Skip to main content

Bus Magazine 2009/5

Page 1

bus

Bimestrale di politica e cultura dei trasporti • Anno 9 • Numero 5 • Poste Italiane S.p.A. sped. in abb. post. 70% - DCB Roma • € 5,00

n.5 • 2009 Settembre • Ottobre

Quattro colpi alla crisi (contributi, incentivi, sgravi, rateizzazioni) VADEMECUM AL DPEF 2010-2013 EUROPA: VIA LIBERA AGLI AIUTI PUBBLICI SPECIALE TURISMO SCOLASTICO


EDITORIALE I busImagazineIdi Giuseppe Francesco Vinella

[Presidente Anav]

L’OFFERTA DI TRASPORTO NON RISOLVE IL PROBLEMA DELLA MOBILITÀ

L

a mobilità delle persone è da sempre il motore dell’economia delle aree urbane ed extraurbane giacché consente la circolazione dei cittadini, della ricchezza e l’estrinsecarsi dei rapporti di relazione tra gli individui. La necessità di un modello di “mobilità sostenibile” deriva dalla consapevolezza dei suoi impatti sull’economia, sulla società, sul territorio e sull’ambiente. Le problematiche della mobilità delle persone sono note, e si riscontrano nell’inquinamento, nell’incidentalità, ma soprattutto nella congestione. Il traffico genera, di conseguenza, tutte le altre criticità, come la perdita di tempo, maggiori impatti ambientali, maggiori costi (privati ed esterni). Spesso si è trascurata l’analisi profonda degli elementi che generano e causano tali criticità, privilegiando un approccio teso a favorire interventi sull’offerta di trasporto. Una politica di questo tipo non è risolutoria: prima o poi anche le nuove infrastrutture realizzate si congestioneranno, e produrranno elevate esternalità negative. Per questo occorre un’attenta disamina dei fattori strutturali della mobilità, piuttosto che focalizzarsi sull’offerta. Analizzare la domanda di mobilità è essenziale per affrontarne al meglio la gestione. ccorre analizzare non solo gli aspetti quantitativi del fenomeno, ma anche considerare e approfondire gli aspetti qualitativi e comportamentali

O

della domanda. E su questo aspetto plaudo alle iniziative di ISFORT mirate a conoscere la dinamica della domanda complessiva, urbana ed extraurbana. Tale carenza è spesso accompagnata da una mancata capacità di lettura e comprensione degli stessi dati. La mobilità dei cittadini italiani, sia in ambito urbano sia extraurbano, è in fase di evoluzione. Gli

[NON BASTANO INFRASTRUTTURE SE NON SI CONOSCONO LE DINAMICHE

]

spostamenti aumentano, sia in ambito urbano sia extraurbano, il peso della mobilità urbana si riduce, i movimenti si allungano in direzione delle zone periurbane del territorio e sono originati sempre più frequentemente da motivazioni di tipo erratico (tempo libero, gestione familiare, etc.) piuttosto che sistematico. Inoltre, i flussi si distribuiscono lungo l’intera fascia giornaliera e non più in occa-

sione degli spostamenti andata/ritorno di tipo lavorativo, propri del periodo industriale. La mobilità degli italiani è sempre più dominata dal mezzo motorizzato privato, fonte del conseguente squilibro modale e principale causa delle problematiche della mobilità stessa. Per tutte queste ragioni è necessario potenziare il trasporto collettivo sia sotto l’aspetto infrastrutturale, sia sotto il profilo istituzionale. La mobilità delle persone è un fattore complesso, così come sono complicate e numerose le misure che possono essere adottate per gestirla. Possono essere utilizzati diversi strumenti di natura amministrativa, tecnologica, economica, normativa e infrastrutturale, senza privilegiarne nessuno. Occorre applicare un mix variegato d’interventi, che non possono però prescindere da politiche tese a ridurre l’uso dell’auto, al fine di trasferire quanto più possibile quote di domanda verso modalità più sostenibili, in particolare verso il trasporto collettivo. Sono necessarie anche politiche coraggiose e di più lungo respiro da parte degli Enti locali. È imprescindibile, quindi, un approccio non esclusivamente trasportistico e ingegneristico, ma che integri conoscenze e competenze diverse, ovverosia economiche, ambientali, sociologiche. l trasporto collettivo è un settore di enorme rilevanza economica e sociale

I

bus magazine

|1


<< EDITORIALE I busImagazineI Giuseppe Francesco Vinella [L’offerta di trasporto non risolve il problema della mobilità ]

ed una componente essenziale delle attività produttive del Paese; occorre quindi investire nel trasporto collettivo perché ciò significa risparmiare e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ma non tutti i comparti del trasporto collettivo hanno la stessa attenzione. Per il trasporto pubblico locale si assiste a dibattiti continui: si parla molto e si opera poco. Regna ancora una grande confusione nelle regole ed un’estrema incertezza delle risorse. Ma almeno se ne parla. Per le autolinee interregionali, nonostante la riforma (o a causa di essa ?) persistono aree di criticità ancora non solo irrisolte ma persino mai affrontate, eppure il periodo transitorio si sta concludendo e si è fatto poco per preparare le imprese alla liberalizzazione, che per il comparto, ricordiamo è stata realizzata mediante la concorrenza nel mercato, con poche, e niente affatto chiare, regole specie in materia di monitoraggio e controlli.

Il periodo transitorio da un lato e l’attività di verifica e di monitoraggio per valutare l’equilibrio tra domanda ed offerta dei servizi dall’altra, è l’unica via per conseguire gli obiettivi del libero mercato senza creare turbative tali da compromettere questi fondamentali servizi di trasporto di persone, mai adeguatamen-

i registra ora un primo importante segnale da parte del Governo sul comparto, con il recente intervento per l’acquisto di autobus a basso impatto ambientale. E’ solo una goccia rispetto alle concrete necessità ma per lo meno per le finalità che si propone l’intervento è stato riconosciuto l’indubbio valore del comparto nell’ambito della mobilità delle persone. Queste autolinee, infatti, costituiscono nel nostro Paese una risorsa inestimabile giacché rispondono con soddisfazione ad una reale esigenza della mobilità dei cittadini specie nei collegamenti tra il sud, il centro ed in nord Italia.

te apprezzati dalla pubblicistica.

S

2|

[IL TRASPORTO COLLETTIVO: MOLTO SE NE PARLA MA POCO SI FA

]

nd last but not the least, il noleggio autobus con conducente, un altrettanto importante comparto del trasporto collettivo, la cenerentola del trasporto di persone. Basti pensare che sono trascorsi 6 anni dall’approvazione della legge quadro 218/2003, peraltro varata con 10 anni di ritardo rispetto all’avvenuta liberalizzazione in Europa dei cd. trasporti di cabotaggio, e ad oggi non ancora tutte le regioni l’hanno attuata. Eppure la sua rilevanza, specie nella filiera del turismo, è ben nota a tutti, specie agli enti locali, che con la scusa della regolazione dell’accesso degli autobus

A

nelle città d’arte, spesso oggetto di una campagna denigratoria e miope da parte della stampa, si sono procacciati un’entrata imponendo inique ed onerose tasse ai bus turistici. la cenerentola perché non gode, ingiustamente, di alcun beneficio: niente bonus fiscale sul gasolio (tutti gli altri segmenti del trasporto di persone e di merci ne godono), niente agevolazioni per l’acquisto degli autobus, niente agevolazioni derivanti dalla riforma del turismo – nonostante siano imprese turistiche a tutti gli effetti - niente di niente insomma e le imprese sono alla deriva con ricadute negative sull’intero turismo. A settembre, grazie all’intervento di alcuni autorevoli membri del Governo, si aprirà un tavolo interistituzionale sulla questione dei ticket dei bus turistici, perché ci si è resi conto che colpire ingiustamente questa categoria si ritorce contro le stesse città d’arte, le quali, con la sola eccezione di Venezia, stanno perdendo quote significative di turisti. La ragione sta nel fatto che in tempi di crisi, intervenire negativamente su un mezzo che ha un altissimo rapporto prezzo-benefici è un vero e proprio autolesionismo. Ci attendiamo soluzioni concrete a beneficio di tutti i soggetti interessati. Insomma, è auspicabile che si presti una maggiore e più equilibrata attenzione a tutte le componenti del trasporto collettivo di persone (lungi da me pretendere la stessa che viene mostrata nei confronti del trasporto merci) da parte di tutti, specie da parte delle istituzioni, nazionali e locali.

È

eee


o 5 • Poste Italiane ti • Anno 9 • Numer e cultura dei traspor

S.p.A. sped. in

abb. post. 70%

bus politica Bimestrale di

- DCB Roma •

€ 5,00

bus magazine

n.5 • 2009 Ottobre Settembre •

Editoriale

Quattro colpi alla crisirateizzazioni)

L’offerta di trasporto non risolve il problema della mobilità

1

Giuseppe Francesco Vinella

entivi, sgravi, (contributi, inc

Attualità

-2013 AL DPEF 2010 VADEMECUM LIBERA EUROPA: VIA BLICI AGLI AIUTI PUB

Decreto anticrisi: vademecum per le aziende

ISMO SPECIALE TUR SCOLASTICO

4

Nicoletta Romagnuolo

La capacità finanziaria alla “prova” delle banche

5

8

Antonello Lucente

“Ho perso il bagaglio!” Che fare, codici alla mano

12

Paola Galantino In Copertina: Foto di Paolo Caprioli

Esteri

Dall’europea incentivi per il “trasporto verde”

14

Roberta Proietti

Flash Cultura

7

16

Società

Dimmi che colore hai ...e ti dirò chi sei

18

Giuseppe Massimo

Sulla camionale dei Giovi rivive la storia del trasporto…

15

17

18

20

Speciale

16

a cura di Gabriele Montecorboli

Tutti in gita!!! Identikit del turismo scolastico

21

Le mete preferite

22

Il mondo della scuola si incontra a Genova

24

Flash

29

22

Aziende

Il matrimonio Lazzi-Cap. È il terzo gruppo in italia

30

Virginia Lupo

Flash Motori

40

Rubriche

30

37

39

Regioni province comuni Viaggiare in Europa Al Volante Dalla parte del passeggero Sindacale La sentenza La nostra storia

34 38 41 42 43 45 46

47

bus magazine

|3


I AT T U A L I T À I I I

Decreto anticrisi: vademecum per le aziende I contenuti del Decreto: norme pro-concorrenziali, contributi per nuovi bus, sostegno alla liquidità aziendale e alle ricapitalizzazioni. NicolettaRomagnuolo [Responsabile Servizio Fisco e Diritto d’Impresa Anav]

N

egli ultimi due o tre mesi si sono ripetuti segnali non negativi per l’economia mondiale e per quella italiana. Le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L’incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata, ma si sta evidenziando un’attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la ripresa a partire dal 2010”. E’ quanto sostiene il Governo nel Documento di programmazione economica e finanziaria relativo al quadriennio 2010-2013 approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 luglio scorso ove si sottolinea, altresì, che è intendimento dell’esecutivo agire per trasformare l’attuale situazione di crisi in una opportunità di sviluppo e di rilancio per l’economia italiana e più in generale di progresso sociale per tutto il Paese. Sostegno alla crescita e recupero di produttività, mantenimento degli equilibri di finanza pubblica e prosecuzione del sostegno temporaneo a famiglie ed imprese: sono queste le principali linee di intervento individuate dal Governo. Il Decreto Legge 1° luglio 2009, n. 78 (in fase di conversione in legge nel momento in cui si scrive) si muove proprio in questa direzione, dettando ulteriori disposizioni anticrisi a completamento del quadro di interventi già varato con i Decreti Legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2) e 10 febbraio 2009, n. 5 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33) al fine di sostenere i settori maggiormente esposti alla crisi, riattivare i consumi e sostenere il sistema produttivo, anche attraverso interventi diretti a facilitare l’accesso al credito e salvaguardare la

4|

liquidità delle imprese.

Affidamento servizi Tpl In merito ai contenuti del Decreto Legge n. 78/2009 dobbiamo, innanzitutto, sottolineare che lo stesso reca una disposizione di particolare rilevanza in materia di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. L’articolo 4-bis del provvedimento prevede che le autorità competenti, qualora si avvalgano delle previsioni di cui all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1370/2007 (ricorso all’affidamento in house) “devono aggiudicare tramite contestuale procedura ad evidenza pubblica almeno il 10 per cento dei

IL GOVERNO DÀ ATTUAZIONE A UN ODG SOSTENUTO DA ANAV

eee

servizi oggetto dell’affidamento a soggetti diversi da quelli sui quali esercitano il controllo analogo”. La disposizione, inoltre, in netta contrapposizione rispetto a quanto previsto dall’ articolo 61 del disegno di legge S. 1195/B recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vieta alle società aggiudicatarie di contratti di servizio al di fuori di procedure ad evidenza pubblica, ai sensi delle previsioni di cui all’articolo 5, paragrafi 2, 4, 5 e 6, e all’articolo 8, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1370/2007, “di partecipare a procedure di gara per la fornitura di servizi di trasporto pubblico locale organizzate in ambiti territoriali diversi da quelli in cui esse operano”. Si tratta dell’attuazione da parte del Governo dell’ordine del giorno accolto durante la discussione alla Camera del disegno di legge “sviluppo”, sostenuto dall’Associazione, con il fine di attenuare gli effetti anticoncorrenziali dell’articolo 61, attraverso l’introduzione dell’obbligo, in caso di ricorso all’affidamento in house, di aggiudicazione contestuale tramite gara di una quota dei servizi a soggetti diversi dall’affidatario in house.

Interventi economici Ma veniamo agli interventi economici a sostegno dei settori in crisi. Particolare rilievo assume per il settore del trasporto di persone su strada l’intervento “in favore delle imprese esercenti servizi di trasporto pubblico interregionale di competenza statale”, che proprio “al fine di fronteggiare le gravi difficoltà legate alla crisi economica e finanziaria e di agevolare il processo di


I I I AT T U A L I T À I

La Camera dei Deputati a piazza Montecitorio

liberalizzazione del comparto”, riconosce un contributo in conto investimenti destinato all’acquisto di nuovi autobus di categoria euro 4 ed euro 5. Il beneficio compete per un importo non superiore al 75% del costo di acquisto degli autobus medesimi, assunto al netto dell’imposta sul valore aggiunto, sino a concorrenza di un importo complessivo di 400.000 euro per ciascuna impresa. Per l’applicazione della misura è previsto un limite annuo di spesa, stabilito in 3 milioni di euro per l’anno 2009 e 5 milioni di euro per l’anno 2010. Le modalità di erogazione del contributo dovranno essere definite da un emanando decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da adottare, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, nei trenta giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione. L’agevolazione assume importanza soprattutto se si considera che le misure di detassazione degli utili reinvestiti (cd. Tremonti-ter), che consentono l’esclusione dall’imposizione sul reddito d’impresa del 50% delle somme destinate agli investimenti,

riguarda esclusivamente gli acquisti, effettuati tra il 1° luglio 2009 ed il 30

giugno 2010, degli impianti e dei macchinari individuati dalla tabella 28 della classificazione delle attività economiche ATECO 2007. La detassazione disciplinata dal Decreto Legge n. 78/2009 non dà, quindi, alcuna agevolazione per gli acquisti dei mezzi di trasporto (ricompresi nella tabella 29 della classificazione ATECO 2007).

Ricapitalizzazione delle imprese

CONTRIBUTI PER NUOVI AUTOBUS EURO 4 E EURO 5

Tra gli obiettivi che il decreto si propone, vi è anche quello di favorire la ricapitalizzazione delle imprese attraverso l’introduzione di uno sgravio sugli aumenti di capitale sociale di società di capitali o di persone sino a 500.000 euro, perfezionati da persone fisiche (quelli sottoscritti da persone giuridiche non sono, viceversa, agevolabili) mediante conferimenti ai sensi degli articoli 2342 e 2464 del codice civile, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso. Con un meccanismo che ricorda da vicino quello della vecchia Dual income tax (Dit), in vigore qualche anno fa, viene stabilito, infatti,

bus magazine

|5


I AT T U A L I T À I I I

Una immagine di palazzo Madama, sede del Senato

che in relazione a tali incrementi di capitale si presume un rendimento del 3% cento annuo che viene escluso da imposizione fiscale (la norma non precisa se l’esclusione valga solo ai fini delle imposte sui redditi o anche ai fini IRAP) per il periodo di imposta in corso alla data di perfezionamento dell’aumento di capitale e per i quattro periodi di imposta successivi. Inoltre, per aiutare le piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Legge n. 78, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Abi stipuleranno una convenzione diretta a contenere gli oneri finanziari a carico delle suddette imprese (anche in relazione ai tempi di pagamento degli importi dovuti). Prevista, entro il 31 dicembre 2009, la revisione dei coefficienti di ammortamento di cui al Decreto del Ministro delle Finanze 31 del dicembre 1988, allo scopo di tener conto della mutata

6|

incidenza sui processi produttivi dei beni a più avanzata tecnologia, sottoposti a un rapido processo di obsolescenza, o che producono un maggior risparmio energetico.

Pagamenti dalle PA

RESPONSABILITA’ DISCIPLINARE E AMMINISTRATIVA PER GLI ENTI MOROSI

Con l’obiettivo di allentare i vincoli di liquidità per le imprese, il Decreto Legge n. 78/2009 ha introdotto ulteriori disposizioni dirette ad accelerare i pagamenti dovuti dalla Pubblica Amministrazione in relazione a somministrazioni, forniture e appalti. Gli interventi previsti puntano, innanzitutto, a sistemare le situazioni pregresse, stabilendo che l’ammontare dei crediti esigibili alla data del 31 dicembre 2008, iscritti nel conto dei residui passivi del bilancio dello Stato per il 2009 e in essere alla data di pubblicazione del decreto stesso, il 1° luglio 2009, debba essere accertato con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze e reso liquidabile entro i limiti delle


I I I AT T U A L I T À I

risorse a tal fine stanziate con la legge di assestamento del bilancio dello Stato. Per il futuro, il decreto prevede l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di adottare, entro il 31 dicembre 2009, misure organizzative tali da garantire la tempestività dei pagamenti. A tal fine, viene stabilito che il funzionario che adotta un provvedimento che comporta impegni di spesa ha l’obbligo di accertare preventivamente che il programma dei pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica. E per garantire il rispetto di tale procedura viene espressamente previsto che la violazione di tale obbligo comporta responsabilità disciplinare e amministrativa in capo al funzionario inadempiente. Qualora lo stanziamento di bilancio (per ragioni sopravvenute) non consenta di far fronte all’obbligo contrattuale, l’amministrazione è tenuta ad adottare tutte le opportune iniziative (anche di tipo contabile) per evitare la formazione di debiti pregressi. Trattasi di misure che vanno ad aggiungersi a quelle già introdotte dal Decreto Legge n. 185/2008 che, in via transitoria sino al 31 dicembre 2009, prevedevano la possibilità per regioni ed enti locali di certificare – su richiesta delle imprese creditrici – la certezza, liquidità ed esigibilità dei crediti per somministrazioni, forniture e appalti al fine di agevolarne la cessione pro-soluto a terzi, nonché la possibilità di intervento della SACE s.p.a. per facilitare la riscossione di tali crediti. Le modalità di attuazione di tali disposizioni sono state dettate con due distinti decreti, entrambi datati 19 maggio 2009. Va ricordato, in particolare, per quanto riguarda l’attestazione della certezza, liquidità ed esigibilità dei crediti, che il decreto 19 maggio 2009 prevede che il responsabile della ragioneria dell’amministrazione debitrice possa rilasciarla entro 20 giorni dalla data di ricezione della relativa richiesta, previa verifica per i crediti di importo superiore a 10.000 euro - ai sensi dell’articolo 48bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 e secondo la procedura di cui al

Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 18 gennaio 2008, n. 40 in materia di blocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione che non sussista in capo al richiedente un inadempimento all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento di importo superiore alla predetta somma di 10.000 euro. Sussistendo tale inadempienza, la certificazione può essere resa per l’importo del credito, al netto delle somme dovute in base alle cartelle per le quali sussiste l’inadempimento. Il regolamento consente, inoltre, all’ente debitore di effettuare compensazioni tra il debito per cui è richiesta la certificazione ed i propri crediti nei confronti del soggetto richiedente, con la conseguenza che la certificazione medesima potrà essere rilasciata e, conseguentemente, il credito potrà essere ceduto da parte del soggetto creditore solo per l’ammontare del debito, al netto delle compensazioni effettuate.

Compensazione crediti/debiti Sempre nell’ottica di salvaguardare la

TASSE A RATE (ANCHE PER GLI STUDI DI SETTORE)

liquidità delle imprese, si colloca anche il previsto innalzamento del limite annuo per la compensazione dei crediti/debiti fiscali e previdenziali dagli attuali 516.456 euro a 700.000 euro (per il quale occorrerà comunque attendere l’emanazione di un decreto ministeriale di attuazione) da tempo richiesto dalle associazioni di categoria in rappresentanza delle imprese ed in merito al quale si era già espresso favorevolmente il Presidente del Consiglio in esito all’incontro del 18 marzo scorso con il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (in quella sede si era discusso, tuttavia, di un innalzamento del limite ad 1.000.000 euro). La nuova misura è stata accompagnata, comunque, dalla previsione di maggiori controlli – a partire dal 1° gennaio 2010 - sull’utilizzo dei crediti IVA (annuali ed infrannuali) al fine di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni: la compensazione dei crediti IVA di importo superiore a 10.000 euro potrà avvenire solo a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza di rimborso, ossia dei documenti dai quali il credito stesso risulta (in tal modo si consente all’amministrazione finanziaria di controllare i dati sui quali si fonda il credito prima dell’utilizzo in compensazione) e, se il credito eccede i 15.000 vi sarà altresì l’obbligo di chiedere un visto di conformità ad uno dei soggetti abilitati. Inoltre, sotto il profilo sanzionatorio, il decreto-legge n. 78/2009 dispone che le sanzioni applicate per l’utilizzo indebito di crediti in compensazione non possono essere oggetto di definizione agevolata ai sensi degli articoli 16, comma 3 e 17, comma 2 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.Sempre allo scopo di attenuare le difficoltà finanziarie delle imprese, va evidenziata, infine, la disposizione che garantisce l’applicabilità delle regole dettate per il pagamento rateale delle somme dovute a titolo di saldo e acconto delle imposte anche alla maggiore imposta sul valore aggiunto derivante dall’adeguamento alle risultanze degli studi di settore.

eee

bus magazine

|7


I AT T U A L I T À I I I

La capacita’ finanziaria alla “prova” delle banche Il requisito indispensabile per l’esercizio dell’attività di trasporto persone e le interpretazioni errate (se non capziose) degli istituti bancari. AntonelloLucente [Responsabile Servizio Economico Legislativo Anav]

S

ono sempre più frequenti i casi di istituti bancari che oppongono difficoltà di varia natura al rilascio dell’attestazione bancaria necessaria per la dimostrazione del requisito della capacità finanziaria, requisito che, assieme a quelli della onorabilità e della idoneità professionale, costituisce una condizione indispensabile per l’accesso alla professione di trasportatore su strada e per il rilascio dei titoli abilitativi all’esercizio delle diverse attività di trasporto persone su strada. La questione è emersa in maniera diffusa nell’ultimo anno, in concomitanza con la scadenza di numerose licenze comunitarie quinquennali rilasciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’attività di trasporto internazionale di viaggiatori per conto terzi. Nel corso del quinquennio, infatti, a seguito dell’emanazione del regolamento attuativo contenuto nel D.M. Infrastrutture e Trasporti 28 aprile 2005, n. 161, è entrata pienamente in vigore la nuova disciplina relativa all’accesso professione di trasportatore di persone dettata dal D.Lgs. 22 dicembre 2000, n. 395. Con l’entrata in vigore della nuova disciplina, avvenuta il 17 agosto 2005, sono cambiate anche le regole relative alla dimostrazione del requisito della capacità finanziaria, e le nuove regole sono state interpretate da molti istituti bancari in maniera errata, se non capziosa. Antecedentemente all’entrata in vigore della nuova disciplina, il D.M. Trasporti 20 dicembre 1991, n. 448, che ha continuato ad applicarsi fino al 16 agosto 2005, prevedeva la dimostrazione del

8|

requisito della capacità finanziaria, secondo determinate modalità, solo “all’atto della prima richiesta per ottenere una concessione, autorizzazione o licenza abilitante all’autotrasporto di viaggiatori su strada”; conseguentemente tale dimostrazione non ha costituito in passato un problema per le aziende già operanti nei diversi settori del trasporto persone su strada. In vigenza della nuova normativa, invece, la dimostrazione del possesso della capacità finanziaria non è più limitata “all’atto della prima richiesta” del titolo abilitativo, ma deve essere ripetuta “al momento della presentazione di ogni domanda” (articolo 4, comma 4 del

eee

D.Lgs. 395/00). Per ciò che concerne i titoli abilitativi di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (licenza comunitaria, autorizzazione all’esercizio di linee internazionali extra UE, autorizzazione all’esercizio di linee interregionali di competenza statale), il Ministero ha stabilito di acquisire dalle imprese le informazioni e la documentazione rilevante ai fini della verifica del requisito della capacità finanziaria richiedendo alle stesse l’attestazione bancaria di tale capacità all’atto di presentazione di ciascuna domanda di rilascio del titolo, ma anche di ciascuna domanda di rinnovo o sostituzione dello stesso. Di qui le difficoltà sorte al momento del rinnovo della licenza comunitaria.

Una verifica tecnico-finanziaria

IL PROBLEMA EMERSO PER LA SCADENZA DI MOLTE LICENZE COMUNITARIE

L’articolo 6, comma 2 del D.Lgs. 395/00 prevede come modalità ordinaria di dimostrazione della capacità finanziaria l’esibizione all’autorità che deve rilasciare il titolo abilitativo de: “i conti annuali dell’impresa interessata, ove esistano; i fondi disponibili, comprese le liquidità bancarie e le possibilità di scoperti e prestiti; tutti gli attivi, comprese le proprietà disponibili come garanzia per l’impresa interessata; i costi, compreso il prezzo di acquisto o i pagamenti iniziali per veicoli, edifici, impianti, attrezzature e installazioni; il capitale di esercizio”. Si tratta, sostanzialmente, di una verifica tecnico-finanziaria del bilancio, o del rendiconto annuale, dell’impresa interessata tesa a valutare nel complesso il patrimonio dell’impresa ed il merito creditizio di cui la stessa gode al fine di


I I I AT T U A L I T À I

IL FEDERALISMO VIAGGIA IN AUTOBUS Intesa Campania-Piemonte Apprezzamento Confindustria Un’intesa tra Regione Campania e Piemonte per l’acquisto di nuovi autobus per il trasporto pubblico, che darà una risposta anche al problema occupazione, è stata siglata a fine luglio dai governatori Antonio Bassolino e Mercedes Bresso. Da subito alcune aziende di trasporto piemontesi, come la Gtt (Gruppo torinese trasporti), hanno manifestato la propria intenzione di acquistare ben 100 nuovi autobus Irisbus Iveco dall’Ente autonomo Volturno, la holding regionale dei trasporti della Regione Campania.

L

“Il federalismo, quello giusto si fa così. Con accordi diretti tra le Regioni, senza la pesantezza che a volte ha Roma, per far superare la crisi a tutto il Paese e non a macchia di leopardo”: parola dei due governato-

accertare la capacità dell’impresa di svolgere con regolarità e correttezza l’attività di trasporto persone per la quale è richiesta l’abilitazione. La modalità di dimostrazione di sussistenza della capacità finanziaria appena descritta non è stata, tuttavia, prevista dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nelle diverse Circolari da esso emanate disciplinanti le domande ed i procedimenti di rilascio dei titoli abilitativi di sua competenza. Il Ministero ha, infatti, previsto come unica modalità di dimostrazione della sussistenza della capacità finanziaria l’attestazione bancaria di cui all’articolo 6, comma 3 del D.Lgs. 395/00, attestazione che, come detto, tuttavia, causa notevoli difficoltà alle imprese dovute al rifiuto degli istituti bancari di effettuare l’attestazione, oppure alla richiesta di commissioni elevate. Molti istituti bancari, infatti, subordinano il rilascio dell’attestazione di capacità finanziaria all’apertura di un credito di firma di tipo fideiussorio con la conseguente applicazione di una commissione annuale di affidamento bancario che varia tra lo 0,50% e l’1% dell’im-

ri. Grazie all’intesa tra le due Regioni le aziende campane e piemontesi potranno avvalersi direttamente dei bandi d’acquisto dei due enti, in regime di completa reciprocità, per l’acquisto di bus e di treni. A margine della firma il presidente regionale di Confindustria Giorgio Fiore ha dichiarato: “L’intesa siglata questa mattina rappresenta un’ottima scelta di politica industriale, perfettamente in linea con il discorso che Confindustria Campania sta portando avanti, in queste settimane, con la Regione e i sindacati. Questo accordo dimostra come, mettendo a frutto gli investimenti, sia possibile innescare un meccanismo virtuoso che crea ricchezza per il territorio e non mera assistenza alle aziende in difficoltà”. (dal Corriere del Mezzogiorno)

porto attestato. Tale pratica, in presenza di un’adeguata consistenza patrimo-

SPESSO LE BANCHE SUBORDINANO IL RILASCIO A FIDEJUSSIONI

e

niale dell’impresa di trasporto, è sicuramente ingiustificata giacché, ai sensi dell’attuale normativa, l’attestazione bancaria si fonda sulla verifica della presenza di una disponibilità finanziaria di importo pari a quello previsto dalla legge in funzione degli autobus in disponibilità dell’impresa (50.000 euro per il primo autobus in disponibilità e 5.000 euro per ogni autobus aggiuntivo), e la verifica di questa disponibilità finanziaria è, a sua volta, effettuata sulla base dei conti annuali, dei fondi disponibili dell’impresa attestata e di tutti gli altri dati previsti dall’articolo 6, comma 2 del D.Lgs. 395/00. L’affidamento bancario, quindi, si rende necessario ai fini del rilascio dell’attestazione solo in presenza di una insufficiente consistenza patrimoniale dell’impresa, tale da non garantire una disponibilità finanziaria di importo pari a quello previsto normativamente. Né può essere portato a giustificazione delle commissioni richieste il vincolo per le banche di comunicare le eventuali perdite della capacità finanziaria di cui siano venute a conoscenza (vincolo previsto dall’articolo 6, comma 4 del D.Lgs. 395/00, come segue a pag. 11

bus magazine

|9


10 |


I I I AT T U A L I T À I

segue da pag. 9

attuato dall’articolo 2, comma 2 del D.M. 161/05), giacché il D.Lgs. n. 395/2000 e il D.M. di attuazione non prevedono alcuna sanzione per le imprese bancarie in caso di omessa o tardiva comunicazione dei fatti che incidono sulla sussistenza del requisito di capacità finanziaria.

Infondatezza delle pratiche bancarie L’infondatezza delle pratiche bancarie ha trovato conferma in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19 marzo 2009 attraverso la quale il Ministero, dietro sollecitazione dell’Anav, ha chiarito che gli istituti bancari sono tenuti a effettuare la comunicazione di perdita della capacità finanziaria “solo quando siano stati informati delle variazioni in parola da parte delle stesse imprese di trasporto”, ed ha ribadito che la normativa “non prevede un procedimento sanzionatorio specifico a carico degli istituti bancari, ancorché sia stato violato da questi l’obbligo di informazione all’Autorità competente”. Nonostante i chiarimenti del Ministero, molti istituti bancari continuano ad opporre ostacoli al rilascio dell’attestazione bancaria, ostacoli a fronte dei quali, tuttavia, le imprese possono ora avvalersi di modalità di dimostrazione del requisito alternative all’attestazione stessa. Accogliendo un suggerimento dell’Anav, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito, innovando rispetto alla precedente regolamentazione del rilascio dei titoli abilitativi di competenza, che ai fini della dimostrazione del requisito di capacità finanziaria, l’impresa può produrre in alternativa all’attestazione bancaria: - una relazione tecnica, redatta da un revisore contabile, iscritto al registro dei revisori contabili, tenuto presso il Consiglio dei Dottori Commercialisti e degli Esper ti Contabili, nella quale sia fatto esplicito riferimento agli elementi di valutazione di cui all’ articolo 6, comma 2, D.Lgs. 395/00;

- una attestazione dell’Ente pubblico (Regione, Provincia, Comune) che ha rilasciato all’impresa un titolo legale per l’esercizio dell’attività di trasporto di persone su strada effettuato mediante autobus, con la quale l’Ente medesimo dichiari formalmente che per tale impresa, al momento della data di rilascio dell’attestazione, sussiste il requisito di capacità finanziaria di all’articolo 6, comma 2, D.Lgs. 395/00. Risulta quindi oggi possibile per le imprese dimostrare la sussistenza del requisito di capacità finanziaria attraverso l’esibizione di una relazione tecnica redatta da un revisore contabile nella quale il revisore fornisca una rappresentazione sintetica degli elementi previsti dall’articolo 6, comma 2 del D.Lgs. 395/00 (conti annuali; fondi disponibili, comprese le liquidità bancarie e le possibilità di scoperti e prestiti; tutti gli attivi, comprese le proprietà disponibili come garanzia per l’impresa interessata; costi, compreso il prezzo di acquisto o i pagamenti iniziali per veicoli, edifici, impianti, attrezzature e installazioni; capitale di esercizio), ed attesti alla luce di essi che l’impresa

IL MINISTERO HA ACCOLTO LA PROPOSTA ANAV DI TITOLI DI COMPETENZA

interessata è dotata della disponibilità finanziaria per un determinato importo che deve essere almeno pari a quello richiesto dalla legge.

Attestazione da Ente pubblico In più il Ministero ha previsto che la sussistenza della capacità finanziaria possa essere dimostrata dall’impresa producendo l’attestazione di un Ente pubblico. Tale possibilità è limitata alle imprese dotate di un titolo legale per l’esercizio dell’attività di trasporto persone mediante autobus rilasciato dal medesimo Ente (titolo legittimante l’esercizio di servizi di trasporto pubblico regionale o locale oppure l’esercizio di attività di noleggio autobus con conducente). Per ottenere tali titoli, infatti, le imprese devono aver dimostrato il possesso della capacità finanziaria, e sono poi soggette alla verifica periodica della persistenza del requisito nonché all’obbligo di comunicare all’Ente che ha rilasciato il titolo eventuali variazioni comportanti la perdita della capacità finanziaria. Secondo quanto previsto dalla Circolare ministeriale (Circolare n. 3 del 3 aprile 2009), l’attestazione deve contenere una dichiarazione formale dell’Ente pubblico con la quale questo affermi che al momento della data di rilascio dell’attestazione è sussistente il requisito di capacità finanziaria di cui all’articolo 6, comma 2 del D.Lgs. 395/00. A differenza di quanto previsto per l’attestazione bancaria e per la relazione tecnica l’attestato rilasciato dall’Ente pubblico non deve espressamente indicare l’importo in euro relativo alla capacità finanziaria attestata. Grazie a queste novità la dimostrazione del requisito della capacità finanziaria non risulta più subordinata, esclusivamente, all’attestazione da par te delle banche e, di fronte a pretese ingiustificate degli istituti bancari, le imprese hanno la possibilità di adottare soluzioni diverse e meno penalizzanti.

eee

bus magazine

| 11


I AT T U A L I T À I I I

“HO PERSO IL BAGAGLIO!” che fare, codici alla mano Quali sono le responsabilità dell’impresa di trasporto? Ecco come orientarsi in una normativa complessa, tra danni e risarcimenti. PaolaGalantino [Responsabile Servizio Legale Anav]

C

ome ogni Settembre apprendiamo dai media che le vacanze sono state caratterizzate in molti casi dalla sgradevole sorpresa per il viaggiatore di vedersi privato del proprio bagaglio al momento dell’arrivo a destinazione e, per converso, l’altrettanto sgradevole sorpresa per l’azienda di trasporto di dover risarcire il viaggiatore! Superato lo scoramento iniziale, si indagano i danni, le responsabilità e l’ammontare di un eventuale risarcimento…a danno del vettore giacché, nel contratto di trasporto, chi risponde della perdita o del danneggiamento dei bagagli è quasi sempre l’azienda di trasporto. E tracciare i confini della responsabilità del vettore e in quale misura possa essere quantificato il danno risarcibile è davvero operazione ardua! Per questo è necessario individuare la normativa in materia, integrata dagli ultimi orientamenti giurisprudenziali, di modo che anche il viaggiatore, ops…il vettore, più sprovveduto sia reso consapevole degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

misure idonee a evitare il danno (art. 1681 c.c.). Con il contratto di trasporto, infatti, salva la responsabilità per il ritardo e per l’inadempimento nell’esecuzione del trasporto, il vettore si obbliga non solo a trasportare una persona da un luogo ad un altro, ma assume su di sé il rischio della incolumità fisica del viaggiatore stesso nonché della perdita (o del danno) delle cose che questo porta con sé! Risultando, peraltro, nulle le clausole che limitano questa responsabilità. La prova che il vettore deve fornire per sottrarsi alla responsabilità per i danni

12 |

subiti dal viaggiatore non si esaurisce nella generica assenza di colpa del conducente del veicolo, ma deve comprendere la prova dell’osservanza di ogni cautela necessaria per evitare danni ai passeggeri nella concreta situazione in cui il trasporto si è svolto (Cass. Civ. Sez. III n. 10680 del 27/10/1993). Per quel che concerne la responsabilità civile per i sinistri che colpiscono il viaggiatore durante il viaggio questa è coperta dall’assicurazione per la responsabilità verso i terzi trasportati, mentre, per quanto riguarda il bagaglio, la responsabilità non viene in molti casi coperta da assicurazione dal vettore, che ne risponde quindi direttamente.

Cosa si intende con “bagaglio”

Il Codice civile La perdita del bagaglio trasportato su strada da veicoli destinati a uso pubblico è materia disciplinata principalmente dal Codice civile, dalla normativa comunitaria e, in generale dalle convenzioni internazionali applicabili, nonché dal Codice della navigazione in via residuale. Per principio generale, con riferimento al trasporto di persone effettuato con qualsiasi mezzo, il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o dell’avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di avere adottato tutte le

eee

LA RESPONSABILITÀ SU VALIGIE E PACCHI SPESSO NON È COPERTA DA ASSICURAZIONI

Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa si intende per “bagaglio”. Il legislatore non ha fornito una definizione esatta di bagagli “trasportati”, mentre la dottrina prevalente individua nel concetto di “bagaglio” un complesso di oggetti di carattere personale, vale a dire di oggetti il cui trasporto è in funzione di quello del viaggiatore. La distinzione rileva a seconda della situazione di fatto in cui le cose trasportate si trovano durante il viaggio: se esse rimangono nella detenzione del viaggiatore (il cosiddetto bagaglio a mano), si è in presenza di un’obbligazione accessoria al trasporto delle persone, che costituisce, appunto, l’obbligazione principale; se, invece, vengono affidate alla custodia esclusiva del vettore si concreta un autonomo trasporto di cose. Nel primo caso, la disciplina che regola la responsabilità del vettore per i sini-


I I I AT T U A L I T À I

CODICE CIVILE stri che colpiscono la persona del passeggero si applica anche ai casi di perdita o di avaria “delle cose che il viaggiatore porta con sé” (art. 1681 c.c.); nel secondo, invece, si applica l’art. 1693 c.c. che regola la responsabilità del vettore per la perdita o per l’avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve al momento in cui le consegna al destinatario. La distinzione è stata, poi, chiarita dalla giurisprudenza (Cass. Civ. n. 508 del 17.1.1966) nel senso che il bagaglio collocato nella stiva dell’autobus è bagaglio consegnato, mentre quello collocato a bordo è bagaglio consegnato o non a seconda che resti, o meno, sotto la diretta sorveglianza del viaggiatore: quando il bagaglio rimane nella sfera di controllo del passeggero, la responsabilità del vettore è accessoria a quella per il trasporto del passeggero e si applica il citato art. 1681. Quando il bagaglio viene consegnato, invece, l’articolo 1693 c.c. che presume la colpa del vettore se questo non prova che il fatto è derivato da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose trasportate, dal loro imballaggio o dal fatto del mittente o da quello del destinatario. Tale presunzione comporta che il vettore deve fornire la prova che il danno è dovuto ad un evento a lui estraneo e non imputabile: un “quid” imponderabile, imprevisto ed imprevedibile inseritosi nel processo aziendale di svolgimento del servizio di trasporto, senza possibilità di contrasto. E’ il caso fortuito: un evento, estraneo ai mezzi e alle persone dell’azienda, causato dalla natura (eventi atmosferici sfavorevoli improvvisi ed eccezionali), dai pubblici poteri (requisizioni, sequestri civili e penali, guerre, ecc.) o da fatto di terzi (scioperi, sommosse, rapine, incendi, ecc.).

Giurisprudenza severa Purtroppo su questi eventi, molto frequenti peraltro, la giurisprudenza si è dimostrata particolarmente severa, escludendo ad esempio il furto ordinario come causa di esonero di responsabilità, ma richiedendo l’aggravante della violenza o minaccia grave alle per-

Art. 1681 – Responsabilità del vettore Art. 1682 – Responsabilità del vettore nei trasporti cumulativi Art. 1693 – Responsabilità per perdita o avaria

CODICE DELLA NAVIGAZIONE Art. 949 bis – Responsabilità del vettore per mancata esecuzione del trasporto Art. 951 – Responsabilità del vettore Art. 952 – Limite del risarcimento Art. 954 – Perdita o avaria delle cose trasportate D.Lgs. 17 marzo 1995, n.111 – Attuazione della direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso.

sone, e (per la rapina) che sia commessa in circostanze di tempo e di luogo non prevedibili (così, per l’incendio, il vettore deve dimostrare che è stato provocato da causa improvvisa, imprevedibile, individuata positivamente, ed estranea a sé, ai dipendenti, alla vigilanza ed all’efficienza dei veicolo. Ed i fenomeni atmosferici, oltre all’eccezionale intensità, devono presentare carattere di assoluta imprevedibilità.). Chiaramente, poi, non deve trovare una concausa in negligenze o inefficienze del vettore.

I risarcimenti In fatto di risarcimento la norma di riferimento è quella dell’art. 412 del

LA DIFFERENZA TRA “BAGAGLIO A MANO” E BAGAGLIO CONSEGNATO

Codice della Navigazione in materia di trasporto marittimo ed aereo che stabilisce che il vettore è responsabile, entro il limite massimo di Euro 6,20 per chilogrammo, o della maggiore cifra risultante dalla dichiarazione di valore, della perdita o delle avarie del bagaglio, che gli è stato consegnato chiuso, se non prova, come più volte detto, che la perdita o le avarie sono derivate da causa a lui non imputabile. La perdita o le avarie devono essere fatte constatare, peraltro, a pena di decadenza, al momento della riconsegna, se trattasi di perdita o di avarie apparenti, ovvero entro tre giorni, se trattasi di perdita o avarie non apparenti (c.c.1697). Per i bagagli e gli oggetti non consegnati al vettore, questi non è responsabile della perdita (o delle avarie), se non quando il passeggero provi che le stesse sono state determinate da causa imputabile al vettore. E allora che fare? Nell’intento di prevenire richieste e controversie (in alcuni casi anche pretestuose) è opportuno dare maggiori informazioni agli utenti predisponendo idonee comunicazioni nei locali delle biglietterie per riportare le norme ed i limiti di risarcimento per la perdita dei bagagli trasportati; richiamando tali comunicazioni e normative nei biglietti di viaggio; organizzando idonei sistemi per il controllo e l’etichettatura dei bagagli consegnati (e, ove dal caso, anche di quelli a mano); indicando, in dette etichette di controllo, i limiti di risarcimento per la perdita dei bagagli; predisponendo un documento per la dichiarazione di valore (con eventuale sottoscrizione da parte dei viaggiatore di una copertura assicurativa in caso di valori superiori ad un limite di “normalità”). Viaggiatore avvisato…

eee

bus magazine

| 13


I E S T E R I I I I

Dall’europea incentivi per il “trasporto verde” L’economia europea perde l’1% del PIL all’anno per la congestione dei centri cittadini: e la Ue apre agli aiuti per la mobilità sostenibile. RobertaProietti [Responsabile Servizio Relazioni Internazionali Anav]

P

rosegue incessante l’impegno normativo dell’Unione Europea in favore della mobilità sostenibile. In tutta Europa, l’aumento del traffico nei centri cittadini provoca un fenomeno di congestione cronica, con pesanti ricadute ambientali, sanitarie ed economiche. Ogni anno l’economia europea perde circa l’1% del PIL a causa di questo fenomeno. Il traffico urbano genera il 40% delle emissioni di CO2 e il 70% delle altre emissioni inquinanti prodotte dagli autoveicoli. Ogni anno aumenta anche il numero di incidenti stradali in città: oggi un incidente stradale su tre si verifica in zona urbana e ne sono vittime soprattutto gli utenti della strada più vulnerabili: pedoni e ciclisti. La Commissione sta perciò individuando le aree di interesse nelle quali convogliare sforzi e finanziamenti per la promozione di una mobilità più sostenibile, mettendo al primo posto l’incoraggiamento verso forme più verdi di spostamento (a piedi e in bicicletta), e privilegiando concretamente uno stile di vita meno dipendente dall’auto mediante nuove soluzioni come la condivisione dell’automobile (car-sharing) o il suo uso comune (car pooling).

2020: riduzione delle emissioni La Comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2007 intitolata “Una politica energetica per l’Europa” ha proposto l’impegno da parte dell’Unione Europea di ridurre, entro il 2020, le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% rispetto ai valori del 1990. Il Libro verde sui trasporti urbani della Commissione del 25 settembre 2007

14 |

intitolato “Verso una nuova cultura della mobilità urbana” indica che le parti interessate sono favorevoli alla promozione dell’introduzione sul mercato di veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico mediante appalti pubblici “ecologici”. In questo documento, la Commissione già indica che una possibilità sarebbe quella di stabilire come criterio di aggiudicazione degli appalti, oltre al prezzo dei veicoli, l’in-

[LA PROMOZIONE DI BUS “PULITI” NEGLI APPALTI DI SERVIZIO PUBBLICO

]

ternazionalizzazione dei costi esterni connessi al consumo di carburante, alle emissioni di CO2 e alle emissioni inquinanti per tutto l’arco della vita utile dei veicoli oggetto di appalto. Per far fronte a questi impegni, è stata emanata la direttiva 2009/33 relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, volta a stimolare il mercato dei veicoli puliti e, soprattutto, per il notevole impatto ambientale che ciò produrrebbe, ad influenzare il mercato dei veicoli standard prodotti su larga scala, come autovetture, autobus, pul-

eee

lman e autocarri. Gli Stati membri dovranno assicurare che entro il 4 dicembre 2010 le amministrazioni o gli enti nella misura in cui sono soggetti all’obbligo di applicare le procedure di appalto (stabilite dalle direttive 2004/17 e 2004/18) e gli operatori che assolvono obblighi di servizio pubblico (nel quadro di un contratto di servizio pubblico) tengano conto, al momento dell’acquisto di veicoli adibiti al trasporto su strada, dell’impatto, delle emissioni di CO2 e di talune sostanze inquinanti come le emissioni di ossidi di azoto (NOx), di idrocarburi diversi dal metano (NMHC) e dell’impatto ambientale imputabile all’esercizio nel corso dell’intero ciclo di vita.

Tre strade per l’obiettivo La direttiva traccia sostanzialmente tre tipi di strade per raggiungere tale obiettivo. La prima consiste nel fissare specifiche tecniche in materia di prestazioni energetiche ed ambientali nella documentazione per l’acquisto di veicoli adibiti al trasporto su strada, per ciascun tipo di impatto considerato, oltre che per ogni altro eventuale tipo di impatto ambientale. La seconda suggerisce di integrare nella decisione di acquisto l’impatto energetico e l’impatto ambientale, o inserendo tali impatti fra i criteri di aggiudicazione (se fosse aperta la procedura di appalto), o trasformando gli impatti in valore monetario da includere nella decisione di acquisto. La terza strada suggerisce di adottare quest’ultima metodologia, ovvero di trasformare in valore monetario i costi di esercizio nell’intero arco di vita di un veicolo connessi al consumo energeti-


I I I E S T E R I I

IRU: NO AI TICKET ALLE CITTA’ D’ARTE L’associazione europea interviene con una lettera al Governo italiano, chiedendo soluzioni immediate contro i balzelli posti ai servizi di trasporto turistico in bus. ’Iru, l’associazione che rappresenta gli interessi delle aziende del trasporto su strada europee, è intervenuto severamente sul problema dei ticket d’accesso alle città d’arte italiane con una nota indirizzata al ministro del Turismo, Michela Brambilla, al ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, nonché - per conoscenza - a Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, per sollecitare l’avvio di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati, così come richiesto dal Caipet, al fine di trovare rapidamente opportune soluzioni.

L

Nella nota firmata dal Segretario generale Martin Marmy, l’Iru ricorda gli interventi “su diverse città italiane – come Venezia, Roma, Firenze, etc – a cui è stato chiesto di non proseguire su questa strada. Al contrario – è affermato - , il fenomeno è in crescita, anche piccoli comuni e località turistiche, adottano queste misure, spesso all’inizio o nel pieno della stagione turistica, senza fornire informazioni preventive o senza consultazioni con le società interessate”. Secondo Marmy queste tasse non sono proporzionate e non corrispondono a una crescita della qualità o al

co, oltre ad i costi relativi alle emissioni di CO2 ed alle emissioni di sostanze inquinanti. L’inclusione dei consumi di energia, delle emissioni di CO2 e delle emissioni inquinanti fra i criteri di aggiudicazione non genera un aumento dei costi totali, ma anticipa piuttosto nella decisione relativa all’appalto i costi di esercizio generati nell’intero arco di vita. Questo approccio, ad avviso della Commissione complementare rispetto alla legislazione sulle norme Euro, che fissa i limiti massimi di emissione, trasforma in valore monetario le emissioni inquinanti effettive e non richiede la definizione di norme supplementari.

livello di servizio garantito agli operatori di bus: “In più, oltre alle somme mai viste nella storia del turismo dei bus, sono previsti in alcuni casi 240 euro fino a 340 a Venezia durante l’alta stagione, tasse che possono essere considerate discriminanti, dal momento che sono applicate solo ai bus e non agli altri sistemi di trasporto, comprese le auto private. Inoltre in molti casi le informazioni non sono fornite per tempo in modo che gli operatori siano ben informati in modo tale che possano ridiscutere e rinegoziare i contratti con i loro clienti. Infatti, secondo Iru, queste pratiche non colpiranno solo il settore dei bus, ma tutto il turismo, compreso quello delle città e delle aree interessate in termini di entrate più basse dal turismo. Infatti i bus turistici spendono circa il 40 per cento in più rispetto a qualsiasi altra forma di trasporto turistico. Le argomentazioni usate spesso a sostegno di quelle misure e cioè che servono contro la congestione del traffico e per migliorare la qualità dell’aria, non corrispondono alla verità perché il trasporto bus è il più pulito tra i sistemi di trasporto”.

e

Tra l’altro, la possibilità di un sostegno pubblico per l’acquisto di veicoli adibiti

[

EMISSIONI INQUINANTI TRASFORMATE IN VALORE MONETARIO

]

al trasporto su strada puliti e a basso consumo energetico, tra cui l’installazione a posteriori di motori e di pezzi di ricambio, con caratteristiche superiori a quelle previste dai requisiti ambientali obbligatori, è riconosciuta anche nella Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela ambientale e nel Reg. CE 800/2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune. La Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela ambientale riconosce infatti la possibilità di concedere un sostegno pubblico per promuovere lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla erogazione di carburanti alternativi.

eee

bus magazine

| 15


cultura

PALERMO: SULL’AUTOBUS 101 A SUON DI JAZZ

I “PIRATI IN AUTOBUS” DI CHISTOPHER MORGAN “Pirati in autobus’’: è questo il titolo del libro per ragazzi di Chistopher Morgan, con i disegni del grande Neil Curtis (Gallucci editore), da poco in libreria. E si tratta di una vera storia di pirateria! Il Pirata trascina Luca e Gaia alla riconquista della sua nave, rubata da una banda di granchiscimmia. E come si fara’ a inseguirli? In autobus, naturalmente. Ma il Pirata è un pessimo autista e i bizzarri passeggeri che si porta dietro non gli sono di grande aiuto. Tra “Alice nel paese delle meraviglie” e “L’Isola del tesoro”, con un pizzico del “Bambino ostrica” di Tim Burton, questo libro cattura l’attenzione con il ritmo incalzante e la trama intessuta di brillanti giochi di parole e strambi animali marini, resi ancora piu’ vivaci dalle illustrazioni di Neil Curtis. Una storia stravagante, da leggere ai piccoli incuriositi dal mare e che i grandi apprezzeranno per il tocco surreale e l’arguzia stilistica.

I VECCHI BUS DELL’ATESINA IN CAMBIO DI JUANTORENA? Offerti a Cuba per il giocatore Per Cristiano Ronaldo 94 milioni di euro. Per Kakà 68 milioni di euro. Per Juantorena … i vecchi autobus della Trentino Trasporti, quei vecchi mezzi arancioni col marchio “Atesina” che per decenni hanno scorrazzato per le strade di Trento. Ebbene anche gli autobus possono dare una mano a Trentino Volley per poter prendere l’atteso Osmany Juantorena Portuondo. Il 24enne cubano che da

16 |

tredici mesi fatica al PalaTrento ma che, scontata la squalifica per doping, non può giocare senza il transfer della propria federazione. Ed è qui che, per dare una mano all’Itas Diatec, scende in campo Trentino Trasporti con una proposta tutta sua. “Con Cuba noi abbiamo un buon rapporto, potrebbe anche essere un buon canale per cercare di sbrogliare le cose – ha infatti dichiarato Vanni Ceola presidente di Trentino Trasporti -. Ormai sono dieci anni che abbiamo questo rapporto con Cuba, mandiamo lì i mezzi troppo vetusti per le nostre strade così come facciamo con alcuni paesi africani, la Bielorussia o con la Locride, quando fu Monsignor Bregantini a chiederci una mano. Nel complesso abbiamo dato a Cuba 19 mezzi più altri due inutilizzabili ma dai quali si potevano prendere dei pezzi di ricambio per gli altri. Se c’è la necessità di migliorare i rapporti con Cuba noi siamo disponibili a fornirne altri”. (da www.espresso.it)

Musica sull’autobus a Palermo: è l’esperimento del presidente dell’Amat per offrire ai propri clienti un viaggio del tutto “particolare”. I primi ad approfittare del viaggio in musica, lo scorso giugno, sono stati i passeggeri del 101: saliti alla fermata dello stadio e pagato il regolare biglietto, hanno percorso andata e ritorno sulle note del trio di Carla Restivo (con Carlo Purpura e Federico Gueci), che hanno accompagnato gli utenti in questo primo appuntamento con le melodie di musica jazz. “A bordo dell’autobus” il presidente Amat Mario Bellavista, appassionato di musica, ha dichiarato: “Con questa iniziativa cerchiamo di avvicinare i cittadini all’uso del mezzo pubblico. A volte, chi critica il servizio non è mai salito su una vettura. Questo è il momento per farlo, ascoltando della buona musica. Questo piccolo esperimento, che sarà seguito da un altro concerto di classica, ci permetterà di saggiare il gradimento degli utenti e, magari in futuro, pensare ad una rassegna con un calendario di eventi che vanno dal teatro alla musica in tutti i suoi generi.

GLI SVEDESI SI “ILLUMINANO” CON LA LIBRERIA VIAGGIANTE

G

li inverni scandinavi, si sa, sono particolarmente bui. Ecco allora che un gruppo di creativi svedesi ha pensato di dar vita a una vera e propria libreria viaggiante (a bordo di un coloratissimo autobus) per illuminare il paesaggio e magari, allo stesso tempo, anche l’anima dei cittadini appassionati di letteratura che vorranno approfittarne Un’operazione tanto provocatoria quanto riuscita, sia per la sua valenza artistica (come si può vedere dalla foto), sia per il suo ruolo “edu-

cativo”. Centinaia i libri trasportati, di tutti i generi. Ma non ci sono solo testi scritti. Nei suoi tour questo originalissimo autobus ospita infatti anche un piccolo cinema; e poi si può anche ascoltare musica. Naturalmente il BookBus dà spazio anche a internet: a bordo ci sono infatti dei pc per navigare online. Il progetto ideato dai designer del gruppo Muungano (www.muungano.com) ha anche vinto (e non poteva essere altrimenti) il premio “Librery bus of the year”.

e


ALL’ASTA LE MERCEDES DEL PAPA’ DI PLAYBOY

CAPRICCI DA STAR: E RONALDO SI COMPRA UN DOUBLE-DECKER

Un paio di ultra lussuose limousine Mercedes-Benz600 Pullman del 1969 e del 1971, appartenute al fondatore di Playboy Hugh Hefner, sono state messe all’asta da un collezionista neozelandese. Hef aveva infatti ordinato una lunghissima limousine di sei metri e mezzo con sei porte, di cui Mercedes aveva prodotto solamente 140 esemplari nella fabbrica di Stoccarda.

C

La 600 pullman, l’ultima dei modelli fatti a mano dalla Mercedes, era il mezzo di trasporto preferito dei vip tra cui il Papa, Coco Chanel, John Lennon, Jack Nicholson, Aristotele Onassis, Elvis Presley e alcuni altri. Entrambe le auto (valutate a 165mila dollari) sono nere, hanno sedili personalizzati in corrispondenza delle porte centrali, sedili reclinabili con sistemi automatici idraulici e tende nei posti posteriori, vetri oscurati e un vetro insonorizzato che divide i passeggeri dall’autista con il quale si può entrare in contatto con un sistema interno di comunicazione. Il modello del 1969 è inoltre rifinito in pelle nera e ha un frigobar all’interno, mentre quello del 1971 ha sedili in pelle rossa e ha una televisione incorporata. (da www.asylumitalia.it)

MURAVERA, IN PULLMAN ALLA SCOPERTA DELL’ARTIGIANATO E della gastronomia In pullman da Muravera al vicino mare di Costa Rei, un viaggio nella Sardegna del sud-orientale, tra laboratori di

ristiano Ronaldo arricchisce il suo garage acquistando un double-decker Routemaster, il celebre autobus rosso a due piani che per decenni ha calcato le strade di Londra divenendone uno degli oggetti simbolo (insieme alla cabina telefonica). Il 24enne calciatore portoghese, noto per essere proprietario di numerose supercar (ha da poco distrutto, in un incidente stradale, una Ferrari 599 GTB Fiorano da 200mila euro, subito sostituita con una fiammante Koenigsegg CCX da 540mila euro).Le ragioni che hanno

artigiani, caseifici, aziende di pescatori, laboratori tessili ma anche ristoranti locali. L‘iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale di Muravera, è un progetto turistico – primo nel suo genere - che coinvolge artigiani e operatori del settore turistico, con un itinerario deciso

spinto Ronaldo a comprare un mezzo del genere – a quanto dice – sono “familiari”: è un regalo per i suoi nipotini. Non più quindi mezzo pubblico, ma vettura ad uso privato. Il calciatore del Manchester United ha comunque precisato che il double-decker è stata una delle maggiori "attrazioni" che lo hanno colpito quando è arrivato da giovanissimo in Gran Bretagna (indossa la maglia dei Red Devils dal 2003). Da qui la decisione di prenderne uno per la famiglia e di attrezzarlo con ogni confort.

e

insieme a loro. Il Comune di Muravera si fa carico del costo del trasporto (dal 20 luglio al 20 settembre). “Si tratta di un percorso culturale e turistico – ha spiegato il sindaco Salvatore Piu - per far conoscere ai visitatori produzioni di alta qualità e allo stesso tempo dare risposta ai turisti che non si accontentano di solo mare. I visitatori avranno modo quindi di apprezzare la bellezza e la straordinaria varietà ambientale, il patrimonio artistico e culturale, i prodotti enogastronomici, i manufatti del nostro originalissimo e unico artigianato”. Il percorso comprende anche la visita al museo Donna Francesca Sanna Sulis che ospita la mostra Abitare la musica: mostra multimediale sulla musica e gli strumenti della Sardegna. E alla fine: tutti a cena ad assaggiare i prodotti locali.

bus magazine

| 17


I S O C I E T À I I I

Dimmi che colore hai ...e ti dirò chi sei Le livree dei bus, un caleidoscopio di tinte, un vero biglietto da visita: ma il colore a volte indica anche un impegno educativo e sociale. GiuseppeMassimo

eee

“L

a livrea dei pullman è un vero biglietto da visita, e non solo per le aziende. Decorati per richiamare con i loro disegni luoghi di villeggiatura o città storiche e per portare in giro per il mondo l’immagine del nostro Paese. Utilizzati come tele “prestate” alla fantasia dei pittori. Dipinti di mille colori, con i loghi aziendali sempre più curati nella forma e nella presentazione. Ma anche fiancate di bus destinate alla pubblicità in movimento. O ancora, mezzi dipinti con un colore solo, per identificare i mezzi pubblici che attraversano le città, che - sempre carichi di viaggiatori pendolari - uniscono località diverse. Ma il colore può anche servire a far riconoscere viaggi un po’ particolari, quando i mezzi si trasformano in aule scolastiche o portano in giro messaggi di impegno civile: ecco allora il pullman verde della mobilità sostenibile, quello azzurro della polizia che insegna l’educazione stradale, o il pullman rosso che gira le città denunciando le violenze in Birmania. Un arcobaleno di colori, a ognuno dei quali è affidato un

18 |

messaggio: un lungo viaggio per l’Italia per insegnare, soprattutto ai più piccoli, a essere cittadini del futuro.

Il pullman verde della mobilità sostenibile Sull’autobus “verde” si sale per conoscere Edù, il piccolo alieno caduto sulla terra e che deve tornare a casa in buona salute: sono i ragazzi delle scuole i protagonisti di questa particolare avventura insieme al “piccolo marziano”, che fa tappa nelle diverse città piccole e grandi. La favola è bella: Edù è un piccolo alieno caduto sulla Terra dal pianeta Asstar, vive sui mezzi pubblici perché nel suo mondo i mezzi pubblici sono luoghi sicuri e confortevoli. È buffo e tenero, lo possono vedere solo i bambini e racconta loro le storie del suo pianeta, un mondo in cui tutto funziona bene e la gente è felice e rispettosa dell’ambiente. Ma sulla Terra Edù inizia a soffrire per via dell’inquinamento. A bordo del “Pullman sostenibile: sali e gioca all’aria pulita” – un progetto di

Asstra sostenuto dai ministeri dei trasporti, dell’istruzione e della cultura – si svolge il progetto di educazione ambientale: sull’autobus infatti i bambini hanno a disposizione alcuni computer alimentati attraverso pannelli solari per conoscere Edù ed aiutarlo a ritornare nel suo lontano pianeta sano e salvo.

Il pullman azzurro della polizia Sul “Pullman azzurro” della polizia si insegna la sicurezza stradale. In giro per l’Italia è possibile vedere il pullman azzurro della Stradale dove i giovani possono avere informazioni sulle attività svolte da questa Specialità e scoprire la propria conoscenza del codice


I I I S O C I E T À I

Qui sopra il Pullman Rosso per la Birmania, durante le soste Nella pagina di sinistra (dall’alto, in senso antiorario): Edù, piccolo alieno che insegna la mobilità sostenibile il Pullman Azzurro della Polizia e una immagine del videogioco della Polizia sulla sicurezza stradale

della strada. Dal “cruciverba” al “patentino”, attraverso una serie di giochi interattivi, il pullman permette ai ragazzi di conoscere le proprie capacità di guidatore. Anzi ancora di più: il “patentino”è il gioco adatto per chi è in procinto di prendere quello vero, per il motorino o le minicar, e non vuole avere brutte sorprese all’esame di guida. I ragazzi e i bambini per un giorno vengono nominati “vedette della sicurezza” ed è il personale della Polizia stradale a insegnare loro le regole e i comportamenti grazie alle quali sia a bordo di un’auto, che di una bici, che a piedi, si può godere di una gita come di una passeggiata (o di un percorso per il lavoro o la scuola), senza creare situazioni critiche e sapendo affrontare i problemi quando si presentano. Il “Pullman azzurro” quest’anno ha anche seguito, tappa dopo tappa, il Giro d’Italia, che nell’immaginario collettivo e nei ricordi dei tanti appassionati di ciclismo, è da sempre legato alla

scorta della Polizia Stradale, che garantisce ogni anno la sicurezza della gara e di chi circola sulle strade. Nelle diverse tappe i ragazzi delle scuole sono saliti a bordo del mezzo della Polizia, per farsi scarrozzare studiando: il mezzo, gestito dal Centro addestramento Polizia di Stato, è infatti strutturato ad aula multimediale. Una tappa particolare è stata quella dell’Aquila, dove la lezione si è

AZZURRO [VERDE O ROSSO AULE VIAGGIANTI DI EDUCAZIONE CIVILE

]

svolta al campo di Centi Colella, gestito dalla Croce Rossa Italiana, dove sono confluiti anche i ragazzi dei campi limitrofi. Un modo per coniugare sicurezza e solidarietà. Col “Pullman azzurro” si può giocare imparando anche da casa: dal sito http://poliziadistato.it/pds/pullman_azzu

rro/home.html, infatti, si può scaricare “The game”

Il pullman rosso della Birmania Un classico pullman rosso londinese a due piani è stato allestito quest’anno per denunciare la violazione della libertà in Birmania, con a bordo una mostra fotografica itinerante. Partito dal Trentino, dopo una tappa a Roma, ha iniziato un viaggio lungo tutto la Penisola (a settembre sarà, tra l’altro, a Busto Arsizio e a Verona) per ricordare – con il patrocinio di numerosi enti locali - come il 2009 sia il 60° anniversario dell’inizio del tentativo di genocidio di tutte le minoranze da parte dell’attuale regime militare al comando in Myanmar. La mostra itinerante, che è ad accesso gratuito, racconta in particolare la storia del popolo Karen, un antico popolo di origine mongola-tibetana, che da decenni resiste al tentativo di genocidio fisico e culturale, e si oppone a farsi coinvolgere nelle coltivazioni di oppiacei del “triangolo d’oro”. Anche il “Pulmann Rosso” ha dirottato dal proprio tragitto verso le tendopoli abruzzesi, dove si è trasformato per qualche giorno in centro ricreativo e “cinema mobile” per i bambini, con animatori, clown e cartoni animati.

eee

bus magazine

| 19


I S O C I E T À I I I

SULLA CAMIONALE DEI GIOVI RIVIVE LA STORIA DEL TRASPORTO… Una Carovana di mezzi d’epoca, autocarri e autobus, ha ripercorso il tracciato Serravalle Scrivia-Genova, tra la curiosità dei passanti

I

l porto di Genova è tornato a vivere un momento della storia dell’autotrasporto. Una carovana di autocarri e autobus d’epoca provenienti da ogni parte d’Italia sono arrivati al porto lo scorso giugno -

come avveniva in passato - dopo aver percorso gran parte della pianura padana e aver superato il “terribile” passo dei Giovi, dove i motori ruggiscono e arrancano. Attraversate le vie cittadine tra la curiosità dei passanti, hanno quindi raggiunto le banchine del porto per caricare e scaricare le merci. Si è trattato infatti della rievocazione del tragitto storico «Serravalle Scrivia - Genova», una manifestazione organizzata dal Circolo italiano camion storici insieme al Comune di Genova, per ricordare il lavoro degli autotrasportatori e i loro mezzi di trasporto. Nessuno di quei mezzi, in realtà, era più vecchio della Camionale dei Giovi, aperta nel 1935. Ma la voglia di rievocare i tempi in cui tra Serravalle Scrivia e Genova si viaggiava sulla statale ha avuto la meglio. Aprivano la carovana tre Fiat 615, camioncino leggero con meccanica automobilistica prodotto negli anni Cinquanta. Seguivano in ordine di

grandezza, gli immancabili Om Tigrotto (1959) e Fiat 642 N6R (1961) con i loro fratelli maggiori Taurus 340 (1946) e 682 N2 (1957). A seguire l’ultimo dei musoni, il Lancia Esatau 864 (1953), e il suo progenitore 3Ro 564 del 1939 rappresentato da un esemplare fresco di (ottimo) restauro. Notevole anche il “mama truck” (come gli americani chiamano il carrellone per trasporto veicoli) utilizzato per portare il 3Ro dal Trevigiano al basso Piemonte: un Lancia Esagamma 520 6x2 del 1967 modificato con assi posteriori ribassati, oltre a un Fiat 625 bisarca del 1970. La partenza da Serravalle Scrivia è avvenuta di buon’ora: da lì i veicoli hanno percorso la strada provinciale 35 dei Giovi transitando per i centri dei paesi come Arquata Scrivia, Isola del Cantone, Ronco Scrivia, Busalla e, valicati i Giovi, Mignanego, per scendere a valle verso Pontedecimo e il centro città.

e


T U R I S M O

Q

Quanti sono gli studenti italiani che ogni anno, tra febbraio e maggio, montano sull’autobus insieme ai “prof” per andare a trascorrere alcuni giorni nelle città d’arte o all’estero? Quali sono le mete prescelte? E quali sono le normative che regolano i viaggi di istruzione? Tutto quel che c’è da sapere su un settore che – benché di nicchia e con esigenze specifiche - può contribuire a ridurre il fenomeno della stagionalità.

S C O L A S T I C O

>>

TUTTI IN GITA!!! IDENTIKIT DEL TURISMO SCOLASTICO Speciale a cura di Gabriele Montecorboli ca (spesso sottovalutata anche dagli operatori del settore) e le sue potenzialità formative. In questi ultimi anni, istituzioni e società di ricerca – tra cui anche il Touring Club Italiano– hanno cercato di colmare, in parte, la scarsità di dati quantitativi e qualitativi relativi al turismo scolastico attraverso indagini

COINVOLGE IL 50% DEGLI STUDENTI ITALIANI

LA METÀ DELLE CLASSI VA IN GITA. Sebbene i viaggi d’istruzione riguardino da vicino oltre il cinquanta per cento degli studenti italiani, la maggior parte dei quali si muove in un periodo concentrato dell’anno che va da febbraio a maggio, il turismo scolastico oggi risulta un segmento di mercato poco studiato e frequentemente trascurato dalle fonti statistiche ufficiali, nonostante la sua rilevanza economi-

I

specifiche. Si tratta di attività che, oltre a rispondere a finalità conoscitive del fenomeno, possono supportare gli enti e le organizzazioni che si occupano di promozione turistica e che talora, pur mostrando interesse verso il segmento scolastico, spesso non ne conoscono la reale portata. In occasione del Concorso nazionale “Classe Turistica. Festival del Turismo

Scolastico”organizzato dal Touring d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione, il Centro Studi Tci ha presentato i risultati dell’Osservatorio sul turismo scolastico che ha l’obiettivo di fare il punto su destinazioni, modalità organizzative e valutazioni dei viaggi effettuati dalle classi degli istituti superiori di secondo grado italiani. Il lavoro di ricerca – un’indagine quali-quantitativa presso gli istituti scolastici partecipanti al concorso – va ad aggiungersi alle altre attività di studio che il Tci ha condotto negli ultimi anni sul tema.

QUALI SONO LE NORME DEL SETTORE. Dal punto di vista normativo, il principale riferimento in merito al turismo scolastico è rappresentato dalla Circolare ministeriale 14 ottobre 1992, n. 291,”Visite guidate e viaggi d’istruzione o connessi ad attività sportive” che contiene le disposizioni generali sui viaggi d’istruzione con l’intento di fornire “una più compiuta e organica articolazione alla materia”. In particolare, si afferma che “le visite guidate e i viaggi di istruzione, ivi compresi quelli connessi ad attività sportive, presuppongono, in considerazione delle motivazioni culturali didattiche e

bus magazine

ààà

I I I

| 21


I

T U R I S M O

S C O L A S T I C O

I I I

ààà professionali che ne costituiscono il fondamento e lo scopo preminente, una precisa, adeguata programmazione didattica e culturale predisposta nelle scuole fin dall’inizio dell’anno scolastico e si configurano come esperienze di apprendimento e di crescita della personalità, rientranti tra le attività integrative della scuola. Tale fase programmatoria rappresenta un momento di particolare impegno dei docenti e degli organi collegiali a essa preposti e si basa su progetti che consentono, per ciò stesso, di qualificare dette iniziative come vere e proprie attività complementari della scuola e non come semplici occasioni di evasione”. Come emerge chiaramente dalla circolare ministeriale, il tratto peculiare del turismo scolastico è di collocarsi, quindi, nel contesto di un percorso educativo dello studente, rispetto al quale diventano elementi costitutivi anche le esperienze di viaggio. Il turismo scolastico, in ogni caso, ha anche una funzione specifica di “educazione” al viaggio, al di là della destinazione e dei contenuti didattici: i modelli di fruizione acquisiti dagli studenti nell’ambito dei viaggi di istruzione costituiscono un importante riferimento per successivi comportamenti turistici, anche dal punto di vista della responsabilità – in termini di rispetto

dell’ambiente, del territorio che si visita e delle comunità residenti – di cui il viaggiatore moderno deve farsi carico. Per molti ragazzi la gita scola-

UN PERCORSO EDUCATIVO (E DI SVAGO) PER GLI STUDENTI stica, se non costituisce più la prima occasione di viaggio (i giovani oggi, infatti, hanno molteplici occasioni per fare turismo oltre a quelle offerte dalla scuola: famiglia, gruppo di amici ecc.), è comunque un momento rilevante di emancipazione.

L’INDAGINE SU 360 ISTITUTI SCOLASTICI. La prima indagine dell’Osservatorio è stata condotta nel mese di maggio 2007 su un campione di 360 istituti scolastici superiori di secondo grado partecipanti al concorso “Classe Turistica. Festival del Turismo Scolastico” chiedendo ai professori referenti dei viaggi di istruzione di

4 LE METE PREFERITE Andando nel dettaglio delle singole destinazioni emerge che: • la regione italiana preferita è la Sicilia (18,4% dei viaggi in Italia), seguita da Lazio e Veneto (entrambe con il 14,2%) e Toscana (12,4%); • le città italiane preferite sono Roma (11,4% dei viaggi in Italia), Firenze (8,8%),Venezia (6,1%) e Napoli

22 |

compilare un questionario strutturato in tre parti distinte: • una prima relativa ai “dati identificativi” dell’istituto; • una seconda relativa al viaggio di istruzione (con pernottamento) da compilare per ognuna delle gite effettuate dalle classi dell’istituto di appartenenza. Gli aspetti analizzati hanno riguardato la destinazione, il periodo in cui è stato effettuato il viaggio, il numero di studenti partecipanti, il mezzo di trasporto utilizzato, la durata complessiva della gita, la struttura ricettiva utilizzata, il costo ecc.; • infine, una sezione dedicata alla valutazione di differenti aspetti del viaggio (valore culturale, relazioni tra gli stu-

(4,4%); • i Paesi stranieri più gettonati sono Spagna (24,2% dei viaggi all’estero), Francia (22,5%), Repubblica Ceca (14,2%) e Germania (11,7%); • le città straniere più visitate sono Praga (14,2% dei viaggi all’estero), Barcellona (19,2%), Parigi (12,5%) e Berlino (7,5%).

Parigi

Il confronto tra regioni/paesi di destinazione e le città effettivamente visitate dagli studenti fornisce alcuni spunti interessanti di analisi: • la Sicilia è perlopiù scelta con l’obiettivo di fare un tour dell’Isola e non è presente una città “forte” che catalizzi su di sé i flussi; • le gite nel Lazio, al contrario,


I I I

T U R I S M O

denti, esigenze di svago, sicurezza, qualità dei pasti e dell’alloggio, prezzi ecc.), alla segnalazione di eventuali episodi negativi e all’indicazione di suggerimenti e proposte per migliorare il viaggio d’istruzione. Su 360 istituti contattati, quelli che hanno inviato almeno una scheda compilata sono stati 164, con un tasso di “ritorno” del 45 per cento. In totale sono state restituite 234 schede compilate che risultano così distribuite: il 15% inviate da istituti del NordOvest, il 23,5% da quelli del Nord-Est, il 23,9% da istituti del Centro e il 37,6% da Sud e Isole. Dai risultati dell’indagine, pubblicati su “RdT la Rivista del Turismo” del

S C O L A S T I C O

Touring Club Italiano, la gita scolastica si conferma un “appuntamento” importante della vita d’istituto. Secondo più della metà dei docenti

L’INDAGINE DEL TOURING SU RICHIESTE E GIUDIZI DELLE SCUOLE che hanno compilato il questionario,

I

infatti, oltre il 50% delle classi hanno effettuato un viaggio di istruzione con pernottamento nell’anno scolastico 2006/2007. Quasi un docente su quattro, inoltre, afferma che tale quota sia stata addirittura superiore al 75% del totale. Buona parte delle classi “va in gita”e al loro interno circa il 73% degli studenti decide di partire.

IL PERIODO DELLE PARTENZE. Il viaggio di istruzione, poi, si conferma un momento di socializzazione non solo per gli studenti della stessa classe, ma anche di classi diverse: mediamente, infatti, ad ogni gita degli istituti superiori di secondo grado italiani hanno partecipato 54 studenti, accompagnati da quattro professori. Guardando al periodo dell’anno in cui si concentrano le partenze,il 45,4% dei viaggi d’istruzione è stato effettuato nel mese di marzo, seguono aprile (32,3%) e i mesi di febbraio e maggio con il 7,4% ciascuno. Complessivamente, i viaggi nei mesi di marzo e aprile rappresentano il 77,8% del totale. Confrontando l’indagine 2007 con quella condotta sempre dal Touring nel 1999 sembra emergere una tendenza alla destagionalizzazione delle partenze: nel 1999, infatti, la quota di viaggi effettuata tra marzo e aprile era superiore (84% del totale) rispetto al 2007 (77,8%).

Venezia

• per quanto riguarda l’estero, in Francia e Spagna si riscontra una molteplicità di città visitate mentre nella Repubblica Ceca l’unica destinazione è rappresentata da Praga. Infine lo studio dell’Osservatorio evidenzia che solo tre regioni non sono state indicate come meta principale di un viaggio di istruzione con per-

nottamento: Calabria, Molise e Abruzzo. Sorprende, in particolare, l’assenza di Calabria e Abruzzo che, probabilmente, scontano la loro forte connotazione balneare, pur avendo risorse - quelle ambientali, per esempio - coerenti con gli obiettivi didattici e formativi di un viaggio scolastico.

e

bus magazine

ààà

hanno quasi esclusivamente come destinazione Roma mentre, nel caso della Toscana, Firenze – pur risultando la meta più visitata dalle scuole – incide per poco più della metà dei viaggi in regione poiché sono presenti, localmente, altre destinazioni a grande potere attrattivo come Siena o Pisa;

| 23


I

In linea con i risultati di un’altra indagine del Touring, realizzata insieme alla Doxa e riferita all’anno scolastico 2004/2005, poco più di un viaggio su due (51,3%) si è svolto all’estero.

SI VIAGGIA SOPRATTUTTO IN AUTOBUS. Come rilevato anche nelle precedenti indagini Touring sul turismo scolastico, il mezzo di trasporto maggiormente utilizzato per i viaggi di istruzione risulta l’autobus (72,6%), seguito dall’aereo con il 15,9 per cento. Ovviamente la distanza della destinazione prescelta condiziona in maniera rilevante il mezzo: i viaggi in aereo, infatti, pesano per il 30,6% considerando le gite effettuate all’estero e appena per l’1,9% considerando quelle in Italia. Al contrario, i viaggi in auto-

T U R I S M O

S C O L A S T I C O

VIAGGI BREVI IN ITALIA PIU’ LUNGHI ALL’ESTERO bus rappresentano una quota dell’85,4% degli spostamenti in Italia e “solo” il 59,2% di quelli al di fuori della Penisola. Tra le strutture ricettive più utilizzate, l’hotel copre una quota pari all’85,5%, anche in questo caso in sintonia con i risultati delle indagini svolte in prece-

I I I

denza. Da evidenziare l’interessante dato – sebbene marginale per la sua incidenza sul totale – dei pernottamenti presso le famiglie (3,5%) che riguarda, però, solo i viaggi all’estero e, soprattutto, nei Paesi anglosassoni. Questo fatto, secondo il Touring, rappresenta probabilmente una soluzione al problema dei prezzi troppo elevati – questione citata dai professori più volte e coerente anche con la scelta dell’ostello come struttura ricettiva (4,8% dei casi) – e un modo per spingere gli studenti a praticare l’inglese. La durata della gita, così come il mezzo di trasporto utilizzato, è fortemente dipendente dalla destinazione: in media, infatti, i viaggi in Italia sono più brevi (3,1 pernottamenti) rispetto a quelli all’estero (4,9 pernottamenti).

4 IL MONDO DELLA SCUOLA SI INCONTRA A GENOVA

l mondo della scuola e dell’educazione si danno appuntamento a Genova dall’11 al 13 novembre 2009 con la sesta edizione di ABCD, il Salone Italiano dell’Educazione realizzato con la tradizionale partnership del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Nell’ambito di ABCD 2009 si svolgerà anche la 13° edizione di BTS2, la Borsa del Turismo Scolastico e Studentesco organizzata in partnership con Enit, riconosciuta oggi come l’unico appuntamento italiano di riferimento per il mondo della scuola e per i giovani che vedono nel viaggio lo strumento ideale per arricchire la propria conoscenza. ABCD è il luogo di confronto dove convergono ed interagiscono gli operatori e i fruitori del “sistema educazione” attraverso incontri, ini-

I

24 |

ziative, seminari, sezioni espositive, manifestazioni dedicate ai temi di maggiore attualità: dalla prevenzione alimentare alla conoscenza del territorio, dall’orientamento all’uso delle tecnologie multimediali e digitali, dai temi dell’università e della ricerca alle nuove tecnologie. Nel 2008 hanno partecipato 6.000 visitatori professionali (docenti, dirigenti scolastici, educatori, operatori della formazione, istituzioni, associazioni scolastiche, referenti dei viaggi d’istruzione, operatori turistici) ed oltre 30.000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado. ABCD, alla luce del successo 2008 e delle novità che verranno introdotte quest’anno, si conferma come l’unico evento fieristico nazionale in grado di offrire opportunità alle aziende che operano nell’ambito dell’educa-

zione, nei settori delle tecnologie multimediali, della formazione, dei prodotti e servizi per la scuola, dei giochi didattici, dell’editoria e degli arredi.

IL 2009 È L’ANNO DELLA CREATIVITÀ Le scuole saranno protagoniste ad ABCD con eventi organizzati in stretto contatto con gli Uffici scolastici regionali, volti a esaltare le eccellenze nel campo del teatro, del cinema e di altre forme di espressione finalizzate a innovare le metodologie educative. L’attenzione verrà focalizzata sulla fascia 0-6, con eventi internazionali realizzati in collaborazione con le istituzioni e con le più prestigiose realtà operanti nel campo dell’infanzia. Al momento sono in via di definizione iniziative


I I I

T U R I S M O

S C O L A S T I C O

L’AGENZIA DI VIAGGIO. In merito all’organizzazione del viaggio, viene rilevato che l’84,1% dei viaggi di istruzione è stato organizzato attraverso un’agenzia viaggi e la restante quota autonomamente dagli istituti scolastici. Ciò significa che, in quest’ultimo caso, sono le scuole a farsi carico – oltre che della responsabilità di vigilanza finalizzata a proteggere l’alunno – dell’assistenza per coprire i disguidi che si potrebbero verificare nel viaggio di istruzione, così come previsto dalla circolare n. 623 del 2 ottobre 1996 che fa espressamente riferimento al decreto legislativo n. 111 del 1995 riguardante “I viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso” il quale disciplina i compiti e le responsabilità dell’intermediario dei pacchetti turistici (in attuazione alla

congiunte col MIUR, col Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri (piattaforma InnovaScuola), col Ministero della Pubblica Amministrazione (Piano EGovernment 2012 – Obiettivo 1 Scuola), con partner tecnologici, editori multimediali. Inoltre sono in fase di avanzata proposta iniziative su scala nazionale dedicate al mondo dell’handicap nella scuola, che vedranno la collaborazione di Fiera di Genova con realtà leader nel nostro Paese sul fronte dei contenuti, della fornitura di prodotti, delle soluzioni, delle tecnologie e dei servizi dedicati. ABCD 2009 si caratterizza anche per la realizzazione del Forum Nazionale dell’Orientamento, importante iniziativa organizzata nell’ambito del Salone regionale dell’orientamento. Il Forum, che vedrà la collaborazione di ISFOL e del Ministero del Lavoro, porterà in rassegna i massimi esperti del settore. L’iniziativa inten-

DESTINAZIONI PROPOSTE DAI DOCENTI ALLE AGENZIE DI VIAGGIO direttiva CEE 314/90). Nella stragrande maggioranza dei casi (l’85,6%) la destinazione è proposta dai docenti; solo in un caso su dieci l’iniziativa muove dagli studenti, mentre le agenzie vengono interpellate prevalentemente per occuparsi delle questioni operative e non per avere consigli sulle mete da visitare: soltan-

de dare continuità al 1° Forum nazionale sull’educazione, focalizzato nel 2008 sul tema del merito, che ha visto operare in stretto contatto oltre venti associazioni nazionali di docenti, con risultati positivi in termini di partecipazione e a livello di contenuti.

IL VIAGGIO COME INSEGNAMENTO L’edizione 2009 della Borsa del Turismo scolastico dedicherà una maggiore attenzione al viaggio come unità didattica interdisciplinare in linea con i programmi ma anche ai soggiorni all’estero, agli stage linguistici, alle vacanze studio, ai pro-

ABCD 2009: QUI SI DISCUTE TUTTO IL SISTEMA EDUCAZIONE

I

to nel 4,5% dei casi, infatti, la destinazione è stata proposta da un’agenzia. Passando al costo del viaggio di istruzione, risulta che mediamente nel 2007 è stato di 267 euro per studente. Questo valore, come prevedibile, cambia decisamente in base alla destinazione e alla durata: infatti il costo medio di un viaggio in Italia è stato di 196 euro, mentre quello all’estero di 332 euro. Il costo medio complessivo (267 euro) che emerge dalla rilevazioni sul campione di istituti scolastici risulta allineato con quello della già citata indagine Tci- Doxa del 2005 (259 euro): ciò significa, quindi, che nel giro di due anni non si sono riscontrate differenze significative relative al costo complessivo della gita scolastica. Infine, un dato molto interessante riguarda la presenza di cofinanziamenti per il viaggio di istruzione da parte

getti europei. La Borsa nasce con l’obbiettivo di mettere in connessione la domanda e l’offerta nel settore dei viaggi studenteschi e del turismo giovanile. Un ricco programma di incontri, workshop e dibattiti rivolti a docenti, operatori scolastici, studenti, famiglie e operatori del settore turistico. Il progetto BTS presso la Fiera di Genova coinvolge un esteso numero di soggetti pubblici e privati operanti nel settore del turismo per garantire un offerta adatta a tutte le esigenze. Durante il workshop vengono confrontate la domanda nazionale ed internazionale con l’offerta italiana, creando i veri contatti per lo sviluppo di business immediati o futuri. Inoltre, attraverso un originale percorso interno alla Fiera di Genova, BTS presenta un ventaglio di possibilità vario e aggiornatissimo, con itinerari classici e proposte innovative, mete nuove e vantaggiosi pacchetti viaggio per scuole, giovani o famiglie, da cogliere al volo.

e

bus magazine

| 25


I

T U R I S M O

S C O L A S T I C O

I I I

e la visita ai luoghi sconosciuti agli studenti hanno ricevuto le valutazioni migliori da parte degli insegnanti. Gli aspetti meno soddisfacenti, invece, riguardano il rapporto qualità/prezzo, la qualità dell’alloggio, le possibilità di svago e, soprattutto, la qualità dei pasti: si tratta perlopiù dei servizi che compongono l’offerta dagli operatori locali. I risultati dell’Osservatorio sul turismo scolastico 2007 condotto sui professori accompagnatori sembrano in linea con l’indagine Touring-Doxa del 2005 rivolta, invece, agli studenti: anche allora l’aspetto di maggior insoddisfazione era stato la qualità dei pasti. Ciò evidenzia, ancora una volta, la scarsa attenzione al segmento del turismo scolastico da parte di alcuni operatori probabilmente per due motivi fondamentali: una frequente richiesta, proveniente dalla domanda, di prezzi bassi (che determinano margini altrettanto bassi per gli operatori) e la difficoltà nel gestire – soprattutto in presenza di altri clienti – le scolaresche all’interno delle strutture. Infine, un altro indicatore del grado di soddisfazione degli insegnanti è dato dalla propensione a ripetere il viaggio di istruzione: alla domanda “Ripeterebbe il medesimo viaggio di istruzione con un’altra classe?” ben il 96,8% degli intervistati ha risposto positivamente.

GLI EVENTI NEGATIVI.

dello stesso istituto scolastico o di altri enti pubblici: ne sono stati interessati il 12,8% dei viaggi con una copertura che in media è stata pari al 41% del costo complessivo della gita.

SODDISFATTI? SÌ. In merito al grado di soddisfazione, gli insegnanti accompagnatori sono mediamente più che soddisfatti del

26 |

viaggio. Infatti, considerando tutti gli aspetti, il giudizio medio complessivo, in una scala da 1 (negativo) a 5 (positivo), è stato pari a 4,0 per i viaggi in Italia e a 4,1 per quelli all’estero. Confrontando le valutazioni fornite, l’esperienza all’estero risulta più apprezzata rispetto a quella nel nostro Paese per tutti gli aspetti indagati, a parte per il valore culturale. In generale, il valore culturale del viaggio

Circa le proposte per migliorare il viaggio di istruzione, il 17,6% degli insegnanti intervistati ha segnalato che nel viaggio di istruzione cui ha partecipato si è verificato un evento “negativo”. Questi episodi sono accaduti più spesso in occasione dei viaggi all’estero (19,5%) rispetto a quelli in Italia (15,5%). Gli eventi più segnalati hanno riguardato: • la sistemazione alberghiera nel 44,7% dei casi (eccessiva distanza dal centro cittadino e/o isolamento della struttura, servizio inferiore alle aspettative ecc.) che dipende, quindi, sia da


I I I

T U R I S M O

carenze nel servizio imputabili alla struttura stessa sia all’organizzazione dell’agenzia di viaggio; • i furti (18,4%); • gli infortuni agli studenti, seppur di lieve entità (7,9%); • episodi di varia natura (28,9%) tra cui, ad esempio, quelli legati alla qualità dei pasti, alla cancellazione di un treno e a problemi organizzativi in generale. Infine, nell’ultimo quesito è stato chiesto agli intervistati cosa andrebbe modificato nell’attuale sistema del turismo scolastico. Visto che si trattava di una domanda “aperta”, il tasso di risposta allo specifico quesito (pari al 59%) rappresenta un buon risultato e testimonia la volontà, da parte degli insegnanti, di dare un contributo al miglioramento del viaggio di istruzione nei suoi vari aspetti. Le segnalazioni riguardano soprattutto la necessità di una migliore preparazione degli studenti al viaggio di istruzione (15,2%) e la richiesta di cofinanziamenti e agevolazioni per sostenere i costi della gita (9,4%) attualmente presenti nel 12,8% dei casi. Seguono una maggiore attenzione e selezione da parte degli stessi insegnanti delle proposte delle agenzie di viaggio per quanto riguarda gli aspetti organizzativi (8,7%), un minore numero di studenti per ogni accompagnatore (7,2%), un più forte coinvolgimento degli studenti nell’organizzazione del viaggio (5,8%) e lo svolgimento della gita in periodi meno affollati, come ad esempio nel primo quadrimestre dell’anno scolastico (5,8%). Tra le diverse segnalazioni, alcuni insegnanti rilevano l’opportunità di impostare il viaggio di istruzione non solo sul “visitare e osservare” ma anche sul “fare”, impegnando gli studenti in attività (per esempio trekking) che li aiutino a prendere consapevolezza di cosa significa un turismo responsabile e attento a non generare impatti negativi sul territorio. Altri credono che la gita dovrebbe

S C O L A S T I C O

I

Vienna

venire maggiormente incontro alle esigenze degli studenti, rendendo la destinazione di viaggio e i contenuti formativi relativi meno “imposti” e più aderenti alle aspettative degli studenti

I PROBLEMI: ALBERGHI LONTANI FURTI E INFORTUNI stessi. Infine, alcuni insegnanti ribadiscono che il turismo scolastico è ancora trascurato dagli operatori: dimostrazione di questo scarso interesse sono i problemi che si verificano di frequente in relazione alle strutture ricettive poco adatte ad accogliere gruppi numerosi, alla bassa qualità dei pasti e all’organizzazione delle visite guidate ritenute a volte approssimative.

DUE MILIONI E700 MILA “IN GITA”. Come risultato finale dell’Osservatorio sul turismo scolastico, è possibile arrivare a una stima del numero di studenti partecipanti ai viaggi di istruzione in Italia (con pernottamento) e a quella del fatturato generato dal turismo scolastico, calcolato sulla base del costo medio del pacchetto. Per definire il numero di studenti, occorre partire dalla “domanda potenziale”, rappresentata dagli iscritti negli istituti scolastici superiori di secondo grado italiani (statali e privati): secondo le statistiche del Ministero della Pubblica Istruzione sono circa 2,7 milioni per un totale di 130.000 classi. Dalle risposte che i professori hanno dato attraverso i questionari, emerge che gran parte delle classi ha effettuato una gita nel corso dell’ultimo anno scolastico: più della metà degli insegnanti, infatti, concorda nel segnalare oltre il 50% delle classi del suo istituto mentre un quarto conferma che addirittura oltre il 75% delle classi è partito. A questo punto è ragionevo-

bus magazine

| 27


I

le considerare per le nostre stime, sulla base dei dati emersi da studi precedenti condotti anche dal Touring, una quota di classi che sono state in gita pari ai due terzi del totale. Considerando, poi, che mediamente alla gita partecipa il 73% degli studenti di una classe, risulta che la quota degli studenti degli istituti superiori di secondo grado italiani che sono partiti per un viaggio di istruzione è pari al

Toledo

28 |

T U R I S M O

S C O L A S T I C O

49%: ciò permette di stimare che nel corso di un anno scolastico le gite interessano circa 1,3 milioni di studenti. Passando, infine, alla stima del fatturato risulta un valore pari a quasi 350 milioni di euro.

UN PROGRAMMA LEGATO AGLI STUDI. Dai dati dell’Osservatorio sul turismo scolastico emergono complessiva-

I I I

mente informazioni in continuità con le ricerche svolte in precedenza dal Touring e alcuni dati che non erano stati oggetto di rilevazione in precedenza: l’indagine, infatti, conferma che le mete di viaggio sono proposte dai professori in coerenza con il programma di studi e che l’agenzia di viaggio, utilizzata prevalentemente come strumento operativo per l’organizzazione degli spostamenti e per individuare la struttura ricettiva, ha un ruolo “propositivo” marginale. Altrettanto costante, rispetto alle analisi degli scorsi anni, è il costo complessivo della gita che presenta anche una stagionalità ben definita con picchi di partenze concentrati nel mese di marzo. Altro elemento di continuità con il passato è rappresentato dalla percezione di un basso livello di attenzione posto alla qualità dei servizi offerti (i pasti in particolare) e dalla considerazione che il turismo scolastico è, agli occhi degli operatori, un fenomeno poco rilevante. Tra le informazioni non evidenziate in precedenza, invece, si segnalano i dati relativi al numero di studenti degli istituti superiori di secondo grado che sono stati in gita (1,3 milioni) e, soprattutto, al fatturato generato (350 milioni di euro).Altro elemento che emerge dalla ricerca è rappresentato dal livello di soddisfazione dell’esperienza di gita tutto sommato elevato. Si segnala, da ultimo, la presenza, nel 12,8% dei viaggi analizzati di cofinanziamenti sul costo del pacchetto per favorire la partecipazione degli studenti al viaggio di istruzione. Si tratta, in conclusione, di un quadro che mette in evidenza la rilevanza di un settore che, benché di nicchia e con esigenze specifiche per quanto riguarda i servizi che richiede, merita attenzione soprattutto perché può contribuire a ridurre il fenomeno della stagionalità di cui molte delle nostre destinazioni turistiche soffrono.

e


ECCO TUTTE LE SCUSE DEGLI IMBUCATI

Uno su 5 da Nord a sud dell’Italia viaggia in autobus senza biglietto. I “portoghesi” sono in prevalenza uomini, il 21% contro le 11 volte in cui a trasgredire e’ il gentil sesso. E tra i controllori c’e’ anche chi ha pure stilato un ‘libro nero’ delle scuse tirate fuori da chi è sorpreso a viaggiare gratuitamente. Si va dal classico pretesto “ho preso il primo autobus che passava, non c’e’ stato tempo di acquistare il biglietto”, al finto distratto “me lo sono perso”. Più facile per gli stranieri che a volte ci provano con un “non capisco la vostra lingua”. Ma il piu’ originale di tutti tra i ‘tipi’ finiti nei cahier des doleances dei controllori italiani è senza dubbio un parroco che, scoperto senza ticket si è giustificato così: “Ho fretta, devo andare a dare un’estrema unzione”.

NCC: LA PROROGA SLITTA A FINE ANNO Con l’approvazione del Decreto Fiscale da parte del Consiglio dei Ministri a fine giugno sono stati rinnovati i termini di scadenza per l’entrata in vigore di alcuni provvedimenti, tra cui anche quelli in materia di trasposto persone con autoservizi non di linea. In questo caso la proroga fino a fine anno serve a consentire la conclusione dei lavori del tavolo tecnico tra ministero delle Infrastrutture, rappresentanze regionali e comunali e associazioni di categoria sulla rivisitazione della normativa su taxi e noleggio con conducente. Proroga in vista anche per l’indagine conoscitiva sui servizi ferroviari, varata dalla Finanziaria 2008, dal 30 giugno al 31 dicembre di quest’anno. Scopo dell’indagine è quello di verificare “l’equilibrio tra costi e ricavi dei servizi” e di proporre eventuali interventi per migliorare l’efficienza.

STUPRO E PEDOFILIA: “WANTED”SUI BUS Le foto segnaletiche e i nomi dei ricercati di stupro e pedofilia saranno esposte sugli autobus, nelle stazioni e nei bar come avviene già negli Stati Uniti. Questa è una delle novità prevista nella nuova legge sulla violenza sessuale, la cui discussione è cominciata ieri alla Camera. Il testo ridisegna la normativa e prevede che in futuro ci saranno condanne più dure

GLI AUTOBUS GENOVESI IN VENDITA SU EBAY

“V

ecchi Bus Amt vendesi”, tra la miriade di oggetti in vetrina sul portale internet Ebay, anche i vecchi autobus arancioni dell’azienda di trasporto pubblico genovese. Una misura anticrisi per l’azienda, un business per un’im-

presa milanese che li acquista a basso prezzo per rivenderli, ed un affare vantaggioso per i paesi in via di sviluppo. Per un vecchio 38 ad esempio bastano 2 mila e 500 euro. Alcuni mezzi sono già in circolazione in Africa.

per la violenza sessuale che passa dai 6 ai 12 anni di carcere, mentre oggi è punita con una detenzione fra i 5 e i 10 anni. Pene più severe anche per i pedofili: per gli abusi sui minori con meno di 10 anni le pene saliranno da 7 e 14 anni a 8 e 16 anni. Giro di vite per le violenze di gruppo: non solo per gli autori materiali, ma anche per chi vi partecipa: si passa dai 6-12 anni ai 716, che possono salire anche a 20 anni con le aggravanti. La nuova normativa prevede anche la reintroduzione del reato di molestie sessuali. www.ilgiornale.it

I GIUDICI: “CITTADINANZA NON NECESSARIA PER ASSUNZIONE” Accolto il ricorso di un marocchino contro l’Atm Il Tribunale del lavoro di Milano ha parzialmente accolto il ricorso del marocchino Mohamed Hailoua, che lamentava di non poter essere assunto dall’Atm a causa di un regio decreto del 1931 che prevede la cittadinanza italiana o europea per lavorare nel trasporto pubblico (tema che BusMagazine ha affrontato nel numero 3/2009, rubrica “La sentenza”). Il collegio presieduto dal giudice Chiarina Sala ha dichiarato il “carattere discriminatorio” del comportamento dell’azienda, ordinando ad Atm “la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione delle offerte di lavoro e delle proposte di assunzione, in moduli cartacei o telematici”. Il tribunale di Milano ha stabilito che la permanenza del requisito di una determinata cittadinanza, ai fini dell’assunzione, “verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento in senso diseguale e più svantaggioso per il noncittadino”. Secondo i giudici, infatti, il regio decreto 148 del 1931, “è da ritenersi implicitamente abrogato nella parte in cui richiede la cittadinanza quale requisito di accesso al lavoro nel settore”.

e

bus magazine

| 29


I A Z I E N D E I I I

Il matrimonio LAZZI-CAP è il terzo gruppo in italia Tutte le partecipazioni nel settore conferite a una società holding paritetica. Costituito un consorzio per razionalizzare le attività nel trasporto. VirginiaLupo

U

n matrimonio fuori dall’ordinario. A metà giugno, all’Associazione industriali di Firenze, hanno pronunciato il fatidico “sì” due aziende storiche nel panorama del trasporto passeggeri italiano: la Lazzi e la CAP. E’ nato così il terzo gruppo italiano, immediatamente dietro le due grandi realtà del settore, il

eee

gruppo Arriva e Sita spa. Alla holding paritaria tra le due società (50% e 50%) vengono conferite tutte le rispettive partecipazioni in società di trasporto pubblico locale (TPL). I numeri parlano da soli: il nuovo Consorzio costituito fra le due società ha 48,5 milioni di euro di fatturato, 707 dipendenti e 428 autobus. Al

TOSCANA

DUE AZIENDE STORICHE a F.lli Lazzi spa e CAP Cooperativa Autotrasporti Pratese sono tra i più importanti e grandi soggetti privati di trasporto pubblico della Toscana e d’Italia. Lazzi, tipica azienda imprenditoriale a conduzione familiare, è attiva sin dal 1919. CAP, storica cooperativa di produzione e lavoro, fondata nel 1945. Si tratta di due realtà diverse nella natura, ma con interessi e sinergie comuni nel settore del trasporto pubblico locale.

L

30 |

La svolta normativa dei primi anni 2000, che ha aperto al sistema delle gare, ha dato spunto alle due aziende per unire le forze nell’affrontare il libero mercato in forma unitaria, in controtendenza con quanto accaduto a molte società private del nord Italia, che hanno preferito cedere quote e partecipazioni a soggetti stranieri, entrati in quei bacini con capitali e know-how. La scelta strategica di Lazzi e CAP è stata un’altra: unire le esperienze con l’obiettivo di divenire un soggetto industriale di livello. Per questo sono stati effettuati negli anni investimenti in aziende pubbliche toscane, acquisendo quote societarie, assumendo la gestione e promuovendo il processo di aggregazione.

e


I I I A Z I E N D E I

Consorzio vengono attribuite le attività esterne per razionalizzare le attività di gestione, in particolare per ciò che attiene alla programmazione dei servizi, delle reti, dei sistemi tariffari, degli investimenti e dei piani di impresa. Insomma: un evento.

LA CARTA DI IDENTITA’ DI LAZZI E CAP

L’operazione consolida una sperimentata collaborazione decennale tra le due aziende e si concretizza, senza alcuna cessione di Lazzi a CAP o viceversa, con una complessa manovra di aggregazione verso la holding comune e il consorzio con attività esterna. “Il nostro primo obiettivo – ha spiegato il neopresidente di “Lazzi CAP holding”, Gian Luca Pinto – è creare sinergie per razionalizzare la rete del trasporto delle due aziende, a partire dal bacino Firenze-Prato, e presentarsi agli operatori pubblici come unico soggetto e unico interlocutore per tutte le trattative e le intese possibili”.

PERCORRENZE (Km/anno) 8.300.000

8.700.000

PASSEGGERI

7.700.000

11.200.000

DIPENDENTI

315

392

AUTOBUS

179

249

LAZZI

CAP

FATTURATO

23.800.000

24.700.000

PATRIMONIO NETTO

5.100.000

28.200.000

segue a pag. 33

In queste immagini la conferenza stampa di presentazione della nuova Holding, a cui hanno partecipato il presidente della CAP Giuseppe Gori e l’amministratore delegato della Fratelli Lazzi Spa, Alessandro Lazzi, insieme ai vertici della nuova holding: l’avvocato fiorentino Gian Luca Pinto (presidente) e il direttore della CAP Alberto Banci (AD). Erano presenti anche i direttori di Confindustria Firenze (Francesco Caracciolo) e di Confindustria Prato (MarcelloGozzi).

bus magazine

| 31


bus Edizioni Promobus Srl P.za dell’Esquilino, 29 – 00185 Roma Telefono 06.48.79.301 (r.a.) Fax 06.48.21.204 E-Mail: promobus@anav.it LISTINO SPAZI PUBBLICITARI

2009

TARIFFE E FORMATI

Pagina colore € 800 1/3 di pagina colore € 500 1/2 pagina colore € 600

Box bianco e nero € 300 Box colore € 500 Redazionale € 500

II e III di copertina a colori € 1.500 IV di copertina a colori € 2.000 Pagine inserto € 1.500

(i prezzi s’intendono al netto di IVA 20%) ABBONAMENTI

Il costo per l’abbonamento annuale alla rivista

2009

bus

è di € 30

Nel caso si volessero sottoscrivere più abbonamenti saranno applicate le seguenti riduzioni: – da due fino a cinque sottoscrizioni: sconto del 20% – oltre le cinque sottoscrizioni sconto del 30% (i prezzi s’intendono al netto di IVA 20%) ORDINE DI ACQUISTO

" 0q Desidero acquistare n. …… spazi pubblicitari sulla rivista Bus Magazine n. … pagine intere n. … II o III copertina q

n. … mezze pagine n. … IV di copertina

n. … box b/n q col. q n. … redazionale

n. … 1/3 di pagina n. … pagine inserto

Desidero sottoscrivere n. abbonamento/i alle seguenti condizioni:.

q n. 1 abbonamentoq n. … abbonamenti con riduzione del 20%

q n. … abbonamenti con riduzione del 30%

per un totale di € ............................. Cognome…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… Nome ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… Indirizzo ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… CAP …………………………… Città …………………………………………………………………………………………………………… Prov. ………………………… Tel …………………………………………………… Fax …………………………………………………… E-mail …………………………………………………………… q c/c postale intestato a Promobus S.r.l. n. 31580004 q c/c bancario intestato a Promobus S.r.l. Banco Posta IT 89 S 07601 03200 000031580004

* L’ordine di acquisto sarà ritenuto valido solo se accompagnato da fotocopia del bonifico bancario o del versamento postale da inviare a Promobus al fax n. 06 4821204 * Per la pubblicità si invita a spedire il presente modulo ed a contattare Promobus S.r.l. Per ulteriori informazioni rivolgersi a Promobus S.r.l. tel. 064879301 • e-mail promobus@anav.it *Tutela della privacy L. 675/96: Titolare del trattamento dei dati è Promobus Srl, con sede in Piazza dell’Esquilino, 29 – Roma. Ogni richiesta di recesso, correzione, cancellazione, opposizione, ecc. deve essere indirizzata al titolare.

32 |


I I I A Z I E N D E I

segue da pag. 31

[ IL PRESIDENTE PINTO:

IL “PROGETTO CTT” eterminante per il rafforzamento della posizione di Lazzi e CAP è stata la creazione, nel 2005, della Compagnia Toscana Trasporti (CTT), una Srl creata con l’obiettivo di arrivare a un soggetto unico toscano fortemente competitivo. Delle sei aziende che partecipano alla CTT srl, due sono a totale capitale privato (Lazzi e CAP), mentre le altre sono a capitale misto a maggioranza pubblica, Copit (70%-30%) Pistoia, Clap (59%-41%) Lucca, Cpt (70%-30%) Pisa e Atl (70%-30%) Livorno. Il processo è stato favorito dalla presenza del capitale privato delle società Lazzi e CAP nelle altre quattro aziende pubbliche. Oggi la CTT ha consolidato la sua presenza nel settore cooperando anche con soggetti esterni (Rapt Parigi, Fer e Nuova Mobilità Bologna, Atc La Spezia). CTT ha partecipato con successo alla gara per l’acquisizione del 49% del capitale della Atcm di Modena e alla gara bandita dalla Provincia di Massa-Carrara per l’affidamento quadriennale del servizio di trasporto pubblico locale. Il gruppo di imprese CTT, considerate nel loro insieme, rappresenta il sesto gruppo italiano nel settore dopo le grandi municipalizzate di Roma, Milano e Torino, Sita e il gruppo Arriva.

D

e

FATTURATO 180.000.000 PATRIMONIO NETTO 79.000.000 PERCORRENZE (Km/anno) <50.000.000 PASSEGGERI ca 58.000.000 DIPENDENTI ca 2.500 AUTOBUS ca 1.300 BACINI SERVITI Lucca-Pistoia-Empoli-Arezzo; Prato-Mugello-Chianti-Pisa; Livorno-Massa-Carrara.

Il nuovo cda dell’azienda è snello: il presidente Pinto, l’ad Alberto Banci, il dirigente di industria Gian Paolo Poggetti, il presidente di CAP Giuseppe Gori. La creazione della nuova società – ha assicurato Pinto – “non avrà riflessi negativi sull’occupazione e permetterà di razionalizzare lavoro e costi”. “E’ un

atto di coraggio e una risposta alla crisi – ha aggiunto –. Le nostre aziende italiane di servizio pubblico sono sempre state accusate di nanismo gestionale. Questa nuova holding vuole essere la risposta a certe critiche e il punto di partenza per una nuova visione di questo servizio”.

“CI PRESENTIAMO COME SOGGETTO UNICO IN TUTTE LE TRATTATIVE”

]

Alla holding è conferito il 49% della Compagnia Toscana Trasporti (CTT) in cui Lazzi e CAP sono i partner privati di Copit (Pistoia), Clap (Lucca), Cpt (Pisa) e Atl (Livorno), tutte imprese a capitale misto a maggioranza pubblica. Costituita nel 2005, CTT ha potuto fino a oggi giovarsi del ruolo di Lazzi e CAP come soci industriali privati. Ruolo che, con la nascita della nuova holding, sarà rafforzato – secondo i nuovi vertici aziendali - in termini di efficacia nella sua funzione gestionale, anche alla luce dei risultati raggiunti in questi primi tre anni di attività che hanno visto il consolidamento di collaborazioni con vari gruppi quali Ratp (Parigi), Fer e Nuova Mobilità (Bologna), Atc (La Spezia) e Cat (Carrara). CTT, con altri soggetti, ha partecipato con successo alla gara per acquisire il 49% del capitale della Atcm di Modena, e a quella della Cooperativa Autotrasporti Pratese e a quella della provincia di Massa Carrara per l’affidamento quadriennale del servizio di trasporto pubblico locale. L’unificazione delle partecipazioni in una società holding e la costituzione del consorzio rispondono alle esigenze manifestate progressivamente nel contesto della Compagnia Toscana Trasporti, anche dagli altri soci pubblici, per dare sempre maggiore univocità e forza alle scelte gestionali. La nuova società holding, ed il consorzio, consentiranno anche di dare ulteriore slancio al processo di aggregazione di CTT in termini di efficienza ed accelerazione dei tempi. L’operazione non riguarda le altre attività estranee al TPL.

eee

bus magazine

| 33


R U B R I C A

I REGIONI

ROMA FINITA LA “GUERRA DEI BIGLIETTI”

stato firmato il protocollo d’intesa tra Atac e Fit, la Federazione italiana tabaccai che mette fine ai problemi iniziati a fine maggio: si possono comprare, di nuovo, i biglietti dell’autobus in tutte le tabaccherie. La “guerra dei biglietti” era iniziata il 30 maggio scorso, all’indomani della rescissione del contratto con la Cooperativa tabaccai, incaricata di distribuire i biglietti in 1.200 esercizi. Immediate erano state le polemiche contro l’Atac: l’azienda aveva assicurato che i disservizi sarebbero stati limitati, tuttavia, alcune tabaccherie erano rimaste subito prive di tagliandi Bit. E ancora la ricarica degli abbonamenti era stata limitata alle sole 17 biglietterie Atac/Metro. Il protocollo d’intesa siglato tra l’Agenzia comunale per la mobilità di Roma, Atac Spa, e la Federazione italiana tabaccai prevede anzitutto una maggiorazione dell’aggio, in media dal 3 al 4 per cento, come incentivo a garantire una migliore qualità del servizio in tutta la Regione Lazio.

È

VENETO 35 NUOVI BUS EURO5 a Giunta veneta ha rimodulato il programma di acquisto di nuovi mezzi per il trasporto pubblico locale (autobus, vaporetti e convogli ferroviari) finanziato con i fondi assegnati per queste finalità dal

L 34 |

P ROV I N C E

Ministero per le infrastrutture. “Il provvedimento – ha spiegato l’assessore alla Mobilità Renato Chisso - si è reso necessario alla luce di una riduzione (peraltro meno di 75 mila euro) della quota nazionale a suo tempo assegnata al Veneto, operata per far fronte ad una grave criticità presentata dalla Regione Calabria”. Complessivamente il Veneto potra’ investire circa 12 milioni 700 mila euro, metà dei quali destinati all’acquisto di mezzi ferroviari. Saranno dunque acquistati 35 autobus, dei quali 10 ad alimentazione non convenzionale (8 a metano, 2 a GPL), gli altri comunque a basse emissioni inquinanti, rispondenti alle ultime prescrizioni europee in materia (euro 5).

FIRENZE E ORA: “NO TICKET? NON PARTI”

COMUNI

I I I

SALINA AUMENTA LA FLOTTA CITIS l Consorzio Intercomunale Trasporti Isola Salina (C.I.T.I.S.) ha acquistato il terzo autobus in quattro anni. Il mezzo, un 28 posti + 2, è conforme a tutte le ultime leggi vigenti e, di pari passo alle recenti norme ambientali, presenta un sistema di emissione gas EURO5. Il C.I.T.I.S., formato quasi 40 anni fa dai tre comuni di Leni, Malfa e S. Marina Salina, è uno dei pochissimi Enti ancora con capitale 100% pubblico: questo consente di esercitare anche tratte poco redditizie sull’isola di Salina. Il Consorzio si è recentemente dotato di un sito internet (www.trasportisalina.it), mentre l’ufficio amministrativo è stato dotato dei servizi di posta elettronica certificata e di firma digitale. Sul sito, dove è possibile scaricare anche la Carta dei servizi, è raccontata anche la storia del C.I.T.I.S. e la sua evoluzione societaria.

I

S. BENEDETTO DEL TRONTO er combattere i “portoghesi”, che salgono sul bus senza pagare ora c’è “No ticket, Non parti”. Ataf ha infatti dislocato in alcune soste chiave come quelle di Piazza San Marco, Santa Maria Novella, via Martelli e piazza Mino a Fiesole, squadre di 48 verificatori, composte da dipendenti della società di trasporti muniti di pettorina gialla, che presidiano l’accesso ai bus, chiedendo a chi sta salendo se è in possesso del biglietto. In caso negativo, le squadre offriranno la possibilità di acquistare il ticket. E a chi sgarra, multa. Oltre che a Firenze, Ataf ha allo studio, come si apprende da una nota diffusa dall’azienda di trasporti, «azioni mirate, in coordinamento con le amministrazioni comunali, anche a Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino».

P

SEI NUOVI AUTOBUS A METANO resentazione pubblica per i nuovi autobus per il trasporto urbano alimentati a metano entrati in servizio sulle linee Start nei giorni scorsi con il contributo della Regione Marche. Questi mezzi hanno un’emissione di polveri sottili ridotta quasi a zero e sono pertanto strumenti importanti per la riduzione dell’inquinamento ambientale. Gli autobus a metano sono riconoscibili per il colore verde della parte superiore, dove è anche tracciata una scritta che evidenzia ulteriormente questo tipo di alimentazione. “L’entrata in servizio di questi mezzi si innesta su una strategia più generale di incentivazione del trasporto pubblico a San Benedetto - spiega l’assessore ai

P


I I I R E G I O N I P ROV I N C E C O M U N I I

Trasporti Settimio Capriotti. Quest’anno abbiamo anche riproposto il servizio di bus navetta gratuiti per il mare e potenziato le linee a favore dei turisti e della stessa cittadinanza”.

EMILIA ROMAGNA TESSERA ELETTRONICA UNICA ta per arrivare in Emilia Romagna la tessera unica elettronica per viaggiare su autobus e treni regionali: tremila dispositivi contactless verranno istallati a bordo degli autobus. Serviranno per vidimare il biglietto unico “Mi Muovo”, non più cartaceo ma in versione di card elettronica. E’ un altro passo verso il nuovo sistema di tariffazione integrata regionale Stimer. Le prime applicazioni su card elettronica nei bacini di Bologna, Parma, Reggio Emilia e Ravenna sono previste per il gennaio 2010. In seguito l’applicazione verrà estesa all’intera regione. L’obiettivo e’ quello di semplificare gli spostamenti dei cittadini e degli utenti che si rivolgono ai servizi di trasporto collettivo, sia su gomma che su ferro: un unico biglietto indipendentemente dal mezzo usato e dal gestore, che potrà essere ricaricato. L’ulteriore novità riguarda la possibilità di accedere, sempre con la stessa card elettronica, all’affitto della bicicletta o dell’auto.

gestisce il trasporto pubblico a Savona e comprensorio, potenzia il proprio parco autobus sostituendo quelli obsoleti e migliorando la sicurezza e la qualità del servizio. A questo proposito sono stati predisposti due distinti bandi, in scadenza, rispettivamente, il 7 settembre e il 28 settembre. Il primo, per un impegno di spesa pari a 2.746.000 euro, riguarda l’acquisto di 11 autobus a pronta consegna, di cui 4 suburbani, 4 urbani e 3 interurbani. Il secondo tutti i mezzi dovranno essere con emissioni in regola con la normativa Euro 5. (da www.ivg.it)

S

SAVONA SI RINNOVA IL PARCO AUTOBUS rentadue nuovi autobus per un investimento complessivo di 9.390.000 euro. L’Acts, l’azienda che

T

COMO

R U B R I C A

sostituire. Sono in grado di trasportare circa 100 passeggeri cadauno. ASF Autolinee gestisce una rete che copre tutta la città di Como e la quasi totalità della Provincia con 58 linee (12 urbane e 46 extraurbane): trasportano circa 20 milioni di passeggeri ogni anno, con 3.000 corse al giorno. (da ilgiorno.ilsole24ore.com)

BERGAMO UTENTI SODDISFATI (MA TROPPO AFFOLLAMENTO)

ECO-BUS DAL CAPOLUOGO ALLE VALLI

l 74 per cento degli utenti dell’Atb di Bergano è soddisfatto del servizio, ma sono tanti coloro che ritengono i mezzi troppo affollati: tanto che alla voce «suggerimenti», riportata sul questionario sulla customer satisfaction proposto dall’azienda a mille utenti, il 45% ha chiesto più corse, soprattutto nelle ore di punta. L’indagine ha confermato che la maggior parte degli utenti (69,7 %) utilizza i pullman per andare a scuola o al lavoro. Gli over 65 che hanno un abbonamento invece usano il bus per andare in centro o a far compere. Quanto al confronto con gli altri anni, è stato sottolineato che il livello di soddisfazione registrato quest’anno è lo stesso del 2008, ma rispetto al 2005 si è comunque saliti di 10 punti. Ma quali sono per i bergamaschi gli aspetti più importanti del viaggiare in pullman? Il 62 per cento ha risposto l’affidabilità, il 46 % la sicurezza. ( da www.ecodibergamo.it)

I n occasione della celebrazione del centenario della «Filovia della Val d’Intelvi» è stato presentato il nuovo parco mezzi in dotazione ad AsfAutolinee, la società che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano in provincia di Como: Irisbus-Citelis, Irisbus-Craossway e Breda Menarini - Avancity, sono i modelli dei nuovi autobus che entrano nella flotta, composta in totale da 315 automezzi, di cui 19 appena acquistati. Altri 6 veicoli sono attesi per la fine dell’anno, per un costo complessivo che supera i 6 milioni di euro. I nuovi veicoli (con aria condizionata e postazioni attrezzate per portatori di handicap) sono dotati della motorizzazione Diesel Eev, con una riduzione delle emissioni di monossido di carbonio, di idrocarburi incombusti e di ossido di azoto e del particolato di oltre 90% rispetto ai mezzi Euro 0 di oltre 20 anni che andranno a

I

bus magazine

| 35


R U B R I C A

I REGIONI

PALERMO BIGLIETTI SPONSORIZZATI MC DONALD’S

n disegno della Palazzina Cinese su un lato, una promozione della catena Mc Donald’s dall’altro. Questo è il nuovo biglietto dell’Amat di Palermo: cinque accorgimenti anticontraffazione, carta filigranata, matrice a strappo. I biglietti con la nuova grafica sostituiranno progressivamente quelli già in commercio, che manterranno la validità. Prezzo e tempo di utilizzo resteranno invariati: 1,20 per 90 minuti dal momento della convalida. Novità assoluta è la sponsorizzazione da parte della Mc Donald’s: il biglietto varrà come voucher per accedere alla promozione sul costo di alcuni prodotti del fast food. La sponsorizzazione ha permesso all’Amat di risparmiare sui costi di stampa dei biglietti. “Stiamo cercando di razionalizzare i costi di ogni comparto – spiega il presidente dell’Amat, Mario Bellavista -, trovando utili anche dalle piccole cose. I biglietti sono un esempio. La pubblicità sul titolo di viaggio permette all’azienda di risparmiare un terzo dei costi di stampa”.

U

VITERBO BUS ELETTRICI PER LA FRANCIGENA opo l’indagine sul campo degli studenti della Facoltà di Economia della Tuscia sulla qualità e sulla rilevazione statistica della frequenza

D 36 |

P ROV I N C E

sulle linee del trasporto pubblico cittadino, effettuato presso gli utenti della Società Francigena, l‘assessore ai Trasporti di Viterbo, Bartoletti, ha annunciato la richiesta di finanziamento per l’acquisto di mezzi elettrici (dal costo di 350mila euro l’uno) per sostituire i mezzi grandi con i nuovi bus più piccoli e meno invasivi per il centro storico. E’ inoltre allo studio la possibilità di sviluppare, come nella Capitale, biglietti integrati, per incentivare l’uso dei mezzi. E’ uno dei risultati del progetto congiunto tra Università, Comune e Società Francigena, indirizzato ad incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico e quindi ridurre il traffico, tutelando l’ambiente. (www.tusciaweb.it)

LAZIO UNDER 25 MEZZI PUBBLICI GRATIS Autobus, tram e metro a settembre gratis gli autobus, i tram e le metro del Lazio per gli Under 25 a basso reddito: lo ha deciso la giunta regionale del Lazio, guidata da Piero Marrazzo. A spiegare i contenuti della delibera è l’assessore alla Mobilità Franco Dalia. “Dal primo settembre ha detto - i ragazzi residenti nella Regione Lazio, con un’età compresa tra i 10 e i 25 anni e un reddito inferiore ai 20 mila Euro all’anno avranno la possibilità di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblici di trasporto locali e regionali”. Il provvedimento dovrebbe interessare, secondo stime della Regione su base ISTAT, più di 300 mila giovani. Per gli studenti e i lavoratori l’esenzione coprirà la tratta che va dal Comune di residenza al luogo di studio o di lavoro, anche se questo si trova in regioni limitrofe. I disoccupati o

D

COMUNI

I I I

inoccupati potranno, invece, beneficiare di titoli gratuiti per i trasporti locali oppure per recarsi dal comune di residenza al capoluogo della loro provincia.

VENEZIA “OSTREGA” SULLA VIA DELLA SETA

n autobus con a bordo 30 ragazzi che da Venezia porterà in Asia le eccellenze del Veneto, percorrendo 13.000 chilometri: è “Ostrega! In Tour”, il progetto patrocinato da Parlamento Europeo, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Veneto, per valorizzare la cultura e la storia del Veneto. L’autobus rappresenta un’autentica “Vetrina Itinerante del Veneto”. Il mezzo attraverserà 13 Paesi, ripercorrendo lo storico viaggio della Via della Seta, lungo il quale verranno organizzate delle tappe nelle maggiori città europee e asiatiche, in cui verrà consegnata alle autorità locali una scelta dei prodotti veneti.

U

FIRENZE ATAF: VIA LIBERA AI PASSEGGINI “APERTI” ia dagli autobus dell’Ataf di Firenze gli adesivi che indicano alle mamme di chiudere il passeggino prima di salire sull’autobus. Un’operazione che interessa tutti i 450 circa mezzi di Ataf: “Le mamme con i passeggini potranno quindi salire sull’autobus senza dover

V


I I I R E G I O N I P ROV I N C E C O M U N I I

chiudere per forza la carrozzina – ha spiegato il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi - con la possibilità di potersi accomodare nel vano centrale, cioè lo spazio sugli autobus destinato appunto alle carrozzine”. Una decisione che sta però suscitando anche non poche polemiche. Per quanto riguarda l’aumento temporale del biglietto da una corsa da 70 a 90 minuti, richiesto dal neo-sindaco Matteo Renzo (azionista di maggioranza di Ataf), Ataf ha interessato la Scarl (società consortile formata da Ataf e Li-nea) per poter dare il via al cambiamento, secondo le norme e le procedure del contratto di servizio firmato dalla stessa Scarl con la Provincia di Firenze.

PIEMONTE 3 MILIONI PER BUS E STAZIONI “ACCESSIBILI ercorsi tattili, ascensori e piattaforme elevatrici in 16 stazioni piemontesi. E’ quanto prevede una convenzione siglata da Regione Piemonte e Ferrovie dello Stato, che mette a disposizione 2 milioni di euro di risorse regionali e un milione di euro di risorse delle Ferrovie per realizzare percorsi tattili, installare ascensori e piattaforme elevatrici nelle stazioni. Con l’obiettivo dell’acessibilità alle persone disabili, la Regione Piemonte ha investito in questi ultimi anni oltre 7 milioni di euro in agevolazioni e interventi infrastrutturali: quasi 5 milioni di euro ogni anno garantiscono il titolo di viaggio gratuito per il trasporto urbano e extraurbano su gomma e per quello ferroviario, mentre sono stati recentemente stanziati 300 mila euro per tassisti e noleggiatori che acquistino veicoli conformi ai vincoli di accesso per i disabili e gli uffici stanno redigendo il capitolato di gara per comprare oltre 800 nuovi autobus accessibili. (AGI)

P

NOTO UN PULLMAN TURISTICO PER LA CITTA’ oto avrà il pullman turistico che permetterà a tutti i viaggiatori di poter comodamente osservare le meraviglie che la Città offre. Infatti la Giunta comunale ha autorizzato di poter fornire il servizio turistico per permettere di fare vedere ai turisti, muniti di audio-cuffie in più lingue, tutti i monumenti del centro storico della Città. Tale servizio si svolgerà inizialmente con quattro corse giornaliere: la decisione è stata presa per la necessità di offrire una sempre più qualificata offerta turistica in una città che sta diventando sempre di più il riferimento turistico dell’intera zona sud della Sicilia.

N

ROMA NUOVI BUS CON LA CABINA BLINDATA Per le periferie

ontromosse del Campidoglio contro i ripetuti episodi di violenza sui mezzi pubblici della periferia romana. Partono i primi tre autobus con la cabina completamente chiusa con vetri anti sfondamento, che serviranno il quartiere di Tor Bella Monaca. Finita la sperimentazione verranno montate anche sulle altre

C

R U B R I C A

linee periferiche maggiormente a rischio. La vera sorpresa arriva dalla composizione delle bande che terrorizzano conducenti e passeggeri, minorenni e spesso ragazze. I rimedi? I sindacati chiedono a Campidoglio, Atac e aziende di trasporto un aumento della vigilanza a bordo dei mezzi. Alcuni autisti pensano anche ai rimedi utilizzati a Milano, dove gli autisti hanno a disposizione un sistema d’allarme, che si attiva con un pedale, in grado di inviare una richiesta di aiuto immediato alla sala operativa senza che gli aggressori possano accorgersene e impedirlo. (da www.ilmessaggero.it)

UMBRIA 4 MILIONI PER MEZZI A “BASSO IMPATTO” a Giunta Regionale dell’Umbria ha approvato la concessione di un finanziamento di 3milioni 756.888 euro alle aziende del trasporto pubblico locale per l’ammodernamento del parco autobus attraverso l’acquisto di nuovi mezzi a basso impatto ambientale, alimentati da metano, biocarburanti o ecologici. Le risorse attribuite dalla Regione, destinate a coprire fino al 75% della spesa sostenuta dalle aziende, sono finalizzate a sostituire gli autobus in esercizio da oltre 15 anni. I nuovi mezzi oltre al contenimento delle emissioni inquinanti, dovranno essere in linea con allestimenti atti ad agevolare il più possibile l’accessibilità agli anziani ed ai disabili. Per autobus a ridotto impatto s’intendono quelli in regola con le più recenti direttive europee, Euro 4, dotati di filtri e sistemi antiparticolato e di diagnostica di bordo. L’attribuzione del finanziamento regionale sarà proporzionale ai km percorsi annualmente dalle aziende, nella logica di economizzare, rendendo efficiente il servizio minimo erogato. (da Asca)

L

bus magazine

| 37


R U B R I C A

I viaggiare

in

e u ro pa

I I I

[a cura di robertaProietti]

SECONDO BANDO DELL’UE PER LA RICERCA NELL’IDROGENO In accordo con la Commissione europea, è stato lanciato il secondo bando per sovvenzionare ricerche basate sull’idrogeno e sulle pile a combustibile. Fra le principali aree di applicazione a cui dovranno puntare i progetti ci sono i bus a idrogeno, le eco-stazioni e i pc verdi. I 29 temi progettuali del bando vanno dunque dalle infrastrutture di trasporto e di approvvigionamento, alla produzione e distribuzione di idrogeno, dalla generazione di elettricità nelle applicazioni fisse, ai mercati precursori come i pc portatili e le piccole utilitarie. I progetti che potranno concorrere al finanziamento, dovranno essere presentati entro il 15 ottobre 2009. L’impor to messo a disposizione ammonta a 140 milioni di euro, di cui 71,3 provengono dalla Commissione europea, raddoppiati grazie ai contributi in natura forniti dai partner industriali, nell’ambito dello stanziamento globale a disposizione fino al 2014 di un miliardo di euro.

e

EMISSIONI DI CO2: LA SVIZZERA INTENDE ADEGUARSI AI LIMITI DELL’UE La Svizzera ha avviato un processo di consultazione sul progetto di revisione parziale della legge sul CO2, con il fine di raggiungere gli obiettivi prefissati in materia in ambito comunitario. L’UE si è imposta l’obiettivo di ridurre entro il 2015 le emissioni di CO2 delle nuove automobili a 130 grammi al chilometro. Con un modello analogo, la Svizzera mira a raggiungere lo stesso obiettivo e si prevede di farlo con un sistema che infligge una multa agli importatori di veicoli che superano il valore limite medio delle emissioni di CO2 stabilito per gli autoveicoli nuovi immatricolati in Svizzera. Nel 2008, le emissioni di CO2 medie dei nuovi veicoli in Svizzera raggiungevano 175 g/km, nell’UE il un valore medio era inferiore a 160 g/km.

e

IL CONSIGLIO UE ADOTTA IL CODICE COMUNITARIO DEI VISTI SCHENGEN Il 25 giugno scorso il Consiglio europeo ha adottato delle regole comuni riguardanti le procedure e le condizioni di rilascio dei visti Schengen per i soggiorni di breve durata. Il nuovo Regolamento, che instaura un codice comunitario comune, entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee. Le disposizioni del Regolamento riguardano essenzialmente i transiti o i soggiorni di durata massima di tre mesi in un arco temporale di sei mesi (visti di breve durata). Il nuovo Codice comunitario dei visti stabilisce quali sono gli Stati membri incaricati del trattamento e dell’esame delle domande dei visti; contiene nuove disposizioni che autorizzano il rilascio di visti ad ingressi multipli a determinate condizioni; elenca i documenti che un richiedente deve produrre al momento della presentazione della domanda; armonizza gli importi dei diritti da pagare per il

AMERICA

CARO BENZINA: L’AMERICA RISCOPRE L’AUTOBUS

J

oseph Schwieterman, docente di storia dei trasporti alla DePaul University di Chicago, ha riferito in un’intervista al Wall Street Journal, che nell’ultimo trimestre del 2008 le partenze in autobus sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente, mentre quelle in aereo sono calate del

38 |

10,8% e quelle in treno dell’8%. Anche l’auto resta sempre più spesso ferma a casa, a tutto svantaggio delle immatricolazioni, che anche negli Stati Uniti sono in grave difficoltà. E la concorrenza è agguerrita. Per attirare più giovani, molte compagnie offrono sempre più servizi. “Prezzi e collegamento wireless sono stati un incentivo per molti clienti”, ha detto Schwieterman. E anche le compagnie più vecchie

hanno potuto approfittare di questo “buon” momento per risollevarsi. Da aprile, ad esempio, cento nuovi Greyhound con moderni sedili in pelle e Wi-fi solcano le autostrade della costa Est per far concorrenza alle vetture di BoltBus, che propone tariffe da un dollaro a viaggio se si prenota con sufficiente anticipo. Uno scenario che magari vedremo anche in Italia. www.omniauto.it.

e


I I I viaggiare

rilascio dei visti; obbliga gli Stati membri a comunicare ai richiedenti le motivazioni di un eventuale rifiuto al rilascio del visto ed introduce la possibilità di presentare ricorso contro tali decisioni. Per quanto concerne il rilascio di visti ad ingressi multipli, il nuovo Regolamento precisa che il rilascio degli stessi è subordinato alla verifica di determinati requisiti. In particolare, deve essere dimostrata la necessità di viaggiare frequentemente e/o regolarmente in ragione della propria professione o situazione familiare. I casi citati nel Regolamento riguardano gli uomini d’affari, i funzionari di Stato che intrattengono contatti ufficiali regolari con altri Stati membri e con le istituzioni europee, i familiari di cittadini dell’Unione, i familiari di cittadini di paesi terzi che risiedono legalmente negli Stati membri. In proposito, il Regolamento non contiene alcun riferimento specifico alla categoria dei conducenti a titolo professionale, per i quali è necessario pertanto continuare a far riferimento alle disposizioni contenute in accordi bilaterali specifici in

in

e u ro pa I R U B R I C A

materia di visti eventualmente conclusi tra gli Stati.

e

L’UE STANZIA 3,2 MLD DI EURO PER PARTENARIATI PUBBLICO-PRIVATI La Commissione europea e le imprese investiranno 3,2 miliardi di euro nella ripresa economica a favore di un’economia futura più forte, più verde e più competitiva. La prima tornata di inviti a presentare proposte per progetti di ricerca inietterà 268 milioni di euro in tre settori di mercato fondamentali al fine di stimolare la ripresa economica e renderla più sostenibile oltre che basata sulla conoscenza. Una somma complessiva di 3,2 miliardi di euro è stata stanziata per partenariati pubblico-privato (PPP) volti a sviluppare nuove tecnologie nei settori dell’industria manifatturiera, della costruzione e dell’automobile. Questi tre partenariati previsti fanno parte del piano europeo di ripresa economica della Commissione, appro-

SVIZZERA

GUIDA IL PULLMAN PER 35 ANNI SENZA PATENTE

H

a percorso più di due milioni di chilometri al volante di un pullman per tutta Europa senza avere la patente. La polizia ha fermato la scorsa notte verso le 00.30 a Hergiswil (NW), in Svizzera, un autista 58enne che guida senza la licenza di condurre dal 1974. L’uomo non ha mai ottenuto il permesso D necessario per il trasporto professionale di persone e il permesso B per le vetture gli era stato ritirato nel 1979, ma questo non gli ha impedito di guidare ogni tipo di veicoli, camion compresi. Ora l’autista e il suo datore di lavoro, secondo il comunicato della polizia, saranno entrambi denunciati. (da www.bluewin.ch.

vato dal Consiglio europeo nel dicembre del 2008, inteso a promuovere la convergenza dell’interesse pubblico e dell’impegno delle imprese per la ricerca. Nel settore dell’automobile, i finanziamenti alla ricerca serviranno ad esempio a sviluppare auto più verdi e sistemi di trasporto più intelligenti, compresa l’elettrificazione del trasporto su strada e urbano e la ricerca in tecnologie ibride.

e

IN NORVEGIA LA PRIMA AUTOSTRADA PER LE AUTO AD IDROGENO Dopo il Giappone e la California, anche in Europa, precisamente in Norvegia, è stata inaugurata la prima autostrada dedicata alle auto ad idrogeno. L’autostrada, lunga 560 km, che collega Oslo a Stavanger, presenta lungo il percorso diverse stazioni per il rifornimento di gas realizzate dal produttore norvegese di gas e petrolio StatoilHydro. Per presentarla è stata organizzata una particolare competizione tra una decina di automobili ad idrogeno: la propulsione di queste auto avviene o per reazione chimica tra l’idrogeno e l’ossigeno o bruciano l’idrogeno in motori simili a quelle delle auto a benzina. La competizione ha rappresentato anche un valido test su strada per questi prototipi, ancora limitati nelle prestazioni e troppo costosi per la vendita al pubblico. In gara diverse marche automobilistiche, tra cui Fiat, Toyota e Ford.

e

e

bus magazine

| 39


motori

E ALIMENTARE L’AUTOBUS ELETTRICO ANDANDO IN BICI?

A RAVENNA SI TESTA IL BUS A IDROMETANO A Ravenna sono stati presentati i risultati della sperimentazione durata un anno di una coppia di autobus alimentati a metano e idrogeno per il progetto MHy Bus voluto da Regione Emilia-Romagna, ENEA, ASTER e ATM Ravenna. Gli autobus, uno dell’ATM Ravenna e l’altro dell’ATR Forlì, con un carico oltre il 50% del massimo trasportabile, sono stati fatti circolare su una pista del Centro Ricerche della Casaccia a Roma e sono state rilevate le emissioni e condotti dallo stesso autista. Per completare il test sono state provate anche diverse formulazioni della miscela di idrogeno e metano al 5%, 10%, 15% e 20%. I risultati della sperimentazione evidenziano che l’utilizzo delle miscele ha indotto un risparmio in termini di massa di combustibile utilizzata, con riduzioni, riferite al consumo di metano, che variano dal 5 % al 16 % nelle diverse formulazioni della miscela. Riconducendo i consumi al consumo di metano equivalente, le riduzioni si attestano su valori che variano dal 4% al 13%. La riduzione del consumo è indice di un miglior rendimento del motore, in quanto - essendo rimasti inalterati il percorso, lo stile di guida ed il veicolo - l’energia meccanica erogata alle ruote è rimasta la stessa con minor impiego di combustibile. Le risultanze sperimentali confermano inoltre le considerazioni teoriche sulla riduzione delle emissioni inquinanti: mostrano infatti una riduzione delle emissioni significativamente superiore rispetto ai valori teorici, che varia dal 6,15% al 19,48% nelle diverse formulazioni della miscela. Gli scostamenti positivi rispetto ai valori teorici sono determinati dal migliorato rendimento del motore, che richiede un minor apporto di combustibile per ottenere dalle ruote la stessa energia. ( da www.ecoblog.it)

40 |

A

’ndando in bici si produce energia, anche se minima, tramite una dinamo. Di solito la si sfrutta solamente per far andare la lampadina posta sul davanti. Il designer Chiyu Chen, ha sviluppato un concept per cui si potrà immagazzinare e poi rilasciare nella rete cittadina l’energia ricavata dalle pedalate, che andrà ad alimentare degli autibus elettrici, gli Hybrid. Il progetto si chiama Hybrid2 e consiste nell’immagazzinare l’energia prodotta pedalando una bici presa a noleggio. Queste bici hanno sul manubrio uno speciale strumento, contenente un condensatore, che accumula l’energia prodotta dalla dinamo: l’energia viene poi immessa nel sistema energetico della città, che si presuppone dovrà essere alquanto avanzato, e che alimenterà gli autobus elettrici del servizio di trasporto pubblico. L’immissione dell’energia in rete, avviene tramite delle specifiche colonnine alla quale

A ROMA ESPERIMENTI CONTRO LE NANOPOLVERI Sulle strade di Roma viaggia un autubus Atac sul quale è stato installato un sistema “passivo” che cattura le nanopolveri dell’aria. Come ha spiegato Stefano Montanari (direttore scientifico del Laboratorio di

la bici verrà attaccata una volta finita la corsa. Il concept prevede un sistema per il riconoscimento elettronico in modo da automatizzare il noleggio e la consegna della bici, tramite un lettore di apposite card (RFID), il tutto alimentato ad energia solare. L’Hybrid2 permette all’utente di accumulare del credito a seconda di quanta energia viene prodotta, sia durante la marcia normale che in frenata. Quello che non ha più freno, ormai, è la fantasia…

e

Nanodiagnostica di Modena e membro della Commissione mobilità sostenibile per l’epidemiologia sanitaria del Comune di Roma) “si tratta di una sorta di cassa applicata sui tetti e dotata di tre filtri. Non ha bisogno di nessuna alimentazione e cattura le polveri con il semplice avanzamento dell’autobus. Una specie di aspirapolvere passivo, che filtra le polveri senza consumare nulla”.


I I I AL VOLANTEI R U B R I C A [a cura di AlessandroCesari]

SE IL BUS (ELETTRICO) FA IL PIENO AD OGNI FERMATA

T

ra le molte innovazioni legate al mondo dell’autobus che si sono susseguite nel corso degli ultimi dieci anni, ci ha incuriosito in particolar modo un progetto finalizzato allo sfruttamento dell’energia cinetica alla quale, fino a pochissimo tempo fa, non si era pensato e cioè: immaginate un autobus elettrico che non debba essere collegato da conduttori elettrici della linea aerea ma che possa semplicemente prendere la carica necessaria ad ogni fermata del percorso, impiegando giusto il tempo per far salire e scendere i passeggeri. Ebbene quest’idea si sta concretizzando nei laboratori della Casaccia di Enea. Il progetto, denominato ZeroFilo-bus, era un concetto già in cantiere per l’Ente, sviluppato ora grazie a nuove tecnologie fino a divenire brevetto. La svolta è arrivata dai supercondensatori e dai sistemi intelligenti per la gestione della mobilità; l’intuizione dei ricercatori è stata quella di pensare ad un bus elettrico in grado di muoversi “facendo il pieno” di fermata in fermata in una decina di secondi. Come tutte le innovazioni tecnologiche intelligenti questa apporta un duplice beneficio: dal punto di vista economico installare le linee aeree ha dei costi elevati per ogni chilometro da coprire, oltre alla difficoltà di creare dei percorsi ad hoc. Eliminarle significa abbattere tutti questi costi e poter utilizzare anche i percorsi già esistenti dei bus non elettrici, con ZeroFilo-bus è necessario, semplicemente, stabilire una distanza massima tra i punti di ricarica ed installarli alle fermate prescelte ed ai capolinea; dal punto di vista ambientale ZeroFilo-bus è ovviamente ad emissioni zero e se anche consideriamo la CO2 rilasciata dalla produzione di energia elettrica per il filobus questa è decisamente minore rispetto alla quantità di CO2 prodotta dai tradizionali motori diesel. Inoltre dobbiamo considerare che parte dell’energia elettrica che servirebbe viene risparmiata, fino al 25-30%, perché autoprodotta ed accumulata dai supercondensatori sfruttando l’energia cinetica in frenata. Proprio quest’anno abbiamo già sentito parlare del Kers, acronimo di Kinetic Energy Recovery System, Sistema Cinetico di Recupero dell’Energia, in F1 che è un sistema

ibrido che recupera l’energia termica che altrimenti verrebbe dissipata durante la fase di decelerazione e frenata e la trasforma in energia meccanica, garantendo così prestazioni del motore più elevate ed un minor consumo di carburante ma in questo caso della stessa energia. L’invenzione ha raccolto subito l’attenzione della Breda Menarini, società di Finmeccanica, che lo ha inserito nel progetto più ampio di PBI (Piattaforma Bus Innovativi), finanziata all’interno del programma “Industria 2015”. Tutti i sistemi e i progetti inerenti lo studio di fonti di energia alternativa e rinnovabili sono da apprezzare ma credo che per iniziare sistemi come quello dello sfruttamento della energia cinetica, proprio per la semplice realizzazione e per i contenuti investimenti, sia il più idoneo atteso che i primi dati sul calo dell’emissione di CO2 riportano una diminuzione del 30%. La strada che porta ad una rivoluzione nel campo delle energie e dei carburanti alternativi è ancora lunga, certo non per colpa degli scienziati o ingegneri, ma solo perché la trasformazione degli stabilimenti petroliferi in centrali di produzione alternativa è molto “complessa ed onerosa”.

[ NEL FUTURO

SUPER CONDENSATORI E ENERGIA CINETICA

]

eee

bus magazine

| 41


I I I DALLA PARTE DEL PASSEGGERO I R U B R I C A [a cura di MarianoVotta - Ufficio stampa Cittadinanzattiva-onlus]

NUOVI DIRITTI DEL PASSEGGERO: BENE, BRAVI, BUS!

I

n arrivo il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri nel trasporto con autobus. Previste maggiori tutele in tema di ritardi e cancellazioni, smarrimento e danneggiamento del bagaglio, responsabilità in caso di decesso e lesioni dei passeggeri, diritti delle persone con disabilità o con mobilità ridotta, diritto all’informazione e procedure più efficaci per la gestione dei reclami. Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha al riguardo chiesto un parere al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), l’organo rappresentativo delle associazioni dei consumatori e degli utenti riconosciute a livello nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per delle indicazioni che avessero al centro il punto di vista degli utenti. Il CNCU, che si è avvalso in particolare di un gruppo di lavoro composto da Assoutenti, Altroconsumo e Cittadinanzattiva, ha avanzato delle proprie osservazioni sulla proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus, disposizione che modifica il Regolamento CE 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori. Su tutti, due sono i motivi di apprezzamento: con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento si porrebbe fine alla duplice disparità di trattamento sia dei passeggeri sia dei vettori dei diversi mezzi di trasporto; in secondo luogo, la proposta di un Regolamento comunitario, e dunque di un atto direttamente applicabile negli Stati membri, a tutela degli utenti del trasporto pubblico su autobus appare particolarmente opportuna data la scarsa efficacia ottenuta dalle procedure di autoregolamentazione del settore. Da migliorare, secondo il CNCU, l’ambito di applicazione del regolamento, che sembra limitarsi solo alle autolinee di percorrenza extraurbana con evidente penalizzazione degli utenti del trasporto su bus urbani, che in Italia sono di competenza dei Comuni. Inoltre, sarebbe opportuno estendere ai gestori di servizi di

[

trasporto urbano gli artt. 24-26 del regolamento con particolare riferimento all’obbligo di pubblicare le frequenze di passaggio dei mezzi per fascia oraria, rispondendo per inadempienza in caso la frequenza risulti inferiore di oltre un terzo a quella pubblicata. In Italia, infatti, non sono adottate norme che impongano al gestore di bus urbani di rispondere in nessun caso di ritardo o cancellazione di corse, fattispecie che di fatto si traduce in una disomogenea disciplina tra gli Stati membri e come tale non in linea con il concetto di mercato unico anche in termini di tutela dei consumatori. Analogamente, il CNCU raccomanda di estendere ai trasporti locali anche le disposizioni relative ai controlli previste per le corse extraurbane. Infine, per assicurare un più adeguato livello di protezione degli utenti il Regolamento dovrebbe prevedere che ciascun Paese membro provveda alla creazione - tenuto anche conto delle esperienze e competenze che le Associazioni dei consumatori hanno progressivamente maturato - di sedi e di strumenti di partecipazione civica per quanto riguarda:

IN ARRIVO IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO PER I BUS

42 |

]

o

la valutazione della qualità dei servizi;

o

la definizione degli standard di qualità e di sicurezza;

o

la promozione dell’accesso ai servizi;

o

la gestione delle controversie anche mediante il ricorso alle procedure di conciliazione. CITTADINANZATTIVA-ONLUS C.F.: 80436250585 centralino: 06367181 (dal lunedì al venerdì 9.00/17.00 orario continuato); PiT Servizi: 0636718555 (dal lunedì al venerdì 9.00/13.30) mail: pit.servizi@cittadinanzattiva.it; fax: 0636718333 Per saperne di più sulle attività di Cittadinanzattiva, visita il sito o iscriviti alla newsletter settimanale su www.cittadinanzattiva.it


I I I SINDAC ALEI R U B R I C A [a cura di GiuseppeAlfieri]

ORARIO DI LAVORO E SANZIONI SULLO STRAORDINARIO

C

on l’interpello n. 56/2009 il Ministero del Lavoro ha accolto l’interpretazione proposta da Confindustria in ordine al disposto dell’art. 18 bis, comma 6, del Decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 che sanziona la violazione delle disposizioni dei commi 3 e 5 dell’art. 5 del medesimo D.Lgs. n. 66/2003. In particolare, il Ministero osserva che la sanzione amministrativa disposta dal comma 6 dell’art. 18 bis va applicata una sola volta, senza moltiplicare l’importo per ciascun lavoratore interessato, e ciò sia nell’ipotesi in cui la violazione contestata riguardi da 1 a 5 lavoratori (euro da 25 a 154) che in quella in cui siano coinvolti 6 o più lavoratori ovvero la violazione si sia verificata per più di 50 giornate l’anno (euro da 154 a 1.032). Pubblichiamo la risposta del Ministero (Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – art. 18 bis, comma 6, D.Lgs. n. 66/2003 – quantificazione degli importi sanzionatori): “La Confindustria ha avanzato istanza d’interpello per conoscere il parere di questa Direzione generale in merito alla corretta interpretazione del disposto normativo di cui all’art. 18 bis, comma 6, del D.Lgs. n. 66/2003 che sanziona, fra l’altro, la violazione dell’articolo 5, comma 3, dello stesso Decreto secondo il quale “in difetto di disciplina collettiva applicabile, il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore per un periodo che non superi le 250 ore annuali”. È prevista in particolare una sanzione amministrativa pecuniaria in misura variabile da 25 a 154 euro; inoltre, nell’ipotesi in cui la violazione sopra indicata si riferisca “a più di cinque lavoratori” ovvero abbia riguardato “nel corso dell’anno solare più di 50 giornate lavorative”, l’importo da irrogare varia da 154 a 1.032 euro e non ne è ammesso il pagamento in misura ridotta.

[

di 50 giornate lavorative), non vada commisurata al numero dei singoli lavoratori interessati. In altri termini, in difetto di diversa previsione da parte della contrattazione collettiva, nel caso di superamento delle 250 ore di lavoro straordinario, ex art. 5, comma 3, l’ammontare della sanzione prevista non deve essere moltiplicato per ciascun lavoratore interessato, ma irrogato una sola volta, siano essi in numero inferiore o pari a cinque ovvero superiore a cinque. Tale interpretazione è suffragata dall’analisi in chiave sistematica di altre disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 66, relative ad ulteriori ipotesi di violazioni in materia di orario di lavoro quale, ad esempio, la violazione dell’art. 7, comma 1 (obbligo del riposo giornaliero), punita con la sanzione amministrativa da 25 a 100 euro con riferimento (espresso) “ad ogni singolo lavoratore e ad ogni singolo periodo di 24 ore”. A tal proposito va infatti ricordato che, da ultimo, lo stesso D.L. n. 112/2008 (conv. da L. n. 133/2008), laddove ha voluto specificare una quantificazione degli importi sanzionatori sulla base del numero dei lavoratori coinvolti, lo ha fatto espressamente, così come è avvenuto proprio in relazione alla sanzione per il mancato godimento del riposo giornaliero di cui all’art. 7 citato. In relazione a quanto sopra, con riferimento al quesito prospettato, è dunque possibile affermare che la sanzione amministrativa disposta dal comma 6 dell’art. 18 bis vada applicata una sola volta, senza moltiplicare l’importo per ciascun lavoratore interessato; ciò sia nella sua quantificazione “normale” (da 1 a 5 lavoratori: euro da 25 a 154) che in quella “aggravata” (da 6 o più lavoratori o più di 50 giornate l’anno: euro da 154 a 1.032)”..

E’ STATA ACCOLTA L’IPOTESI PROPOSTA DA CONFINDUSTRIA

]

eee

Dalla formulazione letterale della norma discende che l’entità della sanzione applicabile, sia nella fattispecie base (fino a 5 lavoratori) che in quella aggravata (6 o più lavoratori; più

bus magazine

| 43


44 |


I I I la

sentenzaI R U B R I C A [a cura di paolaGalantino]

APPALTI: ITALIA “BACCHETTATA” DAI GIUDICI UE

I

l Codice dei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi vieta (art. 34, comma 2 D.Lgs n. 163/2006) la partecipazione alla stessa gara d’appalto le imprese tra cui esiste un rapporto di controllo. La Corte di Giustizia (Sezione IV 19.5.2009 C-538/2007) ha dichiarato illegittima quella norma italiana, operando una revisione degli orientamenti interni in materia di partecipazione alle gare pubbliche di imprese tra le quali sussista un rapporto di controllo, o che comunque siano tra loro collegate, intervenendo sull’interpretazione dell’art. 29, comma 1 della Direttiva del Consiglio18.6.1992 n. 92/50/CEE che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, alla luce dei principi generali del diritto comunitario, e sul parallelo ambito operativo dell’art. 10, comma 1bis della Legge n. 109/1994 (ora art. 34 D.Lgs n. 163/2006). Ma facciamo un passo indietro e vediamo quale è stata la “scintilla”. Il Tar Lombardia chiedeva ai giudici europei di chiarire se la norma comunitaria (trasposta nell’ordinamento interno prima con il D.Lgs n.157/1995 sugli appalti di servizi e ora con il D.Lgs n.163/2006) che attiene ai requisiti di partecipazione alle gare, configuri un “numerus clausus” di fattispecie di esclusione, e pertanto inibisca al legislatore nazionale l’adozione di misure ulteriori quali il divieto di partecipazione simultanea ad una gara di appalto per le imprese che si trovino fra loro in rapporto di controllo. In caso affermativo, risulterebbe privo di causa l’impianto su cui regge la disposizione italiana dell’art. 10 della L. 109 che vieta proprio la partecipazione separata e concorrenziale ad una stessa gara di imprese fra loro collegate. Tuttavia la norma nazionale ha anche un contenuto conforme ai principi comunitari, in quanto – essendo diretta a sanzionare ogni comportamento collusivo di imprese collegate nell’ambito di una procedura di gara – favorisce l’esplicarsi di quei capisaldi di libera e leale concorrenza e non sarebbe in reale contrasto con la richiamata norma della Direttiva 92/50. Ma la Corte UE non vieta ai legislatori nazionali di prevedere ulteriori cause di esclusione per garantire parità di trattamento e trasparenza, a condizione che tali misure non eccedano quanto necessario per conseguire lo scopo. La norma incriminata comporta invece per le amministrazioni aggiudicatri-

ci un obbligo assoluto di escludere dalla gara quel tipo di imprese. Secondo la Corte l’esclusione automatica sarebbe contraria ad un’efficace applicazione del diritto comunitario in quanto ridurrebbe notevolmente la concorrenza. La norma nazionale, infatti, si basa su una presunzione assoluta secondo cui le diverse offerte presentate per un medesimo appalto da imprese collegate si influenzerebbero necessariamente l’una con l’altra. Viola altresì il principio di proporzionalità perché non lascia alle imprese la possibilità di dimostrare che, nel loro caso, non sussistono reali minacce di trasparenza e concorrenza. E’ evidente che la sentenza ha pesanti implicazioni in quanto impone una revisione della norma che dovrebbe comportare per i concorrenti la possibilità di dimostrare la non sussistenza di condizioni di effettivo controllo rispetto ad altri soggetti partecipanti alla gara. La seconda conseguenza sarebbe l’obbligo, per le stazioni appaltanti, di verificare caso per caso i rapporti di controllo tra operatori economici concorrenti in una gara, per rilevare se tra questi vi siano o meno situazioni in grado di influenzare il confronto concorrenziale. Pertanto, nel caso di partecipazione (facendo un esempio) di due concorrenti fra loro in situazione di controllo, l’amministrazione non può escluderli sulla base della semplice rilevazione della condizione ex art. 2359 Codice Civile, ma deve invece verificare se l’uno ha condizionato l’altro nella preparazione e nella presentazione dell’offerta. Se, dunque, ferme restando le misure di esclusione fissate dalla Legge n. 109 la presunzione ivi indicata non può che essere relativa, con la previa necessità di instaurare un contraddittorio procedimentale, e pre-processuale, si deve fare in modo che l’applicazione concreta del principio di proporzionalità non dia luogo a eccessivi inconvenienti, ovvero a possibili distorsioni; ciò sembrerebbe possibile attraverso una adeguata disciplina del procedimento per la verifica delle cause di reciproca interferenza, auspicando una tipizzazione normativa delle ipotesi che possono assumere rilevanza ai fini delle giustificazioni ammissibili: ad esempio inserzione di apposite clausole negli statuti societari che garantiscano indipendenza e segretezza nell’elaborazione delle offerte, senza addentrarsi nel labirinto delle giustificazioni postume con inevitabile aumento del contenzioso!

DIRITTO DI [CONCORRENZA NORME TROPPO RESTRITTIVE

]

eee

bus magazine

| 45


I I I LA NOSTRA STORIA I R U B R I C A

1866 TRA I VENTI DI GUERRA A UDINE NASCE IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE La storia di Autoservizi FVG SAF ha le sue radici nelle tante piccole aziende di trasporto che da più di cent’anni portano i viaggiatori in Friuli Venezia Giulia.

C

orreva l’anno 1866, di maggio: è la vigilia della III Guerra d’Indipendenza, che sarebbe scoppiata di lì a poco, il 23 di giugno. Presto l’esercito italiano sarebbe entrato a Udine (il 22 luglio di quell’anno). E a ottobre, col Trattato di Vienna, il Friuli occidentale (un vastissimo territorio dal fiume Livenza al fiume Judrio, dalle lagune di Grado a Pontebba) sarebbe entrato a far parte del Regno d’Italia con il nome di provincia di Udine. Quando il 18 maggio di quel 1866 il Consiglio Comunale di Udine si riunì, l’Europa intorno agitava già venti di guerra. Solo un mese prima era stata firmata l’alleanza militare tra il generale Alfonso La Marmora e il principe Otto von Bismarck, grazie alla mediazione di Napoleone III, che sanciva il rapporto tra l’Italia e la Prussia. Ma all’ordine del giorno della Civica amministrazione udinese c’erano tutt’altri altri temi: la preoccupazione era quella dei traspor-

46 |

ti in città, come fare per collegare la stazione al centro, con un pubblico servizio. Alla fine, la decisione venne presa: Udine avrebbe avuto un nuovo servizio

UNA AZIENDA [CHE MANTIENE FORTE IL LEGAME COL TERRITORIO

]

pubblico. Con 19 voti a favore e 4 contrari, il Consiglio deliberò: “Viene accordato a Valentino Carlini prelazione di 3 anni a datare dall’epoca del contratto

un sussidio annuale di fiorini 500:- onde venga da esso attivato un servigio di almeno 6 vetture pubbliche così dette Broom, pel servigio della città e specialmente della stazione ferroviaria, lasciando al Municipio la cura di fissare un apposito regolamento che fissi rigorosamente le modalità da seguire dell’imprenditore in modo che la spesa porti al Comune reale vantaggio”. Nasceva a Udine il trasporto urbano che, quattro mesi dopo, aveva pratico avvio. E’ da oltre un secolo che, sulle strade del Friuli Venezia Giulia, viaggiano i mezzi di quella che oggi è Autoservizi FVG SAF, una società che ha la sua storia nelle tante piccole aziende che storicamente hanno svolto servizio di trasporto nel territorio, e che si sono via via aggregate in un’unica società, che oggi svolge attività di trasporto di viaggiatori su strada e via mare in ambito nazionale ed internazionale. Gestisce


I I I LA NOSTRA STORIA I R U B R I C A

In queste pagine le immagini degli autobus che hano fatto la storia del trasporto pubblico in Friuli Venezia Giulia, delle società confluite in Autoservizi FVG SAF

Autoservizi FVG SAF è oggi anche una azienda che cura il rapporto con i clienti sfruttando le potenzialità dei nuovi media, tanto che – oltre che nei modi più tradizionali – offre servizi via internet attraverso pagine multilingue (un cosiddetto “sito accessibile”, anche per chi ha problemi di lettura) e ha aperto il suo profilo anche su “Facebook”.

Il trasporto pubblico extraurbano

[LA CONFLUENZA IN “ARRIVA” PER CONSOLIDARE LA PROPRIA MISSION

]

servizi urbani, extraurbani, marittimi, internazionali, turistici e di noleggio, servizi atipici e scuolabus. A questo concessionario è subentrata oltre alla Società Tranvie del Friuli, l’Azienda municipalizzata ATM di Udine che, senza soluzione di continuità, dall’anno 2001 è confluita in SAF.

In Friuli Venezia Giulia e nel territorio ora servito da Autoservizi FVG SpA – SAF fin da inizio ‘900 erano attive una serie di aziende cui erano deputati i servizi di trasporto collettivi di persone e cose (tra cui anche il servizio postale) e di collegamenti tra la periferia e i centri della Regione. In Alto Friuli, dove nelle valli operavano singole ditte talvolta con il solo titolare e un’unica corriera, 8 aziende sono confluite in una unica struttura; nel cividalese due ditte là operanti hanno costituito un gruppo unitario con un’altra ditta che copriva il territorio di Lignano e ancora cinque aziende operanti nel Friuli centrale si sono unite in una unica società. La grande quantità di piccole (talvolta anche minime) Aziende che si sono via via accorpate, per poter sopravvivere, fino ad attivare, a inizio anni ’80, una prima consistente concentrazione, ha portato a creare cinque Aziende per operare all’interno dell’ambito oggi servito da SAF; dette Aziende – Olivo, Rosina, Collavini, Ferrari, Triestine - che, ad inizio 2000, sono confluite in Autoservizi FVG SpA – SAF.

Autoservizi FVG SpA – SAF, unitamente a ATM di Udine e a SAITA di Udine, si sono costituite in ATI per partecipare alla gara di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale della Regione Friuli Venezia Giulia con riguardo all’unità di gestione n. 3 - Udinese e, auspice il positivo esito della gara, è nata a inizio secolo la nuova Autoservizi FVG Spa SAF. SAF rappresenta la prosecuzione di realtà imprenditoriali che hanno operato a Udine per otre 150 anni e in Provincia di Udine e in Regione Friuli Venezia Giulia da inizio del secolo scorso e che, per far fronte alle mutate esigenze del mercato intraprendendo la strada della modernizzazione coniugata ad una razionale revisione dell’offerta dei servizi, ha intrapreso i passi necessari a consentirle di perseguire gli obiettivi strategici che stavano e stanno

bus magazine

| 47


bus magazine BUS MAGAZINE Bimestrale di politica e tecnica dei trasporti a cura di ANAV Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori Edito da Promobus s.r.l Anno 9 - Numero 5 Settembre - Ottobre 2009 DIRETTORE EDITORIALE Francesco Paolo Fortunato

DIRETTORE RESPONSABILE Silvia Garambois

COORDINAMENTO REDAZIONALE

alla base della propria azione. Un percorso ambizioso verso una realtà industriale di primaria importanza nel nord-est italiano che prosegue e consolida la propria diretta presenza sul territorio dove ha operato, fin dagli anni ’30, all’insegna Società Autoindustriale Friulana SAF con linee verso Lignano e verso la Carnia.

La confluenza in Arriva International Proseguendo questo percorso SAF nell’anno 2004 entra a far parte di Arriva International plc consolidando la propria mission e coniugando così

il forte radicamento sul territorio in cui opera con l’appartenenza a un primario Gruppo internazionale. Dall’anno 2008 SAF fa parte di Arriva Italia srl, Gruppo italiano di Arriva International plc, che oggi opera in Lombardia, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia e comprende 10 Società cui fa capo una flotta di oltre 2400 autobus e più di 3500 dipendenti. Arriva International plc è uno dei più grandi gruppi che gestiscono servizi di trasporto passeggeri in Europa: opera in 12 Paesi, con oltre 43 mila dipendenti, 16 mila bus e più di 570 treni.

eee

ssttoria LaRaccontateci la vostra Azienda La vostra storia è la storia di tutti noi, associati, artigiani, industriali, cittadini. Per questo abbiamo deciso di dedicare questa rubrica alle vostre aziende, per mettere in comune un patrimonio fatto di pionieri e di innovatori, che hanno saputo far muovere l’Italia. Inviate il materiale a: Promobus Piazza dell’Esquilino, 29 - 00185 Roma o via E-Mail: promobus@anav.it

48 |

Elisabetta Paris

COMITATO SCIENTIFICO Giuseppe Alfieri Alessandro Cesari Marco Ficara Paola Galantino Antonello Lucente Roberto Magini Gabriele Montecorboli Roberta Proietti Nicoletta Romagnuolo

COLLABORAZIONI Virginia Lupo Giuseppe Massimo

PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Alessandra Nelli [a.nelli@macfactory.it]

STAMPA Eurograf Sud s.r.l. Uffici e stabilimento: Via delle Grotte, 11 00040 Zona Industriale Ariccia (RM) Tel. (+39) 06 9344741 (6 linee r.a.) Fax (+39) 06 9343700

EDIZIONI PROMOBUS s.r.l. AMMINISTRAZIONE PUBBLICITÀ E ABBONAMENTI Responsabile Alessandro Cesari 00185 Roma, Piazza dell’Esquilino, 29 Tel (+39) 06 4879301 Fax (+39) 06 4821204 [promobus@anav.it] Finito di stampare nel mese di Settembre 2009 Registrazione presso il tribunale di Roma n.336 del 26 luglio 2001 sped. in abb. post. 70% Roma


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Bus Magazine 2009/5 by AnavRoma - Issuu