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79 - 351 - 16 Ottobre 2026

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Allora!

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Dove la libertà è una pagina alla volta

PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE

Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 79 - Venerdì 16 Ottobre 2026

Price in AU $2.00

Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Festa elettorale?

Durante una manifestazione organizzata da un Comites e finanziata con i fondi dello stesso organismo, il vicepresidente attualmente in carica ha presentato la propria lista in vista delle prossime elezioni. Un episodio che potrebbe sollevare interrogativi sulla correttezza istituzionale e sull'uso della cosa pubblica. Il Comites non appartiene al presidente, al vicepresidente o alla maggioranza che temporaneamente lo governa. È un organismo di rappresentanza degli italiani all'estero, sostenuto anche attraverso finanziamenti pubblici, che dovrebbe operare nell'interesse dell'intera collettività, indipendentemente dalle appartenenze e dalle ambizioni personali. Eppure, quando una manifestazione istituzionale diventa l'occasione per presentare una lista elettorale, il confine tra rappresentanza e propaganda rischia di scomparire. Chi paga quella manifestazione? Chi autorizza l'utilizzo delle strutture? E soprattutto, le altre liste - se ce ne fossero state altre - avrebbero avuto la medesima opportunità? A rendere la vicenda ancora più singolare è la giustificazione avanzata dal presidente uscente, che richiama sui social la presenza dell'autorità consolare all'evento come se questa costituisse una sorta di certificazione della regolarità dell'iniziativa. Ma da quando la presenza di un console equivale a un'autorizzazione preventiva di tutto ciò che viene detto o fatto durante una manifestazione? Il Console rappresenta lo Stato italiano, non una lista elettorale. La sua partecipazione a un evento non può essere trasformata in uno scudo dietro il quale nascondere decisioni e responsabilità che appartengono agli organizzatori. Non spetta a questo giornale stabilire se siano stati commessi illeciti. Alla stampa spetta il dovere di porre domande quando sono coinvolti denaro pubblico e pubbliche istituzioni. Sarebbe dunque opportuno chiarire pubblicamente chi abbia deciso di inserire la presentazione della lista nel programma dell'evento e perché un'iniziativa istituzionale abbia ospitato un'attività di evidente carattere elettorale. Non servono giustificazioni di circostanza. Servono, invece, risposte verificabili. Il Comites è di tutti gli italiani. Non di chi pensa di potersene servire per farsi rieleggere.

Meno celebrazioni più trasparenza sui conti

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Studentesse in Ambasciata

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Quattordici nuove investiture a Sydney

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Papa Leone operato di tumore al polmone

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F1, svolta storica nel continente africano

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A Leppington ora nuove scuole

L’esule istriana Ornella Duchini rompe il silenzio. Aveva dodici anni quando l’esplosione sconvolse Pola. Nonostante il pericolo, fu proprio lei a offrirsi per portare i fiori in testa al corteo funebre delle vittime.

Verità su Vergarolla di Filippo Stivala e Marco Testa Una telefonata alla redazione per raccontare una verità che, a suo giudizio, gli esuli istriani conoscono da ottant’anni. Dall’altra parte del telefono c’è Ornella Duchini, nata a Pola nel 1934 ora residente a Sydney, testimone della strage di Vergarolla del 18 agosto 1946 e protagonista, pochi mesi dopo, del drammatico esodo della popolazione italiana dall’Istria. A spingerla a contattare il nostro giornale è stata la lettura delle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia

Meloni sulla strage di Vergarolla e sulla verità ancora sconosciuta riguardo agli autori e ai mandanti dell’esplosione. Ornella non condivide quell’affermazione. Per lei, che all’epoca aveva dodici anni, la tragedia non rappresenta soltanto una pagina della storia italiana, ma una ferita personale, rimasta aperta per tutta la vita. «Quando ho letto quell’articolo, ho telefonato e ho detto: ma la verità è questa. Hanno messo una bomba a orologio e l'hanno messa perché eravamo italiani»,

Meloni seeks fair Albanese mandi peace for Ukraine a casa Chalmers Italian Prime Minister Giorgia Meloni warned against a proposed US agreement with Russia on diesel supplies, describing it as risky and potentially legitimising Moscow. Addressing the Senate ahead of the European Council, Meloni insisted that peace negotiations must not result in Ukraine's surrender. She urged European unity on defence and energy security, warning that Italy would reject the EU budget without adequate guarantees. Meloni's remarks drew applause from opposition Democratic Party senators.

Il leader liberale Angus Taylor ha chiesto al premier Anthony Albanese di licenziare il ministro del Tesoro Jim Chalmers, dopo le polemiche sul divieto di pagare le imposte con carta di credito. Durante il Question Time, Taylor ha accusato il governo di cattiva gestione economica, sostenendo che il premier sia dovuto intervenire per correggere la decisione. Albanese ha respinto le accuse, precisando che la sospensione del provvedimento fino a giugno 2027 è stata concordata con Chalmers per consentire ulteriori consultazioni con le piccole imprese.

racconta con determinazione. La sua convinzione è che l’esplosione sia stata provocata deliberatamente e che dietro l’attentato vi fossero ambienti partigiani jugoslavi. Una ricostruzione che appartiene alla memoria di numerosi esuli, ma che deve essere distinta dall’accertamento storico delle responsabilità materiali, mai giunto a una conclusione definitiva. Ornella, tuttavia, non intende discutere soltanto di responsabilità politiche. Vuole raccontare ciò che ha vissuto, ciò che ha visto e quello che la sua famiglia ha dovuto affrontare prima di lasciare definitivamente Pola. Pola, una città italiana tra guerra e occupazione. Ornella Duchini vi nasce quando la città istriana appartiene al Regno d’Italia. Il padre Vittorio Traube e la madre Valdemarine provengono da una famiglia radicata nel territorio, con origini che intrecciano il Friuli e l’antico mondo austro-ungarico. La famiglia possiede una sartoria maschile, nella quale lavora anche la madre. È una vita semplice, scandita dal lavoro, dalla scuola e dai rapporti con parenti e conoscenti. «Era una bella cittadina», ricorda Ornella. «C’erano molte fabbriche, molte industrie. Le scuole erano italiane». Pola era stata per secoli uno dei principali centri dell’Adriatico asburgico, prima di passare all’Italia dopo la Prima guerra mondiale. La presenza del porto militare, delle industrie e delle attività commerciali ne aveva fatto una città economicamente importante, abitata da una po Continua a pagina 7

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CNA - Care Services Grandparent's Day Carnes Hill - Comm. Centre Mer. 21 ottobre 2026 10:00am - 2.30pm

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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

"Nulla spaventa i manipolatori più di chi pensa con la propria testa." - Meg Greenfield


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Venerdì 16 Ottobre 2026

notizie istituzionali

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Rendere effettivo diritto alla salute mentale

“Il tema scelto a livello internazionale per il 2026 – ‘ Esperienze vissute ascoltate: voci vere, vero cambiamento’ – richiama il valore della partecipazione e ci ricorda che le persone non sono soltanto destinatarie di politiche e servizi, bensì rappresentano il centro di queste e, pertan-

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Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Domenico Letizia, Caserta Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION

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to, devono essere protagoniste nelle decisioni che le riguardano. Ascoltare chi vive, ha vissuto direttamente, l’esperienza della sofferenza psichica è parte integrante delle politiche e dei percorsi di cura nel rispetto della dignità di ogni cittadino”. Lo dichiara il Presidente Sergio Mattarella in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. “Il disagio psicologico- continua il Capo dello Stato – attraversa tutte le età della vita e si manifesta sempre più precocemente, soprattutto tra bambini e adolescenti. Ansia, depressione e solitudine raccontano un malessere che la recente pandemia ha reso più

evidente, ma che affonda le proprie radici anche nella precarietà e nella fragilità delle relazioni. La costruzione in Italia di un modello di salute mentale fondato sulla comunità ha segnato una svolta di civiltà che ha posto al centro la dignità, i diritti e la libertà della persona. Rendere effettivo il diritto alla salute mentale, assicurando a ogni individuo la possibilità di trovare ascolto, cura e sostegno, ovunque viva e qualunque sia la sua condizione, è questione non eludibile. La salute mentale – prosegue Mattarella – non è riducibile soltanto alla dimensione sanitaria. Riguarda la qualità dei contesti nei quali viviamo, studiamo, lavoriamo e cresciamo e richiede un’attenzione capace di intercettare il disagio prima che si aggravi, mettendo in relazione famiglie, scuola, servizi sanitari e sociali e comunità. Investire nella salute mentale significa quindi prevenire, curare e accompagnare, sostenendo al tempo stesso le famiglie e quanti ogni giorno affiancano chi vive condizioni di fragilità. Significa riconoscere, prima di tutto, – conclude Mattarella – il valore e la dignità di ogni persona”. (Inform)

Giorgia Meloni lancia l’allarme sulla sicurezza alimentare “Al centro del Mediterraneo, l’Italia sente una responsabilità particolare: promuovere il legame tra Europa e Africa, attraverso partenariati fondati sulla reciprocità e sulla crescita condivisa. La sicurezza alimentare così diventa parte di una strategia più ampia: rafforzare lo sviluppo, creare occupazione, contrastare le vulnerabilità e contribuire alla stabilità dei nostri vicini”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenuta ieri, con un videomessaggio, alla cerimonia di apertura del World Food Forum (WFF) 2026, a Roma, presso la sede della Fao. “La sicurezza alimentare è oggi – ha detto Meloni – una delle grandi sfide globali. Guerre e cambiamenti climatici hanno mostrato quanto la disponibilità di cibo, la capacità produttiva e la resilienza dei sistemi agricoli siano elementi essenziali. Lo sono, non solo per la crescita, ma anche per la stabilità delle Nazioni e per la sicurezza internazionale. L’Italia non guarda a questa sfida da lontano ed è pronta, come sempre, ad assumersi le

proprie responsabilità. È pronta ad assumersi responsabilità sempre maggiori”. Il Piano Mattei, ha sottolineato Meloni, “vuole ridurre la malnutrizione, rafforzare le filiere locali, creare lavoro per i giovani e rendere l’agricoltura più resistente al clima in tutto il Continente africano. Dalla Costa d’Avorio alla Repubblica del Congo, dal Mozambico alla Tunisia, il Piano Mattei sostiene la modernizzazione del settore agricolo, con l’obiettivo di rafforzare le produzioni locali e la sovranità alimentare nazionale. La collaborazione con imprese e operatori italiani contribuisce a condividere tecnologie, migliorando la trasformazione e la distribuzione, creando valore aggiunto lungo tutta la filiera”. “Il nostro obiettivo -ha rimarcato -è sostenere l’autosufficienza. Ogni popolo deve poter plasmare il proprio modello agroalimentare sulle base della propria identità. E deve poter rimanere nella propria terra, senza essere costretto a lasciarla perché quella terra non può più sfamarlo”. (Inform)

Promuovere il saper fare e l'eccellenza del Made in Italy “L’accesso al mercato è un aspetto centrale della nostra strategia di diversificazione. È fondamentale per tanti settori strategici del nostro export: dall’agroalimentare al design e all’arredo. L’obiettivo è semplice: superare tutte le barriere e gli ostacoli che rallentano gli scambi nei nostri mercati prioritari. Per il Governo è un obiettivo chiave”. Lo ha sottolineato il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani nel messaggio ai partecipanti, oggi alla Farnesina, alla seconda edizione italiana del “Market Access Day”, “appuntamento operativo dedicato alla diplomazia della crescita”. Ringraziati “la Commissione Europea e in particolare la DG Trade, il Commissario Šefčovič e il Vice Direttore Generale Redonnet per il suo importante contributo in presenza” e rivolto “un saluto speciale a tutte le nostre imprese e ai nostri imprenditori” – “Siete voi i protagonisti di questa sessione di lavori. Vogliamo ascoltarvi, raccogliere il vostro punto di vista e

aiutarvi a fare sempre meglio il vostro lavoro” – l’esponente di Governo ha rimarcato: “Puntiamo a risultati concreti”. Tajani al proposito ha citato “il grande lavoro che abbiamo fatto negli Stati Uniti per gestire i dazi anti-dumping sulla pasta e per aprire il mercato all’export di nuovi tipi di salumi”. “Anche attraverso la nuova Sala per l’Export, operativa H24, raccogliamo tutte le segnalazioni delle imprese . Abbiamo rafforzato la rete degli addetti agricoli presso le nostre Ambasciate nei Paesi in cui gestiamo importanti dossier di accesso al mercato” ha rimarcato il Ministro, comunicando di avere “deciso di riunirli nuovamente il 5 novembre, insieme agli addetti scientifici, per fare il punto e definire le strategie per il prossimo anno”. “L’accordo UE-Mercosur, in applicazione dal 1° maggio, quello con il Messico e quelli conclusi a livello tecnico con India, Australia e Indonesia sono grandi risultati. L’Italia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno e ha sempre messo al centro i temi dell’accesso al mercato”, ha poi evidenziato Tajani. “ (Inform)


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pagina tre a cura di Emanuele Esposito

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Comites NSW, meno celebrazioni e più trasparenza sui conti di Emanuele Esposito Dopo la grande festa, che ancora non si è capito bene se fosse una festa di addio oppure un'occasione per festeggiare i nuovi cittadini italiani, è forse arrivato il momento di tirare le somme. In ogni caso, da fonti vicine, sembrerebbe che la festa sia andata bene. E questo, naturalmente, ci fa piacere. Peccato soltanto che noi di Allora! non fossimo invitati. Ma, in fondo, non potevamo aspettarci diversamente. Noi siamo la stampa spazzatura, quelli che qualcuno definisce con un certo disprezzo «quel giornale là» oppure, per alcuni illustri professori universitari, quella «schifezza di giornale». Definizioni certamente poco eleganti, ma che ormai abbiamo imparato a conoscere. Del resto, ognuno manifesta la propria considerazione per la libertà di stampa come meglio crede. C'è chi risponde alle domande e chi preferisce liquidare chi le pone con un'etichetta poco lusinghiera. E allora, visto che siamo considerati stampa spazzatura, spazzatura per spazzatura, vorremmo permetterci di rivolgere qualche domanda al Presidente e a tutti i componenti del Comites del New South Wales. Naturalmente, sempre che sia lecito farlo e, soprattutto, sempre che nessuno si offenda. Perché, dopo quasi cinque anni di attività, sarebbe forse arrivato il momento di conoscere anche il bilancio economico di questa ge-

stione. Non soltanto quello delle manifestazioni, delle celebrazioni, degli incontri e delle fotografie, ma quello dei numeri, delle entrate, delle uscite e delle risorse economiche amministrate. Insomma, il bilancio vero. Quello fatto di cifre, non di parole. Il motivo della nostra curiosità è piuttosto semplice: visitando il sito ufficiale del Comites del NSW, nella sezione dedicata alla Trasparenza, a parte i verbali delle riunioni, non risultano disponibili i bilanci economici. Eppure, proprio perché esiste una sezione denominata Trasparenza, sarebbe opportuno che quella parola avesse un significato concreto. Sarebbe quindi

Riacquisto della cittadinanza

Il riacquisto della cittadinanza italiana da parte di connazionali che l'avevano perduta, reso possibile anche grazie al lungo impegno parlamentare del Senatore Francesco Giacobbe (PD), è stato uno dei momenti più significativi di Italianità 2026, la manifestazione organizzata domenica 11 ottobre dal Comites del NSW a Five Dock. Durante l'evento sono stati consegnati riconoscimenti simbolici ad alcuni connazionali che hanno recentemente riacquistato la cittadinanza italiana. Un momento particolarmente emozionante, che ha dato un volto e una storia a una battaglia condotta per anni nelle istituzioni. «Vedere oggi tanti connazionali tornare a essere formalmente cittadini italiani è per me motivo di grande soddisfazione. È un risultato per il quale ho lavorato a lungo in Parlamento, attraverso iniziative legislative, emendamenti e un

impegno costante per riconoscere i diritti di chi aveva perso la cittadinanza, spesso in seguito all'acquisizione di quella australiana. Parliamo di persone che non hanno mai smesso di sentirsi italiane, che hanno continuato a custodire la nostra lingua, le nostre tradizioni e il legame con il Paese d'origine», ha dichiarato Giacobbe. Il Senatore ha sottolineato come questo risultato rappresenti un passo importante, ma non esaurisca il lavoro necessario per tutelare i diritti degli italiani all'estero e delle nuove generazioni. Giacobbe ha quindi rivolto un appello alla diffusione delle informazioni sulle opportunità previste dalla normativa e sulle relative scadenze. «È fondamentale che tutti i connazionali interessati siano informati e possano esercitare i propri diritti. La scadenza di maggio 2029 può sembrare lontana, ma arriverà rapidamente».

interessante sapere dove siano consultabili i bilanci, perché non risultino pubblicati in quella sezione e quando i cittadini potranno prenderne visione. Del resto, la trasparenza amministrativa non dovrebbe rappresentare una gentile concessione fatta a chi pone domande, ma un principio da rispettare, anche alla luce degli obblighi previsti dalla legge. Non stiamo chiedendo nulla di straordinario. Non pretendiamo segreti di Stato, documenti riservati o chissà quali rivelazioni. Vorremmo semplicemente conoscere come sono stati amministrati i soldi durante un mandato durato quasi cinque anni. E, già che ci siamo, sarebbe interessante comprendere anche come siano stati utilizzati i fondi lasciati in eredità dal precedente Comites. Già, perché forse qualcuno lo ha dimenticato, ma il precedente Comites, composto da persone diverse da quelle attuali, lasciò, secondo quanto ci risulta, circa 40 mila dollari. Quarantamila dollari. Una cifra che meriterebbe almeno qualche spiegazione sulla sua successiva destinazione. Non foss'altro per una questione di correttezza verso coloro che quei soldi li avevano lasciati nelle disponibilità dell'organismo. E qui la memoria torna inevitabilmente a un particolare che non possiamo ignorare. Quei componenti del precedente Comites, nonostante siano stati persino etichettati come «ladri», lasciarono comunque, secondo quanto ci risulta, quella somma. Curioso, vero? Erano altri, appartenevano a una gestione diversa, evidentemente non godevano della simpa-

tia di tutti, ma quei 40 mila dollari rimasero. E allora sarebbe interessante conoscere che fine abbiano fatto, in quale misura siano stati utilizzati e per quali attività. Non per alimentare polemiche, ma semplicemente per capire. Perché i soldi, soprattutto quando si tratta di risorse pubbliche, non dovrebbero avere appartenenze, amicizie o simpatie. Sono risorse da amministrare e delle quali dovrebbe essere possibile rendere conto. Ci piacerebbe quindi leggere i bilanci di questi quasi cinque anni, conoscere le entrate e le uscite, comprendere quali somme siano state destinate alle attività organizzate e quali siano eventualmente rimaste disponibili. Domande semplici, alle quali dovrebbero corrispondere risposte altrettanto semplici. Naturalmente, siamo consapevoli che domande del genere, soprattutto quando provengono da «quel giornale là», potrebbero risultare fastidiose. Ma il problema non dovrebbe essere chi pone la domanda. Il problema, semmai, dovrebbe essere la disponibilità di una risposta. Anche perché, avvicinandosi il momento in cui i cittadini saranno nuovamente chiamati a votare, sarebbe forse giusto che gli elettori potessero conoscere non soltanto ciò che è stato fatto, ma anche quanto è costato e con quali risorse è stato realizzato. In fondo, un bilancio economico racconta le priorità di una gestione, le scelte compiute e il modo in cui sono state utilizzate le risorse disponibili. E permette ai cittadini di formarsi un giudizio, senza dover dipendere esclusivamente dai

Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170

racconti, dalle dichiarazioni o dalle celebrazioni di chi ha amministrato. Perché una cosa è raccontare quello che si è fatto, altra cosa è documentare economicamente come lo si è fatto. Sarebbe dunque opportuno che, prima di chiedere nuovamente la fiducia degli elettori, venissero messi a disposizione i bilanci dell'intero mandato, compresa la situazione relativa ai fondi ereditati dalla precedente gestione. Non dovrebbe essere una richiesta scandalosa. Anzi, dovrebbe essere la normalità. Ma forse siamo noi a non comprendere certe dinamiche. Dopotutto, siamo soltanto un giornale spazzatura, una di quelle pubblicazioni che, evidentemente, qualcuno preferirebbe non vedere, non leggere e, soprattutto, non avere tra i piedi quando arrivano le domande scomode. Perché, si sa, i giornali amici certe domande non le fanno. Meglio raccontare le feste, pubblicare le fotografie, celebrare gli incontri, distribuire complimenti e mantenere buoni rapporti con tutti. Meglio non disturbare, non chiedere spiegazioni, non sollevare interrogativi. Meglio tenersi tutti buoni. Noi, invece, continuiamo a pensare che anche un giornale definito «spazzatura» abbia il diritto di chiedere conto della gestione di risorse pubbliche. E che chi ricopre un incarico di rappresentanza debba considerare quelle domande parte della normale vita democratica, non un'offesa personale. Per questo torniamo alla domanda iniziale, senza bisogno di ulteriori giri di parole. Presidente, componenti del Comites del NSW, possiamo conoscere i bilanci economici di questi quasi cinque anni? Possiamo sapere come sono stati spesi i soldi e che cosa è accaduto ai 40 mila dollari lasciati dal precedente Comites? Sarebbe un bel gesto di trasparenza nei confronti della comunità italiana, soprattutto verso quei cittadini che presto saranno chiamati a scegliere nuovamente i propri rappresentanti. Non chiediamo applausi, riconoscimenti e neppure un invito alla prossima festa. Ci basterebbero i bilanci. Naturalmente, sempre che nessuno si offenda. Perché, alla fine, la differenza è tutta qui: c'è chi festeggia e chi fa domande. E noi, da brava stampa spazzatura, continueremo a farle. Anche senza essere invitati.


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fatti e misfatti di Marco Testa

Allora!

Canberra pronta a nazionalizzare le terre rare

Il governo australiano non esclude la nazionalizzazione di Northern Minerals, società mineraria con sede a Perth, dopo il mancato rispetto degli ordini di disinvestimento imposti ad alcuni azionisti legati alla Cina. La vicenda riguarda uno dei progetti strategici per la sicurezza nazionale e l’approvvigionamento di minerali critici. La ministra delle Risorse, Madeleine King, ha dichiarato al National Press Club che l’acquisizione pubblica rappresenta una delle opzioni disponibili, precisando tuttavia che non è stata ancora assunta alcuna decisione.

Al centro della controversia figurano sei investitori che controllano complessivamente circa il 17% della società. A maggio, il Tesoriere federale Jim Chalmers aveva ordinato loro di vendere le partecipazioni entro il 2 luglio. Secondo le comunicazioni successive di Northern Minerals alla Borsa australiana, gran parte delle azioni risulta ancora nelle loro mani. La società sta sviluppando il progetto Browns Range, nella regione orientale del Kimberley, in Western Australia, considerato uno dei maggiori giacimenti mondiali di terre rare pesanti.

Particolarmente importanti sono il disprosio e il terbio, elementi indispensabili per tecnologie militari avanzate, infrastrutture energetiche rinnovabili e applicazioni industriali strategiche. Il progetto potrebbe beneficiare di finanziamenti statunitensi per circa 500 milioni di dollari, nell’ambito degli sforzi congiunti di Washington e Canberra per ridurre la dipendenza dalla Cina nella filiera dei minerali critici. King ha sottolineato che l’incertezza sugli assetti proprietari sta rallentando lo sviluppo minerario, definendo grave il mancato rispetto delle decisioni governative. Gli investitori coinvolti, secondo quanto emerso, non avrebbero inoltre pagato le sanzioni previste. Le autorità australiane erano già intervenute nel 2023 e nel 2025 per limitare ulteriori acquisizioni cinesi nella società. La controversia riapre così il dibattito sul controllo degli investimenti stranieri nei settori strategici. Il governo sta riesaminando la normativa nazionale, con una revisione destinata a concludersi nel 2027.

Journalist Gruber calls on Schlein and Conte

Tensions within Italy’s centre-left opposition have intensified after television presenter Lilli Gruber criticised Democratic Party leader Elly Schlein and Five Star Movement leader Giuseppe Conte over their public disagreements concerning former Prime Minister Matteo Renzi. Speaking during the October 13 edition of Otto e mezzo on La7, Gruber described Conte’s public demands as unreasonable, suggesting that coalition negotiations should take place privately

rather than through competing statements in the media. The dispute centres on whether Renzi’s Italia Viva party should participate in a broader opposition alliance seeking to challenge Prime Minister Giorgia Meloni’s centre-right government. Conte has expressed concerns that Renzi’s involvement could weaken electoral support for the Five Star Movement, arguing that many of its supporters remain deeply opposed to the former premier. Schlein has attempted to

maintain dialogue between the parties, promising that the opposition would avoid repeating the strategic mistakes of the 2022 general election. During the programme, art historian Tomaso Montanari challenged Gruber’s interpretation, arguing that left-wing voters mobilised over Gaza would refuse to support an alliance involving Renzi. Gruber responded that excluding potential coalition partners could ultimately cost the opposition an electoral victory. The debate follows the publication of a SWG opinion poll for Tg La7, highlighting the difficulties facing Italy’s fragmented opposition. According to the figures, the Democratic Party, Five Star Movement and Green and Left Alliance collectively command 39.7 per cent support, compared with 41.4 per cent for the centre-right. Including Italia Viva and +Europa would increase the combined opposition figure to 43.7 per cent. With no agreement yet reached, the debate over Renzi’s role remains unresolved.

Helm of NATO’s Kosovo Mission Italy has regained command of NATO’s peacekeeping mission in Kosovo, with Major General Roberto Vergori officially taking charge of the Kosovo Force (KFOR) during a ceremony in Pristina on 14 October. Italian Defence Minister Guido Crosetto attended the handover at Camp Film City, where Vergori succeeded Turkish Major General Özkan Ulutaş, marking another significant chapter in Italy’s 27-year military presence in the Balkans. Vergori becomes the fifteenth Italian general to command KFOR since its establishment in 1999. An experienced paratrooper, he previously commanded Italy’s Folgore Parachute Brigade and served in international operations in Afghanistan, Lebanon, Libya and Kosovo. Italy remains NATO’s largest troop contributor to the mission, deploying approximately 852

personnel, 137 ground vehicles and one aircraft. Its longstanding presence has earned considerable recognition, particularly among Kosovo’s Serbian population. Italian Carabinieri have played an important role in protecting religious sites, including the historic Visoki Dečani monastery, and maintaining security around the strategically sensitive Ibar River bridge in Mitrovica. However, Vergori assumes command during a period of operational changes. NATO plans to reduce its Kosovo deployment from approximately 4,700 personnel to between 3,000 and 3,500, gradually returning to staffing levels recorded before renewed tensions in 2023. Alliance officials maintain that the reduction does not represent a withdrawal or abandonment of NATO’s security commitments.

Spray al peperoncino legale Il Northern Territory autorizzerà anche i minorenni di 16 e 17 anni ad acquistare e utilizzare spray al peperoncino per autodifesa, purché dispongano del consenso dei genitori. La decisione arriva dopo una sperimentazione durata dodici mesi, che secondo il governo territoriale ha registrato un tasso di successo del 99%. La Chief Minister Lia Finocchiaro ha annunciato l’estensione della normativa, sottolineando la crescente richiesta delle famiglie di garantire maggiore sicurezza ai propri figli, soprattutto durante gli spostamenti serali e nelle attività lavorative notturne. «I cittadini hanno accolto favorevolmente questa possibilità di autodifesa e chiedono che venga estesa anche ai più giovani», ha dichiarato Finocchiaro, ricordando che molti sedicenni già guidano automobili e svolgono attività lavorative. La nuova legislazione consentirà ai minorenni autorizzati di acquistare, possedere, trasportare e utilizzare spray OC, una sostanza irritante impiegata per neutralizzare temporaneamente

eventuali aggressori. Resterà tuttavia vietato introdurre questi dispositivi negli istituti scolastici. Le disposizioni permetteranno inoltre l’impiego dello spray nelle abitazioni private in situazioni di effettiva emergenza, ampliandone l’accesso anche al personale della sicurezza, della ristorazione e dei locali autorizzati. Durante la sperimentazione sono state acquistate 5.976 bombolette. La polizia ne ha sequestrate 69 e individuato 46 acquirenti non autorizzati, pari complessivamente all’1,2% degli acquisti registrati. Secondo Finocchiaro, questi risultati dimostrano l’efficacia del sistema di controllo e la possibilità di offrire ai cittadini uno strumento di protezione non letale. Il Northern Territory diventerà così, insieme al Western Australia, una delle due giurisdizioni australiane che consentono la vendita generalizzata dello spray al peperoncino, segnando un cambiamento significativo nelle politiche territoriali di sicurezza personale e prevenzione delle aggressioni.


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notizie comunitarie

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a cura di Tom Padula

Padre Benanti porta l’umanità nel digitale

Una storia di emigrazione che attraversa le generazioni di Tom Padula Il Trieste Social Club, situato al 4 di Willow Street, Essendon, è un importante luogo di incontro per la comunità Triestina e Giuliani di Melbourne. Il Club accoglie tutti i visitatori locali australiani e altri membri del Club Regionale Italiano. Fondato nel 1969, è stato creato da migranti che desideravano mantenere le loro amicizie, tradizioni, lingua e identità culturale costruendo al contempo una nuova vita in Australia. La sua storia riflette la determinazione dei migranti italiani del dopoguerra a preservare un legame con la loro terra d'origine. L'organizzazione è stata fondata nel 1969 come San Giusto Alabarda Social Club. Durante il suo sviluppo è stata anche associata ai nomi San Giusto Social Club e Trieste San Giusto Social Club. Il nome Alabarda si riferisce all'alabarda, un emblema tradizionale strettamente associato a Trieste. L'alabarda è un'arma d'asta medievale rinascimentale a due mani che combina una lama d'ascia, una punta simile a una lancia e un gancio o becco posteriore su un asto di legno lungo 5-8 piedi. San Giusto è il santo patrono di Trieste. Questi nomi esprimevano l'attaccamento dei fondatori alla loro città e alla sua identità culturale distintiva. Il club ha celebrato il suo 50º anniversario nel 2019, segnando ora, nel 2026, 57 anni di attività continua a Melbourne. Lo sviluppo del club fece un grande passo avanti nel 1978, quando il presidente Alberto Campana propose di acquistare locali al numero 4 di Willow Street, Essendon. Secondo un re-

Save the Date in Melbourne By Tom Padula

Federazione Lucana Club Ballo liscio Sabato, 23 ottobre - 7.00pm Musica: Fiesta (Sam Balbo) Josy Donnoli: 0418 311 029 Niddrie Italian Club Carte, tombola, caffè e biscotti Tutti i giovedì e sabato - 12:00pm Nicola: 9336 7595 Vito: 9330 3152

soconto storico basato su un'intervista con Renato Raimondi, 67 membri contribuirono ciascuno con 1.000 dollari per il deposito. Membri e sostenitori fecero sacrifici sostanziali per garantire una sede permanente alla loro associazione. L'edificio era una ex fabbrica, adattata in una club house con strutture per riunioni e celebrazioni sociali. Le successive ristrutturazioni hanno incluso l'installazione di un ascensore per migliorare l'accesso alla sala delle funzioni al piano superiore. Il Club Sociale di Trieste ha servito come casa sociale e culturale per persone provenienti da Trieste e dalla più ampia regione Fruili Venezia Giulia. Le sue attività hanno incluso cene danze e musica, serate sociali in cui soci e amici si godono balli, conversazioni e canti tradizionali. La festa di San Giusto in onore del patrono di Trieste contribuisce a preservare tradizioni lontane dall'Italia. Incontri comunitari offrono opportunità per famiglie, vecchi amici e generazioni successive per mantenere i loro rapporti. L'identità culturale viene preservata mantenendo vive le memorie, le usanze, la lingua e il carattere distintivo di Trieste e della Comunità Fruili Venezia Giulia. Visite ufficiali e anniversari da parte di rappresentanti italiani e leader della comunità rafforzano i legami con Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia. Una caratteristica particolarmente importante è la combinazione di celebrazioni formali e di contatti sociali ordinari. Il club offre ai membri un ambiente familiare in cui la loro identità regionale può essere condivisa con le nuove generazioni. Il Trieste Social Club è nato nel 1969 come San Giusto Alabarda Social Club. Grazie all'impegno dei suoi membri fondatori, ha fondato la sua sede a Essendon e si è sviluppato in un centro duraturo della vita comunitaria di Trieste e Fruili Venezia Giulia in Australia. Ancora oggi, questa realtà associativa rappresenta un prezioso punto di riferimento, capace di unire passato e presente, custodendo tradizioni e rafforzando amicizie attraverso le generazioni. Un patrimonio umano e culturale che continua a testimoniare la storia dell'emigrazione italiana in Australia.

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle maggiori sfide del nostro tempo, ma il progresso tecnologico non può prescindere dalla dignità umana e dal bene comune. È questo il messaggio emerso dalla conferenza “Knowledge & Humanity: Shaping AI for the Common Good”, organizzata a Melbourne dal Consolato Generale d’Italia, in collaborazione con l’Australian Catholic University e l’Ambasciata d’Italia in Australia. L’iniziativa si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, offrendo un’occasione di confronto tra innovazione scientifica, responsabilità morale e valori fondamentali della società contemporanea. Protagonista dell’incontro è stato padre Paolo Benanti, filosofo e teologo italiano, riconosciuto a livello internazionale per i suoi studi sull’etica delle tecnologie emergenti e sulle conseguenze sociali dell’intelligenza artificiale. Al centro della riflessione, la necessità di sviluppare strumenti tecnologici capaci di migliorare concretamente la vita delle persone, evitando che algoritmi e sistemi automatizzati accentuino disuguaglianze, discriminazioni o

nuove forme di esclusione. La presenza dello studioso italiano ha inoltre favorito un importante dialogo con le istituzioni australiane. Durante la visita a Melbourne, padre Benanti ha incontrato Jo Briskey, presidente del Joint Committee on Artificial Intelligence, e il senatore Tony Sheldon, componente dello stesso organismo parlamentare. Il confronto ha evidenziato l’importanza di una collaborazione internazionale nella definizione di principi etici e strumenti normativi capaci di accompagnare la rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto tra decisioni

automatizzate, responsabilità individuale e tutela dei diritti fondamentali, questioni destinate a incidere profondamente sul lavoro, sull’istruzione e sulla partecipazione democratica. Il richiamo a San Francesco ha conferito all’iniziativa un significato particolare: porre la persona, la solidarietà e il rispetto della dignità umana al centro delle trasformazioni tecnologiche. Un messaggio che unisce Italia e Australia nella convinzione che l’innovazione debba rimanere uno strumento al servizio dell’umanità, orientato non soltanto all’efficienza economica, ma anche alla giustizia sociale e al benessere delle generazioni future.

Francofonte Social Club celebrates Sicily

The Francofonte Social Club is bringing the spirit of Sicily to Australia with its Festa di Ottobre 2026, a celebration of friendship, cultural traditions and the enduring connections that unite generations of Italian-Australian families. Dedicated to preserving the heritage of Francofonte, a historic town in the province of Syracuse, Sicily, the club continues to provide opportunities for members, families and friends to come together and celebrate their shared origins. The Festa di Ottobre represents an occasion to strengthen friendships, renew longstanding relationships and introduce younger generations to the customs and traditions that have accompanied Sicilian migrants throughout their lives in Australia. For many families, associations such as the Francofonte

Social Club represent much more than social organisations. They provide a connection to the towns and villages their parents and grandparents left behind, preserving memories, dialects, traditions and a strong sense of belonging. Francofonte, renowned for its agricultural heritage and citrus production, holds a special place in the hearts of those who em-

igrated in search of new opportunities. Although thousands of kilometres separate Australia from Sicily, the bonds established through family, friendship and community life remain strong. Through their activities, these organisations have helped preserve cultural traditions while encouraging participation in the wider Australian community.

by ROLAND MELOSI

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notizie comunitarie

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Fairy Meadow United celebrates great season

Fairy Meadow United Football Club celebrated another successful season with a special Presentation Night hosted by The Fraternity Club, bringing together players, coaches, volunteers, families and supporters for an evening dedicated to sporting achievements and community spirit. The occasion provided an opportunity to recognise the commitment and enthusiasm that have characterised the club throughout the year, acknowledging the contributions of everyone involved in its activities, both on and off the football field. The Fraternity Club welcomed members of the football community for the celebrations, reinforc-

ing its longstanding commitment to supporting grassroots sport and local organisations throughout the Illawarra region. Among those attending were Fraternity Club President Mick Cuda and Vice President Connie, who joined the festivities and personally demonstrated their continued encouragement for local football. Throughout the evening, attention turned to the achievements of the season, the dedication of players and coaching staff, and the important contribution made by volunteers whose efforts ensure the successful operation of community sporting organisations. For Fairy Meadow United, the

Presentation Night represented more than the conclusion of another football season. It was also an occasion to strengthen friendships, celebrate teamwork and acknowledge the collective effort required to maintain a welcoming and competitive sporting environment. Community football continues to play an important role in the Illawarra, providing opportunities for people of different ages and backgrounds to participate in organised sport while developing friendships, discipline and a sense of belonging. The Fraternity Club's involvement reflects the strong relationship between established community institutions and local sporting organisations, whose activities contribute significantly to the social and recreational life of the region. In congratulating Fairy Meadow United, The Fraternity Club praised the players, coaches, volunteers and supporters for their achievements and the memorable moments shared throughout the season. The celebrations also highlighted the importance of recognising those who work behind the scenes, often dedicating countless hours to training sessions, match preparations and club activities. As another season concludes, Fairy Meadow United can look towards future challenges with renewed enthusiasm, supported by the friendships, community partnerships and shared sporting traditions that continue to sustain local football. The evening concluded as a fitting tribute to another year of dedication, achievement and community participation.

Studentesse in Ambasciata L’Ambasciata d’Italia a Canberra apre le porte alle giovani generazioni e rinnova il proprio impegno nella promozione della leadership femminile, partecipando all’iniziativa internazionale Girls Run The World, dedicata alla valorizzazione delle donne nei ruoli decisionali e professionali. Protagoniste dell’incontro sono state due studentesse dell’Australian National University (ANU), accolte nella sede diplomatica per una giornata di confronto con l’Ambasciatore Nicola Lener e le donne che operano quotidianamente all’interno della rappresentanza italiana. L’iniziativa ha offerto alle partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino il funzionamento di una missione diplomatica, approfondendo le responsabilità, le competenze e le prospettive professionali legate alle relazioni internazionali. Un’esperienza significativa per avvicinare il mondo universitario alle istituzioni e incoraggiare nuove aspirazioni professionali in un settore tradizionalmente caratterizzato da

importanti responsabilità internazionali. Attraverso il racconto delle esperienze personali e dei percorsi lavorativi, le rappresentanti dell’Ambasciata hanno condiviso riflessioni sulle opportunità offerte dalla carriera diplomatica e sull’importanza di una maggiore presenza femminile nei luoghi in cui si assumono decisioni. L’incontro si inserisce nel più ampio impegno delle istituzioni italiane a favore delle pari opportunità, della formazione e della partecipazione delle donne alla vita pubblica, contribuendo a rafforzare il dialogo tra Italia e Australia. «Condividere le nostre esperienze significa ispirare le nuove generazioni di donne a costruire la diplomazia del futuro», ha sottolineato l’Ambasciata attraverso i propri canali ufficiali. Una giornata che ha trasformato il confronto tra professioniste e studentesse in un’occasione concreta di orientamento, mostrando come la diplomazia possa diventare uno spazio di crescita, responsabilità e partecipazione per le giovani donne.

Government House risuona di musica italiana La grande tradizione musicale italiana protagonista a Perth, dove l’Italian Music Week 2026 ha portato alla Government House Ballroom due concerti dedicati al patrimonio artistico del nostro Paese. L’iniziativa, promossa dal Consolato d’Italia a Perth in collaborazione con la Government House Western Australia Foundation, ha rafforzato il dialogo culturale tra Italia e Australia Occidentale. Al centro delle serate, la voce del tenore Giuseppe Michelangelo Infantino, accompagnato da un’orchestra diretta da Mark Coughlan, direttore artistico di Music on the Terrace e direttore esecutivo di Piano+ e del Sydney International Piano Competition. Una collaborazione che ha riunito interpreti e istituzioni attorno alla capacità della musica di attraversare confini geografici e linguistici. Particolare rilievo ha assunto la partecipazione del maestro Giuseppe Fausto Modugno, direttore del Conservatorio di Modena e Carpi, recentemente intitolato a Luciano Pavarotti. La sua presenza e le sue esibizioni durante la

settimana hanno richiamato l’eredità del celebre tenore modenese, simbolo internazionale della tradizione lirica italiana. I concerti hanno offerto al pubblico australiano un’occasione per avvicinarsi alla ricchezza del repertorio musicale italiano, valorizzando il contributo degli artisti e delle istituzioni impegnate nella diffusione della cultura. Il Consolato ha ringraziato la Government House Foundation, i musicisti e gli spettatori che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, sottolineando

l’importanza della collaborazione culturale. L’esperienza proseguirà nel 2027, con nuovi progetti già annunciati insieme alla Government House Foundation. L’obiettivo è ampliare le opportunità di collaborazione artistica, consolidando il rapporto tra Italia e Australia Occidentale attraverso iniziative capaci di coinvolgere istituzioni, musicisti e pubblico in un dialogo culturale sempre più significativo e duraturo. Foto: Government House Western Australia / Davide Zamboni.


speciale Vergarolla

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Strage di Vergarolla, Ornella Duchini: "La verità la conosciamo" Continua dalla prima pagina polazione con tradizioni culturali e linguistiche differenti. Per Ornella, tuttavia, l’infanzia coincide presto con la guerra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’occupazione tedesca e i bombardamenti alleati trasformano la quotidianità in una continua lotta per la sopravvivenza. La testimone ricorda le rappresaglie naziste, la paura degli arresti e il clima di violenza che investì l’Istria durante gli ultimi anni del conflitto. «Dicevano: uno dei nostri e dieci dei vostri», racconta, riferendosi alla politica delle rappresaglie tedesche contro la popolazione civile. Ricorda uomini prelevati dalle osterie, famiglie terrorizzate e persone che evitavano perfino di uscire la sera. Alla fine della guerra, la popolazione sperava di poter finalmente tornare alla normalità. Ma per molti italiani dell’Istria il dopoguerra avrebbe portato nuove violenze, arresti, sparizioni e un futuro sempre più incerto. «Dopo cinque anni di guerra, di bombardamenti, dovevamo avere pace. Invece abbiamo perduto un sacco di gente». Tra le vicende che Ornella conserva nella memoria c’è quella del marito di una giovane donna vicina alla sua madrina, che, secondo quanto le fu raccontato, venne ucciso e gettato in una foiba. Anche la famiglia dell’uomo che sarebbe diventato suo marito fu colpita dalla violenza: un fratello, appena ventenne, perse la vita. Il 18 agosto 1946, la domenica della tragedia, la data che Ornella non potrà mai dimenticare è il 18 agosto 1946. A Vergarolla, una spiaggia frequentata dalle famiglie polesane, erano state organizzate gare di nuoto e manifestazioni sportive. La giornata avrebbe dovuto concludersi con musica e balli, in un’atmosfera di festa che sembrava restituire alla città una parte della serenità perduta durante la guerra. Anche Ornella e la sua famiglia avevano programmato di partecipare. Ma quel giorno

la bambina si trovava in una colonia marina, poco distante dal luogo dell’esplosione. «Avevamo fatto il pranzo e poi la siesta sotto la pineta», racconta. All’improvviso, una deflagrazione violentissima sconvolse la costa. «A me sembrava che la terra si aprisse e ci portasse tutti via». Lo scoppio fu talmente potente da essere avvertito a grande distanza. Sulla spiaggia, dove erano presenti numerose famiglie, l’esplosione di ordigni bellici provocò una strage. Il numero esatto delle vittime rimane oggetto di differenti ricostruzioni, anche a causa delle difficoltà nell’identificazione dei corpi. Le stime storiche indicano generalmente almeno una sessantina di morti, tra cui numerosi bambini, mentre altre valutazioni riportano cifre superiori. Ornella ricorda che sulla spiaggia si trovavano mine e ordigni risalenti alla guerra. Secondo la sua ricostruzione, qualcuno avrebbe collocato un dispositivo a orologeria per provocarne l’esplosione. È convinta che l’attentato fosse stato programmato per colpire la popolazione italiana riunita in occasione delle manifestazioni sportive. «Dovevamo andare anche noi», ripete. «Invece è scoppiata prima, altrimenti non sarei neanche qui». La bambina venne fatta salire su un autobus insieme agli altri ragazzi della colonia e riportata in città. Soltanto nelle ore successive comprese la gravità di quanto era accaduto. Tra le storie più dolorose della strage vi fu quella del medico Geppino Micheletti, che perse due figli nell’esplosione e continuò a soccorrere i feriti. Ornella richiama anche quella tragedia familiare per spiegare perché, dopo tanti decenni, ritenga indispensabile parlare di Vergarolla. Il ricordo più intenso dell’intervista riguarda i funerali delle vittime. Ornella aveva dodici anni e aveva ricevuto da poco la Prima Comunione. Durante il conflitto, infatti, molte celebrazioni religio-

se erano state rinviate e soltanto nel 1946 numerosi bambini avevano potuto ricevere i sacramenti. Il Circolo Italiano di Pola invitò alcune bambine che avevano fatto la Comunione a partecipare al corteo funebre. La madre di Ornella era contraria. Temeva che, in un clima di tensione politica e nazionale, anche una manifestazione di lutto potesse diventare pericolosa. Ma la figlia insistette. «Avevo dodici anni, ma ero patriota, col tricolore. Ho detto: no, io devo andare». Ornella si presentò con l’abito bianco e il velo della Prima Comunione. Accanto a lei c’era un’altra bambina vestita nello stesso modo. Gli organizzatori le collocarono nelle prime file del corteo. «Ci hanno dato i mazzi di margherite bianche», ricorda. Davanti a loro si trovava un’altra bambina, alla quale mancava un braccio. Dietro avanzavano i camion con le bare delle vittime. La scena è rimasta impressa nella memoria di Ornella con una precisione dolorosa. «C’erano tanti camion», racconta. «C’erano anche le cassette con i pezzi che avevano raccolto». Alcuni corpi erano stati talmente devastati dall’esplosione che i resti erano stati raccolti in piccole casse. La bambina percorse le strade di Pola stringendo tra le mani le margherite bianche, accompagnando le vittime nell’ultimo viaggio. Pochi mesi dopo, Ornella avrebbe dovuto affrontare un altro distacco. Il futuro di Pola era ormai segnato dalle decisioni delle potenze vincitrici. La prospettiva del passaggio della città alla Jugoslavia spinse gran parte della popolazione italiana a lasciare case, attività commerciali, proprietà e luoghi nei quali le famiglie vivevano da generazioni. Per Ornella e sua madre non vi furono esitazioni. «Noi non ci stavamo sotto la Jugoslavia. No, neanche per sogno». Il padre Vittorio era morto quando Ornella era ancora piccola. La decisione di partire fu quindi presa dalla madre, che si trovò ad affrontare da sola la responsabilità di ricostruire altrove il futuro della figlia. Nel febbraio 1947 le due donne salirono sulla motonave Toscana, una delle imbarcazioni utilizzate per trasportare gli esuli polesani verso l’Italia. Ornella colloca la partenza nei giorni del 10 e 11

Roger e Ornella Duchini con le fotografie storiche dell'epoca

febbraio, ricordando il coprifuoco dopo l'uccisione del comandante del Corpo di occupazione britannico a Pola da parte di Maria Pasquinelli, maestra e militante fascista. Di quell’addio conserva un particolare che ancora oggi la commuove: non riuscì a vedere per l’ultima volta l’Arena di Pola, il grande anfiteatro romano simbolo della sua città. Il 10 febbraio 1947 veniva firmato a Parigi il Trattato di pace che sanciva la cessione alla Jugoslavia di gran parte dell’Istria e di altri territori del confine orientale. Per migliaia di famiglie italiane iniziava un percorso di sradicamento che avrebbe segnato profondamente la loro identità. Ornella aveva appena dodici anni quando lasciò la città nella quale era nata. Il primo approdo fu Venezia, dove vivevano alcuni familiari. Successivamente Ornella e la madre raggiunsero Livorno, dove rimasero per circa sei mesi. La madre, tuttavia, desiderava trasferirsi a Trieste, dove abitava il fratello maggiore. Fu proprio a Trieste che Ornella trascorse gli anni dell’adolescenza, riprese gli studi interrotti dalla guerra e cominciò a immaginare una vita diversa. A differenza di altri esuli che raccontarono episodi di ostilità e discriminazione, conserva un ricordo positivo dell’accoglienza ricevuta. «Siamo stati accolti bene, io non posso dire niente. Non ho avuto nessuna cosa che mi abbiano offeso». Trieste rappresentò anche il luogo del suo primo grande amore. Aveva quindici anni quando incontrò il giovane che sarebbe diventato suo marito. «È stato l’amore a prima vista. È stato l’amore della mia vita», racconta con commozione. L’uomo arrivò

in Australia nel 1950. Ornella lo avrebbe raggiunto successivamente, iniziando una nuova esistenza lontano dall’Adriatico. I primi anni non furono facili. Come per molti emigrati italiani del dopoguerra, l’adattamento a un Paese diverso richiese sacrifici, lavoro e determinazione. Ma l’Australia divenne progressivamente la sua nuova casa. Oggi, novantaduenne, il suo rapporto con Pola rimane profondamente segnato dall’esperienza dell’esodo, che riflettono il dolore di una generazione costretta a lasciare il proprio mondo. E quando le viene ricordato che, secondo una diffusa interpretazione storica, gli infoibamenti furono anche una conseguenza dell’odio maturato dalle popolazioni slave durante gli anni dell’occupazione e della repressione fascista, Ornella reagisce con fermezza. «No, noi italiani non siamo capaci di quelle barbarie. Noi la guerra non la sappiamo fare, infatti l’abbiamo perduta».

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L’Associazione Abruzzesi del NSW invita soci e amici al tradizionale Pranzo di Natale, sabato 28 novembre 2026, alle ore 12.00, presso Boffa’s Restaurant, 114 Church Street, Croydon. Costo: $65 a persona (bevande escluse). Autobus gratuito dal Club Marconi, andata e ritorno. Prenotazioni e pagamenti entro il 14 novembre. Bonifico CommBank: BSB 062-265 – Conto 116 33 493. Informazioni e prenotazioni: Maria 0414 245 044; Lucy 0421 323 530; Angelica 0480 353 652; Gay 0414 780 454; Mara 0408 202 202.

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notizie comunitarie

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Cavalieri Ospitalieri, quattordici nuove investiture a Sydney

giornata caratterizzata dalla spiritualità, dall’impegno e dalla celebrazione dei valori che ispirano questa storica istituzione. Particolarmente significativa la presenza italiana tra i nuovi investiti: ben otto dei quattordici membri accolti sono infatti di origine italiana, a testimonianza del contributo della comunità

italo-australiana alla vita associativa e alle iniziative che promuovono solidarietà, servizio e partecipazione. Tra gli italiani che hanno ricevuto l’investitura figurano Martin Bonnici, Monia Cavalli, Joanne Conti, Giovannino Navarra e Richard Felice. A loro si aggiungono tre nomi particolarmente conosciuti e apprezzati nell’ambiente del Club Marconi: il vicepresidente Sam Noiosi e i consiglieri Antonio Paragalli e Dino Zonta. La loro nomina rappresenta un motivo di soddisfazione anche per il Club Marconi, importante punto di riferimento per la comunità italiana di Sydney, da decenni impegnato nel mantenimento delle tradizioni, nella promozione della cultura italiana e nel sostegno alla vita sociale del territorio. L’investitura costituisce un momento significativo nel percorso dei nuovi membri, chiamati a condividere i principi e gli ideali dell’Ordine, fondati sul servizio, sulla solidarietà e sull’attenzione verso il prossimo. Le celebrazioni sono proseguite in serata con una cena di gala presso il Grand Roxy di BrightonLe-Sands, che ha riunito circa 250 partecipanti. La numerosa presenza degli ospiti ha contribuito a creare un’atmosfera di festa e convivialità, offrendo l’occasione per rendere omaggio ai

rale. La giornata si è aperta con la solenne celebrazione eucaristica, officiata da padre Anthony Fregolent, che ha guidato i fedeli in un intenso momento di preghiera e riflessione spirituale. Nel corso dell’omelia, il sacerdote ha sottolineato il valore della devozione mariana quale fonte di speranza e punto di riferimento nella vita

cristiana, invitando la comunità a custodire le proprie tradizioni religiose e a trasmetterle alle nuove generazioni. Un messaggio di unità, amore e solidarietà ha accompagnato la celebrazione. Al termine della Messa, si è svolta la tradizionale processione in onore della Madonna del Carmelo. Accompagnati dalle note della banda musicale Maltese, i partecipanti hanno percorso le vie adiacenti alla chiesa seguendo con devozione la statua della Vergine. Numerosi fedeli hanno recitato il Rosario, mentre altri hanno portato stendardi e immagini sacre, contribuendo a rendere il corteo un’autentica testimonianza di fede condivisa. Concluso il programma religioso, i festeggiamenti sono proseguiti con un pranzo comunitario all’insegna della gastronomia

Dino Zonta, Sam Noiosi, Sydney Borg, Tony Paragalli e Albert Makram

I coniugi Noiosi insieme al Cav. Uff. Tony Noiosi

di Maria Grazia Storniolo Sabato 10 ottobre, la St. Paul Anglican Church di Burwood ha ospitato una solenne cerimonia di investitura dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme – Cavalieri Ospitalieri, Priorato di Sydney. Al termine della Santa Messa, l’Ordine ha accolto quattordici nuovi membri, in una

Fabio Grassia, Mona Cavalli e Dino Zonta

I coniugi Borrello insieme ai coniugi Paragalli

nuovi investiti e condividere un momento di incontro tra membri dell’Ordine, familiari e amici. La giornata del 10 ottobre ha così unito il significato solenne della cerimonia religiosa alla gioia della celebrazione conviviale, sottolineando il valore dell’impegno personale e della partecipazione alla vita della comunità.

Per gli otto nuovi membri di origine italiana, e in particolare per i rappresentanti del Club Marconi, l’investitura segna una tappa importante, vissuta insieme a una comunità che continua a distinguersi per la propria vitalità e il desiderio di mantenere vivi i valori della solidarietà e del servizio.

Mount Pritchard celebra 66 anni di fede e devozione mariana

di Maria Grazia Storniolo Nella suggestiva cornice della chiesa di Mount Pritchard, la comunità italo-australiana si è riunita per celebrare il 66° anniversario dell’Associazione Madonna del Carmelo, un appuntamento che da oltre sei decenni rappresenta un importante momento di fede, tradizione e identità cultu-

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italiana, dell’amicizia e dei ricordi. Un’occasione preziosa per rafforzare i legami che uniscono le famiglie e i membri dell’associazione. Nel suo intervento, il presidente Paolo Marchisano ha espresso gratitudine al comitato organizzatore, alle associazioni religiose presenti con i propri stendardi e ai volontari, il cui impegno ha reso possibile la riuscita dell’evento. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli sponsor, grazie ai cui contributi è stata organizzata anche una ricca lotteria. La festa è stata animata dal concerto della banda Maltese e dalla conduzione di Melo Ridolfo, maestro di cerimonia e intrattenitore, che ha accompagnato il pubblico tra musica e momenti di convivialità. Il 66° anniversario si è concluso in un clima di gioia e fraternità, rinnovando il legame della comunità con la propria fede e le proprie radici. Come ha ricordato Marchisano, l’impegno dell’associazione resta quello di custodire la devozione alla Ma-

donna del Carmelo e tramandarla alle nuove generazioni.

Associazione Trinacria

L’Associazione Trinacria convoca l’Assemblea Generale Annuale per domenica, 1 novembre 2026, alle 4.30pm, presso il Canada Bay Club, The William Room, a Five Dock. Tra i principali punti all’ordine del giorno figurano l’elezione del nuovo Comitato 2026/2027 e la discussione e votazione della nuova Costituzione dell’Associazione. Le candidature al Comitato dovranno essere presentate entro il 18 ottobre. Tutti i soci sono invitati a partecipare e a contribuire attivamente con idee, proposte e disponibilità alla vita dell’Associazione. Per informazioni: Tina Mesiti 0433 358 974; Marco Testa 0406 898 046.


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le nostre interviste

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Padre Paolo Benanti a Sydney: “La coscienza di una macchina è un problema di fisica, prima che di fede” di Lorenzo Canu Padre Paolo Benanti è arrivato a Sydney per una serie di incontri sull’intelligenza artificiale, nell’ambito del suo tour australiano “St Francis and the Artificial Wolf”, legato agli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Francescano, teologo e filosofo morale, Benanti insegna alla Pontificia Università Gregoriana e alla LUISS di Roma, siede nell’organismo delle Nazioni Unite sull’AI e presiede il comitato etico dell’Osservatorio sull’intelligenza artificiale istituito sotto l’EU AI Act. È inoltre direttore scientifico della Fondazione RenAIssance, la stessa realtà vaticana di cui fa parte don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, che Allora aveva intervistato a giugno sull’enciclica Magnifica Humanitas. Benanti ha portato al centro del dibattito il concetto di algoretica, un’etica degli algoritmi pensata come un guardrail, una barriera che tiene la tecnologia sulla carreggiata ed evita gli incidenti peggiori. È un’idea che oggi pesa più che mai, in un momento in cui, oltre a costruire le regole per l’intelligenza artificiale, l’Australia sta costruendo anche quelle per le piattaforme digitali che già governano l’informazione e il dibattito pubblico. Prima dell’incontro all’Università di Sydney, organizzato dal Gradient Institute con l’Ambasciata d’Italia a Canberra e il Consolato Generale a Sydney, Benanti ha cordialmente accettato di rispondere alle domande di Allora. A giugno don Ciucci mi disse

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L’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Sydney invita soci, amici, associazioni d’arma e tutta la comunità a partecipare alla celebrazione della Giornata delle Forze Armate e del 50° Anniversario in programma domenica 8 novembre 2026, presso la Baita degli Alpini, Scalabrini Village, 65 Edmondson Road, Austral. La cerimonia avrà inizio alle 10.30 con il picchetto d’onore, l’alzabandiera e gli inni nazionali, seguiti da un momento di raccoglimento in memoria dei Caduti e degli Alpini “andati avanti”. Seguirà la Santa Messa. Alle 12.30 sarà servito il pranzo presso la Baita, al costo di $80 a persona (bevande alcoliche escluse). Gratuito per i bambini sotto i 12 anni. La giornata sarà accompagnata da musica e canti. Si terrà inoltre una ricca lotteria, il cui ricavato sarà destinato al mantenimento della Baita degli Alpini. Per maggiori informazioni: Pres.Mazzoldi: 0403 054 389; G. Querin: 0414 285 682; C. Iavicoli: 0412 607 889.

che essere amici di una macchina sempre accondiscendente è facile, mentre esserlo di una persona vera è squisitamente umano. Molti nostri lettori vivono lontani dall’Italia e dagli affetti. Lei cosa aggiunge? Io direi che la prima cosa è non criminalizzare nessuno. La seconda questione è che in realtà non è un problema della tecnologia, ma delle aziende che la mettono a terra, che sono aziende for profit. Allora ci sarà da chiedersi se quella che noi viviamo come uno strumento affettivo non sia in realtà il più sofisticato degli strumenti manipolatori, per poter monetizzare anche quella che è magari un senso di mancanza o solitudine. All’Australian ha parlato del rischio di un cartello. Due ricercatori hanno scritto la stessa cosa al Parlamento, e l’enciclica pure: una morale decisa da pochi non è morale. Se tutti vedono il problema, perché è così difficile smontare questa concentrazione? Più che una morale decisa da pochi non può essere morale, direi che non è giusto che pochi scelgano le regole per tutti. La questione è che ci sono diversi interessi, diverse persone o aziende o gruppi di persone che tirano l’acqua al loro mulino, cioè cercano di ottenere quello che per loro è più conveniente. Non siamo in un vuoto irreale, ma in uno spazio in cui c’è un’economia, ci sono degli interessi

concreti, e le persone rischiano sempre di più di diventare prodotti gestiti dalle macchine. Lei paragona le regole dell’AI al codice della strada. L’Europa ha scelto l’AI Act, l’Australia gli standard. Quale approccio salva più vite? Io non metterei un approccio contro un altro. Sono soluzioni diverse che adesso devono entrambe impastarsi con la realtà e vedere la loro efficacia. Una legge non è uno strumento che si scrive una volta per tutte, è uno strumento che si rivede anche in funzione di come cambia la macchina. Quello che mi sembra più importante è che, più di quello che ci divide negli approcci, c’è quello che ci unisce, cioè

una cura per la persona umana. Ognuno dei due sistemi cerca di mettere a terra qualcosa che ren-

da fattibile la cura della persona. Il New York Times ha scritto che Anthropic avrebbe chiesto al Vaticano di prendere sul serio l’ipotesi di una coscienza dell’AI. L’enciclica resta netta. Perché su questo nessun dubbio? Innanzitutto lasciamo al New York Times dire le cose del New York Times: io non ho evidenze di queste cose che dice il New York Times. La seconda questione è che non è un problema della Chiesa, è un problema proprio della fisica e della matematica. Una macchina di Turing può computare solo una classe di problemi, che si chiamano problemi Turing-computabili. La coscienza non è un problema Turing-computabile, quindi prima ancora che un problema di fede è un problema di tecnologia. È come chiedersi se un televisore può davvero teletrasportare una persona. No, perché la tecnologia non è in grado di farlo. Lo stesso vale per la macchina. Ancora prima della fede, è un dato di realtà. Il tour si chiama ‘San Francesco e il lupo artificiale’. Nella leggenda di Gubbio il patto regge perché città e lupo si assumono entrambi un obbligo. Un patto con il lupo artificiale, oggi, cosa chiede a chi lo ha costruito? Io non ne farei un nemico a priori. L’intelligenza artificiale è una cosa, e ci sono diversi attori dietro di essa. Più che costruire un nemico, direi che è il caso di chiedersi come scrivere un nuovo cantico delle creature, che tenga insieme anche le nuove potestà che abbiamo tra le mani.


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passatempo e umorismo

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mercati & finanza

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Economic pressures mount across Australia

Famiglie travolte dai rincari Gli italiani spendono sempre di più, ma acquistano sempre meno. Tra il 2019 e il 2025, la spesa reale delle famiglie è diminuita dell’8,7%, equivalente a una perdita di potere d’acquisto di 224 euro mensili per nucleo familiare. È quanto emerge dall’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), elaborata sui dati Istat. La spesa media mensile è passata da 2.560 a 2.782 euro, ma l’aumento dei prezzi ha cancellato ogni apparente miglioramento. Pandemia, guerra in Ucraina e crisi energetica hanno provocato rincari che continuano a pesare sui bilanci domestici. Le conseguenze sono evidenti: una famiglia su tre ha ridotto gli acquisti alimentari, il 44% ha tagliato abbigliamento e calzature, mentre il 25,4% ha limitato persino le spese sanitarie. Quasi metà degli italiani ha modificato le proprie abitudini di viaggio. Le difficoltà maggiori si registrano in Puglia, dove i consumi reali sono crollati del 18,7%, seguita da Bolzano e Calabria. In controtendenza Umbria e Marche. Secondo il Codacons, negli ultimi dieci anni la spesa alimentare è aumentata del 25%, mentre

quella destinata alla cultura è diminuita del 16,7%. Particolarmente significativo è l'aumento della spesa per piatti pronti e preparazioni alimentari, cresciuta del 254%, mentre caffè e cacao registrano rincari considerevoli. Anche carne, verdure, pane e latticini incidono maggiormente sui bilanci familiari, costringendo molti consumatori a privilegiare prodotti economici, offerte promozionali e acquisti strettamente necessari, rinunciando spesso alla qualità e alla varietà della propria alimentazione quotidiana. Crescono soprattutto i costi per abitazione, energia e trasporti, comprimendo ulteriormente le disponibilità economiche delle famiglie. Il fenomeno coinvolge anche il tempo libero, con numerosi nuclei costretti a ridimensionare vacanze, attività ricreative e consumi culturali, soprattutto nelle fasce sociali più vulnerabili, già duramente colpite dalle difficoltà economiche. Un quadro preoccupante che racconta un Paese nel quale anche riempire il carrello della spesa diventa una scelta difficile, tra rinunce quotidiane e bilanci familiari sempre più fragili.

Australia’s economy is heading towards a challenging 2027, with inflation expected to remain among the highest in the developed world while unemployment continues to rise. The International Monetary Fund (IMF) has sounded the alarm in its latest World Economic Outlook, presenting a concerning picture for Australian households, businesses and the federal government. According to the report, Australian inflation is forecast to decline from 3.9 per cent in 2026 to 3.1 per cent in 2027. However, this would still exceed the Reserve Bank of Australia’s target range of 2 to 3 per cent, placing Australia fifth among advanced economies for inflation, behind Iceland, Greece, Austria and Andorra. Employment prospects are equally concerning. The unemployment rate is projected to increase from an average of 4.4 per cent in 2026 to 4.7 per cent in 2027, representing the largest percentage-point increase among developed economies. Meanwhile, economic growth is expected to slow from 1.9 per cent to 1.6 per cent, reflecting the impact of higher borrowing costs and weaker household consumption. The Reserve Bank of Australia has recently lifted its official cash rate to 4.6 per cent, its highest level in fifteen years, as policymakers struggle to bring inflation under control. Further interest rate increases remain possible, adding pressure to mortgage holders and businesses already facing substantial financial difficulties. Treasurer Jim Chalmers has attributed much of the economic uncertainty to international developments, particularly the ongoing conflict in the Middle East, which has pushed global energy

and food prices higher. However, opposition Treasury spokesman Tim Wilson has accused the Albanese government of excessive public spending, arguing that its economic policies are contributing to persistent inflation and higher interest rates. The IMF has warned that a prolonged Middle Eastern conflict could intensify inflationary pressures, weaken economic growth and further destabilise international financial markets. Australia faces particular vulnerabilities because, despite being a major exporter of coal and natural gas, it remains heavily dependent on imported refined fuels, including petrol and diesel. Consumer confidence has already fallen to levels not seen since the recession of the early 1990s, highlighting growing anxiety about household finances and the broader economic outlook. Economists also fear that persistently high interest rates could discourage business investment, restrict employment opportunities and further weaken the housing market. Small businesses, particularly those operating in retail, hospitality and construction, may face increasing difficulties as

consumers reduce discretionary spending. These pressures could create additional challenges for regional communities, where employment opportunities are often more limited and households remain especially sensitive to rising costs. The situation also raises questions about the effectiveness of government economic policies, with growing calls for greater fiscal discipline, targeted cost-of-living assistance and measures to strengthen productivity without fuelling additional inflation. For Australian families struggling with expensive mortgages, rising rents, grocery bills and declining purchasing power, the IMF’s forecasts provide little reassurance. The central challenge for policymakers will be controlling inflation without triggering a sharper deterioration in employment or pushing the economy towards prolonged stagnation. With economic growth slowing and living costs remaining stubbornly high, the coming year could prove particularly difficult for lower-income households, young workers and families already struggling to make ends meet.

dal 16 Ottobre al 22 Ottobre 2026

CAPRICORNO

ARIETE

CANCRO

BILANCIA

Nuove emozioni e voglia di ripartire dopo tante incertezze. In amore tornano fiducia e complicità, mentre da mercoledì aumentano le occasioni di incontro. Le coppie possono ritrovare stabilità attraverso gesti concreti.

Nuove occasioni e incontri inattesi animano la settimana. In amore una conoscenza nata sul lavoro può diventare interessante, ma le coppie devono ritrovare tempo e attenzione reciproca. Nel lavoro si apre una fase di ripresa dopo alcuni rallentamenti.

Belle emozioni e incontri promettenti rendono vivace la settimana. In amore qualcuno potrebbe farsi avanti con intenzioni serie, mentre le coppie ricevono conferme importanti. Nel lavoro i progetti avviati con qualche dubbio iniziano a dare risultati.

Voglia di uscire e fare nuove conoscenze anima questi giorni. In amore Giove favorisce incontri e maggiore complicità, soprattutto nel fine settimana. Le coppie ritrovano serenità dedicandosi tempo.

ACQUARIO

TORO

LEONE

SCORPIONE

Voglia di novità e di maggiore libertà nei rapporti personali. In amore cerchi leggerezza, ma qualche tensione invita a evitare decisioni affrettate. Meglio aspettare che passi l’inizio della settimana. Nel lavoro cresce il desiderio di cambiamento.

Qualche pensiero rende più difficile ritrovare serenità. In amore serve pazienza: una nuova conoscenza richiede tempo, mentre nelle coppie le questioni pratiche possono creare tensioni. Nel lavoro la creatività attraversa una fase di rallentamento. Evita discussioni inutili.

Passione e novità riaccendono la voglia di stare insieme. In amore lunedì e martedì favoriscono incontri e riavvicinamenti, anche se qualche spesa può creare nervosismo. Nel lavoro torna maggiore continuità dopo un periodo impegnativo.

Emozioni intense e qualche dubbio di troppo segnano la settimana. In amore un incontro può suscitare curiosità, ma nelle coppie riaffiorano vecchie tensioni. Evita discussioni inutili, soprattutto lunedì e martedì. Nel lavoro hai obiettivi chiari.

PESCI

GEMELLI

VERGINE

SAGGITTARIO

Sentimenti in crescita e nuove occasioni per costruire legami. In amore un incontro casuale può trasformarsi in qualcosa di importante. Le coppie guardano al futuro con progetti concreti. Nel lavoro cresce la soddisfazione per i risultati raggiunti.

Giornate vivaci e ricche di incontri fuori dal comune. In amore lunedì e martedì favoriscono sorprese, nuove conoscenze e maggiore complicità nelle coppie. Nel lavoro la strada intrapresa comincia a dare risultati incoraggianti.

Il passato ritorna con nuovi contatti e piacevoli sorprese. In amore una persona può riaffacciarsi nella tua vita, mentre le coppie ritrovano dialogo e progetti condivisi. Nel lavoro si aprono prospettive di crescita importanti.

Entusiasmo e voglia di nuove esperienze portano belle sorprese. In amore lunedì e sabato favoriscono incontri e momenti speciali. Le coppie possono ritrovare passione organizzando qualcosa insieme. Nel lavoro Marte, Giove e Saturno sostengono idee e iniziative.

22 Dicembre - 20 Gennaio

21 Gennaio - 19 Febbraio

20 Febbraio - 20 Marzo

21 Marzo - 19 Aprile

20 Aprile - 20 Maggio

21 Maggio - 21 Giugno

22 Giugno - 23 Luglio

24 Luglio - 23 Agosto

24 Agosto - 22 Settembre

23 Settembre - 22 Ottobre

23 Ottobre - 22 Novembre

23 Novembre - 20 Dicembre


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Venerdì 16 Ottobre 2026

travel with Laura

Allora!

From Fatima to Medjugorje A Spiritual Journey Through By Laura Di Leva What does it mean to be e pilgrim? What is involved in going on a pilgrimage? These and many more questions were answered during our pilgrimage to the most holy places in Europe. As Our Lady appeared to the 6 visionaries in Medjugorje, she said “What I started in Fatima, I will finish in Medjugorje” and so it was with this group of devoted pilgrims embarking on a journey of discovery and faith from Fatima in Portugal and ending in Medjugorje in Bosnia. In September this year, a dedicate group of almost 50 people led by Fr Chris and Br Louis of Our Lady of the Rosary Kellyville, undertook a pilgrimage to some of the most Holy places in Europe. Some came along to renew their faith, some to seek healing, some to fulfill a promise made to a loved one no longer with us, some to give thanks for small miracles and mercies and some just to enjoy visiting the sites. The day would begin with Mass, morning prayers on the bus whilst we were travelling, reciting of the Rosary, the Angelus at noon and the Chaplet of Divine Mercy at 3:00pm. Fr Chris’s and Br Louis’s consistent and unwavering leadership united the group spiritually and re-enforced the beauty of our faith. The pilgrimage started at the Marian site of Fatima where we visited the important places dedicated to the three shepherd children – Lucia, Jacinta and Francisco. We visited the village of Adjustrel and the houses where the children were born and grew up, Valinhos, the Way of the Cross, the Chapel of Apparitions and culminating at the Basilica of Fatima where the children are buried. We then travelled through the Pyrenees to Lourdes and spent a few days in holy reflection at the sites dedicated to St Bernadette, dedicating time to daily Mass, prayer and candlelit processions in the evening. Our journey then moved into Italy and the Franciscan sites of St Anthony in Padua, St Joseph of Cupertino in Osimo and then continued on to the great Marian shrine of Loreto to visit the Holy House of Nazareth and the beautiful Madonna of Loreto. Our time in Assisi was dedicated to honouring St Francis,

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St Clare and St Carlo Acutis. Fr Chris celebrated a special Mass at the tomb of St Francis in honour of the 800th anniversary of St Francis’s passing. We visited the Basilica of St Clare and stopped at the tomb of the ‘millennium saint’ St Carlo Acutis. In the afternoon, some free time was enjoyed by visiting the Basilica of Santa Maria Degli Angeli and the Porziuncola. We then travelled through the majestic Apennine mountains onto San Giovanni Rotondo and the Franciscan site of Padre Pio. Fr Chris celebrated morning Mass in the Church of Santa Maria Delle Grazie (Chiesa Antica), where the crucifix from which Padre Pio received the stigmata in 1918 and his confessional is located. We had the opportunity to view and pray before the body of Padre Pio in the main Basilica. We then travelled to Monte Sant’Angelo and visited the Grotto of St Michael the Archangel, a most celebrated shrine of early Christianity, consecrated by St Michael himself in 490AD. Our journey would not be complete without visiting the Holy City of Rome and the four major Basilicas. St Peter’s; built on the site where St Peter was martyred, St Mary Major; the most important and the oldest church dedicated to Our Lady. We also paid our respects at the tomb of our late Holy Father – Pope Francis, St John in Lateran; the Pope’s cathedral church where relics of both Peter and Paul remain under

the main altar, and St Paul Outside the Walls. We also enjoyed a special visit to the church of the 12 Apostles, where the bones of St Philip and St James are held. A dedicated group also climbed the Holy Staircase which is believed to be the staircase from Pontius Pilate’s palace in Jerusalem and brought to Rome by St. Helen in the 4th century. Our pilgrimage culminated in visiting the great Marian site of Medjugorje in Bosnia & Herzegovina. The days were filled with prayer, Mass and personal reflection. The strong sense of faith, the continued and unwavering respect for each other and the kindness offered to everyone was not only humbling but a true representation of our love for God and each other – the very essence of a pilgrimage. Yet, beyond the magnificent churches, sacred shrines and breathtaking landscapes, this pilgrimage offered something far more profound. It provided an opportunity to step away from the demands of everyday life and rediscover the importance of silence, gratitude and spiritual companionship. Each destination carried its own history, traditions and particular significance, but together they revealed the enduring strength of a faith that has inspired generations of believers across centuries. There were moments of joy and laughter, moments of quiet contemplation and occasions when


Allora!

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Venerdì 16 Ottobre 2026

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Europe's Holiest Places, United in Prayer, Hope and Faith emotions became overwhelming. Standing before the tombs of saints, kneeling in prayer at Marian shrines or simply sharing a conversation with fellow pilgrims brought a deeper appreciation of the spiritual journey we were undertaking. For many, these experiences stirred personal memories, renewed long-held hopes and encouraged a greater trust in God's providence. Travelling together also reminded us that pilgrimage is not always comfortable or easy. Long journeys, early mornings, changing weather and the physical demands of visiting numerous sacred places required patience and understanding. Nevertheless, these challenges became opportunities to practise the very Christian virtues we had gathered to celebrate: compassion, humility, perseverance and generosity towards others. Particularly moving was the way friendships developed throughout our journey. People who had initially been strangers gradually became companions united by prayer, shared experiences and mutual encouragement. Whether assisting someone with their luggage, offering a comforting word or waiting patiently for another pilgrim, countless small gestures demonstrated that faith is expressed not only through worship but also through everyday acts of kindness. The presence of Fr Chris and Br Louis remained central to this experience. Their spiritual guidance helped us understand that visiting holy places is only one dimension of pilgrimage. The greater purpose lies in allowing those encounters to transform our hearts, strengthen our relationship with Christ and inspire us to live our faith more fully when we return home. At Fatima and Lourdes, we reflected upon Our Lady's call to prayer and conversion. In Assisi, the simplicity and humility of St Francis reminded us of the importance of placing God above material possessions. At San Giovanni Rotondo, Padre Pio's extraordinary devotion encouraged perseverance in prayer, whilst Rome connected us with the foundations and continuing mission of the Catholic Church. Finally, Medjugorje offered precious time to reflect upon

everything we had experienced. Away from familiar surroundings, we were able to consider how our individual intentions had accompanied us throughout the journey and how our understanding of faith had grown through the people and places encountered along the way. Returning to Australia, we carried home much more than photographs, souvenirs and memories of extraordinary destinations. We brought with us renewed friendships, a deeper appreciation of our Catholic heritage and an awareness that the true pilgrimage continues long after the journey itself has ended. For each participant, the experience will undoubtedly hold a different personal meaning. Some may remember a particular

Mass, a heartfelt prayer or an unexpected moment of peace. Others may treasure the companionship, spiritual encouragement or sense of belonging that developed within our group. Ultimately, pilgrimage teaches us that faith is not confined to the walls of a church or the boundaries of a sacred destination. It is something we are called to carry into our families, parishes and communities through our words, choices and actions. As we resumed our ordinary routines, one message remained particularly clear: although our travels had concluded, our journey with God was continuing, strengthened by everything we had shared and experienced together. And guided by His everlasting love and grace.

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a scuola

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Mercoledì 7 Febbraio 2024

speciale centrale

Allora!

Tutto pronto alla Marco Polo per la grande mostra dedicata a Pinocchio Lunedì 19 ottobre, a Bossley Park, l’inaugurazione di “Italian Excellence. Pinocchio’s New Clothes”, un viaggio attraverso l’arte e l’illustrazione di Collodi È tutto pronto alla Marco Polo – The Italian School of Sydney per l’inaugurazione della mostra internazionale “Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio”, in programma lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 18.00, presso il Centro Italia, al numero 1 di Coolatai Crescent, Bossley Park. L’iniziativa, organizzata da CNA Multicultural Services in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Canberra, si inserisce nelle celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, autore di uno dei capolavori più conosciuti e tradotti della letteratura italiana. L’esposizione, promossa nell’ambito del progetto internazionale Italian Excellence della Bologna Children’s Book Fair, propone un affascinante percorso attraverso le interpretazioni artistiche di Pinocchio, il celebre burattino che, dalla sua prima apparizione nel 1881, continua a conquistare generazioni di lettori in ogni continente. Ventinove pannelli espositivi, comprendenti due introduzioni e ventisette opere di illustratori affermati, accompagneranno i visitatori alla scoperta delle molteplici rappresentazioni del personaggio collodiano. Stili, tecniche

e sensibilità differenti offriranno uno sguardo originale sulla straordinaria capacità di Pinocchio di attraversare epoche, culture e linguaggi. L’inaugurazione vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tra cui la parlamentare federale Anne Stanley, il senatore Francesco Giacobbe, il Console Generale d’Italia a Sydney Gianluca Rubagotti e Marco Gioacchini, Direttore dell’Istitu-

to Italiano di Cultura di Sydney. La mostra rappresenta un’importante opportunità per avvicinare il pubblico australiano alla ricchezza della tradizione letteraria italiana, valorizzando contemporaneamente il ruolo dell’illustrazione come linguaggio universale capace di comunicare oltre le barriere linguistiche. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani e agli studenti della

Marco Polo, che potranno scoprire Pinocchio non soltanto come protagonista di una fiaba, ma anche come figura letteraria attraverso la quale affrontare temi fondamentali quali la crescita, la responsabilità, la libertà e il rapporto tra scelte e conseguenze. Durante la serata sarà disponibile una guida dedicata alla mostra, per approfondire le opere, gli illustratori e le interpretazioni di

Pinocchio. L’appuntamento anticipa inoltre le celebrazioni del bicentenario collodiano organizzate dalla scuola per sabato 28 novembre al Club Marconi, con una giornata culturale e formativa dal titolo “Collodi il genio, Pinocchio geniale”, che coinvolgerà studiosi, insegnanti, studenti e famiglie. Le due iniziative si collegano idealmente al tema della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”, sottolineando il legame tra creatività, letteratura ed educazione linguistica. Per la Marco Polo, l’esposizione costituisce anche un’occasione per riaffermare la propria missione educativa e culturale, offrendo alla collettività un luogo di incontro tra generazioni e tradizioni diverse. A duecento anni dalla nascita del suo autore, Pinocchio continua così a parlare al presente, dimostrando come una storia profondamente italiana possa appartenere al patrimonio culturale dell’intera umanità. L’ingresso alla mostra è gratuito, con registrazione obbligatoria. Informazioni e prenotazioni sono disponibili sul sito www. cnansw.org.au/collodi200.


a scuola

Allora!

Venerdì 16 Ottobre 2026

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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 187 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

VERDE CAMPAGNA

di Domenico Di Marte Nella verde campagna mi riposo, respiro l'aria del vero Paradiso. Questo verde com’è meraviglioso, ma la mente mia non ha sorriso. Intorno ammiro l’immensa fioritura, il cuore alla fragranza si ristora. Questa è mano di Dio, la natura, ma si dà poca importanza, la si ignora. Che ne sarà di tutto ciò domani se si arrabbieranno certi cani? Che armi brutte son le menti umane, con tante idee veramente arcane. Guardando insetti, uccelli, il firmamento, Il cuore mi si gonfia di tormento. Sento le api, uccelli, il loro bel canto Andrà forse bruciato tutto quanto? Egli disse: “Sopra tutti dovrai dominare.” Ma non disse: ‘Distruggi terra e mare.’ Ma quand’è che s’imparerà ad amare? E non solo un continuo bestemmiare? Cos’abbiamo dentro il nostro cuore? Dov’è l’infinito umore, il calore? Sicuramente non sentiam dolore, Né proviamo per alcuno, amore! Nella poesia Verde campagna, Domenico Di Marte propone una profonda riflessione sul rapporto tra l’uomo, la natura e il Creatore, trasformando la contemplazione di un paesaggio sereno in un accorato richiamo alla responsabilità umana. Attraverso versi semplici, ma carichi di significato, il poeta esprime la meraviglia davanti alla bellezza del mondo naturale e, contemporaneamente, l’angoscia per il suo possibile destino. La campagna rappresenta inizialmente un luogo di pace, dove l’aria pura, i fiori, gli insetti e il canto degli uccelli testimoniano l’armonia della creazione. Tuttavia, questa serenità viene immediatamente turbata da un pensiero inquietante: l’uomo, anziché custodire tanta bellezza, rischia di distruggerla attraverso la violenza, le guerre e l’indifferenza. Particolarmente significativo è il riferimento biblico al dominio dell’uomo sul creato. Di Marte ricorda che Dio ha affidato all’umanità la responsabilità della terra, senza concederle il diritto di devastarla. Il dominio, dunque, non deve essere interpretato come possesso assoluto, ma come impegno morale verso la conservazione della vita. È un richiamo particolarmente attuale, in un tempo segnato da conflitti, devastazioni ambientali e comportamenti

che sembrano dimenticare il rispetto dovuto alle generazioni future. Le immagini delle api, degli uccelli e del firmamento assumono un valore simbolico: rappresentano un equilibrio fragile, minacciato dall’incapacità umana di riconoscere ciò che davvero conta. Le domande che attraversano la composizione non cercano risposte immediate, ma intendono risvegliare le coscienze. In questo contrasto tra bellezza e distruzione emerge anche la fragilità dell’esistenza, continuamente esposta alle conseguenze delle nostre scelte quotidiane, spesso dettate dall’egoismo e dalla superficialità. Negli ultimi versi, il poeta sposta l’attenzione dalla natura al cuore umano, individuando nella mancanza d’amore la radice della distruzione. Non è soltanto l’ambiente a essere in pericolo, ma la stessa capacità dell’uomo di provare compassione e di riconoscere il valore della vita stessa. Verde campagna diventa così una preghiera laica e religiosa insieme, un invito a riscoprire gratitudine, rispetto e solidarietà. Il messaggio di Domenico Di Marte è chiaro: salvaguardare il creato significa innanzitutto ritrovare l’umanità perduta, imparando nuovamente ad amare ciò che ci circonda, prima che sia troppo tardi per tutti.


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mezz'ora di religione

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Preghiere per Papa Leone operato con successo per un tumore al polmone

Al Policlinico Gemelli di Roma asportato il lobo inferiore del polmone destro. Confermata la diagnosi di adenocarcinoma, ma l'operazione si è conclusa senza complicazioni. Il Pontefice resterà ricoverato per circa una settimana, mentre cresce l'attesa per i prossimi bollettini medici. Papa Leone XIV è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l'asportazione di un tumore maligno al polmone destro. L'operazione, eseguita martedì 13 ottobre al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, si è conclusa positivamente e senza complicazioni. Il Pontefice, 71 anni, si è risvegliato regolarmente dall'anestesia ed è stato trasferito nella propria stanza, al decimo piano dell'ospedale, dopo un breve periodo di osservazione. La notizia, confermata dalla Sala Stampa della Santa Sede, ha suscitato grande apprensione nel mondo cattolico. L'esame istologico effettuato durante l'intervento ha infatti accertato la presenza di un adenocarcinoma polmonare, confermando i sospetti emersi dagli accertamenti precedenti. I medici hanno proceduto all'asportazione dell'intero lobo inferiore del polmone destro, con l'obiettivo di eliminare completamente il tessuto tumorale. Secondo il bollettino sanitario firmato dal medico curante del Papa, Luigi Carbone, e dal professor Stefano Margaritora, responsabile dell'équipe chirurgica, l'intervento è durato circa novanta minuti, mentre la permanenza complessiva in sala operatoria è stata di tre ore. La procedura è stata eseguita con tecnica videoassistita, una metodologia che consente di operare attraverso piccole incisioni, utilizzando strumenti chirurgici e sistemi di visualizzazione. La vicenda era diventata pubblica domenica 11 ottobre, quando lo stesso Leone XIV aveva annunciato ai fedeli riuniti in piazza San Pietro la necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico. Al termine dell'Angelus, il Pontefice aveva spiegato che alcuni controlli medici avevano individuato un nodulo circoscritto al polmone, apparentemente in fase molto iniziale e ben localizzato. Con parole semplici e senza nascondere la delicatezza della situazione, il Papa aveva comunicato la propria decisione di seguire le indicazioni dei medici, ringraziando i fedeli per la vicinanza spirituale e affidandosi alle loro preghiere. L'annuncio aveva sorpreso

l'opinione pubblica, anche perché Leone XIV aveva continuato fino a quel momento a svolgere regolarmente i propri impegni. Il Pontefice, eletto l'8 maggio 2025, è conosciuto per uno stile di vita attivo, per la passione per il tennis e per una condizione fisica generalmente buona. Il nodulo era stato individuato durante controlli di routine. La tempestività degli accertamenti ha consentito ai medici di programmare rapidamente l'intervento, senza attendere l'eventuale comparsa di sintomi più evidenti. Martedì, poco dopo le 13, Leone XIV è arrivato al Policlinico Gemelli accompagnato dai suoi collaboratori e dal medico personale. È sceso autonomamente dall'automobile, salutando le persone presenti all'ingresso dell'ospedale, prima di raggiungere il reparto. Ad accoglierlo c'erano i rappresentanti della struttura sanitaria, tra cui il presidente del consiglio di amministrazione Daniele Franco. L'intervento è stato affidato a un'équipe specializzata in chirurgia toracica, coordinata dal professor Stefano Margaritora, affiancato dalla professoressa Elisa Meacci e dai medici Maria Teresa Congedo e Leonardo Petracca Caravella. L'assistenza anestesiologica è stata assicurata dal professor Massimo Antonelli e dai dottori Giovanni Punzo e Giuseppe

Bello. Il bollettino diffuso nella tarda serata ha confermato l'esito favorevole dell'operazione, precisando che non si sono verificate complicazioni durante la procedura. La notizia ha portato un primo sollievo tra i fedeli, pur lasciando aperti gli interrogativi relativi alla natura e all'evoluzione della malattia. L'adenocarcinoma polmonare è una delle forme più diffuse di tumore maligno del polmone. Si sviluppa dalle cellule ghiandolari del tessuto polmonare e può manifestarsi anche in persone che non hanno mai fumato. La prognosi dipende soprattutto dalle dimensioni della neoplasia, dalla sua eventuale diffusione ai linfonodi e dalla presenza di cellule tumorali in altri organi. Nel caso di Leone XIV, il fatto che il nodulo sia stato individuato precocemente rappresenta un elemento incoraggiante, ma non permette ancora di formulare conclusioni definitive. Come spiegato dagli specialisti interpellati dal Corriere della Sera, quando un adenocarcinoma viene diagnosticato al primo stadio, la chirurgia può risultare sufficiente per ottenere la guarigione. Saranno tuttavia necessari ulteriori esami istologici per stabilire con precisione lo stadio della malattia e valutare l'eventuale necessità di trattamenti aggiuntivi. Al momento, secondo fonti vaticane, non si parla di chemio-

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terapia. I medici hanno sottolineato che il tessuto canceroso individuato è stato completamente rimosso, ma resta fondamentale attendere i risultati degli esami sui linfonodi e sui tessuti asportati. La lobectomia, ossia l'asportazione di uno dei lobi polmonari, è una procedura consolidata nel trattamento chirurgico dei tumori localizzati. Nei pazienti con una buona funzionalità respiratoria, il recupero può consentire il ritorno a una vita sostanzialmente normale. Mercoledì 14 ottobre è arrivato un primo aggiornamento rassicurante. La Sala Stampa vaticana ha comunicato che il Papa ha trascorso una notte tranquilla al Gemelli. Nel corso della giornata sono previsti ulteriori controlli postoperatori per verificare l'evoluzione delle sue condizioni. La degenza dovrebbe durare circa una settimana. Tutte le udienze e gli appuntamenti pubblici sono stati cancellati fino al 20 ottobre, mentre rimane incerta la partecipazione all'Angelus di domenica 18 ottobre. L'attenzione si concentra anche sul viaggio apostolico in Sud America, programmato dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù. Un appuntamento particolarmente significativo per Leone XIV, che ha trascorso molti anni della propria vita sacerdotale e missionaria in territorio peruviano. La decisione sull'eventuale conferma del viaggio dipenderà dall'andamento della convalescenza e dalle valutazioni dei sanitari. Un intervento toracico richiede infatti un periodo di recupero, soprattutto prima di affrontare lunghi voli intercontinentali e un programma di incontri pubblici. Mentre il Pontefice affrontava l'intervento, nella cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli si è svolta una recita del Rosario guidata dal cardinale Baldassarre Reina, vicario generale della diocesi di Roma. Un momento di raccoglimento per accompagnare spiritualmente il Vescovo di Roma. Messaggi di solidarietà sono arrivati anche dall'estero.

In America Latina, dove Robert Francis Prevost ha vissuto una parte fondamentale del proprio ministero, la notizia ha suscitato particolare partecipazione. Le conferenze episcopali e diverse autorità civili hanno espresso auguri di pronta guarigione. Dal Messico al Cile, fino al Perù, si sono moltiplicati gli inviti alla preghiera e le manifestazioni di vicinanza. Anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha manifestato fiducia nella possibilità che il Papa possa superare questa prova e riprendere quanto prima il proprio ministero. Il ricovero di Leone XIV riporta inevitabilmente alla memoria le difficili condizioni di salute degli ultimi anni di Papa Francesco, più volte ospedalizzato prima della morte, avvenuta nell'aprile 2025. Il Policlinico Gemelli rappresenta da decenni un punto di riferimento per l'assistenza sanitaria ai Pontefici. Giovanni Paolo II vi fu ricoverato ripetutamente, mentre Francesco vi trascorse diversi periodi di degenza. La malattia del Papa pone anche interrogativi sul funzionamento della Santa Sede durante un'eventuale prolungata indisponibilità del Pontefice. La Chiesa cattolica non prevede infatti una figura che possa sostituire automaticamente il Papa nell'esercizio di tutte le sue prerogative. Le attività ordinarie della Curia romana proseguono, mentre le decisioni che richiedono necessariamente l'approvazione pontificia possono essere rinviate. Per il momento, tuttavia, non emergono indicazioni di una compromissione delle capacità decisionali di Leone XIV. L'attenzione rimane concentrata sulla ripresa fisica e sui risultati degli accertamenti medici. Per Robert Francis Prevost, primo Pontefice statunitense della storia, non è la prima esperienza di una grave malattia. Durante gli anni della missione in Perù, nel 1985, fu colpito dalla febbre tifoide e dovette affrontare un ricovero ospedaliero particolarmente difficile. In una successiva testimonianza personale, Leone XIV ha raccontato come quella sofferenza abbia segnato profondamente la sua esperienza spirituale, rafforzando la consapevolezza della propria vocazione. Oggi, a quarant'anni di distanza, il Pontefice affronta una nuova prova, questa volta sotto lo sguardo di milioni di fedeli. L'operazione riuscita rappresenta un primo risultato positivo, ma saranno le prossime giornate a chiarire il quadro clinico complessivo. La conferma della natura maligna del tumore impone prudenza, senza cancellare gli elementi favorevoli emersi dalla diagnosi precoce e dall'esito chirurgico. Per Leone XIV comincia ora il tempo della convalescenza. Per la Chiesa universale, quello dell'attesa e della preghiera, nella speranza che il Pontefice possa tornare presto a esercitare pienamente il proprio ministero.


Allora!

daje de punta di Pino Forconi

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SIRMIONE, STORIA E LEGGENDE SUL GARDA

L'ENIGMA DELLE ORIGINI Non solo io, ma quanti di noi ci siamo chiesti e forse quanti altri si si stanno ancora chiedendo. ” Ma siamo veramente soli” ? Eppure, leggendo autorevoli scrittori, non solo del passato, tutti girano e rigirano intorno al grande “Enigma”, Siamo soli, oppure altre generazioni, ci hanno preceduto? Naturalmente non parlo di ieri o dei passati dieci o venti anni, ma di migliaia di anni, secoli. Viviamo forse una specie di Mondo parallelo? Come avere un grosso vetro/specchio dove “loro” ci guardano e ascoltano, ma noi non li vediamo? Naturalmente parlo dei nostri stessi avi o lontani parenti; le nostre origini come la nascita di Roma, Romolo e Remo gente vissuta non più tardi di ieri. Ma quando si parla di Annunaki, astronomia babilonese, Nibiru! Si, è astronomia, ma erano pure dei popoli, parliamo quindi di milioni di secoli fa e non di fantasie. Quotidianamente vengono fuori ritrovamenti e reper-

ti in qualche caso degli scritti, quindi, se pur in altri idiomi, qualcuno li avrà pur scritti……… e allora, siamo soli? Abbiamo chiesto anche a Galileo Galilei, ma non ha potuto precisare perché aveva il cannocchiale smontato per la pulizia delle lenti. La NASA dice (ma poi nasconde), lei che manda su più razzi e astronavi, che il traffico della M4 è nulla al confronto, poi si legge che questo nostro pianeta Terra ha un fratello, non tanto lontano (solo qualche stramiliardo di anni luce) apparentemente si chiama “MX2/Pituko*8” (non ricordo esattamente). Autorevoli piloti di linea, con niente alcool in corpo, ci descrivono avvistamenti di altri (chiamiamoli velivoli) che gli volavano accanto, poi zooooommmm spariti. Da dove vengono? Siamo soli? Beh, ho espresso i miei dubbi. Ora se qualche buon uomo ha scoperto qualche cosa,,,,,,!!! “Che venga a riferire in Parlamento” Altrimenti dormiteci sopra e arrivederci alla prossima.

BAILA LA CITTÀ ROMANA Nella zona napoletana dei Campi Flegrei, causa il bradisismo, fenomeno vulcanico classico della zona per il graduale e lento abbassamento o innalzamento dei terreni, tutto dipende dai gas caldi all’interno della caldera vulcanica causando il movimento del magma. Alzandosi la pressione, il terreno si spacca, abbassandosi la pressione il terreno si abbassa ed ecco come questa antica città di Baia è lentamente sprofondata. Nel IV secolo d.C. Baia cominciò la sua lenta immersione portando con sé le bellezze delle ville romane, le strade, i mosaici e i suoi monumenti, creando così un meraviglioso Parco Archeologico Sommerso. Baia ha anche un castello, quello Aragonese, eretto tra il 1490 e il 93 sui resti di una villa romana, un promontorio strategico a difesa del golfo.

Tra il Cinquecento e il Settecento il castello fu ampliato e arricchito sotto un apparente dominio di un viceré spagnolo tale Pedro Alvarez de Toledo. Ma quello che più importa è il Parco sommerso di Baia. L’aristocrazia romana sapeva bene dove creare i propri posti di piacere: Gaio Mario, Tiberio, Giulio Cesare, Cicerone, Caligola, Nerone e tanti altri. Edilizia come il Tempio di Diana, di Mercurio, di Venere e altre ma che il mare inesorabilmente ha preso per sé tutte le bellezze di oltre 2000 anni fa. Per chi è appassionato si possono ottenere visite sub guidate. E per chi invece preferisce restare all’asciutto, basta ammirare questo straordinario patrimonio dal mare, immaginando la vita e gli splendori di un tempo ormai lontano, tra ville sontuose, terme e personaggi illustri.

Un lembo di terra che si protrae nel lago di Garda, Sirmione. Anche qui c’è molto del tocco dell’epoca romanica, basti pensare alle grotte di Catullo. Ma chi era Gaio Valerio Catullo (84-54 A.C.)? Nel XIII secolo la potente famiglia veronese degli Scaligeri vi costruirono il famoso “Castello Scaligero” una vera fortificazione ed un porto militare su di un lago. Mentre che i nobili romani scelsero Sirmione come residenza estiva, di svago e riposo, come lo dimostrano le conosciute Grotte di Catullo. In epoca longobarda la regina Ansa vi fondò il Monastero di San Salvatore. Sirmione ha molta storia, nel 1197 fu controllata da Verona, nel periodo del Duecento e Trecento passo sotto la dinastia degli Scala (furono loro che resero Sirmione come avamposto militare sul lago) che guidarono la signoria con Mastino I della Scala dal 1262 al 1387. Una famiglia veramente potente che estese i suoi domini su gran parte del Veneto e anche parte della Lombardia. Uno di loro, Cangrande I della Scala portò la signoria allo splendore politico e militare, fu mecenate di Dante Alighieri. Poi anche i più potenti cadono e verso la fine del Trecento su pressione dei Visconti di Milano e della Repubblica di Venezia la signoria cadde. La famosa villa di

Catullo o le Grotte Naturali di Catullo, che il poeta non ci ha mai vissuto, mentre si tratterebbe di una imponente villa romana di quasi 26 o 27.000 metri quadrati che fu costruita a cavallo tra i due secoli AC e DC, quando il poeta era già morto. Nel Quattrocento le rovine furono scambiate o meglio confuse come delle grotte, ecco il perché del nome, mentre che il riferimento al poeta Catullo, nasce dai suoi scritti e famosi versi rivolti alla sua amata terra di Sirmione. Tutto era abbandonato, solo una meta di ricercatori o altro. Solo nel XIX secolo si è sistematicamente scavato per riportare alla luce il complesso. Oggi finalmente c’è anche un museo che ha raccolto, ripulito e messo a disposizione di visitatori, tutti

i reperti archeologici recuperati. Vale la pena visitarle, una buona camminata di circa un kilometro partendo dal castello Scaligero e seguendo indicazioni si può arrivare alle Grotte di Catullo. Non avrete bisogno di Catullo per le spiegazioni, anche perché’ quello che si ammira da quel punto del lago, non ha bisogno di spiegazioni. Qualcuno potrebbe chiedere chi era Ansa? La regina Ansa, bresciana, nacque nel 715 (forse) ma mori nel 774 d.C., regina dei Longobardi, fu sposa di re Desiderio e madre di Emengarda la famosa sposa di Carlo Magno e di Adelperga. Che nomi si usavano una volta, oggi darlo ad una giovane, costei non parlerebbe mai più ai genitori. Come ti chiami e lei direbbe, Adelperga….. che hai detto???

CAMPOMAGGIORE, DOVE SOPRAVVIVE UN'UTOPIA

Viviamo in un’epoca dove tutto sembra un’utopia. Vorremmo cose che nella realtà non possiamo né avere né realizzare. Ma lasciamo le utopie del nostro Paese a chi dovrebbe trovare le soluzioni, sperando che anche questa speranza non diventi un’utopia! Veniamo invece alle nostre storie, quelle che il tempo ha quasi cancellato. Oggi vi porto in Basilicata, alla scoperta di una città che non esiste più: Campomaggiore Vecchio, conosciuta anche come la città dell’utopia. La sua storia comincia nel 1741, quando l’architetto Giovanni Patturelli, su incarico dei Conti Rendina, progettò un centro abitato che doveva rappresentare un modello di organizzazione e convivenza. C’era tutto: una piazza, la chiesa, il palazzo baronale, strade spaziose e abitazioni destinate ai lavoratori. Insomma, una città pensata per il futuro, dove ogni cosa aveva il proprio posto.

Per oltre un secolo la vita trascorse tranquillamente. Poi, il 10 febbraio 1885, una tremenda frana sconvolse il paese, distruggendone gran parte. Si racconta, tra storia e leggenda, che due contadini avvertirono gli abitanti del pericolo dopo aver ricevuto un messaggio dalla Beata Vergine del Monte Carmelo, permettendo così alla popolazione di

salvarsi. Campomaggiore venne ricostruita più a nord, su terreni sicuri. Oggi quei ruderi, circondati dalle Piccole Dolomiti Lucane, costituiscono un museo a cielo aperto. Passeggiando tra quelle pietre viene da domandarsi: quante città abbiamo costruito sognando il futuro, senza immaginare che un giorno sarebbero diventate memoria?

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Venerdì 16 Ottobre 2026

la pagina di Palmerini

Allora!

Centro Abruzzese Canadese Inc. premia le nuove generazioni

Gli studenti riflettono su famiglia, identità e tradizioni, mentre il Sodalizio assegna borse di studio a 4 giovani di origine abruzzese

Gabriel Bernal con il presidente Angelo Filoso

L’importanza di ricordare le proprie radici e di trasmettere le tradizioni culturali alle nuove generazioni è stata al centro di un incontro organizzato dal Centro Abruzzese Canadese Inc. La serata ha riunito esponenti della comunità italo-canadese per celebrare le origini abruzzesi, ascoltare le riflessioni dei giovani e rendere omaggio ai vincitori delle prime borse di studio dell’associazione destinate a studenti di livello post-secondario. Quattro studenti — Sophia Colasante, Gabriel Bernal, Grace Di Nardo e Vanessa Marinelli — hanno condiviso riflessioni personali sul significato delle proprie origini italiane. Pur partendo da esperienze diverse, i loro interventi hanno espresso una comune riconoscenza per i sacrifici delle generazioni precedenti e la volontà di mantenere vive le tradizioni familiari. Sophia ha sottolineato l’importanza di comprendere il significato dei simboli e delle usanze culturali, anziché limitarsi a ripeterli. Ripensando ai nonni, originari di diverse regioni d’Italia, ha descritto la storia della sua fami-

glia come una vicenda di «immigrazione, comunità e continuità». Ha espresso gratitudine per il legame con le proprie radici e per la responsabilità di celebrarle e custodirle in modi significativi anche per i più giovani. Sophia ha spiegato: «La storia della mia famiglia è una storia di immigrazione, comunità e continuità. I miei nonni provenivano forse da diverse parti d’Italia, ciascuno con le proprie esperienze e tradizioni, ma la vita che hanno costruito qui mi ha permesso di crescere con un forte legame con una cultura che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Sono grata per le mie origini e sarò sempre orgogliosa di portarle avanti. Per me, mantenere viva la mia eredità italiana in Canada significa ricordare da dove viene la mia famiglia e, allo stesso tempo, trovare nuovi modi per celebrarla, condividerla e preservarla. Non è soltanto un legame con il passato, ma qualcosa che porterò con me nel futuro». Gabriel, impossibilitato a partecipare, è stato presente attraverso la lettura di alcuni brani della sua riflessione. Ha ricono-

Nello Scipioni con le borsiste Vanessa, Grace e Sophia

sciuto che le opportunità di cui gode oggi sono frutto delle difficili scelte e del duro lavoro degli antenati, partiti da piccoli centri italiani alla ricerca di un futuro migliore. Per lui, onorare la tradizione significa tramandare la loro determinazione, generosità e dedizione alla famiglia. Gabriel ha scritto: «Ho capito che mantenere viva una tradizione non significa necessariamente rispettare ogni singola usanza esattamente come si faceva in passato. Le tradizioni possono continuare a prosperare grazie ai valori che le accompagnano. Nella mia famiglia, uno dei valori fondamentali è la convinzione che lavoriamo non soltanto per migliorare la nostra condizione, ma anche per spianare la strada a chi verrà dopo di noi. I miei antenati hanno incarnato questo principio lasciando l’Italia e costruendo una nuova vita in una terra sconosciuta. Anche se forse non dovrò mai affrontare una sfida tanto ardua quanto la loro, posso fare mio quello stesso spirito. Che sia attraverso l’ingegneria, il servizio militare o, un giorno, la creazione di una mia famiglia, desidero realizzare qualcosa di significativo grazie alle opportunità che i loro sacrifici mi hanno offerto». Grace ha evidenziato che essere italiani significa molto più che possedere una cittadinanza o essere nati in un determinato luogo. L’italianità vive negli incontri di famiglia, nei pasti condivisi, nella lingua e nei ricordi. Ha ricordato gli sforzi della nonna per insegnarle l’italiano, così come le generazioni precedenti si erano impegnate a imparare l’inglese dopo l’arrivo in Canada. Guardando al futuro, spera di insegnare l’italiano ai propri figli, continuare i pranzi domenicali in famiglia, conservare le ricette tradizionali e partecipare attivamente alla comunità italiana di Ottawa. Rendendo omaggio alle generazioni più anziane, Grace ha dichiarato: «Essere italiani è molto più di una semplice nazionalità. Le mie origini italiane hanno contribuito a formare la persona che sono. La famiglia è la cosa più importante: trascorrere del tempo insieme, creare ricordi e mantenere vive le tradizioni tramandate dai nonni e dai genitori. Queste tradizioni mi hanno insegnato

Le premiate al Centro Abruzzese Canadese di Ottawa

a rispettare non soltanto i miei nonni, ma tutte le generazioni più anziane di italiani che custodiscono il proprio patrimonio culturale, affinché i giovani come me possano capire da dove provengono e come sono diventati ciò che sono». Vanessa ha descritto le proprie radici italiane come il fondamento della sua identità e dei valori che orientano la sua vita. Ha ricordato gli anni dell’infanzia trascorsi nella casa dei nonni, dove ha imparato l’importanza della famiglia, della fede, del rispetto e del senso di responsabilità. Ha reso omaggio ai sacrifici delle generazioni di immigrati, sottolineando che onorarne l’eredità non significa soltanto celebrare usanze familiari, ma vivere concretamente i valori trasmessi. Vanessa ha dedicato ai suoi nonni un pensiero speciale: «Alcuni degli anni più significativi della mia vita li ho trascorsi a casa dei miei nonni, dove rimanevo ogni giorno feriale, dalla scuola dell’infanzia fino alla sesta classe. Sebbene i miei genitori mi abbiano cresciuta con grande amore e dedizione, la casa dei nonni era molto più di un luogo: era il posto in cui si è formata la mia identità. I miei nonni mi hanno trasmesso solidi valori familiari e morali, una fede incrollabile e un profondo rispetto per la tradizione. Grazie a loro ho imparato che essere italiani non significa soltanto essere chiassosi, appassionati o preparare grandi pranzi all’italiana; significa anche onorare chi ci ha preceduto e portarne avanti l’eredità con uno scopo preciso. Senza i loro sacrifici nell’emigrare in Canada alla ricerca di una vita migliore, oggi non sarei dove sono. Sarò per sempre grata per i ricordi che ho costruito insieme a loro». Gli interventi dei rappresentanti del Centro Abruzzese Canadese Inc. - il presidente Angelo Filoso, il vicepresidente Nello Scipioni ed altri membri del Consiglio Direttivo - hanno inserito queste testimonianze in una più ampia storia di impegno comunitario. Fondato nel settembre 1973, il Centro Abruzzese Canadese opera per rafforzare i legami tra le persone di origine abruzzese e la più ampia comunità canadese, tutelando e promuovendo la cultura e le tradizioni della regione. Dopo oltre cinquant’anni, la sua presenza testimonia la dedizione di volontari, soci e sostenitori. Gli oratori hanno ricordato

il ruolo importante svolto dalle associazioni italiane a Ottawa e hanno invitato le nuove generazioni a contribuire attivamente alla continuità di questo patrimonio. Il messaggio è stato chiaro: le organizzazioni culturali restano forti quando le persone partecipano, coinvolgono altri e condividono con orgoglio le proprie tradizioni. Il tricolore italiano è stato evocato come simbolo di questo legame duraturo. Uno dei momenti più significativi della serata è stata la consegna delle borse di studio ai quattro giovani di origine abruzzese. È stato letto in italiano un messaggio di ringraziamento di Gabriel Bernal, impossibilitato ad essere presente, ma al quale la borsa di studio è stata consegnata in un secondo momento dal presidente Angelo Filoso. Gabriel ha ringraziato il Centro Abruzzese Canadese per la generosità e la fiducia dimostrate nei confronti dei premiati, affermando che questo riconoscimento lo incoraggerà a proseguire gli studi e a realizzare i propri obiettivi futuri. La consegna dei riconoscimenti, seguita da fotografie e congratulazioni, ha sottolineato l’impegno del Centro Abruzzese Canadese ad investire nei giovani, valorizzando al tempo stesso i risultati raggiunti dalle generazioni precedenti. La serata si è conclusa con un appello all’unità, alla perseveranza e alla partecipazione alla vita comunitaria. Le parole finali hanno riassunto lo spirito dell’occasione: «Non cedete e non arrendetevi. Thank you. Grazie». Celebrando le voci dei giovani italo-canadesi, il Centro Abruzzese Canadese ha ribadito che il patrimonio culturale non è soltanto qualcosa che si eredita: è qualcosa che ogni generazione sceglie di ricordare, vivere e tramandare.


Allora!

la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo

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Patricia Piccinini, l’artista italo-australiana che dà un volto al futuro

Nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, Patricia Piccinini occupa un posto di particolare rilievo. Artista australiana di origine italiana, è conosciuta per le sue sculture iperrealistiche, le installazioni e le opere multimediali che mettono in discussione il confine tra naturale e artificiale, umano e non umano, realtà e immaginazione. Le sue creazioni, spesso sorprendenti e talvolta inquietanti, invitano il pubblico a riflettere sulle trasformazioni della società contemporanea e sulle responsabilità etiche legate al progresso scientifico. Il suo universo artistico è popolato da esseri immaginari, creature ibride e figure che sembrano provenire da un futuro possibile. Non si tratta, tuttavia, di semplici mostri o personaggi fantastici. Dietro ogni volto, ogni corpo e ogni dettaglio anatomico si nasconde una domanda fonda-

mentale: che cosa significa essere umani in un mondo nel quale la tecnologia è sempre più capace di modificare la vita? È proprio questa capacità di unire meraviglia visiva, inquietudine e riflessione morale ad aver reso Piccinini una delle personalità più riconoscibili dell’arte australiana contemporanea. Il pubblico, davanti alle sue opere, si trova spesso diviso tra curiosità e smarrimento, attrazione e disagio. È una reazione che l’artista ricerca deliberatamente, perché considera l'emozione uno strumento fondamentale per avvicinare questioni complesse. Attraverso immagini apparentemente impossibili, riesce infatti a rendere accessibili interrogativi che appartengono alla filosofia, alla medicina e alla ricerca scientifica. Patricia Piccinini è nata a Freetown, in Sierra Leone, nel 1965, da genitori italiani, ed è cresciuta

Gruppo Pensionati di Fairfield

RACCOLTA DELLE CILIEGIE

Con l’arrivo della stagione estiva, il Gruppo Pensionati di Fairfield invita soci, amici e simpatizzanti a partecipare alla tradizionale gita di un giorno a Orange, dedicata alla raccolta delle ciliegie, in programma

Sabato 5 dicembre 2026 Sarà una giornata all’insegna dell’amicizia, della spensieratezza e dei sapori genuini della campagna australiana. La partenza è prevista dal Club Marconi alle ore 6:00 del mattino, con rientro alle 19:30. Il costo è di 60 dollari a persona, comprensivo di trasporto e morning tea, con una piacevole sosta a Katoomba lungo il percorso. La raccolta delle ciliegie durerà circa tre ore, offrendo ai partecipanti l’opportunità di trascorrere una giornata immersi nella natura. Ciascuno provvederà al proprio pranzo, che sarà consumato nel parco di Orange in un’atmosfera conviviale. Tutti sono benvenuti a partecipare a questa esperienza che unisce il piacere della scoperta, la compagnia e la bellezza della natura. Per ulteriori informazioni e prenotazioni è possibile contattare: ROSA: 0401 270 703 / 9727 7627 TINA: 0405 002 714 ADELAIDE: 9728 6269

in Australia dopo il trasferimento della famiglia a Canberra nel 1972. La sua storia personale si sviluppa quindi tra culture diverse, in un percorso che l'ha portata a diventare una figura di primo piano della scena artistica australiana. Dopo gli studi iniziali in ambito economico, ha scelto di dedicarsi all’arte, conseguendo una formazione presso il College of Fine Arts di Sydney, oggi parte dell’Università del Nuovo Galles del Sud. La sua carriera si è sviluppata attraverso una ricerca interdisciplinare che comprende scultura, fotografia, video e installazione. Fin dagli esordi, Piccinini ha dimostrato un interesse particolare per le conseguenze sociali e culturali delle innovazioni scientifiche. La genetica, le biotecnologie, la riproduzione artificiale, il consumismo e la manipolazione della natura sono diventati temi ricorrenti del suo lavoro. La sua formazione e il suo percorso internazionale le hanno consentito di elaborare un linguaggio personale, lontano dalle convenzioni della scultura tradizionale. Le sue opere non si limitano a rappresentare il mondo: sembrano anticiparne le possibili trasformazioni, mostrando situazioni nelle quali ciò che oggi appare straordinario potrebbe diventare parte della vita quotidiana. Particolarmente significativa è l'attenzione riservata alla maternità, alla protezione dei più vulnerabili e ai legami affettivi. Molte creature vengono rappresentate mentre dormono, si abbracciano oppure cercano conforto, assumendo atteggiamenti profondamente umani. In questo modo, l'artista supera l'apparenza fisica e invita a riconoscere la dignità dell'esistenza anche nelle forme più insolite. La diversità diventa così occasione di incontro, anziché motivo di esclusione o paura. Tra i progetti che hanno contribuito alla sua notorietà internazionale figura We Are Family, presentato nel Padiglione australiano alla 55ª Biennale di Venezia, nel 2013. La partecipazione ha rappresentato una tappa fondamentale della sua carriera, portando la sua ricerca al centro di uno degli appuntamenti più importanti dell’arte contemporanea mondiale. L’esposizione riuniva sculture e installazioni capaci di creare un ambiente nel quale creature in-

solite convivevano con elementi familiari. Il titolo, traducibile con «Siamo una famiglia», suggeriva una riflessione sull’appartenenza, sulla cura e sulle molteplici forme che può assumere una comunità. Invece di proporre una visione apocalittica del futuro tecnologico, Piccinini sceglieva di mettere in primo piano la relazione. Le sue figure non chiedevano necessariamente di essere comprese sul piano scientifico, ma invitavano a essere osservate e accolte. Il messaggio era chiaro: il progresso non può essere valutato soltanto sulla base delle sue possibilità tecniche. Occorre considerare anche il modo in cui le nuove forme di vita, reali o immaginarie, potrebbero essere trattate e integrate nella società.

La Biennale ha consolidato la posizione dell’artista nel circuito internazionale, contribuendo a far conoscere al pubblico globale una voce originale dell’arte australiana. A rendere ancora più originale il suo lavoro è la straordinaria attenzione ai materiali e ai dettagli. Silicone, resine, capelli e superfici accuratamente modellate contribuiscono a creare figure di impressionante realismo. Ogni piega della pelle, ogni espressione e ogni imperfezione anatomica rafforzano l'illusione della vita. Questa precisione tecnica non rappresenta però un semplice esercizio estetico, ma diventa parte integrante di una narrazione artistica che interroga profondamente la sensibilità dello spettatore contemporaneo.


Un pari sofferto per continuare a sognare

L’Italia femminile supera il primo turno dei playoff per i Mondiali 2027, ma il pareggio contro la Bielorussia lascia più di qualche interrogativo. Allo stadio Artemio Franchi di Firenze, le Azzurre di Andrea Soncin non vanno oltre l’1-1, qualificandosi grazie al 2-0 conquistato nella gara d’andata a Tbilisi. La partita sembra mettersi subito in discesa. Al nono minuto Barbara Bonansea approfitta di un grave errore della difesa bielorussa e firma il vantaggio italiano. L’attaccante si commuove durante l’esultanza e dedica la

rete alla madre, scomparsa nei mesi scorsi. Un momento intenso, accolto dall’affetto del pubblico fiorentino. Nonostante il gol iniziale, l’Italia fatica a mantenere ritmo e precisione. Il largo turnover deciso dal commissario tecnico incide sugli automatismi, mentre la sicurezza garantita dal risultato dell’andata sembra frenare l’aggressività della squadra. Dopo un primo tempo controllato, nella ripresa emergono difficoltà nella gestione del possesso e nella costruzione offensiva. Al 75º minuto arriva il pareg-

gio di Alkhovik, che premia la determinazione della Bielorussia e rende meno convincente il bilancio della serata. Il risultato complessivo di 3-1 consente comunque alle italiane di proseguire il cammino verso il Brasile, pur evidenziando alcuni limiti da correggere rapidamente. Adesso l’ostacolo sarà decisamente più impegnativo. L’Italia affronterà la Finlandia, reduce dal successo sulla Serbia, nelle due sfide programmate per il primo e il 5 dicembre. In palio ci sarà un posto alla Coppa del Mondo femminile, prevista in Brasile dal 24 giugno al 25 luglio 2027. Soncin ha ribadito che raggiungere il Mondiale rappresenta un sogno, sottolineando la necessità di lavorare soprattutto sulla mentalità. Contro le finlandesi servirà una Nazionale più continua, incisiva e attenta: il margine di errore, questa volta, sarà molto più ridotto. Le prossime settimane saranno fondamentali per ritrovare brillantezza, consolidare gli equilibri tattici e preparare una doppia sfida senza possibilità di appello.

Serie A – Posticipi della 6ª

Krstović trascina l’Atalanta, Kulenović decide a Torino

F1, svolta storica nel continente africano

La Formula 1 prepara il ritorno in Africa dopo oltre trent’anni di assenza. Il Ruanda ospiterà un Gran Premio nei primi anni del prossimo decennio, grazie a un accordo decennale annunciato dagli organizzatori del Mondiale. La data del debutto resta da stabilire, ma il progetto segna una svolta nell’espansione del campionato. La gara si disputerà su un circuito permanente a Bugesera, circa 40 chilometri a sud di Kigali, nei pressi del nuovo aeroporto inter-

nazionale. L’impianto sarà progettato secondo gli standard FIA di Grado 1, necessari per ospitare la categoria automobilistica. Il tracciato sfrutterà i dislivelli della zona, promettendo curve impegnative per i piloti e punti panoramici per gli spettatori. L’Africa manca dal calendario dal 1993, quando Alain Prost conquistò sul circuito sudafricano di Kyalami una vittoria al volante della Williams. Il ritorno rappresenterebbe la conclusione di

un’assenza durata quattro decenni e permetterebbe alla Formula 1 di disputare gare in tutti i continenti abitati. Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, ha definito l’intesa un momento storico, evidenziando le prospettive economiche e sociali legate all’iniziativa. Turismo, investimenti, occupazione e formazione professionale sono tra gli obiettivi indicati dagli organizzatori. Entusiasmo da parte del presidente ruandese Paul Kagame, che considera il Gran Premio un’occasione per coinvolgere milioni di appassionati africani, giovani. Restano da affrontare le sfide della costruzione e dell’organizzazione, mentre cresce l’attenzione sulle ricadute per il territorio. Per il Ruanda, la Formula 1 potrebbe diventare una vetrina capace di accompagnare lo sviluppo del Paese oltre il fine settimana di gara, aprendo prospettive allo sport automobilistico africano.

Partenza sprint per i nerazzurri: Franck Kessié apre le danze, Nikola Krstović si scatena con una doppietta e manda in tilt la difesa di Mr Stroppa. Hainaut al 37' prova a riaccendere le speranze veneziane, ma l’Atalanta resiste. Nel finale, Carnesecchi chiude la porta: Sarri sorride, Stroppa mastica amaro. Una vittoria che conferma la forza offensiva dei bergamaschi, capaci di colpire nei momenti decisivi e gestire il vantaggio nonostante la reazione degli avversari nella ripresa. Tre punti pesanti per la classifica, conquistati attraverso una prestazione convincente, con personalità, determinazione e grande concretezza sotto porta.

All’Olimpico Grande Torino è gara combattuta, ricca di emozioni e continui capovolgimenti di fronte. Bragança sblocca la gara al 36’, sfruttando il palo centrato da Ché Adams. Poi Ekkelenkamp risponde al 43’ e gela i tifosi granata. Le due squadre si affrontano a viso aperto, senza risparmiare energie, regalando spettacolo e tensione fino agli ultimi minuti. Nella ripresa, però, Kulenović approfitta dello scontro fratricida Okoye-Bertola e firma il colpo vincente. Abate festeggia, Runjaic ora rischia. Per i granata tre punti preziosissimi, conquistati con determinazione e carattere, davanti a un pubblico entusiasta che applaude soddisfatto.


sport

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Curtis detta legge, tre record in una giornata

Atene applaude Stanco e Rossi L’Italia del tiro a volo si conferma protagonista sulla scena europea, conquistando due medaglie nella finale femminile di Trap ai Campionati Europei di Atene. Silvana Stanco ha ottenuto l’argento, mentre Jessica Rossi si è aggiudicata il bronzo, al termine di una competizione combattuta che ha visto la spagnola Fatima Galvez imporsi sulle avversarie e conquistare il titolo continentale. Un risultato prestigioso per la nazionale italiana, accompagnato tuttavia da un pizzico di rammarico. Le premesse della finale lasciavano infatti immaginare un possibile trionfo azzurro, considerando che ben tre italiane erano riuscite a qualificarsi per l’atto conclusivo della competizione. Jessica Rossi aveva chiuso al primo posto tra le finaliste, seguita dalla connazionale Silvana Stanco in seconda posizione. Due piazzamenti che confermavano l’ottimo stato di forma delle tiratrici italiane e alimentavano le aspettative di una medaglia d’oro. La presenza contemporanea di tre azzurre rappresentava inoltre un segnale importante della profondità tecnica della squadra, capace di affrontare una competizione di altissimo livello con più atlete concretamente in corsa per il podio. La finale, però, ha riscritto gli equilibri della gara. Fatima Galvez ha saputo sfruttare al meglio le proprie opportunità, dimostrando precisione e determinazione nei momenti decisivi. La spagnola ha così conquistato il gradino più alto del podio, lasciando alle italiane le altre due medaglie di-

sponibili. Silvana Stanco, già protagonista di importanti successi internazionali, ha confermato la propria competitività conquistando una meritata medaglia d’argento. Jessica Rossi, campionessa olimpica a Londra 2012, ha invece aggiunto un altro bronzo al suo ricco palmarès, ribadendo la capacità di competere ai massimi livelli. Entrambe hanno dimostrato esperienza, concentrazione e grande tenuta mentale, qualità fondamentali in una disciplina così impegnativa. Positiva anche la prestazione di Erica Sessa, terza rappresentante italiana nella finale, che è riuscita a recuperare due posizioni, concludendo la competizione al quinto posto. Una rimonta significativa, soprattutto considerando la pressione che accompagna ogni serie di tiro nelle fasi decisive di una manifestazione continentale. Il bilancio complessivo resta dunque estremamente soddisfacente: due medaglie, tre atlete tra le migliori cinque e una presenza azzurra determinante nella fase conclusiva del torneo. Per l’Italia si tratta di un’ulteriore conferma della solidità del movimento nazionale del tiro a volo, capace di esprimere campionesse affermate e mantenere una competitività costante nelle manifestazioni internazionali. L’oro sfumato lascia inevitabilmente qualche rimpianto, ma il doppio podio di Atene rappresenta soprattutto un risultato significativo, che rafforza le ambizioni italiane in vista dei prossimi appuntamenti continentali e mondiali.

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Sara Curtis continua a stupire negli Stati Uniti, confermandosi tra le protagoniste più brillanti del nuoto internazionale. La giovane azzurra ha conquistato tre successi nella College Swimming League, stabilendo altrettanti record della competizione e contribuendo alla vittoria della sua squadra, i Virginia Cavaliers. La prima impresa è arrivata nei 100 yard dorso, dove Curtis ha fermato il cronometro su 49.74, imponendosi sulle avversarie e riscrivendo il primato della manifestazione. Una prestazione di altissimo livello, che conferma le straordinarie qualità tecniche e la crescente maturità agonistica della nuotatrice italiana. Non meno impressionante il risultato nei 50 yard stile libero, conquistati con il tempo di 21.06, anche in questo caso nuovo record dei campionati. Una dimostrazione di velocità esplosiva che rafforza la sua reputazione tra le migliori specialiste delle distanze brevi.

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citori della classifica a squadre. Per la campionessa europea, già protagonista sulla scena internazionale, l’esperienza universitaria americana rappresenta un’importante occasione di crescita. I risultati confermano una progressione costante, alimentando aspettative sempre maggiori in vista dei prossimi appuntamenti.

Judo, Pirelli firma l'impresa mondiale a Baku Grande impresa di Gennaro Pirelli ai Campionati mondiali di judo di Baku, in Azerbaigian. L'azzurro, impegnato nella categoria fino a 100 chilogrammi, ha conquistato una splendida medaglia di bronzo, salendo per la prima volta in carriera sul podio iridato e regalando all'Italia la terza medaglia della competizione. Nella finale per il terzo posto, Pirelli ha superato l'uzbeko Tulkinbek Turdiev al termine di un confronto combattuto, deciso da uno yuko che ha premiato la determinazione e la lucidità del judoka italiano. Una vittoria costruita con attenzione tattica, capacità di gestione dell'incontro e grande concentrazione nei momenti decisivi. Classe 2000, Pirelli aggiunge così un risultato prestigioso al proprio percorso sportivo, confermando la crescita che lo ha portato a confrontarsi con i migliori interpreti internazionali della disciplina. Il bronzo di Baku rappresenta un traguardo particolarmente significativo, perché arriva sul palcoscenico più importante del judo mondiale, dove ogni incontro richiede preparazione fisica, resistenza mentale e precisione tecnica. La medaglia assume un valore ancora maggiore considerando il livello degli avversari presenti nella categoria dei 100 chilogrammi, tradizionalmente una delle più competitive del circuito internazionale. Pirelli ha

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Curtis ha poi completato la giornata partecipando alla staffetta 4×50 stile libero, nella quale ha nuotato la propria frazione in 21.15, contribuendo a un ulteriore primato della competizione. A coronare una giornata memorabile è arrivato anche il successo collettivo dei Virginia Cavaliers, vin-

saputo affrontare la pressione della competizione, trasformando l'occasione in un risultato destinato a segnare la sua carriera. Nel judo, dove basta un movimento sbagliato per compromettere un intero incontro, la capacità di mantenere il controllo rappresenta spesso la differenza tra vittoria e sconfitta. Pirelli ha dimostrato di possedere questa qualità, affrontando il confronto decisivo con maturità agonistica. Il successo contro Turdiev assume così un significato che va oltre il risultato immediato: certifica la capacità dell'azzurro di gestire appuntamenti di grande importanza e di trasformare la pressione in una prestazione concreta. Per la nazionale italiana si tratta del terzo podio conquistato nella spedizione mondiale, un bilancio che testimonia la competitività del

movimento azzurro e il lavoro svolto dagli atleti insieme ai rispettivi staff tecnici. Un risultato che offre ulteriori motivi di fiducia in vista dei prossimi appuntamenti, rafforzando le ambizioni della squadra italiana nelle competizioni internazionali. La medaglia conferma inoltre il potenziale della nuova generazione azzurra. A Baku, Gennaro Pirelli non ha soltanto conquistato una medaglia: ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli, guadagnandosi un posto tra i protagonisti della categoria. Il bronzo mondiale rappresenta ora un importante punto di partenza per affrontare le prossime sfide internazionali con maggiore consapevolezza e ambizione. Per Pirelli, il podio di Baku segna una nuova tappa della sua carriera agonistica.

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Onoranze Funebri DECESSO

UMBACA MARIANNA

nata il 17 agosto 1938 deceduta a Sydney (NSW) il 10 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato mercoledì 21 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso St Charles Borromeo Catholic Church, 2A Charles Street, Ryde. Dopo il rito religioso, la cara Marianna sarà accompagnata al Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

DECESSO

ARENA ELVA

nata il 4 gennaio 1929 deceduta a Sydney (NSW) il 10 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso St John the Baptist Catholic Church, 15 Johnson Street, Freshwater. Dopo il rito religioso, la cara Elva sarà accompagnata al Frenchs Forest Bushland Cemetery, 1 Hakea Avenue, Davidson, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Il suo amore rimarrà un dono eterno custodito nel cuore di chi l'ha amata." ETERNO RIPOSO

DECESSO

GIANNETTO FRANCESCA

nata il 10 giugno 1939 deceduta a Sydney (NSW) il 6 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato domenica 18 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso la Chapel of the Resurrection di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso All Hallows Catholic Church, 2 Halley Street, Five Dock. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta. “La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO

DECESSO

CATANZARO FILADELFO

nato l'1° marzo 1925 deceduto a Sydney (NSW) l'8 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 17.00 presso Sacred Heart Catholic Church, 13 Park Road, Cabramatta. Il funerale sarà celebrato martedì 20 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso la stessa chiesa. Dopo il rito religioso, il caro Filadelfo sarà accompagnato al Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury, per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale del caro estinto. “Il suo amore continuerà a vivere per sempre nel cuore di chi lo ha amato." ETERNO RIPOSO DECESSO

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GIOVANNINO SOLINAS (GIANNI)

nato il 12 gennaio 1983 deceduto a Sydney (NSW) il 5 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Lascia la moglie Gianna, due bambini, la mamma Maria, il papà Tony tre sorelle Antonietta, Sandra e Annalisa. Il funerale sarà celebrato mercoledì 21 ottobre 2026 alle ore 14:00 presso Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Mary Mother of Mercy Chapel. Dopo il rito religioso, alle ore 15:15, il caro Gianni sarà accompagnato al Saint Christina Lawn Rookwood per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e accompagneranno il caro Gianni nel suo ultimo viaggio esprimendo sincera gratitudine per le preghiere, le parole di conforto e le dimostrazioni di affetto e vicinanza ricevute in questo momento di profonda tristezza e dolore.

“Il suo ricordo resterà luce preziosa per tutti coloro che lo hanno amato ." ETERNO RIPOSO

IN MEMORIA

CAMPISI MARIA

nata il 25 giugno 1958 deceduta a Sydney (NSW) il 27 ottobre 2025 Ad un anno dalla sua scomparsa, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani, la ricordano con dolore e immutato affetto. Una Santa Messa di Suffragio sarà celebrata martedì 27 ottobre 2026 alle ore 19.00 presso Our Lady of Mt Carmel Catholic Church, Mt Pritchard, 230 Humphries Road, Bonnyrigg. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno in preghiera nella Santa Messa in memoria della cara estinta. “Il Signore accolga la sua anima nella luce eterna e doni ai suoi cari conforto e pace." ETERNO RIPOSO


onoranze funebri

Allora!

Venerdì 16 Ottobre 2026

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Pola, dove riposa la memoria dell’Adriatico

A Pola, in Istria, esiste un luogo dove la storia dell’Adriatico si legge sulle lapidi. È il Cimitero della Marina, nel quartiere di Stoia, poco distante dalla baia di Valkane: un vasto spazio alberato che custodisce le vicende di marinai, ufficiali, soldati e civili travolti dai conflitti e dalle tragedie del mare. Fondato nel 1862 come cimitero della Marina austroungarica, il K.u.K. Marinefriedhof nacque quando Pola rappresentava uno dei principali centri militari dell’Impero asburgico. Per realizzarlo, il Ministero della Marina acquistò inizialmente quattromila metri quadrati di terreno. Nel tempo, la superficie è cresciuta fino a superare i 22mila metri quadrati. Secondo i dati riportati dall’Ente turistico cittadino, le persone sepolte sarebbero circa 150mila, cifra che testimonia la lunga e complessa storia del sito. Tra le tombe figurano quelle di dodici ammiragli austroungarici e di un ammiraglio turco, accanto alle sepolture di circa trecento militari italiani e tedeschi. Ma il cimitero conserva anche la memoria di alcune delle pagine più drammatiche della navigazione adriatica. Vi riposano vittime del naufragio del piroscafo passeggeri Baron Gautsch, affondato nel 1914, e membri degli equipaggi

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delle corazzate Szent István e Viribus Unitis, entrambe perdute nel 1918. Nomi che richiamano gli ultimi anni della Prima guerra mondiale e la fine di un’epoca, quando l’Adriatico era attraversato da rivalità imperiali e trasformazioni politiche destinate a ridisegnarne le coste. Il valore del luogo non è soltanto militare. Le diverse nazionalità rappresentate raccontano infatti una città cosmopolita, segnata dall’incontro fra lingue, culture e appartenenze differenti. Ogni monumento funerario restituisce un frammento di quella Pola che fu porto strategico e crocevia europeo. Nel 1990 l’area è stata riqualificata grazie anche al sostegno della Croce Nera austriaca e dell’as-

sociazione tedesca per la cura dei cimiteri di guerra. Il complesso è inoltre segnalato fra i monumenti tutelati nell’ambito della Convenzione dell’Aia. Oggi, passeggiare tra i suoi viali significa incontrare una memoria condivisa, che supera i confini nazionali. Non è dunque soltanto una meta per visitatori curiosi, ma un archivio all’aperto, capace di interrogare ancora oggi la coscienza collettiva europea. In questo angolo silenzioso dell’Istria, la storia non appartiene a una sola bandiera: appartiene alle persone che l’hanno vissuta, spesso pagando il prezzo più alto, lasciando alle generazioni successive il compito di custodire una memoria che nessuna guerra dovrebbe cancellare.


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Venerdì 16 Ottobre 2026

ultima pagina

Allora! Annuncio Comunitario

A Leppington ora nuove scuole Comites, le liste nel NSW e VIC Nuove aule, spazi didattici rinnovati e infrastrutture più moderne accolgono gli studenti di tre scuole pubbliche dell’area di Leppington, nel sud-ovest di Sydney, in coincidenza con l’inizio del quarto trimestre scolastico e degli esami conclusivi dell’Higher School Certificate (HSC). Gli interventi interessano Austral Public School, Greenway Park Public School e Leppington Public School, dove sono state inaugurate nuove strutture e completati lavori di ammodernamento nell’ambito del programma di investimenti del Governo laburista del New South Wales, guidato dal Premier Chris Minns. L’obiettivo è migliorare la qualità degli ambienti educativi e rispondere alle esigenze di una popolazione scolastica in costante crescita, soprattutto nei nuovi quartieri residenziali della periferia occidentale di Sydney. Secondo il deputato statale di Leppington, Nathan Hagarty, gli

investimenti rappresentano una risposta concreta all’espansione demografica del territorio e alla necessità di garantire strutture adeguate a studenti e insegnanti. «La nostra comunità sta crescendo rapidamente ed è importante che le scuole locali dispongano delle infrastrutture necessarie per accompagnare questa crescita», ha dichiarato Hagarty, esprimendo soddisfazione per il completamento degli interventi nei tre istituti. L’apertura delle nuove strutture coincide con un momento particolarmente importante per migliaia di studenti del New South Wales. Martedì 13 ottobre hanno infatti preso il via gli esami scritti dell’HSC, con la prima prova di lingua inglese. Hagarty ha rivolto un messaggio di incoraggiamento agli studenti dell’ultimo anno, riconoscendo l’impegno e la preparazione dimostrati durante il percorso scolastico.

Si avvicinano le elezioni dei Comites del 4 dicembre 2026 e cresce la mobilitazione delle comunità italiane in Australia. Nel New South Wales e nel Victoria sono state annunciate due liste elettorali, entrambe sostenute da oltre 200 sottoscrizioni raccolte nelle rispettive circoscrizioni consolari. A Sydney, la lista “Comunità e Futuro” ha comunicato di aver superato il numero di firme richieste, restando in attesa delle deliberazioni del Comitato Elettorale Circoscrizionale sull’ammissibilità della candidatura. Il programma si articola attorno a sette impegni, dalla tutela dei diritti e della cittadinanza alla promozione della lingua italiana, fino alla trasparenza e alla rappresentanza delle comunità regionali. Quattordici i candidati: Lisa Genovese, Antonia Giacoma Scorciapino, Paolo Rajo, Renzo Valleri, Maddalena Grigoletti, Luigi De Luca, Chiara Paiella, Antonio Ca-

taldo, Claudia De Luca, Antonino De Francesco, Paolo Maranesi, Francesco Barbieri, Giuseppe Ardica e Alberto Solfrini. A Melbourne è stata invece depositata la lista unitaria “Insieme per il Futuro”, destinata alle elezioni del Comites Victoria e Tasmania. Sedici i candidati, tra cui Marco Fedi, già parlamentare eletto nella circoscrizione Estero. La lista ha ringraziato il presidente uscente Ubaldo Aglianò, la Console Generale Chiara Mauri e il personale consolare per il sostegno organizzativo. Entrambe le formazioni concentreranno ora gli sforzi sull’informazione elettorale, ricordando che l’iscrizione all’AIRE non garantisce automaticamente il diritto a ricevere il plico. Gli elettori dovranno infatti presentare espressamente la richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale entro il 4 novembre 2026. Il voto avverrà per corrispondenza.

L’Associazione Figli del Grappa invita tutti i soci, le loro famiglie e gli amici a celebrare il 50° Anniversario dell’Associazione, in programma domenica 8 novembre 2026, presso la Sala Michelini del Club Marconi, Bossley Park. L’accoglienza degli ospiti è prevista dalle 11.00 alle 11.30, con inizio del pranzo alle 11.30. La giornata sarà accompagnata dalla musica di Alfredo Calcagno. Il costo è di $70 per i soci, $90 per i non soci e $35 per i bambini sotto i 12 anni. Le bevande alcoliche non sono incluse nella quota; saranno disponibili vino, birra, bibite analcoliche e acqua minerale. Le prenotazioni per l’Assemblea Generale e il pranzo devono essere effettuate entro il 20 ottobre 2026. Non saranno accettate prenotazioni oltre tale data. Eventuali cancellazioni saranno rimborsabili soltanto se comunicate entro il 2 novembre dopo tale data non sarà possibile effettuare alcun rimborso Per prenotare: L.&C. Cafarella – 4647 4377; A. Cremasco – 9606 6283; G. Favero – 9826 1531; G. Morosin – 9604 2458; J. Morosin – 0424 563 495; M. Pellizzari – 9606 5820; F. Simonetto – 9610 6945; B. Parolin – 0423 948 745.


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