Riservato ai soci ed abbonati della società R. Potenza F.C. - Copia gratuita - anno 2 - N°17 - 3 maggio 2015
Società Tipografica Editrice Sud
N°17 - L’INFORMAZIONE PER I TIFOSI POTENTINI
Intervista a Pierpaolo Di Senso PAG. 5
Anni ‘80 Gli albori degli ultras PAG. 5 - 6
3 mag 2015
32° Giornata
33° Giornata
26-04-2015 ORE 15:00
03-05-2015 ORE 15:00 1-0 2-0 0-1 2-3 7-0 1-1 3-1 1-2 3-3
Puteolana - Grottaglie Francavilla - Arzanese Brindisi - Pomigliano Cavese - Fidelis Andria Bisceglie - Gallipoli Scafatese - Monopoli Gelbison - Sarnese Manfredonia - Potenza FC San Severo - Taranto
Fidelis Andria - Bisceglie Arzanese - Brindisi Monopoli - Pomigliano Potenza FC - Cavese Sarnese - Francavilla Grottaglie - Gelbison San Severo - Manfredonia Taranto - Puteolana Gallipoli - Scafatese
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Classifica 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9°
10° 11° 12° 13° 14° 15° 16° 17° 18°
72 65 63 58 57 52 45 44 43
Fidelis Andria Taranto Potenza FC Bisceglie Brindisi Cavese (-6) Gelbison Gallipoli Monopoli
Sarnese Manfredonia San Severo Francavilla Pomigliano Arzanese Scafatese Puteolana Grottaglie (-1)
Le probabili formazioni POTENZA FC - CAVESE
POTENZA FC (3-5-2) Allenatore GIACOMARRO Napoli V. Lolaico Sicignano Melis Barillari Vaccaro Cianni Viola Basso Palumbo R. Di Senso
CAVESE (4-3-3) Allenatore AGOVINO Napoli A. Capaldo Varchetta Manzo Picascia Lucchese Platone Della Corte Ausiello Palumbo L. De Stefano
A disp.: Patania, Akuku, Amendola, Catanese, Caraccio, Cecconi, Foscolo, Pellegrino e Surmiak.
A disp.: Aprile, Campanella, La Mura, Di Grezia, Pugliese, Giordano, Petti, Allegretta, Suriano.
Indisponibili: Schettino e Posillipo (1)
Indisponibili: De Rosa (2)
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43 42 38 35 32 29 25 24 22
3 mag 2015
PROSSIMO AVVERSARIO:
CAVESE Leonardo Volturno
LA STORIA - Fondata nel 1919, i suoi colori sociali sono il bianco ed il blu, il simbolo della squadra è l’Aquila. Nella sua storia calcistica ha militato anche in Serie B dalla stagione 1981-82 alla 1983-84.
ULTIMO TURNO - L’Andria vince in rimonta al “Simonetta Lamberti”. Finisce 2-3, nella Cavese a segno Della Corte e Picascia.
L’UOMO DA TENERE D’OCCHIO - Sarà assente per squalifica l’uomo più pericoloso della rosa e cioè Claudio De Rosa, autore di ventitre reti in questo campionato.
CURIOSITA’ - Due gli ex: il centrocampista Vincenzo Platone, in maglia rossoblu nella stagione 2005-06 (nella vecchia C2, 18 presenze e nessun gol) e il tecnico Massimo Agovino nel Città Potenza (Serie D stagione 2012-13). I PRECEDENTI - Il bilancio tra i rossoblù ed i metelliani parla sempre più lucano: 7 vittorie, 9 pareggi e 5 affermazioni cavesi. Al “Viviani” i campani hanno vinto una sola volta, contro le 4 del Potenza e 5 pareggi (si ringrazia Antonio Mocciola).
Serie D - Ufficializzate le date dei play-off 2014/2015
IPOTESI 2^ POSTO: Impegno casalingo il 24 maggio con due risultati su tre a disposizione per conquistare la fase successiva.
IPOTESI 3^ POSTO: Il Potenza affronterebbe, sempre in casa al Viviani, il 20 maggio la vincente tra Brindisi e Bisceglie. In caso di vittoria o pareggio, domenica 24 maggio subito in campo allo Iacovone contro il Taranto.
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La Lega Nazionale Dilettanti ha comunicato le date dei play-off per la stagione 2014/15.
PLAY-OFF
17 maggio 2015: abbinamenti di girone 20 maggio 2015: ulteriore abbinamento di girone 24 maggio 2015: finale di girone 31 maggio 2015: IV^ fase 7 giugno 2015: V^ fase 10 giugno 2015: VI^ fase 14 giugno 2015: VII^ fase - finale (campo neutro)
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3 mag 2015
Il Potenza sa vincere anche nell’emergenza Battuto il Manfredonia, è caccia al secondo posto Leonardo Volturno Il Potenza torna a vincere allo stadio “Miramare” di Manfredonia. Vittoria che fa accorciare sul secondo posto, ora lontano due lunghezze. Tornano al gol Di Senso (decima rete in campionato) e Palumbo, a segno per la ventiquattresima volta in questa stagione. A Manfredonia, l’ultimo successo dei rossoblu risale alla lontana stagione 1939-40. FORMAZIONI – Potenza in emergenza. Mister Giacomarro schiera la migliore formazione: una formazione imbottita di under, ben sette al fischio d’inizio. Lunga la lista degli assenti: Melis, Posillipo, Sicignano, Schettino, Cianni, Viola e Caraccio. I padroni di casa, già matematicamente salvi, schierano il solito 3-5-2. PRIMO TEMPO – Al 5’ un lancio lungo di Patania diventa un assist per Di Senso che a tu per tu con il portiere colpisce la traversa. Tre minuti dopo, Patania e Lolaico non si capiscono e regalano la sfera a Bozzi, sfera abbondantemente fuori. Al 24’ Stajano prova una conclusione a giro ma il tiro del classe ‘97 termina alto. Al 28’ sugli sviluppi di un angolo, Catanese viene atterrato da De Vita: ammonizione per il calciatore Juniores e massima punizione. Rigore indiscutibile, che Palumbo trasforma spiazzando Palma. Dura 10 minuti il vantaggio ospite: al 39’ ancora sugli sviluppi di un angolo, colpo di testa di Colombaretti, palla che si insacca sul secondo palo. 1-1 all’intervallo. SECONDO TEMPO – Nella ripresa mister Giacomarro decide di non fare modifiche alla formazione. Il Manfredonia, in avvio di ripresa, sciupa palle-gol con Bozzi e La Porta. Ma è la formazione rossoblu ad approfittarne al 65’: lancio per Di Senso, l’attaccante è in posizione laterale, uscita sbagliata del portiere di casa e conclusione vincente del numero 11. Il Potenza rischia solo al 37’ ma è bravo Napoli, subentrato all’infortunato Patania, a deviare in corner un colpo di testa di Coluccio. Il risultato poi non cambia più, la squadra di Giacomarro si difende senza affanni. Finisce 1-2.
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3 mag 2015
Foto Gallery
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3 mag 2015
Pierpaolo Di Senso 10 e lode
L’attaccante a RM: “Crediamo nel secondo posto” Leonardo Volturno Nell’ultimo numero di “Rossoblu Magazine”, non poteva mancare Pierpaolo Di Senso. L’attaccante potentino, sempre più decisivo in questo campionato, racconta la sua stagione in maglia rossoblu e parla di play-off e del prossimo match casalingo contro la Cavese. • Ciao Pierpaolo, domenica è arrivata una vittoria in emergenza. Il tuo commento sulla gara… “Ci tenevamo a fare risultato e far bene, i ragazzi che hanno giocato meno non hanno deluso. Ci abbiamo messo tanto cuore, la determinazione e cattiveria giusta per vincere.” • Decima rete in campionato a Manfredonia, altro gol decisivo... Ad inizio stagione ti aspettavi questo traguardo ? “Sinceramente non me l’aspettavo ma sapevo che avrei potuto dare il mio contributo alla squadra. Ho raggiunto questo meritato traguardo con tanto lavoro e tanta determinazione. Ora non voglio fermarmi.” • Oggi la sfida contro la Cavese dell’ex Agovino. Che avversario ti aspetti ? Che partita sarà ? “Sarà una gara come tutte le altre, la Cavese è un’ottima squadra che domenica ha dato del filo da torcere alla capolista Andria. Vogliamo vincere per cullare il sogno secondo posto.” • Giochi ancora aperti per il secondo posto, ora lontano due lunghezze. Dove può arrivare questa squadra nei play-off ? “Cercheremo di conquistare il secondo posto, sperando che il Taranto commetta qualche errore in queste ultime partite. L’obiettivo ? Vogliamo fare bene nei play-off e provare ad andare avanti il più possibile per conquistare la Lega Pro.” • La stagione ormai volge al termine… Quale sarà il tuo futuro ? “E’ ancora presto per parlare del mio futuro, sono concentrato sul finale di stagione. Sono molto legato a questa maglia, sono felice a Potenza e mi piacerebbe continuare con questi colori.”
Anni ‘80. Gli albori degli ultras Francesco Zotta I Fedelissimi avevano portato a Potenza l’idea di raggruppare i tifosi più caldi dietro le insegne di un club organizzato. Ma il concetto di tifo estremista, sulla scorta di quanto cominciava ad accadere un po’ in tutta Italia, approdò nel capoluogo tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. C’è da dire che, all’epoca, i movimenti e le mode giovanili non si diffondevano con la stessa velocità del giorno d’oggi. Potenza era isolata, sia culturalmente che geograficamente, e quello che al nord Italia si era diffuso nella prima metà degli anni settanta, sulla scia di quanto già avveniva oltre manica da qualche anno, da noi prese piede con almeno un decennio di ritardo, complice anche il caos e il disagio sociale conseguente al terremoto del 1980. In questo panorama confuso nacquero e morirono, nel breve volgere di una stagione - a volte anche di una sola trasferta - svariati micro gruppi, i cui nomi, senza alcuna pretesa di originalità, erano ripresi da quelli visti sui campi delle serie maggiori, nelle immagini in bianco e nero delle trasmissioni sportive o in occasione delle prime pioneristiche trasferte. Ma un gruppo di tifosi ultras vero e proprio, con la struttura, le logiche - anche gerarchiche - e l’organizzazione cui saremmo stati abituati in seguito, non aveva ancora visto la luce. In realtà anche la data del 1982, che comunemente viene accostata alla nascita del gruppo ultras, non segna lo spartiacque di niente. In quell’anno venne solo realizzato il primo striscione con la scritta ULTRAS, ma gli autori erano comunque riconducibili a gente che gravitava nel club dei fedelissimi, come facilmente intuibile anche dalla grafica dello striscione (metà rosso e metà blu con scritta gialla) che ricalcava quello dei FEDELISSIMI stessi; il ritrovo del club in quegli anni era in un prefabbricato a Rossellino e i membri storici facevano da chioccia ai più giovani, quasi tutti minorenni, organizzando le prime trasferte e le prime coreografie assai artigianali.
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3 mag 2015 Risalgono a quel periodo le prime trasferte organizzate da un gruppo e non da estemporanei capipopolo sull’onda dell’entusiasmo di eventi particolari (come accaduto in passato per le storiche partite di Cassino, Matera, Squinzano o Bari per lo spareggio con la Juve Stabia) . Si va così a Taranto nel campionato 1981/82, per la gara in campo neutro in casa del Monopoli, e a Latina nel campionato 1982/83 (dove la cinquantina di tifosi potentini, molto giovani e disorganizzati, vengono fatti oggetto di una aggressione da parte di alcune decine di tifosi locali, entrati nella curva dove erano posizionati i lucani, armati di colli di bottiglia rotti ). In quei primi anni ottanta gli ultras potentini erano posizionati in gradinata, che talvolta erano costretti a condividere, senza alcuna barriera di divisione e senza presenza di forza pubblica, con le tifoserie ospiti, spesso presenti in gran numero (i corallini della turris nel campionato 1981/82, i frattesi, i tifosi del campania o del matera nella stagione 1982/3). Vengono acquistati in quegli anni i primi tamburi, tutti con la cassa a strisce verticali rossoblu (alcuni anche dai tifosi del Taranto in smobilitazione dopo la retrocessione della squadra locale), affiancati da una memorabile batteria per camion; viene fatto uso delle prime torce (acquistate a Salerno alla nautica sud) e degli estintori, all’epoca molto in voga. I primi fumogeni, invece, rigorosamente rosso blu, realizzati da un artigiano locale, richiedevano una particolare procedura di accensione, per cui non venivano mai tenuti in mano ma messi a terra e accesi dal fuochista della domenica. Nel campionato 1983/4, proprio per evitare le pericolose commistioni che si creavano quando a Potenza arrivavano le tifoserie ospiti, vennero creati due settori separati: la gradinata e la curva di cemento, adiacente agli spogliatoi. I tifosi organizzati occuparono, unicamente per quella stagione, la curva di cemento, diventando così, solo per quel campionato, gli UCN, ultras curva nord. Risalgono a quel campionato i primi veri contrasti con i tifosi del Matera. A ottobre 1983, pochi minuti prima dell’inizio della gara, il gruppetto dei 50 materani arrivati a Potenza si aggirava nei pressi del seminario, chiedendo indicazione ai passanti sull’ubicazione del settore loro riservato. Fecero ingresso in gradinata a partita iniziata e nell’intervallo un commando partito dalla curva rossoblu, sfondato il cancello che divideva i settori, andò a prendersi lo storico striscione VIKING, quello con i martelli ai lati. Lo striscione venne portato in curva e restituito nel corso del secondo tempo, in seguito ad una mediazione tra i rappresentanti dei due gruppi e la polizia. Prima della fine della gara, raggiunto il pareggio, i biancazzurri abbandonarono precipitosamente la gradinata. Nella gara di ritorno, per onor di cronaca, nessun potentino presenziò al XXI settembre. La svolta avvenne nell’estate del 1984. Erano gli anni in cui i contatti con le altre tifoserie avvenivano per il tramite di corrispondenze epistolari, il cui crocevia erano le rubriche del mercatifo gestite prima dal Guerin Sportivo, poi dal neonato Supertifo. Così, anche prendendo spunto dal confronto con altre tifoserie, i membri più giovani, attivi e “estremisti” decisero di staccarsi dal club dei fedelissimi, per dare un’organizzazione effettiva a quanti si erano riconosciuti in quel primitivo striscione “ultras”. Si discusse a lungo sul nome da dare al gruppo, anche in questo caso senza pretesa alcuna di originalità, e alla fine si optò per Gioventù Rossoblu, il cui acronimo GRB è possibile ancor oggi ritrovare in qualche scritta sui muri sopravvissuta a trentuno anni di intemperie. Lo striscione venne realizzato da un ragazzo di Cosenza, grazie ai buoni uffici che alcuni ragazzi del direttivo del neonato gruppo avevano con gli ultras cosentini dell’epoca. Venne effettuato il primo tesseramento ufficiale e realizzati i primi adesivi. Grb sopravvisse due anni, per sciogliersi con il primo fallimento del Potenza, datato 1986. Nel frattempo, nel 1985, sull’esempio di Gioventù Rossoblu, nacquero altri gruppi organizzati, destinati pure questi a sciogliersi nel breve volgere di pochi campionati. È il caso del gruppo dei warriors, nel 1985, costituito per lo più da ragazzi del rione Francioso, passati alla storia per aver realizzato le prime sciarpe, a bande orizzontali rossoblu, ma senza alcuna scritta; e dei Boys di Parco Aurora, il cui striscione, realizzato sempre nel 1985, prese fuoco in una partita casalinga nel 1987 e non venne più sostituito. Al termine della stagione 1985/86 il Potenza, retrocesso sul campo, subisce anche il primo storico fallimento. Si ricomincia dalla Promozione lucana e gli ultras rossoblù seguono la squadra su tutti i campi della regione, difendendo lo striscione dalla furia dei tifosi locali quasi in ogni trasferta (a Moliterno il pullman viene affiancato e inseguito persino da una macchina il cui passeggero imbracciava un fucile!). In casa si posizionano in tribuna laterale lato spogliatoi, eccezion fatta per l’ultima di campionato quando viene riaperta la curva di cemento. Il campionato termina con lo spareggio a Trani contro il Pro Matera. Una nuova svolta avviene in occasione del successivo torneo di interregionale (1987/88) e soprattutto nel corso del campionato 1988/89, disputato in C/2 a seguito del ripescaggio avvenuto in estate. Si consolida in gradinata (dove i gruppi erano definitivamente tornati, dopo una breve parentesi nella curva di cemento nella prima parte del campionato di interregionale) la leadership di una nuova generazione di ragazzi, divisi tra gli Ultrà Potenza (continuatori ideali del gruppo del 1982) e gli strakaos (nati nel 1987 per dar voce alle nuove leve). Sono quelli gli anni d’oro del tifo potentino, nei quali si gettano le basi per la consacrazione nel mondo ultras che avverrà negli anni novanta. Il messaggio che il gruppo dirigente dell’epoca volle dare e fu la ricerca esasperata di un modo d’essere che li caratterizzasse e li distinguesse dalle masse omologate delle altre curve. Era evidente che qualunque iniziativa si fosse presa, basata sul dato quantitativo piuttosto che qualitativo, avrebbe sempre e comunque reso la tifoseria potentina un’inevitabile brutta copia, in formato ridotto, di curve di piazze più numerose. Le grandi piazze potevano avere i numeri. Noi potevamo avere tutto il resto. Si puntò quindi sull’estetica e sullo stile negli atteggiamenti; sull’ironia degli striscioni e degli slogan. Sull’originalità delle coreografie, realizzate sempre in maniera autofinanziata. Sul voler anticipare le mode, piuttosto che seguirle. Sulla presenza costante in trasferta, in qualunque condizione e a qualunque costo, in anni in cui tutto questo era privilegio di pochi, in serie C forse di nessuno. L’intelligenza di quelle intuizioni porterà gli ultras del Potenza, nei successivi anni novanta, a godere di una fama inattesa per una piazza senza grosse tradizioni di pubblico e senza un grosso pubblico alle spalle.
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Il Potenza in Radio e TV Area di Rigore su Radio Carina / Carina TV (810 del digitale terrestre) ogni lunedì dalle 18 alle 19:30. Replica: mercoledì ore 14.30 venerdì ore 21.00 GIOVEDI’ IN ROSSOBLU (Carina Tv, 810 dtt e su www.radiocarina.it/carinatv) Ore 21 - D GOAL IN GOAL: in studio il tecnico Domenico Giacomarro. Ore 22 - AMACORD ROSSOBLU: in studio il dg Rocco Galasso con la rubrica “L’Angolo del Collezionista” e vari ospiti che hanno vissuto momenti indimenticabili, partite ed eventi calcistici che hanno fatto la storia del Potenza Calcio. Replica: sabato ore 15.00 In collaborazione con:
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