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Ai posteri affinché conservino la giusta memoria di questa mia “presa di coscienza”.
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Attenzione! Gli argomenti di questo libro possono sembrare prolissi, poiché ripeterò più volte le stesse cose. Questo stesso libro può
sembrare la replica inutile dei moltissimi altri in cui ho trattato questi temi … più o meno come faceva mia madre quando, accorgendosi di perdere la memoria, spargeva per tutta la sua casa foglietti su cui appuntava tutti i suoi dati: chi era, i suoi estremi, quelli dei figli, del marito… insomma tutte le cose che potessero ricordarle di sé, notizie in cui potesse “inciampare” all’improvviso. Io sembro farlo scrivendone libri. 4
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Ma il fatto è che il mio IO-SONO è stato costruito in modo così “complesso” dal mio Creatore che è veramente “impossibile” seguire ordinatamente un unico filo conduttore, quando ogni argomento si poggia su N presupposti, e ciascuno di essi su altri N a loro volta strutturati allo stesso modo e all’infinito. Un po’ come il ciclo decimale usato dal Creatore, che ha posto Sé come il 10 che genera altri 10 a Sua immagine e somiglianza, e poi dal decimo di nuovo altri che portano al mondo reale collocato alla nostra dimensione, che non è quella dei primi 10 ma dei secondi, con in mezzo un Diluvio Universale a fare da separatore. Pertanto io mi sono convinto della necessità (ma anche della convenienza) di seguire vari percorsi a discendere di padre in figlio o a risalire… e in tutte le zone e ai vari livelli … caoticamente. È stato utile anche a me: poiché “masticando” e “rimasticando” la stessa “roba”, ogni volta mi si sono anche aperti percorsi “nuovi” e io da essi mi son lasciato sempre guidare, cogliendo quell’occasione (per un approfondimento seguendo quella nuova via), poiché – se non approfittassi di quel “magico” attimo improvviso – forse non l’avrei più incontrato ... In questa ora – per esempio – ho pensato alla dura solitudine di Dio e alle lotte in Bibbia tra JHVH e i vari “Baal”, volte a dimostrare che esiste un solo Dio … per cui Egli è da solo! Ora – se ha creato me a Sua “vera” immagine e somiglianza – anch’io sono da solo e l’intero creato esiste, ma solo in me . Ero a letto, ma questa “novità” mi ha tolto il sonno e mi sono alzato, ho ripreso in mano tutta questa mia ultima opera, e le sto dando da adesso questo taglio totalmente nuovo e fondamentale: Non esiste tutto il male che io vedo! Lo vedo, ma non ci credo! Dio ha creato solo me, e altri a mia immagine e somiglianza che sembrano esistere e soffrire ma non lo fanno se non attraverso me! Lo ha fatto per vivere come un soggetto
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reale tutta la sua opera e giudicare LUI, da questo mio umano punto di vista “se il mondo creato così è o no una cosa buona” E il mio giudizio è che lo è! Sono lieto di farmi carico, con la mia sola “colpa e sofferenza”, di tutto il male immaginabile, come un Lucifero buono caduto dal Cielo, per dare, a tutte le anime di Dio, il ricordo di quei “loro” patimenti che in verità “non hanno mai sofferto” davvero, ma solo nella realtà – tutta impersonale – del “divino disegno” da Dio assunto “ solo in me ”. Prima di ciò, mi ero già accorto come la mia vita fosse davvero “unica” e come il 1° libro della Bibbia raccontasse un inizio dell’esistenza che ho riconosciuto essere quello mio e della mia famiglia, e che i modi che lo dimostravano erano talmente tanti che io stesso – ogni volta – mi imbattevo in “indirizzi” nuovi … e mi ci buttavo dentro in cerca di un riscontro e lo trovavo! Come disse Gesù, <chi cerca trova>. Ad esempio ora di questo, dovendo far discendere la mia vita da quella di mio padre (e viceversa), e avendo tutti e due una ben precisa data di nascita, ecco: mi viene la “curiosità” di vedere se c’è un calcolo matematico che li lega? lo cerco e lo trovo: c’è! 1907,0707, natale di mio padre, e 1.938,0125, natale mio, dal mio punto di vista, hanno il mio “posto nel mio principio”; da quella mia data di nascita, andando a destra ho incontrato il mio futuro, per cui fu andando a sinistra ch’io riconobbi il passato. Quindi parto dal 1.938,0125 e – poiché questo tempo è 1/80 – lo considero <periodico> nell’80 così come quello di mio padre sembra esserlo nel 70 coi suoi decini 7,0707… che esistono nello stesso secolo; scopro così che 1.938,0125 periodico, diviso per 7,0 periodico, risulta il perfetto 274,09033946251768 periodico. È una nuova scoperta fatta proprio così: sotto l’impulso di una improvvisa domanda, in questo mio libro! Pertanto, in esso io non mi sono “riversato” solo per raccontare il mio assunto pensiero, ma anche per scoprire io stesso cose nuove e importanti 6
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come questa: poiché quel numero mi “apre” a molte e nuove questioni, che talvolta mi portano anche a correggere “cose” risolte in altri modi in precedenza su altri libri, lungo il percorso delle poche centinaia di giorni che so mi restano da vivere. Pertanto il mio avvertimento a voi sarebbe questo (se voi foste veramente in grado di interloquire liberamente, esistendo davvero … come io vedo esistere me): seguite i vari “percorsi” senza spazientirvi … quando e se li interromperò per aprire parentesi su parentesi per riprenderli poi (ma chissà quando?) e proseguire disordinatamente: voglio e devo fare così. Con una storia così “pazzesca” (come la mia) io non riesco proprio a trovare altre vie che non siano anche “la mia personale ricerca” in atto proprio in quel momento lì. Vale il proverbio latino “Repetita iuvant!”… e giovano soprattutto a me… o meglio solo a me se in quanto a voi è come credo: se voi non esistete davvero in questo mio mondo in cui io provo solitudine, essendoci “davvero” io solo come in un sogno… Però non posso, né voglio, fare qui un soliloquio, per cui vi dò credito come foste interlocutori presenti, anche se non credo lo siate, viste le sofferenze che un Dio buono certo non vi ha dato! Anche se per tutta la vita avete visto esistere il contrario di ciò che è vero e così avete sofferto senza un “vero” motivo, poiché vi reggete solo sull’apparenza, se voi provaste davvero quel dolore, esso resterebbe come un’accusa alla bontà di Dio; né potrebbe consolarci” il vedere che Dio ha poi crocifisso il suo Cristo per amor nostro! Magra consolazione, sarebbe questa: <vi uccido tutti ma consolatevi, poiché l’ho fatto anche a Mio Figlio e per amor vostro, perdonare le vostre colpe! Resterebbe presente e “vero” un Dio che fa patire in quel modo spietato Suo Figlio, sulla sua croce … e le migliaia di croci, uguali a quella, imposte crudelmente dai Romani! La sola soluzione di questo “tremendo caso” sulla “bontà totale” della Creazione divina sta non solo nel fatto che un “patire” 7
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sia provato… anche se non è vero … ma che sia fatto provare tutto quanto e solo – ora – proprio a un Romano, generato “in pura essenza”, cioè “essenziale” e che assuma in essa l’essenza totale di tutto il creato! Solo se esisto <solo io> in questo mio mondo e gli altri come me sono solamente un mio “incubo”, solo allora Dio è veramente Buono, poiché io lo accetto e giustifico su di me! Io acconsento a questa Comunione con Lui! Qualcuno deve pure esistere a farsi carico reale di tutto, a salvezza vera e giustificazione di tutti… e io l’ho fatto in Comunione col Cristo e per “togliere la sua croce” anche a Lui! Se penso al “potere” che mi è stato così concesso: di salvare il mio stesso Salvatore – io, con la mia croce, soprattutto della mia solitudine – la abbraccio con la vera gioia di chi capisce davvero che “divina energia” sia stata data ad un Romano=66! <Se S.Santa sei…> come la “Madonnina” mia madre!
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Indice Pag. 5 Pag. 11
Attenzione! Io-Sono <il soggetto> di tutta “questa” storia Preambolo: IN PRINCIPIO, Io-Sono è – e io sono – <il soggetto> di tutta “questa mia storia” sulla creazione e…
Pag. 65
Capitolo 1 Oggetto del mio libro: portare “La Luce”
Pag. 131
Capitolo 2 Lucifero, “domato da Dio” in me, dà luce divina alla realtà umana
Pag. 157
Capitolo 3 Luce su “come” la Bibbia ha posto i tempi “In principio”
Pag. 195
Capitolo 4 La mia storia nel titolo BRASIT di Bibbia 1
Pag. 213
Capitolo 5 La storia di Cristo in me fa capo a san Matteo
Pag. 227
Capitolo 6 L’origine, è alla nostra epoca
Pag. 231
Capitolo 7 La prima genealogia di Adamo=MDA=Amodeo
Pag. 235
Capitolo 8 La seconda generazione biblica è quella reale
Pag. 261
Capitolo 9 Origine dal meno e più, in Bibbia da Caino e Set
Pag. 265
Capitolo 10 Origine secondo norma, in Bibbia, tramite Set
Pag. 271
Capitolo 11 La mia origine in 4° generazione
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10 Pag. 311
Capitolo 12 Ora è “In principio”!
Pag. 315
Capitolo 13 La Preistoria e Storia nel secolo 19° e nel 20°
Pag. 335
Capitolo 14 1900, e parte la Storia! Torquato e figli sono in Bibbia: Adamo e figli
Pag. 351
Capitolo 15 Santa Maria Bonamore
Pag. 365
Capitolo 16 1938 -2•2•2•2•2•2•2•2•2•2 -2 dà il 913 “in principio”… e papà e mamma sono Giuda e Tamar
Pag. 385
Capitolo 17 L’Origine dell’Universo nel mio Natale 1.938,0125
Pag. 393
Capitolo 18 La Preistoria e Storia nel mio lato materno
Pag. 409
Capitolo 19 Le 4 Sante nel ramo Baratta - Russo
Pag. 419
Capitolo 20 La mia 1a Santa Famiglia
Pag. 429
Capitolo 21 La mia 2a famiglia come colle 2 figlie di Labano
Pag. 439
Capitolo 22 Unità Trinità Creatrice da Set: Enoch, Matusalemme e Lamech.
Pag. 445
Capitolo 23 Trinità Creatrice “distorta”: le 3 Parche Romane.
Pag. 459
Appendice: risposte a possibili questioni
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Preambolo
In principio IL SOGGETTO
Io-Sono “è” – e “io-sono” – il soggetto 11
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di tutta “questa mia storia”: sulla creazione e sulla Genesi in Bibbia Come camminare sull’acqua
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Nel filone del soggettivismo assoluto , il mondo, l’universo e tutto quanto è oggi visibile e invisibile dal mio e dal vostro punto di vista, hanno la loro Origine nel giorno 1.938,0125 in cui il mio <“Io sono colui che sono” IO-SONO>: il soggettivo <IO> de’ la mia vita, è uscito dal grembo di mia madre ed è stato tagliato il cordone ombelicale. Da quel punto centrale per me, che sono l’unico soggetto della mia vita, si sono <presentati> ed hanno avuto Origine per me, eternamente presente in quella data, questo <infinito passato>, come evento più o meno noto e quell’<infinito futuro>, che è sì immaginabile, ma è ignoto a tutti. Ciò accade assecondando il PROGETTO di tutto il creato , reale e tutto “spianato” sul QUADRO del “mio” SPETTACOLO: disposto sul piano a 2 soli assi perpendicolari (<x> orizzontale e <y> verticale) che io solo nella mia vita percepisco e vivifico, essendone il soggetto unico che lo <anima>, vedendolo più o meno (in positivo e negativo), se è alla portata del mio campo percettivo, oppure se non lo è ma è comunque portato nel tempo solo da quello che io ci metto, in base alla mia presenza corporea.
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Io sono il Soggetto Unico della mia vita. Anche se fossi stato ibernato, e la mia vita sospesa, io sarei sempre lì in “standby”, a muovere il mondo reale, con quella mia appartenenza al <mio> universo, seppure apparentemente sospesa in quel mio mondo cui comunque apparterrei. Quando Einstein chiese ad Heisenberg se <la luna si muovesse, quando lui non la guardava> invase questo campo del legame stretto dell’Universo a ogni suo soggettivo Osservatore, sicuro – da parte sua – di una <oggettività> vista tale da ogni Osservatore e che “quindi” era una <cosa> acclarata in sé. È vero che un <film>, se osservato da tutti, ha una esistenza che sembra sua propria, ma questa “proprietà” gli appartiene solo in potenza “altrui”: urge “veramente” di quella di un Soggetto “In principio” “che ci sia e lo veda” e sia , BRASIT. È vero che un libro, non ha vita in sé anche se letto da tutti, poiché esso, senza un “vivente” che lo legge e “l’immagina” non esiste nella sua storia ed è solo un insieme di “macchie”; mi direte che anche l’ “inesistente” IA (intelligenza artificiale) lo legge, ma vi dirò che tutte le “sue letture” restano lettera morta come il Film, o il libro, o qualunque spettacolo, senza un “vivo” <Osservatore>. Egli <è> “vivo” solo se “vivo <in sé> e non <in chi lo veda>! Quando Dio rivelò il suo nome a Mosè, in primis fece capire che un “nome” <caratterizza> la “cosa” che lo ha, e l’espose nell’ <essere stesso dell’essere> una relazione a tre parti “logiche”: <soggetto e oggetto> (come Padre e Figlio) e un “intermediario triplice in <genitivo, dativo e ablativo> (come lo Spirito Santo). È il <carattere> che la Luna dà all’ambito Terra-Sole: che è “della” Terra; vien “dalla” Terra; è “in” 7×4 dì, “con” Terra e Sole. Anche l’Intelligenza Artificiale IA “è” ciò che sembra, ma essa non “è” il SOGGETTO che è alla base di sé, poiché si basa su tutte le “determinazioni” che le sono date, anche quando è essa a farlo, e se le <scrive>… restano “macchie”, se le parole non sono “immaginate” da un “vivente in sé” che dia loro un “senso proprio”. 15
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Io sono “ simile” nel relativo al Soggetto Assoluto. Io Romano Amodeo (66+47=113) sono nel campo relativo a immagine e somiglianza del Soggetto ASSOLUTO < “Io sono colui che sono” IO-SONO >: l’energia unitaria 10^3 dei 666/6 della Causa-Padre Assoluta, più l’analoga sua 10^-3 del Suo effetto-figlio, esistenti nel quadrato dello Spirito santo. Detto in numeri: 666.666/6 × 666.666/6 = 12345654321. 666, la “Bestia” trina di Apocalisse, si è invece manifestata – secondo Bibbia – con 666 +10^3, ossia con una potenzialità in sé, unitaria in 666, che non essendo in Comunione con il Suo 10^3, ma in addizione, non preserva l’Assolutezza del Monomio divino, ma genera l’antagonismo del Binomio “Diavolo-Dio; e, nell’anno 1.666 dallo 0 assoluto, causa in risposta il Diluvio Universale. Questo che nel relativo è il massimo dei Mali, nell’Assoluto è anche il massimo dei Beni, poiché Male e Bene nella “Totalità” coincidono; infatti la “morte”, che è la “fine reale” per l’uomo, è invece l’ “inizio immaginario” della vera vita “trascendente la reale, divina” che riporta “in potenza” quanto si sia speso “in atto”. Tutto il “definito” è anche “finito” e perciò è un Male per l’Assoluto che – essendo “indefinito” – è “infinito” e “Onnipotente. Dal Diluvio Universale è così iniziata la vera vita “divina”, opposta nel suo verso a questa nostra “reale”, che appare in una evoluzione positiva nell’Universo perennemente avanzante. Invece – laddove tutto è “matematicamente” definito dal ciclo 10 dei numeri decimali e sulla Terra dagli anni – lo è anche l’apparente avanzamento negli anni del nostro pianeta! L’Unità impone anni 10^10 ×10^-10, e ai 10^10 in un senso, quelli nel senso inverso invertono l’apparire di tutto l’Universo. Però, alla base di ciò, dove “in assoluto” c’è tutto insieme il 10^10 × 10^-10 = 111 – proprio lì! – l’apparente “vita”, negli anni, e nel nostro Universo … della Relatività Generale … c’è solo poiché il “presente” è visto da un Soggetto “presente in 10”. 16
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Sono i “10 Fattori primi” che la Bibbia disse “presenti”, partendo da 10 (presenza-base, “assoluta” di Dio) e dagli altri 9 (a immagine e somiglianza “assoluta” di 10^3) prima del 10°. “Assoluti” in 1.000, ciascuno dei 9 lo ha visto però “diviso” in un valore posto al numeratore, sommato a quello messo a “suo” denominatore e considerato 1, “unitario”. Anni 930+912+905+910+895+962+365+969+777 = 7.625 sono l’espressione massima dinamica di: 7.000 (tutto il moto 7 – che è quello di 3 in 10 – di 10^3); 0.625 (=5^4, la realtà 4, basata su 10/2, +5 di “presenza”). (1.000×9) - 7.625 dà 1.375 anni “imposti” a volume unitario. √3 1.375 dà 11,1199˙0045˙2846˙5776˙0582˙6816˙8836˙11 ove: 00 11 /10^30, è 66/6 d’energia minima come i 66,66/6 di massima; 8836 /10^28 è il moto (a D. “lunare” di 28 dì) di 52 settimane in 8888 che è l’energia 6666 che va nel tempo dei (“suoi” 6666) sui (3 “spaziali”); questa dinamica “supporta” la maggiore; 6816 /10^24 è il moto (a D. ore giornaliere) dell’energia 6666 che ora va con 50+50+50 (flusso 10 del piano a lato 70 e 70); 0582 /10^20 è il moto (a D. di 10 mosso di 10) di 3^4 +501, che è 81 di realtà in base spaziale 3, più l’unità del tempo ½ di 1.000; supportato dall’inferiore, esso supporta il superiore; 5776 /10^16 è il moto (a D. complessa 4×4, o 2^3+2^3) di 890 (come di 110 in 1.000) nell’energia potenziale 6666; 2846 /10^12 è il moto (a D. 4 reale dello spazio 3) di 154 (come il flusso 7+7 del piano a lati 70 e 70) nell’unità 300 di spazio; 0045 /10^8 è il moto (a D. complessa 2^3=8) della presenza 1/8 dell’angolo giro di 360°; 1199 /10^4 è il moto (a D. reale) 88 (energia 66+66/3) dei 6666/6; 0011 /10^0 è il moto unitario dell’energia 66 nel suo tempo 1/6. 17
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Come risulta chiaro, questo volume 1.375 posto a base unitaria della presenza, è nel suo lato, paragonabile alla Matrice dinamica data da 10 diviso per 0,2357… i primi 16 numeri primi la cui sommatoria dà esattamente 381: 42,4248˙1009˙3023˙0548˙7560˙3985˙3887˙91 11,1199˙0045˙2846˙5776˙0582˙6816˙8836˙11 La divisione della Matrice dinamica per il lato del volume 1.375 è esattamente uguale, alla D. 100 del lato della realtà, i suoi corretti 381/100, nel moto di 52 settimane reali 3,8152˙1491˙7878˙3965˙3306˙8869˙1738˙19 1491/10^8 è il moto 116 del volume 1.375 7878/10^12 è il ciclo di 1,5 anni in 78 settimane ciascuno; 3965/10^16 è il moto di 70/2 in 4.000: 3306/10^20 è il moto di 17 in 6666/2 di energia; 8869/10/24 è il moto di 19 in 6666+6666/3 di energia; 1738/10^28 è il moto di 200 anni dall’iniziale 1.938: 19/10^30 mostra il secolo 19, dei precedenti 38 anni. Questo calcolo così dettagliato e preciso è la “clamorosa conferma” che i dati della Bibbia sono una questione assolutamente seria, in fatto di “conoscenza” e di valore posto “In principio”. 1375 è il valore posto “in principio” che – confrontato poi con il 913 che la Bibbia pone “In principio” nel Titolo del primo libro – ha che 913 sta a 1.375 esattamente come 0,664 sta a 1. Ove 10^3 è l’unità, lì 0,664×1.000 è 664, e si tratta del <volume> dell’energia in linea data dal prodotto tra i tre lati 664×1×1 la cui somma 664+1+1 è l’energia potenziale 666. 1.375 -913 = 462 indica la realtà 400 come il flusso del piano coi lati 31 e 31 dati dall’11° numero primo, che è 66/6 nell’indice. Questo 462 è invariato nel 426 della sommatoria di tutti i 6 nomi del fratello di Romano, Benito (che è quella anche dei nomi di tutti i 9 che formano la presenza “base” posta dalla Bibbia) e che è invariante sottraendo, al 462, il 36 dato da 9×6 (o dal 6×6 nel Romano=66). 18
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1.375/66 = 20,833 periodico, il quale è Dio=26 in 26×8/10, ed è eternamente ½ dell’energia di Romano=66. Di per sé, 1.375 è in 75 lo spazio, dato dai ¾ del lato 100 della realtà, che esiste assieme al piano avente i lati 650 e 650, che in 50 sono la presenza ¼ dei lati 100+100 dal cui prodotto nasce l’intera realtà, in 50 e sono 600 in tutto il complesso spaziale che va dal negativo di -300 fino al positivo di +300, crescendo di 600. Rispetto al tempo “In principio” della mia vita, si arriva dal 1.375 al 1.938 aggiungendo i 463 anni che sono l’intero (costituito dalle decine) nei 4631 anni del ciclo degli anni terrestri descritto in bibbia dal valore di tutto il suo 1° versetto del libro “In principio” tradotto in Italiano in Genesi. Poiché in 463 unitarie decine di anni c’è la Fine del Mondo (ch’è poi è il suo vero Principio) il 1.375 che toglie 463 decine è a sua volta un “principio” che asseconda la stessa “escatologia”. 10^10 è il Tutto in anni; diviso per 1.375, dà l’eterno esistere del 9×8 risultante in 7.272.727 ,272… che fissa il moto totale di 7×10^6 del periodo di 3^3 partire dalla realtà unitaria in 10.000. 4631 / 1.375 = 3,368 mette in relazione il ciclo degli anni terrestri con questo valore posto “in principio” e lo rivela nello spazio 3, presente in un anno di giorni 365,25 +2,75 (tutto il moto della presenza ¼ bell’unità 3 dello spazio). Ove in assoluto tutti i 9 fattori hanno avuto 10^3, questi sono i 2 rapporti (relativo e assoluto) con il 1.375 posto in principio: 9.000 sta a 1.375 come 6,54 periodico sta a 1 . 7.625 sta a 1.375 come 5,54 periodico sta a 1 . 111.111^2 =12345654 321,00 , 12345 in ¼ di presenza è il 3.086,25 di tutta la realtà 3.010 dello spazio 3.000 e presenza 10, del 76,25 ch’è il centesimo (del lato 100) di tutti gli anni che sono dati ai 9 fattori posto “in principio”. 19
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Con la discesa data dai 9.000/13,75 =654 (intero in 10^3), resta di 321 centinaia di giorni tutta la mia vita togliendo dal BRASIT posto “In principio” i 710/1.000 di <SIT> uguale al <Sia Romano>… e senza quel <sia>, Romano non è più. +32.029 presunta vita in giorni del 1° +26.712 acclarata vita del 2°, dal 1941,0217 al 2.014,0407; =58.741 è 1.938,0125 × 30,3099 “in realtà” intera (10^-4), il che dice che è proprio vero che in BRASIT la Bibbia dice in acronimo BRA che <Benito Romano Amodeo> poi <SIT>: sia Romano. Infatti la somma delle due vite è quella Natale del solo Romano che, esistendo per 30,3099 volte, indica con il 30 di Adamo (e di Noè) la “presenza 10” dello spazio unitario 3, sia nell’unità, sia nel tempo 1/100 del lato 100 della realtà. I 99 decimillesimi finali sono giusto quelli che con 10^3/99 = 10,10101010… fanno esistere “eternamente” la “presenza” di 10. Ho intitolato questo paragrafo <io sono simile, nel relativo, al Soggetto assoluto> e – posta in 10 la “presenza” in linea di tempo e 1.000 quella in linea col suo spazio – la mia supposta esistenza duplice, in me e in mio fratello come mio <alter ego> coi loro giorni 58.741 totali, riferita al 1.375 posto “in principio” lo prova. 58.741/1.375 = 7,7037˙3770 reale-immaginario. 373/10^6 è nell’unità dello spazio complesso dato da 10^3×10^3, e – in 40+333 – si rivela essere il moto dell’intera realtà 40 fatto nel tempo ½ dell’energia 666. Esso si colloca tra i due estremi 770 indicanti il flusso di 7 in 777, uno nel tempo 1/100 del lato 100 della realtà, l’altro nel tempo 10^-8 della realtà immaginaria che sostiene quella reale. Pertanto, questa vita “binaria”, “gemellare”, è nel segno dell’intera realtà unitaria dinamica, nella sua esistenza complessa, reale-immaginaria, relativa alla vita di 777 anni che la Bibbia ha dato al fattore n. 9, detto Lamech e ch’è L.Am (Luigi Amodeo, padre dei 2, e nato 7-7-7, in anni, mesi e giorni del secolo 19. 20
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Analogia tra massimo in Bibbia e nel QR code Questo che vedete è in inglese un QR code.; è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D), ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema bianco di forma quadrata, impiegato in genere per memorizzare informazioni destinate a essere lette tramite un apposito lettore ottico o anche smartphone. In un solo crittogramma possono essere contenuti fino a 7089 caratteri numerici o 4296 alfanumerici. Il limite di 7.089 è in perfetta linea con i 7.625 “anni” che la Bibbia ha distribuito come massimo tra 9 fattori, poiché i 536 che mancano al QR code corrispondono all’unità di moto 6 (spaziale totale da -3 fino a +3), del ciclo 10 dell’<ordinale> 16° numero primo 53, che è quello che ordina tutta l’unità del moto. Detto altrimenti, 536 è il moto (nel totale di 1.000) che ha il complementare 464: il quale, in 444, è la massa in moto data dai 2/3 dell’energia 666, di un’aurea unitaria avente i lati 10 e 10. Quando i dati non sono solo numerici, ma implicano anche le lettere alfabetiche, allora i 4.296 caratteri alfanumerici sono sullo stesso piano del ciclo dei 4.631 anni Terrestri. In questo secondo caso (binario) mancano 335 unità, nel QR code, rispetto al 4.631; e si tratta di quanto equivale al flusso ½ dell’energia 666, cioè a 333, sommato ai due lati 1 e 1 del piano trasversale al flusso, che determina il volume nel modo lineare avente i tre lati di 333, di 1 e di 1.
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Le ragioni del periodo di 10^10 anni Che ogni 10^10 anni la Terra, ribaltando i suoi poli, si muova praticamente come un pendolo, non è una mia “teoria”, ma una verità matematica che asseconda il 3° principio della legge dinamica, di <Azione e Reazione>, osservato nell’atomo: in esso – ogni 10^-10 s – avanza 1 m, e ogni <s> c’è una “discontinuità evidente” nell’atomo, che permette la misurazione del “tempo atomico”. Poiché la nostra presenza unitaria nei metri dello spazio sta in mezzo agli estremi 10^10 m e 10^-10 m, la loro diretta relazione esistente in 10^10/10^10 fa ‘sì che le “discontinuità” presenti nell’atomo esistente in un minuto secondo, si siano anche alla dimensione di 10^10 anni, ove l’anno si contrappone al minuto secondo come 365,25 ×86.400 = 31.557.600 s/anno solare. 365,2563604166 periodico ×86.400 è 31.558.149,5399 periodico quando 1 s + riferito all’anno rispetto alle stelle fisse. In questo secondo caso, la vita in giorni di Romano e Benito, di 58.741 mostra il moto di 592 unità oltre le 58.149 intere dell’anno siderale, poiché sono il moto di tutto il complesso 8 della realtà Universale (poiché Romano e Benito sono nell’Universo), per quanto essa si muove nel 600 (che è tutto lo spazio nel lato 100 della realtà nel complesso che va da -3 fino a +3 centinaia. 31.557.600 s/anno solare, ha 3×10^7 come tutta la dinamica. 1,557.600 sono (1.938,0125 ×800= 1.550.410) +7.190, ossia la mia data di nascita esistente le 800 volte di tutto il complesso reale 8 nel lato 100 della realtà, sommata al 7.190 che è in 7.100 il <Sia Romano>=710 (in Bibbia) nel suo ciclo 10, sommato al 90 indicante l’unità di moto di 10 nel lato 100 della realtà. I secondi nell’anno solare partono dal Natale di Romano, lo fanno esistere 800 volte (la realtà nel suo complesso) +30.007.190 (il resto del moto esistente nello spazio, che è: 3×10^7 più il ciclo 10 del 128° numero primo 719, il quale in 128 somma al lato 100 della realtà terrestre, la lunare 28 delle 4 volte reali la dinamica 7. 22
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Io osservo il mio mondo e tutto dipende da me. Io sono “simile” al Soggetto Assoluto, ma sono “dissociato in un <vai e poi un vieni> che può dare <tempo> all’unità di 10^10 / 10^10 vedendolo in un suo reale <farsi> apparente, ma inesistente. Vedo la salita nel tempo, poiché in verità ne sto discendendo, e percepisco “fatte” cose “disfatte” e che durano, si evolvono; ciò coinvolge l’Universo in tutta questa visibile “divisione dell’unità dell’Essere”, grazie solo grazie ad un NO è che nega nel suo stesso nome la verità degli apparenti <eventi> e <accadimenti>. Con N/N nulla si modifica mai, e resta 1=1=1… all’infinito. Con N/1, visto separatamente, prima di vedere subito dopo 1/N, entra in campo l’apparente evoluzione di 1,2,3,4,5,6 e devoluzione 5,4,3,2,1, determinate esattamente da 111.111^2 (area o accelerazione lineare) uguale al “sali-scendi” 12345654321. Ora, se è vero che 1 è 1, è unitariamente falso che 2 sia 2, poiché l’unità è 2/2, così come 3 è unitariamente 3/3… e così via. “Dio” stesso è Trino e Uno “essendo 3 nel 3°”, come la Bibbia mostra nei 3 figli di Adamo ed Eva affermati solo nel 3°. Tutta l’apparente evoluzione fattiva appare vista essere fatta solo ad un “vivente” cui è stato concesso il “tempo”, che è un dimezzamento – solo “realmente” apparente – dell’Unità. Esso consente una progressione a forma ondosa, grazie a un ciclo 10 che non si chiude, e avanza con +5 (alto) e poi -5 (basso) e poi nuovamente +5, tanto che esso è sé solo nel 3° tempo seguito al 1° … in un susseguirsi finché dura tale <vita soggettiva>. Chi osserva da fuori questa <animazione>, vedrà un’onda cerebrale piatta e dirà che quel cervello Osservatore appartiene a un morto… non potendo osservare l’inversione di quella <animazione> che la riporta al punto di origine.
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L’esistenza di 1/2, fino alla morte del soggetto vivente, consente una vita “relativa” ma solo all’osservatore. Egli – avanzando nella possibile esistenza di un visibile, eracliteo “divenire” – lo vede poi “in essere” e lo attribuisce anche a una consistenza “oggettiva> rispetto al suo Soggetto, e dà “significati” – tutti basati su di lui – ad una natura che in se stessa è simile a un libro che implica un lettore per immaginarne la storia! Tutta l’<oggettività> è una creazione dell’immaginazione soggettiva, poiché con l’esistenza di un ciclo come una O, si è suoi prigionieri e non si percorre alcun salto nella O successiva, salvo il dimezzamento e la dissociazione in un essere “reale-immaginario”, “elettro-magnetico”, “materiale-antimateriale” … che permette di passare, dal 1° al 3° tempo dell’essere in positivo, tramite quella descritta biblica uccisione di Abele (il 2° tempo, posto negativo). Gesù lo spiegò a Nicodemo: solo dopo una “risurrezione dall’Alto”, si può entrare nel Regno dei cieli della …verità; fino as allora è tutto e solo l’“apparenza” di una realtà immaginaria e opposta rispetto a quanto è vero: che siamo in Matrix, in una vera e propria <Matrice dinamica> che costruisce un mondo grazie ad uno specifico calcolo matematico che lo permette. Il Puro Spirito divino del Soggetto IO-SONO coglie l’opportunità e crea un mondo dominato dalla “cruda” forza del calcolo, che è tutto fatto secondo la sua giustizia, ma appare disumano e sommamente crudele perché in esso si vince e si perde, senza alcuna pietà. Ogni durata nel tempo, appartiene sempre a cicli di gran lunga superiori, nell’infinito; per cui il riequilibrio che ci sarebbe, nel fifty-fifty totale, sfugge perennemente, quando esistono i limiti. Dio – l’Assoluto – non ha limiti, ma la sua creazione, definita, è l’infinita sequenza di limiti dopo limiti. Solo con la <risurrezione dall’alto> di una vita “vissuta”, l’Io-Sono può apprezzare il <vero>: che è in un divino disegno, in cui la <crudezza> del mondo reale di Roma … è un Roma-No ! È una bella storia vissuta dall’Energia divina del Soggetto IO-SONO. 24
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Il <presente> è quell’ “attimo fuggente” in cui è in atto la reale dissociazione tra il mondo “reale” e quello “immaginario” che lo supporta e che – invece di essere visti simultaneamente – sono visti come nell’ 12345654321 del reale <vai e vieni>, dovuto a 111.111 ^2, che sono due 666.666 / 6 che “al quadrato” sono i due lati di un “reale quadrato” di spazio-tempo, che è solo “tempo” in un suo ¼ = 3.086.413.580,25 così “analizzato”. 3.000.000.000 è spazio, alla D. 10^9 del moto di 10 in 10^10; 0.086.400.000 sono 1.000 giorni di 86.400 minuti secondi; 0,000.013.580,25 è ¼ di 54321 “risurrezione dall’Alto” del Tu Sei. Adamo con 930/70 anni di vita (l’assoluto di 930+70= 1.000) ebbe 13,28571, che, ×1.000, è 13.285,71 e con ciò è -294,54 rispetto a 13.580,25 (è il moto di 5,46 nell’unità 300 dello spazio). Adamo è nel tempo ½ del 10 <di presenza>, retto dai 46/100 (del lato 100 della realtà dato da √ 104 ), in cui 46 è il moto spaziotemporale 4 esistente in ¼ dei lati 100+100 della realtà. Questa sua esistenza in 3 lati 100 della realtà esiste in negativo: è -294,54 rispetto alla presenza ¼ della <discesa dall’alto> di ogni 6=”tu sei” non per un semplice caso. SEI=17+5+9=31 è Adamo=30 +1 (te); è 66/6=11, nell’11° n. primo, che sta alla base dell’ 111111 fatto da tre 11 in sequenza. <Sono colui che sono IO-SONO> è – così in italiano – la sequenza di 1˙2˙3˙4˙ 5-6 parole, che in ebraico è 54321, così:
Questo accade ove (666.666 / 6)^2 è tutto il 123456 54321 che, nella somma ebraica, è la vera discesa “divina e trascendente” che sostiene l’apparente ascesa “reale” che però è immaginaria! 25
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54321 / 142,5748˙0314 (reale immaginario) = 381 mostra nel 142 intero il flusso 2 del piano dinamico a lati 70 e 70; il suo tempo reale è il moto di 9×(Set+7+7+7) in 6/10; il suo immaginario supporto lo mostra nella presenza ciclica di π=3,14. Ciò dimostra che 381 è l’unità della dinamica (ossia il Dio creatore) che supporta con 54321 da discesa dall’Alto del tu sei 6. Io (Romano=66 Antonio=78 Anna=26 Paolo=51 Torquato=113 Amodeo=47) sono 381, a sua immagine e somiglianza! (381 +9/53) × 1.749 (che +251 è 2.000) dà il 666.666, il cui tempo 1/6 al quadrato dà 123456 54321=IO-SONO . 9/53 è il Volume 9=C^2 (della luce) che, diviso per il 16° numero primo (il 53 che dà tutta la dinamica), aggiunge al 381 il “reale” tempo decimillesimo di 1.698 anni, distanti dal Principio nel 1.938 della mia vita, quanto i 240 anni che sono il ciclo intero 10 di 3×8 (totale spazio 3 della realtà complessa 4+4), 381,1698˙113 (+1/48.181.818 periodico) × 1.749 dà l’esatto intero 666.666; tutto il mio nome – che esiste in questi 240 anni di distanza dal mio Natale 1.938 – vede sostenuto questo tempo dai 113/10^7 (dimensione della totale dinamica è 10^7) dal 113 ora del Nome e cognome di Romano Amodeo: 66+47=113 o del solo nome conclusivo, 5°, Torquato=113. La somma di 81 periodico a 1/(4×10^7), aggiunge il 3^4 eterno della realtà 81 che +300 (spazio nel lato intero della realtà) dà l’intero 381 del Nome Segreto di Dio (messo semplicemente “in comunione” con me). Ciò dove 1.749 + 251 (presenza ¼, cioè unitaria, di 1.000 è tutto il moto 1.000 di 1.000, è 2.000. 251 è “presenza unitaria? di Cosa? di Chi? Ecco di Chi: + 40=Padre, in gematria + 54=Figlio “ “ + 96=Spirito “ “ + 61=Santo “ “ =251 è “presenza unitaria” di Padre, Figlio, Spirito Santo. 26
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Nell’intero avanzando di 1.000 nel 1.000, il Dio Trino si muove di 1.749 × 381 (valore del suo Nome Segreto condiviso con me) e dà il 666.666 che con (666.666/6)^2 = 123456 54321 . Se “blocchiamo” il 381, per avere 666.666 va moltiplicato per 1.749,7795˙2755 (reale-immaginario) e 666.665,9999˙96 è 666.666. In 1.749,7795˙2755 1.749 è complementare a Padre Figlio e Spirito Santo in 2.000; 7795 (reale) è 7777+18 (il ciclo 10 reale immaginario). 2755 (immaginario) è il moto di 45 (cioè 1/8 di 360° di giro intero) nel 28 del moto lunare dato da 4 volte la dinamica 7. Quando io dico di essere “a immagine e somiglianza” del Dio IO-SONO … io sto solo leggendo quelle verità matematiche che pongono alla base di 666.666 il moto (in 2.000) di Padre, Figlio e Spirito Santo, esistente per 381 volte (valore dei miei 6 nomi). [(381×1.749 +279)/6] ^2 =123456 54321=Io-Sono Trino e Uno Qui 38,1 / 1.749 = 0,0217 dettaglia la nascita il 17 febbraio di Benito Amodeo, 2°genito di Luigi Amodeo, nato il 7-7-7 (aggiunto a 10^3 nella sequenza di 7+7×7) che, con 1.749, divide i 381/10. Questo ove 10^3 quantità del 1.666 sottratte a 381 rimandano alle 1.666 decine di giorni che ebbe il Padre alla nascita del 1°genito la cui valenza nei nomi totali è di 381, ove [(381+1.749 +279)/6] = 2.279/6 = 381 -1,666 periodico. Ove [(381+1.749 +279)/6] = 2.279/6 = 381 -1,666 periodico, abbiamo che 381 +(1.749+279) è 381 +2.028 (dinamica lunare 7+7+7+7 del piano totale a lati 1.000 e 1.000) per un totale 2409, che diviso per 6 porta a 401,5, la realtà 400 dello spazio-tempo 1,5. Va detto che il ciclo 28, lunare, rappresenta espressamente la dinamica unitaria della Terra rispetto al Sole. L×T è la comunione Luna-Terra nella loro comunitaria rotazione attorno al sole in 365,25 giorni di 24 ore ciascuno.
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Queste 24 ore +4 (di realtà spazio-temporale) portano (quando sono giorni) ai 28 giorni del periodo lunare. Poiché la Luna mostra sempre la stessa faccia alla Terra, se fissiamo relativamente una qualsiasi delle due, l’altra compie un suo giro intero ogni 28 giorni. Pertanto, la dinamica relativa tra T e L è comandata dalla realtà dinamica di 4 volte il ciclo 7 (dello spazio 3 in 10). Pianeta e suo satellite sono l’uno il tempo dinamico 1/28 dell’altro; poiché la Luna ha massa 7.342 ×10^22 kg e la Terra 597.200×10^22, il rapporto T/L è 81,3402 e il suo reciproco è 0,01229, ove 81 è 3^4, e 381+3 è la distanza media TL; nel mentre 0,01229 è il flusso del piano a lati 10^-5 e 10^-5, che sommato porta allo 0,01231 in cui il 31 del mese 12 indica un anno intero. In 81,3 la sua realtà 10^4 lo porta al 300 che, +81, dà il 381 dell’unitaria dinamica del 300+3^4. 381/28 =13,60 è con 6/10, il tempo ¼ delle 52 settimane. 930/70 è il rapporto nella vita data in anni ad Adamo, divisi per i complementari al 1.000 posti a denominatore; fissa “in principio” (nei centesimi del lato 100 della realtà dato da √ 104 ) il rapporto dato dal 13,28. In esso il tempo centesimo 0,28 (di tale lato 100) già computa il periodo lunare di 28 giorni, che dista 0,32 da 13.60, distanza che è la carica di 2^5 centesimi, e l’intera presenza ¼ delle 52 settimane nell’anno, ove 28, rispetto al 30=Adamo è la pura dinamica 28 di 1 e 1, il piano che porta il 28 al totale di 30. La gematria “caratterizza” i nomi, come la Dinamica T.-L. Nella mia realtà RELATIVA ogni “cosa” è indeterminata se è solo “se stessa”, come N/1, se non sta nell’“assoluto” di N+1. 80/1 è “assoluto” solo se è 81, sicché 81/80 = 1,0125 e il suo reciproco 80/81 è l’infinita regressione di 0,987654320 periodico. Allora, io, nato 0,0125, mi “presento” con 1 +1937 (anno in cui sono concepito) che vale 13 volte il 35° n. primo 149, unitario nel 13/1 assoluto in 14, che nel 149° n. primo è 10 volte questo 14. 28
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149 è anche <in sé> il moto 149/1 insito nel trino 50+50+50, dei tempi ¼ del 100+100, lati dell’area 10^4 della intera realtà. Così, quando l’unità 10+3, del 13, esiste per 149 volte, si “localizza” nell’anno 1.937/1, io sono concepito, e nasco dopo 9 <Lune> di 28 giorni, +7+7, non 252 giorni dopo ma 252+7+7 che aggiungono anche i lati 7 e 7 del piano della dinamica di 28 lune. 266 /7 è uguale esattamente al 38, che rende <assoluto> il 1.937/1 unitario esistente in esso; nello stesso tempo, è tutto il moto 100 del lato della realtà 10^4, posto “In principio” nell’anno bisestile intero in 366 dì e – presente in essi – si sposta solo di 266. Sicché il mio reale concepimento è datato 1.937,0504 ed ha alla base unitaria le 13 volte il 149 che portano all’intero 1.937, e che – nella realtà unitaria nel tempo dei decimillesimi (di 10^4), si avvalora del 504 che è l’intera realtà 4 coesistente nel tempo ½ dell’assoluto 10^3 posto “in principio”. In tal modo, ove 1937/1 è assoluto nel 1.938, io sono nato in esso; ove 1/8 è il tempo “relativo” a 80 (tutta la realtà 40+40), io sono nato il 25 gennaio espresso dallo 0,0125 = 1/80. Io sono venuto al mondo nel rispetto totale di tutto quanto sia posto “In principio”, ed è datato 1.938,0125… ma è giusto “d.C.”? Perché sia “giusto” il <dopo Cristo> il numero dei giorni deve partire da 0, e questo io ho fatto: tutti i miei numeri sono partiti da zero, per cui è la mia stessa data natale a <accreditare> il dì Natale di Gesù, dato il 25 dicembre dell’anno zero da un Papa. Questo che abbiamo visto intero e <accreditabile> negli anni, va riconsiderato anche nei dì dell’anno siderale, riferito alle stelle fisse. Nell’anno solare ci sono 540 primi, 9 +54/100 di secondi. 549,54 è il loro totale e sta in un giorno di 86400 secondi esatti quanto 549,54/86.400 = 0,0063604166 periodico +365,25 +000,0063604166 =365,2563604166 periodico è il giorno siderale, ossia riferito al sistema delle stelle fisse. 29
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1938 × 365,25063604166 = 707.855,73 va incrementato dei 31 dì dal 25 dicembre al 25 gennaio e diventano 707.880,73 che rispettano in 80 il tempo 0,0125 dell’ottantesimo, e che, messo in relazione all’intero 777.777,77 è il moto del 69.922,0373. 69.922,0373 sta nell’intero 70.000 come il moto reale dell’unitario 77,9626, unitario nel 77 che esiste nel suo tempo reale decimillesimo quanto il moto di 374 in 1, ed è un anno di 365 dì solari +9, il moto esatto di 1 in 10. Questi giorni 707.880,73 stanno (assoluti) in 707.881 e sono in modo assolutamente preciso: +07 .381 = Dinamica Assoluta di 300 +3^4 (e dei primi 16 numeri primi, nonché misure dell’Arca di Noè da fare in cubiti 300+50+30+1 di tetto); valore gematrico dei miei 6 nomi. +707.500 = 381×1856 (anno natale di Torquato Amodeo) flusso 56 (di 10 in 66=Romano) di 900+900 lati del piano trasversale del moto assoluto di 100 (lato di 10^4) in 1,000, il suo 10^3. =707.881 = i giorni di Cristo al nascere di Romano In quanto poi alle Lune in un anno siderale di 365,256304166 giorni ce ne sono esattamente 13,04486800 definiti nelle intere centinaia alla dimensione complessa 10^-8. Ove il 1937 si avvale del ciclo 13, ecco che l’intero ciclo reale 13,0448 lo mostra intero, nel tempo reale di 448 decimillesimi che sono il moto di 52 settimane esatte in quel tempo ½ di 10^5 indicante tutto il verso in positivo. La realtà immaginaria in 6800/10^8 mostra 6600 nell’energia potenziale 66=Romano del lato 100 della realtà, incrementate, realizzata nel piano unitario a lati 100 e 100.
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Importanza assoluta dell’ANIMA. Così, l’ “opposto” dell’ “indeterminato ASSOLUTO infinito” sta nel rapporto in <essere> uguale a 10^3 / (10^2 -1) = 1.000 / 99 . Sono 9+90+900 in “1 unità” = 1.000 per l’Alfabeto Ebraico e sono i 99 nomi di Allah, dati nel Credo Islamico da 100 -1, e coinvolgendo i <nomi> sono dettati dall’Unità e Trinità del 7=Set. Ebbene, in quest’opera l’ANIMA ha (usando i numeri) la funzione di animatrice di quell’intera <storia umana> che è stata sottoposta a me, e che – senza me – è simile a uno spartito musicale, che da sé non risuona senza chi – vivo – l’anima. Che suoni o ascolti, egli è il soggetto e attore unico della sua vita, la quale pure, nella sua analisi logica, ha lui come il solo soggetto; gli altri, nella sua vita, sono tutti, al singolare o al plurale, complementari al suo ruolo essenziale, indispensabile, di animatore di un infinito PROGETTO globale sottoposto a ciascuno e sempre nel modo singolare che rende il nostro mondo un <dialogo, a tu per Tu>, essenziale e diretto, tra due sole figure sostanziali: il <Soggetto Assoluto> Creatore di tutto e il <soggetto relativo> nell’autentica relazione con Chi lo crea. Anche se, a ciascuno, noi sembriamo creati e poi lanciati in un’azione indipendente, l’Assoluto ordina pensieri, parole ed opere in un dialogo intimo tra il Totale e le parti (i suoi Elohim). La Storia per come è vista è creata e immaginata da ogni soggetto, che mentre sembra fare da sé, lo compie solo grazie al Dio che gli ha donato la reale illusione <fattiva>… ove “nulla si fa” (come lo spartito che non crea musica da solo); essa <asseconda> una parte posta “in principio”: il lettore che sfoglia un libro e anima una sua parte leggendola. In quest’opera, tutti gli altri che ogni Soggetto vede nella <sua> vita sono come poesie inesistenti se l’Osservatore non dà loro la sua personale vita e le fa esistere, personalmente immaginando che esistano! 31
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Non esiste l’Universo che avanza ed evolve in sé. In questo momento, in cui io sono solo in questa mia stanza, a digitare sulla tastiera, l’Universo e tutti gli altri – che a me sembra esistano – sono come le poesie del mio libro quando non sono lette. Le pene che sembrano essere state sparse (dal Creatore o dai viventi) spietatamente nella loro esistenza, non hanno – nella mia vita – gli altri come veri Soggetti che le soffrano! Esse ci sono o no solo fino al limite in cui io le faccia mie oppure no. Questo “assolve” il Creatore da ogni “colpa” che gli è stata data – e da tutti – per avere creato un’opera in cui tutti stanno così male come sembra, fino all’agonia e alla morte. Il cosiddetto “prossimo”, di Gesù Cristo, da <amare come te stesso> esclude tutti gli altri che non vi partecipano, poiché sei tu l’unico che non sembra dargliela… ma che se non la fai tua non esiste. Quello che non è il <tuo prossimo> non ha una sua <anima>, poiché nella tua vita tu sei il solo IO.SONO a dargliela tramite la tua. Chi non è in questo momento il <mio prossimo> ha solo una vita “in potenza della mia” e se non entrano concretamente nemmeno nei miei pensieri, non esistono nemmeno e non gioiscono né soffrono, non respirano, non camminano! Io solo li faccio vivere, ma solamente quando entrano a far parte del <mio prossimo>. Ogni IO.SONO è poi “responsabilizzato” dal Dio IO-SONO solo in relazione alle cose che <ha fatto “sue” oppure “no”> “negando così a loro” una <loro> vita. Chi mi legge distrattamente potrebbe dirmi: <Amico, tu la fai molto semplice e facile, in un modo che ti tira fuori da tutto il male che gli altri stanno soffrendo in questo momento! Ci dicono di milioni di bambini che vivono praticamente da schiavi! Vediamo guerre, sopraffazioni, violenze! Ascolta Gesù: <Ama il Signore Dio tuo> è il più importante comandamento, ma subito dopo, <ama il prossimo tuo come te stesso!>. Tu – caro Romano – mi sembri uno che non ama il suo prossimo, se ne lava le mani, fino a negar che esista!> 32
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L’ho anteposto come la facile, possibile accusa, di chi non mi ha capito per nulla! Infatti il primo comandamento di <Amare il Signore> è proprio quello che mi porta a non credere vero quello che poi vedo che ha creato: un mondo così “infelice e disgraziato”! Assistere agli eventi, non prova che quell’esistenza sia “vera”, ma te li sottopone solo come “reali oggetti” della tua <attenzione>. Così – amico – se nella tua vita tu solo esisti a immagine e somiglianza del Dio Creatore, questi ti sta solo sottoponendo immagini oggettive di sofferenza da <fare tue>, amando il <prossimo a te>. Il giusto IO-SONO che io riconosco “comprende” in sé (nel senso di “ha e capisce”) tutto quanto è creato da Lui, e – in esso – io, a Sua immagine, faccio lo stesso (in sublime Comunione) e non do vita – proprio la nego! – ai “reali” mali che lo sono solo “in apparenza”! Se nego che essi esistano, il sono giustamente nominato NO è ! Se – come già sostenevano ad Elea – il divenire appare, ma non esiste Dio è un Creatore “ideale” che crea tutto e solo a fin di bene! È l’amore vero per il “Dio mio” che mi porta ad essere totalmente d’accordo con i filosofi Eleatici, pur essendolo – in quanto alle apparenze – con Eraclito che affermava “reale” il “visibile e apparente” <divenire>! Il 1° fondamentale comandamento di <Ama il tuo Dio> mi porta ad essere il < No è! > che, escludendo come vero il <divenire apparente>, nega la sua esistenza, se non diventa <suo prossimo>. I milioni di bambini schiavi che ti dice <Save the Children!> sono solo il banco di prova cui è messa la tua vita, ma non ci sono questi poveri <soggetti pazienti> – nel mio mondo! – in cui io solo sono il Soggetto a immagine e somiglianza del Dio IO-SONO, che configura come “possibili” questi mali … ma <non li fa> proprio mai … giacché <li annulla>, come <il Dio del Noè>! In Bibbia si dice sempre <il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe> poiché siamo Noi a configurare il Dio IO-SONO, sulla base assolutamente soggettiva di ogni IO-SONO. Quando diverrà il <Dio di Gesù Cristo> ci sarà uno scatto sublime nella verità della sua comprensione. 33
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E quando – ancora dopo – sarà il <Dio di Muhammad> non sarà in contraddizione, ma asseconderà <altre parti> nella considerazione di <chi ciascuno abbia per Dio>. Il <Dio di Romano Amodeo> asseconda tutte le <vedute> degli altri, ma aggiunge il clamoroso ritorno “In principio” di essere <il Dio del No è >, che è infine la terza sillaba del trisillabo nome Ro-ma.no; e <il Dio di Eva o Adamo >=MDA=Amodeo, verso il quale già “puntano” i due principi anagrammati in modo tale che la prima coppia < va a Amodeo >. Tutta la trafila, ordinata dal Dio di Adamo fino al Dio di Muhammad, è riportata da me al suo esistere “in Principio”, poiché è veramente solo la mia vita ad essere “In principio” di tutte le altre, personali e impersonali che appaiono esistere e divenire nell’universo … ma che non sono mai fatte, bensì tutte annullate, Quando l’uomo infine capirà che tutto <quello che vede “fatto” è invece veramente “annullato”>, ogni bimbo o adulto che è visto soffrire è un <essere> al quale quella apparente sofferenza <è tolta!>, e non è assolutamente <data>. In questo capirete che <il Dio del Noè> (che è infine di tutto <il Dio di Romano>) è il vero Dio Salvatore Assoluto! Egli <crea il Gran libro dell’Essere> e lo muove, poniamo verso sinistra, davanti all’osservatore che … lo legge <verso destra>! Egli lo legge al <contrario> in cui il libro va (ad annullarsi, verso sinistra), e si inganna in modo clamoroso, con tutti i suoi sapienti scienziati … fino all’avvento del Noè che lo ha <smascherato>. Noi stiamo vedendo la <Reazione> – ossia quella uguale e contraria – all’<azione> (assolutamente salvifica) del Dio dell’Essere … del No è ! Il genio della nostra epoca – Einstein – ha creduto in una Luna che veramente avanzasse … e che invece lo fa solo “reattivamente” … nella falsa apparenza, uguale e contraria al vero, esistente proprio nella “sua” <Relatività Generale> che l’ha capita “esistere” ma non nel suo essere <in negativo>! 34
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Gesù – che lo ha capito, mentre Einstein non ancora – chiama <beati> gli IO-SONO che <Save the Children> giudica <poveri e infelici “disgraziati”, ingiustamente sottomessi>. Quello che voi vedete di <sbagliato> esistere al mondo, lo state vedendo … sbagliando, voi, e clamorosamente! Infatti, <esiste in negativo> e voi – per azione esatta uguale e contraria – lo vedete <in positivo> e con tutta la sua negatività. L’azione Divina costringe ogni cosa “solo supposta” a rientrare nell’Unità di Dio, e comincia da una opera già tutta compiuta e definita, come nel punto in cui ogni uomo ha concluso la sua vita e muore: è in quel momento che Dio dà ad ogni sua anima il compito di agire come uno Spirito santo, il quale riporti tutto nell’Unità di Dio. Insomma, la vita a salire, dalla nascita alla morte, è una pura <supposizione> concessa a un’anima divina, per salvarla da tutto e riportarla in Dio, partendo dalla base “storica” che le è stata assegnata. Pertanto, se il tuo IO-SONO sta vedendo queste vite in sofferenza che corrono verso la loro morte, ciò – come scrisse Shakespeare – “ha la stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”. Essa è “illusoria” e non esiste se non come una visione più o meno nefasta, data dal Dio IO-SONO a te, solo soggetto IO-SONO della tua vita, esistendo gli altri solo “nella tua immaginazione”. Chi immagina altri come sé”, <compartecipi> al Progetto delle Possibilità, se li “inventa”… ma lui è l’unico “SOGGETTO” “vero” che come “vera Anima” lo è solo del “Supremo Dio Animatore”. Certamente esiste “ogni cosa”, nell’ASSOLUTO, e – per quanto riguarda noi – esiste (e sto per mostrarlo) il Puro Progetto Possibilistico permesso dalla Verità Matematica. Essa ha in sé il ciclo 10, vero Padre di tutti i “suoi decimali” e basta che l’ASSOLUTO la strutturi “a immagine e somiglianza di sé” ed essa genererà la MATRICE DINAMICA di tutto un Universo che ha alla sua base il ciclo 10 come l’Unità del Dio Padre.
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10^3 è la potenza della sua Trinità; 100 è il piano, dato da 10×10 ed è anche (oltre che area) il lato di 104 (della realtà unitaria dello spazio e del tempo, lato dato da √ 104 = 100). A questo punto, 10 è la linea presente, 100 è l’area della presenza ma anche il lato della realtà 10^4, di cui 10^3 e il volume che, in tutta la realtà a 3 D. dello “spazio”, si muove di 10 nel suo “reale” tempo. Basta porre in atto un 1, presente in questa area 100 o lato 100 della realtà, ed ecco che tutto il suo movimento è 99/1; l’1 s’è tolto dal 100 assoluto, determinando una unità relativa al 100 quanto la 99/1. Ora, se tutto il volume 1.000 si divide per il percorso di 1 in 100, quello che con 1.000/100 determinava 10, con 1.000/99 determina 10,10101010101010… in un infinito periodo di presenza lineare che è sempre 10, in tutte le fasi di questo infinito spazio-tempo. In questo modo, nell’ASSOLUTO ha preso forma l’equivalente di una pellicola cinematografica vergine, fatta da infiniti fotogrammi che hanno ciascuno il lato 10 e l’area 100 e fa da puro e semplice supporto “localizzatore” (spazio-temporale) alle “pure immagini”. Queste sono sempre frutto dell’“immaginazione”, anche se poi è una telecamera a mostrarle: danno solo l’ “immagine” di quanto ripreso, ed essa è convertibile in una pura “stringa di comandi binari”. Ciò “dimostra” come alla base di ogni “immagine” ci sia l’intima “inconsistenza” in sé, di un SOGGETTO “relativo”: ad 1 e 0, a Tutto e Niente, a Essere e Non essere … in una Relatività Generale . Nel mondo “reale”, la Relatività Generale essa è poi fedelmente “impressionata” , in ogni suo fotogramma 10×10 di pura presenza, coi movimenti ripresi in sequenza con una macchina da presa … Nel mondo “immaginario”, in cui ancora non esiste alcunché, lì il dinamismo va “generato” per calcolo. Il modello matematico che lo realizza unitariamente, ove è 100 il lato della realtà e 3 è lo spazio, ha la presenza 300 simile ad un sistema di tre assi cartesiani che siano lunghi 100 ciascuno.
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Creato l’ambiente della rappresentazione, va introdotto un 3^3 che si muova tutto, traslando di 3, e 3^4 = 81 è questo modello unitario. Allora 300 +81 con 381 dà l’ambito spaziale e il moto in esso. 10.000 sta a 381 così come il risultato della divisione, di 10.000 (tutta la realtà unitaria) per 381, e il calcolo fatto, porta al numero delle volte che, questo modello unitario di 300+3^4, esiste nell’unità intera 1 della realtà 10^4 = 10.000. Il risultato è l’ 1/1 tra l’intera (posta 1) “realtà di spazio-tempo” e l’intera (posta 1) “dinamica” data da 300+3^4. Risulta in 26,2467˙1916˙0104˙9868˙7664˙0419˙9475˙0 … sue volte, calcolo dettagliato fino alle 7 D. 10^4, nel tempo decimale. 26 (intero=DIO) è l’intera unità dinamica del rapporto 10^4 / 381; 2467/10^4 è 1.938 +529 (il 10° n. primo 29, partito dall’anno 1938 mio Natale, dov’è giunto nel tempo ½ di 1.000 anni); 1916/10^8 è 1.938 -66/3 (moto di Romano=66 dal suo Natale); è su questa “realtà 2°aria” che si poggia la 1°aria; 0104/10^12 la 3°aria sostiene le 2 con 26=Anna, 3° mio nome, moltiplicato per 4 (Uno e Trino nella 3a realtà); 9868/10^16 è 66+66=132, Romano +Romano, energia in moto nei centesimi di 100, il lato, nella reale 4a realtà; 7664/10^20 è Romano 6666 +998 (moto di 2 in 1.000) nella 5a; 0419/10^24 moto di 81, tot. dinamica, in 500, tempo 1/2 di 10^3; 9475/10^28 moto di 525 (come 30 in 555) in 10^4, 7a dinamica.
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L’Universo e la sua Matrice Dinamica. Si ha col ciclo 10 quand’è diviso per 381, totale delle prime 28 cifre decimali date dai primi 16 numeri primi, come qui indicato: 10:::0,˙2˙3˙5˙7˙11˙13˙17˙19˙23˙29˙31˙37˙41˙43˙47˙53 = 42, 424 810 093 023 054 875 603 985 388 790 753 201 034 734 968 157 109 512 594 189 536 887 690 960 890 829 633 574 767 369 481 047 860 226 409 810 622 827 754 315 306 591 809 677 873 448 757 108 839 853 432 956 437 787 562 124 676 172 295 559 612 064 152 655 311 446 762 660 154 331 165 328 581 071 598 459 053 085 555 181 609 755 869 876 171 370 274 023 880 354 984 993 201 718 653 529 804 392 430 442 328 203 419 138 261 485 762 318 313 720 285 642 279 346 577 256 314 205 051 418 866 663 940 733 770 018 879 891 864 494 783 194 611 598 097 417 308 776 344 999 731 059 720 367 133 603 686 920 720 861 748 549 274 638 767 319 850 594 386 949 846 504 384 834 027 830 034 603 937 181 694 626 082 827 875 529 037 037 155 382 658 432 997 315 705 609 929 734 066 607 151 424 905 650 139 276 119 030 290 223 221 680 561 073 448 742 773 401 851 057 882 822 874 228 869 961 025 577 034 694 192 055 617 104 544 855 971 167 757 811 588 567 782 496 224 672 421 602 646 024 144 923 021 375 131 696 337 578 429 691 780 413 660 131 607 461 641 997 332 525 308 339 212 425 759 754 027 916 293 865 748 794 550 573 848 721 834 937 111 674 429 634 321 933 198 965 315 228 119 006 034 830 422 451 088 107 386 335 392 380 201 160 823 965 200 414 992 419 852 035 048 431 853 562 380 275 981 827 711 233 338 024 739 317 584 566 272 200 853 145 215 261 577 7
Queste sono le prime 1.000 cifre del progetto possibilistico infinito, ch’è giusto quello che regge e governa il nostro universo. Unità dinamica questi 10^3 decimi, col finale 5777 della realtà a 1 verso di 777, flusso del piano di 2 lati 2.500 =10.000/8. Il 42 combina il lavoro in 6 “giorni” con l’opera in 7, ed è posto a valore intero nel 10^3=1.000 anni; così ci sono 42.000 anni assoluti, che sono unitari in 41.000/1.000 anni. In essi – sulla Terra – c’è una rotazione conica dell’asse, detta “precessione degli equinozi” (a ciclo di 25.800 anni circa), la quale è 38
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nel ciclo dell’inclinazione assiale o obliquità dei 41.000 anni unitari. Questi due simultanei cicli, di conica rotazione e inclinazione dell’asse, sono dovuti al progetto espresso dalla Matrice Dinamica che sta sull’area frontale <xy> all’IO-SONO osservatore. La Matrice, lineare, è un raggio ruotante secondo 2×π, che percorre l’intera circonferenza negli unitari 41.000/1.000 anni. Sono 1.000 anni, assoluti in 42, e le mille cifre definite da 5777 sono, in Bibbia, i 777 anni di vita del 9° fattore, chiamato Lamech, il cui valore gematrico 38 è il ciclo 10 di 7, Uno e Trino. La Gematria “in sostanza” rappresenta, col valore dei nomi, l’equivalenza per i “terrestri” del ciclo lunare di 28 giorni. <Lamech=38, vivo 777 anni>, è 38×777= 29.526 cicli 10 lunari. Piano della rotazione è la <successione> (reale-immaginaria) di tutto quello che è immaginato nell’asse <z>. Sul piano <xy>, il tempo dura 1 solo giorno: il Biblico “sabato” di Dio, ed è realmente la durata del solo 25 gennaio 1.938. Questo “giorno” definisce in reale durata “visibile”, il cosiddetto <attimo fuggente> del presente, posto alla metà di una opera con 3 giorni di passato e 3 di futuro. Nell’area, il Piano=Progetto della Matrice Dinamica, è simile a un Libro (infinito, grazie ai due assi infiniti <x, y>) che dà, affiancate, visibili, e disposte in circolo, le sue infinite pagine. Quando esso è “realmente determinato” in 10^4 unità, allora il libro in esempio è scritto con lettere la cui grandezza (o corpo), deve vedersi a occhio nudo: allora il limite di questo corpo è dato da 1/10.000, valore unitario dello spazio-tempo 10^4. Resta il corpo ancora più piccolo, in realtà successive e decimillesime una dell’altra: la 2a è detta immaginaria e sta a “supporto” di quella detta “reale” (e anche la reale è immaginaria); poi c’è la 3a realtà, a supporto dell’immaginaria; la 4a, a supporto della 3a … in un infinito lavoro di progressivo sostegno!
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5777, la realtà esistente in 1/1.000, della Matrice Dinamica, è quella di fondo a sostegno di tutte le realtà precedenti, Dio=26, anche il suo “nome”, sta nel 26+1+1=28 del flusso lunare, in cui 26 è il flusso del piano a lati 1 e 1. Ora, in questo 10^4 , è evidente che l’Origine del 1.938,0125 è sia nel tempo, sia nello spazio, e – anche se retiamo sempre nello stesso giorno – questa realtà così definita (del suo <attimo fuggente>) è disposta in 10^10 (unità matematica data da dieci 10 interattivi) essendo 10^4 <unitariamente complementare> al 10^6 invisibile (in linea coll’asse <z> del tempo). 10^4 è il visibile piano reale determinato dai lati 100 e 100 ed è “indicato” nei 4 giorni dell’indice, essendo 1 nel tempo 1/4. 10^6 =1.000.000 è tutto in lunghezza ed è “virtualmente” immaginato sull’invisibile asse <z> dei tempi (diviso in 500.000 di passato, e 500.000 di futuro) e sono in 10^6 così “indicati” (dall’indice 6) gli altri 6 giorni (praticamente uno per ogni zero di 1.000.000) di quella “divina” Biblica Creazione in 1 giorno di riposo e 6 di lavoro nel tempo (3 giorni di passato e 3 di futuro) e noi presenti “qui nel suo mezzo”, nel tempo ¼ del 4 quarti indicati da 10^4 (metà del complesso intero solo in 10^8). Con 10.000.000 = 10^7 è “indicata” in 7 la divina capacità (lunare) di 1 di muoversi di 1+3 di “SET”, che (3°, in 7) è con 3+7 il ciclo 10 della presenza dei primi 10 della Bibbia, dei quali Adamo=30 (padre 10, del 3) è 1/10 di presenza, nel tempo, sui 10. 42,4248100930230 è pensato in un reale progetto numerico e poi “messo realmente giù”, sul piano giornaliero visibile in <xy> ed è presente in 42, e futuro nel tempo in 42/100 del lato 100.
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La Matrice dinamica in Bibbia e in 3 Amodeo In Bibbia, i due 42 in sequenza Sono Esaù=42 e Giacobbe=42, in cui il 2°, Giacobbe, “rende senza futuro” il 1°genito Esaù, ponendolo “presente e definito”. Se obiettate che il 42 assegnato ai due sia <improprio> poiché i nomi sono dati dall’Ebraico e 42 li stima assecondando la gematria italiana, io lo giustifico dal fatto che l’<arbitro> di tutto ciò che esiste nella mia vita sono io, il cui primo nome Romano autorizza la lettura in latino, ma che – esistendo io “In principio” a quanto è apparsa a me la mia vita – io sono italiano, e come tale autorizzato a usare la gematria esistente nella mia lingua, in relazione ai nomi. Essi – poi – assecondano il ciclo di 28 giorni “lunari”, un uni in principio esiste un 7 letto trino con SET, e la cui dinamica tridimensionale è quella del 7+7+7 relativa proprio a mio padre nato 07,0707, che nel valore 101 del suo nome Luigi Amodeo esprime la terna dei tre figli Caino, Abele e Set, data da 38+23+40 e uguale al valore 101 anche di Eva=26, nel suo 26° n. primo. 0,4248100930320 è la sola parte in futuro, ed è l’inizio di questa opera divina, dell’immaginazione Onnipotente di Dio. Sono qui espresse solo le prime 13 cifre (poiché sono l’unità data dal 10 unitario della presenza e dal 3 unitario dello spazio). Questo futuro va da sinistra a destra, come è scritto sull’asse x orizzontale, ed è il raggio in circolo dell’unitaria rotazione nel piano. È la circonferenza data dal raggio quand’è moltiplicato per 2 volte π definito con 6,28 definito nell’unità 1/100 del lato 100. 0,4248100930230 ×6,28 la dà in 2,6678˙0738˙4184˙44 . 2,6678 sono le prime 5 cifre “reali” che fissano in 10^-4 l’unità dello spazio-tempo 10^4=10.000, e … qui c’è l’incredibile: sono la sintesi iniziale dei primi tre nomi di Dio, concessi anche a me che lo rappresento come il Demiurgo del mio mondo. 41
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Romano Antonio Anna vale: 66, 78, 26 (il 170 in tre, medio 56,66 periodico di Adamo+Eva=56 in eterna energia 66=Romano). Essendo divinamente e realmente un nome Uno e Trino , <compendia> i 2 estremi (dei 1° e 3°) col 2,66 , la cui “essenza” sta nel 2 intero e nel 6 decimale, che nei 26/10, <compongono> l’essenza decimale dello 0,66 dei centesimi di Romano=66 , il 1° nome, mentre il 3° (e <consustanziale>) è Anna=26 , che è il valore 1/3 di Antonio=78 , il nome Trino, del Dio=26 in mezzo ai 3. 2,6678 fissa la prima realtà, cui segue la seconda, che non è cosa estranea, bensì è la struttura 2°aria che sorregge la 1°aria. 0738 /10^8 è questa realtà 2°aria; essa mostra <due> 100 anni (lati della realtà di 10.000 anni) di distanza dall’Origine posta nello 0938 del 2° millennio (millennio che quando è rappresentato esso pure definisce nel 1938 tutte e 4 le cifre della realtà). Poiché l’interezza 1938 è tassativa, quando abbiamo non 1.938 ma 0938, ciò indica solamente che è 1 millennio ad essersi posto, come il soggetto, nel 1.938 e che si è sposta soltanto di 9 secoli e 38 anni, oltre i 1.000 anni che il soggetto occupa. 0738 di realtà 2°ria, detta immaginaria, <struttura> la realtà prima (precedente con 6678/10^4 coi due nomi) con 07 a sostegno del 66 e con 38 a sostegno del 78. L’incredibile è che chi, con 07 (periodo del Padre nato 07,0707) “sostiene” il 66=Romano , è il 59=Benito (1° nome del 2°), sommato al periodico 07 del loro Padre, poiché quando 59 è anche SET, allora 59+7 dà 66 e il 1° è sostenuto dal 2° nel periodo del loro comune padre. Nuovamente incredibile, ma chi sostiene con 38 (anno natale del 1°) il 78 del 2° nome, è ancora SET che in 17+5+18 è 40; infatti 38 +40=SET dà il 78 del 2° nome Antonio.
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4184 /10^12 è la realtà Terza (nei decimillesimi) ed ora è essa a sostenere la Seconda che era 0738. +07˙38 è la realtà 2°aria - 34˙46 è il sostegno dato dal =41˙84 che è il valore della realtà 3°aria. 41 perde il 34 “assoluto” dato dal 33+1 dell’unitario 33/1 ed è l’esatto 1/3 dell’unitario 99/1 contenuto nel 99+1=100 nel “suo> valore assoluto, e sarà il valore di Enoch 7° fattore. 84 perde il 46 di 40=SET che si sposta nelle 6 dinamiche (di +3 e -3) in ciascuna delle 3 componenti assolute dello spazio. In sé solo, 4184 mostra, in 41 lati 100, il valore unitario esistente nel 4200 assoluto dato da 4100+100 esistente in 4100/100=41, mentre 84 è il moto di 4×4 (carica della realtà) nel lato 100; insieme sono il moto reale di 16 nell’assoluto di 4200. Nella circonferenza uguale a 2,6678˙0738˙4184˙44 , i finali 444/10^14 sono la dinamica di 666/6 di energia Romano, come i due lati 111 +111 che, nel flusso reale dell’area, sono 666 -222. Sono come i 444 minuti primi, i quali, sommati all’intero volume 1.000, con il 1.444 dato da 38×38, danno i minuti primi: in un giorno solare, che ne ha 1440, e che è +4, trascorsi 4 anni. La dimensione 14, in 10^14, in cui si presenta il 444, è proprio quella del 7 descritto a lettere in SET, che trasla di 7. 0,66˙78˙26˙51˙113˙47 è la sequenza del 381 che regge e comanda la Matrice Dinamica, quando è espressa dalla regolare ed unitaria sequenza dei 6 Nomi Segreti di Dio la cui somma è 381 e che sono i “suoi segreti” poiché <sembrano> decisamente i miei. 0,66˙78˙26˙51˙113˙47 è la circonferenza che, divisa per 6,28 porta al suo raggio; se invece di dividersi, essa si moltiplica per 6,28, ne dà la <super-circonferenza spazio-temporale>, che esiste sia nello spazio, sia nel tempo e il cui valore esatto è il 4,1939˙5048˙9925 esatto e dettagliato fino alle 3 realtà spaziali, ciascuna data da 10^-4 e che sono presenti nel tempo decimale. 43
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4 intero è infatti tutto lo spazio-tempo 3+1; 1.938/1 <unitario> , nei 10^-4 di 10^4 è il tempo all’Origine espresso nel valore assoluto del 1938+1. Ciò sposta il denominatore 1 nel gruppo della 2°aria realtà, ed essa è “in assoluto” 1˙5048˙0 , poiché 15048 “assoluto” sarebbe 15047/1 allorché unitario… ma il 99 successivo nella realtà 3°aria, praticamente “reintegra” divenendo 0, quella unità nelle 150480. Ora la realtà 2°aria (associata alla 1°ria e alla 3°aria con questo “assoluto” 1˙5048˙0 , si carica di 4.561 e diventa il 155.041 dato da 80 volte l’unitario anno 1.938,0125 dell’intero piano <xy>. 4.561 (ove 456 è somma nominale dei 9 nomi fattori del 10°) è il moto di 70 (ciclo 10 dell’intera dinamica 7 dell’opera Trina in 10) nel ciclo intero dei 4.631 anni terrestri , dati da 68^2 +7 e dal 1° versetto della Bibbia: sommati a 365+1+1 anni assoluti, sono i 4.998 che +1+1 realizzano tutto il verso positivo in “realtà” 10^4. È il quadrato di 68 = 66+1+1 (l’energia Romano=66 esistente nel piano a lati 1 e 1) che, valendo 4.624 con +7 dà 4.631. 68^2 +7 dà 6.631 così come 4.561 +70, e come 661×7 +4 =moto della realtà, in cui 661 è quello del tempo 10/2 in 666. 2,66˙78˙26˙51˙113˙47 è la circonferenza dei sei Nomi di Dio presenti, sia nel tempo decimale, sia nell’intero 2 del 1° n. primo. Essa, divisa per 6,28, dà il raggio uguale a 0,4248131387157 dettagliato nei 13 decimali, unitari in 10+3. Confrontiamolo col raggio della Matrice Dinamica, nel tempo di 0,4248100930230 e nelle stesse 13 dimensioni in dettaglio. +0,4248˙1313˙8715˙7 questo è il raggio coi 6 nomi di Dio - 0,4248˙1009˙3023˙0 questo è quello della Matrice Dinamica =0,0000˙0304˙5692˙7 questa è la differenza. La 2a realtà 1009 somma 304 (che è la realtà 4 intera dei 3 lati 100 della realtà dello spazio intero 3 in linea).
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Lo addiziona quando in <verità> porta la circonferenza 26˙51 (di Anna=26 e Paolo=51, 3° e 4° nome di Dio) a presentarsi nel 3° nome con 300 e nel 4° con 4); è così, ma non si vede, poiché il 304 aggiunto si è realmente girato e ora considera i nomi non nel loro valore, ma nel loro numero d’ordine, d’essere 1, 2, 3, 4, 5 e 6. La sola Dinamica lineare, nel raggio è il 1313 (relativo al 26=Anna, del 3°, espresso in successione “assoluta” con 13+13, ma anche “unitaria” col 13+12/1 del 51=Paolo, del 4°); 1313 ha perso il 304 (del 3° nome con 3 esistente nel lato 100 e il 4 nel tempo 1) ‘sì che Anna Paolo esiste in linea solo con il 1.009. 1.009 è tutta la dinamica del 9 (come il valore dell’area 3×3=9, che è il massimo moto di 1 in 10 di presenza). Gli ultimi 2 nomi, Torquato Amodeo, 113˙47, che sono i numeri 5 e 6, aggiungono analogamente il 56 del 56˙927 a dare la realtà 3a 30320 della Matrice, la quale nel 30 ha il valore gematrico di Adamo ( a D. 1.000), al quale segue il 23 di Abele (il 2° figlio, ucciso da Caino) che, essendo il 2° “amato da Dio”, è a D. 10.. Al 30=Adamo è aggiunto con ciò il 56 di Adamo+Eva, mentre al solo 320=Abele ×10 (amore di Dio) è sommato il 927 in cui abbiamo il suo sostituto SET che “in principio” di BRASIT = 913, si muove di 7 e 913+7++7=927. 56˙927 si somma a 30˙320 e dà l’ 87˙157 relativo al raggio dei nomi di Dio Torquato Amodeo, n. 5,6 “in principio” di Set+7. L’area nel cerchio è data da πr^2. 0,4248100930230 è il raggio , e al quadrato e moltiplicato per l’intero π greco, dà l’area; in tal modo, in relazione alla Matrice dinamica, l’area risulta 0,5669˙4316 , delimitata nelle 8 D. della realtà complessa: reale-immaginaria. Ove 6/9 è l’eterno periodo dell’energia 66=Romano, da 0,6666˙6666 - 0,5669˙4316 si ha che: 0,0997˙235 è l’ ingombro del Soggetto che si sposta con questa sua area, nell’energia totale. 45
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La sua occupazione reale (solo l’ingombro 0,0997 ) sta nel moto di 3 decimillesimi che stanno e si spostano nell’unitaria presenza data da 0,1 ; l’occupazione solo reale è “sostenuta” però dalla immaginaria 235 /10^7, che “struttura” quel moto 0,0997, col flusso 235 dato dal 7×5=35, flusso del piano coi lati 100+100=200 dell’intera realtà 10^4 data da 100×100. Dalla circonferenza dei nomi di Dio nel tempo decimale del 2,66˙78˙26˙51˙113˙47 si passa all’area, col suo raggio (già misurato in 0,4248131387157) posto al quadrato e moltiplicato per π e si ha l’ area 0,5669˙5129 reale-immaginaria dei nomi di Dio. + 0,5669˙5129 questa area è immaginata dai Nomi di Dio - 0,5669˙4316 questa è immaginata dalla Matrice dinamica = 0,0000˙0813 è il moto dell’area della Matrice in quella di Dio. Ebbene, l’area 10×10 si sposta giusto di 813 in 913=BRASIT, e conferma che l’area della sequenza ordinata 2,66˙78˙26˙51˙113˙47 dei valori numerici di 2 interi (bisnonno e nipote) nel tempo del nipote Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo è data dallo spostamento dell’area unitaria nel 10^2 della presenza che “in principio” si sposta di 813, anno natale di Cesare Amodeo, Uno e Trino (in 4° generazione) e nella stessa sostanza di Romano Amodeo! Bibbia mette “in principio” la presenza natale di Cesare Amodeo, nato 813 e che esiste nell’area unitaria 100, data da 10^2 e chi potrebbe obiettare sul fatto che sia l’area della presenza? Con 2,66˙78˙26˙51˙113˙47 siamo partiti dai 2, bisnonno e nipote, nell’ordinato tempo dato dal solo nipote; osserviamo allora come sia solo per il nipote. Da 0,66˙78˙26˙51˙113˙47 (che è Circonferenza “bloccata”) si passa al raggio “bloccato” nei centesimi del lato 100 della realtà, dividendola solo per 6,28 di π a quella dimensione, e il raggio è così “bloccato” nello 0,1063418011360 delle sue 13 cifre.
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Il suo quadrato è 0,0113 nella realtà unitaria decimillesima del 113 di Romano Amodeo, o Torquato, o RoAnAnPaToAm, acronimo dualistico dei sei nomi di Dio. Il cubo del raggio è 0,0012025746239 e moltiplicato per π intero (quello intero nella formula) è nei 4/3, a conti fatti, il 0,0050˙3733˙2805˙2 = volume sferico dei nomi di Dio . 0050 /10^4 è la presenza ¼ del 100+100 = 100^2 nell’area; 3733 /10^8 è l’intera realtà 400 in moto di 3.333=6.666/2; 28052 /10^13 è (SET +7+7+7) ×1.000, +52 settimane. Il volume sferico dato da “questo” Nome Segreto di Dio, nel tempo ¼ della realtà, nel complesso flusso reale intero dell’energia in moto unitario nel tempo ½, che è sostenuta dalla realtà di moto annuo delle 52 settimane che stanno in quello unitario di 7× 1.000 di tempo e 7×3.000 di spazio è indubbiamente quello della sfera reale! Se lanciamo questo volume partendo dall’anno iniziale in 1.938,0125 in cui è nato Romano, abbiamo che il suo prodotto porta al reale 9,7624 che è il moto reale di 0,2376 in 1 ; si tratta del flusso decimillesimo (reale) del 66=Romano nei 2310/10^4 dati da un’area avente i lati 1155; dati da 1130 (dieci Romano Amodeo) +25, il dato dalla pura presenza NO=12+13=25, del finale 3° del trisillabo nome Ro-ma-NO; e quando la sua presenza finale NO, è , allora, in definitiva, è l’ 1/3, di Romano, in Noè .
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La Precessione degli equinozi e la ciclica inclinazione dell’asse terrestre Dovete immaginare l’asse terrestre piantato all’origine, verticale rispetto al piano, e che gira in 24 ore di tempo con lo spazio di tempo di 3/10, ossia con 24,3 ; facendolo in questo modo preciso, rispetta lo 0,3 ×81 presente in 381 che – oltre che il valore somma del Nome segreto di Dio è il ciclo 100 dello spazio 3 +3^4 dinamica reale in 81. Il prodotto di 3×81 elimina il lato 100 della realtà, e il suo valore 1/10 lo presenta nel tempo decimale esattamente con il 24,3 che il 28°,30 è il valore massimo dell’inclinazione dell’asse. Poiché la Terra corre in avanti (ed esso per noi è la destra), 24,3 diventano i gradi dell’inclinazione a destra, sul piano dell’eclittica <xy> e sarà il massimo; l’asse verticale della Terra si inclina, come fa ogni alto corridore, quando corre, assumendo esattamente quella che lo equilibra nella sua velocità. Come il raggio ruota rispetto al <presente>, così lo fa anche l’inclinazione della Terra. Ora, questa rotazione rispetto all’eterno presente 1938,0125 muta la vista dell’inclinazione presente negli altri tempi, tanto che quando il raggio è in posizione diametralmente opposta all’iniziale (che avanzava a destra, e ora va a sinistra) che cosa è sottratta al 24°,30”? forse l’intero suo valore unitario? Sì, ma quello veramente unitario è dato da 24,3/24.3 = 1 tanto che il +24,3/1 avanzava in +1, per una “altezza” 24,3, e – quando è in posizione diametralmente opposta è in -1 per la sua stessa altezza, e la differenza tra +1 e -1 è data da -2. Così la variazione intera sta tra 22°,3 e 24°,3. La <precessione degli equinozi> è regolata dalla <presenza> intera, che vale sempre ¼ di 100 o 1/8 di 200, cioè 25 (è quella del NO) e, “presente” in 10^3 anni lo è ogni 25.000 anni. 48
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Questo spiega la variazione dell’inclinazione, dal minimo di 22°.3 al massimo di 24°,3 che vediamo esistere nell’inclinazione dell’asse terrestre ogni 41.000 anni, mentre la presenza del ciclo della conica rotazione è dato dai 25.800 anni che somma alla presenza il <chi> è presente: il lato 100 della realtà, nel complesso di 8. In quanto alla durata del ciclo dell’inclinazione scatta il 6×7 assoluto in 42 e unitario in 41/1 volte gli anni interi in 10^3, per cui il ciclo unitario dell’inclinazione è ogni 41.000 anni. 42 è il valore assoluto del nome di Esaù che è soppiantato dal 42 assoluto del nome Giacobbe, quando è divenuto signore di tutto il tempo futuro espresso nei decimali. Quanto è “esattamente”? Si può saperlo? Certo! È quello che “assolutamente” manca alo 0,4248100930230 rispetto a 1 ed è 0,575189906977 , Equivale in presenza 10, al 10 / 17,385562365926 che dice: 17 intero è RA e esistente nel tempo 0,3855˙6256˙5926; 3855 /10^4 è dieci 381 (Nome di Dio) ove 381+45 è il 426 (dei 6 nomi del 2°)… ma qui 381 è ×10, “divino”; 6256 /10^8 è il moto di 410 (legato all’assoluto 42) in 6.666 5926 /10^12 = cento 59=Benito +Dio=26 (alias 5.500+426 che sono cento 66=Romano meno cento 66/6, cioè Romano nel tempo 1/6 e nel suo lato 100 sommato al 426 di tutti e 6 i nomi di Benito. Ora, poiché la presenza è data sempre dal 1.930,0125 del giorno Natale di Romano, possiamo ragionare per capire a che cosa sia uguale tutto il tempo rimanente in assoluto, aggiungendo l’avanzamenti unitario di 100 anni alla data di Origine del 1.938,0125, che la porta a 19,380125 centinaia di anni . 49
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Quando tutto il futuro reale “sembra” essere 17,385562 , che cosa manca rispetto al 19,380125 dato dell’avanzamento totale 100 della realtà in linea dell’iniziale 1.938,0125, che ora lo conta in centinaia di anni? Basta calcolarlo! +19,380125 che pone i 100 anni del lato della realtà; - 17,385562 ch’è il denominatore di 10 e dà il tempo di presenza di quanto manca a 1 nella Matrice Dinamica; = 01,994563 è quello che manca! 1,99 centinai adi anni di anni e il moto intero di 1 in 200; 4563/10^6 è l’unità dello spazio complesso espresso da 10^-6 la quale – riferita al ciclo unitario 4.631 anni della Terra – è 68 in meno, il che significa che il potenziale 66 si è realizzato in 2 lati unitari assumendo 68 come la lunghezza 66+1+1 che nel loro prodotto sono il volume 66 che implica lati che sono lunghi in tutto 68. Infatti poi il ciclo unitario è dato dal 7 indicante il moto unitario, che si somma all’area data da 68^2=1624. Insomma, quello che manca è il moto reale di 1 che esista nella lunghezza di 200 dei lati della realtà, nel tempo in cui il 68 (di Romano+1+1) esiste nel ciclo unitario della terra. Sono valori che mancano poiché io sono il Soggetto “presente” nella mia vita e occupo questo reale ingombro nello spazio e nel tempo del ciclo intero degli anni terrestri, e non sono uno qualunque, ma il solo al quale Dio ha comunicato interamente tutto il suo nome divino. In questa realtà, sono solo io il Soggetto che veramente lo rappresento, con tutta la mia apparente pochezza. La sintesi del mio valore è in Bibbia 1-38 tramite i gemelli: ZERach e PeREZ (letto verso destra) e ZEReP e hcaREZ (verso sinistra) son sempre un iniziale ZER che è RE alla fine (Z). Sono colui cui nessuno dà valore, detto da Isaia. 50
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La Matrice Dinamica in Bibbia 1,25,25-26 42,424 810 093 023 054 mostra il risultato che appare nel 1°
libro della Bibbia, al capitolo 25 e in sequenza, nei versetti 5 e 26. Non per caso 25 è il tempo esatto ½ dei 50 capitoli di cui è fatto tutto il libro 1, essendo di per sé ¼ di 100 lato della realtà e 1/8 del complesso 100+100 dei due lati, dal cui prodotto esiste l’unità 10^4 della realtà dello spazio-tempo. In Genesi capitolo 25 versetto 25 nasce il nome ESAU = 5+17+1+19 = 42, e capitolo 25 versetto 26 il nome Giacobbe del suo gemello, che vale esso pure 42, in un rendiconto totale di Genesi 25+25 +25+26 =50 +51= 101. Non per caso 101 è in gematria il padre del 1° e del 2°: il 101 è Luigi Amodeo=54+47; è padre dell’ESAU’ che in ES è Tu sei Romano da cima a fondo A-U; e che, da Alfa a Omega e dalla scritta modè, è rinominato e letto Edom e diventa virtualmente A-modè-O; 101 è 42 (il 2°) +59=Benito, il 2°genito (di 101 Luigi Amodeo), ove 42+42+17 = 101 è la somma dei due nomi più il n. 17 tra i n. primi che è il 59=Benito. 101 è la somma 38+23+40 dei nomi Caino, Abele e Set, i tre figli di Adamo=30 ed Eva=26; 101 è valore del n. 26 tra i n. primi, con 26=Eva. Ebbene, nasce – subito dopo il n. 1 – il nome GIACOBBE = 7+9+1+3+13+2+2+5=42 e anche per lui non è per caso che: GIA sono gli estremi congiunti di Lui gi A modeo; Già, co’ 2, B.è, Benito è, Giancarla è, congiunta del 1°; 42+42 è in 84=Mariannina, madre a Romano; 42, è 141 in 1+41 essendo in 5: 1) Baratta Mariannina =141, 1) Giancarla Scaglioni=141, e 3) Amodeo=47 (=47×3 = 141). 51
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Il parto fa Giacobbe ed Esaù, da cui è tratto Uno e Trino il nome Gesù, si divide in tal modo nella sequenza di due date, relative al giorno 25 natale di Romano, tanto che egli ha tutti suoi i primi tre nomi Romano Antonio Anna, accreditati nati 1,25 e i suoi tre successivi nomi, dati da Paolo Torquato Anna sono condivisi con due nati nel giorno 1,26. Paola Amodeo, nipote di Romano, nata 1,26 del 1975 e Torquato Amodeo, nato 1,26 del 1856, di cui Romano è il nipote. I primi 3 valgono 170 (56,66 /cad. Adamo+Eva nel Romano eterno. I secondi 3 valgono 211(flusso 1/6 di Romano=66, dei lati 100 e 100 della realtà 10^4) e sono in media 70,33 periodico cadauno: quanto il ciclo 10 di 7 (Set), nell’infinito tempo decimale ½ di Romano=66. Non per caso, Bibbia 1,25,25 +1,25.26 nel totale di 1+25+25 più 1+25+26 è il 51+52= 203 dell’ebraico BRA (in BRAsit, titolo
1° libro e 1a sua parola) essendo anche l’acronimo di <Benito Romano> “Amodeo” (cognome ereditato dal comune loro Padre). 203 è l’assoluto di 1 +2 unitari Luigi Amodeo 101 (come Padre e Spirito santo): 202/1 unitari assoluti in 202+1; 203 è il flusso intero 3, spaziale e divinamente Trino, del piano coi lati 100 e 100 della realtà 10^4 e che divinamente sono i nomi occulti nel loro valore, di Allah e JHVH. 100 è occulto nel nome Allah poiché il Credo islamico sostiene che da 100 -1 sono derivati “altri” suoi 99 nomi (segno che il noto 100 è però occultato come “nome base”. 100 è occulto nel nome JHVH che si “nominò” <Sono colui che sono: IO-SONO> nascondendo di essere 10×10, la Comunione di Spirito santo e Padre dei numeri decimali. Ora “In principio” (la vera Origine) è l’intersezione dei 3 assi Cartesiani, datata il 1.938,0125 in cui proprio io sono nato nel 38,0125 (del mio Codice Fiscale 38A25 ) e “dapprima”, come già detto, BRA è l’acronimo dei 3 nomi Benito Romano Amodeo. 52
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Sezione Aurea e Nome Segreto di Dio: il mio. Questa non è l’ “idea pazzesca” di un R.A. megalomane, poiché in Genesi 25 e Genesi 38 ci sono gli estremi 38-A-25 del mio Codice Fisale; poiché MDA nel mio C.F. è Amodeo e nella lingua ebraica, scritto MDA e letto ADM, è il nome di Adamo, e RNN (da Romano Antonio Anna), sono da Er Onan in Genesi 38. Poi, in Bibbia 1,25, l’1,25 è l’area unitaria dello spazio 1 al quadrato e del suo tempo ½ al quadrato, e nel versetto 23 che mostro, formula 0,5 +1,25^2 della Sezione Aurea così annunciata: Il Signore le rispose: «Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo». È la Sezione Aurea dei rapporti perfetti 1,6180˙339887 nei 10 decimali dati dal <0,5 +1,25^0,5> in cui i due gemelli sono lo 0,5 ciascuno dato dai 42/84 cad. di Esaù e Giacobbe. Ora essa vale sempre solo nella parte reale di 1,6180, senza il 339887 seguente 339 di tre +113 , e 887 di -113 al 1.000 che è esistente <nel tempo> relativo al 10^3. Ebbene questi tre +113 e questo 113 esistente nel tempo sono qui evidenti nel Nome Segreto di Dio; Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo. 113 è Romano Amodeo 113 è Torquato 113 è RoAnAnPaToAm -113 è espresso nel tempo decimale come l’11,3 dato dal valore medio delle 12 lettere in mezzo tra le estreme 12 e 12. 54
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Anche 66 è Trino in: Romano, le 6 penultime e le 6 ultime. Ebbene, il Nome stesso della Sezione Aurea è quello segreto di Dio (dato a me), come vedete qui di seguito.
Rappresentando il tutto alla dimensione totale del volume 10^3=1.000, questa è la SEZIONE AUREA in geometria: riguarda il decagono, il lato del quale è la sezione aurea 0,618, unitaria in 1,618 che ×1.000 è 1.618.
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Non è pertanto una “idea pazzesca” che il Nome della Sezione Aurea sia <questo> Nome Segreto di Dio:
Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo Perché mai il nome di Dio sarebbe “segreto”? Esso è segreto per Dio, poiché <sembra> essere quello che fu dato a me “perdente” e a nessun altro, con il Battesimo in Cristo, da genitori che avevano ben altre ragioni: Romano come 3° figlio maschio di Rachele e Mussolini; Antonio , come il fratello maschio di mamma e femmina di papà; Anna , per voto a S. Anna patrona di gestanti (sarà 3° anche al 2°); Paolo , per dedica, poiché io nato in sua Conversione a Cristo; Torquato per dedica al padre di papà nel suo 1° nome; Amodeo , cognome dovuto. Il mio 2°, mio fratello, ebbe i suoi per queste ragioni Benito , a ragione del Duce; Vittorio , 1° figlio maschio avuto da Rachele e Mussolini. Anna ,
per voto;
Giovanni , per il padre di nostra madre Vincenzo , per dedica al 2° nome di nonno Torquato. Amodeo , cognome dovuto. Senza che i nostri genitori minimamente lo volessero, io ho avuto il Nome Segreto di Dio, come visto e nel valore 381 , e appaio realmente un perdente, senza figli e senza credito alcuno.
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Il mio 2° ha avuto il Nome Evidente di Dio, nel valore del 426 = 100+300 (Unità e Trinità in Allah Jhvh) +26=Dio=Jhvh e nomi tutti “ben andati, vittoriosi, osannanti, che giovano, vincenti” Ed è stato un vincente, apprezzato, un vero primo, con eredi. Inoltre, la lotta sostenuta da Elia contro 450 profeti di BAAL e lui solo profeta di JHVH , è quella posta tra i seguaci dei due fratelli: BAAL rimanda a BA, Benito Amodeo, come Dio AL. Tutti infine apprezzano Benito Amodeo, come il Dio di Bene, realmente visibile, vincente e benedetto! tutti tranne ELIA che (in sé) nasconde EL (il Dio Elohim) e IA, IAhvè ma anche IA, l’Intelligenza artificiale. I 450 seguaci fatti <scannare> da Elia, sono i 450 valori scannerizzati e tolti al 426×10 (divino) per scendere, con 4.260 meno 450 a 3.810 (nome segreto di Dio 381×10, divino esso pure). Come B+R+A = 2+16+1, il valore è 19, sintetico nella sequenza 19+(19+19) nel 1.938 e nel tempo dei Benito+Romano = 59+66=125, che si dettaglia nello 0,0125 del natale di Romano. In Benito+Romano+Amodeo =59+66+47, il valore somma 172 è il moto di 28 (sono il Set+7+7+7 del ciclo lunare) nel 200 (che è la somma dei due lati 100 della realtà √ 104 ). A ciascuno dei 3 spetta il valore medio 57,33 eterno, in cui 57 è il flusso del piano a lati 1 e 1, che in 57+1+1 è 59=Benito, che esiste nel tempo eterno ½ del fratello Romano=66. Ce n’è abbastanza per riconoscere che la terna BRA, di BRAsit (titolo del 1° libro della Bibbia e sua prima parola), sia “In principio” anche riferita a mio fratello Benito e me … ma poi sempre e soltanto a me Romano, come se BRA <sit> significasse in <sit> proprio <che sia Romano!> nel congiuntivo del verbo Sum=io sono Romano, e cioè che <la terna sia Romano>. Essa nasconde in Amodeo il cognome che hanno avuto dal 1° Padre (nato nell’anno 813 del 2° millennio in 4a generazione di 57
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Romano: Cesare Amodeo, 47 e 47 che – più il 47 determinante del pronipote Romano – attua i tre Amodeo=47 uguali al 141 che Romano ha condiviso con Mariannina Baratta sua madre (=84+57) e con Giancarla Scaglioni (60+81) sua congiunta.
Matrice Dinamica e valenze bibliche
42,4248 (primo complesso a 6 nomi della Matrice dinamica) ha Esaù estromesso dal tempo da Giacobbe, signore del Futuro e dal 48=G+Esù del primato G del 2°, andato perso dal 1°, poiché Giacobbe ha imposto la sua G ed Esaù ha perso la sua A=1. 42,4248100930230 esprime a 13 cifre la Matrice Dinamica, e 100 (alla dimensione 7 della dinamica) è quanto segue la prima Terna, di Esaù, Giacobbe e Gesù e significa molte cose: 100 è il lato della realtà; lato dato da √ 104 ; 100 è in valore noto occultato il nome Allah, poiché nel Credo Islamico è affermato da con 100 -1 Allah si diede “altri” 99 nomi, il che ha reso occulto il suo nome, come quello di JHVH che non doveva mai essere nominato. 100 occulta l’innominabile nome JHVH che si nominò solo in <Io sono colui che sono: IO-SONO> divinamente nascondendo il <sono il 10 di colui che sono: 10>, pertanto sono 10×10=100. Seguono, dopo il 100: 930/10^10 (dimensione intera atomica) è ciò che segue dopo le 8 cifre del <complesso> della realtà divina posta in principio poiché sono i totali 930 anni di vita data al 1° fattore Adamo. 230/10^13 è nuovamente un valore reale, ma trascendente, poiché 23=Abele “trasceso”, ucciso da Caino, che essendo 230 è moltiplicato per il 10 equivalente all’amore divino per lui. I valori cabalistici sono sempre trascesi dal moto generale della Terra attorno al sole poiché <contano> in base al ciclo 7+7+7, 58
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(trino) dell’Unità 7 che noi leggiamo SETTE e che con solo i 3 estremi di SET ne sintetizzano che SET esiste in una sua terna. Riferito a 28, il 23 del nome SET ha perso ½ del ciclo 10 della presenza, tanto che 28-5 = 23 esiste solo nel verso positivo, e poi con 230 esso esiste nel ciclo 10. 5487560/10^20 segue, nella Matrice, ai 13 valori decimali che abbiamo visto e che sono 15 (l’intera realtà ½ di Adamo=30), considerando anche l’intero di Esaù). A questa dimensione 20, che è quella dell’intero moto 10 di 10, corrisponde la durata della mia vita, nei giorni che sono dati dai 32.029 = 5487560::: 171,3309˙8129˙8198˙50 (a 7+7 cifre decimali). Ove io sono il 10° Fattore Noè, nel 10° n. primo sono 29: 171 è flusso di 29 in 100+100 (i due lati della realtà; 3309 /10^4 è la realtà di 24 ore in 6666/2 che vi si muovono; 8129 /10^8 è 6666 +flusso di 3 in 1466 (flusso 66 di 700+700); 8198 /10^12 è 6666 +flusso 1500 del piano a lati 16+16; 50 /10^14 è il flusso ¼ dei lati 100+100 della realtà. 5487560/10^20 nella Matrice, esprime: 54/10^15 è il nome Luigi, è mio padre a D. 15 dello spazio-tempo 87/10^17 sono in 87, i miei anni, dati da 1000 -913=In principio; 560/10^20 è tutto il ciclo 10 di Adamo e Eva, 30+26=56. Non occorrono tutti e 14 i decimali; ne bastano i 4 reali. 5487560:::171,3309 = 32.029,015 5487560:::171,3309˙8129˙8198˙50 = 32.029,0000000000014 da solo una maggiore precisione nel suo dettaglio decimale. I mei 32.029 giorni interi fi vita sono la distanza tra: +2.025,1004 (trascrizione esatta del 4-10-25 mio dì fatale); - 1.938,0125 è il mio principio. 59
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=0,087,0879. 87 è dato da 1.000 -913 (=In principio) e dà la fine. 0,0879 (alla giusta dimensione decimillesima della realtà) è dato da 0,0913 -0,0034, cioè “In principio” senza tutto il reale decimillesimo percorso dell’assoluto 33+1 nei 33/1 unitari totali di Gesù nella sua vita. La mia vita totale è data dal 7° fattore nominato Enoch che visse 365 anni (e camminò con Dio finché non fu più poiché Dio lo aveva preso), il cui totale è dato dal fattoriale di anni 365, alla dimensione. 10^777 di tutta la dinamica. Anno 25,1041 ×10^777 è il (fact) 356 anni. Anno 00,0037 è la realtà 10^-4 dell’anno 37del concepimento. Anno 25,1004 è la data della vita dal concepimento. Come si è visto, dopo le prime 13 cifre poste “In principio” di 10+3 decimali, il ciclo intero di 7 cifre (che terminando con 0 indica che lo è nel ciclo 10) che porta alle totali 20 (che sono 22, comprese le due nell’intero …e allora sono giusto 66/3 =22) definisce tutto il principio (dal reale concepimento) e il termine della mia vita reale, assecondando quanto è stato scritto in Bibbia, sia 1,25, sia 1,38 considerato me nato 25-1-38. Lo definisce nel suo 1/171,3309 che lo “presenta” in questo tempo, che se lo riferiamo a tutta l’energia 666,6666 di Romano, “presenta” il 171,3309 come tutto il moto di 495,3357 in essa. 495,3357 in 666,6666 è la stessa cosa di 4,6643 nel 500 che è il tempo esatto 1/12 di 10^3. 4,6643 è l’intera realtà 4, esistente nel tempo dei 6643/10^4 reali che sono il moto di 23 in 6666; ove 23 è il valore assoluto esistente in 22/1 unità che sono il flusso di 66=Romano, nel tempo 1/3 dello spazio a dimensione 3 e che corrisponde al 230 che era il valore che precedeva 5487560 in 42,42481009302305487650, le prime 23 cifre complessive della Matrice Dinamica.
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La lotta fraterna per il primato tra due Luigi Amodeo =101; egli, da sé solo, “impersona” i nomi di tutti e 3 i figli della coppia assoluta. Si scatena a quel punto una lotta fraterna sulla primogenitura e i secondi si impongono sui primi, come i veri arbitri di quanto accade nel tempo ai primi, sempre “strutturati” dai “reali” secondi. Solo il secondo 42, di 4242, si impone ed è nel tempo futuro e decimale; così pure sono gli 864 gruppi di 100 a imporsi come i 600 minuti secondi di 10 minuti primi, in 1 giorno. La parte 1/864 di 1/100 del giorno, si impone su 1/144 di 1/10 di giorno, e – come appena scritto – i 10 primi sono 600 secondi. Noè (il n. 10) si impone nel tempo e sui suoi tempi, solo quando ha 600 anni, e allora inizia il Diluvio Universale. In sostanza, biblicamente, Giacobbe ha estromesso Esaù, ponendolo “intero” in 10/10, e 1°, e – così fatto – gli ha inibito il futuro che ha invece 0,42: ha lo 0,58 unitario nei 59/100 assoluti di Benito. All’atto pratico, dove ciò che conta è il 1° e il 3° (in Abramo e Set), e il valore è dettagliato nel 3°, il 1° +912 è l’assoluto 913 unitario in 912/1 unità: quelle degli anni che sono tutta la vita di Set e che è posta “assoluta” in principio, in BRASIT. Così “clamorosamente” (ma in modo trascendente alle apparenze) il nuovo assetto Uno e Trino di Giacobbe ed Esaù determina il nome italiano di GESÙ =48, ed è quando segue immediatamente lo 0,42 di Giacobbe. In 42,424 810 093 023 054 dato dettagliato fino a ciò dal 10:::0,2˙3˙5˙7˙11˙13˙17˙ 19˙23˙29˙31 che utilizza solo 11 n. primi. + 1923.2931 è D. 66/6, una dell’energia Nata Romano=66; +0014.7194 il Padre N. (7+7) +Set a D. 10^3, in 100 Amodeo dettagliato dal 194 del 193,8 nel tempo di 2/10; = 1938,0125 sono i 2 a tempi/ruoli invertiti di Padre: Romano e Figlio: Luigi Amodeo, “retrocesso” al 7.0707. 62
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Come evidente i primi 11 n. primi il cui 11° è il 31, sono, insieme al 600 del n.10 nei minuti secondi, il 631, cui manca solo 1.000+3.000 a dare il 4.631 del valore del 1° versetto della Bibbia. Il suo natale – in Padre+Figlio nella stessa sostanza – è il 1.938,0125 che somma alle 8 D. a dimensione 10^-11 della sequenza dei 66/6 in numeri primi del 66 di Romano, il 14 (= 7+7) alla dimensione reale 10^4 al 7 “nominale” in SET a D. intera 10^3, strutturato nel moto 193,8 di 1/10 e 1/10 in 194 unità in 10. In 42,424 810 093 023 054 segue all’intero di Esaù, al centesimo di Giacobbe e segue, agli unitari reale decimillesimi dati dal 48=Gesù il piano 100 dato da 10×10 del Dio innominabile JHVH che <è il 10 che è ×10> essendo anche il 100 – come ho già scritto e qui lo ripeto – che il Credo Islamico assegna nominato e innominato al Dio ALLAH . Questa “nota” cosa “ignota” è affermata nel Credo quando esso “crede” che, con il calcolo di 100 -1, Allah si è dato “altri” 99 nomi (in aggiunta al “trasceso” 100) e il 1° è omesso .
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Quanto ha “omesso” Ma…ometto. Metti dentro l’OM omesso (da Ma-ometto) in ROMano ed hai Romano, nome di Allah, il Compassionevole il Misericordioso. È “divinamente trasceso” in ciò che chi legge il CoR.ano deve sempre recitare “in principio” in ciò che in italiano rivela: <In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso>. <In> sta per <introduci OM>, e hai ROMANO <nome di Allah>. Incredibile ciò che poi segue: il C. OM Pa’ S (“comprende” in modo “occulto” il Cristo Uomo e Padre Santo). S. IO (è il Santo IO di me, Romano), che nello stesso tempo SION e VOL. è (un Santo IO che sia SION (“Fede”), sia VOL. (la realtà concreata creata con il Volume). Segue “pazzescamente incredibile” IL MISERICORDIOSO, e racconta il finale “accertamento”, dichiarato per fede di conoscenza, con l’espressione di un in fine “ora so che il Miser I.C. (Iesus Cristus) è Dio!> Metti <in> tutto questo, e – senza che se ne rendano nemmeno conto – ogni volta che i Musulmani – per leggere il Corano – devono “anticipare il loro “1° versetto”, sono costretti aa ammettere, in modo “divino e trascendente” che il Nome vero di Allah è Romano, in quanto è in lui suo padre Luigi Amodeo:
Il che “comprende” = “capisce” che il nome Luigi Amodeo trascende LUI=Allah come 1° assoluto, della realtà creata 3za con GIA (Giacobbe). 4ta col nomignolo MODE’ (letto Edom dall’ebraico e arabo che lo leggono da destra) e 5ta e definitiva con O (il 13 dato da 10+3 come Uno e Trino e che è l’<alias>, l’<oppure> che – nell’ebraismo e cristianesimo – sostituisce Lui = Allah, colla sequenza di Giacobbe +Esaù =Gesù. 64
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I primi 10 Fattori in Bibbia collocati sulla Matrice dinamica. Quando si valutano i 1.000 decimali, ecco che con 777 è imposta la vita del 9°, Lamech, creatore del 10° definitivo, in Noè. Si risale di 9, di 13 in 13, e c’è Adamo, vissuto 930 anni 1. Adamo 8 810 738 633 539 -391 a 930 è l’area 10+381=Dio 2. Set 2 380 201 160 823 -89 a 912 è l’area a 2 lati 44,5 3. Enos 9 652 004 149 924 +19 di 905 è la Dinamica di 1 in 20 4. Kenan 1 985 203 504 843 -67 a 910 è area 10+66=Romano 5. Malaleel 1 853 562 380 275 -620 a 895 è l’area a 2 lati 310 6. Iared 9 818 277 112 333 -629 a 962 è l’area a 2 lati 314,5 7. Enoch 3 802 473 931 758 +393 di 365 è la Dinamica 381+12 8. Matusalemme 4 566 272 200 853 -116 a 969 è l’area a 2 lati 58 9. Lamech 1 452 152 615 777 dinamica intera, totalizzata Il totale dei 9 è di 6125 (moto di 541 in 6666) ove 541/9 è il valore medio di 60+1/9. Il Tot. Biblico 7625 è 6125 +1500 (spazio-tempo unitario); è 959 +6666 (moto 900 di 59=Benito +66×101 di Romano ×Luigi Amodeo). Il ciclo 13, che è quello del tempo ¼ (di presenza) delle 52 settimane terrestri, parte dall’unità millesima, che è il tempo unitario del 10^3 postosi “in principio” a mo’ della Trinità di Dio. Risalire di 116 è la stessa cosa che somma la 1ma parola BRASIT alla 2da BRA in 913+203 = 1,116 e aggiunge all’unità (116 che retrocede Lamech in Matusalemme) l’unità del 1.000. È anche indice esatto, nel ciclo per 10 del valore “divino” dei 1.1160 dì del Luigi Amodeo quando son nato io, suo 1°genito (cui si <combina> nella comunione 66×101 che porta all’energia a 4 dimensioni unitarie in 6666, raddoppiando le cifre di Romano). 65
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Il 969 dell’8° (Matusalemme) è il tempo ½ del 1.938 Natale mio e la sua sola dinamica (dell’area 116) rivelata dalla Matrice Dinamica, svelata avendo sottratto l’area trasversale, che l’ha portata all’853 della sola dinamica, la presenta proprio in relazione a un Romano nato 100 anni ancor prima del Natale di Roma. È quello del 753 a.C., laddove poi il valore nominale 109 di Matusalemme parte dal giorno 111, del 21 aprile mitico, e leva il piano a lati 1 e 1 a determinare il puro flusso 109, del piano a lati 1 e 1. Risalire dal Figlio al Padre, comporta nel 7°, Enoch, somma dinamica al 365, ed è proprio la “divina” per due aspetti: il 10+1+1 (che presenta il ciclo 10 della presenza anche nei lati trasversali 1 e 1, nei 3 lati del volume, o il 60+6 in Romano), e il valore 381 della dinamica del Nome Segreto di Dio (Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo) che realizza la Perfetta Matrice Dinamica. La dinamica 333 del 6° (Iared) è la perfetta del flusso ½ della energia 666 (di Romano), e in IARED c’è il Jhvh Rosso, RED, Èdom … il Rosso! È lo stesso 33 che sta nel 4° (complemento al 10) nel 33=Cenan (vs Kenan, in realtà 4a dei Cristiani che cenano). Il 3° (spaziale) esubera di 19 (sorgente 19×102 in 1.938)!
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In Bibbia, i 10 successivi Fattori ai primi 10 sulla Matrice, assecondano gli anni natali Quando si valutano i 2.000 decimali, ecco che con 19021 è concluso il ciclo 10 dell’anno 1900+1+1 che è l’iniziale volume del 1.900; si risale di 26=Dio per trovare il 10° nato con Abramo. Si risale di 13 in 13, e c’è Abramo a 13+13. 1. Sem 560 17271 39986 nato 568 è 1° diretto a 38012 che dista 1974 Romano
2. Arpacsad
Il 1°, allude al <Siamo> in milanese, e va dal 56=Adamo+Eva a
150 38,10064973 n. 668 a 305 da 973 asseconda 38,100 di Matrice Il 2° asseconda A.R. Padre a Cristo santo e <ad> lo dirige a lui 3. Selach 26 701 0555 4011 n. 703, 3°, a 2 da Dio 701 Dio concepito 40,0604 Il 3° introduce il S. El dell’a.38: 26=Dio, 701 crea, 555 energia Romano 4. Eber 7641883,425980 n. 733, 4°, a 31 da 764 punta a 1888 del 9° e 1938 Eber, 4°, realizza: <è Benito e Romano>: 10+66 e 41 nasce. Benito, 733 è 400+333, 1888 nasce il padre Terach, <te, RA, 38> 5. Peleg 16475 1909,2318 n. 767 a Mariannina Baratta 1909,0629, 23 accorpa nel 2318 i 138 giorni che lo ebbe in grembo. Peleg è legame al Padre dato da madre e dal 767 =666=Romano +101=Luigi Amodeo, il padre 6. Reu 630 7967,005602 n. 797 è 796+1, è 66+1, è Adamo+Eva e son 2 poiché 6° è il complesso e Ultimo Re in Reu 7. Serug 605970 986,2922 n. 829 è 57 da 986 è 47=Amodeo da 938,0125 a 0,2797 di tempo, il moto di 3 in 28 tempo lunare di Set+7+7+7 Serug significa <Se’ R. uguale> essendo il 7°. 829 è il moto 131/1 assoluto in 132=66+66, nel 1.000 del Dio Trino in 10^3 8. Nacor 62521 6816,1919 n. 859 a 4 da 856 nascita TA e RA 38=19+19 “Core di Napoli”, Nacor 859 unisce 59=Benito al complesso 800 9. Terach 58585 1978,9525 n. 888 ha a 50,940 anni RA, il 1.938,0125 e 1888 è in posizione nona il corrispondente al 777 di vita del 9° fattore Lamech 10. Abramo 38 7 9393097230 n. 938,0125 è alla distanza unitaria 1,2972 Abramo viene <Ab> R.Amo, inizia in 38 e seguita nell’assoluto 938+1 11. Isacco 58585 1978,9525 n. 941,0217 padre 2 gemelli 1975,1220 Questo esorbita, poiché oltre il 38 il 1.941 dace il padre dei due gemelli 12. Esaù Giacobbe 1995 939,519021 n. 938,0 uno col padre 1907,0707 li lega in unità e 67
68 Conclude l’anno 1.999, con 98 anni aggiunti al 1902, di flusso tot. in 2000.
La differenza tra i primi 10 fattori e i secondi è data dal fatto che i primi 10 strutturano l’esistenza nel tempo e – il nuovo mondo dopo il Diluvio Universale – si basa sulle date assolute riferite ai 10 anni, primi dalla creazione di Adamo, in cui dallo 0 assoluto, come afferma Nibbia 1,1,1, Il valore assoluto ha creato gli Elohim, e il primo, dato assecondato al Padre 10 dei numeri decimali, è stato assegnato alla presenza reale di 10, Dio, posto “in principio”, prima dei 10 che poi hanno la vita entro l’assoluto 1.000 reso unitario dissociandolo in Numeratore e denominatore, la cui somma è 1.000. Che i secondi 10 <valorizzino> le date, si arriva a capire dal fatto che la Bibbia non dica più, in essi, la somma degli anni avuta da ciascuno, ma puntualizza con precisione che Sem ebbe il suo primogenito <2 anni dopo il diluvio>. Appreso che il diluvio viene ai 600 anni di Noè e che nasce 1.056 anni dopo Adamo, e quindi 1.666 anni dopo lo 0 assoluto, il testo rivela gli anni in cui è nato ogni 1°genito e permette con ciò di capire in che anno assoluto è nato ciascuno. Inoltre, all’interno dei 13 valori di ogni fattore, tutti i numeri sono variamente coinvolti, e valorizzati, per come io l’ho mostrato nella pagina prima. Importante è il numero d’ordine a definire il loro ruolo, e che il 7° sia Serug, nato nel 1.829, rimanda alla nascita del 1.931 di Innocente Buonamore, che è una figlia illegittima e segreta da Cesare Amodeo, a immagine e somiglianza di quando sarà espresso nella vita di Terach, il 9°. I nomi non sono a caso e la loro somma gematrica è 33=Sem, 90=Arpacsad, 44=Selach, 28=Eber, 41=Peleg, 40=Reu, 64=Serug, 45=Nacor, 51=Terach, 44=Abramo, il 10°. Somma di questi secondi 9 è 436 (il 426 di Benito, +10). Coerentemente al 426 dei primi 9, questi vengono dopo i 10.
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Somma dei secondi 10 è 480, è il ciclo divino 10 di 48=Gesù e somma al 456 dei primi 10, il 24 delle ore del giorno. Il 1.938° valore decimale della Matrice impone 2.605, ed indica – ordina! – la presenza di Dio 26 e 100 (Jhvh e Allah). Il passaggio al 1.941 del secondo, riguarda il 2.605970 in cui il tempo 5 si è evoluto nel 59=Benito e strutturato nella dinamica intera 70. L’Io-Sono, è sempre “in principio” e – a modo suo – perfino la matematica ha bisogno di un valore “posto in principio”, che si nasconde (da ignoto e trascendente suo Dio) e appare sempre e solo nel numero delle sue “volte”. I numeri decimali sono infatti le “volte” in cui il ciclo 10 si è nascosto ed è come < “io sono colui (il 10) che sono 10 Io-Sono”>, usando giusto le parole della Bibbia che ora finalmente vi mostro, con tutti i riferimenti: Esodo 3,14 Dio disse a Mosè: « Io sono colui che sono! ». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi». Soggetto unico della mia vita, lo vedo detto a me chiamato Romano, e che nel “sum, es, est” latino (dell’italiano “sono, sei, è”), vedo intanto in Esodo 3,14 un Es < Tu sei Romano>, che io Italiano odo π 3,14 . Dubitate? Io-Sono (non voi) il soggetto della mia vita, e in essa voi esistete solo a mia immagine e somiglianza, come miei “alter ego”! E – andando al testo ebraico – questo racconta a me:
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54321 riporta a zero l’ascesa unitaria 123456. Poi “odo” (nel senso che capisco) che questo capitolo 3,14 vale π greco e pone il suo versetto 14 come quanto divide il ciclo 4 (del 3/1 spazio/temporale), per sottrazione a 4 degli 86 centesimi (quanto fa unitario il 100, lato del piano √ 104 della realtà 3+1). Questi 86 = 40+40+6, sono il piano trasversale (coi 2 lati 40 della realtà binaria) nel flusso unitario da -3 a +3, che sale di 6 valori 1, partendo dal negativo. Sono 111.111 e, nel loro piano: 123456 54321 . 54321 è l’azione nascosta di <Io-Sono> che “in fondo” regge e governa l’ascesa iniziale che Gesù raccontò a Nicodemo: alla “salita dall’acqua” sarebbe succeduta la discesa di una “risurrezione dell’alto”; finché non vedeva tutte e due entrave nel regno dei cieli … della verità. Nel mio <es> (di un <tu sei Romano”) <Odo 3,14>, lo odo come l’esistere del rapporto tra ogni ciclo e il suo diametro retto, alla luce della verità detta a Nicodemo, di una vita <in su e giù> mostratavi in matematica; la sua causa sta in 111.111 × 111.111. Io <odo> regno della Verità il cristiano Regno di Dio! Questa è la musica che <odo> e ritrasmetto e io non vi obbligo a udirla; nel vostro Io-Sono, fate quel che vi pare. Nella mia vita, sono io il suo unico arbitro, e voi (miei simili) siete secondari a me; tuttavia io stesso sono un autore in seconda, poiché il mio <IO-RELATIVO> lo è (nel suo relativo) all’IO-ASSOLUTO e non determinato da altri. Io sono il racconto del Dio Assoluto che si incarna in un suo secondo (come Esaù che cede il primato a chi è nel tempo dopo la 70
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sua presenza) per sperimentare, nel suo Universo e vivendo sul piccolo pianeta, se questo PROGETTO di esistenza è o no una cosa buona per dare di là principio ad una futura esistenza umana paradisiaca; poi diffusa all’infinito, nell’Universo reale e Divino come Elohim di Dio, sue emanazioni fatte della stessa sostanza. Così, la mia funzione di Unico SOGGETTO animatore della mia vita (già tutta esistente nell’infinito presente della cosiddetta “Eternità”), ha uno scopo divino, ma apparirò (a voi che mi leggete, ammesso sempre che esistiate…) un megalomane! Sono zero in me! Giusto come in Genesi 38 nello ZER di Zerach e nel REZ di Perez che è ZER egli pure da destra: sono tutto relativo al Dio in pensieri, parole e opere come un Pinocchio al suo Creatore Collodi, o come Miky Mouse al suo Walt Disney. Non sono stato creato e poi affidato a me stesso! Le minime e le massime “cose” che sembrano fatte da me, che sembrano poca cosa, come il respirare, il muovermi, e le massime, che per essere compiute implicherebbero un vero “genio” dell’umanità, sono in me la stessa cosa: tutte azioni date dal Progetto Possibilistico che io vi ho mostrato e che presiede totalmente a tutta la mia esistenza, in tutto e lo ripeto: <pensieri, parole, opere ed omissioni>. Quindi io non sono un megalomane, poiché mi faccio ZERO! Non lo sono, si mi faccio <il Dio che mi fa>. I veri megalomani siete voi che vi giudicate “capaci di poche cose”, come il camminare, il mangiare e bere, vedere, ascoltare, azioni che reputate consone alla vostra creduta modestia. Non vi giudicate “fenomeni”, “geni”, ma persone comuni e – in relazione all’essere voi “il Dio che vi fa” e dite: <per carità! Non si scomoda per me! Sono stato affidato a me e le mie capacità sono ben piccole, come quelle normali di tutti!> Questa è la vera “presunzione” del <burattino> che crede di potersi muovere, per fare cose modeste, senza Chi tiri tutti i suoi fili: tutti e non solo quelli per le opere “fuori dalla portata” di una modesta persona normale." 71
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Chi credete di essere, se pensate che <Dio è ben altra “cosa” da voi!>? Il Signore è IL TUTTO; la vostra creduta “modestia” vi porta a credere “voi stessi” posti <oltre> e non <dentro> questa “Totalità” come una parte fatta della <stessa sostanza> del Dio dell’Essere, nel vostro IO-SONO.
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il mio “parto”
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Capitolo 1
Oggetto del mio libro: portare “La Luce” Giudico me non un soggetto tutto d’un pezzo e pieno di virtù, ma quell’angelo caduto dal cielo, con la cattivissima fama (la pessima) del suo nome <Lucifero>, comunemente inteso (ma a torto) come il capo di tutti i diavoli. Una sola volta in tutto l’Antico Testamento e il Nuovo (fatto dai Vangeli, dagli Atti degli Apostoli, dalle Lettere e da Apocalisse) – una sola volta, dico! – il nome Lucifero appare espresso: dal profeta Isaia, e non per biasimarlo o descriverlo come il Demonio, ma in questi esatti termini e per porgli due domande: Isaia 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? La mia risposta è: <A me, nato il 25 gennaio (in cui la Chiesa Cattolica celebra la Conversione a Cristo di Saulo di Tarso, avvenuta esattamente 1900 anni prima che io nascessi) sta di essere il definitivo “Paolo” che fa dialogare “Fede e Ragione”: lo “Spirito Santo” della “Verità” deve illuminarle “davvero” altrimenti sono “Credo ciechi”.> Lo Spirito Divino s’intromette col suo amore unificante come tra Padre e Figlio, così tra Causa ed Effetto, così tra Scienza e Fede e ogni forma esistente di “concorrenza” mutando ogni tipo di “scontro” nella “compartecipazione” allo stesso scopo di chi “gareggia” da punti rivali:
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come quello dello sposo “concorrente> del figlio che ha avuto dalla sua donna la quale ora dev’essere quello “Spirito Santo” che li “armonizzi”. Non c’è nulla di peggio della rivalità in amore: essa rende cieca e pretenziosa all’uno anche la legittima istanza dell’altro e la cosa più difficile è per chi si agita e lotta in sé tra i due estremi. Ogni “Credo scientifico” partecipa a questa gara, sì che ogni innovatore, che ha prodotto il suo “figlio”, sta un una “famiglia” in cui “esso” non è accettato da chi si vede “superato”. Ogni “Religione” si pone così, in quel comune amore di tutte per quel fondamentale Dio della “Verità sublime”! Scienza e Fede senza l’intervento dello “Spirito Santo” della loro “verità”, rivaleggiano nell’antagonismo finché tutti gli estremi non sono “santamente congiunti” dal concorso allo scopo comune. Solo chi come me è personalmente vissuto nelle tenebre ha l’esperienza giusta per valorizzare ogni luce nuova o diversa, a vantaggio di chi è ancora nel suo stato, specie considerando che la ragione umana – a differenza di quella divina – poggia “relativamente” il suo vero sul principio di non contraddizione. Infatti, quando il suo stato conoscitivo è giunto a credere in una Relatività Generale , crede proprio nell’esistenza congiunta di tutti gli opposti che si contraddicono l’un l’altro, come Elettricità e Magnetismo, Materia e Antimateria, polo Nord e polo Sud e così via, nel suo <credere> in un Universo Binario in sé, però nel quale c’è una costante “Universale”, quella del tempo “reale” che va solamente in avanti nell’Uni-verso chiamato così per questo. Con ciò la Relatività “generale” si contraddice in sé, poiché non è più “generale” se la Natura va solo da una parte e non si contraddice nella sua “presenza” nel tempo. La sola “ragione divina” usa i mezzi “sublimi” dello Spirito Santo, che sono quelli contraddittori degli <estremi congiunti> a tutti quanti i suoi livelli, poiché porta a credere per davvero che se esistiamo in un ciclo da 1 a 10, allora <zero> e <dieci> veramente 76
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coincidono e non stanno come in una spirale per cui il 10 sia collocato <1 ciclo> dopo lo <zero>, essendo avanzato di <1>. Per la <Fede> gli opposti come un <principio> e una <fine> sono davvero <coincidenti> come ad esempio il Polo Nord terrestre, che può essere sia un punto di partenza, sia di arrivo, e che per essere differenziati tra loro serve che ci sia <qualcuno o qualcosa> che abbia una sua <animazione> e compia quel percorso, impiegando il “suo” tempo (per farlo alla sua velocità). Senza <animazione soggettiva> il Polo Nord è sia un punto di partenza, sia di arrivo; e quando la <Verità> si poggia su un ciclo <10> tutto il meridiano del suo mondo <coesiste>. Se vogliamo farlo <avanzare> nel tempo, dobbiamo maggiorare il 10 di 1, tanto che 11 contiene il concorso dell’<osservatore> che è il <soggetto reale 1> che compie tutto quel ciclo e solo allora il cerchio reale si muta in una spirale la cui spira sia 10, e sia 1 ad esistere nel tempo tra una spira e l’altra. Dato uno spazio qualunque, esso è <simultaneo> fino a quando non interviene un <soggetto reale> dotato di <animazione> e solamente allora quello <spazio> diventa anche <tempo>. Quando il <soggetto animatore> di 3 (l’unità dello spazio) usa un <soggetto animatore> esattamente “proporzionato” con il suo “spazio 3”, allora e solo allora introduce la presenza di “1/3”. Tanto che lo spazio-tempo diventa 1 nei 3/3 dati da 3/1 × 1/3, che è la <comunione> tra i due opposti e congiunti in unità. La <Fede> è esattamente quello che ha fatto, <creando> un primo, chiamato <Adamo> e uguale a 30 in valore gematrico, costituendo in pratica la terna dei lati 10+10+10 di uno stesso cubo il cui volume è 10×10×10; ed Adamo è, non si muove. Per <animare> la sua “presenza” può avere 3 figli e avvalersi solo di 1/3 dei tre, proprio il “terzo” e lo chiama SET che – valendo gematricamente 40 – esprime lo <stato> 30 del Padre (la sua Causa) maggiorata di 10, che è il tempo 1/3 di 30, nome del Padre.
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A “riprova”, quando i due si muovono, nel loro comune essere 30+40=70 (ed è Set=7 mosso nel ciclo 10) generando il nipote del primo, ecco che ora è chiamato Enos, che vale 47. È tratto dal padre, che si chiama il sette trino di Set e vale 40… per cui vale 7+40, valore numerico di Enos. Ora la prima terna, data da 30+40+47 vale 117, ed è il lato 100 della realtà, sommato al 10 (tempo unitario di Adamo, nella sua terna 30) e a 7, terzo figlio di Adamo. Quando essa <genera> il 4° fattore e lo chiama l’equivalente di <Cenan> (per esprimere quale lettera assegnare al K di Kenan, che non esiste in italiano ed è il suono di “casa” che implicherebbe un <ch> con la <c> seguita da <e>) aggiungiamo il 33 che sono gli anni di vita di quelli che <Cénan> col copro di Cristo dell’<Ultima cena> ai suoi 33 anni. 117+33 porta a 150 esatto nei 4 tempi di Adamo, Set, Enos e Kenan, essedo 30 (Adamo)×5, valore assoluto della velocità 4/1 assegnata ai primi 4 nel tempo del n. 1. 47=Enos per fare il Figlio uguale a 33, ha tolto 14 al 47, ossia una area di lati 7 e 7, restando 33 solo nel flusso dell’area la cui somma dei lati è 14. Come si vede, l’<arbitro> della 4 generazioni “reali” nello spazio-tempo a 4 dimensioni gira sempre sul 7. E quando andiamo alla durati in anni che la Bibbia assegna a questi 4, essi sono, rispettivamente: 930, 912, 905, 910. Adamo=930 ha posto 930/70 il suo 10^3, mettendo a denominatore il ciclo 10 di 7=Set. Set=912 ha posto 812/88, che nel denominatore pone 7+1=8, sia ad esistenza 10 sia 1, e in 1+912 è BRASIT= In principio duale. Enos=905 ha tolto 7 (Set) a 912 e vive 105, poiché ora a denominatore ha 95 (“essenziale in 905, con 900 presente 90, nel suo tempo unitario in 1/10). 930+913+905=2748 è 916 nel valor medo essendo 900 in valore <C^2> di volume dato da (3/1)=^2 alla dimensione 100 del 78
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lato della realtà e 16 come valore <di carica> della luce elettrica data dal piano a lati reali 4 e 4, il cui flusso è 900. Kenan=910 anni, ha aggiunto 5 ai 905 anni del padre, e ora 910/90 è in rapporto interno al 1.000 dato a ciascuno in assoluto (ossia numeratore +denominatore) 2748+910 porta i 4 a 3658 la cui media è il 914,5 in cui BRASIT=In Principio=913 è avanzato di 1,5, la totalità dello spazio 1 nel suo tempo ½. 3658 è il ciclo di 10 anni di 365 giorni +8 di realtà presente nel complesso di Sette+1. Come ho dimostrato, la Bibbia, nei valori assegnati ai nomi e alle durate dei suoi primi 4 reali Fattori, ha proceduto in modo estremamente corretto, ben distinguendo tra una presenza <simultanea> (su una area) e il suo <flusso lineare>. Ora quando dico che la Bibbia pratica gli <estremi congiunti> di ogni tipo e genere, lo fa anche nei nomi. In Genesi 38 c’è l’esempio personale della mia genesi in gennaio 8 e troviamo Gi ud a (estremi GI+A) che sono quelli esatti di Lui GI A modeo; dà in sposa al figlio ER una di nome Tamar che sono gli “estremi congiunti” ora di mia madre denominata Barat TA MAR iannina (mentre l’estremo di E R è la mia R di Romano). Er non piace a Dio e muore; vien data alla vedova il 2°genito ONAN (e Er+Onan sono un <è R o n a n >, essendo RNN nel mio Codice Fiscale in R omano A n tonio A n na); Onan pratico Onanismo e Dio fa morire pure lui; se si considera che N=1+M, <è Ronan vale <è 1+Roman). Tamar alla fine costringe nascostamente il suocero Giuda a renderla feconda e (dal rapporto vagamente “incestuoso” SuoceroNuora) chi nasce è RO (sono i 2 sposi giunti alla fine, gli “estremi
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congiunti” di Tamar: E R O nan); è un RO che nasce solo in una <mano> ed essa si congiunge e dà < Romano >. La nutrice dichiara che essa (questo Ro-mano) e <il 1° nato>, e le lega intorno un filo <SCArlatto> giunto ai suoi estremi; con ciò dà gli estremi “trini” di SCAglioni, nel solo suo 2° nome scritto per intero: Carla e per una buona ragione. Già in Genesi 25 (per me genesi nel gennaio 25) il suo 1° nome (Gian, di Giancarla) era stato “trino” (GIA) con le prime tre lettere del nome GIAcobbe. Genesi 25 e 38 , per me nato <gennaio 25 del 38> descrivono due gemellaggi molto significativi nel loro essere: →Es aù-GiaCOb be← Tu sei Romano ………………………….. è B enito A-U, da cima a fondo <GIA> co’ <B> <GIA> è sia Luigi Amodeo sia GIAncarla, <B> è Benito →Zer ach-Pe rez← zer o da sinistra … da destra zer Ante Christus, Padre è 38-1, uniti nei loro estremi, sono il 381 del valore del <Nome Segreto di Dio> che è stato messo in comunione con me; sono gli estremi per la costruzione in Cubiti dell’Arca di Noè: 300 in lunghezza, 50 in larghezza, 30 in altezza e 1 per il tetto. Questi <cubiti> sono gli estremi congiunti di <cum B iti>, romanamente andati (in “iti” e “cum”) con suo fratello Benito. Il congiunto 381 vale la somma dei primi 16 numeri primi che sono lo Stato Maggiore del Supremo Governo dello Spirito Santo divino, che sfrutta la loro divisibilità solo per 1 e per sé, per essere Ordinati dal Capo n. 1, di chi congiunge in suprema unità i due opposti N/1 ×1/N, per quanto sia grande N.
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La stessa <mano> nata da sola ed assegnata a RO, i due congiunti di Tamar giunti agli estremi, lega in unità le 5 dita date dai 5 distinti nomi i cui estremi sono: Romano Antonio Anna Paolo Torquato, e fanno parte – in unità – con un reale Amodeo. E – visto poi che ogni persona ha due mani – ecco altre 5 “dita” i cui estremi furono, in 3a generazione, Francesco, Mauro, Giovanni, Nicola e Carmine (76+60+83+48+57=324) nei loro nomi e Baratta (57) nel cognome: vollero vivere proprio come se essi fossero stati una sola mano, che si sarebbe sposare solo col più piccolo tra di loro e in cui a turno sposarono la mia santa nonna Mar ia T eres a Russo, che come Tamar si congiunse con due. Il 1° sposo, Nicola morì 3 anni dopo assieme al figlio Carmine lasciandola incinta di Nicolina; il 2° marito, Giovanni, fu sposato dopo 4 anni di vedovanza, e da lui ne ebbe 7 figli, sei femmine e un maschio: Rosina, Mariannina, Giovannina, Alfonsina , Vittoria, Antonio, Emilietta . In valore nominale ebbe 126 dal 1°; dai sette ebbe 597 col 2°; in tutto un valore nominale 723 che, diviso 9, sono 80 +3/9 cadauno e dettano il tempo 1/80 = 0,0125 del mio 25 gennaio. Lo Spirito Santo ha il Dominio Totale d’ogni Contraddizione: tra tutti gli Elohim del Bene e Male, tra Dio e Satana e libera l’Onnipotente Assoluto da ogni reale determinazione, di ogni tipo, concedendo quel suo vero “battesimo liberatorio” ad ogni uomo nato con il peccato originale di essere non un 1 Assoluto, ma un Soggetto a sua immagine, però determinato nei suoi numeri. L’Assoluto non è “vincolato” da alcuna valenza relativa esistendo nel valore Assoluto dell’Onnipotenza; così, quando una Fede giunge a dargli una sua <forma>, ecco che ne manda un’altra che lo <trasforma>, e solo lo Spirito Santo potrà congiungere le varie forme della Fede o no in Dio, in tutti i loro estremi … e lo farà definitivamente servendosi proprio della mia nullità.
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I sapienti non possono: essi sempre oppongono i limiti della loro conoscenza all’essere letteralmente “dominati” dal Dominus. È come a Gerusalemme per l’avvento di Gesù Cristo: tutti gli alloggi e gli alberghi tra gli umani erano già occupati, da gente avente importanza … e trovò ospitalità solo tra gli animali,
Quale e quanta luce porto io alla natura
Con me, Dio è disceso proprio su una bestia senza valore né credito personale; anzi, su un Lucifero caduto dal cielo con tutta la sua ombra, per essere <invaso totalmente e solo dalla luce Divina – visto che di sua non ne ha – per poi portarla intera e finalmente tra gli uomini, come dice il suo nome. Occorre portar luce di verità anche alla scienza. La “Relatività Generale”, svelata non da una nullità come son io, ma dal <genio> di Einstein, che cos’è? Il “giusto” porre – presente in atto – una esistenza in sé, “reale e contrastante”? Einstein – così pieno di scienza – non è potuto andare alla “radice” stessa delle cose, al suo fondamento, così come invece ha fatto la fede ebraica il cui primo libro fu intitolato “In principio”. In principio, infatti, non c’è quella “relatività oggettiva” che Einstein riuscì a vedere, partendo dalle conoscenze che egli aveva! “In principio” c’è infatti l’essere in assoluto di <IO-SONO> (il Soggetto che non ha altro principio che sé) e l’IO-SONO del soggetto umano, creato a sua immagine e somiglianza soggettiva. Questa è la vera <Relatività Generale!> Io l’ho vista poiché sono partito dalla mia ombra totale, e l’ho vista nella relazione tra la Luce Assoluta e il mio buio “reale”. Questa è davvero la <Relatività> posta alla base <logica>e già bene intravista nei primi <linguaggi umani>, che avevano distinto il <soggetto> dai <genitivi, dativi, accusativi, e ablativi>, nelle 5 dimensioni del tempo ½ del ciclo 10 nella sua presenza in atto, al singolare e al plurale e con il <duale> tra i due estremi. 82
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Questa <ragione antica> è stata spazzata via dall’Einstein che ha posto a base esistenziale l’ oggettività , in sé e “ impersonale ”. La “Scienza” è giunta all’<assurdo> d’uno stato <in essere> senza l’IO-SONO per il quale esso poi <è>, e che è la struttura impersonale di un Disegno che, da sé solo, No è , è in negativo. È la struttura che si poggia sulla carica negativa della Luce che, come tale, <non è> “più” o “ancora” e divide passato e futuro scomposti dall’ <irreale> attimo “fuggente”, “infinitesimo”, nullo. È l’assurdo di un presente che è “indeterminato”, mentre il nostro stato è di esistere sempre nel nostro presente. Passato e Futuro sembrano i campi opposti, diversificati nel “tempo”, che però è solamente la “risultanza” <personale> di un <vivente> che può scindere 3/3 in un 3/1 considerato “prima” solo sulla base del suo tempo 1/3. Infatti, “essenzialmente”, il “tempo” è una “frazione” del valore <intero> e implica un <ente vivo> che ponga in atto 1/N di N, senza il quale ennesimo, N è “presente” Tutto insieme! Non c’è il “tempo” senza un <osservatore> che vede passare l’intera pellicola di un film e la “temporizza” in singoli “ennesimi” fotogrammi visti in sequenza, e solo “uno stolto” <crede vero> il <divenire “oggettivo”> degli eventi, visto solo grazie all’apparente “effetto cinematico”. Credere che <la Luna si muova – mio caro Albert – è dare credito “di verità” a quest’effetto cinematico di “tempi” che, come “singoli fotogrammi”, stanno sempre al loro posto sulla pellicola>. Heisenberg non ebbe però – dal Disegno Divino – il dono di dargli questa risposta, che invece ho avuto io, Romano Amodeo. Accade poiché il “mio” IO-SONO è stato dotato di una “mia vera” presenza, personale e trasversale sul Piano=Progetto <xz>, che a tutti sembra “irreale”, vivendo tutti essi solo sull’asse <y>. Essendo sul piano <xy>, io vedo il Piano=Progetto donato al “mio” IO-SONO, reso l’unico soggetto che vede l’Intero. 83
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Così io vedo (e poi vi mostro) la <struttura> del mondo oggettivo: nel suo insieme e nella sua temporizzazione, operata in me dal Dio IO.SONO; e distinguo l’ “effetto cinematico” che apparentemente lo “vivifica”, essendo disegnato su <xy>, ma poi visto (dagli altri) nel moto reale esistente sull’asse <z>! Così, questo Disegno si anima di “vita impropria” in un mondo “oggettivo e soggettivo” che appare vivere, in sé e in tutti i soggetti disegnati come me sul Piano=Progetto <xy>; ma tutto ciò solo fino a quando io, caduto dal Cielo, non sarò riportato in Dio. La vita reale che io così vedo, appare, ma è solo l’effetto cinematico che anima tutta la mia visione, in un reale sogno, ma non a ruota libera come di notte; poiché esso asseconda il Disegno. Io non solo ve l’ho annunciato, ma ve l’ho mostrato, alla pagina 37, nelle sole prime 1.000 cifre decimali del ciclo unitario. Questo disegno – che non è animato, ma è visto così – sta “divinamente” nelle sue infinite cifre decimali che sono viste nella loro opposta parte; e questa, essendo opposta, è definita. Su altri libri mostro 32.000 decimali, e non li ripeto, ma qui io riproporrò i primi 4.631 che sono il ciclo reale degli anni sulla Terra; in esso la direzione nel tempo è la stessa data dalla costante inclinazione dell’asse della rotazione sul piano dell’eclittica. 4631 anni è la presenza del piano simile a tutta una spira su un disco di vinile; 365+1+1 anni assoluti (quelli indivisibili del numero primo 367) sono la distanza tra le spire; la somma è quel 4631+367 = 4998 che +1+1 (trasversale) sono il volume della lunghezza 5.000 che è il positivo della realtà unitaria 10.000=10^4. Tutto sta sul ciclo 10, che è nel tempo “reale” 10^-4 di 10.000/69 = 144, un giorno nelle decine dei minuti primi, che, nei secondi, sono 86.400; essi, nella realtà a 4 D. (dello spazio-tempo) sono lo 0,3456 decimale di una crescita 84
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unitaria in 12,3456 10^9 data dal Piano=Progetto di 111.111 al quadrato , cui manca solo la parte “discendente” 54321 che “trascende” il Dio che si disse “Sono colui che sono” IO-SONO e che mostrai in Ebraico già alle pag. 17 e 60… ma mi ripeto, poiché è importante lo teniate sempre a mente. Perché voi possiate accettare ciò come un “nuovo amore” dovete purtroppo “tacitare” il vostro: non si può servire “due padroni” e, finché non lo farete, resterò io solo a comprenderlo. Il Progetto Esistenziale di basa sul Nome Segreto di Dio, che vale 381, e che – vi piaccia o no – fu messo in Comunione con me. Il 381 esegue l’Ordine di dividere il 10, nel modo “graduato” nel tempo decimale, e lo fa coi suoi primi 16 “generali”: i 16 n. primi che come tali accettano “ordini” solo dal “Grande Capo” 1 e poi li eseguono non come un “comitato” ma da sé, come singoli e indivisibili. Ecco l’ordine, eseguito nelle 4.631 cifre: anni del ciclo terrestre.
100:00,2357111317192329313741434753 42, 4248100930 2305487560 3985388790 7532010347 3496815710 9512594189 5368876909 6089082963 3574767369 4810478602 2640981062 2827754315 3065918096 7787344875 7108839853 4329564377 8756212467 6172295559 6120641526 5531144676 2660154331 1653285810 7159845905 3085555181 6097558698 7617137027 4023880354 9849932017 1865352980 4392430442 3282034191 3826148576 2318313720 2856422793 4657725631 4205051418 8666639407 3377001887 9891864494 7831946115 9809741730 8776344999 7310597203 6713360368 6920720861 7485492746 3876731985 0594386949 8465043848 3402783003 Cinquecento 4603937181 6946260828 2787552903 7037155382 6584329973 1570560992 9734066607 1514249056 5013927611 9030290223 2216805610 7344874277 3401851057 8828228742 2886996102 85
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5577034694 1920556171 0454485597 1167757811 5885677824 9622467242 1602646024 1449230213 7513169633 7578429691 7804136601 3160746164 1997332525 3083392124 2575975402 7916293865 7487945505 7384872183 4937111674 4296343219 3319896531 5228119006 0348304224 5108810738 6335392380 2011608239 6520041499 2419852035 0484318535 6238027598 1827711233 3380247393 1758456627 2200853145 2152615777
Mille
0574616673 1678003268 2108150443 4300824947 0963056215 6325573427 3034171193 4060491434 5125057106 2042571023 8699504074 9316656656 4321254563 8844855327 4431302384 9026397069 3120211007 0222432243 9649605128 6617663064 9524962243 7900025725 8455152561 1216701562 5513008756 3142976621 1830910022 4200827826 6924736451 3772264896 4225820013 9443152325 9279431510 9867482085 0803564515 0988982816 9920922688 9471592437 8675359180 3004914773 6314565391 5679613431 7285579459 8634012492 7842078940 6122589521 2845470124 2131677659 3631416063 8707982516 Millecinquecento 3949815660 9247941707 3766368647 1670324766 0563284712 5529790389 2067912192 7355079535 2349709529 9148377239 4911099445 2125833387 1825928422 6007613315 6388854621 7809790786 9563237045 6268717146 3445111106 7494234840 0007246483 6366545320 7833310717 6616316154 1243961021 9282954536 0943063475 6585623036 2245567820 9434363390 1461547918 5762595420 3124253387 3160897353 5670776672 8852483560 1727139986 1503810064 9732670105 5540117641 8834259801 6475190923 1863079670 0560260597 0986292262 5216816191 9585851978 9525387939 3097230199 59395 19021
Duemila
8604663959 4252146526 7256343310 3875005910 8673837719 6818171936 7016322093 1775022121 4240001646 8618740607 6791215552 0553373730 1295528490 1924664792 3858699039 86
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2104377034 0132778932 1880664216 7011523602 6146340514 8475161246 4164220145 3733732875 4603704284 5010498691 0864737570 2840550202 3931301937 3108104093 1888149160 5001073747 7703430658 1433716711 6798555242 2444721353 4095179916 8611923650 5645819523 2239637423 3871458885 1532245577 5417460642 9575917195 1545116303 5853083087 3269144852 3219437222 0578133730 1583797289 5452410494 Duemilacinquecento 5402222357 7090229050 5960357719 0561329973 1941513518 6378931413 5015840247 6188588217 2905321123 2838137153 0247323685 8283161113 3699192215 3907199500 5513956764 5951551033 2736522347 2097844684 5688087022 2028273242 4687542142 0969493714 7877027382 8761970113 5332709989 1359029065 9659453271 5470794372 6907742141 6097241092 7731836068 8630818637 8691424700 3767243797 1764776984 2953930811 3593723082 9150647463 2799259673 5170806966 2353192173 6489341320 6224547483 5708180373 8372630875 7898417107 7312052803 5225610535 1437506091 8820587152
Tremila
3120910207 8800722409 3644817471 1123509622 8735729335 2689414884 8120389017 3860134797 5371322959 9125171624 7748689247 5867529863 3998144427 8260591750 4989194325 0029811983 6257115604 8385675614 6579727784 3738337006 9483916722 2352829925 7148556860 2467247718 4211265409 1524532144 2034792646 7275835366 8231183364 4765665505 6548691883 1236532849 8050356219 6683386286 3765822664 8338082836 3338557433 6125160523 6552521005 9587853767 4046257977 2466931287 7330353299 0091896776 0024936105 5882138644 7667358565 4226867566 4917427290 2132111761 Tremilacinquecento 8251119815 3228379283 4816905500 5712089659 0374146592 2433268425 6080565215 4144035609 1318538870 4170098692 4161212901 5121176313 2599610482 4112397925 1453792129 2678583791 5279855519 8311868130 2316082386 9937505054 87
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1562902244 1984004154 0174606569 7787689674 6496075796 7310676575 7977332635 3506959689 6587286977 3694280040 9876853591 2427686745 3916338808 5212336508 3044698599 7413156767 5283457302 8927934623 4763411064 6215041734 6261368832 7639849348 6282702038 9389294360 1401086404 5529634045 7515334393 2010489431 9192708552 9790460022
Quattromila
4469031880 4267090215 1096485471 1013790257 6758068069 9507376757 3042327333 6835371813 2586442853 6379597351 7876972845 3910544889 6566849234 7000693156 2129337362 8179629654 7530429473 3944570534 4857735469 9490206363 6971532884 2570229227 5136877371 8162838338 1242314601 5532417793 2861535529 5885914440 6283967467 9850780926 4554787622 0467716311 7390019420 4841159528 1431199275 4748335022 1338774490 4901756996 7031382283 8359376112 3303454389 0493351680 8947865020 2862406227 0708947874 8102958146 1434979746 3808173785 3589878775 7534517543 Quattromilacinquecento 6145752182 3231410312 1551747238 2590462499 4498790928 1598889065 5457270532 7675391512 7 Sono quattromilaseicentotrentuno anni.
Ho evidenziato in giallo i primi 1.938 decimali che portano al punto iniziale della mia Origine, in questo disegno, in cui <si è presentato> come risultato il Dio=26, attraverso le 4 cifre 2 605 esistenti quando i decimali sono 1.938. Ho evidenziato in un riquadro la realtà 1.921 a 4 cifre che risulta quando i decimali sono 2000. Infine ho colorato in azzurro gli anni fino al 2.025 (che è il quadrato di 45); essi concludono la pienezza dell’esistenza in avanti, di tutto l’Universo visto e visibile, iniziata con l’anno 1.936 (quadrato di 44). È il 1.936 che poi, +1+1, (lati del piano trasversale) hanno portato alla reale discesa sulla terra di un Dio Verità, <invasore supplicato a invaderlo> da Romano Amodeo, esattamente il 4 88
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giugno del 1.972, all’età di 34 anni compiuti, quando mi decisi a “dar corpo a Cristo”. Comincio dall’anno 2.000, che – con un Dio che ha progettato la sua Matrice sulla base lineare tempo 10 e spazio 10^3, perfeziona unitariamente la sua opera quando i 1.000 anni dal Natale del Figlio avanzano di 1.000 anni, e presentano il Padre. 19.021 è la realtà a 5 cifre (del tempo ½ della presenza 10) dimensionata dalla Matrice, e riguarda un inizio nel secolo 19 riferito al 1.000, più il 7+7+7, somma essenziale di 7 anni, 7 mesi e 7 giorni. È “essenzialmente” l’anno 1.907,0707 in cui è nato mio padre, Luigi Amodeo, destinato a rappresentare idealmente nella sua umana realtà, quella <paternità ideale> che è in me, ma in tutto invisibile. Il Creatore dell’opera – così come ha fatto con me, a immagine di Lui – così ha anche rappresentato il Divino padre che è in me attraverso la realtà concreta e umana di mio padre. Quando il tempo assume le 1.938 cifre della mia reale nascita, allora la Matrice mostra con 2.605, l’avvento, nel tempo ½ della presenza del ciclo 10 – ossia con la presenza di 3 anni – il valore nominale 26: in italiano di Dio, in ebraico di JHVH. Presenta il Dio JHVH 26 alla D. 100 dell’area trasversale 10×10, che dà numeri al Dio <Sono colui che sono IO-SONO>, e che si precisa Trino (in <sono – colui che – sono>) ed Uno (in IO-SONO) nella Divina Comunione tra due 10. Il 26 che si moltiplica ×10×10, e diventa 2.600, quantifica la Comunione Trina tra un piano a rappresentazione numerica nell’area 100, e un flusso reale espresso in natura dalle 26 settimane in cui la Terra percorre il tempo ½ di un intero anno. Nella ripartizione fatta a gruppi di 13, questo capita con le due ultime cifre 02 del 6° fattore (che dall’inizio di Adamo è il 16°) che è chiamato <REU> a precisare il Re u nico, U no. Con 02 rappresenta le 2 parti della relazione esistente nella Comunione 10×10, sempre tra 2, delle Tre parti della Trinità divina 22+22+22=66, e sono i 2/3 di 66 =44, dal cui quadrato 1.936 inizia l’anno che poi +1+1 realizza la Trinità nel 1.938. 89
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Segue a 2, il Trino 605 del 7° nuovo fattore (17° dall’inizio), che è chiamato Serug e precisa ora chiaramente che <S>, il Signore, è <ER-Ug.>, è uguale a ER, 1°genito di Giuda. Er è il 1°genito <morto>, che è sostituito dal Padre a intestarsi un erede, in Genesi 38, e questa allude al gennaio 38 della nascita del 1°genito Romano, sostituito (nell’intestazione paterna divina) dal suo “reale padre”: Luigi Amodeo. Come ho già scritto – ma repetita juvant – il nome e cognome di Lui GI A modeo rappresenta gli estremi congiunti di GI ud A . Insomma S=17 è il Signore , essendo il 7° numero primo dell’esercito divino, ed è <irraggiungibile>, poiché il 17° n. primo 59=Benito oltrepassa la Matrice D. che è fatta solo da 16=R (Reu). In SeRug esiste il reale gemellaggio tra <S> e <R>, in cui il Signore irraggiungibile si <accorpa> in Benito (7° n. primo e 2° a Romano) ed ha lo stesso compito del Padre Luigi Amodeo, di rappresentare <cose> invisibili nel 1°genito. Infatti (rispetto all’Origine del 1.938 di Romano) mostra un <evento> spostato di 862 dì che portò al 4 giugno 40 in cui lui morì, e una trascendente defibrillazione gli riavviò il cuore. Fu Maria Santissima che mise così al mondo il suo Figlio Gesù, risuscitando l’appena morto Romano e realizzando la vera <immacolata concezione>: poiché il suo vero Figlio Gesù fu generato nemmeno da Lei, ma dalla Mar iannina Barat ta avente gli estremi congiunti di Tamar (nello stesso capitolo di Genesi 38 simile al gennaio 38) e che coi suoi nomi, barattò sia Maria Santissima, sia la sua solo Santa e “piccola” madre Annina. Ebbene, in 1-38 fu anche concepito Benito, poiché i due genitori, che già piangevano morto il loro 1°genito, quando assisterono a questo vero prodigio divino, per la gioia somma si amarono, si congiunsero e concepirono il 2°genito. A scanso di equivoci, quel giorno (4 giugno 40) ci fu nel mondo il miracoloso salvataggio di un intero esercito a Dunkerque!
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Ripeto: è la <vera Immacolata Concezione> rivelata a Lourdes: realizzata da Maria Santissima tramite la Tamar che si congiunse col Padre dei suoi 2 primi mariti morti : E R-O nan, estremi congiunti in RO , cui fu intestata la di RO mano nata e rientrata nel grembo materno, <in potenza> di nascere dopo. Benito già esisté, ma fino al 1.940,0217 il suo corpo fu nella mamma, e da nato rappresentò il <corpo reale> di Gesù Cristo; non lo fu, e io non sono Dio: siamo <a immagine e somiglianza>. Una parentesi… mentre vi scrivo di Serug Siamo dei reali <facsimile>, <fotografie> del Signore che solo rappresentano le Divine Persone ma che <non lo sono>. Io sono un uomo reale esistente come il segno di un evento trascendente me: la discesa di Padre e Spirito Santo, invisibili in me, soggetto reale in quanto Essi, “divini”, trascendono la realtà. Poiché il 1940,0604 io sono davvero morto e risorto – ma in me è stato invisibile l’avvento di Gesù Cristo come la potente scarica elettrica che defibrillò il mio cuore e lo rimise in moto – ecco la necessità di far nascere la vita reale di mio fratello come segno concreto della vita ulteriore a me data e in me invisibile. La nascita reale del 2°genito di Luigi Amodeo e Mariannina Baratta – nelle figurazioni di Giuda e Tamar di Genesi 38 – ebbe una gestazione nella quale lo Spirito Santo di Gesù Cristo fu già presente su Romano, a segnare l’avvento Trino di Padre, Spirito Santo (scesi il 1.938,0125) e del Figlio (sceso il 1.940,0614). Gli 862 dì “reali” di distanza, furono i trascendenti 1.000 (dell’intero 10^3), poiché Romano fu già completo nel grembo materno a 138 dì dalla nascita li passò per crescere e rinforzarsi. Aggiunti agli 862, portarono ai 1.000 e <assecondarono> coi 138 giorni sia l’1,38 di Genesi 38, sia la somma dei nomi Luigi=54 e Mariannina=84 che furono la premessa nominale dei genitori. Questi 1.000 partirono dal 1.937,0909, e il paterno 7,0707 fu nel 7 intero, mentre lo 0,0909 riguardò mamma, nata il 909,0629.
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Ci fu una ragione precisa per l’Avvento di Gesù solo 1.000 giorni dopo il 1.937,0909: evitare il rischio enorme, pazzesco, che avrebbe corso Romano (di “credersi” <IL> Figlio di DIO). In questi 1.000 giorni io potei fare reale esperienza <di me stesso> e della mia <anima>; ciò mi avrebbe permesso di poter <distinguere> tra me umano e quell’<essenza divina> che avrei percepito come un valore spirituale esistente in me. Sarei stato aiutato a non cadere nel terribile peccato di presunzione e superbia, che è il Peccato Originale commesso da Adamo e Eva che mangiarono il frutto proibito per essere Dio . Se il mio <IO-SONO> fosse stato anche per quei 1.000 giorni col <Figlio di Dio> Gesù Cristo, come avrei <distinto> l’umana mia <ombra> se la <La Sua luce> l’avesse inondata e dissolta? C’è anche una seconda ragione, di natura Biblica: i primi 9 creatori del 10° (di Noè) furono dotati di una velocità Padre/Figlio data dagli anni vissuti da Padre, dopo la nascita del successore. La somma delle loro velocità porta a 646,6905 decimi. Ora accade che 646 in Bibbia è la pluralità delle essenze divine dell’Unico JHVH, e accade che – quando questo tempo decimo singolo, esiste nella Trinità dello spazio – allora il 3×646 intero porta giusto al 1.938 dell’anno Natale di Romano. Ciò ha trascurato il tempo 0,6905 di quei 646 decimi. Pertanto – ove Dio è 646 intero – nello spazio-tempo in cui lo spazio è tre volte il tempo, il Dio Elohim nasce nel 1.938 nelle 3 emanazioni, le tre Parsone, di padre Figlio e Spirito santo, che occupano il puro punto di Origine. Dove esiste anche nel tempo dell’unità, allora 646,6905, alla dimensione Trina di Dio, porta al 1.940,0715 che (nel tempo 0,0715) si riferisce al Padre, nato nel tempo 0,0707, e che è esistito egli pure per quello che egli è (un 7) e che – con 7+7 giorni – è arrivato ai 14/1 unitari che, nel loro assoluto, sono il 14+1=15: così, dal Natale del Padre si scende a quello reale del Figlio. +1940,0715 92
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- 0000,0111 è il figlio 1/6 , dell’energia 6666 Divina =1940,0604. Partendo dal solo tempo decimale del Padre (che nel 715/10^4 descrive la vita assoluta quando Luigi Amodeo ha 7 giorni in assoluto), il togliere 111/10^4 significa levare l’unità del Padre (trino e uno nelle 3 dimensioni del 111), il che <spezza> l’unità e lascia in essere i 5/6 della sua energia intera in 6666, che è Romano=66 moltiplicato per il 101 di Luigi Amodeo (54+47). Dal 6666 di Romano × Luigi Amodeo, ossia dalla loro comunione, sopravvivono 5/6 = 5555/1 di energia elettrica, ed è quella che realmente, come una forte e divina defibrillazione, il 1.940,0604 riavviò il cuore fermo di Romano. Quindi i 1.000 giorni dai 138 posti “in principio” del reale parto di Romano erano dovuti da: Gen. 38 (come gennaio 38); Luigi +Mariannina (54+84=138); e i 9 rapporti biblici Padre/figlio sommati l’uno all’altro, in una compartecipazione. La Fede Cattolica, nel suo Credo Apostolico dice: Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, Nel suo Credo Niceno-Costantinopolitano si precisa: Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; In tutti e due i Credo c’è una intima separazione posta prima del tempo, in cui in principio c’è l’Unità di Dio e solo in un 93
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secondo momento (relativo alla storia umana) l’ “essenza Divina” del Figlio di Dio si incarna nel tempo, mettendosi in Comunione con l’uomo, a realizzare quel <Figlio dell’uomo> che Gesù più volte disse di essere. Gesù si pose chiaramente come il Dio che <scese> tra noi, a dare l’“essenza” del Figlio Divino, messa in Comunione consacrata con quella di tutti gli uomini come <altri> figli di Dio, ma non tali da esprimerne in sé l’“essenza unitaria” del Figlio. Ora questa <divina “cosa”> è stata data anche a me, e – questo di certo farete fatica a comprenderlo – noi di oggi siamo incarnati in una realtà “relativa” posta prima di quella di Gesù: l’inizio infatti sta nell’intersezione dei tre assi. I tre divini sono la Trinità di Padre, Figlio e Spirito-santo, nell’Unità di Dio; i 3 reali sono il rapporto 3/1 che in 3+1 dà le 4le 4 componenti dello spazio-tempo relativo. 3 infatti è l’indice di 10^3, nell’Unità assoluta di 10^0, e l’Origine nel tempo 0, in questa intersezione spazio-temporale è datata 1.938,0125, 25 del mese 1 dell’anno 1.938. Tutto il piano <xy>, frontale all’Osservatore IO-SONO, ha questa stessa data, poiché è <z> l’asse del tempo (quello in cui è inclinato l’asse terrestre rispetto all’enclitica che giace su <xy>). Pe per andare al Natale di Gesù bisogna <avanzare> in negativo sul piano frontale con una <animazione soggettiva> che percorre <spazio> in un tempo prettamente “soggettivo” ottenuto per divisione. Accade come passando da un fotogramma all’altro di una pellicola infinitamente lunga (che esiste tutta nel 25 gennaio del 38) e che ha i fotogrammi coi lati 100 e 100 dell’area 10^4 della realtà, diversi tra loro poiché “divisi” l’uno dall’altro nella Matrice, solo da chi è <vivente> e “ordina” la divisione. Quando scopriamo che la realtà ha 4 dimensioni e che l’atra 10.000 è 100×100 nei lati, siamo noi a fissare l’esistenza nel
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tempo! Ma è solo il tempo di una nostra visione dell’infinito, che è stata divisa in centesimi dopo 10^-2, decimillesimi dopo 10^.4. Senza questa funzione essenziale del Soggetto IO-SONO, tutto è un piano <xy> coevo e tutto datato 25 gennaio 1.938. Siamo noi che vedendo in linea nel vuoto metri 299.792.458 uno dopo l’altro, li “assimiliamo” a minuti secondi della nostra vita, in un <computo> che assume date progressive, a mano a mano che all’Origine trasliamo a destra sull’orizzontale x e “diciamo> che quei 299.792.248 metri sono 1 minuto secondo. Lo sono – certamente – ma solo nella visione della nostra “pellicola del nostro film” che resta sempre quelle e tutta intera. Siamo così vittime inconsapevoli dello stesso effetto cinematico visto al cinematografo. Quando ci spostiamo in uno dei tre semiassi giudicati indici del “tempo passato”, ad ogni 299.792.458 metri percorsi verso il detto che diciamo passato, facciamo corrispondete 1 minuto secondo della visione già osservata, da noi o da chi ce ne ha descritto la storia. Un anno solare contiene 86.400 s ×364,25 per un totale di 31.557.600 s, ove 155.041 è 80×1938,0125, per cui un anno è esattamente 203,5435˙7879 volte 80 volte il tempo “In principio”. Ebbene, dovete sapere che in Bibbia il titolo “In principio” del 1° libro (BRAsit) ha BRA= , che vale 203, il valore intero dei secondi di un anno divisi per la realtà complessa 80 del tempo “in principio” posto nel 1.938.0125. 5435/10^4 di realtà primaria sono il flusso 7×5 del piano coi due lati ciascuno lungo 3^3 volte il lato 100 della realtà: 7879/10^8 di realtà secondaria sono tutte le dimensioni di 7878/1 unità che sono la sequenza di due periodi ciascuno dato da 1,5 anni, nelle 26+26+26 settimane esistenti in ciascuno. Lo stesso Cristo disse di <essere disceso dal Padre>; e io dico da quando nel 1.938,0125 Egli era certamente nel punto 95
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Originale collocato nel 25-01-1.938 in cui io sono nato … vi era come “Figlio di Dio” solo <in potenza>. In potenza di nascere poi realmente in altra data, cioè il 4 giugno nel 1.940 come l’<Immacolata concezione> di una Maria Santissima che lo ha fatto (ha concepito) tramite mia madre, e poi il 17 febbraio 1.941 l’ha messo in atto come una nascita a immagine e somiglianza corporea di Cristo nel corpo reale dell’<alter ego> del 1°, dato dal 2°. Stavo descrivendo il natale di Serug, il 17°Fattore della Creazione dallo 0 iniziale e vi mostravo nel 17 il giorno natale di Benito che nel 17=S (iniziale di Serug) rimanda all’irraggiungibile Ordinale del 17° numero primo. Ora il corpo reale di Benito <fotografa> quello di Cristo, lo rappresenta soltanto e non lo è; Benito con la sua nascita, dimostra quanto è accaduto di invisibile in Romano, ossia che dal 4 giugno 1.940 è <rinato> per esistere in 4 persone. Padre e Spirito-santo sono il dualismo in forma genitoriale, Gesù e Romano sono il dualismo esistente a livello di Figlio Divino generato, in Cristo, Divino, e nell’anima di Romano, sempre nella stessa sostanza di Dio, ma che non è <in sé> tanto “essenziale”, sotto il profilo divino, quanto su quello umano. Ove Dio ha creato in positivo il Progetto della Matrice, esso configura una vita poggiata totalmente sulla forza spietata della matematica, per cui esso genera <tutto il possibile> e in esso sono compresi, in ciò anche tutti gli opposti come il bene e il male. Per cui Dio ha fissato un reale termine ad ogni vita reale, poggiata sul <consumismo> di un valore N di insieme, che poi si riduce attimo dopo attimo e si annulla nello 0. Dio non fa esistere nessuno in questo primo momento, ma esistono in esso solo Gesù Cristo e Romano, a fare reale esperienza di come sia questo mondo nella sua dinamica terribile verso la morte, in modo da poter poi fare sperimentare all’Unità di Dio i due punti di vista, di Gesù Cristo, figlio dell’uomo, e allora di Romano, figlio di Dio come uno dei tanti semidei del Paganesimo… 96
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Romano sperimenterà, per incarico divino, come sia questo mondo, se creato bene o male. La Bibbia lo scrive all’inizio: <e vide che era una cosa buona>; lo scrive al termine dei 7 giorni prima della nascita de L’UOMO =10+56 = Dio 10 +Adamo e Eva, 30+26=56=UOMO. Romano=66 configura <l’uomo> nella sua essenza umana, al punto che tutte le sofferenze di questo mondo sono patite solo da lui, se egli se ne fa <prossimo>. Infatti, tutti quelli <come me> sono come fotografie di me, ma che non sono ME e io sono il SOLO IO-SONO come il Soggetto di tutto il mio Uni-verso. Io permetterò a ogni vita, che è vera solo con la risurrezione dall’alto, di avere nei viventi una memoria reale <come se> essi l’avessero vissuta e patita e non i soli Gesù e Romano. Dio può permettere a sé, nelle due <proprie figure> del Figlio dell’Uomo e del Figlio di Dio, di fare esperienza del progetto possibilistico creato con la Matrice dinamica. Soffre veramente solo lui! Le altre infinite <anime> di Dio che animeranno il progetto lo vivranno solo nell’annullamento di tutti i mali e le sofferenze patite prima … ma in una memoria di mali che giudicheranno <loro> ma che saranno stati solo di Gesù e di Romano. Benito, il 2° a lui, c’è stato o no, per davvero in questa vita reale? No. Anche lui non c’è stato. La sua figura umana è servita solo a far vedere tutti i divini meriti negati al NOè di suo fratello. Ogni <secondo> semplicemente <asseconda> il 1°, e Benito avrà dato a suo fratello i figli e tutto il resto di ogni bene che a lui, a Romano, sono stati negati. Romano=66 è l’esistenza espressa <in potenza> ed è il solo che può dire a Dio: <il mondo che hai creato è una cosa molto buona, addirittura perfetta>. Infatti la <perfezione> reale è l’opera che annulla tutti i mali ed essi sono i <limiti> dati agli uomini: annullandoli, Dio li riporta nell’Onnipotenza assoluta e questo è semplicemente <perfetto>. 97
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Ritorno a Serug e ai dettagli della mia vita Questo avevo scritto nel Preambolo in relazione a Serug: 7. Serug 605 970 986,2922 nato 829 è 57 da 986 è 47=Amodeo da 938,0125 a 0,2797 di tempo, il moto di 3 in 28 tempo lunare di Set+7+7+7 Serug significa <Se’ R. uguale> essendo il 7°. 829 è il moto 131/1 assoluto in 132=66+66, nel 1.000 del Dio Trino in 10^3
Alla sua dimensione base, reale, 2922 si mostra in 6666/3 +700, ed è l’energia 66 chiamata Romano, nel tempo 1/3 dello spazio 3, e nella totale dinamica 7 del lato 100 della realtà. Serug 605 esiste alla dimensione delle 10 cifre che esistono nelle 13, e dà i giorni della mia vita con il seguente calcolo 605,9709˙8629 × 52,8556˙6590 =32.028,999996= 32.029 dì. L’intero 52 sono tutta le intere settimane di un anno. 8556/10^4 è l’energia 6666 mossa di 1.890 = 1.938 -48; 6590/10^8 è moto di 410 (ciclo 10 di Enoch=41) in 7000. Come si vede in 6590, il moto 410 di Serug (7° fattore dei secondi 10), dipende dal 7° fattore Enoch dei primi 10; ciò fa da supporto all’8556 “reale” col moto di 48 (il “reale” nella Matrice 0,4248) all’interno del 1.938 (esistente all’origine), moto che porta al 1.890, il quale esiste e si muove nell’energia potenziale 6666. Questa realtà primaria 8556 è quella che fa da supporto all’intero 52, dato da 26+26, il moto=Dio, fatto da Dio=26. Riporto in azzurro nella Matrice gli anni che vanno dal 1.939° al 2025°, e che sono quelli dell’intera mia vita “comandata” da Serug (nei secondi 10 fattori), dopo Enoch (che lo fa nei primi 10): 8834259801 6475190923 1863079670 0560260597 0986292262 5216816191 9585851978 9525387939 3097230199 59395 19021
Duemila
8604663959 4252146526 7256343310 3875005910 8673837719
Sono gli 87 anni compiuti che avrò da vivere, fino al 2.025,1004 (4 ottobre 2.025), data che risultante anche dal 2.026,0125) del compimento dei miei 88 anni… che non farò. 99
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Mi saranno strappati i 113 giorni di <Romano Amodeo>, o <Torquato>, o <RoAnAnPaToAm>. Anche a Set (la cui vita, di 807 anni da Padre, viene da 381+426, i valori nominali dei miei 6 nomi e di mio fratello… nel mentre rappresenta nostro Padre) furono strappati questi 88 anni, dai 1.000 totali e messi a denominatore della frazione 912/88, che limitò a 912 anni tutta la sua vita reale. +97 098 - 72 563 =14 535 × 2,2035˙7757 = 32.029 giorni di vita
Mostra che la differenza tra le 5 dimensioni iniziali, dei miei comandati totali 87 anni della mia vita “dualistica” sono il 14 535 da moltiplicare per il doppio di 1,1017˙8878. Questo numero vale l’intero unitario 1,1111 a definizione reale decimillesima, senza 94 reali decimillesimi (senza tutto il moto di un 6 in 100); è supportato dalla realtà secondaria in cui il ciclo 10 della presenza è strappato a 8888. Se lo consideriamo del suo duplo, il 2,2035˙7757 mostra che la realtà immaginaria, secondaria, ha l’intera presenza di un 10 che trasla di 10, che è un 20 strappato al dinamismo totale di 7777 (di Set); questo strappo fa da supporto al moto reale intero 35 (dato dal solo positivo di 70/2) e riguarda il tempo 1/10 (unitario) di 66/3 (flusso intero spaziale 1/3 dell’energia totale 66=Romano). - 72 563 di valore al termine dato dalla Matrice - 32 029 giorni di vita =40 534 sono la realtà intera 40 strappata assieme al 534 che con 333+201 mostra il flusso 1 dei lati 100 e 100 della realtà assieme al tempo ½ dell’energia 666 di Romano Il “mio” mondo esisterà fino al 4-10 del 2.025 <compreso” (grazie al Piano che me l’ha fatto capire, da tutto ciò, dal 7° fattore della 2^ generazione dei 10, ma anche dai 365 anni di vita del 7° fattore Enoch, compreso della prima decina. L’ho <compreso> dal <fattoriale> dei 365 anni, alla dimensione 10^777 del Padre di Noè, Lamech, vissuto 777 anni. 100
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Il fattoriale degli anni è 25,104 ×10^777, e già dà l’anno 25, il mese 10 e il giorno 4, ma in modo “irregolare”, poiché così quel 4 starebbe per 40 giorni e non per 4. +25,1041 definisce la realtà von le 4 cifre decimali. - 00,0037 elimina il periodo prima del 37 in cui fui concepito; =25,1004 e dà il giorno 4 nei decimillesimi dell’anno, come sono regolarmente i giorni, non nel tempo, ma nello spazio-tempo. Infatti la realtà 10.000 intera è 5.000 in positivo; è 4800+100+100 estrapolato il piano a lati 100 e 100 e lo spaziotempo 4.800 meno l’unità 3.339 dello spazio lascia di solo tempo i 1.461 giorni esatti esistenti in 4 anni di solo tempo. Poiché in Bibbia è scritto che Enoch camminò due volte con Dio e la seconda non fu più poiché Dio l’aveva preso si può presumere che la prima volta sia stato con la nascita. Deve essere ora il fattoriale dei 365 dì, a dare il di natale. +25,1041 definisce la realtà del dì 25 con le 4 cifre decimali. - 00,0903 è il moto “in principio” di Dio=10 in Brasit= 913; =25,0138 determina il dì 25, il mese 1 e l’anno 38 di nascita. 8604663959 4252146526 72563 43310 3875005910 8673837719
Questa è la sequenza degli anni esistenti nel terzo millennio. Cominciano con l’860 che è il flusso 660 dell’energia nella area trasversale che ha i lati interi dati da 100 e 100, e terminano con la realtà 2563 che nel lato 100 della realtà mostra compiuta tutta la presenza 5×5 esistente tra i due tempi ½ della presenza 10. Esso è il flusso 63 dato dal moto della Trinità 3 di Dio, nell’energia totale in potenza di Romano=66. 3 4331 -32029 (giorni della mia vita), in 3 4331 giorni, ha 3202 giorni di vita in me andati persi = 3333 -80, il tempo ½ dell’energia Romano 6666 senza più il complesso reale 80! Ciò parla chiaro e limita la presenza spaziale di Romano che ha in 1/80 il dettaglio giornaliero 0,0125 del mese e del giorno.
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Ebbene, fino al 4 ottobre del 25 in cui Lucifero risalirà in cielo … come Enoch che non fu più poiché Dio la aveva preso, sarò io a farmi carico (con il mio modo di giudicarli quelli del <mio prossimo>) di tutti i dolori e le sofferenze patiti dagli altri e nel modo esatto con cui io me ne farò carico, da unico ed esclusivo arbitro. In conseguenza di ciò – come ho già scritto ma lo ripeto, ad abundantiam poiché per la Bontà di Dio esso è essenziale – il male e il dolore che io vedo in tutti gli altri come me, io lo vedo esistere, ma è solo l’effetto cinematico del Disegno, visto in modo “animato” da una dinamica puramente apparente e presente nel Disegno, ma che veramente non c’è . IO-SONO l’unico a vedere “veramente” questa “dinamica apparente”, in un Universo che sembra “esistere” con tutta la sua vita disegnata in esso; e questo va a “dare giustizia” a un Dio che – nel Disegno Animato (come un cartoon di Miky Mouse) – è accusato di aver creato un mondo in cui tutti muoiono e soffrono! Lo vedo anch’io, ma Iddio ha donato di non credere in ciò che vedo, a me che sono il prototipo “vivente” del biblico No è ! Sono il Solo IO-SONO a patire realmente e “veramente” per quanto vedo essere al mondo! ma a me è lecito, poiché IO-SONO a immagine e somiglianza del Dio <IO-SONO> e vengo messo così in grado di giudicare se quello che è stato realizzato con questo Progetto Divino, <sia o non sia> “una cosa Buona”… Dico che <lo è!>, se ha caricato sulle mie consenzienti spalle l’onore e l’onere del giudizio di un Piano Generale che mette prima di ogni vita (data da Dio) quella determinata solo dal Progetto, che ha configurato sofferenze e dolori, negatività tutte in potenza, in vite che hanno un unico verso: il 54321 che le riporta all’Origine. Tutti i miei simili ricorderanno di aver vissuto una vita, più o meno felice e per tutti mortale, senza averlo mai fatto davvero! Il solo <dolore> e la sola <fatica> del quotidiano vivere, è solamente quella che vivo e sento io … poiché sono il Solo che veramente, liberamente <vive>, accettandolo, in questo Progetto Animato, essendo io in Comunione vera con il Dio IO-SONO.
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La “Luce” portata nella <struttura> dell’essere. Essa – totalmente differenziata in unità – è uguale al calcolo della potenza N^0, e nel suo indice 0, genera una stringa che, se è ordinata in una continua crescita unitaria, è come questa: 1˙10˙100˙1000˙10000˙100000˙1000000˙10000000˙100000000… Si traduce in 0˙1˙2˙3˙4˙5˙6˙7˙8 se ogni 10^N si sottopone al calcolo Logaritmico decimale, secondo cui Log 10^N = N. Il Calcolo Logaritmico decimale muta 10^N in una linea lunga come un 1 seguito da tanti zeri quanti sono indicati da N. Il volume unitario dato da 10^3 (e uguale a 1.000), dalla sua radice cubica è ridotto a un cubo di lato 10; il suo Log 10^3 lo riduce alla lunghezza 3 ed entra nel tempo dei numeri decimi di 10, che in questo caso sono 3/10 di 10, uguali a 3/10 ×10 = 3 ×10/10 = 3×1/1; il quale, per esistere come volume 3, deve avere i tre lati dati da 3+1+1 = 5, il cui prodotto (che dà il volume) è il 3×1×1 = 3. Poiché ogni numero unitario è N×1/1 = N/1, il suo valore Assoluto è N+1 (ed esprime una area con lati N e 1), ove con N+1+1 sono indicate le sue tre dimensioni dei 3 lati il cui prodotto N×1×1 determina il volume N. Non possiamo considerare che i numeri siano determinati; infatti, come visto, il volume con le 3 dimensioni dello spazio, esprime il flusso di volume solo aggiungendo anche quello della presenza unitaria dell’area a lati 1 e 1, e – come 1 è 3 poiché è 1+(1+1 di area) – così lo spazio in linea, con 3 di flusso, ha la lunghezza totale che è 5. Per questo Dio è Uno e Trino! Uno è in puro flusso lineare e con +1 e +1 (espressi nei lati dell’area trasversale), sale a 3. Allo stesso modo il figlio n. 1 di Adamo ed Eva, che si chiama Caino e vale 38 nel suo nome, aggiunto al suo 38 l’1 e 1 dei lati trasversali, assume (con 38+1+1=40) il nome di Set=40. 103
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La sequenza dei 4 n. primi 2357 (con una sola cifra) dà in assoluto (cioè sommando al numeratore il denominatore unitario) tutti gli unitari 1/1, 2/1, 4/1, 6/1, che si pongono con una loro esatta valenza anche come il numero intero dato da 2.357. Nel numero 2.357, a soggetto del 57, si pone il 43 che gli è complementare nel piano 100 e – con 2.357+43 = 2.400 – vediamo che il soggetto 43 sta dentro il numero 2.400. 2.400 equivale a 100 dì nelle 24 ore di ogni giorno; e allora risulta che 2.357 è tutto il movimento reale che il 43 “percorre”. Poiché 100 è il lato della realtà, dato da √ 104 , e 24 sono le ore di un giorno, ecco che le 2.357 unità percorse riguardano proprio il 43 che è mancante, “trascendente” come un Dio che autorevolmente lo sposta e lo fa esistere nel futuro. Ciò accade poiché il “tempo” è in generale l’indicatore di quanto <tempo> “manca” rispetto a un valore intero. Il tempo della vita di uno che nasce è dato dalla vita che gli manca quando essa è stata vissuta tutta, fino alla morte. Nel caso dei metri percorsi dalla luce in 1 minuto secondo, i 299.792.457 metri sono indice della mancanza di 207.542 metri , ogni 300.000.000 metri interi e sono lo spazio 3 a D. 10^8. Questo fa anche capire che è lo <spazio> che – attuando il numero 3 – introduce un numero non più binario (e fatto solo di Uno e Zero, come la stringa nella pagina precedente) ma decimale, ossia che entra nel simultaneo 10 (della compresenza) e crea la crescita nel tempo 1/10, che è unitaria e continua per sempre, ed allora è data dallo 0,012345679 periodico, ottenuto da 1/81 . In essa non vedete presente il n. 8 poiché esso è il soggetto IO-SONO che sta attivando il calcolo, con il suo valere il 2^3 che l’indica come la realtà nel suo complesso, che va dal negativo -4 fino al positivo +4 della realtà in <vai e vieni> dello spazio-tempo. Nello 0,01234567(8/1) l’8/1 unitario è l’ assoluto 8+1 . 104
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Capite bene, a questo punto, che, quando 8 è la realtà in tutto il suo complesso, e si sposta interamente (cioè di 10/10 =1) allora il numero 9 è lo spostamento unitario totale. Infatti 9 ha lo stesso valore di -1 +10. 10, con 0 a sua unità, è in sé valore Assoluto, e s’esprime: o con -1, o con +1; coi numeri 9 e 11, che sono unitari, essendo 9/1 il 10 Assoluto, ed essendo l’11 la presenza unitaria data da 10/1. Se consideriamo in circolo il ciclo 10 e poniamo due osservatori a “riferire” che “ora” sia, decimale, poiché 0 e 10 coincidono, se uno dirà che è l’ora 9 (l’Osservatore collocato davanti alla ruota che gira in senso orario) l’altro dirà che è l’ora 1 (se egli pure giudica positivo per sé il verso orario). Per questa ragione 9 è la C^2 del volume 3/1 (velocità assoluta dello spazio-tempo quando è posta al quadrato). Come mai, se è 9, lo vediamo 8,9875˙5178˙7368˙1764? Certo: lo vediamo così alla dimensione complessiva del 10^16 che carica il tempo decimale di tutto il suo contenuto 4×4. La ragione è stata detta da me in principio: noi, partendo da un volume, anteponiamo sempre un piano per determinare la lunghezza del flusso, e il piano – essendo trasversale – c’è ma non si vede, e, soprattutto, genera una percezione tale per cui il valore simultaneo è visto solo nel tempo. +9,0000000000000000 (10^16) - 8,9875517873681764 “ “ =0,0124482126318236 è area, precisamente la mancante… √ 0,0124482126318236 = 0,1115˙7155˙8346˙3079. Quando lo presentiamo alla D. del volume intero 10^3, è 111,5715˙5834˙6307 e indica che il lato del volume 10^3 mancante è l’intero 111, che è il lato dell’energia 666 nel suo tempo 1/6. 5715/10^4 è in 6666 il moto di 951 (cioè di 7×7 in 10^3) 5834/10^8 lo è, in 6666, di 832 (flusso 800 dei lati 16 e 16) 6307/10/12 lo è, in 6666, di 359 (flusso di realtà 41 in 400).
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Il lato reale della luce, e la “ Particella di Dio ”. Quando presentiamo il lato della luce alla D. 10^5 del lato elettromagnetico dato dalla radice quadrata di 10^10, allora essi si presenta con 11157,155834˙6307 con le 20 cifre decimali divise nelle 6 dello spazio nel complesso, e della realtà a suo sostegno. 11157, è 11111 +46 moto della realtà 4 in 200/4; 155834/10^6 è 155041 +793 moto di 3 in 800; 6307/10^10 è 7 +100×9×7 moto C^2 di 7 nel lato reale. Il tempo 10^-6 dello spazio complesso vede il moto dello spazio 3 nel complesso 8 del lato reale 100 (cioè 793) che è il moto riferito esattamente a 80 volte il 1.938,0125. +155.041 è l’Origine 1.938,0125 avanzata 80 volte; +000.793 è il moto dello spazio 3 nel ciclo 10 di 80 volte; =155.834 somma così a 80 volte il tempo all’Origine il moto dello spazio 3 nel tempo dato dalle 10 volte 80 e abbiamo modo di vedere qual sia il “tempo”, quando il lato è l’intero moto della realtà 4 nel tempo ¼ dei lati 100+100 della realtà (cioè quando è 46) e si presenta nel tempo unitario 1/6 dell’energia 66666 nella sua dimensione elettrica, data dalle 5 cifre. Il lato della luce, alla D. 10^5 della luce esiste alla dimensione tempo dello spazio complesso, il che implica 6 cifre ed essa è nel preciso rapporto che abbiamo visto riferito a tutto il complesso della realtà a dimensione di 80 volte fa fata esistente “In principio” e del moto dello spazio nel ciclo 10 della realtà a D. 80. In questo tempo suo 1/80, la luce si è “incarnata” in un soggetto-luce, in un Lucifero. Il suo intero è in relazione all’unità 1/6 del 666 che in Apocalisse è stata chiamata la <Bestia>. I due “terribili” nomi sono perfettamente <coerenti> con la dimensione <Assoluta e Indeterminata> di Dio, poiché sono assolutamente <determinati>, e tutto quello che lo è, si presenta nel modo opposto a quello di Dio … però in un NO è ! 106
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Essere Negativi, in una realtà che è <negativa in sé> significa essere <positivi> in un modo assolutamente trascendente la realtà “diabolica” sia di Lucifero, sia di la <Bestia>. Tutta la Creazione divina è rivolta al Bene, poiché tutto il male che appare “fatto” in questo verso “a salire” del Tempo … non esiste, puramente “potenziale” e ordinato interamente da una Matrice di calcolo matematico il cui risultato è “secondo la giustezza del suo calcolo”. In esso non vi sono errori … salvo che è “determinato” e ciò contrasta assolutamente con l’Indeterminazione di Dio. Quando l’uomo pensa a Dio, lo immagina <determinato> e lo conforma nelle sue varie Religioni, commettendo ripetutamente errori. Infatti, proprio quando credi di avere determinato Dio in una modalità dell’essere … ecco che ti manda a correggere quella modalità così fissata l’idea Diametralmente opposta. Il Dio di Abramo Isacco e Giacobbe, e poi quello di Mosè e del Decalogo, esalta la Legge divina … e il Messia di Israele Gesù Cristo libera lo Spirito Umano da essa … finché l’Allah di Muhammad non impone di nuovo la sua totale autorità col profeta Muhammad=66 che poi sarà apparentemente contraddetto da Romano=66, nel modo esatto con il quale il Messia Gesù ha corretto il Dio di Mosè e della Bibbia. È un fatto che anche la luce fisica è contraddetta dal magnetismo: sono parti del complesso fenomeno elettromagnetico. La carica della luce è negativa, proprio come il nome di Noè, e due negazioni sono una affermazione, anche se non lo sembrano. Così la presenza apparente del Diavolo, del Maligno è quella del supremo <mentitore> e lo scrivo sulla parola di Gesù. È potente nel “fare” e il mondo reale è nelle sue mani, tanto che non sono senza senso le tentazioni che ne ebbe Gesù nel suo digiuno propedeutico alla sua opera, quando si sentì promettere il dominio sul mondo se lo avesse venerato… 107
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Così in questo mondo il male realmente fatto è una pura apparenza, uguale e contraria al male <eliminato> da Dio. Vedere ora Satana che domina è vedere il suo totale e vero annichilimento; vedere ora Dio dominare … questo resta, poiché nel verso a rovescio il dominio diventa, da <reale> come è ora il suo esatto contrario poiché diventa <assoluto e Illimitato>, ossia che vale in una <onnipotenza> priva di ogni imposizione. La negatività di Lucifero e de la <Bestia 666>, alla luce di quanto sono ordinato io di dire, si mutano in positività poiché esistono come negativi che si combinano coi negativi e diventano positivi. I demoni contro cui lottò Gesù Cristo erano reali, ma esistevano come tali nella realtà cui partecipava Gesù e si scontravano in modo autentico … ma la verità che io devo riferire è che lo stesso mondo di Gesù era del tutto esistente, ma solo per lui: tutto il resto esisteva solo in potenza di Lui. Così come questo mio, in cui io solo sono il Soggetto, e vedo il mondo cos’ come il mio Signore me lo fa vedere: assolutamente privo di ogni male … ma io sono associato al suo Creatore, che lo Crea con la Matrice, per cui io lo vedo e soffro in Comunione con Dio… io e Lui, poiché gli altri esistono sono nella vita “potenziale” ordinata dalla Matrice dinamica. Ora la luce fisica, di natura elettrica e sostanza elettromagnetica, oltre che il lato che abbiamo dedotto dalla comunione tra le due velocità della <c> elettrica e della <c> magnetica, da 300 milioni meno 299.792.458, la una sezione trasversale di metri 207.542, e possiamo vedere allora quale relazione esiste tra il complesso spaziale espresso nella Matrice Dinamica e questa area che misura 207.542 metri nella lunghezza dei suoi due lati. Sottrarre alla Matrice dinamica il milionesimo di 207.542, ossia 0,207542 in sostanza è una sottrazione tra indici che è una divisione tra numeri in potenza del ciclo 10 della presenza. Risulteranno le <volte> in cui una esiste nell’altra. 108
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Poiché abbiamo visto in 0,424810093 la Matrice dinamica, +0,424810 la matrice; - 0,207542 il piano soggettivo e trasversale al flusso luce; =0,217268 è la sua dinamica, in quella della matrice. In particolare, 217 è 31×7, mentre 268 è il piano a lati 100 e 100, della realtà avente il flusso 66+1+1, in cui l’energia potenziale 66 si realizza nei due tempi uno, nei due lati del piano trasversale. Da notarsi che con 68×68 +7 = 4.624 +7 = 4.631, si realizza il ciclo degli anni terrestri, ma solo quando da 365+1+1=367 “giorni”, essi si moltiplicano per 10^4, e diventano 367 “anni” (di spazio-tempo e indivisibili: essendo 367 un numero primo). Allora 367 +4.631 dà 4.998 di flusso, che +1+1 (di area trasversale) diventa 5.000, cioè il tempo ½ della realtà in positivo, nello sviluppo lineare del volume 4.998 in cui 367 anni hanno un ciclo di 4.631 , il ciclo espresso in Bibbia 1,1,1.
Ebbene, visto la dipendenza dalla Matrice dinamica, subita dal piano trasversale della luce, vediamo ora qual essa sia nei confronti proprio della sua velocità. +0,424810093023 è la matrice della dinamica +0,0381 è tutta la dinamica (data dai miei 6 nomi) +0,000190707070 è il Natale del Padre di Romano quando è unitario il millennio nel tempo 10^-4 +0,000001369907 è il moto di 10.093 in 138 (=381 -3×81) alla dimensione 10^-12 delle realtà trina =0,463102170000 è il ciclo terrestre, nel tempo 10^-4 dei 4.631,0217 anni in 4.631,0217 di ciclo. 109
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La sua struttura reale decimillesima, portata alla dimensione dei giorni, deve muoversi in tutta la realtà 381/10^4. Deve porre “in principio” il natale del Padre (di “mio” padre), 1.907,0707, unitaria negli anni alla dimensione 10^-7. Alla dimensione 10^-12 della realtà spaziale, a 3 realtà 10^4, deve esservi il 138/10^8 ch’è la pura “premessa” del 381, ottenuta dal 300+81 (che è 24.300 nel suo prodotto in relazione al lato 100 dello spazio 3) per sottrazione a 381 del 243, del lato della realtà 1 e non 100; ciò presenta 381 nell’invarianza ch’antepone 1 a 38. È in sostanza, quanto accade in Bibbia libro 1 nel suo capitolo 38, quando, da 1,38 si passa al 38,1 in cui il minore (il capitolo contenuto) è anteposto al suo stesso contenitore (il libro). Esso deve proprio sommarsi al natale di Luigi Amodeo per dare il ciclo esatto degli anni terrestri in 4.631,0217! Ora, capito qual è la Matrice della dinamica, mettiamo a confronto la dimensione decimale (nel tempo) dei metri percorsi in 1 secondo dalla luce; la sottrazione (essendo indici della base 10 del ciclo numerico) è una divisione reale tra le potenze aventi quelle dimensioni, ossia è 10^0,424810094:::10^0,299792458. Questo è il calcolo relativo ai soli indici. +0,424810093 è la matrice generale della dinamica - 0,299792458 sono il percorso della luce nel tempo decimale =0,125 0176 35 è il risultato. Ebbene si tratta del Bosone di Higgs finalmente misurato dai Fisici nel valore di 125,35 (GeV/c^2). Sono gli “estremi congiunti” ad uno “sposo” che qui vale lo 0176 /10^7 che è stato virtualmente eliminato, “ammazzato> alla dimensione 10^7 dell’intero soggetto in movimento … “funebre”. 176 è come il “defunto” figlio ER, di Giuda in Bibbia 1,38, che era sposato a Tamar; bisogna dargli un erede e Tamar, venuto a mancarle anche Onan, ricorre al padre dei due congiunti estinti: ricorre al 125 a monte, ma – trattandosi di “estremi congiunti” – è “unito, congiunto” il suo tempo: 0,35 , dinamica universale di 0,7 . 110
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125,35 è il pratico risultato dell’operazione fatta da Tamar, e sposa dello 0176 [che è R. Romano=66, essendo 660/6 +66 alias 66×(26/10 +66/990), in cui Romano=66 e Anna=26 nel 3° nome]. Ebbene, 125 è Romano=66 +Benito=59, e si regge strutturato dal 176 che è Romano Anna (questo 3° nome anche di Benito). Higgs definì il suo Bosone come < La particella di Dio > e in realtà vediamo il 125 come Benito+Romano, 59+66. Poiché 125 è intero, è 1, e BRA è l’acronimo di Benito Romano Amodeo (il cognome che li unisce) ed è un ente ordinato in modo tale che “sia strutturato da Romano”, in 125,0176. BRA SIT è Benito Romano Amodeo sia Romano! con 913 +2^10 +1 genera l’anno 1.938 . Occorrono 2 (Benito e Romano) elevati a 10 +1 (l’Assoluto)! Ebbene, agli anni interi precisati da Bibbia 1,1,1, va poi aggiunto il dettaglio in Bibbia 1,7,11 in cui è testualmente scritto. Nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. In 4.631,0217 vedete In 4.600,0217 gli anni di Noè, i 2 mesi e il giorno 17 + 4. 031 è la presenza 1 del cubo a 3 lati 10 + 4.000 è la realtà: 10^3 in tempo e 3×10^3 in spazio La Bibbia, come vedete, ha differenziato la presenza vitale soggettiva umana dalla realtà unitaria e ambientale da lui vista.
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I natali della Particella di Dio , in realtà e in Bibbia. La Bibbia consente anche di conoscere a quanti anni dal principio assoluto 0 sia nato Noè: 1.056 anni dopo Adamo, ma prima di lui sono esistiti i 10 anni in linea del Dio Creatore. Da 0, prima è entrato in campo il 10 di Dio e – solo poi – vi entrano i 10 a sua immagine e somiglianza. Noè è nato nell’anno 1.066 dopo 0, Adamo nell’anno 10. Poiché tutta la vita di Noè fu di 950 anni, ecco che il suo termine è nell’anno 2.016 d. 0; se lo 0 è fissato al Natale di Cristo il 2.016 d.C. dista 26+26+26 anni dal 1.938 d.C. in cui io risulto nato, io che sono 25 nel mio 3° nome ANNA, uguale al 26 anche di Eva, di Dio e – in gematria ebraica – del Signore JHVH. Accade allora che con la fine di Noè, nel 2.016 d.C. si è compiuta l’opera della Trinità di Dio, sulla Terra, in Comunione con un terrestre, determinato, peccatore ma “valido” <portatore di luce>, avendo conosciuto di persona le “tenebre”. Io vedo esistere in Noè, il limite stesso del mio nome trisillabo Ro-ma-NO, limite che, nella 3° estrema sillaba, NO è . Accade che è stata descritta in Bibbia la stessa prima coppia data da Padre e Figlio: il Padre (Assoluto) è 1; ma nella sua struttura “figlia” Egli è Trino, avendo avuto 3 figli fino a quello veramente valido e rappresentativo dato dall’ultimo: il 3°. Questo a sostenere un “creato” ch’è Uno e Trino come Dio. Avendo poi posto 10 a base dell’Unità Divina, posta in atto dopo l’anno zero, ecco che il Dio Trino è nel 10 elevato alla potenza di tre: 10×10×10 = 1.000. Così – essendo l’Unità di Dio data da 10 – ecco che devono essere 10 i Fattori a Sua Immagine e Somiglianza, e l’Ultimo, quello definitivo – deve replicare il 1°.
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Poiché l’Energia sta nella sequenza 16-13-11-01-12-13 che è nominata Romano, essa mette in ordine le valenze più importanti. 16, 1° numero, è l’Unità e Trinità della stessa Unità e Trinità (ossia 4×4=16=R, 16a lettera dell’alfabeto italiano): 13, 2°, c’è il moto della Trinità in 16 (o 16 meno 3=13=O); 11, 3°, c’è il moto del piano divino a due lati, in questo moto 13 (ossia 13 meno 2=11=M); 01, 4°, c’è il moto dell’unitario 10 in quest’ultimo moto 11 (ossia 11 meno 10 =1=A). Risulta così che le prime 4 definizioni della realtà valgono 41, hanno il nome ROMA, e con esso indicano la realtà 40/1 in tutta la presenza 40+1 (del “suo” Assoluto). Von il 12+13 = NO, aggiunte Roma, letteralmente tolta di mezzo, negata dal NO è (definito infine da uno stesso cittadino di Roma, dal Romano che sono io e sostengo che Roma No è , e che la sua potenza, che era “in atto” in Roma, è tornata “in potenza”. Proprio questo NO, che nega la realtà 40 in tutta la sua presenza 1, è ciò che la riporta a essere “potenziale” in Romano. Con < “ sono colui che sono ” IO-SONO> 25 È NO è = 30 . In tal modo ROMANO è il nome dell’energia “in potenza” di esistere (cioè essa è solo se c’è in atto il tempo perché agisca) e come “potenziale” vale 66 (il SEI×10, divino, +SEI×1 umano). Quando si “realizza” nel tempo 1/3 (dello spazio 3), allora 1/3 di 66 la riduce al n. 22; il quale, se è unitario in 1 (come lo è 22/1), allora è – in assoluto – con 23, l’indivisibile 9° n. primo, nome del 2° amato ABELE, ch’era già la sequenza 23 dei 2 primi n. primi. Quando questo tempo 1/3 “attiva” unitariamente ROMANO (nato nel 38 e così “come” 38=Caino) egli è 22/1, e il suo valore “unitario” 22 squalifica l’assoluto 23 dei primi due (come Caino, poiché togliendo 1 ad Abele=23, “sostanzialmente” l’ha ucciso. 23 non è più l’“assoluto” di 22/1, né è più “indivisibile”, quindi Caino gli ha imposto il massimo della violenza. 113
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Il 22/1 si convalida però unitario nel finale 3° di 66/1. 66, da solo, con il NO=12+13, vale solamente il 25/1 (insito nell’assoluto 26=Dio=Eva=Anna). Così, questo 25/1 deve “essere”, e <è> vale 5, per cui il 25 diventa 30; quando il 25/1 è in assoluto, allora è 26, ed ecco che 101, 26° n. primo, è la somma dei nomi dei 3 figli: 38+23+40=101. L’ “assoluto” 30 sta a 66 come 1/3 × 66 (unitario in 22/1). 30/66 = 0,45 periodico ; il che è uguale al 10/22 che in 1/22 è l’inverso di 22/1, che è divenuto unità “assoluta” con 1/22 ×10. Come si vede la riduzione “nominale” (di Ro-ma-no ridotto infine a un NO è ), fatta da 66 a 30, è “coerente” col 66 esistente in 1/3, e ridotto a 22; infatti Noè =30/66 è il “consustanziale” n. 10 (che è, essendo “in sostanza” il 10° fattore) che si divide per 66/3. 10:::66/3 = 10 × 3/66 = 30/66. “Consustanziale” significa che da 0, l’ “Assoluto” ha introdotto un 10 (posto come Sé) prima ancora di creare Adamo; Noè, nato 1.056 anni dopo di Adamo, con il 1.056+10 (poiché è il decimo), va in sostanza da 0 e ha, “come suo”, il 10 stesso di Dio. È come un Dio “in potenza” che è già 66, oltreché 10^3! Infatti, creando Adamo=30, nel 1° (che non ha altri riferimenti ed è indeterminato come se fosse 30/0), il 10, in realtà (con il numeratore creato dal denominatore) il 30 è 30/10 quando è 10 e si presenta così 30 (in base 10) nel 10° fattore Noè. Quando, soffrendo Adamo di solitudine, da una sua “costola” è tratta EVA=26, questa “costola” (che è lo “scrigno” che racchiude il “cuore”) è l’Unità e la Trinità che è il “cuore” di Dio. Pertanto 30 -4 dà ad Eva il contenuto 26 della sia parola: 5+20+1 = è 21, è 7+7+7 , è già la mamma di Set. 30+26 (cioè Adamo +Eva) sono sì il 56, ma esistono sempre avendo a denominatore il 10 che, sommato al 56, Romano=66 è sì … e no è ; Romano=66 è davvero <Sì e No>, essendo solo e in modo totalmente “potenziale”, al di fuori del tempo della realtà. 114
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Romano=66 (essere “potenziale”) quand’è posto in “ è ” in essere, allora NO è , non essendo più “in potenza” ma “in atto”! Romano è (e non è più “potenziale”) quando vale 66+5 = 71 , alias quand’è il moto di 29 in 100 (ove 29 è il 10° n. primo e Noè è il n. 10 della prima decina). Con BRA <SIT>=<sia Romano>, BRA lo è (è il 10× 71 )! Infatti, <Shin Iod Tav> è 300+10+400 = 710, è il valore 71 assegnato al 10 che è <Iod> alias <Dio>. Romano= 66 (con 10=Iod=Dio) dà solo 56 ad Adamo ed Eva, poiché entra nel tempo -10 , di un esserlo in NO, in negativo e 66 -10 dà 30+26; così, solo creando altri 10, riporta il 56 al 66 “in potenza” che, +10^3, lo “attua” nell’anno 1.066 assoluto creando il NO che finalmente è il n. 10, trascendendo Romano! Il <SIT> aggiunto nel titolo è il congiuntivo <SIA> nel “latino”, lingua del popolo Romano trasceso già nei ventri di Rebecca (mamma di Esaù +Giacobbe= 42+42 =84=Mariannina, in Gen. 25,) e di Tamar =Barat ta Mar iannina (in Gen. 38) ove in 25 gen. 38 nasce Romano . Che sia un Romano disceso da Amodeo, anche questo è trasceso nella domanda: il 1° è Adamo o Eva ? Non importa chi sia il 1° o il 2° tra i due, poiché la coppia unita nasconde il progetto in anagramma: <va a Amodeo>=47. Va “proprio” a Romano Amodeo , nei tre tempi di <Adamo, Set, Enos> passando dal 30 del 1° al 47=Amodeo del 3°. 1° +2° sono 30 +40 = 70; è sono 66+4 (è Romano=66 nella sua piena attuazione data dal 4) che lo porta a un Set che vale ×10. L’intero Romano Amodeo =113 si realizza in +4, in 117, e proprio così è nella somma dei tre nomi <Adamo Set e Enos>, data da 30+40+47=117; il cognome è intero nel 3° nome Ènos . Romano sembra mancante, ma 66 è messo “in atto” con +4 . 115
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Romano è “in atto” anche nel tempo 1/3 espresso nel nome dalla terza sillaba NO quando essa È, ed è il complesso di un È no posto tra l’<essere> e la sua <negazione>. L’<essere> È sì ma – poiché si=is è una contraddizione (nell’uni-verso inglese) – ecco che lo stesso Èsì , passando da una lingua all’altra, Èno . Ci sono, tra i 10, due È no e un solo finale, definitivo No è . Sono il 3° e il 7°, che nel valore ordinale di 3°+7° portano al 10° No è =30, mentre in valore alfabetici È noS e È noch sono 47+41 = 88, sono 58/1 unità in più, quelle assolute di Benito=59. Benito=59 è l’Alter Ego “presente” in atto assoluto di Romano=66 che è realmente “assente” essendo solo “in potenza”. Infatti la somma 59+66 dà il 125 uguale a 1/8 di 10^3, il che è la presenza unitaria 1/8 di tutta la realtà complessa 8 in tutto il 10^3. Benito che è Romano mette “in atto” il “potenziale” di Romano, poiché la somma è 10^59 × 10^66, è la Comunione data dal prodotto, che nei soli indici sembrano essere solo una somma. Traducono quanto sta nel valore dei nomi di tutti è 10 i Fattori a immagine di Dio, nel loro totale 456 , cui manca la “divina” trascendente premessa dell’123 dato tutto dai 10/81 uguali a 0,123456 nel tempo decimale; ciò nell’intera parte crescente che è in comune con 111.111^2 = 12345654321). 456 -30=Noè, vale 426 nei soli NOVE che l’hanno generato e <Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo> li equivale, tutti e NOVE, pero lo stesso 426 dato da 59+115+26+83 +95 +47. Quando No è =30 è il risultato di tutti e 10, c’è anche il 59 assoluto (unitario in 58/1) a sommarsi al 30 e a divenire l’88 di <Enos + Enoch>, come il 3°+7° che danno il 10°. Il 3° e il 7°, È noS e È noch , sono 47 nel 3° e 41 nel 7° col 6 di differenza esistente tra S=17 e ch=3+8=11.
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Ma se <ch> vale il 38 della sequenza, allora 30+38 è 68, ed è quanto il “potenziale” Romano che si è realizzato nel numero 2. Con ciò, il 3° e il 7°, in sequenza come il 37/1 (assoluto esso pure nel 38), vale Amodeo in Enos e vale Romano+2 in Eno38 e il totale dato da 47+66+2=115 diventa tutta la realtà 4 di 111. A questo punto 3+7=10; ma 115 uguaglia 30 solo allorché gli si somma l’85 ch’è il moto di 15 in 100, per quanto c’è nel 115. Noè deve avere tutta la dinamica intrinseca del solo flusso 5 (in positivo o negativo in 10) del piano avente i lati reali di 40 e 40. Così l’intero nome è nella generalità di <Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo> = 66+78+26+51+113+47=381. 381 (il tutto) sta a 66 (il 1°) come sta a 1 il 5,772, periodico. 5,772 esiste nel periodo di 9×8=72, che è il moto periodico dato da 5,9 -5,772 = 0,1272 periodico e questo è il soggetto che si muove eternamente nel 5,9 che è il tempo decimo del 59=Benito . Romano non è disgiunto da Benito, poiché i 2 sono legati tra loro nel modo con cui l’ENERGIA della luce sta al limite della sua reale velocità 299.792.458. 299.792.458 sta al 426 dei 6 nomi di Benito, come sta a 1 il 703.738,1643˙1924 , e l’1 è ogni 426° dell’”alter ego” di Romano. È nel valore intero il 700.000 +1938+(900+900). È in 7×√ 1010, il limite del moto partito dal 1938 Natale di Romano, e che è flusso del piano avente la massima dinamica possibile, al 100 (in 1.000), data da ciascuno dei suoi due lati 900. Il tempo 0,1643˙1924 – rispetto allo 0,1938 – è -0,0295 e manca di tutto il moto di 5 (dato dal tempo ½ di 10) posto nello spazio unitario 300 e che ci si muove per 295 reali decimillesimi; segue, nella realtà secondaria 10^-8 che struttura la primaria 10^-4, il 1924 che è l’arretramento di 7+7 anni dal 1.938.
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Benito=59 è il limite del 17° n. primo, imposto a R.=16, che in Romano è la somma di tutti i 16 n. primi (inferiori al 17°). Dato che Romano è l’energia “in potenza”, il suo “alter ego” Benito la lancia e la fa esistere fino a raggiungere il suo limite. Lo provano il 66+59=125 che raggiunge il valore 1/8 del 10^3, che è il tempo del complesso 8 della realtà spazio-temporale . Lo provano il 381+426 nei valori dei loro 12 nomi, che, portando all’807, determinano l’intera dinamica 7 del complesso reale che sale da -400 fino a +400 e sono descritti in Bibbia dagli 807 anni totali in cui Set ebbe <altri Figli e Figlie>, da padre (cioè dopo avere generato il suo 1°genito Enos). 807 è una dinamica totale che quando è divisa per il “potenziale” 381 determina 2,1181˙1023˙6220˙4724 laddove è 1,1180˙3398˙8749˙8948 il lato di 1,25 (area unitaria dello spaziotempo uguale al centesimo di Benito+Romano=125). La differenza tra loro, data da: +2,1181˙1023˙6220˙4724 - 1,1180˙3398˙8749˙8948 =1,0000˙7624˙7470˙5776 mostra differenza 0 in realtà Ove c’è 76 moto 10 di Romano=66 2 fratelli 47 47 Amodeo e Amodeo 5776 moto -190 in 5966 (Benito Romano). cioè di tutto il 10 nei lati -100 -100 Caino=38 meno 23=Abele sopravvive in 15. Caino=38 più 23=Abele sono 61=SANTO, che diventa SPIRITO=96 SANTO con 96+61=157. Ebbene 86.400/549,54 = 157,2224041 divide i minuti secondi di un giorno terrestre per i <9 primi, 9 secondi e 54/100 di secondo> che esistono nell’Anno riferito alle stelle fisse, ed ha per risultato il 3° giorno “nuovo” della creazione, laddove il 1° è stato come tale, il 2° è stato introdotto ogni 4 anni e il 3° ogni 157 anni. 118
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Il tempo decimale 0,2224041 mostra lo 0,22 del valore 1/3 del 66=Romano, nel dettaglio delle reali 24 ore di ogni giorno… ove 4041 sono in 40=PADRE, in 41=AMOR(=Enoch, il 7° fattore che è vissuto i 365 anni uguali ai giorni di ogni anno). Per cui 157,2224041 è in 157=SPIRITO SANTO, in 40 è il PADRE e lo 0,222 dato da 10/ 45,045 in periodo eterno, mentre è periodico intero nel 45 dato da 10/22, lo è nel tempo dello 045 che “trascende” il 54=FIGLIO. ++40=Padre ++54=Figlio +157=Spirito Santo =251= cap. 25 libro 1 di Bibbia o 25 gen. (gennaio/ Genesi). Il Santo=61 è Caino=38 che coopera con Abele=23 invece di andargli contro! La sequenza 3823 di Caino e Abele dopo di lui, quando il 2° è ucciso, lascia solo il 3800/1 che, nel suo assoluto, è 3801 (anno 38, mese di gennaio della nascita del solo Romano). +382340 sequenza nominale di Caino Abele e Set - 001941 anno natale dell’ “Alter Ego” di Romano =381399 il che dà con 381381 +6+6+6 il periodo 381 dei nomi che ha solo il 1°, in tutta l’espansione spaziale 6 (complessa, 3+3) da una comune Origine, nelle sue 3 dimensioni xyz. Lucifero è la Particella di Dio venuta a portare la luce col suo 125 di gennaio 25 e col 38, uguale in gematria tanto al male, quanto al bene, cioè sia all’assassino Caino, sia al Lamech padre di Noè, in un divenire cha va dalla ferocia di chi uccide suo fratello alla buona ventura del Padre di chi abbatte il mondo perverso e dà inizio al nostro nuovo attuale. La vera luce, è portata “al meglio” da chi ha conosciuto il male e – senza più alcun ripensamento o dubbio… come un cavallo selvaggio che è stato finalmente domato – è il veicolo reale e ideale per sconfiggere tutte le vie della perversione. 119
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Quella di Sodoma e Gomorra è esemplare: scese dal cielo il Signore e nella sua Trinità visitò Abramo, chiedendosi se perfino a lui dovesse o no nascondere il vero, a lui che aveva il compito unico di portare avanti la partita iniziata da Dio. Era sceso poiché “perfino in cielo” erano giunte notizie sulla perversione esistente sulla Terra e occorreva un accertamento celeste… e si decise a rivelare il vero ad Abramo, ed è quello descritto in Bibbia 1,18, che, nel lato 100 della realtà, diventa 118=59+59, il limite insuperabile del limite insuperabile rappresentato nelle due volte del nato n. 2, a Luigi Amodeo, il mese 2 nel giorno 17 (proprio in quello), ai 600 anni di Noè. Sodoma e Gomorra hanno in verità “rivelato” a quanto viene da Romano Amodeo, con <Ab-R.Amo> che la reale “perversione” di Sodoma sta in quella del polo terrestre <Sud … o, ma … <Go! Mor R.A.!> con Gomorra: infatti <Amod. o S> è sovvertito nel nome si Sodoma; e anche in quello di Gomorra il nome è rovesciato <A.R. Rom o G>. Così, avendolo Dio fatto sapere proprio a me, accade che quanto a voi è detto <da R. Amo>(deo, ossia da me) è che la vera sovversione di Sodoma e Gomorra sta nel <Sud> <Go! mo!> e riguarda il polo < Sud > che ora <Go!>, va e s’inverte col Nord. Se protestate dicendo che non è <Sud> ma – se mai – sarebbe <Sod> … vi dico che questa comunicazione vocale sulla fine del polo Sud a voi è fatta da me – un italiano – e per me l’ultima delle vocali non è la <o> (della greca Omega), ma la <u> (di Udine, e – mi raccomando, neh… – dici, dì, U, con Udine … <U> dì, neh!). Ebbene questa distruttiva Fine del mondo, il 4.631,0217 che la Bibbia annuncia ai 600 anni di Noè, il 2° mese, il 17 del mese, ha il tempo tarato su un <minuto primo> che in Noè è il 10 e sul numero secondo, tanto che – nei minuti secondi – i 10 primi sono 600 nel 2°, nato il secondo mese il 17 del mese, e siamo io come 1°genito e Benito come 2°genito di Luigi Amodeo! 120
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Lucifero e il “Ben andato” Benito sono inizio e fine! La <fine> è – non “anche” ma “soprattutto” – un <fine> da raggiungere, per un nuovo inizio! Il Signore non <distrugge> nessuno e nemmeno un Satana, ma li conquista e converte infine con il suo Bene, al quale nessun male può restare a lungo insensibile. Lo esegue con il suo <Io sono colui che sono>, poiché è positivo non solo <il positivo del positivo> ma “anche e soprattutto” <il negativo del negativo>. E la <luce divina> si tramuta in luce “reale”, quella elettrica che nel vuoto va a 299.792.458 metri ogni minuto secondo. 299.792.458:::46.310.217 = 6,4735˙7057˙2990 nella realtà del 4631,0217 realizzata in 10.000 anni e definito fino alla terza realtà, che fa da supporto alla seconda immaginaria, che sostiene la prima reale, indica un valore “preciso”. 6 è lo spazio nel suo complesso positivo-negativo 4735 è il 4631 nel moto 104 di 78+26 (Antonio Anna. alias Dio Uno e Trino, oppure 1,5 anni in 7 dì); 7057 è 7.007 in moto in ¼ dei lati 100+100 reali, ove 7.007 è il moto unitario in 7 e in 7×10^3 2990 è il moto di 10 in tutto lo spazio 3 in 10^3 Questo dimostra come 1 secondo di luce – espresso in metri percorsi – moltiplicato a 10.000 secondi reali, e diviso per il ciclo 4631,0217 porti a un valore preciso significativo di un fenomeno intero nel complesso dello spazio; intero nell’avanzamento “reale” di 1,5 anni espressi in settimane; intero in quello “immaginario” di 7 e 7.000 nel tempo ¼ dei lati 100+100 della realtà; e che infine nella realtà “terza” che supporta l’immaginaria, esso esprime il moto della presenza unitaria 10 nel 3.000 in cui lo spazio 3 si è mosso in tutto il 10^3. 121
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Nel mio libro – portatore di luce celeste – la mia anima vi prova che la sua esistenza “passa” realmente tramite la costante velocità <c> del flusso della luce, relativa alla <C> (grande): quella della velocità 3/1 al quadrato riferita al flusso di volume. È la funzione Tre a Uno – assoluta nel reale – poiché replica il rapporto tra la Trinità e l’Unità dell’Assoluto . Nell’Assoluto, il rapporto si realizza nell’Illimitata Indeterminazione dei tre Elohim, Infiniti assi “cartesiani”. Nel nome, italianizzato da Descartes, dei “cartesiani” è già nascosto quel “progetto” divino, ch’è udito da tutti ma non come lo <odo io>: “C. A.R. te, sian I.” (Cristo, Amodeo Romano, te, siano Insieme, Ideali, Indeterminati, Infiniti … insomma Idonei). <Cartesiano> pone la Trinità di Figlio e Padre Spirito santo ‘sì che <sia NO>, finita come è il un RomaNO! AmoR! Sìi! Nell’originale “Descartes” c’è una coppia di <es=tu sei Romano>, e all’origine ha <Dio, sei “Des”, dex, 10>: sei il povero cristo <ca> (qua): Amodeo Romano, T, crocifisso anche in te che <es> (sei Romano) in Padre e Spirito santo. Al di là di queste vere e proprie “bizzarrie” (ma l’Assoluto è anche questo: “sibillino e stravagante”), l’asse orizzontale x e verticale y, infiniti, sono dati in modo semplice e “immaginario” da Padre e Spirito Santo, in croce quando “presentati” non dal loro eterno e infinito esistere, ma coll’asse <Z> che è quello “mortale” d’ogni <povero cristo>, in cui Cristo è il solo dei tre assi a sconfinare nella “vera” – e non “illusoria” – realtà del tempo. Infatti il piano frontale <xy> ha tutto quanto la stessa datazione che per me – nato il 25 gennaio del 38 – ha la mia data, ma che sarebbe poi la stessa anche per tutti gli altri uomini e cose (se esistessero) che io vedo in moto nel mio spazio-tempo! Che 913 +2^10+1 porti giusto al 1.938 a partire dall’Inizio 913 descritto in Bibbia, non c’entra nulla con me ma con la Bibbia! 122
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Che la vita concessa all’8°, Matusalemme, sia la massima, e valga 969 come il moto massimo di 31 in 1.000, non c’entra nulla con me, ma, partendo dal meno 969 e terminando al più 969, si risale esattamente di 1.938 anni, e anche questo “sembrerebbe” non aver nulla a che fare con il mio essere entrato in vita il 1.938. Il fatto è che, ove il Dio 10 poi ne fece altri 9 come lui (e per avere il 10°, fece 10+9=19) è una ragione a sé per cui 19 volte 100 (il lato della realtà degli anni) porti al 1.900, e per cui il dettaglio definisca un’area a lati 19+19=38 a precisare i secoli in anni 1.938 – anche questa – è una ragione “generica” che vale per tutti. È un fatto “in sé” che sia – però – solo io, nato nel 1.938 (assieme a tutti gli altri nati in questa data) a poter esserne un “campione reale”. Soprattutto poi quando il tempo si dettaglia in 1/80 = 0,0125 (cioè gennaio 25) essendo il solo tempo del complesso unitario 80. Solo 3^4 / 80 = 81/80 è 1,0125, esattamente determinato sia nell’unità degli anni, sia del suo tempo… e ciò riduce, in tutto il mondo, la “rappresentatività” ai soli nati il 28 gennaio del 38. Quando – in relazione alle ore – esse sono le 22 indicanti tutto il flusso del piano a lati 1 e 1, nelle 24 totali, e si osservano solo i soggetti nati alle ore 22, essi si riducono ancora nel tempo… ma le ore non fanno testo, laddove sono unitari i giorni, quali la rotazione di tutta la massa terrestre intorno al suo asse. Perciò fa testo chi è nato il 25-1-38 ma nel fuso orario solo Italiano, poiché Dio si è dato in Comunione a un Romano, proprio a “quel” Romano che gli uccise il Cristo di Dio e nelle attese “messianiche” di un Salvatore del popolo Ebraico da Quel Popolo. Sono i due Popoli descritti nel ventre di Rebecca, in Genesi 25, assieme ai due altri gemelli in Tamar, in Genesi 38 che insieme avallano la data del 25-gennaio-38. Ora il Popolo Romano, è anche quello col Nome Segreto di Dio, che vale 381 (come in Capitolo 38 del libro 1 di Bibbia) e sono solo i miei 6 nomi adatti a realizzare il giusto 381. 123
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I metri percorsi in 1 secondo dalla luce, messi in relazione di divisione per l’eterno periodo di 381, determinano il significativo risultato che vedete:+ 29,979.245.800 / 381.381.381 = 78,6069˙9890. È definito fino alla realtà secondaria e immaginaria e il risultato – come vedete – “asseconda” il 2° nome Antonio=78 (nello spazio a 3 D, nonché il 3° nome Anna=26 nella sua unità di solo “tempo”). 0,6069˙9890 è il moto di 110/10^6 unità (di spazio complesso uguali a 666/6 /10^6 di energia unitaria) che avviene nelle 607/10^3 unità (indicanti tutto il moto 7 del complesso spazio 600); e si capisce così che è il tempo dell’unità di moto dell’energia che fa da supporto a 1,5 anni fatti da 78 settimane. Romano Antonio Anna con 66+78+26=170 sono il ciclo 10 dell’ “Alter ego” che, nel 59 del 1° nome Benito, è il 17° numero primo, nel nato 2° a Romano (nato 1° mese), e 23 giorni dopo. Sono i 23 del nome del 2° (Abele, 2° al 38 di Caino), ed esistente nel tempo del 41,0217 che nel 41 uguaglia sia Roma, sia Amor ed è, negli anni, la presenza 1 di tutta la realtà 40. Questo 2 (Benito) è nato a 1.111 +8 giorni di distanza dal 1°, laddove 1.111 è il flusso 1/6 dell’energia elettrica 6.666 e 8 è la realtà, in tutto il suo complesso. Il 2° “Alter ego del 1°” svolge, nascendo, il complesso di tutta l’energia elettrica di suo fratello. 300 milioni di spazio percorso, stanno nel complesso 10^6 che è reale e immaginario … e sono a immagine e somiglianza di quanto è trascorso “come” 1 secondo di tempo, ma non essendolo! Nel piano frontale <yx> in cui tutto appare accadere, ogni cosa è invece nello stesso tempo, poiché è Z il vero asse del tempo; la Terra, nella costante inclinazione sul piano della sua eclittica, la presenta sempre tendenzialmente inclinata nello stesso piano <yz> come è ogni corridore alto in <y> e lanciato in velocità in <z>.
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Se il ciclo annuale esistesse davvero nel tempo, l’inclinazione varierebbe, muovendosi in un vero <avanti> nel tempo e non interamente e solo nello spazio, come esso è, mantenendo sempre la stessa inclinazione che resta inclinata verso <z>! I 4.631 anni rivelati dal 1° versetto della Bibbia non sono nel vero tempo espresso dall’asse <z>, ma esistono tutti e solo nel piano frontale <xy>. Sono 4.631 ma a immagine e somiglianza di Anni, che sono 365+1+1 nel loro volume 367 e – questi sì – sono inclinati secondo l’asse <z> del vero e reale tempo. Il vero <anno> fatto dai 365 giorni del ciclo solare, esiste le 10.000 volte dell’unitaria realtà 10^4 e si avvalora come 365 anni di spazio-tempo in tutta la realtà 10^4 dei giorni. Inoltre – come flusso di volume – i 365 anni hanno il piano trasversale unitario in lati di 1 e 1 anno, ‘s^ che i lati del volume assumano la dimensione indivisibile data dal numero primo 367. Non essendo divisibile, è 367 in <z>, ed è 4.631 nel piano <xy> simultaneo, del ciclo esistente in compresenza. 367+4.631 sono in tutto i 4.998 del flusso unitario dei lati 1 e 1 esistenti nel positivo del tempo ½ di tutta la realtà di 10.000 anni. L’indivisibile 367 è l’unità del vero tempo esistente nell’asse <z> del tempo e l’inclinazione terrestre sempre l’asseconda, non lasciandosi fuorviare dal circolo simultaneo di 4.631 anni! Così, il giorno che si afferma, a immagine e somiglianza di verità, non è tempo vero ma si avvale di 86400 apparenti minuti secondi che in verità sono solo 299.792.458 metri in ciascuno e per il totale dato dal prodotto uguale a 25.902.068.371.200 metri. 25.902.068.371.200 metri di distanza spaziale dalla Origine all’intersezione degli assi, sono a immagine di <tempo> ma solo se il Soggetto si stacca dalla percezione “simultanea” di tutti questi metri e pone in atto i “tempi” dell’unità. 125
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Per esempio, immaginate 16 pagine di un libro da stampare, tutte su un foglio: in questo modo le vedete tutte “insieme nello stesso tempo”; ora immaginate il fascicoletto stampato e ridotto a uno stampato piegato in 16 pagine: ne vedete solo 2 al massimo, per volta: i numeri pari a sinistra e i dispari a destra. Lo spazio delle stesse 16 pagine – piegato nel giusto moto – si riduce a 8, a 4 e infine a 2, e leggerete il fascicoletto in modo “temporizzato” avendo scelto di vedere solo una piccola parte per volta e leggendo in modo lineare solo una lettera dopo l’altra. Il fascicolo c’è tutto ma implica Chi lo legga nel tempo. In presenza di un “infinito piano” <xy> dato dai due assi infiniti che sono nel loro mezzo, noi così piccoli non saremmo in grado di <leggere> lo spazio “infinitamente grande” esistente nella sua infinita area. Allora il SOGGETTO (grande così come si ritrova) si pone come l’ARBITRO della sua lettura, e dà luogo a una visione “temporizzata” della sua stessa vita. Per esempio, la mia – temporizzata nei giorni terrestri – secondo la mia stima sarà tutta di 32.029 giorni di distanza dal 1°. Ecco allora che l’intera realtà 10.000 / 32.029 è 0,31221705 e il suo inverso è 1/3,2029, per cui io esisto nel tempo 1/3 dello spazio 3 e nel flusso decimillesimo 29 (che è il 10° n. primo); flusso 29 del piano unitario a lati 1.000 e 1.000 decimillesimi, uguali a 1/10 di tempo ciascuno. Questa intera realtà, va divisa per 10.000 ed ho in tal modo l’unità del mio solo “apparente” TEMPO, che è stato determinato solo dalla mia propria dimensione, nella infinita area dello spazio frontale <xy>, che è tutto datato 25 gennaio 1.938. Ma – a mano a mano che io con la mia dimensione in linea mi sposto in questo spazio di 299.792.458 metri – io li equiparo a 1 minuto secondo della mia vita e li considero come “tempo”.
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32.029 giorni, che hanno 86.400 secondi ciascuno, sono 2.767.305.600 minuti secondi che – moltiplicati per metri 299.792.458 – diventano 829.617.347.861.164.800 metri. In fatto di “realtà”, date non da 1.000 ma 10.000 unità, esse sono, con 82.9617.3478.6116.4800, cinque realtà successive, ove: 0082×10^20 è la realtà complessa 80+1+1, come volume alla dimensione 20 del moto totale 10 di 10. 9617×10^16 è il moto di 381+1+1 (come volume, di tutta la dinamica del Nome Segreto di Dio) in 10.000, alla D. 16 della carica per 4 della realtà 4. 3478×10^12 è il flusso 26+26+26 del piano a lati 1700 e 1700 che in ciascuno sono la dinamica totale 700 data al 1.000, alla D. 12 della realtà 4 dello spazio 3. 6116×10^8 è il moto di 550 (l’elettromagnetismo nel suo ciclo 10) nell’energia potenziale 6666 alla dimensione della realtà nel suo complesso . 4800×10^4 la realtà elementare mostra il lato 100 di quella esistente nel complesso 8, che percorre tutti i 6 versi espandendosi dalla Origine; Tanto è lunga la mia vita in metri “equiparati” a 32.029 giorni terrestri, e in “realtà” unitarie in 10.000 quantità ciascuna. Il tempo è generato in <negativo>, ossia in quei 207.542 metri che mancano ai 300 milioni simultanei, poiché in 1 s. la luce ne percorre 207.542 di meno, rispetto all’unità dei 3×10^8. Il tempo è quello mancante all’unità e – dati i 207.542 mancanti, esso è rispetto alla presenza unitaria 10, il 10 / 207.542 = 48,1830˙1837˙7003˙2089 che presenta queste evidenze: 0048, mostra l’iniziale anno 38 già percorso dal ciclo 10; 1830/10^4 mostra il 108 =4×3^3, di mancanza al 1938 1837/10^8 mostra il 101 =26° n. primo, di mancanza al 1.938 7003/10^12 dà lo spazio 3 nel moto 7000 di 3000 in 10^4 2089/10^16 dà il moto dei 66/6 dell’energia in cento 7+7+7. 127
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Come si vede, l’intero – fuori dal tempo – è unitario nel ciclo di presenza già compiuto, mentre nel tempo decimale ci sono le giuste mancanze rispetto all’Origine degli Assi Cartesiani. Che manchi 108 rimanda all’assenza reale 4 del volume 3^3; che non ci sia il 101 rimanda a quell’assenza unitaria 1 del lato 100 della realtà di 100 anni. 101 è anche il padre Luigi Amodeo, 54+47, e sono anche Caino, Abele e Set, 38+23+40. La dimensione 12 “struttura” lo spazio 3 dello spazio-tempo 4 e lo fa giustamente col moto 3 di 7000 che lo è di 3000 in 10.000. La D. 16, della carica della realtà, presenza questa caricata di energia, data da 66/6, come dal flusso totale dei lati 1000 e 1000 del piano trasversale al flusso. I tempi, nel simultaneo ed eternamente esistente PIANO 1.938,0125, sono tutti e solo “a immagine e somiglianza” di tempi. Sono “equiparati a <tempo>” ma restano sempre e solo il lato percorso dell’area, secondo un infinito e simultaneo PROGETTO possibilistico creato grazie ai primi 16 numeri primi. I quali , in sequenza decimale, hanno diviso ogni 10 dell’infinita unità data da 10,10101010101010… infinito e eterno. Il “tempo” creato in questo modo, arbitrario ma costante, dall’uomo vivente è simile a quello d’un essere onnipotente che veda nel suo insieme tutto l’infinito Progetto, fondato sul volume della Trinità dei 10^3 anni il cui lato Uno è 10, e che crea 9 costruttori, ciascuno 1/10. Costoro esistono apparentemente meno di 10^3 anni ciascuno, essendone stati spostati alcuni – con infinita sapienza in ognuno d’essi – a denominatori dei numeratori residui, col fine di rallentare in modo singolare e precipuo, la simultanea presenza 1.000/0 che sarebbe stata relativamente indeterminata. In questo modo, ogni fattore dei 10 a immagine e somiglianza divina, possiede la sua “personale” velocità, nel suo soggettivo 1.000, in un modo che segue un ordine sopraffino e che porterà i primi 9 a ricreare nel 10° l’immagine relativa al Creatore. 128
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Ebbene, questo 10°, cui sarà dato il nome di Noè, ad altri non corrisponde che al nome ROMANO della divina energia, che è infinita ma sembra totalmente assente nel presente. Essa vale il 66 che – per il 10 assunto da Dio come padre dei numeri decimali – ha inizialmente dato al 1° Fattore (attraverso il suo nome Adamo=30) la sua unità trina in linea; poi ha estrapolato dall’Unità e Trinità di Adamo la sua famosa “costola”. che protegge il “cuore” della vicenda Una e Trina di Dio. Questa “costola” è il moto di 4 in 30; è così il 26, che ha nominato Eva, ‘sì che Adamo ed Eva fossero il 66 -10: il 56, creato dal 10, che si muove nel tempo dell’energia 66 a nome ROMANO. Ripeto – se non l’ho già detto – che i “nomi” vengono dai “numeri” espressi poi con lettere e nella sequenza del ciclo 21 dato da Tre SET (terzo tra i figli di Adamo ed Eva) … e non viceversa! Il valore di “ogni cosa” è dato infatti dai suoi connotati, alias i suoi “numeri”, veri e propri valori matematici quando sono ordinati non solo dal ciclo 10 della presenza di 1, ma da quello 7 della presenza spaziale di 3; in questo secondo caso, il ciclo di 7si impone nelle 4 dimensioni che portano alle 28 cifre l’alfabeto ebraico e alle 21 quello italiano. La loro differenza è idealizzata dal nome Set, del 3° figlio di Adamo che, valendo 30 nel suo nome “spaziale”, è una terna di 10 in “presenza” di ciclo e che è un nome che – in italiano – trascrive il suono delle prime tre lettere di Sette. I “numeri” delle unità in base 7, distinti con le lettere alfabetiche, assecondano lo stesso significato astronomico che ha la Luna nei confronti della dinamica Terra-Sole. La Luna dista in media 384 unità dalla Terra date da 381+3 (dinamica totale 381 dei miei 6 nomi, più lo spazio 3); i 28 giorni del suo ciclo “caratterizzano” i 365,25 d’ di rotazione terrestre che sono dati dai 381 meno giorni 12,75. Ove (0,07×5)^2 dà il 12,25 (che è il natale di Gesù, ove 1,25 è il mio del mese dopo) l’aggiunta a 12,25 di ½=0,5 lo porta al 12,75 che è mei giorni (incredibile!) alla metà tra i 2 Natali. 129
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Origine dei nomi su base 7, specie in Bibbia La gematria (a torto ritenuta incredibile dalla scienza) “caratterizza” tutti i nomi in base alla loro quantità dinamica, regolata dal ciclo del 7 (e che poi in Bibbia è il ciclo regolato da Set, nel suo contenuto gematrico 40 indicante il ciclo 10 della realtà a 4 dimensioni, tanto che 7×40 dà 280 nel ciclo 10 dei 28 giorni lunari). Le 4 volte, di 70 (che portano allo stesso 280) partono da Adamo accreditato di una vita di 1.000 anni <assoluti> realmente suddivisi da 70 portati a denominatore dei residui 930 di vita reale concessa. 930/70 (unitario nell’assoluto 1.000) equivale a 93/7 (nell’assoluto 100) e 13,2857/1 (nell’assoluto 14,2857, che regola 7+7, nel tempo dei “lunari” 28/100 (del lato 100 della realtà 10^4, dati da √ 104 ) +57/10^4 indicanti con 50 il tempo della presenza ¼ del 100+100 che sono la somma dei 2 lati della realtà, presenza intera 50 che è quella di 7. Il valore unitario in 13,2857, indica con 13 il ciclo ¼ delle 52 settimane intere esistenti nell’anno, e il decimale 0,2857 si incarica di dettagliare i giorni 1,25 presenti oltre 13×52=364, essendo i giorni terrestri 365,25; infatti 1,25/0,2857 è 4,3752, cioè il suo ciclo intero 4, in cui 37/100 sono la dinamica 7 di 30 (quindi 7+30) dell’unità centesima del lato 100 della realtà, e 52/10^4 (della realtà 10^4) sono i 52 cicli 7 esistenti come interi nell’anno). Quindi la ragione per cui al 1° nome sia stato accreditato 30 (coll’ 1+4+1+11+13 tradotto in Adamo e complementare al 70 nel ciclo 100) con una vita unitaria di 930/70, e che la Bibbia segnala solo in 930/1 anni, sta nel fatto che 70 è stato equiparato a 1, cioè al valore unitario che poi porta al ciclo di 13,2857 giorni come ¼ dell’anno terrestre espresso in 7 giorni, cioè in settimane. 13,2857 × 4 porta a 1 anno di 53,1428 settimane, che, ×7, sono poi 371,9996 giorni che hanno l’esubero di 6,7496, rispetto a 365,25 che è espresso dal dettaglio in energia 6,6666 +83/10^4. 130
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In questa somma, 6,6666 esiste “in potenza” che si attui nel tempo, ed esso è dato proprio dagli 83/10^4 (unitari della realtà 10^4) in cui 83 è il 23° n. primo dato dall’energia 66 nominata <Romano>, nel tempo 1/3 (unitario dello spazio 3) cui poi aggiunge 1 in <presenza>. Il “tempo” intero dato da 0,0083 rispetto al potenziale 6,6666, è dato dall’inverso di 6.6666 /0,0083 = 80,3204 in cui l’intero è 80, il ciclo 10 dell’intera realtà complessa in 2^3=8. Essendo 80 l’unità del ciclo complesso, il tempo 1/80 è 0,0125, esattamente quello che porta al mese di gennaio e al suo giorno 25, ossia al Natale di Romano. Come vedete dall’esubero 6,7496 rispetto ai giorni solari 365,25 esistenti in 1 anno esso sta nello 0,0125 che è aggiunto al 1.938 dell’anno Natale mio (di Romano). È l’esubero che quando è dato “interamente” (in tutte le infinite sue cifre decimali) dai 930/70 (vita in anni di Adamo) ed è moltiplicato per 28 (l’intero periodo dinamico lunare), allora porta all’unitario 372. 372 esubera allora esattamente di 6,75, ed esso è dato da 6,66 +9, ossia dall’energia elettrica 6,66 in atto assieme al 9 della C^2. Preciso che la <C> maiuscola indica il flusso del volume elettrico (dato da 3/1 al quadrato), e non il puro e semplice costante flusso dei 2,99792458 (10^8) m/s della <c> minuscola. 372 è “chiaramente” il flusso di 28 (il periodo lunare) in tutto il 400 dell’intera realtà, che è 100 in tempo e 300 in spazio. Come risulta evidente, il valore nominale 30 dato ad Adamo è il tempo unitario decimo del totale 300 che, +81, compone tutta la dinamica “nominale” dei miei 6 nomi, aggiungendo l’81 della realtà intera 3^4 all’unità data da 3 lati 100 della realtà.
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Ciclo “lunare” dei nomi dei primi 10 in Bibbia Così i primi 9 creatori del 10° sono “ordinatamente” nominati secondo una gerarchia data dai numeri, in una reale progressione decimale, a fare, in esempio, di Adamo, l’intero 01.040.111.113 (reale a 4 dimensioni) che nel suo tempo unitario ¼ è il numero significativo 26.002.778,25. In esso il valore gematrico 26=Dio(=Jhvh in ebraico) è alla dimensione 10^6 (dello spazio complesso) e si somma al 2.777 +1,25 (cioè +10/8, il valore che si somma a 7×52 = 364 giorni, per dare l’intero 365,25). Questo 2.777 intero è dato dal 777 che è il flusso del piano avente i lati interi 1.000 e 1.000 dal cui prodotto l’area 10^6. Dunque, se partiamo dal tempo esatto indicato da questo 26.002.778,25, e lo moltiplichiamo per 4 per avere l’intero valore dello spazio-tempo, otteniamo esattamente 104.011.113, ove: 01˙04˙01˙11˙13 che in lettere col ciclo di 7+7+7 ordinano: A D A M O La sequenza 01+04+01+11+13 nomina ADAMO e 30 è il valore <sommario> nominato tramite questo “ordine”: 01 è davanti a tutto come il tempo 01 (sempre a 2 cifre); 04 ha caricato il tempo 1 dello spazio positivo +3; 01 ha caricato il 4 ora dello spazio negativo -3; 11 ha caricato 1 del ciclo di presenza 10; 13 ha infine caricato l’11 del piano trasversale a lati 1 e 1Questo nome è “indirizzato” AD, tramite lo 01+04=5, che è il tempo ½ del 10 unitario della presenza relativa all’AMO che segue. AMO, con 01-11-13, uguale a 11.113, in 113 è Romano Amodeo (66+47=113, ed è trino, essendolo anche in Torquato e in RoAnAnPaToAm); in 11.110 è il ciclo 10 di 6666/6 che è 1/6 del 66×101=6666, dato da Romano=66 ×101= Luigi Amodeo=54+47. 132
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05+12+13+17 =47=ENOS=(Amodeo) mette davanti al 3° (che è spazio) i 10/2 = 5 che sono il tempo; lo carica poi del moto 7 e ottiene il 12; lo carica di 1 ed ha il 13; gli dà infine il 4 della realtà ed ha il 17, avendo in totale 47 (che è tutta la dinamica 7 del 40=Set, che l’aveva solo nominalmente). Con questo 3°, ADAMO è andato praticamente AD AMODEO=47, ma facendolo nel tempo 1/3 (nominale) di Ro-maNO, che <è NO>, ma è anche 17=S nell’ “Alter ego” di Romano, nato 2° e nel giorno 17 di lui AmoR = (è NOch) = anno 41,0217. I primi 3 nomi sono verso un <Amodeo (Roma)no e Benito>. 03+05+12+01+12 =33=KENAN (è di chi è vissuto 33 anni fino all’ultima CENA di coloro che poi ne CENAN); antepone a tutto la Trinità di una C dolce come quella di <casa> a raddolcire il <cenano> che cannibalizza il corpo di Cristo. La Trinità si carica del dualismo della realtà e diventa il 5 del tempo; che si carica del moto 7 e diventa la N, che fino a qui ha raggiunto il 20. Scarica tutto il -19 del moto totale e riparte con 1, cui poi somma 11, e il risultato è che i Cristiani CENAN in ogni celebrazione religiosa. 30+40+47+33 porta alla realtà del 150 che esprime il ciclo 10 dello spazio-tempo 5+5+5, che è in ciascuno il tempo ½ di 10 ed è poi spazio, dato che sono tre. 11+01+10+01+10+05+05+10 =53=16° n. P. = R = MALALEEL indica (essendo il 5°) il tempo ½ della presenza, ed è quella intera data dall’ R= 16° n. P. 53; al punto che quando si carica di 700 anni diventa il 753 a.C. della fondazione di Roma, essenziale ed ogni Romano. Nasce nel segno trino del MAL, ed è l’opposto di quanto asseconda il BEN, nato con Benito=59 (che qui è senza il SEI> e senza il SEI BEN, sei MAL rispetto ad <AL> e <EL> (Allah e Elohim). È dunque il <Male> per Allah quando (da Uno assoluto) è ridotto a Elohim (ad essere Trino) essendo però con questo un <male indirizzato a un bene divino e trascendente>. 133
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150+53 porta i primi 5 della generale presenza (in negativo MAL e in positivo BEN) al 203 del flusso 3 del piano avente i lati 100 e 100 (che nel prodotto sono il 10^4 = 10.000 della realtà). 09+01+16+05+04 = 35 = IARED, nella ripartenza del 6°, inverte il 53 del padre nel suo 35. È IA(hvè) il “Rosso”, è EDOM scritto MODE e centro di AmodèO, essendo infatti il padre di <èNOch> = 41 =Amor =Roma =anno natale del 2°. 203+35 porta i primi 6 al 238 dato dal lato 100 della realtà, in quando si muove nel 938; si muove di tutto il 700! 05+12+13+03+08 = 41 = ENOCH parte dal tempo ½ di 10, cui somma il dinamismo di 7 e poi l’unità, arrivando al 30; poi riparte dal suo tempo 1/10 avendo 3 e poi, con +5, l’8, ove il <ch> già rimanda all’anno 38. Difatti il 7° fattore è quello che cammina interamente con Dio, nascendo e morendo nella sua vita di 365 anni da cui: il Fattoriale in giorni determina il 25,0138, data di nascita; il Fattoriale in anni determina l’anno 25,1004 della morte il 4 ottobre dell’anno 25 del III millennio d.C. 238+41 porta i primi 7 nomi a valere 279 (moto di 7+7+7 in 300). 11+01+18+19+17+01+10+05+11+11+05 = 109 = MATUSALEMME è determinato da questi numeri, partendo dall’energia 11 dei 66/6, poi ridotta a 1 (con -10); poi aumentata a 18 (con +17); poi a 19 (con +1); poi retrocessa a 17 (con -2); quindi a 1 (con -16); poi cresciuta a 10 (con +9); dimezzata a 5, nel tempo ½); accresciuta a 11 (con +6); riconfermato e infine ridotto di 6, nuovamente a 5, per farlo essere. È chi vive il massimo, vivendo ½ del “tutto” dato dall’anno 1.938 che è quello iniziale. 279+109 porta la somma degli 8 a essere 388, ed è tutto il 381 dei 6 nomi di Romano più la dinamica di 7. 134
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10+01+11+05+03+08 = 38 = LAMECH rimanda al padre Luigi Amodeo (L.AM) ch’è consustanziale a Romano nato nel 38, ed è vissuto i 777 anni ove il LAM ch’è il padre entrò in vita il 77-7 in forma di SET, terzo figlio di Adamo e padre di Noè che è il terzo finale di Romano. 381 (i 6 valori nominali di Romano) +7 danno 388. 388+38=426 è Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo, l’ “alter ego” di Romano, quello del Dio che è in atto visibile (ma impotente) contro quello del 1° che è realmente invisibile (ma è onnipotente). Insomma – stando al valore nominale – i 9 che hanno determinato Romano = Noè nel 10°, hanno il valore nominale dei sei nomi del 2° a Romano. Chi ha fatto … chi? Essi sono i 9 che han fatto il 10°, e sono nell’insieme il 2° di Romano che ha fatto Romano. +426 è visibile: Dio numerico 100+300 e Dio Alfabetico 26. - 045 leva 1/8 ai 360° = 60×6 (ma … in 60+6 = 66=Romano!); =381 è il Valore del Dio in Potenza e “invisibile”. Insomma, se diamo retta a quello che è visibile, Romano è tratto da Benito… ma il valore trascendente di Dio rivela assolutamente vero quello che è opposto, ma è invisibile… se non si va a scrutare nella struttura dell’<Esercito Divino>, che si avvale di tutti i suoi primi 16=R, i 6 <GENERALI> la cui somma dà 381. Se non si è attenti non si vede che 300 è lo spazio 3 nel lato 100 della realtà e che si carica di 3^4 = 81 a sommare il 381 di quando ai 365 giorni dell’anno si sovrappone la carica R=16, e 365+16=381. Il Nome Segreto di Dio si toglie la maschera quando, sulla base che 66 +60+6, il cui prodotto è 360, lo pone come 8 valori 45 ed aggiunge al 381 il tempo 1/8 dell’ “ottimo” 360 posto come 8. Allora 381+45 diventa 426, e si “smaschera” nell’essere 100+300 nei 4 valori 100 dei lati della realtà e nell’esser 26 del Dio “Nominale”; il cui “numero” sta nel portare la Terra al punto diametrale dell’orbita solare, dopo 26 settimane, ossia espresse in SET (moto di 3 in 10). 135
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L’aggiunta, al 426, di Noè=30, porta al 456 che viene dopo 123 in 111.111 al quadrato, uguale a 12345654321. 456 è una realtà a 4 dimensioni, in cui ciascuna è il 114 di tutti i capitoli del Sacro Corano … il che è in linea con l’intera storia sacra in cui: 18 +48 +66 +114 +180 =426 (tutto Benito e tutti i 9) 18 +Gesù +Romano +Corano +60×3 18 +Gesù +Muhammad +Corano +360/2 Anche il nome originale di Maometto, Muhammad, vale il 66=Romano, al punto che Gesù, +Muhammad dà il 114 capitoli del Sacro Corano. Libro che in realtà è <co’ R(om)ano> poiché Romano è ENERGIA IN POTENZA, totalmente invisibile se a <R.ano> non si reintroduce l’<OM> omesso col il <Ma… ometto>. MUSULMANO vale lo stesso 113 di Romano Amodeo. è
Lui, è LUIGI Amodeo e lo prova lo stesso
<is LAM> che <è L.AM> è Luigi Amodeo l’invisibile padre in Essere nel Dio in Comunione invisibile Padre-Figlio in Romano.
Ebbene Dio non ha ingannato i Musulmani, poiché sono obbligati sempre a anteporre: <In nome di Allah il compassionevole il Misericordioso> a ogni lettura del Corano. Il che significa che ogni volta va messo <IN> va introdotto l’OM omesso in Co’ R(om)ano, e la lettura del Corano a quel punto è fatta <CON ROMANO, nome di Allah!> Mentre <Il Compassionevole, il Misericordioso> li obbliga a dire (nella traduzione in italiano): <Il Cristo OM, Pa’ S, Sion è, Vol. è; il Miser I.C. or DIO so> e dicono senza rendersene conto che <Il Cristo Uomo è Padre santo, è Sion, è Volume reale… e ora so che il Misero Gesù Cristo è Dio!> 136
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Ora se osserviamo il nome di Lamech nei suoi numeri L A M E C H 10˙01˙11˙05˙03˙08 è 100.111.050.308 e con esso rappresenta 10^11 +111×10^6 +5×10^4 +300 +8 e sono il concorso di: 10^11 è il ciclo elevato ai 66/6 dell’energia Romano +111×10^6 è l nelle 3 D. di spazio a D, spazio complesso +5×10^4 è il tempo 10/2 della realtà in positivo +300 è lo spazio 3 nel lato 100 della realtà +8 è la realtà unitaria nel suo complesso. È degno rappresentante della vita esprimente la dinamica intera 777, al punto che dividendo per 7^8 il valore di tutto il suo nome, riconosciuto in 100.111.050.308, abbiamo il valore unitario 17.365,91606683 in cui il numero dei 365 giorni interi della Terra esistono nei 17.000 in cui la realtà intera 10.000 avanza interamente di 7.000; lo fa nella realtà dei 916/1.000 in cui Brasit=913 (In principio) si è spostato dell’unità 3 dello spazio: questo moto di 3 in principio è supportato dalla realtà successiva, detta immaginaria, 6683 in cui il 6666 dato da Romano per Luigi Amodeo (66×101) si è spostato esistendo in 10 e di 7. Come è addirittura “lampante” la vita di 777 anni assegnata a questo “numero” che in lettere equivale esattamente a Lamech, corrisponde ad una precisa logica “lunare” e “settenaria”. N O E’ = 12˙13˙05 vale “attendibilmente, davvero” 121.305 . Se moltiplichiamo per 7 l’ultimo dato relativo a Lamech, (diviso per 7^8) cioè il 17.365,91606683, esso, ×7, diventa il 121.561 ,41246781 e sorpassa nell’intero di 256=4^4 il valore nominale intero 121.305 di suo figlio Noè . In sostanza, Lamech assume il nome del figlio dividendosi per 7^7 e togliendosi di dosso la realtà 4 in potenza di 4, uguale anche a 2^8 esistente nel 28 con 2 elevato a 8. 137
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Ora Noè è veramente 1/3 di Romano=66 nel suo interno nominale, allora 121.305 / 66 rivela le volte in cui Romano entra in Noè, e sono 1.837,954 (periodico nel 54=Luigi, nome del Padre Eterno) distante anni 100,0585 che sono il lato dei 100 anni della realtà, in cui 585 decimillesimi (unitari della Realtà 10^4) sono il moto di 3=4=81 nell’energia Romano, di 666 decimillesimi. Se lo dividiamo per il dualismo 6666 dato dal nome 66 di Romano per il 101 di Nome e Cognome di suo padre, il risultato è il 18,1975 in cui l’intero vede la compartecipazione con il ciclo 10 di tutto il complesso 8 della realtà, e questo esiste nel tempo esatto dell’anno 1975. È l’anno in cui l’Alter Ego di Romano (suo/mio fratello Benito) mise al mondo (a mio nome) in un anno solo 3 figli: la prima un giorno dopo il 25 gennaio di me Romano, poi due gemelli giorni 10/2 prima del 25 dicembre del natale di Cristo. La differenza tra il 66/3 numerico in 22, è la terza ultima sillaba di Romano, che in NO è 25, vediamo che il terzo finale del nome asseconda il periodo 7, in 7×3=21 +4 di realtà. 22 il terzo preciso di 66 assecondo nel tempo 1/3 il valore complementare al 7 dato dal 3, e il risultato dinamico è il 7×3+1 nel valore numerico … al quale poi difetta il 3 per portare il 22 al 25 che in 5×5 è la presenza del piano i cui due lati sono, in ciascuno dei 2 realmente presenti, il valore ½ del 10 unitario della presenza. Così facendo, la combinazione tra 22 e 25 porta al 550 del moto di 5 in 555, mentre la somma 22+25 porta al 47=Amodeo che è tutta la dinamica 7 della realtà di Set=40. Il cognome Amodeo somma tra loro i contributi dei due valori di Set: quello gematrico che lo valorizza in 40 e quello “Trino” del nome “sette” che ha il numero 7 quando lo si legge. Mio padre impersona in tutto il Set, essendo nato 07,0707, nel mentre i 12 nomi del 1°genito e 2°genito, con 381+426 sono gli 807 anni che Bibbia assegna in tutto a Set <come Padre> 138
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Io chiamato a portar Luce Celeste In questo mio libro, veramente “dettato a me” dallo Spirito Santo divino, questo punto è raccontato alla pagina 134 del 9 più il mio essere 1/8 del complesso 8 costituito dal 10^3 della Trinitaria potenza basata sul Dio che ha assunto il 10 a dimensione del suo IO, tanto da dare un DIO=D.10. Quando poi essa 10 è nominata a voce nel latino di ogni Romano come me, allora il DIECI significa in modo evidente con Die C.I. <nel giorno del Christus Iesus> Io porto luce divina , riuscendo a congiungere in unità gli estremi di tutte le Fedi, in specie le tre tratte dallo stesso Abramo! E m’è concesso poiché io R.Amo, riconosco che <Abramo> viene <Ab> R. Amo!> essendo io come Terach e i suoi 3 figli! Abramo, Nacor e Aran sono i 3 nella stessa sostanza del loro Padre Terach così morto a Carran, come son io <ca’, R. R.An> (qua, Romano, Romano Antonio); io che salirò in cielo a Ca’ ..rrà (Cassina Ferrara, che dopo un R.A. ha, con N, un R.A. Nuovo! Infatti veramente quando da Milano mi sono trasferito a Cassina Ferrara, ho messo in atto un R.A, Nuovo, che ha cominciato a trattare coi Papi per la <difesa> della verità di Cristo da quelle <alienanti> della Scienza e della Filosofia, come il vero Nuovo Messia del vicario di Cristo Papa Giovanni Paolo II. Ciò dopo aver costruito (e perso … defunto per esproprio) presso Carrara il Nuovo Orto degli Ulivi a Ortonovo, nell’antica. Romano a Carrara – come a Ca. Ferrara – aveva proprio Ca’ il R.A. e il RAn (e il Romano Antico, in Antonio: il defunto suo secondo), e costruito colle sue nude mani e il suo disegno da architetto, la sua Nuova casa del padre, nell’Orto del Saccomani tra gli ulivi, a <N.I. colà> (al Nazarenus Iesus in quel luogo) il Suo <Nuovo> Orto degli Ulivi a Nicola di Ortonovo, il suo nuovo Orto del Getsemani (sacco dei rifiuti che <se get>ta colle mani) e aver perfetto tutto! 139
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Quanta parte di vita ho investito (e visto andato a … morte) a Carrà…N! io Terach, in località <Colletto> e poi a Milano in via Pietro <Colletta>, Io Paolo Torquato Romano, il PieTRO Romano della profezia di S. Malachia ch’abbatte la <civitas> dei <7 colli>! 2 profeti Malachia congiungono la fine dei Pietro Romani al principio dei Paolo, come fine dell’Antico Testamento, dell’ultimo Malachia, aprì al principio e principato apostolico del Nuovo ! La morte a CarraN , di Terach sarà tutta a vantaggio del Tutto Nuovo che proviene <Ab R.Amo!> da Romano Amodeo quando ciò che ha perso a Carrara lo ritrova a Ca. Ferrara, lui, il Felittese R.: Romano Amodeo nonché Romano Antonio. È la mia presenza lì che ha dato nome alla sona di Saronno che deve veramente il suo nome al finale <Ronno> = <Romano> (per via dell’ <n>=12 = 11+1=<ma>) di RO nato a SA(lerno), posta essa stessa al centro di GeruSALEmme, la città nominata al Gesù quando ha la R (di Romano) nel suo cuore. Nella sua nuova vita a Carran, in cui poi in Terach muore, Romano non parla più solo di un misericordioso doversi <perdonare i peccatori> per la <Passione e morte di Gesù Cristo> ma per la ragione sacrosanta che <mai veramente i peccati sono commessi!> In un mondo che già ora ha lo Spirito Santo di ogni IO-SONO che lo sta riportando “veramente” in Dio … ma egli vede i suoi passi (e tutto il panorama) in moto nel verso opposto diretto a una morte fisica dalla quale lo Spirito <sta già venendo via> … tutto è <disfatto>, il che comprende anche <ogni possibile peccato>. Tutti sono “divinamente” fatti salvi e senza aver mai davvero tradito Dio … nemmeno nelle intenzioni! Per la ragione semplicissima che la loro vita “verso la morte” non esiste – proprio in niente – e … nemmeno nelle intenzioni! Essa comincia (davvero) solo colla “risurrezione dell’alto” ! (decretato a pagina: 100+70/2, del tempo dinamico 35 dell’Universo) 140
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Capitolo 2
Lucifero, “domato da Dio” in me, dà luce divina alla realtà umana Apriti cielo! Io Romano 666 sarei la Bestia di Apocalisse? Sarei Lucifero? O Asmodeo il cattivo Diavolo? Sì: sarei un Di(o del C.)avolo, o del C. (fate vobis) … se non mi credessi veramente ZERO in me stesso. Sì, sono un gran presuntuoso pentito e non so in quanti anni Lo Spirito S. di Dio ricongiungerà gli estremi da Noè e da Abramo. Non accadrà finché gli uomini non capiranno che tutto il mondo disceso da <Noè>, viene dal finale 1/3 reale del nome Suo: dell’Energia Divina dello Spirito Santo e che Romano è nome Suo! È l’energia “Suprema” che infine abbatte la “reale” di Roma (già nel Suo nome)e l’annienta in quel Suo terzo! Quel NO è fatto essere e già riporta (in occulto, divinamente) quant’è “in atto” nell’ “Onnipotente”! Lo fa tramite me: lo zer anticristo di Zerach. Non accadrà finché tutte le Fedi non capiranno che quello che in No è occulto (cioè che da Roma No è sceso), poi è detto nella sua lingua latina, con l’ <AbRamo> che lo precisa: vien tutto <Ab R.Amo>, così come dall’inviso a Dio (e ucciso) ch’ è R=16 in Genesi 38 (gennaio 38), 1°genito di Giuda e segno del traditore di Gesù. Sono i 16 Generali dei numeri primi dell’esercito del Padre 10 dei numeri decimali, che occultano il Nome Segreto di Dio. In R=16 l’acronimo sintetizza l’energia divina Romano.
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È quell’occulto principio Trino di Amodeo (definito in <Ab> deo) ma ben chiarito nel viaggio italiano (<Ad> Amo) in Adamo . Romano Amodeo senza la S=17 in ASmodeo, oltre il 16. Questo principio trino è simile all’<esca> per catturare i pesci, e che occulta il risultato finale dell’<uscita ordinata> da tutto un Progetto Spietato, numerico, poggiato solo sulla forza dei numeri come sulla Roma che mette per prima cosa il <realismo>. Non solo in occidente, tutto viene <Ab R.Amo>! In oriente discende da B-RAMA, (ed è lo stesso discendere originale BRA dal BRASIT del <Benito Romano Amodeo sia Romano>); scende da SIVA (e con questo nome sì VA come da EVA, e che trascende <A Vis>, dalla Forza Romana, unita all’associazione Italiana dei donatori di sangue); poi chiaramente viene da essa con VISNU (dalla forza romana trascesa prima in Siva, unita adesso a quel NU, che l’espande alle Nazioni Unite). Proviene dagli Dei dell’Egitto – come disse Dio tramite Osea – da Orus su RO-mano da Amon, Anto(mio) da Aton! In Giappone la Dea Amaterasu, <ama te, RA su> nel cielo. Zeus, il Re degli dei, combina lo <Zero> di Zerach con <us>, tutti noi oggi a lingua inglese, ed è l’Assoluto 0 posto all’origine di ogni cosa; mentre Olimpo (o l’Him Padre ho, con h muta e non scritta) e Parnaso (Padre A.R. che so nato in regione di NA), che sono rispettivamente la residenza degli Dei (lì, all’Olimpo) e delle divine arti e mestieri (di quanto è fatto a <naso> dal P. di A.R.) sin tutti Dei che fanno da generale contorno allo Zero Assoluto. Giove, disceso da <Urano> è Geova-Jahvè che è disceso dall’Assoluto, ove l’originale <UR…ano> rimanda a Romano partito da Ur (ma è l’Urbe) con Terach e gli altri 3… e rimanda poi al <Co’ R.ano> (al Con Romano) del Sacro Corano arabo, avendo Urano (sia in greco, sia in latino) lo stesso nome. Cronos (greco) e Saturno (il suo nome Romano), figlio di Urano, indicano: il 1°, il tempo in cui il Cristo RO (con sigla greca 143
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XP) agisce su <nos> Romani; il 2°, Saturno, lo dice chiaro, netto e tondo: <tu Romano di Salerno>, e avvisa tutti: <Sa tutto Romano> senza <tto o ma>; laddove “senza” tto o è “col” voto di otto e senza oma è senza <oppure> e senza <ma>… incertezze. Il Grande Spirito MANITU’ dei pellirosse! Essi furono ben guidati verso il definitivo e finale TU del MAN IT, dell’uomo italiano “posseduto” dal Grande Spirito divino … proprio essi che come indiani d’America sono segno evidente del mondo intero. Poi abbiamo la MANNA, il cibo sceso dal cielo che ha sfamato gli Ebrei nel deserto per 40 anni, ed era detta, ma in modo occulto quella del mondiale <Man> di <NA> come Regione… come di quel RE-Giona cui il Cristo RE si riferì nel segno che avrebbero avuto di Lui, i suoi concittadini che glielo chiesero. Il Cristo Re, che fu il 3° (trino) soppresso dopo Re Man asse (Ro mano <as sé>) e Re Amon (n. Amodeo), due altri Re già detti empi poiché udivano DIO (l’innominabile JHVH) in tutti i nomi degli dei nominati, come fa Romano Amodeo che vede Suoi Elohim in ogni anima … che evidentemente è figlia dell’uomo. Chiunque veda una Rivalità tra un Dio e un Altro non ha capito che Dio è sempre Lui, sempre lo Stesso, comunque sia venerato e chiamato, e – quando crede di fare una giusta guerra santa contro il Dio “falso” degli altri – oltraggia il Dio “Vero”: Unico Signore e di tutti, presente e dominatore del suo Universo come ogni Walt Disney è della creazione dei suoi cartoon! Ogni IO SONO è simile al DIO IO-SONO, ed il rapporto umano con Dio non è dato in sé da una Religione, ma è il rapporto Divino-Umano tra <Spirito e corpo>, una relazione che è perfino fisica tra antimateria e materia, e che nessuna religione supera. Gesù è il massimo liberatore dello Spirito Umano dalla Fede altrui quand’essa opprime quella personale che non è condivisa.
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A questo punto – e a prova – voglio mostrarvi un punto della Bibbia che mostra una tragica “contesa” religiosa tra il solo Elia restato come profeta de’ <il Signore> e 450 “profeti> di <Baal>, fatti “scannare” spietatamente in un torrente.
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Scontro tra “1” profeta di JHVH e “450” di BAAL Il racconto è in 1Re capitolo 17 (quello che nel 17° numero primo è il 59 del 1° nome Benito, i cui 6 valgono 426), e fa capo al profeta Elia che così è presentato ai versetti 1-2: 1.Elia, il Tisbita, uno degli abitanti di Gàlaad, disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo dirò io» 2. A lui fu rivolta questa parola del Signore. Elia è EL e IA (Elohim e Jahvè) e come Tisbita è <croce> T di chi <is B. ITA> è Benito, Italiano che colla sua nascita lo 0,0217 alla base del Diluvio Universale (che non comincia se non lo “dice” lui); la parola del Signore è rivolta a Lui: all’italiano Benito. Il brano 18,20-41 “profetizza” in modo oscuro gli anni dal 1820 al (19)41 con particolare attenzione al 18+20=38 nel tempo del secolo successivo espresso nel tempo centesimo. <Acab> allude al <a.C.> anti Cristo, e <A.B.> sia al Romano <Ab>=da, sia all’acronimo di Amodeo Benito, nato nel 41 e nel dì in cui la Bibbia segnala l’inizio del Diluvio Universale. Il Monte <Carmelo> allude al <Cristo Amodeo Romano, me-lo: quello su di me> e precisa il vero “luogo” della contesa. <BAAL> occulta <Benito Amodeo> come <AL> (Allah, Dio). La “contesa” vera sta tra il 381 del Nome Segreto di Dio (dato dai 6 nomi di Romano) e i 6 nomi “manifesti” nel valore 426 dei 6 di Benito e di tutti i 9 che hanno generato il 10°, Noè. Quando 381 e 426 sono “Dio” (tutti e due, ad uno ad uno), sono moltiplicati ×10, e diventano 3.810 e 4.260 : quando “si fanno i conti”, a 4.260 è tolto 450, e vince il “divino” 381×10. 146
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1Re 18,20-41 20 Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. 21 Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. 22 Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. 23 Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. 24 Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».25 Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». 26 Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto. 27 Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». 28 Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. 29 Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione. 30 Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si 147
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avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito. 31 Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». 32 Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. 33 Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. 34 Quindi disse: «Riempite quattro brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. 35 L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua. 36 Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. 37 Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». 38. Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. 39 A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!». 40 Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò. 41 Elia disse ad Acab: «Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale». La scelta, al versetto 25 (quello giusto della “presenza”), del <giovenco>, su cui puntare il sacrificio, riguarda la diatriba sulla scelta di essere <con Giove>, nel segno del paganesimo, o dei seguaci Testimoni di Geova o di Jahvè “Adonai, il Signore”.
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Dal 26=Dio=JHVH, al 29, ci sono gli sforzi inutili a farsi rispondere da Dio, col profeta Elia che addirittura si beffa di loro. Col 30=Noè, Elia riavvicina tutti, fa ricostruire l’altare del Signore (JHVH=26=DIO) e parte lo scontro tra chi ha fede in Roma- Noè e chi in Benito Amodeo AL (il suo “ALter Ego”). Le 12 pietre del v. 31 (presenza 1 di Noè=30) nominano <Paolo-IE(sus)-Torquato Romano è> nei 6 nomi di Romano e le 6 esistenti anche nei nomi dell’<Alter Ego> di Romano. È evidente che riguardano tutte il solo Romano Amodeo, per la citazione del nome <Israele> delle 12 tribù, che si traduce <è> dall’Inglese <Is> ed <è Romano Amodeo; El è>. 32 Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. Questo versetto 2^5, della “presenza” racconta che l’altare al JHVH=26=Dio fu costruito colle 12 pietre, usando tutti i 12 nomi che riguardavano sempre Romano Amodeo, anche se erano di lui e del suo “Alter Ego”. Il <canaletto> attorno è come il brano <letto> del Nuovo Testamento in cui nelle Nozze di <Cana>, Gesù fu “forzato” da Maria SS a compiere il suo primo miracolo, e con esso ora la lettura rimanda alla stessa <forzatura> richiesta a Jhvh da Elia. Elia intende “forzare” allo stesso modo JHVH, creando una capienza tale da poter contenere “due misure” di … <se me> (una per me, l’altra per Benito), a sorreggere insieme quell’altare costruito tutto con i loro 12 nomi. Il Giovenco <squartato> al versetto 33 e sacrificato sull’altare, sono i 33 anni della vita di Gesù Cristo che è <con Giove=JHVH>; sono 1 +3 croci, sono 4 da ricondurre a ¼, con quello <squartamento> di un Calvario indecifrabile, per la presenza occulta del Padre (nascosto nel Ladrone non pentito), e dello Spirito Santo (in quello pentito). Quando Gesù (fattosi Uno col Padre non pentito) rivela all’altro che quel dì saranno insieme in Paradiso, non ha escluso
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suo Padre che era Uno con Lui, ma ha ribadito l’Unità nella Trinità di quelle tre crocifissioni fatte tutte e tre contro Dio. Manca di acume divino la Chiesa a celebrarne solo 1 + ½ di 2! Coi versetti 34 e 35, sono 3 le volte in cui tutto è bagnato e reso molto difficile ad <accendersi> in <comprensione>, e sono le appena dette <mancanze> nella Religione del Cristo, che fa differenze tra il supplizio (importante) fatto al Figlio di Dio e quello <mai considerato> in chi soffre allo stesso modo – anzi molto peggio – poiché non essendo Iddio (che sa tutto) – è totalmente disperato, come chi con la vita crede si perder tutto! Che errore, nel Cristianesimo, quando è esaltato Gesù poiché è il Figlio di Dio… nel massimo di quell’opportunismo che celebra in modo assolutamente interessato il Potente da cui dipende tutto! È l’errore diabolico compiuto da ogni Religione contro Dio, di celebrarlo poiché Sua e l’Onnipotenza! Quanto è più meritevole chi usa quel trattamento a ogni ritenuto <miserabile> di questo mondo … come i due crocefissi a sinistra e destra di Gesù, su quel Sacro Calvario della Crocifissione di Tutto il Dio Uno e Trino, espresso nella sua manifesta divinità posta al centro, e di quella occulta (ma altrettanto divina nello Spirito) posta ai suoi due estremi e sui due apparenti miserabili! Chi ha mai avuto la stessa <pietà> per il Ladrone non pentito, il quale – nel massimo della disperazione di chi si sentiva tradito dal Dio di Gesù – rinfacciava rivalse al quel povero Cristo? Si arriva al massimo a essere <indulgenti> con chi redarguì questo disperato … ma i due – posti agli estremi del Figlio di Dio – erano nelle vesti (rese occulte) di Dio Padre e Spirito Santo. E lo stesso è in ciascuno di noi! È la trinità di Dio ad agire in tutti noi e <ogni cosa fatta e non fatta a ogni creatura di questo mondo, è fatta direttamente – anche se in modo occulto – in bene e in male a favore e contro Dio stesso> … e lo disse Gesù, tramite San Matteo, per quanto riguardava lui nella Sua veste di Figlio. Elia volle che fosse reso incombustibile il Giovenco e che e quel <Cana-letto> ricolmo d’acqua; i versetti 34+35 portano al 69 di Romano, in potenza 66, che si presenta +3 (in Trinità). 150
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I versetti 36+37 della preghiera di Elia, portano al 73, alla unità 1 +9×8 (le volte il complesso 8, di BEN e MAL: Benito e Malaleel (il 6° fattore padre del 7°, rappresentante Romano). Versetto 38, nasce Romano , e la Bibbia scrive: Cadde (dal cielo) il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. È descritto cosa accadde quando <Lucifero> cadde dal cielo con me e tutto fu <consumato>, tutta l’opera impossibile all’uomo a partire dall’<olocausto> da <digerire> nel contenuto numerico suo 13+10+13+3+1+19+17+18+13 =108 = 4×3^3, del già detto <Giovenco>. La <legna> bagnata non arde…, ma la Legna-N.I. che dà legnate al Nazareno Gesù (e una Legnani ex-suora lo ha fatto prima a Lui e poi quando il N.I. fu in me) si muterà da ex-Sposa di Cristo (spenta) in Chi rivivrà in Cielo e consumerà le sue nozze ardenti. Le 12 <pietre> incombustibili sono le <pie> TRE croci del Calvario che arderanno tramite i 12 nomi di Romano e Benito che sono il solo Romano dato da Paolo Torquato Romano, in PTRO. La <cenere> è già combusta, ma – tuttavia – sarà consumata all’infinito e in assoluto (senza più nemmeno consumarsi) con tutte le Comunioni fatte col definitivo <Re> di tutte le <Ultime Cene>. L’acqua del canaletto tutta prosciugata è tutta quella mutata in vino – nel sangue di Cristo – alle già dette e forzate da Maria: Nozze di Cana che ora sono imposte deliberatamente da Dio. Tutto questo è profetizzato al versetto 38 della discesa autorevole di Dio sulla terra, sulla nullità del Romano che lo ha da parte sua molto implorato, affinché ciò potesse avvenire. Satana agisce con prepotenza e <invasa> tutti quelli che vuole, ma il Lucifero ora in questione ha supplicato la <Luce> affinché l’<invasasse> e lo consumasse in tutta la sua natura di portatore di luce, e tutto è consumato nel versetto 38 in cui nasce! Nel 39, ai testimoni non resta che concludere che è proprio Dio che ha risposo, ma al 40 accade il fatto “incredibile” che il profeta Elia, a questo punto, dice loro «Afferrate i profeti di Baal;
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non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò. Ma ditemi: <voi ci credete> Lo “afferrate” alla lettera?? La Bibbia è un Libro <Trascendente> la realtà del visibile! Ogni cosa <divina veramente> non appare mai “tal e quale” poiché è scritta nel modo <sibillino> che lo presenta in un modo facile da capire che è solamente “emblematico” e assolutamente irreale! Ce lo vedete il profeta Elia che <fa afferrare tutti i 450, nessuno escluso, li fa scendere nel torrente e li scanna tutti come se fossero capretti?> Elia torrente afferrare 450 contati … scannarli Kison ?> < Tutti questi Chi sono?> Ecco chi sono: El+IA e torrente stanno per “torre” (far uso) di corrente EL, (elettrica) e di IA (Intelligenza artificiale)! L’afferrare sta per “capire” I 450 sono “contati” (per via del “che non se ne salvi uno”). Scannarli significa addirittura <scannerizzarli>, ridurli all’essenziale che sta sotto a tutte quante le forme. Nel loro insieme, chi capisce afferra che il numero 450 deve essere quello esatto, e poi essere “scannerizzato” tramite il calcolo: 426×10 -450 = 381×10 L’intervento del Profeta Elia rimanda all’uso finale, decisivo e probatorio di IA, servendosi della corrente elettrica, su tutta la questione “numerologica” (suscitata da me che cerco invano di far “afferrare” il significato determinante del ciclo 10, posto proprio a “immagine e somiglianza” di Dio che antepone a tutta la costruzione del mondo i 10 da Adamo a Noè). Tra i due fratelli, Benito affermato e significativo (anche, di Dio, coi suoi 426 valori nominali) e l’inconcludente Romano (anche col 381 del suo Nome Segreto di Dio), la Scienza ha sostenuto a spada tratta l’atteggiamento attento a tutte le regole di B.A. (laureato in Fisica e sommo <estrapolatore> di quanto accadrà 152
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in futuro, chiamato a farlo da nazioni) … ma AL è l’Assoluto Indeterminato e occulto, in Romano. Pertanto occorre andare oltre le questioni formali! Lo <Scannare al torrente, d’El. IA> è quello scannerizzare, usando la corrente elettrica dei calcolatori, che eliminano tutte le <forme> qualitative, e vanno all’<osso> delle unità dei <pixel> che sono la struttura atomica di ogni <forma qualitativa> indotta solo dalla immaginazione umana, che fonde quei <quadratini> e poi per davvero li <confonde> in immagini aventi qualità <concettuali>. Chi di noi non si è <stupito> nel vedere una decina di quadratini mutarsi – visti da lontano – in un viso in cui si distinguono naso, occhi e tanti dettagli assolutamente assenti nei singoli pixel? Chi non si è stupito di fronte a quell’opera di <compressione> dei dati, fatta dai calcolatori, che crea la perfetta <sintesi> partendo da una <analisi> dettagliata fino al limite dell’inverosimile? Questa opera di <compressione> riesce a confinare ogni cosa, qualitativa e quantitativa, nel volume in base 10, e IA finalmente <servirà> ad “afferrare”, a “cogliere” a “scoprire” lo <zippaggio> di ogni cosa nel 381 e nel 10, in Comunione tra loro nel 3.810. Ove, nel loro singolo apporto a livello di 10^3, con 1.000:::381 = 26,2467˙1916˙0104˙9868˙7664˙0419˙9475 palesano, nel tempo decimale delle 7 realtà unitarie della dinamica, il Dio=26 intero, che nella realtà prima 10^-4 è il flusso 1 dell’energia 66 elettrica del moto dell’area unitaria a lati 1.000 e 1.000 decimillesimi. Il quale è strutturato dalla realtà 2a alla D. 10^8 della luce dà il moto di 66/3=22 (del flusso elettrico di energia) dall’Originale anno 1.938 … il quale è strutturato dalla realtà 3a, data dal 104 di 26×4 … il quale è strutturato dalla realtà 4a, data dal 9868 di 66+66 (elettromagnetismo) che fluisce in 10^4 … il quale è strutturato dalla realtà 5a, data dal 7664 del flusso di 2 in 10^3 riguardante l’energia EM. 6666 in sequenza … il quale è strutturato dalla realtà 6a, 0419 data dal moto di 1 in 20 esistente nel piano a lati di 7+7+7 e 7+7+7 decine … il 153
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quale infine è strutturato della realtà 7a, unitaria dell’energia 9475 che è in moto del 525 in 10^4 dato dal movimento del lato 100 della realtà nella realtà 5^4=625 della Carica elettrica dei 624/1 Coulomb, assoluti in 625. Quando invece 10 e 381 si pongono come il 10 lineare, diviso per la sequenza lineare decimale dei 16 n. primi la cui sommatoria è il 381 (del Nome Segreto di Dio” allora deriva la scoperta più “essenziale” della storia umana, che sta proprio nello <zippare> tutta quanta la dinamica apparente nell’universo, nella risultante <MATRICE>, mostrata in principio alla pagina 37 di questo libro. Basta recuperarne l’inizio, colle prime 10 cifre decimali: 42,42˙48˙100˙930 Mostra il 42 di Esaù che – in Gen. 25 (gennaio e genesi nel giorno 25 del 38 dato dal moto della realtà 4 nel 6×7 – è messo “fuori dal tempo” (che è solo “decimale” dal gemello 42 nominato Giacobbe. I quali sono seguiti dalla “sintesi” G+Esù si Giacobbe ed Esaù in cui Giacobbe afferma in G il primato esistente nel suo nome, e soppianta Esaù, ridotto al solo <esù> quando ha perso il suo primato, nella A che aveva in terza posizione, essendo lui Uno e Trino, e non Giacobbe che con le sue 8 cifre esisteva nel complesso della realtà 2^3, o 4+4. Il quale Gesù=48 è seguito da 100, lato ed area della realtà, nonché Allah e JHVH; il 1° per avere tratto “altri 99” suoi nomi da 100 -1, nel Credo Islamico; il secondo quale <Sono il 10 di colui che sono: 10>. Il quale lato della realtà divina in linea è finalmente seguito dagli anni assegnati al primo Adamo creato a propria immagine e somiglianza, del creatore in 7 giorni, che è 10, e trattiene per sé il proprio 70, estrapolandolo dal 10^3 della propria Trinità. Pertanto – tornando ad Elia che scanna 450 esatti (e non ne scampi nemmeno uno!) al torrente – la Bibbia rivela il finale uso 154
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della IA e dirimere tutta questa questione che all’intelligenza umana sfugge, essendo troppo confusa dal suo personale apporto. 41 Elia disse ad Acab: «Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale». Convenuto che <Elia> sia il Dio <EL> altrimenti chiamato <IA> (abbreviazione sia di IHVH, sia dell’Intelligenza artificiale), ecco che il versetto 41 in cui il profeta di Dio si rivolge al vissuto anti Cristo <Amodeo Benito> dicendogli precisamente «Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale» . Accade perché il 41.0217 della nascita di Benito (seppure egli ha perso la “tenzone” colle sue 426 decine) ha il suo tempo 0,0217 del secondo mese, il 17 del mese che, ai 600 anni di Noè, dà l’inizio del Diluvio Universale, per cui <mangia e bevi> è un invito a non perdere troppo tempo! 41 è Amor, ed è Amo. Romano 66 che, nel tempo 1/6, si manifesta con il tempo 30 di Noè sommato a 66/6, a 11. Ma è anche il 1941,0217 che dista dal 4.631,0217 la quantità esatta delle 269 decine di anni che sono tutto il moto di 41 nel 300 indicante con esattezza tutto lo spazio di tempo che c’è. 2.690 anni dopo la nascita di Benito c’è la Fine del mondo ed è un numero in cui i 10 anni unitari di Dio esistono in cento volte il 3×3×3 della sua Trinità nel tempo di 1 anno. Come credo di avervi dimostrato, questa “emblematica volta” in cui l’unico profeta fedele in JHVH sfidò a manifesta tenzone i seguaci in BAAL e li distrusse … scannerizzando, ha solo il significato di una bella <parabola>, come una di quelle di Gesù: facile a capirsi… ma nella verità delle cose riporta a tutt’altro. È la solita sfida tra il 1° nato e il 2° che “gli fa le scarpe”. Essa è quella descritta in Bibbia 1,25 e in Bibbia 1,38 in cui i due secondi: Giacobbe e Perez si imposero come primi ai rispettivi fratelli che erano usciti come i veri primi. 155
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Questo mondo “reale” che noi vediamo esistere nel tempo, si presenta non nel valore intero, del “presente 10”, ma sempre nel tempo che è decimale e si manifesta dopo la virgola.
Come si mostra il DIO Creatore con la D.10
Ove è 3^4=81 la “presenza 1 della realtà 40+40 in tutto il suo complesso, quello che si impone (“nel tempo” della realtà 10^4) è dato da 10^4 / 81 = 123,456790123 periodico. Così il valore totale 456 dei 10 fattori creati dal Dio 10 come Lui (da Adamo a Noè) nei loro nomi ( e da quelli di Benito, più il 30 di Noè=Romano), si impone nel suo primato! ma esso vale solo nei millesimi della realtà unitaria posta in 10.000: poi in relazione con 123,45654321 = [(Romano 666.666)/6] ^2 diviso per 10^3. Questo 666.666 è l’Energia Potenziale elettrica di <c>. 299.792.458 / 666.666 dà il 449,6891˙36 periodico. L’intero è il tempo ½ di 10 +444 di massa inerziale, data dal moto del piano a lati 111 e 111, ciascuno dei quali è 666/6 di energia unitaria. 0,689˙136 è un’onda reale esistente in 0,825˙825 avente 553 di altezza d’onda elettrica 555 (con -2 di piano unitario trasversale mancante), ove 825 è la presenza 25 (su 100) del complesso realeimmaginario 400+400. Quando si presenta in 1/6 di 666.666, praticamente si moltiplica per 6 e vale 2.698,134820 periodico. Gli anni 2.690 anni, tra il natale di Benito e la fine del mondo, difettano di 8 solo poiché sono misurati dal complesso reale 8. 0,134820 è un’onda alta 686, quanto 666+10+10 (l’energia elettrica nel flusso 20 nel tempo); esiste nel periodico 954 del moto di 46 in 1.000. 46 è alla base del ciclo degli anni terrestri, i 4.631,0217 dati da 31 +4600+1/46. +4.631,02173 156
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- 2.698,13482 percorsi unitariamente dalla luce =1.932,88691 arretrano a questo anno d.C. cioè al - 1.938,01250 che è riferito all’Origine di Romano.
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=0,005,12559 sono 25 giorni oltre i 6 anni di differenza; +0,000,1231 è 1 anno al 31 del mese 12; =0,006,0125 sono 25 giorni, evidenti nel mese 1; =1.938,01250. Quindi 111.111 ^2 dà 12345654321, che, diviso per 1.000, dà 123,45654321 ed è la <causa> della salita “realtà” contrapposta. Questa è la relazione tra il loro valore in tempo decimale: 0,54321 / 0,456 =1,19125 è spazio 1 e 19 secoli +12,5/10^4 che nello spazio triplo sono 37,5/10^4, di reale 37/10^4 +0,5 che in ½ dà 38 anni. Proporzione è: spazio 1, tempo “reale” 1938. Un anno riferito alle stelle fisse ha 365,2563604166 giorni che, se sono moltiplicati per 54321, raggiungono l’anno: +19.841.090 +0,754˙1937˙4999 - 19.380.125 è la realtà 10^4 del 1.938,0125 all’Origine =00.460.965 indica il ciclo di 100 anni terrestri che, con =.0-.463.102,17 (100 volte 4.631,0217 anni) =0,0002.137,17 differisce di 100 volte il 7+7+7 rispetto a 38. Il tempo 0,754˙1937˙4999 mostra in 754 millesimi lo spazio-tempo 4 che supporta lo spazio 750 1937 è l’anno che ha ½ di tempo che lo realizza nel 1938; 4999 è la realtà ½ che da intera accresce di 1 la precedente. 111.111^2 = 12345654321 è realmente spazio-tempo che quando esiste a 9 dimensioni (le 9 delle cifre 299.792.458 della luce) si presenta in spazio 12 e spazio-tempo 0,345˙654˙321. Lo prova il tempo ¼ di tutto il valore, che determina 12/4 = 3 di spazio unitario e 0,3456/4 = 0,0864, realtà decimillesima dei 100 minuti secondi posseduti da 1 giorno. 54321/4 = 13.580,25 mostra il ciclo ¼ delle 52 settimane dell’anno terrestre che nel 580,25 è in 500 il tempo (½ di 10^3), in 80 è il complesso della realtà e in 0,25 è ¼ di tempo. Ebbene la Bibbia Ebraica presenta 54321 nel Nome di Dio. 158
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E poiché il nome segreto di Dio vale 38, 0,54321 deve moltiplicarsi per 701,3862 volte +2298/10^9 per essere 381 esatto. In cui 701 è la presenza 1 del moto intero 700, nel tempo di 0,381 +52 decimillesimi (dati dalla realtà di moto dei 7 giorni in 1 anno) e la presenza dei 6666/3 +10+66 di flusso 1/3 di energia dello spazio 3, e della traslazione di 10 dell’energia 66=Romano (e questo 2298 alla dimensione 10^-9 delle cifre della velocità <c>). 299.792.458 ×123,45654321 dà 37.011.340.545 +0,10911018. +0,380125 - 0,37011340545 =0,01001159455 ed è la presenza di 1 anno e 11 giorni. Come si vede bene, questi numeri indicano tutti tempo, ma non lo sono, poiché sul piano <xy> (frontale all’IO-SONO che lo osserva) quello che lui vede è un unico ed eterno 25 gennaio 1938. La direzione “vera” del tempo è data dall’inclinazione costante sul piano dell’eclittica, e che essa non muti mai nel corso di tutti gli anni indica il suo permanere sempre nello stesso tempo, inclinato in alto in avanti, sul piano trasversale <zy>. Sono i 367 anni indivisibili del numero primo ad essere inclinati secondo il moto nel tempo nel verso <z>, mentre i 4.631 girano sullo stesso tempo bloccato e sono presenti come un cerchio simultaneo e lungo 4.631,0217 anni. +0,367 anni nel tempo e divisibile negli anni solo pe 1 e 367 +4.631 nel piano frontale <xy> in una rotazione simultanea =4.998 il triplo di 1.666 anno del Diluvio Universale. Ora, se, alla nascita di Noè il 1.066, si aggiunge il ciclo degli anni interi 4.631 riportati dalla Bibbia (che giudica che il suo anno 0 è la creazione del mondo), ecco da che anno 0 essa parte: +1.066 nasce Noè dall’anno 0 assoluto, 10 prima di Adamo +4.631 (anni del ciclo biblico) abbiamo l’Inizio del mondo: =5.697 anni del calendario ebraico sono il 1.938 dopo Cristo ed è così “verificato” che l’anno zero iniziale è quello del mio Natale, di me proprio nella “veste” di Noè. 159
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Inoltre da Genesi 11 si capisce che il figlio di Sem nasce nell’anno 1.668 allo 0 del Calendario Ebraico (è scritto che è nato 2 anni dopo il Diluvio) e che poi, in altri 270 anni, riguardanti 8 generazioni (di anni 35 +30 +34 +30 +32 +30 +29 +50=270), con 1.668 +270 anni si va alla nascita di Abramo nel 1.938 ! Lo si “capisce”… poiché la Bibbia non lo scrive chiaramente. C’è da “comprendere” che (in Genesi 5) è scritto che Noè ebbe 3 figli a 500 anni di vita, e (in Genesi 17) che il Diluvio fu ai suoi 600 anni; ora, se in Gen. 11 si sa che il figlio di Sem gli nacque a 100 anni, 2 anni dopo il diluvio… va “capito” che i conti non tornano se è nato ai 500 di Noè, ma 2 anni prima! Quei 500 anni di Noè “significavano” solo a che a quella età aveva i suoi tre figli (senza precisare in che anno il 1° e il 2°). Se infatti Sem fosse nato ai 500 anni della vita di Noè iniziata nel 1.066, avrebbe avuto 100 anni nel 1.666 quando avrebbe avuto il figlio e non 2 anni dopo il Diluvio, ma in quello stesso. Si “comprende” allora che Sem (il n. 2), è nato 2 anni prima del 3°, e che Cam (il n. 1), 2 prima di lui; il che completa il primo ciclo di 10, con la realtà 4 di 2+2+2=6 anni, che però sono 4 dal 1° al 3°, cioè dai 496 anni alla nascita del 1° ai 500 a quella del 3°. Accade che anche l’ultima generazione, di Terach, descrive in Genesi 11 che a 70 anni aveva 3 figli (e non precisa il 1° e il 2°). Ora (in Genesi 11) il ciclo è già stato affermato in 10 nati, tanto che nella seconda decina comincia la genealogia con il n. 11 (con Sem) cioè dopo l’acquisito ciclo 10; e va “capito” che Terach, nato nell’anno assoluto 1.888, li ebbe a 50, a 60 e a 70 anni negli ultimi 20 anni tra 1° e 3° e che 1.888 +50 dà il 1.938. “Capendolo”, Abramo nasce 1° (a gennaio) nel 1.938 e si “presenta” il dì 25 indicante la presenza di un <è×è>, il 5×5; il 2° parte 10 anni dopo e non dall’ Ur be di R.Amo: Romano; il 3° parte 58 (“morto in presenza di Terach”) è padre di Lot, Milca e Silca, ma, da 3° che è, parte in 1/3, nel 1° figlio dei suoi tre, in 3/3 che sono 3×3=9 assoluto, unitario in 8/1, cioè in L’OT. 160
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Milca, sposata al 2°, resta con lui a Ur (nell’Urbe, a Roma). Silca (nominata sua sorella) è la <sposa del mistero>: ha forse amato il padre del 1° (Terach) generando Sarai; <forse> è sorella d’Abramo (se figlia di Terach) e <forse> sua nipote (se figlia alla cugina) che gli diventa suocera e lui “di certo” sposa. La Bibbia accerta solo che è sua moglie! ma Abramo la dichiara poi “sua sorella” alle guardie del Faraone! dice il vero? Fatto sta che quando infine Sarai confessa al Re d’essere la moglie di Abramo, se è da lui perdonata lo può essere solo perché lui ha capito che, dicendosi sua sorella, non ha mentito, ma solo non ha detto “tutta la sua verità” per salvare lo sposo fratello! Se gli avesse detto di avere mentito (seppure, per impedire alle guardie di ucciderle il marito), il Faraone si sarebbe sentito raggirato e non li avrebbe espulsi dall’Egitto così carichi di doni: anche la schiava Agar, donatale e futura madre d’Ismaele. Così, la luce che son chiamato a portare io è “davvero divina” poiché supera ragionando i fatti e le ragioni (storiche e delle stesse scritture) fino al punto da ribaltarne talvolta in toto il significato. Come nel citato brano della sfida di Elia tra seguaci di Dio e di Baal (che Ebrei e Cristiani credono scritto per far riconoscere Dio nel solo JHVH), e che io ho portato a ben altro fine! <Baal> “trascende” per me: con <BA> l’acronimo di Benito Amodeo e con <AL> quello del padre Amodeo Luigi, che è il Dio unico e Padre Allah (di un gemellaggio), e che quand’è una Trinità, lo è, ma solo di tre terzi, che in 3/3 restano sempre Uno solo. La pienezza dell’incarnazione ha richiesto al Padre d’essere a immagine totale di un uomo reale (AL) che è Padre di figli gemelli (RA e BA) che ne continuano l’opera; il 2° Benito, è riconoscibile immagine di Dio per il valore 426 dei suoi nomi; il 1°, Romano, deve invece esistere in “puro Spirito Divino e Occulto” ed essere il reale portatore del Nome Segreto di Dio, che vale 381 . 161
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Nessuno dei due fratelli vale tutto da solo, di fronte ad una divina condivisione con la realtà umana … Ma – spingendo le cose al limite estremo – nessun uomo è opera staccata da Dio, nella sua carne e nel suo Spirito, per cui Dio è da celebrare “in ogni” < “Io Sono Colui Che Sono” IO-SONO>! La conseguenza reale, nel destino dei due fratelli, è che Romano agirà del tutto incurante delle condizioni reali e sempre proteso in opere impossibili, che lo porteranno miseramente a fallire davanti agli uomini nella sua vita: egli <sposa> – come Abramo e “segretamente” fa scegliendosi una <Sarai> che al momento reale non esiste – e così <persegue> dei risultati tanto più inaccessibili quanto più egli avanza negli anni, e in tutti al momento fallisce perché solo <Sarà> diventa il nome della sua sposa, ma solo quando l’impossibile si sarà realizzato. Benito invece è attento e procede oculato in tutte le reali ragioni che esistono, tanto da essere un campione di scacchi così capace di “vedere i pezzi in campo” (anche quando non ci sono) e gioca una partita davanti a una scacchiera vuota di pedine (che però è realmente piena di esse nella sua mente, tanto da vederla “reale” nella sua memoria). Romano e Benito hanno giocato un giorno proprio questa partita in cui il 1° aveva davanti la scacchiera reale con tutti i suoi pezzi, e il 2°, Benito, lontano da lui, ne aveva un’altra davanti, ma senza alcuna pedina… e ha vinto il 2°! Lo “spirito d’avventura” del 1°, posto pure davanti alla realtà visibile di tutti i pezzi, si è dimostrato “inadeguato” a fronteggiare chi – con estremo realismo e rispetto di tutte le regole del gioco – doveva però vederselo tutto quanto presente “solo nella capacità, tutta reale, della sua immaginazione, rispettosa delle regole”. Giocata in campo reale, quella partita era simile a quella tra i 450 seguaci di Baal e quell’unico di JHVH, costituito dal solo profeta Elia.
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Questa nostra realtà è piena di così tante <Balle> che però sono visivamente strutturate in “perfette apparenti regole”, che ove si affermano queste prescrizioni, chi – come Elia – crede nell’Assoluto che non rispetta alcuna norma che lo vincola (essendo Esso creatività e libertà assoluta), miseramente crolla, schiacciato dal 450/1. Ma – nel campo dell’immaginazione pura che non rispetta alcuna regola poiché è Indeterminata e Divina – lì la realtà 10.000, divisa per 450, dà 22,22 periodico e realizza 1/3 di un Romano=66 esistente sia nella reale presenza 22, sia nel tempo infinito decimale. Ebbene, la Bibbia ha fatto vincere Elia, poiché l’Assoluto vince sempre contro tutto quello che esiste, anche se è perfettamente determinato. La sposa di un Abramo sta solo in una <Sarai> che <Sarà> e i seguaci di <Baal> (di quanti hanno visto felicemente realizzato in Tutto il solo Benito) soccomberanno quando si giungerà alla vera essenza, scannerizzando la realtà e non scannando i 450 seguaci! Essa determina i tanti e minuti quadratini dei <pixel> che sono unitari quando hanno un lato 10, e ogni immagine – per complessa e articolata che sia – diventa solo il risultato reale scomposto in quei minuti cicli 10, a ogni dimensione di grandezza possibile e immaginabile. Chi “realmente” vedendoli … non li vede … e li trasforma – usando l’immaginazione umana – in un reale e tangibile “Universo” e lo dichiara “reale” nella “qualità” con cui l’immagina secondo le sue regole mentali, più che in quello che ESSO è di per sé… finisce “vittima” reale della sua stessa immaginazione, che invece è <divina> solo quando non patisce alcuna regola, poiché esse crollano tutte nelle visioni scannerizzate. Spariscono le “visioni” e restano i quadratini, in una visione così “atomica” della realtà 10^10 degli Angstrom, quando di scende alla 10^-10 dei metri.
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Capitolo 3
Luce su “come” la Bibbia ha posto i tempi “In principio” Con Dio che si è anteposto in linea come l’Unitario 10 e in Trinità come 10^3=1.000, accade che quando si è Comunicato attraverso 10 a sua immagine e somiglianza, ha dato l’assoluto 1.000 a ciascuno, però diviso tra Numeratore e Divisore, in un diverso rapporto in ciascuno col 10^3 assoluto. Adamo ha così i suoi 1.000 anni divisi nel rapporto 930/70 che equivale al rapporto 93/7 esistente in 100 e al periodico 13,285714 con denominatore 1. La Bibbia ha operato la stessa cosa in tutti i 9 fattori creati a immagine e somiglianza di 10, spostando a denominatore 70 +88 +95 +90 +105 +38 +635 +31 +223 per un totale di 1.375, e con 9.000 -1.375 = 7.625 ha diviso questi anni variamente tra i 9, determinando un rapporto complessivo dato da 7.625 / 1.375 , che è uguale al 5,54 periodico /1 di valore medio avuto da ciascuno dei nove, e che è il valore medio dell’elettromagnetismo. Rispetto al suo 1.000 assoluto, Dio ha trattenuto ai 9 creatori del 10°, il totale 1.375 che sta all’intero 1.000, nel rapporto del 1.000/1.375 = 0,72 periodico il cui 72 periodico è 9 volte il complesso reale 8; 1.375 è tutto il moto di 25 in 1.400, cioè dei (100+100)/8 nell’area a i lati di 100×7 e 100×7, con 100 che è il lato della realtà, dato da √ 104 . 0,72727272… infinito × 2.664,75 “fissa” il 1.938 2.664,75 è il moto del 9% (in 2) nell’energia 666,66 (in 2.000) ove il 9% di 666,66 è il 60 che +2 e -2.000 dà il 1.938 .
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Il periodo 72, dato da 8×9, dà 1.938 con 242,25 ×8; e dà 2.180,25 quando è ×9; sommato al 2.664,75 (che fissa in 1.938 il periodico 0,72, dà l’assoluto 4.445 del 4.444/1, unitario, e sono i 2/3 dell’energia 6.666/1, come il moto 4.444/1 (unitario) del piano avente i due lati la cui somma (unitaria) è 2.222/1. Anche 0,2727272727 infinito × 7.106 “fissa” il 1.938 Lo fa essendo il complementare all’unità data dal periodo del 72 che, sommato a quello del 27, che porta a quello del 99 che è 1. 7,07070 infinito / il 1.938,0125 infinito scopre il periodo Natale di Luigi Amodeo e del 1.938 del 1°genito con 1/80 infinito. 7,0 periodico × 274,09033946251768 p. = 1938, 0125 p. Il periodo che si somma a 274,09 è dato da 1 / 29,45833 p . ove 1768 è 1938 -170; ove 4625 è il ciclo terrestre 4631 -6; ove 03399 è lo spazio triplo di 111+1+1=113 (il volume “nominato” Romano Amodeo, 66+47, o Torquato, 5° nome e suo nonno, o l’acronimo dualistico dei 6 nomi Ro-An-An-Pa-To-Am). Il 274,09 è il moto di 5,91 in 280; è la presenza 1/100 (del lato 100 della realtà) dei 59/10 di Benito=59, che si muove in 4 settanta, nel 28 (dato da SET +7+7+7) che è alla D. 10 di Dio e coinvolge il 1° nome del 2°genito di Luigi Amodeo. Ciò crea una origine nel 1938,0125 periodico nel tempo 1/80, del 1°genito Romano. Per scendere dal suo eterno periodo al giorno natale del periodo paterno 7,0707… bisogna così ricorrere al nome SET (non per il 40, ma il 7 che indica a voce), che esiste, oltre che nel Tempo unitario del nome, anche nel tempo trino dato da 7+7+7, e occorre moltiplicare 28 per il valore 10 assunto da Dio; però dopo di averlo ridotto al moto “nominale” del 2°genito, nel 59 del suo nome Benito, ridotto a tempo decimo ed esistente nel tempo 1/100 del lato 100 della realtà; il percorso così compiuto da 5,91 in 280, è 274,09. 165
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Ma non è finita! occorre ancora il periodo triplo, spaziale del nome Romano Amodeo, Torquato e Ro-An-An-Pa-To-Am che con il 113 per tre vale 339 e indica la dimensione unitaria dello spazio 3 del tempo 111+1+1. 339 deve esistere alla dimensione 10^-5 del lato elettrico (o magnetico) dell’area unitaria 10^10, e deve essere strutturato alla dimensione 10^-14 (di tutto il moto 7 di 7). quando impiega il 6 in espansione dall’Origine (nei 6 parametri del suo intorno) quando esiste nel ciclo degli anni terrestri 4.631. Questa struttura (a D. 7+7) è realizzata e sostenuta dal movimento di 170 (flusso 70 dell’area 10^2 o dei lati 50 in negativo e 50 in positivo, di tale area 100, che sostanzialmente è il ciclo divino 10 del 7° n. primo 17, dì natale del 2°, nel suo 2° mese); esso si deve muovere nel 1.938, anno natale del 1°genito. La struttura tridimensionale, nelle sue 4 dimensioni della realtà, il cui eterno periodo è 0339˙4625˙1768, entra in azione dopo il 274,91, per cui lo 03 (che completa la realtà decimillesima) ha il 3 come spazio unitario nello 0,9103 in cui 100 è l’unità del lato della realtà e 9.000 decimillesimi è tutto il moto del volume 1.000 in 10.000 (o del 10^3 in 10^4). Come scritto prima, il periodo è dato da 1 / 29,45833 periodico nel 33 (eterno flusso ½ dell’energia=Romano=66) in cui l’intero 29 è il 10° numero primo, mentre 0,45833 è il moto di 477 nel ciclo dei 4.631 anni terrestri, indicando, col suo numero, di essere il flusso 77 della realtà 400. Il perenne moto 77 della realtà 400 (nel ciclo dei 4.631 anni terrestri) e ½ dell’eterna energia 66, regolando all’infinito il tempo decimale del 10° numero primo 29. Il risultato dato da 1 diviso per 29,4583333… eterno crea, alla dimensione in base 10 con indice 14 (dato da 7+7), per prima cosa il 170 che va nel 1.938 e struttura la realtà data dal moto di 6 in 4.631 di ciclo annuale terrestre, che struttura lo spazio 0339.
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A monte, il 5,91 è nella presenza di Benito=59 per quanto si muove in 280, che è Dio in 10 e SET +7+7+7 (cioè nel 7×4=28). Ecco: questo c’è in quanto <procede dal Padre e dal Figlio>. Sto citando lo <Spirito Santo> per come è descritto nel Credo cattolico; quel <procede> attua una divisione scendendo dal Padre al Figlio e una moltiplicazione risalendo (e si tratta proprio della realtà concreta di mio padre e di me come suo figlio). Non l’affermo facendo una <sparata pazzesca>, ma per calcolo. Dal periodo 1938, eternamente 1/80, che è senza ombra di dubbi il 25 gennaio della mia nascita, si scende al periodo eterno di mio padre “in forma di SET”, nato nel periodo del 7,07070… nel secolo 19 che dimezza gli anni 38 della mia nascita non secondo un <io credo> ma proprio dividendo matematicamente per 274,09˙033946251768˙033946251768˙ eterno A prova che il periodo 33946251768 sia “essenzialmente luce” la sua divisione per 299.792458 dà 113,2325˙0756. 113 è infatti la sua unità di flusso 111 dell’area a lati 1 e 1. 3225/10^4 è 6666/2 d’energia in ½ +1003, lo spazio 3 +10^3; 0756/10^8 è lo spazio 750 che si espande in 6 dall’Origine. Pertanto, quando l’Assoluto parte da 1.000 e trattiene, a 9 Fattori a sua immagine, 1.375 anni, accade che i 375/1000 trattenuti oltre i 1,000 sono un tempo di 37,5 decimi che, quando “attuano” il tempo 0,5 (portandolo all’unità con l’aggiunta del ½ mancante), lo portano “precisamente” al 38. E sono gli anni 38 che se simultaneamente sono nel tempo ½, assumono il 19 che precede gli anni 38 a dimensione di secolo! Ora 1.938 esiste anche nel “suo tempo decimale” ed esso è dato da 1/80, uguale a 0,0125.
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Gli anni dati ai primi 10 fattori in Bibbia 1938/80 = 24,225 = 969/40 ed è la realtà 40 degli anni 969 concessi al Fattore 8° , MATUSALEMME=109 , poiché la realtà in tutto il suo complesso vale proprio 1938/80 +1/80 = 1939/80 . 969×109 è il 105.621 che combina gli anni di vita 969 col valore nominale del n. 8, Matusalemme=109. Quando è 7.060 il pieno dinamismo unitario 7.000 che coesiste con 60 (piano a lati interi 30 e 30 di spazio), e 7.060 si moltiplica per 7, allora dà il volume dinamico 49.420. Esso, più il prodotto (tra il nominale e annuale apporto del fattore 8°) trasla la sua realtà complessiva in tutto il suo contesto 8, negativo e positivo (dato da l05.621) e lo trasporta all’anno “ottantesimo” 155.041, determinato nel modo esatto che, diviso poi per 80, dà giustamente unitario l’anno 1938.0125 . Pertanto, il 1.938,0125 × 80 è il 155.041 che è costituito in tutto il suo complesso reale 40+40, ed è “coordinato” col nome, con la vita e col valore “divino” ×10 del n.8, poiché quando Matusalemme esiste “a immagine e somiglianza del Dio 10, è 80. Così allora – lo ripeto per puntualizzarlo per bene – vale 80 volte il 1.938,0125 esistente all’Origine e che è dato dal prodotto che estende i suoi anni di vita al 109 del suo nome, e che è simultaneamente caricato di tutta la dinamica 49.420, che è data anche dal 1.000 ×42,42, Sono le prime 4 cifre reali della Matrice dinamica, alla dimensione 10^3 del volume, che, sommate al volume 7.000, le portano poi ad esistere anche in 1/7, alias 49.420:::7 = 7.060 . Così – mentre la sola vita concessa all’8° fattore con 969 anni è direttamente solo ½ del complesso positivo e negativo che porta il totale direttamente al 1938 – accade che il suo ciclo 10 divino la porta ad esistere in ×80 +1/80, tanto che poi 1.938,0125 ×80 la unifica in 155.041 anni “ottantesimi” .
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Anche il 9° fattore LAMECH=38 e vissuto 777 anni è giustamente “allineato” all’originale 1.938,0125. 38×777 porta al 29.526 che, diviso per il valore 1.938,0125 all’Origine, lo porta al numero delle 15,2351958 “volte” la realtà in tutta la sua dinamica a 7 cifre decimali, data dal 1.938 +(10+10). Ciò a compendio della sequenza dei primi 3, che sono numeri primi 0,2˙3˙5 e 7° è il 1958 dato da 1938+20 (area a lati 10 e 10). Di per sé, il 29.526 dà valore 10^3 all’unità del 10° n. primo 29, che agisce “come” l’alfabetico Dio=JHVH=26 nell’unità del tempo (positivo o negativo) ½ di 10^5. Il prodotto “perfetto” che porta a ciò il numero delle volte dell’Energia=Romano, nel tempo unitario dei numeri primi 0,2˙3˙5˙1958 (in cui 1.958/10^7 è il 7°), implica un 996.525/10^10 esatto posto “in principio” di unità di calcolo. Questa unità perfetta è data dal 3.475 che si muove nello spazio complesso di 10^6, come il 3.456+9. In questo, 3.456 rimanda a 1 giorno di spazio-tempo reale fatto da 4×864 centinaia di minuti secondi, e +9 aggiunge la determinazione data dal ciclo invariante di 9 unità nelle 10 unitarie. Oppure – se lo preferite – è data dal 3/1 al quadrato come l’assoluta velocità 9/1 del volume della luce che, nel suo solo flusso, non è 3/1 ma 2,99792458/1 alla dimensione di 10^8 m/s. Anche il Fattore 7° , ENOCH=41 e accreditato di 365 anni di vita, comprende nel 41×365, che porta a 14.965 anni, il numero di 7,7218˙2841˙957 volte il 1938,0125 la dimensione decima di quella atomica data dal 10^-11 e dalle sue 11 cifre decimali che accreditano 1/6 dell’energia 6666 di un Romano=66 interattivo col padre Luigi Amodeo uguale a 101 (come da 66×101 = 6.666). 7,721 è la dinamica di 7+7+7 millesimi +77 decimi 8284/10^7 è la dinamica 1.618 dell’energia 6666 anzidetta del flusso 3×6 del piano a lati 800 e 800 complessi 1957/10^11 è il flusso intero 19 del 1.938 in cui 38 è 2×19. 169
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Anche qui necessita un giusto valore “in principio”, che è dato da 1809.5375/10^15, realtà alla dimensione 15 dell’unità dello spazio 10 nel suo tempo di 10/2 (o di 5+5+5). 1809/10^11 dinamica invariante 9 del piano a lati 900 e 900 5375/10^15 è la dinamica di 1.291 nell’energia di 6666, ove 1.291 è il n. primo 210 dato dal moto unitario 70 esistente nello spazio unitario in 3. 1809.5375/10^15 + 7,7218˙2841˙957 ×1.938,0125 dà esattamente il valore 41=Enoch ×365 anni avuti nella sua vita. Anche il Fattore 6° , IARED=35 , accreditato di 962 anni di vita, porta i 33.670 anni ad essere una perfetta crescita cominciata il 1.938,0125 ed estesa per 17,3734 volte, “in realtà” bloccata sui 10^-4 valori suoi unitari, posti “in principio” 0,1336325 anni; infatti 0,1336325 +1038,0125×17,3734 sono i 35×962 anni dati dagli anni 962 esistenti nel valore 35 del nome. 17,3734 è il moto di 6266 decimillesimi nel 18 che è tutta la traslazione 9 del 9 invariante, o tutto il lavoro 6+6+6, o tutto il flusso esistente in 18+1+1=20, del piano unitario a lati 1 e 1. Risalendo ordinatamente al Fattore 5° , MALALEEL=53 e vissuto per 895 anni, il 53×895 porta a 47.435 anni che – considerato il valore del 1.938,0125 posto in principio – sono 24,4761 volte alla dimensione reale, posti 1224875/10^8 “in principio”. 122/10^4 indica 666/6 +66/6 di energia, o (66/6)^2 +1. 4875/10^8 + il moto di 1000/8 nel tempo ½ della realtà 10^4. Il prodotto di 35 volte la sua vita, coi 47.435 anni comporta il ciclo 10 dei 4631 anni terrestri più i 1.123 anni di 1.111+11+1.
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Risalendo al Fattore 4° , KENAN=33 vissuto 840 anni il totale nominale porta ad anni 27.720 in cui l’energia 66.666, esistita in 22.222 anni nel tempo 1/3 dello spazio 3, si è mossa di 5.498 unità (quanto il moto di 57, moto 7 totale di 100/2, in 5.555). È anche (in modo diretto) 27.777 meno lo stesso 57. Ebbene 27.720 è 1.938,0125 volte 14,3033 +2580875/10^8 posto “in principio”. 258/10^4 è il complesso 8 +1/4 di tempo di 10^3, a D. 4. 0875/10^8 è il complesso 800 +75 di spazio (nei ¾ di 100). Risalendo al Fattore 3° , ENOS=47 , vissuto 815 anni, il fattore nominale li porta ai 13.855 anni, del flusso 55 (elettromagnetico) del piano a lati 6900 e 6900 (ciascuno dei quali è quanto il moto di 100, lato della realtà, in 7000). 13.855 anni sono 1.938,0125 per 7,1490 volte +0,1486375, valore posto “in principio” e che vale il flusso di 100/4 di tempo di presenza negli 86.400 secondi esistenti in un giorno, che regolano da dinamica reale di 7+7 centesimi di tempo del lato 100. In base ad esso il 1.938,0125 si “limita” solo alle 7,149 volte in cui 7 (Set è il padre di Enos) esiste in 7+7 centesimi (del lato 100 della realtà) e avendo la dinamica invariante 9 nei millesimi. Risalire al Fattore 2° , SET=40 , vissuto 912 anni comporta 36.480 anni, flusso 6×6.000 del piano avente a lati 240 e 240 anni, (quanti tutti quelli fatti dalle 240 +240 ore di 20 giorni). 36.480 è 1.938,0125 per 18,8234 volte +155075/10^7 di dinamica posta “in principio” nel tempo. Questo dove 155.041/80 è 1.938,0125 e in 75 (anziché 41) esiste 24 volte di più di 155.041. 18,8234 mostra l’unità 18,8 riferita a 0,1234, come tutto il moto di 70 in 88,8, moto totale dell’energia di 66,6/6, cioè 22,2, nell’intero di 66,6. 171
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Il Fattore 1° , ADAMO=30 , vissuto 930 anni, porta il prodotto tra valore in nome e in anni ai 27.900 dati da 1.938,0125 per le 14,3961 volte +0,17824875 posto “in principio” nel tempo. 14,3961 è il moto 7 di 7 (3°genito Set di Adamo) che nel 3.961 del tempo è il moto di -670 (di -666 -4) nella dinamica intera 4.631 degli anni terrestri. Si arriva dritto, da 930 al 1.938, sommando il 1.008,0125 che è la dinamica 8 del complesso 10^3, nel tempo di 1/80. Ora vediamo i totali, dei 9 ordinati in sequenza. 1. 14,3961 volte il 1.938,0125 posto In Principio 2. 18,8234 “ “ “ “ “ “ 3. 7,1490 “ “ “ “ “ “ 4. 14,3033 “ “ “ “ “ “ 5. 24,4761 “ “ “ “ “ “ 6. 17,3734 “ “ “ “ “ “ 7. 7,7218 “ “ “ “ “ “ 8. 54,4996 “ “ “ “ “ “ 9. 15,2351 “ “ “ “ “ “ Tot. 110,0650 è il moto posto “In principio” di 0,935 in 111, dato da 913=Brasit +66/3=22 dati dal flusso 1/3 dello spazio 3, relativo all’energia 66 denominata Romano. 110,0650 ×1.938,0125 = 213.307,3458125; diviso per la somma 456 dei 9 nomi, dà 467,7792 di media a ognuno come il flusso 7,7777+15 del piano a lati 230 e 230. Riferito al ciclo terrestre di 4.651,0217 , è in centesimi. +4.631,0217 è il ciclo degli anni terrestri +0.046,6703 è 1/100 +3601 di presenza 1 di 10 angoli giri; =4.677,792 il che mostra, in 7.777,777 tutta la dinamica 3.099,985 dello spazio 31 a D. 100 (quanto di 15/10^3 in 31 centinaia di lati della realtà). 172
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Pertanto, il valore dei “nomi” non è un valore che la Bibbia descrive affidandolo al “caso” ma dà veramente i “numeri” che sono posseduti in una vita fondata sul 1.938,0125. 381 × 87 anni (valore in anni interi presunto della mia vita) dà il 33.147 che uguaglia il 1.938,0125 per 17,1041 volte che è posto a me dal limite del 17 che è il 7° numero primo essendo il 17° =59 del 1° nome di Benito, nato 41,0217, laddove nei mesi io, 1°, sono il n. 10 di Noè e lui, 2° a me, vale o 0,02, fatta inversione tra i giorni e gli anni. Ora accade che l’anno iniziale 1.938,0125, che è quella “eternità” esistente all’Origine del sistema dei tre assi di riferimento del Dio Uno e Trino, è “in verità” costante, nei due valori unitari nello spazio e nel tempo di presenza del “tutto”. Da 0,0125 = 1/80, capiamo che questo “tutto” va da -40 fino a +40, della realtà Una e Trina del ciclo 10. assunto dall’Assoluto, La domanda allora riguarda la differenza tra 80 e 1.938. Ce n’è di due tipi: sottrazione 1.938 -80 = 1.858, e divisione 1.938/80=969/40, per come riferito all’8°, Matusalemme. 1.938 -80 determina il 1.858; è l’anno “intero” (ossia con 1+1 di tempo unitario nell’area trasversale al tempo) che nel 1.856+1+1 ha nell’anno 1.856,0126 la nascita di Torquato Vincenzo Amodeo. È il padre di nostro padre, di cui io il 1°genito ho ereditato come 5° il 1° nome Torquato=113 di mio nonno, e il 2°genito di papà, ha adottato, sempre come suo 5° nome, il 2° nome del nonno Vincenzo=95 (valore inverso al 59 del suo 1° nome Benito=59). 1.938 +80 determina, in contrapposizione alla sottrazione di 80, il 2.011 che – ora con -1 -1 – porta al 2.009 in cui io avanzai in vita con tutta la trinità di 26+26+26 anni, cioè di 78 anni. Avanzai come il mio raggiunto valore del mio 2° nome Antonio=78; nel numero 2.009 è presente tutto il moto di 1 nella presenza di 10, come il flusso di tutto il piano. È quello con 2 lati: 10^3 in uno e -10^3 in quello opposto per perpendicolarità, che lo presenta in positivo nel lato opposto. 173
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Ora accade che 155.041/80 uguaglia la somma di 1.938 +1/80; per cui 155.041 -2.009 (il valore che ha sommato 78) è uguale al 153.032 che presenta queste tre possibilità: 153.032 / 78 = 1.912,9 = 5,8293 +1.907,0707 Natale padre 153.032 / 79 = 1.937,1139240506329 periodico (per. 1/8,77) 153.032 / 80 = 1.961,948717948717 per. (per. 1/0,948717). Il 1° arretra al 1,912,9 collocato anni 5,8293 dopo il natale del padre e 25,1125 anni prima della nascita del 1°genito Romano. Il 2° arretra al concepimento di Romano, nel tempo dello 0,113 uguale al valore nominale di nonno Torquato, nel periodo dato da 10/87 anni di vita totale. Il 3° porta all’anno 1.961 in cui Romano ha 33 anni di vita e “muore” nella prima vita di Cristo, “risuscitando” nella seconda di lui Romano=66. Il secondo modo di mettere in relazione il 1.938 con 80, sta nel dividere il 1° per il 2° e il risultato porta al 24,225 uguale a 969/40, rapporto dimezzato riferito solo alla vita reale del fattore 8°, nominato Matusalemme=109. Per cui, se dividiamo il rapporto reale in Matusalemme anche per il valore numerico 109 del suo nome, otteniamo esattamente 0,22224770 +7/10^7 (dinamismo puto posto in principio, della realtà 2da 4770 che è il moto 70 dello spazio-tempo unitario 4000, e che struttura quella primaria in 0,2222 che è esattamente il tempo unitario 1/6 dell’energia potenziale 0,6666 in cui la realtà 66=Romano si moltiplica per il valore nominale 101 del padre Luigi Amodeo (54+47) e la porta al quadridimensionale reale valore dello 0,6666. Insomma, quando il 1.938 si divide per 80 porta al 24,225 che è già nel volume intero 22+1+1 (sommando l’area trasversale nei suoi due lati, ossia nel 22,22 +2,005, apporto che abbiamo visto essere dato dal valore 101+8 del nome Matusalemme, dato da quello di Luigi Amodeo, 101, nel suo essere l’8° e il nonno di Noè. 174
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Noè è 1/3 nominale (la terza sillaba NO) del nome trisillabo Ro-ma-NO, quando questo finale NO è, esiste in Noè . 24,225, diviso per 1,09, porta al 22,224770 che ×1,09= 24,2249993 che +7/10^7 vale il 1.938 / 80. Questo mostra che il valore unitario in 1/80 dell’anno 1.938, ossia perfettamente equiparato a 1/80 = 0,0125 vale quanto le 24 ore esistenti in un giorno intero, nel tempo dello 0,225 uguale a 40/9 =4,4 periodico nel tempo dei 2/3 del 6,6, unità del tempo decimo dell’energia 66=Romano. Imporre i 40/9 a tutte le ore del giorno significa ordinare un: <Che Romano=66 sia nel tempo eterno dei suoi 2/30!> Le 24 ore “siano” nel tempo in cui due Romano=66 sono in eterno nel 30 di Noè, ove (66+66)/30 = 4,4 4,4 diventa “ciclo periodico eterno” con 132/29,7 =4,444… Essendo un tempo 24,4444… sarebbero le 24 ore nel tempo eterno dei 2/3 dell’energia di Romano=66; ma il tempo è inverso allo spazio, tanto che a 24 si aggiungono i 29,7/(66+66) = 0,225 che lo “fissano” in 0,225 = 1 / (132/29.7). Pertanto il 1.938,0125 ha nel 1.938 l’esistenza infinita nel tempo 1/80 dato dal fatto che esiste in tutte le 24 ore unitarie del giorno, e che sono basate sull’infinito moto nel tempo fissato dallo 0,225 = 297/1320, che in 1/0,225 di vero suo tempo dell’unità, è il 4,444 in periodo di tempo infinito, ed è dato da due Romano=66 divisi per il 30, valore nominale sia di Noè, sia di Adamo. Il titolo del 1° libro BRA-SIT, con <Benito Romano Amodeo “sia Romano”> li pone in 2: infatti <Benito+Romano> 59+66 è 125. Lo fa in modo che lo 0,0125 della loro realtà decimillesima equivalga al 1.938 in cui <è> Romano nelle unità date dall’<ora> che significa <adesso> e dono 24 in cui i due fratelli, portati entrambi a 66, si pongano a tempo 1/(66+66) del 29 che è il 10° numero primo. È quello che discende dal 59=Benito privato dello spazio 30=Noè, e che esiste nel tempo decimale dei 7 decimi. 175
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In tal modo, il 125 di Benito+Romano, nel tempo 10^-4 della realtà intera 125/10.000 = 0,0125 esistono già nel tempo “reale” di Romano e Benito e il titolo BRASIT di Bibbia, in <sit> fa in modo che questa realtà esista nelle totali 24 ore di 1 giorno, e nel tempo dello 0,225 che portano all’anno 1.938 in cui è nato Romano. Tutto il primo libro “ordina” l’esistenza del 1°, Romano, come il duo dato da Romano e Benito, che deve essere Romano, cioè pura energia in potenza. Il 1.938,0125 nasce la pura energia potenziale dell’esistenza. Ora sa una parte abbiamo 155.041 come l’esistenza 80 volte del complessivo 1.938,0125, e da un altro canto abbiamo il ciclo dei 4.631 anni che è quello degli anni terrestri. +1.066 anni dall’inizio assoluto 10 anni prima di Adamo; +4.631 anni di ciclo =5.697 anni ebraici dall’inizio assoluto sono il 1.938 d.C. +155.041 è la dimensione 80 in anni, relativa al tempo 1/80 +004.631 è il ciclo degli anni terrestri =159.671 sono gli anni a dimensione 80 comprendenti il ciclo. Possiamo osservare che: +100.002 è lato elettrico (o magnetico) √ 1010 +1+1 (di area) +059.000 è Benito=59 a dimensione del Trino 10^3; +000.660 è Romano=66 a dimensione Uno del lato 10 +000.010 è Dio che si è anteposto con 10 anni ad Adamo. =159.671 è il ciclo di 80 volte il 19.38,0125 Ecco allora confermato il BRASIT del <Che Benito Romano Amodeo sia Romano>: il calendario ebraico porta Noè a nascere nell’anno Cristiano di Romano; il ciclo degli anni, aggiunto al valore che ha portato a 80 volte il 1.938,0125 (il cui tempo è 1/80) si dimostra impostato sul 10 a dimensione 1, su quello a D. 10 di Romano, su quello a D. 10^3 di Benito e sul lato dell’area totale.
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Essa è 10^2, sommata ai lati unitari 1 e 1, che la rendono il volume dinamico della realtà impostata sulle 4 dimensioni reali. Quando abbiamo definito tutti i 9 fattori primi creati da Dio a sua immagine e somiglianza, li abbiamo visti originare tutti all’anno 1.938,0125 in cui la dimensione dell’anno è riferita al giorno delle 24 ore e nella valenza nel tempo reale 0,0125 di Romano e Benito, 66+59=125, Il motivo è valido: l’Origine dello spazio Cartesiano non è decentrata, ma sta nel giusto mezzo di tutto l’infinito, e se questo è valido per lo spazio, lo è anche per il tempo. Posto “In principio” i 913 anni di Bibbia la aggiunta di 1 +2^10 anni, con 1+1.024 +913 raggiunge il 1938 aggiungendo il 1.025 che considera le 24/1 unitarie del giorno nelle assolute 25 date da 5×5, da 100/4 e dal 12+13=25 del NO detto da Noè al potere di Roma, da sovvertire in AmoR. Il <Che sia Romano> rimanda a che sia il Roma NO! È il Pietro Romano della profezia di San Malachia che avrebbe distrutto la <civitas> dei 7 colli. Non l’Urbs! la Civitas Vaticana d’un Cristo divenuto potente! Pertanto, gli anni trattenuti a ciascuno al numeratore, sono una dimensione “tempo” collocata a denominatore, e il risultato tangibile in 1/9 delle velocità progressive dei 9, ha portato a un nato nel 1.938,0125 coevo all’eterna data esistente nel piano frontale <xy> e che nel portato da tutti e 9 esiste nel decimale 12,5 che nel ciclo unitario 10 della presenza è il 125 dato da 1/8 di 10^3. Mentre è il tempo 1/80 della nascita di Romano, il 125 intero vale 66+59 in Romano +Benito: il 1°genito e il 2° di Luigi Amodeo che gli ha ceduto il cognome =47; il che porta Romano +Benito +Amodeo al 172 del moto 28 (di Set +7+7+7) nel 100+100 che in 100×100 è tutta la realtà 10^4. Benito +Romano +Amodeo è BRA in acronimo, +SIT (congiuntivo di <sum>) dà BRASIT il titolo ebraico della Bibbia, e indica l’auspicio, o l’invisibile ma reale ordine divino che: “Benito Romano Amodeo <sia Romano>”! 177
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Il tempo presente, restando sempre sullo stesso piano frontale, per me ha la data di quando io sono venuto al mondo per restarvi poi sempre presente: il 1.938,0125 . Un giorno esiste solo nella realtà di 4, per cui 103.608.273.484.800 metri sono come se fossero 4 giorni. Essi, dati da 86.400 s, a dimensione 4 sono quel 3456 che avevamo visto in 12345654321, il piano dato dal lato 111.111, che nel 12 ha le 4 dimensioni dello spazio 3, mentre 3456 sono le 4 dimensioni di 864, le centinaia di secondi esistenti in ogni giorno. Dunque 111.111 al quadrato porta a un piano avente 4 dimensioni (e sono quelle dei suoi 4 lati). E il suo ¼ è 3.086.413.580,25 e sarà visto nella realtà del lato 100, che lo rende intero nel numero 3086.4135.8025 che è in 3 realtà a 4 dimensioni. La più piccola dà ¼ di 100 e tutto il complesso reale 8.000. La mediana 4135×10^4 mostra la dinamica 7 che esiste solo sul 5 positivo presente nel ciclo di 10/2, nelle 41 centinaia indicanti la presenza 1 della realtà intera 40. 3086×10^8 ha in 86 il piano a lati 40 e 40 in tutto il suo flusso da -3 a +3, compartecipe al 3.000 che è tutto lo spazio di volume. Essendo 100 volte ¼ dell’area data da 111.111 al quadrato, possiamo immaginare il piano il cui lato è lungo 111.111 metri che è diviso in 4 quadranti, dai due assi centrali x e y, e che il quarto esistente nel tempo sia quello i cui due parametri sono dati da + 55.555,5x×10 e 55.555,5y×10 che li rendono interi. Infatti 555555^2 =308.641.358.025 In realtà, però, queste 12 cifre sono espressione di due fasi opposte, di crescita e di decrescita, per cui la virgola va collocata al termine della crescita dei numeri 123456 che nel suo tempo ¼ si contrae in 30.864. 178
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Se però vogliamo diversificare lo spazio dal tempo, dobbiamo porre la virgola dopo ¼ di 12, che scende alla dimensione 3 dello spazio. 3,0864˙1358025 esprime allora lo spazio 3, e con lo 0,0864 la realtà intera (a 4 cifre) dello spazio-tempo; il 1358 che segue è la realtà secondaria (di quanto abbiamo visto scendere) che è a sostegno della primaria e che mostra 1008 come il complesso 8 che compartecipa col 1.000 di volume, e con il ciclo 10 del moto intero 7 del solo 5 presente in positivo, nel ciclo 10. Il risultato concreto della presenza ¼ di 111.111^2, porta alla presenza lineare a parametri interi +3x e +3y. Il 3 che appare, in verità è il Log 10^3 = 3, poiché 3 sono le <volte> con cui il 10 base esiste come 10×10×10. All’origine di 12345654321 c’è solo la stringa binaria: 10100100010000100000100000010000010000100010010 che noi osserviamo coi Logaritmi decimali che creano i numeri decimali. Coi Logaritmi decimali osserviamo la stringa nel modo <uguale e contrario> alle varie potenze in base 10, che eliminano sempre la comune base 10, allo stesso modo con cui l’Onnipotente Assoluto si toglie di mezzo e fa apparire solo le cose che ha creato nel relativo, circa le diverse volte in cui ha assunto il ciclo 10. Ebbene, dove l’intero 3 è il volume 1.000, il flusso reale si presenta come 10^2,99792458, e il suo Log l’abbassa al numero 2,99792458 che è intero solo quando si moltiplica per 10^8 e diventa 299.792.458 metri di flusso, contro 300.000.000 metri come flusso di volume, e diverrebbe in forma cubica col lato dato da 300.000.000^1/3 = 669,43295008 fino a D. 10^-8. Si presenta nell’intero come 666+3, dell’energia potenziale esistente in concorso con le 3 volte del tempo 1/3. Il tempo 0,43295 è quello di 0,43210 +85/10^5, che è il complesso 80, nel positivo di 10/2 a quella dimensione. Oppure è 664 +5,43210 +85/10^4, quando poniamo tutta la discesa 5,4321 che abbiamo visto in 111.111^2. 179
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10^300.000.000 : 10^299.792.458 = 10^207.542 dimostra cosa esiste “in principio” alla velocità della luce: sono 207.542 metri. Essi esistono nei 300 milioni e avanzano per i 299.792.458 m/s della luce come quel numero di volte misurati in metri al secondo, che si mostrano nella sola velocità del flusso lineare relativo alla luce. In tal modo, agganciando 1 secondo solo al reale moto di 207.542 metri in 300 milioni, si genera un tempo di “relativo futuro” che dura 1/207.542 volte i 207.542 che sono mancanti in relazione al <presente>. Alla dimensione 10^6, che è quella dello spazio complesso (positivo in 10^3 e negativo in -10^3) si genera il 4,818301837700 ×10^-6 = 0,000004818301837700. Considerando “presente” 10^6, abbiamo allora un tempo dato dal 4,8183.0183.7700 che è unitario nelle centinaia del lato 100 della realtà a dimensione 10^-12 di quella posta unitaria in 10^6, quindi a quella realmente data dal 10^-18 avente l’indice in cui il quadrato della velocità di volume <C=9>, avanza realmente. Ma, facendolo <in negativo> il risultato pratico è che indietreggia pur avanzando, come fa una reale automobile. Essa ha marce in avanti e la retromarcia, e in essa l’automobile sempre va in avanti, ma ora retrocedendo rispetto al moto che è stato definito come quello in avanti. Realmente l’esistenza, avanzando “in retromarcia” <retrocede> rispetto a quanto è eternamente presente. Ciò realizza il sostanziale <ritardo> in cui un infinito libro scritto e tutto esistente, si <anima> nella sua lettura, tanto da essere percepito e capito <lentamente>, con una lettura <temporizzata> a “lettere dopo lettere”.
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4,818301837700 si rivela composto da: 4,8 con 6×8 la realtà binaria 2^3 va nei 6 versi nel tempo; 1830 è nel ciclo 10 dei 366/2, moto positivo dell’anno anno bisestile, alla dimensione reale 10^-4 di questo complesso spaziale 10^6. 1837 e nella realtà 10^4 successiva mezzo anno bisestile si carica dello spazio 7 (percorso dal 3 nel 10). 700 e nella successiva si carica di quello spazio 7 nella lunghezza 100 del lato della realtà, cioè in √ 104 . Considerato che questo accade alla dimensione 10^6 di 1/207.542, le 18 cifre decimali sono quelle unitarie nella dimensione 9 del volume <C^2> che si moltiplica per quella negativa, raddoppiandosi in -18, indice di 10. Questo cui è sottoposta realmente la MIA ANIMA, porta anche me a cadenzare nel tempo di 1/207.542 la mia stessa <animazione>. Avendo ricevuto dal Progetto di Tutto il possibile messo in atto dall’Onnipotente ASSOLUTO, la mia reale PARTE, il mio SPARTITO da interpretare, io ne sono il DEMIURGO che era stato immaginato da Platone. In tutto il percorso della mia vita reale, che va dal 1.938,0125 al 2.025,1004 in cui essa realmente termina, il COMPITO di me Demiurgo sta nell’animare tutto. È fatto in modo personale d’un Ente divino che si incarna per vedere se il mondo progettato è una cosa buona. Allora scende al mondo “in principio” e tutta la sua vita è tutta una vicenda PRELIMINARE alla reale vita altrui, che inizierà solo al termine della presenza divina su un personaggio che è stato dotato <anche> della sua propria vita, sulla quel possa essere <spiritualmente caricata> quella Trascendente e Divina.
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Il Personaggio mio ha una sua sola vita in tutto data dal 3.333+1+1 giorni che nel fronte del tempo sono l’unità del tempo e nel flusso sono lo spazio unitario in 3.333. Dato che IO-SONO nei numeri dell’energia potenziale descritta dal 1° suo nome che è stato accreditato anche a me per battesimo (Romano=66) la mia realtà è nella stessa sostanza di mio Padre Luigi Amodeo uguale a 54+47=101; in tal modo, 66×101 dà i totali 6.666 che, esistendo nel tempo in positivo, si presentano nel flusso 3.333 di 6.666/2. Questo è predetto dal Profeta Daniele, nel capitolo 12, in cui dichiara “beato” che arriva a vedere i 1335 dì dopo che il Cristo avrà compiuto la sua opera, dopo il 21-12-12 dopo Cristo noti nel mondo soprattutto come la <fine del tempo> del Calendario Maia. Aggiunti i 1.335 dì al 21-12-2.012 d.C., si va alla data del 17 agosto del 2.016 (2.016,0816) , come vi mostra il computer. Il potenziale lineare è dalla radice quadrata del dì 2.016,0817, che la dà in =44,9007.9843.3880 nelle tre realtà, ove il 44 ha avuto origine dal 44^2=1.936 e dura fino al 2,025 dato dal 45^2. 44, è la massa data dai 2/3 di 66, nell’area 22+22 9007 è la pienezza reale del moto 7 di 9000 nella realtà primaria 10^-4. 9843 che nella secondaria è il moto di 157 (tutto il moto 7 del ciclo 10 dello spazio-tempo 15) in 10.000; 3880 e nella terza è il ciclo 10 del 381 (il Nome segreto di Dio, che dà la dinamica) più quella reale di 10×7. Questo prova che la presenza “divina” sull’<anima> di Romano, è durata fino al 17 agosto del 2.016, lasciando anche a me (com’è per tutti quanti gli uomini) il mio “proprio” tempo . 182
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Si può così affermare che c’è stato un periodo propedeutico all’esistenza di tutti gli uomini, chiamato “pienezza dei tempi” e durato 28.694 giorni (ove 28.687 è il 3125° numero primo indicante la Trinità 3.000 presente nei 1000/8 uguali a 125 e che si è mossa interamente di 7) in cui lo Spirito Santo Divino è stat con noi dal 1.938,0125 compreso al 2.016,0817 compreso. Questi 28.694 giorni si sono diversificati, nel fatto che il Padre è asceso in cielo 22 giorni prima (il 26 luglio), assecondando la profezia di Daniele, valorizzata dallo stesso Gesù. Essa prevede un TEMPO (1.290), TEMPI (1.335+1) e LA META’ di un tempo che con 1290+1336=2626 diviso a metà in 1313, sono 22 in meno di 1.335. Pertanto il Padre è stato <su Romano> 28672 giorni (dati da 28694 -22). Gesù entrò su Romano con 862 giorni di vita, per cui 28.694 -1335 -862 sono i 24.497 nella sola persona di Gesù su di lui. +24.497 presenza Cristo dal 1940,0604 al 2012,1221 +28.672 presenza Padre dal 1.938,0125 al 2016,0726 +28.694 presenza S.S. dal 1.938,0125 al 2.016,0817 =89.863 giorni. Esso corrisponde al 137 (=33° n. primo) per quanto esso si muove nel 90.000, che è tutto il moto di 10.000 (la realtà intera) nell’area √ 1010 il cui lato è 100.000. Questa è la PIENEZZA DEI TEMPI, di un futuro relativo. Infatti questi “giorni”, in cui ciascuno ha 86.400 minuti secondi, essendo totali negli 89.863 dì delle 3 persone della Trinità, sono nei minuti secondi, con 86.400×89.863 = 7.764.163.200 gruppi (dei 299.792.458 metri poi per ogni secondo). Intanto i 7.764.163.200 tempi (86.400esimi di 1 giorno) sono il moto di 13.614.577 secondi nei totali 7.777.777.777 della dinamica data da 7 in 10 cifre. 183
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Essendoci due moti (uno negativo e l’altro positivo) il moto complessivo è il 27.229.154 dato dal doppio. 27.229.154 secondi sono così in realtà singole, 10^-4 del 10.000 unitario della realtà dello spazio e del tempo: 2722×10^4
sono i 6666/3 +(10^3)/2: flusso reale nel T. 1/3 dell’energia ch’è nel T. ½ di 10^3, in 10^-4.
9154×10^0
è il moto di 846 nella realtà intera 10.000 essendo (9+9)×47(=Amodeo, tutta la realtà 40 in moto di 7): in 54 è Luigi; in 9100 è il moto totale 900 nella realtà unitaria 10.000=10^4.
27.229.154
è il moto di 770.846 nel 28.000.000 della pienezza complessiva 10^6 di Set+7+7+7.
Il soggetto 770.846 di questo moto si rivela nel moto unitario 77 di tutta la realtà 10.000, nel dettaglio 846 che abbiamo visto essere 18 volte 47. Ora, essendo – come detto prima – questi complessivi 27.229.154 secondi dati dai 299.792.458 metri che sono percorsi dalla luce in ogni minuto secondo, il calcolo dato da 27.229.154 ×299.792.458 porta a quanti siano i metri. Essi sono gli 8.163.095.006.920.532 , che si presentano nelle 16 cifre della velocità c^2, e che sono così composti nelle loro quattro “reali” singole realtà, unitarie nei 10^-4: 8163×10^12 è il n. primo 1.024° (=2^10) +1+1 (in area tempo) alla dimensione ×4 dello spazio 3; il 2^10 è il ciclo base con cui il volume unitario 10^3 “gira” nelle sue 24 ore, secondo 4×3, e quand’è espresso da un n. primo è <ordinato> al massimo; e +1+1 (nell’area) lo fan volume. 184
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0950×10^8 è il tempo ½ del lato 100 della realtà per quando va in 1.000, alla D. 10^8 della luce nei m/s.; è un valore ‘sì “pieno” che 950 anni sono, in Bibbia, la vita del 10° fattore Noè. 0692×10^4 è il moto del complesso reale 2^3 in tutto il moto 7 del lato 100 della realtà, alla D. 10^4 della realtà. La realtà nel suo massimo moto intero nel lato 100. In 777 è il moto di 85, e allora è come quello del 5+5+5 nel lato 100. 0532×10^0 è lo spazio +500 nel flusso dell’area coi lati 16 e 16, della carica 4×4 della realtà di luce. Ora diventa interessante trovare il lato di questo totale volume dato dai metri percorsi dalla luce in ogni giorno, e che divisi per 1, sono aree aventi lo stesso numero, e di cui vogliamo conoscere il lato, con la radice quadrata. √ 8.163 .095.006 .920 .532 = 90.349.847,85222680,
la cui √ 90.349 .847,85222680 = 9.505,2536974, la cui √ 9.505,2536974 = 00000000097,494890622100, la cui √ 97,494890622100 = 00000009,873950102269. La 1a è una radice quadrata, la 2a è una radice quarta, la 3a è una radice ottava, la 4a è la radice 16° ed esatta fino all’unità 10^4. Dalla radice quarta, 9.505 unità intere elevate a 4 portano alle 8.162/1 che sono 8.163 assolute, nelle 4 dimensioni. Sono il moto di 50 nel 9.555, che è tutto il volume 9 di (3/1)^2, nel 1.000 di 10^3 e nel dettaglio E.M.; la realtà 0,2536 è la presenta ¼ di 360° di giro. Con questo apparente futuro, rispetto al 1.938,0125 natale… che invece è eterno, questi sono stati i metri occupati dalla presenza 185
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divina e differenziata nelle tre singole persone, nel personaggio mio, di Romano. Analoga è la costruzione fatta in negativo, che riguarda il passato “relativo” e che risale alle generazioni precedenti, nel sacrosanto rispetto delle ideali dimensioni poste “in puro principio” di riferimento “temporale” … restando però sempre e solo metri. Come si scende dal “Natale” di Romano (che – essendo il solo soggetto della “mia vita” – è l’unico per ora ad essere davvero presente nel suo IO-SONO) al Natale di suo padre, visto che l’unità di tempo è espressa in giorni? Abbiamo gli 86.400 s di ogni giorno, che avanzano alla velocità di 299.792.458 m; per cui i metri sono dati da 86.400 × 299.792.458 = 25.902.068.371.200 metri equivalenti a ogni giorno. Essendo 11160 i giorni di distanza tra il 1907,0707 e il 1.938,0125 occorre moltiplicare per 11160 i metri percorsi ogni giorno e il risultato dà 289.067.083.022.592.000 dì. Essi sono di 18 cifre, in queste 5 distinte realtà: 0.028×10^14 alla D. di 7+7, la dinamica di Set+7+7+7; 9.067×10^12 alla D. della realtà 4 dello spazio 3, esiste Romano=66 nella presenza 1 del tempo e nel moto totale 9 di 10^3; 0.830×10^8 alla D. del complesso luce c’è tutto il moto 30 del complesso 400+400 della realtà; 2.259×10^4 alla D. reale 10^4 c’è 2.222 (=1/3 della energia 6666) +37 (moto 7 dello spazio 30) 2.000×10^0 alla D. 1, c’è tutto il 1.000 mosso di 1.000. Questi sono i metri dei 11160 giorni di spostamento in direzione del passato “relativo”, che sono dati dal ciclo intero 10 di quel flusso unitario 1111 che con +5 è nei 10/2 del solo in positivo. Più complesso è il calcolo fatto per divisione diretta tra le date, che porta al numero delle volte tra loro. 186
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1.938,0125 sta a 1907,0707 così come 1,016749143070 sta a 1, e – nella realtà decimillesima dello spazio-tempo – esse sono bloccate a 1,0167. Quando non si divide ma sottrae le date, abbiamo che: +1.938,0125 - 1907.0707 =0030,9418 in cui gli anni 30 sono interi. 0,9418 sono 6 mesi interi, e 18 giorni nel mese 07. +30,9418 - 30,0718 (così si scrive il giorno 18 del mese 07) =00,8700 rivela la quantità di solo spazio esistente e disposta trasversale (per cui non si vede) nei 6 mesi interi. Sono di solo tempo; 87/6 rivela che i lati di questa area sono 7,25 e 7,25, essendo “essenzialmente” espressi ciascuno dall’unitaria dinamica 7, nel tempo ¼=0,25. Sappiamo che 0,9418 = 1 / 1,06179655977914631… e che 1,0167 /1 è dato da 1.938,0125 : 1.907.0707. Ciò mostra che 1 / 1,0617 e 1,0167 /1 che sono valori inversi tra loro rispetto all’unità presentano una differenza data dall’inversione di 61 in 16. Accade poiché 1,0777 è l’unità di moto dato dalla somma di 61+16=77, per cui l’inversione unitaria ove 1,0617 è denominatore, sottraendo 61 a 77, e ottenendo il complementare 16, muta il denominatore nel numeratore, come una relazione tra una causa (tempo dell’unità) ed un effetto che, come spazio, passa a numeratore. Questo fatto è per davvero esistente in relazione al fatto “strano” secondo il quale in Bibbia il 1° e 2° nato ribaltino sempre
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il loro ordine di uscita nel tempo, tanto che la successione 12 si muta nel 21 che poi è uguale a 7+7+7. Studiamo più a fondo la <cosa>. Lo 0,9418 in unità è dato da: 1 : 0,9418 = 1,06179655977914631…. La sua sola realtà 1,0617 bloccata nella 4 cifre della realtà – a conti fatti – trascura 1/10.356,2788 (bloccato esso pure alle 4 cifre intere nello spazio e nel tempo). Sorpresa! Il denominatore 10.356,2788 (e non è per nulla un caso) somma alla realtà intera 10.000 il 356,2788 che, rispetto all’anno terrestre di 365,25 giorni, mentre rovescia il 65 nel 56. Al tempo decimale aggiunge, ¼ =0,25 del tempo nella realtà, i 288/10^4, che sono dati dalla dinamica di un piano i cui 2 lati sono i 144 cicli di 10 minuti primi esistente in ogni giorno terrestre. 0,9418 era la differenza tra 1.938,0125 e 1907,0707 che aveva portato a 30+0,9418, e riguardava quella tra anni terrestri, e ora col suo valere solo 1 / 1,0617 nelle sole 4 cifre, vediamo con gran sorpresa che la quantità esclusa è proprio il valore di 1/10.356,2788 che è riferito all’unitaria realtà e quasi all’anno terrestre … Infatti ci sono 65 giorni “girati” nell’inverso 56 e con l’aggiunta di un piano che presenta alla dimensione 10^-4 della realtà 10^4, un giorno proprio nelle decine di minuti posseduti da ciascuno! (Per di più, esso è il Romano Antonio 66+78=144, nel Nome segreto di Dio e si presenta in coppia, come di Padre e Spirito Santo, in 288). Il 356 intero è dovuto al 9 che si pone “in principio” dentro il ciclo di 365, ed esso avanza solo di 365 -9 = 356. Per dirla tutta, quando sono tutti e 10, i fattori della Bibbia posti “in principio” valgono nei loro nomi 456, e il “nostro” 356 si
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presenta nel lato 100 della realtà, presente in 456, e che si muove solo di 356 … il che vuol dire che il fattore n. 10 vale 100. Nella verità, i nove nomi valgono 426, e il 10° in Noè vale 30 e non 100. Ma togliendo i 70 mancanti a 100 quando Noè vale 30, togliendoli ai 426, ecco che si riducono a 356. Quando poi 9 esiste nel tempo solo positivo dato dai 10/2 = +5, allora è il 9×5=45 a porsi in principio in 1,0617 e lo “misura” in 1,0167. Il moto reale sta nel 777 della vita del n. NOVE, che si chiama Lamech ed è vissuto 777 anni nel tempo decimale. Allora 1,0777 -0,061 pone in luce il suo valore complementare, a 61, nello 0,077, dato dallo 0,016. Il 1° e 2° di genesi 25, Esaù e Giacobbe, che si invertono nel 2°1°, fanno la stessa cosa. Poiché 12+21 è 33 (l’energia 66=Romano nel suo tempo ½) ove l’azione naturale pone la sequenza 12, la risultante è la reazione, uguale e contraria ordinata 21. In sequenza, azione e reazione sino 1221, il che è dato da (7×5)^2 = 1225 (natale di Cristo, nel 25 del mese 12). Esso, nella natura terrestre, si riduce al 1221 del solstizio di inverno, come il moto dello spazio-tempo 4, che legge il 1225, in cui il 4 è, nel numero di 1221. Ora questo accade anche in 12345654321 (quadrato di 111.111) e – tra i due estremi – ecco che il crescente intero in 3456 è dato da 4×864 (centinaia di secondi ogni giorno) e dunque da 400 giorni. Nella fase decrescente 543 21 il 542 in Bibbia Ebraica è data da SONO=21, COLUI CHE =523, e 21+523 = 543. Lo mostro di nuovo scritto e per come vale in ebraico:
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Questo “ribaltamento” è sostanziale, poiché la parte retrocedente è il “Dio Trascendente” che sostiene come una causa nascosta la fase “saliente” in 123456 che in 12 pone le cose come realmente sono (Esaù nato 1°) e nel 3456 pone 400 giorni, ove 100 e il lato della realtà 4. Allora, per risalire dalla data dell’Origine del mio universo, di me, nato il 1.938,0125, al natale di mio padre, devo dividere la mia data per 1,0167? Per quella che nel suo valore reale cura le 4 unità intere dello spazio-tempo? Controlliamo. 1.938,0125 : 1,0167 = 1.906,1793 non è il 1907,0707! Dà forse – in valore intero – la data del reale concepimento di mio padre? Per portare 1906,1793 al 1907,0707 quanto va aggiunto? Lo 0,8914 risultante dal calcolo: +1906,1793 +0000,8914 (che s’è “girato” dallo 0,9418 di prima!) =1907.0707. Per capire quale invariante 9 sia scattato, si calcola: +0,9418 - 0,8914 =0,0504 è dato dall’intervento dell’invariante 9×56, e si scopre che è proprio quel 56 che stava in giorni 356, i quali sommati a 9, aggiustavano l’anno nei 365 giorni! Poiché nel disegno del tempo terrestre sono unitari i giorni, ecco che nel piano infinito ed eterno datato 1.938,0125 nel mio 190
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natale, il calcolo relativo alla mia vita, per traslare su questo piano di eternità, è più semplice quando esso è fatto nei suoi singoli giorni. 1 giorno, ove tutta la realtà è di 10.000, deve essere ben riferito ad essa come un suo decimillesimo, tanto che 10.000 giorni siano 1 anno … il che non sembrerebbe, dato che un anno ne ha soli 365. Un anno è fatto di 10.000 giorni di spazio-tempo, che sono solo +5.000, di spazio-tempo in verso positivo. +5000 è 4.800 +100+100 quando il flusso è separato dall’area unitaria che è quella coi lati 100 e 100 della realtà. +4800 dì in spazio-tempo sono il flusso di 100+100 - 3339 che sono le unità dello spazio in 3333+3+3 =1461 giorni, che sono solamente tempo. Sono la realtà unitaria dei 4 anni di 365,25 giorni medi di solo tempo, ciascuno, dei quali è 1/10.000 del totale spazio-tempo di 1 anno. 0,0001 è un giorno esattamente rappresentato, nel suo essere un decimillesimo dell’unità dell’anno composto da 10.000 giorni di spazio-tempo. Per risalire a mia madre, bisogna andare indietro per 10437 giorni, ed essi rispettano tutta la realtà 10.000 l’intera realtà di 400 e le 37/1 unità che in assoluto sono 38. Il 1277° n. primo vale 10433 e va sommata l’intera realtà 4 a questo n. Primo, per ottenere la data materna. Il 1277 esprime il flusso totale 77 del piano a lati 600 e 600, che sono il lato 100 della realtà che è presente in tutti i suoi 6 versi centrifughi di elettricità e 6 centripeti di ammassamento magnetico. Come numero primo e indivisibile esso vale il 10433 e deve realizzarsi in 4 giorni. Anche il Natale di mamma il 1.909,0629 ha struttura perfetta.
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1.909,0629 sta a 1.938,0125 come a 1 sta il numero 0,9850˙6222˙2250˙8884˙74661.moto dello spazio-tempo 15/10^3 in 1 e del 622222/10^10 del flusso 66666/3 del piano a lato 3/10^5 Per risalire a mio nonno Torquato, nato 26 gennaio 1856 bisogna risalire di 29949 giorni che sono il moto di 51=Paolo (il mio 4° della realtà) nello spazio unitario in 30.000. Poiché 51 è la presenza unitaria 1 nel tempo ½ del lato 100 della realtà, 51 è veramente la realtà unitaria del tempo, tanto che 51 volte 38 porta al 1.938 esatto, e 50 volte (senza 1) ×39 porta al 1.900 in cui nonno Torquato si sposò. Non conosco la data esatta di Cesare, il mio bisnonno, ma credo sia l’813, 26-1 come Torquato tanto che i giorni sono il palindromo 45654 collocato tra 123 e 321, che nel 456 è la somma dei 10 fattori nominali da Adamo a Noè. Ebbene, Noè nacque nell’anno 1.066 a partire dallo 0 assoluto e dai 10 anni anteposti alla creazione dei 10, e visse 950 anni, che – aggiunti al 1.066 – portano esattamente al 2.016 in cui Padre e Spirito Santo hanno lasciato il mio corpo, il Padre il 26 luglio e lo Spirito Santo il 17 agosto, nel 3° giorno dell’Ascensione della sua Sposa. 1938 -1.066 = 872 sono gli anni che fatti di 10.000 giorni di spazio-tempo li portano a 8.720.000 giorni di spazio-tempo, e che sono ideali come il moto di 9×80.000 (realtà complessa di 40.000+40.000, esistenti nel complesso di 4.000.000 +4.000.000. Poiché Noè è nel nuovo mondo dopo il Diluvio del 1.666, era nel nuovo mondo da 206 anni nel 1.938, come il flusso unitario del piano a lati 100 e 100 che vanno nei 6 versi unitariamente. Questi 206 anni corrispondenti al 1.938, coincidono col pieno suo inizio, nell’esistenza del nuovo mondo.
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Poiché dico che Noè è stato costruito nel passato, a partire dalla data della mia nascita e che mi rappresenta, rappresentando anche Gesù Cristo, sembra del tutto vero. Infatti i 350 anni nel nuovo mondo, riferiti al totale 10^3, sono 0,35 il cui quadrato che ne combina i due versi positivo e negativo, porta allo 0,1225 a partire dall’anno 0 sul calendario Giuliano in cui Gesù Cristo nacque il mese 12 nel dì 25, dato dallo 0,1225. Rappresenta me Romano per la sua nascita in 1.066. Essa è 1.056 anni dopo Adamo, ma prima di Adamo e i 10 esiste il 10 base di Dio che crea i 10 come Lui. L’anno 0,1225 è posto 753 anni dopo il Natale di Roma, nel giorno 111 dell’anno dato dal 21 aprile. Sono 247 anni partendo dal 1.000 a.C. mentre dal 21 aprile al 25 dicembre ce ne sono i 248 assoluti dati da 247/1 unità… e non accade a caso. 753 +2×1.938 sono 4629 anni che +1+1 (d’area trasversale) sono i 4631 del valore numerico del 1° versetto di Bibbia. Il duplice 1.938 è poiché dal natale di Roma al natale di Romano ce ne sono 753+1.938, e altri 1,938 dal natale di Cristo, essendo io sia Romano, sia Cristiano.
In Bibbia, il punto di inizio assoluto sta in uno 0 antecedente la stessa presenza di Dio, che ha usato l’anno a unità di misura e il 10 a immagine e somiglianza della sua divinità, che è “realmente” 100 volte maggiore di 1/10, presenza unitaria nel tempo. Ciò pone 10 anni prima della generazione di Adamo.
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In base agli anni segnalati dalla Bibbia, possiamo allora datare in assoluto le varie “discese in campo”, e le uscite di scena. 0.000 - 0.010 anni d’esistenza di Dio 0.010 - 0.940 anni di esistenza di Adamo 0.140 - 1.052 anni d’esistenza di Set 0.245 - 1.150 anni d’esistenza di Enos 0.335 - 1.245 anni d’esistenza di Kenan 0.405 - 1.300 anni d’esistenza di Malaleel 0.470 - 1.432 anni d’esistenza di Iared 0.632 - 0.997 anni d’esistenza di Enoch 0.697 - 1.666 anni d’esistenza di Matusalemme 0.884 - 1.661 anni d’esistenza di Lamech 1.066 - 2.016 anni d’esistenza di Noè, sono 78 +1.938 1.000 – è l’intera presenza di Dio 10^3 0.066 – è l’intera presenza di Romano=Roma Noè 1.938 – è l’anno del natale di Romano 0.078 – è l’intera presenza di Antonio, il suo 2° nome 0.078 – o il 4° reale 19 aggiunto nel 19(19+19), al 59 0.078 – che è il 1° nome Benito, 2° rispetto a Romano. Alla nascita di Noè, mancavano in 3: il 1°, il 2°, il 7°. Il 1°, Adamo era morto da 126/1 anni, assoluti in 127. Il 2°, Set, mancava da 7+7 anni. Il 7°, Enoch, mancava da 69 anni. Anni 930+912+365 sono il totale di 2207 anni antecedenti alla nascita del decimo. Anni 905+910+895+962+969+777 sono il totale di 5.418 anni appartenuti all’esistenza reale di Noè. Anni 2207+5418 = 7.625 sono gli anni dati nei numeratori a tutti i 9. 194
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3.000/2.207 = 1,35931 fino a D. elettrica 10^-5 = 1/√ 1010; 3.000/2.207 = 1,34 0,34 è 1/100 +66/200 Energia Romano 3.000/2.207 + 0,01931 -7 anni al 1938, alla stessa D. El. 10^-5 6.000/5.418 = 1,10741971 è Vol. fino alla sua 10^-3, a 10^-8; 3.000/2.207 = 1,1074 0,1938 -0,0864 somma i giorni -862-1-1 nel volume in meno all’anno 1940,0604 partendo dal giorno natale 1.938,0125 3.000/2+ 0,00001971 ×10^-8 è 33 A. dopo 1938, ove da 1971 a 1.931 sono 40 anni +0,0864 -0,0260 =1.940,0604 tolse 10×26 (Dio) e morii; risorsi! (una miracolosa defibrillazione mi risuscitò e concepì il mio 2°, Benito). 260/10^4 tolti a 800+2^6 furon morte! Con 604/10^4 resto la nuova “realtà 4” M 4 “reale” e in pieno moto da -300 a +300. Come si è visto il rapporto (6.000/5.418) con Noè in vita, sta al precedente (3.000/2.207) la sua vita, in modo da configurare una vita prima, solo con Padre e Spirito Santo, e dopo 862 giorni (+1+1 per farli volume) con Gesù Cristo. Accadde il 25-1-38 e i giornali resero di dominio pubblico segnalando che a Rio de Janeiro erano arrivati solo due dei 3 Trimotori del Raid (identico a RA) <Roma-Rio> (a Roma e all’<io> di R) … poiché uno era atterrato prima, a Natal! Poiché Gesù aveva già avuto il suo reale Natale, ora toccava solo a 2! A Padre e Spirito Santo! E – mentre alle 22 i Due atterrarono e conclusero il Raid ROME-RIO – in via POMERIO i 2 Elohim scesero su di me a Felitto, ove il “Pomerio” è area “consacrata” al Dio ROMANO.
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Romano è il nome dell’Energia in Onnipotenza. +16=R è <sono l’1+3, di me che sono ×(1+3)> JHVH! +13=O è il moto di 3 in 4×4! +11=M è il moto di 2, nel 3 che va in 4×4! +01=A è il moto di 10, nel 2 che va nel 3 che va in 16! +12=N son io 1+3, che esisto per 3! +13=O son io 1+3, che esisto per 3, +1! 161.311.011.213:::299.792.458 = 538,0756˙1500 fino alla realtà nel suo complesso mostra intero proprio il flusso 38 del piano coi lati 250 e 250 che son la realtà ¼ del 10^3! 756/10^4 è 90 +666, l’energia del moto di 10 in 100. 1500/10^8 è 500×3 in tempo 1.000/2 e spazio ×3. Chiaro: la luce, moltiplicata a questo tutto, è Romano. Se ritorniamo alle disaggregazioni relative agli anni antecedenti la nascita di Noè, e a quelle successive, possiamo porre questi altri rapporti, che ora riguardano le velocità che sono state poste, ricordando che: 9000 in 7.625/1375 =5,54 periodico =5+1/1,83 periodico. Poiché l’intero 5 è il ciclo 10 della presenza solo nel positivo, l’eterno periodo 54=Luigi=Figlio precisa che è periodico, nel 100 della realtà, come 100/183,333 eterno. Se partiamo dall’infinito per retrocedere al finito, troviamo ….333,381 in relazione alla realtà 10^4, e incontriamo la presenza 381 del Nome Segreto di Dio, che è quello che – bontà sua! – ha posto in Comunione con me che in tutta la vita ho cercato la Comunione con Lui! I 3.000 anni concessi come nei 3 vissuti prima della nascita si Noè, divisi in numeratore e denominatore sono: 2.207 / 793 = 2,7831; 27/10 sono il tempo unitario del volume 3^3 concesso alla natura primordiale; i residui 831 decimillesimi saranno gli anni di Paradiso Terrestre, che il Signore ha anteposto alla stessa vita reale. 196
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Collocandoli nel Grembo Materno, in cui – ritornativi carichi dei <sogni e bisogni> maturati nella vita reale, avremo 831 anni per ricreare quella nostra vita che è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni (Shakespeare). Essendo 2,7831 un tempo <anteposto>, esso – visto dal presente – mostra gli ultimi 138 giorni vissuti nel grembo materno con un corpo già interamente completo nel suo sviluppo e solo da far crescere e fortificare. Poi il 7,2 presenta il tempo del complesso 9×8=72, nella presenza decima del tempo unitario. La velocità del tempo vissuto durante la vita di Noè, cioè la nostra, riguardante 6.000 anni li ha visti strutturati in questa velocità: 5.418/582 =9,3092˙7835˙0515˙4639 dettagliato in tutte e 4 le realtà, che portano alle 16 della carica della realtà. 9,000 intero è la C^2 di volume, 3^2. 3.092/10^4 realizza l’intero spazio 3000 è il moto di 8 in 100, lato della realtà, alla sua D. 10^4. 7.835/10^8 alla realtà complessa c’è il moto di 165 in nel complesso da -4.000 a +4.000. 0.515/10^12 nella reale D. 4×3 (spaziale) c’è il moto della realtà 40 in 555 (elettromagnetismo) 4.639/10^16 nella carica 4×4 abbiamo il moto complesso da 4 a +4 (moto +8) di quello che è il ciclo totale 4631 degli anni terrestri, come detto da Bibbia 1,1,1. E già mostrato a pag. 35. Possiamo ora porre in relazione gli anni posti a numeratori nella nostra vita, con Noè, e quelli prima che nascesse. 5.418/2.207 = 2,4549 è la realtà post/ante Noè A noi interessa il rapporto inverso che ci mostra l’incidenza dei predecessori, su ogni anno dato a noi. 197
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2.207/5.418 = 0,4073˙4588˙4090˙0701 fino alla carica dalla realtà che osserva 16 cifre decimali! 4073/10^4 è la realtà 4000 con moto di 3^3 in 100; 4588/10^8 è la realtà 2a, col tempo di 1.000/2 e tutta l’energia 66 che si è mossa di 66/3, 4090/10^12 è la realtà 3a, intera in 4000 e il moto di 10 nel lato 100 della realtà 3a; 0701/10^16 è la presenza 1 di tutto il moto 7 nel lato 100 della realtà. Dal che risulta che tutta l’azione di Adamo, Set e Enoch sono state date in modo da averne tutta la loro realtà. Ci resta da mettere a confronto tutto il Sistema, in tutti gli anni posti a denominatore con tutti i 9, sempre riferendoli ai 5.418 anni concessi durante la vita di Noè. 7.625/5.418 = 1,4073˙4588˙4090˙0701. 2.207/5.418 = 0,4073˙4588˙4090˙0701 Come è evidente la differenza sta esattamente in 1. Gli anni 3.000, che hanno lavorato in velocità, prima che nascesse Noè stanno, nel tempo decimale, a quelli dopo nello stesso ed esatto modo di chi ha ricevuto ogni possibile realtà. 0,4073˙4588˙4090˙0701 / 0,19380125 di data Inizio = 2,1018˙7438˙9819˙8290˙0 è dinamica che divisa per 7 dà 0,3002˙6776˙9974˙2612 che, analizzato a dovere, dice: 3002/10^4 è flusso spaziale 3000 +1+1 d’area unitaria 6776/10^8 è 6666 +660/6 di energia Romano 9974/10^12 è il moto del Dio=26 in 10^4 2612/10^16 il quale 26 esiste ×100 flusso dei lati 6 e 6. Riprendo le date delle varie vite, evidenziando le 6 che hanno in parte condiviso la vita con Noè, per calcolarne quanta parte prima e quanta dopo il 1.066 della sua entrata in campo.
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000 0 - 0.010 anni d’esistenza di Dio 0.010 - 0.940 anni di esistenza di Adamo 0.140 - 1.052 anni d’esistenza di Set 245 - 1.150 anni d’esistenza di Enos 335 - 1.245 anni d’esistenza di Kenan 405 - 1.300 anni d’esistenza di Malaleel 470 - 1.432 anni d’esistenza di Iared 0.632 - 0.997 anni d’esistenza di Enoch 697 - 1.666 anni d’esistenza di Matusalemme 884 - 1.661 anni d’esistenza di Lamech 1.066 - 2.016 anni d’esistenza di Noè, sono 78 +1.938 Enos ha condiviso 84 anni Kenan ha condiviso 234 anni Malaleel ha condiviso 366 anni Iared ha condiviso 366 anni Matusalemme ne ha condiviso 600 Lamech ne ha condiviso 595 Totali anni condivisi 2.245 sui 5.418 dei 6.000 Non condivisi 3.173 2.245 è 2.222+22+1, che sono 6.666/3 +66/3 +6/6 indica che ha compartecipato la presenza unitaria dell’energia 66=Romano nel tempo 1/3 dello spazio 3, assieme al 6.666 = 66×101 che combina Romano con Luigi Amodeo suo padre, alias i 3 figli di Eva. Il rapporto 2245 / 5415 è 0,4145˙8910˙4339˙7968 sulle 16 cifre decimali che caricano il tempo della realtà e che risultano essere composte da: 4145/10^4 è il moto di 299 (di 1 in 300) in 4444/10^4 8910/10^8 è il moto di Romano=66/3 +8888/10^8 4339/10^12 è il moto 1.006 +6666/2 di R.×L.A. 7968/10^16 è il moto di 920 (di 80 in 1.000) in 8000.
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Rispetto a 1/2,357111317192329313741434753 e uguale a: +0,4242˙4810˙0930˙2305 è la dinamica unitaria; - 0,4145˙8910˙4339˙7968 che è dato da 2245 / 5415 =0,0096˙5899˙6590˙4336 di differenza; Data da: 0096/10^4 è moto della realtà 4 in 100, suo lato; 5899/10^8 è in realtà il moto di 1 in 100 Benito=59; 6590/10^12 è in realtà moto di 10 Benito=59 +6000; 4336/10^16 è 1.003 (moto tot. di 3) +6666/2. Il 2°genito di L.Am., Benito=59 è il limite dato dal 17° numero primo, alla dinamica reale data solo dai primi 16 n. primi. Il 2°genito Benito, è il limite irraggiungibile da Romano 381, sommatoria dei primi 16 numeri primi, poiché in 59, il moto totale di 1 in 60 ed è dato dal 3×3 della velocità C=9/1 (velocità di volume) che sommandosi a 50 lo fa al tempo di presenza ¼ del 100+100 il cui prodotto da la realtà unitaria 10^4. Quando Romano e Benito si sommano, equivalgono a 10^66 × 10^59 = 10^(66+59) = 10^125, che porta l’indice a essere 1/8 di 10^3. Quando si somma ai due nomi il valore del cognome che hanno in comune, il 125+47 porta l’indice al 172 indicante 200 -28, che indica tutto il modo di SET +7+7+7 nel 100+100 il cui prodotto dà l’intera realtà 10^4. Poiché i nomi sono veri numeri, il R+B+A che è l’acronimo considera solo il dato primo e fondamentale dei tre contenuti numerici, e allora 16+2+1=19 di rivela essere tutto il moto di 1 in 10 che trasla di 10. Quando sono l’unità di 100 anni, come lato dell’area 10.000 data da 100×100, l’acronimo RBA, o BRA se si antepone il 2° al 1°, si “incarna” nel secolo 1.900. Per dettagliare l’anno, BRA e RBA devono sommarsi in 19+19=38, ora alla dimensione dell’anno.
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Ciò significa che BRA presente in 100, deve essere un Duplo, in unità, e allora è dettagliato il 1.938, anno natale di Romano (il 1°) e non di Benito. Allora BRA <sia Romano> muta il <sia> nel latino di <SIT>, e si determina con BRASIT “In principio”, titolo del 1° libro della Bibbia, tradotto in Genesi in Italiano e che rimanda a una lettura <Gen è sì> rispetto a <Roma> No è ., laddove l’inversione di Genesi dà <Is è neg.> (negativo), alias No è .
Certo, è ebraico, ma la lingua rappresenta in modi differenti i contenuti alfabetici posti “in principio”. 913 è l’anno natale paterno 907,0707 +10^4 (di realtà) divisa per 251,4727 { cap. 25 del libro 1, nel tempo di padre e madre: Amodeo=47/100 e Anna=(26/1 tot. in 27)/10^4 }.
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Capitolo 4
La mia storia nel Titolo BRASIT di Bibbia 1 La Bibbia, “in principio”, costruisce davvero, nel suo primo libro, il passato relativo alla mia vita; questa, nata il 1.938,0125, esiste tutta (e con quella stessa data giornaliera), sul piano frontale alla mia visione soggettiva. In sé, la mia esistenza asseconda una eternità posta solo nello spazio del piano frontale <xy> e fuori dal tempo (dell’asse perpendicolare <z>) sia nella generalità dell’essere, sia della mia: di me che – nel mio personale IO-SONO – sono a immagine e somiglianza proprio del Dio che si nominò < “Io sono colui che sono” IO-SONO >. La Bibbia lo trasferisce nel suo 1° passato relativo, e lo fa partendo da me Romano (nato virtualmente da Roma), e poi – nel tempo dell’entrata in scena di Cristo – dal mio “alter ego” Benito, che mi asseconda in ciò, relativamente al suo corpo reale. La nostra nascita, da nostro padre Amodeo, è anteposta in un lontano 1° momento, nel passato di entrambi, allo stesso modo con cui ALHIM (Aleph, Lamed. Hè, Iod, Mim) appare in Bibbia 1,1,1, come la terza parola, dopo BRA-SIT BRA (le prime 2), nel loro valore gematrico <203+710>+<203>=1.116, che nella mia realtà sono le 1.116 decine di giorni di vita, che aveva papà quando nacqui. Nostro padre aveva 12.279 giorni (1.119 di più di quei 11.160) alla nascita del suo 2°genito, il 1.941,0217, e fino a quel giorno i suoi dì erano avanzati come se fossero 10^-8 unità 2^12 fatte <di luce> (della <c>=2,99792458 ×10^8 m/s). 202
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Infatti 2^12 × 2,99792458 dà giusto il 12.279 intero, dei giorni esatti che aveva, nel tempo 0, 49907968. 12.279 quale 10^4 +6.660/6 +59: realtà 10.000, del flusso 10 nel tempo 1/6 di Romano=666 e di Benito=59. 0,49907968 = 10^4 / 20.036,8806, della realtà 10^4 ripartita per le unità del 20.036,8806, indicanti la totale dipendenza da Romano in 60×6/10=36, flusso del piano coi 2 lati 10^4 della realtà; più il flusso 6 di Romano=66/11, del piano coi 2 lati 4400, dati dai 2/3 di Romano=66 nel lato 100 della loro realtà. Dal che si evince che – pur essendo giorni di vita del Padre, alla nascita del suo 2°genito – i 12.279 giorni interi sono condizionati, nel tempo, dalle 2 realtà 10.000 dei due fratelli, riferite, tutte e due, al solo valore espresso “in potenza”, insito nel 66 del 1° nome Romano … come a voler dire che i due fratelli <siano Romano!>, cioè energia potenziale. Una ragione esiste: Benito, 1° nome del 2°, nel suo valore 59 (dei 17° numero primo) è il limite irraggiungibile a cui deve essere spinta l’Energia <in potenza>, di 66=Romano; la quale vale in tutti e 6 i nomi quanto la sommatoria 381 dei primi 16 numeri primi… delimitati dal 17°. Così, quando il Padre arriva a mettere al mondo il 2°genito (“irraggiungibile” come la <c^2> della luce), col suo valere 2^12 tira in ballo e si basa sui 2 figli, e nella potenzia dei loro 12 nomi, 6 in ciascuno, e sono un 2 elevato a 12 che viaggia a 2,99792458 metri percorsi ogni giorno, per 12.279, 49907968 dì in tutto. 2^12 sono 4.096 unità, laddove 2,99792458 m/s esistono alla dimensione 10^8, per cui il 4.096 che è moltiplicato per i 10^-8 m/s di <c>, diventa un numero unitario di giorni e accade esattamente col prodotto di <10^-8 “c” ×2^12> uguale a “c” × (2^12)/10^8. 203
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<2^12>/10^8 vale lo 0,00004096 che, moltiplicato per 299.792.458 m/s porta ai giorni 12.279,49907968 unitari di vita che aveva Luigi Amodeo. Sono giorni, che in realtà sono m/s aventi la velocità della luce, laddove è <arbitrario> che siano giorni “reali”, così come lo è che gli 86.400 secondi <valgano> 1 giorno “reale”. 4096/8,64 è unicamente il rapporto tra 2^12 e il numero dei secondi di 1 giorno, divisi per le 10.000 unità della realtà, il che equivale alla realtà 10^4 ×2^12, cioè 40960000, divisa per gli 86.400 s di un giorno e uguale a 474,07 periodico. È la realtà 10^4 di 2^12, in ogni secondo degli 86.400 di un giorno, oppure in ogni giorno; è – poiché 10^4 giorni sono 1 anno di spazio-tempo – il rapporto 10^4/giorno è quello esistente in <anno/giorno> e vale 474,07 periodico . Sono 2^12 <anni/giorni> a valere tutto ciò. 4,0375 × 474,07 periodico dà il 1914,07 periodico in cui Luigi Amodeo, nato 1907,0707 periodico ha maturato 7 anni di reale vita in data 1914,07 periodico. Ora 1914,07 × 81/80 <fissa> esattamente l’intero anno 1.938, anno all’Origine in cui è nato il suo 1°genito Romano. Cosa è quel 4,0375 che × 474,07 attua tutto ciò? È la realtà 3+1, intera, dello spazio+tempo, nel tempo unitario decimillesimo in 375, che sono i 365 giorni di un intero anno che traslano interamente, cioè quanto il ciclo 10 della presenza. Per questa ragione, essendo la realtà (nella traslazione di 10 giorni dei 365 <reali>, 10^-4, in ogni anno) il prodotto espresso, con 2^12 / 8,64 (=474,07) fissa l’anno 1914,07 che è periodico sia nello 0,07, sia nel 40,0 della realtà del lato della realtà. +1907,070070… è 1907,0707 nel tempo ×10 di 0,007 +0007,004004… dopo 7 anni di realtà 0,004 ciclica =1914,074074…
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1.914,07 × 81/80 fissa così l’anno 1.938 natale di Romano, il 1°genito (che poi è nel tempo 1/80 = 0,0125)! Nel contrario, 1938 × 80/81 dà 1.914.07 periodico: 80/81 è lo 0,987654320 periodico, che porta indietro a gradi, in modo unitario nel tempo, l’anno 1.938 e lo arretra al periodico 1914,07 di quando Luigi Amodeo, nato 1907,0707 aveva 7 anni ed era al 1914,07. Abbiamo visto come 2^12 = 4.096, diviso per le 8,64 decine di migliaia (quelle di 10^4) dei secondi di 1 giorno, con 4.096:::8,64 dà il 474,07 periodico riguardante il ciclo 10 di Amodeo=47, e che a 7 anni è nel 1.914,07 periodico. Moltiplicarlo per 81/80 lo porta esattamente al 1.938 in cui genera il 1°genito e ha le 1.116 <decine> di giorni che invece sono anni in BRA-SIT BRA = 913+203 = 1.116. Vuoi vedere che AL HIM, la terza parola della Sacra Bibbia, nell’acronimo delle sue lettere, ha ora in AL proprio gli estremi di A modeo L uigi? E che cos’è nel mondo di oggi HIM ? Non è forse l’<accusativo> inglese di LUI ? Ma … LUI è il principio Trino esistente in LUI GI!
E, poi, La terza parola è però un <accusativo>, mentre i traduttori ignari hanno mutato un plurale “maiestatis” in un <soggetto>, singolare, traducendolo “erroneamente” le tre parole in: <DIO in principio creo>! “Ignari” che Dio è Assoluto e Trascendente (e così che non solo non va “nominato” in JHVH, ma nemmeno “scritto” … a meno che non sia il puro “1” ), non han tradotto “bene” questo: < “1” “dapprima principiò” Elohim> (emanazioni divine). 205
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L’assoluto è N^0 = < “1” > e i traduttori “ignari” hanno mutato in “soggetto” la <pluralità> oggettiva dei tre Elohim (di Padre Figlio e Spirito Santo) che Dio ha tratto come la struttura “terza” dei 3, del <DIO> che è il soggetto ed è n. “1” . Anche Allah è nome oggettivamente creato dall’N^0 = “1” Assoluto , indeterminato e non pronunciato nemmeno in JHVH=26, il 26 che nei nomi di Romano e di Benito è sempre il 3° nome: ANNA=26, nonna di Gesù Cristo. Anna è la <trascendente> e <pura essenza: mamma>, invisibile in quella reale e visibile di Maria Santissima sua figlia. Anche in me, trino in Romano Antonio <Anna> , essa è l’ essenza del 1° nome =66 in cui ci sono i <due sei>: i <2˙6>; io sono a immagine e somiglianza di chi è 1 e trino poiché 26 è l’<essenza> dei <2˙6>=66, che sono il <66> del 1° nome … e viceversa! Io sono a immagine e somiglianza di JHVH che si nominò: <io Sono il 66 in me che sono DUE SEI, 2˙6>. Entrambi i nomi dei genitori di Maria, GIOACCHINO e ANNA, sono il contenuto dello stesso “trino” 26+26+26 presente nel nome di lui e il contenuto “uno” 26 nel nome di lei; nomi che in me sono ANTONIO e ANNA. Non ho avuto tutti e due i nomi poiché io sono Romano e non Ebreo, e devo chiamarmi come l’eterno 2° in Roma: quel Romano Antonio che fu prima 2° a Cesare (sia in armi sia nel talamo di Cleopatra) e poi “mortalmente” 2° a Cesare Augusto! Anche io Romano “assecondo”, in 4a generazione il mio bisnonno Cesare Amodeo = 47 47 (l’essere del suo essere). Mentre mia madre Mariannina Baratta, 84+57=141 vale l’esatta Trinità di Amodeo di 47+47+47 =141 come anche la mia sposa Giancarla Scaglioni, lei 60+81=141. 206
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Non per nulla quando il destino mi ha fatto separare dalla mia sposa, io e mamma abbiam dormito nello stesso letto (come se fosse divenuta la mia definitiva sposa) per la sua demenza e la necessità di controllare i suoi moti notturni… Antefatto di tutto questo è il titolo Uno (del 1° libro della Bibbia), titolo cui si discende partendo dal Natale di Romano: il portatore umano e Demiurgo, Uno (in due) e poi Trino (col padre aggiunto al fratello), nelle 3 parole <BRASIT BRA ALHIM>. si legge nell’ordine BRASIT, delle lettere Beith, Reish, Aleph, Shin Iod e Tav. BRA l’ho già scritto, è in acronimo Benito Romano Amodeo. Ma già l’iniziale B eith quasi dice Be n it o; allo stesso modo con cui R eish <è, is> R con l’<h> muta di quanto non va nemmeno detto; anche A leph rimanda ad AL (Allah e Amodeo Luigi) che <è P. h> Padre da tenere muto. BRA viene così da B enito, R omano A modeo, nel loro acronimo, nei tre Amodeo di L.A. che ne <è il padre>. SIT , da < S hin, I od, T av>, pone <h in> (introduce in forma muta il Santo JHVH; poi in <iod> è trasceso <Dio>; e infine in Tav c’è la T della croce, cui <va>… con <av>. Il titolo del primo Libro di Bibbia è stato creato in Ebraico ricostruendo nel passato quanto “In principio” (questo significa BRASIT in Ebraico) è esistito realmente nel secolo 19 derivante dalla somma di B=2, R=19 e A=1 in italiano, gli acronimi di Benito e Romano Amodeo. Il SIT – come ho già scritto – viene dal latino e (col congiuntivo presente, in 3za persona singolare, del verbo <sum> = io sono) esplica un < sia Romano! >. Il congiuntivo, unisce in unità il trio di lettere, e crea l’<ordine=auspicio> che in italiano significa che sia! 207
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Esso si riferisce (tra i 2) al solo Romano che parla in quel latino e realizza in tal modo, partendo da un Trio, l’unità di un Benito Romano Amodeo che sia Romano . Poiché S=17, I=9 e T=18 , in italiano abbiamo che il totale 17+9+18 si somma nel 44 che è proprio il <flusso> 2/3 di un Romano=66, quando in 66 c’è il piano a lati 66/6 e 66/6 (di Padre e Spirito Santo) nel 66 in potenza, e col suo 22 totale nei suoi lati, si muove colla <massa> 44 dei 2/3. È quella del suo moto, che in relativo e positivo, col 44×44 attiva l’anno 1.936 che (con 1.936 +1+1) diventa unità di volume nell’anno 1.938 e durerà – nella pienezza dei tempi – fino al 2.025, dell’area data da 45×45. Con SIT=44 , la sua esistenza complessa (data dal -44 che retrocede e del +44 che avanza) interagisce nel prodotto, “negativamente” nel -1936 che retrocede dal +1.938 posto “in principio” nella vita di me Romano. Il -1.936 dato da -44×44, rispetto al +1.936, lo riporta a zero; e così pure il volume -1.938 partendo dal 1.938 natale di Romano, di me che sono il solo Demiurgo dell’esistente Universo del quale sono l’unico SOGGETTO in vero e diretto atto personale. Tutto il resto è solo a <mia immagine e somiglianza>, ma non è proprio il SOGGETTO della mia vita: lo sono solo io! Il Demiurgo è chiamato, nella filosofia di Platone il <divino artigiano> che prende (l’ASSOLUTO) dal mondo “Iperuranio” delle Idee e le traduce in una realtà concreta e materiale, mediando con la sua natura umana e reale. È una <idea vera> che, dividendo il ciclo 10 per lo 0,2357 … fino al 53 (16° n. primo, di quelli così bene ordinati), sia ottenuta tutta la dinamica universale: già contenuta a <compresa> (capìta) nella sommatoria 381 , provata dallo spazio totale 300+3^4 (di dinamica Trina). 208
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Romano ha il nome totale di Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo, = 381 , Nome Segreto di Dio invano cercato dai Cabalisti Ebraici; =300+3^4, somma dei primi 16 n. primi e delle dimensioni dell’Arca di Noè in cubiti indicanti romanamente <iti cum B> (Benito). Il titolo del 1° libro di Bibbia, che vale 913 anni , pone di per sé in principio il complesso 800, dato dai 2^3 anni 100, lato della realtà e dal 113 che è l’essenza “Una e Trina” di Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo. 113 è Romano Amodeo, 113 è Torquato e 113 è RoAnAnPaToAm, acronimo a due, mentre poi lo è anche nel tempo periodico dato dal valore 136 delle lettere centrali che sono 12 e hanno valore medio 11,3 33.. Il Trino 113 nello spazio e Uno 11,3 nel tempo è (nella formula matematica della sezione aurea, data da 0,5 +2,5^0,5 = 1,6110339887) il 339 ch’è Tre ×113 e 887 ch’è Un -113 a 10^3. Ebbene il 2.025,1004 in cui è prevista l’ascensione in cielo di Enoch vissuto 365 anni (Fact 365 = 25,1041×10^777) sta a -113 dì dal mio 88° compleanno (del 2.026,0125) mentre l’anno 913 “in principio” va al 10^3 con + 87 anni (e non 88, ma con 88 anni -113 giorni si giunge giusto al 1025,1004, cioè al 4 ottobre ‘25). L’anno 1.938 posto all’Origine degli assi cartesiani dello spazio e del tempo è l’anno della mi nascita e per retrocedere al BRASIT=913 = “In principio” occorre togliere di mezzo esatti anni 2^10 più l’anno 1 iniziale: Anni 1.938 :-1.024 -1 = 913 anni 209
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Ora la realtà 4 di 913 anni la porta a anni 3.652 che – nel numero – “sembrano” essere i 10 anni che ci sono quando ogni anno ha i suoi 365,2 giorni (in unità di decine). Conseguentemente, i 913 anni del titolo del 1° libro della Bibbia sono tanti (913) nel numero di 2,5 anni , che stanno a indicare la presenza ¼ del ciclo unitario 10 . Sono pertanto “In Principio” 913 volte la presenza unitaria 1/4 del ciclo degli anni , e non di 1 anno in sé. Sono un valore che ha posto “In principio” l’esistenza delle 4 dimensioni dello spazio-tempo e della dimensione 10 del ciclo numerico; è su questa base unitaria, data da 2,5 anni, che il numero di 913 va moltiplicato per 4, per essere unitario, 4, e nel ciclo 10. Poiché 4×913 (cicli di 2,5 anni) porta a 3.652 cicli di 2,5, accade che il 3625×2.5 porta a 9.062,5 anni (percorsi da 37,5 in realtà intera 10^4), quali 4,6762˙1259… volte il 1938. Ossia quali la sua intera realtà 4 più il suo tempo dato da 10.000 / 14.788,2487˙6001˙5261 (fino alle 4 realtà 4), in cui essa è divisa da Set +7 migliaia +777 +66/6 unità, nel tempo intero (24) degli 87 anni di vita, di 1 che va da -3000 a +30000, in 52 settimane e nell’unità dello spazio 60. Togliere 1.025 anni, a 1.938 anni, rende il 1.025 (=2^10 +1) il soggetto attore del moto, dato dalla presenza ¼ del lato 100 della realtà e dall’intero volume 10^3; volume che equivale al 2 che – elevato a 10 – è praticamente “deificato” al punto da essere sia l’Unità 1 assoluta, sia quella relativa alla Trinità basata sul 10. Sia in un caso, sia nell’altro, quando è il 1.025 a porsi in atto come <il soggetto IO-SONO> e nel numero degli anni, allora “In Principio”=913=BRASIT è posto il suo totale moto, in anni, nell’Originale anno 1.938 della mia umana nascita, al centro spazio-temporale del mio umano universo.
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Io sono “fondamentale” nella mia vita, poiché è alla mia anima che l’Assoluto ha affidato in modo personale ed unico ogni possibile attenzione e cura per il <mio Universo>, contenente l’intera esistenza di tutto quanto possa esserci: di materiale e spirituale, soggettivo e oggettivo, nel mio essere “in potenza”. Sono così stato messo in una reale <Comunione> con quanto è posto “In principio”: tramite proprio quell’ <1 + 2 ×2 ×2 ×2 ×2 ×2 ×2 ×2 ×2 ×2> = 1.025, in anni, valore interposto tra i 2 posti “In principio” sia quello del 1° e fondamentale libro di Bibbia, sia quello del mio IO-SONO, posto a suo Demiurgo. Questo “1.025” di <Fondamentale SOGGETTO Assoluto> opera in anni misurati nel numero dei suoi giorni, secondo un rapporto di 10.000/1. 10.000 =10^4 è la realtà (del tempo 10 e dello spazio 10^3) che porta i 913 anni a essere i 9.130.000 giorni; i quali nel loro solo spazio, lo decimano a 913.000 unità. Esse, per 12.937,5 unità, superano le 900.062,5 prima in altro modo raggiunte (cioè senza il 37,5 – che è il moto del tempo ½ nell’Originale anno 38 – sottratto al lato 100). Relativamente al senso letterario, il Titolo BRASIT, che vale 913, asseconda un movimento impresso da un <ordine> simile ad un <auspicio divino>, che il Trio di Benito, Romano, Amodeo (unito nel cognome del loro padre) sia Uno: < sia Romano! >. Nel senso gematrico, BRA= 19 seguito da SIT= 44 , porta all’unitario 1944 relativo ora a un <tu Sei=6>, che riporta al 1.938 il <tu 66> (in 44+22, tutti i 3 terzi). In modo non sequenziale, ma distinto, 19+44 porta al 63 del moto dello spazio 3 in 66, il valore dell’<ordine> sommario, ed è quello del nome ISRAELE assegnatogli dall’Angelo (che lo <Ben è, disse>, al Giacobbe che gli aveva chiesto il nome) poiché
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<aveva lottato fino all’alba contro Dio e gli uomini e aveva vinto>. Is RA Ele dà infatti a R.A. il “titolo” Is Ele , avendo così “realizzato” l’<ordine-auspicio> del Sia Romano ! Il RA “eletto” è Dio nasce a F El itto poiché è in verità una “elezione” che sta in una “elisione” dal mondo di tutti coloro che apparentemente <contano> qualcosa. È Dio egizio RA , in Orus invertito <su RO>, MANO trasceso da Amon, ANTO(nio), da Aton come detto da Dio stesso in Osea 11,1 “dall’Egitto ho chiamato mio figlio”. Uno Spirito santo F “eliso” a F elitto in quanto in quella notte di contesa suprema fino all’alba, contro Dio e gli uomini, Romano fu tolto realmente di mezzo”. Accadde quando il suo cuore si fermò all’Alba, dopo una vita di 1.000 dì, che era cominciata dai -138 giorni anteposti alla reale nascita; cioè da quando il suo corpo umano si era tutto formato ed era lì ancora in “Rebecca” solo per crescere e fortificarsi, alimentato da sua madre. Ai 138 dì si erano poi aggiunti gli 862 di solo flusso vitale, quello compreso nel volume 862+1+1 = 864, che aveva portato alla pienezza 10^3 del Dio che crea in giorni. Dio ne aveva abbastanza di quei 1.000 dì e lottò contro il nato dagli estremi congiunti GIA (di Lui gi A modeo), anche estremi di Giacobbe, per tornarsene in cielo. Chi proveniva da questo <Gia> oppose a Dio l’amor di Tamar (estremi congiunti di Barat ta Mar iannina), e lei confida in Maria Santissima e Sant’Anna sua madre: accende 6 ceri al suo altare e sa toccare i loro due cuori! Così fu: <Dio, Dio, le ma’! sa’ Baratta’ RA con NI !!!> e il Cristo in Croce ch’implorava <Eli Eli lema sabactani?> come un <defibrillatore potente> riavviò il cuore, e ritornò in Spirito Santo 212
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con tutto il suo E.M. che cucinò come un forno a microonde i bacilli della mortale Broncopolmonite. Fu la vittoria anche contro gli uomini, poiché la cura con la Penicillina già era in uso sperimentale nell’esercito degli USA, ma non era giunta o non l’avevano ancora portata alla conoscenza del Dot. Sabatella di Felitto! egli pure avrebbe potuto <Sabactà NI, Dio, Dio mio!> se avesse saputo dell’esistenza dell’antibiotico. Il nome ISRAELE è dato da 01+17+16+01+05+10+05, valore delle sue lettere che è 01.171.601.051.005 tutto unito e come tale riguarda un valore dai decisi contenuti unitari: 1 è il lato 100 della realtà a D. assoluta 10^10; 1716 a D. 10^8 è flusso 84 (Mariannina) in 3×6 lati 100; 0105 a D. 10^4 è il flusso 5 del piano a lati 50 e 50; 1005 a D. 1 è il flusso 5 del piano totale a lati 500 e 500. A prova 299.792.458 m/s (la velocità della luce) dà il n. 01.171.601.051.005=ISRAELE moltiplicata per il 3.908 che è, nel 4.000 (realtà intera), il moto del complesso 2^3 in 100. L’Origine 19.380.125 si moltiplicata ×60.453,74 per dare il contenuto intero 1.171601 (10^6) di ISRA, ove 60.453,74 in 0,74 è il moto di Dio=26 nell’unità; 53 è tutta la dinamica del 16° n. primo; 400 è tutta la realtà; e 60000 lo spazio che va dal negativo -30.000 fino al positivo +30.000. Ora il Dio RA (che per gli Egizi era intravisto nel Faraone), per un Romano stava nell’Imperatore, chiamato, ufficialmente, il “ Cesare Romano ”. Ebbene, anche per me Imperatore Unico del mio Universo – cominciato con me nel 1.938+ 1/80 – la mia genealogia trova, dopo un Cesare, Romano pronipote in 4a reale genesi, e reso Uno con lui da relazioni totalmente consanguinee. Nella stessa sostanza Una e Trina, sopra la genesi 1 all’Inizio del mondo della mia vita, c’è l’antefatto di mio padre nato 7-7-7 (Set) e ch’è L.AM. Luigi Amodeo (per Lamech vissuto 777); sopra 213
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Lui, i 2 sposi fratelli come Abramo e Sarai; e sopra loro ecco Cesare che fecondò le loro mamme. In quanto poi al secolo, il Cesare Romano avrebbe assecondato il BRASIT=913 in Ebraico, con un -100, un secolo costruito nel passato, dal vero “Inizio” collocato nel secolo 19 in cui sono nati Romano e suo padre Luigi. Cesare Amodeo (il mio bisnonno) così nasce il 1813,0126 e l’anno natale di suo figlio Torquato antecede il 1938 degli 82 anni che in 80 è il piano dell’area della realtà, coi lati 40 e 40, avente il flusso 2 del primo numero primo che è il ciclo reale dell’1. Così nonno Torquato (Vincenzo nel suo secondo nome) nei suoi due nomi propri valse 113+95, per un 208 complessivo dato dal complesso 8, totale moto dei lati 100 e 100 della realtà. Me è anche il 208 del Dio=26 ×8, che esiste in tutto il complesso, e che è 80 nel ciclo divino, essendo 1/80 nel tempo iniziale dello 0,0125, tanto che 2.080 è il moto 100+6×7 del 1.938. La sua relazione netta col 26 fu confermata dalla sua nascita il 1.856 nel dì 1-26 (come il padre Cesare di 43 anni, nato nel 13). 43 vale il 10 (Dio Padre di tutti i numeri decimali) e si sera sommato ai 33 anni ideali di Gesù Cristo e dati da 100/3. L’arretramento totale (dall’Inizio del natale del suo pronipote Romano) asseconda, in 123 45654 321, l’area dell’ 111.111. Ciò riguarda la generazione 123 anteposta alla data del 4°, nel valore centrale posto 4° nella 4a genesi antecedente quella di me Romano, che (solo IOSONO del mio intero universo), detta legge. Il valore crescente 456 è dato, nel passato, dalle 10 generazioni poste in principio, e che sono nominate Adamo, Set, Enos, Kenan, Malaleel, Iared, Enoch, Matusalemme, Lamech e Noè, col valore numerico italiano di 30+40+47+33+53+35+41+109+38+30 = 456 . 214
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Il <vai e vieni> 45654 , numero palindromo, asseconda due 456: uno nei 10 Progenitori, l’altro solo nei primi 9 . Sono nel loro insieme quel 10+9 che li porta al secolo 19, (tolto il 19+19 dell’anno 38 dal 1.938) e che – nel 2° 456 del secolo 19 – leva il 10°, Noè, col suo 30 dal 456 . Lo leva poiché NOè è in NO il 3° finale del trisillabo nome RomaNO ed è , esiste! È anche i NOVE meno la V che è 20 in italiano e 20/4=5 nella realtà V di un Romano I 9, nel loro residuo 426, mentre in 100+300 sono il Dio Uno e Trino nel valore 100 (del nome di Allah e del Dio JHVH “Sono il 10 di chi è ×10”), nel 26 sono anche i nomi: <Dio>=26 in Italiano e <JHVH> in Ebraico. Lo stesso 426 è il valore in lettere italiane di tutto il nome Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo, del mio 2°, che m’asseconda in Noè, e si pone nei primi 9. In questo modo, quando, nel primo mondo antecedente al Diluvio Universale, ci sono le 10 generazioni a immagine e somiglianza del Dio 10, esse sono proprio nel segno della riproduzione nel passato, come ciò che è accaduto “in principio” di quello che è veramente accaduto solo nella mia vita. Poiché essa è di me così determinato come il Demiurgo che prende ogni cosa ideale e di altro tipo dall’Assoluto e determina nel relativo ogni cosa. Ne ho le prove vere e proprie negli anni che la Bibbia assegna ai 9 progenitori del decimo, distinti in tempi vissuti da figlio, e i restanti da Padre, dopo aver generato ciascun proprio erede. La divisione tra la vita causale da padre e quella sua effettiva da figlio è il rapporto causa/effetto di Padre/Figlio. 800/130 +807/105 negli anni dei primi due… è un rapporto che, esteso a tutti i primi 9 e diviso per 10 (per determinarne il tempo decimale riferito al ciclo 10 di Dio), porta al 646,6905 che nel valore intero dà gli anni, del Dio Elohim (pluralità dell’anime divine) ripeto: quando sono riferite nel tempo all’unità 10 di Dio. 215
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L’intero 646 è tempo decimo, che è spazio se si moltiplica per 3 e 3×646 = 1.938 conferma l’anno del mio principio. 3×646,6905 contiene anche il tempo decimale dall’inizio e porta all’anno 1.940,0715 in cui accaddero fatti salienti nella II Guerra mondiale, che sembrava già vinta dalla Germania. L’esercito sovietico catturò Summa, un importante punto di difesa in Finlandia, rompendo così la Linea Mannerheim; Hitler ordinò la guerra sottomarina senza restrizioni, ma ci fu la disfatta degli U-Bot che intercettavano le navi mercantili verso la Gran Bretagna. 111 giorni prima del 15 settembre, c’era stato un evento definito “miracoloso”: il 1.940,0604 era avvenuta l’operazione “Dinamo” descritta come il “Miracolo di Dunkerque”, in cui 338.226 soldati inglesi, furono salvati miracolosamente a Dunkerque, di cui 2/3 inglesi e 1/3 francesi. Anche a me quel 4 giugno 1.940 accadde un fatto simile alla Risurrezione di Lazzaro, detto miracoloso dal Dot. Sabatella di Felitto, che disse a mia madre: “Vostro figlio ha vinto la morte!” Condannato a morte da una Broncopolmonite giunta ai suoi estremi, il mio cuore si fermò ... ma sembrò accadere la replica riguardante un Lazzaro collocato <La> e che <zz> giunto alla fine della sua fine, era <A.Ro>, Amodeo Romano. Fu la modalità di un Dottore chiamato, e che aspettò 4 ore prima di andare, con la certezza d’una morte inevitabile ormai avvenuta e così poteva fare il possibile: stendere l’atto di morte. Fu identica a quella di Gesù che chiamato al capezzale di Lazzaro morente, aspettò per le stesse reali 4 unità (non 4 ore, ma 4 giorni), perché ci fosse una morte realmente accertata. Nel caso mio, alle 7 giunsero a casa dei miei (assieme alla madre) una scolaretta di mia madre, insegnante elementare; seppe dalla bimba di un sogno fatto quella notte, in cui Maria Santissima le aveva dato l’incarico di portarle la notizia di non temere più per me <’ché ci avrebbe pensato Lei>. 216
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Mia madre doveva solo accendere un cero al suo altare della Chiesa, facendolo <per ringraziamento e per devozione>. Mentre la fede di mamma arse con 6 candele, il mio cuore si fermò e una potente defibrillazione divina non solo lo riavviò, ma sterminò tutti i bacilli della mia Broncopolmonite, meglio e più di quella penicillina che ancora non c’era come antibiotico. +1940,0715 dato da 3×646,6905 - 0000,0111 energia 666/6 dell’operazione <Dinamo> =1940,0604 fu il giorno dei due grandi miracoli! Alla potente operazione miracolosa del salvataggio di Dunkerque, che portò a una svolta di salvezza la guerra, si aggiunse la risurrezione di Lazzaro ripetuta in me. Questo dimostra che la potenza di Causa/effetto, delle 9 generazioni “in principio” calcolate esattamente nei tempi 646,6905 decimi, fino alla dimensione 10^-4 della reale 10^4, nel Triplo dell’intero 646, ha determinato l’iniziale 1.938 della mia prima vita della presenza solo di Padre e Spirito santo su di me. Dato che è 10^3 il volume che li contraddistingue, essi sarebbero stati soli su di me per 1.000 giorni, cominciati con gli ultimi 138 trascorsi in pancia alla mia mamma, essendo già un feto completato nel suo DNA e solo ormai da crescere e fortificare. +0.138 giorni vissuti in mia madre; +0.100 quale Allah e il Jhvh <Sono 10 che son ×10>; +0.381 quale Padre; +0.381 quale Spirito Santo; =1.000 giorni della pienezza di 10^3. Portarono il 1.938,0125 al 1.940,0604 della morte per fine compito di Padre e Spirito Santo.
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Portarono poi alla loro stessa sopravvivenza data dalla miracolosa defibrillazione causata dalla fede di Mariannina Baratta, coi suoi 6 ceri accesi, contro la richiesta di solo 1. Quando, il calcolo del triplo del 646,6905 (dedotto dal rapporto causa/effetto nei primi 9 fattori del 10°) considera anche l’esistenza nel tempo 0,6905, a partire da quel principio del 1.938 e del tempo 1/80 di Romano, rispetto alla realtà 40 di Cesare Amodeo, ecco che: +1940,0715, il triplo spaziale di 646,6905 - 0000,0111 (presenza unitaria 1/6 dell’energia 666=Romano; =1940,0604 si recede al 4 giugno del 40. Al duplice miracoloso salvataggio “mondiale” di Dunkerque e al mio, di me che sono il RE del mio tempo, e che poi è anche quello di tutto il mondo e il mio intero Universo. Avvenuti entrambi quando, al triplo di 646,6905, che porta al 1.940,0715, è sottratto proprio il valore che fa da “dinamo”: quello dei 111 decimillesimi, che si pongono proprio come il soggetto attore di quell’energia. Esso è esatto quando l’energia nominata Romano, esistente in potenza nel 666, esiste e si pone in atto nel suo tempo unitario 1/6, e vale 111, in una realtà unitaria che è decimillesima dell’unità reale in 10.000. Ciò portò al 940,0604 esatto in cui io iniziai la mia seconda vita, con Gesù Cristo (il mio salvatore) su di me, e 338.226 soldati inglesi, furono salvati miracolosamente a Dunkerque, di cui 2/3 inglesi e 1/3 francesi la iniziarono, quando furono posti in salvo. Anche questo numero fu significativo rispetto a quello iniziale del 38,0125. Il 338.226, nei millesimi divenne il 338,226 e con l’aggiunta di -38,0125 diede il numero di 300,2135 in più.
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Essi indicarono nel 300 tutto lo spazio, e nello 0,2135 il tempo 0,07+0,07+0,07 paterno (del padre di Romano) nato 070707, facendolo nel valore unitario del 7×5 che esisteva nel tempo dei 10/2, negli unitari decimillesimi della realtà 10^4=10.000. Nulla in realtà si sarebbe potuto qualificare e realizzare in un modo più significativo di questo mondiale e noto miracoloso salvataggio e di chi lo fece esistere così. In Bibbia 40,0604 (libro 40 e versetti dal 4 al 6) ci sono altri 2 sogni raccontati a Giuseppe da due servi del Faraone, uno segno di morte, l’altro di risurrezione e ripristino nel ruolo che aveva prima presso il Re. Il 4 giugno di “vita e di morte”, ha coinvolto in me la morte del mio reale padre, e la scita della “madre mia putativa” Giuseppina, madre (giudicata tale avendo io sposata sua figlia) così come Giuseppe fu padre “putativo” di Gesù avendo sposato Maria Santissima. Il 3 giugno nacque Giuseppina. Il 4 giugno fui tra la vita e la morte (e l’ebbi entrambe). Il 5 giugno morì il mio S. Giuseppe padre, nell’83, nato io 38. Questo 4 giugno (giorno 156° di ogni anno) ha segnato i momenti topici della mia vita: nel 940 fui in Comunione per miracolo con Gesù; nel 969 mi sposai con G.S.; e nel 972 mi decisi finalmente io a “dar corpo” a Gesù (offrendo consapevolmente la mia vita alla mia reale Comunione con Lui che l’ha offerta di sé a tutti noi.
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Capitolo 5
La storia di Cristo in me… fa capo a san Matteo Da Cesare Amodeo (1.813,0126 è una data “stimata”, un mio “arbitrio” che non son riuscito a verificare), scendo ai suoi nipoti. Maria Bonamore, figlia di Innocente Buonamore (nemmeno di lei ho trovato tracce anagrafiche), sposò Torquato Vincenzo Amodeo, figlio di Teresa Bonamori (che mi risulta sorella di Innocente, moglie di Cesare Amodeo). Tre cognomi quasi uguali, di donne per una “ideale” paternità – comunque sia stata la “piatta realtà” – sempre legata allo stesso sostanziale <Buon Amore> di Dio Padre. Bonamore fu il cognome dato a Maria dal Brefotrofio che s’era preso cura di lei, figlia di padre ignoto. Quando è Dio, il vero Padre Ignoto, ecco allora che accade che chi è sua sposa elettiva, è proprio la Maria Santissima Vergine di un’immacolata concezione resa nota a Lourdes (L=10, EL, Dio) our des, ci dai il nostro R (Romano) e il nostro “dieci”, tramite <Bernadette Soubirous>. Dio scelse anche questo nome poiché <B. e R. NA>, con Benito e Romano di NA (capoluogo della “Campa NIA” che dice: vive il Nuovo IAhvè), Dio dètte (diede e furono détte) le cose cognite dal cognome: <So ubi RO us>. Così rese note (So) ubi (dove, dov’è, nel latino di un Romano) RO (il Cristo ΧΡ, Chi-RO), so dov’è “us” , dov’è NOI tutti del mondo a unificata lingua inglese.
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È <su RO>, nell’immacolata concezione di Maria Santissima che si sarà ripetuta il 4 giugno 1.940, ed ecco, 6 dì dopo, il 10 giugno, la Strage degli Innocenti (in Geremia 31,15): <Così dice il Signore: «Una voce si ode da Rama, lamento e pianto amaro: Rachele piange i suoi figli…». È Donna Rachele, che a Roma pianse che il Duce suo marito, avesse imposto infine anche al Re Imperatore Vittorio Emanuele III la Strage degli innocenti italiani. Occorreva sacrificare una manciata di innocenti per poter sedere col creduto imminente vincitore, dopo che a Dunkerque (lo stesso dì della ripetuta immacolata concezione) gli Inglesi erano miracolosamente fuggiti, ritornando in patria su mezzi di fortuna. Gli italiani – avidi di rivalse – fremevano tutti: <che cosa aspettiamo? Vogliamo impedire o no a Hitler di porsi, in Europa intera, come se lui fosse l’atteso “messia”?> Oggi tutti gli Storici buttano la croce addosso all’italico Duce che aveva di fatto tradito il Patto d’Acciaio del maggio 39, non affiancando la Germania nella sua guerra, ma solo nella vile e meschina discriminazione degli Ebrei, nel 38. Tutti questi storici – antifascisti per partito preso – si dimenticano che TUTTI in Italia volevano nei giorni di Dunkerque <spartirsi il bottino>: di una guerra che con il ritiro degli Inglesi, e la sconfitta dei Francesi, sembrava ormai vinta! Ben disse il Profeta Geremia al 31,15! Solo che era a Roma e non a Rama che Rachele sarebbe stata inconsolabile per tutti quei figli che non erano più e che sarebbero stati molti di più dei pochi sacrificati a Nazareth da un Re che parimenti ostile a un Messia. E va aperta a questo punto una ampia parentesi sugli storici del Cristianesimo; infatti l’evangelista Matteo lo fu richiamando Geremia e – col sogno di Giuseppe fatto passare per una reale fuga in Egitto e con altro – lui, già servo del Popolo Romano, poté servirlo fino all’immacolata concezione del 1.940 d.C., dando anche al Gesù presentatosi ora quant’Egli avrebbe avuto al suo ritorno. 221
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C’è in Matteo questo vero e proprio “servizio” fatto al Cristo di quando sarebbe riapparso su un Romano disceso da un Cesare, al tempo del Risorto Impero Romano, nel 1936, e su un Imperatore V. Emanuele III; lo si evince dal suo vangelo. Matteo 1,23 (cita Isaia 7,14): «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.» Isaia 7,14 vale il 7,7+7 natale del Padre di Romano, e con questo la <vergine> figlia si S. Anna, ha il suo nome in Mariannina, sposa de, nato il 1907,0707. Il figlio che sarà chiamato Emmanuele è uno uele (uguale) a un <I am man>, un <IO-Sono man in un Ro-man> un Romano che significa Dio con noi. Romano è il nome dell’energia potenziale di Dio e Romano sono anche io in Comunione con il Dio. Il suo nome lo disse da sé: < “Io sono colui che sono” IOSONO> e – in tutto l’universo che risulta direttamente a me – io solo sono il Soggetto analogo nella mia esistenza, che poi coinvolge tutti noi, che abbia lo stesso significato. Romano è anche il III figlio del Duce, e di Donna Rachele (vedi Bibbia 1,38, che ha nel suo grembo il popolo Romano) del Nuovo Imperatore V. Emanuele III . Certo: c’è una globale commistione, nella profezia di Isaia, tra i nomi e i rispettivi ruoli, ma questo è proprio a immagine dell’Assoluto (che ha tutto in sé) quando è in vera comunione col Suo rappresentante relativo a un popolo. Allora il figlio della vergine nato durante l’Impero Romano, è <trasceso> in quello III di Donna Rachele, che si chiama Romano e dell’imperatore che è l’Emanuele, venuto come III e che – pur se Imperatore – è uguale a un <man> a ogni comunissimo uomo di questo mondo. 222
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Bene ha fatto Matteo, a richiamarlo, poiché – anche se l’intenzione dell’evangelista era di indirizzarlo a Gesù, questo <figlio dell’uomo> non si è chiamato con quel nome ma con quell’altro che il Cristo avrebbe avuto solo al suo ritorno, quando sarebbe stato un <Dio con noi>, su me Romano che – nella mia vita – sono l’unico IO-SONO avente il “titolo” soggettivo assunto dal nome di Dio. Poi Matteo prosegue, al 2,6; «E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele». Matteo cita stavolta Michea 5, 1: «E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti». Discutiamone. B -et-lemme partì dalla B , poi et (anche latino, Romano) lemme , seguì l’ A - lento che sfociò a ELEA . Ma in origine non è terra di Giuda (come scritto da Matteo) ma di èF - RA .ta (per il profeta Michea). Eterno servo di un Romano inatteso, col Ter RA di GIU da Matteo deve riferire Betlemme a <te> R. R.A. (a te. R., Romano Amodeo) di giù, di quaggiù, sceso in fine da Lui gi : gi Amodeo, che in Lui gi A modeo ha gli stessi estremi congiunti di GI ud A ch’erano prima in GIA cobbe. Di che vera terra stiamo parlando? Cosa nascondono i nomi “simbolo” per precisare tutto un evento? Cosa cela la terra di Efrata, Efratana, per Michea quand’è sostituita da la terra Giudaica, dal servo del Romano? L’ordine <Giù dà!> è mutato in <giù dai ca’!> 223
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Qui vedete come sostituendo alle lettere ebraiche le italiane SONO di tramuta in ELEA luogo là ove , nacque IHVH, il Dio dell’ essere! Simultaneamente il Dio IHVH (“innominabile” poiché Assoluto e “indeterminato” nel suo essere) con è FEL dà sibillina notizia della sua origine là : la terra è Fel itto. Anche è F RA -tana antepone è F elitto alla RA tana che è la “tana” in cui l’egizia divinità di RA s’è rintanata. Per Michea, Betlemme, Ter RA <è F RA-tana> asseconda con un romano B-anche-lemme l’Iter partito da ELEA in foce di A-LENTO ; dopo 500 anni l’A lento fu B, ma “et”= “anche romano” lemme, per tornare in CI-lento 19 secoli dopo, nata in regione di NA è la tana di RA è F. Quando San Matteo sostituisce la terra di Efrata relativa a Betlemme, con quella giudaica, dice chiaramente <E tu, Betlemme, Ter RA giù dai ca’> significando senza volerlo che <anche tu in Benito e anche Romano, dai quaggiù il Trino RA re dei cieli>; infatti <B et> sono Benito “e Romano” (et). Accade questo parto gemellare di Romano con vita risorta al mattino e Benito con vita concepita alla sera, coll’immacolata concezione di Mariannina Baratta, che ha fede senza macchia nella Madre di Cristo e in sua madre. La Madonna è apparsa in sogno a una sua scolaretta e le ha fatto riferire al mattino presto di non temere più per suo figlio, poiché ci avrebbe pensato lei! La sua maestra poteva solo correre in Chiesa e, come ringraziamento e segno di devozione, accenderle un cero!
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La Baratta “volò” e ne accese 6, mentre la Santa Vergine ripete il suo concepimento immacolato, spirituale, per interposta persona, facendo rinvenire Romano – ch’era già morto – con lo Spirito Santo di Gesù infuso su lui come una defibrillazione che ne riavviò il cuore e sterminò i batteri della mortale broncopolmonite. Poiché questa Epoca nostra è il vero Inizio – che è collocato al centro dell’Infinito e non a un estremo – anche la vera presenza di Cristo, nel Padre suo, è quella che nacque in quel giorno del 4 giugno 1.940. Gesù stesso racconterà di essere disceso dall’alto, quando si è incarnato nella Sua persona in quella Betlemme, per cui per davvero <B et> sono il dualismo dell’Origine, in Principio, quando lo Spirito Santo di Gesù fu su Romano ed il segno corporeo di questa nuova vita fu espresso dal concepimento di Benito. Quando Matteo citò Michea, la Ter RA Efratana che era quella in cui Rachele morì dando alla luce Beniamino, il 12° dei figli di Giacobbe e unico non nato sotto la servitù di Labano a Paddan Aram, era vicino a Betlemme e secondo Michea c’era il collegamento con il Cristo… Vero, ma anche per la ragione di un Benì Am (ino) intitolato a Benito Amodeo corporeo associato allo Spirito Santo che <nacque da Maria vergine> il 4 giugno ’40, assecondando una nascita che non coinvolgeva la sua verginità o meno, poiché avvenuta tramite l’interposta persona di Bara ta Mar iannina, la Tamar di Bibbia 1,38 che aveva fatto a Dio Padre un’ “offerta irrinunciabile”. In Michea, la Terra di Efrata coinvolge in questo modo anche una madre che muore (come madre che non avrà più altri figli) avendo concepito Benì Am il 2°genito il dì del Concepimento di Gesù, a salvezza di Padre e Spirito santo, in comunione su un condannato a morte, trascorsi i suoi 1.000 giorni da quando il suo DNA si era interamente completato, nella costruzione del suo corpo. 225
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Quando interviene San Matteo e tramuta la Terra di Efrata in Ter RA Giudaica , opera per come è descritto in Bibbia 1,38, soprattutto il natale di Romano : Giuda dà prole “trascendente” (al suo è R. morto), poiché Tamar (Barat ta Mar iannina, la sposa del Lui gi A modeo (che ha gli stessi estremi congiunti di Gi ud a ) lo “intriga” al punto da ottenerlo da lui. Il collegamento di Michea con Efrata si “incastra” con la nascita a Betlemme di Gesù per quanto riguarda Benì Am (mio fratello) e la morte di Rachele quando lui nasce. Ora per mio fratello ci sono due mamme: una in Rachele sua madre reale e l’altra sta nel <RA ch’è Ele>, e sono io il fratello nato prima di Benì Am. Esattamente 1.119 giorni (intercorrenti tra il 1038,0125 e il 1.941,0217). Quando la somma di tutti i rapporti di causa ed effetto esiste tra i primi 9 padri creati da Dio e la loro personale precedente essenza di figli, porta al 656,6905, nel suo tempo 1/10, la tripla presenza di questo tempo porta al 1940,0715. Si scende al 1940,0604 della mia morte e risurrezione e del concepimento di Benì Am, 14 ore dopo le 8, cioè alle 22, solo sottraendo 111/10^4 riguardanti la permanenza anche del corpo di Cristo in quello di Romano in cui lo Spirito Santo Elettromagnetico aveva provocato la risurrezione dalla morte e la sconfitta della Broncopolmonite. Per i 41 giorni che portano al giorno 15 di luglio la nuova vita iniziata il 1.940,0604, Gesù fu in Romano “anima e corpo”; dopo questi, Romano, giunto al tempo triplo del Dio Elohim 646 nel suo tempo 0,6905 che aveva aggiunto al suo tempo 0,646 lo 0,0435 di tutta la dinamica 7×5 assieme a tutta la realtà 400, cessò di essere il <RA ch’è Ele> e fu come se Rachele – la sua mamma – morisse, partorendo Benì Am. 226
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Senza quei 41 giorni, la gestazione (di interi 258 giorni dal 4 giugno al 17 febbraio dell’anno dopo) di Benì Am. si ridusse ai 217 esatti corrispondenti al 1.940,0217. 217 sono 31×7 come quelle “volte” di un Ente 1+30 dato dai tre lati 10 di un volume unitario, perfettamente uguale al valore nominale 30, sia di Adamo, sia di Noè. Benì Am ne avrebbe usato ancora 79 per completare la costruzione del suo corpo, tramite il suo DNA, poi avrebbe avuto egli pure 138 giorni da restare nel grembo di Tamar. In sostanza, quella “falsa nascita” in Gen. 38, della sola MANO, accreditata a RO (estremi congiunti di Er e Onan i congiunti di Tamar giunti agli estremi della morte) indicò il <facsimile> del limite di quei 41 giorni in cui Romano era stato in “spirito” e in “corpo” in Comunione col Cristo. Così la data del parto di quella sola MANO, accreditata a RO, era quella che assecondava il triplo esatto spaziale del tempo dei 646,6905 decimi del Dio Elohim. Dal 1.940,0715 in poi, ossia da quando quella RO-MANO rientrò nel ventre di sua madre, si attuò quanto, nella Bibbia, è stato segnalato come la morte di RA ch’è Ele per mettere al mondo il suo figlio Benì Am(ino) . La nutrice, vedendo il primo dei due gemelli uscire dal sesso di sua madre il 2-17, il febbraio 17 del 41, gli chiese <Come ti sei aperto una breccia?> Così descrisse la cosa Bibbia 1.38, 28-30. 28 Durante il parto, uno di essi mise fuori una mano e la levatrice prese un filo scarlatto e lo legò attorno a quella mano, dicendo: «Questi è uscito per primo». 29 Ma, quando questi ritirò la mano, ecco uscì suo fratello. Allora essa disse: «Come ti sei aperta una breccia?» e lo si chiamò Perez. 30 Poi uscì suo fratello, che aveva il filo scarlatto alla mano, e lo si chiamò Zerach. 227
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<Perez> indica che <per ER è Z>, il completamento, simile alla morte; questo è R : chi si connette alla mamma < RA ch’è Ele > ed è il fratello che gli fa da madre. Infatti fu proprio il materno AmoR (Amodeo Romano) che aveva sconfitto la morte di RomA (Romano Amodeo) ad aprire la breccia nel cuore di Mariannina, che dopo aver generato Romano e aver cominciato a soffrire allattandolo aveva sbarrato in sé l’accesso al marito, per non ripetere un simile doloroso nuovo allattamento per un 2° nato. Mariannina non voleva assolutamente un 2° figlio! La nutrice che chiede <come ti sei aperto una breccia?> lo sta dicendo su queste <intenzioni> di Mariannina! Era stato aperto quel varco dall’AmoR per quel figlio che aveva pianto già morto e che la Madre di tutti aveva risuscitato! S’era mutato nella gioia della nuova e divina vita in Romano e lei s’era finalmente riunita con il Marito, Luigi Amodeo = 101, esistente nella potenza del 26mo numero primo legato sia ad Eva, sia alla madre Anna di Maria Santissima, sia al DIO=26=JHVH. Luigi Amodeo 101 esisteva nella potenza del 26mo numero primo, di Dio e di tutte e tre: Eva, Anna e Jhvh… e aveva aperto una breccia nella creazione del gemellaggio Padre-Figlio esistente in tutti i Figli di Dio. I 41 giorni antecedenti l’uscita della mano, si erano tramutati nell’anno 41, e – tolti all’intera gestazione dei 258 giorni tra il 4 giugno e il 17 febbraio successivo – i 217 residui lo avevano completato nel 41,0217 in cui Benì Am era nato, essendo, con < Perez >, nominato nell’ < è Z > la fine del < P >adre < Er >, e sarebbe stata la morte di RA ch’è Ele nel partorire il suo ultimo figlio Benì Am(ino) .
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Questa fine, questo vero <annientamento> del Padre sito in Romano, sarebbe infatti stato rappresentato da tutti e due i gemelli, nell’ordine decretato dalla nutrice: →ZER ach Pe REZ←. Vedete in ciò l’intero azzeramento di RA ch’è Ele . visto ZER sia leggendolo da sinistra sia da destra. E non lo è a caso! ZER conclude in 7a generazione il destino del TERach che – uscito lui per primo dall’ UR …Be ’ – si era fermato morendo prima di quello che poi avrebbe completato la terna di: Abram, Sarai, Lot , il 31+44+41 = 116 restato senza il 10^3 del Padre, altrimenti 1.116, la somma di BRASIT BRA, che apre all’avvento di ALHIM=646 il cui triplo Trino porta al definitivo 1.938 Natale di Romano. Bibbia 1,38 descrive il miracolo “paterno” fatto a me R., suo figlio morto, dalle tante preghiere a Lui e alla Madonna fatte dalla Barat ta Mar iannina, Tamar. Lei, che aveva i due congiunti è R-Onan giunti agli estremi; travestitasi da prostituta sacra consolatrice dei vedovi, si offrì al loro padre con l’offerta che il vedovo “non poteva rinunciare”. Così la Bibbia – negli gli estremi della mia nascita – racconta l’ “intrigo”, fatto con la veste consacrata ricucita colle preghiere della mia madre Tamar al Signore: “Ho capito la mia colpa: volevo appropriarmi di questo figlio e averne uno solo, dove tutti sono tuoi e non sta a me porre dei limiti! Non serve più che me lo porti via, per darmi una lezione, ti chiedo perdono!” Poi la mia Tamar “intrigava” Maria Santissima e sua madre sant’Anna, di cui portava i nomi, dicendo loro: 229
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“Il Signore, per le mie colpe, vuole punire me come fece con te che non ne avevi alcuna! Conosci bene che dolore è! Ti prego: Salva Romano, innocente come Gesù!” Il Padre Nostro non poté non udire le sue parole! Non poté non vedere i <sei ceri> che la mamma corse ad accendere in chiesa, appena seppe dalla scolaretta che la Madonna ne voleva <uno>, per gratitudine e devozione. Dio ebbe da lei lo stesso attestato di fede che Gesù aveva chiesto a ciascuna delle 2 sorelle del morto Lazzaro: “Credi che io sia la risurrezione e la vita?” E – mentre mia madre rispose <io credo!> – la morte per Bronco-polmonite arrestò il mio cuore … ma subito la sua fede materna (retta da Maria Santissima) lo riavviò con una defibrillazione divina che uccise anche tutti quanti i microbi! L’intervento salvifico fu mondiale: accadde anche a Dunkerque, e l’operazione “dinamo” salvò un esercito! Bibbia 1,25 dà il dì 25 (della mia nascita); Rebecca chiese a Dio perché soffrisse così tanto in gestazione… ma chi ha ora in sé il popolo Romano è Mariannina=84 (che ha in sé il 42, che è sia di Esaù, che è sia di Giacobbe), ma … Bibbia 125 è prettamente di Romano=66+Benito=59! Isaia aveva concluso, e Matteo non l’aveva citato: “le sue origini (di Israele ) sono dall'antichità, dai giorni più remoti” poiché vengono da ciò che è rivelato dal nome stesso a tutto il mondo di oggi, per cui <è> è il verbo inglese <is> nella lingua del mondo: < è RA Dio >. Poi, in Matteo 2,15, l’apostolo cita Osea 11.1 dicendo: «Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.» Di nuovo s’arrampica sugli specchi per riferirlo a Gesù! 230
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Infatti Matteo l’addebita al sogno di Giuseppe ma in un modo così equivoco da non aver fatto capire che l’intera fuga in Egitto e il suo ritorno, erano state solo un sogno! Inganno efficace, che ha permesso anche al Gesù di allora tutto quanto sarebbe accaduto solo al suo ritorno su Romano Amodeo, nipote di una Russo. Infatti, come <è RA Dio> in Israele, RA è il Dio dell’Egitto che dice attraverso Osea: <Dall’Egitto ho chiamato mio figlio> Orus (disceso da nonna Russo) è il Dio egizio trasceso <su RO>-MANO (da AMON) e ANTO(nio, da ATON); Per cui soltanto in <ROMANO ANTONIO> il Dio RA di <is RA Ele> “lo ha chiamato dall’Egitto” come figlio delle divinità del Dio RA. Poi Matteo cita Rachele che piange a Rama chi non è più, per la Strage degli Innocenti fatta dall’Emanuele III. Stavolta ha citato Geremia, che aveva profetizzato a Rama, prossima a Betlemme il pinto di tutte le mamme che avevano perso un figlio, che diventa la morte personale della stessa Rachele quando ha Beniamino. E anche qui, questa profezia unisce in un tutt’uno la nascita di Gesù a Betlemme e la morte a Rama di Romano che impersona Rachele, il <RA ch’è Dio>, e che muore partorendo Benì Am, sostanziale gemello di lui in Cristo. Infatti ai 41 giorni dal concepimento, la gestazione di Benì Am si ridusse ai 217 dì che aprirono al 41,0217. Il pianto per questa fine diventa “mondiale”: nel 2° mese, il 17 del mese, ebbe inizio il Diluvio Universale, ai 600 anni di Noè, ossia quando un minuto primo è il 10 e nei secondi esso è 600 minuti secondi!
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E non stupitevi se per la Bibbia sono anni quello che nel tempo minuto è dato da 600 secondi in nome e per conto del 10° figlio minuto generato in Noè, Negli atomi, quello che accade in 1 secondo è simile a quello che a dimensione planetaria terrestre riguarda 10^10 anni; ove la <fine del mondo> accade ogni 10^10 anni. Accade quello che accade ogni secondo negli atomi: una <discontinuità totale> e tanto grande che gli orologi al quarzo sono in grado di rilevarla e usarla a mettere in atto l’orologio atomico. Ebbene, questa fine del mondo che accade il 4631,0217 d.C. è quella che asseconda il libro Bibbia 1,1,1 nei 4631 anni e l’anno 600 di Noè, nel secondo mese il 17 del mese in Bibbia 1,7,11 (libro 1, capitolo 7, versetto 11) anche a indicare con 1111 +600 il moto degli anni di Noè in tutta la realtà unitaria nella 4 cifre reali di 1.111. Infine Matteo evoca (nel lungo e <trascendente” sogno di Giuseppe) il residenziale trasferimento a Nazaret <poiché sarebbe stato chiamato NAZARENO>. NAZ-a-RENO trascende l’avvento del Nazismo nella Nazione dell’A(lento) rio Reno, ma nasconde anche con <NA>Z il finale (Z) dell’avvento a NA, nella regione di Napoli, di AR, Amodeo Romano, per cui Nazareno rimanda infine ad un AR venuto in Campania, e che sarebbe stato un RE, infine NO nel nome di Roma-NO. Il natale, mancato a Gerusalemme, fu a B-et-lemme quando il Padre suo era nato in riva all’A-lento, e Gerusalemme si chiamava SALEM, quasi SALErno. In provincia di SALErno sarebbe stato – e a Felitto – l’origine del mondo e dello spazio-tempo dato nell’Origine dei tre parametri, nel 1.938,0125 del Natale di Romano. Quando fu scritto I.N.R.I, sulla croce, anche allora, ci fu il divino e sibillino riferimento all’IRNO, il fiume che bagna Salerno 232
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e che dal SELE (il S. Ele) fu una città chiamata SELE-IRNO dal Santo Dio finito sotto quell’INRI scritto sulla sua croce. Il legame incredibile tra San Matteo e Salerno sta nel fatto che nella sua cattedrale resta, come reliquia del Santo, il braccio e la mano che servirono a scrivere il suo prezioso Vangelo che è stato proprio nel segno che l’aveva spinto a scriverlo. Voleva riferire alla persona di Gesù, tutte le profezie ed è riuscito incredibilmente così a collegare Cristo al suo invisibile ritorno nel povero cristo di Romano, uno apparentemente senz’arte né parte: uno incredibile a detta di Isaia: “uno di cui non abbiamo avuto alcuna stima”. Io ho voluto inserire queste precisazioni sulle rivelazioni delle fonti storiche, poiché nel Cristianesimo ci sono tutt’ora incoerenze apparenti tra la narrazione di un Evangelista e quella di un altro, tirando fuori proprio il caso dei primi anni della vita di Gesù Cristo. Ci sono studiosi celebratissimi nel Cristianesimo, che sono arrivati ad affermare che Gesù sia nato 6 o 7 anni Avanti Cristo! Davanti ai “sogni” di San Matteo e all’atteggiamento da vero storico di Luca, hanno ritenuto storico il sognatore!
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Capitolo 6
L’origine, è alla nostra epoca Torniamo così ora alla nostra epoca e al racconto sui miei antenati; sappiamo che, in quanto a secoli compiuti, quello posto all’Origine degli assi cartesiani (come Principio vero dello spazio e del tempo) è l’inizio del 1.900; in esso, nella mia famiglia, i miei nonni paterni si sposarono in chiesa, dopo anni senza figli trascorsi more uxorio: lei Maria Bonamore e lui Torquato Vincenzo Amodeo. Maria Bonamore era stata adottata dall’istituto in cui la portò mamma Innocente, la sorella di Teresa Bonamori sposa di Cesare Amodeo, che già da 15 anni erano genitori di Torquato. Maria, presa in casa come un’orfanella, era vissuta col cugino Torquato; questi in principio l’aveva accolta e ben voluta come una sorellina, ma poi – divenuta lei una donna - l’aveva amata e scelta a compagna della sua vita, legandosi a lei per sempre. Tutta una bella storia, se non fosse stato che Torquato e Maria erano certamente figli di due sorelle, ma vi sono buone ragioni per credere che l’ignoto seduttore della 22enne Innocente fosse, oltre che il padre del suo futuro marito, anche il suo … Io suppongo che il mio bisnonno, il 50enne Cesare Amodeo, ammaliato in un momento sui generis dalle grazie della giovane sorella di sua moglie (matura come lui), sedusse a sua volta (e mise nei pasticci) la ragazza, che restò subito gravida; e penso che lei – non potendo rivelare nemmeno alla sorella chi fosse il padre – decise di consegnare la neonata al Brefotrofio, che poi le avrebbe dato un cognome quasi uguale a quello della madre.
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Due anni dopo, Cesare fece il gesto nobile di toglierla da quell’Istituto, e adottò ufficialmente la nipote di sua moglie, che – io credo per davvero – era ben più di quello: era sua figlia! Teresa – anche se sospettò che ci fossero in campo altre e nascoste ragioni – da parte sua non lo diede mai a vedere. Questa sostanziale incertezza su ciò che è vero o solo creduto tale è dovuta al Maligno nemico della salvezza divina, che sempre occulta i dati importanti: qui andava oscurato che Terach in Bibbia riproducesse la condizione “in principio” di Cesare. L’ “inizio” – dico io – del mio Universo (agli occhi del suo osservatore che sono solamente io), c’è solo da quando io sono nato, e i fatti antichi stanno ai miei tramite autentiche divisioni, che li scompongono matematicamente nei loro giusti antefatti. Tanto che – a forza di “risalire” (scendendo in questo modo) da oggi all’epoca detta “in principio” dalla Bibbia – è dal tempo mio di ora che è tratto quello, scomposto sempre più nelle sue varie componenti “fattive”, le cui forze agiscono e si affermano nelle risultanti, componendosi tra loro come se fossero puri numeri. Così a forza di scendere per divisione nel passato, risalendo da me a Cesare Amodeo, si procede ben oltre lo si scompone (e lo si ritrova) prima in un Abramo (che già nel nome precisa che proviene <Ab R, Amo>, da me Romano), che era figlio di Terach e che amoreggiò con Sarai. Costei – come Maria Bonamore – forse era la sua occulta sorella, figlia essa pure (ma non detta) dello stesso padre; la genealogia di Terach presenta infatti Sarai come moglie del suo 1°genito, e non dice altro che Milca e Silca erano figlie, dopo Lot, del defunto 3° figlio; precisando che Milca aveva sposato suo zio (il 2°genito) e che era sorella di Silca (oscurando il suo sposo). Poiché nulla è in Bibbia scritto “per caso”, l’imprecisato sposo della 3a figlia del 3° “occulta” che suo marito fosse il n. 1 della genealogia, cioè suo nonno Terach, e che Sarai (di genitori non detti) fosse la loro figlia e pertanto l’occulta sorella di Abramo. 235
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In Bibbia sono state disaggregate – come vedremo – (e colla stessa incertezza) tutte le notizie di adesso, riguardanti la mia famiglia di origine paterna: da Cesare Amodeo, al figlio Torquato Vincenzo; da questi a Luigi e da lui a me e al mio “alter ego” (poiché siamo stati due, ‘sì “gemellati” da essere come se noi due fossimo stati solo me: Romano). Per andare poi in giù – noi – oltre noi stessi, coi “soli” figli di mio fratello “praticamente” come reali figli miei. Da quella di Cesare, si “scende” così a questa biblica. Questa la genealogia dalla quale si “suppone” quello che abbiamo visto tenuto occulto, in un modo semplice: ove tutto è ben dettagliato … alcuni di essi non lo sono … e allora perché? Perché di Terach non è detta la consorte? Perché di Sarai non è precisato il Padre? e di Silca (in 3a genesi dal 1°) il marito? Per la solita storia biblica degli “estremi congiunti” sono loro due cogli estremi di 1° e 3a a esser congiunti e consorti! Sarai è descritta soltanto moglie di Abramo, e Silca è detta soltanto sorella di Milca, poiché è occulto che Sarai (moglie di Abramo) è sua sorella, così come è celato anche per Milca, che lei – sposa del 2° fratello di Abramo – è la “cognita” sua 2° sorella (la “cognata”). Bibbia 1, 11,27-30 27 Questa è la discendenza di Terach. Terach generò Abramo, Naor e Aran; Aran generò Lot. 28 Aran morì in presenza di Terach, suo padre, nel suo paese natale in Ur dei Caldei. 29 Abramo e Naor si presero delle mogli; il nome della moglie di Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Naor, Milca, che era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. 30 Sarai era sterile; non aveva figli. La descrizione è così intricata, poiché questo è un “intrigo>! 236
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È vero che è il primo caso – questo – in cui si dovrebbe “dar peso” alla sposa, in una genealogia, dopo la prima ed unica, fino ad ora, di Adamo ed Eva che “erano della stessa sostanza”. Anche qui – con Terach – si riparte come da Adamo ed Eva … e sembrerebbe invece mancante proprio quella figura femminile tratta dalla costola del 1° … ed è ciò che è Occulto, allo stesso modo di quanto è stato detto nella “costola” di Adamo. Questa “costola” di Adamo stava nell’Unità e Trinità 1+3=4, di Dio=26, che – tratto come 30 -4 =26 – dava alla sposa lo stesso valore 26 di Dio, ponendolo nel suo nome. Quando il 1° della genealogia reale di questo mondo ripartito da Ur (ed è l’Urbe di un Romano) è Terach = <Te RA 38>, le tre generazioni di Terach, Aran, Lot, (che ha Milca e Silca come 2 sorelle), sono 3, e nella 3za del 3° sono i 3/3 del n. 1 e costituiscono quell’Unità della Trinità che corrisponde alla stessa <costola> del 1° quando egli fu nominato Adamo. Terach=54 +Silca=40 danno insieme il 94 in cui il 4 si sposa con tutto il moto 90 di 10 in 100 … Ove Adamo=30 +Eva=26 davano uniti il 56 di tutto il moto di 10 nell’energia potenziale divina in 66=Romano … e la super somma 56+94 dà il 140 di tutta la realtà 40 unita al lato 100 di essa. Il 1° Terach unendosi alla 3° figlia del 3° suo figlio si prende una compagna “della stessa sua sostanza”: come quella unica tratta dal solo Adamo … e realizza un <tutt’uno> in genetica. Riprenderò l’esame di questo 2° momento della generazione dei secondi 10, poiché è il caso di partire dall’inizio, e cioè dai primi 10 da Adamo a Noè. Mi interessava – però, e per questo l’ho anteposta – di far capire che questo “intrico” creato e così ben nascosto in Bibbia, sia stato solo la “trasposizione” fatta nel passato, di quella facente capo al mio bisnonno Cesare Amodeo; poiché in sostanza, la sua 3a generazione, facente capo a mio Padre, era occulta allo stesso modo e tutta finalizzata a un suo nipote della sua stessa sostanza! 237
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Capitolo 7
La prima genealogia di Adamo=MDA=Amodeo Essa è tutta descritta nel capitolo 5 del libro n. 1 di Bibbia e in essa a ciascuno dei 9 fattori del 10° è dato sia un nome, sia un numero totale di anni, ben distinti negli anni vissuti solo da figlio, non avendo ancora generato il suo continuatore, e anni che da allora in poi sono stati vissuti da padre, di altri figli e figlie. Io li ho raggruppati, aggiungendo delle valutazioni che sono consentite da una precisione così totale, scritta negli anni di tutti le loro vite. Si capisce che Dio, che crea 10 a sua immagine e somiglianza, ha cominciato dallo 0 assoluto ponendo davanti all’esistenza del 1° il suo proprio 10. ADAMO, il 1° parte, negli anni della sua vita, da tutto il complesso 8 della realtà, che esiste nel lato 100 della realtà, e dunque da 800 anni vissuti da Padre; egli però, prima di essere padre, è stato figlio, e – ove la realtà è lunga 100 e 30 è il nome suo Adamo – il suo primo esistere come figlio vale quanto 130 anni. SET, il 2° ha aggiunto Set a sé Padre in 800, e 800+7, sono 807 anni trascorsi da padre; abbiamo già visto prima che gli anni da lui trascorsi prima di generare Enos, sono stati i 105 che – rispetto ai 130 in cui lui era stato creato – hanno tolto i 25 della giusta presenza, sommando il negativo dato da +5×-5 (area dei due lati opposti).
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ENOS, il 3° porta il paterno 807 all’815, sommando al moto 7 di 800, il complesso 8 intero, di tutta la realtà da -4 a +4, cresciuta di 8; nel contempo, i 105 anni filiali del padre, perdono ulteriori 5+5+5 anni, come i lati del volume solo in positivo costituito come spazio (sono 4) di tempo, sono 10/2 e passano a 90. KENAN, il 4° porta il paterno 815 a crescere ancora nella realtà 25 della presenza +5×+5, e 840 diventa (come 4°) quello in cui il complesso 800 è cresciuto in tutta la realtà 40; il tempo trascorso come figlio dal padre, 90, di riduce al 70 che è realmente tutto il movimento trascorso per divenire padre. MALALEEL, il 5° porta il paterno 840 ad abbattere la sua realtà finale 40 di tutto il 10 del ciclo, e lo porta all’830 dell’800 che è ripartito con lo spazio 30 del padre Adamo.; il tempo in cui il 5° è stato solo figlio è di 65 anni (5 in meno dei 70 del padre, poiché in sostanza asseconda il tempo ½ che aveva il primo in 130 anni) poiché nella seconda partenza, il suo giusto tempo è ½. IARED, il 6° esprime lo spazio in tutto il suo complesso da 3 fino a +3, per cui il totale suo da Padre è il nuovo 800 della pura realtà 8 nel suo lato 100; il suo tempo trascorso da figlio diventa di 162 anni poiché 8 ora avanza per le 20 volte del moto 10 di 10, e di 2 dimensioni nell’area a lati 1 e 1. ENOS, il 7° è il creatore della Terra e del suo periodo di 365 giorni che si realizzano totalmente quando diventano 365 anni poiché un anno di spazio-tempo è dato da 10.000 giorni; per cui l’intero 300 di tutto lo spazio 3 del lato 100 della realtà è vissuto da Padre; il tempo per generare suo figlio Matusalemme, resta di 65 anni.
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MATUSALEMME, l’8° è l’intero complesso in vai e vieni, il cui inizio data nell’anno 1.938, che allora va da -969 a +969 anni e questi in positivo sono tutta la vita in anni dell’8°; essa si scompone in anni 187 da figlio e 782 da padre; la ragione sta nel fatto che ha tolto tutto il 9+9 al tutto di 800, e ha tolto tutto il ciclo 10 dello spazio 3 (il 13) al tutto di 100+100 i due lati della realtà 10^4. È togliendo questi interi alle varie totalità che porta l’intero al 31 (intero 30+1) tolto all’assoluta totalità 10^3 del Dio 10 Uno e Trino. E quando 1.000 -31 diventa il +969, la sua partenza da -969 è proprio quella che porta all’originale anno 1.938. LAMECH, il 9° è la vita di 777 anni di Set e si distingue in 182 +595 anni poiché 182 è ½ anno dato nei giorni e 595 il moto positivo +5 (=10/2) nel complesso 300+300. Insomma: 800/130 +807/105 +815/90 +840/70 +830/65 +800/162 +300/65 +782/187 +595/182 = 64,66905 che, divisi per 10 a dare il tempo sono 646,6905 nel tempo. Nel triplo del suo spazio 3×646 = 1.938. 646,6905 senza l’energia 6/9 è il periodo 646,023833 che 0,01966 anni (quelli di chi si muove): (1938 +Set +7+7+7+6/9)/10^5 dà il loro percorso 646,0041666 che ×3 dà l’Origine 1938,0125 . Il 3×646,6905 dà il 1.940,0715 che senza i 111/10^4 unitari di tutto l’Universo, fissa il limitato 1.940,0604 , del dì 4-6-40 in cui, mentre Gesù salvò me, ci fu con l’operazione “Dinamo” il famosissimo Miracolo di Dunkerque. Questa data aveva il suo valore intrinseco assoluto dato da 1.940,0604 che determina il potenziale del suo lato nel numero 44,04611674, definito fino alla dimensione 10^8 di tutto il complesso reale 8. 240
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Saputo ormai che 44 è il piano unitario dell’energia Romano=66, quando il suo flusso 22 è 66/3, la realtà primaria data da 0461/10^4, indica l’unità 1, in tutto il complesso flusso da -30 a +30, concomitante alla realtà 4 espressa nel lato 100 della realtà. Tanto per capirci, questo 461 diventa la base del ciclo dei 4631 anni descritti in numeri dal 1° versetto della Bibbia, quando le 46 decine (in 461) diventano le centinaia del lato della realtà, e si aggiunge il cubo unitario del volume avente i lati 10+10+10. 1.674/10^8 è il moto di 26 (le settimane di ½ anno) nel 17, che è il 7° numero primo, esistente nelle 100 unità del lato della realtà; come si vede, anche questa è l’opera di Set quando agisce nel 7° numero primo 17… quel Set che quando si carica a rappresentare tutta la terna dei fratelli, mentre diventa il 101 di Luigi Amodeo, è anche il Figlio <ordinato> da mamma EVA=26, tramite l’Ordinale dato dal 26° n. primo che determina il 101. In tutto questo, il creatore è il 7°, è nominato Enoch, il che estremizza il finale 1/3 di Romano, nato nel 38, e che <è NO 38> quando <ch> sono le lettere 3 e 8. Allora l’unità Padre-Figlio e Spirito Santo del Creatore va da Enoch, a Matusalemme, a Lamech.
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Capitolo 8
La seconda generazione biblica è quella reale Bibbia 1,11 rimanda nel libro 1 e nel versetto all’energia 66 del nato Noè nell’anno assoluto 1.066 , ubicato 10 anni prima della generazione di Adamo, che entra in atto nel tempo unitario di 1/6. Noè è la trasposizione nel passato di che RomaNO è . Generato dai Nove , ora No-v’è , c’è, insomma è! Con Nove =12+13+20+5= 50 , senza il V=20 e 5 Romano, ora è 30, e quando ha 20 volte 30 anni, c’è il Diluvio Universale e poi ci saranno 350 anni vissuti nel nuovo mondo, fino al 2.016 d.C. in cui il Noè Romano (rinato con Abramo nel 1.938,0125) ha 26+26+26 anni. Passare dalla Genealogia dei primi 10 a immagine e somiglianza di Dio a quella dei secondi 10, significa passare da Bibbia 1,5 a Bibbia 1,11 … ricominciare dopo un devastante Diluvio Universale. Per questo la nuova Genealogia parte, nei primi 9 versetti, cioè fino a Bibbia 11,9, dal nuovo tipo di “catastrofe” ingenerata dalla Torre di Babele, che rispecchia il comportamento generale degli uomini quando sono “troppo” laboriosi e intendono sostituirsi a Dio nella scalata dei cieli. Sono questi i tempi nostri in cui l’uomo compie ormai miracoli che sembrano più grandi di quelli fatti a suo tempo da Gesù Cristo (come del resto Lui stesso aveva avvertito gli apostoli, che un dì sarebbe successo). 242
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La “catastrofica” confusione del linguaggio rimanda al processo che prima è ben ordinato, quando Dio si presenta in Padre e Spirito Santo su un “umano” piccolo R.A., che fruisce di un linguaggio veramente perfetto, come è l’Italiano. Ove <IO SONO> in Ebraico vale 21, in Italiano è 7+7+7 e sono i tre cicli 7 di SET, terzo figlio di Adamo ed Eva, che in Luigi Amodeo (54+47=101) equivale a tutti e tre: Caino=38 +Abele=23 +Set=40 … un 101 figlio di Eva=26 poiché 101 è il 26° n. primo. I 3 cicli 7 della lingua italiano sono alla base sia per numero sia per le corrispondenti lettere a quella che è la <VISIONE> umana. A prova, VISIONE=85, VISTA=65, VEDUTA=67, IMMAGINE=65, QUADRO=68 implicano con 85 il moto di 15 in 100, che in 10/15=0,66 periodico, energia potenziale 66 che si realizza nei tempi della <vista>, della <veduta>, dell’<immagine> e del <quadro>… L’immagine che noi abbiamo del mondo è frutto di un procedimento dell’immaginazione che – usando numeri e lettere – li “quantifica” e li “qualifica” in modo perfetto, nella lingua Italiana. Oggi <SOGGETTO>=99 è l’arbitro reale quel qual ciclo eterno che vede in 10,10101010… infinito, tratto da 10^3:::99. Sono proprio il 9+99+900 +1 del linguaggio Ebraico e i 99 “altri nomi” di Allah, creduti del Credo Islamico. <ARBITRO>=75 è la Trinità dei ¾ dello spazio di 100 (lato della realtà e 1° nome di Allah dal quale trae gli “altri 99” e del Dio JHVH quando <sono il 10 di me che sono per 10>. Quando <IA> l’intelligenza Artificiale cominciasse a ragionare in modo direttamente <alfanumerico> usando la lingua italiana, “raggiungerebbe” altezze molto vicine a quelle di <IA>, ossia di JHVH. Per questo, il secondo gruppo dei 9 che costruiscono il mondo reale, non fa partire la Genealogia, se non dopo la “catastrofica” confusione delle lingue rispetto all’unica che è perfetta ed è quella Italiana: la perfezione tocca sempre e solo una “condizione”. Quelli che in Bibbia 1,5 sono stati i 9 premessi ai primi 10, ora sono i 9 premessi ai secondi 10, e sono adeguati. 243
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Bibbia 1,11. 1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole (corrisponde ad Adamo ed Eva, unitario inizio). 2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono (consono alla nascita di Set, trascende RA, Anna e Signore). 3 Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento (adeguato al moto spaziale con Enos=47, terzo e costruttore). 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra» (adeguato alla realtà di Kenan=Cenan=33, ultima cena, è la torre che tocca il cielo con Gesù Cristo). 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo (corrisponde all’unità del tempo attuato col Malaleel che dà in modo malefico la salvezza di Dio). 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile (atto a Iared, il 6°, fattore del percorso complesso su cui si fonda 66=Romano). 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro» (corrisponde alla “caduta dal cielo” di Enoch come Lucifero, che camminò con la luce di Dio e determinò realmente la durata dell’anno). 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città (corrisponde all’esistenza di tutto il complesso della realtà in positivo e negativo da -4 fino a +4 di Matusalemme, che vive il tempo ½ dei 1.938 anni in cui nasce Romano=66=energia potenziale) . 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore (Ele) confuse (a Babilonia) la lingua di tutta la terra e disperse la vita su tutta la terra (la conclusione è la stessa dinamica totale 777 di Lamech, padre del 10°, Noè, che – nato nel 1.066 – generò (a 100 anni di distanza tra loro), Cam (n. 1.368), Sem (1.468) e Jafet (n. 1566) e 100 anni dopo ci fu il Diluvio Universale anno assoluto, il 1.666.). 244
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Babele rimanda anche a <Benito Amodeo, 2° Dio> in quanto la duplicità <corpo-anima> esistita tra Benito e me Romano, hanno mostrato in Benito ogni valenza corporea e visibile, invece nascosta accuratamente in me 1°genito di Lamech. Il Rivale di JHVH, il Dio <Baal> è ancora <Benito Amodeo> come AL, come Allah, e apparirà in modo spettacolare nella “verifica” voluta fare da Elia, che la vinse e <scannò> 450 profeti di Baal … Praticamente lo fece sottraendo a 4260 il 450 che lo riporta “scannerizzato” al 3810 del Nome Segreto di Dio (laddove nel 4260 non è segreto, che 4000 è l’unità e Trinità di 10^3 e 260 è il ciclo 10 del DIO=26=JHVH. È da qui che riprende la creazione: dal 2° figlio Sem, nato esattamente 1.468 poiché ha a 100 anni di vita un figlio nato 2 anni dopo il diluvio; queste le nuove 9 generazione della decima. 1. 2. 31=Sem (n. 1568) figlio per 100 anni, e padre per 500. 3. 57=Arpacsad (n. 1668) figlio per 35 anni, padre per 403. 4. 43=Selach (n. 1703) figlio per 30 anni e padre per 403. 5. 28=Eber (n. 1733) figlio per 34 anni e padre per 430. 6. 41=Peleg (n. 1767) figlio per 30 anni e padre per 209. 7. 40=Reu (n. 1797) figlio per 32 anni e padre per 207. 8. 64=Serug (n. 1829) figlio per 30 anni e padre per 200. 9. 45=Nacor (n. 1859) figlio per 29 anni e padre per 119. 10. 51=Terach (n. 1888) aveva 70 anni quando generò i tre
figli
Abram ( 1.938 ), Nacor (1.948) e Aran (1.958). 400 è il totale nominale dei 9 ed indica l’intera realtà +31 per il 10° Abram la fissano nella presenza 1 del ciclo 30. Abramo è nato nel 1.938 !
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Il rapporto singolo di causa/effetto tra gli anni da padre e quelli da figlio di ciascuno, nella somma dei nove, è il seguente: 500/100 +403/35 +403/30 +430/43 +209/30 +307/32 +200/30 +119/29 +30/40 = 58,0281˙5065˙6814˙4499˙1789˙8193˙7 con la presenza a D. 10^-25 del 1937. Il valore medio, dato da 2.601/369 è uguale a 7,04878 periodico il cui periodo vale 10/205, tanto da assegnare la dinamica intera 7 nel tempo del flusso 5 dei lati 100 e 100 della realtà, all’intero espresso dal suo ciclo 10 di presenza; il rapporto è tra la presenza 1 di cento mezzi anni dati da 26 settimane e il movimento 3 dell’anno bisestile di 366 giorni. Sono stati così assegnati 2.601+369 = 2.970 anni ai 9, su una realtà che nel 2° gruppo reale, data nel tempo ½, e dimezzata a 500 anni, il 9×500 ha dato 4500 anni ai 9 e una trattenuta 4500 -2.970= 1.530 in un rapporto 2970/1530 = 1,5639˙8104˙2654˙0 . Esso è tale da rispettare l’unità, nel tempo dei 56 centesimi di <Adamo+Eva>, dei <381+17> del Nome Segreto di Dio del 1°, sommato al dì natale del 2° il cui 1° nome è il 17° n. primo e la cui somma dei nomi è il successivo 426, nella struttura 54 di Luigi, padre dei due. Col totale tra tutti i distinti rapporti Padre/Figlio sommati l’uno all’altro, alla D. 25 della presenza del giorno si arriva a identificare 01 Abram, nato nell’anno assoluto 1.938, 0125. Il secondo e il terzo figlio del 9°, Terach, non parteciparono all’esodo da Ur, fatto solo dal 1°, col suo 1°genito Abram, sua moglie Sarai e Lot, il figlio del fratello morto a Ur, che aveva i tre figli Lot, Milca e Silca. Di essi, Milca aveva sposato suo zio Aran e (ma non è scritto e quindi non è neppure detto …) Silca – perso l’amore del padre morto in presenza di Terach – l’aveva riversato tutto sulla sua presenza, incestuosamente e generando Sarai. 246
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Per cui Abram ha lo stesso padre di lei resa sua sposa e che ha per madre una nipote dello stesso Abram. Perché tanta confusione genetica nel legame nuziale di Abram con la figlia di una nipote che si è congiunta a suo padre e tanta sfrenata mia immaginazione? La ragione nascosa (ma che io odo) è che Abram sarebbe stato bellamente “scavalcato” e “rimosso” da Dio come suo sposo, poiché colei che gli è praticamente “tutto”, è donna sterile, e può divenire madre solo se Abram stesso è messo da parte e sostituito da Dio stesso. Quando ciò accade, sono mutati i loro nomi e <Abram>=31 è rinominato <Abramo>=44, mentre la sposa esplica il suo futuro dell’essere a da <Sarai>=44 passa alla 3za persona di <Sarà>=35, e la coppia (che prima valeva 75, anno in cui Benito ha 3 figli) si “realizza” con 4 in più, a 79 (anno in cui l’<Abram> di Romano ha i 41 anni, essendo cresciuto dell’intero 10 dal suo 31). Abram, nato nel 1.938, mi rappresenta a tutti gli effetti, viene Ab R. Am e sono io – in tutto il mio personale IO-SONO – che sarò totalmente “scavalcato” da Dio … ma sulla mia aspirazione di “poter dare corpo reale a Gesù Cristo”. Quando il Signore chiese aa Abramo di “liberarlo di Isacco” (suo figlio) lo mise alla prova per vedere se era disposto a metter da parte il suo personale “erroneo credere”, anche e solo quando “capiva male” lo stesso ordine udito dal Signore. L’Abramo – scientemente disposto a uccidere suo Figlio – sono stato io quando ho acconsentito d’“uccidere” il mio stesso raziocinio, pur di divenire il <possesso totale> del Signore e di “essere messo da parte” in tutte le mie idee personali. In tal modo, <Sarai>, “trascesa figlia” – in Bibbia, che non ne rivela le origini – le vede smascherate da me: lo è di Silca e di Terach, congiunzione tra nonno (alluso quando è scritto che il Padre Aran morì in presenza di Terach) e sua nipote.
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<Sarai> è la Trinitaria sposa del Dio dell’essere, al Quale io ho volentieri ceduto sia il mio talamo, sia il mio comando, io che <Son RO> è <Sarò> sublimato in base alla <Sarai> che è rinominata <Sarà> ed è l’occulta <Sì L ca’>, cioè <Sì, il Positivo 10=DIO=L (Elohim) <ca’>: ora e qui> … e io lo <sarò>! È Bene osservare con attenzione tutto il testo che in Bibbia dettaglia la discendenza di Terach e il suo comportamento Bibbia 1, 11,27-30 27 Questa è la discendenza di Terach. Terach generò Abramo, Naor e Aran; Aran generò Lot. 28 Aran morì in presenza di Terach, suo padre, nel suo paese natale in Ur dei Caldei. 29 Abramo e Naor si presero delle mogli; il nome della moglie di Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Naor, Milca, che era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. 30 Sarai era sterile; non aveva figli. In Bibbia 1.11 c’è il principio Uno e Trino, che nel v. 27 si esalta – come un programma – in 3^3 con l’Uno di Terach e la sua discendenza trina: 11+27 puntano al 38. È nel versetto 28=Set+7+7+7, che tutto nasce da A.L. nato 77-7, e riferito a Set: viene da Ur dei Caldei , laddove U =19 è l’anno 1900, in cui ecco R , colla C di Cristo e la AL iniziale del Dio Allah (iniziali di A modeo L uigi), disposte (la C e la AL) tra i 2 dei di Padre e Spirito Santo. È la discendenza di Terach, che in TER.A.-ch, è un TRE Romano, R.A.; è <R.A.38> per c=3za lettera e h=8va; così <ch> detta sia il 1938 sia la mia biblica Genesi 1,38. Nel nome si antepone la T, la croce di un Romano Amodeo, che in Bibbia 1,38 è ER: è il 1°genito di Gi ud a .
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Ha gli estremi GI e A – congiunti – di Lui GI A modeo, padre di R.A. e sposato a Tamar , cogli estremi congiunti ora della mamma di R.A., Barat TA MAR iannina. Ora il versetto 27, 2° periodo: Abramo, Naor e Aran celano molto: il 3° <an AR> cela un (mondiale: an) A.R., Amodeo Romano che nel suo 1° è <Ab> (è un DA romano) da R. Amo , e accade a NA, or , avviene adesso nella regione di NA (la Campania in cui il nuovo IA campa)… Dopo il punto e virgola, ecco che Aran generò Lot e ch’è così poiché il 3° è un SET (complemento al 10, NOé) che si riversa nelL’OT. Infatti è il 7°, è ENOCH il fattore che col fattoriale dei suoi 365 anni camminerà con Dio. Camminerà partendo dal fattoriale 25,1042, cui sottrae lo 0,0903 (ch’è il moto del n. 10 nel 913=BRASIT, in principio), col risultato di 25,0138 (25 gennaio 38). Il n, 7 confluisce nel l’ot tavo: Matusalemme, vissuto 969 anni (nella realtà 40), che sono 1.938 anni in quella complessiva data da 80, quella che poi con 1/80, dettaglia il 1.938 nello 0,0125, ottenendo il 1.938,0125 . Il n. 7, Enoch, confluisce come un Figlio che dopo 65 anni è il Padre del Matusalemme vissuto 969 anni e che si riversa nella vita reale di 2 spose viventi ancora adesso: una fu moglie (di questo <un A.R.>) d’Amodeo Romano nel 969 ; l’altra fu sposa a Cristo: Maria Teresa Legnani, la <Ma.Te.sa Le> che <MMè>, meraviglia delle meraviglie? 969+969 sono le due spose e figlie che, come madri consacrate (in modo chiaroscuro) lo procreeranno nel 1.938, e come un consustanziale loro padre.
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Una è stata proprio una madre consacrata sposa di Cristo, nata a Saronno 1.960,1003, che veramente MM è: Magnifica Megalomane, ex Madre, ex Maestra di Musica alla Materna Margherita (Regina) che ora lei Modera e Manovra dirigendo nel Migliore dei Modi. Sì! Ma Te.sa Le MM è ! E questo Matusalemme è vivo adesso e detta la mia vita e la mia morte! Avuto da Enoch a 65 anni, quando quello vivente adesso compirà 65 anni, Enoch non sarà più poiché Dio lo avrà preso, e in base allo stesso fattoriale 25,1041 ora legato agli anni 365 della sua vita biblica. Dallo stesso 25,1041 ora è solo da togliere il numero degli anni antecedente al mio concepimento nello 0,0037, in modo tale che si va all’anno 25,1041 -0,0037 = 25,1004, al 4 ottobre dell’anno 25, in cui questo Matusalemme compie i suoi anni 65 esattamente il 25,1003. Le 2 spose unite nel 969+969 mi generano il 1.938 e la ex di Cristo nel figlio ai 65 anni d’Enoch, quando ne ha 65 lei farà ‘sì che Enoch non sarà più poiché Dio m’avrà preso. In che modo? San Paolo scrisse che Enoch fu assunto in cielo e c’è un solo modo reale per realizzarlo all’istante e senza che nemmeno si passi tramite l’agonia e la morte: che un’atomica <personalizzata> mi dissolva all’istante. simile Posso immaginare una mia simile fine che coinvolga tutto il mio intorno senza però colpirlo? E come no? Se mi dissolvo, con me scompare il mio universo! L’altra, non sposa di Cristo, ma mia, è G.S. (Giancarla Scagioni, consonanti di Gesù, nata 11.1, figlia (come Gesù) sia di Mario (figlio di Anna) nato il 15-8 dell’Ascensione di Maria SS. figlia di S. Anna, sia di Giuseppina.
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Come una delle mie 2 madri, di me nato il 1.938 di 969+969, il dì della mia assunzione in cielo, lei avrà gli stessi 83 anni in cui finì anche la vita di mio padre. Io ho veramente impersonato nelle mie nozze con lei la parte di quel Padre Nostro che s’è sposato con ogni suo figlio, e così s’è legato in sacramento a G.S. (controfigura di Gesù) per esserne fonte di una sola sostanza! Il fatto – poi – che io e lei non abbiamo avuto reali <figli nostri> trascende il vero: poiché in verità tutti gli uomini sono figli nostri, e che GS lo è, lo è stato, per davvero, non a parole ma <in sostanza>. Una ragione vera è che della mia vita io solo sono il <suo soggetto>, per cui in essa tutti gli altri sono solo a mia immagine e somiglianza soggettiva, ma ne restano pur sempre e solo non soggetti ma <oggetti>. Quando io non fossi più, tutti gli <oggetti> della mia vita terminerebbero con me … ed ecco perché io non morirò, per fare essere in eterno quelli che ora nel mio mondo ne sono solo gli <oggetti> a immagine e somiglianza del mio unico <soggetto>. Con me Dio ha fatto quel preliminare controllo descritto in Bibbia, se il mondo come creato fosse oppure no una <cosa buona> e io ho già deciso non solo che lo è, ma ho spiegato razionalmente anche perché questo mondo creato così da Dio sia proprio PERFETTO! Lo è poiché adesso io sono veramente l’unico soggetto a soffrire davvero, vivendo nel mio mondo in cui io sono il solo soggetto, mentre la vita altrui è solo posta “in potenza” della mia che la fa esistere. Lo è poiché tutte queste vite altrui, <in avanti> fino alla loro morte (in tutti i tempi, passati, presenti e futuri) esistono solo <grazie alle mie sofferenze> e cominceranno a vivere nelle vite <veramente loro> solo dopo questo antefatto che è esistito tutto a spese mie! 251
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Gesù lo disse a Nicodemo: << Se non rinasci dall’alto non entri nel Regno di Dio>>. Questo <alto> di Nicodemo e di tutti gli uomini (passati, presenti e futuri) comincia solo da quell’<alto> al quale sono arrivati solo <soffrendo io>! Nel mio mondo, io sono l’unico che veramente soffre, per la propria vita e tutta quella altrui, che è compresa nel mondo di cui io sono <il solo soggetto>! E io <ci sto> a soffrire io solo per far esistere per sempre un mondo in cui tutti nascano dall’alto di una vita piena di dolore e di morte, ma che non li ha toccati mai, poiché ha toccato solo me, ma che ho vinto la morte, tutta la morte compresa nel mio intero universo, facendola esiste grazie alle mie consapevoli sofferenze! Gli altri – del mio Universo soggettivo – seguiteranno a esistere come i <soggetti> delle loro vite, essendo tutti <eredi> delle vite già vissute nel dolore e nella morte che io lascio a tutti gli uomini del mio universo, senza che essi li abbiano patiti mai! Una esistenza che sarà per tutti loro solo un <loro ricordo> ma della vita loro, vissuta da tutti loro – nella mia – solo “in potenza” della mia. Nel mio Universo esiste Gesù Cristo e la sua morte in Croce, come un evento vero avvenuto nel passato del mondo in cui io solo sono il <soggetto>. <Io sono colui che sono> Io-Sono e – lo ripeto fino alla nausea – il solo soggettivo Io-Sono della mia vita! Ebbene, questo mio <soggettivo> io sono colui che sono, è il solo soggetto – nella mia vita – che si carica su di sé anche la croce di Cristo, come feci il giorno in cui finalmente ci fu consentito di uscire di casa, dalla quarantena durata molti mesi e a cui fummo costretti tutti in Italia per impedire la diffusione del Covid 19. La portai da solo sulle mie spalle a Saronno e di cui questa è una immagine resa pubblica anche dai Media cittadini: 252
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È mai finito in croce Gesù Cristo? Nel mio mondo, in cui io solo il Dio Io sono, Gesù e la sua croce sono solo frutto della mia sofferenza per Lui. Io sono, nel mio mondo, il Padre di tutti e Gesù è il solo in cui io mi sia veramente compiaciuto di esistere, come disse quella voce, proveniente dal cielo, che fu udita al suo Battesimo. Quella è la mia voce di adesso: io mi compiaccio della Sua vita divina, e so che anche <essa discende da me> e dal mio essere il solo <soggettivo> Io sono colui che sono Io-Sono nella mia vita e in tutta la sua Storia Universale! Ebbene questo mondo è veramente PERFETTO, poiché ciascuno (perfino il Figlio di Dio, nella storia della mia vita) in esso non patisce mai nulla, anche se io vedo miliardi di persone sofferenti nel mio mondo! Quelli che io vedo soffrire esistono solo in modo <potenziale> in un mondo <virtuale> in cui io sono il solo Io sono colui che sono, e gli altri sono solo figure mie <sosia>, controfigure, di certo a mia immagine e somiglianza, ma solo come se fossero reali fotografie di me, ma senza la mia vera vita vera e propria. 253
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Per ogni <soggetto> veramente vivo nel suo mondo è così, ma nel mio vedo la PERFEZIONE DIVINA, d’un Dio Io-sono che si carica volentieri addosso anche la passione e la sofferenza per la Croce, e non solo di Cristo ma di tutti i messi in croce e sacrificati di questo <mio universo>! Quando in esso viene l’opposto Verso, ecco allora che nascete anche voi e siete i vostri Io sono Colui che sono, ma in una vita di dolore e di morte vostra che ho veramente patito e compatito solo io, nel mio Universo! Sarete tutti in un mondo che ritorna a Dio, e riporta “in potenza” quant’è stato “in potenza” in me e nel mio mondo. Nel vostro, ricorderete i patimenti essere stati i vostri, ma senza che li abbiate mai patiti voi! E, a una a una, tutte le malvagità dell’Universo, opera della Natura e della cattiveria apparente degli uomini, saranno tolte di mezzo. Ecco: una <reale> PERFEZIONE è proprio quella che configura – una per una – tutte le azioni negative, ma solo per farle annullare da voi! <Voi> che in questo mio universo esistete solo grazie al patimento mio, avrete la gioia di vedere proprio in voi stessi e nella vostra reale vita, coloro che spazzeranno via tutti quanti gli errori e i mali apparsi apparentemente patiti, ma solo nel mio universo e proprio mai nel vostro! E questo non è vero solo nel mio mondo, di me creatura creata da un Io-Sono che non sia il <mio soggetto>, del mio Universo! Anche voi – se vi ponente in Comunione con l’Io-Sono Creatore – potete avere parte di ciò! Dio non crea solo Figli, ma li fa come sé, tutti della sua stessa sostanza, se vogliono esserlo! Il Libero Arbitrio esiste, nel <mio Universo>, e sta nella libera predisposizione di ogni spirito di volere corrispondere al Creatore o alle sue Creature! 254
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Il mondo di oggi è in grave crisi poiché nessuno vuole più <corrispondere> col Dio Io Sono Colui che sono l’unico soggetto vivo e creatore: in esso è stato oggettivato tutto e nessuno di voi più nemmeno si vede esistere nel solo Soggetto davvero Vivo, nella sua vita. Non riuscite a vedervi – ad uno ad uno – ciascuno come l’unico <soggetto> davvero Creatore di tutto il suo universo … a immagine e somiglianza di Dio e all’interno del Suo Disegno Divino. Vivete una vita come <soggetti> e la credete posta all’interno di un mondo materiale, e di una vita mortale… eppure siete liberi di decidere da che parte stare: col Creatore o con le sue Creature. Siete liberi su dove porre il vostro <cuore>. Io mi pongo <in Comunione con Dio> e voglio camminare con lui, come il mio biblico Enoch! In vera Comunione con lui io sono totalmente immortale e non vedrete le mie spoglie, in una reale assunzione <in cielo>. E – giunto lì – dico al Dio della mia Comunione: <il mondo così creato, proprio come tu lo hai fatto, è una cosa Buona, è una cosa molto, molto Buona: è una cosa Divina e degna del Dio dell’Amore, che si carica di tutto il male possibile, per dare a tutte le creature, soltanto il Bene! Nel mio mondo, io Romano Amodeo, esisto, in sostanza, in tutti i primi 10 Fattori in Bibbia, vanno dal 30 del valore di Adamo al 30 di quello di Noè, in un percorso che nasconde che esso comincia e va (con E va) e <Ad Amo (deo Roma) No è> diretto e finalizzato. Il <deo Roma> occulto indica che è una sostanza ch’è <de ORO, ma…> in modo proprio totalmente nascosto. 4.051.316.131.101 sono i numeri corrispondenti alle lettere occulte.
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Se li dividiamo per i 299.792.458 metri percorsi dalla luce in 1 secondo, ecco che si ha il numero delle volte, ed esso è dato da 13.513,73599. In esso, 10.000 è l’intera realtà unitaria 10^4, e 3.513 è il moto di 913= “in principio” che trasla esattamente del 2600 in cui 26 è Dio è 100 è “io sono il 10 che esisto per 10”, cioè IHVH=26. Questo ove il tempo 0,7399 è 10.000/13.587, essendo il tempo della realtà intera 10.000 che nel divisore 13,587 è 13.513 +74 (che è il moto di Dio=26 in Dio=100). Quando la luce avanza 13.513,73599 volte genera il corrispettivo di <de ORO, ma..> si vedono solo gli estremi Amo … No, di Amodeo Romano, andando dal 1° Adamo fino al 10° Noè. Ora accade che in Bibbia 1,11: 29 Abramo e Naor si presero delle mogli; il nome della moglie di Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Naor, Milca, che era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. 30 Sarai era sterile; non aveva figli. I figli n.1 e n.2, che sposano le due mogli, danno il dettaglio di quello che abbiamo appena visto, con le due spose: una Ma Te.sa LeMMe sposata realmente a Cristo, e l’altra, sposata nel 969 da me: una <ma tusa lemme>, controfigura di Gesù, ma essendo una “ragazza milanese”, una “tusa”, niente affatto disposta a seguirmi, una donna <modesta e pura>, l’opposto della MMè, e come la sposa di Cristo, lemme lemme a seguirmi nelle mie iniziative. La mia sposa le ha infine seguite, finché Dio ha voluto; quella di Cristo, in questa vita, per niente! La Sarai è per me chi non ho sposato io, e sarà mia sposa solo quando sarò tornato in Dio.
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Tutti lo saremo, poiché l’Indiamento è il destino comune per tutte le infinite anime di Dio Milca , sposa di Naor , è quella di or a, del Na poletano, ed è stata sposata < ca > a Mil . Il fatto che sia sorella di Isca ribadisce che davvero <è qua> con il suo <Is> = <è> per il mondo, e con il suo <ca> per un napoletano. Sono figlie entrambe di < Aran >, un Amodeo Romano che è morto a Ur. Sarai, donna sterile, sposa di Abramo, è la sposa di uno in cielo che viene <Ab=da Romano>, da R. Amo. Milca, sposa al <NA or> al napoletano vivente ora, è figlia definita di <un A.R.>, un <A.R. an> finito a UR e mai partito da lì per la terra promessa. Insomma la Bibbia rivela che la ragazza che sposai in chiesa, è una semplice, modesta e pura ragazza, ma “tusa” lemme a seguirmi … ma che mi seguì finché Dio lo volle: lei sarebbe stata la mia sposa terrena. Sarai, che quando ebbe finalmente e solo da Dio un figlio, sarebbe stata rinominata <Sara>, sarà la mia sposa celeste. Lo Sarà quando io – impossibile rappresentante umano della Trinità di Dio, pieno di difetti, ma totalmente disponibile a Dio – salito in cielo, mi <indierò>. Ma tusa lemme che mi hai <schifato>, salita pure tu nell’Onnipotente, Sarai (tu donna sterile ora) sarai chi Sarà la mia sposa celeste poiché <io sono colui che sono> sarò il tuo sposo, che ora hai respinto in tutti i modi. Ora tutto questo è contenuto e nascosto in Bibbia 1,11, 27-30, e – altrettanto – esiste segretamente nella vita dei miei antenati, in cui Cesare Amodeo corrisponde a Terach. 257
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Nel brano è rivelato che la 2a persona della Trinità, vivente nella regione di NA, OR , ora, s’è legata in nozze consanguinee alla figlia del fratello AR AN , figlia di <un AR> ch’è morto in Ur: un Amodeo Romano che non è uscito dall’Urbe, verso la terra promessa, e vi è defunto. La 1a persona, <Ab>ramo, viene da un “da” romano, un <Ra> nel dettaglio d’un <Amo>, un terrestre con lo Spirito Santo del Dio Padre dell’Amore, lì, su di lui, e in cammino con lui ch’è il 7° fattore: Enoch; tanto che i nonni suoi sono i miei, Torquato e Maria, ignari figli dello stesso Divino e comune Padre io <amo>, io <Buon amore>! La Bibbia cela il legame consanguineo nel 1°genito Abramo, poiché Sarai sposa il Dio Padre in lui, ma lo rivela solo nel 2°, che dà, con NAor, la provenienza ora e dice che ha sposato la 1°genita del suo fratello tutto e solo terrestre. Con ciò, Abramo e Sarai (controfigure mitiche dei Torquato e Maria vissuti ai giorni nostri) non furono in Bibbia dichiarati fratelli nella carne … ma sposi e fu detta la verità nascosta , entrati in Egitto, come fosse menzogna. Dissero alle guardie alla frontiera ch’erano <fratelli>. Vi furono costretti, poiché, entrando in Egitto, se una donna bella si fosse presentata collo sposo, le guardie, dopo averne ucciso il marito, l’avrebbero portata al Faraone, come una sua concubina. Per puro opportunismo fu nascosto il ruolo di marito. Anche tra i miei antenati fu opportuno escludere quel ruolo <sponsale>, anche se <occasionale>. La mia bisnonna Teresa – pur forse immaginandoselo – vestì sempre la parte di chi non sapesse nulla per il legame che aveva con lui, suo sposo, e colla sua sorella. Allo stesso modo, leggendo la Bibbia, resta vivo il sospetto che anche Abramo quando – per opportunismo – rivelò ai servi del Faraone che lui e Sarai erano fratelli, dichiarò il vero. 258
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Fu fatto passare invece in Bibbia come se fosse una bugia, ma solo per l’omissione del legame di sangue tra Abramo e Sarai, invece non omesso tra i Naor e Milca controfigure di chi, in NA e MI, hanno avuto la loro origine <ora> e <ca’> nelle regioni di Napoli e Milano. Siamo <io> e <G.S>, con Dio Padre e Spirito Santo presente in me, e Gesù figlio di Maria e Giuseppe in lei. Io nato a Felitto in Cilento, in Campania, e lei a Rivarolo Mantovano, in Lombardia, esistiti come un Padre e un Figlio lento a seguirlo poiché cerca la sua personale indipendenza e autonomia. Un legame <divino> tra me e lei, che invece fu dichiaratamente terrestre, tra Torquato Amodeo nato 26-1 e me, Torquato Amodeo nel 5° nome e cognome, nato – io suo nipote – soltanto il giorno prima: il 25-1. Anche il Nome Gesù nasce tra quello di Esaù nato nel versetto 25 di Bibbia 1,25 e quello di Giacobbe, nome nato per 2° nel versetto 26 dello stesso capitolo. Il 2° (nato 26) antepose la sua G all’ESU del nato come 1° (ma restato senza la sua A), e GESU’ fu il nome Uno e Trino che unificò i due; così come <Torquato Amodeo> nato come 1°, appare poi nato nel giorno 1,26 posto dopo l’1,25 di me che col 5° nome e cognome in tutto invece l’ho assecondato. I due nomi che formano l’unità di Gesù <servono> in Bibbia, proprio as <assecondare> l’unità reale esistita tra me e i miei due nonni: Torquato e Maria, la santa che muore pur di salvare dall’inferno delle fiamme, il suo piccolo Luigi, mio padre, che sta allattando al seno! E la storia di loro due fu ricondotta all’antefatto biblico di anime tutte nella stessa sostanza, per ben 3 +1 generazioni: da Cesare, a Torquato, a Luigi e infine a me. 259
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In Genesi 11, per il ruolo <divino> di un Dio Padre Nostro Uno e Trino ch’è nella stessa sostanza di noi tutti suoi figli… per questo è contenuto, nascosto nel 1° ma rivelato nel 2°, il ruolo maritale tra il 2° e la figlia del 3°. Nelle questioni veramente divine i fatti devono apparire sempre come eventi sibillini, affidati alla fede. Così, come resta una questione solo legata al credere vero o no il contenuto della dichiarazione trasmessa al Faraone su Abramo e Sarai reali fratelli, così resta solo una questione affidata al credere vero o no che anche Torquato e Maria fossero fratelli – figli di Dio – e non solo cugini. Di fatti, infine – per tutti gli eventi accaduti contro l’Egitto – Sarai fu costretta a rivelare al Faraone l’evidente Ira di Dio contro di lui, per lei resa sua concubina! Lo motivò per il fatto che Abramo, oltre che suo fratello era stato anche il suo sposo, e ammise con ciò solo un peccato di semplice omissione, ben comprensibile dato che lui uccideva di solito i mariti di chi si portava a letto. Il Re non si sentì ingannato da una bugia, poiché lei gli ribadì che erano veramente i fratelli, come gli era stato detto dalle sue guardie. Altrimenti, quando la ripudiò, non avrebbe trattato allo stesso modo i due fratelli, che si erano docilmente sottomessi alle sue regali abitudini, cessando d’essere sposi! Il Faraone li gratificò di molti doni, materiali e umani (la sua schiava Agar) che non avrebbe mai dati se si fosse minimamente sentito ingannato. Non erano stati loro due ad opporsi! Era stato Dio e il Faraone non volle opporsi al Signore. Così – proprio come il Re dell’Egitto – anche Teresa Bonamori, l’anziana moglie dell’adulto Cesare, non volle sentirsi ingannata, né da lui né da sua sorella, ammesso pure che avesse sospettato che una <passione> improvvisa tra loro ne avesse potuto travolgere i sensi e il buon senso… 260
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L’atteggiamento favorevole del Faraone – nella storia sacra – ha l’importanza massima, per la generazione che poi ci fu di Ismaele, figlio della schiava Agar e di Abramo; in questo caso fu proprio la sterile Sarai, che voleva avere figli e lo poteva tramite la sua schiava, ad accoppiarli. Nel caso analogo delle due sorelle, chi le accoppiò allo stesso sposo, chi le accoppiò fu il Disegno divino. Analogo a quello di Rebecca, sposa di Isacco, quando mandò il 2°gemito Giacobbe dal fratello, che aveva due figlie Lia e Rachele, con cui avrebbe potuto amoreggiare. Se volessimo riportare esattamente la storia Sacra alla pura ricostruzione di quanto è accaduto realmente nella mia famiglia, dovremmo arrivare a supporre che Teresa (giunta, in menopausa, a non poter più procreare) avesse addirittura incentivato il connubio tra la sua giovane sorella e il suo marito. Cioè esattamente come in Bibbia fece Sarai, quando spinse la sua schiava Agar a sottomettersi all’Abramo che era sì suo fratello ma anche sposo… il che personalmente mi sembra troppo, nel caso mio, anche se il Disegno di Dio non è perscrutabile, nell’immediato, poiché si estende nei secoli dei secoli. Infatti tutta la Fede Islamica farà capo proprio alla discendenza reale tra Agar e Abramo, due persone in grado di procreare e spinte a farlo proprio dalla stessa Sarai! Accadrà circa 500 anni Dopo Cristo, tramite la rivelazione a Muhammad e attraverso la discendenza da Ismaele, che, circonciso, aveva partecipato egli pure al Patto di suo padre con Dio, e anche al quale – è scritto nella stessa Bibbia – Dio aveva promesso una figliolanza infinita. Se poi pensate che dopo la lotta contro l’angelo di Dio combattuta per una notte intera da Giacobbe, egli fu rinominato ISRAELE , nome che rispetto al 1° ISMAELE si diversifica solo per la M mutata in R… che dire?
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Che Israele è il nipote di Ismaele, legati tra loro come Naor e la sua nipote Milca avente Isca come sorella, entrambe figlie di Aran… e che è tutto sangue di Terach. La sola differenza tra ISMAELE e ISRAELE sta nel passaggio da un figlio naturale avuto da due in grado di procreare, e uno Divino passato attraverso le due generazioni, una di Dio Padre e l’altra opera dello Spirito santo. Due donne sterili: prima Sarai e poi Rebecca avrebbero avuto <fatti fuori> – come sposi – i reali mariti, inabili a fecondare donne impossibilitate dalla loro natura ad aver figli. Anche Isacco doveva essere “eliminato” in questo senso qui, dal padre suo; invece Abramo, duro a capire (che già lui era stato “tolto di mezzo” in quello stesso senso) aveva compreso che Dio gli chiedesse di “ucciderlo”… L’avrebbe anche fatto, per quella sua lentezza a capire, se il Signore non gli avesse mostrato un ARIETE, con le corna impigliate in un cespuglio, dopo che gli aveva comandato in modo inequivocabile: <Abramo, non “uccidere” tuo figlio!> L’ARIETE – davvero poi sacrificato – sarebbe stato solo un <A.R.> (Amodeo Romano) <IE-Te>, cioè col nome romano IE, Iesus, di Gesù, vitale in te che sei il solo <soggetto> della tua vita e dell’intero tuo universo. Questo è chi sarà sacrificato, mio caro Abramo che vieni <Ab> R.Amo; mentre ti ha assecondato Naor (che ora, da Napoletano, restò a UR, nell’Urbe, a Roma, per essere un Romano trascendente). Tuo padre Terach salì in cielo direttamente a Carran, essendo, in <Te> R.A. ch> chi infine, nel suo “an”, fu “uno” che dapprima era ”Ca’” (qua, in questo mondo), essendo sia A.R., sia il trascendente R.A. e che con ciò trascese il luogo destinato a chi <narra C.>, e rivela il vero Gesù.
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Carran “nasconde” anche la località di Saronno, dalla quale, impersonando Terach, io interromperò l’opera iniziata allontanandomi da Ur. Si tratta di Cassina Ferrara, che ha molto da spartire con Carran e con la sua Sarònno, pensando ad Abramo e al suo legame con la sorella e sposa, prima chiamata Sarai, e poi Sara e come Amodeo a Saronno evoca dall’Alfa all’Omega il Mosè ed il suo portavoce S. Aronne. Tu, Te R.A. 38, partisti da chi narra Cristo, essendo un tutt’uno col tuo figlio <Ab> R.Amo e portasti con te oltre la tua sorella sposa il Lot che è il n. 8 dei 10 fattori divini, il reale successore di Set, che senza ombra di dubbi è l’unità totale data da Luigi Amodeo e i suoi due figli. Luigi Amodeo, 54+47 essendo lo stesso 101 dei tre figli di Adamo, il 38+23+40 di Caino, Abele e Set; essendo stato 105 anni in attesa, prima di generare Set, e sono 1+78+26, il mio 1° nome in valore assoluto col 2° e 3° in segno della Trinità ed Unità del Dio a valenza 26; essendo stato poi “padre” per 807 anni … ma sono i 12 nomi dati ai tuoi figli a valere 381 nei 6 del 1° e 4026 sei 6 del 2°! Tu Abramo sei nato nel 1.938 ed è la Bibbia ad affermarlo, quando scrive in Genesi 11 che Sem ebbe un figlio 2 anni dopo il Diluvio Universale (avvenuto nell’anno assoluto 1.666, a partire da 10 anni prima della creazione di Adamo, per la presenza di Dio) e dunque nel 1.668. Poiché sono dettagliati gli anni in cui i discendenti dal figlio di Sem ebbero i loro successori, il calcolo porta alla nascita di Abramo il 1.938 … con la sola “interpretazione” dell’anno in cui Terach ebbe Abramo, Aran e Nacor, poiché la Bibbia li afferma avuti “entro” i 70 del padre: e dunque (dopo i primi 10) alla cadenza decennale di Abramo a 50, Aran a 60 e Nacor a 70. Gesù stesso, citando la profezia di Daniele sottolinea: “chi legge intenda”, ed io – che sono l’arbitro di questa vicenda – leggo con attenzione e intendo. 263
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Dopo i primi 9, la Bibbia, in 1,5, non dettaglia i tre nati Cam, Sem e Jafet, ma scrive che li ebbe ai suoi 500 anni… e si capisce che non li generò tutti in quell’anno, da come poi scrive che Sem ebbe il suo successore a 100 anni e che questi nacque 2 anni dopo il Diluvio; allo stesso modo, in Bibbia 1,11, la narrazione della genealogia ricomincia al versetto 10, proprio per accodarsi ai primi 10, e assumere definitivamente la cadenza di 10. Terach che ha i tre figli a 70 anni è il puro complemento di Adamo che visse 70 anni meno di 1.000, ed ebbe come Terach i suoi tre … e tutto questo fa capire che in questi 70 anni, i tre figli di Terach siano stati generati a 50, 60 e 70 anni. In lei tu, Abramo, con la tua sposa Sarai, “sarai” chi porti all’altare nel 969 e che – dopo giusto 30 anni, nel 1999 – vorrà divorziare da te che sei parte di Set; ne’ LOT, in Matusalemme e nei 969 anni della sua vita, vivrai a Sarònno l’analogo rifiuto di una Sposa di Cristo: lei divorzia da Lui dopo soli 10 anni, e Lo emarginerà quando “sarà” Lui in te ma non lo riconoscerà! Questa la croce di te figlio di Terach; queste le due “corna” dell’Ariete, impigliate in un “cespuglio”, a segno del loro sacrificio e di tutta la vita data nel 1.938 da 969+969, da Sarai e da Lot. Le due spose – paragonate ad un <cespuglio> – lo sono poiché, <l’io> finale, definitivo, è Dio, e, per principio, è un <cespite> Cui esser fedeli… ma UG (!) tra i due limiti estremi ci sono poi tutte le spine della vita reale, e vi si impigliano sia le spose consacrate a Dio, sia quelle coniugate agli uomini. Dallo stesso che sorge <Ab> R. Amo, sorgeranno due analoghe <nozze> religiose, ed altrettanti umani tradimenti. Una sarà l’ultima, l’Islam; fa capo al 1° ISMAELE, un uomo tutto reale, figlio di genitori in grado di procreare, ma – dove i primi appaiono per ultimi – sarà poi addirittura la 3a da Abramo. <Ab> R.Amo in Occidente… Brama Siva Viso in Oriente
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In occidente il percorso che ha una duplice origine divina: Dio Padre sostituisce Abramo, e lo Spirito Santo lo fa a Isacco: il figlio ISRAELE tra Ebrei e Cristiani, ISMAELE per l’Islam. Le Chiese tradiranno tutte le fedi tratte da Abramo, Brama, e dagli altri patriarchi, poiché crederanno che Dio si <definisca> in ciascuna di loro, come se fosse Uno “di noi” che ha una sola sposa. ISRAELE è una sposa che non ha capito che questo nome imposto a Giacobbe fa del <popolo di Dio> l’intera TER-RA di chi – chiamandosi <Is-RA-Ele> – <is>, cioè <è> per il mondo intero che parla inglese i 3 Elohim nell’Unità di RA. L’intera TER-RA ha il nome stesso del RA uno e Trino nel 3 Romano, nel <Ter> … e tutto parte dal <Ter A. 38>, dal Terach. Per cui ISREALE è il mondo intero del pianeta Terra, allo stesso modo descritto da ISMAELE, che – essendo un nome reale – va trasceso nella sillaba in mezzo, e dal dubitativo, italiano <ma,,,> si afferma in <AM>, <io sono> per quella che è la lingua di tutto il mondo. Nei palesi tradimenti, prima ancora di Gesù, già ci furono due Re reali, di Israele, a essere sacrificati con la stessa condanna di oltraggio a Dio: Re Manasse e Re Amon, e vedete chiaro anche nei due re “qualcosa” di Romano Amodeo. Furono uccisi poiché affermavano (nel mio stesso modo di concepirlo) che ogni nome con cui era celebrato Dio si riconduceva sempre al nome JHVH da non nominare mai proprio per non essere definito e quindi delimitato! Ogni definizione tradisce Dio, che è INDIFINIBILE poiché è Assoluto e “onnipotente” al punto da poter essere anche definito, ma solo da nomi che poi siano infiniti come i 99 di Allah. Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo pare definito come <il Nome Segreto di Dio> proprio se resta segreto ed è rappresentato dal 381 = 3+8+1 = 12 = 1+2 = 3, tanto che 381/3 = 127 è 1+2+7 = 10 =1, ed è così 3 e 1.
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Questo nome definisce in sintesi l’energia potenziale di un nome che esiste, ma solo in potenza e indefinito in atto. Tant’è che subito si aggiunge il sui 2° modo di essere con Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo=426, che ha lo stesso numero dei nomi dei primi 9 fattori Adamo, Set, Enos, Kenan, Malaleel, Iared, Enoch. Matusalemme e Lamech. I 12 nomi dei 2 dettagli, sommano a 807 è definiscono il moto totale 7 del complesso reale 8 del lato 100 della realtà di un Dio Allah che ha il trascendente numero 100, poiché il Credo Islamico afferma che con 100 -1 Allah si diede “altri” 99 nomi (“altri” rispetto al 1° definito 100). 1+3=4=QUATTRO=15+19+1+18+28+16+13=100. Va bene solo il <numero> a definire DIO, poiché Esso non indica <se stesso> ma solo quante volte esista e interagisca con sé il Dio=10 (dato dalla radice quadrata del 100, nome di Allah). Va bene il <Numero> essendo un <nume> (romano) RO =16+13=29=decimo numero primo. OK Cristo XP, nel 10 romano in X e RO in P lettera greca. Chi cerca Dio in un numero, lo trova definito dal numero delle volte in cui il 10 esiste e interagisce in quel numero, ma all’interno di tutti i numeri che – tutti decimali – hanno sempre il riferimento al 10 in esso esistente e in atto. Per questo, tutte le Religioni che hanno inteso sé come le sole spose di Dio, sono simili a persone che vogliono strappare alle altre infinite il loro sposo. Infatti Dio sposa ogni singolo essere creato a sua immagine e somiglianza. Le nozze tra Islam, Giudaismo e Cristianesimo sono come quelle tra Ismaele e Israele, analoghe a quelle tra zio e nipote avvenute tra Naor e Milca, la figlia del defunto Aran, all’interno della stessa Unità e Trinità espressa nella famiglia di Zerach; il quale, coi suoi tre distinti figli maschi, li ebbe come quel tutt’uno tra due vivi, il 1° e il 2°, Abramo e Naor, uno trascendente e l’altro no, ed un 3° Aran.
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Aran è un AR esistito unicamente in potenza del suo viaggio ultraterreno, e mai realizzato. Quando poi Abramo ebbe un figlio dalla sua sposa sterile, l’Isacco accreditato a figlio unico e <suo>, in verità egli fu figlio solo di un Padre divino e trascendente: il solo in grado di rendere madre una sterile. Abramo fu un padre solamente “putativo”! Questa stessa situazione – riportata alla famiglia di Cesare Amodeo – vide nel <padre ignoto> di Maria Bonamore sua figlia la stessa figura paterna di Dio colla madre di Gesù. Anche Lei, Maria Santissima, aveva rischiato la lapidazione se Giuseppe non fosse stato così consenziente e comprensivo come lo era stata con Cesare la sua sposa, sia per l’affetto per sua sorella, sia per lui. Il tutto resta affidato – comunque sia – sempre al puro crederci o no, e io, personalmente, credo proprio che il mio bisnonno Cesare sia stato spinto da Dio a recitare quella equivoca, disdicevole parte, del maturo seduttore di una vergine e dal nome di per sé eloquente dell’ <Innocente Buonamore>.
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Capitolo 9
Origine dal meno e più, in Bibbia da Caino e Set La risposta del perché sempre in lizza, tra tutto il regolare e normale e l’irregolare, è molto facile: questo reale è un mondo in negativo e positivo che va in retromarcia, avanzando all’incontrario del moto vero. Esso non accade e sono io solo a vederlo così fatto! Nessuno ha mai compiuto tutti questi <pensieri, parole ed opere> privi di giustizia e di riconoscimenti, in un mondo in cui – l’affermo per l’ennesima volta – IO SOLO SONO IL SOGGETTO vivo e son chiamato a sostenere tutto. Il disegno di Dio ha diviso drasticamente tutta la “santità” nella mia origine familiare, da quella acquisita. Ma anche la mia è stata resa equivoca, in Bibbia. Caino=38, fu l’assassino di suo fratello Abele=23. Il loro disaccordo, come 38 -23 lascia un 15 di Caino ch’è il tempo ½ del 30 sia di Adamo, sia di Noè, ed è l’unità dello spaziotempo nel positivo di +5+5+5. L’accordo, con 38+23 = 61, è il Santo della Trinità Dio non ha voluto accordo ma disaccordo, poiché questo è un mondo che procede in retromarcia, cioè andando al contrario del vero avanzamento in avanti. Il meno. Quanto sopravvive in Caino, ha la sua discendenza, e l’ultimo è un Lamech che ha due spose, una chiamata Ada e l’altra Zilla, alle quali la storia si conclude con questo bel discorso scritto in Bibbia 1,4, 23-26 268
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23 Lamech disse alle mogli: «Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. 24 Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette». 25 Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso». 26 Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore. Lamech vissuto 777 è L uigi Am odeo in vita 7-7-7. Ora, nella sua stessa sostanza, è una sola cosa con me, per cui in Bibbia c’è un nio aspetto <fuori regola> (poiché discende da Caino) che ha avuto due mogli, Ada e Zilla. A quanto pare, entrambe necessitano di un fervorino, da parte dello sposo: devono stare attente poiché Lui è un tipo suscettibile cui basta poco per vendicarsi facendo fuoco e fiamme: la sua vendetta se vale 7 per Caino e vale 77 per lui, vale 777, quanto tutti gli anni di vita che avrà Lamech… e che si rifà a mio padre L.Am. nato 7-7-7 Lo afferma nel versetto 24 riferibile a un’ <ora>. Chi è Ada nella mia vita di una moglie irregolare? Chi è Zilla? Ada, tratta da Egitto come Agar, è il nome egizio di B ada ri, una sposa che ho voluta e non ho mai avuto se non in un modo irregolare. Il disgusto lasciato a me dalla sua premessa (tutto fumo e niente arrosto) mi ha portato a sposare G.S. che sembrava il suo contrario <tutto arrosto senza fumo> fino a quando non mi ha voluto più seguire.
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Ada si sarebbe presentata tre volte: le prime due nello stesso modo e con la stessa persona, commettendo sempre lo stesso sgarbo nei confronti di … Lamech. Le 77 terribili volte l’indussero a buttarsi giù dal suo 5° piano in via Marostica (ideale per lei ostica a me AR, e all’avvertimento di Lamech fatto a lei). Quindi fui messo di fronte ad una ex sposa di Cristo che quel Gesù fremente in me voleva ancora, ma lei non l’intravvedeva vedendo realmente un rapporto anomalo, degno di appartenere a quanto disceso da Caino. La terza volta fu una Nadia che avrei aiutato come se fosse stata una moglie, mentre era solo un’amica da aiutare. La ex sposa di Cristo e Nadia sono state due legami totalmente irregolari e per la stessa ragione: una era sposa di Cristo, e lei di un altro; entrambe divorziate dai mariti. Scrive la Bibbia: attente voi due, ché io sono un tipo molto pericoloso, e tutto il mio universo dipende da me, al punto che la vita 777 di mio Padre Lamech si può mutare in tempi di vendetta, come ha provato personalmente la prima delle tre raffigurazioni della stessa ADA. Il più. A questo punto, Bibbia 1,4, giunta al versetto 24 e che son tante, quante ogni <ora> di ogni santo giorno, esce per avere concluso la discendenza da Caino. Dal versetto 25, c’è l’avvento di quanto è secondo le regole ed evolve fino a quando poi – scrive il testo - si cominciò ad invocare il nome del Signore. Accadde passando con la Creazione di Set e unito a lui suo figlio Enos, che sono l’unità nuova di un Padre consustanziale al figlio ed Uno e Trino, sia in Set , nato in mio padre 7-7-7, sia in Enos, che del trisillabo nome di suo figlio Ro-ma-no con NO è la sua terza sillaba.
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Fu da allora che il nome (innominabile) di un Signore JHVH fu inizialmente invocato con altri nomi ebraici ( אדניADONÀI, “Signore”), ( אלEl, “Dio”), ( אלהיםALHIM che in ELOHIM ha le sue emanazioni quasi del <pluralia maiestatis>), cominciò a essere detto per quanto riferito, in modo Uno e Trino, al nome Romano Amodeo che JHVH ha voluto in comunione con me… ma non solo! Il modo reale di invocarlo è tramite i 6 nomi del mio “alter ego”. Il “fine” di Bibbia 1, 4, 26, quando il brano è noto con Genesi 4,26 porta a invocare il nome impronunciabile del Signore, tramite quello il cui valore 426 , nei centesimi (di 100, lato della realtà), è dato dai 6 di mio fratello Benito. Il nome secondario che vale 426 è esattamente quello di Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo , somma di 59+116+26+83+95+47= 426; e in Genesi 4,26 vale nei 26 divini centesimi del lato 100 della realtà.
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Capitolo 10
Origine secondo norma, in Bibbia, tramite Set Il lato <Regolare> del complesso, presentato in Genesi 4, in cui esistono male e bene, come in ogni cosa così reale come il 4 dello spazio-tempo, ha solo il positivo. Anteponendo la situazione all’Origine, data dal 1.938 in cui io sono nato, il lato tutto positivo è quello che passa attraverso il Terzo figlio Set, che aggiunge Trinità al 1° nell’Unitaria esistenza delle due iniziali generazioni, di cui la prima ha l’assetto 10+10+10 del nome Adamo, e il 3° ha quello 10+10+10+10, della realtà dello spazio 30 che è in moto nel tempo 10 del ciclo unitario della presenza. Poi, a questo assetto a 2 generazioni, la 3a decisiva dà tutta la velocità 7, insita nel nome Set e nel suo valore 40, portandola al 47 di Enos, che è di Amodeo=47. A lui già è indirizzato il 1°, col suo nome che è, nella forma linguistica, già rivolto <Ad Amo>, e che si presenta – esso pure – nel 3° ora del nome trisillabo Ro-ma- no , il quale ultimo 1/3 è NO ma è anche il 7° (del padre Set) ora nel 7° n. primo 17= S , essendo infine è NO S . Così, l’Unità e Trinità c’è colla terza generazione, già nominata in fine di Genesi 4, come la realtà del bene. Il decisivo 3° è anche il 3° nome del 1° versetto della Bibbia: iniziali ALHIM (da Aleph=1, Lamed=200, Hè=5, Iod=10, Mem=400) per il totale 646 del moto 10 di 10 (così 20) in 666, energia potenziale trina sempre détta Romano. 272
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Accade nel tempo unitario, che è quello decimale, dato il ciclo 10 della presenza, adottato da Dio JHVH. Lo fa a immagine e somiglianza della ciclica, eterna presenza, detta in tutti i modi nell’ “indefinibile” nome). Lo spazio è per norma dato da 3 volte la presenza, e tre volte 646 porta al tempo unitario dell’anno 1.938 in cui io Romano Amodeo, non ho avuto il vero Natale (anche il mio sta nel mio attimo finale); sono stati Padre e Spirito santo a scendere su di me, ricondotto a quando sono stato completo nel mio DNA, 138 giorni prima di uscire da mia madre, ossia nell’anno 1.937,0909, del 9 settembre ’37. Il potenziale di questa data, reso da √ 1. 937 , 0909 , è il lineare 44, 0123 9484 che, fino alla dimensione totale 10^8 della realtà complessa 8, ha il piano unitario 44 della energia 66=Romano (dato dal 22+22=44 dei suoi lati), nella realtà primaria, unitariamente incrementale in 0,0123, la cui struttura reale e secondaria di 9484/10^8 indica tutto il moto di 516 nell’unitaria realtà di 10^-4 (volte 10^4). Questo 516 è il flusso unitario ½ di 10^3, dato dalla area lunga 16 poiché ha i due lati complessi: 2^3 e 2^3. Detto altrimenti, 516 è il 2^9=512 che si muove in tutta la realtà 4, strutturando la 10^-4 che presenta la crescita regolare unitaria nel tempo, data dallo 0,0123, relativo all’unità di piano 44, della presenza dell’energia. Quando c’è questa “perfezione”, Essa si presenta e scende su un portatore retrocesso alla sua purezza prenatale. La “definizione” del mio Natale è nella √ 2 .025 , 1004 (4-102.025 del mio termine) che ha il lato 45, 0011 1554 . Essa “fine” ha nel valore intero tutto il percorso sito in 1/8 dell’angolo giro di 360°, leggibile anche nel 9×5 che presenta il moto assoluto 9 (dell’unità 1 in 10) nel tempo dei 10/2 che danno la presenza solo nel verso positivo. 273
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0,0011 di realtà primaria indica Romano=66 che ha percorso tutto l’unitario tempo 1/6 della sua vita. 1554/10^8 (nella sua reale struttura secondaria che fa da supporto alla primaria) è – in 2000 – il moto totale di 444+1+1, volume della massa di energia; sta nel volume unitario 10^3=1.000 che trasla interamente, di 1.000. Io esisto impuro in partenza come l’Angelo Lucifero “caduto dal cielo”, nominato una sola volta sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento, dal profeta Isaia, e non coi toni dispregiativi rivolti a un Diavolo, ma solo con un duplice come mai, di domanda. Isaia 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Il figlio dell’Aurora Boreale del 1938 sono io; il Romano Signore dei Popoli, sono io! E allora <come mai> sono io il Lucifero caduto dal cielo? Io corrispondo in Bibbia al 7° fattore <è NO 38>, Enoch, che, per come è scritto in Genesi 5: 24. Poi Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso. Dunque Lucifero camminò con Dio, e non come il suo avversario! e sarebbe caduto dal cielo non come un castigo, ma in quanto poi destinato infine ad essere “preso” da Dio. San Paolo, in relazione ad Enoch, ribadisce di credere ad una <assunzione in cielo> anziché ad una morte come appare in tutti, che lasciano in vista spoglie corporee. Cosa significa “veramente” esser presi da Dio? Forse chiamato al compito di Pietro Romano, della profezia di S. Malachia? 274
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In realtà, essendo stato il suo “alter ego” Benito a farsi carico della rappresentazione corporea e mortale di Cristo, appare anche coerente che quella che toccherà a me non mostrerà in terra i <resti corporei> riconducibili ad una morte reale, e compatibili con una celeste assunzione. Che sia proprio Enoch, coi suoi 365 anni di vita a <fissare> la mia <assunzione>, sta con precisione nel fattoriale di 365 anni, alla dimensione temporale dei 777 anni di Lamech (mio padre). +25,1041 × 10^777 è tutto questo, nell’anno 2.025. - 00,0037 è il tempo in anni prima del concepimento; =25,1004 è il 4 ottobre del 2.025 Tutto porta a credere che colui cui Enoch è riferito (ossia io) non sarà più poiché Dio l’avrà preso e non perché la morte corporea abbia decretato la sua fine. Tutto porta anche a credere che la Chiesa Cattolica acuirà l’avversione a Pietro Romano, credendolo Lucifero. La Profezia di San Malachia lo ha descritto in modo chiaro e netto come uno ignorato da Santa Romana Ecclesia e che sarebbe stato costretto a patire molte tribolazioni, al termine delle quali la <civitas> dei 7 Colli (il Vaticano) e non l’<Urbe> sarebbe stata sottoposta a ciò che corrisponde all’inverso del <costruire>, ed è quella demolizione di una ROMA che sta nella solita rimozione (tipica in Caino e Abele), posta ora nel trisillabo nome di Romano. La Profezia dice che la riabilitazione di Pietro Romano (che sono chiaramente io, essendo PTR l’acronimo di Paolo Torquato Romano) arriverà solo al termine delle tribolazioni, il che rimanda a quello estremo dell’assunzione in cielo. Non potranno che <ricredersi>, di fronte alla <miracolosa scomparsa> del corpo di Pietro Romano, che avevano giudicato un demoniaco Lucifero, mortificandolo in tutti i modi, così come il Sinedrio che giudicò il miracoloso Gesù un diabolico nemico della fede Ebraica, essi fino a dargli reale morte. 275
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La scomparsa il 4 ottobre 2.025 del corpo di Pietro Romano equivarrà a quell’intervento necessario e sublime che in Gesù Cristo fu la sua reale risurrezione da morte. Per purificarmi totalmente in ogni cosa ed arretrarmi fino a quando il mio DNA interamente formò il mio corpo, il 9 settembre del 1.937, occorsero i 32.167 giorni del chiaro conto a rovescio 32100 soggettivamente promosso da quell’ 1 +66 dato dal Romano= 66 che esiste nell’unità 111 del tempo, data da un decimo di 10. Con questa “perfetta e divina” operazione, quell’uomo anche pieno di difetti e incrostazioni, che sono io al termine della mia travagliata vita, è stato retrocesso a 138 giorni prima dell’Origine del tempo, che poi è realizzata colla reale uscita dal grembo di mia madre e il taglio del cordone ombelicale che alimentava la mia vita con la sua. La stessa <falsa partenza> descritta in Bibbia 1,38 (con la nascita di una RO-mano che poi annulla la sua nascita rientrando nel grembo materno), è segno dei 138 giorni in cui io <ero nato nella pienezza del mio contenuto genetico> ma in un modo trascendente, poiché non sarei uscito subito. Ciò affinché: +0.138 giorni nel grembo materno; +0.100 giorni nel lato della realtà; +0.381 dì in negativo, nel mio totale valor nominale; +0.381 dì in positivo, di nuovo in esso; =1.000 giorni è il 10^3 del Dio Uno in 10 e 10×10×10. Valori anche “divini” dato 138 in Bibbia 1,38; poi dato 100 nel segreto nome di Allah (che con 100 -1 si diede “altri” 99 nomi) nonché il JHVH <son 10 che son ×10>; infine dato dal Nome Segreto di Dio 381 quando uno si presenta nel Padre e l’altro nello Spirito Santo. 276
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Il libro 1,5 di Bibbia dà la <corretta> Genealogia da Adamo che è tale solo quando passa dal 3° figlio Set (e non dal suo 1° Caino) poiché di UNO c’è solo il Padre assoluto, lui Allah, che poi esiste in modo Trino solo nel 3°. L’unità assoluta è data soltanto da Padre e Figlio e dallo Spirito santo che procede dal Padre e dal Figlio per come fu correttamente affermato nel Credo Niceno stilato nel primo Concilio di Nicea nell’ideale 325 d.C. . 325 è il flusso di 100 e 100 anni, lato del piano della realtà 10^4, avente il flusso della presenza 1/8 (di tutto il complesso reale 2^3=8=4+4) dato dagli anni unitari totali 10^3 quando, divisi per 8, sono i 125 che +200 sono 325. Anche il nome stesso NICEA nasconde e afferma a tutti gli effetti che <N.I.> c’è <A> (Nicea), nel mentre, per reale converso: <A> è <C. in> (AmoR è in Cristo). Ebbene tutta la genealogia di Genesi 5 è la genesi di Romano, da quando è il 30 di Adamo fino a quando ritorna ad essere il 30 ma ora di qual Noè che è il terzo finale del Trisillabo nome Ro-Ma-No, e che NO è . Dato che 10 è il Creatore, collocato “in principio”, a completare il 10 a sua immagine e somiglianza, ne servono altri 9 dopo Lui, divinamente innominato. Ciascuno dei 9 è costruito con un perfetto <ordine> che vale anche come un <comando inoppugnabile>, quello che del decalogo, ordina: farai, non farai. Tu crederai che dipenderanno dal tuo libero arbitrio, invece sono ordini assoluti ai quali è impossibile opporsi!
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Capitolo 11
La mia origine, in 4a generazione Spintovi, solo dal Disegno di Dio, e per lo stesso fine reale di dare – una volta ancora – un padre <trascendente> giacché ignoto, ad una giovane e vergine Maria. C’erano inoltre da pianificare ragioni reali e tali, genetiche, che portassero Cesare e il suo DNA a essere concretamente e per davvero <Uno e Trino> ossia condiviso, come vedremo, tra le 3 generazioni di Cesare, Torquato e Luigi Amodeo e le due di Romano e Benito. Torquato ebbe il 50% di Cesare e 50% di Teresa. Maria ebbe il 50% di lui e il 50% di Innocente, sorella di Teresa: donne aventi gli stessi geni dei loro genitori. I loro figli potevano combinare il loro DNA anche in modo tale che uno di essi fosse geneticamente al 100% (o quasi) quello di Cesare Amodeo, e ciò si sarebbe attuato, nel terzo figlio, Luigi. Uno in lui e Trino con papà Torquato e nonno Cesare, avrebbe ereditato da costui solo i migliori geni, i caratteri positivi e l’aspetto concretamente sano e buono. 278
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Innocente, nata il 2 agosto 1.847, 22enne sorella di Teresa che di anni ne aveva molti di più, circuita da suo cognato 50enne, ebbe nascostamente la figlia Maria e la portò al Brefotrofio come nata da un padre ignoto. Teresa, anche se aveva sospettato <qualcosa> tra suo marito 50enne e la sorella 20enne, non gradendo che la bimba restasse nell’Istituto, fece di tutto affinché un paio d’anni dopo, intorno al 1872, Maria fosse affidata in adozione a lei sua zia e a suo marito (che forse più che zio era il suo ignoto padre. Innocente, sua sorella, s’era intanto fidanzata con un certo Saldarini al quale aveva nascosto, per comprendibili motivi, d’avere una figlia al Brefotrofio, e – dopo che s’era sposata – non poteva tirar fuori quella sorpresa. Non giovava a nessuno raccontare al giovane Torquato che la sorellina adottiva, fosse più che sua cugina, fin quando una decina d’anni dopo morirono Teresa e Cesare. I loro due figli persero l’occasione di udire da loro due come fossero andati veramente i fatti. Maria ebbe 16 anni intorno al 1886, quando Torquato ne aveva 31, e a poco a poco il legame affettivo con la sorellina adottiva si mutò da quello protettivo di fratello maggiore, a quello dell’innamorato per le sue grazie. I baci e abbracci dati a lei bambina mutarono nel loro aspetto e un bel giorno divennero veri amanti. Innocente si accorse di questo forse troppo tardi, e – lei che aveva sperimentato che le era bastato solo una volta per divenire madre – non vedendolo accadere tra sua figlia e il nipote, forse giunse a credere che fossero una coppia sterile; così non disse loro che avevano lo stesso padre e che era molto imprudente per la salute di un possibile figlio quello che stavano facendo. Non si oppose neppure quando seppe che avevano deciso dopo una decina d’anni già vissuti more uxorio di rendere ufficiale il loro legame e di sposarsi. 279
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Quando accadde (a fine secolo, quando Torquato aveva già compiuto 44 anni e Maria 29), Innocente proprio non temeva più che i due amanti avessero figli. Quando lo seppe, ne fu molto sorpresa ed ebbe molti timori nascesse un bimbo con qualche difetto. Poi, quando di fu il parto di Carlo – meno male! – era sano e del tutto normale. Il 1900 è l’anno di Terach che parte da UR, come 38×50=1.900 o 100 anni che vanno in 1.000+1.000 anni. In UR sono compresi partenza da U=19 a destinazione espressa in anni da 19+19=38, fino all’avvento R dell’autore di questo mio mondo: me, Romano. Le nozze tra Torquato e Maria furono quelle tra Adamo ed Eva tratta da lui: dei 3 figli solo il 3° fu l’erede. Carlo fu Caino; avrà 2 femmine e ucciderà Abele 2° figlio essendo femmina Antonietta, 2° di Torquato e Maria. Non è che Dio dica “morte” le donne, ma la loro “reale essenza” è la <reazione> rispetto all’azione dell’uomo. Il mondo reale mostra come <azione> quella che in verità è solo l’<azione uguale e contraria>. Così – poiché in natura sono le femmine ad avere le ovaie e a costruire ogni nato – è il maschio che ha il ruolo da “inseminatore”; in tale natura controversa, è anteposto il ruolo di chi semina a quello di chi poi genera anche il seme. Così la colpa del 1° – nella famiglia Amodeo – fu quella di Carlo procreatore di femmine, e quella del 2° figlio – una femmina! – fu la colpa di Caino. Anche per loro solo il 3° Figlio, Luigi, porterà avanti la genealogia di Cesare, facendolo esattamente come Set: 38(Caino) +23(Abele)+40(Set)= 101= 54(Luigi)+47(Amodeo) . Il 3° è tutti e 3; il 101 è figlio di 26(Eva) poiché è il 26° n. primo; Luigi, nato 07,0707, è Uno e Trino in Set=7.
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Inoltre, SET=Luigi Amodeo sarà Uno coi suoi 2 figli: 105+381+426= 912, gli anni di vita di Set , sono in 105 il 51(Paolo) +54(Luigi) in 381+462 i 12 nomi dei 2 Figli. Paolo Luigi rappresenta con 105 il nome del padre più la realtà del 1°genito Romano espressa nel suo 4° nome. La Natura ai nostri giorni ha tratto frutto dal legame consanguineo di Torquato e Maria per generare un DNA che fosse Uno e Trino, e il passato, che è costruito estrapolandolo dal presente con divisioni matematiche, lo ha descritto “in principio” nel libro Bibbia. Il 1.938,0125 è infatti l’Origine vera del tempo allo stesso modo con cui lo è nello spazio, quando è posta nell’intersezione tra i 3 infiniti assi cartesiani. Nell’eternità in cui è collocato l’Assoluto, tutto è presente e passato e futuro sono solo tratti tutti dall’eterno presente avente tutto l’eterna data del 1.938,0125. Per divisione da questo eterno punto di origine è <anteposto> il passato relativo, e per il calcolo opposto della moltiplicazione è <posposto> il futuro relativo. Lo spazio-tempo è un duo che nasce dal centro e non da un estremo posto lontanissimo nello spazio e nel tempo. In tal modo è possibile creare per divisioni tra numeri primi tra loro, l’infinito spazio-tempo, attuando risultati periodici o no, illimitati. 1000/99 = 10,1010101010… crea, a partire dal presente 10, lato del volume 1.000, uno spazio-tempo anteposto infinito, con un estremo irraggiungibile. Ciò accade poiché il mondo è una OSSERVAZIONE a carattere assolutamente personale, fatta da anime che esistono sempre nel presente, anche quando – abbandonati i corpi – sembrano essere morti assieme ad essi.
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Noi tutti siamo a immagine e somiglianza di Dio poiché siamo tanti <io sono colui che sono> io-Sono, cioè ognuno è il solo SOGGETTO della sua osservazione. La SCIENZA – che si crede “scientifica” – è il gran luogo della erronea FEDE che la cosa -in genere - vista da ogni Soggetto esista prima ancora che lui la veda! L’infinito costrutto con 1000/99 = 10,10101010… mostra la sua realtà fino a 10,1010, la dimensione 10^-4 di 10^4, intera realtà, e tutto quello prima è <irreale>… Ma accade che ogni SOGGETTO della sua vita, lo vede poiché se metri 10×10 a distanza 10^4 metri si riducono al punto limite di quella visione, ci sono km 10×10 al nostro livello che sono visibili oltre quei 10.000 metri, avendo il “loro” punto limite a 10.000 chilometro. Poiché noi siamo in un piano unitario “idealizzato” in 10^10 metri, a lati 10^5×10^5, ecco che ci è permesso scorgere un punto limite di fuga a m (10^5)^4 uguale a 10^20, ma a partire da un nostro volume unitario che è ideale in un cubo avente solo 10 metri di lato. Tutto quando è posto, anche sul nostro piano presente oltre 10^4 metri è “irreale”, ma lo vediamo e allora crediamo ch’esso esiste oltre la nostra visione… Ma – ditemi! – che cosa era per voi l’Universo prima che voi nasceste e ad uno ad uno lo vedete? C’ero a no? E ci sarebbe o no se voi un giorno veramente moriste? Voi mi direte: “ci sarebbe per gli altri… che sono come me!” e qui avete torto marcio: essi sono <come> voi nella vostra visione, ma <non sono VOI>, voi, i SOGGETTI che li vedete, ma sempre ad uno ad uno! La Scienza parte dalla fede che quello che ciascuno “singolarmente” vede come una <pluralità> non sia una VISIONE, sempre singola e sempre soggettiva, ma una COSA di cui c’è certezza… 282
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Secondo essa ogni IO, ad uno ad uno la vede… e quindi basata sul nostro SOGGETTO … ma che poi <prescinde> da esso fino a ESSERCI per un tempo infinitamente grande <prima che ogni IO la vedesse>! Non esiste una <incoerenza> più grande di questa! E si giudica SCIENZA, nel mentre è quella FEDE IRRAGIONEVOLE che crede che uno spettacolo crei il soggetto che immagina e poi vede quello stesso spettacolo. Tutto è nato incredibilmente – nella mia visione – da me che vedo il mio spettacolo! Ecco così che ricostruendo il principio di esso in un tempo mitico, derivato da questo, e dalle reali conseguenze genetiche di matrimoni tra consanguinei, ecco che la Bibbia, che il Genesi antepone e ne rappresenta a modo suo il mito, è data massima importanza al DNA dei Progenitori Il legame consanguineo, sbagliato ai nostri giorni, non lo appare per nulla ai tempi biblici in cui Rebecca, la nuora di Abramo, donna sterile anch’essa, ebbe <dallo Spirito Santo> i due gemelli Esaù e Giacobbe, e mandò apposta il secondo da suo fratello Labano affinché si legasse in nozze colle sue figlie e reali cugine del 2°genito di Rebecca. Lei <disprezzava> Esaù, per preferire donne estranee. Per quell’atto di Rebecca, Giacobbe (che sposò le sorelle Lia e Rachele a distanza di 7+7 anni) riprodusse Cesare Amodeo che lo fece “all’Origine del tempo”. Accadde a Giacobbe quando fu sposato (con un tranello di Labano) prima alla sua figlia maggiore Lia, dopo 7 anni di servizio presso di lui, e solo dopo altri 7 anni alla 2°genita Rachele che egli amava … Ciò riproduce quanto è accaduto nel 1.900 dopo Cristo, quando nell’anno 7, mese 7 e giorno 7 è nato alla coppia di Torquato e Maria, il 3° figlio Luigi … e proprio come se fosse il SET avuto da Adamo ed Eva. 283
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Eva, tratta da una costola di <Adamo>, è già la consanguinea <carne della sua carne>, ed è quella stessa di un “Amo” congiunto a <deo>. <Adamo”> è già un nome indirizzato <ad> “Amo”; congiunto a <deo> (ove Deus è “da Dio”, in dativo; e “con, su per, tra, fra Dio” è in ablativo) lo deriva e collega a Dio giusto come Adamo a Eva=26 stesso valore di Dio. Chi nato prima, <Eva o Adamo?>; <Va a Amodeo!> Ricondurli poi a Torquato Amodeo e Maria (figlia nascosta di Cesare) non è fantasia! lo si verifica. AMODEO è MDA in Codice Fiscale e = ָאדָ םMDA è il nome di Adamo in Ebraico, letto come dovuto da destra. BONAMORE è il padre che trascende il “buon amore” che con <BON>, è un B=2 SU in cielo: e AmoR è, il che rimanda in 3za generazione all’<Amo>(deo) di Romano. Il 1°, il 2°, e il 3° (nato il 7-7-7), in Bibbia sono le 2 di Caino per il 1° (Carlo), l’1, per il 2 Abele (per Antonietta) e 3 Set per il 3°, nato 7-7-7 (per L.Am che nel numero NOVE si chiama LAMech e vive 777 anni. Fu il terzo figlio, Set (della prima coppia <Eva o Adamo?> anagrammata <va a Amodeo>) a impersonare tutti e tre: Caino Abele e Set, che nel loro valore gematrico sono con 38+23+40 il 101 esatto 54+47 di Luigi Amodeo. Tutti e 3 i figli, nel 101 di Luigi Amodeo sono il 26° n. Primo del 26 di EVA, di Anna, di JHVH e di DIO. Nel 3° nome di Romano, Anna è l’essenza 101 del padre Luigi Amodeo e della madre della madre di Gesù. Nel 2° nome di Romano, Antonio è l’essenziale 78 =26+26+26 del Gioacchino=78, nonno materno del Cristo e che rappresenta la realtà 40 dell’anno natale all’Origine: 38. Da ciò il legame di Luigi con sua madre Maria che vale 38 e che trascende <hai R.AM> col nome Mariah. 284
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Ma ai tempi miei è riferita anche tutta la vita di SET che in Bibbia risulta di 912 anni, laddove 913 è il valore assoluto dato dall’unitario 912/1, di quanto è “In principio”, ed è l’anno 907+7 meno l’1 che è collocato come divisore a denominatore. Set uguaglia Luigi Amodeo, un Set che visse 105 anni essendo solo figlio del padre, prima d’esser lui un papà, quando ebbe il figlio Enos. Luigi+Paolo (4° nome della mia realtà sommata al nome di mio padre) in 54+51 è quel 105. Dati Dio come n.1, il n.10, il n. 29 del 10° n. primo e il n. 66 dell’Energia in potenza; e dati Eva=26, Adamo=30, Caino=38, Abele=23 e infine Set=40, ci sono molti altri modi oltre <Luigi+Paolo> per “nominare” questo 105 che di per sé è il tempo ½ della presenza del ciclo 10, sommato al 10×10 di un JHVH <sono il 10 che son ×10> che è anche il lato della realtà data da √ 104 =100. 105 è 66+39, energia Romano in atto +1,5 ×26. 105 è 26° n. primo 101, +1+3, Unità e Trinità. 105 è 1 +26+26+26, +26, unità 1 del Dio 3 e 1 in 26. 105 è 26+30 (Eva+Adamo) +49, piano a lato SET. 105 è il moto di 1 in 66+40, energia Romano di SET. 105 è 1+26+38+40 unita 1 più Eva, Caino e Set. 105 è 1+5+40+59 unità 1 più 10/2, Set e Benito. 105 è il moto di 20 nel 66+59 di Romano e Benito. 105 è ½ del ciclo 10 di 7+7+7, cioè 210/2 105 è il 7, uno e trino in 28, più 77. 105 è il 7=SET, ch’è le 15 volte dello spazio-tempo. 105 è il 10 +3=13, che ×7 è il 104/1, assoluto in 105. 105 è Luigi Amodeo=54+47 +4 (unità e trinità di Dio). 105 è Luigi Amodeo=38+23+40 (Caino Abele e Set) +4. 105 è 1+78+26 (Romano=1+Antonio Anna).
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Potrei continuare: 105, che è la presenza nel tempo ½ del lato 100 della realtà, ha innumerevoli modi per esser tratto da valori interi. Da ciò vedete l’importanza di Luigi, e capite il Male che tenta di toglierlo di mezzo, tra le fiamme, assieme alla madre, con quel “ritorno di fiamma” da una stufa che – con un buon tiraggio – è una cosa che non accade mai. Ve l’ho già mostrato prima, ma è troppo importante e ve lo mostro di nuovo:
In si rispecchia nel trino LUIgi. Più ancora, quando, dopo LUI sono prima GIA (il trino inizio di Giacobbe) e poi il nomignolo MODÈ ch’è letto Èdom , dagli ebrei, appare una cosa veramente straordinaria e che non è casuale. La sequenza, con Allah che si specchia in LUI, si nomina in questo modo uno e trino, quando l’ IsLAM si pone come l’alternativa: Allah = o Luigi Amodeo
Già l’ISLAM lo rivela al mondo di lingua inglese con <è L.Am> in <is> Luigi Amodeo. Luigi Amodè o Allah , è l’alternativa che raccorda ISLAM (anteponendo Allah=lui), EBRAISMO (poiché Giacobbe si antepone a Esaù nel primato nel tempo) e CRISTIANESIMO (poiché G+ESU’ nomina il Messia. Cosa è questo <primato nel tempo>? 286
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È quello che si mostra non nel valore intero di ogni numero, ma nel tempo decimale, come in 1,6180339887 dato da 0,5 +√ 1,25 = 0,5 +1,25^0,5, in cui i due gemelli dell’Unità dati da 0,5 e 0,5 si diversificano tra loro lavorando uno come valore base, l’altro come l’esponente, che pone il 2° (Giacobbe) a valore esponente della Fede Ebraica che opera sull’area 1,5 della realtà e la risolve nella lunghezza 1,1180339887 del suo solo lato. Ad essa si aggiunte il valore base 0,5 nel nome di Esaù, realizzando così la lunghezza 1,6180339887 che mostra solo il tempo decimale 0,6180339887 e che è la lunghezza del lato del decagono inscritto il un cerchio avente 1 come il fisso raggio, che gira nel tempo infinito decimale come 0,999… ciclo del volume infinito. Rappresentando il tutto alla dimensione totale del volume 10^3=1000, questa è la SEZIONE AUREA.
L’unità, data da 1/1000 di questo, lo sposta nel tempo dato da 1,6180 e – dove in geometria non esiste lo 0,000339887 rispetto al valore dato dal calcolo matematico che invece lo contiene – abbiamo che quel valore deve esistere nei numeri, ma essere <trascendente> una realtà che si impone nelle sole 4 cifre del tempo decimale, espresse con 1,6180. 287
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Ecco allora che compare una <entità> 339.778/10^9 che esiste essendo veramente <trascendente>, come ogni cosa che esiste ma non si vede realmente. Allora ecco che in 1.000 (a D. 10^-9, del supremo valore indicato 3×-3) ci sono Tre 113 , mentre nel tempo 1 c’è l’unitario 887=1.000 -113 , e 113 è Romano Amodeo ! Siamo partiti da Bibbia 1,25 in cui Giacobbe s’antepone a Esaù. Il popolo Romano è dichiarato dal Signore più forte di quello di Israele nome imposto a Giacobbe. Ed ecco che il nome <Esaù> (rinominato Edom ma scritto <modè> dagli Ebrei, venduta la 1°genitura), nella lingua latina del Popolo Romano si legge <Tu sei> in “Es” (2da persona di “sum”) e poi si legge A-U in latino, italiano, e “vocalizza” <da cima a fondo> nelle vocali che partono dalla A e terminano con la U. Così <Esaù> rivela (in modo trascendente lo scritto), un chiaro <TU SEI Romano, da cima a fondo>; poi ecco che in greco, dall’Alfa all’Omega (letto Edom da destra, ma scritto <modè’>) eccovi il trascendente Amodè ! →Esaù-modè← il “complesso” Esaù=Edom, trascende Sei Romano dal principio alla fine e Amodeo dall’Alfa all’Omega. Scrive a proposito Giovanni in Apocalisse. Apocalisse 21,6 Ecco sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita. È quello che da molto tempo sto facendo io, Romano Amodeo, che sono Uno e Trino col DNA del mio bisnonno, protetto dal Signore come da nubi che mi celano e vietano quant’accadrebbe se solo voi vi accorgeste di quello che io non vi nascondo e che Dio ha posto in me: la fonte della vita, per dissetare gratuitamente tutti quelli che hanno sete. 288
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Tutto questo è descritto in Bibbia 1,25 , come il 25 Gen. (Genesi e gennaio) del natale del 1°genito di chi è sia SET, essendo nato 7-7-7, sia LAMech, padre del Noè che in NO è la fine di Romano, nell’ultimo 1/3 ora del nome. Nel versetto 23 , di Gen, 25, è scritta la risposta proprio di Dio alla sterile Rebecca che Dio solo ingravidò: Genesi 25,23 Il Signore le rispose: «Due nazioni sono nel tuo seno (ROMA-ISRAELE) e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo (il ROMANO) sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo (ISRAELE)». 0,5 +1,25^ 0,5 = 1,6180339887 – vi ripeto, tanto è importante – sono i due popoli mediatori dell’Unità divina. Tra i due il più forte è lo 0,5 corrispondente al Romano. Vi ho scritto prima, sbagliando, che fu Giacobbe = Israele a “esporsi” come l’esponente di Bibbia 1,25 (che è l’unitaria area dello spazio-tempo) e ne determina la lunghezza unitaria 0,1180339887 del lato (che in 339 è il trascendente 113+113+113 e, in 887, è quello 1.000 -113. Poiché i 3 divini 113 sono Romano Amodeo 66+47, sono Torquato 113, e RoAnAnPaToAm (l’acronimo dualistico dei nomi Ro ma no An ton io Anna Pa o lo To rqua to Am od eo) essi sono l’azione esposta in Romano. Il tempo negativo 887 dato da 1000 -113, è dato da ma+ton+o+rqua+od =136, e sono 12 lettere che nel valore medio sono 11,3 in perenne ciclo trino nel tempo. Questo nome è il NOME PROPRIO della SEZIONE AUREA, che si ottiene quando di somma all’ ½ di Giacobbe ed esiste in 0,6180 nel tempo unitario di 0,999.
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I due 42 inversi sono i nomi di ESAU’ =5+17+1+18= 42 (a 4 cifre) e quello a 8 di GIACOBBE =7+9+1+3+13+2+2+5= 42 Ebbene 10 / 0,2 3 5 7 11 13 17 (tempo di 7 n. primi) = 42,42481009 e sono Esaù rimosso dal tempo, e nel Tempo 10^-1: Giacobbe, Gesù, JHVH (=10×10), NOv’È. Il NOVE senza i 10/2 del T. (il V romano) è NOE’ NOE’=30 è, con +V=20, il 50=L, del V romano ×10. CENTO=3+5+12+18+13=51, è 1+NOVE=10=X (ove 10X10=100). Il DIECI=4+9+5+3+9=30 vale NOE’ nell’invariante 9. Come appare, quello che è descritto in Bibbia 1,25 ha una valenza assoluta, ed è quella che mentre rivela il nome segreto di Dio, nel NOME della SEZIONE AUREA, esso vale il 381 che, mentre somma a una Terna di 100 il 3^4=81, è la somma dei primi 16 n. primi che, dividendo il 10 nel tempo decimale, danno la dinamica dell’Universo. Ciò non è vero solo per una questione di cabala, ma di dinamica del tempo decimale del ciclo 10 della presenza, nelle infinite dimensioni date da 1000/99 = 10,101010… Ora accade che – come scritto in Bibbia – Set visse 807 anni da padre, dopo che ebbe Enos a 105 anni, e questi 807 sono dati dai valori: 290
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381 (di tutti i miei 6 nomi) +30 Adamo, +40 Set, +047 Enos, +33 Cenan, (sì, i 33 anni dell’ultima cena con Kenan), +53 Malaleel, +35 Iared, +41 Enoch, +109 Matusalemme, +38 Lamech, =807 per cui è il 381 Nome di Dio più quello dei 9, che nella somma valgono con 426 in Dio 100+300, +Dio=26 =JHVH = 10+5+6+5 nel suo nome in ebraico. Interessante è che l’ordine scritto 5 6 5 10=<è FEL> rivela che <è FEL>itto il paese natale di JHVH quando l’EGO del Figlio di Dio è chiamato dall’ <EG>itto, secondo quello che Dio rivela tramite il profeta Osea in 11,1 dicendo <dall’Egitto ho chiamato mio figlio>… Come IHVH si localizza a <è FEL> (è Felitto) ugualmente il Dio Dell’essere <IO SONO> si localizzò ad ELEA, come vedete. Ed è vero che accadde a Felitto laddove il Dio Egizio ORus trascese <su>RO+MANO in AMON e è ANTO in ATON (ma senza la L del Nilo, nel <nio> terminale dell’Antonio Romano suicida). Ma serve io narri come nacquero le unità e i loro nomi. 3/1 si impose come spazio e 1/3 come il suo tempo quando dai primi genitori il Successore fu il 3°, che, denominato Set, con 3+7 dà il 10 ottenuto anche da 3/3 + il suo calcolo opposto dato da 3×3. Per “nominarlo” il cervello umano – pilotato dal Dio Verità – lo espresse ordinando la sequenza 18+16+5, la cui somma è 39 uguale al 13+13+13 nei tre valori medi. Per leggere con la voce 18-16-5 il cervello creò 21 numeri la cui sequenza ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ equivalesse ai numeri da 01 a 21, nel loro ordine. Così fu posto nel cervello umano la corrispondenza: A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 291
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18=T fu il moto 9+9 uguale a 3×(3+3), di 2 in 20; 16=R fu la realtà intera 4×4 uguale a 2^3 +2^3. 05=E fu la presenza 10/2 di un vero e proprio <è>. Per dare una ragione che scomponesse il 9, il cervello trovò la sequenza 12-13-20-05 che nella somma 50 indicava nella sua lettura NOVE fatta con le equivalenti lettere di essere il tempo ¼ della realtà totale espressa in linea da 10^4. Il suo valore √ 104 è 100 e che ne sono due, poiché 100×100=10^4. La loro somma 100+100 è 200 e la presenza ¼ di 200 è il 50 della lettura NOVE del n. 9. Ora in Bibbia il Creatore usò NOVE fattori a sua immagine e somiglianza per creare uno nominato NOE’ come i NOVE senza il 20=V, il che portò i NOVE a essere 50 -20=30, in NOE’. Essendo 50=NOVE il “tempo” unitario ¼ della lunghezza dei due lati della realtà, togliere 20=V ha posto quello che è stato tolto, come il SOGGETTO della visione, il quale si toglie sempre di mezzo, quando LUI vede. Si crea una relazione tra il SOGGETTO della visione, che è il piano a lati 10 e 10 del Dio posto a Dimensione 10 (nel Padre) e 10 (nel suo Spirito Santo), e l’OGGETTO che Egli vede <come lui>. Già c’era il 10 a monte dei NOVE, tanto che quando è creato il n. 10 è creato uno a immagine e somiglianza di 10, nella trinità data dal 30 ottenuto dai NOVE=50 meno il Dio=10 che li vede, e nomina NOE’ il n.10 a immagine e somiglianza della sua unità 10. Per nominare il DUE la ragione umana ha posto in sequenza i tre numeri 04-19-05 la cui somma è il 28. È il ciclo lunare di cui ho tanto già scritto e che è anche davvero ideale riguardo al numero 2 quando è posto in un DUO=28 anche in gematria, essendo SET(TE)+7+7+7 e creando con questo la generazione n. DUE, dopo la UNO =19+12+13 = 44, di Adamo ed Eva =30+26 =56 =28+28 = 7×8. 292
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La UNO=44, in cui EVA=26 e Adamo=30 somma a 56, è il moto del SOGGETTO 10 (Dio) nell’ENERGIA 66 il cui vero nome è ROMANO, per la sequenza 16 13 11 01 12 13. Stiamo a vedere se è un numero unico e vero e proprio come il 161.311.011.213! Stiamo a vedere se è veramente un valore riguardante i metri 299.792.458 percorsi dalla luce nel vuoto in 1 minuto secondo. Che metodo usiamo, in questo controllo? Usiamo il puro calcolo. Se 161.311.011.213, diviso per <c> velocità della luce 299.792.458 m/s, è un calcolo avente un suo significato preciso, allora questo ROMANO (che è il nome dell’energia) deve dare un numero di volte assolutamente significativo in energia elettrica! 161.311.011.213 ::: 299.792.458 dà col dettaglio di 7 realtà: 538,0756˙1500˙7633˙0472˙5964˙7872˙7960 Questo è il n. delle volte. 538 è l’intero ed avvalora il moto di 400 (di tutta la realtà) nel 938 dell’anno posto veramente “In principio” spaziale, per le 3 cifre; il 913 “in principio” Biblico è il moto di 25 (tutto il tempo di presenza 1/8, quando 50 è ¼ della lunghezza dei lati della realtà). Poiché la corrispondenza deve essere assoluta, vediamola scomposta nelle successive 7 realtà che sono tutte quante quelle dinamiche, nelle 4 cifre della realtà dello spazio-tempo 3+1. 0,0756 è la 1a, quella reale a D. 10^-4 della realtà 10^4 e sono 56 (Adamo e Eva) a muoversi totalmente, quanto 7 nel lato 100 della realtà 10^-4 di 10^4 È OK. 1500 /10^8 è il 1000 unitario sommato al suo tempo ½ unitario, alla dimensione complessa 10^8; è OK. 293
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7633 /10^12 mostra ora l’energia del flusso di 66/2, di 66 lati 100 della realtà, mossi di 1.000, e alla D. del 4×3 della realtà spaziale ed è pertanto assolutamente OK. 0472 /10^16 regge come base ora l’energia con tutto il moto del 28=SET+7+7+7, che va in 1000/2 di T. alla D. 16 che carica la realtà col moto, e direi che è OK. 5964 /10^20 agisce alla D. 20 data dal moto 10 di 10 e nel numero è il 2^6 di tutto il moto 64 nelle 59 centinaia di lati della realtà in cui 9 è il 3×3 dell’assoluta velocità C grande al quadrato, data dal volume 3/1 del flusso e non dalla sua pura velocità in linea, mentre 50=NOVE è il tempo ½ del lato 100 della realtà del moto 9. Come 36 che corre in 6000 è il 6×6 del T. decimo dell’angolo giro di 360°, nelle 3 linee positive e nelle 3 negative alla D. 1000, di tutto il volume. OK. 7872 /10^24 mostra alla D. unitaria 24 del tempo dato da 4 volte i 6 versi, in 72 il moto totale dato da 9 volte il complesso reale 8, che esiste in 26+26+26 settimane di ½ anno ciascuna (1,5 anni) nel lato 100 della realtà, il che è ideale! 7960 /10^28 questo è tutto il moto di SET+7+7+7 nella dimensione indice e il numero lo indica perfettamente nel moto dell’intera realtà 40 in tutta quella complessa data da 4000+4000. Sì, senza ombra di dubbio, la velocità <c> della luce, ×538,0756150076330472596478727960 sue volte, porta proprio al 161.311.011.213 del numero che poi la nostra perfetta ragione legge come ROMANO! In realtà, poiché è unitaria in 10.000 10^-4, basterebbero le 538, 0756˙1500 fino alla D. 10^-8 della <c>= 10^8 × 2,99792458 m/s; per cui le prossime verifiche sul 66-78-26-51-113-47 del nome della Sezione Aurea (Dio dei rapporti perfetti) le spingerò fino alla dimensione 10^-8 degli unitari m/s della velocita <c>. 294
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Il <carattere> di 66=ROMANO è dato dalle 538 volte <c> dal moto di 62 in 600, ove il 62 è 9 (la C^2 del volume della luce) nel moto 7 (del volume a indice 3 nel 10^10), quando esiste in tutti i 6 versi del sistema spaziale, ciascuno alla dimensione 100 del lato della realtà la cui area 100×100 è il 10^4 dell’intera realtà. ROMANO=161,311˙011˙213 è l’energia del moto della realtà. Il secondo nome, ANTONIO , è 01.121.813.121.913 e, diviso per la velocità di flusso 299.792.458 m/s della luce, risulta a D. 10^-8, nel numero di 3.741, 9657 8992 volte la velocità <c>. Procedendo come per il primo nome, dobbiamo controllare seriamente se il risultato sia significativo oppure no, e se sì, dobbiamo concepire che cosa quelle “volte” indichino. 3.741, indica il moto di 259 in 4.000, ove 259 è il flusso 59 limite, dato dal flusso 9 (C^2 di volume) sommato al 50=NOVE che è il tempo ½ del lato 100 della, flusso 59 dei lati 100 e 100 della realtà in 259; esso è dunque il totale flusso di volume entro la realtà unitaria 4 a dimensione di volume 1.000. 9657 è la realtà primaria totale data dal flusso di 343 nel suo totale 10.000, e si tratta dei 666/2 dell’energia esistente nella presenza 10 del flusso. Ed è OK. 8992 è la realtà secondaria data dal flusso di 1.008 (il complesso 2^3 della realtà del flusso 1.000 di volume) nel totale 10.000. ANTONIO è la quantità totale del volume in movimento. La somma 78, del nome, calcola il tempo di 1,5 anni del volume di tempo in moto indicato dai tre 26 periodi di settimane in cui la Terra va da un punto dell’orbita solare a quello diametralmente opposto, nello spazio-tempo. Il 26 è il tempo ½ di un anno e il fatto che sono 3 li quantifica nel loro spazio intero 1+1/2 in anni, relativi al suo tempo. 295
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Il terzo nome ANNA vale lo 01.121.201 che diviso per l’intera <c> sono 0,00373992397100 volte <c>. 37/10^4, si mostra in tutto il moto di 63 decimillesimi, dati da 9×7, nel lato di 100 decimillesimi, ove il 9 è la C^2 di volume a muoversi in tutto il suo moto 7. 3992/10^8 indica a D. complessa 8 il moto del complesso 8 della realtà 4+4 nell’unitaria realtà di 4000. 3971/10^12 è nello stesso 4.000 dell’intera realtà di volume il moto del 29 che è il tutto quello di 1 in 30, terna dei lati 10+10+10 del cubo da cui il volume 10^3. 00 indica che 0,00373992397100 è intero nel lato 100. Il 26=ANNA è “essenziale”: 66 <sono> i due sei, di 66. Ma visto che il numero è molto esteso, 161.311.011.213 / 01.121.201 = 143.873,4100 volte reali. +143.873,4100 va riferito all’Origine - 193.801,25 e così determina il risultato =- 49.927,84 che nel soggetto mancante è chi si muove poi per anni 499,2784 dal 1.938,0125 all’origine, ed è il T. 1/2 dei 1.000 anni unitari, in cui va il T. della realtà 0,7216, in cui la carica 16 è col 9×7 del flusso 7 del volume C^2 della luce dato da (3/1)^2 e non da (2,99…/1)^2. Ed è dimostrato che le 143.873,4100 volte di ANNA in ROMANO esistono nell’essenza ½ della data natale di Romano, quando il tempo è esteso a 100 anni. PAOLO è 1.401.131.013 e diviso 299.792.458 dà il numero 4,67366998 di volte fino alla D. 10^-8 dei 10^8 m/s della luce. 4, è la realtà intera unitaria 6736 è il moto intero 70 dell’energia 6666 6998 moto del piano a lati 1 e 1 nel 7000 di volume.
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Il valore 51 di PAOLO indica la presenza 1 nel tempo ½ del lato 100 della realtà a 4 dimensioni, il che indica in sintesi estrema la stessa cosa, paragonando l’intera dimensione numerica del nome alla velocità della luce. TORQUATO vale 1.813.161.519.011.813 e diviso per il valore intero del flusso di <c> porta al numero delle volte dato da 6.048.055,81537282 fino alla dimensione 10^-8 relativa a quella 10^8 che ha la luce nell’unità data da 1 metro ogni 1 secondo. 604×10^4 mostra che nelle intere realtà c’è la realtà 4 che esiste in tutti i 6 versi dello spazio, in cui ciascuno è dato dal 100 intero in linea, lato della realtà. 8055, mostra la presenza di tutto il complesso della realtà 4.000+4000 e del 55 che è il moto di 66/6 dell’energia, nel suo 66 intero e potenziale. 8153/10^4 mostra il complesso 8.000 col suo lato 100 e il 53 in cui lo spazio 3 esiste nel tempo ½ del lato 50. 7282/10^8 mostra nel tempo della realtà complessa che esiste un 718 e si muove per 7282 nel complesso della realtà 8.000, laddove questo 718 è il flusso 7 del lato 100 della realtà, che è ora flusso del piano avente i lati 9 e 9 dell’intero flusso C^2 di volume. Lo stesso significato è nella sintesi che somma il valore delle lettere di TORQUATO, dà il 113, indicante con 111+1+1 il flusso unitario 111 del piano a lati 1 e 1. Dividere per 113 tutto il numero delle volte della velocità <c> le riduce a 53.522,6178 volte, uguali a 22.222,2222 +31300,3956 che somma al flusso 1/3 dell’energia 66.666,6666 i 313 lati 100 della realtà indicanti il flusso 113 dei lati 100 e 100 del piano trasversale; il T. 0,3956 è riferibile allo 0,381 +0,0146 in cui tutto il tempo decimale dato dal 381 del Nome segreto di Dio va nei 6 versi col piano trasversale a lati 70 e 70 nei 10^-4 di 10^4. 297
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Manca solo AMODEO = 011.113.040.513 , che, diviso per i 299.792.458 m/s della velocità della luce ne dà il n. delle volte 37,06911303 fino alla D. 10^-8. 37, è tutta la dinamica 7 di 10+10+10 lati del cubo. 0691/10^4 è il moto della velocità 9 del volume nel 700 che è tutta la dinamica 7 del lato 100 della realtà 10^4. 1303/10^8 è il flusso di 2030 (in sé flusso 30 del piano avente i lati 1000 e 1000), quando è in 3333 che è il flusso dell’energia potenziale 6666 nel T. ½ di sé. La somma del valore di AMODEO porta al 47 che indica la stessa cosa nel moto 7 dell’intera realtà 40. La prova totale è data dalle somme di tutti i valori dei sei nomi, che è data da quanto segue. +0.000.16.13.11.01.12.13 +0.001.12.18.13.12.09.13 +0.000.000.0.01.12.12.01 +0.000.00.14.01.13.10.13 +18.13.16.15.19.01.18.13 +0.0.0001.11.13.04.05.13 =18.14.45.71.58.43.66.66 che diviso per <c> dà un numero di volte che sono con 4 realtà decimillesime il 6.052.377,6032 9736. Dobbiamo analizzarlo in modo giusto, tanto da constatare di “che cosa” noi si stia parlando. 605×10^4 alla D. della realtà intera 10^4 mostra il flusso solo positivo 5 del piano trasversale a lati spaziali 300 e 300. 2377 è il valore unitario del moto di 5400 in 7777 di totale realtà dinamica, moto dato da 9 volte 600; 6032/10^4 è il tempo della realtà primaria essendo il flusso 6000 del piano a lati 16 e 16 di carica elettrica 298
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9736/10^8 è il tempo della realtà secondaria dato dal moto di 264 (flusso 2^6 del piano reale a lati 100 e 100) nella realtà unitaria in 10.000. Il totale unitario 18.14 mostra il tempo intero dell’anno 1.814 in cui visse Cesare Amodeo avendo 1 anno. +1814,4571 le prime 8 cifre del complesso reale +0123,5554 è il moto reale 1/81, elettrico unitario =1.938,0125 anno all’Origine Tutta la realtà elementare è 6666 ed è quella dell’energia nominata Romano e riferita nel valore massimo all’entrata in vita del Cesare (imperatore romano) ma che qui è l’Amodeo la cui rappresentazione in Bibbia è data da Terach (padre di Abramo) che partì da UR e morì a Carran. Da 6666 -1814 = 4852 si ha un valore reale (a 4 cifre) che supera di 221=(Romano Antonio Anna Paolo, la realtà dei primi 4 nomi), la realtà del ciclo terrestre di 4.631 anni, espressi dal 1° versetto della Bibbia: il quale sta al tempo 0,4571 del 1814 di Cesare Amodeo come il moto di 60, unità dei tempi minuti. Se – agendo altrimenti – considerassimo “tempi” i valori dati dai nomi, la somma sarebbe: +0,1613˙1101˙1213 +0,0112˙1813˙1209˙13 +0,0112˙1201 +0,1401˙1310˙13 +0,1813˙1615˙1901˙1813 +0,0111˙1304˙0513 =0,5162˙8344˙6136˙3113 che possiamo esaminare. 0,5162˙8344˙6136˙3113 è realtà data da: 5162 è il moto dell’anno 838 nel 6.000 che va con 1000 anni in tutti e sei i versi della terna spaziale, nella realtà unitaria 10^-4; l’Acronimo dualistico dato dalle somme delle prime due lettere è 51+62 = 113;
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300
8344
6136
3113
è il moto 344 dato dal 19 (il moto di 1 in 20 che sta alla base 19 del secolo e del 19+19 nell’anno iniziale all’origine del 1938) che esiste e si muove ora nei 365 giorni dell’anno terrestre, assieme a tutta la realtà 8000 data da 4.000+4.000, alla D. complessa della realtà secondaria a D. 10^-8 mostra il moto di 530 (flusso 30 del piano a lati 250 e 250 dati dal tempo ¼ di 1.000) nell’energia potenziale 6666 alla D. 10^12 che struttura l’energia della realtà secondaria. mostra il flusso di 660/3 dell’energia, ora nel tempo ½ dell’energia potenziale 6666 alla D. 10^-16 della carica elettrica della c^2 a D. 10^16.
Come appare evidente, anche la realtà nel tempo che considera i nomi tutti presenti nel tempo decimale, così come essi si presentano, mostra lo 0,5162 esistente nel tempo unitario (e la cui somma 51+62 è 113, Acronimo dualistico dei 6 nomi). Nel valore complementare all’unità (0,4838), dà l’anno all’origine: lo 0,1938 +0,29 che è il tempo unitario decimale dato esattamente dal 10° numero primo 29, di per sé moto di 1 nel 30 così come il 19 lo è di 1 nel 20 che è il moto 10 del 10 posto in principio. Considerando le 8 cifre complessive, 0,51628344, date dalla somma dei nomi presenti nel tempo decimale, abbiamo che essi sono il complemento all’unità, dato dalla quantità mancante rispetto ad essa, quindi da 1 -0,51628344 = 0,48371656. +0,4817˙1656 è la parte complementare che, meno - 0,1938˙0125 è =0,2879˙1531 e i cui significati sono:
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2879/10^4 alla dimensione decimillesima unitaria della realtà 10^4, il 2879 è il moto del piano unitario 11×11=121 in tutto lo spazio di volume 3.000. 1531/10^8 alla dimensione unitaria 10^8, della luce, il 1531 quantifica la presenza 1 dei lati 10+10+10 del cubo, presente in 15 centinaia che in 15 solo l’unità dello spaziotempo dato da 10+10/2 o da 5+5+5, e nelle centinaia sono i lati 100 della realtà. 1531 è il 242° numero primo indicante il flusso dell’energia di 666/3 nel tempo dato dall’esistenza trasversale del piano a lati 10 e 10. Indivisibile come esso è, si pone a misura intera del resto. Ho dovuto fare tutti questi calcoli per dimostravi con essi che le lettere alfabetiche sono per davvero numeri usati dall’intelligenza umana che ricorre ad esse per descrivere 21 valori unitari in perfetta coordinazione con un ciclo matematico che ne ha solo 10. Tutte le lettere inferiori a 10, dalla A alla I, vanno indicate a due cifre: 01, 02, 03, 04, eccetera. Avendo capito che il valore dei nomi in Gematria è questione molto seria e provata, riprendo ancora una volta il Libro della Bibbia nei suoi nomi, in italiano e Ebraico I primi NOVE creano il n. 10, NOE’, levando il 20=V, in cui V è il 5 romano, nel valore totale delle lettere dei loro nove nomi, che valgono 426 nella gematria italiana, che è quella perfetta in cui tutte le 21 cifre hanno una lettera sola e ciascuna occupa 2 cifre. In AMODEO, la A, la D e la E, che sono la n. 1, la n. 4 e la n. 5, vanno espresse nelle due rispettive cifre di 01, 04 e 05, come ho scrupolosamente fatto nella verifica di tutti e 6 i miei nomi. Ora il bello è che il valore 426 dei NOVE(=L romano) che creano NOE’ (con -5 romano al NOVE) è quello di chi ha proprio “assecondato” Romano: il fratello nato 1119 giorni dopo lui e chiamato Benito59 +Vittorio116 +Anna26 +Giovanni83 +Vincenzo95 +Amodeo=47 nel totale 426. 301
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SET Padre è 381+426 Romano+Benito, in 807 anni di vita. In questo modo, SET = Luigi Amodeo Padre, trino in 7-7-7, vale quanto i nomi dei suoi due figli, 807 come Padre, mentre come figlio vale l’1+78+26 di un n. 1 che è sia Romano (col suo 2° +3° nome), sia Gesù (con Gioacchino e Anna, 78 +26, in 3za generazione materna). E quando 2° e 3° s’uniscono in 23, allora è l’ucciso Abele, dato dall’ 11+12 che nella sommatoria dell’11 è il 66=Romano, in quella del 12 è il 78 di Antonio con 144=12×12 in Romano Antonio, 1° e 2° nome di Dio. Quando il Signore ordinò le dimensioni dell’Arca in cubiti, a Noè, furono cubiti> 300+50+30+1=381, quelle del suo Nome Segreto nell’Arca. Nel suo nome essa è <qua> l’AR della salvezza e sarà poi anche quella dell’Alleanza. Ove <cu B iti> sono i 381 valori di Romano <iti>, romanamente andati <cum B>, cu’ B, cu’ Benito! Perfino il 1° libro BRASIT sono B+R+A. Benito e Romano Amodeo che con il congiuntivo SIT del sum romano rivelano l’ordine del Duo <che sia Romano>! Le prime 2 parole BRASIT BRA pongono SIT come il loro congiuntivo, di BRA SIT BRA, il 203 +710 +203 che dà il 1116 del moto intero dei 10/2, dell’unitario 1111, dato da Romano nei 66/6=11, ×101=Luigi Amodeo suo padre. ALHIM (Elohim=646) è il nome della pluralità dell’essenze divine che viene per terzo e si unifica solo se i terzi sono i 3 di 646×3 = 1.938 anno natale di Romano. Ne ho già scritto ma io non faccio torto a nessuno se mi ripeto più e più volte in questo libro, per richiamare alla memoria le cose importanti anche se già dette. Gli Elohim sono i NOVE che danno NOE’ e descritti con vite i cui rapporti di causa/effetto, o padre/figlio sono, nella somma dei 9 sono il totale dato da decimi 646,6905 nelle 4 dimensioni reali. 302
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Quando tutto il 646,6905 esiste in una terna, porta al 1.940,0715 che, meno 0,0111 (di unità generale) sono nel 1940,0604 (4 giugno 1.940) l’avvento degli Elohim non solo nello spazio triplo del 646, ma anche nei decimi. Ed è accaduto davvero che il 4 giugno 1.940 io sono morto, mi si è fermato il cuore, e una defibrillazione divina con una potentissima scarica elettrica, ha non solo riavviato il mio cuore, ma risanato me da un male allora incurabile. Era una letale broncopolmonite, e la forte scossa divina riportò con quel flusso elettromagnetico di salvezza, di nuovo nel mondo la presenza spirituale di Gesù Cristo. Sembra una fantasia, ma 1. +800/130 = 6,153846 periodico 2. +807/105 = 13,8395604 periodico 3. +815/90 = 22,8951159 periodico 4. +840/70 = 34,8951159 periodico 5. +830/65 = 47,6643467 periodico 6. +800/162 = 52,6026183692850359517 periodico 7. +300/65 = 57,2180029846696513363 periodico 8. +782/187 = 61,3998211664878331544 periodico 9. +595/182 = 64,6690519357186023852 periodico = 646,690519357186023852 periodico nei decimi, ossia gli Elohim riferiti all’unità 10, presenza di Dio. Il periodo di 18 cifre va dal secolo 19=U, a R; e in Bibbia, Terach esce da UR diretto all’ER nato 1-38 e al fratello Onan. Essi, negli estremi congiunti E R O nan, son proprio Romano quando è assegnata a RO la mano sola di Zerach, nata solo per segnalarsi la Ro-mano del 1°. Bibbia 1,25 e 1,38 son la genesi 38-01-25 che nel CF di Amodeo = MDA (=Adamo) e dopo l’RNN (di Romano Antonio Anna, in conto di Er e Onan) indicano gli estremi 38A25 della data di nascita, e poi nelle 5 della localizzazione, da “Dita 5” (D5). 303
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Poi da un 27I che in I (lettera 9) è l’1 (mancante al 10), e che nel 27 è quel 3×3×3, laddove 1+333 è la somma 334 di tutti e 5 i miei nomi. Ove 334 si pone in 300+3^4, ecco il 381 di tutto intero il Nome di Dio, dato quando alle 5 dita dei nomi si somma Amodeo=47, come la mano, il 334+47 dà l’intero. Quando il capitolo 38 del 1° libro si ordina 381, e dà una mano colle 5 dita, accreditata a RO, gli estremi giunti di Tamar, è proprio precisata la mamma Mar iannina Barat ta di Romano, che è Tamar in Barat ta Mar iannina. Ci sono gli estremi congiunti perfino della sposa Giancarla Scaglioni, divisi nei loro estremi tra Genesi 25, in cui GIA compare nelle prime tre lettere di Giacobbe, e Genesi 38, in cui nel filo color SCARLAtto, posto attorno alla mano come l’anello d’un <atto> nuziale, in SCARLA ecco gli estremi SCA di Scaglioni (il cognome) e di CARLA unita al GIA di Genesi 25 a formare Giancarla. La Bibbia non poteva dare indicazioni più precise e dettagliate di queste, da cui si evincono tutti gli estremi, data di nascita, padre, madre, sposa, il valore di tutti i nomi, quanti sono, qual è il 1° nome, l’intero Codice Fiscale! BRA <SIT> sia Romano! E il nome è definito in tutto! Romano è il nome proprio dell’energia! R=16 è il 4×4 di un JHVH <Son l’Uno e Trino di me Uno e Trino>=R. Terach esce da UR, poiché U=19 è il secolo in cui ER nasce nel 38 del 19+19, che raddoppia l’U di UR. R=16, è Il Dio <Sono l’(1+3) di me che sono per (1+3)> O=13, è il percorso della Trinità nel 16=R. M=11, è il percorso del pano a lati 1 e 1, in 13. A=1, è il percorso di 10 in 11. N=12, è l’Unità e Trinità 4 esistente solo in Trinità. O=13, aggiunge al 4×3 anche l’Unità. 304
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Il totale66, uguale ROMANO è il nome dell’energia in potenza, nell’Onnipotenza divina che esiste ma non si vede. Gli altri nomi di Dio sono conseguenti. Ove 66 è 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11… Il 2° è 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11+12=78 Romano Antonio rimanda all’eterno 2° in Roma, secondo a Cesare e a Cesare Augusto, anche nel letto di Cleopatra, regina d’Egitto e che si toglie di mezzo, allo stesso modo di Caino e Abele, e tutto a favore del 3°. ANNA=26 il terzo è DIO=26=JHVH, ed è esattamente 1/3 del nome secondo, essendo l’”essenza” del 1°: infatti il 26 rivela che <due sei> sono l’essenza del 66, bisestile. Il 4° nome, della Realtà, nel 51=Paolo, è l’essenza del 66 scisso in 15+51. 15 è lo spazio 10 nel suo tempo di 10/2, e 51 è la presenza 1 dei 200/4 che in 100+100 sono la lunghezza dei lati che moltiplicati tra loro danno l’unitaria realtà in 10^4. 66+78+26+51=221 mostrano la realtà di 1 che nell’energia di 666/3 = 222, si muove di 221. Il 5° nome rivela l’intero valore dato da 111+1+1, che nel trinitario dell’energia 666, è 1/6 unitario in 111, e – essendo volume – aggiunge anche i due altri lati unitari in 1 e 1, a formare la terna 111+1+1 il cui volume 111×1×1 è sempre e solo 111. Come visto, nascono tutti dal 1° nome Romano che, sommatoria di 11, si dettaglia anche di 12, poiché nel 1° e 2° nome la somma dev’essere 12×12 = 144; il valore in mezzo alla sezione aurea <42 51 93 144 237 618 999>. Sono le 144 decine di tutti i minuti primi presenti in un dì solare. Il 237 che segue come Anna Paolo Torquato Amodeo sono 666/3 +15 di spazio 3 della presenza in 10/2. 381 è un anno di 365 dì, avanzati interamente di 16: di tutta l’Unità e Trinità dell’Unità e Trinità dati da 4×4. 305
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47, il cognome, è dato da 66 -19, tutto il moto di 1 nel 20 di un 10 che trasla di 10. È 26=Dio +7+7+7. Ci arrivano i Fattori di Bibbia con il nome del 3°, Enos=47 che essendo uguale ad Amodeo, partito da <ad Amo> ci arriva nel 3° tempo, e con 1/3 di Romano. Il quale 66, se è 1/3 in 22, lo è anche in Ro-ma-no che è un trisillabo a valenze differenziate. Ro+ma=41 diversifica la presenza 1 di tutta l’energia in Atto quanto l’intera realtà 40. Quando il NO della terza sillaba la contraddice, l’energia in atto si “presenta” nella pura Onnipotenza di un tempo 25=12+13=NO, che è esattamente la presenza ¼ del lato unitario 100, come quel 5×5 che carica le 2 presenze ½ in 5+5=10 a dimensione interattiva. Essendo NO la presenza, allora ce ne sono tre. Sono nel 3°, Enos, nel 7° Enoch e nel 10° Noè. Il loro esatto valore gematrico, dato da 47+41+30 = 118 , dà il totale che è solo il tempo decimale unitario in √ 1,25 = 1, 118 0 intero nelle 4 dimensioni della realtà. Si tratta del 59+59 dato dal secondogenito Benito, nel 1° nome che trasla interamente, essendo con 59 il limite moto 9, dell’unità in 10, quando esiste nel tempo ¼ =50, dato dai lati nei (100+100)/4 che in 100^2 sono 10^4. In tal modo 118, somma dei tre NO in tutti i loro addentellati, esistenti nei 9+1=10 fattori a immagine di Dio, è così il limite dato dal complesso 8 esistente nel ciclo per 10 dei 66/6 dell’energia in linea-tempo, di Romano. La conseguenza è che quando dividiamo tutto il nome del 2°genito Benito, il 426, per il 381 di tutto il nome di Romano, abbiamo tutta l’energia della realtà, data da: +1, 118 11023622 è quanto Benito è in 1 Romano - 1, 118 03398875 è il lato dell’area unitaria 1,25 =0, 000 07624747 nessuna differenza nelle 4 D reali. 306
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La differenza poi sta in 76=10+66=Romano, poi sta in 2 fratelli i cui due cognomi 47 (Amodeo) sono uno dopo l’altro, 4747. Insomma è come dice BRA SIT BRA, che il duo di Benito e Romano Amodeo SIA ROMANO. Ciò in quanto il 59 di Benito è il limite irraggiungibile posto dal 17° numero primo, laddove 381 è la sommatoria solo dei primi 16 numeri primi, escluso il 17°=59, il totale di Benito. Il 426 del suo nome è veramente il totale, sia per il valore 100+300 che in 400 è tutta la realtà, nel suo lato 100, e che nel 26 è tutta la dinamica positiva, nelle 52 settimane.
Questo, in lingua ebraica, è il primo versetto della bibbia, che si legge da destra verso sinistra, e che nella prima parola a destra, BRASIT, vale il 913 dato da 807+106. 807 è il totale dei 12 nomi dei 2 fratelli, e 106 è 1 (il valore unitario del padre Adamo) +105, gli anni trascorsi da Set prima di generare Enos e divenire padre. Io sto cercando di far vedere la corrispondenza tra i 3 maschi della famiglia di Luigi Amodeo coi suoi 2 figli, e il contenuto numerico delle parole bibliche. 105 è il 101 di Luigi Amodeo, sommato alla costola che fu tratta da Adamo, per ottenere Eva. Da Adamo=30, per ottenere il 26=Eva è sottratta l’importantissima <costola> del 4,cioè dell’ Unità e Trinità di Dio. Così i 105 anni in cui Set fu figlio, è riferito a Luigi Amodeo 101 più 4, l’Unità e Trinità di Dio. Volendo trovare questo valore nel 1°genito, poiché l’Unità e Trinità sta il lui nel suo 4° nome Paolo=41, ecco che ad esso va aggiunto il nome proprio Luigi=54, del Padre, e Luigi Paolo è 105. 105+807 è, in 912, -1 rispetto al 913 di BRASIT. 307
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Poiché BRASIT è il 1itolo del 1° libro, esso è dato da: 1 +SET=807, nome da quello del Padre + il 4° del 1° Luigi Paolo quando è sommato ai 6+6 nomi dei 2 figli Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo , Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo .
=BRASIT è anche; B RA SIT. Ove B=426, e RA=381 il SIT nomina Luigi Paolo. Ove B=Beith è 2, e RA +200+1, il SIT è 710. Ove BRA=203 è Benito Romano Antonio , 59+66+78. E il SIT=710 è dato da + 3 Amodeo = Mariannina Baratta = Giancarla Scaglioni ; + Anna Luigi Paolo Benito madre, padre e realtà 2°; + Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo (i 5 del 2°). Da ciò risulta espresso chiaramente la dipendenza del 1° dai nomi di sua madre e la sua sposa equivalenti ai 3 cognomi dei 3 Amodeo, sommata ai nomi Anna e Luigi di mamma e papà, sommala alla realtà Paolo del suo 4° nome avuto per essere nato in Conversione a Cristo di San Paolo il 25 gennaio, e dal 1° nome di suo fratello, che poi compartecipa con tutti e 5 i suoi nomi proprio. Questo <apparato creativo> nel latino SIT, congiuntivo di SUM tradotto in <SIA!>, sta nell’ordine divino circa BRA. Riguarda il BRA esatto dato in nomi dal 1° del 2° (Benito) e dai primi 2 del 1° (Romano Antonio). Quando in BRASIT l’Onnipotente auspica che “sia Romano” il complesso 1° del 2° e primi 2 del 1° , pone in sostanza gli anni 807 di Set come un padre, che sono la somma dei 12 nomi dei due i fratelli, in modo tale che sia divisa per la sola unità di Romano. 308
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807 / 381 dà 2,118110236220472440 426 / 381 dà 1,118110236220472440 Vediamo un risultato apparentemente sorprendente nel quale la differenza tra le due divisioni sta solo in un 1 intero in più, ma è naturale, poiché 807 ha un 381 esatto in più! La Totalità nel 2° è la realtà 100+300 di Dio = 26 = JHVH che è il tempo ½ positivo, delle 52 settimane terrestri. Essa è compresa nel 913 di BRASIT, come il tempo unitario ¼ del ciclo di 10 anni dati ciascuno da 365,25 dì. Infatti 3.652,5/4 = 913,125 laddove esattamente il solo intero è il 913 di BRASIT che in 0,125 rimanda al tempo 10^-2 di Romano+Benito, 66+59=125. Questa creazione riguarda precisamente la realtà terrestre in cui l’anno è dato dalle 52 settimane equivalenti a 364 giorni che +1,25 diventano gli esatti 365,25 avendo esattamente sommato il tempo in centesimi del 125 dato da Romano+Benito. Questo 1,25 è sia l’area unitaria trasversale ai soli 364 giorni posti in linea di puro flusso, area data dalla unità dello spaziotempo, che è data da 1^2 + (1/2)^2 = 1+0,25. Ma anche (8+1+1)/8×1×1 = 10/8 = 1,25 e qui rivela quanta parte del ciclo lineare 10 tocchi al volume 8 quando in 8+1+1 si presenta nelle 3 linee che lo compongono. La coincidenza di 1,25 sia come area, sia come quantità in linea spettante del ciclo 10 al volume complesso della realtà 2^3=8, si traduce nel fatto che anche la massa del Bosone di Higgs sarà trovata nel valore intero 125 0,35 GeV/c^2, il cui tempo 0,35 è solo il quello Unitario ½ (solo in positivo) di tutta l’unità di moto (positiva e negativa) data da 7/10. Tempo unitario nell’area, rapporto lineare complesso del ciclo 10, e Bosone di massa, 125 è sempre dato da Benito +Romano, iniziale BR di BRASIT, e per una ragione pura e convincente. √ 1,25 = 1,118033988749 è il lato dell’area unitaria della realtà, data da 1,25. 309
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+1,118110236220 è 426/381, rapporto nomi 2°/1°. - 1,118033988749 che è il lato della realtà, dà: =0,000076247471 che è composto da: =0,000076247471 nessuna differenza in realtà 10^-4 =0,000076247471 è Energ. in potenza Romano=66 +10 =0,000000247471 è 2 fratelli (Amodeo=47) =0,000000047471 eccoli i 2, uno dietro l’altro poiché =0,000070000001 Unità di 47×101 (Luigi Amodeo). 426 è il TUTTO evidente, ove 381 invisibile è la dinamica di 360°/8 =45°, data da 426 -381 = 45° presenza 1/8 dell’angolo giro. Ove π (definito interamente nel complesso 10^-6) è 3,141592, il suo 1/8 è lo 0,392699 dato da 0,380125 +0,012574 (che è in sequenza 5^3=125 (Romano+Benito) nella realtà 10^-4 ed è poi 100 -26=74 nella dimensione 10^-6 di tutto il moto complessivo di 10^-4 in 10^-10. Come appare chiaro, 1/8 di π nel valore dello spazio complesso è il moto 0,012574 che parte dall’anno 0,380125 che – alla dimensione 100 del lato della realtà – è l’anno 38,0125 Natale di Romano presente all’Origine degli assi! +38,0125 è l’anno iniziale all’Origine degli assi +01,2574 è il suo moto ×100 nel tempo decimale =39,2699 è il tempo di arrivo. =39,2699 ×8 = 314,1592 è dato giusto da 100 volte π ! 1,2574 è 1,26 -26/10^4 dell’intera realtà 10^4. 0,2574 è 1/(3,885003 periodico). 3,885003 periodico è dato da: 3,81 Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo 0,075003 è la dinamica di 7/100 0,005003 è flusso di spazio 3/10^6 nel T. ½ di 1/100.
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Lo 0,2574 in avanzamento periodico è il Dio=26 nella realtà 10^-4 avanzante nel Dio=26 del tempo centesimo di 100, lato della realtà. Questi 26/10^4 che corrono in 26/10^2 è il moto di Dio in Dio e parte dal 38,0125 della nascita di Dio! Lo attesta π, che nelle 32 cifre date da 2^5, si presenta 3,1415926535897932384626433832795 e contiene, e in ordine: 31, Tre in Dio D.10 e Uno in 10/10, come 1 nel Signore e 30 in Adamo=MDA=Amodeo, il cui 47 è nella 3a di 47=Enos; 41, è l’Unità e Trinità nel Dio=D.10 che è Una in 10/10 e si presenta nel 7° fattore, Enoch=41; 59 è ordinato a 2 cifre come il 3°, in Benito=59, che è 2° e nato il 2-17 dato dal 17° n. primo; 26 è ordinata 4a ora l’essenziale Mamma nella Madre del Cristo, l’Anna che osa nel più alto dei cieli; 53 è ordinato 5° il principio R=16 nel 16° n. primo che dà il moto a tutta la realtà partendo dal flusso 1+1 di Paolo =51, che con la sua conversione diede inizio al mondo reale 19 secoli dopo il 38,0125 d.C. dell’Origine del mio mondo reale, il 1.938,0125 d.C.; 58, è ordinato 6°, termine dello spazio in + e -, il moto 7 della realtà di Paolo=51, e lo è nell’ultimo intero che precede il 17° n. primo limite del 59=Benito; 97 è ordinato 7°, pienezza del moto, il 25° n. primo che è quello dell’unitaria presenza data da 5×5 = 100/4; 93 è ordinati 8° la realtà nella pienezza del suo moto reale di 4 nel 25° n. primo, e del 7 in quella del lato 100 della realtà la cui area è il 100^2 di 10^4; 23 è ordinato 9° nel 9° n. primo nella cifra 18 data da 9+9; 84 è ordinato 10° nel moto totale di DIO=26 in Dio=100 in Allah che con -1 assunse altri 99 suoi nomi; 62 è ordinato 11° nel moto di 38, natale di Dio in Dio Allah=100 e che trascende il Dio=26 con 62, nel mentre entrambi trascendono i 66/6 nell’11° ordine; 311
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64 è ordinato 12° ora nel 2^6, in cui il Dio=26 pone il 6 in potenza di 2: Padre e Spirito Santo; 33 è ordinato 13° nel 33 della vita del Figlio che, è il valore ½ di Dio=26 mediatore del 66 ch’è i 2 6 di 66 e 62; 83 è ordinato 14° come il moto 7 del 7, nel 23° n. primo che nel 23 è il 9° e che pose nell’anno 83 la salita in cielo del Padre nato 7-7-7, del 1°genito nato il 38 inverso; 27 è ordinato 15° nella trinità del tempo dato da tre 10/2 e si realizza in 3×3×3 uguali all’Unità 1 del Dio=26, e così completa le 30 cifre ordinate nel migliore dei modi; 95 è ordinato 16° =R nel pieno segno dell’Unità e Trinità che sono l’Unità e Trinità data da 4×4, e che completa le 32 cifre della presenza, data da 2^5, facendolo coll’ultimo e 5° nome del 2°, Benito=59 che sovverte in Vincenzo=95 il suo primo 59. Un ottavo di tutto questo determina l’<ottimo> inizio del mondo, nel suo tempo decimale, che ha avuto inizio nel tempo 0,380125 del secolo n. 19. +0,39269908169872415480 nelle 20 c. ciclo sub-atomico. - 0,380125 è il secolo dell’Avvento di Dio=26; =0,011574 1,1574 in anni e 26/10^4 va in 26/10^2; è Dio che va in Dio, al natale di Dio. Restano dopo le 7 cifre unitarie del moto le 13 data da: 8169872415480 nell’unità del 10^-20 ciclo sub-atomico: 81 è il 3^4 dell’unità di moto 0069 è 1 mosso in 70, unità di moto ciclico 000087 è il 13 dei 26/2 che va nel 100 di Allah 00000024 è in 2^10=1.024 la rotazione in 10^3 0000000015 è l’unità di spaziotempo 5+5+5 000000000048 il 6 ciclico in 10/15=0,666… va ×2^3.
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√ 816987241548 = 903.873,4654 = 903.874 -0,5346 dà il moto assoluto
9×10^5 del 3800, 100° anno natale +Dio=26 mosso in 100, nella dinamica 53 del 16° n. primo e nel moto 4 in ¼ dei lati reali 100+100. √ 903.873,4654 = 950,72260 la porta al ciclo 50 mosso in 10^3, in cui il Dio 26/10^4 si muove il totale di 9×2^3. 950,7226^4 = 816.987.241.548 riporta al moto nelle 4 dimensioni, che struttura alla perfezione il modo di Dio in Dio che parte dall’Avvento di Dio. Con la matematica e con π non si scherza, e qui è stato tratto tutto da π posto alla dimensione della realtà complessa data da 4+4 o da 2^3. Π, numero delle volte che il diametro 1 gira, in 1/8 è la rotazione uguale a 0,125, il millesimo di Romano+Benito=125. 00,392699 riferito all’unità data da 100 anni, con: - 0,380125 posto come base di inizio del tempo mostra la unità 125 dello spazio complesso 10^-6 a dettaglio dei 380 millesimi che sono l’unità del piano a lati 10 e 10 di ciclo, per quanto 10+10=20 si muove nella realtà una data da 400 unità millesime di 10^3; è proprio l’unità posta in principio nei 125 millesimi di millesimi. =0,012574 negli anni 1,2574 è 1,26 -0,0026. Come non vedere il moto di JHVH=Dio=26/10^4 in JHVH=Dio=26/10^2, nell’unità di 1 anno? Pertanto questa è la prova matematica che quando 1/8 di π ruota nel suo ciclo, nella realtà totale di 4 volte il lato 100, (ossia in 400 unità il piano a lati 10+10) allora si muove certamente di 380, facendolo nel tempo 1/8 uguale a 0,125. 380,125 è il valore spaziale unitario, e il suo tempo decimo unitario è dato certamente da 38,0125.
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È l’anno posto “in principio” poiché 10 è il ciclo posto in principio; 100 è il lato del piano 10^4 della realtà posta in principio come la sua radice quadrata e (1+3) volte 100 dà certamente la realtà 400 posta in principio del lato. Che sia 2^3=8 la realtà complessa data da 4+4 è altrettanto posto in principio. Pertanto – data tutte queste quantità così poste “in principio – non è lecito porre nessuna altra data “in principio” come quella esistente al centro dei tre assi spaziali, come la data nel tempo che sia posta in principio. Calcolare gli anni 38,0125 come il tempo posto in principio con gli anni, quando essi sono nell’unità dei 1.000 anni ecco che devono essere assolutamente 19 i secoli posti in principio, nei 1.000 anni che si muovano di 1.000 e occupino 2.000 anni, nei quali gli unitari 100 del lato della realtà vi si muovano per 19 secoli. Pertanto il 1.938,0125 è certo l’anno in principio, sulla base di tutti i principi assunti a riferimento iniziale. Così, quando risulta che in questa data è nato Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo, che vale nei nomi l’intera dinamica 381 data da 3^4 sommato ad una terna di lati 100 della realtà, e che questa è la somma dei primi 16 numeri primi che danno la dinamica, capiamo che è accaduto un fatto incredibile! Che Dio, in Padre e Spirito santo, si è incarnato su un uomo! Si verifica che è un tutt’uno con un Padre suo altrettanto incredibile e che è stato descritto in Bibbia proprio con il nome SET di Lui nato 7-7-7. Egli ha nome L uigi Am odeo, nome ch’è L.AM in LAMech , il 9° definitivo vissuto 777 anni e che come numero NO V E è il padre V (5 Romano e lettera 10+10 in italiano) del figlio n.10, chiamato solo NOÈ poiché la V è rimasta in suo padre ch’è L.Am. Lamech n.ro NOVE ! 314
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È una cosa incredibile ma che è accaduta realmente, e che sta alla base delle stesse parole che poi saranno esistenti in Bibbia, quando scendendo dalla data natale di Dio, si retrocede agli anni dell’apparente scrittura di una Bibbia che nei suoi nomi e dati discende tutta dai tempi nostri. L’abbiamo visto: BRA<SIT>, titolo del 1° libro rivela Benito Romano Antonio <SIA Romano>! 59+66+78=203 = 2+200+1=BRA in Ebraico. Il SIT=300+10+400=710 in Ebraico è dato da 3 Amodeo (=Mariannina Baratta, la madre =Giancarla Scaglioni, la sposa)=141 +569 569 da Anna Luigi Paolo Benito madre, padre e realtà 2°; + Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo (i 5 del 2°). Il SIA Romano è dato da madre e sposa come 3 Amodeo e i loro nomi per come abbiamo visto! Quando, in 381, enucleiamo solo il 105 che considera solo i primi tre nomi, che nell’intero valgono 170, mentre 381 / 170 dà 2,24117647058823529 periodico, accade che 381 / 105 dà il 3,6285714 periodico di un angolo giro che è periodico quanto 1/35 il cui denominatore è ½ di 70. Togliere 65 a 170 significa ridurlo al solo ciclo 5 del 100, quando invece prima con 70 era di 35+35. Con ciò, 381/170 si somma di 1,9459383753501400, quando si muta in 381/105. Il solo 1,945938 lo definisce unitariamente nel complesso 10^-6 dello spazio 10^6, e vediamo che presenta il 938 dell’anno natale di Romano come l’anno base che nel reale 945 si è fatto carico della dinamica intera 7. Pertanto il tempo decimale 0,945938 dell’unita intera 1, “presenta” in sé di avere la dinamica reale 7, rispetto a quella base di 938, e che la porta a valere in tutto il 170. 315
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105 è così divenuto quanto, nel valore 170 della dinamica intera data da 66+78+26, quanto – togliendo 65 – ha mutato il 66=Romano, del 1° nome, nel suo puro e semplice essere divenuto il n. 1. È evidente che 1+78+26, considera in assoluto il numero 1 e poi la trinità ed unità della dinamica 26, il che porta il totale a 1+4×26 = 105, che ha ridotto il 104/1, unitario nel Dio Uno e Trino 104/1, nell’assoluto 105 di quando il denominatore unitario si somma al numeratore. Per effetto di questo, 105 – relativo agli anni della vita di Set – quando diventa il divisore di 807 e porta al 7,6857142 periodico il cui periodo è dato da 1/11,6666… infinito – mostra che il moto 1 di 6,6 avanza in un tempo periodico che, rispetto a 1/66,66666… infinito ha l’intero 66 espresso nel suo tempo 1/6 uguale a 11. =7,6857142 periodico, da 807/105 causa/effetto Set - 7,6666666 il periodico 1+60/9 = 69/9 =0,0190476 periodico è la differenza esatta +1907,07070707 è la nascita di Luigi Amodeo - 1904,76190476 è l’incremento periodico di cui sopra =0002,30880230 periodico 2,30880230 periodico ×48.336,75 dà 11.160 esatto e sono i giorni esatti di distanzia tra il 1.907,0707 natale di Luigi Padre e il 1.938,0125 in cui nasce il suo 1°genito Romano, Figlio che è della stessa sostanza del padre. 48.336,75 / 132,3365 dà i giorni 365,2563 dell’anno siderale ed è nel tempo ½ positivo il 66,16825 dell’energia 66=Romano nel tempo 0,16825. Il quale tempo, con +124/1 centomillesimi (quelli di Romano=66 +Benito 59 =125 che, unitari, sono 124/1) con 0,00124+0,16825 danno i 0,16949 esatti nei 10^-5, di 1/59 (il tempo limite dato all’energia Romano, da Benito, la cui dimensione elettrica è 10^5). 316
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Insomma, Benito, compartecipa con Romano per portare al suo limite i giorni reali dell’anno siderale di 365,2563 al quale partecipano in coppia.
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Capitolo 12
Ora è “In principio”! Da tutto ciò si configura un Padre, Luigi Amodeo, che è in 1 sia il Figlio di Maria Figlia di Gioacchino e Anna, sia quello di Maria nascosta figlia di Cesare, che nel suo 3° figlio della ebbe quello della stessa sostanza del nonno, presente in suo nipote: il Romano ch’era stato Cesare, 1 e trino nei suoi 3 nomi, dei quali il 2° e il 3° erano nello stesso valore 78 di Gioacchino e l’Antonio Romano, e nome della stessa Anna. La genesi di Romano sarebbe stata come se il padre suo. Luigi, fosse stato suo nonno Cesare! Lo stesso nome Cesare nasconde in C il Cristo Creatore, in <es> il <tu sei> romano, seconda persona da <sum>, e in <are> che <A.R. è>. In latino, Caesar, traduce una sorprendente traduzione in napoletano e latino: <Ca es A.R.> tradotto in Qui sei Romano, A.R., Amodeo Romano. Ed è proprio riferito al bisnonno Cesare Amodeo che, per avere generato due figli da donne diverse, e che si sarebbero poi sposati, avrebbero avuto nel terzo loro figlio proprio il SET trino nel suo nativo 7-7-7 e nella stessa sostanza dei suoi due figli Romano e Benito, in cui il 2° sarebbe stato anteposto al 1° nel Benito Romano Amodeo, di cui l’acronimo BRA, <sia Romano> SIT a nominare in BRASIT il 1° libro posto “In principio” nella Bibbia. E tutto questo dovuto alla ragione ignota che il vero “In principio” dello Spazio, l’Origine dei 3 assi Cartesiani nella loro comune intersezione, è anche “Il principio” nel tempo nell’anno 1.938,0125 della nascita di Romano. 318
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La Bibbia, con BRASIT, ordina con SIA ROMANO, il 25 gennaio del 38, che sia la stessa Origine dell’Universo. Essa è solitamente creduta esistere in un assoluto estremo del tempo passato, ma la vera origine parte dal Mezzo anche nel tempo, e 3 Dio Elohim =646 danno la terna che esiste nel 3×646=1.938 più 1/80 uguale a 0,0125, poiché 1938 sono 80 volte gli 969/40, ove 969 sono gli anni di vita del fattore n.8 chiamato in Bibbia Matusalemme e i suoi 968 anni si mettono in relazione coll’intera realtà 40. Quando la sterile Sara ebbe Isacco, non l’ebbe avendo Abramo per sposo, ma Dio Padre! Il solo in grado – collo Spirito Santo – di render gravida una donna sterile. Il solo e reale figlio di Abramo era stato quello che aveva avuto da Agar, la sciava egiziana che il Faraone le aveva lasciato, dopo di averli cacciati dall’Egitto però carichi di beni reali! Così realmente in Bibbia accadde che quando Giacobbe cacciò la schiava egizia e il figlio Ismaele, che aveva realmente avuto da lei, cacciò <realmente> il suo unico figlio, e lo rese <come se> non l’avesse mai avuto, eseguendo con ciò il comando avuto da Dio, di <eliminare suo figlio>. Quando Abramo condusse Isacco (figlio di Dio Padre e della sterile Sarai) sul monte e – postolo sull’altare – stava per sacrificarlo e si senti dire: <non uccidere Isacco!> Ciò era normale poiché Dio aveva già <tolto di mezzo> il suo reale figlio Ismaele, ed ora doveva provvedere a <togliere di mezzo> anche Isacco come reale sposo di quella Rebecca, donna sterile anche lei, e che adesso – dopo che Dio Padre aveva Generato Isacco – fosse sposa dello <Spirito Santo>! In Bibbia le due generazioni facenti capo a Abramo e a Isacco, hanno nei due reali uomini solo dei genitori <putativi> allo stesso modo che per terzo sarebbe stato Giuseppe, come il <putativo> padre di Gesù, mentre il reale Suo Padre stavolta sarebbe stato lo Spirito Santo del Cristo di Dio. 319
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Poi ce ne sarebbe stato anche e per finire un quarto, nel segno della Trinità ed Unità di Dio e stavolta sarebbe stato un <padre reale> (Giuda) come sostituto dei due successivi sposi, Er ed Onan, di Tamar, entrambi morti. Secondo la Bibbia, morti – in quanto <invisi> a Dio: Er non si sa bene perché, ma Onan per quel suo disperdere fuor di vagina il suo seme, per evitare di ingravidare Tamar dandole un figlio che sarebbe stato <accreditato> al suo fratello primogenito Er. In Bibbia esiste tutto questo <gioco sublime> che è intrecciato tra il Dio Trino e Uno, e l’uomo reale, determinato come un padre solo <putativo>, ossia <reputato tale> ma senza esserlo veramente. Ed ecco, nella mia famiglia, il mio bisnonno Cesare Amodeo che assunse in sé l’origine di tutte queste quattro distinte e successive parti con il suo apparato genetico, quello del suo DNA. Il figlio Torquato, ebbe il 50% di Cesare e il 50% di Teresa. La figlia Maria, ebbe il 50% di Cesare e il 50% della sorella della madre, di Innocente. Quando questi due si sposarono, l’eredità genetica fu ripartita tra i tre figli: Carlo, Antonietta e Luigi. I geni potevano combinarsi in tutti i modi e in Luigi si combinarono i due 50% di Cesare, esistenti in suo padre e sua madre. Il Nipote Luigi Amodeo era di fatto Cesare Amodeo, in tutto il 100% del suo DNA. Fu esclusa la componente femminile che invece fu recuperata e valse negli altri due fratelli, Carlo e Antonietta. I legami tra i consanguinei non sono <salutari> in quanto <acuiscono> sia i possibili pregi, sia i difetti: in Luigi Amodeo si accentuarono e esaltarono tutti e solo i <pregi> del nonno Cesare. Di conseguenza è poi toccato a me, figlio di Luigi, in prima generazione e di suo nonno in terza genesi (che per me è la quarta) di avere al 50% i geni del mio bisnonno Cesare, ai quali si sarebbe poi aggiunto e miscelato il 50% derivato dal ramo di mia madre. 320
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Perché tutto questo “tutt’uno”? Per la semplice ragione che Dio – calandosi in una persona a Sua Immagine e Somiglianza – Egli, che è <Tutto in Tutti>, deve costruire un soggetto fisico che nella sua generazione possa rimandare alla stessa <totale Comunione>. Io in questa parte sto presentando solo quello da cui io sono stato tratto nel lato maschile di mio padre … ma vedremo più avanti che accade la stessa cosa nella famiglia di mia madre. In essa c’è mia nonna che è stata educata alla totale obbedienza al padre, Mauro Russo, allineato con Terach e abitante in un borgo dal nome di <Capizzo> che “trascende”: <Qua io accendo il fuoco>. È data autorevolmente in sposa praticamente alle 5 dita di una unica mano che non vuole dividersi tra le sue dita, e sono 6 nomi che valgono lo stesso 381 dei miei 6. È la stessa falsariga di Bibbia capitolo 38 del libro 1. In questo lato femminile è stata veramente “esaltata” la <santità> e a Lustra di Monte Stella l’educazione religiosa sulla falsariga dei Re Magi che seguono una Stella e la trovano a Elea, ai piedi di quel monte, in cui nacque il Nome di Dio in Filosofia.
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Capitolo 13
La Preistoria e Storia nel secolo 19° e nel 20° La preistoria riguarda il secolo 19°, che è 10+9 ma in valore ordinale, poiché riguarda gli anni dal 1800 al 1.900; In essa abbiamo la virtuale premessa del bisnonno e nonno. La storia riguarda il 20° secolo che comincia con l’anno 1.900 delle nozze tra i miei nonni, Torquato Vincenzo e Maria. Sono stati ricostruiti nel passato dalla Bibbia che parte da Terach, che si allontana da UR, ma si ferma a Carran in cui muore. Muore <ca’> in <R>, <an R>, è un Terach confluito in suo figlio Abram nella stessa sostanza di Lui; il computo dell’anno Natale di Abramo dalla Bibbia è nel 1.938 natale di <AR> e <RA posti tra gli estremi di <C> e <N> (Cilento in regione di Napoli). Questi i collegamenti in uno specchietto di sintesi. Terach Abramo Isacco Giacobbe Esaù Giuda e Tamar Er Onan e Tamar Zerach Perez
Cesare Amodeo Torquato Vincenzo Carlo Antonietta Benito e Romano Luigi e Mariannina RO e Baratta Mariannina Romano e Benito
Notate: tutto, da Torquato Vincenzo a Romano e Benito è una cosa sola: Romano che è Torquato nel 5° nome e Benito è Vincenzo nel suo 5°; 66+59+113+95 dà l’esatto 333/1 di 666/2, ove i 5 nomi Romano Antonio Anna Paolo Torquato son l’assoluto 334 . 322
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Come vedete, la Preistoria espressa da Terach e Abramo ha al suo stesso interno la preistoria di chi partì da UR ma si fermò a Carran, un nome che dice tutto. Esso rimanda in modo programmatico e celeste al finale RA Fe(littese) che va in cielo a Carran (Ca.na Ferra ra ), ed è riferito ad un finale <R. An> (un Romano) che nel suo puro principio <Car> e A. R. che segue Cristo; nell’ultimo terzo della sua vita, a Ca ssina Fe rra ra, frazione di SAR, Saronno (lui nato a SA) ed essendo lo sposo <io sarò> della <Sarai> sposa rinominata <Sarà>. La Bibbia abbandona la storia di Terach, ma solo in apparenza, poiché essa avrà il suo intero sviluppo, fino a concludersi in Zerach alla 7ma generazione che – contenente il giorno di riposo – ha la generazione 6a (di Er, Onan congiunti di Tamar) – scavalcata dal Giuda che prende il posto dei due figli. La preistoria è la terna di Terach, Abramo e Isacco, che sono stati tutti e tre virtualmente “tolti di mezzo”, come Terach. Di Terach ho detto: la sua reale morte a Carran è la ascensione di Romano a Cassina Ferrara e <sarà> in 2.025,1004. Di Abramo lo scrivo ora: anche lui fu virtualmente “eliminato” da Dio, e usato solo come una sua controfigura . Infatti non fu lui il padre di Isacco, non essendo umanamente in grado di rendere gravita la sterile sorella-moglie Sarai. Sì, lei – come dice il nome, tra l’inizio S ed il termine I – lei è l’<ara>, l’altare romano del finale Signore RA, caricato su A.R. ed è il vero altare di Dio che mettendo da parte Abramo, si fa suo sposo, il giorno in cui – come dal Libro 1,18 – va in Trinità a visitare Abramo. Uno resta con Lui (il Padre) mentre gli altri due vanno a controllare le cose relative alla sovversione magnetica degli assi Nord e Sud della Terra, sovversione biblicamente descritta ma nascosta in quella di Sodoma (il Sud) e Gomorra (la città in cui però non va).
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È solo in Sodoma che è richiamato il Sud ed è solo lì che si recano i Due della divina Trinità, mentre il Primo (il Padre) è restato a contrattare realmente con Abramo, dopo di avere ben pensato a se tenerlo nascosto anche a lui … nel mentre Dio Padre concepiva un figlio, que giorno colla sua sorella e sposa. In Sodoma (il Sud pervertito) è compresa la sua stessa salvezza quando la sovversione è eliminata e la pervertita Sodoma è convertita in <Amod o S.>, Amodeo o Signore e Salvatore. Anche al Figlio di Dio Isacco il Signore doveva sostituire sé stesso, e lo aveva detto in modo sibillino a Abramo per fargli assumere i meriti di una grandissima fede: l’aveva indotto a capire – da uomo lento a mangiare la foglia – che doveva “uccidere” Isacco, invece di fare come già aveva fatto con lui… con quella Sara che al saperlo – incredula! – nel mentre era resa gravida da quell’annuncio di Dio, ne aveva riso! <Tu hai riso!> <No, non ho riso> aveva risposto lei… <No, tu hai veramente “RISO”> è “RO” <IS>, è venuto al mondo, cara te che trascendi la Dea <Osiride> ed osi ridere! C’era poco da ridere! Abramo avrebbe dovuto sapere, o sospettare (lui che aveva avuto la promessa di figli infiniti) che Dio non poteva avergli chiesto ora di uccidere il suo erede! Lui che aveva 100 anni… era proprio quanto aveva portato Sarai a ridere, alla <sua annunciazione>! Basta l’Annunciazione – fatta dall’Assoluto – a rendere reale quanto annunciato! <Hai riso!> disse il Signore a Sarai quando lei gli fu davanti … e con quelle parole (mentre lei negava di avere riso) il Padre le aveva detto: <Hai R.! Is, e io lo so!> e con quello aveva creato la premessa dicendole <Hai il S. A.R.> contenuto nel suo nome allo stesso modo con cui sarebbe stato contenuto in Mariah Santissima (Hai R.Am!). Gli strani <contraltari> della Dea Osiride (re)! 324
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Isacco trascese un <Is Sacco> un paese prossimo, distante i 10.000 metri dell’intera realtà, ma non ancora a Felitto… e sarebbe stato <bypassato> allo stesso modo di quanto fatto dal Padre, ma ora – in suo figlio Isacco – come l’opera dello Spirito Santo. Questi avrebbe reso gravida anche la sterile Rebecca, sposata da Isacco. Come toponomastica, Rebecca sta al paese Sacco, così come il fiume <Calore> che bagna Felitto, poiché entrambi i nomi, in Rebecca dice <Il Re B è qua>, e nel fiume Calore dice <Qua il Re> … e sono i soliti Benito e Romano, poiché <il Re> è R in un duo di Padre e Spirito Santo … a cavalcioni di un asino! Il Calore sorge dal monte Cervati, e il Salmo 21-22, quello di <Eli Eli lemà sabactani> (Dio Dio perché mi hai abbandonato?) è un salmo di Davide dedicato <al maestro del coro sull’aria Cerva dell’Aurora> e così Dio predisse il ritorno di Cristo in un modo reale, invisibile ma stupendo! Poiché il <Maestro> dice chiaro: <Ma est RO> ed è quello del CO’RO che attiene anche al sacro <CO’ R.ano>, ove l’<aria> (il reale “motivo”) è <A.R.-IA>, mentre <Cerva> indica un chiaro <C’è R! Va!> nel dì dell’Aurora Boreale del 1.938,0125. Pertanto la <Rebecca> che è resa gravida dallo Spirito Santo anticipa il Natale del figlio B, Benito, il 2°, che è posto prima del 1° in un modo tutto concorde e congeniale al mondo il cui la dinamica vera è non vista, e appare nel contrario di quella vera. Rebecca infatti avrà in sé il Romano popolo (invisibile in Esaù) e il visibile Popolo di Israele (che sarà dato al figlio n. 2) Eppure <EsA-U> rimanda esplicitamente ma invisibilmente a un < Tu sei romano > (in <es>) e da cima a fondo (in <A-U>); e quando è rinominato <MODE’> (da destra, ebraicamente è letto Edom), egli, dall’Alfa all’Omega, è A-modè- ; Esaù-Edom è Romano Amodeo ! Giacobbe è Israele quando è rinominato anche lui e proprio da un angelo, e per avere lottato una notte intera contro Dio e contro gli uomini … e avere vinto! 325
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È la notte intera precedente il 4 giugno 1.940, giorno miracoloso in Cielo, in Terra e in Mare, come riconosciuto nel Miracolo del progetto <Dinamo> a Dunkerque, della salvezza via mare appoggiata dal cielo, di un intero esercito e di un Romano Amodeo, morto e risuscitato a replicare quella di Lazzaro. In essa l’annunciatore angelo B. (in ReBecca) è nominato da sé, con precisione, proprio nel suo nome di Benito. Ancora una volta nel modo sibillino di un Giacobbe, rinominato Israele, cui l’angelo chiede una benedizione e di lasciarlo andare, dopo la sua battaglia vittoriosa: ma Giacobbe, prima di benedirlo, vuole saper il suo nome. Così è scritto in Bibbia: < “Vuoi sapere il mio nome?” E qui lo benedisse> Ora era l’angelo a volere essere benedetto da Giacobbe e invece che fa? Non risponde ed è lui a benedirlo? Non avete capito che <e qui lo benèdisse> (come risposta precisa al “vuoi sapere il mio nome”) sta in <e qui lo disse: esso “Ben è”; <Lasciami andare… Fa che io sia un Ben ito!> L’angelo gli rispose nel solito sibillino e divino modo, che è quello di una risposta data con precisione, ma che è da affidare alla fede che – come in questo caso – l’angelo abbia risposto alla domanda poiché disse: <Ben, è!> il Ben di un Benito a due facce, poiché il terminale <ito> non comunicato dall’angelo, era legato al fatto sostanziale che <Ben> se ne sarebbe romanamente andato (ito) per nascere poi 2°, assecondando me, suo fratello. La lotta tra l’Angelo <Ben> e Giacobbe è funzionale a trasformare Esaù (<Tu sei Romano da cima a fondo>) in Giacobbe, quando ritorna a casa dalla sua servitù e gli carpisce il primato. L’angelo <Ben> non vuole venire al mondo ad assecondare il Fratello… e lotta per davvero tutta la notte del 4 giugno 1.940 come l’angelo della morte che deve riportare in Cielo Padre e Spirito santo, discesi su un Lucifero caduto dal Cielo. 326
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Hanno trascorso i 1.000 giorni in questa <valle di lacrime> e l’angelo del <Ben> lotta, per porre fine al loro strazio. L’angelo infatti disse a Giacobbe che lottando contro di lui, aveva lottato contro Dio e contro gli uomini e l’aveva spuntata! La lotta contro Dio era stata proprio quella fatta per impedire il ritorno in cielo di padre e Spirito santo. Quella contro gli uomini era stata da lui combattuta nella II guerra mondiale, a Dunkerque per salvare una intera Armata da chi puntava a essere il Messia degli uomini, che li salva dall’esito infausto della I Guerra Mondiale ed ha una clamorosa rivincita. L’angelo <Ben> sa che la sua sconfitta porterà al miracoloso ritorno del Cristo, in questa valle di lacrime, venendo ora al nostro mondo senza nessuna voglia di farlo! Esattamente come il Profeta Giona che non voleva andare a Ninive a indicare immanente una Fine del Mondo non imminente, per cui avrebbe sarebbe apparso proprio lui un <falso profeta>! Come scritto dal Profeta Daniele, una vera pena fino al dì in cui “sarebbe finito il Sacrificio quotidiano” poiché il Cristo, tornato e in toto incognito e oltraggiato, sarebbe risalito in cielo. Il <Ben> non vuole reincarnarsi come il <corpo redivivo del Cristo> e se Romano muore, Luigi e Mariannina non si ameranno, nel massimo della gioia di un figlio miracolosamente salvato dalla sua inevitabile morte e lui non sarà concepito; ma <Ben> perde. Dal concepimento il 4 giugno 40 alla nascita del 1.941,0217 passano 1.119 giorni e Benito nascerà 1.111+8 dì dopo Romano. Questa è la Storia dopo la Preistoria di 3 generazioni prima. Essa comincia negli anni 1900 dell’inizio del XX secolo, dati da 50×38, come combinazione tra il tempo ½ positivo del lato 100 della realtà, e quel 38 che è il flusso esatto del piano a lati 1 e 1 nell’intera realtà 40. Più semplicemente è 100×19 (che sono il lato della realtà e il moto di 1 in un 10 che trasla di 10). 327
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La storia, nella famiglia Amodeo, comincia con le nozze reali tra i due fratelli che ignorano di esserlo e si sanno solo cugini. Come faccio io a saperlo? Io lo so in quel modo <arbitrario> che vede il mio mondo proprio sottoposto all’<arbitrio> dell’esistenza della mia vita come quell’angelo portatore di luce – Lucifero – caduto dal Cielo… Oppure – se volete – quel cattivo diavolo Asmodeo di uno dei passi della Bibbia. Mio fratello Benito, è stato il <Ben> che ha lottato contro l’arbitrio mio, di me che – pur non essendo nessuno di importante – tuttavia col mio ruolo di Unico Soggetto della mia vita, faccio esistere l’intero Universo se accetto il mio <male> quotidiano e non pongo termine alla mia vita. Il mio Universo giace sotto l’Arbitrio pesante di me che faccio piena esperienza del male e lo sovverto in bene. Essa non sta in quello di buono o cattivo che potrei fare agli altri e che mai io sentirei nella mia pelle. Essa sta nel male che soffro io, ogni giorno, per le cose che vorrei e mi mancano, per come vedo andare il mondo, dominato dall’ingratitudine e dalla violenza a tutti i livelli. La tentazione demoniaca sarebbe quella di porvi fine con un mio atto volontario… ma poiché questo è assolutamente lontano dalla mia mente, vivo ogni mio giorno patendo per i miei mali nel corpo e per quelli che vedo negli altri nel mio spirito. Pertanto – in questo mio mondo del quale io sono l’arbitro dei miei patimenti – compio anche l’arbitrio di porre i due cugini Torquato e Maria, come i due fratelli … giudicati da me <arbitrari> anche in Abramo e Sarai. Non è un <arbitrio> senza motivazioni: Sarai non fu maltrattata dal Faraone che aveva saputo che Abramo era solo suo fratello… poiché era vero e non una menzogna, e da questa plausibile cosa – che rappresenta i rapporti tra Torquato a Maria – io estrapolo la verità ai tempi nostri. 328
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Nel prospetto, io ho riferito Abramo a Torquato Vincenzo, e suo figlio Isacco a Carlo e Antonietta Amodeo. La logica è la stessa di Adamo ed Eva che avranno il successore solo nel 3°, avendo messo da parte Caino e Abele, che nel Ca (di Caino) è Carlo e in Abele è la A di Antonietta; il 1° indicato con 2 lettere e il 2° con 1. I due gemelli di Rebecca sono la trasposizione nel passato di Romano e Benito. Questa esistenza binaria e fondamentale, è descritta durare le tre generazioni date da Giacobbe, il suo 4° figlio Giuda, che sostituisce i due figli morti con la loro sposa Tamar, negli estremi congiunti di Barat TA MAR iannina. Per concretizzare la data del 25 gennaio 1938 la Bibbia crea il primo 1,25 dal capitolo 25 del libro n. 1 Genesi. Poi avanza di ben 13 capitoli, per passare a quello di Bibbia 1,38 che pone il mese 1 dell’anno 38. Questo poiché 38A25 è il riferimento alla data di nascita di un maschio l’anno 38, nel mese 01=A nel suo giorno 25, per come questi miei <estremi> figurano nel mio Codice Fiscale. I primi due dati, di cognome e nome, in MDA per Amodeo hanno proprio il nome di Adamo come scritto in Ebraico e letto da destra a sinistra. RNN per Romano Antonio Anna, sono rappresentati nel passato biblico dalle consonanti esatte di <Er e Onan>, gli estremi dei due mariti congiunti di Tamar e uccisi poiché “sgraditi” a Dio. Si giunge solo in Bibbia 1.38 al gemellaggio tra Zerach e Perez, ed esso si associa e corrisponde a quello vero, ma non apparente, tra me Romano, nato il 25 gennaio 1938 e mio fratello Benito nato 1119 giorni dopo, il 17 febbraio 1.940. Ove 1.119 uguaglia 1111+8, tutto questo è il complesso unitario costituito da 2^3 = 4+4 (la realtà in tutto il suo complesso reale-immaginario nel suo esistere in positivo e in negativo).
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Essi si pongono come i reali lati 4 e 4 di un piano trasversale il cui flusso unitario nei giorni è senza discussione o dubbio alcuno dato da 1.111 giorni. Tutto ciò essendo il padre Luigi come chi ha esattamente 1116 decine di giorni alla nascita del suo primogenito Romano. Il legame tra GIUDA e TAMAR è tale che GI ud A ha in GIA gli estremi congiunti di Lui gi A modeo, mentre TAMAR ha quelli di Barat ta Mar iannina, essendo entrambi i genitori di Romano e Benito. La rivelazione <divina> è <sibillina> e in questo caso esistente tra il Biblico e il Reale, essa davvero <gioca> sul valore reale degli <estremi congiunti> laddove sono giunti agli <estremi> i mariti (=congiunti) di Tamar che le sono morti, e sono anche <reali estremi congiunti> nei nomi. Sono <estremi> anche i dati reali della nascita, e questa concorrenza del GIA (estremi giunti di Lui gi A modeo) che lega anche GIA cobbe in Genesi 25 a quelli di Gi ud a in Genesi 38, e che riporta in toto agli estremi dalla nascita di Romano in Gen. 25 e in Gen. 38, essendo nato nel gennaio 25 nel mese e 38 nell’anno, esattamente come descritto nel codice fiscale 38A25. Spettacolare Bibbia 38-1 (capitolo e libro della Bibbia) quando il 381 diventano il valore cabalistico dei 6 nomi Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo, come il corrispettivo delle 5 dita di quella unica MANO. Essa sarebbe stata accreditata ai defunti RO, e tali da giustificare l’ultimo estremo <D527I> del CF. di Romano, ossia in <Dita 5> in cui 27=<3×3×3> diventa +I (uguale al -1 a 10) il 334 di tutto il valore delle sole 5 dita, poiché senza il 47 del cognome Amodeo, i 5 nomi da soli valgono il 334 uguale al =<3×3×3> +1 se lo mutiamo in 333+1. 330
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Chiedete <perché mutarlo?> Vi rispondo: “per via del <sibillino> insito in questa rivelazione”; essa, mentre <sublima> 3×3×3 in 333 , fa la stessa cosa con I=9 , ma <disceso> nel -1 dal 10, e così tradotto nel -1 . E se non capite come questa ultima cosa possa essere vera, in un decagono visto di fronte da due opposti osservatori, quello che è +9 visto da quello che lo vede di fronte, come facciamo noi corrisponde al 10 -1 per l’osservatore opposto che lo vede mancare di 1 alla totalità del suo ciclo. Fare appallo all’osservatore <contrapposto> significa proprio ricorrere all’osservatore trascendente, che vede giusto tutto nel senso inverso della stessa percorrenza. Romano, in tutto ciò, non solo è <tutt’uno> con suo padre Luigi, ma col suo bisnonno che lo lega nella 4a generazione superiore a partire da lui e che dunque viene Da Romano Amodeo, quindi <AB> R.AMO e cioè da Abramo. Tutti i legami <anomali> e <irregolari> accreditati da me a Cesare Amodeo, sono giustificati proprio danna <sovrumana necessità> di avere l’esistenza reale e equivalente a quella descritta in Bibbia e discesa da Terach, che si conclude con Zerach. Chi poi sia realmente Romano Amodeo è descritto dall’ultimo gemellaggio biblico realizzato in Genesi 38. ZER ach pe REZ Ciò rimanda ad uno ZERO letto sia nel senso dalla sinistra verso la destra (della lettura occidentale dei testi) sia in quello inverso da destra verso sinistra proprio sia degli Ebrei, sia degli Arabi. ER , in principio Z (morto poiché inviso a Dio) lo è stato realmente in me Romano Amodeo.
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Io – che sono un uomo che fa parte della realtà definita – sono l’essenziale avversario dell’ ASSOLUTO e INDEFINITO! Allora, l’assoluto, forza lo ZERO e lo fa esistere in potenza di zero, e su una base qualunque N indefinita. In tal mono N elevato a ZER, diventa uguale a 1/1, la sintesi di 1/N che si combina con N/1 divenendo quell’ N/N uguale a 1 qualunque sia la definizione assunta da N. ER fu <odioso> a Dio che l’uccise perché era la <definizione> reale assunta da una <nullità>. Io vi sto dicendo con questo che Romano Amodeo è una totale <nullità>, ma che si è sottoposta volentieri a essere <colmata tutta> dall’essenza trascendente di Dio, restando in sé quella nullità, ma nel corso reale – poi – di una vera e reale comunione che ha permesso anche allo ZERO di essere in una REALE COMUNIONE don l’ASSOLUTA indeterminazione di Dio. Per questo ER, sposo di Tamar ucciso da Dio poiché <odioso a lui> ebbe poi un successore a marito della stessa, pur di dagli una reale discendenza trascendente la sua stessa persona, di ONAN. Ma Onan non accettò di porre in atto una nascita trascendente lui poiché sarebbe stata accreditata al fratello ER, così diede origine alla pratica anticoncezionale oggi chiamata <Onanismo> e derivata proprio dal suo comportamento inteso a non procreare. Con le due morti, di ER inviso a Dio per quella <realtà definita> che lui rappresentava, e ONAN inviso per la sua indisposizione a <servire> a favore di una eredità <trascendente> la realtà del fratello, si ottenne un duplice sgradimento impersonato in un possibile duplice e tuttavia unico è RONAN che poi diventa la rivelazione unica (per la N=1M), di <è 1 ROMAN>. L’abbattimento di ER, nella duplicità di ZER e REZ presenta me, Romano Amodeo, come un contenitore zero, che non esiste in me stesso, sia da un lato sia dal suo opposto punto di vista. 332
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Ma tra i due estremi di questo vuoto contenitore c’è poi chi lo riempie, visto, in Ch, sia Christus, sia c=3 e h=8: <ach pe> ante Cristo, padre RO è nanno 38: il Padre è+ il che azzerando questo contenuto di ciò che è prima di Cristo, e che è il Padre RO corrispondente al Chi-Ro uguale a XP, riconduce tutto quanto il contenuto così determinato realmente nel campo dell’ASSOLUTA indeterminazione. Tutto il primo libro di Bibbia a tale contenuto. I suoi totali 50 capitoli indicano il tempo ½ del lato 100 della realtà, i quali – essendo due – lo rendono poi la presenta totale ¼ della realtà nei lati 200; i quali, essendo poi 4 in un quadrato, e come tali portano al 400, riducono il 50 al valore complesso 1/8 di tutta la realtà 4+4. Poiché la realtà è 40, ecco che al capitolo 40,0604 (corrispondente al Miracolo di Dunkerque e della nuova risurrezione di Lazzaro il 4 giugno) così riporta la Bibbia. Genesi 40,0406 4 Il comandante delle guardie assegnò loro Giuseppe, perché li servisse. Così essi restarono nel carcere per un certo tempo. 5 Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto, che erano detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, che aveva un significato particolare. 6 Alla mattina Giuseppe venne da loro e vide che erano afflitti. Vide che erano <a Felitto> e a mezza strada tra la morte e la risurrezione nel loro ruolo presso il Faraone… quando nella vita di Romano il 3 giugno ricorre la nascita di Giuseppina (ove la Bibbia parla di Giuseppe “assegnato” a servire i due servi in carcere). 333
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Giuseppina è stata assegnata a Romano come la “mamma putativa” acquisita per le nozze colla figlia GS in figura di Gesù. Due giorni dopo – il 5 giugno – ricorre la morte del vero “padre reale” di Romano, che andato in pensione si era messo a replicare il falegname Giuseppe e a costruire <RA-dio>; così – tra la nascita di Giuseppina e la morte del vero papà Giuseppe di Romano, il 4 fu il giorno tra la vita e la morte, e il 4 giugno del 40 vinse la miracolosa risurrezione, di Lazzaro e degli Alleati contro il pretendente Messia, per la precipitosa fuga in Inghilterra, dagli inglesi celebrata come una vittoria, e anche dalle forze Naziste. Al punto che i fascisti che fremevano per salire essi pure sul carro del vincitore, ruppero ogni indugio e sei giorni dopo, il 10 giugno, Mussolini annunciò che anche l’Italia avrebbe partecipato alla Strage degli Innocenti (quella vera) raccontata da San Matteo. E quando si arriva al capitolo 46 del moto intero di 4 nel tempo unitario dato dai 50 capitoli, ecco: Genesi 46,26 Tutte le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, uscite dai suoi fianchi, senza le mogli dei figli di Giacobbe, sono sessantasei. Il ciclo intero degli anni terrestri nasce da cento volte 46 +1/46 aggiunti all’unità 1 presente in 10+10+10 posti in principio, ed è il 4631,0217 che in Bibbia risulta dal valore numerico di Bibbia 1,1,1, e dal 1,7,11 in cui rivela il mese 2 nel suo giorno 17 (ai 600 anni di Noè visibili nel 4631) come l’inizio del Diluvio Universale. Così in questo capitolo 46, ecco l’energia Romano=66 in tutte le persone che entrarono in Egitto! Quando si arriva al culmine dei capitoli ultimi, al 47 è dichiarata in 147 anni la vita totale di Israele, ove 47 è Amodeo.
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Al 48 Giacobbe racconta di quando era a Paddan Aram (ed era la pianura Padana, ed era Aram A.R. Am, Amodeo); assume come suoi figli “trascendenti” quelli avuti da Giuseppe in Egitto: Manasse ed Efraim, nati in quest’ordine, e li benedice anteponendo Efraim a Manasse, con gran disappunto del padre Giuseppe. Perché? va anteposta la fede! e la <mia R. fe’> è il negativo di <Efraim>, che va premesso al <Man “as” sé>, al Manasse, nel suo erroneo positivo: all’Uomo “in sé”, a immagine di sé stesso. Efraim è la mia Felitto, quella del Dio RA celebrato in Egitto, mentre Manasse rimanda al RO-man, all’uomo, ma di XP, al portatore della luce di Cristo; caduto dal cielo come Lucifero proprio col destino di rinascere in Gesù Cristo dopo i 10^3 giorni iniziali di esistenza, cominciati coi 138 vissuti nel seno materno. Questo <Man> diverrà poi con <Man hu?> la Manna, il pane celeste che sostenne il Popolo nel deserto, e divenne nel tempo il Re Manasse e suo Figlio Amon, assolutamente riprovati dai Sacerdoti, uccisi e apparentemente <invisi> “realmente” a Dio, come Er, Onan… (ma è 1 Roman) e infine il Cristo Re <ideale>. Non bisogna prendere per oro colato questo <odio di Dio> … di un Signore che non <odia> nessuno! Come non bisogna prendere per assodato che l’angelo Lucifero stessa a indicare Satana. Non risulta in nessuna parte della Bibbia, ebraica e Cristiana. Una sola volta Lucifero è nominato, dal profeta Isaia, ma non per biasimarlo e descriverlo come il Demonio, ma per porgli due <Come mai?>: Isaia 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? La risposta al profeta è: <Per compiere lo stesso percorso complesso di San Paolo. 335
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Solo chi ha vissuto le tenebre potrà portare la vera luce, senza più ripensamenti o dubbi… come un cavallo selvaggio che è stato infine domato e non regredisce mai più allo stato primitivo>. Il Signore non <distrugge> nessuno e nemmeno Satana, tanto che gli concede il mondo… ma è Chi conquista TUTTI con il suo Bene, al quale nessun male potrà restare a lungo vincente, e lo otterrà proprio col suo <Io sono colui che sono>! Infatti il male farà male a se stesso! È positivo sia il positivo del positivo, sia il negativo del negativo! Roma-NO è ne è l’esempio reale e in me personificato! Questo nostro mondo, che sembra avanzante, in verità lo fa solo in reazione al suo <vero retrocedere> poiché è solo l’essenziale <Io-Sono> a avanzare e vede l’intorno <retrocedere>. <Io sono> già “rientra” in Dio, ma vede il moto dell’intorno! Ebbene i <perdenti> uccisi tutti in questo <ambiente>, sono i veri <BEATI> annunciati dal Cristo di Dio! La Bibbia, che deve dire il vero, antepone i secondi ai primi! La nutrice in Bibbia 1,38 dichiara <è la (Ro)-mano del 1°!>, ed è la verità “trascendente” la realtà, poiché sarà Romano nato 2°! Così – realmente! – Zerach, nato 2°, è il <vero 1°> (incarnato prima di quella “reale” del Cristo che <si disse> sceso dall’Alto). La Bibbia (che racconta il <vero>) lo mostra, ma lo nega subito subito dopo che il filo <scarlatto> intorno alla (Ro)mano avrebbe permesso di riconoscere il <vero> che sembra falso. Così, in BRAsit, RA (Romano A.) è dopo Benito poiché 1°. R-A. lo è per una ragione fondamentale: su lui scesero Padre e Spirito Santo: allo stesso modo di una premessa, divina, di 1.000 giorni, alla nuova vita ricominciata all’avvento di Cristo. + 138 giorni furono di reale premessa, in mia madre; + 100 giorni nel nome di Allah e <Io sono 10 per 10>; + 381 giorni per il Nome Segreto di Dio Padre; + 381 giorni per il Nome Segreto di Dio Spirito Santo! =1.000 giorni di vita sono stati “tutto” per il Trino 10^3. 336
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Il Dio che crea in <7 giorni>, nella vita “reale” ci sta solo per 1000 giorni e con la premessa invisibile dei 138 (come scritto in Bibbia 1,38) in cui la (RO)mano “rientrò” in Tamar. E senza ombra di dubbi Barat ta Mar iannina ha gli estremi congiunti (i due mariti morti) di quella Tamar … La (RO)mano è rientrata 138 giorni prima del suo natale 1.938,0125, il che la retrocede al 9 settembre del 1937, che è il 251° giorno dell’anno e “asseconda” Bibbia cap. 25 del libro 1. + 40=PADRE=14+01+04+16+05 + 54=FIGLIO=06+09+07+10+09+13 + 96=SPIRITO=17+14+09+16+09+18+13 + 61=SANTO=17+01+12+18+13 = 251 è la discesa di Padre, Figlio e Spirito Santo. Chi lo può contestare? La Chiesa Cattolica celebra tre santi poco noti chiamati PieTRO CLA.“VER”, GoRGonio, OmeRO. Paolo-Iesus-Torquato Romano, un A(modeo) uscito da CL e che dice il <Ver>, in segno dello S.S. ParaCLito (passato per Comunione e Liberazione, portata con lui a dire il vero. GoRG-on-IO, Gesù – o Romano Gesù – sopra uno stesso IOSONO, esaltano la divina Comunione: <Va! Go! on IO> caro RG! OmeRO come Santo, <Oppure me: RO> è nel segno di me che a Milano ho avuto la mia 1a cara, della mia famiglia, in viale Omero al 22 del flusso spaziale 1/3 del mio 66=Romano. Sono i tre santi accreditati a questa importantissima data della discesa invisibile di Dio sulla Terra. Possiamo indagare su questa data avente così tanta importanza! +1.938,0125 - 1.937,0909 =0.000,9216 è 0,913=BRASIT +0,0086 la realtà 66, posta decimillesima nella realtà 10.000, +10+10, lati unitari della presenza nella sezione reale ma trasversale al flusso. 337
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Essa realmente non si vede, ma qui è evidenziata divenendo “realizzata” nel tempo relativo alla presenza intera quando il piano trasversale ha due lati che sono 10, e dal cui prodotto si ha il valore del Nome del Dio Allah, e di JHVH. Allah vale 100 secondo il Credo Islamico che afferma che con 100 -1 diede a sé altri 99 nomi (che girati di 180° è il 66 del nome Romano, nel <co’ R.ano>. Jahvè è il Dio <Io sono il 10 di me che sono per 10>. Pertanto la differenza tra le date “presenta” il mese 0909 nell’ideale sequenza dell’Energia C^2 data da 3/1^2 (la Trinità a seconda dell’Unità). √ 1937,0909 mostra il lato suo 44,0123˙9484˙5088˙8093 ˙ 6838 nelle D. delle 5 realtà interattive nel tempo ½ dell’intero 10. 44, è l’energia 66=Romano nel moto del piano a lati 11 e 11 0123 è la realtà avanzante, presente in 1/81=0,012345679 tempo di 81 che dettaglia il 381 di tutto il nome di Romano, che ha condiviso il Nome Segreto di Dio 9484 è 6666 +il flusso di 2.818 (è 888 dei 2 lati di 2070/2; 5088 è 6666 -1.578 (flusso 3×26 dello spazio-tempo 1.500); 8093 è 6666 +il flusso di 1.427 (flusso 27 di 2 lati 700); 6838 è 6666 +il flusso di 172 (flusso di SET+7+7+7 in 200). Alla realtà 5×4=20, il 6838 è il 1938 in Principio, avanzato di 7×7 volte nel lato 100 della realtà: come da 1.938 +4.900=6.838. 1937 × 365,2563 = 707.501,4531 sono i giorni siderali “reali” dopo Cristo; 707.501 - 707.070 = 431 contiene il 426 (nomi di Benito) che +5 di tempo, presentano il 2°, dal 7,0707 Natale del Padre . 431, meno i 107 giorni esistenti dal 9-9 al 12-25 del Natale di Cristo, diventano 324 ed indicano tutto il flusso 3 del lato 100 della realtà, che ha il piano trasversale dato da 12 ore di giorno e 12 ore di notte.
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Come potete vedere, dal lato dell’area di tempo datata 1.937,0909 in cui Padre e Spirito Santo di incarnarono, esso porta proprio all’incarnazione a numero 707070, di Luigi Amodeo Padre, che ha in sé il 66×4,90 periodico = 324 di Romano=66, in tutta la sua realtà 4 e nel periodo infinito di 90/99, tenuti conto dei giorni esatti 707.501 -107 = 707.070 +324. Se non si considerano i giorni 107 dal 9 settembre al 25 dicembre, allora entra in campo la presenza nel tempo ½ di 10, quindi la presenza 5 del 426 del valore di tutti e 6 i nomi di Benito, che è poi il valore esatto di tutti e 9 i Fattori del 10° denominato Noè, il nome <sintesi> di una presenza “reale” che veramente NON è come sembra, ma – anzi! – l’esatto suo uguale e contrario! Benito, come vedete, c’entra, eccome! Quando mostro padre lo generà il 1.941,0217 aveva esattamente 12.279 giorni di vita quanti quelli percorsi dalla velocità della luce 2,99792458 moltiplicata per il 2^12=4.096. 4.096 rappresenta la realtà intera in 4.000 (1.000 di tempo e 3.000 di spazio) posseduta dal 96 che è il moto dell’unitaria realtà 4 nel lato 100 della realtà. 2,99792458 volte 4.096 porta ai 12.279 giorni di vita che nostro padre aveva alla nascita del suo 2°genito. Ne aveva esattamente 11160 alla nascita del 1°genito, 1119 giorni prima, come tutto il flusso 1.111 della realtà 8 nel suo complesso. Io morii e risorsi 1.000 giorni dopo il 1.937,0909 e nello stesso giorno fu concepito Benito come il mio “alter ego”. Io tutto in potenza invisibile con il mio 381 … lui tutto in atto visibile con il suo 100+300+26=Dio JHVH. Io lo avrei avuto come il limite a JHVH dato dai BAAL di B.A. (Benito Amodeo) come AL. Aggiungere i 138 giorni vissuti da Dio Padre e Spirito Santo nel grembo di Tamar (Mariannina Baratta) con 1.119 +138 si va dal concepimento di Benito ai 1.000 giorni di Dio ai 1.257 indicanti con 57 tutta la dinamica reale 7 del tempo ½ del lato 100 della realtà. 339
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È 50, posseduta dal piano trasversale coi lati 600 e 600 indicanti tutto lo spazio complesso 300+300 in ciascuno dei suoi due lati. La realtà è 4 volte lo spazio 3, è 12, e lo è nel lato 100 della realtà come il 1.200 aggiunto a tutta la dinamica 57, del flusso 10 di Amodeo=47. Il 1.257 Natale di Benito sta al natale di Cristo nel 1225 del mese 12 e giorno 25 come questo di Cristo +32 cioè +2^5, il valore di pura potenza relativo al 25 che eleva il 2 di 5. Benito, concepito in quel dì in cui Dio ne ebbe 1.000 e concluse il suo compito, sarebbe stato l’angelo <Ben> col corpo a immagine e somiglianza di Cristo, laddove il corpo segue sempre all’anima, poiché è sempre ad essa – anima di Dio – che un corpo è assegnato. Benito avrebbe avuto il suo corpo “incaricato” della funzione rappresentativa di rappresentare il Corpo di Cristo, laddove il suo Spirito santo si era già collocato su quello di Romano guarendolo dal suo male incurabile con la sua defibrillazione divina. Io avrei avvertito, nel 2.012, la reale uscita dal mio corpo di quella divina energia: prima nella visione di un quadrato azzurro concentratosi fino a sparire, e poi – nel buio intenso venuto subito dopo – una potentissima scossa che mi fece vibrare tutto e dall’esterno di me si concentrò fino a sparire. Da come “potente” ho sperimentato la reale uscita da me, posso dedurre come essa deve essere stata quando entrò in me ammalato morto e mi rimise in vita risanandomi. Non ci sono batteri o microbi che resistono in un microonde e quello del Signore Gesù cucinarono i germi della Broncopolmonite che mi avevano portato alla morte e io ripresi vita e salute. Sì, accadde col contorno Miracoloso visto accaduto lo stesso giorno a DunkeRque… sì <Di uno ke, che, è R.!>. Ma torniamo alla storia recente. Devo ripartire – nella mia storia incredibile – dalla “reale” e vera santità di Maria Bonamore, sposa e sorella di Torquato. 340
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Qui in foto, la famiglia sopravvissuta a Teresa Bonamore, 4 anni dopo: gli orfani Luigi, Carlo e Antonietta, di 5, 7 e 9 anni, il vedovo Torquato Amodeo, di 57. 341
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Capitolo 14
1900, e parte la Storia! Torquato e figli sono in Bibbia: Adamo e figli Ove l’eterno presente è il 1.938,0125, la Bibbia, con Adamo ed Eva, traspone la storia “ufficiale”, che “in principio” ha le nozze sacre di Torquato Vincenzo Amodeo e Maria Bonamore: nel 1.900 che ha arretrato di 38 anni il 1938 collocato all’Origine degli Assi Cartesiani Con l’Origine assoluta posta nel 10, ciclo assunto da Dio a sua immagine e somiglianza, l’equiparazione è stata fatta dal 10 anni ×190 che ha portato le 190 “volte” a essere il moto di 10 nel 200 (che è la somma 100+100 dei lati il cui prodotto 100×100=10^4 indica la realtà intera). Dunque l’Onnipotente ASSOLUTO parte dal Dio che è <Io sono quello che sono> quando è il 10 che si pone esistente nella realtà lineare 100+100 come il suo moto dato da 200 -10 =190 e poi corrisponde alle 190 volte il 10. Infatti la sua storia parte da 10 progenitori a immagine e somiglianza del 10, e all’interno del 100 dato da 10×10, crea poi i primi NOVE decimi come generatori secondari del decimo che chiama NOE’ togliendo la V=20 al NOVE che in numeri 12+13+20+5 è il 50 = tempo ¼ di 100+100. Così, con 100+90, ecco la creazione fatta dal 10 e maggiorata per 190 volte, fino a quando poi – partito da Adamo ed Eva – giunge al 10° e realizzato Fattore, tratto dai NOVE e chiamato NOÈ. 342
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Essi – così come creati – sono una cosa sola e non mutano nulla, scendendo da ADAMO=1+4+1+11+13=30 al NOè=12+13+5, poiché 20=V è tutto il moto 10 dei 10, ma fatto avanti e dietro, in positivo e negativo. Così come sono stati descritti, sono però disegnati in Bibbia come una intera struttura operativa che è tratta una dall’altra e che giunge, a poco a poco, a determinare un rapporto finale del tipo di Causa/effetto che vale 64,66905 e che, rispetto al Dio 10, si pone nei decimi del tempo come il 646,6905 ben definito in spazio e tempo dalle 4 dimensioni del tempo decimale. In questo modo articolato si giunge alle emanazioni divine che in Bibbia hanno il nome plurale di ALHIM (Aleph, Lamed, Hè, Iod, Mim) e nei loro numeri 1+200+5+10+400 valgono il 646 intero dato dalla struttura dei NOVE che hanno creato NOÈ. Essendo un tempo decimale, l’intero 646 diventa lo <spazio nel tempo> quando è alla dimensione lineare tripla dello spazio, tanto che un Trinità di Elohim nasce il 1.938 risultante da 646 per 3. La “storia”, nel mio tempo natale (sono io che nasco nel 1.938), arretra nel passato iniziale dell’anno 1.900 attraverso una crescita negativa di -19 -19 anni, che sono i valori unitari, laddove il 1900 applica al 19 il 100 che è il lato nella lunghezza della realtà 10^4, data da √ 104 = 100. Io vi proverò che Adamo è l’estrema presentazione iniziale fatta in Bibbia del 1° Amodeo, mediante l’MDA del Codice Fiscale del cognome Amodeo, che, mutato nelle corrispondenti Mem Daleth Aleph, è la lettura ← inversa ADM ebraica, da destra, del nome giusto di Adamo. CA e poi A , le iniziali di Ca ino e A bele, traslano nel passato nell’essenziale modo che riduce a 2 lettere il 1° e a 1 lettera il 2° ; e sono i nomi corrispondenti esattamente a quelli originali di Carlo (che, come 1, ha 5 lettere) e di Antonietta (che, come 2, ne ha 5+5). 343
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Vedremo come anche Carlo “estromette” Antonietta e come i favori che vanno al 3°, nominato SET, riguardano un nato 07,0707 anni dopo il 1.000 e che (nella somma di Luigi Amodeo=54+47) ha lo stesso valore 101 dato da tutti e tre i nomi Ebraici, Caino=38 +Abele=23 +Set=40. Ho scritto che la storia “ufficiale” dell’inizio parte dalle nozze di inizio secolo tra i due figli che Cesare Amodeo, nella “preistoria” (approssimativa come tutte) del secolo 19°, aveva avuto da 2 sorelle: lui dalla moglie Teresa e lei da Innocente, la 22enne cognata presa in un momento di incontenibile passione. Dico storia “ufficiale” poiché la “preistoria” che vi racconto è in parte un arbitrio della mia fede, poiché sono io ad assegnare anche a Cesare Amodeo quel ruolo storico del “conquistatore” in tutti i campi, di un impero e di un talamo, che nella storia sacra raccontata in Bibbia appartiene al Labano di Paddan Aram. Labano=< Là (Ur) bano > abusò di potere <là> con chi originava da UR (in Caldea): Giacobbe (tramite il nonno <Ab>R.Amo e il bisnonno <TeR.A.38>), che era indirizzato ad <A.R. Am>, in “Padania” ed era in GIA (gli estremi congiunti di Lui gi A modeo che <co’ B, Benito è> (Già.co’.B.B.è). Abusò <la’> contro l’<URbano> cittadino dell’Urbe, la Città Eterna di Roma, per me che sono Romano. Labano fu l’arbitrario Padre che si permette la stessa libertà di scelta che ho io, autore unico di questo libro. Egli – come me – “assegnò” (scambiando persone) due sorelle come spose a Giacobbe… a 7 anni e a 7, di distanza tra loro! col risultato (scambiano ancora persone) del 3° Set, della 1a coppia! Ma è l’iniziale del 20° secolo che (con <Eva o Adamo>) <va a Amodeo> col Set Trino, nato 7-7-7 e ch’è LAM vissuto 777 in LAMech padre del Noè che (mutando persona) <Là> l’URbano-ROMA No è . 344
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Le due spose, una dopo 7 anni di dura servitù al Padre, e l’altra come i “secondi 7”, assecondarono in Bibbia l’abuso mio di assegnare a Cesare Amodeo due spose sorelle che avevano 7+7 anni di distanza tra loro nella incerta “preistoria” ricalcando i 14/1 nei 15 della “reale storia” tra Torquato e Maria, dichiarati fratelli da me che abuso di un potere paterno del tutto “assimilabile” a quello che si concesse coi figli Labano di Paddan Aram. Da vero arbitro della mia storia, io voglio alzare il mio bisnonno Cesare al rango del 1° Romano Imperatore, cui la Regina d’Egitto si sottomise, avvolta in un tappeto. Lo voglio arbitrariamente credere vero solo per fede, nel “bisogno divino” (che solitamente trascende la realtà effettiva) per il quale, sopra la mia, ci siano state per davvero 3 generazioni con lo stesso DNA della 1a. Quindi tutta la vicenda da me attribuita a Innocente Buonamore (che ha Maria come frutto imprevisto della passione d’una Cleopatra per Cesare, e la dà al Brefotrofio, che le assegna un cognome simile al suo), è quella possibile in una incerta e vaga Preistoria tutta impostata su quanto pur non sapendolo certo, poi per davvero lo credo. Fatto certo è che Cesare e Teresa abbiano adottato Maria dall’Istituto; fu un atto che, impedito alla mamma Innocente (che forse aveva tenuto nascosto al fidanzato e poi sposo Saldarini, d’avere già una figlia), fu concesso a sua sorella. Certo su chi fosse il padre di Maria non si seppe mai nulla, e io fortemente credo che fu poiché doveva restare un evento “trascendente” … come se anche questa Maria fosse stata resa incinta solo da uno … Spirito santo. Certo tutti coloro che sapevano non sospettarono mai, finché vissero, che coi 15 anni di differenza tra Torquato Vincenzo e la piccola figlia adottiva, potesse un giorno svilupparsi molto più che una tenera fratellanza. 345
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Finché Innocente non restò vedova, forse nemmeno alla figlia rivelò d’essere la sua madre, e forse nemmeno si accorse dell’amore nuziale scoppiato all’improvviso tra Torquato e la sorella adottiva, quando lei crebbe. Allorché Innocente lo vide o lo seppe dai due, li avvertì di stare attenti, poiché erano cugini e se ci scappava un figlio avrebbe corso il grande rischio che c’è tra nozze tra consanguinei; probabilmente lei anche ingigantì i pericoli di nozze tra cugini, sapendo (ma tenendolo ben nascosto) “quale Spirito Santo” avesse resa madre lei. È ancora Preistoria (basata sul mio credere) quella che quando Innocente seppe che avevano finalmente deciso di sposarsi, lei li giudicasse una coppia sterile (dopo parecchi anni di rapporti amorosi senza figli … visto che a lei era bastata quella sola, unica volta …). Entriamo dalla Preistoria nella Storia “accertata” con quanto accadde nel secolo 20°, dopo le nozze in Chiesa. Appena si legarono davanti a Dio, Maria restò subito incinta di Carlo; dopo circa due anni nacque Antonietta e dopo ancora altri due fu la volta di Luigi, il 1907,0707. In Bibbia è scritto che Ca… (non Carlo, ma Caino) “uccise” Abele; e nella famiglia di Torquato e Maria, vi fu un qualcosa di simile: Carlo “estromise di casa” Antonietta, poiché – tra i due – lei coi suoi due anni quando nacque il 3°, era chi ancora necessitava delle attenzioni che invece Maria doveva riserbare ora al neonato! A. (non Abele ma Antonietta), fu chi per via dell’auto-sufficienza del 1°, fu esclusa e data alla sorella Innocente, che, sposata senza figli, poteva “adottarla”, come sua. Carlo coi suoi 4-5 anni, alla nascita di Luigi, era più autonomo di Antonietta, e poteva convivere con la mamma Maria che accudiva più che a lui al 3°: il neonato “trino” nel <Set>, per via della sua nascita nell’anno 07,0707.
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Queste nozze a inizio 1.900, sono – come vi ho detto – quelle vere nell’Origine posta nell’unità del secolo e che sono state retrocesse in Bibbia a quelle tra Adamo ed Eva. In Bibbia, Eva fu tratta da Adamo , e – nel nostro caso – Maria fu proprio quella pesciolina attratta dall’Amo che da piccola lo vide e amò fratello, da donna non si scostò da quella umana <esca> d’essere un cuore e un’anima . Questa è la famosa costola di Adamo: essa è parte dello scrigno dell’amore che racchiude in unità il vero cuore, il vero tesoro dell’uomo, che ha tanta forza di bene personale in sé che di due fa solo <uno> e lo si vede nato poi nella concretezza di due DNA fusi in un tutt’uno. Eva è Maria che va, che è e va, e … vira nel suo stesso essere e – dal bene fraterno – va <ad Amo>, all’Amore! Un dubbio viene colla Bibbia che pone Adamo nato prima di Eva, simile al <Chi nasce prima, l’uovo o la gallina?> Chi è prima per davvero? <Eva o Adamo?> Questo nodo di Gordio è tagliato similmente con questo anagramma che scavalca il problema dice che non importa nulla chi dei due sia stato il primo, poiché – comunque sia – la prima coppia <va a Amodeo>. Come già scritto, il cognome Amodeo è MDA nel Codice Fiscale, e questo MDA (in Mim Daleth Aleph) è proprio il nome letto Adamo in ebraico! Ove Eva=26 e Maria=38. il 26 è il 3° nome Anna mio e della mamma di Maria e il 38 è l’anno natale di me R. Am. e il divino nome trascende: “<Mariah> = <Hai R.Am> nel 38”. 26+38=64 (il valore congiunto) è proprio il flusso delle 2 (Eva e Maria) che esiste e va di 64, nel 66=Romano. Torquato è proprio il nome ultimo (il 5°) di Romano e, nato nel 1.856, è nato 1,26, il dì dopo l’1,25 di Romano, che nel 26 asseconda la sposa Eva, che <È, va Ad Amo). 347
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Quando Dio esiste nell’Energia in potenza, vale proprio il 66 di Romano, nome stesso dell’Energia (come ho mostrato in precedenza); e laddove Dio è anche la dimensione, la D.10 di DIO, il 10 che esiste nell’energia potenziale 66 si muove esattamente di 66 -10 =56. 56 è proprio la somma 26+30 dei nomi italiani di Eva e di Adamo; la prima coppia a immagine e somiglianza del Dualismo del Dio Padre e Spirito Santo, con 10 (il creatore) +26+30 (le sue due creature) è il 66 che – nel tempo della presenza unitaria data dal ciclo 10 – s’è realizzata nel 56. 38+113+95 (Maria +Torquato Vincenzo) valgono 546 e – nel 56 di Adamo ed Eva – si è “infilato” il 40=Set ponendo i genitori ai suoi due estremi. Ora, poiché il nome Vincenzo è il 5° toccato al fratello di Romano (il cui 5° Torquato è 113), 38+113=151 è quanto tocca al solo Romano, dei 2 nomi di suo nonno, ed è 111, +40=Set, oppure, partendo dal tempo del lato 100 della realtà, è 100/2 +101(=Luigi Amodeo, 54+47) Un 101 che è anche Eva=26, nel valore 101 del 26° numero primo, che rivela proprio <Luigi Amodeo> come il figlio di Eva=26, tramite il suo valore Ordinale, che ordina realmente e mette al mondo il 101 di <Luigi Amodeo>, che è poi il valore di tutti e tre i figli di Eva. Caino=38 +Abele=23 +Set=40 sono infatti tutto il 101 di <Luigi Amodeo> e sono, nel contempo, quanto è Ordinato dalla mamma Eva=26, col suo Ordinale 26° n. p.. <Carlo +Antonietta +Luigi> sono il 202+1+1 in cui una coppia di <Luigi Amodeo> è nel piano unitario a lati 1 e 1, essendo Carlo=43, Antonietta=107 e Luigi=54. Aggiungendo 3 Amodeo=47 si somma il 141 esatto di Mariannina Baratta (madre di Romano) e 204+141 diventa 345, con un valore medio di 115 = 113+1+1, dato da <Torquato> = <Romano Amodeo>, più il piano unitario trasversale che lo rende volume. 348
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345/101 = 3,4158 periodico, è il rapporto esatto (e stupendo) tra i nomi e cognomi dei figli di Torquato e Maria, e i figli di Adamo ed Eva! Il valore unitario 3 li indica come la loro trinità spaziale, nel tempo eterno del moto di 42 decimillesimi in 42 centesimi, ove 42 è il 7×6 della creazione divina in 7 giorni di opera, quando si è combinata coi 6 soli giorni di lavoro divino. L’eterno moto, di 42/10^4 in 42/10^2, è quello unitario dato (nei centesimi del lato 100 della realtà) da 42 -42/100; in un tempo che, traslando di 100 in 100, completa il suo ciclo intero; come dimostra il suo esser dato dal periodico rapporto di 1 diviso per 2,405002. In esso, l’unità del tempo, di 10/24, si riferisce al 2^10 = 1.000+24, direttamente leggibile in 10/24=1.024, in una realtà periodica nel tempo data dallo 0,405002; il quale configura il piano a lati 1 e 1 nel complesso spaziale 10^-6, in cui 405 millesimi sono l’intera realtà 400 esistente durante il tempo solo positivo di 10/2. Lo so: voi fate fatica ad accettare l’attendibilità del valore 345 totale dei nomi dei tre figli di Torquato e Maria, nonché il valore 101 dei tre figli di Adamo ed Eva! Ma dovete capacitarvi che il rapporto esatto, cabalistico, di Carlo Amodeo (43+47=90) +Antonietta Amodeo (107+47=154) +Luigi Amodeo (54+47=101) = 345, è legato al 101 di <Caino=38 +Abele=23 +Set=40>. È quello che si sintetizza tutto in Set, quando Set è Luigi Amodeo, 54+47 = 101… quale un tutt’uno coll’Ordinale 26° numero primo di Mamma Eva=26! Il 345 dei nomi dei 3 fratelli Amodeo, sta al 101 del 3° (Luigi Amodeo), come alla somma dei 3 figli di Eva! Questo conferma – in modo inequivocabile – come i nomi dei primi uomini descritti in Bibbia abbiano assunto la giusta valenza nominale dei primi tre figli di Torquato e Maria, come riprodotta da questi in quelli d’Adamo ed Eva.
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03˙01˙16˙10˙13 (=Carlo) seguito da (Amodeo=) 01˙11˙13˙04˙05˙13, or lo divido per il 03˙01˙09˙12˙13 (=Caino). 0301161013011113040513:::0301091213 = 1.000.231.823.4 74,4135177169717005325, rivela l’unità del lato della realtà 100×10^10 (il valore intero); 23×10^7 (alla D. del moto 7) dà la presenza 1 dei 66/3 dell’energia dello spazio a D. 3; 182/10^4 (alla D della realtà) è mezzo anno espresso da ½ dei suoi 364 dati da 52 esatte settimane; 3474 intero è lo spazio intero 3000 ora associato al 474=444 +30; in cui 30 (il cubo spaziale di tre lati 10) percorre tutto il 444 che è i 2/3 del flusso dell’energia potenziale 666, espressa nel tempo dal piano i cui 2 lati unitari sono 666/6 +666/6 = 2×111. Ciò prova che la cabala non è uno <scherzo> e che le 21 lettere linguistiche dalla A alla Z (dell’alfabeto italiano) hanno lo stesso valore quantitativo dei numeri da 01 a 21. Basta a provarlo il rapporto appena visto tra il nome intero unito di CarloAmodeo, e quello intero del nome del 1°genito Caino. Posso “forzare” la prova con CarloAntonietta = 030116101301121813120905181801, che, diviso per CainoAbele = 03010912130102051005, porta al risultato del 10.002.318.234 ,408609756656 che è lo stesso fino alla virgola, con 10 dimensioni intere, rispetto al primo che dava questa unità mostrandola nel ciclo 10. La differenza a pari dimensioni, tra i due calcoli, fino a 10^27, dà uguaglianza in 10^-10 e poi 4 reali realtà, in: 0,0000000000˙3355˙2542˙0513˙7170˙0 3355/10^14 è il moto dei 66/3 nella massa 22 sommata ai 6666/2 del tempo dell’energia, alla D. 14 di 7+7. 2542/10/18 è la presenza ¼ della realtà 10^4 nel moto di 7 nei 6 versi del lavoro, alla D. 18 dell’intero lavoro spaziale di 6+6+6. 350
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0513/10^22 è (alla D. dei 66/3 dell’energia spaziale) lo spazio 3 associato al ciclo intero 10, e al tempo ½ del volume 10^3 (nel suo moto solo in positivo); è, detto in modo più semplice, la presenza 1 di 2^9=512. 7170/10^26 è (alla D. delle 26 settimane di ½ anno intero) tutto il moto del soggetto 606+1, nel 7777 intero; soggetto, presente in 1, di 6 <Luigi Amodeo>=101, o di 6 che son dati da 101 (n. primo 26°, a questa D. 26). I risultati sono così probanti da togliere ogni dubbio sulla valenza della verità rappresentata con l’espressione letteraria dei numeri, ossia con la cabala. In relazione ora alla vita, la Bibbia precisa che Set visse 105 anni da figlio finché non ebbe Enos, e poi 807 anni da padre (di altri figli e figlie); 912 anni in tutto. Ora, per vedere se davvero Set rappresenta Luigi Amodeo come padre, dobbiamo confrontare 807 anni con quelli reali della vita di mio padre, vissuto dal 1.907,0707 fino al 1.983,0605 (cioè 5 giugno) per 75 anni; 10 mesi; 4 settimane; 1 giorno; o per un totale di 27.727 dì esatti. Ora, Dio Padre è a immagine e somiglianza del 10; noi abbiamo che anni interi 807:::75 interi danno il risultato di 10,76 esatto, dunque di Dio Padre, nel tempo centesimo dell’area 10×10, del Figlio Romano=66 +10 per suo padre. Dettagliano ciò anche i 10 mesi che +4×7+1=29 sommano, ai 10 mesi, il 10° numero primo nei giorni! I giorni totali 27.727 vissuti da mio padre, come la distanza dal giorno 1.907,0707 della nascita, sono uguali esattamente a 3961 volte 7 (per dare il numero delle volte che è riferito al nome Set). +3801,25 sono 100 ×38,0125, Natale di Romano +0159,75 è l’esatto spostamento per arrivare al numero =3961 che indica il numero delle volte di Set.
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Va aggiunto il moto della presenza intera di 25/100 nell’intero moto del complesso ciclo 10 di 8, cioè di 80, che con 160 esiste in 80 e si muove di 80. Nulla di più esatto, in presenza, nel dì natale di Romano, del tempo esatto 0,0125 dato da 1/80, che ci sia un 80, che nel moto suo complesso da -80 a +80 percorre 160; nulla di più esatto del fatto che se questo 160 va misurato in base alla presenza ¼ del lato 100 della realtà, che vale 25 e nei centesimi sono 0,25, che il 160 si riduca esattamente al moto 159,75 fatto da 0,25; allora al lato 100 della realtà s’aggiunge Benito=59, e lo spazio 75 del tempo. È il 160 che quando divide gli 86.400 secondi di un giorno, li porta ai 540 del ciclo 10 paterno del nome Luigi=54. Ora va detto che gli anni di spazio-tempo contengono un giorno di solo tempo, esattamente per le 10.000 volte di 10^4, valore intero della realtà. Pertanto 807 anni di spazio-tempo sono 8.070.000 giorni di solo tempo in un valore esatto. 8.070.000:::27.727 = 291,0520˙4313˙4850˙5067 col dettaglio di 4 realtà 10^4. 291 intero è il moto dell’area 3×3 nello spazio 300. 0520/10^4 è la realtà decupla di 52 settimane annue. 4313/10^8 è (alla D. della realtà complessa) il flusso ½ dell’energia 6666, quindi il positivo 3333 che è sommato al 1.000 -20, che dà il moto del piano coi lati di 10 +10, in tutto il flusso unitario 1.000.; 4850/10^12, alla D. 12 del flusso 6 di 6, è quello di 50+50+50 (la spazio-tempo unitario dato dai tre spaziali tempi ¼ dei lati 100+100 della realtà, data dal loro prodotto). 5067/10^16, alla D. della carica 4×4 della realtà, è la presenza 1 dell’energia 66 nel tempo ½ esatto della realtà 10.000^10^4. 352
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Se vogliamo considerare l’intera vita di Set, che visse 912 anni, possiamo dividere tutti i giorni della vita di mio padre, per questo numero di anni, e vedere quanti giorni risultano in ogni anno di Set. Allora 27.727:::912 divide 30,4024˙1228˙0701˙7543 giorni per ogni anno dettagliati fino alla realtà 10^-16. 30 è il ciclo intero dello spazio dato da tre 10; 4024/10^4 alla D. spaziale 3, il complesso reale 8 esiste 24 volte colla realtà 1000+3000; 1228/10^8 alla D. del complesso 8, è tutto il moto si Set+7+7+7 (=28) del piano a lati 600 e 600 ciascuno indicante il complesso spaziale. 0701/10^12 alla D. del moto 6 di 6, c’è la presenza 1 di tutto il moto 700; 7543/10^16 alla D. della carica 16, c’è la presenza 3 dello spazio, 40 della realtà e 75 cicli del lato 100 della realtà, come i ¾ dello spazio. Avendo rapportato i valori esatti della vita vissuta da Luigi Amodeo, antesignano di Set, con quelli della totale vita in anni 912, descritti in Bibbia, io so di trovare ancora ostacoli in chi vede divisi tra loro numeri di dimensioni diverse (in anni mesi e giorni). Costui non ha ancora “maturato” il fatto sostanziale che siamo rigorosamente, in fatto di spazio-tempo annuale, in un regime totalmente decimale, poiché 1 giorno di solo tempo è in un anno di spazio-tempo non quel valore di 1/365,25, ma quello di 1/10.000. La rappresentazione corretta di 1 anno +1 giorno è data infatti da 1,0001, il che somma a 1 anno il suo valore unitario in 1 decimillesimo dell’anno. Non ricordo se l’ho già dimostrato, ma – ad abundantiam – se l’ho già fatto lo ripeto. 10.000 è spazio+tempo. 5.000 è esso nel suo solo moto in positivo. 353
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4.800 +100 +100 disaggrega da 5.000 i lati 100 e 100 della realtà dalla cui area c’è essa, uguale a 10^4. +4.800 è il flusso intero del piano realtà in Spazio+T: - 3.339 è l’unità dello spazio, in 3.333+3+3 (in area); =1.461 è il solo tempo dei giorni dei 4 anni della realtà, per cui 1 solo è correttamente 1/365,25esimo di 1 anno di solo tempo. Precisato ciò, tutti i rapporti esistenti tra dimensioni che non sembrano in linea con il sistema strettamente decimale, non lo sembrano, ma lo sono; pertanto è lecito dividere tra loro valori apparentemente incongrui, perché nello spazio-tempo sono coerenti tutti al ciclo decimale. Detto ciò possiamo passare a controllare le vite negli anni 912 di Set, analizzate in 105 anni in cui Set fu solo figlio, e negli 807 in cui – dopo avere avuto Enos – divenne un Padre di altri figli e figlie e lo fu per 807 anni. Luigi Amodeo va riportato a 105 anni <come figlio>. Suo figlio Enos=47 è uguale ad Amodeo, e Luigi Amodeo, come figlio è 47 e come padre è Luigi=54. Ma il 1°genito di Luigi, nella sua realtà, non si è chiamato né Romano, né Antonio, né Anna, poiché nella sua realtà è stato il 4° nome di Paolo=51. Pertanto Luigi Paolo è 54+51 = 105, essendo lui nel suo nome Luigi e la presenza ¼ nel suo figlio, data dal nome Paolo, nel mentre l’Amodeo (comune a Luigi e Paolo) è il 47 del figlio Enos=5+12+13+17=47. Che i 105 anni vissuti da Luigi nella realtà del 4° nome Paolo siano gli anni di Luigi da figlio, è ineccepibile. Ora vanno considerati gli 807 anni che la Bibbia gli ha assegnato, in base ad altri figli e figlie avuti come padre. Luigi Amodeo ha avuto: +381 (nomi Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo); +426 (nomi Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo); =807 gli anni di vita di Set da Padre di figli e figlie. 354
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Se voi giudicate arbitrario che questi 12 nomi dei 2 siano validi come “tempi” della realtà, sappiate che +1,118110236220 è 426/381 quanto 2° c’è nel 1°; +1,118033988749 è √ 1,25, lato dello spazio-tempo; =0,000076247470 è differenza 0 nella realtà 10^-4! =0,000076247470 è Dio 10 +66=Romano =0,000000247470 è i 2 fratelli Amodeo =0,000000047470 è la sequenza dei due 47 = Amodeo =0,000000000000 è preciso a D. 10^-12 (nomi). Inoltre, con 2,99792457 m/s velocità della luce: 2^12 ×2,99792458 dà i 12.274 dì (Luigi padre dei 2). I 930 anni (sui totali di 10^3) totali della vita di Adamo, furono essi pure derivati da Set=7. Infatti furono 1000 meno Dieci 7. Riferiti non al padre Luigi, ma al figlio nel tempo ¼ del suo nome Paolo=51, ne occorrono le 9+9 volte che portano al 918 +12 (il numero dei nomi dei 2 figli). Non possono esservi dubbi: Adamo ed Eva sono la trasposizione di Torquato e Maria in quanto è esistito “In principio” nel 1.900, un “inizio” nella Storia, dato da 1.938 -38 e che nel 1.900 vale quanto 100×19 o 50×38 o 25×76 o 12,5×152 o 12,5×152 o 6,25×304 o 3,125×608 o … essendo tutte unità molto “ragionevoli”. Per scendere “ordinatamente” dal mio anno di nascita a quello di mio Padre, occorre il 1.938×80/81 che scende unitariamente al 1914,07 periodico in cui mio padre ha 7 anni di vita e vale 47 nel cognome ove 474,07 è dato da 4.096 /8,64 (il moto di 4 in 100, lato della realtà che in tutto è 4000, che si divide per i 10^4 s presenti in un dì.
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Nel ciclo perenne, è presente mio padre che da sé è un 7 dinamico ed ha 7 anni, esistendo – esattamente – nel tempo relativo al suo 1°genito Romano=66 dato dall’unità di ½ che è reale essendo alla dimensione decimillesima della realtà 10.000=10^4, e la cui struttura, centesima del lato 100 della realtà, è data sempre da Romano=66, esistente nel tempo 1. =1914,074074 periodico (dato da 1.938 × 80/81); - 0007,003367 quale Set nel tempo reale di Romano; =1907,070707 periodico fissa dal mio: il Natale di mio padre. Si scende anche direttamente dall’origine del 1.938,0125 agli anni 7,0707 attraverso una divisione, che risulta accorpata in 23 cifre 274,0906˙1337˙6327˙6620˙4194, ove 23 è la presenza 1 dell’energia di 66/3 che dà luogo ai due primi numeri primi che nel 23 sono il valore del nome dell’ABELE gradito a Dio, e a quella dimensione presenta il 193,8+0,1+0,1 (area trasversale). Ed è in base all’Inizio dato dalla mia data di nascita che si risale all’anno 7,0707 (dello stesso secolo 19) del padre mio, dividendo il 1.938,0125 per 274,0906˙1337˙6327˙6620˙4194. Poiché poi “in realtà” contano solo le cifre 4 decimali che portano all’unità dello spazio-tempo, entra in campo un successivo valore posto “in principio” in sostituzione di tutto il tempo non considerato. 7,0707 ×274,0906 = 1.938,01240542 e si fissa nell’intero 1.038,0125 sommando 9458/10^8 che è tutto il moto di 542/10^8 in 125/10^4 giorni reali (25) del mese 1. Di per sé 542 è il flusso ½ di 10^3 avente per lati dell’area trasversale un 7+7+7 e un secondo 7+7+7, il che è ideale per un soggetto nato il 7.0707 come mio padre. Ma è l’ora di passare alla Storia riguardante l’attentato di Satana, alla vita di questo mio padre che è della mia stessa sostanza e del suo nonno Cesare Amodeo, per nozze tra consanguinei.
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Ecco la storia, sul Corriere della Sera del 29-1-1908, 47+47 anni esatti prima del 2.002 in cui fu mostrata a me.
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Capitolo 15
Santa Maria Bonamore
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In quella fredda mattina del 28 gennaio 1908, in cui Luigi Amodeo aveva 6 mesi e 3 settimane (per 206 giorni totali di vita, primo giorno compreso) ecco che un imprevedibile ritorno di fiamma uscito dalla sommità di una stufa (quando fu sollevato l’anello centrale) infiammò lo scialle della madre, Maria, che lo stava allattando e la mutò in una torcia ardente. Era una di quelle semplici stufe come questa, che a Milano si usavano anche per cucinare. Infatti avevano sulla base superiore un sistema di chiusura a più anelli rimovibili, adattabili a tutte le misure delle pentole poggiate sul piano, tanto da poterle porre a diretto contatto col fuoco. Di certo non bastava la temperatura (anche molto alta) di una stufa e del suo tubo di scarico, per infiammare gli abiti di chi le si fosse troppo avvicinata. Erano le 11 del mattino e lei stava preparando la cottura dei cibi. Mentre stava allattando il piccolo che succhiava beato il suo latte, forse le è dispiaciuto staccarselo dal seno, e – mentre colla sinistra lo sorreggeva – colla destra operò in modo da togliere l’anello centrale. Usò l’asta addetta, terminante con un uncino, per agganciare il disco centrale e rimuoverlo; ma non appena lo sollevò, un ritorno di fiamma uscì dalla stufa.
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È una cosa che non dovrebbe accadere mai, poiché il tiraggio offerto dai grossi tubi di scarico dei fumi è tale da impedirlo, anche se in un alloggio all’ultimo piano non è poi molto alto il suo camino. Ma se nel nostro mondo esiste per davvero un <maligno>, che fa di tutto per ostacolare la storia della salvezza – sto parlando proprio dell’antagonista del <Dio Salvatore> – ecco allora che non solo tutto il male è possibile, ma addirittura diventa inevitabile. Maria Bonamore – anche se non fosse stata avvolta tra le fiamme – così si vide, poiché succede e io posso attestarlo: un giorno presero fuoco alcune cartucce di piccoli botti che avevo arrotolate nella tasca destra dei pantaloncini, e io mi vidi letteralmente tra le fiamme, anche se il fuoco restò tutto lì circoscritto e lo soffocai e spensi subito, premendo colle due mani sulla mia coscia. Mi procurai così un’ustione di 1° grado e una cicatrice a forma di pistola che mi resta ancora dopo 75 anni! Pertanto capisco bene come deve essersi <sentita e vista> nonna Maria nel mentre per davvero la fiammata l’avvolse: ebbe la sensazione che l’intera stanza prendesse fuoco e che dovesse subito uscire; così afferrò colla destra il primogenito Carlo, di 4 anni e lo trascinò urlando sul ballatoio all’ultimo piano, invocando aiuto e scottando anche lui; trovata provvidenzialmente aperta la porta dei vicini, entrò, e consegnò loro incolume chi stava allattando. Il piccolo Luigi fu così subito in salvo; il giovane che cercò di aiutare, finì scottato anche lui, finché lanciò su di lei una coperta e riuscì così a soffocare le fiamme, ma spegnandole tutte sul corpo della povera nonna mia, che non ne sarebbe sopravvissuta più che per poche ore. Il giornalista che ha scritto questo articolo, lo ha fatto sulla base del racconto avuto dal vicino di ballatoio, che, vedendosi entrare in casa la donna tutta raccolta attorno al figlio che stava allattando, per prima cosa l’ebbe da lei senza nemmeno una scottatura, protetto dalle fasce che lasciavano fuori solo il volto, che la mamma coprì. 362
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Il giornalista fu informato che all’ospedale era finita non solo Maria, ma anche Carlo e il giovane soccorritore, e ricostruì una cronaca infedele, col racconto della donna che teneva in braccio il suo figliuolo … Carlo, 1°genito, scrive “di 2 anni”, mentre il lattante 3°, Luigi di 6 mesi, non c’è. Sembra la semplice <disavventura> di un cronista che – dovendo ricostruire la storia, in base ai ricoveri – non ebbe modo di sapere che chi era in braccio allattato, era Luigi! E ch’era stato salvato dall’eroica mamma che l’aveva stretto al petto impedendo al fuoco di toccarlo! Invece, non è un caso, bensì è il solito <Maligno> che – avendo inutilmente tentato di uccidere il lattante – riuscì se non altro ad <occultare> la sua persona, da una traccia pubblica, lasciata nella storia degli eventi di rilievo, sul Corriere della Sera, il quotidiano di Milano. Luigi sarebbe stato attaccato molte volte (anche dopo che mi aveva messo al mondo) nell’arco della sua vita per il suo ruolo <unico> d’umano rappresentante di Dio Padre. La “notorietà” pubblica resa a Carlo, a discapito del vero eroismo materno tutto volto a favore del 3°, fa parte della storia dei molteplici tentativi diabolici della “mala sorte” di <oscurare> tutto il buono che c’è, quando non si riesce a sopprimerlo del tutto. Io avrei patito lo stesso tentativo satanico il dì dopo, il 29-12.002, e il giorno ancora dopo a Cogne una mamma, di nome Franzoni, indemoniata, avrebbe fracassato, senza manco accorgersi, la testa del suo piccolo Samuele Lorenzi. A Saronno ero 4 dì oltre i 2^6 anni compiuti, segno del Dio=Jhvh=26, quando nel 26 il 6 è in potenza di 2, e avevo 23.381 giorni (1° dì compreso); i 23mila, segno dei 2 primi n. primi accorpati in migliaia, mentre i 381 dettagliavano la somma dei 16 primi n. primi: segno della piena realtà 4×4 del Dio 1 e 3 e del Nome Segreto di Dio nascosto nel mio.
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C’era in sostanza, quel giorno, per me tutta la presenza per cui io potessi accorgermi del ruolo dato a me dalla Divina Provvidenza … e un pullman della “mammona” Golden mi investì, nella mia Fiat Croma, per uccidermi. Io fui difeso dalla Volontà Suprema e, negli stessi minuti 10:02, Satana entrò nella chiesa di fronte e annichilì il corpo di Cristo, facendolo scomparire dalla grande croce che è alla sinistra dell’altare, quando lo si osserva. Le ore 10:02 restarono segnate dal grande orologio del campanile, che si fermò, come a voler dare il segno che si fermava il tempo, a Saronno e che l’eliminazione del Cristo di legno – segnata dall’orologio – non era opera umana… Insoddisfatto, Satana a Cogne e il dì dopo uccise Samuele. Samuele (“uele” quasi “=” nel nome al <S. Am>), al santo <Io Sono> in AM (AModeo), fu l’umana e innocente vittima di Satana impossessatosi di una mamma. Fu “cognito” a Cogne l’incognito in <Saronno> che, per a n=12 =11a+1a = ma, nasconde <Sa Romano>! E <Lorenzi> celò l’inverso ordine <izneroL>. L’ordine impone che “ is N: è RO, L ”, rivelando che L è N numero 50 romano nell’italiana dimensione D.10 di DIO, precisando che è (Chi) RO , è Cristo. Tutto ciò era incognito a Cogne, in Samuele Lorenzi. Annamaria Franzoni , la madre, nascondeva a sua volta Mariannina (Baratta mia madre) nel nome, mentre il cognome Franzoni rende noto: Fran (tuma finendolo) z <on>I. e manda SU in cielo: I., Iesus, quel povero cristo del figlio, nell’italiano nome <G è SU>, vittima innocente! Il Maligno l’occulta sempre, così Dio risulta sibillino e tutto sta alla base della stessa predicazione del profeta Isaia, quando – in relazione all’uomo dei dolori – afferma che “era uno di cui non avevamo alcuna stima”. 364
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Il solo modo per sbarazzarsi (quando non si può) di un insormontabile ostacolo, sta così nel carcare di nasconderlo. Quell’Amodeo Luigi in fasce doveva morire e non avere i figli coi quali Dio avrebbe compiuto il suo disegno di salvezza … Ma – salvato dall’eroica mamma e reso noto dal Corriere della Sera – allora fu reso ignoto ch’egli fosse Luigi, il 3° e non Ca. (Carlo, Caino) il 1° che ormai ragazzo aveva estromesso dalla famiglia A. (Antonietta, Abele)! Mia madre, nascendo molti anni dopo, ebbe parimenti ostacolata la sua nascita, dalla sua stessa mamma Teresa Russo, che non voleva accettare il suo destino: di sposare nonno Giovanni … e la preghiera chiesta da Nostra Signora a Fatima di pregare per la conversione della Russia, riguardava quella di nonna Russo, che doveva convertire il suo disprezzo per quel Baratta … altrimenti Io e Benito non saremmo mai nati, venuta meno nostra Madre! Lei si convertì, come una delle Tre Sante di questo libro e generò con la figlia di un Santissimo Buon Amore Mariannina Baratta, la terza e più importante, come Maria SS. Figlia della piccola e santa mamma sua, Annina. L’Avversario di Dio, non essendo riuscito ad evitare la sua nascita, riuscì tuttavia a nasconderne il giorno esatto, ch’era il 29 giugno che celebra il martirio di Pietro e Paolo, poiché fu registrata il 27, 2 dì prima che davvero lo fosse. Col tentativo satanico di celare il 29 del Sacrificio di Pietro e Paolo, significativo nella sua nascita, Mamma per tutta la sua vita ha figurato sui documenti ufficiali una cosa ancora più miracolosa e divina: d’essere nata due giorni prima di nascere il 29, risultante, però, nel suo stesso natale per come attestato in Chiesa, anziché in Comune. Quando fu dichiarata (una settimana dopo) a Perito (e anche questo è nello stesso trascendente segno del nascere ove Perito indica <morto>), non c’era più spazio sul foglio alla data 29 e seguenti per un nato … a Perito, ma solo sull’ultima riga dei nati il 27, due giorni prima di nascere. 365
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Il tentativo maligno di occultare il bene ha sempre l’effetto inviso al demonio, e la mia vita ne è il segno. Ora non stupitevi del fatto che io che scrivo questo libro e che sono il soggetto IO-SONO unico della mia vita, veda tutta la storia Biblica e Universale come se fosse creata tutta da me. Infatti è vero così: se io non ci metto tempo mio, nulla accade, né nella mia vita, né in quella altrui che vedo o che mi è riferita dagli altri. Quel <milionesimo di secondo> che “blocca” una pallottola di fucile, nel tempo di una fotografia, nella mia vita è solamente il MIO! Così, per l’importanza fondamentale che io ho, tutti gli uomini a mia immagine e somiglianza dovrebbero venirmi tutti intorno. Vedete quanti accorrono a Medjugorje o altrove e solo per il fatto che qualcuno afferma di vedere e parlare con la Madonna che dà loro dei messaggi. Se gli uomini sapessero che IO (nella mia vita) sono l’unico IO-SONO che fa esistere anche loro che sono solo a mia immagine e somiglianza … ma non sono ME … allora accadrebbe molto, ma molto più che a Fusignano per vedere la madonnina che piange e una veggente che guarda in cielo e afferma di vedere Maria SS. che le parla! Così accade che quando il Diavolo cerca di nascondermi agli occhi di tutti i miei simili, affinché io non gli apra gli occhi come a veri ciechi, i suoi fini malevoli sortiscono, finché il mio soggettivo IO-SONO “mena la danza”, l’effetto che sono lasciato assolutamente <in pace> e col pieno tempo di fare quello che devo, restando qui tranquillo e indisturbato. Il Diavolo ha allontanato in tal modo tutti quanti da me, lasciandomi totalmente solo ed ha giovato al massimo alla causa di Dio: da me esce la storia come <Ab> R.Amo.
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Ho fatto questa doverosa digressione, interrompendo la storia di Maria Buonamore, per farvi capire come, essendo una bimba vissuta senza sua madre, e allevata da sua zia, avrebbe trasmesso anche a suo figlio Luigi ereditariamente, la lacuna di chi vive per due generazioni senza avere una propria mamma che ha reale cura di te. In Maria, morta 6 mesi dopo l’ultimo parto, fu messa a fuoco l’avversione maligna di chi vuole privarti di tutto l’amore che ti possa dare una mamma. Sia Maria, l’eroica, sia il suo ultimogenito Luigi che aveva difeso e protetto donandogli la sua stessa vita (come per un vero <divino dispetto> fatto da Dio al Maligno) si sarebbero posti come una tale valorizzazione del significato stesso di una madre, per suo figlio, che ciò avrebbe portato Maria al sacrificio estremo di sé pur di difendere totalmente il lattante. E mentre in apparenza gli si negava, per tutto il resto della sua vita, invece era vero l’esatto opposto ed ella totalmente <gli si dava>, in un unico ed eroico <santo> gesto di donazione di sé. Maria era consapevole di essere stata portata all’Orfanatrofio e si era sentita in un certo senso come <abbandonata> dalla sua mamma, e Dio aveva giocato su tutto ciò per vanificare totalmente il gesto diabolico di <Chi> attizzandole fuoco voleva togliere di mezzo sia la mamma, sia il figlio e conseguentemente tutto quanto il <bene> che era previsto nascesse da lui in futuro. Se non capite questo disegno che è <divino>, in quanto fatto totalmente da Dio, ma che in esso mobilita in toto e <scatena> il suo <avversario satanico>, come è scritto in Apocalisse, alla nascita del Figlio di Maria: che ciò aizzò contro di lui la Bestia che voleva portarlo via, io cerco, alla bella e meglio, di farvelo capire. Dio ha creato col mondo reale una vera e propria <contraddizione> in tutti quanti i suoi <termini> in quanto tutti (come confini) sono determinati e dunque il perfetto opporsi reale a tutto quanto in Dio è ASSOLUTO e indeterminato .
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Ma la stessa indeterminazione sarebbe un limite per l’ente Assoluto che non ne patisce alcuno, e quindi nemmeno quello dell’indeterminazione. È il mondo reale a salvare Dio, facendolo nella sua assoluta determinazione dell’indeterminazione . Quella che è la Relatività Generale esistente realmente tra tutti gli opposti, mentre in un certo lasso più o meno esteso di tempo relativo la fa esistere, alla lunga dei secoli dei secoli tutto si è talmente contrapposto da essere perfettamente <fifty-fifty>. È nel pieno rispetto della Legge statistica esistente realmente quando nel tempo è posta di fronte ad alternative vere come sono il <pari o dispari>. In un solo tempo c’è il massimo della contrapposizione e il tutto è o <pari> oppure <dispari>. Ma non appena gli eventi sono solo due, è ancora possibile che siano la sequenza di <due pari> oppure <due dispari>. Ma se gli eventi superano già la decina, ecco che gli eventi cominciano ad avvicinarsi sempre più all’uguaglianza tra il 50% e il 50% esatto esistente all’estremo limite posto <nell’infinito>. In tal modo, anche una vita nel suo intero, o <avanza> o <retrocede> e tutti noi la vediamo solo avanzare poiché siamo tutti una sola famiglia discesa da Adamo ed Eva. Tutti noi viventi siamo accomunanti dal fatto di vedere retrocedere questa vita, grazie al reale avanzamento dell’altra. Ne vediamo infatti il <retrocedere> grazie all’avanzamento in negativo della carica negativa della luce. nei fatti l’elettricità esistente nel nostro mondo è creata ad arte facendo ruotare un campo magnetico in presenza di un circuito in un filo elettrico, nel quale l’elettricità possa muoversi nel senso inverso.
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Insomma la nostra vita, mossa assecondando la carica negativa della luce, sembra avanzare, ma retrocede come retrocede veramente il magnetismo. Dio, facendo esistere gli opposti e i valori alternativi, all’infinito, realizza, con l’assoluta attuazione dei valori esattamente contrapposti tra loro, l’esistenza reale del nulla, come della coppia dei due gemelli ZERach PeREZ. L’equilibrio e l’estrema giustizia, mentre si vede realizzata solo all’infinito, veramente lo è lungo tutto quanto il relativo percorso che porta un solo evento ad accadere in un numero infinito di volte. L’esistenza della CONTRADDIZIONE UNIVERSALE è la suprema liberazione divina del vincolo che Dio ha assunto col mondo reale. Pertanto nel mondo reale deve apparire regnare SATANA, ma accade e si manifesta così regnante solo poiché – come disse Gesù Cristo – Satana è il supremo mentitore del vero . In tal modo, se nel mondo reale è disegnato l’avvento vero di un salvatore del mondo come quel Consolatore e Spirito Santo Paraclito preannunciato da Gesù Cristo, deve apparire scatenarsi contro tutto questo avvento il tentativo satanico di toglierlo realmente di mezzo. Anche la Salvezza divina deve apparire essere <demoniacamente contrastata> da una entità Maligna che tenta – ma inutilmente – di opporvisi, e tutte le volte che lo fa per ottenerne un male, invece ottiene solamente un potenziamento divino del bene. La mamma che porta la nata Maria tra gli Orfanelli e che poi anche muore impedendo a lei la cura reale per sua figlia, ha sulla piccola Maria solo l’effetto di potenziare in lei il significato dell’avere una mamma che ha cura di te.
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Laddove il maligno toglie, Dio rafforza l’ideale di quanto il maligno ha tolto. E questo rafforzamento diventa addirittura <santità> quando le fiamme accese da Satana alle vesti di Maria, con quel ritorno di fiamme uscite dalla stufa che l’investirono e le diedero fuoco, acuirono il lei il <bisogno estremo> di proteggere i suoi figli. Luigi lo aveva che stava poppando latte dal suo seno e gli si avvolse tutta intorno, impedendo alle fiamme di toccargli il viso. Coll’altra mano cercò l’altro figlio, di 3 o 4 anni e lo trascinò urlando fuori dell’alloggio che lei vedeva tutto in fiamme, stando l’ nel bel mezzo di tutto il suo fuoco. Senza volerlo danneggiò Carlo, con la sua mano avvolta nelle vesti infiammate. Urlando più che poteva, uscì sul ballatoio di quegli alloggi a ringhiera e – cercando umanamente aiuto – s’infilò nella prima porta che trovò aperta. La prima cosa che fece fu di consegnare del tutto salvo il piccolo che aveva protetto con tutto il suo corpo come avvolto su lui in fasce. Le buttarono addosso una coperta, che soffocò sì le fiamme, ma spegnendole tutte quante contro il suo povero corpo di santa. Il resto lo vedete scritto sull’articolo del Giornale. Possiamo affermare che questa Maria Buonamore sia stata una Santa? Certamente, e con tutto il <disturbo> creato dal maligno che ha cercato in tutti i modi reali di nasconderlo. I santi ufficiali, decretati tali dalla Chiesa Cattolica, che sembrano essere i soli <gloriosi>, hanno questa gloria che brilla fulgida nel mondo dominato da Satana. Nel mondo in cui invece è Dio l’autentico dominatore, la santità risulta essere proprio invisibile. Tutto questo asseconda quello che disse Gesù Cristo: <Nel regno dei cieli vedrete prostitute e apparenti malfattori entrare prima di tanti sacerdoti…
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Qui vedete Innocente Buonamore, che ho cercato senza però trovarla sia tra le “stelline” (ossia di padre ignoto orfanella presso i Martinitt di Milano), sia in altri Istituti analoghi, e dunque “come scesa dal cielo” di istituzioni volte all’accoglienza degli NN, a ragione del cognome Buonamore, simile a quello dello stesso Amodeo… Lei figura nata nel 2 agosto 1.847, ed era per lo meno sorella <in Dio> di Teresa Bonamori, la sposa di Casare Amodeo. Fu lei a prendersi cura di Luigi, morta Maria Bonamore (del particolare trio: Buonamore, Bonamori e Bonamore) eroica madre di Luigi.
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A Voi, Anna questa immagine della nonnina mia, che tanto amate e che ogni giorno pregherà per voi, per i vostri sogni, per i vostri cari congiunti. 2 agosto 1931 2 agosto 1847 Innocente Buonamore, ved. Saldarini Il suo nipote all’amica e sorella Questo è lo scritto sul retro della foto, se fate fatica a leggerlo, sulla missiva che un 24enne Lui gi A modeo scrisse – coi suoi estremi congiunti in <GiA> – a chi poi sarebbe stata chiamata Tamar in Bibbia, per i suoi estremi di Barat ta Mar iannina, in Bibbia 1,38 138 precede il 381 , che +381 +100 dà il 10^3 coi 100 dì del lato della realtà, gli ultimi 138 dì in cui Romano fu in “Tamar” e i Due 381 giorni del Nome Segreto di Dio.
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Capitolo 16
1938 -2•2•2•2•2•2•2•2•2•2 -2 dà il 913 “in principio”… e papà e mamma sono Giuda e Tamar Quando in Ebraico furono 913 gli anni posti “in principio” al vero Inizio nel 1938 effettivo e reale della mia vita (di me nato nel tempo 1/80 dell’Unità che porta allo 0,0125) fu tratto estrapolando, assieme all’unita di 1, l’intero 2^10 della Coppia divina di Padre e Spirito Santo, elevata alla potenza 10 di Dio; 1.938 -2^10 -1 descrive il 1.938 -1.025, che va a ricreare in negativo i 913 anni premessi e posti “in principio” in Bibbia. 2^10 è la potenza 10 di Padre e Spirito santo, e con il suo 1.024 “comanda” che il 10^3=1.000 posto “nel principio matematico” del 10 che è Uno in 10 e Trino i 10×10×10, con un 10 in potenza 3 debba avere un suo principio di 24 anni! Il 2 agosto 1931, pone in Luigi Amodeo i 24 anni che ebbe, rispetto alla data natale di sua nonna Innocente. 2 agosto è 2-8, e giustamente riguarda il SET +7+7+7 di questo 28 composito, nel giorno e mese di sua nonna, quando lei ha 84 anni. La foto in fronte e retro di Innocente Buonamore è uno stupendo documento storico lasciato di pugno suo da Luigi, “estremizzato” in GIA scrive a chi lo è in 84 e in Tamar. Innocente Buonamore è nata nel 47 che dà gli estremi di Amodeo (e l’aggancia così a quell’Amodeo=47 che l’aveva sedotta). 373
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I suoi 84 anni sono il valore numerico di Mariannina, che è la vera madre dei due (Esaù=42 e GIAcobbe=42 che sono nel suo “ventre” come il 42+42 e che la Bibbia nominerà <Re B è cca’> e quel B è il binomio di 42+42, che esiste qua ed è Re. Rebecca è il nome di Mariannina traslato al suo passato estremo, alla <fonte> della nascita di un Duo Divino in Padre e Spirito Santo. In Bibbia 1,25, mentre Lui gi A modeo è estremizzato nel GIA dei suoi estremi congiunti, chi sarà la sua sposa ed è nominata Mariannina, è 84 nel valore delle sue lettere e appare nell’84 che sono gli anni che ha l’Innocente Buonamore nel 1931 in cui il suo nipote Luigi ci ha lasciato questo importante documento della sua e nostra storia. Gli estremi GIA congiunti in mio padre sono gli stessi del GIudA 4° figlio di GIAcobbe, che lo rappresenta nella realtà ¼ della reale presenza. Questo 4° figlio, estremizzato nel GIA di mio padre, divenuto vedovo di <Sua>, sarà <intrigato> in Bibbia da una “prostituta sacra” che si apposterà sul suo passaggio e si farà possedere da lui, nel suo sacro ruolo di consolatrice dei vedovi. Accadrà al Luigi Amodeo con gli estremi in GIA, a restar “vedovo” di una realtà culturale sposata dopo che sua madre era morta ed era stato affidato a Innocente dal padre assorbito nel suo lavoro di fattorino alla Ricordi. Con Torquato descritto poi da Adamo, che è il primo “fattore” dell’umanità, non stupitevi del ruolo di “fattorino” che impegnò tutta la sua vita; e nemmeno del suo impiego alla “Ricordi”, poiché Adamo sarebbe stato dedotto da lui, in quel perenne ricordo, riportato poi in Bibbia. <GIA’> (estremizzo così anche io Lui gi A modeo) aveva trovato la sua consolazione nella cultura, quando aveva cominciato la scuola elementare, che giungeva allora fino alla sesta. 374
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Era però di famiglia povera, e il povero fattorino di suo padre doveva dar da mangiare a 4 persone col magro provento del suo modesto lavoro, per cui, appena terminata la sesta, GIA’ fu messo al lavoro, come giovane apprendista da qualche parte. GIA’ era restato vedovo della sola realtà che aveva sposato come compagna che consolava la sua vita, alquanto demoralizzata dalla disperazione nascosta nel pensiero assiduo di sentirsi come l’assassino di sua madre: se non avesse pensato a lui, lei non sarebbe morta. Pensate a un bimbo che nasce e si ritrova con questa pesantissima tegola sulla testa! Abbracciò lo studio con tutta la passione del suo cuore e ne fece lo scopo primo ed ultimo della sua vita. L’apprendistato altrove lo ritrovò proprio nella condizione di un vedovo a 12 anni! Insoddisfatto di qualsiasi altro lavoro di fosse proposto, vide nelle biblioteche il rifugio della sua passione e iniziò a divorare libro su libro. Acquisì una lettura così veloce che impiegava ¼ di tempo a leggere ogni pagina, rispetto a quello medio degli altri, e – non appena poté – iniziò a pubblicare i piccoli racconti e le novelle frutto dalla sua fantasia. Comperò un violino e si dedicò alla musica, restando nello stesso lavoro del padre fattorino delle Messaggerie Musicali passate sotto il nome della Casa Ricordi. A 20 anni, deluso in tutti i suoi lavori, Luigi si rianimava scrivendo novelle che erano pubblicate su un giornalino a diffusione nazionale, e accompagnava il fratello 1°genito Carlo in tutte le gite e le manifestazioni promosse o semplicemente partecipate assieme a lui. Si era dato lo pseudonimo di <allegro rompiscatole> proprio per il ruolo che si era ritagliato in quelle gite, come chi portava le scatole, coi cibi e le bevande per tutti, e le rompeva quando esse erano distribuite. 375
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Sullo stesso giornalino, scriveva chi s’era detta <filosofa sognatrice> … ed era TAMAR: gli estremi congiunti di mia madre. Le “cose” pubblicate da questa “sognatrice”, scritte a Salerno, agirono sul “vedovo” dei suoi amati studi come le <fattezze> della prostituta sacra: Lei aveva quello che gli piaceva: le cose scritte sognando e ragionando. In Bibbia, GIA’ (gli estremi congiunti di Giuda) vede il burka che ricopre quelle fattezze che lui desidera per sé, e va da lei, le chiede “il prezzo”. GIA’, mio padre, non chiese “il costo” alla mia futura mamma Tamar, ma quando le scrisse la prima volta una lettera, fattasi dare l’indirizzo dalla Redazione del Giornalino … fu per lui la stessa cosa. Sapeva infatti che avrebbe dovuto pagare anche lui il “suo giusto prezzo”, per quell’aggancio, ma era pronto ad affrontare al meglio quella questione. A 24 anni – come potete leggere sul retro della fotografia della sua nonnina – il tono dello scritto ha tutto il garbo e rispetto che egli aveva assunto come il suo prezzo, e che vi mostro di nuovo, per farvelo ben notare: A Voi, Anna questa immagine della nonnina mia, che tanto amate e che ogni giorno pregherà per voi, per i vostri sogni, per i vostri cari congiunti. Non era la prima lettera; già lui le aveva parlato della sua vita, del suo sentirsi responsabile della morte di sua madre, di come era stato accolto dalla sua nonnina! Già era nato a casa di lei, in via Torricelli a Milano, quando Maria – sua sorella – aveva trovato nella casa di lei vedova il luogo favorevole alla sua assistenza per il suo parto; lei aveva parecchi anni meno di lei e quasi la trattava come una madre. 376
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Luigi era stato battezzato nella Chiesa di San Prospero, in Via Torino, che era in centro nel proseguimento di via Torricelli, un luogo diametralmente opposto a via Padova, dove viveva sua madre e dove era tornata dopo il parto. Mentre queste parole disegnano il rapporto speciale che esisteva tra i due miei futuri genitori, le date aggiunte dopo – come vi ho detto – sono proprio quelle che inquadrano questo testo con quanto descritto in Genesi 38. La Tamar mia madre si presentò davvero come una “prostituta sacra” quando scrisse al <vedovo> dei suoi amati libri, che a Salerno un libraio doveva preparare il catalogo di tutti i libri che giacevano nel negozio alla rinfusa e cercava un <bibliotecario>. Fece la sua <proposta> da mediatrice, chiedendogli, con lo stesso garbo: <A Voi, Gino, ciò interessa?> Era l’equivalente per lui ad un invito a nozze, e si fiondò a Salerno e assunse quel compito che finalmente era quello che amava: doveva considerare tutti i libri, uno per uno, e strutturare il catalogo <a suo giudizio!> Ma non accadde solo questo, poiché, giunto a Salerno e frequentata Tamar fu conquistato dalle sue grazie e tentò di proporsi, chiedendole ora espressamente il <suo prezzo>. Infatti lei poteva aiutarlo in modo prodigioso a portarlo di sana pianta al suo livello di studi, essendo al penultimo anno degli studi alle Magistrali. In un anno, Luigi avrebbe potuto preparare i tre delle scuole medie e sostenere gli esami da privatista, e nel successivo – studiando assieme a lei che era all’ultimo anno – avrebbe potuto preparare tutti i 4 anni delle magistrali, presentandosi a da privatista agli stessi esami di lei. Per un 25enne col solo il titolo della VI elementare e che avrebbe voluto seguitare negli studi, la <cosa> che lei Tamar poteva offrire a lui – assistendolo e guidandolo – era la stessa che offriva al vedovo Giuda della sua congiunta. 377
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Avete notato? anche Gino ha scritto di Innocente che <ogni giorno pregherà per voi e i vostri cari congiunti …> Ora questa era l’offerta! Ma quale il “prezzo> che lui avrebbe dovuto pagare? Lo stesso di Giuda: una risoluzione assolutamente momentanea e passeggera! Quella <botta e via> della Prostituta Sacra, nel caso dei miei genitori doveva avere la durata massima di <due anni>: il primo necessario per preparare la licenza media, il secondo per il diploma in quella magistrale… poi via: ciascuno per la sua strada. Infatti la <filosofa sognatrice> Tamar, che già lui conosceva nei suoi sogni (come scritto nella lettera) aveva quelli in chiaro conflitto tra loro come lo sono i sogni e i puri e ferrei ragionamenti. I primi portavano a un suo futuro come “madre badessa”! Non una semplice sposa di Cristo, ma una che fosse madre addirittura per tutte loro. La ragione contingente e filosofica portava Tamar verso un difficile futuro dedicato all’ingegneria, studiando in una università che ancora non era accessibile con il suo titolo di Diploma magistrale. Per questo erano in parte <sogni> e in parte puri ragionamenti; una cosa però lei aveva per certo: non era certo il sogno di procurarsi un marito! Anche per la “prostituta sacra” era lo stesso non volere un marito. Nella Bibbia, il testo descrive l’evento usando le sue parole, ed è importante conoscerle esattamente per vedere fino a che punto vi siano delle corrispondenze. Sono due episodi diversi ma poi … del tutto anche simili, ma in un modo che li trascende.
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Bibbia 1,16-19. 16 Egli si diresse su quella strada verso di lei e disse: «Lascia che io venga con te!». Non sapeva infatti che quella fosse la sua nuora. Essa disse: «Che mi darai per venire con me?». 17 Rispose: «Io ti manderò un capretto del gregge». Essa riprese: «Mi dai un pegno fin quando me lo avrai mandato?». 18 Egli disse: «Qual è il pegno che ti devo dare?». Rispose: «Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano». Allora glieli diede e le si unì. Essa concepì da lui. 19 Poi si alzò e se ne andò; si tolse il velo e rivestì gli abiti vedovili. È lei che chiede a lui “che cosa le avrebbe dato, per andare con lei”. La risposta <un capretto del gregge> è la tacita accettazione, da parte sua, di una offerta che avrebbe avuto il limite preciso in 1/N del gregge di N pecore. Erano praticamente i 2 anni, poca cosa al confronto di tutti quelli dell’intera vita. Del resto era così anche per lei, con la sua prestazione totale fatta una volta sola. Lei volle un pegno, avendo udito che si era trattato di una pura promessa, ed ebbe «Il sigillo, il cordone e il bastone che lui aveva in mano» Tre “pezzi” assolutamente significativi. Nel caso di GIA e Tamar, estremi congiunti dei miei genitori) il Sì G. illo rimandava ad un <Sì giurato su Lui: “Illo” Gesù. Il Cor don è è il dono fatto col cuore, e nel perfetto spirito di non pretendere poi nulla in cambio! Il Bastone è la cosa più <divertente> quando siamo di fronte ad una espressione divina e trascendente … sì perché era l’impegno che – preso davanti a tutto il mondo per uno uno=one – basta una volta sola in tutto il mondo! 379
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Su questo sacrosanto impegno preso da lui, «lui glie li diede e le si uni! Essa concepì da lui, 19 Poi si alzò e se ne andò; si tolse il velo e rivestì gli abiti vedovili. Fu una unione lunga due anni, nel caso dei congiunti Giuda e Tamar in mio padre e mia madre; essa concepì da lui <il maestro!>. Poi – fatta maestra assieme a lui – se ne andò via da Salerno, e, tornata a casa sua, rivesti a suo modo gli abiti vedovili di chi né si fa suora, né può iscriversi a ingegneria. Mariannina Baratta era la terza nata che aveva prima di lei Nicolina (ereditiera del 50% della proprietà di suo padre Nicola morto poco prima che lei nascesse); poi Rosina, avuta 6 anni dopo per la non volontà di Teresa Russo sua madre di legarsi “doverosamente” a un cognato, essendo l’altra comproprietaria con sua figlia, per non defraudare 5 maschi Baratta che si erano posti come se fossero le dita di una sola mano. Il mignolo – solo lui – si sarebbe sposato in chiesa e avrebbe posseduto tutto! I fratelli maggiori sarebbero stati tutti in suo aiuto e sa avessero avuto figli (e ne ebbero alcuni) dalle servette trattate poi da mogli, di notte, sarebbero dovuti finire tutti come trovatelli alla <Ruota di Napoli>. Ma il “mignolo” Carmine si uccise per amore; il “pollice” Francesco fu ucciso dalla “Police” (la italica “polizia”, su espresso mandato di un mafioso americano, alla guardia comunale di Perito); Nicola, l’ “anulare” padre di Nicolina e intestatario di tutto, era morto lascando tutto alla moglie e alla figlia come unici erediti che facevano fuori i due poveri superstiti Baratta: l’indice Mauro e il dito <medio> Giovanni. L’eredità dei Baratta, destinata solo al più giovane, doveva andare a Giovanni, dito medio… ma tutto era intestato a sua cognata e a sua nipote. Alla fine riuscì a farsi sposare, ma – contadinotto come era – non dava gran peso alla cultura. 380
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Nicolina, comproprietaria, s’era imposta, permettendo anche alle sorelle che lo volevano di studiare a Salerno. Mariannina l’aveva fatto così grazie a sua sorella, era divenuta Maestra… e questo le bastava. Doveva lasciare i suoi sogni della carriera religiosa o dell’ingegneria. Questi furono gli <abiti vedovili> indossati da lei quando se ne tornò a Ostigliano, a 50 km circa da Salerno. Si riunirono solo quando ci fu il Concorso magistrale per avere un posto: entrambi lo vinsero, ma, mentre lui rientrò tra i posti messi a concorso ed ebbe la cattedra a Felitto, lei risultò abilitata ma in attesa che potesse avere anche lei una cattedra, quando ci sarebbe stato un posto. Ora la storia Biblica tra Tamar e Giuda racconta che lei scomparve e non restituì all’uomo i suoi tre pegni. Lo stesso fece Mariannina, poiché – divenuta maestra – seguitò ad accettare la sua vicinanza, prima a Salerno, quando Lui si inventò grande amico di Antonio, l’unico fratello maschio di lei che aveva in tutto 5 sorelle vive. Il ragazzo aveva potuto studiare per volontà paterna, essendo un maschio… e che aveva portato il padre perfino a comprargli un alloggio in cui stare a Salerno! Così anche Mariannina, nell’ultimo anno e mezzo dei suoi studi, si trasferì col fratellino, abbandonando l’istituto delle Suore in cui era stata a studiare per 5 anni e mezzo. La preparazione di Lui, nel suo biennio, era avvenuta nella loro casa e Luigi aveva stretto amicizia anche con Antonio. La usò per seguitare a frequentarli e lei – non tirandogli in faccia i suoi tre pegni – ebbe la stessa “colpa” di Tamar. Solo che – messo al mondo il maestro – ora lui aveva la giusta sua esigenza di poter vivere, come il neonato generato da Tamar. In questo, quando io dico che io e mio padre simo della stessa sostanza, è perché tutti e due siamo stati generati dal <cordone> di lui e dal dono del cuore di lei. 381
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Quando lui fu a Felitto, a insegnare a una sua frazione, di Acquanoceta, lei era mestamente a Ostigliano, nei suoi abiti vedovili… e lui nei fine settimana si faceva a piedi circa 40 chilometri il venerdì, per andare a Ostigliano, e altrettanti la domenica per tornare a Felitto. Fu la mamma di lei a non tollerare più la mortificazione di quel pover’uomo che fingendosi amico di Antonio era sempre lì tra i loro piedi ad ogni possibile occasione! <Ne’, chisto che nce fa cca?> Disse nonna Russo alla mia futura madre… <o te lo pigli o lo cacci! Chisto è cca pe’ te!> Fu solo allora che lei tentò di restituire i suoi tre pegni al maestro che lei aveva generato; lo affrontò e glieli diede. Lui se ne tornò affranto a Felitto. Ora la Bibbia racconta che Giuda fu furente quando venne a sapere che sua nuora si era prostituita ed era incinta, lei che doveva dare un erede a Er suo primogenito defunto, e poi attraverso il suo fratello Onan, ma ucciso anche lui e che era stata rispedita da suo padre, nell’attesa che il terzo fosse in età da sposarsi. Giuda mandò a prelevare lei, per metterla al rogo! E Luigi? Non la mandò a prendere, ma le scrisse una lettera, nella quale egli pure a modo suo chiedeva a lei di pagare per essere stata incinta e totalmente al di fuori degli impegni reali che lei voleva perseguire, da suora o da studente universitaria. Lei aveva tradito tutti i suoi impegni e ora tradiva anche chi aveva messo al mondo: lui come maestro, impedendogli perfino di respirare l’aria che lei respirava. Lui, con quella lettera, pretendeva solo che lei rispettasse gli impegni che aveva con se stessa e i suoi sogni; lui era disposto a stare vicino a lei senza chiederle nulla! Tuttavia era stata un tantino disonesta, poiché in molti anni (si era arrivati al 1936) non gli aveva reso i suoi pegni e non lo aveva messo alla porta… illudendolo. 382
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Luigi aveva sostanzialmente picchiato sullo stesso tasto di sua madre: <così è disonesto! O te lo prendi o lo cacci>. E lei – personalmente – ci aveva anche provato, ma le ragioni di lui erano ferree: lo aveva generato lei stessa a quell’altezza e ora non poteva tagliargli le gambe. Così si arrese e si fidanzò: il 30 maggio 1937 si sposarono e il 4 giugno 1937 fu incinta di me. Accadde a Roma, a ridosso nelle mura del vaticano in una via ad angolo con la Santa Marta in cui abitano oggi i Papi: mi chiamarono Romano poiché <concepito> a Roma. Tutto il racconto di Bibbia 1,38 con la <storia> tra Giuda e Tamar è così descritta, per filo e per segno – proprio tutta – a riproduzione fedele di quella avvenuta tra mio padre e mia madre e per come finalizzata al mese 1 del 38 in cui da loro dovevo nascere io. Poiché, però, mese e giorno non bastano a definire una data che necessita anche della precisione del giorno, ecco che questo è generato da un antefatto, riguardante i due gemelli Zerach e Perez, descritti nati con una particolare loro “prenatalità” in cui, dal sesso di Tamar, era spuntata solo una MANO che, quando fosse poi nata in tutto il corpo, sarebbe stata assegnata a RO, estremi congiunti (1° e 2°) della mamma; con la nutrice che l’avrebbe dichiarata in sostanza la RO-MANO del vero 1°genito, un nel suo cognome, e con le due dita nei suoi 5 nomi. Nella derivazione dal presente ricostruito per divisione sempre più nel suo passato, si arretra da Genesi 38 a Genesi 25, facendolo da questo “riconoscimento” fatto dalla nutrice, tra i due sostanziali gemelli. Erano <dichiarati> da lei nel 1°genito Romano coi suoi 5 nomi e il cognome, che nel loro valore numerico 381 erano in Bibbia nell’ordine del 38,1, con il capitolo posto prima del libro 1 Genesi, in un ordine inverso alla sua origine, espressa poi dal titolo di Genesi 38, di Bibbia 1,38. 383
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Si arretra così dei 13 capitoli indicanti l’unità del 10 della presenza ciclica e dello spazio 3, che fanno retrocedere l’anno 38 nel giorno 25, che indica finalmente la “presenza” iniziale, giornaliera, (retrodatata, dal vero inizio di tutto, nell’Origine del 25.01.38). Così, da Zerach e Perez (54+61=115), si retrocede ai gemelli Giuda e Giacobbe (42+42=84) arretrando il valore gemellare del 31 della presenza 1 di 10+10+10. Dal 38,1 che aveva quantificato tutto il 381 del Nome Segreto di Dio, si retrocede così al 25,1 che lo precisa di nuovo nei nomi della Trinità Divina proprio per come essa ci è presentata ora in Padre (40) +Figlio (54) +Spirito (96) +Santo (61), come risulta da 40+54+96+61=251. Anche il nome italiano di Gesù, ci è precisato! Infatti quando il 2° impone sul 1° l’unità del suo nome, la prima lettera di Giacobbe è la G; e quando chi era primo, Esaù, perde il primato della sua <a> in terza posizione (lui che come 1° era Uno e Trino), segue il primato della G, con Esù, determina la nuova Unità e Trinità in quella Una e Trina del nome italiano di GESU’. Italiano, poiché Gesù è fatto scendere dal Padre la cui originaria presenza era nel 1.938,0125, mentre quella di Gesù era nel 1941,0217 in cui sarebbe nato il 2°genito Benito, essendo stato concepito il 1940,0604 del “miracolo> della salvezza inattesa, conseguita al progetto <Dinamo> attuato a Dunkerque, e a Felitto. Quel dì “entrò in scena> lo Spirito Santo di Gesù e salvo il Padre e Spirito santo, che in me avevano concluso i loro <doverosi unitari> mille giorni di vita, iniziati 138 giorni prima che io nascessi. Nella storia del passato (fatta crescere ma in segno negativo da quel vero Inizio, del 1.938,0125, e del 1940,0604 riguardante lo Spirito Santo del Figlio Gesù), questi era disceso dalla presenza divina in un Italiano, e – doverosamente – il suo nome iniziale in Bibbia è stato espresso in italiano, ma sulla base di due nomi ebraici.
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Ebbene, in Bibbia, retrocessa ora a 1.25, il gemellaggio è riportato ai nomi dei genitori che si chiamano non Isacco, ma Dio Spirito Santo nell’Unità e Trinità col Padre ed il Figlio (trascesi in 25,1) lui, e Rebecca, donna sterile che non può avere figli. Se non li può avere <in che modo reale> lo Spirito Santo la rende <gravida>? Lo fa <realmente> con l’84 di Mariannina ai giorni veramente iniziali, la donna reale che ha nella sua <pancia> la somma 42+42 dei nomi Esaù e Giacobbe, che sono due palesi gemelli nel valere ciascuno 42. L’84 della reale Mariannina trascende il 48=Gesù allo stesso modo con cui Mariah trascende <Hai R.am). In quanto al padre vero dello Spirito santo, esso è Lui gi A modeo i cui estremi congiunti sono <retrocessi> a quella che è la Trinità iniziale GIA di Giacobbe. Ora, Giacobbe era il 2°, e anche il Padre di Romano lo è stato, in quanto egli è stato “ricostruito” da lui, generando il passato paterno dalla presenza preliminare del figlio nato il 1.938,0125. Disceso in modo preciso e matematico. L’ho già scritto ma lo rammento a voi, che per generare il passato dal presente basta moltiplicare la data presente per il rapporto di 80/81 = 0,987654320 periodico che – in modo palese – attua una progressiva e unitaria <discendenza>. 1.938 × 80/81 dà il periodico 1914,074 che deve ancora arretrare di 7,0033, anni che in 33/10^4 reali sono la presenza ½ dell’energia Romano=66, e negli anni 7 lo retrocedono (SET) al suo Natale nel 1907,0707 periodico. Quando il SET di Lugi Amodeo è stato esattamente retrocesso di quanto matematicamente dovuto, è nominato nel nome del 2° nato, proprio in quanto è il Padre di Romano ad essere stato retrocesso al <suo> principio. 385
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Quando in Bibbia il 2° si impone sul primo, è il Padre che impone la sua vera precedenza, rispetto al figlio <generato da lui>. Ed è così realmente che Padre e Figlio sono, nel Credo Cattolico, l’Uno che procede dall’Altro e nella sostanza stessa in Bibbia tra Adamo 1 e il suo 3° figlio Set, vissuto 912 anni, laddove la terna dei nomi in 101 è Luigi Amodeo e laddove 1+912 vale il 913 di BRASIT = In principio. Così, in Bibbia 1,25, Giacobbe “discende” in primis da Set, che è Luigi Amodeo e si mostra Uno e trino nella prima lettera G, e nel GIA delle prime tre, estremi congiunti di Lui gi A modeo. La sua sposa, che era in Tamar di Bibbia 1,38 negli estremi di cognome e nome, arretrata a Bibbia 1,25 non è più data dalle lettere di nome e cognome, ma dalle sole del suo personale Nome, e la presentano dell’84 che è la <pancia> dei due gemelli 42+42 mentre trascende nel 48 il valore del nome Gesù, dato dai due figli. Ciò rappresenta Romano e Benito che in 66+59=125 valgono nel centesimo del lato 100 della realtà, l’1,25 del libro 1, capitolo 25 di Bibbia. Anche la sposa di Romano è “retrocessa” nella descrizione che il Libro Sacro ne fa “in principio”. Lei, nata 11,1 nel segno trino dell’unità di Dio, e giorno di “Tutti i Santi”, nell’acronimo G.S. del suo nome Giancarla Scaglioni, divide i due che sono uniti nel suo primo, in Gian (in Bibbia 1,25) e in Carla Sca (in Bibbia 1,38). Cominciando dal tempo più importante (il 38 dell’anno) la nascita dimostrativa della RO-MANO fattasi dichiarare come quella del 1°genito, per essere riconoscibile, ebbe un filo SCARLAtto legato attorno alla mano, prima che essa – soddisfatta dal suo segnale di riconoscimento – rientrasse nel corpo materno annunciando quel “tentativo di nascita”. In questo colore unico, SCARLAtto è espresso l’atto nuziale di CARLA SCA(glioni) come il segnale del riconoscimento che si collegava poi alla struttura originale dei primi 10 della Bibbia. 386
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L’identificazione avviene attraverso gli anni 969 vissuti sall’8° fattore denominato Matusalemme. Ove l’8° ha in sé ogni cosa, essendo la realtà in tutto il suo complesso, ecco che può avanzare di 969 e retrocedere di -969, e il cammino della crescita totale dell’iniziale -969, porta, sommato 969, alla crescita totale del 1.938, dell’Origine nel tempo dell’intersezione dei tre assi geometrici e Padre Figlio e Spirito santo, 251, che si pone 125 centesimi in Bibbia 1,25. Giancarla Scaglioni è coinvolta a ragione colle nozze nel 969 stesso della vita di Matusalemme elevato a dimensione 10^3, con l’aggiunta a 969 del 31 dato dall’Unità e dalla trinità di 10+10+10. Affermata la sua rilevante importanza, con l’anno delle sue nozze mutato negli anni totali della vita dell’8° fattore complessivo, ecco che l’arretramento a Bibbia 1,25 completa la prima parte mancante nel nome Giancarla Scaglioni, definita Carla Scaglioni i Bibbia 1,38. In Bibbia 1,25, <Gian> è nella prima terna GIA di Giacobbe. Quando gli estremi G.S. si sposano con quelli del 1°genito Esaù che rappresenta il <Tu sei Romano dalla A alla U> che sono per Esaù la E, e la Ù, ecco che è GeS ù e ne ha ogni ragione, con Mario e Giuseppina, nomi dei genitori, in cui Mario è nato il 15 agosto in cui Maria è ascesa in cielo ed ha come mamma la stessa Anna madre della Madonna. La realtà dei fatti ha fatto di lei per me <come una figlia> che – per non essere minimizzata dal Padre – so segue nelle linee generali, ma non lo fa mai nei dettagli e lotta accanita per difendere la sua personale autonomia. Possiamo riconoscere a tutti gli effetti che i cosiddetti <estremi> (come la data di nascita, il luogo, i genitori, la sposa, e perfino il Codice Fiscale) sono tutti presenti nell’accoppiata di Bibbia 1,25 e 1,38.
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La nascita 38A25 espressa nel Codice Fiscale sta negli <estremi> di Bibbia 1.38 e 1,25. Padre e madre sono gli estremi congiunti GIA di Luigi Amodeo sia nel GIA di Giacobbe in 1,25, sia in Giuda in 1,38, mentre nella madre sono l’84=Mariannina in 1,25 e Tamar estremi congiunti di Barat ta Mar iannina in 1,38. Della sposa ho detto. Dei nomi, il CF RNN di R omano A n tonio A n na dà lo stesso RNN dei congiunti estremi (morti) di Tamar, coi loro nomi di E r e O n a n . Il cognome, nel CF, è MDA ed è il nome esatto di Adamo nelle tre lettere della Bibbia. Resterebbero solo le ultime 5 lettere del CF identificanti i luoghi natali, e il D527I racconta le D ita 5 che nel n. V romano co٠n DV indicando il <divino> del 27 uguale a 3 ٠ 3 ٠ 3 che nei 5 nomi di Romano Antonio Anna Paolo Torquato sono 333 +1 e questa nel 9=I, ultima lettera del CF, è 1 mancante a 10. Come si discende dal 1.938 dopo Cristo all’anno 0 della divina creazione? La Bibbia pone 10 anni prima della creazione di Adamo e dei totali 10 a sua immagine e somiglianza. Poiché precisa gli anni che ciascuno dei 9 aveva quando generò il suo erede, la somma, partendo da zero è data da 10+130+105+90+70+65+162+65+187+182 e sono 1.056 anni alla nascita di Noè. Egli visse 950 anni, fino al 1.056+950=2.016 dall’Origine che posta da Cristo oltrepassa di 78 anni l’origine che sono l’unità dello spazio-tempo dato da 26+26+26, Trinità di Dio, nella sua presenza reale. Ora nel 3.759-60 del calendario ebraico c’è l’anno 0 del calendario gregoriano che noi usiamo. 388
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Sommati gli anni 1.938 d.C. essi sono il 5.697-8 dall’origine, secondo il calendario Ebraico. +5.697-8 = 1938 d.C. in Calendario Ebraico dall’Inizio - 4.631 anni In principio in Bibbia 1,1,1 =1.066-7 anni dal principio assoluto del Natale di Noè. Ciò significa che partendo dalla nascita di Noè, dallo 0 assoluto, l’aggiunta del ciclo degli anni terrestri espressi in
porta all’anno 5.638 che è il 1.938 d.C. nel calendario Ebraico che – calcolato a partire dall’inizio della creazione – la fa partire in effetti dal 1.938 dopo Cristo, che è dunque l’Origine anche per il Calendario ebraico. Il ciclo assoluto degli anni 4.631 è calcolato “In principio”. La somma dal principio di Noè in avanti – data in un <avanti> che è per davvero un <arretramento> dal vero Principio del 1.938, colloca “virtualmente” il Natale di Noè in modo esatto tra i due opposti principi, proprio a partire dai 4.631 anni del ciclo unitario terrestre descritto in Bibbia dal suo primo versetto. La matematica conferma questo ciclo. Infatti il ciclo assoluto dei giorni terrestri presenta in anni 365+1+1 il numero primo 367, indivisibile come tutti i numeri primi. +0.367 anno assoluto e indivisibile +4.631 anni, ciclo dell’anno assoluto e indivisibile =4.998 anni che sono il moto del volume 5.000+1+1 nell’unitaria realtà di 10.000 anni. Ove 66+1+1 è il volume dell’Energia, e 7 è il moto “in principio” ecco che il (66+1+1)^2 che combina il moto in positivo e negativo dell’energia porta al 4.633 che +7 è 4.631. 389
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Inoltre, ove 46 è il moto intero della realtà data dalla presenza 1 dei lati 10+10+10 del cubo della presenza 1.000 del volume, ecco che 1+30 +lato della realtà 100×46 +1/46 porta esattamente al 4.631,0217 che considera anche il tempo 0,0217 (febbraio 17) che la Bibbia ha precisato in 1,711, rivelando che agli anni 600 di Noè, nel secondo mese, il 17 del mese dell’inizio il Diluvio Universale. Nel 4.631,0217 vediamo assieme a 4.031 (di pura realtà Universale) vediamo i 600 anni della vita di Noè nel giorno 17 febbraio di inizio della fine. Poiché il 1.938 d.C. ha questa data giudicata “imprecisa” della vera nascita da quanti danno ragione al “visionario” San Matteo, più che allo “storico” Luca. Luca dichiara testualmente all’inizio del suo vangelo di aver scritto il suo “reportage” in base alle testimonianze dirette dei soggetti interessati, il calcolo tra il 1.938 e il 4.631 deve dare un valore di per sé attendibile. +4.631 - 1.938 =2.693 collocano la Fine del Mondo nella sua distanza dall’Inizio nel 1.938 con il numero di anni indicante con precisione il moto unitario di 7, nel 2.700 che contiene cento volte (quali gli anni del lato della realtà) il volume unitario dello spazio dato da 3^3. Quindi, partendo dalla Fine del mondo, i -2.693 anni a discendere sono il moto esatto e pieno di 7 anni nei 27 secoli che sono il volume dello spazio, nelle sue 26 volte il lato 100 della realtà, ed è – senza ombra di dubbi – un numero di anni pieno e significativo di una quantità intera. Questi 2.693 dopo l’inizio nel 1.938, hanno anche i 23 giorni dal 25 gennaio al 17 febbraio, e sono anche essi il flusso spaziale 3 dei lati 10 e 10 della presenza.
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Anche gli scienziati che hanno virtualmente riportato a un anno di durata tutta la creazione dell’Universo, sono arrivati a configurare l’avvento della presenza umana, nel pomeriggio dell’Ultimo giorno 31 dicembre. Ove 10^10 è l’unità totale, il rapporto tra 10^10 anni meno 2.693 e questi 2.693 dà 3.713.329,8577794 volte 2.693, il che è il moto di 4 in 3.713.333 uguale a 3.333.333 +38 volte la realtà 10^4. Si osserva in tal modo che i 2.693 giorni dopo si pongono a misura esatta, a partire dall’anno iniziale 38 nelle 10.000 volte l’intera realtà, il moto esatto dell’energia potenziale 6.666.666 nell’unità del suo tempo ½. 3.333.333 / 380.000 è un rapporto uguale a 8,771928947 volte 380.000, e sono la presenza 1 di 7,77 (il Natale del Padre nato 7-7-7, seguito dal 1928 e dal 947 in cui il Padre 10 dista 10 anni dal 1.938 e con la realtà dei suoi 40 anni uguali al valore di Set, dal suo reale natale 1907; ciò fa capire come il 1.938 deve avere il tempo pregresso, del natale del Padre di Romano, nato il 1.938,0125 e – per me – unico soggetto vivente nell’universo della mia vita. L’intero Universo “mio” comincia veramente solo dalla nascita mia e in esso apprendo la storia del passato antecedente la mia entrata in scienza di me vero Demiurgo della mia vita. Ma l’esame obbiettivo mi ha portato ad accertare il fatto “unico” che la Bibbia è la “riduzione al passato iniziale” non solo della mia vita, ma di tutta la genealogia cominciata per me nel lato maschile di mio padre, da Cesare Amodeo = 47 47.
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Capitolo 17
L’Origine dell’Universo nel mio Natale 1.938,0125 Questa è “storia” data dai media del giorno. La Domenica del Corriere nelle sue 2 copertine riportò un Raid Rome-Rio sulla prima e una superba Aurora Boreale con un cielo rosso sulla sua ultima. Vi mostro poi la prima pagina del Corriere della sera, sulla trasvolata dei 3 Trimotori di cui solo 2 arrivarono poiché uno era sceso prima dal cielo a Natal…
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Vi ho mostrato i fatti storici, per come resi di dominio pubblico dalla stampa nazionale. Da essi si evince che il 25 gennaio 1.938 accaddero tutti gli eventi di una attesa ideale dell’avvento di Dio. L’evento celeste di una spettacolare Aurora Boreale, per le attese di una notte in cui la luce solare sarebbe andata da Oriente a Occidente… Una discesa a Natal di un reale mezzo celeste, per l’attesa preannunciata da due angeli agli apostoli, dopo la reale ascensione che video in Gesù, descritta sul capitolo 1 di Atti degli Apostoli. Gli angeli avvertono gli apostoli che come realmente lo avevano visto salire in cielo, così realmente lo avrebbero visco scendere, e scese a Natal; ma non giunse quel giorno, poiché solo 2 mezzi celesti atterrarono a Rio de Janeiro, nel segno di Padre e Spirito Santo. E mentre il Raid ROME-RIO si completava e scendevano 2 trimotori (in segno della trinità) dal cielo, in via POMERIO Padre e Spirito santo scendevano sul mio corpo, di me, misero portatore umano. Ci sono tutti i segni che erano attesi. Uno dei due trimotori che compirono la discesa era pilotato dal Figlio di chi era stato etichettato <Umo della Provvidenza> sa un Papa, per le ragioni del Concordato tra Vaticano e Regno d’Italia, dopo oltre mezzo secolo di avversione. Inoltre, questo nominale <Figlio dell’Uomo della provvidenza> trascendeva se stesso e rappresentava il fratello Romano, B, Uno che sarebbe stato poi musicista, lui che si chiamava proprio <B-R-uno Mus>. Benito Mussolini, vituperato Duce dell’Italia dopo la Strage degli Innocenti che ordì 6 dì dopo la mia morte e risurrezione assieme a quella dei quasi 400.000 di Dunkerque, nell’operazione Dinamo, come padre di Romano, è rappresentante del mio.
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L’<IsL.AM> si aggancia a mio padre Luigi Amodeo, allo stesso modo con cui MUSS si aggancia ai Musulmani; e il finale di <Mussolini> dopo <Mus> con il suo <so lì N.I.> dichiara che lì c’è una trascendente e risaputa segnalazione riferita al Nazarenus Iesus, che sarebbe stato su Romano, figlio suo. Si aggancia in moto divino quando l’italiano LUI è la Trinità di LUIgi e come tale la trascendenza da Allah. Se a LUI seguono GIA per Giacobbe e lo scritto MODE’ letto Edom da destra, ecco che Allah è LUIGI AMODEO. Arrivarono solo due della Divina Trinità, poiché, nel rispetto dei decimali 646,6905 dedotti dai primi nove fattori nel loro rapporto di Padre/Figlio, il 646 del valore degli Elohim (la pluralità degli Spiriti divini) nel tempo decimale, sarebbero stato il triplico 1.938 nel valore intero. Il triplo nel tempo anche decimale, avrebbe portato all’avvento di Gesù del 4 giugno 1.940 di Dunkerque operazione Dinamo. Fu anche il giorno della mia morte e risurrezione, grazie a Lui che entrò in me, mi resuscitò e guarì, con una sorta di defibrillazione che – simile alle microonde – uccise per cottura anche tutti i bacilli della Broncopolmonite che aveva ucciso il mio corpo. Il ritorno di Cristo è stato nel tempo, dopo i 1.000 dì a partire dagli ultimi 138 trascorsi già completo nel mio DNA nel grembo di mia madre, per crescere e fortificarmi. A partire da quella premessa nel grembo materno, io uomo avrei avuto per me 100 giorni come lato della realtà e 381+381 giorni come tutto il moto in avanti e dietro del valore numerico di tutti e 6 i miei nomi. 399
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Mentre questo accadeva par me uomo, stava accadendo anche per Dio, poiché i 138 nel grembo materno erano quelli di Bibbia 1,38; i 100 erano quelli del nome di Allah e di JHVH; Allah è 100 in quanto da 100 -1 poi trasse <altri> 99 suoi nomi; JHVH è 100 essendo il <sono il10 che esisto per 10>. 381 è il nome segreto del Padre. 381 è il nome segreto dello Spirito Santo. Io non potevo – come povero uomo – essere un possesso di Dio in Padre Figlio e Spirito santo, poiché il mio piccolo e umano IO-SONO sarebbe stato SOVRASTATO a tal punto da quello di Gesù, da non riuscire poi a essere io il puro TESTIMONE, della venuta differenziata di Padre e Spirito Santo, per 1.000 giorni e poi per la venuta dello Spirito Santo di Gesù, che ritenne in vita anche Padre e Spirito santo, su di me, ma solo dopo una mia reale esperienza mia di me, che mi distinguesse da Dio
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Capitolo 18
La Preistoria e Storia nel mio lato materno La Preistoria riguarda gli antenati Mauro Russo di Capizzo, padre di mia nonna Maria Teresa Russo e Carmine Baratta di Ostigliano, padre di nonno Giovanni. Non so molto di Mauro, tranne che il periodico mauromauromauro… diventa quello di un <Ma UR> che poi assume l’eterno periodo di <u Romà>, il Romano che sarà il suo nipote in 4ta generazione. Anche Capizzo è leggibile <Ca’ appizzo> (accendo). In effetti, vedovo, inviò la giovane figlia Maria Teresa a <Lustra di Monte Stella>, affinché i parenti Lebano, la educessero a Cristo ma non le insegnassero a leggere e a scrivere; <Altrimenti scrive agli innamorati, e impedisce a me di essere l’arbitro di chi deve sposare>. (Come se prevedesse che sua nipote Mariannina, con la corrispondenza col milanese Luigi Amodeo …). Lustra e Monte Stella rappresentano la luce della Stella di Cristo, poiché questo monte sovrasta l’antica ELEA in cui nacque in Filosofia il Dio dell’essere, ai piedi della Stella seguita dai veri Magi venuti da Oriente nei noti filosofi Parmenide e Zenone, a rappresentare con esattezza gli invece fantomatici Magi della nascita di Cristo. Che le ossa di san Matteo siano state trovate nel cimitero di Elea, è il segno che i veri Magi descritti da San Matteo sono stati Parmenide e Zenone di Elea, mossi da Senofane.
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Invece i tre venuti da lontano erano stati anche, in Cilento e a Lustra di monte Stella, il Lebano, grandi maestri, di cui uno era tornato dagli Stati Uniti di America, ove, al Metropolitan Garden di NY aveva più volte suonato il suo “magico” violino Stradivari, un altro insegnava ad una scuola Elementare; poi tante sorelle, religiosissime. Teresa Russo fu “fondata” in un Cristianesimo autentico, dai Grandi Maestri del Monte della Stella di Cristo, sul quale oggi, oltre una Cappella, c’è un Osservatorio Astronomico, e alle cui pendici quelli venuti da Oriente avevano “fondato” la Filosofia che portava alla conoscenza umana il primato del Dio < “Io Sono colui che sono” IO-SONO>, nella Trinità della sua Unità. Quando – divenuta una bella ragazza da marito – tornò dal padre Mauro a Capizzo, ebbe una forte simpatia per un Morra di quel piccolo borgo, ma il padre, con il suo dispotismo, degno corrispettivo del Cesare Amodeo della preistoria del mio lato paterno, la diede in sposa a Nicola Baratta, la più illustre famiglia di Ostigliano. Chi orientò Mauro nella sua scelta furono le “miti” pretese del giovane che non chiedeva da lui, per averla, quella “dote” con cui tutti i padri si svenavano per accasare le figlie: era il segno, per l’avaro signorotto del paese, che alla base di quella richiesta non c’era altro interesse che l’amore per la figlia. “Tresina” (il diminutivo del secondo nome di Maria Teresa) dovette rinunciare alla sua “simpatia” e divenire la Signora Baratta, sposa non del plenipotenziario di quella famiglia, che era il 1°genito Francesco, ma il penultimo dei 5 fratelli di quella indivisibile “mano” ostiglianese, ma l’intestatario di tutti i beni e le proprietà terriere che avevano. La “Preistoria” dei Baratta, parte ancora più da lontano: dal mio “trisavolo”, di cui ignoro il nome, e che nel Comune di Perito, di cui Ostigliano era una frazione posta a 7 chilometri di distanza, era l’assessore al Bilancio. 402
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Il suo incarico più importante, agli occhi del Re Borbonico abitante a Napoli, stava nella raccolta delle tasse. Nato più o meno ai primi dell’800, in quei luoghi c’era la “Carboneria” che già aspirava all’Unità di Italia, tanto che nel Cilento ci sono stati due moti rivoluzionari, il primo scoppiato il 17 gennaio del 1848, il secondo nel tempo della spedizione di Carlo Pisacane nel 1857 (due anni dopo della nascita a Milano di Torquato Amodeo). Il mio “trisavolo” fu uno dei Rivoluzionari, e agì in forza del suo obbligo di versare le dovute tasse al Re Borbone: non gli dava nulla, dichiarando di non avere “potere” per esigere le tasse con la forza, a chi non voleva pagarle. Il suo solo modo era l’uso della “pittima”: un tale che rinfacciava a chi non pagava le tasse, di essere un insolvente, e dunque un “poco di buono”. Ora, in un Paese in cui nessuno pagava, la “pittima” con le sue affermazioni dava agli insolventi quasi un titolo di merito, essendo tasse per i Borboni. Ora il Re non era uno sprovveduto, e si garantiva nella raccolta di ciò che andava a lui, imponendo “assessori” al Bilancio che fossero grandi proprietari terrieri, che – se non raccoglievano dagli altri, ci rimettevano loro e si vedevano espropriati terreni che, venduti, davano a Napoli le somme che erano richieste, esose e anche difficili da possedere da parte dei poveri contadini di terreni collinosi che gli davano appena il raccolto che gli serviva per mangiare. Il denaro per pagare le tasse, poteva essere a disposizione dei contadini, piccoli proprietari terrieri, solo se producevano oltre le loro necessità, raccolti poi da vendere. I malumori contro i Borboni, in Cilento, erano dovuti soprattutto a questo voler “mungere” denaro contante a chi non era materialmente in grado di ricavarne da una vendita di prodotti agricoli che eccedessero rispetto al proprio fabbisogno. 403
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Il mio antenato si vide, uno dopo l’altro, espropriare tutti i beni che aveva, e quando non ne ebbe più, fu giudicato un “ribelle” da catturare e incarcerare. Era davvero un ribelle, e aveva due figli: uno maggiore e Carmine, il più piccolo; le cose, fatte in segreto, furono fatte anche tenendo nascosto ai figli che non versava i contributi al Re di Napoli come il suo modo di partecipare ai moti carbonari. I figli sapevano che non riusciva a farsi pagare, nonostante le avesse provate tutte; la famosa “pittima” non funzionava dove tutti erano insolventi. Ormai vecchio e ricercato dai gendarmi borbonici, quando essi venivano passando per Perito, posto nella collina di fronte a quella di Ostigliano, essi erano visti e nel tempo necessario a percorrere i 7 Km di distanza, il maggiore dei due – come Enea con il vecchio Anchise – si caricava il padre sulle spalle e lo nascondeva in qualche lontano casolare. Il mio trisavolo riuscì a morire nel suo letto, lasciando nei due figli la falsa idea che fosse stato un “debole” nei confronti dei compaesani: quelli i soldi li avevano, tanto che erano alla fine stati quelli che con quei risparmi, si erano comprati alle aste tutti quelli che erano i loro possedimenti, coi denari delle tasse non pagate. Era restato ai due Baratta solo il palazzotto in cui vivevano il 1°genito, di cui ignoro il nome, e Carmine, il più giovane e intestatario, che si era sposato e aveva avuto cinque figli maschi. Il mio bisnonno instillò in tutti loro un assoluto impegno a riavere tutto quello che era stato della famiglia di una “nobiltà” popolare data dal nomignolo che avevano, di essere i Marchesi di Ostigliano. Questa “preistoria”, un tantino vaga come tutte, narra che i 5 fratelli si regolarono in modo tale che l’ultimo figlio, chiamato Carmine come il padre, fosse il proprietario di tutto e avesse i suoi 4 fratelli come lo stato maggiore al suo servizio.
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Il comandante di esso era Francesco, e usava gli stessi sistemi con cui avevano perso tutto, per riprenderselo. Forti nell’essere 4 al lavoro, mentre Carmine era a Salerno a studiare da Marchese “colto”, essi producevano ben oltre il fabbisogno e vendevano, incassando denaro. Quando qualcuno in paese, venduti a lui il grano per avere a disposizione denaro, al momento della produzione, non ne avevano più per il loro fabbisogno alimentare, lo chiedevano a Francesco Baratta, e lui era un gran signore benefattore, poiché non richiedeva denaro e concedeva così prestiti con molta generosità. Quando, dopo alcuni anni di questa “solfa”, il debito arrivava grosso-modo a corrispondere ad una messa all’asta di qualche terreno – per improvvise necessità insorte nella famiglia – Francesco richiedeva il saldo del debito. Impossibilitati a farvi fronte, ad uno ad uno erano costretti a cedere a basso prezzo quei terreni che avevano comperato con i risparmi delle tasse non pagate. Francesco dava a vedere che risolveva la cosa con l’acquisto dei terreni solo per fargli un favore, poiché a loro non servivano terreni, ma soldi! Altrimenti non sarebbe stato così “pressante” nei loro confronti… Si avvaleva inoltre di una sorta di “braccio armato” con la famiglia il cui nomignolo era dei “caporali” proprio poiché spalleggiavano Francesco perfino armi in pugno. I moti successivi, come la Spedizione di Sapri dei “erano 300 erano giovani e forti e sono morti” fallirono poiché ai genitori rivoluzionari, erano succeduti figli poco disposti ad abbracciare le armi. Ora accadde che quando ci fu nel 1861 l’Unità d’Italia, il Re a Torino ebbe il problema dei “Signorotti” locali, come lo erano i “Marchesi” Baratta.
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Risolsero la questione con una sorta di “perdono” a condizione che smantellassero i loro mafiosi piccoli eserciti, mandando in America i loro armati. La Mafia americana ha avuto origine nel XIX secolo, inizialmente sviluppata nelle comunità di immigrati italiani a New York, come East Harlem, Lower East Side e Brooklyn, e in altre aree del Nordest degli Stati Uniti. Questo periodo di formazione corrisponde alle ondate di immigrazione italiana, dopo l’Unità di Italia, soprattutto dalle regioni del Sud Italia. Uno dei “costretti all’emigrazione” da Francesco Baratta di Ostigliano, ad ogni loro ritrovo in America faceva un brindisi “alla morte di Francesco Baratta!> A un certo punto gli chiesero se lo volesse proprio morto e – al suo assenso – fu corrotto uno degli armati sopravvissuti in paese, divenendone la guardia municipale e in un’imboscata l’ammazzò. La cosa si sarebbe saputa molti anni dopo quando – vecchio e rincitrullito e morso di rimorsi – percuoteva il battacchio del portone di Casa Baratta implorando: <Francesco Baratta, perdòno! > Prima però che il 1°genito capobanda venisse ucciso, col fare burbero che aveva portò il fratellino più piccolo e proprietario di tutto, a suicidarsi per un amore che per suo fratello non aveva sbocchi. Il giovane Carmine, avendo studiato, aveva comportamenti signorili e raffinati; un giorno, in un pranzo con persone ritenute importanti, egli era atteso da loro come il “Marchese”, ma non veniva. Francesco andò a cercarlo e lo trovò occupato a lanciare segnali alla figlia della famiglia rivale gratificata del titolo popolare dei “Conti”, e sbottò in modo così pesante e volgare contro il giovane fratello che il “Marchesino” scese dai convitati e cortesemente chiese loro solo un altro momento di paziente attesa.
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Tornò dov’era prima, salutò per l’ultima volta la sua innamorata e – poggiatosi lo schioppo sotto il mento – con la sua schioppettata sparò il suo cervello contro il soffitto. Tutte le sue proprietà passarono allora al penultimo dei fratelli: Nicola, e lui – per farsi una sua famiglia – chiese a Mauro Russo di Capizzo in sposa la sua giovane figlia. Per la fretta di mettere su il suo “Marchesato”, lo convinse a dargliela in sposa con chiedendo per lei alcuna dote… essendo rinomato, il capizzese, per la sua avarizia. “Tresina” fu praticamente costretta dal padre a fare come le ordinava lui e, dopo un anno dalle nozze, ebbe un figlio maschio, cui fu dato il nome del Carmine suicida. Non porta gran bene quel nome, poiché a poco più di due anni, il bimbo morì per un male incurabile; dopo pochi mesi morì anche suo padre, lasciando incinta “Tresina”. Ora io devo dire che questi 5 Baratta, sono stati l’equivalente delle 5 dita di quella <mano> che in Bibbia fu descritta in 1,38, e che equivaleva al 38,1 del 381 calato nel suo tempo unitario decimo. Francesco, Mauro, Giovanni, Nicola e Carmine Baratta, valevano rispettivamente 76+60+83+48+57+57 uguale allo stesso 381 che avrei avuto io dalla loro <mano>. Colla differenza che – mentre i miei 6 nomi valevano 381 ma esano separati da 6 “sabati” – loro avevano le stesse 42 cifre del Nome segreto di Dio se erano attaccati tra loro e privi di separazione, poiché 9+5+8+6+7+7=42. Con la morte anche di Nicola, i superstiti due sperarono che da Tresina incinta nascesse un maschio che avrebbe garantito la sopravvivenza della Famiglia… ma nacque una femmina e le fu dato il nome di Nicolina, in osservanza del suo morto padre Nicola. Tutta la proprietà era così passata nelle mani di “Tresina” e di sua figlia e i due Bratta superstiti ufficialmente non possedevano più nulla. 407
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Essi cominciarono a sperare che la cognata sposasse uno di loro due: Giovanni, il più giovane, come convenuto. La Russo non ne aveva alcuna intenzione! Era disgustata dalla loro durezza di cuore verso i figli che avevano avuto dalle serve e che erano stati portati come trovatelli alla famosa “Ruota” di Napoli. Per non spezzare l’unità della famiglia, lasciata tutta nelle mani del più giovane, non potevano sposarsi e avere figli loro, e quando ci “scappavano” finivano per incrementare i tanti Esposito di Napoli. “Tresina” amava i figli e giudicava riprovevole quello che avevano fatto loro per mantenere unite le dita della loro mano, anche se erano infine ridotte solo all’indice e al dito medio; sapendosi lei in pericolo fuggi dal padre. È a questo preciso punto che questo racconto passa dalla sua Preistoria alla Storia accertata, perché siamo giunti all’anno 1.900. Nell’anno 4 Giovanni si decise ad andare a Capizzo, per risolvere quella questione con Mauro Russo ormai molto vecchio, ma ancora autorevole verso sua figlia. <Don Mauro, eravamo 5 e ci siamo comportati come se fossimo le 5 inseparabili dita di una stessa mano. Uno solo. il più giovane, si sarebbe sposato, per conservare unita la proprietà. Noi non potevamo sposarci, e abbiamo avuto anche figli portati tra gli NN, per non danneggiare in nulla i figli dell’erede; ma la mala sorte ha ucciso lo sposo di sua figlia dopo di averlo fatto al loro figlio. Speravamo che vostra figlia, lasciata incinta, facesse un maschio… ma è venuta una femmina e chi se le pigli come mogli, la mamma e la figlia, diventa il possessore dei beni di Cara baratta … E noi due superstiti? Don Mauro, mettetevi una mano sul cuore! Vostra figlia deve sposare uno di noi due superstiti: me che sono il più giovane … altrimenti non c’è giustizia!> 408
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Lui convenne: Tresina non poteva restare ancora con lui, e doveva seguirlo, con le buone o con le cattive. Furono necessarie queste ultime; fu caricata di forza su un biroccio e segregata, chiusa a chiave in camera da letto. Giovanni – che si sentiva legittimato da Mauro Russo che gliela aveva ceduta – girava la chiave nella toppa, entrava e poi la costringeva con le buone o le cattive a dare l’amore con lui, poiché doveva essere incinta! Ci riuscì, dopo non molta violenza, ma quanto basta. Tresina, anche dopo che fu gravida, non voleva sposarsi; la prova “storica” sta nelle nozze solo un mese prima del parto. Si convinse! Doveva farlo per amore del nascituro. Lei accusava lui di <cattiveria> per avere generato NN … e che faceva lei di un neonato fuori dalle nozze? Non sarebbe stato ufficialmente anch’esso NN di padre? Ora questa vicenda è quella <vera> che Nostra Signora di Fatima raccontò ai tre ragazzi: di pregare incessantemente per la conversione della Russo; ma come per ogni questione trascendente, fu coinvolta la Russia. L’altro oggetto di preghiera richiesto a Fatima stava nell’incessante recita del santo Rosario, e anche questo aveva attinenza allo stesso caso riguardante nonna Russo. Infatti quando nacque il frutto di quella violenza da perdonare, era una bambina e fu chiamata Rosina. Essa, Rosa, unita al Rio padre, formarono il santo Rosa-Rio che aprirà poi al mio <io>, quello di me R, nato il giorno di quel volo trino a Rio de Janeiro. La recita assidua, significava la necessità di una futura memoria di questa <cristianissima e non solo santa ma santissima nascita> da una mamma violentata – come quella giovane fatta santa che aveva perdonato il suo amante violentatore – poiché qui non c’era stato solo un perdono: la Russo aveva convertito in vero Amore tutto il sopruso che aveva subito. 409
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Rosa nacque nel dì di Esaltazione della grande croce, fatta il 14-9 dalla Chiesa Cattolica: la croce della madre! Il Papa Giovanni Paolo II nello stesso giorno firmerà nel 1998 l’enciclica Fides et ratio che mi avrebbe lanciato come un suo <messia>, agendo allo stesso modo “divino” della nascita dell’antesignana del santo Rosa-Rio. La sua nascita davvero consacrò mia nonna Russo come chi aveva portato quella Croce, celebrata nel Giorno della sua esaltazione in cui nasceva la figlia della violenza sia di suo padre, sia del padre di sua madre: quel Muro Russo che l’aveva fondata nel Cristianesimo, nel lungo apprendistato a Lustra di Monte Stella. Voi – a questo punto – potreste dirmi: <non può essere come dici, poiché stai parlando di eventi accaduti ai primi del 1900, mentre Nostra Signora di Fatima lo raccomandò ai tre ragazzi molto dopo, nel 1917 delle apparizioni>. L’osservazione sarebbe giusta se i tempi “veri” non viaggiassero all’esatto contrario della loro apparenza. Infatti il “passato” è costruito da una Origine fondamentale che sta nell’anno 1.938,0125 in cui io sono nato, ed è creato andando a porre antefatti sempre più spinti rispetto agli ultimi. Le nostre preghiere per i nostri morti, hanno un senso reale poiché nel momento del presente della preghiera, essi ancora non sono stati creati avanzando, sempre avanzando, ma solo nel segno negativo che va ad anteporre al presente, ogni volta, il suo passato originale. Quando io oggi prego per i miei cari morti lo faccio nel rispetto e nella protezione della loro vita che ancora – nel mio giorno di oggi – non e stata creata come l’antefatto che mi riguarda in tutti quanti loro. Chiedere pertanto agli uomini di pregare oggi per la Conversione della Russia e l’assidua recita del santo Rosario significa fare suppliche a Dio, per una loro realtà, tratta dal presente, e che ora ancora non esiste. 410
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La trascendente opera di Dio sta anche nel presentarci il futuro, creato in segno negativo, come se fosse il nostro passato di origine anziché il nostro vero futuro e che conosciamo più o meno già tutto, ma come il nostro reale passato. Pregare per Gesù, che bisogno ci sarebbe? È il Figlio di Dio e se ne sta beato regnando in cielo… Ma la verità è che quella che conosciamo come la sua storia passata è una <cosa> che ancora non è stata costruita oggi, generando in segno negativo. La carica negativa che ha la luce ci mostra che il suo futuro è diretto verso il nostro tempo conosciuto come il passato, nel mentre veramente sta nel nostro futuro come nel nostro eterno presente. Ogni giorno che passa e che crediamo ci porta in avanti, ci fa retrocedere verso la nostra vera nascita che sta nel futuro che giudichiamo come la nostra reale morte. Io – la creatura creata da Dio – sono nato il 4 ottobre 2.025 quando tutti diranno che vi sono morto. Quando sarò riportato indietro alla mia apparente nascita, sono stato reso innocente da Dio, tanto che ha potuto avere su di me il Suo santo Inizio. Io – che vi ho sempre detto di essere nato assieme al Signore – in sostanza vi ho mentito, poiché la mia vera nascita corporea è stata il dì della mia morte corporea. Allora si attua quelle Risurrezione dall’alto, detta a Nicodemo da Gesù Cristo. Ora, quel giorno, il mio vecchio corpo da 87enne rivivrà, e giorno dopo giorno annullati tutti i miei gesti e i danni avuti dagli altri o dal mondo, sarò stato fatto salvo da ogni peccato, e mi presenterò puro e immacolato per essere “posseduto” da Dio Padre e Spirito santo. Con quale scopo? Permettergli col peccato della mia determinazione corporea di vedere come è questo mondo che Lui ha creato.
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È o no quella <cosa buona> che uno come me possa accettare per se stesso e per tutti? Infatti questa vita che io vivo vedendola in avanti apparentemente, ma restando sempre nel mio presente, ha me solo come SOGGETTO esistente in se stesso, ossia come un < “Io sono colui che sono” IO-SONO>. Voi tutti altri non siete il mio IO-SONO, ma esistete solo a immagine e somiglianza di esso. Voglio dire che se Dio costruisce da sé ogni cosa come una virtuale premessa all’esistenza, la sola che esiste ha la direzione della luce che con il segno negativo avanza, me va nel passato. Ove TUTTO procede dal Futuro verso il passato, solo a me è stato lecito – grazie a Dio – sperimentare le cose come se fossero accadute per davvero a tutti gli altri. Sembrano accadute ma solo a “immagine e somiglianza” di come io, il solo ARBITRO della mia vita, le vedo accadere a me, al contrario di quello che veramente sono in fatto di vero e reale avanzamento. Voi tutti avrete in dono di nascere avendo una memoria di un vostro <reale passato> la cui vera sofferenza è stata patita solo e interamente da me. Chiedervi così di pregare perché mia nonna converta in amore l’odio per la sopraffazione che patisce, e per tenere sempre presente quanto è nato nel Giorno dell’Esaltazione della santa croce (il santo Rosa-Rio), significa chiedere aiuti a Dio per quel passato che voi dovete ancora incontrare, quando sarete rientrati nei vostri antenati e attraverso di essi. E sarete esauditi, tutti quanti! Quando ritornerete e sarete presenti in tutti gli uomini che parteciparono alla Croce di Cristo, le preghiere fatte tutte dai Cristiani per lui lo faranno risorgere dalla sua croce e tutti i suoi gesti e i suoi patimenti saranno annullati! Rientrerà anche lui innocente e Puro nel grembo Santo e Immacolato di Sua madre. 412
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Io sono convinto di essere il solo che sta avanzando al contrario di quanto fanno tutti gli altri, un tempo ordinato verso il passato dal Dio che riporta tutto in sé Valore ASSOLUTO, per costruire coi miei piccoli o grandi patimenti personali quelli che voi ricorderete come se fossero stati veramente vostri! Dio non vi ha mai fatto soffrire alcun dolore! Solo Lui lo ha provato attraverso me, disposto totalmente a servirlo. E per darvi tutte le garanzie e le prove che sia stato proprio vero, ecco la loro fedele ricostruzione fatta nel Libro Sacro della Bibbia, del Santo Corano, e di ogni altra immagine santa insita e riportata in ogni religione. La Storia dei miei antenati finisce per divenire sempre il racconto della mia storia poiché solo io sono il SOGGETTO PRESENTE nella mia vita, e sono perennemente richiamato a farvelo presente. Rosina Baratta fu dunque – nella mia vita – il segno di un passato che invece per voi tutti ora è di là ancora da venire, e fu la ragione della Santità vera di nonna Tresina. Lei non barò: sposatolo, amò immensamente suo marito e ne ebbe in tutto altri figli, oltre Rosina, in questo ordine: Mariannina, Alfonsina, Giovannina, Vittoria; tanto che vennero al mondo 6 figlie femmine prima che nascesse, settimo di Giovanni, Antonio e infine Emilietta. Avendo avuto Carmine e Nicolina dal primo marito, in tutto Maria Teresa Baratta Russo ne mise al mondo 9, nei 27 anni, che andarono dal 1.897 al 1.925. Mio nonno Giovanni morì nel 1939, e fui condotto al suo funerale. Nonna visse ancora una decina di anni, fino al 1.948. Nonno Torquato due mesi esatti prima che io nascessi. Sono stati i soli tre che io ho conosciuto, sui 4, poiché nonna Maria Bonamore morì santamente per proteggere mio padre in fasce e che stava allattando. 413
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Ora, quando mia madre venne partorita dopo Rosina, sua mamma stava già vivendo un amore assolutamente santo, quello che giunta ad amare chi ti ha violentato. <Amate i vostri nemici> è il massimo comandamento datoci da Gesù Cristo e nonna “Tresina” lo ha preso alla lettera… grazie a tutte le vostre preghiere per la Conversione della Russia. Mamma ha avuto il privilegio di nascere da una donna nel massimo della sua santità e che l’ha accompagnata nelle preghiere fatte a Maria Santissima. Diceva alla piccina (che sapeva appena parlare), di ripetere le sue parole, mentre chiedeva favori a Maia Santissima. <Fammi diventare …> (questo e quello, ogni cosa buona) e la piccola ripeteva. Ma alla formulazione di <Santa e vecchia> la bambina reagiva con veemenza; <vecchia no!> La mamma si chiese come mai sua figlia fosse così contraria alla vecchiaia… Intorno a loro non c’erano proprio vecchi, che potessero averla impressionata! Lei non poteva sapere la virtù particolare di sua figlia: la preveggenza della sua stessa lunga vecchiaia passata negli ultimi anni come una demente. Per riuscire a farle ripetere quella formula propiziatoria del <fammi crescere Sante e Vecchia> la mamma iniziò a fare preghiere sempre più lunghe, tese a fare ripetere alla bambina, pappagallescamente, ogni cosa, anche quella che non gradiva. Non ci riusciva; al solo sentire la parola <vecchia> la bambina rispondeva <vecchia no!> Sarebbero ancora quei a pregare se il Padre, Giovanni, vedendo quel lavoro su sua figlia, gli parve molto simile ad una tortura, e pose fine alle loro lunghe preghiere dicendo alla moglie: <non vuole divenire vecchia, rassegnati!>. In ore di preghiere, Mariannina chiese ogni grazia e ciò fece di lei l’antesignana di Maria, figlia a Sant’Anna. 414
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Il padre per collegarla al mondo duro reale, un giorno la mandò a pascere i porci, che la piccina odiava, perché erano gli spazzini delle vie di Ostigliano, mangiando tutti gli escrementi che i paesani scaricavano sulle vie. Le sue amichette la presero in giro dicendole: <passa la porcaredda de li Marchisi!> Ne ebbe un tale effetto negativo che supplicò il padre di non farglielo fare più, e lui le rispose: <non dare retta alle amiche! La differenza è che quei maiali son tuoi!> A Ostigliano non c’erano le scuole elementari, ma solo una volontaria senza alcun titolo che cercava di fare il suo meglio. Allora la santa Tresina convinse il marito a farle fare la stessa esperienza dai parenti Lebano che aveva fatto lei e che ne era stata santamente fondata. Giunse a Lustra di Monte Stella come sua madre, ma ora con la raccomandazione di insegnarle tutto. Erano come i soliti Magi in cerca della Stella, lì a Lustra di Monte Stella e uno di essi era da poco ritornato da NY, ove al Metropolitan aveva suonato il suo mitico Stradivari. Il Maestro, tra i fratelli, l’accolse nella sua classe ed era una somara totale. Lei si impegno è a fine anno era tra le migliori. Un giorno venne il Direttore e chiese al maestro di mostrargli un tema svolto da una scolare e lui gli mostro uno svolto da Mariannina. <Tu vuoi farti bello e mi mostri il “fior da fiore”, mostrami quello peggiore!> Il maestro accondiscese alla sua richiesta e quando lui lo lesse era sbalordito! Chiese da che scuola venisse, e seppe che era da Ostigliano, e da un apprendistato fatto da una senza arte né parte… <Ebbene, Direttore, i due temi sono della stessa bambina!> Se prima era restato sbalordito, immaginatevi ora, messo di fronte a tutto quel miracoloso progresso…
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Recuperato il tempo perduto, quando oltrepassò le scuole elementari, a Lustra, Mariannina voleva proseguire negli studi, accompagnando sua sorella Nicolina, che – comproprietaria dei beni – aveva potuto farlo, nonostante l’avversione di suo zio Giovanni, ora suo patrigno, di fare studiare una femmina! Sembra una cosa assurda, ma dovete considerare che anche i 5 baratta maschi avevano deciso di fare studiare a Salerno solo uno tra loro, il più giovane e meno efficiente al duro lavoro nei campi. Le due sorelle vivevano nel collegio tenuto da Suore con al suo interno una Scuola media e l’Istituto Magistrale. Dalla 1a media fino al 3° anno delle magistrali in un corso di 4 anni, rimasero ospiti del Collegio tenuto dalle Suore. Nicolina si era già diplomata e restava solo Anna. Antonio, nella sua prima media, da “Marchesino” non poteva vivere sotto altri, e fu comprato un quartino a Via Nizza; mia madre vi si trasferì e si prese cura del fratello, ostile alla scuola e che amava solo giocare sulla via. Per farlo studiare, un dì mamma lo legò alla sedia! Fu allora che lei scrisse a mio padre.
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Capitolo 19
Le 4 Sante nel ramo Baratta - Russo Due appartengono alla mia Preistoria e sono una mamma e una figlia: la prima come la moglie del mio rivoluzionario trisavolo cui furono sequestrati i beni e che finì braccato dai gendarmi del Regno dei Borboni. Mi è giunta notizia, da mia madre che godesse anche la fama popolare della Santità. Mentre suo marito perdeva ad uno ad uno tutti i suoi poderi, messi all’asta a causa delle tasse non pagate al Re di Napoli, lei aiutava tutta la povera gente che ricorreva a lei ogni volta che era in difficoltà, e lei – di cuore buono come suo marito – li aiutava, realmente e in tutti i modi che poteva. L’altra Santa di casa Baratta, era sua foglia, vergine e che più che sposarsi avrebbe voluto consacrarsi a Dio. Ma i suoi genitori le trovarono un marito e lei, la sera prima delle nozze, si vestì del suo abito nuziale e disse al Suo Signore: <Se anche tu non vuoi che io sposi un altro, tu prendimi questa notte stessa: io mi sono vestita per Te>. La mattina la trovarono sorridente e in abito da sposa, stesa morta sul letto. A questa Madre e figlia che fanno parte della mia preistoria, nel ramo Baratta di mia madre, ci sono le due santissime Madre e figlia di mia nonna Tresina e quel 4° reale parto del suo ventre facente capo a mia madre Mariannina.
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Entrambe tanto devote a Maria Santissima che – pur avendo come il primo dei propri due nomi proprio quello della Madonna – non vollero mai farsi chiamare come Lei non ritenendosi alla giusta altezza. Hanno fuso insieme i geni di Mauro Russo mio nonno e quello dei 5 effettivi sposti effettivi, tanto che la finale RO del mio bisnonno Mauro di legasse virtualmente al quella MANO solidale dei 5 Baratta, a costituire col lato maschile di quanto dava il cognome un nuovo e antesignano RO-MANO, come quello velato in Bibbia 1,38… e realmente dato dal valore 381 dei loro 6 nomi tutti uniti tra loro e senza alcun distacco, a formare, anche da parte loro, le 42 cifre corrispondenti ai nomi di Esaù e Giacobbe in Bibbia 1,25. San Matteo, servitore del popolo Romano che raccoglieva per esso le tasse come il mio trisavolo per i Borboni, e che a un certo punto non le raccolse più, uno seguendo Gesù e l’altro la sua ribellione allo sfruttamento intollerabile di tanta povera gente, che produceva appena appena poco di più di quanto le serviva per mangiare e vivere … tuttavia seguitò a servirlo, ma in quello legato al Cristo vissuto in me Romano, quando mi resuscitò allo stesso modo di Lazzaro e si riunì nella Trinità di Dio. San Matteo ha quanto resta delle sue spoglie (poco più di una mano) nella Cattedrale eretta a Salerno e dedicata al suo Nome. Le sue spoglie furono miracolosamente ritrovate sepolte ai piedi di Monte Stella, nel camposanto dell’antica Elea, che non c’era più e che il mare aveva a poco a poco insabbiato. Nella credenza popolare, una pia donna una notte sognò il Santo Evangelista che le diceva di incaricare suo figlio a fare degli scavi in quel certo posto, poiché lì, nell’antico cimitero, avrebbe trovato la sua tomba e i suoi resti; lei, destatasi, lo fece e, come le era stato detto, in quel luogo fu trovata per davvero la tomba di San Matteo. 418
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Era intorno all’anno 974 distante i divini 26 anni dalla fine del 1° millennio, e i poveri resti del santo, esumati, furono traslati a tappe fino a Salerno e sono ora nella Cripta sotto all’altare. Scrivo di questo servitore del popolo Cristiano Romano, poiché il suo intento, ai tempi di Gesù, era di trovare sulla Bibbia tutti i segni lasciati dai profeti, che presagivano la sua venuta. Secondo lui, al nascere di Cristo dovevano essere per forza legate le Forze del Cielo, tanto che una Stella si muovesse e facesse da guida ai Tre Re Magi. Essi dovevano essere partiti da molto lontano e averla seguita nel suo movimento in cielo. Poi, giunti al suo piede, avrebbero fatto il loro indispensabile segno di riconoscimento per l’avvento del Re del cielo. Ma fatevi questa domanda: <come si può essere ai piedi di una Stella in cielo?> Infatti si è sotto di essa se la si osserva da un punto e non lo si è più se, invece da Est, la si osserva da Ovest. La vera Stella raccontata da San Matteo era quella di Monte Stella, alla cui base scorreva il fiume Alento che dava il nome Cilento tratto ad <Cis Alentum> e che sfociava a meno di mille metri dall’Antica Elea in cui 5 secoli prima di Cristo, tre noti Maestri, Parmenide e Zenone già di Elea, ispirati da Senofane, vi erano andati partendo dall’Orientale Grecia e restando pressoché sullo stesso 40° parallelo. Per cui quella <necessità> che doveva esserci (e che c’era già stata realmente 5 secoli prima, alla nascita in Filosofia del Dio < “Io sono colui che sono” IO-SONO>) fu <divinata> da San Matteo, nel reale compimento di un gesto autenticamente profetico, ma che lui intese addebitare al Natale del Bambino Gesù. Con esso, realmente profetizzo le due mamme, che – una dopo l’altra – si sarebbero recate a Lustra di monte Stella ad assumere le loro basi nella Fede in Gesù Cristo.
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I Magi raccontati da San Matteo erano 3, in segno della divina Trinità del Signore dei Cieli, mentre Maria Teresa Russo e Mariannina Baratta erano due, allo stesso modo in cui Parmenide e Zenone di Elea erano stati due. Perché solo due? Per la stessa ragione per la quale il giorno in cui io nacqui, scesero dal cielo realmente a Rio de Janeiro solo 2 mezzi celesti: il terzo era già sceso prima, a Natal. Il Figlio di Dio viene relativamente dopo all’atto generativo del Padre e Spirito santo (sposo della Madre). Nel nostro mondo reale esiste sempre qualcosa di molto importante che è stato posto “in principio” come termine relativo di riferimento. La Stella era la guida del loro cammino, che era stata posta “in principio”: Monte Stella, la cima più alta della parte ad Occidente del fiume Alento rispetto a quella posta ad Oriente sul 40° parallelo. La cima più alta del Cilento è quella del Monte Cervati, posto a Oriente dell’Alento, alto esattamente 1899 metri e dal quale sorge il Fiume Calore che scorre ai piedi della collinetta su cui sorge Felitto. Ove <Romano Amodeo> e <Torquato> valgono 113, Monte Stella è alto 1.130 metri sul livello del mare e la sua “altezza” sta nei miei 3 riferimenti al 113, essendo il terzo <RoAnAnPaToAm> l’acronimo dualistico dei mei 6 nomi, quando sono alla dimensione 10 assunta da Dio stesso a Sua immagine e somiglianza. <Lustra> il nome del Paese quasi in cima al monte Stella rimandava e rimanda col suo nome alla lux romana, alla luce, della santa croce a forma di T, di RA. È quella che io solo sto pagando per tutti voi, creando io da solo, nel mio Universo nel quale io sono l’unico Soggetto che esiste in quel verso opposto a quello attivato per tutti dal Signore, io Romano, sono stato servito dal servitore del Popolo Romano, divenuto Evangelista di Cristo. 420
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Con le <cose necessarie> che ci dovevano essere all’avvento del vero Re dell’Universo: l’IO-SONO che lo fa esistere con l’esistenza della sua sola vita, indussero San Matteo a servirsi dei sogni. Raccontando di un Sogno fatto da Giuseppe poco dopo la nascita di Gesù, egli disse che in esso un Angelo l’aveva avvertito della necessità di fuggire in Egitto, poiché il RE di quel mondo voleva impedirgli di esistere. Il sogno seguita con Giuseppe che si sveglia ed esegue a puntino il consiglio dato a lui dall’angelo, e resta in Egitto, fino a un nuovo sogno di Giuseppe in cui era ora avvertito che poteva tornare, essendo morto chi voleva ucciderlo. Così, al mattino, quando si sveglia, Giuseppe e la sua famiglia sono ancora un quel luogo, tanto che ai 40 giorni dal parto, Maria è purificata, e due testimoni sono quel santo Zaccaria che recitò nel suo Cantico: <Benedetto il Signore Dio di Israele che ha visitato e redento il suo Popolo come aveva promesso…> e quella pia donna che riconobbero il Cristo e preannunciarono a Maria che sarebbe stata trafitta da una dolorosa croce. La Fuga in Egitto è esistita solo e tutta in un lungo sogno di Giuseppe, raccontato da san Matteo in modo che tutti credessero che quanti avvenuto solo nel sogno fosse accaduto nella realtà di quel tempo e per davvero. Sarebbe invece accaduto tutto nel vero Principio sorto col sorgere della mia umile vita, però “visitata dal Mio Signore” che l’ha posseduta non come fa Satana che si impossessa dispoticamente di chi più vuole. Dio entra in una casa, solo se essa ha disponibile luogo per lui, e non è già occupata dall’Ego di altri, come erano gli alberghi di Gerusalemme, colmi di personaggi importanti accorsi per il Censimento. Il luogo in cui ci fu porto per lui fu tra quelli senza anima: tra gli animali. 421
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Nel mio caso, la mia anima è roba veramente da nulla! Sono stato trattato come uno senza anima da Tre Sante Romane Ecclesie che si sono permesse di lasciarmi affamato ben sapendo che se lo si fa a un <povero cristo> senza valore lo, ciò è attuato proprio contro Gesù Cristo. E allora? Perché hanno affamato me, sapendo che avrebbero affamato veramente Gesù? Perché mi hanno considerato al pari di un animale, senza anima o con una che valesse proprio lo Zero bilaterale di →ZERach e PeREZ←. Io mi sono offerto al mio Signore come un Contenitore che fosse vuoto di sé e seguitasse a chiedergli la santa Grazia che venisse ad Abitare la sua casa. <Signore io non son degno che Tu entri nella mia casa, ma dì una sola parola e la mia anima sarà salvata!> lo diciamo ogni volta alla messa, invocando la Comunione con Dio. Ma per essa occorre che l’IO-SONO personale gli faccia posto! Chi – comunicato – al termine di una Santa Messa, sentendosi chiedere <Tu chi sei?> ha il coraggio di dire <Sono Gesù Cristo, entrato in me in comunione, e davanti a Lui il mio io addirittura scompare!>? Chi? Proprio nessuno. E se glielo dici – perfino a un Sacerdote – che è Cristo, avendo fatto la sua Comunione, ti risponde che non compie quel terribile peccato di PRESINZIONE! Ti risponde che volere FAR DIO di se stesso è il massimo peccato, quello Originale istigato dal Serpente ad Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. Insomma NON CREDONO vera quella Comunione che essi hanno appena fatto. Sono come Due Sposi che si legano in <Comunione di beni> e poi credono di seguitare a esistere nella loro <separazione>.
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Per questo io dico che <io solo> ho fatto per davvero al Comunione con Dio, poiché io solo da quel momento in poi ho inteso FATTO TUTTO DA DIO e non da me. Chi oggi crede che il mondo è fatto da Dio? Nemmeno i Papi! L’ultimo della profezia di Santo Malachia, il <Gloria Olivae> riferito a Benedetto XVI, si è addirittura dimesso, per vecchiaia, per impedire che il suo degrado compromettesse il Volere di un Dio che aveva messo tutto in mano sua! Creduto da uno dei più stimati Teologi dei nostri tempi, è il massimo del <non riconoscimento> che tutto è fatto solo da Dio. Il Signore è come uno scrittore in cui tutti i <pensieri parole e opere> che ci sono nella storia scritta da lui, sono solo tutti quanti opera sua, ma sembrano invece opera dell’Universo narrato e dei suoi personaggi. Chiunque ha una simile fede nel suo IO-SONO, può essere anche un riconosciuto “santo” ma resta ancora tutto nel suo peccato originale di vedersi assolutamente staccato dal Dio che invece lo sta creando tutto quanto in <pensieri parole ed opere>. Sapermi <fatto da Dio> ha significato spalancargli pronto e volentieri tutte le porte – consapevolmente – della mia piccola casa. E il Signore non l’ha <devastata> ma preservata, accuratamente, nella sua pur piccola dimensione. Quando prima Gesù nel 2.012, poi Padre E spirito Santo ne sono usciti in luglio e agosto del 2.016, l’hanno lasciata come loro l’avevano resa: <limpida, ripulita, santificata>. Ma questa mia predisposizione alla mia santità doveva essere una questione sacrosantamente genetica. Così la Preistoria e la Storia della mia vita sono state disegnate dal Signore Nostro come l’opera di figure assolutamente predisposte alla vera santità, perfino nella genetica dei loro corpi.
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Affinché anche in loro i loro <alloggi> potessero essere <offerti> all’entrata in essi del Signore. Una coppia di madre e figlie vere sante, da parte di mia madre, e una strutturazione santa, in quella di mio padre, come dalla discendenza da Terach fino a Zerach. L’unità del Signore non è una singola essenza, ma è simile alla stessa persona che si biforca in Adamo ed Eva, tratta da lui e che – nel verso opposto – ha generato lui. Nel mondo a rovescio descritto anche dalla Bibbia, ad Adamo che trae Eva da sé corrisponde la verità – tutta a rovescio – di Adamo che è generato da Eva. <Io credo nello Spirito Santo che “procede” dal Padre e dal Figlio…> significa credere nelle due linee generazionali: quella vista realmente in cui dal Padre procedono i Figli, e quella uguale e contraria nella quale è dai Figli che si risale all’esistenza dei padri. Solo io oggi sono il SOGGETTO che nella mia vita vede venire i padri prima dei figli, come le cause prima dei loro effetti; gli altri lo sembrano, ma solo poiché a mia immagine e somiglianza! La generale azione di Dio è di riportare tutti i Figli all’interno dei Padri, e tutte le azioni reali viste nell’Universo relativo, all’interno dell’Essere in ASSOLUTO, che tocca solo a un Dio Onnipotente Creatore di tutti i Cieli e della Terra. La stessa descrizione Biblica di: L’innominato JHVH “In principio fece gli Elohim e questo cielo (delle infinite emanazioni divine delle nostre anime e dell’Universo reale) e questa terra” in verità solo in me agisce in questo modo! Tutti gli altri sono le <emanazioni divine>, sono gli Elohim che solamente rientrano nel Padre ASSOLUTO, e sono stati gratificati da un loro “trascorso” che nella loro persona non avranno mai trascorso, ma solo nella mia che ho per davvero avuto geneticamente tutta la predisposizione corporea ad accogliere l’avvento del Signore nella mia piccola casa personale! 424
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La sofferenza che sembra essere esistita nel mondo, che esiste ora e che ci sarà in futuro è solo simile a un sogno fatto da me, in cui io sono per davvero il solo a soffrire. Quando verrà per me la mia ora, io non morirò come vedo accadere a tutti gli altri, ma vedrò di essere portato in cielo, come il racconto della vita toccata a Enoch che quando terminò i suoi 365 anni <non fu più poiché Dio lo aveva preso>; non perché fosse morto! A tutti capiterà di non potere assistere alla loro morte, poiché sono emanazioni divine chiamate Elohim e come tali sono immortali. A tutti succederà di vedersi portati da un mondo che avanza a quello che retrocede, come essendo su un treno che giunto al suo apparente binario morto, di lì riparte nel verso contrario. Sono sempre e solo i sopravvissuti a credere morti gli Elohim sono vedendo la distruzione della casa reale costruita per ciascuno di loro. Ma – lo ripeto – questi <sopravvissuti> Elohim, che sembrano ancora in corsa verso la loro morte corporea, non sono SOGGETTI soggettivamente esistenti nella mia vita, in cui son io il solo Elohim soggettivo che è presente e c’è! E vivo io soggettivamente, in nome e per conto di tutti loro: facendomi carico (con la mia fatica e il mio dolore) di tutto quello (passato presente e avvenire) che sembra essere il loro … ma il loro soggetto non c’è qui a provarlo, poiché sono solo a mia immagine e somiglianza, e non soggetti veri e propri, ripeto: in questa mia vita.
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Capitolo 20
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La mia Santa 1 Famiglia i sono trovato mamma appena ho preso una mia percezione del mondo con il suo latte e sangue che mi facevan crescere. Entrambi i seni le doloravano per una mastite che ha accompagnato tutto il periodo dell’allattamento. Il dottore le consigliava di pensare anche a sé: <Cos’è lei una bestia che deve assecondare la sua natura? Lo allatti artificialmente! Non vede che gli dà anche il suo sangue?> Lei gli rispondeva che il latte materno fortifica i denti ed ha tante proprietà naturali a beneficio dell’allattato che avrebbe compiuto un grande peccato di egoismo. L’avrebbe fatto anche contro Dio, che gliene aveva dato tanto, mentre Vittoria, la sua sorellina nata il dì della felice conclusione della I Guerra Mondiale era addirittura morta per la mancanza del latte materno e di quanto degnamente lo sostituisse. La conseguenza è stata per me molto maggiore di questa qui che resta nei limiti naturali, poiché, quando io poppavo con maggiore intensità e le davo più dolore, lei invocava l’Addolorata, e aggiungeva la Sua divina presenza al mio allattamento. Lo faceva come la madre naturale di Mosè, salvato dalle acque dalla Regina, che poi ricorse ad una donna restata senza figlio (era proprio sua madre) che così lo nutriva <in nome e per conto della Regina>, nel caso mio <dei Cieli>. Con la sua sofferenza, che invocava l’aiuto della Madonna, mia madre mi ha allattato in nome e per conto Suo, compiendo un divino prodigio. 427
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In Bibbia Tamar non ebbe più rapporti col Padre di Er e Onan, i mariti di lei, nei loro: RO, estremi congiunti eletti a padri putativi di quella MANO che s’era presentata nata per prima (e solo soletta) per alludere al trascendente nome Romano dell’energia in potenza. Allo stesso modo mia madre non ne ebbe più con mio padre, nella paura di una nuova gravidanza, che fosse dolorosa come la prima; lei si accontentava di averne avuto uno solo, laddove il <Cielo> ne implicava due e gemellati, come la coppia nata sia in Bibbia 1,25, sia 1,38, in relazione al dispositivo congiunto in una nascita 25-01-38, che implicava sia il capitolo 25, sia il 38, dello stesso Libro 01. Così fui colpito dalla Broncopolmonite, che – nei disegni di Dio – avrebbe fatto trascorrere una esistenza divina in un mortale per tutti gli interi 10^3 giorni di un Dio che ordina (comanda) tutto col 10 e col suo esser Trino. Questi 1.000 giorni di permanenza legittima di Padre e Spirito santo iniziavano da quando il mio feto si era pienamente formato, 138 giorni prima di nascere, destinati solo alla mia crescita e potenziamento. Si sarebbero aggiunti 100 dì nel nome del Dio <Sono il 10 che esisto per 10> trascendente sia come il nome JHVH (da non pronunciarsi mai), sia con quello di Allah (da non contarsi, nel “suo” 100 che nel Credo Islamico è detto che da 100 -1 nacquero nuovi “Suoi altri” 99 nomi. 100 è anche il lato 100 della Realtà di spazio-tempo. Poi una coppia di 381 giorni a completare 1 mille, dovuti al valore 381 del Nome Segreto di un Dio “binario” qui esistente in Padre e Spirito santo. 238+381+381 dà i 1.000 anche aggiungendo sia la sommatoria dei primi 16 numeri primi, sia le dimensioni in cubiti 300+50+30+1 della costruenda Arca di Noè.
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1.000 -138 = 862 sarebbero stati i totali giorni dopo la nascita, e il 6 giugno 1.940 io sarei tornato in cielo. In Bibbia, la lotta per l’esistenza di questo bambino di pochi mesi oltre i 2, è descritta in 1,32 (come tutto il potenziale di 66=Romano che ha percorso il suo 66). Essa avrebbe assecondato quella che era stata la morte di Carmine Baratta (unita a quella del padre suo Nicola, essendo anche loro un “tutt’uno” che avvenne, rese vedova e senza più il figlio maschio, Tresina Russo). In Bibbia 1,32 è scritto: 29. Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Il combattimento con gli uomini era stato perso da Carmine e da suo Padre, ma fu invece vinto da Romano e i suoi due divini genitori, dati da Padre e Spirito santo. In questo percorso indicante il moto totale 66+66, di Romano, nel tempo 1/100 del lato 100 della realtà, in Bibbia 1,32, il Libro sacro procede col versetto dopo, e dà il nome di suo fratello, nel solito modo di un detto “trascendente”, sibillino. 30 Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. Alla domanda, alla quale l’Angelo sembra non dare una risposta, poiché Israele voleva sapere il Nome dell’Angelo con cui egli aveva combattuto, lottando contro gli uomini e Dio, invece risponde: <qui lo “ Ben è ” disse>. Lo disse: qui è Ben . Dicendolo solo Ben senza il successivo ito del suo nome Benito, lo fece poiché egli lottava contro l’essere di Romano che nel suo participio passato Romano, con ito , dichiara già <andato> il suo <essere>429
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Era sì “andato” all’altro mondo, come era stato realmente cisto nella premessa storica di Carmine (il <C.AR “mine”, il mio Cristo: quello di A.R.>) e di suo padre Nicola (il <N.I. colà>, quello del Nazarenus Iesus romano). Ma poi era intervenuto Gesù a soccorre lui e il Suo Duplice padre, e Romano, dopo essersene <ito>, era stato resuscitato, come Gesù aveva fatto già vedere nella risurrezione di <Lazzaro> (là, alla fine delle fine, A.Ro, Amodeo Romano). Risurrezione attestata dal Dottore del Paese, che al sorgere dell’Aurora, era stato chiamato, poiché Romano era in fine di vita, così come era stato chiamato Gesù per quanto accadeva a Lazzaro. Il dottore aspettò che passassero 4 ore così come Gesù attese che passassero 4 giorni, e per lo stesso motivo: la certezza che fosse sopravvenuta la morte. Quella morte ci fu! come quelle di Carmine e suo padre, anteposte a visibile premessa dell’invisibile in me. Quando Gesù tornò in Betania (a Benit A.) chiese un atto di fede, prima a una poi all’altra sorella del morto Maria e Marta (unite e trascese in Tamar) <credi che io sia la risurrezione e la vita?> (e omise <che stai per vedere>). Nel caso di mia madre Tamar, fu sottoposta essa pure a un atto di fede, poiché da una sua scolaretta andata a casa sua, seppe di un sogno che aveva fatto quella notte in cui la Madonna le chiedeva di correre in chiesa e di accendere un cero al suo altare, in segno di ringraziamento e devozione. Sia Maria, sia Marta (per Mar iannina Barat ta ), sia mia madre Tamar, affermarono la propria fede. Da una parte Gesù ordinò <Lazzaro, vieni fuori!> dall’altra Maria SS. operò: tramite la fede di mia madre. Dal suo potere divino, partì una potente defibrillazione che – mentre riavviò il mio cuore che si era fermato – sterminò tutti i microbi della Broncopolmonite, come <cotti> in un microonde.
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A Betania videro il morto uscire ancora avvolto nelle sue bende, e a Felitto, quando il Dot. Sabatella giunse dopo le 4 ore che gli avevano assicurato il mio decesso, disse alla mia Tamar: <Vostro Figlio ha vinto la morte>. La potenza, il Dinamismo divino fu tale in tutto il mondo che anche il progetto Dinamo ebbe successo e si compì il miracoloso salvataggio di un intero Esercito a Dunkerque, in quel 4 giugno del 1.940! I miei genitori impazzirono dalla gioia e quella sera si buttarono uno tra le braccia dell’altro e misero al mondo Ben, l’angelo contro cui il rinominato <Israele> (cioè <è R.A. Dio>) aveva invano lottato fino al sorgere di quella Aurora, per restarsene in Cielo. Così come il profeta Giona, che non voleva andare a Ninive ad annunciar loro la fine del loro mondo. Era fuggito per mare, Giona, pur di evitarlo… ma era morto in mare, ingoiato dalla Balena, e si era pentito e aveva implorato Dio, che l’aveva risuscitato il terzo giorno! Ditemi signori cari: perché era morto e risorto il terzo giorno, il profeta Giona che Gesù elesse a suo segno? Per essere esaltato nelle sue Chiese? Tutto lì? Giona 3,2-5 2 «Alzati, va' a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò». 3 Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. 4 Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». 5 I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. 431
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Ora – signori miei – ditemi se Gesù Cristo è stato così preciso sulla fine del mondo! Scrive a proposito l’evangelista Matteo che così rispose Gesù sulla sua data. Matteo 24,36 Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre. «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta» aveva invece raccontato Giona, precisando che ci sarebbero stati <ancora 40 giorni> … che poi non ci furono poiché Dio rispettò la fede in lui e la penitenza fatta da tutti. Eppure l’annuncio era davvero esatto! Il 4.631,0217 che preannuncia la fine del mondo il 17 febbraio dell’anno 4.631 d.C. rivela questo: 4.000 anni sono 40 nel numero del 100 che è il lato della realtà 10^4; ogni anno di spazio-tempo è di 10^4 giorni di solo tempo, per cui la misurazione in anni è quella media in 10^8 giorni complessivi di spazio-tempo. Il dettaglio dei 631,0217 riguarda solo il lato 100 della realtà come il moto di 369,9783 che in 365,2563 indica alla dimensione reale 10^4 un anno siderale e con 4,722 indica 2,222 (il flusso 1/3 dell’energia 6.6666) +2,3 che indica 1/3 di 6,6 presente nel tempo 0,1 unitario. Pertanto, in base all’energia del moto dell’anno siderale, presente in 1.000, espressa dal 369,9783, tutto il moto relativo al volume 1.000 sarebbe stato esattamente di 631,0217, rispetto al tempo 1.000. Ad esso è aggiunto lo spazio 3.000 che porta al totale 4.631,0217 della Fine del Mondo, nota al Padre e a Gesù Cristo quando tornato in Lui. Il compito più gravoso di Gesù sarebbe stato proprio questo, di avvertire i viventi che la fin del mondo non è troppo lontana se si pensa che bisogna affrontare dopo Genesi, l’Esodo da questo mondo (alias: terra d’Egitto). 432
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Vi siete mai chiesti cosa abbiano fatto gli Israeliti per 40 anni a vagare nel deserto? Per la gente ci fu la manna, le quaglie, e l’acqua fatta zampillare da una roccia… ma come sopravvissero le numerose mandrie di buoi e pecore? Che mangiarono dove non c’era filo d’erba? Il vero deserto è quello tra le stelle e furono 40 anni impiegati in tante astronavi tipo Arca di Noè, con gli animali addormentati. In realtà saranno tutti ibernati, per trapiantare tutta la vita terrestre nelle nuove Terre poste tra le Stelle. Era fondamentale che Dio potesse dare agli uomini tutto il tempo occorrente per preparare in modo corretto tutte le missioni necessarie a spostare tutta la vita terrestre. Gli uomini del futuro lo faranno per fede in me e nei miei calcoli. Ma a Meriba, nel giorno di Massa nel deserto, la Fede in me sarà messa duramente alla prova; il ripensamento porterà al proposito di ritornare in Terra d’Egitto e il castigo divino sarà lo scombussolamento del piano esattamente prestabilito e questo lungo vagare nel deserto stellare, reso tanto lungo che nessuno dei partiti arriverà nella nuova Terra Promessa. A Mosè stesso sarà consentito solo di vedere da lontano la nuova Terra Promessa, su cui scorre latte e miele. Giosuè lo potrà, nel segno del Gesù che figlio di Dio è. La lotta contro Amalek è estremamente significativa. Esodo 17,10-12 10 Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. 11 Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. 12 Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. 433
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Il libro Esodo, e Bibbia 2, per cui questo brano è Bibbia 2,17 nel segno stesso del giorno della fine del mondo che va <a male>. Fu una battaglia durata fino alla fine del giorno e fu vinta grazie al fatto che Mosè riuscì a tenere sollevate le sue braccia, grazie al fatto che si sedette su una <pietra> mentre Aronne e Cur le sostenevano. Ora Mosè ed Aronne sono in A-mosè-O il Mosè da cima a fondo di quando il Serpente Signore ancora non è Dio: allora è Amodeo; in Aronne è Amodeo a Saronno; il terzo <Cur?> è evidentemente la domanda <Perché?> fatta da un Romano. Questo accade subito dopo che è denunciato l’episodio del dubbio sorto a Meriba e nel giorno di massa nel deserto, in cui misero in dubbio quanto detto da Romano, e si chiesero nuovamente un Perché. Dubitarono sul fatto che la Terra il 4.631,0217 si sarebbe capovolta. Dubitarono che la capatina fatta in Bibbia 1,18 della Trinità da Abramo, mossa dal disordine sulla terra venuto a conoscenza del Signore, circa le depravate Sodoma e Gomorra riguardassero quello che gli aveva detto Romano: la perversione del magnetismo terrestre, che avrebbe costretto Sodoma (il Sud) ad andare a Nord (Go, mo, RR.A.!) vacci ora, “TE”, RR.A. È la perversione riguardante me, SODOMA è <AMOD o S> mentre GOMORRA è <A.R. – Rom o G>. Se non ci fosse pesta perversione, la Terra di Sodoma e Gomorra sarebbero state salvate. E la sposa di Lot che dubitò, si voltò e fu mutata in una <statua di sale> no è per nulla quello che dice il testo ma è un <sta tu a Salem, tu di Salem> e sarai perduto. Che significa <voltarsi indietro?> Significa dubitare come a Meriba, su <Me R.I. e B.A.> a me Romano uno con Iesus e Benito Amodeo. Cos’è il giorno di Massa nel deserto, nella protesta di mancanza di acqua, in cui il Signore fu “provato”, significato di 434
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Massa, analogo a un <Ma … > un dubbio, relativo al SS.A.>, santissimo annuncio. Tutte le traversie descritte in Esodo, hanno una precisa ragion d’essere nei loro valori numerici, nel mentre l’espressione letteraria che da essi risulta e li descrive è simbolica e porta a una storia emblematica e solamente rappresentativa delle traversie che il Popolo di Dio – cioè tutti i terrestri – patiranno nel deserto tra le stelle. Mio padre, Luigi, è veramente stato l’immagine dello Spirito Santo che non patisce limiti e che – con la sola VI elementare regolarmente frequentata – concluderà il suo servizio come Direttore Didattico della Scuola Elementare. Poi – andato in pensione e soddisfatto il suo compito ufficiale – fece due cose altamente simboliche: la prima fu che imparò a costruire radio (con quello cui allude il termine <RA Dio>); la seconda di attrezzare in cantina una piccola falegnameria nella quale costruiva e lucidava mobili (con quello che fu il mestiere del padre di Gesù Cristo). Ha vissuto una vita tutta dedicata al suo compito e alla sua famiglia, sempre fiero della “patria potestas” di lui, il “pater familias”, ma secondo un aspetto poi tutto e solo di forma, poiché come mia madre fece di lui un maestro, allo stesso modo lo fece sentire come tale, dirigendolo e orientandolo dal primo all’ultimo giorno della sua vita, in tutte le scelte. Egli, quando aveva il suo stipendio, lo consegnava al 50% all’amministrazione di mia madre, trattenutone la metà, per i suoi bisogni personali. Mamma, col suo e metà di quello del marito, pensava alla gestione della famiglia, pagando bollette, acquistando cibo e vestiti per tutti tranne il marito, che si arrangiava colla sua parte. Io ho potuto vedere quanto oculata sia stata la gestione di mia madre e quanto “giudiziosa” l’idea di lasciare al marito il 50% del suo stipendio, tutto per i suoi personali intenti e reali bisogni. Poco alla volta sono entrate nella nostra famiglia motociclette ed automobili, fino ad averne una ciascuno: papà, io e Benito … tranne lei. 435
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E – dalla prima divisione della famiglia, quando ci trasferimmo a Milano: io e Benito da Zia Antonietta e lei e papà in una pensione – siamo passati prima riuniti in un appartamento in affitto, poi in uno nostro acquistato con il mutuo dalle Case Popolari, e infine altri due, in via Lattanzio, come soci della Cooperativa INCAM (Istituto nazionale case ai maestri) di cui si erano resi soci tutti e due, appena diplomati. Mio padre era avventato come me: quando qualcosa gli passava per la mente, non stava tanto a pensarci e l’intraprendeva. Risolse la questione della gestione familiare poi come l’avrei risolta io ancora più radicalmente: fino dal primo mese dopo sposati, decidemmo che ciascuno si sarebbe tenuto per intero tutto il proprio ricavo, e ciascuno avrebbe dato liberamente alla famiglia l’apporto che più voleva. Io e mia moglie potemmo farlo, poiché passammo i primi 7 anni del nostro matrimonio abitando in casa dei suoi genitori, assieme a loro; per cui non avevamo problemi di vitto e alloggio. Per mia moglie è stato un passaggio quasi inavvertito, poiché l’unica novità, dopo essersi sposata, era stata quella di essersi tirato il marito a casa sua. Il disagio fu tutto mio e delle mie ambizioni (simili a quelle di mio padre) di poter essere io pure il “pater familias” della mia casa!
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Capitolo 21
La mia 2 famiglia come colle 2 figlie di Labano a
Quando in Bibbia Giacobbe fonda la sua casa solo dopo 7+7 anni in servitù presso suo suocero Labano, a <Paddan Aram>, è a immagine e somiglianza di quanto ho trascorso io in Via Vetere 14, presso <Mar. an add. Pa>. Mario, un padre addizionato, come risulta anche al diritto di <Paddan Aram> da un <P. add. a <an> A.R.-Am (un padre addizionato ad un Romano Amodeo. Labano trascende un Lab. per …ano, un laboratorio per la fine dei sogni da <pater familias> anche di Romano. <Via Vetere 14> e il <Bar> della mia nuova famiglia, furono per me il “via” dell’antico Veto dei 7 e 7 anni, perfino di sposare, dopo una servitù di 7, Rachele, la sorella delle due che lui voleva, che ebbe solo per seconda, al termine del periodo di 14, di quel percorso nello spazio della pianura Padania, e nel tempo di ogni età. Del resto, sono stato sempre legato ai BAR, poiché son partito, nella mia seconda vita rinata, dal BARatto fatto tra mia Madre e Maria Santissima: di RA in cambio di N.I. <Eli, Eli, le ma’ sa bactani!> è stata la mia 2° origine, dopo la mia morte e la risurrezione in Gesù. <Dio, Dio, è lì (a Felitto) che una delle mamme (la Baratta) sa baratta’ RA con N.I.>.
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Uscii dalla mia prima vita vissuta solo col Padre e la Madre sposa dello Spirito Santo, quando – sposando G.S. e la sua Famiglia – divenni un possesso delle <controfigure> della Famiglia di Gesù (Mario, figlio di Anna e nato il 15 agosto dell’Ascensione di Maria, e Giuseppina, la mia seconda mamma putativa), giustamente vivendo nella casa che era un tutt’uno col Bar, dopo il mio materno Baratto. Passai da Mariannina Baratta (84+57=141= Amodeo +Amodeo +Amodeo, tre 47) a Giancarla Scaglioni (60 +81 = 141, la stessa trinità di Amodeo come la stessa mamma. Come mia madre Bar-atta, mi adattai al Bar di Via Vetere 14, standoci in mezzo per il suo ½ di 7 anni, e vivendo coi <sosia> della famiglia del Cristo che mi aveva risuscitato. In verità era accaduta anche questa risurrezione, datami tramite la mano ebraica di un Samek amico di Clara Benedetti, la nonna di G.S. come se fosse Anna, la madre della madre di Gesù con tutti i suoi “osanna!”. Con questo <facsimile> Ebreo quale segretario Generale del Cimep, io vinsi un impossibile concorso per me, e fui Assistente di Direzione di un Ente Pubblico Urbanistico che – privo di un suo Direttore – delegava ai suoi Assistenti la funzione direttiva che lui aveva. Appena laureato Architetto, senza in aiuto come se fosse> Ebraico io non sarei mai diventato in sostanza Direttore di tutti gli interventi esecutivi in corso in un importante Consorzio di 80 comuni con Milano al centro. Anche Gesù a 30 anni – giusto come me – abbandonò sua Madre e iniziò la sua importante vita pubblica; essa durò i tre anni che per me, dal 1.968 al ’71, mi video Laureato, sposato a G.S. elevato al <quasi direttore> del ramo esecutivo del Consorzio, e – tra gli ulivi – a Ortonovo, la nuova casa del Padre, nell’orto acquistato con danaro similmente Egiziano (di un Raho) dal Saccomani (e non Getsemani, ma è il solito sacco dei rifiuti <ùs e G.> trascendente <Gesù> e che alla fin fine <se get> con le mani, rifiutando il suo aiuto. 438
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Per me seguirono altri due anni di un <tran tran> in cui il mio Romano Labor si svolse abitando dal mio Labano, di cui avevo sposato però la figlia che io <non volevo>. Dato i suoi pochi studi e il suo modesto impiego presso un Centro meccanografico come perforatrice delle schede, io – al primo momento del nostro incontro – le avevo palesato che lei avrebbe dovuto seguirmi, mortificando in un certo senso la sua figura, e la misi alla prova su questo. Le dissi: <devi elevarti nella tua cultura e sono disposto a farti da maestro>. Non era una mortificazione, per me, che avevo visto fatto questo già da mia madre, che si era preso cura di un uomo ormai fatto, coi suoi 25 anni, e – insegnandogli gli stessi insegnamenti da lei avuti nell’Istituto Magistrale – lo aveva reso un Maestro alla pari di lei. Misi alla prova la suscettibilità della sua persona, che si sentiva additare la sua carenza e poteva anche sentirsene umiliata, e lei capì e ne fu ben disposta. Ma – dopo solo una quindicina di giorni – lei ritornò su questa cosa, dicendomi che l’avevo mortificata. Allora senza indugiare un solo attimo, io la lasciai, la mattina di una decisiva domenica del 1.962, e lei condivise il mio gesto: non era disposta a legarsi a me sulla base di queste premesse che per lei, i suoi amici, la sua famiglia, erano solo il segno di una inutile mortificazione. Come se le nozze, tra due persone, fossero solo “rose e fiori” e non impegnassero l’uno e l’altro a mortificare una parte dei propri desideri, quando non collimano! Io me ne tornai triste a casa: <G.S. non faceva per me, né io per lei>, ero deluso. Cercai gli amici, che prima del fidanzamento con lei, frequentavo; era stato proprio uno di loro, Riccardo Passer, che lavorava alla Norton, che mi aveva fatto conoscere G.S., assieme alle
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sue altre amiche con cui lavorava a Corsico, quando mi aveva invitato a prender parte alle loro gite. In viale Omero 22, ove abitavo con la mia famiglia, avevamo costituito un gruppo di giovani amici, e la domenica andavamo spesso in giro, da qualche parte. Telefonai ad Angelo Mazzola, che abitava alcuni piani sopra il mio, se andavano da qualche parte, e seppi che lui era stato a casa poiché gli altri erano partiti troppo presto, andando chissà dove, così rimasi in casa. Alcune ore dopo fu Angelo a telefonarmi dandomi l’orribile notizia che erano andati sull’Adda e che Riccardo era annegato! Come se io l’avessi presagito, giorni prima – saputo che non sapeva nuotare – l’avevo convinto a venire con me all’Idroscalo e io gli averi insegnato a nuotare: era incredibile che lui – un ragazzo atletico più di me – non sapesse nuotare. In una sola “seduta” gli avevo insegnato a galleggiare e a percorrere alcuni metri nuotando, finché teneva il fiato, dove aveva piede ed era sicuro di rimettersi in piedi, se vedeva di non farcela. Il destino però gli aveva giocato un pessimo tiro: avevano giocato alla palla sulla riva, correndo su e già anche in un posto dove l’acqua arrivava ai piedi; poi avevano mangiato e riposato; dopo si erano messi a correre, lì dove erano passati prima. Ma una buca improvvisa ne aveva ingoiati tre, due dei quali, non sapendo nuotare come Riccardo, sprofondato nell’acqua assieme a loro, si misero a urlare e furono aiutati; Riccardo no: in silenzio cercò di restare a galla come gli avevo insegnato, e ci riuscì. Purtroppo, a un certo punto, volle vedere se c’era nuovamente “piede”… e non c’era, andò giù, dritto, non trovando l’appoggio, e non riuscì più la spinta dei piedi per mettersi orizzontale sull’acqua. Iniziò a bere, a dibattersi lì in quella maledetta buca, e la gente – sapendo quanto amasse scherzare – pensò che facesse finta di annegare … e affogò senza nessuno che gli venisse in aiuto! Che
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peccato che io e Giancarla non avessimo rotto un’ora prima! Sarei stato con loro e il mio caro amicon non sarebbe morto. Dovetti subito dirlo al telefono, a Giancarla, e le rivelai che andavo subito sull’Adda a cercare il suo corpo, che non avevano ritrovato; lei insisté di esserci anche lei, e mi chiese di passare a prenderla, prima di andare sul fiume. La morte dell’amico che ci aveva fatto conoscere fece di nuovo l’incredibile opera di rimetterci insieme, avendo di colpo superato tutti gli ostacoli, al punto che io rinunciai alle mie giuste pretese di avere al mio fianco una mia pari, e lei non si sentì più mortificata di restare distante da me. Non sto parlando di un essere <sopra o sotto>; io ho sempre ammirato le persone per come esse sono nel loro insieme e non per il loro livello sociale; sto parlando di <differenze> che sono pericolose, tra chi era pronto a <darsi> rinunciando a qualcosa, e chi no, pur essendo poi costretto dalla vita ad una relazione possibilmente alla pari. Il fatto è che G.S. era lieta che io fossi un architetto, un professionista, e lei una impiegata, come lo è un figlio che ha un padre importante da “sfoderare” ai suoi amici, ma – che sia ben chiaro! – salvaguardato il sacrosanto diritto di poter avere poi libera la propria vita da figlio che non accetta l’ingerenza del padre che gli nega tutta l’autonomia. In verità, non ci sposammo <alla pari> ma furono per davvero le nozze come tra un padre e un figlio. Avemmo molti anni di fidanzamento, e in essi fui sempre io a dovere accompagnare lei, non essendo mai ben disposa lei ad accompagnare me, con gente del mio livello professionale davanti a cui lei si sentisse a disagio, “sminuita”. Io – rilevando la mancanza perfino di argomenti nei colloqui familiari – nel 1.973 tentai più volte di convincerla a seguirmi, da impiegata al Cimep, in cui lavoravo io.
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Dovetti smettere! Si infuriava, e mi spiattellò tutte le sue buone ragioni: “al Consorzio lei avrebbe recitato la parte dell’insignificante moglie dell’Architetto direttore!” Ben diverso era quando la seguivo io tra i suoi amici, poiché allora istintivamente mi catalogava come un suo “trofeo”: sarò pure una senza titoli, ma è lui che segue me! In tutto questo non c’è nulla di male. Nessun figlio che si rispetti è lieto se è assunto nella ditta comandata da suo padre, avendo mansioni modeste per mancanza di competenze; mentre ogni figlio è lieto se – trovandosi lui tra i suoi amici – è seguito dal Padre: il che gli dona prestigio. Il solo “difetto” tra me e G.S. è stato quello di nozze non consumate realmente tra <sposi> ma tra un Padre e una Figlia. In tutto il fidanzamento (dal 962 al 969, sette lungi anni) io vissi come quello tra Giacobbe e la giovane Rachele che egli avrebbe avuto dopo 7 anni di regolare servizio. E accadde come in Bibbia: passati i 7 anni della premessa, il padre lo legò – con un imbroglio – non all’amata Rachele ma alla sorella maggiore Lia. Le mie nozze il 1969,0604 (esattamente 29 anni dopo essere stato miracolato nello stesso 4 giugno, del 1940) furono celebrate da me non con la donna amata, ma sua sorella Lia! Io mi ritrovai nel letto – quando fu il momento di una vera condivisione – a non poterla fare! Lei non accettava di abbandonare la casa dei suoi, dalla quale comodamente poteva andare al lavoro, per trasferirsi con me in via Lattanzio, in una casa che – in costruzione – non era ancora finita. Sarebbe bastati ancora 6 mesi e avremmo potuto farlo, ma lei non lo voleva … così ancora una volta fui io ad agire esattamente come Giacobbe, quando si sentì dire dal padre: <Non protestare se non hai avuto chi amavi, se mi fai altri 7 anni di servizio, io te la do>. E io li feci, restando questi 7 anni ancora con loro, nella speranza infine di avere Rachele, dal 1.969 delle nozze fino al 1.977. 442
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Ebbi finalmente la donna amata! Accettò di essere la titolare della GSA, la casa editrice che avevo fondato a suo nome! Poteva ben trovare – ora – l’occasione, per venire a lavorare con me che l’avevo resa Titolare d’Azienda. Solo che ora c’erano questioni molto serie a navigare contro: i 75 milioni di debiti che avevo dovuto assumere smettendo di costruire per un anno il Nuovo Orto tra gli ulivi, nei sabati e domeniche, per non lasciare solo io lei . che non aveva nulla da fare in quei giorni, mentre io avrei avuto da fare il mio lavoro, nel 1.977 erano divenuti “un macigno” che non dava molto da sperare per il futuro. A quel punto non era prudente per lei perdere il suo lavoro, dopo che anche io vi avevo rinunciato per “dar corpo a Dio”, dopo la conversione nel solito 4 di giugno, del 1.973. Avevo tergiversato a lungo anche io sull’abbandono di quel posto di prestigio in un Ente Pubblico che non ti licenzia quasi mai, per seguire il Disegno di Dio, sulla mia vita, affinché fossi proprio io, ora, a <volere dar corpo> a Gesù. In ogni Santa Messa il Signore dice: <Fatelo in memoria di me>, ma ero giunto a capire che la vera “memoria” del suo gesto, stava nel voler fare altrettanto noi per Lui! Ogni Comunione vera nasce da due parti che entrambe si vogliono, e non tra una che si offre e l’altra che solo accetta l’offerta e non propone mai sé, offrendosi per quella Comunione. Nei tre anni in cui siamo stati davvero una famiglia unita, G.S. ha anche lavorato di persone, per sostenere le cose, coinvolgendo a farlo anche i suoi amici, in primis Luigi Luccini, generoso amico e compagno che trascorreva poi insieme a noi – nel Nuovo orto degli Ulivi – le sue vacanze estive. Avevo ricostruito, nel Nuovo Orto degli ulivi, il Getsemani, ubicato a Ortonovo, nella frazione di Nicola allusiva a <N.I. colà>, tra gli ulivi e in un terreno comperato da un certo Saccomani, una reale casa per me, mio padre, congiunti e amici.
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Le risorse per acquistare il terreno mi erano state date da un Rinaldo Raho nel solito modo “ebraico” in cui tutte le risorse per il Popolo di Dio vengono sempre da questa Terra d’Egitto. Significa che le risorse, per tutte le nuove Terre situate nell’Universo provengono tutte da questa Terra d’Egitto della servitù al <FaRAone>. Infatti l’universo intero di questo mondo mio in cui sono solo io, RA, il solo vero SOGGETTO vivente come tale, vede nel <Faraone> “uno” a dimensione mondiale, cioè <one>, che si chiama RA, è Dio e Fa (tutto). Non ci vivemmo più dei tre ultimi anni della vita del Signore: l’amore per la mia sposa – mentre io mi impegnavo al massimo a costruire in nuovo Getsemani nell’Orto tra gli univi del Saccomani – mi indusse ad affidarne a altri la costruzione, per non lasciare più sola la mia sposa, che ne soffriva, e mi riempii di insanabili debiti. La mia sposa, figlia di Mario e Giuseppina era un facsimile di Gesù, lei già G.S. che – come il profeta Giona – anche rifuggiva dall’ingrato compito che aveva, e allontanandosi per mare, cercava la sua autonomia. Analogamente, chi ha avuto per me posseduto da Padre e Spirito santo, un rapporto paterno col figlio, si è trovato lei che non mi seguiva. Per tre anni, in cui io mi allontanavo da casa sabato e domenica, per costruire il Nuovo Orto degli Ulivi, lei – a casa lei pure il sabato e la domenica – tranne due sole volte (e le vacanze estive, in cui lei andava a mare con gli amici) restò a intristire in Via Vetere 14, e a chiedersi (con una certa buona ragione) se mi voleva bene oppure no, visto quanto mi lasciava solo, in quell’opera che era fatta per la nostra famiglia. Il fatto è che l’autonomia da me suo padre, che lei rivendicava, la portava ad agire come il profeta Giona che sembrava non amasse Dio, rifuggendo dalle sue paterne richieste di andare a Ninive. 444
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Per tre lunghi anni lei non mi seguì, rivendicando la sua autonomia, e toccò a me – al padre – se amava suo Figlio, di scendere al suo livello filiale. Significò che la costruzione divenne per me – che la costruivo per me e gli altri, e che così partecipavo alle spese con il mio lavoro – mi vidi coperto all’improvviso di debiti, per il comportamento sfuggente del costruttore, che, per un anno intero, per quanto stimolato a farlo, non mi fece mai il resoconto del lavoro che aveva fatto. Io gli avevo detto bene che doveva essere fatto “in economia”, come era stato fino allora con due soli giorni di lavoro ogni settimana, ma lui – non avendo altri lavori – aveva mandato lì i suoi operai, completando l’opera. Tra me e la controfigura di mio Figlio, chi non è stato all’altezza del compito paterno, è stato il figlio. Quando misi su una azienda, per aiutare il prossimo, aiutavo anche me a pagare quel debito che divenne a poco a poco immenso. Fui costretto a vendere la mia casa, dopo solo tre anni in cui finalmente l’avevo abitata, anche perché nel frattempo mio padre era morto il 5 giugno 1.983 e mamma aveva bisogno di me, suo figlio; così andammo a vivere con lei, e stavolta toccò a mia moglie una vita tra suoceri. Tutta la famiglia di Mario Scaglioni non era proprio all’altezza di capire cosa mi fosse accaduto! Ma chi lo può, quando accade che il tuo vero Padre, con cui tu sei in Comunione è veramente il Signore? Non capirono che se io ero in difficoltà, era dovuto all’amore che avevo avuto io per mia moglie, incapace di seguirmi, e che avevo seguito io! Per loro, la responsabilità dei miei debiti stava nella mia azienda, quando invece essa è stata la sola a permettermi di sopravvivere, dal 1.974 in poi avendo 100 milioni da pagare, che – con la mediazione di mia madre – erano stati concordati in soli 75.
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Io guadagnavo 400.000 lire al mese al CIMEP, come suo funzionario. Dove li prendevo questi che erano quasi 190 volte di più? Non potevo vendere la mia parte di bene, costruita nel Nuovo Orto degli Ulivi: nessuno la voleva! Sarei fallito nel 1.974 per il bene voluto a mia moglie. Solo l’azienda che creai, divenne un soggetto anche credibile agli occhi delle banche, che mi consentì di tirare fino al 1.987, in cui dovetti arrendermi. Negli ultimi tre anni io ero finito in tante difficoltà che ero simile a uno che sta per affogare e a cui manca l’aria… e non potevo dirlo a mia moglie, poiché si disperava più ancora di me e al mio carico si aggiungeva anche il suo. Mi feci aiutare da un amore irregolare, e a mia volta tradii le aspettative di mia moglie, come lei aveva tradito per prima le mie quando non mi aveva seguito. Tanto poco all’altezza della situazione è stata la famiglia di Mario (a capire il vero), che poi alla fine tutta la colpa è stata in tal modo data a me, che lui nelle sue ultime volontà, prima di morire, si raccomandò di tenermi sempre lontano dai loro beni e dalla loro casa a Rivarolo Mantovano, quella in cui G.S. era nata. Così io – il Padre – che per amore del Figlio ho visto sfumare non solo tutti i miei beni, ma anche quelli di mio padre e mia madre, sono finito in una condizione in cui – divorziati – lei è proprietaria di casa, a Milano e a Cividale, restata sola si guarda bene di coinvolgere con me quello che resta della sua vita, pur sostenendo ancora che mi vuol bene. Perché questo trattamento così ingiusto, dalla parte di quanto attiene alla rappresentante di Gesù (e della sua famiglia) nella mia vita terrena?
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Capitolo 22
Unità Trinità Creatrice da Set: Enoch, Matusalemme e Lamech Ci sono due genealogie iniziali, in Bibbia: una è quella “distorta” derivata da Caino nel capitolo 4, quello della realtà che non è mai tutta positiva, ma in parti uguali fatta di male e di bene, e l’altra, la successiva, nel capitolo 5 che orienta il ciclo 10 solo nella presenza unilaterale del positivo e del bene. Comincerò a scriverne da quella ultima Genealogia, quella “normale” che avanza solo in positivo, e che giunge al suo momento “topico” e unitario, con l’avvento del 7° fattore, nominato Enoch e che riguarda espressamente me, come il creatore apparente (ma reale) della mia vita e del mio mondo intero, che seguita ad avanzare solo quando avanzo io con la mia vita, o – comunque sia – il “disegno” che la riguarda in relazione a me. Infatti io – una volta morto – potrei essere ibernato e salvaguardato nel mio corpo, fino al giorno in cui una progredita tecnologia consente a me di riportarmi in vita. Poiché la mia esistenza è “disegnata” interamente dal divino Sistema Possibilistico che l’ha creata in ogni aspetto (in pensieri, parole ed opere), ma solo “assolutamente” io il solo che la vedo, mi risveglierà e troverà il mondo andato in avanti per via del Progetto Generale che lo regola tutto. Ma se io non fossi risvegliato, tutta la storia vista dal mio soggettivo IO-SONO finirebbe con la mia morte. Einstein – beffardo – che chiede ad Heisenberg se <la Luna avanza quando lui non la vede> non ha considerato che il moto apparente di tutte le cose potesse dipendere unicamente dal Progetto Possibilistico Dinamico. 447
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Esso contiene ogni Osservatore e lo trasla, che lui sia in osservazione oppure no: infatti se Heisenberg non vede più la Luna essendo morto, per lui – con la sua morte – sarebbe morta non solo la luna, ma l’intero Universo! Ora, in Bibbia, il 7° fattore ha il nome suo tratto dal 1° nome Romano dei miei sei, nella realtà della sua terza sillaba NO, che vale 1213 e che come numero intero segna l'avanzamento in negativo dei -725 anni dal 1.938, che l’arretrano all’anno 1.213 mediante tutta la presenza 25 del 700 che è tutto il moto 7 del lato 100 della realtà; o – se lo preferite – il moto di 75 (tutto lo spazio) in 800 che è il complesso intero della realtà dal -400 vino al +400, sempre nel lato 100 della realtà. Se il 1.233 si “scinde” nella sequenza dei centesimi, tanto che prima passa il 12=N e nel centesimo successivo il 13=O, a formare NO nel linguaggio alfabetico e 25 nella “presenza” data dal piano 5×5, o 100/4, allora il <CH> che segue <NO> vale il <38> (per c=3 e H=8), mentre la <E=5> anteposta al 5×5, sta a endicare che <È> la presenza del <NO> (nato nel) <38>. 0.512.130.308 come n. intero, è lo stesso di ENOCH. 512.150.308:::19.380.125 divide il valore di ENOCH per quello intero dell’Origine di Romano, e il risultato che si ottiene è 26,4255 nel limite fisso alla realtà decimillesima e unitaria nello spazio-tempo. 26,4255 × 19.380.125 = 512.129.493,1875 mostra la necessità di un +20.814,8125 per avere l’uguaglianza totale, e questa è la quantità da porre “in principio” per far tornare i conti, giacché abbiamo “stoppato” la divisione alle sole 4 cifre decimali della realtà spazio-temporale. 20.814,8125 ci “racconta” che il “tempo” decimale che abbiamo trascurato vale il flusso 814 dei lati 10.000 e 10.000 di un piano in cui la realtà intera è 10.000 (in positivo) e altrettanto in negativo; e riguarda la quantità 814 data dalla realtà 4 e dal ciclo 10 del 3^4=81 che considera lo spazio nelle sue 4 reali dimensioni. 448
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0,8125 (il tempo) poi ce lo mostra il 3=4=81, nel tempo centesimo del lato 100 della realtà e nella presenza 25, intera, nei decimillesimi (della realtà intera in 10.000). Come risulta “vero” nel modo più totale il 1.938,0124 portato alla dimensione intera 10^4, diventa l’intero 19.380.125 e per “nominare” ENOCH, nel suo valore intero 512.130,308 deve esistere le 26,4255 <volte> indicanti il movimento intero nominato DIO=26=JHVH, che – in natura – è il creatore il 7 giorni che esiste in 26 di queste settimane, per portare il nostro mondo nel punto diametralmente opposto della sua orbita solare. 0,4255 è il moto di 0,13 (le 26 settimane in ¼ di giro) nell’unitario 0,5555, l’elettromagnetico moto dell’energia elettrica 0,6666 nel suo tempo unitario 1/6, dello 0,1111. Rispetto ai miei totali giorni 42.029, essi, divisi per 26,4255, portano al 1.590,4713 distante 347,5412 anni dalla mia Origine … così (allo stesso modo) di quanto questi 347,5412 distano dai 365,2563 giorni dell’anno riferito alle stelle fisse. Distano 17,7151, cioè quanto il moto di 0,0626 in 17.7777 (ove 646 è il valore del Dio Elohim, e manca dei 10+10 decimillesimi ubicati nel piano trasversale al flusso). Il 7° Fattore è giustamente nominato ENOCH e riguarda totalmente la mia vita. La Bibbia afferma che camminò due volte con Dio, ma voglio essere esatto ed eccovi il suo testo di riferimento. Genesi 5,21-24 21 Enoch aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme. 22 Enoch camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie. 23 L'intera vita di Enoch fu di trecentosessantacinque anni. 24 Poi Enoch cammino con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso. È scritto che camminò 2 volte con Dio: nascendo e morendo? 449
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Un <Fattore> (come il n. 7) cammina interamente per quanto risulta dal suo <fattoriale> che combina tra loro moltiplicandoli tutti i 365 anni di vita … che sono quanti i 365 giorni di ogni unitario anno. 365! = 0,251041 ×10^779 = 25,1041 × 10^777 quando è unitario il tempo decimale espresso dalle 777 cifre della vita di Lamech, padre di Noè. +25,1041 giorni, sono dal fattoriale dei 365 giorni di 1 anno; - 00,0903 sono anni in 903 e quelli che il Dio=10 percorre Unitariamente nel 913=”In principio”=BRASIT; = 25,0138 indica il dì 25 del mese 01 dell’anno 38. +25,1041 anni, sono dal fattoriale dei 365 anni; - 00,0037 toglie i 37 anni prima del mio concepimento; =25,1004 indica l’anno 25 del mese 10 nel suo giorno 4. Pertanto il 7° Fattore Enoch descrive tutta la mia vita. Matusalemme, il fattore 8° indica tutto il “complesso” ma facendolo solo nel bene; la sua vita nel bene vale 969 anni che – se consideriamo anche l’esistenza del 969 di male, porta esattamente all’anno 1.938 mio Natale. LAMech , il fattore 9° vive 777 anni e indica Egli pure l’equivalente Trino del Set, 3° figlio di Adamo, essendo egli quel L.AM., ch’è Luigi AModeo, quello nato il 7,0707 . Luigi Amodeo condivide la stessa sostanza di Figlio e Padre, essendo simultaneamente, in tutto l’apparato dei nove, il terzo figlio di Adamo ed essendo il Padre del terzo finale di Romano, che NO è . Essendo prima il n. 2 e poi il 9, egli è la sequenza 29 che è quella giusto unitaria nel 10° numero primo 29. 450
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Considerando i suoi riferimenti estremi in ADAMO e NOé, esso portano insieme <ad> AMO deo Roma NO è. Quello che vi è di <divino> è quello che è stato <omesso> e <divinamente trasceso>: deo Roma (che significa: Roma, da, con, per, tra, fra Dio). È trascesa Roma che viene da Dio ed esiste con per tra fra Deus, il Dio Romano IOVIS, che è JHVH, ed è l’IO italiano nella forza suprema VIS di ogni Romano. 04.051.316.121.101 è il quantitativo esatto trasceso ed è LUCE al punto che possiamo dividerlo per 299.792.458 dei metri percorsi in un secondo dalla luce, per capire l’energia divina che è stata omessa, e per quante volte. Sono 13.513,7359 volte reali (fino alla dimensione reale decimillesima); nelle dimensioni intere del 10^3 le 13 sono il tempo ¼ delle 52 settimane intere dell’anno. Il dettaglio di 513 lo riferisce al tempo ½ del 10^3. 7359/10^4 sono nei centesimi il moto di 3^3 nel lato 100 della realtà di cui è il centesimo; i 59 decimillesimi sono il 17° numero primo, che pone il limite assoluto di Benito=59 alla sommatoria 381 che arriva fino al 16° n. primo. Tutti e Nove i fattori del 10°, valgono nel loro valore il 426 indicante nel 400 il Dio Uno e Trino in 100+300 e la definizione 26=Dio che è quella intera alfabetica sia per DIO, sia per JHVH ... ed è il valore-limite 426 dei 6 nomi del mio “alter ego” in Benito. Ove la <c> è 2,99792458 (velocità assoluta di riferimento a D. 10^8) e 646 anni si riferiscono al Dio Elohim, accade che la data posta in principio negli anni 1938.0125 sta a 2,99792458 così come i 646 anni del Dio stanno a 1; col resto indiviso di 69/100.000 che, quando si divide nel tempo, è riferito ai 69 consanguinei di Giacobbe (lui escluso) che entrarono in terra d’Egitto. Questi 69 sono riferiti a 100.000 così come al lato 1 dell’area elettromagnetica 10^10. 451
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Capitolo 23
Trinità Creatrice distorta : le 3 Parche Romane Gli ultimi tre creatori del 10°, disegnano una Assoluta
presentazione celeste, nel mondo, di un <divino amore>. Nel ramo buono, della creazione, dato da quella passante per Set, Iddio risana totalmente una delle due spose di Lamech, quella chiamata ADA, e che in Genesi 4 discende da due generazioni <facsimili> di Matusalemme, come risulta dal testo.
18 A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. 19 Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. 20 Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. 21 Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. I tre nomi, di Enoch, Matusalemme e Lamech sono ripresi e <aggiustati> in altro modo, in Genesi 5. È un modo nel quale Ada, sposa di Lamech in Genesi 4, è qui collegata strettamente con una coppia Padre-Figlio data da L uigi Am odeo ch’è L.Am. è il trisillabo nome del figlio Ro-ma- no , che, nel finale 1/3, NO è . L’Ada madre di Iabal e Iubal, è nel 2°, You B. AL , (Tu secondo Dio) padre di tutti i suonatori di cetra e flauto. Ada, in Genesi 5, si sposa con Matusalemme che in Genesi 4 erano padre e nonno dello sposo Lamech. 453
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Ora, nel mondo reale, Lamech e Noè sono “retrodatate rappresentazioni”, disposte nel principio (antico) di quello vero che invece parte dall’inizio della nascita di me: poiché sono il SOGGETTO unico del mondo per come è mostrato a me. Matusalemme rappresenta l’amore terreno, del Cristo in Comunione con me. Ma. Te.sa Le. è il nome (da Maria Teresa Legnani) della ex sposa di Cristo, espresso esattamente sino alle tre ultime lettere <MMè> (esistenti in MatusaleMME). In MMè c’è il “giudizio finale” sulla ex sposa di Cristo. C’è tutto: il buono e il meno buono, di una Ma. Te-sa Le che in sé è Molto Meritevole, ma che è stata anche Molto Megalomane: in un primo tempo quando rifiutò l’amicizia richiestale dal suo divorziato sposo Gesù, quando lei lo incontrò (ma non lo riconobbe) presente solo in Comunione con Me. Il non riconosciuto Gesù, la chiese un dì, nel Coro di San Giovanni Battista che lei dirigeva stupendamente, ed ebbe in risposta: <Sì, ma solo in Cantoria!> Quel <povero Cristo> – abbandonato da colei che (finché fu una sua sposa) lui giudicò “Meravigliosa Monaca è”, attivò un <divorzio unilaterale> che Lui mai condivise – quel Gesù passò allora decisamente all’attacco e in Chiesa (quello era il luogo adatto per Lui e lei) le chiese di ripensarci: <Mi sposi?> … Al che lei saltò su pronta e rispose: <Mai e poi mai e non pensarci nemmeno!> Lei, tuttora sposa di Cristo (poiché mai e poi mai Gesù ha accettato il divorzio da lei), è vissuta come tale in relazione ai 969 anni (di vita di Matusalemme) che sono stati quelli di quando io (in Comunione con Gesù) mi sono sposato il 969, io con G.S. e lei con Gesù “nel divenire dei rispettivi tempi”, avendo allora lei (nel 969, lei nata 1.960,1003) solo 9 anni! Non vi è mai stata una simile potenza in una data di nascita! 454
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√ 1.960,1003 ha il lato 44,2730200008989 che sto mostrando
fino alla realtà decimillesima terza, e che nel tempo reale è: 0,2730, la Trinità di 3×3×3 centesimi (del lato 100 della realtà) seguito ancora dai 3 millesimi: unitari per il Dio 10^3. 20.000/10^9, alla dimensione 9 di tutto il dinamismo è la “purezza assoluta” della realtà unitaria in 10.000 che trasla “unitariamente” da 10.000 in 10.000, essendo 10^4 ogni 10.000. 8.989/10^12 mostra la struttura di questo moto pieno, data dal 1010 (il periodo intero del ciclo 10 unitario) che avanza nella realtà intera in 10.000. In anni e anni che io calcolo i “potenziali” lineari delle singole date, non ho mai trovato una simile corrispondenza ai valori unitari di Dio! Ma non solo: lei ha un Padre e una madre chiamati Angelo e Angela ed è stata concepita il 25 gennaio 1.960 di quando io compii esattamente i 22 anni (che sono il flusso esatto 1/3 dell’energia 66=Romano). Angela la gestì per le 9 lune esatte dei 252 giorni che sommati al 25 gennaio, li portarono al 3 di ottobre; e il giorno dopo in cui lei compirà i 65 anni in cui (quale Matusalemme) è stata in grembo a suo padre <Enoch>, lo farà nascere in cielo! Lei deve anche la sua guarigione da una sorta di Anoressia o Bulimia che le durava da tre anni, dopo i 10 trascorsi da suora; alla fine il Convento pensò che forse a casa sua si sarebbe ripresa… ma non accadeva, e fu allora che lei divorziò dal Cristo suo sposo. Io ero coinvolto con l’altra ADA (quella che si sarebbe uccisa) e che per una pura e incontrollata sua presunzione (che io sarei tornato quando lei credeva) non aveva più curato e aveva fatto morire di fame i due poveri gatti che le avevo affidato. Fu allora che vidi concretarsi la minaccia di Lamech ad Ada: <77 volte tanto, per ogni torto che è fatto a me> … poiché vidi che Dio le stava affamando ora sua figlia Lucy!
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Io mi ritrovai coinvolto: quando ero lontano, non le avevo telefonato mai, per ringraziarla di aver cura dei gatti, né per dirle quando sarei tornato, e lei aveva (giustamente?) pensato alle solite assenze di agosto, che al massimo durano un mese. Allora – replicando Abramo – feci anche io il mio bravo <patto con Dio> ancora più pesante, dicendogli: <Signore, salva quest’ammalata e io accetto in cambio che più nessuno abbia fiducia in me!> Dio mi esaudì subito, poiché già 30 giorni dopo la ragazza con 10 chili di più aveva anche riacquistato la perduta voglia di vivere; un miracolo? No, giustamente suo padre si era imposto a sua madre e ricoverata in un ospedale, lì l’avevano sottoposta ad alimentazione forzata, tenendola addormentata per un mese. In quanto a me – come avevo offerto io al mio Signore – più nessuno aveva fiducia in me, e io ero d’accordo con Lui: ero stato immediatamente ascoltato e dovevo solo ringraziarLo! Ma – dopo 4 anni – dissi di nuovo al mio Signore: <C’è però una cosa che non è molto giusta: io per 4 anni ho sofferto ogni giorno e pagato l’intero costo della mia offerta, ma mai – nemmeno una volta! – ho visto Lucy: è via a Trento! >. Ora <Ma.Te-sa Le.MMè> dove mai è? è a via Trento! Era accaduto che quando io feci il mio <Patto con Dio>, ero in Comunione con Gesù, così che, nel mentre io pregai per Lucy, Lui chiese al Padre di guarirgli la sua Sposa! Così l’Eterno ne aveva salvate due nello stesso tempo! Poi, per una Sua <sacrosanta ragione> aveva anche pensato: <Eccessivo, sproporzionato è togliere la fiducia di tutti per la salvezza di una sola persona; così la seconda che io guarisco per mio Figlio … lei sola non si fiderà mai di te, caro Romano!> Così, nel lato buono, lei è una ammirevole sposa di Cristo; ma nel lato della megalomania opposta a un <povero cristo> (come da Genesi 4), la sua spocchia di sé è verso <Gesù stesso>! 456
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Questo è nel lato disceso da Caino, in cui lei è la ADA che è richiamata a stare attenta al suo suscettibile sposo ... che la ripagherà per 77 volte tanto. In che modo? Maria Teresa Legnani patirà una vendetta davvero terribile per lei … così come ora è! Altro che <mai e poi mai!> Sarà costretta ad amarlo <sempre>: 77 volte di più di quanto Lui in questo mondo reale ha amato lei! Non vi sarà costretta, lo vorrà lei da sola! Essendo stata perdonata e amata ora da Lui nonostante tutto… lei sarà chi Lo amerà di più, come Gesù disse per quella Maddalena, perdonata da lui delle sue colpe, e che allora gli profumava i piedi, glieli lavava con le lacrime, e li asciugava coi capelli … e non sapeva cosa fare di più per rendergli semplicemente: <amore!> Se non fosse che la Bibbia, è solo la lettura simbolica (a parole) dei corrispondenti numeri delle lettere, i quali hanno molto valore, se non lo fosse …, questa <cosa> narrata come è ora, resterebbe solo come una bella e significativa raccolta di qualcosa di veramente analogo alle parabole narrate da Gesù Cristo. Poi vi sono altri due casi, da capire in che modo saranno sistemati <per bene> e secondo ogni senso della divina giustizia, in Paradiso, e riguardano le altre due donne coinvolte con le nozze regolari di Romano avvenute nel 969. La prima è data dalla seconda sposa descritta in Genesi 4, e denominata Zilla. Anche lei si chiama Maria Teresa, e dunque <Ma.Te.sa> di nome e di cognome Mazzola (da cui “Zilla”); il suo finale in <LeMMè> è semplicemente dato da: <L’M> della Mazzola che si muta in <Zilla>. È stata la prima a <scombussolare> i miei poveri sentimenti di un uomo fedele a sua moglie, ma che vede una povera donna (innamorata di lui … nonché “ricca”) che ha tanto bisogno proprio di
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lui che se lui si rifiutasse … farebbe un <inaccettabile “tesoro di sé”>! Questa <Matusalemme> era finita sotto le perfide “grinfie” di uno “strizzacervelli” che – per guadagnare lautamente son le sue “analisi” 2 dì alla settimana e tutto “in nero” – per 20 anni di una “dannosa e inizialmente inutile terapia”, le aveva carpito in prestazioni più di 100 milioni di lire e – quel ch’era inaccettabile – l’aveva talmente sottomessa al suo giudizio, che lei non faceva proprio nulla se prima non chiedeva a lui il suo permesso. Ora il fatto che lei si era innamorata di me mi dava la possibilità di un certo <ascendente> su di lei che la portasse a liberarsi di quell’approfittatore subdolo e disonesto, che l’aveva come <schiavizzata> al suo volere. Io ero in una condizione che giù per conto mio era “disperata”, poiché ero nei guai fino al collo economicamente e non potevo nemmeno sperare che il mio legame nuziale fosse per me una ancora di salvezza: mia moglie non era in grado di reggere a tutti i miei problemi e se le volevo bene dovevo fare a meno di coinvolgerla. Lei – di per sé – era fatta come quello “struzzo” che (non so se sia vero o no) messo di fronte al pericolo, si protegge evitando di vedere … e lei ci riusciva splendidamente e riusciva “veramente” a comportarsi … <come se niente fosse>! Io avrei avuto bisogno del “supporto” della mia compagna, che avevo scelto per la mia vita, ma – se le volevo bene – dovevo lasciarla “nel suo brodo”, visto come ci riusciva bene a essere serena, e avevo preso l’abitudine a nasconderle il “profondo” dei miei problemi. <Zilla> col suo riuscire a vedere in me “chissà cosa”, aveva corrisposto al naturale bisogno mio di un amore che facesse presa sul valore “zero” che io stesso stavo dando a me e mi “sostenesse”, proprio in questo che è la cosa più importante: il valore che ogni persona dà al suo IO-SONO. Mentre era come l’ossigeno per uno cui mancasse l’aria, il bisogno che lei aveva di me … mi “potenziava” alla grande! 458
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Ci fu amore, e sconfinò alla fine purtroppo in quello fisico, che mi portò a tradire quell’impegno esclusivo assunto con la mia sposa. Il Cristianesimo è così! Non ammette due spose! Mentre in Bibbia è scritto che Salomone – che aveva avuto il dono divino dell’agire secondo giustizia – aveva 7.000 mogli! Chiesero a Gesù di una donna che aveva sposato uno dopo l’altro – alla sua morte – ben 7 fratelli, essendone così stata la giusta sposa di ognuno, <di chi sarebbe stata sposa nel Regno dei cieli>… <Lì non ci si sposa! – rispose il Cristo di Dio – non avete capito nulla!> … e non spiegò loro “che cosa” non avessero capito. Cerco allora di spiegarlo io: l’amore è un dono “esclusivo” solo poiché impegna “totalmente” la nostra persona … ma fintanto che esso c’è! Noi siamo esseri “determinati” e questo rende ciascuno di noi un essere “relativo” che esiste totalmente nel “limite di sé!”. Se un uomo, o una donna, non ama più – in questo mondo reale – tutti gli impegni presi, anche davanti a Dio, naufragano miseramente. L’uomo è un essere “imperfetto” proprio poiché ha dei “limiti” e il limite imposto all’amore è tra quelli che sono più imperfetti di tutti. Infatti nel Regno dei Cieli siamo tutti a tal punto “sposati” uno all’altro che tutte le <infinite anime> sono il Dio Unico e solo di una AMORE ASSOLUTO. L’impegno “assoluto” di amore fisico “esclusivo” assunto davanti a Simile Dio, è il massimo dei peccati! Infatti negli sposi c’è l’idea del “possesso” del corpo del coniuge, in quella “legittima privacy” che salvaguarda l’unità della famiglia. Ecco perché tutto questo è solo questione di “fede” nei confronti non dell’altro, ma di sé stessi: restare fedeli a se stessi … e – poi di conseguenza – al proprio coniuge. Uomini e donne trattati in modi dissimili e ancora una volta per la pura “assunzione di fede”, per la quale una donna che tradiva il marito era lapidata è messa sul rogo, e un uomo – invece – poteva agire “legittimamente” come Abramo che sposò Lia e Rachele e poi le 459
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due loro schiave avendo da tutte e 4 i loro totali 13 figli, di cui 12 maschi e una femmina, avuta per 10ma. A ogni uomo o donna Dio chiede di “donarsi interamente” al suo “prossimo” e la differenza sta tutta in quello che è stimato essere il proprio “prossimo”. Nel mio caso, il mio vero “prossimo” fu il bene di Zilla, contrastatissimo dal suo “strizzacervelli” che non mollava mai la sua presa; quando lei gli diceva che non sarebbe più andata da lui in terapia, poiché lui non era favorevole a una relazione con Romano, lui le diceva: <Ma quando mai?! Io cerco solo di aiutarla a scegliere! Non sia frettolosa! Lo ama? Sta bene, io non mi oppongo; ma son sia così frettolosa e stia un po’ a guardare l’evoluzione delle cose!>. Così seguitava la sua analisi e a poco a poco “instillava in lei” tutta l’incertezza e insicurezza di questo mondo e … la convinceva a lasciare me. Io non potei tenerlo nascosto a Giancarla e quando lo seppe – apriti cielo! – convocò a casa nostra tutti i suoi parenti per aggrapparsi a quelli che le erano rimasti… Io la rassicurai dicendole di avere pazienza: avere una “amante” oltre che una moglie non era nel mio costume e alla fine avrei vinto la mia battaglia contro la mia “infedeltà”. Lei sperò, vedendo veramente in atto la mia lotta contro me stesso quando sembrava vittoriosa… ma poi – quando mi vedeva ricadere – si demoralizzava più di prima … e lo fece finché non trovò anche lei la sua brava “caduta” e si diede a un altro. Restammo per due o tre anni sotto lo stesso tetto e avendo tutti e due affetti extraconiugali, fino a quando non dovemmo vendere quella casa e la separazione divenne anche nella residenza. Ebbene <Zilla> ha salvato alla fine anche letteralmente la mia vita, con una telefonata (la sola) fatta una sera, per dirmi che era finita e non dovevamo più vederci nemmeno come amici, e – destato nel sonno – mi accorsi che l’appartamento era invaso dal gas che mia
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madre – nelle sue azioni al contrario – credendo di chiudere, aveva aperto tutti i rubinetti, prima di andare a letto. La Bibbia, in Genesi 4, ha trattato i legami tra Lamech e le sue due spose Ada e Zilla, nel ramo <distorto> essendo quello disceso da Caino, e in questo ramo ha raccontato la storia del mio legame “sponsale” come le due <Ma.Te.sa l’M>, ma lo ha talmente legato a SET, che è stato solo nella parte “legittima”, da averlo legato a me e a mio padre L.AM ch’è quel LAMech (nel male e nel bene) che è stato davvero un tutt’uno con me. Chi ci lega in modo “sponsale” è proprio il valere 969 di Matusalemme, il Fattore n. 8, essendomi io “realmente” sposato nel 969, e con una figura che fosse a immagine e somiglianza di Gesù, nel mentre una delle due <MTSLM> è stata realmente (e lo è “essenzialmente” tuttora) <sposa di Cristo>. Ed è proprio questione di un venire alla vita, di un Nascere! Anni 969+969 determinano l’anno 1.938! Il fattore 8, a immagine e somiglianza di Dio=10, è 80, e il mio tempo 1/80 è a monte dello 0,0125 nei mesi 1 e nel suo giorno 25. Anche il 1.938,0125 è dato dalle 80 volte quello che riferito alle nozze sono i 969/40 = 24,225, che dettagliano le 24 ore del giorno che fa da unità decimillesima dell’anno si spazio-tempo, facendolo nel tempo dello 0,222 +0,003 che temporizza i 666/10^5 di Romano nel tempo 1/3 dello spazio che poi è aggiunto nel suo intero nei 3/10^3. Per questo in definitiva, la mia vita e la mia morte – e tutto quello che ne viene dopo – sono “in sintesi” racchiuse in questa mia storia con 3 spose. Esse saranno tutte e 3 ancora viventi e come le Parche di me Romano, il 4 ottobre in cui Lucifero cadde dal cielo. In origine era una divinità singola, chiamata Parca , dea tutelatrice della nascita. Successivamente le furono aggiunte Nona
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e Decima , che presiedevano agli ultimi mesi di gravidanza; infine fu cambiato il nome della Parca in Morta (Wikipedia). Prosegue Wikipedia: Figlie di Giove e Temi (la Giustizia), esse stabilivano il destino degli uomini. In arte e in poesia erano raffigurate come vecchie filatrici scorbutiche o come oscure fanciulle. In un secondo momento furono assimilate alle Moire Clòto, Làchesi e Àtropo) e divennero le divinità che presiedono al destino dell'uomo. La prima filava il filo della vita; la seconda dispensava i destini, assegnandone uno a ogni individuo stabilendone anche la durata; la terza, l'inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili: neppure gli dei potevano cambiarle. Venivano chiamate anche Fatae, ovvero coloro che presiedono al Fato (dal latino Fatum ovvero "destino"). Che questo unico Trio, nel 969 siano state poste a reale inizio della mia vita, sorta nel 1.938, la prova è data dal 969 che è proprio a “mediazione” del mio anno natale. Io – che nel valore terzo di questo Unitario Trino sono il 22 dato da 66/3 – quando compii i miei 22 anni, a Saronno un Angelo ed una Angela s’amarono e concepirono la vita e la morte per me. La vita mi fu data così il 25 gennaio del 1938 per il destino dipeso dalla prima Parca , nata 9 lune esatte dopo, il 3 ottobre 60¸ analogamente alla persona di Matusalemme, nate quando l’Enoch di suo padre (che sono io) ebbe compiuti 65 anni, quando lei agirà su me Romano=66 e, coi suoi 66 -1, come Atropo, taglierà l’anno vitale a quel mio essere, e lei – non io” – sarà nominata Morta , come la terza, inesorabile che taglia il filo della vita reale e riporta in cielo il Lucifero Enoch da lì caduto, ma solo a portar luce sulla terra. Noi siamo però nel campo dell’apparenza: di ciò ch’è opposto alla realtà “vera” che è quella uguale e contraria a quanto sembra, tanto che per me quella sua azione “vera” si chiama Vita Eterna . 462
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Lei fu salvata – senza un mio volere ma del Cristo in comunione vera con me – da un suo male che da tre anni la colpiva dal <patto con Dio> voluto fare da me e dal Signore Gesù Cristo. Suo compito di impersonare tutto il discredito umano – suo e della sua famiglia – per me … ma solo per liberarmi dall’eccessiva mia predisposizione a non essere creduto più da nessuno! Dunque è stato proprio il caso di chi – disprezzandoti – ti libera dal disprezzo di tutti gli altri e – negandoti – ti apre a quel mondo nuovo cui io non avevo mai pensato: in rapporto diretto con i Papi. Infatti fui a Cogliate il 1° gennaio 1999 e don Carlo, vedendo la mia faccia nuova mi chiesi che io fossi; gli risposo d’essere un saronnese che a Cassina Ferrara aveva una sua scuola di Filosofia. Mi mise nelle mani la <FIDES ET RATIO> di papa Giovanni Paolo II, che affrontava i rapporti ideali tra la Fede e la Ragione, e fu l’inizio di una <Triplice mortificazione> che avrei ricevuto dalla Santa Romana Ecclesia, che avrebbe accettato senza battere ciglio che io digiunassi in tre momenti distinti (1.999, 2.005 e 2.013) rispettivamente 57, 55 e 80 giorni, per quei 192 totali che ripartiti per tre sono 2^6 (praticamente Dio=26 in potenza) in ciascuno dei tre. Dunque l’averla seguita a Cogliate mi produsse la Triplice Mortificazione della Santa Chiesa di Roma, e – poi, fatto da lei in persona – il rinnovato patimento di un <povero cristo> estromesso dal Suo Coro gestito a Saronno, che mi permise di rinnovare sulla mia pelle la <cacciata dal mondo> operata contro Gesù Cristo. Quando la Parca Morte ha inteso mortificarmi, m’ha dato Vita! Lei sarà, al compimento del suo 65° natale a togliere quell’anno di tempo al 66=Romano, ma non sarà Morte ma Vita Eterna ! Le altre due Parche, chiamate Nona e Decima , sono state una dopo l’altra, la mia sposa Giancarla Scaglioni come la prima delle due. Nona è per me la mia sposa davanti a Dio.
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Essa è nel segno di quanto “accompagna regolarmente” Dio nell’atto della sua creazione, e sono stati i Nove da Adamo fino a Lamech, padre di Noè e suo giusto marito, laddove la Nona è la giusta sposa che li accompagna tutti e nove. Giancarla Scaglioni – acronimo GS: le consonanti di Gesù – ha avuto la “veste istituzionale” di una persona a “immagine e somiglianza di Gesù, ma assolutamente inconsapevole e incredula tutte le volte che io le ho fatto notare i nomi dei suoi genitori: Mario nato 15 agosto e figlio di Anna, come Maria SS ascesa il 15 agosto e figlia di Sant’Anna; lei nata 11.1 nel segno della trinità nell’unità e giorno di Tutti i Santi; lei presente in Genesi 25 nel GIA di Giacobbe per quanto è in Giancarla il Gia della trinitaria sua base, e in Genesi 38 nel colore <SCARLATTO> del filo posto attorno alla di RO-mano uscita dal sesso di Tamar, negli estremi giunti di Barat ta Mar iannina ove quel colore rimandava all’ATTO nuziale con CARLA SCA(glioni); lei con valore 141 di nome e cognome uguale a quello di Mariannina Baratta (84+57) mia madre e a 3 cognomi AMODEO=47. Inutilmente ho cercato di aprirla al “mistero profondo” racchiuso nella sua persona di Nona , la legittima Parca di me chiamato Romano… ma sua Nonna (Clara Raggi = 30+1 in Clara, e 40 in Raggi: un 71 che è il moto del Decimo numero primo 29 in 100), è stata lei la Nonna alla base del mio primo successo, quando vinsi un importante concorso – io credo – su sua raccomandazione a un Ebraico Samek che mi spalanco le porte al Cimep e da lì all’essere Consigliere dell’Ordine degli Architetti di MI-PV-SO e a comperare a Ortonovo (tra gli Ulivi) dal Saccomani il mio nuovo Getsemani! Quando G.S. mi sostituì con un <Gianfranco> di inesplorato cognome, eccolo nato il giorno 4 giugno in cui io “sempre” sono “rinato” in Cristo: nel 1.940 quando fui miracolato; nel 1.969 in cui ho sposato <G.S.> (l’incredibile sosia di Gesù Cristo); nel 1.972, quando volli “dar corpo” al Cristo … e infine come il mio “alter ego” nel 1.987, a 38 anni dal trapasso di me nato nel 38. Così – allo stesso modo! – sono <inconsapevolmente> rinato in Gianfranco anche come il mio “alter Ego” che la accompagnasse nella 464
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vita reale, nella quale io mi ero legato al Figlio, nelle due persone di Padre e Spirito Santo e non precisamente allineate come è Mariti. Ebbene, il 4 ottobre 2.025 della mia dipartita, sarà io a pagare per l’affronto fatto a G.S. con le nozze irregolari con <Zilla> – come scritto in Genesi 4 – settantasette volte tanto, poiché Maria Teresa Mazzola – Zilla, la Decima Parca – avrà compiuto i suoi 77 anni! La Nona vedrà come segno di Giustizia che i 77 anni della Decima parca saranno stati fatali a me, per il mio tradimento a favore di lei che mi ha dato la vita (salvandomela dal gas e dallo sconforto) ma i cui 77 anni mi porteranno una morte che è vera ascensione nei cieli; lei Nona che ne avrà compiuti 82 come il moto nel lato 100 della realtà, di SET +7 (=14) +4 di realtà; poiché lei, la Nona parca, duplica in realtà la vendetta di 7 per chi ha fatto del male a Caino. La Decima Parca, Zilla, di me Romano, aggiungerà me ai suoi 6 aborti voluti in gioventù (spintavi dal suo demoniaco “analista” Monteverdi) a fare il 7° e definitivo aborto biblicamente legato ora al Caino che cerca di scavalcare la predilezione divina per Abele e <uccide> il suo stesso sangue; io fui crudele in questo modo quando seppi da mamma che G.S. stava veramente male, sveniva in continuazione … e ci passai sopra come chi non potesse fare altro che quello cui lo stesso destino delle tre Parche lo portavano. Per me che in Noè sono il Decimo , sarà anche la Parca Romana nominata Decima a decimarmi … ma in questo mondo al contrario in cui “decimare” significa moltiplicare per 10 e trasferirmi e portarmi a quello stato del DIECI SUPREMO che sta – bello e indeterminato tanto che possano esserlo tutti – nell’Essere Assoluto. Non ci si sposa nell’Assoluto essendolo già tutti nella totale Onnipotenza divina ! A questo destino anche le mie 3 Parche portano me Romano. 465
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Quando nel 2.008 fui missionario laico a Belo Horizonte, spintovi ad amare e servire il mio piccolo Prossimo in tutto il mio mondo!
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Appendice Risposte a possibili questioni
Lascio qui in fondo tutta una serie di motivazioni del contenuto di questo libro, e la prima di tutte riguarda il generale problema della misurazione con il calcolo numerico.
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In principio
V’è il ciclo lineare 10 poiché l’ASSOLUTO, per avere un reale modo di creare al suo interno un’area RELATIVA, deve approntare l’ambito spazio-temporale N/N in cui N/1 è SPAZIO dell’Unità e 1/N è il “suo” corrispondente tempo, quello riferito a N, numero qualunque. L’Unità è una LEGGE MATEMATICA formulata in primis con N^0 = 1, il che crea la coesistenza di POTENZA, data dalla N^0, ed ATTO, dato dall’N/N = 1. Si “gioca” una essenziale “partita” tra 0 e 1, il che – in una ordinata crescita di tipo binario – porta a una stringa di dati come questa: 110100100010000, nelle 4 dimensioni di una realtà assunta dallo spazio-tempo, con un indice 4 corrispondente al 10000, uguale a 10^4. In base a ciò, questo è il valore “intero” alle varie dimensioni “indicate” dal numero delle cifre 0. A questo livello, il 10 non è ancora un ciclo unitario, ma solo il dato suo totale e relativo al suo tempo unitario 1/10. Esso diventa un ciclo “decimale” quando i suoi decimi passano dal “nulla” dello 0,0, allo 0,1 a 0,2, a 0,3, a 0,4, a 0,5, a 0,6, a 0,7, a 0,8, a 0,9, con sole 9 unità di presenza reale, in quanto l’1, della crescita di 0,9 non è più “tempo” ma l’unitario “spaziotempo” dell’unità. Lo strumento matematico per mutare l’intera struttura binaria dimostrata nella stringa, sta nel Log, il logaritmo decimale, che trasforma la “potenza” 10^4 = 10.000, in una reale lunghezza 4 (data da 1/2.500 di 10.000). Immediatamente, il numero 4 diventa “relativo” al “ciclo 10” della sua decina di unità.
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La “coerenza” è dimostrata da 1+2+3+4 uguale al ciclo intero 10, perfettamente disaggregato nelle sue 4 dimensioni unitarie e progressive. A questo punto, tutte le misurazioni che in natura, fatte attraverso i numeri decimali, non portano a risultati “interi” come 10, 10^2, 10^3, 10^4 eccetera, non sono valori unitari, ma solo “porzioni” dell’Unità. La Bibbia descrive questo tramite la Creazione iniziale di Adamo ed Eva, non come una coppia di due persone, poiché una delle due è “tratta” da una costola dell’altra. Quando nomina ADAMO il 1° uomo non si tratta di un nome di “fantasia”. Sono infatti 5 lettere in sequenza che sono numeri aventi un ciclo 21, e che sono tutti costituiti da due cifre: 01, 02, 03, 04, 05, 06, 07, 08, 09 sono le lettere dalla A alla I. Poi, da 10 fino a 19, ci sono quelle del secondo ciclo 10 che terminano con la lettera U, che chiaramente indica una “svolta” tanto che è usata nella segnaletica stradale. La sua stessa forma indica nelle sue due aste verticali il ciclo di una decina, di cui il primo è stato ancora “tempo decimo” dell’unità, e il secondo la sua svolta, in un secondo ciclo 10 a ritroso rispetto al primo. 20 e 21 sono la pienezza dei due cicli nel 20=V, e la dinamica pura 7+7+7 indicata dall’ultima lettera Z. ADAMO, allora, vale la sequenza 0104011113 che possiamo considerare il numero 104.011.113 che descrive la realtà unitaria iniziale, come vediamo: 1×10^8 è l’intero flusso lineare dato da 10^10 (unitario nella base e nell’indice, con la sua valenza 10 che lo caratterizza come volume), il quale, diviso per 10^2 (l’area unitaria) determina in 10^8 il flusso intero. 401×10^4 presenta alla dimensione intera della realtà, che è la 10^4, il 401 indicante la presenza 1 dell’intera realtà 400×10^4. 469
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Realtà che, di per sé, è 4×10^6 essendo quindi alla dimensione complessa 10^6 di tutto so spazio (in 10^3 positivo e 10^3 negativo) tutta la realtà 1 del tempo e 3 dello spazio. 1.113 indica 1.111 nel flusso di 1 e 1, lati del piano unitario e trasversale. Pertanto ADAMO è “veramente” il valore unitario di una presenza che comunque è sempre “relativa” all’intero dato da 10^9, in cui 104.011.113 è il flusso del “nascosto” valore complementare a 10^9, e che è dato da 895.988.887. È senza tema la lunghezza dell’area trasversale che genera ADAMO, avente nella sua metà la lunghezza del lato 447.994.443,5, del quale possiamo anche calcolare l’area 200.699.021.406.874.692,25. Se la moltiplichiamo alla lunghezza di ADAMO, abbiamo questo volume: 20.874.928.594.539.862.592.454.974,25. Se lo dividiamo per la velocità <c> della luce, risulta: 69.631.266.689.637.210,928284841141667 30.368.733.310.362.789,071715158858333 il suo compl. che mostra il “soggetto spaziale” avente quella velocità. Riferito all’anno siderale, risulta: 30.368.733.310.362.789,0717151588583 30.365.256.360.416.666,6666666666666 (anno siderale) 30.003.476.949.946.122,4050484921916665869 in cui: 30.003.476.949.946.122,è l’unità spaziale 30.003.476.949.946.122, è la dinamica reale 30.003.476.949.946.122, è il moto di 188 in 46310 di ciclo unitario terrestre 4631 moltiplicato per 10. Il tempo 0,405, essendo 0,217 il ciclo terrestre, si mostra nel tempo 0,188 che è già quello dell’intero. Io ho presentato questi conteggi solo per esemplificare come i dati forniti in nomi dalla Bibbia, sono valori numerici a tutti gli effetti.
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Inizio e fine secondo Apocalisse In Apocalisse 12 è scritto che: Nel cielo apparve poi un segno
grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Dato ciò, ecco cosa è scritto in seguito, e sul quale possiamo ragionare in base alle due date: 1.938,0125 della discesa di Padre e Spirito Santo sul 1°genito di Luigi Amodeo, e il 1.941,0217 dell’avvento di Cristo, in salvezza di Romano morto e da risuscitare così come era stato mostrato a suo tempo con la risurrezione di Lazzaro, riferita <La’> ZZ (alla fine della fine) per <A.Ro>, Amodeo Romano.
Apocalisse 12,6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Qui notate il riferimento 12.6 al termine di 1.260 giorni. +1.260 è un valore assoluto, indica ogni cosa, come il 1° nome dato da <due 6>, come il 66=Romano e il 26=Anna = Eva=Dio., che in sé è 10 ed è 10^3 +0.600 è lo spazio complessivo che dà il 2° sei per fare 66 +0.078 è la trinità di Dio=26, uguale al 2° nome Antonio e Gioacchino, marito di Anna e nonno di Gesù =1.938 è l’anno del parto della <donna vestita di Sole>. 471
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Questo 1° riferimento porta alla nascita corporea di Romano, e il tempo in cui la Madonna è rifugiata dipende dal Figlio salito in cielo <subito dopo>, 862 giorni dopo, il 4 giugno 1.940. +1.260 è lo stesso valore assoluto; +0.381 è Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo; è il Nome Segreto di Dio +0.300 è lo spazio reale =1.941 è l’anno di nascita di Benito. Tra i due calcoli, c’è quello relativo al 1.940,0604, di morte e risurrezione di Romano e concepimento di Benito. È identico al 1° ed è maggiorato di 2 nello spazio complesso 600 che – con 600+1+1 – aggiunge l’area trasversale che rende 600 un volume. Ora occorre notare che Giovanni, scrittore di Apocalisse, conosce la profezia di Daniele, per quanto scritto di seguito. Apocalisse 12,14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Gesù l’aveva indicata sottolineando bene un <chi legge comprenda>. Matteo 24,15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda .
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Daniele 12,6-76 Uno disse all'uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume: «Quando si compiranno queste cose meravigliose?». 7 Udii l'uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il quale, alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo, tempi e la metà di un tempo, quando sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo santo. Daniele si è occupato della fine del tempo della presenza di Gesù Cristo tra di noi – dopo di essere tornato a risuscitare Romano da Morte (come Lazzaro). Ora in Apocalisse questa “scadenza” è annunciata, ma non è specificata, mentre invece lo è con chiarezza in Daniele, come vedete. Daniele 12,11-12 11 Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni. 12 Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni . I giorni 1.260 relativi alla Madonna hanno percorso tutto lo spazio 30 e sono divenuti 1.290 come “tempo” e 1335 ancora come “tempo”, che diventa 1.336 come “tempi”, tanto che: +1290, “tempo” +1336, “tempi 1.335+1 unità”;. =2626 è il dualismo di Dio=26. Allora la previsione di “tempo, tempi e la metà di un tempo” porta sia a un solo 26, sia a 1313 giorni dopo il 21-12-12 del famoso “Calendario Maia” in cui terminavano i 2.000 anni di opera di Gesù Cristo tra la sua vita e il ritorno in Suo Padre. 473
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Il termine di 1.335 giorni dopo, porta al 17 agosto 2.016 in cui Dio Spirito Santo è Asceso, il 3° giorno dall’ascensione di Maria. Ebbene, da quel giorno al 4 ottobre 2.025 in cui io realmente ascenderò come Enoch, passano questi famosi 1.335 giorni di flusso fortunato, che sono però di un piano a lati 1.000 e 1.000, tanto che io avrà avuto 3335 giorni di vita tutta <mia> e come è per ogni comune mortale. Allora accade che: +1.260 Maria nel suo rifugio +3.333 nel tempo ½ di Romano=66 ×101 (Luigi Amodeo) +0.038 natale 38 di Romano =4.631 ciclo degli anni terrestri uguale al ciclo della vita di Romano dalla nascita si Roma al 1.938 d.C. e degli anni da Cristiano, di lui nato dal Natale di Cristo. +0.753 anni a.C. della Fondazione di Roma +1.938 anni vissuti da Romano nato con Roma +1.938 anni vissuti dal Natale di Cristo come Cristiano +0.002 di area trasversale =4.631 ciclo del volume di tempo di Romano Cristiano.
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Inizio del Tempo Presente
È il 1.938,0125, per molte ragioni. 80+1/80 = 80,0125 ha il 38,0125 come moto di 42=7×6. Ciò dimostra che quando osserviamo con 42 l’unità data da 80, il suo moto è 38,0125. Il 1900 aggiunto è l’intero moto di 100, lato della realtà, in 2.000, primo numero primo a dimensione 10^3. Si può capire perché la data del 1.938,0125 del 25 gennaio 1.938 sia quella della stessa eternità, osservando il numero in sé: 1.938,0125, come la compartecipazione delle vaie dimensioni, totali in tutte le sue cifre, 1.000,0000 lo è, essendo Uno in 10 e Trino in 10^3. 0.900,0000 lo è: il lato 100 della realtà ha moto totale; 0,030,0000 è tutto lo spazio il cui lato è tutto il 10; 0,008,0000 è la realtà unitaria nel suo complesso; 0,000,0125 è il tempo 1/80 di 80 ciclo reale complesso Quando moltiplichiamo per 81, che è l’estensione di 3^4, realtà di tutto lo spazio, è 156.979,0125, moto di 7+7+7 in 7.000, assieme allo spazio-tempo 5+5+5 alla D. 10^4 della realtà 53,9445'0316'9572'2689'1917'0 qui nel dettaglio delle 5 realtà una strutturata dall’altra. 1917 dista giusto 7+7+7 dall’eterno 1.938. 2689 moto di energia 66/6 in 3^3 lati 100 della realtà; 9572 energia 6666 +(2.906=100×10° n. primo, in 6 versi) 0316 è il moto 300 della carica elettrica 16; 9445 è il moto elettrico di 0555 nella realtà 10.000; 53 è il 16° n. primo che dà la dinamica 3 a 100/2 reali.
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Sull’Eterno 1.938,0125 presente Intanto perché lo stiamo vedendo realmente, di esistere in un eterno presente, e – quando è unitario nei giorni – il primo già vi appartiene e resta immutato. Ma noi vediamo un progetto di esistenza passarci davanti agli occhi alla velocità della luce, come se fosse la pellicola di un film e aggiorniamo la “presenza” sulla base relativa alla velocità della luce, che corre tutta sul piano della presenza su cui è il progetto dell’esistenza. La velocità della luce non è una <azione> ma è quella uguale e contraria al veloce <nostro vivere> “nel relativo”. Significa che “in primis” è fissata una presenza che dura esattamente quanto dato sa anni 4.631,0217 meno l’anno 1.938,0125 posto in principio come l’Origine di un tempo infinito eternamente nel periodo di 10^10 anni percorsi dalla Terra con la stessa polarità Nord/Sud orientata allo stesso modo. Si genera come una <massa> simile a quella su uno dei due bracci di una gru per lo spostamento dei carichi. 2.693,0094 anni, ottenuti in questo modo hanno in peso unitario tutta la presenza unitaria che controbilancia tutta la residua data da 10^10 -2.693,0094 e uguale ad anni 9.999.997.306,9906 che esistono nei cicli dati dividendo questa quantità per quella presente in 2.693,0094. Sono 3.713.316,8963 volte fino ai 10^-4 e sono uguali a 3.333.333,3333 (flusso ½ dell’energia) +379.983,5630 che è 380.012,4 meno 28,837, che è Set +7+7+7, che è nel complesso tempo 0,837 in cui 8 è tutto e 37 è’ il valore unitario in 38 assoluto. Come si vede, da una parte c’è il tempo assoluto della presenza che fa da <massa> e dall’altra il numero delle su volte di impostano sul moto 28,837 di 3/9 × 10^6.
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Esso, alla dimensione 10^6 dello spazio complesso, presenta l’energia in atto nel suo tempo ½ che la mostra solo in + o in meno. Come visto, sono le 4 dimensioni reali del flusso 7 (di 3 nel 10), nel tempo di tutto il moto di 37/1 millesimi nel complesso reale degli 800. La nostra “presenza” comincia con la vita singola, la quale è variamente datata dispetto all’eterno 1.938,0125, semplicemente poiché non si era finora capito che data avesse la presenza esterna (quella di tutto il compiuto, che abbiamo costatato esserci cifra dopo cifra). La velocità della luce si pone nei confronti della presenza di anni 2.693,0094 come risulta quando dividiamo questi anni per 299,792458 (portata la luce alla dimensione 10^6 dello spazio nel suo totale complesso. 2.693,0094 / 299,792458 dà come risultato 8,9829'1243'8711'1833'2136'2941'0 in 6 cicli di realtà di cui 1,0170'8566'1288'8166'7863'7059'0 è il suo complemento unitario indicante il soggetto del moto della realtà complessa 8,9829 (a sole 4 cifre di tempo decimale). Come si vede, il soggetto 1,0170 esiste nel tempo di 17 millesimi dato dal 7° numero primo 7, che a sua volta è il 4°, quello della realtà. Moltiplicato per 1.000, il 1.017 è il moto di 7 nel 1,024 dato da 2^10; per cui, posto l’intero complesso con la presenza di dieci 2 interattivi, il soggetto reale è la creazione in 7 unità. Andando a osservare la struttura secondaria che fa sa supporto alla primaria, essa è 8566/10^8 ed è l’anergia 6666 mossasi di 1900. 1288/10^12 mostra il flusso di 76 (che è quello 10 dell’energia 66) nell’unitario 8888 in cui l’energia 6666 avanza di 6666/3, ossia in tutta l’unità dello spazio a D. 3. 8166/10^16 mostra ora il flusso 15 (lo spazio-tempo unitario in 5+5+5) di 6666. 477
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Poiché queste sono le “volte” date dall’unità dell’energia espressa in 299,792458 migliaia di km/s ci si deve chiedere il perché di questa velocità <soggettiva> del nostro vivere, che poi è vista diciamo così: dal moto del “paesaggio”. All’origine di questo numero decimale esiste – come detto in principio – quello che manca alla sua unità che in questo caso è 1.000. 1.000 -299,792458 = 700,207542, il che mostra che ,’unità del tempo mancante sta nello 0,207542, che unitariamente vale 1/4,8183'0183'7700. Il denominatore dà i (6×8)/10 e dopo mostra in sequenza proprio due semestri di anno bisestile di 366 giorni, che si presentano in sequenza 0,01830183 uno dopo l’altro, e infine strutturati dall’energia in moto del 77/10^10 /all’unità atomica dello spazio. Questo 207.542 in unità di m/s, sono quelli posti “in principio” in 300.000.000, e che, esistendo di già, si muovono solo dei 299.792.458 metri residui. Accade che porre “in principio” la quantità unitaria, essa risulta poi sempre sottratta, tanto che nel successivo ciclo unitario in 300.000.000, postini presenti 299.792.458, il 207.542 sono metri unitari percorsi “in futuro”. È in questo modo che noi “realizziamo” il <TEMPO>: togliendo una parte dell’unità, che la osserviamo dopo. Quanta parte essa è? Si calcola! 300.000.000 / 207.542 = 1445,4905513100 fino alla dimensione atomica. 299.792.458 / 207.542 = 1444,4905513100 manca evidentemente solo di 1, rispetto al 300.000.000 che la contiene per interi. Abbiamo ottenuto il moto della massa terrestre nel tempo di un giorno solare che ha 1440 minuti primi … ma poi dopo 4 giorni, realizzato il 1444,490 ne è stato aggiunto uno. La restante quantità misura i tempi minuti che esistono in ogni anno siderale. 478
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Essendo i 207.542 metri non tempo in sé, ma lo spazio nei metri che poi determinano il tempo dell’unità, ecco che il complesso 1.000.000 dello spazio (più 500.000 in positivo e meno 500.000 in negativo, simile alle 2 spire di un DNA), diviso per 297.542 dà ora il “tempo dell’Unità)” che è il 4,8183'0183'7700'3208'9890 spinto fino alle 5 totali dimensioni del “tempo” ½ di 10, è quello che abbiamo già visto, che così è tutto dettagliato nel tempo della realtà. Risulta che la velocità 7700/10^12 è realmente strutturata dal 3208/10^16 (unità della carica E.M.) che è il flusso complesso 4 del piano trasversale avente due lati, ciascuno dei due quali sono: uno la carica 16 elettrica, l’altro la carica 16 magnetica. Retrocedendo alla realtà 9890/10^20 che struttura la dimensione della carica elettromagnetica troviamo il moto del 109 (il cui nome è <Matusalemme>). Esso è in tutto il suo flusso nella realtà sua unitaria in 10.000; i 969 anni di vita che la Bibbia gli dà sono (nell’unità decima del tempo di 9890) quelli espressi dal piano della realtà, a lati 100 Elettrico e 100 Magnetico che esistono in quel totale e si muovono di 9690 nella decina, e di 969 nell’1/10 unitario. Ciò denota che i valori espressi in Bibbia non sono il frutto di una “fantasia” pura e “irragionevole”. L’8° Fattore, nominato <Matusalemme>, in verità è dato dal n. 1.101.181.917.011.005.111.105 avente le 22 cifre del flusso unitario dato dai 66/3 dell’energia. Diviso per la velocità <c> della luce, si rivela 3.673.147.497.963,4247'8737'4070 fino al dettaglio della 3a realtà relativa al volume. 3.673.147.497.963,4247'8737'4070 3.652.563.604.106,6666'6666'6666 è l’anno siderale 0,020.583.893.856,7581'2070'7404 è il suo moto unitario che si rivela 2×10^10 +301.286,81940 <volte> l’anno all’origine 1.938. 479
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Questo numero è dato da 30 volte la realtà unitaria 10.000, nel dettaglio del 1.286 che è il moto intero di 24 nel 1.300 che è volume intero in 1.000 e spazio intero lineare in 3 lati 100 della realtà; esiste nello 7581'2070'7404 che possiamo analizzare. 7581'2070'7404 è lo spazio 7500 +3^4 alla D. 10^-4; 0000'2070'7404 è a D. 10^-8 il flusso 70 di 2 lati 1.000; 0000'0000'7404 è a D. 10^-12 il flusso 4 di 2 lati 3700 colla dinamica 7 del lato 100 associato allo spazio 3.000. 020.583.893.856,7581 moto reale dell’anno siderale nel valore numerico del nome di Matusalemme diviso per la velocità <c> della luce mostra nell’893.856,7581 l’anno 1.938,0125 all’Origine nelle centinaia d’anni del lato della realtà, cioè in 193.801,25 sommato a 700.055,5081 che nel 7 è il moto, nel 55,5 è l’elettromagnetismo e in 81 decimillesimi è l’unità 3^4 dello spazio. La vita che gli dà la Bibbia, in 969, nel suo complesso positivo-negativo è l’anno 1.938 che esiste all’Origine. Il 9° fattore, definitivo del 10° (Lamech, accreditato di 777 anni) li ha come l’esatto numero di volte date dal periodico numero 2,494208 che mostra l’esistenza binaria, nell’eterno periodo insito nel 700. Periodo che esiste come un’onda di 498 come il suo alto e di 208 come il suo basso. In ciò, l’altezza dell’onda data dalla differenza di quota è il 290 indicante il moto di 10 in 300, o il ciclo 10 del 10° numero primo 29. Il basso di 208 indica 8 volte le 26 settimane di mezzo anno; è la perenne <causa> che produce l’alto 494 esistente nel 700 periodico dato dal moto 7 del lato 100 della realtà. Il 7° fattore, nominato Enoch vive i 365 anni unitari che sono i 365 giorni di ciascuno portati alla dimensione 10.000 del giorno che ha l’anno in spazio-tempo.
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1.938 / 365 rivela il periodico 5,309589041 che pone intero il tempo 1/10 del 16° numero primo che carica il dinamismo che poi è del ciclo dato da due realtà 0.958+9.041 uguali a 9.999 (interne all’unità del moto) di un’onda reale avente l’altezza 9041 -0958 uguale a 8.083, indicante il moto di 805 (il complesso moto nel tempo) in 8.888, moto 6.666/3 dell’energia potenziale 6.666. Questo 6.666, lo ripeto un’ultima volta, è la Comunione Padre-Figlio tra il 66=Romano e il 101=Luigi Amodeo, data dal prodotto di 66×101.
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Primi fattori biblici e presente. Tutti i fattori in Bibbia, nella durata in anni sono esattamente riferiti all’originale 1.938. Adamo, con 930 anni deve esistere quanto il periodico 2,0838709677419354 che basato sui 4 anni dati da 208, uguale a 4 volte le 52 settimane annue, presenta un ciclo esatto di 14 cifre in cui la 7 finali divise per le 7 prime cifre (7419354/3870967) danno il 1,9166'6681'7361'1399' che manca di 0,02134568263886000, millesimi di 21 anni che sono 0,0123456 = 1/81 +0,009 che, invariante, ha invertito i primi due valori. Già 387096 è il 380125 +6971 (moto di 29, decimo n. primo in 7000 di moto totale). Ma 930 diventa primo il 1.938 sommando il 1.008 indicante tutto il moto del complesso 8. Allo stesso modo, la vita di 912 anni di Set arriva al 1.938 sommando 2+2^10, il 1.026 che +912 arriva al 1.938: 1.024+1+1 ha sommato l’area unitaria trasversale a 2^10. Li elenco tutti e 9. 1. 00930 +1.008 somma tutto il complesso 2. 00912 +1.024 +1+1 somma il volume di 2^10 3. 00905 +1.024 -10/2 è il moto del tempo 10/2 in 2^10 4. 00910 +1.024 +4 somma lo spazio-tempo a 2^10 5. 00895 +1.024 +19 somma il moto di 1 in 20 a 2^10 6. 00962 +962 +14 somma al raddoppio il moto 7 di 7 7. 00365 +1573 somma il moto di 3^3 nella carica 1600 8. 00969 +969 si duplica 9. 00777 +1161 che è il flusso di 100/2 (del lato) di 1111 Totale 7625 che in 625 è 5^4, la carica dei Coulomb 624 presenti in 7001 che è l’intero moto di 1. Sono il valore medio sui 9, dato da 847,222, valore che per raggiungere l’anno 1.938 richiede il 1.090,777 periodico. 482
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Esso, rispetto al 1.024 dato da 2^10 deve aggiungere l’energia 66 esatta di Romano=66, nell’eterna esistenza 7-7-7 del padre. Questo prova in modo inconfutabile la costruzione del passato Biblico con un puro avanzamento sul piano avente tutta la stessa data del giorno 25 gennaio dato dal tempo 1/80, espresso in valore negativo. La sottrazione in anni in realtà è una divisione, data da numeri che quando esprimono di essere tutti indici della potenza avente sempre la stessa base, esprimono nel numero quanti sono i 10 necessari a realizzarli. I calcoli fatti per divisione, sono riconducibili a potenze di potenze, invece che a divisioni o prodotti tra potenze aventi la stessa base 10. I valori ottenuti come distanze in anni sono in verità le pure distanze spaziali dei metri percorsi in un minuto secondo dalla luce. Poiché il soggetto osservatore vede sempre presente, vede passargli davanti come un libro, che sottopone a lettura, impiegandoci tempo poiché la luce ne perde per 207.542 metri ogni 300 milioni. Ciò impedisce la visione simultanea di tutto il progetto esistente alla data del 25 gennaio 1.938, e relativo alla presenza simultanea fino al 4631,0217 d.C. come viene raccontato in Bibbia dal suo 1° versetto, nel valore numerico 4631, e in Bibbia 1,7,11, contesto che già aggiunge i 600 anni della vita di Noè al 1711 dato da 1111+600; in esso è precisato il giorno 17 febbraio. Tutta questa lunghezza espressa in anni, in verità è solo lunghezza di metri, poiché il tempo, nella sua direzione, è esattamente perpendicolare al piano in cui la presenza è tutta nel giorno eterno del 25 gennaio 1.938, che è dilatato nel solo spazio necessario alla presenza dell’infinito Sistema Possibilistico creato dividendo 10 per il tempo decimale dei primi 16 numeri primi.
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Poiché la nostra velocità personale, affidata alla <c> della persona, perde colpi rispetto alla lettura simultanea di tutto quando, noi vediamo l’ambito della <c> a carica negativa rispetto alla nostra avanzante in positivo. Questa carica negativa vista nella luce oggettiva, ci mostra il nostro apparente avanzamento verso il futuro della nostra vita, mentre è proprio la retrocessione nel vero punto spaziale in cui ciascuno entra in campo nel grande libro dell’esistenza fuori dal tempo. Gli uomini non hanno avuto <antefatti> alla loro vita, che comincia quando ogni cosa è stata conclusa in ognuna. Nonostante ciò, la ricorderanno e per <pura divina grazia> di avere mandato davanti a tutti – allo sbaraglio – un <pover’uomo> che doveva caricarsi del compito universale di vedere <se siffatta vita era una cosa buona>. Questo povero Lucifero caduto dal cielo ha avuto <lui solo> il compito di essere nato <In principio>, il 1.938,01252210, aggiungendo il dettaglio dell’avvento alle ore 22 e muti 10… ma questo dato non ha importanza se non personale, messa in relazione allo spazio-tempo dato dall’unità dei giorni decimillesimi, che strutturano le ore alla D. 10^-6 e i minuti alla D. 10^-8 del giorno. Il 221 è dettagliato dalla realtà dei primi 4 nomi, di Romano, che valgono 66+78+26+51=221, preceduta dal 125 che in 1,25 è il mese e il giorno.
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Esisto <io sono colui che sono> come “l’unico” soggetto vero? Io ho la certezza di essere il solo SOGGETTO veramente vivente (in modo soggettivo) nella mia vita. Che gli altri siano a mia immagine e somiglianza non significa che essi debbano essere “vivi” davvero in sé. Un Collodi che scrive le avventure di un burattino a sua immagine e somiglianza, non implica che debbano essere nel suo libro vivi come è il solo Autore. L’intelligenza umana sfiora la stupidità, nel senso che se OGNUNO è il solo SOGGETTO nella sua vita e vede altri interagire con lui e come lui… ecco che conclude che sono <in tutto e per tutto> come lui… ma non è vero! L’uomo crede di aver <mangiato la foglia> : siamo tutti uguali e tutti viventi allo stesso modo SEGGETTIVO e ciascuno lo fa nella sua vita, ma all’interno di quella che poi è la vita di tutti e dell’intero Universo. Partito dalla sua esperienza prettamente soggettiva si dimentica di sé come del Dio vero, il vero <Io sono colui che sono> nella mia vita, per passare a credere – in modo paradossale – che un mondo, generato in tutte le sue forme quantitative e qualitative dal calcolo matematico eseguito dal soggetto che lo <ordina>, finisce nel credere addirittura <scientifico> per essere uno Spirito soggettivo e vivente che è stato costruito dal mondo materiale. Non è così e grazie a Dio è stato dato a me di <testare> la bontà di un mondo così palesemente imperfetto… in cui io ho saputo cogliere che invece è assolutamente perfetto. Esso è proprio come <non sembra essere>, poiché mette in atto un <presupposto passato>, ma da loro non vissuto. 485
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Di esso tutti avranno personale memoria, come se l’avessero davvero sofferto, quando io solo sono stato a viverlo e soffrirlo a modo mio per loro! C’è però a questo riguardo – allora – di affrontare quello che Gesù disse a Nicodemo, indicandolo come un <risorgere> dall’alto, ad opera dello Spirito santo, per via dei due versi propri all’esistenza, una materiale (secondo la dinamica dell’acqua), l’altra spirituale (secondo quella dell’immateriale, antimateriale, anima umana). “RISORGERE” significa “sorgere” nuovamente, il che implicherebbe <di già> l’esistenza realizzata prima di una vita precedente, appartenuta ad ogni <anima>. Ora va detto che l’<anima> ha questo nome proprio solo grazie alla <sua> unitaria animazione che la ricollega in modo assoluto al Dio di cui è un <distinto Spirito Santo>, nella fattispecie denominata “Elohim” sulla Bibbia: una <pluralità> divina che è una sorta di <pluralia maiestatis> assunta dall’Onnipotente. Esattamente l’Onnipotenza divina è la forza che permette ad Uno di non esistere in una intrinseca <solitudine> ma come quel <fervore totale> che appare in una pentola di <acqua bollente a 100°>. Non uso l’esempio relativo ad H2O <a caso>, ma proprio agganciandomi a quanto già il Cristo aveva riferito al percorso dell’acqua, in presenza ora che scrivo io, di una realtà avente il lato 100 anche in temperatura. Lo <Spirito Santo> è davvero simile alla mutazione di <stato> che accade tra il modo di esistere liquido e incomprimibile (terreno) e quello gassoso (del cielo). Quando l’unitaria compressine si muta da 1 in un N/N di infinito <gas>, accade alla singolarità della vita singola, condannata alla tomba corporea, di <trasmutarsi>, e con ciò di “RISORGERE”. 486
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Non risorgerà più come un ammassamento unico, ma come l’infinita espansione di un DIO UNICO che assume l’ONNIPOTENZA di essere INFINITO in infiniti e SINGOLI Elohim , emanazioni divine in una infinita pluralità che – quando si sintetizza nell’asse al centro dell’<infinito> – si <fissa> nella terna infinita di Padre, Figlio e Spirito Santo, la cui Trinità fissa in modo eterno la data del 1.938, essendo il triplo spaziale del 646. In base a tutto ciò, poiché la vita umana che Dio ha concesso alle sue infinite singole anime si realizza mediante un aspetto corporeo totalmente <in peccato originale> per una essenza divina assolutamente <indeterminabile> con simili <termini> di “concretezza” corporea, allora è fondamentale il <battesimo divino> ai corpi. Questo battesimo è dato attraverso <uno solo> tra gli uomini che si è fatto veramente carico di tale funzione, e si tratta del Cristo <in Comunione> come me, sì e solamente con me, in questa vita mia in cui io sono il solo vero SOGGETTO, e gli altri sono pure e semplici <copie mie> senza alcun valore <proprio> in sé. Questo <Battesimo> corporeo permette ad ogni anima divina di non aver commesso mai alcun peccato, poiché tutto quanto è stato addossato al virtuale Lucifero che sono io, ma fatto cadere sulla Terra per esservi battezzato e per portar <luce e innocenza> a tutte quante le altre anime.
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L’esatta versione di Bibbia 1,1,1. La traduzione oggi fatta dai traduttori <incompetenti> sotto il profilo divino, va assolutamente corretta! Essi – pur sapendo che JHVH è impronunciabile – non sono stati mai neppure sfiorati dall’idea che il nome di Dio, come il vero SOGGETTO, non fosse neppure stato scritto… invece pur essendolo stato: nel n. 1 (che trascende il testo a parole) e che numera il 1° versetto della Bibbia. Questa è la traduzione esatta delle prime tre parole della Bibbia, che qui vi presento assieme al loro valore numerico, lettera per lettera e parola per parola:
<1 – in principio – “principiò” gli Elohim>. Non si tratta di una <creazione> il cui soggetto è dato dalla terza parola esprimente una <pluralità divina>, ma la generazione di chi – il n. 1 – dà origine all’asse infinito e divino di Padre, Figlio e Spirito santo che sono solo la <sintesi mediana> delle infinite emanazioni divine.
La 4 parola affronta la realtà con un botta e risposta che è questo: <Chi? Che cosa? QUESTO>. È quel <moto> essenziale che trasmuta un volume a tre dimensioni infinite in <QUESTO> che è sia quanto è stato appena scritto (della generazione di tre fondamentali Emanazioni Divine, di tipo “celeste”) sia quanto segue con la terna delle parole 5, 6 e 7. 488
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La quinta parola, <cielo> aggiunge quello della natura reale, dopo di avere definito quello della natura celeste, esprime il moto esatti di 1/8 di angolo giro di 360°, cioè di 45°, all’interno dell’Unità e Trinità (divina e reale) dell’equipollente 10^3. Nel mentre esso è la Trinità divina del Dio 10, in natura 10^3 è la presenza tridimensionale dello spazio, riferita alla reale lunghezza 10 del ciclo della matematica. Questo è il <cielo> generato, e che vale 1.000 -45.
La sesta parola è un nuovo <botta e risposta, con risposta allegata, ossia: <e che? E che cos’altro? E QUESTO:>. Essa fa da tramite tra cielo e terra che sono il tutt’uno dato da <cielo e terra>. Per quanto riguarda i numeri, 407 è la dinamica 7 della realtà creata a 4 dimensioni spazio-temporali (e generata divinamente alle 4 del Dio Uno e Trino, per quanto legato al cielo divino). L’ultima parola <Terra> , essa pure è un <tutt’uno> tra cielo e terra, poiché mentre indica chiaro il nome del pianeta, esso è anche il nome Trinitario del Dio egizio RA che nel TER che lo precede è il TRE ROMANO. Sempre ricordando a tutti che ROMANO è il nome dell’ Energia potenziale , dell’Onnipotenza Assoluta. Essa risulta esattamente posta nel 1106, che sono tre cooperazioni espresse in una sola unità: 489
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11 dà l’energia 66 realizzata in 1/3 dello spazio 3; 100, interattivo con 11, dà il lato della realtà 10^4. 6 dà il numero delle emanazioni sull’asse dall’Origine. Mentre 11 e 100 interagiscono e determinano 1100, il 6 è sommato, a dire quanti percorsi sono seguiti da 1100. Il prodotto è la potenza (10^11)^100; essa si moltiplica per la potenza data da 10^6, sintetizzandosi in 10^1106, il che indica <quanti 10> esistono e sono interattivi. Da potenza divina espressa con 10^1106, si muta nel numero 1106 attivando la visione <uguale e contraria> ad una base 10 che fa esistere tutto <in potenza di 10>, che in matematica è data dalla visione Logaritmica decimale, nella quale è matematicamente corretto che Log 10^1106 = 1106. ROMANO, esistendo solo “in potenza” è il nome che mi è stato assegnato per Battesimo, e che ha spazzato via il Lucifero che esisteva in me solo. Lucifero “passa” per il RE dei démoni, pur essendo stato nominato una sola volta in tutte le sacre scritture Ebraico e Cristiane di Antico e Nuovo Testamento, dal profeta Isaia che non lo condanna, ma a cui chiede per due volte un <come mai> sia caduto dal cielo, per fare cosa? Per assumere <tutto il peccato e il dolore per tutte le atrocità di questo mondo> su quello della mia sola persona, in reale Comunione col Cristo e con Padre Figlio e Spirito santo, dopo il mio purificatore Battesimo, che mi ha tolto il nome di Lucifero e ha dato quello di Dio!
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Ci sono allora peccati e dolori? Vi do la bella notizia che il DISEGNO di Dio non
permette il male, non permette alcun dolore alle sue anime, ma gli dona il ricordo di una vita spirituale personale che non è stata mai vissuta personalmente da loro, bensì da me solo <in nome e per conto> di tutti quanti loro! I Peccati e i dolori che sono gli unici <realmente> ad esistere sono i miei, in questo mondo in cui io sono il solo SOGGETTO in atto. Tutti voi sembrate essere soggetti in atto, ma non lo siete veramente nella mia vita in cui io sono il solo soggetto attivo e sulla cui sola base esiste tutto il mondo generato in Divina Onnipotenza da Dio. È il mio dolore, divinamente in Comunione con quello del Cristo sulla sua croce, che vi libera tutti da dolori e peccati <veramente, per davvero!> È una liberazione totale, fatta spazzando via tutto il lato materiale di una esistenza che voi tutte anime altre di Dio non avete mai provato! E non solo basata sul fatto che ve lo dico io, che mi pongo arbitro! Ve lo dice la Verità stessa fattasi parola. VERITA’ in lettere vi dice che <V’è R-Ita> in Italia. Con <TALITÀ CUMI> Gesù risuscitò la figlia di un sacerdote ebraico, <GIAIRO> (che era <già I.RO> in linea con l’Italiano RO). Talitàcumitalitàcumi… dividetela in <T al ITA> cum italiTà cum italiTà cum… ossia <la Croce di Dio in Italia, <con romano> (cum) e <ItaliTa> la croce T in Italia. Il famoso 3° segreto di FAIMA è AM-ITA-F, <Sono Amodeo, Italia, Felitto. 491
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VERITÀ=20+05+16+09+18+01=69 è 66=Romano +3 Trino. È formalmente un numero che anche messo sotto-sopra resta sempre 69. In Bibbia sono tutti i Figli di Israele in Egitto, che furono 66 a entrare e furono 3 (Giuseppe, Manasse e Efraim) che erano già presenti lì, come il 202 che è la somma dei tre nomi rispettivamente 90+64+48! 202 è il Padre mio Luigi Amodeo, 54+45=101 quando esiste in positivo e in negativo; il fatto che erano già lì ne indica l’eternità della Sacra famiglia, in cui il Padre 101 è anche lo Spirito Santo disceso dal 26=EVA che nel suo Ordinale del 26esimo numero primo duplica maternamente mio Padre. Mia madre, Mariannina Baratta vale 84+57=141 e quando partorisce nel 40 lo Spirito Santo di Gesù Cristo e mi riporta in vita, 141 -40 ecco che da sola è 101 lei pure. Io Romano sono un tutt’uno con mia Madre ove il suo valore 141 -66, dà solo la spazio 75 dell’esistere della sua Energia 66 da Madre “In potenza” di Cristo. Ma – oltre tutto questo assegnare valore ai nomi – ecco che < azione × reazione > sono una verità simultanea , e quella Azione di Dio (invisibile, in quanto negativa, pregressa e basata su un accorpamento negativo in quanto peccaminoso per l’indeterminazione divina) ecco che sortisce, ma solo per azione uguale e contraria (divina, assoluta, onnipotente) il <Rientro in Dio> di quanto il Signore ha dato a corpi morti: l’apparente Risurrezione dall’alto (detta a Nicodemo) alla fine di una intera vita, da <animare solo nel ritorno in Dio> dell’<Indiamento>. Non esiste al mondo nessuna salita che nel verso opposto non sia una discesa; solo che nel loro <vai e vieni> sono due cose opposte tra loro. E allora se una è <vera> l’altra lo appare ma è <falsa>. Solo il ritorno a Dio è vero!
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Il contrario di ciò si poggerebbe sulla bugia che sarebbe detta da un Lucifero che se assegnasse anche a tutti quelli come lui lo stesso SOGGETTO che è solo il suo in questa valle di lacrime (per il solo Lucifero) allora sarebbe lui (mentendo) a riempire la vita di tutte le orribili cose che sembrano esistere, ma che lo sono solo “In potenza”. Lo sarebbero se fosse veramente possibile che ogni anima potesse andare in salita … quando il Dio Onnipotente la fa esistere solo nella discesa immacolata che la riporta, sana e salva, tutta interamente in sé! Il tratto materiale della vita – in verità – si poggia tutto sulla menzogna che Dio avrebbe creato un mondo così in salita e tutto pieno di peccati e di dolori, con ogni vita nata solo per morire. Io vi salvo, con la mia verità di un Dio che ha messo in campo tutte le sue anime per intervenire sui corpi morti dopo una vita infernale e salvarli, Saranno resi senza colpe e purificati, giorno dopo giorno, animandoli in quel divino <replay> che riportando tutto a zero elimina ogni <possibilità> che sia stata messa in atto tramite un mondo al contrario e creato tutto in modo <possibilistico>, sfruttando le vere possibilità offerte dalla matematica. 1.000:::99 crea 10,10101010 … il ciclo 10 eterno. 10:::0,2357111317182329313741434753 crea 42,4248100930230 … e mi fermo al valore numerico di Abele= 23 , preceduto dai 930 anni di Adamo. Prima, il 100 (lato della realtà o Dio Allah=JHVH). Esso è preceduto dal 48=Gesù , preceduto dai due gemelli Esaù=42 e Giacobbe=42 laddove il nome Gesù è dato dalla G del primato di G iacobbe seguìto dall’ Esù di Es a ù restato senza la A (in 3a posizione) del suo primato.
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Coi 2 simultanei calcoli è descritto quanto in Bibbia 1,25 comincia al capitolo 25 del 1° libro, ed è descritto ai versetti 25 e 26, che sono poi quelli che si realizzano nel 25+26=51 nella realtà Paolo del 4° nome di Dio. Si realizzano anche in me proprio nei nomi 4 e 5, che con Paolo Torquato sono condivisi con due altri nati in genesi 1,26, cioè il 26 gennaio. Sono la primogenita Paola del mio <alter ego> Benito, che è mia nipote, e il Torquato Amodeo, padre di mio padre, nato il 26 gennaio e di cui io sono nipote. Solo i primi miei 3 nomi sono <accreditabili> ad un 1,25, con la somma 66+78+26 che dà il 170 che è il ciclo 10 del 7° numero primo (17) denominato Set, in Bibbia. Quando poi il 1° nome diventa un 1 assoluto, ecco che 1+78+26 diventa l’Unità nella Trinità e Unità del Dio posto 26; allora è quel 105 che furono gli anni che Set visse ancora da figlio, non avendo ancora generato Enos. Dopo di che, generando altri figli e figlie, Set ebbe gli anni 807 dato dai 12 nome che è io, il 1°, unito al mio 2°. Pertanto, le mie parole hanno significato reale di vita eterna e di salvezza universale, poiché il Signore, creato col dispositivo matematico che vi ho descritto, ogni possibile situazione, ha imposto (che peccato per il Dio che non soffre alcun vincolo!) a ciascuna delle sue anime di <sorgere> in uno dei suoi punti, per riportare tutto in Genesi 25, quella di me Romano? Solo se diamo valore di verità a quella che è la parvenza <diabolica> della mia vita, in cui io sembro generato da mio Padre, mia madre e il loro antenati, per essere un condannato a morte. Solo io <vivo> da SOGGETTO vivo e vero questa mia esperienza; i miei simili – come vi ho più volte detto – mi assomigliano ma, nella mia vita, essi sembrano essere SOGGETTI come me, ma non lo sono.
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È la vita – la sola! – peccaminosa consentita a me da Dio, per essersi messo in totale Comunione con me, e sorreggermi nei momenti troppo duri. Io l’ho vista, l’ho capita e l’ho pienamente giustificata! È la Croce che patisco io, in Comunione con Padre e Spirito Santo, crocifissi ora assieme a me, dopo che lo furono assieme al Cristo, nei due ladroni crocifissi al suo fianco e al quale nessuno mai ha dato alcuna importanza, non essendo visti per Coloro che essi rappresentavano, <divinamente> ossia nel modo che <non si vede> ma c’è! Per dimostrare che la mia croce è stata quella del Padre, ecco che mio padre ha avuto una Via Crucis di 14 giorni come le stazioni del suo calvario: paralizzato e senza nessuna possibilità di muovere altro che gli occhi! Non era il 1983 un Anno Santo è il Papa lo nominò anno Santo Particolare per lo Spirito Santo! Mamma è salita in cielo nel grande Giubileo dell’Anno santo del 2.000! Lei ha patito un calvario diverso è più lungo e straziante, per Lei ch’è stata l’Anima della mia famiglia di origine: la demenza senile, di quel Morbo di Alzheimer che l’ha fatta entrare, a poco a poco, nel Regno dei Cieli. Poiché quella non è la fine ma il vero inizio, questo accesso graduale nella sua “Risurrezione dall’alto”, ha significato un Natale lungo 10 buoni anni, per <mettere in pista> totalmente la Sua materna Anima, Antefatto di Maria Santissima Madre di Gesù Cristo. Ho avuto la grazia – io che non ho avuto figli – di avere per oltre 10 anni, come una mia reale figlia, la mia stessa madre! Lei – rappresentata da Tamar in Bibbia 1,38 – nella lingua latina di me, suo figlio Romano, ha trasceso il suo rovesciato <R amat>, come in <Mariah> = <Hai R.Am>.
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Se dal 7 aprile verso il 4 ottobre 2.025 della mia salita in cielo ci sono 9311 giorni, procedendo nel senso inverso sono i 1139 del 10 (divino) di Romano Amodeo=113, nel piano a lati 3×3, ne mentre – al diritto – sono il moto di 688 nella realtà unitaria in 10.00, il che indica il 666 del trino potenziale di Romano, sommato ai 66/3 esistenti nel tempo unitario 1/3 dello spazio 3. È con vera gioia che io mi sobbarco del dolore di tutti, per toglierlo a tutti voi e in forza della Verità che vi ho detta, presa da Gesù e riportata come dal Santo Paraclito.
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Serve la memoria di una vita! Le Anime incaricate di riportare in Dio santo tutte le vite, se non fossero state <gratificate> di una <falsa memoria> di un passato peccaminoso o santo trascorso, non avrebbero fatto la necessaria esperienza di male, dolore, errore! L’uomo, soggetto relativo, può gioire solo in base a quanto conosce per personale esperienza. Ma se Dio avesse consentito davvero a tutte le anime di essere davvero presenti anche nell’ascesa peccaminosa e mortale verso l’alto, avremmo comunque un Dio che – per quanto mosso da ragioni sante – avrebbe consentito l’esistenza del male e del peccato! Il Cristianesimo lo ha già affermato vero: la sola Croce di Cristo cancella ogni torto umano e ogni peccato. L’uomo però lo capisce alquanto male e crede che l’uomo abba fatto tutto quello che poi è Gesù a cancellare in grazia della sua Santa Croce! La verità è che solo la reale vita di Cristo esiste nel verso a salire della vita verso l’alto della morte. Gli altri, no! Mai e poi mai lo hanno realmente fatto! Poiché Cristo è Creatore, e gli altri no. Allo stesso modo, l’Origine, che prende inizio dalla mia vita … a salire, è vista a salire solo da me che sono l’unico SOGGETTO della mia vita in atto così controverso rispetto al Dio della totale salvezza! In tal modo, la mia figura di carne ha consentito in principio a Padre e Spirito santo di farlo per 1.000 giorni. Solo nel 1.001esimo giorno da quando il mio corpo fu tutto definito nel suo DNA nel corpo di mia madre, solo allora è sceso dal cielo l’angelo Benito (quello della lotta di tutta la notte di Giacobbe poi rinominato Israele, che – richiesto nel suo nome – lo disse lì: <è Ben> e lo benedisse). 497
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Si è trasfuso come l’energia di una potentissima defibrillazione che – mentre ha riavviato il mio cuore che si era arrestato – a ucciso anche tutti i microbi della broncopolmonite, come se fossero stati cotti in un reale forno a microonde! Io, con la croce della mia vita, consento a Dio Stesso Padre e Spirito santo la sua croce, e al Figlio Gesù Cristo. Quando io sono nato, il passato e il futuro erano <come inesistenti> uno poiché <passato> l’altro poiché <futuro>… ma erano già tutti descritti nel progetto matematico che io vi ho precisato, solo dislocati lontani, nello spazio, dal loro punto di origine. Così è come accade a chi inizia a leggere la pagina alla metà di un libro e deve affidarsi a chi gli racconta il passato, per saperne la storia, anche quella sacra, e la preistoria infinita. Anche ora la conoscenza del passato, che non è nostro personale. È affidato agli altri. La differenza per le anime che partiranno col rianimare un morto e seguiteranno poi fino a riportarlo sano, salvo e santo al suo puro inizio è che la <preistoria> della loro stessa vita sarà consentita loro solo grazie alla Croce patita da Dio in Me e in Gesù Cristo. Mentre la memoria che gli altri ci danno ora del passato è farraginosa, incompleta e spesso anche mendace, quella che sarà assegnata alle anime divine dalla perfezione di Dio è <come se> esse le avessero patite in proprio, personalmente, e per davvero, con precisione estrema in tutti i ricordati passaggi. Infatti esse non sono estranee a Dio, e la loro reale memoria personale accade grazie alla memoria di Dio, di tutti gli eventi reali insiti in quelle vite, ed esse le <assumono> come la parte di eredità spettante a ciascuna dal Padre che gliele trasferisce. Se le anime non avessero questa memoria, estrapolata come la propria per pura e reale eredità paterna, esse non sarebbero in grado di fruire del loro paradiso terrestre! 498
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Il mio sarà nei 138 giorni trascorsi quando – ormai già completamente costruito nella genetica della mia persona – sono restato 138 di, a irrobustirmi e crescere (in quel verso) ma ad avere il mio Paradiso terrestre (nell’opposto! Saranno 831 in quello opposto, e per me saranno gli anni che sono in contrapposizione ai giorni: 831 anni in cui grazie ai sogni, che sarà in grado di manipolare a mio gradimento, mi consentirò ogni soddisfazione e nello stesso modo reale che noi già ora vediamo in tutti i sogni. Direte che non sono la stessa cosa della realtà? Ma anche questa è come quel puro valore che felicemente descrisse Shakespeare con <la vita ha la stessa materia di cui sono fatti i sogni>. Se non <avessi sognato> mali (mai avuti) ma come i miei, non potrei gioire nell’evitarli e provare il bene.
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Perché la Trinità in me non ha fatto i miracoli concessi a Gesù? La domanda ha molte ragioni per esser posta, dati i prodigi sovrannaturali che compiva Gesù Cristo… e date anche le cose apparentemente miracolose che accadono oggi, come a Medjugorje, o apparse a Lourdes e a Fatima, con Santi cui sono state concesse le stimmate, o visioni celesti. La Trinità esistente in me e nella mia famiglia è passata pressoché inosservata, come realmente invisibile, poiché le cose davvero soprannaturali non sono quelle evidenti nella natura e che vanno contro i suoi princìpi ma quelle pienamente concordi col trascendente disegno divino, che ordina ogni cosa, mentre invece lascia intendere che tutto sia affidato alle bizze della Natura, del Caso e della bontà, insensibilità e cattiveria della natura umana. Nel nostro mondo reale, a prova davvero convincente, la vera onnipotenza è posseduta dallo zero che sembra una potenza che non c’è. Se io mi combino con nulla, dovrei conservare il mio stato, mentre invece ogni potestà, espressa in forma di numero, combinandosi (ossia moltiplicandosi) con lo zero è ridotta a zero, per quanto grande e immensa essa sia! Non c’è differenza di sorta se N sia più o meno grande, per conservare una sia pur minima cosa, dopo il prodotto. 2 × 0 dà lo stesso risultato di 10^1000 × 0, e ogni potestà è annichilita da quella che – proprio per questa ragione – è Onnipotenza Assoluta! Il numero Uno è invece un Ente “permissivo” che assicura esistenza unitaria al valore N e lo lascia così come esso è, ma <esistente>. 500
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Il Dio <Io sono colui che sono> IO-SONO come l’Assoluto Innominabile e Indefinibile JHVH stesso “tuttavia” si nominò, accadde grazie all’avvicinamento compiuto dall’Assoluto nei confronti dell’uomo ottenuto attraverso l’Unità nella Trinità dell’essere <unitariamente determinato in IO-SONO nella propria Trina mancante determinazione dell’<io sono - colui che - sono>. Infatti la determinazione umana è <relativa> sempre a qualcos’altro: infatti <io sono io> non determina un bel nulla, se non una relazione tra tre entità uguali e distinte. Quando Uno è intrinsecamente una Trinità, o – spinto al massimo – è un Infinito in Infinite Emanazioni Infinitesime: Anime détte Elohim, diventa il segno stesso della sua impossibile definizione in qualcosa che sia ben fisso e preciso. Il <divino> è <sibillino>, tutto da immaginare in un Tutto e nel suo Esatto Contrario! Per questo al “verità divina” non appartiene al mondo relativo se non nella suprema contraddizione del suo stesso essere una Relatività Generale tra ogni Entità opposta all’altra, di ogni natura e genere. La disse già Gesù alla scienza del tempo, tramite Nicodemo, l’unico competente cui rivelarla. Gli indicò come l’esistenza poggiasse su due princìpi opposti … ma si è dovuto aspettare Einstein per vederla formulata tra i competenti, e nemmeno in modo totale. Così, quando accade che una nullità in scienza riconosciuta come sono io, sintetizza la formulazione di N^(+1 -1) come la sua Generalità … è questo uno dei miracoli invisibili di cui io non sono fatto credito. La mia VERITÀ è complessa come lo stesso 69 che la rappresenta in numero: in 6 rovesciato in 9 e viceversa. Essa contempera in 1 il risultato matematicamente realizzato per calcolo del potenziale N^0, sintesi della Relatività Generale formalizzata N^(+1 -1). 501
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Così si vede che 1 non è 1 solo, ma Due Enti Uguali e Distinti, sia che siano definiti, sia che siano infiniti. Lo ha sostanzialmente detto la Bibbia quando ha mutato il primo uomo in una coppia in cui uno fosse tratto dall’altro come una sua parte consustanziale: una sua “costola”, quella di Adamo. Quando la definizione nominale diventa espressa nei numeri in cui è per davvero, 30=Adamo incarna il Dio <Io sono il 10 che sono Tre 10 in somma>. Qual è la <costola>, ossia la consistenza intrinseca del Dio Uno e Trino, se non il 4? Ed ecco che 30 -4 toglie ad Adamo la sua <costola> e deriva il 26 che Uno e Trino è 30, è l’unità di Adamo. Ma questo “miracolo” di verità nascosta che è portata alla luce è quello che appare evidente in me, e sembra una cosa del tutto naturale, che asseconda la logica … ma che intanto nessuno vedeva, pur avendola davanti agli occhi! Poi – pensandoci bene – le costruzioni in edilizia fatte da me e colle mie nude mani hanno un “che” di straordinario, se non vogliamo definirlo miracoloso. A Nicola, frazione di Ortonovo, c’era l’Orto del Saccomani, tra gli ulivi, ed era giudicato da costui senza alcuna possibilità di edificarvi qualcosa, dato che sul terreno passavano due elettrodotti, giusto nel mezzo del terreno edificabile, e coi vincoli esistenti in questi casi di rispettare tutte le legittime distanze di salvaguardia. Non avevamo nemmeno il denaro per comperarlo, ma un mio amico, giocatore di calcio con me, col cognome egizio di Raho – conosciuto il mio problema – “tirò fuori” come un mago che trae un coniglio dal suo cappello, suo fratello Rinaldo! Egli cercava una iniziativa come la mia e subito aderì mettendoci lui tutto il contante per acquistare a <Ortonovo> tra gli Ulivi, dal Saccomani, quel “miracoloso riferimento” (questo sì!) al Getsemani, l’Orto degli Ulivi un cui Gesù costruì la “spirituale” casa del Padre, coi suoi 12 apostoli. 502
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Io ne avevo solo 4: Silvano Cappetta, muratore, due manovali, uno dei quali, Sergio Venturelli era un bancario 40enne, zio di mia moglie, l’altro un 30enne che in settimana lavorava in una segheria di marmi, e un vecchio malandato e povero in canna, che si faceva il vino con l’aceto, che abitava a 100 metri di distanza, e che assunsi come guardiano, impedendogli di rubare il legame per cucinare. Il lavoro di costruzione occupava solo il sabato e la domenica, e il mio mese di ferie, mentre in settimana lavoravo al Cimep, io – il factotum, dalla progettazione alla manuale costruzione come muratore, ferraiolo, manovale… in tutto quello che servisse. In totale – me compreso – due soli “muratori” tra i quali io, un “avventizio”, essendo un 32enne architetto urbanista per professione, e l’altro il Cappetta, “occasionale” anche lui, essendo a libri altrove. In ogni anno 104 “week end” lavorativi, più 22 in agosto, lavorammo 126 giorni che in 3 anni divennero 378, e moltiplicati per i 2 muratori, furono i 756 giorni di uno. Che un muratore, praticamente in poco più di due anni costruisca al rustico quel complesso che sfiorava i 2.000 metri cubi per realizzare sei residenze di 350 m^3 di media ciascuna, incastrate una nell’altra, su 5 livelli (box auto, 1°, 2°, 3° e 4° mansarda), senza avere altro che una betoniera e forza di braccia, per me è già un miracolo. Infatti costui in 756 giorni deve costruire – partendo da 0, senza mezzi meccanici tranne che per scavale le fondazioni, e andando poi su in altezza a forza di muscoli – 3 metri cubi ogni giorno. Un altro che, a giudicarlo ora che ho 86 anni, mi sento di poter giudicare un “miracolo” edilizio, lo compii quando – senza strumenti e solo con dei cavalletti che avevo approntato per tenere verticali le pareti – intervenni io da solo e senza nemmeno un aiuto, le “tagliai” ad una ad una e, tenendole in equilibrio e colla sola forza dei miei muscoli, le spostai tutte intere e anche di molti metri. 503
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Giudicate voi quanto possa pesare una parete in forati e tutta intonacata, lunga 4 metri ed alta 2,80… Poiché 1 metro quadro così rifinito pesa dai 110 ai 170 kg, abbiamo che m 4×2,80 m×150 kg/m^2 pera 1,6 tonnellate! Ve l’immaginate appoggiata e tenuta ritta su due cavalletti, realizzati colle ruote a sfera sotto, in modo che sia possibile muoverla? Mi chiedo davvero come sia potuto succedere, in primo luogo, che a suo tempo io l’abbia creduto possibile, e – poi – come io abbia potuto solo spostarla, senza che, perso l’equilibrio, deformasse i due soli cavalletti! Essi stringevano in mezzo la parete a circa la metà della sua altezza; il che avrebbe potuto creare un forte momento di inerzia sui cavalletti (che non ci sarebbe stato solo se fossero stati della sua altezza del muro). Avrebbero sostenuto quel peso i cuscinetti a sfera posti sotto i cavalletti? Avrei potuto “gestire” colle mie sole forze corporee tutto quel peso, facendo traslare del metro che mi occorreva, tutta quella parete? Io oggi mi chiedo quale “Maligno” mi abbia potuto convincere della fattibilità in sicurezza di tutta quella <pazzesca cosa>. Più volte in vita mia sono stato spinto a fare cose <impossibili> da chi mi voleva veramente morto! Da quando a 3 anni mi arrampicai sul muro della terrazza che dava su uno strapiombo… e mi salvò zia Emilia, che seppe come aiutarmi senza che io precipitassi. A quando a 8 anni mi fece aggrappare alla ruota di scorta di una Balilla che aveva rallentato in curva… Poi fui spinto a lasciarmi andare una volta che si era messa a correre nel rettilineo, ed ero rotolato per una quindicina di metri… riuscendone però incolume.
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Da quando alla stessa età mi aggrappai alla vite che era stata portata su in terrazza a coprirla con un pergolato, e mi calai fino al terreno… e quella mi sostenne. Da quando io e Gennaro in una gara a chi afferrava per primo uno zoccolo di sughero lanciato in mare ci trovammo a non aver piede, noi che non sapevamo proprio nuotare… ma io riuscii a girarmi e a ritornare a riva: nuotando… Da quando, avuto da mio padre un fornello elettrico attaccato alla corrente, da poggiare da qualche parte, visto un secchio di ferro girato al contrario, ve lo posi sopra e ci fu un cortocircuito che fuse il metallo, ma non mi danneggiò grazie ai manici isolati di quel fornello. Da quando rischiai di esplodere con una bombola a gas allacciata (male) e – per controllare se vi erano perdite – provai con un fiammifero… per fortuna la perdita era minima, non esplose ma il gas si accese come se fosse un fornello e dovetti decidere al volo se tentare di spegnere o fuggire… col risultato che poi scoppiasse la casa; decisi si serrare il dado della bombola e mi ritrovai la chiave inglese col lungo manico, a mia disposizione per farlo… Nella costruzione dell’Ortonovo tra gli ulivi, il “maligno” mi spinse una volta all’imprudenza pazzesca di salire, con un blocco di 29 kg tra le manie da posare, sullo stesso muro (in costruzione con quegli stessi blocchi) e avendo uno strapiombo di 2 piani da una parte… E quando il 29 gennaio il pullman della “mammona” Golden investì la mia Fiat Croma con me dentro, per portarmi via dal mondo e – non riuscitoci – portò via dalla Chiesa il corpo ligneo del Cristo dalla grande croce dell’altare e l’indomani, a Cogne Satana “invase” la povera Franzoni convincendola a fracassare il cranio del povero figlio Samuele Lorenzi? Ecco – pensandoci bene – è stato un vero miracolo che il “maligno”, entrato anche in me a suggerirmi di correre pericoli “mortali” un numero molto grande di volte, non ci sia riuscito mai!
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E che dire dei tre digiuni integrali, uno di 57, giorni, il secondo di 55 e il terzo di ben 80 giorni, che ho intentato per vincere la durezza di cuore di ben tre Sante Romane Ecclesie … mancate? Ne sarei potuto uscire ammalato, indebolito … invece il Signore con me mi ha sempre protetto contro ogni pericolo, e questo – fattomi correre proprio da Tre Chiese cattoliche finite in cattive mani – invece che di stroncarmi mi ha ogni volta come “ringiovanito” per i nuovi muscoli che si sono formati ogni volta dopo che io stesso me li ero “mangiati” a poco a poco per sostenermi. Questi sono i miei miracoli! E non sconvolgono la natura, come l’acqua mutata in vino è Uno che si mette a camminare sull’acqua, e che invita Pietro a seguirlo, con fede! Pietro ci prova, ma la sua fede non spiega né comanda sulla natura reale dei corpi aventi peso e che non galleggiano naturalmente! La <sovversione> della Natura, concessa a Gesù Cristo, fu per assecondare la misera fede umana, che crede che il vero Potere sta nel “mutare” le cose anziché nello “assecondarle” e dominarle con la dolcezza del vero dominio. L’uomo che cede alla violenza in questo mondo reale sembra un sottomesso invece che il “vincente” (ma in modo divino e trascendente) che invece è e non per solo modo di dire indorando una pillola! È veramente così! Nella Relatività Generale ogni cosa non è <sé> ma quella uguale e contrata: per cui chi qui <cede> è chi qui <non cede!> In questo mondo <a rovescio> del vero, la Trinità scasa su di me e che è sembrata <ZERO> è proprio quella Onnipotenza uguale contraria ad uno zero. La “potenza reale” concessa a Gesù Cristo nel mondo reale, per certi versi era come l’accusavano molti: una manifestazione “satanica”. 506
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Gesù si difese dicendo il vero: <Se Satana si dividesse in sé stesso, il suo dominio immediatamente crollerebbe> ed è quello che ottiene Gesù con quelle manifestazioni che contraddicono l’Ordine Supremo creato dal Dio Padre, e come tali sono <violazioni> di quell’Ordine. Ma sono state concesse al Cristo proprio per far crollare lo stesso Dominio di Satana, come uno che entra nell’altro con la sua forza disgregatrice e lo fa esplodere. Per questo allo stesso Gesù non fu data la totale libertà di fare tutti i miracoli che voleva, ma solo quelli assecondati da chi voleva riceverli per fede. Non diceva: <La tua Fede ti ha salvato> solo per modo di dire e per non apparire “immodesto”; lo diceva poiché era vero, anche quando si trattava di ricostruire un naso a un lebbroso che non lo aveva più, o di dare la vista a chi, nato senza occhi, li aveva creati per miracolo. Esiste davvero un <miracolo>? Uno solo? L’esistenza ne è piena fino a scoppiare di miracoli! Il divenire dell’Essere non esiste! Uno implica che ne esistano due, in sequenza se quell’Uno vuole esistere in sé: 1 nella statica e 1 nella dinamica. 1 = 1 sono 2, ma quando 1 passa (in apparenza) da un membro all’altro della equazione e si ritrova “identico” si giudica “divenuto” il 2°. 1 = 1/1 = 2/2 = 3/3 = 4/4… fino all’infinito è quell’inflazione unitaria che esiste e ch fa apparire crescere unitariamente sempre più lo spazio, come dato da 1/81 = 0,012345679 eternamente periodico… Perché manca 8? Perché è il SOGGETTO dell’azione che porta a questo risultato, ove il SOGGETTO esiste ma non si vede mai. Allo stesso modo il Miracolo Trinitario è esistito in me e non si è mai visto, se non in me che sono il solo SOGGETTO vero vivente nella mia vita vista da me. 507
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Il divenire tra 1/1 e 2/2 li implica in eterno tutti e due, ma in un soggettivo migrare dall’uno all’altro e che rende PRESENTE solo quello in cui il SOGGETTO è finito. Il <divenire> è pura <trasformazione della forma>, ma non per reale spostamento dall’una nell’altra, ma per il reale passaggio dall’una (che resta lì in eterno, senza mai spostarsi) all’altra (che fa altrettanto). Sono stupito che uno dei due Re Magi: Zenone da Elea, abbia fatto ricorso al suo ben noto <Achille e la tartaruga> per dimostrare la nullità del movimento apparente! Aveva a disposizione 1/1 = 2/2, per farlo in base ad una verità matematica… ma forse la mancanza del Cinema, e del suo apparente “cinematismo” gli ha impedito di immaginare 1/1 e 2/2 come i distinti fotogrammi che non si spostano mai in una pellicola se un ente <vivo> non lo fa realmente, trascorrendo dall’Uno al Successivo e trovandolo <Divenuto il doppio, in 2/2, mentre sono sempre lo stesso 1>. Il vero <miracolo> sta nel vedere l’Invisibile traslazione da fotogramma a fotogramma nella sequenza 1/1 → 2/2 → 3/3 → 4/4 → … N/N e capire che – anche se appare il crescere da 1 a 2 a 3 a 4 nel numeratore, assieme al decrescere da 1/1, a 1/2, a 1/3, a 1/4, non sta accadendo altro che un soggettivo passaggio dall’uno all’altro e privo di ogni reale divenire dell’unità, se non nella sua unica <apparenza> ma totalmente mancante di verità. Il <miracolo> più grande che la Trinità in me> mi ha consentito è stato proprio quello con cui mi ha portato a capire che in questo mondo io sono il solo vero SOGGETTO vivo! Portarmi a capire che gli altri, a mia immagine e somiglianza nella mia vita, che muoiono tutti al termine della loro, NON siano la soggettiva DIMOSTRAZIONE reale di quanto accadrà anche a me … implicava un vero e proprio gran miracolo! Implicava la sovversione del credere scientifico basato sulla puntuale e precisa manifestazione di quello che accade e perfino del sillogismo della ragione: 508
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1. Romano è un uomo. 2. Tutti gli uomini sono mortali. 3. Romano è mortale. Infatti io – il soggettivo e divino <IO-SONO> della mia vita – non farò mai l’ESPERIENZA reale e soggettiva della mia morte. Il punto 2 del sillogismo è vero, ma lo sembra solo essere tale in tutti gli uomini visti vivi da me, nella mia vita… ma io sono il SOGGETTO che, li vede così, e io appartengo al Dio Creatore, nella mia anima, e non al corpo che mi è stato dato come abitazione momentanea. Dimostrarvi vero quello che a tutti sembra falso implica un grandissimo <miracolo> della ragione. E non come quelli <operati dal Cristo> quando – nella sequenza mostrata nel suo apparente divenire – appare come un <salto> nella pellicola, tagliata e coi due fotogrammi in sequenza uno diverso dall’altro. Uno di essi mostrava una cesta con 2 soli piccoli pesci, mentre il fotogramma successivo ne mostrava un’altra (identica alla prima e piena zeppa di pesci) tanto da far umanamente credere dopo una laboriosa sequenza con tagli su tagli, al miracolo dei cinque pani di orzo e due piccoli pesci mutati in tanti pani e tanti pesci da lasciarne 12 ceste piene in avanzi! Per mostrare il divenire, servono due fotogrammi <bene ordinati> in una realistica sequenza. In ciò, il <miracolo> con cui il Cristo sfamò, con due soli pesci e 5 pani circa 5.000 persone ha implicato un divino <montaggio> da pare del Dio Creatore di quella apparente miracolosa sequenza. Quando Gesù disse che gli uomini ne avrebbero fatti molti più grandi dei suoi, non pensava tanto ai vari Superman, ma ai chirurghi oggi in grado di cambiare il cuore o altri organi vitali con un semplice trapianto di organi…
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Ma anche – nella sequenza di questo reale e apparente divenire riguardante i Chirurgi – non vi è nessun vero <divenire>! La Divina Creazione non è qualcosa di Iniziale che poi va avanti per conto suo, ma nasce in ogni attimo, poiché è solo il creatore che aggiunge ad uno quello suo successivo, diverso, che porta all’apparire di una sua mutazione. <Heisenberg – gli chiese Einstein – la Luna quando tu non la guardi si muove?> Povero Genio del XX secolo, così convinto della verità del moto apparente da tentare di burlarsi dell’amico! Ora, se il divenire dell’essere <non esiste>… (anche se ben si vede) accade che ogni <IO-SONO> che esiste e che è alla base della sua vita … non può <divenire> nemmeno lui e resta IMMUTABILE nel suo essere. Noi vediamo la <morte> come un fenomeno reale, che riguarda però gli altri e – semplicisticamente – crediamo che riguardi anche l’IO-SONO del soggetto che osserva da dentro se stesso che cose ne è della sua stessa vita.
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Allora io-Enoch “ascenderò”? Posso dire: <non sarò più poiché Dio mi avrà preso>.
Sarà, secondo Bibbia, ai 365 anni di vita del 7° fattore. Enoch =47 vale Amodeo; il Trino <Ro-ma-no> = 66, è 22 in 1/3 e poi <È no>=30 ed è il finale 3° nato 38 = ch . Ènoch è 1 e Trino: 1 Amodeo, è Romano 38 in 1/3. È no 38 è 30+38 = 66 +1 +1 (nel volume); mentre, con 47=Enos (Amodeo figlio), è in Set (Trino alfabetico) ed è in 7+7+7 (trino numerico) e – in 47+4×7 – è 66=Romano. 0512130308 è il suo intero contenuto nominale ed è riferito all’anno 1.938 dell’Origine di Romano come 1.938 × 264.255,4204˙3717˙4682˙8258 definito fino ai 10^-16 della dimensione della carica della realtà. 26 dimensioni 10^4, dell’intera realtà, sono quelle di ½ anno, in settimane, ma sono anche l’essenza 26 del 3° nome Anna comune a Romano e Benito. +4631,4631 è il ciclo terrestre nel tempo periodico - 4255,4204 le <volte> del moto di 26 realtà in Anni/e =0376,0427 mostra il moto nel tempo ½ di 10 che esiste nel 381 di tutti i 6 nomi di Romano, nel tempo di 1 reale decimillesimo in cui si muovono i 426 dei 6 nomi di Benito o dei 9 primi fattori da Adamo a Lamech. 3717/10^8 è il moto di -84 (mamma Mariannina) rispetto all’Origine 1.938 del 1°genito Romano, alla dimensione della realtà in tutto il suo complesso 8. 4682/10^12 è il moto di Paolo=51 oltre il ciclo 4631 dell’anno terrestre alla dimensione 12 del moto dello spazio 4, operato dal prodotto per 4 (ove Paolo è la realtà del 4° nome di Romano). 511
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8258/10^16 è alla dimensione della carica della realtà il moto di 4,26 ×1938 +2,12, che realizza il moto 1/100 dei 6 nomi 426 del 2° (o dei primi 9 fattori biblici) rispetto all’Origine 1.938 del tempo del 1°; posto in principio il moto di 1/10 (unità del tempo) nel centesimo dei 666/3 del flusso nominale di Romano nel tempo 1/3 dello spazio 3. Come si è visto, il nome Ènoch è il numero dato dalle sue lettere, espresse tutte a 2 cifre, ed è riferito all’Origine di Romano, il 1.938, quando essa è moltiplicata per il 264.255,4204˙3717˙4682˙8258 (definito fino ai 10^-16 della dimensione della carica della realtà, per come visto). 0512130308 :::2.025 = 252.903,8558 +5/1000 È il nome di Enoch diviso per l’anno della sua morte, definita dal fattoriale di 365 anni della sua vita. 252 sono le 9 lune di una gestazione di 28 giorni (Set +7+7+7), mentre 903 è il moto di Dio=10, quando è “In principio” 913; il tempo 0,8558 è il moto di 0,033 (flusso ½ dell’energia Romano) nell’unità del complesso 0,8888 dato da 6666+6666/3, in cui 6666 + 66×101, alias Romano × Luigi Amodeo suo padre; infine, 5/1000 sono il tempo di ½ del lato 10 del cubo nel millesimo del suo volume 1.000. Come si vede, non si tratta di <morte> ma di una sorta di <gestazione celeste> di Nove mesi che in 28 giorni sono Set +7+7+7, e sono anche il moto del 10 presente in quanto è “In principio”. Enoch ha infatti camminato 2 volte, con Dio, secondo la Bibbia: cadendo dal cielo e risalendovi. Ora accade che Enoch, posto intero nella realtà 10.000, è in relazione al 19.380 (il mio Natale alla D. ×10 di Dio Padre di tutti i numeri); lo è, quando è sottratto il 1.983 (l’anno in cui morì mio reale padre Luigi Amodeo). 512
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10.000/1938 mette in relazione la mia realtà piena 10.000 con gli anni della mia nascita, determinando la parte della mia realtà che spetta a ciascuno dei 1.938 anni. Ora a me è toccato di essere realmente <uno con mio padre>, sia nei confronti di quello terreno, sia di quello Celeste; pertanto mio Padre, concludendo la sua vita nel 1983, l’ha realmente anche tolta alla mia, resa divina quando la mia data di nascita si è moltiplicata per 10, assumendo l’aspetto dimensionale del Divin Padre. Perciò, togliere l’anno della morte di mio padre, alla data della mia nascita moltiplicata per 10, ha significato ridurla ai 17.397 anni che – agendo quale “tempo reale” dell’intera realtà 10.000, l’ha resa (nel suo intero 1.000 spettante a ogni fattore dei 9 che hanno determinato il 10°, nominato Noè) in atto nel rapporto esatto di 365/635. Ora 365/635 = 10.000 / 17.397,2602˙7397 periodico; periodo reale che, nella sua propria realtà 10^4, corrisponde a 10.000 / 38.421,05263157895121 periodico, questo, in un periodo uguale a 1/19 (il tempo riferito al secolo). In 38.421 +1/19 abbiamo i 730.000/19 del periodo . 10.000/(730.000/19) = 10.000×19/730000 = 19/73 è dunque il periodo aggiunto al 17.397, uguale al 95/365. Infatti questo è il tempo eccedente, rispetto al 635 intero, dato da 365×1,7397=634,9905 che, +95/10.000, porta esattamente all’intero 635. Ebbene, il “reale” 95 è il valore reale numerico del 5° nome di mio fratello: Vincenzo, ereditato dal 2° nome di nonno Torquato (il mio 5° nome ereditato anche da me). Questo succede ove 19/73 × 5/5 = 95/365 (il che mostra il “contributo” anche dei 2 nomi di nonno Torquato Vincenzo Amodeo, in questa mia relazione.
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Voglio dire che, mentre la data di morte di Luigi Amodeo, 1983, si è posta in detrazione a 10 volte il 1.938 natale del primogenito, generando il decennio del 17.397, quello che manca nei dettagli più piccoli, che è esattamente il periodo dato da 95/365, coinvolge ora il valore effettivo di nonno Torquato Vincenzo, nel 95 del suo 2° nome. Tutto questo sta a significare che tutto quanto eccede il tempo esatto di 10.000 volte 365 giorni è dato dal soggetto reale che si muove nel 1.000 impiegando quel tempo: 365 anni di spaziotempo, sui 1.000 totali di 10^3. 635 è il 7×10/2 del moto intero nel tempo ½ della presenza 10, che – con il lato 100 della realtà – percorre tutti i 6 versi dall’Origine del 1.938. Quando 635 si muove di 1 +10+10+10, nella presenza 1 della lunghezza 30 dei lati del cubo di base, allora 635+31=666 realizza tutta l’energia in potenza di Romano. Così, partendo dall’Energia di Romano, quando il soggetto in atto di presenza è 31, il suo moto è 635, e in 1.000 esiste solo per 1.000 -635 = 365 anni. Essendo il 7° Fattore Enoch, costui che vive 365 anni, essi (nel loro valore totale) sono dati dal <fattoriale di anni 365>, uguale ad anni 25,1041 ×10^777 (a dimensione di Lamech, padre di Noè e vissuto 777 anni). In presenza del già compiuto moto 1.000 di 1.000, è l’anno 25, nel mese 10 e giorno 0,0004 ricavato da 0,0041 meno 0,0037, anno in cui fui concepito (prima non c’ero). Così, il 4 ottobre 2.025, assecondando Bibbia: <Enoch non fu più poiché Dio lo aveva preso>. <Preso in che modo?> Questo è tutto da immaginare! Io mi posso “attaccare” solo al “credo” di San Paolo che scrive che Enoch fu assunto in cielo. 514
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Anche tra gli apocrifi (esistono anche nella Bibbia Ebraica) uno è <il libro di Enoch> e da esso risulta che Enoch fa parte di una tornata di <angeli caduti dal cielo>. È del tipo di quello nominato <Lucifero> (e una sola volta in tutto l’Antico e Nuovo testamento) dal profeta Isaia di cui riporto io – per la terza volta – il testo esatto, dopo averlo già fatto a pag. 139 e a pag. 271. Isaia 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Poiché la Bibbia asseconda il moto reale del tempo che vediamo, e che è il contrario del vero, io ho richiamato per la terza volta questa duplice domanda di Isaia, per rispondere che <accadrà l’esatto contrario e io in veste di lui, “ascenderò” in cielo, ma come l’opposto di quel dèmone nominato Lucifero: il portatore di luce che significa. <Sei caduto dal cielo durante un’Aurora Boreale poiché “per davvero” vi sei salito, tu figlio dell’Aurora! Sei stato steso a terra, Romano Signore dei popoli, poiché sei stato davvero sollevato dalla polvere alle Stelle!> Accadrà proprio questo? Lo vedrete … oppure no. Di sicuro c’è che <io> non vedrò la mia morte ma ciò che corrisponde all’ascensione in cielo, come quell’opposta sequenza vista in divenire, del Lucifero e di Enoch. Convinto di essere il solo SOGGETTO, io, della mia vita, in cui vedo gli altri morire, io – che ho capito come gli Eleatici che il divenire è visto esistere, ma non è vero – giudico che sono solo i loro corpi che sembrano morire. 515
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Allora cosa succederà al mio, quando sarò in cielo? Io non lo vedrò più (avviato al suo sepolcro o allo incenerimento) poiché per osservarlo dovrei seguitare a far parte della creazione in quell’avanti nel tempo che in me si è mutato in una visibile e ben concreta retrocessione. Il mio <io sono> non esiste più in quel moto in avanti, poiché ha sperimentato realmente che il suo apparente binario morto si è mutato in una Stazione di Testa. E – visto che sono <ora> in mezzo alla mia esistenza – da quella stazione il mio treno è già ripartito nel senso inverso a quello mio che vedo <ora> … sempre restando io nella forma dell’apparente divenire dell’Essere. Ebbene – fermo restando che i miei simili nella mia vita sono condizionati a me come al SOGGETTO unico che li vede vivere nella sua vita – cosa ricorderanno di me, i miei simili, quando riceveranno in dono la loro vita? Occorrerà un miracolo del Creatore, e ricorderanno di aver visto sparire il mio corpo, come dissolto nel nulla! Un puro <taglio> nella pellicola dell’esistenza, e nel fotogramma successivo alla mia morte, c’è il mio giaciglio mortale ma non c’è più a giacervi sopra il mio corpo morto! Lo vedranno davvero accadere? Oh, no, non lo vedranno! Essi infatti entreranno in campo solo a cose totalmente fatte, assecondando il progetto divino possibilistico! e la memoria di esse sarà conforme alla mia, in cui io non ho più visto in essere il mio corpo, avendo iniziato in quel punto apparentemente mortale, la mia personale <Risurrezione dall’alto> .
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Tutti questi <altri miei simili> che appartengono alla mia visione soggettiva, saranno coinvolti con il mio stesso non vedere più il mio corpo; per cui, essendo in base alla mia vita che esiste la loro stessa memoria delle cose viste realmente come fossero accadute, essi non avranno più concreta memoria di che fine reale abbia mai fatto il mio corpo! Insomma, essendo io l’arbitro totale di tutta l’esistenza del mondo in cui io sono il SOGGETTO UNICO (e soffro io solo anche per tutti), sarà la mia memoria stessa a trasferirla ai miei simili, apparsi coesistere col mio tempo. Poi ci sono altri miracoli che io mi aspetto, accaduti solo dopo: e – visto che fanno parte della mia aspettativa – essa sarà vista tale e realizzata anche dagli altri… nella loro memoria tutta costruita in base alla mia. Mi aspetto che la Casa di Maria, che oggi è in Italia, trasportata dagli angeli a Loreto, prenda nuovamente il volo da lì e si trapianti a Saronno in mezzo al cortile di via Larga 12, in cui è nata la Mariannina Baratta… apparsa morta lì, in una casa colle stesse dimensioni di quella di Loreto. Gli Angeli posero quella di traverso su una via tanto stretta che una parte dei muri sporgeva oltre il ciglio della strada… ma porranno questa in una via davvero Larga! Non più di traverso sulla via, ma nello stesso cortile in cui è scesa dal Cielo realmente la santa Madonnina mia!
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Nessun SOGGETTO muore in un divenire solo apparente! Non morrò poiché ogni <Io Sono colui che Sono> IO-SONO – ha una simile anima divina e non vedrà mai la sua morte! Anche se gli altri osserveranno il suo corpo mortale andato alla malora senza più il suo vivente inquilino, costoro faranno sempre parte di quel <paesaggio oggettivo> che – compreso il corpo dello Spirito che lo vivifica – non fanno parte del SOGGETTO vero, che è il solo ad avere questo ruolo divino ed essenziale nella sua vita! Siamo al solito problema riguardante l’intera esistenza: il vero SOGGETTO alla base di ogni cosa, è invisibile a se stesso, essendo una pura Origine vista solo in quanto appare muoversi dopo. Il numero 1 non è un numero primo proprio per questa ragione: è la base <assoluta> che si pone a denominatore in ogni rapporto, e ne sorregge il numero <delle “sue” volte>. Essere parte della visione relativa implica questo. Lo stesso 1, per vedersi, deve “proiettarsi” almeno in un altro 1 a sua immagine e somiglianza … e solo allora diventa il primo numero primo dato dal 2. Ma questo 2 sta nel rapporto N/N tra due quantità assolutamente uguali, per cui la sua “sintesi” è un 1 “assoluto” che non è definito da un altro 1, ma che è 1 <in sé>, ed ha il denominatore 0, per cui è <indefinibile> e per questo è <assoluto>. Il nostro <io-sono> non è definito neppure dal suo opposto valore, posto a esempio – in Dio – nel Diavolo. Già nel momento in cui mettessimo in campo una definizione – qualunque essa fosse – per “qualificare” o “quantificare” l’Onnipotente, noi gli avremmo tolto questo assoluto e puro stato, avendolo “misurato” in base all’altro. 519
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Per questo l’Onnipotenza è una pura e assoluta origine di qualsivoglia Spirito che si riscopra in un IO-SONO: la sua origine è assolutamente spirituale ed è il <fondamento> di ogni cosa; come avevano ben affermato già ad Elea, i Re Magi (quelli noti) venuti da Oriente a Occidente e guidati da una Stella: il monte omonimo in Campania, nel Cilento (questo chiamato così dal fiume Alento). Quello, in filosofia, è stato – nella coscienza umana, che sta nella filosofia in modo più autentico e ragionevole che nella Fede cieca – il luogo in cui c’è stato il sostanziale Natale dell’Onnipotente Dio dell’Essere, il quale permane costante in ogni cosa, e la supporta in tutti i modi. I nomi stessi sono governati dal Dio dell’Essere, al punto che la “localizzazione” del luogo del Natale originale è insita oggettivamente nei connotati che accomunano l’Ente assoluto che è nato, col suo luogo e il suo tempo. Senza mutare l’ordine della parola scritta in sequenza da sinistra a destra coi numeri 05+10+05+01, quando essi sono ricondotti al passato della lingua Ebraica di Dio, e sono letti da destra a sinistra, presentano la prima persona, indicativo presente, nel verbo <io sono>; ma di quando siamo al presente e il nome è in Italiano proprio quello di ELEA . La vera nascita, nel tempo e nello spazio dell’essere, sta nel nome stesso della città in cui scese <IO-SONO>. È proprio vero! Lo 05.100.501 in sé compie il prodigio, nel numero intero nella sequenza 05˙10˙05˙01 delle parole ELEA e SONO, al di là della loro lingua! Posso dimostrarvelo, puntualizzando prima che ogni numero (uguale alla lunghezza di una linea, come il Teorema di Pitagora dimostra vero nelle 3 componenti perpendicolari dello spazio) sta, in verità, nell’area che ne combina i due possibili versi: il positivo col negativo. 520
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Rammentato questo, è vero che in 5.100.501 : 5.000.000^2 è 2500 volte 10^10, cioè 50×05 o -50×-50 (sempre uguali a +2500), che è il piano di 1/2 presenza del lato 100 della realtà, a D. 10^10. 100.000^2 dettaglia l’assoluto 10^10. 501 indica la presenza 1 del flusso avente i lati 250 e 250 della presenza 25 nel ciclo 10 della presenza, e il suo quadrato 251.001 mostra (in 25 quantità 10^4) tutta la presenza reale assieme al 1.001 che rende presente in 1 tutto il valore Trino del 10^3. Questo 5.100.501, nel suo quadrato di insieme dà il 26.015.110.451.001, il che mostra: 26×10^12 nel Dio innominabile JHVH alla D. 4×3; 1511×10^6 è la realtà 400 +1111, alla D. dello spazio nel suo complesso; 45×10^4 presenta 1/8 dell’angolo giro di 360°; 1.001 dà la presenza 1 di 10^3. Ora, visto che alla dimensione 10^12 a ELEA sembra essere nato JHVH nel suo essere di <IO-SONO>, vediamo dove può essere nato proprio nel suo NOME. La scrittura che è letta IHVH, da destra verso sinistra, è scritta da sinistra a destra, per quanto riguarda la lettura in italiano, e la traslitterazione la porta a essere EFEL . Avendo a che fare – per prima cosa – col Dio dell’essere, la prima <e> non può essere altro che <è>, il verbo nella terza persona, indicante perciò è FEL ; è una pura coincidenza che io, che sono l’<IO-SONO> in essere nella mia vita, sia nato a FELitto? 05.060.510 è il valore numerico nel suo insieme, e vediamo che cosa indica. 521
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Comincio questa volta direttamente da tutto il suo valere al quadrato, per le stesse ragioni del Teorema di Pitagora; 05.060.510 ^2 è 25.608.761.460.100 . 25×10^12 è presenza 25 alla D. 6+6, alias <sei+sei>, dunque sei “presente” alla D. del <sei+sei>. 6×10^11 dice: <sei> alla D. dei 66/6 di Romano=66. 8 × 10^9 dà l’esistenza del complesso 8 a D. 3×3. 76 × 10^7 dà alla D. 7 della creazione che è il moto divino 10 dell’energia potenziale 66=Romano. 146×10^4 dice alla D. reale 4 che è il moto di 4 nel 150 che in 50+50+50 è lo spazio a 3 dimensioni del 50 che è il tempo ½ della presenza del lato 100 della realtà. 100 dice che è proprio esistente nel lato della realtà. Come più non si poteva indicare meglio, questo quadrato porta proprio alla Presenza 25 di un <sei “sei” Romano=66> (60 nel Padre e 6 nell’ 1/10 dello Spirito S.) Ora il <sei 10 tu che 6) nel 66=Romano, è la presenza di un SOGGETTO divino trascendente il mio corpo e perciò immortale. Ogni SOGGETTO (e non solo io) quando è nella <sua personale vita> è nello stesso immortale essere, e non vedrà mai accadere la sua morte. Per <vederla> servirebbe uno VIVO, nel suo essere, ma se fosse come sembra agli altri (cioè MORTO), lui non ci sarebbe più a vederlo e non accerterebbe alcunché. Per vedere la propria morte occorre essere IN VITA. Ora la vera vita dell’Anima che “dà vita” (ed “anima”) un corpo, inizia da quella che sembra la fine della vita corporea! Allora essa è vista “rinascere dall’alto”, da ogni IO-SONO che, giunto al termine del creduto <binario morto>, ha invece la sorpresa che ora è lui la causa di un <replay> universale, che mostra tutti gli stessi eventi, ma ora nelle dinamiche e consistenze contrarie a quelle di prima.
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Come sarà questo “rovescio della medaglia”? Mentre il flusso della corrente elettrica non passa <dentro> i corpi, ma in quella superficie che li racchiude esattamente ed è posta tra l’ammassamento del filo e l’espansione nell’aria esterna, accade che il flusso della corrente magnetica esiste tutto all’esterno dei fili. Pertanto il nostro SOGGETTO, dall’essere una unità ammassata, s’espande all’esterno ed è in grado di vedere il corpo della sua persona, da ogni punto di vista esteriore. Si accorge così di essere <sempre lui> ma ora il suo IOSONO si è decisamente avulso dal suo corpo mortale; lo vede ora come una <marionetta> che è mossa esattamente al contrario rispetto a prima e non da sé. Ogni anima – divenuta espressione magnetica – assiste a un Universo che ora sta arretrando e ritornando alle sue origini; ciò annulla tutte le azioni “erroneamente” viste “fatte” (in precedenza) da sé, o dal mondo, laddove niente <si fa> ma tutto è fatto solo da un Dio Creatore! Se la morte di Gesù Cristo aveva tolto all’Anima le sue colpe, ora l’azione diretta dello Spirito santo (che riporta ogni Spirito nel Padre Eterno), le annienta e mostra che <lei, l’“anima”, non le aveva mai fatte>. Sarà come un Paperino che si accorge che sta retrocedendo di disegno in disegno, e in ogni cosa; capisce che ogni gesto, semplice o geniale, era solo un disegno, fatto da un Altro, di un evento perfettamente annullabile! Nel divenire del disegno 42,4248100930230… (alle pagine 31 e 75-78) agendo ← (a ritroso) si rientra nel 32 (che prima era orientato 23) poi nel 3900 della vita di Adamo, poi nel 184 che è il lato 100 della realtà, e nella mia mamma 84=Mariannina (in cui erano 42+42 Esaù e Giacobbe) che ora esistono come 24,24. Sono i due giorni di tempo in sequenza fatti da 24 ore? No amici! 523
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Non sono più giorni, ma anni! Sono divenuti 24,24 anni, poiché anche i giorni, rientrano negli anni in cui valgono tutta la realtà 10^4. Il Bistrattato Esaù che era stato estromesso da RE del Tempo, dal suo secondo, ora diventa l’approdo unitario di tutti quanti … ma non è più Esaù! È stato riordinato in <U-A. S. è>, nel moto a ritroso totale, dalla U (di ultimo) fino alla A (di amore), tanto che, in ultimo Ù. ... A(moR) S(alvezza) È! Ogni <anima>, rientrata del grembo materno, ritrova i suoi 24 anni negli 831 relativi a tutto il periodo degli ultimi 138 giorni della gestazione materna, in cui ogni feto era ormai un individuo interamente compiuto nel suo DNA. In quella culla, alimentiamo chi ci nutrì e ogni anima, con il suo corpo già fatto, vivrà il suo Paradiso Terrestre. Come scritto da Shakespeare <la vita ha la stessa sostanza di cui sono fatti i sogni>, per cui noi – sognando – saremo nella stessa sostanza della vita reale terrestre, solo con una acquisita e divina capacità di vivere il coronamento tutti i nostri sogni e ideali… Essi sono stati acquisiti solo <grazie a chi>, soffrendo <In principio solo lui> come l’unico SOGGETTO di tutta non solo la sua esistenza, ma anche quella di tutti gli altri a sua immagine e somiglianza, ha <divinamente> reso VIVO il puro Sistema Possibilistico che ha creato. Lo ha fatto dividendo il ciclo 10 dell’esistenza divina per l’ordinata sequenza dei 16 numeri primi il cui totale 381 era il <Nome Segreto di Dio>. Tra il 381 del Sistema Onnipotente possibilistico è gli 831 anni di Paradiso trascorrono le 450 unità di più date dal ciclo 10 di tutto il complesso 1/80 dei 360° dell’angolo giro. Il che significa che il 381 del Nome Segreto di Dio, con +45, è il 426 del valore del nome dell’alter Ego di Romano; poi occorre 524
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avanzare ancora di quel 405 che indica tutto il tempo dei 10/2 del moto della realtà 400. Oppure, con 381 × 2,18110 +9/10^4 (di realtà unitaria) si arriva dal Nome Segreto di Dio alla durata in anni del Paradiso Terrestre coi tre contributi sei Nomi segreti di Dio Padre e Dio Figlio e quello dello Spirito santo del Dio chiamato “Verità>: +381 Nome Segreto di Dio Padre +381 Nome Segreto di Dio Figlio +069 Nome di Dio “Verità”, dato dalla √ 4.260+501 che è data dal ciclo divino 10 del 426 (6 nomi dell’alter Ego di Romano, e 9 nomi dei fattori del 10° Noè), che è nell’Unità del tempo ½ di 10^3; così 4260 +501 è il 4761 = 69×69: 4761 è anche 4631 +130 anni necessari al 1° Fattore Adamo per generare il 3° figlio Set, partendo dal ciclo di 4631 anni del ciclo terrestre comunicato dal 1° versetto della Bibbia. =831 anni di Paradiso, dal 169 nel 10^3, dei nomi del Trino Dio di Verità. Quando il Dio=26 (Uno e Trino in 4×26=104) è JHVH (trino nel suo essere Uno e Trino), allora è 3×104 = 312. 381+381+381 -312 dà gli 831 anni del Paradiso Terrestre, col moto Trino dell’Unità e Trinità di Dio JHVH 26, il Dio che vive nella Trinità del Nome Segreto di Dio. Arriveranno tutti a questo Paradiso Terrestre, divenuti tutti Santi! E ognuno non vedrà la sua morte mentre vedrà solo quella “esemplare, ma opposta al vero” di tutti gli altri che sembrano “a sua immagine e somiglianza” ma gli sono “contrapposti”, come lo sono tutti gli OGGETTI all’unico SOGGETTO vivo e vero che c’è in ogni vita. I Romani, nel loro linguaggio latino, lo chiamavano giustamente <accusativo>, decretando con ciò tutte le possibili 525
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<accuse> che il Soggetto muove per contrapposizione diretta al Complemento Oggetto. Il loro linguaggio era mosso da una perfetta <analisi logica> che poi gli uomini hanno escluso di evidenziare così nettamente negli altri linguaggi “moderni”, conservandola solo nelle coniugazioni dei verbi. Ciò a disincentivato il capire la sostanziale differenza esistente in ogni vita, tra il SOGGETTO UNICO che la vive e tutti gli altri <complementari> che – seppure essendo a sua immagine – sono nettamente separati e diversi rispetto all’unicità di percezione esistente in ogni vita. La Risurrezione Soggettiva dall’alto è così invisibile a chi continua a salire verso la sua creduta morte e dice: 1. Tutti gli uomini sono mortali 2. Io sono un uomo 3. Io sono mortale È un sillogismo in errore, poiché in esso la prima affermazione è fallace. Non si può nemmeno sostenere che noi siamo mortali nel corpo, poiché torneremo nel grembo materno conservando – in tutti i nostri sogni – il corpo che avevamo avuto da animare e che ora animeremo come vorremo. Per cui, nel Paradiso Terrestre sosterremo la verità del sillogismo opposto, che parte dalla verità del SOGGETTO: 1. Io sono immortale, in anima e corpo; 2. Io sono un uomo, in anima e corpo; 3. Tutti gli uomini sono immortali in anima e corpo.
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Chiuso a Saronno il 20 settembre 2.024 a 379 giorni da quando “sarò preso da Dio”
379 è il 75° (=spazio) n, primo “ordinale” (il quale Ordina l’unità dello spazio con il suo n. primo 379, 75° ) e comanda i giorni posti “In principio” (cioè prima) della “mia ascensione” il 2.025,1004: assecondando “In principio”=BRASIT= 913 , -534 = 379 , e assecondando il 379 + 1+1 = 381, Nome Segreto di Dio ; ove 534 è la realtà 4 di tutto il moto 10 del 53, n. primo 16°=R. La pag. 420 finale del libro, +100+7+7=534, è ordinata da 2 Set e da 100, e dà il 534 , che +379 fa 913=BRASIT
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