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Periodico d’informazione CasaDonGianni Mondo

02/ 2015

SPED.IN ABB.POSTALE GR.IV PUBBL.INF.70% SPED.IN ABB.POSTALE GR.IV PUBBL.INF.70%

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Cav. Mario S.p.a.

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Agosto 2015

Editoriale

Venti anni ed è come ieri o ricordato così don Gianni alla festa di Masera di quest’anno, alla presenza della sua banda di Bognanco: una banda che per lui era un impegno settimanale al quale non poteva mancare per la ricchezza degli incontri personali che la vita di un gruppo gli offriva. Ricordare don Gianni vuol dire ricordare i tempi della sofferenza e del seme che è germinato da quella esperienza. Dal suo allontanamento da Domodossola (prete troppo “non conforme” con la sua esperienza dirompente del “doposcuola” nel quartiere La Motta), con il contestuale confinamento e tentativo di isolamento di don Antonio a Montescheno (lavoro pastorale “fuori schema” con i gruppi giovanili) è fiorita “Alternativa a”. Come spesso accade nella vita, momenti di esclusione portano a rinnovamenti impensati (guarda caso i due preti “esclusi” si sono laureati, uno in sociologia e uno in psicologia). In un contesto di forti turbolenze e devianze giovanili, prende corpo l’idea “velleitaria” di costituire un’alternativa al disagio, all’emarginazione, all’esclusione, all’abbandono ... e nasce una associazione che già nel suo nome sintetizza gli intendimenti. Nessuno era in grado di analizzare la potenzialità di questa scelta, però, con una visione che poi risulterà profetica, tutti erano concordi che bisognasse farla. Come non ricordare l’esperienza “spartana” iniziale con pochissimi mezzi e strutture di ripiego, ma con una grande attenzione da parte dell’allora azienda sanitaria (a nomina politica), che aveva intuito che quello fosse un settore su cui operare sia nella cura sia nella prevenzione. La Provvidenza, nei momenti di esclusione, ci ha incoraggiato verso passi impensati, nel

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continuo rinnovamento volto a fronteggiare il mutare degli eventi e delle situazioni, per saper leggere i “segni dei tempi”. Ed è forse in questo continuo rinnovarsi, nel fecondo incontro con nuove persone e collaborazioni, in questa strana piazza sempre frequentata, che è casa don Gianni, che continuano a vivere i nostri tre don, così diversi e così complementari. Il confronto con una realtà mai statica e sempre in divenire ci rende sempre attuale la figura di don Gianni, del suo operare concreto, costruito su un intreccio positivo di relazioni e di sostegni esterni di chi non sposa la causa con la donazione totale, ma di chi vuol esserci pur con la sua parte ridotta nel tempo e nell’impegno, come espressione sincera di solidarietà alla causa comune. Don Gianni ci ha insegnato la gratuità del servizio disinteressato che sa valorizzare “forze apparentemente estranee alle attività della associazione”, ma disponibili a dare un contributo. Come non ricordare la decennale esperienza della festa gestita dagli amici di don Gianni… La vita ci riserva tanti momenti tra loro diversi, che ti estraniano a volte ai valori che pure vivi. Don Gianni ci ha insegnato a valorizzare anche il poco sofferto dono temporale e parziale di sostegno, perché è una ricchezza per chi riceve e per chi dona. La vita dell’associazione, con il tourbillon di persone che ha coinvolto, ci insegna anche questo. E non ci deve far dimenticare che non è soltanto chi vive il presente la forza dell’associazione, ma anche i tanti che sono passati e i tanti che arriveranno per un impegno non duraturo.

Carlo Squizzi 3


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Lettera a don Gianni

una persona qualsiasi che ha avuto la gioia di incontrarti

Caro don Gianni, sono ormai vent’anni che te ne sei andato, quando avevi la mia età di oggi. Solo ora mi rendo conto quanto fossi giovane e quanto tempo avresti ancora potuto vivere. Ti do del tu; un tempo non lo avrei mai fatto perché mia mamma mi diceva di darti rispettosamente del Lei. Allora, scherzando, tu le davi del Voi. Ti scrivo che io, noi, tutti, non ti abbiamo mai dimenticato; “Solo chi ama, non passerà mai”. Eri davvero entrato nel cuore di tutti, dai più anziani ai più piccoli. E anche quelli che sono nati dopo la tua partenza e non hanno potuto conoscerti, hanno comunque sentito parlare molto di te, e si domandano: “Ma chi era questo don Gianni?”. Quando gli raccontiamo con affetto di te si rendono conto di quanto speciale fossi. Attraverso la tua fede genuina, i tuoi gesti e quel tuo modo di porti nei confronti degli altri, sei stato un interprete di quell’amore verso Dio e il prossimo che resta sempre il metro di valutazione più appropriato per un cristiano. Avevi il dono della trasparenza evangelica che comunicavi e condividevi con tutta la comunità; la Chiesa avrà sempre bisogno di persone come te. Lasciavi sempre un segno nella vita di coloro che ti incontravano. Dicevi: “Una buona amicizia è quella in cui ognuno affida all’altro il compito di vegliare sulla sua

solitudine”; questa è una delle tue frasi che ricordo. E poi, ancora: “Il vero amore deve essere sempre in crescita”. Queste parole, con il passare del tempo, le ho comprese pienamente. Un’altra frase un po’ ironica che eri solito dire è: “Fate come vi dico ma non fate come faccio!”. Invece eri un uomo molto coerente. Pietà e compassione sono sentimenti preziosi quando servono a scuotere l'indifferenza e l'egoismo dell'uomo, ma non quando ne sono la maschera. Atteggiamenti diffidenti, sguardi pietosi e compassionevoli li conosce bene chi, per motivi vari, appare alla società "diverso" dalla "normalità" come comunemente intesa; ma chi si può definire normale? “Bello!” Piccola, breve, generica definizione. Con questa espressione ci riferiamo quasi sempre esclusivamente all'immagine, alla superficie, all'involucro e non andiamo oltre. Il corpo in sé è soltanto un veicolo magnifico perché porta ciò che è essenziale, ma in sé stesso non lo è. Quando questo è costretto da vincoli, è l'anima ad essere capace di volare più libera; sono le parole, i colori o i suoni a compiere il miracolo di renderlo leggero, agile e sereno; se è costretto da vincoli, sono i sentimenti a non conoscere limiti, sono le emozioni a non conoscere ostacoli, sono i pensieri a varcare i confini e a trascinare l'uomo in altri

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mondi più appaganti. I mondi dell'anima. Questi sono altri tuoi saggi insegnamenti. Era bello parlare e condividere con te i pensieri e i sentimenti più profondi, che sapevamo essere al sicuro nel tuo cuore. Ispiravi e trasmettevi fiducia. Prova esemplare del tuo amore per la conoscenza è la laurea in sociologia che conseguisti nell’autunno della tua vita, un altro grande esempio per noi tutti che, insieme ai tuoi altri insegnamenti di vita, ha portato i suoi frutti. Oggi, i tuoi studenti di ieri sono diventati insegnanti per i nostri figli, medici, ingegneri e tanto altro. Sono tanti i ricordi che si affacciano alla memoria: i momenti vissuti insieme a Firenze, Nomadelfia, Venezia, Roma, per andare lontano con il pensiero.

E ancora le iniziative con il gruppo giovani di San Lorenzo: le varie feste negli oratori, gli incontri, la recita del teatro, i canti, le confessioni comunitarie, che ai tempi mi avevano colpito tantissimo; eri davvero un prete aperto e moderno. Il tuo impegno con la banda musicale e lo stare insieme prima, durante e dopo le prove e le varie manifestazioni. Ti voglio ricordare così, con tanta voglia di vivere, senza pensare a quando la malattia non ti faceva stare bene, ti affaticava e non ti permetteva di fare quello che desideravi. Avrei ancora tanto da dirti e raccontarti ma, come mi avresti saggiamente suggerito, non voglio farla tanto lunga. Caro Don, ti vogliamo bene ancora e sempre, alegar e grazie.

COSTRUZIONI EDILI GENERALI Sede Legale: Via Giovanni XXIII, 15/D - 28845 Domodossola (VB) Sede operativa: Viale dell’ Industria, 22 - 28844 Villadossola (VB) tel. 0324/46382 fax 0324/595003 P. iva/c.f 02350910036 email: info@edilver.it website: http://www.edilver.it/ 5


Agosto 2015

Ciao Amico “Semplice” Nel 1995 sulla nostra rivista ti abbiamo salutato così “Ciao amico semplice”, il nostro saluto non è un addio. Scopriamo oggi, a vent'anni dalla tua partenza che è veramente così, sei ancora con noi nel nostro cuore. Abbiamo compreso il tuo dolore, anche se ancora non capiamo perché il destino ti abbia riservato un trattamento simile, ma si sa – come dice un vecchio detto popolare: “Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano”. Forse per questo te ne sei andato, per spronare gli animi di noi che restiamo a lottare per ideali più giusti, quegli stessi ideali per i quali hai dedicato la tua esistenza. Abbiamo lavorato in tutti questi anni per fare camminare le tue idee, e in tutti questi anni devo dire che con nostra somma gioia hanno camminato, e continuano a camminare. La tua presenza (spirituale) in mezzo a noi, ci ha spronati a fare, bene o male questo non lo sappiamo, puoi dirlo solo tu che ci vedi dal tuo angolo di paradiso; ora che anche don Luigi e don Antonio si sono uniti a te ci piace immaginarvi che continuate le vostre discussioni e che da lassù approvate il lavoro che stiamo facendo, che il tuo sorriso ci sproni ancora oggi per non addormentarci lungo la strada. Anche la tua rivista va avanti, con fatica, con qualche ritardo, ma con tenacia e costanza prosegue il suo cammino. La “Tua Casa”, anche qui come hai fatto tante volte in passato, seguici e consigliaci, per fare in modo che cresca sempre più consona ai tuoi progetti e alle esigenze della gente più bisognosa. Ti chiediamo questo perché ti sentiamo ancora nei nostri cuori, vicino a noi oggi come allora. Mentre sulle nostre montagne le stagioni passano, continua a crescere quel piccolo fiore azzurro che ti era tanto caro, il “Non ti scordar di me” e ogni volta che lo incontriamo il nostro pensiero corre a te. Caro amico “semplice”, ti ricordiamo e ti salutiamo con questa umile parola, ma piena di significato per tutti noi. Un saluto affettuoso. I tuoi amici di sempre.

Renata e Guido 6


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Cooperative Logos e La Bitta: l’unione fa la forza Elisabetta Galletti e Matteo De Giuli e librerie faticano ogni giorno a sopravvivere, sopraffatte dalla concorrenza spietata dei nuovi media e dei nuovi canali di distribuzione. L'Ossola stessa non è estranea a questo fenomeno: nell'ultimo decennio sono state infatti molte le librerie costrette a chiudere nella nostra valle, e quelle che rimangono combattono ogni giorno cercando di adattarsi alle nuove esigenze dei propri clienti. La cooperativa sociale Logos è una di queste. Nata nel 1998 per continuare il servizio di vendita di oggettistica religiosa fino a quel momento gestito dalle suore Paoline di Domodossola, oggi la cooperativa gestisce la Libreria San Paolo a Domodossola (via Montegrappa, 34) e si propone come punto di riferimento culturale per l'intera provincia del VCO. L'offerta della libreria, oltre all'oggettistica liturgica e religiosa per parrocchie e fedeli, comprende un vasto assortimento di narrativa per ragazzi, libri per adulti, testi di argomento religioso, idee regalo di vario genere e molto altro. Proprio nell'ottica del rinnovamento la cooperativa La Bitta sta coordinando un progetto di ri-

lancio della libreria che mira primariamente a rinforzare i contatti con le parrocchie e i parroci, primi clienti della cooperativa Logos. Questa operazione si propone di rianimare quel rapporto di fidelizzazione che ha ispirato e sostenuto la fondazione della cooperativa e che ha visto impegnarsi le parrocchie ossolane come socie. La cooperativa Logos, con il supporto della Bitta, cercherà inoltre di ampliare il bacino dei clienti della libreria attraverso il rinnovamento dell'offerta e la promozione di eventi culturali. Si tratterà dunque di un percorso in cui le due cooperative collaboreranno proponendosi come obiettivo un rinnovamento che condurrà alla trasformazione della Libreria San Paolo in un luogo di aggregazione sociale e culturale che possa essere punto di riferimento per l'intera provincia. Invitiamo dunque tutti i nostri amici e lettori a supportare questo progetto in modo da valorizzare una cooperativa da anni attiva sul territorio che agisce come baluardo della resistenza culturale nella nostra valle.

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“Bimbo Natura” è un progetto rivolto all’infanzia Laura D’Amelio

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resso il borgo di Cadarese di Premia (Valle Antigorio), la “Casa dei Folletti” (da me soprannominata) accoglie i bambini dai 3 ai 10 anni coinvolgendoli in attività creative. La proposta di laboratori prende le mosse dal fare dei bambini: un “fare” concreto, legato a materiali, strumenti e gesti veri e non virtuali. L’ambiente naturale, nella sua magia fatta di colori e suoni, permette ai bambini di sperimentare e, allo stesso tempo, educa suscitando emozioni e incentivando la curiosità innata dei piccoli partecipanti, per i quali è importante toccare, odorare, sentire… “Bimbo Natura” è uno spazio fisico e interiore, dove al bambino viene data l’opportunità di mettersi in gioco intrecciando nuovi rapporti di amicizia. Laboratori di manipolazione e sviluppo sensoriale, di riciclo e di gioco,

assieme a piccole esperienze di caccia al tesoro nell’antico borgo di Cadarese, vogliono rendere i bambini protagonisti di un “fare” carico di stupore e immaginazione. Questa esperienza ludico-educativa affonda le sue radici nel contatto con la natura, nella quale i bambini possono ritrovare lo spazio autentico per essere bambini: ridere, toccare, annusare, giocare con l’impiego di materiali naturali, fa diventare i bambini, di volta in volta, filosofi, artigiani, pittori, esploratori… A tutti coloro che fossero interessati, chiedo di portare poche cose ma di immenso valore: la fantasia, la voglia di stare e fare insieme. Con questi “ingredienti” può avere inizio una magica avventura… Buona estate a tutti !

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LUNEDI’ 10 AGOSTO DALLE ORE 14 .00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio di manipolazione e sviluppo sensoriale: alla scoperta di profumi, sapori, suoni e colori della natura che ci circonda MERCOLEDI’ 12 AGOSTO DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.00 Laboratorio “Le tagliatelle di nonna Pina”: reinterpretiamo le classiche ricette delle nostre nonne VENERDI’ 14 AGOSTO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio “Percorsi sensoriali”: alla scoperta dei 5 sensi LUNEDI’ 17 AGOSTO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio creativo-multicolore “I 7 colori dell’arcobaleno”: per dare spazio alla fantasia e alla propria libertà di espressione MERCOLEDI’ 19 AGOSTO DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.00 Laboratorio “Suona il riciclo ”: Scoprire gli strumenti musicali, i materiali, le forme e la relazione con il timbro che producono VENERDI’ 21 AGOSTO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio “ Acqua e colori”: giochiamo insieme con ciò che più ci piace, l’acqua e i colori LUNEDI’ 24 AGOSTO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio “Gli amici del bosco”: laboratorio sulla fauna tra favola e realtà MERCOLEDI’ 26 AGOSTO DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.00 Laboratorio “La pasticceria di Cadarese”: laboratorio culinario sulla creazioni di dolci VENERDI’ 28 AGOSTO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio “La varietà della vita” scopriamo insieme la ricchezza della vita LUNEDI’ 31 AGOSTO DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00 Laboratorio cromatico-creativo “le gocce di colore”: per dare spazio alla fantasia e alla propria libertà di espressione MERCOLEDI’ 2 SETTEMBRE DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 12.00 Laboratorio “Piccoli meteorologi crescono”: scopriamo insieme i segreti del cielo 9


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Agrinatura Laura D’Amelio l centro estivo “AGRINATURA”, organizzato dalla Cooperativa la Bitta, presso La Prateria, in regione Nosere, si propone come esperienza quotidiana di stretto contatto con la natura nella consapevolezza e fiducia che questo è l’ambiente di vita, di gioia e di crescita migliore per i bambini. Il ricco programma nasce dalla collaborazione della Cooperativa la Bitta con la Cooperativa Prateria e l’Associazione Liberalis Institutio per rispondere all’esigenza di approfondire e sviluppare con i bambini, attraverso le esperienze sensoriali, la profonda conoscenza dell’ambiente che ci circonda: il toccare con mano, lo sperimentare, la capacità di osservare, meravigliandosi per ciò che la natura ogni giorno ci offre. Il GIOCO sarà lo strumento principale attraverso il quale i bambini avranno la possibilità di scoprire le numerose potenzialità che

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possiede e che gli permettono di esprimersi creativamente. I laboratori cromatici, di motricità, di sapori e profumi, di orto e animali, saranno occasioni per vivere piccole avventure consentendo anche esperienze di relazione. I giochi saranno soprattutto le cose semplici della natura…giochi che si inventano, si immaginano, si costruiscono… Dal 27 luglio al 4 settembre “AGRINATURA” darà sfogo alla creatività e alla fantasia dei bambini tra i 3 e i 12 anni, in un contesto dove la natura sarà il più importante campo di azione per un’esperienza di crescita ricca e stimolante. Il centro estivo, patrocinato dal comune di Domodossola, sarà aperto dalle ore 8.15 alle 17.00, dal lunedì al venerdì.

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“Tutti dobbiamo convincerci che l’apporto di ciascuno è indispensabile …”

intervento di Carlo Squizzi durante il pranzo dell’Amicizia

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utti dobbiamo convincerci che l’apporto di ciascuno è indispensabile e che nel mosaico di Casa don Gianni vi sono tanti quadratini che devono essere occupati da ciascuno di noi, secondo le nostre capacità, disponibilità, secondo i diversi tempi della vita, per non lasciare dei vuoti nel “sogno della vita di don Antonio”. Ci sono momenti nella vita che non si scelgono, ma si subiscono e spesso sono quelli più duri, i più sofferti… e voi ne sapete qualcosa. Però molti di voi hanno trovato in questa Casa accoglienza, ascolto e condivisione, recuperando speranza nella vita. L’associazione vi ringrazia per la testimonianza alla vita che da anni date mettendo in circolo valori positivi in grado di generarne altri.

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Come Associazione abbiamo ricevuto da Don Antonio un’eredità valoriale -“Vi affido il sogno della mia vita”- ed economica - risparmi e coperture assicurative -. Come voi avete trovato riscontro- nella vostra fatica di vivere, così noi, come associazione, vorremmo potenziare le borse lavoro per dare risposte alla drammaticità dell’oggi per i “senza lavoro”, chiedendo ed incoraggiando le cooperative a fare uno sforzo per dare risposte alle esigenze impellenti del territorio. Il convincimento è che operare da soli è l’avarizia, come diceva Don Milani, “sortirne insieme” è concretizzare la vera dimensione del progetto e del sogno.


Agosto 2015

Disabilità e Diversità Manola Vadalà

“La barriera non è la disabilità stessa, ma una combinazione di barriere sociali, culturali, fisiche che i bambini e gli adolescenti con disabilità incontrano nella loro vita quotidiana. La strategia per promuovere i loro diritti è adottare le azioni necessarie per rimuovere queste barriere.” Comitato ONU sui diritti dell’infanzia

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’associazione Alternativa A…, sulla spinta di una mamma con un figlio disabile, ha attivato nel 2007 un gruppo di auto mutuo aiuto per genitori di ragazzi con handicap basato sull'ascolto, sulla condivisione ed anche sull'azione comune per superare problemi pratici connessi alla gestione del familiare con disabilità. Il percorso del gruppo è molto difficoltoso. Parlare delle disabilità dei propri figli è doloroso ed a volte si preferisce rimanere nell'ombra e gestire il proprio disagio da soli. Per fortuna non sempre è così e ci sono “Storie” che ci dimostrano come sia possibile condividere e collaborare per stare meglio. In genere, penso sia importante affrontare le difficoltà nella condivisione di un gruppo che può comprendere, perché condivide, il percorso di vita e ne comprende le varie sfaccettature. Per capire le difficoltà di condivisione delle famiglie dobbiamo ricordare che, una volta, quando si parlava di disabilità si intendeva la condizione di chi, in seguito a una o più menomazioni, aveva una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che era considerata la norma, pertanto era meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale. Secondo una vecchia classificazione, quindi:

La persona disabile era percepita come un peso per la società, per la famiglia, perché non era in grado di fare, produrre, etc.

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Attualmente, invece il modo di pensare è cambiato; la persona disabile è vista rispetto alle sue capacità di relazione con la società e da un punto di vista medico si utilizza l’ICF che non è una classificazione delle "conseguenze delle malattie" ma delle "componenti della salute". E' un modo differente di affrontare le disabilità, guardando alle risorse degli individui e non solo alle loro problematiche. Proprio per questo, l’ICF non riguarda solo le persone con disabilità ma tutte le persone, perché fornisce informazioni che descrivono il funzionamento umano e le sue restrizioni.

Questo nuovo approccio è molto importante perché spinge a guardare tutte le persone in base alle risorse che possiedono ed all'ambiente in cui sono inserite. Questi cambiamenti si collegano con un’evoluzione del rapporto tra rispetto dei diritti delle persone con disabilità e approcci della società nel garantirne la forma della loro partecipazione alla vita sociale. Concetti su cui il dibattito internazionale ed i più recenti documenti delle Nazioni Unite hanno chiarito il senso sono: INSERIMENTO: è l’approccio che riconosce il diritto delle persone con disabilità ad avere un posto nella società, ma che si limita ad inserirle in un posto spesso separato dalla società (per es. un istituto o una classe speciale) o in una situazione passiva. INTEGRAZIONE: è il processo che garantisce alle persone con disabilità il rispetto dei diritti all’interno dei luoghi ordinari, senza però modificare le regole e i principi di funzionamento della società e delle istituzioni che li accolgono. Vi è dietro questa impostazione ancora una lettura basata sul modello medico della disabilità (tali persone sono malate, invalide, limitate e la disabilità viene considerata una condizione soggettiva causata dalle minorazioni). INCLUSIONE: è il concetto che prevale nei documenti internazionali più recenti. La persona con disabilità è considerata cittadino a pieno titolo e quindi titolare di tutti i diritti come gli altri cittadini. In tale situazione ogni individuo, disabile o meno, ha dei diritti e dei dovere uguali agli altri e per questo motivo va rispettato. E’ un primo passo verso l’inclusione e l’eliminazione delle differenze. “Inclusione” è al giorno d’oggi un termine molto utilizzato ma non ancora completamente condiviso. Vuol proprio dire: eliminare nei nostri occhi, nel nostro cuore e nel nostro modo di pensare la percezione delle differenze e vedere l’ALTRO. La persona che abbiamo di fronte non è più una persona di un’altra religione, di un’altra razza o un disabile ma qualcuno di speciale, con caratteristiche proprie, che dobbiamo scoprire. Se riusciamo a comprendere che includere vuol dire arricchirsi, la diversità di ognuno diventa un’opportunità di crescita personale e una risorsa per la società.

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Rotellando Marta Fabrizio arta Fabrizio alias Rotex è in carrozzina per una malattia ossea ma ho una malattia ancora più grande ovvero la “viaggite””, da anni racconto i suoi viaggi sul web e dal 2012 ha un blog sul sito di Vanity Fair http://rotellando.vanityfair.it/ . Nel 2012 ha girato tutta l’Italia, insieme ad un fotografo, per Vanity Fair Magazine raccontando il viaggio visto dal punto di vista del “rotellato”, andando a scoprire storie di disabilità e di diversità vissute con normalità, puntando l’attenzione su quello che “si può” fare rispetto a quello che “non si può” fare. Da lì è nato il progetto “Rotellando” una serie di viaggi media e un formato multimediale (fotografico e video) con lo stesso spirito utilizzato durante “Rotellando per l’Italia”. Sempre nello stesso anno è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Napolitano. Durante il 2013 e 2014 ha effettuato diversi “rotellando” ovvero viaggi media per gli uffici del turismo del Sudafrica, Irlanda, Londra, Marocco, Danimarca, Finlandia, Malta, Svizzera oltre a progetti mirati per Costa Crociere e la Repubblica di San Marino. Lo scopo di questi viaggi è quello, oltre a sensibilizzare all’abbattimento delle barriere architettoniche e

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culturali, di far conoscere itinerari accessibili e stimolare tutti coloro che hanno problemi di mobilità a viaggiare, uscire e muoversi. Rotellando è diventata un’associazione di promozione sociale che si occupa, oltre che di viaggi media, di progetti di sensibilizzazione (nelle scuole e nelle aziende) alfine di promuovere all’accessibilità, inoltre organizza eventi legati al turismo accessibile e alla diversità. Durante il 2015 ha percorso tutto il Piemonte infatti insieme a Turismabile di Torino (www.turismabile.it) e le Aziende Turistiche Locali piemontesi ha raccontato e testato l’accessibilità turistica di tutte le provincie del Piemonte. I prossimi obiettivi saranno quelli di incrementare i momenti di sensibilizzazione nelle scuole di ordine e grado con il progetto “Rotellando in the school”, effettuare mostre fotografiche ed interattive (si è appena conclusa una mostra a Milano in Via Tortona) ed eventi di comunicazione che riguardino la disabilità/diversità, oltre che continuare a viaggiare e rotellare… I racconti di Rotellando sono pubblicati sul blog di Vanity Fair: http://rotellando.vanityfair.it/ e sul sito di Rotellando www.rotellando.it , oltre che in tutti i social FB, twitter e Instagram.

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L’incontro di “Giù le mani” con la rete antiviolenza “Tiziana vive” Monica Cupia

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ontinua il lavoro di confronto del Servizio Antiviolenza “Giù le Mani” della Cooperativa La Bitta con le altre realtà nazionali che si occupano di contrasto alla violenza di genere. Venerdì 17 luglio scorso, l’equipe si è incontrata per la seconda volta con i membri della rete antiviolenza “Tiziana Vive” (www.tizianavive.org), fondata a Landriano (PV) nel 2013 in ricordo di Tiziana, ennesima vittima della violenza che ogni due giorni, in Italia, porta una donna a morire per mano dell’uomo che avrebbe dovuto amarla. La rete raccoglie ONG, associazioni, organizzazioni che si occupano di contrasto alla violenza, sia quella di genere che quella subita dai bambini, in Italia e in paesi poveri come la Sierra Leone, El Salvador, l’Afghanistan. L’incontro, che si è svolto a Milano presso la sede dell’ONG “Soleterre”, ha avuto lo scopo di scambiare pratiche ed esperienze relative ad interventi di prevenzione alla violenza di genere all’interno delle scuole. I membri della rete hanno presentato gli interventi fatti in questi anni all’interno dei vari ordini di scuole e l’impatto avuto sui ragazzi. Andiamo dalla realtà de “L’Isola che non c’è”, che propone incontri di sensibilizzazione

sul tema della violenza di genere, all’istituto Omnicomprensivo di San Giuliano Milanese, all’associazione AiBi Amici dei Bambini, che propone incontri nelle scuole elementari per parlare di parità di genere; dall’ONG Soleterre, che nelle scuole medie propone incontri sul tema dei rapporti violenti tra le persone, alla cooperativa Altreconomia, editrice dell’omonimo giornale, che va negli istituti superiori a parlare della società consumistica in cui viviamo, società che giustifica l’uso delle persone per il singolo piacere personale, al punto da arrivare alla violenza; fino alla realtà di Giù le Mani, che dal 2013 propone incontri di prevenzione alla violenza di genere nelle scuole del territorio: liceo Spezia, Formont, ENAIP, ITIS Marconi Galletti, Istituto Cobianchi, ITC Dalla Chiesa-Spinelli…. Comune a tutti gli attori della Rete è la consapevolezza che il fenomeno della violenza contro le donne va affrontato a 360 gradi, a partire da interventi di prevenzione fino ad arrivare alla cura della vittima e alla riabilitazione del maltrattante. In tale direzione la Rete continuerà a lavorare e ad investire risorse ed energie.

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“La Bitta” Società Cooperativa Sociale Onlus

Violenza sulle donne - anno 2014: dati, analisi e riflessioni Raccolta, analisi ed elaborazione dei dati a cura del Servizio “Giù le Mani”Luglio 2015 Indice Premessa________________________________________________________________ pag.3 1. Dal Mondo, il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità________________ pag.3 2. Dall’Italia, i report dell’Istat relativi al 2006 e al 2014_________________________ pag.4 2.1 Metodologia 2006_____________________________________________pag. 4 2.2 Metodologia 2014_____________________________________________.pag. 4 2.3 Dal campionamento al calcolo delle stime__________________________pag. 5 2.4 Le definizioni, secondo l’Istat ____________________________________pag. 6 2.5 I risultati delle due indagini______________________________________pag. 6 2.5.1 La violenza fisica e/o sessuale____________________________pag. 6 2.5.2 La violenza psicologica _________________________________pag. 10 2.5.3 Lo stalking___________________________________________pag. 11 3. Dal Piemonte i dati di Telefono Rosa 2014__________________________________ pag. 4 4. Dal Verbano Cusio Ossola, il report del servizio “Giù le Mani”________________ pag. 14 4.1 Che cosa fa il Servizio “Giù le Mani”_____________________________pag. 13 4.2 I dati monitorati dal Servizio “Giù le Mani”________________________pag. 14 4.3 Il consuntivo 2014 del Servizio “Giù le Mani”.______________________pag. 19 5. La rete di “Giù le Mani”________________________________________________ pag. 20 6. Alcune riflessioni ______________________________________________________ pag. 20

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Premessa Secondo la Conferenza delle Nazioni Unite, tenutasi a Vienna nel 1993, la violenza contro le donne “…è qualsiasi atto di violenza di genere che comporta, o che è probabile che comporti, una sofferenza fisica, sessuale o psicologica o una qualsiasi forma di sofferenza alla donna, comprese le minacce di tali violenze, forme di coercizione o forme arbitrarie di privazione della libertà personale sia che si verifichino nel contesto della vita privata che di quella pubblica”. Le ricerche sul fenomeno dimostrano che la violenza contro le donne è endemica, nei Paesi industrializzati come in quelli emergenti, e trasversale a tutte le classi sociali, culturali e a tutti i ceti economici. Presentiamo un breve “excursus” tra alcune serie di indagini e di dati, quelli dell’Organizzazione Mondiale Sanità, dell’Istat e del Telefono Rosa Piemonte, per arrivare poi a indagare la situazione locale, così come rilevata dallo sportello “Giù le Mani” della Cooperativa La Bitta.

1.

Dal Mondo, il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Secondo un’analisi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, effettuata in collaborazione con la London School of Hygiene and Tropical Medicine e con il Medical Research Council, basata sui dati disponibili per più di 80 paesi, (dati aggiornati alla fine del 2014), in tutto il mondo il 35% delle donne ha subito violenze fisiche e/o sessuali da parte del partner, o violenza sessuale da parte di persone diverse dal partner. La maggior parte di queste violenze proviene dal partner delle vittime. In tutto il mondo, quasi un terzo (30%) di tutte le donne che hanno avuto una relazione ha subito violenze fisiche e/o sessuali da parte del partner e, in alcune regioni (ovvero le circoscrizioni territoriali nelle quali l’OMS ha ripartito il mondo), la percentuale è molto più alta. A livello globale, ben il 38% di tutti gli omicidi ai danni delle donne è commesso dal partner, mentre nella maggior parte dei casi chi ha commesso abusi fisici o sessuali è un familiare: marito, compagno, fidanzato o padre e, a seguire, un amico, un collega o un vicino. Altro aspetto importante del fenomeno: la violenza subita dalle vittime non è soltanto fisica, ma anche sessuale e, molto spesso, psicologica, fatta di minacce, intimidazioni, persecuzioni, coercizioni, divieti, segregazione, umiliazioni; talvolta è anche violenza economica, intesa come negazione di disponibilità finanziarie, dell’acquisto di beni, del cibo, di cure mediche e perfino appropriazione del reddito. Insomma questa “violenza domestica” può assumere le forme più disparate ed umilianti.

03 19


2.

Dall’Italia, i report dell’Istat relativi al 2006 e al 2014

Il fenomeno, in Italia, negli anni 2006 e 2014, è stato oggetto di indagine statistica da parte dell’ISTAT, indagine dalla quale presentiamo qui soltanto alcuni tra i dati principali. Partiamo da alcune premesse indispensabili che riguardano la metodologia, le tecniche di indagine per il campionamento e il procedimento per il calcolo delle stime. Altrettanto importante l’attribuzione, alle diverse forme di violenza, di definizioni universalmente riconosciute e accettate, ai fini delle implicazioni giuridiche.

2.1 Metodologia 2006 La popolazione oggetto dell’indagine 2006, intitolata “Indagine multiscopo sulle famiglie sicurezza delle donne - anno 2006”, è costituita da 25.000 donne, di età compresa tra i 16 e i 70 anni, residenti in Italia. L’indagine è stata svolta mediante intervista telefonica, partendo da una lista selezionata degli abbonati alla rete telefonica fissa. Il disegno di campionamento aveva previsto due stadi, il primo costituito dagli indirizzi telefonici dell’archivio di selezione e, quindi, le famiglie ad essi corrispondenti. Le unità di secondo stadio sono state invece le donne eleggibili (tra i 16 e i 70 anni), selezionate come unità campionarie tra i componenti di ciascuna famiglia scelta al primo stadio.

2.2 Metodologia 2014 Una successiva indagine sulla Sicurezza delle donne, dal titolo “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia - anno 2014” è stata condotta dall’Istat tra maggio e dicembre 2014, con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità. La rilevazione ha riguardato un campione complessivo di 24.761 donne (quantitativamente simile al campione dell’indagine 2006), in gran parte tramite interviste telefoniche, con l’ausilio del computer, per 21.044 intervistate italiane e 297 intervistate straniere. Le altre 3.420 donne di cittadinanza non italiana selezionate sono state intervistate con incontri faccia a faccia e con il supporto di un pc portatile. I nominativi delle donne campione che già avevano un numero di telefono sono stati inseriti direttamente nella lista per le interviste, mentre alle donne sprovviste di numero di telefono è stata inviata una lettera, nella quale si chiedeva di fornire un numero di telefono al quale essere contattate per l'intervista. Diversamente dalla metodologia utilizzata nell’indagine 2006 infatti, solo una parte dei numeri di telefono erano originariamente a disposizione dell’Istat. Questa strategia ha permesso di raggiungere una popolazione non toccata dalla precedenti indagini (le donne prive di telefono fisso). Più di un terzo delle intervistate ha rilasciato l’intervista tramite telefono cellulare, garantendo dal punto di vista della qualità una elevata riservatezza nel rispondere su tematiche così personali e delicate. Delle donne straniere, intervistate tramite incontri faccia a faccia, il 19.4% ha scelto di rilasciare l’intervista in luoghi aperti e non all’interno dell’abitazione. Per le donne straniere, dunque, è stata condotta una rilevazione separata, sebbene le interviste ottenute siano state considerate insieme a quelle effettuate alle donne italiane per la produzione delle stime dell’indagine. La collaborazione delle donne è stata elevata e in linea con quella dell’indagine svolta nel 2006.

20 04


Questa la distribuzione regionale delle interviste relative al 2006 e al 2014. Regioni

Distribuzione regionale del Tabella 1 campione 2006

Distribuzione regionale del campione (donne italiane) 2014

Piemonte

1.357

1.136

Valle d’Aosta

906

767

Lombardia

1.906

1.603

Bolzano

1.387

786

Trento

1.021

797

Veneto

1.066

1.163

Friuli -Venezia Giulia

1.327

859

Liguria

1.279

896

Emilia-Romagna

982

1.113

Toscana

1.049

1.075

Umbria

1.483

827

Marche

1.027

880

Lazio

927

1.245

Abruzzo

1.512

864

Molise

1.332

779

Campania

957

1.269

Puglia

1.104

1.122

Basilicata

1.423

806

Calabria

1.072

923

Sicilia

936

1.191

Sardegna

947

899

Italia

25.000

21.000

Elaborazione dati: Sportello “Giù le mani” su fonti Istat: “Indagine multiscopo sulle famiglie “sicurezza delle donne - anno 2006”; “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia - anno 2014”

2.3

Dal campionamento al calcolo delle stime

“Il principio su cui è basato ogni metodo di stima campionaria” – precisa l’Istat – “è che le unità appartenenti al campione rappresentino anche le unità della popolazione che non sono incluse nel campione. Questo principio viene realizzato attribuendo ad ogni unità campionaria un peso che indica il numero di unità della popolazione rappresentate dall’unità medesima”. In sintesi, il campione, con i relativi dati emersi, è stato riproporzionato sull’intera popolazione femminile nazionale, secondo il seguente esempio: “se ad un’unità campionaria viene attribuito un peso pari a 100, vuol dire che questa unità rappresenta se stessa ed altre 99 unità della popolazione che non sono state incluse nel campione”.

21 05


2.4 • •

•

•

•

2.5

Le definizioni, secondo l’Istat la violenza fisica comprende strattonamenti o spinte, minacce di violenza, schiaffi, calci e pugni, tentativi di strangolamento; la violenza psicologica comprende tutti quei comportamenti che mirano ad umiliare la donna in privato come in pubblico; comprende le critiche continue che hanno l’obiettivo di farla sentire inadeguata, gli insulti, le minacce, le intimidazioni e i ricatti; i comportamenti finalizzati ad isolare la donna, attraverso la limitazione dei suoi rapporti con la famiglia o con gli amici; il divieto di lavorare o di studiare, ma anche i comportamenti di controllo, sia nell’imposizione di un certo tipo di abbigliamento, sia nelle azioni di controllo dei suoi spostamenti, come nella gelosia dei suoi rapporti personali con altre persone, soprattutto se uomini; la violenza economica si manifesta attraverso l’impedimento alla donna di conoscere il proprio reddito familiare, o di disporne; attraverso il controllo delle sue spese e dell’utilizzo del denaro; attraverso il danneggiamento dei suoi beni personali; la violenza sessuale è stata rilevata come costrizione, attraverso minacce o forme di violenza fisica, ad avere un rapporto sessuale, anche particolarmente violento, oppure un’attività sessuale con altre persone, inclusa la costrizione a fare sesso per soldi o in cambio di beni o favori; lo stalking: il nostro codice penale (all’art. 612 bis) prevede il reato di stalking (dal termine inglese "to stalk" = fare la posta, braccare la preda), introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito nella legge 23 aprile 2009, n. 38; con esso si intendono tutte le condotte persecutorie, di intromissione e con pretesa di controllo, le minacce costanti nei confronti della vittima con telefonate, messaggi, appostamenti, pedinamenti, comportamenti che interferiscono nella vita privata della stessa; insomma un insieme di comportamenti molesti e persecutori, messi in atto da ex partner dopo la fine di una relazione intima.

I risultati delle due indagini

2.5.1 La violenza fisica e/o sessuale nel 2006 •6 milioni e 743 mila donne, nel corso della vita, hanno subito violenza fisica o sessuale, pari al 31,9% delle donne tra i 16 e i 70 anni •3 milioni e 961 mila donne hanno subito violenza fisica, pari al 18,8% •5 milioni e 800 mila donne hanno subito violenza sessuale, pari al 23,7% •1 milione e 3 mila donne hanno subito stupri o tentati stupri, pari al 4,8%

nel 2014

•6 milioni 788 mila donne hanno subito violenza fisica o sessuale, pari al 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni •4 milioni 353 mila donne hanno subito violenza fisica, pari al 20,2% •4 milioni 520 mila donne hanno subito violenza sessuale, pari al 21% •1 milione 157 mila donne hanno subito stupri o tentati stupri, pari al 5,4%

22 06


Pur aumentando i valori assoluti delle vittime di violenza, diminuiscono quelli relativi, come si vede dal grafico sottostante. Grafico 1 Violenza sulle donne: % per Regioni anni 2006 e 2014

31,9% 31,5%

Totale Italia

27,1% 29,2%

Sardegna

23,3% 23,9% 22,5% 26,4% 23,6% 23,7% 24,9% 25,6%

Sicilia Calabria Basilicata Puglia

29,8% 33,1%

Campania

24,8% 25,9% 27,6%

Molise Abbruzzo

33,5% 38,1% 39,2%

Lazio 34,4% 33,2%

Marche 28,6% 28,6%

Umbria

34,7% 33,6%

Toscana

38,2% 33,6% 35,4% 37,6% 33,9% 31,7% 34,3% 31,7% 31,1% 30,7% 33,1% 32,3%

Emilia Romagna Liguria Friuli Venezia Giulia Veneto Bolzano Trento Trentino Alto Adige

31,5% 34,8% 31,4% 34,6% 30,2% 33,6% 31,5%

Lombardia Valle d'Aosta Piemonte PERCENTUALE 2006 PERCENTUALE 2014

Elaborazione dati: Sportello “Giù le Mani” su fonti Istat: “Indagine multiscopo sulle famiglie “sicurezza delle donne - anno 2006”; “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia - anno 2014”

Il fenomeno, in generale, vede a livello nazionale un decremento percentuale pari a 0,4%, risultato dell’andamento nelle singole Regioni, che presentano le seguenti caratteristiche:

23 07


! gli incrementi percentuali riguardano 10 Regioni: Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio e Liguria; ! i decrementi percentuali riguardano 8 Regioni: Marche, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte più le 2 Province autonome di Bolzano e Trento; ! nessuna variazione per l’Umbria; ! non abbiamo i dati 2006 del Trentino Alto Adige; ! 10 Regioni: Lazio, le Marche, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte, nonché le 2 Province Autonome di Trento e Bolzano, contano percentuali superiori al 30% sia nel 2006 che nel 2014, mentre 3 Regioni: Campania, Abruzzo e Trentino Alto Adige (dati disponibili solo per il 2014), hanno superato la soglia del 30% nel 2014. Per quanto riguarda invece la tipologia della violenza, il grafico sottostante ci fornisce le seguenti informazioni sui confronti tra il 2006 e il 2014. Grafico 2

Elaborazione dati: Sportello “Giù le Mani” su fonti Istat: “Indagine multiscopo sulle famiglie “sicurezza delle donne - anno 2006”; “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia - anno 2014”

I partner attuali o gli ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli sconosciuti sono nella maggior parte dei casi autori di molestie sessuali (76,8%).

24 08


Dalla lettura delle informazioni 2014, trovano evidenza importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine 2006: • negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006; • sono in calo sia la violenza fisica che la sessuale, dai partner ed ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%); • in diminuzione anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale. Questo calo sembra essere l’espressione: ! di una crescita della consapevolezza femminile, di un'aumentata capacità di prevenire e contrastare il fenomeno e di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle. Più spesso rispetto a quanto avveniva nel 2006, le donne considerano la violenza subita un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano più frequentemente alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati e i centri antiviolenza (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner; ! di una informazione del fenomeno più diffusa e capillare: sempre di più i media, la stampa, la televisione, i siti web, Facebook e altri canali della rete si occupano della violenza sulle donne, contribuendo non solo ad una maggiore conoscenza del fenomeno, ma anche allo sviluppo di una nuova sensibilità sul tema; ! di una maggiore attivazione sul campo delle associazioni e dei servizi pubblici; moltissimi, a livello regionale e locale, sono gli organismi, i servizi pubblici e le associazioni che lavorano per contrastare il fenomeno, attraverso azioni mirate di supporto alle vittime; di conseguenza, le vittime, rispetto al 2006, sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine; ! di un clima sociale e di un contesto giuridico di maggiore condanna della violenza; dal 2009 infatti si sono susseguite una serie di leggi sul tema, e cioè: •il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11,“ Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori", convertito dalla legge 23 aprile 2009, n 38; •la legge 27 giugno 2013, n. 77, “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011”; •il decreto legge 14 agosto 2013, n. 93, “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province", convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119. Dall’ultima indagine emergono tuttavia anche elementi negativi: permane la stessa percentuale di stupri e di tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014), aumentano le violenze che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

09 25


2.5.2 La violenza psicologica Nelle relazioni di coppia, l’abuso si può manifestare anche sotto forma di violenze psicologica ed economica, espressioni di dinamiche quotidiane nelle quali la “non parità” dei ruoli sconfina o può sconfinare in gravi situazioni di limitazione, controllo e svalorizzazione del partner, intimidazioni. Tra le forme di intimidazione sono compresi veri e propri ricatti, tra i quali la minaccia di sottrarre i figli o di far del male agli stessi, alle persone care oppure ad animali, oppure ancora la minaccia di suicidarsi.

nel 2006 3 milioni e 477 mila donne, pari al 21,1% delle donne che avevano un partner al momento dell’intervista, nel corso della relazione hanno subito dal partner, sempre o spesso, qualche forma di violenza psicologica. La cifra arriva a 7 milioni 134 mila, pari al 43,2%, se si considrano anche le donne che hanno subito meno di frequente (qualche volta) questi compor ta menti tipici;

nel 2014 circa 4 milioni e 400 mila le donne che dichiarano di subire o di avere subìto violenza psicologica dal partner attuale, il 26,4% della popolazione femminile in coppia. Se si considerano le donne che hanno subìto solo violenza psicologica, in cui cioè tale violenza non si accompagna a quella fisica o sessuale, la quota si attesta al 22,4%.

Il grafico sottostante illustra la tipologia e le percentuali di abuso relative al 2006 e al 2014. Grafico 3

26 10


La violenza psicologica è in forte calo rispetto al 2006, e ciò riguarda maggiormente quella meno grave, cioè quella non accompagnata a violenza fisica e sessuale (dal 35,9% al 22,4%). La diminuzione è comune a tutte le età e riguarda le giovanissime, le donne sposate o che convivono, le fidanzate. Ciò indica che è aumentata la capacità delle donne di mettere fine alle relazioni violente in cui erano coinvolte con gli ex partner.

2.5.3 Lo stalking Il decreto legge 23 febbraio 2009, n 11 “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”, convertito dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, ha introdotto nel Codice penale il reato di stalking, in risposta a molte lacune normative, e in linea con la tradizione comunitaria che già da un decennio si dimostrava attenta in materia di protezione dei soggetti deboli vittime di reato. La legge sullo stalking ha dunque colmato un importante vuoto legislativo, regolando gli atti persecutori di cui sono vittime uomini e donne. Atti persecutori che si configurano come stalking, se sono ripetuti nel tempo e generano nella vittima ansia e timore al punto di condizionarne le abitudini. Proprio grazie alle innovazioni legislative, è stato meglio definito il fenomeno, ed è stato possibile misurarne la ripetitività, la durata e alcune caratteristiche.

Pertanto si è potuto monitorare e quantificare il fenomeno, fino a giungere a questi risultati, relativi al 2014: •

3 milioni e 466 mila donne hanno subito stalking nel corso della vita, pari al 16,1% delle donne. Di queste, quasi 1 milione 525 mila ha subito stalking dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner

Le forme più diffuse dello stalking riguardano: • • • • •

la ricerca ossessiva di parlare o entrare in contatto con la vittima, mediante messaggi e telefonate, lettere e regali, richieste di appuntamenti; gli appostamenti e gli inseguimenti nei luoghi da lei frequentati; il danneggiamento delle sue cose; la divulgazione di sue foto o filmati su internet o sui social network unitamente alla pubblicazione di commenti offensivi e imbarazzanti; le minacce di fare del male a lei, ai suoi figli o ad altre persone a lei vicine.

11 27


Grafico 4

Fonte dati: Istat “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia - anno 2014”

Non sono significative le differenze sulla base dell’età, mentre le condizioni di salute, il titolo di studio, l’area geografica di residenza e la nazionalità incidono nettamente sulla probabilità di diventare vittime di stalking. Sono il 19,9% le donne straniere che subiscono stalking da un ex partner, contro il 14,8% delle italiane. Il picco più alto si registra tra le donne albanesi (21,3%), moldave (20,3%), cinesi (18,3%) e rumene (18,2%). Tra le vittime che si sono rivolte alle forze dell’ordine, a un legale o a un centro contro la violenza, il 45,1% ha poi fatto denuncia o sporto una querela, l’11,5% ha fatto richiesta di ammonimento, il 9,2% ha fatto un esposto e il 3,3% si è costituita parte civile nel processo, mentre il 40,3% non ha fatto nulla. Con i seguenti risultati: • nel 59,8% dei casi i comportamenti persecutori sono cessati; • nel 21,6% sono rimasti uguali; • nel 16,6% sono diminuiti; • nel 2% dei casi sono aumentati.

28 12


3. Dal Piemonte. i dati di Telefono Rosa 2014 Le rilevazioni del Telefono Rosa Piemonte evidenziano i seguenti dati: • sono 710 le donne vittime di violenza accolte dal Telefono Rosa Piemonte nel corso del 2014; • 2.187 sono i contatti tramite la sezione di aiuto on line, via e-mail o attraverso social network; • il 65% delle donne vittime di violenza è coniugata o convivente; • il 17% è separata o divorziata; • il 70% delle violenze avviene a livello intrafamiliare e il 28% fuori dalle mura domestiche. Anche i dati disponibili a livello regionale dimostrano che la violenza domestica è ancora molto rilevante, e che il 55% dei maltrattanti è rappresentato dai mariti o conviventi, l’8% dai fidanzati, il 17% dagli ex mariti o ex fidanzati.

4. Dal Verbano Cusio Ossola, il report del servizio “Giù le Mani” 4.1

Che cosa fa il Servizio “Giù le Mani”

La Cooperativa La Bitta, dal 1° novembre 2013, gestisce direttamente ed autonomamente un servizio di contrasto alla violenza di genere e stalking, attraverso il servizio “Giù le Mani”, e ha alle spalle 8 anni di esperienza nel campo. Ogni attività del servizio si rapporta con le attività istituzionali erogate dai servizi sociali, sanitari e dalle Forze dell’ordine ogniqualvolta se ne ravvisi la necessità, con l’obiettivo di garantire sicurezza della vittima ed efficacia del trattamento. Queste le attività del servizio “Giù le Mani”: • servizio di ascolto e accoglienza • servizio di supporto educativo • consulenza psicologica • attivazione di gruppi di auto aiuto • accoglienza e riabilitazione del maltrattante • prevenzione, formazione e informazione pubblica sulla tematica • prevenzione, formazione e approfondimento per i ragazzi delle scuole secondarie • monitoraggio del fenomeno • collaborazione con la rete antiviolenza • raccolta fondi • comunicazione Le prestazioni del servizio “Giù le Mani” vengono erogate presso le sedi del Centro per la Famiglia, di Domodossola e Verbania.

29 13


4.2 I dati monitorati dal Servizio “Giù le Mani” A differenza dei dati nazionali, ricavati secondo metodi statistici, i dati che presentiamo per il Verbano Cusio Ossola derivano dalla trasposizione di fatti, attraverso cioè il monitoraggio fatto direttamente “sul campo” delle vittime di violenza che si sono rivolte al servizio “Giù le Mani”. La situazione delle vittime di violenza che si sono rivolte nel 2014 al servizio “Giù le Mani” si rileva nei dati che seguono. Tabella 2

Tabella 3

Vittime di violenza prese in carico nel 2014 donne

uomini

26

1(*)

Numero totale di colloqui nel 2014 (con vittime prese in carico nel 2014 e negli anni precedenti) cons. con psico- cons. con educa- totale consulenloga 2014 trice 2014 ze 2014 184

124

308

Fonte dati di entrambe le tabelle: Sportello “Giù le mani” (*) L’unico uomo preso in carico in qualità di vittima è italiano, ha 55 anni, ha subito violenza psicologica da parte della moglie e della figlia, è stato ricevuto 6 volte dall’educatrice e non ha sporto denuncia.

L’età media delle donne prese in carico nel 2014 è di 39 anni (dai 16 ai 60 anni). Delle 26 vittime donne, 21 sono italiane, 2 marocchine, 1 peruviana, 1 albanese e 1 serba. Dei 26 maltrattanti, il 64,4% è italiano, i rimanenti di altre nazionalità. Soltanto 7 vittime su 26, ovvero circa il 26%, hanno denunciato il maltrattante. 19 donne hanno concluso il percorso entro 12 mesi, 4 l’hanno interrotto, 3 lo stanno proseguendo nel 2015. Grafico 5

30 14


Grafico 6

Fonte dati: Sportello “Giù le Mani”

I dati dei grafici non indicano necessariamente che le violenze appartengano in misura maggiore alla “nazionalità italiana”, bensì una maggiore propensione delle donne italiane di chiedere aiuto e di rivolgersi al servizio “Giù le Mani”. Grafico 7

Fonte dati: Sportello “Giù le mani”

Il bacino di utenza comprende le tre aree della provincia del Verbano Cusio Ossola, con percentuali più alte per i comuni di Domodossola, Villadossola e Verbania, verosimilmente perché più popolati.

31 15


territorialmente più vicini ai luoghi di accoglienza: Casa don Gianni a Domodossola ed Egocentro a Verbania. Grafico 8

fidanzato figlio

Fonte dati: Sportello “Giù le Mani”

I mariti risultano responsabili della quota più elevata – il 50% - di tutte le forme di violenza fisica, e anche di alcune forme di violenza sessuale (in particolare gli stupri e i rapporti sessuali non desiderati ma subiti per timore di conseguenze), seguiti dagli ex mariti (7,69%), dai fidanzati (7,69%) e dai compagni (7,69%). Anche i figli tuttavia, in qualità di maltrattanti, occupano la stessa posizione (7,69%). Grafico 9

Fonte dati: Sportello “Giù le Mani”

32 16


Di conseguenza il luogo del reato è, per più dell’88%, l’abitazione, seguito dal luogo di lavoro e da un luogo estraneo. Grafico 10

Fonte dati: Sportello “Giù le Mani”

Al primo posto spicca la violenza fisica associata a quella psicologica, secondo una logica che rispecchia il dato nazionale. Seguono la violenza psicologica, la violenza fisica e un mix di 4 tipi di violenza: psicologica, fisica, sessuale ed economica. Lo stupro e il tentato stupro rappresentano il 4% circa degli abusi subiti. Lo sportello “Giù le Mani” della Cooperativa La Bitta, grazie all’esperienza acquisita sul campo nel corso di 8 anni di attività, si prende cura non solo delle vittime di violenza, ma anche dei maltrattanti che intendano seguire un percorso di riabilitazione. Ciò in un’ottica di recupero dell’abusante che, oltre alle necessarie misure repressive, necessita di centri di ascolto specializzati che possano avviarne la cura. E anche in considerazione del fatto che oggi, il soggetto maltrattante, il violento, lo stalker che ha bisogno di aiuto non è più solo l’emarginato o il disadattato sociale, ma molto spesso è un uomo insospettabile che ricopre ruoli sociali di spicco e di potere. Come già detto in apertura, la violenza sulle donne non è più un fenomeno che appartiene ai più bassi strati sociali, ma interessa trasversalmente qualsiasi ceto sociale e culturale. I casi trattati sono riepilogati nelle tabelle e nel grafico che seguono.

33 17


Tabella 4

Tabella 5

Maltrattanti presi in carico dal 2010 al 2014

Numero totale colloqui

uomini

cons. con psicologo

cons. con educatrice

totale consulenze

11

72

4

76

L’età media dei maltrattanti presi in carico dal 2010 al 2014 è di 41 anni (dai 18 ai 60 anni). La nazionalità di tutti è italiana; il dato tuttavia non significa che i maltrattanti siano tutti e soltanto italiani, ma che italiani sono gli uomini che si sono avvalsi delle competenze del Servizio, verosimilmente perché rappresentano quella fascia di popolazione maschile più disposta, per sensibilità e cultura, a chiedere aiuto. Soltanto 5 maltrattanti su 11, ovvero poco più del 45%, sono stati denunciati. Grafico 11

Fonte dati: Sportello “Giù le Mani”

Anche visto “dalla parte dei maltrattanti” il fenomeno rispecchia le caratteristiche rilevate nel grafico n. 10. Il primo posto spetta alla violenza fisica associata a quella psicologica, il secondo e il terzo, ex aequo, spettano alla violenza psicologica e a quella fisica. 4 uomini su 11 hanno concluso il percorso, 4 l’hanno interrotto, 3 stanno continuandolo.

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4.3 Il consuntivo 2014 del Servizio “Giù le Mani” Oltre alle attività di consulenza, sono stati attivati, nel 2014: • •

n. 5 gruppi di auto aiuto, per una durata totale di 20 ore, con la partecipazione complessiva di 6 donne e l’impegno della psicologa; n. 6 eventi, di cui: " n.1 spettacolo teatrale dal titolo “eromA, ovvero Amore allo specchio”, rappresentato l’11 ottobre 2014, presso il Centro d’incontro Sant’Anna di Verbania, in collaborazione con “Vento di Teatro”; " n.1 attività di formazione di volontarie, in collaborazione con Terradonna, il 5 novembre 2014; " n.1 incontro pubblico di informazione, il 24 novembre 2014, presso il Comune di Mergozzo; " n.1 proiezione del film “Amore nero”, in collaborazione con Terradonna, il 25 novembre 2015, presso il Centro Servizi Volontariato di Domodossola; " n.1 spettacolo teatrale dal titolo “Finché morte non ci separi”, rappresentato il 27 novembre 2014, presso il Teatro Galletti di Domodossola, in collaborazione con la Compagnia teatrale “Liberi Pensatori Paul Valery”; " n.1 incontro di informazione con gli studenti dell’Istituto Marconi Galletti di Domodossola, il 27 novembre 2014.

Di seguito il bilancio delle entrate e uscite: Tabella 5

FONDI RACCOLTI 2014 descrizione importo da privati da enti/associazioni da comuni VCO (*) vota "il mio dono" TOTALE AL 31.12.14

4.500,00 730,00 11.657,06 676,29 € 17.563,35

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SERVIZI EROGATI 2014 descrizione importo 160 h educatore, 95 h psicologa, 20 psicologo x maltrattanti 9.575,00 incontri nelle scuole 40 h

1.225,00

rete, progetti, monitoraggio 60 h

1.500,00

TOTALE AL 31.12.14

€ 12.300,00


5. La rete.di “Giù le Mani” Dal 2014 La Cooperativa La Bitta aderisce a “Tiziana Vive”, rete di enti ed individui che condividono l’impegno e gli scopi dell’Associazione omonima nel realizzare progetti e attività volti a contrastare il fenomeno della violenza di genere e di qualsiasi altra natura essa sia. Della rete fanno parte “Meti Associazione per la tutela degli abusati”, “Casa Editrice Mammeonline”, “Soleterre”, “Fondazione Pangea”, “Amici dei Bambini”, “L’Isola che non c’è” e “Altreconomia”, allo scopo di mettere insieme strutture e professionalità in grado di reagire alla violenza.

6. Alcune riflessioni Cosa si può fare per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne? Innanzitutto incoraggiare la cultura della non violenza negli adulti e nei giovani, “promuovere una maggiore uguaglianza tra donne e uomini, poiché la violenza sulle donne ha profonde radici nella disparità tra i sessi all’interno della società ed è perpetuata da una cultura che tollera e giustifica la violenza di genere e si rifiuta di riconoscerla come un problema” (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica STCE N° 210) Poi occorre diffondere la conoscenza del fenomeno e fare prevenzione, soprattutto nelle scuole, anche se non si tratta di una soluzione di breve periodo. Nell’immediato invece è necessario incoraggiare la denuncia, fornire alle vittime di violenza assistenza sia psicologica sia pratica, mettendo a disposizione strumenti efficaci per consentire alle vittime di allontanarsi da un ambiente violento. In ultimo perseguire penalmente gli aggressori. Altrettanto efficace la costruzione di reti di supporto e di condivisione tra organismi e istituzioni che abbiano le deleghe e le competenze per contrastare il fenomeno. I costi sociali ed economici della violenza sono enormi e hanno effetti a cascata sull’intera società. Isolamento, perdita di autostima con conseguente inabilità al lavoro, perdita di salario, mancanza di partecipazione alle normali attività e limitata capacità di avere cura di sé e dei figli, questi i danni principali che colpiscono le donne. Con l’obiettivo di limitare questi danni e restituire alle donne colpite da violenza e alle vittime in genere, autostima, dignità e autonomia, lavora lo sportello “Giù le Mani”.

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Nuovi elettrodotti contro il cielo, no grazie! Il nostro ORO VERDE vale di PIU' Filippo Pirazzi e Sonia Vella

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l Comitato “Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA” si è costituito a Domodossola nel maggio 2014. Il nostro scopo è quello di riunire e far sentire anche in Ossola la voce di chi non approva la cementificazione indiscriminata del Suolo e la costruzione di opere che deturpano il Paesaggio. Aderiamo al Forum nazionale Salviamo il Paesaggio (www.salviamoilpaesaggio.it) e al Movimento Stop al Consumo di Territorio (www.stopalconsumoditerritorio.it).

grande centrale di conversione, per proseguire il percorso sino a Baggio di Milano/ Settimo Milanese (dove verrà costruita un'altra grande centrale di conversione nel Parco agricolo Sud Milano). Si tratta di un percorso di 160 Km, con tralicci alti tra i 40 e i 60 metri, per importare energia (nucleare?) dalla Svizzera e alimentare alcune industrie del milanese a prezzi energetici più bassi. Già ora, prima ancora della realizzazione della nuova linea, queste industrie beneficiano di una riduzione del 30% del prezzo energetico, che graCos'è il progetto Terna: “Razionalizza- va sulle nostre bollette. zione rete Valle Formazza e InterconIl tracciato toccherà zone particolarmente nector All'Acqua-Pallanzeno-Baggio integre nella loro naturalità, spazi di alta 380 kV”? montagna dove la presenza antropica si è limitata da secoli alle attività d'alpeggio, e La Società TERNA spa (l'azienda italiana per che oggi sono il paradiso degli amanti della trasmissione dell'energia elettrica) ha l'escursionismo e di un crescente turismo presentato il progetto per la razionalizzazio- ecosostenibile. ne delle linee esistenti nei paesi di fondoval- Stiamo parlando, per chi frequenta i nostri le dell'alta Val Formazza (che in parte vermonti, della zona del lago Kastel, dei laghi ranno interrate). Questa è la parte che noi del Boden, dell'Alpe Ghighel, della Cravariopretendiamo, seppur con modifiche, per la, di Matogno, della Val Agarina, zone vertogliere dalle case dei paesi del fondovalle gini dal punto di vista paesaggistico, che le linee attuali. costituiscono importantissime risorse del Il progetto però prevede anche la realizza- nostro patrimonio montano, una ricchezza zione di un doppio elettrodotto da 380 che sarà l'unica economia possibile di kV, che dal Passo San Giacomo in Valle questo territorio. Formazza (confine con la Svizzera) scenderà Le zone appartengono in gran parte alla Rea Pallanzeno, dove verrà costruita una te Natura 2000, ovvero a quelle “Zone di 38


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Protezione Speciale e Siti di Interesse Comunitario” che la Comunità Europea ha individuato quali aree di corridoi ecologici o habitat importanti per la tutela delle specie e della biodiversità. Verranno posizionati quasi 400 tralicci tra Formazza e Pallanzeno, per la costruzione e il controllo futuro, per i quali saranno necessari strade di accesso, gettate di cemento, voli di elicottero, strutture e quant'altro. Il forte impatto delle strutture aeree del nuovo elettrodotto costituirà un gravissimo danno non solo da un punto di vista puramente estetico e paesaggistico, ma anche dal punto di vista ambientale. Inoltre, nel fondovalle tra Villadossola e Pallanzeno, dovrà essere edificata una stazione di trasformazione della corrente elettrica da alternata a continua, occupando una superficie di 115,000 mq (più di 10 campi da calcio) di terreni agricoli ad uso civico liberi da costruzioni, in area con vincolo idrogeologico a rischio esondazione; con la conseguenza che dovranno essere costruiti capannoni parallelepipedi, alti sino a 20 metri, e che saranno inevitabili i rischi elettromagnetici. Domanda: è veramente necessaria, questa che ci viene presentata come un'opera strategica di interesse nazionale? I consumi elettrici nazionali sono in forte calo, le produzioni di energie rinnovabili sono in aumento, le centrali nucleari svizzere verranno dismesse a breve. Noi la vediamo come un'inutile opera speculativa, dove la finalità di profitto dei soliti (industriali, azionisti) andra a discapito del patrimonio paesaggistico, ambientale ed economico della collettività.

Le azioni di difesa già realizzate: Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA: 1.ha presentato entro i termini di legge (3 agosto 2014) le proprie Osservazioni al progetto al Ministero dell'Ambiente; 2.ha organizzato un Sit-in nei prati di Pallanzeno per attirare l'attenzione di popolazione e media; 3.ha allacciato rapporti di interscambio informativo con i comitati lombardi “No Ecomostro Settimo e Cittadini No Interconnector”; 4.ha lanciato l'evento meeting al Lago Kastel in Valle Formazza "L’Oro Verde vale di più"; 5.il 21 2014 ha partecipato alla serata informativa "Elettro...che?" organizzata dall'associazione Dire Fare Cambiare a Domodossola proprio per descrivere e far conoscere a tutti il progetto Interconnector. 6.è tutt'ora in corso la campagna raccolta firme contro il progetto, per cui, chi non avesse ancora sottoscritto la petizione, ci contatti via mail a questo indirizzo: salviamoilpaesaggio.valdossola@gmail.com.

A metà gennaio 2015 abbiamo sottoscritto, insieme a componenti dei comitati milanesi, un documento redatto dal consulente energetico Nicola Faifer di Cornaredo. Il documento è un ricorso all’Unione Europea per “Procedura di Infrazione Comunitaria”: si contrasta il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che evidenzia numerose carenze rispetto alle previsioni normative di recenti regolamenti europei, a danno della più ampia partecipazione e coinvolgimento dei cittadini ai procedimenti di autorizzazione di linee elettriche transfrontaliere; procedi-

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mento che per questo potrebbe essere addirittura annullato dalla Commissione Comunitaria UE. Il ricorso è stato depositato il 13 gennaio 2015 presso la Rappresentanza Italiana della Commissione Europea a Milano, e trasmesso alle amministrazioni regionali di Piemonte e Lombardia, nonché alle amministrazioni comunali milanesi e ossolane dei territori interessati dal progetto Interconnector Italia-Svizzera 380 kV – All'Acqua-Pallanzeno- Baggio. A fine febbraio, sempre su proposta di Nicola Faifer, abbiamo sottoscritto la segnalazione riguardante un'altra anomalia del progetto Interconnector, che sforerebbe i limiti massimi di importazione di energia elettrica prevista dalla legge. Petizione nazionale change.org E' nato tramite il web il Coordinamento Nazionale No Elettrodotti Inutili,

(https://www.facebook.com/noelettrodotti), ovvero l'insieme dei cittadini, comitati e associazioni che, dalle Alpi alla Sicilia, si battono contro i numerosi progetti di nuovi elettrodotti che TERNA spa intende costruire, o ha già costruito, sul territorio italiano. Il Coordinamento, del quale anche noi facciamo parte, ha lanciato una petizione online diretta al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, per chiedere al Governo Renzi di: individuare una nuova politica energetica che “rispetti l’ambiente, la salute dei cittadini, le economie rurali del territorio fondamentali per la vita e lo sviluppo delle comunità”. https://www.change.org/noelettrodotti Firmate, fate conoscere e fate firmare !!! In poche settimane abbiamo raccolto oltre 4.000 firme. Obiettivo 50.000! La nostra Terra, e la nostra Nazione, meritano più riguardo!

Filippo Pirazzi e Sonia Vella referenti Comitato Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA tel. 338 613 2825 ; 348 882 8001 gruppo FB: Salviamo il Paesaggio Valdossola e-mail: salviamoilpaesaggio.valdossola@gmail.com

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Il Viaggio a cura di

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avanti, due cieli si guardano secondo una prospettiva impossibile; attorno, una fredda terra sembra in dubbio tra il concedersi al timido tepore dell’estate nordica e la sua vocazione di freddo e ghiaccio; sotto, il nastro d’asfalto si srotola quasi accarezzato dalle due ruote, sue uniche compagne in quel pomeriggio norvegese. Gli occhi stentano a comprendere quello che un cielo limpido contornato di neve riesce a replicare in un lago immobile, specchio naturale, ma tanta è la bellezza che li riempie da toglier loro ogni tentazione di razionalità e li porta a perdersi nell’orizzonte sconfinato. Viaggiare in Norvegia è correre sul filo sospeso tra un mare trattenuto da fiordi frastagliati ed una terra selvaggia che pare trovare vette di bellezza per poi sorprenderti dopo ogni curva, un percorso dove il confine tra la terra e il mare sembra farsi evanescente e sembra irridere l’umana mente che si riempie di definizioni, anche orografiche… È un luogo dov’è più facile incontrare una renna o un alce che una macchina in senso opposto, dove per chilometri è solo verde, è solo natura, è solo brezza fresca di un luglio nordico… Ci sono città, anche bellissime come, ad esempio, Alesund, con le sue isolette collegate da ponti, ma non sono le costruzioni dell’uomo a dominare, qua

Alvi Torielli

dove i colori si contrastano con un forza senza pari, dove il sole si dimentica di tramontare e dove la luce si dilata in un imbrunire che sembra descrivere una dimensione onirica più che un semplice luogo fisico. Ci si potrebbe perdere nella descrizione delle Lofoten, isole sfuggite da un libro di fiabe, o di luoghi che paiono non dover soggiacere alle leggi fisiche, come il Preikestolen, la cui traduzione in italiano è “Pulpito di roccia” ed è una falesia di oltre 600 metri a strapiombo su uno dei tanti meravigliosi fiordi… Senza dimenticare Capo nord, estremo punto settentrionale dell’Europa continentale e da sempre metà di motociclisti e non solo… La Norvegia è un quadro tridimensionale, è l’opera di un artista innamorato, un artista folle che ha racchiuso su questa tela immaginaria la sua passione per la bellezza, per la vita. È un forziere aperto per pochi mesi, in attesa di chiudersi nel freddo artico, nel buio della notte di sei mesi, nel ghiaccio che sembra stringere nella sua morsa ogni cosa… Ma è una terra che sa, una terra consapevole che per quanto lungo e duro possa essere un inverno, ci sarà sempre una primavera che ritornerà a rompere i sigilli e a liberarne la bellezza per nuovi occhi che di lei si nutriranno.

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Gita Mantova Cremona 09/11 Ottobre 2015 In serata trasferimento in hotel centrale a Mantova, Partenza da Domodossola con la Ditta Baranzelli di situato di fronte alla stazione ferroviaria, e a pochi passi dalle rive del fiume Mincio. Tutte le camere Romagnano Sesia alle ore 6.00. hanno aria condizionata, TV led e bagno privato Soste lungo il percorso. con asciugacapelli. La hall è coperta da connessioArrivo a Mantova in tarda mattinata. ne wi-fi gratuita. Pranzo Libero. Dopo pranzo, incontro con la guida e visita del cen- Sistemazione nelle camere riservate, cena e pertro storico di Mantova: “…talmente bella da rima- nottamento. nere storditi”, è questo uno dei commenti che ci vengono in mente ad ascoltare uno dei tanti viag10/10/2015 giatori in visita a Mantova, citta scelta come pa- Dopo la prima colazione in hotel, incontro con la trimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Come le sue guida e visita vicine città dell’Emilia e della Lombardia, anche Palazzo Ducale di Mantova Mantova deve la sua passata grandezza ed i suoi Oltre 34.000 mq di estensione per uno dei più vasti monumenti rinascimentali alle famiglie che l’hanno palazzi di corte d’Europa, il Palazzo ducale di Mangovernata nei secoli, in particolare ad una, i Gontova ha visto nascere e crescere il potere dei Gonzaga, che da umili origini contadine, riuscirono a zaga, per quasi quattro secoli signori indiscussi del conquistare la città nel 1328 ed a governarla per territorio, prima come conti, poi marchesi e poi quasi quattro secoli, fino al 1707. Palazzi, chiese, come duchi (lo stesso Palazzo diventò in seguito monumenti, e tanta, tantissima arte: è questo il anche residenza principale della regnante Maria ricco patrimonio storico e culturale di Manto- Teresa d’Austria). La sua edificazione si deve alla va, quello che stordisce gli animi e che si fa racfamiglia Bonacolsi, primi signori della citta nel XIII contare in giro per il mondo ancora nella nostra secolo, ma fu con il matrimonio di Francesco epoca. Gonzaga con Isabella d’Este, figlia dei duchi di Ferrara, che l’edificio diventò quel magnifico custode d’arte che possiamo ammirare ancora oggi. In oltre 500 camere di valore inestimabile troviamo tesori artistici e opere dei più importanti pittori del Rinascimento italiano, dal Pisanello, al Tiziano, Tintoretto ed Andrea Mantegna, che fu pittore di corte e trascorse la maggior parte della sua vita lavorando a Mantova. Tutti gli artisti che passarono per Mantova hanno lasciato la loro firma nel grande palazzo: del Pisanello si ammira per esempio il ciclo di affreschi “cavallereschi” arturiani (dipinti tra il 1436 ed il 1444) della Sala Pisanello e ri-

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11/10/2015 Mantova Cremona (km 67)

scoperto negli anni sessanta dello scorso secolo dietro un intonaco; non si perda inoltre la Sala degli Arcieri con la grande tela di Rubens raffigurante la famiglia Gonzaga. Alcune delle opere d’arte create per i Gonzaga furono nel tempo trasferite altrove in Europa, per esempio il famoso Parnaso (dipinto per lo Studiolo) è oggi custodito al Museo del Louvre di Parigi, così come altre opere del Perugino, di Lorenzo Costa (tra cui il bel “Isabella d’Este nel regno di Armonia) e del Correggio. Le tele vennero infatti donate al Cardinale Richelieu per le collezioni reali di Luigi XIV. All’interno del Palazzo si ammirino anche la statua funebre di Margherita Gonzaga Malatesta ed il busto di Francesco Gonzaga, così come il quadro di Domenico Marone, la Cacciata dei Bonacolsi. Non si manchi inoltre di ammirare la Sala degli Arazzi, che custodisce preziosi tessuti di provenienza fiamminga, creati su disegni preparati da Raffaello e dalla sua scuola, e la Galleria degli Specchi, con decorazioni pittoriche in stile neoclassico realizzate nei primi due decenni del Seicento e poi rivisitate nel 1779 da Giocondo Albertolli. Pranzo in ristorante tipico Dopo pranzo, direttamente dal ristorante, si prenderà il battello per la navigazione sul fiume Mincio. In serata, rientro in hotel, cena e pernottamento.

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Dopo la prima colazione, partenza per Cremona. Incontro con la guida. La visita della città può iniziare dalla centrale Piazza del Comune, una delle piazze medievali più belle d’Italia, già fulcro del “castrum” romano. Ne costituiscono le quinte monumentali il Duomo, il Torrazzo, il Battistero, la Loggia dei Militi e il Palazzo del Comune. La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è un capolavoro dell’architettura medievale dei primi anni del XII secolo, con in facciata uno splendido protiro dotato di leoni stilofori. Il suo campanile, il Torrazzo, è il più alto d’Italia (121 m.). Lo si sale percorrendo oltre 500 gradini. Sull’altro lato della piazza sorgono i portici della Loggia dei Militi, edificio civile gotico del 1292, e il Palazzo del Comune, edificato nel XIII secolo nelle tipoche forme del broletto lombardo. Chiude la piazza a sud il Battistero a pianta ottagonale, dedicato a San Giovanni. A nord, nel cinquecentesco Palazzo Affaitati, ha sede il Museo Civico Ala-Ponzone, con la Pinacoteca e il Museo Stradivariano, contenente pezzi di inestimabile valore del famoso liutaio cremonese. Percorrendo verso nord il vicino Corso Garibaldi, si giunge a Palazzo Raimondi, che ospita la Scuola Internazionale di Liuteria, fondata nel 1938. Sullo stesso corso c’è la Chiesa di Sant’Agata, con la facciata neoclassica di Luigi Voghera in forma di tempio ionico. Di fronte si erge il Palazzo Cittanova, del 1265, con arcate gotiche e merlatura di coronamento a freccia. Poco più a sud, la Chiesa di Santa Margherita è uno splendido esempio di manierismo cinquecentesco di Giulio Campi. E ancora, proseguendo nella stessa direzione, si può raggiungere la Chiesa di Sant’Agostino, sorta a metà del Trecento, con l’austera facciata a cinque rosoni. Se dal Torrazzo si va ad ovest si raggiunge il Teatro Ponchielli, inaugurato nel 1908 e progettato dall’architetto Luigi Canonica su un precedente edificio distrutto da un incendio. Dalla parte opposta al centro, in Corso Matteotti, il Palazzo Fodri, del 1490, rappresenta uno dei migliori esempi di edificio signorile del Rinascimento Lombardo.


Agosto 2015 • Gastronomia: Cremona, per la sua posizione, divide i suoi piatti migliori fra quelli di pesce del Po e quelli con i prodotti tipici della ricca pianura padana. Se si mangia in una trattoria in riva al fiume, sarà il “Pez in aion”, cioè il pesce in carpione a conquistarci, ma se vogliamo prodotti veramente ottimi di questa terra, dovremo assaggiare i salumi, tra i quali spicca il “Ciuta”, un gustoso cotechino, ed i formaggi, naturalmente il Provolone ed il famosissimo Grana Padano. Solo a Cremona si trova il rinascimentale “Timballo di piccione” e, per i golosi esperti, il Torrone, tipico dolce preparato secondo antiche tradizioni, che si distingue da ogni altro. Fra i piatti tipici ricordiamo i Marubini

in brodo, il Gran Bollito Cremonese e la Mostarda di Cremona. • Nel pomeriggio visita guidata al laboratorio artigianale del Torrone (dista 10km dal Centro di Cremona); lì potrete degustare il torrone e troverete uno spaccio aziendale dove acquistare il buonissimo torrone di Cremona. A seguire visita al laboratorio della Mostarda, anche qui è prevista una piccola degustazione con possibilità di acquisto •In serata rientro a Domodossola •Cena durante il viaggio di rientro.

La quota comprende: • Bus andata e ritorno Domodossola/Cremona/Mantova/Domodossola • Sistemazione in hotel 3 stelle a Mantova centrale con mezza pensione • Visita guidata di Cremona • Degustazione Torrone • Degustazione Mostarda • Pranzo in ristorante tipico • Navigazione sul fiume Mincio 2 ore • Ingresso al Duomo + Torrazzo • 2 cene La quota non comprende: Pranzo del 1° e del 3° giorno Extra in genere Tutto quanto non espressamente indicato nella voce comprende Quota di partecipazione € 280 a persona in camera doppia. Supplemento camera singola € 45. Si richiede il versamento dell’acconto di € 100 al momento della prenotazione, entro il 15 agosto 2015 ed il saldo entro il 10 settembre 2015. L’assicurazione annullamento non è compresa nel prezzo. Il cliente interessato dovrà richiederla al momento dell’iscrizione del viaggio ad un costo di € 18. Per le prenotazioni rivolgersi a BATTRO Mariarosa 0324/56171 oppure 3493205865 per la parrocchia di Montescheno. BROGGIO Maria cell. 3479566529 per Casa don Gianni. Si ringrazia l’agenzia Solar Viaggi per la preziosa collaborazione.

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Vorrei trovare parole nuove: la comunicazione nel volontariato

Alessandra Morosin Noi esseri umani siamo dotati di capacità relazionali basate sulla comunicazione. Nonostante ciò, spesso ci troviamo a disagio in molte situazioni nelle quali riteniamo di non essere stati compresi o ci sentiamo incapaci di esprimere ciò che vogliamo. Per migliorare la nostra capacità di comunicazione e di ascolto è necessario partire dalla conoscenza di alcuni concetti chiave. La comunicazione si basa sull’utilizzazione di un codice, per la trasmissione di un messaggio, tale da permettere che un emittente e un ricevente entrino in contatto. Gli elementi della comunicazione sono: • il CANALE (che può essere orale, scritto, gestuale, sonoro) • il MEZZO (che può essere la carta, la TV, il telefono, ecc.) • il RUMORE (i disturbi e le interferenze nella trasmissione dei messaggi) • il CODICE (insieme di segni e simboli che, quando sono organizzati e condivisi, diventano linguaggio) • il CONTESTO (dove avviene lo scambio) • il FEED-BACK (la reazione del ricevente al messaggio dell’emittente) I fattori che influenzano il comportamento comunicativo sono il CONTESTO SOCIO-AMBIENTALE, il TIPO DI RELAZIONE (su tre direttrici: parità/potere, familiarità/estraneità, confidenza/freddezza), i RUOLI DEI COMUNICANTI (la loro identità al momento dello scambio), il CANALE COMUNICATIVO (visivo, telefonico ecc.). La comunicazione comprende il linguaggio, ma non si riduce ad esso. Bisogna tener presente che il verbale (il linguaggio, le parole, il contenuto) rappresenta solo una

piccola percentuale della comunicazione. Se comunicando noi utilizzassimo solo il livello verbale, rischieremmo che le persone afferrino solo una percentuale minima di ciò che abbiamo detto. Una parte della comunicazione passa attraverso il canale paraverbale: tono della voce, timbro, ritmo, inflessione, volume, pause, velocità… Se vogliamo farci capire, è importante alternare il tono della voce in base a ciò che stiamo esprimendo, utilizzare metafore, esempi… le persone recepiscono più da una breve esperienza raccontata brevemente con enfasi e piena di sensazioni, che da una relazione di ore esposta con tono lineare. Infine, più della metà della comunicazione passa attraverso il canale non verbale, chiamato anche linguaggio del corpo. Esso comprende i movimenti del corpo, del volto, degli occhi, l’atteggiamento, la prossemica, l’aspetto, la postura. I gesti che effettuiamo comunicando possono rappresentare: accompagnamento alla parola, per enfatizzare, sottolineare; possono essere simbolici, rimpiazzano la parola, ad esempio il gesto dell’<ok>; possono essere regolatori, per regolare turni di parola, manifestare attenzione o distacco; emotivi, manifestare ansia, gioia. Nella comunicazione la gestualità ha un ruolo importante, può rappresentare un rinforzo, un’involontaria smentita, una fonte di feedback. Una comunicazione efficace è una comunicazione nella quale tutti e tre i livelli sono coinvolti e sono coerenti tra loro. Per comunicare a 360° dobbiamo toccare tutti i sensi, attraverso tutti e tre i canali d’accesso: auditivo, cinestesico, visivo. Una comunicazione è efficace se i tre livelli (verbale, paraverbale, non verbale) sono congruenti, una comunicazione efficace serve per entrare in contatto con l’altro, dare e ottenere fiducia, affermare, tranquillizzare, coinvolgere, affascinare, ottenere consenso.

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Agosto 2015 Nel lavoro del volontario, e non solo, la capacità di comunicazione e di ascolto è uno degli strumenti più importanti della relazione. Saper comunicare ed ascoltare significa operare in modo consapevole per costruire una relazione efficace con l’altro. Ascoltare è qualcosa di più complesso del semplice sentire e richiede un metodo e un percorso di apprendimento e la riflessione su alcuni snodi fondamentali della comunicazione, del dialogo e quindi della relazione stessa. La comunicazione ci serve per esprimere noi stessi, i nostri stati d'animo e per poter istaurare relazioni soddisfacenti, nelle quali condividere i nostri bisogni, valori ed obiettivi con gli altri con chiarezza. E’ per tali motivi che è necessario usare la comunicazione assertiva. La comunicazione assertiva è un metodo di interazione con gli altri fondato su alcuni elementi quali:

• una piena e completa manifestazione di sé stessi, funzionale all'affermazione dei propri diritti senza la negazione di quelli altrui e senza ansie o sensi di colpa; • un atteggiamento non censorio avulso dall'uso di etichette, stereotipi e pregiudizi; • la capacità di comunicare i propri sentimenti in maniera chiara e diretta ma non minacciosa o aggressiva. Lo stile assertivo si basa sul diritto di essere trattati con rispetto, di essere sé stessi e di essere liberi di credere nei propri valori. Ciascuno di noi ha uno spazio personale che gli altri debbono rispettare, ma quando ne usciamo per muoverci in pubblico, allora dobbiamo rispettare i diritti degli altri. Un altro importante elemento dello stile assertivo è il senso della responsabilità delle proprie azioni, da intendersi come affermazione e difesa dei nostri diritti accettando le conseguenze delle nostre azioni.

• un comportamento partecipe, attivo e non "reattivo"; • un atteggiamento responsabile, caratterizzato da piena fiducia in sé e negli altri;

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Relazione dell’Attività 2014

L’attività sociale

Carlo Squizzi e Samantha Brandini

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’anno trascorso è stato segnato dalla scomparsa di don Antonio Visco e la programmazione delle attività ha risentito della sua prematura scomparsa. Ci siamo impegnati a raccogliere l’incarico che ci ha lasciato: “affido a voi il sogno della mia vita”. Abbiamo dedicato alla sua figura un numero speciale della rivista, ma vogliamo ugualmente in questa relazione riportarne degli stralci, rinviando a quel fascicolo chi vuole riscoprire la sua figura e l’intreccio che lo legava all’Associazione. Don Antonio è stato un pioniere della socializzazione di nuovi e drammatici eventi ed ha rappresentato un faro per il territorio e per gli enti preposti. Nell'avventura pionieristica don Antonio ha investito sui giovani guardando più che ai titoli di studio al valore "umano" della capacità di servizio e alla sua autenticità. Per questi giovani "chiamati", su cui ha investito, don Antonio è stato il regista della loro crescita, ha rappresentato un approdo sicuro nei tanti momenti difficili e nelle sconfitte, è stato un papà fermo nel sostenerli in percorsi irti di ostacoli imprevedibili. L'asse portante operativo della realtà attuale di Casa don Gianni si appoggia su questi giovani, ormai adulti, che hanno scelto anche loro di giocarsi la vita in un lavoro allora sconosciuto ed oggi modellato in nuove forme, con nuove necessità e nuove responsabilità. In tutti questi anni don Antonio è stato il collante della variegata realtà operativa, autorevole e a volte autoritario, ma sempre un autentico "uomo sociale" che si giocava la vita in quello che proponeva. Un riferimento specifico merita il Centro per la famiglia. Ad esso ha dedicato totalmente i suoi ultimi

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anni in un ascolto pieno di amore e di sapienza evangelica, dando un'autentica testimonianza del servizio di gratuità che deve restare l'anima della Casa. Don Antonio ha fatto viaggi interiori di sofferenza nei dolori e nelle anime di tante persone, ha camminato lungo i sentieri impervi delle tragedie e delle delusioni ed ha imparato una lingua universale con la quale comunicare il linguaggio dell'amore e del perdono, attraverso cui tradurre e codificare messaggi verbali e non verbali spesso indecifrabili. L’iniziativa annuale dedicata al volontariato in calendario per il 25 e 26 gennaio si è svolta il 22 marzo. Una giornata di riflessione sul passato e sul presente della Casa, di progettazione di nuovi percorsi per il futuro, durante la quale è stato analizzato il volontariato, con il suo inestimabile valore di gratuità come risorsa fondante del “condominio solidale”. Nel mese di giugno 2014 si è concluso il progetto “La merenda di Archimede” finanziato dalla Fondazione Comunitaria VCO per gli anni scolastici 2012/ 2013 e 2013/2014; per l’anno 2014/2015 il contributo è pervenuto alla Cooperativa La Bitta, titolare del servizio Centro per la Famiglia, dalla Fondazione San Paolo sempre con il supporto prezioso del volontariato. Ricordiamo che “La merenda di Archimede” è un progetto di doposcuola specializzato rivolto agli studenti con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), ma aperto anche a quei bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche dovute a carenti capacità organizzative, insicurezza o scarsa motivazione allo studio.


Agosto 2015 Il servizio è reso possibile dalla partecipazione di insegnanti volontari e tirocinanti, supportati dalla supervisione di una équipe di esperti – psicologi, psicoterapeuti, pedagogista, neuropsichiatra infantile - del Centro per la Famiglia della Cooperativa La Bitta, nel supporto didattico ai minori. L’obiettivo del progetto è quello di massimizzare le potenzialità dei ragazzi, promuovendo una maggiore competenza nell’approccio allo studio, aiutandoli a trovare le strategie di apprendimento che possano meglio rispondere alle esigenze individuali e proponendo strumenti utili a compensare le aree problematiche. Riportiamo alcuni dati relativi all’attività: Alunni frequentanti: 37 Docenti volontari: 23 Impegni complessivi annuali approssimativi: nel primo anno sono state effettuate 1016 ore di volontariato, nel secondo anno 1324. Sono escluse le ore di volontariato che hanno svolto i professionisti oltre a quanto previsto dal progetto. L’attività della Sala Prove Registrazione “Fragole Infinite” è proseguita, l’affluenza è risultata incrementata rispetto all’anno precedente. La garanzia di una presenza costante degli operatori competenti che possano vigilare sul corretto utilizzo della sala, le spese di manutenzione ordinaria della strumentazione, i costi di pulizia e di energia elettrica incidono sul resoconto economico della sala; il Comune di Domodossola non ha erogato alcun contributo a sostegno dell’attività, ma le risultanze economiche sono in netto miglioramento anche grazie al nuovo sistema tariffario. Nel corso dell’anno non sono mancati momenti culturali d’informazione e di formazione e attività, nella fattispecie: • Corso di formazione per la coppia, articolato in nove incontri gestiti dai professionisti del Centro per la Famiglia e da volontari • Continuare il sogno di Casa don Gianni ripartendo insieme • Femminile Singolare? Media e rappresentazioni sociali del femminile, tra stereotipia e nuovi sguardi. Relatore Michele Marangi • Fragilità mentale e crisi economica il mal di vivere. A volte (anzi spesso), seminario propo-

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sto da Alternativa A, Cooperativa La Bitta e Caritas Diocesana Novarese Pastorale della salute Concerto For Angels organizzato dal gruppo Amici per Sempre Pranzo dell’amicizia Presentazione del libro Gioco d’azzardo, giovani e famiglie di Mauro Croce e Francesca Rascazzo, con l’autore Mauro Croce intervistato da Eugenio Bonolis, Referente Provinciale di Libera VCO. Conferenza di Don Luigi Ciotti dal titolo “Dalla Resistenza All'Antimafia” Il mio sud – Musica contro le Mafie con Cataldo Perri Festa degli amici di Casa don Gianni Proiezione del film “Alla luce del sole” storia di Don Pino Puglisi Facebook E Twitter: Manuale di Autodifesa con Paolo Attivissimo, giornalista e consulente informatico, traduttore tecnico, divulgatore scientifico, cacciatore di bufale e studioso della disinformazione nei media. Sicurezza stradale: mettiamoci sulla buona strada, serata con il Presidente dell’A.V.I.S.L. Avv. Domenico Musicco, il Dott. Mauro Vassura psicologo, il Sovraintendente della Polizia Stradale di Domodossola, Matteo Iamonaco e Andrea Rubini, esperto in infortunistica stradale. Survival, percorso post-matrimonio indirizzato principalmente alle coppie che hanno condiviso il percorso prematrimoniale con Casa don Gianni. Castagnata di solidarietà Tre giornate di ricordi e riflessioni sui 50 anni di sacerdozio di Don Antonio Visco Pranzo della Solidarietà Santa Messa delle Rose Natale a Casa don Gianni con la presentazione del nuovo progetto “La libreria di don Antonio”, una ricchezza a disposizione di tutti e la partecipazione delle Corali di Crevoladossola e di Oira


Agosto 2015

Il 2014 ha visto la nascita di un nuovo petalo nella margherita del volontariato: il gruppo EALLAICS. Costituitosi spontaneamente sull’onda dell’emergenza per l’accoglienza dei migranti arrivati in Ossola, il gruppo si è unito all’Associazione per condivisione di obiettivi e valori. Ricordiamo tutti i petali del fiore del volontariato. I gruppi di Auto Aiuto all’interno dell’Associazione supportati da professionisti volontari del Centro per la famiglia sono: Genitori per sempre, Diversamente genitori, Gruppo Auto Aiuto Oncologia e Gruppo di auto aiuto per parenti e amici di persone che si sono tolte la vita.

contro e di conoscenza fa sì che i viaggi della Casa siano sempre partecipati. Nel 2014 il consueto viaggio culturale ha interessato tre figure importanti da conoscere, riscoprire e soprattutto attualizzare: - San Francesco d’Assisi, simbolo universale di pace e sobrietà essenziale; - Papa Francesco, un grande riformatore, un coraggioso uomo di Dio che ha deciso di aprire nuove strade, nuovi sentieri nel nome della verità e della giustizia e dei più emarginati; - Santa Caterina da Siena, esempio di caparbietà e perseveranza, a testimonianza che quando si crede davvero in qualcosa di grande, la forza e la Il Bar Bianco, grazie all’attenzione e all’accoglienza strada per realizzarla si trovano. dei volontari che lo gestiscono, è un punto di riferimento per la Casa animata dai tanti bambini che, L’annuale Festa degli Amici di Casa don Gianni si è grazie agli insegnanti volontari del progetto La me- svolta con successo, la partecipazione di don Ciotti renda di Archimede, possono essere supportati nel- ha dato molto risalto all’evento. lo svolgimento dei compiti. La festa è un’occasione preziosa di interazione fra L’attenzione di Alternativa verso il mondo viene ali- tutti i volontari che gravitano intorno all’Associaziomentata continuamente grazie ai volontari che si ne ed i soci delle Cooperative. dedicano alla raccolta di fondi da destinare alle realtà povere del mondo, inoltre il desiderio d’in-

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Direttore responsabile: Prof. Reami Gianni

Gruppo di Redazione: Samantha Brandini Roberto Fantone Laura Luisi Guido Manera Alessandra Morosin Renata Motto Michela Pinauda Danila Tassinari Manola Vadalà Simonetta Valterio

Segretaria di redazione: Samantha Brandini

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03 Editoriale Carlo Squizzi 04 Lettera a don Gianni 06 Ciao Amico Semplice Renata e Guido 07 Cooperative Logos e La Bitta Elisabetta Galletti e Matteo De Giuli 08 Bimbo Natura Laura D’Amelio 10 Agrinatura Laura D’Amelio 11 Tutti dobbiamo convincerci... Carlo Squizzi 12 Disabilità e Diversità Manola Vadalà 14 Rotellando Fabrizio Marta 16 L’incontro di Giù le Mani Monica Cupia 17 Violenza sulle donne - anno 2014 dati, analisi e riflessioni 38 Nuovi elettrodotti Filippo Pirazzi e Sonia Vella 41 Il Viaggio a cura di Alvi Torrielli 42 Gita Mantova Cremona 45 Vorrei trovare parole nuove Alessandra Morosin 47Relazione dell’Attività 2014 Carlo Squizzi e Samantha Brandini

Grafica: Adriano Marino Distribuzione:

Rosangela De Luca Stampa: PrintGrafica di Pistone Michele Abbonamento annuo: euro 18,00 Una copia: euro 5,00 Versamento C/CP N° 17549288 Registrato presso Il Tribunale di Verbania Con autorizzazione N° 159 del 22/02/1984 Corrispondenza: Casa don Gianni Via dell’Artigianato, 13 Domodossola (VB) Tel. 0324-227312 info@alternativa-a.it http://www.alternativa-a.it

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