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ANGAISA Informa n. 498 del 1 ottobre

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ANGAISA

INFORMA 1 | 15 ottobre 2021

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS Le città dove è meglio vivere Cities of Choice Boston Consulting Group 1. Londra 2. New York 3. Helsinki 5. Abu Dhabi 6. Madrid 7. Pechino 26. Parigi 29. Berlino 32. Roma

L’appunto

“Molti fra i nostri fornitori, a cui stiamo chiedendo di aumentare i ritmi di produzione, non riescono a farlo per mancanza di personale. Mancano figure specializzate e le aziende se le contendono, perché dalle scuole non ne escono abbastanza”. Roberta Silva CEO Flos

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Ottobre, rinnovo delle cariche associative

Il prossimo 27 ottobre, presso il Palazzo dei Giureconsulti di Milano, il Consiglio Direttivo ANGAISA si riunirà al fine di procedere al rinnovo di alcune delle principali cariche associative nazionali, prossime alla scadenza del rispettivo mandato quadriennale (Presidente, Comitato Esecutivo, Collegio dei Sindaci e Collegio dei Probiviri). I lavori saranno aperti da una breve riunione di Comitato Esecutivo, che chiuderà formalmente il mandato del quadriennio 20182021 con una relazione del Presidente uscente Enrico Celin e dell’Amministratore Ezio Maja. Subito dopo i componenti del Consiglio Direttivo si riuniranno in Assemblea Elettiva per procedere all’elezione del nuovo Presidente nazionale, che resterà in carica, insieme ai componenti degli organi collegiali in scadenza, fino al 2025. L’elezione del nuovo Comitato Esecutivo avverrà necessariamente a scrutinio segreto, prendendo in considerazione le numerose candidature acquisite fra i mesi di maggio e settembre. Ricordo che, come previsto dall’art. 19.11 dello Statuto “nove componenti del Comitato Esecutivo sono eletti tra i componenti il Consiglio Direttivo; il decimo componente può essere eletto tra i Soci Ordinari non facenti parte di alcun organo dell’Associazione”. Ogni consigliere avente diritto di voto potrà esprimere fino a un massimo di dieci preferenze; al termine i due scrutatori designati procederanno allo spoglio delle schede: i dieci candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti verranno ufficialmente eletti ed entreranno a far parte del Comitato Esecutivo insieme al Presidente e al Past-President. Successivamente, verranno presentate le candidature relative a Collegio dei Sindaci (3 componenti effettivi + 2 supplenti) e Collegio dei Probiviri

(5 componenti), dopodiché si procederà, se necessario, alla votazione a scrutinio segreto ovvero all’elezione dei componenti per acclamazione. Il Comitato Esecutivo neoeletto sarà chiamato a sua volta a riunirsi a porte chiuse, per designare le figure del Vicepresidente, dell’Amministratore e del Segretario Generale. E’ un passaggio estremamente importante che consentirà all’ANGAISA di definire la nuova “compagine di Governo” e quindi di assicurare continuità e ulteriore sviluppo all’associazione nei prossimi quattro anni. Il Presidente eletto presenterà il programma associativo del quadriennio 2022-2025 in occasione delle riunioni di Comitato Esecutivo e Consiglio Direttivo che saranno convocate nei primi giorni di dicembre. Naturalmente non mancheremo di informare tutti i Soci in merito all’esito delle votazioni, con un apposito comunicato che verrà diffuso entro la mattina del 28 ottobre. Come è tradizione, la prima “uscita pubblica” dei nuovi dirigenti, con il relativo passaggio di testimone, sarà quella del Convegno nazionale ANGAISA. In considerazioni delle attuali restrizioni legate all’applicazione dei protocolli di sicurezza anti-Covid e allo “stato di emergenza” dichiarato dal Governo, che dovrebbe scadere il prossimo 31 dicembre, stiamo valutando la possibilità di posticipare il Convegno di dicembre alla fine di gennaio 2022. Anche su questo avremo naturalmente modo di aggiornarvi, mettendo a vostra disposizione tutte le informazioni relative al programma dei lavori, alla location e alle modalità di iscrizione e partecipazione. Corrado Oppizzi Segretario Generale ANGAISA

ANGAISA Informa del 1 ottobre 2021

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Diritto & Impresa Commercio. Locazione di immobili urbani ad uso non abitativo. Indici ISTAT. Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale n. 229 del 24 settembre 2021 è stato pubblicato il comunicato ISTAT concernente l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di agosto 2021, necessario per l’aggiornamento del canone di locazione degli immobili ai sensi della Legge 392/78 ed ai sensi della Legge 449/97. • La variazione annuale agosto 2020 – agosto 2021 è pari a 2,1 (75% = 1,575). • La variazione biennale agosto 2019 – agosto 2021 è pari a 1,5 (75% = 1,125). Fisco. Bonus investimenti pubblicitarai. Anno 2021. Comunicazione con istruzioni aggiornate. Come noto, l’agevolazione per gli investimenti pubblicitari spetta alle imprese, ai lavoratori autonomi ed agli enti non commerciali per gli investimenti in campagne pubblicitarie effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali (art. 57-bis, D.L. n. 50/2017, come modificato da ultimo dall’art. 1, co. 608, L. n. 178/2020, la cd. legge di bilancio 2021). Si ricorda che il cd. decreto “Sostegni-bis” aveva previsto che, per l’anno 2021, la comunicazione telematica per accedere al beneficio doveva essere presentata tra il 1° e il 30 settembre 2021, anziché tra il 1° e il 31 marzo 2021, come previsto a regime (art. 67, co. 10, D.L. n. 73/2021). Con comunicato del 31 agosto 2021 (vedi ANGAISA Informa del 16-30 settembre), il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha stabilito che, a causa degli interventi di aggiornamento della piattaforma telematica a seguito delle modifiche introdotte dal c.d. decreto “Sostegni-bis” (art. 67, co. 10, D.L. n. 73/2021, convertito L. n. 106/2021), si rende necessario posticipare il periodo per l’invio della comunicazione per l’accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari per l’anno 2021 (“prenotazione”). Pertanto, per l’anno 2021, è stato previsto che la finestra temporale per l’invio della comunicazione telematica per l’accesso al beneficio sia spostata nel periodo dal 1° al 31 ottobre 2021 (anziché dal 1° al 30 settembre 2021). Resta invariata la modalità per la presentazione del modello di comunicazione telematica, che deve essere inviato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE) o con le credenziali Entratel e Fisconline. Sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei

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Ministri sono state rese disponibili le istruzioni, di seguito indicate aggiornate sulla base delle ultime modifiche normative. Le comunicazioni trasmesse nel periodo compreso tra il 1° e il 31 marzo 2021 restano comunque valide e il relativo credito d’imposta richiesto, determinato a marzo con i criteri di calcolo allora previsti, sarà rideterminato con i nuovi criteri previsti per l’anno 2021. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata al credito d’imposta in esame, è stato inoltre precisato che è comunque possibile presentare a ottobre 2021 una nuova comunicazione per sostituire quella presentata nel mese di marzo 2021. In merito ai “Dati degli investimenti e del credito richiesto per gli anni 2021 e 2022” nelle istruzioni aggiornate viene precisato che l’art. 57-bis, c. 1-quater, D.L. n.50/2017, modificato dall’art. 67, c. 10, D.L. n. 73/2021 (c.d. decreto “Sostegni-bis”), prevede che, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta sia concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. Restano fermi i limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis”. Per gli anni 2021 e 2022, pertanto, viene meno il presupposto dell’incremento minimo dell’1% dell’investimento pubblicitario, rispetto all’investimento dell’anno precedente, quale requisito per accedere all’agevolazione. Rispetto alla precedente versione delle istruzioni è stata, quindi, eliminata la distinzione della misura agevolativa in relazione alla tipologia di investimenti. Non viene, infatti, richiesta la compilazione delle colonne “3” e “7”, relative agli investimenti effettuati nell’anno precedente, rispettivamente, su stampa e su radio-TV. Con riguardo alla “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, che dovrà essere presentata dal 1° al 31 gennaio 2022 (salvo modifiche), le istruzioni alla compilazione del modello precisano che l’ammontare degli investimenti indicato nelle colonne 2 e 6 non può essere superiore a quello esposto nella “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”. Il credito d’imposta richiesto in relazione a ciascun mezzo di informazione, esposto nelle colonne 5 e 9, è determinato nella misura del 50% degli investimenti effettuati e/o da effettuare nell’anno di riferimento. Fisco. Registri IVA precompilati: alcune FAQ dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate recentemente ha pubblicato alcune Faq nella sezione “Assistenza On Line” del portale “Fatture e Corrispettivi”. Di seguito si segnalano alcune importanti FAQ:

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• i soggetti passivi, che non procederanno a integrare elettronicamente via SdI con aliquota IVA e imposta le fatture ricevute per operazioni soggette a reverse charge interno, non potranno inserire manualmente detta annotazione nei registri IVA delle vendite e degli acquisti. L’Agenzia delle Entrate precisa che all’interno della bozza precompilata del registro IVA degli acquisti del cessionario o committente viene annotata la fattura ricevuta tramite SdI con uno dei codici natura N6 (N6.1, N6.2, ecc.); l’integrazione, effettuata mediante generazione e invio di un file XML contraddistinto dal codice TD16, viene automaticamente riportata mediante annotazione del documento in entrambi i registri IVA, mentre al soggetto passivo spetterà esclusivamente il compito di inserire le informazioni non presenti nel suddetto file, come, ad esempio, la corretta percentuale di detrazione, se inferiore al 100%. Inoltre, ai fini dell’elaborazione della comunicazione delle liquidazioni periodiche sarà considerato nel campo VP3 (relativo al totale delle operazioni passive al netto dell’IVA) “solo l’imponibile indicato nella fattura elettronica ricevuta in reverse charge (...) annotata nel registro degli acquisti e non quello indicato nel documento integrativo TD16”; • in caso di documento trasmesso al Sistema di Interscambio con codice TD17 (utilizzato per l’integrazione/autofattura per acquisto di servizi dall’estero), al fine di integrare con IVA una fattura cartacea rilasciata da un prestatore non residente, detta integrazione verrà riportata sia nel registro delle fatture emesse che in quello delle fatture ricevute del soggetto che emette il documento. L’imponibile del documento con codice TD17 “sarà computato nel rigo VP3 della lipe del periodo e la relativa imposta rispettivamente nei campi VP4 e VP5 della medesima lipe”; • per la c.d. “Autofattura per splafonamento”, caratterizzata dal codice TD21, l’Agenzia delle Entrate segnala di non essere in grado di distinguere se, a fronte dello splafonamento, l’IVA sia già stata regolata con versamento tramite modello F24 o debba, invece, essere assolta nella liquidazione periodica; di conseguenza, viene scelta la soluzione dell’annotazione del documento in entrambi i registri. Spetterà al soggetto passivo, che dovesse avere già assolto l’IVA, l’onere di modificare la bozza della LIPE del periodo; • le note di credito (codice TD04 o TD08), essendo documenti emessi al fine di rettificare in diminuzione gli importi precedentemente fatturati, vengono annotate, con valore negativo, nel registro delle fatture


Diritto & Impresa emesse del cedente o prestatore e in quello degli acquisti del cessionario o committente. Fisco. Superbonus 110%. Unità immobiliari in corso di costruzione. Le unità immobiliari classificate nella categoria F/3 (in corso di costruzione) non possono essere considerate esistenti e pertanto non potranno accedere al Superbonus 110%. Tale conclusione è contenuta nella risposta a interpello n. 609/2021, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, che in questo modo esclude dall’ambito di applicazione del 110% un’intera categoria catastale. Il quesito riguarda un condominio composto da 343 unità immobiliari: 26 di queste non sono ancora state ultimate e sono censite nella categoria catastale dedicata alle unità in corso di costruzione (F/3); sono, però, servite da un impianto di riscaldamento, come il resto del condominio. Il contribuente ha quindi chiesto all’Agenzia delle Entrate se queste unità potessero essere conteggiate nell’operazione di ristrutturazione che consentirebbe di accedere al superbonus e se la loro presenza inciderebbe sull’incremento del tetto previsto per gli interventi. L’Agenzia ha risposto che: «Ai fini della fruizione dei benefici del superbonus, condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici esistenti, dotate di impianto di climatizzazione invernale, di natura residenziale, non essendo agevolati gli interventi realizzati in fase di nuova costruzione». Le unità F/3, quindi, «non sono definibili quali unità “esistenti” di natura residenziale, in quanto sono ancora in corso di costruzione». Queste unità non possono «concorrere alla formazione della spesa massima ammissibile al fine di fruire delle agevolazioni previste per gli interventi trainanti», poiché occorre tener conto del numero di unità immobiliari esistenti all’inizio dei lavori. Quindi, non possono dare il loro apporto per incrementare il tetto massimo di spesa. Allo stesso modo, queste unità non possono usufruire delle detrazioni «relative ad altri interventi trainati di efficientamento (peraltro, non collegate ad un intervento trainante ammissibile)». In conclusione, il condominio nella sua interezza ha la possibilità di accedere al superbonus, purché le altre unità rispettino tutti i requisiti previsti dalla legge. Lavoro. Aggiornate le FAQ del Governo sul Green pass. Il Governo ha aggiornato, in data 27 settembre 2021, le FAQ sull’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro, in vigore a partire dal prossimo 15 ottobre. In particolare:

Chi lavora sempre in smart working deve avere il green pass? No, perché il green pass serve per accedere ai luoghi di lavoro. In ogni caso lo smart working non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass. Visto l’obbligo del green pass, nelle aziende si potrà derogare alla regola del metro di distanziamento? No, il green pass non fa venir meno le regole di sicurezza previste da linee guida e protocolli vigenti. Le aziende che effettueranno controlli a campione sul personale potranno incorrere in delle sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza green pass? No, a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto-legge n. 127 del 2021. Lavoro. Il Datore può svolgere controlli sul pc del dipendente. La Cassazione, con sentenza n. 25732/21 (pubblicata in data 22.09.2021), afferma che il datore di lavoro può svolgere controlli tecnologici su un singolo lavoratore se emerge un fondato sospetto circa la commissione di un illecito anche in assenza delle condizioni previste dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, a patto che sussistano le seguenti condizioni: deve essere assicurato un corretto bilanciamento tra le esigenze di protezione dei beni aziendali e la tutela della dignità personale, e il controllo deve riguardare dati acquisiti dopo l’insorgenza del sospetto. Nello specifico, il caso aveva riguardato una Fondazione che aveva subito un danno alla rete informatica per via di un virus. A seguito di accertamenti effettuati sul computer di una dipendente, l’ente aveva appurato che tale virus era stato introdotto nella rete aziendale attraverso un file scaricato da siti web visitati per ragioni private, estranee all’attività lavorativa. La dipendente è stata quindi licenziata per aver utilizzato i mezzi informatici messi a disposizione dal datore di lavoro per fini privati e per i danni causati al patrimonio aziendale dalla sua condotta. La dipendente, oltre a impugnare il licenziamento, ha ottenuto un provvedimento del Garante Privacy con il quale è stata intimata al datore di lavoro l’immediata interruzione di qualsiasi ulteriore trattamento dei dati personali. Dopo diverse pronunce contrastanti, la vicenda è finita in Corte di cassazione, dove i giudici di legittimità hanno fatto ordine sui principi guida da applicarsi, tenendo anche conto delle innovazioni all’articolo 4 dello Statuto apportate nel 2015 dal Jobs Act. La Suprema corte ha fatto chiarezza sul tema dei cosiddetti “controlli difensivi”,

ricordando che è necessario distinguere tra: 1. i controlli che vengono svolti a difesa del patrimonio aziendale e che riguardano tutti i dipendenti (secondo la sentenza della Corte, tali controlli rientrano pienamente nel campo di applicazione dell’articolo 4 dello Statuto e, come tali, sono soggetti alle regole e alle procedure previste da tale norma, a pena di illegittimità dei controlli medesimi); 2. i controlli relativi a singoli lavoratori verso i quali sussiste il fondato sospetto della commissione di un illecito (tali controlli, invece, sono da ritenersi estranei al perimetro applicativo dell’articolo 4, in quanto scaturiscono dalla necessità di accertare e sanzionare gravi illeciti di un singolo lavoratore: pertanto, se un datore di lavoro sospetta che un dipendente stia commettendo un illecito, può effettuare controlli a distanza utilizzando strumenti tecnologici senza seguire le rigide procedure previste dallo Statuto dei lavoratori). Questa facoltà, secondo i giudici, prevede che il controllo difensivo venga attuato dopo che il datore di lavoro abbia avuto il fondato sospetto che sia stato compiuto un illecito da parte di uno o più lavoratori e potrà estendersi solo alla raccolta delle informazioni acquisite dal quel momento in poi. Previdenza. Contribuzione dovuta in applicazione dell’obbligo di versamento del “ticket di licenziamento”. L’INPS, con circolare n.137 del 17 settembre scorso, ha fornito chiarimenti in merito alla determinazione dell’importo del c.d. ticket di licenziamento (Legge n. 92/2012, art. 2, c. da 31 a 35). Il massimale NASPI, che rappresenta la base di calcolo per determinare la misura del contributo dovuto, è annualmente determinato e comunicato dall’Istituto con apposita circolare, che per l’anno 2021 è pari a 1.334,40 euro. Inoltre, da recenti controlli sulle banche dati dell’Istituto è emerso che la modalità di calcolo del contributo del c.d. ticket di licenziamento, nel corso degli anni, non è sempre avvenuta conformemente al disposto dell’articolo 2, comma 31, della Legge n. 92/2012, non essendo stata correttamente valorizzata la base di calcolo del contributo, pari all’importo del massimale annuo AspI/ NASpI. Ciò ha determinato che alcune aziende hanno versato importi maggiori di quelli dovuti nei casi di interruzioni di rapporto di lavoro avvenute durante la vigenza dell’ASpI. Per le interruzioni dei rapporti di lavoro avvenute a decorrere dal 1° maggio 2015, data di istituzione della NASpI, invece, il contributo versato dalle aziende risulta in taluni casi di importo inferiore a quello dovuto. L’INPS fornirà con apposito messaggio le indicazioni per la regolarizzazione delle citate posizioni.

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PARTNER ANGAISA Accordo-quadro ANGAISA / CRIBIS

Ricordiamo che ANGAISA ha siglato un accordo-quadro, in funzione del quale le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi

erogati da Cribis, società del Gruppo CRIF fortemente specializzata nella fornitura di informazioni economiche e commerciali e servizi per lo sviluppo del business in Italia e all’estero. CRIBIS garantisce i più elevati standard qualitativi e la massima copertura nelle informazioni economiche e commerciali sul 100% delle aziende italiane e su 330 milioni di

aziende di tutto il mondo grazie all’appartenenza al Dun & Bradstreet Worldwide Network. La scheda di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

sia nella circolare n. 24/E del 2020 sia nella risposta all’interrogazione n. 5-04585 del 10 settembre 2020 presentata alla Camera dei Deputati. In particolare, qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, in base all’articolo 121, comma 5, decreto Rilancio, si provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti del beneficiario della detrazione stessa, come, maggiorata degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, ai sensi dell’articolo 20 del d.P.R. n. 602 del 1973 , e della sanzione per omesso o tardivo versamento di cui all’articolo 13 del d.lgs. n. 471 del 1997. Nel caso di concorso nella violazione, oltre all’applicazione di quanto disposto dall’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, il fornitore che ha applicato lo sconto e il cessionario del credito rispondono solidalmente con il beneficiario della somma detratta e dei relativi interessi. In altre parole, il fornitore/cessionario rispondono solidalmente: • della sanzione (ai sensi dell’articolo 9, comma 1); • della detrazione illegittimamente operata e dei relativi interessi (ai sensi dell’articolo 121, comma 6, del decreto Rilancio). Come è stato precisato nella risposta all’interrogazione n. 5-04585, «i destinatari degli esiti del controllo sono, quindi, i beneficiari della detrazione (i soggetti che sostengono le spese agevolate), ovvero anche i fornitori in solido nel caso di concorso nella violazione». Al di fuori dell’ipotesi di “concorso”, i fornitori e i cessionari «rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto» (così il Provvedimento di attuazione del direttore dell’Agenzia delle entrate dell’8 agosto 2020, punto 7). Nel caso di specie, per la configurabilità del concorso di persone, anche ai fini del recupero della somma detratta e degli interessi, valgono i criteri generali in materia sanzionatoria, come illustrati dalla circolare n. 180/E del 10 luglio 1998, secondo cui «Elementi costitutivi della fattispecie concorsuale sono:

1) una pluralità di soggetti agenti; 2) la realizzazione di una fattispecie di reato; 3) il contributo di ciascun concorrente alla realizzazione del reato; 4) l’elemento soggettivo» (Cfr. circolare n. 180 del 10 luglio 1998). Di seguito un esempio a maggior chiarimento. Si ipotizzi che la spesa sostenuta sia pari a 40.000 euro, dando luogo a una detrazione pari a 44.000 euro (110% di 40.000). Si ipotizzi, inoltre, che il fornitore effettui uno sconto di 40.000 euro, in quanto lo sconto non può essere superiore al corrispettivo dovuto maturando un credito d’imposta pari a 44.000 euro. Nella sostanza, il beneficiario della detrazione non sostiene alcun esborso. Nel caso in cui sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, secondo quanto emerge dal Provvedimento dell’8 agosto 2020: a) l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante, maggiorato di interessi e sanzioni, nei confronti dei beneficiari della detrazione. Nel caso in esame, il recupero riguarderà l’importo di 44.000 euro, oltre a sanzioni ed interessi; b) il fornitore o il cessionario che acquisisce il credito in “buona fede” non perde il diritto ad utilizzare il credito d’imposta (nel nostro esempio, 44.000 euro) (circolare n. 24/E, par. 9). Il fornitore o il cessionario risponderà solo in due casi: • se l’Ufficio accerta il “concorso” nella violazione, ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del d.lgs. n. 472 del 1997; • per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto (ad esempio, il fornitore compensa 50.000 euro anziché 44.000 euro). Tale seconda ipotesi, in realtà, non riguarda tanto la fruizione dei Superbonus quanto il corretto utilizzo di crediti d’imposta in compensazione.

FAQ. Superbonus 110% Le spese relative ad opere di isolamento termico di un immobile che prevedono lavori edili di scavo a tergo delle murature per posizionare pannelli isolanti sono ammesse al Superbonus? Per l’isolamento di un pavimento poggiato sul terreno, è necessaria la demolizione dello stesso, la posa di pavimento areato ed isolato termicamente ed il ripristino degli impianti e dei pavimenti. Le relative spese sono ammesse al Superbonus? L’articolo 5 del decreto interministeriale 6 agosto 2020 prevede che la detrazione per la realizzazione degli interventi di isolamento termico dell’involucro spetta anche per le spese relative alle opere provvisionali e accessorie, attraverso, tra l’altro, la fornitura e messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti, nonché la demolizione e ricostruzione dell’elemento costruttivo. Come chiarito con la circolare n. 24/E del 2020 e confermato con la risoluzione n. 60/E del 2020, il Superbonus spetta anche per gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi agevolabili, a condizione, tuttavia, che l’intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato. Nei limiti di spesa previsti dalla norma per ciascun intervento, pertanto, il Superbonus spetta anche per i costi strettamente collegati alla realizzazione e al completamento dell’intervento agevolato quali quelli indicati nel quesito. L’individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato. Si ricorda, infatti, che come stabilito dall’articolo 8 del citato decreto interministeriale 6 agosto 2020 al fine di accedere al Superbonus, anche gli interventi in questione sono asseverati da un tecnico abilitato, che ne attesti non solo la rispondenza ai pertinenti requisiti richiesti nei casi e nelle modalità previste dal medesimo decreto, ma anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Cosa si intende per “concorso in violazione” di cui all’articolo 121, comma 6, del decreto Rilancio? Gli aspetti relativi alle sanzioni e alle responsabilità sono stati oggetto di chiarimento

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ANGAISA Informa del 1 ottobre 2021

Fonte: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri


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