZZAZIONE


notiziario dell’ASSOCIAZIONE PIccole e medie industrie

APINFORMA

numero 15 31 agosto 2026

Sommario

FISCALE TRIBUTARIO ECONOMICO

Credito Transizione 4.0

8

Detrazione Iva entro due anni

10

Imposta di bollo sui registri contabili

13

Al debutto la fase transitoria del Carnet ATA digitale

14

Interessi di mora al 10,40%

16

Al via la revisione della responsabilità degli enti

18

Cancellazione d’ufficio società in liquidazione

20

INAIL. Riduzione del tasso medio per prevenzione

21

Chiarimenti sulla nozione di “familiari” e welfare aziendale

22

“Stella al Merito del Lavoro”

24

Indice mensile rivalutazione t.f.r. luglio 2026

25

PPWR: nuovo regolamento imballaggi

26

Linee guida sull’utilizzo degli inerti da costruzione

30

SOA: rinnovo per la Friul Edil Srl

32

Confapi Aniem News

35

LAVORO

SICUREZZA E AMBIENTE

EDILIZIA


ORGANIZZAZIONE

Assistenza per le coperture assicurative

39

Corsi finanziati FSE+ nella nostra sede

40

Tachigrafo

46

Scadenze aziendali del mese di settembre 2026

50

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Editore Redazione Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - Confapi FVG Viale Ungheria, 28 33100 Udine Tel. 0432 507377 www.confapifvg.it

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Credito Transizione 4.0 al via lo scorrimento delle liste d’attesa

Agli esodati del credito d’imposta 4.0 stanno arrivando le PEC dal Gestore dei servizi energetici (GSE) riguardanti la disponibilità di fondi aggiuntivi per coprire il credito d’imposta Transizione 4.0. Dopo la sospensione per esaurimento fondi e la riapertura da parte della legge di Bilancio 2026 che ha rifinanziato l’agevolazione per coloro che erano rimasti esclusi, ecco che stanno arrivando le comunicazioni da parte del GSE che, attraverso lo scorrimento delle liste, riconosce l’accesso al beneficio alle Imprese esodate. Le Imprese devono rispettare due termini, il primo è quello di 30 giorni dal ricevimento della PEC per l’invio del modello di comunicazione preventiva, con data e importo del pagamento dell’ultima quota di acconto necessario al raggiungimento del 20% del costo e il secondo, quello del 15 settembre, per la trasmissione della comunicazione di completamento, sia per gli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025 sia per quelli conclusi tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026. Così un’Impresa che avesse ricevuto la comunicazione dal GSE il 10 agosto, avrebbe tempo fino al 9 settembre per inviare la comunicazione. Come segnalato con la nostra circolare del 3 agosto n. 311/PZ, il decreto del MIMIT del 31 luglio ha prorogato la procedura relativa agli investimenti in beni strumentali materiali 4.0, riconoscendo la possibilità alle Imprese che hanno ultimato gli investimenti entro il 30 giugno 2026, di trasmettere la comunicazione di completamento fino al 15 settembre 2026, anziché entro il precedente termine del 31 luglio. L’intervento ha interessato anche le Imprese esodate per l’esaurimento dei fondi disponibili, consentendo di perfezionare la procedura dopo la comunicazione del GSE relativa alla sopravvenuta disponibilità di nuove risorse.

La modifica principale riguarda le Imprese che hanno prenotato il credito d’imposta Transizione 4.0 e hanno concluso gli investimenti entro il 30 giugno 2026. Il modello di completamento dovrà essere trasmesso attraverso il sistema telematico disponibile nella sezione “Transizione 4.0” del portale GSE entro il 15 settembre 2026 per: - gli investimenti completati entro il 30 giugno 2026; - le Imprese ammesse in seguito allo scorrimento delle risorse, comprese quelle con investimenti conclusi entro il 31 dicembre 2025. La proroga non determina una rimessione in termini indistinta per tutte le Imprese che hanno concluso gli investimenti entro il 31 dicembre 2025. Per i soggetti che disponevano già della necessaria copertura finanziaria, il termine ordinario è scaduto il 31 marzo 2026, mentre il differimento al 15 settembre opera solo per le Imprese che non hanno potuto perfezionare la procedura a causa dell’indisponibilità delle risorse. Anche se il Ministero non ha pubblicato l’ammontare delle risorse liberate, diversi elementi convergenti portano a ipotizzare come scenario più probabile la copertura di tutta la lista degli esodati. Le ragioni per cui si sono rese disponibili risorse aggiuntive sono da ricercare nel divieto di cumulo tra i crediti 4.0 e 5.0 e nello scostamento tra il credito prenotato rispetto a quello confermato in sede di completamento, quasi sempre inferiore. Per la fruizione del credito si ricorda che devono essere rispettate le ulteriori condizioni previste dalla disciplina Transizione 4.0, tra queste assume particolare rilevanza quella dell’interconnessione dei beni al sistema aziendale, che dovrà essere fatto in un termine congruo rispetto all’entrata in funzione e all’effettivo avvio della produzione, oltre agli ulteriori adempimenti tecnici e documentali richiesti. Sempre per la fruizione del beneficio, per gli investimenti interconnessi entro il 31 dicembre 2025, il credito può essere compensato per due terzi, vale a dire per la quota del 2025 e per quella del 2026. Il credito, infatti è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione. Così per un bene interconnesso

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nel 2025 il triennio di riferimento è 2025 – 2027, perché l’iter di prenotazione incide sulla fruibilità del credito ma non sulla decorrenza del diritto: il diritto matura con l’interconnessione, l’utilizzo resta sospeso fino al perfezionamento degli adempimenti. Solo per gli investimenti completati nel 2026 e prenotati nel 2025, il triennio slitta al 2026 – 2028. Così l’Impresa raggiunta dalla PEC di accesso al beneficio per disponibilità di risorse dovrà fare la comunicazione preventiva entro il 15 settembre, il MIMIT trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 5° giorno lavorativo di ogni mese, l’elenco dei beneficiari ammessi nel mese precedente e la compensazione sarà consentita dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione, con F24 pre-

sentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Si pensi ad un credito di 150.000 euro su un bene interconnesso nel 2025, completamento trasmesso a settembre 2026. Da ottobre 2026 l’Impresa potrà compensare fina a 100.000 euro, vale a dire le quote 2025 e 2026, utilizzando il codice 7077, anno di riferimento 2025, mentre la terza quota di 50.000 euro potrà essere utilizzata nel 2027. Non è richiesto alcun adempimento per il riporto della quota del 2025, il controllo automatizzato nel modello F24, confronta gli utilizzi con l’importo complessivo trasmesso da MIMIT, non la singola quota annuale. Rimane l’obbligo di indicare il credito nel quadro RU della dichiarazione relativa al 2025 e ai periodi successivi. (PZ)

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Detrazione Iva entro due anni la normativa interna si adegua alla corte europea

Dopo che la Corte Europea con la sentenza n. T689/24 si è pronunciata sul diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti che in ossequio ai principi di neutralità, proporzionalità ed effettività dell’imposta non può subire restrizioni il decreto Omnibus corre ai ripari. Come si ricorderà il D.L. 50/2017 ha ristretto i termini per esercitare il diritto alla detrazione Iva entro la presentazione della dichiarazione annuale, a condizione di aver ricevuto la fattura dal fornitore. Più precisamente l’art. 19 del DPR 633/72 stabilisce che il diritto alla detrazione dell’IVA nasce nel momento in cui l’imposta diventa esigibile e tale diritto deve essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è sorto, alle condizioni esistenti in quel momento. In pratica, per un’operazione effettuata nel 2026, la detrazione andrebbe esercitata entro la dichiarazione IVA relativa allo stesso anno d’imposta, da presentare nel 2027. Lo stesso limite temporale riguarda anche la registrazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, disciplinata dall’articolo 25 del DPR n. 633/1972. Questa rigidità secondo i giudici europei non è allineata alla normativa di riferimento e i tempi troppo ristretti per esercitare il diritto alla detrazione compromettono il regolare funzionamento dell’imposta. Al fine di evitare censure da parte delle autorità comunitarie, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 agosto 2026, ha approvato il quarto decreto correttivo della riforma tributaria (cd. Decreto fiscale Omnibus), prevedendo, tra le altre, l’allungamento a due anni del termine entro il quale il soggetto passivo può detrarre l’Iva e procedere alla registrazione della relativa fattura o bolla doganale nel registro degli acquisti. Nello specifico

la modifica riconosce la possibilità di esercitare la detrazione non più entro la dichiarazione IVA relativa all’anno in cui il diritto è sorto, ma fino alla dichiarazione relativa al secondo anno successivo. Alla luce di tale modifica ritornando all’esempio di cui sopra, per la fattura esigibile nel 2026, la relativa detrazione potrà essere esercitata fino alla dichiarazione IVA relativa al 2028, da presentare nel 2029. L’articolo 12 interviene anche sulle regole di registrazione delle fatture di acquisto di cui all’articolo 25 del DPR n. 633/1972 allineando il termine entro cui le fatture e le bollette doganali possono essere annotate nel registro IVA, allo stesso nuovo termine previsto per l’esercizio della detrazione. In questo modo le fatture di acquisto e le bollette doganali devono essere annotate anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione e comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello di ricezione della fattura. La modifica non agisce solo sul termine di registrazione ma elimina anche la previsione secondo cui l’annotazione doveva effettuarsi con riferimento all’anno di ricezione della fattura. L’allungamento dei termini si riflette automaticamente anche sul recupero dell’Iva risultante dalle note di variazione in diminuzione emesse ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72, mantenendo comunque fermo quanto previsto dal terzo comma che prevede la loro emissione entro un anno dall’effettuazione dell’operazione. L’estensione dei termini punta a semplificare la gestione degli adempimenti IVA e a ridurre il rischio di perdere il diritto alla detrazione a causa di ritardi nella registrazione delle fatture. Inoltre, l’allineamento tra il termine di registrazione e quello di detrazione dovrebbe contribuire a limitare le criticità operative e i contenziosi che hanno interessato soprattutto le Imprese di maggiori dimensioni chiamate a gestire molte fatture. La modifica viene replicata anche nel nuovo Testo Unico IVA, di cui al D. Lgs. n. 10/2026, intervenendo sugli articoli 56 e 88. In questo modo, la disciplina aggiornata del DPR n. 633/1972 sarà già coordinata con il quadro normativo destinato ad applicarsi dal 1° gennaio 2027.

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Per le Imprese significa una finestra più ampia per recuperare l’imposta assolta sugli acquisti, utile quando una fattura arriva o viene lavorata in ritardo. Questa importante modifica normativa non potrà comunque trasformarsi in una minor attenzione al ciclo passivo, perché è importante che le aziende monitorino con attenzione il processo di ricezione, registrazione e contabilizzazione delle fatture. È necessario che il più ampio termine non venga utilizzato come alibi per prorogare senza motivo i termini di registrazione soprattutto se si considera che la detrazione produce effetti significativi sulla gestione finanziaria. I casi più frequenti e sui quali porre la massima attenzione potrebbero riguardare ritardi nel ricevimento della fattura o della sua lavorazione che

andranno gestiti in modo attento anche per evitare di incorrere in sanzioni. Rimane il problema delle fatture a cavallo d’anno perché permane, ai sensi dell’art. 1 del DPR 100/1998, la differenziazione tra le fatture infrannuali e quelle ricevute a cavallo d’anno. Sarebbe stato opportuno che il decreto Omnibus intervenisse anche su queste tipologie di operazioni. Infine il dubbio sulla possibilità di ricorrere alla dichiarazione integrativa, attualmente questa possibilità dovrebbe essere circoscritta ai soli casi in cui la detrazione non sia stata esercitata tempestivamente per mero errore. Si confida che sul punto non tarderanno ad arrivare i relativi chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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Imposta di bollo sui registri contabili cartacei e informatici con regimi diversi

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 144 del 13 luglio 2026 ha stabilito che il conteggio delle 2.500 registrazioni per il calcolo dell’imposta di bollo sui registri contabili tenuti in modalità informatica deve essere effettuato in modo autonomo per ogni periodo d’imposta. L’imposta di bollo è dovuta sul libro giornale e su quello degli inventari, mentre sono esclusi gli altri registri di natura contabile. Il chiarimento assume una rilevanza operativa non di poco conto. L’Agenzia ha chiarito che ai fini dell’assolvimento dell’imposta di bollo si deve distinguere tra registri tenuti con sistemi meccanografici e successivamente trascritti su supporto cartaceo e registri tenuti esclusivamente in modalità informatica. Nel primo caso l’imposta di bollo di 16 euro è dovuta ogni 100 pagine o frazioni, importo che sale a 32 euro nei confronti dei soggetti non tenuti al pagamento della tassa annuale di vidimazione. Il pagamento deve essere effettuato prima della messa in uso del registro, ovvero prima delle annotazioni sulla prima pagina o sul nuovo blocco di 100 pagine. Il pagamento può essere effettuato con contrassegno telematico o tramite F23 utilizzando il codice tributo “458T”. In quest’ultima ipotesi gli estremi della ricevuta di pagamento devono essere annotati sulla prima pagina numerata del libro, ovvero sulla prima pagina di ciascun blocco di 100 pagine, o sull’ultima purché anteriormente alla messa in uso del registro. Per i registri tenuti in modalità informatica invece, si devono applicare le disposizioni contenute nell’art. 6 del D.M. 17 giugno 2014, in base al quale l’imposta di bollo è dovuta nella misura di 16

euro, ovvero di 32 euro ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse ed è assolta esclusivamente con modalità telematica. Per registrazione si deve intendere ogni singola operazione contabilizzata in partita doppia, indipendentemente dal numero delle righe utilizzate per la relativa rilevazione contabile. Per i registri informatici il pagamento deve essere eseguito in unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio utilizzando il modello F24 e codice tributo “2501”. La risposta delle Entrate in merito al conteggio della soglia delle 2.500 registrazioni o frazioni, ha precisato che queste non vanno considerate in modo progressivo, sommando le registrazioni effettuate in esercizi successivi fino al raggiungimento della soglia, bensì per singolo esercizio. In questo modo viene attribuita autonoma rilevanza anche a un numero di registrazioni inferiore alla soglia. Si pensi ad un determinato esercizio durante il quale il libro giornale contiene un numero di registrazioni inferiore a 2.500, l’imposta di bollo è comunque dovuta e deve essere versata entro 120 giorni dalla sua chiusura. Allo stesso modo per l’esercizio successivo il conteggio ripartirà da zero. La risposta delle Entrate ha posto in evidenza le differenze tra il regime dei registri cartacei, (dove il pagamento avviene per blocchi di 100 pagine) e quello dei registri informatici, dove il tributo è legato al loro utilizzo durante il periodo d’imposta, misurato attraverso il numero delle operazioni contabilizzate. Il conteggio delle 2.500 registrazioni deve quindi essere effettuato in modo autonomo in ogni esercizio, interrompendosi alla chiusura del singolo esercizio. In questo modo se nel corso di un esercizio il libro giornale è utilizzato per registrare un numero di operazioni costituenti una frazione della soglia, il presupposto impositivo si considera comunque soddisfatto con obbligo di versamento del tributo. Dall’esercizio successivo il conteggio deve ripartire ex novo.

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Al debutto la fase transitoria del Carnet ATA digitale -

strumento per trasferire beni all’estero senza pagare dazi e iva

Premessa Dal 1° giugno 2026 è disponibile il Carnet ATA digitale utilizzabile per il trasferimento temporaneo di beni e prodotti verso paesi terzi in luogo del regime di esportazione temporanea. Prima di entrare nel merito della nuova opportunità digitale è opportuno ricordare le caratteristiche principali dello strumento. Il Carnet ATA è un documento doganale internazionale che consente l’importazione o l’esportazione temporanea di merci senza pagare dazi o IVA. Il Carnet ATA (dalle iniziali francesi e inglesi Admission Temporaire / Temporary Admission) è un documento doganale internazionale istituito dalla Convenzione di Bruxelles del 1961, valido in oltre 80 paesi, tra i quali anche l’Italia. Consente di esportare o importare temporaneamente merci in paesi aderenti alla Convenzione ATA senza dover versare dazi o IVA, a condizione che le merci siano riesportate entro i termini previsti (massimo 12 mesi). Lo scopo principale è snellire le formalità doganali, evitando la necessità di cauzioni o garanzie e semplificando la circolazione internazionale di merci destinate a fiere, esposizioni, congressi, campioni commerciali o attrezzature professionali.

Chi può richiederlo Il Carnet ATA deve sempre accompagnare la merce, da quando viene preso in carico dalla dogana al termine del suo rientro e possono chiederlo: - Imprese attive iscritte alla Camera di Commercio. - professionisti o privati cittadini, se utilizzano le merci per attività compatibili (eventi, mostre, attività professionali) e hanno sede o residenza nella circoscrizione della Camera di Commercio emittente.

enti pubblici o privati, associazioni, operanti nel territorio competente. Il Carnet ATA tradizionale è composto da: - una sovra copertina contenente sul retro le principali informazioni sul suo corretto utilizzo; - una copertina di color verde contenente i dati del titolare, la lista dettagliata delle merci, il motivo del viaggio e altre informazioni generali; - fogli interni, di vario tipo e colore a seconda dell’uso, si distinguono in una parte fissa (souche) e una staccabile (volet o voucher) da presentare alle dogane e da queste trattenuta ai vari passaggi. In sostanza il volet costituisce la dichiarazione doganale, mentre la relativa souche, che rimane a corredo del documento, rappresenta la prova unica dei vari passaggi attraverso le frontiere; - di una copertina di colore verde finale con le indicazioni per l’uso del documento e la lista delle Associazioni garanti dei vari Paesi. La validità massima di un Carnet ATA è di 12 mesi dalla data di rilascio. La merce deve rientrare entro la scadenza, in caso contrario, possono essere richiesti i diritti doganali. Il Carnet deve accompagnare sempre la merce e va restituito alla Camera di Commercio entro 8 giorni dal rientro.

Il sistema ATA digitale Come accennato dal 1° giugno 2026 è operativo il Carnet ATA digitale (eATA), interessati alla prima fase sono i paesi del territorio doganale della UE, oltre a Svizzera, Regno Unito e Norvegia. Questo sistema digitalizza emissione, dichiarazioni doganali, transazioni e controlli, migliorando sicurezza, tracciabilità e rapidità delle procedure. È prevista una fase transitoria durante la quale il formato cartaceo e digitale potranno coesistere, con registrazione delle operazioni su entrambi i supporti tramite l’app ufficiale “ATA Carnet”.

Vantaggi principali -

Evita il deposito cauzionale dei diritti doganali; garantisce transazioni più veloci e sicure;

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semplifica le formalità doganali internazionali; consente la temporanea ammissione di merci in più paesi con un unico documento; utile per fiere, esposizioni, campioni commerciali e attrezzature professionali.

Utilizzo precluso Il Carnet ATA non può essere utilizzato per: - merci deperibili o di consumo; - attrezzature elettromeccaniche per lavori edili; - merci destinate alla trasformazione.

Polizza assicurativa Il Carnet prevede l’obbligo di copertura assicurativa per garantire Unioncamere dal mancato rimborso, da parte del titolare del Carnet, dell’importo dei diritti doganali. L’assicurazione interviene solo in caso di mancato pagamento del dovuto ma comporta per il titolare l’impossibilità permanente di ottenere ulteriori Carnet.

La procedura digitale Come ricordato la procedura digitale introduce elementi di maggior semplificazione, l’operatore potrà, infatti, richiedere il Carnet on line tramite i sistemi nazionali (Nics), salvandolo nel proprio wallet digitale (app o desktop), compilando tutti i campi con le informazioni relative alle merci vincolate. In Italia la richiesta dell’e-ATA avviene tramite la piattaforma “Cert’O”: la CCIAA competente rilascia Id e Pin con cui il titolare scarica nell’app o desktop. Il documento protetto e crittografato, potrà, se necessario, essere condiviso con un rappresentante. Al momento della presentazione del Carnet ATA digitale in dogana, il suo titolare (o il rappresentante) mostra un QR code o un codice di transazione. Il funzionario doganale accede alle informazioni del Carnet, semplicemente scansionando il QR code oppure inserendo i dati identificativi, verificandoli e convalidando digitalmente la transazione, con notifica immediata al titolare.

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Interessi di mora al 10,40% in crescita rispetto al semestre precedente

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con proprio comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2026, ha reso noto il tasso d’interesse di mora applicabile per il secondo semestre 2026 incrementandolo 2,40%. Il decreto legislativo n. 231/2002 regola la decorrenza degli interessi di mora nelle transazioni commerciali intervenute tra imprenditori, prevedendo che i pagamenti delle fatture debbano essere eseguiti entro 30 giorni dal ricevimento della fattura o delle merci, elevato a 60 giorni quando il debitore è una pubblica amministrazione. Gli interessi moratori decorrono automaticamente dal giorno successivo alla data di scadenza o alla fine del periodo di pagamento stabilito dal contratto. Il saggio d’interesse da applicare ai ritardati pagamenti, è parametrato al tasso applicato dalla Banca Centrale Europea, al quale vanno aggiunti 8 punti. La norma prevede che il Ministero dell’economia e delle finanze comunichi il saggio d’interesse, al netto della maggiorazione, entro i primi giorni di ciascun semestre affinché sia applicato nello stesso periodo. È stato così fissato al 2,40 % il saggio d›interesse per il semestre in corso, al quale devono essere aggiunti 8 punti arrivando alla misura del 10,40%. Dal punto di vista contabile opera una deroga al principio di competenza, gli interessi di mora, infatti, concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui sono percepiti o corrisposti. Relativamente ai semestri trascorsi e da quando è entrato in vigore il decreto 231/2002, l’andamento dei tassi per i prodotti non alimentari è stato il seguente: - 10,35 secondo semestre 2002; - 9,85 primo semestre 2003; - 9,10 secondo semestre 2003;

-

9,02 primo semestre 2004; 9,01 secondo semestre 2004; 9,09 primo semestre 2005; 9,05 secondo semestre 2005; 9,25 primo semestre 2006; 9,83 secondo semestre 2006; 10,58 primo semestre 2007; 11,07 secondo semestre 2007; 11,20 primo semestre 2008; 11,10 secondo semestre 2008; 9,50 primo semestre 2009; 8,00 secondo semestre 2009; 8,00 primo semestre 2010; 8,00 secondo semestre 2010; 8,00 primo semestre 2011; 8,25 secondo semestre 2011; 8,00 primo semestre 2012; 8,00 secondo semestre 2012; 8,75 primo semestre 2013; 8,50 secondo semestre 2013; 8,25 primo semestre 2014; 8,15 secondo semestre 2014; 8,05 primo semestre 2015; 8,05 secondo semestre 2015; 8,05 primo semestre 2016; 8 secondo semestre 2016; 8 primo semestre 2017; 8 secondo semestre 2017; 8 primo semestre 2018; 8 secondo semestre 2018; 8 primo semestre 2019; 8 secondo semestre 2019; 8 primo semestre 2020; 8 secondo semestre 2020; 8 primo semestre 2021; 8 secondo semestre 2021; 8 primo semestre 2022; 8 secondo semestre 2022; 10,5 primo semestre 2023; 12 secondo semestre 2023; 12,50% primo semestre 2024; 12,25% secondo semestre 2024; 11,15% primo semestre 2025; 10,15% secondo semestre 2025; 10,15% primo semestre 2026; 10,40% secondo semestre 2026.

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TS Traction & Service S.r.l. Via Vilsbiburg 6B/1 – 33030 Buja (UD) www.traction-service.it


Al via la revisione della responsabilità degli enti approvato un disegno di legge di modifica del d.lgs. 231/2001 Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge di revisione della disciplina della responsabilità amministrativa degli enti di cui al D. Lgs. n. 231/2001. L’obiettivo è quello di modificare in modo significativo l’impianto della responsabilità degli enti, superando la distinzione tra reati commessi da soggetti in posizione apicale e reati commessi da soggetti sottoposti all’altrui direzione e attribuendo alla colpa di organizzazione il ruolo di criterio di imputazione soggettiva dell’illecito. L’ente risponderà soltanto quando sia accertato il nesso di causalità tra la mancata adozione, o l’inefficace attuazione, di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi e la commissione del reato, con conseguente superamento dell’attuale inversione dell’onere della prova. Si vuole dare al giudice un supporto per la valutazione dei modelli, attraverso linee guida, anche delle associazioni rappresentative degli enti e le best practice. Per i reati colposi viene introdotta una presunzione di interesse o vantaggio dell’ente quando dalla violazione delle disposizioni inerenti allo svolgimento dell’attività derivi, in misura apprezzabile, un risparmio di spesa o un incremento della produzione. Il disegno di legge definisce inoltre il contenuto essenziale del MOG, le modalità della sua adozione e revisione e i criteri per valutarne l’idoneità. I modelli conformi alle linee guida predisposte dalle associazioni rappresentative degli enti si presumono adeguati, salvo motivata valutazione contraria del giudice. In materia di salute e sicurezza sul lavoro, assumono efficacia esimente i modelli adottati sulla base della norma UNI ISO, mentre per le PMI è prevista l’adozione di procedure semplificate mediante decreto del Ministro della giustizia.

Sono ampliate le ipotesi di estinzione dell’illecito, estese ai casi di condotte riparatorie successive al fatto volte a eliminare le carenze del MOG riscontrate dal pubblico ministero. Nello specifico una volta ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, sarà possibile chiedere al GIP un termine per modificare il MOG al fine di eliminare le carenze. Quando tutte le modifiche concordate con il giudice sono rispettate, e sentite le parti, potrà essere dichiarata l’estinzione dell’illecito amministrativo contestato all’ente, disponendo comunque la confisca del profitto messo a disposizione. Se invece nei termini concordati la società non adempie alle integrazioni, la sospensione del procedimento viene immediatamente revocata con l’avvio del procedimento. Per gli illeciti ambientali e tributari l’estinzione è subordinata all’eliminazione delle carenze organizzative, per i primi si spingerà per il recupero e il ripristino se il danno è reversibile, mentre per i secondi si punterà anche all’integrale pagamento delle somme dovute. La riforma interviene inoltre sul principio di autonomia della responsabilità dell’ente, che sussiste anche quando l’autore del reato, pur identificato, sia dichiarato non punibile per difetto di colpevolezza rispetto alle carenze organizzative dell’ente. Sul piano processuale vengono rafforzati gli obblighi motivazionali del pubblico ministero, che dovrà indicare specificamente le carenze organizzative nella contestazione dell’illecito e nella richiesta di misure interdittive, a pena di nullità anche del decreto che dispone il giudizio. È inoltre escluso il sequestro preventivo quando l’ente presti un’idonea cauzione, mentre l’archiviazione dovrà essere disposta con decreto motivato del giudice. Il testo amplia inoltre l’accesso all’applicazione della sanzione su richiesta dell’ente, introduce una nuova causa di estinzione dell’illecito in assenza di recidiva entro determinati termini. Previste ulteriori facilitazioni per gli enti di piccole dimensioni nei casi di coincidenza tra autore del reato ed ente e disciplina l’iscrizione nel casellario dei provvedimenti di non punibilità per particolare tenuità del fatto e di estinzione per ravvedimento operoso. Il disegno di legge si compone essenzialmente di due parti, una prima riguardante le modifiche di-

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rette del decreto 231/2001 e una delega al Governo per rivedere alcuni aspetti della disciplina. Il Governo avrà a disposizione 8 mesi dall’entrata in vigore della legge, per rivedere il sistema sanzionatorio e il catalogo dei reati presupposto, limi-

tandolo agli illeciti riconducibili alla criminalità d’impresa e riservando le sanzioni interdittive ai reati di maggiore gravità.

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Cancellazione d’ufficio società in liquidazione la cciaa pordenone-udine ha attivato le procedure

La Camera di Commercio Pordenone-Udine ci segnala che, ai sensi dell’articolo 2490 c.c. e dell’articolo 40 del D.L. 76/2020, convertito nella Legge n. 120/2020, ha avviato una attività di revisione del Registro Imprese al fine di cancellare dallo stesso le società di capitali che, essendo già in stato di liquidazione, non abbiano provveduto a depositare il proprio bilancio d’esercizio per oltre tre anni consecutivi. Le procedure di cancellazione sono state avviate tenendo conto dell’assenza di procedure concorsuali e del mancato pagamento del diritto annuale. L’obiettivo è di incidere sulla qualità dei dati del Registro Imprese cancellando quelle posizioni per le quali esiste una presunzione giuridica di inesistenza. L’Ufficio ha avviato formalmente le procedure di cancellazione con pubblicazione sul sito camerale (sezione “Trasparenza” - Albo camerale online accessibile da www.pnud.camcom.it) della Determinazione del Conservatore n. 2026000049 del 6 agosto 2026 completa della comunicazione d’avvio e di numero 2 elenchi, uno per il territorio di Pordenone e uno per il territorio di Udine, delle

società che saranno oggetto di cancellazione totale dal Registro Imprese. Il provvedimento è disponibile anche nella sezione “Registro Imprese” - “Pratiche” “Cancellazioni d’ufficio dal Registro Imprese”. Si fa inoltre presente che l’Ufficio tenterà altresì di comunicare l’avvio del procedimento alle società risultate intestatarie di domicilio digitale iscritto, valido ed attivo, fermo restando che la notificazione di avvio si intende comunque eseguita alla scadenza del termine di trenta giorni di pubblicazione al suddetto Albo camerale online. Al fine di rendere noto l’avvio dei procedimenti di cancellazione, la determinazione del Conservatore resterà pubblicata all’Albo camerale online sul sito www.pnud.camcom.it per trenta giorni. Entro quindici giorni dalla scadenza del periodo di pubblicazione la società potrà proporre controdeduzioni. Le controdeduzioni dovranno essere inviate al Conservatore del Registro delle Imprese all’indirizzo pec istituzionale dell’ente cciaa@pec. pnud.camcom.it. Decorso inutilmente il termine assegnato o in caso di mancato accoglimento delle controdeduzioni presentate, seguirà poi il provvedimento di cancellazione delle Imprese che verrà analogamente pubblicato all’Albo camerale online. Nel caso in cui fra l’elaborazione degli elenchi e il provvedimento di cancellazione disposto dal Conservatore pervenisse un’istanza di cancellazione spontanea da parte dell’Impresa, il procedimento di cancellazione d’ufficio verrà archiviato.

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(C)


INAIL. Riduzione del tasso medio per prevenzione pubblicato il modello 0t23 per l’anno 2027

L’INAIL ha reso nota, con l’istruzione operativa del 24 luglio 2026, la pubblicazione sul sito del nuovo modello di domanda e della relativa guida per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione riferita all’anno 2027 (c.d. modello OT23). Il modello individua gli interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che le Imprese possono aver realizzato nel corso del 2026 per ottenere, nel 2027, la riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell’art. 23 delle “Modalità per l’applicazione delle Tariffe dei premi”, del Decreto Ministeriale 27 febbraio 2019. Il modello OT23 è strutturato in sei sezioni: - Sezione A  Prevenzione degli infortuni mortali non stradali - Sezione B  Prevenzione del rischio stradale - Sezione C  Prevenzione delle malattie professionali - Sezione D  Formazione, addestramento, informazione - Sezione E  Gestione della salute e sicurezza: misure organizzative - Sezione F  Gestione delle emergenze e DPI La struttura del modulo rispetto allo scorso anno è stata sostanzialmente confermata. Segnaliamo in particolare l’introduzione di due nuovi interventi: - D.5 (Sez. D - Formazione) - formazione di tutti i lavoratori come addetti alla gestione delle emergenze e lotta antincendio, oppure addetti al primo soccorso, oppure addetti alla rianimazione cardiopolmonare (BLS). Intervento pluriennale, selezionabile per tre anni consecutivi. - F.10 (Sez. F - Emergenze e DPI) - acquisto e installazione di serramenti e sistema di eva-

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cuazione fumi a tenuta anche dei fumi freddi in caso di incendio. Intervento pluriennale, selezionabile per tre anni consecutivi. Per ciascun intervento selezionato il modello elenca in modo puntuale la documentazione da allegare alla domanda telematica. Per accedere alla riduzione l’Impresa deve aver realizzato un intervento di tipo A, oppure due interventi di tipo B. Gli interventi possono riguardare anche una sola PAT (posizione assicurativa territoriale), fatta eccezione per quelli della Sezione E (misure organizzative), che devono essere realizzati su tutte le PAT aziendali. La domanda va presentata esclusivamente tramite l’apposito servizio online “Riduzione per prevenzione” sul portale INAIL, entro il 28 febbraio 2027, allegando per ciascun intervento selezionato la relativa documentazione probante indicata nel modello. Nei primi due anni di attività della PAT la riduzione è fissa all’8%. Successivamente, la percentuale varia in base ai lavoratori-anno del triennio della PAT (Npat), secondo il seguente prospetto: - Fino a 10  28% - Da 10,01 a 50  18% - Da 50,01 a 200  10% - Oltre 200  5% La riduzione, se accolta, si applica al premio di regolazione dell’anno di presentazione della domanda (per l’OT23/2027, in sede di autoliquidazione 2027/2028) e si aggiunge all’eventuale riduzione per andamento infortunistico favorevole. La concessione della riduzione è subordinata alla regolarità contributiva e assicurativa (verificata tramite DURC online, comprensivo dei premi di autoliquidazione dell’anno in corso) e al rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’Ufficio Relazioni Industriali rimane a disposizione per ogni chiarimento. (AG)


Chiarimenti sulla nozione di “familiari” e welfare aziendale agenzia delle entrate risposta n. 163/2026

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 163/2026, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale, nell’ambito dei piani di welfare aziendale, dei rimborsi delle spese sostenute per il ricovero e l’assistenza di un genitore presso una residenza sanitaria assistenziale (RSA). Il quesito riguarda l’applicazione dell’art. 51, comma 2, lettera f‑ter) del TUIR, secondo cui le somme o le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione di servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, indicati nell’art. 12, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente.

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Il dubbio interpretativo nasce dalle modifiche apportate all’art. 12 del TUIR dal d.lgs. 18 dicembre 2025, n. 192, che aveva ancorato la nozione di “familiare” al requisito della convivenza con il contribuente. Tale impostazione aveva generato criticità applicative, in particolare nei casi di assistenza a genitori anziani non conviventi. Con il d.lgs. 7 agosto 2026, n. 148, il legislatore è intervenuto nuovamente sulla disposizione, eliminando il riferimento alla convivenza e ripristinando la disciplina previgente alle modifiche del 2025. L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che le modifiche introdotte dal d.lgs. n. 148/2026 si applicano a partire dal periodo d’imposta 2025, consentendo quindi di considerare fiscalmente irrilevanti, ai sensi dell’art. 51, comma 2, lett. f‑ter), i rimborsi delle spese sostenute per l’assistenza di un genitore anziano anche in assenza del requisito della convivenza. (AG)


“Stella al Merito del Lavoro” bando per il conferimento della decorazione - anno 2027. presentazione proposte entro il 30 ottobre 2026 L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di TriesteGorizia comunica l’avvio della procedura per il conferimento dell’onorificenza “Stella al Merito del Lavoro” per l’anno 2027, riconoscimento destinato ai lavoratori che si sono distinti per capacità, impegno, innovazione e condotta morale, contribuendo al progresso sociale e produttivo del Paese. Il termine della presentazione delle domande, pena l’inammissibilità, è fissato al 30 ottobre 2026.

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L’onorificenza viene conferita per riconoscere il contributo significativo dei lavoratori al progresso della società. I candidati devono essere cittadini italiani, avere almeno 50 anni e aver lavorato per un minimo di 25 anni. Devono inoltre aver contribuito in modo significativo all’innovazione, alla sicurezza sul lavoro, o alla formazione delle nuove generazioni. Vi segnaliamo che i moduli da utilizzare per la presentazione delle candidature sono disponibili al seguente link: Bando per il conferimento onorificenza “Stelle al Merito del Lavoro” – anno 2027. Per eventuali informazioni è possibile contattare l’Ufficio Relazioni Industriali dell’Associazione, tel. 0432.507377 – email: lavoro@confapifvg.it. (AG)


Indice mensile rivalutazione t.f.r. luglio 2026 RAPPORTI CESSATI MESE

DAL

AL

RIVAL. FISSA

INDICE

RIVALUTAZIONE

GENNAIO

15.01

14.02

0,125

100,4

0,363025

FEBBRAIO

15.02

14.03

0,250

100,9

0,862716

MARZO

15.03

14.04

0,375

101,5

1,437346

APRILE

15.04

14.05

0,500

102,5

2,311728

MAGGIO

15.05

14.06

0,625

102,8

2,661543

GIUGNO

15.06

14.07

0,750

102,8

2,786543

LUGLIO

15.07

14.08

0,875

103,1

3,136358

AGOSTO

15.08

14.09

1,000

SETTEMBRE

15.09

14.10

1,125

OTTOBRE

15.10

14.11

1,250

NOVEMBRE

15.11

14.12

1,375

DICEMBRE

15.12

14.01

1,500

(C)

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PPWR: nuovo regolamento imballaggi nuove prescrizioni UE, e diventerà il punto di supporto tecnico per l’attuazione del PPWR.

obblighi già in vigore dal 12 agosto 2026

Come da nostra circolare del 31 luglio 2026 Prot. n. 306 /CSC ricordiamo che il Regolamento UE 2025/40 (PPWR - Packaging and Packaging Waste Regulation) introduce un nuovo quadro normativo unico e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Le disposizioni sono diventate operative dal 12 agosto 2026, con ulteriori scadenze progressive fino al 2040. Il PPWR mira a rendere gli imballaggi più essenziali, riciclabili, riutilizzabili, riducendo i rifiuti e favorendo l’economia circolare. Di seguito approfondiamo i temi di maggior interesse per le Imprese anche alla luce delle FAQ emesse dal CONAI.

CONAI rimane il sistema EPR italiano Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) è l’attuale sistema italiano di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per gli imballaggi. Chi immette imballaggi sul mercato italiano deve essere iscritto, e eventualmente dichiarare e pagare il contributo ambientale (CAC). Attualmente CONAI rimane pienamente operativo anche dopo l’entrata in vigore del PPWR, ma il suo ruolo cambierà in modo significativo, infatti, non è più il riferimento normativo nazionale che definisce regole proprie, bensì il sistema italiano che deve applicare e far rispettare gli obblighi europei del PPWR. In pratica il CONAI si trasformerà per adeguarsi a un quadro normativo molto più armonizzato e vincolante a livello UE. Il PPWR conferma la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) come obbligo europeo e introduce obblighi uniformi per tutti gli Stati membri: riciclabilità, contenuto riciclato, compostabilità, minimizzazione, riuso, etichettatura. CONAI dovrà quindi allineare i propri criteri e strumenti alle

Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation)

Definizione generale di imballaggio (art. 3) L’imballaggio è “l’articolo, indipendentemente dal materiale di cui è composto, destinato a essere utilizzato da un operatore economico per contenere, proteggere prodotti, consentirne la manipolazione, la consegna o la presentazione a un altro operatore economico o a un utilizzatore finale e che può essere differenziato per formato di imballaggio in base alla funzione cui è adibito, al materiale di cui è composto e alla sua progettazione”.

Fornitori di imballaggi o materiali

Definizione (art. 3) Il fornitore di imballaggi o materiali di imballaggio è la persona fisica o giuridica che fornisce materiali, componenti o imballaggi al fabbricante. Obblighi del fornitore (Art. 38 e Allegato VII) Il fornitore deve: - fornire al fabbricante tutte le informazioni necessarie per dimostrare la conformità dell’imballaggio; - fornire documentazione tecnica sui materiali, inclusi: * composizione dei materiali; * dichiarazioni su PFAS e fluoro totale; * dichiarazioni su metalli pesanti; * prove di riciclabilità dei materiali; * certificazioni di compostabilità (se applicabile); * schede tecniche e SDS; * dichiarazioni dei sub-fornitori.

Responsabilità del fornitore (Art. 40) Il fornitore deve: - garantire che i materiali forniti siano conformi ai requisiti del PPWR;

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collaborare con il fabbricante per la valutazione della conformità; conservare la documentazione per 10 anni.

Fabbricante

Definizione (art. 3) Il fabbricante è la persona fisica o giuridica che produce l’imballaggio o lo fa progettare/fabbricare e lo commercializza con il proprio nome o marchio. Obblighi del fabbricante (Art. 38) Il fabbricante deve: effettuare la procedura di valutazione della conformità prima dell’immissione sul mercato; - garantire che l’imballaggio soddisfi tutti i requisiti del PPWR, inclusi: * requisiti di progettazione (artt. 5–12), * requisiti di riciclabilità (artt. 6–7), * contenuto riciclato (art. 8), * compostabilità (art. 9), * restrizioni sui PFAS e fluoro totale (art. 10), * restrizioni sui metalli pesanti (art. 11), * etichettatura armonizzata (art. 12). Documentazione tecnica (Allegato VII) Il fabbricante deve predisporre un fascicolo tecnico completo, che include: - descrizione dell’imballaggio e dei materiali; - progettazione, specifiche tecniche e disegni; - prove di riciclabilità (classi A/B/C); - prove di compostabilità (se applicabile); - dichiarazioni dei fornitori dei materiali; - analisi dei rischi; - valutazioni di conformità ai requisiti del PPWR; - copia della Dichiarazione di Conformità UE.

Dichiarazione di Conformità (Art. 39)

Il fabbricante deve redigere una Dichiarazione di Conformità (DoC UE) che attesti la conformità dell’imballaggio al PPWR e deve: - mantenerla aggiornata; - conservarla per 10 anni; - metterla a disposizione delle autorità competenti.

Importatore

Definizione (art. 3) L’importatore è la persona fisica o giuridica stabilita nell’UE che immette sul mercato un imballaggio proveniente da un Paese terzo.

Obblighi dell’importatore (Art. 41) Prima di immettere l’imballaggio sul mercato, l’importatore deve: - verificare che il fabbricante extra-UE abbia: * eseguito la procedura di valutazione della conformità (art. 38); * predisposto la documentazione tecnica (Allegato VII); * redatto la Dichiarazione di Conformità UE (art. 39). - non modificare l’imballaggio in modo da comprometterne la conformità; - conservare la documentazione per 10 anni; - garantire che l’imballaggio sia etichettato correttamente (art. 12). Responsabilità aggiuntive - L’importatore è considerato operatore economico responsabile e deve: - cooperare con le autorità; - fornire la documentazione su richiesta; - garantire la tracciabilità degli imballaggi importati.

Considerazioni operative per le Imprese Le piccole e medie Imprese rappresenteranno la parte più ampia della filiera produttiva e commerciale degli imballaggi. Nel PPWR, la maggioranza di queste Imprese diventa fabbricante, non perché produca fisicamente l’imballaggio, ma perché appone il proprio marchio, personalizza, modifica, oppure specifica caratteristiche tecniche dell’imballaggio acquistato da terzi. Questa condizione, spesso non percepita, è il punto più critico per le Imprese. La quasi totalità delle imprese: - acquista imballaggi neutri e li personalizza; - commissiona grafiche, formati, etichette; - richiede specifiche tecniche ai fornitori; - utilizza imballaggi con il proprio brand per la vendita o la spedizione. In tutti questi casi, secondo il PPWR, l’Impresa assume automaticamente il ruolo di fabbricante, con tutte le responsabilità che ne derivano: valutazione della conformità, fascicolo tecnico, dichiarazione di conformità, tracciabilità, etichettatura, verifiche sui materiali. Per molte Imprese questa è una novità assoluta: fino ad oggi si percepivano come semplici utilizzatrici di imballaggi (ad esempio per il CONAI), non come soggetti responsabili della loro conformità normativa.

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Essere fabbricante significa che la PMI deve: - strutturare un fascicolo tecnico per ogni tipologia di imballaggio; - richiedere documentazione completa ai fornitori (composizione, prove, certificazioni); - redigere una Dichiarazione di Conformità UE per ogni imballaggio immesso sul mercato; - garantire la riciclabilità secondo le classi previste dal PPWR; - verificare l’assenza di PFAS, fluoro totale e metalli pesanti; - applicare correttamente l’etichettatura armonizzata; - conservare la documentazione per 10 anni. Per una azienda, questo significa introdurre un vero e proprio processo di gestione documentale, simile a quello dei sistemi qualità, ma focalizzato sugli imballaggi.

Le Imprese fabbricanti dipendono fortemente dai fornitori di imballaggi e materiali. Il PPWR rende questo rapporto critico, perché: - un fornitore non conforme rende non conforme l’Impresa fabbricante; - la documentazione tecnica deve essere completa e verificabile; - le analisi sui materiali devono essere disponibili e aggiornate; - la riciclabilità deve essere dimostrabile; - le dichiarazioni devono essere coerenti con il fascicolo tecnico. Per ogni ulteriore informazione le Imprese interessate possono rivolgersi al perito Claudio Scialino dell’Ufficio Edilizia e Territorio dell’Associazione.

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(CS)


Linee guida sull’utilizzo degli inerti da costruzione il ministero dell’ambiente ha pubblicato le linee guida contenenti istruzioni operative sull’end of waste degli inerti da costruzione e demolizione Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le linee guida contenenti istruzioni operative sull’End of waste degli inerti da costruzione e demolizione (decreto del Capo Dipartimento n. 139 del 2 luglio 2026). Il documento riguarda i rifiuti non inclusi nell’elenco del D.M. 127/2024 (Regolamento sulla cessazione dalla qualifica di rifiuto degli inerti da costruzione e demolizione e altri rifiuti inerti di origine minerale) destinati a produrre aggregati per gli impieghi già previsti dal decreto, come rilevati, riempimenti, sottofondi stradali, piazzali e opere di consolidamento.

Le linee guida sono destinate agli enti che devono svolgere le verifiche e rilasciare le autorizzazioni, riportando diversi allegati tecnici per orientare l’attività dei medesimi enti. La complessità dei processi autorizzativi degli inerti si concentra sull’assenza di criteri generali e sull’esigenza di valutazioni “caso per caso” con pareri vincolanti di enti preposti (Ispra e Arpa) alla tutela dell’ambiente. Le Linee guida, pertanto, si propongono di adottare metodologie uniformi a livello nazionale con un sistema di verifica dei requisiti e passaggi analitici finalizzati alla valutazione dei rischi ambientali. Ai fini del recupero e riutilizzo andranno valutate le caratteristiche chimiche, fisiche e merceologiche e l’eventuale presenza di contaminanti; attraverso la caratterizzazione del rifiuto, oltre ai parametri già identificati dal Dm End of waste, dovranno essere individuati i possibili ulteriori parametri che potrebbero influire sulla conformità degli aggregati prodotti dal processo di recupero.

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(C)


SOA: rinnovo per la Friul Edil Srl nel 2023 aveva ottenuto anche la certificazione iso 9001:2015, confermando l’adozione di un sistema di gestione per la qualità Rinnovo dell’attestazione SOA per la FRIUL EDIL SRL con sede in via del Molino 16 a Porpetto (UD), rappresentata e diretta dal geom. Dario Campaner, che ha rinnovato l’attestazione per la categoria OG1 per la terza classifica pari ad un importo di 1.032.000 euro. Questo è il primo rinnovo in quanto l’attestazione era stata ottenuta per la prima volta nel 2023. La Friul Edil è specializzata nel settore delle costruzioni: edilizia civile, residenziale e industriale (nuove costruzioni e ristrutturazioni), e si distingue grazie ad un’esperienza di 40 anni acquisita nel tempo tale da offrire, in modo selettivo, prodotti e soluzioni adatti ad ogni esigenza.

Cantiere di Reana del Rojale (UD) – Nuova costruzione

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La lunga permanenza sul mercato ha permesso una crescita completa che ha portato ad acquisire competenza sull’intera gamma dei materiali edili, tale da garantire ogni tipologia di intervento di manutenzione e ristrutturazione su qualsiasi genere di edificio. È in grado di acquisire e gestire direttamente l’appalto di qualsiasi tipo di opera edile, fornendo anche la soluzione “chiavi in mano”, grazie alla possibilità di avvalersi di manodopera specializzata e di collaboratori esterni esperti nel settore. Offre, altresì, soluzioni basate su concezioni innovative di costruzione (quali sistema Climablock) e su protocolli di sostenibilità, come ad esempio certificazioni CasaClima e sistemi di ventilazione meccanica. Nel 2023 l’Impresa aveva ottenuto anche la certificazione ISO 9001:2015, confermando l’adozione di un Sistema di Gestione per la Qualità strutturato, controllato e orientato al miglioramento continuo. La certificazione attesta che l’organizzazione opera secondo processi standardizzati, monitorati e verificati da un ente terzo indipendente, garantendo affidabilità, trasparenza e qualità costante dei servizi offerti.


Cantiere di Porpetto (UD) – Ristrutturazione

L’azienda ha definito una politica per la qualità chiara, focalizzata sulla soddisfazione del cliente, sulla gestione efficace delle risorse e sulla riduzione dei rischi operativi. Tutte le attività, dalla progettazione alla produzione, dalla gestione dei fornitori al controllo finale, sono svolte secondo procedure documentate che assicurano coerenza, tracciabilità e conformità ai requisiti normativi e contrattuali. Ricordiamo, che la certificazione ISO 9001 rappresenta per l’Impresa un vantaggio competitivo: migliora l’organizzazione interna, aumenta la capacità di rispondere ai bisogni del mercato, facilita la partecipazione a appalti pubblici e privati, e rafforza la fiducia di clienti, partner e stakeholder. L’azienda si impegna inoltre a mantenere e migliorare il proprio sistema di gestione attraverso audit periodici, analisi dei dati, formazione del personale e investimenti continui nei processi. Grazie alla certificazione ISO 9001, l’Impresa soddisfa i requisiti richiesti per le classifiche SOA superiori alla seconda classifica (516.000 euro), potendo così partecipare a lavori pubblici di importo più elevato.

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Con il rinnovo dell’attestazione per la categoria OG1 relativa agli Edifici civili e industriali, potrà eseguire fino ad un importo di 1.238.400 Euro la costruzione, la manutenzione o la ristrutturazione di interventi puntuali di edilizia occorrenti per svolgere una qualsiasi attività umana, diretta o indiretta, completi delle necessarie strutture, impianti elettromeccanici, elettrici, telefonici ed elettronici e finiture di qualsiasi tipo nonché delle eventuali opere connesse, complementari e accessorie. Comprende in via esemplificativa le residenze, le carceri, le scuole, le caserme, gli uffici, i teatri, gli stadi, gli edifici per le industrie, gli edifici per parcheggi, le stazioni ferroviarie e metropolitane, gli edifici aeroportuali nonché qualsiasi manufatto speciale in cemento armato, semplice o precom-

Cantiere di Porpetto (UD) – Ristrutturazione


presso, gettato in opera quali volte sottili, cupole, serbatoi pensili, silos ed edifici di grande altezza con strutture di particolari caratteristiche e complessità. Ricordiamo che l’attestazione SOA costituisce condizione indispensabile per la partecipazione alle procedure d’aggiudicazione dei lavori d’im-

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porto superiore ai 150.000 euro. Al fine d’assistere gli imprenditori, l’Associazione ha predisposto un servizio d’informazione ed assistenza alle proprie Imprese sui requisiti e sulla documentazione richiesti per la qualificazione. (CS)


Confapi Aniem News la newsletter dell’unione nazionale delle imprese edili manifatturiere e settori affini

D.L. INFRASTRUTTURE: OK A EMENDAMENTO SU SOSPENSIONE RECUPERO ANTICIPAZIONE Nell’ambito dell’iter parlamentare per la conversione in legge del decreto Infrastrutture (D.L. n. 107/2026 contenente disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti) la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento nel quale si dispone che le stazioni appaltanti, su richiesta delle Imprese, potranno sospendere il recupero dell’anticipazione (prevista dall’art. 125 del Codice dei Contratti) nei lavori in corso di esecuzione. Tale possibilità, esercitabile fino al 31 dicembre p.v. e non applicabile ai lavori Pnrr, è motivata dall’esigenza di garantire maggiore liquidità alle Imprese durante l’esecuzione dei lavori contrastando, seppur come strumento finanziario temporaneo, il forte incremento dei prezzi dei prodotti energetici e dei materiali da costruzione. La disposizione, si precisa nella relazione che accompagna la norma, configura una facoltà per le stazioni appaltanti, e non un automatismo conseguente alla domanda dell’operatore economico. La stazione appaltante è quindi chiamata a valutare la richiesta, la durata strettamente necessaria della sospensione e la compatibilità della misura con le risorse disponibili. La norma riguarda esclusivamente gli appalti pubblici di lavori in corso di esecuzione. Restano pertanto fuori dall’ambito applicativo i contratti di servizi e di forniture. Di seguito il testo dell’emendamento approvato: 1. Per fronteggiare le difficoltà di approvvigionamento e gli aumenti eccezionali dei prezzi Pag. 35 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 15 - 31 agosto 2026

dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici, derivanti dai conflitti in corso nell’area del Medio Oriente, in relazione agli appalti pubblici di lavori in corso di esecuzione, le stazioni appaltanti sono autorizzate a sospendere, su richiesta dell’appaltatore, il recupero dell’anticipazione di cui all’articolo 125 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, per il tempo strettamente necessario, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026. 2. La sospensione di cui al comma 1 non si applica agli interventi finanziati, in tutto o in parte, con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel provvedimento non figura invece alcun emendamento sulla disciplina del Project Financing dopo che la Corte di Giustizia U.E. ha bocciato il diritto di prelazione a favore del promotore. Il disegno di legge di conversione, ultimato il passaggio alla Camera dei Deputati, passa dalla prossima settimana all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.

ANAC: GARANTIRE OPERATIVITÀ DELLA PIATTAFORMA UNICA DELLA TRASPARENZA Con un Atto di segnalazione trasmesso nei giorni scorsi a Governo e Parlamento, l’Anac ha richiesto interventi che consentano di applicare le disposizioni legislative (art. 8 del decreto-legge n. 19/2026) finalizzate ad attivare il collegamento ipertestuale alle banche dati nazionali già alimentate dalle amministrazioni. Pur riconoscendo l’obiettivo di valorizzare le banche dati e il principio del “once only”, che riduce gli oneri amministrativi e favorisce la consultazione delle informazioni, l’Autorità ha evidenziato la necessità di un intervento migliorativo per superare criticità che rischiano di limitare l’efficacia del nuovo sistema. L’Autorità, in particolare, sottolinea l’opportunità di un aggiornamento dell’Allegato B del d.lgs.


n. 33/2013, che individua le banche dati di riferimento: alcune banche dati risultano sostituite da nuovi sistemi, altre non sono più disponibili o non sono consultabili, mentre mancano riferimenti a piattaforme oggi fondamentali. Ulteriori criticità riguardano il fatto che alcune banche dati non contengono tutti i dati richiesti sulla trasparenza oppure non rispettano le tempistiche di pubblicazione e aggiornamento previste dallo stesso decreto. Per superare queste criticità, l’Autorità propone un intervento normativo che rafforzi il ruolo della Piattaforma Unica della Trasparenza, già istituita presso Anac, trasformandola in un punto di accesso unico ai dati sulla trasparenza, interoperabile con le banche dati nazionali e utilizzabile anche per pubblicare le informazioni non presenti nelle stesse. Il ricorso alla Piattaforma, segnala l’atto, è ancor più auspicabile per garantire la pubblicazione di dati, informazioni e documenti trasmessi alle banche dati laddove queste siano in fase di adeguamento o manutenzione e non siano quindi accessibili agli utenti, non contengano tutte le informazioni richieste dalla normativa o non siano tempestivamente aggiornate.

CONSIGLIO DI STATO: AUTOMATISMO NELL’APPLICAZIONE DEL “DECRETO AIUTI” Con la sentenza n. 5244/2026 il Consiglio di Stato, modificando quanto deciso dal Tar, ha accolto il ricorso di un’Impresa sull’applicazione della normativa relativa all’adeguamento dei prezzi (art. 26 del d.l. n. 50/2022 c.d. Decreto Aiuti) in un appalto pubblico di lavori. Le istanze di adeguamento dei prezzi presentate dall’appaltatore erano state respinte per la mancata formulazione di riserve sul certificato di regolare esecuzione e per l’assenza di una specifica richiesta dell’Impresa ai fini dell’attivazione della procedura di accesso al Fondo previsto dalla normativa emergenziale. Il Consiglio di Stato ha invece accolto l’appello, affermando che la norma introduce un meccanismo di adeguamento automatico dei prezzi, fondato su parametri oggettivi fissati dal legislatore e destinato a operare nella fase esecutiva del rapporto, senza richiedere un’istanza dell’appaltatore. I Giudici hanno altresì precisato che il pagamento delle somme dovute segue gli stati di avanzamento dei lavori e non presuppone una preventiva costituzione in mora né una specifica iniziativa del creditore. Pag. 36 - ApiNFORMA / Edilizia - numero 15 - 31 agosto 2026

TAR LAZIO: NO AL SOPRALLUOGO A PENA DI ESCLUSIONE Il Tar Lazio (Latina, Sent. n. 909 del 27 luglio u.s.) ha affermato che nessuna disposizione del Codice dei Contratti prevede il sopralluogo quale adempimento necessario per la formulazione dell’offerta. La giurisprudenza, ha evidenziato il Tar, è concorde nel ritenere che la mancata effettuazione del sopralluogo non possa essere causa di esclusione, in ragione dell’espressa previsione del principio di tassatività delle cause di esclusione di cui agli artt. 94 e 95, d. lgs. n. 36/2023. In particolare viene precisato che “nessuna disposizione del d. lgs. n. 36/23 prevede il sopraluogo quale adempimento necessario per la formulazione dell’offerta; in questo senso, non può essere utilmente invocato l’art. 92 comma 1 d. lgs. n. 36/23, secondo cui “le stazioni appaltanti, fermi quelli minimi di cui agli articoli 71, 72, 73, 74, 75 e 76, fissano termini per la presentazione delle domande di partecipazione e delle offerte adeguati alla complessità dell’appalto e al tempo necessario alla preparazione delle offerte, tenendo conto del tempo necessario alla visita dei luoghi, ove indispensabile alla formulazione dell’offerta, e di quello per la consultazione sul posto dei documenti di gara e dei relativi allegati. Infatti, la disposizione non può essere interpretata nel senso di consentire alla stazione appaltante di prescrivere il sopralluogo a pena di esclusione dalla gara ma va intesa semplicemente come precetto indirizzato esclusivamente all’amministrazione al fine di vincolarla a parametrare i termini di partecipazione alla gara agli adempimenti propedeutici alla formulazione dell’offerta”.

TAR SICILIA SU MODIFICHE QUOTE LAVORI IN R.T.I. Il Tar Sicilia (Sent. n. 2277 del 28 luglio u.s.) è intervenuto sulla possibilità di modificare le quote di esecuzione lavori nell’ambito di un raggruppamento temporaneo di Imprese. L’impegno ad eseguire l’appalto, sulla base di una determinata ripartizione delle quote di esecuzione tra le Imprese facenti parte di un raggruppamento temporaneo, deve essere già definito al momento in cui si partecipa alla gara perché in questo modo le Imprese raggruppate formalizzano nei loro rapporti e nei confronti dell’Amministrazione la misura entro la quale si assumeranno l’esecuzione del contratto.


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Questo impegno non può essere modificato in corso di gara, attraverso il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante (soccorso istruttorio che non può essere utilizzato per porre rimedio ad errori contenuti nell’offerta perché sarebbe altrimenti alterato il principio della par condicio tra i concorrenti). Secondo il Tar, la possibilità di modifica successiva delle quote di esecuzione dei lavori, ammessa (previa autorizzazione della stazione appaltante) dall’art. 30, comma 2, dell’allegato II.12 del Codice Appalti non esclude affatto (ma anzi postula) la necessità che la suddivisione indicata nell’offerta sia corretta e completa e dunque la necessità che le quote riferite nell’offerta a ciascuna Impresa siano “stabilite entro i limiti consentiti dai requisiti di qualificazione posseduti dall’associato, non potendo la suddetta facoltà di eventuale modifica successiva, in fase di esecuzione, costituire una sorta di rimedio postumo all’incompleta, inesatta o inammissibile indicazione impegnativa contenuta nell’offerta”.

POSSIBILE REGOLAMENTO IN SOSTITUZIONE DELLE DIRETTIVE APPALTI: LE MODIFICHE DEI CRITERI DI AGGIUDICAZIONE Un profondo cambiamento formale e sostanziale potrebbe accompagnare la prossima riforma europea sugli appalti pubblici. Un nuovo regolamento (Public procurement act) sostituirebbe integralmente le tre direttive del 2014 nella tradizionale ripartizione che disciplina appalti ordinari, settori speciali e concessioni. Il percorso è appena avviato e non ancora formalizzato (la proposta dovrebbe essere presentata a settembre), poi dovrà essere avviato il confronto con Parlamento e Consiglio. Nelle intenzioni della Commissione, gli appalti pubblici assumono sempre più una rilevanza politica e strategica, una leva per l’autonomia stra-

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tegica e per il rafforzamento della competitività economica europea. Si segnala, inoltre, tra gli effetti più significativi di questa riscrittura delle regole europee, la ridefinizione delle procedure di affidamento che verrebbero limitate ai seguenti strumenti: procedura aperta con negoziazione, che diverrebbe la modalità ordinaria, procedura dinamica semplificata e innovation challenge procedure. La prima sarebbe aperta a tutti gli operatori, ma prevede che la stazione appaltante possa procedere a una negoziazione per ridiscutere le offerte e individuare la soluzione migliore. La procedura dinamica semplificata, destinata a beni e servizi ricorrenti e standardizzati, prevede la presenza di un algoritmo, nel caso in cui vi sia un numero di operatori superiore a una soglia predeterminata, per determinare gli operatori da invitare alle offerte. L’innovation challenge procedure è finalizzata alla ricerca di soluzioni tecnologiche innovative non disponibili sul mercato e tali da richiedere un percorso progressivo, solo al termine del quale il prodotto sviluppato sarà acquisito dall’amministrazione. Un’altra caratteristica innovativa del nuovo sistema sarà la volontà dichiarata di abbattere requisiti di partecipazione: si intende eliminare, in particolare, ogni requisito sproporzionato favorendo l’accesso delle Pmi, impedendo limitazioni economiche o esperienziali che saranno rese possibili solo se indispensabili e motivate. Non verrebbe più consentito il subappalto integrale. Il Regolamento, infine, mira inoltre a dare impulso alla digitalizzazione e semplificazione nell’intento di superare la frammentazione delle banche dati nazionali, con l’istituzione di un servizio elettronico europeo di ammissibilità, e l’obiettivo di non dover produrre la stessa documentazione nelle diverse gare. (C)


Assistenza per le coperture assicurative il nostro supporto per la ricerca e valutazione delle polizze

Per poter prestare una valida assistenza tecnica nelle pratiche assicurative e nel supporto per la gestione dei sinistri, da tempo collaboriamo con le Imprese Associate che operano a vario titolo nel campo delle assicurazioni: siamo a fianco delle aziende nel ricercare e valutare le polizze più adatte. Segnaliamo inoltre che CONFAPI nazionale ha stipulato una convenzione per la soluzione Generali Italia - Cattolica ATTIVA Imprese&Artigiani, dedicata alla protezione dell’attività aziendale e, in particolare, all’adeguamento delle coperture

contro calamità naturali ed eventi catastrofali. Le principali agevolazioni previste sono: - sconto fino al 30% sulle garanzie scontabili; - sconto del 15% sulle garanzie per calamità naturali ed eventi catastrofali acquistate insieme alla garanzia Incendio, con possibilità di abbinare tale riduzione allo sconto tariffario di cui al punto precedente; - sconto del 20% nel caso di polizza dedicata esclusivamente alle coperture per calamità naturali ed eventi catastrofali. La convenzione è utilizzabile per la stipula di nuove polizze e non è cumulabile con altre iniziative promozionali o commerciali applicate da Generali Italia o dalle sue Agenzie. Le Imprese interessate alla nostra assistenza o alla convenzione possono contattare il dott. Paolo Zorzenone del nostro ufficio Fiscale allo 0432-507377 o via mail all’indirizzo fisco@confapifvg.it.

Pag. 39 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026

(SF)


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Alle Spettabili Imprese Associate I corsi, la cuiLoro durata Sedi è definita dal finanziamento, si terranno al mattino presso la nostra sede di 4 agosto 2026(40 ore) • Udine, inglese b1a Udine in Viale Ungheria n. 28. Gli incontri, della Prot.n. 309 EDF/tt da giovedì 17 settembre 2026 durata di 4 ore, avranno cadenza prevalentemente settimanale. Agli iscritti è richiesto l’obbligo di • inglese b2 (50 ore) frequenza ad almeno il 70% della durata del corso. nella nostra sedesarà la dott.ssa Barbara Turchetto, proda venerdì 25 settembre 2026 Docente fessionista esperta con consolidata esperienza e con la quale collaboriamo abitualmente. Di seguito riportiamo i due calendari e le rispettiAttraverso i finanziamenti del Fondo Sociale Euve schede corso così come definite dal programma ropeo Plus FSE+ 2021/2027 proponiamo due finanziato. corsi di inglese COMPLETAMENTE GRATUITI Tutti gli interessati possono restituirci a mezzo erivolti a tutte le persone maggiorenni residenti o mail la scheda allegata. Per ulteriori informazioni domiciliate in FVG. Le attività rientrano nel Prola dott.ssa Emanuela De Faccio è contattabile allo gramma regionale PiAzZA e sono rivolte a occu0432.507377 - formazione@confapifvg.it. pati: imprenditori, lavoratori dipendenti e liberi professionisti. (EDF)

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Il Direttore Generale Lucia Cristina Piu

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Dal 2003 Confapi FVG opera secondo un Sistema Integrato Qualità-Etico Sociale

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PARTECIPANTI NOME E COGNOME maggiorenni residenti o domiciliati in FVG

DURATA

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40 ORE

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50 ORE

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Operazione cofinanziata: Dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale

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PIANO DI AZIONE ZONALE PER L’APPRENDIMENTO (PIAZZA)

LINGUA STRANIERA B1.a (INGLESE) Perché partecipare

Il corso consente di acquisire competenze trasversali (SOFT SKILLS) di natura LINGUISTICA e mira a fornire competenze linguistico-comunicative per un uso autonomo della lingua da poter spendere nei diversi contesti di vita: personale, lavorativa, di studio, di relazione, in aderenza ai principi della competenza chiave europea multilinguistica. Nel corso B1a vengono acquisiti gli elementi base del livello di riferimento che potranno essere successivamente consolidati con la frequenza del corso “Lingua straniera B1b (INGLESE)” fruibile in uscita al corso in oggetto. Per partecipare ai corsi del Catalogo Soft Skills PIAZZA GOL è necessario avere la residenza o

Chi può il domicilio in Friuli Venezia Giulia. La partecipazione all'operazione richiede il possesso dei seguenti prerequisiti: conoscenza partecipare della lingua INGLESE di livello A2 del Quadro comune europeo per l’apprendimento delle lingue.

Che cosa si farà

All’interno del corso si acquisiranno le conoscenze e le competenze per utilizzare la lingua INGLESE a livello intermedio di soglia (B1) come di seguito descritto: “Comprendere i punti essenziali di messaggi chiari in lingua INGLESE su argomenti familiari affrontati normalmente al lavoro, a scuola, nel tempo libero, ecc.; gestire molte situazioni che si possono presentare viaggiando in una regione dove si parla la lingua in questione, produrre testi semplici e coerenti su argomenti familiari o di interesse personale; descrivere esperienze e avvenimenti, sogni, speranze, ambizioni, esporre brevemente ragioni e dare spiegazioni su opinioni e progetti.” Contenuti del corso: - Funzioni comunicative: Comprensione (ascolto e lettura), Interazione e Produzione orale, Produzione scritta - Contenuti grammaticali - Contenuti lessicali - Elementi di sociolinguistica e pragmatica. Il corso si avvierà al raggiungimento del numero minimo di iscrizioni richiesto dalla normativa

Quanto dura (almeno 6). La durata totale è di 40 ore. Il corso si terrà in presenza. Dove

Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - CONFAPI FVG Viale Ungheria n.28 – 33100 Udine Tel. 0432 507377 e-mail: formazione@confapifvg.it

Come Le persone occupate possono rivolgersi direttamente all’ente organizzatore, presso i recapiti indicati qui sotto. Le persone disoccupate possono accedere ai corsi del programma PIAZZA partecipare GOL rivolgendosi al Centro per l’impiego. Attestato Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza dalla Regione FVG. Referente Dott.ssa Emanuela De Faccio - CONFAPI FVG del corso e-mail: formazione@confapifvg.it Tel. 0432 507377 Tutte le informazioni sui corsi del programma PIAZZA GOL sono disponibili sul sito:

Info https://formazione.fvg.it/PiazzaGol

Operazione cofinanziata: dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale.

Pag. 42 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026


PIANO DI AZIONE ZONALE PER L’APPRENDIMENTO (PIAZZA)

LINGUA STRANIERA B1.a (INGLESE) – 40 ore CALENDARIO giovedì 17 settembre 2026 giovedì 24 settembre 2026 martedì 29 settembre 2026 giovedì 1° ottobre 2026 giovedì 8 ottobre 2026 giovedì 15 ottobre 2026

TUTTI GLI INCONTRI si terranno nella sede dell’Associazione in Viale Ungheria n.28 a Udine

martedì 20 ottobre 2026

con orario 9 - 13

giovedì 22 ottobre 2026 giovedì 29 ottobre 2026 giovedì 5 novembre 2026

Docente: Dott.ssa Barbara Turchetto Referente: Dott.ssa Emanuela De Faccio - CONFAPI FVG 0432507377 - formazione@confapifvg.it

Operazione cofinanziata: dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale.

Pag. 43 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026


PIANO DI AZIONE ZONALE PER L’APPRENDIMENTO (PIAZZA)

LINGUA STRANIERA B2 (INGLESE) Il corso consente di acquisire competenze trasversali (SOFT SKILLS) di natura LINGUISTICA

Perché e mira a fornire competenze linguistico-comunicative di livello intermedio superiore da spendere nei diversi contesti di vita, lavoro, studio e relazione e per una crescita partecipare poter professionale, in aderenza ai principi della competenza chiave europea multilinguistica. Chi può partecipare

Per partecipare ai corsi del Catalogo Soft Skills PIAZZA GOL è necessario avere la residenza o il domicilio in Friuli Venezia Giulia. La partecipazione all'operazione richiede il possesso dei seguenti prerequisiti: conoscenza della lingua INGLESE di livello B1 del Quadro comune europeo per l’apprendimento delle lingue.

Che cosa si farà

All’interno del corso si acquisiranno le conoscenze e le competenze per utilizzare la lingua INGLESE a livello intermedio superiore (B2) - come di seguito descritto: “Comprendere le idee fondamentali di testi complessi su argomenti sia concreti, sia astratti, comprese le discussioni tecniche nel proprio settore di specializzazione; interagire con relativa scioltezza e spontaneità, tanto che l’interazione con un parlante nativo si sviluppa senza eccessiva fatica e tensione; produrre testi chiari e articolati su un’ampia gamma di argomenti e esprimere un’opinione su un argomento di attualità, esponendo i pro e i contro delle diverse opzioni.” Contenuti del corso: - Funzioni comunicative: Comprensione (ascolto e lettura), Interazione e Produzione orale, Produzione scritta - Contenuti grammaticali - Contenuti lessicali - Elementi di sociolinguistica e pragmatica. Il corso si avvierà al raggiungimento del numero minimo di iscrizioni richiesto dalla

Quanto dura normativa (almeno 6). La durata totale è di 50 ore. Il corso si terrà in presenza. Dove

Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia - CONFAPI FVG Viale Ungheria n.28 – 33100 Udine Tel. 0432 507377 e-mail: formazione@confapifvg.it Le persone occupate possono rivolgersi direttamente all’ente organizzatore, presso i

Come recapiti indicati qui sotto. persone disoccupate possono accedere ai corsi del programma PIAZZA GOL partecipare Le rivolgendosi al Centro per l’impiego. Attestato Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza dalla Regione FVG. Referente Dott.ssa Emanuela De Faccio – CONFAPI FVG del corso e-mail: formazione@confapifvg.it Tel. 0432 507377 Tutte le informazioni sui corsi del programma PIAZZA GOL sono disponibili sul sito:

Info https://formazione.fvg.it/PiazzaGol

Operazione cofinanziata: dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale.

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PIANO DI AZIONE ZONALE PER L’APPRENDIMENTO (PIAZZA)

LINGUA STRANIERA B2 (INGLESE) – 50 ore CALENDARIO venerdì 25 settembre 2026 mercoledì 30 settembre 2026 mercoledì 7 ottobre 2026 mercoledì 14 ottobre 2026 venerdì 16 ottobre 2026 mercoledì 21 ottobre 2026

TUTTI GLI INCONTRI si terranno nella sede dell’Associazione in Viale Ungheria n.28 a Udine

mercoledì 28 ottobre 2026 venerdì 30 ottobre 2026

con orario 9 - 13

mercoledì 4 novembre 2026 mercoledì 11 novembre 2026 mercoledì 18 novembre 2026 mercoledì 25 novembre 2026 venerdì 27 novembre 2026

con orario 9 - 12

Docente: Dott.ssa Barbara Turchetto Referente: Dott.ssa Emanuela De Faccio - CONFAPI FVG 0432507377 - formazione@confapifvg.it

Operazione cofinanziata: dal Fondo Sociale Europeo Plus FSE+ 2021/2027 dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Piano di Azione Zonale per l’Apprendimento (PiAzZA) finanziato dal Programma Regionale.

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Tachigrafo

obbligo di aggiornamento del software

Facciamo seguito alla nostra circolare prot. n. 313/ MM del 3 agosto 2026 per comunicare che il Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha adottato la circolare n. 21232 del 28 luglio 2026, della quale si riporta il testo, vertente l’obbligo di aggiornamento software di alcune versioni di tachigrafi intelligenti di seconda generazione (G2V2). La circolare ministeriale è stata adottata a seguito di segnalazione della Commissione Europea, che ha individuato le apparecchiature di registra-

zione per le quali si rende necessario aggiornare il software al fine di risolvere la vulnerabilità di sicurezza in applicazione dell’art. 20, par. 4, del Regolamento (UE) n. 165/2014. Per i modelli dei tachigrafi oggetto di aggiornamento si rinvia alla circolare ministeriale che disciplina anche le relative tempistiche. L’aggiornamento del software deve essere eseguito esclusivamente da officine autorizzate all’atto della prima revisione biennale, della prima riparazione o in occasione dell’installazione/sostituzione, successive alle decorrenze sopra indicate. L’accertato mancato aggiornamento comporta l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 19 della L. n. 727/1978 ossia da euro 52,00 a euro 102,00. Per ogni altra informazione è possibile rivolgersi all’Ufficio Economico dell’Associazione.

Pag. 46 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026

(MM)


DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIREZIONE CENTRALE PER LA POLIZIA STRADALE, FERROVIARIA E PER I REPARTI SPECIALI DELLA POLIZIA DI STATO Roma, data del protocollo OGGETTO: Tachigrafi intelligenti G2V2. Aggiornamento software obbligatorio per vulnerabilità di sicurezza ex art. 20, par. 4, Regolamento (UE) n. 165/2014.

ALLE PREFETTURE

UFFICI TERRITORIALI DEL GOVERNO

LORO SEDI

AI COMMISSARIATI DEL GOVERNO PER LE PROVINCE AUTONOME TRENTO- BOLZANO AOSTA AL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Dipartimento per la Mobilità Sostenibile AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

ROMA ROMA

AL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica

ROMA

INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA

ROMA

PER LE POLITICHE DEL PERSONALE DELL'AMMINISTRAZIONE CIVILE E PER LE RISORSE STRUMENTALI E FINANZIARIE ROMA ROMA AL COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

ROMA

ALLE QUESTURE DELLA REPUBBLICA

LORO SEDI

AI COMPARTIMENTI DELLA POLIZIA STRADALE

LORO SEDI

AI COMPARTIMENTI DELLA POLIZIA FERROVIARIA

LORO SEDI

AI COMPARTIMENTI DELLA POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI

LORO SEDI

AI REPARTI MOBILI

LORO SEDI 1

Pag. 47 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026


DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIREZIONE CENTRALE PER LA POLIZIA STRADALE, FERROVIARIA E PER I REPARTI SPECIALI DELLA POLIZIA DI STATO AL CENTRO ADDESTRAMENTO DELLA POLIZIA DI STATO

CESENA

e, per conoscenza: ALLA SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

ROMA

La Commissione Europea, tramite il Joint Research Centre for Digital Tachograph, ha indicato le apparecchiature di registrazione per le quali è necessario aggiornare il software, al fine di risolvere le vulnerabilità di sicurezza in applicazione all'articolo 20, paragrafo 4, del Regolamento (UE) n. 165/2014. riportate

nella seguente tabella:

Tachigrafo Stoneridge Electronics AB (Modello SE50008.1) Continental Automotive Technologi es GmbH (Modello DTCO 1381 - Ver. 4.1)

Versione del software da utilizzare per

Versione dopo aggiorname nto

Versione

Omologazione

Versione software da aggiornare

Revisione B Revisione C Revisione D Revisione E

e5-0002_08 e5-0002_09 e5-0002-10 e5-0002-11

1214 1214 1619 1619

2424 2425 2424, 2425 2626

Revisione F Revisione G Revisione H Revisione I

e5-0002-12 e5-0002_13 e5-0002-14 e50002-15

4.1

e1-84-08

04.01.26

04.01.41

4.1b

e1-84-10

Approvazione del tipo dopo

sono i seguenti:

I termini entro cui dal 15 luglio 2026 per i tachigrafi Continental DTCO 1381; dal 1° settembre 2026, per i tachigrafi Stoneridge SE5000.

È opportuno precisare che software1 deve essere eseguito prima revisione biennale, della esclusivamente dalle officine autorizzate 2 prima riparazione o in occasione dell installazione/sostituzione, successive alle decorrenze sopra indicate. Che non richiede la sostituzione fisica del tachigrafo. Al termine delle operazioni viene rilasciato un certificato di revisione e taratura del tachigrafo e una targhetta adesiva riportante gli estremi della revisione da applicare 1 2

2

Pag. 48 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026


DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA DIREZIONE CENTRALE PER LA POLIZIA STRADALE, FERROVIARIA E PER I REPARTI SPECIALI DELLA POLIZIA DI STATO Per i profili di competenza degli organi di polizia stradale, qualora durante un controllo su strada il software non risulti aggiornato a seguito di un intervento di revisione, riparazione o sostituzione come sopra indicato3, il dispositivo è considerato non conforme alle prescrizioni tecniche di omologazione. La violazione della prescrizione, in mancanza di una specifica previsione in ordine agli obblighi previsti dal citato art. 20 del Regolamento (UE) n. 165/2014, della sanzione prevista dall'art. 19 della Legge 4 agosto 1978, n. 727. ***** Le Prefetture Uffici Territoriali del Governo sono pregate di estendere il contenuto della presente ai Corpi e Servizi di Polizia Locale.

IL DIRETTORE CENTRALE Cortese Firmato Digitalmente da/Signed by:

RENATO CORTESE

In Data/On Date:

martedì 28 luglio 2026 09:32:24

cl

taratura biennale del tachigrafo è visibile anche attraverso la consultazione del menù dati tecnici l tachigrafo. 3 La versione del software installato sul tachigrafo è dati tecnici

3

Pag. 49 - ApiNFORMA / Organizzazione - numero 15 - 31 agosto 2026


Scadenze aziendali del mese di settembre 2026 I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24.

il calendario delle scadenze per il mese di settembre 2026

Martedì 15 FATTURAZIONE DIFFERITA - Scade il termine per la trasmissione telematica delle fatture riferite a cessioni di beni consegnati o spediti, previa emissione di un documento di trasporto, nel mese di agosto. Le stesse fatture devono essere registrate entro il termine di emissione e con riferimento al mese di consegna o spedizione.

Mercoledì 16 IVA - LIQUIDAZIONE MENSILE - Scade il termine per il versamento dell’Iva relativa al mese di agosto. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24. IVA ANNUALE - RATEIZZAZIONE - Scade il termine per il versamento della 7^ rata dell’Iva, relativa al 2025 risultante dalla dichiarazione annuale con applicazione degli interessi nella misura dello 0,33% mensile a decorrere dal 16 marzo 2026 utilizzando il codice tributo 6099. IRPEF - Scade il termine per il versamento delle ritenute operate nel mese precedente su: - redditi di lavoro autonomo; - redditi derivanti dall’utilizzazione di marchi ed opere dell’ingegno e contratti di associazione in partecipazione; - obbligazioni e titoli similari; - dividendi corrisposti nel trimestre precedente; - redditi di capitale diversi da dividendi e interessi, premi o altri frutti di obbligazioni e titoli similari; - provvigioni; - bonifici relativi ad interventi di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico; - redditi di lavoro dipendente e assimilati.

INPS - CONTRIBUTO GESTIONE SEPARATA Scade il termine per il versamento del contributo INPS della gestione separata secondo le seguenti aliquote: - 26,07% per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva; - 35,03% (prima fascia) per i soggetti che non sono iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; - 24% per i soggetti già iscritti ad altra gestione obbligatoria. Il contributo così calcolato è posto: - per un terzo a carico dei percettori dei compensi, - per due terzi a carico del soggetto che eroga i compensi. I versamenti vanno effettuati utilizzando il modello F24.

Venerdì 25 IVA INTRACOMUNITARIA MENSILI - Scade il termine per la trasmissione degli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni e servizi relativi al mese di agosto. I modelli da presentare sono: - l’INTRA 1, l’INTRA 1-bis, l’INTRA 1-ter, l’INTRA 1-quater e l’INTRA 1-quinquies per le cessioni. La presentazione deve essere effettuata in via telematica.

Mercoledì 30 CONTRATTO DI LOCAZIONE - Scade il termine per la registrazione dei nuovi contratti di locazione di immobili con decorrenza 1° settembre 2026 e versamento dell’imposta di registro per i contratti di locazione con annualità scaduta il 31 agosto 2026. RIMBORSO IVA COMUNITARIA - Scade il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle richieste di rimborso dell’Iva assolta in altro stato comunitario nel corso del 2025 da parte di operatori residenti.

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LIQUIDAZIONE IOSS - Scade il termine per l’invio telematico della dichiarazione Iva IOSS del mese precedente relativa alle vendite a distanza di beni importati da parte di soggetti iscritti al nuovo Sportello unico per le importazioni IOSS. IMPOSTA DI BOLLO FATTURE ELETTRONICHE - Scade il termine per il versamento dell’imposta di bollo di importo superiore a 5.000 euro, riferita alle fatture elettroniche senza Iva del II° trimestre. LIQUIDAZIONI IVA - Scade il termine per l’invio telematico da parte di tutti i soggetti passivi Iva, delle liquidazioni di aprile, maggio e giugno (per i mensili) e del secondo trimestre 2026 (per i trimestrali). MODELLO 730/2026 - Scade il termine di presentazione tramite CAF o professionista del modello 730/2026. DEFINIZIONE AGEVOLATA LITI PENDENTI Scade il termine per il versamento della quattor-

dicesima rata (max 20) per il perfezionamento della definizione agevolata per importi superiori a 1.000 euro. ASSEGNAZIONE AGEVOLATA BENI AI SOCI E TRASFORMAZIONE IN SOCIETÀ SEMPLICE - Scade il termine per il versamento della prima rata, pari al 60% dell’imposta sostitutiva dovuta per le assegnazioni o cessioni di beni immobili ai soci effettuate entro il 30 settembre 2026. Il versamento interessa anche le società immobiliari trasformate in società semplici. CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE 2024 - 2025 sanatoria 2018 - 2022 - Scade il termine per il versamento della diciannovesima rata (max 24), maggiorata degli interessi del 2% per il 2025 e dell’1,6% dal 2026, per il versamento delle imposte sostitutive da parte dei soggetti ISA che hanno aderito al CPB 2025 - 2025 al fine di beneficiare della sanatoria 2018 - 2022.

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(PZ)


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