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Anno III - n. 41 - Martedì 31 maggio 2011

In versione stampabile non viene pubblicata la domeniCA e il lUnedi’

Ora di Punta di

ennio Simeone

Segnali chiari essuno aveva previsto, né N avrebbe potuto prevedere che dai ballottaggi di

Milano e, in particolare, di Napoli emergesse un divario di tali proporzioni tra i candidati (vincenti) di centrosinistra e i candidati (perdenti) di centrodestra. Sono risultati che - accompagnati da quelli, in genere con la stessa tendenza, di quasi tutte le altre città – forniscono precise indicazioni. Proviamo a sintetizzarle. . Gli elettori, sollecitati dal presidente del Consiglio, a considerare questa consultazione amministrativa come un momento di verifica politica (tanto che lui stesso in prima persona si è candidato al consiglio comunale di Milano), hanno emesso un verdetto schiettamente politico e hanno bocciato Silvio Berlusconi. . La riprova sta nel fatto che in quella sconfitta hanno associato l’alleato del capo del governo, Umberto Bossi con la sua Lega, uscita fortemente ridimensionata proprio nelle città e nelle province del Nord, pagando a caro prezzo quell’alleanza. . La vittoria dei candidati etichettati come “estremisti” sol perché designati dai gruppi che si collocano alla sinistra del Pd ha dato ragione a chi li ha indicati e ha riportato alla ribalta della scena politica quello schieramento che alle ultime elezioni politiche era stato estromesso dal parlamento; ma è anche vero che quella vittoria non sarebbe stata possibile senza la forza determinante del Pd, che peraltro ha contribuito (ad eccezione di De Magistris) a sceglierli attraverso le primarie. . Bisogna prendere atto comunque che si va accentuando la personalizzazione della politica nel senso che la fiducia e le simpatie popolari si indirizzano verso figure che, oltre a competenza amministrativa, siano in grado di offrire alla gente sentimenti, aspirazioni e speranze. Per gli eletti e per chi li ha fatti eleggere è una enorme responsabilità. Che non si può tradire.

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Dagli elettori una dura lezione per Berlusconi e Bossi

LA SBERLA

E’ arrivata per il Cavaliere non solo dalle urne di Napoli e Milano di

StefAno CleriCi

Non resta che pregare e rivolgersi al Buon Dio. Da Bucarest, dove era in visita, la reazione del Cavaliere alla violenta sberla elettorale che ha ricevuto è stata quella classica di chi si sente Unto dal Signore. I milanesi hanno scelto come sindaco Giuliano Pisapia? Poveretti, non gli resta che rivolgersi al cielo e chiedere aiuto all'Eccelso (quello vero) perché non capiti loro nulla di male. I napoletani hanno portato in trionfo Luigi De Magistris? Dovranno presto pentirsi, ha sentenziato il Profeta. Ma lui, Berlusconi, preso a schiaffi dagli elettori di mezza Italia, non ha da fare neppure un "mea culpa"? Non ha neppure una grazia da chiedere all'Eccelso (quello vero)? Non sia mai. "Noi andiamo avanti per la nostra strada", ha riaffermato in tv con vigore (e con Paolino Bonaniuti dietro che, come al solito, annuiva), senza spiegare però che, stando a quanto uscito dalle urne, non è proprio la stessa strada indicata dal popolo che si ostina a governare. Che cosa succederà? Sant'Ambrogio e San Gennaro gli hanno già voltato le spalle. Gli resta da pregare solo sant'Umberto, il quale forse gli darà retta, perché anche lui ha perso per strada un bel pezzo di aureola e i suoi fedeli, come testimonia radio Maria (pardon, radio Padania) cominciano ad avere dubbi sulle sue possibilità miracolistiche. C'è il rischio che alla prossima cerimonia con l'ampolla sul Po si notino parecchi posti vuoti. Al Cavaliere restano gli "angeli responsabili", i quali però hanno le ali attaccate solo con un po' di banconote. E se si staccano...

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Sangue italiano in Afghanistan

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Biagio Agnes “l’uomo-Rai”

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Libero lo zio che seppellì Sarah

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Ballottaggi

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LA SBERLA

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La migLiOre deL giOrnO

Così hanno reagito ai clamorosi risultati delle urne Berlusconi: io vado avanti, voi pregate. "Abbiamo perso, è evidente" e "non c'é altra strada se non tenere i nervi saldi e andare avanti; la maggioranza è coesa e determinata" nel fare le riforme a cominciare dal "fisco, dalla giustizia e dal piano per il Sud". Lo ha detto Berlusconi, commentando i risultati delle amministrative. E ha aggiunto: "ogni volta che vengo sconfitto triplico le forze". Poi ha avuto oggi una conversazione telefonica con Umberto Bossi nel corso della quale il leader della Lega - racconta il Cavaliere a Bucarest ai giornalisti italiani - ha dato il va libera per proseguire con l'azione di governo. Altro commento di Berlusconi: "Ora i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo". Poi si è detto anche certo che a Napoli, dopo aver eletto De Magistris, "si pentiranno tutti moltissimo". Parlando di Milano il premier ha spiegato che "la città non era amministrata male" e ora che hanno vinto gli altri che si "improvviseranno in un mestiere che non hanno mai fatto" ai milanesi non resta che "pregare il buon Dio". De Magistris telefona a Napolitano. Telefonata tra il

presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il neo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Nel corso del breve colloquio telefonico, de Magistris ha ribadito il suo impegno per la città. E Lettieri si congratula. "C'é stato un risultato inequivocabile, un voto popolare in favore di De Magistris che ha preso il volo. Gli faccio 'in bocca al lupo', Napoli ha tanti di quei problemi che merita il mio buon lavoro". Questo il primo commento a caldo del candidato del Pdl a Napoli, Gianni Lettieri, subito dopo le prime proiezioni. "Ringrazio - ha proseguito Lettieri - tutti i napoletani che mi hanno votato, sia al primo che al secondo turno. Avevo a cuore gli interessi della città e dei giovani". Il Pd fa festa. Dopo anni di astinenza, di sconfitte e di vittorie risicate, il Pd torna in piazza per festeggiare la "valanga" che da Milano a Napoli si è abbattuta contro il governo. Pier Luigi Bersani chiama a raccolta, in serata a piazza del Pantheon tutti i big del partito e anche Romano Prodi torna in piazza, pronto a dare consigli per tornare a guidare il paese. "Berlusconi dovrebbe dimettersi e la strada maestra sono le elezioni anche se sarebbe

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Direttore responsabile: ennio Simeone Redazione tel. 06 86898861 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Iscritto al ROC Editrice: GeCem (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Vicepresidente eloisa Covelli. Consigliere: fidalma filippelli

Direttore editoriale: Alessandro Cardulli Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Partita Iva 09937731009

ellekappa su “repubblica” meglio farle con una nuova legge elettorale", è l'ultimatum di Bersani, consapevole però che non è ancora tempo di sedersi sugli allori ma di "lavorare ancora di più per un'Italia nuova". A festeggiare i risultati a piazza del Pantheon c'erano solo gli elettori del centrosinistra ma il vertice del Pd è convinto di avere il vento in poppa per convincere anche i moderati. Il Pd porta sul tavolo delle future alleanze le percentuali raggiunte al nord, che sfiorano il 30 per cento e la vittoria in roccaforti storiche del centrodestra, ad esempio Cagliari e Trieste

oltre a Milano e alla simbolica Arcore. E ai critici che fanno presente che a Milano e Napoli i candidati non erano del Pd, Bersani fa presente che "su 29 capoluoghi in 25 i candidati erano del Pd". Preoccupazione di Maroni Il governo non e' a rischio - ha detto il ministro dell'Interno - ma serve un colpo frusta. Bisogna rilanciare l’azione dell’esecutivo. E' stata una sberla, serve una riflessione". E ora - dice - si dia ''un colpo d'ala, anzi, un colpo di frusta all'azione di governo''.

Bondi lascia, Alfano in pole position E' caos nel Popolo della Liberta'. Bondi si dimette da coordinatore. Ora pare che Berlusconi punti su Angelino Alfano. Comunque è già avviato il 'processo' ai colpevoli del tracollo elettorale. E tra i primi ad essere messi sul banco degli imputati sono i tre coordinatori nazionali. Le dimissioni di Bondi vengono lette come una mossa per mettere nell'angolo anche gli altri due, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Chi non si tira indietro e' il titolare della Difesa pronto ad assumersi le sue responsabilita' mettendo pero' bene in chiaro che ''tutti'' devono essere messi ''in discussione sulle ragioni che hanno prodotto i risultati certamente negativi''. Il dito non e' puntato contro nessuno in particolare ma, per quanto riguarda Milano, sono in diversi nel partito a guardare con sospetto l'area che fa capo al governatore Roberto Formigoni, accusato di essersi speso poco a favore della Moratti. Difficile comunque che il premier dia retta ai piu' oltranzisti che chiedono un cambio repentino al vertice del partito, anche perche', regolamento alla mano, a modificare la struttura del Pdl puo' essere solo il congresso nazionale. In piu', fanno notare dal partito, il ministro della Difesa puo' contare su un nutrito gruppo di parlamentari. Berlusconi per il momento non si pronuncia ufficialmente su quale sara' la riorganizzazione del partito ribadendo solo l'obiettivo di volerlo ''radicare di piu' sul territorio''. Un modo per prendere tempo potendo tenendo anche conto delle divisioni interne.


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AFGHANISTAN

Militari italiani di nuovo nel mirino dei kamikaze Cinque feriti, uno è grave la disperazione della mamma del piccolo Jacopo Due o più attentati, anche con kamikaze, scontri a fuoco con armi leggere e pesanti durati per ore, 4 afgani uccisi e decine di feriti, tra cui cinque militari italiani (uno grave): è stata una giornata di guerra ad Herat, la città nell'ovest dell'Afghanistan che a luglio verrà formalmente 'riconsegnata' dalla Nato agli afgani perche le condizioni di sicurezza sono ormai considerate soddisfacenti. Tutto è cominciato quando in Italia erano le 9 e un quarto, la tarda mattinata in Afghanistan. Secondo la ricostruzione del ministro della Difesa La Russa si è trattato di "un attacco complesso, con un mezzo carico di esplosivo lanciato contro il muro di cinta" di Camp Vianini, la base del Prt (il Team di ricostruzione provinciale) italiano nel cuore della città, "al quale sono seguiti colpi di armi da fuoco, anche da postazioni al di fuori e dall'alto, dai tetti delle case vicine". Si è combattuto per ore. Contemporaneamente, altri attacchi sono stati sferrati in altre zone delle città, prendendo di mira, ha detto La Russa, "il palazzo del governatore e un convoglio che transitava in una piazza". Si è parlato anche dell'esplosione provocata da un altro attentatore suicida: si tratterebbe del conducente di una moto-bomba che, secondo fonti della sicurezza afgana, era a sua volta destinata alla base italiana ma è esplosa prima del tempo. Panico tra la gente. L'attacco più devastante è stato proprio quello al Prt (visitato nei giorni scorsi dal segretario generale

della Nato Rasmussen e, un mese fa, dal presidente della Camera Fini), per il quale i terroristi hanno impiegato un kamikaze e un commando composto da diverse persone. Queste, dopo l'esplosione dell'auto - che ha distrutto muri, un cancello e il corpo di guardia hanno sparato dentro la base dai tetti e dalle finestre delle case vicine. Camp Vianini, infatti - già attaccato con un'autobomba nell'aprile 2006, due afgani morti - è costituito da una serie di edifici circondati da abitazioni, tra cui il palazzo di Ismail Khan, ex potente signore della guerra e controverso ministro del governo Karzai. Una scelta, quella di stare "in mezzo alla gente", strettamente legata allo scopo del Prt, composto da qualche centinaia di militari e

alcuni civili, che è quello di sostenere gli afgani nella governance e nella ricostruzione, progettando e realizzando interventi in vari settori: dall'istruzione alla sanità, dall'acqua all'economia. La stessa scelta compiuta per 'Animal House', la 'Base Maestrale' dei carabinieri sventrata a Nassiriya. I talebani, che hanno rivendicato l'attacco, parlano di "quattro mujaheddin dell'Emirato islamico alla ricerca del martirio" che "si sono infiltrati nel Prt". Secondo altre fonti, invece, l'attacco è stato sferrato da almeno sette persone. C'é stata una vera e propria battaglia, dentro e fuori il Prt, durata a lungo e alla quale hanno preso parte anche le 'teste di cuoio' della sicurezza afgana. Alcuni attentatori sono stati

uccisi, ma non si sa quanti. Di sicuro hanno perso la vita cinque afgani di cui "almeno quattro poliziotti", secondo La Russa - e una cinquantina sono rimasti feriti. Feriti anche cinque militari italiani, tutti del 132/o reggimento artiglieria terrestre della brigata 'Ariete', con sede a Maniago (Pordenone), che costituiscono l'ossatura del Prt. Un sesto ha riportato uno stato di choc, al pari di un funzionario del ministero degli Esteri. Tra i civili che si trovavano nel compound, feriti anche uno sloveno e tre afgani. Dei cinque soldati italiani, tutti trasferiti all'ospedale militare spagnolo di Herat, il più grave è un capitano "colpito all'addome", che è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. La sue condizioni sono "serie", ma ora - assicurano allo Stato maggiore della Difesa - "non è in pericolo di vita". Stabili anche gli altri feriti, che quanto prima verranno riportati in Italia. "Il bilancio è meno grave del previsto, ma dobbiamo veramente accendere un cero perché poteva andare assai peggio", osserva La Russa.


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E’ morto Biagio Agnes

Il cronista di provincia che diventò “uomo-Rai”

oggi camera ardente nella sede di Saxa rubra che lui creò domani i funerali a Ponte milvio

Biagio Agnes, ex direttore generale della Rai, è morto la notte scorsa. Era nato a Serino, in provincia di Avellino, il 25 luglio del 1928. Attualmente era direttore della Scuola di giornalismo di Salerno. di AleSSAndrA mAGliAro AnSA

Formidabili quegli anni per la tv italiana, gli '80, e non solo per i nostalgici inguaribili. La Rai delle inchieste e dei grandi sceneggiati di ispirazione letteraria, quella pedagogica di Bernabei dovette lasciare giocoforza il passo ad un intrattenimento piu' aggressivo e a programmi originali per non perdere la sfida con il futuro. Al timone, con una passione e una dedizione che oggi viene ricordata nei commenti di tutti alla sua scomparsa improvvisa, c'era Biagio Agnes, Biagione, direttore generale della Rai dall'82 a fine '89, uomo della sinistra dc, legatissimo a Ciriaco De Mita, avellinese come lui, all'epoca presidente del Consiglio. Agnes, come ricordano Baudo, la Carra' e Milly Carlucci e molti altri, in cuor suo e' sempre rimasto il dg della Rai, di quella tv pubblica che affronto' a viso aperto lo sviluppo aggressivo della tv commerciale. Erano anni in cui lo stesso

consumo televisivo, per virtu' della concorrenza, era salito alle stelle, anni in cui Agnes al comando della Rai decise di non lasciare alla Fininvest che faceva shopping selvaggio di programmi tv americani e di personaggi popolari, da Mike alla stessa Carra', il monopolio della tv italiana relegando Viale Mazzini a 'servizio pubblico', inteso riduttivamente. Per Agnes, questa fu la sua scommessa oggetto anche di tante polemiche politiche, la Rai doveva stare sullo stesso piano della tv commerciale:

servizio pubblico non doveva significare perdere ascolti ne' arretrare sull'intrattenimento come invece avrebbero voluto i suoi oppositori politici che promuovevano una Rai solo informazione, cultura e pochi ascolti. Fininvest che aveva solo Canale 5, un anno dopo l'altro rilevo' Italia 1 nell'83 e la mondadoriana Retequattro nell'84, trasmetteva Love Boat, Dynasty, Flamingo Road, il Mundialito, Uccelli di Rovo i programmi di Mike Bongiorno e il Drive in di Antonio Ricci e la Buona

Domenica di Maurizio Costanzo e Corrado, quest'ultimo apripista del mezzogiorno tv con Il pranzo e' servito. E la Rai? Sotto il segno di Agnes andarono in onda due edizioni di Fantastico ancora oggi storiche, quella dell'86 di Baudo allora dominatore della tv italiana, con la Carra'-madonna di Pronto Raffaella? - con Beppe Grillo mattatore e il trio Marchesini-Solenghi-Lopez che fece scoppiare l'incidente diplomatico con l'Iran per la parodia di Khomeini e soprattutto quella dell'87 di Adriano Celentano, che infatti oggi lo ricorda come ''il piu' geniale e coraggioso dg della Rai''. Ogni settimana una gatta da pelare, con un referendum - per l'abolizione della caccia - a rischio di essere invalidato. Ma Agnes seppe tenere le redini, firmo' con Cecchi Gori un miliardario contratto cinematografico e dovette accettare che i due gioielli Baudo e Carra' ascoltassero le sirene berlusconiane. La Rai senza di loro non perse un colpo: sono gli anni d'oro di Arbore con Quelli della notte e Indietro Tutta, dei programmi di Enzo Biagi Film Dossier e Il caso e della Raitre di Curzi e Guglielmi, di Samarcanda, Telefono giallo, Un giorno in pretura, la Tv delle ragazze. Gli anni di una fiction coraggiosa come La Piovra. Non solo rose evidentemente: sono stati anni di bilancini per la lottizzazione politica, con una Rai3 in mano al Pci per bilanciare il Psi di Rai2 e la Rai1 delle correnti dc (Agnes ando' via quando vinse la destra dc, con Arnaldo Forlani presidente del Consiglio) e anni della nascita del duopolio RaiFininvest durato, fino all'avvento di Sky, fino a poco tempo fa. Il bilancio Rai torno' in rosso e la concessionaria di pubblicita', la Sipra, perse quote di mercato molto consistenti a favore di Publitalia.


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Nuovo colpo di scena nel giallo di Avetrana

Seppellì Sarah: scarcerato Concessa la libertà per decorenza dei termini di carcerazione preventiva a Michele Misseri, trasferito però in trattamento sanitario obbligatorio a Taranto Era tornato a casa, libero dopo sette mesi di carcere, Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa ad Avetrana. Ma zio Michele, come ormai era conosciuto l'uomo, in serata e' stato portato all'ospedale di Taranto dopo un'ordinanza di trattamento sanitario obbligatorio firmata dal sindaco del paese pugliese. A raccontare quanto accaduto la figlia Valentina che si trovava con lui: ''Sono venuti i medici del 118 dicendo di aver ricevuto una chiamata, ma io non ho chiamato nessuno. Lui stava bene, era meravigliato per essere uscito dal carcere e si e' sfogato ma stava benissimo''. Alla richiesta di spiegazioni, ha aggiunto Valentina, i medici hanno risposto che era stato il sindaco di Avetrana a disporre con un'ordinanza il ricovero. Ancora un colpo di scena, dunque, nella vicenda dell'omicidio di Sarah. Michele Misseri aveva varcato la soglia del carcere di Taranto poco prima dell'alba del 7 ottobre scorso, a bordo di un'auto dei carabinieri. Ieri sera alle 19.15 l'uomo e' uscito dallo stesso cancello, riconquistando la liberta'. Lo ha fatto a bordo di una Jeep con i vetri oscurati, coprendosi il volto con una coperta e accanto alla figlia Valentina, scortato per un tratto da auto dei carabinieri e della polizia penitenziaria. Ha dribblato così decine di cameramen e giornalisti, mentre una piccola folla di curiosi applaudiva al suo passaggio. Misseri e' stato scarcerato dal gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati. L'agricoltore di Avetrana resta indagato in

stato di libertà per omicidio, vilipendio di cadavere e soppressione di cadavere. L'unico obbligo impostogli è quello di presentarsi ogni pomeriggio alla caserma dei carabinieri di Avetrana per firmare la presenza. La decisione del gip è scaturita dall'esame di un'istanza di scarcerazione depositata stamani dal difensore di Misseri, l'avv. Francesco De Cristofaro, ma soprattutto dalla richiesta formulata dalla stessa Procura di Taranto. Nell'istanza il difensore di Misseri sosteneva la decorrenza dei termini di custodia cautelare. La Procura l'ha

ritenuta inammissibile perché per il reato di omicidio, ancora contestato all'agricoltore, il periodo massimo di carcerazione preventiva è di un anno, e non è ancora scaduto. Ma nello stesso tempo i magistrati inquirenti hanno depositato una richiesta di revoca della misura cautelare per il reato di omicidio, ritenendo attenuate le esigenze di detenzione, e di estinzione dell'altra misura restrittiva riguardante la soppressione del cadavere di Sarah. Il gip, nel giro di poche ore, ha ritenuto che per Michele Misseri, allo stato attuale delle indagini, il periodo di

detenzione dovesse finire. In serata l'agricoltore è arrivato a casa, nella villetta in via Deledda 22 ad Avetrana dove si è consumato il delitto di Sarah. Ad attenderlo, tra la folla di fotografi, cameramen e giornalisti e tanti curiosi, c'erano anche due sorelle e una nipote, che lo hanno visto, amareggiate, solo sfilare in casa accompagnato da Valentina. La scarcerazione dell'agricoltore è arrivata nello stesso giorno in cui la moglie, Cosima Serrano, e la figlia Sabrina, entrambe detenute nello stesso carcere di Taranto, non hanno voluto rispondere alle domande del gip durante l'interrogatorio di garanzia. Atteggiamento suggerito dai difensori delle due donne. "In questo momento non era opportuno che rispondesse" hanno detto i legali di Cosima; "non c'era alcuna utilità processuale" se avesse risposto, ha ribadito uno dei difensori di Sabrina. Cosima e sua figlia sono accusate, nell'ordinanza di custodia cautelare notificata loro il 26 maggio scorso (la seconda per Sabrina) di concorso in omicidio e soppressione di cadavere. E nella tarda mattinata in carcere, accompagnata dalla zia Emma, sorella di Cosima, era giunta anche Valentina per far visita ai parenti. Ha avuto un colloquio solo con Sabrina, è andata via senza dire una parola. Poi, nel tardo pomeriggio, è stata chiamata dagli inquirenti quale parente più stretto per accompagnare fuori dal carcere il padre. Ma il soggiorno a casa di Michele e' durato poco. In serata il ricovero nell'ospedale.


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Cineguida

Gli ultimi film usciti nelle sale

Sugli schermi le novità da Cannes Delle cinque nuove pellicole in uscita nelle sale per il weekend ben quattro sono state presentate a Cannes.

Con gli occhi dell’assassino Horror (112 minuti) Julia (nella foto), una donna affetta da una patologia degenerativa degli occhi, trova Sara, la cieca sorella gemella, impiccata nella cantina della sua casa. Julia decide di indagare in quello che sente essere un caso di omicidio, entrando in un mondo oscuro che sembra nascondere una misteriosa presenza. Mentre Julia comincia a scoprire la terribile verità sulla morte della sorella, la sua vista si deteriora, fino a quando una serie di morti inspiegabili e sparizioni le attraversano la strada. regia: Guillem Morales Attori: Belen Rueda, Lluís Homar, Clara Segura, Julia Gutiérrez Caba, Francesc Orella

I PIRATI DEI CARAIBI 4 di Rob Marshall con Johnny Depp, Penelope Cruz, Jeoffrey Rush, presentato fuori concorso a Cannes. E' il momento del fatale incontro tra i destini di Jack Sparrow e della misteriosa Angelica. Avventuriera senza scrupoli che usa il pirata per trovare la fontana dell'eterna giovinezza o amore contrastato che Sparrow si ostina a tenere a distanza? Imbarcati entrambi sul veliero del pirata Barbanera, i due si trovano a condividere una sorte incerta. -MR.BEAVER di e con Jodie Foster e Mel Gibson, fuori concorso a Cannes. L'avventura umana di un uomo di metta età che perde contatto con la realtà, si allontana dalla moglie, dalla famiglia, dal lavoro e trova il suo riscatto in un pupazzo per bambini -IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA dei fratelli Dardennne con Cecile De France, Jeremie Renier, Thomas Doret, Fabrizio Rongione. In concorso a Cannes. Lasciato solo dalla famiglia che lo ha parcheggiato in un orfanatrofio, il dodicenne Cyril sogna soltanto di

Mahieux, Mariolina De Fano, Fabio Frisenda

tatanka Senza arte né parte Commedia (90 minuti) Salento. C'è aria di crisi. Il Premiato Pastificio Tammaro chiude la vecchia fabbrica, in realtà con l'idea di riaprirne presto una nuova, completamente meccanizzata. Tutta la squadra di operai addetta allo stoccaggio manuale si ritrova disoccupata. Tra questi c'è Enzo, sposato con Aurora e i loro due figli piccoli. Poi Carmine e infine Bandula, un immigrato indiano, ormai al verde e senza più un posto dove dormire. La situazione è drammatica. Proprio in quei giorni, la moglie di Tammaro eredita una collezione d'arte contemporanea... regia: Giovanni Albanese Attori: Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston, Donatella Finocchiaro, Hassan Shapi, Giulio Beranek, Paolo Sassanelli, Ernesto

Drammatico (100 minuti) nei feudi della camorra, in una terra dilaniata da una guerra cruenta, la straordinaria avventura di un ragazzo che riesce a sfuggire a un destino certo. Grazie all'incontro con la boxe riuscirà ad emanciparsi, in un percorso che lo porterà alla scoperta di se stesso, dal baratro della periferia di Caserta, passando per l'inferno dei ring clandestini di Berlino. Una strada tortuosa verso un riscatto difficile e inaspettato. regia: Giuseppe Gagliardi interpreti: Clemente Russo, Carmine Recano, Giorgio Colangeli, Rade Serbedzija, Susanne Wolff, Sascha Zacharias, Raiz, Damir Todorovic, Claudia Ruffo, Lorenzo Scialla, Vincenzo Pane, Luisa Di natale, Enzo Casertano, Luis Molteni Tratto dal libro "La Bellezza e

ritrovare i genitori e di poter dare sfogo al suo odio contro il mondo. Non si accorge quindi della vera tenerezza con cui una giovane estetista lo accoglie per i weekend -TREE OF LIFE di Terrence Malick con Sean Penn, Brad Pitt, Joanna Going, Fiona Shaw, in concorso al Festival. Il piano della realtà, mirabilmente narrato dal più riservato regista Americano dei nostril tempi, racconta la difficile formazione di Jack, figlio maggiore di un rude lavoratore del Midwest negli anni '50.Conteso tra il senso di possesso del padre e la dolcezza della madre, Jack attraversa gli stadi della vita fino ad approdare al dolore consapevole dell'età adulta. - IL DILEMMA di Ron Howard con Vince Vaughn, Winona Ryder, Kevin James, Jennifer Connelly, Channing Tatum, Queen Latifah. E' l'unico film del week end che giunge in sala senza le fanfare festivaliere nonostante sia firmato da un regista come Howqrd ormai adottato anche dalla critica più severa. Vi si narra il rovello di un uomo che teme di perdere l'amore della moglie (che ha visto in atteggiamenti intimi con un altro) e non sa confidarsi con il migliore amico.

l'Inferno" di Roberto Saviano

Come l’acqua per gli elefanti Drammatico (122 minuti) Jacob Jankowski (Robert Pattinson) a un passo dalla laurea in veterinaria, ha appena perso tutto: genitori, speranze, casa, sogni. La maniglia a cui si aggrappa per caso e per destino è quella del treno del Benzini Brothers Circus, una strampalata combriccola di imbonitori, mangiatori di fuoco, donne cannone e animali esotici tra i quali scoprirà i pericoli di un luogo sospeso, ma pur sempre abitabile. Il racconto di questa turbolenta redenzione è affidato al lungo flash back di un Jacob, ora novantenne (Hal Holbrook), regia: Francis Lawrence interpreti: Robert Pattinson, Reese Witherspoon, Christoph Waltz, Hal Holbrook, Povinelli, Paul Schneider.


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Gli ultimi film usciti nelle sale

il merCAnte di Stoffe Drammatico (78 minuti) Due giovani italiani, Marco e Luisa, arrivano nel sud del Marocco per trovare in un vecchio villaggio abbandonato un medaglione che appartenne ad una giovane araba negli anni trenta. Attraverso di loro riviviamo la storia di un italiano, Alessandro, mercante di stoffe che arriva in Marocco e durante uno dei suoi viaggi incontra najiba, una giovane donna araba di cui s'innamora follemente. L'attrazione verso la giovane è travolgente, quanto lo è la sua bellezza, e tra i due nasce un amore clandestino e tormentato, ma che grazie ad un'antica leggenda riesce ad unirli per l'eternità. REGIA: Antonio Baiocco SCEnEGGIATURA: Antonio Baiocco, Franco Cardì ATTORI: Sebastiano Somma, Emanuela Garuccio, Marta Bifano, Philippe Boa, Antonio Capobasso, nadia Kibout, Patrizia Pezza, FOTOGRAFIA: Adolfo Batoli, Maurizio Calvesi MOnTAGGIO: Mirco Garrone MUSICHE: Tony Esposito, Sasà Flauto

Uomini SenzA leGGe Drammatico - storico (133 minuti) Dopo aver perso la loro casa in Algeria, tre fratelli si dividono e vanno a vivere in paesi diversi del mondo. Messaoud si unisce all'Esercito francese, impegnato a combattere in Indocina; Abdelkader diventa un leader del movimento di indipendenza algerino; Saïd si trasferisce a Parigi per cercare fortuna nei club e nei locali dove si combatte la boxe di Pigalle. Gradualmente, i loro destini tornano ad incrociarsi nella capitale francese, dove la libertà è una battaglia da combattere e vincere. REGIA: Rachid Bouchareb SCEnEGGIATURA: Rachid Bouchareb, Olivier Lorelle ATTORI: Jamel Debbouze, Roschdy Zem, Sami Bouajila

Sebastiano Somma in una scena del film “il mercante di stoffe”

FOTOGRAFIA: Christophe Beaucarne MOnTAGGIO: Yannick Kergoat MUSICHE: Armand Amar nOTE: In concorso al Festival di Cannes 2010. Candidato come miglior film straniero ai premi Oscar

BeAStlY Romantico (95 minuti) Il diciassettenne Kyle (Alex Pettyfer) è il principe bello, viziato, superficiale e incredibilmente popolare del suo liceo. Sicuro e pieno di sé, Kyle scioccamente sceglie come bersaglio delle sue umiliazioni Kendra (Mary-Kate Olsen), una compagna di classe che si veste dark e che si vocifera sia una strega. Kendra, per nulla turbata dal comportamento crudele di Kyle, decide di dargli una lezione: lo trasforma in un orribile mostro, il suo aspetto esteriore rispecchierà esattamente il suo modo di essere. Kyle ha un anno per trovare una ragazza che guardi oltre e che s'innamori di lui; se no ci riuscirà rimarrà per sempre "bestia". La sua milgiore chance per dimostrare che l'amore va sempre al di là delle apparenze potrebbe essere Lindy (Vanessa Hudgens), una compagna di classe a cui Kyle non ha mai prestato attenzione. REGIA: Daniel Barnz SCEnEGGIATURA: Daniel Barnz ATTORI: Vanessa Hudgens, Alex Pettyfer, neil Patrick Harris, MaryKate Olsen, Peter Krause, Lisa Gay FOTOGRAFIA: Mandy Walker MOnTAGGIO: Thomas J. nordberg MUSICHE: Marcelo Zarvos

red Thriller - Azione (111 minuti) Paul Moses è un ex agente della CIA specializzato nelle cosiddette "operazioni in nero". Vive isolato dal resto del mondo e comunica solo con pochissime persone. Quando Michael Beesley, il nuovo capo della CIA, viene a conoscenza dell'esistenza di Moses, di quello che ha fatto e degli scottanti segreti che detiene, decide di eliminarlo, mettendo sulle sue tracce un giovane killer agguerrito e iper-tecnologizzato. REGIA: Robert Schwentke SCEnEGGIATURA: Erich Hoeber, Jon Hoeber ATTORI: Bruce Willis, Morgan Freeman, Helen Mirren, John Malkovich, Mary-Louise Parker, FOTOGRAFIA: Florian Ballhaus MOnTAGGIO: Thom noble

Un Perfetto GentilUomo Commedia (106 minuti) La storia ruota intorno a due personaggi maschili, un giovane solitario e un geniale uomo di mezza età che gli fa da mentore. REGIA: Shari Springer Berman, Robert Pulcini SCEnEGGIATURA: Robert Pulcini, Shari Springer Berman ATTORI: Katie Holmes, Paul Dano, Kevin Kline, John C. Reilly, Cathy Moriarty, Alicia Goranson, FOTOGRAFIA: Terry Stacey MUSICHE: Klaus Badelt


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