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Correggio, guida alla Città per bambini Anna Bartoli Prima edizione, 2022 © Tutti i diritti riservati, Comune di Correggio Anna Bartoli è autrice dei testi, delle illustrazioni, del progetto grafico e della copertina Fotografie: Archivio Museo e Informa Turismo
ANNA BARTOLI
Corregg io guida della Città per bambini
Indice p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p. p.
8 Palazzo Municipale 10 Casa del Correggio 12 Antonio Allegri 16 Palazzo dei Principi 20 Palazzo Cattini 22 Teatro B.Asioli 24 Basilica di San Quirino 26 Torre Civica 28 Rocchetta 30 Monumento ad Antonio Allegri 32 Chiesa di San Francesco 34 Parco della Memoria 37 Gusti 43 Scoprire Correggio
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Correggio è una piccola capitale del Rinascimento italiano. Situata tra Mantova e Ferrara, divenne luogo d’incontro di culture valorizzate dal casato della famiglia dei da Correggio, nobili vassalli di Matilde di Canossa che fecero della loro Signoria prima una Contea e poi un Principato. Nel 1635 Correggio fu unita al Ducato di Modena e Reggio Emilia fino all’Unità di Italia, nel 1861.
Il nome Correggio deriva da un’antica parola: corrigia. La parola corrigia indica anche la cintura che è parte dello stemma della comunità di Correggio.
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La poetessa Veronica Gambara, ritratta qui, sostituì il marito Giberto conte di Correggio dal 1518. Nel potere politico si dimostrò una reggente capace, prudente e tenace, riuscendo a garantire alla contea decenni di pace. Nel 1530 ricevette a Correggio la visita dell’Imperatore Carlo V. Veronica seppe creare con le sue amicizie un ambiente culturale tra i più felici del Rinascimento. Ospitò alla sua corte anche Lodovico Ariosto nel 1531.
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Palazzo Municipale Il Palazzo Municipale fu ricavato dalla trasformazione del preesistente complesso dei padri Scolopi che comprendeva la chiesa e il convento ed è caratterizzato da una facciata curvilinea. Nell’atrio si trova un busto di Giuseppe Garibaldi realizzato nel 1882, opera di Vincenzo Vela. Ci sono anche molti stemmi del periodo del Principato di Correggio, un ampio scalone e alcune sale affrescate.
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Casa del Correggio La casa natale di Antonio Allegri sorgeva in via Borgovecchio, zona in cui si trovavano le botteghe artigiane. Fu acquisita nel 1446 da un avo di Antonio che si chiamava Giacomo. Il pittore dormiva e dipingeva nella stanza del piano terra, al piano superiore invece c’erano le camere destinate alla famiglia. Quando Antonio si sposò ed ebbe dei figli, si sistemò con la sua famiglia nella medesima abitazione, che fu in seguito venduta dal figlio Pomponio nel 1550. Nel 1690 Padre Sebastiano Resta, studioso venuto da Roma in pellegrinaggio, la visitò. La casa fu demolita e completamente ricostruita a metà del Settecento. Nel 1854 un gruppo di cittadini correggesi acquistò l’edificio e l’area circostante per destinarlo a scuola di belle arti e sulla facciata fu collocato un medaglione con l’effige del pittore. Il complesso fu donato al comune di Correggio nel 1880. Nel 1931 vi fu trasferito l’asilo infantile fino al 1964, quindi gli ambienti furono utilizzati per vari uffici. Dal 2007, dopo un importante restauro, vi è ospitata la sede della Fondazione Il Correggio e l’attuale Centro di Documentazione su Antonio Allegri, Il Correggio Art Home.
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Antonio Allegri Antonio Allegri fu detto il Correggio dal nome della città in cui nacque, nel 1489. Egli mantenne per tutta la vita un forte legame con il luogo natìo. Si narra che si appassionò per la prima volta alla pittura con lo zio Lorenzo. Antonio però fu anche un grande viaggiatore e nelle sue opere si riscontrano influenze artistiche e segni di una ricerca vasta, con risonanze culturali diverse. Fu presente nei primi anni del Cinquecento presso la bottega del maestro Andrea Mantegna a Mantova, visitò il nord Italia e conobbe le magnifiche opere del grande Leonardo da Vinci. Molti storici dell’arte pensano che Antonio nel 1518 soggiornò a Roma dove assimilò l’esempio magnifico di Michelangelo e Raffaello. Il Correggio divenne un uomo speciale, un artista formato Le sembianze del Correggio restano ancora oggi un mistero! Si pensa che l’artista abbia utilizzato la propria immagine per dipingere San Giovanni Battista nella Madonna di San Francesco (foto a sinistra) e uno dei santi vicini alla Madonna, nell’affresco dell’Assunzione della Vergine, nella cupola del Duomo di Parma.
come un vero maestro. Si dedicò sempre alla ricerca della verità e fu detto “insuperabile”. Antonio ebbe molti incarichi a Mantova, a Modena, a Reggio Emilia e a Parma, dove visse per molti anni. La Badessa Giovanna Piacenza nel 1519 affidò al pittore l’incarico di affrescare, cioè di pitturare sull’intonaco fresco, la volta del proprio studio, nel convento di San Paolo a Parma. Il lavoro che Antonio svolse fu ritenuto molto importante, tanto da cambiare il modo che gli artisti avevano di dipingere! Nel 1524 però la camera della Badessa fu chiusa per lungo tempo, per circa due secoli! Solo nel Settecento fu finalmente riaperta, stupì tutti per la sua bellezza e rese Parma una città molto famosa. Il Correggio lavorò anche nella grande chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma. Solo il Duomo la superava per dimensione. Il suo lavoro in San Giovanni, come quello in San Paolo, si può ancora oggi ammirare, ma l’opera più conosciuta di tutte è la meravigliosa cupola del Duomo. Il 3 novembre del 1522 Correggio firmò il contratto per lavorare al Duomo di Parma: accettò così di dipingere una superficie enorme della cupola e di altre aree della Cattedrale. Prima di Correggio fu solo Michelangelo, con la Cappella Sistina di Roma, ad accettare un incarico così impegnativo. Purtroppo, però, solo una parte di questo grande progetto
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Ritratto di Antonio Allegri, detto il “Correggio” (1489-1534).
fu portato a termine e fu completato così negli anni seguenti da altri artisti. La cupola del Duomo di Parma, con l’Assunzione della Vergine, è ancora oggi uno dei massimi capolavori di Correggio: un maestro del colore e un grande disegnatore che fu capace di dipingere un vortice che sale verso l’alto, fatto di nuvole e di luce.
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Le opere di Correggio sono esposte oggi nei più importanti musei del mondo, come l’Ermitage di San Pietroburgo, il Louvre di Parigi, la Galleria Nazionale di Parma, la National Gallery di Londra e il Metropolitan Museum di New York.
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Il Palazzo fu corte dei da Correggio. Nel 1616 il conte Siro ottenne per il suo Stato il titolo di Principato.
Palazzo dei Principi Il Palazzo dei Principi è simbolo del Rinascimento di Correggio, fu costruito tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, sotto la direzione di Biagio Rossetti. Fu dimora di Francesca di Brandeburgo, vedova di Borso da Correggio, e dal 1635 fu sede del governatore estense della città. Il portale al centro del Palazzo ha un elegante balconcino e raffinati decori a bassorilievo, cioè figure scolpite sporgenti da un piano. All’interno si trova un cortile con due vere da pozzo, circondato da un porticato con colonne di marmo e meravigliosi capitelli, ossia la parte terminale delle colonne. Nel porticato troverai un leone molto antico, di epoca romana (I-II secolo d.C.). Salendo lo scalone principale si raggiunge il primo piano con la Sala del Camino che ha un soffitto cassettonato e un fregio affrescato con figure mitologiche e fantastiche. Proseguendo si arriva al secondo piano dove si trovano il Salone delle Capriate, detto così per l’antica copertura in legno e il Salone degli Archivi, con le scaffalature settecentesche. L’edificio, in epoca recente, ha beneficiato di importanti restauri e oggi è sede del Museo Civico Il Correggio, dell’Archivio Storico Comunale e della Biblioteca Giulio Einaudi.
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Museo Civico Il Correggio La visita al Museo inizia al primo piano con la Sala di Archeologia e del Territorio, dedicata ai reperti correggesi. Troverai anche la grande pianta di Correggio realizzata intorno al 1620. Proseguendo si raggiunge la Sala del Camino, la più prestigiosa, che conserva opere che mostrano la stagione del Rinascimento. Tra queste le più note sono il Redentore di Andrea Mantegna del 1493 e tre opere attribuite al Correggio, cioè il Volto di Cristo, la Pietà e un disegno bifacciale, cioè eseguito su entrambi i lati del foglio. È custodita qui la splendida tavola intitolata Madonna con Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano di Geminiano Benzoni. Successivamente incontrerai il grandioso Salone degli Arazzi, con nove arazzi fiamminghi del sedicesimo secolo, una galleria dedicata al Cinquecento con i ritratti dei da Correggio, quindi la Sala del Seicento con il pregevole dipinto fiammingo Ritratto di gentildonna. Il percorso espositivo continua con la Sala del Settecento, e la Galleria dell’Ottocento, con le opere pittoriche di Adeodato Malatesta e quelle scultoree di Pompeo Marchesi, Vincenzo Vela e Giuseppe Pisani. La visita si conclude con la Sala Asioli, con gli oggetti di Bonifazio e della sua famiglia. Nella pagina a fianco vedi un dettaglio delle opere la Pietà di Correggio e il Redentore di Andrea Mantegna, a sinistra un ritratto tratto da il Redentore.
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