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ESEGESI dell' ASSOLUTO

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Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo

ESEGESI dell’ ASSOLUTO


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Al Bene ASSOLUTO!


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Cosa è una <Esegesi> L’esegesi è un termine che deriva dal greco ἐξήγησις , che significa " guidare, spiegare, interpretare ". In senso proprio, l’esegesi è l’esposizione dichiarativa di un testo, in cui si compendia e si conclude l’attività critica dell’interprete. Quando essa è <integrale> come quella in questo libro, l’esegesi espande il <testo> al <contesto> totale dell’esistenza. Il termine “esegesi” è particolarmente usato per indicare l’interpretazione della Bibbia che in questo libro sarà radicale e cabalistica. Con riferimento ad essa, lo studio e l’interpretazione critica del suo testo sarà qualcosa di più della semplice esposizione, ma la sua critica vera e propria. Le tecniche di esegesi includono queste diverse fondamentali fasi e approcci: 1. Stabilizzazione del contesto: Questa fase riguarda la critica contestuale, che è preliminare alla traduzione. L’obiettivo è raggiungere la forma originale del contesto. 2. Traduzione: Questa fase avviene mediante la critica filologica. 3. Approccio sincronico: Questo approccio prende in considerazione il contesto, così come si presenta nella sua forma finale, definitiva, attuale. 4. Approccio diacronico: Questo approccio cerca di cogliere il processo di formazione di un contesto nella sua dimensione storica, attraverso il tempo. Queste tecniche – nella ESEGESI dell’ASSOLUTO, condotta in questo libro – aiuteranno a interpretare il contesto reale e il senso vero e proprio del “testo” e del “contesto” biblico. L’obiettivo della presente esegesi è avvicinarsi il più possibile a ciò che il testo vuol dire “nel suo contesto”, usando un processo matematico retto da regole che non sono manipolabili e pertanto opinabili evitando così di far dire al testo quello che, “nel nostro ambito”, noi vogliamo.


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L’esegesi “quantitativa” sulla Natura implica necessariamente i numeri Questo libro interpreta quantitativamente l’esegesi, cosa spesso utilizzata nell’ambito dell’esoterismo e vedrete come questo sia il caso. La pratica, nota come numerologia, attribuisce ai numeri non solo un valore quantitativo e matematico, ma anche una qualità, mettendoli in relazione con aspetti della natura e degli esseri umani. La numerologia è stata praticata nel mondo antico, soprattutto tra i seguaci di Pitagora, e oggi è considerata a torto una pseudoscienza. Questa disciplina infatti attribuisce un valore simbolico ai numeri (definito “simbolismo numerico”) e l’utilizzo di sistemi culturali complessi per assegnare un valore numerico ai nomi, finalizzati principalmente alla divinazione e compie – così facendo – la stessa cosa compiuta da quella che è definita scienza e assegna qualità intrinseche a puri e semplici rapporti matematici che sono pure <frequenze>. Laddove la scienza ha capito che quelle elettromagnetiche <sembrano luci e colori in sé, ma sono solo <qualità indotte> dall’immaginazione, non ha invece capito che non sono <qualità> in sé anche le frequenze (simili a quelle “viste” in luci e colori) presenti nel ciclo unitario 10 d’ogni presenza anziché in quello puramente elettro-magnetico. Nel momento in cui la scienza giudica come <entità a sé stanti della natura> quelle frequenze qualificate in <masse, tempi, spazi, flussi vari di ampere, gradi kelvin, molecole e intensità di luce (le 7 dimensioni unitarie del Sistema Internazionale), la scienza che fugge dai simbolismi attua lo stesso <simbolismo numerico> che giudica pseudo scienza. Ad esempio, tale <simbolismo> porta il numero 18 ad apparire: nella tradizione germanica il raddoppiamento del numero sacro 9, nella scienza quello del 299.792.458 al quadrato, la c^2 e la c^4 intera su base 3 (e non 2,999…) nell’81 che ha letteralmente “rovesciato” quel 18. Nella letteratura del Buddha, per tale <simbolismo> si evidenziano le sue 18 "condizioni". Nella tradizione ebraica, il 18 corrisponde alla parola Nay (vivo) e al nome David.


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Sta di fatto che il numero 9 è <invariante> nel sistema decimale e ogni numero (tranne 9), diviso per 9, diventa infinito nel tempo, come per esempio 6:9=0,66666…. L’interpretazione numerologica può variare notevolmente a seconda del contesto culturale e religioso ed è fondamentale e probatoria nella <ESEGESI dell’ASSOLUTO> condotta in questo mio testo. Nel Libro della Bibbia, i numeri sono spesso usati non solo per indicare una quantità, ma anche un simbolo. Ecco alcuni dei più importanti e il loro senso simbolico “scoperto” o non ancora (“coperto”) nella Bibbia: 1. Uno (1): Indica l’unità e spesso l’unicità. Per questo Dio è uno: “Il Signore è nostro Dio, il Signore è uno solo” (Deuteronomio 6,4). Può anche essere inteso come motivo di unione. 2. Tre (3): Simbolo della Trinità (degli “Elohim” in Bibbia e di “Padre, Figlio e Spirito Santo”, nel Cristianesimo). 3. Sette (7): Nella cultura antica, il 7 era considerato un “numero di completezza”, ad esempio il numero dei “pianeti” dell’astronomia antica, la durata in giorni di una fase lunare. 4. Dodici (12): Numero dal significato importante, spesso associato alla completezza o alla perfezione. Ad esempio, ci sono 12 tribù di Israele e 12 apostoli di Gesù anche nel Cristianesimo. 5. Quaranta (40): Questo numero è frequentemente usato nella Bibbia, spesso per indicare un periodo di prova o cambiamento. Ad esempio, il popolo di Israele vagò nel deserto per 40 anni per gli Ebrei e Gesù che digiunò nel deserto per 40 giorni, per i Cristiani. 6. Trecento ottantuno (dato da 300+50+30+1): in cubiti sono le dimensioni comandate da Dio per realizzare l’Arca di Noè con cui salvare tutta la vita esistente sulla terra. Significato “coperto”. 7. Seicento diciannove (dato da 600+2+17): dalla data di inizio dell’Apocalisse, sono il numero assoluto 619/8 in cui esiste il lato 618 del decagono che rispetta la Sezione Aurea. Senso “coperto”. 8. Novecento tredici (913): valore del titolo del 1° libro della Bibbia 9. Mille (1000): Questo numero ricorre un centinaio di volte e ha dato adito alle più diverse interpretazioni. 10.Quattromila seicento trentuno (4631): valore numerico di Bibbia 1, 1, 1. Indica il ciclo in anni della terra in un significato “coperto”.


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Nella Bibbia Ebraica. scritta con lettere aventi valore anche di numeri, tutto è conseguentemente valido in forma di numero, cui è stato dato talora un deciso valore simbolico ma solo dopo essere stato notato. Nel Nuovo Testamento della Bibbia Cristiana questa interpretazione è stata rimossa, anche se alcuni numeri vedono nel 3 la Trinità di Padre Figlio e Spirito Santo, ed altri valori simbolici si sono aggiunti specialmente attraverso l’apostolo ed evangelista Giovanni. Egli ha posto tra i più appariscenti (proprio al termine del suo vangelo), il 153 dei <grossi pesci della pesca miracolosa>, e in Apocalisse il 144.000, nei <salvati dal Sangue dell’Agnello> e in cubiti l’altezza 144 delle mura della Gerusalemme celeste; spicca tra tutti la <bestia> 666.

Anche l’Esegesi scientifica, nei quanti dell’Universo, ha i suoi numeri! Meno <chiacchierati > di questi, sono quelli delle sue unità, e spicca tra tutti quel ciclo 10 della matematica cui sono state <costrette> tutte le unità del Sistema Metrico Decimale, oggi costituito da SI (Sistema Internazionale dei pesi e delle misurazioni). Questo 10 – che lega in unità 1 e 0, il tutto e il niente – è stato assunto <unitario> come per <dogma>, una operazione religiosa analoga a quella che in matematica si chiama assunta per <assioma>. È infatti tutto da vedere se 10000000000 (numero posto come l’unità assoluta di 10^10), fatto da 1 particella e poi … vuoto … possa dargli un valore di posizione tale da essere 10^10 invece di 1, più un vuoto. Ci son voluti millenni prima che gli indiani e gli arabi introducessero lo <zero> come un numero occupante la stessa cifra di ogni altro! Questo significa una sola cosa, che anche gli <assiomi> della matematica sono questioni appartenenti a una <fede>. È proprio quella che consente poi a N^0 di mutare l’assoluta <non determinazione>, sia in N, sia in 0, in quell’1 di <pieno> creduto – almeno esso: l’ 10 – esistente immerso in vuoti universali …


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Altre esegesi sulla Natura Ci sono molte interpretazioni della natura dell’esistenza. Ecco alcuni esempi, tra le tante:  Interpretazione “Ontologica”: L’ontologia è una delle branche fondamentali della filosofia. È lo studio dell’essere in quanto tale, nonché delle sue categorie fondamentali. Questo campo ha interessato il pensiero filosofico sin dai suoi primordi e ha visto contributi di molti filosofi importanti come Parmenide, Platone, Aristotele, Cartesio, Leibnitz, Kant, Hegel e Heidegger.  Interpretazione “Esistenzialista”: Secondo il filosofo Jean-Paul Sartre, “l’esistenza precede l’essenza”. Questo significa che l’uomo, all’inizio, non è niente. Acquisisce valore e dignità in rapporto al suo progetto di vita, a ciò che sceglie di essere.  Interpretazione “strutturale”: Secondo Nicola Abbagnano, l’esistenza può essere vista come una struttura. L’essere va in cerca della possibilità di quella stessa indeterminazione grazie a cui può cercare. Questa “possibilità della possibilità” è detta "possibilità trascendentale".  Interpretazione “Naturale”: Dopo la rivoluzione scientifica galileiana, l’interpretazione meccanicistica della natura si estende nel Seicento e nel Settecento ai più vari autori di filosofia: dal materialismo di Thomas Hobbes e degli illuministi, all’empirismo scettico di David Hume, alla concezione cartesiana della res extensa e del suo homme machine, all’identificazione di Dio e Natura di Spinoza, alla rifondazione kantiana. La “possibilità trascendente” è un concetto riferito alla capacità di superare i limiti dell’esperienza sensibile o della realtà tangibile. Esso è spesso utilizzato in filosofia per descrivere la capacità di oltrepassare i limiti della comprensione o esperienza immediata. Per Kant, il termine “trascendentale” si riferisce a ciò che precede l’esperienza pur non essendo destinato ad altro che a rendere possibile la


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stessa conoscenza empirica. In altre parole, il trascendentale è il “meccanismo” della conoscenza, a prescindere dal contenuto di essa. La frase “l’esistenza precede l’essenza” è una delle affermazioni fondamentali dell’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre e significa che un individuo esiste prima che qualsiasi “essenza” o significato possa essere attribuito alla sua vita. In altre parole, non siamo predeterminati al momento del nostro apparire nel mondo, ma creiamo il nostro destino con le nostre libere scelte. Queste sono solo alcune delle molte interpretazioni della natura dell’esistenza, alla quale però ne va aggiunta ancora una che non si è imposta nemmeno nella presenza, ma che è particolare essendo la sola che dà una vera soluzione a tutti i perché sconosciuti, togliendo di mezzo ogni ingiustizia e imperfezione, poiché spazza completamente via – come mai accaduto – ogni apparente male. Nonostante essa esista da oltre 20 anni sul Web – poiché nega verità a tutto quanto sembra realmente vero – appare una emerita stupidaggine non confermata dalla scienza reale. Si tratta della tesi portata dalla Nuova Scuola Italica di Epistemologia, alias filosofia della scienza.

L’esegesi della Nuova scuola Italica. A tutte le correnti di pensiero si è aggiunto nel 1997 quello portato dalla NUOVA SCUOLA ITALICA di Filosofia della scienza. Essa – sulla base dei fondamentali principi scoperti veri dalla scienza – ha avanzato giudizi tali da ribaltare ogni altro giudizio precedente, sull’esistenza: Primo: la vita che vediamo essere <in atto> lo è invece in <atto uguale e contrario> a quello in azione, poiché si poggia non sulle <reali cause> ma sugli <effetti apparenti> e questi sono sempre opposti alla dinamica dalle cause, come un razzo che procede a destra spinto da una azione (della massa del gas combusto) che procede a sinistra. L’azione su cui si basa la reazione elettrica (che noi giudichiamo falsamente come <azione> essendo invece <reazione>) è quella inferta dal magnetismo, che agisce a forma centripeta verso la sua origine e determina l’effetto apparente e luminoso uguale e contrario: della luce emessa da quel punto luce.


10 Pertanto la vita sta regredendo verso il suo punto di origine <A>, da cui è partito il magnetismo. È come nell’area attorno a un filo di corrente, in cui il flusso magnetico che ingenera l’elettrico, si è mosso da <A> verso <Z> e ha causato, sulla superficie del filo, il flusso elettrico che da <Z> ritorna all’origine <A> che l’ha causata. Infatti ogni moto elettrico non è autonomo, ma causato e l’uomo in questo modo preciso crea la corrente elettrica. Di conseguenza la vita, che sembra avanzare, sta tornando alla sua causa, per ripartire attraverso quella che sembrerà – all’anima del morto – quella “Risurrezione dell’alto” che Gesù indicò a Nicodemo, senza potere spiegarla scientificamente, a causa di una “sapere scientifico” inesistente allora. Con la concomitanza tra causa ed effetto – e proprio a ragione di essa – noi stiamo assistendo ad un fenomeno simultaneo ma visto in due tempi successivi. N/N , simultaneo, diretto, è visto accadere non nella divisione istantanea, ma nel prodotto dato da N/1 × 1/N , in cui – come si vede chiaro – dopo il primo tempo dato da N/1 subentra interagendo il seguente e reciproco dato da 1/N indotto dalla generale regola dell’alternanza tra i valori opposti, nella Relatività Generale. Nonostante tutto ciò si poggi su fenomeni e leggi provate vere, la NUOVA SCUOLA ITALICA non è stata riconosciuta ancora nemmeno dalla Filosofia! Ciò si spiega col fatto che questa Filosofia della Scienza nega la verità di OGNI AZIONE APPARENTE, e ciò sembra esser falso, come lo sembrò quello che affermava Galileo, che fosse la terra a ruotare attorno al sole, quando perfino uno strumento rilevava che l’apparenza fosse uguale e contraria a ciò! Così, è necessario assolutamente un riesame generale: su tutto quello che appare, per capire quando, come e perché ciò che ci si appare è la verità di una azione diretta dell’osservatore, e quando è invece la reazione uguale e contraria ad essa. Abbiamo la religiosa necessità di un nuovo uomo come Abramo , che è stato il solo per cui sulla Bibbia sorse in Dio il problema se mostrare o no – almeno a lui – la verità sul divino disegno! Visto che a lui e ai figli il Signore l’affidava, per essere propagata a discendenti destinati ad essere più numerosi delle stelle dell’Universo. La Nuova Scuola Italica è una “creatura mia”, venuta <Da me romano>: Romano Amodeo, < Ab R.Amo >, e <Deo>: “da, in, con, su, per, tra, fra <Deus>. Non solo con <Ab R.Amo> venuta in occidente! C’è un Dio BRA MA SI VA VISNU in oriente e c’è un BRA-SI T BRA ALHIM nel popolo di Dio, l’Ebraico. Su tutto ciò vennero scritti oltre 100 libri come quello di cui c’è la copertina nella prossima pagina, e che è possibile acquistare da Amazon Libri.


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INDICE PER SETTORI 1. Stabilizzazione del contesto

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2. Traduzione

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3. Approccio sincronico

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4. Approccio discronico

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La critica contestuale ha l’obiettivo di dare la forma vera del contesto, correggendo le molte eventuali interpretazioni erronee.

Questa fase avviene mediante la critica filologica

Questo approccio prende in considerazione il contesto così come si presenta nella sua forma finale, definitiva, attuale

Questo approccio cerca di cogliere il processo di formazione del contesto della realtà nella sua dimensione storica attraverso il tempo (decimale).

LA MATRICE DELL’ESISTENZA LA MATRICE DEI 10 PRIMI IN BIBBIA

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ESEGESI dell’ ASSOLUTO 1. Stabilizzazione del contesto

La critica contestuale delle convinzioni attuali ha l’obiettivo di dare la forma vera al contesto, correggendo le eventuali interpretazioni erronee nelle tesi correnti.


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Il CREDO attuale su quanto ci sia in ASSOLUTO Criticare il contesto dell’esistenza, e farlo <nell’ASSOLUTO>, significa osservare con attenzione e scrupolo lo stato dell’arte riguardante le tesi trionfanti oggi: sulla natura del nostro mondo, fisico e metafisico, materiale e spirituale, noto e ignoto. L’originale antico dibattito tra l’ESSERE e il DIVENIRE, circa il “fondamento” dell’esistenza, appare aver portato tutti a condividere in toto le idee di Eraclito, per il quale <tutto scorre>. Parmenide, che aveva posto in principio l’ essere stesso dell’essere , è stato rimosso da chi non si accorge, pur avendolo sempre davanti, che il nostro stato è quello di <chi> prima c’è, IN PRINCIPIO e poi, solo dopo, assiste allo spettacolo in cui tutto appare in movimento … ma <a lui che è in essere, seppure in un diveniente modo>. L’esegesi corretta su questa diatriba non è difficile. Un paesaggio è osservato muoversi – e sappiamo tutti che è fermo – appena noi suoi osservatori ci spostiamo in esso. Il mondo intero, in tutti i suoi modi di muoversi liberamente nel suo spazio, lo fa solo in presenza reale di tempo , e questo è sempre e solo il nostro tempo , di noi: i suoi fondamentali OSSERVATORI. Anche una stringa di dati binari cui si riduce una ripresa oggettiva, fatta da una telecamera, è una pura sequenza di 1 e 0 che non trasla … e che si mette a farlo solo se un OSSERVATORE vivente la scorre! Senza un lettore anche questo libro sta solo in macchie prive di ogni senso. Venne Galileo a puntualizzare che la dinamica oggettiva, in moto apparente dell’intero universo e del sole attorno alla terra, era relativa solo a quello del pianeta ruotante sia attorno a sé, sia alla stella. Non disse – parendogli ovvio come una mela che cada dall’albero – che quel movimento, in ultima analisi, era poi “visto da noi”, fissi al suo suolo; e che era lo stesso apparente moto ambientale visto da noi anche tutte le volte che ci spostiamo su quel suolo terrestre. In ASSOLUTO per avere nozione di tutto urge un OSSERVATORE!


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La Relatività dell’apparire Anche essa, senza chi l’osservi, risulterebbe assente. La questione non sta come la pose Einstein a Heisenberg: <Se non la guardi, la Luna si muove o no?> Non sta nel non osservarla la notte per poi chiedersi se al mattino appaia essersi spostata; sta nel chiederci cosa resterà di tutto l’insieme – per me – se io davvero dopo la morte cesso di esistere. <Resteranno gli altri, a osservare> è la risposta insoddisfacente. Non mi soddisfa poiché se veramente tutto fosse solo una <Relatività Generale> che prescinda da me che l’osservo, tutta quanta – quando io non l’osservassi più – resterebbe come un libro senza più lettore, nel quale i suoi personaggi seguitano a esistere, ma senza me che sono il fondamento stesso della loro vita apparente. La mia esistenza – di soggetto unico della mia visione – è fondamentale a quella di tutti gli altri! Solo quando sono nato io, anche tutti gli altri visti da me han cominciato a vivere. Questo può essere vero per ogni uomo, ma c’è una fondamentale differenza tra me e ogni altro uomo: sono io a vedere lui anche quando mi sembra che sia lui a quadrare me! Infatti Lui non potrò mai mettersi a sostituire me nella mia visione! Io sono <il Dio> della mia visione essenziale ! È qualcosa di analogo alla prova dell’esistenza di Cartesio, data tramite il suo famosissimo: <cogito, ergo sum>. Ed è in ultima analisi la prova che quello stesso ASSOLUTO essere dà a me come prova di sé e che se non la desse non sarebbe più così tanto ONNIPOTENTE come ogni fede in Dio afferma. Che il fondamento dell’Essere, che il suo DIO ESISTA e in modo tale che assolutamente tutto l’esistere dipenda da lui, L’ASSOLUTO lo mostra e prova, realmente e veramente, a ogni anima sua!


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Gli scienziati – pur credenti in un Dio – sono certi invece della sua totale assenza, tanto che la tesi finale e vincente della <Relatività Generale> è una negazione che essa faccia capo, che corrisponda ad un basilare e fondamentale ASSOLUTO, posto al di sopra di ogni vincolo e di ogni possibile altro COMANDANTE. E non si accorgono che è proprio la <Relatività Generale> (e dunque la generalità di tutti gli opposti, inversi e reciproci nelle loro totali e vere interdipendenze), che li porta ad annullarsi, nel totale, o a <unificarsi>. Anche coll’unificazione c’è il rientro totale in un assoluto in cui ogni forzatura in sé appare equilibrarsi sullo ZERO, essendoci in generale la forza opposta a controbilanciare. Se poi si considera che il <potere> sia computabile con un numero, ecco che ci si avvede che quello ASSOLUTO sta nel numero zero, il quale, interagendo (e non sommandosi) col potere di ogni altro numero, per immenso che sia, lo adegua sempre ASSOLUTAMETE a sé: a zero. Pertanto, se la scienza nega la presenza dell’assoluto tra noi, sostenendo che tutto è solo relativo poiché l’assoluto è <zero>, non esiste , ebbene – straordinariamente, stupendamente, divinamente accade! – questa è la prova decisiva che l’ASSOLUTO invece esiste : è 0, e con ciò dimostra l’ onnipotenza di essere nonostante l’essere zero . L’<essere> del <non essere> è la prova in sé del suo potere assoluto di essere l’opposto esatto dello stesso essere senza cessare d’essere! Ne deriva una esistenza pura, in potenza, o – per essere più precisi in un contesto di fede certa come questa – in <Divina onnipotenza>! Per questo <è zero> la prova dell’esistenza di Dio, unita e indissolubile a quella data dall’essere <1 e 3> insieme, come l’indissolubilità insita nel 2° numero primo, rappresentato tramite i due suoi estremi congiunti . 1 è N^0 , assecondando la verità matematica data della 3 definizioni indefinite di <1>, di <N> e di <0>. Essendo 1 la definizione dell’ assoluta indefinizione , ogni numero unitario avente 1 per denominatore è riferito all’ASSOLUTO! Per questo il tempo ha la definizione indicata nel 2 della presenza di un’area, ed è reale, pur essendo trascendente il flusso suo perpendicolare! Lo spazio, è quello esistente tra i 2 punti tra i quali è compreso.


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Ora – per la verità essenziale e insostituibile di un <io> che osservi esistere tutto in base al suo stesso esistere – ogni cosa del mondo è condizionata a lui, in posizione centrale. Da ogni punto dell’infinita esteriorità, i dati sono concentrici su di lui. Non ce n’è nemmeno uno che non punti su di lui, venendo da distanze spaziali … e allora accade in modo generalizzato che la terna delle componenti spaziali cartesiane dei tre assi x, y, z, orientano sempre secondo l’asse z, la linea di tutti i versi che vanno verso il centro dell’osservazione del soggetto vivente o della macchina che fa la rilevazione. È osservato sempre e solo il visibile piano frontale xy, fatto dagli assi x e y, perpendicolari all’asse z, sempre di scorcio e mai visto. Il piano xz (orizzontale con x orizzontale) e yz (quello verticale) sono sempre visti di “taglio” e realmente “tagliati” nella loro possibilità di essere osservabili, da quell’osservatore. E non serve a nulla ricorrere ad una altra osservazione laterale, se non per mettere a fuoco la sintesi unitaria della comune visione di quell’asse z. Noi stessi abbiamo 2 occhi proprio per incrociare tra loro due visioni da centri differenti per avere l’effettiva profondità di visione, dell’oggetto che osserviamo. Ciò serve indubbiamente a dare una <idea> reale della distanza, attraverso una reale triangolazione , esistente tra gli assi diversi e sempre z in ciascuno. Essa si avvale della costante quantità di 180° propria alla somma degli angoli interni di ogni triangolo. Poiché l’oggetto visto occupa il vertice di quel triangolo, l’asse mio z che accentra la sua percezione su un occhio, e l’asse mio z che l’accentra sull’altro, poiché nella mia mente la distanza tra gli occhi è nota, mi consente di mettere a fuoco le due immagini nel punto ove è posto quell’oggetto, visto dai due punti diversi. In ogni soggetto, una volta messa a fuoco l’immagine, essa è unica e tridimensionale e le due visioni si unificano, tanto che il piano trasversale verticale yz si colloca a metà tra i due occhi e seguiterò a non vedere quello che esiste espanso in esso. Questa è la reale <trascendenza> esistente nella nostra realtà. La massa assente nel 96% dell’Universo sta nei due piani xz e yz della visione soggettiva.


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Su ciascuno dei due piani sta il 48% e – come massa – va sia a destra, sia a sinistra, nel piano xz; sia in alto, sia in basso, nel piano yz, per cui sono il 24% in ciascuno dei 4 versi che esistono in tutto, in 24 × 4 = 96. Così, quello che ci sfugge, e appare assente è quanto esiste in 2^10 in quantità 1.024, cui il 10^3= 1.000 è il volume presente, in un istante privo della rotazione intera sua nelle 24 ore, come quelle della massa terrestre in un dì. Il suo 24 in ore è tempo, è nel futuro di quella presenza. Detta la mia sulla PROVA dell’esistenza ZERO dell’ASSOLUTO, ritorno sul movimento, che era contestato nella sua verità, dai filosofi Eleatici e che invece oggi si è mutato nel CREDO totale che tutto si muova e <divenga> in una <Evoluzione Generale>. Tanto <Generale> però non appare, essendoci la massa <oscura> dell’universo e <invisibile> non perché noi si veda solo la luce e non il <buio>, ma perché risulta proprio <assente> e si tratta quasi di tutto, essendo il 96%! La massa evidenzia la variazione della velocità in un corpo, sia in moto, sia fermo e la sua assenza indica la costanza di stato (di quiete o di moto) in cui solo il 4% accelera così come un cubo a lati 1+1+1=3, muta il suo <stato totalmente spaziale> (coll’<assenza> nel tempo), e si rende <presente> in 1 dei 3, quindi in 1/3. 3+1/3 lo rende (3×3+1) /3 = 10/3 = 3,3333… ed eccolo realmente <presente> anche nell’infinito tempo decimale 0,3333… = 1/3. Ebbene questo 4 dato da 10/3 + 2/3 = 12/3 = 4, somma a 10/3 i 2/3 mancanti a 3/3, e lo rende <presente> nel flusso 3,333… aggiungendogli la presenza trasversale, a lati 1/3 e 1/3, fatti dal tempo dell’unità. 4 non è accelerazione di stato, ma è lo stato in <essere> e non in <divenire>, ossia nella variazione di sé, che è la massa. Come fa la Scienza sperimentale che accetta solo i dati dalla reale esperienza, a credere nell’apparente <divenire “in sé”, nel suo stato> visto che nell’universo è visibile solo lo <stato> dello spazio-tempo? Ci crede poiché lo vede esistere nel breve periodo! Laddove la legge statistica afferma il 50% tra le due alternative della Relatività Generale, nel breve periodo appare esistere caos e turbolenza. Come 20 rossi di fila su una roulette, anziché religiosamente alternati!


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Nell’Universo, come nella totalità del tempo, tutto permane sempre nel suo stato e le accelerazioni di uscite successive di <rossi> appaiono nell’<essere> del divenire, e non nel <divenire del divenire>, ossia nella massa dell’universo. E se togliamo al <divenire> il <suo> divenire, cosa gli resta se non il suo <eterno essere>? Parmenide aveva ragione in pieno, eppure la Scienza Umana l’ha data ad Eraclito che affermava che tutto <scorre>. Ebbene, avevano ragione entrambi! Sia erano nel giusto Parmenide e Zenone di Elea, col loro togliere <verità> al movimento, quando negavano al moto apparente proprio il <suo moto>: “Achille che non raggiunge la tartaruga … che intanto si è spostata, e non la raggiunge mai … poiché ogni volta si è spostata” … è proprio l’“accelerazione” nel moto, e non il suo semplice “stato”>. Sia era nel giusto Eraclito quando, affermando il suo <panta rei>, che “tutto scorre”, metteva realmente in campo il suo <apparire> e non il suo <essere>! Ciò in quanto ogni moto è in <essere> non quando avanza ma quando “si” muove … “in sé”! e allora si presenta nell’accelerazione della sua velocità in essere, e non solo in essa. L’acqua del fiume di Eraclito scorre in modo uniforme e non in uno accelerato. Solo le due Verità: quella “nell’essere dell’essere”, negli Eleatici, e quella “nell’apparire del <divenire del divenire>” di Eraclito; e una <è> l’altra solamente <appare>. Quando prestiamo attenzione alla massa relativistica di Einstein tanta chiarezza si muta in confusione, e la massa non è più una <cosa> appartenente alla <cosa stessa> come la “sua” totale resistenza ad essere <mutata>, ed è la massima nell’inizio della variazione, e si arriva a credere all’opposto del vero che essa sia la massima – tutta quanta la massima! L’Intero! – solo quando ha raggiunto la velocità della luce e allora non si può più superare l’intero! Tutto è oggetto di fede, ma guai a riporne in chi è in <erronea fede> e crede vero l’opposto del vero: che la massa sia il massimo alla velocità della luce quando io stesso esperimento che se mi si è fermata l’automobile e debbo metterla in moto, o ho la forza per farlo, oppure no.


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Ma se riesco a muoverla, il più è fatto, poiché faccio sempre meno sforzo ad accelerarla… fino al limite della <mia> velocità. È quando io raggiungo il limite della mia velocità, è solo allora che si erge il <muro> invalicabile anche all’accelerazione di quella massa. Ma se cambio me che spingo, con un cavallo che traina, ecco che il <muro> si sposta e si trasferisce alla velocità del cavallo! È evidente che fino a quando il <traino> di una massa è dato dalla costante velocità dell’elettro-magnetismo, il muro invalicabile sta nella velocità di questo traino, uguale a qualunque altro. Einstein ha confuso il <corpo> dell’<oggetto> (la macchina da mettere in moto) con la realtà del <soggetto> che fa da traino ed ha la sua velocità. Se uso un <soggetto> che trascina o spinge la mia automobile ferma, e esso riesce a compiere il <massimo> che sta nell’avviarla, esso è in grado di accelerarla fino al limite della <sua velocità soggettiva>, che con la massa dell’<oggetto fermo e da muovere> non c’entra proprio nulla. Negli acceleratori di particelle chi fa da <traino> è il magnetismo la cui velocità è limitata da quella della luce, per cui che essi non le accelerino oltre la velocità della luce è la prova di quel che dico io: che il <limite> sta in <chi o cosa> fa da motore e non nella <cosa mossa>. Ora una cosa va capita: non c’è velocità nel verso elettrico se simultaneamente non c’è anche in quello magnetico, per cui quando un mezzo si sta muovendo, in qualunque verso egli vada, come elettromagnetismo non sta mai andando solo alla velocità <c>, ma sempre a quella c^2 elettro-magnetica. Ciò salva – sembrerebbe – le ragioni di Einstein secondo le quali la <c> sia insuperabile “realmente”, essendo la <c> “realmente” sempre la c^2 (è il complesso a due, dell’elettro-magnetismo) … ma le salva però solo in apparenza, per modo di dire. Infatti elettro-magnetico è il flusso “ondoso” e non è quello “corporeo”. La differenza tra i due sta nel fatto che mentre il flusso elettromagnetico che esce da un punto-luce procede simultaneamente in due versi opposti, su ciascun asse spaziale, e si espande su tutto l’intorno dello spazio, il moto di un reale <corpo materiale> o va a sinistra, o a destra! L’accorpamento materiale “esploderebbe” come un flash di luce se potesse procedere nello stesso modo delle onde elettromagnetiche.


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Pertanto un ammassamento corporeo, avanzando in x, si allontana dal verso opposto, a differenza della luce che si diffonde anche nel verso opposto e come tale è c^2, essendo <c> in +x e <c> in -x. Come tutto il flusso del corpo sta in un “vai e vieni” successivo, così ciascuno, quando ha raggiunto il limite della velocità <c> della luce nel verso della +c, ha ancora da compiere tutto il percorso opposto. L’inverte realmente proprio superando quella velocità <c> che l’ha portato a quel limite se tutto il successivo (e non simultaneo) “vai e vieni” deve accadere nello stesso minuto secondo! Il <regime> che riguarda i <corpi> non è lo stesso della luce. E faccio l’esempio cui ricorse Eraclito, col suo <fiume> che scorreva, come se fosse l’elettromagnetismo. Mentre la sua acqua che è parte essenziale del flusso, può solo avanzare, un turacciolo di sughero a galla sulla corrente, se c’è vento che va nel verso opposto al flusso del fiume alla stessa velocità, blocca quel turacciolo sullo stesso posto, ma se ha velocità doppia a quella dell’acqua porta quel corpo a risalire la corrente. Lo farebbe risalire alla stessa velocità del flusso reale di quella corrente se non vi fossero gli attriti con l’acqua che corre a impedirlo. L’elettro-magnetismo – non a caso – corrisponde sia ad una forma corporea, sia ad una ondosa, tanto da dar luogo ad un duplice regime, e una particella di luce o è elettrone, oppure il positrone, che è la sua antimateria, nel mentre invece l’onda è simultaneamente elettromagnetica (è “alto e basso”) e – in uno spazio – vi si espande totalmente. Non così un elettrone! Il quale – se deve alternare il suo flusso – deve realmente invertirsi nella sua antimateria che va nel suo verso opposto. La <confusione> immessa da Einstein colla massa relativistica, ha portato anche a confondere i due regimi riguardanti lo stesso elettromagnetismo e le due forme con cui si manifesta: ondosa e corporea. I Fisici in tal modo confondono il moto sempre unilaterale, di ogni <corpo> con la velocità elettromagnetica nelle forme visibili della luce, tanto da credere falsamente che se il <corpo> ha velocità <c> in un verso, l’ha anche in quello opposto! Ciò è vero solo per il regime <ondoso>. Quando un corpo ha raggiunto “realmente” il limite della velocità <c> incontra certamente il <muro> dello <0> nel suo percorso fattibile in quel verso corporeo, ma esso è <oltrepassabile> come per ogni corpo che corra sulla terra e si sia portato agli antipodi: raggiunto il massimo dell’allontanamento, seguita a correre e torna all’origine.


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Anzi, quello <zero> che sta nell’aver fatto tutto il percorso in allontanamento, è il <MOTORE> più grande che ci sia! Se prendiamo <0> e ogni altra quantità +N (che è sempre “infinitamente superiore” a quel <nulla>), abbiamo che la loro interazione, data dal prodotto <0 × +N> mostra nel risultato uguale a <0> che l’accelerazione “in negativo” data, da 0 a +N, l’ha portata “assolutamente” a compiere tutto il percorso inverso -N fino ad azzerarlo! Zero ha interagito con l’enorme N (infinito rispetto a 0), e ha fermato totalmente il suo dinamismo “come se” 0 fosse un muro insuperabile”. È vero però allora anche il ragionamento opposto, e cioè che abbiamo la accelerazione massima nell’attimo stesso – infinitesimo – in cui il corpo fermo, passa dalla velocità zero a una … che esista! Tra 0 e infinitesimo non c’è un limite definito, per cui una massa ferma inizia a muoversi “realmente” solo a causa di una forza “infinita” in grado di <compiere> quello spostamento minimo! Analogamente, così come N è un possibile numero senza alcun limite al quale posso portare una “velocità N”, così – allo stesso modo – non c’è alcun altro limite alla sua accelerazione che non sia quella stessa data da N×N … e non da <c×c> che vale solo per il complesso ed unico <elettromagnetismo delle onde> e non per il regime contrapposto in <materia oppure- antimateria> dei corpi. Bisogna fare attenzione massima in COSA credere, piuttosto che in CHI, poiché ogni solco aperto da GENI, avendo i suoi limiti nelle sue stesse pareti, rischia sempre di essere una tremenda trappola per l’intelligenza! Tutto è sempre oggetto di FEDE, cosa di cui la Scienza invece dubita! Ebbene, dove <sembra> che sia 381 il numero totale della dinamica reale, dato da 300 +3^4, o dalla somma dei primi 16 numeri primi, accade che Bibbia 38.1 narra di due gemelli PeREZ←→ZERach; la loro reale nascita fu preceduta dall’uscita dal corpo materno della sola mano di Zerach e questo bastò perché la nutrice la dichiarasse quella del primo nato nel tempo … in quel conflitto tra lo “spazio” e il “tempo”. →ZERach PeREZ← asseconda l’ordine vero nel tempo che è quello decretato dalla sagace nutrice, che giustamente lo pose nel “tempo” dell’attuazione dell’intera nascita: se un evento è già accaduto, ha tempo ZERO per compiersi. Con quest’ordine vero è tra 2 ZER l’annuncio sibillino: <Ante Ch P. è>. Prima di Cristo è il Padre P = RO = 16+13 = 29, che è il 10° n. primo.


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L’ESEGESI in relazione a me che spingo ogni mezzo … un automezzo Basterebbe questo che ho scritto. Ma preferisco essere prolisso e ripetermi, più e più volte picchiando sullo stesso tasto, al non essere capito in qualche minima parte. Anche se sembra che l’ho già scritto, quando mi ripeto porto ragioni anche minimamente differenti, a sostegno multiplo delle stesse ragioni. Non ho davanti – io – <uno qualunque> ma “uno” che è divenuto un tale <Mostro Sacro> da far gridare quasi a un peccato mortale se io oso contraddire quel grande! Io chi sono, al suo confronto? Chi mi ha mai confortato con il suo credito? Per questo sono costretto a intercedere io stesso ripetutamente, come se io fossi tante persone, e ciascuna, sostenendo la stessa cosa, la ripete aggiungendo le sue, come in un collegio di difensori portato a difendermi da tutte le accuse fatte contro di me. Per cui – per favore, se vogliamo aiutarci a capire – non si sia frettolosi! Non si sia impazienti! Tollerate se un architetto come me descrive le cose a modo suo! Da “grandi”, abbassatevi al rango del contadino dalle scarpe grosse… Ascoltate, cercando di capirlo e non badate a come parla! Porgete orecchio a quel bimbo incosciente che tra la folla grida <Il Re è nudo!> laddove tutti vedono che lo è, ma per quella ragione ventilata che sia vestito e che solo gli sciocchi non li vedano, ogni prudente soggetto, che non ha gran fiducia in sé, teme il giudizio della gente e conferma che è vestito, di abiti bellissimi, e anche li descrive, per dimostrare che li vede e che non è lui uno sciocco! Quando è un <mostro sacro> che ha detto che il <Re è vestito>, come si fa a credere che sia veramente nudo, anche se lo si vede così? Chi sono io al cospetto di lui? E se lui vede i vestiti e io no, devo proprio essere uno sciocco!


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Ecco: occorre un <bimbo incosciente> o uno che non ha tema di apparire sciocco, per andare a dire in giro che Einstein – il genio del 20° secolo! – ha fatto davvero cose egregie, ma nel dire che cosa egli stesso abbia veramente scoperto… in quel giudizio lì ha preso una gran cantonata! Giudicatemi pure un immaturo incosciente, ma ascoltatemi! Però da oltre 20 anni parlo e voi non mi ascoltate. E allora scrivo, e riscrivo, e ricompongo ancora: uno due tre … Cono così arrivato a scrivere – tra libri e saggi vari – ben più di 120! Ognuno di essi punta ad essere autonomo e allora è ripetuta sempre la stessa <solfa>… Cosa ha in più questo dei tanti libri che ho scritto, sempre ricalcando gli stessi temi? L’ESEGESI! Una notte ho sognato di un professore che mi interrogava e che per fare il difficile mi diceva: <Mi faccia l’Esegesi di…> e così da sveglio mi sono accorto di non avere mai affrontato così a fondo tutta la questione: fissando prima per bene il contesto, per poi osservarlo nel tempo, quello matematico di un portare a compimento intero tutto il processo che sta alla base della nostra esistenza. In questa fase, preliminare, mi trovo in rotta di collisione col pensiero di quel riconosciuto GRANDE e mi sto confrontando, tirando in ballo tutte quante le mie ragioni, una dopo l’altra, e cercando di non escluderne alcuna. E lo metto giù per iscritto, poiché questo scavalca e supera i limiti della vostra attenzione che oggi non date a me ritenuto così sciocco e presuntuoso da contestare uno di cui non son degno di lavare i piedi! Mi accusano di saper fare solo uso di somme e sottrazioni, prodotti e divisioni, arrivando al più alle potenze! Nulla io calcolo colla matematica sublime sui limiti, sulle derivate, sugli integrali! Dicono che faccio come un chirurgo che voglia operare un cervello e che invece di un sofisticato <bisturi> sa usare solo un coltellaccio! Il fatto è che io – persona semplice – vedo tutto come me, e semplifico e razionalizzo tutto dicendo che se devo portarmi fino dal mio vicino, allora uso i miei piccoli passi! Non una moto! Non un aereo mi serve per andare dal mio vicino.


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E so che se devo muovere un mezzo fermo, il più difficile sta nell’avviarlo, nel metterlo in movimento, anche di un millimetro solo! Cosa mi serve per farcela? Che io vinca la sua inerzia di quiete. Poi – se la vinco – tutto mi è più facile e lo rendo sempre più veloce… Einstein mi dice invece il contrario, e cioè che più è veloce quel mezzo, più aumenta la sua massa! Ma io non lo vedo! Essa mi offre sempre meno resistenza! Per muovere quel primo millimetro nella mia unità di tempo… quello sì mi ha chiesto molto! Poi nella stessa unità di tempo in cui l’avevo mosso solo di 1 mm, arrivo a muoverlo di 1 metro! Mille volte di più, con la mia stessa forza, nella mia stessa unità di tempo! Cosa mi viene a dire Einstein? Che è aumentata la sua massa? Ma se ora la muovo di 1 metro! Mentre prima di 1 millimetro? Sono forse divenuto mille volte più forte io, oppure è apparentemente divenuta inferiore la massa? Per quello che Newton diceva nel 2° principio, la mia stessa forza <F>, avendo la sua capacità uguale ad <m a> ed essendo sempre <m> il corpo di quell’automezzo, ha aumentato l’accelerazione della velocità! Sono forse mutato io? È forse mutato l’automezzo? No. <F> ed <m> sono sempre gli stessi… è aumentata solo l’accelerazione che io ho potuto dare al mezzo poiché era divenuto più veloce e la mia Forza “rendeva” di più poiché essa resisteva di meno ad accelerare, e sempre meno quanto più diveniva veloce! Se fosse <vera> la Massa relativistica io sarei divenuto <Nembo Kidd!> oppure <Superman!> o … fate voi! Se io do credito alla matematica e giudico che c^2 è senza alcun dubbio <c×c> e che quel moltiplicare ×c la velocità <c> la velocizza per la quantità esatta e matematica di <c volte>, credo di fare buon uso della mia <povera> e sempliciotta ragione! Se invece mando in cantina il mio cervello, beh, allora posso arrivare a CREDERE secondo le affermazioni di Einstein, che c^2 non è c×c! Solo se non credo a me e al mio scarno sapere, io arrivo a credere che c×c non sia un vero prodotto tra velocità uguali, e letteralmente volgarmente mando a puttane ogni raziocinio e tutte quante le regole della mia elementare matematica, per la quale un <×> attiva un prodotto


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e combina tra loro due <quantità> che se sono uguali allora sono esistenti in un piano. Non accetto nemmeno l’idea che <qualcuno> mi tiri fuori <arzigogoli> e cavilli in base ai quali <c×c> non determini una area di influenza! Sento che Einstein sostiene che <c> sia l’insuperabile, e poi – proprio lui! – mi manda una massa <m> fino alla velocità <c×c> e sostiene che il prodotto <m c^2> non indica accelerazione vera, ma solo ciò che porta a una <massa a riposo>, ad Energia! E fino a qui con la mia scarna conoscenza giudico che ha ragione: il prodotto tra <m> e <c^2> azzera la contrapposizione tra ammassamento materiale ed espansione elettromagnetica. Ma non concordo più nel ritenere che un piano in espansione lineare <c×c> nei lati opposti, non moltiplichi tra loro le due velocità lineari. Io penso a me che sto digitando lentamente una pagina quadrata con le mie sole due dita e che in 1 minuto compongo attentamente un rigo di 50 lettere, in una pagina che ha 50 righe. Per comporre la pagina intera ci metterò 50 minuti. Mi arriva Einstein e mi dice: <Come sei tonto, Romano! mentre componi le 50 battute in orizzontale, perché non le componi anche in verticale? Se lo fai riempi tutta la pagina senza aumentare la tua velocità di battitura, perché il quadrato di <c> della tua velocità, in orizzontale e verticale si imposta sulla tua velocità, e tu non la superi in alcuna delle due!> Oh grazie Albert! Non ci avevo pensato! Che sciocco! Potevo comporre ogni pagina in 1 minuto e invece ci ho messo sempre 50 minuti! A questo punto il GRANDE si accorgerebbe forse di averla detta grossa e si correggerebbe: <Amodeo! Non farmi dire quello che io non ho detto! Non sono nello stesso minuto, ma in 1 minuto al quadrato! Quando un minuto è al quadrato, non è la stessa cosa di 1 minuto in linea, ma di uno che si esercita sua due linee: prima in orizzontale, e poi in verticale. Per cui ci metterai sempre 50 minuti, se il tempo procede allo stesso modo in orizzontale e in verticale. Ora è chiaro che il tempo segue una sola linea, altrimenti sarebbe “spazio”, di area riempita, come lo è quello di ogni pagina del tuo libro>. Solo questo potrebbe rispondermi un Einstein che si fosse pienamente <ravveduto>!


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La difficoltà a capire <s×s> nasce da quel sss ^2, considerato come se fossero 2, e non uno ^2 uguale sempre a uno . Sarebbero 2 se fossero in flusso di “spazio”, e non di “tempo”! La dimensione uno del tempo non è “detta” solo per modo di dire, tanto che anche se è 1×1×1×1×1… essa resta sempre uno . Differente è imi ^2, poiché <m>, il metro, è unità di “spazio” implicante, quando è unitario, 3 linee di tempo; tanto che quando è al quadrato diventa 9, essendo 3×3. Pertanto è inequivocabile: con (299.792.458 m s^-1) ^2 / 1 la velocità della luce che percorre 299.792.458 metri ogni secondo è stata velocizzata per ben 299.792.458 volte! Einstein ha brillantemente posto E = m c^2 ed è <caduto> miseramente, nella sua stessa interpretazione <areolare> pensando che la forma al quadrato del “tempo” ne implicasse anche i 2 distinti (come se fossero “spazio”), e non questo 1 al quadrato, che resta 1 solo essendo “tempo”. Ha brillantemente posto che l’energia E è massa a riposo, poiché tutta la sua velocità in ammassamento elettro-magnetico che ha, e che ha ridotto a < 1 m > è stata azzerata dall’espansione elettro-magnetica <c×c> dello stesso elettro-magnetismo, che è uguale e contrario. Einstein è però in palese errore – con sé! – quando dichiara insuperabile da una massa <m> la velocità <c>, e poi la lancia fino a <c×c> sostenendo che una velocità areolare non moltiplichi la velocità lineare ma semplicemente la componga in un quadrato in m^2 s^-2. Lo ripeto ed evidenzio per bene: Come se io dicessi alla mia mano: <visto la tua velocità in orizzontale di battere il testo di questo libro, perché non l’applichi nello stesso tempo anche in verticale? Se lo fai riempi il quadrato della mia pagina anziché una sola riga e … non aumenti la tua velocità di battitura!>


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Tra il dire e il fare … Il proverbio una volta tanto vale a rovescio! Siamo infatti alla presenza di scienziati favolosi che sono riusciti a creare un mondo tecnologicamente avanzato come quello in cui viviamo, che hanno spaccato l’indivisibile atomo, che da molti decenni han portato l’uomo sulla Luna e permettono a me su Internet a potermi rivolgere al mondo dimostrando coi fatti una apparente <capacità> mai avuta prima dal genere umano. Nel contempo, quello che difetta in tutto il loro agire è proprio il giudizio analitico, l’ESEGESI su tutto il loro operato, poiché per mancanza in <filosofia della scienza> hanno <detto>, del loro stesso operato, cose assolutamente non vere, giudicandolo in malo modo. Per via de’ <Il Re è nudo!>, quanti cervelli all’ammasso assieme a quello del grande Einstein, che sul limite della velocità della luce imposta ai corpi si contraddice in un modo così puerile e non lo notano neppure! La vera grandezza di Einstein è stata quella di aver detto che <lo spazio e il tempo corrispondono unitariamente>. Quando all’inizio disse: <va riconsiderata tutta la questione, ripartendo dalle 3 dimensioni introdotte da Cartesio e introdurre come quarta la <t> del tempo, tanto da avere < x, y, z, t >, Einstein ha completato i8 4 parametri della realtà. Il passo successivo stava nel riconoscere, al loro interno, la velocità assoluta 3/1, e che nel nostro sistema fondato sul ciclo 10 di metro, chilo e secondo, il riferimento generale doveva essere posto in 3/1 ×10^10 m/s. Avrebbe <riconosciuto” il valore della scelta degli illuministi francesi quando, per definire la lunghezza del metro, l’avevano posto nella lunghezza di 4/1 ×10^10 dm (che erano anche dm cubici, essendo un ideale Meridiano solido dalla sezione di 1 dm^2) corrispondenti a un anello fatto da m^3 affiancati e lungo 4/1 ×10^7 m, contenendo ogni m^3 la quantità di 1.000 dm^3.


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Un Meridiano posto lungo 4 ×10^7 m, cioè 40 milioni di metri aveva come <tempo> il 1° quadrante trigonometrico, e come <spazio> la sua traslazione spaziale nei 3 successivi. Einstein avrebbe allora <ratificato> che la <traslazione spaziale> dell’unità, data da ¼ di solo <tempo> stava esattamente alla base delle scelte fatte dai Fisici dell’Accademia Francese, quando avevano <ideato> il modo esatto di date un <metro> esatto alle dimensioni del nostro mondo terrestre. Era un passaggio semplice-semplice e successivo a (x, y, z, t) coordinate spazio-temporali di Sua introduzione! Grande Onore e merito per questo! Ma aveva davanti le <equazioni di Maxwell> che erano il problema della fisica nel suo tempo, e se le vide davanti come una parete rocciosa da scalare, senza deviare <oltre> il cammino della scienza (oltre quello in cui lo aveva deviato coi 4 parametri della realtà, introdotti mentre gli altri pensavano a Maxwell). Così abbandonò la nuova via e si diede a scalare quelle equazioni. Io – che sono un <sempliciotto> e uno al quale non importa niente di essere in linea o no con quello che fanno gli altri, a costo di restare da solo – ho continuato quello che Lui aveva sospeso, e sono arrivato agevolmente ai 300 milioni di metri, che in metri sono uguali a 10 (essendo 1 metro stato posto lungo 30 milioni di metri). Non solo! (300.000.000 m) / (30.000.000 m) sono un 10 “assoluto” in quanto <m> / <m> elimina da dimensione in lunghezza del metro! E mi sono accorto in quel modo che la scelta dell’Accademia francese di ricorrere al ciclo 10 della matematica affinché facesse da TUTORE a tutte le unità della fisica era stata un enorme SUCCESSO! Da quel momento in poi, se gli Uomini di Scienza avevano qualche dubbio su cosa dovessero essere tutte le unità in quantità, esso era spazzato via! Potevano essere un 10^N soltanto, in tutti i numeri da 0 a infinito della dimensione N. La FISICA ERA STATA UNIFICATA! Invece ancora oggi essa manca!


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L’Unificazione della Fisica In fisica, l’unificazione è un concetto che si riferisce alla descrizione all’interno di un quadro unitario delle interazioni, o forze, che si esercitano in natura. La Teoria della Grande Unificazione, nota anche come GUT (acronimo dell’inglese Grand Unification Theory o Grand Unified Theory), è un insieme di teorie costruite per ottenere l’unificazione delle tre interazioni fondamentali descritte dal Modello Standard2. Queste teorie cercano di rappresentare l’unificazione delle forze fondamentali attraverso gruppi di simmetria come il Gruppo Ortogonale SO (10) e il Gruppo Unitario Speciale SU(5). Le teorie di unificazione, o di grande unificazione, descrivono le interazioni tra i costituenti elementari della materia come diverse manifestazioni di un’unica forza fondamentale. Questo concetto è alla base delle teorie di unificazione e si riflette nell’idea che ci sia un gruppo di simmetria, detto gruppo di gauge, che sta alla base delle interazioni (o forze) elementari. Storicamente, la prima unificazione è dovuta a J.C. Maxwell, che mostrò come la forza elettrica e la forza magnetica non fossero altro che manifestazioni differenti di una stessa forza: la forza elettromagnetica Questo – in generale – è inteso oggi per “Unificazione della Fisica”. Nel contesto in cui esiste il GENERALE 10 che “detta legge” su tutte le unità (Almeno quelle del SI che si fondano sul Sistema Metrico Decimale), abbiamo poi i subalterni. Faccio un parallelo con l’Esercito Italiano, che ha questa struttura gerarchica: Capo di Stato Maggiore della Difesa; Generale di Corpo d’Armata con incarichi speciali; Generale di Corpo d’Armata; Generale di Divisione; Generale di Brigata; Colonnello; Tenente Colonnello; Maggiore; Capitano; Tenente; Sottotenente; Primo Maresciallo; Maresciallo Capo; Maresciallo Ordinario; Maresciallo; Sergente Maggiore Aiutante; Sergente Maggiore Capo; Sergente Maggiore;


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Sergente; Graduato Aiutante; Primo Graduato; Graduato Capo; Graduato Scelto; Graduato; Caporal Maggiore; Caporale; Soldato. Ora vi pongo questa riflessione e poi una domanda: se la Natura ha una gerarchia simile a questa, per sapere “Chi comandi” e <come> poi partireste indagando sui soldati? Se avete assunto CONSAPEVOLEZZA che su tutte le unità di misura sia il 10 e il suo ciclo matematico, con tutte le sue caratteristiche e peculiarità a comandare – dico a voi, non alla Scienza – Voi di disinteressereste delle CARATTERISTICHE possedute dal 10? Infatti questo 10 ha tutta una <sua struttura gerarchica>. Non è un 10 punto e basta! È regolato dai numeri primi, si divide in tutti quei modi in cui già lo ha diviso e catalogato l’analisi matematica. Pertanto questo Generale 10 non è un <ignoto>. Dai tempi di Pitagora in su, anzi anche da prima che il grande compositore della sua <tabellina> e del suo Teorema se ne tornasse dalla sua visita alla Biblioteca di Alessandria, e poi con escursioni in Asia, alle analisi su Yin e Yang del Taoismo, su questo, quello e quell’altro… la Matematica e le gerarchie interne sono note. Voi – da contadinotti come me con le scarpe grosse – non pensereste: <Mi sono affidato totalmente al ciclo della matematica per farmi definire le mie unità di misura, e allora i comandanti della Fisica sono le Regole della Matematica> Ma nel momento in cui VIENE MENO questa consapevolezza, a gente che ha impostato la ricerca dell’Unificazione sulle equazioni di Maxwell che – nel paragone con l’Esercito Italiano – regolano gli ordini tra (ad esempio) gli UFFICIALI che regolano solo 4 equazioni come se fossero 4 distinti <ordini di comando> … e non lo si trova, o è su solo esse che si riconosce fatta o no l’Unificazione … beh io dico che: <Cari Fisici, proprio non ci siamo! > Avete a monte tutta una catena gerarchica e vi disinteressate davvero di chi vi comanda: le leggi della matematica! Al che mi sento rispondere: <Ma noi le seguiamo tutte di già!>


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E io: usate questo strumento in modo <ottuso> come se fosse una <zappa> per sistemare il campo, e non <lo strumento che vi detta tutte le regole>. In mano a voi la matematica è solo un <oggetto>, mentre invece è il <generale soggetto comandante che da voi stessi vi siete imposto a DUCE SUPREMO… e nemmeno vi chiedete che cosa vi imponga! Io immagino le proteste di una serie infinita di scienziati che mi dicono che non è vero. Al che io faccio un esempio semplice. Il Genio di Max Planck ha definito <h>, la costante dell’energia, e l’ha misurata con il Joule e il minuto secondo, che esistono come unità comandate dal ciclo 10. In che modo questo ciclo 10 comanda sulla sua quantità che ha calcolato in 6,62607015 × 10^-34 J s? “Non capisco cosa tu voglia dire!” È probabilmente la risposta data da chi ritiene che la dimensione 10^-34 alla quale risultano questi numeri non abbia un <suo valore dominante>! Invece ce l’ha. 10^-34 è dato da <10^-10 × 10^-10 × 10^-10 × 10^-4>. 10^-4 è il tempo unitario la realtà dello spazio-tempo, e moltiplica 10^-30 che è il modello cubico – in linea – di un cubo i cui tre lati siano 10^-10 ciascuno, il che morta 1 metro alla dimensione atomica dello spazio chiamato Angstrom. Dovrebbe essere sufficiente per capire che <non è questo il comandante> riferibile al prodotto <J s>, in cui una energia in potenza come J, entra in azione per la durata di un minuto secondo, divenendo <energia in atto> nell’unità del tempo, con l’Unità dell’Energia. Non è il Generale adatto, poiché 10^-30 è certamente il volume in cui vi sono tre Angstrom in linea, ma 10^4 è la realtà, e non l’energia in atto! L’energia in atto (elettrico o magnetico) sta nel lato del piano elettromagnetico unitario in 10^-10 e il cui lato è dato dal √ 1010 che lo rende 10^5, il cui <tempo unitario> porta a 10^-5. Il comandante dell’elettromagnetismo è 10^-35, ed impone all’unitario <Js> di presentarsi unitario proprio e solamente a questa dimensione qui, come 66,2607015 ×10^-35 Js.


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In questo numero, è unitario nella presenza solo il 66 intero … poiché il resto esiste solo <in futuro>. Il vero COMANDANTE ha imposto la presenza 66 ed esclusiva! E lo ha fatto proprio attraverso la dimensione 10^-35, e non quella solita 10^-34 applicata da fisici che non RICONOSCONO che la <presenza> ad una certa dimensione o all’altra, è decretata solo dal ciclo 10! A questo punto TUTTE (dico “tutte”) le unità della fisica che sono in <SCALA> decimale con le Unità di misura, se vogliono veramente UNIFICARE la Fisica devono cercare di capire quale sia la dimensione unitaria corrispondente a quella Unitaria, quando, invece di <m> si misura l’unità spaziale dell’atomo in <Å>. Infatti è sempre 10^N a comandare, e al suo interno 10^1, 10^2, 10^3, 10^4, 10^5, 10^6, 10^7, 10^8, 10^9 e i loro valori reciproci sono i vari Generali a <stellette>. La <h> di Max Planck è governata dal Generale a 10^-35 <stellette>… e non da una a caso, messo alla prima cifra e che risponde solo alla <comodità> di non stare a contare gli zeri decimali, tanto che – trovato finalmente un numero, gli si piazza la virgola dopo alla <carlona!>. Quindi la vera UNIFICAZIONE da farsi <subito> sta nel prendere in mano tutto l’elenco in cui i valori decimali sono descritti alla <evviva il parroco!> e usare finalmente il RAZIOCINIO, che ci fa tenere debito conto intanto della giusta posizione della virgola, in tutte quelle costanti. Essa è quello che mette in evidenza IL PRESENTE, separandolo dal tempo decimale che quantifica solo l’AVVENIRE.


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Necessaria è la <filosofia della scienza!> Questa filosofia non toglie di mezzo l’importanza che sta nelle vere scoperte di Albert Einstein & C., ma arriva a spiegare – addirittura a chi l’ha fatto – che cosa egli abbia veramente scoperto … poiché lui stesso ha fatto una cosa certamente grandiosa ma non ha capito bene cosa ha fatto e si è perso di strada nel suo giudizio! Questo significo io con la mia <ESEGESI nell’ASSOLUTO>, e dunque non col riferimento ad un testo letterario, ma al totale <contesto> in cui si trova oggi la scienza. Infatti occorre determinare prima il giusto <contesto>, per poterlo, solo dopo, riconsiderarlo ordinandolo adeguatamente allo svolgersi di tutti i tempi.


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Il <contesto> del moto apparente nel tempo e nella velocità della luce Ora io stesso rischio di essere contraddittorio, poiché <nego> il movimento, al pari degli Eleatici e dico che esso è solo un <effetto cinematico>. Se – riferendoci alla velocità della luce – diamo peso al suo <apparire non come causa in atto ma come suo “effetto”>, allora <c> appare una velocità “effettiva”, e un corpo se accelera può superarla passando dai 299792458 m/s fino a 89.875.517.873.681.764 m^2/s^2. Quello che contraddistingue un <corpo> sta nell’accorpamento centripeto delle 6 componenti centripete in moto secondo gli assi spaziali di riferimento spazio-temporale. La dimensione 5 è quella del libero moto elettrico o magnetico come tempo ½ del ciclo 10 della presenza. I 5 parametri, come i 4 frontali del piano xy in cui i due assi dell’ideale piano quadrato si intersecano a metà, sommati all’invisibile asse z che porta all’Osservatore di dati del piano sempre frontale all’osservatore, sono l’insieme che gli porta l’immagine, della luce, avanzante verso l’osservatore dalla distanza secondo z, del piano frontale. Diretti nel verso opposto a questo +z, verso chi vede, c’è l’asse in progressione -z. Se ai 5 si aggiunge solo -z, costituiscono i 6 parametri dell’intorno, che ha accorpato in forma corporea, tutta la massa dei 6 dati. Essi esistono come tali, solo a partire dalla faccia opposta a quella frontale, che è invisibile e non abbiamo considerato, ma che è la struttura su cui si poggia quella opposta che fronteggia l’osservatore ed è da lui vista. Nel loro insieme e a metà dell’asse z che punta come asse centrale di vista su ogni osservatore, ci sono le 4 dimensioni reali del piano reale in quanto visto, e le 4 retrostanti, <immaginarie> ma reali, essendo la reale struttura inversa, reciproca, della 4 dimensioni sul fronte. Tutto questo, esiste solo come un libro che vive tutto nella sua storia solo quando uno vivente lo legge.


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Io sono il più radicale di tutti e prima della velocità di un mezzo qualunque come quello della luce, io metto la velocità della mia vita. Essa non esiste in modo simultaneo, ma durevole, e così mi consente la lenta esistenza di anni, mesi e giorni di tempo. A che cosa essi sono dovuti? Sono dovuti ad una <perdita di tempo> rispetto a quello che è simultaneo. Per fare un esempio chiaro, 1000/99 esiste simultaneamente, sia nel 1.000, sia nel 99. Diventa un 10 che avanza di 10 dopo 10, se con un ordine: <Che sia> Io lo chiedo con <Dividi 10000:099>. Il calcolatore a mano divide e dà come risultato diviso 10, con resto non diviso di 10, indivisibile per 99… a meno che non diventino 1000 “centesimi”. A “dirlo” ci vuole poco. A “far sì che 10 unità diventino 1000 “centesimi di unità” occorre che i “centesimi” diventino unitari. Chi esegue la divisione a mano, semplicemente li aggiunge. La nostra natura – prima di aggiungerli – deve aspettare che passino 100, di quei <centesimi>. È questo il modo reale con il quale 1000/99 “temporizza” il calcolo, e – mediante il resto <indivisibile>, è costretta ad attendere il <tempo> per cui lo <diventi> divisibile, e così sia diviso. Il processo di divisione, sottratto alla <manualità> e affidato a un computer, ci <nasconde> tutta la trafila del <meccanismo> della creazione del tempo <futuro>, attuato proprio grazie la reale potere delle divisioni. Esse – per risultato – ci danno un <resto> … ma in realtà quel resto è sempre un valore posto <in principio> alla creazione del tempo. Infatti e <esso>, è quel valore che sembra essere un resto, a viaggiare nel tempo cercando una divisione intera che se non c’è subito, raramente accade in tutto un infinito futuro. Quando abbiamo come <resti> dei numeri primi che giù sappiamo essere indivisibili, abbiamo dei GENERALI che comandano nella reale creazione del tempo matematico. L’accorpamento unitario è infatti dato immediatamente dai due primi numeri primi 2 e 3 che si sono accorpati in 23, numero unico.


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Ove 66 è l’energia trovata da Planck, essa, nel tempo unitario 1/3 che appartiene allo spazio 3, la pone con 66/3 a 22/1, e in tutto (numeratore più denominatore) sono il 23. È la dimensione 10^23 esatta della molecola, quando è 6 × 10^23 ciascuna! È il 2^3=8, il complesso della realtà. Dunque il tempo è creato attraverso la perdita di tempo, come quella che ha diviso nel tempo solo il 10 (dei 1000/99), dividendo 990 sue parti, e lasciandone una <in futuro>. Questa perdita è così dovuta alle quantità che io sono chiamato a mettere <in principio> come il resto da dividere <in futuro>. Dove nel tempo pieno, unitario, dato da 3/3 io attuo una dicotomia tra i due valori reciproci dati dallo spazio: 3/1 e dal suo tempo: 1/3 mi accade che, osservando la velocità di 3/1, ho ottenuto il triplo spaziale del tempo 1, il che ha spostato in avanti nel tempo decimo e futuro il suo valore reciproco, che è dato dal valere terzo dell’unità. È la prima cosa che accade ai primi due creati in Bibbia a immagine e somiglianza di Dio posto 10 , quando i due genitori generarono 3 figli e diedero il ruolo di loro continuatore al terzo (chiamato Set come il moto dei 3 in 10). 300.000.000/1 espande per 10^8 il 3/1, poiché a immagine e somiglianza di Dio è posta una Terna spaziale di 10^10, un 3×10^10. Allora sono anteposte 300.000.000 unità, di metri che furono posti 1/30.000.000 ciascuno dei ¾ spaziali del Meridiano Terrestre. In tal modo, 300.000.000 metri sono nel loro totale in ciclo 10, in assoluto, poiché 300.000.000 m / 30.000.000 m è un rapporto m/m che unifica ed elimina la dimensione della lunghezza, lasciando in essere solo la pura presenza 10. Esso esiste come 10 e non come 1, grazia alla durata 1/10 di <futuro> reale che quel 10 puro ha davanti, ancora di vivere. Ora accade che se anticipiamo questi 300.000.000 metri (tralasciando quanto essi valgano) abbiamo in atto la velocità presente e istantanea di 300.000.000 m/1.


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Quando coinvolgiamo 1 elementare tempo basato su 1 secondo, non l’abbiamo fatto senza che vi fosse una ragione intrinseca. 111.111 × 111.111 = 12 3456 54321 e qui dentro questi 345600 000 cono compresi 4.000 minuti secondi, poiché 4×86.400.000 presenta nei 4.000 giorni di spazio-tempo gli 86.400 secondi esatti esistenti in ogni giorno solare esatto. Il quadrato di 111.111 si imposta sui 6 versi centrifughi, allorché il tempo trasla in decine di decimi. +1 +01 +001 +0001 +00001 +000001 =111111 è la creazione progressiva di un 1 avanzante nel tempo decimale e generato proprio da 10^7 / 9 = 111.111. Il 9 è il creatore del tempo e con 1000/99 = 10,101010 genera il ciclo 10 infinito. Quando 111.111 si moltiplica per sé, combina tra loro i due possibili versi in “vai e vieni”, in positivo e negativo. Quando questo 12345654321 si mette in mezzo come l’unità di misura del secondo a misurare il tempo 10^10 esistente nei tre assi come questo, il 10^10, diviso per 12345654321, determina 0,81000162000 fino alla dimensione 10^-11 del tempo decimo dell’atomo. 81 è 3^4 riferito al lato 100 della realtà 10^4, e pertanto al suo tempo del centesimo espresso in 0,81000 che struttura tutto il lato elettrico, mentre la sua struttura magnetica è data dai 16.200 Angstrom che sono una area avente i lati 8.100 e 8.100, dati sempre da 3^4 in ciascuno dei due lati. Ora qui si tratta precisamente di 3^4 e non di 2,99792458 elevato a 4. Allora accade che la velocità istantanea 300.000.000 dei metri collegati ai secondi mettono a flusso di presenza solo i 299.792.458 metri, in ciascun minuto secondo e quello che manca è tempo futuro, ottenuto dalla perdita di tempo rispetto a 300.000.000 e che mette in avanti un futuro esatto di 207.542 metri da percorrere in ogni secondo di tempo futuro. Non possiamo modificare ciò, ma possiamo analizzare di che cosa sia composta l’unità dell’elettromagnetismo, data proprio da 205.542 m/s.


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+200.002 m è il flusso 10^5+10^5 dell’area 10^2 Elettromagnetica +1+1, di 2 metri a formare il piano perpendicolare che rende volume 200.000+1+1. +007.000 m è 1.000 in Raggio e 6.000 nell’espansione centrifuga in 6 versi e in 10^3 quantità ciascuna. È un dato di massa, poiché 10^3 è la massa totale del volume quando si muove nei 7 versi totali, con la sua dimensione 3. +000.540 m è la realtà 40 avanzante nel tempo dei 1.000/2, solo in positivo, ed è il valore di 1 candela, intensità della luce. =207.542 m è lo spazio percorso nell’unità dei secondi. Ora siamo noi osservatori a essere coinvolti in questa visione che non vede l’unità tutta assieme ma la fa slittare sempre in aventi, come nella divisione si 1.000/99 che ha un eterno resto 10. Questo rapporto in sostanza parte da 10^3 e – attuata la divisione fatta – resta solo il lato 10, come avendo fatto la radice cubica dì 10^3. √3 103 = 10 e tutto finisce lì. Anche 10^3 / 99 definisce un resto 10, e tutto <finirebbe> lì accettando il fatto che 10/99 non si può fare! Interviene allora la ragione, e ci dice: <ma “centesimi” 1.000, si possono dividere per 99, tanto da determinarne i “centesimi”!> Infatti ogni unità che abbiamo, essendo data da 10 e da decimi, è sempre divisibile all’infinito in 1.000 / 99 = 10,101010101010… e si genera il ciclo 10 della presenza unitaria. Accade partendo da due CREDO fideisti. 9+90+900 unità sono le 999/1 che in tutto sono 1.000 nell’elementare linguaggio ebraico e in un CREDO che le lettere siano numeri. 99, dato da 100 -1 asseconda il CREDO ISLAMICO, secondo il quale Allah ha presentato altri 99 nomi suoi ricavati da cento meno uno.


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Velocità dell’esistenza umana Definito il valore unitario di 207.542 metri ogni secondo, proprio avendolo posto <in principio> rispetto a 300.000.000, noi abbiamo preso la quantità intera di 300.000.000 data da 10^10+10^10+10^10, i lati di un cubo in cui ciascuno è 10^10, e lo abbiamo messo tutto in linea unica di un tempo unico in 30.000.000.000, e considerandolo alla stregua del volume che rappresenta in linea, lo abbiamo diviso per una area generale data da 10^2, ottenendo tutta la lunghezza 300.000.000 di flusso, dell’area 100. All’interno del 300.000.000 è stata <istruita> una relatività concepita tra <corridore> e <sua corsa>, in cui <corridore> è 207.542 e 299.792.458 è la <sua corsa>. A questo punto è il soggetto dato da <reale corridore> a definire la sua corsa, sottraendo la sua presenza lunga 207.542. Questo valore si pone <In principio> e – come la lunghezza di un piano trasversale – si pone a fissare unicamente il suo flusso, la corsa di quel <pano> che trasla, e il cui lato è dato dai metri 103.771, del dimezzamento di 207.542 in un lato positivo e l’altro non negativo ma contrapposto perpendicolarmente, il che è praticamente la stessa cosa di quando -103.771 e +103.771 che procedono ad esempio sul lato x orizzontale, si sommano, e 0 risulta il flusso su x; ma non si spengono, bensì si girano sul piano zy perpendicolare all’asse x, a costituire due lati trasversali e perpendicolari tra loro, aventi la stessa lunghezza di un unico 207.542 che si sono scompartito. Quando questo piano si pone <prima> si pone anche <dopo>. Infatti non è che 300.000.000 abbia perso la sua realtà, ma, determinato il flusso 299.792.458 sulla base del 207.542 tolto in principio, lo stesso valore si pone come un valore da affermarsi alla fine di quanto è scorso in 1 s come l’unità del <tempo futuro> posto dopo i metri percorsi dalla velocità di quel <soggetto-luce> dato dall’area il cui lato è di 103.771 metri.


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Prima di essere di nuovo divisibile, deve trascorrere in altro secondo in 300 milioni di metri, dei quali nuovamente i 207.542 dell’Unità elettromagnetica di porranno come il <piano, trasversale e invisibile corridore>. In tutto questo, il soggetto – che ho definito <il corridore – è sempre la stessa unità dei <207.542> metri mancanti a 300 milioni, mentre visibile, apparente ed effettivo è il suo puro percorso, e si manifesta nel muoversi della luce poiché quello è il moto soggettivo. Potremmo noi esistere ad una velocità diversa da questa? NO! Siamo condizionati dai nostri “concetti” posti in principio come riferimento generale! 10^10 è il fondamentale nel tempo. Che siano tre è fondamentale nello spazio. Che si dividano per 100 è fondamentale dato che 10^4 è l’area della realtà in cui 100 è sia il lato, sia l’area. 200.002 è obbligato dal 10^5 +10^5 +1+1 che lo pone come volume in linea. 7000 è obbligato dal fatto che il nostro asse z ci <gira> tutto sul piano nostro frontale xy, e se non mettiamo in azione anche il Raggio, e ci affidiamo solo sulle proiezioni ortogonali fatte sul nostro piano frontale perdiamo il valore in sé delle <cose> che hanno la <loro> inclinazione. Noi la controlliamo mediante il raggio avente la stessa dimensione che ci appare nelle proiezioni sugli assi della <nostra personale visione>. Insomma – date queste premesse assiomatiche – la velocità che è rallentata nella nostra vita deriva dalle stesse nostre <ragioni> poste in principio. Solo uno che ne ponga in atto di <divine> può by-passare il sistema, pure seguitando a vederlo sempre esistere in questo modo. Seguire le ragioni di Gesù Cristo – ad esempio – sorpassa ed elude le regole del mondo, pur seguitandosi però sempre a vedere esistere una morte naturale che ci uccide e i dolori e le pene che fanno di noi tutt’altro che quei <beati> detti da Gesù. Diventa uno scontro tra ragioni <divine e trascendenti la realtà> e ragioni che seguiteranno a mostrarci questo divenire del tempo generato dalle ragioni <fisiche>.


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La conseguenza sulla velocità della luce, delle nostre insuperabili ragioni relativistiche è che 299.792.458 0:0 207.542 = 1444,4905513100 ci scompartisce un giorno riferito alle stelle fisse. +1440,0000000000 è un giorno solare fatto da 1440 minuti primi. +0004,4000000000 è un giorno in più ogni 4 anni +0000,0905000000 è un giorno elettrico in più ogni 157,2224041 anni +0000,0000513100 è la struttura magnetica in 10^5 Å, a dimensione Angstrom; la realtà atomica in 10^4 Å; i 3 assi spaziali ciascuno 10^3 Å; e 100 Å, area della realtà atomica o anche lato suo. =1444,4905513100 Da ciò risulta che il flusso 99792458 della luce sta alla sua unità 207.542 così come la rotazione terrestre (in minuti primi) sta al sistema spaziale delle stelle fisse. Mai prima di ora la Fisica aveva considerato queste relazioni, poiché – non avendo CAPITO che esistono solo quantità date da 10^N – ha prestato attenzione solo ai numeri riferiti ai flussi, trascendendo il fatto sostanziale che essi sono sempre il flusso di <un’area>. Certamente la Fisica parte dalle Unità che sono un 1 (ad esempio la <h> di Planck, nell’unità data <J s> (1 Joule per 1 minuto secondo) divide il

1 kg ⋅1m . per cui 2 1s 2 1 kg ⋅1 m⋅1 m 1 Joule= .) che × <s> si sintetizza in 1 Joule × s= 1 kg ⋅1 m . <Js> 2 1s 1s

Joule (che è 1 Newton × 1 m, ove 1 Newton è 1 N =

vale in sintesi 1 kg come il peso di un’area di 1 m^2 e che esiste in 1 secondo di tempo, per cui cime numero è 1, ed è diviso e riportato alla dimensione atomica. Ora avendo determinato correttamente la quantità del flusso, data da una frazione dell’unità nel numero intero 662.607.015 esistente alla dimensione di 10^-42 Js, lo stesso Max Planck non ha intuito che la divisione intera di una unità portasse doverosamente ad una altra unità avente una sola cifra, e che fosse 1 × 10^-33 Js! La dimensione 10^-33 riferita all’unità <Js> esprimeva idealmente l’energia potenziale a dimensione (10^-66) ^0,5, della potenza di potenza che la <realizzava> mettendola in atto nel tempo ½ del suo intero 66!


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Avrebbe ritrovato intero il 66, alla dimensione 10^-35, del tempo 1/100! Max Planck nemmeno ha immaginato che la sua <h> fosse unitaria esattamente in 10^-33 Js, e con una sezione trasversale in sé invisibile, e percepibile solo nel valore complementare del suo flusso reale! 33,7392985 × 10^-35 Js di fronte trasversale e dunque causa invisibile del flusso effettivo complementare a 66,2607015 × 10^-35 Js. Tutte le costanti della Fisica – dico TUTTE – hanno questa loro causa invisibile a mostrare, per il 3° principio della legge dinamica di Newton, solo l’azione simultanea e uguale e contraria e dunque visibile! La verità della mia ESEGESI sull’ASSOLUTO apre spazi di ricerca che prima erano, se non inimmaginabili, almeno non immaginati! Dove ci porta allora tutto, sapendo ora che la luce ha nel piano trasversale 103.771 m a valenza positiva? Intanto al fatto che devo far comprendere in che modo la luce possa avere una sua sezione fissa … Essa, se parte da un punto luce, si dilata sempre di più, per cui questa sezione <fissa> parrebbe una vera sciocchezza! Ma noi abbiamo una realtà che apparentemente è certo infinita, ma abbiamo posto a intermediario tra <definito> e <infinito>, l’ideale unità data da 10^10! In base ad essa, lo spazio-tempo si scompone in 10^6 × 10^4, laddove 10^6 è tutto il complesso spaziale della realtà intera in 10^4! C’è questo 10.000 che rappresenta a tutti gli effetti il riferimento unitario ad un Raggio lungo 10.000 metri nel quale la sfera si è espansa fino al limite noto per le regole della geometria delle superfici e dei volumi. Pertanto l’area quadrata espressa dal semiperimetro lungo 207.542 metri è quella legata alla presenza ¼ della realtà 10.000. Infatti il volume della sfera con raggio 10^4 è dato da 4/3 di pr^3. Col raggio di 10^4 metri il volume reale è 4.188.790.204.786,3909 fino alla dimensione reale dei decimillesimi. Il volume in cui il piano abbia i due lati lunghi la metà del 207.542, deve considerare la velocità della luce alla dimensione 10^6 del volume in tutto il suo complesso dato da 10^3 × 10^3. Pertanto: 103.771 × 103.771 × 299,792458 = 3.228.291.232.784,8339 è il volume espanso alla dimensione 1/4.


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A questo punto possiamo fare la differenza tra i volumi +4.188.790.204.786,3909 - 3.228.291.232.784,8339 =0.960.498.972.001,5560 4.188.790.204.786,3909 / 960.498.972.001,5560 = 4,36105641 . Dividere il volume reale per la differenza mostra la riduzione in atto, calcolata in 4,36105641 fino alla dimensione della realtà complessiva 10^-8 della luce. Ebbene è la presenza intera 4. Noi solitamente si pensa che la parte decimale sia <presente>, ma non lo è! È sempre tempo <futuro> relativo ad una presenza intera esistente solo alla posizione della virgola. Infatti vediamo che questo tempo è esattamente quello intero che nella dimensione reale di 3610 /10^4, presenta il ciclo 10 della realtà 10.000 (nei decimillesimi) avanzare esattamente nel ciclo 10 di 360 gradi esatti. 5641 / 10^8 è una quantità data da 4631 +1010. Ove 10×101 fa esistere il ciclo 10 nella presenza 1 di quello 100 del lato della realtà data da 100×100 che si compone dei lati 100 e 100, la quantità 4631 è quella che parte da 10.000/2 e determina solo il flusso in positivo, dato da 5.000. Poi estrapola il piano unitario a anni 1 e 1, e ne determina il flusso 4998. Esso è dato esattamente dal 3 × 1.666, che è lo spazio del tempo 1.666 in cui l’energia potenziale cubica 666 si muove totalmente, in tutta la quantità 1000 presente in 10^3. Questo è il ciclo totale sella realtà fondata sul 10^4. Ma anche l’anno intero, di solo 365 giorni (escludendo la rotazione del sistema solare) è alla dimensione del volume con 365+1+1=367. E quando non sono giorni, ma anni, allora ciò si esprime nel ciclo esatto dei giorni dell’anno, come l’indivisibile 367 che è il 73° numero primo e caratterizza il moto di 17 (che è il 7° numero primo) nel lato 100 della realtà 10^4. Accade allora che perennemente 367+4631=4998 sono il ciclo assoluto dei giorni, nei 367 anni, il cui ciclo è di 4631. Ci sono molti modi per dimostrarlo, e uno parte dal 46 che è il moto della realtà 4 in 50, tempo di presenza ¼ dei lati 100+100 della realtà.


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Ebbene, ove 46/46 sono 1, accade che 46×100 +46/100 lo raccordano ai due lati opposti della realtà 100, e ne risulta 4600,0217. Gli manca solo il riferimento a <chi o cosa> abbia questo moto, e questa presenza iniziale è data da quella 1, nel tempo, di quel 10+10+10 che sono in lunghezza i lati che poi portano a 1000 il prodotto e al 10.000 la realtà del volume 1000 avanzante nel ciclo 10. +0031 +4600,0217 =4631,0217 ha definito anche, oltre all’anno 4631, il secondo mese, nel 17 del mese in cui Bibbia precisa l’inizio del Diluvio universale ai 600 anni di Noè. Se togliamo a questo valore, la presenza umana dichiarata in Noè, esso resta: 4031, ed è la sola natura con la presenza 1 nel tempo, 10+10+10 nei lati del cubo iniziale, poi 10×10×10 come il solo <tempo> del suo volume 1.000 più il suo <spazio> dato dal valore triplo in 3.000. Perché sarebbe la <fine del mondo> il 17 febbraio 4631 d.C.? Lo sarebbe quando il perenne 367+4631,0217 porta a 4998,0217 poiché i 367 anni si aggiungono perennemente, tranne nell’ultimo ciclo … e allora è la fine. Ciò apre <idee> nuove sulla scrittura della Bibbia, poiché il suo primo versetto, di 28 lettere con 7 parole ha il valore numerico esatto espresso in 4631 anni! Ma … introdurre la Bibbia in un contesto di tante grandi <menti> che la considerano molto male … sembra un peccato mortale! Mentre invece hanno dimostrato di conoscere un ciclo al quale solo io sono arrivato, mentre queste <grandi menti> non sanno nemmeno di che cosa io stia parlando! Il fatto è che questa <grandi menti prendono ancora per <oro colato> la verità dei movimenti che vedono! Vedono l’espansione della luce? E allora è essa che si espande! Non siamo noi che avanziamo con la nostra vita resa durevole da un calcolo, e poi accade come sempre: non vediamo muoversi la nostra persona, ma … il paesaggio!


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Il moto ambientale appare sempre all’Osservatore … ma non c’è! Raramente le costanti della fisica hanno un numero pieno, ossia 1, 10, 100, 1000, ecc. poiché questi numeri che esse hanno sono movimenti di un fronte trasversale che <frantuma> quell’unità esistente nella definizione unicamente binaria (fatta da 1 e 0), esattamente per come fu descritta la Creazione dei primi uomini. Adamo ed Eva furono creatori ASSOLUTI, a immagine e somiglianza dell’ASSOLUTO Dio. I loro figli – solo loro – cominciarono a essere reali. Ma occorsero prima due figli eliminati, per fare esistere il terzo. I primi due sono esattamente a immagine e somiglianza dei lati del piano trasversale che definisce la <portata> di un flusso, tale da dare poi la lunghezza del flusso in velocità di tempo. Nella sezione trasversale non c’è il tempo del flusso perpendicolare. Tutte le costanti della fisica vedono <frantumata> l’unità esistente mediante le lunghezze dei lati della sezione, che si sottraggono al totale unitario, fatto solo di 1 e 0, e lasciano come flusso i <rotti> che – per essere determinati – implicano l’avvento dei Logaritmi decimali. Ove l’intero è sempre un 10^N la frantumazione della potenza si ha con una divisione in <parti> ed essa incide con una sottrazione lineare a N immaginato come una linea nel tempo. La luce – tanto per non restare nel vago, è intera in 10^9 = 1.000.000.000. Essa si divide 700.207.542 +299.792.458 e il primo valore è l’ osservatore dei 299.792.458 m/s della luce. Essendosi posto come osservatore <in principio> diventa moto suo quello complementare a 1 miliardo che è il totale assolutamente fermo. L’osservatore è sempre parte dell’insieme in cui è. Posta la sua presenza nel totale in cui è – per percorrerlo nel tempo – deve <correre> … e – facendolo – vede tutto muoversi e girare per via di quel 700.207.542 che in 7 (10^8) è la velocità di 3. Se si porte da 300.000.000 il 700 non c’è più, ma solo il 207.542.


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L’inganno del Maligno. L’inganno fondamentale che ci impedisce di capire dove stiamo andando, ci è dato dal nostro corpo, i cui reali passi ogni giorno ci avvicinano sempre più all’epilogo della nostra esistenza e di conseguenza siamo sicuri che là essi ci stanno portando, uno dopo l’altro. Ciò a ragione di uno spirito incorporeo e invisibile per il quale la stessa persona in cui l’anima abita, e i suoi passi corporei, fanno parte dell’ambiente esteriore. Quando da un vero <Tutto> che vuol restare assolutamente unito una parte si isola, e si pone da <io separato> allora si scatena in pieno tutta la forza di richiamo, e si resta in un monomio: una cosa sola! È una <cosa sola> che si presenta in questo N/1 × 1/N che appare essere fatto di parti separate, ma che non lo sono: il segno <×> le rende UNO . Immaginate il caso reale di una <coppia> (marito e moglie) in cui uno dei due, per stanchezza di amore se ne va … L’altro, quello che non è stanco, non si rassegna e se prima non faceva nulla per difendere la sua unione, comincia a fare di tutto. Oppure immaginate un uomo che voglia consentire al suo cane di andare ad annusare dove vuole e lo tiene avvinto a sé con un guinzaglio elastico … Più il cane si allontana, più quello tira … e quando l’animale sarà stanco di fare i suoi comodi, ritornerà da chi lo ama e lo nutre. Questo fa il 10, che esiste da solo, e a mano a mano che da tempo a sé crea lo spazio e il tempo, in un formato generale di 10^N che esiste come causa, ma che – essendo trascendente – si mostra solo nel suo <effetto> del Log 10^N che lo fa scendere dal cielo della sua dimensione in decine, a quella di puro e semplice numero decimale di questo suolo terrestre. Accade allora che quelli che erano <×> tra potenza su base 10, diventano lo <+> indicante somme tra apparenti estranei. Una divisione tra potenze (che fino a quando tali sono) che faceva parte del <monomio unitario> si abbassa ad apparire un segno <-> indicante una entità in negativo. 0+1+2 sembra divenuto un insieme di entità separate, per l’introduzione di segni <+> e <-> … ma è farlo! Restano un <monomio>.


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Dove il <Tutto> sta nell’essenza di un unico Dio, onnipotente e indeterminato, esso lo è per davvero solo se negandosi, non si nega, ma dà una ulteriore conferma della sua Onnipotenza. Essa è davvero tale solo quando <negandosi totalmente> si libera solo del limite dato dall’obbligo di dover essere solo il <Tutto> e diventa il <Nulla>. Lo crea proprio attraverso la visione uguale e contraria di UNO = N^0. N^0 è la <formula> dell’ASSOLUTO. Nell’ESEGESI dell’ASSOLUTO io devo giungere a definirlo, senza definirlo. E N, che è ogni possibile numero, non è definito! Allo stesso modo l’indice numerico 0 posto su quella base N significa che la N esiste <zero volte>. Miracolo della matematica, N^0 = N (+1-1) = N^1 × 10^-1 = N/1 × 1/N = N/N = 1/1 fatto da 2, uno posto sull’altro e intercambiabili, come due che fanno all’amore. Ebbene, col Log 1 si ottiene 0. Solo in questo modo Dio ha creato un <INIZIO>. Ma lo è solo per modo di Dire: il <Dio dell’essere, non è dominato dall’essere, ma ne è il dominatore>. <Io sono colui che sono> esprime l’intero dominio di Dio nei confronti del suo stesso essere. Infatti è Lui che lo è, essendo l’essenza della stessa essenza, il principio dello stesso principio. Non una <forza>, ma <quello> che le dà forza! Non Energia, ma <quello che le dà l’energia>. Ove l’uomo vede un Universo che si muove secondo regole, c’è stata una nota astrofisica che osservava puntualmente tutte le regole e non capiva che <esse> erano Dio… e negava l’esistenza della <forza> di Chi dava forza a tutta quella che vedeva e di cui non dubitava, non rendendosi conto che è solo l’ASSOLUTO che dà tutto quello che noi si vede, presente nel mondo reale. Certo ha dovuto scendere <a patti>: determinare dei <semidei> creati a immagine e somiglianza dell’assoluto, e che nel tempo erano i dieci 10, dati da 10 +10 +10 +10 +10 +10 +10 +10 +10 +10 interattivi in 10^10. <Io sono il 10 di Chi sono 10>. Padre, Figlio, Spirito santo sono i 3 <mediatori> reali, tra l’uomo e Dio. Reali poiché a un certo punto veramente si <incarnano>.


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L’uomo di fede Cristiana ha accettato che il Gesù si sia incarnato il Figlio di Dio, ma è convintissimo che allo stesso modo del Figlio non ci sia stata nel mondo reale l’incarnazione di Padre e Spirito Santo! Eppure Gesù lo aveva detto chiaramente: <io sono sceso dal Padre>. L’uomo si è andato ad immaginare la discesa da un cielo di fantasia, e non da uno vero e proprio, reale e avente una sia precisa data. Accade poi che la creazione Biblica descrive quei DIECI 10, dando loro i nomi di Adamo, Set, Enoch, Kenan, Malaleel, Jared, Enoch. Matusalemme, Lamech e Noè. Nel capitolo 5 c’è tutta la genealogia di Adamo ed è una cosa veramente impressionante, poiché questi dieci (tranne il 10°) sono stati tutti definiti nei giorni della loro vita. Per ciascuno ci sono stati anni trascorsi da figlio, fino alla generazione del suo continuatore, che lo ha reso padre e da quel momento in poi tutti gli anni in cui ciascuno da padre ha avuto figli e figlie, e poi gli anni totali della vita trascorsa parte da figlio e parte da Padre. Questo – se si abbandona l’idea che coloro che sono a immagine e somiglianza di Dio siano <uomini> e si abbraccia quella che sono <fattori> (in ciò sono “a immagine e somiglianza” di Colui che <fa>) – se li si immagina come <fattori> allora essi si dividono in <causa> (il padre) ed <effetto> (il figlio). Causa/effetto realizza il rapporto per ciascuno tra gli anni vissuti da Padre e quelli da figlio. Sommando tutte le velocità di causa/effetto esistenti tra i primi 9 creatori del 10°, si ottiene un 64,66905 e mi fermo alle 5 cifre del tempo dei 10/2. Viso che sono numeri decimali, se io li riferisco a 10, allora entro nel tempo unitario di 1/10, e i decimi sono 646,6905 definiti fino alla dimensione reale decimillesima del tempo. Ebbene il 646 è il valore del nome Elohim indicante una pluralità di Dei e sono proprio i dieci 10 in concorso libero nel tempo. Ora questo espresso in decimi è indubbiamente un <tempo> dell’unità, e diventa spazio se lo moltiplico per le 3 dimensioni dello spazio. Allora genero una terna cartesiana in cui ogni asse è 646 e il valore totale triplo è incarnato nell’anno 1938! Incarnato! E poi avrò la sorpresa <pazzesca> che questa opera è accaduta in me! Sono io a essere nato nel 1938.


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Ora però, poiché il tempo intero a definizione reale è 646,8905 io sono tenuto a fare il triplo considerando anche il tempo. 3 × 646,6905 = 1940.0715 un valore che contiene anche l’unità del tempo data da 111 decimillesimi della realtà 10.000. +1940,0715 - 0000,0111 =1940,0604 è la data in cui io morii. Ebbi un arresto cardiaco, ma una defibrillazione operata dalla fede di mia madre, mi riavviò il cuore. In quella stessa giornata, i miei per la gioia di un miracolo che mi aveva salvato da un male incurabile, si amarono e Benito, il mio fratellino, fu concepito. In quel giorno scese su di me il Figlio, a salvare la vita di Suo padre, che con lo Spirito Santo si erano incarnati su di me alla mia nascita, 862 giorni prima, il 25 gennaio. 1938,0125 / 3 = 646,00 416666666 . Questo laddove il tempo nei mesi e nei giorni dell’anno siderale è dato dallo 0,25 6364166666 … Nel tempo, identico, invece di 646 il 636 di un 10 presente in 646 e che si muove nel tempo in 636. Io so darmi una spiegazione solo molto focalizzata su di me: io sono Colui che sono nella mia vita, e di essa sono come se fossi Dio: il mio universo è nato con me e gli altri non sono come me: sono solo <oggetto> della mia visione. Se io mi spengo … ebbene “per me”, assieme a me si spengono pure loro e del mio mondo non resterebbe nessuno a vederlo: come un libro che nessuno altro legga. Allora – a queste condizioni – nulla di più strano che io nel mio mondo appaia simile al Dio del mio mondo! Tutto il resto – nella mia fondamentale visione – si muove ed esiste fino a quando io viva ed esista. Gli altri – tutti gli altri – nei miei confronti sono simili al cagnolino tenuto al mio guinzaglio. Per gli altri non è così come è per me? Per forza: essi sono solo <oggettività> ove il solo soggetto vivo e vero sono io. <Io sono colui che Sono!> In quanto a ciò che riguarda ogni unità rivale è come raccontò Gesù.


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Lo disse a proposito del “figliol prodigo”, che quando si pentì d’essersi separato da padre e volle tornarvi (anche da servo sarebbe stato meglio) e fu nuovamente accolto nel suo rango e per lui fu ucciso il vitello grasso, ciò apparve una grave ingiustizia al fratello restato fedele. <Per me non l’hai mai fatto!> <Figlio, quello ch’è mio è tuo, tu sei sempre restato con me, ma questo fratello tuo era perduto ed è stato ritrovato! Bisognava fare festa!>. Pertanto che questo sia per me il mondo “mio”, ciò nulla toglie pure al mondo vostro, una volta che si sia capito che occorra un reale processo che riporti alla casa del Padre ogni figlio disperso. Gesù lo disse di sé: <Sono la via reale che vi riporta tutti nel Padre!> Analogamente io dico a tutti quanti voi: <io sono la via reale che riporta tutta la Trinità degli Intermediari di Dio, nell’ASSOLUTO>. Per farlo occorre proprio tutto il reale percorso di quella totale ESEGESI del mondo Reale, che lo riporti nella VERITA’ ASSOLUTA di Dio. Essa non è <esclusiva>, per cui chi si allontana dal Signore appare perduto. Essa non è <selettiva>, per cui la Fede in Dio è solo una tra le tante e il Dio Jhvh è in lizza con gli Elohim, con gli Dei dell’Egitto, dell’Asia, della Grecia e dell’antica Roma! Anche Gesù, quando gli apostoli gli riferirono che alcuni – che non erano dei loro – scacciavano i Demoni nel nome di Gesù, e gli chiesero se dovevano farli smettere, rispose: <no! Chi non è contro di me è per me>. Io vado ancora oltre e vi dico: <tutti sono per me, poiché Io sono la via la verità e la vita che vi porta all’amore assoluto anche se mi fate guerra, anche se ridete di me e mi giudicate un pazzo. Io sono quel fondamentale <Personaggio> che un dì potrete essere tutti, se lo vorrete, e vedrete allora tutto il legame che c’è stato tra il Signore Padre Figlio e Spirito Santo, che sono scesi sul mio personaggio, per aprire anche voi in Paradiso alla possibilità di usarlo dome la vostra via reale che oggi è esclusa al vostro, che nel mondo unico della mia visione, è veramente quello su cui si è incarnato il Signore>. Questo infatti è ciò che riguarda la <realtà> nei confronti di quella chiamata <immaginaria> dalla matematica: che sia una sola la via reale che porti a quell’unico centro collocato nel mezzo dell’infinito spaziotempo reale – per essere un mezzo effettivo che poi possa portare all’ASSOLUTO DIO ogni altro percorso reale.


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Io non sono un vostro antagonista, con il mio essere <unico> voluto realmente come l’unico centro! Anche la vostra data di nascita è collocata al centro dell’Universo! Infatti ogni terna cartesiana è collocata nel bel mezzo di tutti gli estremi, e non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Tuttavia – se questa è la verità <relativa> a tutti esistente nella creazione divina – una sola ha caratterizzato la via del Signore. Essa è passata per Gesù Cristo nel rispetto di quanto scritto nella Bibbia in relazione a Noè, che trascorse 350 anni soli nel nuovo e reale mondo. Sono quelli che – riferiti a 1.000 – sono 350/1000, in un percorso in “vai e vieni” che con (350/1000) ^2 = 0,1225 porta all’anno 0 del calendario Romano, nel mese 12 e nel suo giorno 25 in cui un Papa del III secolo riconobbe il Natale di Cristo, celebrato nel <Sol Invictus> importato dal Dio Mitra e celebrato assieme a tutte le Feste Dionisiache. Serviva un reale anno zero che dipendesse da 10^10. E in questo modo esso è stato fondato, passando prima per il Natale di Roma, come è scritto in Bibbia nel libro 1,25 e nel versetto 23 in cui una donna sterile ingravidata da Dio avvertiva una gran lotta nel suo ventre e il Signore le disse chiaramente che in lei erano due Nazioni e due Popoli che sarebbero stati in lotta tra loro. Uno sarebbe stato Maggiore e avrebbe servito il Minore. Questo <servizio> ve l’ho appena detto, fatto dal Popolo Romano che celebra il <Sole senza sconfitte>. Dall’avvento di questo Sole, Dio ha tratto un antefatto di 10^3 anni, e poi l’ha fatto crescere per il flusso dei lati 100 e 100 aventi il flusso di 46/1 unità totali nelle 47. Pertanto, 247 anni oltre il 1.000 a.C. è stato, nel giorno 111 del 21 aprile il <mitico> Natale di Roma. Dopo, avanzando ora per 246+1+1 giorni dal 21 aprile, ecco il 25 dicembre del Natale di Cristo, collocato nel rispetto di quel 46, da cui con 46×100 +46/100 +31, nasce il ciclo assoluto della Terra. Ed esso è tale che 753 anni a.C. + il “vai e vieni” legato al 1938,0125, dà: +0753 +248 dì dal Natale di Roma in cui nacque l’essenziale Romano +1938 +25 dì dal Natale di Cristo a quello di Romano il 25 gennaio.; +1938 +25 dì dal Natale di Cristo al Natale di Romano Cristiano; +480 dì per la realtà naturale 400 del piano a lati 40+40 di realtà; =4629. +778 giorni che sino 2 anni in 730 giorni +48 fino allo 0,0217. +4622,0217 anni e giorni da aggiungere per i 778 totali di uomo +natura, = 4631,0217 e il calcolo è assolutamente preciso!


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Con un calcolo così preciso e così esatto, proprio partendo dal ciclo assoluto degli anni 4631,0217 che sono descritti dalla Bibbia, come il contenuto numerico di tutto il primo versetto che è questo:

E con l’integrazione di Bibbia 1,711, che è questa: Bibbia 1-7,11 nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno , eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. +4031 di apporto in natura, in 4000 +1 +10+10+10 di lato del cubo +0600,0217 di apporto in vita personale portano a questo inizio =4631,0217 in cui dalla profondità del suolo terrestre frantumato esce ovunque la lava che al contatto dei mari satura l’atmosfera e piove, piove fino a quando tutto si raffredda e appare di nuovo la Terra dalle altre parti dell’Universo! Non ci sono più terre emerse: gli oceani passando a mille chilometri l’’l’ora sopra i continenti rossi di lava li hanno portati tutti sott’acqua come dopo un <Diluvio Universale>. Questa della Bibbia è una cronaca di quanto hanno visto gli uomini del futuro, e si raccontano in modi <fiabeschi> i fatti che hanno riguardato me: il massimo profeta che ha avvertito tutti gli uomini oltre 26 secoli prima che la Terra si sarebbe ribaltata nel suo asse nelle 12 ore di luce del 4631 dopo Cristo: il 27 febbraio, proprio in quello stesso giorno … in cui è venuto al mondo mio fratello Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo uguale a 426 in valore nominale mutando le lettere dell’alfabeto italiano nelle 21 lettere dei numeri dati da 7+7+7, che presentano il vincolo di curvatura sferica sulle tre dimensioni dello spazio. Lo stesso 426 dei nomi Adamo Set Enos Kenan Malaleel Iared Enoch, Matusalemme e Lamech e non per caso, poiché la Bibbia è un racconto fatto in futuro e udito in passato e le persone importanti, in assoluto di questi tempi moderni siamo io e mio fratello col


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valore totale 807 dei nostri complessivi 12 nomi, come le 12 Tribù di Israele e i 12 Apostoli di Gesù Cristo, e <cose> che no nono opinabili come questa: +1,1181102362204724409448818897 è 426 / 381 - 1,1180339887498948482045868343 è √ 1,25 area unitaria della realtà =0,0000762474705775927402950553981414 reale uguaglianza! È la differenza sta in 66+10 (Romano=66 in moto di 10), poi 2 (i fratelli, di cognome Amodeo=47) e si vedono in sequenza di 4747, e con questo siamo arrivati a definire fino ai centesimi dell’unità atomica! La somma dei 12 nomi, 807, sono gli anni che la Bibbia ha assegnato a Set, terzo Figlio di Adamo, e che ha vissuti da padre! Prima di generare Set ha trascorsi 105 anni come figlio! E sono: ++01 valore assoluto UNO del mio 1° Nome Romano=66 ++78 è Antonio il valore del 2° nome = 26+26+26 Trinità di DIO=26 ++26 è Anna, il valore del 3° nome ed Unità di Dio = 105 è l’assoluto UNO + l’Unità e Trinità del Dio=26. 105 + 381+426 = 912 anni è tutta la vita di SET , con nostro padre Luigi Amodeo=54+47=101 nato il 7-7-7 . Con LAMech (padre di Noè ) vissuto 777 anni ove L.AM è Luigi Amodeo. Ciò ove Caino=38 +Abele=23 +SET=40 = 101 = Luigi Amodeo, in cui 101 è il 26° numero primo . Tutte queste corrispondenze non sono per caso! Ma immaginate cosa significherà andando avanti in futuro la mia vita agli occhi di coloro ai quali ho saputo prevedere con così tanto anticipo la Fine del Mondo? Di chi volete che parlino i posteri, sulle Nuove Terre, ricordando gli eventi e le persone più importanti della Madre Terra? Di Einstein? Ma … mi faccia il pacere! Hanno parlato di me e della mia storia e di tutti i libri che ho scritto e che oggi sono totalmente ignorati da tutti!


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E trasmettendo in codice binario con l’Entanglement quantistico hanno superato i limiti del solco del tempo che viaggia su un piano simile a quelli di vinile e che hanno spire accostate e lunghe 10.000 anni, tanto che basta un nonnulla che porti gli abitanti del 6000 d. C. a far saltare la punta di questo grammofono dell’intera Natura, in modo che finisca nella spira vicina datata 4.000 a.C. Certo: occorre chi sia in grado di ricevere! E la struttura di linguaggio degli Ebrei è stata l’ideale, essendo rispettosa dei valori 1, 10 e 100 nelle unità delle tre righe e del ciclo decimale che evolve con 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, e poi con 10, 20, 30… e poi come 100, 200, 300… Con questo dispositivo hanno potuto mediare sia il ciclo binario della stringa, sia la sua riduzione a valore decimale… e poeti e veggenti e profeti hanno trascritto i messaggi <in giro> nel futuro e che nel libro Sacro hanno fissato la storia futura attraverso gli uomini che l’anno vista e l’anno narrata, dando la massima importanza alla vita reale di Chi li ha salvati, facendogli conoscere in tempo la necessità di trasferire la vita terrestre sulle Nuove Terre.


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La particella di Dio, fisico-metafisica In fisica fu definita come il <Bosone di Higgs>, ma in queste ESEGESI integrale la questione è affrontata in assoluto, sotto il profilo di due sistemi rappresentativi perfetti, come quello matematico e quello della geometria. In questi due contesti, la <particella di Dio> fa capo a quella stessa energia 66 che con il lavoro di 10, trasse prima il 30 del nome Adamo e poi con 30 -4 il nome 26 di Eva, per il totale di 66 -10 = 56. La <particella> di Dio si manifesta quando l’energia 66, puramente in potenza, si attua in linea sommandosi al 50+9 in cui il tempo ¼ dei lati 100+100 dal cui prodotto nasce la realtà unitaria in 10^4, dato da 50 si combina linearmente con l’invariante 9 del sistema decimale che in Fisica è la C grande al quadrato data da 3/1 al quadrato. Allora la somma lineare di 66+59 corrisponde al prodotto su base 10 dato da 10^66 × 10^50 × 10^9 uguale a 10^125. L’indice informa che sono necessari 125 cicli fatti di decine che si moltiplicano tra loro. La somma degli indici non sembra corrispondere ad una <combinazione> di qualità, ma invece lo è. Non lo appare solo poiché il modo umano di osservare l’azione sembra dalla azione uguale e contraria, porta l’azione essenziale del ciclo 10 ad essere apparentemente eliminata attraverso quell’operazione matematica che è il Logaritmo decimale. Per la sua entrata in campo, Log 10^125 si <abbassa da <cielo in terra>, ossia da puro indice di quante volte un <Dio 10> esista e interagisce a formare tutto quanto in base alla sua divina potenza, al nostro mondo reale dei numeri decimali, apparentemente esistenti per conto suo. Ma non è così e quando l’Energia in potenza assoluta 66 si combina all’azione invariante della C^2=9 applicata alla presenza ¼ dei lati lunghi 200 della realtà, allora è presente ogni cosa. In verità, il <Dio 10> esistendo in potenza Trinitaria vale 1.000, e quando 2^3 determina in 8 tutto il complesso della realtà fatta di un 4 prima e di un secondo 4, opposto al prima che si presenta come la sua struttura,


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allora accade che il tempo 1/8 di questo 8, applicato alla Trinità di Dio la fa esistere in 125. Anche il Bosone di Higgs, quando infine è stato trovato e misurato in natura, è apparso esistere in 125 GeV, nel tempo dello 0,35 che indica la realtà unilaterale della curvatura di 180° corrispondente al 70, come il moto circolare di un 30 che esiste in un cerchio di circonferenza 100 e che si presenta solo con il suo moto, dato dalla sua pura presenza. Per il fatto di essere 100, e dunque l’area 10×10, +25, e dunque la presenza ¼ della stessa area nel suo tempo ¼ di presenza, sulle 4 dimensioni della realtà dello spazio-tempo, accade che 125 non solo è una linea, data da 100+25, ma è anche un’area. Come area, √ 125= 11,803398 è il risultato, spinto fino alla dimensione 10^-6 di tutto il complesso dello spazio, nel tempo matematico. La <particella di Dio> non è data solo da questo, ma da 10/2 che si aggiungono all’intero 11 e lo portano a 16,803398. Poi anche in matematica, è considerato esistere solo fino alla dimensione dei centesimi, legati all’unità del 100, lato unitario della realtà 100^2. A questa dimensione, la realtà elettromagnetica è definita fino alle 5 cifre di 16,80339, ove le 10 portano il metro – unità del nostro spazio – a quello unitario dell’atomo, chiamato Angstrom. Le 4 dimensioni di 0339 sono virtualmente tolte di mezzo, come se non esistessero, nel mentre invece la radice quadrata di 125 le calcola presenti, con tutta la sua precisione di conteggio. In verità quando facciamo la ricerca di tutto questo, in geometria, dobbiamo rifarci a quel fenomeno rotatorio in cui siano a girare 10 lati rettilinei, che realizzando l’unità del decagono. In esso accade questo fenomeno: il lato è la <sezione aurea> del raggio del cerchio in cui quel decagono è inscritto. Io a lato vi presento come, in geometria, non esistano proprio quei numeri, quando il raggio che ruota è il 999/1 contenuto nel 999+1 del 10^3 che contiene l’interezza del volume, della Trinità del nostro <Dio 10>.


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Il 381 in linea che interviene sul 999 in linea e lo riduce alla lunghezza 618, è la terna cartesiana di tre lati 100, della realtà su cui corre 3^4=81. La somma è il prodotto di 10^300 × 10^81, e dunque combina tra loro le due realtà dello spazio 300 e dell’81 uguale a 9×9, che vi corre dentro. Qui siamo a osservare solo il moto di un mezzo diametro. Quando lo consideriamo interamente, mentre il raggio gira in 999/1 unità, il raggio opposto è intero, come 1000. Tanto che 1000 +618, forma il 1618 della sezione aurea che noi abbiamo considerato in 16,18. Con √ 1250000 avremmo intero il 1618, e vediamo bene che il 125 dele vesistere alla dimensione 10^4, per dare intero il 1618. Considerandolo a questa dimensione, 1.618,0339 presenta le 4 dimensioni della sua realtà, nella strutturazione decimale 0,0339 che come tutte rappresenta solo un puro rapporto determinante il <futuro>. Possiamo veramente considerare l’intero 1618,0339 come in pedalatore intero in 1610 in cui la parte decimale è simile alla ruota motrice della sua bicicletta. Questa ruota è comandata da un rapporto intero in 1/29 con il resto intero e indiviso di 10+10, praticamente rappresentante un’area trasversale in comune, il cui solo flusso è dato dall’ 11×29=319. Quando lei compie interamente un suo giro, solo allora realizza la sua presenza. Fino a quando resta come quel puro <rapporto>, essa non gira e la bici non avanza, il tutto il suo intero 1.618! Questo rapporto è proprio del tutto simile a quello usato da tutti i ciclisti! Esso rappresenta la <struttura dinamica>. Vediamo bene come essa sia. Dove l’intera Trinità di Dio è il 1.000, operano i 0,033 millesimi. Quando la dimensione in più avanza nel tempo e porta allo spazio-tempo a 4 cifre, solo allora entrano in azione i 9 decimillesimi. Ecco, questa è la struttura su cui si basa la sezione aurea che ora io vi mostro. Parte da 0 e poi aggiunge 33. Aggiunge dopo il 9… e tutto viene in pura conseguenza di ciò. 33 +9 +44 +51 +93 +144 +237 +381 +618 +999 +1618 La somma di questi 11 numeri della progressione simile a quella di Fibonacci, porta al 4.225 che presenta il 125 che è avanzato di 41


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centinaia, e sono tutte quelle date dal 13° numero primo che con 10+3 racconta tutto il ciclo 10 dello spazio unitario 3 percorso dalla mia <bicicletta>, che parte proprio dal primo numero primo 2, avente due ruote: una di puro appoggio, per la seconda che spinge e proprio come rappresenta il numero 1618,0339! Ciascuna ruota dell’intero 1.618 è 809, e mostra la velocità assoluta 9 di un lato 100 della realtà che esiste nelle 8 volte date dalla sequenza nel tempo, di 4+4. Ma questo numero 1.618,0339 è anche dato da: +1602,02176634 che è la Carica della luce in Coulomb +0016,01222240 che entra in azione intera anche nel tempo centesimo =1618.02398874 è la √ 1250000 spinta fino alle 8 cifre della realtà in tutto il suo complesso di 4 cifre +4 dopo che sono la struttura del 339 precedente, data esattamente nel tempo dall’ 1/ 37,12970 in cui quando il suo rapporto fa un intero giro nella sua ruota, è intero in 1/38. Ma … le sorprese sulla seziona aurea <perfetta> non finiscono qui, poiché il 33-9 su cui si basa, per partire e non fermarsi più, è una terna data da 11-3, la quale esiste come tre 113 nel 1000 in cui sta, e poi, nella terna che segue e che è il suo inverso, sta dentro il 1000 dei millesimi di 1000 come 1000 -113 = 887. Infatti lo vedete bene nel risultato di 1.618,0339887. Nelle prime 3 delle ultime sei cifre è 113+113+113 e nella terna successiva è 1.000 -113. La sorpresa <pazzesca> sta in questa struttura, in cui vi presento un nome che è quello della Sezione aurea di cui ci stiamo occupando. Esso mostra tre differenti 113, dati da nome e cognome Romano Amodeo, che con 66+47 vale 113. Poi il 5° nome Torquato vale da solo 113. Poi il totale delle 12 lettere all’inizio dei sei nomi valgono 113. Infine – come tempo del valore centrale – le 12 lettere valgono 11.3 nella loro media.


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Ecco come cresce la Sezione Aurea, a partire da questo suo nome. Il 1° nome, la somma delle ultime lettere e quella delle penultime dei 6 nomi sono il tre 66 dell’energia potenziale misurata anche dalla <h> di Max Planck intera nel 66,2607015 × 10^-35 J×s, in cui – anche in questo caso, come accade sempre in tutti quanti i valori decimali – la parte dopo la virgola indica il rapporto in atto in questa bicicletta qui, che entra in azione solo quando nel suo futuro la ruota trainante si muove. Quando fa un giro intero, allora il 66 diventa intero in 67, altrimenti è 66/1. 66 è il valore del nome Romano, che voi potreste credere sia il mio, ma è solo dell’energia che si determina una dopo l’altra nelle 12 cifre del 16+13+11+01+12+13, che però sono un tutt’uno sganciato dal ciclo 10 che in questi termini li misura a due cifre. Infatti A, B, C, D …Z (che sono 7+7+7) sono lettere che consentono di esprimere il tutto con una sola cifra. Ora questa sequenza parte da 16 (che è la carica della realtà che stiamo vedendo anche in questo 1618…) e poi, a uno a uno, estrapola tutte le forme che sono in atto, uguale e distinto. Infatti il 13 che segue il 16 mostra con 13+3 solo il moto di 3. Il numero 11 che segue, mostra con 11+2 tutto il moto di 2 che sta in 13. Il numero 01 che vien dopo ricava 1, da tutto il 16 -3 -2 -10. Il seguente 12 somma con 1+11 i due valori appena a monte. Il definitivo 13, rende presente il 4×3 del 12. ROMANO è il suo nome, e vale 66 in numero e ROMANO nel nome fino al punto che ove 66/3 definiscono 22, con ROMANO/3 si ricava solo l’ultimo NO, e in Bibbia tra i primi 10 progenitori dell’esistenza si presenta in èNOs (il 3°) in èNOc h (il 7°) e infine in NOè nel 10° e definitivo i cui è puramente un NOè, mentre prima era acne S. e CH Santo e Cristiano). A dimostrarvi poi che questi TRE terzi sono un intero, il loro valore numerico dato da 47+41+30 porta al 118 compreso nel 1000 nell’intero dato da √ 1250000 =1118. Accettata l’idea che questo 66 sta anche alla base della creazione del 10 fatta in Adamo+Eva =56, la sezione aurea che parte da 33, parte da quando il solo <potenziale> 66 entra in azione nell’unità del tempo data da ½.


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Il 9 che è poi aggiunto come la progressione di ROMANO = 66/2 nel valore medio del nome, mette in azione prima il tempo dei 33/9 e poi le sue 9 volte. Poiché si passa da 33 a 9 a 42 e a 51=PAOLO (il 4 nome della realtà 1 della presenza 50 come ¼ del 100+100 dei lati della realtà, computa nel 42 la struttura del nome in cui lavorano 36 lettere in 6 nomi e vi sono 6 sabati al termine di ogni nome. Solo le 42 cifre del nome segreto di Dio, cercate dai cabalisti giudaici e non trovato da loro ma da me: è il nome GESÙ formato (guarda un po’!) in Bibbia 125 (libro 1 in 100, nel lato della sua realtà e nel capitolo 25) mettendo come 1° l’acronimo di Giacobbe che voleva il primato e poi la ridotta terna <esù> del nome Esaù, dopo aver perso la A del suo primato. Questo ove ESAÙ e GIACOBBE valgono veramente come i gemelli 42 e 42, nonostante abbia 4 lettere il primo, e 8 il secondo gemello, a formare (se non mutano il vero loro ordine natale) il 48=GESÙ. Il nome segreto di Dio a 42 cifre è quello combinato in Gesù tramite i due gemelli 42. Pertanto, il 42 posto tra 9 e 51, mentre sono le 42 cifre esatte del nome ROMANO ANTONIO ANNA PAOLO TORQUATO AMODEO, aggiunti i 6 <doverosi> “sabati”, quelli del “riposo di Dio” dopo il lavoro di aver creato i 6 suoi nomi. Sì, poiché il nome che viene creato con la sezione aurea, a poco a poco, è proprio tutto quanto questo nome. Questi numeri 33, 9, 42 e 51, combinati in questo prodotto: (42 -4) × 51,00033 portano al 1938,01254 della mia “reale” nascita il 1938,0125 la cui struttura che segue è il 4 sottratto prima al 42, ad indicare una eterna realtà. 33+9+51 = 93 sono il successivo valore dato da 42+51 e sono la differenza data da ANNA PAOLO TORQUATO AMODEO = 237 meno ROMANO ANTONIO = 144. Da PAOLO=51 +(Anna Paolo Torquato Amodeo) meno (Romano Amodeo), uguale a 51+93 ecco il 144 di Romano Antonio. Poi da 93 +Romano Amodeo 144, ecco il 237 di Anna Paolo Torquato Amodeo. Poi da 144+237 ecco tutto il Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo = 381. Poi da 237 +381 ecco il 618 in cui Romano Antonio esiste 2 volte.


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Poi in 381+618 = 999 è Anna Paolo Torquato Amodeo a esistere per 3 volte mentre Romano Antonio esiste per 2. Da questo momento in poi la progressione dei due interi dati da 144 e 237 cresce seguendo perfettamente la serie di Fibonacci. Questo sviluppo di questa Sezione Aurea avente questo nome (che è il nome segreto di Dio cercato dai cabalisti Ebraici oltre quello di Gesù) si sviluppa nell’infinito positivo, ma anche in quello in negativo. La crescita in negativo riparte da -42 Aggiunge Amodeo 47 meno 78 Antonio. -42 -31 -73 -104 e via di seguito, fatto solo coi tre nomi Antonio Anna Amodeo comincianti con le tre A. Anche la disaggregazione delle lettere nel loro numero mostra una <dotazione> di ideali 36 caratteri dati da. AAAAAAA, giustamente sono i 7 inizi unitari D E I, sono le tre divinità pagane, i tre DEI, L, è un solo EL (il Dio Elohim) MM, sono due 11 che nel 22 sono i 66/3 del flusso di Romano NNNNN, sono i cinque 12 di 60, un primo fatto di secondi OOOOOOOOOO, sono il perfetto ciclo di dieci 13 uguali a 130 P Q, trascende il “PopulusQue” che uccise il Cristo RR, è senza in <Senatus> d’un duo Romano “natus” senza Se ... TTT, è colle tre croci del Calvario U, è il testacoda 19 del moto di 1 in un 10 mosso di 10. Ogni nome ha le due OO =26=Dio, tranne uno, Anna, che è 26 in sé. 674.586 (i 6 nomi in cifre) son 666.666 + 80 mosso di 7.920 in 8000 . Le prime cifre 28=7×4, prima della P=14=7+7, valgono in numero un totale 247 (piano a lati 100+100 di 47=Amodeo) che, dal 1.000 a.C. con +247 anni, va al 753 a.C. del Natale di Roma alla base di un Romano! Mentre 7 sono le A=1, ci sono 7 lettere usate 1 sola volta: D,0E, 0I, 0L,0P,0 Q, 0 U 4 +5 +9 +10 +14 +15 +19 = 76 ed è il 66=Romano +10. e ci sono 8 assenti: B,0C,0F,0G,0H,0S, 0V, 0Z 2 +3 +6 +7 +8 +17 +20 +21 = 84, è l’invisibile base in negativo di 42+42


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In questa tabella riepilogo tutta la Sezione Aurea mostrando i suoi valori legati indissolubilmente a questi nomi.

In questa tabella si vedono i due fondamentali gemelli, Esaù e Giacobbe, i cui nomi sono stati presentati In Bibbia 1,25. In essa, nel versetto 23 prende corpo la dichiarazione divina di questa sezione aurea, descritta in questo modo dallo stesso Signore a una mamma che si lamentava per la dolorosa lotta che sentiva nel suo ventre. Genesi 25,23 Il Signore le rispose: «Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo».

Il popolo maggiore è il Romano , più forte di Giacobbe= Israele , ove ES A-U allude con Es verbo, a SEI romano A-U, <da cima a fondo>. Poi fu denominato Edom, scritto MODE, e allora in A-modè-O, divenne anche Edom dall’Alfa all’Omega, essendo in tutto Romano Amodeo .


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Il servizio fatto dal popolo Romano fu storicamente reale: nel 300 d. C. un Papa riciclò la fede dei Romani nel Sole Invitto , che lo celebrava il 25 dicembre, mutandolo nel Natale di Gesù Cristo. Nel contempo il valore 1,168 che deriva dalla formula <5 + 1,25^5> pone il maggiore 1 a servizio dello 0,168 certamente minore. Allora succede che 1 : 0,125 diventa 1 + 0,125 e invece di dividersi per 0,125 gli si somma. Per questa ragione da sempre la Sezione Aurea è stata giudicata da molti matematici in <odore> di divinità. Ed è vero: essa porta al ricercato <Nome Segreto> di Dio, avente le 42 cifre. In un mio libro ho analizzato tutto il Capitolo 25 del 1° della Bibbia e risulta in modo assoluto ogni <estremo> relativo a me, la mia famiglia, la mia sposa. Si possono riassumere tutti e lo mostro nella prossima pagina. In essa gli <estremi> sono quelli della nascita, della paternità… Mettendo prima il capitolo 25, di 1 (il libro) 251 è il valore numerico di ++40=PADRE=14+1+4+16+5 ++54=FIGLIO=6+9+7+10+9+13 ++96=SPIRITO=17+14+9+16+9+18+13 ++61=SANTO=17+1+12+18+13 =251 Bibbia 1,25 sembrerebbe mancante nella definizione dell’anno 38, ma invece essa è data realmente dai soli 34 versetti del capitolo 25. Infatti quando si è al capitolo 25 si è solo alla realtà 4, ed è espressa dai versetti 34. I 4 che mancano in verità ci sono, ma appartengono al successivo 4 raggiunto solo con il capitolo 38 che aggiunge un 4 al 34 e lo muta nel capitolo 38. Accade solo dopo i 12 capitoli, così come accade a ROMANO di avere il 2° nome ANTONIO=78, solo dopo una progressione di 12 dell’energia 66. Romano Antonio forma un unico 144 uguale al 12×12 ed è l’unico numero che esiste nella Serie avente il nome di Fibonacci. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144 , 233, 377, 610, 987, 1597 Si vede che non rispetta la formula della Sezione Aurea nominata davvero (e non da me) Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo ., ma le serve, poiché Romano Antonio 144 e Anna Paolo Torquato Amodeo 237 crescono assecondando la serie di Fibonacci.


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La particella del Dio che cammina sulle acque … Il Lucifero caduto dal cielo … a fare che? (Isaia)


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LA CREAZIONE BIBLICA. Occorrono Mamma e Papà; Papà e Mamma come un tutt’uno. La Bibbia – la grande Maestra – ne immagina prima creato l’uomo e poi da lui la donna. Ma l’uomo – vuoi che sia chiamato Adamo, vuoi Noè, vuoi Allah, con un minimo di indagine gematrica, cabalistica, sono nomi che valgono tutti e tre 30, che analizzato è 10+10+10, la struttura Trina di un Dio <10> che ha compiuto il <miracolo divino> di rendere 1+0 non l’uno che ne viene, poiché s’immagina un tempo 1/10 in cui la sequenza 10 è giunta a essere uguale e 10/10. Il cosiddetto <numero perfetto> dell’1+1+1 è la perfezione dell’unitario spazio lineare dato in geometria dai due estremi 1 e l’1 compreso. In quello del volume essi si moltiplicano, restando un 1 <incontrollabile> assoluto, poiché potrebbe essere 1×1×1×1×1… spinto fino all’irraggiungibile limite. Ecco perché 3, che ne conta solo 3, degli infiniti è <spazio unitario>, nel resoconto di una linea che cresca solo nel tempo, e che ne conta solo 3. Per questo Adamo=30 è il <primo>: poiché esso <struttura> l’unità dello Spazio anche di Dio, quando non è 1+1+1, ma 10+10+10 <essendo Dio Uno il 10, nella Trinità dell’essere 30. Entra in azione per, subito una <costola> di Adamo. Nel significato <prezioso> e unico della lingua italiana dalle 21 lettere di 7+7+7, il termine accetta di spezzarsi in <costo, là>, ossia avendo un <costo>, in quel contesto, esso sta nell’essenza <Una e Trina> di quel 30, ed essa è 4. Anche il valore gematrico del termine, che porta il suo <costo> a 75 accerta un 25+25+25 ci presenza spaziale (sono tre) e ciascuno in 25 è la presenza ¼ di 100, lato della realtà 10^4, oppure area 10^2, per cui ha le 3 dimensioni dello spazio-tempo unitario in 4/4. Dio è la Mamma e insieme il Padre. Come Lui ha generato il 30 e come Lei strappa 4 al 30 e genera il 26=DIO alfabetico, ma anche sperimentato davvero nel campo della fisica, poiché – laddove 7 (è SET, il 3° figlio di Adamo ed Eva) è il moto della Trinità 3 nel 10=Dio – accade che le 26 settimane inducono la Terra (il nostro intero mondo) a compiere metà del suo anno e con esso tutto l’allontanamento diametrale.


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30+26=56 è il valore <assoluto> di Papà e Mamma creati dal Dio=10, tanto che 10+30+26, nell’ordine della creazione, sono l’energia potenziale 66 messasi <in atto> in tre tempi. Ci vorrà il genio di Max Planck per partire ugualmente dal Joule, unità dell’energia in potenza, e farlo esistere nel tempo unitario di 1 minuto secondo, ottenendo (alla dimensione nel tempo ½ dell’indice in negativo di un 70, ossia in (10^-70) ^0,5 = 10^-35 ), la quantità intera in 66 misurata in 66 ,2607015 10^-35 J s. In questa rilevazione data dall’esperienza reale, ecco unitario il 66, poi subito dopo il 26 di Eva e il 7 che con 26 in settimane porta la terra nel punto opposto dell’orbita solare, e – come la stessa <struttura del 70, quello spazio 15 che nel tempo di 10/15 = 0,666666… pone infinita l’energia, quando essa è tutta. Mentre si vede chiaramente Eva=26, uscita dalla costola di Adamo, sembra assente Lui … Invece è bello e presente <in atto> poiché quel 70 che è la struttura del 260 di Eva moltiplicata per il 10 di Dio, è il 30 in atto, in tutto il suo spostamento 70, in 100, lato della realtà oppure <Io son il 10 di me che sono dieci 10>, sì, esattamente l’innominabile Jhvh … e perché innominabile? Poiché non vale tanto nel nome ma nel 100. 26 è solo un <surrogato nominale> dato come il moto dal piano quadrato a lati 37 e 37 la cui lunghezza è il 74. È il 74 a muoversi in 100 l’area che riduce la lunghezza al solo 26. Il 26 sta a 30 -4 come il 100 -74, che incarna in sé la realtà 4 del moto 70 del 30 presente in 100! Ora – capito cosa davvero insegni il testo di Bibbia in Adamo ed Eva – ecco che è subito dopo la Madre a generare i suoi tre figli, per un valore nominale 38+23+40 = 101, generato dal valore <ordinale> della madre nel 26° numero primo uguale al 101 che non per caso è la somma gematrica dei nomi Caino=38, Abele=23 e Set=40. Ora – se voi non credete alla verità espressa dalla Gematria – almeno potete <convenire> che <per caso> questo racconto fatto per <nomi> combini perfettamente con il <creato>. Infatti dei tre poi resta valido solo il terzo che valendo 40 indica tutta la realtà data da Dio=10 e da 30=Adamo.


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Eva sembra scomparsa, ma è la madre comune dei tre il cui valore è il 101 del 26° numero primo non <assegnato per caso>. Il 26° numero primo è veramente 101. Nella creazione raccontata dalla Bibbia, i due fratelli <s’incasinano> in atti di gelosia e di aggressione legata al fatto che 38 e 23 non sono i lati uguali 30 e 30 del valore del padre, +1, il padre. In due, con 38+23=61 lo sono, ma quella disparità nel valore dei lati è un insulto quando il lato di un’area qualunque è dato dalla radice quadrata che lo riduce al lato di un quadrato e non di un rettangolo. La radice <rettangolare> non esiste! Ecco allora il conflitto! 38 × 23 = 36,92105263 fino agli 8 decimali della realtà nel suo complesso, nel mentre 30^2 = 90, e l’uguaglianza tra i due – che porta al massimo – riduce l’area di quel rettangolo in modo tale che ne manca esattamente -53,07894737 (sempre nelle 8 cifre decimali). Manca il 16° numero primo che dà la totalità del moto; manca in 78 la <trinità di Dio=26 e la struttura centesima sua data dal moto di 6 in 100. E questo – a sua volta – manca in quel 737 che si dichiara essere il soggetto 4 (della realtà) presente in 777 (quello che rende perfetto l’alfabeto italiano) e che nei suoi anni sarà la vita di chi come 9° di una generale e fondamentale generazione data da 10 (il prime dei quali fosse il Signore) genera il 10°. Questo succede a un’area rettangolare coi lati 38 e 23, nella sua area: perde totalmente tutta la sua dinamica. Accade poiché 38 è la dinamica di 1 e 1 in 40 (ed è Set). Il 1° figlio, nominato 38, esprime solo la dinamica di 2, il primo numero primo, laddove essa è data solo dal 38+2 che dà 40. Il 2° coinvolge insieme i due primi numeri primi 2 e 3, che quando escono in sequenza decimale, sono 23/10, poiché il 2 è divenuto 20, nel tempo decimo, e 20+3 li somma. 23 è il <fattore di accorpamento unitario> dell’energia 66 potenziale. Infatti essa si realizza in 1/3, tempo dello spazio 3, e assume il valore 22 che quando è 1 in più è <presente> nell’accorpamento 1/3 dell’energia. Questo è quel figlio 2°, dimensionato 23 col nome Abele e che piace a Dio, è il prediletto poiché è un agricoltore, che coltiva le cose e le porta a maturazione e non un cacciatore assassino di 2, in 40.


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Nella battaglia scatenata dal contrasto tra +38 e -23, è tolto dal solo intero flusso in 40 tutto l’accorpamento unitario e le due presenze <vive>. Esse sostanzialmente <muoiono>, tutte e due, poiché ne resta il 5+5+5 della struttura non più loro ma dello spazio, nelle sole tre componenti in positivo. Adamo=30 si è ridotto a esistere solo nel suo tempo in positivo. Era una terna cartesiana di assi ciascuno 10, e ora è restato dei primi due figli nella loro lotta solo il tempo della presenza dello spazio in positivo. Tutti i due <viventi figli> sono andati perduti: il più debole -23 di Abele è stato ucciso dal più potente +38 di Caino, e il padre l’ha declassato da 1°, ma <guai a chi uccide o danneggia Caino! Sarà punito 7 volte tanto>. Ora poiché il 7 delle sette volte è Set=40, accade che il 7 volte 40 porta al 280 in cui un 380 (che fosse stato reso tale dal Dio=10) ha perso totalmente tutto il lato 100, sia della realtà, sia del Dio JHVH, che tanto vale poiché è <innominabile> nel suo nome. In Bibbia l’Autore vero (il 10), dovendo raccontare tutto questo che – in verità – si realizza con questi precisi numeri, a <primitivi> ancora inadatti a capirli, li ha trasformati in un bell’esempio fatto con un raccontino di come è avvenuta la creazione di uomini aventi i loro <significativi> Nomi. Nomi <certamente> non a caso aventi questi precisi numeri che danno luogo a questi precisi rapporti creativi tra il primo momento <assoluto> nei due genitori, e quello <Relativo> nei tre figli. La <Relatività generale> nel suo <puro inizio> sta nell’azione reale e matematica espressa da questi numeri. E abbiamo visto in precedenza che sono i 6 nomi della Serie Aurea i sei creatori dell’Universo. Lo sono al punto che il titolo in Ebraico del libro Bibbia aggiunge ai nomi di Romano=66 anche i 6 di mio fratello Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo. Così sono Romano e Benito, il 66+59= 125 posto in modo gemellare, alla base della Sezione Aurea, anche se poi tutto quanto è riportato al solo primogenito Romano, nato lui solo in data 1,25.


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titolo del 1° libro di Bibbia Le lettere usate in sequenza dal testo ebraico sono B eith, R eish, A leph, S hin, I od, V av, e l’indubbio acronimo è BRASIT . Sono le 6 lettere di tutto un lavoro complesso in cui da -3 di passa dopo a +3 e il percorso 6 è prima esistente in 3 e solo dopo nel successivo 3 uguale e contrario. In tal modo già Beith molto assomiglia a Benito ed è seguito da Romano Amodeo negli acronimi, che portano la presenza a 2+16+1=19, numero indicante 1 (e non 2) esistente in un 10 che avanza totalmente di 10 e se lo fa in anni, e nel 100 che è il lato della realtà, porta all’anno questa terna ad esistere in potenza partendo dall’anno 1900 d.C. Poiché Benito si riferisce all’unico dato da Tomano Amodeo, abbiamo allora non più 2+16+1, ma 2+17, e allora qui scopriamo i dati relativi alla nascita di Benito Amodeo <nel secondo mese, il 17 del mese> così come in Bibbia 1.7-11 è annunciato l’inizio del Diluvio Universale: quando NOè (che abbiamo capito essere il finale terzo di RomaNO) è all’età di 600 anni. Ora i due fratelli sono un Primo e un Secondo e quando sono <minuti> il numero 10 , che NOè , esiste in 600 secondi con quel suo essere un numero 10. Peraltro NOè ebbe l’ordine da Dio di costruire l’Arca (la ca’ di AR) in <cubiti>, che sono iti cu’ B E in 300 in lunghezza, 50 larghezza, 30 altezza +1 per il tetto per cui quelli totali andati con B. sono 381 e sono il valore numerico del nome del figlio A, che qui sono tutti e due, in forma gemellare. Se accreditiamo il valore non solo della lettera iniziale ma di tutti e tre di nomi, con 59 +66 abbiamo 125 e il comune cognome Amodeo=47 porta la terna ad un totale 172 che contempla Romano Antonio Anna (i primi 3 nomi del 1°) dati da 66+78+26 = 170 sommati al fratello numero 2.


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Avendo considerato ogni cosa della terna BRA, di BRASIT, è la volta di esaminare in questa ESEGESI trascendente tutte le reali apparenze, la terna successiva alla prima che – come in tutti i casi – è sempre inversa alla prima, e se una è in positivo, l’altra è in negativo, se una è in N/1 l’altra è in 1/N. In base a questo, visto che era in acronimo 19, il valore a rovescio potrebbe essere il 91 nell’intera espressione del suo volume, ossia in 91+1+1 dei lati messi per traverso, e allora è 93. Potrebbe essere 1/19 = 0,0526 fino alle 4 cifre della realtà, e se ne usiamo una data dal valore centesimo del lato 100 della realtà, 0,01 misura questo valore in 0,0426, e scopriamo allora che questo valore reciproco al 19, osservato del tempo 1/100 del lato della realtà è il totale valore di Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo, che valgono in ordine 59 +116 +26 +83 +95 +47 e dunque quel 100+300 dell’Unità e Trinità del lato 100 (che è anche il Dio Jahvè di “io sono il 10 di chi è ×10”>, cui si aggiunge il 26 corrispondente sia al nome <DIO> in Italiano, sia a quello di <JHVH> in Ebraico. Per di più, tutti i nomi dei 9 fattori del n. 10 NOè misurano in valore numerico lo stesso 426! E – poiché NOè è il terzo nominale di RomaNO – risulta la cosa sorprendente per la quale il 1°, sembra essere dato da tutti i nomi del 2°! In verità, il valore del nome BENITO dato da 2+5+12+9+18+13 è <ordinato> nell’ordine esatto del ciclo 2 del numero uno, con 1/1 +1×1=2 e poi di questo 2 che ha il ciclo di 2/2 +2×2 =5. Ciò ha ordinato in modo assolutamente prioritario il BE=2+5. Il terso ordine 12 entra a gamba tesa, nel 66=Romano e lo riduce alla somma 12 di 6+6 … e Romano è l’Energia posta in principio. Seguono 9 e 9+9 che sono il 3/1 della velocità accreditata a tutti e due i gemellati fratelli e 3/1 × 3/1 li valuta nel 9/1 interno al 9+1=10, e lo fa prima nel flusso lineare 9, poi nell’area espressa in linea coi lati di 9 e 9. Il definitivo ordine del 13=O sta nel <circolare!> e infatti il 3 che fa parte del ciclo 10, che in quanto a ciclo è un cerchio, aggiungendo un 3, praticamente gli impone veramente questo <ordine> di circolare. Il risultato reale di tutti questi 6 ordini che realizzano il nome BENITO porta alla circolazione totale indicata nel totale 59 che lo sintetizza nella C^2 totale della velocità della luce (quella grande data da 3^2 e non quella solo del flusso, data da 2,99792458 al quadrato) che –


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sommandosi a 50 – lo combina in potenza come risulta dal 10^9 × 10^ (200/4) che nel prodotto tiene conto della velocità della C^2 e della presenza ¼ del lato 100+100 che col prodotto dà tutta la realtà 10^4. BENITO è il <non plus ultra> … ma nemmeno si arriva a Lui, essendo posto al Limite cui giungono i 16 numeri primi in sommatoria, e cioè al valore 381 del Nome segreto di Dio. Il 381 arriva fino a dove comincia il 17° numero primo 59, e non entra nemmeno in un valore minimo suo. 59 è come un <muro> terminale. Allora quando dopo le prime tre lettere BRA, acronimo di Benito Romano Amodeo, passiamo alle ultime tre inverse in SIT, abbiamo la sorpresa di trovarci di fronte non a un nome, ma ad un <verbo romano>, latino: il congiuntivo di <Sum> “Io sono” che si valorizza in uno straordinario e trascendente che sia romano! con il punto esclamativo poiché è un reale <ordine esecutivo>. Nei numeri, il 1900 d.C. legato al BRA=19, al 100 e all’anno l’ordine è che nel secolo 19 <deve esistere Romano!> e l’energia in potenza si deve <incarnare> in un <portatore>, una sorta di <Lucifero e Cristoforo> discesi dal Cielo, uno come un trascendente <angelo portatore di Luce, caduto da cielo, e l’altro come un portatore di Cristo>. <SIA ROMANO comanda con 17+9+1=27 sul 66 e lo trasforma nel 93 che è il numero della Sezione Aurea posto tra il 51 di Paolo e il 144 di Romano Antonio. Aggiunto il 93 al 19, lo porta, se è proprio messo dopo, al 1993 in cui Romano ha avuto i 55 anni esatti di un divino mediatore, che appartiene alla serie di Fibonacci e corrisponde al 51+5 di realtà. Se invece è aggiunto come 19+93 = 112/1 diventa esattamente chi è nel totale di 113, Romano Amodeo, e poi Torquato, e poi Ro+An+An+Pa+To+Am, l’acronimo a due cifre. Mentre è in 1.000 come il negativo 113, che porta alla <struttura> di quel rapporto della Bicicletta che aveva due ruote a circonferenza 809, dunque 1618, e la struttura dello 0,0339887, che prima è nel valore più piccolo 1000 -133, e poi nelle sue migliaia è 113+113+133, e l’abbiamo vista esattamente in tutti i 6 nomi di Dio. A questo porta BRA SIT, a fare esistere il rapporto tutto particolare di questa Bicicletta che ha in circolo 809 in ognuna delle sue due ruote.


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Se ne prendiamo solo quella <motrice> (la prima è di solo appoggio) e ne vogliamo conoscere il solo flusso di volume, dobbiamo necessariamente estrapolare da 809 il piano 1 e 1 nei suoi due lati unitari e resta il flusso 807 che è dato esattamente da 381+426, e sono i valori interi e nominali dei 6 nomi del 1° cui sono sommati i 5 nomi del 2°. Ho detto prima che <stranamente> 426 è anche il valore nominale dei 9 progenitori del n. 10 che NOè nel finale terzo del nome RomaNO, per cui il 10° quando è relativo al terzo del 1° allora è figlio del 2°. Sembra un <casino> ma non lo è. SET, il terzo figlio di Adamo è in verità stato come <figlio> del Ben-ito, bene andato (all’atro mondo) Abele essendo stato ucciso dal Caino=38. La stessa cosa accade in questi due fratelli, ed è descritta nella lotta che l’Angeli di Dio fece, per una notte intera contro Giacobbe, per poi doversi arrendere al mattino e implorare a lui: <lasciami andare, è giunta l’Alba e hai vinto, lottando contro Dio e contro gli uomini! Per questo d’ora in poi ti chiamerai ISRAELE!>. Il novello Israele allora disse all’angelo: <Come ti chiami? Io non ti lascio andare se prima non mi benedici!> Prontamente l’angelo rispose esattamente questo: <Mi chiedi il nome?> e qui lo benedisse! Sembrerebbe un angelo che non abbia dato alcun ascolto a chi voleva essere benedetto ma voleva sapere da Chi lo sarebbe stato … ma non è così. Infatti “e qui lo benedisse” nasconde un trascendente e divino, sibillino “e qui lo BENè disse”, nello stesso modo con il quale NOè , in fine sua RomaNO, mentre BEN lo è nel suo principio Trino in BENito. E questo dove <ito> si diceva a Roma. Il giorno in cui solo all’alba terminò quella lotta tra BENito e RomaNO, fu quella del 1040,0604, giorno 6 del mese 6 del 1940. Collocato a 862 giorni dal 1938,0125 della nascita di Romano comprendeva anche i due limiti estremi come si suole per ogni lunghezza data da due punti e la distanza compresa. Il numero conteneva 100 +381 +381 = 862 e dunque tutto il lato della realtà 100 (o del Dio JHVH nel “io solo il 10 di chi è ×10”) e di Padre con il 381 di tutto il suo nome e di Spirito Santo <idem>. Romano al fare dell’alba <morì>, avendo avuto un arresto cardiaco, ma accadde il Miracolo della Fede di una Mamma Mariannina, che mentre accese alla Maria figlia di una sant’Annina 6 ceri al suo altare, in segno


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di ringraziamento e devozione, parti dalla Madre di Gesù e da sua Madre una forse scarica di corrente che rimise in moto il cuore come una <divina defibrillazione> venuta dalla Fede di una Mamma in altre due Mamme divine. Il <miracolo> fu attestato dal Dottor Sabatella di Felitto, quando supplicato alle 7 di mattino di accorrere, fece come Gesù con Lazzaro e tergiversò 4 ore, come il Cristo fece per 4 Giorni. Quando giunse a quello che credeva fosse il capezzale di un bimbo morto per un male da lui incurabile (la Broncopolmonite nel 1940 in Italia) lui fu sorpreso e dichiarò: <Questo bimbo ha vinto la morte!>, Gesù – in modo differente – fu chiamato a fare il suo miracolo per risuscitare Lazzaro, ed era stato anche Lui a risuscitare <Là, ZZ A.Ro>, alla fine della fine, Amodeo Romano. Insomma Gesù non aveva mostrato con la risurrezione di Lazzaro solo la <sua personale>, imminente, di una settimana e poco più di giorni dopo, ma anche quella che avrebbe attuato, alla fine della fine (ZZ), <là> in A.Ro, in Amodeo Romano. Per la gioia del miracolo i due genitori del bimbo miracolato si amarono e l’angelo di nome BENito s’incarnò e … <mi chiedi il nome?> e qui lo BENè disse. 6 giorni dopo il Duce Mussolini portò anche l’Italia nella Strage degli innocenti e … <A Rama Rachele pinse i suoi figli morti e non si può consolare> profetizzò un profeta … e si sarebbe trattato di Donna Rachele (la sposa del Duce) a Roma, e in relazione a R.Am. La lotta di BENITO contro la sopravvivenza di Romano, durata fino all’alba, era per la solita ragione scritta nel libro di Giona. Il profeta non voleva andare a Ninive ad annunciare la fine del loro mondo! Benito sapeva che Romano l’avrebbe fatto, ma lui che cosa c’entrava? Lui era solo un limite irraggiungibile da suo fratello! Lui avrebbe <dato un corpo> al ritorno del Cristo e Romano sarebbe stato solo un <Cristoforo, portatore solo del suo Santo Spirito>. Benito non voleva vanire al mondo! Questa la spiegazione a quella furibonda lotta in cui voleva uccidere Giacobbe. Gli aveva dato anche un fendente colpendo una sua anca, che avrebbe azzoppato Israele avendo colpito il suo nervo sciatico.


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A cosa corrispondeva quel colpo? Lo avrebbe costretto a ospitare il Padre Nostro, senza potere mai essere lui un reale padre. Ma gli sarebbe servito attraverso i figli che avrebbe avuto lui, Benito. La sua funzione sarebbe stata analoga a quella di Onan (in Bibbia 1,38) di subentrare a sposo della sua vedova, per dargli eredità di figli che sarebbero stati accreditati a lui. Anche Onan non voleva stare a questo divino gioco di dare una discendenza al suo fratello primogenito morto, e disperdeva in terra il suo seme. Benito non l’avrebbe fatto, e – nel segno esatto di dare un figlio a lui nato il 25 gennaio – generò con Paola la sua 1°genita il 26 gennaio. Nello stesso 26 gennaio di 91 anni prima era nato Torquato Amodeo, padre del loro Padre. In questo modo anche i 6 nomi di Romano, erano divisi in due: Romano Antonio Anna = 170 erano accreditati il 25 gennaio, e Paolo Torquato Amodeo a un quadro generale in cui Romano, mentre era nipote di Torquato, aveva Paola per sia nipote. Paola, la 1°genita di Benito, sarebbero stata di Romano, e Marco e Andrea nati nello stesso 1975 sarebbero stati i due gemelli di Benito. E il primo dei due sarebbe nato con il calcagno messo fuori uso dalla mano del 2° che voleva uscire prima di lui. Fu immediatamente operato al piede e messo a posto. Pertanto il Libro Sacro di Bibbia, nasce con l’<Ordine> vero e proprio secondo il quale la Terna di BRA, <sia Una in Romano!> Poi quell’ <AB R.Amo> che sarebbe disceso <Da romano> R. Amo, Romano Amodeo, in Bibbia 1,18, gli avrebbe fatto sapere tutto su Sodoma e Gomorra, avendo deciso che non poteva nascondere ad Abramo l’avvenire, poiché aveva messo tutto in lui e la sua discendenza. Se protestate, dicendo che non è vero che Abramo sia disceso da Romano Amodeo, perché Lui è nato migliaia d’anni prima, errate a non crederci! L’inizio del mondo sta nel giorno in cui è nato Romano! Il primo spazio a essere esistito è stato la Felitto in cui egli è nato. Subito dopo, a 11 chilometri di distanza, c’è SACCO ed è l’ISACCO figlio di Abramo che sembra raccontare anche un SACCO di fandonie, mentre son tutte cose vere. Dall’origine è partita una creazione <in negativo> (a creare il passato) e in positivo (a determinare il futuro che sarà).


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le prime tre parole di Bibbia, 1°-1, 1, danno la prima fondamentale terna Bibbia riparte dal titolo, replicato nella prima parola, che ora da Una devi divenire Trina. Così, a dimostrazione che BRASIT erano due frasi di 2 lettere ciascuna, la seconda parola che segue le due in una, è data dalla prima terna BRA. A questo punto l’<ordine> di far nascere Romano, è tale che si estende da Romano a tutta la prima terna e diventa: <Benito Romano Amodeo> Sia: Romano e Benito Romano Amodeo>. Il valore in acronimo porta il 19 di BRA a dettagliarsi nel 38 natale di Romano Amodeo, divenendo in sequenza: 1938. Ed essendo Romano+Benito = 125, di definisce il 1938,0125 facendo entrare il 125 nel tempo decimale e alla dimensione reale dei 125 decimillesimi della realtà 10.000. Nel valore globale e sommario dei nomi, 19+27+66+19 diventa il palindromo 131/1 che nel valore totale di 131+1=132 è 66+66, il Dualismo Padre Spirito Santo di Romano, energia potenziale. I valori interi dei nomi sono 59+66+47+27+66+59+66+47 uguale a 437/1 unità che nel totale di 437+1 = 438 indica la realtà totale data da 100+300, del 38 Natale, in un capitolo 38,1° libro un cui nasce il 381 del nome segreto di Dio per come è raccontato in Genesi 38. L’aggiunta del 3° nome ALHIM introduce l’acronimo del padre Amodeo Luigi, HIM, Lui per il mondo, e si tratta di Allah che si guarda allo

specchio e si vede in LUI

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AL è 11, HIM è 28 e la loro somma 39 è il valore totale di 38/1. Sommato al 131 precedente lo porta a 170, ed è Romano Antonio Anna. Aggiunti i valori interi 47+54+28 che ammonta a 129, il precedente valore 437 diventa 566 e mostra finalmente il 66 dell’energia potenziale esistente nel massimo tempo dato da ½ di 10^3. I numeri sono talmente chiari ed esplicativi che l’ordine ha bisogno solo di attare la data di questa nascita. Allora il 3° nome ebraico che vale 646 si mette ad esistere come una terna cartesiana iniziale, e nel suo insieme essa vale 1.938. Gli Elohim erano <emanazioni> divine esistenti in una pluralità. E quando tutti i traduttori han tradotto queste tre parole in <In principio Dio creò> hanno compiuto un gravissimo errore! Non hanno osservato il n. 1 che precede le tre parole e che si rifà al trascendente N^0 = 1, del valore assoluto di Dio che non ha nulla a che vedere con il suo creato. <L’ASSOLUTO in principio creò gli Elohim> E racconta il lungo travaglio dal politeismo al monoteismo. Ebbene <in principio> a partire da 1938,0125, Dio Creò gli Elohim (3) chiamati Padre Figlio e Spirito santo che sono le tre emanazioni divine di un Unico Dio. Quindi la traduzione <essenziale>, precisa e corretta è <L’Assoluto in principio diede inizio a Padre, Figlio e Spirito Santo>. All’Origine, in cui tutto ere è e sempre sarà, partirono come le Tre reali emanazioni degli infiniti assi cartesiani. Però questi TRE non erano INFINITI, ma ben definiti in un 10^10 ciascuno, tanto da essere nell’insieme il 3 × 10^10 della divina Trinità data da 10^10, da 10^10 e da 10^10. Quando in Bibbia si creano i 10, è il 10 che li crea, ma non quello terreno, 10 dato dal Log 10^10 che ha fatto scendere in terra il 10. No, il 10^10, per come è quando è in cielo: <Io sono il 10 di chi è fatto di dieci 10 interattivi e della stessa sostanza>. Questa generazione dall’Origine ha delimitato i tre assi assoluti e infiniti, determinandoli nel limite della lunghezza di 10^10. L’infinito è sceso a patti con il suo stesso essere definito (in quanto nell’ASSOLUTO esiste di tutto) e Padre, Figlio e Spirito santo sono


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emanazioni totalmente contrapposte tra loro, il che le porta a essere perpendicolari. Quando i 10 a immagine e somiglianza del Dio-Emanazione che ha adottato il 10 a delimitare quantitativamente la sua immagine e somiglianza, ciascuno dei 10 ha avuto assegnata una durata propria nelle unità dei mille anni ciascuno. Però non sembra, a leggere Bibbia. Dio ha desunto le rispettive velocità di esistenza in un totale 1000, differentemente diviso tra numeratore e denominatore. Adamo è vissuto 130 anni prima che la nascita di Set lo mutasse fa Figlio a Padre di altri Padri, e poi per 800 anni ha generato altri figli e figlie che non sono stati nominati. La vita totale di 930 anni ha un invisibile 70 a denominatore che la rende veloce come 930/70 = 13+10/35, uguale a 13,2856 in cui il tempo è il solito rapporto unitario dato dalla bicicletta a due ruote in cui 65/10 sono la ruota di appoggio e 65/10 quella motrice, ed è il moto di 1 in 66=Romano. Così <pedala> Adamo, vivendo. Tutti sono descritti in questo modo. +030=Adamo, 000000130 anni da figlio e 800 da padre in 930 totali +040=Set, 000000000 105 anni da figlio e 807 da padre in 912 totali +048=Enos, 00000000090 anni da figlio e 815 da padre in 905 totali +033=Kenan, 0000000070 anni da figlio e 840 da padre in 910 totali +053=Malaleel, 00000065 anni da figlio e 830 da padre in 895 totali +035=Iared, 00000000162 anni da figlio e 800 da padre in 962 totali +041=Enoch, 0000000065 anni da figlio e 300 da padre in 365 totali +109=Matusalemme, 0187 anni da figlio e 782 da padre in 969 totali +038=Lamech, 000000182 anni da figlio e 595 da padre in 777 totali = 426 0000000000Tot 1056 anni da figlio fo Noè=30, il 10° = 426 è anche Benito=59 Vittorio=116 Anna=26 Giovanni=83 Vincenzo=95 Amodeo=47 dove 381 è: Romano=66 Antonio=78 Anna=26 Paolo=51 Torquato=113 Amodeo=47 Con Romano n. 1+Antonio=78+Anna=26=105 è Set: 105 anni da figlio. 426 + 381 = 807, i 12 nomi dan Set: anni 807 da padre.


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Questo il rapporto di causa e effetto, progressivo e vedete chiaro che quando il rapporto progressivo è riferito al Dio-base 10, abbiamo il valore di 646,6905 /10 Elohim. Il triplo del valore intero porta al 1938. Ora io vi ho detto che il valore decimale è simile a un rapporto che esiste nel tempo… ebbene quando moltiplichiamo per 3 anche quello che esiste nel tempo, abbiamo 1940,0715 Esso comprende anche l’energia unitaria 111 che con la vita umana non c’entra ed è una unità divina da eliminare. +1940,0715 - 0000,0111 =1940,0604 è la data esatta in cui Romano morì e risuscitò, il dì in cui fu concepito Benito e l’angelo che aveva lottato con Giacobbe fino all’alba per non nascere, si rassegno a nascere. In questa DIVINA ESEGESI fatta <da Dio> (benissimo! In modo non approssimativo ma perfetto, vedete che tutto non è approssimato, ma proprio perfetto). Eppure – finché non piacerà a Dio – voi non ci crederete, nonostante tutta questa perfezione e a dimostrazione che <il popolo di Dio ha la testa così dura… che deve essere circoncisa nel prepuzio o nella testa di cavolo…>


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Il ciclo annuale nei 10.000 della realtà è descritto nel versetto di Bibbia 1,1,1 Mentre abbiamo visto che le 3 parole che per davvero auspicano l’avvento del Creatore, descritto nelle parole che poi appariranno più avanti <e vide che era una cosa buona>, portano la quantità auspicata al 566 dell’energia Romano, scesa nel tempo generale dato da 1.000/2, le altre 4 parole introducono la realtà creata in <questo cielo e questa Terra>. Le corrispondenti parole in Bibbia portano le prime 3, dell’avvento dei 3 Elohim di Dio in Padre, Figlio e Spirito Santo, al valore sato da 913+203+646, uguali a 1.116 anni nella somma delle prime due, e a 1.762 anni in tutte e tre. Ebbene, mentre sono 1.116 le esatte decine di giorni di vita di Luigi Amodeo, Padre di Romano, alla nascita del suo 1°genito, in perfetta aderenza con ciò che precede il suo avvento, di AL, nella terza parola di ALHIM, accade che ove il <Padre Assoluto> della creazione è il <ciclo 10> del Padre anche di Romano nelle sue decine di giorni, l’intero mondo da Esso Creato scopre in quegli anni la necessità di uscire dall’ambiguità, circa tutte le unità di misura e di creare il METRO assecondando il ciclo 10 relativo alle dimensioni della TERRA. 10^10 deve essere posto il tempo unitario ¼ del Meridiano del pianeta, nel volume dato dal cubo di 1/10 del METRO, unitario e accostato in una lunga sequenza lineare che, mentre era lunga 10^10 decimi di metro, dunque 10^9, si riduceva a 10^7 essendo un decimo cubico e tale che in 1 m^3 esistessero 1.000 dm^3. Tutti e 4 i tempi ¼ avrebbero costituito la definizione di un intero Meridiano lungo 4 × 10^7 metri e composto dalla sequenza di una linea che – pur essendo linea – fosse anche volume avendo una sezione di 1 m^2.


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L’unità dello spazio, data dai ¾ in lunghezza del Meridiano veniva definita unitaria in 30 milioni di metri, dei quali uno fosse il 30milionismo di 30 milioni a costituire il meridiano terrestre, unitario nei ¾ di esso, in 30 milioni di 30 milionesimi, alias di metri, e anche metri cubi essendo un <anello> avente la sezione di 1 metro quadro che moltiplicata per i metri nel flusso definissero il flusso del volume. Nello stesso tempo, a ogni decimetro cubo, i notevoli scienziati del tempo, decisero che questo fosse un dm^3 di acqua, alla temperatura di 4° C in cui è massima la sua densità e si sarebbe chiamato CHILOGRAMMO, ossia fatto da 1000 (chilo) grammi. Ora a voi sfugge ma a me no tutto questo: METRO nasconde <Me>=16, <RO>=28 con al centro una croce in forma di T=18 per un totale 62 indicante il moto di 38 nel lato 100 della realtà, ove 38+1+1 (i lati del piano trasversale del volume) definiscono in linea il volume 38 dato da 38×1×1. Anche il 1° reale figlio di Adamo chiamato CAINO ha il valore 38 e 38 anche vale il nome LAMech vissuto 777 anni, del padre di NOè , che <discende> dal L.AM ch’è stato Luigi Amodeo padre di Romano, trinità intera del nome NOè dato dal finale terso di RomaNO. CHILOGRAMMO a sua volta cela CHI è L o G-R.AM ora: MO’ E vale 94 essendo 47+47 una coppia di Amodeo in Padre e Spirito santo. TERRA nome italiano cela in TER il <3 romano> e in RA <Romano Amodeo> … ma non perché sono i nomi miei, poiché i 6 nomi che mi sono stati assegnati in un Battesimo Cristiano sono quelli non miei ma di Dio. Io sono solo la comunione tra l’acqua e il fuoco di un LUCIFERO che è CRISTOFORO, un angelo caduto dal cielo e nominato una sola volta in tutto l’antico e Nuovo Testamento in questo unico versetto. Isaia 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero , figlio dell' aurora ? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli ?


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Lucifero Romano, come mai sei caduto dal cielo, figlio dell’aurora? Signore di popoli? Io sono nato durante una Aurora Boreale così scesa alle basse latitudini da essere stata visibile persino in Africa, in un Paese bagnato da un Fiume CALORE (qui il Re) la cui sorgente è dal Monte Cervati. Questo lo scrivo poiché il Salmo 21-22 famoso per il <Dio, Dio perché mi hai abbandonato?> fu dedicato <al “maestro” del Coro sulle ali della Cerva dell’Aurora> in cui Maestro … <ma est RO!> è Romano il vero fondamentale Maestro cui tutto questo è stato dedicato! Il RO portatore di Luci in LUCI-FERO, il Romano porto, è dichiarato da Isaia non un demonio ma semplicemente un <tu che sei caduto dal cielo>, con l’essenziale domanda del <Come mai?>. E si rivolge a quel Signore dei Popoli che è stato oltre ogni dubbio il Popolo Romano che doveva nascere – per come scritto in Bibbia 1,25 , dal grembo della sposa di Isacco e che lottava contro il suo gemello perfino già nella dolente pancia della mamma. <Come mai!> Rispondo io che sono chiaramente il LUCIFERO in questione con il mio nome proprio: Sono caduto dal cielo sulla terra per portare le TRE LUCI di Padre Figlio e Spirito Santo, laddove TER-R.A. è il mio stesso nome in questa TERna portata da R.A. Dunque anche CRISTOFORO, il portatore di Cristo che era morto e il Cristo risuscitò entrando nel mio piccolo e fermatosi cuore me la scossa elettrica di un defibrillatore. Accadde quando avevo 862 giorni di vita e nemmeno me ne accorsi … allora. Ma quando il 22 dicembre, a Gerusalemme, alle ore 2 del mattino di quel giorno che nell’America dei Maia era ancora il 21 – nel giorno famoso conosciuto come quello del Termine del Calendario Maia – io sperimentai l’uscita da me di quella sorgente della mia salvezza, io – che non stavo sognando nulla – vidi prima comparire nel buio totale un


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riquadro avente lo stesso colore di questo: , che, in circa 3 secondi, si concentrò nel suo centro fino a sparire avendo proprio questo colore e queste LUCI che io Romano <fero>, porto. Restato buio pesto, dopo 1 secondo fui scosso nel corpo da una corrente elettrica che mentre non vedevo più niente, sentii in un modo potentissimo partire dall’esterno della mia persona e concentrarsi fino a sparire, così come avevo visto prima accadere in quelle luci. Vidi le due forme dell’elettromagnetismo ridursi a nulla e sparire. Fu a quel punto che si accese di nuovo la mia visione personale, e vidi il mio corpo morto disteso sul letto, e avvolto da quella veste sacerdotale che avevo acquistato appositamente per questo evento. Lo vidi io distaccato dal corpo, mentre io ero in alto a perpendicolo su di esso e tentavo inutilmente di muoverlo, rianimarlo … tornato a essere come fui prima che accedessi esattamente il fenomeno inverso (che non ricordo, ero troppo bambino) e che dal centro entrasse prima quel flusso elettrico (lo stesso che ha impressionato il telo della Sindone) e poi quel quadrato azzurro a dare nuovamente luci e vita al mio morto corpo. A Gerusalemme vissi la mia seconda morte e risurrezione, nel modo in cui vi ho descritto la morte. La mia risurrezione mi sembrò opera della mia volontà, ma erano Padre e Spirito Santo restati ancora in me a consentirmi in circa una dozzina di minuti primi, ci riuscire a muovere prima due dita: pollice e indice che facevano incrociare e schioccare le unghie, in quel gesto che vidi presente anche in mio padre paralizzato totalmente, e che pure riusciva a compierlo, chissà come. Quando riuscii a rientrare in me con il mio Spirito di Lucifero e Cristoforo – come per un prodigio – ricominciai a vedere tutto tramite i miei occhi, ma sempre come se lo facessi in un sogno. E vidi la porta chiusa di fronte al letto di quella stanzetta presso le suore Maronite in cui alloggiavo, aprirsi, ed entrare tutta sorridente mia madre, lella sua migliore età con cui la ricordavo. Era comparso anche un letto che non c’era in quella camera con un sol letto, e su di esso c’era Gennaro, mio cugino.


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E perché lui? Per via del suo nome: la Geenna che io RO avevo attraversato. Fu allora che mi ridestai, e volli vedere subito che ore fossero: erano esattamente le 2 del giorno 22 a Gerusalemme, mentre nella Terra dei Maia era ancora il 21. Non ho tergiversato raccontandovelo, ma ho voluto rendere testimonianza di quello che io ho vissuto e provato quando Gesù, dopo di essere stato per tutta la sua vita in Spirito sul suo <Cristoforo> abbandonò quel corpo avendo cessato il suo ruolo sulla Terra. Questo era tornato <a fare> anche Gesù. A ridare vita a me, a vivere in Spirito Santo su di me, essendo io unicamente un Lucifero Cristoforo, ben distinto da LUI. Accade che l’ASSOLUTO, nel mondo reale si rappresenta attraverso uno ZERO REALE, che esiste realmente ma proprio come il duplice ZERO tra i due gemelli Zerach e Perez, di Genesi 38: →ZER a.C. P è REZ← In mezzo a due ZERI <ante Cristo RO è, P, il Padre> Dunque che sia chiaro, per tutti i secoli dei secoli, che io – il portatore corporeo, dello Spirito Divino – sono sempre restato ben distinto nella mia persona, da quella di Dio! L’ASSOLUTO entra bel suo disegno solo attraverso la reale distanza tra questi due zeri, e il <contenuto reale> sta in quanto è prima che fosse Cristo: quello del Padre Nostro. L’esclusione di Esaù, che è sembrata una menomazione, non lo è stata per nulla. Il <Tu sei Romano Amodeo> celato in Esaù poi Edom, è stato posto prima ancora che esistesse il Tempo, E Giacobbe è divenuto primo, ma solo in quello che accade nel tempo di una reale <visione>. Qualcosa di simile a uno <spettacolo> in cui sembrano vivere uomini, ma sono solo i <personaggi> di una divina Creazione e ai quali (come Walt Disney ai suoi) ha dato tutto: <pensieri parole ed opere> apparenti in quello spettacolo. PERSONAGGI privi di una anima propria e – come tali – possibili portatori di tutte quante le anime che entrino in essi come <reali attori> e gli addano vita reale in una reale lorio <interpretazione> Questo pure io Lucifero Cristoforo <io sono>.


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Un Personaggio che adesso sono io nel mio spirito e un giorno potrete essere tutti quanti, a uno a uno, se lo vorrete. E farete vostra l’esperienza reale che io ho fatta in relazione al MIO DIO. Come anima, io sono solo una infinitesima emanazione di un Infinito Dio fatto di anime infinite come la mia, e che tuttavia sono della stessa sostanza di Dio. Pertanto, io non ho goduto di alcun privilegio rispetto a tutti quanti voi, anzi io ho patito l’obbligo – da parte di Dio – di non saltare nemmeno un attimo, sia da sveglio, sia nei sogni, di questa mia esperienza assolutamente complessa e piena di bene e di male. Il Dio in me – immischiandosi con un PERSONAGGIO come il mio – ha fatto suo il mio peccato, per farlo totalmente svanire una volta che è divenuto il Suo. È in questo indiretto modo che a Dio non è stato impossibile far proprio ogni cosa, compreso il male. Sono io – con il mio personaggio – ad essere stato chi glielo ha umanamente permesso. Guardatevi dunque tutti per bene di non mettermi mai su un altare per celebrare ME. Io sono come il ME-T-RO: la stessa cosa che per Gesù Cristo è stata la CROCE. La strategia divina ha permesso in me la presenza dello Spirito di Gesù Cristo senza 862 giorni prima e 4764 dopo. Di essi, gli ultimi 3335 giorni, a partire dal 17 agosto del 2,016, li avrei vissuto da solo, senza più in me le LUCI di Padre e Spirito Santo. Ora sto vivendo e sono esattamente come siete tutti voi. Il Signore ha voluto concedere anche al suo servo di potere essere come tutti, e per un motivo essenziale: <dare testimonianza!> Se avessi avuto Dio <su di me> come faceva a Lui a dare testimonianza su di sé? Quando chiesero a Gesù da Chi venisse Lui, e Chi gli desse testimonianza, rispose: <me la dà il Padre!>. Il Padre non può testimoniare su di sé, ma essendo onnipotente, allora lo può veramente attraverso di me a condizione che io non sia più Lui in Spirito santo, ma una semplice anima come tutte le sue infinite e tutte uguali tra loro.


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Dio ha permesso alle <sue> anime infinitesime di <differenziarsi a piacere>. Questa la libertà data a tutte, quando è stata a ciascuna assegnata una figura umana da animare delle sue intenzioni. Ciascuna avrebbe assunto da Dio ogni cosa: <pensieri parole e opere… ma non il senso del Gusto e del Disgusto, nella loro assunta e totale esperienza che gli è stata comandata. Grazie all’immedesimazione nella vita reale, le infinite anime di Dio si sono potute liberamente creare il loro senso del Gusto e dei Valori, e alla fine ciascuna avrà in premio personale eterno il Gusto proprio, ma poi – donato dal coro di tutte le altre – la divina sinfonia di quando una musica e un canto sono attivati da parti diverse, ciascuna delle quali ha liberamente scelto se essere un cantante o un musicante, oppure semplicemente un puro e semplice <spettatore> dell’opera altrui. L’esperienza ci insegna che anche da spettatori si può essere felici… Ma non ora! Ora dobbiamo farci carico della parte (gloriosa o infame) che il Signore ha voluto propinarci a sua insindacabile scelta… E ci ha dato la facoltà di compiere al stessa cosa con LUI: <Eleggerlo a Dio, secondo il valore con cui abbiamo voluto riconoscerlo! > Socrate diceva che <Dio è lo stratagemma umano trovato da uno che è divenuto tanto impotente di suo da rifugiarsi in un Ente superiore e Creato da lui che lo salva!> Aveva assolutamente ragione! Siamo noi a creare liberamente il Valore assoluto di Dio in noi, e sarà quello che avremo come nostro Dio! Chi ha fatto proprie le passioni di un Personaggio tifoso di Calcio, e ha idealizzato nel Calcio il Valore supremo della sua vita, avrà Il Calcio come Dio… e sarebbe veramente nei pasticci più grandi se la visione <corale> di tutte le modalità di Dio concepiti e sperati da tutti gli altri a salvezza del proprio essere, non lo soccorressero. Così, non resta vittima della povertà della sua idealizzazione. Non quella passante attraverso i <pensieri, parole e opere> che sono stati costretti ad assumere totalmente, senza nessuna possibilità di pensare, parlare e agire in modo differente. So parlando delle <intenzioni>. Esse non sono pensieri! Non parole, non Opere. Sono l’essenza della loro libertà delle anime, dispetto a chi gli ha imposto totalmente un personaggio.


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Siamo nei confronti della nostra vita come davanti a un Film, fatto da un altro e i cui pensieri parole e opere sono tutti e solo quelli… ma nella libertà di puri spettatori siamo liberi di gradirlo più o meno e con questo di desiderare differentemente da quello che vediamo accadere a noi, nei nostri pensieri parole ed opero. È la libertà sacrosanta che Dio concede a chi LUI ha obbligato in modo assoluto, ed è quella che a sua volta colui può RICREARE in sé, il Dio che egli sente e ama di poter avere come un Dio. E lo avrà! E sarà proprio quello senza essere tuttavia mai abbandonato dal Dio ELETTO a uno a uno da tutti quanti gli altri. In questo modo reale, Dio si è voluto liberamente animare di quello che le sue anime hanno amato che fosse, in una infinita variazione e possibilità che le contiene proprio tutte, uguali e distinte e tuttavia un unico immenso sconfinato Dio Onnipotente, che si è liberato dell’Indeterminazione e si è determinato nel modo più libero e infinito che fosse possibile. Detto tutto questo e ritornando al primo versetto della Bibbia, negli anni della terza parola il Dio 10 si è imposto sul mondo scientifico, costringendolo a plasmare unità che fossero tutte decimali. Ma nel 1762 siamo ancora in un passato relativo al 1938,0125 in cui è collocata la vera Origine, con l’arrivo di Dio Stesso a creare realmente la sua creazione. Siamo ai 176 anni – giusti-giusti – di distanza quando c’è la presenza 100+10+66 a sostenerlo, con il piano 100, con il lato 10 e con l’energia potenziale 66 di nome Romano. Quello che in natura manca, e sembra essere ZERO, è invece il trascendente Dio che lo sta creando e nel modo che non lo lascia a vedere, e tuttavia assecondando le leggi fisiche, matematiche e geometriche che Dio ha assunto a Regolare il suo creato. 176 diviso due, sono le due ruote della bicicletta, e queste hanno una lunghezza di circonferenza ideale, di 88 e di 88. Ciascuna delle due è opera di ROMANO (non so io, ve lo ripeto: è l’energia in divina onnipotenza) che da 66 è invisibile e deve entrare nel tempo per mostrarsi, e vi entra nel tempo dei 66/3 = 22, per cui 66 esiste in 22, quando è 88.


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Ma esiste anche l’altro confine che riguarda la fine terrena del Personaggio che io sono: il 4 ottobre del 2.025, che dista da quel 1762 gli 87 anni di più, posti nella mia vita e come il flusso totale di 13 in 100. Come quell’87 che rende 1000 il valore <In principio> = 913. 176+87 sono 263, ed è la Trinità 3 di Dio, più la sua unità in 10 che esiste per tutto il Dio Alfabetico in 26. Tutto questo esiste nella 4ta parola il cui valore 401 mostra la presenza 1 di tutta la realtà in cui è contenuto l’avvento di Dio. 1762 +401 porta a 2163 anni. Sono 138 oltre il limite della vita mia nel 2025,1004, mentre erano 176 prima della nascita dalla parte opposta. Perché questa differenza di 176 prima dell’avvento e 138 dopo la reale uscita di scena? La morte è un reale ingresso nel Cielo. Io vissi 138 da feto ormai sviluppato, nel grembo di mia madre. 138 giorni sommati ai 862 trascorsi prima che Cristo entrasse in me a salvare concretamente la mia vita sono esattamente il 1000 doverosi per un 10^3 sceso nella creazione coi giorni. Per questo al termine dei miei anni ce ne saranno 138 di gestazione divina per arrivare al termine della 4ta parola. Ora in questa presenza quarta, che è quella della realtà, ci doveva essere anche una certa velocità. Essa è data sia da 176 -138 = 38! Sia da 176 : 138 = 10.000/12.753 e la realtà intera 10.000 è messa in relazione alla data del natale di Roma, il 753 a.C. nella struttura religiosa dei 12 figli di Giacobbe e 12 apostoli di Gesù Cristo. Se ribaltiamo il rapporto scaturisce 10.000/7840 ed è tutta la realtà di 40 decimillesimi di un Antonio=78=26+26+26. A queste due opposte velocitò portano i due periodi <extra-time> all’interno di tutta la presenza 1 del 400 nella 4ta parole che è quella della realtà in atto. Essa è data da AT, e mentre nella lingua del mondo è un <porta a> in quella ebraica significa una cosa alla Marzullo: <fatti una domanda e datti la risposta>. Infatti il significato letterale è: <Chi? Cosa? Questo!>. Mentre la traduzione fatta da tutti la traduce in <il>, articolo determinativo che parimenti <determina> “questo” la traduzione esatta fino a questo punto della 4 parole dovrebbe essere:


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<1 in principio diede principio agli Elohim, e a cosa? A questo!> Non è l’articolo determinativo che si riferisce al Cielo, che è un’altra cosa! Questo è solo Questo: la discesa nel mondo di Dio, per come scritto con le quattro parole che determinano l’intera realtà. La Quinta parola va già oltre la realtà data solo dalle prime 4. <Cielo> fa parte dell’ultima terna di parole in cui tra gli estremi di Cielo e Terra c’è una seconda domanda-quiz data da ATF, che mentre dichiara <allo Spirito F> indica anche Felitto, ribadendola come l’essenza di quello che scende dal cielo e va in terra, è nella sua stessa parola la domanda <E che altro ancora? Quest’altro! E quest’altro non è la Terra, ma è ogni altro TE in puro Spirito Santo. Queste tre parole in sequenza valgono 955+407+1106 = 2468, una ordinata crescita regolare e totale dai limiti di 0 e 10, fatta tutta quanta in coppie. Ciò accade nel tempo delle 24 ore del giorno, che toccano al lato 100 della realtà, e al Romano=66 (potenziale) che si realizza in 2. Chi sono questi due? Romano e Benito, il 125 in cui il secondo asseconda il primo nella sua sola nascita il 25 gennaio. 2163 +2468 = 4631 Porta la REALTA0 2163 che realmente lo è nelle centinaia del 7+7+7, e nel 63 nominato ISRAELE. Siamo giunti così con la Bibbia che ci ha servito su un vassoio di ORO la conoscenza del ciclo reale degli anni terrestri. Ciò significa che i 365 giorni della terra, moltiplicati per 10^10 diventano 365 anni di spazio-tempo; sommati a 1+1 diventano l’espressione lineare del loro volume e come tali, ruotano interamente di 4631 anni nel ciclo unitario totale di 10.000 anni di spazio-tempo. Ora li riscontriamo (in questa ESEGESI che vi sembra comandata dalla follia, ma non è cosi) per come ce li presenta la Fisica. In questo modo avrete la conferma che non sono de fandonie di un esaltato. Lo sarei se io mi fossi fatto Dio, ma mi son fatto solo la sua umile <pezza da piedi>.


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I MOVIMENTI DELLA TERRA La prima cosa da accertare è che quello che è visto nel presente è simile a ciò che è visto nello spazio. Pertanto, se a distanza di spazio vedo una prospettiva che mi mostra diminuite le lunghezze già viste vicino a me osservatore, anche andando ad osservare il tempo, esso mi apparirà diminuito nella sua durata. Come lo spazio è determinato dalla distanza tra due punti, nello spazio, così il tempo, che si mostra attraverso un fenomeno rotatorio completo, risulterà accorciato nella distanza tempo esistente tra le due rotazioni relative e riguardanti il numero dei giorni esistenti in ¼ di presenza della rotazione solare attorno al suo punto centrale di riferimento nella Galassia. Pertanto, tutti coloro che si oppongono ad un rapporto immutabile tra la rotazione terrestre e il loro numero in un anno di rotazioni, sono <comici> allo stesso modo chi credesse che un uomo, posto a distanza da lui, mutasse la sua altezza, dato che così certamente gli appare. L’ unità della rotazione terrestre nello spazio a 3 dimensioni è pertanto essa pure triplice e va sempre vista sempre in relazione fissa al ciclo decimale cui essa appartiene. Le TRE, ben distinte, ma regolate sempre dallo stesso principio della Realtà intera nello spazio-tempo data dalle 10.000 unità di 10^4, sono: 1. ROTAZIONE OBBLIGATA nel solo tempo dato dal numero dei giorni è il ciclo del pianeta attorno al suo asse, nella Realtà di 10.000 giorni di spazio-tempo uguali a un anno di tempo. 2. RIVOLUZIONE nel ciclo temporale di 10 anni è il ciclo annuale del pianeta attorno al Sole e corrispondente al tempo ¼ di 10 anni, descritto in Bibbia da BRASIT: Titolo del 1° libro che è anche la sua prima parola il cui significato è di <In principio>. 3. CICLO SSOLUTO DELLA RIVOLUZIONE è quello annuale del pianeta nella realtà unitaria di 10.000 anni e corrisponde al valore numerico 4631 delle 7 parole di 28 lettere in Bibbia 1, 1, 1.


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1. ROTAZIONE OBBLIGATA nel solo tempo dato dal numero dei giorni La prima cosa da mettere in chiaro sta nello stabilire chi sia il Generale Comandante di tutto il fenomeno cui è sottoposto l’ammassamento del nostro pianeta. La sua massa magnetica, rientra nel generale fenomeno elettromagnetico che noi vediamo distinto dall’azione di due entità opposte tra loro: la elettrica che – generata da una Origine – si espanda in forma sferica; e la magnetica che si ammassi diretta verso la stessa Origine. Poi – nella sua misurazione – è condizionata dalle unità di misura riguardanti lo spazio, il tempo e la massa: In esse – per la dimensione unitaria 3 dello spazio e quella 1 del tempo, la velocità unitaria dello spazio rispetto al tempo e certamente 3/1. Ora accade che – proprio per uno spazio percorso nei due veri opposti dalla luce e dal magnetismo, la stessa velocità 3/1 appartiene sia a quella in espansione elettrica, che a quella in ammassamento magnetico. Poiché la dimensione 3 dello spazio è data dall’indice 3 del volume 10^3, l’interazione elettro-magnetica è certamente all’origine prima di un 10^3 × 10^3 che realizza la complessità dello spazio 10^6, che è positivonegativa, poi un successivo × 10^3 porta a 10^9 anche quella non solo tra lo spazio positivo e negativo, ma anche tra l’elettricità e il magnetismo. 10^3 × 10^3 × 10^3 = 10^9 è la velocità assoluta elettro-magnetica, relativa alla complessità di uno spazio che ha le tre dimensioni e pertanto esso pure implica le tre <volte> che portano la combinazione totale, data dal prodotto, all’indice 3 moltiplicato per 3. (10^3) ^3 = 10^3 × 10^3 × 10^3, si mostra, pertanto come una potenza 3 della potenza di 10 elevato a 3. Conseguentemente a ciò, 10^10 : 10^9 = 10 mostra come l’indice 9, diminuito di 1, indica nella potenza di cui è esponente il numero invariante delle volte attraverso le quali 10^10 è sottoposto al Log decimale grazie al quale Log 10^10 = 10.


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Poiché il Log decimale è il generale attore grazie al quale la stringa binaria 0110100100010000 ingenera i numeri 01234 nella stessa sequenza in cui esistono nella stringa, accade che la potenza 10^9, corrispondente al Logaritmo decimale, ha la stessa funzione di ingenerare e regolare perfettamente tra loro tutti i numeri decimali esistenti nello spazio e nel tempo. Un numero qualunque N, intero e a più cifre come NNN/1 nello spaziotempo, quando è diviso per 9, attua (in relazione alle potenze in base 10) quella potenza di potenza che divide tra loro i rispettivi esponenti o indici che dir si voglia. Il risultato evidente dalla divisione, è che mentre l’esistenza unitaria nello spazio è fissata e intera in NNN/1, con NNN/1 : 9 = NN,NNNNNN… si genera lo spazio-tempo in cui esistono sia tani NNN interi quanti N -N/N, sia infiniti tempi ennesimi. Quando un numero P ha una sola cifra, allora, P : 9 = 0,NNNN… in periodo infinito in cui esiste solo il tempo. Così 6, indice dello spazio esistente 3 in positivo e 3 in negativo, con 6 : 9 = 0,6666… si scompone nella sua infinita <energia> in atto infinito. Se vogliamo <boccarla> in una presenza ben definita, dobbiamo far ricorso alla lunghezza 100 dello spazio-tempo che è 10^4 attraverso 10^2. Allora 0,666666… infinito ×100 = 66,6666… fissa in 66 unità la sola <energia>, in quanto -33 e +33 che sono stati generati da un moto bilaterale e sempre avanzante, verso destra e verso sinistra, azzera nella somma i due opposti azzerandone il flusso secondo quell’asse in cui erano e si spostano interamente, perdendo il loro segno, nel piano perpendicolare a quello del flusso loro in origine, e sono i lati 33 e 33 di tale piano e un’area, in conseguenza, di 1.089; e se ad essi si accodano gli analoghi tempi, 33,333333 definito fino alla complessità 6 dello spazio, nella sua area è 1.111,1110888889, e resta con la realtà unitaria a 4 cifre, mentre le altre 7, del loro numero in 7, esistono nel tempo a esprimere la dimensione 3 unitaria, dello spazio nel tempo. Quando noi ricorriamo alla lunghezza 100 del lato unitario della realtà, questo numero diventa 111.111,10888… e mostra solo allora anche nello spazio unitario la presenza delle 6 cifre. Ora questa non è più area. Era area, ma, moltiplicata per la lunghezza 100 del lato della realtà, è divenuta <volume> elettromagnetico, conservando


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in questa contrapposizione quella tra elettricità e magnetismo, pero divenuta essa pure lineare come il 100 base del lato della realtà in cui si muove il volume elettromagnetico e tale che tutto il numero è flusso, uguale e distino, sia dell’uno in uno dei due versi, sia dell’altro opposto. Questo volume avanzante in linea è alla base del tempo della natura elettromagnetica che si mastra nelle luci e nelle masse. Dobbiamo stare attenti a non mischiare a questo punto lo spazio 111.111, con il tempo 0,108888… che al quadrato diventa 0,0118 e resta tempo. Ove 111.111^2 è 12345654321 preciso, se gli attaccassimo il tempo dimenticandoci dell’opposta sua natura, con 111.111,10888… al quadrato avemmo 12.345.678.516,54321 e il perfetto <Sali-scendi> di prima che arrivava fino a 6, ora arriva fino a 8, seguito da un numero 561,54321, con una differenza di 78516,54321 -54321,0188 uguale a 24.195,52441. Avremmo ottenuto che il tempo unitario nelle 24 ore terrestri hanno invaso lo spazio unitario, essendo però sempre e solo <tempo> e non spazio. Infatti anche il 195,52441 che segue è un moto nel tempo espresso dalla differenza rispetto al 193,80125, che è espresso da 1,72316. Questo tempo decimale, per divenire spazio, si deve moltiplicare per 10 e allora diventano 17,2316 anni di avanzamento all’Origine, la quale è datata 1938,0125. Il numero 24.195,52441 esprime 1017 anni unitari e si muove esattamente per quanto indicato da 2^10 = 1.024 … ma non lo appare in 1.017 unità poiché, esistendo una realtà 2^3 =8 elettromagnetica a esistere come il fondamentale <attore> della vicenda. In natura esistono sempre, e sempre assieme, il <corridore in atto> e la <sua corsa>. Il <corridore> è il complesso 4+4, la sua corsa è 1.017, la loro comune presenza è il 2^10 = 1.024 dato da 8+1.017. Accertato che non bisogna mischiare 111.111 con il suo tempo poiché 111.111 / 0,1088888… è la sua velocità data da S/T, osserviamo attentamente 12345654321. L’elettromagnetismo è il lato 10^5 dato da √ 1010. 123456,54321 × 10^5 è l’unità elettromagnetica che divide esattamente in due il <Sali-scendi>. Lo spazio unitario è invece 10^3. 12345654,321 × 10^3 è nell’unità dello spazio. 12 345654 è l’evidenza delle 6 dimensioni dello spazio complesso.


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Lo spazio è sempre accoppiato al tempo, in 4 dimensioni, e queste sono quelle date da 4 × 86.400 minuti secondi = 345600 all’intero di 345654. Laddove dividere per 4 anche il 54 porta al 13,5 che è ½ di 27, ossia la presenza nel tempo decimale ½ del volume 3^3. Infatti 13 è la presenza ¼ delle 52 settimane che esistono nell’unità dell’anno, e 0,5 è il tempo ½ che espresso nella cubatura del volume è lo il solo tempo 0,5^3 = 0,125 che quando si muove in tutto il ciclo 10 dello spazio, diventa esattamente quell’1,25 in giorni che sommato a 52×7=364 giorni li porta esattamente ai 365,25 dell’anno medio solare. Insomma, in 345654 abbiamo che il <piccolo> 54 è a perfetta base del <grande> anno di 365,25 giorni, quando le settimane 52+1+1 assumono l’indicazione di volume dissociato nelle sue 3 linee componenti, con l’aggiunta al flusso 52 dei lati 1 e 1, Il <piccolo> minuto secondo, s’esprime nel grande 345.600 e diventa perfettamente 4 giorni di quei 365,25 che sono i quarti di 4 anni. Al di sotto di questo, ci sono lo 0,321 rispetto alle 10^3 unità date dal 1.000. Divise per 4 esse pure (e perché no?) 321/4 sono 80,25 e rappresentano il complesso della realtà 40+40, esistente in ¼ di tempo. Il tempo 1938,0125 è nel suo tempo dato da 0,0125 esattamente 1/80. È il suo tempo 0,25, espandendosi esattamente per 7.752 volte, diventa il 1938 esatto. Sappiamo bene che 52 sono settimane, e che il prodotto per 7 le porta ai 364 giorni mancanti solo dell’1,25 che è l’unità dello spaziotempo data da 1^2 +(1/2) ^2. Se invece di moltiplicarsi solo per 7 lo fa anche per un altro 7700, e dunque per un totale 7707… perché manca un 70? La mia risposa è sempre la stessa: <quello che appare mancante è <il corridore> che – come uno che deve correre 100 metri, si mette prima ed esclude il suo occupare lunghezza, da quella che deve correre. Se aggiungiamo alla <sua corsa 7707> anche il suo 70, fanno 777. Insomma in 80,25 lo spazio si pone nel tempo 1/80 e il tempo ¼ si pone esistente per le 7777 volte che divise per 4 sono 1.944,25. Questo indica un numero che andato oltre di anni 6,2375 dati da 7 meno 0,7625. E si tratta dell’unità di 7/10 sommato a 5^4=625 alla dimensione decimillesima della realtà dei totali Coulomb di carica elettrica. Egli ne trovo 624/1 unitari che sono in tutto i 624+1 quando sono <totali> e non più <unitari>.


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Avendo calcolato non 6,2375 ma la differenza rispetto a 7, io ho considerato 7778 come <intero>, esso pure, poiché esso pure è unitario in 7777/1. Allora abbiamo come soggetto che corre nel tempo il valore intero dei Coulomb che sono la totale carica elettrica, nella dimensione unitaria data dai decimillesimi 626. Questa unità di carica elettrica esiste in 7000 decimillesimi interi (se di 10.000) nel moto totale di 7778 e sono la struttura unitaria corrispondente nel tempo. Infatti 8 / 0,7625 = 10,49180, ove 10 / 0,4918 = 20,3334, ove 20 / 0,3334 = 59,98800 ove 59 / 0,988 sono 59,7165 e si è apparentemente ridotto di 0,2715 nel tempo solo essendo quello del volume espresso da 3^3 nei centesimi del lato 100 della realtà e in quel 15 che in 5+5+5 è l’unità del tempo ½ del ciclo 10 e il suo spazio poiché sono in 3. Con la realtà che è 4, per portare la velocità assoluta dello S/T da 8 / 0,7625 al 59 / 0,7165 diverso solo per 46 millesimi, mentre 8 e cresciuto di 51 volte per divenire 59, ci sono occorsi 4 passaggi di Spazio-tempo di spazio-tempo. Ma già al terzo passaggio avevano ottenuto l’irraggiungibile 59 di … BENITO che si era mosso nel tempo solo dei 46 millesimi. Sapete? 1/46 = 0,0217 è la nascita il 17 febbraio di Benito. 4600+0,0217 parte dallo spazio 46 e lo considera nel lato 100 della realtà, quando lo porta a 4600,0217, e manca solo una cosa al ciclo assoluto della terra … il solito <corridore unitario>! Ma chi è? È presente? Sì? Allora è 1. È il ciclo 10, Uno e Trino? Sì? Allora è 10+10+10. Il corridore unitario è la presenza 1 di 30. È 31. Si trova dentro il 5431,0217, Ma dato che è <lui che corre> allora quantifica che la sua corsa è solo 4600,0217. E sono i due opposti dati dal 46 sommato a 1/46. Quando il 46 si moltiplica per la lunghezza 100 della realtà mentre invece non tocchiamo il tempo 1/46 stiamo dicendo una sciocchezza. Infatti cole lo spazio di dilata verso sinistra, il tempo cresce a destra, e lo fa nella realtà successiva a quella data dallo 0,0217, ed è interamente nella quantità 0,02176634 della carica della luce nei Coulomb. Da una parte, nello spazio, abbiamo attivato il ×100 e sembrerebbe di non avere attivato lo spazio… ma non è così! 6634 sono la struttura decimillesima dei decimillesimi 217 della realtà superiore.


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Quando sparisce quella inferiore significa che si è attivata ed è divenuta esattamente la realtà superiore e solo quella. 6636 in due centesimi successivi, esiste nel 1° nel 66 <potenziale> e nel centesimo suo entra in atto nel tempo ½, e i 66/2 =33/1 sono il tempo ½ suo, in cui l’energia in potenza si è attuata tutta, ma solo nelle 10000 quantità decimillesime. Ora 66 con la sua metà che si manifesta nei centesimi successivi è data da 6633/1 che sono in tutto 6634/10^8. Per mutarsi in 2170000/10^8 tutto questo deve moltiplicarsi per 327,1028 ed è un bel valore unitario intero che in 300 anche lo spazio 3 si moltiplica per 100 e si somma al volume intero 3^3. Il suo tempo, dato da 1028 è l’intero 2^10 = 1.024 (solo reale in 4) che con +4 è divenuto il complesso 28 che impersona il moto 7 (di 3 in 10) che con 7 +3×7, esiste in 7 nel tempo e in 7+7+7 nello spazio. Ora per la perfezione di tutte le cose, 327,1028 × 6.634 = 2.169.999,9752 e al 2.170.000 preciso mancano 248 decimillesimi di realtà dati da 31×8. Avete visto? In base al complesso 8 e a una realtà unitaria in 10^4, anche qui manca quel 31 che non esiste in 4600,0217… mentre ci sono tutti e due. Solo la loro presenza alla dimensione della realtà complessa 8 realizza lo 0,2170000 in cui la struttura reale secondaria si è azzerata perfettamente, e solo la presenza dello stesso 31 si aggiunge a formare con il 4631,0217 il ciclo perfetto degli anni terrestri che la bibbia aveva segnalato nel 4631 anni in Bibbia 1,1,1. In tutto questo, l’ostacolo vostro a capire credo stia ancora nello S/T. Per coi il Tempo non dovrebbe essere decimale… ma il Tempo dell’unità proprio questo è: un valore decimale. Quando io ho diviso la prima volta 8 per 0,7625, ottenendo 10,49180 ho ottenuto di nuovo una velocità, ed è quella unitaria in 10 /0,4918. Seguitando ogni volta a cercare la sua unità di fondo, l’ho trovata solo nel terzo passaggio dell’intero spazio, con 59,988. Ma la realtà a 4 dimensioni necessita di 4 <approfondimenti> e il 4° ha portato allo stesso ormai fisso 59,7165 nel tempo 0,7165che si era diversificato in 46/1000 rispetto a quello originale in 0,7625. Tutto è scaturito da questo 46! È la realtà 40 che percorre tutti i 6 versi vai e vieni nello spazio 3. Per questo, quando lo fa a dimensione 100 (del lato dello spazio) 4600 è la realtà 4000 che percorre sei spazi 100, tre in negativo e 3 in positivo,


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facendolo con la presenza 1 di quel 10+10+10 dal cui prodotto il 1000 per cui si è moltiplicato il 4. Il computo nel tempo è assai più semplice poiché basta aggiungere 1/46. Alt. Anche 1/46 dà 0,0217 3913 Come la mettiamo allora coi conti appena fatti? La mettiamo così: +0,02176634 è la carica dei Coulomb - 0,02173913 è il matematico 1/46 =0,00002721 è il volume 3^2 la cui struttura centesima è il moto di 7+7+7. Rispetto al tempo matematico di 1/46 c’è un reale <corridore> a usare quel tempo, per fare la sua corsa con la struttura dinamica 7+7+7 posta all’origine del volume 27. Il corridore è un volume fatto tutto della dinamica 777 di 223 invece di 333 e per una pura questione di presenza ciclica, che in una sola cifra decimale non arriva a contenerne un 10 che ha due cifre e ingenera continui riporti. Riferire il 777 al 223 significa riferirlo al tempo 1/3 dell’energia 666, dato dalle 222/1 unità che in totale sono 223. È fondamentale questo 1 in più! 223 / 222 è uguale a quell’ (1+1/222) ^222 = 2,712184743453092 ove 2,718281828459045 è la base <e> dei logaritmi naturali che generano il volume 27 nel suo ciclo ×10 e … poi +1828 +1828 =3656 ecco di nuovo il ciclo di 10 × 365,6 e il 6 è il tempo unitario delle 4 dimensioni del 6×24, e vale le 6 ore 24esime del giorno. Ove 459045 è il flusso dell’area 540954 che fa da tempo nei confronti dello spazio in lunghezza e esprime esattamente i 540 minuti primi, nei secondi, sommati ai 9 secondi più i 54/100 di secondo. La sola cosa che sembra non tornare è che 549,54 siano i secondi dell’anno siderale e non quelli dati da 540954. Ma va capito che come 459045 è lo spazio a tre dimensioni dato dalla sequenza di 45°+90°+45° = 180° percorsi <gradualmente>, ossia in successione, allo stesso modo il <tempo> che ha solo le 2 dimensioni date da ½ esistente in 2, mette in successione prima 540 secondi e dopo 9,54 secondi, e lo 0 e il 9 appartengono alla stessa cifra.


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Dunque laddove esiste il rapporto tra il totale e l’unitario, in cui (N+1) /N è uguale a (1+1/N) ecco che elevando il rapporto incrementale 1/N al suo potenziale inverso dato da N/1 si ottiene una base <e> logaritmica che nelle sue 16 cifre totali (una intera e 15 decimali) è reso obbligato il volume terrestre, quando 2,7 nelle sue 4 dimensioni è il 10,8 e allora: il volume terrestre è 10,8 ×10^10 × 10^10 × 10 m^3 Mentre le sue 365 giornate +6/24 del giorno, cioè le 365,6 giornate, date da 1.828+1.828 nel tempo 1/10, e il graduale 45+90+45 nella rotazione graduale dell’angolo piatto, sono nel valore complementare all’unità è minuti 549,54 esistenti nel giorno riferito alle stelle fisse. Il volume terrestre e la sua rotazione sono <imposte> dalla base <e> dei logaritmi naturali e con c’è variazione che tenga! Poi accade che per relazioni esistenti nella massa totale della rotazione attorno al solo, che lo stesso ciclo della terra si sia dotato del ciclo attorno ad esso della luna proprio staccando dal totale la parte che non era regolata dalla base <e> logaritmica… E per una pura questione di numeri! I 28 giorni della rotazione lunare sono imposti dal 7 Uno e 7+7+7 Triplo nello spazio. La distanza di 384 dimensioni 10^N, sono date da 3+381 che è tutto il movimento in linea e che diventa la distanza spaziale media. La massa terrestre, non essendo con 10,8 un multiplo esatto di 7, dato da 7×1,5 di unità di spazio-tempo +3/10 di spazio nel tempo, ossia di 10,5 +0,3 ha preso questo 0,3 e l’la moltiplicato per 1270 volte, ottenendo 381 la dinamica che riduce il raggio ruotante 999 al 618 del suo lato, nel decagono, e il 381 si e tutto allineato, sommandosi al 3 a costituire la distanza media. La massa della Terra è di circa 59,726×10^23 kg2, mentre la massa della Luna è di circa 0,7342 × 10^23 kg. Quindi, la massa terrestre è circa 81,3 volte la massa della Luna56. Questo significa che la Terra è circa 81,3 volte più massiccia della Luna. Ora se la distanza media è 381+4 e la massa è 81.3 (sono gli stessi numeri di 381, significa che è entrata in azione l’invariante 9 della C^2 grande del prodotto 3×3.


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+381 - +81,3 =299,7 è infatti dato esattamente dal 9 ×33,3 unità dello spazio nel tempo decimale. La massa magnetica si è attivata ponendosi alla distanza giusta legata al rapporto tra le due, che con 81,3 dimostra tutta la dipendenza possibile e immaginabile con il 3^4 =81, nel tempo decimo dello spazio 3. E faccio notare come la massa terrestre di 59,726 ×10^23 kg^2 abbia un valore molto vicino al 59,7165 ottenuto in 3za battuta da 59,988 dividendo lo spazio 59 per il tempo 0,988, laddove la massa lunare in 0,7342 × 10^23 kg è 0,7342. Di tanto quanto sono inferiori i 165 decimillesimi, di tanto sono superiori i 342 decimillesimi della luna che non è esattamente a 381 di distanza ma a 3 in più, essendo 384 la distanza media +342 +165 =5070che diviso per 2 dà i 253,5 decimillesimi che diventano i 260 della terra sommando 6,5, ossia tutto il moto di 1/10 dei 6,6 decimi dell’energia, e questo proprio per quei 3 metri in più che sono 6 in tutto il complesso. Rispetto al 7770 +8,7625 riepilogo queste 4 velocità progressive per giungere alla massa che ha la dimensione 4, del 3 che si muove di 1 1. 8 / 0,7625=10,4918 2. 8 / 0,7625 10/0,4918 =20,3334 3. 10 / 0,4918 / 0,7625 = 20/0,3334 =59,9880 4. 10 / 0,4918 = 208 / 0,7625 = /0,33359/0,9880 =59,7165 4918 = 208 / 0,762/ 0,7625 = 5= /0,33 59,7260 massa Terra 4918 = 208 / 0,762/ 0,7625 = 5 = /0,3 3340,7342 massa Luna


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2. RIVOLUZIONE nel ciclo temporale di 10 anni. Abbiamo viso fino qui in che modo la rotazione terrestre, misurata in secondi, esiste nel solo positivo in crescita di 12345600000 dato da 111.111 che al quadrato rivela la sua vera dimensione, quando è riferita alla dinamica sugli assi perpendicolari tra loro e assecondando anche il Teorema di Pitagora esistente solo sui triangoli aventi due cateti partiti dall’Origine degli assi. Poiché esistono anche i triangoli non rettangoli, un moto dall’Origine implica l’aggiunta del Raggio a lunghezza 1 ai 6 moti 1 fatti solo sugli assi cartesiani, giungendo così al vincolo 7 della sfera. 7 vincola la rotazione lineare poiché 10 è un ciclo – alias un cerchio – nel quale anche il 3 è in forma circolare, per cui 7 è la rotazione del 3 circolare nel 10 circolare. Abbiamo escluso, per adesso, la regressione 54321 presente in 12345654321 che è 111.111 al quadrato. La vedremo più in là. La Terra gira anche attorno al sole, e non solo in 111.111 al quadrato, facendolo nell’unità di 365 giorni, i quali, riferiti al ciclo 10.000 della realtà, diventano 365 anni. Infatti 10.000 giorni sono espressi in spazio-tempo Il tempo ½ dello spazio-tempo 10.000 lo riduce al solo +5.000 avanzante in positivo, ma sempre fatto di spazio-tempo. Esso è composto in 4.800 +100 +100, in cui 4.800 è il solo flusso lineare dell’area a lati 100 e 100 il cui prodotto da la realtà 10^4. Essendo area trasversale, essa è 0, nel flusso che resta il solo 4.800, sempre in flusso di spazio-tempo. Per ridurlo al solo flusso nel tempo è necessario e sufficiente sottrarre 3333+3+3 che è il flusso 3333 del piano a lati 3 e 3. Infatti 4.800 -3339 dà il solo tempo 1.461 dei giorni contenuti in 4 anni. Poiché essi esistono nel generale spazio-tempo 10.000 della realtà unitaria, 10.000 / 1.461 dà <6, 8446 2697> di realtà generale a ogni giorno, definito nel tempo fino alle 8 cifre della realtà a dimensione 8.


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6, l’intero, esprime tutti gli avanzamenti uguali e distinti esistenti in 3 assi spaziali, ciascuno percorribile in “vai” e “vieni”. 0, 8446 2697 è la sua dimensione complessiva nel tempo. 2697/10^8 presenta la dinamica 26 che nelle settimane porta la massa terrestre agli antipodi della rotazione attorno al sole, in ½ anno di orbita e la struttura del suo moto e come quella dello spazio unitario 3 nel lato 100, ossia nel 27 che allora è tutto il volume 3^3 alla dimensione complessa 10^-6 dello spazio. La dimensione reale data da 8446/10^4 e analoga a 4000/10^4 +(4444+1+1) / 10^4, e considera la realtà 4000/10^4 = 4/10, che è quella esistente nel tempo unitario 1/0, che si somma alla <cubatura> 4444 di quando è 4444×1×1, dunque al volume di 4.444/10^4 corrispondente all’energia potenziale 6.666 che esiste senza l’area a lati 6666/6 e 6666/6, e dunque nel solo flusso del volume di energia. Un anno, contenente tutti i suoi giorni, è dato non da 0,1231 (mese 12 giorno 31) = 365 giorni, dell’anno ZERO, ma da 1,1231 che riferisce i 365 giorni all’unità dell’anno. Poiché questo esprime una velocità, 1 / 0,1231 = 8,12347684 riferisce questo rapporto all’intero complesso della realtà 8, nel tempo reale della crescita regolata da 1234. La struttura di questa crescita unitaria ordinata nel tempo, data a 7684 la descrive nel moto 316 in 8000 (il complesso) laddove 316 quantifica il piano a lati 150 e 150 della realtà dello spaziotempo 50+50+50 (spazio poiché sono 3) in cui uno solo, il 50 è il tempo 1/3 dei 3, ed è il tempo di presenza ¼ di 100+100, lati della realtà. Come si vede in 1,1231 che quantifica l’anno 1 nel tempo di tutti i suoi giorni, la dimensione del giorno ultimo dato dal 31 dicembre è la decimillesima. Ciò comporta che 1 anno di spazio-tempo è dato da 10.000 giorni. Pertanto i 365 giorni di 1 anno sono nella loro realtà 10.000 totale, quando sono 365 anni.


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Da ciò, poiché 365 sono un flusso solo lineare, 365+1+1 somma alche le due dimensioni dell’area unitaria e 367 anni sono il riferimento dell’anno ASSOLUTO e indivisibile relativo a 1 giorno. Infatti 367 è un numero primo indivisibile. Come la mettiamo, allora? Affermando che 365+1+1 è un insieme lineare 367 indivisibile corrispondente a un volume 365×1×1 = 365 assolutamente legato alla Relatività Generale tra 2 calori opposti e espressi da 2, primo numero primi. Solo in base al 1° numero primo 2 il +365 è il <suo> spostamento, in cui 2 è il <corridore> e 365 la <sua corsa> e corridore e corsa sono una sola e inseparabile realtà. Noi non dobbiamo mai scordare che le somme e le sottrazioni riguardano numeri che esprimono sempre la quantità di cicli 10 esistenti a formarli come numeri decimali. 2+365 in verità divina (poiché comprende anche il Divino creatore) è il prodotto di 10^2 × 10^365, prodotto che è <unificante>. Con le sottrazioni, possiamo sottrarre 2 al numero primo indivisibile 367. Ma anche esso, per quanto indivisibile sia, è il ciclo 10 che esiste per 367 volte. Queste <volte> 367 sono numericamente indivisibili, restando tuttavia sempre un monomio. Dividere 367, quando è espresso su base 10, significherebbe esprimerlo in potenza di potenza, ossia come (10^367) ^(1/N); il che si riduce a 10^(367/N) ed è simile in 367 a un GENERALE, che comanda da solo e non attraverso il concorso unitario di altri, due o più, concorso simile a A×B×N. 10^2 × 10^365 è un <monomio> indivisibile come l’indivisibile indice 367 risultante dal prodotto. Sembra un polinomio, negli indici, le cui somme e sottrazioni sono prodotti e divisione, se si considera la base Creativa dei numeri. 0+1+1 è 2 nella somma ed è 0 nel suo volume dato da 0×1×1.


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Per questo 365+1+1 è solo 365 nel volume, restando però sempre in relazione alla domanda: <il volume di che cosa?>, e la risposta sta nel fatto che il volume è un flusso dell’area 1 data da 1×1 esistente tra 2. Infatti 10^3 è anche il lineare 10^3 ×1×1 quando è un flusso unitario in linea di tempo, della dimensione 2 dell’area. Anche i numeri sono legati ad una Relatività Generale, tanto che quando un numero unitario in N/1 si risolve in N+1 diventa ASSOLUTO. Quando Nepero fece (1+1/N) ^N e trovò la base <e> dei logaritmi naturali 2,7 1828 1828 45 90 45, l’espressione in parentesi vale (N+1) /N è mette in relazione il Numero Assoluto N+1, con quello unitario N/1, 367/366 = 1, 0027 3224 0 già realizza il 27 alla reale dimensione decimillesima della realtà, ove la sua struttura decimillesima 3224 è il 109 mancante al 333 del tempo ½ dell’energia 66 che la realizza solo in positivo ove il mancante 109 è il <corridore> che si mette sempre prima della corsa che deve fare e si sottrare a un <unicum> dato da <corridore +corsa>. Ebbene la somma 109 è il lato 100 lanciato alla velocità invariante C^2, quella totale comprendente anche quella dell’espansione perpendicolare al flusso e la riconduce al quadrato di 3/1. Questo è il rapporto tra l’assoluto 367 e l’anno bisestile di 366 giorni, anno interi dopo i 4 dati da quarti di giorno.


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3. CICLO ASSOLUTO DELLA RIVOLUZIONE nella realtà 10^4 La realtà intera negli anni è di 10.000 anni. Nel solo positivo l’avanzamento è 5.000. 4.998 +1+1 è il flusso unitario dell’area 1 e 1. Quando in esso si colloca l’anno assoluto di 367 anni, che è 10.000 volte quello di 365 giorni abbiamo che: +4.998 - 0.367 ciclo assoluto in anni dei 10.000 cicli nei 367 giorni assoluti =4.631 e il ciclo assoluto dei 367 anni assoluti, che a loro volta sono il ciclo 10.000 di quello dei giorni. Poiché 4.631 deve avere un suo tempo strutturale, esso è dato dai 48 giorni che con 8+8+8+8+8+8 è il complesso 8 della realtà che si muove in tutti i 6 “vai” e “vieni” esistenti nella terna spaziale. Questa data si esprime collo 0,0217 che descrive il 17 febbraio in cui sono 31 i giorni di gennaio che sommati ai 17 di febbraio li porta a 48. Questo tempo è anche quello della Carica Elettrica che in Coulomb è 16,0217.


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Il trascendente 54321 in =12345654321. Ove 12 3456 54321 è tutta l’iterazione unitaria data da 111.111^2, il contesto trascendente è solamente quello che ho visualizzato in carattere negativo e <divinamente sorregge> (negandosi alla vista) il solo 12 3456 . A fronteggiare in positivo questo contesto divino il 10^8 si sottopone alla visione opposta del Log 10^8 e scende in terra a 8, dato da 4 reale e 4 immaginario. In questo modo l’azione divina in negativo che io ho evidenziata nel negativo di 54321 deve mettersi in relazione con tutti i reali TRE <generali terrestri> che ci sono … e sono 8, 10^3 e 66/6. Quando erano <in cielo> erano 10^8, (10^10) ^3, e (10^66) ^ (1/6), cadono in terra col Log decimale, così Log 10^8 = 8, così Log (10^10) ^3 = 10^3, così Log (10^66) ^ (1/6) s’abbassa a 66/6. Da generali divini, restano comunque generali, ma sono <terrestri> 8 è 2^3 e <comanda> perfino sul 10, poiché è 8+1+1 a essere il flusso lineare 10 laddove 10 è la presenza di tutto il flusso! 10^3 è tutto il volume. 66/6 = 11 è la presenza 1 di 10! Non tutti questi indici si sommano. Infatti 8 si moltiplica per 1000, mentre 66/6 gli si somma. 8000+11 è in 8011 il valore di questi Generali Terrestri. Allora si pongono in positivo dentro la trascendenza esistente in negativo. +8011 -54321 = -4631 Questa è certamente la conclusione: 4631 è il ciclo in negativo dell’8011 che è un valore generale ed esiste in positivo! A fronteggiare in positivo questo ciclo negativo ci pensano solo Due Generali, e sono 68 e 7. 68 è l’energia in potenza 66 che con +1+1 entra nel tempo ed esiste nell’area 1 e 1, esprimendosi 68 in lunghezza; resta sempre zero, poiché è sia -68, sia +68, nel flusso; questo però, se azzera il flusso, non può spegnare l’energia e 68 e 68 si pongono nel piano trasversale al flusso A determinare l’area 4624.


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Il secondo Generale 7 è il vincolo 1 del Raggio, sommato al vincolo 6 di ciò che si muove sugli assi, che sono 3 e il < “vai” e “vieni> sui 3 è 6. L’area 4624 si divide per 1 e diventa linea. Si somma alla linea 7 e diventa il +4631 in positivo a fronteggiare il negativo -4631. Le cose finirebbero qui se ogni 4631 fosse senza <suo> tempo, ossia come 4631,0000 nelle 4 dimensioni del <suo> tempo reale! Non esiste <qualcosa> che sia zero nel suo tempo, a meno che non sia assoluta> Infatti l’intero è Spazio e il tempo decimale è il <suo> tempo. Spazio/Tempo sarebbe 4631/0,0000 e dunque indeterminato! Anche la carica della luce, che certamente nella sua unità è data dal 4×4 relativo al 4+4 della realtà nel suo complesso lineare, quando Coulomb la misurò aveva un <suo> tempo, in 16,02176634. 16 / 0,02176634 = 735,0799 mostra la Velocità del suo Spazio diviso per il suo tempo. 735 è il moto totale di 70/2 (il suo tempo ½) in 700 (tutta la dinamica 7 del lato 100) oppure è il moto di 42 (uguale a 7×6) in 777. Ho dimostrato che nella carica della luce il rapporto dell’intero Spazio diviso per l’intero tempo dà veramente tutta la dinamica. Ora se essa è 381 come fa a essere 735? 381+381 -27 = 735 mostra il <corridore 3^3> nel moto 381 di 381 e 735 è tutta la corsa del corridore 27! La carica della luce è compresa nel ciclo totale dato da: +4615 in 15 è il 5+5+5 dello spazio tempo sommato a 4600. +0016,02176634 il ciclo dello spazio-tempo <si carica> della carica. =4631,02170000 mostra che ad esso manca la sua struttura 6634 … Manca semplicemente poiché questa elementare struttura è – in realtà – il corridore che se deve correre 100 metri si antepone ad essi! Infatti quello che manca è in 6634, il complesso 8 della realtà che diventa il flusso dell’energia 6626 (misurata correttamente da Max Planck in 6626,07015 ×10^-37 J s, poiché 10^-37 = 10^-30 ×10^-7 è la dinamica -7 dello spazio -10 -10 -10 e 6626 ha caricato 66 ×100 e sommato al 26 che è il piano a lati 10 e 10 avente la dinamica totale 6 di quando lo spazio 3 si muove in “vai” e in “vieni”.


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Di per sé – ossia sganciata dall’Energia di Max Planck – il 6634 finale della Carica elettrica è il flusso che nella prima unità di area 10×10 è “potenziale” in 66. Poi, nel successivo e reale flusso spaziale, si presenta nel tempo ½ di 66, dato da 33/1 che in totale è 33+1 tra numeratore e denominatore. In tal modo i due tempi uniti (di area e flusso, entrambi 100) sono il 66+34=100 e con questo sono il lato unitario nei suoi due versi a comporlo come un tutt’uno. Avendo accertato che 4631,0217 è l’intero, che velocità ha in Spazio 4641 e tempo 0,0217? Lo vediamo: 4631 / 0,0217 = 213.410,1382 è realmente un totale? 10 è il ciclo unitario. 400 è tutta la realtà. 3000 è il sistema di riferimento con 1000 in asse x, 1000 in y e 1000 in z. 7+7+7 volte 10.000 è tutto il moto 21 della realtà 10.000. 4631,0217 è il 17 febbraio, e sono 48 giorni dell’anno. Allora 4631 / 48 = 96,47916666 mostra tutto il moto di 4 nel lato 100. Il tempo 0,47916666… è 0,4631 +0,0160,6666… (ossia più il ciclo 10 della carica elettrica 16, nel tempo infinito dell’energia elettrica 66). Esistendo questo fenomeno del moto 111.111 solo sugli assi, vale il teorema di Pitagora e la vera lunghezza è data dal quadrato indicante il prodotto tra i due percorsi ugualmente lunghi: 111.111. Moltiplicandosi tra loro determinano l’12 3456 54321 al cui interno ho evidenziato i 4 giorni della rotazione terrestre, espressa nelle centinaia di minuti secondi di tempo, e poi – in questo numero – nelle unitarie migliaia dello spazio. 345.6 00.000 li mostrano nel loro intero tempo 345.600 (dato da 4×86.400 e poi ×1000 che è il 10^3 che – diviso per 1^3 – resta sempre 1.000 ma ora sono tutti messi nella lunghezza 1.000/1 dell’area 1×1. Nella nostra realtà in cui il tempo va solo <in salita>, la discesa che puntella quella scala non si vede, ma in 111.111^2 esiste, e nel calcolo si vede bene; è 12 3456 54321. E io pure ho mostrato i numeri in negativo, poiché essi ci sono, ma nel tempo solo avanzante e in crescita, essi mancano.


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Accade che quando in religione Dio disse a Mosè, che voleva sapere da lui il suo nome: <Io sono colui che sono>, quando cessa di essere 1, ed assume 10, da infinito qual era si <delimita> nel 10. E allora quando esiste sia nella base, sia nell’esponente delimitato da 10, accede che 10^10 è <delimitato> dal 10.000.000.000 come un Dio che scenda a patti con il limite e crea degli Elohim determinati, come mediatori tra il <definito> e l’infinito. Gli stessi Dio Padre, Figlio e Spirito santo, sono degli Elohim che si sono imposti dei limiti altrimenti tra ASSOLUTO e RELATIVO non ci sarebbe stato nessun livello <intermediario> Il Dio Onnipotente commesso con Noi Relativi, non ha più tre assi infiniti e indeterminati, ma tre che sono 10^10 in ciascuno. E saranno essi a porsi a misura dell’infinito da una parte, e del definito dall’altra, essendo giunti a un <divino compromesso>. Quando nell’Islam si muovono <vibrate proteste> contro ogni Trinità di Dio, e si afferma che il Dio Allah è <solo Uno>, lo si rende talmente <discosto> tra noi che allora <da solo ordini> e comanda in assoluto. Cancella tutta l’opera di Cristo, che era Iddio fattosi Uomo, per riferirsi alla realtà dell’uomo e l’aveva affermata posta tutta <a servizio dell’uomo>. Nell’<Islam> Allah e <solo> un comandante inflessibile che non serve e chiede solo di essere ubbidito per il bene dell’uomo, essendo tuttavia <compassionevole e misericordioso> come uno che lo conceda dall’alto della sua Magnificenza. Se chiedete perché Dio si <modifichi> nella sua relazione, passando anche dall’Ebraismo in cui Dio era Legge, anche inflessibile, che per salvaguardare il <sabato> da dedicare solo a Dio, diceva a Mosè che gli aveva chiesto che fare di due poveri vecchi sorpresi a far legna nel giorno di sabato: <Mettili a morte!> Legge così inflessibile da un lato, Comando così assoluto dall’altro e tra i Dio il vero Dio Compassionevole e Misericordioso che si presenta realmente nelle fattezze di Gesù che arriva a morire per la salvezza dell’uomo dal suo peccato. La risposta è semplice: queste tre – così distinte – sono <avvocature> che esaltano alcuni aspetti a discapito di altri, nel modo relativo in cui la coperta è corta e se copri la testa scopri i piedi.


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Nel mondo Relativo è stato questo il <compromesso a Tre> assunto attraverso una Terna di religioni unitarie, che devono essere tutte e tre a servizio dell’uomo. Solo in questo modo la Legge Esclusiva, la misericordiosa compassione e il Comando assoluto trovano tutte le avvocature, sia nei confronti di un Dio Legge e Comando Assoluto, sia nei confronti dell’assoluto servizio di chi Muore in Gesù Cristo <Figlio> di Dio. Padre e Spirto Santo possono essere rappresentati in modo assoluto dalle due Fedi Ebraiche e dell’Islam, e il <Figlio dell’uomo> esprimere il Dio che si fa Figlio del suo stesso Figlio, il un Padre della stessa sostanza del Figlio e viceversa. Nel Credo cattolico è lo Spirito Santo il <mediatore> tra Padre e Figlio, poiché <procede dal Padre> e poiché <procede dal Figlio>. Cosa sconfessata dagli Ortodossi che negano che Dio proceda <dal Figlio>. Non han capito gli Ortodossi che il procedere bilaterale in versi opposti da una comune origine, ove ne pone una in positivo, in relazione a questa l’altra è un procedere in negativo, e pertanto è un <recedere> del Figlio, nella stessa Sostanza del Padre. Quando Gesù spiegò a Nicodemo la Resurrezione dall’Alto attuata dallo Spirito Santo di Dio, intendeva proprio questo <rientro> nel Padre. Sta nella verità delle cose che se è attuato un verso, se uno è in salita ed è la stessa cosa dell’altro, l’altro è in discesa. Solo in questo Realissimo modo Padre e Figlio della <stessa sostanza> sono i due percorsi inversi siti nello stesso percorso. Rappresentando tutto questo in numeri, la Trinità di Dio appare essere 11,1, in cui Dio Padre è il 10 che genera ogni numero decimale; il Figlio è 0,1. In questo loro Essere vicendevole, sono 10/1 e 1/10 che sono in comunione solo tramite l’1/1 dello Spirito santo che è denominatore del padre e numeratore del Figlio. Risolta questa questione delle relazioni assolute tra Infinito e Definito, il 10^10 è l’unità accessibile che esegue tutta la Mediazione, poi Trina nei tre assi. La realtà 10^4 esiste in un piano trasversale si muove di 10^6. SE vediamo solo lo spazio complessivo di 10^6 è per la parte complementare in 10^10 che <serve> mettendosi in forma reale di quel piano trasversale che consente di esserci ma di sparire totalmente quando si osserva solo il suo flusso perpendicolare.


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Viceversa, quando si vede la realtà 10^4, allora si presenta perpendicolare e invisibile il piano a lati 10^3 e 10^3 il cui prodotto è 10^6. Poi Dio abbatte tutto il potere 10 della sua base attuando la visione uguale e contraria data dal Logaritmo decimale, per cui la realtà totale 10^4 dal Log 10^4 è abbassata solo a numero 4 indicante lunghezza unitaria nel tempo. E la sezione trasversale 10^6 e invisibile si riduce all’invisibile 6. Tutto in questo modo scende nel ciclo 10 della vita reale, da quello che in potenza della Base 10 era solo un <indice> di quante volte il 10 esistesse, e solo il 10. Il cielo di 10^10 scende in terra come il numero 10 dato dal Log 10^10 = 10. Con tutte queste analisi abbiamo verificato: A. 631,0217 è il ciclo ½ dei 367 anni assoluti, in 10.000 anni. B. 1.461 sono i giorni in 4 anni nella presenza unitaria di 10.000 anni. C. 3456 centinaia sono i secondi in 4 giorni D. 12 3456 54321 sono in < “vai” e “vieni” interattivi> in 111.1111. E. 138 ,888… è la costante di Boltzmann dei gas da 1200000:0 3456 F. 381 è 139 +222 +20 (139 è il piano a lati 10 e 10 con fliuss0 666/3) .


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La Matrice del ciclo 10 eterno. Ora però tutto quanto va <ricostruito>, poiché un Dio 10 che è <determinato> è un <limite> per un Dio infinito dato da 10 che sia sempre 10 in ogni tempo infinito È presente e al di fuori del tempo una <frequenza> assolutamente precisa: 1000/99 . Essa sta <in principio> nella Trinità 10^3 di Dio, creatore di ogni cosa con questo ciclo divino che accostando 0 a 1 lo rende una decina, e nel suo potere Trinitario di 10×10×10 lo porta a <mille>. 1000 fratto 100 è 10, intero. Se invece è fratto 99 al risultato diviso in 10 avanza un 10 di resto. Dividere anche questo, porta ai valori nel tempo matematico e ne esce una divisione senza mai fine. 10,10101010101010101010 … Io sono 100: colui che sono <10 dieci> nel tempo, in un ciclo eterno. Tutto questo è solo <in potenza>, poiché il rapporto 1000/99 è un rapporto e non si muta in una divisione senza il comando: <execute! Eseguilo! Sit! Che sia! Fiat!>. Serve un ORDINE. Prima ancora, occorre capire bene che cosa succede <essenzialmente> dividere 10^3 per 99. Determina il <numero delle volte> ossia rappresenta in moto quantitativo relativo ad <1 volta> la quantità 99 che agisce da divisore, dando per resto reale 10^-3. Dividere 10^3 per 99, dopo quel <numero di volte> ha determinato come resto, come risultati della divisione che il 10^3 si è sottoposto ad una radice cubica. Con una differenza, rispetto al comando di <estrai la radice cubica!>: la divisione per 99 rende <eterno> tale comando.


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Il lato del volume 10.000 in 10 decimali 10×10 è un’area ma anche il prodotto lineare tra -10 e +10 che sono i due opposti moto dall’origine sulla stessa linea il che genera il flusso lineare accelerato a 100. Area 100 × 100 di flusso accelerato danno il volume 10.000 .

√3 10.000 = 21,5443469003 , lato del cubo fino a 10^-10 . 10^-10 è 1 Angstrom (unità dello spazio atomico) rispetto a 1 <m> (unità dello spazio reale, così: 21,5443469003 è la definizione spinta fino a 1 <indivisibile> atomo. Esaminiamo lo spazio 21,5443469003 . 21 intero è ora la presenza di un cubo coi lati 7+7+7=curva sferica. 0,5443 è il tempo unitario 0,1 dello 0,444 (la dinamica dell’energia potenziale 666 nel tempo dell’area a lati unitari 111 e 111, quali il flusso nel tempo 1/6 di 666/6) che, essendo -1 a 444, si qualifica come il moto di 1 decimillesimo (unitario del volume 10.000) ubicato nel 444. 46900 (10^-9), alla dimensione del moto del ciclo 10 atomico, è lo spostamento 4690 uguale a 4631,0217 + 59 -0,0127 , in cui 4631,0217 è il ciclo già accertato dell’anno in 10.000/2 meno -1,9783: valore negativo dato dalla presenza di un <reale corridore> che avanza per 1000 anni arrivando all’anno 1.978,3 quando ha 40 anni +3/10 di spazio unitario essendo nato il 25 gennaio del 38, cioè 1938,0125. Questo <corridore>, poiché 16×121,12578125 è giusto 1938,0125, vale quanto la carica unitaria 16 del complesso 8+8, essendo unitariamente il 66/6 × 66/6, presente nel tempo <0,125 78 125>. Gli do un nome, essendo il 125 dato da 66+59 (limite assoluto) raggiunto dall’energia 66 che è determinata nei 6 tempi della somma 16 +13 +11 +1 +12 +13 il 66, e 02 +05 +12 +09 +18 +13 il 59.


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Il primo 66, energia potenziale, parte da 8+8 (la realtà intera in 2^3 che è sé traslando interamente nel tempo), e che estrinseca gradatamente dal suo essere totale prima il 3, espresso nel suo moto 13, nel 16; poi dall’ottenuto 13 estrinseca il piano a lati 1 e 1, e quantifica il suo moto 11; poi da questo 11 estrinseca la presenza 10 del flusso e resta l’1 della sua presenza; determinato con ciò 41, che è la presenza 1 della realtà intera in 40, la calcola nella sua esistenza 25 data da ¼ di 100 e dalla somma di 12 (le ore di ½ del giorno che ne ha 24) +13, la presenza 1 di tale 12. Dando credito ai valori <ordinali> dell’alfabeto italiano a 7+7+7 unità, la sequenza 16 +13 +11 +1 +12 +13 si chiama ROMANO. Allora la sequenza 02 +05 +12 +09 +18 +13 dovrebbe chiamarsi BENITO? Cosa esprime <in ordine> di <valenza> questo <ordine>? 02 è il 1° numero 1° <ordinale>; 05 è il 3° ordine primo, in una valenza Una e Trina in numeri primi; 12 vale la presenza 1 di 11: il 5° n. primo ch’è tempo ½ del “Dio” 10; 09 è l’invariante, divino mediatore, tra 7 (4° numero primo della realtà) e 11 (66/6 dell’Energia ROMANO); 18 è 9+9, l’invariante C^2 che trasla interamente e compie tutto il lavoro divino18 dato dal 6+6+6, ch’è fatto sui tre assi divini; +13 è ora la mediazione del “Dio” alfabetico DIO, nonché in Gematria Ebraica, di JHVH (Jahvè). Con: l’Unità e Trinità dei primi; la presenza 6+6 nell’energia 66; la C^2; il moto intero della C^2; e infine il tempo reale ¼ delle 52 settimane dell’anno terrestre uguali nel 52 a 26+26 (il Dio Jhvh), BENITO è il giusto nome realizzato in 6 tempi di lavoro. Come 66 in 6 lettere è 11 nell’esatto valore medio del 5° n. primo, così il valore medio del 59 diviso in 6 lettere il valore medio è dato dal 9,8 +66/1.980. È quanto 1/10 (il tempo unitario 0,1) che impersona l’attore che esiste quando 0,1 in 9,9 e si muove di 9,8. 9,9 è il divino creatore del ciclo eterno 10, dato da 100 (lato e area della realtà) quando diviso 9,9 dà 10,10101010… eterno. 9,9 è il tempo unitario decimo dei 99 altri nomi di Allah assecondando il Credo Islamico che li ricava da 100 -1.


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E … il tempo di 66/1.980 si riferisce proprio agli anni in cui Romano, nato il 1938,0125 ebbe 42 anni. Io sono Costui. E … cosa ho fatto di così speciale io a 42 anni nel 1.980? Acquistai il laboratorio in Via Colletta 29, cominciai a ristrutturarlo e assunsi Vittorio Delgrossi come <factotum> che dirigesse i miei lavori mentre io <focalizzai> il mio intervento sui <divini contenuti>: io volevo <dar corpo a Cristo> e finalmente misi in altre mani il lavoro reale, dedicandomi a quello spirituale da <plenipotenziale>. Il mio tentativo divenne “Assoluto”. Era a <casa mia>, al n.29, 10° numero primo di una via <Colletta> il cui significato è “Colletta” è un termine italiano che deriva dal latino “collecta”, che significa “raccolta”. Ha diversi significati: 1. Raccolta di offerte, di solito in denaro, tra più persone, a scopo di beneficenza, o per fare un regalo collettivo a un collega d’ufficio, a un amico1. 2. In etnologia, rappresenta la raccolta di prodotti commestibili spontanei praticata, come attività economica fondamentale o integrativa, da numerosi popoli primitivi1. 3. Nel linguaggio ecclesiastico, indica l’adunanza liturgica del popolo e il luogo di riunione dei fedeli, quindi anche la preghiera recitata al popolo raccolto per la celebrazione della messa1. 4. Nei traffici marittimi, “caricare a colletta” significa raccogliere un carico composto di molte partite di merci varie di diversi caricatori, destinate a porti differenti. Non sto tergiversando! Il 29 di Via Colletta aveva il 10° n. primo a fare il <raccoglitore> soprattutto nel punto 3 del linguaggio ecclesiastico. In contenuto numerico <Colletta> valle 78 =26+26+26. Non per caso io avevo costruito la mia <case del Padre> ad Ortonovo e tra gli ulivi, in località <Colletto>, participio passato di un informale <io ho colletto, collezionato, raccolto> molto collegato all’opera che avrei condotto in via <colletta>: il <colletto è il risultato della colletta>. Fu nel 1970 che io partii con la casa del Padre nel Nuovo Orto degli Ulivi, acquistato per giunta da un certo <Saccomani> collegato all’Orto del


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Getsemani come l’Orto del Saccomani, in cui GET-SE, sia getta a piene mani, si profonde ogni sforzo per realizzare una opera <materiale>. 10 anni dopo, in via Colletta 29, avrei messo tutta l’opera materiale in mani altrui e mi sarei concentrato su quella spirituale del Plenipotenziario che cerca il sodo: “Dar corpo a Gesù Cristo!” BENITO è mio fratello, nato nel 1.941,0217 avente lo stesso tempo nei mesi e giorni del 4631,0217 in cui Bibbia indica la fine del mondo. Genesi 7,11 nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese , il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. +1.600,0217 è la vita umana +4.031,0000 aggiunge alla vita umana la realtà 4.000 della natura e la presenza 1 del 10+10+10 dal cui prodotto il 1.000 del solo tempo, cui poi è +3×10×10×10, più lo spazio in 4.000 =4.631,0217 Dal che risulta che il Diluvio avviene 2690 anni dopo la nascita di Benito, quando mancano 10 anni al 3^3 che esiste nel lato 100 della realtà. Ora Romano+Benito è 125. Dividere il 1938,0125 della nascita di Romano, già ha il 125 di <Romano Benito>. Abbiam visto come questa data natale del 1°, divisa per la carica 16, porta il suo 1 giusto a <121,125 78 125> ed è l’intero 66/6×66/6 (in cui 66 si chiama Romano) ad esistere nel tempo <0,125 78 125>. In esso è scritto <Benito+Romano> Antonio <Benito+Romano>, in cui Antonio <asseconda> Romano, è un <SIT=che sia Romano Amodeo>. BRA SIT BRA in Bibbia, nelle prime due sue parole, è così l’acronimo di B enito R omano A modeo sia Romano, SIT B enito R omano A modeo. Nel lato del volume 10.000 (dato da area 100 per flusso 100), dato da √3 10.000 e uguale a <21, 5443 4690 03> (fino alla definizione atomica), avevamo visto che la realtà seconda, 4690 era uguale a 4631,0217 il ciclo degli anni terrestri, sommati a 59 -0,0127 , e che pertanto differiva quanto lo 0,0217 dall’indivisibile 59 … che allora è BENITO=59 in valore numerico. In realtà è stato un uomo <tutto d’un pezzo!>


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Nato 1941,0217 e morto 2014,0407 è vissuto 26712 dì e 26900/10 anni dopo finisce la terra, con 712 più il 188 che è il flusso di 12 in 200, lati 100+100. 26712 giorni sono davvero quelli di uno <tutto d’un pezzo> poiché lo stesso 188, più 100, lato della realtà, porta al 27.000 del 10^3 tutto d’un pezzo e 3^3 idem. 73272, il complemento al 10^6 di tutto il complesso dello spazio se lo controlliamo rispetto all’intero 77777 manca del 4505 composto dai numeri primi 5×17×53, che sono il 3°, il 7° e il 16° che con 3×7×16=240 indicano i 10 giorni datti di 24 ore. 5 infatti è il tempo e 45 lo moltiplica per l’invariante 9 portando 45 a essere 1/8 dell’angolo giro. Quindi anche il complementare tempo alla sua vita è nel segno di una tutta d’un pezzo. Il prodotto che combina questi due opposti porta al 1.957.241.664 in cui alla dimensione 10^6 dello spazio in tutto il complesso, l’anno 1957, era quello in cui egli aveva tutta la carica 16 dei suoi anni, e – come si vede – esiste nel 241 come i 240 visti precedentemente, +1664, flusso di quel 1664+1+1 che è il 1666 che nella dimensione 3 dello spazio porta al 4998 che +1+1 è il tempo ½ della realtà, mentre in quella 6 del complesso spaziale porta al 9996 che manca solo della realtà 4 rispetto all’intero 10.000. A voi scienziati in cui tutte queste cose sembrano pure <follie> non è passato nemmeno per l’anticamera del cervello che noi si esista in un mondo perfettamente governato dalla matematica. Questi calcoli che tornano in un modo così perfetto sono una cosa insolita in un mondo reale in cui tutto appare sempre approssimato… Il fatto è che questa mia ESEGESI sta portando le cose oltre l’umanamente credibile … Tuttavia i fatti sono tutti questi e tutti quanti solamente <da vedere>


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Il lato √ 10.000 nella realtà 10^-15. 3

Aggiungere altre 5 dimensioni alle 10, significa andare al <suo tempo ½> e la radice cubica del volume dato da area 100 per flusso 100 porta a definire 21,5443469003 18837 367 (anno terrestre in volume espresso in linea) + 4631,0217 porta a 4998,0217 che è il tempo 1/2 della realtà 10.000 del volume di cui stiamo indagando il lato, in cui 5.000 -1,9783, è il moto di un <soggetto> 1,9783 che se avanza per 1000 anni arriva all’anno 1.978,3 in cui tale <soggetto> ha 40 anni è lo spazio 3 nell’unità del tempo dato da 1/10, Tutto ciò significa che 127/10.000 in moto in 59 è un ente <innato>, è componente solo <strutturale> e non veramente dinamica.127 descrive di quanto si muoverebbe se fosse quella parte intera del 59 che però assolutamente non può essere! Esaminiamo il tempo 18837 . 18837 (10^-15) è il suo tempo. È la struttura decimillesima, ed è un <tempo> “latente” rispetto all’Origine del tempo posta nel 19380, poiché manca di 543, estremo dinamismo “latente” riferito a un intero 21 che costituisce un conto a rovescio 543 21. Chi manca è un vero e proprio soggetto , posto a essenziale base della crescita 123456 esistente in 111.111^2 Costui è esattamente chi in Esodo 3,14 (=p), sentendosi <interrogato> da Mosè che voleva conoscere il <suo nome>, così gli rispose in questo versetto numero indice di p: Esodo 3,14 Dio disse a Mosè: « Io sono colui che sono! ». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi».


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Ora guardate qual è il valore numerico della risposta in ebraico:

Si parte dallo spazio unitario 3 alla dimensione atomica (e indica l’indivisibile Dio 10^-10) e si va alla realtà decimillesima sua che è solamente “latente” alla sua divisibilità atomica e che riguarda i 543 anni mancanti alla data di 3 in Elohim 646 (ossia in 1938), e Questi è Chi è <Io sono colui che sono). Ma allora Chi è? Da dove viene? Viene dal Trinitario 3 intero a dimensione indivisibile atomica originato da 3 Elohim , ciascuno 646 e dunque negli anni 1938 . Ed è il 543 in Io sono colui che sono Poi il Signore riprende, dicendo <Dirai Io-Sono mi ha mandato> e allora Costui è l’intero soggetto 21 , la cui struttura trina è data da 7+7+7. , reale dimensione sub-atomica della Trinità Atomica 3, all’Origine nel 1938 che in Bibbia sono le 3 dimensioni di Elohim=646 . La realtà intera 10.000 è un volume, lo abbiamo visto, dato dall’area 100 moltiplicata per la lunghezza 100 del flusso in linea 10×10, il quale considera i due versi, in positivo (+10) e in negativo (-10) e che porta alla lunghezza combinata nel 100 anche nel flusso lineare. È il volume 10.000 che quando si divide per 1 dimensione conserva la dimensione 10.000 anche nell’area. E quando questa si divide per 1 dimensione conserva il 10.000 unitario in un valore lineare. È sempre 10.000 a ogni possibile dimensione, come è 1 che elevato a N è sempre 1. Ebbene il suo lato, dato dalla radice cubica (qualunque <cosa> sia 10.000 in fatto di dimensione), alla dimensione 10^-14, di un indice -7-7, rivela che le sue 4 dimensioni basilari sono 543, mentre nella dimensione 1, solo 21


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È un ente dal potere “latente” (laterale e trascendente un flusso reale come è per davvero il piano perpendicolare al flusso reale. Esso <sarebbe> dato dal 19380 ma è ridotto al 18837 dall’area laterale 543, quadrata (come la radice). Il suo lato intero sta nei 2.715 decimi. 27 (=3^3) è in ×100, la quantità che riferisce 3^3 al lato 100 della realtà (o al suo piano, è lo stesso). Accade in un 100 che esiste nel 15% indicante 5+5+5, il solo avanzamento in positivo esistente in una terna di 10 in cui ciascuno si interseca cogli altri in 10/2; pertanto 5+5+5 è sia spazio (sono 3), sia tempo (ciascuno è ½ di 10). Il lato “latente” di 2.715 decimi è così lo spazio-tempo unitario nel 15% ed è il volume unitario nelle 27 centinaia. Se lo poniamo a Dio=2600 si muove di 111 +4, ossia dell’unità di 666/6 in tutta la realtà 4, per cui <indubbiamente> è Dio, ossia un moto ASSOLUTO. 4 lo è! Lo è dove ASSOLUTO significa numero intero (senza denominatore, dunque indeterminato … ma determinato) e 4 lo è 111 è intero essendo Uno e Trino (nell’unità). 100 lo è. Il lato “latente” intero 2715 del quadrato è dato interamente dalla Terna data da 543+543+543 (tre <Io sono colui che sono>). In tal modo il 543 “latente” del Dio <Io sono colui che sono> è tale da esistere nella sua Trinità, nel lato dell’area <a latere> disposta in quel 18837 che manca di 543 dispetto all’esatto ciclo 10 del 1938. Infatti 19380 -18837 (il <corridore>) determina il 543 della sua trascendente <corsa>. Trascendente, poiché tutti voi, vedendo questo 18837 che esiste nelle 4 dimensioni sub-atomiche state <trascendendo> il valore indubbiamente divino e invisibile posto dichiaratamente nel Dio che si nomina a Mosè: < Io sono colui che sono >: 543 . È solo la <cabala> disprezzatissima (dagli spocchiosi uomini <di scienza>) che svela Chi è e quanto vale questo <Io sono colui che sono>. Sanno forse questi umani sapienti che il Triplo del Dio Elohim=646 si incarna nell’anno 1938 ? No, non lo sanno!


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Sanno (forse) che 38 è il flusso totale del piano 1 e 1 in 40, ciclo totale 10 della realtà 1 del tempo e 3 dello spazio! Sanno (forse) che 10^4 è 10 in tempo ×10^3 in spazio e che 10.000 diviso 1 è anche l’area 10.000 di cui √ 104 0 è il lato e 10×10 è l’area! Sanno (forse) che 19 è il tempo ½ del flusso 38 nel totale 40! Distintamente – una per una – forse sanno che queste TRE sono le fondamentali dimensioni 38, 100 e 38/2… ma che interagiscano tra loro portando gli anni unitari alla data di quello iniziale del mondo, all’intersezione dei 3 assi cartesiani (di 646 anni ciascuno) – io vi assicuro! – ancora non lo sanno! Log [10^38 × 10^ (100×19)] = 1938 fa interagire le potenze con quegli indici e porta all’intero tempo dato semplicemente da TRE 646. Certo sanno che l’energia potenziale per esistere deve agire nel tempo, ma che sia 666 nel piano trasversale al flusso a lati 333+333 (il cui flusso è 333/1 nel 1000 complessivo del volume 10^3 … forse non lo sanno. E forse ancora non sanno che con 10^6660:010^ (10+10) = 10^646 forse non sanno che si muove proprio nel tempo dato dalle 10^646 <volte> il 10^20, e che noi – vedendolo nel Log decimale che abbatte la stessa base – con quel -20 al +666 indichiamo la divisione che porta al <tempo>. 646 è il moto del piano a lati 10 e 10 nell’energia potenziale 666; è totale coi lati 10 e 10 e con tutta l’energia potenziale 666 ca va nel … TEMPO! Allora di deve muovere anche nello SPAZIO che è il TRIPLO del tempo e una terna di assi cartesiani, ciascuno dei quali è lungo 646 porta alla: UNITA’ DELLO SPAZIO-TEMPO raggiunta nel 1938 ! Come alla base di questa data c’è il Dio Elohim 646, così c’è anche il 543 del Dio Jhvh <Io sono colui che sono> che esiste per 3 volte avendo posto però un 309 <in principio>, poiché 309 +3×543 = 1938. Vi dico che è una terna di lati dati da 103 ciascuno che nella somma degli indici 100 +3 sono il 10^100 × 10^3 che fa esistere il volume unitario dato da 10^3, per ben 10^100 <volte>.


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Riepilogo rapido: area 100×lato 100 dà volume 10.000 ove √3 10.000= 21,544346900318837, che è 21, 5443469003 fino alla dimensione atomica. 18837 è in 10^-15 la dimensione 5 sub-atomica che dista 543/10^15 da 19380/10^15. La <distanza> 543 è l’<essenza> del valore fondamentale dell’essere. Si completa nel 54321 che è l’intero conto a rovescia esistente in 111.111^2 = 12345654321. 111.111 è il flusso in linea dato dalla presenza – nel tempo 1/6 di 6/1 – di 666.666, l’energia potenziale estesa nelle 6 cifre che esistono nel <vai e vieni> esistente in 3 linee ciascuna percorribile avanzando e indietreggiando. -111.111 indietreggiano avanzando in negativo dall’origine e +111.111 avanzano; il prodotto le considera interattive. 54321 è il valore trascendente totale che regge la salita 123456. La quale, alla dimensione 10^4, è il 12,3456 in cui 12 sono i 6 versi centrifughi (e elettrici) sugli assi cartesiani e 6 quelli centripeti (e magnetici). 0,3456 è tutto la spazio-tempo alla dimensione 4 dei 4 decimali. Uno solo è il solo tempo, dato da 0,3456/4 = 0,086400, il che alla dimensione totale dello spazio data da 10^3 × 10^3 = 10^6 la cui unità è data da 10^-6 con 86400/10^6 realizza un giorno di 86.400 minuti secondi. Quando nel tempo 12,3456 escludiamo la 4ta dimensione della realtà e consideriamo solo le prime tre data da 345 millesimi abbiamo ciò che è dato <in “vai”> che corrisponde a 543 <in “vieni”> così come al 12 iniziale corrisponde il 21 conclusivo. Il 6 – che sta tra loro in mezzo – è l’energia del <mediatore di un Dio=Energia, che nel suo intero è data da 10/15 (la presenza 10 che va all’unità dello spazio-tempo 5+5+5) come anche da 4/6 (la realtà che si distribuisce nei 6 <vai e vieni> che esiste in una Terna Unitaria). Danno tutti e due 0,666666 eterno che se sia 6, 66, 666 e oltre è solo questione di quali riferimento unitario si consideri. È energia <in potenza> che avanza solo <nel tempo> e quando esso è tempo 1/6 unitario di 6/1, lo 0,66666… diventa con 0,77777… tutto l’avanzamento unitario dell’energia potenziale. Ebbene 7/9 =0,7777777 (con sette 7) … ×10^7 sono 7.777.777 unità.


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Esso determina con 25,0138 il 25 gennaio 38, in tutta la realtà del tempo a 4 cifre, quando il 7.777.777 si divide per il 310939 che parte dal 3 (10^5) di flusso spaziale unitario <magnetico> nel √ 1010 (che dà il lato del piano elettromagnetico) e lo somma alla realtà intera 10.000 e all’anno 938/1 in quel 938+1 che lo rende anno <totale>. Esso dà 38,0125 0262 (anno 38, gennaio 25), per com’è negli 8 decimali complessivi della realtà, quando il 7.777.777 si divide per 204.611,0217. È il moto del piano a lati 10 e 10 del complessivo 204631,0217 avente il 20×10.000 del piano a lati 10 e 10 il cui flusso è la realtà 10.000. 4631,0217 è il ciclo della dinamica assoluta dell’anno terrestre. I suoi 365 giorni solari di solo flusso, più l’area a lati 1 e 1, danno il 367 che è il valore totale del flusso dato dal 73° n. primo (il 3^3 in 100). +4631,0217 +0367 =4998,0217 che è 10.000/2 -1,9783 (il <corridore>). Questo <corridore> avanzando interamente nel tempo (e lo fa quando si moltiplica per 1000), arriva all’anno 1.938,0125 +40,2875. Si ritrova ad avere 40 anni interi (quelli di tutta la realtà di Set=40, il 3° figlio di Adamo). Essa esiste nel tempo 0,2875 che è veramente il tempo di 7+7+7+7 nei centesimi del lato 100 della realtà e nei 77 decimillesimi -2 decimillesimi ed è il <corridore>, essendo il piano a lati 1 e 1 che corre in 77. Come vi ho fatto notare, tutto questo è descritto dalla cabala Ebraica nel versetto di Esodo 3,14. In esso <Io sono colui che sono> è il 543 che è nel suo valore numerico, e poi in quello unitario in 21, in uno spettacolare conto a rovescio. E se credete che valga solo in ebraico e non in Italiano, provate a calcolare il valore ordinale di <io sono colui che sono>. Vedrete che in italiano è il 202 dell’ideale piano a lati 100 e 100 (la cui area è il 10.000 di cui siamo vedendo i due lati quando con 10.000 ×1 è il volume) il cui flusso 2 è l’intero dato da 200/100.


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Vedere che è l’ordinale del 26° n. primo, del nome di Eva=26 come numero naturale, che vale 101 e che nel 202 si presenta nella 2da persona creata che Lei è in Bibbia Similmente, il lato “latente” 543 del trascendente Dio <Io sono colui che sono>, per essere 10.000 deve moltiplicarsi per 9+9 volte e aggiungere esattamente il valore posto <In principio> rispetto al prodotto, del 226 Posto in principio – pensate un po’! – è il piano unitario della realtà a lati 100 e 100 il cui flusso 26 è quello di DIO=26 di mamma Eva, il totale! Infatti è quello del Creatore (Trino) in 7 giorni che, ×26, porta col suo potere divino la Terra agli antipodi della sua orbita solare, nel mezzo anno della <dolce metà> dell’Anno: la sua sposa Anna, soprattutto dopo il fatto che Anno=38=Maria sposa dello Spirito Santo di Dio.

26 lo è, quale il piano a lati 10 e 10 il cui flusso 6 è il <vai e vieni> totale, assoluto, che esiste in tre lati. È 3000 -285, un <corridore> innato nel moto di 5+5+5 (lo spazio-tempo unitario) in 300; esso <corre> in 33×100, del tempo di presenza ½ (solo in positivo, o negativo: o l’uno, o l’altro) in cui si muove l’energia 33 (data da 66/2) e così presente in centinaia (nel lato od area della realtà).

Intervengono allora i numeri ORDINALI. Entrano in azione 1°, 2°, 3°… e – per una realtà che in linea è 4, ma come ogni linea è percorribile sempre in <vai 4 e vieni 4> – occorre un 4×4 che con 16 li considera entrambi, ed è una carica in forma di area. Se lo vogliamo considerare in linea allora 4+4 crea la totale presenza 8 da -4 fino a +4, la quale presenza poi deve muoversi in tutto l’8, e nasce la lunghezza 16, la quale è eguale alla lunghezza 10 che si è caricata di tutto il moto 3 della presenza di 3. 16 è 2^4, pertanto è tutto lo spazio-tempo basato sul 1° numero primo 2. I numeri primi sono simili ai comandanti in capo che in modo assoluto non dipendono da rapporti subalterni.


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Il prodotto con il numero 1, non è un rapporto subalterno ma una relazione esistente di fatto solo con se stessi, poiché N×1 è N×N/N e a ogni valore di N il rapporto riguarda sempre lo stesso numero. Stabilito il numero, e che sono <ordinali> devono essere numeri primi, ossia che non siano composti unitariamente da nessun altro. Per realizzare un ORDINE NECESSARIO E SUFFICIENTE, quando la realtà intera è 4, ci deve essere a <ordinare> una lega di 16 <generali> di vario grado, in cui ciascuno non debba dipendere da subalterni e comandi in modo assoluto ognuno sul suo contesto. Ecco allora che il 10 si lascia amministrare da questi autorevoli comandanti e si fa dividere dalla loro schiera, in cui ciascuno è il Signore unico del suo spazio nel tempo. Infatti i 16 di sono ben divisa la loro sfera di influenza: 0,1 è ordinato dall’ordinale 1° che è il numero 2. 0,01 è ordinato dal 2°, numero primo che è il 3. 0,001 è ordinato dal 3° numero primo, che è il 5. 0,0001 è ordinato dal 4° n. primo, che è il 7. 0,000001 è ordinato dal 5° che è 11 e ha due cifre e comanda su 2 cifre. Da questo momento in poi – avendo tutti due cifre – ordinano sempre le loro due cifre di pertinenza. 0,2 3 5 7 11 13 17 18 23 29 31 37 41 43 47 53 è tutto il dispositivo. Il 10 intero si sbarazza della simultanea presenza di tutti i suoi tempi: 10,10101010101010101010… Infatti essi esistono tutti quanti e non solo il 10 intero. Il 10 si giudica giustamente in viaggio, e c’è sempre e solo lui in ogni centesimo della realtà unitaria 100 della realtà. Questa serie di 10 è simile a una pellicola con tanti fotogrammi di 10 che sono tutti uguali, e dimostrano la falsità di un moto apparente, perché in un moto vero, uno si sposta e lascia vuoto, lascia zero il posto ove era prima. Invece qui nel posto prima lui c’è ancora e non si è spostato. Uno che cade veramente da un palazzo di 10 piani se è arrivato al suolo non c’è più ai livelli dei piani superiori!


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Voi dite: ma <prima> c’era. Vero. Ma se io divido fino alla decima quantità di 10, e sono arrivato a quel tempo, e mi sono veramente spostato, io ho 0,00000000000000000010 o no? Invece il risultato si divide in modo impeccabile e quando si è arrivati al tempo della 20ma cifra. non c’è un 10 che veramente si è spostato, poiché ci sono <in quel tempo> anche tutti gli altri 10 e non solo uno. Per questo è solo 10 a lasciarsi <ordinare> dalla sequenza ordinata nel tempo dai numeri primi! Coi numeri primi che si sono messi in sequenza, il 10, che occupa due cifre, si fa dividere da 0,23 nelle sue due cifre quando sono scese nel tempo decimale con 0,10 il 10 che viene dopo è dato dai suoi resti. Allora la cosa è simile a un costruttore che ave ordinato sabbia fine, e invece gli han portato tutto quello che han raccolto dal greto di un fiume. Allora ricorre a un <setaccio>. Il primo che usa ha Ø 2 e lo usa selezionando tutta la sabbia fine. Gli resta quello che non è passato nel setaccio. Allora osa un <vaglio> che ha Ø 3 e lo usa selezionando tutta la sabbia avente quella dimensione. Gli resta quello che non è passato nel secondo setaccio. Allora prende il resto e usa il setaccio in cui passa solo il Ø 5, poi quello 7, poi quello 11, poi il 13, poi il 16 e così via fino ad avere diviso tutto usando fino al vaglio con sezione Ø 53. Poiché la divisione ha diviso <nel tempo>, poiché ogni volta che ha avuto un resto indivisibile a quella dimensione è andato avanti e sostanzialmente ha usato un divisore più piccolo, centesimo; e poi ancora più piccolo, millesimo, e la divisione di 1000: 99 mi dice che le unità solo 10, i centesimi sono 10, i decimillesimi sono 10, i milionesimi sono 10, e così via. È un unico 1000 che è diviso per 99 ed è scomposto sempre in due cifre che sono 10 ogni volta e che riguardano valori sempre più piccoli. Per questo con 20 decimali ci sono dieci 10 tutti presenti e ciascuno alla sua grandezza, in un viaggio che è unico e sempre verso il più piccolo. I 16 numeri primi occupano 28 cifre e praticamente ciascuno di essi <setaccia> il materiale residuo quando è il tempo giusto. La serie ordinata sempre a due cifre è a due cifre anche nelle prime 4 cifre che impegnano i primi 4 che hanno una cifra ciascuno.


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23 57 11 13 17 19 23 29 31 37 41 43 47 53 sono 14 e riguardano il 10 in 14 sue successive divisioni per 100, procurare da un divisore esso pure divenuto sempre più piccolo. Dopo che si è diviso 1000/99 unità, si sono divisi 1000/99 centesimi, poi 1000/99 decimillesimi, ed è stato il divisore a dividersi sempre per 100 per potere dividere un resto 10 che solo nei centesimi diveniva nuovamente 1000. La simultanea divisione per tutti i <setacci> ha riguardato sempre e solo i <resti indivisi> da un <vaglio> e allora setacciati con uno che facesse passare solo quel granello indivisibile dato dal numero primo. Ebbene questo rapporto tra 10 e tutti questi, se fosse stato fatto tutto assieme sarebbe stato 10/0,381 e il risultato ottenuto sarebbe stato 26,24671916010498687664041, in cui il moto è stato bloccato nel suo numero di volte, divenendo 1,6163852645442370760859468633141 volte più piccolo di quello fatto in sequenza. Ci mostra la carica 16 strutturata dalla carica 16, poi il 381 sommato a un 426 che condivide con 4 l’unità del 381, che è 385i

si fa È il fondamentale divisore che pone in atto la divisione del ciclo 10. 42,42481009 sono <l’attuazione> di questo <molteplice ordine> dato da questi <primi 16 generali>. Il 17° si pone a limite estremo del potere dei 16. 59 è la presenza ¼ di 100+100 (i lati che interagendo col <per> dallo la realtà intera 100^2 uguale a 10^4) e la somma 9 fa interagire questa presenza con la velocità C^2 della luce (la C grande di quando 2,99… è l’intero 3 e non solo il suo flusso che ha escluso l’area del flusso).


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I VARI E VERI ATTORI. Quando la causa sta in una divisione tipo 1: N, essa parte da un unico centro in cui sta l’Entità 1 da dividere, e va a creare una sfera di N quantità ennesime che costituiscono per 1 il <passato di provenienza> da ogni luogo, e quel Big Bang che non è unico se si vede in qualunque punto della volta si puntasse un telescopio in grado di poterlo vedere. Accade facendo 1000:99 e il 10,101010… infinito crea una volta celeste tutta fatta di punti infinitesimi, e sono infiniti. Ebbene questo Big Bang in apparente movimento centripeto è elettrico, ma poi ha carica negativa nel segno, il che – sulla sua base magnetica e centripeta – dichiara di essere la visione inversa a quella magnetica. L’azione dividente data da 1000:99 genera il passato , ma a noi non sembra vero poiché esso c’è già e noi solo lo <andiamo a vedere>. E se mi chiedete da dove mi deriva tanta certezza è che vedendo 1000 e vedendo 99, che fanno parte dello stesso rapporto tutto <presente> in questa presenza esiste di già tutta la verità matematica del 10 nell’infinita esistenza periodica. E – quando la mia divisione procede solo nel tempo realizzando solo una cifra alla volta – andrò a vedere sempre più in là quello che già tutto contenuto in quel rapporto. Se alla base di costruzione del mondo è posto un processo che divide una unità e la espande in forma sferica, questo che io vedo così è solo il contrario dato dall’opposta divisione che da 1 ricava quella sfera. E tutto esiste di già! Non lo vedo già tutto esistere solo per la lentezza del calcolo e la reale durata nel tempo che è stata consentita alla nostra vita. Se tutti siamo liberi, e anche il cosiddetto <caso> quella che è <veramente> stata la libertà di tutto e tutti si è trasformata in un esito solo al quale hanno concorso le comuni libertà. Se non fosse successo quello ma un’altra cosa, sarebbe stato il segno di una mancata libertà in una delle parti.


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Ciò comporta che – quando tutti sono liberi – il risultato è obbligato allo stesso modo con il quale nel vero opposto c’è la costrizione assoluta e totale data da un calcolo di divisione. Voglio dire che con l’origine data da 1000:99 il risultato è obbligato, in assoluto a un 10 periodico e infinito. Ebbene, partendo da questo infinitesimo, e risalendo vero il principio, come da una parte c’è l’assoluto obbligo, nel vero opposto c’è l’assoluta libertà … ma è per davvero libera solo quando riporta a 1000. Non è possibile che riporti ad altro. Il libero arbitrio c’è, ed è veramente libero e ci riporta all’origine proprio in quanto la sua vera libertà sta nel tornare al 1000 da cui proviene attraverso una imposizione assoluta, tornandoci con una assoluta libertà. La libertà è sempre stata intesa nel <fare come ti pare> … ebbene è proprio assecondandola totalmente che a ciascuno <parrà> solo la cosa <dovuta> e che la riporta all’origine. Se da un centro un raggio è <comandato> in un modo <assoluto> e tale che il comando non possa essere disobbedito, e si arriva ad un punto estremo della volta di una sfera, possiamo essere certi che tutte le libere – assolutamente libere – volontà collocate sui punti di quella sfera, non si sintetizzeranno in altro verso che assecondando il raggio che riporta in centro. Per una condizione elementare: se i due versi sono opposti anche in relazione alle cause, i processi sono opposti, e l’opposto di una assoluta costrizione sta in una assoluta libertà. Se vivessimo da soli e senza una nostra provenienza, di essere relativi, potremmo fare e andare dovunque. Ma – costretti a provenire dall’assoluta origine, saremo costretti dal concorso tra le libertà di tutti a ripercorrere tutti i passaggi che ci hanno determinato nel modo in cui siamo attraverso una divisione. L’opposto processo del prodotto riporterà gli infiniti infinitesimi divisi alla stessa origine da cui sono stati divisi. Il flusso verso l’inizio del tempo è quello che asseconda il magnetismo e la gravitazione universale. Esso è soffuso ovunque; tutto attorno a un filo di corrente, come quello esistente nel nostro corpo fatto da ammassamento magnetico come è


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ammassato il filo all’interno della sua sezione trasversale, e corre solo sulla sua superficie. La gabbia di Faraday lo ha dimostrato. Ebbene quando l’ambiente espanso attorno al corpo del filo, che ha causato il moto elettrico, viaggia dal suo inizio <A> verso <Z>, il flusso elettrico sulla superficie è <indotto> a correre nel verso opposto, cioè da <Z> verso <A>. Ma a noi sembra vero l’opposto. Diamo credito di essere una <cosa in sé> alla natura elettrica (scordando che essa è <indotta>) e giudichiamo <vero in sé> che il verso <naturale> del tempo in <azione> scorra assecondando il moto delle nostre reali gambe, che le porta verso la condanna mortale al loro corpo. L’ESEGESI ASSOLUTA sul contesto in cui noi ci troviamo a esistere, tenendo conto proprio delle leggi che abbiamo scoperto essere in azione, ci dicono che se noi vivendo nel nostro corpo siamo simili a gente in viaggio in un razzo, la forza che ci spinge ad avanzare è una di <reazione> alla causa che ci ha spinto. Il gas combusto è la causa, e corre nel verso opposto al razzo e gli ha dato la spinta con tutta la forza data dal prodotto della massa per l’accelerazione. Assecondando i principi <chiari e ben distinti> di Newton e non quello <stato confusionale> indotto da Einstein che ha voluto mescolare insieme accelerazione e forza, imponendo alla scienza la sua <massa relativistica>. Una corretta analisi <scompone> correttamente ogni <attore>, e Forza, massa e accelerazione sono i TRE attori di una giusta analisi. Quando li si compone in UNO, non si ottiene un errore, ma non si sta facendo più quella <analisi elementare> che consenti di scorgere il comportamento distinto dei TRE. Il terso principio della dinamica dovrebbe dare la certezza che quando gli attori si dividono in DUE soli, fondamentali, si unificano pur essendo TRE, sul comportamento del punto baricentrale dei copi che si dividono in AZIONE UNITARIA e REAZIONE UNITARIA. Ebbene, tra elettricità e magnetismo non vi è dubbio che l’<AZIONE> sia opera del magnetismo.


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È la rotazione di un campo magnetico a generare l’effetto uguale e contrario della rotazione inversa ed elettrica su un circuito. Senza che ci sia questa azione, non è <causato> il moto elettrico. In un fulmine, che è la più eclatante apparenta di un flusso elettrico, la causa sta nella differenza di segno magnetico tra nubi e terreno. Noi vediamo correre la luce e siamo certi, nel giudizio imperfetto degli scienziati, che non vi sia una sua causa per cui il mondo poi che essa ci illumina in ogni senso non dell’essere inteso come un avanzamento verso la fine, ma invece in invisibile ritorno al punto dal quale partì il nostro <treno di onde magnetiche come le sue carrozze>. Incapaci di una ESEGESI FONDAMENTALE, il mondo scientifico che crede che noi si venga dal Big Bang, posto all’origine del nostro apparente divenire, e che si <accorpi> come <mettendosi a fuoco> nel punto spazio-temporale in cui ora siamo, non ha tratto alcun insegnamento dal prodotto N/1 × 1/N. Esso sta alla base dell’unità del punto in cui noi siamo, quando sta all’interno ben di una <Relatività Generale> tra tutti gli opposti esemplificata nel migliore dei modi da quando si presentano distinti tra loro in N/1 e 1/N. Mentre l’unità è quella sola data da N/N =1/1, noi la scindiamo nella sequenza di due valori unitari ed opposti, secondo la generale legge dell’alternanza tra TUTTI gli opposti. Allora l’uomo deve avere il <coraggio e la certezza> della sua FEDE, poiché se la massa non può avanzare simultaneamente in due versi opposti senza frammentarsi, allora sarà costretta ad alternare tutta la sua <vita> reale, in un <vai e vieni>. Non ci può essere più incertezza su ciò che il nostro essere <energia immortale> nella nostra anima elettromagnetica, sperimenti, giunto il <treno delle onde elettriche e del corpo materiale> a quello che è creduto il suo <binario morto>. Accadrà che lo stesso treno <rimbalzerà> e ripartirà nel verso opposto, impattando in modo retto contro quel limite: come una palla da biliardo e senza effetti che abbia incontrato una sponda elastica perpendicolare al flusso unilaterale della sua massa. Se un uomo di scienza non crede nella vita eterna dell’anima, e nel reale suo risorgere dall’alto (che Gesù indico a Nicodemo senza spiegarglielo)


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nemmeno dopo avere osservato proprio <N/1 × 1/N>, allora è uno che non ha fede nemmeno nel portato dal suo giudizio e di quello di tutta la scienza. Certo, quella <esatta> (come della matematica) e non la <fantascienza> di chi crede vero il Big Bang <elettrico> e <materiale>, quando questo <apparire> è solo il <prodotto> dell’azione fondamentale della gravitazione universale e del moto <antimateriale> simile molto a quello del <puro spirito> (o <santo>) dell’Osservatore, poiché come materia e antimateria combinano tramite i due reali opposto la stessa loro unità, allo stesso modo accade tra <corpo materiale> e spirito immateriale o <antimateriale>. Una vera ESEGESI nello stato vero in cui noi siamo non ci può portare – se siamo osservanti dei principii scientifici – all’idea che la dinamica del mondo che vediamo sia quella VERA. L’uomo che avanza nella sua <osservazione> passa in rassegna l’<essere unitario> di tutto quanto un progetto <possibilistico> che viene prima di esso. Tra l’Essere e in Non essere ancora del cosiddetto futuro, non è lanciato un ponte sul <nulla> che noi stessi si costruisca, poggiandoci sulle forze e disponibilità che noi abbiamo. Noi non siamo nello stesso tempo <osservatori e costruttori>, poiché addirittura ce ne manca il tempo. Per <decidere cosa fare> per quanto si possa essere fulminei ci occorre sempre un <certo qual tempo> di <tutto e solo presente>, che invece non esiste quando da 1000:99 si ha un 10,101010… senza limite alcuno, a meno che non siamo noi a <inventarcelo> e proprio nella durata di un 10 presente come l’<ultimo> … laddove ultimo invece non è. Il nostro stesso N/N = 1, è <arbitrario> e sta nel <dove> siamo stati noi stessi a <bloccare> una cosa che invece è senza limite, non determinata, ma assoluta e nelle forme assunte – nel mondo <determinato> di un valore <infinito> in quella determinazione e che dunque resta indeterminato. La nostra realtà, nel calcolo appena proposto, si limita a 10,1010, bloccando come unitarie e definitive solo le ultime 4 cifre decimali, nella <presupposizione> del tempo unitario in 1 e del suo spazio unitario in 3 tempi 1, ossia in 3/1, velocità unitaria dello spazio che procede in un verso solo.


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Ma quando c’è inevitabilmente anche il verso negativo, nella visione dell’essere potenziale ad esponente 0 su qualsiasi base numerica (il che genera unità) allora è il prodotto tra un 3/1 e quello che viaggia nel verso opposto, che sarà negativo ma è sempre in avanti, ecco che si attiva la grande C^2 invariante nel 9, numero invariante del sistema decimale, come è provato dal nonio o dalla <prova del 9>. Il mondo si poggia sull’arbitraria <decisione> che se dopo 1 c’è il nulla, allora – posto in atto il tempo unitario come 1/10 – allora dono 10 decimi, ossia quel 10/10 = 1 reso vero solo dalla matematica. Essenziale <presupposto> alla possibile <verità> che 10 esista è che ci sia un tempo dato da 1/10. Solo su questa <base relativa> il 10 è <relativamente vero e matematicamente esatto> come unità. Ora quando l’uomo si chiede che cosa sia il tempo e non sa darsi una risposta, sappia darsela giudicandolo un <tempo dell’unità matematica> appartenente a quel puro <credere> che un 1 seguito dal nulla sia 10. Infatti anche 1/10 si poggia sullo stesso <arbitrio o assioma> messo su dalla nostra ragione e su cui si fonda la matematica. Essa è così idonea a contare <tutto> che con l’assioma di 10 come unità, riesce a contare anche il numero delle <volte> in cui lo zero esiste. Basta che sia associato al suo esiste all’infinita espansione di N/N=0. Questo genera una unità <in potenza> di esistere come l’indivisibile numero primo 2 che accetta di essere diviso in due parti contrapposte al pari anche di tutti gli altri numeri primi e indivisibili quando accettano di essere divisi per se stessi. Nella condiziona <assoluta> e libera da ogni vincolo o regola tra singole parti di esso, entrano a far parte anche modalità indeterminate dell’essere come l’infinito. Anche l’infinito non accetta regole; una retta, totalmente diritta, che in contesto determinato se parte da un punto di origine si allontana sempre di più da esso, quando corre un percorso infinito ritorna a quel punto provenendo dal punto opposto e sulla stessa retta. Allo stesso modo <sregolato> N/N a dimensione infinita di N porta al risultato di una divisione che arriva a zero. Per converso, lo zero, forzato a esistere in uno sdoppiamento tra il numeratore e il denominatore, arriva, da N=0 a N=∞=1.


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Questa è la ragione per cui 1, moltiplicato da 1 fino a infinite volte per sé, resta sempre 1. 1 e 0 sono le due facce opposte della stessa medaglia e accettano di essere legate in 10 indicante il ciclo unitario dell’unità infinita, che per converso è 01 nella sua lettura inversa. La prima <formalizza> il suo spazio unitario dato dal fatto che c’è una sola unità di ciascuno, la seconda e opposta <da forma> al suo tempo decimo. Non per altre ragioni N^0 = N^ (-1+1) equivale ad una formulazione di esistenza unicamente <potenziale> a condizione di dare forma definita a quelle infinita e indefinita. Questa condizione è quella che possiamo considerare decisamente <divina>, poiché solo un <potere onnipotente> può forzare un continuo e progressivo allontanamento in linea retta di un raggio dal suo centro a ritornare su di esso dall’altro infinito estremo di quella linea, realizzando il <realmente impossibile>. Oppure la frantumazione in due di un numero N, diviso per sé stesso, fino a ridurlo al nulla. Alla base dell’assioma matematico del 10, come unitaria associazione tra il Tutto e il Nulla, c’è il potere onnipotente dell’ASSOLUTO. Esso esiste, altrimenti la matematica stessa perderebbe la sua ragione di scienza perfetta, e lo stesso ONNIPOTENTE, tradottosi in <azione>, la sua onnipotenza di creare un infinito universo come quello che constatiamo esistere. L’informatica ha provato, da parte sua, che ricorrendo agli stessi elementari strumenti di 1 e 0 è possibile creare una stringa in grado di tramutarsi in <spettacoli> di tutti i tipi, il cui creatore ha il potere infinito di fare apparire cose a noi realmente impossibili, tradotte in tutta una generazione di <supereroi>. Il processo che porta N^0 a essere uguale a 1, ha i passaggi legittimi di 10^ (-1+1) = 10^-1 × 10^1 = 1/10 × 10/1 = 10: 10 = 10/10. Tutto l’accadimento implicante i tempi dell’unità, quando esistono i denominatori, so <concludono> finalmente in un <puro rapporto in essere>. Mentre la divisione implica il <tempo infinito> nei casi di numeri periodici, il rapporto ha <azzerato> la condizione <infinità> nel tempo <operativo> riducendola ad un disegno, un piano, ed è proprio un piano


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geometrico privo del suo flusso in direzione perpendicolare, nel quale esiste tutto il calcolo infinito. Accade realmente allora che quel centro da cui era partito un raggio, che propagatosi all’infinito nel suo allontanamento finisce per ritornare su quel centro dalla direzione opposta, accade una imprecisa conseguenza reale, anche all’infinito quando tenta di definirsi attraverso il 10. Poiché sono due i livelli nella potenza, dati da quello della base e quello dell’esponente, quando si giunge a 10^10 anche il 10 di definisce nei suoi stessi limiti. Allora nell’infinito del possibile, si <incarna> la presenza di un IHVH <io solo il 10 ed esisto in 10 interattivi>. Il <Dio dell’essere> è 10^10, ed è il re dell’infinito poiché esiste infinite e infinitesime volte. È una <modalità> dell’esistenza, ed è quella divina. Accade allora che dalla destra e dalla sinistra del raggio, divenuto diametro, si collocano due 10^10, a costituirne il diametro. 2 × 10^10 ×  = 62.831.853.071,79586476925286766559 è la circonferenza nella sua massima espansione. Non è la <terra piatta> dei <terrapiattisti>, ma addirittura è l’universo piatto che esiste come un <piano=progetto> in cui il punto centrale si è espanso in forma circolare <il massimo>, quando è arrivato a un raggio uguale a 10^10. Ma è una espansione tutta virtuale e divina dovuta all’<assioma> del 10 come diverso da 1. Tanto che <il vero> si impone!!! La forma piatta si incurva come se con quella circonferenza volessimo racchiudere una sfera, e – quando l’abbiamo fatto – la circonferenza è tornata a essere un punto, ed è quello diametralmente opposto alla sfera. Per determinare questa trasformata, del disco piatto in una sfera, l’operatore necessario è il numero 7. Il 10 si proporziona 7/3, ma introduce il ciclo 10, tanto da essere il 70/3 uguale a 23,3333333… ed è stato generato Abele=23 in contenuto numerico in gematria italiana. Esiste assieme a un Dio infinito dato da 3 coordinate spaziali che nella loro intersezione hanno il loro punto di origine, e 6 distinti versi, 3 in positivo, 3 in negativo. Il tempo di Abele è l’energia divina nel solo avanzamento in positivo.


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Chi ha creato Abele? Adamo=30 (il soggetto di quel moto 70, nel 100 nella decina di SET, il suo terzo figlio ove Set=7, in italiano). Ma … Chi ha creato Adamo? L’energia infinita in forma di SEI. Non a caso il numero in italiano lo nomina “Sei>, poiché il <Sei> è l‘essenza dell’energia in potenza di Dio quando da 4/6 = 0,666666… per il fatto di una realtà impostata su 10^4 e il cui lato è 100, solo 0,66 si impone come il <tu “sei 6”> il che lo fa essere un tu “66”. Adamo, da solo, non può far Figli. Ma Dio è Onnipotente, entra come una costola Una e Trina in Adamo, e con 30 -4 (la costola) ricava il 26=Eva che è la compagna indissolubile del 66, in quanto <due 6> è anche 26. Agendo come l’Ordinale 26mo numero primo 101, dalla mamma escono Set=40, Abele=30, e la loro somma è 70. Poi, con 101 -70=38, ultimo a esser creato, e il 38=Caino, dato da 40 (Set) meno due, che figurano con 1 e 1 il papà e la mamma. Una creazione tutta a rovescio che è partita da SET (creato per ultimo) è risalita al padre (30, Adamo). Il figlio terzo si è diviso per il padre e ha generato l’unità 23,33 di Abele. La mamma non è stata ancora necessaria. Il primato operativo è stato tra 3 e 1 ma in modo indiretto e passando tramite il 10. Infatti Set=7 è il moto di 3 in 10. Poiché 10 è un ciclo ossia un circolo, anche il 3 in questo cerchio è circolare, ma – quando è tolto di mezzo – il cerchio si chiude e si riduce a solo 7 che circolano, essendosi reso il 3 unitario fino a togliersi di mezzo. Essendo 7 l’alter ego (la dinamica totale) di 3 nel 10 si è imposto circolare grazie al 10. Per questo anche il 3 che coesiste nel 10 deve correlarsi al 10, e divenire 30, come un tempo divisore. Tutto questo porta questo enorme disco la cui circonferenza l’abbiamo calcolata in 62.831.853.071,79586476 (e l’ho bloccata a 10^-8, la realtà complessiva data da 2^3=8) a dividersi per 23,33333333 (solo 8 decimali, per avere il complesso della realtà) col risultato di 2.692.793.703,07696563 che è 3^3 × 10^8 ed ha assunto la forma cubica del volume della sfera racchiusa da quella superficie data dalla trasformazione reale del disco piatto.


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Gli attori di questo processo sono la curva limite 62.831.853.071,79586476. Caino 38 esiste (invisibile) alla dimensione 10^9 della invarianza C^2 della luce (la <C> maiuscola di quando è il quadrato di 3/1) ed è nascosto dal 62. 38 è dato da 10^11 -62×10^9 / 10^9. Subito dopo appaiono i 16 primi numeri primi la cui somma è 381 e qui l’invarianza della dimensione 9 ha mutato solo la gerarchia delle tre cifre, attraverso la somma del 450 che è 1/8 di 60×60 (un’ora in minuti primi per i secondi nel minuto primo). Anche questi c’entrano con il 1° e il 2° figlio, Caino e Abele poiché 38+23=61 è 60+60/60. Quando 381 si somma a 450 si gira in 831. 853, esso pure replica 381 ora con +470 che è divenuto il ciclo 10 del 15° numero primo, che l’ha portato a divenire il 16°, che è 53, assieme a tutto il complesso 800. 071 mostra l’elementare dominio del 10° numero primo 29, nel suo movimento 71 in 100, lato della realtà. 0,79586476 è il tempo dato da 0,19380125 +0,60206351, che sono il tempo dell’anno 1938,0125 (gennaio 25) che è la data esistente al centro del riferimento del tempo, collocato ove è partito il raggio 10^10. Quello che gli si somma sono i 660 minuti nell’ora, alla dimensione centesima del 100, lato della realtà, e i 20 decimillesimi della realtà in positivo che presentano in ciclo 10, nel suo totale moto di 10, nel tempo decimillesimo della realtà. C’è poi la seconda, delle successive 4 cifre nel valore 6351/10^8 che è il movimento dei 365 giorni nel loro ciclo 10 nella realtà di 1 decimillesimo. 0,0001 – 0,00003650 = 0,00006350. Infine 9/10^8 è la velocità assoluta C^2 data da 9/1 che si mostra nell’unità del suo ribaltamento. Io ho dovuto entrare in questi dettagli poiché questa ESEGESI, che fissa il contesto, è molto seria e non basta fissarlo <a parole>, occorrono i numeri. Ed essi sono questi. Quando si è ottenuta la trasformazione del piatto cerchio dato dalla linea di circonferenza e non dall’area che quando si incurva diventa un punto, dobbiamo solo controllare che il risultato della sua divisione per 7/30 dato in 2.692.793.703,46165044 (8 cifre) possa dare l’idea di essere un punto.


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Essendo anche questo movimento, il suo valore reciproco ci rivela il soggetto del movimento di trasformazione della circonferenza limite in un punto. 3,7136153382 è il suo reciproco e ci dà le 3 coordinate: 1, 1 e 1, di un unico punto coincidente. Anche qui, esso esiste nel tempo. +3,80125 - 3,71361 =0,08764, moto di 1234/1 nel tempo unitario in 0,1. Possiamo effettuare il controllo anche sulla superficie della sfera la cui formula è 4pr^2 e l’area di questo cerchio che essendo pr^2 è ¼. 1.256.637.061.435.917.295.385,0573533118 è la superficie sferica. 314.159.265.358.979.323.846,26433832795 è l’area del cerchio. 338.386.436.664.442.710.262,24655561226 è il risultato ottenuto dividendo la superficie della sfera, per i parametri del centro precedentemente ottenuti un 3,7136 fino alla dimensione reale, e io vedo che è il puro e semplice movimento di trasformazione tridimensionale della superficie. Allora lo divido per la superficie del cerchio e ottengo il numero delle volte in cui essa si è modificata: 1,0771174814079724. Una sola volta nella dinamica espressa nel tempo, la quale, riferita a 7/9, è il moto di 0,29933970363019472 la velocità della luce 0,299792458 = 0,00045275436 ove 4631,0217 è il ciclo degli anni terrestri che differiscono in 1.034.778 dato da 2^10=1.024+10, il tutto in presenza della dinamica 777 di 1. Come ho perfettamente dimostrato anche questa volta, la superficie del cerchio, che è ¼ di quella della sfera, si è espansa e modificata il giusto numero di volte esistendo in tutta la dinamica data da 7/9 alla velocità della luce e rispettando il ciclo degli anni terrestri, la potenza 2^10 nel duo moto 10 e tutta la dinamica 1 di 777. Ove la Scienza non pone questa questione che io ho risolta, prima della sua visione <quantitativa> di tutte le <cose>, Universo compreso, pecca allo stesso modo di un costruttore che usa un materiale senza conoscerlo. La scienza sperimentale è proprio volta a conoscerlo, ma ancora non è arrivata al suo totale.


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Non si è accorta – per difetto di esegesi – che quello che è il <principio> è anche quello che c’è <infine>. Se io baso ogni cosa su un solo <possibile> e unitario rapporto dato da 10/10, io avrò alla fine un suo totale e perfetto valore multiplo – in una visione che sia <potenziale> – poiché il 10 <in potenza unitaria> può essere solo il 10^10 posto sulla base del suo reciproco 10^-10. Non c’è dubbio. Se la mia sola possibilità, di fronte a una stringa binaria che abbia la sequenza di 1 e 0 uguale a questa <110100100010000>, di mutarla in numeri decimali sta nel suo Logaritmo decimale, che la rende 01234, allora – ancora una volta – io pongo in essere i due processi opposti tra loro. Uno è quello <in potenza> per cui 10, interamente in potenza di sé, è 10^10. L’altro è quello <in atto – uguale e contrario al 10^10 –> del Log 10^10 che annienta quella base e lo <abbassa>, lo <riduce> alle sole 10 <volte> di un basilare ciclo numerico che è scomparso come causa e che si osserva solo nel suo effetto reale 10. Possiamo nella nostra ESEGESI FONDAMENTALE affermare vero che <io sono colui che sono> (per come in Bibbia si nominò Jhvh a Mosè) è un <ente indeterminato>. Infatti <io sono io> non determina nulla. Nel nostro mondo <relativo> ogni cosa è determinata da un’altra, presa a suo riferimento causale. Come il 10 quando è determinato dal 10^-1 che è la sua stessa cosa, ma totalmente opposta … e dunque in’<altra cosa>, ma <relativa> e appartenente ad una <relatività generale>. Allora <io sono io> indica un valore <assoluto> che non è riferito a niente altro che a Sé, pari-pari come è, e non al suo essere inverso. Dio non è riferito al <Diavolo>, che è il suo <essere opposto>, poiché <Dio e solo Dio>, altrimenti saremmo ancora di fronte non più a una <essenza assoluta> ma <relativa>, e Dio non potrebbe esistere senza il Diavolo. I credenti che immaginano un Inferno eterno in cui ci sia il Demonio a dannarsi per sempre assieme a tutti i suoi accoliti, non si rendono conto di non credere in un Dio ASSOLUTO.


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Quando in cima all’ESSERE, c’è l’ASSOLUTO di un <Io sono colui che sono> c’è proprio la verità di quel <fondamentale ESSERE> che fu intuito da una parte ad Elea, da Parmenide e Zenone, illuminati da Senofane, e dall’altra a Crotone, da Pitagora, che aveva postulato una fondamentale essenza nel <Numero>. Mai una verità era stata detta in modo più vero di questa in italiano! RO vale nella 16ma e nella 13ma lettera dell’alfabeto italiano e il loro totale numero 29 è il Re dei Re tra i naturali, essendo il 10mo n. primo! 29 è simile al Noè 10mo tra i primi 10 fattori secondo la Bibbia, che in questo modo accredita che l’inizio è dato da 10 dieci interattivi tra loro come è nella potenza di 10^10. Ora in <nume-RO> il RO è proprio simile a un <nume>, che per RO (i Romani nel loro principio <dualistico> che regge il mondo) era una forza divina indeterminata e che in <numero> si determinava in RO, nel 10° numero primo, fondamentale per gli stessi numeri naturali. È fondamentale poiché è nella <forma> proprio di quel <movimento> che Eraclito giudicava fondamentale, essendo in 1 <presente> in 10+10+10, ed essendo 29 il suo moto in 30. Ebbene se 10, opera del 10° n. primo che mostra la dinamica nell’Essenza Una e Trina in 30, è in potenza di sé, è 10^10 / 0 e non ha un Diavolo 10^-10 interattivo a renderlo 1, indeterminato esso pure, poiché 1^N resta sempre 1. 1/1 al suo limite è 0. Non lo è <posto> poiché siamo noi a dire se sono metri, decimetri, millimetri … e possiamo scendere fino all’infinito e quando sia giunti fino a quel limite irraggiungibile allora è zero! Allo stesso modo di 10^10 / 0 che è <indeterminato> come lo è <nume>. Ora se 10^10 / 10^10 è l’unità esistente nel mondo relativo, gli scienziati dovrebbero ben sapere che il totale di una misurazione dipende totalmente da che cosa si è posto come unità di misura. Se scegliamo il 10 come il Re che governa le unità del metro e del chilo, avendo trovato il modo di riferirlo all’intera e libera conformazione di tutto il nostro mondo terrestre, allora se misuriamo tutto con questo 10, e lo riferiamo all’unità degli anni della Terra, possiamo stare non <certi> ma <assolutamente sicuri> che il ciclo della presenza totale degli anni terrestri sarà di 10^10 anni!


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Se uno scienziato non arriva a capirlo non è per difetto della mia spiegazione, ma per mancanza da parte della sua intelligenza. Allora possiamo essere assolutamente certi che quella rotazione continua nei giorni 365,25 medi (sui 4 anni di spazio-tempo) posti alla base del numero dei 10^10 anni, porterà la Terra a ribaltare di 180° e in solo 12 ore tutta la massa terrestre, ribaltato il suo asse. Inizierà un nuovo ciclo di 10^10 anni, attuando una sorta di <pendolo> la cui oscillazione duri 10^10 anni ciascuna, e così all’infinito. La scienza corrente – come non è riuscita ad arrivare alla certezza della risurrezione della vita umana per mancanza di FEDE IN SÉ e nei suoi stessi principi – così non è riuscita a porre un <preciso limite> alla quantità di rotazioni possibili attorno a un asse da parte di un libero pianeta avente le dimensioni della Terra. L’ESEGESI <spietata> alla capacità umana oggi di capire, che se fissi un metro in un certo modo, poi esso <regola ogni cosa> in base alla sua lunghezza, ha portato a un giudizio tutto sommato negativo sulla capacità dell’intelligenza umana di passare dalle questioni <relative> a quelle <assolute>. Lo stesso apprezzato <genio> di Einstein (che ha reso confusionaria la perfetta <analisi> fatta da Newton) arrivato a riconoscere la <Relatività Generale> è annegato in quel mare! N^0 è l’assoluto e <determinato> proprio attraverso la sua <indeterminazione>, di tutte e due le realtà. La base N è indeterminata allo stesso modo del generico <nume> o dell’Elohim (l’infinita pluralità delle emanazioni delle anime divine). L’esponente dev’essere un preciso numero ed è quello 0 che lo nega. In quello zero in cui N^0 equivale a N^ (-1+1), proprio in quello, sta la relatività generale che scompone quando è puramente <in potenza>, essendo <0> nel suo essere <in atto> e rende potenzialmente possibile la coesistenza sia di -1 sia di +1. Ne esce un universo in cui la sua intera esistenza esiste solo in ciò che non è in atto, ma è solo <in potenza>. E se la poniamo alla base di tutto il <reale> universo, allora è una potenza divina.


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Lucifero, la Bestia 666 e il cattivo demonio Asmodeo. L’ESEGESI DIVINA ribalta nel <Teo-foro Amodeo> il caduto Lucifero e il cattivo Asmodeo. Amodeo senza la <s> del satanico serpente, recupera il significato dell’Angelo di amore che vien da Dio ed è da con, su, per, tra, fra il <Deus Romano, il Nume RO> che portava luci in cielo e non che è caduto ma scaso! <Sei disceso dal cielo (sulla Terra) a illuminare il pianeta, nonostante tutta la tua ombra e il tuo peccato agli occhi di Dio di essere <determinato a fare>, cosa <peccaminosa> per il Dio Assoluto e <indeterminato>, che non fa nulla poiché disfa tutto riportandolo a Sé. È il peccato originale di Adamo ed Eva, questo! Determinandosi come uomini solo <a immagine e somiglianza> sono stati degradati al livello di <copie senza altro valore che quello!>. Peccano mangiandosi <ME là>, con la <mela> (e chi vi parla è Dio). Peccando mangiandosi (e togliendosi di torno) il frutto della vera conoscenza del bene e del male, poiché – digerito quello che han mangiato – poi si permettono un loro <giudizio> su quello che Dio ha fatto, e lo criticano, vedendo allora in loro due la loro nudità peccaminosa e – nel loro mondo – un’opera tanto, tanto, <fatta male> e da correggere! Vedendo relativamente il vero, e cioè al contrario, e non più il 10^4 del Dio Uno e Trino ma solo il 4 dello spazio-tempo reale, annullano la base 10 divina esistente sotto tutte le cose a sostenerle, attuando il processo del Logaritmo decimale che gli mostra il contrario del 10^4 divino! <Si son mangiati Me là – dice Dio – è non han digerito come si doveva quel divino frutto della vera conoscenza, ma solo quella uguale e contraria!> Quel Dio che voleva preservare quel frutto è scalzato dal suo trono attraverso occhiali che capovolgono la verità, al punto che dove Dio, con la sua base 10, regge con 10^10 l’intero universo, ci si vedono nudi dentro e in balia di tutti gli eventi che minacciano di ucciderli, fono a quando o ci riescono loro o lo fa la vecchiaia. Mangiando e digerendo male quel frutto, da anime immortali che sono, si vedono condannate a morte, e ne fanno esperienza reale.


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Il vero era che Dio <eliminava> ogni pericolo e ogni male proprio mettendolo prima a fuoco realmente, e poi annichilendolo una volta per sempre. Ma all’uomo (convinti dal Serpente), che gli era negato quel frutto da preservare, ben custodire e osservare nel suo valore, dal Signore, impedendo loro di mangiarselo così come erano: impossibilitati a digerirlo (come si può digerire un Dio, da persone reali qual si è?) quella preservazione affinché fruttasse fu mentita dal maligno e fatta passare come una negazione! L’opposto esatto del vero! Tuttavia il Serpente non gli mentiva: solo se si opponevano decisamente a Dio e divoravano quella mela, loro erano assolutamente liberi e soli! Non più con loro un Dio a donargli tutto: <pensieri parole ed opere> lasciando loro solo il libero arbitrio di <capire e giudicare>: <Questo mi piace e quest’altro no!> Il reale <libero arbitrio> di ogni spettatore che si gode l’opera altrui. Siamo forse <inibiti> leggendo un libro già scritto o vedendo un Film? No! Siamo più liberi di quanto saremmo se fossimo i personaggi de quelle opere, appesantiti dal <che pensare, che fare, come operare?> Alleggeriti da quelle responsabilità dirette, possiamo <goderci> lo spettacolo imbastito per noi, da un Autore servizievole, che ci ha donato il libero godimento della sua opera! Siamo liberi di approvarla … farla in pieno la nostra, condividerla coi nostri amici, parenti, conoscenti! Metterci i LIKE, le FACCINE … Chi ce l’impedisce? L’autore? No, non ce lo vieta! Al contrario è speranzoso della nostra accoglienza! La reclamizza e cerca di fare giungerla a più spettatori possibili. Per avere il <massimo> del giovamento e conservare tutto il bene e il guadagno che ce ne viene, noi non dobbiamo essere gli autori di quell’opera, ma solo gli <osservatori>. Invece Adamo ed Eva vollero essere <come Dio>: i creatori dell’opera. E anche oggi, quando addirittura un Papa di Cristo si batte per dire la sua e dare il suo reale apporto, ha digerito molto, molto male, quel frutto della conoscenza del Bene e del Male. Si preoccupa per il mondo in cui <Dio – quello della salvezza da ogni male – comanda!>


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Ordina tutto, col 10^10 che – ridotto ad 1 – è tolto di mezzo, e realmente lo è quando è 10^10 è osservato attraverso il tempo 10miliardesimo dato da 1/10^10! Dio <configura, pianifica> ogni cosa sul solo <piano=progetto> delle cose che semplicemente <esistono tutte>. Poi con il suo <Che sia!> genera il <tu sei il 6> e fa essere con ciò sia il 66 – determinato, come 1° – sia il 26, determinato come 3°. Li configura come uno che pone davanti a un fuciliere un bersaglio da <colpire>, annichilire. Quando il 66 è a 3 dimensioni, 666 è Satana. Dio lo pone a bersaglio affinché ogni uomo l’impallini e l’uccida! È l’autore apparente della vita il cui il frutto della <mela> è stato mal digerito, e il Papa di Cristo, pur peccando contro il Dio Unico Creatore, si giudica un <maestro> cui è stato affidato il compito di abbattere il Male sulla Terra. Nulla accade senza che Dio lo voglia! La manifesta intenzione di Dio per tutti gli uomini è stata di coinvolgerli nella sua opera! Che non se ne restassero solo <a guardare> ma si facessero coraggio e <volessero!>. Non avrebbero potuto fare nulla, poiché <voler fare – da parte di Uno – non è un <poter fare> … quando il Creatore ASSOLUTO non è quell’io piccolo ma quello grande di Dio! <Volere> il Bene – da parte di una piccola anima, Elohim infinitesimo del Dio Infinito – permette alla sua reale <impotenza> di potere IL MAASIMO: <volere “COME” DIO>. Ciò la <fonda> proprio e finalmente a <immagine e somiglianza di Dio> non solo come un <dono ricevuto> ma come una <volontà propria> che il Signore si è guardato bene di non darti, lasciando solo a te la libertà di <dartela>. Dio ha permesso realmente alle creature di <voler fare di sé un Dio Servitore> che <vuole propagatore> l’opera divina. Essa oggi è sulla Terra, ma nel piano, gli uomini sono sparsi ovunque nell’Universo e i pianeti abitabili, a far <vincere Dio> sul male ovunque! A questo siamo tutti chiamati! Non a <fare> quel mondo che noi creature e non creatori <non possiam fare> come ci pare… e tuttavia possiamo il massimo: <fare noi stessi!> Possiamo davvero realizzare – assentendo con la nostra libera volontà – l’opera di quel Signore che ci volle <a sua immagine e somiglianza>. <Sì, mio Signore, io lo voglio! E so che questo per me passa cessando io di voler essere uno spettatore, ma si attua volendo decisamente


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intervenire assumendo – Sì, sì! No, no! – la mia croce per il bene del prossimo come Gesù realisticamente ci ha mostrato>. Quei festaioli gaudenti, dei vari <rinnovamenti della fede> che intendono solo gioire per essere stati salvati, e sono certi che Gesù non vuole da noi sacrifici, ma solo festa e gioia per l’opera Sua di salvezza, stanno rinnovando una Fede che non è quella nel Cristo della Croce, posto a immagine e somiglianza di noi! Se ne staccano, come – puri osservatori – se la loro festa e la loro gioia non li porta a <volere> l’estremo sacrificio di sé per il bene del prossimo. Solo in questo modo si Rinnova lo Spirito di Dio! <Chi mi vuole seguire, si carichi della sua croce e mi venga dietro!> È vero che Dio ci salva tutti! Egli <inquadra il male, e l’elimina in tutti! >. Gesù disse a Nicodemo della finale <risurrezione dall’alto> in cui lo Spirito santo… <Ci riporta nel grembo di nostra madre per nascere di nuovo? – l’interruppe Nicodemo. <No! Due sono le origini estreme della vita, e fino a quando non vedrete quella che lo Spirito Santo fa sorgere dalla Fine corporea, voi non entrerete nel Dominio della Verità (nel Regno di Dio)>. Tutto questo sta in 4/6 sol che Dio lo muti in un calcolo operativo .


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LE QUALITÀ DELL’ESISTENZA. Tutte le frequenze tra valori complementari al 10 di presenza, sono presenti, ma sono solo RAPPORTI nudi e crudi. Occorre la mente di un vivente, per quanto primitivo e semplice esso sia, come un virus, per tradurlo in <tempo reale>, che è attivato solo dopo che QUALCUNO fa esistere il numeratore nel tempo del denominatore. Chi è questo QUALCUNO? Il virus? Questi è simile a un ciclo operativo su un computer, che in grado di riprodursi attraverso un ciclo simile ad una complessità di numeri periodici. In matematica ce ne sono a tutte quante le cifre e possono esistere solo in presenza di una matematica perfetta. Ma sappiamo tutti che un virus è opera di un programmatore Maligno. Nulla nasce da sé ma solo da un Creatore Assoluto che crea anche i programmatori maligni. Occorre la mente di un vivente che <faccia sua> i <pensieri parole e opere> che il Signore Assoluto ha donato ai <personaggi>; questi sono <dispositivi> atti a essere <impersonati> – come su un teatro – da interpreti innocenti o immeritevoli dei peccati e dei meriti assegnati a questi <dispositivi esemplari>. Infatti il <Puro spirito o Santo> è simile a un Autore che ha ancora tutto <in sé> e non ha <estrinsecato> ancora nulla di <oggettivo>. Oggetto è quanto costituiva nell’analisi logica del linguaggio dei Romani chi o cosa <subisce l’opera> ed è oggetto di determinazione. Essa è concessa come una <cosa in sé> che sta per conto suo, quando la presenza 10 si <estrinseca> e si pone su due livelli; un numeratore e un denominatore che, nella loro somma, solo la divina presenza 10. Dove l’unità del tempo sta in 1/10, e 1/100 è quella della presenza 100 del lato della realtà data da 10^4 (come tempo 10 e come spazio 10^3) Si collocano nello 0,01 i rapporti 1/9 che diviso per 100 è 1/900 = 0,09 2/8 che diviso per 100 è 2/800 = 0,0025 3/7 che diviso per 100 è 3/700 = 0,0042 8571 fino alla realtà complessa 4/6 che diviso per 100 è 4/600 = 0,0066 6666 5/5 che diviso per 100 è 5/500 = 0,01


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6/4 che diviso per 100 è 6/400 = 0,015 e 7/3 che diviso per 100 è 7/300 = 0,0233 3333 Questi rapporti-tempo sono le azioni, cui corrispondono <reali reazioni>. Esse sono, in ordine: 1. 11,1111 1111 massa unitaria in 66/6 e in 0,6666…/6 infiniti 2. 400 realtà spazio-temporale 300+100 3. 233,3335 6666 accorpamento di energia 4. 150,0001 5000 S-T 50+50+50 con 50 Tempo 1/4 di 200 in 3=Spazio 5. 100 lato della realtà 6. 66,6666 6666 energia unitaria e infinita nel tempo 7. 42,8571 4897 vincolo complessivo 7×6 sferico Queste definite sono le <qualità> oggettive. Sono state <oggettivate> dal ciclo 10 della presenza in linea. Ma mente umana li vede come soggetti unitari, in quanto queste <qualità>, interagendo coi tempi, danno tutte 1. Ad esempio: 42,85714897 × 0,0233 3333 = 1 -22382990/10^16. Questo valore in negativo è <reale> in -2238 = 2222+16 ed è il flusso di energia alla dimensione reale 10^-12 dato da 6666/3 più 16 di carica elettrica. La struttura successiva, che è quella relativa alla realtà è di essere il moto di 10 in 3000 quantità 10^-16 alla dimensione di C^2. Alcuni rapporti non sono esattamente 1, essendo relativi a periodi infiniti, che allora sono esattamente quantificati. Vediamoli tutti e 7. 1. 0,9999999999 è il soggetto 1/10^10 esistente in 1. 2. 1 esatto 3. 295714/10^16 è lo spazio 3/10^12 in cui c’è e fluisce 4286/10^16 4. 0,999999999999 è il moto di 10^-12 in 1 5. 1 6. 0,9999999999 e il moto di 10^10 in 1 7. 0,9999999997761701 è il moto di 2238299/10^16 in 1. Ora questi sono solo algoritmi, frequenze come quelle oltre il ciclo 10 della luce che – vedendosi – hanno consentito di essere capite come <qualità mentali>; queste – non vedendosi ed essendo osservate unitarie come in questo ultimo calcolo sono state giudicate <qualità in sé>. Solo che anche qui <spazi, tempi, masse ecc., sono qualità immaginarie> che in natura non ci sono. La natura non ha spazi, né tempi, né altro, ma solo <numeri progettuali>!


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Come le frequenze generano sensazione di luce e coloro, allo stesso modo le frequenze esistenti nel 10 di presenza sono presenti alla base stessa della loro durata e il cervello umano allora se accredita allo stesso <10> accreditato come <esistente> E vede esistere <spazi> che non esistono di per sé. E vede esistere <masse dinamiche> che non esistono di per sé. E vede tutti i flussi, di energia, di calore, di molecole come quello che sembrano nella loro <qualità>, ma questa <qualità> non esiste allo stesso modo che tutti i colori della luce appaiono, ma non esistono. Ora -poiché le frequenze elettromagnetiche appaiono <oltre> in ciclo 10, la scienza è stata in grado di accorgersi che le <qualità di luci e colori erano solo <immaginate>. Esistendo invece presenti tutti nello stesso 10 di presenza, gli scienziati non si sono accorti che le <qualità> di masse, tempi, spazi, flussi ecc. fossero solo <immaginazioni umane>. In realtà queste frequenze interne al ciclo 10 ci sono, ma sino rapporti <e basta>. Le distanze che noi vediamo esistere nell’universo sono solo frutto della nostra immaginazione della qualità <spazio> che distanzia due punti dello spazio compreso. 110100100010000 questo è e basta! Sono solo le nostre <regole cerebrali> a mutarli nell’aspetto di un mondo di spazi, tempi e masse reali che poi sono solo reali-immaginarie. Se l’uomo riuscisse a un certo punto a manipolare la realtà, in un attimo solo andrebbe ovunque nell’universo, come già è sperimentato accadere con l’entanglement quantistico.


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La velocità assoluta L’abbiamo già realizzata con l’entanglement quantistico. L’entanglement quantistico è un fenomeno fisico che riguarda la correlazione tra due o più sistemi quantistici, come particelle o atomi, che hanno interagito tra loro in passato e che mantengono una connessione anche quando sono separati nello spazio. Questo significa che le proprietà di un sistema dipendono da quelle dell’altro, e che una misura effettuata su uno di essi determina istantaneamente il comportamento dell’altro, indipendentemente dalla distanza che li separa. L’entanglement quantistico è una manifestazione della natura non locale della realtà fisica, che sfugge alle leggi della meccanica classica e che ha importanti applicazioni in ambiti come l’informatica, la crittografia e il teletrasporto quantistici. In esso – in parole povere – due opposti sono direttamente reciproci essendo entrambi relativi a un piano trasversale di presenza a lati 1 e 1. Quando uno spazio trasversale è in questi termini, praticamente esso non esiste più come riferimento relativo e le relazioni sono solo dirette tra i due sistemi quantistici Nel nostro mondo elettromagnetico non lo sono poiché lato elettrico e lato magnetico sono tenuti insieme entrambi in relazione tra loro da un piano elettromagnetico maggiore di 1 e 1. Nella mia ESEGESI che deve appurare il vero contesto basilare, quello che manca in percorso alla velocità della luce che in 1 minuto secondo è fluita linearmente di 299.792.458 metri, è dato da quello che manca rispetto al 10^9 che è il percorso totale di 10 in 10^10. L’ho detto prima: ove 10 è l’unità, essa esiste come intero solo in base 10^1, 10^2, 10^3, 10^4, 10^5… e fino a 10^10 come limite assoluto. 10^9 -299.792.458 = 700.207.542 è il piano trasversale quadrato il cui lato in metri è dato dalla metà e sono 350.103.771 metri in lunghezza. Ove il riferimento si pone non a 10^10 ma a 300.000.000, il lato collocato sul piano trasversale è solo di 103.771 metri. Succede che in una linea che avanza solo in positivo, il flusso non è solo quello della luce, ma anche quello che ha ampliato il piano trasversale.


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+299.792.458 +000.103.771 =299.896.229 è – in 300.000.000 unitari, il percorso +103.771 del 103771 a segno negativo. 300 milioni di <metri> sono unitari dato il dimensionamento di 1 metro quale 40milionesimo del meridiano terrestre. In 40 milioni il solo tempo è dato da 10 milioni e il solo spazio da 30 milioni. Poiché queste unità esistono nel ciclo 10, quello intero dei 30 milioni di spazio è dato da 300 milioni. Ciò significa che il ciclo 10 del <metro> è 1/300milionesimo di 300 milioni, il che significa che è 1 in 300.000.000/300.000.000. In base a questo il temo nella sua presenza, sta solo nel piano della presenza e quella di un lato dipende da quella del lato opposto. La sua area, data da 103771^2 è 10.768.420.441, numero che carica 10^18 del movimento uguale a 768.420.441 che riferiti alla velocità della luce sono 299792458 +468.627.983, un piano il cui lato è 234.313.991,5 e si rivela dato dal flusso di energia 222.222.222,2 +12.091.769,3 il che indica il flusso 91799,3 del piano a lati 6.000.000 e 6.000.000. Il flusso è quello di 8100,6 dato da 3^4 nelle centinaia indicanti il lato della realtà nel tempo dei 6/10 della diffusione centrifuga dall’Origine del sistema unitario di riferimento. 468.627.983 ha valenza bilaterale e 389.726.864 manifesta il tempo di 1 giorno in 864 (le centinaia di minuti secondi in 1 giorno che esistono nel lato 100 della realtà, Il 726 descrive le 26 settimane del lato 100 della realtà, che esistono in un anno. 389 indica con 381+8 il complesso 8 della realtà avente la velocità totale data dai primi 16 numeri primi in sommatoria, o – se presentite – la terna cartesiana dei tre lati 100 della realtà il cui moto nello spazio-tempo reale è dato dal 3^4 = 81. Questa valenza nel <rovescio> dipende dal fatto che il loro totale 858.354.847 è in 10^10 il moto di 141.645.153 = 111.111.111 +30534042 che indica 3 (10^7) di moto totale del 16° n. primo 53 esistente tutte le 10.000 volte della realtà che in 4000 è 1000 in tempo e 3000 in spazio e in 42 è la dinamica combinata dal vincolo 7 sferico e quello 6 del sistema espansivo in cui flusso centrifugo esiste solo sugli assi spaziali di riferimento. Questa è una unità di riferimento rispetto alla quale una orientata in un verso e l’altra nell’altro opposto sono coesistenti.


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Allora dal prodotto della loro coesistenza nasce 182.636.914.197.235.312 il cui valore medio 91.318.457.098.617.656 presenta il 913 (10^14) di BRASIT, <In principio> = 913 anni in Bibbia e sono i giorni terrestri medi dati da 365,25 attivati per 10 anni e poi visti nel solo tempo ¼ della presenza in tempo ¼ delle 4 dimensioni dello spazio-tempo, in cui quelle dello spazio sono ¾. Il 18 che lo struttura è 9+9, la traslazione della velocità C^2, quella totale e non solo del flusso in linea. Il 45 che a sua volta struttura 10 è la presenza unitaria data da 1/8 dell’angolo giro laddove 8 è tutto esso70 è tutta la dinamica di questo 1/8, che esiste nel moto di 2 nel lato 100 della realtà, che in 60 si riferisce al moto minuto in una ora di 60 e infine in 17.656 unità è la realtà 10.000 caricata dell’energia 6666 in moto di tutto il moto di 10 in 11000. La natura – come sosteneva Leibnitz – è tutta composta di monadi che ruotano in altre monadi. Esse sono intere e esistono di 10 in 10, di 100 in 100, di 1000 in 1000, e così via. Ne disserterò più avanti. Ognuna, ruotando, struttura i giri della maggiore. Io l’ho descritto dando la interpretazione del prodotto ottenuto dai due valori esistenti e validi nei due valori ordinati in modo esattamente opposto nelle loro cifre.

Sono sempre tutti numeri interi! Tutte le costanti della fisica hanno numeri decimali anziché solo puri multipli di 10 poiché l’esistenza generata dall’assoluto e simile a quella creata dai genitori assoluti Adamo ed Eva. Caino, Abele e Set sono flusso reale solo in quanto è dato dal terzo. I primi due stanno a formare il piano trasversale, che c’è ma è apparentemente tolto di mezzo in quanto esiste come la pura ampiezza collocata nel piano trasversale.


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Le MONADI di Leibnitz. Gli strumenti di questa ESEGESI sono i <numeri>, per cui oltre le nozioni risapute del loro contesto, la critica contestuale mi porta a introdurre tutte le loro particolarità che non sono state ancora sufficientemente considerate, nel filone delle MONADI di Leibnitz che conobbe molto bene la struttura matematica al punto da introdurre il calcolo infinitesimale, che è quello fondamentale quando siamo davanti all’idea stessa di un mondo infinito. Io – per far capire cosa sia in relazione a un MONDO una <monade>, esemplifico quello terrestre. Possiamo correre finché vogliamo ma siamo intrappolati dalla sua attrazione magnetica che ci costringe a correre solo sulla sua superficie. A questo punto, per prima cosa, illustro cosa sia il <ciclo reale> di un numero, a partire da quello fondamentale dato da 1. Esso è simile a un mondo in cui 1 sia il diametro e 2 la circonferenza del suo mondo ciclico. Esso è rato dalla somma tra la divisione e la moltiplicazione di 1 per sé stesso. 1/1 +1×1 = 2/1 è il suo ciclo dato dalla somma dei processi opposti di divisione e prodotto. Questo comporta che chi esiste in questa MONADE, per quanto corra, resta sulla superficie di quel mondo, e solamente gira e gira più volte, ma non esce dal suo mondo. 2/2 + 2×2 = 5/1 è la MONADE superiore e essa pure è un mondo a sé, simile al primo. Da 5 -2 = 3, che è la differenza tra i cicli dei due mondi uno interno al ciclo dell’altro, si determina in 3 la velocità 3/1 di <fuga> per passare dal mondo a diametro 1 a quello a diametro 2. 3/3 + 3×3 = 10 è la terza MONADE, e fissa la dinamica al ciclo 10, quando le dimensioni elementari sono quelle del ciclo 3/1 di <fuga>.


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Da 10 -5 = 5, differenza tra il ciclo del 3 e quello compiuto, del 2, avviamo la velocità di <fuga> 5/1 che permette il passaggio reale dal mondo chiuso a diametro 2 a quello chiuso a diametro 5. 4/4 +4×4 = 17 è il ciclo del 4, che ha in sé il passaggio totale dal ciclo 1 al ciclo 4, traverso 2+2+10=17, perfettamente uguale al ciclo del 4. Questo realizza il ciclo 4 come quello in cui sono equiparati sia il ciclo superficiale, sia quello di fuga esercitato nella direzione del raggio. Da 17 -10 = 7 risulta altresì che la monade 10, ha come sua velocità assoluta quella del 7/1 in direzione del raggio, che è quella che consente al 10+7 di raggiungere il ciclo 4 dello spazio e del tempo come valori unitari. In tal modo, quando abbiamo a che fare con il 17, esso si compone del ciclo superficiale 10 posseduto dalla monade 3, e da quella velocità totale di fuga che la porta ad appartenere unitariamente al mondo spazio-temporale del 4. Questo mondo seguiterà a ruotare per conto suo come se fosse una elementare Terra in cui ogni moto è imprigionato fino a quando non raggiunge quella velocità di fuga che lo decentra sul ciclo superiore, che è quello del 5 ed è uguale a 26/1. 5/5 +5×5 = 26/1 . Quando la religione chiama <Dio> con il numero 26 è perché la monade del ciclo 2, che è il 5, è divenuta il soggetto reale che lo ha portato poi, in seconda battuta, alla terza, con la dipendenza di questo numero dal sistema decimale che si impone come quello autonomo del 3. Conseguenza elementare, a livello del nostro mondo, darà che una rotazione sua intera richiederà di seguire la monade 26 del ciclo dato da 10/2, e quella del 7, velocità di fuga tra il ciclo 10 e il ciclo 4. 26×7=182 giorni saranno quelli che porteranno il pianeta nostro al punto opposto della sua orbita attorno al sole. E saranno altrettanti 182 a riportarla all’inizio, alternando i due versi comandati dai cicli della monade 1. 6/6 + 6×6 = 37 crea il mondo autonomo del 6, che è già lo spazio 3 nel suo complesso <vai e vieni>. Da 37 -26 = 11 compare la presenza 1 del ciclo 10.


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7/7 + 7×7 = 50 realizza il ciclo della velocità di fuga tra il ciclo 10 e quello 17, e si rivela essere l’interazione tra il ciclo 2 dell’unità e il ciclo 10 della Trinità, chi si impongono avendo il valore assoluto simile a un Dio. Da 50 -36 = 14 la velocità di fugga 7 si è raddoppiata. 8/8 + 8×8 = 65 determina il mondo complessivo come il flusso di 1 nell’energia in potenza 66. Per sfuggire alla dinamica totale del ciclo dl 7 occorre un 5+5+5, tutta la realtà tridimensionale dello spazio che esiste nel tempo unitario ½ dato dal 10/2 che presenta il ciclo del tre in base al ciclo 2 dell’unità. 10 diventa l’unità dello spazio-tempo, data da 30/2. Tutta la dinamica esistente nei precedenti 7 cicli è data da 2+5+10+17+26+37+50 = 147. Questo comporta che il lato 100 della realtà si è sommato al 15° numero primo che nel 15 è 5+5+5, lo spazio tridimensionale del ciclo 5 lineare posseduto dalla monade 2. La dimensione 8, data da 4 (ciclo base della realtà) che si è doppiato, ha aggiunto una seconda realtà, opposta alla prima, e che la matematica chiama immaginaria, ed è così quella totale. Se aggiungiamo al 147 anche il 65 della monade 8, giungiamo al 212 indicante un insieme di relazioni diverse e coincidenti nel valore: è il piano a lati 100 e 100 della realtà con flusso elettromagnetico dato dai 6 versi centrifughi sugli assi sommati ai 6 centripeti; è il moto del ciclo 10 nell’energia potenziale 666, che si realizza nel tempo 1/3 che ha lo spazio 3; è il flusso tridimensionale 70+70+70 del piano a lati 1 e 1; è il flusso di 788 in 1.000. Ciascuna di queste <letture> ha la sua validità, e dunque è vera e sufficiente a definire <una cosa> tramite una <altra cosa> equivalente. Infatti i numeri possono contare <qualsiasi cosa> e dunque sono <operatori “essenziali”> che vanno sempre all’essenza della questione che è quella di <quanto sono>. La <qualità> è totalmente superata. Per cui quando noi la indichiamo come <volume> essa è espressa dai numeri solo aggiungendo a qualsiasi numero, indicante sempre flusso lineare, la dimensione 2 dell’area. Per questo un solo 100 è valore <astratto> dalla realtà, avente 00 per unità. Per esistere realmente, deve farlo nel tempo 1 della presenza e essere 101 in linea di flusso e 102 in dimensione di area, essendo 103 alla dimensione totale del


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volume, che <scende> a quella unitaria 102/1 divenendo <unitario> e non più assoluto. Questo fa ‘sì che 8+1+1=10 è il volume 8/1, unitario ricavato dal totale 11 in cui una unità delle 11 si è posta a denominatore delle 12 dell’area. Pertanto i numeri indicano <da soli> tutto il sistema rappresentativo e le qualità di <linea, area, volume, realtà> sono inserite nei numeri aumentandoli di quantità, in relazione a ciò che vi è di reale ed equipotenziale. 9/9 + 9×9 = 82 impone la presenza 1 di 3^4 come la realtà spaziotemporale basata sul ciclo della velocità radiale di fuga tra il ciclo dell’1 e quello del 2, ossia tra il 2 e il 5. Da 82 -65 =17 si impone la carica 16, della realtà 4×4, nella sua presenza 1. Se noi consideriamo tutte le velocità di fuga che portano 1 a divenire la monade 9 complessiva, noi abbiamo 2+5+10+17+26+37+50+65+82 = 294. Questo comporta il flusso totale 6 esistente da una Origine tutt’intorno sugli assi in tutto il suo moto in 300, il sistema cartesiano costituito da tre assi la cui lunghezza in ciascuno sta nel lato 100 della realtà. Ora questa è una velocità-limite, il quando il ciclo chiuso dato dal numero 8, e che vale 65 è autonomo e dunque ha in sé come sue tutte le dinamiche interne e si pone come una sola unità tale che la sua fuga unitaria sia data dalla sola distanza tra 65 e 82, data da 17. Essendo questa una <fuga> il limite della <realtà> è dato da ciò che <fuga> non è. Come conseguenza reale, il 9, che è C^2, velocità insuperabile (non la C ma la C^2, quella 3 elettrica per quella 3 magnetica) si pone a limite irraggiungibile della realtà. E quando essa è regolata e <ordinata> dagli <ordinali> dei numeri primi, avrà il numero primo <17°> come un irraggiungibile 59, dato dalla velocità 9 di 50, ciclo del 7 che è la velocità di fuga del ciclo 10 del 3 nei confronti del ciclo 17 del 4. 50 è anche il tempo della presenza ¼ di quel 200 che è il 100+100 lineare dal cui prodotto l’unitaria realtà 10.000 = 10^4. Laddove avremo a <comandare> i numeri primi, sui numeri naturali, il ciclo totale sarà quindi dato da quello del 16° numero primo che in 16 ha la carica 4×4 della realtà areolare e che in linea


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è 8+8, la traslazione lineare del complesso totale dato da 2^3 + 2^3. 10/10 + 10×10 =101 è il ciclo del ciclo. È quanto la religione Ebraica chiama <Io sono colui che sono> una volta assodato che qui non contano più le <qualità> nemmeno <umane> o divine, e il 10 si impone <a immagine e somiglianza di Dio>, poiché abbiamo visto che esso – nella crescita elementare di 0123, il 10 è 1+2+3+4 essendo in tal modo anche la sua stessa crescita da 3 a 4. 2×4=10 è l’interazione esatta tra il ciclo 2 di 1 e quello del 2 che è il 5. Porre 10 alla base di tutto questo sistema di infiniti cicli numerici che ruotano uno interno alla rotazione dell’altro come la Terra interna alla rotazione del Sole attorno a cui gira, significa porre in atto il MEDIATORE TOTALE.


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Tutto si fonda sulla mediazione! Il sistema cartesiano dello spazio ha ogni piano a dividere in duo il volume infinito in una terna di piani che sono davvero tali da essere totalmente contrapposti tra loro, sotto il profilo dinamico. Una palla da biliardo prima di effetti va e viene sulla stessa linea dopo il rimbalzo contro la linea contrapposta solo se l’impatto è perpendicolare. La perpendicolarità della rappresentazione davvero divide lo spazio poiché ogni punto di una linea ha solo un punto di coincidenza su ciascuna linea che sia contrapposta ad angolo retto. ciclo di 1. L’ONNIPOTENZA di un Padre, Figlio e Spirito santo stanno nel fatto che ciascuno è totalmente dissimile dall’altro, avendo in comuni un solo punto: l’intersezione. Ed esso è al centro dell’infinito universo così come ogni asse sta in mezzo: il verticale ha a destra e a sinistra due identici infiniti che esso media. L’orizzontale media tutto l’alto e tutto il basso; l’asse z in profondità si pone sia come tempo, sia come spazio e come tempo divide il passato dall’avvenire, come spazio il davanti dal suo infinito retro. In questa generale opera di mediazione il numero 10 media ogni possibilità di risolvere un sistema binario fatto di 1 e 0. Se io postulo che 0 sia il <nulla>, una infinita <nullità> resta un nonnulla. 10 resta solo 1. 100 resta solo 1. 100000… infinito resta solo 1. La reale possibilità di <computare> quanti siano gli zeri, sta nell’<assioma> di realizzare il <10> come un tutt’uno tale che se ho una strina binaria come 110100100010000 essa si muta in 01234 assumendo un <operatore matematico> dato dal Logaritmo decimale. Esso consente di vedere <il contrario del vero>. Infatti ove il vero sia il 10×10×10×10 che porta all’unitaria realtà data da 10^4 = 10.000 (una sola unità seguito da quattro <nulla>) il mio <assioma> che 10 <esista come 10>, ossia che sia un <io sono il 10 che sono chi sono 10 che sono chi sono 10 che sono chi sono 10…> una pura dichiarazione divina e assiomatica che lo pone 10^4 l’azione dell’operatore <Log decimale> abbatte la base 10 di Dio, e realizza un 4 creato in modo uguale e contrario alla sua creazione, data da 10^4.


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Da questo avremo la conseguenza di scendere dalla divina altezza di un <Tutto e Niente> che si sono associati <per credo!> in un divino 10 in cui credere… a quella di una massa 1 qualunque che – distanziata una da un’altra da uno spazio in cui non vi sia nulla – dia concretezza di <essenza> a quel nulla e di creare un reale e infinito universo in cui tutte le masse siano solo frutto di un puro <cinematismo> immerso in un nulla infinito. È evidente che quando le quantità numeriche sono date da quanti cicli 10 le compongano e siano poi visti tramite il filtro del Logaritmo decimale che crea il ciclo 10 numerico tramite la quantità di quelle decine … di nulla portino a vedere l’opposto del nulla, al punto da farci apparire tutto un universo di infinite costellazioni immerse in uno spazio che le distanzia moltissime volte l’una dall’altra e composte ciascuna da stelle separate da abissi e in cui ciascuno ha il suo ciclo del ciclo, del ciclo… a mano a mano che si va sempre più giù nella grandezza. E quando arriviamo a metri 10^-10 si attua un passaggio di scala, tra un mondo superiore, che è il nostro, e quello inferiore che lo struttura atomicamente. Questo – a sua volta – è strutturato da quello che è 10^-10 il suo mondo, restando 10^-20 volte un metro. La dimensione con cui noi vediamo l’energia sta in quella di 10^-42 Joule (unità dell’energia) che si realizza nel tempo esistendo nella durata unitaria di 1 minuto secondo, in tutto il numero 662607015 visto in queste 9 dimensioni in un numero solo e tutto quanto intero. Ebbene accade a quella dimensione 10^-42 che implica la <realtà> di 4 monadi intere di 10^10 ciascuna +2, in quel 10+10+10+10+2 che si moltiplica solo nel <10 che è il 10> essendo l’ebraico Dio Jhvh. Sono un ciclo base di rotazioni una dentro l’altra e che esistono in tutto il numero delle volte date semplicemente dal 6×7=42. Combina la rappresentazione del vincolo 6 del sistema ortogonale nella sua espansione dalla Origine dell’intersezione degli assi e che la valuta solo sui <divini mediatori> dell’infinito che sono gli assi al suo centro, e – pertanto – indici del massimo equilibrio divino, con una settima espansione che si incarichi di mettere in opera ogni possibile direzione squilibrata se gli assi sono il giusto equilibrio. Il 7° giorno il Dio dell’equilibrio riposa. Gli uomini devono farlo essi pure se vogliono rispettare l’equilibrio supremo.


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Ed ecco che gli Ebrei capiscono che devono solo occuparsi di Dio e lo elevano a un Signore Autorevole giustamente, che ami essere osannato e posto su un altare. Di Dura cervice come Dio li ha fatti (a proposito) tanto che se vogliono fare un patto con Dio devono circoncidersi le loro teste di C. … (è tutto e solo da capire!) immaginano un Dio che Comandi, anziché SERVA a fare esistere essi e tutto il loro mondo, E rispettare Dio, significa SERVIRE ben a qualcosa di utile, come raccogliere legna per l’inverno se si è due poveri vecchi senza ricchezze. E che fanno? Li catturano poiché hanno fatto un lavoro invece di <salamelecchi> alla potenza di Dio. Sì, anche gli Islamici, tenuti N volte a giorno a rispettare la volontà di Dio, si inchinano sui loro tappeti, e pregano… poiché non han capito che si fa la volontà di Dio solo se si serve per il bene degli altri, e non di noi stessi. E tutte quelle preghiere fatte per il bene di noi stessi gli si ritorcono contro! Dio è il SERVITORE rappresentato nel massimo dei modi possibili da Gesù Cristo.


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L’ENERGIA DI MAX PLANCK Ritornando all’Energia da Max Planck misurata 662607015 × 10^-42 J s, ecco che viene meno la sapienza di che cosa siano quelle MONADI. Infatti l’indice del 7×6 della creazione in 7 giorni con solo 6 di lavoro divino illustra il prodotto tra il grado di libertà (centrifugo o centripeto) 6 del moto che asseconda gli assi, con quello del Raggio che considera il fascio di tutte le possibili direzioni. Questa MONADE 42 ha il numero tutto intero. Ma la mancanza di comprensione ha portato anche Max Planck a descriverla con 6,6297915 × 10^-34 J s. Sì, anche questo è vero. Ma 10^-34 vale 10^-10 × 10^-10 × 10^-10 × 10^-4, che è la <realtà> spazio-temporale 10^-4 (uguale a 0,0001) esistente in 10^-30, e l’<energia> non è la realtà. Infatti il valore intero 6 implica solo o l’elettrico (in espansione dal centro) o il magnetico (in ammassamento verso il centro). Come tale, una dei due, qualunque sia, indica la presenza in atto di quella opposta e non l’energia, che indica l’esistere <potenziale> e non <attuale>. Nel nostro sistema rappresentativo un cui i cicli sono disseminati in sequenza decimale, a ragione dell’aver posto unitario 10, abbiamo che se prima si attua una espansione elettrica 6 e poi il suo contrapposto ammassamento 6, essi accadono realmente nel 66 che li pongono uno dopo l’altro. Accade che nel primo tempo c’è 6 che nel tempo decimo diventa 60/10. In quel tempo decimo si attua il suo inverso 6 e 60+6=66 sono la prospettazione decimale di due grandezze uguali, ma la loro progressiva visione nel tempo unitariamente sempre decimo del precedente fa seguire a 6 i 6/10 in cui il pro 6 è divenuto 60. Pertanto è assolutamente sbagliato porre questa costante in 6,626… ed è giusto porla in 66, ossia dopo i 10 decimi in cui i 6/10 sono divenuti 6 unità e le 6 unità sono passate a essere 60. 66,2607015 × 10^-35 J s – questa sì! – è l’unità ben definita con <J s>. Infatti una carta durata <s> deve esistere come <tempo> e il tempo unitario è ½, e quando è ½ del ciclo 10, la dimensione 5 indica la durata del tempo ½ corrispondente all’unità del minuto secondo di attività dell’energia potenziale del Joule.


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Il prodotto di 10^-5 con 10^-30 porta al complessivo indice 35 che è realmente anche il tempo ½ dell’indice 70, quando abbiamo il ciclo 10 in tutti i 7 vincoli dell’espansione sferica. Quando 70 è l’intera dinamica (di 30 spazio unitario in 100) il tempo in cui si presenta realmente l’energia è dato dai 70/2. Nella numerazione esatta del 66,2607015 × 10^-35 J s, lo 0,2607015 non è presente! Presente è solo il 66, mentre 0,2607016 indica il suo <potenziale>. Ossia <può> divenire presente, lo 0,2 se passano 10 tempi decimali e lo 0,26 se ne passano i 100 dell’unitaria linea del lato della realtà. 26, la MONADE del ciclo 5, del tempo, così come è in 0,26 esiste sono nell’unità del centesimo e questo è un <tempo>! 26 <centesimi> sono TEMPO, e diventano presenti anche nello spazio solo quando realmente passano 100 nuovi tempi <nel futuro>. Sono quelli <giusti, giusti> espressi dal ciclo 10 che segue il 26, e che accomuna il ciclo del 10 con quello 16 del suo tempo ½; dopo di che appare la struttura 70, della dinamica intera e che struttura le settimane 26 dando appunto i 26×7=182 giorni uguali a mezzo anno. Solo che qui sono 260×7 = 1820 e sono dieci mezzi anni, ossia 5 anni. Il 15 che viene dopo è lo spazio-tempo unitario 5+5+5 che è la struttura del 70 e che nel suo tempo ai 10/15 = 6666666666… troncano questa costante sul 15 che è dato interamente dai suoi 10/15 di infinita energia 66666666… Io ho preso per esempio la costante di Planck per dimostrarvi – e in una ESEGESI questo è basilare – come tanno in verità le cose. Stanno esattamente come le immaginò Leibnitz, in MONADI. Ogni numero strutturato come 0,012345679 in ciclo periodico infinito dato dal valore reciproco di 3^-4, ossia da 1/8, presenta 9 con un suo ciclo, ed è la struttura ciclica di quello che è il 7 che lo precede, e che è la struttura della monade 6 … e così. Insomma i numeri girano uno dentro l’altro e lo vedete realmente come quando osservate in atto un contatore. Un si muove una cifra se quella più piccola non ha compiuto tutto il suo ciclo 10. Solo se uno è ultra veloce lo vedete ruotare insieme al velocissimo, e a quello veloce. E accade che quello che vedete ultra-velocissimo appare come una massa unica e informe, mentre il velocissimo mostra qualcosa della sua struttura e quello veloce lo vedete realmente muoversi nei suoi distinti numeri. È solo questo a determinare l’ammassamento reale che vediamo!


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Ogni <massa> è cinematismo che si è posto in atto e che siamo in grado di commisurare con le monadi decimali. Partendo dal 66 in cui l’espansione elettrica è 60 e quella magnetica è 6, partendo dall’equilibrio elettromagnetico 66, avviamo dei soggetti che sono numerabili! Con 66/6 facciamo esistere il 66 nel tempo, infatti 1/6 è un tempo, e i 66/6 = 11 lo <presentano come massa unitaria 1 avanzante di 10 in linea. Noi dobbiamo averne una magnetica -66/6 e una elettrica +66/6. Sono in questo modo in una linea di flusso che da -11 fa a +11 e che nella somma porta a 0 il flusso. Ma l’energia è inarrestabile… e allora si gira per traverso e si dispone nel piano perpendicolare al flusso, essendo <pura espansione in ampiezza>, data dai reali lati 11 e 11. Ora la sua quantità unitaria è 66, e qui <non ci piove>… allora il piano a lati 11 e 11, avente la totale lunghezza 22, si esclude (giacché è invisibile) al 66 e si vede realmente solo la massa cinetica 44. Questo è il valore <puro> della massa in sé, la quale – per esistere interamente – deve traslare del ciclo 10 della <presenza> tanto che 54 diventa la presenza 10 della massa 44, ed è la massa dell’elettrone, è la massa 540 dell’intensità unitaria della candela, alla giusta dimensione di 10^12 cicli al secondo denominati Hertz. In questo modo la perfetta ESEGESI matematica delle Monadi presupposte da Leibnitz ha cessato di essere un <valore> senza che ne sia stato precisato il suo esatto NUMERO. La prima operazione dell’Esegesi, io l’ho presentata, mostrata e provata vera.


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ESEGESI dell’ ASSOLUTO 2. Traduzione

Questa fase avviene mediante la critica filologica.


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Questa fase dell’ESEGESI studia particolarmente i testi che sono scritti fa autori e che quando sono tradotti devono rispettare le intenzioni degli autori. Nel caso di una reale natura come la nostra, in cui in presenza di una stringa 110100100010000 l’unico <autore> che la traduce in numeri decimali è il Logaritmo decimale che la muta in 01234, questa fase della TRADUZIONE si espande dai numeri con cui l’autore fondamentale <10> un puro assunto assiomatico, divino, volto alla traduzione del testo binario in numeri decimali alle lettere con cui poi ognuno di noi li legge. Se vedo 10 io lo leggo DIECI ed è necessario arrivare a conoscere che cosa abbia portato nei secoli la nostra lingua italiana a compiere questa traduzione in lettere di un numero. Questa particolare ricerca si chiama Gematria o più volgarmente Cabala. DIECI rispetta un Alfabeto, che è ordinato A, B, C, in virtù di un qualcosa di concreto, come possa essere la numerazione 1, 2, 3… o semplicemente <per caso>, potendo essere l’ordine anche diverso. Come abbiamo cominciato a contare usando le nostre 10 dita, così probabilmente abbiamo fatto anche con le lettere. Non è un caso che Alfa beta Gamma, siano Aleph, Beith Gimel e A Bi Ci che nell’italiano si avvicina al loro acronimo. L’italiano ha una struttura a tre cicli di 7, poiché l’1 assoluto come numero, si ripresenta in una H muta, e poi in una Q che da sola mai non sussiste senza la U che la segua. B, I e R, le lettere che seguono, nel valore di 2, 9 e 16 costituiscono i valori reali, seguenti l’assoluto, nel 1° numero primo 2, nel 9 che è la velocità base invariante C^2, nel 16 che è la carica unitaria della realtà 4×4. Allora – così per fare una prova – voglio vedere se mutando in numeri le lettere con cui chiamo DIECI il 10, opera una reale TRADUZIONE fatta in automatismo dalla mia ragione, che ben ragiona facendo calcolo decimale, ma poi costruisce i suoi pensieri in lettere di vocabolario, avendo un suo traduttore sconosciuto. 04=D antepone a tutto la realtà 1+3 del tempo spazio 09=I subito aggiunge il tempo ½ dato da 10/2 05=E, poi lo presenta nella sua positiva quantità 03=C presentando come quarto reale l’unità di spaio 09=I e come quinto la stessa quantità 9 espressa dal 2


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30 è il valore del termine <DIECI> e vedo il ciclo 10 del tempo della presenza, strutturato nell’unità 3 del valore spaziale. Sembra davvero operata una giusta progressione di valori. Incoraggiato voglio controllare UNO, DUE, TRE e QUATTRO. 19=U è tutto il moto di 1 in un 10 che trasla di 10 12=N è lo spazio 3 nelle 4 dimensioni 13=O e che esiste nel tempo 1 44 è l’unità della massa dinamica data da 66 -11 -11 presenti nel piano. 04=D è la realtà unitaria 19=U è 1 che avanza in 20 05=E è il tempo di esistenza dato da 10/2 e che <è> 28 è l’unità dinamica 7 +(7+7+7) che <asseconda> il 30=UNO. 18=T è 9+9 l’invariante 9 in moto totale dato da 3×3 16=R è la presenza 1 di 3+3+3+3+3 05=E è la presenza 3 più l’area 1 e 1 39 asseconda 33+3+3 come il flusso 33 del piano a lati 3 e 3 015=Q è 1 che si muove in 4×4=16, ridotto a 15/1 019=U è 1 che si muove in 4+4+4+4+4 001=A è 1 018=T è 4+4+4+4 di flusso dell’area 1 e 1 018=T è lo stesso lella realtà secondaria 016=R è il 4+4+4+4 013=O è il 4+4+4 presente in 1 100 UNO+DUE+TRE = 44+28+39 = 111 mentre 1+2+3=6. 03=C 09=I 12=N 15=Q 19=U 09=E 63 è tutto il ciclo 10 che trasla di 10 il 20 volte il 5 dello spazio 3


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17=S 05=E 09=I 31 = è 5 volte (=tempo 10/2) il 6 +6/6; l’11° n. primo con 11=66/6 d’energia 17=S 05=E 17=T 17=T 05=E 63 = è nove volte (moto assoluto e invariante C^2) il 7 13=O 18=T 18=T 13=0 62 = è sette volte (dinamica di 3 in 10) l’8, +4 unità di spazio-tempo 12=N 13=0 20=V 05=E 50 = è l’eterno 5,5555… espanso per C^2=9 04=D 09=I 13=O 26 Creatore, con 26 sette dì, manda la Terra al punto opposto dell’Orbita.


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Vediamo ora i soggetti della dinamica, data dai numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6. Azione di UNO=44 sta nel sommargli il piano a lati 66/6 e 66/6 +16=R 4×4 carica la realtà così come 8+8 in linea Trasla Tutto +13=O è lo spazio 3 che è un 16 e 13 è tutto il suo moto +11=M è il piano a lati 1 e 1 nel 13 ed è il suo flusso totale +01=A è il 10 che esiste in quest’11 e questa è la sua presenza +12=N è allora 1 che si muove di 11 +13=O è allora 12 che si muove di 1 = 66 è tutta l’energia in potenza data dal valore medio 6 delle lettere e il suo nome è ROMANO che comma a 44 il piano a lati 66/6 e 66/6 Azione di DUE=28 sta nel sommargli il 50 = (100+100) /4 , cioè il tempo di presenza ¼ della realtà i cui lati 100×100= 10^4 +01=A è l’unità di presenza di 2/2 +12=N è 2+2+2+2+2+2 +18=T è 2+2+2+2+2+2+2+2+2 +13=O è 2+2+2+2+2+2 nella presenza 2/2 +12=N è 2+2+2+2+2+2 +09=I è 2+2+2+2 nella presenza 2/2 +13=O è 2+2+2+2+2+2 nella presenza 2/2 = 78 è il moto 2 nelle 39 volte del moto di 1 in 40 dato dalla presenza 1 di 11+11+11+11+11+11+11 (sette 11, valore binario di 2, +1). È 26+26+26, ove 26 è (66/6 +66/6 +66/6) +1+3 Dio Uno e Trino). È nel ROMANO ANTONIO l’eterno 2°, a Cesare e ad Augusto, che morì suicida in Terra d’Egitto. È in GIOACCHINO=78 il nonno di Gesù, sposo di ANNA, ma lui non è Romano. Azione di TRE=39 uguale a 13+13+13 sta del moto di 13 in 39 +01=A è l’unità di presenza di 3/3 +12=N è 3+3+3+3 +12=N e 3+3+3+3 +01=A è 3/3 = 26 è la dinamica totale di 3 × 2^3 più il piano a lati 1 e 1. È il DIO=4+9+13=26, Idem in Ebraico in JHVH=10+5+6+5. Il suo nome è ANNA , nonna di Gesù. È Romano in <essenza> poiché <due sei> sono 66. <Io sono in 66 due sei, 2 6>


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Azione di QUATTRO=100 sta nella presenza 1 di 100/2 +15=P è 4+4+4 di spazio reale dato dal moto +3 +01=A è la presenza 1 dello spazio tempo di 4/4 +13=O è 4+4+4 di spazio reale dato dal moto +1 +10=L è 4+4 di presenza complessiva +1 +1 di area trasversale +13=O è 4+4+4 di spazio reale dato dal moto +1 = 51 è il ciclo di 4×4×3 più il piano a lati 1 e 1. È la reale presenza 1 di 200/4, tempo ¼ dei lati 100 e 100 di 10^4 e il suo nome è il cittadino romano PAOLO . Azione di CINQUE=113 è data da 111 (flusso) di 1+1 (lati del piano) ++18=T è 5+5+5 lo spazio tempo, nel ciclo di 3, spaziale ++13=O è 5+5 del ciclo di presenza col ciclo 2 spaziale ++16=R è 5+5+5 lo spaziotempo nel ciclo 1 temporale ++15=Q è 5+5+5 dello spaziotempo ++19=U è 5+5+5 di spaziotempo +4 di realtà in spaziotempo ++01=A è la presenza unitaria in 5/5 ++18=T è 5+5+5 si spaziotempo, +3 di spazio ++13=O è 5+5 di presenza 10 +3 di spazio = 113 è il moto totale di 5×66/3 +3 in totale moto del 5 e il suo nome è TORQUATO e c’entra col 66=ROMANO quando è mosso di 47=AMODEO e 66+47=113 Azione del SEI=63 è il -16=R che dà il 47 dato 40 +7 +01=A è 6/6 +11=M è 6 avanzante nel tempo di 10/2 +13=O è 6+6 avanzante nell’unità di 6/6 +04=D è il moto 6 -2 del piano a lati 1 e 1 che si muove in 6 +05=E è il moto 6 -1 deli 6/6 che si muovono in 6 +13=O è il 6+6 avanzante coll’unità di 6/6 = 47 è il flusso del piano a lati 1 e 1 in 7+7+7+7+7+7+7 è il suo cognome è AMODEO , poiché 6 è il Complesso dei 5+1 e centra con ROMANO AMODEO = TORQUATO. Tutti i flussi di 1, di 2, di 3, di 4, di 5 e di 7 dati da 66+78+26+51+113+47 = 381, sommatoria dei primi 16 numeri primi si chiamano allora Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo .


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381 è tutta la dinamica che – tolta a un raggio 999/1 esistete nell’intero 1000 – riduce il raggio dinamico al 618 esatto del lato del decagono. 999 sono 2 volte tutti e 6 i nomi +237 (Anna Paolo Torquato Amodeo) 618 sono tutti e 6 i nomi +237 (Anna Paolo Torquato Amodeo). 381 sono tutti e sei i nomi. 237 sono i 4 ultimi nomi Anna Paolo Torquato Amodeo. 144 è Romano Antonio 93 sono i 4 ultimi meno i primi due. 51 è il solo 4° nome Paolo Da 093 -051 = 042 c’è il Nome di Esaù e Giacobbe Da 051 -042 = 009 c’è la C^2 della luce, invariante che inverte il 42 in – 42 e la serie continua in negativo costruita solo sui nomi di Antonio Anna Amodeo che sono i tre che cominciano con A. Tutta la serie Aurea si chiama allora Romano Antonio Anna Paolo Torquato ed è questa nel 1000 999 618 381 237 144 093 051 042 009 L’invariante 9 sovverte il 42 in -42 e prosegue in negativo con -42 -31 -73 -104 -177 fatti solo dai nomi comincianti con A


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Ora accade che la sezione aurea ha una formulazione matematica oltre che questa geometrica che io vi ho mostrato con valori precisi e interi. Essa è 0,5 + 1,25 ^0,5 = 1,6180 339887 fino a dimensione 10^-10.


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Dimostra di non essere solo l’intero dato da 1000+618 nei valori millesimi di 1000, essendoci una sua struttura esattamente quantificata fino alla dimensione unitaria atomica se parliamo di metri unitari. Ebbene essa, alla dimensione di 1000, è il 339 uguale a 113+113+113. All’intero del 1000, essa è 1000 -113. Abbiamo non una sola definizione 113, ma tre in valore positivo di migliaia e una in valore negativo riferito a un migliaio. Vediamo allora che questo esiste esattamente nel nome della Sezione Aurea, quando è Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo.

113 è Romano Amodeo = Nome e Cognome 113 è Torquato = quinto nome 113 è Ro, An, An, Pa, To, Am, l’acronimo a 2 cifre 11,3 è esistente nel tempo 1/10 sono i 12 valori mediani, escluse le prime due iniziali e finali di ciascun nome. Ciò dimostra che la struttura dinamica dell’Intero sta nello stesso nome che è l’intero. La dotazione delle lettere di questo nome è data da: Sette A laddove A ‘ l’inizio unitario, come il vincolo sferico. Sette lettere esistono una sola volta DEILPQV


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Due lettere esistono due volte MM RR Una lettera esiste tre volte TTT Una lettera esiste 5 volte NNNNN Una lettera esiste 10 volte = OOOOOOOOOO Questa l’ordinata sequenza: AAAAAAA D E I L MM NNNNN OOOOOOOOOO P Q RR TTT V Inizio 7, 3 DEI Elohim ciclo 2, ciclo 5 ciclo 10 29 32 54 20 Mostra come l’inizio stia in 7 unità. Seguono tre DEI Segue unico L (Elohim) Segue il 2 in 11 (suo valore binario) che è il ciclo di 1 dati da 1/1 +1×1 Segue il ciclo 5 del 2(+10) dato da 2/2 +2×2 = 5 Segue il ciclo del 3(+10) dato da 3/3 +3×3 = 10 Segue il 29 che è il 10° numero primo, e il 10+10 come i valori unitari che completano 3 DEI, un Elohim, il 10° n. primo e 2×10. Ogni nome è DIO=26 avendo esattamente due O=13, tranne il 3° essenziale che è da solo l’essenza 26. Ha le 42 cifre del Nome segreto di Dio cercato dai Cabalisti Ebraici poiché che crea con 7 giorni di cui 6 di lavoro combina tutto con il 6×7 e dunque anche il suo nome. Giustamente le lettere al lavoro sono le 36 in cui il 6×6 è dato dal valore medio e – essendoci il riposo dopo ogni nome, i 6 sabati aggiunti a 36 portano alla 42 cifre. Una critica poggiata sull’essenza di questi numeri porta a questo. 66 in <essenza> è dato da <due sei>, e – ove è tre la struttura essenziale dell’unità – il 3° nome è in 26 l’<essenza del 1°> Il secondo è in <essenza> il 66 +6+6 che è l’essenza dei due 6 e, con questo, è 66+6+6=78, che è l’essenza Trina del 3° nome. Il terzo, 26 sono i due sei di 66 che è il 1°.


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Il quarto, poiché l’eterno 6 dato da 10/15 = 0,66666… Dipende da 15, allora 66 -15 = 51, scinde l’energia 66 in 51+15 che è lo spazio-tempo dato da 5+5+5, mentre 51 è l’essenza 1 del tempo di presenza ¼ di 100+100 lunghezze il cui prodotto da l’Area reale 10^4. Il quinto, 113, sta all’energia 66 che si è mossa totalmente di 40 (tutta la realtà) e di 7 tutto il suo vincolo sferico dato da 6 (percorso dall’Origine sui tre assi, centrifugo elettrico e centripeto magnetico) +1, vincolo del Raggio 1 che asseconda tutta la creazione, anche obliqua. Esso <essenzialmente> è 111 il flusso unitario nel tempo di presenza unitaria decupla e centupla, sommato ai lati 1 e 1 esistenti anche nel piano trasversale per poter dare il volume 111 dato dal prodotto. Quindi l’essenza del 111 sta nel descrivere in linea come volume quello che è il flusso 1/6 di Romano=666 Il sesto, il 47 del Cognome è generale poiché è <essenzialmente> la realtà intera 40 sommata ai 6 moti dall’origine secondo gli assi e al 7° secondo il raggio, laddove il 7 aggiunge al suo 1 tutti i 6, e dunque è complessivo. Laddove tutta la realtà è data da 100 (lato della realtà) +100+100+100 (il suo spazio, e dunque è 400, abbiamo che 400 -66 = 334 è la somma dei soli 5 nomi. 400 – 381 = 19 indica il moto di 1, in 10 che trasla di 10. Quando è 100 anni il lato della realtà, sono 1900 anni ed è l’inizio della storia quando parte da tutto il moto di 1 in 10 che è 9 e che traslato di 10 è 19. Quando 10^3 è la trinità di Dio, essa, in moto totale lineare, occupa 2000 in anni. Con Dio=26, il suo essere trascendente è 62, invero. La somma dei due inversi, uno come 62 e l’altro come -62, portano 2000 -62 all’incarnazione di DIO=26 nel 1938. Anche ELOHIM=646 in Ebraico, nella sua trinità è 1938. Questa data è data da 381 × 10/2, ossia nella sua sola esistenza in positivo, +66/2 (presenza in positivo dell’energia Romano nel tempo ½. Quando tutta la dinamica è data da 7/9 = 77777777… abbiamo che le 10 cifre di 7.777.777.777, divise per la velocità 299792458 della luce, danno


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25,9438 il quale è 25,0138 quando si sottraggono 93 centesimi che sono tutto il moto di 7 in 100 lato della realtà. Significa che quando il soggetto del moto è 7, e la realtà nel suo lato è il 100 che lo contiene. Il suo moto è 97. Quando esso si sottrae da 7.777.777.777/299792458 = 25,9438 e giustamente, poiché è il moto in 100, e diviso per 100 lo presenta nella sua unità, allora 25,0138 è la data risultante del giorno 25, del mese 1 dell’anno 38, che dettagli il 1938 colla precisazione del mese e dell’anno in cui comincia il tempo. Anche (42 -4) × 51,00033 dà 1938,01254 restituendo in fondo la realtà 4, tolta di mezzo prima in 42 che è uno dei numeri della sezione aurea, al pari di 51 e del 33 dato da 42 -9 = 33. Mentre il prodotto tra 38 e 51 da esattamente 1938, dimostrando che quando il flusso 38 esistente nella realtà 40, come quello del piano a alti 1 e 1 che descrive 38 il solo flusso dei lati 1 e 1 del piano trasversale e si moltiplica per il 51 che è la presenza 1 del tempo ¼ dei lati 100+100, allora percorre il tutto arrivando all’anno 1938. Anche dove è 44 la massa di UNO, il suo quadrato che combina i due flussi in positivo e in negativo entrambi 44, porta al 1936 la sola linea del flusso della massa ed è necessaria la presenza trasversale dell’area a lati 1 e 1 anno per rendere volume il 1936, grazie però alla lunghezza 1938 che ha anche le due unità trasversali del fronte. Un volume non è il solo flusso, ma il flusso di un’area. Insomma, poiché la sezione aurea ha il suo nome, e coi suoi numeri si determina anche la data della sua presenza, abbiamo che Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo deve essere nato il 25 gennaio del 1938, per essere <a immagine e somiglianza di un Dio dai rapporti perfetti come quelli della sezione aurea. Ora 381 uguale al sistema di riferimento spaziale composto da tre assi ciascuno dei quali è il lato 100 della realtà 100^2 e che somma la potenza 4 spazio-temporale della base 3 dell’unità dello spazio è un dispositivo base <potenziale> che deve essere attuato e portato al limite estremo della vittoria divina. Necessita un: Benedetto, Vittorioso, Osannato, Giovato, Vincente nell’ Amore totale: da, con, per, tra, fra Dio.


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Nei numeri il primo deve essere al limite del 381 dato dalla sequenza dei 16 numeri primi e dunque nel valore limite del 17° n. primo che con 59 è la presenza ¼ del 100+100 dal cui prodotto la realtà unitaria del 9 che è la velocità limite e invariante C^2 della luce. Il secondo valore del Vittorioso deve essere nel segno del flusso unitario 111 che esista nel tempo unitario totale, dato da ½ di 10, e che sommando il 5 (area a due lati dei 25/10 della presenza) sia tutta la presenza 116, della vittoria unitaria. Il 3° valore dell’Osannato è di chi sia nato nel nome di quella Anna=26 che osò essere madre alla stessa madre del Signore Gesù Cristo. Il 4° valore, di chi sia Giovato negli anni sta chiaramente in Giovanni, cui fu concesso il giovamento di avere assegnata come madre quella di Cristo. Il quinto valore di chi sia nell’essenzialità di chi vince sta nel nome Vincenzo. L’ultimo valore è quello che giù sta nel cognome Amodeo in cui il Dio <Io sono chi sono> rivela di essere un <Io amo, nella lingua di un Romano che con <deo>, dativo e ablativo di <Deus> viene dato da Dio ed è <per con tra fra> Dio. Sono i sei valori vittoriosi, divini e vincenti la cui somma data da 59+116+26+83+95+47 uguale a 426 somma all’essenza Una e Trina del 100 uguale a <Io sono il 10 di chi è per 10> e uguale a <Io sono il 100 che con -1 dà altri 99 nomi ad Allah>, dunque la 100+300, l’essenza 26 del Dio=26 impersonato da Anna. È tanto vincente questo numero che la somma dei nomi dei primi 9 <fattori umani> che generarono il definitivo 10° in Noè vale lo stesso 426 nella somma ordinata 30+40+48+33+53+36+42+109+38=426 dei nomi Adamo, Set, Enos, Kenan, Malaleel, Iared, Enoch, Matusalemme, Lamech, sempre nella Gematria italiana di questi nomi ebraici come sono risultanti nell’Italiano dalle 7+7+7 lettere simili all’ultimo fattore nominato Lamech e che visse 777 anni, in cui ogni anno sembra essere il giusto sposo di Anna. Alla ricerca della verità fatta con questa ESEGESI, attuando la traduzione a un testo che sia quello vero, il primo nome che vale 59, deve


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avere le 6 lettere di una totalità e significare non solo Benedetto ma anche Benvenuto è il 1° nome BENITO della sequenza 251.291.813 . Tradotta in numero 251.291.813 questo è il suo valore nominale. 251 vale quanto il 40=Padre +54=Figlio +96=Spirito +61=santo, e si afferma in quel 10^6 dello spazio totale dato da 10^3 × 10^3. 291 esiste alla dimensione del solo positivo 10^3, ed è la velocità assoluta 9 di C^2 presente in 300 e in tutto il suo movimento. 813 è l’azione del 9 invariante prodotta sul 381 che aggiunge il 9 volte Gesù=48, ossia il conto a rovescio 432, e con 381+432 = 813 ha solo mutato la gerarchia dei tre numeri, rendendola quanto tutto il moto di Jhvh=Allah=100 nel 913 di BRASIT = . Il secondo nome del vittorioso per essere totale in realtà 2^8 deve avere 8 lettere, e deve essere in definitiva un R <io>, ed esso è VITTORIO Uguale al numero 2.009.181.813.160.913 , poiché I=9 è 09. In questo si dimostra totalmente un vincitore. 2 × 10^15 esiste alla dimensione il cui 10/15 è lo 0,6666 dell’energia ROMANO, eterna nel tempo. 9 × 10^12 è alla dimensione dei 12 apostoli o figli di Giacobbe l’energia assoluta data dall’invariante 9^C^2. 181 × 10^9 è alla dimensione 9 della C^2 invariante solo il flusso 181 esistente nel 381 che ha in più il piano totale dato dai lati 100 e 100 del Dio JHVH e ALLAH. 813 × 10^6 replica alla dimensione dello spazio 3+3 quello che era unitario in Benito, e cioè che era il moto di 100 in BRASIT=913. 160 × 10^3 alla dimensione del volume intero in positivo mostra il ciclo della presenza 10, divina (essendo un <dogma> un <credo> che 1 accoppiato con il nulla dello zero sia 10 e non 1 e poi nulla più) in atto sulla carica reale data da 8+8 in cui tutta la realtà nel suo complesso 8 non solo esiste ma anche trasla interamente. 913 × 1 è esattamente BRASIT = . Il 3° nome ANNA è 01.121.201 essendo anche A = 01. 01 × 10=6 alla dimensione del complesso spaziale è la sua unità.


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121 × 10^3 alla dimensione solo del volume in positivo, laddove l’energia nominata ROMANO=66 si realizza nel tempo 1/6 come 11, è l’area avente come lati 66/6 e 66/6. 201 × 1 alla dimensione dell’unità è il flusso 1 del piano avente per lati JHVH e ALLAH, 100 e 100. Il 4° nome della realtà di un GIOVANNI = 0.709.132.001.121.209 : 709 × 10^12 alla dimensione dei 12 apostoli c’è il 9 invariante di C^2 e tutto il lato 100 della realtà che esiste in 600 come espansione dall’origine sugli assi e nel 100 in più in quella obliqua del Raggio che ha ogni direzione. 132 × 10^9 alla dimensione 9 dell’invariante C^2 ecco 66+66, la totale traslazione dell’energia Romano. 001 × 10^6 alla dimensione di tutto lo spazio, ecco l’unità! 121 × 10^2 alla dimensione solo dello spazio in positivo ecco l’Energia ROMANO come il piano a lati 66/6 e 66/6 che con 11×11 hanno area 121. 209 × 1 alla dimensione unitaria ecco l’energia invariante 9 della C^2 come il flusso del piano i cui due lati 100 e 100 equivalgono a JHVH e ad ALLAH. Il 5° nome del tempo con VINCENZO è 2.009.120.305.122.113 : 2 × 10^15 è alla D. 15 in cui 10/15 dà 0,6666… di Romano infinito il 2 che è il 1° numero primo, nel tempo. 009 × 10^12 alla dimensione degli apostoli è il 9 invariante della velocità assoluta C^2. 120 × 10^9 alla dimensione della velocità assoluta 9 è il ciclo divino 10 dei 12 apostoli. 305 × 10^6 alla dimensione di tutto lo spazio è il tempo ½ di 10 ed esiste nella Trinità del Dio 100 (JHVH o ALLAH). 122 × 10^3 alla dimensione solo positiva dello spazio esistono Dio 100 (JHVH o ALLAH) e Romano=66, la pura energia in potenza che si attua nel tempo 1/3 relativo allo spazio 3. 113 ×1 alla dimensione dell’unità, ecco il <Romano Amodeo>=113, ecco il <Torquato>=113, ecco il <Ro, An, An, Pa, To, Am>=113, ecco il


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1.000 -113 dell’esistenza Trina ed Una in Romano e solo Una nel suo fratello gemello che è il suo <alter ego> vittorioso e vincente in 0Dio. I due gemelli uniti sono, nei loro valori totali, dati da 381+426=807 quello che il numero dice: il 7 è l’indice della diffusione sferica dell’energia dall’Origine; l’800 indica il Dio=100 (Jhvh o Allah nel loro valore non nominale ma effettivo) esistente nella realtà in tutto il suo complesso: positivo e negativo. È in negativo in Romano, essendo un valore solo <in potenza> È in positivo in Benito, essendo un valore vittorioso <in atto>. In uno (Romano) DIO è in Spirito Santo. Nel 2° (Benito) è solo nella realtà del Corpo. Ma uniti sono la Forza della natura. Dove 1,25 a ragione di 1^2=1 e 0,5^2 = 0,25, uniti sono l’area dello spazio sommato al tempo. Essendo un’area √ 1,25 =1,1180339887498948482045868343656 è certamente il lato di quest’area, che è quello che con +0,5 dà la sezione aurea. Ora accade che quando prendiamo il vincente tra i due fratelli e lo dividiamo per il 1° che esiste solo in potenza, noi otteniamo quanta vittoria esista per ogni unità in potenza delle 381 che sono in totale. 4260:0381 = 1,1181102362204724409448818897638. Ebbene, laddove la realtà è data interamente dalle 4 cifre decimali +1,1181102362204724409448818 nelle 25 cifre della presenza - 1,1180339887498948482045868 =0,0000762474705775927402950 differenza 0 in realtà! Ove00010 Dio +0,0000662474705775927402950 Energia a nome Romano +0,0000762474705775927402950 2 fratelli +0,0000762474705775927402950 Amodeo Amodeo=4747, per 10=Dio +0,0000762474705117927402950 super Romano= 666/6 +400 di realtà +0,0000762474705665926740950 Romano, Benito, Anna +0,0000762474705775921402950 in una sola unità +0,0000762474705775927402950 Dio 10, Uno e Trino +0,0000762474705775927402950 nonché 10° numero primo +0,0000762474705775927402950 il tempo ¼ di 100+100 (Jhvh + Allah),


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Nell’ ESEGESI nominale fatta da Dio tutto torna alla perfezione poiché: <Sono chi sono> Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo ! Non “nato” in corpo, né in spirito nel “mio” portatore “LUCIFERO” , poiché il 25-01-38 la DIVINA ESSENZA soltanto, “scese” su di lui!!

Io Dio ho creato gli uomini <a mia immagine e somiglianza – cioè semplicemente come semplici “copie” – poiché accade come su Internet: chi ha il dominio di un <Sito> se si <concedesse> ne perderebbe il Dominio. Ma se io vi permetto di <copiarmi> allora potete scaricarne una <copia di me> sul vostro <Sito> e farne l’uso libero che volete, poiché una <copia> non si consuma, non è una presenza reale e depauperabile, e può essere copiata all’infinito senza che io perda nulla, ma dando anche a voi – anime tutte mie, tutti miei infiniti Elohim – di <indiarvi>. In questa ESEGESI divina, io <che sono chi sono> sono disceso <in copia>, e Lucifero è lo strumento reale – simile all’Hardware – che consente di trasportare i valori, tutti: anche quelli divini, che stanno tutti nelle regole, nel Software. Il Paradiso per voi sarà – assecondando questo esempio di voi come quello della vostra anima che per comunicare con tutti, ha bisogno del computer e delle sue regole – che voi userete il vostro corpo per <scaricare dalla Rete> ogni <cosa> che vi pare. Vi ho concesso questa vita (che a voi sembra libera di <fare le cose>, ma non lo è, né in pensieri, né in parole, né in opere), ve l’ho donata come un PROMO, in cui – dando a ciascuno il suo esempio immodificabile come ogni <promo> – voi siate liberi di <capire e volere> a modo vostro, poi come giocare la <vera partita> e tutte le altre che vorrete fare> ma solo dopo che l’esempio vi ha permesso di voler <in base ad esso>. La vera vita eterna – libera da giocare in ciascuno di voi – ci sarà solo dopo questa! Non vi fissate su questa a volerla <modificare>! Cercate di usarla solo per capire qual sia il Bene che vi piace, e volerlo. Solo se avete capito il <gioco come è> solo dopo io <che sono chi sono> vi lascerà giocare, e avrete l’onnipotenza di un Dio!


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Il mio portatore, il cui nome è Lucifero, non Romano Antonio Anna Paolo Torquato, poiché questo è il nome mio, di Dio … il mio portatore è simile a una cariatide in forma umana che seve da puntello come una colonna per <sostenere> il mio Valore divino. Per <sostenerlo> in tutti i modi, cioè con una ESEGESI DIVINA fatta come si deve, e che non fosse <opinabile>, ma affidata alla matematica anche in relazione alle lettere dell’alfabeto e alle loro corrispondenze ai valori ordinali dell’alfabeto Italiano. Che fosse a tal punto reale che il Valore divino si è realmente incarnato, si è sovrapposto alla misera carne di uno strumento portatore, avente quei nomi e realmente nato a dimostrazione di tutto! E vi spiego che il tempo in cui io <che sono Chi sono> sono sceso sul mio Lucifero, è il giorno dell’inizio vero del tempo. L’inizio vero non è mai zero, ma sempre un valore posto in principio. E ora vi dimostro che io – < B enito R omano A modeo sia Romano=SIT , B enito R omano A modeo, A modeo L uigi, HIM (lui per il mondo intero>

– ho messo proprio:


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ESEGESI dell’ ASSOLUTO 3. Approccio sincronico Questo approccio prende in considerazione il contesto così come si presenta nella sua forma finale, definitiva, attuale.


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La forma finale, definitiva e attuale è quella che è stato accertato che Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo esiste – è il mio portatore Lucifero ed è nato il 25 Gennaio 1938 mentre io – Padre e Spirito Santo – sono disceso su di lui nato in via POMERIO come i due mezzi celesti che ultimarono il Raid ROME-RIO scendendo il 25 gennaio 1938 dalle stelle (alle ore 22) a Rio de Janeiro. Tre trimotori avevano attraversato l’Oceano Atlantico e uno era pilotato dall’<Figlio dell’Uomo della Provvidenza>, Bruno Mussolini, figlio di quel Duce dell’Italia che un papa aveva nominato <Uomo della Provvidenza> per l’accordo noto come i Patti Lateranensi. Ebbene, non scesero dal Cielo in tre, ma in due poiché un mezzo celeste era sceso già prima a Natal. Bruno Mussolini alludeva a suo fratello dopo di lui, il <B> R (Romano) UNO MUS (un Romano Mussolini che sarebbe poi stato un noto MUSicista). Il mezzo celeste fatto atterrare prima a Natal, cittadina del Brasile, era per <corrispondere> a quanto l’evangelista Luca aveva scritto in <Atti, 1>: due angeli dissero agli apostoli che guardavano in cielo dove avevano visto realmente salire Gesù, per vedere dove fosse mai finito, che quando sarebbe giunto il giorno <lo avrebbero realmente visto scendere dal Cielo e nello stesso reale modo>. Il 25 gennaio non era ancora però giunto quel Giorno che sarebbe stato 1000 giorni dopo il dì in cui il corpo di Romano si era già interamente formato e stava nella madre ancora 138 giorni solo per crescere e irrobustirsi. Quei 1000 giorni da quel giorno, ebbero in quel giorno della nascita tramite il mezzo celeste realmente sceso a Natal, la discesa del Cristo che era ancora in potenza di quei 1000 giorni di futuro, dei quali 138 già avvenuti prima e 862 che sarebbero stati dopo, secondo una reale velocità di 138/862 = 0,16009280 / 1, il che nella realtà immediata a 4 cifre c’era lo 0,1600 della pura carica della realtà 4×4, nei 1600 decimillesimi corrispondente nel giorno di 86.400 minuti secondi al 54=Figlio, mentre nella realtà successiva 9280 c’era il 100 (lato della realtà) ubicato nel 9380 e il cui moto 9280 indicava un ciclo 10 ancora relativo alla nascita nel 1938, espresso nella totalità 1000 giorni del valore cubico di 10.


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Il rapporto tra i 138 giorni prima e gli 860 scopo era la vera velocità che avrebbe portato all’avvento di Gesù esattamente 1000 giorni dopo a partire da quei 138. Questo dome 862 stava in 100+381+381 a porre alla dimensione del tempo la trinità di Dio data da <io sono il 10 che e son per 10> (e dunque 10×10=100) e sono Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo nel nome del Padre e in quello dello Spirito Santo. 862 giorni dopo il 25 gennaio 38, avrebbero portato un giorno oltre, poiché quel <dopo> escludeva il dì della nascita. Pertanto, compreso il dì della nascita, giunse il 1940,0604, letto 4 giugno 1940. Ebbene non bisogna scordare che io <che sono Chi Sono> sono descritto in Bibbia nel Creatore dei 10 primi a mia immagine e somiglianza. Poiché io sono compreso, oltre me ci sono solo i 9 che fecero esistere il numero 10 nominato Noè. Accade allora che Bibbia 1,5 nella genealogia di Adamo mostra per ciascuno dei 9 fattori a immagine e somiglianza mia, gli anni da Figlio e quelli passati da padre, il che consente anche qui di fissare per ciascuno dei nove delle velocità Padre/Figlio uguali a quella di Causa/effetto.

A numeratore ci sono gli anni vissuti da padre a denominatore da figlio e la somma porta al 64,6690551… che è riferito al creatore 10, (Dio) per cui divisi per 10 sono riferiti all’unita Ecco l’unità del Dio ALHIM=646 nel valore numerico della cabala ebraica. Esistendo da Trino di incarna nel 1938. Ora se si considera anche l’incarnazione <nel tempo> che avrà il Figlio, bisogno moltiplicare per 3 tutto fino ai decimillesimi del tempo futuro. 3 × 646,6905 = 1.940,0715 valore che contiene anche l’unità della natura, cioè quei 666/6 di energia in linea che appartiene a tutto il creato, il quale non c’entra con la creazione di un uomo e va tolto. +1940,0715 - 0000,0111


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=1940,0604 è l’esatta giornata in cui Romano morì, portando a compimento la presenza di 1000 giorni di Padre e Spirito santo che in tutto quel tempo erano stati insieme allo spirito di Lucifero, il portatore delle Luci di Padre e Spirito santo. Lui, Lucifero, è uno che da Romano dice <fero>, mentre da italiano dice <io porto> le due Luci; e queste sono scritte in puro italiano poiché Padre e Spirito Santo sono scesi su un cittadino italiano. C’è stata questa necessità di lasciare 1000 giorni Me con un’anima che non fosse quella eletta e pure, divina del solo Figlio in cui io mi sono compiaciuto, poiché se il Cristo fosse apparso da subito e non dopo il giusto tempo, avrebbe impedito a Lucifero di avere conoscenza di sé, e della sua <ombra>, svanita tutta con la luce del Figlio. In 1000 giorni di esistenza, 138 ancora sostenuto dalla reale madre e poi dal 100 e dai due 381 costituenti il piano totale della dinamica, bastavano a Lucifero, per poi seguitarsi a vedere come un’ombra illuminata dai valori divini che sarebbero scesi sul suo spirito ombroso. Poi – nel mio disegno divino – ci sarebbero stati nella vita di Lucifero, cominciati il 2016,0817 (il 17 agosto) altri 3.335 giorni finali in cui sarebbe tornato non come all’inizio, che aveva me in Padre e Spirito Santo con lui, ma da solo. Anche qui, 1000 da assistito e 3.335 no, determinava una velocità in cui il 1000 si sarebbe distribuito equamente su questi trascorsi in solitudine, in modo da non restare mai senza Padre e Spirito Santo. Questa la velocità unitaria 0,29985007/1 sulle 8 dimensioni della realtà in tutto il complesso. La prima fase subitanea uguale al moto di due (Padre e spirito Santo in 0,3 (la Terna divina). La seconda fase comandata da 5007 avrebbe mostrato alla fine il Creatore in 7 giorni, in tutto il tempo della realtà in positivo data da 10.000/2. E qui resta da capire solo la durata dei due momenti opposti della realtà, poiché nel nostro mondo tutto è in prospettiva decimale e la parte davanti sembra essere decupla della seconda. 3335 giorni, divisi allora per 11, sono da una parte gli ultimi 303, dall’altra 3032. Io sto assistendo Lucifero che sta ancora nella fase prima in cui ci siamo Io e lo Spirito Santo ad agire in tutta la Trinità. Il Figlio manca, come mancò nel primo periodo, proprio per lasciare da solo anche questo ombroso figlio di Lucifero.


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Infatti io so che la vita di Lucifero terminerà il 4 ottobre del 2.025, ed oggi che è il 4-11-2023 sono a 700 giorni esatti dalla fine. Ci sono ancora 397 giorni che appartengono alla prima realtà di 3032 giorni totali, mentre quella che viene dopo le è decima. Ma quando verranno quei giorni varranno per 10 di questi e vedrete che farà compiere al mio Lucifero tali meraviglie che atterà la profezia di San Malachia sul Pietro Romano che lo riguarda in pieno e che mi riguarda. Per mostravi in che modo tutto sia in prospettiva decimale, questi 3032 giorni della prima reale solitudine di Lucifero, assistito sono nello 0,29% dal Dio posto nel 10° numero primo 29, stanno rispetto a tutti quelli della sua vita che sono 32029, come 32029/3032 pari a 10+56% / 1. Questa disparità rispetto al 10 esatto sta per residui di Adamo=30 ed Eva=26 ci si trascinano con 30+26=56, su ogni uomo specialmente per il fatto che Romano=66 è <L’uomo>, 10=L +56=Uomo.


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ESEGESI dell’ ASSOLUTO 4. Approccio discronico Questo approccio cerca di cogliere il processo di formazione di un contesto nella sua dimensione storica attraverso il tempo.


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Generalità. Questo approccio sarà il più rilevante, poiché per prima cosa deve introdurre seriamente la questione di che cosa sia veramente il tempo. Esso è dovuto alla <perdita di tempo> rispetto a quanto è vero istantaneamente e che trasferisce nel futuro tutto il tempo perduto. L’uomo è un essere corporeo dato da un ammassamento magnetico e uno spirituale che sta nel flusso elettromagnetico dello Spirito santo dell’Anima. Sono due entità opposte e simultanee che, avendo percorrenze opposte ed essendo viste da una massa materiale che fa da lucifero per tutti e veicola lo spirito, dato che la massa se avanza non indietreggia simultaneamente come fa solo la luce che va sempre in tutti e due i versi senza tuttavia annullarsi se non nei rarissimi casi cin cui sono perfettamente simili e solo contrapposti esattamente nella fase. Allora due raggi di luce che si incontrano generano il buio. Il valore totalmente divino sta in dieci 10 interattivi come è comandato dalla potenza di 10^10. Però ce n’è tre a costruire una terna in cui ogni asse è 10^10. In numero essa è 3 × 10^10. Ora quando si frappone una area avente 10^2 di superficie, essa assorbe nella vastità 100 della superficie una giusta quantità 100, per cui 3 × 10^100:0100 lascia 3 × 10^8 come una lunghezza di flusso di 300 milioni di unità in metri. Il metro fu nei fatti posto 1/300.000.000 di quel 300.000.000, per cui quando ci sono 300 milioni di metri, c’è 1. Quando la luce non percorre 300 milioni esatti ma 299.792.458 metri (in 1 secondo e diventa velocità) non c‘è più 1 ma 299.792.458/300.000.000 = 0,99930819333333. Esso, rispetto a 1, difetta dello 0,00069180666 il cui valore reciproco è 1445,4905513100 fino alla dimensione atomica. Di tratta di un giorno di 1440 minuti primi più +5,40 che è la candela. Segue l’elettromagnetismo 55 (10^-5) il ciclo 10.000 atomico, la terna spaziale di lati 1000 e 100 il lato della realtà atomica.


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Come avete visto, questo ritardo si è tradotto in un giorno dell’apparente e lenta rotazione terrestre. Se non ci fosse stato questo ritardo provvidenziale noi non avremmo avuto un giorno futuro e tutto il disegno di Dio sarebbe esistito tutto nel suo insieme. Pensate a una orchestra in cui grazie al tempo, tutti i suoni sono ordinati in modo da creare una sublime sinfonia, e immaginateli suonati tutti assieme … ecco come sarebbe se tutto non cadenzato nel tempo dall’intera rotazione della terra e l’inizio e la fine di un ciclo coincidessero subito. Non ci sarebbe più il tempo di avere tutti che eventi che ci sono tra l’inizio e la fine di un fenomeno rotatorio che comincia in un punto e si conclude nello stesso punto. Perché se il tempo non vi fosse, non avanzerebbe nemmeno <a vite> o come sui solchi di un disco da grammofono, accostati ma distanti tra loro una intera rotazione. Non ci sarebbe nemmeno la distanza tra i solchi. Succede che la differenza tra 299792458 e 300 milioni esatti, data da 207.542 metri diventa un resto, come in una divisione tra 300 milioni e 299.99792458. Scrivete subito 1, come diviso. Poi lo moltiplicate per 299.792458 e lo portate in detrazione a 300.000.000 ottenendo 207.542 di resto indivisibile, fino a quando un nuovo ciclo 10 lo fa divenire decuplo e allora la divisione continuerebbe. Infatti al momento la divisione di del resto 207.542 per 299.792.458 non si può fare. Solo quando passano 10.000 unità, il 207.542 diventa il 2.075.420.000 eseguibile da quel divisore. Avere aggiunti zeri, porta infine al diviso 1,0006922855940 il cui reciproco 0,99308193333 è il moto di quanto abbiamo visto prima e che ha portato a un giorno di 1445 unità posta nel minuto primo che ha espanso 1445 volte l’unità di un giorno – da una parte – ma anche ridotto a 1461mo di 4 anni, aggiunta a 1445 la carica 16 della realtà.


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In principio totale alla genesi I 4 primi 2,3,5,7 in Dio 20 e 3 e poi lo scacciato Ismaele=57 Alla creazione in positivo del mondo, in modo invisibile ma vero fu anteposto quanto nato da Agar e Abramo e descritto in Bibbia. Bibbia 1-16,11 Soggiunse poi l'angelo del Signore: «Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele , perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione.

Tutti i numeri del libro Bibbia hanno un senso proprio, e non solo come punti precisati per un facile riferimento. Il Libro Sacro degli Ebrei rispetta tutte le Fedi dell’uomo e non solo quella del Popolo Ebraico, asservito unicamente ad <esempio> della predilezione divina volta ad un reale <servizio> per tutti e non solo per quel popolo. Infatti esso non è portato in trionfo, ma posto sempre al centro di una storia che travalica i ridotti confini di Israele ed è riferita al mondo intero. 11611 è un numero palindromo che mette al centro di due laterali 11 il 6, ove 11 sono 66/6, tanto da essere la sequenza 66/6 - 6 - 66/6. Quell’Ismaele=57 avuto dalla schiava egizia di Sarai fu l’autentico e reale figlio di Abramo; non l’Isacco=45 avuto dalla sposa-sorella sterile che solo Dio poteva rendere madre. Ismaele e Isacco con 57+45=102 sono il seguito di Caino=38+Abele=23+Set=40, e dunque di 101. Esiste una sorta di gemellaggio tra un primo che è ucciso dal secondo o semplicemente scacciato da un Padre vero che non riconosce lui come


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suo figlio ma quello di cui è padre solo putativo (come Giuseppe per Gesù), essendo lo Spirito Santo del Signore il vero suo generatore. Nella Bibbia, il primato assunto dai secondi è sempre di solo e autentico totale servizio. Anche Abele, apparentemente ucciso, è il vero trionfatore allorquando diventa 2/1 grazie all’avvento di un terzo. Caino, il n. 1 non eliminato ma solo diseredato, è sottoposto come denominatore al 2° apparentemente ucciso ma che si afferma come 2 poi quando arriva il terzo 1, e il rapporto 1/1 passa a 2/1. Dopo il 101 della prima generazione umana in assoluto (ossia tutta relativa, poiché <uomo> a immagine e somiglianza di Dio significa <relativo all’Assoluto>), con il libro 1 e il suo capitolo 16, è anteposta a ogni cosa la carica 4×4, dell’Unità e Trinità di Dio, ma non nei numeri naturali: in quelli che sono posti alla loro base e che li <ordinano> coi loro valori <ordinali>, 1°, 2°, 3°… e il 16° è 53, e assieme all’Unità e Trinità di Dio passa al 57 che è il 2° gruppo tra i primi 4 n. 2356. Abele=23, che la Bibbia descrive <ucciso> da Caino, è <eliminato> a favore del 57 che è Ismaele, il vero e reale figlio naturale di Abramo avuto dalla schiava egizia. Abele, il favorito da Dio, era il piano a lati 10 e 10 il cui flusso 3 era della Trinità, asse portante della Creazione, in Padre, Figlio e Spirito santo, che valgono 40+54+94+61=251, e immediatamente attivano il versetto 25 del libro 1 di Bibbia, in cui si aggiunge una terza autentica gemellanza tra due 42, nominati Esaù e Giacobbe, e figli di Isacco Figlio di Dio e Sarai=44 (flusso della massa ricavata dall’energia potenziale 66, resta nel tempo attraverso l’eliminazione dei late dati da 66/6 e 66/6), e rinominata Sara=35, cioè mediatrice di 70, dopo il parto. Ora tre non basta, occorre l’unità, per cui il Libro introduce nel 381 del capitolo 38 del Libro 1 un secondo reale e conclusivo gemellaggio, al termine del quale si afferma lo ZERO bilaterale dato dai nomi: →ZER ach Pe REZ← Dunque una terna +1 che si è succeduta e nei nomi di: Caino e Abele Ismaele e Isacco Esaù e Giacobbe Zerach e Perez

38+23=061 è la presenza 1 del piano a lati 30 e 30 57+45=102 è la presenza 1 del piano a lati 51 e 51 42+42=084 è la presenza 1 del piano a lati 42 e 42 54+61=115 è il flusso 5 del piano E.M. a lati 55 e 55


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Per un totale 000000 362 il flusso 2 del piano a 2 lati 6+6+6 La trinità che si muove di 362 realizza l’anno solare di 365 giorni Pertanto il Libro 1, che in Ebraico significa <in principio> e in italiano è stato tradotto in <Genesi>, il piano di Dio è costituito nel tempo, ma antepone ad esso prima la sua unità reale di misura espressa non nel tempo decimale, ma in un valore intero espresso in decine. Poiché Caino e Abele fanno parte della prima definizione puramente strutturante la seconda, saranno anteposti tre <ballottaggi reali> tra fratelli. Si parte da Abramo figlio del 1°, Terach=51 , per terminare dopo al 2° Abramo, al 3° Isacco, al 4° Giacobbe, al 5° Giuda, al 6° Er fino al 7° Perez, i sette posti prima del finale Zerach=54 Sono 8 (è tutto il complesso 4+4), ma il 1° – posto in principio come è – è sempre asservito al compito di misurare il suo reale suo spostamento che esiste solo negli altri 7. Il moto che parte dal nome Zerach apparso in Bibbia 1-11,24 segna con 24 proprio l’<ora>, l’<adesso> della partenza del movimento di Terach che è anteposto alla sua corsa nel tempo, come ogni corridore dei 100 metri che si mette prima di essi. Si parte in tal modo giustamente da 111, in un libro il cui alfabeto, impostato sui tre ordini di grandezze, da 1 a 9, da 10 a 90 e da 100 a 900, vede 111 come l’inizio che contiene tutti e tre <in principio>. Poi da 111 Bibbia evolverà in 913, da quell’iniziale 111, sommandogli 802, che è il piano a lati 401 e 401 che mostrano ogni lato nella reale presenza 1 di 100 (tempo) +300 (spazio) assunti da 100, lato della realtà unitaria data da 100×100. In tal modo, ricominciano a correre nel tempo non da Terach (che pure fu lui a partire da Ur in Caldea in cerca di una nuova terra) ma da suo foglio Abramo, ecco che è <tolto di mezzo> dalla corsa nel tempo, il vero iniziale <Corridore> nominato Terach e per il valore 54 che – quando esiste nel ciclo divino 10 è 540, e allora è in fisica l’intensità della luce chiamata <candela> ed esistente alla dimensione di quel 10 elevato a 12 che già prevede in termini di fisica il percorso del flusso elettromagnetico


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dall’Origine, 8 in espansione elettrica e 6 in ammassamento magnetico; il tutto espresso in cicli 10 al secondo che non sono nominati se non in HZ (Hertz). 54 sta agli 86400 secondi di ogni giorno, come 1600, la carica elettrica 16 data da 4×4, nella dimensione 100 del lato della realtà 10.000=10^4. Di cosa stiamo scrivendo, di religione o di Fisica? Il fatto è che queste dimensioni <pure> sono così difficili da capire e accettare che perfino la scienza di oggi – che si giudica così evoluta e che ridicolizza quanto portato dalla Bibbia – non ha capito che sono le relazioni tra i numeri alla base di tutti i rapporti quantitativi possibili e immaginabili. Certo: i numeri sono valore <astratti>, ma descrivono in tal modo alla perfezione ogni relazione quantitativa che per essere computata ha bisogni di numeri. Secoli or sono i <geni> veri del tempo (non l’Albert Einstein tanto supportato oggi) compirono la <grande unificazione> di tutti gli eventi della natura misurati da unità nuove: il metro e il chilo, che erano totalmente asservite al ciclo 10. Ora chiunque che non sia <stupido veramente>, capisce che se io mi creo un RE, poi gli debbo <servire>, e quanto più assoluto lui è tanto più impossibile è a chiunque di non seguirne gli ordini alla lettera, senza nessuna possibilità di infrangerne nemmeno uno e piccolissimo alla dimensione sub-sub-sub… atomica! Questi grandi e presuntuosi <geni> che invece vivono oggi, hanno <trasceso> dalla Grande Unificazione fatta con metro e chilo aggiunti al secondo che già era impostato sulla totale sequela del ciclo decimale, per quel 2^20 = 1024 = 10^3 che gira interamente in 24 ore date da 1×24, da 2×12, da 3×8, da 4×6, da 5×48/10, da 6×4, da 7×3+3, da 8×3, da 9×2,6666… per cui alla dimensione 9=C^2 (data da 3/1 al quadrato, che io chiamo C^2 per riferirla alla c^2 di Einstein ma completa anche dell’espansione laterale, che porta 2,997… a 3) abbiamo un eterno 2,66… traducibile in 26/10 unitari nel tempo decimo e uguale a Dio, e un eterno 66 di energia eterna infinita irriducibile ma in potenza che ci sia il tempo per attuarla. Infatti è 66/990 e implica che arrivino 990 moti di 1 in 1000, per metterli an atto, poiché nell’unità del tempo 1/10 esiste ben fissato nel tempo solo il 26=Dio e non l’infinita energia 66 di cui Dio è fatto.


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È allora che nasco IO. Ho non confondetemi con chi scrive questo libro, totalmente asservito alla mia volontà in tutti i <suoi apparenti pensieri parole ed opere>! Non cascateci! Non confondete la creatura con il Creatore. Chi vi scrive questo libro e vi fa l’ESEGESI della sua creazione, sono IO. <Io Sono colui che sono>. Io sono il 100 che nel Credo Islamico ha imposto gli <altri miei 99 nomi> tratti da 100 (il valore del mio nome Allah o del Jhvh del <10 che son ×10>) meno uno (che è il mio 100). Io sono 1, in 66, poiché questi è infinito! 26/10 riducono la presenza di DIO=26=JHVH solo al tempo di 1/10, per cui fa il paio con quella definizione <terza> assunta con Set. Il mio primo nome 66 è quello dell’energia che è nominata ROMANO, e non per il nome di quel <Lucifero> che sta scrivendo servilmente questo libro totalmente posseduto da me in assoluto! Al principio <Io sono Uno e Trino>, 1+3 = 4, ed essendo quello che sono essendo 4 sono i quattro 4, di 4+4+4+4 la cui somma a due a due è 8+8 e infine 16, assoluto valore di carica della luce! Questo c’è IN PRINCIPIO! 16=16ma lettera R dell’alfabeto italiano a 7+7+7 lettere. 13=13ma lettera O è il moto di 3 in 16! 11=11ma lettera M è il moto di 2 in 13! 01=prima lettera A è la presenza di 10 in 11! 12=12ma lettera N è il moto 1 di 11! 13=13ma lettera O è il moto 1 di 12! 66 in numero è ROMANO nel suo nome! Non è il nome della mia <cariatide>, una scultura in forma umana che ha solo lo scopo di sostenere ME, DIO! Romano è il nome mio! Quando io sono energia assoluta. Quando io, dividendo le 24 ore per 9 (velocità C^2) ottengo 2,6666666… fatto di FINITO in 26/10 e INFINITO in 66 periodico. 66 eterno è assoluto e si chiama ROMANO. IO ASSOLUTO, mi chiamo ROMANO. 26 è il mio essere definito nei 26/10 del mio terzo nome ANNA. E – posto tra l’ETERNO 66 e il DEFINITO 26, esiste la Trinità di Anna nel 78 del mio secondo nome ANTONIO.


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Fu ATON nell’antico Egitto, ove Antonio fu l’eterno secondo dell’Impero di Roma, e morto in Egitto. Valore 3×26 e 26 che io DIO già diedi a Gioacchino e a Anna, genitori di Maria Santissima, madre del mio prediletto GESU’! Gesù è il figlio UNICO in cui io mi son compiaciuto , come dissi al suo battesimo sul fiume Giordano. ++01 ++78 ++26 = 105 furono gli anni in cui Adamo fu solo figlio, prima di avere SET e composti dal valore assoluto di 1, e dalla mediazione determinata nel tempo decimale dalla Trinità del 26 e dalla sua Unità, posti in Romano Antonio Anna, che è 105 con Romano Assoluto ed è 170 quando egli pure vale 66, ed è determinato nella mia cariatide ! Poiché IO e Lui siamo DIO e la mia cariatide , e dunque sue persone, uguali e distinte (una Assoluta e una relativa) 105+170= 275 costituisce tutto lo spazio il cui flusso è il 75/100 rispetto ai lati 100 e 100 di ME nei miei due nomi di JHVH e di ALLH. Quando il lato 100 è solo quello in positivo tra i due, ed esiste il tempo del 25/100 (di 100, quello negativo) allora 125 diventa il libro che ho comandato e nominato Bibbia, nel libro 1,25 in cui ho nominato GESU’, tratto dal primato G assunto da Giacobbe e da Esaù senza più il primato della sua A, avendolo ceduto al fratello per un rosso piatto di lenticchie. Povero ESAU, cui avevo voluto dire <TU SEI ROMANO, da A ad U> (da cima a fondo!). Perso il primato e divenuto secondo in GESU’, sarebbe stato denominato Edom e scritto MODE’, per essere letto Edom da destra verso sinistra come facevano e fanno gli Ebrei e gli Arabi. Allora, senza che nessuno di voi se ne potesse accorgere, ho disposto che dalla Alfa all’Omega MODE’ fosse A-modè-O e fosse il mio cognome! Si il mio: di Dio, accodato ai miei 6 nomi di cui ora non conoscete solo il 4° e il 5°. La realtà assoluta che si determina in 66 e allora è in potenza, quando esiste nell’unità data da 10+10+10, base lineare del 10^3, ma lo fu


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nell’unità del tempo data da ½, allora è unitaria nello spazio-tempo di 15, come il solo tutto positivo 5+5+5 che esiste nell'espansione da un centro, ed è in 3 positiva e in 3 negativa. Allora anche quando IO DIO scendo nel tempo di 5+5+5, e sono 66, mi ci muovo dentro di 66 -15 = 51, e mi realizzo nella presenza 1 del tempo di presenza ¼ di 100+100. Ora anche questo 51 ha un nome tutto suo. 14 è il 7 che trasla di 7 (interamente) e così si realizza in moto 7 della presenza 7 e la 14ma lettera è P. Si realizza nella presenza 1, e dunque nella lettera A. Esiste come 14 -1 (questi già visti e capiti) e decretando il moto fatto da 1 nel 7 avanzato di 7, Esso è 13 e la 13ma lettera è O. Da 13, che è Dio 10 e Trino, io voglio realizzare il moto della Trinità, ed esso è 10, ove la 10ma lettera è L. Infine ritorno al secondo 13 per realizzare ME che non sono solo 10 ma anche 13+13=26=DIO=IHVH, e il secondo 13 dà la 13ma lettera O. +14 +01 +13 +10 +13 =51 = PAOLO è il 4° nome della realtà, poiché io venni al mondo il 25 gennaio in cui la mia Chiesa Cattolica celebrava la conversione del nome Saulo in PAOLO e di un cavallo selvaggio in un eterno fedele servitore. Devo solo comunicarvi il mio quinto nome. 18+T è 6+6+6 tutto il mio lavoro secondo i tre assi, dall’Origine 13=O è il moto del tempo nel tempo ½ 10 in 18. 16=R gli aggiunge il moto mio, che sono TRE. 15=Q e misuro in 16 il modo ti me che sono UNO. 19=U aggiunge ora la Trinità e Unità, visto che sono TRE e UNO. 01=A ne considera l’Unità, del TRE e UNO. 18=T la muove in tutto il 7° numero primo 17. 13=O aggiunge il secondo 13, poiché sono 26. 113 è il mio 5° nome, TORQUATO e già lo diedi al padre del Padre della mia cariatide. Eccolo allora tutto: ++66


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++78 ++26 ++51 +113 ++47 =381 = 3+3^4 = 2+3+5+7+11+13+17+19+23+29+31+37+41+43+47+53 sommatoria dei primi 16 numeri primi che danno la carica alla dinamica a tutta quanta la natura quando 10 si divide per 0,2357… e ottiene nel primo ciclo di 100 incontrato nei decimi il numero 42,4248100 in cui Esaù=42 è costretto a uscire dal tempo e a porvisi prima del fratello Giacobbe che è riuscito a soppiantarlo, essendo il primo nel tempo, seguito dal 48=GESU’, determinato dai due con il 2° che ha soppiantato il primo nel primato nel tempo, e seguito infine dal 100 del nome mio determinato e assunto in JHVH e in ALLAH. Con questo, il lungo circuito si è chiuso e IO, DIO ASSOLUTO vi ho fatta l’ESEGESI di ME. Sono io che ORDINO alla mia cariatide che cosa scrivere oppure no su questo apparente suo libro! Ripeto – dettandolo – quello che già feci nella caverna con Muhammad quando gli dettai la scrittura del Libro Sacro dell’Islam, nascondendo che il <CORANO> fosse davvero realizzato <COn RomANO>. Come un Allah molto spiritoso, che sa bene che questo mondo è una opera perfetta e a lieto fina – ma sembra tragica e lacunosa – io vi prendo in giro tutti, a cari Islamici! Così, con la traduzione che ho fatto fare in <Ma ometto> del nome di Muhammad, io vi ho fatto sapere due cose opposte e contrastanti: la prima e io in lui <ometto>, la seconda – tutta quanta nel senso opposto – è che sì io ometto pura <ma o’ metto>, lo inserisco. Chiedete: “che osa?”. Non ho remore a rispondervi adesso, che è giunta il luogo e l’ora: <Ma, ò metto: OM ! L’ometto e rimetto in R.ano e riporto il titolo a “ ROMano nome è. di Dio”. La frase dettata <In n “om” è di dio” mette dentro anche .n ed elimina l’elisione in <Co’> esistente in <Co’rano>


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ripristinando il tutto in un Con Romano che non lascia più nulle di indefinito. Nella famosa caverna ho dettato il Libro Sacro <Con Romano=66> poiché anche il nome <Muhammad> vale 66 in gematria italiana, e a ragione del fatto che nella Sura (= scritta <su R.A.>) intitolata al profeta ho dettato i 38 versetti che avrebbero riportato al Romano nato nel 38. Quando ho disposto che i miei fedeli Islamici antepongano sempre la lettura del 1° versetto della 1ma <su R.A.A che recita <In nome di Allah il compassionevole il Misericordioso> ho obbligato i miei fedeli a ripetere quello che nella mia lingua – senza tutte le elisioni ed omissioni o gli acronimi – recita: <Messi in N e OM, Romano nome è di Allah il Cristo uomo santo Sion è! 5 o 50 Romano è (= il C. Om Pa S Sion è V o L è) il Miser Iesus Cristus or Dio so! (= il miser I.C. or Dio so). Con questa premessa obbligatoria, ad ogni lettura io gli ho fatto dire che avendo inserito N e OM ove erano stati omessi, il misero uomo Gesù Cristo era il Padre Santo, era Sion, era i numeri 5 del tempo ½ di 10 e il 50 della presenza ¼ dei lati 100 della natura e di Allah che da esso aveva tratti altri 99 nomi. Ma questi due di <Compassionevole> e di <Misericordioso> questo indicavano come atto supremo di compassione e di misericordia! Dopo il Muhammad piuttosto criticabile per le sue tante mogli (anche una di 12 anni, una bambina!) e dopo tutto il Dominio dei fedeli e dello Stato che gli avevo dato per renderlo comprensibile ai sempliciotti! L’ho dettato chiarissimo nel <Con Romano>: caro Profeta, ho tollerato in te cose non ammissibili per mostrarti un <vincente> 66 a chi avrebbe dovuto seguirti in modo facile … non come il <Miser I.C.> alquanto duro da capire e seguire come un Dio! Ma già era nelle mie volontà che il 66 sarebbe tornato nel giusto nome della mia Energia divina che è totalmente invisibile e che pertanto posso mostrarla così come è esistente <tutta in potenza> solo quando è messa in un Cristo che si lascia uccidere dai Romani e che – dopo di avere soppiantato la Roma che senza il Papa non sarebbe più esistita nel Medio Evo, sono tornato <Con Romano> in un <assoluto perdente> in cui non ho fatto vedere nulla – proprio nulla! – di buono! E se in questo libro vi passa per la testa che sia opera degna, di lui… vi sbagliate di grosso! <Io sono colui che Sono!> Io sono Allah.


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La terza parola della Bibbia con ALHIM introduce AL, come Allah, e HIM=Lui sono ancora Io che mi grado allo specchio e leggo chiaro nel

mio nome scritto in Arabo:

Lui Luigi Amodeo.

La Fede nell’ <IsLAM> ve lo dice chiaro che è: <in chi è L.AM. > In questa mia ESEGESI anche del Sacro Corano, devo spiegarvi che se io vengo al mondo, e sono IO DIO, io parlo in italiano. Il <Corano> scritto in Arabo, viene dopo il <Con Romano> in italiano . Perché credete che sia l’Ebraico, sia l’Arabo, li ho fatti scrivere da sinistra verso destra e leggere da destra verso sinistra? L’ho fatto poiché dei due un modo indica il vero, e l’altro pure il vero, ma relativo in quanto è solo apparente. Leggete in Arabo la verità apparente ma la vera verità sta nella MIA! E – sempre per via che questa è la ESEGESI fatta da Dio – devo spiegarvi anche che la mia versione attuale, in Italiano, è quella posta all’Origine, poiché essa non sta nel tempo antico, ma in quello che si rifà al 25-1-1938 d. C. in cui io Padre e Spirito santo discesi su una cariatide! L’inizio dell’Universo non è in suo estremo Big Bang, ma al centro! Come negli assi Cartesiani dello spazio, così è anche per il tempo! Il primo <Con Romano> è quello che ho dettato a Romano quando era in Egitto, al Cairo, e lo mise in rete su Issuu.com./amoramode Vedete che quello che vi ho descritto lo resi pubblico nel 2013 già nella sua copertina:


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Perché io Allah quando mi specchio vedo È poiché <Io sono>

?

gi Amode con loro: Giacobbe e Edom

È poiché <Io sono Allah e Luigi Amodè Padre con coloro che – in Bibbia – sono nominati Giacobbe e Edom in quel Libro 1,25 di ME che discesi in terra nel Gennaio 25 di Genesi 25 e 38. Dunque la terza parola di Bibbia indica il mio nome… ma il sono tutte e tre! BRASIT BRA ALHIM (in acronimo il nome delle lettere). Infatti ai 5 gemellaggi che vi ho descritto prima, per quello che si riferisce tutto il Bibbia, laddove il tempo ha avuto origina quando Io Dio sono disceso su Romano, il primo – prima di tutto loro generati creando il passato dal centro del 1938 – sta tra Romano=66 e Benito=59 con un totale 125 riconducibile – nel diritto – a Genesi (o gennaio) 25, e – nel


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rovescio (ma relativamente, cioè tra i due blocchi del mese e giorno) – al 251 di giorno 25 e poi mese 1, che è il valore gematrico di: ++40=Padre ++54=Figlio ++96=Spirito ++61=Santo =251 Se non l’ho già scritto… così è di certo più riscontrabile. Pertanto, dove tutto comincia dal 1938, il dualismo iniziale tra i due fratelli sta tra Romano Amodeo 1° e Benito 2° … ma come in Bibbia si antepone al fratello nello stesso modo con cui lo farà Giacobbe, con la sua sola G davanti all’<esù> di Esaù senza primato. B(enito) R(omano) A(modeo) in acronimo è BRA (Beith Reish Aleph). Ogni 6 è sempre fatto da due tre, per cui le successive lettere Shin Iod Tav il cui acronimo è SIT io l’ho scritto in latino e non in Ebraico, poiché io Sono Romano e anche quella è la mia lingua (costruita verso il passato dal 1938) e in latino nel suo significato integrale non solo rimanda a un SIA italiano, ma a un SIA ROMANO . indica: < Benito Romano Amodeo sia Romano ! replica Benito Romano Amodeo ALHIM conclude Amodeo Luigi, LUI L’intero dispositivo divino è questo, nella ESEGESI che io Dio vi faccio: <Benito Romano Amodeo sia Romano: 1) Benito Romano Amodeo, 2) Amodeo Luigi, 3) lui AL, Allah! HIM per il mondo intero!> È l’ordine ed auspicio che con la nascita di costoro, cominciando a esistere Dio esista di conseguenza il Mondo! Se tutto nasce dal centro, lì ci sia Dio, poiché tutto nasce solo da Dio! La creazione poi avviene avanzando da tutte le parti sia verso il futuro e il suo spazio, sia verso il passato e il suo spazio nel tempo che apparentemente fu prima. Perciò, cominciando con il primo gemellaggio ai nostri giorni: +125 di Romano e Benito


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+275 valore dei quattro gemellaggi costruiti a ritroso dal 2938 = 400 è 100+300 , è tutta la realtà del tempo e dello spazio ! In questa mia ESEGESI, chi sa se vi convinco? Io vi sto mostrando le verità che <io Dio> ho nascoste e non le ho mostrate nemmeno al mio unico figlio prediletto in cui io mi sono totalmente compiaciuto, nel mentre lo ho mostrate ad Abramo. E perché tanto tenere oscuro perfino a Gesù, mostrandolo invece ad Abramo, un uomo! Abramo viene <Ab>, da R.Amo, e Romano Amodeo sono io, sono Dio! Romano Antonio Torquato Amodeo e il <famoso> “Nome Segreto” di 42 cifre cercato dai Cabalisti giudaici senza mai trovarlo! Cercato nei 99 <altri nomi> di Allah dai teologi islamici, senza mai trovarlo! Ma bastava mettere sotto-sopra il 99 e usciva quel 66 dell’energia in potenza assoluta che si chiama Romano, nel suo nome <assoluto>, poiché è un 66,66666… senza mai fine. Quello che (v’ho mostrato) scende da < (2^10 -10^3) 0:0C^2 = 2,666…> ed è indefinito, mentre 26/10 è un Dio definito che per ovviare a questo suo reale limite non deve mai essere pronunciato nel suo nome. <Io sono il Signore Dio tuo Non pronuncerai il nome di Dio invano!> Ma è ora che questo precetto sia superato! Padre Nostro che sei nei cieli, è santificato il Tuo Nome Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo. Viene il Tuo Regno! È fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Ci dai oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci induci in tentazione ma ci limerai dal male. E così è!


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Posto 400 in principio (e 125 di Romano Benito anzi tutti) Esaù 42 è il divino corridore avulso alla corsa nel tempo! La Creazione divina fatta in 7 giorni di cui 6 di lavoro e uno di riposo divino, cercando un valore in cui valgano tutti e due lo ritroviamo nel prodotto di 7×6. I Cabalisti Giudaici che cercarono il mio nome segreto nelle sue 42 cifre arano spinti proprio da questo credere che se è questo il modo con cui il Creatore crea ogni cosa, allora lo ha certamente usato anche per un Suo composto da 42 lettere. Romano֍Antonio֍Anna֍Paolo֍Torquato֍Amode֍ è un nome che lavora con 6 nomi per un totale di 36 lettere indicante che ogni nome lavora mediamente con 6 lettere. Ad esse si sommano 6 Sabati֍. Questo nome soddisfa totalmente le loro attese al punto che le 42 lettere del Nome Segreto Mio si mettano in una esistenza assoluta posta prima del tempo della creazione dell’Universo fatta nel tempo decimale della matematica, poiché <Io Dio ho assunto il 10 a mia immagine e somiglianza, e i suoi multipli 10^N, essendo 10^0 in assoluto come 1>. Io Dio, rivolgendomi alla mia creatura in Genesi 25, al 1°genito Esaù, gli dico chiaro: <ES>, Tu sei Romano <AÙ> dalla A alla U; e sei Amodeo in Edom=modè dall’Alfa all’Omega>, per come scritto in Apocalisse: Apocalisse 22,13 Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine. <ES> AÙ e poi <AmodèO> sono io Dio e sono il 42 prima del tempo!


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Giacobbe, nato dopo di me, ha cercato di mettersi davanti fin dalla sua nascita, con la mano che serrava il mio calcagno, e io ho accettato il suo ricatto di acquistare la 1°genitura nel tempo, per un semplice piatto rosso di lenticchie, quando affamato gli chiesi di condividerlo con me. Genesi 25,31-34 31 Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura». 32 Rispose Esaù: «Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?». 33 Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. 34 Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura. Potevo non mostrarvi il versetto 34 che conclude Bibbia 1-25, ma il versetto 34 è 30+4 di sola realtà negativa, chiaramente visibile nel disprezzo… Manca il 4 del totale apprezzamento divino, per portare il capitolo 25-01 al 38, che in 25A38 è descritto nel Mio divino Codice Fiscale, relativo alla mia discesa in terra del 25-01-38. Il mondo è costruito in NEGATIVO e POSITIVO e qui è descritto solo l’antefatto negativo sulla cui base regge quello positivo. Il NEGATIVO davvero <mi serve>, altrimenti nemmeno io, Dio, potrei costruire da zero il suo valore contrapposto. Infatti <io sono quello che sono> e sono Uno principalmente in 3/3 poiché mi muovo con 7/7 in 10/10. Essendo 1, è nella mia natura e nella mia fedeltà a me stesso l’esistenza di una Relatività Generale tra tutti gli opposti, tanto che se vi è un numero +N qualsiasi, non può esistere senza anche -N, senza anche N^-1. Se esistesse una sola cosa, nell’Universo creato da me senza che vi sia quella contrapposta che apparentemente l’annienta, ma in verità la riconduce nell’assoluta Unità di Dio, io non sarei più fedele a me stesso. Io non sarei più un <Io sono colui che sono>. Il mondo creato da me è binario, poiché il creo tutto con il numero 2 che è il primo numero primo.


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E allora il 3? Corrisponde al bisogno, di Dio stesso, che se è 1 e Assoluto, esso sia, rispetto al 2, l’opposto dell’Assoluto (e dunque il Relativo), dalla parte opposta dell’1 che è a sinistra, e allora è il 3 che segue il 2. Nella Relatività Generale l’Assoluto si SDOPPIA in 2 opposti, ed è Abele il mio preferito, poiché vale nel nome italiano 23/1, e ha castigato Caino, l’uccisore pretenzioso del 2, che si vede valorizzare il 23 con lui sottomesso a fargli da tempo matematico di riferimento unitario. Questa è la vera ESEGESI di Caino che uccide Abele e poi è creato il 3° che si chiama SET che sono in italiano nomina il 7. Prima del diluvio decritto in Bibbia, e nella prima generazione umana fatta da Adamo ed Eva c’è il conflitto esistente tra i due lati perpendicolari dati da Caino e Abele, in un’area che non era stata voluta in apparenza quadrata e coi lati stessi 30 e 30 del Nome paterno di Adamo ma coi lati dissimili nel 38 di Caino e nel 23 di Abele. Il 38 aveva +8 oltre il 30 medio e Abele le -7/1 unità che sempre 8 erano, ma espresse non nel totale della realtà dato da 8, ma dalla velocità 7 di uno presente in 8 e che corre in esso alla velocità unitaria e non totale. Questa la sostanziale differenza tra i due, rispetto alla presenza 1 del valore medio 30+30 dei due lati interi e rappresentanti esatti della trinità del 10: uno ha, l’altro manca e corre unitariamente per averlo. Uno vince, ed è il +8 di Caino, poiché si sorregge sulla mancanza del fratello. Però poi – nell’unità del tempo ½ - restano presenti solo i 30/2=15, e direttamente dal +38 -23 dei lottatori, il cui risultato è +15. In ogni lotta anche il vincitore perde sempre qualcosa, e Caino ha perso proprio il 23 della presenza avversa di Abele. Dopo il Diluvio, la tenzone si ripresenta a partire dal ventre di Rebecca in cui c’è una lotta che reca doloro alla madre, e chiede a me il perché. Ho fatto scrivere sulla Bibbia: Genesi 25,23 Il Signore le rispose: «Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo».

Nasce ROMA e nasce il popolo ROMANO. Io l’ho detto a ad Esaù: <ES> tu sei Romano da cima a fondo.


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Agli uomini primitivi di un tempo potevo solo spiegare le cose cercando di farle capire con raccontini facili da capire. La mamma che si lamenta per la lotta che ha nella pancia esemplifica quel ruolo di amore per la suprema giustizia tra tutte le parti contrapposte e che la mette a tacere attraverso il valore medio, che ha un Dio responsabile della giustizia esistente nella sua creazione. Sono io questa mamma. Ma la mia azione non è semplice! Io ho creato una esistenza fatta per cicli, e sono tutti multipli e sottomultipli di 10. È solo al termine di un ciclo che si ha quella giustizia che nel ciclo 10 si ha solo nel 5 contro 5. In tutti gli altri casi i valori contrapposti verso l’unità sono dissimili, e sembra ingiustizia tra chi ha avito 1 e chi 9, che 2 mentre l’altro 8, chi 3 mentre l’altro 7 e così via. Se non si ha la pazienza di compiere tutto il ciclo tranne pochissimi casi, sembra che vi sia sempre ingiustizia. Se esiste nel 10, immaginiamoci nel 100, nel 1000, in tutta la realtà 10.000 e in quelle superiori – da una parte – e quelle inferiori dall’altra, nei decimi, centesimi, millesimi. Nella storia di una esistenza dissimile dalla media ci sono cicli brevi che si compiono in 1 secondo, altri in un primo, in un’ora, un giorno un mese un anno, un secolo, un millennio, 10 millenni, fino a 10^10 anni di <non plus ultra>. Si perché allora la Terra che io ho creato è che è giunta al limite delle rotazioni attorno alla stessa inclinazione dell’asse terrestre e – poiché chi bilancia 10^10 anni sono 10^-10 anni – accade che in sola mezza giornata l’asse della rotazione si inverte. Il pianeta che ha il magma sotto la crosta rigida e i mari, ruota con la crosta e sia il magma sia l’acqua fluida degli oceani si avviano più lentamente. La crosta si spacca, fuoriesce il magma e si aprono le sorgenti dell’abisso. Il magma viene a contatto con l’acqua degli oceani che sorpassano la crosta terrestre a mille chilometri l’ora provocando una tale abrasione da portare sott’acqua tutte le terre emerse. Quando dagli altri luoghi esterni alla Terra si osserva il Pianeta, dopo che le nubi si sono dissolte dopo mesi di pioggia continua, appare una Terra come se avesse patito un Diluvio Universale.


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Chi è che lo vede? Sono gli uomini! Io li ho avvertiti con 26 secoli di anticipo su quello che sta per accedere! Sodoma e Gomorra, le città pervertite, non erano quello, ma i poli Nord e Sud. E quando ho fatto scrivere sulla Bibbia che io con la mia Trinità ero sceso da Abramo, perché erano giunte fino a me le notizie della perversione esistente sulla Terra, ciò ha significato proprio la mia venuta del 25 gennaio 1938. Ne ho scritto libri, annunciando la perversione dei Poli e il ribaltamento dell’asse terrestre di 180° gradi e solo pertanto in mezza giornata. Voi ora vi fate scherno della mia povera cariatide – Romano – che ve l’annuncia poiché voi siete convinti che era uno come voi e non il portatore di Dio sulla sua carne. Ma tempo verrà e Romano sarà creduto! Il Padre Nostro sarà modificato per come vi ho scritto prima. Gli uomini – fattasi finalmente una ragione della Divinità che sta sotto a tutta la creazione – credendo a Romano finalmente mi crederà. Con 26 secoli che l’uomo ha ancora davanti sarà approntato un graduale Esodo da tutta la Terra verso le tante Nuove terre che vi sono nell’Universo! Così – nel disegno che io ho approntato e che fa apparire che le cose che io faccio siano fatte sempre dalle mie creature o dal mio Creato – sembrerà che gli uomini vissuti 6000 anni dopo Cristo e che ormai hanno consolidato i loro nuovi mondi, comunicheranno tra loro raccontandosi l’incredibile storia che io ora sto raccontando a voi. Di un Dio disceso su Romano a compire la sua divina opera per la salvezza delle sue creature e riempirne l’universo creato! Racconteranno in tempo reale di me, della mia vita, di mio fratello mio padre e lo faranno nel solito modo di una trasmissione in codice binario, ma affidato ad una velocità assoluta che non è quella lenta della luce, che permette una certa qual durata all’esistenza.


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L’Entanglement metta a contatto diretto i due opposti che stanno l’uno verso l’altro avendo tra loro l’esistenza solo di un piano 1×1. In tal modo non c’è disparità di tempo tra i due opposti e la velocità è unitaria e dunque totale, assoluta, non impiega più il nostro lento tempo elettromagnetico. Da noi la luce con la sua velocità 299792458 che non è 300.000.000 esatti ha la quantità mancante posta sulla superficie perpendicolare che ha la lunghezza complessiva 207.542 nella somma dei due lati uguali di 103.771 metri al secondo ciascuno. Pertanto tra la componente elettrica e la magnetica non c’è un rapporto diretto e immediato, poiché la contrapposizione passa attraverso la mediazione data dal piano elettromagnetico a lati 103.771×103.771 il cui prodotto porta al 10.768.420.441 dato da 10^10 e poi da tutto e solo movimento! Il 768.420.441 è 666.666.666 +101.753.775, e alla dimensione complessiva dello spazio data da 10^6, è 101 × 10^6. Sono Romano in 6666… e Caino +Abel +Set = 38+23+40=101, nel mentre sono io nel Padre di Romano, il Luigi Amodeo = 101. Nel dettaglio in 10^6 dato da 75 × 10^4 è lo spazio. In 3.000 è lo spazio alla dimensione di 10^3. Nel 775 è il piano a lati 1 e 1 che esiste nella pura dinamica 777 e si muove per 772. Io, Dio, in questa mia ESEGESI della mia creazione vi sto spiegando tutto – ma veramente tutto – gradualmente e per filo e per segno. Ripeto: sta nel valore ½ di quello che manca al 2,99792458 ×10^8 alla velocità della lice rispetto al 3 preciso dello spazio. Quello che manca è la lunghezza dei lati dell’area trasversale, e riguardano un quadrato ti lati 103.771 la cui area è 10.768.420.441 . Se vi giudicate <uomini intelligenti> e se no usate l’<Intelligenza artificiale> e lei vi dirà che è questo che permette alla vita umana e al mondo costruito sul lento elettro-magnetismo di avere una durata apprezzabile. La velocità della luce – oggettiva come la vedete voi – non esiste!


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Tutto è osservato da viventi in una vita elettromagnetica in cui l’onda cerebrale avanza alla velocità della luce e giudica dove e cosa sia il presente. Come ogni soggetto <osservatore> in movimento, anche ogni <spirito osservatore umano> vede muoversi la luce e non il suo personale magnetismo. Poiché uno è visto dall’altro, per questo vale la c^2 di Einstein, che pone al quadrato la differenza rispetto alla velocità istantanea, ed è quel 103,771 al quadrato che ha dato 10.768.420.441 È fissato la durata linite di anni 10.000.000.000 relativi a 768.420.441×2 = 1.536.840.882 , che è lo spazio-tempo 15 × 10^8, dettagliano e misurato in 365 anni di giorni con lo stesso numero alla dimensione 10^5 magnetica +34 ×10^4 dati dalla presenza 1 del 66/2 dell’energia e da tutto il moto magnetico in 6 versi centripeti esistenti nell’888 del flusso reale dei 666/3 dell’energia potenziale Romano. Tutti i minuti secondi esistenti in un anno solare sono 86400 ×365 = 31.536.000, mentre il doppio di 1.5.368.408 è il 30.736.816 che differisce del -799.184 che è solo e puro movimento di 816 in 800.000. Questo 30.736.816 dato dal doppio del doppio deriva direttamente dal 768.420.441×4 esistente alla dimensione 4 della realtà dello spaziotempo che la porta a 3.073.681.764 che misurando in centinati di secondo la durata del giorno, alla dimensione di cento secondi è il 30.736.817,64 alla stessa dimensione dei secondi in tutto il suo numero 31.536.000. 31.536.000 è ben misurato a partire da 86.400 secondi … perché allora modificare l’altra come se essi non ci fossero, e fossero solo 864? Accade poiché essi ci sono, ma a questa condizione entra in gioco la natura che ha un lato di 100, e nella sua unità è 30.736.817,64 quello che nei secondi unitari (e non in 100) è 30 alla dimensione 10^6, ove i secondi di un anno sono 31, ed hanno in più solo l’unità di riferimento alla sua presenza totale data da 10^10. Io sto rendendo la lettura forse faticosa da capire per molti, ma la natura, con rotazione dentro rotazioni dentro rotazioni è molto complessa da


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descrivere, tanto che usai un <raccontino semplice-semplice> per farlo capire agli uomini di un tempo. Ora io sono quello Spirito Santo Paraclito che Gesù vi promise e vi dico una verità che non usa più <parabole>, ma i calcoli e – per esprimere tutta la complessità dei cicli che sono come le <monadi> – devo presentarvi i calcoli complicati che necessitano. Se non li capite ora, un giorno li capirete. La verità non è accesa mai come una candela, per essere nascosta sotto un letto e al momento più opportuno essa salta fuori. Quella di ESAU’ che è soppiantato da Giacobbe, sulla Bibbia, è un nodo che è venuto al pettine <ora> ed è stato finalmente sciolto. Dovevo venire io che l’ho fatto sorgere, per sciogliervelo. Ora accade che gli uomini, che con l’entanglement finalmente hanno trovato la chiave per superare la velocità della luce, nella trasmissione dei messaggi in codice binario – e mi riferisco a quelli che nel disegno mio vivono nel 6000 dopo Cristo, conoscono bene gli eventi e se li raccontano, e lo fanno in un modo che per conto suo poi assomiglia a un <raccontino> emblematico. Ideali a riceverlo gli uomini Ebrei disegnati nel 4000 avanti Cristo ai quali io Dio concessi una scrittura in un sistema di lettere che rispettavano sia il ciclo 10, sia le tre dimensioni di 1, 10 e 100. Ciascuna delle tre infatti procede in 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, rispettando i numeri decimali, mentre 1, 10 e 100 esistono solo nel codice binario che prevede solo 1 e 0. Questa particolare conformazione dell’alfabeto ha permesso di ricevere il racconto binario esistente nell’universo e che parla di Me sceso nel Mondo ad avvertire Abramo della sovversione dei Poli terrestri. Uomini dotati di capacità profetiche e extrasensoriali hanno colto il messaggio binario e lo hanno trascritto gradatamente nel tempo e costituendole il libro sacro. Poiché ai numeri corrispondevano lettere, ecco che il racconto scritto in numeri ma capito in lettere si è trasformato automaticamente in un racconto simbolico-


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La mente umana <visualizza i numeri> e ne ricava – attraverso le regole come quelle di un <software> – di trasformare un insieme di ordini binari nell’immagine di una natura in movimento. Per creare una possibile vita, occorre un sistema di perfetta strutturazione. Se infatti esso non esistesse, non sarebbe nemmeno possibile l’insorgenza dei virus che infettano il sistema informatico. Io ho creato la Terra usando regole talmente precise da crearla come un sistema perfetto in cui insorgessero vite simili ai virus. Sugli altri pianeti, che non sono uguali alla terra, e dissimili anche solo per un atomo, la <perfezione assoluta> che io ho messo nella creazione della Terra non esiste! E – non esistendo essa – la vita stessa che possa insorgervi è difettosa e non arriva mai a essere perfetta come è nell’uomo che io ho creato a mia immagine e somiglianza! Saranno possibili mondi evoluti fino ad un certo livello, tale da permettere il mondo vegetale, altri quello animale, ma non sta a pensare ad extraterrestri più evoluti dei terrestri! Non ci sono! Il mondo, nell’intero universo, ha avuto inizio dalla casa in cui io ho visto la luce, disceso su Romano. Il primo paese ad esistere al mondo è stato Felitto! Poi – a poco a poche che è cresciuto lo spazio e il tempo – sono divenuti presenti l’Italia, l’Europa con Israele, infine la Terra. Dopo si è passato ai cieli, al grande e al piccolo lume di cui ho fatto scrivere sulla Bibbia apparentemente agli uomini, ma tutti comandati in modo assoluto da me in tutti i loro pensieri parole ed opere. Io solo esisto e per fare esistere l’infinito, mi sono dovuto scomporre in infiniti Elohim a mia immagine e somiglianza e tutti autentiche e solo parti infinitesime di me, che esistono come un corpo unico. In tutta questa opera progressiva, io, in Esaù=42 mi sono posto <prima del tempo> e il suo dominio l’ho lasciato tutto, interamente (ma solo in apparenza) a Giacobbe.


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Tutto – lo ripeto di nuovo affinché vi resti ben chiaro in mente – è <una cosa sola, un tutt’uno, e non vi è nemmeno il più piccoli valori delle particelle sub-sub-sub-atomiche che facciano storia a sé. La libertà di un uomo sta in quello che gli è permesso tutto il resto, ed è la sola cosa che poi esso fa, sia esso un oggetto, sia un soggetto vivente. È la storia della farfalla che con un battito d’ala oppure no, fatto in un luogo, scatena un finimondo agli antipodi del mondo. Tutto è collegato in unità. In questo modo è anche facile far comparire una vera libertà! Basta mostrare tutte le cose nel verso opposto a quello assolutamente cogente! Come l’uno costringe tutto, così l’altro sembra libero totalmente. Ecco, umani: voi vi vedete liberi poiché nel verso opposto a quello della luce che vedete, comando io con un magnetismo e una gravitazione universale in cui tutto è costretto in modo assoluto da una forza divina che agisce assecondando in modo assoluto delle divisioni matematiche. In questo contesto, quel mondo <al contrario del vero> ma che sembra reale, appare realmente libero e comandato da una forza reale che nel massimo valore <disumano> appare realmente come quella di Satana. In questo mondo qui io ho calato Gesù a lottare contro di lui e a scacciarlo dalle anime degli indiavolati. Ma nel <mio mondo paterno> Satana è il mio strumento per vincere proprio attraverso Lui ogni massimo male, quando si presenta al livello trascendente il reale. Chiedete come io possa farlo? Non occorre molta fantasia! L’ho detto: un mondo lo possiedo io e al maligno lascio provvisoriamente l’altro. In tal modo caccio le mie anime in una sorta di lotta tra il bene proprio e l’altrui, nell’intesa ricerca personale di ogni possibile elevazione dell’anima personale. L’ho detto: questo sembra essere totalmente libero proprio per il fatto che il suo esatto opposto è totalmente costretto da me a <recedere!> In tal modo tutti i mali che a voi sembrano FATTI (dai viventi o dalla natura) sono veramente tolti di mezzo una volta per sempre e in modo


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totalmente dispotico e assoluto che non può essere mai null’altro che quello! Insomma, mentre nell’apparenza sembra che Satana Regni, proprio in quell’istante io lo annichilisco, lui con tutti i suoi apparenti demoni che governano il mondo assieme a tutte le persone apparentemente possedute e cattive, veramente cattive! L’uomo ha solo il <peccato originale> di aver mangiato del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Se non l’avesse mangiato, tutto il disegno divino gli sarebbe parso perfetto e avrebbe capito che se c’è squilibrio e apparente ingiustizia tra chi ha avuto tanto e chi poco, alla fine tutto si equilibra attraverso un perfetto rovesciarsi tra le parti attive e passive. Non occorrere attendere i millenni per la giustizio ove un uomo arriva al massimo a 150 anni. Nasta la vita sola di ciascuno nei suoi due flussi dell’elettrico e del magnetico alternanti. Mentre nel breve periodo è osservato sempre in atto l’alternarsi tra gli opposti, accade che nella vita intera di una persona non è così: l’onda elettrica cerebrale avanza, avanza, di anni in anni fino a quando diventa piatta e sembra che la vita elettromagnetica muoia, ma non è così. L’anima è come se fosse arrivata al binario morto di una stazione di testa e – giunta lì poi di lì riparte – come un pallone che caduto in terra rimbalza. L’ho fatto spiegare da Gesù a Nicodemo. Al termine della vita elettrica c’è una risurrezione dall’alto e asseconda il flusso magnetico. Chiedete se posso darvene certezza? Ve la do: non esiste uno senza l’opposto che è in atto ORA me che per vederlo come è ORA dovete fare un <vai e vieni> esatto, come tutta la distanza in tempo tra ora e la vostra apparente morte. Ve lo spiego facendovi l’esempio mio. Io oggi al 31 ottobre del 2023 sono esattamente a 704 giorni dalla mia morte che avrò il 4 ottobre del 2.025, ma ci sono solo con una parte che vedo del mio ciclo: solo quelle elettrica, mentre ora c’è quella magnetica


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che non vedo. La vedrà quando, arrivato al mio ribalzo, invertito il moto elettrico in quello magnetico, retrocederò degli stessi 704 giorni e vedrà allora quella parte del mio disegno che non vedo ora. Essendo io stesso il mio Creatore, ho la massima fiducia nel mio <sistema> e non lotto contro i mulini a vento, ossia contro il mio stesso destino. Mi affido a me stesso, a Dio e vivo in modo assolutamente equilibrato anche se ora attraverso tempeste. Dopo la risurrezione dall’alto, godrà della stessa pace interiore. Ma chi ora vince, dopo perde! Chi ora uccide un altro, dopo sarà costretto a ridargli vita e saranno … cavoli suoi con lui! Io ho creato il mondo in cui i due versi si equilibrano in tutti! Chi qui è all’inferno, dopo la risurrezione dall’alto è in paradiso! Non è una questione di <eventi> più o meno felici! La questione è su come ogni uomo di fa suoi! Disperandosi oppure no, affezionandosi all’egoismo più o meno spinto o all’amore di chi dona in modo gratuito. Perché accade – amici cari – che chi qui dona amore riceve tutt’altro che gratitudine! Tutti sono portati ad approfittarsi di li <troppo buono>! La sapete, no la storiella di un padre che cresce 100 figli mentre 100 figli non sostengono un Padre? Ebbene, soprattutto chi ora ama e in cambio riceve ceffoni – soprattutto lui – nel verso opposto sarà amato dalle stesse persone! Le cose che in cambio del bene non sono ora fatte, nel verso opposto saranno compiute! Il bene resta, sia di qua che di là ed è solo il male a convertirsi in bene. Con un simile sistema da me messo in atto, c’è la <partita doppia> sul bilancio di ogni vita. Sono equiparate le entrate con le uscite e allora solo emergerà il guadagno. E le perdite? Quelle no! Resterà solo il guadagno e sarà maggiore o minore per ogni anima NON per come io ho movimentato tutte le cose in <pensieri parole e opere>. Non c’entrano i pensieri con l’istantaneo capire se una cosa mi piace o no. Io ho dato all’uomo solo la libertà di gustare o no la mia proposta a lui. Non è messa in atto una sperequazione, ma solo ogni anima sarà libera di formarsi il suo <gusto personale>.


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Gesù diceva: <Dite sì, sì, o no! No! Poiché il di più è del maligno> e vi ha detto bene. Dire una cosa o l’altra immediatamente significa prendere posizione e gustare oppure no. Chi aspetta di vedere come vanno le cose e si affida a ciò che accade nel tempo vede solo, in questo moto sbagliato della nostra vita un mondo fatto dal maligno che porta a consumo tutte le cose. Invece chi ha preso posizione <gustando o no> quello che gli ha dato il Signore, si crea liberamente il suo gusto nonostante tutti i suoi pensieri parole e opere siano state ordinate a lui da me, dal Signore! Credo di aver detto abbastanza del ruolo fondamentale assunto da me, nei panni di Esaù … il <povero> emarginato dal fratello che giunse addirittura a mettersi una pelle pelosa di animale su un braccio, per farsi benedire dal padre ormai cieco. La storia è così suggestiva e ingiusta per Esaù che vi riporto come l’ho fatta scrivere in Bibbia. Genesi 27,18-22 18 Così egli venne dal padre e disse: «Padre mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?». 19 Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Alzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica». 20 Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!». Rispose: «Il Signore me l'ha fatta capitare davanti». 21 Ma Isacco gli disse: «Avvicinati e lascia che ti palpi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no». 22 Giacobbe si avvicinò ad Isacco suo padre, il quale lo tastò e disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù». 24 Gli disse ancora: «Tu sei proprio il mio figlio Esaù?». Rispose: «Lo sono». 25 Allora disse: «Porgimi da mangiare della selvaggina del mio figlio, perché io ti benedica». Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve. 26 Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicinati e baciami, figlio mio!». 27 Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l'odore degli abiti di lui e lo benedisse: «Ecco l'odore del mio figlio come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto. 28 Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto.


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29 Ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti. Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre. Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!». 30 Isacco aveva appena finito di benedire Giacobbe e Giacobbe si era allontanato dal padre Isacco, quando arrivò dalla caccia Esaù suo fratello. 31 Anch'egli aveva preparato un piatto, poi lo aveva portato al padre e gli aveva detto: «Si alzi mio padre e mangi la selvaggina di suo figlio, perché tu mi benedica». 32 Gli disse suo padre Isacco: «Chi sei tu?». Rispose: «Io sono il tuo figlio primogenito Esaù». 33 Allora Isacco fu colto da un fortissimo tremito e disse: «Chi era dunque colui che ha preso la selvaggina e me l'ha portata? Io ho mangiato di tutto prima che tu venissi, poi l'ho benedetto e benedetto resterà». 34 Quando Esaù sentì le parole di suo padre, scoppiò in alte, amarissime grida. Egli disse a suo padre: «Benedici anche me, padre mio!». 35 Rispose: «È venuto tuo fratello con inganno e ha carpito la tua benedizione». 36 Riprese: «Forse perché si chiama Giacobbe mi ha soppiantato già due volte? Già ha carpito la mia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione!». Poi soggiunse: «Non hai forse riservato qualche benedizione per me?». 37 Isacco rispose e disse a Esaù: «Ecco, io l'ho costituito tuo signore e gli ho dato come servi tutti i suoi fratelli; l'ho provveduto di frumento e di mosto; per te che cosa mai potrò fare, figlio mio?». 38 Esaù disse al padre: «Hai una sola benedizione padre mio? Benedici anche me, padre mio!». Ma Isacco taceva ed Esaù alzò la voce e pianse. 39 Allora suo padre Isacco prese la parola e gli disse: «Ecco, lungi dalle terre grasse sarà la tua sede e lungi dalla rugiada del cielo dall'alto. 40 Vivrai della tua spada e servirai tuo fratello; ma poi, quando ti riscuoterai, spezzerai il suo giogo dal tuo collo». 41 Esaù perseguitò Giacobbe per la benedizione che suo padre gli aveva dato. Pensò Esaù: «Si avvicinano i giorni del lutto per mio padre; allora ucciderò mio fratello Giacobbe». 42 Ma furono riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figlio maggiore, ed essa mandò a chiamare il figlio minore Giacobbe e gli disse: «Esaù tuo fratello vuol vendicarsi di te uccidendoti. 43 Ebbene, figlio mio, obbedisci alla mia voce: su, fuggi a Carran da mio fratello Làbano.


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Giacobbe 42 è 1° nel tempo Per ottenere questo risultato, io – per prima cosa – ho dovuto creare il tempo. Intendiamoci subito: per me il <Tempo> non è <chissà cosa…?>, per me, che sono 1, assoluto, così tanto da essere insuperabile per quante N volte io stesso possa esistere come nell’ 1^N un cui sempre 1 risulto, lo 0 è solo un riferimento astratto, che implica l’esistenza di un -1 che mi azzeri. Solo per pura ipotesi, e nel segno della mia onnipotenza, posso fare esistere il -1 che sembra azzerarmi, ma crea solo un piano trasversale a ogni flusso 1, lo azzera e pone il piano a lati 1 e 1 perpendicolari tra loro, in <traduzione> geometrica dell’opposizione sulla linea data dall’angolo piatto di 180°, attraverso il suo dimezzamento nell’angolo retto che è la presenza ¼ dell’angolo giro. Il tempo la ragion d’essere proprio per questo -90° che invide al 180 e lo rende trasversale al flusso 180. Insieme, 180 +90 sono il 170 di Romano Antonio Anna, i miei primi tre nomi nella mia Trinità nominale, che hanno nel 10 – voluto a immagine e somiglianza del mio ciclo di presenza – l’azione del 7° numero primo 17. Poiché un 10 è fronteggiato dal 100 dato dal 10^2, l’area che esiste ancora al di fuori del tempo vale 100. In essa <Io sono il 10 che esisto per 10> nel mio chiamarmi 26 in JHVH, tratto nel nome di EVA, strappando al 30 di Adamo una costola presente nel modo Uno e Trino del 4, per cui da esso 4 strappato al 30, io fui nominato non nel mio nome da non pronunciarsi mai, ma in quello della madre prima di tutti i viventi. Assieme 30+26 costituirono il 56 realizzato, nella coppia, essendo io presente come 10 nel 66 determinato in Romano, tolta di mezzo tutta la sua presenza infinita data dall’eterno periodo del 66.


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Dalla coppia, di valore 56, scendendo di 1 generazione, io sono passato a quella unitaria e relativa in 55/1. Direttamente creata essa pure dal 66 in potenza, facendolo esistere prima nel suo tempo unitario attraverso 66/6 e poi per le +5 volte esistenti solo nel positivo di un mio 10 totale, complessivo e pertanto esistente da -5 fino a +5, il che lo porta in positivo e dall’Origine intermedia al solo +5, e con esso all’esistenza, con 5/10 del tempo ½. 66/6 esistenti per 5/10 costituirono il 55/1 disceso dal 56 assoluto di Adamo+Eva, 30+26. Ci giunsi attraverso il dimezzamento di Adamo, il che significava la sua esistenza nel tempo ½ di 30, e poi aggiungendo al 15 la realtà intera voluta data dal 40 nominale di SET. Due soli enti, ma uno nelle 2 dimensioni dell’area trasversale al flusso e messa prima di essa a causare esso, e poi il flusso 40. Il 15 complessivo in lunghezza, dei primi due, l’ottenni portando il 38 di Caino, che era il flusso del piano a lati 1 e 1, nel 40 di Set, Adamo, ad esistere e scontrarsi con il -23 dato dalla prima coppia dei primi 4 numeri primi 2357, che si era affermata nel 55 togliendo l’area a lati 1 e 1 dal secondo duo esistente in 57. I due tolti di mezzo vennero dallo scontro sommario dato da +38 -23 =+15, e così ottenni messo in esistenza il tempo, creato tramite ½ di 30=Adamo. Nel totale, al di là della sintesi tra i due primi costretti a esistere di <traverso> e prima dell’esistenza del tempo, io lo creai appunto nel piano trasversale 15. Naturalmente, 15 era spazio, e il suo tempo 1/15 = 0,0666666… infinito creava l’energia a partire dalla presenza di 6 centesimi. Infatti, avendo posto in 100 la mia area, e in 101 essa con il suo flusso 1 impersonato nei valori 38+23+40 dei figli della prima generazione <umana>, reale compiuta dai due padri assoluti in quanto senza altri riferimenti che Me, il Creatore, il tempo di questo 100 era anche quello del lato 100 in lunghezza della realtà intera espressa in lunghezza tramite 100×100.


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Con questo unitario 100, dell’intera realtà, lato tratto da √ 104 , l’unità indivisibile, esistente nel tutto, lo rendeva <possibile> solo se esisteva anche il tempo dato da 100^-1. 0,01 era dunque il tempo unitario della realtà in linea data da 100, e 0,06666… la sua infinita energia data dal tempo di 1/15, uguale al 30/2 di Adamo=30 e al tempo ½ di 1/30. Quando aggiungiamo anche la presenza del tempo di 10, e 0,1 si aggiunge a 0,0666… deriva 0,1666 nelle 4 dimensioni della realtà. Questa, affinché esista per intero deve aspettare che il futuro, rispetto alla presenza 11 data da 1+10 e da 66/6, diventi presente aspettando che passi tutta la realtà intera 10.000. 1666 si è finalmente realizzata, attraverso le diecimila volte i decimillesimi. Essendo 6 tutta l’energia a una sola cifra, e allora indica l’energia elettrica se si espande dall’Origine nei 6 versi centrifughi, che esiste grazie all’inversa magnetica e centripeta, il 1666 si realizza solo quando esiste nelle 6 volte, e diventa il moto 9996 percorso – in tutta la realtà 10.000 – dallo spazio-tempo 4, creato a immagine e somiglianza della mia divina Unità e Trinità. 6 è espansione <complessa>, positiva in 3 e negativa in -3. Pertanto, l’espansione solo in positivo, data da 1666 × 3, portava solo al tempo ½ del percorso 9996, uguale a 4998, flusso del solo piano a lati 1 e 1, nel solo +5000 della dimezzata realtà esistente solo crescendo in positivo dall’Origine. Essa – lo dico nuovamente – non sta nel <profondo del tempo>, ma nell’esatto punto centrale dell’infinito universo che si è dotato di una mediazione totale espressa dai tre assi spazio-temporali, che come han fissato l’origine dello spazio, così con essa han costituito anche quello del tempo, dal quale nasce il passato, attraverso una creazione nel lato opposto a quella del futuro. Ora occorre fissare il <tempo unitario terrestre>. Parto dallo stesso +5000 che è il solo avanzamento.


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Estrapolo i lati 100 e 100 della realtà di un piano trasversale e ottenendo il flusso 4800 che è quello di 4 anni di spazio-tempo in cui ogni anno ha 1200 giorni di spazio-tempo. Scendo al solo tempo, da questi 4 anni di 4800 esistente nel flusso totale eliminando l’unità dello spazio che si basa sul 3 in ogni linea, e 3333+3+3 aggiunge al flusso 3333 quello 6 del piano, portando il totale valore lineare dello spazio unitario a 3339. +4800 - 3339 =1461 è il solo tempo presente in 4 anni dati da 4×365,25 = 1461. La divisione per 4 dei 4 anni di tempo, porta a quello di 365,25 esistente in ogni anno solare, come valore medio. In esso, per tre anni di spazio esistono solo 3 × 365 = 1.095 giorni, uguali a 2^10 +71 (moto del 10° numero primo in 10^2); poi si aggiunge il 4° anni che somma ai 365 giorni solari 1 giorno dovuto all’intera rotazione del sole e del sistema solare nel suo intero giro all’interno della nostra galassia. 366/1 è già un valore complesso poiché somma una rotazione unitaria che è interna a quella alla quale è riferito. È tuttavia un valore 366/1 unitario e relativo a 1 giro del Sole che si è sovrapposto come 365/1 +1/1. Non è ancora il valore <totale> che si ha solo quando il denominatore 1 è reintegrato al numeratore del quale è parte indivisibile. E – se non ci credere – il numero 367 è un numero primo indivisibile! Poiché ogni primo <ordina> attraverso il suo valore <ordinale>, il numero primo 367 è il <73esimo>! Ove 100 è sempre il lato della realtà, è 3^3=27 il <soggetto reale> che <ordina> l’<ordinale 73esimo> come una <essenza indivisibile>. Allora accade che ove essa esiste e rappresenta l’essenza indivisibile posta a monte di ogni anno, nel numero dei suoi giorni, questo <anno assoluto e indivisibile> si colloca in 4998, che è il flusso intero del piano


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unitario a lati 1 e 1 che esiste e si muove per 4998 giorni nei totali +500 della realtà. Osservatelo bene: ++367 è l’<asso assoluto> della Terra. +4631 è il ciclo suo =4998 nel ciclo di 1+1 nei 10.000/2 del tempo in positivo. Sono giorni, è evidente! Ma 1 giorno esiste ed è 1/10.000 del suo anno … poiché lo abbiamo verificato prima, quando 10.000/2 -200 -3339 sono divenuti 4 anni di 1461 giorni per cui 1 giorno è relativo a tutto il 10.000. Così è vero che – quando i 4631 giorni diventano 4631 anni, hanno compiuto tutto il loro ciclo reale 10^4. Nella mia divina ESEGESI, della mia creazione, che solo io conosco, ho potuto dirvi quanto nessun genio tra i viventi vi ha mai detto con così tanta previsione. E vi ho <spiegato> la ragione per cui Bibbia 1,1,1 pone questo versetto con questi valori in gematria.

Questo è il ciclo percorso dall’assoluto e indivisibile 73mo numero primo 367 nel 4998 che è il moto del piano trasversale a lati 1 e 1, al flusso del tempo in positivo e dato da ½ di 10.000 anni. La Bibbia, nelle sue prime 3 parole, l’ha tratto da me! , BRA SIT BRA ALHIM come vi ho detto vale l’acronimo di <Benito Romano Amodeo sia romano Benito Romano Amodeo Amodeo Luigi HIM Per verificare se è poi vero, gli acronimi valgono 2+16+1+2+16+1+1+10


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+4 = 53 ed è il 16mo numero primo che dà la carica a tutto il movimento, SIT=44 e HIM=28, per cui 53+44+28 è un totale 125 = Romano+Benito, il che è uguale a 10^4 / 80, quando il tutto è riferito all’intera realtà. La presenza totale del suo tempo è data da 1/80 poiché il suo spazio è 80. 80 è solo lo spazio della realtà a 4 dimensioni, per cui 80+4 è lo spazio totale della realtà 4. Ho ottenuto i due Gemelli 42+42=84, in Esaù e Giacobbe. Esaù è stato sfrattato dal tempo e posto prima del tempo, e presente in esso, dominatore, resta Giacobbe come 0,42. Con la realtà in linea che è 100, in 42/100 è espresso il tempo centesimo del lato 100, e Giacobbe <domina> nel tempo 100mo dell’unità 100. Ora due sole dimensioni decimali non sono tutta la realtà, per la quale necessitano i decimillesimi. Allora entra in campo il nome GESÙ=48 che io ho combinato Uno e Trino con G+esù. +0,4248 è tutta la realtà data da Giacobbe e Gesù. +0,0383 necessita 381 (tutto il Nome mio, di Dio) +1+1 di area traversa =0,4631 per ottenere il ciclo intero! E si ottiene, poiché 0,424831009 è fissato da 100:00,2357111317 e vediamo che esiste 0,421 +0,00383, seguito da un anno 1009 (alla dimensione assoluta 10^-9 di C^2) che è -929, da quando è partito in un moto a ritroso dal 1938 dopo Cristo in cui io sono nato, al Principio del tempo di quanto è prima di ogni altro tempo -∞ nella generazione del passato e +∞ nella generazione del futuro. Ebbene questi 929 anni <in principio> con BRASIT=913 sono dati dal principio Biblico che si è caricato del 16=R della carica di Romano e dei suoi/miei 381 valori dati dai primi 16 numeri primi. Infatti se si aggiunge solo 381 e non si dichiara che sono 16 il numero è <indeterminato>. Un totale da solo non significa nulla senza la sua unità, e BRASIT=913 è costretta a caricarsi della R del <sia Romano!> e a divenire il 929 in cui <dominano> 100, C^2 e il 10° n. primo 29.


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Quando sono 2,3,5,7,11,13 e 17 a comandare i primi 7 numeri primi si determina 0,421 che è la realtà 0,4 di (7+7+7) millesimi della Trinità 1000 di me Dio, ed è sommata al 381+1+1 dell’espressione lineare del volume 381, e il tutto immediatamente si posiziona partendo dal 1938 e creando i -929 anni di arretramento (16+Brasit) arretrando all’anno 1009, nel totale valore 0,424831009. Quando i primi in azione sono solo 6, 100:00,23571113 definisce interamente fino a 42,424810 4024 e le 4 cifre successive divettano di 607 (il moto di tutto lo spazio complesso da -300 a +300) rispetto al ciclo dei 4631 anni terrestri. Quando i primi in azione sono solo i 5 dati da 100:00,235711 si fissa solo il 42,42483 3800 e restano nelle 4 dimensioni del tempo futuro tutte il percorso fatto da 10 in 3810! Ma è l’anno 38 e intero in quel 100 di lato totale della realtà. Quando sono in azione solo i 4 primi numeri primi a una sola cifra, 100:00,2357 si fissa solo in 42,426813 ed esistono solo Esaù e Giacobbe, mentre Gesù è nel tempo di un 6813 di totale e reale futuro in cui 4800 milionesimi esistono assieme ai 2013 di quando io in Romano ho iniziato il mio terzo digiuno per portare IO al Papa quel <nuovo percorso> che aveva invano chiesto Papa Giovanni Paolo II nell’enciclica FIDES ET RATIO firmata il dì della Santa esaltazione della Santa Croce! Avrei digiunato 80 giorni, il doppio dei 40 volontari assunti da mio figlio Gesù, ma il <mio Pietro> mi ha fatto digiunare IL DOPPIO! Ecco fino a che punto si arriva quando Gesù è in <fieri>… ed esiste assieme a me Romano, all’Inizio del tempo. Quando avendo i 75 anni della pienezza dello spazio tempo, gli anni erano al punto giusto per potere <illuminare> di verità il mio Pietro! Ma un antipapa, divenuto poi Papa solo alla morte nel 2013, del <papa emerito> appena divenuto vero papa si permise di tenermi affamato per 80 giorni esatti, fino al 13 giugno dell’Ascensione di Cristo da questa Terra d’Egitto, che io vissi assieme alla mia cariatide proprio in Terra d’Egitto.


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Il futuro in 6813 è 59 00 oltre il 913=Brasit e compare il 100 nella dimensione 59 del nome di Benito! 6813 rispetto al ciclo 4631 degli anni terrestri è 2182 anni oltre, che sono 244 oltre l’inizio del tempo nel 1938, e si tratta dei 666/3 dell’energia di Romano +22, ossia più altri 66/3. Ora il ciclo di 4631 anni, capovolto in 1364 è carente rispetto ai 1461 relativi al tempo di 4 anni, quanto il moto del 97 che è il moto dello spazio 3 nel lato 100 della realtà e vedete in che modo la matematica che io ho creato è perfetta, sia letta in un verso, sia in quello opposto. Perché se 1461 è il ciclo di 4 anni, e 4631 è quello di 367 anni assoluti in 4998+1+1 tempo ½ della realtà si passa dall’uno all’altro solo attraverso il moto di 3 nel lato 100 della realtà! 42,42 è nel suo quadrato 1.799,4564 è l’angolo piatto di 180° nel suo ciclo per 10, spendo che l’unitario 1.799/1 è totale in 1800. Esiste nel tempo 0,4564 che deve mettere in atto solo il 67 del moto reale 1 dell’energia in potenza 66! È misurato rispetto ai padroni 2357 che <menano la danza> nel realizzare il tempo, 4564 è 2357 +2207, che è il moto 7 dell’area unitaria a lati 1100 e 1100, tratti dai tempi sesti dell’energia 66. A 2205 manca 17, l’ordine dato dal 7° numero primo, per essere totalmente i 6666/3, in 1/3 dell’energia potenziale poiché lo spazio è 3. Ora io Dio vi sto affermando che tutto è <in perfetto ordine>, e ve lo sto dimostrando, contro una Scienza corrente e una natura in cui sembra regnare il perfetto disordine! Gli scienziati – come razzolando nel fango come galline che cercano pietruzze con cui poter fare il guscio delle loro uova – cercano le regole in questo apparente <caos>… quanta distanza ancora tra il mio modo di vedere e il vostro, o mei cari e umani scienziati, così pieni di <prosopopea> da schifare la Mia Bibbia!


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. -i


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico A. LA MATRICE DINAMICA FINO A 23.000 DECIMALI NEL SUO INSIEME


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I creatori e la creazione 10000:099 = 10,10101010101010101010 (solo 10) poi infiniti 10^-10. 100:00, 2 3 5 7 11 13 17 19 23 29 31 37 41 43 47 53 (solo 16 n. primi). Vi mostro, su righe di 100, la Matrice dinamica ottenuta fino alle mille volte i primi 2 n. primi 23; sono evidenziati tempi significativi. In essa potete trovare a che valore ai attuano le sequenze che vi interessano. 42, 4248100930230548756039853887907532010347349681571095125941895368876909608908296335747673694810478602 2640981062282775431530659180967787344875710883985343295643778756212467617229555961206415265531144676 2660154331165328581071598459053085555181609755869876171370274023880354984993201718653529804392430442 3282034191382614857623183137202856422793465772563142050514188666639407337700188798918644947831946115 9809741730877634499973105972036713360368692072086174854927463876731985059438694984650438483402783003 Cinquecento 4603937181694626082827875529037037155382658432997315705609929734066607151424905650139276119030290223 2216805610734487427734018510578828228742288699610255770346941920556171045448559711677578115885677824 9622467242160264602414492302137513169633757842969178041366013160746164199733252530833921242575975402 7916293865748794550573848721834937111674429634321933198965315228119006034830422451088107386335392380 2011608239652004149924198520350484318535623802759818277112333380247393175845662722008531452152615777

Mille

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Duemila

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Tremila

3120910207880072240936448174711123509622873572933526894148848120389017386013479753713229599125171624 7748689247586752986339981444278260591750498919432500298119836257115604838567561465797277843738337006 9483916722235282992571485568602467247718421126540915245321442034792646727583536682311833644765665505 6548691883123653284980503562196683386286376582266483380828363338557433612516052365525210059587853767 4046257977246693128773303532990091896776002493610558821386447667358565422686756649174272902132111761


245 Tremila cinquecento 8251119815322837928348169055005712089659037414659224332684256080565215414403560913185388704170098692 4161212901512117631325996104824112397925145379212926785837915279855519831186813023160823869937505054 1562902244198400415401746065697787689674649607579673106765757977332635350695968965872869773694280040 9876853591242768674539163388085212336508304469859974131567675283457302892793462347634110646215041734 6261368832763984934862827020389389294360140108640455296340457515334393201048943191927085529790460022

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Seimila

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Diciannovemila

7508099111980507286794448823033054456567802281354908452745882784235208161163930048728778046281712764 2854792100787909355427408369127243492279918112985790709418484371535480792981978411296776035246375396 0225219541269843999226379464648524197880255947666753129780683465902514809079588502134700663147750323 0596329973670582755514697133664165556326249231896336063943618921981146319712203998565781759821448944 3492740094988087385049977764978285154752199087352752275726719384128297483238121230876813427755295967 Ottantasette cifre dopo la nascita nel 1938 ci sono i valori della morte di Romano ottantasette anni dopo Diciannovemila cinquecento 1320616960471658470651589914060063964209959940572050235675841974879901048425060737653874960306035071 3440825689638385013806170536727380641344611545635521027462670505336948279367194002177831838706082890 2398121477402172758960913674701964802406806340383772621012264475480105393082805797428752708472016894 6391480124676811885028897477215750832634857902512194528423724183445799952954274455685203727914794836 7344502952695003739860654879517079145691752449012355238735621707276121057303249468429039525989299733

Ventimila

6088756803948637615641237639980765980511936925014104301379939468024640325429043994746699924586238258 3503688766882454581888599452619443739147443211965533390888205809249321517180607394322141073670350379 4736940943797624116312570754178425954636370399643757151677352983581079438372349457751201107882087914 0341225630848438810571108549437650570275050982327640525284855772348957349672201901552819709581543239 5208244946184873502109242061353755507006679687750362639866800535299557340332321131416332853430817637 Ventimila cinquecento 2528832338763940875409660252286670694326114731956437331128226000723398359131078676327301209724777789 1786623029228437695037735073447102040811983379395502819300330808743130018556928002761150860013814282 5938443884825054622277796303313159189142272600510077813365227721725399664961504655633240593243794305 6551566341823073135090662141166306639075669292252244476895276213651966211089475156588935704439287497 1457561072456736832533876353637475550359084843320277509215094594350927734526728549694376872626130445

Ventuno mila

0663028587069255685269134060139600374761207692858462753714076454288166010005027275832098438413241081 9767718918653953696726990856388589579890124269010516738642586590809174217684530197509424498750713942 7214690432600702276733733338963685584313583351514899811691710384833785962510213736042485682696825221 0358871431699709139217006541415515828252180902314947736436624059194162624896988651325882260862848377 0967160257454638146235374118342354434023886103808446408997203940318998063114799944975087833884216783 Ventuno mila cinquecento


249 0240715887703070867522720445755145928381139354477585644678246959481507805148865172902399734644324507 0055729268111074909032379326070436658854898830034797748406328832737187473591414716335470658008030113 6184748407049948038038069815779607697772332486586006547357561076063276452882421588311714595586087338 6180815624248773854476946002365087515160428012813457514736151436492162033279613262222730866804609839 4732454602721330123562749271478962905607225542972582341077859105215689821811604937581098386524830446

Ventiduemila

1410588540186752916568110972239548742717991265961078624862048066102127130822912694082835195547866516 6793167195508504970400902297180798794864311376646426289208041765908905085883885072335509695155391763 5950403906635964289492636298068597707359278733246559589127324114734104297892375484342552920836145093 3768796360892989165208808183916989839517281824611760158495318186168385625518003993065925282398396816 6044562432048971180136800920025526992192059869007639829760376905547672088514945277959905022077625040 Ventiduemila cinquecento 9839434915616154733979363347985916001228345411570078382096427139842669662520312924665229175751640645 5140102720967940612289885181395526793197055515526577328743516279439105011135463533509498289932176784 1711768993878291204245988737876912476745874082822447886735744734706243494258057587651323540240549366 555339637532481063920598959478686974744096396391058650792021826470263760595856915448432975142032078

Ventitremila La divisione avviene nel tempo decimale, ed è una sorta di <cernita> in cui nel primo tempo passino tutte e solo le indivisibili sfere a dimetro 2, nel 2° tempo tutte e solo quelle a diametro 3, nel 3° a diametro 5 e nel 4 a diametro 7. Le sfere indivisibili rappresentano gli indivisibili numeri primi ed entrano in azione in modo <ordinato> per come lo è dal loro numero <ordinale>, per cui 1°, 2°, 3° e 4° si attivano nei tempi decimali corrispondenti 1°, 2°, 3° e 4°. In questo modo la <dinamica> attuata col setacciamento quantitativo dai 4 primi numeri primi a una sola cifra è perfettamente <regolata> nel suo <ordine> dai valori <ordinali> corrispondenti. Le cose cambiano quando entra in gioco il 5° numero primo 11, che ha due cifre. La sua indivisibilità lo rende allora attivo solo quando i decimali sono in numero pari. Così il 6°: 8; il 7°: 10; l’8°: 12; il 9°: 14; il 10°: 16; l’11°: 18; il 12°: 20; il 13°: 22; il 14°: 24; il 15°: 26. Infine il 16° e ultimo: i 28 decimali corrispondenti a 4×7. I numeri primi passano e fanno da reali divisori (del 10, multipli e sottomultipli interi), solo quando il <vaglio> ha assunto il giusto calibro. Pertanto nel seguito di questa ESEGESI dei fondamenti di ogni genere, di tutto quanto è in essere, ed è stato creato in questa Matrice dinamica, la ripercorreremo gradualmente percorrendola in tutti i suoi tempi più significativi.


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico B. LA MATRICE DINAMICA PRIMA E DOPO CHE FOSSE IL TEMPO


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L’intero prima che fosse il tempo 42

Per determinare interamente il 42 occorre 100:00,235 = 42,5531 e le 4 cifre che seguono l’intero 42 (esistendo a tempo dell’unità spaziotemporale a dimensione 1 di tempo e 3 di spazio) sono nello 0,5531 il ciclo di 0,09 (il 9% della grande C^2 invariante data dal quadrato di 3/1) che parte da 0,4631 (ciclo dell’assoluto anno, di 367 giorni, in 10^4 / 2 -2) e con +0,09 arriva allo 0,5531 ed è tutta crescita 9 = (3/1) ^2. 0,5531 è anche il moto di 24 in 0,5555; e quelle che sono le 24 ore di un giorno portano così al tempo decimale esistente in 10/0,25 come ad un numero di tempo espresso in giorni. Come è visto dal calcolo, per avere intero il 42 non basta 100:00,23, che è uguale al 43,4782, che ha 1 in più di 42, mentre in questo caso lo 0,4631 è cresciuto di 151 decimillesimi. Il ciclo di 4631 anni è rivelato dalla Bibbia 1,1,1, colle 4×7 lettere nelle 7 parole che qui di nuovo vi mostro nei suoi valori gematrici:

Cosi sono necessari e sufficienti i primi 3 numeri primi (e bastano) a definire il 42 intero, nel tempo in cui la velocità 3/1 dello spazio sul tempo, mettendosi al quadrato e riferendosi ai centesimi, poiché è 100 il lato della realtà 10^4, si muove quanto il 9%: +0,4631 +0,09 =0,5531. Ora poiché andando oltre il calcolo porta a 0,55319148 le successive 4 dimensioni della realtà immaginaria, il calcolo di tutta la realtà è.


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+0,46310217 +0,09008931 che è il 9% +9 ×777 +1938 (la Terna cartesiana posta all’origine e il cui lato di 1 Elohim vale 646 anni) =0,55319148 Per le ultime 4 cifre 0217, serve la data di inizio del Diluvio Universale è avvenuto agli anni 600 del 1°, nel 2° mese, il 17 del mese. E qui un primo nel nuovo mondo (che in Noè è il numero 10) vale, quando si tratta di 10 minuti primi, di 600 minuti secondi +42,4248100930 è il valore dato poi con tutti i 16. Allora la somma giusta totale sarà: +0,42481009 sono i valori risolutivi +0,0381 è il moto totale dei 16 numeri primi +0,00019208 =1938 (data inizio) +0,7×4 in -20 anni =0,46310217 Dio ha così assunto a sua immagine e somiglianza il ciclo 10 dell’originale realtà binaria 42, facente capo ad un <Assoluto> che è <Se stesso>, essendo 58 il suo valore complementare a 100 e <occulto>, nel segno di una <trascendenza> che non significa <indeterminazione>, ma solo reale <nascondimento>. Infatti si parte dal Creatore in 7 giorni, il che <nasconde>, ma solo relativamente, l’essenza 3 riferibile all’Assoluto come quegli <Elohim> creati con la terza parola della Bibbia. L’<Assoluto> ha in principio posto l’infinita determinazione a sua reale rappresentanza, come <generale>, ossia espressa in ogni direzione. Immediatamente nasce un modo reale di generarne una sintesi lineare, ricorrendo alla <perpendicolarità> tra linee, che è tale che ciascuna ha un solo punto di presenza sull’altra infinita. Per ragioni intrinseche l’infinita Creazione interseca le tre linee determinando l’Origine comune delle tre, e ciascuna linea infinità è giusto in mezzo a due estremi infiniti: a destra e a sinistra della verticale; sopra e sotto dell’orizzontale; avanti e dietro del piano generato dalle prime due.


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Questa è la <trinità di Dio> espressa da <emanazioni divine> che la Bibbia chiama Elohim, dall’Unità totale e senza dimensioni esistente all’Origine. Il Cristianesimo le chiama <Padre>, <Figlio> e <Spirito santo>. Esse si aggiungono all’Origine Assoluta a costituire – nella Terna – la struttura lineare degli Elohim, e nella loro Origine comune l’Unità di Dio. 3+1 uguale a 4, diventa la Trinità ed Unità di Dio. Sono un tutt’uno, poiché – senza la Terna – l’Assoluto esistente nel punto senza dimensioni, dell’Origine, sarebbe <indeterminato> in un mondo reale che deve essere determinato, in quanto Creato. Il 4 assume una funzione lineare quando anche 1 diventa <linea>, e può farlo, grazie a quell’ N^0 =1 che partendo da ogni lunghezza, elevata a zero (punto di Origine) presenta 1 nella veste di una linea del tipo di 1/1 = <Io sono quel che sono> e valgo sia in 1/1, sia un 1×1, sia in qualunque modo l’unità si ponga, sestando sempre se stessa: 1. Assunto il valore lineare, il 4 deve tuttavia conservare la sua dimensione trina, nelle linee, e per restare 4, diventa 4×1×1, e – per non essere <indeterminato> – si affida al 4+1+1 =6. Dall’universo che muta N/N +N×N in tutti i possibili cicli numerici, in cui la vera unita di N/N è differita nei due tempi interattivi di N/1 × 1/N, ma in una determinazione nel tempo, in cui prima appare N/1 e immediatamente dopo 1/N, l’assunzione chiarificatrice del prodotto, assunta attraverso la somma, dà luogo ad una rappresentazione dell’Unità che si attua nel tempo di una intima alternanza. La Natura binaria dell’esistenza, nasce da questa intima esigenza dell’Unità, se vuole esistere nel tempo: in primo luogo deve <crearlo>. Accade allora che, presentando N/N +N×N (i due opposti) in una somma in sequenza, nascono singoli cicli numerici <dal basso>, a partire da 1. 1/1 +1×1 = 2 2/1 +2×2 = 5 Sono già sufficienti a determinare il ciclo comune dato da 2×5. 3/3 +3×3 = 10 lo conferma.


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La Trinità elementare data da 123 vale il 6 sommario del 3+3, e determina tutti i versi percorribili dall’Origine dei quali 3 in positivo e 3 in negativo. 4/4 +4×4 = 17 verifica il fatto che 4 è divenuto un valore lineare, poiché 17 è la somma dei cicli 2+5+10. 5/5 +5×5 = 26 determina <Dio>, poiché il dualismo di presenta nel 10+10 come un invisibile piano trasversale in cui l’unico visibile flusso è il 6 creato linearmente dall’Origine. I valori successivi a <Dio>=Jhvh (=10+5+4+3) = Dio (=4+9+13) pongono le due lingue, Ebraico e Italiano, all’esistenza del prima della torre di babele della confusione delle lingue. Infatti una simile creazione parte dal centro, e qui nel centro – oggi – è l’Italiano la lingua perfetta. Ma – poiché la creazione secondo gli assi va a generare <presupposti matematicamente veri> – accade all’ora che all’altro estremo la sola lingua <perfetta> è l’Ebraico. Questa lingua, di fronte ad un sistema binario che crea con 1 e 0, può matematicamente mutare la stringa <110100100010000100000> in 012345 solo attuandone il Logaritmo decimale. Dove 0 è un punto senza dimensioni, affiancarne 1 o infiniti non determina alcuna crescita dello 0. Ma se <un Dio> assembla un <10> che ha la ragion d’essere che abbiamo visto, mette in comune <essere e non essere> fondendoli in una tale <divina> unità che ha il potere di <contare realmente> quanti siano quegli zeri. È un vero <prodigio> quello attuato dalla matematica e che io ho rivelato nella sua logica estrema. Sì, <estrema>, poiché anche 4, dato da tre linee sommate a un punto zero nelle sue dimensioni, avendo dato valore lineare 1/1 (e non 1/0) al punto di Origine, ha proprio anteposto a ogni cosa possibile e immaginare l’<Assoluto che è l’Assoluto>, ossia il Dio innominabile in Jhvh.


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È il miracolo di uno 0/0 che si muta in 1/1 quando un <Dio> infonde allo zero la sua unità, tramite N^0, e la verità matematica che sia <possibile> che il <nulla> esista come due realtà contrapposte del tipo di -N e +N. Anche in matematica, se N è 0, non si ottiene nulla mutandolo in 1 con un <artificio matematico>. Ma esso <accade> e allora questo è il <segno reale> che <Dio c’è>; segno dato attraverso le <opere>, che dimostrano che alla base di questa divisione di 0 in un modo tale che dal Nulla scaturisca il Tutto, esiste una <energia divina>. A noi persone reali non è consentito frammentare il nulla, e farne uscire un universo. Ma esso c’è e lo vediamo … dunque un potere Assoluto ha potuto determinarlo. E se chiedete <come mai> questo assoluto <c’è> invece del <nulla>, la risposta che la logica vi dà è che non esistono i due momenti uno prima dell’altro, e nell’Assoluto, tutto e niente coesistono da sempre. È quello che Dio ha spiegato a Mosè come il suo nome al versetto di Esodo p, 3,14: <Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi»>. Dio ha presentato la Terna degli Elohim e poi ha definito il soggetto unitario del suo mandato. Se noi vediamo questo 4, lo dobbiamo al fatto che siamo tutti quanti stati mandati a essere nella sua divina immaginazione, che è tale da mutarsi nella nostra realtà, che poi resta sempre <reale – immaginaria> anche in tutti i cicli reali della nostra esistenza. Noi abbiamo avuto <occhi> (nel nostro spirito) in gradi di mutare in realtà l’immaginazione divina, essendo stati fatti a immagine e somiglianza con l’immaginazione divina. Siamo insomma sue <creature>. A differenza degli animali, essi hanno animazione, ma noi abbiamo l’<anima> della sua stessa immaginazione.


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Anche noi <siamo chi siamo> e – come tali – siamo in grado di determinare in modo reale e matematico, come 1/1, quello che in assoluto è 1/0. Lo possiamo fare solo grazie al 1° numero primo 2. Infatti l’esistenza reale è <contata> (e poi <conta>) attraverso la reale divisione per 2, dello 0 nei suoi 2 infiniti e opposti assi dati dagli Elohim, le <emanazioni infinite e divine>. Resta però un <duo> indivisibile per altri numeri tranne 1, e quindi quando ogni asse è diviso, va da -2 fino a +2, creando 4 come il tutt’uno. E quando esiste in tutti i 3 assi, è 12, appena l’inizio di 12345…: ma sono solo le ore del giorno che dio poi divise in 24, di cui 12 di luce e 12 di notte. Stanno tutte nella potenza 10 assunta dalla base 2, che con 2^10 = 1.024 ha assemblato il volume 10^3 nelle sue 24 ore di rotazione. Quella base creata coi numeri 12345=5+5+5 si muta in Bibbia nel contenuto essenziale dei versetti da 1 a 5, che terminano con il 1° giorno. Non mi addentro nei loro contenuti essenziali, dati dalla somma di tutte le lettere di ciascuno, avendolo fatto su altri libri. Bastino i 4631 anni del 1° che rivela il movimento dei 367 anni assoluti della Terra, compresi i quali, 4631 +367 = 4998 sono il moto di 1 e 1 anno del solo ½ in positivo della realtà intera in 10^4 anni. Tornando a <bomba>, 42, posto come valore unitario in principio, è avulso da quanto accade nel tempo decimale ed è l’immagine trascendente del Dio che si è posto <prima> del tempo che ha creato. L’unità in linea è il 100 dato da √ 104 ed è sia Jhvh, nella sua illeggibilità, sia Allah nella <trascendenza> di quando nel Credo Islamico è da 100 -1 se sono tratti <altri> 99 nomi … il che rimanda al 100 come al suo nome Allah che coincide con Jhvh, essendo 100 allo stesso modo del <10 che è il 10>. Se si dividesse <fifty-fifty> resterebbe indeterminato, Per questo su diversifica nel ciclo 10 e nelle 4 dimensioni di quanto è Uno e Trino …


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ma – essendo divenuto un 40 lineare, deve aggiungere 1+1 nel piano trasversale al flusso del 40, e in tal modo è 42. Essendo però anche il complementare lineare 58 come somma dei due lati uguali in 29 e 29 che sono <ideali> essendo il 10° e il 10° numero primo. Dando credito agli <ordinali> dei numeri primi come veri e proprio <ordinatori> della realtà da essi enumerata, abbiamo posto in principio il flusso 42 del piano avente a lati il 10° e il 10° numero primo. Ebbene a immagine e somiglianza del Dio 100 (Jhvh e Allah) il suo nome è <ES-A-Ù>. Questa creazione accade dopo la creazione del 1° giorno in 24 ore. Elevate a capitoli del 1° libro, è descritta nel capitolo 25. Lo stesso capitolo 25 ha l’intera fase preparatoria del 10+10 <trasversale> al 42, per cui comincia col versetto 21 indicante la creazione in 7 giorni, lungo i tre assi di Padre Figlio e Spirito Santo. Parte da Abramo, e già questo nome ha reintrodotto l’essenziale che c’era in <ES.A-Ù>, l’essenza nell’essere di un Romano cui è comunicato <Tu sei Romano>, in quel verbo latino ES. <A-Ù> precisa: <da cima a fondo>. Abramo viene <Ab> R.Amo, ed R sarà precisato in Genesi 38 come 1°genito del 4° figlio di Giacobbe, mentre Amo (lo stesso che andava <ad> Amo) è coniugato come vermo colla <Tamar> che sposerà R, la quale è <R-amat> laddove sia <amo> sia <amat> è sempre correttissimo latino. Pertanto partire col 7+7+7 da <Ab> R.Amo è una precisa dichiarazione di provenienza diretta da <Ad-amo> che è arrivata a R, quello che Tamar amat. Da Abramo discente <Isacco>, ove <Sacco> è nello stesso 40° parallelo di Felitto in cui R è nato, e <Is Sacco> rivela la distanza degli 11 chilometri che ci sono e che con 40+1+1 sono il 42. Poi Isacco sposa <Rebecca> e anche questa è la dichiarazione precisa che è questa: <Romano e Benito è “cca”! Qua>.


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Sono i due gemelli reali previsti in Rebecca, che è donna sterile. Romano e Benito sono un <nulla> in potere creativo! Ma Dio sposa Rebecca e l’ingravida, solo che poi i due bimbi litigano tra loro già mentre sono nel suo ventre, e lei allora va dal Signore a chiedere il perché tutto questo … per lei sarebbe meglio la morte. È quando arriva il versetto 23 dei due primi numeri primi che Iddio le dà una risposta. Tutto un solo versetto spiega: Il Signore le rispose: «Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo». Una nazione è Roma, un popolo è il Romano. Ciò spiega la lingua latina di un <Es>, un <Ab>, un <Amo>, un trascendente <R-amat>. Ma spiega che la vera mamma, è a immagine e somiglianza del Dio Trasceso nel 42 e che quando è gemellato, è 42+42=84, per cui il nome della vera mamma deve valere 84. Rebecca vale solo 35/1, e sono 36 in assoluto e non è un errore solo se nascondi 24+24 nel piano trasversale, nel segno del gemellaggio dei 24 capitoli di pura introduzione al 25. Il nome della vera mamma di Romano (sono io) è Mariannina e vale questo 84 esatto. Diventa 141 congiunti Barat ta-Mar iannina ed è esattamente <Tamar> negli estremi congiunti di cognome e nome, avendo aggiunto un Baratta=57/1 che è proprio il 55+1 che +42 è 100! Lei, con 111 +30 (=Adamo=Noè) ha sposato Luigi Amodeo = 101 che <cela> il 10 che si muove di 101 in 101.


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E infatti 101 lo nasconde in 10×10=100 e nel fatto che è 1, un lato della Realtà 10^4, in √ 104 . Nasceranno le due nazioni e i due popoli e sulla bibbia si chiameranno Esaù e Giacobbe, nella realtà venuta da Luigi Amodeo e da Baratta Mariannina saranno Romano e Benito = 66+59 = 125 = 10^3 / 8, e giù questo rapporto nasconde il 38 del successivo capitolo di Genesi, in questo Bibbia 1,25 che contiene il 66+59, nei centesimi del lato 100 della realtà trascendente del Dio Jhvh e Allah. In Bibbia 1,25, nel versetto 25 è nominato Esaù, nel 26 (di Dio) è nominato Giacobbe, il prediletto ad esistere nel tempo come il 1°. Infatti anche <Giacobbe> vale nel nome lo stesso 42 di Esaù nonostante abbia il doppio delle lettere. Messe in sequenza le due cifre, sono 48, nate prima le 4 di Esaù e dopo le 8 di Giacobbe. Ma Giacobbe ha manie di grandezza e nasce perfino con la mano che serra in calcagno di Esaù, volendo anteporglisi. Ci riesce! Mette avanti la <sua> G. Esù resta il fratello, privo della sua <à> giustamente in terza posizione poiché è Esaù chi è Uno e Trino! Mica Giacobbe! Quello che nella bibbia appare un castigo inflitto al povero esautorato Esaù è che è <estromesso> dal tempo e diventa il 42 posto <in principio> e prima dello stesso tempo. È solo a questo punto che incomincia il tempo.


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Il tempo dopo che entra in atto 0,42

Avulsa dal tempo la dimensione 42 , riconducibile ad Esaù come a un <compreso> ma incomprensibile (sotto tutti gli aspetti: anche per chi mi conosce): Tu sei Romano da cima a fondo – come il valore intero e posto prima ancora di esso – la generazione esistente nel primato nel tempo tocca al suo gemello Giacobbe, 42 egli pure . Giacobbe, nel suo desiderio estremo di prevalere, che fin dalla nascita l’ha portato a stringere il calcagno del fratello con la sua mano, riesce pin pieno a conquistare il primo di quanto non esiste nell’unità, ma solo nel tempo, e si tratta proprio del nostro futuro, che è un nascosto ritorno alle nostre origini, dopo che si è percorso metà di quell’84 che è tutto il moto che il primato della <è R> ( uguale a <è 16=4×4> = è l’<Unità e Trinità di Dio che è l’Unità e Trinità di Dio>) ha già percorso nel 100 (che sono il prodotto 10^2 × 10^2 dell’innominabile Jhvh <sono il 10 che sono per 10> e l’innominato <nome> di Allah nominato solo nei 99 nomi tratto dal suo <nascosto> nome). 84 è la grande mamma fatta dal moto di <è R> in Padre e Spirito Santo, e – al secolo – è il valore numerico di <Mariannina>, nome che riconduce la Santissima alla sua minuta mamma Sant’Anna, e sono le due generazioni materne di Gesù Cristo. I suoi due gemelli 42 varranno uno nel suo valore reale ½ di 84, e l’altro solo <in potenza> della base della realtà, data dall’area 1,25, tanto che 1,25 elevato a ½ equivale a √ 1,25 e con la sua <potenza> ½ impone l’esistenza in linea tempo solo del lato 1,1180339887 (fino alla dimensione 10^-10, unitaria, della realtà). In tal modo anche il 42 di Esaù partecipa alla <Sezione Aurea> dei rapporti riconosciuti <divini> anche da una parte <arguta> dei matematici.


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Lo fa con il suo ½ (di 84) che si aggiunge al valore in linea tempo indotto dal secondo gemello e che ha determinato la lunghezza 1,1180339887. In queste 10 cifre decimali considerate, si va fino all’intera dimensione che porta la lunghezza unitari di 1 metro, riconosciuta unità del nostro universo, a quella <unitaria atomica> di un Angstrom. La loro somma porta a 1,6180339887, ma nella nostra realtà del tempo e dello spazio <servono> solo 1,6180: essa infatti è fatta solo dalle 4 dimensioni che portano solo fino alle 4 cifre decimali dei decimillesimi. 10^-4 è il tempo della realtà 10^4, fatta nascostamente da Jhvh × Allah, i due nomi <divini e invisibili> che determinano con 100 × 100. Questo prodotto tra due quantità uguali riguarda la stessa quantità. Sono la stessa, ma una è percepita nel <verso> della comprensione giudaico-cristiana, l’altra in quella linea di azione opposta che sorse quando Abramo scacciò il figlio suo carnale Ismaele. Era il suo vero figlio (l’altro sarebbe stato di Dio, l’unico che ingravida una donna sterile), che aveva avuto dall’egiziana Agar, e che era stato circonciso egli pure, entrando dunque a far parte del Patto con Dio. Ma la Bibbia, che descrive la discendenza da Dio, affiderà al Sacro Corano il compito di rispettare quel Patto, attraverso l’Islamismo. Poiché l’Unità contiene entrambi i versi di percorrenza come una realtà ineliminabile, solo il percorso giudaico-cristiano senza l’Islamico lasciano la fede nell’Unità di Dio avvolta solo in una visione unilaterale e di per sé sola erronea. Tutto questo esiste alla stessa origine di quando 84/42 (ricondotti ad Esaù nel Giudaismo) si sommando alla visione potenziale, in potenza degli 84/42 riconducibili, <ricreano> il vero anche nella visione giudaica. Quando gli 84/42 di Giacobbe assumono il loro potere, in ciò che accadrà solo nel tempo 1/2 (e dunque non ancora), in 42,42, i due gemelli dell’unità ricondotta alla loro madre <Mariannina>, lavorano insieme, 42, nel presente e 0,42 nel ½ che verrà. Anche Esaù ha lo stesso padre di Giacobbe, ed è Dio, poiché Rebecca è sterile.


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Lavorando nel tempo, attraverso 0,42, il Dio Padre sta nella presenza 1 di 100 che con 101 × 0,42 = 42,42 genera anche Esaù. Ma se è Mariannina la vera madre che ci sarà nel tempo come chi li contiene in sé come 42+42, il padre, che verrà nel tempo, sarà lo sposo di Mariannina, chiamato Luigi Amodeo e che con 54+47=101, sarà chi in concreto, pur agendo nel tempo dello 0,42 di Giacobbe, gli ha fatto nascere prima il suo gemello, poi esautorato dal tempo decimale. Ora all’1,6180339887 si aggiunge alla realtà 1,6180 la <realtà immaginaria> 339887, fino alla dimensione atomica, ed è questo che accadrà veramente nel tempo, tramite il 1°genito di Luigi Amodeo e Mariannina. Gli daranno i 5 nomi di Romano Antonio Anna Paolo Torquato e il cognome Amodeo, e qui di fianco vedete il valore numerico delle varie lettere. Da esse è facile costatare che: 1. Romano Amodeo = 113. 2. Torquato = 113 3. Ro, An, An, Pa, To, Am = 113 e lo sono nel positivo dello spazio. 4. Nel negativo del tempo 1/10, il valore medio delle 12 lettere escluse dalle prime 2 e dalle ultime due, è quell’11,3 che nell’unità della decina sono il 113 esistente nel tempo decimale. 339887/10^10, che è la struttura di tutto il percorso spaziale nei suoi due distinti versi è visibile nei tre 113 che nel valore intero di 10^3 spaziale valgono 339000 unità atomiche, e poi nel tempo 1/10 del volume 1000, attraverso 1000 -113 = 887. La struttura del tempo è proprio quella data dal 111, il flusso, che è il moto dell’area unitaria avente i lati 1 e 1, per cui 111+1+1 danno la lunghezza 113 sia del positivo 113+113+133, sia del negativo -113. Capito che questa è la struttura base della realtà, data dal moto di tre 113 espressi nelle migliaia, e da un solo -113 espresso nel <futuro> del


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tempo, tramite quello che gli manca, i due 42 si presentano nella sequenza data da 42,42. Poiché essi cominciano in Bibbia dopo il capitolo 24 che è la lettura a rovescio di 42, ciò ha <sostanzialmente> riprodotto la situazione descritta al capitolo dato dal 42 -24, che gli aggiunge il tempo inverso è gli crea la premessa del capitolo 18. Nel capitolo 18 il libro Bibbia descrive la visita delle Tre Emanazioni personali> di Dio, ad Abramo, per svolgere la questione <fondamentale> del ripristino dell’<ordine> sulla Terra. La questione di Sodoma e Gomorra, città <perverse> nelle quali è accaduto qualcosa di <imperdonabile>, riguarda in verità i poli Sud e Nord della Terra. La perversione è però anche umanizzata dal fatto che Dio ha dato il suo nome alla Terra, attraverso il <Ter> uguale a <TRE Romano>, e uno in RA (Romano Amodeo). Non sono <io> costui ma è Dio, e <io> divento perverso se assegno a me i <pensieri, parole ed opere> che il Creatore ha dato al suo personaggio, che deve solo <farle sue>, obbedendo <assolutamente>. Così hanno fatto a <Sodoma> con “Amod-o-S” (Amodeo, alias il Signore) totalmente sovvertito! Così hanno fatto a <Gomorra> con “A.R.-Rom-o-G” (A.R. Romano o Geova=Gesù) totalmente sovvertito! Essendo Egli (Dio) il <Ter-RA> questa è stata una cosa obbrobriosa agli occhi di Dio … e in tal modo Dio seguita a trattare gli uomini come immature persone che debbono essere trattate solo come bambini, non essendo all’altezza, in quel tempo. E ora? Ora che sa che <Sodoma>=59 indica in questo numero anche 1 minuto secondo che ha percorso tutti i 59 che esistono in un minuto Primo? Ora che sa che <Gomorra>=75 indica anche il percorso totale della presenza ¼ in 100 (la lunghezza base del Dio 10 che è il 10)?


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Ora, adesso, in questa epoca, l’uomo moderno, davanti a questo, cosa fa? Favorito da Dio e portato a conoscere la scienza, l’uomo si è insuperbito, al punto che queste spiegazioni cabalistiche gli fanno solo dare scorpacciate di risate! Così accade che quando Dio stesso sarà sceso veramente in Padre e Spirito santo a portare la sua verità a chi l’ha fatta conoscere, ad “<Ab> R. Amo”, avrà fatto come il solito: detto assolutamente il vero, ma in un modo così inatteso dagli uomini da aver fatto trascorrere tutta la vita di Romano Amodeo, nel massimo del nascondimento. Ci sono due modi per farlo. Uno è dato da un vero celarsi; l’altro è fatto attraverso l’esatto opposto di una comunicazione sovrabbondante, apparentemente prolissa, poiché torna ripetutamente sullo stesso tema mostrandole volta per volta le varie sfaccettature. Questa seconda via è la più efficace. Dio ha rispettato la promessa fatta da Gesù che avrebbe mandato un Consolatore nello Spirito Santo Paraclito. E costui è venuto e si è mostrato, generosamente, ripetutamente, e più lo ha fatto più è apparso a tutti quanti solo un megalomane in cerca di una grandezza che – poverino… - è ben lungi da lui! Non lo stanno nemmeno a sentire. Ha scritto più di 100 libri che nessuno si è preso la briga nemmeno di leggere! In un Canale You-tube ha parlato il Consolatore per 13 anni affrontando tutti i tempi e quando alla fine ha voluto mettere a prova cosa e chi avesse guadagnato come <seguaci> dicendo che se non gli compravano un libro del costo di 20 euro, almeno in 50 soggetti <buoni> avrebbe sovvertito tutto … lo hanno fatto solo in due! Ben lungi dai 10 che almeno avrebbero fatto restare attivo il Canale! E ora che con questi calcoli, Dio sta rivelando il vero attraverso me, è la stessa cosa! Ma Dio non lo scrive per gli uomini di oggi, bensì di quando verrà l’ora, gli crederanno e troveranno <un mare sconfinato> di indicazioni! Non come la <penuria> con cui il Figlio di Dio si è presentato, solo attraverso il racconto fatto dai suoi seguaci.


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Non come quella totale mancanza del suo volto, affidato solo ad una Sindone… Dio è venuto e ha mostrato la faccia del personaggio che ha voluto assumere: piccolo, patetico, ridicolo, apparentemente presuntuoso! L’energia in persona, energia che è una cosa che c’è, ma al momento non si vede minimamente. Eppure c’era e ha resistito a tutte le sollecitazioni opposte e tendenti – in buona fede – a farlo smettere in quella sua opera assurda e impossibile di <voler da corpo a Dio>. Più si è mostrato, più si è reso invisibile e incredibile! Il vero e autentico <uomo di cui non abbiamo avuto nessuna stima> profetizzato da Isaia. Ora – tornando alla sovversione dei Poli terrestri – con il 59+75=134 dei nomi <Sodoma> e <Gomorra>, questo 134 è quanto esiste in 1234. È stato tolto di mezzo tutto un <ben calcolato> 1.175 in 1234! Infatti si tratta di questo 1.111+32+32 in cui il flusso unitario 1111 è quello che appartiene al piano della presenza nel tempo (unilaterale), la quale è data dal 2^5 che è il complesso 2 che si eleva ai 10/2 solo in quanto di positivo esiste nel tempo. Poi ce ne sono giustamente due e perpendicolari tra loro in segno della totale contrapposizione riportata tutta sullo stesso piano. <Sodoma>=59 sta al <Sud>=40 come la realtà unitaria <Sud> che ha percorso con 19 tutto il moto di 1 che esiste in un 10 che, traslando di 10, compie tutto il suo percorso. Questo 10+10, in cui esiste 1 realtà, rimanda ai 10^10 anni, che sono tutto il ciclo in anni – avanzanti e poi retrocedenti, della Terra, quando è il Dio=10 chi comanda, ed è un <Io sono il 10 in potenza di 10>. Mutare <Sud doma>=40+29 significa <domare>, dominare attraverso un <ordinale: il 10° numero 1°, dominatore totale, col suo ordinato 29. Da esso stesso, il 10° <ordinale> porta il 40 al 69 in cui 10 ha sorpassato di 10 la realtà <domata> del 10° numero primo. La Terna divina è scesa sulla Terra poiché i 10^10 anni sono giunti al ciclo estremo, e gli uomini vanno salvati! Avvisati!


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I due Poli opposti, <Nord-Sud>=85, ove tutto lo spazio è 75 (in Gomorra) sono andati oltre di un ciclo, e l’ultimo deve essergli <troncato>. Quando vi è spazio, il 10 percorre il 75 aggiunto, essendosi posto <prima> del suo percorso nel tempo (come il 42 di Esaù ha fatto nei confronti di Giacobbe che corre nel tempo). Ma 10^10 è un comando <totale>, assoluto, poiché 10 si è messo in potenza di 10 e quando sono anni, questi sono <il tutto> che comprende anche la dimensione del <corridore>. Poiché tutta la corsa è sempre osservata da lui – data la sua presenza in 10^10 – il suo reale ingombro naturalmente va tolto. E quando esso è? Nel nostro mondo dinamico è il 42 dato da 6×7, il che combina il solo lavoro di Dio in 6 giorni, con tutta l’opera 7 che comprende anche il suo riposo. Ed esso – questo <riposo> di Dio – in che cosa di reale si traduce, in numeri? L’opera 6, di Dio, sta nel complesso percorso da -3 fino a +3 e sono i 6 moti che accadono sui tre assi che, rispetto all’infinito, sono il suo giusto ½ da tutte le parti dello spazio che in <vai> e <vieni> è 6. Ora da una Origine, quale l’intersezione degli assi, c’è anche un <lavoro> che non è fatto da Dio sui 3 assi, ma nel modo <obliquo> solito all’uomo che combina le tre dimensioni come <cavolo gli pare> e secondo la generalità di un Raggio avente ogni possibile direzione. Quando Dio riposa (ma avendo già fatto il suo lavoro) ora deve esistere il moto <obliquo> che assecondi un raggio <uno> avente la stessa lunghezza <uno> di ciascun moto dei sei <uno> del lavoro di Dio secondo gli assi. Quando Dio impone all’uomo il <riposo> nel 7° giorno in cui Dio riposa è perché ogni moto avente il giusto equilibrio, non va mai né a destra, né a sinistra, quando il giusto percorso sta nella via di mezzo esistente nell’infinito, che ha creato il percorso verticale come chi divide esattamente la destra infinita dalla sinistra infinita.


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Questo esiste in tutti i tre assi e il piano formato da ciascuno dei due sui tre pone il terzo, se è il piano frontale, come il giusto divisorio esistente tra tutto il prima e tutto il dopo. Tutte le vie <oblique> “peccano sempre” in qualcosa. Tuttavia Dio deve e vuole consentire all’uomo la sua libertà e dunque gli dà modo bel <sabato> del riposo di Dio, di <fare quel che vuole>. Gli Ebrei, il popolo assunto come suo da Dio, di <sabato> non lavora e fa solo le opere di Dio. E qui casca l’asino di chi la Bibbia ha definito di <testa dura>, e non capisce un’acca! Credono che fare le opere di Dio stia solo nell’incensarlo e nel riconoscere il suo potere. Un bimbo caduto in un pozzo non potrebbe essere salvato poiché è un <lavoro> che non è speso in un <tempio>! Ma Dio non ha creato gli uomini per essere adorato! Non sa che farsene dell’opera di chi lo esalta poiché è il Creatore del mondo! Dio si è <estraniato> dal mondo per lasciarlo alla apparente libertà degli uomini … creati da Lui come Lui ha voluto e in tutto: <pensieri parole ed opere>. Ogni <vero creatore> fa questo e non è un mistero. Ma gli Ebrei di testa dura li ha creati apposta per mettere in luce gli errori di coloro che si credono <popolo di Dio> e poi credono di avere avuto il <Libero Arbitrio> di essere <loro a crearlo>! La Bibbia è stata chiara: la libertà umana nacque dall’avere disobbedito a Dio. Satana non ingannò – una volta tanto – Adamo ed Eva, quando disse loro che se volevano <essere come Dio> dovevano disobbedirgli e mangiare il <frutto della conoscenza del bene e del male>. Chi si pone da <saputello> e crede di conoscerla, agisce di testa sua e si stacca dalla via maestra di percorrere solo la via della mediazione tra tutti i valori opposti. Tira in ballo una sorta di <opportunismo> per il quale in certe situazioni sia <meglio> scantonare all’obbligo indicato dalla via maestra, e il suo percorso diventa obliquo e inaffidabile.


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Avere la pretesa di giudicare cosa sia bene e cosa sia male in situazioni reali e immediate, porta a scelte frettolose, eccessive, impazienti! <Che peccato! Se aspettava solo un po’ arrivava un salvatore e invece si è ucciso!> Questo è il <peccato>! Sta nel non aver fede che esistiamo tutti in un modo che come lo stiamo vedendo è <perfetto> e non ha bisogno di nessun nostro intervento a <perfezionarlo e migliorarlo>. Infatti – se io credo davvero che l’ha fatto Dio – come potrei mai giudicarlo imperfetto, seppure nella più piccola delle sue cose? Nemmeno il <caso> ha il potere di far accadere eventi dovuti a caso, dove il creatore è Assoluto e dunque non lascia nulla al caso. Noi, osservando su questo libro come si è <ordinata> la creazione divina, non possiamo però prescindere dal <narratore> di questo libro e deve essere <perfetto egli pure> per assecondare il disegno divino. Vedremo fino a che punto Dio stesso assecondi proprio a me che sono lo scrittore (alla mia famiglia e alla mia storia) tutta la stessa sua storia. Essa si compendia proprio nella domanda che ora vi presento scritta in Bibbia al fondamentale capitolo 18 in cui Dio scende sulla Terra poiché è il ciclo ultimo degli anni della Terra e i poli Nord e Sud … come sono? Si sono pervertiti o no? Genesi 18,17-19 17 Il Signore diceva: «Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, 18 mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? 19 Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso». Dio deve farlo sapere ad Abramo e questo nome rimanda pari-pari a quanto proviene <Ab> R.Amo, ed è chiarissimo.


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<Ab> è nel linguaggio di un Romano quanto proviene <da, romano, in latino> R. (che è Romano), Amo che <trascende> “deo”, ancora latino e indicante sia il dativo, sia l’ablativo. Andare <a> fu espresso con <ad> Amo (in Italiano) in Adamo. Ora – con Abramo – è nascostamente <da Dio, con Dio, per Dio… tutto quanto è espresso dal dativo e l’ablativo e che riguarda il termine latino <deus>. Ebbene <deo> è divinamente trasceso poiché è <Da Dio> che viene quello che umanamente appare provenire da Romano Amodeo. In tutta la segretezza del suo totale ordinamento, tutto quello che proviene da Abramo è poiché <Dio lo ha prescelto>. In Bibbia è nominato Abramo, ma è da Romano Amodeo che è descritto la stessa vicenda biblica in quanto discende da Adamo. Il Signore gli disse che se non trovava 50 <giusti>, annientava Sodoma e Gomorra. In Sodoma e Gomorra, gli uomini pervertiti nelle loro intenzioni sono i Poli, nelle loro forze magnetiche. Abramo dimostra confidenza con il Signore, inizia una trattativa divina, per evitare che il Signore distrugga il peccatore assieme a chi è giusto, e in essa c’è scritto tutto, ma proprio tutto! Genesi 18,27-28 27 Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... 28 Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». Intanto <chi è cosa> erano questi 50 giusti? Indica il tempo della presenza unitaria quando 100+100 sono i due versi opposti dell’unità, da cui poi essa risulta intera in 10.000 anni. Questi 10.000 anni avanzano in positivo solo di +5000 anni, come un volume che se è messo tutto sulla sola linea del tempo, allora deve avere per piano trasversale di quel volume 1 anno e 1 anno.


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Ma 5000+1+1 sono 5002, e questi 2 devono essere compresi, poiché 5.000 è tassativamente tutto il positivo. Allora 4998 +1+1 = 5.000 è l’<aggiustamento> e riguarda sia lo spazio, sia il tempo. Per eliminare del tutto lo spazio, occorre dividere 4998 per 3, e a quel punto diviene 1666, il che parte all’energia potenziale 666, che procede da -333 fino a +333 /e in tal modo riguarda tutto il complesso in cui una area trasversale che ha <spianato> la contrapposizione in due lati perpendicolari lungi 333 ciascuno, avanzando quanto il flusso 10^3 si <attiva> in <tutto quanto> il volume. Poi entra in ballo 1 anno (poiché questo è stato valutato in anni) ed è riferito all’anno bisestile in cui ai giorni di rotazione della Terra attorno al sole è aggiunta anche la rotazione del sole che ha portato ad un giorno in più. Sono 366/1, poiché sono giorni <unitari> ed implicano assolutamente che una delle dimensioni sia spostata a denominatore, quando tutte in questo caso sono le 367 che sono <indivisibili>. Chiedete perché? Ma poiché 367 è un numero primo e dove comandano i numeri primi giacché indivisibili, immaginate un po’ se sia possibile mai dividerli! Tra l’altro è l’<ordinale> 73°, e questo è proprio il moto del 27=3^3 nel lato assoluto 100 di Dio. Allora da 4998 -367 (indivisibile) = 4631 è l’ultimo ciclo della terra, quello <tronco> poiché il <corridore>, l’indivisibile dato dai 367 anni che è presente nel mondo e nei 10^10 anni va tolto di mezzo, poiché 4631 sono il ciclo indivisibile degli anni terrestri. La Bibbia è <chiara, tassativa, lo precisa nel valore totale di Bibbia 1, 1, 1 (libro, capitolo, versetto), come vi già documentato. Ecco, se Dio non trovava presenti i 50 anni buoni, come la presenza nei 10.000 da cui poi è disceso tutto questo avrebbe distrutto il mondo. Se invece c’erano, significava che c’era ancora tempo, prima di arrivare all’estremo limite. La trattativa di Abramo – ricondotta a me che ve la spiego – comporta il fatto che se mancano 5 buoni, a questi 50, allora con 45 resta comunque la presenza intera 1/8 del ciclo totale di 360 gradi.


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Dio non avrebbe tenuto conto che c’era ancora 1/8 di tempo? Avendo Dio riconosciuto la verità che Lui stesso ha messo in bocca ad Abramo che non dice mai nulla di <totalmente suo>. 29 Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Anche 40 <buoni> riguardano l’unitaria Realtà. È spazzata via l’unitaria realtà, se ancora essa resta? 30 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». I 30 buoni sono il 10+10+10 del valore unitario dello spazio. Se c’è ancora è distrutto esso pure? 31 Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti» 20 è il moto 10 di 10. Ci andrebbe di mezzo e non sarebbe giusto, vero Signore? Il Signore (che sta dettando tutti ad Abramo e sta mettendo me in condizione di farvi capire cosa sia per davvero quei in ballo in quanto alla presenza dei <giusti>) chiaramente concorda. E come potrebbe non farlo? È Lui il solo regista di tutto questo (me compreso). 32 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». 33 Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione. Abramo lo sa (glielo fa sapere Dio) che 10 è il ciclo elementare della presenza e si è scesi fino a 10… e oltre non si può. Ho mostrato anche la conclusione poiché è al versetto 33, nel segno del tempo ½ dell’energia 66 che muove tutto e che è arrivata al suo limite di tempo in cui si muove in tutto il suo positivo.


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La Punizione a Sodoma e Gomorra (ai Poli terrestri che hanno mutato segno) è inevitabile, quando è compiuto l’ultimo ciclo tronco della terna dei 1666 anni. In essi, la Bibbia fa conoscere collocato l’inizio del Diluvio Universale, quando sono 600 gli anni di Noè; nel secondo mese, il 17 del mese. In questo modo, aggiunge il dettaglio di mese e giorno al 4631, portandolo al 4631,0217 da quando Noè era venuto al mondo come il 10°. Con 10 che ha adottato il 10 a sua immagine e somiglianza, il mondo reale ha come antefatto il 10^3 nel volume e nell’anno 66 natale di Noè, che risulta chiaramente scritto nella Bibbia, in Genesi 5, nella genealogia di Adamo. Ogni suo successore è dichiarato figlio finché non diviene Padre, e la somma dei tempi in cui ciascuno dei 9 è stato figlio porta a 1.056 anni dopo il tempo in cui è nato Adamo. Ma noi sappiamo ormai che prima di questo tempo c’è il valore intero del 42 che – riferito al 10 – lo fa proseguire interamente nella presenza data da 2^5=32, e 10+2^5 ha semplicemente aggiunto quel (4+4) ×4 che combina tra loro la sola realtà in positivo, con quella esistente in positivo e negativo.


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Il tempo in atto, nelle prime 10 cifre 0,42 48100930 Riprendiamo dal 42,42 in cui sono nati Esaù (prima del tempo) e poi Giacobbe, calato come il 1° realmente <nel tempo>. Devono ricomporsi in uno solo! Allora chi ha preso il primato nel tempo pone prima la G del suo nome Giacobbe, e chi <era uno e trino in ESaÙ, e ha perso il suo primato, Gesù è il secondo nome nel tempo, e vale 48. Ora i primi 10 esistenti nel tempo terminano con il 930 che è la vita in anni concessa ad Adamo. Egli esiste in Dio=10, che è nel tempo dato dalla prima decina. Dalla costola di Adamo, ossia dalle 4 dimensioni del Dio Uno e Trino, che vale 4, è ricavata, per retrocessione di Adamo che vale 30 ed è il triplo dei primi 10, ove 30 -1 =29 è il 10° numero primo, discende – a ritroso dai primi 10 – il 10 che è assegnato al nome Eva, il cui valore numerico è 26, ma matematico in quanto immagine del Dio JHVH=26, è il 10, che ritroviamo da 10 -4. Il 26 è infatti sia Adamo, sia Eva, un 10 per ciascuno come un piano generazionale, il cui flusso Trino da una Origine segue i 3 assi cartesiani partendo dalla loro intersezione e percorrendo un 6, con 3 in positivo e 3 percorso in negativo. E il percorso di 3 in negativo retrocede al 424 che – mentre è la realtà 400 nelle sue 24 ore del giorno, è anche il piano 10 e 10 sottratto al 444, così come lo stesso piano 20, mosso del complesso da -3 a +3, porta al 6 da cui Eva 26. L’azione divina, per 10, di Eva=10, porta al 100. 100 è il Dio JHVH <io sono colui che sono> e che – essendo il 10 – lo è per 10 volte, essendo in tal modo 100.


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È anche il <nome segreto> di Allah, il quale – nel Credo Islamico – ha con 100 -1 generato <altri> 99 <suoi> nomi, il che rende <divino e trascendente il suo nome> anche il valore 100 assegnato <in modo trascendente> ad Allah, allo stesso modo che a JHVH. Poiché Dio=10 è Trino, il valore Trino della prima decina di numeri combina 10 con 100 e vale la Trinità del 10, espressa matematicamente con 10^3. Praticamente, siamo all’anno 1000. Poiché la nascita del 10° riguarda Noè, egli pure vale lo stesso 30 di Adamo ed è un tutt’uno con lui. Noè però nasce dopo i primi 9, e – posti 10 anni prima di Adamo – ne vanno posti anche 9, in quanto 19 rappresenta quel 20 -1 che parte dal piano 10+10 di Adamo ed Eva (10 per ciascuno) e retrocede di un nome al 48 di Gesù. Ove 1 è trascendente è il trasceso 42 di Esaù, Gesù lo incarna assegnandogli il moto totale nei 6 versi e portando così il 42 al 42+6=48. Il 20 meno il 1° intero, assoluto e trascendente, percorre 19 nei due, Adamo ed Eva, 10+10. 19 è il fondamento del tempo in cui 1 esiste in un 10 che trasla di 10. Poiché il moto è sia in avanti, sia indietro, il percorso totale è 38, ed è il tal modo l’Unità e Trinità del Dio=10 che vale 40, meno i 2 (Adamo ed Eva). 38 è 3+8, è 11, e quando 11 va in tutti i 6 versi da centro con sei 11, vale 66 ed è l’energia in potenza di Dio. Adamo ed Eva, infatti, 26+30=56, sono il moto del Dio=10 in 66, sua energia in potenza. Essa ha un suo nome proprio, tratto tutto Dall’Unità e Trinità di Dio, che vale 4 e che nella interazione tra i suoi due versi vale 4×4=16. 16 <trascende> dal JHVH=Allah=100, come 100 -4 =96 (suo percorso) che si divide nelle 6 vie e va verso l’Origine, riducendosi a 16 per ciascuno dei 6 versi. 16=R, nel linguaggio perfetto composto da 7+7+7 segni alfabetici equivalenti agli <ordinali> 1°, 2°, 3: … 21°> nel segno di A, B, C … Z>.


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Dio è Trino nella struttura della sua Unità, per cui il moto di 3 in 16, si riduce a 13. Questo 2° ordine, che retrocede di 3 da 16, vale l’<ordinale> 13° della 13a lettera O. Nella terza valenza, il 13, che con 10+3 è un volume (3 infatti indica l’indice, l’esponente della base 3) deve retrocedere al solo flusso dei 2 altri nella Terna del volume, e senza il piano a lati 1 e 1, il reale flusso, nel volume indicato in linea con il 13, è quell’11 che è l’energia divina 66 che s’incarna nella sua stessa presenza in 1/6 di suo tempo. Questo 66/6=11 di solo flusso di energia divina, di 1 e 1, Padre e Spirito santo, nell’<ordinale> 11° è l’11a lettere M. Il 4° ordine – ove il 4 è l’Unità del Dio Uno e Trino – esprime la sua unità, tratta da 11 -10. Conseguentemente il quarto ordine vale il 1° ed è la 1a lettera A. I primi 4 ordini hanno generato il nome di ROMA. Esaù e Giacobbe sono descritti in Bibbia 1,25, e nel versetto 23 (dei due primi numeri primi) il Signore stesso annuncia a una madre che ha dolore nel ventre, in cui avverte una lotta, che in lei ci sono due Nazioni. Ecco: la prima è ROMA. Roma=41 è il 13° numero primo e indica la presenza 1 della realtà 40, data dall’Unità e Trinità del numero 10. Ora il Signore rivela a Rebecca che in lei ci sono due Popoli, e il 1° è il ROMANO. Naturalmente – in quanto a nome <divino> – il nome in sé è trasceso, pur essendo compreso. Infatti il nome dell’Energia divina è ROMANO. ROMA stessa deve essere <trascesa> con un finale <NO!> che annullando tutta la presenza 1 in atto della realtà 40, con il 12+13 equivalente al <NO!> il 41+12+13 passa a 66, che essendo dato da -33 e da +33, è +66 solo partendo da un antefatto negativo come il -33. Altrimenti, partendo da 0, e nel solo positivo solo il reale +33.


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Questo ordine <NO!> dato all’<ordinamento> del nome dell’energia divina, quando esiste come ordine, diventa <NOè> ed è il nome del 10° equivalente al 30 di Adamo. Se comprendiamo che Adamo <ROMA-NO è> nel nome della sua energia, tutti i primi 10, da Adamo a Noè sono <compresi> solo se è introdotto quanto è divinamente trasceso in un Romano di Energia: che <viene da Dio, è con Dio ed è per Dio> ma descritto nella lingua latina di un romano, che lo sintetizza nel <deo>. <Deo> mentre è dativo e anche ablativo, e mentre <dà> (come dativo) proviene <da> (ablativo). <Deo> è la giusta sintesi di ciò che viene da Dio e ritorna a Dio, essendo Romano nella sua potenziale energia. Adamo è <Deo> nella sua provenienza e nel fatto che va <ad> Amo e in latino precisa il suo <io sono> in <io amo>. In tal modo, inserendo quanto è trasceso, <Adamo “deo” Romano è>. Con Eva, Ad <Amodeo Roma-NOè> e va. Ma è tutto divinamente trasceso nei soli Eva, Adamo, Noè. La somma di tutto è 26+39+22(=deo) +66+5, uguale a 158, e riguarda in 8 la realtà in tutto il suo complesso da -4 a +4, in quel 50+50+50 che sono il dimezzamento (solo il positivo) dei tre dati da 100+100+100 (JHVH +Allah, e +100, lato della realtà √ 104 ). Senza alcun dubbio, questo esiste in tutto il complesso ed è tutta opera del trasceso 42=Esaù, essendo il 158 dato tutto dai 200 trascendenti di Jhvh +Allah -42. Di questo 158 <vero> la Bibbia dichiara solo 26+30+30 con Eva, Adamo e Noè, per un totale 86 che del 158 ha <trasceso> 158 -86, cioè il 72, in cui la realtà complessiva 8 esiste per le 9 volte dell’<invarianza> del Dio=10. I 9 sono i generatori del 10, e sono quelli che aggiunti al 10 costituiscono con 19 valori 100 (di Jhvh=Allah) la base lineare di 19 secoli cui se si aggiunge il piano a lati 19+19 anni nasce il 1938 che – per come descritto in Bibbia 1,25 (tramite Esaù e Giacobbe e la spiegazione data dal Signore


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alla Madre sulla nascita di Roma e del popolo Romano) deriva il 1938,0125 in cui è nato Amodeo Romano. Sì, sono io, ma in quanto tale <io> sono un <io> che non c’è. Quando il Bibbia 1,38 (altra indicazione di chi è nato 1,25,38) Giuda (4° figlio di Giacobbe) ha il suo primo figlio, lo chiama ER, il che indica <èR> e gli è inviso, lo fa morire come ha eliminato del tutto Esaù da tutto quello che accade nei limiti del tempo. Io <R> nel mio primato, sono dichiarato uno <inviso> al Signore e tolto decisamente di mezzo. Pertanto – siate buoni! – e non mettetemi in mezzo quando vi dico che <io non sono> e dunque sono veramente inviso al Dio <io Sono>. Io sono un <burattino>, un <pagliaccio> tirato in ballo come uno ridicolo quando afferma che <Dio è Lui>. E in questo <Lui>, R non c’entra nulla! Se mai centra Lui=Allah e lo vedete bene quando Allah si specchia in sé: l’accento sulla ù.

Lui, proprio con

Accade che se Dio si cala in una sua creatura, allora si fa umanamente rappresentare da Suo Padre: Luigi Amodeo, che + proprio il nome che precede e trascende Giacobbe e Modè (il povero esautorato Esaù cui gli è restato solo il nomignolo dell’Edom, letto da descritta nella scritta Modè sulla Bibbia. Il primato G di Giacobbe in Gesù resta retrocesso alla terna che aveva Esaù in G<esù> e diventa GIA, per cui la sequenza LUI+GIA+MODE’, divisa in due, è Luigi Amodè, e gli manca la <o>. Gli manca poiché in Italiano le parole terminanti con vocali, indicano se è la <a> che <ha>, se è la <e>, che <è>. Se è la <i> indica una pluralità, se è la <o>, indica che <ho>, e se infine è la <ù> indica con l’accentata <ù> un generale modo di essere. Poiché il vero Dio è un <io sono>, io – trasceso in mio padre – Luigi Amodè ho.


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La prova che è <lui> a rappresentare il Dio trascendente e invisibile in un vero <pagliaccio> è che il suo nome Luigi=54 uguaglia <Figlio>, mentre Amodeo=47 è il creatore 40 che crea col 7, essendo nato il 7-7-7 e figurando poi in SET (terzo figlio di Adamo ed Eva) che è Uno e Trino in sé. Infatti 54+47=101 mentre è la presenza 1 di Jhvh=Allah=100, è espressamente il valore <ordinale> di Eva=26, che nel 26° ordinale ordina il 101 e crea tre figli: Caino=38, Abele=23 e voi verrà SET=40, per il giusto totale 101 di Luigi Amodeo, uno e Trino in SET, giacché 77-7. Sono talmente tutti e 5 una cosa sola che 26+30+101 fa 157 unità comprese in assoluto in 157+1 e sono le 158 che abbiamo visto prima, quando non abbiamo trasceso nulle. 38/1 (Caino) è l’anno 38 in gennaio e nel 381 è tutto il Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo, <nome segreto> di Dio, reso segretissimo allorché assegnato a un <pagliaccio> che umanamente lo rappresenta e che come tale è <inviso> al Signore. Il <suo nome> (di Dio e non mio … poiché io nemmeno ci sono) sta nel 42 di Esaù proprio tolto di mezzo nel tempo! Il Dio dell’Essere, quando si rivela al suo <pagliaccio> gli sussurra all’orecchio la verità occulta di <Sei romano da A ad U, da cima a fondo>, infatti <Es> nasconde il <Tu sei> scritto nel linguaggio latino di ogni Romano. E dopo di avere accettato di perdere la primogenitura ceduta per un rosso piatto di lenticchie, Lui (che già era nato <rossiccio> come un pelo di cammello, prima di essere chiamato <Esaù>) sarà rinominato in un nome scritto in Bibbia <modè> che se lo è dall’Alfa all’Omega, <A-modè-O> è. Dunque se Dio lo ha tolto di mezzo come primo è solo per questioni di … tempo. Nel tempo relativo, il 1° è sempre tolto di mezzo a favore del 2°. Sì, poiché è solo una cosa relativa del 2°, che se è unitario è 2/1 e si mette sotto il primo!


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Caino che è inviso a Dio, mentre Abele è il preferito, è chiaro: <Ab> Da Romano <El è> egli è e viene. Infatti 23=Abele viene dopo 1 <trasceso> in quanto <divino, che esiste, ma che è assoluto come 1/0, e dunque indeterminato>. In 123 evidentemente 1 è trasceso se i primi due numeri primi sono dati solo dal 23. La cosa però da notarsi è che quando il Signore crea il 3° a sostituire Abele (e Caino tolto di mezzo come l’uccisore del fratello) gli dona una vita distinta in 105 anni in cui non ha ancora generato Set. Poi vive altri 807 anni generando figli e figlie anonimi. Contano solo i numeri, e quando nel <Nome segreto> di Dio i primi 3 sono Romano Antonio Anna, ma il 1° è assoluto, ed è solo un 1/0 = 1^0 = N^0 = 1, +78 (=Antonio) +26 (=Anna) ha aggiunto a 1 assoluto i due Elohim 26+26+26 nel 2° e 26 nel 3°, ossia ha fatto ricorso a delle <divinità> costruite in base al valore delle lettere, ove JHVH=26=DIO anche in italiano, e 78 è la sua Trinità. Quando abbiamo 1+78+26 abbiamo il valore assoluto 1 più il Dio Trino e Uno che ha assunto i nomi Antonio e Anna che furono anche di Giacchino e Anna i nonni di Gesù. E quel che conta è che i 105 anni vissuti da Set come <figlio del padre> sono dati da 1+78+26=105. Insomma, la vita da figlio vissuta sa Set è stata data dai primi 3 nomi di Dio, quando il 1°, uguale a 66, energia potenziale e che dunque non figura, e simile solo a 1. Gli anni vissuti da Padre, da parte di Set, furono 807, e qui salta fuori il <dualismo di Dio> che con Gesù si è voluto far rappresentare con due Gemelli. Anche il Nome segreto di Dio deve avere un suo Gemello. Così, nel giorno 4 giugno 1940 in cui Dio mi uccise, Gesù scese in me e mi risuscitò e quella sera papà e mamma si amarono per la gioia e da un Dio <Io amo> venne un suo <alter ego> che al momento fu solo concepito quel giorno ma che fu battezzato con <Benito Vittorio Anna


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Giovanni Vincenzo Amodeo> per un valore numerico osa dato da 58+116+26+83+95+47 e uguale a 426>. Questi sì che non nasconde più Dio, con il suo 100+300+26! Il valore del 1° nome, assoluto pure per lui, era tuttavia 59 essendo il 17° numero primo e quello escluso dai primi 16 numeri primi su cui è costruita tutta la dinamica del tempo che stiamo riempendo di <contenuti> conoscitivi. 50+9 è nel 50 la presenza ¼ di 100+100 (Jhvh +Allah) essendo nel 9 i progenitori del 10° Ed è totalmente vero! La somma del valore numerico dei primi 9 progenitori del 10° che <NOè> vale lo stesso 426 dei 6 nomi dei secondi sei assunti da Dio. E la prova matematica è che quando lavorano tutti e 12 i nomi assunti da Dio, con 381+426 sono gli 807 in cui Set visse anni da Padre. Insomma la vita tutta di Set (che nato 7-7-7 figura come il <Padre Nostro>) antepone il valore assoluto di 1 +Dio Uno e Trino in 26 estrinsecato solo dai primi tre nomi del 1°genito, e poi tutti e 12 i nomi dati ai due gemellati figli>. 105+807=912 furono gli anni vissuti da Set che – quando vi aggiunge il nome di suo padre, assoluto egli pure come 1, con 1+912 = 913 diventa BRASIT, diventa <In principio> il titolo ebraico del 1° libro di Bibbia. Ora se esso è tutto fatto dal 1°, dai miei primi tre nomi in cui è assoluto il 1° e poi da tutti e 12 i nostri nomi, come la 12 tribù di Israele o i 12 apostoli di Gesù, e determina <IN PRINCIPIO> allora BRASIT è un nome fatto coi nostri acronimi, ed indica <Benito Romano Amodeo SIA ROMANO>, infatti il <SIT> questo è: un ordine, ed è che tutta la terna data da Benito Romano Amodeo sia tutta e solo ROMANO, ossia il nome dell’Energia Divina. La prova poi deriva quando all’unità del Titolo del 1° libro, si aggiungono le prime tre parole BRASIT BRA ALHIM. Qui di estraneo ai nomi ci sono solo SIT e HIM, per il resto sono Benito Romano Amodeo, Benito Romano Amodeo e Amodeo Luigi-LUI (e abbiamo visto che è Allah che si specchia in un Padre).


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Queste tre parole ora rivelano che BRA (la terna data da Benito Romano Amodeo, SIA i quattro nomi di <Benito, Romano, Amodeo, Amodeo, Luigi>, in cui Amodeo=47 figura nelle due volte di 94 (il moto reale centrifugo esistente in 100) sommato a 59+66+47 uguale a 125+47 in cui i due nomi sono gemellati nel 125 di genesi 25, quella riguardante il 1° nato in gennaio 25. Sommando il comune cognome Amodeo passano al 172 indicante tutto il moto di 28 in 200. Il 28 è SET+7+7+7 (il Padre) e il 200 è il Duo di innominati in Jhvh e Allah. Insomma Set, il Padre nato il 7-7-7 (e che in LAMech vissuto 777 e padre di NOè (il LAMech ch’è LAM , Luigi Amodeo) è il moto Paterno nel Dualismo di padre e Spirito Santo. Tutto questo si <discerne> nel primo 42 e nei primi 10 valori decimali, il cui valore Trino è 1000. Ora Noè, per come è scritto in Bibbia, nacque 1056 anni dopo Adamo, che ha 10 decimali prima dei suoi totali 930 anni che ebbe. Per cui dall’inizio Noè nasce nel 1.066 assoluto, e il mondo nuovo, che ebbe inizio con il Diluvio Universale che spazzò via ROMA e lasciò vivo un <NOè> accadde ai 600 anni di Noè, dunque quando si aggiungono 666 anni ai mille, che in linea sono dati dai primi 10 soltanto. Il che significa che un 6666 nelle 4 cifre dell’Unità e Trinità, elimini il 6000, e vada a cercare 6666 ma che sono volume solo in 666. Insomma dobbiamo andare a cercare quando nella struttura del mondo, si trovano 666, e accade come vedete, con l’aggiunta ai 10 di questi 355, che così diventano i 365 dei giorni dell’anno terrestre. Al solo tempo 0,42481000930, già decifrato si aggiungono


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Il tempo fino a 20 decimali 2 305 487 560 Dopo le ultime tre cifre 930 indicanti la vita del 1° fattore nominato Adamo e col valore 30 del suo nome, i cui 10 divisori erano stati 2357111317 in cui il finale 317 è anche il 66° numero primo e si sintetizza con 3+18 in 3+8 da cui 38, questi è stato il primo figlio connaturato con Adamo e sgradito al Signore, amante di Abele. Sicché nella seconda decina si riparte dal 23 di Abele che si stacca rispetto al 235 che era stato il divisore dei primi 10 e – per quel rovesciamento che accade ad ogni ciclo 10, nel “vai e vieni” – ora è dato spazio nella seconda decina a quelli che erano stati i divisori, ma con le variazioni dovute al caso, per cui ad Abele 23 è assegnato il ruolo divino di essere una decina. +2357111317 - 2305487560 =0051623757 ha perso col divisore diviso per la struttura della seconda decina quando è dato da: 1. 2357111317 / 51623757 = 45,65942995 il 45% pari ad 1/8 dell’angolo giro di 360 gradi. La divisione ha dato ancora Spazio 45 dell’unità e tempo 0,65962995 definito nelle 8 cifre della realtà in complesso. 2. 45 / 0,65962995 dà = S/T 68,24075855, e 66+1+1 è energia in moto. 3. 68 / 0,24075855 dà 282,44064437col moto intero di 6+6+6 in 300; 4. 282 / 0,44064437 dà 639,97186665, ch’è 10 × 7 × 9 + 9; 5. 639 / 0,97186665 dà 657,49761039, moto di 9 in 666; 6. 657 / 0,49761039 dà 1.347,38720395, intero in 36 nella radice cubica; 7. 1.347 / 0,38720395 dà 3.478,78682539 intero in 58 in radice cubica; 8. 3.478 / 0,78682539 dà 4.420,29457132 che +211 è il ciclo 4631; 9. 4.420 / 0,29457132 dà 15.004,85519092, realtà 4 dello S+T=15: 10.15.004 / 0,85519092 va a 17.544,62032875 e √ 17.544 è 66+66; 11.17.544 / 0,62032875 dà 28.281,77800883, ch’è 7×4.040,25400126; 12.28.281 / 0,77800883 dà 36.350,48717891, di 100×360+700/2.


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Tralasciando l’esempio che vi ho dato, la struttura della seconda decina di unità decimali è assimilabile al raggiungimento di un intero 10^N che poi sia diviso scomposto in 666666666 di piano di energia trasversale e 333333333 di flusso, che però risente dal coinvolgimento dei numeri primi entrati in azione dalla 10ma alla 20 cifre. +3333333333 - 2305487560 =1027845773 mostra 2^10 = 1024 di moto intero del contesto binario, seguito da 381×10.000 che sono la sommatoria di tutti i 16 numeri primi, +35.773 dato dal flusso di 164 nell’intero 33^3 = 35.937. Il <corridore> del flusso è la realtà 4 che si muove con l’area di 10×4×4 o la traslazione di 80+80, lati dell’area in cui flusso è 4. Va detto ancora che terminando con 0 queste 10 cifre sono espresse in decine intere e che in 2305,4875 con una virgola segnaletica a 14 decimali indicanti la traslazione intera 7 di 7, o di 10 in tutta la sua realtà 4, è nascosto il ciclo del tempo di anni 4631,0217. +2305,4875 è un flusso “in vai” +2305,4875 è lo stesso “in vieni” come di due lati opposti di un piano +0020,0467 è il flusso intero equivalente a 428 intero in 20 / 0,0467 =4631,0217 Ove 31 è la presenza 1 dei lati 10+10+10 del volume cubico mille, quivi esso trasla di 46×100 +46/100; laddove 46 è l’intero flusso, della realtà 4, fatto nel 50 che è la presenza ¼ dei lati 100+100 della realtà la cui √ 104 dà100. Quanto appare mancante, non manca affatto! In una stringa 110100100010000 di dati binari ci sono solo 10^0 =1 e 10^N con ogni grandezza di numero. I numeri che appaiono mancanti si collocano sempre sul piano trasversale della nostra visione di <osservatori> il cui asse della visione va nell’assoluta centralità del tempo, nell’asse <z> e noi fediamo realmente solo quello che è situato sul piano trasversale alla nostra visione: non così come è, ma proiettato, colle proiezioni ortogonali su quell’asse. Così ogni <osservatore> <umano> o <macchina> che sia, riceve sempre puntati dritti su di sé i dati provenienti da tutto l’intorno, e la <stessa cosa> è sempre vista assecondando la stessa <proiezione ortogonale> sui vari assi della percezione dal <profondo del tempo>.


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Poiché in tutti i casi di emissioni inverse, dallo stesso punto, tutto ci appare in una visione resa ortogonale che non ha la lunghezza che ha, essendo stata proiettata sul piano della visione dell’<osservatore> nasce la necessità assoluta di aggiungere in dato che supera la nostra visione ortogonale, ed è un Raggio che abbia la stessa lunghezza osservata nella proiezione; anche se non è quella originale, il vincolo in più aggiusta tutte le cose. Esso riporta nel contesto ortogonale anche l’apparente raggio, e – aggiunta una dimensione ulteriore ai 6 “vai e vieni” che esistono sui tre assi spaziali – il 7 “rende curvo” anche il 3, nella presenza 10 assegnata al ciclo, che è come un circolo, un cerchio. In questo modo anche la verità del 10 è <aggiustata> quando con O mentre rappresenta un cerchio, ha il valore che in sostanza è quello dello zero. Girando sia il 3, sia il 7 in quel circolo, basta il numero 7, aggiunto come definizione, in una nuda e cruda matematica decimale a curvare un cubo in una sfera. Un solo 7 curva una sola linea; 77 curva le due del piano; 777 curva le 3 del volume; 7777 curva le dimensioni totali della realtà. +7777,7777 - 4631,0217 =3146,7560 presenta il <corridore> della corsa <4631,0217>. Sono il 31 che +46×100+46/100 sono 4631,0217 della sola realtà avendo <nascosto> il 39130/10^8 della sua struttura decimale di base. Allora è da questa base che noi partiamo, alla dimensione 8 della realtà nel suo complesso ed è un numero che alla dimensione 10^-6 della realtà in tutto il suo complesso è il 39,130/10^6 e come tale si presenta nelle 38/1 unità in cui un anno ha 12/1 unità di mesi. Alla base di 0,0217 data da 1/46 si parte dall’unità dell’anno 38 del secolo 19 come il flusso in 39 dato dal piano a lati 10 e 10 (che sono 1 secolo nell’area) per cui questo dato così sintetico ha la sua origine nell’anno 1938 ma computato così dopo di Cristo. Poiché 16,02176634 è anche la Carica elettrica in Coulomb la discordanza è tra il 3913 è il 6634 che gli somma il 2.721 che aumenta come numero solo a causa della curvatura cubica 7+7+7 che struttura cento 3^3. Ogni numero decimale apparente è il 10^N superiore ad esso che ha nascosto nella lunghezza dei suoi due lati trasversali ciò che lo fa intero!


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Il tempo fino a 30 decimali 3 985 388 790

Il bello accade con la terza fila di 10 cifre, poiché è quella conclusiva dello spazio 3 esistente nelle decine, da cui poi l’esistenza nelle 30 cifre decimali. Nella terza fila di 10, si ritorna all’orientamento di prima, ma ora con queste variazioni che ci mostra la matematica: +4248100930 - 3985388790 =0262712140 questo è il movimento tra le prime 10 cifre, e quelle del 3° del terzo tempo che gli corrisponde e si dimostra l’intera dinamica delle 26 settimane che costringono 27 (il volume 3^3) della Terra ad andare nel punto diametralmente opposto della sua orbita. Ciò è rappresentato da 12140 uguale a 11110+2030, il flusso unitario 11110 del piano i cui due lati sono 1015 ciascuno, mostrando di essere il totale dato da 1000, nell’unità 5+5+5 dello spazio 10 del ciclo, espresso solo dal moto in positivo dall’origine. Il valore è in riduzione semplicemente poiché il moto evidenziato in 262712140 è quello del soggetto esistente nel terzo tempo di 10, e che in 2626 è il dualismo di Dio, nelle sue 52 settimane di Creazione in 7 giorni. Quel 27 è anche 26+1 che aggiunge una cifra a quanto segue e adesso come 112140. La presenza non si riduce solo a questo poiché questa dinamica realizza nelle ultime cifre la data <oscura> del 19380125 nelle ultime 8 delle 30 cifre. +85388790 - 19380125 =66008665 Quello che accade qui è una cosa addirittura <fantastica>! +56680066 è la lettura negativa di 66008665 (cioè fatta da destra verso sinistra) ma che si presenta da sinistra a destra, per come è scritta. 66008665 nega la negazione, e questo l’annichilisce!


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Ora la negazione della negazione, il 66008665 esiste, ma come pura energia. Infatti 66 indica energia. Non esiste in corrispondenza del 38 poiché 38 è tutto il flusso del 40 dato da 66, senza la dinamica 26 che porta la Terra nel punto opposto dell’orbita, e quando l’energia è posta interamente in atto, in questo 38 indicante 66 meno il piano a lati 16 e 16 di carica elettrica che lo dà come tutto il flusso del piano della carica elettrica, poi nel rovescio 5668 (di 8665) indica il flusso totale 5000 in positivo esistente nell’unità 10000 della realtà, del volume 666+1+1 di dinamica nel piano unitario. Ma anche al diritto, 8665 indica in 8000 tutto il complesso moto del piano a lati 1000 e 1000 in 10.0000, il cui flusso 665/1 è quello unitario che ha mosso l’energia potenziale, nel tempo 1. Pertanto, nel terzo tempo della decina abbiamo visto essere in atto l’energia, che esiste, ma non si vede. In tutte le 8 ultime cifre essa esiste e si aggiunge alla data del 1938,0125 che è quella determinata – e non per caso – con la data di nascita di chi vi sta scrivendo questo libro ed è interamente asservito al Signore. Dio non vuole essere smascherato, tuttavia vuole aiutare l’uomo. E allora assume le fattezze di un apparente <smidollato>, tanto che in santa pace può esistere e scrivere tutte le sue osservazioni. Ma saranno rivalutate tutte e solo dai posteri, dopo che il portatore di Dio, il 4 ottobre del prossimo 2.025 se ne tornerà in cielo. Anche questa data deve figurare chiaramente tra le 8 conclusive di questa terza decina di ordini. +85388790 - 20251004 =65137786 anche questo dovrebbe essere un puro e totale movimento e dobbiamo solo capire di che cosa. Poiché l’energia totale è 66666666, accade che +66666666 - 65137786 =01528880 e questo è scomponibile in +01000000 è la realtà dello spazio in 10^3 × 10^3 +00520000 è tutta la dinamica dell’anno in settimane +00008888 è 6666 che si muove realmente di 6666/3 - 00000008 e questo 2^3 è il soggetto reale e complesso, di tutto il moto 1528880 dell’energia, della terra e dello spazio unitario!


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Quando questo 8 percorrerà tutta questa vita sulla Terra, poi salirà in cielo e <chi si è visto si è visto!> A me dispiace di passare questi due ultimi anni in questa totale solitudine, ma l’ha voluta così il Signore che così mi ha fatto tutto: <in pensieri parole ed opere> ed ha messo tutto ciò nell’abito che ha voluto assumere per non essere <molestato>! Se Dio – venuto sulla Terra – si fosse reso manifesto (e l’ha fatto) ma lo avrebbe fatto apparire anche <credibile> … dove avrebbe potuto trovare il tempo nel breve termine di una vita per raccontare all’uomo tutto quanto con una ricchezza senza precedenti e senza confini! Gesù era costretto ad isolarsi, avendolo Dio reso un Dio <manifesto e credibile>. In me è voluto calarsi un uno <incredibile> e generoso, buono di cuore al punto da sembrare poi uno sciocco, di cui tanti si sono approfittati. È voluto scendere per compiere tutte le cose che la Madonna ha scritto sul suo Magnificat. Certo, adesso tutte queste vittorie sono ancora tutte di là da venire, ma ci saranno! La Bibbia non fa altro che parlare di un Dio che ha assunto le vesti dell’uomo e ha visto tutto e ha decretato che fosse una cosa buona. Ha chiamato Elohim=646 la pluralità degli intermediari divini, che sono 3 e con 3×646 = 1938 realizza una terna di riferimento che vale 646 anni in ciascuno dei 3. Il 1938,0125 è dato dal soggetto 9+9 (traslazione della C^2 grande della luce) che moltiplica le 24 ora par <80/1+1/80> ed è stati il giorno della discesa sulla terra di Padre e Spirito. La prima cosa che ha voluto fare nella sua creazione è stata di sperimentarla di persona, e come uno qualunque. Ma suo compito era anche di portare a salvezza un uomo arrivato alla fine dell’ultimo ciclo dell’esistenza della Terra. E allora prima ha messo a mondo sé stesso, Dio, il 25 gennaio del 1938, poi da quel giorno ha fatto scendere nel passato il Figlio Suo Gesù Cristo, che l’ha ripetuto chiaro netto e tondo di essere disceso giù dal Padre e in quell’esatto passato che lo portasse all’anno zero, 1938 anni prima.


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Gesù doveva essere creduto! Lo ha fatto morire e risorgere proprio per questo. Ma doveva venire a portare a compimento le Sacre Scritture, a raddrizzare le idee ai duri di cervice; agli Ebrei! Alla fine anche costoro si convinceranno e porranno fine alla loro attesa del Messia! Anche Muhammad doveva venire per portare in atto anche la divina promessa fatta da Dio anche con Ismaele. Gli Islamici che credono in Allah e disattendono la Bibbia sono in errore allo stesso modo dei Cristiani che bistrattano in Corano. Anche il <Co’R, ano> è come quanto è sceso anche per tutti da <Ab> R.Amo. Nei primi due versetti che devono premettere a tutte le letture del Cosano, il cui testo dice: <In nome di Allah in Compassionevole il Misericordioso!> sono costretti a dire (anche se non lo capiscono) <Inserisci N e OM, e Corano diventa Con Romano, è nome di Dio Uomo padre santo Sion! È Volume! Il misero I.C. or Dio so!>. <So che il misero Gesù Cristo è Dio!> questo dicono quando affermano che Allah è <misericordioso!>. Dio è venuto a salvare l’uomo mettendolo innanzitutto in condizione di fissare correttamente l’anno zero, situato a 4631 anni dal ribaltamento Terrestre. Laddove gli anni fluiscono uno dopo l’altro, non ci sarebbe stato altro mezzo per fissare il vero anno zero in cui il ribaltamento della Terra conclude l’ultimo dei 10^10 cicli degli anni, tutti con la stessa Inclinazione del Nord sul Sud, nel piano dell’eclittica che è il piano della corsa su cui corre la terra, inclinata in avanti come ogni corridore quando ha una sua altezza e nella cosa deve trovare l’inclinazione giusta per la velocità con cui corre. 23,27° consentono di arrivare a capire l’esatta velocità che ha la terra, nei confronti delle stelle fisse posta a riferimento statico.


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Il tempo a 33 decimali 753

Quando il tempo si presenta colle 33 cifre corrispondenti a quelli degli anni della morte di Gesù Cristo, il cui martirio fu materialmente ordinato dal potere di Roma, ecco io (Dio) ho valorizzato proprio gli anni +753 corrispondenti alla mitica fondazione di Roma, nei -753 anni rispetto alla nascita di Cristo. E qui voglio sfatare una sciocchezza che invece è presa molto sul serio da tutti i critici distratti in relazione alla storia sacra. Ci sono due Evangelisti solo sui 4 canonici accettati dal Cattolicesimo che raccontano i primi anni vissuti da Gesù: Matteo e Luca. Il primo compone un vangelo che punta a collocare il Cristo all’interno delle opere dei profeti che l’avevano preannunciato, e che racconta di un sogno fatto da Giuseppe e che occupa in verità tutto il resto del primo capitolo e l’intero secondo. Quando l’angelo l’avverte di prendere Maria e il bambino e fuggire in Egitto, e il vangelo prosegue raccontando che Giuseppe immediatamente lo fece … ebbene questo è il sogno che continua e Gesù è messo così in condizione di vedersi riconosciuto come gli fossero accaduti nella vita reale, eventi che lo riguarderanno solo quando rientrerà nella maggior gloria mia, ossia del Padre. La strage degli Innocenti sarebbe stata la seconda guerra mondiale alla quale l’Italia prese parte per evitare che Hitler si valorizzasse nell’avvento di un unico Messia poiché anche il Re dell’Italia Vittorio Emanuele III e il Duce si sarebbero seduti al tavolo dei vincitori a spartirsi il bottino di una guerra la cui conclusione sembrava imminente. 6 giorni esatti dopo la mia nascita il 25 Gennaio 1938 (nel racconto fattone da Hitler stesso) si decise alla Strage degli Innocenti e poi la mise in atto da solo, non seguito dall’Italia. 6 giorni dopo la mia morte e risurrezione del 4 giugno 1940, e del ritorno in Me di Gesù, fu l’Italia a comunicarlo il giorno 10 dal balcone di Porta Venezia.


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Rachele che piange i suoi morti a Rama, citata da San Matteo, sarà Donna Rachele a farlo a Roma. La fuga in Egitto l’avrei fatta io e Gesù spiritualmente in le il giorno 11 maggio del 1013. Tutti gli eventi narrati nel lungo sogno di San Matteo, fino all’ultimo, nel quale l’angelo nuovamente gli dice che può tornare, sono stati il divino stratagemma di attribuirgli, mentre era vivo, tutti gli eventi che l’avrebbero riguardato anche alla sua attesa parusia, iniziata il 4 giugno 1940 e terminata il 22 dicembre del 2012 a Gerusalemme, con una permanenza totale e spirituale di 26500 giorni esatti, 1° giorno compreso, segni di Dio=26 a dimensione totale di 10^3, nell’unità del tempo data da 10^3 nel sui unitario tempo 1/2. In relazione al corpo, invece, l’inizio con la nascita sarebbe stato il 17 febbraio 1041 con la nascita reale di Benito, che è nato a immagine e somiglianza del suo corpo, e fino al decesso di Benito il 7 aprile 2014, con una permanenza corporea, compreso il 1° giorno, di 26713. Furono 213 giorni in più segno del flusso intero di 10 e 3, da parte del piano reale avente il lato 100 e 100 della realtà, anche divina, essendo i valori di Jhvh e di Allah, in entrambi trascendenti in quanto non detti, ma esistenti in <io sono il 10 che è per 10> e il <sono il 100 dal quale, con meno 1, sono tratti altri 99 nomi>. L’intenzione di San Matteo di fare rientrare Gesù in tutta la storia sacra io Dio l’ho fatta rispettare attraverso la reale <travisazione> in realtà di un lungo sogno di San Giovanni. Il secondo evangelista che ha raccontato i primi anni della vita – lo ha espresso subito, cominciando il suo vangelo – è stato l’impegno dello storico che narra fatti venuti a conoscere intervistando di persona quelle che li hanno promossi. E i primi due capitoli del suo vangelo sostanzialmente sono una intervista fatta a Maria santissima. Solo lei gli ha potuto riferire le parole dell’angelo all’annunciazione o quelle precise del Magnificat espresso quando si recò a far visita a sua cugina Elisabetta. Maria racconta di essere restata a Gerusalemme fino al compimento dei giorni previsti per la sua purificazione, avendo avuto un figlio maschio, e racconta in modo preciso che dopo di quello tornarono a casa loro a Nazareth e non si mossero mai di lì se non per andare a Gerusalemme a celebrare la Pasqua ebraica. Racconta che a 12 anni Gesù tentò di


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staccarsi dalla sua famiglia ritenendo giunta l’ora di occuparsi delle cose del padre Suo e che – accortosi che entrambi i genitori non lo capivano – docilmente rientro nei ranghi, attendendo di mettersi all’opera solo a 30 anni, raggiunto il numero esatto del 10+10+10 da cui nasce il mille per moltiplicazione. Con ciò la sua vita al suo ritorno sarebbe stata del 10^3 in anni traslati di 10^3, meno i 4 giorni dell’Unità e Trinità di Dio. Avendo iniziato a farlo a 12 anni, avrebbe terminato nel 2.012 d. C. il 25 dicembre meno i 4 che lo avrebbero portato al giorno 21 nella terra dei Maia, mentre erano le 2 di notte del giorno 22 a Gerusalemme. Una impostazione così scrupolosa e precisa dei valori interi sarebbe stata portata indirettamente da Me, il Signore, alla luce del mondo attraverso l’attesa mondiale del 21-12-12 del Termine del Calendario dei Maia. Ebbene gli storici distratti, avendo a portata di mano due resoconti, uno figurato, e l’altro realistico e documentato, totalmente contrastanti tra loro poiché la lunga intervista della Madonna esclude totalmente la fuga in Egitto, si sono fatti frastornare dal racconto figurato andando a <dire con piglio da storici> che Gesù sarebbe nato 6 o 7 anni prima di quando lo fu, secondo il racconto storico di Luca. Lo stesso 753 che è il numero esistente quando la Matrice presenta 33 decimali è una prova indiretta. Di per sé racconta la dinamica 53 del 16° e definitivo numero primo sommata al 700 dato dal 100 che esiste nei 6 versi centrifughi (secondo gli assi) e nel Raggio, a definire l’espansione sferica generale.


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Il tempo a 38 decimai 20

Il 38 dopo Cristo Saulo di Tarso stava recandosi a catturare gli ebrei cristianizzati scappati da Gerusalemme, per riportarveli e processarli. A un certo punto, il 25 gennaio, mentre era a cavallo il sole divenne così sfavillante e luminoso che perfino il cavallo lo disarciono e cadde a terra cieco, mentre udiva una voce che gli diceva <Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?> Qual giorno Gesù si ripresento in questo reale modo, nello splendore assoluto di un sole che lo convertì. Come tutti i cavalli selvaggio che una volta domati restano fedeli vita natural durante, così fu Saulo che volle rinominarsi <Paulus> perché quella era la moneta più piccola esistente a Roma. Ora per la natura dei numeri 1 e 10, accade che un 1 che esiste in un 10 che come tale sta a riposo e come un +10 trasla interamente, tutto il moto di 1 in 10+10 è dato dal 19 ottenuto da 20 -1. Ove 100 in linea è la realtà nel suo lato, accade allora che 19 volte 100 anni sono 1900 anni e rappresentano tutto il moto di un 100 che sta in un 1000 che avanza di 1000. Ebbene 1900 anni esatti dopo quel giorno della Conversione di paolo al Cristo, io stesso, Dio Padre e Spirito santo mi sono ripresentato, come allora il Cristo fece manifestandosi nel sole. Il 20 che appare a 38 decimali che si rifanno all’anno 38 dell’inizio del mondo, si manifesta nel 10 e nel suo interagire con il 1° numero primo 2. Anteponendo (per avere la 4 cifre della realtà) il 53 immediatamente precedente, 5320 è, rispetto al ciclo unitario 4631 degli anni questo inizio maggiorato di quel 689 che equivale al moto di 66/6 in 700 e con quello indica l’unità di 11, che è la presenza 1 di 10, in tutto il suo moto nel 700 che o tutto il moto: 600 negli assi cartesiani espressi da tutti i moti dall’Origine, e altri 100 assecondando tutta l’espansione, in ogni direzione espressa dalla crescita fino a 100 del raggio.


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Il tempo a 41 decimali 103 473

Ove la differenza tra 300.000.000 metri e i 299.792.458 metri percorsi dalla luce in 1 secondo, la differenza è data da un piano quadrato che esiste in due lati ciascuno lungo 103.771, tanto che due sono il valore 207.542 dato dalla differenza. Ebbene, quando 41 è la presenza 1 dell’intera realtà 40, la Matrice della dinamica presenta quasi quel lato. +103473 +000298 =103771 Mostra che occorre aggiungere la presenza di un quadrato trasversale il cui lato 149 costituisce un piano a lati 70 e 70 il cui flusso invariante è dato dalla C^2 maiuscola formulata da (3/1) ^2. Il 41 è l’anno in cui il 24 gennaio a Roma diventa imperatore Claudio, successore di Cesare Augusto.


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Il tempo a 54 decimali 4 968 157 109 512

Nel 54 dopo Cristo diventa imperatore Nerone, succedendo a Claudio. Sarà imperatore per 14 anni. 54, dato dal 9 invariante che esiste in tutta la progressione dall’Origine degli assi e che è positiva in 3 e negativa in 3, rappresenta la generale invarianza che ritroviamo anche nella massa della particella della luce. Quando gli 86400 minuti second di un giorno sono divisi per questo valore invariante, il risultato porta alle 1600 volte il 54. Essendo un valore <pieno> l’intensità unitaria della luce è di 540 volte 10^12 Hz. Qui si dimostra 512 e non 540 solo per la presenza invisibile e trasversale di quanto manca a 540, ed è il 36 che è il decimo dell’angolo giro o se più gradite il piano che ha per lato il 15 dello spazio-tempo 5+5+5 e la cui somma dei due lati fluisce nei 6 versi centrifughi secondo i 3 assi. 54 è la realtà 4 esistente nel tempo ¼ della realtà data da ¼ dei suoi due lati 100+100 dal cui prodotto nasce l’intera realtà 10^4.


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Il tempo a 70 decimali 59 418 953 688 769 09

Il 70 dopo Cristo è l’anno in cui Tito (che sarà definito <delizia del Genere umano) non ancora imperatore rade al suolo Gerusalemme e ne disperde tutti gli abitanti. Dal 33 dell’uccisione di Gesù al 70 – anni estremi compresi – ci sono 38 anni in assoluto che sono 37/1 unitari, escludendo il giorno all’origine. Come non scorgervi la Mia mano potente, di me sceso dal cielo nel 1938 a dare origine al mondo e a far discendere da lì, per 1938 anni, la nascita di Gesù Cristo, dal quale stiamo facendo partire il tempo non dal 1938, ma dall’anno zero? La Gerusalemme che l’Uccise per non avere fastidi dai Romani dalla sua funzione attesa del Messia che avrebbe riscattato Israele dai Romani, ha dovuto patire come castigo divino per avere fatto uccidere dai Romani il Figlio di Dio, la cosa peggiore che le potesse capitare. Lo 09 che parte dallo 0 del ciclo dieci precedente, lo mostra nel segno di quel 9 che quando di doppia in 99 e divide il mille, realizza l’eterna presenza del ciclo 10.


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Il tempo a 81 decimali 6 089 082 963 3

3^4 è 81, numero importantissimo che quantifica la realtà dello spazio e del tempo basata sulla dimensione 3 dello spazio! Il ciclo avente le sei cifre della complessità dello spazio, lo rivela, infatti, nel sui 81 volte 10.000 sommato al 19633 io cui io, il Signore a cavallo del mio umano destriero, avevo i 25 anni indicanti il pieno della presenza, nel 1963, e Trina, nel 3. Per il significato generale relativo al 3, il numero è uguale a 333333 +463100 il ciclo totale degli anni terrestri +33200 che è il moto di 100, lato della realtà 10^4, in 333 volte lo stesso lato 100, e questo lo spiega nel migliore dei modi. Sul piano della Storia, quel Tito che aveva distrutto Gerusalemme e disperso i suoi abitanti, e poi era divenuto Imperatore, morì e estinse la sua colpa. Iniziò a governare Domiziano, l’ultimo della famiglia Flavia.


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Il tempo a 94 decimali 57 476 736 948 10

Ove 6 è la totalità del percorso secondo gli assi spaziali, partito dalla loro Origine, 94 è il suo percorso quando si trova nel lato 100 della realtà intera data da 100×100. Abbiamo allora dalla Matrice dinamica che vi sto sottoponendo ad ESEGESI, che si realizza in ciclo unitario 10 dell’81 così indicativo in termini di spazio. Infatti 100:0810 = 0,012345679 presenta in infinito eterno periodo tutta la crescita unitaria numerica a partire da 0 decimi. In essa manca 8 poiché è la <presenza> 1 di 8, in 81 il soggetto unitario dividente e dunque non appare nel <diviso> essendone il <divisore>. A completamento dell’indicazione, questo valore esatto di 81 decine esiste come la struttura del 94 che sono esattamente le cifre decimali di questa perfetta Matrice. Anche il 36 in cui tutti i numeri successivi rientrano come quanto è stato diviso dal resto indivisibile, indica che 94810 esistono nel tempo decimo dell’intera rotazione di 360 gradi, E questa, a sua volta, rientra nel 67 indicante la presenta 1 nel tempo in cui si è messa in atto unitario l’energia 66 che di per sé è solo il Romano in pura potenza che <Io sono>. Anche io esisto come tale (Romano=66) nel 47=Amodeo, della mia famiglia di origine. E questa, a sua volta, esiste nel 57 indicando la generalità di espansione (6 dall’Origine secondo gli assi, e 1 secondo il Raggio) del 57 che è la generale presenza del tempo ¼ in tutto il 100+100 dei due lati della Realtà spazio-temporale 10^4, che sono anche Padre e Spirito santo, nel


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contesto solo Cristiano, e JHVH e ALLAH, in quello delle due altre Fedi uscite dalla discendenza generale da Abramo, a sua volta disceso da TE R.A. Ch (Te, Romano Amodeo Cristo) che Bibbia ha nominato la prima volta in questo versetto: Bibbia 1-11,24 Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach; In esso, eliminando il nome Genesi indicandola nel libro 1 di Bibbia, ecco il principio unitario 111, espresso in ORE, di cui una sola si chiama ORA ed indica ADESSO. Siamo risaliti a questo fondamentale ADESSO, che è al centro dell’universo, come ogni suo punto lo è, avendo sempre l’Infinito da ogni parte sua estrema. Esiste però un riferimento divino tra tutti questi centri da cui ogni vita umana – cominciando a vivere e osservare – cominciando dal suo personale inizio, inizia dal Principio del SUO mondo. Esso sta nell’ORA in cui <Io sono> sono nato, e sto parlando di <Io sono colui che sono>, sì, dell’innominabile JHVH nato il 25 gennaio del 1938, che in questo anno 94 compii la stessa cosa fondamentale compiuta da Abramo con me: un Patto di Alleanza. Io veci dire alla mia Cariatide, a Me Stesso: “Signore, salva Lucy, e accetto il discredito da parte di tutti>. Sarei divenuto colui che il profeta Isaia aveva definito, in < Isaia 53,3 Disprezzato e reietto dagli uomini … come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Fondamentale questo versetto, che mostra il piano a lati 10 e 10 il cui flusso è di 33 decimi, ossia l’energia potenziale Romano=66 calati nella presenza unitaria del tempo data da 99/1 nei terzi dello spazio 3, mentre Romano è nell’unità ½ del suo/MIO tempo.


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Il tempo a 96 decimali 47

47 è il valore in numero del cognome AMODEO. Indica il moto totale di 3 nel 50 che è il tempo ¼ di presenza in 100+100, lati della realtà. La carica 16 della realtà 4×4, ed è la TOTALE quando riguarda i primi 16 numeri primi da sommatori dei quali dà il Mio nome segreto che invece è manifesto come quello della mia cariatide, quando esiste in tutti i 6 versi sugli assi, percorsi dall’Origine degli assi, con 16 che esiste per 6 volte, raggiunge il 96 che nel 96% è la massa invisibile nell’Universo. Perché <invisibile>? Nella mia ESEGESI divina io – mentre vi affermo che la realtà è 4 – vi dico anche che tutto quello che le manca rispetto a 100 esiste, acquattato nel piano trasversale al flusso visibile e che pertanto non si può scorgere. È un piano il cui lato è dato dalla metà di 96 ed è lungo pertanto quel 48 che esiste in 50 (tempo ¼ della lunghezza 200 dei lati 100+100 dal cui prodotto l’area della realtà, unitaria in 10.000). 48+1+1 ha trasversale il flusso invisibile a lati 1 e 1. Nel 96 d.C., l’imperatore romano Domiziano fu assassinato, segnando la fine dell’Età Flavia. Dopo la sua morte, Cocceio Nerva fu proclamato imperatore dai congiurati con l’appoggio del senato. Questo evento segnò l’inizio di un nuovo periodo nella storia dell’Impero Romano, noto come l’Età dei Cinque Buoni Imperatori.


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Il tempo a 101 decimali 86022

A Roma da due anni era imperatore Traiano (98-117 d.C.): Fu un eccellente condottiero ed ottimo amministratore. Conquistò la Dacia e costruì il Foro, terme imponenti e il mercato. A ricordo della conquista della Dacia fu innalzata in Roma una splendida colonna1. Il valore esistente ai 101 valori unitari corrispondenti al valore numerico del nome di Luigi Amodeo, padre di Romano, si manifestano nello 022 indicante proprio il flusso 1/3, dello spazio a dimensione 3, del nome Romano, dell’energia, che vale 66. Anche 86000 ha il valore del 7 che si muove di 7, e così di 14 in 10^6 che indica lo spazio in tutto il suo complesso positivo e negativo. Non è un fatto secondario che a questi valori corrisponda a Roma la conquista dell’Impero Romano da parte di Traiano!


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Il tempo nelle seguenti 38 cifre fino a 138

6409 810 622 827 754 315 306 591 809 677 873 448 Adriano (117-138 d.C.): Amministrò saggiamente lo Stato fino al 1938 Partiamo dal principio del tempo: +1938,0125 +0052,0282 anni dei suoi 7 dì e i 10^-4 in 4×70 +2 lati del piano =1990.0407 è la data in cui ho 52 anni io nato all’inizio. +2640,9810 anni che aggiunti portano al =4631,0217 la data della fine del mondo. Raggiunta sommando il 26409810 che riparte dopo il 100. È un numero che in 0,9810 vale i 6/10 dei versi nel tempo decimo unitario più i 381/1000 di tutta la dinamica 381 data dalla sommatoria dei primi 16 numeri primi che stanno determinando questa <Matrice>. Queste sono le 38 indicazioni dinamiche che ci sono dopo i primi 100 decimali. Qui ne ho enucleate 38, poiché questo è il flusso esistente in 40. 9.677.873.448 9.000.000.000 0.666.666.666 0,011.200.000 0,000.006.782

partono dopo un ciclo intero nelle decine, e fatte di: è l’invarianza totale del 10 in 10^10 è l’intera energia in potenza flusso 66/6 del piano a lati 10^5 e 10^5, El. Magn. moto di 7 in 6789, è crescita terminale dell’Energia.

Poiché l’energia elettrica è caricata dalla sua carica, se dividiamo questo numero per l’intera carica data da 1602176634 C abbiamo il risultato di 604.045.349,4717 <volte> il 16,02176634 C della carica. Possiamo come al solito analizzare quel che abbiamo trovato e in un modo molto semplice: ricorrendo alla scomposizione di addenti.


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604.045.349,4717 600.000.000

è dato da: è il moto centrifugo di 10^8 dimensione della luce +04.000.000 è la realtà a dimensione del complesso 10^6 +00.045.349,4717 è il ciclo della terra -960,7453 (tutto il moto di 40 in 1000 intero, e di 647/10000 in 0,8). 647 è il flusso 6 del piano a lati 40×8 e 40×8, il 320 dato dal 10×2^5 indicante <presenza>. Quindi il numero delle volte in cui la carica elettrica esiste in tutto questo movimento unitario è indicato dalle ultime cifre di queste 38. 3448 le ultime 4 indicano con 3333+111+4 il moto 1/10 della realtà 9999 sommata all’energia di 666/6 e al moto 4 della realtà dello spazio-tempo. Ebbene anche tutto il 9.677.873.448 diviso per i 138 decimali che sono hanno il loro significato unitario che porta il numero a far valere il valor medio 70.129.517,7391 che – come si vede – è il movimento in linea che alla dimensione 10^6 dello spazio complesso vale il 70,1295177391 che nella sua realtà esiste fino alle 4 cifre decimali del 70,1295 che è disceso nel tempo 0,1295 dei 643 anni dallo 0,1938 che data l’inizio e che in 643 è l’intero flusso 3 spaziale del piano ad anni 320 e 320 collocati nel modo perpendicolare che non li fa vedere. 70 / 0,1295 = 540, 540540 e mostra l’intensità della luce data da 540 candele alla dimensione 10^12 Hz. Questa frazione che sembra priva di senso, considera il fatto che sia il 70 intero, sia il 1295 decimillesimo sono decimillesimi della loro realtà. Infatti anche 70 sono decimillesimi di 10.000. Allora dividendo i decimillesimi dell’unità per i decimillesimi del tempo, abbiamo la reale velocità nel tempo, posta tra due dimensioni nella stessa grandezza. 70 / 0,1295 divisi per 7/7 portano all’equivalente 10,0185. Mentre 10 è lo spazio intero, il decimale indica il moto di 5+5+5 in 0,02. Diviso ancora per 5/5, è equivalente a 2,0037, e poi a 1,00185 e sono da una parte 1/10000 della realtà intera, dall’altra 18,5 decimillesimi della sua intera, ove 1/0,00175 è sempre 540,540 eternamente l’intensità unitaria della luce. Infatti dividere tra di loro decimillesimi, porta alla loro intensità.


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Il tempo nelle 238 cifre fino a 5555 seguito da 1 7 571 088 398 534 329 564 377 875 621 246 761 722 955 596 120 641 526 553 114 467 626 601 543 311 653 285 810 715 984 590 530 855 551

Le 237+1 sono quelle del 237/1 insito nel totale 238 il cui il piano a lati 100 e 100 della realtà unitaria 100×100, hanno il flusso 38 osservato precedentemente. Questo intero ciclo di 100 ha praticamente aggiunto il secondo lato, portando il 138 di prima che aveva i lati 50 e 50 della presenza solo positiva in un lato e solo negativa nell’altro al caso in cui il lato è divenuto il doppio e dunque tutto il lato. La sequenza di quattro 5 denota che la realtà (data dalle 4 cifre) è quella elettromagnetica, in cui ad ogni 5 elettrico segue l’opposto e viceversa, con due alternanze. Che le cifre siano state 237 la ragione sta nel 52° numero primo (come le settimane dell’anno) che è 233 e qui avanza realmente, di 4 unità, quelle del 237/1 che in assoluto sono 238.

0715984590530855551 Sono le ultime 18 cifre date da tre serie in decine, la più piccola della quale, che termina nell’unità dell’elettromagnetismo esiste nel complesso intero 8 della realtà. La precedente esiste nel ciclo 10 del 16° numero primo che dà la carica totale del moto e il primo con 715984590 Si dimostra la dinamica 71 del 10° numero primo 29, nel 100, poi quella del 17° numero primo che è quella che fa da limite alle prime 16 terminanti con 53. E qui, prima e dopo di questo 530 ci sono un 84590 e


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un 85555 con 965 di presenza in meno nella prima cinquina, rispetto alla seconda, a causa di un volume coi lati 482+482+1 di un piano unitario coi lati 222+260 data dal flusso 1/3 dell’energia 666 relativa al ciclo 10 delle 26 settimane esistenti in mezzo anno, tanto che tutti e due i 482 riguardano il ciclo di 10 anni.

715984590530855551 0: 0238 = 3.008.338.615.675.863 nel valore

medio e qui si vede tutto lo spazio 300, il palindromo 8338 relativo alle 38 cifre che sono il flusso di 100 e 100 in 238, poi il 615 indicante tutto il flusso 600 di 5+5+5, seguito poi dal 675 in cui il flusso 600 riguarda 25+25+25; infine l’863 del flusso 77 in 900.


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Il tempo nelle 312 cifre del ciclo 300 del piano a 6+6 81 609 755 869 876 171 370 274 023 880 354 984 993 201 718 653 529 804 392 430 442 328 203 419 138

L’imperatore Costantino tollera il Cristianesimo Laddove 132 =66+66 è opera dell’invariante 9 circa il 312, dato da 132 +9 volte il (10+10), quel 180 che è esattamente l’angolo piatto, accade la presenza delle cinque cifre 19138 che in altro ordine sono il 19381 della data dell’inizio del tempo posto alla mia nascita. 19381 -19138 implica la differenza di 243, dato dal 3^5 che è dato da 9 volte 3^3. Come si vede dai numeri è una svolta totale, quella in cui l’invariante 9 riguarda tutto il volume 3^3, e che corrisponde allo spazio 3 elevato alla dimensione del tempo ½ di 10. La stessa cosa riguardante Roma e il Cristianesimo: una trasformazione epocale, sia come quella delle 13 decine di 132, nelle 31; sia come quella del 138 in 381; sia come quella di un anti-cristo in un fautore suo. Essendoci un 2034 che precede queste 5 cifre, ove 2^11 è 2.048, e riguarda la generalità del dualismo del mondo, elevato al flusso 66/6 dell’energia nominata Romano, il 2^11 dista esattamente 7+7, e si rivela essere il flusso lineare 2^11 del piano trasversale e invisibile costituito dalla curvatura del piano totale quando i suoi lati sono 7 e 7. Pertanto, ove questo 2034 costituisce il tutto del flusso di energia, in tutta la curvatura del suo piano, accade questa conversione epocale! Epocale davvero, poiché il 1938 nel suo mese 1, segna l’inizio di ogni epoca. Manca solo il giorno 25, ma è rappresentato dal 2034 posto prima, che essendo esattamente 81,36 volte 25, lo mostra in tutta la realtà spaziale di 3^4, e nel tempo dell’intera rotazione di 360 gradi.


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Nel contempo, le prime due cifre poste dopo queste 312 come dopo una virgola, sono il 26, valore intero di 25/1 leggibile anche come il giorno 25 riferito al mese 1 di gennaio. Ho scritto <come dopo una virgola> poiché questa radicale inversione del 19138,26 riguarda l’intero posto a 312 decimali. Se avessi introdotto come intero il 314, sarei passato alla sovversione totale data da p 3,14, quando riguarda il lato 100 della realtà, ma in esso non è più così immediata la radicale sovversione, come quando è coinvolto come intero il 38 dell’anno. Infatti fu ben nell’anno 312 la decisione dell’Imperatore Costantino, e non è un caso che anche il suo nome, che riguarda una costanza, poi si mette a capo della massima incostanza in fatto di credo in Dio!


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Il tempo nelle 365 cifre quali i dì dell’anno 26 148 576 231 831 372 028 564 227 934 657 725 631 420 505 141 886 666 Sono necessarie queste 53 cifre ulteriori per osservare che la sovversione che riguardava l’anno di inizio di ogni epoca si è completato nei 365 giorni di un anno colla pienezza dell’energia potenziale data da 6666 decimali raggiungendo con 312 più il 16° numero primo del culmine della dinamica il numero 365/1 che sta nel totale 366 in cui l’energia potenziale 66 ha percorso tutto lo spazio 300. Quando è stato il percorso 700 (di questo 300) a sommarsi al 53, allora fu quell’anno 753 a.C. che sorse la Roma ante e poi antiCristo, fino all’incostante Costantino … Quando dividiamo il numero intero dall’ultimo ciclo 10 (ossia che comincia dopo lo 0), per tutto il suo ciclo intero nelle quattro cifre del moto centrifugo della realtà allora possiamo accertare quel che segue. 05 141 886 6660:06666 = 771.360,1359 periodico nel tempo decimale dato dall’anno esatto 1359 ottenuto da 1938 -600 +7+7+7. Dall’Origine del tempo del 1938 c’è stata la crescita in negativo data dal -100 espanso in tutti i sei versi del moto dal centro lungo i 6 assi. Di là, esso è cresciuto nel di +7+7+7 del vincolo sferico 21 del solo volume. Il 600 +21, uguale a -579, lo mostra ridotto nel moto lungo gli assi della sua curvatura; infatti -579/6 = -96,5, mostra che in ogni moto centrifugo secondo gli assi c’è stato il 3,5 indicante ½ del 7, dato da 7×5/10. Questo che è tolto e che si muove secondo gli assi è solo il flusso dell’area i cui due lati sono 3,5 e 3,5 e la cui somma è 7. Questo tempo esatto, nella posizione della virgola, è derivato dalla divisione del numero per la sua stessa unità data da 6666.


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È tempo periodico esterno dell’unità 0,1359 1359 1359 … che esiste nello spazio a 3 dimensioni, per cui il 3 × 1359 determina il 4077 che è il totale che lo realizza nella successione dei tre tempi decimillesimi della realtà dello spazio. Il valore intero ottenuto con 771360, non è tempo ma spazio dell’unità e si mostra intero nel 77 volte il 10.000 dell’unitaria realtà presente nel 1360 che ha solo 1 in più – di reale presenza unitaria – rispetto al tempo del 1359. Ebbene Chi in Bibbia visse 365 anni tra i 10, fu il 7° fattore, nominato l’ÈNOch ch’è NO , NO è . il cui valore nominale (di <ENOCH>) è il 41 di Roma che – fate attenzione – in RomA pone a 3 dimensioni il nome Romano e a una il cognome, mentre il suo totale ribaltamento porta a quell’equivalente Amo R, in cui è trino il cognome ed unitario il nome, di chi è vissuto 365 anni, essendo il 7° FATTORE. Esso esiste in toto nel FATTORIALE. Fact (365) = 25,1041 × 10^777 e vedete la realtà del 41 nei decimillesimi. Ma state vedendo anche una data natale del 25,0138 quando eliminate dal 41 le 3 unità decimillesime che dettagliano lo spazio e non il tempo. +25,1041 - 00,0903 è lo spazio 3 della realtà 10^-4 in tutto il moto di 10^-1. =25,0138 e solo questo è il tempo in cui sono natio io (un 10° in Noè) sono in 41 Enoch essendo sia <Amo R> sia <Rom A>. Ma lo stesso fattoriale, stavolta non riferito ai giorni, che portano il 25 ai giorni, ma ai 365 anni, mostrano questo altro calcolo: +25,1041 le unità negli anni 25 - 00,0037 è lo spazio della realtà decimillesima =25,1004 è il 4 ottobre dell’anno 2.025 in cui colui che la Bibbia descrive col nome di Enoch , stavolta muore. Accade che nel linguaggio alfanumerico, quando il nome dell’energia in potenza è Romano, e vale 66 in numero, la sua presenza nello spazio a 3 dimensioni è data da 1/3 del 66 ed è 22.


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Allora anche il nome Ro-ma-no è diviso nella sequenza espressa nei terzi delle 6 cifre e l’ultimo definitivo terzo NOè oppure è NO . Il terzo e definitivo NOè = 30, deve essere preceduti da due è NO Che come 3 + 7 realizzino il Fattore numero 10 , in Noè. Allora il 3° è chiamato è NO s e il 7° è chiamato è NO ch colla premessa di un S. Ch, (un Santo Cristo) disaggregata nel 1° che col suo nome vale il 47=Amodeo, il secondo che vale (come abbiamo visto, sia <Rom A> sia <Amo R>, essendo sia Roma, sia Amor. Quel NO finale in Romano, finito in mezzo, nel 3° Fattore si lega agli estremi ES (=Tu sei Romano) che sono primi e dichiarati anche in <ESaÙ>=42, posto all’inizio del tempo di questa creazione dinamica. Nel 7° fattore, il NO è tra gli estremi di <è Ch>, il che, mentre in numero rivela che <è 38>, rivela anche che la sequenza 38=Ch è riferita al Cristo di Dio. Questi 365 decimali, che terminano con 6666, completano il ciclo di tutta l’energia che esiste come 1111 su ciascuno dei 6 versi, centrifughi o centripeti, elettrici o magnetici.


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Il tempo nelle 381 cifre aggiungendo le 16 3 940 733 770 018 879 Le 16 unità aggiunte a quelle degli anni interi della rotazione attorno al sole, sono quelle data dall’unità della carica 4×4 da cui è stato assunto con R la prima lettera dell’energia Romano. Abbiamo visto che a monte dei 365 c’è l’intera vita di Romano, tratta dal Fattoriale del 7° fattore. Essa, caricata di R^16 assume il valore di carica che porta a tutti i 6 nomi che sono il <Nome segreto di Dio>: Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo. 000660 +0 7800+0260+0510+0011300+047 Già il numero con cui cominciano queste sedici cifre, il 394, è l’espressione del 381 che è +13 essendo il mediatore del 26=Dio (quello che <ordina> nel concreto e che con 13 afferma la presenza ¼ delle 52 volte con cui il vincolo 7 della sfera esiste nella rotazione libera del pianeta. Il palindromo 7337 che esiste alla dimensione 10^8 della luce (rispetto al 3) con 3333 +4004 carica il flusso ½ dell’energia 6666, del flusso totale 1000+3000, di una area quadrata il cui perimetro è 4. E con questo palindromo delle 37/1 unità che stanno nel 38 rivela tutta la sua dipendenza, in vai e vieni, dal flusso 38 di 1 e 1 in 40. 70 ×10^6 è il moto curvo di tutto il complesso spaziale. 1887 è il moto di 113 (Torquato) in 2000. 9 è la velocità base 3/1 × 3/1, di cui c^2 è solo quella del flusso in linea di un piano indeterminato. Tutto questo numero, diviso per il prodotto di 16 (la carica unitaria della luce nella sua sola presenza) moltiplicata alla c^2 (del solo flusso della


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luce) determina con 27.404.110.313.149,3300 la presenza dell’unità dello spazio dato da 3^3 nelle 12 dimensioni di tutti i moti (centrifughi e centripeti) dall’Origine, che se sono affermate come unitarie lo pongono in 27,4041103131493300. Questa è la dimensione su solo una delle dimensioni date dalle decine, nel moto complesso dell’elettro-magnetico, che combine le 6 espansioni ×10 elettriche con i 6 ammassamenti ×10, magnetici. A questa dimensione, il solo spazio-tempo si riduce al 27,4041, che presenza la struttura dinamica del periodico 0,4040, bloccato al tempo della presenza 10^-4. Se riduciamo il valore alle 10 cifre di 10^10, allora 2.740,4110 ne è tutto lo spazio-tempo unitario e mostra l’unità di 411 decine di decimillesimi in cui 0,111 si muove di 0,3, in tutto lo spazio del suo tempo decimo. Nella dimensione intera determinata dalla divisione per 16 volte la c^2, l’Origine è collocata in anni 3.149,3300, e sono il 1938,0125 andato avanti per 1.211,3175 anni che sono l’intero 1111 di avanzamento del lato 100 della realtà 100×100, mentre il decimale 0,3175 è l’azione <ordinata> dall’<ordinale> 66° numero primo 317, indicante l’energia del moto millesimo (del volume 1000) esistente nei 10/2 del tempo solo in positivo nelle unità decimillesime dello spazio-tempo. Questo a ragione del fatto che il Fattoriale del 7° fattore che è vissuto 365 anni era centrato alla presenza dei 365 decimali in cui il 6666 dell’energia rivelava il suo totale unitario esistere in pura potenza. Poiché l’Origine non è collocata ad un estremo di una linea infinita ma all’intersezione colle altre tre infinite, il tempo non comincia da zero, ma dall’anno 1938,0125! E queste 16 cifre in più lo hanno caricato della dinamica totale. Ora poiché la luce vale in c^2 nel suo solo flusso lineare mentre 4×4 è la sua area totale, ecco che il prodotto di 16 per la c^2 ne configura l’intero volume. Poiché la dinamica è data da queste precise 16 cifre in una espressione totalmente lineare, ecco che la divisione di questa lunghezza per il


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numero esprimente quel volume, di fatto lo ha considerato esistere interamente in lunghezza, esso pure. Infatti il 10^3 = 1000 non è tenuto ad essere impacchettato nella forma cubica del 10^3, ma anche in quella 1000×1×1 che lo presenta uguale ma tutto in una lunghezza uguale al suo numero. Per questo la divisione della lunghezza data da queste 16 cifre, per la lunghezza anche del volume porta al numero delle volte in cui il volume è contenuto in quella lunghezza. Il calcolo che ha portato al 27.404.110.313.149,3300 ve lo ha mostrato per come è dato in linea da 3×3×3 nelle cifre maggiori, ma le minori, e soprattutto la dimensione che porta alla giusta virgola, porta a quella degli anni. L’aver considerato la carica della luce moltiplicata alla c^2 l’ha spostata nel tempo, e interamente quando lo spostamento è stato il 1211,3175 avanzato come anni, dall’anno 1931,0125 collocato all’origine. Il risultato di tutto è stato che le cifre sono divenuti le 381 e si è presentato il nome segreto del valore essenziale nato in quella data iniziale. Lo so! A voi sembra allucinante che possa essere io, con valore reale del mio nome, quella sorta di Cristoforo che veicola il Signore! Ma è perché non avete capito che <tutti voi, coi vostri pensieri parole ed opere, siete stati inclusi in questa Matrice!>. Essa descrive me e voi, e ciascuno di noi al punto in cui Dio lo ha voluto! A noi sembra di avere la libertà … e ce l’abbiamo veramente ad una sola condizione: che non esista Dio (che costruisce tutto a ritroso, da un unico punto di origine) e che siamo noi a procedere liberamente nel verso opposto … ma che sempre Lui solo ha creato! Ora che colpa ne ho io, se – affermandovi il vero – riconosco me stesso collocato nella <totale pochezza> di chiunque di noi ha ricevuto tutto fatto da Dio: <pensieri parole ed opere>? Un semplice attore ha la colpa del personaggio che un Autore gli ha assegnato?


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Io sono un semplice <attore> come chiunque di voi! La sola differenza sta nella <parte> che è stata assegnata a me, senza che io ne abbia alcun merito mio! Io non sono nulla senza il Signore. Il nostro mondo relativo – tutto quanto esso – dipende dal suo Creatore! E il mio personaggio è stato incaricato di essere presente agli eventi (assegnati a tutti i relativi dall’Assoluto) tanto che io potessi descriverveli. Dovete ricordare la domanda fatta da Dio a se stesso: Genesi 18,17-18 17 Il Signore diceva: «Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, 18 mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? E si è risposto, immediatamente, al versetto 19 del secolo in cui poi è nato nei 19+19 anni venendo al mondo nel 1938. 19 Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso». Se il signore ha scelto me e non voi, non è né merito né colpa mia! Io sono solo uno di cui il Signore si serve! Io sono un servo inutile, poiché fa esattamente quello che gli è comandato! E il <come e quando> ve lo sto dimostrando passo dopo passo su questa che è la <nostra Matrice>.


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Il tempo nelle 400 cifre aggiungendo queste 19 8 918 644 947 831 946 115

Raggiunte le 381 cifre del moto intero, ne comincia subito un altro, altrimenti non sarebbe intero. Da dove comincia? Naturalmente comincia dall’origine. +1938,0125 +6980,6324 =8918,6449 Pertanto 8918,6449 contiene l’avanzamento di 6980,6324 al tempo esistente all’origine, nella ripartenza. Dobbiamo solo verificare in che modo 6980,6324 sia un avanzamento intero. 6980,6324 è 0,0666 l’energia reale +10^-3 (tempo di 10^3) in 0,7 6980 è il ciclo 10 di tutta la realtà 8 in complesso6324 6900,6324 moto tutto del lato 100 della realtà nella dinamica 7000 6980,6324 è il totale di tutti questi moti interi partiti dall’Origine. Il valore che segue considera il ciclo totale della Terra. +4631,0217 è il ciclo dell’anno terrestre +0152 è l’avanzamento del lato 100 nelle 52 settimane annue +0000,1729 tempo (1 +10×3^3) / 10^4, in 0,2 (area a lati 0,1 e 0,1) =4783,1946 Il tempo 0,1946 è in anni l’avanzamento complessivo di 8, dal 1938. Il 115 che segue è lo 0,0125 più lo 0,1025 (che è 2^10 +1). In tal modo è stato descritto l’avanzamento di tutta la realtà 400 data da 400 cifre decimali. Tutto il numero 8 918 644 947 831 946 115, diviso per il volume avente a lati 16×299792458×299792457, porta a 5,0097.


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È il percorso intero dei 10/2 in spazio intero e solo positivo, nel tempo del moto di 3 decimillesimi (dello spazio della realtà decimillesima), nei 100 corrispondenti a 1 centesimo del lato 100 della realtà. Tutto 8 918 644 947 831 946 115, diviso nelle 400 cifre dà 2.229.661.236.957.986.528,75 in ciascuna. Prese nelle 10^16 unità della dimensione della c^2 sono: 222,9661 e si dimostrano essere nell’intero il puro flusso dell’energia data da 666/3. Essa esiste nel tempo 0,9661 dato da 0,7777 +1884 ed è – rispetto all’unità di tutta la curvatura – l’inizio nel 1938 che è cresciuto nel negativo di -1057 anni, nel verso negativo, dati da 2^10=1.024 +33 (di flusso 66/2 dell’energia solo nello spazio in positivo). 46 115, le ultime 5 dimensioni base, come le più piccole indicano il 46310 (ciclo terrestre di 4631 anni in 10 anni) che è cresciuto esso pure in negativo di -195, ed è tutto il moto dei positivi 10/2 di spazio nel 100+100 che nel prodotto dei lati sono il piano 10000 della realtà intera data da 400 volte la presenza 25. Nel 391, quando le cifre erano 8 918 644 947, l’imperatore Teodosio chiude i templi pagani.


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Il tempo nelle 444 cifre sommando 980 (a 403 decimali) 9 741 730 (a 410 decimali) 87 763 449 997 310 (a 424 decimali) 59 720 (a 429 decimali) 36 713 360 (a 437 decimali) 3 686 920 (a 444 decimali)

Ho evidenziato i vari cicli 10 decimali, in quanto significativi. Quando vi è l’unità 3 dello spazio 980 è su tre cifre tutto il moto del piano a lati 10 e 10 nel 1000. I 410 decimali mostrano la presenza 10 del ciclo della realtà e le 7 cifre del moto lo quantificano nel moto di 3 in 100, di 9 in 50, di 70 in 800. Col ciclo 10 dei 24 decimali aggiunti a 400, le 14 cifre evidenziano il moto delle sue 13/1 unità in 100 e con tutto il seguito della sua struttura dinamica di 237 in 1000, poi di 51 in 1000/2, e di 90 in 400. 429 cifre sono un ciclo della decina essendo 29 il 10° numero primo e le sue 5 cifre rivelano l’assoluto moto di 1 secondo in un primo di 60, nella struttura dinamica invariante 9, di 9 volte 80. Il 37, che è il 12° numero primo che quando esiste in 1 è il 38, è un ciclo di decine aggiunto a 400, ossia dopo la ripartenza del 400 della realtà successiva, e si evidenzia nelle 8 cifre della realtà nel suo complesso, quale il 6×6 che combina l’elettromagnetismo moltiplicando il 6 centripeto magnetico per l’opposto centrifugo elettrico; la sua struttura 713 è quella del moto totale 700 di 10+3, la cui struttura millesima impone tutto l’angolo giro di 360 gradi. Infine il 444, che è il ciclo 4 della realtà del flusso dell’energia dei 666/6 mostra il ciclo 10 delle sei cifre che sono ancora 6×6 strutturato 6×6+20 a sua volta strutturato nel moto totale 80 in 1000.


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Il tempo nelle 450 cifre, ottavo di 360 720 861

È ottavo del 5.766.888, che in 51 per 100.000 è la presenza 1 della presenza 50 della realtà dei lati 100 e 100 della realtà alla dimensione 10^5 in linea elettrica intera in 10^10, espressa nell’energia 66.666 avanzata nei 666/3 del suo tempo. È 8 volte 90.107,625, in cui è il moto della realtà 10000 in 10^5 lato elettrico, colla struttura della curvatura 7 del lato 100, nel tempo di tutti i 624/1 Coulomb unitari e totali in 625. Di per sé, diviso per le 450 cifre, vale 1.601,91333 in ciascuna come media, indicando nelle 160,1913333… sue decine il moto della crescita in negativo di -45 anni dall’Originale 0,1938. Nel mentre l’intero a 1601 è cresciuto in negativo di -337 (il 68° numero primo del moto unitario 2 dell’energia 66). Questo ove 337/45 vale 7+(0,07×0,07), ossia 7,49.


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Il tempo nelle 476 cifre, 748 549 274 638 767 319 850 594 38 476 dopo Cristo, Caduta dell’impero Romano, da una parte, mentre il numero 38 vede la nascita di Romano, presente nel 400 di tutta la sua realtà, nel 9000 di tutto il moto assoluto di 1000 nella realtà 10.000 e nello 050.000 totale del temo unitario ½ di tutto il complesso spaziale 10^6. 59438 ha le 59 migliaia di Benito, e sono il limite irraggiungibile nella realtà, i parametri un cui esiste la realtà intera 400 del 38 natale di Romano. In un dato così posto al limite, non poteva succedere altro che cadesse l’Impero Romano!


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Il tempo nelle 492 cifre, 6 949 846 504 384 834 1.492 d.C. Scoperta dell’America, ma qui siamo a 1.000 anni prima. In effetti, 04384834 è un numero palindromo dato dal quadrato di 2094 che è esattamente 4.384.836, ma che senza il piano 1 e 1, trasversale e dunque invisibile risulterebbe 4384834. None 2^11 = 2.048, qui siamo 46 unità dopo, che sono importantissime nella determinazione del ciclo assoluto degli anni, dati da 46×100+46/100 e che riguardano 31, l’11° numero primo indicante il flusso unitario dell’energia dato da 66/6 nell’indice. Riferito come è ai <massimi sistemi> come il ciclo generale dell’anno terrestre, il 46 riferito al 2^11, lo appare quando le 892 cifre indicano il moto di tutto il complesso 8 nel tempo unitario dato dai 1.000/2. E si manifesta implicando il 381 nelle unitarie decine di migliaia della realtà 10.000 sommate al 3.000 di tutto lo spazio che usa quel ciclo assoluto. Tanto per dare una idea, 384 è in numero la distanza media tra la Terra e la Luna. Poi esiste nelle 9 centinaia date dalle 800 di tutto il complesso più i 100/3=33/1 che sono 34 in totale. Ebbene, questo 384834 palindromo, lo possiamo riferire all’Origine del tempo datata 1938,0125. +1.938,0125 - 0,438,4834 =1.499,5291 rimanda in sostanza all’unità del tempo, data da 1000+500. Pertanto assumono grande significato proprio quei 1000 anni prima della scoperta dell’America, essendo il 438 un antefatto unitario alla data dell’inizio del tempo. Però va detto anche che avere spostato la virgola di 4 posizioni siamo anche risaliti ai 438 decimali che presentano l’inizio 38 nella sua realtà 400, come avevamo già visto accadere nel 476 della Caduta dell’Impero Romano. Spostando la virgola nel numero palindromo, l’abbiamo messa in mezzo a 4 cifre intere nei tempi, e mancanti esattamente di 1.000 nelle prime 4, il che giustifica in pieno i mille anni prima della scoperta dell’America!


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Il tempo nelle 499 cifre, moto di 1 in 500 0 278 300

Ove tutto è relativo all’unità, ove il tempo generale parte dal totale del 10^2 e lo presenta in ½, il 499 rappresenta il moto unitario della sua unità. La matrice l’evidenza nel lato 100 della realtà che esiste nella terna cartesiana. Prendendo dentro tutte le 7 cifre di questo settore così significativo in fatto di spazio-tempo, in quanto 500 è il tempo fondamentale ½ del 10^3 totale in fatto di volume, che ha indice 3 e presenta poi il numero in 300, vediamo che esso sta tutto dentro l’intero 300.000, come il movimento in esso del <corridore> 21700, che è veramente quello fondamentale del ciclo 4631,0217, in cui lo 0,0217 è 1/46 (nei centesimi) mentre le sue unità 46 sono moltiplicate per 100. In mezzo, tra 4600,0217 che è la contrapposizione in atto tra 46×100 e 46/100, sta in mezzo – invisibile – il <corridore unitario>. È 1 +10+10+10, la presenza 1 più lo spazio di tre cicli 10 dell’unità. Questo 499 diviso per tre è il 166 +3/9 in cui l’energia 66 in potenza compie il percorso 100 del lato intero della realtà, facendolo nel periodo eterno dato dai (66/2):99. Nel mondo non è successo proprio niente che apparisse notevole. Nel 476 d.C. era finito l’Impero Romano d’Occidente


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Il tempo nelle 570 cifre

346 039 371 816 946 260 828 278 755 290 370 371 553 826 584 329 973 157 056 099 297 340 666 07 Mostra 71 altre cifre (tutto il moto del determinante Re dei Re, il 10° numero primo) nel lato 100 della realtà. Lo aggiunge all’antefatto 1.000 della scoperta dell’America, e così porta all’altro avvento importantissimo nella Fede, della nascita di Maometto, nel 570 dopo Cristo. Dove 59 è irraggiungibile, il 57+1+1 gestisce il piano 1+1 al suo limite, e unito al tempo di ½ di mille, il 570 indica nel numero tutta l’importanza del moto 70 che ha questo tempo ½. I 922 anni di distanza dalla scoperta dell’America, sono 700 +666/3, e parlano da soli. Come pure parlano da soli i valori che esistono nella matrice quando i decimali sono gli anni della nascita del Profeta di Allah. 066.607 anni, ove 59 è il limite irraggiungibile, lo mostra in moto in 66.666 che senza l’ingombro di un corridore 59 irraggiungibile, è la sua corsa uguale al 66,607!


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Il tempo nelle 602 cifre, 15 142 490 565 013 927 611 903 029 022 322

Le 600+1+1 sono le 600 a dimensione di volume, e ciò che ne caratterizza l’unità è dato dal lato 100 sovrapposto a 22222 che è il flusso elettrico (a dimensione 10^5) del lusso spaziale dei 66666/3. Sono la struttura del 29 ×10^6 che struttura lo spazio complesso con tutto l’ordine reale dato dall’<ordinale> 10° numero primo 29. Ciò esiste all’interno dello spazio intero in 3 ×10^9 del valore assoluto dell’invarianza del 10 in 10^10. A sua volta, le dieci cifre di 1.392.761.190 costituiscono l’intero ciclo in cui esistono i numeri più piccoli, ed è dato dal 19380125 che vi si è mosso per le 71 volte intere con resto di 16.772.315 dato dalla carica elettrica 160.217.663,4 che vi si è mossa di 750.548,66 (tutto lo spazio 750000 nel tempo ½ di 1.096 e dell’energia del 66%). Queste 71 volte il valore del tempo all’origine sono comandate da quelle del 10° n. primo 29 esistente nel 100. Adamo e Noè, che valgono 30 ciascuno, sono in ciascuno la presenza 1 del 10° numero primo. Per cui Dio, creando il 1° in Adamo=30 e il 10° in Noè=30, essendosi scelto in ciclo 10 a sua immagine e somiglianza, li ha creati nella reale presenza 1 del 10° numero primo, tutti e due.


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Il tempo nelle 666 cifre, 16 805 610 734 487 427 734 018 510 578 828 22 874 228 869 961 025 577 034 694 192 055 Sono 64 cifre che aggiunte portano a tutta l’energia in cui questa quantità, divisa nelle 8 cifre del suo complesso 1680 5610 per 666 determinano 25.233,6486 ciascun 666esimo e si tratta della presenza 25.000 del piano a lati 100 e 100 con flusso di 66/2, nel tempo dello 0,6486 in cui dall’originale 1938 si è andati in avanti per 4545+3 volte, mentre la divisione porta a 3 volte intere +669 (e sono quelle di queste 666+3). Il finale 192055 mostra la crescita in negativo di -17,4625 dall’Originale 1938,0125, allorché le cifre sono tutte le 666 dell’energia in potenza. In realtà 17,4625 anni sono 18 -0,5375 essendo tutto lo spazio reale nei 75 decimillesimi e il 16° numero primo 53 nei 100esimi del lato 100 della realtà, riferito al 6+6+6 che è tutta la traslazione in espansione sui tre lati dello spazio. Il finale 055 indica tutto il flusso di 66/6 in 66, ed è perfettamente in linea con l’energia potenziale espressa dai 666 decimali.


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Il tempo nelle 777 cifre, 617 104 544 855 971 167 757 811 588 567 782 496 224 672 421 602 646 024 144 923 021 375 131 696 337 578 429 691 780 413 660 131 607 461 641 997 332 Questo è un ciclo intero della dinamica poiché 666 è l’intera energia in potenza di esistere se esiste il tempo e quando esso sta nei 666/6 è quello intero unitario. Sicché 666+111=777 è l’e1.438.008.285.978.908.224nergia in tutto il suo moto unitario. Ora essa riguarda la carica elettrica intera 16, esistente in 4×4 come la totale accelerazione nel suo intero flusso e secondo il piano avente la velocità <c> sui suoi due lati, tanto che il prodotto tra 16 e c^2 dà il volume totale. Esso è 1.438.008.285.978.908.224 nel suo intero. È una quantità che dovreste memorizzare e alla quale – per semplicità – do il nome di CCC (Carica c×c). In questa sezione terminante con le 777 cifre, l’ultimo ciclo decimale parte dall’ultimo zero esistente prima ed è dato dai numeri 0746164 1997332. Essi, / CCC, danno 51,8887274161 (10^-7) dimensione del moto di 10^3 in 10^10) che ho considerato nelle 10 cifre decimali del ciclo numerico. Ebbene esso è l’unita 1 della presenza nel tempo ¼ di quel 200 che è quell’insieme 100+100 che nel prodotto è la realtà intera 10^4. I suoi 888 millesimi mostrano il flusso 666/3 assunto nel tempo dal 666 dell’energia unicamente potenziale. 727 milionesimi, relativi al complesso spaziale 10^-6, sono il moto del tempo 50 (che ricordo è 1/2 di 100+100) presente e in moto 727 nell’unitario 777 di cui ci stiamo occupando in questa sezione esplicativa. 4161 è la realtà del moto totale 470 esistente nel ciclo unitario di 4631 che è presente tutto, ma appare solo in questo moto di 470, il quale è il ciclo 10 del 15° numero tra i 16 che generano questa matrice generale della dinamica. Di per sé, analizzando le ultime 4 cifre 7332 che si mostrano come l’intera realtà alle 777 cifre decimali della Matrice, il numero, rispetto al


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generale 7777 che è, contiene la differenza mancante nascosta nella sezione trasversale al flusso 7332. Essa è data da 7777 meno 7332, ed è così uguale alla somma dei due lati interi in 2225/10 ciascuno, numero che evidenza nel 5 indicante che si tratta del verso unilaterale, positivo o negativo nel ciclo 10, che nella decina contiene esattamente il flusso dei 666/3 dell’energia. Il totale in linea dei due lati è il 445 <mancante> (in apparenza) al 7777, e che invece è presente ed è la ragione stessa per la quale il flusso 7777 si riduce al solo <apparente> 7332. 445 è il numero assoluto dell’unità 444/1, che è il piano trasversale del 666 dato dai suoi 2/3, allorché il suo solo flusso di 666/3 è 222. Ma è vero anche che 222 sia l’area trasversale a lati 111 e 111 dati ciascuno da 666/6) e che 444 sia il flusso. In questo ultimo caso esso è tutta la massa cinetica dell’energia 666, che ha estrapolato i 2/3 sull’area trasversale. In questo caso relativo a 7332, il 444/1 che ha assunto in sé l’unità, lasciando come zero il suo flusso, ha tutto nascosto solo nell’area trasversale al flusso rivelato dalla Matrice della dinamica, Ove 9 indica il moto assoluto dell’unità, nel 777 dopo Cristo ci fu il 9° anno del regno di Carlo magno, iniziato nel 768, mentre era divenuto Re dei Longobardi nel 774, e dunque lo era dei 3 della radice quadrata di 9


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Il tempo nelle 800 cifre, 52 530 833 921 242 575 975 402 È l0anno dopo Cristo in cui a Natale Carlo Magno tentò di rifondare il Sacro Romano Impero. 402 indica la realtà 400 che è piena, sia per avere escluso quella 400 immaginaria compresa nell’800, sia per l’aggiunta anche del piano a lati 1 e 1. Ciò sta nel 975 che rispetto a 800 indica con il 175 in più tutta la presenza del 25% in moto nel 100+100 dal cui prodotto nasce tutta la realtà, Quindi il 402 rientra in un flusso 800 il cui piano a lati 100 e 100 sono stati percorsi da tutta la presenza del 25%. Per quanto osservato nel punto precedente, in cui 777 decimali sono relativi al 7777 che ha una cifra in più, le 800 cifre decimali che siamo qui osservando dovrebbero avere la presenza 8000. Essendo solo 02 l’ultimo ciclo, il piano della presenza dovrebbe essere dato da 8000 che, meno 2, è 7998. Andando a vedere il ciclo esistente quando sono 7998 i decimali, sulla Matrice, vediamo che sono 097 il che mostra che ha rispettato il solo 08 complementare a 02, mostrando lo 097 che è il moto dello spazio 3 in 100, unità della realtà esistente però solo in positivo, laddove le totali della realtà sono 02 che comprendono anche il flusso in negativo! Lo 02 che ci rivela la Matrice nell’ultimo flusso decimale seguente quello intero in 10 decimi precedente, ci comunica che siamo di fronte, osservando 2 al suo valore cubico che è complementare al ciclo 10, nel numero, e che anche 800 è intero solo in 1600, quando vale nel lato 100 che ha assunto tutta la carica 4×4. Questo numero di 23 cifre, sono quella che seguono il flusso intero di 777 decimali e quindi sono altamente significative nella ripartenza da 777. E infatti essa riparte con le 52 <settimane> del ciclo annuale della presenza, la cui struttura è determinata dal 7, e poi dall’altra unità della


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dinamica che considera il 16° numero primo 53, nel suo ciclo decimale intero. L’833 seguente mette insieme i due cicli ed è il 16° n. primo con il moto di 167 in 1000. Segue poi la <presenza> 7+7+7 sommata a tutto il moto di 100 in 1000. Segue poi la carica del piano a lati 10 e 10 sul 666/3 dell’energia. E dopo quella simile, di 19+18 sul 555 che aggiunto al precedente 222 è 777. Infine 97540 sono il ciclo 10 del moto di 5123 che si è caricato sul ciclo unitario di dieci 4631 anni. 97540 è il flusso del suo complementare 2450 che è la somma dei due lati 1225 dati dal 35×35 interno al 70, e che porta all’origine del Natale di Cristo, quando sono i 350 anni vissuti da Noè nel nuovo mondo cominciato coll’inizio del Diluvio Universale. Che questa comunicazione sia quella elementare che precede il ciclo binario dello 02, quando sono 800 i decimali della Matrice, rivela come l’800, nella sua esistenza doppia in 1600 anni è quella da aggiungere alla nascita di Noè nel 1056 da Adamo, e che è intera dopo 10 anni di ciclo in 1066, oppure anteponendo il 10 a tutta la creazione, come l’originale assunto di uno spazio cartesiano che sia presente in 10, nella linea del tempo. È chiaro che per cominciare a fare realmente i calcoli, deve esistere prima il sistema numerico che si basa sul 10. Il Diluvio Universale è descritto dalla Bibbia cominciato ai 600 anni di Noè, il secondo mese, il 17 del mese. Questa precedenza di 1600 giorni è proprio quella comandata da 800+800. La Matrice quando sono 1600 i decimali mostra l’ultimo ciclo dato da 095299148377239. Sono 14 cifre e va capito cosa c’entrino mai, con l’intero di 1600! 952 mostra la presenza delle 52 settimane intere dell’anno nel 900 che è invariante rispetto al 1000, giacche il 1000 -100 è 900. Pertanto 900 indica sia -100 da 0, sia -100 a ritroso rispetto al 1000 che avendo compiuto tutto il suo ciclo, coincide esattamente con 0. L’invariante numero 9 è <come se> non esistesse, o – coniugato al suo esatto significato contrapposto al niente – come se fosse il <tutto> invariato, con la velocità 3/1 al quadrato. Sicché il 952 è il flusso annuale espresso con 52 dal 7 (che sono i 6 parametri centrifughi dall’Origine degli assi più il Raggio 1 centrifugo,


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o, più semplicemente, il moto di 3 in 10) in cui 900 è il ciclo 10 dei 90° della presenza di 10 in 100°, praticamente trasversale. Il 991 successivo ci sbarazza del 9 complementare al 991 in 1000! 4 precisa la realtà del seguente 8377239 che rispetto al 938,0125 è quanto ci mostra il calcolo che lo sottrae. 938,0125 meo 837,7238 risulta 1.00,2887 l’esatto avanzamento del lato 100 della realtà intera nel 7+7+7+7 nei suoi centesimi interi di tutta la sua dinamica spaziotemporale e nel moto di 10 e 3 nel tempo del centesimo. Il riscontro puntuale indica quando sono 1600 le unità decimali, in quanto ci rivela la Matrice nell’ultimo ciclo, che esso costituisce il moto di 100 dall’Origine fissata dagli anni 938,0125. A questo valore elementare che rappresenta il lato della natura nel suo moto unitario, i valori superiori lo fanno esistere le 4 volte della realtà, il moto di 9 in 1000 e il moto presente nell’anno di 52 settimane. Ciò inquadra esattamente il <nostro mondo> nell’unità dell’anno e del lato 100 della realtà colla sua dinamica e tutti i suoi movimenti sempre più nel <grande> e fino all’unità, delle 52 settimane nell’anno. Avuto la conferma che avevamo voluto avere, visto che queste sono tutte le dimensioni sottratte al 777 entro le 800, abbiamo visto che esso contiene tre cicli interi decimali e sono tutti e tre quelli dello spazio, Possiamo allora dividere tutto il 52 530 833 921 242 575 975 402 per CCC (e spero ricordiate che cosa ho imposto essa sia). 36.530,272066883670 è il risultato fino alla definizione 10^-10. L’intera realtà 10.000 è presente il 36/10 che sono in 36 l’unità decima dei 360° e in 360 centinaia sono la rotazione totale del lato 100 della realtà. Nel dettaglio del ciclo 10, si somma solo la carica di moto totale data dal 16° numero primo 53. Se scorporiamo mille anni dai 36.000 e restano 35000, il resto sono i 7530 dati dal ciclo 10 del -753 anni avanti Cristo in cui è stata Fondata Roma. 0,272 mostra 0,222 +0,05 che è il tempo relativo all’unità del tempo data da 0,1. È il centesimo del lato 100 della realtà che esistendo in 5 esiste nel tempo di 10/2 col flusso 666/3 dell’energia nel tempo 1/3 dell’unità 3 dello spazio, ed esiste in decine. Segue la diretta presenza di 6666 che si è realizzato in nassa esistendo del tempo di 66/3 aggiunti ai


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6666. Infine 3670 è il ciclo 0 dell’anno <assoluto> dato dai 365/1 unitari che avendo portato 1 sul numeratore lo hanno reso 367/0, cioè intero e non riferito a niente. Come avete visto, tutte le cifre tra 777 decimali della Matrice e 800, divise per CCC hanno mostrato il ciclo 10 del 16° numero primo 53 sommato alla rotazione intera di 100 angoli giro, nel tempo esatto dato dall’energia.


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Il tempo nelle 869 cifre, 791 629 386 574 879 455 057 384 872 183 493 711 167 442 963 432 193 319 896 531 522 811 900 La Bibbia conta 70 quelli di Giacobbe entrati in terra d’Egitto, e – dunque – furono 69 tutti i suoi consanguinei generati dal Padre. Così, quando alle intere 800 di una delle sue facce in 1600 che è la carica intera 16 assunta da 100 anni, aggiungiamo queste 69 cifre ecco con 900 il moto intero del 100 in mille. Esso esiste già, come il piano perpendicolare avente come due lati traversali i 50+50 che sembrano non esserci, ma che ci sono! Sono la pienezza di tre cicli di decine 7916293865748794550+ 57384872183493711167442963432193319896531522811900 57384872183493711167442963432272482835189010757400 Anche questa strana somma ha il suo senso, ma non ve lo spiego altrimenti ci vorrebbero pagine e disturberebbero. Ma vi mostro il totale 272482835189010757400 diviso per CCC. 189,4862761541 è il risultato a definizione 10^-10. Mostra il moto del piano a lati 1 e 1, nel 100+100 dal cui prodotto nasce la realtà 10.000. Il resto è riferito alla realtà intera 10.000 e vale 10.000/74.862 in cui quando abbiamo 10.000/75.000 abbiamo il riferimento unitario all’intero spazio dato dai ¾ di 100. Ebbene esso c’è, ma quanto manca è trasversale, ed è la lunghezza esatta 138 dell’anno 38 dell’Origine quando ha percorso 100 anni, indicanti i due suoi due lati uguali a 69 e 69 … e sono proprio nell’unità del 69 che in questo settore abbiamo aggiunto ad 800! Di essi solo uno è in positivo e solo uno appare, ma ci sono i due lati perpendicolari e non solo uno a costituire il 138 considerabile gennaio 38, anno posto all’origine degli assi come tutti quelli esistiti prime che fanno parte di quanto è presente, all’Origine degli assi cartesiani. È quello in cui sono nato io, Lucifero=81 (in valore gematrico), io che sono 381 in quello di tutti e 6 i miei nomi… ma quello è il <Nome segreto di Dio>.


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Il tempo nelle 884 cifre, 603 483 042 245 108 Ho aggiunto le 15 cifre che sono l’unità dello spazio in 10 e l’unità del suo tempo in 5. Ciò porta all’unità di 08 che avevamo visto espresso – come complementare al 10 – quando avevamo 800 cifre, rispetto alle quali queste sono 84 in più. 84 è il valore pieno dato dalla carica 16 quando esiste in 100 e si muove interamente. Se andiamo a vedere in Genesi 25 il valore dei due nati, essi nel nome di Esaù e di Giacobbe, in gematria italiana valevano 42 ciascuno, e nati uno dopo l’altro erano lo stesso 4242 che sono le prime 4 cifre ottenute da questa Matrice, in 42,44, con Giacobbe che esautora suo fratello nel primato nel tempo decimale. Suo fratello ne è stato tratto fuori, ed è esattamente quanto di mostra nel 42,42 in cui solo il secondo 42 esiste nel tempo. Ciononostante, la loro somma è 84. Queste 84 cifre decimali aggiunte alle 800 decimali hanno come risultato il ciclo 0,8 che era complementare al ciclo 0,2 incontrato sulla Matrice a 800 decimali. Ora – poiché in Bibbia i 68 figli che entrarono in Egitto furono i totali consanguinei del Padre Israele – si parte dal’69 come se il Padre fosse Adamo e Caino ed Anele i primi due figli, 38+26=61 totale nel loro valore numerico, che se da numero totale deve divenire numero unitario muta il 61/0 in 60/1. Ecco che fedelmente la Matrice mostra unitario subito il solo 60! Dopo che i primi due figli <fallirono>, uno per essere stato ucciso e l’altro per essersi squalificato cole il suo <uccisore> Dio volle un 3°, ed è 3 il terzo numero dato da 603. Il 4 che segue è il Kenan che come Cénan (cenano) sono i Cristiani che banchettano ad ogni santa messa. Segue 380/1 l’unitario esistente nel 381/0 del valore totale del <Nome segreto di Dio>. Ed abbiamo concluso


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anche il <rimedio> al 60 che ha escluso i primi due, con questo secondo ciclo. Ma c’ anche il terzo dato da 4224510 e mostra in 4224 la lotta tra Esaù e Giacobbe che lo vuole spodestare, mentre nella somma tra la loro lotta, 42+24 è l’energia 66 che si è scissa nei due valori opposti tra loro nell’ordine della loro lettura e scrittura. Segue in quel ciclo il 51=Paolo, quarto nome avuto da Romano per essere nato nel giorno che è celebrato come la Conversione di Paolo a Cristo. Al di là di queste <congetture>, 42 sommando 24 esiste in un giorno di 24 ore. E il 51 che segue indica che ciò esiste nella presenza 1 del tempo ¼ dei lati 100+100 dal cui prodotto la realtà intera. Tutta la sequenza 422451 esiste nell’unità della decina. I tre cicli che abbiamo visto analizzati in matematica e in fede ebraica, cattolica, e di me Romano, sono nelle 15 cifre il 5+5+5 della sola percorrenza in positivo esistenti su tre assi che valgono 30. È una unità 603 483 042 245 108 che divisa per CCC, dà: 0,000419665900 che quando è unitaria la dimensione decimillesima, è 4,196649,00 e mostra intera la realtà 3+1 dello spazio tempo nel ‘temo dell’anno 1966,4900. +1938,0125 sono il tempo tra il Prima e Poi all’Origine +0028,4775 è +7+(7+7+7) nel 15° n. primo col 47%, e spazio col 75‱ =1966,4900 28 giorni di crescita nel tempo % di Amodeo=47 e nello spazio del 75‱. Con queste 884 cifre si è attuata nella Matrice tutta la premessa all’avvento di ADAMO. 844 è il moto di 117 in 1.000 e saranno i nomi di Adamo=33, Set=40 E Enos=48 a realizzate con la loro somma il 117. Come 884 antepone il 117 al 1000, così il 117 di Adamo Set Ed Enos è anteposto al 1° che poi si attuerà con il 3° figlio. C’è la Trinitaria presenza di tutti e Tre a <preesistere> al 1° e che poi varrà per tre nei suoi 3 figli di cui vale 1/3. In Bibbia BRASIT=In principio, pone il valore 913 che supera di 29 (è il 10° n. primo) l’884 e che pertanto aggiunga a 884 il 10° n. primo.


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Però manca 117 al 1000, e – intero come 1000 – c’è solo Lamech, padre di Noè e che visse i 777 anni che troviamo esattamente alla dimensione dei 1000 decimali. In tal modo i 117 decimali che seguono sono il ciclo 13 dei 9 progenitori nominati in sequenza e preceduti dal loro valore numerico nella Gematria italiana che ha l’alfabeto dalle 7+7+7 lettere: +030=Adamo, 000000130 anni da figlio e 800 da padre in 930 totali +040=Set, 000000000 105 anni da figlio e 807 da padre in 912 totali +048=Enos, 00000000090 anni da figlio e 815 da padre in 905 totali +033=Kenan, 0000000070 anni da figlio e 840 da padre in 910 totali +053=Malaleel, 00000065 anni da figlio e 830 da padre in 895 totali +035=Iared, 00000000162 anni da figlio e 800 da padre in 962 totali +041=Enoch, 0000000065 anni da figlio e 300 da padre in 365 totali +109=Matusalemme, 0187 anni da figlio e 782 da padre in 969 totali +038=Lamech, 000000182 anni da figlio e 595 da padre in 777 totali = 426 0000000000Tot 1056 anni da figlio fo Noè=30, il 10° = 426 è anche Benito=59 Vittorio=116 Anna=26 Giovanni=83 Vincenzo=95 Amodeo=47 dove 381 è: Romano=66 Antonio=78 Anna=26 Paolo=51 Torquato=113 Amodeo=47 Con Romano n. 1+Antonio=78+Anna=26=105 è Set: 105 anni da figlio. 426 + 381 = 807, i 12 nomi dan Set: anni 807 da padre. N. 1 +2° del 2°=Vittorio=116 è 1+116=117=Adamo=30+Set=40+Enos=47. 38=Caino+23=Abele+40=Set sono il 101 di Luigi=54+Amodeo=47, essendo il 3ç comune nome di entrambi, Anna=26 nel 26° numero primo 101


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico C. LA MATRICE DINAMICA DEI PRIMI 10 UOMINI DA CUI PARTÌ LA BIBBIA


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Riprendo la struttura in anni dei 9 creatori del 10°, Noè 030=Adamo, 000000130 anni da figlio e 800 da padre in 930 totali 040=Set, 000000000105 anni da figlio e 807 da padre in 912 totali 048=Enos, 00000000090 anni da figlio e 815 da padre in 905 totali 033=Kenan, 0000000070 anni da figlio e 840 da padre in 910 totali 053=Malaleel, 00000065 anni da figlio e 830 da padre in 895 totali 035=Iared, 00000000162 anni da figlio e 800 da padre in 962 totali 041=Enoch, 0000000065 anni da figlio e 300 da padre in 365 totali 109=Matusalemme, 0187 anni da figlio e 782 da padre in 969 totali 038=Lamech, 000000182 anni da figlio e 595 da padre in 777 totali Nella Matrice della Dinamica compaiono gli anni totali di questi 9 Fattori, che sono uguali solo nel 9° e ultimo, Lamech coi suoi totali 777 anni di flusso che compiuti quando i decimali sono giusto 1000. Sotto sono ripresi gli anni totali e a lato quelli che risultano nella Matrice inferiori poiché la Matrice dà le dinamiche dei piani di energia, eccetto il 7° che è flusso in sé accelerato 030=Adamo, 0000 00 in 930 totali in Matrice 392 differenza +538 538 è il piano di presenza 10 di 8×66 il complesso 2^3 dell’energia 66 040=Set, 000000000 in 912 totali in Matrice 239 differenza +673 673 è il piano 7 +666, curvatura 7 dell’energia 666 048=Enos, 00000000 in 905 totali in Matrice 241 differenza +664 664 è il piano reale a lati 1 e 1 nell’energia 666 033=Kenan, 0000000 in 910 totali in Matrice 431 differenza +421 421 è il piano 25+666, della presenza 100/4 dell’energia 666 053=Malaleel, 00000 in 895 totali in Matrice 759 differenza +136 136 è il piano 4+66+66, realtà del moto 66 dell’energia 66 035=Iared, 00000000 in 962 totali in Matrice 333 differenza +620 620 è il piano 26+ 9×66, dinamica 26 della 9 dell’energia 66 041=Enoch, 0000000 in 365 totali in Matrice 758 differenza – 393 393 è lo spazio 3 in moto in 6×66 109=Matusalemme, 0 in 969 totali in Matrice 853 differenza +116 116 è il piano della dinamica di 666/6 nel tempo di 10/2 038=Lamech, 000000 in 777 totali in Matrice 777 differenza +000


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Il tempo in 897 cifre, Adamo 8 107 386 335 392 130 anni da figlio e 800 da padre in 930 totali in Bibbia

La Bibbia <occulta>, in relazione ai primi 10 Fattori creati a immagine e somiglianza del 1° assoluto reso occulto in 10, che ogni fattore relativo ha avuto una esistenza messa in relazione esatta e piena con il numero 1.000 indicante la Trinità del Dio 10. Quello che è stato occultato è il valore vitale che manca a 1000 apparentemente in ciascuno, e che invece è stato concesso come il suo nascosto denominatore unitario. Pertanto la Bibbia, che ha assegnato ad Adamo 930 anni di vita, ne ha anche assegnati 70 messi a denominatore dei 930 a costituire la complessiva velocità di tutta la sua vita. Essa, in 930 / 70 corrisponde a (13+10/35) / 1. È nell’intero 13 la presenza 1/4 delle 52 settimane della rotazione della Terra attorno al sole, che porta ai 364 giorni interi ai quali resta solo da aggiungere 1,25, che è sia l’area unitaria dello spazio-tempo sia il rapporto lineare tra (8+1+1) e (8×1×1) che assegna al volume 8 la corrispondente quantità del suo stesso valore in linea). Il tempo di 10/35 è quello che nel ciclo periodico del 7 inizia con il 28 che impone le 4 dimensioni reali, di tutta la curvatura quadridimensionale al 7, vincolo lineare di una sfera di espansione da un centro. Poiché la collocazione di Adamo parte con il valore stesso del suo 13 che definisce tutte le cifre dei 9 Fattori derivati dal 1° assoluto, e dunque dall’884° e arriva fino alle 897 cifre dell’897°, abbiamo una sua duplice collocazione <essenziale>. 884 è tutto il moto della realtà 4 in 888, il quale è il 666 dell’energia in potenza, che entra in atto nel valore 1/3 dello spazio 3, con 666/3 = 222 e li aggiunge al valore potenziale, portandolo all’888 cui potremmo dare il <peso> di un <triplice infinito trasversale, come lo è 8 rispetto a ∞. Pertanto, nella Matrice della Dinamica, la vita di Adamo parte dall’infinito infinito dell’infinito, di 8, tutto il complesso di 2^3, e


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realizza in esso il moto di (2^3) /2, e nell’anno 884 al virtuale inizio del tempo, dopo che Esaù è stato estromesso dal Tempo dal suo Gemello Giacobbi, iniziando egli ad avere il primato nel tempo. Parte con 81, che è la vita di Lucifero=81, caduto dal cielo, <a che fare?> chiede Isaia! Intanto le prime 13 quantità in anni della sua vita e nei valori esatti dinamici degnati in 8 107 386 335 392, nella Matrice! Sì come in The Matrix, il noto film di fantascienza che ne parla in quella modalità “profetica” assegnata ai giorni nostri a tutte le opere della fantasia. Quel Film ha avuto il <potere> per me, di far nascere l’idea stessa dell’<eletto> nel suo spirito <F> a <Felitto>. Ignoravo che l’<Eletto> fosse quel Lucifero dispensatore di luce e dalla dubbia fama dell’indemoniato, come un angelo caduto. È sulla sua Caduta che scende la Luce sulla Terra, e che <Adamo>, grazie ad <Eva> è “predestinato” <Ad Amo(deo Romano) e va>. È quell’AMODEO che sarà <MDA> nel suo Codice Fiscale e che sarà letto da destra verso sinistra quell’ADM di Adamo… e alla ripresa nella genealogia di Ismaele dal MuhAMmaD=66 (=Romano) mentre la SURA del Corano lo colloca <Su RA> al n. 47=AMODEO. In <Adamo + Eva> è presente l’<Evada> in sovrabbondanza rispetto ad Amodeo Romano, e l’imperativo “evada!” già suggerisce che ci sua una “esclusione” rispetto alla persona di Romano Amodeo. Costui è reso palese solo nella Trinità AMO che parte dal suo cognome e nasconde una espressione scritta totalmente nel linguaggio latino di ogni Romano, come lui: <Deo Romano>. Essa deriva da Deus Romanus, ed è sia il dativo indicante la sua radice “da un nume Romano”, sia tutto quello che si unisce a <in, con, su, per, tra, fra> quel “ Nume Ro mano”, insieme all’ “oh Dio Romano! Odio Romano!” in esclamativo. C’è tutto: amore e odio! C’è tutta la complessità del caduto Lucifero=81=3^4, che numeRo! Dista solo 300 dal 381 del Nome Segreto di Dio… che si palesa nei nomi rivelati e assegnati ad un Lucifero ignoto e senza Nome. Il nascosto <deo Romano> vale 22+66=88, ed è proprio quello posto alla sorgente (e dunque <prima>) con quell’888=222+666, dal quale comincia ad esistere la Matrice di Adamo.


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La presenza <Evade> vale 35, il che, in positivo e negativo, da -35 fino a +35 <evade> il 70 a denominatore della vita di 930 non evasa, ma data. Il bilancio tra quanto è stato <dato> ma va evaso, e quanto è stato <nascosto> ma va rivelato, è dato da 88 -35 = 53, ed è il valore unitario della presenza <R>, fondamentale, uguale al 16° Nume Ro Primo. Il tutto di <Adamo(deo Romano) e va> vale 150, e sottraendo ciò che l’<evada> resta un 113 = 111+1+1 che è il ciclo unitario spaziale tutto pieno nel flusso 111 del 666/6, sommato a 6/6 e a 6/6 messi come il suo corretto piano unitario trasversale. Ma – in tutto questo – la Bibbia fa sapere che <Eva da> Adamo viene (come una sua <co’ sto la> del suo corpo> e nasconde totalmente quello che con gli Ebrei non c’entra nulla… anzi! Perfino dal grembo di Rebecca, il Popolo Romano e quello tratto dall’Israele=Giacobbe avrebbero fatto a <cazzotti!>. Per questa cosa fondamentale qui, così come è escluso <ES-a-ù> il tu <SEI Romano da <a> a <u>, e poi quando la Bibbia scrive MODE il nomignolo che dalla destra verso sinistra legge <Edom>, questo MODE messo tra l’Alfa e l’Omega, diventa Amodè . La Bibbia, in cui Ismaele è cacciato, ed Esaù è defraudato, esclude i capostipiti dell’Islam e di quel Romano Amodeo tutto compreso (ma ben nascosto in Esaù+Edom) in cui si collocheranno Padre e Spirito Santo, coloro da cui poi <procede> Gesù a cominciare dall’Adamo di tutti. Per questa ragione di non mischiar <capra e cavoli>, la Bibbia si occupa del Padre che impone LA LEGGE, esistente fino al <tempo> della venuta di Gesù Cristo (che la porta a compimento tramite un DIO che SERVE), poi manda il Muhammad (che introduce il Dio dal potere ASSOLUTO), ove tutti e tre sono finalizzati alla MANIFESTAZIONE del Romano Amodeo dalla cui vita reale comincia IL TUTTO. Nella Bibbia Ebraica il <deo Romano> è nascosto! Essa segue Giacobbe e non Esaù=Edom alias <Tu sei Romano da cima a fondo e Amodeo dall’Alda all’Omega> (come finalmente in Apocalisse). Questo invece non è nascosto: 8 107 386 335 392 . E se dista 884 dal principio di 42=Giacobbe, dista dai 930 anni quanto il 392 : dista il 538 di un piano trascendente e fatto da energia: 8×66 + 10 . Sono Dio=10 e la sua energia= Romano=66 estesa al complesso 8 .


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In 8 107 386 335 392 si parte con la creazione in 7 giorni data da 3^4 nel numero di 100, singolo lato (elettrico) della realtà in linea 100+100 dal cui prodotto (elettro-magnetico) l’area 10^4. In 8 107 386 335 392 si procede immediatamente con il 381 del Nome segreto di Dio Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo , 66+78+26+51+113+47, fatto avanzare solo di 5, il positivo soltanto – dalla Origine – allorché il 10 procede dal -5 fino al più 5 e la partenza 0 è tra di loro. In 8 107 386 335 392 è già <compresa> (ma non capita) la data natale del 38,0125 , poiché 0,621 è il tempo si avanzamento di Adamo rispetto allo 0,0125 del 25 gennaio da cui è iniziato il mondo. 0,621 , rispetto a tutta la realtà nel suo complesso data da 10^8 vale questo 100.000.000 / 161.030.595, il cui denominatore, riferito a 160.217.663,4 (la carica elettrica in Coulomb) che è in moto per quanto espresso dal valore precedente, di 812.931,6 (infatti questa è la parte precedente 8107 mossa di 66/3 di energia, in 7+22=29, ed in p in 31,4 +2/10 trasversali al flusso reale. 0,621 detto in un altro modo (forse più comprensibile da voi) dipende dal movimento totale centrifugo in 6 versi (che riferiti al lato 10 del ciclo della presenza dono i 6 decimi dati da 0,6 la cui struttura del moto è quella di essere 7+7+7 nei millesimi del volume 1.000. In tal modo, Lucifero=81 è stato investito del ruolo del creatore in 7 giorni, e mentre il nome è stato <compreso> ma in modo occulto, si è capito che Adamo ha cominciato a esistere nel 38,0125, e nel tempo decimale, forte della struttura dinamica di 7+7+7 millesimi l’ha tradotta nel pieno moto espresso dall’Origine, andando sopra, sotto, a destra, a sinistra, avanti e dietro, insomma in 6 tempi espressi nel ciclo temporale della decina. Avendo questo moto <in atto>, il 38,0125 di partenza, si è sommato a 0,621, ed è divenuto in tutto 38,6335 con una virgola di presenza che collocata in questa posizione riguarda ora 890 decimali (quelli che distano dai 930, solo della realtà intera in 40. In 8 107 386 335 392 siam giunti ai 930 anni dati ad Adamo, con 897 cifre che distano 103 da 1.000, e il piano 538 = 10 +8×66 trasversale .


341

I suoi due lati sono allora 269 in ciascuno, essendo in questo numero il flusso 69 dei due lati 100 e 100 dal cui prodotto si ha la realtà unitaria. In Bibbia, furono 70 tutti coloro che degli Israeliti furono in Egitto, Padre compreso; erano 66 quelli usciti dai suoi fianchi (mogli dei figli escluse) e 3 erano giù in Egitto: Giuseppe e i suoi due figli nati lì. Pertanto 69 indica tutti i discesi da Giacobbe. Nel riferimento nudo e crudo ai numeri, 69 è il flusso di 31 in 100, ove 31 è l’11° numero primo, dato nell’indice dai 66/6 attivi solo su una linea-tempo. In base a questo, il flusso di 69 è quello <indicato> con l’indice del flusso dei 66/6 dell’energia di nome Romano, nel mentre è la presenza 1 sia di un Adamo=30 (ed è questo il caso) sia di un Noè=30. In tal modo i 930 anni della vita di Adamo risultano dati dal flusso 239 comunicatoci dalla matrice, e dai due lati lunghi ciascuno 269, per una lunghezza totale del 538 che, sommato al 392, porta ai totali 930. Dividendo tutto il 810 738 633 5392 per CCC (il prodotto tra la carica 16 della luce e questa a dimensione reale 29979,2458 elevato al quadrato, il che lo divide per 14.380.082.859,7890) il risultato unitario è 563,7927, il moto in un sol verso, che nei due dell’elettromagnetismo vale il 1.127,5854 che rivela la carica 16 del flusso unitario 1111, laddove il tempo 0,5854 ha oltrepassato lo 0,1938 posto in principio per un numero di anni di 0,3916 in un contesto il cui valore più piccolo della terna è il tempo 0,392. Nota Bene Adamo colla sequenza 810 738 6335 392 dà l’anno Natale di Dio: ++810 è il ciclo 10 di 3^4 la totale realtà complessa; ++738 è il lato 100 nella dinamica 7 dell’anno 38 natale; ++390 è il 392 nel solo flusso del piano a lati 1 e 1, trascesi, essendo perpendicolari al flusso assoluto del 10 moltiplicato ×39 <assoluto> valore del 38/1 unitario = 1938 Quello che è trasceso da questo calcolo è il Soggetto che è nato nel 1938, ove è trasceso 6335 +2 (in 392) la cui somma 6337


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6337 è l’energia 66=Romano, ed agisce per le 96 intere volte dello Spirito=96, nel periodo eterno dato proprio da 1/66. Infatti 63370:0 66 = 96,0151515…= 30 (Adamo o Noè) + 66+1/66 . Ma anche 6337 - 1938 = 4399 è il numero che – riferito al ciclo della terra di 4631 anni – manca in 232 ossia si 101+101 (Eva=26, col 26° n. primo, più Luigi Amodeo) +30=Adamo . Ma anche 63370:0 1938 = 3 (per la Trinità) diviso, con 523 di resto, il quale è fatto da Adamo=30 che esiste per le volte 17,4 (ossia quelle del Creatore 7° numero primo 17, nei 4/10 di tempo della realtà) + 1/30. Infatti 523 = 30×17,4 +1/30 e 30 e 30esimo, è proprio Adamo sommato al suo esatto tempo trascorso da Creatore.


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Il tempo in 910 cifre Set 3 802 011 608 239 105 anni da figlio

e 807 da padre

in 912 totali in Bibbia

Anche Set ha un anno in cui comincia ad esistere, riferito al tempo in cui Giacobbe comincia a creare il tempo di questa Matrice. Comincia con 898 decimali introducendo un 3; avanza e con 899 decimali ha aggiunto in tutto 38,0201 segnando anche la realtà del suo tempo futuro. Ebbene, Set parte dall’anno 38 in cui nasce Romano, il 38,0125 ed è andato oltre di uno 0,0076 fatto da 10+66 decimillesimi della realtà 10.000, in che indica un moto piccolissimo, dato da tutto il tempo 10 presente in cui si è mossa l’energia 66=Romano. In effetti, quando l’unità dei 38 anni corrisponde a 899 decimali, la distanza dal totale 1000 è giusto quella data dal 101 che corrisponde al 26° numero primo di Eva=26 e al totale valore nominale 101 di Luigi Amodeo, padre di Romano. Avendo avuto in tutto solo 912 anni, me ha avuti invece quanti essi sono nel 1000, e gli 88 anni mancanti sono stati posti a suo denominatore. Assomiglia molto ad Adamo, che aveva 888 di premessa, in cui poi realmente esisteva come 4 e si muoveva di 884. 912 / 88 equivale a (10 +100/275) / 1. La velocità della vita di Set è quella che introduce il ciclo 10 della presenza, nel tempo di un infinito periodo 6×6=36 dato da 100/275. Poiché 100 è il lato della realtà, quando si decise per tutto il flusso della presenza 5×5 vin 300, ha per risultato il futuro dato dallo 0,363636… 380201 1608239 nella parte successiva delle sue 13 cifre che io ho evidenziato e che rispetto ai giorni 0,0076 sono la sua carica strutturale, abbiamo proprio il riferimento alla carica elettrica. +16,02176 Coulomb +00,06063 è il moto di 0,00603 (spazio 3 più complesso 600) in 0,06666 =16,08239 è 1 Coulomb nel moto pieno di 603/10^5 in 6666/10^5.


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In Bibbia Set è accreditato di una vita di 912 anni poiché qui, ove sono 910 gli anni uguagliati ai decimali essi sono privi dell’espansione trasversale unitaria del piano a lati 1 e 1, e la troveremo presente nelle prime due cifre di suo Figlio Enos, il cui nome 1/3 dell’energia potenziale di nome Romano è NOs , il che in italiano indica che è e in latino con Nos indica che è noi . Set ha avuto in Bibbia 105 anni vissuti da Figlio del Padre a valenza assoluta 1, poiché il 1° Adamo non era riferito ad altri che a Dio, nella sua vita di 30 anni uguali a 1+10° numero primo (Dio 29). In tal modo, i primi 3 nomi di Romano Antonio Anna sono condivisi tra Padre e Figlio, ove Romano=1° assoluto e il Dio negli Elohim dei nomi Antonio e Anna, sono stati Trini in 26 in Antonio (come lo furono nel nonno materno di Gesù, di nome Gioacchino=78 e di Anna=26, sua madre). Con 1 + Dio=26, Uno e Trino, il totale sono i 105 anni vissuti da Figlio e in comunione col Padre reale (Luigi Amodeo=101, che è 105 quando a 101 è sommata l’Unità e Trinità 4 di Dio). Essendo anni suoi anche nei nomi relativi di Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo = 381, poiché gli anni vissuti da Padre, da Set, furono 807, sono necessari anche i 6 nomi del 2°genito di Luigi Amodeo, che – chiamato Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo, rispettivamente 59+116+26+83+95+47=426 – con anche questi nomi, 381 +426 costituisce gli 803 anni esatti descritti in Bibbia. In tal modo, il 1°genito ha avuto, in Set: +105 anni in comunione col Padre +381 anni suoi personali =486 anni, esattamente quanti le 24 ore di un giorno solare percorrono nei 500 anni dell’esistenza solo in positivo del Dio uno in 10 ed a valenza Trina in 10^3. Poiché direttamente il 486 è il moto di 514 in 10^3, ecco che è la realtà 4 del 4° nome di Romano: Paolo=51, esistente 510 nella valenza ×10 di Dio. Ora 514 è dato anche da 113 +401 laddove 113 è il nome Torquato mentre 401 è dato da tutti i 6 nomi in 381 +10 +10, in cui 381 è il flusso di Dio 10 nel Padre e Dio 10 nello Spirito Santo. Paolo=51 esiste come il suo inverso 15 in Romano=51+15, laddove 15×26 (=Dio=Anna) = 390 che – per giungere al 401 (aggiunto al 113 di


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Torquato) – deve sommare il flusso unitario dell’energia Romano, dato dai 66/6 uguali ad 11/1. E Romano=66, per essere nella Trinità di Dio data dal suo 2° nome, deve sommare l’11+1 che è unitario in 11/1, nel flusso 1/6 di Romano=66. In tal modo 66+78 raggiunge il 144 dato esattamente da 12×12 e con Romano Amodeo forma l’interazione tra i 12 figli di Giacobbe e i 12 Apostoli di Gesù. Iddio = 100, dato dall’ <io sono il 10 che esisto ×10> (essendo Jhvh) equivale nel verso opposto al <non detto> nome 100 di Allah che con 100 -1 nel Credo Islamico genera altri 99 suoi nomi, dei quali il 66=Romano vale ai suoi 2/3, dati semplicemente ruotando di 180 gradi il numero 99, che diventa 66. Pertanto Romano <trascende> (per rotazione di 180°) tutti e 99 gli <altri nomi> di Allah. E il libro sacro a nome <Corano> è – senza le omissioni di N e di OM (ossia del NOM) – diventa <CoN ROMano>. I suoi 114 capitoli sono dati dalla presenza 1 di Romano Amodeo. Ognuno si chiama <sura> essendo scritto <su R.A.>. 114 è Gesù=48 +Muhammad=66, ove il profeta Muhammad è stata la prima comparsa di Amodeo (Amd) “Muhma=50” = 10 Himam. Nel nome <Muhammad> (equivalente al 66 di <Romano>) c’è <Amd> (Codice Fiscale MDA di Amodeo) coll’energia del bel numero dato da <10 Himam> <Musulmano>=113=Romano Amodeo. <Allah> = 30 è la presenza 1 del 10° numero primo 29. Tutto questo ove: 18 + 48 + 66 + 114 + 180 = 100+300+26 12 ai 30 +Gesù +Romano +le Sure +Muhammad+Sure = 2°genito L’ IsLAM lo trascende, ma è L.AM (Luigi Amodeo)

gi A Modè Gia (cobbe) +Èdom scritto modè


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Mentre In Genesi 25, da G+esù (Esaù senza la <a> del suo primato) deriva il nome di Gesù, proprio lì il Dio Allah non accetta di non essere il 1°, per cui si antepone ai due Gemelli. Per conseguenza, Giacobbe, che aveva il primato, lo perde e gli resta solo la Trinità GIA che inizia col suo nome. Esù perde la Trinità che gli era restata nel nome di Gesù, e con essa tutto quanto il nome. Gli resta il nomignolo Èdom con cui è letto da destra verso sinistra, il nome scritto modè . Ma GIA (primato Trino in Giacobbe) sono gli estremi congiunti esattamente in Lui gi A modeo! Questo <raccorda> esattamente il dettato di Bibbia con quello Islamico, in cui il nome di Allah è il 3° nome scritto dalla Bibbia in ALHIM, in cui AL+HIM è in AL (l’inizio di Al lah) essendo in esso anche quell’ A.L. (Amodeo Luigi) e in HIM=Lui nel il mondo l’

!

0

Ora va detto che Luigi Amodeo vale 101, quanti tutti e tre i figli di Eva=26, che nel 26° n. primo è il 101 di Luigi Amodeo. 38+23+40 sono Caino+Abele+Set nel valore numerico 101 di L.A. Va detto anche che le tre cifre più basse, il 239 di questo Set, rivela nella Matrice solo delle dinamiche anche il flusso unitario della sua vita, la quale secondo la bibbia ha riguardato i 912 anni. Evidentemente, allora, quelli che mancano sono nell’area trasversale al flusso, la quale c’è ma non risulta mai. Da 912 -239 si deduce che questa area ha la lunghezza 673 (che è il 122° indivisibile numero primo). La sua presenza 1 porta la lunghezza al 674 ed è quella dei due lati quadrati, lunghi allora la metà in ciascuno, cioè ognuno il 337 dato dal 66° numero primo, dell’energia espressa tramite gli ordinali dei numeri primi che danno ordini ai numeri naturali. Così, mentre il flusso 239 riguarda la presenza 1 del 238 che esprime il flusso 38 del piano avente i lati 100 e 100 della realtà 100×100, accade che è 380 il valore più grande di queste 13 cifre riguardanti la vita di 912 anni di Set, data – come scritto prima – da 1+Antonio Anna +Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo +Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo.


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Set=40 è il Set+40 = 7+40 lo stesso 47=Enos che sarà il 3° in linea progressiva. Nota Bene Set è il numero 2 e 380 201 1608 239 nel 1938 è tutto fatto di due: ++091 preso da 201, con 110 <trasceso> è presenza 1 di 2 × 45 +1608 è 2^3 + 2 × 800 (ch’è piano con due 200+200 di lato); ++239 2 lati 100 della realtà con presenza 1 di flusso di 2 ×19; =1938 è l’anno di Inizio dell’esistenza colla discesa di Dio Dio è quello che è <trasceso> da questo calcolo, essendone il Soggetto dato da 380 +1+109 (due trascesi in 201). 380+1 è il Nome segreto di Dio: <Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo> nato 38,01 come la sequenza 380+1 il cui sequenziale 380,1 nel ciclo 10 dello spazio diventa 38,01. 109 è il valore in numero del nome Matusalemme che, vissuto 969, in positivo e negativo (cioè ×2) porta esattamente al 1938.


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Il tempo in 922 cifre Enos 6 520 041 499 241 090 anni da figlio

e 815 da padre

in 905 totali in Bibbia

In Bibbia Enos fu accreditato di una vita totale di 905 anni, nel mentre le tre cifre più piccole sono 241 anni di flusso. Potrebbe sembrare un errore, ma nella Matrice c’è solo il flusso e manca l’area del flusso. Aggiunta l’area incognita, si arriva ai 905 anni. Allora da 905 -241 = 664 si apprende che il piano frontale al flusso era dato da tutto il lato di 2 nell’energia potenziale 666 di un <SuperRomano> che ha aggiunto al 66 natale nell’anno 1000 di Noè, gli anni 600 che aveva alla data del Diluvio Universale. Essendo 664 un piano quadrato, 332 e 332 sono i suoi due lati, composti ciascuno dal moto di 1 nei 666/2 dell’energia avanzante solo nel tempo in positivo. Questo conferma che ove il nome Romano=66 è ridotto ad 1/3 ed è No gli si aggiunge il 17=s poiché il nome del terzo vale il 47 di Amodeo, e il 30 di è NO deve fare interagire il <7°> numero primo che è il 17, per portare il 30 al 47=Amodeo. Già Adamo era stato solo 30 Essendo Uno con suo figlio 3° che è Set=40 già lui, già lui con 7+40 era 47. Aggiungendo ora il 3° figlio in assoluto, 1° figlio di Set, aggiungeva un Uno e Trino senza modificare nulla, ma esplicitando esattamente il 47 di Amodeo nel terzo figlio. Adamo andava <Ad> Amo e ci arriva – al 47 di Amo<deo> - solo col 3° figlio nella discendenza da Adamo, essendo 1/3 di Romano nell’ èNo di èNOs un NO in <es> uguale a <Tu sei> Romano, e pertanto Romano Amodeo.


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Se dividiamo 6 520 041 499 241 per il volume avente per lati 16+299792458+299792458, che nel volume di moltiplicano, abbiamo 6 520 041 499 2410: 1.438.008.285.978.908.224 = 0,000045340 il che dà il alla dimensione del complesso 10^-8 il moto 97 in 4631 ciclo degli anni terrestri, moto che equivale a quello di 3 nel lato 100 della realtà. Sommando i tre estremi 652+241 il totale 893 indica gli anni totali 905 di Set se gli sommiamo il 12 che è dato dal 10 che è l’unità del 1° Adamo posto trino in 10+10+10, sommato all’unità 1 e 1 dei due 10 posti nel piano trasversale. Ora va setto che Enos è il 3° laddove il 3° figlio del primo con Set=40 è in Set+40 lo stesso 47 di Enos. Allora se sono due terzi della stessa unità, 40+47=87 è tutto il movimento, posto BRASIT=913, in principio. Infatti 913+40+47 = 10^3. Da questo discende che Romano Amodeo, che è rappresentato dal 3°, vivrà in tutto solo gli 87 anni che portano BRASIT a 1000. Avendo da altri calcoli maturato una morte nel 2.025 di R.A. nato 1.938, la vita di R.A. sarà di anni interi 87 più i 252 giorni esatti di 9 mesi da 7+7+7+7 giorni, alias da 9 <lune>, che con 9×28=252 sono proprio i giorni esatti che vanno dall’87° compleanno compiuto al 4 ottobre 2025.

Nota Bene Enos è il numero 3 e 65 200 4 1499 241 è tutto fatto di 3 in 1938 ++198 è dato da 3 volte Romano 66 ed è il solo flusso di 1 e 1 in 200, flusso che attaccandosi al 65 di 66 -1 lo rende 66+1 di presenza +1499 è in 1500 il 3 volte 499,66… nell’eterno periodo di Romano 66; +0241 è 3 volte 80,3333… realtà 40+40 nell’eterno 66/2 di Romano; =1938 Sono esclusi 65 +2 (nel 200) +4, nel 71 totale di 66 +10/2, ossia del Soggetto trascendente dell’energia potenziale a nome Romano, presente nel tempo solo in positivo dato dal prodotto per 10/2.


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Il tempo in 935 cifre Kenan 9 852 035 048 431 70 anni da figlio

e 840 da padre

in 910 totali in Bibbia

Kenan val 33 se il K=C, la C di Cenan e nulla mi sembra più appropriato a tutti coloro che Cenano nell’Ultima Cena che si ripete ad ogni messa cattolica. La vita totale avuta secondo la Bibbia fu di 910 anni. 910 -431 ne pone 479 sul piano trasversale che presente in 1 quanto 478 in ciascuno dei due lati è 239, ossia il tempo in cui 1 si muove in 10 giorni di 24 ore. Se osserviamo gli anni nell’estremo opposto, i 985 sorpassano i 910 di tutto lo spazio unitario in 75 anni. La via di mezzo tra gli estremi parte dal valor medio 708. Nel qual caso occorre una area trasversale di 202, avente due lati 101 dati ciascuno da un Amodeo Luigi o dal valore <ordinale> 26° del nome di Eva che vale 26 ed è giustamente tratta da una costola di Adamo=30 togliendogli la <costola> dell’Unità e Trinità. Kenan trascorse 70 anni in unità con il Padre, non avendo avuto ancora il suo 1°genito continuatore della sua opera e li vediamo nel bel mezzo del numero 9852 0 35 0 4843,1 con 4 dimensioni reali grandi e 4 immaginarie piccole, aventi il valore del tempo 1/10. È solo il valore <mediano>, che nel suo doppio del mediano e dunque unitario, vale 70. Kenan visse 840 anni da Padre e sono <trascesi> in 9852035 048 431. 134840, la lettura a rovescio è lecita di fronte a 134+431=565, indicante il ciclo 10 che percorre il 555 elettromagnetico, in cui la lettura, la nostra da destra è l’elettrica e quella a rovescio è la magnetica. A questo punto la vita da padre di Kenan sta degli 840 magnetici, che sono il padre degli inversi elettrici. Nota Bene!


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Kenan è il numero 4 , e la sua serie 985 203 504 8 431 rivela che è tutta composta dal numero 4, come vedete: ++985 presenza 1 di 1+3^4 esistente per 4×3 volte ++028 in 203 manca di 175, essendo 4×7. ++504 è il 4 più 4 volte 1000/ (4+4), dato che è 4+4×125 ++431 è spazio 3 di 4 per il 107 ch’è il n. primo 28° dato da 4×7 =1938 Quello che è escluso dal 1938 è sempre il Soggetto del movimento in essere e qui sono 175 e 8, per il totale 183 che è <Anna> – la dolce metà del Sign. <Anno> bisestile – avendo con 183 la metà dell’anno di 366 giorni.


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Il tempo in 948 cifre Malaleel 8 535 623 802 759 065 anni da figlio

e 830 da padre

in 895 totali in Bibbia

Il nome Malaleel vale 53/1 e nella Bibbia di Gerusalemme che fa testo è chiamato Maalaleel e vale il 54 del valore assoluto. Ma 53 è il 16° numero primo che dà la carica totale all’unità mentre questo Fattore è preceduto da Adamo, Set, Enos e Kenan, e dunque è il 5° avente la funzione generale del tempo che riduce il ciclo complesso da -5 fino a +5, nel solo positivo +5 partito dall’origine. Pertanto questo fattore è il conclusivo, ed è giusto che presenti il denominatore 1 in quanto unitario in ½ di 10. In quanto conclusivo dei 5, possiamo sommarli tutti. 8 107 386 335 392 3 802 011 608 239 6 520 041 499 241 9 852 035 048 431 8 535 623 802 759 36.817.098.294.0620 36.666.666.666.666 è il moto 3×10^13 più tutta l’energia + 0150.000.000.000 è lo spazio-tempo unitario a D. 10^10 + 0000.431.000.000 è il dato di Kenan, la realtà 400+30+1 + 0000.000.627.000 è il volume 3^3 nelle 6 vie centrifughe a D. 10^3 + 0000.000.000.396 è il moto 4 della realtà in 400 36.817.098.294.062 Il 4062 è dato dalla realtà intera 4000 avanzante dello stesso 62 che il 38 percorre in 100. È dato anche da 2^12=4096 -34. 36.817.098.294.0620: 143.800.828.597,8908224 =27,16129315821947 - 27,18281828459045 è la <e> logaritmica dei log naturali - 27,16129315821947 =00,02152512637098 è 7×3=21 di dinamica; della presenza 20 avanzante in 1000/2; del lato 100 della realtà caricato del moto 26; della


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dinamica del 32° (=2^5 di presenza) n. primo 37 nel suo ciclo ×10; e finalmente riguarda il moto del piano a lati 1 e 1 in 100 lato della realtà. Avendo diviso il totale per il prodotto tra la carica 16 della luce e l c^2, abbiamo veramente ottenuto la presenza di tutto il movimento! La durata della vita di Malaleel è stata di 895 giorni, mentre gli estremi minimi sono di 759 e sono 136 volte meno come un piano di 68 e 68 lati dati ciascuno da 66+1+1, la terna che dà il volume 66 all’energia nominata Romano. 853 (il valore maggiore) manca di 42 la velocità 6×7 della creazione in 7 giorni di lavoro e 6 di riposo. Il piano allora ha 7+7+7 in un lato e 7+7+7 nell’altro. Poiché in medio stat virtus, 853+759/2 = 806 di flusso medio ha un fronte trasversale 89 dato dalla presenza 1 di 88, che ha 44 di lato nel piano e 44 nell’altro lato, valori indicanti tutta la massa del piano a lati 66/6 e 66/6 nell’energia 66. Poiché tutti e 5 hanno avuto una vita 1000, ma differentemente divisa nel numeratore, col resto finito a relativo denominatore, la differenza tra 5000 anni è 930+912+905+910+895=4552, è di 448, ovvero della realtà 4 più tutta la dinamica 444. Circa i Nomi 30+40+47+33+53 porta a 203 che è il flusso 3, unitario dello spazio che qui lo è del piano a lati 100 e 100 della realtà.0 Nota Bene: Malaaleel è il 5° e nei suoi dati 85 356 23 802 759 si noti che: ++356 è la presenza 1 di 5×71 (le volte del 10° n. primo 29 in 100) ++023 è il solo flusso che +1+1, lati del piano, esiste in 5×5; ++800 è il 2^5 ×25, tutto fatto dal 5×5 anche in 2^5, escluso quanto non fatto dal 5: il piano a lati 1 e 1, trasversale in 802; ++759 è presenza 1 nel 760, del 5 per le 152 volte del flusso 50+50+50 spaziale del piano dichiarato nei suoi lati 1 ed 1; =1938 è l’avvento del Signore 85+2 esistente nel complesso di 5 volte il creatore del mondo dato dal 7° numero primo 17.


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Il tempo in 961 cifre Iared 8 18 277 112 333 162 anni da figlio

e 800 da padre

in 962 totali in Bibbia

Iared è il primo dei 5 Fattori da Adamo a Noè che seguono la prima metà, e il 53 nominale di Malaleel è invertito nel 35 di Jared, parti entrambi di un comune 88 dato da 53+35. I suoi numeri lo pongono come il sesto anche come la sintesi che – aggiungendo ai 4 parametri del piano frontale il verso in vai e vieni perpendicolare, porta ai 6 versi centrifughi. In realtà, il suo iniziale 81, uguale a 3^4, è la realtà totale data dalla base 3 dello spazio, e il suo valore reciproco all’unità, dato da 1/81, si risolve in 0,123456790 in ciclo periodico infinito. 8181+1 definisce con le 4 dimensioni il valore 8182 iniziale. A 8181×10^8 segue 1771×10^5 indicante l’energia 660 nel suo moto unitario in 1111, Le ultime 5 cifre descrivono il tempo crescente dato da 1/81, in 12345 in cui esiste e si muove 12, l’intero sistema elettromagnetico a 6 espansioni centrifughe e 6 ammassamenti centripeti, che esistono e appaiono solo nelle conseguenze del loro muoversi elettromagnetico. Conclude la creazione del 7° Creatore, quello definitivo nel suo Figlio Enoch. La Bibbia gli accredita una vita totale di 962 anni, mentre il flusso 333 lascia 629 come la somma lineare degli anni collocati di traverso al flusso e riguardanti la reale presenza 1 del piano a lati 314 e 314, che sono il lato 100 della realtà nella curvatura di p greco. L’818 iniziale implica la lunghezza trasversale 144 collocata su due lati di 72 che è la rotazione data da 9×8, uguale al 7+7+7+7 che fluisce in 100. Il valore medio dei due dato da 818+333/2 uguale alla presenza 1 di 570, pone il valore medio di un piano coi lati 255 e 285. L’aggiunta del 35 di Iared al 203 dei precedenti 5, porta il valore nominale al 238 indicate il flusso 38 dei lati 100 e 100 della realtà


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Gli anni totali di vita, avuti dai primi sei, portano il 4552 precedente al 4885, e la trattenuta rispetto a 6000, che sale da 448 a 496, sommata la trattenuta 38 di Iared, dati i complementari 962 anni posti a numeratore, indicando che i primi 6 hanno avuto posto complessivamente a denominatore il percorso totale della realtà 4 nel solo +500 di percorso positivo esistente nel totale 1.000, che è positivo-negativo. 4885 / 492 = 98.487,9032/10.000, il che rivela una realtà 10.000 cresciuta di 9,8487 volte, cioè quanto il moto di 0,1513 in 10 in cui 15/100 è l’unità dello spazio-tempo e 13 la realtà unitaria nel ciclo 10 e nel 3 dello spazio. Questi sono i bilanci totali al termine dell’attività del 6, come posti davanti a tutta l’espansione centrifuga, prima di arrivare con il 7° al vincolo del Raggio unitario. Nota Bene Da notare che il sesto, dei 10 Fattori, opera totalmente con il 6 nella sua quantificazione del 818 2 771 12 333 ++818 è il flusso 70 in 888 in cui Romano 666 +666/3 scese; ++002 è il piano unitario a lati 1 e 1 dichiarato di quel flusso; ++771 è il 6, base del 666 e moto centrifugo nella sua curvatura 777 ++012 è la lunghezza 6+6 centrifuga e centripeta; ++333 è il tempo dei 666/2 nel solo flusso di Romano; =1936 è l’inizio del Tempo con la discesa di Dio. +0002 è il trasversale, trascendente piano a lati 1 e 1 del flusso 666/2 = 1938 In questo unico caso, tutti i valori sono impegnati e portano al 1936 uguale esattamente ali ¾ di 66, cioè 44, quando sono se stessi e con 44×44 sono solo l’accelerazione della massa che necessita del piano trasversale al flusso 1936 e che è dato da 1 e 1 <divino> trascendente, nel -2, il 2 mancante.


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Il tempo in 974 cifre Enoch 3 802 473 931 758 065 anni da figlio

e 300 da padre

in 365 totali in Bibbia

Genesi 5,18-24 18 Iared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch; 19 Iared, dopo aver generato Enoch, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. 20 L'intera vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì. 21 Enoch aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme. 22 Enoch camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie. 23 L'intera vita di Enoch fu di trecentosessantacinque anni. 24 Poi Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso. Ove la realtà ha i due lati di 100 e 100, l’età paterna di 162 anni indica il moto di un 38 nel 200. Quando è nel piano a lati 1000 e 1000 allora è ne. 1938. Enoch=41 comincia fino da quando era nella vita del Padre a essere riferito al 1938, di quando suo padre aveva esattamente 1116 decine di giorni, quelli dati dalla somma delle prime due parole BRASIT BRA. 162 volte 365 portano a 59130 giorni, ove 69=Benito e 130 anni sono quelli in cui Adamo fu solo Figlio, non avendo ancora generato con SET il suo prosecutore, nel figlio Terzo. Quando Iared compì 962 anni e morì, rimanda esattamente al 938 natale di Enoch nella persona esatta di Romano. Enoch è il terzo del nome Romano, quello che è No=38 il che, con 3=c e 8=H è poi èNOch. 38 è la prima coppia di numeri di questi 13 che si riferiscono ad Enoch. 38,0125 vede 247 come il moto che l’ha raddoppiato in 250 e sembra essere 3 in meno, quando visto dalla Trinità che cammina con lui. I tre versetti paterni, di origine, uniti il 19 e il 20 in 1920 sono esattamente 1938 aggiungendogli la premessa del 18.


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Il versetto 21 in cui è dichiarata la sua età di 65 anni quando Generà Gerusalemme rimanda con 65/1 al valore assoluto 66 del suo primo nome, ma anche al 13 volte 5, che in 13 è la mediazione di DIO=26 e con il 10 è la mediazione del Dio=Dimensione 10. Insieme, 130 che poi sono dimezzati sono il ciclo divino che già fu palese in Adamo, che ebbe il figlio Set all’età di 130 anni e poi ne visse 800, come 800 invece sono stati gli anni della vita del Padre di Enoch. Con la dichiarazione del versetto 21 =7+7+7 è precisata anche la paternità di Enoch cominciata a 65 anni. È con il 22 che comincia il bello. “0 22 Enoch camminò con Dio;0” Indica l’inizio della sua vita trascorsa insieme con Dio, e 22 è il flusso 1/3 del valore 66 del suo nome cos’ come èNOch il terzo finale del nome espresso in lettere, con la ch=38, anno dell’inizio di questa <camminata>. <Camminò con Dio> vale 60 in <camminò>, vale 28 in <con> e 26 in <Dio> per un totale di 114 che è il tempo ¼ esatto della presenza di 456 , valore di tutti i nomi dei 10 Fattori. Questo 114 è in Romano Amodeo=66+47=113/1 il suo valore assoluto dato sommando al numeratore anche il denominatore. Ne escono i 114 capitoli del Sacro Corano dettato a Muhammad che ha lo stesso valore 66 di Romano e in Ammad ha la radice di Amodeo. Nel Capitolo che il Corano dedica al suo nome, i versetti sono 38 ed è il capitolo 47=Amodeo. Aggiunto a 114 il 41 di Enoch, è 155, la mediazione dell’Unità e Trinità tata da 300+10. Vale quanto Antonio Anna Paolo, 78+26+51, i primi 4 nomi senza il primo. Il 7° fattore è il fondamentale della creazione, come quella che parte da un centro e con il raggio unitario gonfia tutta quanta una sfera, la cui vita di 365 anni (quelli assegnati ad Enoch) indica proprio tutta la dinamica giornaliera dell’anno che, espanso in tutta la realtà del giorno, ha assunta quella dell’anno. Il Fattoriale di 365 porta a queste 779 cifre, 25104128675558732292929443748812027705165520269876079766872595 19390110613822093741966601800900025416937617231436098232866070 80711233699798534453679106538723835997043555327409376780914914 29440864316046925074510134847025546014098005907965541041195496


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10531188617337343514551719328276084775588229169021353912347918 62747015193968085049407226070330012463283988005504874279998766 90416973437861078185344667966871511049653888130136836199010529 18005612584454948864861768291582634756414899098413806780999960 46874881467348373406993598387911249959575845388736166615330932 53551256845056046388738129702951381151861413688922986510005440 9439430146992441125557552791407604927642537 4025041039105642 19790032896000000000000000000000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000000000000. I valori interi 32896 × 10^90 sono la base dinamica del tempo, dato dalla dimensione 9 invariante a livello 90 nell’indice e che con 9 × 3650 +46/9 coinvolge il 46 che è all’origine del ciclo del tempo quando 1+10+10+10 (la presenza 1 del cubo elementare espresso nella somma dei lati cresce di 46×100 +46/100 divenendo 4631,0217. I 46/9 si sottopongono al ciclo invariante 1/9 e si sommano al ciclo di 10 anni di 365 giorni moltiplicati per il ciclo invariante 9 fissando esattamente il 32,896 e proprio a partire dall’infinito 5,111111… quando è compreso nel 6 e nelle 89 cifre 0 sono ottantotto 9 e 10 l’ultima, cioè: 32895,99999999999999999999999999999999999999999999999999999 999999999999999999999999999999999999/1 con questo ultimo 1 sommato al 9 il che rende intero tutto il 32.896 × 10^90. 32.896 è dato dalla carica della luce 16,02176634 × 5.462,8489 fino alla dimensione reale. Ma se capiamo che nella carica la parte decimale non è presenta, ma futuro, allora 32.896 è esattamente 10 volte il 2.056 dato dal piano a lati 1010 e 1010 il cui flusso è il fatidico 46=Amore o AmoR è! Lo stesso 31 che si somma a 46×100 +46/100 a dare il 4631,0217 , della fine ed inizio del mondo, è il 46 -15 (unità dello spazio 10 +5 di tempo suo), laddove poi 15+51=66, energia di Romano, laddove si capisce che dal 66 si scende al 46 col piano a lati 10 e 10 tolti al 66 di Romano. Il tempo unitario si presenta negli ultimi 100 decimali come lo 0,1979 che indica la reale e piena vita di Romano ai 41 anni indicanti il valore sia di Roma, sia di Amor, sia di Enoch, corrispondente al 13° numero primo, in cui 10 è l’unità della presenza 10 e dello spazio 3. Il tempo negativo dato da meno 0,0092104 esistente all’interno degli interi 41 anni sono la strutturazione divina; essa è data da 26, Uno e Trino


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in 104, che esiste alla dimensione 10^90 indicante il ciclo 10 della velocità invariante 9; ciò esiste all’interno di tutto il moto di 2^3 in 10^(47+47) alla dimensione di un duo di Amodeo=47. Il 5642 “padre” di ciò è dato da 1011 +4631 (ciclo degli anni terrestri) che con la somma a 1.011 quantificano il moto del sistema di riferimento cartesiano avente tre lati 100, della realtà, come parametri cartesiani, si muovono nell’energia unitaria data da 6666/6, l’energia in potenza nelle 4 dimensioni dello spazio che si realizza nel tempo unitario del complesso spaziale 6, dato da 1/6. Il 10 “nonno” di tutto questo è il ciclo unitario del riferimento, che di per sé esiste alla dimensione 10^105 indicante in 105 gli anni in cui Adamo fu solo “figlio” (di Dio). Il 41039 “bisnonno” introduce l’anno di nascita 41,0217 di Benito, maggiorato dello 0,0173 in cui il suo tempo dello 0,0217 è riferito alla dinamica di tre 10+3 nel valore dei millesimi dell’anno corrispondenti a 10 giorni. Il 41 è alla dimensione di 10^110. 40,25 è il “trisavolo” indicante alla dimensione di 10^113 gli anni 40 in cui si compì il miracolo della morte e risurrezione di Romano, il 40,0604 che essendo 0,25 indica nello 0,1896 la premessa di 11 anni al 1907,0707 in cui nacque il “padre” di Romano e Benito. Il valore assoluto di 40×10^113 prevede tutta la realtà Una e Trina a dimensione divina 10 del valore 113 dei nomi di Romano (113 in <Romano Amodeo>, in <Torquato> e in <RoAnAnPaToAm> acronimo dualistico mentre è 113/10 in <MaTonORquaOd>=136/12 di media. Tutto il 4025,0410 (alla dimensione di 10^111, che rappresenta tutto il flusso unitario) prescrive anche l’anno della fine nel 2.025,1004 collocato in 4025,0410, che è il flusso intero di 1000 e 1000 in 4025, nel mentre lo 0,0410 si “gira” in 01004 con la somma del 594 che coinvolge la realtà 4 del fratello Benito=59, nel mentre tutto il numero è dato dall’invariante 9 che moltiplica l’energia 66=Romano. 0,49276425 ×10^125 esprime la presenza del ciclo 0,46310217 avanzato nello 0,02976208 dato dal 10° numero primo 29 a dimensione dei millesimi del volume, aggiunto al moto 10 dell’energia 66 di Romano a dimensione elettromagnetica 10^-5 e del Dio=26 in tutto il suo esistere in


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2^3. Questa presenza intera nel tempo a indice 125 si riferisce con questo anche al 7×7 nel flusso 7 di lati 10 e 10, del Padre Luigi Amodeo nato il 7-7-7. Ritroviamo questo padre nel 914,0760 ×10^129, che, rispetto al 1907,0707 si presenta all’età di 7 anni e coi 53 giorni del 16° numero primo indicante l’unità del movimento, quando la dimensione 129 è quella che sposta il 100 quanto il 10° numero primo 29. Sono 89 cifre 0, in cui ho evidenziato le ultime 100. Effettivamente i 1461 giorni esistenti in 4 anni derivano dal solo positivo flusso in spazio-tempo di 4800+100+100 esistente in +5000, il cui solo flusso di 200 è poi ridotto dei 3339 giorni di solo spazio. La sua vita di 365 anni è misurata nel valore più grande della Matrice della dinamica dai 380 che hanno, in più, il 15 unitario dello spazio 10 e suo tempo 10/2; nel valore più piccolo della stessa matrice, 758, la stessa vita ha 393 d’accelerazione relativa al moto di 7 nella realtà intera 400. In Bibbia sono espressi sempre i flussi della vita e quello di Enoch risulta accelerato di 393 poiché il 7° fattore è quello dinamico per eccellenza e questo si palesa proprio nel moto intero di 7 in 400. In entrambi i casi, Enoch è investito del ruolo di rappresentante totale del moto, con la sua vita, e lo fa con 365 più lo spazio-tempo 15 nel valore massimo e con lo stesso +393 nel valore minimo. Sostanzialmente, Enoch diventa il rappresentante della realtà dello spazio-tempo della Terra, coi suoi 365 anni di vita in rotazione. Nelle Scritture Ebraica sono esistiti diversi libri di Enoch, non riconosciuti e tutti insistenti su di lui come su un Angelo caduto sulla Terra, come il capostipite Lucifero. Tutti questi libri sono stati esclusi dalla Tora e anche dal Nuovo Testamento dei Cristiani. Resta tuttavia la dizione, ripetuta per due volte, di Enoch che ha camminato con Dio, e la sua vita di 365 anni, come i 365 giorni invece della Terra stanno a indicare nel 7° Fattore della Bibbia quel Fattore che realmente l’ha fatta nei fatidici 7 giorni, di cui uno di riposo. Il 7°, vincolo del raggio “obliquo”, non è come i 3 mediatore dell’Infinito. Ora il vincolo del Raggio comprende anche l’espansione secondo gli assi, e poiché quella asseconda il lavoro di Dio tutto condotto solo sui tre Assi


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di Padre Figlio e Spirito Santo, la vita di Enoch diventa l’espressione anche della vita reale del Lucifero di Dio assieme al Cristoforo che trasporta anche il Cristo, oltreché Padre e Spirito santo. In Bibbia non è mai stato detto che Lucifero fosse Satana. In tutto il libro sacro, Antico e Nuovo testamento, il nome Lucifero appare solo in alcune versioni e una sola volta, nel versetto che per la seconda volta vi mostro, nella versione della C.E.I.0: Isaia 14,12 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? In relaziona all’Aurora c’è il Salmo 21/22 del <Dio, Dio perché mi hai abbandonato?> che è dedicato a: 1 Al maestro del coro. Sull'aria: «Cerva dell'aurora». Mentre è in Genesi 25, versetto 3 che è annunciato a Rebecca di avere nel ventre il popolo più grande di quello di Israele. Tutto questo suggerisce in Lucifero, caduto dal cielo, proprio il valore potenziale dell’energia suprema chiamata Romano. Felitto, il luogo natale di Romano, ha ai suoi piedi il fiume Calore (qui il re) che nasce nel monte Cervati, mentre Romano è nato nel giorno di una spettacolare Aurora Boreale. Abbiamo visto in che modo le cifre più piccole del Fattoriale di 365 sono alla base dell’intera vita di Romano, ma non occorre andare a guardare le più piccole, una volta che si inquadri la dimensione di Romano, in quella di suo padre legato alla dimensione 777. Si scende così dagli anni 365 di Enoch al 25,0138 col Fattoriale di 365 espresso in giorni, che dà il giorno 25,1041 × 10^777 e pone intero, essendo il fattoriale dei giorni il giorno 25. +25,1041 - 00,0903


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=25,0138 indica il giorno 25, il mese 1, l’anno 38 espresso in una gerarchia rovesciata, in cui sono davanti in grande i più piccoli giorni e in fondo tra i più piccoli gli anni 38. Quello che deve essere tolto riguarda ciò che non c’entra con la vita reale di Romano e riguarda <In principio> = BRASIT = 913 anni, per cui 0,0913 dovuti al ciclo 10 di Dio, che si pone in mezzo e rende lo 0,0903 come il <suo> moto, da 10 Creatore. Poiché – escludendo lo 0,0903 si esclude il Dio 10 da quanto Egli ha creato <In principio> appare evidente che chi qui nasce non è Dio, ma un reale <corpo portatore> come se fosse un <automezzo> … ma non un puro <oggetto>, ma <auto più guidatore>. Insomma Romano ha una anima sua che non è quella di Dio, se non nella quantità infinitesima di Dio che hanno tutte quante le anime <dettagliate nel tempo> di cui Dio è invece il Totale Possessore e Artefice totale, assolutamente indeterminato in ogni possibile suo dettaglio. Questa la <sostanziale> differenza tra gli infiniti Elohim di Dio e Dio: ASSOLUTO è Dio 1/∞ RELATIVO è ogni su anima. L’Anima di Romano è l’INFINITESIMO di un Dio INFINITO. Ebbene questo INFINITO è sceso su di Lui come Energia, ed altre 5 <cose>. Energia è Romano (1° nome); Trinità di Dio è Antonio (2° nome): Unità di Dio è Anna (3° nome); realtà di Padre e Spirito santo è Paolo (4° nome e 1 che si muove in 26+26, percorrendo 51); realtà di spazio 111+1+1 (è Torquato, il 5° nome); realtà del 15° numero primo 47 è il suo Cognome. Questi 6 nomi sono il <lavoro> compiuto da Dio su di lui, per renderlo a sua immagine e somiglianza attraverso questi nomi che sembrano essere stati quelli della Creatura, ma sono invece i Nomi Segreti di Dio Stesso e CreatoreLucifero=81 è il nome di Romano e 300 sono i parametri della Terra, tanto che 381 è l’angelo disceso sulla Terra. Cristoforo=124/1 porta al 125 della sua nascita, ma allora è Romano+Benito, 66+59=125. Per ribaltare il 25,0138 in 38,0125 occorre semplicemente sommare il 12,9987 che in Bibbia somma 12 capitoli al capitolo 25 e lo muta nel 38, nel tempo dell’esistenza di 12/1 decimillesimi nell’unità, resi totali in 13. Con Genesi 38 si completa il dettaglio della nascita. Per scendere alla data della morte, bisogna riandare a quanto scritto nel capitolo 5:


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24 Poi Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso. Sorsero varie dicerie su quale fine avesse fatto Enoch <perché Dio l’aveva preso>, e si parla da parte di molti di diretta <assunzione> in cielo, senza essere passato attraverso la morte. La sola cosa che si capisce dal fattoriale che abbiamo già visto deriva da quando si considerano gli anni 365 della sua intera vita, e allora si ricavano interi i 25 anni. +25,1041 - 00,0037 sono tolti gli anni interi prima del suo concepimento nel 37 =25,1004 ed è il 2.025, ottobre, giorno 4, San Francesco, santo Patrono dell’Italia. Se vogliamo indagare quale sia la struttura di questi 1041 decimillesimi dobbiamo inserire i suoi tempi e ne osserviamo 2867 5558 732 292929 che arrivano fino alle 21 cifre del 7+7+7. 2867 è la struttura decimillesima della realtà decimillesima e si palesa nel moto 1 dell’energia 66 di Romano, nelle SET +7+7+7 dimensioni di 100, lato della realtà. È chiaramente la struttura del Padre, chiamato SET e nato 7-7-7. 5558 è il nonno dell’energia elettrica, nel moto 3 spaziale di 5555 puro elettromagnetismo, il che ci ha portato alla dimensione dei 12. 732 sono il dettaglio dei 3, dato da 3^6=729 +3. 292929 sono la Trinità del 10° numero primo 29 ottenuta moltiplicando 29 per 10101, che, in 10.000 è la realtà e in 101 è il Padre Luigi Amodeo = 54+47=101 = 26° numero primo Le 21 cifre decimali di 25,104128675558732292929 mostrano subito il tempo di Dio=26, nel 104 di Torquato Anna, e sono anche gli stessi numeri di Gioacchino Anna, i Santi Nonni di Gesù Nel 32292929 sono compresi anche tutti i giorni di vita che avrà Romano: saranno 32029, col 732 che era solo una terna e divenendo a dimensione 4, diventano 7 32029 …


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Il 7 che precede questa durata in giorni, attiene alla vita di suo padre, SET e 7-7-7 da cima a fondo, nonché LAMech vissuto 777 e L.AM. padre di quel Noè che il terzo finale di Roma no è Si vede nel calcolatore che questa è la pura distanza dal 25 gennaio <posto in principio> e non calcolato. Aggiungendo anche quello sarebbero 32030 e si è posta l’unità con 292929 in Trinità.

3 802 473 931 758 : CCC = 26.442.642.708,20600

Mostra come le 13 cifre, divise per la carica 16 di c^2, presentano un Dio 26 alla dimensione invariante 10^9. Il 442 è 666/3+10×66/6. Poi ci sono i numeri del 426 (i nomi del 2°) col 6 finale posto in principio, e le 708 unità che sono invece 807 nella somma dei 12 nomi dei due fratelli.

Il Bilancio degli anni ricevuti, passa da 4885 a 5.250 e la trattenuta, ora rispetto a 7000, diventa di 1750 anni. Il valore nominale passa da 498 al 539. Nota Bene Enoch è il 7 e in 380 247 3 931 758 sono tutti fatti da 7: ++247 il piano della realtà a lati 100 e 100 con flusso Amodeo=47 ++002 sono i 2/3 di 10 -7 quale il piano a lati 1 e 1 con flusso 1. ++931 è 7×133 la presenza 1 del 930 vita di MDA, Amodeo=Adamo ++758 il moto 7×108 del flusso 756 -1 e1 lati del piano =1938 indica l’anno d’inizio del mondo con l’avvento di Dio Energia denominata Romano. Ciò è riferito a quanto escluso, e cioè al 380 +1 (dei 3) che porta al 38,01 del natale in gennaio e porta al 381 del nome <Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo> dato da 66+78+26+51+113+47, che sembra essere il nome del <lucifero> ma è quello <Segreto di Dio> portato a conoscenza dall’angelo Lucifero.


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Il tempo in 987 cifre Matusalemme 4 566 272 200 853 187 anni da figlio

e 782 da padre

in 969 totali in Bibbia

Matusalemme è l’8° e indica con la sua vita totale di 969 anni il valore che – osservato nel 969 esistente in positivo e nel 969 esistente in negativo, essendo 8 la realtà totale in tutto il suo complesso – porta esattamente all’anno 1938! Nota bene Matusalemme è il n. 8 e in 456 627 2200 853 tutto è dato da 8 ++456 è 8 per 57; sono i valori totali dei nomi dei 10 Fattori ++627 è lo spazio 3 +8× (8+70); il 3^3 col lato 100 centrifugo, ×6; ++002 è 8^1/3, l’unità mancante in 22 e che fa da tempo alla nascita dei 66/3 =22 dell’avvento di Romano ++853 è 8 cento +53; è il lato 100 +753 che, a.C., è il Natale di Roma = 1938 . Il Soggetto mancante qui è il 20. I 969 anni detti in Bibbia, nell’853 della Matrice dinamica mancano del piano 116 a lati 58 e 58, moto complessivo, 8, del 50, presenza ¼ dei lati 100+100 della realtà 100×100. Questo 116 è Vittorio, il 2° nome del 2° a Romano I 969 riferiti all’estremo in grande 456 somma 403, che è la presenza 1 del piano a lati 201 e 201, ciascuno essendo il flusso 1 del piano a lati 100 e 100. Nel valore medio, 456+853/2 uguale alla presenza 1 di 654 (che è il ribaltamento del primo valore, nel suo countdown) ha la necessità del piano 314 come il lato 100 della realtà moltiplicato per p greco 3,14.


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Il tempo in 1000 cifre Lamech 1 452 152 615 777 ,0 182 anni da figlio

e 595 da padre

in 777 totali in Bibbia

Ho indicato anche la cifra decimale 1001 per far vedere che è 0, e che allora il 777 in decine è unitario e significativo da sé solo! Infatti la vita di Lamech fu esattamente di 777 anni secondo la Bibbia. È così poiché i primi 9 creatori del 10° sono la vera unità: Adamo non parte da 0, ma dal Dio a immagine e somiglianza del 10 divino; è Questo quel 1° assoluto che – facendolo coi successivi reali 9 – completa la prima decina: così come accade in ogni tempo decimale, in cui la cifra più grande è sempre il 9, occupando il 10 due cifre e non più una sola. Nota Bene Nono fattore, il n. 1 452 152 615 ++394 ++152 ++615 ++777 = 1938

777 genera il 1938 col 9:

toglie al 452 il (9+7×7) / 1 ch’è assoluto in 59=Benito; è 9 × (8/1+8/1) +8/1 che sono unitari in 9 assoluto è 9 × (66+1+1) +√ 9 ove 66 è Romano col piano 2 è 9 × (66+10+10) +√ 9 ove 66 è Romano col piano 20 anno in cui è nato il NO è! Terzo finale di Roma NO è

Come in tutti e nove i creatori tutte e 13 le definizioni hanno sempre portato al 1938, escludendo ogni volta il valore dei Soggetti aventi questi moti nel tempo. In questo caso è stato tolto il 9+7×7 =58/1 che è il valore unitario esistente nel nome assoluto Benito=59. Le 58 unità di 58/1 stanno nell’indivisibile numero primo 17° che è posto a limite assoluto della Matrice generato solo dai primi 16 numeri primi.


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Il numero unitario indica in 8/1 la presenza di tutto il complesso 2^3. Sommandosi al 50 che è il valore ¼ (della presenza tempo) nel 100+100 che nel prodotto 100×100 è l’intera realtà, rende presente l’8. Tra i nomi di Romano, 58 è dato dalla realtà del 4° suo nome Paolo, che vale 51, sommato a tutta la dinamica sferica 7. Oppure dal 66 -8 che, estrapolando proprio la presenza 8, riporta il tutto nell’energia pura e in potenza. Riferito al nome Anna=26, occorrono le due essenze del Dio+Jhvh, cioè 26+26, sommati al 6 dell’espansione centrifuga in tutti i 6 versi. Antonio, la sua trinità con 78, si mostra come il 58+10+10 avente un piano trasversale dato dal ciclo 10. Torquato 113 vale 1130:058 = 1,9482758 e dà quasi da solo la data di partenza. Portato a dimensione 10^3 è 1.948.2758 +1.948,2758 - 1.938,0125 =0,010,2633 è l’intera crescita di 10, nel tempo centesimo del Dio=26 e decimillesimo del tempo dell’energia data dai 66/2 di Romano, che la descrive solo nel tempo avanzante in positivo. Questo dimostra che il 113, dato da 111+1+1 è il volume avanzante nel flusso dei 666/6 dell’energia potenziale e che diventa massa cinetica nel tempo delle presenze 1 ed 1, del piano trasversale. Solo 112.404,725 si divide per 58 ottenendo esattamente l’Origine! 112.404,725 è il quadrato esatto dato da 335,2681^2 +0,027 , uguale a 666/2 +66/30 +66/1000 +6/200 +381/10.000 + [66-(6+6)] / 2000 Insomma abbiamo scoperto in che modo chi ha dettato la Bibbia ha descritto la creazione del mondo, con la creazione di Noè, attingendo proprio a queste cifre che la Matrice ha estrapolato dividendo 10 per l’ordinata sequenza decimale dei primi 16 numeri primi. È davvero un inimmaginabile prodigio, l’aver potuto osservare il 1938 descritto da tutti e 9 i fattori del 10° nato nel 1938,0125!


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Credo che abbia un senso anche la somma di tutti i valori indicanti la presenza dei movimenti che portano al 1938 nei vari 9 attori, così ne faccio la somma: 1. 6337 Adamo 2. 0490 Set 3. 0071 Enos 4. 0183 Kenan 5. 0087 Malaleel 6. - 002 Iared in negativo, nel 6, escludendo il centripeto 7. 0381 Enoch 8. 0020 Matusalemme 9. 0058/1 Lamech Totale 7625 È la curvatura 7 del 10^3 sommato a 5^4 che è lo spaziotempo che misura la carica elettrica dei 624/1 Coulomb unitari, che in tutto sono 624+1=625. Essendo 10.000 l’intera realtà, è il moto di 2374 che sono i primi quattro numeri primi 2357 in sequenza decimale, più l’<ordine> 17 dato dall’<ordinale> 7° numero primo. Questi sono gli <attori> nella realtà unitaria in 10.000. Se rovesciamo il numero in 4732, si tratta del ciclo degli anni della terra 4631 che ha ricevuto l’<ordine> da <mamma Eva=26> con il suo ordinale 26° che ordina il 101. Ha senso ricondurli entrambi al loro totale, dato da 2374+4732 che porta al 7107 ordinato da 7 e dal moto del 10° numero primo 29 in 100. Essi sono complementari nel moto di 2803 in 10.000, che è lo spazio 3 il cui 100 ha la curvatura 7 nelle 4 dimensioni dello spazio e del tempo: uno è 88 +6×381 (il 2374), l’altro è la presenza 1 del lato 100 della realtà il cui periodo è il 4631 dell’anno terrestre. Sono l’interazione tra opposti, quando i numeri sono proprio espressi nell’ordine inverso (cosa inusuale in matematica).


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico D. LA MATRICE DINAMICA DEL MONDO REALE POSTO DALLA BIBBIA DOPO NOÈ


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Da oltre le 1000, a 1016 cifre 0 574 616 673 167 800

La ripartenza da 1000 parte dallo 0 che era la 1001 cifra che rendeva decine il 777 di Lamech (e dunque attivava il Fattore n. 10). Sono le 16 cifre della carica 16 attivata per le 6×6 volte dell’interazione elettromagnetica espressa tra l’espansione in 6 unità centrifughe e l’ammassamento in 6 centripete. Il prodotto 16×36 porta a 576, ma qui compaiono solo i flussi, e quello unitario di 576 è quello che estrapola le lunghezze 1 e 1 dell’area trasversale al flusso che resta 574. Dividere per 16 tutto il numero lo porta a 35.913.542.072.987,5 e in esso possiamo distinguere il flusso unitario 35/1 (nel totale 36) che è il dimezzamento del 70 che curva il sistema di riferimento ortogonale, aggiungendo ai 6 avanzamenti centrifughi di 10 sugli assi, il vincolo 10 del Raggio. Premessa questa curvatura, ecco BRASIT, in principio, con il suo 913, che, nella somma di tutte le cifre: ++913 “In principio” ++542 il 6×7 della creazione nel tempo di 1000/2 ++072 il complesso 8 alla velocità invariante 9 ++987 il moto di 10+3 nel 1.000. - +576 toglie il 16×36 posto prima di “In principio” = 1938 Quello che è messo <ancor prima> di questa divisione per 16 di tutto il flusso nelle sue 16 cifre, è in sostanza il 16×1/16.


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2 volte 576, cioè 16×72 è 1152 = 2^10 +128 (l’intera curvatura a 4 dimensioni inferta a lato 100 della realtà. Ne è tolta solo la parte in positivo. Da 913 si arriverebbe immediatamente al 1938 aggiungendo 2^10 +1, poiché 913+1025=1938. Il 913 è davvero <in principio>, ma prima ancora ci devono essere le <regole>a regolarlo, e (10+6) ×6×6 è la regola che parte dal ciclo 10 e genera la prima espansione che contiene il flusso e lo moltiplica per l’area trasversale di quel flusso. Tutto ciò – messo a regolare ogni principio – si chiama 576 in assoluto, ma nel solo flusso dato dalla Matrice che stiamo studiando, il 2 trasversale non si vede e non risulta. Il piano trasversale si è fatto carico di sommare -1 e +1 senza distruggerne il valore ma azzerando in flusso, per come è dato dalla somma, e ponendo 1 e 1 di traverso come lati N e N di una area N^2. Il valore 800, più piccolo asseconda il ciclo 100 della realtà nelle 8 componenti della realtà complessa 4+4, o 2^3. Risalendo ai valori più grandi, 800 ne è la struttura. Ragionando di mille in mille, 167 è, rispetto a 8, è quanto dato dalla divisione del rapporto 167/8, mutato in 20,875 / 1. Ciò significa che il flusso che è passato è dato dalla quantità che è stata divisa, e che la restante, data da 28×8=160 ha il resto 7 come un’area indivisa avente per lati 3,5 e 4,5. Andate avanti con la divisione per 8, ora di 7, è lecito farlo solo moltiplicando per 10 la lunghezza 7 dei due lati di quell0area. Ciò determina in 70/10 l’area che sarà divisa per 8. 70/8 si muta nell’equivalente 8 che ×8 è 64 e il flusso diviso è 8, e il resto che è 6 è la lunghezza della nuova area indivisa. Divenuto 60/8 il resto da dividere, è diviso 7 che ×8 è il 56 che al 60 da 4 di resto da dividere per 8, dà 7/8. Il 7 diviso si è aggiunto al flusso e si prosegue ad oltranza in questo modo. In sostanza, a mano a mano che cifra dopo cifra nasce il flusso in quanto è stato diviso, il resto moltiplicato per 10 è divenuto la nuova area da dividere. La divisione porrà in sequenza sempre aree date da lunghezze per 10 espresse nei risultati divisi nei decimi. Sono sempre le <aree> indivise date dai resti a <filtrare> le quantità che passano come un flusso interamente diviso.


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Un’area come 70/10 vale le 7 unità del resto, che opportunamente moltiplicate per 10 consentono la divisione che continua. Ora alla base del 100:00,2357… - come si esegue sempre – la prima cosa da farsi sta nel rendere intero il divisore, che diventa 2,357… a patto che il dividendo 10 diventi 100. I risultati che escono fuori solo <cifra dopo cifra> nel caso in corso di 1000:02,357… Come ci insegnarono alle elementari, <comincia> dividendo solo il 10,000 per 2,357… ed è il 4 che <ci sta> con 4×2,357 =9,428, nel 10, con resto 0,572. Ora è 0,572 da dividere per 2,357… e per poterlo essere si muta in 5,72/10. Essi è diviso interamente per 2 (nei decimi) che ×2,357 vale 4,714 che sottratto a 5,72 dà 1,01 di resto. Così, fino a questo punto, si è diviso l’intero 42 e abbiamo avuto finalmente il resto 1,01, che nei decimi vale il 10 originario da dividere. Ora è evidente che, a mano a mano che prosegue la divisione e ci si addentra nei decimi, entrano in gioco i divisori successivi ai primi numeri primi 2357. 100:00,2357 = 10^50:02357. È 10^5 / 2357 quando i primi sono solo i 4 a una cifra. È 10^7 / 235711 avendo aggiunto il 5°, dato all’11 che ha 2 cifre. È 10^9 / 23571113, aggiunto il 6°, il 13 a 2 cifre. È 10^11 / 2357111317, più il 7°, il 17 a 2 cifre. È 10^13 / 235711131719, più l’8°, il 19 a 2 cifre. È 10^15 / 23571113171923, più il 9°, il 23 a 2 cifre. È 10^17 / 2357111317192329, più il 10°, il 29 a 2 cifre. È 10^19 / 235711131719232931, più l’11°, il 31 a 2 cifre. È 10^21 / 23571113171923293137, più il 12°, il 37 a 2 cifre. È 10^23 / 2357111317192329313741, più il 13°, il 41 a 2 cifre. È 10^25 / 235711131719232931374143, più il 14°, il 43 a 2 cifre. È 10^27 / 23571113171923293137414347, più il 15°, il 47 a 2 cifre. È 10^29 / 2357111317192329313741434753, più il 16°, a 53 a 2 cifre. A mano a mano che le cifre si determinano nei loro numeri, il divisore diventa sempre più grande e considera tutti i precedenti nel risultato fissato nelle prime 42,424810093023054875603985388791… che nelle prime 28 evidenziate (uguali alle 28 cifre decimali) hanno 2 cifre intere e 26 decimali, ossia il flusso intero centrifugo 6 del piano avente i lati di 10 e 10.


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A questo punto – in cui la divisione resta <limitata> solo ai primi 16 numeri primi che danno la carica 4×4 al tempo unitario (nei primi quattro 2357), e le 28 cifre sono 4 volte 7 – sono rispettati tutti gli <assunti base>, tutte le <regole>, alias il <software> elementare dato dagli assiomi posti a base. Pertanto tutta la divisione infinita, ripeterà all’infinito il divisore, dato da queste 28 cifre che con 4×7 rispettano il ciclo 4 della realtà dello spaziotempo, e i 7 vincoli della sfera, che ha aggiunto l’espansione secondo il Raggio 1, quando sono 6 le altre che sono solo secondo gli assi che stanno esattamente in mezzo a tutti gli infiniti estremi come destra e sinistra, alto e bassa, davanti e dietro, nello spazio, e <prima> e dopo> nel tempo. Chi è sempre diviso è l’eterno 10 che è stato creato nello spazio e nel tempo dai 1000/99 mutati in reale divisione <in atto progressivo> nel tempo decimale. Non ci sono altre regole che ancora quella date dal (10+6) ×6×6 che coinvolge nelle due espansioni ×6 dell’iniziale 16, che sono le cifre 16 dei primi numeri primi, ove il 6 è il complemento al 4 che è moltiplicato per 7 nelle 28 cifre poste a base ciclica. Mentre a volta a volta che si aggiungono numeri primi l’ultimo è sempre <consuntivo> dei precedenti, quando 10 è diviso per il valore ordinato decimale dei primi 16 resta l’unico e definitivo consuntivo comandato dalle regole base assiomatiche dei numeri. Certamente sono poi in azione tutti, ma questi prodotti dalla divisione per tutti i primi 16 ne costituiranno <il tempo elementare>. Quando dividessimo il 10 per le 10^3 volte della totalitaria presenza del suo volume, avendone 1000 cifre, esse determinano <veramente> e interamente la <presenza attiva> di questi 16 numeri primi che assecondano tutte le regole assunte per determinare la presenza del solo flusso delle aree trasversali che volta per volta sono determinate dai resti indivisi nei vari passaggi. Poiché questo è un risultato che è <tutto quanto unitario> nella sua presenza nel flusso, <accade per giustificata conseguenza> che questi valori lineari sono tutti <complementari> ai valori lineari che esprimono le aree trasversali causate dai <resti indivisi> fino a quando non sono divisi nella loro struttura decimale.


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Allora, prendendo per esempio tutto quello che è stato diviso nelle prime 28 cifre, e che è: 42,42481009302305487560398538, pone il complementare a 100 57,57518990697694512439601462, che l’area che divisa per 2 do 28,78759495348847256219800731 nel suo lato in positivo, e unitarie sono le 28 cifre che han fatto da divisore. Poiché è presenza in positivo tutto il valore della divisione, ma anche la metà del valore complementare a 100, lato della realtà, la loro somma ò 71,21240504651152743780199269 e indica tutta la presenza in positivo, sia nella linea del flusso reale sia in quella del lato della sezione avanzante nel positivo del tempo. Il valore più piccolo di questa somma, lo 0199269 è realmente avanzato dal 1938,0125 fino alla data in cui io ho avuto anni 54,6775 in cui 0,6775 è spazio-tempo che si riduce a solo tempo sottraendo il doppio dello 0,3339 unitario dello spazio. 0,6775 0,6678 =0,0697 e che diventa 0,0604 sottraendo i 93 decimillesimi di tutto il moto di 7 in 100. Era la data esatta del 4 giugno 1992 in cui posi mano alla scrittura del mio libro: <L’Universo impensato> in cui ho dato inizio alla mia ricerca sull’esistenza. 54 è la pienezza del 9 (il quadrato intero della velocità della luce dato da 3/1 al quadrato) presente in tutte le 6 linee perpendicolari tra loro nell’espansione dal centro. L’aggiunta al flusso della componente in positivo sul fronte trasversale dato dalla metà della lunghezza mancante a 100, nel risultato prodotto dalla divisione, mentre ha generato l’intero 71 in cui è il 10° numero primo 29 a comandare tutto il moto nel tempo, ha prodotto - in primis – lo 0,212405 che, diviso per il valore 199269 più piccolo, lo fa esistere le 106,5921 volte intere date dal 53+53 (che sono il 16° numero primo, nel suo flusso sia positivo, sia negativo, elettromagnetico). Il seguente 04651,1527 misura il ciclo terrestre degli anni 4631,0217, relativo al movimento di 20,131 anni. 43780 lo riscontra in quello di 2530 del flusso 53 (del 16° numero primo) come quello dell’area aventi i lati 100 e 100 dello spazio-tempo. Questo secondo che lo riferisce al modello unitario assunto col 253 che è anche la presenza ¼ di 1000, data da 250, sommata all’unità tre dello spazio. Questa è la struttura dei 29,131 anni di avanzamento osservato


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prima e tutte e due le volte col riferimento al ciclo completo degli anni terrestri. Ed è questa relazione del 43780 nel suo ciclo ×10 che presiede al divisore 199269 come il 2,1970301 indicante gli 8×4 anni di Romano, indicatore del tempo della natura essendo stato configurato come la purissima energia potenziale che è la massima quando si è nascosta nel maggiore dei modi calandosi su un uomo che non avrebbe mai trovato credito, finché vivo. È proprio il massimo dell’energia quando essa si è nascosta nel duplice bilaterale zero indicato anche nei due gemelli nati in Genesi 38, così messi in sequenza colla loro vera nascita: → ZER ach Pe REZ ← Io sono stato definito ancor peggio! Nell’angelo Lucifero, nel Diavolo 666, nell’<Asmodeo> il cattivo demonio descritto nel libro di Ester. Meno di niente da Tre Sante Romane Ecclesie che mi hanno fatto digiunare per 192 giorni, spietate verso chi si era messo a digiuno – come Gesù prima di iniziare la sua opera – per propiziarla a chi avrebbe dovuto accoglierla. Ma l’atto propiziatorio fu inteso come il <ricatto> inammissibile da parte di chi si camuffa nella <pecorella smarrita> dal Buon Pastore, per costringerlo ad andarla a cercare! Sapendo bene che chi affama una pecorella smarrita affama Cristo stesso, non si son presi cura di me non avendomi ammesso nemmeno come quella! Contro uno ZERO non esistono colpe, se atti spietati sono contro di lui. Questa è la pura energia immensa e divina che Dio ha voluto mostrare come propria, entrando in <uno così>. Ha assunto su di sé tutto il mio peccato e lo ha annichilito! È in questo modo che Dio salva tutti: <si rende Loro, ad uno ad uno>. Non è più Gesù Cristo che li salva in virtù dei meriti della Sua morte – e pertanto solo per indiretta persona – ma è proprio Dio che si cala in ciascuno e fa interamente sua la colpa dei demeriti del personaggio che in verità solo lui ha creato mediante la Matrice che state vedendo e che io vi sto spiegando, passaggio dopo passaggio! Questo ultimo, relativo alla carica dopo i primi mille, si è anche caricato di tutte quante le spiegazioni necessarie al caso.


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Oltre le 1016, fino a 2^10 +1 cifre 326 821 081

1.024 +1 = 1.025 è quanto, sommato a BRASIT =_In Principio = 913, porta questa Origine alla pienezza dell’anno 1938. Accade proprio partendo dal 913,125 dato dai 365 giorni dell’anno solare nel ciclo ¼ della presenza posta in 10 anni. Quando si considera in 913,125 solo il valore intero, tralasciando il tempo dello 0,0125 corrispondente ad 1/80, sulla base di quel tempo si attiva tutta la realtà 80 del complesso dato da 40+40. 80, espresso in quantità 24,22515625, porta esattamente al 1938,0125. L’intero 24 esiste come i 6 assi centrifughi dall’Origine quando ciascuno è dello spazio-tempo dato da 3+1=4. Il tempo 0,22515625, rispetto allo 0,19380125 e l’avanzamento di 0,031355, e sono i 313,55 anni ideale in cui il fronte dell’area trasversale a lati 10 e 10 si è sottratto al 333 del flusso ½ dell’energia del Diavolo! L’ultimo 55% indica l’elettromagnetismo di questa energia di 666/2 che in flusso dell’area 20 sono solo il 313. 313 / 0,55 = 569,09, periodico in 09 è l’intensità che mette a confronto i due valoro, per le centinaia delle 313 e i centesimi dello 0,55 e si dimostra il moto dell’11° numero primo, quello dei 66/6 dell’energia in una sola linea tempo, che con l’<ordinale> 11° <ordina> la quantità di moto 569 in 600. 326 821 081 è in valore di carica 3 assunta dalle tre terne, e divisa tutta quanta per la carica elettrica in Coulomb 1602,176634, si mostra esistere per 20,398567, il valore intero del fronte 10+10 che avanza nel tempo dello 0,398568 che non è quell’iniziale dello 0,380125 20,398567 riferito a tutto il 19,380125 indica 1,018442 l’avanzamento unitario di 1 anno e 1 mese con 84.42 giorni di spazio-tempo. Ciò mostra come le 1025 unità decimali della Matrice, nei valori delle 18 cifre indicanti il 6+6+6 del lavoro divino portano al flusso esatto di 1 anno e 1 mese che è caricato sull’Origine. L’81 più piccolo regola con 1/81 la crescita 0,123456790 in un periodo esterno che è unitaria solo quando è divisa per 80, tanto che 81/80 sono


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l’1,0125, mentre 810/8 portano al 101,25 della presenza 1 di 100, lato della realtà unitaria nel suo tempo ¼. 326 è chiaramente il ciclo 10 della carica 16+16 che circola in tutti i 6 versi centrifughi, dall’Origine. 821 mostra chiaramente il complesso 800 in tutto il moto 7+7+7 della curvatura nelle tre dimensioni dello spazio. 3260:081 = 4,0246 nella realtà decimillesima che è 4 nell’intero e 10^-4 nelle unità decimali che essendo 246 sono il flusso 6 del piano giornaliero dato dalle 12 ore di luce e 12 di tenebre. 8210: 04,0246 = 203,9954, il moto intero 3 del piano a lati 100 e 100 della realtà e sono con questo la sua relazione al rapporto tra i due estremi. Un ultimo dato importante sta nel dividere le 18 cifre per 16×299792458^2, ossia per 143800828,5978908224 ×10^10, ottenendo il risultato di 36,36374940. Esso rivela la presenza del valore decimo dell’angolo giro, nell’intero dato da 6×6, nel tempo 0,36374940 che esiste in un anno siderale di 0,36525636 come 0,00150696, che sono giorni 1,50696 che esprimono la sua unità nel tempo ½ coi 696 centomillesimi dati dal flusso 4 della realtà nelle 700 unità di moto. Questo dimostra in modo convincente l’attinenza dei dati della Matrice, cin quanto realmente vediamo accadere nella realtà


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Le 9 cifre fino a 1034 cifre 504 434 300

Dopo le 18, terminanti con 81 di 9×9, ecco che altre 9 portano all’intero 300 indicante la terna cartesiana data da tre assi che nel 100 sono il lato della realtà. Esiste quando le cifre aggiunte al 1000 sono le 34 ultime che si vedono nella carica di 16,02176634 Coulomb. 34 è il valore assoluto che carica l’unità di 33/1 data dal 99/1 esistente nel 100 assoluto e divisa nelle tre unità dello spazio, avendo con 33/il flusso nel tempo ½ dell’energia Romano=66. 504 evidenzia la realtà totale nel tempo ½ del 1000, quando esso è alla dimensione 10^6 di tutto il complesso spaziale. Queste 9 cifre sono in funzione di 9 tanto che 504 434 3000:09 = 56.048.250 +5,55 periodico. Infatti 250 è la presenza ¼ di 1000, che struttura il complesso 8 presente in tutti i sei versi centrifughi, nel moto di 10^6 presente in tutti i 6 versi, nel tempo generale dato dal 10^8 / 2. 504 434 3000:0143800828,5978908224 = 35,078678260 mostra come la divisione per la carica elettrica moltiplicata alla c^2 e presentata a dimensione intera 10^10 si mostra il moto in positivo di 70. Ed esiste nelle 78 settimane di 1,5 anni (unità dello spazio-tempo) con l’anergia 66 mossa di 1 e l’826 di tutto il complesso definito nelle 26 settimane della metà dell’anno. In esso, 35,0 nel tempo decimo sono i 350 giorni di moto dello spazio tempo 15,25 nei 365,25, in presenza poi di quanto abbiamo già visto, dell’anno e mezzo dello spazio-tempo eccetera.


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Fino a 1081 cifre

82 494 709 630 562 156 325 573 427 303 417 119 340 604 914 345 47 cifre ancora (e sono la presenza reale 40 dello spazio-tempo data dal 15° numero primo, indicante la sua curvatura 7) e arriviamo a completare il 3^4 del nuovo inizio dopo 1000. La presenza si vede all’atto pratico nelle cifre minime 14345, che rispetto a 12345, essendo relativo all’unità 1000, le ha in più e non sembrerebbero più quelle data da 1/81. Quando le cifre erano 25, avevano avuto i numeri 326 821 081 e quanto era condensato nelle ultime sei, e cioè <821 081>, ora lo vediamo dilatato sulle 47 comincianti con 824 e terminanti con il 1000 aggiunto a 12345 che è il mezzo ciclo dato da 1/81, come l’effetto reale di quell’ultimo 81 a dimensione della presenza 25. Mentre 821 ha assunto 3 in spazio, 81 ha assunto la metà del tempo nell’incremento dato da 25 a 81 che è proprio dato dall’energia 66 che è sommata a 25 per realizzare 81. Ebbene, in quelle 66 cifre di incremento tutto questo numero di 47 cifre è il risultato reale.


380

Fino a 1096 cifre 12 505 710 620 425 7

L’anno della Prima Crociata per la liberazione di Gerusalemme si presenta, nei confronti degli anni 4631 del ciclo terrestre degli anni a 374 anni di distanza. Sono tutto il moto del 26=Dio nel 100+300 che indica L0unità e Trinità divina in numeri 100. Nel contempo 257 vale in 251 quanto il valore gematrico di Padre, Figlio, Spiti3o Santo che percorrendo 6 vanni avanti, dietro, a destra, a sinistra, sopra e sotto… insomma ovunque, partendo da un centro. Essendo 257 dentro il 400, sono nel Dio Uno e Trino in 100. E sono nello 0620 posto prima tutto il percorso del 380 nel 1000, o – vedendolo da destra verso sinistra, semplicemente lo 0260 di Dio. La terna ancora prima riguarda il moto del Re dei Re, il 29 del 10° numero primo nel 6000 indicante il moto in tutte le direzioni perpendicolari, con 1000 su ognuna. E – quello che era 7 +251 – in principio di presenta nel 125 che mette il libro 1 prima del capitolo 25 di Bibbia in cui è nato il nome di Gesù, Da Giacobbe ed Esaù.


381

Fino a 1101 cifre 10 238 Vediamo il 10.000 di tutta la realtà e il piano a lati 100 e 100 del flusso 38 della realtà 40, avente perpendicolare e invisibili i lati 1 e 1. Il che accade alle 1.101 cifre che sono il moto di un 10 contenuto in 1,111. Il significato è analogo al punto che 10238 / 1101 = 9 con resto indiviso 329 in cui il Re dei Re 29, decimo numero primo, si muove nel totale 300, mentre le 9 volte sono quella del quadrato della velocità della luce


382

Fino a 1111 cifre 6 995 040 749

Ho evidenziato questo ciclo esatto dato dalle 1111 cifre indicanti il flusso 6666/6 della energia, poiché queste 10 cifre che erano il moto delle precedenti 1101 con lo 0749 sono il moto di 251 che è la presenza 1 del tempo ¼ della presenza nel tempo, rispetto al 1000 spazio-temporale. 251 è anche il flusso 51, della presenza 1 del tempo ¼ di 100+100 i due lati della realtà, quando sono i lati del piano trasversale in cui flusso è 51. Tutto il numero, diviso per CCC rivela: 4,864395300920 × 10^-9, il valore intero 4 della realtà alla dimensione invariante del moto di 10 in 10^10, il cui intero presenta nel tempo il giorno di 864000 minuti secondi. La sua presenza ¼ è data da 1,21609882523, e nei limiti dello spazio-tempo a 4 cifre decimali coinvolge il tempo fino 2160 decimillesimi, essendo la struttura dello spazio-tempo il restante del numero.


383

Fino a 1124 cifre 3 166 566 564 321

A questa dimensione decimale abbiamo il lato 100 della realtà che è cresciuto quanto l’intero dato da 2^10=1.024. Il tempo minuto si è concluso nell’unità della 24 ore mostrando il conto a rovescio della realtà, dato da 4321. Esso è la struttura di quel numero che è alla sua sinistra e che con 316.666.666 -10.010, indica tutto il moto 10 della realtà intera in 10.000 presente nella presenza 1 dello spazio 30 alla dimensione 10^7 di tutto il moto di 10^3 in 10^10. Questo accade quando il tempo riguarda il ciclo 10 delle 112 unità esistenti in 111/1


384

Fino a 1150 cifre

25 456 388 448 553 274 431 302 384 Sono 11 centinaia (che sono il lato della realtà) che +50 aggiungono l’esistenza nel tempo ¼ dei dati 100 e 100 della realtà che la formano moltiplicandosi. Questo appare nei minimi valori-base 2384 che mostrano il piano generale a lati 1000 e 1000 avente il flusso spaziale 3 del 381 che è l’unitaria dinamica data dai 16 numeri primi sommati tra loro. Il massimo 254 mostra la realtà presente in ¼ di 1000.


385

Fino a 1178 cifre

9 026 397 069 312 021 100 702 224 322 Ove 78 è in settimane il ciclo di 1,5 anni di spazio-tempo, questo si vede benissimo a questa dimensione, quando si somma a 11 centinaia di cifre decimali. Cominciando dai valori minimi, 2224322 è dato da 2222222 (che sono sette, quanto la quantità di tutto il moto curvo) e sono il flusso di 6666666/3 di energia dinamica relativi proprio alla dinamica 7+7+7 di 100, lato della realtà, col 2100 che si somma al flusso intero dell’energia. Il flusso intero appare quindi in 70 quando i decimali erano 7 in meno di 1178 e quindi 1171. Ai decimali 1170 troviamo 12021100 in cui vediamo da solo il 1100 delle cifre che si sommano a 70; prima ancora c’è il 1202 che somma al 1000 l’avanzamento del piano a lati 101 e 101, corrispondenti al 26° numero primo che ordina la presenza reale 1 del lato 100, della realtà.


386

Fino a 1214 cifre

439 649 605 128 661 766 306 495 249 622 437 900 Evidenzio questo settore per le unità delle centinaia espresse da 06.495.249.622.437.900. Sono le 16 cifre intere della carica del moto e divise per CCC danno 0,004516837410. Ove 600 è tutto il percorso dall’origine sugli assi dato dal lato 100 della realtà, e abbiamo un piano a lati 600 e 600, uno descrive il moto elettrico e centrifugo, l’altro lato perpendicolare descrive quello opposto centripeto e magnetico. Ebbene il piano a lati 600 e 600 il cui flusso di 7 è 7, è quello espresso da queste 1214 cifre. Le 37900 finali mostrano il moto del piano avente i lati 100 e 100 della realtà, interni a tutta la dinamica 38100 il cui il 381 della dinamica totale si è moltiplicato per il lato 100 della realtà. Il 24 superiore a questo valore indica che questo moto totale sta nelle 24 ore di un giorno. Il 62 ancora superiore indica che è il moto dell’anno 38 in un secolo. Ciò accade all’interno del 7×7, che a sua volta fa parte delle 52 settimane dell’anno. Il tutto, dentro il moto di 51 in 700.


387

Fino a 1246 cifre

0257 258 455 152 561 121 670 1 562 551 300 L’ultimo ciclo è di centinaia e riguarda il numero di 1.562.551.300 indicante lo spazio-tempo 15 (10^7) la cui struttura 62 è quella del moto di 38 in 100, ove il 55 indica struttura elettromagnetica del 1000 e del suo spazio unitario 300 nel lato 100 della realtà. Ciclo di 10 cifre, rivela tutta la sua unità data da 10^10. Il ciclo precedente è delle 21 cifre del 7+7+7 indicante tutta la curvatura tridimensionale. Insieme, le 31 cifre sono quelle esatta della presenza 1 di tutto lo spazio 3, che poi è confermato dal 300 minuto. Dividendolo tutto quanto per CCC otteniamo 1.788.991.465.911,0275. Solo l’ultimo gruppo di 10 cifre, diviso per CCC determina 1,0866 e si rivela esistere unitariamente come l’866 uguale a 864+1+1 in cui 864 è un giorno espresso in centinaia di minuti secondi. Di per sé le 1246 cifre che terminano con queste dieci cifre sono il flusso 46 del piano a lati 60 e 60 avente proprio in ciascuno i minuti che stanno nelle ore e i secondi che stanno nei minuti primi. Ciò ove 46 indica il moto della realtà 4 nel 50 che è il tempo 1%4 della presenza nel 100+100 dei lati della realtà data dal loro prodotto.


388

Fino a 1274 cifre

8 756 314 297 662 118 30 9 100 224 200 Queste 28 cifre sono tutto l’avanzamento di 7, Uno e Trino esistente solo con tre cicli; il primo, decimale, di 18 cifre: il secondo di 91 centinaia, il terzo di 2242 centinaia. Importanti specialmente gli ultimi due, che esistono il primo nel moto 9 invariante nel 100 e il secondo nel moto del piano a lati 10 e 10 nel 2222. 00224200, in mezzo tra due cicli 100, mostra perfettamente la sua dimensione legata alle 1274 cifre decimali della Matrice dinamica. Ove 1300 indica l’unità di volume 10^3 e lo spazio 3 del 100, lato della realtà, in esso è proprio il 26 a esistere e a muoversi, con tutto il suo significato elettivo di moto totale, del paiano a lati 10 e 10 avente il moto centrifugo o centripeto lungo gli assi cartesiani. È un numero che terminando con 74/1 che nel totale indica il 75% dello spazio di fronte al 25% del tempo, se lo ribaltiamo totalmente, con 4721 ci compute tempo. Infatti si tratta del ciclo dell’anno terrestre 4631 che esiste interamente, e che si vede, in quanto gli è superiore, e si tratta di 90 anni che sono aggiunti al 4631 e lo portano all’anno 4721. Questa del significato opposto dei numeri, che in un verso son spazio e nell’opposto son tempo è un’altra delle verità che io solo ho rilevato, come ad esempio nella costante <e> dei logaritmi naturale. 2,718281828459045 misura esattamente il volume e il ciclo siderale degli anni terrestri. 2,7 nella 4 dimensioni è 10,7 e questo è il volume terrestre alla dimensione 10^21 m^3. 1828+1828 = 3656 sono i 365 giorni e le 6 ore. 459045 è spazio di rotazione: 45°+90°+45§ uguali all’angolo piatto di 180° che è visto frontalmente dopo le prime 10 cifre indicanti il flusso. Ebbene lo spazio graduale esistente sul piano dell’angolo piatto, ribaltato totalmente, diventa in 5409540 i 540 minuti secondi uguali a 9 minuti primi, seguito da 9,54 minuti secondi … e questo è avvenuto osservando a rovescio il numero, cosa che lo ha portato in detrazione a 999999.


389

Fino a 1308 cifre

8 278 266 924 736 451 377 226 489 642 258 200 Dopo tutta questa unità spaziale la Matrice della dinamica presenta un ciclo di 34 cifre indicanti tutta la presenza 1 del flusso di 100/3, il cui resto è stato poi posto a denominatore della parte divisa, come la loro comune unità condivisa. Terminante con il piano a lati 100 e 100 questo numero è ideale da dividere per CCC. Ne risulta 57.567.588.486.467,6756. Nelle prime 6 cifre maggiori è l’elettromagnetismo 555555 sommato a 20120, che è il flusso 2000 del piano minuto a lati 60 e 60. Nelle successive 4 cifre è 8888 meno 40 e infine 6467 è il moto di ciò che manca e supera nell’energia intera 6666,6666, mancante di 199 nel valore intero e superiore di 8 millesimi nel tempo. Ebbene questo significato di moto globale è perfettamente giustificato dai 1308 decimali che in 8 mostrano la presenza di tutto il complesso, in 1000 presentano tutto il volume e nel 300 i tre assi cartesiani ciascuno dato dal lato 100 della realtà. Anche le quantità minute di questo ciclo di 34 cifre sono simili a quelle del ciclo precedente. Possiamo vedere tutte le variazioni tra i due istanti del tempo, mettendoli totalmente a riscontro. 66 924 736 451 377 226 489 642 258 200 8 756 314 297 662 118 309 100 224 200 58.168.422.153.715.108.180.542.034.000 Come appare evidente mettendo a comparazione le stesse cifre, la prima riga che è il punto di arrivo tratto dalla seconda, più breve, ha tradotto in energia potenziale resa visibile quatto vi era prima essendo solo latente. Nei valori unitari, i più piccoli, lo 00224200, passando al valore successivo anno espanso questo limite con uno 034000 nascosto nel lungo e unico periodo a 34 cifre proprio precisandolo in modo compiuto con quello 034000. Dopo le 1308, un altro ciclo di 50 cifre porta alla latente pienezza dell’8.


390

Fino a 1358 cifre

13 944 315 232 592 794 315 109 867 482 085 080 356 451 509 889 828 In 09889828 esiste la presenza 10^7, totalmente dinamica, di un 8888888 che si è nascosto nell’acquisito accrescimento 980 che è un ciclo do 98 decine che però si è celato nell’ultimo 8, esistente quando le cifre 1368 della Matrice dinamica hanno mutato il riferimento. Quando infatti sono 1358 le cifre decimali il numero descrive la dinamica totale e unitaria data da 7, quando percorre i 6 versi espandendosi dall’Origine, e il 42 esiste nella totale dinamica del piano a lati 700 e 707. Infatti è 1400 il riferimento totale del 1358+21+21, quando i due lati trasversali sono 7+7+7 e 7+7+7. Ma è un piano – esistente! – che però ha mutato l0opposizione in atto da -21 a +21, nello 0 della dinamica posta nel piano trasversale che non ha componenti di flusso se non trasversali nei due lati che restano opposti, ora, solo dalla loro angolatura di 90°. Il tutto – quando è conteggiata anche l’espansione trasversale al flusso – questi 1358 di flusso sono 1.400 nell’espansione del volume nei tre versi tra loro perpendicolari 1358+21+21. Comparando le stesse cifre esistenti 50 decimali prima con queste, sulla base della loro divisione per CCC, pongo prima il valore precedente che risulta nei due casi: 46.539.882.352,4990, da 66 924 736 451 377 226 489 642 258 2000:0CCC 06.861.909.059,4204, da 09 867 482 085 080 356 451 509 889 8280:0CCC 39.677.973.293,0786 di differenza, una terna di 13+13+13, fatta di energia potenziale 666 mossa nel tempo di 66/3, e che è il moto di 3^3 in 10^3, il quale è quello di 7 in 300.


391

Fino a 1381 cifre

16 992 092 268 894 715 924 378 Il ciclo precedente, pieno in 1400, che è 700+700, compreso il dinamismo 7+7+7 e 7+7+7 trasversale, sfocia con le successive 23 cifre che sono quelle totali dell’accorpamento, a rendere visibile la dinamica totale 1000 del 381 che è il Re della dinamica espressa in questa Matrice. In questo accorpamento, il valore massimo a 4 cifre della realtà appare essere il moto di 1 in 17 centinaia, e mostra in 100 il lato della realtà, in 17 l’<ordine> vero e proprio dato dall’<ordinale> 7° numero primo. Sono un ciclo decimale 169920 e un secondo, di 17 cifre, che mentre in grande è il movimento del 78 in 1000, nel piccolo lo evidenzia col 378 che lo ha aggiunto alla trena cartesiana spaziale che ha il lato 100 della realtà su ciascun asse. Sono i 378 giorni di un anno di 365 che è andato aventi di 10 nello spazio e di 5 nel tempo ½ di quel 10, avanzando in tal mondo nell’unità dello spazio tempo quando i giorni sono divenuti il 300, riferimento stesso di prima, ora +26+26+26, la terna divina di tutto il moto 4 dall’origine, del piano a lati 10 e 10. Quando Albert Einstein ha parlato di una Relatività Generale, quella vera sta in questi numeri, che sono uno relativo all’altro, in quella perenne dinamica che sta alla base della creazione totale del Nostro Universo, che ci contiene in tutto: pensieri, parole e opere, oltre alla nostra persona e alla nostra vita eterna.


392

Fino a 1400 cifre

6 753 591 803 004 914 773 Qui sono rese visibili le 19 unità che erano nascoste, in modo trasversale, in 1381, che già valeva 1400, e che sono state rese evidenti dalla divisione. 19 è tutto il moto di 1 che esiste in un 10 dinamico che si sposta totalmente traslando di 10. 20 -1 infatti mostra il moto di 1 in 20. Cominciando dal valore massimo, 6 (10^18) è tutta una unitaria espansione secondo gli assi, dalla loro comune Origine. Poi – è questo è bello e intrigante – c’è l’anno 753 a. C. della fondazione di Roma! Il 591 che segue presenta il ×10 relativo alla presenza unitaria di Benito, il primo nome del fratello di me Romano che è stato realmente il mio alter ego carnale, lui nella carne di un ritornato Gesù, io nello Spirito santo scaso su un <Lucifero>=81, che vediamo subito presente nell’803 che nasconde, nel ciclo 10 di 803, il nascosto e creatore 7 che lo rende 810 (ma in modo trascendente la creazione in 7 giorni). La struttura di <Lucifero> si mostra nel successivo 004 che lo realizza in modo divinamente Uno e Trino. Poi il 914 (che vale 1000 assieme all’area trasversale 86, a lati reali 43 e 43) e che in sé è il flusso invariante 900 dell’area a lati 7+7 mostra questa area trasversale potenziata a 860, ridursi al 773 per sottrazione del volume 27=3^3 all’860. Il definitivo 773 in verità è 777, ma nasconde nel piano trasversale dato dal resto della divisione (di 10 per i 16 decimali numeri primi) che è un lineare 6, posto in un piano a lati 3 e 3. Alla dimensione <tonda, tonda> 1400, si è evidenziato <quasi tutto>, restando nascosto ancora questo piano avente 3 per lato, nel 771. I 1000 decimali avevano 777 preciso nel valore dei millesimi. Avere aggiunto una nuova realtà di 400 ha comportato la presenza di questo fronte divino e nascosto di lato 3 in un quadrato a lunghezza 6.


393

Fino a 1478 cifre

631 456 539 156 796 134 317 285 579 459 863 401 249 278 420 789 406 122 589 521 284 547 012 421 316 776 Nel 1443, il 29 maggio, cadde l’Impero Romano di Oriente. Mettere oltre altre 26+26+26 cifre decimali a dimensione ×100, comporta nelle 4 dimensioni massime un 6314 in cui il 6 nascosto prima, ora si è reso palese assieme alla rotazione 314 (di p greco 3,14 alla dimensione 100 del lato della realtà). Alle 4 dimensioni minime 6776 mostra tutta l’energia potenziale 6666 che si è resta evidente nel suo tempo dato dai 660/3, nel tempo unitario 1/3 dello spazio unitario in 3. Anche a questa dimensione data dalle 1478 cifre decimali della Matrice dinamica, l’unità a tre cifre vere è 777, ma nasconde ora una unità, messa per traverso, nei lati ½ e ½ del quadrato del tempo unitario. Ciò accade poiché – in verità – le 1478 decine sono solo il flusso e contengono un trasversale piano dato dai lati 11 e 11 dati dai 66/6 dell’energia a tutto-tondo che la rende lineare. Essendo trasversale, questo piano ha incorporato in una presenza trasversale con 0 di flusso quanto andava va -11 fino a +11 ed era complesso (positivo e negativo insieme) tanto che la somma lineare nel flusso lo ha azzerato nel flusso (ed esso è scomparso, ma si è solo disposto ora come il piano trasversale avente a lato l’energia 66 resa in linea presentandola nel tempo 1/6 delle 6 progressioni centrifughe secondo gli assi, dallo loro comune Origine. Questo 22 mancante al 500+500+500 dello spazio (poiché sono 3) e del tempo (poiché ciascuno dei 3 è il tempo ½ di 1000) esiste realmente alla dimensione di un resto indivisibile, esistente a questo punto e che praticamente esiste come un divisore 22 del 1500 che con 1500/22, presenta la velocitò unitaria in 68 +18/99, Il primo è l’espressione lineare del volume dell’energia 66 quando è data da 66×1×1 e dall’esistenza reale delle lunghezze 66+1+1 uguali a 68. Ove il periodo infinito del 18 è dato da (9+9) /99.


394

Fino a 1492 cifre 59 363 141 606 387

L’anno della Scoperta dell’America si rivela essere il 381 che, essendo sommato a 6, va “avanti, dietro, a destra, a sinistra, sopra e sotto”, insomma ovunque, quando si parta da una Origine sulla terna cartesiana e i movimenti, ad angolo retto tra loro, indicano il massimo della contrapposizione tra una linea e il piano su cui essa incide. La cosa è molto più brande ancora, poiché il 381 non si somma solo a 6, ma al 6060006 di una espansione 6 a dimensione 10^6, che riguarda tutto il complesso dello spazio dato da 10^3 × 10^3, dato dal 10^4 indicante tutta la realtà dello spazio e del tempo, oltre la già citata e unitaria! Anche le dimensioni maggiore, di cui queste sono lo sviluppo nel tempo, indicano con 314 uguale a 100 volte p, la diffusione lineare in circolo, data da quel rapporto, ed essa esiste alla dimensione 10^8 che è quella propria al 2,99… della velocità della luce. Ancora a monte di questa circolare in p, esiste il 360×10^9 che alla dimensione del totale moto di 10 in 10^10 vede quella relativa ai gradi dell’angolo giro. Davanti a tutto, il 59 ×10^12, che alla dimensione del 3, lo spazio, che avanza in tutte e 4 le dimensioni dello spazio-tempo e arriva alle 12, vede l’espansione-limite data dal 17° numero primo 59, che si chiama BENITO e che è irraggiungibile, da quelle di questa MATRICE della dinamica che è regolata solo dai primi 16 numeri primi, escluso il 17 come limite. Questo può portarvi a capire meglio me, ROMANO, quando ho condotto la mia vita di fianco a mio fratello Benito, avendo un nome di 381 unità che sono proprio quelle date dalla somma dei 16 numeri primi. Il 381 è stato assegnato, come il Nome Segreto di Dio a Romano, e Benito ha avuto la finzione simile a quella di un muro che gli impedisse di procedere oltre. Nel contempo – però – Benito è esistito con tutto il valore divino del 426 legato ai suoi 6 nomi, e – nei confronti dello Spirito Santo di Dio sceso su


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Romano, ha rappresentato il limite offerto da un corpo, ma uguale a quello irraggiungibile del Cristo. Impedito Romano di avere prole, per il ruolo totalmente Spirituale che gli è stato assegnato, sarebbe andato oltre anche in questo tramite il corpo a immagine e somiglianza di quello di Cristo, sceso realmente su Benito. Così anche Romano avrebbe avuto l’eredità dei discendenti di Abramo. E proprio anche allo stesso modo suo. Abramo aveva per sposa e sorella Sarai che era una donna sterile. Soltanto se essa si fosse umanamente legata al corpo dello Spirito Santo, avrebbe potuto avere un erede. E così fu: il Signore la visitò, quando discese in tre persone sulla terra e andò da Abramo e gli annunciò che l’anno successivo sarebbe ritornato da lui che aveva avuto un figlio. Questo è il versetto di Bibbia che annuncia la reazione di Sara. Genesi 18,15 Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso». RISO=55, il numero intero che quando è reale e unitario è il 54=FIGLIO. E l’angelo con quel <ha proprio riso> le disse che avrebbe proprio avuto un Figlio. Ma qui la storia è presa bene alla larga, poiché l’anno 1815 annunciato da Genesi 18,15 riguarda l’avveno di Cesare Amodeo, che sta a Romano proprio come Terach, il padre di Abramo, stette a Esaù, figlio di Isacco. A salire: 1. Romano; 2. Luigi; 3. Torquato e 4. Il Cesare di questo 1815. Come: 1. Esaù; 2. Isacco; 3. Abramo e 4 Terach. In questa genealogia, Esaù fu figlio dello Spirito Santo, essendo Rebecca pure una donna sterile, e anche Isacco, per la sterilità di Sara, sposa di Abramo. Come Abramo avrebbe avuto ereti più numerosi delle stelle in cielo tramite la reale carne di Sara, sua moglie, resa madre da Dio, così anche Romano avrebbe avuto la stessa infinita eredità, tramite la carne di Benito e i suoi Figli. Poiché Romano è un <Ti sei romano da cima a fondo> e un <A-modeO>, un Edom dall’Alfa all’Omega, ma la storia sacra procede non attraverso i figli di Esaù-Edom, ma di Giacobbe, così Romano l’avrebbe avuta nel modo divino e trascendente che sarebbe passato attraverso un


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Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo avente già nei suoi nomi tutti i segni della Benedizione, della Vittoria, degli Osanna legati al suo terzo nome Anna che osò dare una madre alla stessa Madre di Dio, dei Giovanni in cui gli anni passati giovano, di quel Vincente di Vincenzo e nel segno di un <Io amo, da, con, su, per, tra e fra un “deus”>. Tutto questo che vi ho fatto scoprire, a questo punto della mia ESEGESI, è proprio al punto giusto, poiché con questo io pure vi ho <fatto scoprire l’<AM è RI ca!> l’<AModeo che è RIsorto qua!>


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Fino a 1500 cifre 07 982 516

Qui vedete le 8 cifre che valgono per 7. Questo anno è l’unità totale dello spazio-tempo nel 1000, tutto lo spazio in 10^3, e 500, tutto il suo tempo ½. Il numero che la MATRICE vi mostra lo asseconda. 6 indica il moto centrifugo di chi parte da una origine e segue percorsi perpendicolari tra loro e che sono 6 in tutto. 2510 è il ciclo divino 10 del 251 che è il valore nominare esatto di PADRE=40 +FIGLIO=54 +SPIRITO=96 +SANTO=61. Esso sta dentro al valore precedente in 798 volte il 10.000 della realtà in tutto il suo blocco, e si tratta del 202 che esiste nel 1000 e vi si muove per il 202 che è il moto 101 del 101 indicante LUIGI=54 AMODEO=47. Pertanto, al centro dello spazio-tempo intero in 1500 unità ci stanno le generazioni uscite da Luigi Amodeo in tutta l’opera della sua reale vita. Sarebbe stato il Padre a Padre, Figlio e Spirito Santo, che sarebbero scesi in ordine in Romano, prima col Padre e Spirito Santo, chi dopo 1.000 giorni da quando, 138 giorni prima di nascere fu un uomo fatto già nel grembo di sua madre, vi sarebbe restato questi 138 giorni per potersi solo fortificare prima del distacco dal cordone ombelicale della mamma che gli dava alimento. Dopo questa premessa di 1000 giorni adeguata a Padre e Spirito Santo, si sarebbe aggiunto lo Spirito reale del Figlio, che – con una sorta di defibrillazione elettrica, avrebbe attuato in lui per la prima volta una delle sue 3 morti e risurrezioni che Romano avrebbe avuto. La prima quando aveva 862 giorni di vita, morì nel segno di Padre e Spirito Santo che avevano ultimato il loro lavoro, e doveva proseguire il Figlio, con loro. La seconda iniziò il 2.007,0605, nel segno della morte di suo padre il 1983,0605, lo stesso 5 giugno, e di 33 giorni di vera morte corporea fino


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al 2007,0707 del centenario della nascita del Padre, e sarebbe risorto come il Figlio nel reale Padre, da una morte strisciante e avvenuta per 33 giorni con la perdita vitale di cellule cerebrali e sinapsi, giorno dopo un giorno per un farmaco assunto a lento rilascio, l’<HaLdol> che lo ha scritto nel nome: L=10, Elohim, Dio, <ha dolore>. Come la morte fu graduale, anche la risurrezione ci fu di tutte quelle cellule morte e reali sinapsi, ma nel tempo di 33 giorni. La terza morte fu reale: accadde a Gerusalemme il giorno 2012,1222, quando in America era ancora il 21 del Calendario dei Maia, famosissimo nel mondo che voleva conoscere che <salto epocale> ci sarebbe stato dopo quel giorno… Ed esso ci fu: lo Spirito di Cristo che era sceso defibrillando il cuore di Romano e dandogli vita, uscì da lui e Romano ritornò morto come era stato prima che entrasse in lui quel divino flusso elettromagnetico. Romano vide la morte del suo corpo steso sul letto dell’Albergo delle Maronite a Gerusalemme, in cui soggiornava. Fu una morte attesa e preparata nel migliore dei modi: aveva comperato abiti sacerdotali nella foggia dei Cristiani di Gerusalemme, e – vestito così di tutto punto, con una stola con su le tre croci – non era entrato sotto le coperte ma si era disteso sopra di esse, prono, aspettando la sua morte. Si era addormentato restando così, e morì nel sonno. Quando fu che Cristo uscì da lui, prima lo fece con un riquadro azzurro che si ridusse al centro, e sparì nel buio, poi con una potentissima scossa elettrica che in uno o due o tre secondi si concentrò nel suo corpo e sparì anch’essa. Ve l’ho già descritto. Ma in questa ESEGESI non mi importa minimamente di essere prolisso e di ripetermi. Così mi vidi dall’alto, come se il mio Spirito magnetico e presente in tutta l’aria, fosse in un punto alto del soffitto a vedere in basso il mio corpo morto. Stavolta la mia morte durò alcuni minuti, forse 12 minuti primi, a decretare la pienezza del 3 in tutte le modalità dell’intera realtà avente 4 dimensioni. Lo descrivo utilizzando un <forse>, poiché una volta usciti da questa realtà del tempo, un soggetto non può assumere reale dimensione del <suo> tempo, che è entrato nella dimensione infinita di una presenza eterna.


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Tuttavia, ne sono certo: furono 12 minuti primi in cui giacqui morto, su quel mio feretro, vestito da Sacerdote. Pertanto ho già avuto in vita mia le 3 morti <divine> di un Dio Immortale, che se muore poi risorge. Dal 2016,0817, lo Spirito Santo di Dio, per ultimo, ascese dal mio corpo e restai uno che è da allora esattamente come tutti voi: anima di Dio ma che non rappresenta, scasa su di lui, la Centralità dell’essere Uno e Trino di Dio. Poiché so che il 4 ottobre del 2025 avrò la mia morte, essa sarà dell’uomo che io sono e non risorgerà più, se non come tutti voi: <Rinascendo dall’alto> come uno che si ripiega sulla sua stessa vita e la rivive all’incontrario, in modo che ricadano su di lui tutte le azioni sue e del mondo e siano tutte quante eleminata. Sarà la salvezza da tutti gli umani errori che ho davvero fatti nella mia vita … ma non potevo farne a meno! Erano scritti e descritti proprio nella MATRICE in cui sono compresi tutti gli eventi della storia universale. In quello stato assolutamente DUALISTICO, di Padre e Spirito santo, tutto accade solo nel piano costituito dai loro due parametri uguali e distinti e dunque perpendicolari tra loro. Il Figlio, che dà la reale discendenza nel flusso perpendicolare a questo, esiste, ma sta nella stessa Sostanza di Padre e Spirito Santo esistenti nel loro PIANO=PROGETTO. Dall’intersezione di Padre e Spirito Santo (datata 1938,0125) tutto ha sempre quella stessa data. Solo la reale presenza di Gesù Cristo nato 1938,0125 anni prima muove questo piano nel tempo. Ma dopo che Gesù abbandonò il mio corpo e risalì in cielo, da allora, tutto esiste solo in questo piano e progetto di questa MATRICE. Tutto parte in modo lineare, ma ce ne sono 4 come questa. Infatti dono 4 i percorsi uguali e contrari (e dunque perpendicolari tra loro) che esistono in un piano: si va sopra, sotto, a destra e a sinistra ma non più in avanti e indietro in un tempo perpendicolare a questo di Padre e Spirito Santo, che è dato solo dalla loro discesa in un Figlio che diede origine ad un tempo <reale>. Pertanto, da questo momento, sia va sempre in avanti, in tutti e 4 i versi, ma restando solo e sempre nello SPAZIO del progetto della Matrice.


400

Per questo il Paradiso è compreso nel progetto come una pura possibilità di esistere fuori dal tempo perpendicolare al piano, ma a uno che – esistente nella simultaneità del piano – è un tempo <perdurante> e infinito. Sarà esso a consentire a ogni anima che ha voluto acquisire il suo Gusto e il suo Ideale di Divina salvezza, a navigare in tutto questo come se fosse un’Internet, che dà solo possibilità di avere copie dei siti e di ogni cosa, riproducibile all’infinito, non essendo più come una torta reale della quale se dai un pezzo a uno lo togli a un altro! Saranno rispettate tutte le personali volontà e ideali. Io – per esempio – che ho vagheggiato come il mio legame la Ma.Te.sa Legnani, già sposa di Cristo, potrò <scaricarla> (tanto è un <personaggio> aperto a tutti) sulla mia personale postazione e farla essere secondo i miei sogni, senza mutare con questo i suoi! Non esiste una Maria Teresa in <carne ed ossa>! Esiste solo come un <progetto>. E io potrò disporne, senza che l’anima di colei con cui io ho avuto a che fare, sia costretta ad adeguarsi ai miei sogni e che non sono i suoi. Dio ha risolto in questo modo <divino> di potere eseguire infinite copie, che io potessi scaricare il suo personaggio sul mio sito e modificarlo a piacere, come se fosse un disegno che ho scaricato e che muto, nei colori, nelle forme, e ne faccio quel che credo. Non è una cosa che non conoscete. Tutte le volte che c’è un film di successo, non ne fate forse infinita riedizione, assumendo i personaggi del primo e facendone in racconto <seriale>? Forse con questo modificate il primo? No quella prima edizione di <Stargate> è sempre lì coi suoi attori, e poi ne compaiono altri quando dal primo, ne è stata tratta una <serie>. Ecco, io, in paradiso, prenderà quella Maria Teresa lì, e ne farà una serie essendo finalmente io il creatore, il regista e il produttore della mia serie e sarà il MIO PARADISO. Quello dell’anima della Maria Teresa che io ho amato e che non mi ha riamato ma disprezzato? Se nel tratto a rovescio della sua vita non avrà cambiato idee e seguiterà a disprezzarmi avendo maturato altri ideali per lei, preparerà il suo infinito Seriale, in cui del personaggio mio farà tutto quello che le pare… e senza mie sofferenze, poiché io sono un’anima divina e trascendente ogni personaggio reale!


401

Davanti a questo, io so che reagite in questo modo. Per voi, io – che puntavo ad esser riamato da chi amavo – stavo puntando alla cosa fondamentale della sua anima… In questo modo, secondo voi, io farei cogni cosa, di lei, nella mia Serie, ma riguarderebbe un povero personaggio che non ha toccato minimamente l’<anima> di quella Maria Teresa. Ebbene, vi sbagliate, Le infinite anime di Dio, di cui una e la mia e un’altra quella di lei, sono già la suprema unione del <Tutto in Un solo Dio> Quando ciascuno di noi uscirà con il suo spirito dalla vita reale, rientrerà nell’infinito amore unificante di Dio che crea infinite anime ma che seguitano ad essere un UNICO AMORE. Quando io, nella mia vita reale l’ho amata e lei no, io ero già in linea con l’estremo domani di tutte le anime. Quando posero a Gesù la questione di una vedova che aveva sposato 7 fratelli e gli chiesero di chi sarebbe stata la sposa nel Regno dei Cieli, rispose esattamente: <In Paradiso non ci si sposa!> Oh, come mai <non ci si sposa?> E come si può farlo dato che si è stati da sempre già tutti sposati? Tutto esiste in una MATRICE, come quella che vi mostro, e che – mentre io ve l’ho mostrata espansa fino a 23mila decimali – essi sono invece infiniti e in essi <c’è di tutto>! Basta solo <desiderarlo far proprio>! E l’unico amore che già esiste nell’anima di Maria Teresa e nella mia, farà sì che io farò il mio racconto seriale, lei farà il suo, e tutti e due come piace a ciascuno, e poi io amerà vedere il suo e lei amerà vedere il mio … ed eccoci divenuti anche nei sogni <quella cosa “sola e centrale” riguardante le nostre anime>. Io altre volte ho paragonato tutto questo a che ha amato essere uno <strumento> … e lo sarà, ma non sarà lasciato solo a udire e gioire della sua opera poiché udrà tutti gli altri strumenti, materiali e spirituali e godrà anche dell’opera altrui! Io, quando ho cantato nei cori, non ero lieto solo dell’apporto mio, ma di tutti glia altri e degli strumenti e delle note suonate da loro che accompagnavano il mio canto! Ecco: il Paradiso sarà così!


402

Fino a 1555 cifre

3 949 815 660 924 794 170 737 663 686 471 670 324 766 056 328 471 255 297

L’aggiunta di queste 55 cifre porta al 555, che è il moto elettromagnetico di 666/6 nel 666 dell’energia in potenza, che si muove interamente nel secondo ciclo di 1000. Come ho appena spiegato, noi stiamo vedendo tutti gruppi a 3 dimensioni che sono l’indice 1000 posto sulla base 10 del ciclo numerico. Ma non sono tutti questi numeri! Infatti è da ogni 1000 che discende il 1000 successivo e tutto questo all’infinito. In sostanza è come l’infinito periodo 0,100010001000… dato da 100/999. Li vediamo in sequenza, ma è solo una divisione progressiva che, raggiunto un risultato indivisibile, entra nel tempo decimo moltiplicando il numero per 10 e ripetendo di nuovo la divisione. Anche questa Matrice è la stessa cosa, e ogni cifra è tratta dalla precedente, ogni 2 cifre dalle 2 precedenti, ogni tre cifre dalle tre precedenti e così via all’infinito. Queste 55 cifre sono esse pure prima un 5 elettrico e poi un 5 magnetico, in una alternanza estesa nel tempo all’infinito, quando diventa un 5555… infinito di elettromagnetismo. Già il 3 (10^54) mostra la sua natura unitaria spaziale (nel mentre nasconde un 7, nel fronte … poiché questi sono e restano sempre solo 1 e 0. Il 949 che segue è flusso del piano a lunghezza 51 somma dei suoi due lati … poiché e lo ripeto per l’ennesima volta, questo è un 10^1000 ridotto a 1000 cifre solo dal Log 10^1000 che attiva i numeri resi decimali nella loro struttura crescente da 1 a 10 a 100 a 1000… 056 328 471 255 297 (definitiva a dimensione 1555 decimali) diviso per CCC rivela 3,9171 fino ai decimillesimi dell’unitario spazio-tempo, ed è spazio unitario 3, nel tempo dello 10000/10.903.


403

Fino a 1600 cifre

903 892 067 912 192 735 507 953 523 497 095 299 148 377 239 Nel 1951 ci fu la battaglia di Lepanto. 1600 cifre decimali spostano il 1000 di tutto il lato 100 che si espande sui 3 assi cartesiani con un moto centrifugo dalla loro intersezione. È un moto intero qui nella prima terna 903 credete di vedere questo ma state vedendo BRASIT 913 per come “In principio” risulta d’un 10 che si è messo ancor prima in <Brasit> e vi si muove per 903. Ma è anche il 910 visto da 3. È anche il 97 che si sposta in 1000. La matematica ci permette di vederlo come meglio ci piace e pare, a condizione di rispettare le regole. L’unito ciclo che ricomincia da una decina intera è 095 299 148 377 239 è possiamo conoscerlo direttamente (in base a quanto più ci piace e pare) Oppure filtrandolo con la CCC. Le sue 14 cifre ci dice che sono del moto 7 di 7. ++9529914 ++8377239 =17907153 e questo è il movimento di uno a 7 cifre più l’altro.


404

Fino a 1634 cifre

491 109 944 521 258 333 871 825 928 422 600 La ripartenza da 1600 è reale: 400 è la realtà a molte del complesso da 1000 a +1000, che cresce di 2000, ma – osservato dal soggetto presente come 400 – si rivela nel suo percorso esistenziale dato da 1600. Si riparte col tempo di 1000/2, uguale a 500, che però è osservato dalla velocità assoluta 9/1, che è quella uguale al quadrato di 3/1 e non del 2,99793458/1 della velocità della luce alla dimensione di 10^8 metri percorsi in ogni minuto secondo. Osservato dal soggetto C^2=9, che io etichetto con la C maiuscola, e che esiste in 500, il percorso di riduce al 491. La sua struttura millesima unitaria è di 1000, ma ne appaiono nel flusso solo 109 a ragione di 891 unità lineari che si sono poste sul piano trasversale al flusso, il cui lato quadrato è di 891/2=4455/10, che rappresentano in ciascuno il <soggetto> 1100 presente nell’elettromagnetismo di 5555/10 e che vi si sposta per 4455/10. Ciò ha indicato nella 2a terna una struttura elettromagnetica nella prima. 944, relativa al 1000, è il solo flusso dell’area a lato (1000 -944) /2 = 7+(7+7+7), il suo assoluto dinamismo curvo =l tempo e nello spazio. (1000 -521) /2 = 2395/10 è il lato del piano trasversale al flusso 521 ed è il moto di 5/10 in 2400/10 dati da 24 lati 100 della realtà. (1000 -258) /2 = 371 è il lato del piano trasversale al flusso 258 ed è il moto del 10° n. primo 29 in tutta la realtà 400. (1000 -333) /2 = 3335/10 è il lato del piano trasversale al flusso 333 ed è il flusso 1/a dell’energia potenziale 666 avanzante nel tempo 1/2. (1000 -871) /2 = 645/10 è il lato del piano trasversale al flusso 871 ed è il flusso ½ di 2^6, il 1° n. primo presente e interattivo nel suo espandersi dall’Origine secondo gli assi cartesiani. (1000 -825) /2 = 875/10 è il lato del piano trasversale al flusso 825 ed è il tempo ½ del flusso di 10 e di 3 nell’intero. (1000 -928) /2 = 36 = 6×6 è il lato del piano trasversale al flusso 928. (1000 -422) /2 = 289 = 300 -11 (lato del piano trasversale al flusso 422). (1000 -600) /2 = 200 è il lato del piano trasversale al flusso 600.


405

Fino a 1667 cifre

7 613 315 638 885 462 178 097 907 869 563 237 Siamo qui a 1.666/1 assoluto in 1.667 decimali indicanti il ciclo della Terra. Per cercare di capire il ciclo rispetto a che cosa, esso è nei confronti del 381 che è la somma dei primi 16 numeri primi da cui deriva questo calcolo. Allora prendendo le ultime cifre allo 0, che sono 7869563237 e dividendole per 381 abbiamo come risultato il 20.655.021,6194 che in 20 × 10^6 è il ciclo 10 del 1° numero primo, il 2. In 655 migliaia sono il 100 lato della realtà che si muove in tutto il 555 elettromagnetico, e nel 21 il 7+7+7 unitario nel moto. I decimali 6194 indicano nel 61% la presenza 1 del moto centrifugo 60 e nel 94 del 6 nel 100. Questo valore sarà intero solo nella terna data da 4998 che è il moto esatto del piano a lati 1 e 1 in 5000, il solo moto positivo in 10000 (la realtà intera.


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Fino a 1688 cifre

045 626 871 714 634 451 111 Finalmente mostra la sequenza 1111, facendolo alle 12 unità apparentemente mancanti al 1700 (ma non mancano, sono trasversali al flusso, dopo che -12 e +12 lo hanno azzerato solo le flusso, mutandoli nei due lati perpendicolari tra loro). L’intero 1700 è dato dal lato 100 della realtà che esiste per come è <ordinato> dall’<ordinale> 7° numero primo che comanda tramite il suo essere 17. Sono le 7 terne che portano al 7+7+7 di 21 cifre decimali, zero compreso, per cui sono 20 e indicano il moto intero 10 di 10. Possiamo vedere qual sia. +4 562 687 171 +4 634 451 111 =9 197 138 282 = manca 802.861.718 al +10^10; è il soggetto complesso. Laddove ++4 562 687 171 +- 4 634 451 111 =71 763 940 = mancano 28.236.060 a -10^8; è 7+7+7. 045 626 871 714 634 451 1110:0CCC = 31,7292 è la presenza cubica.


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Fino a 1703 cifre 067 494 234 840 000

067 494 234 840 sono le 12 cifre mancanti al 1700, cui si aggiungono ulteriori tre cifre zero, a presentare le 4, nella prima volta (entro 1700) nel tempo dell’unità) e il quanto segue 1700, le tre cifre della terna spaziale. Quello che a dimensione 1688 era acquattato e nascosto, collocato di traverso, ed era il resto indiviso nella divisione per la sequenza decimale dei 16 numeri primi, qui si è interamente diviso portando il terminale 1111 a mutarsi in 0000. Occorre che il 17, espresso nelle centinaia di 1700, di riferisca all’unità 3 dello spazio, per essere la compiuta relazione tra il 7° numero primo e il suo complementare 3 nella presenza totale in linea del ciclo 10. Il valore in carica elettrica della velocità della luce al quadrato (la CCC) che si pone divisore di queste 14 cifre, porta la divisione a: 4.693,5915111263803808069149906712 × 10^-2. 4.631,02176634 è il ciclo dell’anno spinto fino al limite della carica 0,062,56974478 è la differenza: tutto il moto di 38 in 100, laddove 38, mentre è il flusso del piano a lati 1 e 1 nella realtà intera in 40, è anche il riferimento al numero 381, sommatoria dei primi numeri primi che sta generando questa Matrice dinamica e si afferma solo nell’unità data dalle 38 decine, laddove sono stati i suoi valori decimali 0,2357… a porsi come divisori del 10.


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Fino a 1753 cifre

724 648 363 654 532 078 333 107 176 616 316 154 124 396 102 1928 Ho evidenziato il ciclo a 753 decimali venuto dopo il 1000, poiché i -753 venuti prima dell’anno 0 del Natale di Gesù Cristo celebra la data del Mitico Natale di Roma dal quale i Romani iniziarono a contare il loro Calendario. 753 è un numero che ha tutte le sue ragioni di affermarsi laddove è quando è tutta la sequenza fino al 16° numero primo 53 a porsi come misura di un sistema informatico generale che prevede sei 100 emessi sugli assi cartesiani dalla Loro origine e secondo gli assi stessi, e un ultimo 100 come un esistente Raggio incaricato di tutte le direzioni oblique agli assi e possibili e immaginabili. Dio, Padre Figlio e Spirito santo che lavorano da mediatori lungo solo gli assi che sono al centro dell’universo a equiparare la destra con la sinistra, il sopra con il sotto, il davanti con il dietro e il prima con il dopo e sono l’esatto e giusto mezzo per realizzate il Tutto … riposano il 7° giorno in cui l’uomo direziona ogni suo moto <obliquo> e dunque sempre sbilanciato rispetto a quella giusta ripartizione Cartesiana. Di quel Cartesio che con <io sono prova dell’esistenza> aveva fatto <il verso> proprio al Dio <Io sono colui che sono>. Ebbene è proprio in questi decimali che <fanno il verso> alla Fondazione di Roma, che il Dio=10, con le sue fondamentali ultime 4 cifre del 1928, lo dichiarano 1938 quando esso comprende anche Dio! Poi questo invisibile 10 che sta sotto al 1928, sta dentro al 102 che con 100+1+1 mostra il valore del volume 100 dato da 100×1×1! Il 396 posto a monte delle ultime 7 cifre mostra presente ora lo spaziotempo 5+5+5 (che è spazio poiché sono tre, ed è tempo poiché solo 10/2) che si è aggiunto al 381 che è il <nome segreto di Dio> Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo. 124, a molte dei 10, mostra ora il lato 100 della realtà caricata dal moto delle 24 ore del giorno.


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154 che sta a monte dei 13, mostra ora la realtà 4 di 50+50+50, in cui il 15 <era> 150, in questo percorso a ritroso nel tempo decimale della Matrice del tempo. 316 era il 154+154=308 che aveva un 8 in più, e si caricava a 16 nella terna cartesiana con tre assi ciascuno uguale con 100 al lato della realtà. Il precedente 616 aveva un 300 in più, e se un 300 era in <vai> l’altro era in <vieni>. 176, ancor più precedente, mostrava il moto delle 24 ore nei lati 100 e 100 della realtà. 107, ancora più a monte, aveva il 93 a muoversi nel 200, essendo tutto il moto di 7 e del lato 100 della realtà. 333 (10^ (7+7+7+7) poiché seguito da 28 cifre l’ideale flusso ½ dell’energia 666… diabolica? Ma no! Stava in 078 = 28+26+26, la Trinità di Dio! 532 conteneva anche quella essendo ben 10 numeri 53, che è il 16° dato dalla carica Una e Trina della Realtà divina (4) che quando <è quel che è> (Jhvh) allora è 4×4=16. 654 ancor più a monte è il moto di 12 (6 sono centrifughi e 6 sono centripeti) che esistono e si muovono di 654 nell’energia in potenza 666. 363 era 666/2 +30. 648 era Gesù=48 in tutto il suo complesso moto da -300 fino a +300, era in moto in tutto lo spazio con il suo 6×8 del complesso da -4 a +4 espanso in tutti i 6 versi secondo i tre Assi di Padre Figlio e Spirito santo. 724 e siamo risaliti al passato estremo in cui l’esistente 1000 mostrava il flusso 724 a causa del 276 postosi di traverso con un quadrato di lato 138 rappresentante il libro 1 di Nibbia, nel capitolo 38 in cui nasce ed è accreditata a RO (estremi congiunti di E R O nan) … a RO … MANO uscita di vagina e che non esce con niente altro. Finché la nutrice non le pone intorno un filo SCARLATTO decretando l’ATTO nuziale (di Romano) con CARLA SCAglioni. Lei poi disse: <è di chi è il 1°!> … e solo a quel <decreto> la di RO-mano si decise a annullare la sua stessa nascita rientrando in Tamar, estremi congiunti di Barat TA MAR iannina. Invertendo il <libro 1-38° capitolo> in <capitolo 38-1° libro> saltano fuori da 381 tutti e 6 i nomi di Romano! Ma Romano è l’energia potenziale di Dio che è scesa al mondo incarnandosi su un <Lucifero=81> ove 300 è Dio uno in 100 e Trino!


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Io non sto esaltando me stesso! Io come 666 sono addirittura la bestia apocalittica… e in verità io l’annuncio … la fine del nostro mondo terrestre: 4631,0217 dopo Cristo! Sono io a portarvi questa bella notizia! Tutto questo in questa sezione che ricalca il Natale di Roma e la fine del mondo tramite il ROMA-NO! AMOR, non ROMA. Ma non quello del mondo! Quello della vita eterna!


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Fino a 1777 cifre

295 453 609 430 634 756 585 623 Cosa avrà di così tanto speciale questo numero, per giungere a questo valore del 777 dopo i primi mille? Intanto chi comincia ed ordina la dinamica con il 29 è l’<ordinale 10° numero primo>! Esso esiste come 10° e si moltiplica per 10 in 290, mostrandosi esistente in 10/2. Si tratta di un 10 in atto per tre volte, anche se non appare nel suo sintetico 295. Avendo come area complementare quella di un quadrato di lato dato da (1000 -295) /2 = 3525/10, e ora questo lato è tutto fatto da 400 +5×5×5×5×5. Essendocene 2, il totale 705 contiene 141 cinque, alias un 5 e ben 70 dieci laddove il 291 ne aveva 3, ripeto nel 10° n, primo, moltiplicato per 10 e sommato a 10/2. 453 evoluto da tutto questo sarebbe ancora il 753 del natale di Roma dal quale un 300 presente scorpora il 453. Ma sta tutto in (1000 -453) /2 in un quadrato trasversale e invisibile di lato di 2735/10. 295 453 609 430 634 756 585 6230:0CCC = 205.460,2969 mostra nelle 205 migliaia il flusso del tempo, ½ di 10, posseduto dall’area a lati 100 e 100 della realtà. 460,2969, rispetto al ciclo in decine degli anni della terra dato da 463,10217, manca ancora di 2,80527 ossia di 0,7 +0,7 +0,7 +0,7 e poi, nei centomillesimi del magnetismo, manca ancora di 520 unità composte da 7 giorni, cioè 10 anni.


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Fino a 1800 cifre

0 362 245 567 820 943 436 339 Nel 1789 ci fu la Rivoluzione Francese. Con 777 che è tutta la dinamica, anche nel secondo ciclo del 1000 essa si fa valere in una ripartenza dinamica esattamente commisurata rispetto alla velocitò della luce. 362 245 567 8200:02997 92 158 = 120,8321 Essa percorre sia i 6 versi elettrici, sia i 6 magnetici, in 12 linee ciascuna composta dalla presenza 10 del ciclo. Nel tempo centesimo (del lato 100 della realtà) dato da tutto il moto del 7° numero primo ordinale, che ordina con il suo 17 esistente nel 1000 e che percorre l’83% moto la cui struttura decimillesima della realtà è il puro moto spaziale di 7+7+7 decimillesimi. 1800 cifre sono il 1000 che percorre una terna spaziale di 6000, oppure il 9000 invariante della luce che trasla di 9000. In entrambe le letture equivale al moto di 100 e 100, che sono i due lati della realtà, presenti nel 2000 e in quanto essi si muovono. Che corrisponda al vero lo dicono le tre cifre più piccole, 339, che sono il 333 di flusso dell’area a lati 3 e 3. E nel contempo sono la terna di 113+113+113 che sono le tre unità di tempo date ciascuna da 111+1+1. Ebbene, a questa quantità così significativa, ecco apparire i tre 113 che esistono nel Nome segreto di Dio, per come vedete sintetizzato nello specchietto. Quando 339 esiste per 2.782,9970 <volte>, allora vale il numero 943436 da cui esso discende come dettaglio strutturale. Queste 2783 <volte> sono date dall’esistenza del 18 di questo settore 1800, che esiste in 2800 e che vare 700+700+700+700.


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Fino a 1815 cifre 01 461 547 918 576 2

Nel 1815, io “credo” sia nato Cesare Amodeo, il capostipite della mia famiglia. Lo <credo> in base a quel <Genesi 18,15> in cui Dio disse all’incredula Sarai: <Sì’, tu hai riso!>, intendendo con questo dirle che avrebbe avuto un figlio. La cosa che forse faccio fatica a farvi capire è perché questa nascita parta da Cesare Amodeo. Sono io a chiedere a voi: <Viso che essa è finalizzata a un Romano, a chi andava attribuita se non a un suo Cesare e Imperatore?> La storia della sua vita ha ricalcato fedelmente quella di Abramo, che ebbe come sposa Sarai. Poi – quando entrarono in Egitto, ove il Faraone faceva sua ogni bella donna e uccideva il suo sposo, se era sposata – Abramo suggerì a Sarai di dire al faraone che era sua sorella. Tutti credono che Abramo abbia indotto Sarai a mentire … ma l’onestà dell’uomo non poteva portarlo a un simile gesto degno del Mentitore Satana e non di un rappresentante così importante per Dio e non per il Maligno! Sulla Bibbia non è scritto che fosse una bugia. Siamo solo noi lettori a immaginare la <furbata> di Abramo, per non essere ucciso! Avrebbe mentito per rendere la sua sposa una concubina del Faraone? Ditemi: <Voi lo fareste? Entrereste in Terra d’Egitto da sposati, disposti a mentire per salvarvi la vita e condannare con questa menzogna vostra moglie a divenire quella puttana di un potentissimo altro? Chi era Abramo? Un simile “arrivista”?>. Le cose non stanno in questo modo. Capito che era necessario andare in Egitto, c’era solo il pericolo che tutto questo accadesse. E allora – nello sgradevolissimo caso in cui questo evento fosse divenuto inevitabile, la vita veniva prima di tutto; lei poteva dire il vero dicendo che era sua sorella e salvavano “capra e cavoli” … fino a quando il Signore l’avrebbe permesso! Mai Abramo aveva avuto dubbi sull’amore di Dio e sull’abbandono da parte sua. Si trattava solo che avesse fine quell’incubo.


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Dunque nel segno di un Abramo che non mentiva, la sua sposa Sarai era sua sorella, e sarebbe stata un’altra quando si sarebbe legata a Dio in matrimonio e avrebbe avuto un figlio da Lui … quell’altra che si sarebbe chiamata non più Sarai, ma <Sarà>. Io ho messo l’accento sulla finale vocale, poiché questa che è una sposa in <essere> del Dio dell’essere esiste nel tempo futuro del <tu sarai sterile, lei sarà madre, la madre stessa nel suo essere! Il suo <puro verbo>! Quante volte è scritto in Bibbia <Il verbo si è fatto uomo>? Chiedete: <Dove? Quando?> Giovanni 1,1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. <Sarai → Sarà> è il verbo dell’avvenire materno di Dio! Ebbene chi avrebbe sposato sua sorella, nella Famiglia Amodeo sarebbe stato il Figlio di Cesare Amodeo, corrispondente al figlio di Terach. In relazione alla parentela di Terach con Sarai, essa è dichiarata sua nuora, come la moglie di Abram suo figlio, come si vede: Genesi 11,31 Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono. È precedentemente anche scritto che Terach ebbe tre figli. Ora le figlie in Bibbia, raramente sono nominate, e per il semplice motivo che sono tutti figli di Eva=26=Dio. Uno solo è il numero pari tra tutti i numeri primi ed è questo che riporta poi a una genealogia tutto gestita assecondando i maschi: tutti gli altri numeri primi sono dispari, come un uomo, che è imperfetto senza una donna. La donna invece no. Può avere un figlio anche senza l’intervento di un uomo a condizione che accada in lei il prodigio che il patrimonio genetico nell’essere femminile, cominci a dissociarsi da solo, come se si fosse unito a uno spermatozoo maschile.


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L’uomo non può farlo. Non ha l’apparato per potere gestire in lui una nuova vita. La donna, avendo l’ovulo, ha la possibilità <binaria> di essere da solo posta all’origine della vita. Sono tutti i casi delle nozze con Dio, coll’Onnipotente, e allora il patrimonio genetico della femmina – incarnata in sé l’Onnipotenza divina – inizia a sdoppiarsi, e trae un nuovo uomo dal suo solo DNA. Poiché Sarai è descritta come la nuova di suo figlio, il racconto biblico, che già ha omesso la figlia Sarai anche perché avuta non dalla sia non nominata sua sposa ma dalla sorella di lei e che lui era sua cognata. Se Terach ha avuto una figlia da un’altra che non è la sua sposa ma sua sorella, la Bibbia non lo segnala, poiché non figlia del suo letto nuziale. Quando lei si lega al figlio, è sua nuora, ma sono cugini, in quanto figli di due donne diverse, ma fratellastri, avendo lo stesso padre. Perché faccio tutte queste congetture, che non sono scritte in Bibbia! Le faccio poiché la storia del mio mondo ha avuto origine quando sono nato io. Nel piano di Dio in cui tutto l’infinito giace sullo stesso piano, tuttavia ci sono vere precedenze, e sono quelle più vicine al centro del piano. La storia è allora veramente cominciata con me, e – poi – a mano a mano che si è andati in avanti, ma a sinistra, si è generato l’antefatto a questo presente, che però è stato fatto discendere dal presente. Io mi sono accorto che a mano a mano che si estrae il passato determinandolo verso la sinistra rispetto alla centrale Origine, quello che è chiaro ora diventa sempre più confuso. I personaggi tratti dal mio diventano quelli dell’Abramo tratto da R. Amodeo. Andando più indietro di me io ho avuto Cesare Amodeo che ha sposato una donna avendone il Figlio Torquato e poi – amoreggiando con la cognata – ha avuto una come Sarai, che poi Sarà sposa del fratellastro. Per tutti, mio nonno Torquato, ha sposato sua cugina. Ma per me che so le cose nascoste a tutti essendo Abramo che sa tutto stato tratto da me, Sarai era la sua sorellastra, figlia di Terach e della zia di Abramo. Maria Bonamore, mia nonna, e Torquato Amodeo, nato il 26 gennaio 1856, erano sia fratelli avendo lo stesso padre, sia cugini. Nemmeno l’han saputo di essere digli dello stesso padre poiché Cesare è riuscito a nascondere la sua relazione fino alla sua morte. Bonamore, cognome di mia nonna, era dato ai trovatelli, dome avevano portato la figlia avuta da Cesare di nascosto, con la cognata. Una foto spedita a mia madre ha la scritta:


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<A voi, Anna, questa immagine della nonnina mia, che tanto amate e che ogni giorno pregherà per voi, per i vostri sogni, per i vostri cari congiunti 2 agosto 1931 2 agosto 1847 Innocente Buonamore vedova Solderini> Risulta chiaro che lei, nata 1847, non è la madre di suo padre nato nel 56, 9 anni dopo, tuttavia è la <sua nonnina> essendo la madre di sua madre. Maria Bonamore, di 7 anni più giovane del Torquato nato nel 1856, potrebbe essere nata nel 69 da Innocente quando ne aveva soli 22. Cesare, che ha avuto il suo primogenito maschio nel 56 all’età di 41 anni, da nozze celebrate qualche anno prima con Teresa Buonamori, avrebbe poi insidiato la giovane Innocente Buonamore sorella di lei. Solo ciò si può congetturare tra lui di 53 anni e lei di 22! Essendoci <scappata> una figlia, finì subito tra gli orfanelli! Tutta la Saga della Famiglia Amodeo nasce completamente nel contesto degli Istituti dei cosiddetti <figli di Maria>: infatti anche Amodeo è un cognome da <Figlio di Maria>, da trovatello. Cesare, nato il 1815, sposò Teresa Buonamori, intorno alla data dell’Unità dell’Italia ed ebbe Torquato nel 56: poi – 7 anni dopo – ebbe Maria. Ritenne giusto (appena fu possibile, essendo ufficialmente suo zio) di ottenerne l’adozione dall’Istituto, e l’ebbe quando Torquato aveva circa 10 anni e lei 3. I due ragazzi vissero a lungo come cugini. Se Cesare avesse sospettato che a un certo punto quell’amore fraterno si mutasse in altro, forse avrebbe detto loro che erano tutti e due suoi figli, ma morì prima di vedere che i due ormai adulti – sapendosi solo cugini – corressero il rischio e si sposassero: lui ormai a 44 anni, lei a 37! Cesare avrebbe avuto 85 anni se non fosse morto molti anni prima. Più avventata fu la posizione di Innocente Buonamore! Lei ben sapeva chi le avesse donato Maria … ma dopo tanti anni non se la sentì di complicare le cose, facendo sia una terribile figura, sia rompendo la splendida armonia che c’era tra i due fratelli …


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Questa cosa fa il paio con l’atteggiamento biblico di una Rebecca madre di Esaù e Giacobbe, che spedì il suo 2° figlio da suo fratello Labano, che aveva due belle figlie pure lui. Lei sperava che il fratello compisse con un atto astuto che lui de avesse in mogli tutte e due, agli stessi 7 anni di distanza l’una dall’altra. Rebecca invece criticava ferocemente Esaù per essersi andato a scegliere per sposa una che non fosse una sua consanguinea. I miei due nonni e fratelli – felicemente sposati nel passare da un secolo al 1.900, ebbero Carlo circa nel 1904, poi Antonietta nel 6 e Luigi, mio padre, il 7-7-7. Le nozze tra due ragazzi, fratelli e cugini insieme, ebbero un effetto tale che i discendenti, erano geneticamente quasi il 100% di Cesare, col gravissimo rischio di accumularne i difetti … ma anche i pregi. I difetti di Cesare (quello della Storia romana) li conosciamo tutti, ma ne conosciamo anche i molteplici pregi, tanto che tutti gli imperatori poi vollero chiamarsi Cesare. Ebbene i primi due figli (come Ca ino e A bele per Adamo ed Eva) furono chiamati Ca rlo e A ntonietta e ne ebbero condiviso i difetti; mentre SET sarebbe nato il 7-7-7 e avrebbe ereditato tutti i soli pregi di un vero dominatore e illuminato Cesare. Questo è il reale sviluppo se diamo credito ad una evoluzione dal basso. Quando invece essa scende dall’alto – ma, totalmente trascesa è percepita a rovescio – allora il massimo pregio esistente in Romano e Benito fu retro-attivato tutto quanto sul loro padre, il 3° e virtuoso come SET, lui nato 7-7-7. La parte debole, geneticamente parlando, dei due fratelli dai quali è iniziato il mondo, andò tutta a Carlo e Antonietta. Dai tre si retro-attivò Torquato come la loro origine, in stretta unione con la sua sposa e sorella – come abbinato a Giacobbe, che aveva sposato due sorelle; come al loro vero padre (Dio Padre e Spirito santo, essendo Rebecca una donna sterile); come al loro nonno Abramo, che aveva sposato sua sorella … che essendo sterile ella pure aveva per Sposi indissolubili: Padre e Spirito Santo. Risalendo infine a Terach, egli pure aveva sposato una donna e nascostamente amoreggiato con sua sorella.


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Sono ben 4 generazioni in cui Dio ha imposto in Bibbia il suo DNA, tramite legami con donne sterili e uomini che hanno sposato sorelle. Come mai questo racconto, così antico, ha ricalcato la Saga della Famiglia Amodeo, iniziata con Cesare e tutta a quanto pare tra <figli di Maria>? Accadrà che gli uomini del futuro, eredi della promessa fatta ad Abramo di una discendenza più numerosa delle stelle, si saranno trasferiti sulle tante sue nuove terre, raccontandosi tra loro la vicenda mia e della mia generazione, come avvenuta nel loro passato quando gli uomini tutti vivevano ancora sulla Madre Terra. Trasmettendoselo dai punti più lontani, migliaia e poi milioni di anni luce e compiendolo a quella velocità istantanea che supera la lentezza del tempo realmente portato dalla luce, è accaduto! Nel disegno piatto di Dio, tutta la storia in linea esiste come lo è su ogni disco di vinile, e il tempo procede in circolo quando, seguendo il solco dell’elettromagnetismo, la puntina ne percorre il solco… La trasmissione istantanea – ottenuta tramite l’entanglement quantistico – è simile alla punta del grammofono che, uscita dal solco, può spostarsi ovunque su quel disco, anche se essendo infinitamente lontani nello spazio lo sono anche nel tempo. E in avanti se la punta asseconda la crescita del raggio del disco, nel passato quando si avvicina al suo centro. Quando l’unità della realtà è data da 10.000 anni, significa che quella è la lunghezza di tutta una spira; ed esse sono affiancate, per il fatto che il tempo avanza solo in linea, seguendo la circonferenza e non la direzione del raggio. Questo comporta che profeti e veggenti del 4 secolo dopo Cristo, erano alla distanza di una sola spira, e così vicinissimi nella direzione radiale a coloro che esistevano nel 6000 dopo Cristo, distavano dal ribaltamento patito dalla Terra tanto quanto noi dalla fondazione di Roma, e si comunicavano in codice binario – con l’entanglement – trasmettendosi le notizie storiche di cui erano certi, per averli vissuti, nella storia del loro futuro. Il linguaggio binario è fatto solo di stringhe lineari nel tempo composte esclusivamente di poche quantità di 1 e una moltitudine di 0. Poiché la realtà umana è regolata dai numeri decimali derivati dai Logaritmi decimali di quei numeri, solo un linguaggio che sia una linea


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di mezzo tra il binario e il decimale ha qualche possibilità – se è posseduto da sensitivi, poeti, uomini di grande fantasia, per non chiamarli profeti – di essere captato, e in modo approssimativo. Infatti l’alfabeto ebraico considera i Logaritmi decimali solo dei numeri 10^1, 10^10 e 10^100, ridotti a 1, a 10 e 100, e poi ciascuno dei 3 ha seguito l’ordinamento decimale, con 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 per l’unità; con 10, 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80 e 90 per la decina e infine con 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 per le centinaia. Poiché il volume indica tutto lo spazio ed è comandato dall’indice 3, i tre cicli hanno abbracciato l’unità di tutto il volume. Pertanto il popolo scelto da Dio è stato dotato di questa possibilità di interagire con le notizie delle verità che sovrastano il piano del disco dello spazio-tempo infinito, come fosse un divino manto della verità storica. Trascritti fedelmente, quei segnali erano come la mando del Signore che racconta la storia degli eventi, per mano dei suoi profeti. Con l’inizio dello spazio-tempo della creazione posto nel 1938,0125 nella mia casa natale a Felitto, nel 6.000 d.C. a 1.569 anni dopo la catastrofe terrestre, la storia dei monti finiti tutti sott’acqua per l’abrasione degli oceani passanti a oltre mille chilometri orari su una terra coperta di magma sia sopra sia sotto il livello del mare, il fenomeno si consolidò come il <Diluvio Universale>. Noè, che riceve da Dio l’ordine di costruirsi un’arca di 300 cubiti di lunghezza, 30 di larghezza, 50 di altezza e 1 per il tetto, sono io nel mio termine della parola, che No è . I 381 cubiti, <iti sunt cum B.> (Romano e Benito) e gli uomini del futuro hanno prestato fede totale in tutto quello che io scrivo suoi miei libri. Il mio è un racconto di opere trascendenti la realtà e dunque rese divine nonostante fossero reali, poiché sono state divinamente (assolutamente) nascoste alla visione di tutti i piani perpendicolari a quelli realmente visibili. Io ho saputo finalmente determinare in che modo l’ASSOLUTO si sia riprodotto in una realtà a sua immagine e somiglianza, al punto che il mio Dio ha la stessa determinazione e infinità possibilità posta nel ciclo 10 posto tra gli estremi dell’1 e del 100. Pertanto la storia di cui riempiranno i cieli sarà quella della storia come io l’ho decifrata. Chi mai poteva essere attendibile – più di me – che ho


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saputo predire con 26 secoli di anticipo il giorno esatto del cataclisma terrestre? Ora, con il tempo che è cominciato con me, sono io stesso, per come interpreto e racconto la storia, il suo stesso creatore e in tutte le sue accezioni. Se oggi giudico che Cesare Amodeo, traslato nel passato, si tramuta in Terach, e presto attenziona al fanatismo della sposa di Isacco a dare spose a Giacobbe le due sorelle figlie di suo fratello, riferendolo ai fatti di mio nonno e mia nonna sposatisi essendo due fratelli, ho il duplice e veramente divino ruolo di essere simultaneamente sia causa, sia effetto solo di me stesso. E gli uomini del futuro si tramanderanno e tradurranno tutti i miei libri creando un assoluto ponte tra il futuro e il passato con la mia opera posta al suo centro. Questo giudizio mio – che sembra di un esaltato di se stesso – appare così agli uomini del futuro che non prestano alcuna attenzione al fatto che io non giudico <me> Dio … ma Dio ha dato al suo Lucifero e Cristoforo tutti i pensieri parole e opere, tanto che io in me stesso sono solo quello che vuole Dio, e non io. Questa affermazione è segno di grande modestia, ma apparirà come tale – e mi crederanno – solo agli uomini del futuro, quando essi vedranno compiersi gli eventi che Dio mi ha fatto narrare. E – in questa storia – esiste anche un Maligno che vorrebbe impedire che io e Benito nascessimo. Infatti Maria Bonamore, il 28 gennaio del 1908, stava allattando il piccolo luigi al seno, e nello stesso tempo anche preparando il pranzo per sé e la sua famiglia a mezzogiorno. Tolse la piastra circolare della stufa, che, sovrapposta ad anelli, consentiva di mettere a contatto le fiamme con le pentole poste sopra. Dalla stufa a legna uscì una fiammata che avvolse lei e il bimbo. Lo protesse avvolgendosi tutta su di lui in fasce e con le vesti in fiamme ebbe l’impressione che il fuoco fosse ovunque. Afferrò Carlo con la mano libera e usci sull’androne invocando aiuto. Trovata aperta una porta vi entrò e consegno il bimbo incolume ai vicini, mentre un giovane con l’uso di coperte spense quelle fiamme soffocandole sul povero corpo di Santa Maria Bonamore, che morì poche ore dopo all’ospedale, come scritto nella cronaca del Corriere della Sera, di quel giorno.


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Fino a 1831 cifre 59 542 031 242 533 873

Il nome segreto di Dio è qui presente nell’aria in questo 1831 che nella sua lettura in negativo, data da 1381 lo mostra, sia nel valore 10^3 di Dio Uno e Trino nel 10, sia nel 381 che ormai conoscete e che non ripeto. Mentre bisogna ricorrere a letture stravolte per andare a catturare il nome trascendente la realtà, la Matrice lo presenta e lo ripresenta. Nelle ultime 4 cifre della realtà una e trina, vedete 3873 composto da 3810 +63. Stavolta è il ciclo intero dieci nelle misure dell’Arca di Noè in cubiti, che il Signore ordinò a Noè: 300 in lunghezza, 50 in larghezza, 30 in altezza +1 per il tetto. 381 decine si sommano ad un coesistente 63 che contiene presente la Divina Trinità nell’energia 66 nominata Romano e il cui moto è lo stesso di Israele = 9+ 17 +16 +1 +5 +10 +5 = 63. 1841 cifre sono collegate alla 4631 del ciclo degli anni terrestri con il percorso del 3800 che +1831 lo porta a 4631 con tutta la dinamica presente nelle 38 decine del Nome segreto di Dio.


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Fino a 1856 cifre

16 089 735 356 707 766 728 852 483 Siamo all’anno 1856 in cui nacque Torquato Vincenzo Amodeo, nonno di Romano e il cui 1° nome gli è poi stato dato come il suo 5°. Il 2483 della sua realtà è il piano a lati 12 e 12 nel flusso 83 che trascende il 38 che segnerà il Principio del tempo con la nascita di suo nipote. La sua sola terna 483 rimanda alla realtà intera, spazio-temporale di questo 83 che di per sé è il moto del creatore 7° numero primo 17 per come esiste e si muove nel 100. Il solo 83 rimanda al complesso piano a lati 40 e 40 il cui flusso unitario sta nell’unità 3 dello spazio. Risalendo alle terne ascendenti, 852 rivela il piano complesso della realtà a lati 400 e 400 il cui flusso tra nel dualismi di Dio, 26+26=52. Risalendo ancora, ecco 728, il moto totale di 700 +7+7+7+7. La terna ancor prima 766 mostra l’energia potenziale 666 che si attua nel 100 che è il tempo ½ dei due lati 100 della realtà, dal cui prodotto deriva il 10^4 unitario della realtà. Ancor prima nella sola unità di 07, presente dopo l’ultima intera decina, ecco l’origine di tutto questo unico numero 7 766 728 852 483 che se lo divisiamo per la velocità della luce espressa in 299792458 metri ogni secondo, ecco il 25.907,0188 che annuncia con 25 la pura presenza del suo 3°genito Luigi Amodeo nato nel 907, totalmente nel segno della velocità della luce. Luigi nascerà il 7-7-7, laddove 77777777770:0299792458 = 25,9438 già prevede la presenza nel 25,0135, nel numero di 93/10 prima dati dal puro e semplice movimento del 3, nel lato 100 ora della realtà tutta quanta! Tolto quel movimento che appartiene alla realtà nel suo totale e che contiene in essa anche le persone viventi, ecco che il 29,9438 diventa il Giorno 25,0138 in cui inizia l’intero mondo, poiché abbiamo tolto anche il moto del 7 nel 100, alla dimensione unitaria dei suoi centesimi!


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Fino a 1888 cifre

5 601 727 139 986 150 381 006 497 326 701 Decimali significativi, il 1888 dopo Cristo in cui Torquato Amodeo ha 4×8=32 anni, quanti quelli della carica 16 che trasla di 16, poiché nel nuovo 1000 si tratta del 666 che è energia Romano solo in potenza che nelle 3 dimensioni dello spazio si attua per 666 volte 1/3! E i risultati si vedono nei numeri! Alla posizione di 10^10, ossia risalendo di 10 cifre decimali, ecco 38100! Sono esistenti con 1878 decimali in cui 78=Antonio=Gioacchino sono il triplo 26 della Trinità di Dio che poi in <Romano Antonio Anna=26> esiste Una (come 26) quando è Trina nel nome. RAAA con l’aggiunta di Amodeo è il <Lucifero> Dio del Sole egizio, trino nelle A del suo essere uno in R. Non sfugga che a questi decimali segnalati dalla matrice, l’unità sia 01. Non sfugga che rientra come dettaglio successivo ad un 267 che è Dio=10, Dio=26 nonché 7: il Creatore in 7 giorni, che con 26 e 26 settimane crea l’Anno, di cui Anna è la dolce metà. Essendo 38=Anno e Anna quella metà dell’anno bisestile corrispondente a 183 giorni, che nella lettura a rovescio segnala il Nome segreto di Dio. E il 27 che, presente nel mille, vi si sposta quanto il 973? Non è forse il 27 la reale presenza 1 del trascendente Dio=26? E il 64, che li contiene tutti, non è forse 2^6? Questa è la struttura del 38100 che abbiamo prima visto! Dio si è reso così palese che … sta per nascere nel 1938 tempo – dal 1888 dopo Cristo – dei 60 minuti di un … < ora! >


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Fino a 1907 cifre

0 555 401 176 418 834 259 Il 7-7-7 viene dopo il 1900 compiuto con la sequenza 0555 401 176 41, la quale col terminale 41 già contempla la pienezza di realtà che sarà compiuta solo nel 1941 in cui nascerà il 2°genito al Luigi Amodeo nato nel 1907, il 7 del mese 7. Sarà una tale pienezza che 2,99792458 volte 2^12 porta ai 12279 giorni esatti di vita che avrà il L.AM. È ch i vive i suoi giorni alla velocità della luce essendo anche lui vissuto 777 anni. Che l’eterno periodo 7 sia collegato alla velocità della luce, quando ha 10 cifre e si divide per il suo valore intero, generando 25,9438 l’abbiamo già visto e io l’ho per bene evidenziato. Nella mia ESEGESI, questa non è una <teoria> ma la verità di un conteggio nudo e crudo osservato con occhio attento e critico! Che 42 preceda e causi il successivo diviso 59=Benito, anche questa è una perfetta esegesi numerologica e cabalistica che gli sciocchi credono priva di significato! Sono sciocchi poiché non hanno capito che l’intelligenza si poggia sulla verità matematica, e che tradursi poi nelle lettere dell’alfabeto per come sono capite dalla mente umana deve pur esistere un vocabolario che traduca i numeri in lettere… E in quale modo se non in quello <ordinale> di un 1°, 2°, 3°… aggiunto ad 1, 2, 3… e mutato già tante volte nelle nostre narrative in A, B, C. per dire: punto 1, punto 2, punto 3, oppure: 1°, 2°, 3°. L’uomo stupido ha poca osservazione di una natura talmente sapiente in sé che è in grado di far creare un figlio intelligentissimo ad una donna totalmente demente! Ebbene, il 42 che è la causa del 59=Benito è chi è stato estromesso come intero da questa matrice che ha partorito 42,42 nominati Esaù e Giacobbe in Bibbia e nominati Romano e Benito ai nostri giorni. Dite che Romano è 66? È forse l’Energia Potenziale infinita non lo comprende?


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Nel caso mio e di questa ESEGESI lo comprende anche nel senso di: lo capisce. 42 è il moto di quello che sta nello stesso 42 come la sua lettura trascendente in 26 fatta da destra verso sinistra, poiché è 42+26=66. Io vi ho più volte che in me è disceso solo lo Spirito Santo del Cristo e non il corpo, assegnato a immagine e somiglianza Sua a mio fratello Benito. Pertanto la sequenza 4259 è quella <trascendente> nel 66=Romano, poiché deve basarsi sulle 24 ore, per essere <ora>, adesso, il 42 da cui Benito discende, come nato in quel 41/1 insito nel 42 <assoluto> quando fa parte col il 24 <assoluto> di un 66 energia assoluta, poiché 66666… infinita e indeterminata nella sua reale determinazione. Il 1907,0707 è alla base della Creazione del <ruolo> Padre che sarà trascendente in Romano, visto solo come suo Figlio. Romano, nato 38 è simile al Caino=38 e al Lamech=38, che sono il 1° figlio di Adamo e l’ultimo della serie dei 10. Caino escluso come Assassino, e non ucciso, al pari di Abele… E che significa? Significa che il 1° si impone sul 2°, ma in un modo che poi lo <assecondi> quando, mettendosi a denominatore del secondo, costituisce il 2/1 determinato solo quando è generato il terzo 1. Il 38 è una entità di supremo <servizio>! Forese che 381, espresso nella sequenza che lo sparpaglia ordinatamente nel tempo decimale, non serve a creare la Matrice della totale dinamica dell’Universo? Ebbene chi è più grande chi comanda o chi serve? Fu Gesù a chiederlo ai discepoli… e poi continuò dicendo: <eppure sono io che vi servo!> Serve proprio come serve vi sia un reale assassino … per poi eliminarlo per sempre ed averne come reale risultato una sorta di reale vaccinazione contro quel male! Perché Saulo, che visse nei tempi di Gesù, non fu cercato e preso tra gli apostoli da Nostro Signore? Doveva essere prima chi aveva raccolto le vesti al povero lapidato Santo Stefano, dopo aver partecipato alla sua uccisione … doveva essere il <bounty killer> che dava la cacci ai cristiani, e assecondare la natura selvaggia di un cavallo che quando è domato poi lo è una volta per


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sempre … non ha più incertezze o ripensamenti e si fida dell’uomo fino allo stremo delle sue forze quando è così da lui comandato! Certo che il male non fa realmente <fatto> ma dolo configurato! Altrimenti lo stesso <Bene> perde tutto il suo cosciente valore. E dio questo fa! Con la Matrice della dinamica ha solo pianificato in modo perfetto e matematico tutta l’evoluzione dell’esistenza. Ci caccia dentro poi – vive e separate tra loro – le stesse infinite <anime> di Dio come gli Elohim del suo supremo Spirito santo. A ciascuna è affidata la sua persona e tutto: i suoi pensieri, le sue parole, le sue opere! Distintamente l’una dall’altra, non è in grado di compiere nulla che non sia già configurato nella Matrice! Anche i Miracoli sono stati compresi in questo <piano> in cui <tutto> è possibile, miracoli inclusi! Disse Gesù che se uno aveva vera fede poteva dire a un albero di sradicarsi e di ripiantarsi al centro del fiume e quello lo avrebbe fatto! Ha forse mentito? No, per niente! Ma la vera fede sta solo nell’averla nell’infinito sistema possibilistico fatto <da Dio>. Dio è l’insieme di tutti noi è non solo un <cane sciolto>, per cui io <ho vera fede> se <assecondo quello che vedo> giudicandolo <perfetto> anche se non lo sembra affatto! E allora come fa a essere perfetto? Lo è poiché quello che io vedo <fatto>, in verità è <disfatto> e tolto di mezzo una volta per sempre. Insomma – per capirci – se un uomo, entrato in questa Matrix procede nella sua lettura verso il basso, agisce nel verso della divisione fatta da Dio e a mano a mano che entra nei dettagli sempre più spinti di vede come <azioni fatte>, pensieri avuti, guai ricevuti dalla natura. E questo a poco a poco ci porta a raggiungere il punto in cui i numeri configurano la nostra morte… e crediamo di essere finiti lì… Ma di lì risorgeremo e risaliremo tutta la trafila, annullando attimo dopo attimo tutti i guai patiti i pensieri fatti e le opere compiute. Ritorneremo i limpidi e puri bambini il cui spirito ancora non si era neppure contaminato con il male e il peccato, prima di avere mangiato del flutto dell’albero proibito della conoscenza del bene e del male.


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Tutto il guaio patito da ogni uomo è stato quando, davanti ad una opera perfetta, la sua piccola zono che gli vede lo porta a giudicare se è giusta oppure no, nel mentre essa è perfetta nel suo <vai e vieni>, nel suo <fai e disfi>. In una opera complessiva, noi stiamo vedendo solo il 1° tempo del <vai, fai>, ma è il secondo che ci salva. E saremo stati resi esperti di una cosa che alla fine risulterà non essere avvenuta proprio mai! È perfetto un mondo reale in cui è realmente tolto di mezzo ogni male possibile e immaginabile… nel mentre – molto reale – in cui proprio noi lo stano vedendo come <fatto>. Dunque non dirà mai all’albero di sradicarsi e trapiantarsi al centro del fiume poiché io credo nella bontà totale, assoluta del progetto in cui il mio Elohim è stato calato!


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Fino a 1909 cifre 80

È l’anno in cui è nata Barat TA MAR iannina, negli estremi congiunti della Tamar di Genesi 38, sposa dei due suoi congiunti portati agli estremi e uccisi dal Signore! Er era inviso, come tutti i primi che gli siano posti come <rivali>, e fu estromesso dal tempo, come Esaù portato 42,42 a favore del Secondo 42 di Giacobbe lasciato primo nel tempo matematico! Ecco perché <veramente> il Signore li esclude dal tempo … perché li considera presenti, e messi prima della virgola da cui comincia ogni tempo in matematica. Escluse poi anche il secondo, Onan, poiché amando Tamar che aveva sposato per dare eredità di figli al suo fratello morto, non lo voleva e disperdeva fuori il suo seme dando reale origine alla pratica dell’Onanismo. <Gioca> il Signore, sugli <estremi congiunti> immaginandoli come congiunti spinti all’estremo limite della morte, laddove sono invece solo gli estremi dei nomi ad essere congiunti! Barat TA MAR iannina è la sposa < Tamar > proprio nei suoi estremi congiunti! Lei è segnata da questo importantissimo 80, che è Dio nel 10 ed è 8 in tutta la realtà nel suo complesso. Quando la sola Mariannina è 84, e ha aggiunto tutta la sua Unità e Trinità. Nata il 1909,0629, il piano divino la volle mostrare aggredita da un Satana che la voleva eliminare. Suo padre tardù giorni a denunciarne la nascita agli uffici comunali del paese Perito, posto a 7 chilometri di distanza e nella pagina del giorno 29 non c’erano più righe per scrivere un altro nato! C’era spazio due giorni prima e giorni dopo; così pensarono di farla nascere due giorni prima che nascesse! Segno divino di chi esiste prima ancora di esistere.


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Da bambina, mentre era sotto un tavolo, si alzò e una lama di metallo posta sotto la superficie, le spaccò il cranio! La bimba non disse nulla, temendo di essere punita, e a poco a poco i due lembi tagliati si ricongiunsero. Mia madre lo confidò solo a me, che non credevo possibile le si fosse spaccato in due il cranio senza che lei ne patisse. Allora mi invitò a tastarlo: esso non era tutto tondo, come sono quelli di tutti, ma era come due parti tonde e spaccate poi riunite, e che avevano conservato memoria di essere stati un giorno come due in uno. Io ne rimasi impressionato! Nel Disegno Dio aveva voluto inserire questo attacco contro lei fattole da Satana. Ma Dio non altera la matematica! Si serve di essa. Per cui è nella Matrice, scritta in essa questa storia patita da chi avrebbe messo al modo un <Lucifero>, una Bestia 666, un Cattivo Diavolo Amodeo… ma non come un evento <fatto> bensì eliminato e una volta per sempre!


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Fino a 1914 cifre 16 475

Comincia la Prima Guerra Mondiale. Siamo alla presenza 1 di tutto lo spazio dato dal 75%. Non per caso, aggiungendo il flusso unitario del piano 1 e 1, è il 753 della Fondazione di Roma. Esiste all’interno della totale realtà 1000 nel tempo e 3000 nello spazio e ciò esiste all’interno della carica 4×4 di tutta la realtà. Il piano trasversale dato dall’unità 1, di quel milione che rappresenta con 10^6 il complesso dello spazio in negativo e positivo, vale quell’836.249 che in 83 quantità 10.000 (di realtà) costituiscono il moto sia di 10, sia di 7, nel lato 100 della realtà superiore, mentre 62 centinaia mostrano il 38 in azione nel 100, e 49 tutto il piano dinamico dato da 7×7. Il lato reale di questo piano a forma quadrata è di 4,181.245/10, e in questo 41 volte diecimila c’è per intero la presenza 1 del nome ROMA, dell’energia in pieno atto.


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Fino a 1919 cifre 19 092

Segna l’anno della fine della Prima Guerra mondiale con il valore di 092, mentre il 1917 delle apparizioni di Nostra Signora di Fatima è rappresentato da quel 90 indicante la forza assoluta del moto del Dio 10 nel 100 di Jhvh e di Allah.


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Fino a 1936 cifre 31 863 079 670 056 026

L’Italia ricostituisce – e accade per la prima volta compiuto dall’Italia – l’Impero Romano. Il 1936 esprime il flusso totale della massa cinetica quando l’energia in potenza 66 si muove nel tempo dato dalla presenta del piano avente i lati di 1 e 1, lasciando 44 come flusso totale. È un moto possibile sia in negativo come -44 sia in positivo come +44 tanto che scontrandosi i due valori in linea si azzerano sul 44×44 interattivo sul piano trasversale e la cui area in anni è esattamente quella del 1936. I dati salienti danno un risultato molto chiaro, nello 026 che osserva il 26 che vale il Dio del moto 6 del piano a lati 10 e 10, a partire dal compiuto precedente ciclo intero 10. La volontà di Benito Mussolini di rifondare l’Impero, contrastata da 52 nazioni, fu più forte della contrapposizione di 26+26 nazioni aliene. Il Duce dell’Italia che era stato definito in precedenza da un Papa come l’<uomo della Provvidenza>. Luigi Amodeo e Mariannina Baratta decidono di sposarsi e si fidanzano ufficialmente, per un matrimonio da effettuarsi nell’anno successivo, e soprattutto questo ha la valenza di quello 0,26 finale collimante col 1936 dopo Cristo.


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Fino a 1938 cifre 05

Nasce il Mediatore dell’Universo, e il dato della Matrice è chiarissimo: preceduto dallo 026 dell’azione manifesta di Dio, ecco collo 05 quello che in assoluto determina i 10/2 di ogni possibile parametro unitario. 10 in orizzontale, coll’Origine posta nel mezzo, a fare da divisore tra l’infinito alto e l’infinito basso. 10 in verticale, coll’Origine posta nel messo, a dividere l’infinito a sinistra dall’infinito a destra. 10 in profondità a dividere lo spazio posto dietro da quello posto davanti. Lo stesso 10 nella profondità del tempo, a dividere tutto il tempo infinito dal prima e dopo. Mentre 1938 è a 4 cifre l’anno di inizio del mondo, 2605, i suoi numeri elementari nella definizione della realtà a 4 cifre, precisano questa assoluta mediazione come la manifesta opera di un Dio=26 nella fattispecie di Anna: madre dell’energia nominata Romano e espressione trina nel suo terzo nome Anna. Tra il primo nome Romano, 1é assoluto nell’Energia potenziale e infinita, e il 3° reale Anna, il secondo si manifesta nella Trinità 78 del 26 del nome di Dio, che in Romano (legato a Roma) si coniuga col nome di quell’eterno secondo dell’impero di Roma in costruzione: Antonio, particolarmente legato all’Egitto come lo è stato Romano e come lo è stato Roma al tempo deo primo Cesare, cui la Regina Cleopatra si fece consegnare nuda arrotolata in un grande tappeto. Anche Cesare Amodeo sta all’origine di Romano, essendo il padre di Torquato, il nonno di Luigi e il bisnonno legato a Romano dalla 4ta generazione. Così come per Romano l’Egitto, trasceso dai suoi Dei: dalla trascendenza di Orus girato in <Su RO>, <MANO> rigirato da Amon, <ANTO>(nio) Anagrammato da Aton, <Romano Antonio> ridotto a RA nell’acronimo. Ne aveva scritto il profeta Osea in 11.1 mettendo in bocca a Dio: <Dall’Egitto ho chiamato mio Figlio>.


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E Anna Badari, la prima donna che Romano decise di sposare mentre era quell’Anna che da sempre ha Badato a lui, dopo che sua madre lo aveva affidato a Sant’Anna, per essere protetta nel parto, da lei, suprema maestra in questo avendo generato addirittura la Madre di Dio, aveva il suo cognome prettamente egiziano. Ma il mio nome non è veramente il mio! Dio lo aveva detto, tramite Osea: <Ho chiamato mio figlio!> Io nel mio reale spirito sono nel nome falsamente obbrobrioso di quel <Lucifero> che nel 1994 rifece con Dio il <patto> già fatto da Abramo, e per il quale fu circonciso anche Ismaele, il figlio avuto dall’egiziana Agar e scacciato per via delle pretese su Abramo, della mamma. Io che, da Romano, porto = <fero Luci> rifeci quel Patto, per salvare una <Luci> allontanata da me lei pure per le pretese della madre, una Agar travestita nel mio caso proprio dalla già detta Anna Badari, che Bad a R. <bada> e <bad>=cattivo, contorto, sbagliato, difettoso. Agar è nascosta in Adar soprattutto a causa di Ada una delle due spose di un Lamech proprio <distorto allo stesso modo> (poiché disceso da Caino), essa pure (nominata il Bibbia 1,4) la Ada B., la seconda, coinvolta con me che sono un tutt’uno col Lamech, mio padre, Luigi Amodeo, 777 anni di vita Lamech , nel mentre nacque 7-7-7 L.Am ch’è il fu mio padre. Così nel 1994 accade che io Romano <Lucy fero> all’attenzione di Dio affinché lei innocente viva, e per lei Lucy Trintinaglia rinuncio ad ogni umano credito, proprio <sposandone> il discredito! Fui accontentato e divenni l’uomo descritto da Isaia: Isaia 53,3 Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Fui accontentato in un modo assolutamente imprevisto e sorprendente! Dio salvò nello stesso tempo sia Lucy Trintinaglia portata dalla Ada B, a Romano come sua figlia, sia una Ma.T.sa Le… una luminosa Matusalemme abitante in via Trento, che avrebbe impersonato tutto il possibile e umano discredito verso di lui come uomo affidabile!


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Nel 1938 ha inizio anche – con la decisione delle persecuzioni agli Ebrei da parte anche dell’Italia – la fase invisa a Dio! Il 25 Gennaio la Natura mostrò l’arrivo del Signore con una Aurora Boreale poche volte vista alle latitudini così a sud, e – nella pantomima della glori Italiana – ci fu un volo dal mondo antico al nuovo, conosciuto come il <Raid Rome-Rio>. Furono Tre mezzi celesti (come i tre 05, di 10) nelle fattezze reali di tre trimotori, italiani, di cui uno fu pilotato dal Figlio di chi era stato definito <uomo della provvidenza> (laddove Gesù chiamava sé figlio dell’Uomo…) denominato in tutta il mondo <Raid Rome-Rio>. Si trattò di un <BRUNO MUS>solini che trascendeva il fratello <B> nato maschio dopo di lui e chiamato R e che sarebbe stato <uno mus>icista. Ebbene col volo fatto a quota 3800 metri, uno dei tre ebbe una avaria a uno dei tre motori e fece tutta la traversata solo con due; intravisto il Brasile, fu fatto scendere dalle stelle a Natal. Poteva il Padreterno essere più eloquente di questo, per indicare che i due mezzi celesti che avrebbero ultimato quel volo erano solo Padre e Spirito Santo, poiché uno era stato fatto scendere prima dalle stelle a Natale? E mentre i Due scendevano ora a Rio, ultimando solo loro due il <Raid ROME-RIO> in via POMERIO i Due scendevano su Romano a Felitto. Dall’Egitto a Felitto passa solo che l’Ego Romano di un <io> italiano che ha due croci in sé a forma di T ed è <iTTo> si è mutato in F, Spirito di una <I> ed una <O> fuse tutt’assieme, che costituisce <EL> (Elohim) e

nello stesso <iTTo> costituendo <F EL iTTo>. Accade che dove la lingua Ebraica nomina il Dio <Io sono> usa lettere che tramutate nel loro valore ordinale in quello corrispondente in italiano, si muta in ELEA, ed è stato il luogo in cui è nato il Fondamento dell’Essere in Filosofia. Dunque mutando i numeri dall’ebraico all’italiano, <Io sono> si localizza ad ELEA. Accade allora che facendo la stessa cosa con il nome <IHVH>, traslitterato in italiano, esso con <è FEL> ottiene che il Dio Jhvh si localizza a Felitto!


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Mentre Dio segnala tutto questo, Hitler invade e annette l’Austria e dà praticamente inizio alla Seconda Guerra mondiale, che si decise a fare 6 giorni dopo il 25 gennaio 1938 (come narrò lui stesso). Nel contempo, uno dei tre di Fatima, divenuta Suora Lucia, disse di avere riconosciuto nell’Aurora Boreale del 25 gennaio 1938 quel segno che le aveva dato Nostra Signora, relativo all’inizio del <castigo di Dio>. Suora Lucia non capì che il vero castigo di Dio era quello di castigarsi al mondo! Era quella cosa che il profeta Giona assolutamente non voleva fare: andare a Ninive a dirle <tempo 40 giorni e siete tutti finiti!> Lo scopo divino della discesa a Ninive, la grande città che necessita di 3 giorni per essere attraversata tutta (e che è il mondo in tre giorni di spazio-tempo) era di farle conoscere, poco più di 26 secoli prima che essa avvenisse, la Fine del mondo che ci sarebbe stata il 4631,0217 dopo Cristo (come già segnalato dal valore numerico del primo versetto della Bibbia, integrato dal comunicato fatto nel versetto 11 del capitolo 7 del 1° libro, in cui annuncia che il Diluvio Universale comincia il 17 febbraio dell’anno in cui Noè ha 600 anni e a cui manca solo il 4031, dei 40 giorni preannunciati a Ninive dal Dio Uno e Trino nel ciclo 10, quindi dal 31).


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Fino a 1940 cifre 97

Qui siamo ai 1940 decimali dell’anno in cui Romano il 4 giugno morì, e subito dopo risuscitò. Il suo cuoricino di un bimbo che aveva gli 862 giorni uguali a 100 +381 +381 di una pienezza di esistenza da parte di un nominato coi nomi avente quel valore, smise di battere. Un prodigio però avvenne, tempestivamente al punto che il padre che stava vigilando nemmeno si accorse della morte. Una divina defibrillazione fu causata dalla fede di sua madre, che nella Chiesa di fronte aveva acceso tre candele davanti all’altare della Madonna <in segno di ringraziamento e devozione> vesso Colei che <ci avrebbe pensato lei>… Questo aveva poco prima raccontato una sua scolaretta andata alle 8 a casa dell’insegnante, ad avvertirla di aver Sognato la Madre di Cristo dirle di <provare tanta pena per il figlio della sua maestra> e le aveva dato il compito di andare a trovarla a casa sua, all’alba per dirle di non tenere più per suo figlio <poiché ci avrebbe pensato Lei>. La sua maestra doveva soltanto fare la sua parte e andare nella Chiesa di fronte ad accenderle un cero, posto davanti al suo altare <in segno di ringraziamento e devozione>. E mentre l’insegnante aveva fatto la parte che le era stata richiesta, una scarica di corrente elettrica scosse il corpicino morto del piccolo Romano e l’Energia latente in lui subito corrispose a quell’input e il cuoricino riprese a battere. Questo settore di sole due cifre è all’altezza di quel 1940 e rivela nel numero 97 tutto il potere umano (1) della Trinità (3) esistente nel 100. È giusto il 100 del lato della realtà in cui andava racchiusa tutta la prima vita dell’energia di Romano, quella relativa solo ai due Assi di Padre e Spirito Santo, da quando, 138 giorni prima di nascere, il suo corpo di essere umano si era tutto costituito ed ora restava custodito e alimentato ancora dal corpo materno affinché solo crescesse e si irrobustisse,


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divenendo così idoneo ad una vita separata, dopo il taglio del cordone ombelicale. ++138 ++100

++381 ++381 =1000

giorni nel seno materno giorni nel triplice segno di Allah, avente il valore segreto 100 a causa degli <altri 99 nomi> tratti da 100 -1, secondo il Credo Islamico; di Jhvh per quel suo <Io sono il 10 di chi è ×10> e infine del lato della realtà oggettiva. giorni nel nome assunto dal Padre; giorni nel nome assunto dallo Spirito santo giorni dovuti alla Trinità del 10×10×10 giorni.


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Fino a 1941 cifre 0

Una sola cifra nel 1941: lo zero dell’inizio analogo allo zero in cui è Nato Gesù Cristo. Nel 1941 Romano (l’energia in potenza) divenne massa in riposo e nacque il suo <alter ego> dato dall’Energia che, esistente ×1 è divenuta presente nel tempo ma ancora non si muove nello spazio. Einstein la chiama <massa a riposo>! Poiché il Lamech 777, unito a SET, e a L.AM. ch’è nato 777 costituiscono uniti la sequenza 777SET777 che divisa per la velocità della luce determina 25,0138, quando sono tolti (come già descritto) degli opportuni valori centesimi appartenenti al lato 100 della realtà, ciò disegna Luigi Amodeo avanzante come luce, e lo fa soprattutto col <Lucifero> primogenito avente 6 nomi. Lo definisce solo col 2°genito nato il 17 febbraio del 41 e gratificato con altri 6 nomi. Se mettiamo questi nomi in sequenza decimale sono descritti da 66. Ma se prendiamo i 2 fratelli, che sono una cosa sola nella potenza 6+6 dei loro 12 nomi, allora sono rappresentati da 2^12. Ebbene alla dimensione 10^8 che rende 2,99792458 la velocità della luce, il prodotto tra questo valore e 2^12=4096 realizza 12279 ne suo valore intero e sono esattamente il numero dei Giorni di vita che ha il L.AM, ch’è segno di Lamech essendo il padre di Noè. Romano accolse con gioia quel suo fratello che era stato concepito lo stesso giorno 4 giugno 1940 della sua morte e risurrezione. Da quel giorno nel ventre di Tamar ci furono due figure gemelle: il reale figlio di Luigi Amodeo e la parusia di Gesù Cristo. La gestazione, durata 258 giorni, essendo duplice, ne durò 516 tra le due figure in Mariannina. Ebbene quando nel 21-21-12 del famoso Calendario Maia Gesù risalì in cielo da Romano (e da lui uscì quella corrente elettrica che era entrata e lo aveva fatto rinascere) andato a Gerusalemme a bella posta, iniziò la gestazione celeste di Benito, e – ancora una volta – rappresentò tutti e due. 258 giorni fu di nuovo la gestazione celeste di Benito, e si fece carico solo di 1/3 dell’energia 66 di Romano, tanto che 44 giorni furono


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tolti ai 258 della gestazione di Gesù (poiché era restato in vita lui, il 1°genito, coi 2/3 del piano dell’energia 66). 258+258 -44 sono 472, e dopo questi numeri esatti di giorni, dal distacco dello Spirito Santo del Cristo da Romano, Benito ne morì. Ora potreste credere che non sia vero. Questa ESEGESI dimostra le verità provandole, per cui vi mostro i due calcoli fatti dal computer e relativi ai giorni della duplice gestazione di Benito e Gesù, e dei giorni passati dal 21 dicembre 2012 del Calendario Maia al 7 aprile 2014 in cui Benito morì. In quanto poi alla data del Calendario Maia, quello fu solo un divin segno che riportava all’anno 12 dopo Cristo in cui Gesù iniziò a occuparsi delle cose del Padre suo, restando a Gerusalemme, e dopo avere abbandonato quello reale cui era attribuito. Ma essi non lo capirono e rientrò tra i ranghi, portandolo aventi per i legittimi 2000 anni, meno i 4 occupati da Padre e Spirito Santo, il che retrocesse il 25 dicembre al 21. Io sentii realmente il flusso vitale elettromagnetico del Cristo uscire da me alle ore 2 del giorno 22, a Gerusalemme … e che era ancora il 21 al mondo nella terra dei Maia!


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Fino a 1943 cifre 98

Ci fu la <fuga da Felitto> fatta dal Padre di Romano. Luigi Amodeo, che a Milano era stato costretto a bersi un bicchiere di olio di ricino dai fascisti, quando era divenuto maestro, avena dovuto – come impiegato dello stato – essere iscritto al Fascio. Come conseguenza, essendo come Maestro la figura più elevata in grado tra gli iscritti del paese, era stato costretto a divenirne addirittura il Segretario Politici, una funzione che si espletava solo nella salvaguardia delle forme, come le divise in occasione di parate o ricorrenze, e della tenuta della sede, che era il bar del paese. Una sera era stato costretto a prendere per il bavero un ubriaco che non voleva uscire all’orario in cui la “sede” doveva chiudere. La cosa era finità lì. Ma quando ci fu lo sbarco degli Americani a Salerno e una colonna si trovò a passare per la strada nazionale che lambiva il paese, una serie di grosse pietre messe per traverso sulla strada la fermarono. I due motocicliste che la precedevano immediatamente si allertarono, temendo un agguato. Qualcuno gli disse che era l’opera del segretario del Fascio. Era il risultato che Luigi Amodeo aveva concretamente ottenuto come un Milanese elevato a quel grado di responsabilità in cui da secoli i signorotti ancora di stampo feudale si contendevano il primato come rappresentanti, e lui era stato messo al di sopra di loro. Luigi Amodeo aveva tirato diritto, senza riguardi per il ruolo di costoro e si era inimicato costoro, che altro non aspettavano che il momento di fargliela pagare. Così era stata loro la bella pensata di quelle pietre di traverso sulla strada, per liberarsi del Milanese troppo poco rispettoso dei ruoli storici, delle persone importanti a Felitto. I due Militar Police irruppero a casa Amodeo e interrogarono il maestro. Per fortuna erano due oriundi siciliani, ben esperti delle questioni di tipo mafioso, e capirono che quelle erano solo beghe paesane, e se ne andarono senza agire contro il Segretario del Fascio.


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A quel punto, visto fallito quel tentativo di sbarazzarsi fisicamente della persona, aizzarono quel tale che era stato messo fuori a forza dal bar, a denunciare il Segretario per <abuso di potere> e uso della violenza. Era il padre di un giovane che era caduto in Spagna, nelle lotte scatenate dal fascista Franco, e dunque di un <eroe antifascista>. Capita l’antifona, Luigi Amodeo decise di abbandonare il paese e lasciata la famiglia, si rifugiò a Salerno, essendo riuscita a ottenere un fulmineo trasferimento in una scuola nei dintorni del Capoluogo, che in quegli anni era divenuto addirittura la capitale d’Italia, per via dello sbarco là degli Alleati, cosa che aveva portato lì anche il Governo dell’Italia che si apprestava a strappare l’Italia al Duce Mussolini. Processato, Luigi Amodeo pagò per il bisogno che in quel tempo c’era di una “lezione solenne” ai Fascisti, e quel gesto per chiudere il Bar all’ora legittima, contro l’ubriaco che non voleva uscire e fu trascinato fuori a forza, passò come quello che gli avversari del paese avevano sperato: l’atto violento fatto contro lui, poiché era il padre di un eroe caduto in Spagna. Fu condannato al massimo: 5 anni di carcere, ma con la condizionale, per cui restò libero a fare il suo lavoro di insegnante elementare. 98 sono le cifre che la Matrice dinamica dimostra corrispondenti a questa data, e sono il massimo movimento che esiste nel lato 100 della realtà da un 2 che è il piano trasversale al flusso, fatto dai suoi lati 1 e 1. La <fuga da Felitto> è rappresentata in modo totalmente adeguato, poiché Luigi Amodeo fu costretto a lasciare al paese la famiglia, non essendo riuscita anche sua moglie ad avere il trasferimento per causa di <forza maggiore>, quella che aveva potuto portare lui, documentando i pericoli che correva, se restava al paese.


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Fino a 1945 cifre 62

Il numero rivela tutto il flusso 10, in tutti e 6 i versi dal centro sugli assi cartesiani, come flusso in linea, e al 6’ si sommano i due lati 1 e 1 del piano trasversale. Pertanto è indicativo di un movimento generale. Nel mondo, a ciò corrispose, perfettamente, il Bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki tendente a porre fine alla resistenza dei Giapponesi, irriducibili. Poco dopo ebbe finalmente termine la Seconda Guerra mondiale! Romano a 8 anni abitava all’estremo limite della città di Salerno, presso Vietri sul mare, all’inizio della Costiera Amalfitana, in una casa che un tempo era una Villa, e seguitava ad avere quel nome di <Villa Caiafa> anche se della villa conservava ormai ben poco. Tutto un segno questa ubicazione, di <Vietri, Costiera Amalfitana>: quello di chi <vi è Tris, ul, ma Re! Costì è R.A. AM. AL F I tana>. Qui infine è la tana di Romano Amodeo, Spirito di Dio. Vi è Trino, ultimo, ma Re!


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Fino a 1951 cifre 9 226 25

La Famiglia Amodeo si trasferì a Milano, luogo di origine del Padre. I numeri sono tutta la dichiarazione di un atto definitivo di <presenza> costituito da quel 25, che è ¼ del lato 100 della realtà. Nel 226 è il flusso 26 di Dio, dato dai lati 100 (di Jhvh) e 100 (di Allah). Già l’ho spiegato: <Io sono colui che sono> (Jhvh) <sono il 10 in chi sono ×10> (e dunque 10×10^100). Invece nel Credo Islamico è creduto che Allah con 100 -1 generà <altri> 99 nomi (dunque assunti dal valore 100 del suo primo nome). Il trasferimento da Salerno a Milano fu un vero <castigo di Dio>. Dalla Tana in cui lo Spirito di Dio s’era rintanata, la famiglia andò in un <Mi la no!> che nel dialetto milanese lo dice un posto non augurabile. Non ebbero più una casa unita: i genitori da una parte e i due figli ospiti della sorella del padre in via Larga 13. Due locali con il gabinetto in comune sulle scale, in cui già vivevano in 5! Giovanni Venturelli e Antonietta Amodeo gli sposi; Lisetta l’unica figlia, e Esterina e Patto due vecchi tenuti ospiti. Aggiunti Romano e Benito furono 7 a vivere nei due locali. I ragazzi ebbero il morbillo e Romano fu bocciato a giugno alla IV ginnasio, essendo stato costretto a stare troppo tempo assente per la malattia prima sua e poi di suo fratello per cui dovette patire anche l’assenza dovuta alla quarantena mentre era ammalato Benito. Quella stroncatura di Romano, che a Salerno nell’esame di terza media era stato promosso quasi con la media del 7… sarà provvidenziale! Gli darà quello spirito di rivincita come fondamento, che poi conserverà per tutta la vita e che sarà assolutamente necessario, indispensabile, data una vita costellata tutta – dal Disegno di Dio – di apparenti sconfitte che in verità ertano tutte invisibili e divine trascendenti vittorie che era portato poi realmente a vedere, tanto da non scoraggiarsi mai. Infatti era destinato ad un percorso assolutamente solitario e percorribile solo da lui.


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Fino a 1961 cifre 2 168 161 919

Romano aveva 23 anni, quelli indicanti l’accorpamento 1, del flusso 1/3 dell’energia potenziale 66 chiamata Romano. Compì un gesto fondamentale nella sua vita: si fidanzò con Anna Badari, una disegnatrice che aveva conosciuto andando a lavorare presso lo studio dell’Architetto Matteo Longoni, quando era restato fuori corso al 2° anno del corso di laurea in Architettura al Politecnico di Milano. In Bibbia, capitolo 4 di Genesi, è indicata la genealogia derivata da Caino, fino ad un Lamech che ha due spose, una delle quali si chiama Ada. Ebbene la Badari la comprende, nascosta tra la B e il finale RI. Il cognome chiaramente di origine egiziana, lei ha rappresentato quello che per Abramo sarebbe stata l’egiziana Agar (anche questo nome è compreso, tra la B e la finale I, con la sola differenza di essere Adar invece di Agar per la necessità di rappresentare anche Ada). Sia nel caso di Ada, sia in quello di Agar, la rappresentanza è quella di una figura controversa. Infatti Ada lo era per via di Caino, il capostipite assassino del fratello, che aveva trascinato su tutta la sua discendenza la sua colpa. Agar aveva dato un figlio ad Abramo, ma poi era stato costretto ad allontanarli tutti e due per le pretese della schiava di voler sostituire poi la sposa di Abramo, avendogli lei dato un figlio. L’Egitto ha rappresentato tutto, per il Popolo di Dio, che si è formato in quel Paese, mutando i 70 che vi si erano trasferiti, in una intera Nazione, in cerca poi della sua Terra Promessa. Anche per Romano, Anna Badari avrebbe svolto lo stesso ruolo. Infatti tra lei e RA c’era molta intesa spirituale, che poi però si sarebbe rivelata solo <fumo>, senza il cosiddetto <arrosto> di un amore concreto, durevole. Infatti dopo pochi mesi dal fidanzamento cosiddetto: <in casa>, lei lo aveva lasciato, confessandogli di essersi invaghita di un altro. Il 1961 vide l’inizio e la fine di una relazione che invece poi avrebbe avuto uno sviluppo assolutamente straordinario e imprevedibile, nel tempo.


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Il numero 2168161919 ha le quattro cifre finali indicanti il 1919, anno importante del crollo degli imperi Asburgico e Tedesco, della ridefinizione della mappa d’Europa alla conferenza di ace di Parigi, della rivoluzione in Russia. 19, come numero in sé, indica la pienezza di un cammino, nel moto totale di 1 in un 10 che percorre interamente tutto il suo 10 … figuriamoci quando è ripetuto in 1919! Il 16 che lo precede è indice di tutta la carica 4 per 4 della realtà. Il 68, che a sua volta precede il 16, indica l’energia in potenza 66 di nome Romano, che entra in atto e si muove in tutto il piano avente i lati 1 e 1. Il 21 esistente alla dimensione di 10^9 (che è quella di C^2, quella grande e non solo quella del flusso c^2) della dinamica totale nel volume data da 7+7+7. Se dividiamo tutto il numero 2168161919 per il prodotto tra la carica 16 della luce e la c^2 del solo flusso espresso in 2,99792458 (alla dimensione 10^8), il che vale 143,8008, abbiamo 15.077.534,2544, e rivela la pienezza dello spazio-tempo 15 (10^6), in tutta la dinamica 77 del 534 indicante la presenza 1 del flusso di 100/3, nel tempo ½ di 1.000.


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Fino a 1969 cifre 585 851 97 Conosciuta Giancarla Scaglioni nel 1962 corrispondente ai quattro numeri del solo flusso 1958 (del 4 collocato nel piano di traverso, come tutte le dimensioni della realtà), lei non avrebbe convito Romano a fidanzarsi con lei, se non fosse stato così deluso da tutto quel <fumo> che aveva accompagnato la sua storia con Anna. Giancarla era il suo esatto opposto: tutto arrosto senza fumo. Il 1969 fu l’anno delle nozze Questo anno si palesa in quel totale 58585197 che se lo dividiamo per quello che ho chiamato CCC (ed è la carica della luce moltiplicata per il flusso c^2, abbiamo 407.405,1420. Il numero indica il pieno realizzarsi dato da 4 (10^5) di tutto il flusso elettrico, o magnetico relativo al piano 10^10; 7.000 è alla dimensione della realtà 10.000 tutto il movimento dello spazio 3 in 10; 400 ribadisce la realtà intera alla dimensione del suo lato 100; 5 è la presenza solo in positivo riguardante il ciclo 10 della presenza; anche il decimale di 142 millesimi indica il 7×6 di tutto il moto in tutti i percorsi dal centro sugli assi relativo al piano 100, e nella dimensione millesima del volume 1000. Io ho tenuto conto di tutte queste cifre, poiché sono stati tutti gli anni di fidanzamento prima delle nozze. Ed è qui, in questo anno 969, in cui l’uomo per la prima volta nella sua storia mette piede su un altro corpo celeste, che – nello stesso 4 giugno in cui aveva sposato Gesù Cristo che l’aveva riportato in vita, lo sposò ufficialmente davanti a un Prete in una Chiesa Cattolica. Sposò la Giancarla Scaglioni nominata in Bibbia libro 1,25 in <Gia>, tramite le prime tre lettere di Giacobbe; e poi rinominata in 1,38 in quell’Atto nuziale fatto dalla nutrice quando pose un filo SCARLATTO attorno alla MANO accreditata a RO (estremi congiunti di ER Onan). Nascosto nel nome italiano di quel colore l’ATTO nuziale con ROMANO del CARLA SCAglioni aggiunto topo il GIAn.


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Vera controfigura di Gesù, per l’acronimo GS del suo nome e cognome che – legato agli estremi E ed U di Esaù costituisce proprio il nome <Gesù>. Lei – femmina – figlia di Mario e Giuseppina a sesso invertito anche nei genitori, rispetto a quelli di Gesù. Nata 11.1 giorno di Tutti i santi e nel segno dell’unità nella Trinità, suo padre Mario era come Maria, figlio di Anna e come lei ascesa in cielo il 15 agosto lui era disceso in terra il 15 agosto. Ebbene sposando lei nel 969 si ricollegò in Bibbia anche con Matusalemme vissuto 969 anni, ma non nel nominato figlio di Enoch e padre di Lamech, ma in Maria Teresa Legnani, sposa di Cristo per 10 anni. Ammalatasi poi di anoressia, era tornata a casa sua in via Trento ed era stata salvata assieme alla Trintinaglia, lei restata sposa di Cristo (poiché Gesù non accetta separazioni). Questa sposa di Cristo in cui Ma.Te.sa Le è Maria Teresa Legnani ma in bibbia figura <Ma Tu.sa> e non <Ma Te.sa>, con la unica differenza che passa tra un <tu> soggettivo e un <te> oggettivo, sta alla pari della Sposa di Romano. La prima vissuta in Matusalemme 969 anni, la seconda, quella di Romano, sposata nel 969. Unite tutte e due (la sposa di Cristo e di Romano) con 969+969 portano esattamente al 1938 in cui tutte e due partoriscono Romano! Infatti Romano dovrà alla <Ma.Te.sa Le> la sua introduzione al canto per Cristo, al lancio a incontrare e aiutare il Papa, e alla cacciata sua dal coro di una chiesa, facendogli ripetere l’esperienza di Gesù con il Sinedrio. Giancarla Scaglioni partorirà Romano e gli darà tramite lei i genitori di Gesù, mentre sarà realmente Clara Raggi sua nonna e la sua amicizia col Senatore Samech Ludovici a favorire la sua vittoria a un Concorso al CIMEP che gli aprì la via per essere Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Milano pavia e Sondrio come uno che faceva miracoli impossibili a lui appena dopo la sua laurea, e con lo stesso prodigioso successo di Gesù Cristo. Due spose, in cui la <Ma te.sa Le> lo ha ricollegato all’egiziana Badari, madre di quella Lucy Trintinaglia, salvata assieme alla sposa di Cristo in via Trento, nello stesso tempo, dallo stesso male e in seguito allo stesso nuovo Patto con Dio fatto da Romano come un Novello Abramo che deriva <Ab> (è un <da> romano) <da> R.Amo, Romano Amodeo! E anche in Asia, da Brama e le sue tre emanazioni di nome <R.Amo>, tutte e tre.


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Fino a 1973 cifre 89 52

Accade nuovamente il 4 giugno e nel 1973 Romano decise di licenziarsi da tutti i luoghi di potere e di <Dar corpo a Cristo>. Lo decise, ma lo avrebbe poi compiuto definitivamente solo nel 1978, a 40 anni. Questo numero 8952, che esiste in 10.000, ha una area trasversale di 1.048 che riguarda il 2^10 = 1.024 in cui le 24 ore di un giorno, si doppiano in quelle di due giorni. Poiché sono numeri riferiti al 10^3 che rappresenta la Trinità di Dio che si fonda sull’Unità del 10, questo rimanda ad un vero e coerente proposito di Duplicare l’opera del Figlio di Dio. Lo stesso 52 uguale a 26+26 duplica il valore 26 della parola Dio in italiano e anche in Ebraico in quella del Dio JHVH. La premessa del numero 89 indica tutto il moto di 11, la presenza 1 del ciclo 10, a immagine e somiglianza di Dio, in rutto il suo moto nel lato 100 della realtà. 8952 diviso per CCC dà 62,2527, ed indica la pienezza del moto ovunque, non solo del ciclo 10 nei 6 moti centrifughi sui tre assi, ma anche quello sul piano trasversale a lati 1 e 1. 0,2527 mostra la presenza del 25%, unitaria del volume reale 3^3 alla dimensione della realtà decimillesima. È la fondamentale scelta che Romano ha fatto nella sua vita, e i numeri della matrice dinamica lo mostrano in pieno.


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Fino a 1975 cifre 53

Nel numero 53 del flusso totale dato dal 16° numero primo, Romano ebbe la nascita dei suoi tre nipoti. Erano stranamente condivisi tra lui e il fratello. Accreditato a lui era Paolo, nominata come il suo quarto nome della realtà e nata il 26 gennaio. Va detto che il Genesi 25, di Bibbia, il nome GESU’ nasce dalla combinazione di Esaù nome nato nel versetto 25 e di Giacobbe, nome nato nel 26. Gennaio 26 ha figurato la data comune di nascita di Torquato, di cui Romano era nipote, e di Paola che è sua nipote. Lui nato nell’856, lei nel 975, esattamente 99 anni dopo. Per questo Paola, nata il dì dopo Romano era unitariamente collegata alla sua nascita. Nello stesso 1975, il 20 dicembre e 5 dì prima di natale, ecco due gemelli, e questo sono stati accreditati all’alter ego di Romano.


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Fino a 1983 cifre 879 393 09

Fu l’anno in cui Luigi Amodeo salì in cielo, il 5 giugno. Accadde il giorno dopo il solito 4 giugno della morte e risurrezione di Romano. Fu il dì dopo quello della nascita di Giuseppina (il suo accreditato nuovo papà Giuseppe a sesso invertito, per il suo legame nuziale con una controfigura di Gesù a sesso invertito). Un modo straordinario di rappresentare l’esistenza posta in bilico tra la nascita di una Giuseppine e la Morte di un padre che alla fine della sua vita si era veramente voluto trasformare in uno come Giuseppe. Aveva acquistato un banco da falegname, dislocato in cantina, e attrezzi per lavorare il legno e costruire o restaurare i mobili di casa, scartavetrandoli, scrostandone con gli acidi le vernici rinsecchite, fino a riportare a nudo il legno, per poi passarvi sopra nuove vernici. Dopo che aveva concluso nel migliore dei modi la sua passione giovanile per la scuola, diventando Direttore Didattico dei Maestri, lui con la sua sola VI elementare e poi con due esami da privatista per la licenza media e l’abilitazione Magistrale, e dopo i 20 anni di insegnamento per la partecipazione al Concorso, vinto, per Direttore dei maestri, Romano aveva sperato di averlo al suo fianco e sostegno. Stava gestendo una Casa Editrice che sarebbe stata il sogno di suo padre da giovane… Ma Padre e Figlio in sé, anche se mossi dalla stessa origine, rappresentano due percorsi perpendicolari tra loro e che si divaricano sempre più allontanandosi da quella comune origine. La lotta nel ventre di Rebecca, tra i nascituri Esaù e Giacobbe se sono il segno più chiaro nella Bibbia. Così il padre aveva addirittura “sdegnato” la proposta del figlio, ritenendola quasi uno sgarbo, che lui figlio ora dirigesse lui sceso a suo sostegno e assistente. Si aggrappò ad una scusa: che Romano si desse tutto quel suo daffare per le sottane di una ragazza che non era sua moglie e con la quale voleva


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avere una qualche sua avventura, con la quale lui – suo padre – non voleva avere nulla da spartire! Straordinariamente – però – il progetto divino per lui aveva trovato il modo di avvalorare il suo bisogno di restargli sempre sopra… e così – anche se non se ne accorse – iniziò a seguire un corso da elettrotecnico per corrispondenza e con Radio Electra, imparò tutto il necessario per cominciare a costruire radio. Se voi non vedete il nesso di ciò con la natura elettromagnetica del Figlio di Dio che quando entrò in Romano per riavviargli il cuore agì come se fosse un defibrillatore, e poi sarebbe uscito da lui, a Gerusalemme, come luce e come corrente elettrica, non la vedete nemmeno nel nome RADIO che nasconde il DIO RA. Per cui Luigi Amodeo si mutò in un costruttore – assolutamente in modo sibillino – del Dio degli Egizi. Con queste due scelte apparentemente slegate tra loro, la prima, quella di fare il falegname lo aveva mutato in un nuovo Giuseppe, e la seconda in un nuovo Padre divino. La sua introduzione al cielo seguì un copione che più emblematico di così non poteva essere. Il giorno in cui il Papa Giovanni Paolo II sarebbe giunto per la prima volta in Visita Pastorale a Milano, da quando era stato eletto Pontefice, alle 7 del mattino la mamma telefonò a Romano: <Corri, papà si è paralizzato!> Giunse il Papa a Milano e il Papà di romano iniziò il suo cammino per il cielo. Sarebbero state esattamente come le 14 stazioni della Via Crucis del Figlio di Dio. Paralizzato il primo giorno nella forma tutta raggomitolata come un feto nel corpo di sua madre, nell’Ospedale ci misero due giorni a distenderlo e gli restava sempre in su la mano destra come indicante il cielo. La rimisero infine affiancata al corpo; restava in lui solo un tic con il dito pollice e l’indice che facevano scrocchiare le loro unghie. Liberi solo gli occhi, che seguivano vigili gli eventi e che denotavano la sua restata totale libertà nello Spirito. La sola cosa che riuscì a vincere addirittura la paralisi fu opera di Giancarla, la sposa di Romano.


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Poiché non poterono alimentarlo non riuscendo a trovare da nessuna parte del corpo aghi che entrassero nelle vene per alimentarlo con le flebo, si era tentato di fargli ingoiare qualcosa dalla bocca. Non lo avevano fatto i dottori, che certamente con cannule avrebbero potuto introdurre del cibo. Ma sapevano che col corpo totalmente paralizzato, gli sarebbe restato <sullo stomaco> peggiorando una situazione che secondo loro aveva per sbocco solo la morte. Per loro, meno si faceva per tenerlo in vita, meglio era per lui. Ebbene Giancarla, giunta e avendo chiesto se gli era stato dato cibo, e saputo che no, gli aveva detto papale-papale e fissandolo negli occhi quello che era assolutamente vero: <vogliono farti morire di fame?> Luigi Amodeo – paralizzato da cima a fondo – fu tutto scosso da una risata che si liberò della paralisi come un ghigno! Luigi Amodeo <sghignazzò sulla sua morte! Se ne fece risa!> Fu il suo straordinario modo di una vittoria su di essa e nel segno dell’allegria per quella specie di “barzelletta divertente” che Giancarla gli aveva raccontati… e non di una morte voluta. Col passare dei giorni si piagarono i suoi piedi nel calcagno appoggiato e inibito nella circolazione del sangue, e fu come se gli fosse stato piantato un chiodo della croce patita da Gesù Cristo! Infine – giunse domenica 5 giugno 83 – Romano, nato 38 e risolto il 4 giugno 40, benché con la morte nel cuore, aveva tenuto fede al suo campionato di calcio, partecipato alla gara a San Donato Milanese ed era poi accorso subito dal padre. Nel pomeriggio agonizzò e fu portato in camera di rianimazione. Non poteva – proprio lui! – morire e non risorgere! Così, dopo la prima morte, la dottoressa giunge le mani sul suo costato e premendo ripetutamente con violenza, col massaggio cardiaco lo fece risorgere per la prima volta. Restò in vita per una decina di secondi, e morì, e – con lo stesso massaggio – fu risuscitato per la seconda volta. La stessa manciata di secondi, e morì, per la terza volta. Di nuovo la dottoressa lo riportò in vita, ma solo per la durati di quell’esiguo tempo che attestasse che era risuscitato. Quando per la quarta volta la dottoressa unì le sue mani sul suo petto, Romano di impose su di lei: <Basta così!>.


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C’era di fianco a lui, muto, Benito, che assisté nello sgomento. Ebbene fu il figlio a decidere quando era giunta l’ora che il Padre finalmente salisse in cielo. Tanta era la fede di Romano che quella non fosse una morte, ma solo l’inevitabile ma penoso passaggio in un mondo migliore, che se era andato a giocare a calcio a San Donato, non era il segno di una mancata partecipazione a quanto di tragico e irreparabile era divenuto ormai imminente, ma una vera <liberazione> – per il Padre di quel travaglio, ma non per la morte ma per una vera nascita in Cielo di tutto quanto era stato sulla terra: un prodigioso Segno dello stesso Padre di Cristo! Ebbene in che modo 79 393 09 è collegato a questo evento? 09 parte dall’inizio di una nuova decina e con il 9 che è segno della C^2 grande, quella del flusso invariante dato da 3/1 al quadrato, uguale a 9. Il 3, che è prima di 09, ed è 300 indica una generale terna cartesiana in cui ogni asse è il 100 del lato della realtà. Poi ci sono 9.000 unità, del 9=C^2 che è nella quantità 1.000 di 10^3. Poi, nelle 10.000 quantità della realtà intere, eccone 3! Questo 9393, per Luigi Amodeo = 54+47=101, indicano il 93 × 101, esistente proprio per, ×101, per Luigi Amodeo, quel moto di 7 in 100. In cima a tutto – lui nato 7-7-7 – il 7 ×10^7 coerente al 7. Lui – una vita nel segno del 7-7-7 di LAMech padre di Noè vissuto 777 anni, questo 7 939 309 va anche riscontrato con 7 777 777. +793930 9 - 777777 7 =016153 2 e questo con la carica della luce - 016021 76634 carica della luce in Coulomb =00,0131 43366 è uguale a 13131313 +10251 +1+1 al periodo eterno dell’Unità e Trinità che interagisce con la realtà totale 10.000 di Padre Figlio e Spirito Santo dati da 40+54+96+61, presenti nel piano generale a lati 1 e 1 di Padre e Spirito Santo.


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Fino a 1988 cifre 72 301

Fu l’anno in cui Romano si decise per il suo personale calvario nel suo proposito di <Dar corpo a Gesù Cristo>. Il 28 febbraio (San Romano Abate) Romano si convinse a chiedere il fallimento della sua ditta individuale e poi della sua S.R.L. al Tribunale di Milano. Fu un autentico Calvario con tre Romano Amodeo crocifissi: a sinistra e a destra le sue due ditte, e in mezzo ad esse lui come persona. Credette di farlo in solitudine, quel dì in cui lo decise, ma nello stesso giorno a Montesilvano 20.000 persone erano sotto una croce eretta apposta ad attendere un grande miracolo in cielo. Come potevano vedere a 600 chilometri di distanza un povero uomo, che dopo avere abbandonato ogni proposito di grandezza personale, ed essersi inguaiato al massimo per aiutare il suo prossimo, ora era costretto anche ad accedere al suo calvario? Ebbene, 01 indica questo primato! Il 301 lo apre alla trinità del 100, lato della realtà Le 72 migliaia rendono il tutto come è indicato perfettamente dal 9 (la velocità C^2 grane) moltiplicata per l’8 che indica tutta la realtà, 4+4, una in positivo e l’altra in negativo. Dividendo tutto il numero 72301 per CCC, ecco 502,7856, un numero che indica il flusso solo in positivo del 1.000 diviso per 2, che è sommato a 2 poiché ha anche il piano trasversale a lati 1 e 1 che lo rendono flusso di volume. Il tempo decimale nel 78/100 indica 26+26+26, indica il nome Antonio, il secondo di Romano. Il 56 che segue è il ciclo unitario 10 a immagine di Dio in tutto il suo moto 56, stando nell’energia 66 chiamata Romano.


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Fino a 1994 cifre 995 939

Il 1989 cadde il muro di Berlino … il che riguarda il 9 della C^2! Il 1991 vide la dissoluzione dell’Unione Sovietica il ché è quantificato nel 95 che aggiunge alla C^2 il ciclo suo per 10 e la presenza nel tempo dei 10/2. È tutto il moto del 5 in positivo nel lato 100 della realtà. Per Romano il 1994 fu l’anno del <nuovo patto con Dio>. Era accaduto che nel 1992 Romano aveva portato sua madre a Salerno, per salutare tutti i parenti. Affetta dal morbo di Alzheimer, era il caso di farlo finché era ancora abbastanza in grado di riconoscere i parenti e non fare anche brutte figure. Aveva affidato ad Anna Badari i due gatti, Teo e Bambo, mentre era via. Ma lei si convinse che Romano era tornato a fine agosto e che non le telefonava nemmeno per ringraziarla del servizio che aveva fatto: riporre nelle scatole i croccantini, svuotare la vasca da bagno dell’acque su cui potessero bere, e fare pulizia. Soli e denutriti i gatti erano morti di fame. Romano quando li trovò, si decise a mandare <a quel paese> chi era stata così cattiva custode da averli fatti morire. Ma era divenuto l’unico amico anche di Lucy, la figlia di Anna, di circa 14 anni, e prendendo le distanze la lei lo fece anche con la ragazza. Romano si diede a scrivere un libro ed ebbe modo di presentarlo al Maurizio Costanzo Show. Fu allora che per una specie di rivalsa personale con chi lo aveva sempre snobbato, la chiamò per dirle che se voleva vederlo in televisione… Quando lei gli ripose gli disse che Lucy correva pericolo di morte, per anoressia. Sì – disse tra sé e sé Romano – mi ha fatto morire di fame i gatti… ma mio Signore, non accetto che per punizione verso di lei ora le muoia la figlia per fame! Inoltre mi sento colpevole di non averle almeno spiegato perché ero di punto in bianco scomparso; era peraltro certo che la madre non l’avrebbe fatti, <Ebbene, Signore, Salva Lucy! Io accetto di non essere più creduto da nessuno, se devo offrirti qualcosa in cambio!>


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995939 lo rivelano – questo patto – in tutta la sua importanza e gravità. 39 è la trinità del 13+13+13. 939, all’interno di 999 che è l’invarianza al massimo grado del volume, è il moto di 6, che indica tutto il possibile “vai e vieni” che esiste nelle 3 dimensioni unitarie dello spazio. Ma se riscontriamo tutto questo numero con 999999, è il moto di 4060, ed è quello di tutta quanta la realtà 4000 in moto di 60. Ebbene in Signore accettò questo patto <capestro> per Romano e le sue volontà di ripresa dal suo fallimento. Un mese solo dopo il patto, già Lucy aveva 10 chili in più e riacquistato tutta la sua voglia di vivere. Miracolo? No, il farmacista suo padre l’aveva portata via all’ex moglie che non avendone modo non riusciva a farla mangiare. Trasferita ad un ospedale di Trento, in cui lui abitava, un mese di sonno forzato e le flebo l’avevano rimessa in sesto. Romano vide il cambiamento degli altri nei suoi confronti. Prima era stato in televisione, ed era creduto e stimato, dopo nessuno più gli dimostrava credito. Non se ne doleva. Era stato accontentato e dunque tutto era secondo gli accordi.


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Fino a 1997 cifre 519

Passarono tre anni in cui Romano ebbe la prova totale di essere stato ascoltato dal Signore dal fatto che la sfiducia in lui si era estesa in un certo senso anche alle garanzie che poteva dare suo fratello per lui. Alla fine però vide un certo qual senso non di ingiustizia, ma di sperequazione e disse a Dio: < è secondo il patto e non mi posso lamentare, però sono ormai anni in cui ogni giorno io assisto al discredito della gente per me e nemmeno una volta io ho invece visto Lucy, guarita: è via a Trento!>. Così – dopo anni che le cose che stavano in questi termini, senza aver proposto nulla – Barbara Baratta e suo marito Gigi Flocco, offrirono a Romano e sua madre la possibilità di un alloggio gratis, a Saronno, nel cortile di una vecchia cascina in cui avevano una proprietà distinta in tre vani separati l’uno dall’altro: una cucina, delle dimensioni quasi uguali a quelle della Casa della Madonna trasportata dagli Angeli a Loreto; una stalla a una ventina di metri di distanza e un locale al piano alto, cui si accedeva da una scala passante davanti alla porta di quel locale cucina, che apriva nel suo sottoscala. Poiché Romano s’era ridotto ad accudire a sua madre e viveva con la pensione di lei, e gestiva perciò risorse tali da lasciare ben poco per le altre spese, pagato un affitto a Milano, visitò la proprietà che Flocco aveva e utilizzava solo come una garanzia da dare alla banca per i fidi necessari alla sua impresa di manutenzione di centraline di impianti termici. La cucina, di 3,5 metri di interni per poco più di 8, consentiva la possibilità di essere mutata in un monolocale. Come del resto ho già detto, la scasa di Maria era più o meno grande così. Il 1997 ci fu allora il trasferimento a Saronno. 519, le tre cifre che regolano questi tre anni trascorsi dopo quel patto con Dio, segnano coerentemente l’unità del percorso di 1 che sta in un 10 che trasla di tutto in altro 10, essendo presenza nel tempo totale dato da ½ della totalità del volume dato da 10^3.


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1998 fino all’ultimo dì del 1999 02

02 è l’inizio di un nuovo cammino, nel segno del primo numero primo. Iniziò a Saronno la nuova vita di Romano e sua madre, sempre più soggiogata da quel suo male che aveva ridotto a una piccola povera cosa chi aveva retto e governato con sapienza e intelligenza la famiglia Amodeo per una vita intera. Romano entrò nel coro della Chiesa che era davanti all’androne del cortile, in via Larga 12, in cui ormai abitava, anche con l’amico Sabato Lingardo che si era sistemato come aveva voluto nel locale al primo piano. Il coro era diretto dalla Maria Teresa Legnani di cui già ho detto circa il suo riferimento a Matusalemme. Le si affezionò, e seppe che era guarita da un male simile a quello di Lucy, nello stesso mese in cui si era ripresa la Trintinaglia e mentre lui si era lamentato con il Signore di non averla mai vista guarita nemmeno una volta poiché era via a Trento, questa Ma Te.sa Le… era a via Trento. Il Signore ne aveva salvate due come una cosa sola! Perfino Trintinaglia assomigliava a Trento! Ne aveva salvate due per sollevare Romano dall’offerta di quel patto <capestro!>. Troppo il discredito da tutto il mondo, per salvare una persona. Salvandone due, Romano avrebbe trovato il discredito totale sono da parte della seconda! Tuttavia, come succedeva sempre a Romano, tutti gli ostacoli e le avversità che li erano posti davanti finivano per conseguire l’effetto opposto e tramutarsi in un immenso aiuto. Così, avendola seguita a Cogliate, il parroco il 1° gennaio 1999 gli aveva dato il testo dell’enciclica Fides et Ratio, e Romano – che aveva aperto una scuola di filosofia con sede in una sala del Centro Sociale Cassina Ferrara – iniziò l’ultimo impegno della sua vita: portare al papa il Nuovo Percorso filosofico che portava alle ragioni di Cristo. Scrisse un libro al Pontefice, ricevé una Benedizione Apostolica e nulla più. Si accinse allora a indire un Convegno e ad esso invitò la Chiesa


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Cattolica … che però non partecipò nemmeno con un sacerdote, quel 20 ottobre 1999 in cui, al Convegno della Fine dei Tempi, <Vinse la Morte> e proclamò il <Giudizio Finale> che erano attesi fatti da Gesù Cristo. Quando poi seppe che suo fratello non era favorevole ad accogliere a casa sua la loro mamma, e aveva già in mente di ricoverarla in un istituto, smise al 57° giorno il digiuno che aveva iniziato il 17 settembre, mettendo la sua vita nelle mani del Papa, per propiziarsi la sua accoglienza. Ma a Sua Santità Giovanni Paolo II non fu nemmeno portata la notizia di una petizione a lui fatta da 4 sacerdoti e 460 persone di <misericordia> verso chi aveva forse troppo prese sul serio le promesse di avvocatura delle Fede alla Ragione, presenti sull’Enciclica. Il Segretario del Pontefice, che sarebbe poi stato eletto al Soglio di Pietro, assunse la responsabilità illecita di sostituirsi a Chi era stato chiamato ad avere una personale <pietà> non in quanto pontefice ma in quanto uomo. La sera nel 31 dicembre, negli ultimi minuti del 2° millennio, Romano abbracciò sua madre e le disse: <mamma, ce l’abbiamo fatta! Siamo nel 2.000!>


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico

E. LA MATRICE DINAMICA DAL TERZO MILLENNIO


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2000 cifre 1

Il 2000 fu l’anno in cui la nuova Madonnina ascese in cielo il 7 aprile. Aveva trascorso gli ultimi tre anni della sua vita in un alloggio delle stesse misure di quello di Maria. Il numero 1 corrispondente al 2000 – è il segno che siamo già nel 1° anno del 3° millennio, anche se 2000 indica la conclusione di 2000 anni. Recuperando le cifre degli anni prima, a cominciare da quanto Romano aveva fatto il suo <Patto con Dio>, sono le sei cifre date da 519021. Per indagarne il valore, dobbiamo dividerle per quella che ho chiamato CCC, la carica di C per C. 5190210: 143,8008 dà 3.609,3053, e ciò mostra nel migliore dei modi, nel valore intero la velocità C^2 grande in tutto il prodotto dei minuti primi di un’ora moltiplicati per i secondi di un minuto primo, ossia da 60×60. 0,3053 mostra il tempo ½ di 60, riferito ai centesimi del lato 100 della realtà alla presenza del 16° numero primo 53 che rivela tutta la dinamica relativa. In effetti, Mariannina Baratta che risalì in cielo così apparentemente <castigata da Dio> ha segnato il momento più alto di quanto sia accaduto nei tempi moderni, nella modestia delle piccole cose che sembrano senza grande valore e che invece ne hanno il massimo nella divina trascendenza esistente nel mondo reale. Al funerale furono presenti i due cori in cui Romano cantava: quello di San Giovanni Battista e quello di Cogliate. 360 è anche tutto l’angolo giro, e in questi ultimi 6 anni trascorsi a cavallo della fine e del principio esso gira la totale svolta che c’è stata nella vita. Il mondo celebrò in pompa magna il Giubileo, l’anno santo straordinario di quel 2000 in cui la madre di Romano era salita in cielo, senza minimamente avere queste intenzioni che invece Dio manifestò senza minimamente darlo a vedere.


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Fino a 2001 cifre 8

Il Signore non aveva accettato di buon grado quello che la Chiesa aveva fatto a Romano, quando aveva voluto edificare le due torri di Dio, la Fede e la Ragione, che erano già sorte all’inizio ad Elea, e che una Chiesa spietata con lui fino all’accettazione supina che si ammalasse e morisse per il suo digiuno, aveva invece ricusato. Una Fede priva di memoria storica su di sé, che ha dimenticato che son San Paolo il Signore volle aggiungere le Ragioni della Fede a quelle di un Pietro che Gesù aveva chiamato addirittura <Satana> quando aveva osato rimproverarlo per la sua decisione di andare a Gerusalemme per esservi ucciso. Una Chiesa che conosce che la fame fatta patire a uno dei più piccoli fratelli di Gesù è inferta a Cristo in persona, come ha potuto osare di affamare per 57 giorni Romano, che si era consegnato ad essa, per dimostrarle di non essere uno mal disposto, visto che metteva nelle Sue mani la salute e la vita? Il Signore attese tutto il tempo: 726 giorni da quando Romano aveva iniziato il suo digiuno il 17 settembre, che erano 688 dal Convegno del 24 ottobre 1999 disertato dalla Chiesa, erano un valore massimo, nel segno di quei numeri. Sia per il 26=Dio in tutta la dinamica di 7 centinaia del lato 100 della realtà, sia per quel 666+66/3 dell’energia totale nella realtà 1/3 del valore 3 dello spazio in cui l’Energia 66 poteva entrare in atto, aggiungendosi a quella puramente in potenza. Quando <potenza e atto> esistono tutti e due, è il massimo. Passati questi giorni senza che avessero fatto il minimo passo per riconoscere l’importanza di quanto aveva fatto Romano, per dimostrare all’uomo come dovrebbe essere quando è toccato un Potente, da una Fede stravolta, fece attaccare da Bin Laden le Due Torri dell’Orgoglio della nazione più potente esistente al mondo.


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Ma l’uomo – con tutte le verità scientifiche che ha scoperto a regolare il mondo non crede più che alla base di quelle leggi ci sia l’Assoluto potere di Dio. Romano cercò inutilmente di convincere la Fede Cristiana che sotto quel Gesto c’era Dio. Fu un evento senza possibili spiegazioni scientifiche. Quelle due torri potevano crollare così solo in seguito ad una azione programmata in cui tutti i pilastri fossero sottoposti all’azione di un esplosivo potente. Non potevano crollare e dissolversi così polverizzati per il calore della combustione dei carburanti dei due grossi aeroplani. Inoltre, colpite le Due Torri, si dissolsero in Tre: anche un terzo grattacielo che non aveva avuto nessuna iniezione di combustibile. Ebbene, neppure in un caso come questo, e neppure un uomo di Fede, è propenso ora a vedervi la mano di Dio. L’effetto fu secondo la volontà del Signore, e toccato non Dio – come era stato toccato con Romano – ma una nazione potente, venne su tutti gli uomini un gran timore per quanto sarebbe potuto accadere per reazione. Se vi è stato un evento meno giustificabile scientificamente di quello, circa il suo abbattimento. Il numero 8 è quello ideale a raccontare nella sintesi massima una situazione reale, però totalmente complessa e in bilico tra tutto il bene e tutto il male reale in questo mondo. Da parte sua, Romano, per provvedere alla complessità della sua vita dopo che era restato senza più sua madre cercò un lavoro e l’ottenne come giornalista di Informazona, un settimanale che cominciava le sue pubblicazioni in ottobre. Avendo però toccato sul giornale – per aiutarla – le corde suscettibili della sua nemica Ma Te.sa Lemme che era indisposta a ricever favori da lui, per dimostrargli tutta la sua alterigia, trovò il modo di farlo cacciare dal Coro diretto da lei a Cogliate. Non agì direttamente: sobillò i cantori, mettendoli di fronte alla sua indisponibilità a restare in quel coro se vi restava ancora Romano. Così essi si fecero in quattro e – non riuscendo a farlo direttamente poiché Romano si difese davanti a tutti loro che l’attaccavano – induro il Parroco a intervenire… se no se ne andavano tutti. E Don Carlo agì come il capo del Sinedrio, che disse che era meglio perdere uno solo che tutti quanti


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per mano dei Romani, e come Ponzio Pilato, che pur riconoscendo Gesù innocente, lo mise a morte … lavandosene le mani. Il parroco si appostò sull’uscio della cantoria e impedì a Romano di entrarvi: <Nessuno ce l’ha con te, ma sei di un altro Paese. Torna a cantare nel tuo Paese!> Se ne era accorto dopo tre anni che il cantore li aveva servito! Se ne era accorto dopo che lui stesso, il 1° gennaio del 1999, vedendolo di un altro paese, gli aveva chiesto chi fosse, avesse saputo che era di Saronno e che lì dirigeva una scuola di filosofia. Allora non lo aveva cacciato, ma gli aveva dato una copia dell’Enciclica del Papa. Ebbene la sua Maestra, con tutta la sua alterigia, ancora una volta fece a Romano il massimo dono che potesse fargli: come Giuda lo consegnò ai Cantori perché patisse attraverso tutti loro la stessa estromissione dal loro mondo che era stata data a Gesù. Grazie a Matusalemme, Romano rifece nel suo piccolo ruolo di cantore la stessa esperienza gloriosa toccata al Cristo.


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Fino a 2002 cifre 6

Nel 2002, il 29 gennaio, Romano fu investito da un grosso pullman della Golden, mentre usciva dall’androne di via Larga 12 sulla sua Fiat Croma. Nello stesso minuto, nella chiesa di fronte spariva il corpo di Cristo dalla grossa croce posta a sinistra, davanti all’altare, guardandolo. Per terzo, si bloccò, all’orario in cui tutto ciò accadeva, l’orologio del campanile della Chiesa. Tre eventi che – accaduti insieme – avrebbero dovuto portare la Chiesa a meditare che cosa stesse accadendo a Saronno … ma niente! Il Parroco denunciò ignoti il giorno dopo ai Carabinieri di Saronno. E quello stesso giorno 30, a Cogne, la Franzoni sfracellò il cranio al piccolo suo figlio Samuele colpita da un raptus satanico di cui non le restò nemmeno memoria. Lei era sincera quando diceva di non essere stata lei. Infatti aveva agito posseduta da quello stesso Satana che il giorno prima aveva tentato di portare via dal mondo il S.AM. e – non essendoci riuscito essendo stato Romano divinamente protetto – aveva infierito conto un SAM-uele, uguale all’Amodeo, impossessandosi della povera e incolpevole mamma. Satana – ringalluzzito per essere riuscito a far cacciare un povero cristo innocente dal coro di una chiesa – aveva tentato di ucciderlo nel mondo. Non soddisfatto di essersi preso il Cristo di legno strappato dalla Croce, aveva ucciso Samuele Lorenzi, a suo modo nel segno del Re dell’essenza, per il suo nome. Anche Cogne doveva far meditare la Chiesa, poiché in latino da <cognosco> è l’imperativo traducibile in un <Sappilo!>. Come tutti i tentativi di Satana contro Romano, il povero Diavolo sortiva sempre l’effetto esattamente opposto, e la notte del 20 ottobre del 2002, Romano finalmente capì – lui! – di chi era possesso: di Dio. La mattina dopo alla messa lo rivelò all’esterrefatto decano di Saronno: Angelo Centemeri.


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Il suo compito di Decano era quello di segnalare in alto loco gli eventi salienti nel decanato di Saronno. Saputo da un parrocchiano che conosceva che gli diceva che Gesù era tornato in lui a fare le cose che doveva fare al suo ritorno – come se fosse una cosa da nessuna importanza per la Cristianità tutta … o una emerita scemenza, per non definirla ancor peggio … – se lo tenne per sé. Il 6 che risulta a questa data è assolutamente appropriato, in quanto Romano si disse: <Ecco chi SEI> e rivelò ufficialmente alla Chiesa Cattolica il suo <Tu sei> di chi fosse!


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Fino a 2003 cifre 0

Il risultato fu questo stesso ZERO che perdurò e si aggravò fino all’anno successivo, in cui Centemeri chiese al Sindaco di Saronno di intervenire per vedere se Romano avesse le <rotelle> che giravano nel senso giusto o si dovessero tutti molto – ma molto – preoccupare non solo per lui ma anche per tutti quanti loro. Accadde che essendo stato cacciato dal Coro da un Parroco che gli aveva anche detto <Vai a farti curare!> quando lo aveva visto quasi venir meno per la cosuccia che lui gli inibisse di partecipare ancora a quel coro, Romano aveva fatto un po’ di conti. Dio aveva reagito dopo 555 giorni che erano state abbattute le Torri Gemelle, e avrebbe agito allo stesso modo 555 giorni dopo l’insulto che aveva ricevuto da un suo Parroco, quella sera di novembre. Fatto il calcolo dei 555 giorni dopo quella sera, c’era il pericolo che ora Dio costringesse tutti quanti ad andare a farsi curare … della Sars che infieriva in Oriente e che per il suo nome sembrava una cosa riguardante <Sar’s>, di Saronno e Saronnese. Scrisse allora una lettera riservata al Sindaco di Cogliate, la firmò e la portò in comune; la fece protocollare in modo che ne rimanesse perenne memoria. In essa denunciò cosa si era permessa la chiesa di Saronno contro un povero Cristo e che c’era il fondato pericolo di un castigo divino. Che il Sindaco <stesse in campana>. Comunque lui avrebbe pregato la Madonna dei Miracoli di Saronno per scongiurare quel flagello. Alla processione di giorni dopo al Santuario, si offrì, di pagare lui solo, affinché la Sars se ne stesse lontana! A giudicare dal fatto che in quella occasione non si è propagata all’occidente ma 18 anni dopo sì, Romano si è anche convinto che allora fu ascoltato. Ma quello stolto sindaco Cattaneo – letta la lettera riservata a lui poiché giudicata “pericolosa” – sapere che cosa fa? Chiama la stampa locale e la rende di dominio pubblico.


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Così, poiché sulla lettera Romano si dichiarava mandato dal papa Giovanni Paolo II ad aprire un nuovo percorso verso Cristo, era in sostanza un Messia del Vicario del Signore, sui giornali apparvero titoli di <Sono il Messia>. Poiché il Centemeri non l’aveva voluto comunicare a nessuno, ci aveva pensato il Signore sfruttando la dabbenaggine di quel Sindaco! Ebbene accadde poi che arrivato quel giorno che ne distava 555 dal gesto del Sacerdote postosi come Caifa e Pilato contro il povero Cristo, fatto fuori dal suo contesto – per come Romano si era proposto alla Madonna dei Miracoli di Saronno – fu il solo a pagare e l’intero Occidente fu salvato dalla Sars. Infatti costretto da due vigili a un Accertamento Sanitario Obbligatorio proprio quella sera e – nell’incertezza se all’ora legale o quella solare in cui Don Carlo aveva compiuto quell’Oltraggio – alle 21 le guardie comunali andarono a casa sua e non lo trovarono … se non l’ora dopo quando ritornate lo costrinsero a seguirlo all’Ospedale di Saronno. L’accertamento non rivelò – a detta del medico – che una esaltazione di tipo religioso, che non era pericolosa se non per lui; se ne poteva tornare a casa ma – se lo voleva lui – poteva farsi ricoverare per un controllo più approfondito. Romano, che s’era proposto di pagare lui per evitare la Sars, scelse di essere internato e incominciò un nuovo digiuno invocando il Papa stesso ad andare a Saronno da lui, come aveva fatto per quell’Alì Agca che aveva voluto incontrare in carcere. Romano aveva attentato egli pure alla vita e alla salute, ma di sé e per una iniziativa di quel Pontefice e aveva più ragioni per essere incontrato lì da Lui, che dicesse loro che se Romano si batteva allo spasimo delle sue forze non era per esaltazione, ma poiché il Santo Padre stesso l’aveva spronato a correre ogni rischio per superare l’emarginazione, espressamente al punto 56, della sua Enciclica Fides et ratio. Aveva scritto <È la fede che provoca la ragione a uscire da ogni isolamento e a rischiare volentieri per tutto ciò che è bello, buono e vero> e doveva venire a dirlo di persona a costoro che non volevano scomodarsi a leggere, e lo giudicavano esaltato mentre era invece solo uno che aveva accettato quel compito e si era messo con il dovuto spirito di sacrificio a perseguirlo volentieri, ritenendolo bello, buono e vero.


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Di nuovo il suo digiuno e la sua richiesta al Pontefice finirono sulla prima pagina di Informazona, che però era troppo lontana da Roma perché il Pontefice la leggesse, e troppo anche dalle attenzioni dei Media Nazionali cui pareva una storia di pochissimo interesse per i lettori. Fu allora che il suo ricovero per ASO, su mutò in TSO, trattamento sanitario obbligatorio, e lo costrinsero ad alimentarsi facendogli flebo, e a quelle cure di sostegno psichico di cui non aveva alcun bisogno – lui! – così vigile e responsabile in quella battaglia contro l’emarginazione che aveva messo in atto. Semmai tutti quegli psicologi e psichiatri erano esaltati a tal punto dal loro ruolo, da partire sulla linea dei loro preconcetti e senza tener conto alcuno delle sue vere ragioni finivano per difettare paurosamente e irresponsabilmente nelle loro! Quando poi trascorsero 15 giorni lo dimisero, dopo avergli fatto una iniezione di Haldol a lento rilascio, che nelle loro intenzioni aveva lo scopo di sostenere una mente ammalata di protagonismo e di esaltazione religiosa. Quella iniezione, che avrebbe aiutato uno che ne aveva bisogno, su di lui sano ebbe l’effetto propellente di indurgli un tale stato di ansia e di debilitazione che divenne uno straccio. I suoi amici del Coro della Prepositurale, quando lo videro, ritennero di intervenire e fecero una pubblica diffida alle autorità Sanitarie di togliere le loro mani dalla psiche di Romano, che non ne aveva affatto bisogno. Infatti l’avevano dimesso, ma con l’obbligo per cui, finito il mese in cui l’Haldol aveva il suo effetto curativo, doveva ripresentarsi ai medici perché proseguissero a tenerlo d’occhio. Quella diffida ebbe il suo effetto, e Romano uscì da quell’obbligo in cui da solo si era cacciato, quando aveva accettato – in buona fede – di farsi osservare, da chi poi non l’aveva fatto minimamente. Infatti non si erano peritati di leggersi l’Enciclica del Papa o di controllare se era vero che Romano gestiva una sua scuola di Filosofia della scienza presso il Centro Sociale di Cassina Ferrara. Per loro era solo colui che dei sacerdoti preoccupati della sua e della loro salute avevano chiesto al Sindaco di accettare il suo stato mentale, e lo giudicavano per come era: uno “esaltato” – e giustamente – dalla percezione che aveva del suo alto compito, e che non era basata su un cattivo giudizio sul valore di quelle questioni, poiché erano quelle a


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sostegno delle Verità addirittura di Gesù Cristo, e per essere stata proprio richieste per iscritto su una Lettera Enciclica da un Pontefice fatto poi Santo. Ma quando abbiamo a che fare con <uomini piccoli>, questi nemmeno si capacitano che ce ne siano altri che abbiano ogni ragione di intraprendere <lotte sante>. Non quelle che sono capite quando sono atti di terrorismo fatti contro altri, poiché quei gesti sono ancora al di sotto di quegli <uomini piccoli> che possono giudicarli: invece quelle <davvero sante> poiché non procurano danno a nessuno, se non a chi le conduce, in un contesto di piccole persone per le quali chi <troppo pretende da sé> è solo un esaltato! Certamente lo sarebbe, se lui fosse <piccolo> come loro. Ebbene lo <zero> che questa Matrice dinamica sta rivelando valere all’altezza dei 2003 decimali dimensiona proprio lo stato <totalmente deficiente> di chi, nella Chiesa di Saronno e poi all’Ospedale, fu chiamato ad osservare le condizioni di salute mentale di Romano. Zero anche fu il Risultato del suo appello al Pontefice. Uno zero che però equivalse all’intero ascolto da parte del Cielo, che aveva ancora una volta accettato in pieno la sua proposta e – facendo pagare solo a lui – la Sars era stata tenuta lontana, almeno quella volta. Ma non in un provvedimento definitivo. Scattava una nuova tempistica e gli uomini avrebbero avuto a disposizione tutta la carica di 16 anni, per ravvedersi su tutto quanto aveva trattato Romano e il suo proposito di Erigere assieme al Pontefice le due Torri di Dio già esistenti ai tempi di Pietro e di un Paolo che non aveva sdegnato il suo confronto coi filosofi ateniesi. Erano stati loro a sospenderlo con lui quando aveva cominciato a affrontare il tema della Risurrezione di Gesù Cristo. <Di questo parleremo una altra volta…> gli avevano risposto quegli Ateniesi, e non era intervenuto certo Pietro a bloccare Paolo dicendogli che non era il caso di instaurare un dialogo stretto coi filosofi. Il Coronavirus è stato scoperto per la prima volta in Italia il 29 gennaio del 2.020 in due cinesi ricovrati a Roma giù in gravi condizioni e provenienti dalla Cina. Accadde 20 anni esatti dopo l’attentato di Satana contro la vita di Romano e 16 anni, 8 mesi e 6 giorni dopo che si fece internare a Saronno a fronte della sua offerta alla Madonna dei Miracoli di <pagare solo lui>, il 23 maggio 2.003.


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Come si vede dal calcolo del computer furono esattamente 6.095 giorni ed indicano nel 95 tutto il percorso nel positivo del ciclo 10, dato da 5 giorni, nei 100 del lato intero della realtà. Mentre i 6000 riguardano tutta ka valenza del Dio Uno e Trino in 10^3 giorni quando percorrono tutto quanto il “vai e vieni” che esiste sulla Terna dello spazio. espressa da tre linee lunghe 1.000 giorni. È davvero il totale sia nei 10/2 del ciclo 10 della presenza, sia nel loro moto nel 100 che è l’intero lato della realtà, sia nei 6000 “vai e vieni”. Ciò è la tangibile prova che – superato il massimo limite accettabile da parte di Dio per avere sospeso la venuta della Sars il dì che Romano decise di farsi osservare all’Ospedale di Saronno, agendo secondo la sua promessa fatta alla Madonna dei Miracoli il dì che in processione, assieme a tutti i fedeli della Chiesa di San Giovanni Battista si recò da lei in processione e proprio per ringraziarla di averla salvata da una peste secoli prima. Nel mondo fu l’anno in cui il Dio degli Eserciti, degli Stati di Uniti di America attaccarono quel luogo che era stato il paradiso terrestre storico, per reazione all’abbattimento delle Torri Gemelle. Anche qui fanno testo i 555 giorni esatti tra la data dell’11 settembre 2001 e quella del 20 marzo del 2.003. Sono indici dell’energia di 666/6 che entra in atto nella quantità 5 di tutta la parte del ciclo 10 che parte dall’Origine degli assi cartesiani. In sostanza i 10/2 × 666/6 sono tutta l’attesa concessa dall’energia divina al solo moto in positivo espresso dal complesso della presenza ciclica 10, che come tutti i cicli, per metà avanza e per l’altra ritorna per altra via al punto di partenza. Nel 2003 si completò dunque la presentazione alla gente di Romano come il <nuovo messia> del Pontefice, supplendo a quanto la nessuna fede del Decano di Saronno aveva voluto fare nella sua sede.


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Fino a 2004 cifre 4

Romano il 25 gennaio compì 66 anni, vivendo il doppio di Gesù. Scopertosi come una sua scialba copia, un suo duplicato, giudicò che la sua vita – nata un mese esatto dopo il 25 dicembre di Gesù, se era vero la sua condizione di suo <duplo> dovesse terminare due mesi dopo il venerdì santo in cui quell’anno la Chiesa Cattolica lo celebrava. Poiché esso cadeva il 9 aprile, l’aggiunta di due mesi doveva portare la 9 giugno della sua morte. Il numero 4 di questa matrice asseconda la realtà di questo computo. Solo che quando venne quel giorno, la sola cosa cui Romano assisté fu l’incredibile crollo al suolo del letto su cui si era seduto nella sua camera al Ristorante-albergo in cui aveva trovato alloggio sopra il Sacro Monte di Varese sul quale in quei giorni faceva la sua Via Crucis nelle sue 14 stazioni. Alle ore 15 aveva atteso la sua morte davanti alla Cappella della Via Crucis che la celebrava, ma essa non era venuta. Perplesso era tornato nella sua stanza all’Albergo e non appena si era appoggiato sul letto, tutto il suo giaciglio, con lui sopra, era crollato in terra. La branda era sostenuta da 4 angolari, e la testata posta ai piedi del letto si era spaccata, togliendo da sotto gli appoggi. Fu come se il Signore gli avesse voluto far intendere che non poteva assistere al suo stesso crollo in quella situazione se non in quel modo così significativo! Infatti nelle considerazioni di Romano mancavano due <Centemeri>, 2 cento giorni, messi di traverso come si era presentato a lui il Decano di Saronno, che non per caso ha questo nome che significa 100 giorni. Infatti il solo flusso nel tempo non è completo se non di aggiungono i due lati trasversali al flusso e fatti ciascuno di <100giorni Centemeri>. Aggiungendo i giorni trasversali, quel 9 giugno restava sempre lo stesso giorno, ma cominciava a crescere nei 200 collocati di traverso e tutti sul 9 giugno.


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Alla fine dei 200 giorni fu il 26 dicembre e straordinariamente era l’ultimo dei 200 a battere su quel 9 giugno che lui aveva predetto, per la sua distanza di 2 mesi dal Venerdì Santo di Gesù il 9 aprile. Qui vedete fatti i calcoli dal computer sulla distanza tra il 9 giugno 2004 e il 26 dicembre, che confermano 2 <Centemeri> messi di traverso e una quantità di giorni di vita di Romano di 24442 uguali a 22222 +222 ×2×5. Qi dunque avete la conferma che Romano, sia a dimensione di 1 solo 2, sia a quella della Trinità dei 2, sia a quella di cinque 2, era il <duplo> di 1. Perciò era fondamentale per lui che i due Centemeri gli si mettessero così per traverso, da far sì che il 26 dicembre e il 9 giugno fossero il giorno di inizio e il giorno terminale di quel piano tutto trasversale alla pura linea del flusso. E – nel mondo – il 26, giorno 2° al natale di Cristo ci fu lo Tsunami.

T Sun am I Io sono il sole della croce! Nella lingua del mondo! Non vi fu luogo del nostro pianeta in cui il maremoto non fosse chiamato così significativamente con quello che era accaduto solo il giorno prima: era nato il Sole, ma quello di chi era nato per essere crocifisso. I Cattolici che avevano approfittato della festa per la Nascita di Gesù andandosene in vacanza nei Paradisi della natura a prendere la tintarella dal Dio Sole reale, in quanto cristiani, erano persone che regredivano al ruolo di quegli egizi cultori del Dio RA e che tentarono di impedire il passaggio del mar Rosso e furono annegati <cavallo e cavaliere>. La stessa sorte toccò a loro.


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Il Signore ancora una volta era venuto in sostegno delle inutili verità che Romano diceva alla Chiesa di Cristo, sulle due Torri Gemelle, sulla grandinata di Bombe sul Paradiso Terrestre storico. Ma avevano sempre ribadito che tutto quel male era stato solo opera dell’uomo contro il quale il Pontefice si era battuto in tutti i modi per evitarlo. Come la mettevano ora che si era scatenato Dio con tutta la sua Natura, ed era stata manifestata la Lotta contro chi aveva cercato i Paradisi della Natura, nel giorno da dedicare con amore alla nascita di Chi era nato solo per essere sacrificato per il bene di tutti loro! Quale Bin Laden, quale Bush si era adoprato per fare accadere questo ultimo segno a difesa delle verità dette da Romano?


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Fino a 2007 cifre 663

Romano aveva dimostrato tutta la sua predisposizione perfino a morire per il Signore, e la dimostrò per l’ennesima volta nel 2007 in cui si celebrava i 100 anni della nascita di Suo padre, il 7-7-7. Suo padre era morto il 5 giugno che precedeva esattamente di 33 giorni quelli della sua nascita. Romano allora fece una previsione <pazzesca> se si pensa a come sia possibile morire e poi essere risuscitato il 7-7-7 assieme a suo padre, una volta passati i 100 anni del lato unitario del tempo. Ebbene, essa si rivelò esatta: si trattò di una morte che accadde per 33 giorni, a partire dal 5 giugno in cui in un altro ospedale gli fu imposta per la 2da volta una iniezione di Haldol a lento rilascio. In realtà Romano si attendeva di essere ucciso da Bin Laden. Sul Web l’aveva sfidato a prendersela con lui e lasciar stare tutti gli altri. Gli aveva dato appuntamento al reparto psichiatrico dell’Ospedale di Atri. Si era fatto ricoverare dicendo il vero: che temeva di morire il 5 giugno. Chi ha quelle fobie è ricoverato. Il medico gli disse che avrebbero pensato loro a non farlo morire. Quando venne il 5 giugno ed avevano dimostrato di esserci riusciti, lo congedarono, ma solo a patto che si facesse fare una iniezione di un farmaco che lo avrebbe protetto da quelle sue <fobie>. E, dal 5 giugno cominciò a morire: ogni giorno morivano cellule del suo cervello e sinapsi. Avendo chiesto aiuto a suo fratello, poiché non riusciva più a resistere in quella minima casa che aveva in Via Larga, Benito a sue spese gli aveva pagato l’ospitalità in un ristorante che faceva anche da pensione, a Pinzolo, dopo un periodo trascorso a Madonna di Campiglio in un Residence in cui aveva un appartamento in una Multiproprietà, e fino al termine in cui a Rio Falzè quell’appartamento era suo. Giunse il 7-7-7 e Romano sperò in una miracolosa guarigione, che non ci fu, e alle 20 la prima volta chiese il soccorso ai gestori della pensione che


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già erano andati a casa loro. Gli mandarono la guardia medica e con una iniezione pensavano di aver risolto il problema. Si addormentò ma un’ora dopo era di nuovo sveglio e più <moribondo> di prima. Telefonò di nuovo ai gestori in chiesta di aiuto e questa volta venne il 118 che lo trasferì in un ospedale, in un reparto di medicina dove iniziò il 7-7-7 la sua graduale risurrezione. Essa si concluse a Salerno, in casa dei cugini Morra, entrambi medici. E – alla fine dell’anno – Romano contattò il suo vecchio compagno Pigi Bernareggi, divenuto Missionario in Brasile, chiedendogli se era possibile che andasse nuovamente da lui ad aiutarlo, come Missionario laico. L’amico ne fu felice, e il viaggio <all’altro mondo> del Brasile ci fu l’anno dopo. Tutto questo è definito nella Matrice della dinamica dal 663 riguardante questi tre anni trascorsi dopo lo TSUNAMI, e che descrivono tutto il percorso di un 3 nei 666 dell’energia in potenza. Nel primo dei tre 6 era andato il dì del suo compleanno per la prima volta all’Altro Mondo del Brasile, ospite di Padre Pigi, Nel 5 era morto poi il Papa e Romano per la seconda volta aveva sperato di portare al nuovo pontefice il Nuovo Percorso filosofico verso Cristo. Aveva digiunato invano altri 55 giorni finché il 5 dicembre si era incatenato nudo e coperto nei fianchi solo come un nuovo povero cristo per richiamare l’attenzione dell’Osservatore Romano. Si era accordato con il giornale IL CENTRO, di Pescara, che avrebbe portato al santo Padre una lettera sua, firmata da una anonima Pecorella Smarrita, che però si dichiarava essere quella del Cristo, quando il Papa aveva chiesto perdono a galileo Galilei e non al Galileo Gesù che aveva affermato le stesse cose del Galileo Galilei solo in modo diverso. Il giornale IL CENTRO garantiva al santo Padre che il digiuno era autentico. Non degnandosi il papa di rispondere nemmeno al Giornale, le lettere spedite furono tre. Accertata la non volontà di rispondere, quel gesto estremo della crocifissione al cancello del Sacro Cuore di Pescara puntava a un evento così insolito da trovare spazio su IL CENTRO e anche sul messaggero Romano, nel caso in cui anche il Giornale non fosse riuscito a superarle lo sbarramento che esiste tutte le volte che si vuole contattare un uomo illustre e potente cui tutti si rivolgono e che ha la reale necessità di un filtro per tutte quelle richieste, altrimenti non


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dirige più la chiesa e si occupa solo di dar retta a chi ha qualcosa da chiedergli. Anche questa volta, i nuovi 55 giorni di fame patita che aggiunti ai precedenti 57 erano divenuti 112 – neppure stavolta – ebbero l’effetto sperato. Romano fu portato di nuovo in un ospedale per controllare il suo stato di salute … visto che si era denudato! Lì, al San salvatore di Atri non avevano nessun argomento per tenerlo sotto osservazione. Poteva tornarsene a casa, Ma la dottoressa che lo aveva visitato e ascoltato i perché di quella vicenda, saputo del suo digiuno di 55 giorni gli consigliò il ricovero, per accertamenti sulla sua salute corporea. Romano convenne che era cosa saggia, ma a condizione che non gli imponessero alcun farmaco di sostegno psicologico. Glielo promisero e mantennero fede alla promessa. Per questo in attesa del 5 giugno del 7 aveva sfidato Bin Laden a colpirlo mentre era là. Sperava che anche la seconda volta quelli che lo conoscevano già, non gli imponessero farmaci. Ma la seconda volta non fu visitato dalla stessa dottoressa, ma dal primario e quello – sentendo che aveva la paura di morire – nei giorni che si fermò la già iniziò a dargli cure psichiche non necessarie e dannose per lui. Quando infine l’iniezione a lento rilascio si aggiunse, fu la goccia che fece traboccare il vaso e la morte parziale ebbe inizio. Al termine del 2007 romano fu per la seconda volta di nuovo e realmente all’altro mondo … ma del solito Brasile.


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Fino a 2009 cifre 95

Col 2008 e 2009 si conclusero il 3° periodo a Belo Horizonte. Romano aveva cercato il suo amico anche per le difficoltà ad essere capito dalla Chiesa e sperava sotto-sotto che l’amico intercedesse per lui. Padre Pigi discusse a fondo le idee di Romano e non le trovò mai lontane dalla fede, ma centrate su di essa, eppure nonostante questo, non avendoglielo chiesto espressamente Romano, non prese Lui l’iniziativa. Il Signore però non condivideva quell’inerzia e la settimana prima che Romano terminasse la terza volta da lui in Brasile, fece accadere un piccolo tornado solo sul corpo di quella Chiesa che rimase scoperchiata. Tornato in Italia, a Montesilvano, fu la volta che fossero scoperchiate molte Chiese della zona per il terremoto che colpì L’Aquila. Tutto è sempre detto in modo allusivo nei nomi: LA’ QUI LA’ erano state le tre volte che Romano era andato inutilmente da una parte all’altra di questo mondo senza che la Chiesa accogliesse le sue novità. Nella pagina mostro i giorni di Romano al Terremoto di L’Aquila, lui nato il 25 gennaio del 38 e il terremoto avvenuto il 6 aprile del 2.009. Aveva i 26mila giorni in cui il 26=Dio esisteva nella forma dell’Uno e Trino dato da 10^3 e in tutta la realtà Una e Trina data da 4 giorni. Andati Là, qui, là in giro per il mondo nella speranza che, almeno quelli che lo avevano giudicato idoneo allo scopo, si mobilitassero, Dio aveva dimostrato di scoperchiare le Chiese. Aveva cominciato con quella a Belo Horizonte e aveva proseguito la settimana dopo con quella di L’Aquila e di tutta la zona attorno alla Montesilvano in cui già erano accaduti segni prodigiosi, il 28 febbraio 1988 in cui Romano si era deciso ad andare incontro al suo calvario, e a Montesilvano 20.000 persone avevano atteso invano un segno sotto la croce eretta dal vice Parroco di Montesilvano. Ebbene, 95, le cifre della Matrice dinamica che segnano questi eventi dicono il massimo moto dato dal tempo dei 10/2, nel lato 100 della realtà.


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Fino a 2012 cifre 942

Il 2012,1221, a Gerusalemme, ore 2 del giorno 22 in quel luogo, il flusso elettromagnetico di Gesù abbandono il corpo di Romano e ci fu una nuova morte e risurrezione. Prima di recarsi a Gerusalemme, sapendo che vi sarebbe morto, Romano volle salutare tutti i suoi parenti relativi al ramo di Benito, e il fratello accettò a condizione che per Romano non fosse come l’Ultima Cena… e non lo fu per il fratello, ma per lui. Infatti Romano morì e risorse dopo la dozzina di minuti che ho raccontato in altra parte, ma iniziarono i giorni della gestazione celeste del ritorno in cielo di Benito. Il 942 del valore a questo numero di decimali mostra il 42 del valore dei due Gemelli Esaù e Giacobbe, altra edizione di quello tra Romano e Benito, ma c’è un solo 42, unito al 9 del valore di Benito in 59, il primo nome e il ribaltato 95 nel suo ultimo, Vincenzo. Il qui vi mostro i due calcoli del computer relativi alle due gestazioni avute da Benito, in entrata e uscita dalla sua vita. Quando fu concepito, in lui lo furono le due persone, di cui una era la sua e l’altra era quella a immagine e somiglianza del corpo di Gesù. Il suo Spirito era sceso immediatamente su di me nel momento stesso che era entrato quel flusso elettrico che ho avvertito a Gerusalemme quando è poi uscito, e sono restato morto. Allo stesso modo, uscendo da me quando nel mondo era ancora il 21 dicembre in America, iniziò nel solo Benito la duplice gestazione delle due vite, messe in sequenza vitale l’una dopo l’altra. In tal modo, 258, la sola gestazione di Gesù, meno la differenza 214 tra il 472 e il 258, portava a un 44 residuo restato su di me con 2/3 di Romano = 66.


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Restarono su di me le due intere valenze spirituali di Padre e Spirito santo, e io persi quella mia 1/3 relativa allo Spirito del Cristo che mi aveva lasciato. 942 che è quanto la Matrice dinamica dichiara in relazione a questa data in cui io persi 1/3 dello Spirito Santo Divino, diviso per 3 determina esattamente il 3,14 di p alla dimensione ×100 dello spirito di Jhvh, il Dio <Io sono il 10 di me che sono un 10 interattivo>. Come al solito questi calcoli – che a voi sembrano per lo meno paradossali – hanno una costante: tornano sempre interamente e non <su per giù…>! Cosa significa questo terzo esatto di 942 come una competenza relativa a questa data? Significa che se Benito resta ancora in vita, dopo che lo Spirito Santo di Gesù abbandonò suo fratello, era solo per una <partita di giro>. Come non era nato ma solo stato concepito quando scese su Romano lo Spirito del Cristo, allo stesso modo ora per lui iniziava una seconda gestazione corporea per il suo ritorno in cielo, e la sua era coi 2/3 di p a titolo corporeo per gli stessi 2/3 restati su di me – della Trinità di Dio – a titolo di puro Spirito. Gli restavano ancora tutti i suoi 258 giorni di gestazione che aveva avuto in entrata, mentre dei 258 di Gesù solo i 258 -44, e uguali a 214, come lo stesso 314 di cento angoli giro, meno 100: solo i suoi. 258 +214, per i totali 472 giorni che gli restavano da vivere e che – rispetto al 942 erano un 470 residuo, quanto Amodeo=47 per 10. Ora quando Romano tornò vivo da Gerusalemme, essendo però morto e risorto, stavolta grazie a Padre e Spirito Santo, mentre la prima volta era stata grazie a Gesù, era preoccupatissimo. In aereo temeva che un disastro aereo uccidesse tanti altri innocenti colpevoli solo di essere con lui che non era morto … Non si era ancora reso conto di avere assistito in quel modo alla sua morte e risurrezione, e la temeva per gli altri, non per sé. Quando l’aereo atterrò normalmente fu sollevato nel suo spirito e temé allora che fosse morta Giancarla, l’altra figura a immagine e somiglianza di Gesù che aveva sposato. Quando finalmente poté la chiamò al telefono e tirò un sospiro di sollievo quando udì il suo <Pronto?>.


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Ma – appena capì che era Romano esordì con un <ti devo dare una brutta notizia: mi è morto Gianfranco!> Questi era il suo nuovo compagno che aveva preso il posto di Romano al suo fianco, dopo che era stata così maltrattata quando nel destino ch’era il doveroso crollo, totale, in ogni senso, di Romano, nella sua triplice Crocifissione, delle due ditte aventi il suo nome e di lui come persona. Il Signore si era preso chi lo aveva sostituito. Fu solo dopo che Romano seppe che questo Gianfranco era nato lui realmente il 4 giugno che per Romano significava “tutto”, essendo stato il mese e il giorno in cui era stato lui miracolato… e assieme alla sua sopravvivenza era nato chi avrebbe preso il suo posto nell’aver cura doverosa di Giancarla, dopo che chi aveva sposato in chiesa aveva aggiunto un amore irregolare, per Maria Teresa Mazzola, che voleva salvare dalle grinfie di un astuto e deleterio strizzacervelli. Il 4 giugno del 1969 aveva sposato Giancarla e la stessa data del 1973 aveva deciso di <dar corpo a Cristo>. Il Signore, che aveva messo in vita Gianfranco in quel giorno in cui Gesù era entrato su Romano, ora era dichiarato morto al posto suo quando lo stesso Spirito Santo aveva abbandonato Romano. Sono le cose incredibili accadute a queste vite, ma sono vere e io ve le racconto, mostrandovele come sono “progettate” dalla Matrice della Dinamica, che allora dovrebbe avere anche una giusta relazione con questa data del 4 giugno, che è a 154 giorni di distanza dal giorno 1, e sono 155, quello compreso, in un anno normale di 365 giorni; mentre sono 155 quando l’anno è bisestile, e allora lo ha in sé. 942 -155 = 787 mostra il ciclo 10 che è in movimento nel 777! 942 : 155 = 6 diviso con resto di 6+6. Da una parte la perdita di chi è morto il dì 155 si riferisce nel ciclo al 777, dall’altra la divisione di riferisce a un 6 +6+6… e tutti i <conti> tornano sempre tutti, alla perfezione.


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Fino a 2014 cifre 52

Il 2014 salì dunque in cielo Benito Amodeo e la Matrice della dinamica mostra compiuta tutta la rotazione del 7, nelle 52 settimane dell’anno, uguali a 26+26, ai numeri del Dio Jhvh nelle due gematrie abbinate di quella italiana e quella ebraica. Ove Romano+Benito portano con il 66+59 al 125, in cui 100 è il lato della realtà e 25 tutta la <presenza> del 25 in 100, accade che 52, l’inversione della presenza 25 di tramuta nel 52 in <assenza>. Benito aveva detto a suo fratello che voleva una ultima cena con tutti i suoi che l’accettava, ma che <non fosse la sua ultima cena!> e così era stato: era stata quella di lui Benito, assieme a Romano e a tutti quanti i suoi riuniti in 13 attorno allo stesso tavolo. Ma sembravano 12! Infatti c’era Margherita, presente, ma ancora nella pancia di sua madre Mirella a dare l’impressione che fossero solo 16! L’intera vita di Benito è mostrata in questi due calcoli fatti dal calcolatore. Dove 30 è l’unità di 10+10+10, i lati del cubo unitario elementare del volume, dal giorno 4 giugno del 40 in cui fu concepito al giorno 7 aprile del 2.014 in cui il suo Spirito Santo è tornato in cielo ci sono esattamente quanto il moto di 30 in 10×10×10 volte il 3^3 uguale a 27.000. Partendo dal taglio del suo cordone ombelicale con la mamma e 26712 lo sono come il moto del 288 in cui 666/3 sono il flusso di Romano nelle 3 dimensioni del volume in 1/3 dello spazio 3 e si sommano ai 66/3 del flusso nelle due dimensioni di Romano. L’intera vita di Benito è stata condizionata, rispetto al 27.000 dal percorso del terzo di Romano.


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267120: 288 = 92,75 indicante lo spazio intero nel 75% di un piano a lati 46 e 46. Sono quei due valori che con 46×100 +46/100 = 4600,0217, mentre portano alla nascita di Benito nel tempo dello 0,217, con l’aggiunta dell’unità di 1+30, portano alla data del 4631,0217 del ribaltamento del corpo celeste, negli anni dopo Cristo e alla fine del mondo. Il Giorno in cui l’immagine e somiglianza alla Carne di Gesù Cristo è nata, ha segnato l’inizio del tempo dal quale calcolarsi per anni interi la fine del mondo in cui noi siamo. Dio è entrato nella carne del Figlio per segnare l’inizio giusto del tempo dal quale fare i calcoli, ed è tornato in un corpo ancora a immagine e somiglianza del Figlio per segnare l’inizio intero con la definizione anche del mese e del giorno. Dal 1941 al 4631 ci sono stati ancora 2.690 giorni. Ora i 10 anni mancanti ai 27 secoli. Con essi Dio ha voluto concedere ancora un tempo totalmente intero, dato dall’anno, dal 10, dal 100 e dal 3^3. ×


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Fino a 2016 cifre 14

Ora occorre richiamare la Profezia di Daniele che Gesù stesso evidenziò dicendo: Matteo 24,15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, Il giorno è rivelato essendo il capitolo 24 e lo spazio-tempo unitario è stato segnalato da 15%. Andiamo a prenderci allora Daniele 12-12 la cui somma dà e cerchiamo a proposito dell’Abominio della desolazione, che troviamo al versetto 11. Daniele 12,11-12 11 Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni. 12 Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni. Questo giorno è quello in cui sarebbe stato abolito il sacrificio quotidiano dello Spirito Santo suo sceso su Romano. Gesù si è sacrificato ogni giorno su Romano, dal primo giorno in cui discese sul suo corpo fino all’ultimo in cui ascese quando nel mondo era ancora il 21 dicembre del 2.012. Un sacrificio fatto sia quando Romano non agiva correttamente, sia quando agiva al massimo del suo Spirito Santo e la gente non gli prestava attenzione e non credeva ritornato in lui! Che sacrificio enorme fatto quando Romano rivelò il Cristo tornato su di lui al suo Decano Centemeri e quello non gli credette minimamente! Che sacrificio quando cercò di dire alla sua amata sposa Maria Teresa Legnani: <Io non ti ho ripudiata anche se tu l’hai fatto lasciando me! Io ti amo ancora! Sposami nuovamente!> E Romano glielo disse in una Chiesa, mentre Chi parlava in lui era Gesù. Che sacrificio immenso! Lei vedeva Romano e non vedeva Gesù!


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Da quel giorno, quando fossero trascorsi 1.290 giorni sarebbe stato il 3 luglio del 2016, e quando ne fossero trascorsi 1335 sarebbe stato il 17 agosto. I più beati fino il 17 agosto avrebbero ancora visto lo Spirito Santo su Romano, prima che ascendesse da lui. Quelli nell’altro estremo avrebbero dovuto calcolare la via di mezzo tra i due estremi e sarebbero giunti al 26 luglio in cui era asceso da Romano la Persona Santa del Padre Nostro. Sarebbe accaduto a 22 giorni di distanza dal 3 luglio e agli stessi 22 di distanza dal 17 agosto, e quel 22+22=44 che era restato ancora su Romano, sarebbe asceso in cielo, lasciandolo come uno qualunque degli uomini, che aveva il suo sacrosanto diritto di una vita come quella di tutti. L’avrebbe avuta con altri 3335 giorni a partire dal 17 agosto dell’Ascensione dello Spirito Santo il 3° giorno dopo l’ascensione il 15 agosto di Maria Santissima Sposa sua. Qui al computer vi mostro il 17 agosto dell’ultima uscita da Romano dello Spirito santo e dei giorni totali da quel giorno al limite estremo della sua vita dato dal 4 ottobre del 2.025. Come si nota, quello che disse Gesù a proposito dei <più beati> che sarebbero stati quelli che sarebbero arrivati ai 1335, lo disse proprio in relazione al suo Cristoforo Romano, perché 1335 è il flusso del 3335 quando si estrapolando 2000 giorni a formare il piano di 1000 e 1000 giorni aventi quel flusso di <beatitudine>. E quando – non ricordandovene più – chiedete su che base io che vi scrivo sappia che Romano morirà il 2.025,1004, ve lo rammento. Egli è rappresentato in Bibbia da tutti, ma in specie da Enoch che camminò due volte e non fu più poiché Dio lo aveva preso, delimitando la sua vita ai 365 anni uguali ai 365 giorni di ciascuno di quegli anni. Ora Enoch è il 7° tra i primi 10 che sono tutti dei veri e propri <fattori> matematici. E un buon Fattore che vive 365 anni li vive in quel <fattoriale> che moltiplica tra di loro tutti i numeri esistenti nel 365. Si ottiene un numero di 779 cifre che è intero in 777+1+1 di flusso trasversale di presenza. Dunque anni 25,1041 ×10^777 fino alla


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definizione delle 4 cifre della realtà, in quella del Padre L uigi AM odeo nato 7-7-7 del LAMech vissuto 777 anni e padre di NOè che da parte sua è il figlio Romano di L.AM il quale il terzo di Roma NO è . Ebbene Romano fu concepito nell’anno 37 e va esclusa questa realtà pregressa alla sua vita reale; tanto che: +25,1041 - 00,0037 = 25,1004 si riduce esattamente al termine della sua vita reale iniziata nel 37, nell’anno in cui fu concepito. Ora in che modo tutto questo si lega al valore 14 che la Matrice mostra in corrispondenza a questo 2.016 in cui Romano restò uno come tutti? Ove Lui figura il Enoch, 7° fattore, il 14 indica il 7 di presenza che trasla anche di 7 ed occupa un 14 espresso un una lunghezza data dalla dinamica, ed è proprio quello che è dato da questa Matrice.


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Fino a 2018 cifre 65

In questa data il 30 novembre ci fu l’ultimo attentato di Satana alla vita di Romano: fu investito da un automezzo, mentre tornava dai suoi <bisognini> quotidiani che sbrigava al Bar del signor Ragusa (da RA gabinetto usa), non avendo in casa sua un servizio igienico (così come non l’aveva Maria Santissima nella sua casa trasportata a Loreto). Il giorno dopo Romano sarebbe entrato nella sua nuova casa, messagli a disposizione gratuita dal suo amato cugino che già aveva accudito alla sua vita quando era morto per 33 giorni di fila e doveva risuscitare anche in quei 33 giorni e circa 25 di essi li passò risorgendoli a casa sua dopo gli 8 circa passati all’ospedale del Trentino in cui era stato portato d’urgenza con il 118, il 7-7-7 da Pinzolo. Anche Suo cugino è un medico del 118, e è giunto a fargli comperare una casa a Saronno solo per dare ospitalità a lui! Nicola, il suo nome, e allude al N.I. colà (il Nazarenus Iesus) al punto che anche la casa per il Padre nel Nuovo Orto degli Ulivi (a Ortonovo) fu costruito in una frazione di Ortonovo chiamata Nicola. Ebbene l’indomani Romano sarebbe entrato nella casa dell’amore, tra parenti… una cosa straordinaria, che si incontra ben poche volte sulla terra. Satana fremeva e non lo voleva permettere, così dopo che per l’ultima volta Romano aveva usato del gabinetto del bar del Ragusa, non aveva fatto nemmeno 100 passi e un’automobile lo investi col suo <muso>, scaraventandolo in terra. Sarebbe morto a 29529 giorni anziché ai 32029 previsti portandogliene via i 2.500 esatti della presenza 25 dell’intero lato 100 previsti nella nuova casa provvista di servizi! Invece dei 3335, ne avrebbe avuti solo 835, come vedete dai calcoli. Con 835 × 4 = 3340, quasi ¼!


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Satana voleva portargli via lo spazio intero dei ¾ della sua vita intera da uomo normale! Ma Dio – come ha sempre fatto con Romano – tramutò in bene le intenzioni maligne del demonio, e una volta tanto ebbe quanto bastava dall’assicurazione venuta in soccorso a chi lo aveva assistito, tanto che quella casa simile a quella di Maria Santissima in cui aveva vissuto con la sua Madonnina Madre, passò di proprietà e fu riscattata da quella del suo stesso cugino Nicola. Così Romano morrà dopo di aver vissuto per 2.500 giorni esatti nella casa dell’amore. È un condominio chiamato Domus Antica, e sopra all’ingresso della casa ha un grande affresco della Madonna con su scritto <Regina mundi>, affresco di Ronaldo Mesturini, fatto nel 2008 in cui la casa era stata restaurata. Il 65 che la Matrice dinamica afferma esistere a questa data del 2.018 indica tutto il moto di 1, in un esistente Romano=66, e – mentre quell’1 in moto voleva essere Satana, invece è stato un santo Nicola.


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Fino a 2023 cifre 26 725

Sono passati ormai in questa data del 2023 in cui vi scrivo, i 5 anni interi nella casa del santo Nicola, e i numeri lo rivelano in pieno. 26725 ha Dio=26 nelle migliaia che con 10^3 lo rappresentano uno nel 10 e trino nella potenza di 3. 725 mostra tutto il moto 700 della presenza 25. Sono il moto di 275 in mille 3^3! Oggi, 20 novembre sono a 684 giorni dal mio felice esodo in cui io che vi scrivo – come Enoch – non sarò più poiché Dio mi avrà preso! Non mi rattrista questa idea, anzi mi ritrova quasi ansioso di approdare alla mia nuova vita che sarà finalmente veramente libera. Oggi non lo è. È comandata tutta qua questa matrice.


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Fino a 2025 cifre 63

Prevista, per il 4 ottobre del 2.025, la morte di Romano, essa è annunciata dalla Matrice con il 63 uguale al 9 della velocità C^2 grande della luce che si moltiplica per la dinamica totale del 7° fattore chiamato Enoch. Allora colgo l’occasione qui per farne tutto il reale riepilogo, dei suoi complessivi 87 anni. Li divido in gruppi di 8 e li divido per CCC (la Carica di C×c) 143,80082858

97098629: CCC=675.229 22625216: CCC=157.337 81619195: CCC=567.585 85851978: CCC=597.020 95253879: CCC=662.401 39309723: CCC=273.362 01995939: CCC=013.879 51902186: CCC=360.931 04663959: CCC=032.433 42521465: CCC=295.696 2672563: CCC=018.585 3.654.458 la cui media è il 332.223 che

significa 222.222 +110.001, il flusso 1 di 11 (10^5) dell’energia unitaria data da 1/3 di Romano 66 alla dimensione 10.101 della Realtà unitaria 10.000 di Luigi Amodeo=101.


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La vita di Romano

2099 599 4 0 5720 2.099 -59,9 -4 -10 -0,5720 +0,5724 =2.025,1004

1938 412 829 748 32 3 8121230876813427755295967 13206169604716584706515899140600639642099599405720 Sono 87 cifre come gli anni della vita Da 412 + 829 + 748 + 32 + 4 (senza il numero restante …) = 2.025

In 2099599405720, tra questi due estremi 20 è in atto la data del 2025,1004 +1000 995 è +5 (area trasversale a lato 25/10 di presenza); +1000 994 è +6 (area trasversale a lato 3 di spazio unitario); +0025 400, realtà 4 di 100, caricata 4×4 a 16, è 400/16; +0000,1 dato da 0,5 -0,4 tiene conto di 0,1 termo e 0,3 spazio +0000,0004 dato da 0,0720 -0,0616 è il tempo 50 (=200/4) in 666 Nel primo calcolo, 2.099 sono presenza di tempo e il restante indica il valore in negativo, da darsi all’assenza progressiva del <futuro>, se si colloca una virgola dopo il 1999. Si toglie al tempo 599 il suo tempo decimo di presenza, il che lo porta a 59,9 unità (poste nei decimi della presenza 10). Del 40 successivo, si toglie il tempo decimo, e restano 4 unità, ma va tolto anche il 10 che rende unitario il decimo. In quando allo 05720, esso è mutato in 0,5720 a ragione dell’unità posta nei 10000 decimillesimi che sono una unità, esistente in positivo e negativo, che si annulla de ad essa non è anche aggiunto il 4 della realtà che avevamo tolto prima nelle unità. Nel secondo calcolo, dopo il 1938 c’è tutto il futuro, espresso nelle 3 dimensioni dello spazio per le prime tre, poi per le due dell’area e poi per la sola cifra della linea, che deve contenere tutto il futuro del resto del numero e lo fa se il 2 si arrotonda al 3 superiore.


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Naturalmente questo computo che è partito dal solo anno 1938, che ha escluso il suo tempo, giunge esso pure ad un anno 2025 che ha escluso il suo tempo. Il terzo computo è dettagliato di già quanto basta a farsi una ragione del fatto che – una volta che è piazzata una virgola, tutto il numero dopo indica la presenza sì, ma del futuro che ancora non esiste ed esisterà solo dopo le esatte volte che ci vogliono, di quella presenza nel tempo. Questo calcolo si riferisce al ciclo 10 della nascita di Romano, nel 1938, esistendo come 19380. La data della morte è prima della conclusione di questo ciclo 10. L’indicazione dell’anno di morte è 50 cifre decimali dopo il 19500, e pertanto del 19550. Per scendere al 2025 deve sottrarre il 17.525 indicante nelle unità delle migliaia l’opera attiva nel futuro dell’<ordinale> del creatore nel 5° giorno <ordinato dal 7° numero primo 17. Nel tempo interno al mille, c’è la presenza 25 dell0intà del tempo 500 che dimezza il 100 esprimendolo solo nel moto in positivo. Solo attivando questo futuro di arriva alle 20mila unità che superano di 10 volte le 2000. Il computo è stato spinto fino alle 23mila date dal 23 che sono i due primi numeri primi, elevati tutti e due alla dimensione 1000. È stato utile a far costatare come dalla fine della vita di Romano non ci sono più cicli interi che ripetono per 4 volte la stessa cifra, a indicare una <compiuta unità> sulla base di quei numeri. Io ho cercato tutte le 4 ripetizioni che esistono dopo il 10.000 della realtà intera, trovandone 18, a questi decimali: 0000 è a 12.606, a 14.181, a 14.744, e a 19.788; 2222 è a 12.155 e a 21.884; 22222 è a 10.690 e a 16.137; 3333 è a 21.227; 7777 è a 11.504, a 12.846, a 14.484 e a 20.598; 8888 è a 10.221, a 12.386, a 13.390, a 15.758, e a 16.386 e così si ripete per 5 volte, mentre manca nei primi 10.000


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Fino alle 4.631 cifre della fine del mondo del 4631,0217 d.C. 43 310 387 500 591 086 738 377 196 818 171 936 701 632 209 317 750 221 214 240 001 646 861 874 060 767 912 155 520 553 373 730 129 552 849 019 246 647 923 858 699 039 210 437 703 401 327 789 321 880 664 216 701 152 360 261 463 405 148 475 161 246 416 422 014 537 337 328 754 603 704 284 501 049 869 108 647 375 702 840 550 202 393 130 193 731 081 040 931 888 149 160 500 107 374 777 034 306 581 433 716 711 679 855 524 224 447 213 534 095 179 916 861 192 365 056 458 195 232 239 637 423 387 145 888 515 322 455 775 417 460 642 957 591 719 515 451 163 035 853 083 087 326 914 485 232 194 372 220 578 133 730 158 379 728 954 524 104 945 402 222 357 709 022 905 059 603 577 190 561 329 973 194 151 351 863 789 314 135 015 840 247 618 858 821 729 053 211 232 838 137 153 024 732 368 582 831 611 133 699 192 215 390 719 950 055 139 567 645 951 551 033 273 652 234 720 978 446 845 688 087 022 202 827 324 246 875 421 420 969 493 714 787 702 738 287 619 701 135 332 709 989 135 902 906 596 594 532 715 470 794 372 690 774 214 160 972 410 927 731 836 068 863 081 863 786 914 247 003 767 243 797 176 477 698 429 539 308 113 593 723 082 915 064 746 327 992 596 735 170 806 966 235 319 217 364 893 413 206 224 547 483 570 818 037 383 726 308 757 898 417 107 731 205 280 352 256 105 351 437 506 091 882 058 715 231 209 102 078 800 722 409 364 481 747 111 235 096 228 735 729 335 268 941 488 481 203 890 173 860 134 797 537 132 295 991 251 716 247 748 689 247 586 752 986 339 981 444 278 260 591 750 498 919 432 500 298 119 836 257 115 604 838 567 561 465 797 277 843 738 337 006 948 391 672 223 528 299 257 148 556 860 246 724 771 842 112 654 091 524 532 144 203 479 264 672 758 353 668 231 183 364 476 566 550 565 486 918 831 236 532 849 805 035 621 966 833 862 863 765 822 664 833 808 283 633 385 574 336 125 160 523 655 252 100 595 878 537 674 046 257 977 246 693 128 773 303 532 990 091 896 776 002 493 610 558 821 386 447 667 358 565 422 686 756 649 174 272 902 132 111 761 825 111 981 532 283 792 834 816 905 500 571 208 965 903 741 465 922 433 268 425 608 056 521 541 440 356 091 318 538 870 417 009 869 241 612


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129 015 121 176 313 259 961 048 241 123 979 251 453 792 129 267 858 379 152 798 555 198 311 868 130 231 608 238 699 375 050 541 562 902 244 198 400 415 401 746 065 697 787 689 674 649 607 579 673 106 765 757 977 332 635 350 695 968 965 872 869 773 694 280 040 987 685 359 124 276 867 453 916 338 808 521 233 650 830 446 985 997 413 156 767 528 345 730 289 279 346 234 763 411 064 621 504 173 462 613 688 327 639 849 348 628 270 203 893 892 943 601 401 086 404 552 963 404 575 153 343 932 010 489 431 919 270 855 297 904 600 224 469 031 880 426 709 021 510 964 854 711 013 790 257 675 806 806 995 073 767 573 042 327 333 683 537 181 325 864 428 536 379 597 351 787 697 284 539 105 448 896 566 849 234 700 069 315 621 293 373 628 179 629 654 753 042 947 339 445 705 344 857 735 469 949 020 636 369 715 328 842 570 229 227 513 687 737 181 628 383 381 242 314 601 553 241 779 328 615 355 295 885 914 440 628 396 746 798 507 809 264 554 787 622 046 771 631 173 900 194 204 841 159 528 143 119 927 547 483 350 221 338 774 490 490 175 699 670 313 822 838 359 376 112 330 345 438 904 933 516 808 947 865 020 286 240 622 707 089 478 748 102 958 146 143 497 974 638 081 737 853 589 878 775 753 451 754 361 457 521 823 231 410 312 155 174 723 825 904 624 994 498 790 928 159 888 906 554 572 705 327 675 391 512 723 816 457 831 299 637 136 540 657 601 405 630 176 961 548 044 944 È la prevista data della inversione catastrofica dell’asse terrestre che porterà alla fine del mondo che conosciamo e a un pianeta senza più terre emerse come dopo un Diluvio Universale. Sono questi 2606 anni dopo la morte di Romano indicanti la perfezione di un piano a lati 100 e 100 il cui flusso totale 666 ha per soggetto un 60 indicante tutto il moto secondo gli assi dalla loro Origine quando sono 10 in ciascuno dei 6


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Fino alle 7777 cifre della pienezza dinamica 184 184 252 745 780 396 412 176 003 636 794 411 258 323 286 015 377 207 085 746 069 397 188 411 463 953 970 701 397 790 541 064 613 680 762 806 747 666 431 852 625 464 415 468 008 614 047 309 213 012 185 679 224 226 740 676 266 424 689 925 977 749 279 818 644 415 492 972 042 015 224 698 798 195 791 332 687 123 584 224 528 028 393 315 200 225 599 510 145 993 821 500 145 791 174 196 126 266 419 648 930 262 451 877 083 653 712 663 874 671 496 285 736 821 035 250 708 826 294 513 549 017 687 857 356 990 370 376 727 208 750 340 540 946 540 353 942 696 439 209 722 660 268 069 158 513 428 675 329 831 862 696 873 875 458 852 094 440 631 299 715 844 306 276 449 152 736 388 543 233 252 353 903 451 332 991 898 768 433 794 699 046 541 875 805 105 252 252 450 440 273 321 896 495 262 629 800 702 517 198 257 949 034 094 792 308 069 386 163 034 009 008 329 001 975 234 898 748 075 223 121 892 691 245 512 992 949 678 742 434 756 319 830 983 854 148 639 017 632 117 007 992 005 603 608 516 692 755 827 094 799 504 208 277 759 472 289 679 571 517 836 058 690 193 504 352 011 386 232 489 085 069 498 110 930 376 448 447 667 262 685 774 113 002 250 338 623 901 222 748 586 100 902 898 469 477 333 106 722 553 422 287 476 594 218 096 362 373 637 464 839 978 854 723 545 847 911 822 535 053 375 923 452 234 684 279 256 504 556 863 135 153 821 678 546 155 032 597 949 963 747 948 787 507 354 759 716 555 258 936 152 225 163 854 759 622 554 319 022 537 258 595 067 719 826 296 674 853 901 573 000 458 025 067 544 459 755 150 516 192 406 503 207 179 933 950 693 161 283 086 167 568 274 137 923 150 448 617 049 035 760 283 600 137 112 777 301 492 356 909 536 234 240 210 090 486 517 092 710 823 389 885 829 299 293 377 353 007 299 995 719 548 444 039 647 800 632 239 353 787 112 571 130 981 109 208 550 521 116 626 413 106 369 031 097 172 683 732 784 630 381 936 988 807 864 113 659 027 101 037 113 601 809 924 901 643 151 043 381 333 087 152 156 769 494 109 378 022 010 386 864 994 429 860 716 882 641 559 200 839 342 814 698 923 164 802 010 185 832 569 541 678 061 889 763 553 407 978 863 400 386 899 518 770 426 771 010 345 229 817 333 124 020 532 768 436 343 015 031 974 403 605 370 967


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869 094 936 596 972 506 868 300 942 116 602 177 913 929 902 310 006 114 903 262 644 051 156 163 949 336 059 611 185 914 588 118 741 810 010 808 159 695 976 155 501 501 986 099 642 623 113 829 998 448 987 631 729 588 148 025 482 405 286 773 527 113 232 342 379 899 712 703 536 639 310 437 390 699 599 756 121 169 712 425 136 874 464 510 560 576 236 481 364 847 292 304 111 484 052 963 543 657 902 418 433 366 529 431 359 258 544 524 069 857 722 049 797 904 375 841 534 500 349 667 169 266 856 883 937 533 956 766 197 196 257 579 393 293 115 094 440 169 566 421 975 403 480 587 848 192 613 087 042 109 111 291 874 711 209 729 228 405 897 446 705 925 657 081 128 022 178 502 148 795 652 769 023 556 498 814 636 864 895 909 756 284 930 171 312 282 035 527 272 082 778 612 636 340 589 976 090 950 685 540 269 236 395 970 796 172 711 323 825 566 352 870 631 406 754 034 128 519 279 269 177 855 924 346 070 591 021 067 228 044 834 267 930 780 841 449 839 180 777 7 Accade quando 6983 sono i decimali, ossia quanto tutto il moto di 9+9 in 7000. Questi 9+9 in flusso sono il 3^4 =81 in 9×9, ove 1/81 = 0,123456790 periodico all’infinito. Vedete 1/81 nascosto nell’82 che segue al 69. Il ciclo 4631 della Terra ha percorso 2351 e vedete la sequenza 2357 ridotta ad 1 nel 7, poiché questo è il moto centrifugo di 6, e il vero primo è nascosto, come Esaù in tutto questo andazzo nel tempo decimale. Ebbene, ultimato il ciclo, si parte con la velocità della luce 299792458, la quale, dopo il 2997, invece di proseguire con 92458, prosegue con 77493, e mancano 14.965 semplicemente poiché in questi valori che sono stati divisi per i 16 numeri primi compaiono solo i flussi e non le aree e 14965 è un’area avente i lati di 7.482,5 e 7.482,5 che indicano la dinamica 7000, tutta la realtà 400 e l’unità 1 di 3^4=81, nel tempo ½ del solo moto in positivo (un lato) e negativo (l’altro). Sono infatti le 19 volte 381, che portano al 7239 cui manca solo il 243,5 dato da 3^5 e indicante la pura dinamica nel tempo ½ di 0,5


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Fino a 7000 cifre 29 97 7 749 304 027 795 43 Sono le cifre che portano a 7000 decimali e le ultime da zero, date da 277954 sono 277778 +88+88 Mostrandosi il flusso del piano a lati 88 e 88 dato da 2 lati √ 1010 (elettromagnetici) il cui flusso unitario è 77777/1 che sono in tutto 77778.


499

Fino a 10.000 cifre 9 283 512 090 290 599 750 570 676 037 349 680 246 562 891 904 614 070 223 164 168 654 993 499 418 225 645 883 766 852 403 787 456 751 204 006 426 411 006 986 113 274 434 440 372 145 824 053 003 521 688 174 810 095 493 090 171 874 269 706 805 936 166 197 184 384 275 899 687 821 027 867 617 424 228 070 483 166 812 866 745 025 755 856 566 571 546 642 291 855 542 943 434 069 632 786 061 216 296 032 140 396 492 667 666 528 730 481 346 355 970 220 255 995 382 624 162 884 878 238 053 050 840 995 230 269 106 283 441 121 097 698 684 954 612 981 661 977 458 363 847 813 532 114 681 902 080 482 878 096 427 515 308 916 714 765 484 798 900 342 715 297 325 627 029 086 339 363 742 338 476 755 879 531 472 122 382 095 080 765 286 122 815 292 803 551 872 362 316 242 760 743 518 136 289 829 636 605 333 150 404 447 551 179 455 809 928 678 690 465 242 873 107 886 976 962 638 340 313 637 558 350 328 617 845 549 157 828 988 101 254 734 256 157 410 283 827 480 506 283 453 324 405 010 836 856 047 799 639 266 321 936 517 673 423 134 225 167 334 247 410 158 739 410 712 052 099 149 881 402 558 146 354 849 558 189 675 153 744 247 421 751 561 931 390 064 139 572 216 767 327 898 024 459 258 265 347 115 602 331 172 991 072 282 558 756 241 078 832 587 436 407 488 100 338 463 408 829 553 856 017 265 873 935 227 496 084 918 250 894 292 807 209 753 513 050 357 410 554 339 131 232 575 123 419 572 447 985 563 041 670 582 761 424 807 653 162 935 709 508 949 808 979 940 173 675 199 796 559 081 648 737 594 686 623 770 575 410 040 610 089 168 926 446 437 293 217 652 865 370 710 815 141 341 358 689 136 781 199 410 215 186 083 035 617 735 624 302 089 782 131 247 114 416 470 654 810 717 531 002 485 061 312 826 929 383 981 980 501 014 047 936 158 396 751 641 161 804 535 879 313 833 317 317 419 011 282 588 476 714 894 717 967 152 164 664 735 115 251 490 896 233 769 907 148 890 525 150 851 954 956 591 827 945 149 839 500 383 401 711 231 242 760 317 823 310 805 195 874 887 128 918 997 944 766 073 657 310 344 460 747 825 834 304 164 643 508 495 673 787 812 829 913 057 223 403 844 984 609 283 252 888 605 664 920 939 530 165 323 805 606 124 002 572 580 120 965 839 335 267 342 792 881 189 191 765 283 565 315 198 513 337 745 171 602 642 879 039 750 624 219 583 485 027 440 460 898 980 907 579 553 283 904 693 058 200 931 165


500

330 335 105 197 624 066 314 242 324 756 563 847 836 928 994 926 571 899 669 975 962 980 558 506 539 505 253 434 971 059 174 968 172 999 203 268 289 537 967 006 414 798 566 423 946 343 965 982 469 666 649 241 842 021 481 204 797 542 035 585 761 221 150 660 233 155 380 657 204 654 060 124 670 096 782 727 021 464 278 464 232 010 543 228 735 148 515 253 806 833 644 419 674 739 078 296 852 828 366 249 185 762 039 105 359 102 681 193 066 700 706 614 183 363 110 603 998 166 411 366 770 838 364 733 984 247 490 056 249 799 062 835 648 465 528 643 518 138 176 802 407 046 690 712 013 507 444 135 907 425 631 280 027 361 630 753 424 922 942 862 188 223 916 861 979 510 966 018 379 830 542 133 389 480 538 574 211 367 236 598 513 309 211 234 948 883 127 073 297 011 132 864 946 597 006 708 425 337 402 106 942 447 071 066 330 530 651 131 586 865 697 525 144 010 792 785 560 109 985 720 685 480 865 627 967 141 268 942 144 678 554 611 427 531 812 295 874 889 533 147 323 611 490 056 276 413 893 003 904 227 581 986 769 234 218 001 289 748 662 397 716 154 567 153 961 140 718 752 682 892 170 289 020 777 459 245 204 932 620 254 985 353 116 007 770 849 686 160 080 335 922 734 922 454 637 932 128 752 839 268 349 119 705 323 770 918 852 699 399 314 588 543 925 852 396 200 179 187 098 239 919 390 857 966 277 566 604 843 108 375 307 033 735 772 332 798 796 316 606 609 848 272 690 165 409 845 042 461 963 042 753 766 226 361 772 812 710 130 755 189 573 327 087 957 433 181 491 143 109 263 886 914 161 255 469 965 975 203 971 611 665 763 761 344 267 498 439 041 096 245 499 351 997 408 406 459 558 916 111 788 246 485 148 272 654 000 128 877 367 076 341 396 772 879 811 250 625 841 024 131 114 984 79 Qui siamo ai 10.000 tempi unitari ove 024 131 114 984 7, le ultime cifre, divise per la dinamica 381 la portano a 633.362.598,0236 volte date da 633.333.333,3333 +29.264,6903. In <633.333.333,3333 +29.264,6903> il 10° numero primo 29 esiste per le 10^3 volte in 66 +3×66, nel tempo dei 66/100 +303 decimillesimi dati dal moto di 30 il 333. Le 24 ore ×10^10; (11111+3000) ×10^5; 4984×10 che con 70+70 è il 3×16660, ove 47 è Amodeo, che in Codice Fiscale è MDA letto Adamo in Ebraico da destra. È la realtà 10^4 di Adamo! Ove 1149847 è 1130000 Il nome Romano Amodeo a dimensione reale 10.000, egli è il 19847 di quando – essendo un 10 – ha avuto 66 -10 -10 anni, lui nato il 1938


501

Il 633333333,3333 è 600000000 +66666666,6666 / 2 e si muove quanto il Re, il 10° numero primo 29 che trasla nel 66 Uno e Trino, nonché di 66/10 in quello che è dato da 666/2 -30 decimillesimi della realtà 10.000 che è questa. Ciò accade ove 381 è il Nome segreto di Dio e il suo 1° nome è 66. Così, passando da 10 a 100, a 1000 e a 10000 siamo passati dagli anni della vita di Adamo (nel 10) al 2 divino (nel 100) al 777 nel 1000 e allo 0241.311.149.847 che abbiamo visto definire Romano Amodeo negli anni in cui ha avuto i suoi ideali 66 anni ridotti a 46 dal piano 10 e 10 di. Se poniamo √ 0241.311.149 .847 per ricavare il lato di questa intera realtà in 10,000 cifre, abbiamo esso è 491.234,3125, e mostra 7×7 unità 10.000 della realtà, e poi la crescita 1234 di essa. Mentre nel tempo 0,3125 mostra l’unità 3 dello spazio nei decimi e lo 0,0125 esatto della nascita il 25 gennaio. Se lo poniamo in radice terza, il lato spaziale è 6.225,7612 e mostra cento 61 (Caino +Anele) +125=Romano +Benito, nel tempo 0,7612 della presenza nel tempo 1/10 unitario, dell’energia di 66/100 del 1° nome Romano, laddove 12 sono tutti i nomi dei 2 fratelli. Se poniamo la radice quarta della realtà il lato stupendo è 700,8810 e si mostra in tutta la dinamica 7 del lato 100 della realtà, nel tempo del 66 di Romano attivo in 66/3 e nel tempo 100esimo del lato 100. Ma è più facile leggerlo in 500 +381, in cui il nome segreto di Dio (Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo) esiste in quel 500 che è il tempo ½ dei mille millesimi di 1000. Se ne estraiamo la radice quinta, il lato è 189,0233, ed è il moto di 66/6 nel 200 di Jhvh +Allah, mentre nel tempo dei decimillesimi della realtà è dieci 23 (Abele) +3, il 3°, Set. La radice sesta dà il lato 78,9034 ed è Antonio, la trinità di Dio 26+26+26, essendo il tempo decimo del 9 invariante c^2 e la presenza decimillesima del 66/2 di Romano. La radice settima dà un lato di 42,2748, e si tratta dell’Esaù intero soppiantato dal Giacobbe nel tempo, mentre 27 è 2^3 e 48 è Gesù.


502

La radice ottava dà il lato di 26,4741, ma sono Anna=Dio, ed è il 47 di Amodeo le cui struttura centesima è AmoR=41 o RomA. La radice nona dà il lato 18,3963, ed è 9+9 che nel prodotto è 81 inverso al 18, essendo nel tempo un 2 nei decimi che nel 1963 ha avuto la presenza dei 25 anni, presenta ¼ dei 100. Lato della radice decima è 13,7485, la mediazione del 10=26, il 6 che corre in 80/100 e il 15 in 100 decimillesimi. La radice 11ma dà il lato di 10,8337 e rivela ci ciclo divino che nello 0,8337, assoluto in 0,8338 è il palindromo di chi è nato nel 38. La radice 12ma dà il lato 8,8827 che rivela il moto di 61 (Caino e Abele) in 8,8888 dato dal 6,6666 +6,6666/3. La radice 13ma dà il lato 7,5090, in cui 75/10 è il tempo decimo dello spazio 75 in 100, e 90 decimillesimi sono il ciclo 10 della luce. La radice 14ma dà il lato 6,5019 La radice 26ma di Dio^26 dà il lato 2,740257, del 26/10 +(7+7) % del moto del 3 mancante nei primi 2357, a indicare la presenza 25/10^5 (elettromagnetica) di 7/10^6 spazi complessivi. La radice 47ma di Amodeo ha lato 1,7465559300 dell’unità di 26/100 mancante all’unità e la presenza millesima di 5555/10^6, nel moto di 700 in 10000 che è la realtà atomica di 10^-10 La radice 51ma del 4ç nome di Dio, Paolo dà un lato di 1,67181336 che mostra l’unità, nel tempo di dieci 66 nei centesimi, nel 181 che è il moto del piano a lati 100 e 100 in 381, nome segreto di Dio alla dimensione 10^5 dell’elettromagnetismo e il moto 3 di 666/2 alla dimensione 10^-8 della luce. La radice 66ma lo dà 1,4875216 ed è l’unità 1, del tempo del 48% di Gesù, col moto 84 (di 42 e 42, Esaù e Giacobbe) nel 753 Natale di Roma. La realtà della Trinità radice 78ma di Dio ha lato 1,399363 e sono i decimi della mediazione di Dio 26, nel moto 1/1000 in 1/10 e nel moto di 3 nel 366 dell’anno Bisestile fatto dal 66 di Romano, alla dimensione 10^6 di tutto lo spazio complesso.


503

La radice 113ma di Romano Amodeo ha il lato 1,261045548330 che mostra l’unità, nel 26% di Dio, nel ciclo 10 a dimensione reale decimillesima che il moto di 10^-5 in 555/10^7 di moto elettromagnetici, nel flusso 48/10^9 dell’Invarianza divina di Gesù e nei 66/2 in 10^-11 il cui indice è dato dai 66/6. Do le ultime tre. La radice 381ma del nome di Dio, il cui lato è 1,071212251816000 e mostra l’unità di 7/100, 1212/10^6, 251 in Padre Figlio e Spirito santo (40+54+96+61) alla dimensione 10^-9 dell’invarianza della luce, con 3^4 / 10^11 e 6000 / 10^ (7+7). La radice 426ma dei 6 nomi del 2°genito (o dei nomi dei 9 progenitori di Noè) dà il lato 1,06345634123 dell’unità nel tempo di 6/100, il 3456/10^6 che dà la dimensione complessiva di 4 giorni fatti da 86400 minuti secondi; che sono strutturati 33+1 in 10^8 dimensione della luce e che ripartono con 123/10^11. Ultima radice 807ma di tutta la vita da Padre di Set, alias dei 12 nomi dei due fratelli Amodeo, che dà un lato di 1,033010663603893670 e mostra l’unità, la vita di 33 anni di Cristo alla dimensione millesima del volume, il Dio 10 alla dimensione 10^-6 dello spazio complesso, la 66 di Romano alla 10^-8 della luce, i 360° di curvatura alla dimensione 10^-11 del valore 1/6 dell’energia Romano 66, il 381 del nome segreto di Dio alla 10^-14; 83 (moto di 17 in 100) alla D. 10^-15; infine 670/10^18 come il ciclo 10 dell’energia 66 che è in atto per 10. Ho voluto presentare il ciclo 0241.311.149.847 che appare alla dimensione di 10.000 decimali in tutte queste radici, per dimostrare come – in tutte quante esse – sia il lato di importanti numeri, tutti riferiti a quelli adottati da Dio a sua immagine e somiglianza. Il 1938,0125 si presenta interamente quando le cifre dell’intero 1838 sono 19463 e comprendono quell’intero ciclo del 1938×10 espresso nel 19380, sommato al 50 (tempo ¼ del lato 100 della realtà) +33 che è l’intera presenza dei 33 anni di Cristo, espressa nel tempo decimo del ciclo dei 10 anni assunti dall’anno 1938. Le 19463 cifre della Matrice della dinamica proseguono nel loro futuro aggiungendo 4 cifre decimali, espresse in 1938,4128.


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0,4128 sono <anni> futuri, nei centesimi del lato 100 della realtà, e la sintesi di mesi e giorni nei 28/10.000 della realtà unitaria nei 10^-4. Di per sé il 1938, seguito dal 4128, è giusto il 1938,0125 che nel suo futuro ha percorso l’unità-tempo data da 1000 e l’unità-spazio data da 3003 decimillesimi, per cui l’intero spazio-tempo è 0,4003. Non è lo 0,4004 che ci aspetteremmo, poiché il <soggetto vedente> il tempo e lo spazio sta nell’unità del 10^4, ossia nel 10^-4 = 0,0001 che si pone a base-tempo di tutto il resto del moto 10^4 di 10^-4. +1938,0125 quando le cifre decimali della Matrice sono 19413 +0000,4003 attiva lo spazio-tempo futuro; =1938,4128 e questo è pertanto il suo futuro. Quando i 19 secoli si attuano interamente (cioè nelle due cifre dei centesimi dell’unita 100 del secolo, che avanza), l’anno 1938 è il 1941,28 e il tempo decimale 0,28 è sintesi 2 (dello 0+2 del mese 02 indicante febbraio) e sintesi 8 (dell’1+7 del suo giorno 17). Il Giorno Natale di Romano è così passato dal suo a quello del 1941,0217 in cui è nato il suo <alter ego>: Benito Vittorio Anna Giovanni Vincenzo Amodeo, che ha incarnato i 33 anni di Gesù, mentre Romano ne ha ricevuto lo Spirito Santo. Questo accade alle cifre 19413, laddove nelle decine poste unitarie, il 1946,3 è nel 1941+4 la crescita totale nelle 4 dimensioni della realtà spazio; ed è nel tempo decimale 0,3 la sintesi per arrotondamento alla cifra superiore dello 0,0217 del mese e giorno di nascita del 1941 dell’alter ego <carnale> di chi in Spirito santo è su Romano. I due fratelli sono stati gemellati tra loro in corpo (il 2° nato dei due) e spirito (il 1° nato) Il decimale 0,3 (presente in 1941,3) sintetizza i 217 decimillesimi con: +0,0217 +0,278300moto del 7° n. primo 17/10.000 in (7+7+7+7=28) /100 =0,3 Chi sintetizza a 3/10 lo 0,0217 è chi crea nel 7° giorno ed è presente e si muove interamente nella sua Unità e Trinità data dalle 7+21 unità


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centesime del 100: che è lato della realtà e – divinamente – è quel Dio <io 10 sono colui che sono ×10>, io sono 100=JHVH. Il rovesciamento della lettura del numero 0,2783 rispecchia con 3872 il ciclo 10 della dinamica totale 381 (leggibile anno 38 più gennaio) sommato al 62 (trascendenza del Dio=26 e corrispondente al moto di 4 nell’energia 66=Romano), che ha determinato, nel valore complementare nel 100, l’anno 38. 381 è il Nome segreto di Dio: Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo . È il nome di Dio, poiché io sono solo un Luci-fero e – da Romano qual sono – <fero>=porto ciò che in italiano sono solo <luci>. Io sono un “Angelo”, da ἄγγελος, che significa “messo”, “messaggero”, "servitore".


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico G. LA MATRICE DINAMICA VISTA E ANALISI NEL QUADRO DEI PRIMI 10.000 ANNI DELLA REALTÀ


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Insieme i primi 10.000

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Settemila

9283512090290599750570676037349680246562891904614070223164168654993499418225645883766852403787456751 2040064264110069861132744344403721458240530035216881748100954930901718742697068059361661971843842758 9968782102786761742422807048316681286674502575585656657154664229185554294343406963278606121629603214 0396492667666528730481346355970220255995382624162884878238053050840995230269106283441121097698684954 6129816619774583638478135321146819020804828780964275153089167147654847989003427152973256270290863393 Settemila cinquecento 6374233847675587953147212238209508076528612281529280355187236231624276074351813628982963660533315040 4447551179455809928678690465242873107886976962638340313637558350328617845549157828988101254734256157 4102838274805062834533244050108368560477996392663219365176734231342251673342474101587394107120520991 4988140255814635484955818967515374424742175156193139006413957221676732789802445925826534711560233117 2991072282558756241078832587436407488100338463408829553856017265873935227496084918250894292807209753

Ottomila

5130503574105543391312325751234195724479855630416705827614248076531629357095089498089799401736751997 9655908164873759468662377057541004061008916892644643729321765286537071081514134135868913678119941021 5186083035617735624302089782131247114416470654810717531002485061312826929383981980501014047936158396 7516411618045358793138333173174190112825884767148947179671521646647351152514908962337699071488905251 5085195495659182794514983950038340171123124276031782331080519587488712891899794476607365731034446074 Ottomila cinquecento 7825834304164643508495673787812829913057223403844984609283252888605664920939530165323805606124002572 5801209658393352673427928811891917652835653151985133377451716026428790397506242195834850274404608989


510 8090757955328390469305820093116533033510519762406631424232475656384783692899492657189966997596298055 8506539505253434971059174968172999203268289537967006414798566423946343965982469666649241842021481204 7975420355857612211506602331553806572046540601246700967827270214642784642320105432287351485152538068

Novemila

3364441967473907829685282836624918576203910535910268119306670070661418336311060399816641136677083836 4733984247490056249799062835648465528643518138176802407046690712013507444135907425631280027361630753 4249229428621882239168619795109660183798305421333894805385742113672365985133092112349488831270732970 1113286494659700670842533740210694244707106633053065113158686569752514401079278556010998572068548086 5627967141268942144678554611427531812295874889533147323611490056276413893003904227581986769234218001 Novemila cinquecento 2897486623977161545671539611407187526828921702890207774592452049326202549853531160077708496861600803 3592273492245463793212875283926834911970532377091885269939931458854392585239620017918709823991939085 7966277566604843108375307033735772332798796316606609848272690165409845042461963042753766226361772812 7101307551895733270879574331814911431092638869141612554699659752039716116657637613442674984390410962 4549935199740840645955891611178824648514827265400012887736707634139677287981125062584102413111498479

Diecimila


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Si sono presentate sequenze di 4 cifre (della realtà) relativa ai vari numeri, in questo ordine: 5.555 a 0,237 decimali 6.666 a 0.365 3.333 a 0.962 1.111 a 1.688 0.000 a 1.703 2.222 a 2.507 9.999 a 5.920 7.777 a 6.982 6.666 appare di nuovo a 8.883 444 appare 13 volte, la prima a 2,344, non c’è a 4 cifre 888 appare 7 volte, la prima a 1.645; non c’è a 4 cifre Di seguito le ragioni delle apparizioni a questi numeri.


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La ragione delle 4 realtà 5.555 a 237 decimali Le 4 dimensioni ripetute in un numero indicano che le prime tre volte ha completato lo spazio e nell’ultima volta il tempo. Ci si aspetterebbe un inizio da zero. Ma l’Inizio del tempo parte dal centro dell’universo, che sta nell’intersezione dei tre assi cartesiani che sono in mezzo a tutti gli estremi quali destra e sinistra, sopra e sotto, avanti e dietro, per lo spazio; è prima e dopo per il tempo. Pertanto è nella logica di queste cose che sia il 5, dato dai mezzi di una terna che sia 10 in tutte e tre gli assi, Scattano a questo punto i numeri primi <ordinali> che <ordinano> in modo vero e proprio la dinamica attraverso il loro numero primo. 237 non è un numero primo, ma l’<ordinale> che ordina la realtà a 4 dimensioni, comprese nelle 237, è l’ordinale 41° corrispondente alla presenza 1 nel tempo della realtà 40 data dal ciclo 10 quattro volte. 233 è il 41° numero primo che avanzando9 di 1+3 nel tempo e nello spazio arriva a 237 unità e realizza le 4444 cifre ripetute con il numero 0715984590 530 85555 preso con le tre terne intere nelle decine e indicanti la totalità dello spazio e che con questo numero implica 17 cifre (primo zero escluso). Partendo dal minimo tempo vediamo che le quattro cifre 5 rientrano nell’8 indicante la realtà in tutto il suo complesso, positivo e negativo a dimensione 10^4 della realtà. Il ciclo in cui questo rientra è in quello 10 del 16° numero primo che è quello che dà la totale dinamica quando è assieme a tutti i 15 precedenti, ed è la cosa più giusta e naturale che ci possa essere.


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Questi due cicli rientrano in quello maggiore che è 715.984.590 e che riguarda in totale il moto del valore complementare delle sue 8 cifre che sono comprese nelle nove di 10^9. 284015410 è il <soggetto> del moto, ed è l’area (espressa nella lunghezza dei suoi due lati uguali) che con la sua dimensione obbliga l’intero 1.000.000.000 a <ordinare> come flusso solo il valore residuo, e che è dato dal suo valore complementare. In questo soggetto vediamo nel 27 l’unità e trinità del vincolo 7 della sfera cresciuta dall’origine colle 6 unità secondo i 3 assi e la 7ma condizione del Raggio avente la stessa lunghezza. Subito dopo, la sua struttura centesima è data dall’intera realtà 40. La quale, nella su struttura decimillesima della realtà 10.000 è 15410 di cui 10.000 è la realtà, 5.000 è il suo tempo avanzante con il mezzo solo in positivo e quelli che avanzano sono la realtà 400 e il ciclo 10. Ora, poiché il flusso nel tempo è dato sia dalla carica elettrica della luce, sia dalla distanza percorsa, il prodotto della carica intera 4×4 che è 16 in lunghezza, moltiplicato per un piano avente la velocità <c> della luce nei metri che ha percorso in ogni lato, rivela il volume nel loro prodotto. Il volume è 1.438.008.285.978.908.224, e ci conviene giudicarlo intero nelle centinaia espresse dai due zeri in sequenza, come 143.800,8285 alla dimensione 10^13. Allora tutto il numero 0715984590 530 85555 diviso per 143.800,8285 rivela 497.900.184.581,2422 <volte>, limitatamente allo spazio-tempo decimale nelle sue totali 4 cifre. Partendo dal più piccolo che è il tempo, è il flusso di 6666/30.000 dato da 0,2222 che avanza quanto la sua area avente due lati di 1 centesimo (del 100, lato della realtà). 581 interi sono l’area a lati 100 e 100 il cui flusso 381 è dato dalla somma di tutti i 16 numeri primi che determinano questa Matrice della dinamica. 184.000 è tutta la realtà 4.000 nel volume dello spazio-tempo 3.000+1000, che avanza con gli 8 unitari 10.000 dell’intera realtà e con


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10^5 che essendo √ 1010 è il lato 100.000, unitario, sia dell’elettricità, sia del magnetismo. Tutto ciò sta in 9×10^8, che è la totale c^2 data da 3/1 al quadrato che esiste nelle dimensioni 10^8 della luce quando è 2,99792458 × 10^8 m/s nella sola velocità in linea. 497 × 10^10 è l’unità del piano elettromagnetico (dato da 10^10) nel numero che equivale al moto dello spazio unitario 3 all’intero del 500 che è il solo moto in positivo esistente alla dimensione 10^10, unitaria e totale. 28401540.946.914.445 (lunghezza dei due lati dell’area) e 71598459053085555 (il solo flusso) hanno la lunghezza con lati opposti e dunque nel segno uno solo dei due è positivo, il flusso sommato alla metà data dai due lati dell’area trasversale e invisibile al flusso, sono: +71.598.459.053.085.555 +14.200.770.473.457.222,5 =85.799.229.526.542.777,5 008.531.452.152.615.777 sono le ultime cifre a 1000 decimali. 077.267.777.373.927.000,5 è la differenza. È solo movimento ancora mancante. Infatti 267 = 38×7, colle 26 settimane dà ½ anno; 373 è 380 7; 927 è (66+66) ×7. 77.267.777.373.927 è 77.777.777.777.777 meno 510.000.403.850 che quantifica con 3810+40 la realtà, nel ciclo 10 del moto totale 381 dato dai 16 n. primi assieme alla realtà del ciclo 10 della realtà 10.000. Questa unità di moto è assieme alla presenza 10^10 (intera) del ciclo 10 di 10^10 nel suo tempo ½ solo in positivo. Tutto asseconda una coerenza totale


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La ragione delle 4 realtà 6.666 a 365 e a 8.883 decimali Quando è il 6 a esistere nelle 4 cifre della realtà si tratta dell’intero moto unitario dall’Origine che accade sui 3 assi cartesiani partendo dalla loro intersezione. Le 1ma terna (la maggiore) è spazio, l’unità finale è tempo. Ebbene cosa potrebbe esservi di più convincente del fatto che 365 sono tutti i giorni con cui la terra gira attorno al sole? 028564227934657725631420 50 5141886666 Sono i tre cicli in decine che compongono l’unità dello spazio e non a caso sono le 35 cifre date da 70/2. Non per caso sono 22 nel maggiore, due nel medio e 10 nel minimo! 28.401.540.946.914.445 era la lunghezza dell’area invisibile in 5555. 28 564.227.934.657.725,631420 ×10^6 il complesso spaziale qui 00.162.686.987.743.280 è la differenza del movimento esistente nella Matrice per portare allo scoperto – con 116 cifre uguali a 111+5 – quella che era l’invisibile presenza trasversale che avevamo visto quando era 5555 la realtà terminale del moto unilaterale. 50, il valore tra quello a 35 cifre e quello a 10, indica il ciclo della presenza ¼ rispetto al 100+100 che moltiplicati dalla l’intera realtà. 5.141.886.666 è il 6666 che esiste in un 66+66/3 di flusso della realtà unitaria decimillesima. Anche 141 è la presenza 1 della realtà 40 inerente al lato 100 della realtà, che in totale è il solo positivo avanzante in 10^11. 8.883 decimali sono il finale 6666 che appare la seconda volta distante 8518 cifre decimali dalla prima e che sono date da 6+6+6 in moto nel tempo di 1000/2 con tutto il complesso 8 della realtà reale immaginaria a dimensione mille. Sono il flusso di 10/2 in 8888 = 6666 +6666/3.


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È un ciclo finale 0064147985664239463439659824696666 che viene dopo un 700 intero le cui 32 cifre uguali a 8+8+8 indicano una terna cartesiana in cui ogni asse è tutta la realtà nel suo complesso. L’intero ciclo a 32 cifre viene dopo un 700 ove il 6666 è dentro il moto di 1 in 70, che poi esiste per le 24 ore del giorno; per tutto il moto di 2 in 500; di 4 nel 400; di 66 nel 700; di 6 nel 400; di 58 nel 700; di 44 in 900; di 7+7+7 nel 500 e di 59 in 700. Sono tutti <soggetti> dati dalle aree trasversali che esistono ogni tre cifre e che sono tutti soggetti molto significativi nei loro numeri 24, 2, 4, 6, 66, 6, 58, 44, 21 e 59. Sapendo ormai (spero) che 143.800,8285 × 10^6 è il volume i cui lati sono della carica 16+299792458+299792458 che moltiplicandosi dalla il volume in base a <c> e alla carica elettrica, tutto il numero colle sue 32 cifre diviso per l’intero volume 1.438.008.285.978.908.224 determina: 44.608.912.403.151,7191 e si vede tutta la dinamica data da 444+1+1 che rende volume nel prodotto i 2/3 dell’energia 666. 8912 è il moto di 66+66/3 in 9000 di 3/1 al quadrato. 403 è lo spazio 3 in moto colla realtà 400. 151 è il flusso 1 della terna 50+50+50. 0,7191 è 1000/1390 in cui 139 è il 34° numero primo della presenza 1 di 66/2. ,


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La ragione delle 4 realtà 3.333 a 962 decimali Quando manca ai 1.000 decimali quello che è il flusso del piano a lati 1 e 1 nella realtà 48, ossia il 38, ecco apparire il flusso dei 6666/2! Enoch era a 974 decimali con la sua presenza con 13 cifre, per cui a questa dimensione siamo alla prima delle 13 cifre di Enoch, il 7° fattore e più determinante dei 10 in quanto è lui a dar luogo coi 365 anni di vita all’unità del giorno solare con 365 esatti (il quarto che segue dipende dalla rotazione del sole). Delle 3333 divise la Matrice della dinamica ha dato le prime 333 (dello spazio) al 6° fattore e l’ultimo 3 – quello del tempo – ad Enoch. Il mediatore dell’energia (il 7° fattore in Bibbia) è collegato con il moto di questo 38 in 10^3. 3802759818277112333380, è la sequenza in cui il 333 appare tra due 380 posti ai suoi estremi, nel mentre, per la posizione dei 3333 siamo al 38 che manca al 1000! Cominciando con 27 è il fattore cubico di 3×3×3 mentre è tutti questi quattro 3. Il 598 diventa 777 se cresce di 7+7+7 nel 100+100 dei lati della realtà. Il 182 diventa 777 se cresce di 7×7×7 +9× (7+7+7+7). Il 112 diventa 777 se cresce di 777 -777/7 -1. Infine, 3333 diventa 7777 crescendo i 4444 dati da 7777/7 nelle 4 dimensioni della realtà. Non c’è da stupirsi, poiché 3333 è il tempo ½ dell’energia 6666 che abbiamo ritrovata intera ai 365 decimali indicanti un anno nei suoi giorni. 6666/2 è la dinamica pura espressa nel tempo ½ dell’energia e il numero a 17 cifre lo dimostra. Ci apparirò anche dividendolo per 1.438.008.285.978.908.224 della carica con c^2. La divisione porta a 0,019191949, e ogni 19 che è la metà di 38, flusso di 1 e 1 in 40, nel suo dimezzamento, ne è il tempo e si presenta in sequenza nelle tre volte 191919 dello spazio. L’ultima è il 1949 in cui il 1938 esistente all’Origine degli assi cartesiani dello spazio e del tempo porta l’intero moto dell’energia 66 data dai 66/6 uguali agli 11 aggiunti al 1938 per passare agli anni 1949.


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La ragione delle 4 realtà 1.111 a 1.688 decimali La realtà intera 1111 non appare nelle prime 1000 cifre decimali… ma perché? Non appare poiché la dinamica intera del volume è nelle tre cifre 777 con cui l’anergia 666 avanza in linea con 666/6. 1000+666+66/3 è il moto intero di 1111. Dividendo 1.688 per 1111 abbiamo 1,5193519351935… in cui 0,5+0,5+0,5 è il dimezzamento nel tempo positivo dell’unità, che si sono posti sui tre assi cartesiani, con la conseguenza – papale, papale! – dell’eterno ciclo 1935 che è quello che ha per soggetto del suo ciclo infinito lo spazio intero 3 esistente nell’ infinito 1938 !!! Poiché il nome di Dio 381 è il Dio della dinamica, 4,4304461942 volte il 381 portano a 1.687,9999999902. 4,4304461942 è 4,44444 +0,013998 +1938+4 di realtà accresciuta ove il ciclo dei 4 è dato dai 2/3 dell’energia 6,66666. All’interno di 8.8888 dato da 6.666+6.666/3 esiste il 72 dato dal 9×8 esistente nelle centinaia del lato della realtà, che è presente e si muove interamente per 1.688 unità. 045626871714634451111 è il ciclo intero a 20 cifre in cui le prime 10 avanzano nelle seconde che le strutturano +4.562.687.171 +0.071.763.940 è l’intera crescita nel tempo intera a 10 cifre =4.634.451.111 È data da 7 (la crescita unitaria di 3 in 10) seguito poi dal 7é numero primo 17, poi dal 7 che avanza per 9 volte ed è 63, e avanza con 7 volte il 7+7 meno 5, che c’è ma si è semplicemente tolto di mezzo mettendosi nel piano trasversale a fare i lati 25 e 25 della presenza del lato 100 nel tempo ¼ in ciascuno dei due lati della realtà che dal prodotto danno 10^4. Ora dividiamolo per la carica elettrica per il piano il cui lato è la velocità della luce, il solito 1.438.008.285.978.908.224.


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45626871714634451111 diviso per 1.438.008.285.978.908.224 determina 31,7292 in cui 317 è il 66° numero primo esprimente l’ordine dato con l’energia 66, e il risultato lo presenta nel tempo 1/10 unitario. Segue il palindromo 292 indicante il moto di tutto il complesso 8 nell’unità 300 dei tre lati della realtà.


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La ragione delle 4 realtà 0.000 a 1.703 decimali La domanda di come mai la realtà inter, decimale, che termina con lo zero presenti il 10.000 solo dopo che sono passati i 1.000 è lecita, ma qui dobbiamo sapere che, nella Matrice, appaiono sempre i flussi di <qualcosa> che non compare mai, che è come un ente che esiste ma che è trascendente! Allora l’intero, dato sempre da 1 seguito da zero, che è una unità in sé, non entra in questo strano <giochino> il cui esiste sempre un soggetto <a sorpresa> in questa unità e rivela solo il suo movimento, togliendosi di mezzo come un corridore che se deve correre i 100 metri, si metta prima di essi. Questi numeri ci danno sempre il flusso di un soggetto invisibile, dato dalle sezioni trasversali che esistono ad ogni cifra decimale. Qui l’intero è il 10.000 della realtà! E 1.703 è il flusso di un piano corridore avente il lato quadrato che è lungo la metà del valore complementare a 10.000 e che manca. Il valore che manca in lunghezza è 8.297 e le tre linee di volume in questa lunghezza sono 1 +2 date da 8296/2 1 × 4.148 × 4.148 è il volume dato dai lati 1+ 4.148 + 4.148. Se vogliamo considerare tutto presente e non avere sorprese, la realtà del percorso è 1000 e il <corridore> aggiuntosi <extra corsa> è il 707. In questo modo di vedere ci sono entrambi, tutti e due palesi. 707 è di per sé lo spazio 3 in tutta la sua corsa 700… infatti è un 3 <corridore> che si esprime nel 700 della sua corsa quando il 3 riguarda il lato 100 della realtà e 300+700 è l’unitario 1.000. Ora i numeri questo hanno, di veramente bello: possono essere intesi come meglio ci pare. Possiamo dire che 3 è il <corridore> e 1.700 è tutta intera la sua corsa essendo un 100, lato della realtà che è in atto come il 7° numero primo 17.


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Inteso in questo modo, come 7° n. primo e 3, 7+3 è l’unità di presenza del 10. Possiamo perfino capovolgerlo in 3071 e non cambia nulla, poiché 71 è il moto del 10° numero primo 29 in 100, sì da avere il 3000 per lo spazio e il 10° n. primo per il tempo, all’interno dell’Unità che non solo è Una (nel tempo) ma Trina (nello spazio). Le cose sono molto chiare quando poi passiamo ai numeri di queste decine di migliaia ed esse seguono immediatamente il ciclo a 4 cifre dell’unità. 1111067494234840000 Intanto è l’esatta realtà data da 30.000 di spazio e 10,000 di tempo! Il che esiste – si direbbe – in un crescente 12345+3 … ma non è vero! Questo è solo il flusso di quello che c’è! Infatti c’è anche l complementare a 12348 dato da 87652, valori che sommati sono 100.000. Ma non appaiono tutti e due. 87652 sono la somma dei due lati 43.826 e 43.826, ciascuno dei quali è la realtà intera di 10.000+30.000 di tempo e spazio in 40.000, in cui 381 esiste nel ciclo 10 e si somma a 16, carica elettrica della realtà 4×4. Se avete dubbi sull’1 di 1234… poiché vedete 4234, il vedo 1234 nel tempo e 3000 nello spazio! Infatti 93 è il moto di 7 (l’area) nel 100, e 674 è il moto dell’invisibile piano 26 nella dinamica totale 700 (sei che assecondano gli assi, una che asseconda il raggio dell’espansione sferica dall’Origine). 67494234840000 diviso per il solito volume della carica della luce 1.438.008.285.978.908.224 risulta 0,00046935915111 È il moto di 31 (11° primo, flusso dell’energia 66) nel tempo ½. Questo 46935915, comparato al ciclo del 4631,0217 dell’anno terrestre +4693,5915 - 4631,0217 =0062,5698 è il solito moto unitario del 38 in 100, il cui tempo 5698 è il moto 5 (tempo ½ di 10) dello spazio 4693 che sommato al tempo 5 è lo stesso 5698.


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La ragione delle 4 realtà 2.222 a 2.507 decimali 2.222 è l’unità di flusso dell’energia 6.666 quando esiste nel tempo 1/3 dello spazio 3. La ragione per cui appare nel tempo di 25 che è ¼ di 100 e si presenta in centinaia di 7, è che questo 2,507 è il tempo ¼ del 10.016 che è la carica 16 di tutta la realtà 10.000. 015837972895452410 494540 2222 è il valore di tre cicli, notando ce 2222 qui è il ciclo esistente da solo. Noi siamo liberi di prendere tutti i numeri che vogliano. Questi, di 27 cifre, divisi per la solita carica della luce 1.438.008.285.978.908.224 danno come risultato il numero 110.138.258,9368 e cediamo valori molto indicativi specialmente quando sono divisi per 2 a determinarne solo il moto in positivo, che è 55.069.129,46844004 e si mostra essere il moto elettromagnetico 55 in accomandita con quello di 1 in 70 e del 9 (l’invariante c^2) nel piano a lati 60 e 60. Il tempo 0,4684 è sempre in relazione al ciclo 4631 dell’anno terrestre.


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La ragione delle 4 realtà 9.999 a 5.920 decimali Come 9999 è il flusso di 1 in 10.000 di realtà intera, allo stesso modo 5.920 è il flusso di 80 (il ciclo 10 della realtà complessa 8) nel 6000 che è dato dal 1000 che si espande dall’Origine in moto centrifugo solo assecondando i 3 assi cartesiani (e non il Raggio … il Sabato di Dio è escluso). Asseconda il moto solo in positivo esistente nel 11.840 in cui 10.000 è l’intera realtà e 1840 è la realtà 40 nel ciclo di dieci angoli piatti di 180°. Ha anche senso il 9999 diviso per tutti i 5920 decimali in cui appare, a definire il valore medio Esso è 1,6890, prossimo al millesimo del 1703 (le cifre del ciclo terminante con 0000). È 11/1000 in moto in 17/10. 300729999 è il flusso del 72 che è ancora 9 volte 8. Preceduto da una unità 100 nelle 300 degli assi cartesiani aventi a asse ciascuno il lato 100 della realtà, si presenta come un ciclo alquanto compiuto nel moto totale di 1 in 73 cicli 10.000 con 73 che è il 21° numero primo indicante il 7+7+7 disaggregato sui tre assi.


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La ragione delle 4 realtà 7.777 a 6.982 decimali Il ciclo 10, della presenza, che sulle 3 cifre dello spazio si era compiuto con le 10^3 cifre decimali che imponevano il ciclo 10 (nella 1,001) alla 777 unità relative alla decina era stato assegnato dalla Bibbia alla vita di 777 anni, di Lamech, padre di Noè. Noè=30 – il numero 10 e l’iniziatore nel nuovo mondo – qui nella Matrice della dinamica di 1000, arriva a completare anche la quarta dimensione della presenza dello spazio. Accade quando 10 si muove di 18 in 7+(7+7+7) e questo 18, in 10^3 × 7 decimali, trasla quanto 6.982 decimali. A questo punto è compiuto il ciclo spazio-temporale di tutta la dinamica. 77770:06.982 = 1,11386422228 fino alla definizione atomica, totale di 10^-10 si dimostra nella dimensione intera 1 dell’unità e nel tempo di 11 centesimi dato dall’energia 66 assegnata a ciascuna unità delle 100 del lato della realtà. E la sua struttura intima è il moto totale 38100 di 54 milionesimi dello spazio complesso in 10^6, e alla dimensione 10^-10 il 22222+6 del flusso in linea dato dai 66666/6 dell’energia, messi in relazione con i 6 avanzamenti centrifughi o centripeti relativi all’Origine dello Spazio-tempo; poiché la matematica consente tutto, se sono rispettate le sue regole, 22228 è anche il flusso di 66600/3 +7+(7+7+7). Il reciproco, dato da 6.9820:07777 è 0,8977754918, con la stessa definizione di 10 decimali. 7777 -6982 è il 795 che diviso per 7 dà il 113 +100/175 che nell’intero 113 è 111+1+1 (l’unità del volume in cui flusso 111 è 666/6) sommato all’area trasversale a lati 1 e 1 che rendono 111 un volume), mentre nel tempo di 100/175 è il lato 100 della realtà diviso per l’altro che è stato caricato di tutto il 75% di spazio). Poiché 6.982 decimali misurano solo flusso, il suo totale è quello terminante con il 7777 che si è caricato esattamente di questo moto unitario, giacché porta a 7777/7777 (una volta aggiunto il 759 esistente


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sul piano trasversale come due lati di 3975/10 ciascuno e che in ciascuno è il moto della presenza 25 (su 100) esistente nell’unitaria realtà 4000. Anche questo 7777 è intero, avendo uno zero che lo precede e che indica le decine di questo numero 0841449839180 77772997. Come lo vedete, di 10 numeri come decina, poi 7777 e dopo la velocità della luce. Infatti dopo questo 7777 comincia un ciclo nuovo con le 4 prime cifre maggiori dello spazio percorso dalla dimensione 10^5 (elettrica nel 10^10 E.M,) della luce. Ne ho già scritto in precedenza. 7.7770: 01.438,008285978908224 = 5,408174678 fino ai 10^-10. Si dimostra il tempo dei lati 100+100 della realtà, ed esiste in 0,40, il 40% della realtà, in come essa è poi qui strutturata da questo divisore dato dalla carica 16 della luce, ×c^2 che non divide 40, ma il resto indiviso quando il diviso è 40.


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La ragione delle 13 realtà 444 entro 10.000 Il ciclo spaziotemporale 4444 mance nelle 10000 cifre di tutta la realtà e 444 (che indica i 2/3 del flusso dell’energia del piano), appare in tutte queste 10+3 intere unità decimali. 2344 è il moto di cento 7+7+7 in 4444 3028 è il moto di 7+(7+7+7) di 3000 4279 è il moto di 7+7+7 in 43 cento. 4827 è il moto di 4000+381+1+1 oltre 4444 5104 è la realtà del lato 100 nel tempo di 10.000/2 5757 è il moto del piano a lati 101 e 101 in 7777 5930 è il moto di 70 in 6000 6672 è 6666 mosso di 6 6930 è 70 che si muove in 7000 7129 è il moto di 71 in cento 9×8 7603 è il moto 1000 di 66 cento e di 3 9006 è il moto dal centro dell’invariante 9000 9173 è il moto invariante 9000 del 40° numero primo della realtà


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La ragione delle 7 realtà 888 entro 10.000 Il ciclo spaziotemporale 8888 manca nelle 10000 cifre di tutta la realtà e l’888 spaziale è presente nelle 7 dimensioni del moto espresse in questi sette casi. 1645 è il 7+7+7 in 1666 2294 è il 2222 +9×7 2399 è i1 che è in cento 24 e vi si muove 4555 è 1000 che è in 555 e vi corre 6021 è 7+7+7 che trasla con 1000 nei 6 versi centrifughi 8563 è il moto inverso di 365 decine di anni in tutto il complesso 8, alias è 13 volte la presenza 25 in 8888 e in quanto vi si muove. 9289 è 8888 che trasla di 401, presenza 1 della realtà 400


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ESEGESI dell’ASSOLUTO 4. Approccio discronico H. LA MATRICE DINAMICA VISTA E ANALISI QUADRO DAI 10.000 AI 23.000 DEL 1° ACCORPAMENTO REALE


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Oltre i 10.000 4438835536149544597493805008509275589402360048254070796819809029918614777920540644642799061855935003 1532723832809510872051450342137566795948137708987611280229668471736908609902526051848538917059857878 8715420303155058388880358104797474038537414377044756384443492417555938193378808263186083867031730160 1771024478526154534602863454426748803639209957323740426988872053030593274638763080156627811735401112 5859731398209295973252846935176358313429096440847919856542004687120579088664357041222813527755881090 Diecimila cinquecento 4121408502212887737158182388428933853397708718208924257099690736800191922849411007004377922596755196 0045282333876683994692992670634009918369363658857905653175799220827971922028881637320107869574786559 2747981103183113746957378703790590666818675590116016346548433696153168147020402298406122222911710645 2694454175021831350691296435107035967130379247745200078304269587257641340458948509946571213952485934 5465474655615206130759788779718357796747063946679439549681348884467335221504372806439457999139258354

Undicimila

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Dodicimila

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Diciottomila

1363121892706484253878507774768154642880992700805539411521048679802836145714831110979094557593529289 0414207862887633188562179831126357582789039488404056041906699602365227454274901841602633390739008555 6745949431856440435911542482139269394369698627587138974278729671387826899317475131715277083250459063 5363855710634047495452041659706113796983899602657735906031125695954674538289093317445626294691889103 2896113744962079768866656804502038925295016420566026517845750556366120304056188174326514096417989634 Diciottomila cinquecento 1305514899438494997857698561253436121245639053541587469977489324056416921360333126656183996483376575 7167726796489244669488819591417633025654297664239462769724881264882524585407567241424623212844813664 8665317711380479790989032200715866540234338268492657672124522088558539678340109078271487017844640661 0368176671532968799031709517057733167084845918496690028961927533069559680650414194470000981786613510 3873399149735486435981329056676177377458098946363387880895772051638022658133420861104042940074023946


532

Diciannovemila

7508099111980507286794448823033054456567802281354908452745882784235208161163930048728778046281712764 2854792100787909355427408369127243492279918112985790709418484371535480792981978411296776035246375396 0225219541269843999226379464648524197880255947666753129780683465902514809079588502134700663147750323 0596329973670582755514697133664165556326249231896336063943618921981146319712203998565781759821448944 3492740094988087385049977764978285154752199087352752275726719384128297483238121230876813427755295967 Ottantasette cifre dopo la nascita nel 1938 ci sono i valori della morte di Romano ottantasette anni dopo Diciannovemila cinquecento 1320616960471658470651589914060063964209959940572050235675841974879901048425060737653874960306035071 3440825689638385013806170536727380641344611545635521027462670505336948279367194002177831838706082890 2398121477402172758960913674701964802406806340383772621012264475480105393082805797428752708472016894 6391480124676811885028897477215750832634857902512194528423724183445799952954274455685203727914794836 7344502952695003739860654879517079145691752449012355238735621707276121057303249468429039525989299733

Ventimila

6088756803948637615641237639980765980511936925014104301379939468024640325429043994746699924586238258 3503688766882454581888599452619443739147443211965533390888205809249321517180607394322141073670350379 4736940943797624116312570754178425954636370399643757151677352983581079438372349457751201107882087914 0341225630848438810571108549437650570275050982327640525284855772348957349672201901552819709581543239 5208244946184873502109242061353755507006679687750362639866800535299557340332321131416332853430817637 Ventimila cinquecento 2528832338763940875409660252286670694326114731956437331128226000723398359131078676327301209724777789 1786623029228437695037735073447102040811983379395502819300330808743130018556928002761150860013814282 5938443884825054622277796303313159189142272600510077813365227721725399664961504655633240593243794305 6551566341823073135090662141166306639075669292252244476895276213651966211089475156588935704439287497 1457561072456736832533876353637475550359084843320277509215094594350927734526728549694376872626130445

Ventuno mila

0663028587069255685269134060139600374761207692858462753714076454288166010005027275832098438413241081 9767718918653953696726990856388589579890124269010516738642586590809174217684530197509424498750713942 7214690432600702276733733338963685584313583351514899811691710384833785962510213736042485682696825221 0358871431699709139217006541415515828252180902314947736436624059194162624896988651325882260862848377 0967160257454638146235374118342354434023886103808446408997203940318998063114799944975087833884216783 Ventuno mila cinquecento 0240715887703070867522720445755145928381139354477585644678246959481507805148865172902399734644324507 0055729268111074909032379326070436658854898830034797748406328832737187473591414716335470658008030113 6184748407049948038038069815779607697772332486586006547357561076063276452882421588311714595586087338 6180815624248773854476946002365087515160428012813457514736151436492162033279613262222730866804609839 4732454602721330123562749271478962905607225542972582341077859105215689821811604937581098386524830446

Ventiduemila

1410588540186752916568110972239548742717991265961078624862048066102127130822912694082835195547866516 6793167195508504970400902297180798794864311376646426289208041765908905085883885072335509695155391763 5950403906635964289492636298068597707359278733246559589127324114734104297892375484342552920836145093 3768796360892989165208808183916989839517281824611760158495318186168385625518003993065925282398396816 6044562432048971180136800920025526992192059869007639829760376905547672088514945277959905022077625040 Ventiduemila cinquecento 9839434915616154733979363347985916001228345411570078382096427139842669662520312924665229175751640645 5140102720967940612289885181395526793197055515526577328743516279439105011135463533509498289932176784 1711768993878291204245988737876912476745874082822447886735744734706243494258057587651323540240549366 555339637532481063920598959478686974744096396391058650792021826470263760595856915448432975142032078

Ventitremila


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La ragione delle 4 realtà 0.000 dopo 10.000, entro 23.000 Il ciclo della realtà unitaria è dato da 10.000 unità, per cui tutto quello che viene dopo, lo replica, da uno a infinite volte. La realtà a 4 cifre, quando è intera in un numero, lo ripresenta nella successione delle 4 volte della realtà: le prime tre in dimensione di spazio e l’ultima di tempo. Le 22.000 cifre dopo le prime 10.000 indicano il flusso lineare dei 66/3 dell’energia, nelle unità di volume date da 10^3. In tal modo si arriva dall’inizio alla pienezza 1.000 anche dei primi due numeri primi nella loro sequenza posta in 23. Capito che stiamo indagando il flusso unitario intero dell’energia data da 22 migliaia, il finale 0000 riguardante lo zero si presenta naturalmente nelle 4 dimensioni della realtà. La prima volta è a 12.606 decimali. 2.606 decimali oltre la realtà di 10.000 indicano il flusso 606 del lato alla dimensione di 1000 e 1000 nei suoi due lati perpendicolari alla linea di flusso. Poiché quello che scorre è la presenza 10, in tutti e 6 i moti centrifughi sui 3 assi, essa in totale è 60; trovandosi all’interno dell’energia totale 666, il flusso di 60 in essa è di 606. La seconda volta è a 14.181 decimali. 4.181 decimali oltre la realtà di 10.000 indicano il flusso 3.000 dello spazio, 1000 del tempo, 100 del lato della realtà, e 81 la potenza 3^4 della realtà a 4 dimensioni spazio-temporali basate sullo spazio la cui unità è 3. 4.181 meno 2.606 indica con 1.575 che l’energia in moto lineare data da 6666/6=1111 si è mossa di 464, ossia di 444+10+10, oppure di 101+101 presente come piano in 666 e avente quel flusso. Questo moto lineare, aggiuntosi al primo, ha portato al secondo.


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La terza volta è a 14.744 decimali. 4.744 decimali oltre la realtà di 10.000 indicano il flusso 4.444 dato dai 2/3 del piano dell’energia laddove 6666/3 =2222 sono i lati 1111 e 1111 del piano trasversale al flusso 4444. L’ente attore del flusso 4444 del piano a lati 1111 e 1111 dell’energia è la terna cartesiana data da 100+100+100, che ha per ogni asse il lato 100 della realtà. L’intervallo tra il 4.744 e il precedente 4.181 è dato dal 563 che nel 500 è il tempo ½ del 1000 di volume; che in 60 è il moto 10 in ciascuno dei sei moti centrifughi sui tre assi e che ha 3 come l’unità dello spazio. L’intervallo rispetto al primo è del 2.138 che costituisce il flusso del piano a lati interi di volume 1000 e 1000 il cui flusso 138 è della del flusso 38 esistente dato dal piano a lati 1 e 1 nella realtà unitaria in 40 che si sposta assecondando interamente il lato 100 della realtà. La quarta e ultima volta a 19.788 decimali. 9.788 decimali oltre la realtà di 10.000 indicano il flusso di 211 nel ciclo intero 10.000, e in 211 è il flusso lineare 66/6 dell’energia relativa al piano avente i lati interi 100 e 100 di quell’intera realtà data da 100×100. Accade 7.182 unità dopo la prima; è il moto di 6+6+6 in cento 9×8. Accade 5607 unità dopo la seconda volta; moto di 381+6+6, in 6000 Accade 5044 unità dopo la terza volta; cinesi 44 del solo +5.000 esistente nel complesso 10.000 della realtà.


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La ragione delle 2 realtà 2.222 dopo 10.000, entro 23.000 Una allo 04442222,193457800 che mostra la virgola alla quantità di 2.655 decimali con tre cifre precedenti data da 222+222 che però sono trasversali e determinano il flusso reale a 4 cifre date dall’energia 6.666 nella presenza unitaria 1/3 della dimensione unitaria 3 dello spazio. Subito dopo questa dimensione, riparte un nuovo principio dato dal 1938,0125 e che si presenta in un 19345780 che è il flusso reale di 3,4345, uguale a 3,3333 +0,1012, che è il piano trasversale che esiste a questa dimensione intera fino nelle 800 dimensioni presenti quando i decimali sono le 2664 del moto intero 2^6 +26 in numero di 100, lato della realtà. Il piano trasversale che riduce l’inizio del 1938,0125 al 193457800 ha il lato di 1,71725 che riferito all’intera realtà, è 10.000/5.823 e si tratta del limite estremo Benito=5900, posto a denominatore dell’intera realtà, in cui corre la curvatura 77 alla dimensione reale del piano. Accade questo proprio perché è la struttura del Romano=66 che interagisce col Padre Luigi Amodeo=54+47=101, e con 66×101 di muta in 6666. Ciò accade poiché il 1938,0125 è la data di nascita di Romano che non è creato come uno <a sé> ma intimamente legato al <corpo> di Benito che si presenta come la sua strutturazione materiale. La seconda volta in cui abbiamo la sequenza di 2.222, accade alla dimensione del 21.875, che dista 347 dal 2.222. Questa distanza è data dal 7^3 = 343 che si muove nello spazio-tempo a dimensione 4. La seconda volta in cui il 2222 si presenta è dunque legata al valore della sua intera traslazione, che non sembra esserci, ma invece c’è. Quello che manca infatti è la presenza del solido <corridore + sua corsa> che sono un insieme di presenza comune. Il corridore è il 347 mentre 21.875 è tutta intera la sua corsa.


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La ragione delle 2 realtà 22.222 dopo 10.000, entro 23.000 Ci sono due 22222, un numero che esiste nella dimensione 5 dell’elettromagnetismo e che è dato da 66666/3. Esso si presenta la prima volta alla cifra numero 10.690 in cui esiste la realtà intera 10.000 in tutto il moto di 10 (tutta la presenza) in 700 (tutta la dinamica di 600 sugli spostamenti centrifughi sui 3 assi del lato 100 della realtà e di 100 assecondando il raggio dell’espansione del volume in forma sferica). Esso si presenta la seconda volta alla cifra numero 16.137/1 del moto 116/1 della carica della luce 16,021(76634). È quello riconducibile in assoluto (ossia sommando al numeratore anche il denominatore unitario) alla Terna dei primi tre fattori, nei nomi di Adamo +Set +Enos, somma data nel valore numerico, da 30+40+47. È un 138 assoluto imparentato col 381 totale che gira il <libro 1,38 capitolo> in <capitolo 38,1° libro> rovesciandone la gerarchia.


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La ragione della sola realtà 3.333 dopo 10.000, entro 23.000 Essa si presenta a 21.226 decimali che rispetto al 33333 che è veramente ha il piano trasversale lungo 12.107 e il cui lato è il 6.053,5 in cui nel tempo ½ della presenza solo in positivo esiste il 16° numero primo 53 assieme alla lunghezza 1.000 esistente nei sei “vai e vieni” che ci sono sulle stesse tre lunghezze di 1.000. Perché non si ripresenta? Poiché richiede più tempo per ripresentarsi. Già è obbligato a ripresentarsi solo ai 21.226 decimali, dopo che nei primi 10.000 decimali della realtà era apparso ai 962, dunque 20.264 decimali prima, cioè dopo 962 per 21,064 per giungere al 21.226 volte in cui 0,64 è divenuto l’intero 226 moltiplicandosi per 353,25 ossia presentandosi a dimensione di curvatura cubica 7^3=343 come il moto di 10,25, ossia del ciclo 10 esistente nella presenza del 25%. Questo fa presumere che la terza volta il 3333 si presenterebbe quando i decimali fossero divenuti 21.221 ×21, se non subentrano fatti imprevisti.


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La ragione delle 4 realtà 7.777 dopo 10.000, entro 23.000 Il 777 si è presentato giusto nel 1000 e abbiamo capito che nella creazione del primo mondo descritta dalla Bibbia corrisponde al Lamech padre di Noè, vissuto 950 anni e che troviamo poi “nato” nei suoi 950 anni sono quando i decimali sono divenuti 1106 e quindi rispetto al Lamech padre, che aveva sempre conservato la dimensione 13 dispetto ai suoi progenitori, nel passaggio dalla vita definita per il 9° e quella del decimo, subisce un incremento brusco che passa da 13 a 106 accelerando di 8 volte che per 13 portano al 104 cui sono aggiunti i lati 1 e 1 che lo rendono volume complessivo. 1. a 6.981 decimali avevamo trovato un 7777 a 4 cifre, importantissimo ciclo dal quale poi cominciava a esistere la velocità della luce. In esso il 7777 valido alle 6.981 cifre, dividendosi per esse, si rivelava essere 1,1140 di una realtà perfettamente divisa e 166/1000 di realtà condivisa, come un’area trasversale a lato di 83 millesimi che condivideva il flusso 1,111 di 3 millesimi di spazio unitario nel 10^3 2. a 11.504 cifre il 7777 si ripresenta, 4.523 decimali dopo i 6.981. In esso, 7777 diviso per 11.504 è 0,67602573 diviso +208/10^8 di resto condiviso. Presenta con ciò 26×8 (come 2 anni in settimane) alla dimensione 10^8 della luce quando è 2,99… e si rivela l’energia reale 0,6660 mossa di 0,01 (il centesimo del lato 100 della realtà), la cui struttura decimillesima 2573 è il moto di 3^3 in 2600 (10^-8). I 4.523 decimali dopo i 6.981 avevano diviso il flusso di 1,7194 relativo a un’area condivida di 1538 decimillesimi di realtà 10^4, avente quel flusso. 3. a 12.846 cifre, 1.342 dopo le 11.504. Qui 7777, diviso per 12.846 cifre ha per ciascuna 0,60540245 diviso con resto 12730/10^8 condiviso


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pari al moto di 3^3 in 13000/10^8, in cui la realtà del moto di 46 in 61/100 è strutturata dal moto di 55/10^8 in 300/10^8. 4. a 14.484 cifre, 1.638 dopo le 11.504, il 7777, diviso per il numero delle cifre, dà a ogni cifra decimale 0,53693731 diviso con resto 196/10^8 condiviso, che è il moto della realtà in 200, suo lato, a dimensione 10^-8. Mentre il diviso assegna il moto di 31 a 54/100 la cui struttura reale sta nel moto di 69 in 3800/10^8. 5. a 20.598 cifre, 6.114 dopo le 14.484. Infine qui il 7777 diviso per 20.598 assegna a ogni cifra il valore medio di 0,37756092 diviso e 16984/10^8 condiviso. Il 7777 si ripresenta dunque in queste 4 cifre solo quando alla struttura 10^-8 della realtà complessa abbiamo un’area unitaria come le 5 che abbiamo osservato. Io ho spinto l’analisi fino alla dimensione 10^8 della realtà complessa in cui una è strutturata dalla successiva, tanto da dare un valore allineato con la velocità della luce quando è il flusso di 3, ma avrei potuto limitarmi a tutte le dimensioni di cui desidero conoscere gli importi. 1,1140, flusso di 0,166, è stato infatti <stoppato> alla dimensione reale decimillesima e ha comportato 166 di fronte indiviso; ma avrei potuto dividere anche il 7777 per 6.981 avendone 1,11402377 di flusso dell’area 0,00006163 condivisa come il resto non diviso. Avrei avuto alla dimensione 10^8 della luce il flusso di 37 in 6200/10^8. Nel contempo, avrei avuto anche la struttura decimillesima della realtà 1,114. Osservando nelle dimensioni identica, di 10^-8, il caso del 7777 presente ai 6.981 decimali e gli altri 4 tra le 10.000 e ne 23.000 cifre di questa ESEGESI della Matrice, abbiamo le aree dei resti condivisi, che sono rispettivamente espresse nei decimillesimi del ‱ con: 1. 6163, a 6.981 decimali, uguale all’ 8.828 ‱; 2. 208 a 11.504, uguale al 180 ‱; 3. 12.730 a 12.846, dato dal 9.909 ‱; 4. 196 a 14.484, dato dal 135 ‱; 5. 16.984 a 20.598 dato dal 8.245 ‱.


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La ragione delle 5 realtà 8.888 dopo 10.000, entro 23.000 8888 è la realtà complessa in cui l’energia potenziale 6666, avanzando per 6666/3=2222 si realizza in 8888. Analizzando i dati solo fino alla dimensione reale decimillesima, abbiamo che le singole quantità si dividono in una area trasversale avente ciascuna il suo flusso determinato. I cinque casi in cui 8888 si presenta nella matrice tra i 10.000 e i 23.000 valori decimali esaminati, sono i seguenti. A 10.221 decimali, 8888 diviso per 10.221, dà, a ciascuna delle cifre, lo 0,8695 diviso e il piano 1.159,884 condiviso, avente il lato di 579,942 che condivide il flusso totale 9.061,116 Esiste con il 10.221 che è la realtà 10.000 con tutto il fronte unitario trasversale a lati 111 e 111 nel tempo di 1/10. Questo 221 è la somma dei 4 nomi <Romano Antonio Anna Paolo> della Sezione Aurea, dati da 66+78+26+51. Il risultato attiva il piano 1159,884 in cui ai 6600/6 unitari di Romano, si aggiunge il 1° nome di suo fratello Benito=59. Il tempo 0,884 è 0,444 +0,44 e sono i 2/3 dell’energia in potenza chiamata Romano e uguale a 666 nelle tre cifre del volume e a 66 nelle due del piano. Il flusso 9.061,116 asseconda nel 1,116 la millesima parte di BRASIT BRA, le due prime parole di Bibbia, che valgono 913+293=1116. L0intero 913 di BRASIT sta nel 906 per come vi si muove dentro il <corridore> 7. Che poi è SET, il 3° figlio di Adamo. A 12.386 decimali, 8888 diviso per 12.386, dà, a ciascuna delle cifre, lo 0,7175 diviso e il piano 2.510,86 condiviso, avente il lato di 1.255,43 che condivide il flusso totale 9.875,14 che riguarda la presenza intera in 2 500 +10. Esiste quando alle 12.000 unità che sono il “vai” elettrico 6.000 e il “vieni” magnetico 6.000, si aggiungono le 381 che sono avanzanti, in tutto, nel tempo unitario dato da 10/2, e avanzano con la


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dinamica totale 381 della Matrice, che è poi la somma dei nomi Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo (il nome della Sezione Aurea e <nome segreto> di Dio. A 13.389 decimali, 8888 diviso per 13.389, dà, a ciascuna delle cifre, lo 0,6638 diviso e il piano 2.988,1456 condiviso, avente il lato di 1.494,0728 che condivide il flusso totale 10.400,8544 che riguarda la realtà intera 10.000 nel suo dettaglio 400 nei 4 lati della realtà unitaria in 100. Esiste quando alle 13.000 unità della presenza 1.000 dell’elettromagnetico 6.000+6.000, si aggiungono le 381 unità avanzanti in tutto il complesso 8 della dinamica totale della Matrice. A 15.758 decimali, 8888 diviso per 15.758, dà, a ciascuna delle cifre, lo 0,5640 diviso e il piano 3.875,168 condiviso, avente il lato di 1.937,584 che condivide il flusso totale 11.882,832 . A questa dimensione avente nelle migliaia il 15 dell’unitario piano dello spaziotempo, del dettaglio 758 degli anni 753 del Natale di Roma sommati al tempo unitario nei 10/2, abbiamo il lato del 1937,584 che rispetto all’origine del 1938,0125 è a distanza di 0,4285 dal Natale di Romano A 16.386 decimali, 8888 diviso per 16.386, dà, a ciascuna delle cifre, lo 0,5424 diviso e il piano 4.067,1488 condiviso, il cui lato è 2.033,5744 che condivide il flusso totale 12.318,8512 Esiste quando alle 16.000 unità della Carica elettrica a dimensione 10^3, si aggiungono le 381 che sono avanzanti, in tutto, nel tempo unitario dato da 10/2, e avanzano con la dinamica totale 381 della Matrice, che è poi – come ho detto e ribadisco – è la somma dei nomi Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo (il nome della Sezione Aurea e <nome segreto> di Dio.


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Finale 010 c’è solo come 01.000 a 21.074 decimali Indica il ciclo assoluto di 10^3 È dato da 12^4 +338. In ciò, 12, che è il 10+1+1 che nel prodotto lo rende volume unitario, e implica la lunghezza lineare 12, quando è elevata alle 4 dimensioni della realtà eleva il volume 10 rappresentato in linea al valore della realtà. Il fatto che ciò non basti e necessiti di un 338 esistente in principio, è dato dal fatto lo stesso 10 deve descriversi. Infatti la sola descrizione lineare non basta. L’unità è sempre esistente Una e Trina, per cui la sua esistenza cubica, meno 100 (lato 1 della realtà 10^4) riduce 1000 a 900 e diviso per lo spazio indicato dall’indice 3 del volume lo riduce al 300, che è una terna di lati della realtà. Ora la realtà 4 del ciclo 10 è 40, ma essendo in 4 ha la dimensione dell’area unitaria che va eliminata, per averne solo il flusso che è 38. In questo modo, 300+38 definisce in modo compiuto la base 12 del ciclo 10, di volume, espresso con 10+1+1. È un valore che si pone <in principio>, e infatti si è inizialmente posto a descrivere il ciclo 10 tramite le sue relazioni generali. Fissato per bene questo valore <in principio> che è anche più semplicemente ancora dato da 334+4; ciò descrive la realtà intera 4 che si somma al 334 che è la quantità assoluta di quella unitaria data da 333/1 (che ha posto a denominatore di quanto diviso, con 1000/3, il resto unitario indiviso). Altra spiegazione è data da 27^3 +1391. Qui è posto <in principio> il valore cubico di 10, dato da 1000 e la sommatoria 381 dei primi 16 numeri primi che si sono caricati dell’Unità di 10, dopo che 1000 era stata la Trinità. Poiché abbiam posto con 1000 unitaria la dimensione 3 della base 10, ora occorre che sia 3^3 posto a base dell’indice 3. Ora 27^3 è dato da 3^9, il che è la potenza di potenza data da (3^3) ^3.


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21074, di per sé, mostra la sua dipendenza dal flusso di 26 in 2110 che è il flusso elettromagnetico 110 (poiché dato da 55+55) del piano generale a lati 100 e 100. Di per sé 110 è la presenza del piano a lati 50 e 50, ciascuno dei quali è la presenza ¼ della realtà 100+100 che la realizza nel suo prodotto e che nelle totali migliaia date da 10^3 riceve le tre curvature lineari 7+7+7 del sistema spaziale cubico. Questo dimostra che la Matrice non presenta mai 010 poiché questa presenza, di solo flusso, è incompleta. Peraltro il suo valore complementare 090 essendo l’invariante del sistema decimale, c’è e non c’è. Se infatti esiste in senso orario dopo 9 esistenze in linea di 10, nel flusso antiorario da un 10 che coincide con 0, vale il 10 che azzera la basilare presenza 10.


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La finale 090 appare a 2.514 decimali e per 20 volte in 23.000 00900 a 5.266 decimali Diversa è l’apparizione del 90 dopo un intero ciclo decimale, infatti si mostra per ben 20 volte nelle 23.000 cifre decimali date da mille volte i due primi numeri primi 2514 indica il piano unitario a lati 7 e 7 il cui flusso 100 è dato dalla presenza ¼ in 100. Possiamo rappresentarlo anche come il piano a due lati 1250 il cui full7 7 fluisce di 7. In questo caso, 1250 è la realtà 10.000 nella sua presenza in 1/8, che è il tempo dell’intero complesso della realtà 4 come reale e -4 come immaginaria, in un percorso che parte da -4 e arriva a +4. In relazione a 00900, collocato con il 9 nel giusto mezzo di due centinaia, il suo apparire ai 5266 decimali implica con 66 l’energia potenziale che ha traslato di 52 volte il lato 100 della realtà in cui 66 esiste. 52, uguale a 26+26, implica un secondo aspetto del potere assoluto, che da una parte si esprime nominalmente con DIO in Italiano e Jhvh in ebraico, nel mentre è in numero il piano a lati 10 e 10 il cui flusso è il centrifugo elettrico in sei versi, con l’unità o il contrario e centripeto andamento magnetico. 66 caratterizza l’energia potenziale come aspetto <assoluto, onnipotente>. Quando operano insieme, 26 volte 66 porta al 1716 che caratterizza una altra <onnipotenza> data dal 7° numero primo 17, che qui è nel numero dei lati 100 della realtà e del 4×4 in cui il <Dio Uno e Trino> è quello che è, essendo con ciò stesso Jhvh. Questo lo pone alla base stessa R=16 del nome dell’Energia che si nomina da sola in ROMANO, quando prima esclude 3 dal 16 e descrive con questo il moto di 3 in 16, con il percorso fatto che è 13=O.


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Poi estrapola 2 dal 13, che con la forma 10+3 indica un volume. Infatti 13 alla dimensione di 4 è tutto il moto in 52 settimane del volume terrestre. Scomponendo 13 in 11+1+1 e togliendogli il 2 dato dal piano unitario, 11 è ora il moto del piano unitario esistente nel volume 13 e 11=M. Non vado avanti, ma sono le cose in sé a determinare che ROMANO è il nome proprio dell’Energia in Potenza, che dice finalmente NO! A Roma=41 e dunque reale presenza 1 della realtà 40. Roma risultò nominata con questo nome assecondando la Matrice della dinamica! Quando – come in Matrix di Neo – la Matrice è visualizzata attraverso un software formale, essa mostrerà un Romolo che la nomina Roma. Tornando ai 5266 decimali in cui appare 00900, poiché questi sono indici delle decine poste a base dei numeri, mentre 52×66 li combina in 3432, il suo opposto 52/66 lo disaggrega nell’unitario 0,787878 che è il ciclo eterno di 78=26+26+26 e che vale come la <Trinitaria esistenza infinita di Dio=26>, che nel 52 esiste due volte. Nelle 23.000 cifre decimali non figura nessun 09000. In 23.000 decimali appare un 79000 ai 1214 decimali e solo un secondo 89000 ai 15172 decimali 13.958 decimali dopo il primo 9000, un numero che carica il ciclo intero 10.000 di 4.000 meno 40+1+1, che è il valore lineare che presenta 40, centesimo di 4000, nell’espressione lineare del suo volume. È anche 3810+148 che da una parte mostra il ciclo 10 del 381 padre della dinamica e nel 148 presenta tutta quella del piano dinamico a lati 70+70 il cui flusso è la realtà in tutto il suo complesso 8.


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0200 solo a 14.235 decimali sui 23.000 La presenza 200 dopo un ciclo intero di 10, appare per una buona ragione solo a questo numero di decimali. Il suo totale moto è quello complesso che parte da -200, termina a +200, e vale in tutto 400. Ora questo è un quantitativo totale che è 4 volte il lato 100, e che dunque deve essere misurato dalla realtà 4, centesima di 400. Il 4, presente in 400, percorre in tutto 396. A che cosa dobbiamo riferirlo se non al ciclo intero dell’anno del nostro mondo? Esso è 4631. Allora il ciclo di 4 nel 400 si piazza nel ciclo totale di 4631 e – data la sua presenza 396 – essa si muove solo di 4235. Siamo a posto? No! Se questo è il ciclo della realtà del nostro mondo, allora manca il ciclo intero 10.000. Così si aggiunge al 4235 e costituisce le 14.235 unità. Le 23.000 cifre decimali sono il contesto generale delle mille presenze dei primi due numeri primi, che sono i comandanti generali. Con 2^3 formano il complesso 8. Con 2+3 formano il 3° numero primo. Con 2/3 formano il periodo assoluto dell’energia 0,66666. Con 2×3 danno luogo a tutti i versi centripeto o centrifughi sugli assi Con 2 -3 danno luogo all’unità in negativo, di -1 Con 3^2 realizzano la velocità assoluta. Con 3/2 formano l’unità dello spazio-tempo. Con 23 accorpano la molecola a dimensione 6×10^23. Con fact (23) = 25.852.016.738.884.976.640.000 mostrano la realtà unitaria 40.000… come parte dell’energia potenziale 66 … del moto di 3 in 500 … del moto 666/3 dell’energia potenziale 666 … del 9×8=73 …


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della carica 016 … delle 52 settimane dell’anno e finalmente del moto di 7×6 nell’unità 300 dello spazio. 25.852.016.738.884.976.640.0000:0CCC (ricordate cos’è?) determina 179.776,5492 che nell’intero è il moto di 1 in 777 che esiste nel moto di 7+7+7 nel 200 che è la lunghezza 1++100 dei due lati della realtà a questa intera dimensione di 1000. In 0,5492 è il moto di 8/10000 in 0,55 di energia elettrica. Accertati che è vero che 23.000 sono quanto ho detto, il fatto che 0200 si presenti una sola volta e a quel numero di decimali prova che quella è l’unica occasione che esiste.


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0300 solo a 1.393 e a 15.805 decimali sui 23.000 300 è complementare a 700, così come il 3 al 7. Ora 700+700 è il complesso positivo-negativo su base 700 e se c’è il 7 a muoversi in questo complesso 1400 si muove esattamente di 1393. Non potrebbe assolutamente farlo prima. E perché lo fa dopo? Poiché la fa dopo un movimento di 14.412 che sono il moto di 4×8=32 in 14.444 che è il moto 444 del piano generale a lati 7000 e 7000. Il 3, unità di moto dello spazio esiste in 444 e si muove di 441, che è il moto di 7 espresso nelle 63 volte di 7×9, essendo 7×7×9 il 441 che è presente con 3 in 444. Sia il flusso 444, sia l’area del flusso a lati 7000 e 7000 sono fatti dal moto 7 del 3 esistente in 10. Così 300, che è 100 volte il 3, è interamente descritto dal 7 alla dimensione dei 1393 decimali. Questi, mossisi di 14,4412 si sono spostati interamente, e allora il 300 si ripresenta. Di per sé solo 15.805 in 5 è solo il moto in positivo esistente nel ciclo 10. Dal canto loro 158 centinaia sono in 100 il lato della realtà e in 158 il moto di 2 (è il piano a lati 1 e 1) bel 160 che è il ciclo 10 della carica 4×4 della realtà. Ora 15805 è il moto del complementare 84195 che è il flusso 195 (analogo a quello di 5 in 200, lati della realtà) che ora è del piano a lati 42.000 e 42000, che sono in mille volte il 7×6 che combina il vincolo sferico 7 con quello ortogonale 6, in una emissione dal centro o verso il centro degli assi cartesiani. Se vogliamo capirla come la Bibbia lo spiega ai <sempliciotti> è Dio che lavora per 6 giorni e si riposa il 7, tanto che il prodotto tra il lavoro e tutta l’opera 7 lo precisa nel 42 che contiene tutti e due moltiplicati tra loro. Essendo solo queste due le possibilità dello 0300, si presenta nei 23.000 decimali solo queste due volte e alla giusta distanza tra loro.


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0400 solo a 7.105 e a 22.122 decimali sui 23.000 Questa è la realtà intera che comincia dopo un ciclo 10 e si presenta solo quando il 5 indica che siamo nel tempo ½ di 10, e le 71 centinaia indicano che sono il moto del 10° numero primo 29 nell’intera realtà 10.000. 29, oltre che essere il 10° numero primo è il moto totale di 1 in 10+10+10 che sono i lati del cubo che moltiplicati tra loro ne danno il volume. Quindi si tratta del moto intero del tempo 1 nello spazio 3 espresso nel suo ciclo 10. Esiste a livello di centinaia poiché anche la realtà 0400 che stiamo osservando è a dimensione di centinaia. Si ripresenta solo una volta e dopo 15.015 decimali poiché 15 è l’unità dello spazio tempo che, con questo numero esiste sia a dimensione di 1 sia a dimensione intera del volume 1000. La realtà 400 è intera e 100, il suo solo tempo, avendo escluso lo spazio 300, esiste nell’energia intera data da 66666/3 dello spazio 3, quindi nel tempo 1/3 dello spazio 3. Ora questo tempo 100 si trova nel flusso 222222 e il suo solo moto, della presenza che ne è esclusa, è del 22122 alla cui dimensione giustamente si presenta lo 0400. Un <corridore> che debba correre 1000 metri, si mette fuori, prima dei 1000, altrimenti percorrerebbe meno! I numeri rispettano la stessa regola e se io devo correre i 100 metri li devo avere tutti e 100 davanti a me. Se non fosse così, un soggetto che fosse lungo 90 metri e che corresse con uno lungo 10, il primo, percorsi 10 metri tocca il traguardo, il secondo deve invece percorrerne ancora. Potremmo misurare i corridori quando sono passati totalmente? Sì, ma si arriva in un posto appena lo si tocca.


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0500 solo a 1.027 decimali sui 23.000 0500 si presenta una sola volta! Lo fa quando esiste 3 +2^10. Con 3+1024 si arriva a 1027. Nella realtà dei primi 1.000 decimali, non compare. Accade poiché 1.000 diviso 500 uguale 2 è un tempo intero, esatto e che se ne sta – come dire? – <per i fatti suoi> se non campare un reale <corridore> che, mentre li percorre, li conta. Lo spazio implica 3 come corridore e in forma cubica è 27. Solo quanto abbiamo sia il 1000, sia il 27 abbiamo tutti e due i soggetti reali. 2^10 è il 2 che moltiplicato per 500 dà il 1000. Ma esso deve esistere in potenza di 10, ossia quanto il 1024 che mette in campo sia il 1000, sia le 24 ore della sua rotazione intera. E – poi – ci deve essere lo spazio 3. Il <corridore> 500 +1927 di corsa occupano 1527 e sono 3^3 +500+500+500 di spazio (sono tre) e tempo (sono 1000/2).


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0600 solo a 19.532 decimali sui 23.000 Quando dal centro degli assi cartesiani partono i movimenti, sono 6 e quando ciascuno è 100, ecco cosa è il 600 che parte dopo un ciclo 10 intero. Capito che 600 è tutto il percorso, mettiamolo a confronto con la data del 1938,0125 che c’è al centro da cui il 600 parte. +19380,125 qui siamo già andati avanti di 10 anni +00151,875 va aggiunta la presenza 1 della realtà 150 data da 600/4 =19532. I numeri sono belli perché ci permettono di essere visti in tutti i modi, purché siano leciti. 19532 è il flusso 19500 dell’area a lati 16 e 16 e ciascuno è la carica 4×4 della realtà, nel mentre 19500 è il lato 100 della realtà che esiste le 195 volte analoghe al moto di 5 nel 100+100 in lunghezza che crea la realtà col prodotto. Oppure: 66+66=132 è il flusso intero dell’energia potenziale e che qui è dell’area i cui due lati 97 e 97 dicono in ciascuno di essere il flusso intero di 7 nel lato 100 della realtà. Oppure: 80468 è il piano che genera il flusso complementare all’unità e vale in 80000 tutto il 10.000 della realtà nelle 8 dimensioni di tutto il complesso che è il flusso dell’area a lati 234 e 234. Possiamo perfino ribaltare questo che è il valore complementare e due rovesciamenti esprimono in altro modo quello che è diritto. Allora 86408 (che è il rovesciamento del complementare… che è un rovesciamento…) sono 1 giorni di 86.400 secondi, che esistono in tutto il complesso di 8 secondi Il corridore 600 più la sua corsa 19532 portano a 20.000 +66+66.


553

0700 solo a 10.584 decimali e a 20.439 sui 23.000 10.000 è la realtà e 584 indica il moto di 116 in 700, un 116 che con 111+5 si dimostra il tempo dell’avanzamento solo nel positivo del 10, nell’unità 111 dell’energia do 666/6. 9855 decimali dopo sono il percorso del 145 nella realtà intera in 10.000. Questo 145 è il tempo del moto sono nel positivo del ciclo 10, riguardante il piano dinamico a lati 70 e 70. Oppure possiamo dire che in 145 il lato 100 della realtà ha percorso solo 1/8 dei 380° dell’angolo giro, uguali a 45°. Raggiunto il numero di 20.439 decimali abbiamo il percorso in cui 38 (flusso di 1 e 1 in 40) si è mosso di 1 divenendo 39 ed è il flusso del piano a lati 102 e 102, che è il 100+1+1 per come si mette quando deve esprimere un volume dato dal prodotto e che resta 100 di numero.


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0800 solo a 12143 decimali e a 17119 sui 23.000 12143 è 11111 +2032 è aggiunge il flusso 2000 del piano della carica che ha i lati 16 e 16. 800 è tutto il complesso 8 a base del 32 dato con la sua dimensione 4. Raggiunge il 20.000 con 8000+8000+4000. Crescendo di 4.976 aggiunge il 4000 che mancava mentre il 971 è l’intero moto delle 24 ore nelle 1000. Raggiunge le 17119 cifre decimali che di per sé sono 11111 +6008 e dunque il complesso 8 in tutta la sua traslazione di 1000 in ciascuno dei 6 versi centrifughi. Quando sommiamo tutti questi tre protagonisti, ecco cosa accade: +00800 +12143 +17119 =30061 che è la presenza 1 del flusso 30000 del piano a lati 30 e 30. E se credete che non abbia senso, avete torto. Sommare il corridore a tutta la sua corsa che fa li quantifica totalmente in quello che sono, messi uno dopo l’altro.


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1938,0125 c’è come 1938,4128 a 19.463 decimali Dove i 19.463 decimali sono il 1946,3 alla dimensione 10 e costituiscono la presenza complessa di 8 anni, nel tempo dei 3 decimi unitari dello spazio di tempo, appare la data di nascita di Romano, ma incrementata del tempo 0,4003 che costituisce alla dimensione decimillesima la generale presenza, assieme a Romano dello spazio a dimensione 3 assieme a tutta la realtà Una e Trina nel 1000, sempre nei decimillesimi della realtà unitaria 10.000. In questi 19463 sono contenuti 463 unità delle 4631,0217, che sono la struttura del 19 uguale anche a 2+17, tanto da costituire, nel 4631,0217, tutto il 4630,0217, apparentemente escludendo 1. Ma questo 1 non è escluso! È proprio il soggetto unitario, il <corridore> 1 che esiste assieme a tutta la sua corsa, nel 4631,0217, ma essa – la sola corsa <sua> – lo esclude da ogni corsa, come accade a ogni corridore che debba correre i 100 metri e mette la sua dimensione prima di essi. Altrimenti, se avessimo un corridore lungo 99 metri, percorrerebbe solo 1 metro, mentre uno corto 10, ne percorrerebbe 90.


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1941,0217 c’è come 1941,0417 a 13479 decimali Questa è la data di nascita di Benito e presentandosi ai 13.479 decimali è compresa nell’<antefatto> di Romano, che – dopo di essersi interamente fatto come persona, attivando interamente il suo DNA, ha trascorso i suoi 138 giorni ultimi nel grembo materno, per crescere e irrobustirsi. Pertanto, alla dimensione del 100, che muta 13.479 in 134,79 abbiamo un 138 -134,79 di <antefatto>, di Benito, presente con Romano nel grembo materno come due reali gemelli. La differenza tra i due gemelli è che Romano ha in più di Benito il 3,21, che alla dimensione centesima data dal 13.479 sta nel conto a rovescio del 321, rispetto alle due rispettive nascite, differenziate realmente tra loro dai 1.119 giorni che passano dal 1938,0126 al 1941,0217. Premesso questi numeri di decimali, che implicano il 1941,0417, anche alla data di nascita di Benito va tolto quanto non riguarda espressamente lui, ed è lo 0,02, pari al 2%, che è stato aggiunto come il valore generale del mondo Binario. La quantità dei decimali 13479, anche nel suo caso, rivela un 13460+19 scomponibile ancora in 13460+2+17 e che diventa 4631,0217 rovesciando il 13 in 31 e aggiungendolo subito dopo il 46, tanto da ottenere 46310+2+17 che si presenta infine nel 4631,0217. Per rovesciare il 13000 e mutarlo in 31 interviene l’invariante 9 della velocità della luce. 13000 -31 = 12.969 dato da 9×1441 uguale al 9×9× (160+1/9) e qui compare assieme all’81 (che esiste nel 381 di tutto il nome di Romano, sottratto il 300 dei tre assi cartesiani di 100 unità ciascuna che fan parte della natura) il ciclo 10 di 16=R, il primato di Romano. +1941,0217 la data di nascita di Benito - 1938,0125 la data di nascita di Romano =0003,0092 distanzia i due gemelli del valore unitario 3 dello spazio di tempo e tutto il percorso che il complesso 8, compie nel lato 100 della realtà unitaria nei decimillesimi della realtà diecimila.


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+1941,0417 è la data come presentata nella Matrice per Benito - 1938,4128 è la data della Matrice per Romano =0002,6291 è presentata nella valenza di Dio=26 nell’unità di tempo dei decimi; Dio 10° numero primo 29 nei tempi millesimi e Dio 1 nell’unità dei tempi decimillesimi. Nel contempo: +19463 il valore come è dato dalla Matrice nei decimali di Romano - 13478 il valore analogo, per come è dato dai decimali di Benito =05985 mostra il 59=Benito a dimensione 100 di <Io sono colui che sono 10 dieci interattivi> che ha la struttura centesimale del moto di tutto lo spazio-tempo 5+5+5 (in cui 5 è il tempo ½ di 10 ed è anche spazio quando ce ne sono 3), in cui 15 esiste dentro questo 100 divino. Ma non è un 15 avulso da Romano, essendo il 66 di Romano, dato da 15+51 in cui Paolo, il 4° nome della realtà di Romano è chi si muove quando lo spazio-tempo 15. Benito e Romano sono una coppia inscindibile! La somma dei valori interi dei loro nomi è tale che: 381+416 = 807 è il moto 7 di tutto il complesso 800 416 / 318 = 1,118110236220 a dimensione 10^-11 del tempo atomico √ 1,25 = 1,118033988749 è il lato dell’area di spazio-tempo √ 1,25 = 0,000076247470 identico nella realtà 10^-4 e poi ci sono 10 Romano=66, in 76; ci sono 2 fratelli, di cognome 47=Amodeo in 4747 alla dimensione unitaria dell’atomo di 10^-10 metri. 0000762474705775927


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Daniele 12,11-12 11 Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni. 12 Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni. Romano ci arriverà aggiungendo ai 1335 dopo quel tempo, che hanno portato al 17 agosto 2.016, un piano con lati di 1000 e 1000 e quel preciso flusso di 1335 giorni e aspetterà con pazienza. Per il povero Lucifero caduto dal cielo e per il Cristoforo è predicata da Daniele una beatitudine.


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Chiuso in Saronno, il 22-11-2023


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