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78 - 350 - 13 Ottobre 2026

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Dove la libertà è una pagina alla volta

PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE

Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 78 - Martedì 13 Ottobre 2026

Price in AU $2.00

Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Statistical Doom

The SBS Language Services Review risks overlooking a fundamental reality, that Italian Australians in previous generations were pressured to abandon their language. The proposed criteria for rethinking SBS emphasise population figures, English proficiency and recent migration. But statistics cannot measure historical discrimination, ageing or the continuing need for Australian news in Italian. Italian Australians are the most rapidly ageing migrant community in this country. For many older people, Italian-language radio provides vital access to information about healthcare, government services, elections and everyday Australian life. Why should someone who arrived sixty years ago have less need than someone who arrived sixty days ago? Younger migrants often have opportunities to learn English through education, employment and language classes. Visa requirements are rather stringent these days. Older people can learn too, but age-related changes, health conditions and fewer opportunities to practise can make acquiring fluency harder. Essential information must remain accessible regardless. For decades, Italian migrants faced prejudice and pressure to assimilate. Children were discouraged from speaking Italian, while parents adopted English to protect them from discrimination. These attitudes persisted in various forms until a few years ago, when occasionally people used to say to me: "speak English, mate!" This is why, perhaps, SBS should help repair such lasting historical damage, not use declining home-language figures to justify reducing services. To this we should add that without Australian-produced Italian broadcasting, older listeners may turn increasingly to television and radio from Italy. Those services report primarily on Italian affairs, not Australian laws, policies, healthcare or community developments. Linguistic isolation is likely to have come civic isolation. Supporting emerging communities is necessary, but it must not come at the expense of established migrants and a language once suppressed should not be marginalised again by the public broadcaster created to serve the country, not migration.

Prima delle parole servono i fatti

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Umanità artificiale In Australia su invito dell'Ambasciata d'Italia. Padre Paolo Benanti ha incontrato il PM Albanese

di Lorenzo Canu Padre Paolo Benanti, francescano e consulente della Santa Sede e delle Nazioni Unite sull’etica dell’intelligenza artificiale, ha incontrato giovedì 8 ottobre il Primo Ministro australiano Anthony Albanese nella sua residenza di Kirribilli House, a Sydney. Al colloquio, dedicato alle sfide dell’AI e alla centralità della persona umana, erano presenti anche l’Ambasciatore d’Italia a Canberra Nicola Lener e il Console Generale a Sy-

dney Gianluca Rubagotti. Benanti è in Australia dal 7 al 13 ottobre su invito dell’Ambasciata d’Italia, per una serie di incontri con rappresentanti del mondo politico, scientifico e sociale, nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Ha aperto il 7 ottobre al National Press Club di Canberra, con il viceministro Andrew Leigh, e a Sydney ha incontrato il viceministro alla Scienza Andrew Charlton. A curare l’organizzazione del

Zelensky leader? Pope Leo XIV to Trump non lo vuole undergo surgery Nuova crisi diplomatica tra Washington e Kiev. Donald Trump ha chiesto un cambio di leadership in Ucraina, accusando Volodymyr Zelensky di ostacolare i negoziati di pace e di proseguire gli attacchi contro le raffinerie russe. Lo scontro segue l’accordo tra Stati Uniti e Russia sul diesel, contestato dall’Unione Europea. Intanto, la delegazione ucraina ha lasciato anticipatamente i colloqui di Miami. Mosca applaude Trump, mentre proseguono i bombardamenti russi: a Zaporizhzhia almeno 20 morti, tra cui tre bambini.

Pope Leo XIV will undergo lung surgery this week after doctors discovered a small nodule. The 71-year-old pontiff announced the procedure during Sunday's Angelus address in St Peter’s Square, asking Catholics worldwide for their prayers. The operation will take place at Rome’s Gemelli Hospital, with recovery expected to last approximately one week. Vatican officials have not confirmed whether the surgery will affect his planned November visit to Uruguay, Argentina and Peru, his next major international journey.

tour è stato Marco Lazzarino, addetto scientifico. Prima dell’incontro pubblico all’Università di Sydney, Benanti ha concesso ad Allora un’intervista esclusiva, che troverete nel numero di Venerdì. Nel colloquio con Albanese, il premier ha ribadito l’impegno dell’Australia, primo Paese al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni, perché l’AI sia usata nell’interesse dell’umanità e non contro di essa. Speciale a pagina 7

Minaccia Houthi e attacchi su Riad

Alta tensione in Medio Oriente dopo l’attacco all’aeroporto internazionale di Riad, costato la vita a 12 persone e con oltre 300 feriti. I ribelli Houthi dello Yemen minacciano nuovi bombardamenti contro gli scali sauditi, mentre le autorità hanno prorogato la chiusura dell’aeroporto della capitale. L’ONU e l’Unione Europea condannano l’escalation e chiedono la protezione dei civili. Washington valuta un intervento militare a sostegno dell’Arabia Saudita, alimentando i timori di un ulteriore allargamento del conflitto regionale.

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Bardolino porta l'eccellenza del Garda

Centinaia di palmesi per 21 anni di storia

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Dalla scure di Canberra alle cautele di Roma

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La criminalità dietro i furgoncini di Glasgow

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MotoGP: Bezzecchi trionfa su Aprilia

Save the Date

Marco Polo -The Italian School of Sydney "Pinocchio" New Clothes " 1 Coolatai Cr. Bossley Park Lun. 19 ottobre 2026 - 6:00pm

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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

"Tutti difendono la famiglia quando devono passare la poltrona di padre in figlio." - Anonimo


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Martedì 13 Ottobre 2026

notizie istituzionali

Allora!

Cittadinanza italiana, proroga fino al 2029

Alle famiglie italiane all’estero, il sen. del Pd Francesco Giacobbe (circoscrizione Estero-rip. Africa, Asia, Oceania, Antartide) ricorda che “sono cambiate le scadenze per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza italiana dei figli per beneficio di leg-

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ge”: “31 maggio 2029: è il nuovo termine, prorogato rispetto al 31 maggio 2026, per i figli che erano minorenni al 24 maggio 2025 e rientrano nel regime transitorio. La disposizione riguarda i figli di cittadini italiani per nascita il cui riconoscimento della cittadinanza deriva da una domanda

amministrativa o giudiziale presentata entro il 27 marzo 2025, oppure da una domanda presentata sulla base di un appuntamento comunicato entro quella data. Entro tre anni dalla nascita: è il termine della procedura ordinaria per la dichiarazione dei genitori, quando almeno uno di loro è cittadino italiano per nascita e ricorrono i requisiti di legge. Il termine può decorrere dalla successiva data in cui viene stabilita la filiazione, anche adottiva. Chi era minorenne al 24 maggio 2025 e nel frattempo diventa maggiorenne dovrà presentare personalmente la dichiarazione entro il 31 maggio 2029”. Il senatore Giacobbe invita pertanto “le famiglie interessate a verificare per tempo la propria situazione e le modalità di presentazione presso il Consolato competente”.(Inform)

Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Domenico Letizia, Caserta Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION

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The opinions, beliefs and viewpoints expressed by the various authors do not necessarily reflect the opinions, beliefs, viewpoints and official policies of Allora! Allora! encourages its readers to be responsible and informed citizens in their communities. It does not endorse, promote or oppose political parties, candidates or platforms, nor directs its readers as to which candidate or party they should give their preference to. Distributed by Wrap Away Printed by News Corp, Australia

Trinacria, cinquant’anni di storia verso il cambiamento L’Associazione Trinacria in New South Wales annuncia la convocazione dell’Assemblea Generale Annuale, in programma domenica 1° novembre , alle ore 4.30pm, presso il Canada Bay Club – The William Room, 8 William Street, Five Dock (Sydney) NSW, 2046. L’appuntamento rappresenterà un momento particolarmente importante per la vita dell’Associazione, chiamata non soltanto a fare il punto sull’attività svolta nell’ultimo anno, ma anche a rinnovare i propri organismi dirigenti e ad affrontare un significativo aggiornamento della propria struttura statutaria. L’ordine del giorno prevede l’approvazione del verbale dell’Assemblea Generale Annuale 2025, il resoconto del presidente, la relazione finanziaria del tesoriere, la discussione generale, l’elezione del nuovo Comitato per il 2026/2027 e la discussione con successiva votazione del nuovo testo della Costituzione dell’Associazione. Proprio quest’ultimo punto assume particolare rilevanza. L’attuale Costituzione, adottata circa cinquant’anni fa, necessita infatti di essere aggiornata per rispondere alla legislazione vigente e alle attuali esigenze amministrative dell’Associazione, anche in relazione alle agevolazioni fiscali previste. I soci potranno esaminare la proposta, formulare domande e osservazioni e partecipare alla

votazione per la sua eventuale adozione. L’Associazione invita tutti i soci a prendere parte all’Assemblea e a contribuire attivamente attraverso idee, proposte e disponibilità. La partecipazione dei membri sarà fondamentale in una fase che punta a consolidare il lavoro svolto e a porre basi aggiornate per le attività dei prossimi anni. Particolare attenzione è rivolta anche al rinnovo del Comitato. I soci interessati a presentare la propria candidatura per il mandato 2026/2027 dovranno compilare l’apposito modulo e farlo pervenire alla segreteria entro domenica 18 ottobre. Le candidature potranno essere inviate per posta a P.O. Box 645, Gladesville NSW 2111, tramite email all’indirizzo tinamesiti@gmail.com. Per i soci che non fossero ancora in regola con la quota associativa, le registrazioni e il pagamento o rinnovo dell’iscrizione saranno disponibili presso la sede dell’Assemblea dalle ore 4.15pm, prima dell’inizio dei lavori. Al termine dell’Assemblea Generale Annuale sarà offerto un rinfresco ai partecipanti. “La partecipazione dei soci è essenziale per continuare a rafforzare l’Associazione Trinacria e costruire insieme il prossimo capitolo della sua storia. Invitiamo tutti a essere presenti, a proporre idee e, soprattutto, a contribuire attivamente alla vita associativa”., ha dichiarato il presidente Marco Testa. (Inform)

Dalle macerie alla viabilità, l’intervento italiano in Libano I militari italiani impegnati nella missione UNIFIL in Libano hanno ripristinato la percorribilità di alcuni importanti assi stradali del Settore Ovest, danneggiati durante le ostilità. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa. Gli interventi hanno consentito alla missione di proseguire le proprie attività sul territorio e hanno facilitato l’accesso ad alcuni villaggi dell’area. Nel corso delle attività di pattugliamento e ricognizione erano stati individuati lungo la rete stradale blocchi, crateri e tratti non percorribili che limitavano gli spostamenti e rendevano più difficoltoso l’accesso alle comunità locali. Le attività si sono concentrate, in particolare, sulle Main Supply Route, i principali assi viari utilizzati da UNIFIL per raggiungere le diverse aree del settore. Per il ripristino della viabilità, il contingente italiano ha impiegato unità del Genio dell’Esercito, impegnate anche nella verifica della sicurezza degli itinerari e dell’eventuale presenza di ordigni esplosivi, insieme a nuclei cinofili, assetti di ricognizione e sicurezza e personale sanitario.

Gli interventi hanno permesso di rendere nuovamente percorribili le strade interessate, a beneficio sia delle attività della missione sia della popolazione locale. Le operazioni sono state condotte dalla Joint Task Force Lebanon – Sector West, su base Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, sotto il comando del generale di brigata Andrea Bertazzo. Dopo le necessarie verifiche di sicurezza, i militari del Genio hanno provveduto alla rimozione degli ostacoli e alla sistemazione dei tratti danneggiati. L’intervento conferma il contributo del contingente italiano alla missione UNIFIL, impegnata nel mantenimento della stabilità nel Libano meridionale e nel sostegno alle comunità che continuano a risentire delle conseguenze delle ostilità. Il ripristino delle infrastrutture stradali rappresenta inoltre un contributo concreto alla mobilità quotidiana degli abitanti, favorendo i collegamenti tra i villaggi e migliorando le condizioni di accessibilità dell’intero territorio interessato dalle operazioni e facilitando anche gli spostamenti essenziali. (Inform/Reportdifesa)


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pagina tre a cura di Emanuele Esposito

Martedì 13 Ottobre 2026

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Tajani, prima delle parole servono i fatti

Mattarella ha firmato, ma la nostra voce non si fermerà di Emanuele Esposito Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la nuova legge elettorale. Con la sua firma si chiude la possibilità di un rinvio alle Camere ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione, proprio ciò che avevamo chiesto attraverso il nostro appello. Non abbiamo ottenuto il risultato sperato. Ne prendo atto con rispetto per le prerogative del Capo dello Stato, ma senza rinunciare alle ragioni che ci hanno spinto a mobilitarci. Questa iniziativa non è nata per sostenere un partito, attaccare un governo o cercare visibilità. È nata dall’amore per gli italiani nel mondo, dalla convinzione che la cittadinanza non si esaurisca ai confini nazionali e che milioni di connazionali abbiano diritto a una rappresentanza capace di ascoltare le loro comunità. La nuova legge modifica profondamente uno degli elementi fondamentali della legge Tremaglia. Le quattro ripartizioni geografiche diventano due alla Camera, mentre al Senato viene istituito un collegio unico mondiale. Il diritto di voto rimane e i dodici seggi parlamentari non scompaiono, ma cambia il rapporto tra territori, candidati ed elettori. Un italiano residente a Sydney voterà per il Senato nello stesso collegio di un connazionale che vive a Buenos Aires, Toronto o Berlino. Possiamo davvero considerare secondaria una trasformazione simile? Non abbiamo mai sostenuto che la legge Tremaglia fosse perfetta. Le riforme sono legittime e talvolta necessarie. Perché dietro ogni circoscrizione non ci sono soltanto statistiche elettorali: ci sono storie di emigrazione, lingue, problemi consolari, bisogni differenti, legami con l’Italia coltivati spesso con sacrificio. Tutto questo merita considerazione. E nessuno dovrebbe sentirsi escluso dal nostro Parlamento. Ma una modifica della rappresentanza degli italiani all’estero merita ascolto, confronto e attenzione alle enormi differenze tra comunità distribuite su continenti lontanissimi. Non basta garantire un seggio sulla carta: occorre chiedersi se un eletto potrà conoscere e rappresentare concretamente chi lo ha votato. Desidero rivolgere un rin-

graziamento sincero a tutte le persone che hanno firmato il nostro appello. Dall’Australia alle Americhe, dall’Europa ad altre parti del mondo, sono arrivate adesioni che mi hanno profondamente colpito. C’è chi ha condiviso l’iniziativa, chi ne ha parlato con amici e familiari, chi ha semplicemente dedicato qualche minuto per manifestare la propria preoccupazione. A ciascuno dico grazie. Non voglio trasformare questa esperienza in una gara di numeri. Ogni firma rappresenta una scelta libera, un gesto di partecipazione civile, la dimostrazione che la distanza dall’Italia non cancella il desiderio di contribuire alla sua vita democratica. Sono lieto che l’iniziativa sia giunta all’attenzione delle istituzioni; non conosco le valutazioni interne del Quirinale e non pretendo di attribuirle un effetto che non posso dimostrare. La promulgazione, inoltre, non equivale a una sentenza sulla costituzionalità di ogni disposizione. Una volta entrata in vigore la legge, potranno essere avviate le iniziative giudiziarie annunciate, e spetterà eventualmente alla Corte costituzionale esaminare le questioni che le saranno sottoposte. Seguiremo quei ricorsi con attenzione, senza anticipare giudizi e senza rinunciare alla nostra voce. Qualcuno potrebbe considerare conclusa questa battaglia. Io no. L’appello aveva un obiettivo preciso, che non è stato raggiunto; l’impegno per la rappresentanza, però, non termina con una firma. Continueremo a informarci, a intervenire e a chiedere risposte, con rispetto delle istituzioni e piena indipendenza. Agli italiani che ci hanno sostenuto voglio lasciare un messaggio semplice: grazie per esserci stati. Essere italiani nel mondo non significa soltanto possedere un passaporto. Significa sentirsi parte della Repubblica, anche da lontano, e rivendicare il diritto di essere ascoltati. La nostra richiesta non è stata accolta, ma la nostra voce non si fermerà. Continueremo a difendere questo principio con determinazione, perché la democrazia appartiene anche a chi vive lontano dalla propria terra d’origine.

di Emanuele Esposito Caro ministro Tajani, mi ha colpito una sua frase pronunciata all’evento “60 under 30”, all’Università Link di Roma. Spero non sia soltanto di circostanza: «Io alla vostra età avevo la convinzione di essere paladino dei diritti, che vengono prima dell’organizzazione dello Stato». Ecco, ministro: oggi come si sente dopo aver calpestato i diritti di milioni di italiani nel mondo? Se i diritti vengono prima dell’organizzazione dello Stato, questo principio dovrebbe valere anche per noi. Anche per chi vive lontano, lavora, cresce una famiglia e continua a sentirsi italiano. Lei ha richiamato la libertà di non essere costretti ad andare a lavorare dall’altra parte del mondo, di potersi creare una famiglia, di non essere discriminati. Ha parlato di una scuola che insegni a scegliere la propria strada, senza imporre come pensarla. È vero. Ma lei e il suo governo avete discriminato milioni di italiani nel mondo. Quegli stessi italiani che lei, da ministro, dovrebbe difendere. Tanti italiani

continuano a partire perché negli ultimi vent’anni non c’è stato un solo esecutivo che abbia adottato misure capaci di contrastare davvero la cosiddetta fuga dei cervelli. E una volta partiti, devono vedere indebolita anche la propria rappresentanza politica. Noi italiani nel mondo stiamo ancora aspettando il Ministero degli Italiani all’Estero. Era una promessa fatta in campagna elettorale. Dove sono i fatti? Dove sono le risposte a chi continua ad aspettare? Lei dice che bisogna ascoltare i giovani e costruire con loro.

Bene: ascolti anche quelli che hanno lasciato l’Italia. Ascolti chi è partito per necessità e oggi chiede che la distanza non diventi una ragione per contare meno. Non basta parlare di diritti davanti a una platea. Bisogna rispettarli nelle decisioni, anche quando riguardano cittadini che vivono dall’altra parte del mondo. Caro ministro, prima delle parole ci vogliono i fatti. La sua frase è bella. Ma noi italiani all’estero aspettiamo ancora che quel principio venga rispettato anche per noi. E non soltanto nei discorsi.

Carè rilancia il ruolo delle Camere italiane

La valorizzazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) è essenziale per sostenere il Made in Italy e rafforzare la presenza delle imprese sui mercati internazionali. Lo ha sottolineato Nicola Carè, deputato del Partito Democratico eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, in occasione del 27° Meeting dei Segretari Generali delle CCIE, organizzato a Roma da Assocamerestero. L’incontro ha riunito i rappresentanti di una rete di 86 Camere presenti in 64 Paesi, impegnate nella promozione commerciale, nella costruzione di rapporti imprenditoriali e nell’accompagnamento delle aziende italiane all’estero. «La forza dell’Italia nel mondo passa anche da chi, ogni giorno, apre nuove strade alle nostre imprese», ha dichiarato Carè, evidenziando la conoscenza diretta dei mercati e delle economie locali maturata dalle organizzazioni camerali. Questo sostegno è particolarmente importante per le piccole e medie imprese, che devono affrontare ostacoli normativi,

linguistici e logistici. Secondo il parlamentare, le competenze delle CCIE dovrebbero incidere maggiormente sulle politiche nazionali per l’internazionalizzazione, favorendo una maggiore competitività del sistema produttivo italiano nel mondo. Carè ha ricordato l’attività dell’Intergruppo parlamentare per la valorizzazione delle CCIE, da lui promosso e presieduto, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra Parlamento e rete camerale e trasformare le esigenze delle aziende in proposte concrete. Il tema interessa anche l’Au-

Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170

stralia, dove le Camere italiane favoriscono scambi commerciali e collaborazioni in diversi settori produttivi. Il meeting ha favorito inoltre il confronto con istituzioni e organismi economici sulle strategie di crescita internazionale. Ringraziando il presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, e il segretario generale, Domenico Mauriello, Carè ha ribadito che investire nella rete camerale significa offrire nuove opportunità alle imprese, creare occupazione e sostenere le prospettive delle nuove generazioni.


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Martedì 13 Ottobre 2026

in primo piano

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Migliaia di pro-Gaza in piazza contro Albanese

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza lo scorso fine settimana in tutta l’Australia per protestare contro la guerra nella Striscia di Gaza e chiedere al governo federale misure più incisive nei confronti di Israele. Le manifestazioni hanno coinvolto Sydney, Melbourne, Brisbane, Canberra, Hobart e numerosi centri regionali. A Sydney, migliaia di persone si sono radunate a Hyde Park, sventolando bandiere palestinesi e mostrando cartelli che chiedevano sanzioni contro Israele. Il corteo ha successivamente attraversato pacificamente il centro cittadino, percorrendo Market Street tra slogan e richieste di cessazione delle ostilità. Particolarmente dure le critiche rivolte al Primo Ministro Anthony Albanese, accusato dai

Associazione Trinacria

L’Associazione Trinacria convoca l’Assemblea Generale Annuale per domenica, 1 novembre 2026, alle 4.30pm, presso il Canada Bay Club, The William Room, a Five Dock. Tra i principali punti all’ordine del giorno figurano l’elezione del nuovo Comitato 2026/2027 e la discussione e votazione della nuova Costituzione dell’Associazione. Le candidature al Comitato dovranno essere presentate entro il 18 ottobre. Tutti i soci sono invitati a partecipare e a contribuire attivamente con idee, proposte e disponibilità alla vita dell’Associazione. Per informazioni: Tina Mesiti 0433 358 974; Marco Testa 0406 898 046.

manifestanti di non aver adottato iniziative sufficienti per fermare il conflitto. Tra gli interventi più significativi quello dell’attivista Grace Tame, che ha invitato i partecipanti a continuare la mobilitazione, sottolineando come la protesta rappresenti una battaglia contro la violenza e non contro

determinati gruppi o comunità. La senatrice dei Verdi Mehreen Faruqi ha invece attaccato direttamente il governo laburista, accusandolo di immobilismo davanti alla tragedia umanitaria palestinese. Manifestazioni analoghe si sono svolte nella capitale Canberra e nelle principali città australiane. A Hobart, centinaia di persone hanno raggiunto il Parlamento della Tasmania. Il presidente dell’Australia Palestine Advocacy Network, Nasser Mashni, ha ribadito la richiesta di interrompere gli scambi militari con Israele e adottare sanzioni diplomatiche. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, il conflitto ha provocato oltre 74.000 morti e 175.000 feriti, mentre le Nazioni Unite stimano circa 1,9 milioni di sfollati. La tragedia continua a scuotere.

Casini to leave Parliament

Pier Ferdinando Casini has announced his retirement from the Italian Parliament after 44 years in politics. The former Speaker of the Chamber of Deputies, a prominent figure throughout Italy’s First and Second Republics, confirmed that he will not seek re-election, bringing one of the country’s longest parliamentary careers to an end. In an interview with Corriere della Sera, Casini explained that the time had come to make way for politicians more closely aligned with today’s parties and electoral coalitions. He acknowledged that recognising the right moment to step aside had been among the most difficult decisions of his political life. First elected in 1983 as a member of the Christian Democrats, Casini witnessed more than

four decades of political transformation. His career included an alliance with Silvio Berlusconi’s centre-right coalition and, more recently, ten years as an independent senator supported by the centre-left. He served as Speaker of the Chamber of Deputies from 2001 to 2005. Reflecting on his career, Casini described welcoming Pope John Paul II to Parliament as one of his most memorable experiences. He also offered assessments of Italy’s political leaders, describing Berlusconi as the most charismatic and acknowledging Prime Minister Giorgia Meloni’s leadership abilities. He warned against underestimating opposition leader Elly Schlein, particularly her appeal among younger voters.

Multicultural reps questioned The cultural composition of the Multicultural NSW Advisory Board is raising questions about whether the State Government’s approach to multicultural representation adequately reflects the diversity of New South Wales. An examination of publicly available biographies indicates that nine of the Board’s 13 members have cultural backgrounds or community affiliations associated with Asia, accounting for approximately 69 per cent of its membership. Europe accounts for two members, while Africa and Oceania have one each. North and South America have no identified representation. These classifications are indicative rather than based on verified self-identified ancestry. Particularly noteworthy is the presence of at least four members with documented Indian heritage or significant connections to Indian Australian organisations, representing approximately 31 per cent of the Board. The figures invite comparison with the State’s demographic

composition. According to the 2021 Census, NSW recorded 581,788 residents reporting Chinese ancestry, followed by 301,829 Italian, 261,103 Indian, 242,546 German and 178,291 Lebanese. Despite being one of the State’s largest established migrant communities, Italian Australians have no publicly identified representative on the current Board. The issue is not the qualifications of individual members, nor whether particular communities deserve greater influence. Rather, it concerns whether appointments collectively capture the breadth of cultural experiences, migration histories and linguistic needs across NSW. Established migrant communities continue to face significant challenges in aged care, education, welfare and language preservation, alongside the evolving needs of newer arrivals. Greater transparency around selection criteria, demographic assessments and consultation processes could strengthen public confidence in future appointments.

Goldman Sachs on fiscal risks Italy could become Europe’s most indebted country by 2028, according to Goldman Sachs, as rising government spending and widening budget deficits raise fresh concerns among international investors. The warning follows recent turmoil in France’s bond market, which has heightened scrutiny of public finances across Europe. Analysts are now turning their attention to Rome, where the government is preparing to unveil a budget incorporating substantial new spending commitments. Prime Minister Giorgia Meloni’s government has approved an additional €28 billion for defence and energy initiatives, prompting upward revisions to Italy’s deficit targets for 2027 and 2028. Goldman Sachs analysts warn that the combination of larger deficits, higher borrowing costs and sluggish economic growth

could push Italy’s debt-to-GDP ratio above that of other European countries. The prospect of political uncertainty surrounding future elections could further unsettle investors, potentially increasing yields on Italian government bonds and raising the cost of servicing the country’s substantial public debt. However, not all financial institutions share the same pessimistic outlook. Investment management firm PIMCO has highlighted Italy’s relatively strong domestic ownership of government bonds and improvements in underlying economic fundamentals as important sources of stability. The debate comes as European governments face mounting pressure to increase defence expenditure while maintaining fiscal discipline and supporting economic growth.


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notizie comunitarie

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a cura di Tom Padula

Monash Prato, 25 anni oltre ogni frontiera

Geppetto Trattoria ha 45 anni Quarantacinque anni di cucina italiana, ospitalità e tradizione familiare. La Geppetto Trattoria, storico ristorante di East Melbourne, ha ricevuto un importante riconoscimento dalla City of Melbourne nell’ambito dei Lord Mayor’s Small Business Milestone Awards 2026, nella categoria riservata alle attività con oltre 40 anni di storia. Il premio assume un significato particolare nell’anno del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, autore di Le avventure di Pinocchio, il cui indimenticabile personaggio Geppetto dà il nome al ristorante. Fondato nel 1981, il locale è nato come piccola attività familiare, diventando nel tempo un punto di riferimento

per generazioni di clienti, che hanno condiviso attorno ai suoi tavoli celebrazioni, ricorrenze e momenti importanti. Il riconoscimento coincide con il 45° anniversario dell'attività, testimoniando la capacità di conservare le proprie radici italiane attraverso ricette tradizionali e un'ospitalità autentica. La famiglia della Geppetto Trattoria ha espresso gratitudine ai clienti che, nel corso dei decenni, hanno contribuito alla crescita del ristorante. Una coincidenza significativa: mentre l’Italia e il mondo celebrano i duecento anni dalla nascita di Collodi, a Melbourne il nome di Geppetto continua a raccontare una storia tutta italiana, fatta in famiglia.

Sei giovani australiani al CONI Sei giovani calciatori australiani hanno vissuto un’importante esperienza sportiva e culturale a Bari, in Puglia, partecipando al Trofeo CONI, una delle principali manifestazioni giovanili italiane dedicate agli atleti under 14. A rappresentare l’Australia sono stati quattro studenti

Save the Date in Melbourne By Tom Padula

Solarino Social Club Cena danzante Sabato, 24 ottobre - 6.00pm Musica: Pat Perri Santo Gervasi: 0435 875 794 Sortino Social Club Cena Melbourne Cup Sabato, 31 ottobre - 6.30pm Musica: Fabiola e Sour Grapes Sophia Giuliano: 0412 472 808

del programma Doposcuola del CO.AS.IT. di Melbourne, affiancati da due giovani provenienti dal CO.AS.IT. di Sydney. Insieme hanno portato sul campo entusiasmo, determinazione e spirito di squadra, confrontandosi con coetanei provenienti da tutta Italia e da altri Paesi. Il Trofeo CONI riunisce ogni anno migliaia di giovani atleti, offrendo un’occasione di incontro attraverso lo sport e promuovendo valori come il rispetto, l’amicizia e la collaborazione. Durante le partite, i ragazzi australiani si sono distinti per impegno e correttezza, realizzando anche alcune reti e dimostrando una buona intesa sul terreno di gioco. L’esperienza, tuttavia, è andata ben oltre il calcio. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare la Puglia, conoscere nuovi amici e approfondire il legame con le proprie origini italiane. Grande soddisfazione è stata espressa dal CO.AS.IT. di Melbourne, che ha celebrato l’impegno dei giovani partecipanti.

Venticinque anni di attività, oltre 9.600 studenti coinvolti e un rapporto sempre più stretto tra Italia e Australia. Monash University ha celebrato a Melbourne il 25° anniversario del suo campus di Prato, in Toscana, una delle esperienze più significative di cooperazione accademica e culturale tra i due Paesi. La cerimonia, ospitata presso il Melbourne Museum, ha riunito rappresentanti istituzionali, universitari e diplomatici per ripercorrere un quarto di secolo dedicato alla formazione internazionale, alla ricerca e allo scambio di conoscenze. Fondato nel 2001, il campus rappresenta un importante punto di riferimento per gli studenti australiani che desiderano approfondire il proprio percorso universitario attraverso un’esperienza diretta in Europa. Migliaia di giovani hanno avuto l’opportunità di conoscere la realtà italiana, confrontarsi con differenti tradizioni accademiche e sviluppare competenze internazionali. La scelta di Prato come sede europea dell’università australiana ha valorizzato la posizione geografica della Toscana e il suo patrimonio storico, artistico e culturale, offrendo agli studenti un ambiente privilegiato per approfondire discipline differenti. All’iniziativa è intervenuto anche l’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, che ha sottolineato il ruolo del campus quale piattaforma di dialogo e collaborazione, capace di costruire relazioni durature tra università, istituzioni e comunità. Un’esperienza che riflette il motto dell’ateneo, “Ancora imparo”, espressione attribuita a Michelangelo e simbolo di una formazione continua, aperta alla scoperta e al confronto. Particolarmente significativa la presenza del Sindaco di Prato, testimonianza del rapporto consolidato tra l’università australiana e il territorio toscano. Il giorno successivo alla celebrazione, il primo cittadino è stato ricevuto dalla Console Generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri. L’anniversario ha offerto inoltre l’occasione per sottolineare l’importanza della diplomazia

culturale e universitaria nelle relazioni bilaterali. A venticinque anni dall’apertura, Monash Prato

conferma il proprio ruolo di collegamento tra due sistemi educativi, oltre l'università.

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275 Kurrajong Road, Prestons 2170 NSW


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Martedì 13 Ottobre 2026

notizie comunitarie

Allora!

Una finestra sull’Italia che conquista il cuore dell’Illawarra

Le serate di “A New Window into Italy”, organizzate da Learn Italian Illawarra, sono ormai arrivate alla quinta edizione e, serata dopo serata, stanno diventando molto più di un semplice appuntamento dedicato alla cultura ita-

liana. L’idea è nata per creare uno spazio informale dove incontrarsi, parlare italiano, conoscere nuove persone e condividere piccoli aspetti della cultura e delle tradizioni italiane. Il crescente entusiasmo dei

partecipanti dimostra che si sta lentamente creando una vera comunità intorno a queste serate, aperta agli italiani, agli italo-australiani, agli studenti di italiano e a chiunque abbia voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Anche i giochi stanno diventando parte integrante delle serate. Sempre più persone stanno prendendo confidenza con le carte italiane e con Scopa, mentre per i bambini la Tombola è diventata un modo divertente per esercitarsi con i numeri in italiano. Attraverso attività di craft e storie raccontate in italiano, i più piccoli possono inoltre imparare nuove parole e avvicinarsi alla lingua in modo naturale e creativo. Ogni incontro offre anche l’opportunità di conoscere e sostenere piccole realtà locali. Nell’ultima serata abbiamo avuto il piacere di assaggiare la deliziosa focaccia di Nonna Gina (MasterChef Gina Ottaway), che è venuta a presentarci il suo nuovo progetto di catering privato. Questa è forse la parte più bella di A New Window into Italy: vedere persone che tornano, si riconoscono, imparano un nuovo gioco, fanno una nuova amicizia o semplicemente si fermano a fare due chiacchiere. È una piccola finestra

sull’Italia, ma anche un modo per sentirsi parte di una comunità. Un ringraziamento speciale va al Dapto Leagues Club, che continua a sostenere il progetto mettendo a disposizione i propri spazi e rendendo possibile la crescita di

queste serate. I prossimi appuntamenti saranno il 23 ottobre, il 20 novembre e l’11 dicembre. Nuove storie, nuovi giochi, nuove persone da incontrare e, naturalmente, ancora tante occasioni per condividere un po’ d’Italia!

Leonardo espande i confini della tecnologia

La tecnologia italiana protagonista a Perth, dove Leonardo ha partecipato a Land Forces 2026, importante manifestazione australiana dedicata all’industria della difesa. Il console d’Italia Ser-

gio Federico Nicolaci ha visitato lo stand di Leonardo DRS, incontrando Luca Picollo, Marketing & Sales Director di Leonardo, ed Ennio Raschella, amministratore delegato di Leonardo Australia.

L’incontro ha permesso di approfondire le opportunità di cooperazione tra Italia e Australia nei settori aerospaziale, della sicurezza, della difesa e dell’elettronica avanzata. Nicolaci ha evidenziato il contributo dell’azienda al rafforzamento dei rapporti industriali e tecnologici bilaterali, soprattutto nell’Australia Occidentale. La presenza di Leonardo interessa anche l’ambito civile: i suoi elicotteri sono utilizzati nelle operazioni di soccorso nel Western Australia. La partecipazione alla manifestazione conferma nuove prospettive di investimento, innovazione e collaborazione strategica tra i due Paesi, favorendo ulteriormente lo sviluppo economico e nuove opportunità occupazionali locali.

Tre film per raccontare l’Italia Il cinema italiano protagonista a Wellington con una speciale proiezione organizzata dal professor Alfio Leotta presso la Victoria University of Wellington, nell’ambito delle iniziative dedicate alla XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. All’appuntamento ha partecipato anche una rappresentanza dell’Ambasciata d’Italia in Nuova Zelanda, insieme a docenti, studenti e appassionati della cinematografia italiana. Sul grande schermo sono stati presentati Vista Mare, Caffè Nero Bollente e Mambo Kids, tre cortometraggi messi a disposizione dal Centro Nazionale del Cortometraggio. Le opere hanno offerto prospettive artistiche differenti, mostrando la capacità del cinema breve di raccontare storie attraverso linguaggi narrativi e tecniche visive originali. Particolarmente significativa la partecipazione di Paolo Rotondo, direttore artistico dell’Italian

Film Festival, che ha condiviso riflessioni sul cinema e sull’importanza delle manifestazioni cinematografiche nella diffusione della cultura italiana all’estero. L’Ambasciata ha ringraziato gli organizzatori, gli insegnanti e gli studenti intervenuti, sottolineando il valore dell’iniziativa e l’importanza di sostenere appuntamenti culturali capaci di rafforzare i legami tra Italia e Nuova Zelanda attraverso il linguaggio universale del cinema. L’incontro ha confermato il ruolo delle università neozelandesi nella promozione della lingua e della cultura italiana, favorendo il dialogo tra istituzioni accademiche e mondo cinematografico. Un’occasione per valorizzare il cortometraggio come strumento di conoscenza, creatività e scambio culturale, avvicinando nuove generazioni alla produzione artistica contemporanea del nostro Paese.


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Allora!

Martedì 13 Ottobre 2026

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POpen-AI: che cosa ci chiede l’intelligenza artificiale? A Sydney quattro voci

Padre Paolo Benanti

S. E. Amb. Nicola Lener

Alberto Chierici (Gradient Institute) introduce la conferenza

Padre Benanti risponde ad una delle domande del pubblico

Lorenzo Canu, Padre Benanti e il direttore di Allora! Marco Testa

Alberto Chierici, Marco Lazzarino e Marco Gioacchini

Il panel assieme al Console Generale G. Rubagotti e M. Lazzarino

di Lorenzo Canu Giovedì 8 ottobre, all’Università di Sydney, padre Paolo Benanti ha diviso il palco con un’eticista laico, una pianista e una monaca buddhista per rispondere alla domanda “che cosa ci chiede l’intelligenza artificiale, e come vogliamo rispondere”. La serata, intitolata “What Is AI Asking of Us?”, è stata organizzata dal Gradient Institute con l’Ambasciata d’Italia a Canberra e il Consolato Generale a Sydney, nell’ambito del tour australiano di Benanti legato agli 800 anni dalla morte di san Francesco. Padre Benanti, francescano e consulente del Vaticano e delle Nazioni Unite sull’etica dell’AI, ha parlato per primo. La sua tesi è che l’intelligenza artificiale non è un alieno, ma una famiglia di algoritmi, e che presentarla come una nuova creatura “conviene ad alcuni degli investitori che oggi muovono le carte”. Il rischio, ha spiegato, nasce quando proiettiamo sulla macchina una mente, come facciamo con il cane che ci guarda, e quando quel meccanismo viene introdotto nelle nostre relazioni sociali in modo guidato dal profitto. Simon Longstaff, direttore dell’Ethics Centre, ha portato la domanda sul terreno della scelta. Ciò che ci distingue, ha detto, è la capacità di decidere contro l’istinto in condizioni di incertezza radicale, dove a volte una risposta non esiste. Ha immaginato una persona amata che torna a casa con un taglio di capelli orribile e chiede un parere: due cavalli, la verità e la compassione, tirano con dieci unità di forza ciascuno in direzioni opposte, e il risultato è zero. “Non c’è Dio, non c’è filosofo, non c’è algoritmo che possa dare una risposta quando una risposta non c’è”, ha detto. “A volte ti limiti ad abbracciarla.” Anna Goldsworthy, pianista e scrittrice, ha difeso il corpo come ultimo territorio solo umano. Ha ricordato una donna che ha sposato il proprio fidanzato artificiale spiegando che almeno non deve sentirne l’odore. “Ma noi siamo fatti per annusarci”, ha replicato Goldsworthy, “fatti per darci fastidio almeno un po’. Questa frizione è la pietra su cui affiliamo la nostra compassione.” La musica, ha aggiunto, è tutta processo: non conta la nota finale, ma tutto quello che viene

Anna Goldsworthy

Dr Simon Longstaff

Bill Simpson-Young e Ali Akbari, Gradient Institute

Padre Benanti assieme a S.E. Lener, il Console Generale G. Rubagotti e M. Lazzarino di fronte ad una statua _francescana

prima. La venerabile Juewei, del Nan Tien Institute, ha spostato il discorso sull’idea buddhista del non-sé. La frizione, ha osservato, nasce dall’idea di un io separato dagli altri. Riconoscere l’interconnessione tra le persone e le cose è la condizione per costruire qualcosa di migliore insieme. Tornato a parlare nel confronto, Benanti ha riassunto la differenza tra uomo e macchina in un’immagine. La macchina è fatta di stati separati, come i pixel di uno schermo che sembrano una linea continua ma non lo sono. “Io e te siamo un continuo”, ha detto, “e il giorno in cui non lo siamo più, siamo morti.

La macchina questo continuo non lo possiede. Possiamo simularlo, ma non averlo.” La coscienza, ha spiegato, prima ancora che un problema di fede è un problema di matematica, e resta fuori dalla portata di ciò che una macchina può calcolare. Alla fine Benanti ha riproposto l’immagine da cui prende nome il suo tour. Alle Nazioni Unite, ha raccontato, c’è una statua di un uomo che trasforma una spada in un aratro, il colpo a metà dell’opera. “Ogni colpo che ciascuno di noi darà a questa tecnologia ne descriverà il fine. Non è un colpo solo e via, è un processo in corso. E il prossimo colpo è vostro.”


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Martedì 13 Ottobre 2026

Allora!

Bardolino porta le eccellenze del Garda nella terra Australis

Secr. Gen. Roberto Tagliaferri

Ass. Sport Marco Bertoldi

Vice Pres. Cristian Molignoni, Ass. Marco Bertoldi, Pres. Giuseppe Apolloni, Roberto De Santa e il Dr. Roberto Tagliaferri

Jason Trafiro, Enna, Natasha Tszyu, Roberta Marchesini, Buddy Farah

Alessandra Heint, Francesco Rinarelli, Maria Consiglia Lazzaro, Vittoriano Morgante

Master Cheese Makers Since 1959

753 The Horsley Drive, Smithfield 2164

(02) 96 096 333 admin@montefrescocheese.com.au

di Filippo Stivala Le eccellenze enogastronomiche del Lago di Garda, il commercio e lo sport tra Italia e Australia sono stati al centro di “The Premium Taste of Lake Garda”, evento organizzato venerdì 9 ottobre dalla Camera di Commercio Italiana in Australia (ICCIAUS) al Club Marconi di Bossley Park. All’incontro hanno partecipato imprenditori ed esponenti della comunità italo-australiana, insieme a una delegazione proveniente da Bardolino. Ospiti della serata l'assessore allo Sport Marco Bertoldi e il presidente della Bardolino Champions Cup Giuseppe Apolloni, promotore di un torneo internazionale di calcio giovanile che ha avvicinato Bardolino a Sydney. Ad aprire gli interventi è stato Dr. Roberto Tagliaferri, segretario generale della Camera di Commercio Italiana in Australia, che ha presentato l’iniziativa. Promuovere il Garda, ha spiegato, significa presentare non soltanto vini e specialità gastronomiche, ma anche l’identità di un territorio dalle potenzialità turistiche ed economiche. Tagliaferri ha ricordato che il Lago di Garda, il più grande d’Italia, si estende tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige, tra borghi, vigneti e uliveti. Ha inoltre ringraziato Euro Concepts e Italian Food & Wine per la presentazione dei prodotti, tra cui vini Bardolino, Prosecco e aperitivi all’Acqua di Cedro. L'assessore Bertoldi ha portato il saluto del sindaco di Bardolino, ringraziando gli organizzatori per l’accoglienza. «Siamo qui soltanto da due giorni e ci siamo già sentiti a casa», ha dichiarato. La visita, ha sottolineato, dimostra come lo sport possa creare legami tra comunità lontane e favorire collaborazioni. Bertoldi ha ricordato l’impegno dell’amministrazione nella promozione dello sport e della cultura, citando la candidatura di Bardolino a Capitale italiana della cultura 2029. Per un piccolo comune, ampliare le relazioni internazionali rappresenta un’occasione per valorizzare il territorio. Dopo una precedente esperienza in Florida, la visita australiana costituisce un ulteriore passo in questa direzione. «Il nostro auspicio è che questo rapporto, nato grazie allo sport, possa diventare sempre più

Proud Italian cheese manufacturers of Ricotta, Feta, Haloumi, Mozzarella, Bocconcini and much more! Open 6 days a week! Mon-Fri 8am-4.30pm Sat 8am-3pm

Pres. Giuseppe Apolloni

Joan Pellegrino OAM

Dr. R. Tagliaferri, J. Pellegrino OAM, Ass. M. Bertoldi, Pres. G. Apolloni

Buddy Farah isieme ad alcuni partecipanti

Dr. Roberto Tagliaferri con il Team della Camera di Commercio

forte», ha affermato, auspicando legami culturali e di amicizia duraturi. Giuseppe Apolloni ha ripercorso la propria esperienza nell’organizzazione di competizioni giovanili, ricordando un torneo del 1998 nel quale venne premiato il giovane Andrés Iniesta, futuro campione del Barcellona. Ha ricordato le collaborazioni calcistiche, anche con Inter e Atalanta. Il progetto sviluppato a Bardolino, ha spiegato, nasce dall’intenzione di associare alla competizione sportiva la promozione turistica e delle produzioni locali. Apolloni ha descritto il campo immerso tra gli ulivi, con il Monte Baldo sullo sfondo, e la crescita della manifestazione, capace di richiamare squadre provenienti da diversi Paesi. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Buddy Farah, insieme a Glenn e Jack, per aver

favorito i contatti con il calcio australiano. Apolloni ha ricordato di aver voluto affiancare agli incontri sportivi una visita alla numerosa comunità italiana di Sydney. Le degustazioni hanno offerto agli operatori presenti un’occasione di confronto sulle prospettive commerciali dei prodotti gardesani nel mercato australiano. A concludere la serata è stata Joan Pellegrino OAM, presidente della Ladies Auxiliary del Club Marconi, che ha ringraziato Bertoldi, Apolloni e il Dr. Roberto Tagliaferri. Pellegrino ha consegnato alla delegazione una targa simbolica del Club Marconi, in segno di amicizia. L’incontro ha trasformato un rapporto nato sui campi di calcio in un’opportunità di dialogo tra istituzioni e imprese, con l’obiettivo di consolidare nuove collaborazioni e scambi futuri tra Bardolino e Sydney.


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Centinaia di palmesi celebrano 21 anni di storia del sodalizio

Pres. Antonio Bagala

MC George Vumbca

T. Pavone, S. Pavone, A. Musumeci, K. Pavone, S. Pirrottina, M. Pirrottina, R. Schirripa, M. Schirripa, P. tripodina e L. Tripodina

I coniugi Gigliotti e Stabile con amici al pranzo celebrativo

I coniugi Telese, Tina Mesita e Sandra Lee in compagnia di altri ospiti

di Filippo Stivala La storia dell’emigrazione, il legame con la terra d’origine e la volontà di trasmettere alle nuove generazioni le proprie radici sono stati protagonisti del tradizionale Palmesi nel Mondo Luncheon 2026, svoltosi domenica 11 ottobre presso il Novella on the Park di Abbotsbury, a Sydney. Un appuntamento che ha celebrato il 21° anniversario dell’Associazione Palmesi nel Mondo, riunendo famiglie, soci e amici in una giornata dedicata alla cultura calabrese. Ad aprire la manifestazione è stato George Vumbaca, che con simpatia ha accolto i presenti, anticipando un pomeriggio ricco di musica e divertimento. Vumbaca ha quindi invitato Alfio Bonanno a interpretare gli inni nazionali australiano e italiano, sottolineando il profondo legame tra le due nazioni. Particolarmente sentito l’intervento del presidente Antonio Bagala, che ha ripercorso i 21 anni di attività dell’associazione, ringraziando quanti hanno contribuito alla sua crescita. Un saluto speciale è stato rivolto alle numerose famiglie presenti, soprattutto ai bambini, considerati fondamentali per garantire la continuità delle tradizioni palmesi in Australia. Uno dei passaggi più significativi ha riguardato il monumento dedicato all’emigrazione, recentemente arricchito dalla collocazione di un canguro in bronzo a Palmi, simbolo del legame con l’Australia. Bagala ha ricordato come l’opera rappresenti il sacrificio delle generazioni che hanno lasciato la Calabria per costruire una vita migliore all’estero, rendendo omaggio ai genitori e ai nonni che hanno affrontato difficoltà e lontananza. Il presidente ha espresso gratitudine alla moglie e alla famiglia per il costante sostegno, ricordando anche l’impegno del comitato direttivo, composto dal tesoriere Vincent Lagana, dalla segretaria Vincenzina Scarcella e dai consiglieri Benito Passarelli, Joseph Lagana, Santo Sgro, John Furia, Giuseppe Lagana, Robert Bagala, Paul Scarfone e Antonio Meduri. Un ringraziamento è stato rivolto ai numerosi sponsor, tra cui Allfunds Australia, Bagala Bros Australia, Centrum Property Group, Fairfield City, Adriano Co-

Il Pres. Bagala insieme alla moglie e i figli, Morris Licata e Alfio Bonanno

I coniugi Scarfone e Acuri, Rosanna Alessio e famiglia Bagala

Il comitato unito dalle radici calabresi

luccio Funeral Services, McGrath, Frenmore Food Distributors, Crostoli King e Bongiorno, insieme alle famiglie e agli imprenditori che sostengono le iniziative dell’associazione. Tra gli ospiti, Alfio Bonanno ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente e dal comitato, ricordando di aver accettato immediatamente l’invito ricevuto da Bagala, a testimonianza dell’affetto che lo lega all’associazione. La giornata è proseguita con un pranzo di quattro portate, protagonista l’immancabile capretto, specialità della tradizione palmese. Grande entusiasmo ha accompagnato la gara di tarantella, tra musica, allegria e sana competizione. Particolarmente

attesa anche la ricchissima lotteria, con numerosi premi offerti dagli sponsor, mentre giochi e attività dedicate ai bambini hanno animato il pomeriggio. A suggellare i festeggiamenti, il tradizionale brindisi in italiano pronunciato dal presidente. Dopo ventun anni, l’associazione continua a custodire una storia di sacrifici, appartenenza e solidarietà, mantenendo vivo il legame tra Palmi e le famiglie calabresi stabilitesi in Australia. Un impegno che continua a coinvolgere generazioni diverse, trasformando ogni incontro in un’occasione per condividere esperienze, rafforzare amicizie e tramandare un patrimonio culturale prezioso e mantenere salde le proprie radici identitarie.

Shop2/218, Fifteenth Avenue, West Hoxton 2171 NSW

C. Di Salvo, V. Barbaro, A. Perri, S. Margione, R. Zinna, P. Perri, J. Lentini, L. Cipri, J. Demasi e M&R Brain

Phone (02) 9826 7254 Fax (02) 9826 9748 Tony and Grace

S. Maimone, A. Tripolone, L. Donatiello, M. Scotece, R. Privitera, A. Ammellino, S. Mineo, S. Mineo, M. Monteleone e M. Romeo

campisideli@live.com.au www.campisideli.com.au


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Martedì 13 Ottobre 2026

Allora!

A Fairfield lo sport diventa memoria e identità con Echoes of the Arena

Julie Clarke-Jones (Webb)

Carmel Aiello

Carmel Aiello e Ashleigh Jones-Fernandez

Residenti del comune di Fairfield presenti al lancio della mostra

Un opuscolo speciale formato giornale racconta la mostra

di Marco Testa Dai campioni internazionali Harry Kewell e Christian Vieri alle società sportive che hanno segnato intere generazioni, una mostra al Fairfield City Museum & Gallery ripercorre quasi un secolo di storia, sport e multiculturalismo nella periferia occidentale di Sydney. Ecco che lo sport diviene quindi luogo privilegiato di incontro, appartenenza e riscatto sociale. È questo il filo conduttore di Echoes of the Arena, la mostra inaugurata sabato 10 ottobre presso il Fairfield City Museum & Gallery di Smithfield, dedicata ai campioni, alle società sportive e alle vicende che hanno contribuito a costruire l’identità di Fairfield City. Ad accogliere i presenti è stata Carmel Aiello, Coordinator del Fairfield City Museum & Gallery, che ha dato il benvenuto in occasione dell’apertura dell’esposizione. La mostra, curata da Ashleigh Jones-Fernandez, propone un percorso attraverso fotografie storiche, testimonianze e documenti d’archivio, ricostruendo il rapporto tra sport, immigrazione e sviluppo sociale del territorio. Tra i protagonisti figurano due nomi conosciuti a livello internazionale: Harry Kewell e Christian Vieri. Il primo mosse i suoi passi nel Club Marconi, prima di intraprendere una carriera che lo avrebbe portato al Leeds United e al Liverpool. Il secondo, cresciuto calcisticamente a Bossley Park, sviluppò le proprie capacità proprio sui campi del Club Marconi, prima di affermarsi tra i maggiori attaccanti del calcio europeo. La storia di Vieri rappresenta uno dei collegamenti più significativi tra la comunità italiana e lo sport australiano. Trasferitosi con la famiglia dall’Italia, il futuro attaccante della Nazionale azzurra trovò nel calcio locale l’ambiente nel quale coltivare il proprio talento. Nel 1999 sarebbe diventato il calciatore più costoso del mondo, raggiungendo successivamente quota nove reti nelle fasi finali dei Mondiali. Ma Echoes of the Arena non celebra soltanto i grandi campioni. Ampio spazio viene riservato alle società sportive, ai volontari e ai sostenitori che hanno trasformato campi, tribune e club in autentici luoghi di aggregazione. Tra le realtà raccontate figurano Club Marconi, White Eagles FC e

Authentic Italian Pizza & Pasta Shop 4a/351 Oran Park Dr. Oran Park NSW 2570

(02) 46376609

Artisti locali e amici del museo di Fairfield presenti all'evento

Due giovani partecipanti davanti all'uniforme di Vic Hey, campione di NRL

Linda Brescia insieme a Grazia Napoletano

Nineveh Lounge, testimonianze delle diverse tradizioni culturali presenti nel territorio. Il percorso espositivo recupera inoltre vicende meno conosciute. Dalle competizioni pugilistiche organizzate durante la Grande Depressione per sostenere le famiglie disoccupate alla figura di Geoff Smee, considerato il padre del tennis locale, fino a Sylvia Critchley, protagonista dello sport e dell’impegno civile durante la Seconda guerra mondiale. Particolare attenzione è dedicata anche a Vic Hey, leggendario giocatore di rugby league soprannominato The Human Bullet, e a Margaret Whitlam, protagonista della storia del nuoto a Cabramatta. Un capitolo originale riguarda il passaggio della torcia olimpica attraverso la Grande Barriera Corallina durante Sydney 2000, con il trasporto subacqueo della fiamma affidato alla biologa marina Wendy Craig Duncan. La mostra intreccia inoltre memoria sportiva e linguaggi artistici contemporanei, coinvolgendo artisti di rilievo internazionale come Khaled Sabsabi e Linda Brescia, insieme a Grazia Napoletano di We Are Studios. L’iniziativa restituisce così una prospettiva della storia multiculturale di Fairfield, dove lo sport ha rappresentato un linguaggio comune tra persone provenienti da Paesi, culture e tradizioni

differenti. L’esposizione resterà aperta fino al 20 marzo 2027 presso il Fairfield City Museum & Gallery, al 634 di The Horsley Drive, Smithfield. Un’occasione per riscoprire lo sport come uno dei fattori fondamentali dell’identità sociale di Fairfield.

Annuncio Comunitario

L’Associazione i Nonni invita la comunità alla tradizionale Celebrazione della Giornata dei Nonni, in programma domenica 18 ottobre 2026, presso la Doltone House – La Boheme Room, Club Marconi, Bossley Park 2176. L’accoglienza degli ospiti è prevista alle 11.30, con inizio della celebrazione alle 12.00. Il costo è di $130 per gli adulti e $60 per i bambini sotto i 12 anni, (bevande incluse). Per prenotare: Joe Commisso, Presidente – 0416 091 710 / 9747 6531, oppure Antonio Bamonte – 0411 185 888 / 9799 3222. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario: BSB 012-491, Account Number 300055919. Disponibile gratuitamente un servizio autobus, con partenza alle 10.30 dal Canada Bay Club di Five Dock e rientro alle 16.30 dal Club Marconi verso Five Dock.


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Martedì 13 Ottobre 2026

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Pensionati in festa tra i mille colori della Floriade di Canberra

Due partecipanti conquistati dalla Floriade

Gli organizzatori Cuciniello della gita a Camberra

di Maria Grazia Storniolo Una splendida giornata di sole ha fatto da cornice alla consueta gita annuale di primavera del gruppo pensionati di Fairfield, che ha scelto Canberra e la celebre Floriade, il festival dei fiori, per trascorrere una giornata all’insegna della natura, della cultura e della convivialità. Il gruppo, composto da circa cinquanta partecipanti, si è ritrovato nelle prime ore del mat-

tino al Club Marconi, punto di partenza di un’escursione attesa e apprezzata. Quest’anno, accanto ai pensionati italiani, si sono uniti anche partecipanti di origine sudamericana e spagnola, a testimonianza di come queste iniziative sappiano superare le differenze culturali e favorire nuove amicizie. A dare il benvenuto ai presenti è stata l’organizzatrice Rosa Cuciniello, che ha illustrato il

programma della giornata, accogliendo tutti con entusiasmo e cordialità. Il viaggio è proseguito con una prima sosta a Goulburn, dove il gruppo ha potuto concedersi una piacevole colazione accompagnata da torte e biscotti, un momento di condivisione prima di riprendere il percorso verso la capitale australiana. La prima tappa a Canberra è stata il Parlamento australiano, una visita particolarmente significativa per alcuni partecipanti, che si trovavano per la prima volta nella capitale. L’imponente architettura dell’edificio, gli spazi monumentali e la suggestiva scalinata in marmo hanno suscitato ammirazione, offrendo l’occasione di conoscere più da vicino uno dei luoghi simbolo della democrazia australiana. La giornata è poi proseguita alla Floriade, dove i partecipanti hanno potuto ammirare le spettacolari composizioni floreali, con migliaia di fiori dalle forme e dai colori più diversi. Un vero tripudio di tonalità e profumi che ha lasciato tutti estasiati, regalando momenti di meraviglia e numerose occasioni per immortalare la bellezza della primavera. Non è mancato un giro della città, accompagnato dalla possibilità di ammirare Canberra da uno dei suoi punti panoramici più suggestivi, prima di riprendere il viaggio di ritorno. Anche il pullman si è trasformato in un luogo di festa. Le voci di Anthony e Armando, accompa-

10 Years With Our Community (2015-2025)

GRANDPARENTS ‘NONNI’ DAY Join us for a community day celebrating the contribution of grandparents for all families!

DATE: WEDNESDAY, 21 OCTOBER 2026 TIME: 10:30AM - 2.3OPM LOCATION: CARNES HILL COMMUNITY & RECREATION PRECINCT Three Course Lunch Commemorative Cake Includes soft drinks and wine Entertainment by Tony Gagliano

TICKET: $65 PER PERSON

DON’T MISS OUT. BOOK TODAY! CALL (02) 8786 0888 OR 0450 233 412

RSVP BY 17 OCTOBER

Foto di gruppo alla Floriade di Canberra

I coniugi Cuciniello con alcuni partecipanti

gnato dalla sua inseparabile armonica, hanno animato il tragitto con le tradizionali tarantelle, riportando alla memoria le melodie della terra d’origine e coinvolgendo i presenti in un clima di spensieratezza. Al termine della giornata, il gruppo è rientrato a casa stanco, ma soddisfatto per aver condiviso un’esperienza ricca di emozioni, sorrisi e momenti di autentica amicizia.

Rosa Cuciniello ha ringraziato tutti per la partecipazione e l’entusiasmo, dando appuntamento a sabato 5 dicembre, quando il gruppo tornerà a riunirsi per una nuova gita a Orange, con l’attesa raccolta delle ciliegie. Un’altra occasione per stare insieme, rafforzare i legami e dimostrare che la voglia di scoprire, condividere e sorridere non conosce età regalando sempre nuove emozioni da custodire.


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passatempo e umorismo

Allora!


all'italiana

Allora!

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Dalla scure di Canberra alle cautele di Roma: curare la dipendenza digitale

di Domenico Letizia La crescente dipendenza digitale tra le giovani generazioni rappresenta una delle sfide psicologiche, educative e sociali più complesse dell’era contemporanea. Non si tratta di una semplice moda passeggera, ma di una vera e propria emergenza strutturale che altera i ritmi di vita, le modalità cognitive e la sfera emotiva degli adolescenti. In Italia, i dati pubblicati dalle più recenti indagini di settore delineano un quadro allarmante. Il tempo prolungato trascorso quotidianamente davanti agli schermi di smartphone e tablet produce ripercussioni dirette sul benessere psicofisico. Deficit dell’attenzione, alterazioni del sonno, aumento dei livelli di ansia e una progressiva erosione della capacità di instaurare relazioni interpersonali nel mondo reale. Le radici di questa piaga affondano in meccanismi precisi, studiati ad arte dalle architetture della rete. Da un lato vi sono gli algoritmi di profilazione e raccomandazione, progettati con logiche di gratificazione istantanea per trattenere l’utente il più a lungo possibile; dall’altro lato vi è la connaturata fragilità emotiva dell’adolescenza, che trova nei feed dei social media una scorciatoia per colmare vuoti relazionali o per cercare un’approvazione sociale misurata in cuori e commenti. Di fronte a un fenomeno di tale portata, i governi di tutto il mondo si interrogano su quale sia la strategia più efficace da adottare, oscillando tra il pugno di ferro legislativo e l’approccio pedagogico. L’Australia ha recentemente compiuto il passo più drastico a livello internazionale, trasformandosi nel laboratorio globale

del contrasto ai giovanissimi dei social network. Con l’approvazione di una legge senza precedenti, il governo di Canberra ha imposto il divieto assoluto di accesso ai principali social network per i minori di 16 anni, addossando alle grandi piattaforme tecnologiche la responsabilità legale ed economica del controllo. L’obiettivo espresso è rigoroso e consiste nel proteggere la sa-

lute mentale dei giovani schermandoli dalle insidie del web. Tuttavia, le analisi critiche emerse dalla stampa australiana e internazionale evidenziano come questo modello di blocco totale si scontri con enormi criticità applicative e rischi di rivelarsi un’illusione. I ragazzi, infatti, dimostrano una spiccata capacità di aggirare le barriere tecnologiche facen-

do ricorso a reti private virtuali (VPN) o creando profili con dati anagrafici falsificati. Inoltre, i sistemi previsti per la verifica dell’età sollevano gravi perplessità legate alla tutela della privacy e alla gestione dei dati biometrici degli utenti. Sul piano sociale, il divieto calato dall’alto produce un effetto paradossale. Non cura la dipendenza ma isola i minori dalle community virtuali di

supporto tra pari e dagli spazi di espressione o informazione, spingendoli verso circuiti informali e piattaforme ancora meno regolamentate. Sul fronte opposto, il modello italiano si muove lungo un percorso più articolato e cauto. Nel nostro Paese, il dibattito istituzionale e parlamentare, pur orientato alla necessità di introdurre tutele più severe per la fascia d’età under 15 e a regolamentare il fenomeno dello sharenting o dell’esposizione precoce dei minori, rifiuta la tentazione della censura digitale. La via italiana tende a privilegiare la ricerca di un equilibrio tra la protezione giuridica del minore e la promozione dell’alfabetizzazione digitale. L’attenzione si sposta così sulla responsabilizzazione condivisa. Da una parte le istituzioni scolastiche, chiamate a integrare nei percorsi didattici un’educazione critica ai media; dall’altra le famiglie, che vanno affiancate nella gestione del tempo e delle abitudini tecnologiche dei propri figli. La comparazione tra la scure australiana e il cantiere italiano offre uno spunto di riflessione decisivo. L’esperienza di Canberra dimostra come la scorciatoia del divieto ipotizzi di risolvere un problema complesso erigendo un muro destinato a crollare, senza intaccare le cause profonde del disagio e senza offrire ai giovani strumenti di maturazione. La sfida contro la dipendenza dai social network non si vince con la repressione d’urto, ma costringendo i colossi tech a riscrivere algoritmi più etici e promuovere trasparenza nei contenuti, affiancando a ciò una ricostruzione capillare della socialità reale e dell’educazione emotiva nel tessuto sociale quotidiano.

dal 13 Ottobre al 19 Ottobre 2026

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Martedì 13 Ottobre 2026

mezz'ora di religione

Allora!

“Hope”, la fotografia racconta la solidarietà e la missione della Chiesa

La fotografia come strumento di testimonianza, la solidarietà come espressione concreta della fede e la collaborazione tra imprese e organizzazioni religiose come opportunità per sostenere chi vive ai margini della società. Sono questi gli elementi al centro di “Hope”, la mostra fotografica promossa da Catholic Mission, che sarà ospitata presso l’Australian Catholic University (ACU) di North Sydney dal 23 ottobre al 9 novembre 2026. L’esposizione raccoglie oltre trenta fotografie realizzate nell’arco di un decennio, accompagnate da manifesti storici della Giornata Missionaria Mondiale. Un percorso visivo che racconta l’incontro della Chiesa cattolica

con popolazioni e comunità di diversi continenti, documentando iniziative di assistenza, educazione, sviluppo e accompagnamento spirituale. Dietro ogni immagine si trovano persone, famiglie e realtà spesso lontane dall’attenzione dell’opinione pubblica australiana. Le fotografie diventano così testimonianze di un impegno quotidiano che, attraverso l’opera missionaria, cerca di offrire dignità, opportunità e sostegno alle popolazioni più vulnerabili. Un contributo significativo alla realizzazione della mostra arriva da Alex Lopez, imprenditore di Sydney e fondatore di Hang It Up, azienda australiana specializzata nell’allestimento di

spazi e nell’installazione di opere d’arte. Conosciuta l’attività di Catholic Mission, Lopez ha deciso di mettere a disposizione non soltanto risorse economiche, ma soprattutto le competenze professionali della propria impresa. Il suo gruppo sta collaborando all’allestimento dell’esposizione, occupandosi della presentazione delle fotografie e dell'organizzazione degli spazi, affinché i visitatori possano apprezzare pienamente le storie rappresentate. «Ci sono organizzazioni benefiche che svolgono ogni giorno un lavoro straordinario, spesso in silenzio e senza grande visibilità», ha spiegato Lopez. «Se possiamo utilizzare ciò che sappiamo fare per portare alla luce questo impegno, allora abbiamo trovato un modo significativo per contribuire». La sua esperienza propone una riflessione sul significato della generosità: aiutare il prossimo non significa necessariamente effettuare una donazione, ma può voler dire offrire tempo, capacità professionali e relazioni costruite attraverso il proprio lavoro. «A volte una buona causa ha semplicemente bisogno di essere conosciuta da più persone», ha aggiunto l’imprenditore, sottolineando

come l’arte possa diventare uno strumento capace di avvicinare il pubblico a realtà umane e sociali altrimenti poco conosciute. Catholic Mission è l’agenzia australiana delle Pontificie Opere Missionarie, organismo della Chiesa cattolica impegnato a sostenere l'evangelizzazione e lo sviluppo delle comunità nel mondo. Attraverso progetti in Africa, Asia, Oceania e Sud America, l’organizzazione contribuisce a programmi di formazione religiosa, assistenza pastorale, istruzione, sanità, servizi igienico-sanitari e sviluppo agricolo. Presente in 27 diocesi australiane, Catholic Mission promuove inoltre la formazione missionaria dei fedeli, incoraggiando ciascuno a tradurre i valori del Vangelo in gesti concreti di solidarietà nella vita personale e professionale. La mostra assume un significato particolare nel mese di ottobre, tradizionalmente dedicato dalla Chiesa alla missione universale, e in prossimità della Giornata Missionaria Mondiale, che nel 2026 ricorre domenica 18 ottobre.

“Hope” vuole anche esprimere riconoscenza alle generazioni di australiani che, attraverso la preghiera, le offerte e il volontariato, hanno sostenuto l’opera missionaria della Chiesa. «Catholic Mission sta facendo qualcosa di davvero speciale», ha osservato Lopez. «Sta ringraziando le generazioni di australiani che hanno sostenuto il suo lavoro, ma sta anche dicendo loro: venite a vedere ciò di cui avete fatto parte». La sera del 23 ottobre è prevista un'apertura speciale al pubblico, con l'invito a conoscere da vicino le testimonianze raccolte. L'ingresso sarà gratuito e l'esposizione sarà disponibile anche online. In un mondo nel quale molte sofferenze rimangono invisibili, “Hope” ricorda che la missione cristiana non si esaurisce nelle parole, ma prende forma nell'incontro con l'altro. E che anche una fotografia, quando invita a riconoscere la dignità di una persona, può diventare il primo passo verso un gesto di solidarietà. Per ulteriori informazioni: www.catholicmission.org.au

Incontro con il Santo Padre Sydney si prepara ad accogliere il 54° Congresso Eucaristico Internazionale, in programma dal 24 settembre al 1° ottobre 2028. Le date sono state ufficializzate dopo l’incontro dell’8 ottobre in Vaticano tra Papa Leone XIV, l’arcivescovo di Sydney Anthony Fisher e il vescovo ausiliare Richard Umbers, segretario generale dell’evento. Durante l’udienza sono stati discussi i preparativi del Congresso, denominato Eucharist28, che richiamerà nella città australiana migliaia di fedeli e pellegrini provenienti da tutto il mondo. La partecipazione del Pontefice non è ancora stata confermata ufficialmente, sebbene Leone XIV abbia precedentemente manifestato l’intenzione di essere presente. Il tema scelto dal

Papa, «Questo è il mio corpo, dato per voi», richiama le parole pronunciate da Gesù durante l’Ultima Cena e pone l’Eucaristia al centro della riflessione spirituale. Il Congresso sarà preceduto, dal 20 al 22 settembre, da un simposio teologico dedicato al Santissimo Sacramento. Per Sydney sarà un appuntamento particolarmente significativo: ricorrerà infatti il centenario del Congresso Eucaristico Internazionale ospitato nel 1928. L’Australia aveva accolto un’altra edizione a Melbourne nel 1973. Monsignor Umbers ha invitato parrocchie, scuole e comunità cattoliche a partecipare fin da ora al percorso di preparazione, attraverso momenti di preghiera, approfondimento e iniziative pastorali.


la pagina di Ketty

Allora!

Martedì 13 Ottobre 2026

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Cece l’italoamericano, insegnante di italiano e spagnolo del New Jersey

Nato a Newark nel New Jersey da Raffaele e Maria Giovanna Cece. Ha frequentato le scuole cattoliche. Poi le scuole superiori e dopo ha conseguito la laurea alla St. Peter’s University in Jersey City nel New Jersey. Ora Professore universitario di Italiano e Spagnolo

di Ketty Millecro Quando ancora l’aria ottobrina, fresca e frizzante, lascia il

sapore di una lunga estate, dopo il consueto e autorizzato permesso di registrazione audio e video

New York celebra le scrittrici In occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, il festival Contemporanea inaugura a New York la sua prima edizione statunitense, Contemporanea goes to New York. Dal 15 al 17 ottobre 2026, al via il progetto, reso possibile grazie al patrocinio e contributo dell’Istituto di Cultura e del Consolato Generale d’Italia a New York. Nato nel 2020 a Biella, il festival Contemporanea. Parole e storie di donne si è conquistato in breve tempo un ruolo di rilievo nel panorama nazionale, dimostrando che quando un progetto affonda radici solide nel proprio territorio, possiede in sé la forza di aprirsi al mondo intero attraverso l’universalità dei propri temi. La I edizione di Contemporanea goes to New York si apre giovedì 15 ottobre con l’appuntamento dal titolo La vera libertà di una donna. Alba de Céspedes e il racconto dell'emancipazione femminile: a partire dall’attività di ricerca compiuta da Olga Campofreda sui materiali conservati nell'Archivio della Fondazione Mondadori, si va alla riscoperta di questa importante autrice del Novecento. In dialogo con Campofreda, Isabella Livorni, Ph.D. Assistant Professor del Department of Italian Studies della New York University, in un incontro coordinato da Claudio Pagliara, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York. L’e-

vento si inserisce nel solco degli approfondimenti che Contemporanea ha già dedicato alla scrittrice, anticipando così le celebrazioni per il trentennale dalla sua scomparsa. Nell’ambito dell’incontro verrà presentato il contest Nuove Generazioni Across the Ocean, promosso da Contemporanea in collaborazione con la NYU - New York University e rivolto agli studenti del Department of Italian Studies. Chi vincerà il contest sarà ospite di Contemporanea in Italia a maggio 2027 per un tour culturale del nord Italia. Il percorso avrà il suo centro a Biella, territorio nel quale Contemporanea è nata e continua a svilupparsi, per poi estendersi a Torino, proprio nei giorni del Salone Internazionale del Libro, Santo Stefano Belbo, sulle tracce di Cesare Pavese, e Milano, con i suoi archivi e le importanti Fondazioni. Se Contemporanea goes to New York costituisce un ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti, il contest vuole essere così un modo per percorrerlo anche nel senso opposto, diversamente da quanto siamo abituati a immaginare, con uno studente o una studentessa statunitense che avrà l’opportunità di entrare in contatto con realtà molto diverse tra loro del panorama culturale italiano. Sempre nel contesto di Contemporanea, il giorno seguente Campofreda sarà invitata a tenere una lezione alla Columbia. . (NoveColonneATG)

dell’intervistato di oggi per i media, social e giornali, che faranno il giro del mondo, chiediamo al Prof. Antony Cece di raccontarsi. In primis saluta l’Italia e gli italiani, dove ha viaggiato e visitato il paese dei suoi genitori per due volte. Ci ricorda con fierezza, di essere un italoamericano con origini italiane, nato a Newark nel New Jersey il 27 febbraio del 1961 da Raffaele e Maria Giovanna Cece. Suo padre, fruttivendolo, era nato a Castelnuovo Parano in Provincia di Frosinone e sua madre,casalinga, a San Bartolomeo in Galdo, Prov. di Benevento. L’adorata Maria Giovanna il cui cognome da nubile era Monaco, era chiamata in America “ Jennie”, in quanto come ipse dicit, quando approdo’ in USA il 20 febbraio del 1940, Assi come Italia, Germania ed il Giappone erano nemici con altri paesi impegnati nel secondo Conflitto Mondiale. Tanti italoamericani erano internati in California e cambiavano i loro nomi e cognomi anglicandoli. Tutto ciò avveniva per evitare il pregiudizio nei loro confronti. I nonni paterni Giovanni Antonio e Maria Giuseppa Di Simone; i nonni materni erano Salvatore Monaco e Maria Donatella Di Maria della prov. di Benevento. Antony aveva 4 fratelli, i suoi genitori e nonni ormai deceduti. La mamma, nata nel 1922, il giorno di San Martino “quando tutto il mosto diventa vino” ribadisce, e’ morta nel 2024 alla nobile eta’ di 102 anni e 33 giorni. Fra la sorella maggiore ed il fratello minore c’erano 17 anni di differenza. Ha perso due fratelli MariaGiuseppa e Roberto. L’altra sorella maggiore, la seconda, nove anni più grande di lui, ne ha 74 Maria Donatella e lui, terzogenito Antony ne ha 65. Ha frequentato le scuole cattoliche. Poi le scuole superiori e dopo ha conseguito la laurea alla St. Peter’s University in Jersey City nel New Jersey, in Lingua italiana e Pedagogia e frequentato corsi in Giornalismo. Ha insegnato italiano e spagnolo in vari licei, alla Union City, East Rutherford e Morristown, a Ramapo College, a Mahwah e insegnato l’inglese agli immigrati a Passaic County College in Paterson, NJ. Ha collaborato per venticinque

anni con una rivista bimensile, “ Il Ponte Italo- Americano”, come pubblicista e scrittore d’attualita’, sotto la direzione del redattore, Dr. Orazio Tanelli. Insegna tutt’oggi lo spagnolo presso la Scions Serale per gli adulti a Kearny nel NJ. Ha conosciuto molti professori durante questo periodo, poi la continue cure per la madre, sempre circondata dai suoi familiari ed amici. È lettore della messa in italiano celebrata ogni sabato sera alle 7 PM, presso la Chiesa della Sacra Famiglia a Nutley, NJ. È membro delle Federazioni delle Societa’ Italo-Americane dal 1997, che si prodigano per i preparativi per la Parata di Cristoforo Colombo e anche per la parata prevista a New York. È membro dell’Associazione “Unico”, associazione di mutuo soccorso. Oltre alla sfilata di Colombo del New Jersey e New York, i Carabinieri pernottano ancora per altri cinque giorni per partecipare alla Messa per la grande festa in onore di San Gerardo Maiella, protettore dei bambini e le donne in gravidanza o che chiedono al Santo la grazia per diventare madri. Centinaia di persone affluiscono alla festa da Giovedi’ 15 a Domenica 18 ottobre, presso la Chiesa omonima. Vuole rammentare che sorge anche un Santuario dedicato in suo onore nel comune di Caposele, Prov. Di Avellino. Ricorre proprio nel 2026 il 128’ anno di celebrazioni patronali. Antony ha scoperto dai suoi parenti di essere cugino di 5’ di San Pio da Pietralcina, cui attribuisce il merito di essere fervente uomo di fede. Il suo ruolo come mem-

bro della sua comunità lo vede presente nelle varie organizzazioni, pranzi, cene, convegni, balli, feste e gala. Insegnando all’Università, tramite la collega Rosetta D’Angelo ha conosciuto la Presidente dell’Associazione AIAE, “Association Italian American Educators”, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, conduttrice e Promoter, colonna portante Radio, che ha sempre aiutato i suoi connazionali. Antony la definisce “Riferimento culturale e donna attiva per la comunità nel mondo” per la grande solidarietà con gli italiani all’estero. La giornalista Cavaliere è Producer e Host della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” dalle12-2pm WRHU, Radio Hofstra University di New York, premiata dall'UNESCO, “Prima Radio University in the world”. Per il futuro Antony spera di continuare a fare l’interprete. Ha già fatto anche l’interprete per qualche impresa Italiana, nonche’ traduttore per varie documentazioni anagrafiche, come più volte è avvenuto. All’epilogo dell’intervista vuole rivolgersi a tutti gli italiani all’estero, dall’Italia all’America e fino alle lontane terre dell’Australia, ricordando che a Canberra e Melbourne c’è una folta comunità laziale. Intima gli italiani nel mondo e gli italoaustraliani di non dimenticare mai la lingua italiana, perchè sia eternamente una lingua viva. Insiste di essere sempre per le generazioni future messaggeri della cultura italiana e di non dimenticare le radici italiane che sono quelle che ci distinguono dagli altri popoli.


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la pagina di Angelo Paratico

Martedì 13 Ottobre 2026

Allora!

La carestia del 1919 spiega la tragica ascesa del nazismo tedesco

Bambina tedesca denutrita e tubercolotica

di Angelo Paratico Lessi per la prima volta della carestia che colpì i tedeschi alla fine della Prima guerra mondiale in un libro scritto dallo storico britannico Clive Ponting, il quale riferiva che quasi 900.000 tedeschi morirono di fame dal 1918 al 1919. La «politica della fame» era iniziata nel 1914. Winston Churchill, all’epoca Primo Lord dell’Ammiragliato e uno degli ideatori del piano, ammise che essa mirava a «ridurre alla fame l’intera popolazione — uomini, donne e bambini, anziani e giovani, feriti e sani — fino a costringerla alla sottomissione». Tale politica britannica era in violazione del diritto internazionale sotto due aspetti fondamentali. In primo luogo, per quanto riguarda la natura del blocco, essa violava la Dichiarazione di Parigi del 1856, che la stessa Gran Bretagna aveva firmato e che, tra le altre cose, consentiva blocchi «strettissimi» ma non «distanti». A una parte belligerante era consentito posizionare navi in prossimità del limite delle tre miglia per impedire il traffico con i porti nemici; non le era invece consentito limitarsi a dichiarare off-limits le zone di alto mare che comprendevano le vie di accesso alla costa nemica. Il secondo punto riguarda il

contrabbando. In breve, sulla scia della Conferenza dell’Aia del 1907, la Dichiarazione di Londra del 1909 considerava i generi alimentari «contrabbando condizionato», ovvero soggetti a intercettazione e sequestro solo quando destinati all’uso da parte delle forze militari nemiche. Nel dicembre 1918, l’Ufficio Nazionale della Sanità di Berlino calcolò che, a quella data, 763.000 persone erano già morte a causa del blocco. Per certi versi, l’armistizio comportò un’intensificazione delle sofferenze, poiché la costa baltica tedesca era ormai di fatto bloccata e i diritti di pesca tedeschi nel Mar Baltico erano stati annullati. La fine della guerra nel 1918 non terminò il conflitto Incredibilmente, l’ultimo assegno a copertura delle riparazioni per la Prima guerra mondiale è stato emesso da Angela Merkel nel 2010. Il motivo per cui il blocco alimentare fu mantenuto in vigore anche dopo la fine delle ostilità era quello di costringere la Germania a firmare il Trattato di Versailles senza alcuna modifica alle rigide condizioni imposte. Oggi nessuno se ne ricorda, anche perché fu tenuto segreto e non ci furono fughe di notizie sulla stampa occidentale, mentre

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900.000 uomini, donne e bambini tedeschi morirono a causa del blocco navale britannico. Ancora oggi solo pochi non tedeschi conoscono la verità e gli storici americani e britannici sembrano aver liquidato questo crimine atroce come una semplice nota a piè di pagina della storia. Persino il fondatore degli scout, Robert Baden-Powell, espresse ingenuamente la propria soddisfazione per il fatto che la razza tedesca veniva rovinata, nonostante il tasso di natalità. Sebbene la guerra fosse terminata nel novembre 1918, la Germania era ancora sottoposta al blocco alleato, applicato senza pietà. La grande fame Il primo Land tedesco a beneficiare della revoca del blocco sarebbe stata la Baviera, controllata dai comunisti. Occorre cercare con attenzione i riferimenti storici a quel blocco devastante e prolungato. Lo storico Diether Raff conferma l’esistenza del blocco in tempo di pace nella sua: Storia della Germania – Dall’Impero medievale ai giorni nostri «Le condizioni di pace imposte dagli Alleati si rivelarono estremamente severe, superando di gran lunga i peggiori timori del governo tedesco… I trattati di pace di Brest-Litovsk e Bucarest furono dichiarati nulli e il blocco alimentare intorno alla Germani venne mantenuto. Così si compì la capitolazione della Germania e si pose fine a quattro anni di enorme spargimento di sangue”. «Fu il blocco a spingere infine le Potenze Centrali ad accettare la sconfitta», afferma Richard Hoveth nel suo studio sulla lotta in alto mare durante la Prima guerra mondiale: «Inizialmente applicato con moderazione, il cappio del blocco si strinse gradualmente fino a quando, con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, e ogni moderazione fu messa da parte. Sempre più privata dei mezzi per condurre la guerra, o anche solo per sfamare la propria popolazione, la risposta violenta fu l’insurrezione; l’apatia e la demoralizzazione furono la conseguenza muta delle speranze deluse e della brodaglia di patate». Basil Liddell Hart, massimo storico della guerra, viene citato da Hoveth per sostenere che, nonostante la rivoluzione e i disordini interni, il blocco fu «chiaramente il fattore decisivo nella lotta». Dopo aver confiscato la

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marina mercantile tedesca, gli Alleati procedettero alla confisca dei beni privati tedeschi in tutto il mondo, contrariamente a ogni precedente delle guerre precedenti, quando i beni privati erano stati tenuti in deposito fino alla ratifica dei trattati di pace, momento in cui sarebbero tornati ai legittimi proprietari. Per esempio, il Vittoriale degli Italiani, dove si stabilì D’Annunzio, era una villa di proprietà di un tedesco che non la riebbe più. Le potenze alleate si riservarono il diritto di trattenere o disporre dei beni appartenenti ai cittadini tedeschi, comprese le società da essi controllate [Articolo 167 B]. Questa espropriazione su larga scala avrebbe avuto luogo senza alcun indennizzo per i proprietari [Articoli 121 e 279 B]. La Germania rimase tuttavia responsabile dei debiti e dei prestiti relativi ai beni che le erano stati sottratti. I profitti, tuttavia, rimanevano nelle mani degli Alleati. Pertanto, le proprietà e i beni privati tedeschi furono confiscati in Cina (articoli 129 e 132), in Thailandia (articoli 135-137), in Egitto (articolo 148), in Liberia (articoli 135-140) e in molti altri paesi. Alla Germania fu inoltre impedito di investire capitali in qualsiasi paese confinante e dovette rinunciare a tutti i diritti «su qualsiasi titolo potesse possedere in tali paesi». Agli Alleati fu concesso libero accesso al mercato tedesco senza la minima tariffa, mentre i prodotti fabbricati in Germania dovevano affrontare elevate barriere tariffarie estere. Gli articoli da 264 a 267 stabilivano che la Germania «si impegna a concedere agli Alleati e ai loro associati lo status di nazione più favorita per cinque anni». La Germania stava già vivendo condizioni di quasi carestia, ma fu proprio in quel momento che gli Alleati decisero di confiscare una parte consistente di ciò che restava del bestiame tedesco. Persino il rappresentante americano a Versailles, Thomas Lamont, riportò l’evento con una certa indignazione: «Ai tedeschi fu imposto di consegnare bovini, cavalli, pecore, capre, ecc.,… Dalla Germania giunse una forte protesta quando le vacche da latte furono portate in Francia e in Belgio, privando così i bambini tedeschi del latte». Herbert Hoover, ingegnere minerario e futuro presidente degli Stati Uniti – che nel 1900 aveva difeso, combattendo con i nostri bersaglieri, a Tianjin dagli assalti dei Boxer – fu inviato in missione per aiutare la popolazione affamata, ma poté fare ben poco a causa della furia dei francesi e degli inglesi.

I carichi erano stati consegnati agli Alleati e ai paesi neutrali, ma i funzionari britannici si erano rifiutati di rompere il blocco per consentire l’ingresso dei carichi in Germania. Inoltre, la Germania non aveva rispettato l’accordo di consegnare le navi mercantili prima di ricevere i generi alimentari [accordo che alla fine fu imposto al governo di Weimar, il quale non mostrò alcuna intenzione di pagare le spedizioni in oro – una possibilità a cui, si riteneva, i finanzieri francesi si opponessero affinché la loro nazione potesse ottenere tutto l’oro disponibile a titolo di indennizzo]. Esistono prove che Wilson pensasse effettivamente che le potenze europee avrebbero accettato i suoi «14 Punti» e sfamato i tedeschi ; a guerra sarebbe davvero finita, ma, ovviamente, non fu così, come scoprì Hoover, l’uomo di fiducia di Wilson per le questioni umanitarie. Il primo ministro inglese, Lloyd George, nel frattempo, riteneva che la carestia si stesse attenuando. Era favorevole – sebbene in modo discreto – a sfamare gli ex nemici. All’inizio di marzo del 1919, il generale Herbert Plumer, comandante dell’Esercito britannico di occupazione, informò il primo ministro Lloyd George che i suoi uomini imploravano di essere rimandati a casa; non riuscivano più a sopportare la vista di «orde di bambini emaciati e gonfi che si contendevano le interiora provenienti dagli accampamenti britannici». Alla fine, americani e britannici superarono le obiezioni francesi e, alla fine di marzo, i primi carichi di generi alimentari cominciarono ad arrivare ad Amburgo. Ma fu solo a luglio, dopo la firma formale del Trattato di Versailles da parte della Germania, che ai tedeschi fu permesso di importare materie prime ed esportare manufatti. Il 7 maggio di quell’anno, il conte von Brockdorf-Rantzau aveva fatto riferimento a questo fatto con indignazione nel suo intervento all’Assemblea di Versailles: «Le centinaia di migliaia di non combattenti», aveva affermato il capo della delegazione tedesca, «che sono periti dall’11 novembre 1918 a causa del blocco, sono stati uccisi con fredda deliberazione, dopo che i nostri nemici si erano assicurati la loro completa vittoria». La carestia terminò il 12 luglio 1919. Oltre agli effetti diretti del blocco britannico, occorre considerare i possibili effetti indiretti e ben più sinistri.


Allora!

la pagina di Marco Zacchera

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TRANSATLANTICO APPRODATO IN MONTANA

Mi piacciono le montagne, i boschi e il silenzio e così sabato scorso seguivo la strada nazionale 93 che dal Canada scende in Montana con alle spalle cento chilometri di foreste e praterie sconfinate. A un certo punto capito a Seeley Lake, vicino a Missoula, cinquanta case sparse nei boschi e noto un’insegna: “Catholic church”. Mi fermo davanti a una chiesetta semplice (che immaginavo fosse chiusa) e dove invece stava finendo una affollata messa prefestiva. Dopo la benedizione del sacerdote (polacco) resto a chiacchierare con un gruppo dei fedeli davanti alla chiesa e – saputo che sono italiano – subito si presenta una matura matrona che anche lei mi dice di essere “italian” o – meglio – lo era suo nonno che “era uno di quelli”. Al mio stupore mi conferma che era effettivamente “uno del Nord Italy” (poi si chiarirà essere invece di Lucca) e mi spiega che il nonno era stato internato proprio lì, in quelle foreste inaccessibili, dove nel 1941 arrivarono 1100 prigionieri italiani rinchiusi al “Fort Missoula” quello che un tempo ospitava una guarnigione che faceva la guerra agli indiani. Ne viene fuori una storia incredibile - che forse pochi conoscono - quella del transatlantico “Conte di Biancamano” e del suo equipaggio approdato in Montana, ad occhio e croce a mille chilometri dall’oceano più vicino. Avevo sentito parlare di prigionieri italiani negli Stati Uniti durante la guerra, ricordavo di aver letto in gioventù “Il cielo è rosso” di Giuseppe Berto (un romanzo che raccontava l’odissea dei nostri prigionieri “non collaboratori” detenuti in Texas), ma pochi sanno che durante la guerra migliaia di italo-americani sono stati internati (così come tanti americani di origine giapponese) e detenuti per anni perché potenziali nemici. Ma la storia di “Fort Missoula” e del “Biancamano” è unica ed incredibile. Questo transatlantico, varato nel 1925 per il Lloyd Sa-

baudo ed allora uno dei più belli della nostra marina mercantile, era normalmente adibito alla rotta Genova-New York - Buenos Aires, ma quella volta era arrivato a Valparaiso, in Cile, e stava tornando. Una nave stupenda per il lusso di 180 passeggeri in prima classe, 220 in seconda, ma anche di oltre duemila poveracci stivati in terza classe, la dura realtà della nostra emigrazione verso il Sudamerica. Nel marzo del 1941 il transatlantico stava attraversando (quasi senza passeggeri) il canale di Panama che era allora territorio americano e - se anche la guerra con gli USA non era stata ancora dichiarata - le autorità statunitensi cercarono di requisirlo. Comandante, ufficiali ed equipaggio reagirono e - prima che gli americani salissero a bordo - in pratica distrussero il transatlantico sabotando le turbine, i motori, il carburante. Gli americani si infuriarono arrestando tutto l’equipaggio di 532 persone che dopo un avventuroso viaggio fino a New York - venne fatto salire con molti altri civili italiani bloccati dalla guerra negli USA (tra cui gli impiegati del nostro padiglione all’expo internazionale del 1939) su un treno che – a finestrini oscurati – partì per destinazione ignota. Dopo una settimana arrivarono in Montana in mezzo alle Montagne Rocciose e furono imprigionati nel campo di Fort Missoula, praticamente in mezzo al nulla. Alla fine si trattavano in totale di 1120 italiani, cento giapponesi e 24 tedeschi. Gli internati ribattezzarono ironicamente il campo “Bella vista” tenuto conto delle montagne e foreste tutte intorno, anche se tra i reticolati la vita era dura, come ben mostrano le fotografie oggi conservate nel piccolo museo all’ingresso del campo. Per gli italiani iniziò una lunga detenzione dagli incerti connotati giuridici, mentre in inverno la temperatura scendeva anche a 20 gradi sottozero. “Sulla parola” molti di loro ottennero poi nel tempo una certa semilibertà

per lavorare nelle fattorie e nelle foreste dei dintorni, mentre altri (erano detenuti anche chef, cuochi, ufficiali di bordo) organizzarono una presenza italiana che entusiasmò i locali. Nacque a Missoula – una cittadina oggi moderna, ma che al tempo aveva ancora tutti i connotati di un villaggio di frontiera – una scuola di cucina, un teatro italiano, una banda musicale, mentre alcuni internati si sposarono poi con ragazze locali, altri rimasero in America per sempre mentre la maggior parte venne poi rimpatriata nel dopoguerra. Oggi il campo è un’area “heritage”: sono state restaurate alcune baracche del tempo (squallide come tutti i campi di prigionia) con i letti a castello dei prigionieri ed ingiallite riviste italiane degli anni ’30, c’è ancora la baracca con la chiesetta dedicata a San Michele, mentre le foreste che c’erano intorno al campo sono state invece abbattute ed oggi la zona è sede di stabilimenti, ipermercati e aree residenziali. Tutto è cambiato, ma “Fort Missoula” testimonia silenzioso un passato che in Italia 85 anni dopo forse non ricorda più nessuno. Tra l’altro la “Biancamano” ebbe poi tutta una sua storia: trasformata in nave da trasporto-truppe con il nome di USS Hermitage trasportò fino a 7000 soldati alla volta dagli USA ai fronti europei e fu restituita all’Italia nel 1947. Portata ai cantieri di Monfalcone, nel 1948 subì un rifacimento totale diventando un simbolo della rinnovata marina mercantile italiana del dopoguerra. Gli interni furono rifatti con architetti di grido (come Gio Ponti per gli arredi) mentre Massimo Campigli e Mario Sironi curarono le decorazioni dei saloni. La “Biancamano” fu quindi rimessa in linea verso le Americhe fino al 1961, quando venne smantellata a La Spezia, ma in qualche modo è ancora oggi visibile, visto che la plancia di comando è stata rimontata all’interno del Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano.

LA CRISI DI DONALD TRUMP Da sempre gli Stati Uniti hanno un “cuore” profondamente repubblicano negli Stati centrali del continente mentre i democratici vincono negli Stati che si affacciano sull’Atlantico e il Pacifico, tradizionalmente progressisti. Ho girovagato per due settimane in Stati a prevalenza repubblicana e che Donald Trump sia precipitato nei sondaggi lo si coglie ovunque, anche e soprattutto chiacchierando con amici repubblicani da sempre, anche quelli che due anni fa lo votavano senza riserve ed ironizzavano sugli avversari. Non c’è ancora un vero clima elettorale, pochi i cartelli nei giardini a lato delle strade e quasi tutti per candidati alle varie cariche locali, dai giudici di pace agli sceriffi, perché - va ricordato - negli USA tutte le cariche sono a votazione diretta. Sta di fatto che il 3 novembre si voterà per le elezioni di mid-term tradizionale appuntamento elettorale di metà mandato già di solito infausto per il presidente in carica, ma che questa volta rischia di diventare un tracollo per i repubblicani che potrebbero perdere la maggioranza in entrambe le Camere visto che si rinnova un terzo del Senato e l’intera Camera, come ogni biennio.

Quella dei Rappresentanti è data ampiamente per persa: 228 seggi ai democratici contro solo 207 ai repubblicani (oggi in maggioranza con 5-7 voti di margine, dipende da un paio di indipendenti) ma secondo gli ultimi sondaggi anche al Senato i democratici potrebbero raggiungere i 51 o 52 seggi, ovvero la maggioranza assoluta. La popolarità del presidente è scesa progressivamente al 37% secondo il Wall Street Journal o addirittura al 32% secondo la Reuter, sta di fatto che gli scontenti sono ben oltre il 60% e in crescita costante. Non pensiate che le problematiche siano soprattutto per la gestione della crisi con l’Iran o l’Ucraina: quello che conta per gli americani è il visibile aumento dei prezzi e soprattutto quello della benzina ormai stabilmente oltre i 4 dollari al gallone (il che significa comunque solo un euro al litro, beati loro) ma va tenuto conto delle dimensioni e dei consumi delle auto negli USA. I repubblicani possono solo aggrapparsi a due aspetti che hanno un loro fondamento. Il primo è che se Trump è criticato, ma lo sono anche i democratici accusati di non essere stati capaci di mettere insieme una opposizione credibile e ritrovandosi senza leader di prestigio.

LEGGE ELETTORALE Approvata ieri la nuova legge elettorale su cui mantengo ampie riserve, anche se è un piccolo passo avanti verso una elezione più diretta di almeno una parte dei parlamentari. Non ho capito invece le urla della Schlein che esponeva un cartello “Con la Meloni gasolio a 3 euro” che non c’entrava nulla con la votazione, ma – soprattutto – nessuno ha avuto notizia di una

minima controproposta elettorale da parte della sinistra. La stessa Schlein – sempre urlando, ma lei urla sempre – assicurava che “Siamo uniti e vinceremo!” A parte la frase che porta una sfi.. pazzesca, uniti su che cosa? Non su primarie, leader, armi all’Ucraina, deficit, imposta patrimoniale ecc. Questa è l’alternativa? Allora teniamoci la Meloni…


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Martedì 13 Ottobre 2026

approfondimento

Allora!

Le guerre dei gelati, la criminalità dietro i furgoncini di Glasgow

di Anna De Peron Ah la Scozia! Terra di castelli imbronciati avvolti nella nebbia, creature mitiche che affiorano da laghi misteriosi, paesaggi aspri e bei tenebrosi scozzezi con il kilt e la cornamusa! Romanticismo a parte, la storia di questo paese e’ stata segnata da feroci battaglie contro gli inglesi, scontri sanguinosi tra i clan e violente congiure politiche per l’indipendenza dall’Inghliterra. Diciamo che gli scozzesi non sono nuovi ad eventi storici drammatici e sanguinari. Un caso dal nome ironicamente divertente, noto come “le guerre dei gelati”, ha toccato profondamente la Scozia. Questa storia incomincio’ con gli emigranti italiani arrivati nel 1900 e concluse con conseguenze disa-

strose negli anni 80. Alla fine del 1800 e inizio del 1900, in Italia incomincio’ il periodo delle grandi emigrazioni. La meta sognata era l’ America ma parecchi sono finiti anche in Scozia. Glasgow, con i suoi cantieri, fonderie, e industrie tessili, offriva opportunita’ di lavoro e ben presto gli italiani vi si stabilirono. Grazie al loro spirito imprenditoriale non tardarono ad aprire caffe’, gelaterie, negozi di barbiere e di fish e chips. Nella Gran Bretagna del 1900, il gelato era un lusso permesso solo ai reali e ai super ricchi. Gli italiani facevano il gelato in casa e divennero esperti gelatai. Sulle strade, vendevano i gelati fatti con le gelatiere portatili e ben presto il gelato divenne popolarissimo. Era buono e costava

poco. Il fattore low cost era un’ attrazione irrestitibile per la taccagneria leggendaria degli scozzesi!!! I gelatai offrivano l’assaggio sulle strade gridando “Ecco un poco!” Il gelato a Glasgow era ed e’ ancora chiamato nel gergo locale “okey pokey”. In seguito, la gustosa leccornia si vendeva dai furgoncini ambulanti che avvertivano la loro presenza con il tintinnio del carillon. Negli anni 60, il crollo dell’ industria pesante a Glasgow porto’ gravi problemi sociali tra cui la disoccupazione, la povertà e la sovrapopolazione. Il governo decise di rimediare costruendo case popolari in quattro centri satellite nella periferia della citta’. Lo scopo era di sfollare i vecchi edifici condominiali malsani e pericolanti del centro e di migliorare il tenore di vita degli abitanti. Purtroppo questi centri di 200 000 persone, non avevano negozi, scuole, trasporti pubblici o intrattenimenti . Citta’ di palazzi di cemento senza infrastrutture, popolate da gente povera che non poteva permettersi ne l’auto ne il costo dei mezzi pubblici per andare in citta’. Gli affaristi italiani videro un’ opportunita’ da non perdere. Con i furgoncini portavano il gelato a queste communita’ isolate e ben presto vendevano non solo gelato ma fornivano generi alimentari, giocattoli, sigarette e bevande alcoliche. L’ arrivo del furgoncino con la musichetta tintinnante era il segnale di comprarsi un bel gelato

e di fare la spesa. Alla fine degli anni 60 e nei 70, i furgocini divennero supermercati ambulanti. Non avendo competizione dai negozi, gli intraprenditori italiani facevano soldi a palate. La ditta Marchetti, una delle piu’ grosse, vantava 40 furgoncini in zona e assumeva anche autisti scozzesi. La notizia di questa miniera d’ oro si diffuse . Nuovi operatori decisero di entrare nel mercato ma i commercianti originali non volevano neo arrivati nel loro territorio. E li incominciarono le guerriglie. Ogni ditta aveva la sua zona stabilita e guai se qualcun osava a vendere il gelato nel territorio altrui. Gomme sgonfiate, finestrini rotti - persino pagavano bande di ragazzini per vandalizzare furgoncini “nemici”. Comprare un gelato era diventato pericoloso. Si rischiava una botta in testa se si andava da un furgone che girava fuori dalla sua zona. Negli anni 80 i guai seri cominciarono per i gelatai. Le bande criminali della malavita di Glasgow fiutarono la grande potenziale di usare i furgoncini del gelato come copertura per spacciare droga e merce rubata. I boss scozzesi forzavano i gelatai a vendere droga o subappaltavano il giro che gli interessava. Per chi non collaborava c’ erano pesanti minacce, bastonate e alle volte sparatoie. La polizia non interveniva. Quando si trattava di criminalita’ organizzata chiudeva un occhio. La situazione e’ esplosa nel 1984. Andrew

Doyle, uno scozzese che lavoravava per la ditta Marchetti, si rifiuto’ di vendere droga malgrado le ripetute intimidazioni. Nella notte del 16 aprile 1984 ci fu un incendio nell’ appartamento di Doyle causato da petrolio cosparso sulla porta d’ingresso. Tutta la famiglia di sei persone incluso un bambino di 18 mesi morirono nel rogo. Lo scandalo, l’ indignazione e il clamore pubblico che seguirono forzarono la polizia a reagire. Due sospetti, criminali gia’ noti alla polizia, furono arrestati, processati e condannati all’ ergastolo per incendio doloso e omicidio. I due si sono sempre dichiarati innocenti. Nel 1996 ci fu un appello e dopo varie proteste pubbliche i due furono rilasciati nel 2004. La loro condanna e’ stata annullata per mancanza di evidenza attendibile. I veri colpevoli dell’ omicidio non sono mai stati trovati. C’è chi pensa che i due accusati fossino solo capri espiatori per nascondere il responsabile, un boss di Glasgow diventato informatore e quindi protetto dalla polizia. Altri dicono che la polizia stessa era coinvolta nel giro quindi doveva coprire le tracce. La verita’ non si sapra’ mai, ma le guerre dei gelati sono entrate nella coscienza collettiva scozzese come un periodo sinistro e triste nella storia di Glasgow. Le guerre sono decisamente finite e oggi si puo’ tranquillamente gustare in santa pace un ottimo gelato nelle gelaterie italiane di Glasgow!


Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Risultati delle partite della 6ª Giornata di Serie A

Il Genoa ruggisce a Marassi e stende la Fiorentina 2-1. Osmajic apre le danze al 7’, poi Messias raddoppia al 15’. I viola reagiscono e Vasquez firma l’autogol al 73’. Ndour colpisce il palo ma Daniele De Rossi finalmente festeggia.

Inter travolgente a San Siro: Parma ko 3-0. Sucic apre le danze al 13’, Calhanoglu trasforma il rigore al 18' e Thuram cala il tris. La squadra di Chivu diverte, affonda e convince: per i ducali invece notte nerissima e esodio negativo di Gilardino.

Il Napoli fa festa al Maradona: Frosinone travolto 3-0! De Bruyne sblocca su rigore, Noa Lang raddoppia e il fuoriclasse belga firma la doppietta nel recupero, su assist di Giovane. Kvernadze lotta, ma gli azzurri e Max Allegri brindano.

Como-Roma, fuochi d’artificio: al Sinigaglia finisce 0-0! Dybala spreca una buona occasione e dal 53' Roma in 10. Gollini e Butez blindano le porte, Nico Paz ci prova dai 18 metri. Nel finale Baturina e Rodriguez sfiorano il colpaccio.

La Lazio parte a razzo: Nuno Tavares spara un missile, Isaksen raddoppia e l’Olimpico festeggia! Goglichidze riaccende le speranze brianzole, ma Pinamonti all’88’ spegne ogni illusione. Monza battuto 3-1, biancocelesti in festa.

Il Cagliari resiste e la Juventus resta a bocca asciutta! Daniel Maldini sblocca la sfida al 20’, sfruttando l’assist di Paul Mendy. Caprile fa il muro, Zhegrova prova a scuotere i bianconeri: all’Unipol Domus è battaglia vera.

Sassuolo e Milan si dividono la posta in una sfida frizzante! Rabiot al 63’ piazza la zampata vincente e illude il Diavolo, ma Odenthal risponde al 68’ in mischia per il Sassuolo. Poi Muric blinda la porta: al Mapei finisce 1-1.

Al Via del Mare è battaglia vera! Orsolini colpisce al 17’, Fatah risponde al 64’ facendo esplodere Lecce, ma Enem al 75’ firma il blitz rossoblù. Il Bologna resiste, punge e porta a casa tre punti preziosi. Buone notizie per Palladino.

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Martedì 13 Ottobre 2026

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Tennis Masters: disastro azzurro a Shangai Eliminati Cobolli, Musetti e Berrettini e Arnaldi Lorenzo perde contro il cinese Zhou, numero 277 del mondo, fuori il doppio

Lorenzo Musetti, 24 anni, numero 25 della classifica Atp Giornata totalmente negativa per i colori azzurri nel Master 1000 di Shanghai, il penultimo della stagione. Bruciano soprattutto le sconfitte di Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti, che partivano largamente favoriti contro i loro avversari di giornata. Il romano è stato sconfitto 6-1 4-6 6-3 dal 38enne Adrian Mannarino, che ha sfruttato soprattutto i 42 errori gratuiti commessi dall'azzurro. Cobolli, comunque, per ora conserva un margine di sicurezza nella corsa ai primi otto posti della “Race”, la classifica dell'anno solare che determina la qualificazione alle Atp Finals di Torino. Musetti, che era reduce dall'ennesimo infortunio stagionale - una piccola frattura all'anulare della mano

destra che lo aveva costretto a saltare l'Atp 500 di Pechino - è apparso lento e in difficoltà, sul piano della potenza, contro Zhou Yi, classe 2005 che partecipa al torneo grazie a una “wild card” essendo per ora solo numero 277 del mondo. Il cinese si è imposto 7-6 3-6 7-6. A orientare il match, col senno di poi, è stato soprattutto il primo tie-break, che Lorenzo ha perso 9-7 dopo aver sprecato tre set-point. In quello del terzo set, invece, Zhou è volato subito 6-0, prima di chiudere i conti con un perentorio 7-1. Rimpianti anche per tre palle break non sfruttate da Musetti nel set decisivo. Più prevedibile la sconfitta di Matteo Berrettini contro lo statunitense Brandon Nakashima, che negli ultimi

mesi ha fatto un salto di qualità. Lo statunitense ha vinto 7-6(4) 7-5 e Berrettini può recriminare soprattutto per tre break-point non sfruttati nel primo parziale, ma a fare notizia è stata soprattutto la sua reazione inusuale nel finale di partita, quando - per la rabbia dopo un doppio fallo -, ha spaccato la racchetta. Sconfitta anche per Novak Djokovic, arrivato stanco a Shanghai dopo aver trionfato a Pechino. Complice un avversario assai complicato - il polacco Hubert Hurkacz, che vale ben più dell'attuale classifica - il serbo ha perso 6-4 6-3 e a questo punto vede allontanarsi la possibilità di qualificarsi per Torino, pur avendo espresso il desiderio di giocare le Finals. Negli altri match di giornata vittorie da favoriti per Alexander Zverev (6-4 7-6 al cinese Wu), Ben Shelton (6-3 7-6 al tedesco Altmaier), Frances Tiafoe (doppio 6-4 a un altro tedesco, Hanfmann) e Alex De Minaur, che ha approfittato del forfait dello slovacco Molcan. Zverev continua così la sua marcia di avvicinamento, a questo punto ormai inesorabile, alla posizione di numero 1 in classifica detenuta da Jannik Sinner. Avanzano anche Alexander Bublik (6-4 7-6 a Machac) e Jacub Mensik (doppio 6-3 al serbo Kecmanovic), mentre l'ulteriore sorpresa di giornata è stata l'eliminazione di Alexander Rublev - finalista nel 2025 - per mano del giapponese Sakamoto col punteggio di 6-4 6-4.

Ritornano le coppe europee Sei le italiane impegnate

Grande attesa per Roma-Real Madrid in Champions Coppe europee, l’Italia alla prova dei fatti: vietato fare le comparse. La Champions League riaccende i riflettori martedì 13 e mercoledì 14 ottobre (controllare tabella per orari Sydney), mentre l’Europa League prepara il proprio appuntamento giovedì 15. Per le italiane è il momento di trasformare le belle intenzioni in punti: perché in Europa gli alibi durano meno di un contropiede. L’Inter ospita il Club Brugge e non può permettersi distrazioni: sulla carta parte favorita, ma guai a confondere il blasone con una vittoria già in tasca. Il Napoli, atteso sul campo del Villarreal, deve dimostrare personalità anche lontano dal Maradona. Mercoledì

tocca a Roma e Como: i giallorossi affrontano il Real Madrid, avversario che non ha bisogno di presentazioni, mentre i lariani fanno visita al Feyenoord. Per entrambe, una serata da esame vero. In Europa League, riflettori puntati su Milan e Juventus. Giovedì 15 ottobre i rossoneri fanno visita al Salisburgo alle 18:45: serviranno concretezza e attenzione, perché regalare occasioni agli avversari è un lusso che nessuno può permettersi. Alle 21 la Juventus sfida il Celta Vigo: dopo il roboante 5-0 all’esordio, i bianconeri sono chiamati a confermare di avere ambizioni serie. Il verdetto? Le coppe non fanno sconti e il prestigio non segna gol.

F1 Singapore: Verstappen vince, 2° Leclerc Kimi Antonelli terzo e a un passo dal titolo L'italiano centra il podio e allunga ancora in classifica generale su Russell

Verstappen parte in prima posizione e non l'ha più mollata Max Verstappen vince il Gran Premio di Singapore e conquista il secondo successo consecutivo, precedendo la Ferrari di Charles Leclerc e la Mercedes di Kimi Antonelli. L'italiano centra un podio pesante anche in ottica Mondiale, mentre George Russell chiude soltanto nono. Quarto posto per Lando Norris, quinto Oscar Piastri. Al via Verstappen mantiene la te-

sta davanti a Leclerc, con Hamilton e Antonelli alle loro spalle. La gara si accende nei primi giri, ma la Virtual Safety Car per il ritiro di Bortoleto non cambia le strategie. Verstappen riesce progressivamente ad allungare sulla Ferrari, mentre Antonelli resta in scia a Hamilton senza trovare subito lo spazio per attaccare. La fase dei pitstop rimescola le posizioni: Leclerc e Antonelli montano gomme medie, ma

la Mercedes richiama nuovamente l'italiano per un secondo cambio, facendogli perdere terreno. Verstappen conserva il comando e vola verso la vittoria, mentre Leclerc supera Hamilton e si prende la seconda posizione. Nel finale Antonelli approfitta delle gomme ormai consumate di Hamilton: prima supera Norris, poi attacca e scavalca il ferrarista, conquistando il terzo posto. Piastri passa Hamilton all'ultimo giro e chiude quinto. Verstappen taglia il traguardo senza più essere impensierito. Kimi Antonelli vede sempre più vicino il titolo mondiale. Il terzo posto nel GP di Singapore, unito al nono di George Russell, ha permesso al pilota della Mercedes di salire a quota 340 punti e portare a 102 il vantaggio sul compagno di squadra, fermo a 238. In caso di arrivo a pari punteggio finale, avrebbe la meglio per il maggior numero di vittorie stagionali, nove contro otto.

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MotoGP Indonesia: Bezzecchi trionfa su Aprilia, lotta aperta Poker storico per Aprilia, la sfida per la leadership resta aperta Marco Bezzecchi si prende il Gran Premio d’Indonesia al termine di una gara in cui l’Aprilia domina la scena. Il pilota italiano ha costruito il successo dopo un lungo confronto con Raul Fernandez, trovando il momento giusto per passare al comando e poi allungare fino al traguardo. Alle sue spalle, anche Fernandez e Jorge Martin hanno difeso le posizioni, completando una giornata memorabile per la casa di Noale. Il risultato assume un valore storico: per la prima volta nella storia della MotoGP, quattro Aprilia occupano le prime quattro posizioni. Un dominio che conferma quanto gli equilibri possano cambiare da un circuito all’altro, dopo le difficoltà emerse nella Sprint del sabato. La gara ha avuto conseguen-

ze anche nella lotta per il titolo. Marc Marquez ha faticato a tenere il ritmo dei piloti di testa, mentre Martin ha gestito la corsa senza rischiare eccessivamente. Il terzo posto dello spagnolo dell’Aprilia gli permette così di tornare al comando del Mondiale, con appena due punti di vantaggio su Marquez. A cinque gare dalla fine, la sfida iridata resta apertissima. "Sono contentissimo. Era il mio obiettivo da dopo l'infortunio, ed è bellissimo essere ritornato in cima al podio. Penso che ci meritassimo un risultato così, soprattutto il team perché non hanno mai smesso di lottare nei momenti difficili". Ritrova il sorriso Marco Bezzecchi al traguardo a Mandalika, dopo la vittoria del Gp d'Indonesia di MotoGp.


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Aust C'ship: nuove sfide per APIA e Marconi Si parte sabato 17 ottobre per questa seconda edizione del torneo, è caccia al titolo

A-League: al via il campionato Sydney FC tra attese e speranze Venerdi 16 ottobre il derby con il Western Sydney Dimenticate la barzelletta del campionato esotico buono soltanto per pensionati di lusso e partite in spiaggia. La A-League australiana riparte il 16 ottobre con una stagione 2026-27 che promette intrighi, scommesse tecniche e qualche allenatore già sotto pressione prima ancora del fischio d’inizio. La novità più intrigante è Chris Greenacre, promosso alla guida del Wellington Phoenix dopo l’esperienza da interim. Il suo compito? Restituire orgoglio ai Nix e interrompere l’egemonia psicologica dei rivali di Auckland. A Brisbane, Michael Valkanis cerca invece il riscatto dopo un finale disastroso: partire forte non basta, se poi si finisce in caduta libera. Sydney FC punta sulla continu-

ità con Patrick Kisnorbo, chiamato a trasformare ambizione e mercato in risultati concreti. Sul fronte giocatori, occhi puntati su Bryce Duke, trequartista statunitense arrivato a Wellington dopo oltre 150 presenze in MLS: fantasia e personalità non gli mancano, ora deve dimostrarlo in Australia. Sempre nei Phoenix, James McGarry porta esperienza e voglia di rivincita. A Sydney, il giapponese Takahiro Sekine, ex capitano dell’Urawa Red Diamonds, promette dinamismo e qualità sulle fasce. Da non perdere anche James Overy, diciottenne cresciuto nell’orbita del Manchester United. La sentenza? Qui i pronostici durano poco. In A-League, chi dorme in panchina spesso si sveglia fuori dai playoff.

Montella esonerato dalla panchina dell Nazionale turca

Il tecnico italiano paga i ko in Nations League Vincenzo Montella non è più il commissario tecnico della Turchia. È arrivato l'esonero ufficiale per il tecnico italiano che, dopo le quattro sconfitte su quattro in Nations League, era stato aspramente criticato da media e tifosi che ne chiedevano appunto la cacciata. "È stato deciso di non proseguire il rapporto con il nostro allenatore", l'annuncio della Federcalcio turca (TFF) sulla piattaforma sociale X. Nominato nel settembre 2023, Montella aveva conquistato la fiducia di tutti, prima raggiungen-

do i quarti di finale agli Europei e poi riportando ai Mondiali la nazionale della mezza luna dopo 24 anni. Ma nell’ultimo torneo iridato è stato al di sotto delle aspettative, perdendo anche 2-0 contro l’Australia, e l'indice di gradimento per l'ex aeroplanino è cominciato a crollare: il flop in Nations ha scritto la parola fine. Quattro sconfitte, di cui due contro l’Italia per 4-1 e 3-1, sono state fatali all’allenatore italiano. Nel suo passato anche panchine con il Catania (2011), Fiorentina per tre stagioni, Sampdoria, Milan, Siviglia e Adana in Turchia.

Sedici squadre, quattro gironi e una certezza: nell’Australian Championship 2026 la storia conta, ma non segna il gol vincente. Il torneo nazionale riparte il 15 ottobre, deciso a dimostrare che il calcio australiano non è soltanto A-League e riflettori televisivi. Qui si gioca anche per orgoglio, territorio e tradizioni che non hanno alcuna intenzione di finire in archivio. L'APIA torna protagonista nel Gruppo B, con Avondale, Adelaide City e Broadmeadow Magic. La notizia suggestiva è il ritorno a Lambert Park, casa storica del club di Leichhardt: un impianto che profuma di calcio autentico. Ma attenzione alla trappola romantica: il passato scalda il cuore manon garantisce punti. L’APIA dovrà trasformare identità e ambizione in risultati, senza concedersi pause. Importante avere gli stimoli giusti. Il Marconi, invece, riparte con un conto in sospeso. Finalista nella prima edizione del 2025, dopo la sconfitta contro South

Melbourne, vuole dimostrare che arrivare secondi non è un’abitudine da coltivare. Nel Gruppo C troverà Sydney Olympic, Oakleigh Cannons e Bayswater City: avversari capaci di rovinare qualsiasi copione (ad eccezione del Sydney Olympic retrocesso in League One). Il verdetto? L’APIA cerca conferme, il Marconi una rivincita. Entrambi hanno storia, pubblico e ambizioni. Ora servono gol, nervi saldi e continuità: perché nel calcio australiano anche le leggende, sen-

za vittorie, diventano soltanto racconti da spogliatoio.

Ciclismo: Giro di Lombardia, Seixas stacca tutti Il francese e' il vincitore più giovane di sempre Il talento francese, a 20 anni e 6 giorni, riscrive la storia, terzo Giulio Ciccone Lombardia, il ciclismo scopre una nuova stella: Paul Seixas. A Como esplode la festa francese: il ventenne della Decathlon CMA CGM conquista la Classica delle Foglie Morte con un attacco devastante sul Civiglio. Enric Mas secondo, Giulio Ciccone sul podio. E il futuro ha già un nome! C’è un nuovo sceriffo sulle strade del grande ciclismo, e ha appena vent’anni! Paul Seixas si prende il Giro di Lombardia 2026 e lo fa da fenomeno vero, domando la 120ª edizione della corsa con una cavalcata da applausi. Da Bergamo a Como, 239 chilometri di fatica, salite e spettacolo: il francese della Decathlon CMA CGM trasforma la Classica delle Foglie Morte nel palcoscenico della sua consacrazione. Il colpo da maestro arriva sul Civiglio, quando la strada si impenna e le gambe cominciano a chiedere pietà. Seixas, invece, cambia marcia e saluta la compagnia. Niente tentennamenti, niente sguardi all’indietro: soltanto una progressione irresisti-

bile, capace di mandare in crisi gli avversari e accendere l’entusiasmo degli appassionati. Il giovane francese vola verso Como, dove taglia il traguardo in solitaria dopo 5 ore, 49 minuti e 28 secondi. Alle sue spalle, lo spagnolo Enric Mas si prende la seconda posizione, staccato di 48 secondi. Applausi anche per Giulio Ciccone, terzo a 1’05”: l’abruzzese salva l’onore azzurro con una prova generosa e grintosa. Remco Evenepoel, grande atteso della vigilia, deve accontentarsi del quarto posto. Ma la notizia è soprattutto una:

Seixas entra nella storia come il più giovane vincitore del Lombardia. Un’impresa che profuma di predestinazione, anche se il ragazzo preferisce parlare di lavoro, coraggio e squadra. La stagione delle grandi Classiche si chiude così con un botto francese. Pogacar, dominatore delle ultime cinque edizioni, stavolta non c’era. E il suo successore ha già bussato alla porta: forte, sfrontato e con una gran voglia di diventare il numero uno. Il ciclismo è avvisato: l’Aeroplanino francese è decollato davvero.


Onoranze Funebri DECESSO

DECESSO

BRIAN MORLEY

TYNAN ANNETTE

DECESSO

COCO FRANCESCO

nato 1941 deceduto a Sydney (NSW) il 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 11.30 presso St Joseph’s Catholic Church, 126 Liverpool Road, Enfield. Dopo il rito religioso, il caro Brian sarà accompagnato al Rookwood Catholic Cemetery, Centenary Drive, Rookwood, per la sepoltura.I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

nata il 20 ottobre 1937 deceduta a Sydney (NSW) il 4 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso Our Lady Star of the Sea Catholic Church, 50 Kiora Road, Miranda. Dopo il rito religioso, la cara Annette sarà accompagnata dai familiari al cimitero, dove avrà luogo la sepoltura in forma privata. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.

nato il 29 febbraio 1936 deceduto a Sydney (NSW) il 6 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 12.00 presso St Joan of Arc Catholic Church, 97 Dalhousie Street, Haberfield. Dopo il rito religioso, il caro Francesco sarà accompagnato al Rookwood General Cemetery, 1 Hawthorne Avenue, Rookwood, per la sepoltura.I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale del caro estinto.

“Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

“Il suo amore rimarrà un dono eterno custodito nel cuore di chi l'ha amata." ETERNO RIPOSO

“La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO

Make your gift a bunch of flowers... Pino Oppedisano - 0419 822 226 p 02 9602 5931 p 02 9822 9550

IN MEMORIA

GENUA GERARDO

nato il 18 ottobre 1941 deceduto a Sydney (NSW) il 12 settembre 2026 I familiari, parenti ed amici vicini e lontani, ad un mese dalla scomparsa, lo ricordano con dolore e immutato affetto, custodendo nel cuore la sua presenza, il suo amore e gli insegnamenti che ha lasciato a quanti gli sono stati accanto. Le sue spoglie riposano presso il Woronora Memorial Park, 121 Linden Street, Sutherland. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro Gerardo, offrendo con la loro presenza, le preghiere e le parole di conforto una sincera testimonianza di affetto e vicinanza. “Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

IN MEMORIA

SORRENTI FRANCESCA

nata il 9 febbraio 1932 deceduta a Sydney (NSW) il 12 settembre 2026 I familiari, parenti ed amici vicini e lontani, ad un mese dalla scomparsa, la ricordano con dolore e immutato affetto, custodendo nel cuore la sua presenza, il suo amore e gli insegnamenti che ha lasciato a quanti le sono stati accanto. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale della cara Francesca, offrendo con la loro presenza, le preghiere e le parole di conforto una sincera testimonianza di affetto e vicinanza. “Il Signore accolga la sua anima nella luce eterna e doni ai suoi cari conforto e pace." ETERNO RIPOSO

FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.


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Ravenna, il cimitero dove la storia non muore A pochi chilometri dal centro di Ravenna, sulle rive del canale Candiano, sorge uno dei luoghi più suggestivi della memoria cittadina. È il Cimitero Monumentale, un complesso storico e artistico che custodisce oltre due secoli di vicende, testimonianze e trasformazioni sociali, raccontando attraverso le sue architetture il rapporto tra la città, i suoi protagonisti e la morte. Fondato nel 1817, il cimitero nacque durante una stagione di profondi cambiamenti urbanistici introdotti in epoca napoleonica. Le nuove disposizioni prevedevano il trasferimento delle sepolture fuori dai centri abitati, privilegiando luoghi aperti, soleggiati e ventilati. Ravenna individuò un'area distante circa tre chilometri dal centro, immersa in un paesaggio allora caratterizzato da pinete, canali e distese pianeggianti. L'attuale configurazione monumentale risale invece al 1878, quando l'ingegnere Romolo Conti elaborò un progetto ispirato alle grandi certose lombarde, soprattutto a quella di Milano. Ne nacque una struttura articolata su due livelli, espressione delle profonde divisioni sociali dell'Ottocento. Al piano superiore, sotto eleganti porticati, si trovano monumenti funebri, sculture e cappel-

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le appartenenti alle famiglie più importanti. Nel livello sotterraneo, illuminato debolmente da finestre circolari simili a oblò, venivano invece accolte le sepolture delle classi meno abbienti. Una distinzione architettonica che rende ancora oggi visibili le disuguaglianze della società dell'epoca. Tra le personalità sepolte figurano lo storico dell'arte Corrado Ricci, l'attore Luigi Rasi, il patriota Filippo Mordani e Francesco Negri. Il complesso conserva inoltre memoriali dedicati ai caduti dell'Unità d'Italia e della Prima guerra mondiale. Particolarmente significativo è il monumento dedicato al politico Giuseppe Rava, scomparso nel 1879. L'ornato fu ideato da

Luigi Ricci, mentre la realizzazione venne affidata allo scultore ravennate Stefano Fenati, autore di importanti opere funerarie presenti nel complesso. Fu proprio Corrado Ricci, nella sua Guida di Ravenna del 1923, a descrivere il cimitero come un luogo «vasto, solingo, pieno di poesia», circondato dalla natura e vicino al mare. Oggi il Cimitero Monumentale rappresenta molto più di uno spazio destinato alla sepoltura. È un archivio di pietra, dove arte, storia e memoria collettiva si incontrano, conservando le tracce di generazioni che hanno contribuito a costruire l'identità ravennate, tra vicende pubbliche, affetti privati e testimonianze ancora vive.


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Martedì 13 Ottobre 2026

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At RSL LifeCare Tobruk Retirement Village, Austral, we strive to create a vibrant sense of community and ensure each of our residents has an exceptional living experience. Come and join us in this beautiful village where every day feels like a holiday!

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*Prices correct at time of printing on 01/10/2026 and are subject to change.

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78 - 350 - 13 Ottobre 2026 by Alloranews - Issuu