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CV


EDUCATION UNICAL Università della Calabria | Arcavacata di Rende (Cs)

2009 - 2017

LAUREA SPECIALISTICA quinquennale in Ingegneria Edile - Architettura 110/110

Grazie alla preparazione universitaria ed ai molteplici laboratori progettuali ho sviluppato capacità tecniche in tematiche di scala differente; design urbano, progetto ambientale e architettonico, modellazione e calcolo strutturale, rilievo e restauro architettonico, sviluppo di tecnologie innovative ed elementi tecnici per l’involucro edilizio sono alcune delle tematiche approfondite negli anni accademici.

GEOMETRA Falcone e Borsellino | Rossano (Cs)

ANTONELLO CAPALBO ABOUT ME nato il 17/08/1989 a Rossano (Cs) Sin da piccolo la passione per le costruzioni, il disegno e le invenzioni mi ha portato a scegliere indirizzi di studio che potessero “sfamare” la mia voglia di conoscenza tecnica. Nel percorso universitario più volte mi sono confrontato con la progettazione architettonica, rappresentazione 2D e modellazione 3D, diventando oggi elemento caratterizzante. Passione per lo sport di resistenza e biker amatore; passione per le nuove tecnologie in ambito informatico ed edile. Sono una persona creativa, propositiva, risolutiva, rispettosa del lavoro e delle persone e queste caratteristiche mi inducono ad ambire ad un lavoro in team presso uno studio professionale che si occupa di architettura e design. CONTACT Res.: via Sidney Sonnino 8, 50136, Firenze (Fi)

2008 2003 - DIPLOMA

di Geometra “progetto V”

97/100

Prima esperienza professionalizzante e formativa nell’ambito delle costruzioni, degli impianti, della progettazione e del disegno tecnico propriamente detto.

EXPERIENCE Studi di Architettura e STARTUP | Italia (It)

attuale COLLABORAZIONE Occasionale (Ott 2017 - Attuale)

• Sviluppato prototipi 3D per presentazioni web, video e render. • Creato Render e immagini di presentazione progetti definitivi e concorsi. INARCO s.r.l. Società di Ingegneria | Cosenza (Cs)

3 mesi COLLABORAZIONE (Mar 2017 - Mag 2017)

• Migliorato l’efficacia grafica e la comunicazione dei progetti attraverso la realizzazione di fotorender realistici e concettuali di impatto per l’aggiudicazione di gare e proposte migliorative. SOCIETA’ di Costruzioni e movimento terra | Cosenza (Cs)

16 mesi TIROCINIO/APPRENDISTATO (Mar 2015 - Lug 2016)

• Supportata e potenziata la direzione dei lavori nella redazione di elaborati tecnici di dettaglio, gestione e conduzione del cantiere. UNICAL Ufficio orientamento dottorati | Rende (Cs)

5 mesi COLLABORAZIONE Part-Time

(Nov 2014 - Mar 2015)

• Supportato l’ufficio catalogazione e raccolta tesi di dottorato tramite la digitalizzazione degli stessi; • Creato fogli di calcolo elettronici e sample per il calcolo contributi tesi. WORKSHOP Internazionale | Nysa - Polonia

1 mese (Marzo 2012) ESPERIENZA PROGETTUALE

antonellocapalbo@libero.it antonellocapalbo@pec.it

• Esperienza universitaria finalizzata allo sviluppo di un progetto di recupero e riqualificazione urbana di un’area periferica della cittadina polacca (Nysa). Lavoro svolto in team con studenti di nazionalità differente.

+39 327 2466815

EXPERTISE

@antonellocapalbo CERTIFICATION

VRay, Cinerender, Artlantis. Blender, Octagone, Corona, Revit, Grasshopper, Wawebird.

- Abilitazione professionale albo “A”

Autodesk Autocad, Archicad, Rhinoceros.

- Abilitazione alla figura di RSPP - Certificate B1 PET English

Adobe Photoshop, Illustrator, Indesign, Premiere, Muse.

- Erasmus intensive course LPP

Docet, Acca TerMus, Relux, Sap2000.

- Patente di guida A/B

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.


Pf


CONTENTS

Nt.R.U. Cantiere

Mandatoriccio (Cs) | Laboratorio finale di tesi

2016/17

Nido d’infanzia

Rende (Cs) | Lab. Composizione architettonica 2

2010/11

Culture MB Cosenza | Vuoti Urbani Contest (scelto per esposizione nel municipio) 2010/11

Palazzo Compagna Cosenza | Lab. Rilievo Architettonico (inserito nel catalogo didattico) 2010/11

Rende C.A.M.S.

Rende (Cs) | Lab. Composizione architettonica 3

2011/12

AIR Sistem plus

Bari (Ba) | Lab. Architettura Tecnica 2

2011/12

WORKSHOP Internazionale

Nysa (Polonia) | Recupero e Riuso urbano (esposto alla cittadinanza)

2012

HUB S. Francesco

Cosenza (Cs) | Lab. Restauro architettonico e funzionale

2012/13

Poggio 3 Lune

Firenze (Fi) | Recupero e riuso

???/11


Nt.R.U.CANTIERE


Mandatoriccio (Cs) | Lab. finale di tesi

supervisori: Prof.ssa Arch. Roberta LUCENTE Prof. Ing. Natale Arcuri

2 0 16 /1 7

Nt.R.U.“Natural trasformation, Riqualification, Urbanizzation”:

sono queste le 3 prerogative che stanno alla base del concept progettuale e del modus operandi; CANTIERE,

vuole confermare la memoria storica del posto; storicamente, infatti, unico altro nome riconosciuto è “centro di servizi” riportato, però, solo su qualche documento tecnico. Probabilmente, essendo pochi i grandi cantieri edili di quei tempi, gli abitanti del posto preferirono chiamarlo semplicemente cantiere, sinonimo di grosso cantiere o grossa costruzione in corso. Per indicare velocemente il luogo d’incontro, ancora oggi, a distanza di anni, “andare nel cantiere” rimane la locuzione preferita da vecchie e nuove generazioni. Da questi ragionamenti prende corpo il naming che restituirà memoria storica al “progetto2.0”.


Forno Residenza/commerciale Ufficio postale

Residenza/ufficio Chiesa Ex-commerciale Scuola/uffici


Centro servizi ex OVS Pietrapaola La comunità mandatoriccese si formava sul territorio della Baronia di Pietrapaola e sui possedimenti del Monastero di Sant’Angelo, di epoca normanna e ormai in via di estinzione. Il villaggio ha continuato a formarsi per tutto il Settecento, ingrossato via via dalle genti che scampavano dai pericoli della marina (pirateria musulmana) e da quelle delle aree montane più alte che cercavano terreni pianeggianti. Attualmente è costituito da una zona storica e da una zona più “giovane” che si è sviluppata successivamente negli anni del dopo guerra (anni 50) a valle in prossimità del mare. Contestualmente, a cavallo tra gli anni 50/60, l’Opera Valorizzazione Sila, attraverso i soldi della CasMez, decise di investire nella marina di Mandatoriccio creando un centro di servizi per la collettività.

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Tali centri venivano principalmente pensati per lo sviluppo agricolo di luoghi con carenti possibilità di sviluppo. La prima proposta comprendeva una chiesa, un forno, una scuola, un ufficio postale, una locanda, degli alloggi per gli insegnanti provenienti da fuori, degli alloggi per la popolazione ed uffici, una piccola delegazione comunale, ed altri alloggi per sopperire alla mancanza di case.

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La seconda espansione interessò le aree perimetrali e comprendeva altre famiglie che sceglievano la vita sulla costa rispetto a quella in collina e questo portò altresì lo sviluppo di attività di contorno .

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Il concept urbano promuove una serie di scelte scaturite dalla sensazione dell’individuo a percepire lo spazio; non lontano dal concetto di Kevin Linch, la nuova area piazza è stata pensata mettendo in contrasto elementi quali i margini, i nodi e percorsi; ed è proprio l’interrelazione tra questi che consente una di realizzare uno spazio identitario e vivibile. I materiali utilizzati sono ad alta porosità con elevate proprietà meccaniche quindi idonee alla pavimentazione della piazza che diventerebbe carrabile in occasione di eventi eccezionali quali feste popolari o mercatini. Negli spazi di transizione tra il verde e la pavimentazione o tra la preesistenza e la pavimentazione si adopereranno degli elementi speciali studiati specificatamente per lo scopo. Nel progetto di grosse piastre pavimentate, quale può essere una piazza, bisogna stare attenti a due fenomeni su tutti: la regimentazione delle acque meteoriche e la creazione di zone a forte assorbimento di calore. Nel caso in esame i due problemi sono stati cosi risolti: Il problema idraulico potrebbe essere ridimensionato agendo su una grossa rete di raccolta ben dimensionata; l’idea è quella di sfruttare il disegno generatore della stessa piazza per collocarci un sistema di griglie. Questa soluzione oltre ad essere ben nascosta nel disegno della piazza consentirebbe un defluire quasi naturale verso valle. A sostegno del sistema di raccolta si potrebbe pensare di inserire una serie di bacini di raccolta naturali, i cosiddetti, giardini d’acqua. Il problema dell’accumulo di calore, specie nei mesi estivi, dove la temperatura raggiunge anche i 40 gradi all’ombra, invece, potrebbe essere risolto usando un materiale che non sia termo assorbente; nel caso in esame si è pensato al travertino litoide, una pietra molto porosa, avente, quindi, una temperatura superficiale inferiore rispetto a quella che potrebbero avere materiali più compatti; inoltre si è pensato ad un sistema posto nel punto più critico della piazza, ossia il centro piazza, che rilascia acqua nebulizzata, garantendo, quindi, un contatto diretto tra aria ed acqua, che abbassa la temperatura del luogo aumentando il benessere termico del fruitore. Ulteriore importanza è stata data all’evapotraspirazione e ombreggiamento garantiti dagli alberi; infatti nonostante la piazza abbia guadagnato superficie, le piante e gli alberi già presenti sul luogo rimangono nella loro posizione originaria mentre altri verranno impiantati secondo le distanze ed un disegno prestabilito atti a garantire una efficienza maggiore.


Il design del nuovo centro polifunzionale è composto con riferimenti formali all’edificato presente ma lascia decisamente traccia della sua diversità. Il volume si presenta come pura espressione di solidità e il rivestimento, in pregiato travertino lavorato superficialmente, ne è solo la pelle, non aggiunge quindi dettaglio alla facciata. In copertura invece si esegue un piegamento della parete di contatto con la preesistenza disegnando un tetto che finisce in parabola con inclinazione medesima a quella delle altre coperture, lasciando cosi che la luce solare possa raggiungere ed illuminare gli ambienti posti al livello campagna. Queste sfide sono la base per una struttura che è al tempo stesso classica e dinamica. Il tono leggero prevede la costruzione di un proprio senso di identità avvicinandolo cosi alle classiche costruzioni mediterranee. Le aperture invece riecheggiano i rapporti formali degli edifici limitrofi creando una continuità prospettica. La forma esteriore pone l’accento sulle preesistenze, gli ambienti interni di contro, sono pensati in conformità ai requisiti normativa in materia di sicurezza, fruibilità e benessere termo-igrometrico. Pertanto, l’edificio offre ai suoi dipendenti un ambiente aperto su due livelli con affaccio sulla hall principale che funge da estensione (coperta) della piazza ed aree adibite ad attività di gestione e controllo. Un piccolo atrio a cielo aperto cede la luce all’ultimo livello che ospita la sala conferenze e la collega alla copertura giardino.


NIDO D’infanzia


Rende (Cs) | Lab. Composizione II

supervisori: Prof.ssa Arch. Brunella Canonaco Arch. Fabrizia Berlingieri

2 0 10 /1 1

Il progetto ha previsto l’inserimento di una struttura idonea ad ospitare i locali di un asilo nido di completamento al polo scolastico sito in via Lenin, rispondente alle previsioni del piano vigente. La zona, un tempo margine urbano della città, era occupata da capannoni industriali ma con l’espansione odierna conquista una nuova centralità trasformando l’intero vicinato da industriale che era a zona residenziale. Con le giuste valutazioni si sono collocate le funzioni all’interno del lotto affidando ai 2 blocchi dei servizi il compito di schermare la vista e il suono proveniente dalla strada e diretto verso i cubi didattici. Ulteriore attenzione è stata data alla pelle dei volumi che è costituita da elementi di materiale plastico sovrapposti a formare un gioco di riflessi e ombre che avvaloreranno il progetto.


CULTURE MB.


Cosenza (Cs) | Concorso Vuoti Urbani

supervisori: Prof. Arch. Gabrio Celani Ing. Giovanni Mazzuca

2 0 10 /1 1

Lo scopo della progettazione fù quello di ricreare ed organizzare uno dei pochi vuoti urbani rimasti ormai nella città di Cosenza. La realizzazione di un volume, quindi, che fungesse da elemento transitorio tra gli elementi del tessuto urbano esistente; le altezze dei due blocchi principali sono studiate in modo da avere un morbido passaggio di quota tra gli edifici gia esistenti. Si è pensato di utilizzare tutta la superficie disponibile con lo scopo di ricreare la tessitura dell’intorno di piazza Fera. Le funzioni interne utili alla città sono state opportunamente collocate all’interno del complesso. Lo scopo è di avere una struttura funzionale in un luogo centrale molto trafficato e facilmente raggiungibile. “Culture” è stato presentato in pubblica piazza attraverso un pannello led ed alla amministrazione locale nella sede comunale risultando tra i migliori progetti selezionati per rispondenza alle criticità del lotto e alle richieste cittadine.


La struttura è costituita da due blocchi principali, uno che parte dal livello di terra e si sviluppa su quattro piani con una forma che ricorda una “S”, il secondo blocco ad “L” insiste sul primo facendo “leva” su un cuneo vetrato. Tale aneddoto è stato pensato per lasciare un vuoto nell’intradosso del volume superiore e per garantire che una certa quantità di luce filtri nella corte retrostante. L’edificio si innesta nel lotto in maniera poco invasiva infatti: sul piccolo edificio su via Caloprese vi è una distanza tra le pareti di oltre tre metri sufficienti a garantire il minimo di irraggiamento solare. Diversamente, sul prospetto che si affaccia su p.zza Bilotti, grazie anche all’invito dell’edificio esistente, si è optato ad un intervento in appoggio per una prima fascia di cinque metri per poi snellirsi a diventare un setto portante e garantire cosi la luce alle finestre presenti. All’interno del volume saranno presenti sale lettura e sale studio negli ambienti che vanno dal secondo al quinto livello. Una libreria al piano terra filtrata da un ingresso pittoresco che stilisticamente si discosta dal resto della struttura ma è voluto al fine di indirizzare i visitatori nella hole principale; infine un’area destinata ad ospitare una piccola attività commerciale completa l’offerta del volume.


P.zzo Compagna


Cosenza (Cs) | Lab. Rilievo Architettonico supervisori: Prof. Aldo De Sanctis Ing. Giuseppe Fortunato

2 0 1 0 /1 1

L.B. Alberti considerava il rilievo dell’architettura un vero e proprio allenamento al progetto. Ogni artista, infatti, confezionava il proprio libretto d’identità, il portfolio di quell’epoca, che usava per farsi conoscere dalle maestranze. Oggi, invece, le nuove tecnologie ed i recenti modi di costruire rendono questa pratica un’aggiunta “scomoda” al progetto d’architettura non considerata, quindi, tra le fasi progettuali. Il progetto seguente è frutto delle canoniche tecniche di restituzione inversa, affiancate da fotogrammetria diretta e triangolazione dei punti planimetrici per una corretta rispondenza all’originale.


Rende C.A.M.S.


Rende (Cs) | Lab. Composizione III

supervisori: Prof. Arch. Fabrizio Aggarbati Arch. Mariolina Pastore

2 0 11 /1 2

Luoghi per riflettere, pensare, leggere, studiare, suonare, esprimere il proprio estro artistico. Le città della cultura nascono per unire tutte quelle “discipline” che spesso si tende a dividere, nascono per unire l’arte alla letteratura, all’architettura, alla musica, ma anche al divertimento in un unico grande centro nel quale spesso le forme architettoniche sembra dettino la melodia suonata all’interno e narrata nelle opere custodite nelle biblioteche di tutto il mondo. “Rende CAMS” nasce in seguito all’esigenza di una sociètà che vede sempre più l’insorgere di strutture tutt’altro che dedite alla cultura, vuole imporsi come punto nevralgico del sistema cittàuniversità ma anche come “centro vivo e pulsante” dell’intero sistema urbano. Non è un caso che la biblioteca e le aree studio vengano affiancate a sale per l’ascolto di musica, studi di registrazione o ancora a lounge bar e aree ristoro; così come non sono un caso gli attraversamenti carrabili all’interno dell’area perchè Rende CAMS si colloca con imponenza sul territorio ma, in quanto città, oltre ad un articolato completo e complesso sistema culturale, presenta anche un sistema urbano, progettato per dare l’input a quelli che sorgeranno in futuro.


CONCEPT


Tali strutture con la loro imponenza ricordano la grandezza ma anche l’enorme quantità di informazioni che la cultura può trasmetterci, non solo cultura intesa come quell’insieme di nozioni che apprendiamo studiando ma cultura come capacità di saper leggere, interpretare e rielaborare cose che sembrano appartenenti a mondi diversi, ma che in sostanza fanno parte di un unico mondo, quello dell’arte; arte intesa come pittura, arte intesa come musica, arte intesa come architettura.


Facciata Air Sistem+


Bari (Ba) | Lab. Arch. Tecnica II

supervisori: Prof. Ing. Alessandro Campolongo Ing. Paolo Piane

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Dopo la progettazione del sistema architettonico/ambientale di un edificio residenziale eseguita in gruppo, mi sono occupato personalmente dello sviluppo e della progettazione di un sistema di aggancio puntuale per lastre di vetro fotocromico, sensibile quindi alla luce. La sfida principale è stata quella di restituire una pelle curva al prospetto principale pur avendo una struttura in c.a. scatolare sagomata con elementi piani, non curvi. Ho studiato, quindi, un sistema di regolazione perno/bicchiere che mi garantisse una distanza relativa ragno/piastra variabile di 12cm. Grazie a questa soluzione è stato possibile ridurre le interferenze nel camino di ventilazione e risolvere, tramite pezzi speciali e varianti al pezzo principale, tutti i punti critici del sistema ventilato.


110,00 30,00

47,25

30,00

66,95

19,55 100,40

80,80

20,30

31,50

40,90

9,40

107,35

127,10

19,55

50,00

19,75

30,00

13,00

38,00 51,00

Prospetto e Sezione in prossimità del parapetto e soluzione del ricambio dell'aria

29,00

Sc. 1:20

47,10

80,00

47,00

75,00

47,00

31,50

36,50

36,50

110,00

38,00 51,00

110,00

220,00

70,30

135,30

13,00 110,00

29,00

31,50

25,30

29,00

16,50

25,00

21,50 47,00

99,85

293,50

293,50

273,50

330,00

77,25

103,35 13,00

38,00 51,00

29,00

Prospetto e Sezione in prossimità del piano generico Sc. 1:20 e soluzione per ricavare l'apertura sull'esterno

29,00

47,00

47,00

47,00 29,00 22,50

57,10 47,15

30,00

A'

9,00

20,00

26,50

11,50

110,00

109,00

A

31,50

36,50

31,50

36,50

110,00

140,30

11

80,00 107,40

45,50

66,10

63,50

86,10

Prospetto e Sezione in prossimità del primo piano e soluzione per la presa d'aria

Sc. 1:20


103,75 26,75

50,25

Scossalina metallica sagomata a C

26,75

54,55

Sagomato metallico per fissaggio scossalina

16,20

0

6,85

,70 23

31,50

7,4

Corrimano da tetto

D

I

9,15

11,85

24,95

Ø5,65

13,10

20,20

,30 16

Ø4,00

B H G

Intonaco Esterno Strato impermeabile

F

I

Imprimitura bituminosa PC 56

89,70

90,00

Strato Isolante Foamglass Rete di armatura PC Fabric 79P

109,00

Parapetto Armato Imprimitura Bituminosa PC 56

Rivestimento resistente agli UV Pittcote 404 Lama d'aria per camino di ventilazione

2,00

H G

F D

I

20,30

47,60 57,00

A

20,00

75,00

2,00

3,00 1,50

20,00

D

I

30,00

Ø5,65

20,00

Ø4,00

2 5 1 5 2

Vetro Fotocromico doppio

38,00

13,65

15,00

51,65

Pavimentazione per esterni Prospetto e Sezione punto di espulsione aria della facciata ventilata

Sc. 1:10

Massetto di appoggio pavimentazione Strato Impermeabile Strato Isolante Massetto delle pendenze

1,50

22,50 28,00 29,00 44,00 47,00

Solaio Celersystem 25 + 5

Spaccato Assonometrico montaggio

Sc. 1:2

Spaccato Assonometrico rotules angolare

Sc. 1:2


SlaughterHouse


Nysa (Poland) | WORKSHOP Internazionale supervisori: Arch. Erminia D’alessandro (It) Arch. Javier Lafuente (Es) Arch. Konrad Dobrowolski (Pl)

2012

Esperienza di progettazione architettonica e urbanistica concentrata in 2 settimane di lavoro, studio, presentazioni ed elaborati finali (tavole e plastico). Il fine fù quello di favorire, in primis, la collaborazione internazionale tra coppie di studenti di nazionalità differenti e creare una sinergia immediata nonostante l’handicap linguistico. Marchio del progetto di recupero della cittadina polacca, Nysa.

I 5 macrogruppi composti da italiani, polacchi, tedeschi, spagnoli e inglesi, infine, davanti alle autorità locali, si sono sfidati presentando i progetti di recupero e riuso. Il lotto e le strutture facenti parte accoglievano, un tempo, locali di macello, selezione e commercializzazione di carni locali. Oggi, grazie all’espansione urbana, è diventato un luogo centrale ed egregiamente collegato dalle principali arterie ed è per questo che le autorità locali hanno mostrato interesse ad un concorso d’idee formato da studenti con estrazione, abitudini e formazione differente.


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Giornata di lezione


MASTER PLAN stato di progetto


HUB S.Francesco


Cosenza (Cs) | Lab. Restauro Architettonico supervisori: Prof. Arch. Brunella Canonaco Prof. Ing. Francesca Molezzi

2 0 12 /1 3

[...] ecco quindi che gli archi di S. Francesco diventano residenza studio [...] L’edificio oggetto di studio è comunemente conosciuto come “Archi di Sambiase” dal nome della famiglia, comunemente chiamato Archi di S. Francesco (nome ripreso dall’omonimo slargo antistante). In pianta la cortina edilizia si presenta irregolare e frammentata evidenziando d’altronde l’evoluzione storica che la stessa ha subito negli anni; è facile, infatti, individuarne le unità tipologiche di base. Particolare elemento architettonico dell’intera cortina è il supportico realizzato con tavolato in legno che si sviluppa nella parte terminale della cortina, in corrispondenza degli archi propriamente detti. L’intervento di recupero in progetto per l’intera cortina riguarda due aspetti fondamentali: il recupero formale ed architettonico mediante ricomposizione della facciata ed il recupero funzionale del complesso attraverso una totale ridestinazione d’uso che riguarda l’intera cortina.


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CV Pf Antonello CAPALBO  

raccolta dei migliori progetti sviluppati negli anni di studio universitario.

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