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ANGAISA Informa N° 453 dell'1 aprile 2019

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ANGAISA

INFORMA Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS

World Happiness Report 2019 1. Finlandia 2. Danimarca 3. Norvegia 4. Islanda 5. Olanda 6. Svizzera 7. Svezia 8. Nuova Zelanda 9. Canada 10. Austria 15. Regno Unito 17. Germania

19. Stati Uniti 23. Messico 24. Francia 30. Spagna 36. Italia 58. Giappone 66. Portogallo 68. Russia 82. Grecia 93. Cina 140. India 149. Siria

L’appunto

Molti brand del retail fisico stanno cominciando ad applicare le tattiche “intelligenti” dell’online: non solo i consigli personalizzati, ma anche sistemi di monitoraggio per raccogliere, nel punto di vendita, lo stesso tipo di dati forniti dal traffico digitale, monitorando il percorso fisico seguito dal cliente all’interno dello store. Massimiliano Dona Presidente Unione Nazionale Consumatori

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

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Mercato ITS 4.0, al via il nuovo roadshow ANGAISA Dopo i positivi riscontri ottenuti nel 2018, in occasione dei Meeting “Distribuzione ITS 4.0, gestire il cambiamento”, ANGAISA propone quest’anno una nuova serie di Convegni caratterizzati da analisi e approfondimenti sulle dinamiche di mercato (e non solo) dei diversi “territori” in cui operano i distributori ITS. Il nuovo ciclo dei Meeting associativi, realizzato in collaborazione con i partner Mostra Convegno Expocomfort, Cerved Group e Italsoft Group, sarà infatti dedicato al tema “Competitività, scenari e potenziali di crescita nelle province italiane” e prenderà in considerazione una serie di dati estremamente significativi (es. stock edilizio e attività di riqualificazione; potenziali di vendita sanitari, caldaie, rubinetti, pavimenti e rivestimenti, condizionamento; opere pubbliche; mercato immobiliare; dinamica popolazione; aspettativa di vita; reddito disponibile, ecc.). Oggi più che mai i “numeri” che fotografano i trend del mercato devono essere accompagnati anche da una serie di informazioni relative al contesto sociale (es. benessere e qualità della vita), culturale, ambientale e demografico, in cui determinati risultati sono stati ottenuti. Nasce da queste premesse il nuovo “Osservatorio ANGAISA/CRESME sulla competitività, le opportunità e la misurazione del mercato ITS nelle province italiane”, che consentirà di stimare più correttamente i reali potenziali di crescita del mercato e del territorio, proponendo scenari di sviluppo per il comparto edilizio e per il settore idrotermosanitario. Il CRESME utilizzerà i propri sistemi informativi per incrociare una serie di dati che contribuiranno a determinare un vero e proprio “indice sintetico di performance provinciale” per diverse aree tematiche di riferimento, come nel caso di innovazione, welfare, infrastrutture, ecc... Il programma dei lavori prevede inoltre un approfondimento dedicato ad alcuni strumenti digitali di “comunicazione evoluta”; par-

leremo fra l’altro di profilazione della clientela, di mobile marketing, di liste di “prospect” che interfacciano le anagrafiche tradizionali con le informazioni disponibili sul web e i canali social.

Fra i mesi di maggio e luglio i Meeting toccheranno 10 distinte località: Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Pescara, Napoli, Bari, Catania e Lamezia Terme. Per quanto riguarda le analisi presentate dal CRESME, ogni incontro farà riferimento ad una specifica area geografica, definita sulla base dell’ “omogeneità” di mercato oltreché territoriale: per questo motivo, ad esempio, le province di Novara e Piacenza sono state accorpata all’area lombarda (Meeting di Milano - 16 maggio) e quella di La Spezia all’area Toscana (Meeting di Firenze – 6 giugno). Nei prossimi giorni verranno trasmessi gli inviti di partecipazione con i relativi link che consentiranno ai distributori di registrarsi online ai singoli eventi, programmati fra i mesi di maggio e luglio (ma stiamo già pensando a un ulteriore incontro, dopo la pausa estiva, questa volta rivolto al mondo della produzione). Vi aspettiamo, per fare insieme “Cultura d’Impresa”! Corrado Oppizzi Segretario Generale ANGAISA

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Diritto & Impresa CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA D. Lgs. 12 gennaio 2019 n. 14. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo recante il nuovo codice della crisi di impresa e della insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019 n.14). L’entrata in vigore è fissata al 15 agosto 2020 per le nuove disposizioni strettamente relative al “codice della crisi di impresa e dell’insolvenza”, e al 16 marzo 2019 per talune specifiche norme in materia di diritto societario. L’obiettivo fondamentale consiste nel riformare in modo organico la disciplina del fallimento dell’impresa, mediante una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e la salvaguardia della capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento dovuto a particolari contingenze. In particolare, tale esigenza è stata avvertita anche a seguito di alcune modifiche normative alla legge fallimentare intervenute negli ultimi anni che hanno generato difficoltà applicative e la formazione di indirizzi giurisprudenziali tra loro contrastanti, comportando un incremento delle controversie pendenti ed il rallentamento dei tempi di definizione delle procedure concorsuali ovviamente in contrasto con il principio della “ragionevole durata del processo” (c.d. Legge Pinto). A partire da questo numero di “ANGAISA informa” verranno sintetizzate alcune delle disposizioni di maggiore importanza. Capo III - Il nuovo concordato preventivo (artt. 84 – 120) Il codice agli artt. 84 e seguenti detta una nuova disciplina riguardante il concordato preventivo, con il quale il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale (concordato in continuità aziendale) o la liquidazione del patrimonio (concordato liquidatorio). L’obiettivo dichiarato nella Relazione illustrativa al decreto è quello di incentivare l’accesso all’istituto soltanto quando esso è volto a garantire la continuità aziendale, nonché quello di limitare i presunti abusi del concordato. La riforma tende, pertanto, a privilegiare in modo netto il concordato in continuità aziendale, rispetto a quello liquidatorio, al fine di garantire la prosecuzione dell’attività aziendale, attraverso un piano che consenta di salvaguardare il valore dell’impresa, l’occupazione e il soddisfacimento dei creditori attraverso i proventi che derivano dalla prosecuzione dell’attività imprenditoriale. La continuità deve esse-

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re intesa in senso oggettivo: ciò che rileva, pertanto, è che l’attività di impresa possa continuare anche dopo la conclusione della procedura, prescindendo dalla identità dell’imprenditore. Viene, perciò, fatta rientrare nel concetto di continuità non solo la gestione diretta da parte dell’imprenditore (cd. continuità diretta), ma anche quella in cui la gestione sia operata da un soggetto diverso in conseguenza della cessione al medesimo dell’azienda oppure in forza di cessione, usufrutto, affitto o conferimento di azienda in una o più società o a qualsiasi altro titolo (cd. continuità indiretta). Con particolare riferimento alla continuità indiretta, è necessario che l’affittuario, il cessionario o qualsiasi altro soggetto diverso dal debitore si assuma l’impegno di garantire il mantenimento o la riassunzione di un numero di lavoratori pari almeno alla metà della media di quelli in forza nei due esercizi antecedenti il deposito del ricorso, per un anno dall’omologazione. Dirimendo dei dubbi interpretativi sorti in relazione alla legge fallimentare, si prevede che, nel concordato in continuità aziendale, i creditori debbano essere soddisfatti in misura prevalente dal ricavato prodotto dalla continuità aziendale, ivi compresa la cessione del magazzino. Per quanto riguarda, invece, il concordato liquidatorio, la sopravvivenza nel sistema risulta giustificata solo nel caso in cui ai creditori vengano messe a disposizione risorse ulteriori rispetto a quelle rappresentate dal patrimonio del debitore. In particolare, è necessario che l’importo di risorse esterne sia tale da incrementare di almeno il 10 per cento, rispetto alla alternativa della liquidazione giudiziale, il soddisfacimento dei creditori chirografari, che in ogni caso non può essere inferiore al 20% dell’ammontare complessivo del credito chirografario.

non siano stati già avviati i controlli da parte del Consorzio ai sensi dell’art. 11 del Regolamento consortile; • la possibilità di rateizzare le somme dovute a Conai (per contributi pregressi e interessi di mora) fino a 36 mesi.

INFORMA

CONAI Novità per la regolarizzazione dei contributi dovuti Con la recente nota del 18 marzo 2019, il Consorzio Nazionale degli Imballaggi ha introdotto una procedura agevolata di regolarizzazione per quelle aziende che intendano definire la propria posizione nei confronti del Consorzio relativamente al versamento dei contributi ambientali del Conai. Tale procedura agevolata prevede: • che l’accertamento sia limitato agli ultimi 5 anni (anziché 10 anni) precedenti alla data di invio dell’autodenuncia e che

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Si può usufruire della procedura agevolata nel rispetto delle seguenti condizioni: invio tassativo entro 30 giorni dalla data di presentazione dell’autodenuncia, delle dichiarazioni periodiche al Conai, con riferimento ai 5 anni antecedenti l’autodenuncia; regolare pagamento delle somme dovute al Conai. Tali indicazioni operative sono disponibili nella home page dell’ “Area Richiesta di regolarizzazione” del sito Dichiarazioni on Line del Conai. Nella nota del Consorzio viene infine precisato che la procedura agevolata può essere applicata anche alle aziende che sono oggetto di controlli, previa accettazione dei risultati dei controlli senza contestazioni e riserve. Anche a tali imprese potrà quindi essere concessa la rateizzazione e l’applicazione della sanzione sarà commisurata alle somme accertate per un arco di 5 anni.

SOPRAVVENIENZE ATTIVE DA ELIMINAZIONE DI DEBITI CONNESSI AD ACCERTAMENTO Risposta Agenzia Entrate n. 71 del 7 marzo 2019 Con la risposta n. 71 del 7 marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate affronta il caso di una tassazione di sopravvenienze attive emerse in sede di cancellazione di debiti iscritti in bilancio, a seguito del disconoscimento ai fini fiscali (e successivo pagamento della maggiore imposta dovuta) di costi precedentemente imputati al conto economico e dedotti. Secondo l’Agenzia, la sopravvenienza attiva non sarebbe imponibile, ai sensi dell’articolo 88 del Tuir, fino a concorrenza delle spese recuperate a tassazione nei precedenti esercizi per le quali sono state pagate a titolo definitivo le maggiori imposte derivanti dal loro disconoscimento ai fini fiscali. A tal fine, il contribuente deve predisporre e conservare idonea documentazione per consentire all’amministrazione finanziaria di ricondurre le sopravvenienze stesse agli accertamenti definiti e ai versamenti effettuati. DETERMINAZIONE DEL “CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0” Risposta Agenzia Entrate n. 79 del 20 marzo 2019 Con la risposta n. 79 del 20 marzo 2019, l’A-


Diritto & Impresa genzia delle Entrate affronta il caso di una società che ha svolto, nel 2018, attività di formazione per il personale dipendente nel settore delle tecnologie, previste dal Piano nazionale industria 4.0, per le quali intende accedere al credito d’imposta per la formazione, chiarendo se, ai fini della determinazione del credito d’imposta in parola, il costo aziendale sostenuto dall’impresa per lo svolgimento delle attività formative ammissibili debba assumersi sin dall’inizio dell’anno d’imposta oppure dal momento del deposito del contratto collettivo, contenente lo svolgimento delle attività di formazione, presso l’Ispettorato del lavoro competente. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ritiene che l’invio dei contratti all’Ispettorato del lavoro competente costituisca una condizione di ammissibilità al beneficio ma non è idoneo a incidere sull’individuazione del termine a partire dal quale decorre l’agevolazione, non ravvisandosi nel quadro normativo di riferimento alcun ragguaglio ad anno del credito d’imposta. Conseguentemente, il credito d’imposta in esame spetta, in relazione ai costi ammissibili, per l’intero periodo di imposta, a prescindere dalla data in cui tale adempimento è posto in essere, purché il deposito dei relativi contratti sia effettuato nel termine del periodo d’imposta di riferimento, ossia, nel caso prospettato, entro il 31 dicembre 2018. CIRCOLARE INPS SUL REDDITO DI CITTADINANZA Con la circolare n. 43 del 2019 l’INPS ha fornito istruzioni operative per la gestione delle domande di reddito di cittadinanza introdotto dal DL 4/2019. La circolare ha infatti chiarito le modalità operative per la richiesta e l’erogazione del reddito di cittadinanza nonché la cumulabilità e la compatibilità dello stesso reddito con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo o dipendente o con la percezione di altre tipologie di reddito. Nel riprendere i contenuti della norma legislativa l’Istituto ha chiarito che il nucleo familiare del richiedente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, deve essere in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno nel rispetto dei parametri reddituali previsti dalla legge e ha fornito esempi dettagliati per la corretta applicazione della norma. Rispetto ai requisiti di compatibilità la circolare ha specificato che la percezione del Rdc è compatibile con il godimento della NASpI e con lo svolgimento di attivi-

tà lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare. Tuttavia, nel caso in cui dovessero intervenire variazioni dei requisiti richiesti i nuclei sono tenuti a comunicare all’Inps le modifiche dello stato familiare e patrimoniale ai fini della definizione del beneficio. Infatti, nell’ipotesi di svolgimento di un’attività di lavoro dipendente, da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, il maggior reddito da lavoro sarà rilevante nella misura dell’80% per la determinazione del beneficio, mentre non devono essere comunicati i redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini, servizio civile, nonché da contratto di prestazione occasionale e libretto di famiglia. Nel caso, invece, di svolgimento di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, sia in forma individuale che di partecipazione, da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, il reddito da comunicare è individuato secondo il principio di cassa, come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività relativi al trimestre solare precedente a quello in corso all’atto della domanda. Per quanto riguarda infine l’erogazione e la fruizione della card, vengono specificate le modalità di spesa del beneficio e le penalizzazioni previste in caso di fruizione soltanto parziale. La carta Rdc, che viene consegnata presso gli uffici del gestore del servizio integrato (Poste Italiane), permette di effettuare prelievi di contante, entro un limite mensile non superiore a 100 euro per singolo individuo, moltiplicato per la scala di equivalenza determinata in base alla composizione del nucleo familiare. Nel caso in cui il beneficio non sia stato interamente speso, sono previste, inoltre, le seguenti penalizzazioni: • l’ammontare del beneficio non speso ovvero non prelevato è sottratto, nei limiti del 20% del beneficio erogato, dalla mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso; • attraverso una verifica in ciascun semestre di erogazione è, comunque, decurtato dalla disponibilità della Carta Rdc l’ammontare complessivo non speso ovvero non prelevato nel semestre. ASSEGNO AL NUCLEO FAMILIARE Nuove modalità di presentazione della domanda L’Inps ha reso note le nuove modalità di presentazione delle domande di assegno per il nucleo familiare, che riguarderanno

i lavoratori dipendenti del settore privato ad esclusione degli agricoli. A far data dal 1° aprile 2019, infatti, i lavoratori interessati alla predetta prestazione dovranno inoltrare le domande, esclusivamente per via telematica, direttamente all’Inps e non più al proprio datore di lavoro, utilizzando l’apposito modello “ANF/DIP” (SR16), attraverso uno dei seguenti canali: WEB, tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal sito www.inps.it, se in possesso di PIN dispositivo, di una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Il servizio sarà disponibile dal 1° aprile 2019; patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN. Al riguardo, l’utente potrà prendere visione dell’esito della domanda presentata accedendo con le proprie credenziali alla specifica sezione “Consultazione domanda”, disponibile nell’area riservata. L’Istituto invierà agli interessati unicamente gli eventuali provvedimenti di reiezione. Qualunque variazione dovrà essere comunicata dal lavoratore interessato all’Inps, avvalendosi della medesima procedura. Nel caso di lavoratori dipendenti di ditte cessate o fallite, la prestazione familiare viene erogata direttamente dall’Istituto. Il datore di lavoro potrà prendere visione degli importi calcolati attraverso una specifica utility, disponibile dal 1° aprile 2019, presente nel Cassetto previdenziale aziendale, con specifica indicazione del codice fiscale del lavoratore ed eventualmente di quello del richiedente, qualora i due soggetti non coincidano. Sulla base delle somme evidenziate dall’Istituto, il datore di lavoro dovrà calcolare l’importo effettivamente spettante al richiedente, in relazione alla tipologia di contratto sottoscritto ed alla presenza/assenza del lavoratore nel periodo di riferimento. Tale importo mensile, che non potrà comunque eccedere quello indicato dall’Istituto, dovrà essere corrisposto unitamente alla retribuzione mensile con le consuete modalità, e formerà oggetto di conguaglio con le denunce mensili. Nel caso di richiesta di ANF arretrati, il datore di lavoro potrà pagare al lavoratore e conguagliare attraverso il sistema Uniemens soltanto gli assegni relativi ai periodi di paga durante i quali il lavoratore è stato alle sue dipendenze. Per i periodi in cui il lavoratore era alle dipendenze di altro datore di lavoro, la prestazione dovrà essere liquidata da quest’ultimo.

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I Partner ANGAISA

Omega Gruppo, software gestionali e fatturazione elettronica ANGAISA e Omega Gruppo hanno rinnovato la convenzione riservata alle aziende associate, relativa a servizi e prodotti di un leader di settore in organizzazione gestionale d’impresa. L’esperienza maturata sulle 500 installazioni portate a termine con successo, l’aiuto dato alle imprese ad organizzare i processi aziendali, ha consentito ad Omega Gruppo di sviluppare diverse soluzioni verticali, come AGILIS ERP, software gestionale specializzato per le aziende del Commercio

e della Distribuzione operanti nel mercato idrotermosanitario. Gli associati che acquisteranno AGILIS ERP otterranno l’installazione gratuita dei moduli fatturazione elettronica e BtoB ANGAISA. E’ inoltre possibile integrare il proprio ERP con il servizio di Fatturazione Elettronica fornito da Omega Gruppo.

associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi erogati da Maticad. Maticad è una software house specializzata nella realizzazione di tecnologie per la progettazione di interni, leader nei settori della posa di materiali da rivestimento e dell’arredobagno. Ricordiamo che Maticad ha sviluppato in tempi pionieristici (1993), un applicativo grafico per la progettazione di ambienti con cui poter simulare le più diverse soluzioni di posa: DomuS3D®.

INFORMA

Accordo quadro ANGAISA/MATICAD Ricordiamo che è ancora operativo l’accordo-quadro grazie al quale tutte le aziende

Le schede recanti tutti i dettagli delle convenzioni ANGAISA sono disponibili all’interno del portale associativo (Area Soci / Convenzioni).

S.I.T.A. (Andria – BT) si occupa della vendita all’ingrosso e dettaglio di materiale termoidraulico, attrezzature, sanitari ed accessori. L’azienda è stata fondata nel 1983, e nel corso degli anni, ha acquisito la giusta esperienza e professionalità mettendola al servizio del cliente, conquistando la stima e un posto di primo piano nel settore della

termoidraulica. Fornisce tutto ciò che serve per realizzare impianti civili ed industriali, impianti idraulici, termici, antincendio, riscaldamento, climatizzazione ed energie rinnovabili, trattamento aria, trattamento acqua e prodotti chimici, serbatoi, canne fumarie, oltre alle caldaie, pannelli solari, climatizzatori.

nistratore Unico dell’azienda distributrice (Socio ANGAISA) Centro Vendite Esagono, al fianco del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, in occasione dell’evento “Le eccellenze nelle imprese – Storia e Prospettive di Sviluppo” che si è tenuto a Polla (SA) il 9 marzo scorso.

GAISA. Centro Vendite Esagono ha sede ad Aversa (CE) e può contare complessivamente su tre showroom dislocati tra Aversa e Caserta.

Nuovi Soci Distribuzione S.I.T.A. di Losito Nunzia

Soci & Social

Al centro della foto Giovanni Bo, Ammi-

Giovanni Bo è attualmente Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Caserta ed è stato per diversi anni componente del Comitato Esecutivo AN-

MERCATO ITS Danimarca Un’indagine dell’Autorità danese garante della Concorrenza e dei Consumatori ha messo in evidenza che i danesi tendono a fidarsi eccessivamente di installatori e artigiani. Circa il 60% dei consumatori accetta senza discutere la prima offerta dei professionisti contattati, senza prendere in considerazio-

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ne alternative potenzialmente più convenienti. Inoltre circa un quarto dei consumatori si è basato su un semplice accordo verbale anche per progetti impegnativi. Gli interventi più comuni sono quelli relativi alla sostituzione di finestre, cucine e bagni [Fonte: BRG Building Solutions]

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L’azienda dispone di un’area espositiva di 5.000 metri quadri e si avvale di uno staff di architetti e interior designer a disposizione della clientela. Nel 2012 Centro Vendite Esagono ha conseguito il “Best Show Room Award” per l’allestimento del punto vendita storico di Aversa.


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