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Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 48) art. 1 comma 1 DCB, Bergamo

MENSILE D’INFORMAZIONE D’INFORMAZIONE AGRICOLA E CULTURA RURALE

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Anno LXIII - n.ro 2 Febbraio 2012

La crisi economica cambia il credito in agricoltura

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Le notizie di Coldiretti Bergamo si trovano anche sul sito www.bergamo.coldiretti.it

Anno LXIII - n.ro 2 Febbraio 2012

Editore Coldiretti Bergamo Direzione e amministrazione 24125 Bergamo - via Mangili, 21

EDITORIALE

ATTUALITÀ SINDACALE

Le multe per le quote latte vanno pagate

L’85% dei fondi agricoli va al 19% delle imprese

PRIMO PIANO

ATTUALITÀ SINDACALE

Una nuova strada per le imprese agricole

PMI: bene accordo credito, nel 2011 +30% sofferenze

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ATTUALITÀ SINDACALE

IMPRESA VERDE

Nominati i due vicepresidenti e la nuova Giunta esecutiva

L’assicurazione come opportunità e non come costo a perdere

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ATTUALITÀ SINDACALE

IMPRESA VERDE

Vola la spesa anticrisi dal produttore

Rifiuti: niente oneri ambientali per il trasporto entro i dieci km

Autorizzazione Tribunale di Bergamo n. 252 del 15/11/1952

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Direttore responsabile Lorenzo Cusimano

ATTUALITÀ SINDACALE

PREVIDENZA

Responsabile di redazione Annamaria Fortini stampa.bg@coldiretti.it

La crisi economica cambia il credito in agricoltura

Ecco i nuovi requisiti per accedere al pensionamento anticipato

Hanno collaborato a questo numero Ivan Bonomi, Catello Vitaglione, Luigi Carminati, Giuseppe Cavallanti, Carlo Belotti Grafica Studio Grafico L’Azzurro Telefono 035 31 53 47 Stampa LitoClap s.r.l. 24126 Bergamo - via Carnovali, 31 Telefono 035 31 74 04 info@studiolitoclap.it Poste Italiane Spa Spediz. in abb. post. D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 48) art. 1 comma 1 DCB, Bergamo Pagamento assolto tramite versamento quota associativa

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ATTUALITÀ SINDACALE

VITA ASSOCIATIVA

Suini, l’Italia ha il mangime più caro d’Europa

Laureate e sempre più giovani: ecco le donne che guidano le aziende agricole

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ATTUALITÀ SINDACALE

VITA ASSOCIATIVA

Hamburger in provetta, no grazie! Bocciati da 3 italiani su 4.

Giovani agricoltori “a tutto campo”

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ATTUALITÀ SINDACALE

VITA ASSOCIATIVA

Alcol, dimezzato il consumo di vino in 30 anni

Alla scoperta dell’olio e del vino del lago d’Iseo

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LE MULTE PER LE QUOTE LATTE VANNO PAGATE di Alberto Brivio, Presidente Coldiretti Bergamo

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on la risoluzione approvata dalla commissione agricoltura della Camera che impone il pagamento delle multe per le quote latte in base alla legge vigente, si sta finalmente facendo chiarezza su una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo, con gravi ripercussioni in primo luogo per il settore italiano della zootecnica da latte e poi per l’intero Paese. Questa decisione è arrivata dopo che la Commissione Ue ha manifestato la volontà di aprire una procedura di indagine formale sugli aiuti di Stato nei confronti dell’Italia per le quote latte e ha invitato il nostro Paese a fornire informazioni in relazione alla proroga di 6 mesi al 30 giugno 2011 del pagamento della rata delle multe sul latte in scadenza al 31 dicembre 2010. La nostra Organizzazione si era opposta con fermezza a tale proroga perché era un ulteriore schiaffo agli allevatori che hanno creduto nello Stato e si sono messi in regola affrontando duri sacrifici economici. Troppe volte sono stati lesi gli interessi degli allevatori che hanno rispettato le regole e che negli anni, proprio per questo motivo, hanno acquistato o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro e che ora stanno affrontando la crisi anche con questo fardello sulle spalle. Questa annosa questione deve essere chiarita una volta per tutte e bisogna fare chiarezza dove ancora si annidano sospetti di varia natura sulle passate gestioni, rivendicando da parte nostra trasparenza e giustizia. Finora sono stati salvaguardati gli interessi dei pochi che non hanno rispettato la legge, mentre si sono ignorate le esigenze della maggior parte degli allevatori che con onestà e grandi sacrifici si sono attenuti a quanto

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previsto dalla normativa. È giusto che la serietà di chi ha rispettato le regole venga riconosciuta e che non tutti vengano additati indistintamente come i “furbetti delle quote latte. È demoralizzante sentire i cittadini che quando legittimamente chiediamo sostegni per il settore ci invitano “a pagare prima le multe per le quote latte”, senza fare alcuna distinzione tra chi si è comportato in modo responsabile e chi invece ha preferito percorrere altre strade. Non è giusto che le decisioni di pochi vadano a pesare sull’immagine dell’intero comparto. ll problema delle quote latte per troppo tempo ha vincolato l’agricoltura italiana. È arrivato il momento di girare pagina definitivamente ripartendo dalla legge che stabilisce regole ben precise che devono essere rispettate. È finito il tempo delle proroghe, è arrivato il tempo della responsabilità. Di tutti!

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UNA NUOVA STRADA PER LE IMPRESE AGRICOLE di Lorenzo Cusimano, Direttore Coldiretti Bergamo

L’

esperienza dei mercati degli agricoltori

mai di ripetere che con questo progetto abbiamo aperto

dimostra che, nonostante la crisi, c’è spazio

una nuova strada alle nostre imprese. Non so parlando solo

per crescere con l’innovazione in un sistema

di farmers market, spacci alimentari in cascina, fiere, punti

distributivo ingessato da anni.

di Campagna Amica e botteghe di Campagna Amica, ma di

La concorrenza ha creato migliaia di nuove

è un vero e proprio sistema che deve e che ha il compito di

occasioni di lavoro e interessanti opportunità di spesa

coniugare la caratteristica agricola con l’efficienza logistica

per i cittadini che hanno premiato un modello che valoriz-

della grande azienda, con l’aggiunta di accordi di fornitura

za l’agricoltura del territorio, il Made in Italy e garantisce

con grandi realtà già esistenti su filiere strategiche come

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sicurezza, qualità e rispetto dell’ambiente

quelle dei cereali, del tabacco, dell’energia

al giusto prezzo. Il successo che questa

attraverso i Consorzi agrari d’Italia.

formula sta avendo dimostra che stiamo

Abbiamo iniziato dicendo alla gente che

giocando una partita importante per il

dietro al cibo che compravano c’erano

futuro degli imprenditori agricoli. Che si

delle persone e non dei semplici marchi

tratta di una scommessa importante lo ha

commerciali, che quelle persone erano e

capito anche il Governo.

sono gli agricoltori che volevano ripren-

Infatti nel decreto sulla semplificazione

dersi la paternità dei prodotti ma soprat-

che appena varato è stata inserita una

tutto della qualità italiana, per anni usur-

norma importante che consentirà all’agri-

pata da abili strategie di marketing e che

coltore di poter fare vendita diretta anche

sempre più spesso stavano coincidendo

al di fuori della propria azienda attraverso

e volevano far coincidere il cibo con

una semplice comunicazione.

qualche logo industriale, dimenticando

È questo uno dei tanti risultati, picco-

così la vera identità di origine. I traguardi

li e grandi, che la Coldiretti ha saputo

che abbiamo finora raggiunto sono solo

“agguantare” con il progetto per la

l’inizio. La Filiera Agricola Italiana è anche

costruzione di una Filiera agricola tutta italiana, un’iniziativa

molto altro. È un progetto il cui sviluppo è potenzialmente

messa in campo per ridare reddito agli imprenditori agricoli

infinito e sta solo a noi, con le nostre mani, le nostre idee

italiani e assicurare ai cittadini prodotti buoni e sicuri,

decidere come e quanto portarlo avanti per il bene delle

autenticamente italiani, al giusto prezzo. Non mi stancherò

nostre imprese e di tutta l’agricoltura italiana.

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COLDIRETTI BERGAMO: nominati i due vicepresidenti e la nuova Giunta esecutiva L uc

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Con la nomina dei componenti della nuova giunta esecutiva e dei due vicepresidenti avvenuta nel corso dell’ultimo consiglio direttivo, si è concluso il rinnovo cariche della Coldiretti di Bergamo. I due vice presidenti che affiancheranno il presidente Alberto Brivio per i prossimo quadriennio sono Lucia Morali di San Giovanni Bianco e Romeo Andreini di Antegnate. La nuova giunta è composta dai due vicepresidenti e da Fabrizio Fumagalli di Bottanuco, Damiano Brembati di Pontirolo Nuovo, Giovanni Giudici di Vilminore di Scalve, Carlo Donini di Trescore Balneario. Fanno inoltre parte di diritto il delegato di Giovani Impresa Fabio Bonzi di San Giovanni Bianco e il presidente dell’Associazione Pensionati Giovanni Cressi di Villongo. “Dopo questo ulteriore passaggio - sottolinea il presidente provinciale Alberto Brivio - la squadra è ora pienamente operativa. La difficile fase che stiamo vivendo impone che si entri subito nel vivo delle urgenti problematiche con cui si sta confrontando il settore agricolo e che ci sia la massima unità e collaborazione sia al nostro interno sia con la struttura che ci affianca quotidianamente. Ci aspetta un grande lavoro e tutti dobbiamo contribuire con il massimo impegno e la massima professionalità”.

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VOLA LA SPESA ANTICRISI DAL PRODUTTORE 9,2 mln di italiani tagliano le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualità In controtendenza rispetto all’andamento generale del commercio al dettaglio rilevato dall’Istat volano gli acquisti diretti dal produttore con un aumento del 53 per cento rispetto allo scorso anno degli acquisti nei mercati degli agricoltori, dove nel 2011 hanno fatto la spesa ben 9,2 milioni di italiani che hanno tagliato le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualità a tavola. È quanto emerge dal primo rapporto sul “Boom degli acquisti diretti: la ricetta anticrisi degli italiani” presentato all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica della Coldiretti a Roma in via XXIV Maggio 43 dove è stato aperto il primo Salone del Wellness in campagna alla presenza del Ministero delle Politiche Agricole Mario Catania e del presidente della Coldiretti Sergio Marini. “In pochi anni - sottolinea la Coldiretti - sono nati in Italia 878 mercati degli agricoltori (cosiddetti Farmers market)

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dove sono coinvolti 20.800 produttori agricoli che hanno creato nuove opportunità di lavoro per 3.500 persone. Un risultato reso possibile grazie al grande successo decretato dai consumatori italiani che nel 2011 hanno fatto acquisti per la cifra di 489 milioni di euro (+53 per cento rispetto all’anno precedente), un tasso di crescita decine di volte superiore a quello dei discount”. La migliore performance realizzata da una innovazione commerciale in tempo di crisi trova il sostegno delle istituzioni con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania che ha presentato le novità introdotte nel decreto semplificazione per favorire la vendita diretta anche fuori dall’azienda agricola con il semplice invio di una comunicazione. “L’esperienza dei mercati degli agricoltori dimostra che, nonostante la crisi, c’è spazio per crescere con l’innovazione in un sistema distributivo ingessato da anni”

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ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “la concorrenza ha creato migliaia di nuove occasioni di lavoro e interessanti opportunità di spesa per i cittadini che hanno premia-

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to un modello che valorizza il Made in Italy e garantisce sicurezza, qualità e rispetto dell’ambiente al giusto prezzo”. I mercati degli agricoltori sono inseriti in una rete di vendita diretta sul territorio della quale fanno parte 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 878 mercati, 163 botteghe per un totale di 5.683 punti vendita di campagna Amica ai quali si aggiungono 30 ristoranti. A fare la spesa direttamente dal produttore nei mercati degli agricoltori sono per il 68 per cento donne con una presenza maschile molto più elevata rispetto alla media, il livello di istruzione è medio alto per il 68 per cento degli acquirenti.

L’età è inferiore ai 54 anni nel 64 per cento dei casi mentre lo status sociale ed economico è medio alto nell’82 per cento dei casi, secondo l’indagine Coldiretti/Swg. Un risultato che evidenzia come il risparmio sia solo una delle ragioni che spinge all’acquisto e che la scelta è fortemente condizionata dalla ricerca di cibi sani, di informazioni sui prodotti e dal bisogno di essere rassicurati su quello che si mette nel piatto. Non è un caso che il tempo di permanenza è in media di 35 minuti, molto elevato se si tiene conto che si tratta spesso di strutture di dimensioni contenute.

L’identikit degli italiani che fanno la spesa nei Farmers Market

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64 per cento di età inferiore ai 54 anni 68 per cento dei clienti sono donne 82 per cento dei clienti ha un status socio-economico medio alto 68 per cento dei clienti ha una scolarità medio alta Il tempo di permanenza è in media di 35 minuti Fonte: Elaborazioni Coldiretti su Indagine Campagna Amica/Swg 2012

I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono nell’ordine la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi, ma non manca l’interesse per i prodotti non alimentari come ad esempio gli agricosmetici: da quelli al latte d’asina a quelli allo spumante. Estremamente elevato il grado di soddisfazione che è alto per il 77 per cento degli acquirenti. Il giudizio positivo è confermato dal fatto che in ben nove casi su dieci i clienti consigliano questa forma di acquisto ad altri, con il passaparola. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio che non devono affron-

REGIONE

MERCATI

PRODUTTORI COINVOLTI

Piemonte

116

2.522

Valle d'Aosta

4

92

Trentino-Alto Adige

12

140

Lombardia

102

2.925

Veneto

94

1.399

Friuli-Venezia Giulia

43

511

Liguria

38

894

Emilia-Romagna

111

2.861

Toscana

60

1.171

Abruzzo

24

209

Umbria

12

131

Lazio

28

1.855

Marche

39

324

Molise

24

147

Basilicata

6

59

Campania

37

2.230

Sardegna

14

447

Puglia

71

1.128

Calabria

10

335

Sicilia

33

1.418

TOTALE ITALIA

878

20.800

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Campagna Amica

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tare lunghi trasporti con mezzi inquinanti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. Nei mercati vengono contenuti gli sprechi di imballaggi con l’offerta, ad esempio, di latte sfuso, sono banditi gli Ogm e sono messi a disposizione spesso servizi di vendita a domicilio e offerte speciali per i gruppi di acquisto solidale (Gas) formati da condomini, colleghi, parenti o gruppi di amici che decidono di fare la spesa insieme per ottenere condizioni vantaggiose ma soprattutto per garantirsi la qualità di quanto portano in tavola. Un fenomeno che coinvolge anche molti chef che nei ristoranti vogliono offrire menu freschi e genuini a chilometri zero.

Nasce l’agriestetista, spumante antiage e scrub al latte d’asina Nuova diversificazione aziendale Dalla crema anti invecchiamento allo spumante al fango anti cellulite a base di menta, dal balsamo protettivo per le labbra a base di stella alpina allo scrub detergente al latte d’asina, dalla crema defatigante per le gambe al ribes rosso alla biocrema al miele fino al tonico rinfrescante al latte di capra sono solo alcuni dei prodotti cosmetici interamente realizzati dalle aziende agricole della Coldiretti e mostrate al primo salone dell’agriwellness di campagna inaugurato nell’ambito dell’Assemblea degli Agrimercati di Campagna Amica. “Si tratta di una straordinaria occasione per tutti gli amanti del benessere che ora possono approfittare della fantastica gamma di cosmetici naturali offerti negli 878 agrimercati di Campagna Amica, ma anche in ben 150 agriturismi di Terranostra che dispongono di strutture dedicate alla salute, alla cura del corpo

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ed al benessere degli ospiti. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando - sottolinea la Coldiretti - gli agricoltori si rimboccano le maniche e si reinventano il lavoro dando vita ad una nuova professione, quella dell’”agristetista”. Questo nuovo lavoro non solo permette alle aziende di diversificare la propria attività, ma permette al consumatore amante del benessere, che della quiete tipica della campagna, di godere di un beneficio ulteriore: unire al relax della mente anche quello del corpo. I prodotti di bellezza e benessere messi a disposizione da moltissime aziende agricole sono tantissimi e tutti hanno diverse e particolari proprietà  benefiche. I cosmetici allo spumante, dalla crema antietà al trattamento per il corpo sono davvero unici perché in loro l’evanescenza e l’effervescenza delle bollicine vengono trasferite sulla pelle ossigenandola a lungo.

Questi prodotti sfruttano, infatti, le proprietà di un potente antiossidante contenuto nello spumante che contrasta invecchiamento cutaneo e i processi infiammatori. Si tratta di un innovativo connubio tra enologia e cosmesi che unisce le bollicine più amate dagli italiani alla più intraprendente ricerca cosmetica contro l’invecchiamento”.

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La crisi economica cambia il credito in agricoltura Investimenti ridotti e orientati verso ambiti produttivi innovativi di Mario Cretti

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Tra le varie problematiche che il mondo agricolo sta affrontando, va annoverata anche la difficoltà di accesso al credito. Negli ultimi mesi infatti, sempre con maggiore difficoltà le banche concedono credito alle aziende agricole, nonostante il settore, pur presentando un lieve aumento degli episodi di insolvenza (che di fatto però si traducono in ritardi nel pagamento di alcune rate), si stia confermando come quello a minor rischio per il sistema bancario. Le maggiori difficoltà sono dovute a veri e propri dinieghi, spesso anche in assenza di motivazioni connesse a difficoltà finanziarie delle aziende richiedenti, e sempre più frequentemente a ingiustificabili ritardi nell’erogazione dei finanziamenti. Sovente accade anche che le garanzie richieste alle imprese siano ridondanti rispetto all’importo del finanziamento erogato:

apposizione di ipoteche su beni di valore anche triplo del finanziamento, richiesta di fidejussioni aggiuntive da parte di confidi e di familiari del richiedente, soprattutto nel caso di imprese condotte da giovani o in fase di startup. Alla difficoltà di accesso al credito si aggiunge anche la crescente onerosità degli interessi passivi richiesti, che hanno raggiunto, negli ultimi mesi del 2011, livelli mai registrati da oltre 15 anni a questa parte. Tutto ciò si traduce in ulteriori problemi per le aziende che continuano comunque ad investire e per quelle che devono concludere gli interventi avviati con il supporto del Piano di Sviluppo Rurale. Molti imprenditori agricoli infatti in questo periodo devono completare le opere e rendicontare le spese, opportunamente quietanzate, per poter beneficiare dei contributi previsti per tali interventi, ma la stretta

Tipologia Finanziamento Miglioramenti Fondiari

creditizia corrente, in alcuni casi non consente la conclusione delle opere, con il rischio concreto della perdita dei contributi pubblici preventivati. Preoccupazioni in tale senso sono presentate anche da operatori di alcuni settori (esempio avicolo) che devono far fronte urgentemente ad importanti ed onerosi interventi di ristrutturazione

Anno 2010 N° 34

Anno 2011

Importo € 6.280.500,00

N° 26

Importo € 3.630.000,00

Acq. Quote Azienda

1

500.000,00

2

240.000,00

Energia/Fotovoltaico

13

6.036.000,00

1

50.000,00

Acquisto Macchine

27

1.255.000,00

15

903.000,00

Acquisto Terreno

8

1.050.000,00

4

315.000,00

Passivita’ Onerose

22

4.207.000,00

16

1.418.000,00

Altri

13

1.385.000,00 64

6.556.000,00

Totale

118

20.713.500,00

Nella tabella sottostante l’operatività di CreditAgri Italia sulla provincia di Bergamo

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È importante non far mancare il supporto alle imprese agricole, in particolare a quelle gestite da giovani imprenditori

degli allevamenti, per rispettare obblighi comunitari relativi al benessere degli animali. Va precisato che il mancato rispetto di tali obblighi, comporta la necessità di cessare l’attività di allevamento. “In questa fase di difficoltà sostiene Alberto Brivio, presidente di Coldiretti Bergamo - è importante non far mancare il supporto alle imprese agricole, in particolare a quelle gestite da giovani imprenditori. A loro che rappresentano il futuro del comparto deve essere garantito un accesso al credito facile e snello, non appesantito da una burocrazia cieca e asfissiante. Solo così si potrà favorire l’innovazione costante e la formazione umana necessarie ad un rapido adattamento alle richieste del mercato”. Un supporto a tale situazione viene dato da CreditAgri Italia, il Confidi promosso da Coldiretti che ha assorbito lo storico Agrifidi operante in provincia di

Bergamo. CreditAgri ha avuto una fase di assestamento dopo la fusione, ma ora si presenta come un Confidi che ha maggiore potere contrattuale verso le banche, con una garanzia valida secondo i parametri di Basilea (se non ci fosse stata la fusione la garanzia del Confidi sarebbe stata carta straccia). A questo si è anche aggiunta la possibilità di veicolare la garanzia ISMEA (che è un garanzia di stato) per grossi investimenti, un’opportunità che alcune aziende agricole bergamasche hanno già colto. La garanzia rilasciata dal Confidi e le informazioni derivanti da una approfondita conoscenza del settore e delle aziende rappresentate, che lo stesso è in grado di fornire alla banche, costituiscono spesso elemento discriminante per la concessione del finanziamento. Un’analisi dell’attività dell’ultimo anno di CreditAgri in provincia di Bergamo

mette in evidenza come gli investimenti nel 2011 siano stati solo un terzo rispetto a quelli intermediati nel 2010 e come questi abbiano interessato aspetti multifunzionali delle imprese agricole. “Nonostante le difficoltà - sottolinea Franco Gatti, vicepresidente CreditAgri Italia e presidente CreditAgri Lombardia - molte aziende agricole stanno comunque investendo soprattutto in settori diversi da quelli di una agricoltura più “tradizionale” ed in particolare verso quelle forme che consentono una “diversificazione” di aspetti produttivi legati alla filiera agricola italiana (spacci, botteghe di “Campagna Amica”, agriturismo, agricoltura multifunzionale, ecc.). Ciò a dimostrazione della vivacità della imprenditorialità agricola che continua comunque a guardare al futuro e ad essere una risorsa per il Paese”.

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Suini, l’Italia ha il mangime più caro d’Europa: in un anno è aumentato di quasi il 30 per cento

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Non solo benzina. L’Italia è il paese più caro d’Europa anche per il mangime dei suini che, nel 2011, ha raggiunto il costo record di oltre 36 euro al quintale, contro i 28 euro circa di danesi e olandesi, i 26 euro di tedeschi e francesi, i 29 euro dei polacchi, i 30 euro e mezzo degli irlandesi, i 27 euro degli ungheresi o i 29 euro degli spagnoli. Fra il 2010 e il 2011 - spiega Coldiretti Lombardia su dati Anas (associazione nazionale allevatori suini) - i prezzi medi sono aumentai di 8 euro al quintale, con un aggravio di oltre il 29 per cento. È, in proporzione, come se nella spesa delle famiglie di tutti i giorni, nell’arco di un anno un chilo di petto di pollo

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aumentasse dagli attuali 8,90 euro (fonte smsconsumatori) a quasi 12 euro, oppure un chilo fettine di bovino passasse da 14,45 euro a quasi 19, oppure le arance da 1,75 a quasi 2,28 euro al chilo. “Sui costi del foraggio - spiega Andrea Cristini, allevatore di Isorella (Brescia) e presidente Anas - hanno influito: le quotazioni in crescita di mais e soia, il prezzo della benzina, visto che la maggior parte dei trasporti avviene su gomma, e infine la polverizzazione del mercato che non permette la movimentazione in blocco di grandi quantità di mangime con una maggiore economia sui costi finali”. All’estero invece molti trasporti avvengono su chiatte per via

fluviale, la benzina costa di meno e il pasto degli animali comprende anche scarti dell’industria agroalimentare, manioca, tapioca e olio di frittura usato. Il ruolo dei Consorzi agrari d’Italia spiega Coldiretti Lombardia - è quindi strategico per una miglior gestione del mercato e degli acquisti di sementi e foraggi, anche per un settore come quello suinicolo che in 5 anni ha perso 140 mila scrofe e la capacità di allevare 3 milioni di suini all’anno a fronte di un aumento delle importazioni dall’estero.

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Hamburger in provetta, no grazie! Bocciati da 3 italiani su 4 Tre italiani su quattro (73 per cento) non mangerebbero l’hambuger in provetta nemmeno se cucinato da uno chef di fama. È quanto afferma la Coldiretti, nel commentare l’annuncio della “cottura” in ottobre del primo hamburger creato a partire da cellule staminali di mucca, sulla base dell’ultima indagine Eurobarometro che evidenzia una diffusa preoccupazione degli italiani nei confronti dell’applicazione di nuove tecnologie ai prodotti alimentari che hanno portato per ultimo alla produzione di carne artificiale in laboratorio. Alle forti perplessità di natura etica si aggiungono quelle di carattere economico con un costo stimato in 250mila euro, per il primo hamburger artificiale creato dal dottor Mark Post, direttore del dipartimento di fisiologia

dell’Università di Maastricht, nei Paesi Bassi. L’annuncio che l’hamburger verrà cucinato dal top chef britannico Heston Blumenthal, noto per le sue creazioni di gastronomia molecolare, non aumenta l’attrattività del piatto se si considera che attualmente con la sperimentazione si sono ottenute solo strisce di tessuto lunghe 3 centimetri e meno di mezzo millimetro di spessore, di consistenza molliccia e di colore grigio perche non c’è sangue. La realtà è che nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico fino al latte materno da mucche transgeniche) rimane elevato il livello di scetticismo dei cittadini.

Per questo, come hanno dimostrato le esperienze del passato a partire dalla mucca pazza (Bse), le innovazioni in un settore come quello alimentare, particolarmente esposto ai rischi per la salute, devono percorrere la strada della naturalità e della sicurezza.

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ALCOL, dimezzato il consumo di vino in 30 anni

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Si è praticamente dimezzato negli ultimi 30 anni in Italia il consumo di vino che è sceso a meno di 40 litri a persona per un totale inferiore ai 21 milioni di ettolitri. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento alla Relazione annuale del Ministero della Salute dalla quale si evidenzia la crescita fra i giovani e gli adulti dell’abitudine al consumo di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale al posto del vino. È emblematico il fatto che nel 2011 per la prima volta si è addirittura bevuto più vino italiano all’estero che in Italia per effetto di un aumento del 16 per cento delle esportazioni e di una sostanziale stabilità degli acquisti familiari (-1 per cento). Il forte calo nelle quantità di vino acquistate dagli italiani, che ha avuto una accelerazione negli ultimi dieci anni, è stato accompagnato da un atteggiamento più respon-

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sabile di consumo. Insieme al cambiamento delle abitudini alimentari a far calare la domanda soprattutto nelle ristorazione sono stati, oltre ai ricarichi eccessivi, le campagne antialcol e la stretta sulle norme del codice della strada che hanno colpito indiscriminatamente anche il vino che è in realtà caratterizzato da un più responsabile consumo abbinato ai pasti che non ha nulla a che fare con i binge drinking del fine settimana. Il vino è divenuto l’espressione di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol. Si tratta di un cambiamento che occorre riconoscere per evitare il rischio di una dannosa criminalizzazione, mentre è necessario investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino con il suo legame con il territorio e la cultura, a partire proprio dalle giovani generazioni.

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L’85% dei fondi agricoli va al 19% delle imprese Disequilibrio nella ripartizione delle risorse comunitarie

L’ 85 per cento dei fondi comunitari destinati all’agricoltura vanno a solo il 19 per cento delle imprese agricole europeo. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla distribuzione degli aiuti diretti pubblicati dalla Commissione europea (DG AGRI) che evidenziano un forte disequilibrio nella ripartizione delle risorse comunitarie. Nel 2010 sono stati versati a 39,7 miliar-

di di euro a 7,79 milioni di soggetti con un importo medio di 5096 euro. Oltre il 60 per cento delle imprese ha ricevuto meno di 1250 euro, mentre 3.970 beneficiari (lo 0,05 per cento) hanno ricevuto oltre 300.000 euro, con la massima

concentrazione in Germania (1.660), Repubblica Ceca (390), Italia (350), Spagna (330) e Regno Unito (310). In Italia il 12,5 per cento delle imprese riceve il 75 per cento dei sostegni comunitari. La prossima riforma della Politica agricola comune (Pac) deve rappresentare l’occasione per una forte legittimazione della spesa verso l’agricoltura, con una maggiore equità e non premiare chi ha tanta terra e non ci fa niente. Occorre evitare una nuova forma di accoppiamento alla superficie che rappresenterebbe una nuova ed incomprensibile rendita fondiaria.

UE-12

UE-15

UE-27

Italia

Numero imprese (milioni)

3.143

4.649

7.792

1.247

Importo medio ricevuto in euro

1.552

7.486

5.096

3.314

Soggetti che ricevono meno di 5.000 euro % dei soggetti % dei pagamenti

  96% 40%

  71% 12%

  81% 15%

  87% 25%

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PMI: bene l’accordo sul credito,nel 2011 aumentate del 30% le sofferenze Nel 2011 sono aumentate del 30 per cento le aziende del settore agricolo e agroalimentare in sofferenza nel far fronte al pagamento di mutui e l’accordo sulla nuova moratoria per il credito alle piccole e medie imprese rappresenta una prima risposta a questa problematica. È il commento della Coldiretti all’intesa sottoscritta assieme all’Abi e alle altre organizzazioni di rappresentanza del mondo economico per assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle imprese e favorire così la ripresa. L’accordo prevede tre tipi di interventi: sospensione del pagamento delle rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario; allungamento della durata dei mutui; finanziamenti proporzionali all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. Negli ultimi dodici mesi le aziende del settore in sofferenza nel far fronte ai debiti pregressi sono aumentate di un terzo, mentre si è fatta sempre più drammatica la stretta creditizia che fa venire meno la possibilità di garantire

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liquidità. Un ruolo determinante in tal senso viene oggi ricoperto dai consorzi fidi che continuano a sostenere le imprese attraverso il rilascio di forme di garanzia. È il caso di CreditAgri Italia, il primo consorzio nazionale di garanzia fidi ed assistenza tecnica e finanziaria, specializzato per il settore agricolo ed agroalimentare e promosso dalla Coldiretti, che nell’ultimo anno ha aumentato il volume degli affidamenti, raggiungendo uno stock di erogazioni che sfiora il miliardo di euro. Il Confidi è nato dalla fusione e regionalizzazione di otto confidi agricoli presenti sul territorio nazionale, di emanazione Coldiretti. I punti salienti dell’accordo I MUTUI - 12 mesi Operazioni di sospensione dei finanziamenti L’accordo prevede la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”.

Possono essere ammesse le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario che non abbiano già usufruito della sospensione prevista dall’Avviso comune del 3 agosto 2009. Le rate non devono essere scadute da oltre 90 giorni. L’ALLUNGAMENTO - 270 giorni Possibilità di spostare in avanti la scadenza È prevista la possibilità di allungare la durata dei mutui, di prorogare fino a 270 giorni le scadenze a breve termine per esigenze di cassa, e di allungare fino a 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione. Sono ammessi i mutui che non hanno beneficiato di analoga facilitazione con l’Accordo di febbraio 2011. Ammessi anche i mutui che beneficiano della moratoria attuale ma al termine del periodo di sospensione I TEMPI - 31 dicembre Per le richieste c’è tempo fino a fine anno Le richieste dovranno essere presentate dalle imprese entro il 31 dicembre 2012. alle banche che hanno aderito

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all’accordo comunicandolo all’Abi e impegnandosi a renderlo operativo entro 30 giorni. Le domande di allungamento dei mutui che al 31 dicembre prossimo dovessero essere ancora in sospensione potranno essere presentate entro il 30 giugno 2013 I PALETTI - 50 milioni Misure riservate alle piccole e medie imprese Possono beneficiare delle misure le Pmi di tutti i settori, definite dalla normativa comunitaria. Devono avere meno di 250 dipendenti, fatturato minore di 50 mln di euro, oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 mln di euro. Al momento della domanda devono essere “in bonis”: non devono avere nei confronti dalla banca sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o esposizioni scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni LE RISPOSTE - 30 giorni Per ulteriori informazioni rivolgersi a CreditAgri sede di Bergamo (Mario Cretti 035/4524011).

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L’assicurazione come opportunità e non come costo a perdere di Giuseppe Cavallanti

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Di questi tempi un titolo del genere può sembrare uno slogan di pessimo gusto ed invece è proprio vero. Facciamo riferimento alla polizza ZOOTECNICA con lo smaltimento delle carcasse che usufruendo del fondo di solidarietà nazionale; del fondo UE e dell’integrazione regionale abbatte i costi fino al 90%. E la crescita esponenziale della raccolta premi negli ultimi anni ne è la più classica delle testimonianze. Quello più gettonato è il comparto bo-

vino che vede la copertura delle seguenti garanzie:

MANCATO REDDITO (facoltativa)

ABBATTIMENTO FORZOSO (obbligatoria)

Derivante dal fermo dell’allevamento, in seguito ad Abbattimento forzoso di tutti i capi presenti per l’attuazione dei Piani di eradicazione della Tubercolosi, della Leucosi e della Brucellosi, o a seguito di focolaio di Afta Epizootica o Pleuro Polmonite Infettiva Contagiosa dei Bovini. La garanzia, se sottoscritta, indennizza l’assicurato per il mancato reddito giornaliero per ogni giorno di fermo

In sostanza la polizza, che va sottoscritta dal Consorzio di difesa in qualità di contraente, tutela l’allevatore dal danno diretto conseguente all’attuazione dei Piani di Eradicazione della Tubercolosi (D.M. 592/95) della Leucosi Bovina Enzootica (D.M. 358/96) e della Brucellosi (D.M. 651/94).

FATA ASSICURAZIONI Subagenzia Impresa Verde Speciale r.c. macchine agricole Con l’intento di aiutare i soci a contenere il più possibile i costi, Coldiretti tramite la propria subagenzia FATA ASSICURAZIONI invita tutti i proprietari di macchine agricole (trattori, carri, rimorchi, motofalciatrici, ecc) a recarsi presso gli uffici di zona o direttamente presso la sede di via Mangili con le polizze (NON FATA). L’occasione sarà propizia per un confronto con le offerte del marchio FATA.

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La garanzia indennizza l’assicurato per il mancato reddito giornaliero per ogni giorno di fermo dell’allevamento

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dell’allevamento (con il limite di 180 giorni annui). SMALTIMENTO CARCASSE (facoltativa) FATA Assicurazioni pagherà direttamente alla ditta smaltitrice regolarmente autorizzata ed in regola con quanto previsto dal reg. CE 1063/2009 il costo dello smaltimento delle carcasse. Per saperne di più contattare il proprio ufficio zona o direttamente PINO CAVALLANTI allo 0354524142.

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Rifiuti: niente oneri ambientali per il trasporto entro i dieci km  Risolvendo, seppure parzialmente, alcuni dei problemi legati al trasporto di rifiuti effettuato dagli imprenditori agricoli tra fondi spesso limitrofi, passando per la pubblica via, il decreto legge in materia di semplificazioni pubblicato in gazzetta ufficiale (articolo 28 del D.L. 9 febbraio 2012) prevede che non è considerato trasporto, ai sensi del “codice ambientale”, il trasporto

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dei propri rifiuti da un fondo appartenente alla medesima azienda agricola, quando la distanza tra i fondi non sia superiore a dieci chilometri o verso il sito della cooperativa agricola di cui si è soci. La disposizione, fortemente sollecitata dalla Coldiretti, va a migliorare il testo discusso inizialmente in sede di Consiglio dei Ministri, in cui le semplificazioni erano limitate a trasporti effettuati fino ad un chilometro di distanza. Dal 10 febbraio, quindi, le imprese agricole possono trasportare i propri residui per distanze fino a dieci chilometri, senza dover adempiere agli oneri derivanti dall’applicazione delle norme in materia di trasporto dei rifiuti, dimostrando che stanno andando verso la messa a dimora dei rifiuti in un deposito temporaneo, normalmente situato presso la sede aziendale. Il decreto legge integra anche la definizione di deposito temporaneo, prevedendo che si consideri tale, oltre al luogo di produzione dei rifiuti, il sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola di cui gli stessi sono soci. Le medesime semplificazioni, quindi, sono riconosciute agli imprenditori agricoli che trasportano i propri rifiuti verso la sede della cooperativa agricola di cui sono soci.

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PACCHETTO LATTE Nuovi rapporti contrattuali nel settore latte e prodotti lattiero-caseari di Luigi Carminati Il Consiglio ed il Parlamento Europeo, hanno recentemente approvato la modifica del Regolamento CE n°1234/2007 che definisce i rapporti contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, il cosiddetto “Pacchetto Latte”, come modifica dell’OCM unica sul funzionamento del settore latte e riguarda principalmente i rapporti econimici tra gli allevatori e gli acquirenti dell’industria lattiero-casearia. Gli obiettivi del pacchetto latte sono: - Il rafforzamento del potere contrattuale degli allevatori mediante l’attività dell’ Organizzazioni dei Produttori (OP) e delle Organizzazioni Interprofessionali (OI). - La gestione dei mercati agricoli e monitoraggio continuo della produzione latte. - L’attuazione della programmazione produttiva dei formaggi DOP e IGP. Le nuove disposizioni per quanto riguarda le OP e le OI entreranno in vigore dopo la pubblicazione sulla GU dell’Unione Europea mentre per quanto riguarda le relazioni contrattuali e di programmazione produttiva entro 6 mesi da detta pubblicazione (settembre/ottobre). Dopo la pubblicazione del regolamento seguiranno le nor-

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me di applicazione della Commissione e successivamente sarà compito degli Stati Membri attuare e gestire le nuove norme tra le quali scegliere se rendere o meno obbligatori i contratti che si potranno stipulare tra industriali e industriali lattiero-caseari. La presente modifica rappresenta uno strumento importante per il settore lattiero caseario al fine di un riequilibrio della contrattazione con la parte industriale.

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Ecco i nuovi requisiti per accedere al pensionamento anticipato di Ivan Bonomi

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Andare in pensione prima dell’età della vecchiaia è ancora possibile: ormai si sa i 40 anni non bastano più, ma servono più contributi, con riduzioni percentuali sulla rendita per chi ha meno di 62 anni. Stesse condizioni sia per i dipendenti (privati e pubblici) che per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni Inps dei coltivatori diretti, commercianti e artigiani. Dopo aver analizzato la pensione di vecchiaia, ecco una sintesi sui nuovi requisiti introdotti per il pensionamento anticipato, introdotto dalla riforma Monti, a cura del Patronato Epaca. Per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2012: non esisteranno più le pensioni di anzianità conseguibili attraverso il “sistema delle quote”, date dalla somma tra età anagrafica e un minimo di contributi; i lavoratori dipendenti e autonomi potranno ottenere la pensione prima dell’età pensionabile esclusivamente con la pensione anticipata, che si potrà conseguire al raggiungimento del minimo di anzianità contributiva riportata nella tabella seguente (fino al 2016). Requisito contributivo per il pensionamento anticipato con anzianità indicizzate alla speranza di vita dal 2013 2012 2013 2014 2015 2016 Uomini 42 anni e 1 mese 42 anni e 5 mesi 42 anni e 6 mesi 42 anni e 6 mesi 42 anni e 10 mesi Donne 41 anni e 1 mese 41 anni e 5 mesi 41 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 41 anni e 10 mesi

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Penalizzazioni Se si accede a tale tipologia di pensione prima dei 62 anni sono tuttavia previste penalizzazioni percentuali (1% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di 62 anni e 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni) sulla quota di pensione maturata fino al 31.12.2011. Si segnala che questa disposizione potrebbe essere modificata per effetto di una Legge in corso di emanazione. I lavoratori con primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996, in alternativa, possono accedere al pensionamento anticipato con 20 anni di contribuzione effettiva e 63 anni di età (nel 2012, successivamente anche il suddetto requisito anagrafico sarà adeguato agli incrementi della speranza di vita) a condizione che l’ammontare della pensione sia pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Decorrenze Anche per chi matura i requisiti per la pensione anticipata a decorrere dal 1° gennaio 2012 non si applicano più, salvo le eccezioni di Legge, le decorrenze differite dei trattamenti pensionistici

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(finestre), ma la pensione decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, sempre che la relativa domanda sia stata presentata prima di quella data. Si ricorda che occorre sempre la cessazione dell’attività lavorativa dipendente. Rimangono ferme le previgenti disposizioni in materia di requisiti e di decorrenza dei trattamenti pensionistici di anzianità nei confronti di coloro che li hanno maturati entro il 31 dicembre 2011. Ecco, inoltre, alcune importanti eccezioni. Opzione donna Fino al 31.12.2015 le lavoratrici che

accettano di optare per un calcolo pensionistico interamente contributivo possono ancora andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 anni di età, se dipendenti, 58 anni di età, se autonome. I lavoratori dipendenti (uomini e donne) che entro il 31.12.2012 abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni i quali avrebbero maturato prima dell’entrata in vigore della riforma i requisiti previsti dalla precedente normativa per le vecchie pensioni di anzianità (vale a dire 35 anni di contributi e 61 di età o 60 anni di età e 36 anni di contributi) possono accedere alla pensione anticipata al compimento dei 64 anni di età. Per una consulenza personalizzata raccomandiamo a tutti gli interessati di rivolgersi al Patronato Epaca: gli operatori Epaca forniranno gratuitamente tutta l’assistenza necessaria, verificando il raggiungimento dei requisiti previsti dalla normativa vigente e la relativa decorrenza e predisponendo tutta la documentazione che deve essere inviata all’Inps.

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Laureate e sempre più giovani: ecco le donne che guidano le aziende agricole Laureate e sempre più giovani: sono le donne titolari di aziende agricole in Lombardia. È questo l’identikit che emerge da un’analisi della Coldiretti regionale sui dati dell’ultimo censimento nazionale dell’agricoltura.

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Sono 11.548 le donne che gestiscono un’impresa agricola in Lombardia, il 22 per cento delle oltre 52mila totali a livello regionale. Il dato sale al 35 per cento se si considerano solo le aziende multifunzionali, che svolgono quindi più di un’attività (ad esempio: coltivazione e fattoria didattica, allevamento e vendita diretta, ecc.). I settori - spiega la Coldiretti Lombardia - che riscuotono maggior successo nel mondo femminile sono quelli più innovativi: gli agriturismi, gli agrinido, gli agriasilo, le fattorie sociali e quelle didattiche. Attività che rappresentano la base di un nuovo “welfare” sui servizi all’infanzia, agli anziani e ai disabili. Nel giro di dieci anni le imprenditrici agricole hanno raggiunto un tasso di scolarizzazione elevato, confermandosi più studiose rispetto ai colleghi uomini: quelle con la laurea sono passate dal 3 all’8,6 per cento del totale, mentre quelle con il diploma sono cresciute dal 19 al 30,6 per cento. “Inoltre - spiega Pina Alagia, rappresentante di Donne Impresa Coldiretti Lombardia - le titolari di azienda sono sempre più giovani: diminuiscono le ultra sessantenni e aumentano quelle tra i 40 e i 60 anni, mentre le giovani rappresentano il 14 per cento del totale”. “Più del 90 per cento del tempo delle donne - conclude la Coldiretti regionale - è monopolizzato da casa, famiglia e lavoro: alla fine riescono a dedicare a se stesse solo un’ora al giorno”.

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I giovani bergamaschi che hanno partecipato all’Assemblea di Verona

Giovani agricoltori “A TUTTO CAMPO”

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Da Bergamo adesione convinta all’iniziativa promossa da Coldiretti Giovani Impresa Una nutrita delegazione di agricoltori aderenti a Giovani Impresa Coldiretti Bergamo ha partecipato, il 28 febbraio scorso, presso il Palazzo della Gran Guardia a Verona, all’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa Nord Italia dal titolo “A tutto campo”, la prima grande assise dei giovani agricoltori del Nord Italia che ha coinvolto nella nostra regione duecento imprenditori under 30, i quali insieme ai giovani provenienti da Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte e Veneto hanno dato vita una dibattito per affermare la necessità di far sentire una voce forte e giovane nella rappresentanza, che consenta un reale cambio di passo nel Paese, per garantire un presente e un futuro migliore alle giovani generazioni.

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Dai lavori sono emerse le istanze dei giovani agricoltori e le proposte per il sostegno al progetto nazionale di Coldiretti per “una filiera agricola tutta italiana”. Sono intervenuti i delegati dei giovani delle regioni coinvolte, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, il governatore del Veneto Luca Zaia e il delegato nazionale di Giovani Impresa Vittorio Sangiorgio.

Gianluca Vismara È stato interssante perchè ha espresso vitalità e ottimismo, inoltre non ci sono state remore nel dibattito ma il confronto è stato molto schietto.

Analoghe iniziative sono state organizzate per il centro e il sud Italia. “Abbiamo partecipato con entusiasmo a questo incontro - sottolinea il delegato di Giovani Impresa Coldiretti Bergamo Fabio Bonzi - perché il progetto della filiera agricola tutta italiana guarda ai

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giovani come protagonisti, non soltanto del futuro ma anche del presente; un protagonismo imprenditoriale che riteniamo di interpretare per contribuire positivamente alla nuova fase che sta vivendo il nostro Paese. In questo particolare momento economico in cui tante scelte stanno riscrivendo il futuro dei giovani anche noi vogliamo fare la nostra parte”. Al meeting hanno partecipato i testimoni di un’agricoltura motore dello sviluppo sostenibile, pronti a raccontare la loro esperienza concreta di imprenditori fatta non solo di numeri, ma anche di cultura del lavoro, del risparmio, della solidarietà quali elementi per evolversi, progredire, confrontarsi con la società senza perdere la propria identità.

Francesca Monaci Questi incontri sono importanti perchè portano entusiasmo e danno la possibilità di conoscere altri giovani e confrontarsi con altre esperienze.

Elena Baggi È stato entusiasmante vedere tanti giovani insieme parlare di agricoltura e tutti gli interventi hanno toccato temi strategici per il futuro del settore.

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Il verde cerca nuovi spazi nella case sempre più piccole I giovani della Coldiretti promuovono un concorso per orti e giardini verticali Verdure sulle pareti e fiori appesi come quadri. Dopo piante e vasi sui balconi, giardini e orti sotto casa, il “piacere della zolla” è pronto ad andare in verticale, soprattutto nelle grandi città dove i prezzi si allargano ma gli appartamenti si restringono. Aumentano i monolocali e i bilocali e quindi ottimizzare gli spazi dedicati al verde diventa una necessità. Per questo i giovani imprenditori della Coldiretti Lombardia hanno organizzato il primo concorso a livello regionale per “orti e giardini verticali”.

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I partecipanti devono essere agricoltori (fra i 18 e i 40 anni) e dovranno realizzare composizioni “a parete” con piante e fiori dei propri vivai o comunque italiani. Le fotografie delle opere dovranno arrivare per posta elettronica entro il 30 marzo 2012 agli indirizzi ortiegiardiniverticali@agricolturamica. it e stampa.bg@coldiretti.it. Entro il 6 aprile prossimo verranno selezionati i primi cinque classificati fra i quali sarà proclamato il vincitore. Con questa iniziativa si intendono rappresentare le

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potenzialità innovative dei giovani imprenditori agricoli lombardi nell’ambito della floricoltura. In particolare, gli orti a parete sono la novità del momento e quella dei giardini verticali sui muri degli edifici sta diventando una tendenza consolidata soprattutto tra i giovani. Le opere migliori, fra tutte quelle in gara, saranno esposte il 14 aprile 2012 nello spazio di Cascina Cuccagna in occasione dell’apertura della prima

bottega di Campagna Amica a Milano, dove si potranno trovare i tesori della filiera agricola italiana. Al vincitore del concorso “Orti e giardini verticali” sarà assegnato gratis per un anno lo spazio esterno adiacente la bottega, dove sarà offerto ai consumatori tutto il necessario (kit, vasi, piante e fiori) per coltivare un po’ di verde in città. Ulteriori informazioni sul regolamento del concorso si possono trovare sul sito www.agricolturamica.it.

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ALLA SCOPERTA DELL’OLIO E DEL VINO DEL LAGO D’ISEO Degustazione guidata promossa da Coldiretti, associazione Monte Bronzone e associazione olivicoltori 29 Il 19 gennaio si è svolta presso la locanda cascina Boneta di Sarnico una serata di degustazione vini ed oli extravergine di oliva del lago d’Iseo organizzata dall’associazione vitivinicoltori del Monte Bronzone in collaborazione con Coldiretti Sarnico e l’associazione olivicoltori del Sebino.

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Con 100 partecipanti l’evento ha riscosso un grande successo sul territorio. Dopo il saluto dei presidenti delle associazioni Frattini Domizia e Franco Bonardi, il segretario dell’associazione vitivinicoltori Andrea Longaretti e Valentino Ghirardelli per gli olivicoltori hanno illustrato le principali attività tecniche e promozionali svolte

dalle associazioni sul territorio, Sono seguite poi una serie di degustazioni di vini: Valcalepio bianco doc dell’azienda Podere della Cavaga, vino Rossobronzone prodotto direttamente dai viticoltori dell’associazione per concludere con il Valcalepio rosso riserva dell’azienda agricola la Rocchetta e moscati locali, il tutto abbinato a piatti tipici come lo stracchino Bronzone, la formaggella Bronzone, il miele, i salumi, le carni ed ovviamente conditi con il pregiatissimo olio extravergine di oliva prodotto sul lago d’Iseo. Graditissime le partecipazioni e gli interventi del direttore e presidente Coldiretti Lorenzo Cusimano e Alberto Brivio, dell’ assessore comunità montana laghi bergamaschi, della Provincia, dell’associazione italiana sommelier, enologi e sindaci del territorio. Visto il successo e l’ottima iniziativa finalizzata alla promozione di vino e olio di alta qualità nonché alla valorizzazione del territorio, si attende con entusiasmo la seconda edizione.

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La paglia è ancora una delle migliori soluzioni per la lettiera dei bovini.

Mutti Amos macchine agricole ha l’impagliatrice giusta!

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Per rispondere alle attuali esigenze la Mutti Amos Macchine Agricole presenta per il 2012 la nuova ed aggiornata produzione di Trincia Lancia Paglia o impagliatrice, come comunemente vengono definite queste macchine. Forte dell’esperienza maturata da oltre 10 anni dall’inizio della produzione dei primi modelli di “Tecnocutter”, la gamma viene ampliata con versioni che contengono sino a 3 balloni del diametro di Mt 1.50 a Mt 1.80. Tutti i modelli hanno un robusto telaio, un piano di carico con catene a rullini e rullo di taglio a 56 o 112 lame a secondo della lunghezza di taglio richiesta. Sempre per dare più scelta sono a disposizione 3 tipi di contro-coltelli montati e avvitati davanti al rullo di taglio. La ventola anteriore del diametro di Mt 1.50 con 10 pale bullonata crea il giusto vortice d’aria per l’espulsione dei prodotti trinciati senza intasamento, anche se si tratta di materiale umidi. Lo scarico a destra in ordine di marcia con regolazione idraulica della posizione permette di avere una distanza di lancio da Mt 1 a Mt 15.

Il portellone posteriore, robusto ed appositamente realizzato con 2 martinetti idraulici, facilita il carico dei balloni con azionamento dal posto di guida. Molto interessanti sono le applicazioni su richiesta quali: - scarico girevole a 300°; - scarico laterale in basso oltre a quello normale laterale; - versioni semiportata con ruote piroettanti posteriori. Rapidità di taglio di 3/4 minuti per 1 ballone e minimo impiego di potenza di 45 Cv. Il Trincia paglia Mutti Amos trova largo impiego anche negli allevamenti avicoli e negli impianti di bioenergia dove sono utilizzati paglia o altri foraggi e stocchi di mais. La ditta Mutti Amos è specializzata anche nella costruzione di Spandiletame, Caricarotoballe, Carri Botte, Rimorchi, Dumper e Carri Unifeed.

Tecnocutter con scarico girevole 300°

Doppio giro di lame e contro-lama per taglio extrafine

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