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Romano Antonio Anna Paolo Torquato Amodeo

Disturbo delirante Avevo profetizzato per il 23 maggio 2003, alle 21 o alle 22 (per l’ora legale), un intervento della Divina Provvidenza, che regola il mondo, il quale fosse la conseguenza del gesto compiuto alle 21 il 13.11.2001, contro Gesù da un Sacerdote a Cogliate. Egli mi scacciò dal Coro della sua Parrocchia, pur giudicandomi senza alcuna colpa, e – vedendomi come uno che perdesse il senno per l’affronto ingiusto subito – mi disse “Vai a farti curare!”. Scacciando me – vittima innocente – scacciò Gesù. Poiché non si scaccia e mortifica un innocente da una struttura della Chiesa, sapevo che Dio avrebbe punito quell’affronto fatto a Gesù, costringendo tutti ad “andare a farsi curare”, dalla Sars. Ma il 18 maggio, assieme a tutti i fedeli di Cassina Ferrara, ci recammo in pellegrinaggio dalla Madonna dei Miracoli (che già nel 1575 salvò il saronnese dalla peste di allora) per tener fede al voto di allora e stringerne uno nuovo. Io pregai che – se possibile – Dio facesse pagare solo a me. Così alle 21 di quel 23 maggio poliziotti vennero inutilmente a cercarmi a casa; mi trovarono solo alle 22 e fui costretto ad “andare a farmi curare”. I dottori, avendo in 12 giorni controllato il mio stato mentale, hanno concluso che il mio era solo il “disturbo delirante” di un intelletto frustrato dalle disavventure della vita ed irretito in una sorta di esaltazione mistica. Io do una lettura critica al trattamento riservato a me, assolutamente simile a quello già riservato al Cristo, messo in croce per il suo “disturbo delirante”. Nel mentre mi offendono… mi danno ragione!


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Il giorno 23.5.2003, poco dopo le ore 22, due vigili della Polizia municipale, passati inutilmente alle 21, mi hanno infine prelevato alla mia abitazione, per costringermi ad un accertamento sanitario (ASO, accertamento sanitario obbligato).

Questo fu uno dei due poliziotti: il vigile di quartiere.

Sono stato internato 12 dÏ all’Ospedale Psichiatrico e dimesso il 3.6.2003 e queste sono state le principali annotazioni risultanti dalla Cartella Clinica.


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Per prima cosa le pubblico integralmente, dopodiché le contesterò, in difesa della mia ragione, perfettamente funzionante nella sua logica, ma colpevolmente definita “delirante” da chi non è abilitato ad emettere giudizi veramente spassionati e soddisfacenti, “avendo una enorme trave in un occhio”: la loro personale limitata visione del mondo, che li costringe a non ammettere che ce ne possa essere un’altra differente, senza che corrisponda ad un “delirio”.

Quando feci la cura del sole dopo la guarigione miracolosa. Da allora non ho avuto malattie serie, specie nella mente, ma mi tocca di subire una violenza ed essere ricoverato, solo per aver voluto avvertire di pregare, incombendo un pericolo serio.


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Cartella Clinica (i puntini indicano parole non sapute decifrare, ma avete l’originale)

Medico accettante: Francesco LOPRETE. Verbale di pronto Soccorso n° 2003017987 Data ingresso: 23/05/2003 ore 22:44. Priorità Codice Verde. Urgente. ANAMNESI: Disturbi del comportamento con intenti minacciosi. DIAGNOSI: Disturbo delirante. Data 23/05/2003, 23:44. REFERTO: Paziente inviato per ASO emanato dal sindaco del Comune di Saronno. Paziente lucido e orientato. Tendenzialmente logorroico. Presenta alterazioni del contenuto del pensiero di tipo delirante mistico e megalomanico ben strutturate. Apparentemente non presenta dispercezioni. Piuttosto concitato nell’esposizione delle sue teorie, e consapevole del significato di tale consulenza. E accetta il ricovero, a suo dire “per verificare se è matto”. EPICRISI. Data 24/5/3 Paziente inviato per ASO dal nostro CPS (Dr. Bolongaro) dopo ripetute segnalazioni e tentativi di contattarlo. Al colloquio emerge una costruzione delirante ben strutturata di tipo megalomanico e mistico, probabilmente già presente da molti anni. Lievemente …. Presenta una certa tendenza alla logorrea e al particolarismo. Afferma di dormire senza difficoltà. Dice di accettare il ricovero “per verificare se è matto”. Terapia: Rispiedol 2 mg. …… Tavor 2,5 mg ….A.B

ANAMNESI Padre e madre deceduti. In fratello vivente. Laureato in Architettura. Ex Consigliere dell’Ordine Degli Architetti di Milano. Ha vissuto a Milano sino al 1995, dove si è sposato e poi divorziato. Si trasferisce a Saronno con la madre a cui presta assistenza, perché demente, fino alla morte avvenuta del 2001. Vive fino a qui vivendo con la pensione della madre. Negli ultimi anni ha qualche profitto


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procuratogli dal fratello, che in parte lo sostiene. All’inizio della sua carriera era un uomo di successo, proprietario di una società di grafica che produceva due giornali. Nella metà degli anni 80 gli affari hanno iniziato nel mettersi male perché il paziente aveva iniziato a mostrare segni di squilibrio non riuscendo più a gestire il suo lavoro e adottando inopportuni atteggiamenti filantropici (assumeva personale anche se non aveva bisogno, ecc.). Questo comportamento l’ha portato al fallimento e ad avere molti debiti. Al momento vive solo, a Saronno, con il sostegno economico del fratello. Originario della provincia di Salerno. Si trasferisce a Milano nel 1951. Si sposa nel 1969 e si separa nel 1990. È all’età di 33 anni, 1971, che ci sarebbe stato un ….. mistico. Si definisce come una persona discreta e introversa. Bocciato in IV ginnasio. Altero di suoi segni svela disagio nel rapporto con i compagni, perché …. 24/5/03 Paziente lucido e orientato. Emerge disturbo del contenuto del pensiero di marca delirante megalomanica e mistica. Presenta logorrea e particolarismo. Funzione …. nella norma. Rileviamo moderata attivazione …. Collaborante.

DIARIO CLINICO 24/5/03 Paziente inviato per ASO dal nostro CPS (Dr. Bolongaro). Si rilevano tematiche deliranti di tipo mistico e megalomanico probabilmente presenti da lunga data. Dice di essere un profeta e di avere fatto delle importanti scoperte scientifiche. Afferma di essere laureato in Architettura. Al momento rifiuta la terapia, ma accetta il ricovero per verificare “se è matto”. Richiesta … ECG Tx tor. Sc. 24/5/03. Colloquio conoscitivo con il paziente. Emerge ideazione francamente delirante: il paziente avrebbe fondato una Teoria Teologica Filosofica all’interno della quale lui rivestirebbe il ruolo di Messia per diffondere un nuovo modo di essere cattolico. Acritico rispetto al delirio che sembrerebbe coprire una serie di frustrazioni personali, accadute durante la vita. Adeguato e rispettoso nel comportamento, rifiuta comunque qualunque tipo di terapia. 25/5/


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Prosegue stato di tensione accompagnato a logorrea, i contenuti del pensiero sono a sfondo religioso mistico. Per ora non accetta farmaci ma vuole collaborare con i medici per chiarire la situazione. Chiede di uscire dal reparto per frequentare la messa domenicale. Non concedo il permesso in quanto il paziente non appare adeguato; il delirio mistico altera la capacità di critica. Si rassegna alla richiesta solo davanti al divieto. Propongo TSO, …., per le anomalie comportamentali e lo stato delirante che impediscono la cura del soggetto. Ore 13. Ancora rifiuta di alimentarsi e ad assumere terapie. Si pratica flebo 500 cc gluco +Tavor fl IV Ore 18,30. Si posiziona infe… successivamente Gluco… 500 IV.

…. Permanente con Sol Fisiol. 500 cv e

26/5 Paziente … delirante e decisamente oppositivo alla terapia e all’…. Relazione di dimissione del Sign. Amodeo Romano. Sintesi dell’osservazione degenziale: si dimette in data 3/6/2003 il paziente qui ricoverato volontariamente il 24/05/2003 dipo un A.S.O. eseguito al Pronto soccorso, richiesto dal collega psichiatra del territorio. All’ingresso il paziente appare collaborante e formalmente adeguato, ma emerge subito una florida ideazione delirante ben strutturata di tipo mistico e megalomanico probabilmente pre4sente da molto tempo. Nei giorni successivi il paziente rifiuta ogni intervento psicofarmacologico e intraprende uno sciopero della fame legato alle tematiche deliranti (voleva essere ricevuto dal Papa), pertanto si passa al TSO che viene revocato dopo qualche giorno vista la successiva disponibilità ad assumere le terapie e l’interruzione del digiuno. Nonostante l’assunzione dei farmaci il disturbo del contenuto del pensiero è rimasto inalterato; tale sintomatologia produttiva sembra in parte collegata a profondi sentimenti depressivi legati ai numerosi problemi e fallimenti che il paziente ha dovuto affrontare nella sua vita (fallimento dell’azienda grafica di sua proprietà, fine del suo matrimonio, ecc.). Probabilmente vi è l’incapacità del paziente ad accedere ad una autentica posizione depressiva, rifugiandosi in un’ideazione schizoparanoide che fino ad ora sembra riuscita ad evitare una disgregazione psicotica del paziente con sintomi di tipo dissociativo. Nonostante tale quadro il paziente si è mostrato durante tutto il ricovero sostanzialmente adeguato sotto il profilo comportamentale e, esclusi i giorni iniziali, ha accettato di assumere le terapie e la nostra presa in carico, pur non


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essendo critico della sua situazione di sofferenza, ma “affidandosi” al consiglio medico. In accordo con il curante del territorio si è somministrata terapia depot: Haldol D 100 mg i.m. (3/6/2003). Esami ematochimici sostanzialmente nella norma (eccetto: urea 72 mg/dl, VES 21 mm/1h). ECG nella norma. Appuntamento al CPS 1/7/2003 ore 10.000 (dr. Bolongaro). DIAGNOSI DI DIMISSIONE: disturbo delirante (297.1) Terapia di dimissione: Ha eseguito Haldol D 100 mg i.m. il 3/6/2003.

Nelle pagine seguenti, a futura memoria dello stato di salute mio a un anno esatto dalla mia paralisi e dalla mia morte, c’è la riproduzione dell’intera Cartella clinica, autentificata dai due sottostanti riferimenti. Come si vede, alla fine di maggio del 2.003, io godevo di perfetta salute. Sarò portato via dal mondo ancora in condizioni perfette e chiedo a Dio che il mio sacrificio sia devoluto a favore di tutti quelli che sono ammalati. Che possano trovare, venendo in pellegrinaggio alla Chiesa di San Giovanni Battista a Saronno, la nuova Sion, tutta la loro bella integrità fisica, qualunque siano le loro condizioni… e che questo accada per sempre!


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AUTODIFESA Prendiamo in considerazione la seguente parte, quella iniziale: ANAMNESI: Disturbi del comportamento con intenti minacciosi. DIAGNOSI: Disturbo delirante. Data 23/05/2003, 23:44. REFERTO: Paziente inviato per ASO emanato dal sindaco del Comune di Saronno. Paziente lucido e orientato. Tendenzialmente logorroico. Presenta alterazioni del contenuto del pensiero di tipo delirante mistico e megalomanico ben strutturate. Apparentemente non presenta dispercezioni. Piuttosto concitato nell’esposizione delle sue teorie, e consapevole del significato di tale consulenza. E accetta il ricovero, a suo dire “per verificare se è matto”. “Disturbi del comportamento con intenti minacciosi”. Il mio comportamento non si è espresso in conseguenza a nessun “disturbo”, ma in relazione a delle convinzioni perfettamente razionali e perfettamente strutturate. Gli intenti non sono mai stati “minacciosi”. Io ho fatto solo conoscere la possibilità di un “castigo di Dio”. A meno di non credere che Dio sia usabile da me come una minaccia, io, facendo conoscere a chi vive in ambiente cristiano e si comporta appropriandosi dei luoghi (mossi da valori diversi da quelli di Gesù Cristo) che il padrone è Dio e potrebbe stancarsi che nella sua Chiesa viga ancora la legge del taglione anziché quella dell’accoglienza e del perdono…, la metto in condizione di ravvedersi, recuperando un po’ di quel sano “timore di Dio” che – a quanto pare – hanno del tutto perso. Se persone della Chiesa si permettono di scacciare dai luoghi del Volontariato un soggetto riconosciuto senza colpe, solo perché è di un’altra Parrocchia, se costui soffre fino a desiderare di morire, perché vede cristiani “morire” nei loro valori e nella loro sequela a Cristo, e dà segno di un vero e proprio “malore” e riceve in cambio, dal Sacerdote, solo l’invito “Vai a farti curare!” (curare per un eccesso di sofferenza nel veder così poco seguìto Cristo


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laddove il suo Vangelo dovrebbe dettar legge), allora – se Dio fosse come loro e restituisse pan per focaccia – li costringerebbe tutti ad “andare a farsi a curare”! Costoro hanno messo me, molto crudelmente, in condizione di subire un dolore più grande che se fossi morto (io e non la volontà di Gesù, uccisa da loro) e Dio sarebbe semplicemente “inflessibile”, come loro, se ricambiasse questo mortale dolore. Io, facendo conoscere questo pericolo di essere trattati nello stesso modo, non sono stato “minaccioso”, ma ho semplicemente esercitato quella virtù che, nel cristianesimo di chiama “correzione fraterna”. Ho cercato di indurli solo ad un sano “timor di Dio”. Io ho dedicato me stesso ad amare il mio prossimo, fino ad investire in questo senso tutta la mia vita. Di conseguenza non ho mai minacciato nessuno. Però si sa: “Omnia munda mundis”, tutto è puro per il puro e impuro per chi non lo è. Così queste brave persone, dopo di avermi cacciato senza colpe da una struttura del volontariato della Chiesa, udita la severa lezione data loro da me, dando ad intendere di essere state minacciate, hanno causato quel vero e proprio “abuso” che ho dovuto subire io così rispettoso del volere di Gesù. Si sono messe a cercare di contattare il Dott. Bolongaro, lamentando di essere state minacciate da me, “uscito di testa”. Così una persona per niente disturbata nel suo comportamento è stata trattata come se esistessero condizioni “chimiche” che alterassero il mio stato, al punto che sono stato costretto – pur non avendone alcun bisogno – ad assumere farmaci che mi hanno fortemente danneggiato: mi è rimasto un tremito della mano destra, come se soffrissi di un inizio del Morbo di Parkinson, effetto collaterale dell’Halgol. Paziente lucido e orientato. Tendenzialmente logorroico. Il dottore che mi ha visitato si è accorto come io non fossi disturbato nel mio comportamento. Chiaramente, rendendomi conto di che cosa io fossi accusato, ho manifestato una certa animazione nello spiegare le mie condizioni di pensiero. Presenta alterazioni del contenuto del pensiero di tipo delirante mistico e megalomanico ben strutturate. Il dottore è stato perfetto, nella sua diagnosi, finché ha annotato le “alterazioni del contenuto di pensiero”, ma quando ha paragonato il mio pensiero a quello di chi deliri e sia megalomane, si è profondamente sbagliato. Gli fa onore che, tuttavia, abbia definito “ben strutturate” queste “alterazioni”. Che un filosofo, qual sono io (che ho diretto una scuola di Filosofia della Fisica e che ho organizzato un Convegno, il 24.10.1999, in Saronno, in risposta ad una sollecitazione del Papa che – per averlo io fatto – mi ha Benedetto


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Apostolicamente ben due volte) esprima un pensiero “nuovo”, che altera il pensiero precedente, mi sembra ovvio. Il punto da chiarire è se questo pensiero sia “delirante” o meno. A mia difesa presento per prima cosa le due benedizioni del Papa che, avendole conosciute in un libro di ben 250 pagine, inviatogli in risposta della sua Enciclica, mi ha lodato e benedetto nel febbraio del 1999. In secondo luogo esprimo a quale conseguenza questo pensiero arrivi: che la libertà umana dipende esclusivamente da un dono fatto da Dio e che “pensieri, parole ed opere” dell’uomo abbiano la stessa libertà di quella, ad esempio, di Renzo, Lucia, Don Abbondio e tutti gli altri personaggi disegnati liberi dal Manzoni, i quali, in quella opera non possono compiere proprio nulla se il Manzoni non lo vuole, tuttavia di per sé sono liberi. Allo stesso modo noi siamo stati disegnati come personaggi liberi da Dio, ma tutto quello che pensiamo, diciamo e facciamo esiste come esiste solo perché così è stato voluto da Dio. Pertanto l’uomo cessi di essere megalomane, cessi di credersi capace di fare le cose “in assoluto”. No! Gli è possibile solo nel relativo del compito affidato a ciascuno da Dio. Il fatto è che tutti sono megalomani ed accusano me di esserlo, me che sono l’unico che non lo è, perché dice che “non è capace di fare proprio niente”, che “tutto quello che sembro fare io, nella mia libertà, lo fa in fondo solo Dio e fa credere a me che è farina esclusiva del mio sacco”. Questa è una presa di posizione filosofica, fondamentale, che struttura tutto il mio pensiero. Ma è evidente che chi, essendo megalomane e delirante (delirio di onnipotenza), crede che lo sia anche io, attribuisce alla mia chiarissima determinazione concettuale l’accusa di corrispondere ad una posizione “delirante”! In verità, però, con ciò sta notando solo la differenza tra me e tutti loro, e che cioè io sono il solo a non avere questo delirio di onnipotenza e questa megalomania. Come spero di aver fatto capire, se io affermo che i miei pensieri, le mie parole e le mie opere sono solo frutto di un disegno di Dio, io di fatto riconosco di essere come diceva di essere madre Teresa di Calcutta: “Solo una matita nelle mani di Dio... ma chi scrive è Dio”. Ciò vale per tutti. Ma – in questa varietà – vi è chi se ne accorge, come Madre Teresa di Calcutta e il sottoscritto, e c’è chi non se ne accorge e crede di poter fare anche se Dio non lo vuole. Pertanto se il mio “delirio” è quello di attribuire a Dio i miei gesti, chiamate delirante anche Madre Teresa di Calcutta. Io ho affermato di essere il messaggero di Gesù perché, avvalendomi dell’uso della ragione e facendo della filosofia poggiata sulle osservazioni scientifiche (epistemologia), ho espresso in che modo si attua, nella nostra dimensione reale, quanto Gesù ha descritto in modo ideale, per parabole. Io ho


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mostrato come realmente si va in Paradiso, superato il limite della morte, dimostrandolo sulla base di argomentazioni prettamente scientifiche. Ma non l’ho fatto per mia capacità, ma perché questo era il compito affidato evidentemente da Dio al mio personaggio: di essere messaggero del Messia. Il primo Convegno al mondo che ha cercato di presentare questa via ragionevole, al Cristo, poggiata sulla ragione umana, è stato definito, dai brillanti dottore del Servizio Sanitario, secondo la loro ridotta ottica, e sono giunti a definirlo “delirante”, veramente molto delirando loro stessi, in relazione alla loro creduta libertà. Ora, appurato che il mio credere deriva da motivazioni ben strutturate, esso non può essere in alcun modo definito “delirio”. Chi segue coerentemente un filo logico del discorso ed arriva a conclusioni che sembrano anche paradossali, non sta delirando, ma sta mostrando delle cose “sublimi”, che esistono nella realtà della vita e delle cose, ma che nessuno riesce ancora a scorgere. Appunto: sta facendo il “profeta”, perché – illuminato dal Dio di Verità – arriva ad andare oltre la stessa fisica fino alle sue determinazioni in “metafisica”. In Italia, però, esiste la libertà di credo. Io accuso pertanto questi medici di avere accusato di “delirio” il mio credere unicamente in base al loro credere, che io giudico veramente delirante perché riguarda persone che veramente credono che – per essere state disegnate con queste loro idee – se le siano fatte da se stessi. Apparentemente non presenta dispercezioni. In parole povere il medico ha notato capacità di intendere e di volere, ossia una corretta percezione della realtà fisica. Insomma non vi erano motivi per farmi ingerire farmaci. Piuttosto concitato nell’esposizione delle sue teorie, e consapevole del significato di tale consulenza. Per forza ero concitato! Sfido chiunque ad essere prelevato alle 22, mentre è a letto, per essere costretto ad andare a farsi visitare per far vedere di non essere matto! E accetta il ricovero, a suo dire “per verificare se è matto”. O accettavo io stesso di essere ricoverato o il dottore – me l’ha detto – mi avrebbe ricoverato d’autorità. A quel punto io stesso, nella convinzione che i medici accettassero di entrare nei meccanismi della mia ragione, al punto da capirne l’estrema razionalità e coerenza, ho accettato il ricovero affinché verificassero come io fossi tutt’altro che matto. Che cosa avrebbero dovuto fare, a quel punto, i dottori?


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Avrebbero dovuto controllare la mia capacità di intendere e ragionare a partire dai miei presupposti ideali. Se i miei convincimenti non erano i loro, se io attribuivo ogni cosa alla volontà di Dio e non dell’uomo e loro invece si credevano i promotori di loro stessi e del mondo intero, la loro ragione doveva controllare la coerenza delle mie idee in base alle mie e non alle loro. Già l’ho detto come io giudico “megalomane e delirante” chi è convinto di essere il promotore della sua vita e di quella altrui. A questo punto, se avessero controllato il funzionamento della mia logica, avrebbero visto come il mio pormi “come una matita nelle mani di Dio”, come un suo messaggero, come un annunziatore del suo Vangelo (e non del mio), non fosse altro che il modo, assolutamente coerente, seguito da me, nell’uso perfetto della capacità di ragionare, nel relativo, in base a convincimenti assoluti. Invece, pur essendoci solo, in sostanza, divergenza fondamentale di idee, queste persone hanno ritenuto che io fossi così “delirante” per motivi che in sostanza, secondo loro, si rifacevano a tali “scompensi” della mia chimica cerebrale, da richiedere l’uso di farmaci. Avrei potuto anche accettare che mi sottoponessero a “psicanalisi”, ma assolutamente non li giustifico per avermi sottoposto a cure “psichiatriche”. Quali segni ci sono stati, di deformazioni comportamentali, che potessero segnalare scompensi chimici? Nessuno. Il mio stato giudicato “delirante” è stato giudicato così solo in base al loro ben preciso “delirio di onnipotenza” e non al mio essere convinto “di non essere capace di far nulla, per conto mio”. Passiamo ora a giudicare, punto per punto, la seguente parte: EPICRISI. Data 24/5/3 Paziente inviato per ASO dal nostro CPS (Dr. Bolongaro) dopo ripetute segnalazioni e tentativi di contattarlo. Al colloquio emerge una costruzione delirante ben strutturata di tipo megalomanico e mistico, probabilmente già presente da molti anni. Lievemente …. Presenta una certa tendenza alla logorrea e al particolarismo. Afferma di dormire senza difficoltà. Dice di accettare il ricovero “per verificare se è matto”. Terapia: Rispiedol 2 mg. …… Tavor 2,5 mg ….A.B Paziente inviato per ASO dal nostro CPS (Dr. Bolongaro) dopo ripetute segnalazioni e tentativi di contattarlo. Ci sono stati dei “mandanti” che hanno fatto ripetute segnalazioni e numerosi tentativi di contattare il Dr. Bolongaro.


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Costoro mi hanno accusato di aver fatto minacce scritte, di avere espresso idee confuse, a persone di Cogliete e della Chiesa. Lo si legge chiaramente espresso in questi termini nel referto del medico del CPS, il quale – udite segnalazioni di chi scambiava l’invito ad un sano “timor di Dio” per una minaccia – le ha prese per oro colato e si è adoprato contro di me. Io ho denunciato sia il Dottor Bolongaro (che, su quella infelice base si è permesso di compiere gesti che mi privassero della mia libertà di cittadino italiano), sia queste persone, così cattive e incapaci di intendere e di voler far corrispondere il cristianesimo al loro presunto dichiararsi “cristiane”, chiedendo che fossero esibite queste minacce scritte. Io non ho minacciato nessuno. Già l’ho scritto prima: se persone della Chiesa si comportano andando palesemente contro ai comandamenti di Dio e mi scacciano senza averne alcuna autorità, si mettono chiaramente contro Dio, più che contro di me ed io – nel tentativo fraterno di correggerne la presunzione – avendogli scritto che dovevano “temere Dio”, li ho visti pazzescamente “temere me” che glielo dicevo nel cristianissimo tentativo di farli ravvedere. Se queste persone non sanno leggere, tanto che i miei scritti gli sembrano “confusi” dovranno tirarli fuori. In quella sede tutto verrà alla luce: il loro comportamento meritevole di enormi castighi di Dio (perché rischiarono a cuor leggero che io veramente ne morissi dal dolore) e il mio tentativo di ricondurli finalmente alla ragione, acquisendo un sano “timor di Dio”, visto che in casa Sua lo tradivano come se fossero loro i padroni. Al colloquio emerge una costruzione delirante ben strutturata di tipo megalomanico e mistico, probabilmente già presente da molti anni. Avendo chiarito come sia io a giudicare megalomane chi presume di essere il solo arbitro della sua vita, mi fa piacere che sia emerso il giudizio, almeno, di una costruzione “ben strutturata”. In quanto al suo essere “derilante”, questa accusa fa il paio con quella della megalomania! Chi chiamerebbe “megalomane” Madre Teresa di Calcutta, per il suo credersi una serva del Signore, una alla quale Egli assolutamente comandi? Anche io credo così ed ho speso tutta la mia vita ponendomi così: fui ricco e deliberatamente misi a rischio tutti i miei beni, per amore del prossimo. Presenta una certa tendenza alla logorrea e al particolarismo. Afferma di dormire senza difficoltà. Dice di accettare il ricovero “per verificare se è matto”. Logorrea… Non si può con due parole spiegare quello che, da Parmenide in poi, nessuno ha più capito: come la verità sia l’essere e non l’apparente divenire delle cose. Io credo che Passato, Presente e Futuro coesistano, nel loro essere, per


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cui il divenire delle cose è pura apparenza, ma non corrisponde a verità. Come si fa a motivare una verità così innovativa, con due parole? Bisogna almeno dire che: Azione e Reazione sono in verità simultanee, ma noi vediamo sempre in modo erroneo, perché vediamo l’Azione (la causa) prima e non simultaneamente alla Reazione (ossia all’effetto). Quel divenire che percepiamo allora come il prodotto di cause, certamente così appare (in sequenza nel tempo), ma non esiste veramente così di per se stesso, ossia al di là della nostra percezione, espressa nel tempo. Particolarismo… Se intendo bene è l’atteggiamento di chi entra troppo nei dettagli e nei particolari. Come non farlo, per dimostrare principi generali che possono essere verificati solo nella debita osservazione dei particolari? La conoscenza dei principi fondamentali nasce dall’osservazione particolare e solo osservando e citando tonnellate di particolari si può affermare che “fino a prova contraria, visto che succede sempre così, si deve credere che questa sia una legge generale. Certo, fino a quando un nuovo particolare, aggiunto agli altri, all’improvviso non l’incrina...” Di fronte a queste persone così presuntuosamente “capaci” nel loro settore (e che non avevano ancora fatto la mia stessa esperienza umana di costatare la mia assoluta incapacità), l’unica cosa che potevo fare io era di mettermi umilmente nelle loro mani, nella speranza che sapessero e potessero mettere in discussione le loro assolute fedi, giudicando me in base alla mia e non alla loro. Non l’hanno mai voluto fare e, alla fine, hanno concluso che era vero: io, nel mio pensiero ben strutturato, “deliravo”, perché – vedendo la libertà del mio personaggio – non la attribuivo a me stesso ma a Dio che così me l’ha data… Sì, facendo di me un “profeta”, visto che rivelo che cosa accadrà dopo la morte e lo faccio sulla base di serissime motivazioni scientifiche, che il Papa conobbe, in un mio libro di 250 pagine e lodò. Occorsero 250 pagine per spiegare al Papa, e queste persone, vedendomi intento a dover spiegare tutto in poco tempo, hanno giudicato “logorroico” l’uso delle moltissime argomentazioni indispensabili. Terapia: Rispiedol 2 mg. …… Tavor 2,5 mg ….A.B Queste persone che non hanno accertato mie deficienze comportamentali, ma solo una divergenza assoluta di idee sui ruoli veramente posseduti dagli uomini, si sono permesse di impormi una terapia farmacologica! Come potevo non oppormi? Al più avrei accettato l’intervento di uno psicologo… E si sarebbe accorto come la mia mente fosse assolutamente coerente ai suoi presupposti ideali! Altro che delirio!


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Seguitiamo l’analisi puntuale, entrando in merito all’Anamnesi, che è la storia della mia persona. ANAMNESI Padre e madre deceduti. 1 fratello vivente. Laureato in Architettura. Ex Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Milano. Ha vissuto a Milano sino al 1995, dove si è sposato e poi divorziato. Si trasferisce a Saronno con la madre a cui presta assistenza, perché demente, fino alla morte, avvenuta del 2001. Vive fino a qui vivendo con la pensione della madre. Negli ultimi anni ha qualche profitto procuratogli dal fratello, che in parte lo sostiene. All’inizio della sua carriera era un uomo di successo, proprietario di una società di grafica che produceva due giornali. Nella metà degli anni 80 gli affari hanno iniziato nel mettersi male perché il paziente aveva iniziato a mostrare segni di squilibrio non riuscendo più a gestire il suo lavoro e adottando inopportuni atteggiamenti filantropici (assumeva personale anche se non aveva bisogno, ecc.). Questo comportamento l’ha portato al fallimento e ad avere molti debiti. Al momento vive solo, a Saronno, con il sostegno economico del fratello. Originario della provincia di Salerno. Si trasferisce a Milano nel 1951. Si sposa nel 1969 e si separa nel 1990. È all’età di 33 anni, 1971, che ci sarebbe stato un ….. mistico. Si definisce come una persona discreta e introversa. Bocciato in IV ginnasio. Altero di suoi segni svela disagio nel rapporto con i compagni, perché …. Ecco come la racconto invece io, la mia ANAMNESI. Ho vissuto fino a 33 anni dimostrando con i fatti di essere divenuto una persona molto capace di affermarmi. Infatti, laureato Architetto nel 1969 e sposatomi in quella stessa data, l’anno dopo entrai per concorso pubblico nel CIMEP, un Consorzio di 80 comuni, al posto più alto della Carriera direttiva, tanto da avere coordinato il Piano Straordinario della GESCAL, per migliaia di miliardi di lire d’allora, in edilizia popolare. Ad un solo anno dalla laurea era già tanta la stima dei colleghi per me che fui eletto nel Consiglio dell’Ordine degli Architetti e due anni dopo fui il più votato su tutti e 2.000 gli iscritti di Milano, Pavia e Sondrio! Generosissimo e attivissimo, fondai una rivista di Architettura e Urbanistica ed iniziai anche a fare il costruttore, nei fine-settimana, arricchendomi con l’aguzzarsi della mia mente e l’attività delle mie braccia. Sono stato per essere nominato dagli altri, a 3 soli anni dalla Laurea, il più giovane Presidente dell’Ordine della storia, e si tratta di Milano, Pavia e Sondrio… e non di Canicattì.


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Queste mie eccezionali capacità sono risultate dai gesti e dai riconoscimenti altrui: sapevo costruire benissimo, per me e per gli altri! A 33 anni mi sono posto, con assoluto scrupolo, il problema della fede e ho deciso di seguire fino in fondo il Vangelo di Gesù Cristo. Mi sono allora licenziato da tutti i centri di potere e sono divenuto un imprenditore che cercava di fare il bene dei suoi dipendenti, preparando per loro un piccolo pezzo di mondo pulito, che si impostava sul puro amore e la pura accoglienza degli altri. Dio mi ha fatto fare così oltre 10 anni di una esperienza veramente soddisfacente, finché – essendo io intendo ad un progetto piccolo, dimensionato solo sull’entità delle mie risorse – Dio ha dimostrato di volerne, per mano mia, uno decisamente immenso, che riguardasse tutti. Così mi ha fatto fallire nella mia impresa. Infatti non sono fallito per incapacità, ma per tre concause assolutamente imprevedibili: ho subito un furto di macchinari per 700 milioni circa; una banca non mi ha messo a disposizione i miei soldi (450 milioni) e ho dovuto vedere protestate cambiali per 40 milioni; infine il braccio destro della mia impresa (visto come andavano bene le cose!) si mise in proprio. Io fui costretto, da apparenti disavventure, a divenire poverissimo, a dare al Tribunale circa 3 miliardi di lire in immobili, per saldare i miei impegni, che erano di circa ¼ di quell’ammontare. Dio mi ha tolto tutto e poi mi ha mandato la malattia di mia madre (morbo di Halzeimer) per farmi decidere di non fare altro che accudire lei e… pensare alle cose fondamentali della vita. Così mi sono addentrato, in quegli anni, nella Relatività Generale di Einstein, arrivando a definire quella che esisteva “in assoluto”. In sostanza la Provvidenza mi ha portato a riconoscere l’assetto assoluto delle cose, al punto da poter definire con esattezza scientifica che cosa accadrà all’uomo di sperimentare dopo la morte. Per dimostrare questi risultati, mentre mi ero trasferito a Saronno, ho aperto una Scuola di epistemologia (filosofia della fisica) nella quale facevo conoscere quale strada ragionevole portasse alle stesse verità di Gesù Cristo. Quando il Papa, nel 1998 emanò l’Enciclica Fides et ratio, stimolò proprio le persone come me a fare quello che io avevo già fatto. Scrissi così un libro di 250 pagine al Papa, in risposta della sua Enciclica, e mi mandò la Benedizione Apostolica, poi indissi un Convegno: il primo al mondo che attuasse l’Enciclica del Papa… un evento assolutamente importante, vitale per la Fede: la rendeva finalmente ragionevole! Ma alla Chiesa locale non parve vero che una persona “così megalomane come me” (aveva l’ardire di chiamare a Convegno la Fede… ma chi credeva di essere?) avesse avuto in dono di esprimere in altro modo, ragionevole, il Vangelo di Gesù, affidato solo alla Fede.


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La Religione purtroppo non sa che farsene della “ragione”, crede che il Catechismo che ha sia già sufficiente. Per cui, mentre il Papa sull’Enciclica al punto 56 assicurava sostegno a quanti avessero trovato l’audacia di aprire nuovi percorsi, scrivendo testualmente che “la fede si faceva avvocata convinta e convincente della ragione, per superare ogni isolamento”, all’atto pratico la Chiesa locale si mise a trattarmi facendo il “Pubblico Ministero”, anziché quello “avvocato” convinto e convincente promesso dal Papa. Entrai in un digiuno assoluto, per difendere le speranze del Papa, per le quali mi aveva benedetto, e digiunai fino a 57 giorni, assumendo solo l’Ostia consacrata, nella speranza che la Chiesa locale desse l’avvocatura promessa dal Papa. 4 sacerdoti si fecero promotori di una petizione di 460 persone, affinché il Papa mi ricevesse. Dovevo mettermi a rapporto per dirgli: “Santità, lei mi ha spronato a trovare coraggio e passione e io l’ho fatto, ma se lei non difende in sede locale le sue iniziative avrà prodotto solo dei martiri!” Dal Vaticano – sembra incredibile! – nemmeno risposero: che morissi pure! Evitarono di farsi carico di me che difendevo l’iniziativa del Papa. Se fossi giunto allo stremo delle forze, il Papa, a Roma, lo avrebbe finalmente saputo direttamente dai media e mi avrebbe ricevuto. Invece non potetti farlo, a causa di mia madre, che dipendeva da me. Così ripresi a mangiare. Quando mi sono trovato all’ospedale, recentemente, per questa questione di cui sto trattando – non avendo più da curare mia madre, morta 3 anni or sono – ho creduto di poter riprendere quel digiuno e ridurmi talmente allo stremo da far giungere a Roma la notizia di quanto aveva riguardato me… È pazzesco crederlo? Ma il Papa andò a trovare Ali Agcià che aveva attentato alla sua vita e certamente sarebbe venuto a trovare me che, per amore della sua Enciclica Fides et ratio, avevo messo addirittura a repentaglio la mia! Doveva solo venire a conoscenza che a Saronno era esistito un simile “eroe”, pronto a morire per un santo ideale, comune a lui, a me e a nessun altro! Senonché all’ospedale mi hanno imposto l’alimentazione con la flebo e mi sono accorto che mai e poi mai sarei potuto arrivare a tale situazione “estrema” che trapelasse sui media nazionali fino a Roma. Così ho ripreso a mangiare. Io ho visto in atto, condotto attraverso la mia persona, qualcosa di molto importante, di addirittura vitale per la vita umana. Gli uomini si credono promotori assoluti della loro vita ed hanno bandito l’idea che Dio veda e provveda ad ogni cosa. Mossa da tale presunzione, la Natura è stata saccheggiata, ed è giunta al suo estremo. Anche la pace nel mondo è giunta al capolinea, scossa dalla pretesa di una religione di suicidi ed omicidi che, nel nome di Dio, uccidono se stessi con il solo fine di uccidere gli altri ed ogni pace nel mondo.


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Bisogna che sia affermata finalmente la modestia di un credersi veramente tutti a tal punto “Figli di Dio” che si comportino da tali: come chi veramente serve umilmente a far andare avanti tutte le cose. La vera grandezza è l’umiltà! Chi è umile è veramente grande, è immenso, nel suo piccolo, come lo è Dio! Tutti noi siamo afflato di Dio, Figli di Dio, ma, in presenza di un <io> che è un’ombra illuminata sola da <Dio>, crediamo di essere quell’ombra che ci sembra di essere… e così lo siamo, scendiamo ai nostri poveri compromessi, rispetto ai principi assoluti. No, ciascuno di noi è ben più di un messaggero di Dio, ciascuno di noi è lo stesso afflato di Dio che ci tiene in vita. L’uomo arrivi a riconoscere di essere afflato di Dio e si comporterà senza più scendere a volgari compromessi, diverrà pieno di eroismo, essendo pronto a morire, come io sono, dopo di essere stato pronto a vivere nel nome di Dio. Ecco la mia “esaltazione”! Credo che un’ombra non possa proprio esistere quando la luce che ci anima è quella di Dio. Ecco il mio “delirio”: io sono un ente <complesso>, costituito tra un <io> e <Dio>. In questo <complesso> uomo-Dio, esistente solo “nel relativo”, io non valgo proprio nulla e devo solo arrivare a riconoscerlo vero “in assoluto”. Significa che “può cascare il mondo” ma io voglio mettere davanti a tutto la mia fede in Dio e, se Dio mi chiede l’estrema rinuncia alla mia vita per il bene di tutti, io lascio che ciò sia! Oh, io non faccio nulla! Questa mia intenzione non dipende dalla mia capacità! È solo un dono. Ma, a questo punto – in un modo così essenziale che risolve il mio io interamente in Dio – sono l’unico a pensarla così e sono veramente il messaggero, l’unico, del Messia divino. Nemmeno Madre Teresa si è accorta che lei è Dio e non la sua “matita”. Ma io non l’ho scoperto per meriti miei! Io non sono megalomane! So che questo è solo un dono gratuito di Dio, che fa assolutamente come crede e ha fatto che il mio personaggio, tutto suo, lo credesse. Io sono solo uno sbigottito osservatore, sbigottito quanto voi! Ma se ho speso decenni di vita per essere l’ultimo servitore, ho la capacità, espressa con chiarezza della mente del mio personaggio virtuale, di sapere di essere primo! Questa è la bellezza del verbo di Dio: chi si fa veramente ultimo, nel relativo, è veramente il primo tra tutti, in assoluto. E’ vero e chi lo afferma non è presuntuoso, perché lo afferma Gesù. Io so di essere veramente Figlio di Dio e la mia opera è di convincere gli altri a credere di esserlo… anche loro! E sono Figlio di Dio perché è da quando avevo 33 anni che ho venduto tutto quello che avevo “per comperare la perla”, così come consigliò di fare il Figlio di Dio che ci autorizza – tutti! – a dire: “Padre Nostro!” Ciascuno è Figlio di Dio e Gesù è l’Unigenito che ci accomuna tutti in unità. Quando avranno appreso tutti, in forza della scienza umana della ragione, di


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essere veramente Figli di Dio, si comporteranno in quanto tali, e sulla Terra verrà il Paradiso Terrestre. Io sto concludendo la mia vita nel tentativo di apportare questa conoscenza, e morirò disposto ad offrirmi vittima, per questo volere risolvere tutti i problemi della Terra e degli uomini. Questa è la dimensione assunta dal mio intervento: degna del Cristo che avrebbe sconfitto la morte ed espresso il Giudizio Universale. Infatti spiego perché la morte consisterà in un reale ritorno alle origini, e spiego anche perché ogni uomo, che esiste come il dualismo <uomo-Dio> deve arrivare a riconoscere Dio come tutto il suo essere. Concludo la mia ANAMNESI affermando che Dio ha piegato a sé una persona giudicata capacissima da tutti e dimostratasi tale nei fatti, finché ha lavorato concretamente per sé e per gli altri. Dio l’ha fatto perché un Architetto come me capisse e mostrasse a tutti l’architettura assoluta dell’esistenza relativa… visto come io sia giunto a spiegare come si entrerà realmente nel Regno dei Cieli. Oh, non ridete! Il Papa, per questo, mi ha lodato e benedetto, quindi, ancora una volta, sto riportando solo il giudizio di chi conta.

Andiamo avanti. 24/5/03 Paziente lucido e orientato. Emerge disturbo del contenuto del pensiero di marca delirante megalomanica e mistica. Presenta logorrea e particolarismo. Funzione …. Nella norma. Rileviamo moderata attivazione …. Collaborante. Non sto più a dettagliare gli argomenti. Faccio presente come io sia stato giudicato “lucido e orientato”. In quanto ai contenuti di un pensiero “di marca delirante e megalomanica”, credo di avere già ampiamente spiegato come questo sia in ultima analisi il pensiero di chi segue assolutamente Cristo, come il Papa. Vedete, quelle persone che tanto hanno giudicato “delirante” questo mio purissimo modo di pormi come cristiano, nelle intenzioni, nei fatti e nelle parole, mi hanno loro per prime paragonato al Cristo! Oh, forse che Gesù non sia stato condannato a morte perché giudicato affetto da un disturbo del contenuto del pensiero di marca delirante e megalomanica? Diceva di essere Figlio di Dio! E io che cosa dico? Ebbene lo dico anche io. E dico che lo siamo tutti… Ma non ci invitò, Gesù, tutti, a pregare il “Padre Nostro”? Non giunse a pregare Dio “che fossero tutti una cosa sola come Egli e il Padre erano una cosa sola? Che cosa sto cercando di fare io? Di fare identificare ciascuno non con quella povera e ombrosa personalità piena di difetti che si vedono, ma per


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quell’anima salvata da tutto ciò per mano di un Dio di generale salvezza, che vuole che tutti diventino “eredi di Dio”. Pertanto io – carico solo dei valori di Gesù – sono accusato proprio allo stesso modo con il quale già fu accusato Gesù Cristo, e ne sono contento, perché questo che si è attuato – con questo mio ricovero forzoso – è un grandissimo segno che io sono nel vero, perché sto integralmente emulando Gesù, facendo esclamare di me le stesse cose che già si dissero di Lui. Mi ero fatto ricoverare proprio perché si appurasse “se io fossi matto”! Ebbene, le solite persone che giudicano “matto” il volere del Cristo, tanto che poi tutta la loro vita si mostra un assurdo compromesso, hanno giudicato “matto” anche me che esprimo solo la validità delle idee di Gesù Cristo, per il quale, in un BEATISSIMO “delirio mistico” io sono disposto a morire, pur di salvare tutti, mettendomi “tout-court” nei panni di Gesù Cristo. Io compio ciò che manca ai suoi patimenti nella mia carne, ma sono sicuro, così “suo” come sono, che già io e lui “idealmente” siamo una cosa sola. E non chiamatela “megalomania!” Quando è solo il desiderio di far grande Gesù, non è megalomania, ma è una beatissima condizione mistica che è la migliore soluzione data alla propria vita: che non appartenga a noi ma al Cristo. Certo che è misticismo! Un grande misticismo calato realmente nei fatti concreti della vita. E se tutti sono miscredenti e non ci credono, mi dispiace per loro: io mi sento realizzato, io mi sento “primo” perché ho avuto in dono di volere abbandonare tutto per il mio amato Gesù, tanto che io oggi vivo in un monolocale di 17 metri quadrati, senza servizi, e – già alquanto ricco – ora sono povero, dunque il più ricco! Se, a questo punto, un miscredente dottore arriva a dirmi che sono un esaltato mistico, io ne convengo e dico che mi sta bene così: è il concreto premio che Dio mi ha voluto dare per avere avuto il coraggio a rinunciare a ricchezza, potenza e gloria, per servire umilmente al suo progetto, fino a divenire poverissimo. Questa povertà non è il mio fallimento! Non aspettatevi che io vada in crisi non avendo più nulla, che io mi deprima… No, io acquisto tanto coraggio da mettermi a dare lezioni di Cristianesimo perfino ad un prete, nel tentativo che si mortifichi finalmente e si salvi. Lo acquisto io, questo coraggio, per modo di dire! Non sono io che lo faccio, ma è il valore di Dio espresso nel mio da me osservato personaggio, che arriva a porsi con tutta la sua autorità nei confronti di tutti. Io mi sono permesso di “mostrare al Papa” la strada ragionevole che portasse al Cristo… Una enorme presunzione? No. Il risultato di una vita tanto umiliata e tanto mortificata da me, nel mio io, che ad un certo punto Dio stesso ha cominciato a parlare attraverso di me, e Dio può benissimo insegnare al Papa, usandomi come disse Madre Teresa: come una matita.


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Io posso insegnargli a condizione che non pretenda di essere io a farlo, ma solo “Colui che mi ha mandato”. Sì, un puro messaggero, un profeta… non ho paura di queste parole, perché io non conto nulla, io sono solo un osservatore della stupenda volontà di Dio su di me. In questo mondo, divenuto così miscredente, si crede che la “profezia” sia un delirio della mente. NO, se è vera profezia. E le cose che ho fatto conoscere io si sono sempre verificate, non proprio come rivelate da me, ma vere nella loro sostanza. Per esempio io, oggi, 6 ottobre, credo che il 10 ci sarà nel mondo un segno grandioso e terrificante, che dovrebbe accadere tra le 10:15 e le 15:10. Io sento che debbo dirlo e lo faccio, senza la pretesa che quanto io dico si avveri tale e quale. Non so che parte Dio vuole che io abbia in tutto questo, ma io sto ai suoi ordini: se mi comanda di fare il profeta per dare al mio io una ennesima lezione di umiltà… io dico che ben venga! Io accetto come bene ogni cosa che Dio mi manda, perché non ho la pretesa di conoscere se sia un bene o un male. Ciò non toglie che – sentendomi io di profetare – lo faccia, anziché fare tutti i miei sforzi per evitare di farlo. Se questo è il mio destino posso sforzarmi finché voglio, per evitarlo e lo vedremo tutti, con molta certezza, qual esso è. Se il mio destino è quello di far la figura di Maometto, nel suo famoso “miracolo della montagna”, ebbene eccomi: sarò sottoposto allo scherno di tutti e costoro diranno: “Ma non è il Figlio di Dio? Perché non dice a suo Padre di schiodarlo dalla sua croce?” Non derisero così anche Gesù? Dio – o signori carissimi – all’apparenza mortificò suo Figlio, ma poi – dopo avere fatto ridere tutti – li fece puntualmente ricredere.

DIARIO CLINICO 24/5/03 Paziente inviato per ASO dal nostro CPS (Dr. Bolongaro). Si rilevano tematiche deliranti di tipo mistico e megalomanico probabilmente presenti da lunga data. Dice di essere un profeta e di avere fatto delle importanti scoperte scientifiche. Afferma di essere laureato in Architettura. Al momento rifiuta la terapia, ma accetta il ricovero per verificare “se è matto”. Richiesta … ECG Tx tor. Sc. Credo di avere già spiegato come mi stiano facendo – a me vero seguace di Gesù Cristo – le accuse già fatte a lui. Voglio qui dire due parole sul “Dice di essere un profeta e di avere fatte delle importanti scoperte scientifiche”.


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In relazione al “profeta” ho già spiegato come io, proprio per le esigenze che sento di affermare, in relazione ad una conosciuta dinamica del futuro, credo di esserlo (profeta), perché ho già precisato come io non creda me stesso il promotore di tutti i miei pensieri, parole ed opere. Sono un profeta perché ho rivelato perfino al Papa quale debba essere il cammino reale che porti tutti in Paradiso: un testacoda personale, nell’attimo della morte, come uno Yo-Yo che, finito di svolgere il filo della vita causando la rotazione del rocchetto, veda poi la risalita del rocchetto, prodotta dalla stessa inerzia sua, mediante il riavvolgimento del tutto. La vita sarebbe <complessa>, fatta da un <flusso> (fino alla morte) e da un <riflusso> (dopo la morte), verso il recupero di tutte le posizioni appartenute al passato. Quando saremo, ad uno ad uno, presenti in atto in Adamo, avremo l’eredità di Dio che consiste nell’esservi “in atto” tutto quello che esiste “in pura potenza” di essere, all’interno di un progetto fatto solo da Dio. Se non vi sembra una profezia assoluta, ditemi voi che cosa è! Ad essa io giungo per motivi scientifici: la concomitanza dell’Azione e della Reazione! A noi sembra che l’azione venga prima della reazione, ma non è vero, sono simultanee. Causa ed effetto sono in verità simultanee, ma noi, come viviamo adesso, vediamo la causa prima dell’effetto. Saremo costretti, per affermare la verità, a vedere (finito con la morte di vedere come vediamo ora) che l’effetto precede la causa. Così comprenderemo che il divenire era una pura parvenza della verità di un essere unitario e molteplice nello stesso tempo In quanto all’avere scoperto importanti cose scientifiche, già nel 1988 io ebbi dal Ministero dell’Industria circa 700 milioni di lire per avere scoperto come far dialogare tra loro i computer. Ho fatto un Programma di innovazione tecnologica, e l’ho portato in porto. Fu perfino collaudato e riconosciuto attuato da una Commissione Ministeriale. In quanto alla Relatività Generale che Dio mi ha fatto approfondire fino a mostrare la “Relatività assoluta”, ossia come stanno le cose in assoluto, ne ho scritto libri, ne ho parlato su Internet. Solo il tempo farà conoscere il vero perché le mie questioni “assolute” sono così ancora lontane dagli interessi attuali, reali, degli scienziati che ho l’impressione di parlare a veri e propri sordi. Dovete capire che il fatto che io sia diventato povero e abbia dovuto dichiarare fallimento non è dipeso da “imbecillaggine”, ne da un “delirio mistico” così come è stato descritto, ma solo da un progetto di Dio che voleva che io mettessi a disposizione la mia notevole intelligenza e la mia grande capacità di sacrificio, per la realizzazione del suo sommo progetto: portare in Paradiso tutte le pecorelle che Dio non diede a Gesù Cristo. Laddove la fede non può, non ha potuto, potrà la ragione, e proprio con tutte le forze della ragione, ed ogni uomo sarà convinto a voler essere onesto… nel progetto di Dio.


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Se la venuta del Paradiso Terrestre reale dipendesse dall’uomo… abbiamo sotto gli occhi quello che succederebbe: la Terra rovinata e la Religione divenuta sorgente di morte anziché di vita. Dio sta invece intervenendo, tanto che quando avrà fatto capire le cose rivelate attraverso di me, Egli disegnerà uomini convinti, finalmente, a voler perseguire i supremi voleri di Dio stesso. Invece nell’attuale momento del disegno, esso è che i nostri bravi medici, sull’onda di un pressapochismo veramente notevole, si sono permessi di giudicare “delirante” questa somma pratica della ragione, talmente rigorosa e coerente ai suoi presupposti (le verità di Cristo) da ragionare poi tutta la vita per vera e pura conseguenza ai presupposti di Gesù. Perché Dio ha mandato costoro, a giudicarmi matto, delirante? Perché già lo fece con Gesù. È il suo metodo. Quando sembra che non vi siano proprio più speranze, Dio afferma inequivocabilmente come ogni cosa dipenda solo da Lui. Lo farà anche con me. Ha fatto in modo che la Chiesa mi condannasse a morte, gli amici e gli affetti facessero altrettanto e che gli scienziati della medicina attestassero il mio “sommo delirio” nella mia pretesa di essere un messaggero di Dio. Sembro vinto in tutti i possibili modi, mortificato persino nell’intelligenza. Ebbene vedrete il 9 giugno, quando io leggo nel Disegno di Dio che morrò, che cosa succederà. Perché ne sono convinto? Ma perché da una analisi spassionata io sono stato portato ad amare Gesù fino alla disponibilità dell’intero sacrificio di ogni cosa mia, avendone in cambio solo mortificazioni, a fronte del mio concreto tentativo di salvare il Mondo e tutti gli uomini. Io sto perseguendo intenti degni di Cristo ed erano quelli attesi da Lui alla fine dei tempi. Insomma io <sono Gesù Cristo>! Ma lo siete tutti! Acquisite questa nuovissima conoscenza, che io vi porto e, con tutti “Gesù Cristo” a vivere, il mondo “sarà finalmente un bellissimo mondo!” Dio farà risorgere anche me, nel giudizio fatto assumere a tutti voi, per sorprendervi, felicemente, ed ottenere la definitiva salvezza per mezzo di un Figlio Suo, così tanto generalizzato, da essere UNICO, un vero TUTTUNO. 24/5/03. Colloquio conoscitivo con il paziente. Emerge ideazione francamente delirante: il paziente avrebbe fondato una Teoria Teologica Filosofica all’interno della quale lui rivestirebbe il ruolo di Messia per diffondere un nuovo modo di essere cattolico. Acritico rispetto al delirio che sembrerebbe coprire una serie di frustrazioni personali, accadute durante la vita. Adeguato e rispettoso nel comportamento, rifiuta comunque qualunque tipo di terapia.


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Vedete in che modo, a partire dai soliti giudizi della vita (che essa dipende da noi e non da Dio) si acquisisce poi l’arbitrio di giudicare “delirante” un ben diverso pensiero filosofico, poggiato poi sulle verità della scienza! A noi sembra reale il divenire apparente e lo crediamo vero. Ma se si capisce che nulla diviene, ma che tutto il dinamismo apparente dipende solo dal sostituirsi apparente dell’effetto alla causa (mentre invece in assoluto causa ed effetto sono solo simultanee contrapposizioni), si arriva anche a credere che tutta la vita sia un progetto apparente, tutto impostato sull’apparenza del divenire ma vero grazie all’essere di tutti i suoi frammenti essenziali. Come la verità di un film, che ha milioni di fotogrammi, ma che, se se ne vede solo uno dopo l'altro, si vedrà il movimento apparente di tutto quanto vi appare contenuto istantaneamente. Io sto facendo della filosofia interamente motivata sulle verità scientifiche e mi è toccato di essere giudicato con tanta leggerezza da “medici disegnati presuntuosi da Dio”, che pretendono di criticare quello che non conoscono. Credo che tutti avrete compreso la profondità estrema delle cose che io dico, ma rileggete cosa hanno scritto: che io non sarei stato “critico” della mia posizione… Oh, io sono stato tanto “ipercritico” ed “analitico” da averne fatto il contenuto di una Scuola di Epistemologia, di Filosofia della Fisica. I personaggi di costoro, invece, scrivono di me che “avrebbe fondato una Teoria Teologica Filosofica all’interno della quale lui rivestirebbe il ruolo di Messia per diffondere un nuovo modo di essere cattolico”. Intanto la verità non è che “avrebbe fondato”, ma è che “ha fondato”, e poi il mio essere “Messia”, che “rivestirei”, altro non è che l’essere il “maestro”, di una Scuola di Filosofia della Fisica, che si è potuta rivolgere al Papa ed esserne benedetto, io per essa. Acritico rispetto al delirio che sembrerebbe coprire una serie di frustrazioni personali, accadute durante la vita! Ma chi è acritico? Le mie questioni religiose, così come sono state poste al Papa, hanno incontrato il favore della sua critica, al punto che mi promise che mi avrebbe ricordato nelle sue personali preghiere! È stato invece acritico, come ho già scritto, chi non ha voluto approfondire la critica essenziale mossa da me: “Che siamo tutti in un puro disegno di un Dio che, come il Manzoni, dà tutto ai suoi personaggi, nell’illusione che essi esprimano tutti la loro volontà!”. Il fatto è che Dio voleva che io facessi la perfetta esperienza del Cristo e ha disegnato questi presuntuosi che, essendolo fino in fondo, accusano di presunzione proprio me che sono il solo che crede di non essere capace di fare nulla, e così raggiungono il colmo. Questi medici credono che i loro pensieri, le loro parole e le loro opere siano il frutto della loro libertà! È certo che così sembra, ma solo perché costoro si


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sono impossessati della parte attribuita loro da Dio fino al punto da identificarsi con la storia dei loro pensieri e dei loro gesti! No, essi non sono la loro storia. Certamente l’osservano, ma come un attore che osserva la trama disegnata da un altro. Io – che mi sono accorto di essere solo un attore – sto cercando di richiamare tutti gli attori come me alla comprensione del sublime fine di chi ha composto l’intera trama e ogni cosa. Però mi trovo di fronte ad attori che credono di essere i personaggi e che reputano che la loro libertà sia quella datagli da chi ha scritto l’opera (e sarebbe il Libero Arbitrio di “fare” anziché di “gradire o no” il progetto di un altro: un Dio che però non vedono e fanno fuori, poi attribuendo solo a se stessi ogni cosa). Ve l’immaginate un attore che recita la parte di Don Abbondio e che crede di esserlo veramente? Oh, io solo, al mondo, sto cercando di liberarlo da questo falso credere! Egli è solo l’attore che, formato il suo gusto, il suo quadro ideale, su quella parte, poi potrà immedesimarsi in tutte quelle (tutte scritte da Dio) che egli vorrà! Il mio messaggio “apre” alla fruizione personale, in Paradiso, di quella che è stata la vita di tutti. Il mio personaggio “libera” l’<io> dal personaggio stesso, gli fa veramente assumere quella dimensione vivificante di Dio! Fa capire perché si debba amare il prossimo come se stessi… perché sarà il prossimo ad estendere le possibilità di vita di ogni singolo. Noi non saremo condannati per sempre ad essere noi stessi! Il nostro stato finale sarà quello di un coro, UNITARIO, in cui tutto quello che esiste è un COMPLESSO di infinite presenze, tutte fuse in unità. Il mio delirio – poi, a detta del medico – dovrebbe coprire le “frustrazioni” avute da me nel corso della mia vita… Ma se il mio personaggio da sé ha volontariamente abbandonato il posto sicuro, la potenza e la ricchezza per divenire deliberatamente “ultimo”? Quale frustrazione? Io mi sento il primo per essere divenuto veramente l’ultimo, e non si tratta di una “copertura”, di un falso credere. È una assoluta convinzione della mia anima. Adeguato e rispettoso nel comportamento, rifiuta comunque qualunque tipo di terapia. Meno male che mi si è riconosciuto così, nel mio comportamento: adeguato e rispettoso. Io avrei di tutto per mettermi a voler fare il primo, essendolo, ma –se volessi farlo – improvvisamente mi scoprirei ad essere divenuto veramente l’ultimo! Io rispetto le idee altrui: e non mi metto, se non tirato per i capelli, a giudicare “matto” nemmeno chi veramente lo è. Così mi tocca di esserlo giudicato io, che non sono assolutamente matto, ma sono uno degli spiriti più originali (fino ad essere unico) e liberi che siano mai esistiti. Chi è stato così capace (come personaggio disegnato da Dio e non come “me”) di accorgersi dell’apparente trappola insita nel divenire delle cose? Che cioè


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sembra che l’azione preceda la reazione, quando invece azione e reazione sono assolutamente simultanee, ossia appartengono allo stesso tempo? Chi ha saputo, scienza alla mano, arrivare a scoprire che dopo la morte ciascuno ritornerà realmente (anima e corpo) sempre più al suo passato, fino a rientrare nell’originario Adamo? Proprio per questa libertà, data al mio personaggio da Dio, io ho tentato di sottrarmi alla terapia… Non era dovuta. Stavo benissimo, nella mia intelligenza e rispettavo le idee altrui. Perché allora avrei dovuto assumere una terapia farmacologica? 25/5/ Prosegue stato di tensione accompagnato a logorrea, i contenuti del pensiero sono a sfondo religioso mistico. Per ora non accetta farmaci ma vuole collaborare con i medici per chiarire la situazione. Anche qui si nota il tentativo umano, fatto da me, per fare conoscere a queste persone come non dovessero essere superficiali. Ma non è servito a nulla nemmeno la consegna di tutti i libri scritti da me in questi ultimi tempi… Chiede di uscire dal reparto per frequentare la messa domenicale. Non concedo il permesso in quanto il paziente non appare adeguato; il delirio mistico altera la capacità di critica. Si rassegna alla richiesta solo davanti al divieto. Propongo TSO, …., per le anomalie comportamentali e lo stato delirante che impediscono la cura del soggetto. Mi è stato impedito di poter frequentare la messa domenicale… in quanto non sarei stato adeguato “perché il delirio mistico altera la capacità critica". Che cosa altro devo dire per mettere in luce l’estrema violenza da me patita? Che cosa devo dire per fare conoscere come io abbia rispettato, in ultima analisi, queste persone che non dimostravano invece nessun rispetto per la mia fede? Questo medico ha proposto, per questo, un TSO, un Trattamento Sanitario Obbligatorio… ma vi rendete conto che cosa mostruosa sia stata questa proposta di questo personaggio di Dio? Il trattamento sanitario presuppone l’uso dei farmaci! Queste persone hanno cercato di debellare la mia fede attraverso l’assunzione di farmaci! Questo si chiama PLAGIO! Dio ha messo alla prova il suo personaggio, che io sto solo interpretando, e lo ha fatto in tutti i modi possibili! Solo dopo gli uomini avrebbero capito quanta determinazione ci sarebbe stata in Romano Amodeo (il mio personaggio), nel suo sentirsi “una cosa sola con Cristo”! Ma egli avrebbe dovuto


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vederlo e capirlo assolutamente bene, tanto da poterlo poi comunicare ed insegnare a tutti gli uomini: “onorate il Cristo che vi sorregge e fate che Egli solo riempia tutto il mondo! Potete farlo, perché è la fondamentale verità! Voi vi ingannate credendovi ombra… voi esistete solo per la luce di Dio”. Il mio personaggio si sarebbe dovuto a tal punto convincere di questa verità, valida per lui, da rivelarla a tutti e sublimare l’intera esistenza. Il suo era lo stesso destino assegnato al Cristo: di completare la sua opera alla fine dei tempi, insomma adesso che la Terra sta morendo e la Religione sta incutendo terrore.

Ore 13. Ancora rifiuta di alimentarsi e ad assumere terapie. Si pratica flebo 500 cc gluco +Tavor fl IV Ore 18,30. Si posiziona infe… successivamente Gluco… 500 IV.

…. Permanente con Sol Fisiol. 500 cv e

26/5 Paziente … delirante e decisamente oppositivo alla terapia e all’…. Ed ecco, in concreto in che modo un pensiero filosofico è stato affrontato per essere debellato… con il Tavor, unito alle soluzioni fisiologiche per alimentarmi mio malgrado. Non ho potuto protestare nemmeno con lo sciopero: ho dovuto piegare la mia intelligenza e la mia ragione alla violenza di questi prepotenti. Recentemente c’è stato il caso, comparso sulla stampa, di uno Psicologo che ha ucciso chi l’aveva tormentato in questa maniera… Queste cose si possono capire, nella loro assoluta gravità, solo quando si sono personalmente toccate con mano. Con quale arbitrio una legge, quella che puntò a chiudere i Manicomi e ad assicurare il rispetto di questi ammalati, è stata tanto travisata che è permesso ad un medico, sulla scorta spesso di ingiuste referenze altrui, di farsi firmare da un Sindaco un ricovero coatto, che compie il massimo della possibile violenza, senza che nessun “tutore” preventivamente controlli che non vi siano abusi? Io sono stato prelevato con la forza, sulla base della paura di persone che, sentendomi parlare di castighi di Dio, hanno presunto che glieli arrecassi io, che le minacciassi… Tutta una vita spesa nell’assoluta rinuncia al mio vantaggio personale non è valsa a nulla, di fronte alla insulsa paura di queste persone che, da buono e bravo, io mi trasformassi in prepotente e cattivo… come loro!


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Poiché ogni cittadino ha il diritto sacrosanto di opporsi ad un ricovero, per gli ammalati di mente deve potersi opporre – in sua vece – un “tutore”, prima che questo ricovero coatto sia messo in atto. Dove era, nel mio caso, tutta quest’urgenza? Che cosa hanno trovato, questi medici, se non la mia ferrea e pacifica convinzione nelle mie idee? Idee di bontà, di abnegazione, nella mistica riguardante Gesù Cristo. Pertanto io ho denunciato pubblicamente chi mi ha perseguitato ingiustamente in questo modo. Io desidero che si conosca la verità, che ciascuno mediti molto sui suoi errori, fino a voler chiedere “scusa” per i torti arrecati. Ma non succede. Con le buone non succede mai. E allora, proprio nell’intenzione che i nodi vengano al pettine, io denuncio questa inutile violenza da me patita e anche da molti altri, come i fatti di cronaca hanno crudamente evidenziato. Ciò detto e nella speranza che siate stati attenti, rileggete, per cortesia, la relazione finale, che vi propongo quasi senza più osservazioni. Relazione di dimissione del Sign. Amodeo Romano. Sintesi dell’osservazione degenziale: si dimette in data 3/6/2003 il paziente qui ricoverato volontariamente il 24/05/2003 dopo un A.S.O. eseguito al Pronto soccorso, richiesto dal collega psichiatra del territorio. All’ingresso il paziente appare collaborante e formalmente adeguato, ma emerge subito una florida ideazione delirante ben strutturata di tipo mistico e megalomanico probabilmente presente da molto tempo. Nei giorni successivi il paziente rifiuta ogni intervento psicofarmacologico e intraprende uno sciopero della fame legato alle tematiche deliranti (voleva essere ricevuto dal Papa), pertanto si passa al TSO che viene revocato dopo qualche giorno vista la successiva disponibilità ad assumere le terapie e l’interruzione del digiuno. Nonostante l’assunzione dei farmaci il disturbo del contenuto del pensiero è rimasto inalterato; tale sintomatologia produttiva sembra in parte collegata a profondi sentimenti depressivi legati ai numerosi problemi e fallimenti che il paziente ha dovuto affrontare nella sua vita (fallimento dell’azienda grafica di sua proprietà, fine del suo matrimonio, ecc.). Probabilmente vi è l’incapacità del paziente ad accedere ad una autentica posizione depressiva, rifugiandosi in un’ideazione schizoparanoide che fino ad ora sembra riuscita ad evitare una disgregazione psicotica del paziente con sintomi di tipo dissociativo. Nonostante tale quadro il paziente si è mostrato durante tutto il ricovero sostanzialmente adeguato sotto il profilo comportamentale e, esclusi i giorni iniziali, ha accettato di assumere le terapie e la nostra presa in carico, pur non essendo critico della sua situazione di sofferenza, ma “affidandosi” al consiglio


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medico. In accordo con il curante del territorio si è somministrata terapia depot: Haldol D 100 mg i.m. (3/6/2003). Esami ematochimici sostanzialmente nella norma (eccetto: urea 72 mg/dl, VES 21 mm/1h). ECG nella norma. Appuntamento al CPS 1/7/2003 ore 10.000 (dr. Bolongaro). Faccio notare brevemente solo questo: Nonostante l’assunzione dei farmaci il disturbo del contenuto del pensiero è rimasto inalterato Credevano che io fossi così per carenze nella chimica cerebrale! Queste persone non si sono preoccupate minimamente di conoscere l’estrema coerenza del mio pensiero, assolutamente fedele ai suoi presupposti ideali! Probabilmente vi è l’incapacità del paziente ad accedere ad una autentica posizione depressiva, rifugiandosi in un’ideazione schizoparanoide che fino ad ora sembra riuscita ad evitare una disgregazione psicotica del paziente con sintomi di tipo dissociativo Insomma sarei incapace di deprimermi perché mi rifugerei in Cristo! E per questi medici si tratta non di vero cristianesimo ma di una ideazione schizoparanoide che però finora – guarda caso – sembrerebbe riuscita ad evitare una mia disgregazione psicotica! Insomma non ci sono stati sintomi di tipo dissociativo… ma come sarebbe potuto essere, laddove Gesù ci invita tutti “ad essere tutti una cosa sola, in noi e tra noi?”


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CONCLUSIONE Chi vede il male negli altri, ne è pervaso. Sembra un destino, per me, che, dopo di essermi convertito a 33 anni ed avere desiderato di emulare Cristo, io sia stato portato dalla vita a fare tutte le Sue esperienze, fino ad esprimere il massimo impegno per rivelare come stanno le cose in assoluto, tanto da sublimare addirittura la vita. L’impegno di portare nell’ovile, con la ragione, anche le pecorelle non date per Fede, da Dio, a Gesù (avendo donato, a Suo solo giudizio, la Fede solo a chi il Signore ha voluto), completa la salvezza che Dio ha promosso per tutti. Io sostengo che ciascuno di noi <è figlio di Dio>… ma non per modo di dire…, credendoci veramente! Al punto da volere essere Figlio di Dio, da volere appartenere alla stessa natura di Gesù, che è lietissimo di Comunicarla. Tutte le persone che mi stimarono veramente “capace”, finché agivo con gli stessi fini terra-terra degli altri, si sono trasformati in durissimi oppositori. Le persone più introdotte, come le Gerarchie della Chiesa dei Sepolcri imbiancati, mi hanno a quel punto mosso guerra, gli amori falsi mi hanno disprezzato, le amicizie impure mi hanno tradito, gli esperti umani (su chi sia “normale” e chi no) mi hanno fatto le identiche accuse per cui Cristo fu ucciso. Io reputo importanti testimonianze questi rigetti assoluti, allo stesso modo che lo furono i precedenti consensi. Era scontato che, abbandonando i valori terraterra per cui ero stato lodato, incontrassi il rigetto delle stesse persone. Posso solo dire che io sono stato odiato (da chi ho amato veramente) fino a rischiare che ne morissi, tanto da portarmi veramente a credere che il caso mio sia stato molto combattuto “dal Diavolo!” Per forza! Io confutavo il suo mondo, poggiato tutto sui valori dell’apparenza, per riconoscere quelli fondati sull’essenza stessa di Dio! Ora, perché queste cose (che sono veramente esistite, così chiaramente “esaltate”) nel mio caso corrispondano o no veramente ad un supremo disegno di Dio finalizzato al bene di tutti, dobbiamo aspettare solo di vedere quali saranno gli eventi futuri, stabiliti dalla Divina Provvidenza per il mio umile personaggio, che non si crede davvero capace di niente ed esegue tutto solo sotto dettatura. Sì, perché lo disse l’apostolo Paolo: “Se Gesù non fosse veramente risorto, tutta la nostra fede sarebbe stata vana!” L’uomo, insomma, nel caso mio, ha detto la sua ed è giunto a deridere la mia intelligenza che si appoggia al solo Cristo. Vedremo che cosa vorrà fare Dio in materia, vedremo in quale modo vorrà – e se lo vorrà – far risorgere anche me.


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Io credo di saperlo: il giorno 9 giugno 2004 (a 66 anni e due mesi dopo il Venerdì santo del Cristo) io (doppione di Cristo e nato il 25 gennaio, quando per la prima volta si presentò a San Paolo)… io credo che morrò, a dimostrazione di essere una sorta di suo “alter ego”, tutta umana. E credo di conoscere come il successivo 11 giugno sarà eletto Papa Dionigi Tettamanzi e il suo “vicariato” corrisponderà alla spirituale risurrezione di me, io pure non Cristo, ma Vicario suo. Per il nome che ha, il Tettamanzi simboleggia mio padre e mia madre, al punto che in lui sarà espresso il Vicariato di quella Trinità di Dio che farà affermare il Cattolicesimo su tutta la terra e venire quel Paradiso Terrestre che io – anzi il mio personaggio, in perfetta Comunione sacramentale con il Cristo – sta cercando di portare nel mondo intero, sublimandone la vita. Vedete, io confermo le idee di tutti coloro che mi credono affetto da un disturbo delirante… Per la logica del mondo la verità è questa: esclude la presenza di Dio e a proposito di me si domanda “Ma chi crede di essere?” Credo di essere a tu per tu con il Figlio Unigenito di Dio, tanto che mi ha dato segni evidenti per conoscere il futuro, sia nella vita, sia dopo la morte. Ma non sono un presuntuoso, perché credo che tutti gli uomini siano Figli di Dio, ciascuno compreso nella sua specifica parte, e che sia grande o piccola infine non determinerà nessuna conseguenza: ciascuno, in base a quanto avrà avuto, definirà a suo modo esclusivo, e secondo la libertà del suo abito mentale e morale, “Che cosa gli sarà mancato”... e lo avrà, assumendolo nell’insieme di tutte le vite reali come la sua. La parte toccata a me, per adesso, è questa che io dico, ma sarà “mia privata” solo per poco: dopo la vita che vediamo, tutte le parti saranno messe in Comunione, saranno intercambiabili, perché in definitiva, in Paradiso, esisteremo “uno per tutti e tutti per uno”. Conosco il futuro non solo per “intuito”, ma per “deduzione”, al punto che giungo alla data della mia morte dal mio essere un “doppione”, che vive 66 anni anziché 33 e che, nato 1 mese dopo Natale, morrà 2 mesi dopo il Venerdì santo. Prevedo per l’imminente 10.10.2003 un evento che atterrirà il mondo, dando l’idea di una possibile “fine”, perché in quella data io ho compiuto, con il mio essere un 2, esattamente 23.998 giorni di vita, ossia 2 mancanti a quei 24.000 che lasciano presagire il completamento (il 24), e la “fine di tutto” (il 1.000 pari a 103). Ho infatti notato, avendoci fatto veramente caso, come molti eventi riguardanti il mondo sembrano agganciati ai miei giorni, a dare una sorta di strana evidenza al ruolo sostenuto dalla parte toccata per ora a me! Ad esempio, il 24.10.1999, quando, assieme al Cristo, vinsi la morte e giudicai “in assoluto” la vita, io, nato il 25.1.1938, avevo esattamente 22.552 giorni, ossia 22.222 per conto mio (il doppione) e 330 per conto del Cristo (33), in


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relazione al suo Spirito santo, che è quel 10 grazie al quale la Dimensione 10, la D10, noi poi la riconosciamo, in Italiano, lingua del Papa, come D10=DIO=Dio, in relazione al nostro piccolo <io>. Un Dio che – per farsi capire – usa i simboli ed i numeri, giacché ha costruito tutto il mondo usando il linguaggio alfanumerico delle parole (concetti) e delle quantità (numeri). Noi infatti diamo forma ideale e concettuale alle quantità nel linguaggio binario dell’intelligenza costruita sugli opposti. Saremo in assoluto un TUTTUNO perché TUTTO ed UNO sono opposti e il nostro intero sistema logico si poggia sulla simultanea presenza degli opposti. Dio, quanto vale in assoluto, si esprime attraverso l’organizzazione complessa, poggiata sull’unità e la trinità come il fondamentale coesistere di quanto sia sintetico quanto 1 ed analitico quanto 3. Sulla base del 3, il rapporto 3/3 è quanto lega e dimensiona tra loro, in unità, l’unità e trinità di Dio. La Trinità ed Unità di Dio è questa Verità fondamentale: 3/3 = 1 Quando la esprimiamo su un solo membro, anziché nel complesso a 2 (che è la legge generale), evochiamo un Diavolo che procura l’annientamento: 3/3 –1 = 0 Lo Spirito santo di Dio è quanto si oppone all’annientamento, alla morte dell’anima decretata dal Diavolo, e corrisponde all’esatto processo inverso, rispetto a questo che porta all’annientamento, in modo da essere “il Signore” e dare vita (attraverso un ciclo). L’inverso processo a 3/3 è 3×3, l’inverso a –1 è +1. Pertanto, nel suo insieme, il processo inverso a quello che porta all’annientamento dell’essere, dato dal Diavolo (–1) , è: 3×3 +1 = 10. Per questo motivo il ciclo 10 è l’intero valore dello Spirito santo, perché è il ciclo dei numeri riferito esattamente alla Trinità ed Unità di Dio e alla presenza di un Diavolo che annienti la vita dell'anima. Questo che vi ho espresso è il sistema che regola l’Organizzazione Assoluta del Progetto alfanumerico di Dio, che vale per numeri e relativi concetti ideali. La Relatività Assoluta, che ha portato più avanti la Relatività Generale di Einstein è quella che ha potuto definire i numeri assoluti che corrispondono alla formula E = m c2, espressa solo in modo concettuale. Questa è la definizione alfanumerica delle Relatività Assoluta rispetto a quella Generale: E = m c2 34 = 9×9.


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Tanto per spiegarlo a chi se ne intende, la formula di Einstein afferma come E, l’energia potenziale (quella che non è ancora formalmente in atto) equivale al prodotto tra l’energia in forma assolutamente ammassata (m) e l’energia in forma assolutamente espansa (c2), ciascuna delle quali, in assoluto, vale 9. Questa uguaglianza vale in assoluto. Ma in relazione a misurazioni definite unitariamente, dato l’esatto contrapporsi tra ammassamento ed espansione assoluta, le quantità di riferimento, unitarie e desunte da quelle assolute, nel caso della massa si sommano, nel caso della energia luminosa si sottraggono. Riferendoci alla massa in kg della particella di luce, essa ha il numero 9 in assoluto, ma risulta 9,109…, in relazione all’unità. Nel caso dell’energia elettrica della luce essa pure è 9, ma relativamente è 8,98755…volte la sua unità relativa. È proprio grazie ai due sistemi unitari diversi che riusciamo a distinguere l’ammassamento gravitazionale dall’espansione elettromagnetica della luce. La ricercata unificazione della Fisica tra la forza gravitazionale e quella magnetica è oggi difficoltosa perché noi percepiamo veramente con numeri unitari, concettuali diversi, la forza gravitazionale e l’elettromagnetismo. Possiamo unificare le due energie solo sostituendo le quantità assolute a quelle relative, ottenute per somma e differenza rispetto a quelle assolute. Ho voluto esprimere questo “dettaglio scientifico” per dimostrare come io abbia ricevuto veramente “per dono assoluto” la conoscenza di queste cose. Sono argomentazioni che, oggi, la scienza ancora neppure capisce né riconosce; ma domani lo farà. Ciò servirà a fare attribuire a me veramente la conoscenza dell'Assoluto che io dico, sia che serva a scoprire le leggi assolute riguardanti le quantità-base della fisica, sia le condizioni generali e metafisiche che legano tra loro, numericamente, le varie funzioni dello stesso Dio, allorché Egli si presenta come una simultaneità di valori che siano perfettamente contrapposti tra loro, in un Suo Progetto ideale. Poiché noi siamo fatti non solo di quantità, ma anche di sentimenti e di passioni, dobbiamo aspettarci un modo di essere di Dio, relativo a noi, che si esprima anche secondo l’uso corrente dei vari connotati mentali dati a noi. Dio si abbassa a tutti gli aspetti nostri: è buono, generoso, sottile... E’ anche spiritoso e si fa davvero delle grandi risate, assistendo a quanto prendiamo sul serio la vita avuta in prestito, che è una pura espressione virtuale del suo spirito creativo. Dobbiamo riuscire a sublimarla! Con Gesù Cristo finito in croce per abbassarsi alle sofferenze umane, è l’ora che Dio se ne liberi e ne liberi tutti! Sembra incredibile ma, messo il Vicario di Cristo a Roma, Dio comunica con l’uomo in lingua italiana.


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Ad esempio DIO=D10, è in italiano. È solo in italiano che Dio ci scherza su e ci dice che la funzione della nostra intelligenza chiamata “mente”, in assoluto davvero ci mente, facendoci apprezzare l’apparenza più della sostanza. Così una mente che “mente” fa apparire affetto da un disturbo delirante chi, come me, ha riposto veramente ogni cosa sul Cristo.

Romano con il fratello, la moglie e la mamma: gente per bene!

Realizzato a Saronno e finito il 29 giugno 2003


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Così ho concluso la triste vicenda delle vessazioni subite, a fronte del tentativo di bene da me fatto. Sono stato mortificato in ogni modo, dalle persone cui ho voluto più bene, dagli amici, dalla Chiesa di Cristo, che è stata al centro della mia vita ormai da 33 anni, da quando fui convertito, dopo i primi 33 anni in cui avevo vissuto solo nell’illusione del mio successo personale, peraltro pienamente realizzato. C’è chi si ritrova povero perché non ha avuto mai occasioni, io no, io l’ho scelto, intraprendendo vie così poco praticabili che era scontato che avrei infine dato tutto quello che avevo, per abbracciare infine la povertà ottenuta deliberatamente. Come si fa a tenere dei soldi in banca, quando altrove bimbi muoiono di fame? E allora cosa dare, le decime? Per quanto si dia, finché restano soldi trattenuti per sé, bimbi seguitano a morire di fame, di stenti e di malattie.


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Io ho dato tutto e sono pienamente felice. Tra poco darò addirittura la vita, con una agonia di 15 giorni e ciò non mi spaventa minimamente. Dopo che tanti han cercato di togliermi la vita credo proprio che quanto di meglio possa capitarmi ora è di consacrarla a tutti coloro che, amati davvero, mi hanno attaccato, disprezzato, cercando di umiliarmi. Non ci sono riusciti, perché io ho Dio nel mio cuore ed egli è la mia vera ancora di salvezza, anche se tra breve mi porterà ad una morte la cui agonia durerà 15 giorni. Ma, credetemi, non mi accade perché sono buono o sono bravo… E’ solo Dio che ha stabilito così! E voi che siete apparentemente “cattivi”, non disperatevi, è Dio che vi ha dato da interpretare quella parte, ma infine vi accorgerete di averla solo recitata, impersonata, perché la vita passerà, ma voi non passerete ed erediterete il Regno di Dio. Credeteci: sarete eredi di Dio. Il Signore vi ama e vi ha voluto partecipi di un gioco spesso apparentemente crudele, in cui alcuni vincono ed altri perdono, soffrendo atrocemente. Ma è un mondo che non è del tutto vero! Il divenire è pura parvenza, ciò ch’è vero è solo l’essere e voi passerete l’eternità a godere tutto il bene esistito al


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mondo, gioendo delle fortune capitate al vostro prossimo. Le vite sono storie, partiture, tenute nella grande Biblioteca della Comunione dei Santi, e voi ne erediterete l’uso. In questo sarete eredi di Dio, ma mai Dio. La Biblioteca è opera solo del Signore e voi sarete i fruitori suoi, così come vorrete, così come vi piacerà. Tutti i libri più eloquenti su questi argomenti li troverete raccolti nel prossimo volume che come cronaca riporta anche la storia e la previsione degli ultimi cento giorni della mia vita. Per adesso mi resta da documentare solo dei miei rapporti con il mondo della tecnologia e della scienza. Infatti nel 1986 ideasi e preposi al Ministero dell’Industria un Programma di innovazione tecnologica sull’intelligenza artificiale, che fu approvato e positivamente collaudato e poi proposi vari interventi all’Associazione Italiana Fisici e ai principali mezzi di divulgazione, tra i quali Internet, con risultati che furono spesso il frutto di un vero disprezzo della mia opera. Studiai anche il modo di realizzare l’energia pulita e documento il mio tentativo, negli anni 90, di ottenerne un brevetto.


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Disturbo delirante  

Cronaca del mio ricovero coatto all'ospedale di Saronno, nel 2003

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