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77 - 349 - 09 Ottobre 2026

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Dove la libertà è una pagina alla volta

PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE

Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 77 - Venerdì 9 Ottobre 2026

Price in AU $2.00

Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Cene di addio

Quando finisce un mandato, la domanda non dovrebbe essere “dove andiamo a cena?” Dovrebbe essere “che cosa lasciamo?” È una differenza apparentemente piccola, ma dice molto del modo in cui alcuni dei nostri rappresentanti intendano il significato di un incarico pubblico. Un mandato non è una festa di compleanno. È un periodo di responsabilità affidato da una comunità a delle persone. E quando quella responsabilità termina, prima dei saluti, degli applausi e delle fotografie, dovrebbe arrivare il momento della rendicontazione. Nel 2021, quando terminai il primo mandato al Com.It.Es. di Sydney, non organizzammo un pranzo per salutarci. Lasciammo in banca $40.000 di entrate locali e presentammo alla comunità il lancio di un volume dedicato agli italiani dell'Illawarra, che non escludeva nessuno. Dal 2021, purtroppo, la comunità non vede un bilancio o una rendicontazione del Com.It.Es locale. A stento si è pubblicato a qualche verbale con il minimo indispensabile perché la comunità non fosse coinvolta nel dibattito. E i risultati si sono visti, considerato che per racimolare 200 firme si è perfino arrivati a un banchetto da cinema… mancavano solo i pop corn! Chi termina un mandato dovrebbe lasciare alla comunità quantomeno un patrimonio economico, un progetto concluso, un libro, una nuova iniziativa. Qualcosa che rimanga quando chi hanno ricoperto quell'incarico non ci sarà più. Perché, invece della solita cena, non organizzare una conferenza pubblica di fine mandato? Un appuntamento nel quale presentare ciò che è stato fatto, le risorse utilizzate e quelle rimaste. Un momento culturale nel quale restituire alla comunità il lavoro svolto, e perché no anche un rinfresco per i convenuti. Sarebbe anche un modo per coinvolgere tutti, non soltanto gli amici o i sostenitori per spendere gli ultimi risparmi di chi c'era prima. C'è infine un altro elemento da considerare. Un evento di fine mandato può facilmente diventare una piattaforma per chi è candidato alla rielezione, per chi intende proseguire il proprio percorso o per chi aspira ad assumere un ruolo di maggiore responsabilità. E allora il confine tra rendicontazione e autopromozione diventa troppo sottile.

Pinocchio in mostra Un' importante mostra internazionale dedicata alle immagini di Pinocchio arriva a Sydney. Su proposta dell’Ambasciata d’Italia a Canberra, la Marco Polo – The Italian School of Sydney sita in Bossley Park presenterà lunedì 19 ottobre 2026, con inizio alle ore 18:00, “Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio”. L'iniziativa si inserisce nell’ambito della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Carlo, Lorenzini, detto Collodi.

Il progetto, organizzato da Bologna Children’s Book Fair e curato da Accademia Drosselmeier, racconta come il burattino più celebre della letteratura italiana abbia cambiato volto attraverso generazioni di illustratori, tecniche e linguaggi artistici. A Sydney sarà esposta la Versione Illustratori Storici, composta da 29 pannelli nel formato 50 × 70 centimetri: due introduttivi e 27 dedicati alle opere di affermati illustratori italiani e internazionali. Tra gli artisti figurano Ema-

Di Pasqua joins shadow team Stephanie Di Pasqua MP has taken on new responsibilities within the NSW Opposition, following her appointment as Shadow Parliamentary Secretary to the Leader of the Opposition and Shadow Parliamentary Secretary for Transport, Mental Health, Small Business and Jobs. The Italian-Australian MP welcomed the news, saying she was honoured by the opportunity and looked forward to working alongside Opposition Leader Kellie

Sloane and the NSW Liberal team. In her expanded role, Di Pasqua will focus on several areas that directly affect families and communities across the state, including improving transport, strengthening access to mental health services, supporting small businesses and creating more employment opportunities. Di Pasqua said she was looking forward to helping practical policies that respond to the everyday needs of local NSW communities.

nuele Luzzati, Lorenzo Mattotti, Tony Wolf, Robert Ingpen, Nicoletta Ceccoli, Ferenc Pintér, Alessandro Sanna, Ed Young, Peter Bailey, Sara Fanelli, Mike Mignola e numerosi altri protagonisti dell’illustrazione contemporanea. La mostra parte da una particolarità: Pinocchio nacque senza immagini. Quando Le avventure di Pinocchio apparvero a puntate sul Giornale per i bambini, furono le parole di Collodi a dare forma al personaggio. Da allora centinaia di artisti hanno immaginato e reinventato il suo volto, contribuendo alla diffusione mondiale dell’opera. Non è casuale, quindi, la scelta di presentare l’esposizione durante la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che nel 2026 ha come tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Pinocchio ne rappresenta uno degli esempi più significativi: una creazione nata dalla lingua italiana e divenuta patrimonio culturale universale, capace di generare letteratura, illustrazione, teatro, cinema e nuove interpretazioni. Con l’appuntamento del 19 ottobre, Sydney e la Marco Polo entrano così nel percorso internazionale di I vestiti nuovi di Pinocchio, portando in Australia un progetto che unisce lingua, arte e creatività e celebra, a duecento anni dalla nascita di Collodi, la sorprendente modernità del suo personaggio più famoso. Per maggiori informazioni e per registrarsi all’evento, visitare “Collodi200” sul sito di CNA www.cnansw.org.au/collodi200

Ministro, ci avete lasciati soli

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L'Ass. Piemontese all'Istituto di Cultura

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In scena i 93 anni di Annibale Migliucci

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Intervista esclusiva al Sindaco Ferreri

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Malagò commissario, ora le urne

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Gli auguri di Giacobbe e Carè al Cav. Noiosi

Save the Date

Madonna del Carmelo 230 Humphries Rd, Mt. Pritchard Domenica 11 ottobre 2026 S. Messa ore 10:30

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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

"Diventiamo ridicoli solo quando vogliamo apparire ciò che non siamo." - Leopardi


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Venerdì 9 Ottobre 2026

notizie istituzionali

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Regione Siciliana riapra confronto su riforma della legge sull’emigrazione

La Diaspora siciliana deve tornare al centro dell’agenda politica regionale. È l’appello lanciato dall’USEF – Unione Siciliana Emigrati e Famiglie, che sollecita il Governo regionale e l’Assemblea Regionale Siciliana a fare chiarezza sul percorso di riforma della le-

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Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Domenico Letizia, Caserta Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION

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gislazione dedicata ai Siciliani nel mondo. Secondo l’organizzazione, il tema dell’emigrazione rischia infatti di essere progressivamente escluso dal dibattito pubblico dell’Isola, proprio mentre si discute di spopolamento, aree interne, partenza dei giovani e politiche per favorire la permanenza nei territori. «C’è una parola che sembra essere progressivamente scomparsa dal dibattito politico e istituzionale siciliano: emigrazione», sottolinea l’USEF, richiamando l’attenzione anche sulle nuove

generazioni nate all’estero che continuano a mantenere rapporti culturali, familiari e identitari con la Sicilia. Una realtà che, secondo l’associazione, non può essere considerata soltanto in chiave commemorativa. La Diaspora costituisce una rete internazionale di persone, professionalità, associazioni e relazioni che può rappresentare una risorsa culturale, sociale ed economica per l’Isola. Al centro della questione rimane l’aggiornamento della legge regionale 4 giugno 1980, n. 55, elaborata in un contesto migratorio profondamente diverso da quello contemporaneo. Negli ultimi anni all’Assemblea Regionale Siciliana sono state presentate diverse iniziative legislative in materia, tra cui i disegni di legge nn. 42, 154, 156 e 347 e il DDL n. 723 dell’8 aprile 2024, dedicato ai “Nuovi provvedimenti per i Siciliani all’estero”. Il 26 marzo 2025 la V Commissione legislativa permanente ha proceduto all’abbinamento del DDL 723 agli altri provvedimenti,

portando le differenti proposte verso un esame congiunto. È proprio sul futuro di questo percorso che l’USEF chiede ora risposte alle istituzioni regionali. «È necessario sapere quale sia lo stato effettivo di quel percorso e quale seguito si intenda dare alle proposte presentate», afferma l’organizzazione. Tra i punti previsti dal DDL 723 figuravano una nuova disciplina della Consulta, l'istituzione di un Registro delle associazioni dei Siciliani all’estero, un Piano triennale, una Conferenza regionale e nuovi strumenti digitali di collegamento con le comunità oltre i confini nazionali. L’USEF ha tuttavia espresso perplessità sulla possibilità di includere tra i destinatari della normativa associazioni e federazioni costituite all’estero e composte esclusivamente o prevalentemente da siciliani. La posizione dell’organizzazione non intende ridimensionare il ruolo dell’associazionismo della Diaspora, ma chiede di definire criteri chiari e verificabili nei rap-

porti con la Regione, precisando responsabilità, requisiti e modalità di accesso agli strumenti previsti dalla futura normativa. La richiesta rivolta al Governo regionale e all’ARS è quindi quella di rendere pubblico lo stato dell’iter legislativo e di riaprire un confronto con le organizzazioni rappresentative dei Siciliani nel mondo. Per l’USEF, infatti, il tema va oltre la semplice ricostituzione degli organismi consultivi. «Non chiediamo soltanto di ricostituire una Consulta. Chiediamo che la Regione Siciliana torni ad avere una politica per i Siciliani nel mondo e riconosca la propria Diaspora come parte viva della comunità siciliana». Un appello sottoscritto dal presidente dell’USEF, Fabio Porta, e dal segretario generale Massimo Raso, che riporta al centro una questione rimasta aperta per anni: costruire un rapporto istituzionale moderno e continuativo tra la Sicilia e quella parte della sua popolazione che oggi vive oltre i confini dell’Isola.

Sul Vespucci X edizione del Columbus International Award

Una cornice simbolica per celebrare 95 anni di storia, navigazione e prestigio italiano. A bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, ormeggiata a Venezia, si è svolta la decima edizione del Columbus International Award, riconoscimento promosso da Fondazione ITALY e quest’anno insignito del patrocinio della Commissione Europea. La delegazione, guidata dal presidente della Fondazione e ideatore del premio, Massimiliano Ferrara, è stata accolta dal comandante Nicasio Falica, insieme a ufficiali, sottufficiali, allievi e marinai della Marina Militare. Due i riconoscimenti assegnati: all’Amerigo Vespucci è andato il premio nella sezione Excellence, mentre al comandante Falica è stata conferita la sezione Amazing. Varata il 22 febbraio 1931 nei cantieri di Castellammare di Stabia, la Vespucci è la più antica unità ancora in servizio nella Marina Militare italiana. Nel 1962 fu definita “la nave più bella del mondo” dopo il celebre incontro in mare con la portaerei statunitense USS Independence. Con il suo inconfondibile profilo, le vele e lo scafo dalle caratteristiche fasce bianche e nere, il veliero è diventato nel corso dei decenni uno dei simboli italiani più riconoscibili sui mari. La sua funzione principale resta quella dell’addestramento degli allie-

vi dell’Accademia Navale di Livorno, chiamati a vivere a bordo un’esperienza nella quale formazione professionale, disciplina e spirito di equipaggio si intrecciano con una tradizione marinara quasi secolare. La cerimonia veneziana è arrivata al termine del Tour Mondiale Nord America 2026, che ha nuovamente portato il veliero italiano attraverso porti internazionali, confermandone il ruolo di ambasciatrice itinerante del Made in Italy e della cultura marittima nazionale. Partita da Genova il 9 maggio, la nave ha toccato diverse città e porti, tra cui Santa Cruz de Tenerife, Baltimora, New York, Boston, Québec City, Montréal, Ponta Delgada, Cadice, Cagliari e Napoli, prima dell’arrivo a Venezia, a Riva San Biasio, davanti al Museo Storico Navale. Un itinerario che ha trasformato ancora una volta la Vespucci in una vetrina internazionale dell’identità italiana. Il riconoscimento alla Vespucci ha voluto sottolineare proprio questa capacità di rappresentare nel mondo storia, tradizione, disciplina marinaresca e maestria italiana. Il premio al comandante Falica ha invece riconosciuto la sua guida e il suo impegno nel custodire le tradizioni della Marina Militare, accompagnandole con una visione capace di affrontare

le nuove sfide internazionali. Un ruolo che si estende anche alla sensibilizzazione ambientale. Da oltre trent’anni, infatti, la nave scuola è impegnata in iniziative dedicate alla tutela del mare e dell’ambiente, collaborando nel tempo con realtà come UNICEF, WWF e Marevivo. Una dimensione che affianca alla formazione degli allievi una più ampia funzione educativa e culturale. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente di Fondazione ITALY Pasqualino Buonfiglio, Cristian Lochis, Gianfranco Sciscione, presidente del Gruppo Netweek, e il professor

avvocato Leopoldo Rizzi. I premi consegnati a bordo sono stati realizzati artigianalmente in ceramica e personalizzati con il logo del Columbus International Award, affiancati dai certificati ufficiali della manifestazione. La giornata ha rappresentato anche un’occasione per raccontare le eccellenze, le radici, le tradizioni e il patrimonio culturale che continuano a caratterizzare l’immagine dell’Italia all’estero. Quella di Venezia rappresenta la decima tappa di un percorso che negli anni ha portato il riconoscimento anche a Genova, Miami, Roma, Rio de Janeiro, Amelia e New York.


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pagina tre a cura di Emanuele Esposito

Venerdì 9 Ottobre 2026

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Belle parole ministro, ma ci avete lasciati soli

Quanto conta davvero il voto di chi vive all’estero di Emanuele Esposito Trovo inaccettabile che un deputato della Repubblica eletto all’estero possa sostenere un discorso del genere mentre il Parlamento ridisegna la rappresentanza estera. Onorevole Andrea Di Giuseppe, parto dalle sue parole. Lei dice che una buona legge elettorale deve obbligare gli eletti a conquistare e meritare la fiducia dei cittadini. Dice che la politica deve inchinarsi davanti alla volontà popolare. Bene. Allora mi permetta una domanda: quanto vale la mia volontà popolare? Io vivo a Sydney, sono cittadino italiano, iscritto all’AIRE e voto alle elezioni politiche. Quando eleggo i parlamentari della circoscrizione Estero sono italiano. Ma quando si costruisce il meccanismo nazionale sul quale si misura il peso politico dei partiti, il voto degli italiani all’estero segue una strada separata. Allora mi dica: quanto vale il voto di un cittadino residente a Sydney rispetto a quello di chi vive a Pordenone? Lei sostiene che la distanza geografica non sia il vero problema e che i problemi degli italiani nel mondo siano sostanzialmente gli stessi. È qui che il suo ragionamento mostra il limite più evidente. Sydney non è Toronto. Toronto non è Dubai. Buenos Aires non è New York. Le comunità italiane all’estero non sono filiali della stessa azienda. Sono il risultato di storie migratorie differenti, generazioni diverse, rapporti diversi con l’Italia, esperienze diverse. Ridurre queste differenze a una semplice questione di chilometri significa ignorare la complessità sociale, culturale ed economica di territori che chiedono alla politica di essere conosciuti prima ancora di essere rappresentati. Perché senza conoscenza dei territori, la rappresentanza rischia di diventare soltanto una formula scritta sulla carta. Rappresentare una comunità non significa soltanto conoscere passaporti, consolati, pensioni e cittadinanza. Significa conoscere famiglie, scuole, associazioni, giornali, piccoli imprenditori, pensionati, giovani arrivati da poco e quelli nati all’estero. Significa sapere quali sacrifici hanno

fatto e quale rapporto mantengono con l’Italia. Per questo le chiedo: quando è stata l’ultima volta che ha parlato con la sua comunità? Non con la cerchia diplomatica, non con i grandi imprenditori, non durante un ricevimento ufficiale. Quando ha parlato con le persone vere, quelle che hanno costruito le nostre comunità con una vita di lavoro e sacrifici? Lei ha parlato dei patronati. Anche lei, però, avrà avuto persone, associazioni o realtà che l’hanno sostenuta. Tutto lecito, tutto normale. Ma chi l’ha sostenuta allora oggi si riconosce nelle sue parole? È fiero di questa idea di rappresentanza? E poi c’è Tremaglia. Fratelli d’Italia rivendica una storia politica che passa anche da quella destra che fece della rappresentanza degli italiani nel mondo una battaglia identitaria. A mio giudizio, questa riforma tradisce quello spirito. Tremaglia non combatté per trasformare Sydney, Toronto, Buenos Aires o Johannesburg in punti intercambiabili su una carta geografica. Combatté perché gli italiani all’estero avessero una voce propria. Lei parla anche di stabilità e, nello stesso intervento, rivendica la longevità dell’attuale governo. Se il sistema ha già prodotto questa stabilità, perché usarla come argomento per cambiare la legge elettorale? E non parliamo poi della tessera sanitaria. Sarei curioso di sapere quale voragine nel bilancio dello Stato avremmo provocato noi italiani all’estero se ci fosse stato riconosciuto un accesso più semplice ai servizi sanitari quando rientriamo in Italia. Siamo italiani quando votiamo, quando rappresentiamo il Paese nel mondo e quando fa comodo celebrare le nostre comunità. Poi, quando si parla di diritti concreti, bisogna distinguere e chiedersi quanto costiamo. Onorevole Di Giuseppe, lei ha detto che un parlamentare deve ricordare che il proprio posto non gli appartiene. Su questo siamo d’accordo. Le comunità italiane all’estero faranno sentire la propria voce anche in campagna elettorale. Non è una minaccia. È democrazia. La domanda finale resta semplice: siamo cittadini italiani fino in fondo oppure solo quando serve?

di Emanuele Esposito «Nessun imprenditore italiano all’estero deve mai sentirsi solo». Lo ha dichiarato Antonio Tajani nel messaggio alla conferenza «Obiettivo Export», dedicata alle imprese del Centro Italia e organizzata a Roma dalla Farnesina con ICE, CDP, SACE e SIMEST, con il supporto di Unioncamere. Un appuntamento preparatorio alla Conferenza nazionale dell’Export del 17 dicembre a Milano. Assente per impegni parlamentari, il ministro ha promesso ascolto, assistenza e sostegno alle aziende. Belle parole. Peccato che lei e la maggioranza di governo abbiate lasciato soli gli italiani nel mondo quando chiedevano attenzione alla propria rappresentanza. Dietro un prodotto italiano venduto all’estero, ministro, molto spesso c’è un italiano che lo importa, lo distribuisce, lo cucina, lo propone. C’è qualcuno che racconta il nostro Paese attraverso il lavoro quotidiano, costruendo rapporti e fiducia. Prima delle missioni commerciali, ci sono state generazioni che hanno portato l’Italia nelle valigie e l’hanno fatta conoscere vivendo. Voi ci chiamate ambasciatori dell’Italia nel mondo. Poi, quan-

do chiediamo di contare nelle decisioni che ci riguardano, sembra che il riconoscimento finisca con la fotografia di gruppo. Utili per promuovere il Made in Italy, scomodi quando rivendichiamo una voce politica. È questo che significa sentirsi chiudere la bocca: essere celebrati per quello che diamo e ignorati per quello che chiediamo. Una contraddizione che pesa ancora di più quando arriva proprio dalle istituzioni chiamate a rappresentare e tutelare tutti i cittadini italiani. Mettiamo da parte un po’ di ipocrisia. Nessun italiano dovrebbe sentirsi abbandonato dal proprio Paese, neppure chi non

esporta e non dirige un’azienda. La cittadinanza non si misura con il fatturato. Politicamente, ci avete venduti per un pugno di voti, trattando la nostra rappresentanza come qualcosa di sacrificabile. Ma quei voti non considerateli vostri. L’amore per l’Italia non è un assegno in bianco al governo. Continueremo a sostenere i nostri prodotti, la nostra lingua e la nostra cultura. Ma pretendiamo rispetto anche come cittadini. Ministro, ascolti chi non chiede nuovi mercati, ma di non essere messo ai margini del proprio Paese. Perché il rispetto delle comunità si dimostra nelle scelte, non soltanto nei discorsi.

Cancellata l’eredità della Legge Tremaglia di Emanuele Esposito Ieri la Camera dei deputati ha approvato definitivamente la riforma elettorale che ridisegna la rappresentanza degli italiani all’estero. Un voto che, sul piano politico, cancella un elemento fondamentale dell’impianto della legge Tremaglia: il legame tra le comunità e i territori nei quali vivono. Le ripartizioni della Camera vengono ridotte da quattro a due, mentre per il Senato viene previsto un collegio estero unico mondiale. Non scompare il voto degli italiani all’estero, ma cambia profondamente la geografia della loro rappresentanza. Per chi vive in Australia, questa scelta significa vedere la propria comunità inserita in uno spazio elettorale ancora più vasto, insieme a realtà lontane per storia, dimensioni e necessità. Avere problemi comuni non significa avere esigenze identiche. E conservare le preferenze non basta a garantire che ogni territorio riesca a espri-

mere una voce. Il rischio concreto è che le realtà numericamente più piccole finiscano ai margini, con difficoltà crescenti nel portare dentro le istituzioni istanze nate a migliaia di chilometri di distanza. La maggioranza ha scelto di procedere. Noi abbiamo il diritto di giudicare questa decisione un arretramento: gli italiani nel mondo meritavano maggiore ascolto, non distanze politiche più grandi.

Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170

Tremaglia aveva riconosciuto nell’emigrazione una parte della nazione da rappresentare. Oggi il rischio è che quella pluralità venga compressa dentro collegi immensi. Ci chiamano ambasciatori dell’Italia quando promuoviamo prodotti e cultura. Quando chiediamo rappresentanza, invece, diventiamo numeri da accorpare. È questa la considerazione che meritiamo?


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fatti e misfatti di Marco Testa

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Mattarella on key role of family businesses

Italian President Sergio Mattarella has highlighted the central role of family businesses in Italy’s economic development, describing them as a valuable productive model capable of combining entrepreneurship, responsibility and strong ties to local communities. In a message addressed to Cristina Bombassei, president of Italian Family Business, on the occasion of the AIDAF National Conference, Mattarella said fami-

ly-owned companies had contributed significantly to the country’s growth over several decades. The President stressed that the strength of the family business model lies in its ability to preserve

professional knowledge and pass expertise from one generation to the next, while adapting to the continuing challenges and transformations of international markets. “Family businesses are a valuable productive asset,” Mattarella said, noting their capacity to combine responsibility with close relationships to the territories in which they operate and to develop companies as communities rather than simply economic enterprises. According to the President, family businesses also have considerable potential to generate further economic growth, particularly in areas facing demographic or economic difficulties.

Annuncio Comunitario

L’Associazione i Nonni invita soci, amici e simpatizzanti a partecipare alla tradizionale Celebrazione della Giornata dei Nonni, in programma domenica 18 ottobre 2026, presso la Doltone House – La Boheme Room, Club Marconi, Bossley Park 2176. L’accoglienza degli ospiti è prevista alle 11.30, con inizio della celebrazione alle 12.00. Il costo è di $130 per gli adulti e $60 per i bambini sotto i 12 anni, (bevande incluse). Per prenotare il proprio tavolo è possibile contattare Joe Commisso, Presidente – 0416 091 710 / 9747 6531, oppure Antonio Bamonte – 0411 185 888 / 9799 3222. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario a favore di Associazione i Nonni (Grandparents) Incorporated, BSB 012-491, Account Number 300055919. Sarà inoltre disponibile gratuitamente un servizio di autobus, con partenza alle 10.30 dal Canada Bay Club di Five Dock e rientro alle 16.30 dal Club Marconi verso Five Dock.

Dubbi su nuovo piano migranti Il piano della Coalizione australiana per ridurre drasticamente l’immigrazione non è stato ancora sottoposto a una valutazione completa del Parliamentary Budget Office (PBO), nonostante il leader dell’opposizione Angus Taylor abbia sostenuto che le misure sarebbero neutrali per il bilancio federale. La proposta, annunciata martedì, prevede di portare la migrazione netta dall’estero a 100.000 persone all’anno per i primi due anni di un eventuale governo della Coalizione, per poi salire a 130.000 nel terzo anno e 160.000 nel quarto. Complessivamente verrebbero eliminati circa 650.000 visti temporanei nell’arco di quattro anni. Taylor e la vice leader liberale Jane Hume hanno affermato di aver lavorato con il PBO per analizzare le conseguenze finanziarie della proposta. La Coalizione ha tuttavia indicato che i costi completi saranno pubblicati prima

delle prossime elezioni federali. Il PBO non ha commentato pubblicamente l’analisi. Il progetto ha suscitato preoccupazioni nel mondo imprenditoriale e universitario. Le associazioni di categoria temono che una riduzione così consistente possa aggravare la carenza di personale in settori strategici, tra cui sanità, assistenza agli anziani, edilizia e agricoltura. Le università hanno invece avvertito delle possibili conseguenze sulla capacità dell’Australia di attrarre studenti e lavoratori qualificati. Il vice primo ministro ad interim Richard Marles ha sostenuto che i tagli rischierebbero di danneggiare comparti essenziali dell’economia. La Coalizione sostiene invece che una maggiore attenzione verso l’immigrazione qualificata compenserebbe la riduzione degli altri ingressi, garantendo un impatto sostanzialmente neutrale sulle finanze pubbliche.

L'Australia ricorda il 7 ottobre Cerimonie commemorative, veglie e manifestazioni hanno segnato in Australia il terzo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele, in un clima di forte attenzione alla sicurezza e di persistenti tensioni legate al conflitto a Gaza. A Sydney, centinaia di persone si sono riunite all’alba al Bondi Pavilion per ricordare le circa 1.200 vittime dell’attacco guidato da Hamas e le 251 persone prese in ostaggio. La cerimonia è iniziata alle 6.29, l’ora in cui tre anni fa ebbe inizio l’assalto, con un minuto di silenzio. Tra i presenti anche l’ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, che ha ricordato in particolare i giovani uccisi al Nova Music Festival. La commemorazione ha assunto un significato ancora più doloroso per la comunità ebraica di Sydney dopo l’attacco avvenuto durante una celebrazione di Hanukkah a Bondi, nel dicembre scorso, nel quale sono morte 15 persone.

Parallelamente, manifestazioni filo-palestinesi si sono svolte a Sydney e Melbourne per ricordare le vittime della successiva offensiva israeliana nella Striscia di Gaza e chiedere un cessate il fuoco permanente. Circa cento persone hanno partecipato a un sit-in silenzioso davanti alla State Library of Victoria, mentre un altro raduno si è tenuto davanti al Town Hall di Sydney, dove sono state accese candele e deposti fiori. A Melbourne la polizia ha mantenuto separati i manifestanti da alcuni esponenti filo-israeliani. Secondo le autorità sanitarie di Gaza, oltre 74.000 persone sono state uccise e 175.000 ferite dall'inizio delle operazioni militari israeliane seguite agli attacchi del 2023. Le commemorazioni hanno così restituito l’immagine di un’Australia ancora profondamente segnata dalle conseguenze di un conflitto che continua a riflettersi sulle proprie comunità.

Plan to secure future of Ex-ILVA Italian Senator Francesco Giacobbe has called on the government to deliver a comprehensive industrial plan for the former ILVA steelworks, warning that years of temporary measures and uncertainty are threatening jobs, investment in the steel industry. Speaking in the Senate during the general debate, the senator said the time for “waiting and stopgap solutions” had ended. Giacobbe acknowledged that the government had inherited a complex situation but argued that, after almost four years, it could no longer use previous difficulties as justification for failing to establish a clear industrial direction. He said decisions were needed on industrial conversion, environmental remediation, employment and innovation. The senator also criticised Industry Minister Adolfo Urso, saying repeated announcements about potential investors and solutions had yet to produce

a reliable long-term strategy. According to Giacobbe, any restructuring must balance public health, environmental protection, employment and the survival of businesses throughout the supply chain. He called for investment in electric furnaces, direct reduced iron technologies, energy efficiency and workforce training. He also warned against allowing temporary unemployment support to become a permanent destination for thousands of workers. “Workers must be offered a concrete prospect of returning to employment, supported by training and reskilling,” he said. Giacobbe stressed the importance of preserving the industrial unity of the group, including Taranto, Genoa, Novi Ligure and other sites. He warned against breaking up the business in a sale that could leave the state responsible for environmental and social costs while private investors acquired only profitable operations.


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notizie comunitarie

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a cura di Tom Padula

Un cavo italiano per la transizione energetica

Kew celebra i suoi Seniors Una giornata all’insegna della convivialità, dell’amicizia e dello stare insieme ha animato il Circolo Pensionati Italiani di Kew, Hawthorn & Camberwell, dove soci e amici si sono ritrovati in occasione del Seniors Festival Lunch. L’appuntamento ha offerto ai partecipanti un momento di incontro particolarmente sentito, confermando ancora una volta il ruolo del Circolo come punto di riferimento per gli anziani italiani della zona e come luogo nel quale mantenere vivi rapporti, tradizioni e occasioni di socialità. Durante il pranzo non sono mancati anche i festeggiamenti per tre compleanni. Protagonisti della giornata sono stati Giovanna, Frank e Massimo, ai quali tutti i presenti hanno rivolto i propri auguri, accompagnando la celebrazione con sorrisi, applausi

e tanta allegria. A rendere ancora più piacevole l’atmosfera sono arrivati anche una gustosa torta e gli immancabili cannoli, condivisi tra i partecipanti al termine del pranzo. Un piccolo momento di festa che ha contribuito a rendere speciale l’incontro e a riunire tutti attorno alla tavola. Il Seniors Festival Lunch ha rappresentato così molto più di un semplice pranzo: un’occasione per trascorrere alcune ore insieme, rafforzare amicizie costruite negli anni e contrastare l’isolamento attraverso la partecipazione. Per il Circolo, giornate come questa continuano a custodire quel prezioso senso di appartenenza che unisce generazioni, storie personali e radici italiane nel cuore della vita quotidiana australiana.

Una notte nel segno dei ricordi Una serata all’insegna della musica, del ballo e dei grandi successi del passato ha animato il Floridia Social Club, dove la Memory Lane Band ha conquistato

Save the Date in Melbourne By Tom Padula

Italian Seniors Clubs Incontro settimanale Carte, tombola e bocce Servizio bar gratis Tutti i mercoledì - 12.00pm Essendon Italian Pensioner Kellaway Avenue Neighbourhood Carte, Bingo, Caffè e biscotti Tutti i martedì - 10.00pm Tutti benvenuti

il pubblico con uno spettacolo dedicato all’epoca d’oro della musica internazionale. Sul palco sono tornate le indimenticabili melodie rese celebri da artisti come Elvis Presley, Roy Orbison, Neil Sedaka, Chuck Berry, Bobby Darin, Paul Anka, Bobby Rydell e Dion, accompagnando i presenti in un viaggio musicale tra nostalgia e divertimento. La serata ha coinvolto soci, famiglie e amici, che hanno riempito la pista da ballo e partecipato con entusiasmo all’appuntamento. Non sono mancati premi per i migliori ballerini e per gli abiti più originali, aggiungendo un ulteriore momento di allegria.Grande soddisfazione da parte del Floridia Social Club, che ha ringraziato la Memory Lane Band per una performance capace di regalare una serata particolarmente riuscita e partecipata, nel segno della convivialità e dell’amicizia.

La tecnologia italiana continua a ritagliarsi un ruolo di primo piano nello sviluppo delle infrastrutture energetiche australiane. La Console Generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, ha recentemente ricevuto i rappresentanti di Prysmian, gruppo italiano tra i leader mondiali nei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni. L’incontro ha rappresentato un’occasione per sottolineare il contributo dell’industria italiana ai grandi progetti infrastrutturali australiani e, in particolare, alla transizione verso un sistema energetico sempre più sostenibile e interconnesso. Prysmian, che nel 2025 ha registrato ricavi per circa 19,7 miliardi di euro e conta oltre 32.000 dipendenti nel mondo, rappresenta una delle realtà industriali italiane maggiormente proiettate sui mercati internazionali. La presenza dell’azienda in Australia assume particolare rilievo attraverso la partecipazione al Marinus Link, la nuova interconnessione elettrica destinata a collegare Victoria e Tasmania. Il progetto prevede complessivamente 345 chilometri di cavi e una capacità iniziale di 750

megawatt. L’infrastruttura permetterà di trasferire energia rinnovabile dalle aree in cui viene prodotta verso quelle dove la domanda è maggiore, contribuendo alla sicurezza e alla flessibilità della rete elettrica australiana. Una componente significativa del progetto porterà direttamente la firma dell’industria italiana: i cavi sottomarini destinati al Marinus Link saranno infatti prodotti nello stabilimento Prysmian di Arco Felice, in Italia. Un elemento che evidenzia non soltanto la capacità tecnologica del gruppo, ma anche il valore delle competenze industriali sviluppate nel Paese e successivamente esportate sui mercati internazionali. La visita

al Consolato Generale conferma inoltre la crescente importanza dei rapporti economici e tecnologici tra Italia e Australia. In un settore strategico come quello dell’energia, innovazione, competenze e produzione italiana trovano spazio all’interno di infrastrutture destinate a incidere sul futuro australiano. Il Marinus Link diventa così anche un esempio concreto di collaborazione bilaterale: tecnologia progettata e prodotta in Italia al servizio della trasformazione energetica australiana e di un legame industriale tra i due Paesi sempre più solido, capace di aprire nuove opportunità di cooperazione internazionale.

Settantasei anni in famiglia per le isole Eolie Una giornata dedicata alla famiglia, alla memoria e a decenni di partecipazione ha riunito a Melbourne la comunità eoliana in occasione del “La Famiglia Luncheon”, promosso dalla Società Isole Eolie Melbourne. L’appuntamento ha rappresentato un momento di incontro tra generazioni, ma soprattutto l’occasione per rendere omaggio ad alcuni soci che hanno accompagnato a lungo il cammino dell’associazione, contribuendo alla sua crescita e alla conservazione delle tradizioni eoliane in Australia. Nel corso del pranzo sono stati premiati per la loro fedeltà Bartolo “Bob” ed Elsa Valastro e Luigi Cusmano e Anna Soldini, ai quali è andato il riconoscimento per il sostegno offerto negli anni alla Società. Particolarmente significativo il tributo alla famiglia dei compian-

ti Giuseppe “Joe” e Nina Luca, legata all’associazione da ben 76 anni. A rappresentarla erano le figlie Grace, Lucy, Frances e Teresa. Alla cerimonia hanno partecipato la presidente Daniela Biviano, la vicepresidente Giulia Biviano e il tesoriere John Barnao. Il luncheon ha così celebrato

non soltanto importanti traguardi associativi, ma quelle famiglie che, attraverso generazioni di impegno e appartenenza, hanno mantenuto vivo il legame con le Isole Eolie, trasmettendo alle nuove generazioni un patrimonio di tradizioni, relazioni e identità costruito nel corso dei decenni.

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Darwin apre nuovi spazi al sistema Italia

La presenza italiana nel Territorio del Nord si rafforza attraverso nuovi incontri istituzionali, il dialogo con la comunità e l’attenzione alle opportunità economiche e culturali. Il Console d’Italia a Brisbane ha compiuto una visita a Darwin, accompagnato dal Console onorario Carlo Randazzo, per consolidare i rapporti con le autorità locali e approfondire alcuni settori strategici della collaborazione tra Italia e Australia. Nel corso della missione, il Console ha incontrato esponenti della comunità italiana e rappresentanti delle principali istituzioni del Territorio del Nord, tra cui l’Amministratore David Connolly e il Ministro della Cultura Jinson Charls. I colloqui hanno consentito di fare il punto sulle relazioni istituzionali e sulle possibilità di sviluppare ulteriormente iniziative capaci di coinvolgere la presenza italiana sul territorio. La missione ha rappresentato anche un momento importante per rafforzare il contatto diretto con gli italiani residenti in questa parte dell’Australia, geograficamente distante dai principali centri della presenza italiana nel

Paese. Il confronto con la comunità ha permesso di valorizzarne il contributo alla società locale e di ribadire l’importanza di mantenere un rapporto costante tra cittadini, rete consolare e istituzioni italiane. Particolare attenzione è stata dedicata alla promozione della lingua e della cultura italiana, elementi centrali per mantenere vivo il legame con le nuove generazioni e rafforzare la conoscenza dell’Italia all’interno della società australiana. Un patrimonio che continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per costruire relazioni durature e favorire nuovi scambi tra i due Paesi. La visita ha inoltre posto l’accento sulle prospettive di collaborazione nei settori dell’energia, delle infrastrutture e delle attività considerate strategiche per lo sviluppo del Territorio del Nord, un’area che riveste un ruolo crescente nell’economia australiana e nell’Indo-Pacifico. In questo scenario Darwin rappresenta un punto di particolare interesse per la sua posizione geografica e per gli investimenti destinati allo sviluppo delle infrastrutture. La presenza

italiana può quindi trovare nuovi spazi di collaborazione, mettendo a disposizione competenze industriali, tecnologiche e professionali in comparti di crescente importanza per l’economia del Territorio. Tra le tappe della missione anche il cantiere dello ship lift di Darwin, progetto realizzato da Webuild attraverso Clough. La visita ha permesso di osservare direttamente il contributo di competenze e imprese italiane alla realizzazione di importanti infrastrutture australiane, evidenziando le opportunità che possono aprirsi per una collaborazione sempre più articolata anche sul piano industriale e tecnologico. La presenza di realtà italiane in progetti di questa portata conferma inoltre il livello di competenza che il sistema imprenditoriale nazionale è in grado di esprimere nei grandi cantieri internazionali e nei settori ad alta specializzazione. Il coinvolgimento in opere strategiche costituisce anche una concreta testimonianza della capacità delle aziende italiane di inserirsi nei programmi di sviluppo australiani attraverso esperienza, innovazione e professionalità. L’incontro con la comunità italiana ha completato una missione articolata su più fronti, offrendo l’opportunità di ascoltare esperienze ed esigenze locali. La visita rappresenta così un ulteriore passo nel consolidamento dei rapporti tra Italia e Territorio del Nord, mettendo insieme diplomazia, cultura, comunità e cooperazione economica e creando le condizioni per nuove occasioni di collaborazione.

Dialogo italiano a Wellington Un nuovo momento di confronto tra Italia e Nuova Zelanda ha coinvolto la comunità universitaria di Wellington in occasione del Diplomatic Dialogue, iniziativa ospitata dalla Victoria University of Wellington nell’ambito del Kitea Impact Programme. Protagonista dell’incontro è stato anche l’Ambasciatore d’Italia in Nuova Zelanda, Gesualdo Masciopinto, che ha incontrato gli studenti partecipando a un dialogo aperto sulle relazioni tra i due Paesi e sul ruolo che le nuove generazioni possono svolgere nel rafforzamento dei rapporti internazionali. L’appuntamento ha offerto agli studenti la possibilità di rivolgere domande, esprimere curiosità e confrontarsi direttamente con la diplomazia italiana. Il dibattito ha toccato il legame tra Italia e Nuova Zelanda, con particolare attenzione agli scambi culturali, accademici e umani e alla vivace realtà studentesca della capitale neozelandese. A presiedere la sessione è stato il professor emerito Roberto Rabel, che ha accompagnato la

conversazione favorendo un confronto diretto e partecipato tra l’Ambasciatore e gli studenti presenti. L’incontro assume inoltre un significato particolare nell’anno in cui Italia e Nuova Zelanda celebrano 75 anni di relazioni diplomatiche, una ricorrenza che testimonia la solidità di un rapporto costruito nel tempo e progressivamente ampliato in numerosi ambiti. La partecipazione degli studenti ha dato ulteriore valore all’iniziativa, dimostrando interesse verso la cooperazione internazionale e le opportunità di conoscenza reciproca tra le due nazioni. Il Diplomatic Dialogue di Wellington ha così confermato l’importanza delle università come luoghi privilegiati di incontro internazionale. Il confronto con l’Ambasciatore Masciopinto ha permesso soprattutto ai giovani di conoscere più da vicino il lavoro della diplomazia, rafforzando quel dialogo tra persone, istituzioni e nuove generazioni sul quale continua a crescere l’amicizia tra Italia e Nuova Zelanda.

Premio alla qualità di Caruso’s Fresh Foods

Un importante riconoscimento premia il lavoro e la passione di Caruso’s Fresh Foods, attività a conduzione familiare che ha conquistato il primo posto ex aequo nella categoria “Most Outstanding Fresh Foods Business” ai Greater Adelaide Small Business Awards. Il risultato rappresenta un traguardo significativo per l’azienda, che negli anni ha costruito il proprio rapporto con la clientela puntando sulla qualità dei prodotti freschi, sull’attenzione al servizio e su quel carattere familiare che continua a contraddistinguerne l’attività. Ad annunciare la vittoria è stata la stessa Caruso’s Fresh Foods attraverso i propri canali social, condividendo la soddisfazione per un premio reso ancora più importante dal sostegno ricevuto dalla comunità. L’azienda ha infatti rivolto un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno dedicato il proprio tempo a votare e ai clienti che, anno dopo anno, continuano a scegliere e sostenere l’attività. Un riconoscimento che la famiglia Caruso ha voluto condivi-

dere anche con l’intero gruppo di lavoro. Dietro il successo quotidiano dell’attività ci sono infatti l’impegno, la passione e la dedizione di una squadra che contribuisce ogni giorno a mantenere elevati gli standard del servizio e dell’offerta, facendo della qualità e dell’accoglienza due elementi centrali del rapporto costruito con la clientela. «Sentiamo davvero di avere i migliori clienti al mondo», ha scritto l’azienda nel messaggio pubblicato dopo la premiazione, sottolineando come il risultato appartenga idealmente anche a quanti hanno accompa-

gnato la crescita dell’attività. I Greater Adelaide Small Business Awards rappresentano così un’occasione per valorizzare quelle imprese locali capaci di costruire nel tempo un legame autentico con il territorio e con i propri clienti, contribuendo allo stesso tempo alla vitalità del commercio locale e alla crescita del tessuto economico della città. Per Caruso’s Fresh Foods, il primo posto ex aequo diventa soprattutto la conferma di un percorso fondato sulla continuità, sul lavoro familiare e sulla fiducia conquistata giorno dopo giorno.


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L'Associazione Piemontese lanciata ufficialmente all'Istituto di Cultura

Dott. Marco Gioacchini

Console Gianluca Rubagotti

Il comitato di APA per il taglio della torta, lancia ufficialmente l'Associazione

Mara Gullotta presenta un omaggio alla Dott.ssa Lorraine Kypiotis

Conferito a M. Gioacchini e il Console G. Rubagotti il titolo di socio onorario

di Marco Testa Un nuovo punto di riferimento per la cultura e l’identità piemontese in Australia. L’Australian Piemontese Association NSW (APA NSW) è stata presentata ufficialmente nel corso di una serata ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, alla presenza di rappresentanti istituzionali, soci, sostenitori e amici dell’associazione. A fare gli onori di casa è stato il direttore dell’Istituto, Marco Gioacchini, che ha sottolineato l’importanza del Piemonte nella storia, nella cultura e nello sviluppo dell’Italia, ringraziando l’APA NSW per l’iniziativa e per l’impegno nel promuovere sul territorio una regione dal patrimonio straordinariamente ricco. È quindi intervenuto il Console Generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, che ha rivolto un ringraziamento a Mara Giribaldi Gullotta e al comitato per il lavoro svolto nella costituzione dell’associazione. Nel suo intervento, Rubagotti ha posto l’accento anche sul futuro dell’associazionismo italiano in Australia e sulla necessità di creare maggiori sinergie, evitando la frammentazione del patrimonio culturale. L’obiettivo indicato è quello di rafforzare realtà capaci di rappresentare in maniera unitaria le diverse identità regionali italiane, ad esempio venti regioni, venti associazioni solide e rappresentative, in grado di collaborare tra loro e con le istituzioni. Tra i presenti alla serata anche Romano Di Donato OAM, Treasurer di Co.As.It.; Emanuele Attanasio, Manager dell’Italian National Tourist Board; Giovanni Testa, Executive Officer di CNA Multicultural Services; e rappresentanti della stampa italiana, con Allora!. A raccontare la nascita e gli obiettivi dell’Australian Piemontese Association NSW è stata Mara Gullotta, che ha ricordato il rapido sviluppo raggiunto dall’organizzazione nei suoi primi mesi di attività. L’associazione ha già saputo coinvolgere persone provenienti da diversi sobborghi di Sydney, ma anche soci residenti nelle aree regionali del New South Wales e in altri Stati australiani. Tre gli appuntamenti già organizzati, una proiezione cinematografica dedicata ai paesaggi e

Pres. Mara Giribaldi Gullotta

Dott.ssa Lorraine Kypiotis

alle tradizioni delle Langhe, un pranzo ispirato alla cucina piemontese e un incontro sportivo legato alla partita Juventus-Palermo. Esperienze diverse, ma accomunate dalla volontà di utilizzare cinema, gastronomia e sport come strumenti di aggregazione e riscoperta delle proprie radici. «C’è un autentico entusiasmo per il Piemonte qui in Australia», ha sottolineato Gullotta, ricordando non soltanto quanti possiedono origini piemontesi e desiderano riscoprire la storia delle proprie famiglie, ma anche gli australiani che hanno conosciuto la regione attraverso viaggi, cultura, gastronomia e paesaggio. La presidente ha inoltre ricordato la recente partecipazione a un incontro internazionale delle associazioni piemontesi, durante il quale APA NSW ha avuto modo di consolidare nuovi rapporti con realtà provenienti da diversi Paesi. Un percorso che ha portato anche al patrocinio della Regione Piemonte per l’evento di Sydney. Particolarmente significativo il richiamo alla storia dell’associazionismo piemontese locale: proprio nello stesso giorno, cinquant’anni prima, nel 1976, si teneva infatti il primo incontro de “La Famiglia Piemontese”, realtà che per decenni ha custodito e trasmesso cultura e tradizioni regionali. APA NSW intende raccogliere quella preziosa eredità adattandola alla società australiana contemporanea. «Non vogliamo semplicemente ricreare il Piemonte qui – ha spiegato Gullotta – vogliamo portare un po’ di Piemonte nella nostra vita australiana». Cultura, tradizioni, lingua, creatività, gastronomia, commercio e rapporti tra generazioni diventano così i pilastri di un progetto che vuole costru-

ire nuovi ponti tra il Piemonte e l’Australia. Anche il rinfresco ha contribuito a portare concretamente i sapori piemontesi al centro della serata. Un particolare ringraziamento è stato rivolto a Michele e Valentina del ristorante MichelONE @54 di Macquarie Park, che hanno curato appositamente il catering dell’evento con prodotti piemntesi e Caffè etna di Horsley Park per la torta. La serata è proseguita con l’intervento della Dr Lorraine Kypiotis, storica dell’arte e docente, che ha accompagnato il pubblico in un originale viaggio dalla A alla Z attraverso il Piemonte. Un percorso tra storia, arte, architettura, industria, gastronomia e innovazione che ha restituito l’immagine di una regione capace di incidere profondamente sulla storia italiana e di lasciare il proprio segno ben oltre i confini nazionali. Dalla Mole Antonelliana alle origini romane di Torino, dal Barolo alla Cappella della Sindone, dal Museo Egizio alla FIAT, dalla Juventus alla Lavazza, fino a Olivetti, Pininfarina e Zegna, Kypiotis ha intrecciato curiosità, episodi storici e testimonianze personali. Non sono mancati riferimenti alle eccellenze gastronomiche, dalle nocciole piemontesi al gianduja e al tartufo bianco d’Alba, così come al ruolo del Piemonte nell’industria aerospaziale e nella ricerca tecnologica. Un racconto che ha mostrato le molte anime di una terra capace di coniugare tradizione e innovazione, patrimonio storico e creatività. Il taglio della torta insieme ai membri del comitato ha suggellato simbolicamente il lancio ufficiale dell’associazione, trasformando la serata in qualcosa di più di una semplice presentazione istituzionale.

E. Attanasio, Pres. M. Giribaldi, V. Pres. Anna Bucci e Console Rubagotti

BREAKFAST - BRUNCH - LUNCH - COFFEES - CAKES

Shop 3/1822, The Horsley Drive, Horsley Park NSW 2175 P: 9620 2585 La platea dei presenti all'evento di lancio presso l'Istituto di Cultura


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Una vita veneta diventata storia d’Australia

di Maria Grazia Storniolo Il 23 settembre 1936, a Fossalunga, frazione di Vedelago, in provincia di Treviso, nasceva Luigi Volpato. Novant’anni dopo, la sua è la storia di un uomo che ha attraversato epoche e continenti senza dimenticare le proprie radici, costruendo attraverso il lavoro, la famiglia e l’impegno associativo un patrimonio di affetti e amicizie. Cresciuto in una famiglia numerosa, con otto fratelli e due sorelle, Luigi aveva ricevuto dai genitori valori che sarebbero rimasti fondamentali per tutta la vita: rispetto, senso del dovere, solidarietà e soprattutto l’importanza della famiglia. Nel 1955, a soli 18 anni, aveva scelto l’emigrazione alla ricerca di nuove opportunità. Era partito dall’Italia a bordo della Neptunia e, dopo 32 giorni di viaggio, il 12 giugno era arrivato a Sydney. La prima destinazione era stata Babinda, nel North Queensland, dove aveva raggiunto due fratelli e lavorato per sei mesi nel taglio

della canna da zucchero. Successivamente si era trasferito a Griffith, dedicandosi alla raccolta della frutta, prima di tornare nel Queensland per un’altra stagione nella canna da zucchero. Stabilitosi a Sydney, Luigi aveva lavorato per 33 anni in una fabbrica di ferro destinato all’edilizia, contribuendo anche a lavori legati alla costruzione della Sydney Opera House. Dopo il pensionamento aveva continuato a lavorare, coltivando radicchio trevisano destinato a club e ristoranti. Nel 1963 aveva sposato Mimma Torrisi, originaria della Sicilia. Dalla loro unione erano nate Jenny e Alfina. Nel 1987, però, Mimma era prematuramente scomparsa. Due anni più tardi Luigi aveva incontrato Luciana DeCarlo, anch’essa vedova e madre di Adriano e Josie. Nel 1990 i due avevano celebrato il matrimonio al Villaggio Scalabrini di Austral, costruendo una famiglia allargata fondata sull’affetto e sul rispetto. Una parte importante

della vita di Luigi è stata dedicata all’associazionismo. Socio vitalizio del Club Marconi da oltre 60 anni, per più di tre decenni è stato capitano della squadra di Borella, contribuendo a mantenere viva un’antica tradizione trevigiana. Nel 1973, insieme a Tony Fornasier, aveva partecipato alla formazione della sezione di Sydney dell’Associazione Trevisani nel Mondo. Per oltre cinquant’anni ne aveva fatto parte, ricoprendo gli incarichi di consigliere, vicepresidente e presidente. Dal 2023 ricopre nuovamente la carica di vicepresidente. Insieme a Luciana aveva inoltre organizzato numerose feste e iniziative dedicate ai veneti e agli italiani. Indimenticabile la sua abilità nell’arrostire le castagne durante il tradizionale Chestnut & Wine Day e in occasione della Festa della Repubblica al Club Marconi. A 90 anni, Luigi continua a parlare del Club Marconi con orgoglio e passione. Per lui non è mai stato soltanto un circolo, ma un luogo dove custodire tradizioni, coltivare amicizie e sentirsi a casa. La sua è la storia di un giovane partito dal Veneto con una valigia e tanti sogni, diventato nel tempo una figura stimata e amata da generazioni di amici e connazionali. A Luigi vanno gli auguri più sinceri per questo importante traguardo, con l’auspicio che possa continuare a guardare al futuro con lo stesso entusiasmo, circondato dall’affetto della famiglia e degli amici.

Mount Pritchard celebra con fede 66 anni di devozione È uno degli appuntamenti religiosi più attesi della comunità parrocchiale di Mount Pritchard e quest’anno raggiunge un traguardo significativo: la 66ª Festa della Madonna del Monte Carmelo si terrà domenica 11 ottobre 2026 presso la chiesa di Our Lady of Mount Carmel, in 230 Humphries Road, Bonnyrigg. La celebrazione prenderà il via alle 10.30 con la Santa Messa parrocchiale, momento centrale della giornata, alla quale farà seguito la tradizionale processione. Un rito che, anno dopo anno, riunisce fedeli e parrocchiani in un momento di preghiera e devozione, nel segno di una tradizione che continua a essere tramandata e vissuta con partecipazione dalle nuove generazioni della parrocchia, mantenendo vivo il legame con la storia religiosa del quartiere e con le famiglie che lo frequentano da sempre. Dopo

la processione, l’appuntamento proseguirà nei locali della parrocchia con un rinfresco nella sala parrocchiale, offrendo ai presenti l’occasione di fermarsi insieme e condividere un momento di fraternità. Ad accompagnare i festeggiamenti sarà la Banda Maltese, presenza musicale ormai legata alla manifestazione, mentre l’intrattenimento vedrà protagonista anche il cantante Melo Ridolfo. Il Comitato della Festa invita tutti i parrocchiani a partecipare alla giornata e a prendere parte alle celebrazioni, che rappresentano un momento importante del calendario della parrocchia e un’occasione per ritrovarsi attorno a una devozione che da 66 anni conserva il suo posto nella vita della comunità. Per ulteriori informazioni, contattare Paolo Marchisano: 0410 291 629.


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A 93 anni Annibale Migliucci torna al centro della scena

Il festeggiato Annibale Migliucci

Annibale e Luigi De Luca

Annibale, Janice Scelzo e Suor Susanna Micho

Arriva targa da Sant'Andrea

Un riconoscimento che attraversa migliaia di chilometri e riunisce idealmente Sant’Andrea di Conza alla sua comunità in Australia. L’Associazione Sant’Andrea di Conza – Irpinia ha ricevuto una targa dal Comune del paese irpino, quale segno di riconoscenza per l’impegno nel mantenere vivi cultura, tradizioni e legami con la terra d’origine. La targa riconosce nell’associazione una realtà capace di rappresentare Sant’Andrea di Conza oltre i confini nazionali, custodendo un patrimonio di memorie trasmesso alle nuove generazioni. Per tanti emigrati e i loro discendenti, infatti, il rapporto con il paese d’origine non si è esaurito con la partenza. Nelle famiglie sono rimasti racconti, espressioni dialettali, ricette, feste e consuetudini che hanno accompagnato la cresci-

ta della comunità santandreana in Australia. L’associazione ha accolto con profonda gratitudine il riconoscimento, sottolineando come il legame con il paese rappresenti ancora oggi una parte importante della propria identità. «Essere riconosciuti come ambasciatori del nostro cuore e della nostra cultura oltre i confini italiani è qualcosa che conserveremo con grande affetto», ha espresso l’associazione, ringraziando il sindaco Gerardo D’Angola e il Comune di Sant’Andrea di Conza. La targa assume così un significato che va oltre il riconoscimento formale: racconta una storia di emigrazione e appartenenza capace di attraversare generazioni e continenti, mantenendo vive in Australia le radici santandreane e rafforzando il dialogo tra il paese e i suoi emigrati anche nel futuro.

di Alberto Migliucci A 93 anni, il Cavaliere Annibale Migliucci ha dimostrato di avere ancora spirito, energia e voglia di far festa: allo Scalabrini Village di Drummoyne ha stappato personalmente lo spumante, dando lui stesso il via ai festeggiamenti tra sorrisi e applausi. Per un uomo che ha trascorso tanti anni sul palcoscenico, l’immagine non poteva essere più adatta: ancora una volta al centro della scena, questa volta circondato dagli affetti di una vita, dagli amici di sempre e dalla propria famiglia. Nel 2003 Annibale è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mentre nel 2010 ha ricevuto la Medaglia del CO.AS.IT., due riconoscimenti al suo lungo impegno culturale e comunitario. A festeggiarlo erano presenti anche altri insigniti della Repubblica, tra cui il Cav. Luigi De Luca OMRI, in rappresentanza dell’Unione Insigniti O.M.R.I., la Cav. Luisa Perugini e il Cav. Alfredo Bovier. Il noto giornalista e storica voce radiofonica Cav. Paolo Rajo OAM ha inoltre voluto porgere personalmente i suoi auguri. Il teatro, una storia lunga una vita. Centrale nella storia di Annibale è stata la Compagnia Teatrale Italiana di Sydney, con la quale ha condiviso per anni palcoscenico, amicizia e passione per il teatro. Un posto speciale nella sua vita e nella storia della Compagnia appartiene al compianto Bruno Buttini, grande amico di Annibale e tra i fondatori della CTI. Alla festa erano presenti Giovanna Buttini e la figlia Marielena, legate ad Annibale da una profonda amicizia e da tanti anni di storia condivisa. Marielena, da giovane, partecipò anche ad alcuni spettacoli della Compagnia. Un tocco di nostalgia è arrivato con la presenza di Titti Novaretti, che ancora giovanissima recitò con Annibale nel 1974 in Il malato per tutti. Quello spettacolo portò la Compagnia sui palcoscenici dello St James Playhouse, del Club Marconi, del Fogolar Furlan Club e del Marayong Community Centre, riportando alla memoria una stagione vivace e irripetibile del teatro italiano nella Sydney degli anni Settanta. Non potevano mancare Luciano Ginori, pre-

Gli amici di Annibale brindano per i suoi 93 anni

Annibale, con il figlio Alberto, la nuora Mino e nipoti Leonardo e Serena

senza immancabile, fidata e leale accanto ad Annibale e sua storica “spalla” sul palcoscenico, e Sam Volpe, amico di lunga data e instancabile sostenitore della Compagnia anche dietro le quinte. Uno dei momenti più emozionanti del pomeriggio è arrivato quando la soprano Marienne Shepherd ha intonato “Happy Birthday”, regalando agli ospiti le sue inconfondibili note acute e ad Annibale un momento di autentica commozione. Gli auguri sono arrivati anche da lontano, attraverso lo schermo: dal Queensland, dalla nipote Kaila con i figli Sunny e Aria, e dall’Italia, dalle sorelle di Annibale a Roma e Firenze. Accanto agli amici, naturalmente, la famiglia: i figli Alberto e Alfredo, le nuore

Mino e Vanessa, e i nipoti Serena, Leonardo, Lowanna e Daniel, tutti riuniti per celebrare un padre e un nonno molto amato. Un ringraziamento speciale va a Janice Scelzo, Direttrice (Village Manager) dello Scalabrini Village di Drummoyne, per le parole affettuose dedicate ad Annibale e per la sensibilità con cui ha accompagnato la giornata. Insieme a tutto il personale dello Scalabrini Village, Drummoyne, ha contribuito in modo determinante a creare un’atmosfera accogliente e familiare. Affetti, musica e qualche lacrima. Con 93 candeline alle spalle, Annibale ha pensato bene di occuparsi personalmente dello spumante, lo spirito, evidentemente, è ancora quello giusto.


a scuola

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Mercoledì 7 Febbraio 2024

speciale centrale

Allora!

Marco Polo prepares to celebrate the genius of Collodi and Pinocchio Preparations are well under way at Marco Polo – The Italian School of Sydney for its annual end-of-year cultural gathering, which in 2026 will be dedicated to Carlo Collodi, marking the bicentenary of the birth of the celebrated author of The Adventures of Pinocchio. Titled “Collodi the Genius, Pinocchio Ingenious”, the event will be held at Club Marconi in Bossley Park on Saturday, 28 November, beginning at 10am with official greetings. The school is preparing a full day of cultural and educational activities bringing together teachers, students, families, academics, institutional representatives and members of Sydney’s Italian community. The initiative also reflects the theme of the 2026 Week of the Italian Language in the World, “Ingenious Language: Inventing, Designing and Creating with Italian”, using Collodi’s work as a starting point to explore the expressive power of the Italian language, the educational value of literature and the enduring legacy of a story that has crossed generations, cultures and national borders. At the heart of the programme

will be presentations by two guest speakers, who will approach Collodi and Pinocchio from different but complementary perspectives. Dr Andrea Pagani, lecturer and researcher in Italian Studies at Monash University and a specialist in Carlo Collodi, will examine the author’s work from literary, linguistic and educational perspectives. His doctoral research focused on school literature and Italian national identity, and his aca-

demic work has explored the pedagogical, linguistic and cultural significance of Collodi’s writings. A different interpretation will be offered by Dr Lucio Fioretti, an educator, Italian teacher and theologian by passion who has worked for many years in Sydney’s Catholic primary schools. Drawing on the writings of Cardinal Giacomo Biffi, Fioretti will explore the spiritual and theological dimensions of Pinocchio, connecting Collodi’s story with

questions of faith, education and Italian culture. The programme will also place younger generations at its centre. Alongside the main presentations, Pinocchio-themed workshops for school-aged children and young people will introduce participants to the Italian language and Collodi’s imaginative world through specially designed activities. The afternoon will continue with workshops for teachers and the wider community, creating

further opportunities to examine the literary, educational, linguistic and cultural dimensions of Collodi’s work and its continuing relevance to the teaching of Italian today. Another important part of the day will be the presentation of the Marco Polo Awards 2026 for Excellence in Italian Language and Culture in NSW Schools. The awards recognise students and teachers who have distinguished themselves through the learning, teaching and promotion of Italian language and culture across New South Wales. For Marco Polo, the November gathering will be more than a commemoration of Collodi’s bicentenary. It will bring together different generations around one of Italy’s most internationally recognised literary characters, connecting those who teach Italian, those who are learning it and those who continue to pass the language and culture on within families and the wider community. The full programme and official invitation will be released in the coming weeks as preparations continue for a day that will bring Collodi and his timeless Pinocchio to the community.


a scuola

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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 186 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

I DREAM

By Tom Padula I dream of a united Australia where all its people can be what they want to be, without the prejudice of poverty, of ignorance, of a lack of opportunity. I dream of Australians who respect the environment, their living conditions, their social infrastructures, the private and public property. We talk of love and respect, of hope and honesty, of equality… but how can that be? If a few spoil it for the many, and if a few determine harsher laws and penalties. Let there be more tolerance where this is just and fair. Let there be more intolerance towards those who “evil” prey! Should my dream become a reality, then there would be a just community, where the young, adult and mature respect each other’s propensities, where all survive and love… until who knows, they fade into eternity!

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Tom Padula’s poem “I Dream” expresses the hope for a more united, fair and caring Australia, where every person has the opportunity to achieve their aspirations without being limited by poverty, ignorance or a lack of opportunity. The poet imagines a society that guarantees dignity, respect and personal growth to everyone, regardless of their social circumstances or background. Padula also highlights the responsibilities that individuals have towards the wider community. Respect for the environment, living conditions, social infrastructure, and public and private property is presented as an essential part of living together in a civil society. It is not enough to speak about love, respect, hope, honesty and equality: these values must also be demonstrated through people’s actions and behaviour. The poem also identifies a contradiction within society. The negative behaviour of a small number of people can affect the majority and lead to stricter laws and penalties that have consequences for everyone. For this reason, Padula calls for a balance between tolerance and firmness. Society should show tolerance when

it is fair and justified, while also being prepared to stand firmly against those who deliberately harm or take advantage of others. This balance requires individuals to understand that personal freedom must always be accompanied by consideration for the rights and wellbeing of others. In the final part of the poem, the poet’s sense of hope becomes particularly strong. If his dream were to become reality, Australia could become a truly just community in which young people, adults and older generations respect each other’s differences, choices and individual qualities. Ultimately, “I Dream” is a reflection on what it means to live together in a fair and responsible society. Padula imagines an Australia where individual freedom and collective responsibility exist side by side. His dream also carries a universal message: differences should not divide people, opportunities should be available to everyone, and different generations should be able to live together with respect, understanding, solidarity and love. In this vision, every individual has a role to play in creating a stronger, more inclusive and harmonious society for future generations.


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Venerdì 9 Ottobre 2026

passatempo e umorismo

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Venerdì 9 Ottobre 2026

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L’oro sfida la volatilità e conquista i mercati

Italy Divided Over Payments Cash remains a central part of everyday life in Italy, despite the steady expansion of digital payments, according to a new study by the Bank of Italy examining the payment habits of Italian consumers. The research shows that Italy continues to record relatively high cash usage compared with other advanced economies, while the transition towards electronic payments remains uneven across the population. According to the study, 50.2 per cent of consumers fall into what researchers describe as the “traditional” category. These users rely mainly on cash and payment cards when shopping at physical stores, while making only limited use of remote or online payment channels. At the same time, however, a significant section of the population appears to be moving away from banknotes and coins altogether. Around 24 per cent of Italian consumers no longer use cash, while 15 per cent are considered well integrated into the digital economy and regularly use modern payment solutions. At the opposite end of the spectrum, 7 per cent of consumers continue to rely predominantly on cash. A smaller group, repre-

senting about 4 per cent of the population, uses cash exclusively in combination with prepaid cards. The figures also highlight the different levels of familiarity with new technologies among consumers, suggesting that age, habits and access to digital services may continue to influence payment choices across Italy. The shift is therefore developing gradually, reflecting a broader transformation in consumer behaviour as banks, businesses and customers adapt to an increasingly diverse range of payment options nationwide today. For retailers and financial institutions, these differences also present challenges in ensuring that payment services remain accessible, convenient and widely accepted. The findings underline how Italy’s payment landscape is changing, but not at the same pace for everyone. The adoption of alternatives to cash does not automatically translate into the use of the most innovative digital services. While electronic transactions continue to gain ground, cash remains firmly embedded in Italian consumer habits, creating a payment system in which traditional and digital methods continue to coexist.

L’oro continua a confermarsi uno degli asset più osservati dagli investitori internazionali, mantenendo prospettive favorevoli nel lungo periodo nonostante le oscillazioni determinate dai tassi di interesse, dall’andamento del dollaro e dalle persistenti tensioni geopolitiche. Un quadro che continua a sostenere anche le società minerarie attive nel settore aurifero, favorite dalle elevate quotazioni del metallo prezioso. A delineare lo scenario è Charlotte Peuron, portfolio manager thematic equities di Crédit Mutuel Asset Management, secondo cui l’attuale fase economica internazionale sta riportando l’attenzione degli investitori sulla funzione dell’oro come strumento di diversificazione e protezione dei portafogli. Tra i principali elementi di incertezza figurano i rischi geopolitici, l’indebolimento del valore del dollaro e il crescente indebitamento pubblico delle principali economie. Particolare attenzione viene rivolta agli Stati Uniti, dove il debito pubblico ha ormai raggiunto quota 40.000 miliardi di dollari. Una situazione che, insieme alle incognite sulla crescita economica e sulle future decisioni delle banche centrali, contribuisce ad alimentare la ricerca di strumenti capaci di offrire maggiore protezione nelle fasi di instabilità. L’oro, in questo contesto, conserva un ruolo centrale. Gli investitori possono esporsi al metallo prezioso attraverso l’acquisto diretto, strumenti finanziari oppure investimenti nelle società impegnate nell’estrazione. Proprio queste ultime potrebbero continuare a beneficiare delle quotazioni particolarmente elevate raggiunte dal metallo giallo.

A sostenere l’interesse contribuisce inoltre il comportamento degli investitori istituzionali, che nelle fasi di maggiore incertezza tendono a riequilibrare i portafogli riducendo l’esposizione agli asset considerati più vulnerabili. La capacità dell’oro di muoversi secondo dinamiche non sempre coincidenti con quelle dei mercati azionari e obbligazionari ne rafforza così il ruolo all’interno delle strategie di diversificazione. Secondo l’analisi, la volatilità di breve periodo rimane comunque un elemento da non sottovalutare. Le variazioni dei tassi di interesse e le aspettative sulle politiche monetarie possono infatti determinare movimenti significativi delle quotazioni. Un aumento dei tassi tende generalmente a penalizzare l’oro, che, a differenza di obbligazioni e altri strumenti finanziari, non genera interessi o rendimenti periodici. Le scelte delle principali banche centrali restano pertanto sotto osservazione. Ogni segnale relativo alla traiettoria dell’inflazione, alla crescita o a possibili cambiamenti nel costo del denaro può modificare rapidamente le aspettative degli operatori, producendo nuove oscillazioni. Anche

il rapporto tra oro e dollaro continuerà ad avere un peso importante nell’orientare le decisioni degli investitori sui mercati internazionali. La prospettiva cambia però quando l’attenzione viene spostata sul medio e lungo periodo. I fondamentali del mercato aurifero vengono considerati ancora solidi, sostenuti dall’incertezza internazionale, dalla necessità degli investitori di diversificare e dalla ricerca di strumenti capaci di conservare valore nelle fasi più delicate dei mercati. Con il prezzo dell’oro stabilmente superiore ai 4.000 dollari l’oncia, anche le compagnie minerarie si trovano in una posizione particolarmente favorevole. Prezzi elevati possono tradursi in una maggiore leva operativa, permettendo alle imprese più efficienti di ampliare i margini e, in alcuni casi, restituire una parte dei benefici agli azionisti. Il settore resta naturalmente esposto alle oscillazioni dei mercati finanziari, ai costi di produzione, all’energia e alle decisioni delle banche centrali. Tuttavia, secondo gli analisti, l’insieme delle condizioni economiche e geopolitiche continua a fornire un sostegno strutturale alla domanda.

dal 9 Ottobre al 15 Ottobre 2026

CAPRICORNO

ARIETE

CANCRO

BILANCIA

Bisogno di affetto e di maggiore vicinanza dopo giornate impegnative. In amore una conoscenza recente suscita curiosità e voglia di approfondire. Nel lavoro nuovi contatti possono diventare interessanti anche sul piano personale. Segui ciò che nasce spontaneamente, senza avere fretta.

Novità e movimento animano il fine settimana. In amore cresce la voglia di socialità e domenica favorisce incontri e nuove conoscenze. Sul lavoro concentrazione ed energie sono elevate: approfittane per portare avanti gli impegni, senza lasciare che l’agitazione condizioni le tue scelte.

Emozioni in movimento e curiosità crescente. Una persona può tornare protagonista. In amore Venere favorisce ritorni e riavvicinamenti significativi. Nel lavoro una circostanza inattesa può modificare i programmi. Non chiuderti davanti alle novità.

Sentimenti in crescita e piacevoli sorprese nei rapporti recenti. In amore una nuova conoscenza può diventare più importante del previsto. Nel lavoro arrivano consensi e riconoscimenti. Le tue qualità vengono apprezzate: sfrutta questo momento.

ACQUARIO

TORO

LEONE

SCORPIONE

Prudenza e osservazione aiutano a comprendere meglio persone e situazioni. In amore non fermarti alle prime impressioni e concediti tempo prima di giudicare. Sul lavoro evita di forzare questioni ancora irrisolte. Alcune risposte arriveranno naturalmente.

Nuove conoscenze possono rendere interessante il weekend, ma in famiglia serve maggiore pazienza. In amore evita conclusioni affrettate e ascolta con attenzione chi ti è vicino. Sul lavoro e nelle questioni economiche resta qualche preoccupazione: prudenza nelle spese aiuterà a ritrovare tranquillità.

Qualche tensione può renderti più nervoso del solito. In amore evita reazioni impulsive e lascia che le incomprensioni si ridimensionino. Nel lavoro serve altrettanta prudenza: un semplice malinteso non deve diventare un problema più grande.

Emozioni intense e grande curiosità animano il weekend. In amore basta una telefonata o un messaggio per riaprire scenari interessanti. Nel lavoro e nelle questioni economiche serve invece cautela: evita decisioni finanziarie azzardate.

PESCI

GEMELLI

VERGINE

SAGGITTARIO

Voglia di novità e di cambiare aria. Uscire dalla routine restituisce leggerezza. In amore Venere favorisce incontri e nuove conoscenze: lasciati coinvolgere senza troppe esitazioni. Nel lavoro non emergono cambiamenti significativi. Meglio recuperare energie.

Dialogo e curiosità favoriscono contatti e nuove occasioni interessanti. In amore telefonate, messaggi e conversazioni rafforzano la complicità. Sul lavoro il weekend procede senza grandi cambiamenti, ma seguire il tuo intuito e coltivare idee originali.

Il passato ritorna con un messaggio o un nuovo contatto. In amore potresti riscoprire emozioni mai completamente svanite. Prima di lasciarti coinvolgere, valuta quanto sei cambiato e cosa desideri davvero. Nel lavoro non emergono particolari novità.

Voglia di movimento e nuove esperienze animano il weekend. In amore accetta inviti e occasioni sociali: domenica può regalare una piacevole sorpresa. Nel lavoro una conoscenza nata quasi per caso potrebbe rivelarsi utile, creando contatti e opportunità.

22 Dicembre - 20 Gennaio

21 Gennaio - 19 Febbraio

20 Febbraio - 20 Marzo

21 Marzo - 19 Aprile

20 Aprile - 20 Maggio

21 Maggio - 21 Giugno

22 Giugno - 23 Luglio

24 Luglio - 23 Agosto

24 Agosto - 22 Settembre

23 Settembre - 22 Ottobre

23 Ottobre - 22 Novembre

23 Novembre - 20 Dicembre


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Venerdì 9 Ottobre 2026

mezz'ora di religione

Allora!

Santa Faustina, la mistica dell'Amore di Dio

La Chiesa ha celebrato il 5 ottobre la memoria liturgica di Santa Faustina Kowalska, religiosa polacca divenuta una delle figure più significative della spiritualità cattolica del Novecento e conosciuta in tutto il mondo come apostola della Divina Misericordia. Nata nel 1905 con il nome di Helena Kowalska, entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. La sua breve esistenza, conclusasi nel 1938 a soli 33 anni, fu segnata da una profonda vita spirituale, raccontata nelle pagine del suo celebre Diario. Al centro della sua esperienza

religiosa vi è il messaggio della misericordia di Dio e l'invito ad affidarsi pienamente a Cristo. Una missione spirituale legata soprattutto all'immagine di Gesù Misericordioso, oggi tra le raffigurazioni cristiane più diffuse al mondo. Secondo quanto raccontato dalla religiosa, la sera del 22 febbraio 1931, mentre si trovava nel convento di Płock, ebbe una visione di Gesù vestito con una tunica bianca. Dal petto di Cristo uscivano due raggi, uno rosso e uno pallido, mentre una mano era alzata in segno di benedizione. Faustina ricevette allora l'indicazione di far realizzare un'immagine ac-

compagnata dalle parole: «Gesù, confido in Te». Il primo dipinto venne realizzato nel 1934 a Vilnius dall'artista Eugeniusz Kazimirowski, con il sostegno del direttore spirituale di Faustina, il beato Michał Sopoćko. La versione destinata a diventare maggiormente conosciuta fu però quella dipinta nel 1943 da Adolf Hyła e oggi custodita nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia. I due raggi possiedono un preciso significato spirituale: quello pallido richiama l'acqua, mentre quello rosso rappresenta il sangue, richiamando il costato di Cristo trafitto sulla Croce. Nell'immagine, il Cristo risorto conserva i segni della Passione, ma si presenta con uno sguardo di accoglienza e misericordia, offrendo all'umanità un messaggio di speranza che supera la paura, il peccato e la fragilità. Ma il cuore del messaggio di Faustina rimane racchiuso nelle parole «Gesù, confido in Te». Una fiducia che non significa semplice attesa, ma abbandono alla misericordia divina e, allo stesso tempo, impegno concreto verso il prossimo.

Commemorating 500 Years since Sack of Rome

2027 will mark an extraordinary commemorative year, which the Pontifical Swiss Guard is preparing with a conference in Brig, Switzerland, in January, a historical publication, and participation in Zurich’s Spring Festival. In May, celebrations will take place at the Vatican, including light-art performances, the premiere of a film about the Corps, and a pilgrimage. Commander Graf: “We want to show that the values of that time are still present today.” “Values that endure: loyalty, reliability, professionalism and solidarity” is the theme chosen to commemorate, in 2027, the

500th anniversary of the Sack of Rome. On 6 May 1527, the Pontifical Swiss Guard defended Pope Clement VII “with extraordinary courage and unwavering loyalty.” On that occasion, 147 Guards lost their lives, while their 42 comrades escorted the Pope to safety at Castel Sant’Angelo. “The Sacco di Roma of 1527 is one of the most defining events in our history. The commemorative year recalls the willingness to sacrifice and marks the loyalty of our predecessors. At the same time, we want to show that the values of that time are still present today and shape the mission

of our guardsmen in the service to the Pope. It is a year of dignified remembrance, encounter and gratitude,” Colonel Christoph Graf, Commander of the Pontifical Swiss Guard, said in a statement. The commemorations will open on 23 January with a conference of historians in Brig, Switzerland. A publication will be released examining the political, military and religious circumstances surrounding the events of the period and their consequences, as well as “questions of remembrance, responsibility and myth,” according to the statement. From 16 to 19 April 2027, the Pontifical Swiss Guard will participate in the Sechseläuten, Zurich’s Spring Festival, at the invitation of the Central Committee of Zurich’s guilds. “The commemorative year also aims to deepen understanding of the Swiss Guard’s mission today, encourage young Swiss men to serve at the Vatican, and highlight Switzerland’s enduring connection to the institution and its rich tradition.”

JDN TRANSPORT Catherine Field

0408 596 157 JDN transport is a small family owned business that specialises in transporting fresh produce to fruit shops in and around Sydney and some country areas

La Chiesa chiama gli artisti In un tempo in cui un algoritmo può produrre in pochi secondi immagini, musica e testi, Papa Leone XIV affida agli artisti una responsabilità che va ben oltre l’estetica: difendere ciò che rende profondamente umana la capacità di creare. Ricevendo nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico una trentina di artisti e curatori, riuniti per l’incontro “L’arte della possibilità: tessere insieme”, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, il Pontefice ha rilanciato il rapporto tra la Chiesa e il mondo dell’arte contemporanea. Al centro del suo intervento una convinzione precisa: l’arte non è decorazione, né un elemento marginale della vita ecclesiale. È piuttosto uno spazio nel quale possono emergere le domande, le inquietudini e le ferite che attraversano l’uomo contemporaneo. L’udienza arriva pochi giorni dopo la visita compiuta da Leone XIV al Dicastero per la Cultura e l’Educazione, durante la quale aveva insistito sul valore della cultura come terreno di incontro e dialogo. Questa volta il Papa ha rivolto il suo ringraziamento direttamente a quanti hanno collaborato negli ultimi anni con la Santa Sede, contribuendo ad aprire nuovi percorsi nel rapporto tra fede, cultura e linguaggi contemporanei. Tra i presenti figuravano rappresentanti delle Biennali di Architettura del 2023 e 2025, delle Biennali d’Arte del 2024 e 2026, dell’iniziativa Conciliazione 5 e dell’Osservatorio per la Chiesa e le Culture Visive Contemporanee. Un’attenzione particolare è stata riservata all’esperienza del Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia. Leone XIV ha ricordato anche il progetto realizzato nel carcere femminile della Giudecca, visitato da Papa Francesco nel 2024. Un luogo di detenzione trasformato in spazio artistico e umano, capace di rovesciare la prospettiva tradizionale: non soltanto l’arte che entra nel carcere, ma il carcere stesso che interroga l’arte e chi la osserva. È proprio nella capacità di

fermare lo sguardo che il Papa individua una delle funzioni più importanti dell’espressione artistica. In una società dominata dalla velocità, dal consumo immediato e dalla continua produzione di contenuti, l’arte può costringere l’uomo a sostare davanti a ciò che non può essere rapidamente classificato, utilizzato e dimenticato. Una funzione che assume un significato ancora maggiore con l’espansione dell’intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie sono ormai capaci di generare opere apparentemente simili a quelle prodotte dall’uomo, rendendo sempre più sottile il confine tra creazione, imitazione e riproduzione. È qui che Leone XIV individua una delle grandi sfide culturali del presente. «La Chiesa ha bisogno di voi», ha detto rivolgendosi agli artisti, soprattutto in un’epoca nella quale diventa necessario saper distinguere ciò che nasce dall’esperienza umana da ciò che viene elaborato dalle macchine. Il Pontefice ha richiamato anche il pensiero di Paolo VI, che nel 1964, durante la storica Messa degli artisti nella Cappella Sistina, aveva cercato di ricostruire un’alleanza tra la Chiesa e il mondo della cultura. Sessant’anni dopo, quella richiesta torna con una nuova urgenza. Non si tratta soltanto di produrre bellezza, ma di conservare uno spazio nel quale fragilità, dubbio, memoria e ricerca di senso possano ancora trovare espressione. Per Leone XIV, proprio questa capacità rende l’arte una forma di rigenerazione culturale e spirituale. Davanti a una tecnologia sempre più capace di imitare il risultato della creatività, agli artisti resta infatti qualcosa che nessuna macchina può semplicemente replicare: l’esperienza vissuta dalla quale nasce un’opera. Ed è su questo terreno che la Chiesa vuole tornare a incontrarli: non per chiedere all’arte di illustrare risposte già scritte, ma per ascoltare, attraverso di essa, le domande che l’umanità continua a rivolgere a se stessa.


Allora!

la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo

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Mamma Lena la pioniera della radio italiana nel dopoguerra australiano

Da emigrata a pioniera della radio: Lena Gustin trasformò la sua voce in un punto di riferimento per migliaia di italiani arrivati in Australia nel dopoguerra. Quando gli italiani arrivati in Australia nel dopoguerra cercavano una voce familiare, qualcuno che parlasse la loro lingua e comprendesse le difficoltà della nuova vita lontano dalla patria, quella voce era spesso quella di Lena Gustin. Conosciuta affettuosamente come “Mamma Lena”, Maria Maddalena Morelli Gustin fu giornalista, conduttrice radiofonica, operatrice sociale e una delle figure femminili più importanti nella storia dell’immigrazione italiana in Australia. Nata nel 1914 ad Azzone, in provincia di Bergamo, Lena Morelli proveniva da una famiglia italiana e aveva ricevuto una formazione superiore, studiando lingue. Nel 1940 sposò Dino Gustin, originario di Trieste, con il quale condivise non soltanto la vita familiare, ma anche una lunga esperienza al servizio della comunità italiana. Dopo le difficoltà e le tragedie vissute negli anni della guerra, la famiglia decise di lasciare l’Italia. Nel 1956, Lena, Dino e i figli Rosalba e Roberto raggiunsero l’Australia a bordo della nave Aurelia. L’arrivo a Sydney segnò l’inizio di una nuova vita, ma anche di una straordinaria esperienza di integrazione. Come molti immigrati, Lena dovette ricominciare dal basso. Lavorò inizialmente in un caffè e successivamente collaborò con i Padri Cappuccini a Leichhardt. Erano gli anni della grande immigrazione italiana, quando migliaia di famiglie si stabilivano nei quartieri di Sydney portando con sé dialetti, tradizioni, mestie-

Annuncio Comunitario

Si celebrerà domenica 11 ottobre 2026, alle ore 13.00, la Festa della Madonna di Fatima presso la Chiesa cattolica di San Benedetto, 2 Fagans Road, Arcadia. Il programma prevede il Santo Rosario in cinque lingue, la consacrazione, una rappresentazione dei bambini, la processione, la Santa Messa, una cena comunitaria e una lotteria. Tutti sono cordialmente invitati a partecipare. Per informazioni, telefonare a Teresa Gambino al numero 0438 521 421.

ri e speranze. L’inserimento, tuttavia, non era sempre semplice. Le difficoltà linguistiche potevano trasformare anche le pratiche più comuni in ostacoli difficili da superare, mentre la distanza dall’Italia alimentava nostalgia e solitudine. In quel contesto, poter contare su persone capaci di interpretare non soltanto la lingua, ma anche le esigenze e le sensibilità dei nuovi arrivati assumeva un valore fondamentale. Fu proprio nella comunità italiana che emerse il suo talento comunicativo. Lena iniziò a curare rubriche di consigli e corrispondenza, tra cui “Il Salotto di Lena” e “Lena Risponde”. Il successo ottenuto tra i lettori aprì la strada alla radio. Alla fine degli anni Cinquanta divenne una delle prime protagoniste della programmazione radiofonica in lingua italiana sulle emittenti commerciali australiane. La sua carriera, iniziata nel 1957, proseguì per oltre vent’anni attraverso emittenti come 2SM, 2CH, 2KY e 2SER. In un periodo in cui non esistevano ancora le moderne reti multiculturali e SBS, i suoi programmi rappresentavano per migliaia di immigrati una fonte di notizie, informazioni e compagnia. La radio divenne così molto più di un lavoro. Per chi viveva lontano dalla famiglia e dal proprio Paese, ascoltare una voce italiana significava ritrovare per qualche minuto il linguaggio, le abitudini e i riferimenti culturali lasciati alle spalle. Lena affrontava nelle sue trasmissioni anche problemi concreti della vita quotidiana degli immigrati, offrendo consigli e mettendo in contatto persone che avevano bisogno di assistenza. Il suo modo diretto e materno di comunicare contribuì a costruire un rapporto di fiducia che andò ben oltre il semplice ascolto radiofonico. Dietro ogni telefonata o lettera poteva esserci una storia diversa: una famiglia appena arrivata, un anziano in difficoltà, qualcuno alla ricerca di informazioni o semplicemente una persona desiderosa di ascoltare la propria lingua. Lena seppe comprendere questa dimensione umana della comunicazione. Il microfono diventava così un punto d’incontro invisibile tra persone sparse in una città enorme, accomunate dalla stessa esperienza migratoria e dal desiderio di costruirsi una nuova esistenza senza perdere il legame con le proprie origini. Le sue trasmissioni accompagnarono così una fase decisiva della crescita della presenza ita-

liana in Australia. Attraverso la radio, Lena contribuì a dare visibilità a una collettività che stava lentamente trovando il proprio posto nel Paese. Le sue parole entravano nelle case, nei negozi e nei luoghi di lavoro, creando un senso di vicinanza che superava le distanze. Per molti ascoltatori quell’appuntamento rappresentava anche un modo per sentirsi meno soli e maggiormente partecipi della nuova società. In questo modo la radio contribuiva anche a mantenere vivo il rapporto tra le generazioni, trasmettendo lingua, ricordi e tradizioni ai figli degli immigrati cresciuti nella nuova realtà australiana. Lena non si limitò però alla radio. Insieme a Dino si impegnò concretamente nell’assistenza agli immigrati, sostenendo iniziative benefiche, sociali, culturali e religiose. La sua attività contribuì a ridurre l’isolamento dei nuovi arrivati e a favorirne l’inserimento nella società australiana. La State Library of NSW conserva oggi un importante fondo documentario dedicato ai coniugi Gustin, comprendente fotografie, registrazioni radiofoniche, articoli, corrispondenza e documenti della loro attività comunitaria. Quel patrimonio permette oggi di ricostruire non soltanto la vicenda personale di Lena e Dino, ma anche una pagina significativa della storia sociale dell’Australia del dopoguerra. Attraverso quelle testimonianze emerge il percorso di una comunità che, partendo spesso da condizioni difficili, riuscì progressivamente a conquistare spazio nella vita economica, culturale e civile del Paese. Il riconoscimento arrivò anche dalle istituzioni. Lena Gustin fu insignita del titolo di Cavaliere, ricevette nel 1968 il Member of the Order of the British Empire (MBE) e, successivamente, il titolo di Commendatore. Nel 2001 ricevette inoltre la Centenary Medal per il suo contributo alla società australiana. La sua storia rappresentò anche quella di un’intera generazione di donne immigrate che, oltre a costruire la propria famiglia, seppero assumere un ruolo attivo nella vita pubblica e comunitaria. Lena utilizzò la propria esperienza di emigrata per comprendere le difficoltà degli altri e trasformarle in un impegno

concreto. In questo senso, la sua figura divenne un ponte tra due mondi: l’Italia lasciata alle spalle e l’Australia nella quale costruire il futuro. Il suo percorso anticipò inoltre quella concezione multiculturale dell’Australia che negli anni successivi avrebbe trovato un riconoscimento sempre maggiore nelle istituzioni e nei mezzi di comunicazione. Prima che le trasmissioni nelle lingue delle comunità migranti diventassero una presenza consolidata, Lena aveva già dimostrato quanto fosse importante permettere ai nuovi australiani di informarsi, raccontarsi e sentirsi parte della società senza dover rinunciare alla propria identità culturale. Lena Gustin morì a Sydney nel 2003, ma la sua voce continua a vivere nella memoria della co-

munità italiana. Viene ricordata soprattutto perché seppe trasformare il microfono in uno strumento di solidarietà, informazione e integrazione. Per generazioni di italiani, infatti, Lena non fu soltanto una conduttrice radiofonica: fu davvero “Mamma Lena, la mamma degli italiani d’Australia”. Una voce capace di accompagnare un’intera generazione di emigrati e di lasciare un’eredità che ancora oggi racconta una pagina fondamentale della presenza italiana nella storia dell’Australia, testimoniando il contributo di chi seppe trasformare l’esperienza dell’emigrazione in servizio, partecipazione e attenzione verso quanti cercavano una nuova casa, senza mai dimenticare le proprie radici e il valore dell’accoglienza reciproca.


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Venerdì 9 Ottobre 2026

la pagina di Palmerini

Allora!

San Francesco, dalla vertigine dell’ideale alla bellezza del quotidiano

Dipinto di Tommaso da Celano

di Giuseppe Lalli C’è un’immagine fin troppo rassicurante che la modernità ha cucito addosso a San Francesco d’Assisi (ca. 1181/82–1226): un’iconografia ingenua e zuccherosa che lo dipinge come il precursore di un ecologismo idilliaco, l’araldo di un pacifismo integrale. È un filtro contemporaneo che riduce il suo stupore davanti al creato a un panteismo moderno, assai lontano dall’idea di una natura redenta dalla grazia e riconciliata con il Creatore. Questa lettura distorta sbiadisce l’audacia del Santo e riduce a una narrazione consolatoria una vicenda umana e spirituale immensamente più ricca e complessa. La realtà storica e teologica ci restituisce invece un profilo ben più autentico¹. Non nacque povero, Francesco. Figlio di Pietro di Bernardone, uno dei più ricchi e ambiziosi commercianti di stoffe di Assisi, sembrava destinato a ereditare un piccolo impero economico e un posto d’onore nella nuova borghesia del Duecento. Invece, attraversato dall’esperienza traumatica della guerra e da una profonda crisi d’identità, scelse il fallimento agli occhi del mondo. Questa tormentata ricerca di senso trovò la sua risposta definitiva nell’incontro folgorante con

la persona di Gesù e con la verità del Vangelo, un’ancora di salvezza che si tradusse presto in un gesto dirompente. Spogliandosi delle sue vesti sulla piazza pubblica, egli scelse di farsi “minore”: un termine che non esprimeva solo un pio desiderio di umiltà, ma un preciso rifiuto della ricchezza e del potere. Quella di uno dei più brillanti giovani della sua città fu la svolta esistenziale di un uomo affascinato dall’assoluto del Vangelo, che egli volle vivere senza glosse e senza sconti, deciso a incarnare l’umiltà e la povertà di Cristo. Il magnetismo di questa scelta produsse i suoi effetti: ben presto, infatti, attorno a lui si strinsero altri giovani, conquistati da quello stesso fuoco e desiderosi di abbandonare ogni certezza per abbracciare la Parola nella sua disarmante purezza. Fu per esplicito volere di Francesco che questa neonata comunità prese il nome di Frati Minori. Una scelta rivoluzionaria: nella società comunale del tempo, i minores erano gli ultimi della scala sociale, i poveri e i sottomessi, contrapposti ai maiores, i ricchi e i potenti. Con questo appellativo, il Santo volle sigillare un’identità evangelica fondata sull’imitazione di Cristo, fattosi

Bonaventura Da Bagnoregio

ultimo tra gli ultimi. Tuttavia, questo slancio originario dovette presto scontrarsi con una realtà terrena che esigeva, per durare nel tempo, ordine, istituzioni e stabilità. Da qui la necessità ineludibile, dettata dalla vertiginosa crescita dei seguaci, di superare la totale libertà dei primi passi per fissare dimore stabili, biblioteche per lo studio e regole certe, volte a custodire e tramandare alle generazioni future il carisma fondativo. L’Ideale ha bisogno di un tetto sotto cui ripararsi². Questa transizione non fu immediata né indolore, come rivela la complessa dialettica biografica e storiografica interna alla stessa famiglia francescana. Nelle prime cronache di Tommaso da Celano (ca. 1190–1260) emerge ancora vivida la freschezza ruvida degli inizi, il racconto di una fraternitas itinerante e austera; ma il travolgente successo del movimento rese ben presto evidente l’impraticabilità di una povertà assoluta che implicava, inevitabilmente, il totale rifiuto di ogni radicamento stabile³. Fu Bonaventura da Bagnoregio (ca. 1217–1274), esemplare figura di filosofo e teologo, che, divenuto ministro generale di quella che era ormai una grande realtà ecclesiale, si trovò a dover gestire questa delicata metamorfosi istituzionale. Con una formidabile operazione teologica e normativa culminata nella Legenda Maior (1260), egli tese a normalizzare la memoria storica del fondatore per sanare i prodromi di quelle lacerazioni interne che avrebbero poi contrapposto i rigorosi Spirituali alla maggioranza moderata dell’Ordine. La limpida utopia delle origini venne così rimodellata attraverso raffinati espedienti giuridici – come la distinzione tra la proprietà dei beni, riservata alla Sede Apostolica, e il loro uso concreto (usus pauper) – per permettere ai frati di abitare conventi e possedere libri, strumenti indispensabili per l’apostolato di una compagine ormai universalmente diffusa⁴. Dal punto di vista storico, la “questione francescana” resta al centro di un vastissimo dibattito. Permangono grandi nodi filologici ed ermeneutici su cui gli studiosi sono tuttora divisi. Ciascuna delle fonti che narrano la straordinaria biografia del Santo di Assisi è gravata da una pesante ipoteca interpretativa, un condizionamento dovuto non solo alle

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San Francesco alla Verna

informazioni che ciascun autore aveva sottomano, ma anche all’idea che del Santo si era fatto e che voleva tramandare ai posteri. Persino Francesco, nel suo Testamento, intende presentare il “suo” Francesco⁵. Sotto il profilo dottrinale, la scelta dell’altissima paupertas non era per Francesco una semplice istanza sociale o una forma di filantropia. Essa si configurava come una categoria teologica assoluta, destinata a entrare in aperto contrasto con le logiche del tempo, che proprio allora si facevano strada anche all’interno della Chiesa, sempre più legata a tutele giuridiche e al possesso dei beni. Finché la prima comunità rimase un piccolo gruppo di anime radunate attorno a un ideale condiviso, il modello di vita poté conservare la sua fisionomia originaria; ma nel momento in cui il carisma si diffuse in tutta Europa, trasformandosi in un organismo di vaste proporzioni, con migliaia di frati, dotti e giuristi, emerse la necessità ineludibile di un compromesso con la realtà⁶. Questo spessore storico-teologico, richiamato in sintesi, evidenzia quanto la figura di San Francesco sia stata profondamente strumentalizzata da una visione laicista, ampiamente disancorata dal contesto dell’epoca. Si tratta di una lettura distorta che, purtroppo, ha attecchito anche all’interno di un certo “progressismo” cattolico, incline a contrapporre una testimonianza cristiana ideale al necessario esercizio del governo nella Chiesa. Al contrario, sebbene Francesco abbia messo in crisi le gerarchie ecclesiastiche del suo tempo proprio per la sua visione intransigente in ordine al concetto di povertà assoluta, non fu mai un ribelle politico o un potenziale eretico. La sua fu una rivoluzione compiuta nell’obbedienza incrollabile alla Sede di Roma, un tratto che lo distinse nettamente dai movimenti ere-

ticali a lui contemporanei, come quello valdese⁷. A riprova di ciò, c’è il dato storico inequivocabile: la canonizzazione di Francesco per mano di papa Gregorio IX il 16 luglio 1228, a meno di due anni dalla morte⁸. Questa stratificazione di riscritture e giochi di specchi è stata finemente indagata dallo storico Alessandro Barbero nella sua fondamentale monografia dedicata al Santo d'Assisi. Lo studioso, applicando uno scrupoloso metodo d’indagine alle testimonianze superstiti, smantella implacabilmente il mito del “poverello gentile”, restituendoci la carnalità di un uomo medievale spiazzante, tormentato e mosso da un’ansia di penitenza totale⁹. Una crudezza che emerge nitidamente in episodi di realismo folgorante tramandati dalle fonti francescane della prima ora – come la condivisione del cibo nello stesso piatto con un lebbroso dalle dita sanguinanti –, a testimonianza di una prassi di carità esigente destinata inevitabilmente a sfumare nella successiva normalizzazione conventuale¹⁰. In questa medesima prospettiva, la revisione critica delle fonti smentisce la lettura anacronistica che vorrebbe il Santo di Assisi come un ecologista e un pacifista a oltranza ante litteram. Il Francesco reale era un uomo del suo tempo, impregnato di mentalità medievale: lungi dal contestare l’istituto delle Crociate in chiave antimilitarista moderna, egli si recò personalmente al fronte della Quinta Crociata, a Damietta; non per siglare un trattato di pace interreligioso o impostare un dialogo ecumenico, bensì con il desiderio ardente e ardito di convertire il sultano al-Malik al-Kāmil († 1238) alla fede in Cristo, accettando deliberatamente il rischio del martirio¹¹. In questa fedeltà a una testimonianza che supera ogni contingenza storica si rivela la grandezza dell’uomo di Dio.

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Il libro dedicato a San Josemaría Escrivá "Cammino"


Allora!

daje de punta di Pino Forconi

Venerdì 9 Ottobre 2026

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ESTERNAZIONI DI UN WEEKEND IN FAMIGLIA

Il GOMITOLO PER I GATTI Per qualche motivo naturale quando i gatti adocchiano un gomitolo impazziscono e non lo lasciano fino a quando non è ridotto ad un informe ammasso di lana. Ed eccovi servita la Politica italiana. Prendete una insulsa e vuota giornata quasi anonima, al Parlamento dove un po’ qua e là, si cerca di far passare il tempo auto-sfidandosi con un solitario oppure intercambiando due chiacchere alla buvette per un caffè, cioè noia totale. Quando, come un lampo a ciel sereno, arriva la notizia del giorno; una a caso: Ranucci ha parlato, oppure, la Meloni si è messa i pantaloni non in tono con il resto del vestiario, o ancora, la Meloni chiude la porta quando sta a casa, a Garlasco dopo venti anni stanno ancora cercando, mentre il vero colpevole se la ride, la Spagna va contro l’Italia ……e via così, ed eccoti che 399 imbufaliti gatti saltano dagli scranni e vanno tutti ad attaccare il gomitolo (la Meloni) per sfilacciarlo e renderlo una poltiglia urlando la immediata presenza “Che venga in Aula per riferire”. Commenti su commenti, giornalisti che devono, su due piedi,

organizzare delle interviste con personaggi super ben selezionati che dovranno dire sempre NO, capi partito che dovranno improntare delle riunioni con la stampa, gli addetti esterni che intervisteranno i passanti, i diavoli rossi della Tav che devono preparare i fumogeni, pietre, monoblocchi di motori da poter lanciare, la Gruber che deve cambiare tutte le domande per meglio affossare la destra, Luciano che deve organizzare uno sciopero senza il tempo necessario per organizzarsi e…… tutti d’accordo con o senza cartelli, urlando, per stare in tema, E’ colpa della Meloni. Che governo, quanti gatti per un solo gomitolo. Eppure c’è un popolo che se gli togli queste notizie in un momento così cruciale con l’Italia fuori dal campionato, cosa può fare? È la fine. Gaza ormai è troppo sfruttata, ci sarebbe l’Iran ma nessuno se la sente di organizzare delle navi per portare viveri di conforto, troppi giorni di navigazione e le pillole blu scarseggiano e poi i pasdaran non scherzano, quindi, teniamoci il nostro gomitolo e vediamo di sfilacciarlo il più possibile, sperando che domani venga fuori qualche cosa.

LA MISSIONE TEDESCA CERBERO La storia racconta, ma dovrebbe essere anche letta, perché la storia insegna. L’operazione cerbero conosciuta come “Unternehemen Cerberus’ ad opera della stessa marina tedesca, Kriegsmarine nel periodo dell’11/12 febbraio del 42. La Germania voleva salvare i suoi due incrociatori, Scharnhorst e il Prinz Eugen, bloccati nel porto francese di Brest, un po’ malconci per i continui bombardamenti della RAF. Bisognava riportarli in Germania evitando i porti norvegesi, dove si prevedeva traffico alleato per rifornimenti ed altro; quindi, su ordine di Hitler e sotto un tremendo rischio ordinò, di passare attraverso il canale della Manica invece di circumnavigare le isole inglesi.

Il tutto sotto stretto segreto militare del viceammiraglio Otto Ciliax, diciamo che fu un successo, perché la RAF avvisata in ritardo non riuscì ad arginare la scappatoia delle navi che se pur danneggiate da mine vaganti arrivò egualmente al porto tedesco. Per la Germania pur se potente come esercito non fu molto abile in acqua, anche se i famosi U-Boat diedero filo da torcere alla navigazione alleata. Pensate alla famosa corrazzata Bismarck, perseguitata dalla marina inglese che non riuscì a sparare un solo colpo e fu affondata nel maggio del 41. I lati oscuri delle guerre, mettere paura al nemico, mostrando i denti per poi rimanerci fregati.

Praticamente la satira di un fine settimana in famiglia. Dopo una settimana, che sembra sempre troppo breve, finalmente arriva un altro week end. Un fine settimana a volte pieno d’incognite anche perché non sai con che umore arriveranno i famigliari. Normalmente ci si prepara per l’arrivo della famiglia con tutta la buona volontà. Si cucinano cose un po’ più ricercate e non abituali, (tanto non capirebbero la differenza) mettere in fresco una bottiglia di annata, dopo tutto stanno arrivando figli e nipoti con il dolce, quindi bisogna fare bella figura. Il tutto per mezzogiorno circa. Moglie e marito, che per l’occasione sono anche i genitori e i nonni, in attesa per il loro arrivo quindi per l’evento. Evento? Ma se li abbiamo visti la scorsa settimana? Capisco, è routine. Finalmente alle due del pomeriggio arrivano e tra baci e abbracci ….chiedo? Cosa è successo? vi aspettavamo per le 12, forse 12,30, si è vero dicono, ma ci siamo attardati, dovevamo fare il bagno; ah! capisco siete andati prima al mare, oppure si è interrotto il flusso dell’acqua e siete rimasti tutti insaponati. Ad ogni modo uno dietro l’altro, fanno il loro ingresso con il rigoroso telefonino in mano, ti dicono “ciao” mostrando il solito sorriso alla “Colgate”, naturalmente senza staccare gli occhi dal mostruoso oggetto che portano sempre in mano, mentre sembrano stiano alla ricerca di qualche cosa molto preziosa, poi scopri che stanno ciattando (lucubre gerco attuale) con qualche altro ciattaiolo, che non sapendo come occupare il tempo… ciattano ! Oppure stanno cercando quel particolare tipo di borse o vestiti in vendita. Naturalmente sempre quando il mangiare è già sul tavolo. Beh, allora mettiamoci a tavola che lo sformato forse è già freddo. Parole, parole, ti giri e sono tutti spariti, chi al cesso, chi sbragato in poltrona con telefonino e chi in giardino per controllare se l’erba è cresciuta di qualche millimetro dall’ultimo fine settimana, compito del genero che è sempre attento a questi dettagli. Normalmente una volta a tavola, tra un boccone e l’altro, intercambi qualche parola, chiedi come è andata la loro settimana e cose del genere tanto per animare la situazione. Ti rispondono a mezza bocca con quel solito inter-

calare (do you know what I mean), risponderei io…. NO, ma fa niente. Praticamente ti stai facendo un assolo, cioè un monologo personale, perché le uniche risposte che ricevi sono dei mugolii o grugniti o delle complicate articolazioni vocali, praticamente non hanno capito una cippa di quello che hai chiesto, poi scopri che il telefonino è al posto delle posate, con una mano reggono la forchetta con l’altra digitano le risposte ai ciattaioli e con l’altra…. !! Beh, sorvoliamo. Come il dio “Saturno” vuole alle quattro tutto fatto il pranzo è finito e allora possono dedicarsi anima corpo e spirito ai telefonini. Mi guardo attorno chiudo gli occhi ed esprimo un desiderio, attendo qualche secondo, li riapro….. sperando? ma niente è cambiato, sono ancora tutti lì con il telefonino in mano.

Finalmente arriva anche l’ora del commiato con il classico arrivederci “al prossimo week end “ dove? segue immediata la mia domanda, ma fate pure con comodo se siete occupati andate pure a noi non ci dispiace. Finalmente potremo mangiare la pasta quando è ancora calda mentre ci scambieremo qualche commento d’interesse socioculturale, sperando che la settimana passi il più lentamente possibile. In quel momento penso, ma i signori Bell e Meucci che inventarono il telefono, poi diventato mostro, non potevano inventare un buon stura lavandini, magari automatico? Mia nonna diceva sempre, in merito alla vicenda, i parenti sono come le scarpe più sono stretti e più ti fanno male. Aveva ragione. Arrivederci alla prossima satira.

AGAVE SIMBOLO DEL MESSICO Una meravigliosa pianta per chi ama un drink o un grog alcolico dal gusto rinfrescante, ma attenzione a non eccedere. Nella zona messicana di Jalisco, Aguascalientes, Colima e dintorni di Guadalajara, a circa 60 kilometri c’è una città chiamata Tequila ed è lì dove si distilla la vera tequila usando l’agave blu. I messicani diffidano di qualsiasi altra bevanda di tequila che non sia originaria di Tequila, quella prodotta con l’agave blu. La città “Tequila” fu fondata nel 1530 nello stato di Jalisco un po’ a nord della costa Pacifica. Nel XVII secolo (1770 e rotti) gli spagnoli invasori (i conquistadores) scoprirono, dopo averlo provato, che quel distillato era veramente buono e cominciarono a produrre tequila alla grande. Sembra che i peones (contadini messicani) già producevano il

distillato fin dagli anni 1500, ed ecco quando sicuramente nacque la città di Tequila (1666). Tanto per la cronaca, re Carlo IV di Spagna diede la prima licenza alla famiglia Cuervo (tutt’ora in essere) per la produzione, naturalmente il primo Cuervo è morto, ma la tequila si continua a produrre sotto lo stesso nome. C’è da dire che già intorno al 1000 a.C. si preparava il succo fermentato dell’agave chiamato Pulque, un liquido lattiginoso che si beveva alla salute della dea Mayahuel e al marito Patecatl che tra tutte e due proteggevano la pianta Agave. Suggerisco che questa sera, come aperitivo una o due ben fredde margarite, e poi come dopo cena, tre o quattro bicchierini di tequila bum bum, poi domani mattina raccontatemi il film con contorno di dettagli, se ci riuscite.

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le nostre interviste

Venerdì 9 Ottobre 2026

Allora!

Vince Ferreri: "Camden cresce, ora servono trasporti e infrastrutture" di Maria Grazia Storniolo Dalle origini italiane alla passione per la comunità, dalla crescita demografica alle infrastrutture, fino al futuro multiculturale di Camden. Il nuovo Sindaco racconta a Allora! le sue priorità e il legame con una comunità che vuole continuare a servire. È un Sindaco appena eletto, ma con un forte legame con il territorio. Vince Ferreri, eletto alla guida del Camden Council nel settembre 2026, conosce bene la realtà locale e le trasformazioni che stanno interessando una delle aree in più rapida crescita del NSW. Nato nell’area di Liverpool e cresciuto tra Leppington e Bringelly, Ferreri è padre di tre figli e proviene da una famiglia italiana. In questa intervista a Allora! racconta le sue origini, le motivazioni che lo hanno portato alla politica locale e le sfide che attendono Camden. Chi è Vince Ferreri? «Sono un uomo semplice, ho una famiglia, tre figli e una moglie. Sono nato nella vicina LGA di Liverpool e sono cresciuto a Leppington e Bringelly. Ho sempre avuto piccole attività, caffè e negozi, e sono sempre stato molto coinvolto nella comunità. Sono cresciuto con mio nonno, emigrato in Australia nel 1952, che nel 1973 acquistò una piccola attività a Bringelly. È stato una grande ispirazione per me e da lui ho ereditato lo spirito comunitario. Quando ho avuto una famiglia giovane ho iniziato a guardare ancora di più alla realtà locale e ho voluto impegnarmi nel governo locale per contribuire a mantenere Camden un luogo dove i miei figli e, un giorno, i loro figli possano vivere bene». Qual è la sfida più urgente per Camden, considerando la sua rapida crescita? «La crescita è sicuramente la sfida principale. Oggi abbiamo circa 147 mila abitanti e si prevede un aumento significativo nei prossimi due decenni. Circa cento nuove persone si trasferiscono ogni settimana nell’area di Camden, in particolare a Oran Park. Una crescita così rapida porta molte sfide e, per me, quel-

la più importante riguarda i trasporti. Sto sostenendo con forza il collegamento ferroviario tra il nuovo aeroporto e Bradfield, con un’estensione verso Oran Park, Narellan, Campbelltown e Macarthur. È fondamentale che le persone possano lavorare vicino a casa e che la nostra comunità sia adeguatamente collegata». Quali infrastrutture ritiene prioritarie per il futuro di Camden? «Il collegamento ferroviario è sicuramente una delle priorità. Dobbiamo collaborare con i governi statale e federale per realizzarlo. Ho continuato a portare questo tema all’attenzione del Parlamento. Ma sono importanti anche le connessioni stradali, soprattutto nelle nuove aree di crescita. Penso alla Spring Farm Parkway, alla sua seconda fase,

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e all’estensione del bypass di Narellan Road. Strade e ferrovia sono le due infrastrutture più importanti. Servono inoltre più impianti sportivi e spazi aperti, soprattutto perché molte delle famiglie che arrivano a Camden sono giovani e abbiamo una popolazione significativa nella fascia da zero a cinque anni». Quanto hanno influito le sue origini italiane nei suoi valori e nel suo impegno pubblico? «Sono molto orgoglioso delle mie radici italiane. I miei nonni e i miei genitori sono emigrati in Australia negli anni Cinquanta e mio padre è arrivato successivamente. Da loro ho imparato una forte etica del lavoro. Ricordo ancora mio padre che mi diceva, quando ero bambino: “Cosa stai facendo? Inizia a lavorare!”. Es-

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sere italiano significa anche dare grande importanza alla famiglia e, per estensione, alla comunità. È qualcosa che porto con me nel mio impegno pubblico. E naturalmente ci sono il cibo, la cultura e le tradizioni». Come può il Council valorizzare il multiculturalismo di Camden, comprese le famiglie italiane? «Ci sono molte opportunità. Camden è una comunità molto diversificata e le organizzazioni multiculturali devono avere una voce. Sono felice che la comunità italiana possa essere parte di questa conversazione. Secondo i dati che ricordo, ci sono circa 8 mila persone di origine italiana nell’area, ma voglio verificare i numeri più recenti. Gli italiani rappresentano una

componente importante della comunità e devono avere una voce insieme agli altri gruppi multiculturali. C’è però anche il tema della lingua: molte seconde e terze generazioni hanno perso l’italiano. Io stesso cerco di trasmetterlo ai miei figli. Forse le nuove generazioni non parleranno italiano come i loro nonni, ma potranno mantenere il legame con le proprie origini e con la cultura italiana». Camden è una comunità sempre più multiculturale. Quali opportunità vede per il futuro, anche con l’apertura del nuovo aeroporto di Western Sydney? «Camden è una comunità che sta diventando sempre più diversificata e credo che le organizzazioni multiculturali abbiano un ruolo molto importante nella vita della nostra città. La nostra forza è proprio nella capacità di accogliere persone provenienti da culture e background diversi e di farle sentire parte della comunità. Anche l’apertura del nuovo aeroporto di Western Sydney rappresenta una grande opportunità per Camden, soprattutto dal punto di vista turistico ed economico. L’aeroporto ci aprirà al mondo e potrà creare nuove possibilità per le imprese, per il turismo e per l’intera regione. Allo stesso tempo, però, dobbiamo assicurarci che questa crescita sia accompagnata da infrastrutture adeguate e, soprattutto, da collegamenti efficienti di trasporto pubblico. Non vogliamo che Camden rimanga isolata mentre tutto il territorio intorno a noi cresce. La sfida sarà quindi trovare il giusto equilibrio tra sviluppo e qualità della vita, continuando a investire nei servizi e nelle infrastrutture, ma preservando anche quel senso di famiglia e di comunità che rende Camden speciale. Questo è particolarmente importante per me anche per le mie radici italiane, perché la famiglia, la comunità e il senso di appartenenza sono valori che fanno parte della mia storia e che credo debbano continuare a essere al centro del futuro di Camden».

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dall'Italia

Allora!

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Finale, cinque artisti portano in mostra l’anima del territorio

di Lucio Vranca Nei giorni 3 e 4 Agosto 2026 si è svolta una “Collettiva d’Arte” storico-artistica in una location del tutto particolare: il vecchio storico Ufficio postale nel Lungomare Parco Polo, 23 di proprietà del Sig. Antonio Cardillo e della consorte Rosangela Brito Joel. L’ubicazione scelta è di per sé un’opera. Gli spazi, la luce, l’ambiente esterno sembravano fondersi in un dipinto e in una architettura che alimentava la percezione visiva nel comprendere ciò che si osserva: un’idea geniale e una scelta azzeccata. La mostra grafico-pittoricoscultorea e poetica ha sicuramente incuriosito i visitatori per la varietà degli stili e le novità che, fino a qualche giorno fa, non erano conosciute. •L’Artista: Giacomo Di Marco, già noto per le sue opere presentate in passato, ha esposto delle novità assolute realizzate su ceramica e su lastre di pietra lavica. Con queste opere, l’artista ha dimostrato, ancora una volta, l’attaccamento all’ambiente in cui vive e alle radici che lo hanno visto crescere. Armonia di forme e di colori, di storia e d'immagini che invitano l'osservatore a odorare la fragranza di alcuni elementi della natura in un limitato spazio di un quadro dalle immense profondità che si estendono tra cielo e terra. •Lucio Vranca, che ha mostrato le sue piccole opere per la prima volta nell’assoluta essenzialità.

Un’arte semplice impregnata di poesia per dare senso e significato ad un omaggio ai luoghi dove ha vissuto: Finale, Pollina e Mistretta (il paese natio). Un messaggio grafico rispettoso e deferente che ha messo insieme grafica, pittura, scultura e poesia forme di espressione estetica profondamente connesse tra loro, come in un unico respiro. •Richard Burel, di origine francese. Un artista che ha presentato delle opere le cui qualità artistiche hanno entusiasmato per l’unicità della bellezza. La tecnica decorativa usata è il decoupage. Gli angoli, i prospetti storici di paesaggi (anche del nostro territorio) incollati e protetti da una vernice trasparente creano un effetto visivo uniforme che incuriosisce l’osservatore impegnato nel cercare unici particolari. E’ facile definire talento puro chi riesce a dare vita a ciò che non è più realtà in grado di raccontare la sua storia. E’ l’arte di Burel a dare senso e vitalità a sostanze stabili e inerte diventate immagini. •Rosario Macaluso, un artista locale che ha messo in mostra una varietà di lavori che hanno destato interesse ed incuriosito i numerosi visitatori. La realizzazione delle sue opere tridimensionali e a tutto tondo esprimono un certo fascino poetico che investe l’osservatore i cui pensieri volano verso un lontano passato. Gli elementi vegetali diventano memoria viva, componenti di un ricordo

storico ed affettivo che odora di poesia nella sua reale semplicità. Gli scarti inerti, scavati e scolpiti con cura riprendono vita e dignità come per magia, la loro storia racconta parte della vita contadina e l’artista dà senso a ciò che tocca. Creatività, storia, capacità di realizzazione, spirito artistico, sono gli ingredienti che fanno di Macaluso un completo artista amante della natura che fissa nell’arte, una componente della natura stessa. •Santi Vitrano, è un pollinese autentico, legato alla sua terra come alle persone che l’hanno abitata e alla natura che lo circonda. Vive immerso tra gli alberi, i fiori curati con amore dalla moglie e quei panorami mozzafiato che ogni giorno lo incantano. Da lassù, il suo sguardo abbraccia Pollina (il paese del cuore) e Finale, distesa come un balcone sul mare, come un quadro che non smette mai di emozionare. La sua innata espressione pittorica è la sintesi perfetta del suo essere e del suo vissuto. Ogni opera è un frammento di memoria, un respiro della sua anima. Non è raro che l’artista si commuova davanti a una sua creazione: in quel momento, l’uomo e il pittore coincidono, si riconoscono, si raccontano. L’arte di Santi Vitrano è di una bellezza straordinaria. La precisione dei tratti, la cura delle forme, il gioco delle ombre e la profondità delle prospettive richiamano un’altra grande forma espressiva: l’arte fotografica. Le sue opere sembrano catturare l’attimo, fissare la vita, restituire la verità di ciò che ama. Santi dipinge ciò che è: un uomo che vive la sua terra, la sua gente, la sua natura e lo fa con una sensibilità che trasforma ogni quadro in un’emozione. La mostra d’arte intensa ha raccontato la storia, le personali storie degli artisti, i loro umori, le nostalgie e presentato dei messaggi culturali attraverso la poesia. Porre un giudizio sul valore culturale delle opere non è di mia competenza (perché di parte). Quello che, secondo me, ha colpito gli osservatori, è l’aver creato il terreno e il luogo di dialogo durante il quale sono emersi i valori emotivi e simbolici degli artisti e delle loro opere. Il tutto si è concluso con un momento conviviale tra i fiori e l’atmosfera d’incanto creta ad oc dalla famiglia Cardillo. Non è mancato il ringrazia-

mento al Sig. Antonio Cardillo e alla signora Rosangela i quali hanno ospitato la mostra e resosi utili, collaborativi e disponibili;

non è mancato il ringraziamento al Sindaco Dott. Pietro Musotto e all’Ass. Giuseppe Scialabba che hanno incoraggiato l’iniziativa.


Malagò commissario, la Figc riparte dalle urne

Il futuro della Federcalcio passa ancora da Giovanni Malagò. Il Coni ha deciso di commissariare la Figc, affidando però l’incarico di commissario straordinario proprio all’ex presidente federale, eletto lo scorso 22 giugno. Una soluzione senza precedenti, approvata all’unanimità dalla Giunta e successivamente dal Consiglio Nazionale del Coni. La decisione chiude temporaneamente una vicenda nata dalla contestazione relativa al mancato tesseramento di Malagò al momento della sua elezione alla guida della Federazione. Una

questione che aveva alimentato un acceso confronto giuridico e istituzionale, fino alla scelta del commissariamento. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha spiegato di aver individuato in Malagò la figura più adatta per accompagnare la Figc verso una nuova assemblea elettiva. Secondo Buonfiglio, l’ex presidente sarebbe stato «vittima di un malfunzionamento» e non sarebbe stato corretto attribuirgli personalmente le conseguenze della situazione. Malagò ha definito l’intera vicenda «triste e imbarazzante»,

sottolineando tuttavia come alla fine abbia prevalso il buon senso. Il suo compito sarà ora quello di gestire la fase transitoria e condurre la Federazione verso nuove elezioni. Il Consiglio federale decade formalmente, ma resterà in prorogatio fino alla costituzione dei nuovi organi. La data indicata per l’assemblea è il 14 dicembre. Malagò ha spiegato di voler accelerare i tempi, considerando quella giornata la prima concretamente disponibile per tornare alle urne. Resta aperta anche l’ipotesi di una sua nuova candidatura alla presidenza, forte del consenso ottenuto lo scorso giugno, quando raccolse il 68,58 per cento dei voti. La soluzione ha ricevuto anche il sostegno della Lega Serie A, che ha sottolineato la necessità di garantire continuità sui principali dossier del calcio nazionale. Resta infine da chiarire la posizione di Diana Bianchedi, dimessasi da capo delegazione della Nazionale, per la quale Buonfiglio ha auspicato un possibile ritorno per garantire continuità anche nella gestione della squadra azzurra.

Sinner salta le ATP Finals e chiude la stagione

Jannik Sinner dice basta. La stagione 2026 del numero uno del mondo si chiude anticipatamente a causa dell’infiammazione al ginocchio che lo tormenta ormai da mesi. Dopo i forfait di Pechino e Shanghai, il campione italiano rinuncia anche alle ATP Finals e concentra tutte le energie sul recupero in vista del 2027. La decisione è arrivata dopo il confronto con lo staff medico. Sinner si sottoporrà a un ciclo di trattamenti specifici, scegliendo

di intervenire immediatamente per avere il tempo necessario a recuperare completamente prima dell’inizio della preparazione per la prossima stagione. «Insieme ai medici abbiamo deciso che ho bisogno di un ciclo di trattamenti per il mio ginocchio», ha spiegato Sinner sui social, annunciando ufficialmente la conclusione del suo 2026 agonistico. Lo stop avrà conseguenze pesanti anche sulla classifica mon-

diale. L’italiano, attualmente primo con 11.000 punti, ne perderà 3.550 che avrebbe dovuto difendere negli ultimi tornei dell’anno, scendendo così a quota 7.450. Alexander Zverev, secondo con 9.720 punti, ha quindi la certezza matematica di effettuare il sorpasso e diventare il trentesimo giocatore della storia a raggiungere il numero uno ATP. Anche nella peggiore delle ipotesi, perdendo tutti i punti ancora da difendere, il tedesco chiuderebbe infatti l’anno a quota 8.640. La priorità, però, resta la salute di Sinner. Il presidente della FITP Angelo Binaghi ha ribadito che la tutela dell’integrità fisica del campione viene prima di qualsiasi risultato. Per Jannik comincia ora una fase delicata: curare il ginocchio senza forzare i tempi e costruire le condizioni per tornare competitivo nel 2027, lasciandosi definitivamente alle spalle mesi complicati e ritrovare quella continuità necessaria per tornare ai massimi livelli.

Il pagellone della Nazionale

Donnarumma paratutto, Calafiori svetta di testa (a cura di G. Credentino) Donnarumma voto 7,5: Si fa trovare pronto in quattro occasioni e trasmette sicurezza. Di Lorenzo voto 6: L’esperienza al servizio del collettivo. Dal 55’ Kayode voto 6,5: il gol turco a porta vuota macchia la sua buona prova. Mancini voto 6,5: L’unica pecca il gol turco a porta sguarnita. Per il resto se la sbriga con padronanza. Bastoni voto 6,5: La solita grinta al servizio della squadra. Non molla di un centimetro. Ruggeri voto 6: Non e’ una furia alla Dimarco ma si fa rispettare. Dal 55’ Calafiori voto 7: Vola piu’ in alto di tutti e rimette la partita sui binari giusti. Barella voto 6,5: Non lucidissimo ma il suo apporto lo da’ sempre. Dal 70’ Tonali voto 6,5: 25 minuti finali di buona sostanza. Romano voto 6,5: Come tanti altri meglio il secondo tempo. Deve ancora crescere. Doumbia voto 6,5: Pessimo primo tempo, in Serie C si trova di meglio. Molto meglio nella ripresa. Scamacca voto 6: Oltre al gol poco altro rimane impresso nella memoria. Dal 55’ Pio Esposito voto 7: Merita il gol per il gran lavoro svolto in queste quattro partite in 11 giorni. Vergara voto 7: Ha un sinistro vellutato e allo stesso tempo un lottatore da scaricatore di porto. Se continua cosi’ fara’ parecchie presenze in Nazionale. Maldini voto 6: In campo per tutti i 95 minuti. Non demerita ma non eccelle nemmeno. Roberto Mancini voto 6,5: Rischia molto cambiando 9 giocatori su 11, ma il risultato finale gli dà ragione. Una scelta coraggiosa, forse anche azzardata, che permette comunque di dare spazio e minuti a chi finora aveva giocato meno. Nel primo tempo la squa-

dra fatica a trovare ritmo, equilibrio e continuità, mentre nella ripresa cresce e riesce a ribaltare l’inerzia della gara. I cambi effettuati danno maggiore vivacità e sostanza alla manovra. Qualche esperimento funziona, qualche altro convince decisamente meno, ma era probabilmente questa l’occasione giusta per verificare la risposta delle seconde linee e capire su quali uomini puntare maggiormente nel prossimo futuro. Restano però incomprensibili le non sostituzioni di Doumbia e Maldini, per lunghi tratti della partita deludenti. Nel complesso porta a casa risultato e indicazioni utili, dimostrando di poter contare su un gruppo più ampio in vista dei prossimi impegni.


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Italia Under 21, sei gol per volare agli Europei

Odette si rialza e sale sul podio La semifinale persa contro la giovane emergente Ariane Toro avrebbe potuto lasciare il segno, ma Odette Giuffrida ha dimostrato ancora una volta di conoscere perfettamente la strada per rialzarsi. L’azzurra ha conquistato una splendida medaglia di bronzo mondiale nel judo, categoria -52 kg, imponendosi nella finale per il terzo posto alla National Gymnastics Arena di Baku. Dopo la delusione della semifinale, Giuffrida è tornata sul tatami con determinazione, trasformando l’amarezza in energia. Di fronte alla tedesca Ballhaus, l’italiana ha preso immediatamente in mano il combattimento, mostrando esperienza, tecnica e quella grinta che da anni rappresenta uno dei tratti distintivi della sua carriera. Il momento decisivo è arrivato con un ippon spettacolare, eseguito con precisione e autorità, che ha chiuso il confronto e consegnato a Giuffrida un altro prestigioso risultato internazio-

nale. Un gesto tecnico che ha confermato ancora una volta la capacità dell’azzurra di trovare la soluzione decisiva nei momenti più delicati delle grandi competizioni internazionali. Il bronzo di Baku assume un significato particolare perché arriva al termine di una giornata nella quale l’azzurra ha dovuto reagire a una sconfitta che aveva interrotto il cammino verso la finale. La risposta è stata quella di una campionessa abituata a confrontarsi con pressioni, aspettative e avversarie di altissimo livello. Per Giuffrida si aggiunge così un’altra medaglia a una carriera già ricca di successi. Ancora una volta, quando tutto sembrava compromesso, Odette ha trovato la forza per ripartire e salire sul podio mondiale. Un risultato che premia soprattutto la sua straordinaria continuità ai massimi livelli e una determinazione che, stagione dopo stagione, continua a fare la differenza sul tatami.

ItalHockey domina il Brasile Esordio travolgente per l’ItalHockey femminile ai Mondiali di hockey su pista di Asuncion. La Nazionale guidata dal CT Valerio Antezza ha superato il Brasile con un nettissimo 13-1, conquistando i primi tre punti e prendendosi immediatamente la testa del Girone B. Una gara dominata dall’inizio alla fine dalle italiane, entrate in pista con grande determinazione e capaci di mettere subito sotto pressione la formazione sudamericana. Il divario è cresciuto rapidamente fino al parziale di 9-0, fotografia di una superiorità evidente sul piano tecnico e offensivo. Il Brasile ha provato a reagire trovando la rete della bandiera, ma senza riuscire a cambiare l’inerzia di una partita ormai saldamente nelle mani dell’ItalHockey. Le ragazze di Antezza hanno continuato a spingere, mantenendo alta l’intensità e portando il punteggio fino al definitivo 13-1. Un successo importante anche per la classifica, che permette alla Nazionale di

iniziare il torneo dalla posizione migliore e soprattutto di acquisire fiducia in vista dei prossimi impegni. Non c’è però tempo per fermarsi. Domani le italiane torneranno in pista per affrontare l’India, formazione sulla carta meno attrezzata rispetto alle principali contendenti del torneo. Un impegno che non dovrà comunque essere sottovalutato, perché in una competizione mondiale ogni partita può nascondere insidie. L’obiettivo sarà confermare quanto mostrato contro il Brasile, conquistare un’altra vittoria e consolidare il primato nel girone. Il cammino è soltanto all’inizio, ma il 13-1 dell’esordio rappresenta un primo segnale importante: l’ItalHockey è partita con il piede giusto. Serviranno ora continuità, concentrazione e la stessa efficacia offensiva per avanzare nel torneo, continuando a costruire partita dopo partita un percorso mondiale sempre più convincente.

L’Italia Under 21 stacca il biglietto per gli Europei con una prestazione spettacolare. Allo stadio Adriatico di Pescara, gli Azzurrini superano la Polonia con un netto 6-2, conquistando la qualificazione alla fase finale in programma la prossima estate in Albania e Serbia. La squadra guidata da Silvio Baldini parte con grande intensità e al 15’ sblocca il risultato con Koleosho, bravo a finalizzare una manovra costruita sulla destra. Al 27’ arriva il raddoppio firmato da Ndour, che di testa concretizza il dominio italiano e manda le due squadre negli spogliatoi sul 2-0. Nella ripresa è ancora Ndour a prendersi la scena con una prodezza destinata a restare negli highlights: recupera il pallone nella propria trequarti, vede il portiere polacco lontano dai pali e lo sorprende con una conclusione da quasi 70 metri. L’Italia continua ad attaccare senza accontentarsi. Lipani firma il 4-0, mentre Fini, entrato dalla panchina, realizza la quinta rete. La Polonia prova a reagire con Mikołajewski e Żewłakow, ma nel finale Cherubini completa il 6-2. Una serata da ricor-

dare per gli Azzurrini, capaci di trasformare uno scontro diretto decisivo in una convincente dimostrazione di forza. Un successo che premia personalità, qualità e coraggio, confermando le ambizioni di un gruppo giovane pronto ora a misurarsi sul palcoscenico europeo, con entusiasmo e fiducia dopo una qualificazione conquistata senza esitazioni. Il risultato alimen-

ta inoltre le aspettative verso una squadra che ha dimostrato carattere nei momenti decisivi.

Dall’oro dei giovani all’argento dei grandi

L’Italia continua a lasciare il segno ai Campionati Europei di ciclismo. Dopo la medaglia d’oro conquistata dagli Azzurri nella prova juniores, arriva anche l’argento della Nazionale maggiore nella staffetta mista, a conferma dell’ottimo momento attraversato dal movimento italiano. Il sestetto azzurro, composto da Mattia Cattaneo, Matteo Sobrero, Marco Frigo, Elisa Longo Borghini, Monica Trinca Colonel e Alessia Vigilia, ha chiuso la prova al secondo posto, arrendendosi soltanto alla Francia, protagonista di una prestazione di grande livello. Per i francesi si tratta anche di una rivincita dopo il recente Mondiale di Montreal, mentre l’Italia può festeggiare un altro podio internazionale che premia la solidità e la continuità della squadra. La gara ha visto gli Azzurri partire con determinazione, mantenendo un ritmo competitivo e restando pienamente in corsa per il successo. Il momento decisivo è arrivato sulla salita di Mozjanca, dove la formazione italiana ha perso terreno rispetto ai francesi. Nonostante il distacco accumulato nel tratto più impegnativo, la Nazionale ha saputo reagire senza disunirsi, difendendo con autorità la seconda posizione fino al traguardo. Una medaglia d’argento che assume particolare valore anche per la capacità degli italiani di gestire una prova nella quale equilibrio, affiatamento e distribuzione dello sforzo risultano fondamentali. Nel-

la staffetta mista, infatti, ogni componente della squadra contribuisce direttamente al risultato finale e anche pochi secondi possono fare la differenza. La prova degli Azzurri conferma inoltre la profondità di un gruppo capace di essere competitivo su percorsi diversi e nelle varie specialità. Cattaneo, Sobrero e Frigo hanno garantito potenza e regolarità nella prima parte, mentre Longo Borghini, Trinca Colonel e Vigilia hanno raccolto il testimone con determinazione, amministrando il vantaggio sugli inseguitori e lottando fino agli ultimi chilometri per mantenere una preziosa posizione sul podio. Il secondo posto della Nazionale maggiore completa così un’altra giornata positiva per il ciclismo italiano, già impreziosita dall’oro ottenuto dagli juniores. Due risultati che testimoniano la competitività dell’I-

talia a diversi livelli e confermano la capacità degli Azzurri di presentarsi da protagonisti nelle grandi competizioni internazionali. Il bilancio europeo continua dunque ad arricchirsi, offrendo indicazioni incoraggianti anche in prospettiva futura. La combinazione tra esperienza e nuovi talenti rappresenta una delle principali risorse della Nazionale, che continua a raccogliere risultati importanti e a misurarsi alla pari con le migliori formazioni del continente. Ancora una volta, il ciclismo italiano sale sul podio continentale, aggiungendo un altro prestigioso risultato alla sua stagione. Un argento che conferma ambizioni e qualità di una Nazionale capace di trovare continuità ai massimi livelli del ciclismo europeo e mondiale, guardando con fiducia alle prossime grandi sfide internazionali.


Onoranze Funebri DECESSO

GILIO VINCE FRANK

nato il 3 novembre 1974 deceduto a Sydney (NSW) il 5 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato martedì 13 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso St Therese Catholic Church, 15 Garrong Road, Lakemba. Il funerale sarà celebrato mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso la stessa chiesa. Dopo il rito religioso, il caro Vince Frank sarà accompagnato al Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury, per la sepoltura.I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della caro estinto. “Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

DECESSO

OLIVIERI MARY

nata il 6 luglio 1941 deceduta a Sydney (NSW) il 6 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. La veglia funebre con il Santo Rosario si terrà lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso la Chapel of the Resurrection di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato martedì 13 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso St Anthony’s Catholic Church, 54 Agincourt Road, Marsfield. Dopo il rito religioso, la cara Mary sarà accompagnata al Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del cara estinta. “La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO

DECESSO

CASALICCHIO VENERA

nata il 6 luglio 1941 deceduta a Sydney (NSW) il Martedì 6 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. La veglia funebre con il Santo Rosario si terrà lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso la Chapel of the Resurrection di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato martedì 13 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso St Anthony’s Catholic Church, 54 Agincourt Road, Marsfield. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta. “ Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori ” ETERNO RIPOSO

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DECESSO

GALVAGNO SEBASTIANA

nata il 4 ottobre 1941 deceduta a Sydney (NSW) il 2 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato martedì 13 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso la Mary Mother of Mercy Chapel, Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood. Dopo il rito religioso, la cara Sebastiana sarà accompagnata alla sua ultima dimora presso lo stesso Rookwood Catholic Cemetery, dove avrà luogo la tumulazione. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta. “Ti affidiamo alle braccia misericordiose del Padre Celeste.” UNA PREGHIERA

IN MEMORIA

ARMANDO SALTALAMACCHIA

nato a Acquacalda (Sicilia-Ita) il 7 agosto 1940 deceduto a Sydney (NSW) il 3 settembre 2026 Ad un mese dalla sua scomparsa, lo ricordano con grande dolore e immutato amore la cara moglie Stella, l’adorata figlia Anna e famiglia, gli amati nipoti e pronipoti, l’affettuoso fratello Franco in Italia, parenti ed amici tutti vicini e lontani. Il suo affetto, i suoi insegnamenti e i momenti condivisi continueranno a vivere nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di volergli bene.

“ Nel silenzio dell’addio, risuona il tuo amore eterno.” UNA PREGHIERA

FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.


onoranze funebri

Allora!

Venerdì 9 Ottobre 2026

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Nel cuore silenzioso della vecchia Toronto

A Toronto la storia non si legge soltanto nei palazzi, nelle strade o nei musei. Una parte sorprendente del passato della metropoli canadese riposa nei suoi cimiteri, luoghi che nel tempo sono diventati veri archivi a cielo aperto, capaci di raccontare famiglie, migrazioni, religioni e trasformazioni sociali. Tra i più antichi ancora attivi figura il St. James Cemetery, inaugurato dalla Chiesa anglicana nel 1844, accanto alla Toronto Necropolis, fondata pochi anni dopo. Qui, lungo i pendii che incontrano la Don Valley, lapidi consumate, tombe ricoperte d’edera e monumenti ottocenteschi conservano i nomi di protagonisti della crescita cittadina: politici, commercianti, religiosi, imprenditori e architetti. Particolarmente singolare è il mausoleo di Sir Casimir Gzowski, ingegnere di origini polacche diventato in Canada imprenditore ferroviario e vicegovernatore dell’Ontario. La sua tomba, ispirata allo stile egizio, emerge dal fianco della collina come testimonianza di una biografia fuori dall’ordinario. Diversa è l’atmosfera del Mount Pleasant Cemetery, aperto nel 1876. Considerato per lungo tempo il luogo di sepoltura dell’élite torontoniana, ospita sindaci, parlamentari, uomini

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d’affari e persino un primo ministro. Tra i monumenti più imponenti compare la cripta della famiglia Eaton, legata allo storico impero canadese dei grandi magazzini. Un capitolo particolare riguarda il Mount Hope Cemetery, inaugurato nel 1898 e profondamente legato alla comunità cattolica. Qui la presenza irlandese e italiana emerge attraverso statue, crocifissi e monumenti dalla forte espressività. Spiccano le figure scolpite per la famiglia Puccini dall’atelier fiorentino di Giulio Passaglia e il monumento della famiglia Breglia, testimonianze dell’abilità di artigiani che contribuirono anche alla costruzione di chiese ed edifici della città. Più semplice, ma altrettanto

suggestivo, è Prospect Cemetery, aperto nel 1890 in un quartiere allora operaio. I grandi alberi trasformano il camposanto quasi in un arboreto, particolarmente suggestivo nelle mattine autunnali avvolte dalla nebbia. Tra le sue tombe riposano anche numerosi veterani della Prima guerra mondiale. In questi luoghi, tuttavia, la memoria collettiva convive con quella privata: piccole tombe di bambini, fotografie sbiadite e iscrizioni familiari ricordano che dietro la grande storia di Toronto rimangono migliaia di esistenze individuali. I suoi cimiteri diventano così silenziosi custodi dell’identità della città, attraverso generazioni, epoche, culture e memorie ancora vive.


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Venerdì 9 Ottobre 2026

ultima pagina

Allora!

Gli auguri di Giacobbe e Carè per i 90 anni del Cav. Tony Noiosi

Sen. Giacobbe, On. Carè e Cav. Uff. Tony Noiosi

Il novantesimo compleanno del Cavaliere Ufficiale Tony Noiosi ha raccolto numerose testimonianze di affetto e riconoscenza per una vita segnata dal lavoro, dalla famiglia e da un lungo impegno al servizio dei siciliani d’Australia. Tra i messaggi pervenuti in occasione dell’importante traguardo, quelli del senatore Francesco Giacobbe e di Nicola Carè, che hanno ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua esperienza umana, professionale e associativa. Nel messaggio datato 30 settembre, Giacobbe ha espresso il proprio rammarico per non aver potuto prendere parte personalmente ai festeggiamenti a causa di impegni istituzionali. «Avrei voluto condividere con te, con la tua famiglia e con i tuoi amici una ricorrenza così importante», ha scritto il senatore. Giacobbe ha ricordato soprattutto il significato della vicenda

migratoria di Noiosi, riconoscendo nella sua esperienza alcuni dei tratti che hanno caratterizzato intere generazioni di italiani giunti in Australia. «La tua storia rappresenta i valori più belli dell’emigrazione italiana: il coraggio di mettersi in gioco, la dignità del lavoro, la determinazione e la capacità di costruire un futuro senza perdere il legame con le proprie radici». Una storia cominciata nel 1956, quando Tony Noiosi, appena ventenne, lasciò Cerami, in provincia di Enna, per raggiungere l’Australia. Dopo le prime esperienze nelle piantagioni di canna da zucchero del Queensland e successivamente nel settore delle costruzioni, iniziò un percorso che lo avrebbe portato a costruire, insieme alla famiglia, una significativa realtà imprenditoriale. Nel 1969 la famiglia acquistò lo storico general store di West Hoxton, attività che negli anni si sarebbe sviluppata fino a diventa-

re il West Hoxton Home Timber & Hardware. Giacobbe ha sottolineato come quel successo abbia rappresentato non soltanto un risultato professionale, ma anche una testimonianza delle capacità imprenditoriali degli italiani che hanno contribuito alla crescita dell’Australia. Particolare attenzione è stata riservata all’impegno associativo di Noiosi. Giacobbe lo ha definito «un esponente di rilievo della nostra comunità e una preziosa memoria storica», ricordando il contributo offerto nel mantenere vivi i rapporti con la Sicilia, le tradizioni e quel senso di appartenenza capace di attraversare migliaia di chilometri. Altrettanto personale e sentito il messaggio inviato da Nicola Carè. Nel rivolgersi a Noiosi, Carè ha ricordato un episodio avvenuto proprio alla vigilia della partenza dalla Sicilia. Il padre aveva offerto

al giovane Tony due banconote per affrontare il viaggio, ma lui decise di prenderne soltanto una, pensando alle necessità della famiglia che sarebbe rimasta a Cerami. «In quel gesto c’era già una grandezza che avrebbe accompagnato tutta la tua vita: la capacità di pensare agli altri anche quando tu stesso avevi pochissimo», ha scritto Carè. Nel suo messaggio, Carè ha quindi ripercorso la crescita professionale di Noiosi, soffermandosi sulla capacità di costruire attraverso il lavoro e la tenacia, senza dimenticare le proprie origini. Ma è soprattutto sul servizio alla collettività che ha posto l’accento, definendo Tony «un patrimonio prezioso della presenza italiana in Australia». Presidente della Federazione Siciliani d’Australia e della Federazione Siciliana del New South Wales e dell’ACT, oltre che coordi-

Il Console Rubagotti riconsegna la cittadinanza italiana al Cav. T. Noiosi

natore nel NSW del CARSE, Noiosi ha dedicato una parte importante della propria vita all’associazionismo, promuovendo l’identità siciliana e rafforzando i rapporti tra gli emigrati e la terra d’origine. «Hai dato onore all’Italia attraverso il modo in cui hai vissuto, lavorato e partecipato alla vita degli altri», ha scritto ancora Carè, sottolineando la necessità di trasmettere queste esperienze alle nuove generazioni.

Associazione Trinacria

L’Associazione Trinacria convoca l’Assemblea Generale Annuale per domenica, 1 novembre 2026, alle 4.30pm, presso il Canada Bay Club, The William Room, a Five Dock. Tra i principali punti all’ordine del giorno figurano l’elezione del nuovo Comitato 2026/2027 e la discussione e votazione della nuova Costituzione dell’Associazione. Le candidature al Comitato dovranno essere presentate entro il 18 ottobre. Tutti i soci sono invitati a partecipare e a contribuire attivamente con idee, proposte e disponibilità alla vita dell’Associazione. Per informazioni: Tina Mesiti 0433 358 974; Marco Testa 0406 898 046.


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77 - 349 - 09 Ottobre 2026 by Alloranews - Issuu