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ANGAISA Informa n. 492 del 1 giugno 2021

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ANGAISA

INFORMA 1 | 15 giugno 2021

Notizie e informazioni per le aziende del settore ITS EVENTI Osservatorio provinciale ANGAISA/CRESME 2021 I prossimi appuntamenti online 9 giugno – Emilia-Romagna Marche 17 giugno – Toscana Umbria 24 giugno – Lazio Abruzzo Molise Per informazioni: eventi@angaisa.it

L’appunto

“Per quanto riguarda il superbonus, la saturazione della capacità delle imprese è già quasi raggiunta rispetto al termine del 31 dicembre 2022. Il che vuol dire che senza una proroga al 2027 non ci sarà tempo per progettare e realizzare gli interventi potenzialmente fattibili”. Maurizio Savoncelli (Presidente Consiglio Nazionale Geometri)

Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno Via G. Pellizza da Volpedo, 8 20149 Milano Tel.: 02-43990459 | Telefax: 02-48591622 www.angaisa.it | info@angaisa.it

Ottobre 2021: rinnovo cariche associative

Gent.mi Soci, nel prossimo mese di ottobre il Consiglio Direttivo ANGAISA procederà al rinnovo di tutte le principali cariche associative nazionali, prossime alla scadenza del rispettivo mandato quadriennale. I Soci Ordinari interessati possono presentare eventuali candidature, possibilmente entro il prossimo 31 agosto. Per ulteriori informazioni e chiarimenti: direzione@angaisa.it – Corrado Oppizzi; ufficiosoci@angaisa. it – Antonino Mascellaro. Riportiamo di seguito, in sintesi, le principali disposizioni statutarie relative alle modalità di rinnovo delle cariche associative. Presidente (art. 19.11 Statuato ANGAISA). Il Consiglio Direttivo elegge il Presidente dell’Associazione. Il Presidente dell’Associazione è eletto tra i componenti il Consiglio Direttivo. Comitato Esecutivo (artt. 19.11 e 20.2). Il Consiglio Direttivo elegge dieci componenti del Comitato Esecutivo. Nove componenti del Comitato Esecutivo sono eletti tra i componenti il Consiglio Direttivo; il decimo componente può essere eletto tra i Soci Ordinari non facenti parte di alcun organo dell’Associazione. Il Comitato Esecutivo è costituito da dodici componenti: il Presidente dell’Associazione; il Vicepresidente; l’Amministratore; il Past-President; otto Consiglieri. Vicepresidente (art. 20.2). Il Vicepresidente è nominato dal Presidente tra i membri del Comitato Esecutivo, subito dopo la sua elezione. Amministratore (art. 20.1). Il Comitato Esecutivo, immediatamente dopo la sua elezione, deve riunirsi ed eleggere l’Amministratore. Collegio dei Sindaci (artt. 19.14 e 24.6). Il Consiglio Direttivo nomina i Sindaci, nel numero di tre effettivi e di due supplenti, scegliendoli sia tra i Soci non facenti parte del Consiglio

Direttivo, sia tra persone non associate all’ANGAISA. La carica di componente del Collegio dei Sindaci è incompatibile con ogni altra carica all’interno dell’ANGAISA. Collegio dei Probiviri (artt. 19.15, 25.1 e 25.2). Il Consiglio Direttivo nomina il Presidente ed i componenti il Collegio dei Probiviri. Il Collegio dei Probiviri è composto dal Presidente e da quattro membri, eletti dal Consiglio Direttivo, anche tra persone non associate all’ANGAISA. La carica di Proboviro è incompatibile con ogni altra carica nell’ambito dell’Associazione e di Confcommercio. Consiglio Direttivo (art. 18.1). Il Consiglio Direttivo è composto da: il Presidente uscente; gli ex Presidenti Nazionali; i Presidenti delle Sezioni Regionali; i Rappresentanti delle Sezioni Regionali; gli eventuali Delegati di Zona; tre membri nominati dall’Assemblea Generale dei Soci Ordinari, i quali restano in carica per quattro anni; i componenti il Comitato Esecutivo; gli eventuali membri nominati dal Comitato Esecutivo, in caso di decadenza dall’incarico di consiglieri regionali il cui mandato risulti scaduto da almeno sei mesi, secondo quanto previsto dagli artt. 22.8 e 22.9 dello Statuto ANGAISA. Fermi restando, come presupposti necessari, il pieno rispetto delle “condizioni di eleggibilità” sopra indicate, e la condivisione dei principi contenuti del Codice Etico ANGAISA, sottolineiamo l’importanza di poter acquisire quanto prima Vostre eventuali disponibilità in merito. L’obiettivo principale è quello di definire, con congruo anticipo, un elenco di candidati il più possibile rappresentativo delle diverse realtà associative aderenti all’ANGAISA. Il Segretario Generale Dott. Corrado Oppizzi

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Diritto & Impresa Ambiente. CONAI. Variazione del contributo ambientale per imballaggi in carta e cartone. Il Consiglio di Amministrazione del CONAI ha deliberato una diminuzione del contributo ambientale per gli imballaggi in carta e cartone che avrà effetto a partire dal 1° luglio 2021. Il contributo base passerà da 55 EUR/tonn a 25 EUR/tonn. La variazione dello stesso è dovuta principalmente all’aumento dei valori di mercato della materia prima seconda ottenuta dalla carta da macero. Sono inoltre soggette a rimodulazione anche le procedure forfettarie/semplificate per l’importazione di imballaggi pieni, sempre con decorrenza dal 1° luglio 2021. Per tali tipologie il contributo, mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale), passerà da 107,00 a 101,00 EUR/tonnellata. Per i poliaccoppiati a prevalenza carta, idonei al contenimento di liquidi, il contributo ambientale si ridurrà da 75 EUR/tonnellata a 45 EUR/tonnellata, mentre rimane invariato il contributo aggiuntivo di 20 EUR/tonnellata. Il CdA ha inoltre deliberato in merito alla diversificazione contributiva per gli altri imballaggi compositi a base carta, diversi dai contenitori per liquidi, e che entrerà in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2022. Tali imballaggi sono stati divisi in quattro tipologie in base al peso della componente carta sul totale della loro composizione, anche al fine di orientare le aziende verso la produzione e l’utilizzo di imballaggi sempre più riciclabili. Le prime due tipologie, A e B, con una componente di carta superiore o uguale rispettivamente al 90% e all’80%, pagheranno il CAC carta nella forma ordinaria e non sarà applicato loro nessun contributo aggiuntivo. La terza tipologia, C, si riferisce agli imballaggi in cui la componente di carta è superiore o uguale al 60% ma inferiore all’80% e comporta operazioni di riciclo complesse e onerose. Gli imballaggi in questa fascia pagheranno dal 1° gennaio 2022 un extra-contributo di 110 EUR/tonnellata. La quarta tipologia, D, è quella degli imballaggi compositi nei quali la componente carta è inferiore al 60%: si tratta di una percentuale che compromette la riciclabilità dell’imballaggio, annullandola, con ovvie conseguenze di impatto ambientale. Per questi imballaggi, che non possono essere riciclati nel circuito di carta e cartone, il contributo extra sarà pertanto di 240 EUR/tonnellata. Rientreranno in fascia D anche quegli imballaggi la cui componente carta non verrà esplicitata.

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Per maggiori informazioni: https:// www.conai.org/notizie/il-contributo-ambientale-conai-per-gli-imballaggi-in-carta-e-cartone-si-riduce-di-oltre-il-50/ Fisco. Fondi pensione sulle anticipazioni per Superbonus 110%. Indicazioni COVIP. La COVIP (Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione) ha recentemente risposto ad un quesito in tema di anticipazioni

per ristrutturazione edilizia ed Ecobonus da parte dei Fondi pensione. La nor-

mativa che regolamenta i Fondi pensione prevede la possibilità per gli aderenti di richiedere un’anticipazione nel caso ristrutturazione della prima casa di abitazione. Nello specifico, viene chiesto se tali anticipazioni siano ammissibili anche qualora il contribuente, a fronte di interventi di riqualificazione energetica degli edifici soggetti ai benefici fiscali del c.d. Ecobonus, opti per lo sconto diretto in fattura. Nel caso dello sconto in fattura il contribuente non sostiene alcuna uscita di cassa, conseguentemente non potrà richiedere l’anticipazione. Diversamente, in caso di sconto parziale l’iscritto potrà beneficiare dell’anticipazione, da erogarsi avendo a riferimento l’esborso effettivamente sostenuto dallo stesso per interventi di riqualificazione energetica.

Fisco. Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione. Vademecum e FAQ dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Aggiornamento al Decreto legge “Sostegni-bis”. Come noto, il “Decreto Sostegni bis” (decreto legge 25 maggio 2021, n. 73), recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”, ha disposto ulteriori interventi in materia di riscossione. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato un apposito Vademecum per chiarire alcuni aspetti delle disposizioni attualmente in vigore, nonché le risposte alle domande più frequenti (FAQ), aggiornate con le novità introdotte in materia di riscossione dal citato “Decreto Sostegni-bis”. Lavoro. Dipendente in smart working. Il rimborso spese è deducibile ai fini IRES per la società. Una società ha chiesto chiarimenti sul corretto trattamento fiscale, sia ai fini IRES, per la società, sia ai fini IRPEF per il di-

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pendente, del rimborso del costo della connessione internet, tramite la c.d. “chiavetta” oppure in abbonamento al servizio domestico, sostenuto dal dipendente e finalizzato a consentirgli di poter effettuare la prestazione lavorativa in modalità smart working. Il rimborso è deducibile ai fini IRES (art. 95, co. 1, TUIR), in quanto assimilabile alle “spese per prestazioni di lavoro”, tenuto conto che l’attivazione della connessione internet rappresenta un obbligo implicito della prestazione pattuita. Per il trattamento ai fini IRPEF, in linea generale, in virtù del principio di onnicomprensività (art. 51, co. 1, TUIR), le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore a titolo di rimborso spese costituiscono reddito di lavoro dipendente. I rimborsi possono essere esclusi da imposizione nel caso in cui riguardino spese, diverse da quelle sostenute per produrre il reddito, di competenza del datore di lavoro e anticipate dal dipendente per snellezza operativa, come, ad esempio, l’acquisto di beni strumentali di poco valore). Sono, inoltre, escluse da imposizione le spese rimborsate al lavoratore in maniera forfetaria (art. 51, co. 4, TUIR). Laddove, invece, il legislatore non abbia indicato un criterio ai fini della determinazione della quota esclusa da imposizione, i costi sostenuti dal dipendente nell’esclusivo interesse del datore di lavoro devono essere individuati sulla base di elementi oggettivi, documentalmente accertabili, al fine di evitare che il relativo rimborso concorra alla determinazione del reddito di lavoro dipendente. Nella fattispecie in esame, i rimborsi concorrono alla formazione del reddito ai fini IRPEF per il dipendente, in quanto non supportati da elementi e parametri oggettivi e documentati. Il rimborso non si riferisce solo alla spesa effettuata nell’esclusivo interesse del datore di lavoro e, inoltre, non è riscontrabile una relazione tra l’utilizzo della connessione internet e l’interesse del datore, il quale si limita solo a rimborsare i costi senza scegliere e stipulare il contratto relativo al traffico dati. Infine, non emerge neanche l’importo del costo che verrebbe rimborsato dal datore di lavoro, consentendo così al dipendente un pieno accesso a tutte le funzionalità oggi fruibili e offerte dalla tecnologia presente sul mercato. Lavoro. Indice ISTAT aprile 2021. Trattamento di fine rapporto. L’ISTAT, ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto di cui alla Legge 29 maggio 1982, n. 297, comunica che l’indice nazionale generale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, con


Diritto & Impresa base 2015=100, è risultato, per il mese di aprile 103,7. Lavoro. INL. Successione contratti a tempo determinato e “deroga assistita” presso l’ITL. L’Ispettorato Nazionale Lavoro, con nota n. 804/2021, ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di ricorrere alla “deroga assistita” per il rinnovo dei contratti a termine presso l’ITL (Ispettorati Territoriali del Lavoro), ai sensi dall’art. 19, comma 3, del D.Lgs. 81/2015, ed alla successione dei rapporti in caso di diverso inquadramento contrattuale del medesimo lavoratore. L’art. 19, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2015, ai fini del calcolo della durata massima dei contratti a termine intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, fa espresso riferimento allo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale. Ne consegue che, ove il lavoratore sottoscriva più contratti a termine con lo stesso datore di lavoro caratterizzati da diversi inquadramenti (di livello e di categoria legale), ai fini del calcolo della durata massima non si determinerà una sommatoria della durata dei singoli contratti ma soltanto di quelli legati dal medesimo inquadramento. Tuttavia l’applicazione di tale principio potrebbe determinare il susseguirsi di un rilevante numero di contratti a termine tra gli stessi soggetti pertanto, laddove la successione di contratti susciti perplessità in merito alla diversità di inquadramento del lavoratore assunto a termine, l’Ispettorato territoriale può promuovere l’intervento ispettivo al fine di verificare in concreto la liceità della successione di contratti. Per quanto concerne la “deroga assistita”, anche in tale ipotesi troverà applicazione il predetto principio, conseguentemente la procedura presso l’ITL si applica solo nell’ipotesi in cui tra lo stesso datore di lavoro e il medesimo lavoratore si sia “consumata” la durata massima prevista dalla legge o dalla contrattazione collettiva ed alle medesime condizioni, ossia che anche l’ulteriore contratto in deroga assistita comporti lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale.

Arezzo, che si era rifiutato di concludere la transazione in cassa se il cliente non avesse indossato la mascherina. Il cliente, dopo essersi rifiutato e offeso il dipendente, si era lamentato su facebook della scortesia del commesso. Il datore di lavoro ha quindi accusato il dipendente di danneggiare gravemente l’immagine dell’azienda, intimandogli il licenziamento per giusta causa. Il Tribunale non solo ha ritenuto illegittimo l’allontanamento del cassiere, ma è stato ricordato dal giudice dell’impugnazione, entrando nel merito, che è un diritto del lavoratore svolgere la propria prestazione in condizioni di sicurezza, il quale avrebbe potuto pertanto anche astenersi dal lavoro dal momento che lo svolgimento della prestazione lo esponeva ad un rischio di danno alla persona. Il datore di lavoro, difatti, risponde alla mancata osservanza delle norme a tutela dell’integrità fisica dei dipendenti perché titolare di una posizione di garanzia dettata in primo luogo dall’articolo 2087 del Codice civile, al quale in periodo di emergenza si è aggiunto il Dpcm del 26 aprile 2020. Quest’ultimo provvedimento ha prescritto a tutte le imprese di osservare il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto dal Governo e dalle parti sociali. Tra gli obblighi del datore di lavoro vi sono anche quelli di informare i lavoratori sui rischi e invitarli al rispetto di tutte le misure idonee per prevenire il contagio. Sarebbe stato quindi onere del datore di lavoro assicurarsi che i clienti rispettassero le misure igienico-sanitarie prescritte dalle norme, incoraggiando i propri dipendenti a farle osservare anziché sanzionarli. Di conseguenza, la reazione del dipendente - scrive il giudice - è del tutto giustificata dall’ “esasperazione per una condotta altrui omissiva che denota un’ignorante sottovalutazione del fenomeno pandemico, accompagnata da frasi villane e sprezzanti della salute propria e degli altri, oltreché del cassiere”, che deve essere reintegrato e risarcito per l’illegittimo licenziamento.

Lavoro. Nessun licenziamento per il commesso che rifiuta la transazione al cliente senza mascherina. Il Tribunale di Arezzo, con sentenza n. 9 del 13 gennaio scorso, ha stabilito che non può essere licenziato il dipendente che rifiuta di far pagare il cliente senza mascherina. Il caso riguardava la reazione di un dipendente di un punto di vendita di

Lavoro. Welfare aziendale. Esente il rimborso spese per acquisto di pc, tablet e laptop per la DAD. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 37 del 27 maggio scorso, ha fornito indicazioni in merito al rimborso erogato dalla società ai propri dipendenti per le spese sostenute per l’acquisto di pc, tablet o laptop, al fine di consentire la frequenza

della “didattica a distanza” (Dad) ai loro figli. Nel caso esaminato, un’azienda, nell’ambito di un Piano welfare aziendale, intende riconoscere alla generalità o a categorie di dipendenti un credito welfare da utilizzare per il rimborso delle spese da loro sostenute per l’acquisto di pc, tablet o laptop da utilizzare per la frequenza della “didattica a distanza” dei loro familiari. Il credito potrà essere utilizzato, in alternativa, per il rilascio di un voucher che autorizza l’acquisto dei suddetti dispositivi informatici presso rivenditori convenzionati presenti nella piattaforma welfare. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, ai sensi dell’articolo 51, comma 2, lettere f) e f-bis), delTuir, il rimborso erogato dalla società ai propri dipendenti per le spese sostenute per l’acquisto di pc, tablet o laptop, al fine di consentire la frequenza della “didattica a distanza” (Dad) ai loro figli, non è soggetto a ritenuta d’acconto e non costituisce reddito imponibile per il lavoratore, così come i voucher rilasciati per l’acquisto degli stessi dispositivi presso rivenditori convenzionati, se utilizzati per la Dad. Il regime di non concorrenza al reddito di lavoro dipendente trova applicazione a patto che il dipendente produca idonea documentazione rilasciata dalla scuola o dall’università che attesti lo svolgimento delle lezioni attraverso la Dad. Garante privacy. Informazioni corrette ai dipendenti sui sistemi aziendali in uso. Il Garante per la protezione dei dati personali, con Newsletter n. 477 del 19 maggio 2021, ha precisato che non possono essere utilizzati i dati dei dipendenti trattati illecitamente attraverso un sistema informatico in uso presso l’azienda. Nel caso preso in esame, la società non aveva informato correttamente i lavoratori delle caratteristiche del sistema che aveva impiegato, anche oltre i limiti stabiliti dall’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Il sistema, che prevedeva l’inserimento di una password individuale sulla postazione di lavoro prima di iniziare la produzione, raccoglieva anche dati disaggregati e per finalità ulteriori rispetto a quelle dichiarate nelle informative. Conseguentemente, il Garante ha ritenuto illecito il trattamento effettuato e ha ordinato alla società di modificare le informative rese ai lavoratori, indicando nel dettaglio tutte le caratteristiche del sistema, ingiungendo inoltre il pagamento di una sanzione.

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PARTNER ANGAISA Accordo quadro ANGAISA/ ECOPOLIETILENE [logo]

Ricordiamo che ANGAISA e ECOPOLIETILENE, consorzio avente personalità giuridica e operante senza scopo di lucro sul territorio nazionale, al fine di razionalizzare, organizzare e gestire la raccolta e il trattamento dei rifiuti di beni in polietilene destinati allo smaltimento, hanno siglato un accordo, grazie al quale i di-

stributori e i produttori associati potranno avvalersi di condizioni agevolate per assolvere agli obblighi previsti dalla normativa vigente. A tale proposito, ricordiamo che, ai sensi dell’art. 234 del decreto legislativo n. 152/2006, tanto i produttori o importatori, quanto i distributori di beni in polietilene sono tenuti ad aderire a un consorzio o “sistema alternativo”, aventi caratteristiche analoghe a quelle di ECOPOLIETILENE, il cui Statuto è stato formalmente approvato dal Ministero dell’Ambiente nel giugno scorso. E’ inoltre previsto che i produttori/importatori presentino periodicamente al Consorzio o sistema alternativo al quale hanno

aderito, una dichiarazione relativa ai quantitativi di beni in polietilene immessi nel mercato nazionale, sulla cui base verrà determinato il contributo ambientale da corrispondere. La Segreteria ANGAISA e quella di ECOPOLIETILENE restano a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

Questo è stato solo il primo passo. Goman ha guardato oltre, proponendo soluzioni di bagni universali che siano in linea con le esigenze di tutti e che rispondessero appieno alle tematiche di inclusività sempre più presenti nella nostra società. Da sempre promuove anche il Made in Italy, rifiutando qualsiasi delocalizzazione extraeuropea, e grazie ai propri stabilimenti e officine meccaniche è in grado di produrre internamente buona parte degli articoli a catalogo; ciò non è solo garanzia del prodotto, ma anche garanzia sociale nei confronti dei suoi dipendenti e di tutta la filiera che ruota

intorno a loro. Goman progetta e realizza prodotti per bagni senza barriere, a norma e garantiti, fondendo funzionalità ed eleganza e sviluppando prodotti innovativi e Design for All. Sempre più presente in capitolati di importanti cantieri, collabora con la propria clientela mettendo a disposizione competenza e servizi tecnici. “Non siamo noi ad essere diversi, ma le nostre esigenze come individui”. La mission di Goman è ideare e realizzare prodotti per ogni esigenza, creare ambienti bagno sicuri, confortevoli e eleganti, in una sola parola: universali.

essere rilasciata ai fini dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito di cui all’articolo 121 del decreto Rilancio anche per gli interventi non rientranti nel 110 per cento? Il comma 13 dell’articolo 119 del decreto Rilancio stabilisce che, per i soli interventi di cui al comma 1, 2, 3 e 4 del medesimo articolo, «Ai fini della detrazione del 110 per cento di cui al presente articolo e dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121» è necessario acquisire l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati, nonché della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. In attuazione di quanto sopra indicato e per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del citato articolo 119, e per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3, è stato, quindi, predisposto il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 6 agosto 2020 («Requisiti delle asseverazioni per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici - cd. Ecobonus», in breve “decreto asseverazioni”), per gli interventi antisismici di cui

al comma 4 è stato predisposto il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 6 agosto 2020. Pertanto, ai fini delle opzioni di cui al citato articolo 121 riferite alle detrazioni indicate nel medesimo articolo, diverse da quelle che danno diritto al Superbonus, non è necessario produrre ulteriori attestazioni rispetto a quelle previste dalle specifiche discipline. Si evidenzia tuttavia che, come indicato dall’articolo 3, comma 2 del decreto interministeriale 6 agosto 2020 «L’ammontare massimo delle detrazioni o della spesa massima ammissibile per gli interventi di cui all’articolo 2, fermi restando i limiti di cui all’allegato B, è calcolato nel rispetto dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento. Tale ammontare è calcolato, secondo quanto riportato all’allegato A, punto 13». Pertanto, per gli interventi rientranti nell’ecobonus è comunque necessario rispettare quanto previsto dal citato punto 13 dell’Allegato A.

La scheda di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni). La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

NUOVI SOCI Produzione. GOMAN S.r.l. di Castiglione delle Stiviere (MN).

Goman non è solo un’azienda a gestione familiare. È soprattutto una grande famiglia formata da persone sempre attente alle necessità di coloro che hanno difficoltà motorie. Dal 1999 lavora affinché si realizzino ambienti bagno che superino sempre più l’idea di mera eliminazione delle barriere architettoniche.

FAQ. Superbonus 110% Sono ammissibili al Superbonus gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti costituiti da una caldaia ed una pompa di calore multisplit? La definizione di impianto termico è indicata all’articolo 2, comma 1, lettera l-tricies del d.lgs. n. 192 del 2005; inoltre, come previsto dal DM 10 febbraio 2014, a partire dal 1° giugno 2014, un impianto termico deve essere munito di un libretto di impianto per la climatizzazione. Pertanto, la sostituzione di un impianto composto da una caldaia e pompe di calore multisplit, che rispetti le condizioni sopra indicate, può essere ammessa al Superbonus in conformità al comma 1, dell’articolo 119 del decreto Rilancio. Si precisa tuttavia che, come previsto dal citato decreto Rilancio, il nuovo impianto installato, qualora abbia la medesima configurazione di quello sostituito, si connota come impianto ibrido e, in quanto tale, deve rispettare quanto previsto per tali impianti dal decreto interministeriale 6 agosto 2022. È corretto affermare che l’asseverazione deve

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Fonte: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri


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