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notiziario
COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
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RIVISTA MENSILE DEL COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA MARZO 2015
Editore: C.E.R. S.r.l. Unipersonale - Via Foscolo, 6 - Brescia Redazione e Direzione: Collegio Costruttori Edili di Brescia e provincia Via Foscolo, 6 -PANTONE Brescia281
CMYK 100 - 72 - 0 - 32 Direttore Responsabile: Zanframundo RGB 0 - 40 -Francesco 104
SOMMARIO Compravendita immobiliare: la formula
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la crescita con la formazione continua
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Brescia verso Expo 2015/1: dallâalbero della vita al centro di aggregazione
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Brescia verso Expo 2015/2: dal complesso di S.Giulia ai graffiti in Valcamonica
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La ricerca Italcementi: al âKilometro Rossoâ i nuovi trend dellâedilizia
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ârent to9buyâ oppurtunitĂ per il mercato PANTONE COOL GRAY CMYK 0 - 0 - 0 - 60 RGB 135 - 135 - 135 al fianco delle imprese: programmare Eseb
Comitato di redazione: Arturo Dotti Emilia Ardesi Paolo Bettoni Mauro Biondo Ernesto Bruni Zani Giorgio Cadeo Angelo Deldossi Alberto Mazzola Registrazione del Tribunale di Brescia 5 settembre 1951 n. 54 Stampa: Tipolitografia Istituto Artigianelli Via Ferri, 73 - Brescia PubblicitĂ : CER - Via U. Foscolo, 6 - Brescia Tel. 030399133 r.a. â Fax 030381798 Prezzo numero singolo anno 2015: 5 euro Quote di iscrizione, che danno diritto a ricevere tutte le pubblicazioni curate dal Collegio Costruttori ANCE Brescia, escluse quelle destinate riservatamente ai soci: â Gruppo Corrispondenti: 120 euro + IVA 22% pari a 146,40 euro; â Architetti, ingegneri, geometri iscritti ai rispettivi Albi: 60 euro â Gruppo Giovani Costruttori: 30 euro
La collaborazione al Notiziario è aperta a tutti. Gli articoli devono essere trasmessi - sempre dattiloscritti ed in duplice copia - alla Redazione del Notiziario e la loro pubblicazione è subordinata al giudizio insindacabile del Comitato di Redazione. Lâaccettazione di uno scritto non implica da parte del Comitato di Redazione e del Collegio di cui il Notiziario stesso è lâorgano, riconoscimento od approvazione delle teorie o delle opinioni dellâautore. Gli articoli non pubblicati non vengono restituiti. La riproduzione, anche parziale di articoli o disegni è subordinata alla citazione della fonte
PRONTUARIO GIURIDICO AMMINISTRATIVO Lavoro
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Tributi Indici
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Lavori pubblici
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Varie Ance informa
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LO SBLOCCA ITALIA RIMETTE IN CAMPO UN CONTRATTO SINORA POCO UTILIZZATO, MA DALLE GRANDI POTENZIALITĂ
COMPRAVENDITA IMMOBILIARE: LA FORMULA âRENT TO BUYâ OPPORTUNITĂ PER IL MERCATO PANTONE 281 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 RGB 0 - 40 - 104
Un nuovo modo per stilare i contratti di locazione, rendendoli, sostanzialmente, propedeutici alla vendita di un immobile. Parliamo del rent to buy, formula sulla quale il decreto Sblocca Italia ha, in qualche modo, nuovamente acceso i riflettori, con una formulazione ben articolata. Dal punto di vista normativo, viene definita come unâoperazione contrattuale unitaria attraverso la quale la parte concedente (proprietaria dellâimmobile) offre, a chi ha intenzione di acquistare, la possibilitĂ di conseguire da subito il godimento del medesimo, con pagamento di un canone periodico rinviando ad un momento successivo lâacquisto e il pagamento del relativo prezzo, dal quale verranno scomputati, in tutto o in parte, i canoni pagati in precedenza.
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Il ârent to buyâ, meglio âlâaffitto con riscattoâ è unâoperazione contrattuale che consente di godere da subito il bene rinviando - se lo si desidera - ad un momento successivo lâacquisto (con lo scomputo parziale o totale di quanto giĂ pagato).
La formula ârent to buyâ facilita le compravedite immobiliari
Il rent to buy è un contratto che fonde quello di locazione al preliminare per la vendita di un immobile. Ovvero, grazie a questo particolare accordo tra le parti, un conduttore può prendere in affitto una casa e, se dopo un certo periodo di tempo, decide di acquistarla, i canoni già pagati vengono detratti in tutto o in parte dal prezzo finale. Il primo aspetto da sottoline135
are è che lâacquisto è una possibilitĂ , non un obbligo. Se le parti dovessero accordarsi in questo senso, lo potrebbero fare, ma non sarebbe piĂš un rent to buy. Esiste però un termine, definito in dieci anni, entro il quale il conduttore potrĂ decidere se acquistare lâimmobile in questione. Analizziamo pro e contro per il proprietario dellâimmobile. Il vantaggio principale sta
SCADUTI I TERMINI DEL CONTRATTO IL PROPRIETARIO NON DOVRĂ INIZIARE LA PROCEDURA DI SFRATTO
nella possibilitĂ di trovare un numero maggiore di potenziali acquirenti. I rischi, essenzialmente, sono due: trovare un accordo con un conduttore che, alla fine, deciderĂ di non acquistare la casa (ma il proprietario può trattenere comunque tutto o parte di quanto ricevuto a titolo di canone); oppure avere un inquilino che magari possa diventare inadempiente, costringendo il proprietario a rivolgersi al giudice per riavere indietro lâimmobile. Se, come detto, il conduttore non dovesse avvalersi della possibilitĂ di acquisto della casa, il proprietario non dovrĂ - una volta scaduti i termini del contratto iniziare una procedura di sfratto. Si tratterĂ , invece, di un rilascio del bene. Lâimportante, nel momento in cui si definiscono le clausole dellâatto di rent to buy, è stabilire per bene ogni aspetto legale. Sempre a livello di tutela, un âdecalogo del rent to buyâ suggerisce di chiedere canoni di affitto piĂš elevati rispetto a quelli, per cosĂŹ dire, ânormaliâ. Non solo, va messa molta attenzione anche rispetto alla cifra che il proprietario potrĂ trattenere qualora lâaffare della vendita non andasse a buon fine, cosĂŹ da essere adeguatamente indennizzato. Per quello che concerne il conduttore, la sua tutela deriva dal fatto che il contratto rent to buy viene trascritto nel Registro immobiliare, cosĂŹ da poter eventualmente acquistare lâimmobile senza ipoteche, pignoramenti o altro che possa emergere dopo la sottoscrizione del rent to buy. Tale contratto, poi, vale anche in caso di fallimento del proprietario. E la vendita non è soggetta, se
Per le giovani coppie questo contratto rappresenta una possibilitĂ per il futuro
pattuita al giusto prezzo e si tratta dellâabitazione principale del conduttore, a revocatoria fallimentare. Questo tipo di contratto può essere applicato anche ad immobili in costruzione, per quanto - qualora si parli di struttura ancora allo stato grezzo - si dovrĂ cancellare lâipoteca. Eâ però prevista lâeventualitĂ di accollarsi il mutuo. Non solo, il rent to buy potrebbe anche aiutare le imprese di costruzione che proprio attraverso questo contratto avrebbero la possibilitĂ di pagare le rate del mutuo acceso proprio per costruire lâimmobile. 136
Câè anche la possibilitĂ di nominare un terzo in sede di rogito. Infine, va ricordato che la legge non applica distinzioni tra privati o esercenti attivitĂ di impresa rispetto al ricorso al rent to buy. In buona sostanza, la legge disciplina il tutto in modo chiaro, presentando vantaggi per entrambe le parti. Anche sotto lâaspetto fiscale è stata fatta chiarezza. LâAgenzia delle entrate, con una recente circolare, ha definito infatti come disciplinare in modo preciso il rent to buy.
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LâENTE PARITETICO HA PREDISPOSTO UN CALENDARIO DETTAGLIATO NEL SOLCO DI UNA TRADIZIONE PLURIDECENNALE
ESEB AL FIANCO DELLE IMPRESE: PROGRAMMARE LA CRESCITA CON LA FORMAZIONE CONTINUA PANTONE 281 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 RGB 0 - 40 - 104
Promuovere, organizzare e concretizzare, nel proprio ambito territoriale, iniziative di formazione e orientamento per i giovani che entrano nel settore edile, unitamente a iniziative di formazione continua, qualificazione e riqualificazione, specializzazione e aggiornamento. Sono i cardini sui quali poggia il lavoro di Eseb (Ente sistema edilizia Brescia, nato lâ1 gennaio raggruppando le funzioni di Comitato Paritetico Territoriale e Scuola Edile Bresciana) da decenni a fianco del comparto edile. Eseb, attraverso le due sedi di Brescia e Breno, affianca le imprese nel campo della sicurezza e della formazione dei dipendenti, agendo anche - come ribadito nello statuto - per far incontrare la domanda e lâofferta di lavoro nel settore delle costruzioni. Eâ quindi oltremodo preziosa lâattivitĂ svolta a favore della formazione continua dei dipendenti.
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I programmi Eseb garantiscono la formazione continua del personale
Eseb, attraverso le due sedi di Brescia e Breno, affianca le imprese nel campo della sicurezza e della formazione dei dipendenti, agendo anche - come ribadito nello statuto - per far incontrare la domanda e lâofferta di lavoro nel settore delle costruzioni. Rispetto al piano didattico dello scorso anno, i corsi proposti sono tutti confermati. E lâelenco, che qui riportiamo, è decisamente importante. LâOFFERTA Primo soccorso (16 ore); Antincendio a rischio basso (4 ore); Antincendio a rischio medio (8 ore); Corso per dirigenti di cantiere (16 ore); Corso per i preposti 137
di cantiere (16 ore); Corso 16 ore primo ingresso al lavoro; Corso 16 ore accordo Stato-Regione del 21 dicembre 2011 (formazione generale e specifica); Rssp per datori di lavoro (48 ore); Corso per ponteggi per lavoratori (32 ore); Corso per ponteggi per preposti (32 ore); Corso per addetti al sistema di accesso e posizionamento tramite funi (40 ore); Corso di formazio-
LâATTIVITĂ DELLâESEB Ă UN CHIARO (E RARO) ESEMPIO DI INTERAZIONE FRA FORMAZIONE E SISTEMA PRODUTTIVO
ne sullâuso dellâautogru (16 ore); Corso di formazione per tecnico sollevatore telescopico (16 ore); Corso di formazione per conduttori di gru autocarrate (16 ore); Corso per piattaforme di lavoro elevabili (16 ore); Corso di formazione per muletto (non telescopico) (16 ore); Corso di formazione per conduttori gru a torre (16 ore); Corso di formazione macchine movimento terra (16 ore); Pompe per calcestruzzo (16 ore); Corso di formazione uso macchine complesse, sia di piccolo sia di grande diametro (40 ore). E poi ancora: Rspp per dipendenti iscritti e non iscritti al Cape (in entrambi i casi si tratta di 112 ore); Corso per preposti segnaletica stradale (12 ore); Corso per lavoratori segnaletica stradale (8 ore); Corso per lavori in ambienti confinati (16 ore). Ancora da definire, infine, il calendario dei corsi di perfezionamento del sabato. LâAGGIORNAMENTO Un capitolo a parte riguarda poi i corsi di aggiornamento: aggiornamento primo soccorso (6 ore); Aggiornamento ponteggi (4 ore); Aggiornamento funi (8 ore); Aggiornamento formazione uso autogru; Aggiornamento formazione sollevatore telescopico; Aggiornamento formazione conduttori gru autocarrate; Aggiornamento formazione per piattaforme di lavoro elevabili; Aggiornamento di formazione muletto non telescopico; Aggiornamento formazione per conduttori gru a torre; Aggiornamento formazione macchine movimento terra; Aggiornamento per preposti e lavoratori segnaletica stradale. Laddove non indicato, i corsi avranno durata di quattro ore
Sicurezza ed utilizzo di macchine da cantiere necessitano di aggiornamento costante
I corsi Eseb sono gratuiti per le seguenti categorie: operai e impiegati iscritti e attivi in Cassa edile Brescia (Cape); impiegati non iscritti, con una gratuitĂ ogni dieci dipendenti attivi; un legale rappresentante, sempre in rapporto di una gratuitĂ ogni dieci dipendenti attivi. ciascuno. Importante evidenziare poi come i corsi di Eseb siano gratuiti per le seguenti categorie: operai e impiegati iscritti e attivi in Cassa edile Brescia (Cape); impiegati non iscritti, con una gratuitĂ ogni dieci dipendenti attivi; un legale rappresentante, sempre in rapporto di una gratuitĂ ogni dieci dipendenti attivi. Tariffe agevolate anche per le imprese edili in caso di iscrizione ai corsi di operai tem138
poraneamente iscritti presso altre Casse edili, impiegati non iscritti ed ulteriori soci. DOMANDA E OFFERTA I percorsi didattici di Eseb possono inoltre essere richiesti anche da titolari o soci di imprese edili o affini senza dipendenti, soci artigiani, collaboratori familiari o liberi professionisti del settore ai
TRA LE TANTE PROPOSTE DIDATTICHE OVVIAMENTE NON MANCANO I CORSI RISERVATI AI PIĂ GIOVANI
quali verrĂ comunicato il costo al ricevimento della scheda di preiscrizione. I CORSI DDIF Câè poi il prospetto dei Corsi per giovani in diritto dovere di istruzione e formazione (Ddif) in alternanza scuola lavoro. Quattro le opzioni possibili: Corso triennale per operatore edile; Corso triennale per operatore di impianti termoidraulici; Corso triennale per operatore del legno (indirizzo: manutenzione mobili); Quarta annualitĂ per tecnico edile. Il corso per operatore edile è suddiviso in tre anni formativi per 2.970 ore totali, 1.000 delle quali sono di stage presso imprese del settore. Le lezioni si svolgono, dal lunedĂŹ al venerdĂŹ, nei seguenti orari: 8-13/14. Anche il Corso triennale per operatore di impianti termoidraulici ha una durata di tre anni, sempre da 990 ore ciascuno con 1000 ore di stage (lezioni dal lunedĂŹ al venerdĂŹ dalle 8 alle 13/14). Una volta terminato il triennio, si sosterrĂ un esame finale superato il quale si conseguirĂ la qualifica di âOperatore di impianti termoidrauliciâ (III livello EQF). Il terzo corso è quello per Operatore del legno (manutenzione di immobili). Parliamo di un corso di studio triennale (lezioni dal lunedĂŹ al venerdĂŹ dalle 8 alle 13/14 per 990 ore annuali e 2.970 ore totali, comprensive di 1.000 ore di stage in laboratori e imprese). Infine câè la quarta annualitĂ per Tecnico edile, che si rivolge a chi è in possesso di qualifica triennale di IFP di Operatore edile.
Ovviamente Eseb non trascura la formazione di giovani addetti allâedilizia
Corsi Ddif. Sono quattro le opzioni possibili: Corso triennale per operatore edile; Corso triennale per operatore di impianti termoidraulici; Corso triennale per operatore del legno (indirizzo: manutenzione mobili); Quarta annualitĂ per tecnico edile. Il corso dura un anno, articolato in 990 ore suddivise tra lezioni, attivitĂ di laboratorio, stage-project work e visite didattiche (lezioni dal lunedĂŹ al venerdĂŹ, 8-13/14). Terminata lâannualitĂ , si ottiene un Diploma di Istruzione e Formazione Professionale. Il diploma professionale di Tecnico di Istruzione e Formazione Professionale costituisce titolo per lâaccesso ai pubblici concorsi sulla 139
base della normativa vigente e consente le seguenti opzioni: accesso al quinto anno, finalizzato a sostenere lâesame di Stato valido anche per lâammissione allâUniversitĂ ; lâaccesso ad eventuali percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore; il passaggio al sistema dellâistruzione. Oltre, ovviamente, allâinserimento nel mondo del lavoro.
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CAPOLUOGO E PROVINCIA: UN IMPEGNO COORDINATO IN VISTA DELLâEVENTO MONDIALE DI MAGGIO
BRESCIA VERSO EXPO 2015/1: DALLâALBERO DELLA VITA AL CENTRO DI AGGREGAZIONE PANTONE 281 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 RGB 0 - 40 - 104
Cosa bolle in pentola nel Bresciano in vista di Expo? Dallâalbero della vita al nuovo progetto denominato âBrendâ, il sistema Brescia scalda i motori e affila le unghie per presentarsi a pieno regime allâavvio dellâEsposizione di Milano, avvio previsto per lâ1 maggio. Senza dubbio il simbolo della brescianitĂ in azione per Expo è lâAlbero della Vita, icona dellâEsposizione anche alla luce della sua collocazione, ovvero al centro del Lake Arena, dove trova spazio una conca dâacqua circondata da gradinate che potranno accogliere fino a 3.000 spettatori.
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LâAlbero della vita rappresenta lâimpegno bresciano per Expo
Il brescianissimo Albero della Vita campeggerĂ di fronte al Palazzo Italia, al termine del Cardo, che assieme al Decumano costituisce una dei due assi principali di Expo e una delle vie dâaccesso al sito dellâEsposizione. Partendo da suggestioni cre140
ative mutuate da Michelangelo (in particolare il lavoro per la sistemazione di piazza del Campidoglio a Roma) Marco Balich - direttore artistico di Padiglione Italia, produttore di eventi e regista - ha dato forma allâAlbero della Vita, costruzione a metĂ tra scultura, in-
LA VETRINA: A BRESCIA IL PACCHETTO CON UN MESE DI PRESENZA IN âBRENDâ COSTERĂ 9MILA EURO
LâAlbero della Vita ha unâaltezza di 35 metri, con i rami che creano una chioma di 42 metri circa. Il rivestimento, in legno lamellare, custodisce unâanima dâacciaio, realizzata nelle fonderie bresciane, per garantire la maggiore soliditĂ possibile alla struttura
Il montaggio della struttura centrale
stallazione, edificio, opera dâarte, che rimanda al Rinascimento, ma non solo. LâAlbero della Vita è âil simbolo della Natura Prigenia, la grande forza da cui è scaturito il tuttoâ. Imponenti sono poi i numeri dellâopera: la struttura ha unâaltezza di 35 metri, con i rami che creeranno una chioma di 42 metri circa. Il rivestimento, in legno lamellare, custodisce unâanima dâacciaio, realizzata nelle fonderie bresciane, per garantire la maggiore soliditĂ possibile alla struttura. Il costo dellâAlbero della Vita è di tre milioni di euro, spesa interamente sostenuta dal Consorzio âOrgoglio Bresciaâ, del quale fanno parte
poco meno di venti aziende, con Paolo Franceschetti a presiedere il Consorzio. Un sodalizio che vuol essere simbolo dellâoperositĂ bresciana applicata a concetti quali coraggio e innovazione. Poi câè lâimpegno del raggruppamento di imprese guidato dalla Moretti Interholz di Erbusco per i dodici edifici tematici del cluster Riso e cacao, o quello della Campana Costruzioni per il padiglione dellâUruguay. E ancora gli spazi destinati a Cile, Messico, Irlanda e Spagna affidati alla Albertani Corporates di Edolo, mentre quello dellâAngola sarĂ opera della Wood Beton di Iseo. Segno che le eccellenze del nostro territorio non sono passate inosservate quando si è trattato di dare forma allâarea di Expo. Lâaltra scommessa di casa nostra è invece racchiusa nel progetto âBrendâ (ex âFuori Expoâ), che vedrĂ Palazzo Martinengo Colleoni (lâex tribunale) diventare il centro di aggregazione per il sistema Brescia. In particolare, sarĂ il luogo di rappresentanza delle aziende, ma anche un luogo di ag-
gregazione dove ospitare incontri ed eventi. Unâiniziativa, presentata lo scorso 18 febbraio da Comune di Brescia, Camera di Commercio e Aib, per dare a Brescia e provincia la miglior vetrina possibile durante Expo. Con lâobiettivo, tra gli altri, di offrire ai visitatori che da Milano verranno attratti in cittĂ la possibilitĂ di cogliere tutto quanto il meglio Brescia può offrire. Condivisione è la parola dâordine, dunque, per un progetto che non tramonterĂ con la fine dellâEsposizione milanese, ma è destinato a durare almeno fino al termine del 2015, se non addirittura oltre. Stando ai primi riscontri, il
Lâaltra scommessa di casa nostra è invece racchiusa nel progetto âBrendâ, che vedrĂ Palazzo Martinengo Colleoni (lâex tribunale) diventare il centro di aggregazione per il sistema Brescia. In particolare, sarĂ il luogo di rappresentanza delle aziende e di aggregazione. Lâex Tribunale sarĂ sede di âBrendâ
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EVENTI: IL GRAN TROFEO DELLA RISTORAZIONE ITALIANA, SUPERNOVA E LA CLASSICA MILLE MIGLIA
progetto è partito col piede giusto, suscitando lâinteresse - nel giorno della presentazione al mondo imprenditoriale - di ben 270 aziende, che hanno cosĂŹ potuto familiarizzare con quello che è il concetto alla base di âBrendâ (che è acronimo di Brescia nuove direzioni), che dovrĂ declinare in chiave bresciana proposte e suggestioni dellâEsposizione. Per quello che riguarda lâinvestimento, il pacchetto base con un mese di presenza allâinterno di âBrendâ costerĂ 9mila euro, con le aziende che avranno a disposizione servizio catering, sala conferenze e sala convegni. Intanto il calendario degli appuntamenti sta prendendo forma: il battesimo sarĂ il 7 maggio con il Luigi Micheletti Award 2015. Altri eventi saranno il Gran Trofeo della Ristorazione Italiana, Supernova o la Mille Miglia. Tutte caselle che si vanno via via riempiendo, mentre il tassametro di Expo scorre veloce. Brescia però non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparata. Come dimostra âBrescia Experienceâ, progetto di business per le realtĂ produttive bresciane promosso da Aib insieme alla rete di agenzie di comunicazione Aske. Lâidea è quella di definire pacchetti per le aziende nostrane (con un costo da 9mila ai 70mila euro) nellâottica di monitorare tutte le opportunitĂ che Expo presenterĂ , organizzare incontri con delegazioni straniere, promuovendo workshop o facendo attivitĂ di comunicazione mirata. Un modo per stimolare la connessione e mettere in luce quanto il territorio ha da offrire.
I padiglioni di Expo saranno vetrine del Mondo
Il calendario degli appuntamenti sta prendendo forma: il battesimo sarĂ il 7 maggio con il Luigi Micheletti Award 2015. Altri eventi saranno il Gran Trofeo della Ristorazione Italiana, Supernova o la Mille Miglia. Tutte caselle che si vanno via via riempiendo da qui a maggio.
Lâimpegno bresciano si è speso anche nei cantieri milanesi
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LA NOSTRA REALTĂ Ă INSERITA A PIENO TITOLO NEI PERCORSI LOMBARDI RICONOSCIUTI COME SITI DELLâUNESCO
BRESCIA VERSO EXPO 2015/2: DAL COMPLESSO DI S.GIULIA AI GRAFFITI IN VALCAMONICA PANTONE 281 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 RGB 0 - 40 - 104
Il complesso museale di Santa Giulia incastonato nel cuore antico della cittĂ , il parco di incisioni rupestri di Capo di Ponte che con i suoi pitoti testimonia 12mila anni di storia, la mostra che unisce il cibo e lâarte dei grandi maestri e la prossima rassegna nel Museo della cittĂ sui ÂŤGalli e i romani prima di CesareÂť. Questo in sintesi il biglietto da visita che d e s c r i v e r Ă B re s c i a e provincia nellâambito del ÂŤLombardia Unesco TourÂť, progetto di Regione Lombardia finanziato con 4 milioni di euro per valorizzare, in occasione dellâExpo, i dieci siti Unesco compresi nel territorio regionale.
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Lâapertura della quarta cella del Capitolium, percorso museale che collega senza barriere tutta lâarea archeologica, avverrĂ giusto in tempo per Expo. Il progetto è definitivo e le risorse per portarlo a termine, un milione 300 mila euro, sono state reperite.
Il complesso museale di Santa Giulia è il cuore della cultura bresciana
Lâapertura della quarta cella del Capitolium, percorso museale che collega senza barriere tutta lâarea archeologica, avverrĂ giusto in tempo per Expo. Il progetto è definitivo e le risorse per portarlo a termine, un milione 300 mila euro, a disposizione. Per la riqualificazione dellâintero percorso museale non ci sono piĂš ostacoli. La conferma arriva dal vicesinda143
co e assessore alla Cultura, Laura Castelletti. Obiettivo ultimare i lavori, in parte giĂ a buon punto, perchĂŠ tutto sia pronto entro aprile, giusto in tempo per lâapertura dellâExpo. La scorsa estate sono stati completati gli interventi di consolidamento statico di palazzo Pallaveri, che ospita la sede della Fondazione Brescia Musei e che
UNâOCCASIONE PER PROMUOVERE NON SOLO LE ATTIVITĂ ECONOMICHE, MA ANCHE LA CULTURA BRESCIANA
sorge proprio sopra la quarta cella. ordinaria, secondo Castelletti, ÂŤper Qui al piano terra saranno ricavati valorizzare lâarea del Capitolium la biglietteria e il bookshop che e farla conoscere nel mondoÂť. faranno da ingresso al sito arche- Una sfida che Brescia è pronta a ologico. raccogliere: ÂŤLa cittĂ mantiene Grazie alla soletta che è stata un imprinting manifatturiero, ma costruita si potrĂ accedere diretta- sempre piĂš sta scoprendo nuove mente al pronao del Capitolium vocazioni come quella turistica oppure attraverso la piattaforma spiega il vicesindaco -. Merito elevatrice si potrĂ scendere negli soprattutto di un lavoro di squadra spazi ipogei della quarta cella. che Comune, Brescia Musei, SoProprio lâabbattimento di ogni printendenza hanno messo in attoÂť. barriera architettonica ÂŤper favoLa Pinacoteca Tosio Martirire la massima accessibilitĂ nel nengo, chiusa per lavori di ristrutrispetto totale della caratteristiche turazione dal 2009, non riuscirĂ dellâareaÂť viene sottolineato da ad aprire in tempo per lâExpo, ma Laura Castelletti come un aspetto lâassessore Castelletti ha assicurato qualificante dellâintero progetto. che lâAmministrazione comunale Un altro punto al ha fatto tutto il posquale si è dedicata una sibile per rispondere particolare attenzione Il problema: alla sfida dellâaccoè lâimpiantistica che glienza: ÂŤSta a noi la Pinacoteca consentirĂ un ÂŤlavag- Tosio Martinengo, giocare al meglio le gio costanteÂť dellâaria chiusa per lavori di nostre carte per dimoallâinterno della quarta strarci non solo polo ristrutturazione dal cella. Le peculiaritĂ industriale e tecnolodellâambiente, che lo 2009, non aprirĂ in gico, ma unâautentirendono la piĂš grande tempo per lâExpo. ca capitale dellâarte area ipogea dipinta e della romanitĂ .Âť. dellâepoca romana nel In concomitanza con nord Italia, impongono di limi- lâExpo le sale di Santa Giulia tare lo stress per la struttura che ospiteranno la mostra archeologica inevitabilmente lâafflusso dei vi- ÂŤDai Galli ai Romani. LâItalia setsitatori, alterando il microclima, tentrionale prima di CesareÂť. Per comporterĂ . agevolare i visitatori che da Milano Lâintervento sulla quarta verranno a scoprire i tesori di Brecella ÂŤporterĂ il sito archeologico scia, si proporrĂ un biglietto unico fra quelli piĂš significativi a livello integrato valido per metropolitana, europeo. Consegniamo ai visitatori Bicimia e anche per lâingresso al un unicum in cui tre secoli di storia Vittoriale di Gardone e alla Fonche vanno dallâetĂ repubblicana a dazione Ugo da Como di Lonato. quella imperiale vengono cuciti Introduce i grandi temi di insieme in un unico percorsoÂť. E Expo 2015 (ÂŤNutrire il Pianeta. lâapertura della quarta cella coin- Energia per la VitaÂť) anche la granciderĂ anche con la grande mostra de mostra che a Brescia raccoglie archeologica sullâetĂ romana nel un centinaio di dipinti per racconnord Italia che verrĂ allestita in tare in che modo, dallâetĂ barocca Santa Giulia. Unâoccasione stra- a oggi, lâarte ha rappresentato il 144
I pitoti della Valcamonica
La âprioriaâ del Vittoriale
NUTRIRE IL PIANETA: IL TEMA TROVA RISCONTRO NELLA MOSTRA ALLESTITA A PALAZZO MARTINENGO âIL CIBO NELLâARTEâ
cibo. Sino al 14 giugno, a palazzo Martinengo, sono visitabili i capolavori di celebrati antichi maestri come Campi, Baschenis, Ceruti, Figino, Recco, e, tra i moderni e contemporanei, Magritte, de Chirico, Manzoni, Fontana, Lichtenstein, Andy Warhol. Intitolata ÂŤIl Cibo nellâArte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Andy WarholÂť, la rassegna è stata curata da Davide Dotti, che si è avvalso della collaborazione di un comitato scientifico internazionale per selezionare opere significative, capaci di ricostruire un lungo ed emozionante viaggio attraverso le diverse correnti pittoriche succedutesi nel corso del tempo, dal Barocco al Rococò, dal Romanticismo ottocentesco alle avanguardie del Novecento. Tra i capolavori allestiti, provenienti dalle meravigliose collezioni bresciane, figureranno i ÂŤMangiatori di ricottaÂť di Vincenzo Campi e il ÂŤPiatto di pescheÂť di Ambrogio Figino, considerata la prima natura morta della storia dellâarte italiana, dipinta circa un lustro prima della ÂŤCanestraÂť di Caravaggio. Ecco quindi lo strepitoso pendant di nature morte, mai esposto prima dâora, di Giacomo Ceruti detto Pitocchetto, ma anche il ÂŤTavolo con angurieÂť del pittore divisionista Emilio Longoni e lâÂŤUltima CenaÂť di Andy Warhol, appartenente alla famosa serie in cui il padre della Pop Art ha reinterpretato il ÂŤCenacoloÂť di Leonardo. A chiudere idealmente il percorso, ci sarĂ la spettacolare Piramide alimentare, installazione appositamente realizzata da Paola Nizzoli. Wilda Nervi
Il Capitolium, testimonianza della dominazione romana
Dopo il giustificato scetticismo iniziale, ora ci si rende conto che lâevento Expo può rappresentare unâoccasione fondamentale per promuovere il territorio, le sue specificitĂ e i suoi punti di forza produttivi e culturali. CosĂŹ il sistema Brescia si è messo in moto.
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COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
IL GRUPPO INDUSTRIALE INVESTE 13 MILIONI LâANNO IN ATTIVITĂ DI RICERCA E SVILUPPO
LA RICERCA ITALCEMENTI: AL âKILOMETRO ROSSOâ I NUOVI TREND DELLâEDILIZIA PANTONE 281 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 RGB 0 - 40 - 104
Kilometro Rosso, Bergamo. Eâ in questa sede, deputata con successo alla ricerca, che il Gruppo Italcementi ha posizionato unâattivitĂ strategica finalizzata a creare progetti di innovazione nellâambito delle nuove tendenze di mercato. E lo fa molto seriamente. Italcementi investe circa 13 milioni di euro allâanno in Ricerca e Innovazione e ha un indice di innovazione (definito come rapporto fra i ricavi generati dai progetti di innovazione e i ricavi totali del Gruppo) del 4% con lâobiettivo di aumentarlo nel medio-lungo termine al 5%.
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Il laboratorio Italcementi al Kilometro Rosso di Bergamo
Il mercato delle costruzioni, in particolare per i Paesi maturi, è sempre piĂš orientato verso soluzioni costruttive avanzate di altissimo livello qualitativo e sostenibili. Per questo motivo la ricerca diventa un elemento di primaria importanza a supporto del comparto edile. Lâinnovazione, applicata alla ricerca continua di soluzioni architettoniche sostenibili, rappresenta la leva strategica attraverso la quale costruire il vantaggio competitivo contribuendo, al tempo stesso, al miglioramento della qualitĂ della vita e dellâambiente che ci circonda. Il mercato delle costruzioni, in particolare per i Paesi maturi, è 146
sempre piĂš orientato verso soluzioni costruttive avanzate di altissimo livello qualitativo e sostenibili. In questo contesto Italcementi si pone nello scenario mondiale come interlocutore del sistema imprese tra i piĂš allâavanguardia al mondo, indirizzando lâinnovazione non solo verso lo sviluppo di processi di produzione piĂš efficienti e di materiali altamente
I RISULTATI : DAL CEMENTO LEGGERO E ISOLANTE AL BIANCO CHE NON TEME I FUMI INQUINANTI
performanti, ma verso la trasformazione di una commodity in un prodotto tecnologico al servizio di nuovi modelli costruttivi. Per raggiungere questo obiettivo il Gruppo impiega notevoli risorse e investe sul capitale umano. Sono circa le 170 persone, tra chimici, geologi e ingegneri, impegnate quotidianamente in attivitĂ di Ricerca e Innovazione in Italia e in Francia, mentre il budget annuo destinato alle attivitĂ di Ricerca e Sviluppo è di circa 13 milioni. Attorno allo sviluppo sostenibile ruota la visione di crescita del Gruppo e si declina la strategia di Ricerca e Innovazione di nuovi prodotti e migliori processi produttivi. Elemento chiave di successo è la rete di cooperazioni scientifiche a livello nazionale e internazionale che comprende centri di ricerca, universitĂ , architetti, progettisti, designer e aziende della building community. Obiettivo di questa collaborazione è la riduzione del time-to-market per lâindustrializzazione e la commercializzazione di nuovi prodotti, servizi e processi. Questo approccio si integra perfettamente con la collocazione di i.lab allâinterno del parco scientifico del Kilometro Rosso dove la metodologia multidisciplinare è di fondamentale supporto alle attivitĂ di ricerca e sviluppo. E lâimpegno speso in laboratorio si traduce in cantiere in opere innovative. Abbiamo scelto alcuni esempi per meglio comprendere lâintegrazione fra ricerca e prodotto finito. A Bologna nasce una nuova residenza universitaria. Lâin-
Il cemento bianco che non âingrigisceâ è un brevetto Italcementi
Per raggiungere gli obiettivi il Gruppo impiega notevoli risorse e investe sul capitale umano. Sono circa le 170 persone, tra chimici, geologi e ingegneri, impegnate quotidianamente in attivitĂ di Ricerca e Innovazione in Italia e in un un secondo laboratorio in Francia. tervento realizzato dalla Er.Go, lâAzienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dellâEmilia Romagna, è previsto nellâarea dellâex mercato ortofrutticolo di Bologna e è il frutto di un importante accordo tra Comune di Bologna, Alma Mater StudiorumUniversitĂ di Bologna ed ER.GO. Lâedificio sorge su un area di 6.500 mq con 240 posti letto. La costruzione avrĂ unâarea verde prospiciente che diventerĂ un vero e proprio parco climatico, con importante influenza sugli aspetti di termoregolazione dellâedificio, che sarĂ concepito con le caratteristiche costruttive di maggiore innovazione sul piano del risparmio energetico, quali lâinstallazione di pannelli solari e fotovoltaici. Lâuso 147
di metodologie costruttive ecosostenibili caratterizza la costruzione del tetto, una parete âverdeâ e un tetto âverdeâ che garantirĂ un formidabile isolamento naturale e un gradevole impatto estetico. La residenza ha infatti adottato la Classe Energetica CasaClima âA plusâ. Per questo motivo è stato impiegato i.tech LEGGERO un calcestruzzo leggero, che grazie allâargilla espansa può considerarsi sostenibile, ma resistente che consente solette dallo spessore di 25 centimetri. La nuova chiesa di Bergamo, dedicata a San Giovanni XXIII, che sorge accanto allâOspedale ha una struttura architettonica molto sobria. Ă una sorta di parallelepipedo dal carat-
UNO SFORZO COSTANTE PER ASSECONDARE IL MERCATO, LE IMPRESE E FORNIRE PRODOTTI ECOCOMPATIBILI
tere leggero, lineare e splendente. Per costruirla sono stati coinvolti gli stessi architetti interessati alla progettazione dellâospedale, il francese Aymeric Zublena, Pippo e Ferdinando Traversi dellâomonimo studio bergamasco. Per creare questo spazio semplice dominato dalla luce, importanti sono state le innovazioni e la ricerca sui materiali. Il deambulatorio è custodito da una struttura di sottili colonnine realizzate in cemento ÂŤmangiasmogÂť TX Active (materiale studiato in collaborazione con Styl-Comp e finalista allâOscar europeo dellâinnovazione). E ancora. i.idro DRAIN è un prodotto innovativo che promette di rispettare lâambiente e lâacqua. La riserva marina âTorre Guacetoâ in provincia di Brindisi lo ha scelto per realizzare la âCiclovia degli uliviâ una pista ciclabile lunga oltre un chilometro allâinterno della propria area. Inizialmente la pista doveva essere realizzata con un mortar colorato di terra naturale comprensivo di additivo. Con un intervento effettuato alcuni giorni prima dellâinizio dei lavori si è proposto allâimpresa esecutrice i.idro DRAIN che con il consenso della D.L. è stato accettato in quanto il prodotto presentava delle migliorie rispetto a quello riportato in capitolato. Infine portiamo un altro con la chiesa Dives in Misericordia progettata dallâarchitetto americano Richard Meier. Dives in Misericordia, simbolo del Giubileo 2000, consacrata nel 2003, sorge nel contesto suburbano di Tor Tre Teste a Roma, creando un segno fortemente identitario lĂ dove, sulla qualitĂ architettonica, prevale una densitĂ insediativa oltremodo
Il nuovo cemento bianco TX Active (brevetto mondiale Italcementi Group) promette di mantenere inalterata nel tempo la propria colorazione: lo fa contrastando i fumi dellâinquinamento mantenendo cosĂŹ lâaspetto originario della struttura dove è stato impiegato. disorientante. La sacralitĂ dellâinterno con la vivibilitĂ dei grandi spazi esterni, è caratterizzato da tre grandi vele di calcestruzzo bianco che si gonfiano come sospinte da un vento proveniente da Est. Italcementi, partner tecnico del progetto, ha accompagnato la realizzazione della chiesa attraverso la collaborazione alle fasi di costruzione, alla fornitura di prodotti altamente tecnologici e innovativi tra cui il nuovo cemento bianco TX Active (brevetto mondiale Italcementi Group), fino allo studio dei mix dei calcestruzzi e al loro costante controllo durante le fasi realizzative. Non solo. Lâazione fotocatalitica elimina i diversi agenti inquinanti - scarichi di automobili, 148
fumi prodotti da riscaldamento domestico, scarichi industriali di sostanze chimiche, pesticidi - che vengono a contatto con le superfici cementizie, trasformandoli in sostanze innocue per lâambiente e garantito il mantenimento del colore bianco. In questo modo lâaspetto estetico originario della struttura o del manufatto si conserva inalterato nel tempo. La ricerca Italcementi prosegue quindi con successo. Eâ un esempio di come lâinnovazione e la ricerca possano essere messe al servizio delle imprese edili non solo per la costruzione del nuovo, ma anche per le ristrutturazioni, tema oggi particolarmente interessante. cl.vent.
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PRONTUARIO GIURIDICO AMMINISTRATIVO
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LAVORO - CCNL - Prevedi - istituzione contributo contrattuale - ulteriori chiarimenti - Ministero del Lavoro - âGaranzia Giovaniâ estensione del bonus occupazionale decreto direttoriale n. 11/2015 messaggio Inps n. 1316/2015
- Sicurezza sui luoghi di lavoro - d.lgs. 81/08 ex art.12 - medico competente sorveglianza sanitaria da parte delle Asl conflitto di interessi - interpello n. 27/2014
pag. 154
- Sicurezza sui luoghi di lavoro - d.lgs. n. 81/08 Ministero del Lavoro - cadute dallâalto - dispositivi di ancoraggio - marcatura CE - circolare n. 3/2015 pag. 162
pag. 155
- Ministero del Lavoro - denuncia di infortunio e di malattia professionale - mancato o tardivo inoltro del certificato medico richiesto dallâInail profili sanzionatori - nota 12 gennaio 2015 pag. 156 - Inps - esonero contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato circolare 17/2015 e messaggio n. 1144/2015 chiarimenti
pag. 156
- Inps - legge n. 451/1994 - disoccupazione speciale edile e lavoro autonomo cumulabile - messaggio n. 501/2015
pag. 159
- Inps - flusso âUniemens individualeâ nuova versione del documento tecnico versione 3.0 - nuovo campo obbligatorio
pag. 161
- Testo unico sulla sicurezza - d.lgs. 81/08 decimo elenco dei soggetti abilitati alle verifiche periodiche delle attrezzature
pag. 162
- Legge n. 297/82 - tfr indice rivalutazione mese di gennaio 2015
pag. 162
TRIBUTI
- Chiarimenti sul regime fiscale del ârent to buyâ circolare ministeriale pag. 174
pag. 160
- âSplit paymentâ - condizioni per lâesecuzione dei rimborsi dei crediti Iva in via prioritaria
pag. 174
- Semplificazioni fiscali novitĂ in materia di rimborsi Iva
pag. 175
- Debiti fiscali - riapertura dei temini per la rateizzazione pag. 177
- Inail - Inps - lavoratori italiani allâestero retribuzioni convenzionali per lâanno 2015 effetti contributivi e calcolo dei premi assicurativi circolari n. 28/2015 e n. 16/2015 pag. 160
- Riforma del catasto - chiarimenti sulle modalitĂ di costituzione e funzionamento delle commissioni censuarie
150
pag. 178
PRONTUARIO GIURIDICO AMMINISTRATIVO
INDICI
- Equo canone - Variazione indici prezzi al consumo - Tfr - legge 297/82
- Indice Istat del costo della vita
pag. 179
- Trasporti in conto proprio - limiti allâesonero parziale dallâuso del cronotachigrafo circolare ministeriale
pag. 182
pag. 179
- Rifiuti - nuove norme per la classificazione
pag. 183
- Nuovi modelli unici in edilizia
pag. 183
- Ascensori: aggiornamenti normativi
pag. 183
- Il locatore non è sanzionabile per lâabuso eseguito dal locatario
pag. 183
ANCE INFORMA
pag. 184
pag. 179
LAVORI PUBBLICI
- Anticipazione del prezzo di appalto elevata al 20% e prorogata al 2016
pag. 180
- Centrali di committenza dei Comuni non capoluogo obligo per gli appalti differito al 1/9/2015 pag. 180 - LâAnac riterrebbe opportuno rendere obbligatoria lâiscrizione alle white list
pag. 180
- Avcpass: annullamento della gara per malfunzionamento
pag. 180
- Tutti gli associati in Ati devono sottoscrivere lâofferta
pag. 181
VARIE
- Sistri - azioni di contrasto alle attivitĂ illecite collegamento con il corpo forestale dello Stato
pag. 182
- Rinvio dellâentrata in vigore delle sanzioni relative al Sistri e sospensione delle procedure di sfratto pag. 182
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COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI
DI BRESCIA E PROVINCIA
Carta dei servizi
Via Ugo Foscolo, 6 â 25128 â Brescia tel. 030 399133 fax 030 381798 info@ancebrescia.it www.ancebrescia.it
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ll Collegio dei Costruttori Edili di Brescia offre ai propri associati servizi del tutto gratuiti, specifici per le imprese edili e per quelle che applicano il contratto dellâedilizia. PANTONE 281 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 RGB 0 - 40 - 104
CONSULENZA Il personale dellâAssociazione fornisce alle imprese associate informazione, consulenza e assistenza diretta e immediata, di persona presso la sede, telefonica, o in via telematica. INFORMAZIONE LâAssociazione realizza e distribuisce un proprio periodico mensile di informazione, âNotiziarioâ, specializzato per le imprese edili, integrato da informative immediate spedite separatamente, e cura il tempestivo aggiornamento del proprio sito Internet. ASSISTENZA Le imprese vengono affiancate dai funzionari del Collegio per controversie nei confronti di terzi, dipendenti, committenti, enti pubblici. FORMAZIONE La conoscenza delle normative di settore, lâapprofondimento di tematiche e lâanalisi di ogni specifico problema dellâazienda vengono curati personalmente e direttamente tra i funzionari dellâassociazione ed il personale dellâimpresa. Collaboratori e dipendenti dellâimpresa possono partecipare a corsi semipersonalizzati (da 4 a 6 partecipanti) realizzati presso la sede del Collegio sui principali programmi informatici (di base, internet, posta elettronica, Word, Excel, Access, Autocad, Viz, ,Project, ..) e di aggiornamento sulle norme ISO 9000. CONVENZIONI Apposite convenzioni stipulate dal Collegio (ad esempio per mutui bancari, assicurazioni, bandi di gara, finanziamenti, ecc.), consentono notevoli risparmi o agevolazioni. MATERIE Principali ambiti nei quali si svolge la consulenza, lâinformazione e lâassistenza: - lavoro - qualificazione (soa e iso 9000) - sicurezza - tecnologia e normativa tecnica - urbanistica ed edilizia - fisco e tributi - gestione dellâappalto - ambiente - lavori pubblici - trasporti 152
Sicurezza Adempimenti e informazione specifica sulle normative di riferimento in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con specifico riferimento ai cantieri; ruoli, compiti e responsabilitĂ dei vari soggetti in tema di sicurezza. Adempimenti per lâinformazione e la formazione dei dipendenti; assistenza nella redazione di POS, PIMUS, DUVRI; normativa cantieri. Misure di prevenzione e protezione individuali e collettive. Urbanistica ed edilizia Verifica e esame di pratiche urbanistiche, loro conformitĂ agli strumenti urbanistici e alla normativa regionale e nazionale. Gestione dellâappalto Verifica e stesura dei contratti di appalto, computi metrici estimativi, capitolati; gestione del contratto: applicazione normativa, interpretazione e definizione clausole, verifiche e documenti, definizione delle riserve, convocazione delle parti e gestione del contenzioso con proposte transattive, pareri legali, azioni di recupero crediti, conteggio interessi. Acquisizione finanziamenti di settore. Lavori pubblici DisponibilitĂ banca data di tutti gli appalti pubblicati in Italia, esame dei bandi di gara (valutazione dei requisiti richiesti e della possibilitĂ di partecipazione), costituzione di associazioni temporanee o consorzi, definizione di bandi di gara, valutazione ricorsi, stesura o controllo dei contratti di subappalto, assistenza per le controversie con committente, D.L., subappaltatori, gestione dei lavori (contabilitĂ , riserve, ecc.) Qualificazione (soa e iso 9000) Preesame della situazione dellâimpresa, valutazione della qualificazione acquisibile, predisposizione e spiegazione dellâelenco della documentazione, presentazione delle istanze alle SOA, interlocuzione con le SOA, assistenza per controversie con lâAutoritĂ , monitoraggio continuo delle scadenze per mantenere attivo lâattestato, divulgazione elenco imprese associate attestate SOA. Informazione sulla qualificazione ISO 9000 o di altri settori (sicurezza, ambientale, etica, ecc.) e interlocuzione con consulenti e enti di certificazione. Tecnologia e normativa tecnica Verifica e riscontro della normativa di settore: tecnologia delle costruzioni, opere in c.a., risparmio energetico, isolamento acustico, norme UNI, ecosostenibilitĂ , impianti. Fisco e tributi Imposizione fiscale diretta ed indiretta e precontenzioso. Normativa fiscale delle imprese di costruzione. Sanzioni tributarie. Termini per gli adempimenti e scadenzario. Assistenza fiscale ai dipendenti. Analisi degli aspetti fiscali dei contratti di appalto e subappalto. Agevolazioni, dichiarazioni fiscali e detrazioni 36% e 55%. Mercato Immobiliare: quotazioni e valori OMI. Ambiente Normativa smaltimento rifiuti e tutela dellâambiente. Adempimenti presso gli enti pubblici e le istituzioni per lâottenimento delle autorizzazioni alla gestione e smaltimento dei rifiuti. Pratiche con lâAlbo Gestori Ambientali. Formazione del personale sullâutilizzo del Sistri. Assistenza alla tenuta dei registri di carico e scarico e dei formulari di identificazione dei rifiuti. Predisposizione delle pratiche per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo. Trasporti Assistenza per la richiesta e il rilascio delle autorizzazioni per il trasporto merci. Rapporti con gli enti proprietari delle strade (Anas, Provincia, SocietĂ autostradali) per lâottenimento delle autorizzazioni alla circolazione dei veicoli eccezionali. Pratiche per lâiscrizione e la variazione allâAlbo Gestori Ambientali per il trasporto dei rifiuti. Richiesta agevolazioni fiscali sul gasolio. Consulenza per lâinstallazione di serbatoi e trasporto carburanti. Studio e verifica sulle sanzioni del Codice della strada. 153
Collegio Costruttori Edili
Lavoro Interpretazione ed applicazione dei contratti collettivi e della legislazione sui rapporti di lavoro e gestione del personale; gestione delle vertenze individuali di lavoro con assistenza nella fase pre-giudiziale; gestione delle controversie collettive anche mediante attuazione di incontri con le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori; procedure di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e relativi accordi sindacali; predisposizione licenziamenti; adempimenti INPS, INAIL, CAPE.
LAVORO COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
CCNL PREVEDI - ISTITUZIONE CONTRIBUTO CONTRATTUALE ULTERIORI CHIARIMENTI LâAllegato 6 al verbale di rinnovo del ccnl sottoscritto in data 1° luglio 2014 ha introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2015, lâobbligo di versamento al Fondo Prevedi di un contributo contrattuale, a carico del datore di lavoro, pari a 8 euro mensili da riparametrare sui vari livelli contrattuali, a favore di tutti i lavoratori, sia operai che impiegati, in forza alle imprese edili (cfr. Not. n. 8-9/2014). Con precedente nota informativa, cui si rinvia, (cfr. suppl. n. 1 al Not. n. 1/2015) sono state fornite le prime indicazioni operative per le imprese interessate. Indicazioni tuttâora valide. Ora, in seguito alla approvazione di un vademecum operativo da parte delle Associazioni Nazionali, sono stati chiariti ulteriori elementi che di seguito si illustrano, che peraltro non alterano lâimpianto complessivo giĂ illustrato nella precedente nota. DURC Preliminarmente si segnala che le imprese che non hanno provveduto a versare il citato contributo per il mese di gennaio 2015, potranno effettuare un versamento a conguaglio unitamente alla contribuzione dovuta per il mese di febbraio, senza alcun onere a loro carico. I sistemi di trasmissione delle denunce mensili dovranno prevedere, a partire dalla contribuzione relativa al mese di febbraio, lâobbligatorietĂ di indicare nella denuncia lâimporto del contributo in esame per gli operai dipendenti dalle imprese e la possibilitĂ di riportare nella denuncia, in apposito campo, il citato contributo relativo al mese precedente. I sistemi di trasmissione della denuncia provvederanno anche al controllo della congruitĂ dellâimporto denunciato per il contributo in esame, sulla base dei valori giĂ trasmessi e che comunque si pubblicano anche in calce alla presente. Per gli impiegati, invece, in relazione alla non conoscenza, da parte della Cassa Edile, delle informazioni relative alle giornate lavorative effettuate, lâindicazione dellâimporto non sarĂ obbligatoria nĂŠ lo stesso importo, per gli impiegati part-time, potrĂ essere soggetto ad un controllo di congruitĂ . Ruolo della Cassa Edile Per il Fondo Prevedi, le aziende iscritte ad una Cassa Edile, trasmetteranno alla
Cassa Edile stessa i dati anagrafici relativi ai propri dipendenti, operai e impiegati, non ancora iscritti a Prevedi e, mensilmente, le contribuzioni contrattuali dovute per gli stessi. Per le aziendePANTONE che hanno 281 solo impiegati alle proprie dipendenze, viene CMYK 100 - 72 - 0 - 32confermata la possibilitĂ diRGB versare le contribuzioni al 0 - 40 - 104 Fondo Prevedi ricorrendo allâintermediazione della Cassa Edile territorialmente competente, dichiarando alla stessa le anagrafiche degli interessati (una sola volta) e poi, mensilmente, trasmettendo la denuncia e le relative contribuzioni da versare al Fondo. Oppure, in alternativa, aprendo un canale diretto di comunicazione con il Prevedi. Lâapertura di tale canale richiede il censimento dellâazienda e del rispettivo consulente (si vedano le indicazioni operative del Fondo Prevedi riportate sul sit www.prevedi.it ove sarĂ disponibile una funzionalitĂ che consentirĂ di trasmettere i dati anagrafici dei lavoratori per i quali procedere al versamento contributivo). Ammontare del contributo dovuto Il contributo âcontrattualeâ ai Fondi Prevedi si calcola, per gli operai, dividendo il contributo medesimo per 173 e maggiorando lâimporto del 18,5%. Lâammontare cosĂŹ ottenuto verrĂ moltiplicato per le sole ore di lavoro ordinarie effettivamente prestate. In sostanza il contributo deve essere calcolato, per gli operai e per gli apprendisti operai, con esclusivo riferimento, appunto, alle ore ordinarie effettivamente lavorate. Non dovranno conseguentemente essere calcolate altre tipologie di ore come ad esempio, malattia, cassa integrazione, ecc.. Per gli impiegati, il contributo contrattuale è versato per quattordici mensilitĂ . Per tali lavoratori le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni devono essere computate come mese intero. Per gli impiegati il contributo dovrĂ essere riconosciuto per intero se nel mese abbiano lavorato per almeno 15 giorni di calendario mentre il contributo non sarĂ dovuto qualora abbiano lavorato per meno di 15 giorni di calendario. Sul piano operativo, non si considerano utili al raggiungimento di tale ultimo requisito le giornate di assenza per malattia (compresi gli infortuni extraprofessionali), cassa integrazione e aspettativa non retribuita. Per gli impiegati assunti con contratto parttime, salvo quanto sopra chiarito in merito alla presenza mensile, il contributo contrattuale mensile deve essere riproporzionato in relazione al ridotto orario di lavoro. Il contributo contrattuale non avrĂ incidenza sugli istituti retributivi previsti dai vigenti contratti collettivi, ivi compreso il trattamento di fine rapporto. Da ultimo si sottolinea che il contributo in
154
parola dovrĂ essere arrotondato allâeuro (inferiore o superiore) secondo le normali procedure. Operai PANTONE COOL GRAY 9 CMYK 0 - 0 - 0 - 60 Importo RGB 135Para- 135 - 135
Livelli
Op. IV
metri 140
Livello Op.
130
Specia-
ripara-
metrato
DiImporto
vi-
maggiorato
sore
âŹ
âŹ
11,20
13,2720
âŹ
âŹ
10,40
12,3240
âŹ
âŹ
9,36
11,0916
âŹ
âŹ
8,00
9,4800
173
Importo orario dovuto ⏠0,0767
173
⏠0,0712
lizzato Op.
117
Qualifi-
173
⏠0,0641
cato Op. Co-
100
mune
173
⏠0,0548
Operai discontinui Custodi, guardiani, fattorini uscieri ed inservienti Livelli
Importo orario dovuto
Custodi, guardiani, ⏠0,0456 fattorini uscieri ed inservienti Custodi, portinai, ⏠0,0456 guardiani con alloggio Impiegati Livelli
Parametri
Importo mensile riparametrato e dovuto
Imp. 1^ cat. 200 super
⏠16,00
Imp. 1^ cat.
180
⏠14,40
Imp. 2^ cat.
150
⏠12,00
Assistente 140 Tecnico
⏠11,20
Imp. 3^ cat.
130
⏠10,40
Imp. 4^ cat.
117
⏠9,36
Imp. 4^ cat. 100 1° impiego
⏠8,00
Apprendisti - impiegati: contributo contrattuale mensile: 8 euro - operai: contributo contrattuale orario: 0,05 euro.
LAVORO
MINISTERO DEL LAVORO âGARANZIA GIOVANIâ ESTENSIONE DEL BONUS OCCUPAZIONALE DECRETO DIRETTORIALE N. 11/2015 - MESSAGGIO INPS N. 1316/2015 Si informa che sul sito del Ministero del Lavoro e su quello denominato âGaranzia Giovaniâ (http://www.garanziagiovani.gov. it/Pagine/default.aspx) è stato pubblicato il Decreto Direttoriale n. 11 del 23 gennaio 2015 con il quale sono state apportate modifiche al Decreto Direttoriale n. 1709/2014 che ha introdotto un âbonus occupazionaleâ previsto dal programma âGaranzia Giovaniâ. A tal proposito si rammenta che il programma âGaranzia Giovaniâ permette di ottenere ai datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumono giovani registrati al âProgramma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovaniâ, un incentivo economico. Sono ammessi al programma in parola i giovani di etĂ compresa tra i 16 e i 29 anni (che abbiano assolto al diritto dovere allâistruzione e formazione, se minorenni), non occupati nĂŠ inseriti in un percorso di studio o formazione, in conformitĂ con quanto previsto dallâart. 16 del Regolamento (UE) 1304/13. In particolare, con modifica degli artt. 4, 5 e 7, è stato disciplinato quanto segue: - lâincentivo è riconosciuto anche alle assunzioni effettuate con contratto di lavoro intermittente e a scopo di somministrazione, qualora lâagenzia per il lavoro fruisca, per la stessa assunzione, di remunerazione per lâattivitĂ di intermediazione e accompagnamento; - il bonus è esteso anche al contratto di apprendistato professionalizzante (rimane esclusa la fruizione per le altre due tipologie di apprendistato), nellâimporto stabilito per il rapporto a tempo indeterminato. Nellâipotesi in cui la durata dellâapprendistato inizialmente prevista sia inferiore a 12 mesi, lâimporto complessivo del beneficio è proporzionalmente ridotto; - fermo restando che non è riconosciuto alcun incentivo ulteriore al datore di lavoro in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, è invece possibile fruire del beneficio in caso di proroga del contratto se la durata complessiva dello stesso sia pari o superiore a 6 mesi; qualora la proroga consenta di prolungare la durata del rapporto di lavoro fino ad almeno 12 mesi, il datore di lavoro può chiedere il beneficio ulteriore rispetto a quello giĂ autorizzato per i primi 6 mesi; - il bonus è cumulabile con gli altri incen-
tivi allâassunzione di natura economica o contributiva â anche a carattere regionale - non selettivi rispetto ai datori di lavoro o ai lavoratori e, nei limiti del 50% dei costi salariali, con quelli aventi natura selettiva. Sul punto, nel far riserva di ulteriori comunicazioni a seguito delle istruzioni Inps che dovrebbero essere diramate, si evidenzia, in particolare, che il bonus è cumulabile con lâesonero contributivo previsto dallâart. 1, comma 118, della legge n. 190/14 - legge di stabilitĂ 2015 - (cfr. circolare del Collegio n. , con esclusione dellâapprendistato, con le previsioni di cui agli artt. 1 del decreto-legge n. 76/2013 e 2, comma 30, della legge n. 92/12 (c.d. Riforma Fornero), con lo sgravio contributivo di cui allâart. 22 della legge n. 183/11 (legge di stabilitĂ 2012), nonchĂŠ con le agevolazioni previste dal d.lgs. n. 167/11. Si rammenta inoltre che il Decreto Direttoriale n. 1709/2014, che ha istituito lâincentivo in commento,è stato innovato dal Decreto Direttoriale in esame e dal Decreto Direttoriale n. 63/2014, che ha reso retroattivo il âbonus occupazionaleâ alle assunzioni effettuate dal 1° maggio 2014, data a decorrere dalla quale si applicano le disposizioni del provvedimento in parola. Al riguardo, si segnala, per lâappunto, che lâInps, con messaggio n. 1316/2015, che si riproduce in calce alla presente nota, ha reso noto che sono state aggiornate le procedure informatiche per consentire lâinoltro delle istanze di ammissione al beneficio per le assunzioni effettuate tra il 1° maggio e il 2 ottobre 2014. Inps Roma, 20 febbraio 2015 Messaggio n. 1316 Oggetto: Incentivo allâassunzione di giovani ammessi al âProgramma Operativo Nazionale per lâattuazione della Iniziativa Europea per lâOccupazione dei Giovaniâ (in breve Programma âGaranzia Giovaniâ), previsto dal Decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 8 agosto 2014. PossibilitĂ invio delle istanze relative ad assunzioni decorrenti dal 1° maggio 2014. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti. Come preannunciato nel messaggio n. 9956 del 30 dicembre 2014, in data 16 dicembre 2014 è stato pubblicato - nella sezione âPubblicitĂ legaleâ del sito del Ministero del Lavoro - il Decreto Direttoriale n. 63 del 2 dicembre 2014 che rettifica il Decreto Direttoriale n. 1709 dellâ8 agosto 2014, rendendo retroattivi gli incentivi di cui alla misura âBonus Occupazionaleâ previsto dal Programma âGaranzia Giovaniâ alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1° maggio 2014. A scioglimento della riserva contenuta nel
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citato messaggio, si comunica che le procedure informatiche sono state aggiornate per consentire lâinoltro di istanze di ammissione al beneficio anche per rapporti instaurati nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 2 ottobre 2014. In conformitĂ a quanto disposto dallâart. 10, c.2, del Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali 8 agosto 2014 la verifica delle disponibilitĂ dei fondi sarĂ effettuata secondo il criterio generale, costituito dallâordine cronologico di presentazione dellâistanza stessa. Come di consueto, per ogni dubbio o segnalazione i datori di lavoro potranno inviare un quesito alla Sede presso cui assolvono gli obblighi contributivi, avvalendosi della funzionalitĂ âContattiâ del Cassetto previdenziale aziende; ove non riesca a risolvere il quesito ovvero per problematiche sorte a prescindere dalla proposizione di un quesito esterno, la Sede potrĂ interpellare la Direzione generale, preferibilmente attraverso gli uffici regionali previsti dalla circolare 135/2011, utilizzando lâindirizzo di posta elettronica info.diresco@inps.it per problematiche di carattere giuridico o amministrativo e lâindirizzo supporto.diresco@inps.it per problematiche di carattere informatico. Istruzioni contabili Al fine di rilevare contabilmente lâonere per gli incentivi riconosciuti ai datori di lavoro per lâassunzione dei giovani ammessi al âProgramma Operativo Nazionale per lâattuazione della Iniziativa Europea per lâOccupazione dei Giovaniâ (c.d. âGaranzia Giovaniâ), evidenziati nel flusso UNIEMENS, per il relativo conguaglio, con i codici âL442â e âL443â e le modalitĂ di cui al precedente messaggio n. 9956 del 30/12/2014, in considerazione, altresĂŹ, della decorrenza prevista dal Decreto Direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 63 del 2 dicembre 2014, che rettifica il Decreto Direttoriale n. 1709 dellâ8 agosto 2014, si istituisce, nellâambito della Gestione sgravi degli oneri sociali ed altre agevolazioni contributive (evidenza contabile GAW), il seguente nuovo conto: GAW32144 â Incentivo ai datori di lavoro per lâassunzione di giovani ammessi al âProgramma Operativo Nazionale per lâattuazione della Iniziativa Europea per lâOccupazione dei Giovaniâ (c.d. âGaranzia Giovaniâ) â Decreto Direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 1709 dellâ8 agosto 2014 e n. 63 del 2 dicembre 2014.Gli importi degli incentivi eventualmente restituiti dai datori di lavoro, poichĂŠ indebitamente conguagliati ed evidenziati nel flusso UNIEMENS con il codice âM301â, saranno imputati al conto GAW24144, anchâesso di nuova istituzione. Il nuovo conto GAW32144 dovrĂ essere utilizzato, altresĂŹ, per lâimputazione conta-
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bile dellâincentivo in questione, spettante ai datori di lavoro agricoli. I rapporti finanziari con lo Stato sono definiti direttamente dalla Direzione generale.
MINISTERO DEL LAVORO - DENUNCIA DI INFORTUNIO E DI MALATTIA PROFESSIONALE - MANCATO O TARDIVO INOLTRO DEL CERTIFICATO MEDICO RICHIESTO DALLâINAIL - PROFILI SANZIONATORI - NOTA 12 GENNAIO 2015 Si informa che il Ministero del Lavoro con nota del 12 gennaio 2015, ha espresso il proprio parere in merito al regime sanzionatorio applicabile nei confronti del datore di lavoro che non ottemperi, ovvero adempia tardivamente rispetto al termine fissato dallâInail, alla richiesta di inoltro del certificato medico relativo ad una denuncia di infortunio sul lavoro o di malattia professionale. In primo luogo, il Ministero ricorda che, secondo quanto stabilito, nella loro formulazione originaria, dai commi 1 e 5 dellâart. 53 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124: - la denuncia di infortunio sul lavoro deve essere fatta entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto notizia e deve essere corredata da certificato medico; - la denuncia di malattia professionale deve essere trasmessa dal datore di lavoro, corredata da certificato medico, entro i cinque giorni successivi a quello nel quale il lavoratore ne ha fatto denuncia al datore di lavoro stesso. La mancata o tardiva trasmissione del certificato medico costituivano, quindi, un comportamento direttamente sanzionabile a norma del comma 8 del medesimo art. 53. I Decreti Ministeriali 15 luglio 2005 e 30 luglio 2010, hanno poi aggiunto ai commi 1 e 5 sopra richiamati un periodo ai sensi del quale il datore di lavoro che effettua la denuncia di infortunio o di malattia professionale per via telematica è tenuto a trasmettere il relativo certificato medico soltanto su espressa richiesta dellâInail nelle ipotesi in cui non sia stato direttamente inviato dal lavoratore o dal medico certificatore. Ciò premesso, il Ministero del Lavoro rimarca che lâattuale procedura di denuncia telematica degli infortuni sul lavoro e
delle malattie professionali non introduce novitĂ in merito ai profili sanzionatori della fattispecie contemplati dallâart. 53, comma 8, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124/1965. Ad avviso del Ministero, non si può infatti attribuire al periodo aggiunto ai commi 1 e 5 di tale articolo una autonoma rilevanza ai fini del comportamento sanzionabile, ma soltanto una valenza regolatoria e definitoria della procedura e delle modalitĂ di adempimento, la cui inosservanza contribuisce comunque ad integrare gli estremi della violazione della norma, che sostanzialmente impone lâobbligo della trasmissione sia delle denunce che del certificato medico. Pertanto, il Ministero del Lavoro ritiene che, qualora non ottemperi o adempia tardivamente alla specifica richiesta di inoltro della certificazione medica da parte dellâINAIL, il datore di lavoro è sanzionabile ai sensi del comma 8 del menzionato art. 53 (ed è quindi soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da ⏠1.290,00 ad ⏠7.745,00). Nello specifico, qualora lâINAIL accerti la violazione dellâart. 53 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124/1965, il datore di lavoro, a norma dellâart. 13 del Decreto Legislativo 23 aprile 2004, n. 124, viene diffidato a sanare lâinosservanza ed al pagamento della sanzione amministrativa nella misura minima di ⏠1.290,00. Decorso inutilmente il termine fissato nellâatto di diffida, lâIstituto, ai sensi e per gli effetti degli articoli 14 e 35, comma 7, della Legge 24 novembre 1981, n. 689, provvede alla contestazione della violazione del citato art. 53: in questa ipotesi, a norma dellâart. 16 della stessa Legge n. 689/1981, il datore di lavoro è ammesso, entro sessanta giorni dal ricevimento della contestazione, al pagamento della sanzione amministrativa in forma ridotta, pari ad ⏠2.580,00. Laddove anche tale termine decorra inutilmente, la sanzione amministrativa viene calcolata nella misura intera, sulla base dei criteri indicati dallâart. 11 della Legge n. 689/1981 (gravitĂ della violazione, opera svolta dallâagente per lâeliminazione o lâattenuazione delle conseguenze della violazione, personalitĂ del medesimo e sue condizioni economiche). Si ricorda che, con circolari n. 44 dellâ11 ottobre 2005 e n. 36 del 15 settembre 2010, lâInail, in riferimento allâipotesi di mancato/ tardivo invio del certificato medico richiesto dallâIstituto, ha confermato le istruzioni fornite al punto 6. della circolare n. 22 del 2 aprile 1998, relativamente al procedimento sanzionatorio previsto per le violazioni dellâart. 53 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124/1965.
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INPS - ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE NUOVE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO CIRCOLARE 17/2015 E MESSAGGIO N. 1144/2015 CHIARIMENTI Con la circolare n. 17 del 29 gennaio e con il messaggio n. 1144 del 13 febbraio 2015, lâInps ha fornito indicazioni operative in merito allâincentivo, consistente nellâesonero dal pagamento dei contributi, nel tetto massimo di 8.060 euro annui, per un periodo di 3 anni, accordato ai datori di lavoro con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in regime di part-time, effettuate nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2015. Si tratta del beneficio introdotto, al fine di promuovere nuova occupazione, dallâart. 1, comma 118, della Legge n. 190/2014 (Legge di StabilitĂ 2015). A parere dellâInps, in relazione alla normativa comunitaria, il suddetto esonero contributivo, non è inquadrabile tra quelli disciplinati dallâart. 107 del Trattato sul funzionamento dellâUnione Europea (aiuti concessi dallo Stato ovvero mediante risorse statali) e dunque non rientra nella disciplina comunitaria sugli aiuti c.d. âde minimisâ. Di seguito una sintesi degli aspetti di maggior interesse per le imprese del settore. Datori di lavoro interessati Lâesonero in parola è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore. Pertanto, oltre che alle imprese in senso stretto, lâesonero spetta anche agli studi professionali, alle associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato ecc... Requisiti del datore di lavoro Lâesonero non spetta se il datore di lavoro sia interessato da sospensioni dal lavoro con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, fatti salvi i casi in cui lâassunzione sia finalizzata allâacquisizione di professionalitĂ diverse rispetto a quelle in possesso dei lavoratori interessati dai predetti provvedimenti. Al riguardo, si segnala che il rispetto della presente condizione interessa esclusivamente le assunzioni riferite allâunitĂ produttiva interessata dai sopra citati interventi di integrazione salariale. Inoltre, per la fruizione dellâesonero contributivo di cui si tratta il datore di lavoro che assume deve essere in possesso dei requi-
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siti di regolaritĂ previsti dallâart. 1, commi 1175 e 1176, della Legge n. 296/2006, e dunque possono fruirne solo i datori di lavoro che: - non hanno riportato condanne passate in giudicato per la violazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza; - sono in possesso dei requisiti per il rilascio del Durc; - applicano la parte economica e normativa degli accordi e dei contratti collettivi di lavoro; - non abbiano riportato provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissione di violazione in materia di tutela delle condizioni di lavoro di cui allâallegato A del Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007 (cfr. Not. n. 2/2008). Infatti la Legge n. 296/2006 subordina il godimento di benefici contributivi, tra cui certamente rientra anche lâesonero in commento, al possesso del Durc. A tal fine il Decreto Ministeriale 24.10.2007 ha previsto lâobbligo di inviare una apposita autocertificazione alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) attestante lâinesistenza di provvedimenti amministrativi o giudiziari in ordine alla violazione delle disposizioni penali e amministrative in materia di tutela delle condizioni di lavoro indicate nellâallegato A del medesimo Decreto ovvero il decorso del periodo indicato dallo stesso allegato con riferimento a ciascun illecito. Il Ministero del Lavoro con circolare n. 34/2008 ha chiarito che lâinvio della autocertificazione alla DTL deve precedere la prima richiesta del beneficio fermo restando che, in sede di prima applicazione di tale previsione, lâautocertificazione doveva essere inviata alla DTL entro il 30 aprile 2009 (cfr suppl. n. 1 al Not. n. 3/2009). Tale autocertificazione è da inviare una sola volta salvo comunicare tempestivamente ogni eventuale modifica di quanto dichiarato. In relazione a tale adempimento le imprese possono trovarsi in una delle seguenti situazioni: - è stata inviata la autocertificazione alla DTL e non sono intervenute modifiche: lâimpresa non deve inviare nulla alla DTL; - non è stata inviata la autocertificazione alla DTL: lâimpresa deve inviare alla DTL lâautocertificazione prevista dal Decreto 24.10.2007 prima di iniziare a godere dellâesonero; - è stata inviata la autocertificazione alla DTL ma nel frattempo sono intervenute modifiche: lâimpresa, deve inviare alla DTL lâautocertificazione prevista dal Decreto 24.10.2007 prima di iniziare a godere dellâesonero.
Rapporti di lavoro incentivati Come detto, lâesonero contributivo riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, stipulati nel periodo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, ancorchĂŠ in regime di part-time, con lâeccezione, per quanto interessa le imprese edili, dei contratti di: a) apprendistato; b) lavoro intermittente o a chiamata. A parere dellâInps lâesonero contributivo, ove ne ricorrano le condizioni, trova applicazione anche con riferimento al rapporto di lavoro a tempo indeterminato per lâassunzione di personale con qualifica dirigenziale. Nella circolare n. 17/2015 lâIstituto precisa che lâincentivo allâassunzione non spetta ove lâassunzione medesima costituisca attuazione di un obbligo che scaturisce da norme di legge o del contratto collettivo di lavoro. Peraltro, poichĂŠ la finalitĂ ultima perseguita con lâintroduzione del beneficio contributivo in oggetto è quella di promuovere la massima espansione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, lâInps ha evidenziato che è da ritenere che le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, operate nel rispetto delle complessive condizioni di legge illustrate nellâambito della circolare in commento, fruiscano dellâesonero contributivo a prescindere dalla circostanza che costituiscano (anche) attuazione di un obbligo stabilito da norme di legge o di contratto collettivo di lavoro. A titolo meramente esemplificativo, può fruire dellâesonero contributivo previsto dalla Legge di StabilitĂ 2015, il datore di lavoro privato che, in attuazione dellâobbligo previsto dallâart. 5, comma 4-quater, del d.lgs. n. 368/2001 (che dispone: âil lavoratore che, nellâesecuzione di uno o piĂš contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attivitĂ lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza, fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente piĂš rappresentative sul piano nazionale, nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni giĂ espletate in esecuzione dei rapporti a termineâ), assuma a tempo indeterminato il lavoratore con il quale, nel corso dei dodici mesi precedenti, ha avuto uno o piĂš rapporti di lavoro a termine per un periodo complessivo di attivitĂ lavorativa superiore a sei mesi. Ovviamente lo stesso vale per i casi di trasformazione di un rapporto di lavoro a termine in un rapporto a tempo indeterminato. Allo stesso modo, ha diritto allâesonero contributivo introdotto dalla Legge di StabilitĂ 2015 il datore di lavoro privato che, nella sua qualitĂ di acquirente o affittuario di azienda o di ramo aziendale, in attuazione dellâobbligo previsto dallâart. 47, comma 6, della legge n. 428/1990,
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entro un anno dalla data del trasferimento aziendale, assuma a tempo indeterminato lavoratori a termine che non siano passati alle sue dipendenze. Da ultimo lâIstituto ha chiarito che lâesonero contributivo trova applicazione anche con riferimento allâassunzione dei lavoratori disabili ai sensi dellâart. 3, della Legge n. 68/1999. Requisiti del lavoratore da assumere La fruizione del diritto allâesonero contributivo triennale è subordinata alla sussistenza, alla data dellâassunzione, delle seguenti condizioni: a) il lavoratore, nel corso dei sei mesi precedenti lâassunzione, non risulti occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato; b) il lavoratore, nel corso dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di StabilitĂ 2015 (e dunque per il periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2014), non abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente lâincentivo ovvero con societĂ da questi controllate o a questi collegate ai sensi dellâart. 2359 c.c., nonchĂŠ facenti capo, ancorchĂŠ per interposta persona, al datore di lavoro medesimo. Si tratta: - delle societĂ controllate o collegate, ai sensi dellâart. 2359 c.c., dal/al datore di lavoro che assume; - di soggetti comunque âfacenti capoâ al datore di lavoro che assume, condizione che si riscontra nel caso di etero direzione attraverso persona fisica ovvero per via di assetti proprietari coincidenti sotto il profilo sostanziale. c) il lavoratore non deve avere avuto un precedente rapporto di lavoro agevolato, ai sensi della Legge di StabilitĂ 2015, con lo stesso datore di lavoro che assume. Ulteriori condizioni per il diritto allâesonero La possibilitĂ di usufruire dellâesonero in parola è subordinata, oltre al rispetto dei requisiti sopra visti, ad ulteriori condizioni. Lâesonero contributivo di cui si tratta non spetta ove ricorra una delle seguenti condizioni: a) lâassunzione viola il diritto di precedenza, fissato dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato nellâambito di un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine. Considerato che la fruizione allâesonero contributivo opera, ferme le altre condizioni, anche laddove il lavoratore venga utilizzato mediante contratto di somministrazione, la violazione del predetto diritto di precedenza sussiste anche nel caso di utilizzazione con contratto di somministrazione senza la preventiva offerta di
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riassunzione al lavoratore licenziato in relazione ad un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine; b) lâassunzione riguarda lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento. Anche in questo caso, la nozione di datore di lavoro va intesa tenendo in considerazione gli elementi di relazione, controllo e collegamento sopra illustrati, che vanno opportunamente riferiti al datore di lavoro effettivo, coincidente con lâutilizzatore; c) lâinoltro della comunicazione telematica obbligatoria di cui al D.M. 30.10.2007 (Unilav, Unisomm, ecc.) inerente lâassunzione risulta effettuata decorsi i termini di legge. In tal caso, la perdita dellâesonero attiene al periodo compreso fra la data di decorrenza del rapporto di lavoro agevolato e quella dellâinoltro tardivo della comunicazione obbligatoria. CompatibilitĂ con altre forme di incentivi allâoccupazione Lâesonero contributivo triennale introdotto dalla Legge di StabilitĂ 2015 non è cumulabile con âaltri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigenteâ. Pertanto, assumendo a riferimento le forme di incentivo allâassunzione maggiormente diffuse fruibili in relazione a nuove assunzioni effettuate nel corso del 2015, il predetto esonero contributivo non è cumulabile con lâincentivo per lâassunzione di lavoratori con piĂš di 50 anni di etĂ disoccupati da oltre dodici mesi e di donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree, di cui allâart. 4, commi 8 e seguenti, della legge n. 92/2012. Lâesonero contributivo introdotto dalla legge di stabilitĂ 2015 è invece cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali: a) lâincentivo per lâassunzione dei lavoratori disabili di cui allâart. 13, della legge n. 68/1999; b) lâincentivo per lâassunzione di giovani genitori di cui al decreto del Ministro della gioventĂš 19 novembre 2010, pari a euro 5.000,00 fruibili, dal datore di lavoro, in quote mensili non superiori alla misura della retribuzione lorda, per un massimo di cinque lavoratori. Si ricorda che, a differenza dellâesonero contributivo introdotto dalla Legge di StabilitĂ , la fruizione dellâincentivo allâassunzione di giovani genitori ai sensi del citato regolamento è subordinata al rispetto della disciplina comunitaria sugli aiuti cd. âde
minimisâ e non spetta qualora lâassunzione medesima costituisca attuazione di un obbligo che scaturisce da norme di legge o del contratto collettivo di lavoro, ai sensi dellâart. 4, comma 12, lettera a), della legge n. 92/2012; c) lâincentivo allâassunzione di beneficiari del trattamento Aspi di cui allâart. 2, comma 10-bis, della Legge n. 92/2012, pari al 50% dellâindennitĂ che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto per la durata residua del trattamento. Anche in questo caso, è utile rammentare che, a differenza dellâesonero contributivo introdotto dalla Legge di StabilitĂ , la fruizione dellâincentivo allâassunzione di lavoratori beneficiari del trattamento Aspi è subordinata al rispetto della disciplina comunitaria sugli aiuti cd. âde minimisâ e non spetta qualora lâassunzione medesima costituisca attuazione di un obbligo che scaturisce da norme di legge o del contratto collettivo di lavoro, ai sensi dellâart. 4, comma 12, lettera a), della legge n. 92/2012; d) lâincentivo inerente il âProgramma Garanzia Giovaniâ, di cui al decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 8 agosto 2014, come modificato dal decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 23 gennaio 2015, n. 11 (in corso di registrazione da parte della Corte dei Conti). Difatti, sulla base della predetta modifica, il nuovo articolo 7, comma 3, del citato decreto prevede che lâincentivo è ora cumulabile con altri incentivi allâassunzione di natura economica o contributiva non selettivi rispetto ai datori di lavoro o ai lavoratori; Per quanto concerne lâincentivo sperimentale per lâassunzione a tempo indeterminato di giovani entro i 29 anni di etĂ , di cui allâart. 1, del d.l. n. 76/2013, pari a 1/3 della retribuzione lorda entro il limite mensile di euro 650,00, la cumulabilitĂ con lâesonero contributivo triennale della Legge di StabilitĂ 2015 è ammessa in misura limitata. Difatti, nel concorso di altri regimi agevolati, lâammontare dellâincentivo di cui al d.l. n. 76/2013 non può comunque superare lâimporto dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per cui, unitamente allo sgravio contributivo triennale, il citato incentivo per lâassunzione di giovani entro i 29 anni di etĂ opererebbe solo con riferimento allâeventuale quota di contribuzione a carico del datore di lavoro superiore alla soglia mensile di euro 671,66 (euro 8.060,00/12). A titolo di esempio, sussistendo le condizioni per la fruizione di ambedue i predetti incentivi, a fronte di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro pari, nel mese, a euro 800,00, il datore di lavoro fruisce dellâesonero contributivo ex Legge di StabilitĂ 2015 per un importo massimo pari a euro 671,66 e dellâincentivo sperimentale ex d.l. n. 76/2013 per un importo pari a euro 128,34,
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corrispondenti alla differenza fra lâimporto dei contributi previdenziali (euro 800,00) e quello dellâesonero fruito per effetto della misura in oggetto (671,66). In relazione agli incentivi per lâassunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilitĂ ex art. 6 della legge n. 223/1991, risulta cumulabile con lâesonero contributivo in commento esclusivamente il contributo di cui al comma 4 dellâart. 8 della citata legge, che, per la sua natura di incentivo economico finalizzato allâoccupazione di lavoratori in condizioni di particolare svantaggio, non rientra nella nozione di beneficio di natura contributiva. Pertanto, i datori di lavoro che, a partire dal 1° gennaio 2015, effettuano nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato di lavoratori iscritti nelle liste di mobilitĂ , possono usufruire, ove ricorrano tutte le restanti condizioni, dellâesonero contributivo di cui alla Legge di stabilitĂ 2015 unitamente allâincentivo di natura economica di cui allâart. 8, comma 4, della legge n. 223/1991, pari al 50% dellâindennitĂ mensile che sarebbe spettata al lavoratore per il residuo periodo di diritto alla indennitĂ medesima, fino ad un massimo di 12 mesi ovvero di 24 mesi, per assunzione di lavoratori di etĂ superiore a 50 anni, ovvero di 36 mesi nel caso in cui lâassunzione del lavoratore di etĂ superiore a 50 anni risulti effettuata nelle aree del Mezzogiorno. Analogamente, il predetto cumulo è ammissibile nei casi di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti instaurati con lavoratori iscritti nelle liste di mobilitĂ . Soppressione dei benefici contributivi previsti dallâart. 8, comma 9, della legge n. 407/1990. Come è noto, lâart. 8, comma 9, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, ha introdotto incentivi allâoccupazione a favore dei datori di lavoro che assumono, con contratto a tempo indeterminato, lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari del trattamento straordinario di integrazione salariale da uguale periodo. Lâincentivo è pari alla riduzione del 50% dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di 36 mesi a partire dalla data di assunzione. La misura del predetto sgravio è riferito allâintero ammontare dei contributi a carico del datore di lavoro per assunzioni effettuate da imprese artigiane ovvero da datori di lavoro operanti nei territori del Mezzogiorno. Con lâintroduzione dellâesonero contributivo introdotto dalla Legge di Stabilita 2015 è stato soppresso lâincentivo di cui allâart. 8, comma 9, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, e successive modificazioni, con riferimento alle assunzioni dei lavoratori ivi indicati decorrenti dal 1° gennaio 2015. Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2015, le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati da almeno ventiquattro
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mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale da almeno ventiquattro mesi, non potranno piĂš fruire degli incentivi previsti, fino al 31.12.2014, dallâabrogato art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990. Analogamente, lo sgravio contributivo previsto dalla suddetta norma non potrĂ essere riconosciuto in relazione alle trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, ove effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2015. Si precisa che, per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato di cui alle sopra citate fattispecie effettuate entro il 31.12.2014, il datore di lavoro continuerĂ invece a fruire del beneficio contributivo disciplinato dallâart. 8, comma 9, della legge 407/1990 fino alla naturale scadenza. Misura dellâincentivo Lâesonero contributivo introdotto dalla Legge di StabilitĂ 2015 è pari ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, con eccezione delle seguenti forme di contribuzione: - i premi e i contributi dovuti allâInail (che sono dovuti in forma piena); - il contributo, ove dovuto, al âfondo per lâerogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui allâart. 2120 del c.c. - Fondo di Tesoreria Inpsâ di cui al comma 755 della legge n. 296/2006 (riguarda solamente le imprese che occupavano 50 o piĂš dipendenti al 31 dicembre 2006 o che, se di successiva costituzione, hanno occupato 50 o piĂš dipendenti nellâanno civile di costituzione); - il contributo, ove dovuto, ai fondi di cui allâart. 3, commi 3, 14 e 19, della legge n. 92/2012 (non interessa le imprese edili). La durata del predetto esonero contributivo è stabilita dalla legge in un triennio e decorre dalla data di assunzione del lavoratore, che deve intervenire nellâarco di tempo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. Lâesonero non può comunque essere superiore alla misura massima di 8.060,00 euro su base annua. In relazione ai rapporti di lavoro part-time (di tipo orizzontale, verticale ovvero misto), la misura della predetta soglia massima va adeguata in diminuzione sulla base della durata dello specifico orario ridotto di lavoro in rapporto a quella ordinaria stabilita dalla legge ovvero dai contratti collettivi di lavoro. Analoga operazione di adeguamento è da effettuare in relazione ai contratti di lavoro ripartito sulla base della durata effettiva delle prestazioni rese da ognuno dei due lavoratori coobbligati in rapporto a quella ordinaria stabilita dalla legge ovvero dai contratti collettivi di lavoro. Allo scopo di agevolare lâapplicazione dellâincentivo, la soglia massima di esonero contributivo è riferita al periodo di paga mensile ed è pari a euro 671,66 (euro 8.060,00/12)
e, per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 22,08 (euro 8.060,00/365 gg.) per ogni giorno di fruizione dellâesonero contributivo. Sul piano operativo, lâesonero va applicato in relazione alla misura dei contributi a carico del datore di lavoro, fatte salve le contribuzioni sopra indicate, fino al limite della predetta soglia mensile, opportunamente adeguata in caso di rapporti di lavoro parttime o ripartito. La contribuzione eccedente la predetta soglia mensile potrĂ formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima pari a euro 8.060,00 su base annua. Ad esempio, qualora nei primi tre mesi del rapporto agevolato lâimporto dei contributi a carico del datore di lavoro sia pari ad euro 500,00 mensili e nel corso del quarto mese (ad es. dicembre), assuma il valore di euro 900,00, il datore di lavoro potrĂ comunque fruire dellâesonero per lâintero ammontare dei contributi previdenziali del quarto mese, dal momento che lâeccedenza (euro 228,34 = 900,00-671,66) è inferiore rispetto allâimporto dellâesonero non fruito nei tre mesi precedenti (euro 514,98 = 171,66 x 3). Adempimenti a carico dei datori di lavoro I datori di lavoro aventi titolo allâesonero contributivo in oggetto inoltreranno allâInps, prima della trasmissione della denuncia contributiva del primo mese in cui si intende esporre lâesonero medesimo, la richiesta di attribuzione del codice di autorizzazione â6Yâ, avente il significato di âEsonero contributivo articolo unico, commi 118 e seguenti, legge n. 190/2014â. Detta richiesta andrĂ effettuata avvalendosi della funzionalitĂ âcontattiâ del cassetto previdenziale aziende, selezionando nel campo oggetto la denominazione âesonero contributivo triennale legge n. 190/2014â, utilizzando la seguente locuzione: âRichiedo lâattribuzione del codice di autorizzazione 6Y ai fini della fruizione dellâesonero contributivo introdotto dalla legge n. 190/2014, art. 1, commi 118 e seguenti, come da circolare n. 17/2015â. La sede Inps territorialmente competente attribuirĂ il predetto codice di autorizzazione alla posizione contributiva interessata con validitĂ 1.1.2015-31.12.2018, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo cassetto previdenziale. Per gli ulteriori chiarimenti operativi si rinvia al messaggio n. 1144/2014 e alla circolare n. 17/2015 disponibili, oltre che sul sito dellâInps, anche su quello del Collegio, in calce alla presente nota.
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INPS - LEGGE N. 451/1994 DISOCCUPAZIONE SPECIALE EDILE E LAVORO AUTONOMO - CUMULABILE MESSAGGIO N. 501/2015 Si informa che lâInps con messaggio n. 501 del 21 gennaio 2015, che si riproduce in calce alla presente nota, ha chiarito che in relazione ai trattamenti speciali di disoccupazione edile, previsti dallâart. 11 della Legge n. 223 del 1991 e dallâart. 3 co. 3 della Legge n. 451 del 1994, non sussistono cause di incompatibilitĂ rispetto allo svolgimento di attivitĂ di lavoro autonomo. Tale orientamento, peraltro, recepisce quanto giĂ previsto per lâindennitĂ di mobilitĂ e di disoccupazione Aspi, entrambe compatibili con lo svolgimento di attivitĂ di lavoro autonomo se il reddito che deriva da questâultimo non supera il reddito minimo escluso da imposizione fiscale. Si tratta, in particolare, di un reddito pari ad euro 4.800 per lavoro autonomo ed euro 8.000 per attivitĂ di collaborazione coordinata e continuativa, per il quale è garantito il mantenimento dello status di disoccupato. Il messaggio in parola conclude ricordando che i trattamenti di disoccupazione speciale edile, per i quali il legislatore ha giĂ riconosciuto la possibilitĂ della corresponsione anticipata in unâunica soluzione ai fini di intraprendere unâattivitĂ autonoma, sono compatibili e cumulabili con lo svolgimento di lavoro autonomo, fermo restando il rispetto dei suddetti limiti di reddito. Inps Roma, 21 gennaio 2015 Messaggio n. 501 Oggetto: Trattamento speciale di disoccupazione per lâedilizia di cui al decreto legge del 16 maggio 1994 n . 299 convertito con modificazioni nella Legge n. 4 51 de l 19 9 4 e Legge 23 luglio 1991 n. 223. A seguito di diversi quesiti formulati sia dalla strutture periferiche dellâ Istituto sia dagli utenti sulla compatibilitĂ e cumulabilitĂ dello svolgimento di lavoro autonomo con la percezione dei trattamenti speciali edili di cui alle leggi n. 223 del 1991 e n. 451 del 1994, in assenza di una prassi sullâargomento, si ritiene opportuno formulare alcune considerazioni. Nella Circolare INPS n. 67 del 2011, lâIstituto ha costruito un criterio di compatibilitĂ e cumulabilitĂ dello svolgimento di lavoro autonomo con la percezione dellâindennitĂ di mobilitĂ basato sul presupposto che il legislatore non ha previsto, nella legge n. 223 del 1991, come causa di decadenza dallâindennitĂ , lo svolgimento di lavoro autonomo;
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anzi, in questo caso, ha dato la possibilitĂ , allâinteressato, in unâottica di incentivazione, di richiedere la corresponsione anticipata dellâindennitĂ in unâunica soluzione. Alla luce di quanto sopra, nella citata circolare si è precisato che la percezione dellâindennitĂ di mobilità è compatibile con lo svolgimento di lavoro autonomo, se il reddito che deriva dallo svolgimento di questâultimo, non supera il reddito minimo escluso da imposizione fiscale, reddito che garantisce il mantenimento dello status di disoccupato (pari ad euro 4.800 per lavoro autonomo, euro 8. 000 per attivitĂ di collaborazione coordinata e continuativa). Anche per quanto riguarda i trattamenti speciali edili di cui alle leggi n. 223 del 1991 e n. 451 del 1994, il legislatore non ha previsto come causa di decadenza lo svolgimento del lavoro autonomo, ed anzi, sebbene nellâambito di uno stanziamento finanziario, giĂ esaurito, aveva riconosciuto la corresponsione anticipata del trattamento in unâunica soluzione per intraprendere lo svolgimento di attivitĂ autonoma. Questa circostanza, unitamente alla evoluzione normativa dettata per lâindennitĂ di disoccupazione ASpi, in materia di compatibilitĂ della stessa con lo svolgimento dellâattivitĂ lavorativa autonoma (art. 2, comma 17, della Legge n. 92 del 2012), consente di poter affermare che anche i trattamenti di disoccupazione edile in parola - di cui alle leggi n. 223 del 1991 e n. 451 del 1994 sono compatibili e cumulabili con lo svolgimento di lavoro autonomo, nel rispetto dei limiti indicati nella Circolare INPS n. 67 del 2011. Si invitano gli operatori pertanto ad attenersi alle indicazioni contenute nella suddetta Circolare per valutare i casi concreti di compatibilitĂ che si presenteranno.
INPS - FLUSSO âUNIEMENS INDIVIDUALEâ - NUOVA VERSIONE DEL DOCUMENTO TECNICO - VERSIONE 3.0 - NUOVO CAMPO OBBLIGATORIO Si segnala che lâInps ha rilasciato una nuova versione (Release 3.0 del 25 novembre 2014) del documento tecnico âUNIEMENS individualeâ, disponibile oltre che sul sito dellâIstituto (www.Inps.it) anche in allegato alla presente nota sul sito del Collegio. Le variazioni apportate dallâIstituto alla precedente versione del Documento (Release 2.10 dellâ 11 luglio 2014) sono evidenziate in rosso. Il testo in azzurro segnala le modifiche rispetto al preesistente flusso Emens. Tra le altre novitĂ si segnala che in tale nuova versione è stato introdotto, a decorrere
dalla denuncia Uniemens di competenza del mese di gennaio 2015, un nuovo elemento finalizzato ad individuare il regime contributivo applicabile allâassicurato, denominato RegimePost95, che dovrĂ essere valorizzato con âSâ se la denuncia concerne un lavoratore privo di anzianitĂ contributiva in gestioni pensionistiche obbligatorie al 31.12.1995 (art. 2, comma 18, secondo periodo, legge n. 335/1995) ovvero con âNâ se il lavoratore ha anzianitĂ contributiva in gestioni pensionistiche obbligatorie alla medesima data.
INAIL - INPS - LAVORATORI ITALIANI ALLâESTERO RETRIBUZIONI CONVENZIONALI PER LâANNO 2015 - EFFETTI CONTRIBUTIVI E CALCOLO DEI PREMI ASSICURATIVI CIRCOLARI N. 28/2015 E N. 16/2015 Si informa che lâInail e LâInps hanno fornito rispettivamente le istruzioni a seguito della pubblicazione del Decreto ministeriale 14 gennaio 2015 che ha determinato, come ogni anno, le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti e del calcolo dei premi assicurativi, per lâanno 2015, a favore dei lavoratori italiani operanti allâestero. Si riporta in calce alla presente nota la tabella allegata al Decreto Ministeriale 14 gennaio 2015, recante âDeterminazione, per lâanno 2015, delle retribuzioni convenzionali di cui allâart. 4, comma 1, del Decreto-Legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 ottobre 1987, n. 398â. Inps - circolare n. 16/2015 LâInps sottolinea che, come giĂ precisato nel messaggio n. 995 del 18 gennaio 2012 (cfr. Not. n. 3/2013) le disposizioni del DecretoLegge n. 317/1987 si applicano non solo ai lavoratori italiani, ma anche ai lavoratori cittadini degli altri Stati membri dellâUnione Europea ed ai lavoratori extracomunitari, in possesso di un regolare titolo di soggiorno e di un contratto di lavoro in Italia, inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario. La circolare n. 16/2015 dellâInps fa inoltre presente che, ai sensi dellâart. 2 del citato decreto ministeriale, per i lavoratori in relazione ai quali sono stabilite fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile viene determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, di cui alle tabelle allegate al medesimo decreto.
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Per âretribuzione nazionaleâ, osserva lâInps, si intende il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo fra le parti, con esclusione dellâindennitĂ estero. Tale importo deve poi essere diviso per dodici e, raffrontando il risultato del calcolo con le tabelle del settore corrispondente, deve essere individuata la fascia di retribuzione da prendere a riferimento ai fini degli adempimenti contributivi. Ai sensi dellâart. 3 del decreto in discorso, i valori convenzionali cosĂŹ individuati possono essere ragguagliati a giornata soltanto nei casi di assunzione, risoluzione del rapporto, trasferimento da o per lâestero, nel corso del mese. In queste ipotesi lâimponibile mensile deve essere diviso per ventisei giornate e, successivamente, il valore ottenuto deve essere moltiplicato per il numero dei giorni, domeniche escluse, compresi nella frazione di mese interessata. Anche per lâindennitĂ sostitutiva del preavviso lâobbligo contributivo deve essere assolto secondo il sistema convenzionale, con le modalitĂ indicate dallâInps nel messaggio n. 159 del 30 dicembre 2003. LâIstituto segnala che le retribuzioni di cui al Decreto Ministeriale 14 gennaio 2015 costituiscono base di riferimento per la liquidazione delle prestazioni pensionistiche, delle prestazioni economiche di malattia e maternitĂ , nonchĂŠ per il trattamento ordinario di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati. Al paragrafo A), la circolare in esame evidenzia inoltre che la retribuzione individuata secondo i criteri sopra illustrati può subire delle variazioni: - laddove si verifichi, nel corso del mese, il passaggio da una qualifica allâaltra, ovvero la modifica del trattamento economico individuale da contratto collettivo (nellâambito della qualifica di âquadroâ, e âdirigenteâ, o per passaggio di qualifica). In tali casi deve essere attribuita, con la stessa decorrenza della nuova qualifica, ovvero della variazione del trattamento economico individuale, la retribuzione convenzionale corrispondente al mutamento intervenuto; - nelle ipotesi in cui maturino nel corso dellâanno compensi variabili (quali, ad esempio, lavoro straordinario, premi, ecc.). PoichĂŠ questi ultimi non sono stati inclusi allâinizio dellâanno nel computo dellâimporto della retribuzione globale annua da prendere a base per lâindividuazione della fascia di retribuzione applicabile, sarĂ necessario rideterminare lâimporto della stessa, comprensivo delle predette voci retributive, e dividere nuovamente il valore cosĂŹ ottenuto per dodici mensilitĂ . Se, per effetto del ricalcolo, si dovesse determinare un valore retributivo mensile che comporta una modifica della fascia di retribuzione da prendere a riferimento nellâanno per il cal-
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colo dei contributi rispetto a quella adottata, occorrerĂ procedere ad una operazione di conguaglio, per i periodi pregressi a decorrere dal mese di gennaio dellâanno in corso. Da ultimo, lâInps comunica che le aziende le quali, per il mese di gennaio 2015, hanno operato in difformitĂ dalle disposizioni sopra sintetizzate, possono effettuare la regolarizzazione, senza aggravio di oneri aggiuntivi, entro il 16 aprile 2015, attenendosi alle modalitĂ illustrate alla lettera B) della circolare in esame. Inail - circolare 28/2015 Lâinail con circolare n. 28 del 6 febbraio 2015, ha diramato, per sua competenza, le istruzioni per lâapplicazione del Decreto ministeriale in commento. Si ritiene inoltre opportuno sottolineare come lâInail confermi la propria linea interpretativa circa lâapplicabilitĂ dei valori convenzionali in argomento anche alle qualifiche dellâarea dirigenziale, in deroga alla norma generale introdotta dallâart. 4 comma 1, del Decreto Legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, che ha esteso lâobbligo assicurativo alla predetta categoria di lavoratori a far data dal 16 marzo 2000, fissando, nel contempo, la retribuzione valevole ai fini contributivi e risarcitivi in misura pari al massimale per la liquidazione delle rendite: in proposito si richiamano le indicazioni a suo tempo fornite dalla Confindustria. La circolare in esame ricorda che, secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale 14 gennaio 2015: - le retribuzioni convenzionali mensili individuate nelle tabelle allegate allo stesso provvedimento sono frazionabili in ventisei giornate soltanto nei casi di assunzioni, risoluzioni del rapporto di lavoro e trasferimenti da o per lâestero intervenuti nel corso del mese; - per i lavoratori per i quali sono previste fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile da assoggettare a contribuzione è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, di cui alle citate tabelle. La âretribuzione nazionaleâ, osserva lâInail, consiste nel trattamento economico mensile (cioè il trattamento previsto dal contratto collettivo nazionale della categoria diviso per dodici) comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo fra le parti, con esclusione della âindennitĂ esteroâ. Qualifica
Retribuzione Convenzionale Mensile
OPERAI Operai
1.920,52
Impiegati dâordine
Impiegati di con- 2.600,45 cetto Impiegati direttivi di 3.218,31 VI livello Impieg. direttivi di 3.698,10 VII livello Qualifica
IMPIEGATI
2.258,75
Retribuzio- Retribuzione Naziona- n e C o n le Mensile venzionale Mensile
QUADRI Fascia I
f i n o a 3.961,01
II
da 3.961,02 4.267,51 a 4.267,51
III
d a 4.574,01 4.267,52a 4.574,01
IV
da 4.574,02 4.880,51 a 4.880,51
V
da 4.880,52 4.880,52 in poi
3.961,01
DIRIGENTI Fascia I
f i n o a 5.889,88 5.889,88
II
da 5.889,89 6.974,31 a 6.974,31
III
da 6.974,32 8.058,71 a 8.058,71
IV
da 8.058,72 9.143,11 a 9.143,11
V
da 9.143,12 10.227,54 a 10.227,54
VI
d a 11.311,95 10.227,55 a 11.311,95
VII
d a 12.396,36 11.311,96 a 12.396,36
VIII
d a 13.480,78 12.396,37 a 13.480,78
IX
d a 14.565,19 13.480,79 a 14.565,19
X
d a 14.565,20 14.565,20 in poi
Operai specializzati 2.111,71 Operai 4 livello
2.258,75
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SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO - D. LGS. 81/08 EX ART. 12 MEDICO COMPETENTE SORVEGLIANZA SANITARIA DA PARTE DELLE ASL - CONFLITTO DI INTERESSI INTERPELLO N. 27/2014 Si informa che con interpello n. 27 del 31 dicembre 2014, che si riproduce in calce alla presente, il Ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti in ordine alla possibilitĂ di avvalersi delle prestazioni della ASL per ciò che attiene lâattivitĂ di sorveglianza sanitaria e le altre attivitĂ riconducibili al medico competente previste dal D.Lgs. n. 81/08 e successive modifiche e integrazioni, atteso che il comma 3 dellâart. 39 del medesimo decreto stabilisce che il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attivitĂ di vigilanza, non può prestare ad alcun titolo attivitĂ di medico competente. Ministero del Lavoro Roma, 31 dicembre 2014 Interpello n. 27 Oggetto: art. 12, D .Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito sul conflitto di interessi delle AA.SS. LL nel! âesplicare le attivitĂ di âsorveglianza sanitariaâ assegnate al medico competente. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha inoltrato istanza di interpello in merito al possibile conflitto di interessi derivante dalla stipula di convenzioni tra alcuni enti pubblici e alcune aziende sanitarie per lo svolgimento delle attivitĂ di sorveglianza sanitaria, in relazione a quanto previsto dallâart. 41, comma l, del D.Lgs. n. 81/2008 secondo cui la sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente. L âinterpellante nel far presente che tale situazione appare notevolmente diffusa in alcune regioni, considerato che âtra le competenze istituzionali delle Aziende Sanitarie Provinciali, l âattivitĂ di âmedicina del lavoro â riguarda le attivitĂ di vigilanza e non giĂ quelle di sorveglianza, come espressamente indicato dal/ âart. 13â, chiede di sapere se .. risulti praticabile la possibilitĂ di avvalersi delle prestazioni delle Aziende Sanitarie Provinciali per quanto attiene al/ âattivitĂ di âsorveglianza sanitariaâ e alle altre attivitĂ del medico competente previste dal D.Lgs. n. 81/2008â. Al riguardo si osserva che lâart. 39 al comma 2, del D.Lgs. n 81/2008 prevede che il medico competente svolge la propria opera in qualitĂ di:
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a) dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, convenzionata con lâimprenditore; b) libero professionista; c) dipendente del datore di lavoro. Al successivo comma 3 che âil dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attivitĂ di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attivitĂ di medico competente â. Tutto ciò premesso la Commissione fornisce le seguenti indicazioni. Il contenuto letterale delle norme sopra citate chiaramente consente al datore di lavoro, tramite convenzioni con una struttura pubblica, come una ASL, o anche con una struttura privata, di potersi avvalere, per lâeffettuazione della sorveglianza sanitaria, dellâattivitĂ di medici competenti dipendenti di tali strutture. Resta esclusa la possibilitĂ di potersi avvalere, per effettuare lâattivitĂ di medico competente, di dipendenti di strutture pubbliche assegnati ad uffici che svolgono una attivitĂ di vigilanza, per i quali vige il divieto assoluto di poter svolgere tale funzione âad alcun titolo e in a/erma parte del territorio nazionaleââ. Stante la previsione dellâart. 41 del D.Lgs. n. 81/2008, per cui la sorveglianza sanitaria è effettuata esclusivamente dal medico competente, il datore di lavoro può avvalersi delle prestazioni delle Aziende Sanitarie Locali per quanto attiene allâattivitĂ di âsorveglianza sanitariaââ e alle altre attivitĂ di medico competente previste dal D.Lgs. n. 81/2008, limitatamente alla messa a disposizione dellâopera di dipendenti di tale struttura, se in possesso dei titoli e dei requisiti previsti dallâart. 38 e sempre che non sussistano condizioni di incompatibilitĂ , di cui al comma 3 dellâart. 39, previa sottoscrizione di una specifica convenzione per lâeffettuazione dellâattivitĂ di medico competente.
SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO - D. LGS. 81/08 - MINISTERO DEL LAVORO - CADUTE DALLâALTO - DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO MARCATURA CE CIRCOLARE N. 3/2015 Si informa che il Ministero del Lavoro con circolare n. 3 del 12 febbraio 2015 ha fornito chiarimenti in merito alla marcatura CE dei dispositivi di ancoraggio per la protezione contro le cadute dallâalto. Tali chiarimenti, evidenziano le differenze tra le seguenti due tipologie di dispositivi: - I dispositivi di ancoraggio installati non
permanentemente nelle opere di costruzione, che quindi seguono il lavoratore e sono caratterizzati dallâessere amovibili e trasportabili; - I dispositivi di ancoraggio installati permanentemente nelle opere stesse, e che pertanto sono fissi e non trasportabili (compresi quelli con componenti rimovibili perchĂŠ, ad esempio, avvitati ad un supporto). I primi,essendo âtenutiâ dallâutilizzatore durante il periodo della sua esposizione al rischio e rimossi alla fine del lavoro, sono considerati dispositivi di protezione individuali (DPI) e come tali sono soggetti alla marcatura CE come DPI ai sensi della Direttiva Europea 89/686/CEE recepita in Italia dal D.Lgs. n. 475/92 e s.m.i.. La seconda tipologia di dispositivi, invece, proprio per il fatto che sono fissi e non trasportabili, non rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. n. 475/92 e pertanto non devono riportare la marcatura CE come DPI. Per il fatto che sono installati permanentemente nelle opere da costruzione, tuttavia, tali dispositivi rientrano nel campo di applicazione del Regolamento UE n. 305/2011 sulla marcatura CE dei prodotti da costruzione. A titolo esemplificativo, si evidenziano le seguenti norme armonizzate ai sensi delle quali devono essere marcati CE come prodotti da costruzione i relativi dispositivi di ancoraggio: - UNI EN 516:2006, che si applica alle âinstallazioni per lâaccesso al tettoâ, fissate in modo permanente a parti strutturali dei tetti inclinati, per potere stare in piedi o camminare durante lâispezione, la manutenzione e la riparazione delle attrezzature e/o degli impianti collocati sul tetto. Le installazioni per lâaccesso ai tetti sono classificate come segue: Classe 1 installazioni che non devono essere usate come punti di ancoraggio ai quali non devono essere agganciati DPI contro le cadute dallâalto o di trattenuta; Classe 2 installazioni che possono essere usate come punti di ancoraggio ai quali possono essere agganciati DPI contro le cadute dallâalto o di trattenuta. - UNI EN 517:2006, che si applica ai ganci di sicurezza per tetti, installati permanentemente a parti strutturali di tetti inclinati. Tali ganci sono progettati per ancoraggio di scale per tetti, nonchĂŠ per supportare piattaforme di lavoro, e possono essere utilizzati simultaneamente come punti di ancoraggio ai quali possono essere agganciati DPI contro le cadute dallâalto o di trattenuta, se certificati in tal senso dal fabbricante. La stessa norma UNI EN 517 non si applica alle installazioni (ganci di sicurezza per tetti) che vengono usate esclusivamente come punti di ancoraggio per DPI contro le cadute dallâalto o di trattenuta.
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TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.LGS. 81/08 - DECIMO ELENCO DEI SOGGETTI ABILITATI ALLE VERIFICHE PERIODICHE DELLE ATTREZZATURE Si rende noto che ĂŠ stato pubblicato il decimo elenco dei soggetti abilitati allâeffettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, di cui allâarticolo 71, comma 11, del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, e s.m.i.. Tale elenco, riportato nel Decreto Direttoriale del 20 gennaio 2015, sostituisce integralmente quello precedente, allegato al Decreto Dirigenziale del 29 settembre 2014. Si ricorda che il datore di lavoro è tenuto a sottoporre le attrezzature di lavoro riportate nellâallegato VII al D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. a verifiche periodiche volte a valutarne lâeffettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dellâINAIL, che vi provvede entro 45 giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati. Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dallâARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati. I verbali redatti allâesito delle verifiche devono essere conservati e tenuti a disposizione dellâorgano di vigilanza. Le verifiche periodiche sono effettuate a titolo oneroso e le relative spese sono a carico del datore di lavoro.
LEGGE N. 297/82 -TFR INDICE RIVALUTAZIONE MESE DI GENNAIO 2015 LâIstat ha comunicato che lâindice dei prezzi al consumo per le famiglie dâoperai ed impiegati per il mese di gennaio 2015 è risultato pari a 106,5. Pertanto dal rapporto tra lâindice del mese di dicembre 2014 e quello di gennaio 2015 risulta che il coefficiente utile per la rivalutazione monetaria al mese di gennaio 2015 del trattamento di fine rapporto maturato ed accantonato al 31 dicembre 2014 è pari a: 1,001250
IMPIEGATI
in vigore dal 1° GENNAIO 2015 IndennitĂ
Premio
Elemento
di produzione 1-1-2011
distinto della retribuzione ex prot.31-7-1992
TOTALE
1-7-2014
di contingenza 1-11-1991
1.630,71 1.467,63 1.223,02 1.141,51 1.059,96 953,97 815,36
533,82 529,63 523,35 521,25 519,16 516,43 512,87
397,22 363,21 301,79 274,67 252,42 226,82 194,92
10,33 10,33 10,33 10,33 10,33 10,33 10,33
2.572,08 2.370,80 2.058,49 1.947,76 1.841,87 1.707,55 1.533,48
Stipendio minimo
QUALIFICHE Imp. 1^ cat. super Imp. 1^ cat. Imp. 2^ cat. Assistente Tecnico Imp. 3^ cat. Imp. 4^ cat. Imp. 4^ cat. 1° impiego
Indennità di mensa: dal 1/1/2013 l'indennità di mensa è fissata in euro 7,76 giornaliere per ogni giorno lavorativo di presenza nel mese. Nel caso di presenze per l'intero mese l'indennità è erogata nell'importo mensile di euro 170,72. Indennità di trasporto: dal 1/1/2013 l'indennità di trasporto è fissata in euro 2,09 giornaliere per ogni giorno lavorativo di presenza nel mese. Nel caso di presenza per l'intero mese l'indennità è erogata nell'importo mensile di euro 46,18. AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' Imp. 1^ cat. super Imp. 1^ cat. Imp. 2^ cat.
13,94 12,85 10,46
OPERAI DI PRODUZIONE CATEGORIE
Operaio di 4° livello Operaio specializzato Operaio qualificato Operaio comune
Custodi, guardiani, fattorini, uscieri ed inservienti (*)
9,62 8,99 8,22
in vigore dal 1° GENNAIO 2015
Paga base oraria dal 1-7-2014
IndennitĂ di contingenza 1-11-1991
IndennitĂ territoriale di settore 1-1-2011
Elemento distinto dalla retribuzione Prot. 31-7-92
6,60 6,13 5,51 4,71
3,01 3,00 2,99 2,96
1,66 1,55 1,39 1,19
0,06 0,06 0,06 0,06
OPERAI DISCONTINUI CATEGORIE
Assist. tecnico Imp. 3^ cat. Imp. 4^ cat.
TOTALE
11,33 10,74 9,95 8,92
in vigore dal 1° GENNAIO 2015
Paga base oraria dal 1-7-2014
IndennitĂ di contingenza 1-11-1991
IndennitĂ territoriale di settore 1-1-2011
Elemento distinto dalla retribuzione Prot. 31-7-92
4,24
2,47
1,07
0,05
Custodi, portinai, guardiani con alloggio (**) 3,77 2,47 0,95 0,04 (*) Operai discontinui di cui all'art.6 e all'allegato A lett.b del ccnl 18/6/2008; (**) Operai discontinui di cui all'art.6 e all'allegato A lett.c del ccnl 18/6/2008. 163
TOTALE
7,83 7,23
TRATTAMENTO ECONOMICO PER MALATTIA, INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE - INDENNITA' GIORNALIERE Quote a carico delle IMPRESE in vigore dal 1° LUGLIO 2014 OPERAI
MALATTIA
INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
1° - 2° - 3° giorno (1)
dal 4° al 20° giorno
dal 21° al 180° giorno
dal 181° al 270° giorno (2)
dal 271° al 360° giorno (3)
dal 1° al 90° giorno (4)
dal 91° giorno in poi
OPERAIO IV LIVELLO
78,77
28,48
11,75
41,24
41,24
16,33
3,69
OPERAIO SPECIALIZZATO
74,65
26,99
11,13
39,09
39,09
15,48
3,50
OPERAIO QUALIFICATO
69,13
25,00
10,31
36,19
36,19
14,33
3,24
OPERAIO COMUNE
61,93
22,39
9,23
32,42
32,42
12,84
2,90
qualifiche
APPRENDISTATO APPRENDISTI MINORENNI MALATTIA
INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
1° - 2° - 3° giorno (1)
dal 4° al 20° giorno
dal 21° al 180° giorno
dal 181° al 270° giorno (2)
dal 1° al 90° giorno (4)
dal 91° giorno in poi
1° semestre
41,48
15,00
6,18
21,72
8,60
1,94
2° semestre
44,93
16,25
6,70
23,53
9,32
2,11
3° semestre
48,39
17,50
7,22
25,34
10,03
2,27
4° semestre
51,85
18,75
7,73
27,15
10,75
2,43
5° semestre
55,30
20,00
8,25
28,96
11,47
2,59
6° semestre
58,76
21,25
8,76
30,77
12,18
2,76
7° semestre
58,76
21,25
8,76
30,77
12,18
2,76
8° semestre
58,76
21,25
8,76
30,77
12,18
2,76
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE MALATTIA
INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
qualifica in essere 3° LIVELLO OPERAIO SPECIALIZZATO 2° LIVELLO OPERAIO QUALIFICATO 1° LIVELLO OPERAIO COMUNE
NOTE
1° - 2° - 3° giorno (1)
dal 4° al 20° giorno
dal 21° al 180° giorno
dal 181° al 270° giorno (2)
dal 271° al 360° giorno (3)
dal 1° al 90° giorno (4)
dal 91° giorno in poi
74,65
26,99
11,13
39,09
39,09
15,48
3,50
69,13
25,00
10,31
36,19
36,19
14,33
3,24
61,93
22,39
9,23
32,42
12,84
2,90
(1) Trattamento da corrispondere soltanto nel caso in cui la malattia superi i 10 giorni consecutivi (2) Trattamento da corrispondere limitatamente alle giornate non indennizzate dall'INPS (3) Trattamento da corrispondere limitatamente alle giornate non indennizzate dall'INPS a favore dei soli operai o apprendisti con anzianità di servizio superiore a tre anni e mezzo (4) Trattamento da corrispondere dal 1° al 90° giorno successivo all'infortunio e/o malattia professionale, per gli eventi occorsi a far data dal 1° novembre 2004
164
TRATTAMENTO ECONOMICO PER MALATTIA, INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE - INDENNITA' GIORNALIERE Quote utili per il rimborso da parte della CAPE in vigore dal 1° LUGLIO 2014 OPERAI
MALATTIA
INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
1° - 2° - 3° giorno (1)
dal 4° al 20° giorno
dal 21° al 180° giorno
dal 181° al 270° giorno (2)
dal 271° al 360° giorno (3)
dal 1° al 90° giorno (4)
dal 91° giorno in poi
OPERAIO IV LIVELLO
75,06
24,77
8,03
37,53
37,53
15,06
2,90
OPERAIO SPECIALIZZATO
71,13
23,47
7,61
35,56
35,56
14,27
2,74
OPERAIO QUALIFICATO
65,87
21,74
7,05
32,93
32,93
13,21
2,54
OPERAIO COMUNE
59,01
19,47
6,31
29,50
29,50
11,84
2,28
qualifiche
APPRENDISTATO APPRENDISTI MINORENNI MALATTIA
INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
1° - 2° - 3° giorno (1)
dal 4° al 20° giorno
dal 21° al 180° giorno
dal 181° al 270° giorno (2)
dal 1° al 90° giorno (4)
dal 91° giorno in poi
1° semestre
39,52
13,04
4,23
19,76
7,93
1,52
2° semestre
42,81
14,13
4,58
21,41
8,59
1,65
3° semestre
46,11
15,22
4,93
23,05
9,25
1,78
4° semestre
49,40
16,30
5,29
24,70
9,91
1,91
5° semestre
52,69
17,39
5,64
26,35
10,57
2,03
6° semestre
55,99
18,48
5,99
27,99
11,23
2,16
7° semestre
55,99
18,48
5,99
27,99
11,23
2,16
8° semestre
55,99
18,48
5,99
27,99
11,23
2,16
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE MALATTIA
INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
qualifica in essere 3° LIVELLO OPERAIO SPECIALIZZATO 2° LIVELLO OPERAIO QUALIFICATO 1° LIVELLO OPERAIO COMUNE
NOTE
1° - 2° - 3° giorno (1)
dal 4° al 20° giorno
dal 21° al 180° giorno
dal 181° al 270° giorno (2)
dal 271° al 360° giorno (3)
dal 1° al 90° giorno (4)
dal 91° giorno in poi
71,13
23,47
7,61
35,56
35,56
14,27
2,74
65,87
21,74
7,05
32,93
32,93
13,21
2,54
59,01
19,47
6,31
29,50
11,84
2,28
(1) Quota utile per il rimborso da parte della CAPE riconosciuta soltanto nel caso in cui la malattia superi i 10 giorni consecutivi (2) Quota utile per il rimborso da parte della CAPE riconosciuta limitatamente alle giornate non indennizzate dall'INPS (3) Quota utile per il rimborso da parte della CAPE riconosciuta limitatamente alle giornate non indennizzate dall'INPS a favore dei soli operai o apprendisti con anzianità di servizio superiore a tre anni e mezzo (4) Quota utile per il rimborso da parte della CAPE riconosciuta dal 1° al 90° giorno successivo all'infortunio e/o malattia professionale, per gli eventi occorsi a far data dal 1° novembre 2004
165
QUADRO DEGLI ONERI PREVIDENZIALI E ASSICURATIVI A CARICO DELLE IMPRESE, DEGLI IMPIEGATI E DEGLI OPERAI Ente al quale sono dovuti i contributi IMPIEGATI OPERAI a carico a carico a carico a carico azienda impiegati azienda operai
I.N.P.S. Fondo pensioni lavoratori dipendenti 23,81% 9,19%(1) 23,81% 9,19%(1) ASpI e Disoccupazione Speciale Edile (2) 2,41% â 2,41% â Assegni familiari (2) 0,68% â 0,68% â Cassa Integrazione Guadagni - Ordinaria (3) 1,90% â 5,20% â - Straordinaria (4) 0,60% 0,30% 0,60% 0,30% IndennitĂ economica di malattia â â 2,22% â Tutela e sostegno maternitĂ e paternitĂ (2) 0,46% â 0,46% â Fondo garanzia trattamento di fine rapporto (5) 0,20% â 0,20% â 30,06% 9,49% 35,58% 39,55%
9,49%
45,07%
(1) Aliquota aggiuntiva ai fondi pensione: 1,00% a carico del dipendente da calcolare sulle retribuzioni eccedenti la prima fascia di retribuzione pensionabile, che per l'anno 2015 è pari ad euro pari 3.844,00 (per 12 mensilitĂ ). (2) A decorrere a decorrere dal 1° gennaio 2006, è previsto un esonero dell'1,80% della contribuzione dovuta alla Cassa Assegni familiari in seguito: - alla riduzione dello 0,80% stabilita dall'art. 120, Legge 23 dicembre 2000, n. 388; - alla riduzione dell'1% stabilita dall'art. 1, commi 361 e 362, Legge 23 dicembre 2005, n. 266. Per fruire di tali riduzioni l'Inps ha previsto il ricorso alla c.d. "nettizzazione" diramando apposite istruzioni operative (cfr. Notiziario n. 12/2005 e suppl. n. 5 al Notiziario n. 12/2005). Ciò comporta che per le imprese industriali, la contribuzione dovuta alla Cassa Assegni familiari è nella percentuale indicata. Per le imprese artigiane (comprese quelle dell'indotto) la "nettizzazione" comporta che la contribuzione per l'ASpI è pari all'1,50% (2,41% - 0,91%) mentre è azzerata (ossia pari allo 0%) la contribuzione per gli Assegni familiari e per la Tutela e sostegno maternitĂ e paternitĂ . (3) Il contributo CIG per gli impiegati e quadri è dovuto nella misura dell'1,90% per le imprese che occupano meno di 50 dipendenti e nella misura del 2,20% per le imprese che occupano piĂš di 50 dipendenti (D.L. 20/1/98, n. 4) (4) Il contributo CIG straordinaria è dovuto: â dalle imprese che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente piĂš di 15 lavoratori. â dalle imprese artigiane (con decorrenza 1° aprile 1991) aventi piĂš di 15 dipendenti ed operanti nellââindottoâ. Ai fini del computo dei dipendenti si deve tenere conto degli apprendisti e dei lavoratori assunti con contratto di Formazione e Lavoro (5) Il contributo Fondo garanzia trattamento di fine rapporto è dovuto in misura piena solo dai datori di lavoro che non conferiscono, neppure in parte, il trattamento di fine rapporto ad un fondo di previdenza complementare ovvero al Fondo di Tesoreria presso lâInps. Dal 1° gennaio 2013 è stato introdotto un contributo addizionale pari all'1,40% della retribuzione imponibile, a carico dei datori di lavoro, con riferimento ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato. Tale contributo addizionale non è dovuto nel caso di lavoratori assunti con contratto a temine in sostituzione di lavoratori assenti.
166
QUADRO DEGLI ONERI PREVIDENZIALI E ASSICURATIVI PER LE IMPRESE INDUSTRIALI PRODUTTRICI DI CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO Ente al quale sono dovuti i contributi IMPIEGATI OPERAI a carico a carico a carico a carico azienda impiegati azienda operai
I.N.P.S. Fondo pensioni lavoratori dipendenti 23,81% 9,19%(1) 23,81% 9,19%(1) ASpI (2) 1,61% â 1,61% â Contributo mobilitĂ (art.16 L.223/1991) (3) 0,30% â 0,30% â Assegni familiari (2) 0,68% â 0,68% â Cassa Integrazione Guadagni - Ordinaria (4) 1,90% â 1,90% â - Straordinaria (5) 0,60% 0,30% 0,60% 0,30% IndennitĂ economica di malattia â â 2,22% â Tutela e sostegno maternitĂ e paternitĂ (2) 0,46% â 0,46% â Fondo garanzia trattamento di fine rapporto (6) 0,20% â 0,20% â 29,56% 9,49% 31,78% 39,05%
9,49%
41,27%
(1) Aliquota aggiuntiva ai fondi pensione: 1,00% a carico del dipendente da calcolare sulle retribuzioni eccedenti la prima fascia di retribuzione pensionabile, che per l'anno 2015 è pari ad euro pari 3.844,00 (per 12 mensilitĂ ) (2) A decorrere a decorrere dal 1° gennaio 2006, è previsto un esonero dell'1,80% della contribuzione dovuta alla Cassa Assegni familiari in seguito: - alla riduzione dello 0,80% stabilita dall'art. 120, Legge 23 dicembre 2000, n. 388; - alla riduzione dell'1% stabilita dall'art. 1, commi 361 e 362, Legge 23 dicembre 2005, n. 266. Per fruire di tali riduzioni l'Inps ha previsto il ricorso alla c.d. "nettizzazione" diramando apposite istruzioni operative (cfr. Notiziario n. 12/2005 e suppl. n. 5 al Notiziario n. 12/2005). Ciò comporta che per le imprese industriali, la contribuzione dovuta alla Cassa Assegni familiari è nella percentuale indicata. Per le imprese artigiane (comprese quelle dell'indotto) la "nettizzazione" comporta che la contribuzione per l'ASpI è pari allo 0,70% (1,61% - 0,91%) mentre è azzerata (ossia pari allo 0%) la contribuzione per gli Assegni familiari e per la Tutela e sostegno maternitĂ e paternitĂ . (3) Il contributo di mobilità è dovuto dalle imprese (anche quelle artigiane dell'indotto) che occupano mediamente piĂš di 15 dipendenti (compresi apprendisti). (4) Il contributo non è dovuto dalle imprese artigiane. Il contributo è del 2,20% per le aziende con piĂš di 50 dipendenti. (5) Il contributo è dovuto dalle imprese (anche quelle artigiane dell'indotto) che occupano mediamente piĂš di 15 dipendenti. (6) Il contributo Fondo garanzia trattamento di fine rapporto è dovuto in misura piena solo dai datori di lavoro che non conferiscono, neppure in parte, il trattamento di fine rapporto ad un fondo di previdenza complementare ovvero al Fondo di Tesoreria presso lâInps. NOTA: La dichiarazione del numero medio dei dipendenti occupati ai fini della determinazione del contributo dovuto per la CIG va inviata allâINPS in occasione dellâinizio dellâattivitĂ con dipendenti o in caso di modificazione della forza lavoro che influisce sulla misura della contribuzione (cfr. suppl. n. 1 al Not. 12/2003). Circa il contributo addizionale per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato, si rinvia a quanto pubblicato nella precedente tabella.
167
INDENNITAâ SOSTITUTIVA DI MENSA Qualora non venga fornito il servizio mensa, dal 1° gennaio 2013 per ogni giornata di presenza agli operai deve essere corrisposta unâindennitĂ sostitutiva di mensa pari a euro 8,59 giornalieri. LâindennitĂ deve essere corrisposta in misura intera per presenze di almeno 4 ore. Per prestazioni lavorative inferiori a 4 ore, lâindennitĂ deve essere corrisposta in ragione di 1/8 per ogni ora di lavoro. Sulla indennitĂ sostitutiva della mensa non deve essere invece calcolata la maggiorazione C.A.P.E. del 18,50% per ferie e gratifica natalizia.
INDENNITAâ CONCORSO SPESE TRASPORTO Dal 1° gennaio 2013, lâindennitĂ a titolo di concorso nelle spese di trasporto è fissata nelle seguenti misure: a) per spostamenti allâinterno del comune di residenza o di abituale dimora dellâoperaio: euro 25,00 mensili; b) per spostamenti fuori dal comune di residenza o di abituale dimora: - da 0 a 7 Km. euro 44,65 mensili, pari ad euro 2,02 per ogni presenza giornaliera - da 7,01 a 16 Km. euro 62,53 mensili, pari ad euro 2,84 per ogni presenza giornaliera - da 16,01 a 28 Km. euro 78,03 mensili, pari ad euro 3,54per ogni presenza giornaliera - da 28,01 a 41 Km. euro 87,49 mensili, pari ad euro 3,97 per ogni presenza giornaliera - oltre 41 Km euro 101,07 mensili, pari ad euro 4,59 per ogni presenza giornaliera LâindennitĂ di cui al punto b), da erogare con le indicate decorrenze, non può, comunque, superare i limiti delle quote mensili surriportate.
PERCENTUALE COMPLESSIVA CASSA ASSISTENZIALE PARITETICA EDILE -
18,50% 2,50% 4,30% 0,05% 0,20% 2,048% 0,75% 0,27% 0,07% 0,10% 0,25% 0,50%
per gratifica natalizia e ferie, (a carico dellâimpresa). per contributo alla C.A.P.E. (a carico dellâoperaio 0,417%) per anzianitĂ professionale edile ordinaria (a carico dellâimpresa). per contributo oneri Fondo Prevedi (a carico dellâimpresa). per fornitura calzature da lavoro (a carico dellâimpresa). per quota territoriale e quota nazionale di adesione contrattuale (1,024% a carico dellâoperaio) per contributo Fondo Addestramento Professionale (a carico dellâimpresa) per Comitato Paritetico Antinfortunistico (a carico dellâimpresa) per Fondo per la sicurezza (a carico dellâimpresa) per Fondo lavori usuranti e pesanti per contributo associativo al Collegio (a carico dellâimpresa) per contributo associativo allâA.N.C.E. (a carico dellâimpresa)
Sistema di versamento Secondo le previsioni di cui allâallegato D al vigente C.C.N.L., a titolo di gratifica Natalizia e ferie, dal 1° ottobre 2000, lâimpresa è tenuta ad effettuare il versamento alla C.A.P.E. nel limite del 14,20% anche se provvede a calcolare lâammontare delle ritenute vigenti a carico dellâoperaio sulla intera maggiorazione del 18,50%. Dal 1° gennaio 2015 la percentuale complessiva da versare alla C.A.P.E. è del 25,238% (di cui 1,441% a carico dellâoperaio). Dal 1° febbraio 2002 i versamenti devono essere effettuati alla C.A.P.E. con cadenza mensile. Le percentuali complessive di cui sopra vanno computate su paga base, indennitĂ di contingenza, indennitĂ territoriale di settore ed elemento economico territoriale limitatamente alle ore ordinarie di lavoro. Agli operai ammalati od infortunati deve essere corrisposto il trattamento economico per ferie e gratifica con le modalitĂ e nei termini indicati nei supplementi n.5 al Not. n. 2/88, n. 1 al Not. n. 11/00, n.1 al Not. n. 5/04, n.1 al Not. n. 11/04, n.1 al Not. n. 3/07, n. 2 al Not. n. 6/2012.
VERSAMENTI ALLA C.A.P.E. PER GLI IMPIEGATI ISCRITTI - 0,90% per contributo alla C.A.P.E. (a carico dellâimpiegato 0,50%) - 0,40% per quota provinciale di servizio (a carico dellâimpiegato 0,20%) La percentuale complessiva dellâ1,30% deve essere calcolata per tutte le mensilitĂ erogate a norma del C.C.N.L. 29/1/2000 su stipendio base, premio di produzione e indennitĂ di contingenza.
168
TRATTENUTE PER IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.PE.F.) La trattenuta per lâI.R.PE.F. deve essere effettuata sulla retribuzione totale alla mano (per gli operai paga base oraria, indennitĂ di contingenza, indennitĂ territoriale di settore E.D.R. e E.E.T, maggiorazione 18,50% per ferie, festivitĂ e gratifica natalizia, 4,95 per riposi annui, indennitĂ di trasporto, eventuali integrazioni salariali) al netto delle quote dei contributi a carico dei lavoratori.
ALIQUOTE SULLA RETRIBUZIONE IMPONIBILE Scaglione di reddito
Aliquota %
Importo degli scaglioni annui
Ragguaglio a mese
fino ad euro 15.000
23
su euro 15.000
euro 1.250,00
oltre euro 15.000 fino ad euro 28.000
27
sui successivi euro 13.000
euro 1083,33
oltre euro 28.000 fino ad euro 55.000
38
sui successivi euro 27.000
euro 2.250,00
oltre euro 55.000 fino ad euro 75.000
41
sui successivi euro 20.000
euro 1.666,66
oltre euro 75.000
43
ADDIZIONALE REGIONE LOMBARDIA PER REDDITI ANNO 2014 Scaglione di reddito fino ad euro 15.000,00
Aliquota % 1,23
da euro 15.000,01 fino ad euro 28.000,00
1,58
oltre euro 28.000,01
1,73
PER REDDITI ANNO 2015 Scaglione di reddito fino ad euro 15.000,00
Aliquota % 1,23
da euro 15.000,01 fino ad euro 28.000,00
1,58
da euro 28.000,01 fino ad euro 55.000,00
1,72
da euro 55.000,01 dino ad euro 75.000,00
1,73
oltre euro 75.000,01
1,74
DETRAZIONI PER SPESE DI PRODUZIONE DEL REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE O EQUIPARATO (Legge di StabilitĂ 2014)
- Reddito complessivo non superiore a 8.000 euro Lâimporto della detrazione è fissato in 1.880 euro annui, da rapportare ai periodi di lavoro nell'anno. Lâammontare annuo non può essere inferiore a 690 euro. In caso di rapporti di lavoro a tempo determinato la detrazione non può essere inferiore a 1.380 euro. - Reddito complessivo compreso tra 8.001 euro e 28.000 euro La detrazione è fissata in via teorica, nellâimporto di euro 978 aumentato dellâimporto risultante dalla seguente formula: 902 X (28.000 â RC) : 20.000 = F (Importo di aumento della detrazione). Pertanto: detrazione annua complessiva = 978 euro + F Gli importi di 978 euro e 902 euro devono essere rapportati al periodo di lavoro nell'anno. - Reddito complessivo compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro La detrazione è fissata in via teorica, nellâimporto di euro 978 moltiplicato per il coefficiente risultante dalla seguente formula: (55.000 â RC) : 27.000 = Coeff
169
DETRAZIONI PER CONIUGE A CARICO - Reddito complessivo non superiore a 15.000 euro La detrazione è fissata in via teorica in 800 euro annui. Per determinare lâimporto effettivo spettante si deve: - determinare il rapporto: RC : 15.000 = Coeff. Se tale rapporto, e cioè âCoeff.â, è uguale a zero la detrazione non spetta. - determinare la detrazione effettiva: 800 euro â 110 X Coeff. = Detrazione effettiva spettante - Reddito complessivo superiore a 15.001 euro ma non a 40.000 euro La detrazione è stabilita nella misura di 690 euro annui, maggiorata di un importo variabile a seconda del reddito complessivo. Pertanto lâimporto complessivo della detrazione, per il caso in esame, può essere cosĂŹ riepilogato: Reddito Complessivo annuo del contribuente
Maggiorazione annua
Detrazione annua complessiva
da 15.001 a 29.000 euro
0
690 euro
da 29.001 a 29.200 euro
10 euro.
700 euro
da 29.201 a 34.700 euro
20 euro
710 euro
da 34.701 a 35.000 euro
30 euro
720 euro
da 35.001 a 35.100 euro
20 euro
710 euro
da 35.101 a 35.200 euro
10 euro
700 euro
da 35.201 e fino a 40.00 euro
0
690 euro
- Reddito complessivo superiore a 40.000 euro ma non a 80.000 euro La detrazione è fissata in via teorica nellâimporto di euro 690 annui. Per determinare lâimporto effettivo spettante si deve: - determinare il rapporto: (80.000 euro â RC) : 40.000 = Coeff. Se tale rapporto, e cioè âCoeff.â, è uguale a zero la detrazione non spetta. - determinare la detrazione effettiva: 690 euro X Coeff. = Detrazione effettiva spettante DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO La detrazione per i figli è fissata in via teorica nellâimporto di 950 euro annui per ciascun figlio a carico, elevati - a 1.220 euro per ciascun figlio di etĂ inferiore a tre anni. - a 1.620 euro per ogni figlio portatore di handicap di etĂ minore o sino a tre anni, oppure a 1.350 euro se di etĂ superiore a tre anni. Per i contribuenti con piĂš di tre figli a carico le detrazioni sono maggiorate di 200 euro per ciascun figlio a carico, compreso il primo. Per determinare lâimporto effettivo spettante si deve: - determinare lâimporto teorico della detrazione spettante (ITDS) Tale importo va individuato applicando i criteri visti (2 figli di cui 1 di tre anni e lâaltro di 5 anni: ITDS = 950 + 1.220 = 2.170 euro) - determinare il rapporto (A â RC) : A = Coeff. Dove: A è una cifra fissa pari a 95.000 maggiorata di 15.000 per ciascun figlio a carico successivo al primo. Se âCoeff.â è inferiore o uguale a zero o uguale ad 1, la detrazione non spetta. - determinare la detrazione effettiva: ITDS X Coeff. = Detrazione annua effettiva spettante Eâ prevista, come regola generale la ripartizione al 50 per cento della detrazione spettante tra i genitori. Previo accordo tra i genitori, è consentito che la detrazione venga assegnata al genitore che possiede il reddito complessivo piĂš elevato. ULTERIORE DETRAZIONE PER GENITORI CON ALMENO QUATTRO FIGLI A CARICO Dal periodio di imposta 2007, in aggiunta alle detrazioni sopra viste, e in caso di presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta unâulteriore detrazione in importo fisso, pari a 1.200 euro annui, indipendentemente dallâammontare del reddito del beneficiario. La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dellâaltro, la detrazione compete a questâultimo per lâintero importo.
DETRAZIONI PER ALTRE PERSONE A CARICO Per le altre persona a carico, compete una detrazione teorica di 750 euro annui. Per determinare lâimporto effettivo spettante si deve: Anche in questo caso per determinare lâimporto effettivamente spettante è necessario: - determinare il rapporto (80.000 euro â RC) : 80.000 = Coeff. - determinare la detrazione effettiva: 750 euro X Coeff. = Detrazione effettiva spettante NOTA BENE In tutti i casi sopra richiamati: - RC è il reddito complessivo annuo del richiedente. - il valore di âCoeff.â va assunto utilizzando solo le prime quattro cifre decimali, adottando il meccanismo del troncamento. - il valore della detrazione effettiva spettante ottenuto dalle formule è quello annuo. Pertanto va rapportato a mese.
170
Dirigenti (dal 1° gennaio 2015)
TRATTAMENTO MINIMO COMPLESSIVO DI GARANZIA - TMCG 1) Dirigenti assunti o nominati dal 1° gennaio 2015 e dirigenti con anzianitĂ di servizio nell'azienda con qualifica di dirigente pari o inferiore a 12 mesi alla data del 1° gennaio 2015: TMCG pari a 66.000 euro annui. 2) Dirigenti con anzianitĂ di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente superiore a 12 mesi alla data del 1° gennaio 2015. Il parametro di TMCG è determinato aumentando il TMCG di 63.000 euro di 1/72 di 17.000 euro (arrotondati a 236 euro) per ogni mese di anzianitĂ di servizio nell'azienda e con la qualifica di dirigente maturata alla data del 1° gennaio 2015. Il calcolo dell'anzianitĂ viene effettuato secondo il criterio di cui all'art. 26, comma 2, del ccnl dei Dirigenti e dunque computando come mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni. 3) Dirigenti con almeno 6 anni di anzianitĂ di servizio nell'azienda con la qualifica di dirigente alla data del 1° gennaio 2015 il TMCG come determinato al precedente punto 2) non può superare l'importo di 80.000 euro. - Il trattamento minimo complessivo di garanzia, negli importi sopra citati, deve essere confrontato con il trattamento economico annuo lordo percepito dal dirigente. Tale verifica deve essere effettuata entro il 31 dicembre di ogni anno. Il trattamento economico annuo lordo riconosciuto al dirigente è costituito da tutti gli elementi della retribuzione mensilmente corrisposta, e cioè tutte le voci âfisseâ tradizionali (il minimo contrattuale, lâex elemento di maggiorazione, lâimporto per scatti di anzianitĂ ), i superminimi ed, inoltre, tutti i compensi, anche in natura, corrisposti in forma continuativa o no, che risultano quantificati in âbusta pagaâ. Non vanno invece computati: il compenso di importo variabile collegato ad indici o risultati concordato individualmente o collettivamente; le eventuali gratifiche una tantum; lâimporto aggiuntivo per rimborso spese non documentabili di cui al primo comma dellâart. 10 del contratto (che a decorrere dal 1° gennaio 2005 è stabilito in cifra fissa). Il trattamento economico annuo lordo da considerare ai fini del confronto del TMCG è quello che deriva dalla sommatoria di quanto effettivamente erogato di mese in mese nellâanno considerato. AUMENTI DI ANZIANITAâ - Dirigenti in servizio alla data del 24 novembre 2004 Nel limite massimo di 10 scatti, sono da riconoscersi i soli aumenti di anzianitĂ che maturano entro il 31 dicembre 2013 nellâimporto di euro 129,11 mensili. - Dirigenti in servizio successivamente alla data del 24 novembre 2004 Non maturano alcun scatto di anzianitĂ come previsto dallâaccordo sottoscritto in data 24 novembre 2004.
CONTRIBUTI DOVUTI ALLâINPS DAL 1° GENNAIO 2015
Dirigenti con anzianitĂ contributiva allâINPDAI, o maturata precedentemente in un regime obbligatorio, al 31/12/1995 (categorie RP e CM) a carico azienda Fondo pensioni lavoratori dipendenti 23,81% ASpI 1,61% Assegni familiari (2) 0,68% Tutela e sostegno maternitĂ e paternitĂ 0,46% Fondo garanzia trattamento di fine rapporto (2) 0,40%
a carico dirigente 9,19% (1) â â â â
26,96% (3) 9,19% 36,15% (1) Aliquota aggiuntiva ai fondi pensione: 1,00% a carico del dirigente da calcolare sulle retribuzioni eccedenti la prima fascia di retribuzione pensionabile, che per l'anno 2015 è pari ad euro 46.123,00 (pari ad euro 3.844,00 per 12 mensilità ) (2) Circa la misura della contribuzione C.U.A.F. e Fondo garanzia trattamento fine rapporto si rinvia a quanto indicato nel quadro dei contributi per operai ed impiegati (3) Le aziende produttrici di calcestruzzo preconfezionato con piÚ di 15 dipendenti devono versare, a carico azienda, il contributo di Mobilità dello 0,30% Dirigenti iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 e privi di anzianità contributiva maturata precedentemente in un regime obbligatorio (categoria CP) a carico a carico azienda dirigente Fondo pensioni lavoratori dipendenti aliquota da applicarsi sino al massimale di euro 96.149,00 Assicurazione disoccupazione Assegni familiari (2) Tutela e sostegno maternità e paternità Fondo garanzia trattamento di fine rapporto (2)
23,81% 1,61% 0,68% 0,46% 0,40%
26,96% (3)
9,19% (1) â â â â 9,19%
36,15% (1) Aliquota aggiuntiva ai fondi pensione: 1,00% a carico del dirigente da calcolare sulle retribuzioni eccedenti la prima fascia di retribuzione pensionabile, che per l'anno 2015 è pari ad euro 46.123,00 e fino al massimale contributivo previsto dallâart. 2 della legge 335/95, che per l'anno 2014 è pari ad euro 100.324,00. (2) Circa la misura della contribuzione C.U.A.F. e Fondo garanzia trattamento fine rapporto si rinvia a quanto indicato nel quadro dei contributi per operai ed impiegati (3) Le aziende produttrici di calcestruzzo preconfezionato con piĂš di 15 dipendenti devono versare, a carico azienda, il contributo di MobilitĂ dello 0,30%.
171
Dirigenti dal 1° gennaio 2015 PREVINDAI A partire dal 2010 è stato introdotto un livello minimo di contribuzione a carico dell'azienda con riferimento ai dirigenti che versano anche la quota a proprio carico e con una anzianità dirigenziale superiore a 6 anni compiuti. Entro il 31 dicembre di ogni anno, ovvero alla cessazione del rapporto, l'impresa verifica il raggiungimento del contributo minimo a suo carico, versando l'eventuale differenza unitamente alla contribuzione del 4° trimestre. Per l'anno 2015 il livello minimo Ê confermato in 4.800 euro. A) Dirigenti già iscritti al Previndai alla data del 28 aprile 1993 a carico azienda
Sulla retribuzione fino a euro 150.000,00 annui
4,00%
a carico dirigente 4,00%
Unitamente al versamento dei contributi di cui alla lettera A), lâimpresa deve trasferire al Previndai, a far data dal 1° gennaio 2005, una quota dellâaccantonamento annuale del T.F.R., di importo pari al 3% della retribuzione lorda globale percepita dal dirigente. Il trasferimento di tale quota comporta una corrispondente riduzione dellâaccantonamento annuale. B) Dirigenti con occupazione di lavoro subordinato precedente al 28 aprile 1993, ma non iscritti al Previndai alla medesima data Sulla retribuzione fino a euro 150.000,00 annui
4,00%
4,00%
Unitamente al versamento dei contributi di cui alla lettera B), lâimpresa deve trasferire al Previndai, a far data dal 1° gennaio 2005, una quota dellâaccantonamento annuale del T.F.R., di importo pari al 4% della retribuzione lorda globale percepita dal dirigente. Il trasferimento di tale quota comporta una corrispondente riduzione dellâaccantonamento annuale. C) Dirigenti di prima occupazione successiva al 27 aprile 1993 Sulla retribuzione fino a euro 150.000,00 annui
4,00%
4,00%
Unitamente al versamento dei contributi di cui alla lettera C), lâimpresa deve trasferire al Previndai lâintera quota dellâaccantonamento annuale del T.F.R. afferente il periodo cui è riferito il versamento contributivo. FASI a carico azienda
a carico dirigente
Assistenza sanitaria integrativa per 468,00 euro dirigenti in servizio iscritti al Fondo al trimestre Assistenza sanitaria integrativa per i dirigenti in pensione 318,00 euro al trimestre
240,00 euro al trimestre
172
â
TABELLA DELLE RETRIBUZIONI E DEI COSTI DELLA MANO D'OPERA IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2015 Si riporta la tabella del costo della manodopera dal 1° gennaio 2015 quale risulta a seguito: - della conclusione, al 31 dicembre 2014, del periodo di sperimentazione per l'erogazione del Premio Cantiere; - del rinnovo del ccnl, sottoscritto in data 1° luglio 2014 che ha previsto: - la riduzione del contributo per il finanziamento della CAPE al 2,5%; - la riduzione del contributo APE - ora FNAPE - fissato al 4,30%; - l'introduzione del contributo contrattuale al Fondo PREVEDI.
173
1) 2) 3) 4)
Paga base oraria IndennitĂ di contingenza IndennitĂ di settore Elemento distinto dalla retribuzione, ex prot. 31/7/1992
A)
Retribuzione diretta
B) B1) C)
IndennitĂ sostitutiva di mensa Oneri medi per il trasporto Ferie, gratifica, riposi, festivitĂ , giornate di assenza pagate in caso di infortunio - oneri contrattuali vari (39,66% su A) Oneri medi lavori fuori zona (14,30% su 1+2+3)
D) E) E1) F) F1)
G) H) I)
OPERAIO quarto livello
OPERAIO specializzato
OPERAIO qualificato
OPERAIO comune
6,60 3,01 1,66 0,06
6,13 3,00 1,55 0,06
5,51 2,99 1,39 0,06
4,71 2,96 1,19 0,06
11,33
10,74
9,95
8,92
1,07 0,36
1,07 0,36
1,07 0,36
1,07 0,36
4,49 1,61
4,26 1,53
3,95 1,41
3,54 1,27
0,08 8,45
0,08 8,04
0,07 7,47
0,06 6,74
1,45
1,37
1,27
1,14
Contributo contrattuale Fondo Prevedi (comprensivo dell'aliquota INPS di solidarietĂ 10%) Contributi INPS - INAIL (51,08% su A(*)+A2+B1+C+imponibile mensa) Contributi enti paritetici - premio professionalitĂ edile - quote di adesione contrattuale primo intervento infortuni - oneri igiene del lavoro (12,76% su A) Oneri contributivi INPS/INAIL calcolati sul 15% delle quote versate alla CAPE per addestramento professionale, funzionamento CAPE e Comitato Antinfortunistico, contributo calzature, fondo lavori usuranti e pesanti Trattamento integrativo per periodi di assenza per malattia, anche professionale ed infortunio (1,21 % su 1+2+3) Trattamento di fine rapporto Contributo associativo e resp. civile (1,45% su A+B+B1+C) COSTO ORARIO Spese generali (in genere 20%) Utile (in genere 10%)
0,07
0,07
0,06
0,06
0,14 1,71 0,25 31,01 6,20 3,72
0,13 1,63 0,24 29,52 5,90 3,54
0,12 1,53 0,22 27,48 5,50 3,30
0,11 1,38 0,20 24,85 4,97 2,98
TOTALE
40,93
38,96
36,28
32,80
A(*): Base imponibile della retribuzione diretta ai fini contributivi depurata della quota CAPE a carico del lavoratore (0,417%). N.B.: Per gli operai addetti alla costruzione di linee elettriche e telefoniche in forza alla data del 30-6-1995 l'ex indennitĂ del 15% calcolata alla data medesima resta da erogare "ad personam".
TRIBUTI COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
CHIARIMENTI SUL REGIME FISCALE DEL âRENT TO BUYâ CIRCOLARE MINISTERIALE (Circolare n. 4/E del 19 febbraio 2015)
Con la circolare n. 4/E del 19 febbraio 2015, lâAgenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sul regime fiscale applicabile, ai fini delle imposte dirette e indirette, ai nuovi contratti di ârent to buyâ ovvero a quei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili. La circolare chiarisce che si tratta di una fattispecie contrattuale che si caratterizza: â per lâimmediata concessione in godimento dellâimmobile verso il pagamento di canoni; â per il diritto del conduttore di acquistare il bene; â per lâimputazione di una quota dei canoni a corrispettivo del trasferimento. In particolare la Circolare approfondisce gli aspetti fiscali (ai fini dellâIVA, dellâimposta di Registro e delle imposte sui redditi) che riguardano: â la quota di canone corrisposta per il godimento dellâimmobile; â la quota di canone corrisposta come anticipazione del corrispettivo; â il successivo trasferimento dellâimmobile; â le somme restituite in caso di mancata conclusione del contratto di compravendita. In particolare lâAgenzia chiarisce che i canoni percepiti per il godimento dellâimmobile sono assimilati a quelli della locazione mentre le quote corrisposte come anticipazione del corrispettivo sono assimilate agli acconti. Pertanto, se il concedente è unâimpresa (soggetto Iva), alle quote di canone imputate a godimento dellâimmobile si applica la disciplina Iva prevista per i canoni di locazione, mentre le quote di canoni corrisposte a titolo di anticipazione del prezzo di cessione (acconti) seguono il trattamento Iva applicabile alle cessioni di immobili. Viene chiarito, inoltre, che nel caso di esercizio del diritto di acquisto dellâimmobile, il momento di effettuazione dellâoperazione si verifica con il passaggio della proprietĂ e la base imponibile è determinata dal corrispettivo di vendita pattuito cui va detratta la somma dei canoni versati dallâacquirente a titolo di anticipazione (acconti). LâAgenzia, infine, chiarisce anche il trattamento fiscale da applicare nelle ipotesi di mancato trasferimento dellâimmobile. Si segnala che la Circolare in parola è disponibile sul sito internet di ANCE Brescia - Collegio Costruttori e che agli uffici può essere richiesta la guida predisposta dallâANCE che offre una completa ed approfondita panoramica sul regime fiscale applicabile al rent to buy.
âSPLIT PAYMENTâ CONDIZIONI PER LâESECUZIONE DEI RIMBORSI DEI CREDITI IVA PANTONE 281 IN VIA PRIORITARIA CMYK 100 - 72 - 0 - 32 (D.M. 20 febbraio 2015) RGB 0 - 40 - 104
Semplificazione del rimborso prioritario del credito IVA derivante dallâapplicazione del meccanismo della âscissione dei pagamentiâ (cd. âsplit paymentâ) per le cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti delle P.A.. Questa la novitĂ contenuta nel Decreto del Ministro dellâeconomia e delle finanze 20 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.48 del 27 febbraio 2015, che modifica il D.M. 23 gennaio 2015, con il quale sono state individuate le modalitĂ operative della âscissione dei pagamentiâ. Come noto, dal 1° gennaio 2015, è in vigore il nuovo sistema dello âsplit paymentâ (art.17-ter del D.P.R. 633/1972[1]), ossia il meccanismo che pone a carico delle Pubbliche Amministrazioni il versamento dellâIVA relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle stesse. Con riferimento al rimborso del credito IVA, lâart.8 del D.M. 23 gennaio 2015 prevede, a favore dei soggetti che effettuano le operazioni assoggettate a âsplit paymentâ, lâesecuzione dello stesso in via prioritaria[2]. In particolare, tale prioritĂ si applica: - a partire dalle richieste di rimborso relative al primo trimestre dellâanno dâimposta 2015 (ossia, a decorrere dal credito IVA maturato
174
nel trimestre gennaio-marzo 2015, da chiedere a rimborso con istanza telematica allâAgenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2015); - limitatamente allâammontare complessivo dellâIVA applicata sulle operazioni soggette al PANTONE meccanismo della COOL GRAY 9 âscissione dei pagamentiâ. CMYK 0 - 0 - 0 - 60 In RGB tal 135 ambito, lâart.8, co.1, del D.M. 23 - 135 - 135 gennaio 2015 stabiliva, in origine, che il rimborso prioritario del credito IVA derivante dallâutilizzo dello âsplit paymentâ potesse essere concesso nel rispetto delle specifiche condizioni previste dallâart.2 del D.M. 22 marzo 2007[3], quali: - esercizio dellâattivitĂ da parte dellâimpresa richiedente da almeno 3 anni, - credito IVA chiesto a rimborso di importo pari o superiore: â a 10.000 euro in caso di rimborso annuale, o a 3.000 euro per quello trimestrale, â al 10% dellâammontare dellâIVA assolta sugli acquisti effettuati nellâanno o nel trimestre cui si riferisce il rimborso. Intervenendo su tale aspetto, lâart.1 del D.M. 20 febbraio 2015 elimina il riferimento a queste condizioni ai fini dellâottenimento dei rimborsi IVA in via prioritaria. In sostanza, alla luce di tale novitĂ , i soggetti che eseguono operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) nei confronti della P.A., sottoposte al sistema dello âsplit paymentâ possono richiedere i rimborsi IVA prioritari, senza le predette limitazioni, giĂ a partire dalle richieste ÂŤrelative al primo trimestre dellâanno dâimposta 2015Âť[4]. Resta fermo che il credito IVA derivante dalle operazioni assoggettate alla âscissio-
TRIBUTI
ne dei pagamentiâ può essere utilizzato, oltre che a rimborso (prioritario), anche in compensazione con altre imposte o contributi (cd. compensazione âorizzontaleâ o âesternaâ, mediante Modello F24), in base alle modalitĂ operative riepilogate nel documento tecnico allegato. Note: [1] Introdotto dallâart.1, co.629, lett.b, della legge 190/2014 (legge di StabilitĂ 2015). [2] Ai sensi dellâart.38-bis, co.10, del D.P.R. 633/1972, in base al quale âCon decreti del Ministro dellâeconomia e delle finanze sono individuate, anche progressivamente, in relazione allâattivitĂ esercitata ed alle tipologie di operazioni effettuate, le categorie di contribuenti per i quali i rimborsi di cui al presente articolo sono eseguiti in via prioritariaâ. [3]Si tratta delle condizioni relative al rimborso prioritario del credito IVA a favore dei subappaltatori edili che applicano il meccanismo del âreverse chargeâ. [4] Cfr. lâart.2 del D.M. 20 febbraio 2015.
SEMPLIFICAZIONI FISCALI NOVITĂ IN MATERIA DI RIMBORSI IVA (C.M. 32/E/2014)
Rimborsi IVA fino a 15.000 euro senza garanzia fideiussoria nĂŠ visto di conformitĂ , necessario solo per i rimborsi IVA superiori a 15.000 euro. Lo conferma la Circolare dellâAgenzia delle Entrate 30 dicembre 2014, n.32/E, che illustra le novitĂ in materia di rimborsi IVA contenute nel D.Lgs. 175/2014 cd. âSemplificazioni fiscaliâ[1]. Come noto, lâart.13 del D.Lgs. âSemplificazioni fiscaliâ, riscrivendo lâart.38-bis del D.P.R. 633/1972, prevede la necessitĂ di apporre il visto di conformitĂ sulle dichiarazioni IVA, ovvero sullâistanza trimestrale da cui emerge il credito, al fine di ottenere il rimborso di crediti IVA di importo superiore a 15.000 euro, cosĂŹ come attualmente giĂ previsto per effettuare la compensazione dei medesimi crediti con altri debiti fiscali in capo al contribuente. Viene, inoltre, aumentato lâimporto dei rimborsi per i quali non è richiesta la garanzia fideiussoria, che passa da 5.164 euro a 15.000 euro (pertanto, per ottenere il rimborso di crediti di ammontare pari o inferiore a 15.000 euro, non è piĂš necessaria nĂŠ lâapposizione del visto di conformitĂ , nĂŠ la garanzia fideiussoria). Le citate novitĂ operano dal 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del Provvedimento. Tali modifiche, seppur manifestano lâinten-
zione del Governo di semplificare il procedimento di recupero dei crediti fiscali dei contribuenti, attenuano, ma non azzerano, i costi a carico del contribuente connessi al recupero del credito (siano essi relativi al visto di conformitĂ , piuttosto che alla presentazione della garanzia fideiussoria). Per questo, lâANCE ritiene indispensabile prevedere meccanismi alternativi, in grado di coniugare lâinteresse dellâErario con il diritto del contribuente di vedersi riconosciuto, tempestivamente e senza costi, il rimborso del proprio credito. Tale esigenza si manifesta in modo ancor piĂš evidente per il settore delle costruzioni, dove le imprese presentano una situazione IVA fisiologicamente a credito (per operazioni âattiveâ ad aliquote IVA piĂš basse - 4% o 10% - di quelle applicate sulle operazioni âpassiveâ - es. acquisto di materiali con aliquota ordinaria del 22% - e per lâutilizzo del âreverse chargeâ come subappaltatori). La questione dei rimborsi IVA ha assunto, poi, dal 1° gennaio 2015, importanza anche per le problematiche derivanti dallâentrata in vigore dello âsplit paymentâ, che aggrava la situazione relativa ai crediti IVA vantati dalle imprese del settore delle costruzioni[2]. In particolare, con la C.M. 32/E/2014 lâAgenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito a: â rimborsi iva fino a 15.000 euro In particolare, per i rimborsi IVA fino a 15.000 euro, il contribuente non deve fornire alcuna garanzia fideiussoria[3], ma solo presentare la dichiarazione IVA (per i rimborsi annuali), ovvero lâistanza di rimborso (per quelli infrannuali). Circa il calcolo della soglia dei 15.000 euro, viene precisato che il limite deve essere riferito alla somma delle richieste di rimborso effettuate nel periodo dâimposta (cfr. anche R.M. 165/E/2000). â rimborsi superiori a 15.000 euro senza garanzia fideiussoria Al fine di ottenere rimborsi IVA superiori a 15.000 euro, i contribuenti cd. âvirtuosiâ (ossia i soggetti che, tra lâaltro, esercitano lâattivitĂ dâimpresa da almeno 2 anni e che non abbiano ricevuto avvisi di accertamento o rettifica dellâIVA per determinati importi) devono presentare la seguente documentazione: 1. la dichiarazione o istanza da cui emerge il credito, corredata dal visto di conformitĂ , o la sottoscrizione alternativa[4] da parte dei soggetti a ciò abilitati. Sotto tale profilo, lâAgenzia delle Entrate chiarisce che il visto di conformitĂ (o la sottoscrizione alternativa) sulla dichiarazione è unico, nel senso che vale sia per i rimborsi, sia ai fini della compensazione del credito IVA[5]. Inoltre, viene specificato che tale certifica-
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zione è legata alla modalitĂ di utilizzo del credito IVA (a rimborso o in compensazione), e prescinde dallâammontare complessivo del credito stesso. In sostanza, in presenza di un credito IVA complessivo di 20.000 euro, che il contribuente voglia richiedere per metĂ a rimborso (ad es. 10.000 euro) e per metĂ in compensazione (10.000 euro), il visto di conformitĂ non è necessario per nessuna delle due modalitĂ di utilizzo, visto che gli importi singolarmente considerati non superano i 15.000 euro ciascuno. Resta fermo che, nellâipotesi in cui si intenda, nel medesimo periodo dâimposta, chiedere tutto il credito IVA a rimborso (nellâesempio, pari a 20.000 euro), in unâunica soluzione, o in diversi momenti, è necessario apporre il visto di conformitĂ sulla dichiarazione annuale o sullâistanza di rimborso successiva al superamento del limite di 15.000 euro. In ogni caso, la C.M. 32/E/2014 conferma che il limite di 15.000 euro, oltre il quale è necessario il visto di conformitĂ , si riferisce allâintero periodo dâimposta; 2. la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietĂ [6], che attesti determinati requisiti, ossia che: â soliditĂ patrimoniale - il patrimonio netto non è diminuito di oltre il 40% rispetto alle risultanze contabili dellâultimo periodo dâimposta[7]; - la consistenza degli immobili non è diminuita di oltre il 40% (per cessioni non effettuate nella normale gestione dellâattivitĂ esercitata) rispetto alle risultanze contabili dellâultimo periodo dâimposta. Come chiarito dalla C.M. 54/1999, con riferimento allâanaloga disposizione ad oggi in vigore[8] ÂŤtale requisito non è richiesto nei confronti delle imprese che hanno come oggetto principale della loro attivitĂ la compravendita di immobiliÂť. Pertanto, alla luce del citato chiarimento, si ritiene che la disposizione non riguardi i cd. âimmobili merceâ delle imprese di costruzioni, la cui cessione rientra ÂŤnella normale gestione dellâattivitĂ esercitataÂť e non comporta la suddetta limitazione al rimborso IVA; - lâattivitĂ non è cessata nĂŠ si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nelle predette risultanze contabili. Sotto tale profilo, lâAgenzia delle Entrate chiarisce che le citate informazioni si ricavano dalle risultanze contabili dellâultimo periodo dâimposta, terminato prima della presentazione della dichiarazione o istanza di rimborso. Inoltre, l C.M. 32/E/2014 chiarisce che per il calcolo del periodo dâimposta precedente (âultimo periodo dâimpostaâ) si deve far riferimento alla data della richiesta di rimborso[9];
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â continuitĂ aziendale - per le societĂ di capitali non quotate in borsa, non risultano cedute nellâanno precedente alla richiesta, azioni o quote della medesima societĂ per un ammontare superiore al 50% del capitale sociale; â regolaritĂ nel versamento dei contributi - sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali ed assicurativi. Resta fermo, chiarisce la C.M. 32/E/2014, che il contribuente può scegliere, in tale ipotesi, di presentare comunque la garanzia fideiussoria, circostanza che lo esonera dallâobbligo di inserire il visto di conformitĂ nella dichiarazione o nellâistanza di rimborso e di produrre la dichiarazione sostitutiva (cfr. anche art.38-bis, co.6, del D.P.R. 633/1972) [10]. â rimborsi superiori a 15.000 euro con garanzia fideiussoria Diversamente, i cd. contribuenti ânon virtuosiâ che intendano richiedere rimborsi IVA superiori a 15.000 euro devono presentare idonea garanzia patrimoniale (titoli di Stato, fideiussione). In sostanza, devono prestare la garanzia i soggetti che: - esercitano unâattivitĂ dâimpresa da meno di 2 anni, diversi dalle imprese cd. âstart-up innovativeâ; - hanno ricevuto, nei 2 anni precedenti la richiesta di rimborso, avvisi di accertamento o rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dellâimposta dovuta o del credito dichiarato in misura superiore a determinate percentuali, stabilite dalla medesima disposizione. Al riguardo, la C.M. 32/E/2014 chiarisce che per la verifica dellâassenza di avvisi di accertamento (o di rettifica) lâarco temporale dei 2 anni precedenti deve essere calcolato dalla data della richiesta del rimborso[11]. Inoltre, viene precisato che gli atti di accertamento possono riguardare sia lâIVA, sia ÂŤgli altri tributi amministrati dallâAgenzia delle EntrateÂť (IRPEF,IRES) e che gli atti di accertamento vengono presi in considerazione a prescindere dallâesito della verifica, con le sole eccezioni relative allâannullamento dellâatto in autotutela, ovvero alla presenza di sentenze favorevoli al contribuente passate in giudicato. Sul tema, lâAgenzia delle Entrate precisa ulteriormente che per âimporti accertatiâ si intende sia lâimposta accertata, sia il minor credito[12]; - hanno presentato la dichiarazione, o lâistanza da cui emerge il credito IVA, senza il visto di conformitĂ o la sottoscrizione alternativa, ovvero non abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietĂ ; - richiedono il rimborso dellâeccedenza detraibile risultante allâatto della cessazione dellâattivitĂ .
La durata della garanzia è pari a 3 anni dallâesecuzione del rimborso ovvero, se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dallâaccertamento. Resta fermo che, nellâipotesi in cui è prestata la garanzia, la dichiarazione o istanza da cui emerge il credito non deve essere corredata dal visto di conformitĂ ovvero dalla sottoscrizione alternativa. â termine di esecuzione dei rimborsi annuali In merito, la C.M. 32/E/2014 conferma che, in base al nuovo art.38-bis del D.P.R. 633/1972, il termine di 90 giorni per lâesecuzione dei rimborsi IVA annuali decorre dalla data di presentazione della dichiarazione (e non piĂš dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione IVA, fissata al 28 febbraio dellâanno successivo al periodo dâimposta di riferimento). In sostanza, il termine dei 90 giorni viene anticipato a decorrere dalla data effettiva di presentazione della dichiarazione (ad esempio, dichiarazione annuale con richiesta di rimborso presentata il 1° febbraio, esecuzione dello stesso entro il 30 aprile). â disciplina dei rimborsi iva nel periodo transitorio In tal ambito, lâAgenzia delle Entrate chiarisce che le nuove regole sui rimborsi IVA introdotte dal D.Lgs. âSemplificazioni fiscaliâ si applicano anche ai rimborsi in corso di esecuzione alla data del 13 dicembre 2014 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 175/2014). In particolare, viene chiarito chein caso di: - rimborsi IVA di importo compreso fra 5.164,57 euro a 15.000 euro, la cui richiesta è stata presentata prima del 13 dicembre 2014, e non ancora eseguiti, gli interessati sono esonerati dal presentare la garanzia fideiussoria, anche se questa sia stata giĂ richiesta; - rimborsi IVA di importo superiore a 15.000 euro, giĂ richiesti al 13 dicembre 2014, lâinteressato (cd. contribuente âvirtuosoâ) deve produrre la dichiarazione/istanza corredata dal visto di conformitĂ e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietĂ . In tale ipotesi, viene ulteriormente precisato che lâesistenza delle condizioni richieste per lâapposizione del visto di conformitĂ e per la presentazione della dichiarazione sostitutiva devono essere verificate alla data del 13 dicembre 2014 e non alla data della richiesta di rimborso, ÂŤin modo che la valutazione del rischio tenga conto della situazione attuale del contribuenteÂť. In entrambi i casi, nellâipotesi in cui il rimborso sia stato giĂ erogato alla data del 13 dicembre 2014, le garanzie fideiussorie prestate, ancora in corso di validitĂ , non possono essere restituite. Circa la sospensione degli interessi a favore del contribuente in caso di ritardo nella
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presentazione della garanzia, il periodo di sospensione termina e gli interessi riprendono a decorrere dal 13 dicembre 2014 (per i rimborsi fino a 15.000 euro), ovvero dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva (per i rimborsi superiori a 15.000 euro, ferma restando, in tale ipotesi, la necessitĂ del visto di conformitĂ ). Alla luce delle citate novitĂ , lâANCE ha predisposto alcuni schemi riepilogativi, relativi alla disciplina dei rimborsi IVA, che possono essere richiesti dalle imprese associate. Note: [1] Cfr. D.Lgs. 175/2014. [2] Cfr. Circolare n.1/E del 9 febbraio 2015. [3] Il limite relativo allâimporto dei rimborsi eseguibili senza prestazione della garanzia e di altri adempimenti è stato, infatti, aumentato da 5.164,57 euro a 15.000 euro dal 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del D.Lgs. âSemplificazioni fiscaliâ. [4] Ai sensi, rispettivamente, dellâart.35 del D.Lgs. 241/1997 e dellâart.10, co.7, primo e secondo periodo, del D.L. 78/2009, convertito, con modificazioni, nella legge 102/2009. [5] Come noto, lâobbligo di apporre il visto di conformitĂ , giĂ previsto ai fini della compensazione dei crediti IVA con altri debiti tributari (art.10 del D.L. 78/2009, convertito, con modificazioni, nella legge 102/2009), è stato previsto dal D.Lgs. âSemplificazioni fiscaliâ anche ai fini del rimborso IVA superiore a 15.000 euro (cfr. nuovo art.38-bis del D.P.R. 633/1972). Si ricorda, inoltre, che il medesimo visto di conformità è stato previsto anche per le dichiarazioni relative alle imposte sul reddito ed allâIRAP, ai fini dellâutilizzo in compensazione dei crediti, relativi a tali imposte, superiori a 15.000 euro (cfr. art.1, co.574, legge 147/2013 - legge di StabilitĂ 2014). [6] Ai sensi dellâart.47 del D.P.R. 445/2000. La dichiarazione deve essere resa nellâapposito riquadro della dichiarazione IVA, ovvero nel modello IVA TR. [7] Tale condizione, precisa la C.M. 32/E/2014, vale per i soli soggetti che adottano il regime della contabilitĂ ordinaria, mentre si ritiene che sia escluso per coloro che operano in contabilitĂ semplificata. [8] Ossia lâart.38-bis, co.7, lett.c, n.1, del D.P.R. 633/1972. [9] Ad esempio, in caso di richiesta di rimborso presentata il 15 marzo 2015, lâanno di riferimento è quello compreso tra il 15 marzo 2014 e il 14 marzo 2015. [10] Al riguardo, lâAgenzia delle Entrate chiarisce, altresĂŹ, che lâinteressato può modificare la scelta effettuata in dichiarazione, relativa alla richiesta di rimborso del credito IVA, presentando una dichiarazione integrativa entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine. In tale ipotesi, deve verificare, nella nuova richiesta di rimborso, che non sia stato superato il limite di 15.000
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(oltre il quale, come detto, è necessario il visto di conformitĂ ). [11] Ad esempio, la C.M. 32/E/2014 chiarisce che per una richiesta di rimborso presentata il 15 marzo 2015, qualsiasi atto di accertamento o rettifica notificato prima del 15 marzo 2013 non verrĂ preso in considerazione; al contrario, la presenza di atti di accertamento o di rettifica notificati dal 15 marzo 2013 al 14 marzo 2015 comporta lâobbligo di presentare la garanzia fideiussoria, sempre se vengono superate le percentuali previste dallâart.38-bis, co.4, lett.b, del D.P.R. 633/1972. [12] In tale nozione sono compresi anche gli atti relativi al recupero dei crediti inesistenti, ai sensi dellâart.1, co.421-423, della legge 311/2004 e dallâart.27, co.18, del D.L. 185/2008, convertito, con modificazioni, nella legge 2/2009.
DEBITI FISCALI RIAPERTURA DEI TERMINI PER LA RATEIZZAZIONE (D.L. 192/2014)
Riapertura del termine per la presentazione della nuova richiesta di rateizzazione dei debiti fiscali, consentita fino al luglio 2015, nellâipotesi di decadenza dal precedente piano di rateazione. Questa la principale misura fiscale dâinteresse per il settore delle costruzioni contenuta nel Decreto Legge 31 dicembre 2014, n.192,
cd. âMilleproroghe 2015â convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2015, n.11, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.49 del 28 febbraio 2015. In particolare, in fase di conversione in legge del D.L. âMilleproroghe 2015â sono state introdotte, tra lâaltro, le seguenti disposizioni fiscali: Disciplina della rateizzazione dei debiti fiscali (art.19 D.P.R. 602/1973). Come noto, la possibilitĂ di dilazione di pagamento è ammessa in presenza di somme iscritte a ruolo relative a debiti tributari. Deve trattarsi di somme iscritte a ruolo a titolo definitivo, ossia dovute a seguito di accertamenti non piĂš impugnabili[1]. In tal ambito, al contribuente in difficoltĂ può essere concessa una rateizzazione dei debiti fiscali, che si distingue tra ordinaria (fino a 72 rate mensili) ovvero straordinaria (ampliamento della rateazione ordinaria fino a 120 rate mensili) [2]. Con riferimento alla rateazione ordinaria, lâart.10, co.12-quinquies, del D.L. 192/2014[3] stabilisce che i soggetti decaduti da tale beneficio possono chiedere un nuovo piano di rateazione, fino ad ulteriori 72 rate mensili, a condizione che: â la decadenza dal piano originariamente concesso sia intervenuta entro il 31 dicembre 2014 (termine precedente fissato al 22 giugno 2013); â la richiesta della nuova rateizzazione sia presentata entro il 31 luglio 2015 (termine precedente 31 luglio 2014).
Resta fermo che tale nuovo piano di rateazione non è ulteriormente prorogabile, ed il debitore decade dal medesimo in caso di mancato pagamento di 2 rate, anche non consecutive[4]. Inoltre, il medesimo art.10, co.12-quinquies, del D.L. âMilleproroghe 2015â prevede che: â a seguito della richiesta di tale secondo piano di rateizzazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive; â nellâipotesi in cui la nuova richiesta di dilazione sia successiva alla verifica positiva di Equitalia, di cui allâart.48-bis del D.P.R. 602/1973[5], la nuova rateazione non può essere concessa limitatamente agli importi oggetto di tale verifica. In tal caso, quindi, il nuovo importo da rateizzare è pari al debito residuo al netto dellâimporto risultante dalla verifica ai sensi del predetto art.48-bis; Dichiarazione IVA Sotto tale profilo, viene previsto che la presentazione della dichiarazione IVA[6] in via autonoma (ossia separatamente dal Modello UNICO) diventerĂ obbligatoria dal periodo dâimposta 2016 (ossia per le dichiarazioni da presentare entro il 28 febbraio 2017), anzichĂŠ dal 2015, come originariamente previsto dalla legge di StabilitĂ 2015 (art.10, co.8-bis, del D.L. 192/2014). Sempre dal periodo dâimposta 2016 viene abrogato lâobbligo di comunicazione dei dati IVA riferita allâanno solare precedente (disciplinato dallâart.8-bis del D.P.R. 22 luglio1998 n.322). Pertanto, tale adempimento resta in vigore solo per la comunicazione dati IVA da presentare entro il 28 febbraio 2016 (periodo dâimposta 2015)[7]; Delibere TARI Al riguardo, per il 2014, viene prevista la validitĂ delle deliberazioni TARI adottate dai Comuni entro il 30 novembre 2014 (art.10, co.12-quinquiesdecies, del D.L. 192/2014). Inoltre, per i Comuni che non hanno deliberato i regolamenti e le tariffe TARI entro la predetta data del 30 novembre 2014, restano ferme, ai fini della riscossione del tributo, le tariffe applicate per il periodo dâimposta 2013. Viene, altresĂŹ, previsto che ÂŤle eventuali differenze tra il gettito acquisito secondo le previgenti tariffe e il costo del servizio sono recuperate nellâanno successivoÂť. Note: [1] In estrema sintesi, si tratta di accertamenti diventati definitivi in base ad una sentenza passata in giudicato o ad accertamenti emanati a seguito di liquidazione delle imposte, ovvero di controllo formale delle dichiarazioni effettuati dallâAmministrazione finanziaria (art.14 del D.P.R. 602/1973). [2] Si tratta della rateazione concessa in
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presenza di difficoltĂ legata alla congiuntura economica negativa (ossia alla âcomprovata e grave situazione di difficoltĂ economica)â, intendendosi per tale una situazione per la quale ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: - accertata impossibilitĂ di assolvere al pagamento del debito secondo la rateizzazione ordinaria; - possibilitĂ di assolvere al pagamento del debito con una rateizzazione piĂš lunga (sino a 120 rate). Cfr. lâart.19, co.1-quinquies, del D.P.R. 602/1973, introdotto dallâart.52, co.1, lett.a, n.1, del D.L. 69/2013, convertito, con modificazioni, nella legge 98/2013 e, in attuazione di tale disposizione, il D.M. 6 novembre 2013. [3] La norma modifica lâart.11-bis del D.L. 66/2014, convertito, con modificazioni, nella legge 89/2014. [4] Per completezza, si ricorda che, invece, il contribuente decade dal primo piano di rateazione concessogli nellâipotesi di mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive. In tal caso, non può piĂš essere chiesta unâulteriore rateizzazione ed il debito residuo iscritto a ruolo può essere riscosso in unâunica soluzione (cfr. art.19, co.3, del D.P.R. 602/1973). [5] Come noto, lâart.48-bis del D.P.R. 602/1973, prevede che le Pubbliche Amministrazioni (e le societĂ a prevalente partecipazione pubblica) possano sospendere i pagamenti, per importi superiori a 10.000 euro, nellâipotesi in cui il beneficiario risulti inadempiente rispetto allâobbligo di versamento derivante dalla notifica di una o piĂš cartelle esattoriali, per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo. Il comma 2-bis dellâart.48-bis prevede che il limite di 10.000 euro possa essere aumentato, in misura non superiore al doppio, oppure diminuito, con decreto di natura non regolamentare del ministro dellâEconomia e delle Finanze, ad oggi non ancora emanato. Le modalitĂ attuative della disposizione sono state individuate dal D.M. 18 gennaio 2008 n.40, in vigore dal 29 marzo 2008 che ha stabilito sia il sistema di verifica della posizione debitoria dellâinteressato da parte dellâagente della riscossione (Equitalia Servizi Spa), sia la procedura di riscossione delle somme dovute allâErario, nel caso in cui tale morositĂ sia stata accertata. [6] Ai sensi dellâart.8-bis del D.P.R. 22 luglio1998 n.322. [7] I termini relativi alla semplificazione in materia di dichiarazione IVA e della comunicazione dati IVA erano originariamente stati fissati al periodo dâimposta 2015 dallâart.1, co.641, della legge 190/2014 - Legge di StabilitĂ 2015.
RIFORMA DEL CATASTO - CHIARIMENTI SULLE MODALITĂ DI COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI CENSUARIE (C.M. 3/E/2015)
Designazione, in ciascuna delle sezioni delle Commissioni censuarie locali, di componenti con professionalitĂ coerenti con i compiti rispettivamente assegnati a ciascuna di esse (catasto urbano e dei terreni). Questo il principio espresso dallâAgenzia delle Entrate nella Circolare 18 febbraio 2015, n.3/E, che fornisce i primi chiarimenti in ordine alle modalitĂ di costituzione e funzionamento delle future Commissioni censuarie, disciplinate dal D.Lgs. 198/2014, in attuazione della legge delega fiscale (art.2 legge 23/2014 - riforma del catasto). In merito, nel corso di un incontro fra lâANCE e lâAgenzia delle Entrate, tenutosi lo scorso 19 febbraio, è stata ribadita la garanzia della presenza obbligatoria delle associazioni di categoria del settore immobiliare nelle diverse articolazioni delle Commissioni censuarie (centrale e locali, in conformitĂ con quanto previsto dallâart.2,
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co.3, lett.a, della legge 23/2014). Eâ stata confermata, altresĂŹ, la possibilitĂ , per le organizzazioni maggiormente rappresentative operanti nel settore immobiliare (da individuare mediante apposito Decreto del Ministero dellâeconomia e finanze), di ricorrere presso la Commissione censuaria centrale contro le decisioni delle Commissioni censuarie locali con riferimento alle ÂŤmetodologie di elaborazione dei prospetti delle categorie e classi delle unitĂ immobiliari urbane e dei relativi prospetti delle tariffe dâestimo di singoli comuniÂť (art.15, co.1, lett.a, e co.2). Si ricorda che le nuove Commissioni censuarie si insedieranno entro un anno dallâentrata in vigore del D.Lgs. 198/2014 (ossia entro il 28 gennaio 2016), mediante Provvedimento del Direttore dellâAgenzia delle Entrate, che stabilirĂ unâunica data di insediamento a livello nazionale (art.21). Fino ad allora, continueranno ad operare le attuali Commissioni censuarie, disciplinate dal D.P.R. 650/1972. Per completezza, si evidenzia che il Consiglio dei Ministri ha, per ora, rimandato lâesame preliminare dello Schema di D.Lgs. che definirĂ , tra lâaltro, i criteri relativi alla determinazione delle funzioni statistiche, su cui si baseranno i nuovi valori immobiliari (valore patrimoniale e rendita media ordinaria) per la riforma del catasto.
INDICI COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
EQUO CANONE
T.F.R. - LEGGE 297/82
Variazione indice prezzi al consumo verificatasi nellâanno precedente (art. 24 L.392/78) Variazione gennaio.......13-14: ....- 0,70%
ANNI 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014
GEN 158,0 162,3 165,5 168,1 171,8 174,3 179,3 182,1 184,5 188,5 194,5 198,7 199,9
(
Indici di rivalutazione del T.F.R. maturato al 31/12/14 e relativi ai mesi dellâanno 2015 (art.5 della legge 29/5/82, n.297)
PANTONE 281 PANTONE COOL GRAY 9 CMYK 100 - 72 - 0 - 32 CMYK 0 - 0 - 0 - 60 --RGB ) 0 - 40gennaio. ........................................................................... 1,001250 - 104 RGB 135 - 135 - 135
ISTAT - NUMERI INDICI PREZZI CONSUMO (ex costo vita) ITALIA (base 1989 = 100) FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV 158,6 159,0 159,4 159,7 159,9 160,1 160,4 160,6 161,0 161,4 162,5 163,1 163,3 163,5 163,6 164,0 164,3 164,7 164,8 165,2 166,1 166,2 166,6 166,9 167,3 167,4 167,7 167,7 167,7 168,1 168,6 168,9 169,4 169,7 170,0 170,4 170,7 170,8 171,1 171,1 172,2 172,4 172,8 173,4 173,5 173,9 174,2 174,2 173,9 174,1 174,7 175,0 175,3 175,8 176,2 176,6 176,9 176,9 177,4 178,1 179,8 180,7 181,1 182,1 182,9 183,7 183,8 183,4 182,7 182,7 182,5 182,5 182,9 183,3 183,6 183,6 184,2 183,7 183,8 184,0 184,8 185,2 185,9 186,0 186,0 186,7 187,1 186,5 186,9 187,1 189,1 189,8 190,7 190,9 191,1 191,7 192,2 192,2 193,0 193,2 195,2 196,0 196,9 196,9 197,1 197,3 198,2 198,2 198,2 198,4 198,7 199,1 199,1 199,1 199,5 199,7 200,4 199,5 199,5 198,9 199,7 199,7 200,1 199,9 200,1 199,9 200,2 199,5 199,7 199,3
DIC 161,6 165,2 168,1 171,3 174,2 178,8 182,5 184,2 187,8 193,9 198,4 199,5 199,3
MEDIA 159,9 163,9 167,1 170,0 173,4 176,4 182,1 183,4 186,2 191,4 197,1 199,3 199,8
INDICE ISTAT DEL COSTO DELLA VITA INCREMENTO PERCENTUALE DI CIASCUN INDICE RISPETTO ALLâINDICE DICEMBRE 2014 CHE Eâ PARI AL 199,3 ANNI 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014
GEN 26,1 22,8 20,4 18,6 16,0 14,3 11,1 9,5 8,0 5,7 2,5 0,3 ===
FEB 25,7 22,6 20,0 18,2 15,8 14,1 10,9 9,2 7,9 5,4 2,1 0,3 ===
MAR 25,4 22,2 19,9 18,0 15,6 13,9 10,3 9,2 7,6 5,0 1,7 0,1 ===
APR 25,0 22,0 19,6 17,6 15,3 13,7 10,0 9,0 7,2 4,5 1,2 0,1 ===
MAG 24,8 21,9 19,4 17,4 15,0 13,4 9,5 8,7 7,2 4,4 1,2 0,1 ===
GIU 24,6 21,8 19,1 17,2 14,9 13,1 9,0 8,6 7,2 4,3 1,1 === ===
LUG 24,5 21,5 19,1 17,0 14,6 12,8 8,5 8,6 6,8 4,0 1,0 === ===
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AGO 24,3 21,3 18,9 16,8 14,4 12,7 8,4 8,2 6,5 3,7 0,6 === ===
SET 24,1 21,0 18,9 16,7 14,4 12,7 8,7 8,5 6,8 3,7 0,6 === ===
OTT 23,8 20,9 18,9 16,5 14,6 12,3 9,1 8,4 6,6 3,3 0,6 === ===
NOV 23,5 20,6 18,6 16,5 14,5 11,9 9,1 8,3 6,5 3,2 0,5 0,2 ===
DIC 23,4 20,6 18,6 16,3 14,4 11,5 9,2 8,2 6,1 2,8 0,5 === ===
MEDIA 24,6 21,6 19,3 17,2 15,0 13,0 9,5 8,7 7,0 4,2 1,1 === ===
LAVORI PUBBLICI COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
ANTIPICAZIONE DEL PREZZO DI APPALTO ELEVATA AL 20% E PROROGATA AL 2016 La Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28/2/2015 pubblica la legge 27/2/2015 n. 11 di conversione del decreto legge 192/2014 recante âProroga di termini previsti da disposizioni legislativeâ Tra le altre disposizioni è stata prorogata ulteriormente, fino al 31 dicembre 2016 (anzichĂŠ a dicembre 2015), lâapplicazione della disciplina di cui allâart. 26-ter del DL 69/2013 (c.d. decreto del fare), convertito dalla L 98/2013, che prevede, per i contratti di appalto relativi a lavori la corresponsione in favore dellâappaltatore di unâanticipazione pari al 10 per cento dellâimporto contrattuale. Con altra disposizione lâanticipazione del prezzo in favore dellâappaltatore viene elevata, per il 2015, dal 10% al 20%, con esclusivo riferimento ai contratti di appalto di lavori affidati a seguito di gare bandite o di altra procedura di affidamento avviata successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (1/3/2015).
CENTRALI DI COMMITTENZA DEI COMUNI NON CAPOLUOGO - OBBLIGO PER GLI APPALTI DIFFERITO AL 1/9/2015 La Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28/2/2015 pubblica la legge 27/2/2015 n. 11 di conversione del decreto legge 192/2014 recante âProroga di termini previsti da disposizioni legislativeâ (conosciuto dome âDecreto milleprorogheâ). I commi 3-ter e 3-quater dellâarticolo 8 intervengono sulla disciplina delle centrali di committenza dei Comuni non capoluogo di provincia, di cui allâarticolo 33, comma 3-bis, del Codice dei contratti, mediante la proroga dei termini di entrata in vigore stabiliti dallâarticolo 23-ter del d.l. n. 90/2014, convertito dalla legge n. 114/2014. Lâarticolo 23-ter, infatti, aveva giĂ differito i termini per la centralizzazione delle procedure di acquisizione dei Comuni non capoluogo di provincia, di cui allâart. 33, comma 3-bis, al 1° gennaio 2015 per beni e servizi ed al 1° luglio 2015 per i lavori. Con la conversione del decreto Milleproroghe, il termine risulterĂ unico per le acquisizioni di beni, servizi e forniture, e viene differito al 1° settembre 2015. Tali previsioni non si applicano, comunque,
alle procedure già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Milleproroghe (1/3/2015), per espressa previsione del successivo comma 3-quater; ciò in quanto il legislatore ha inteso far salve le garePANTONE che siano 281 già state avviate mediante centrali di 100 committenza CMYK - 72 - 0 - 32 da parte dei Comuni interessati RGB 0 - 40 dalla - 104 norma.
LâANAC RITERREBBE OPPORTUNO RENDERE OBBLIGATORIA LâISCRIZIONE ALLE WHITE LIST Solo lâesplicita obbligatorietĂ dellâiscrizione alle white list, per le imprese che svolgono attivitĂ maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, consentirebbe di realizzare appieno lâobiettivo del legislatore. In caso contrario, tali elenchi finiscono per essere poco rappresentativi della platea degli operatori economici che svolgono attivitĂ maggiormente esposte al pericolo di infiltrazione criminale. Eâ quanto emerge dallâAtto di Segnalazione n. 1, del 21 gennaio 2015 a Governo e Parlamento con cui lâAutoritĂ Nazionale Anticorruzione ha formulato alcune osservazioni in merito alla disciplina delle verifiche antimafia da effettuarsi obbligatoriamente mediante la consultazione, anche in via telematica, di apposito elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa, le c.d. white list. In particolare, il quadro normativo vigente impone alle stazioni appaltanti - pubbliche amministrazioni e enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, enti e aziende vigilati dallo Stato o altro ente pubblico e societĂ o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico nonchĂŠ concessionari di opere pubbliche e, infine, contraenti generali â di consultare, anche per via telematica, le white list cui possono iscriversi solo i prestatori di servizi ed esecutori di lavori, che operano nei settori di attivitĂ indicati dalla legge, non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (art. 1, comma 52 legge 6 novembre 2012, n. 190, come sostituito dallâart. 29, comma 1, D.L. n. 90/2014). Tuttavia, la stessa disciplina delle white list non prevede, in modo chiaro ed esplicito, un corrispondente obbligo di iscrizione a carico delle imprese e degli operatori economici. La citata iscrizione è, infatti, riportata in termini volontari (art. 2, comma 2 del d.p.c.m. 18 aprile 2013), pur essendo implicitamente obbligatoria per coloro che sottoscrivono contratti pubblici o devono ottenere auto-
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rizzazioni a subappalti relativi a contratti pubblici (comma 2, dellâart. 29, d.l. 90/2014). Ciò, ad avviso dellâAutoritĂ , rischia di determinare la creazione di elenchi poco indicativi ai fini di un dettagliato controllo antimafia, a favore del quale pertanto, PANTONE COOL GRAYsembrerebbe, 9 opportuna del d.p.c.m. 18 aprile CMYK 0 - 0la - 0modifica - 60 2013, di prevedere espressamenRGB nel 135 -senso 135 - 135 te lâobbligatorietĂ dellâiscrizione negli elenchi per le imprese che operano nei settori piĂš vulnerabili.
GIURISPRUDENZA AVCPASS: ANNULLAMENTO DELLA GARA PER MALFUNZIONAMENTO
(Cons. Giustizia Amm. Sicilia, n. 62 del 26/1/2015) Il Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia ha chiarito che il malfunzionamento dellâAVCpass legittima la pubblica amministrazione ad annullare la procedura di gara al fine di rinnovarla in tempi rapidi. Eâ quanto emerge dalla sentenza n. 62 dello scorso 26 gennaio, con cui è stata valutata la condotta di una stazione appaltante impossibilitata alla verifica dei requisiti di partecipazione alla gara per tutti i concorrenti, con le modalitĂ stabilite dallâart. 6-bis del Codice dei contratti pubblici. Tale articolo, infatti, ha introdotto lâobbligo per le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori di accedere alla Banca dati nazionale sui contratti pubblici(B.D.N.C.P.), per il riscontro di tutti i requisiti generali e speciali di partecipazione; ciò attraverso lâutilizzo del sistema software appositamente istituito e denominato âAVCPassâ, che, come noto, è divenuto obbligatorio dal 1° luglio 2014 (sulla decorrenza e limiti di tale obbligo, si veda il comunicato del Presidente dellâAutoritĂ Nazionale Anticorruzione del 22 ottobre 2014). Mancanza del PASSoe Nel caso di specie, il bando di gara ha indicato, tra i documenti da depositare, a pena di esclusione, il c.d. âPASSoeâ, cioè il documento che, allâinterno dellâAVCpass, è prodotto in gara dallâoperatore economico con lâaccesso sistema, dopo la registrazione dello stesso come utente. Il PASSoe, che si sostanzia in una liberatoria ai fini della privacy, permette alle stazioni appaltanti e agli enti aggiudicatori di utilizzare il sistema per accedere, attraverso unâinterfaccia web e le cooperazioni applicative con gli enti certificanti, ai documenti posti a com-
LAVORI PUBBLICI
prova delle dichiarazioni del concorrente. Tuttavia, nella gara sottoposta allâattenzione del Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia, piĂš di un concorrente aveva lamentato il malfunzionamento del sistema e la conseguente impossibilitĂ di ottenere il PASSoe. Ad aggravare tale situazione, vi era la mancanza di chiarimenti da parte dellâAVCP che, seppur sollecitata, non aveva risposto sul punto alla stazione appaltante. Alla luce di tali circostanze, lâamministrazione, dopo lâaggiudicazione provvisoria della gara, ha disposto lâannullamento degli atti della procedura, stabilendo contestualmente la rinnovazione della gara, certa di scongiurare possibili contenziosi e, di conseguenza, di non rischiare ritardi che avrebbero messo a rischio il finanziamento dellâappalto. Sintesi del problema Preso atto delle motivazioni da cui è scaturita la decisione dellâamministrazione, i giudici amministrativi hanno valutato la legittimitĂ dellâoperato della stazione appaltante, soppesando lâinteresse pubblico allâannullamento della gara, rispetto al contrapposto interesse privato dellâaggiudicataria provvisoria. Il risultato di tale analisi ha portato ad una prima importante indicazione in merito ad un problema piĂš ampio, riguardante gli effetti dellâintroduzione del sistema AVcpass allâinterno della procedura di appalto, a fonte di indicazioni fornite dalla soppressa Avcp (cfr. Deliberazione n. 111 del 20 dicembre 2012) maggiormente interessate a disciplinare e chiarire il funzionamento dello stesso, che gli eventuali imprevisti cui possono andare incontro le stazioni appaltanti e le imprese nel suo utilizzo. Se, quindi, nel Bando-tipo n. 2 del 2 settembre 2014 lâANAC ha ancora una volta ribadito che la mancata presentazione del PASSoe non è causa di esclusione (vedi anche FAQ AVCpass n. H.8 aggiornata al 3 aprile 2014), nella successiva determinazione 1 del 2015 non è specificata la tipologia di soccorso istruttorio cui questa mancanza è riconducibile. Al riguardo, si può ragionevolmente ritenere che si tratta di una carenza documentale âindispensabileâ ai fini della verifica del requisito, ma non âessenzialeâ (quindi non soggetta ad alcuna sanzione). Allo stesso modo, è rimasta ancora aperta quella parte del problema riguardante il passaggio successivo allâiniziale carenza nella presentazione del PASSoe, che considera il caso, tuttâaltro che residuale, in cui lo stesso documento non sia stato presentato neppure in un secondo momento e la stazione appaltante si trovi in una situazione di stallo, non protendendo nĂŠ controllare i requisiti dellâimpresa ai sensi del citato art. 6-bis del
codice nĂŠ, per il principio della tassativitĂ delle clausole di esclusione, escluderla dalla gara. Eâ questa, in sintesi, la fattispecie affrontata dal giudice amministrativo nella sentenza in commento, seppure, nel caso specifico, la presentazione del PASSoe era stata prevista a pena di esclusione. Prassi applicativa Per meglio comprendere la posizione del Consiglio di Giustizia amministrativa, occorre ricordare la prassi applicativa giĂ emersa in passato, a causa del generalizzato problema di funzionamento del sistema AVCpass e della reticenza/impossibilitĂ di alcune imprese a provvedere, in tempi congrui, alla registrazione nel sistema. Alcune stazioni appaltanti hanno, infatti, talvolta interpretato lâobbligo contenuto nellâart. 6-bis del Codice dei contratti pubblici nel senso di provvedere comunque allâesclusione dalla procedura del concorrente, nel caso in cui questi, sorteggiato ex art. 48, comma 1, D.lgs. 163/06, non fosse risultato in grado di presentare il PASSoe neppure in un secondo momento. Ciò, considerata lâimpossibilitĂ di verificare la sussistenza di requisiti di capacitĂ economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, entro i termini previsti nel codice degli Appalti. Lâorientamento del Consiglio In mancanza di un orientamento giurisprudenziale sul tema, il Collegio siciliano ha per primo chiarito la legittimitĂ della condotta della stazione appaltante/ente aggiudicatore, che qualora riscontri la difficoltĂ di piĂš concorrenti a presentare il PASSoe nella busta contenente la documentazione amministrativa, può rifare la gara. Infatti, secondo lo stesso Collegio, se lâinteresse pubblico prevalente rimane quello di un rapido affidamento dellâappalto, non è pretestuosa la motivazione che ha portato allâesercizio del potere in autotutela da parte della stazione appaltante che, considerando i possibili contenziosi, ha provveduto alla revoca della gara e, allo stesso modo, deve ritenersi legittima la condotta della stazione appaltante che, su tali presupposti, ha immediatamente provveduto a rinnovarla. Eâ stata, peraltro riconosciuta, la responsabilitĂ precontrattuale dellâamministrazione, da ricondurre a una complessiva condotta disfunzionale e disorganizzata nella gestione della gara (per lesione delle regole di buona fede di cui allâart. 1337 c.c. la cui osservanza si impone anche nella fase amministrativa/ precontrattuale). Lâaggiudicatario (revocato) è stato, pertanto, risarcito del pregiudizio subito, stimato nella misura complessiva dellâ1% del valore numerario della base dâasta.
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TUTTI GLI ASSOCIATI IN ATI DEVONO SOTTOSCRIVERE LâOFFERTA (TAR Veneto sez. I 26/1/2015 n. 47)
Lâofferta deve essere sottoscritta da tutti gli operatori economici che costituiranno i raggruppamenti temporanei o i consorzi ordinari di concorrenti. Lâ Impegno, in caso di aggiudicazione della gara, per gli stessi operatori a conferire mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi è una componente indefettibile dellâofferta, richiesta da una norma primaria puntuale Lâart. 37, comma 8, del d.lgs. n. 163 del 2006 impone ai soggetti di cui allâart. 34, comma 1, lett. d) ed e), lâimpegno, in sede di offerta, a rilasciare un mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una componente del raggruppamento in caso di aggiudicazione, stabilendo che: ÂŤĂ consentita la presentazione di offerte da parte dei soggetti di cui allâarticolo 34, comma 1, lettere d) ed e), anche se non ancora costituiti. In tal caso lâofferta deve essere sottoscritta da tutti gli operatori economici che costituiranno i raggruppamenti temporanei o i consorzi ordinari di concorrenti e contenere lâimpegno che, in caso di aggiudicazione della gara, gli stessi operatori conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, da indicare in sede di offerta e qualificata come mandatario, il quale stipulerĂ il contratto in nome e per conto proprio e dei mandantiÂť. La formulazione di tale impegno deve considerarsi componente indefettibile dellâofferta richiesta da una norma primaria puntuale (che non necessita della mediazione data dalla lexspecialis) ed ÂŤespressione della volontĂ contrattualeÂť del concorrente in sede di gara (Cons. di Stato, Sez. V., n. 7996 del 2010). Detto impegno mira infatti a garantire alla stazione appaltante la serietĂ della partecipazione alla procedura di raggruppamenti formalmente non ancora costituiti, assicurando lâeffettiva costituzione del soggetto collettivo chiamato alla stipulazione del contratto a seguito dellâaggiudicazione. Conseguentemente il soddisfacimento di tale interesse richiede lâassunzione di un impegno formale giuridicamente vincolante nei termini richiesti dalla normativa primaria â ossia un contratto preliminare di mandato condizionato allâaggiudicazione â come tale non sostituibile nĂŠ integrabile con dichiarazioni e/o elementi che consentano di desumere aliundelâintenzione di costituire il raggruppamento temporaneo stesso (cfr.: Cons. di Stato, sez. V, n. 7996 del 2010).
VARIE COLLEGIO DEI COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA
SISTRI - AZIONI DI CONTRASTO ALLE ATTIVITĂ ILLECITE - COLLEGAMENTO CON IL CORPO FORESTALE DELLO STATO Ă stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2015, n. 48 il decreto del ministero dellâambiente 15 gennaio 2015 in base al quale il Corpo Forestale è interconnesso con il sistema di tracciabilitĂ dei rifiuti Sistri, in attuazione dellâart. 10, comma 12 bis, del D.L. n.91/2014. Lâobiettivo principale - come chiarito nel decreto - è quello di intensificare lâazione di contrasto alle attivitĂ illecite in materia di rifiuti e ciò in considerazione della particolare âcomplessitĂ degli aspetti ambientali che richiedono la definizione e lâorganizzazione di un Sistema di sicurezza che monitori il ciclo completo di gestione dei rifiutiâ. Il decreto, composto di tre articoli, prevede che il Corpo Forestale operi in stretto collegamento con il Ministero dellâAmbiente, al quale viene assicurato lâaccesso alle informazioni non riservate presenti in ambito Sistri, per le finalitĂ legate ai propri adempimenti istituzionali.
RINVIO DELLâENTRATA IN VIGORE DELLE SANZIONI RELATIVE AL SISTRI E SOSPENSIONE DELLE PROCEDURE DI SFRATTO
al âFondo nazionale locazioniâ (art. 11 Legge 431/1998), e comunque fino al 120° giorno successivo allâentrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame, il giudice dellâesecuzione può disporre, su richiesta della parte interessata, al fine di PANTONE 281 facilitare il passaggio da- 72 casa CMYK 100 - 0 -a 32casa, la sospensione dellâesecuzione RGB 0 - 40 - 104delle procedure esecutive di sfratto. Destinatari della sospensione degli sfratti sono gli inquilini in particolari condizioni di disagio mentre gli immobili interessati sono quelli adibiti ad uso abitativo situati nei comuni capoluoghi di provincia; comuni con essi confinanti con popolazione superiore a 10.000 abitanti; comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 87/2003.
TRASPORTI IN CONTO PROPRIO - LIMITI ALLâESONERO PARZIALE DALLâUSO DEL CRONOTACHIGRAFO CIRCOLARE MINISTERIALE
(Circolare Ministero dei Trasporti n. 4409 del 27/2/2015) Facendo seguito a quanto comunicato in precedenza, relativamente allâentrata in vigore il 2 marzo 2015 delle norme che hanno apportato modifiche nellâutilizzo del cronotachigrafo sui veicoli con massa complessiva fino a 7,5 tonnellate (Regolamento n.165/2014), si segala che il Ministero dei Trasporti ha emanato una circolare che
Ă stata approvata in via definitiva la legge di conversione del d.l. 192/2014 cd. âmilleprorogheâ. Tra le novitĂ introdotte durante lâesame parlamentare del decreto legge si segnalano le seguenti: â Sistri eâ stato rinviato di due mesi (dal 1° febbraio 2015 al 1° aprile 2015) il termine per lâentrata in vigore delle sanzioni relative alla mancata iscrizione e allâomesso pagamento del contributo annuale. â Sospensione provvisoria delle procedure di sfratto per finita locazione La disposizione sospende, seppur per un periodo limitato e condizionato, le esecuzioni giudiziali di rilascio degli immobili per finita locazione (giĂ oggetto di proroga fino allo scorso 31 dicembre 2014 ai sensi del DL 150/2013 c.d. milleproroghe per il 2014). Infatti, in attesa dellâeffettiva attribuzione alle Regioni, per lâanno 2015, delle risorse di cui
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limita fortemente la portata della norma di semplificazione. La circolare del Ministero dei Trasporti n.4409 del 27/2/2015, nel chiarire a quali condizioni è possibile derogare allâobbligo di utilizzo cronotachigrafo, precisa che i PANTONEdel COOL GRAY 9 veicoli CMYKesentati 0 - 0 - 0 - 60sono quelli che hanno massa RGB complessiva fino a 7,5 tonnellate, impie135 - 135 - 135 gati per il trasporto di materiali, attrezzature o macchinari necessari al solo conducente per lâesercizio della sua professione entro un raggio di cento chilometri dal luogo in cui si trova lâimpresa e a condizione che la guida del veicolo non costituisca lâattivitĂ principale del conducente stesso. La Circolare nel richiamare la decisione della Corte di Giustizia Europea sulla causa C128/04, precisa che nella terminologia di âmateriale o attrezzatureâ vanno ricompresi anche âi beni, quali materiali da costruzione o i cavi, necessari allâesecuzione dei lavori che rientrano nellâattivitĂ principale del conducente del veicolo consideratoâ. In modo estremamente restrittivo (e non condivisibile), la decisione richiamata precisa che âsiffatta attivitĂ (omissis) non può consistere nella guida del veicolo e deve costituire lâattivitĂ principale dello stesso conducente e non dellâimpresa considerataâ. Il Ministero chiarisce, pertanto, che lâesonero dallâuso del cronotachigrafo non può applicarsi ad esempio ad un veicolo appartenente ad unâazienda commerciale qualora trasporti merci vendute o destinate alla vendita. Allo stesso modo non è esentato dallâuso del cronotachigrafo neppure lâautista di un veicolo appartenente a unâimpresa, qualora il trasporto dei macchinari
VARIE
o dei materiali soddisfi le esigenze di altri dipendenti della stessa impresa, ma non del conducente stesso. Alla luce di quanto precisato nella circolare in parola, si consiglia alle imprese di prestare particolare attenzione nel verificare se sussistono le condizioni in base alle quali è possibile derogare allâutilizzo del cronotachigrafo.
RIFIUTI - NUOVE NORME PER LA CLASSIFICAZIONE Il 18 febbraio 2015 sono entrate in vigore le nuove norme sulla classificazione dei rifiuti introdotte dal decreto legge 91/2014, il quale ha modificato lâallegato D alla parte quarta del Codice dellâAmbiente (D.lgs 152/2006). Le modifiche stabiliscono una nuova disciplina per lâattribuzione dei codici europei ai rifiuti, la quale però desta forti perplessitĂ , soprattutto per gli adempimenti tecnici richiesti alle imprese per lo smaltimento o il recupero dei rifiuti. La situazione che si verifica a seguito dellâentrata in vigore delle nuove norme è particolarmente delicata poichĂŠ destinata ad operare fino al 31 maggio 2015, infatti dal 1° giugno 2015 entrano in vigore le nuove disposizioni europee, sempre in materia di classificazione dei rifiuti (Regolamento 1357/2014 e Decisione 2014/955/UE). Si ricorda che tali disposizioni prevalgono sulle normative nazionali difformi comprese quelle previste dal dl 91/2014. LâANCE, consapevole delle ripercussioni per le imprese, si è fatta promotrice di una serie di azioni finalizzate a rimandare lâentrata in vigore di tali norme sino alla data prevista per lâapplicazione del Regolamento Europeo. In particolare, ciò è da ultimo avvenuto nella conversione in legge del dl 192/2014 cd. âmille prorogheâ che ha visto però respingere tali emendamenti per il parere contrario del Relatore e del Governo.
NUOVI MODELLI UNICI IN EDILIZIA In data 18/12/2014 è stato sancito lâAccordo in sede di Conferenza unificata tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali, per lâadozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione della Comunicazione di inizio lavori (CIL) e della Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) per gli interventi di edilizia libera. Lâaccordo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19/02/2015.
Lâapprovazione dei moduli in oggetto arriva in anticipo su quanto previsto dalla Agenda per la semplificazione 2015-2017, che ne aveva collocato lâuscita a gennaio 2015. I nuovi moduli unificati fanno seguito ai precedenti, concernenti la presentazione delle domande di Permesso di costruire e la Segnalazione Certificata di inizio attivitĂ , giĂ adottati con lâAccordo 12/06/2014, n. 67/CU, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Suppl. Ord. 14/07/2014, n. 56. Come per i precedenti, lâAccordo prevede lâimpegno delle Regioni ad adeguare i contenuti dei quadri informativi dei suddetti modelli, utilizzando i quadri e le informazioni appositamente indicati come âvariabiliâ, mentre toccherĂ poi agli Enti locali la concreta adozione dei modelli in questione. Si rammenta che gli interventi di attivitĂ edilizia libera, realizzabili con le procedure di Comunicazione inizio lavori e Comunicazione inizio lavori asseverata sono indicati allâart. 6, comma 2, del D.P.R. 380/2001. I modelli saranno disponibili sul sito internet www.ancebrescia.it
ASCENSORI AGGIORNAMENTI NORMATIVI Ă stato emanato il D.P.R. 8/2015 che introdurre modifiche in termini di aggiornamento e semplificazione procedimentale. In particolare con la soppressione negli articoli 11 e 12 dei riferimenti ai soli ascensori in servizio privato come ambito di applicazione della disciplina di derivazione comunitaria in esame, le prescrizioni previste dal D.P.R. 162/1999 vengono estese anche agli ascensori e montacarichi in servizio pubblico. Si supera quindi il D.M. 11/01/2010, almeno per gli aspetti disciplinati dal medesimo D.P.R. 162/1999. Con lâarticolo 13 si individua la âDirezione generale del trasporto pubblico locale del Ministero delle infrastruttureâ come uno dei soggetti competenti a svolgere le verifiche periodiche prescritte per il mantenimento in esercizio degli ascensori. Con unâulteriore modifica allâart. 13, viene consentito agli organismi ispettivi accreditati di erogare servizi di verifica per la generalitĂ degli ascensori, senza dover sostenere oneri aggiuntivi per conseguire accreditamenti ulteriori. Il nuovo art. 17-bis del D.P.R. 162/1999 reca una disciplina semplificata per la concessione di autorizzazioni allâistallazione di ascensori in deroga ai requisiti di sicurezza, relativamente in particolare agli altri mezzi alternativi da utilizzare per
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evitare rischi di schiacciamento per gli operatori e manutentori nei casi eccezionali in cui nellâinstallazione di ascensori non è possibile realizzare i prescritti spazi liberi o volumi di rifugio oltre le posizioni estreme della cabina. Lâart. 2 del D.P.R. 8/2015 rinvia ad apposito decreto ministeriale la regolamentazione delle verifiche e delle prove periodiche per il funzionamento in sicurezza degli ascensori in servizio pubblico; tale nuovo decreto dovrebbe quindi sostituire il pregresso D.M. 11/01/2010, che come detto è da ritenersi superato al momento per tutti gli aspetti normati dal D.P.R. 162/1999 vista lâestensione dellâambito applicativo di questâultimo anche agli ascensori in servizio pubblico. Infine, lâart. 3 del D.P.R. 8/2015 contiene una clausola di neutralitĂ finanziaria, in base alla quale le amministrazioni competenti sono tenute a provvedere ai necessari adempimenti nellâambito delle risorse giĂ disponibili a legislazione vigente.
GIURISPRUDENZA IL LOCATORE NON Ă SANZIONABILE PER LâABUSO ESEGUITO DAL LOCATARIO
(TAR toscana, sentenza 126/2015) Con la sentenza della sezione III, 22 gennaio 2015, n. 126, il TAR Toscana, ha dichiarato lâillegittimitĂ di un provvedimento comunale con il quale è stata irrogata al proprietario di un immobile dato in locazione una sanzione amministrativa pecuniaria con contestuale pagamento di oneri di urbanizzazione per mutamento di destinazione dâuso abusivo (da industriale a residenziale) effettuato dal conduttore. Il TAR ha sottolineato che nel caso di abusivo mutamento di destinazione dâuso effettuato dal conduttore senza la collaborazione o la connivenza del proprietario, questâultimo non può essere passibile di sanzioni di natura edilizia per la sua estraneitĂ rispetto allâabuso commesso. Nella fattispecie esaminata dai giudici il proprietario ha dimostrato la sua estraneitĂ allâabuso perchĂŠ non solo aveva inserito nel contratto di locazione una clausola che vietava il mutamento della destinazione dellâuso dellâimmobile, ma soprattutto si era attivato in sede giudiziale per ottenere il rispristino della legalitĂ (in particolare mediante unâazione di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento dei conduttori), poi effettivamente ottenuto.
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ANCE INFORMA In questa rubrica vengono segnalati i documenti (circolari, suggerimenti, dossier, report, news) prodotti dallâAnce. Le informazioni sono pubblicate sul Portale dellâAssociazione nazionale allâindirizzo www.ance.it al quale si rinvia per un approfondimento degli argomenti trattati.
Newsletter del 27/02/2015 Costruzioni, grandi imprese unite in Ance Jobs Act: cosa cambia nei contratti a tempo indeterminato Garanzia Giovani: estensione del bonus occupazionale âMilleprorogheâ, rinvio per sfratti e sanzioni Sistri
âMilleprorogheâ, tutte le novitĂ per i lavori pubblici Leggi regionali: le Marche riducono gli oneri amministrativi Sistri: al via la connessione con il Corpo Forestale dello Stato Edilizia privata: scende a 90 giorni la validitĂ del Durc Contributi Casse edili, ok alla proroga della rateizzazione Progetti di formazione, assegnati i finanziamenti alle Regioni Imprese in procedura concorsuale,
Riforma del catasto, chiarimenti sulle commissioni censuarie âMilleprorogheâ: dal Senato il via libera definitivo âSplit paymentâ: iter semplificato per i rimborsi Iva Contratto ârent to buyâ, il punto sulla disciplina fiscale Debiti fiscali: il âMilleprorogheâ riapre i termini per la rateizzazione Oneri sicurezza, non è necessaria lâindicazione in fase di offerta Anac: stabiliti i compensi degli amministratori giudiziari Newsletter del 06/03/2015 âMilleprorogheâ, il punto sulle novitĂ per il settore privato
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chiarimenti sul ricorso alla cigs Fondimpresa: definiti i regolamenti per la qualificazione formativa Abitazioni, trend in crescita per le compravendite Edilizia scolastica: sbloccati 850 milioni per la messa in sicurezza Occupazione: per le costruzioni è ancora segno meno Immobili, piĂš 143,5% in tre anni le tasse sul possesso Ddl di delegazione europea: inizia lâesame al Senato
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