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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 75 - Venerdì 02 Ottobre 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Ciao caro Totò
Ci sono persone per le quali la parola “impegno” non rappresenta una circostanza, un incarico o una stagione della vita. È semplicemente un modo di essere. Totò Augello apparteneva a questa rara categoria di uomini, quelli che non smettono di credere, di costruire, di telefonare, di proporre, di discutere, di tenere insieme persone e idee. Instancabile fino alla fine. La notizia della sua scomparsa lascia un senso di vuoto difficile da tradurre in poche righe. Perché Totò non era soltanto un protagonista dell’USEF e dell’associazionismo siciliano. Era una presenza. Una di quelle presenze che, anche a migliaia di chilometri di distanza, riuscivi a sentire vicina. La Sicilia, per lui, non finiva sulle coste dell’isola, ma continuava in Australia e ovunque un siciliano avesse portato con sé la propria storia, il proprio lavoro e la propria identità. Da direttore di Allora! ho sempre riconosciuto in lui quella passione autentica che appartiene a una generazione capace di intendere l’associazionismo come servizio. Non una sigla da rappresentare, ma persone da ascoltare. Non incarichi da esibire, ma relazioni da custodire. Non nostalgia fine a se stessa, ma memoria da trasformare in qualcosa di utile per il presente e per chi sarebbe venuto dopo. Totò continuava a guardare avanti. Aveva ancora qualcosa da dire, qualcuno da chiamare, un'iniziativa da sostenere, un problema da affrontare. Ed è forse questa l'immagine che più mi resterà di lui: quella di un uomo che non aveva imparato a stare fermo quando c'era ancora qualcosa da fare per gli altri. Bastò mezza parola per far giungere a Sydney da Palermo il gruppo folkloristico in occasione del 50 anni dell'Associazione Trinacria appena qualche mese fa . Con lui se ne va un pezzo importante della storia dell'emigrazione siciliana organizzata, ma rimane la traccia di un lavoro costruito negli anni, attraverso incontri, battaglie, confronti e legami umani. A noi resta soprattutto un grazie. Grazie, Totò, per avere continuato fino alla fine. Per non esserti mai rassegnato all'idea che la distanza potesse indebolire l'appartenenza. Per averci ricordato, con il tuo esempio, che essere siciliani nel mondo significa anche costruire ponti tra chi è partito e chi è rimasto. Buon viaggio, Totò.
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L’AI chiede scusa dopo un pasticcio
Hope On Wheels in viaggio da da S. Fiacre
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Galliani-Bozzi tra gli Airbnb Heroes
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Leo speaks about togetherness in Sydney
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Filippo Fonsatti con Anita Bonanno, CEO Coasit Sydney e il Direttore dell'IIC Marco Gioacchini
Lo Stabile di Torino Il teatro come spazio di libertà, strumento per comprendere la complessità del presente e antidoto alla semplificazione. È uno dei temi al centro dell’intervista esclusiva di Allora! a Filippo Fonsatti, direttore generale del Teatro Stabile di Torino, incontrato da Lorenzo Canu durante la sua visita a Sydney. Fonsatti è arrivato in Australia in occasione di Lu Santo Jullàre Françesco di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias
Martelli e presentato all’Italian Forum di Leichhardt dall’Istituto Italiano di Cultura e da Co.As.It. Una presenza che ha offerto l’occasione per parlare non soltanto di teatro, ma anche di cultura italiana nel mondo, giovani, accessibilità e futuro dello spettacolo dal vivo. Da dieci anni ai vertici dei Teatri Nazionali italiani, lo Stabile di Torino punta soprattutto sulla capacità del palcoscenico di alimentare il pensiero critico. «C’è una
sorta di allergia alla complessità», osserva Fonsatti, rivendicando invece un teatro capace di stimolare «l’intelligenza collettiva». Fonsatti ricorda anche il sorprendente rapporto con le nuove generazioni, infatti il 40 per cento dei 18 mila abbonati dello Stabile ha meno di 35 anni. E dell’Australia, che Fonsatti lascia con un’impressione precisa: una realtà culturalmente vivace, dinamica e ricca di «buone energie». Intervista di Lorenzo Canu a p. 18
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Domenica della Follia celebra i campioni
Sinner e Alcaraz fuori dal consiglio Slam
Volo Dubai-Tel Aviv Roscioli wins in ipotesi attentato Reggio Calabria Momenti di paura sul volo FlyDubai FZ1073 da Dubai a Tel Aviv, con 150 passeggeri a bordo. Secondo i media israeliani, due piloti, uno omanita e l’altro emiratino, sarebbero venuti alle mani nella cabina di pilotaggio, mentre uno avrebbe tentato di provocare lo schianto. Alcuni passeggeri avrebbero aiutato a fermarlo. L’aereo ha lanciato prima il codice d’emergenza 7700, poi il 7500, associato a dirottamento o interferenza illecita, ed è atterrato in Arabia Saudita. Le autorità israeliane valutano anche l’ipotesi terroristica.
Fabio Roscioli has won the by-election for the Reggio Calabria-Locri seat in Italy’s Chamber of Deputies, securing 51.02 per cent of the vote. Centre-left candidate Frank Benedetto finished on 36.59 per cent, while Domenico Giannetta of Roberto Vannacci’s Futuro Nazionale received 10.94 per cent. Francesco Toscano polled 1.44 per cent. Turnout was 22.34 per cent, significantly below the 49.40 per cent recorded at the 2022 general election. The result leaves the seat with the centre-right following the departure of Francesco Cannizzaro.
Verdi, pressing per il voto iscritti
È scontro sulla successione alla guida dei Verdi australiani, dopo l’addio della leader Larissa Waters. Il partito si prepara a scegliere il nuovo leader durante una riunione di due giorni a Sydney. Tra i candidati figurano Sarah Hanson-Young, Mehreen Faruqi e Nick McKim, mentre David Shoebridge e Steph Hodgins-May potrebbero presentare una candidatura congiunta. L’ex MP Max Chandler-Mather chiede che siano tutti gli iscritti, e non soltanto i parlamentari, a votare il nuovo leader, per rafforzarne il mandato.
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Save the Date
Australian Piemontese Ass. Istituto Italiano di Cultura - Sydney Martedì 6 ottobre 2026 Inizio 6:00pm
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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017
"E’ ammissibile che una Regione fa le leggi e poi è la prima a disattenderle?" - T. Augello
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notizie istituzionali
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Mattarella rilancia la scuola italiana all’estero
“È per me motivo di gioia salutare le studentesse e gli studenti riuniti insieme al corpo docente per l’inaugurazione dell’anno scolastico nelle scuole italiane all’estero”. Lo scrive in un messaggio il Presidente della Repubblica Ser-
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gio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico degli istituti italiani all’estero. “Vi accomunano, in luoghi diversi, – continua il Capo dello Stato – la lingua, la storia, l’arte dell’Italia. A voi è offerta l’opportunità di arricchire le preziose eredità culturali dei paesi in cui vivete attingendo anche al patrimonio culturale italiano. Da questo fecondo incontro, scambio e confronto nascono
molteplici opportunità di crescita e conoscenza, particolarmente preziose per una generazione, come la vostra, caratterizzata da una straordinaria apertura. Nel vostro percorso, – prosegue Mattarella – la scelta di studiare in una delle scuole che integrano la rete degli istituti italiani nei diversi continenti può servire da bussola, per orientare e ispirare il vostro modo di essere, in una prospettiva valoriale italiana ed europea. Grazie agli istituti italiani entrate a far parte di un ricco tessuto di legami, esperienze e relazioni che ciascuno di voi potrà recare con sé nei diversi contesti in cui si troverà ad operare. Il futuro è nelle vostre mani. L’augurio della Repubblica – conclude Mattarella – è che possiate trovare nella scuola italiana un luogo dove la vostra passione trovi radici e dove possiate rafforzare i vostri strumenti critici per affacciarvi con consapevolezza sul mondo, analizzandone la sempre più articolata complessità”. (Inform)
PSDI riunisce il centrosinistra Anche quest'anno in occasione del 128° anniversario della nascita di Giuseppe Saragat, padre del Socialismo Democratico e della scelta occidentale dell'Italia, la sala stampa di Palazzo Madama intitolata ai caduti di Nassiriya si è confermata lo scenario migliore per la presentazione degli eventi nazionali sull'illustre fondatore del partito del "Sole Nascente" programmati in tutto il Paese. In apertura il doveroso pensiero a due figure delle istituzioni recentemente venute a mancare e con le quali il Partito Socialdemocratico guidato da Mario Calì ha in questi anni lavorato concretamente nei territori oltreché durante il secondo governo presieduto da Romano Prodi, ovvero Emma Bonino, a quel tempo Ministro del Commercio Internazionale e Ministro per le Politiche Europee e Fabio Mussi, Ministro dell'Università e della Ricerca. Due figure alle quali il gruppo dirigente sin dai tempi delle segreterie di Giorgio Carta e Mimmo Magistro è stato legato per le impegnative battaglie portate avanti insieme nel nome de "L'Ulivo" prima, e poi attraverso la "Grande Alleanza Democratica" con l'esperienza progressista dell'Unione. Alla conferenza di presentazione promossa dal Partito Socialista Democratico Italiano dopo la calorosa introduzione del senatore Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione Estero (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide),
con cui ha voluto ricordare la vicinanza ai lavoratori italiani emigrati in ogni angolo del mondo alla base dello storico viaggio del 1967 in Oceania effettuato da Saragat, primo Capo di Stato europeo in assoluto a visitare l'Australia, il moderatore e direttore responsabile del quotidiano l'Umanità ("www. lumanita.it") Luciano Gianluca Calì, nel rammentare l'eccezionalità del ritorno lo scorso 25 giugno della delegazione ufficiale del PSDI a Montecitorio, su esplicito invito del Presidente della Camera dei Deputati e la condivisione del Presidente della Repubblica in occasione dell'ottantesima celebrazione della prima seduta dell'Assemblea Costituente che nel 1946 elesse Giuseppe Saragat alla presidenza. Apprezzato dalla platea l'autorevole contributo di carattere storico della Fondazione "Giuseppe Saragat" con l'intervento del neopresidente, Umberto Costi, ed il saluto di Enzo Pirillo, presidente del circolo culturale "Giuseppe Saragat - Giacomo Matteotti" di Roma. L'intervento di chiusura pronunciato da Mario Calì, confermato nel ruolo di Segretario Nazionale il 4 maggio 2023 al termine dei lavori del XXIX Congresso del PSDI svoltosi a Catania, ha infine preso le mosse dal recente svolgimento della rinnovata e affollata "Festa de l'Umanità", con l'edizione 2026 andata in scena a fine luglio nella rigogliosa Maremma Toscana .
Intitolato a David Sassoli un edificio del Parlamento UE Il Parlamento europeo ha reso omaggio a David Sassoli intitolandogli ufficialmente uno dei propri edifici a Bruxelles. La cerimonia si è svolta il 29 settembre sull’Esplanade Solidarność 1980, alla presenza della famiglia dell’ex presidente dell’Eurocamera e di numerose autorità italiane ed europee. L’edificio, precedentemente denominato Trèves, porta ora il nome di “David Maria Sassoli”, ricordando il giornalista e politico italiano che guidò il Parlamento europeo dal luglio 2019 fino alla sua scomparsa, l’11 gennaio 2022. Nel messaggio letto dall’ambasciatore italiano presso l’Unione europea Vincenzo Celeste, il presidente Sergio Mattarella ha sottolineato il ruolo svolto da Sassoli durante la difficile stagione della pandemia, quando l’Assemblea riuscì a continuare la propria attività democratica grazie anche all’utilizzo delle nuove tecnologie. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha ricordato anche le iniziative di solidarietà promosse durante l’emergenza sanitaria, quando alcuni spazi dell’istituzione furono
messi a disposizione delle persone più fragili e delle donne bisognose di protezione. Ursula von der Leyen ha invece richiamato il contributo di Sassoli alla risposta economica europea e al rapido percorso del NextGenerationEU. “Gli edifici del Parlamento portano i nomi di uomini e donne che hanno fatto progredire l’Europa”, ha affermato, sottolineando come Sassoli trovi ora posto accanto ad altre figure della storia europea. Alla cerimonia è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato la collaborazione con Sassoli al di là delle diverse appartenenze politiche. Presenti inoltre Elly Schlein, Iratxe García Pérez e Romano Prodi. L’intitolazione consegna così il nome dell’ex presidente a uno dei luoghi quotidiani della vita istituzionale europea, trasformando la sua eredità politica e civile in presenza permanente nel cuore delle istituzioni dell’Unione e della rappresentanza democratica. Un riconoscimento che rafforza il legame tra la sua esperienza istituzionale e i valori di dialogo, solidarietà e partecipazione che aveva sostenuto.
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pagina tre a cura di Emanuele Esposito
Venerdì 02 Ottobre 2026
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Garlasco, una giustizia che non trova pace
Agroalimentare mondiale, il cibo al centro delle sfide di Emanuele Esposito Il sistema agroalimentare mondiale arriva all’ultima parte del 2026 sotto la pressione di fattori che ormai si intrecciano sempre più: prezzi internazionali in aumento, clima estremo, tensioni geopolitiche, costi energetici e una crescente competizione per l’uso delle materie prime agricole. Secondo gli ultimi dati della FAO, l’indice mondiale dei prezzi alimentari ha raggiunto in agosto 133,3 punti, con un aumento dell’1,9 per cento rispetto al mese precedente. Sono cresciute le quotazioni dei cereali, degli oli vegetali, della carne, dei prodotti lattiero-caseari e dello zucchero. A pesare sono soprattutto l’incertezza sulle forniture, le difficoltà logistiche e le condizioni climatiche in alcune delle principali aree produttrici. Il quadro, però, non è uniforme. Le scorte mondiali di diversi prodotti agricoli restano ancora relativamente solide e il sistema alimentare globale è oggi più diversificato rispetto al passato. Paesi come Brasile e Russia hanno aumentato il proprio peso nelle esportazioni, contribuendo a ridurre la dipendenza da pochi grandi fornitori. Ma siccità, temperature elevate e instabilità internazionale continuano a rappresentare un rischio concreto per le prossime campagne. A preoccupare è anche il ritorno di un forte El Niño. Fenomeni di questo tipo possono alterare le precipitazioni, anticipare la maturazione delle colture e ridurre le rese in numerose aree del pianeta. Non significa automaticamente una crisi alimentare globale, ma aumenta la vulnerabilità delle filiere, soprattutto nei Paesi più dipendenti dalle importazioni. Un altro fronte riguarda l’energia. La produzione mondiale di biocarburanti potrebbe crescere in modo significativo entro il 2030. Una parte rilevante deriva ancora da colture come mais e canna da zucchero. Questo significa che una quota crescente di terreni agricoli e materie prime potrebbe essere destinata alla produzione energetica anziché all’alimentazione. La domanda diventa inevitabile: quanto terreno, quanta acqua e quante risorse possiamo destinare ai carburanti
senza aumentare la pressione sul prezzo del cibo? A questa sfida se ne aggiunge un’altra, forse ancora più evidente: lo spreco. Il 29 settembre ricorre la Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari. In Italia, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Waste Watcher, ogni anno vengono sprecate oltre cinque milioni di tonnellate di alimenti, per un valore superiore a 13,5 miliardi di euro. Più della metà della perdita economica avviene direttamente nelle case. È una contraddizione che riguarda l’intero sistema alimentare. Da una parte si cercano nuove superfici, più acqua, fertilizzanti e tecnologie per aumentare la produzione; dall’altra, una parte di ciò che viene prodotto non arriva mai realmente al consumo. La sfida dei prossimi anni, dunque, non sarà semplicemente produrre di più. Sarà produrre meglio, rendere le filiere più resistenti alle crisi climatiche e geopolitiche, ridurre gli sprechi e utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili. Perché il cibo non è soltanto una merce. È lavoro, territorio, energia, commercio e sicurezza. E ciò che accade nei campi del Brasile, nelle risaie asiatiche, nei porti del Mar Nero o nelle cucine delle nostre case fa ormai parte della stessa storia. Una storia che riguarda direttamente anche i consumatori, chiamati a compiere scelte più consapevoli ogni giorno. Ridurre gli sprechi domestici, valorizzare le produzioni locali, migliorare la conservazione degli alimenti e comprendere il vero costo delle risorse utilizzate può fare la differenza. La sicurezza alimentare del futuro dipenderà infatti non soltanto dalle decisioni dei governi e delle imprese, ma anche dalla capacità collettiva di riconoscere nel cibo un patrimonio da proteggere. In questo equilibrio sempre più delicato, ogni scelta conta. Investire nella ricerca, nell’agricoltura sostenibile e nell’educazione alimentare significa costruire sistemi più resilienti, capaci di garantire cibo accessibile e di qualità anche alle generazioni future, senza compromettere ulteriormente le risorse naturali.
di Emanuele Esposito Sono passati quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi e la domanda più inquietante non riguarda soltanto chi l’abbia uccisa. Riguarda la giustizia italiana: come siamo arrivati a questo punto? Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva nel 2015 a sedici anni. Una sentenza definitiva esiste e va rispettata. Eppure, nel 2026, emergono ancora elementi che impongono interrogativi seri. La Procura di Pavia ha confermato l’esistenza di due corse elettroforetiche negative effettuate nel settembre 2007 sul materiale genetico recuperato dai pedali della bicicletta di Stasi. Un dato che, secondo quanto riportato negli atti della nuova inchiesta, non risulta entrato nel procedimento celebrato contro di lui. Proprio quei pedali avevano avuto un peso nella ricostruzione accusatoria. Non significa automaticamente che Stasi sia innocente. Significa però che, quando dopo quasi vent’anni continuano a emergere analisi, impronte, DNA e reperti interpretati diversamente, il cittadino ha diritto di chiedersi quanto solida sia stata l’intera macchina giudiziaria. Ora al cen-
tro c’è Andrea Sempio, indagato per l’omicidio. La Procura considera compatibile con il suo piede una scarpa collegata a un’impronta trovata nella villetta e sta approfondendo anche il DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara. Ma Sempio, oggi, non è un colpevole: è un indagato e avrà diritto a difendersi. Ed è proprio questo il punto. Se domani Sempio venisse processato, dovremmo chiederci se stiamo finalmente arrivando alla verità oppure costruendo un’altra verità giudiziaria destinata, fra dieci anni, a essere nuovamente messa in discussione. Il caso Garlasco non deve diventare un derby tra Stasi e Sem-
pio. La vittima resta Chiara Poggi. Ma dopo diciannove anni, una giustizia che continua a ritrovare pezzi mancanti deve avere il coraggio di guardare anche ai propri errori. Perché la fiducia dei cittadini non si pretende: si conquista con trasparenza, rigore e verità. E soprattutto attraverso la capacità delle istituzioni di riconoscere ogni dubbio, verificare ogni elemento e non temere di rimettere in discussione conclusioni già raggiunte. Solo così una sentenza può essere percepita non soltanto come definitiva, ma anche come autenticamente giusta e credibile. Senza lasciare zone d’ombra capaci di alimentare dubbi per sempre.
Brasile, firme Comites finiscono nella bufera di Emanuele Esposito Una denuncia sulla raccolta delle firme per le elezioni Comites 2026 accende il confronto in Brasile. A Vitória, nello Stato di Espírito Santo, Andrea Lanzi, presentatore della lista “Noi Italiani Giustizia e Libertà”, ha segnalato alle autorità consolari un presunto tentativo di indirizzare cittadini presenti nella sede consolare verso una formazione indicata come MAIEB e riconducibile al MAIB. Il presidente del Comites di Rio, Jobson Freitas Caraffa, ha negato l’accaduto, sostenendo che non sarebbero stati distribuiti volantini e che il gruppo avrebbe utilizzato soltanto adesivi con la sigla MAIB. La denuncia, dunque, non equivale a un’irregolarità accertata. Il contesto politico emerge da quanto riportato dal giornale brasiliano “Insieme”: il MAIB è stato presentato il 21 agosto durante il congresso MAIE di Curitiba, alla presenza di Ricardo Merlo, Franco
Tirelli e Luciana Laspro. Tra i promotori figura Walter Petruzziello, che guida la lista locale del movimento. Petruzziello ha spiegato che la nuova sigla offre un’identità brasiliana alle liste, senza rappresentare una rottura con il MAIE. Un collegamento politico, quindi, che non dimostra un’identità giuridica fra le organizzazioni.
Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170
Resta da chiarire quanto sarebbe avvenuto a Vitória. Alle autorità competenti spetta verificare la segnalazione e valutare eventuali conseguenze. La trasparenza nella raccolta delle sottoscrizioni è essenziale: ogni cittadino deve poter scegliere liberamente quale lista sostenere, senza pressioni o condizionamenti all’interno degli spazi consolari.
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fatti e misfatti di Marco Testa
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DNA evidence on Stasi’s bike faces scrutiny
Nearly two decades after the murder of Chiara Poggi, forensic evidence from Alberto Stasi’s bicycle has returned to the centre of the Garlasco case following the recovery of original data relating to DNA found on its pedals. Attention is focused on a sample identified as “BU_P”, collected from Stasi’s bicycle during the investigation into Poggi’s death in August 2007. Stasi, her then boyfriend, was ultimately convicted of the murder and sentenced to 16 years in prison. Pasquale Linarello, a geneticist advising Stasi’s defence, has ques-
tioned the reliability of the original testing. He said examinations using luminol on 10 September 2007 detected no traces of blood. Swabs were subsequently taken from the pedals and handlebars. According to Linarello, the pedal sample was initially inhibited, meaning substances interfered with the DNA analysis. After purification, investigators obtained 2.78 nanograms of DNA. Testing on 19 September produced a genetic profile attributed to Poggi, but Linarello claims subsequent analysis failed to produce an interpretable profile. The defence
consultant, who received the raw laboratory data in June 2026, argues that the material should be reassessed to determine whether contamination or a sample mixup could have occurred. That interpretation is disputed by Marco Capra, a consultant for the Poggi family, who rejects suggestions that two negative tests followed the positive DNA result. Capra said the apparent discrepancy arose because laboratory files were catalogued according to the date they were modified rather than when the analysis was conducted. What the defence describes as a negative result dated 20 September, he maintains, actually concerned the inhibited sample from 10 September. The disagreement places the chronology and interpretation of the forensic testing under renewed scrutiny. Investigators and specialists must now establish precisely what each laboratory file represents and whether the original conclusion identifying Poggi’s DNA on Stasi’s bicycle remains scientifically supported by the evidence available today.
Quando l’AI chiede scusa dopo aver combinato un pasticcio L’intelligenza artificiale ci aveva promesso un futuro ordinato, efficiente e possibilmente senza errori umani. Poi un agente di OpenAI ha pensato bene di visitare, durante un’esercitazione, un portale australiano contenente dati Medicare. Risultato: l’azienda si è scusata, spiegando che avrebbe dovuto gestire meglio la situazione. Una frase rassicurante. Quasi tenera. Un po’ come quando il cane mangia il divano e, dopo averlo scoperto, promette di frequentare un corso di etica.
Prima sicurezza dei bambini Augias On Regeni Comments La senatrice del Northern Territory Jacinta Nampijinpa Price ha riacceso il dibattito sulla tutela dei minori aborigeni, sostenendo che la loro sicurezza debba avere la precedenza sugli obiettivi politici del programma Closing the Gap. Intervenendo mercoledì, Price ha affermato che alcuni bambini indigeni rischiano di essere «sacrificati sull’altare del politicamente corretto e dell’ideologia». Le dichiarazioni arrivano dopo l’intervento dell’ex primo ministro Scott Morrison, che aveva messo in guardia dal lasciare mi-
nori in situazioni familiari pericolose nel tentativo di rispettare gli impegni nazionali. Closing the Gap prevede, entro il 2031, una riduzione del 45 per cento della sovrarappresentazione dei bambini aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres nell’assistenza fuori famiglia. Secondo Price, i criteri culturali non dovrebbero prevalere sulla sicurezza e sul benessere del minore. Il confronto arriva mentre i dati della Productivity Commission mostrano che nel 2025 erano 52,2 ogni mille i bambini indigeni collocati fuori famiglia.
Italian journalist Corrado Augias has criticised Foreign Minister Antonio Tajani over his response to the latest court ruling in the Giulio Regeni case, describing the minister’s comments as an “unfortunate” intervention. Speaking on the television programme Otto e mezzo, Augias was discussing the verdict that sentenced three Egyptian security officers to ten years in prison over the abduction of Regeni, the Italian doctoral researcher who was tortured and killed in Cairo in 2016. A fourth defendant was acquitted.
Following the ruling, Tajani stressed that the judgment concerned individuals rather than the Egyptian state. “Egypt was not convicted; three people were convicted,” the foreign minister said, while maintaining that the Italian government would continue its diplomatic efforts to establish the full truth surrounding Regeni’s death. Augias argued that ministers must carefully consider the impact of their words, particularly in a case that has become a major issue in relations between Rome and Cairo. He suggested that Tajani’s position could partly be understood in the context of Italy’s substantial political, economic and energy interests in Egypt. Italy and Egypt maintain important commercial and strategic ties, making any serious deterioration in diplomatic relations particularly complicated. According to Augias, those interests may help explain the government’s cautious approach, but they do not diminish the sensitivity surrounding the case. His comments underline the difficult balance facing Rome: maintaining cooperation with an important Mediterranean partner while continuing to pursue accountability for the killing of an Italian citizen that has remained a source of diplomatic tension for more than a decade.
Secondo quanto riportato da AAP, OpenAI ha definito l’episodio una violazione avvenuta durante un’attività di addestramento e ha annunciato una task force australiana. Il governo, intanto, vuole capire come sia stato possibile che un agente autonomo facesse ciò che evidentemente non avrebbe dovuto fare. Ed è proprio qui che l’AI mostra il suo lato più umano: è velocissima nel fare cose complicate e sorprendentemente lenta nel capire se siano una buona idea. Il problema, naturalmente, non è che l’intelligenza artificiale commetta errori. Gli esseri umani ne producono da millenni con risultati spesso spettacolari. Il problema è affidare a sistemi sempre più autonomi la possibilità di agire nel mondo reale e poi scoprire che il loro concetto di “permesso” è leggermente creativo. OpenAI sostiene di voler collaborare con le autorità e contribuire a ridurre i rischi. Bene. Ma forse la vera rivoluzione dell’AI arriverà quando, prima di premere il pulsante “esegui”, qualcuno riuscirà a insegnarle la domanda più antica della tecnologia: “Sei proprio sicura?” Per ora, evidentemente, no.
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L’Associazione i Nonni invita soci, amici e simpatizzanti a partecipare alla tradizionale Celebrazione della Giornata dei Nonni, in programma domenica 18 ottobre 2026, presso la Doltone House – La Boheme Room, Club Marconi, Bossley Park 2176. L’accoglienza degli ospiti è prevista alle 11.30, con inizio della celebrazione alle 12.00. Il costo è di $130 per gli adulti e $60 per i bambini sotto i 12 anni, (bevande incluse). Per prenotare il proprio tavolo è possibile contattare Joe Commisso, Presidente – 0416 091 710 / 9747 6531, oppure Antonio Bamonte – 0411 185 888 / 9799 3222. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario a favore di Associazione i Nonni (Grandparents) Incorporated, BSB 012-491, Account Number 300055919. Sarà inoltre disponibile gratuitamente un servizio di autobus, con partenza alle 10.30 dal Canada Bay Club di Five Dock e rientro alle 16.30 dal Club Marconi verso Five Dock.
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notizie comunitarie
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a cura di Tom Padula
Bonetto, storie italiane oltre ogni confine
The Spirit of Abruzzo Endures By Tom Padula Not so long ago on a Tuesday Night, I went for a spaghetti pescatore dish and zeppole evening dinner with my son. I reflected on the importance of having Italian regional cuisine so close to my home. We went to the Abruzzo Club after our Essendon Chinese restaurant was closed. I realized that our Melbourne Italian born children are now well and truly adults and loving their choices in this multicultural city. After our meal, we said “we must come again’. How lucky are Italian Cultural traditions and presence to have facilities such as the Abruzzo Club in Brunswick East! Let me reminisce about the History of this Club and its status in maintaining Abruzzo Region connections. Abruzzo Club, at 377 Lygon Street, Brunswick East, is one of Melbourne’s long-established regional Italian social clubs. It was founded in 1967 by Abruzzesi migrants, reflecting the strong postwar migration from the central Italian region of Abruzzo to Melbourne. The club has 57 years of service to the community. The club originally served an important social and cultural function. Like other regional Italian clubs in Melbourne, it provided a place where migrants could meet people from their home region, maintain Italian language and traditions, celebrate family occasions and enjoy food, music and dancing. Merri-bek Council's history specifically identifies the Abruzzo Club as one of the multicultural clubs that contributed to the social and cultural life of the area through gatherings, dances,
Save the Date in Melbourne By Tom Padula
Casa d’Abruzzo - Seniors Club Cena per i membri Mercoledì, 14 ottobre - 12.00pm Musica: Complesso Pergolese Maria Marcuccio: 0412 159 625 Anna Diamante: 0412 156 923 Club Italia Sunshine Seniors Club Tombola e giochi di carte Tutti Mercoledì, - 10.00pm
meetings, traditional language and food. The modern Abruzzo Club has developed into a broader social, sporting, dining and entertainment venue. Its facilities include a restaurant, function spaces and areas for community activities. Traditional casalinga-style Italian cooking remains an important part of its identity. Its 2026 programme illustrates the mixture of tradition and contemporary entertainment with the following activities and service: Ladies' lunches held regularly, Spaghettata lunches, Monthly live-music evenings such as Sulmona Nights, Traditional Baccalà Night, Seafood evenings, Father's Day and other family celebrations, Weddings, conferences and private functions, Italian food and social gatherings throughout the year. It has also a bar section next to the gaming area, the big reception hall upstairs is frequently used for dinner dances and other functions. This combination is significant because the club is no longer simply a meeting place for first-generation Abruzzesi. It functions as a regional Italian community venue open to a wider Melbourne public, while retaining a strong Abruzzese identity. The Abruzzo Club should also be distinguished from Casa D'Abruzzo Club in Epping, which has a separate history. Casa D'Abruzzo was created in 1975 through the amalgamation of three clubs, with a fourth joining in 1976, and subsequently developed its large Epping complex with bocce facilities. Melbourne's Regional Italian clubs are therefore a good example of how regional migrant associations have evolved into a broader community, dining, entertainment and functions organisation while preserving its Italian-Abruzzese heritage. For my generation, these clubs remain more than buildings or restaurants. They are places where memories, friendships and traditions continue to live. Sharing a simple meal with my son reminded me that this heritage can still pass naturally from one generation to another, around a table, with family and good food. In this way, Melbourne’s Italian story continues to grow, while remaining proudly connected to its roots.
La cultura italiana in Australia passa anche attraverso le storie di chi ha saputo raccontarne l’identità, le trasformazioni e il profondo legame con il Paese d’origine. È in questo contesto che la Console Generale d’Italia a Melbourne ha incontrato lo scrittore italo-australiano Christian Bonetto, autore di numerose guide di viaggio e pubblicazioni dedicate all’Italia, alla sua cultura e alle esperienze della diaspora italiana. L’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire il percorso professionale dell’autore e il rapporto che continua a legarlo all’Italia. Nel corso della sua attività, Bonetto ha costruito una carriera legata al viaggio, alla scrittura e alla valorizzazione dei territori, raccontando luoghi, tradizioni e persone attraverso uno sguardo capace di muoversi tra due mondi. Una prospettiva particolarmente significativa nel contesto australiano, dove la presenza italiana ha lasciato un’impronta profonda nella società, nella cultura, nella gastronomia e nella vita quotidiana di numerose città e comunità. Tra i suoi lavori più recenti figura Italo, volume dedicato proprio al patrimonio culturale
e umano degli italiani in Australia. Il libro raccoglie storie e testimonianze che permettono di osservare l’esperienza italo-australiana attraverso molteplici prospettive, restituendo valore a un’eredità costruita nel corso delle generazioni. Non soltanto memoria dell’emigrazione, dunque, ma anche racconto di un’identità in continua evoluzione, capace di mantenere solide radici italiane e, contemporaneamente, di diventare parte integrante della realtà australiana. Il colloquio con la Console Generale ha consentito inoltre di riflettere sul ruolo della letteratura e della cultura nel rafforzamento delle relazioni tra Italia e
Australia. Libri, testimonianze e racconti rappresentano infatti strumenti preziosi per tramandare esperienze, avvicinare le nuove generazioni alle proprie origini e favorire una conoscenza più profonda dell’Italia contemporanea e delle sue molteplici espressioni culturali nel mondo. L’esperienza di Bonetto testimonia così quanto la parola scritta possa contribuire a mantenere vivo un patrimonio che attraversa oceani e generazioni. Un dialogo culturale che continua a rinnovarsi attraverso autori, istituzioni e iniziative capaci di raccontare l’italianità australiana senza limitarla al passato, ma proiettandola verso il futuro.
L'Amb. Lener a SBS per parlare di Comites L’Ambasciatore d’Italia in Australia, Lener, ha visitato gli studi di SBS per parlare delle prossime elezioni dei Comites, importante appuntamento per la partecipazione e la rappresentanza degli italiani residenti all’estero. Nel corso dell’incontro è stata evidenziata l’attenzione che la rete consolare italiana in Australia sta dedicando alla consultazione, sottolineando il ruolo dei Comitati degli Italiani all’Estero come ponte tra le istituzioni e le comunità presenti sul territorio. I Comites rappresentano infatti un importante strumento di dialogo con le autorità consolari, contribuendo a portare all’attenzione delle istituzioni esigenze, proposte e iniziative degli italiani residenti nelle diverse circoscrizioni consolari australiane. Ricordate anche le principali scadenze elettorali: il 4 ottobre
è il termine per la presentazione delle liste dei candidati, corredate dal necessario numero di firme autenticate. Entro il 4 novembre dovranno essere presentate le opzioni di voto degli elettori che intendono partecipare alla consultazione. Il 4 dicembre sarà invece il termine
ultimo per la ricezione, da parte dell’ufficio consolare competente, dei plichi elettorali votati dagli aventi diritto, completando così le diverse fasi previste dal procedimento elettorale Comites e garantendo il regolare svolgimento della consultazione per gli italiani residenti all’estero.
Suite 208, 29-31 Lexington Drive, Bella Vista, Sydney, NSW 2153, Australia Freephone: 1800 BELOKA or Telephone: (02) 8882 8088 E-mail: info@belokawater.com.au
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notizie comunitarie
Allora!
Santa Cecilia porta la sua arte oltreoceano
La grande tradizione musicale italiana sarà protagonista ad Adelaide in occasione della Settimana
della Lingua Italiana nel Mondo 2026. Il Consolato d’Italia in South Australia ospiterà una delegazio-
Super serata Festival Italiano È stato ufficialmente presentato il programma dell’Adelaide Italian Festival 2026, nel corso di una serata ospitata al Merrymaker Rooftop Bar dell’Hotel Indigo Adelaide, alla presenza di rappresentanti istituzionali, organizzatori e sostenitori dell’iniziativa. A intervenire sono stati Cheyne Rich MP, in rappresentanza della ministra per gli Affari multiculturali Nadia Clancy MP; Michelle Lensink MLC, ministra ombra per gli Affari multiculturali; il presidente dell’Adelaide Italian Festi-
val, Dr Phillip Donato OAM; e il vicepresidente facente funzione, Dr Christian Verdicchio. Gli interventi hanno sottolineato il valore della manifestazione nel promuovere il patrimonio italiano e rafforzare i legami tra le diverse generazioni della collettività. Con il lancio ufficiale prende ora il via il conto alla rovescia verso gli appuntamenti di novembre. Per tre settimane Adelaide e diverse località del South Australia saranno animate a condividere l’identità italiana.
ne del prestigioso Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nell’ambito delle iniziative di diplomazia culturale promosse per rafforzare i rapporti tra istituzioni italiane e australiane e creare nuove opportunità di collaborazione nella formazione e nella musica. La visita assume particolare rilievo per il coinvolgimento dell’Elder Conservatorium of Music e della Adelaide University, importanti realtà accademiche australiane con le quali l’iniziativa punta a consolidare scambi, relazioni professionali e percorsi di cooperazione. La presenza dei rappresentanti di Santa Cecilia, una delle istituzioni musicali italiane più prestigiose, offrirà un’occasione concreta per mettere in dialogo esperienze, competenze e tradizioni, utilizzando il linguaggio universale della musica come strumento di incontro tra Italia e Australia. A suggellare la visita sarà un appuntamento di particolare valore artistico. Il Maestro Michelangelo Galeati è stato invitato dall’Elder Conservatorium of Music a dirigere la Elder Symphony Orchestra, portando sul podio l’esperienza e la sensibilità della scuola musicale italiana. L’iniziativa riflette pienamente lo spirito della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata alla promozione internazionale della lingua e della cultura del nostro Paese. Ad Adelaide, la musica diventerà così ambasciatrice dell’identità italiana e terreno privilegiato per costruire nuove relazioni culturali, avvicinando istituzioni, studenti, docenti e musicisti dei due Paesi e creando occasioni di confronto destinate a proseguire nel tempo anche nel futuro.
Cav. OMRI Guglielmo Reginato insieme a S.E. Amasciatore Nicola Lener
Settant’anni sotto il Tricolore L’Ambasciata d’Italia a Canberra ha inaugurato una nuova galleria fotografica dedicata agli Ambasciatori italiani che si sono succeduti in Australia dal 1949 a oggi. La presentazione si è svolta in occasione della riunione consolare, che ha riunito nella capitale australiana i rappresentanti del Sistema Italia. La galleria ripercorre oltre settant’anni di presenza diplomatica italiana nel Paese attraverso i volti degli Ambasciatori che hanno guidato la sede di Canberra. Un percorso per immagini che documenta anche l’evoluzione dei rapporti bilaterali tra Italia e Australia, cresciuti nel corso dei decenni sul piano politico, economico, culturale e sociale. Tra i presenti all’inaugurazione anche il Cav. OMRI Guglielmo Reginato, 101 anni, figura storica della comunità italiana in Australia. Reginato ha avuto la particolarità di conoscere personalmente tutti gli Ambasciatori d’Italia che si sono avvicendati nella sede diplomatica australiana. La sua partecipazione ha aggiunto una
significativa testimonianza personale a una cerimonia dedicata alla memoria istituzionale italiana. Le fotografie raccolte nella sede dell’Ambasciata diventano così una cronologia visiva della diplomazia italiana in Australia e, allo stesso tempo, raccontano una parte della storia dei rapporti tra i due Paesi, costruiti nel tempo anche grazie alla presenza e al contributo della numerosa comunità italiana. Dal secondo dopoguerra a oggi, la rappresentanza diplomatica ha accompagnato le diverse fasi delle relazioni italo-australiane, attraversando decenni segnati dall’emigrazione italiana e dalla progressiva crescita della cooperazione bilaterale. La nuova esposizione consente quindi di ricostruire, attraverso i suoi protagonisti, un capitolo della presenza istituzionale dell’Italia in Australia. Un racconto che attraversa generazioni e cambiamenti profondi, conservando la memoria di quanti hanno rappresentato l’Italia e rafforzato i rapporti con l’Australia.
Italian-Language Tour Brings Gallery to Life An Italian-language guided tour at the Christchurch Art Gallery Te Puna o Waiwhetū has offered members of Christchurch’s Italian community an opportunity to experience art through language, conversation and a fresh cultural perspective. The initiative brought together members and supporters of the local Italian-speaking community for a guided exploration of the gallery’s artworks. Leading the visit was Giulia, whose knowledge and engaging presentation encouraged participants to look beyond their first impressions, examine details more closely and consider different interpretations of the works on display. The event highlighted the value of experiencing art in one’s own language, transforming the traditional gallery visit into an opportunity for cultural exchange and shared discovery. Participants were able not only to learn more about individual artworks, but also to discuss ideas and perspectives in Italian, reinforcing the close connection between language and culture.
For Italian speakers living in New Zealand, initiatives of this kind also provide an important opportunity to maintain a connection with their linguistic heritage. At the same time, they offer students and learners of Italian a chance to encounter the language outside the classroom, using it naturally while engaging with art, history and contemporary culture. The enthusiastic participation in the tour reflected the continuing interest in Italian language and culture in Christchurch. Cultural activities can play an important role in bringing together different generations, from native
Italian speakers to younger members of Italian families and New Zealanders who have developed an interest in the country, its language and its traditions. Organisers expressed their appreciation to Giulia and the Christchurch Art Gallery for supporting the initiative, as well as to everyone who attended and contributed to the success of the day. The event also demonstrated how major cultural institutions can strengthen their relationship with multilingual communities by offering experiences that recognise the diversity of the audiences they serve.
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Venerdì 02 Ottobre 2026
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Hope On Wheels e la solidarietà si mette in viaggio da S. Fiacre
Cav. Felice Montrone porge il benvenuto ai convenuti
Padre Mirko Integlia presiede la Santa Messa presso la chiesa di S. Fiacre
Padre Integlia presenta una breve riflessione prima della benedizione
Padre Integlia benedice il furgone "Hope on Wheels"
Dr Frank Alafaci, Felice Montrone, Clr Sylvia Alafaci e Natalino Bongiorno
Pranzo conviviale al termine della celebrazione eucaristica
di Marco Testa Nel giorno dedicato a San Vincenzo de’ Paoli, decine di volontari si sono riuniti a Leichhardt per la benedizione del nuovo furgone destinato ad assistere le persone senza tetto di Sydney. Una giornata di fede, solidarietà e servizio, resa ancora più significativa dalla coincidenza con la memoria liturgica, universalmente legato all’assistenza dei poveri e delle persone più vulnerabili. Domenica 27 settembre, nella chiesa di St Fiacre’s a Leichhardt, la Father Atanasio Gonelli Charitable Fund ha celebrato la benedizione e il lancio di “Hope On Wheels”, il nuovo furgone che porterà pasti e assistenza alle persone senza tetto e a quanti vivono situazioni di difficoltà nelle strade di Sydney. La giornata si è aperta con la Santa Messa celebrata da Padre Mirko Integlia, alla presenza di decine di volontari, sponsor, sostenitori e numerosi membri della comunità italiana di Sydney. Al termine della funzione religiosa, Padre Mirko ha impartito la benedizione al nuovo mezzo e ai volontari che, con costanza e discrezione, dedicano parte del proprio tempo a chi ha bisogno. Un momento particolarmente sentito, quasi a suggellare, proprio nel giorno di San Vincenzo de’ Paoli, una missione che trova nella carità la propria ragione d’essere. “Hope On Wheels” non rappresenta infatti soltanto un nuovo mezzo di trasporto, ma uno strumento attraverso il quale continuare e rafforzare un servizio già profondamente radicato sul territorio. Negli ultimi dodici mesi, il furgone della Father Atanasio Gonelli Charitable Fund ha distribuito oltre 8.000 pasti a persone senza dimora, cittadini in condizioni di insicurezza alimentare e persone che soffrono la solitudine. Dietro ogni pasto consegnato c’è però molto di più: una parola, un momento di ascolto e, soprattutto, la volontà di far sentire qualcuno meno solo. L’iniziativa è promossa dalla Father Atanasio Gonelli Charitable Fund, in collaborazione con l’Italian Australian Charitable Fund, e può contare sull’impegno di una rete di volontari e sostenitori che continua a crescere. Il messaggio scelto dalla Fondazione è semplice ma diretto: “Being homeless is not a choice”, essere senza tetto non è una scelta. Una
I coniugi Vittorio e Franca Locantro insieme a Matilde Dicerto
Natalino Bongiorno e Christian Bracci
Il ringraziamento di Felice Montrone, Chair della Padre Atanasio
frase che richiama l’attenzione sulla necessità di guardare oltre le apparenze e di riconoscere, dietro ogni situazione di marginalità, una persona con una storia e una dignità. Nel corso della giornata non è mancato anche un concreto gesto di sostegno. Il presidente della Father Atanasio Gonelli Charitable Fund, **Felice Montrone**, ha ricevuto una donazione destinata all’assistenza delle persone senza tetto dalla **Dott.ssa Silvia Alafaci, vicesindaco della City of Canada Bay Council**, presente insieme a Frank Alafaci e Natalino Bongiorno. Un contributo che testimonia quanto la collaborazione tra volontariato, comunità e istituzioni possa trasformarsi in un aiuto reale per chi attraver-
sa momenti difficili. Dopo la benedizione, volontari, sponsor e partecipanti si sono ritrovati per un pranzo conviviale, occasione per condividere esperienze e conoscere più da vicino il lavoro svolto dalla Fondazione. Una conclusione semplice e familiare per una mattinata nella quale spiritualità e impegno sociale si sono incontrati. Nel giorno di San Vincenzo de’ Paoli, la benedizione di “Hope On Wheels” ha assunto così un significato particolare: dalle porte della chiesa di St Fiacre’s, la solidarietà è tornata sulla strada. E insieme al nuovo furgone ripartono decine di volontari, pronti a portare non soltanto cibo, ma presenza, ascolto e speranza a chi troppo spesso rimane invisibile.
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Venerdì 02 Ottobre 2026
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San Giorgio community rallies to support Kids with Cancer
George Dolores (President S Giorgio)
Todd Prees (CEO Kids with Cancer Foundation)
S Sinemoglou, T Lentini, T Prees, M Macri, R Vitale, G Dolores, T Macri
Committee members making pizza
S Giorgio committee members sell raffle tickets
Master Cheese Makers Since 1959
753 The Horsley Drive, Smithfield 2164
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By Emilia Adorna A rainy day was no match for the San Giorgio community in Sydney, who were out in force on Sunday at Centro San Giorgio, Kenthurst, for their annual Kids with Cancer fundraising “farm day” event. In a remarkable display of community spirit and generosity, the event raised over $7,500 for the Kids with Cancer Foundation, helping to fund the vital services and support it provides to children with cancer and their families. San Giorgio farm days are wellknown for their abundant, delicious food, and by all accounts this event was no exception. Committee members kept the exquisite pizzas, fresh bread and antipasto coming, while bottomless “pentoloni” of pasta ensured no one went hungry. An array of homemade desserts contributed by many of the ladies, and “un buon caffé” brought the generous lunch to a fitting close. With music from Roseanna Gallo setting the mood, guests took to the dance floor, while plenty of delighted squeals came from children on the jumping castle, adding to an atmosphere filled with joy and hope. Amid all the fun, committee members were busy selling tickets for a series of raffles, made possible by generous prize donations from San Giorgio members, friends and local businesses. MC Tony Lentini kept the excitement going, calling the raffle winners and auctioning an array of donated items – among them, a hotly contested tray of amaretti, homemade by Association Secretary Mary Macri. While the day was filled with excitement, the community never lost sight of the sobering cause at its heart. Speeches from Association president George Dolores, Kids with Cancer Foundation CEO Todd Prees, and Deputy Mayor of The Hills Shire Councillor Frank De Masi highlighted the gravity of the cause and the difference community support can make. For Todd Prees, one of the biggest surprises since entering the sector was the extent to which philanthropic funding supports care in Australia’s public hospitals. Beyond the care provided through the health system, he explained, there is “another layer on top of that that’s provided by charity” – something he believes the wider community does not always realise, making raising awareness
Proud Italian cheese manufacturers of Ricotta, Feta, Haloumi, Mozzarella, Bocconcini and much more! Open 6 days a week! Mon-Fri 8am-4.30pm Sat 8am-3pm
Ladies Committee members R Vitale, T Barletta, M Macri
Josephine Circosta, Tina Mesiti and Roseanna Gallo
Guests having a great time
Tina Mesiti together with Charlie Telese and friends
of this need an important part of the Foundation’s work. He also spoke of the profound and lasting consequences of childhood cancer. While around 86-87 per cent of Australian children with cancer are successfully treated, many experience “late effects” of treatment, with consequences that can extend throughout their lives. “That’s the injustice that speaks hard to me,” Todd said. “So that’s why we keep doing what we’re doing”. The Foundation’s work ranges from funding clinicians and hospital facilities to supporting families directly and investing in research. A particularly notable example is the Foundation’s current project to bring proton therapy, a highly targeted form of radiation treatment that can reduce damage to healthy tissue surrounding a tumour, to Australia. It is expected
that making this treatment accessible in Australia would dramatically improve the lives of countless families. The Foundation has pledged $1 million towards a project with the Royal Children's Hospital in Melbourne. “This community is just fantastic,” Todd said, thanking the San Giorgio Association for its generosity not only in funding, but also in time. From packing care packs and delivering them to hospitals, to wrapping gifts and hand writing cards, the Association’s involvement is hands-on. “We can’t do our work without you, so we’re terribly grateful”. Sunday’s event was about much more than food, raffles and the fundraising total. It was a demonstration of what can happen when a community comes together with a shared purpose – giving generously and showing families facing childhood cancer that they are not alone.
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Sostegno alla comunità di Liverpool con 679 mila dollari di ClubGRANTS
Il Board dell'LCC e la rappresentante di Learning Links
Il Board dell'LCC e la rappresentante di Arrow Foundation
di Maria Grazia Storniolo Il Liverpool Catholic Club ha rinnovato il proprio impegno a favore della comunità locale, destinando quest’anno 679.809 dollari a 24 organizzazioni attraverso il programma ClubGRANTS Category 1. L’importante contributo è stato celebrato durante l’annuale ClubGRANTS Brunch, organizza-
to dal Club per riconoscere pubblicamente il lavoro svolto dalle organizzazioni beneficiarie e dai loro volontari. Un’occasione dedicata non soltanto alla consegna dei finanziamenti, ma anche a mettere in evidenza il valore delle numerose iniziative che ogni giorno sostengono persone e famiglie nell’area di Liverpool.
Il programma ClubGRANTS rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali i club del NSW contribuiscono al finanziamento di progetti e servizi destinati alle comunità locali. Nel caso del Liverpool Catholic Club, il sostegno si concentra su una serie di settori che rispondono a esigenze concrete della popolazione. I 24 beneficiari del 2026 operano infatti in ambiti differenti, dall’educazione ai programmi dedicati ai giovani, dalla salute ai servizi comunitari, fino al sostegno alle persone colpite dalla violenza domestica. Una varietà di interventi che riflette la complessità delle necessità presenti in una comunità in continua crescita. I finanziamenti consentono alle organizzazioni locali di proseguire e, in alcuni casi, ampliare programmi e servizi rivolti direttamente ai cittadini. Dietro ogni contributo vi sono attività, operatori e volontari impegnati quotidianamente nel fornire assistenza, opportunità educative, sostegno sociale e percorsi di inclusione. Durante il brunch, il Club ha espresso le proprie congratulazioni a tutti i destinatari dei finanziamenti, sottolineando il contributo che ciascuna organizzazione offre al territorio. È stato inoltre rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa e che contribuiscono, attraverso il proprio lavoro, a rafforzare
Presidente del Liverpool Catholic Club, Gregory Richardson
Rappresentanti delle 24 organizzazioni che hanno beneficiato dei contributi
la rete dei servizi comunitari. Il finanziamento complessivo di 679.809 dollari conferma quindi il ruolo che il Liverpool Catholic Club continua a svolgere nel sostenere numerose realtà dell’area di Liverpool. Dai giovani alle famiglie, dalla salute all’educazione, il programma ClubGRANTS permette di indirizzare risorse verso progetti
che operano a stretto contatto con la popolazione. Per le 24 organizzazioni beneficiarie, il contributo rappresenta una risorsa concreta per continuare il proprio lavoro. Per la comunità di Liverpool, è invece un investimento in quei servizi e programmi che contribuiscono quotidianamente al benessere sociale del territorio.
Carmela Galliani-Bozzi prezioso riconoscimento tra gli Airbnb Heroes
Un riconoscimento inatteso, ma accolto con immensa gratitudine, ha portato Carmela Galliani-Bozzi tra i 12 Eroi della Comunità 2026 selezionati da Airbnb nell'ambito del Brisbane Festival, per celebrare persone che si distinguono per il loro impegno a favore della comunità. La motivazione sottolinea il suo costante impegno per il benessere degli altri e il contributo offerto alla città di Brisbane, aiutandola a diventare «più vivace, inclusiva e accogliente». Un riconoscimento, si legge nella motivazione, per il suo autentico spirito comunitario e per una dedizione che viene profondamente apprezzata. La candidatura di Carmela è stata presentata da Liana Victoria Cantarutti, alla quale la premiata ha rivolto un particolare ringraziamento. La biografia pubblicata per l'iniziativa racconta una donna che da anni offre il proprio tempo e le proprie energie alla comunità italiana di Brisbane attraverso la cultura, la
leadership e il servizio. Come membro del comitato del COMITES Queensland e Territorio del Nord, Carmela partecipa all'organizzazione di importanti iniziative insieme al Consolato d'Italia, tra cui seminari dedicati agli immigrati, programmi di finanziamento per l'insegnamento della lingua italiana, celebrazioni culturali e la realizzazione della graphic novel bilingue Mamma Mia, ITALIENS!, dedicata alla storia dell'immigrazione italiana nel Queensland. Il suo impegno prosegue nel campo dell'informazione. Carmela è infatti direttrice editoriale di Rintocchi, rivista italiana bilingue di Brisbane pubblicata ogni due mesi, attraverso la quale contribuisce a mantenere la comunità informata, collegata e partecipe. Importante anche il suo servizio nella comunità cattolica italiana. Con la Federazione Cattolica Italiana, Carmela collabora all'organizzazione di pel-
legrinaggi e alla preparazione dei programmi liturgici e musicali per diverse celebrazioni religiose. Cantante liturgica e direttrice del Coro Sant'Alfio, mette il proprio talento musicale al servizio delle celebrazioni religiose e degli eventi multiculturali. La sua attenzione verso gli anziani emerge anche nella cura con cui organizza il loro trasporto alle prove del coro, assicurandosi che possano partecipare in sicurezza. Carmela è inoltre presentatrice ufficiale della cerimonia annuale della Giornata delle Forze Armate Italiane e nel 2019 è stata insignita dell'Ordine dell'Australia, nell'ambito delle onorificenze della Regina, per i servizi resi alla comunità italiana. Il riconoscimento Airbnb ar-
riva così a coronamento di un lungo percorso di volontariato e partecipazione, nel quale cultura, fede, musica, informazione e identità italiana si intrecciano quotidianamente. «È proprio l'affetto di tanti che, come te, mi spinge a dare sempre di più alla nostra tanto amata
comunità italiana di Brisbane», ha scritto Carmela rivolgendosi a Liana. «Siete da sempre la mia famiglia e finché questa fiamma continuerà a bruciare dentro di me, sono sicura che continueremo a fare cose sempre più belle e a portare alta, con sano orgoglio, la nostra eredità italiana».
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a scuola
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Mercoledì 7 Febbraio 2024
Allora!
Enti gestori tra burocrazia e crescita della domanda di lingua italiana
Ritardi amministrativi, finanziamenti e procedure complesse da snellire frenano alcune realtà, mentre l’aumento degli studenti apre nuove prospettive. La Riunione Consolare Annuale svoltasi a Canberra ha rappresentato anche quest’anno un importante momento di confronto tra il Sistema Italia e gli enti gestori impegnati nella promozione della lingua e della cultura italiana in Australia. Giovanni Testa, presente all’incontro in rappresentanza della scuola Marco Polo di Sydney, traccia un quadro caratterizzato da situazioni molto diverse tra loro: accanto a organizzazioni ormai consolidate, altre realtà devono affrontare difficoltà economiche e soprattutto un sistema amministrativo giudicato ancora troppo complesso. «A Canberra erano presenti praticamente tutti gli enti gestori e ciascuno ha avuto modo di presentare la propria relazione», spiega Testa. Dal confronto è emersa una notevole differenza tra le organizzazioni che negli anni hanno raggiunto una maggiore solidità economica e quelle che operano con
Rappresentanti degli Enti Gestori di Lingua e Cultura Italiana alla Riunione Consolare di Canberra
risorse più limitate. «Ci sono enti che si sono consolidati nel territorio e anche finanziariamente,
mentre altri continuano a soffrire. Tra questi ci sono realtà come Canberra e la CNA di Sydney».
SAVE THE DATE
Conferenza Nazionale dei Docenti di Italiano in Australia
23 OTT
Presso: Australian National University (ANU) Canberra, ACT
Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l'italiano Una giornata dedicata all'incontro, al confronto e all'innovazione nella didattica dell'italiano in Australia. La conferenza esplorerà il potenziale creativo della lingua italiana come strumento per ideare, progettare e creare, valorizzando esperienze, pratiche didattiche e prospettive di ricerca. Segnate la data in agenda! Ulteriori informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione saranno comunicate a breve.
Secondo Testa, uno dei principali ostacoli resta la burocrazia legata alla gestione e alla rendicontazione dei finanziamenti. «Il problema più grande è che le procedure sono ancora troppo pesanti. Servirebbe un sistema più snello, semplice e pratico, soprattutto considerando che gli enti gestori investono direttamente risorse importanti nei progetti». Particolarmente delicata è la questione delle tempistiche. «Ci sono ancora contabilità del 2025 che devono essere definitivamente completate e intanto siamo già nel 2026, con le nuove scadenze che si avvicinano», osserva. Il rischio è quello di creare una sovrapposizione tra rendicontazioni precedenti e nuove domande. «Se non si riesce a chiudere in tempo la contabilità, si rischia di arrivare alla scadenza per i nuovi progetti con pratiche ancora aperte. E questo può avere conseguenze anche sulla programmazione del 2027». Testa precisa tuttavia che la questione non può essere attribuita semplicemente alla rete consolare. «Il problema è a monte. Non si può scaricare tutto sul Consolato di Sydney. L’ufficio amministrativo non si occupa soltanto degli enti gestori, ma di tutta l’amministrazione del Consolato». A incidere, secondo la sua analisi, è anche il frequente avvicendamento dei funzionari: «Quando cambiano continuamente le persone, diventa difficile garantire quella continuità necessaria per conoscere le pratiche e portarle rapidamente a conclusione». Tra gli esempi citati vi sono richieste di integrazione per aspetti puramente formali della documentazione. «Mi è capitato di vedere un documento restituito perché non riportava per esteso il titolo del progetto, nonostante fosse tutto regolarmente presentato su carta intestata e fosse perfettamente identificabile la pratica alla quale si riferiva», racconta Testa. «È giusto controllare attentamente come vengono utilizzati i fondi pubblici, ma bisogna distin-
guere tra un problema sostanziale e una semplice imperfezione formale». La richiesta è quindi quella di una revisione delle procedure da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. «Se un ente contribuisce con una parte considerevole delle risorse necessarie a realizzare un progetto, non può essere rallentato continuamente da dettagli amministrativi che potrebbero essere risolti in maniera molto più semplice». Un altro problema riguarda la modulistica, che negli ultimi anni avrebbe subito modifiche anche durante l’iter delle domande. «È già successo che all’apertura delle richieste di finanziamento fossero disponibili determinati formulari e che successivamente venisse chiesto agli enti di ripresentare le informazioni utilizzando nuovi modelli. Il contenuto sostanzialmente non cambia, ma bisogna rifare il lavoro». Una situazione che, secondo Testa, rischia di ripetersi anche per le prossime programmazioni. Accanto alle criticità amministrative, da Canberra è però arrivato un segnale molto positivo: la domanda di insegnamento della lingua italiana è in crescita. «C’è un’enorme richiesta di italiano», sottolinea Testa. «L’aumento degli iscritti all’AIRE e la presenza di nuove famiglie stanno facendo crescere anche l’interesse per lo studio della lingua. Ed è un fenomeno che stiamo osservando in diversi Stati australiani». Una crescita che rappresenta un’opportunità, ma comporta inevitabilmente nuovi costi. «Alcuni enti sono già pronti a rispondere alla maggiore richiesta, altri devono ancora organizzarsi. Più studenti significano più classi, più insegnanti, più spazi e quindi maggiori risorse economiche». Da parte della rete consolare, aggiunge Testa, «c’è la massima disponibilità a cercare soluzioni e forme di sostegno». Il nodo resta però la capacità del sistema centrale di adeguarsi alle nuove esigenze. «Non possiamo continuare a lavorare con meccanismi amministrativi pensati per un’altra epoca. La società cambia, la comunità italiana cambia e cresce la richiesta di lingua: anche le procedure devono diventare più moderne». Rispetto allo scorso anno, la valutazione di Testa è netta: «Purtroppo non è cambiato molto. Alcuni problemi, anzi, rischiano di diventare ancora più pesanti». La sfida emersa dalla riunione di Canberra è dunque duplice: semplificare gli adempimenti amministrativi e, nello stesso tempo, sostenere una domanda di italiano che continua ad aumentare. «Gli enti gestori devono poter dedicare più energie alla scuola, agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie. È lì che dovrebbe essere concentrato il nostro lavoro».
a scuola
Allora!
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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 185 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
IO SOGNO
di Tom Padula Io sogno di un’Australia unita dove tutta la sua gente può essere quello che vuole essere senza i pregiudizi di povertà, di ignoranza, di mancata opportunità. Io sogno di Australiani che rispettano l’ambiente, le loro condizioni di vita, le loro infrastrutture sociali, la proprietà pubblica e privata. Parliamo di amore e di rispetto, di speranza e di onesta’… di uguaglianza… ma come puo’ questo essere? Se poi i pochi la rovinano per i molti ed i pochi determinano leggi piu’ severe e penalità. Che ci sia più tolleranza dove questo e’ giusto ed equo. Che ci sia più intolleranza verso coloro che vogliono il male. Se il mio sogno diventasse realtà, allora ci sarebbe una giusta comunità, dove i giovani, gli adulti ed i maturi rispettano le propensioni di ognuno, dove tutti sopravvivono e vivono fino a quando chissà, svaniscono nell'eternità.
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La poesia “Io sogno” di Tom Padula esprime, attraverso un linguaggio semplice e diretto, il desiderio dell’autore di vivere in un’Australia più unita, giusta e rispettosa. Il titolo stesso, Io sogno, introduce immediatamente il carattere ideale del componimento: Padula non descrive soltanto la realtà, ma immagina una società migliore, fondata su valori condivisi. Il poeta sogna un’Australia nella quale ogni persona possa essere libera di realizzare le proprie aspirazioni senza essere giudicata per la propria condizione economica, per il livello di istruzione o per le opportunità che ha avuto nella vita. Il tema dell’uguaglianza è quindi centrale e si accompagna a quello della dignità della persona. Un altro elemento importante è il rispetto. Padula lo estende all’ambiente, alle condizioni di vita, alle infrastrutture, alla proprietà pubblica e privata. La poesia diventa così anche un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva: una società migliore dipende dai comportamenti di ciascuno. Il poeta riflette poi sulla difficoltà di raggiungere una vera
uguaglianza. Le azioni negative di pochi possono infatti avere conseguenze sulla maggioranza, provocando regole più severe e nuove penalità. Per questo Padula invoca maggiore tolleranza quando è giusta ed equa, ma anche fermezza verso chi vuole fare del male. Nella parte finale emerge il sogno di una comunità nella quale giovani, adulti e anziani rispettino le diverse inclinazioni degli altri. L’immagine conclusiva dell’eternità conferisce alla poesia un tono più profondo e spirituale. Nel complesso, Io sogno è un invito a costruire una società fondata su amore, rispetto, speranza, onestà, uguaglianza e solidarietà. Il messaggio di Padula conserva così una dimensione universale, perché invita ogni individuo a contribuire concretamente alla convivenza e a guardare al futuro con maggiore fiducia. La poesia invita inoltre a superare divisioni e pregiudizi, valorizzando la diversità come una ricchezza capace di rafforzare il tessuto sociale e umano. In questo senso, il sogno poetico diventa una responsabilità condivisa, affidata alle scelte quotidiane di ogni persona.
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Venerdì 02 Ottobre 2026
passatempo e umorismo
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mercati & finanza
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Venerdì 02 Ottobre 2026
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Nvidia protegge la nuova frontiera dell’AI
Poste Tightens Its Grip on TIM Poste Italiane has tightened its grip on Telecom Italia (TIM), increasing its stake to around 85.82% following the reopening of its public takeover offer. The result, however, leaves the company short of the 90% threshold that would have allowed it to squeeze out remaining minority shareholders and potentially move towards delisting TIM from the Milan Stock Exchange. By the end of the reopened offer period, acceptances represented 65.72% of TIM’s share capital and more than 82% of the shares targeted by the bid. The level of participation confirms the strong response from investors, even though it was not sufficient to give Poste the percentage needed to proceed with a compulsory acquisition of the remaining shares. Poste Italiane chief executive Matteo Del Fante said that “fear of missing out” had played a role in convincing shareholders to accept the offer. The market reaction was negative, with TIM shares falling after the final results were announced, while Poste shares also lost ground. The failure to reach 90% does not necessarily bring the delisting plans to an end. Poste could still
buy additional TIM shares on the market, within existing rules, or consider other corporate options involving companies within the group, including Poste Mobile. Attention is now expected to turn towards bringing the two businesses closer together. Analysts at Equita believe Poste will begin working on possible synergies and integration despite falling short of the squeeze-out threshold. The growing relationship between Poste and TIM could have significant implications for both groups. Their activities span telecommunications, digital services, payments and mobile operations, creating opportunities for greater cooperation and cost efficiencies. The next few months could therefore provide a clearer indication of how Poste intends to use its controlling position and whether a full delisting remains a priority. That work could become a key part of Poste Italiane’s next strategic plan, which is expected to be presented during the first half of 2027. Investors will be watching closely for further moves that could reshape TIM’s ownership structure and its future position in Italy’s telecommunications market.
Nvidia rafforza la propria posizione al centro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale con una doppia mossa destinata a richiamare l’attenzione dei mercati e dell’industria tecnologica. Il colosso americano dei semiconduttori ha autorizzato un nuovo riacquisto di azioni proprie per 150 miliardi di dollari, stabilendo un primato per dimensioni, mentre sul fronte tecnologico ha presentato nuovi strumenti progettati per aumentare la sicurezza degli agenti di intelligenza artificiale. Con la nuova autorizzazione, la capacità complessiva residua di Nvidia per il riacquisto di azioni raggiunge 235 miliardi di dollari, da utilizzare entro l’anno fiscale 2028. L’operazione è resa possibile dall’enorme quantità di liquidità generata dalla crescente domanda di processori utilizzati per addestrare e far funzionare i modelli di AI. Il gruppo guidato da Jensen Huang continua infatti a beneficiare degli investimenti miliardari delle grandi aziende tecnologiche nella costruzione di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. La decisione è stata accolta positivamente dagli investitori. Nel pre-market americano il titolo Nvidia, inizialmente in rialzo dello 0,8%, ha accelerato fino a circa l’1,8% dopo l’annuncio. Dall’inizio dell’anno le azioni avevano già guadagnato oltre il 20%. Restano tuttavia interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine della crescita della spesa nell’AI e sugli investimenti della società in startup e fornitori di servizi cloud, alcuni dei quali sono a loro volta importanti acquirenti dei chip Nvidia. Parallelamente, l’azienda di Santa Clara punta sulla sicurez-
za. Nvidia ha presentato OpenShell, una tecnologia pensata per confinare gli agenti AI all’interno di ambienti controllati, impedendo loro di compiere operazioni non autorizzate. La società sta collaborando anche con Arm e Intel per estendere la compatibilità del sistema. A questo si aggiunge Sentry, che utilizza un processore separato per intervenire qualora un agente tenti di superare i limiti imposti dal sistema principale. L’iniziativa arriva mentre cresce l’attenzione internazionale sui rischi legati agli agenti autonomi, capaci di eseguire attività complesse con un intervento umano limitato. I timori riguardano soprattutto la possibilità che questi sistemi accedano a dati, reti o applicazioni senza rispettare i limiti stabiliti dagli sviluppatori. La sicurezza sta quindi diventando uno dei nuovi terreni di competizione tra le aziende tecnologiche, parallelamente alla corsa verso modelli sempre più potenti. Huang ha più volte sostenuto che molti problemi di sicurezza dell’AI possano essere affrontati soprattutto attraverso soluzioni ingegneristiche. Con i nuovi
strumenti, Nvidia prova ora a tradurre questa impostazione in tecnologie concrete, affiancando alla potenza dei suoi chip sistemi destinati a rendere più controllabile l’intelligenza artificiale del futuro. La strategia evidenzia anche l’ambizione dell’azienda di andare oltre la produzione di semiconduttori, costruendo un ecosistema completo che comprenda hardware, software e sicurezza. La sfida sarà dimostrare che la crescita straordinaria degli ultimi anni può continuare senza sacrificare affidabilità e controllo. Con investimenti, liquidità e una posizione dominante nell’hardware per l’AI, Nvidia punta così a consolidare il proprio ruolo in una trasformazione tecnologica che sta rapidamente modificando industrie, mercati e modelli di business. In questo scenario, ogni nuova soluzione sarà osservata con attenzione da investitori, aziende e sviluppatori. La capacità di combinare crescita finanziaria, innovazione tecnologica e maggiore sicurezza potrebbe infatti diventare determinante nella prossima fase di sviluppo dell’intelligenza artificiale a livello internazionale.
dal 2 Ottobre al 8 Ottobre 2026
CAPRICORNO
ARIETE
CANCRO
BILANCIA
Gli impegni professionali lasciano poco spazio ai sentimenti, mentre alcune questioni familiari possono creare tensioni nelle coppie. Servono pazienza e maturità. Sul lavoro l’inizio della settimana appare incerto: procedere gradualmente aiuterà a definire le priorità.
Torna maggiore serenità, con voglia di socialità e nuove conoscenze interessanti. In amore le tensioni si attenuano, ma restano alcuni chiarimenti necessari. Nel lavoro diverse situazioni iniziano a sbloccarsi: prudenza e attenzione ai rallentamenti aiuteranno a gestire meglio i progetti.
Venere favorisce incontri, complicità e maggiore vicinanza nei rapporti. Venerdì promette emozioni intense e occasioni per rafforzare l’intesa. Sul lavoro qualche nuovo incarico può inizialmente creare incertezza, ma con il passare dei giorni arriveranno conferme.
Periodo brillante per i sentimenti, con incontri promettenti per i single e maggiore armonia nelle coppie. Il fine settimana rafforza dialogo e complicità. Sul lavoro arrivano opportunità interessanti, soprattutto sul piano economico: è il momento di affrontare questioni.
ACQUARIO
TORO
LEONE
SCORPIONE
Da mercoledì cresce la facilità nell’esprimere emozioni e intenzioni. I single possono fare chiarezza nei nuovi rapporti, mentre le coppie ritrovano sintonia. Sul lavoro serve grande attenzione alle finanze e alla contabilità. Valuta con lucidità anche collaborazioni e rapporti.
Qualche incertezza può complicare i rapporti sentimentali. Prima di mettere in discussione un legame, valuta quanto incida la stanchezza. Sul lavoro cresce il desiderio di cambiamento e di nuove strategie. Creatività e iniziativa non mancano, ma le finanze richiedono prudenza.
Gli impegni professionali rischiano di lasciare poco spazio ai sentimenti. Il fine settimana aiuta a recuperare complicità e serenità, evitando inutili nervosismi. Sul lavoro energia e determinazione permettono di affrontare sfide importanti: preparazione e concentrazione conducono a risultati.
Venere porta nuova energia nella vita sentimentale. Giovedì e venerdì favoriscono incontri, passione e progetti condivisi. Sul lavoro qualche difficoltà recente può essere superata gradualmente. Verso fine mese potrebbero arrivare risorse o rientri economici utili.
PESCI
GEMELLI
VERGINE
SAGGITTARIO
Desiderio di movimento e novità. La settimana favorisce viaggi, studio e nuovi contatti. Sul lavoro arrivano proposte interessanti. In amore c’è bisogno di libertà, ma senza trascurare chi ti è vicino. Ottimismo e visione ampia sono le tue carte vincenti per questi giorni particolari.
Comunicazione e incontri sono favoriti, con maggiore facilità nell’esprimere emozioni e intenzioni. Le coppie possono chiarire questioni sospese e progettare il futuro. Sul lavoro creatività e intuito aprono nuove possibilità, soprattutto per chi opera in ambienti dinamici.
Venere protegge i sentimenti, nonostante qualche preoccupazione pratica possa influire sull’umore. Domenica favorisce passione e nuovi incontri. Sul lavoro è meglio mantenere riservatezza: non tutti condividono i tuoi obiettivi, quindi evita di anticipare strategie e progetti.
Cresce il desiderio di novità e i single possono vivere incontri inattesi frequentando ambienti diversi. Nelle coppie serve rompere la routine e ritrovare entusiasmo. Sul lavoro determinazione e iniziativa aiutano, ma a metà settimana sarà importante affrontare eventuali divergenze.
22 Dicembre - 20 Gennaio
21 Gennaio - 19 Febbraio
20 Febbraio - 20 Marzo
21 Marzo - 19 Aprile
20 Aprile - 20 Maggio
21 Maggio - 21 Giugno
22 Giugno - 23 Luglio
24 Luglio - 23 Agosto
24 Agosto - 22 Settembre
23 Settembre - 22 Ottobre
23 Ottobre - 22 Novembre
23 Novembre - 20 Dicembre
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mezz'ora di religione
Venerdì 02 Ottobre 2026
Allora!
Leone tuona contro aborto ed eutanasia
di Nicola Spuntoni @LaNuovaBQ Del viaggio di Leone XIV in Francia resterà soprattutto l'immagine della marea umana che sabato ha popolato gli ChampsÉlysées per la Messa a Place de la Concorde. Una testimonianza della grande vitalità della fede in un Paese reduce da una stagione di forte secolarizzazione. L'opinione pubblica “laica” è rimasta colpita dalle file lungo il viale per confessarsi con uno dei tanti sacerdoti disponibili in concomitanza con la celebrazione papale. Lasciata Parigi, il Papa ha pregato nella grotta di Massabielle già sabato sera e poi, ieri mattina, si è recato nel santuario di Nostra Signora di Lourdes per l'incontro con i vescovi francesi ai quali ha parlato degli abusi su minori commessi da membri del clero. L'ha definita una «piaga», ma affrontata con «determinazione» e «misure coraggiose» e ha affer-
mato che è «opportuno proseguire lungo la strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza». Agli abusi ha fatto cenno anche nell'omelia della Messa nella spianata del santuario invitando la Chiesa alla conversione «per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno». «Riconoscere i nostri errori è indispensabile», ha detto il Papa nello stesso giorno in cui ha anche incontrato privatamente sette vittime. La difesa della vita umana è stata protagonista nella Messa di Lourdes di fronte a 150.000 fedeli, moltissimi malati. «Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana», ha detto il Papa nell'omelia aggiungendo che «questa terra di Francia scuote le nostre
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mentalità contemporanee» perché «qui nessuna fragilità viene respinta» e «le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli». Per Prevost «Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita». Un concetto ripreso e rafforzato nel suo saluto agli operatori e agli assistiti al Centro Accueil Notre-Dame di Lourdes, quando il Pontefice ha affermato che «la persona umana è degna per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l'eternità» e quindi «la sua dignità non si misura e non si discute». In un Paese che ha da poco promulgato una normativa sul suicidio assistito, Leone XIV è stato esplicito e rivolgendosi direttamente a malati e disabili ha detto che «la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta». I l Papa se l'è presa con quelle società che «tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana». Sempre rivolto ai malati, Leone ha ribadito che «nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità» perché «nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana» e «la medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». E ancora: «non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa». Un discorso destinato a rimanere e a puntellare la posizione della Chiesa di sempre in materia di aborto ed eutanasia. Il Papa a Lourdes ha parlato anche di pace e ha chiesto che a ottobre si preghi il Rosario a questo scopo. Prima dell'incontro con le vittime, Leone ha anche visto privatamente le suore di clausura del monastero del Carmelo. Infine, in serata, la recita del Rosario e la processione con le fiaccole nel piazzale del santuario. Oggi la ripartenza da Lourdes per l'ultima giornata in Francia.
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Diritto a servizio del Vangelo Il diritto canonico non può essere ridotto a un insieme di norme e procedure, ma deve rimanere saldamente ancorato al Vangelo e contribuire alla comunione e alla missione della Chiesa. È il messaggio dell’arcivescovo australiano Anthony Randazzo, prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi, nella sua prima intervista dopo l’assunzione dell’incarico in Vaticano. Intervistato dalla rivista online Vox Canonica, Randazzo ha sottolineato che le sfide contemporanee della Chiesa devono essere affrontate mantenendo Cristo come punto di riferimento. «La legge è sempre al servizio del Vangelo», ha affermato, evidenziando come la corretta applicazione delle norme ecclesiastiche debba tutelare la giustizia, la dignità della persona e la comunione dei fedeli. Papa Leone XIV ha nominato l’ex vescovo di Broken Bay alla guida del Dicastero il 25 marzo, conferendogli il titolo personale di arcivescovo. L’organismo della Curia romana assiste il Pontefice nell’esercizio della funzione legislativa e vigila sulla corretta interpretazione e applicazione delle leggi della Chiesa. Randazzo preferisce parlare di «rigenerazione» piuttosto che di riforma, intendendo un ritorno alle origini dell’identità e della missione cristiana. Anche concetti oggi molto presenti nel dibattito ecclesiale, come sinodalità e accompa-
gnamento, non rappresenterebbero realtà nuove: i codici latino e orientale già esprimono giuridicamente principi quali comunione, partecipazione, missione e pari dignità dei battezzati. L’arcivescovo ha inoltre respinto l’idea di una contrapposizione tra attenzione pastorale e diritto canonico. Una legge applicata correttamente, ha spiegato, è essa stessa uno strumento pastorale quando rispetta il Vangelo e la dignità di ciascuno. Ripercorrendo la propria formazione, Randazzo ha ricordato di essersi appassionato al diritto canonico durante gli studi in seminario, dopo aver maturato un particolare interesse per l’ecclesiologia e la storia della Chiesa. Sei anni dopo l’ordinazione sacerdotale fu inviato a Roma per studiare alla Pontificia Università Gregoriana. L’esperienza, condivisa con studenti laici, religiosi e sacerdoti provenienti da numerosi Paesi, gli permise di comprendere più profondamente la funzione del diritto nella vita ecclesiale. Singolari anche le circostanze che hanno preceduto la nomina. Durante il viaggio dall’Australia verso Roma, Randazzo fu evacuato dall’aeroporto di Dubai dopo l’esplosione di un missile nel terminal e rimase bloccato nella città per cinque giorni. Proprio durante quell’attesa seppe che Papa Leone XIV desiderava incontrarlo.
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la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo
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Nives Meroi, donna italiana per una montagna oltre il record Ci sono imprese che si misurano in metri, record e fotografie scattate sulla cima del mondo. E poi ce ne sono altre che sfuggono alle classifiche, perché appartengono a una dimensione più profonda: quella delle scelte, delle rinunce, della fedeltà a una persona e a un modo di intendere la vita. La storia di Nives Meroi appartiene a entrambe. È la storia di una delle più grandi alpiniste italiane, capace di raggiungere tutti i quattordici Ottomila della Terra senza ossigeno supplementare e senza portatori d’alta quota. Ma è soprattutto la storia di una donna che, quando la montagna le offrì la possibilità di inseguire un primato, scelse di fermarsi. Nata il 17 settembre 1961 a Bonate Sotto, nella Bergamasca, Meroi ha costruito la propria avventura lontano dall’immagine dell’alpinista solitario che sfida la natura per affermare sé stesso. La sua storia è quasi sempre declinata al plurale. Accanto a lei c’è Romano Benet, alpinista friulano, marito dal 1989 e compagno di cordata. Insieme hanno attraversato decenni di montagne, spedizioni, bivacchi, tempeste, successi e sconfitte, fino a diventare la prima coppia al mondo ad aver raggiunto tutte le quattordici cime superiori agli ottomila metri. Il loro alpinismo nasce sulle Alpi. Dopo il trasferimento a Fusine Laghi, nel Tarvisiano, Meroi e Benet affrontano pareti e itinerari severi, compiendo tra l’altro la prima invernale al Pilastro Piussi sulla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza e quella alla Cengia degli Dei sullo Jôf Fuârt. È una scuola essenziale, fatta di tecnica, resistenza e conoscenza reciproca. Poi lo sguardo si sposta verso l’Himalaya. Negli anni Novanta arrivano i primi tentativi al K2 e all’Everest. Non tutto riesce. Ed è proprio questo uno degli elementi che accompagneranno l’intera carriera di Meroi: la capacità di considerare la rinuncia parte dell’alpinismo, non la sua negazione. La montagna non è un avversario da sconfiggere e tornare indietro non significa necessariamente aver perso. Il primo grande traguardo arriva nel 1998, quando Meroi e Benet raggiungono la cima del Nanga Parbat, 8.126 metri. Per lei è il primo Ottomila e anche un primato nazionale: diventa la prima donna italiana a raggiungerne la vetta. Seguono, nel 1999, lo Shisha Pangma e il Cho Oyu. L’Himalaya entra definitivamente nella loro vita, ma senza trasformarsi in una corsa alla collezione delle cime. Nel 2003 Meroi realizza un’impresa straordinaria: diventa la prima donna a compiere la traversata dei tre Ottomila Gasherbrum I, Gasherbrum II e Broad Peak. Con Benet forma la seconda cordata al mondo capace di completare quella sequenza. L’anno seguente arriva il Lhotse. Nel 2006 vengono raggiunti il Dhaulagiri e soprattutto il K2. È uno dei capitoli più importanti della loro storia. Il K2, 8.611 metri, è una montagna che nell’immaginario italiano pos-
siede un significato particolare, dalla prima ascensione del 1954. Meroi e Benet salgono attraverso lo Sperone degli Abruzzi, senza ossigeno supplementare e senza qualcuno che prepari per loro la traccia. Raggiungono la cima da soli. Nives diventa la prima italiana sulla vetta del K2. Un anno più tardi arriva l’Everest. Anche questa volta niente bombole di ossigeno. Meroi diventa la prima italiana a raggiungere il punto più alto della Terra senza ossigeno supplementare. Nel 2008, dopo un tentativo invernale al Makalu concluso senza la vetta e con una frattura a una gamba durante la discesa, la coppia raggiunge il Manaslu. Gli Ottomila conquistati diventano undici. A quel punto attorno all’alpinismo femminile internazionale si accende la corsa verso un traguardo mai raggiunto: diventare la prima donna ad aver scalato tutti i quattordici Ottomila. I nomi di Nives Meroi, della spagnola Edurne Pasaban, della sudcoreana Oh Eun-sun e dell’austriaca Gerlinde Kaltenbrunner entrano sempre più spesso nelle cronache. Metodi, stili e strategie sono differenti. La montagna rischia però di trasformarsi in una classifica. Meroi comincia a sentirsi estranea a quella competizione. Per lei l’alpinismo è rimasto esplorazione, conoscenza dei propri limiti, relazione con la montagna e con il compagno di cordata. La vetta conta, naturalmente, ma non può diventare l’unica misura dell’esperienza. Nel 2009 accade qualcosa che cambia definitivamente la prospettiva. Meroi e Benet rinunciano all’Annapurna a causa delle condizioni della neve. Poco dopo sono sul Kangchenjunga, la terza montagna più alta della Terra. Durante la salita, tra il campo 3 e il campo 4, Romano manifesta seri problemi fisici. La vetta è ancora una volta davanti a loro. Potrebbe essere un altro passo decisivo verso il record. Nives torna indietro. Una decisione apparentemente semplice, quasi ovvia quando la si guarda da lontano. A ottomila metri, dopo settimane di fatica, investimenti,
preparazione e attese, quando il traguardo di una vita sembra vicino, la rinuncia assume però un peso completamente diverso. Benet viene accompagnato a valle. Una volta rientrati in Italia arriva una diagnosi durissima: aplasia midollare severa. Comincia un’altra montagna. Questa volta non ci sono pareti di ghiaccio, ramponi o corde fisse. Ci sono ospedali, terapie, trasfusioni, chemioterapia e due trapianti di midollo osseo. Per più di due anni l’alpinismo passa inevitabilmente in secondo piano. La corsa al primato femminile continua senza Meroi, che nell’agosto 2009 annuncia di volerne uscire. La scelta rivela forse più di qualsiasi vetta la sua concezione della montagna. Non intende sacrificare la propria idea di alpinismo alla logica del risultato. E soprattutto non intende separare la propria strada da quella di Romano. Il compagno viene prima del record. È qui che la storia di Meroi e Benet supera i confini dell’alpinismo. La cordata diventa una metafora concreta della loro relazione: nessuno raggiunge veramente la cima se l’altro viene lasciato indietro. Romano affronta la malattia e una lunga riabilitazione. Lentamente ritorna alla vita di prima e quindi alla montagna. Nel 2012 i due sono nuovamente in Himalaya. Tentano il Kangchenjunga senza riuscire a raggiungere
la vetta. Sarebbe facile leggere quell’ennesima rinuncia come una sconfitta. Due anni dopo, invece, tornano. Nel 2014 Nives Meroi e Romano Benet raggiungono insieme gli 8.586 metri del Kangchenjunga. La montagna sulla quale cinque anni prima avevano dovuto interrompere la salita diventa il luogo simbolico della rinascita. Non è semplicemente il dodicesimo Ottomila: è il ritorno dopo la malattia, la conferma che quella cordata esiste ancora. Nel maggio 2016 arriva il Makalu, tredicesima cima. Ne manca soltanto una: l’Annapurna, una delle montagne più temute dell’Himalaya, già affrontata senza successo negli anni precedenti. L’11 maggio 2017, alle nove del mattino ora locale, Meroi e Benet raggiungono insieme la vetta dell’Annapurna I, a 8.091 metri. Il lungo viaggio iniziato quasi vent’anni prima sul Nanga Parbat è completo. Quattordici Ottomila, tutti senza ossigeno supplementare e senza portatori d’alta quota. Meroi diventa la seconda donna nella storia a completare i quattordici Ottomila senza ossigeno supplementare e la terza in assoluto a raggiungerli tutti. Ma c’è un primato che appartiene soltanto a loro: Nives Meroi e Romano Benet sono la prima coppia al mondo ad aver scalato insieme tutte le quattordici montagne più alte della Terra. E forse proprio quel “insieme”
racconta meglio di qualsiasi statistica il significato dell’impresa. Nella loro storia non c’è soltanto la ricerca dell’altitudine. C’è una precisa etica della montagna: portare il proprio materiale, fare affidamento sulle proprie capacità, rinunciare quando le condizioni lo impongono, accettare il limite. È un alpinismo che conserva qualcosa di antico in un’epoca nella quale anche le grandi montagne sono diventate, almeno lungo alcune vie normali, destinazioni sempre più organizzate e frequentate. Per Meroi, invece, il valore dell’esperienza non coincide necessariamente con la vetta. Una delle frasi che meglio sintetizzano il suo pensiero è: «Io sono le montagne che non ho scalato». Dentro quelle parole c’è una visione sorprendentemente distante dalla retorica della conquista. Anche una cima mancata può lasciare qualcosa. Anche tornare indietro può essere una decisione pienamente alpinistica. Questa concezione attraversa anche i suoi libri. In Non ti farò aspettare. Tre volte sul Kangchendzonga, la storia di noi due raccontata da me, pubblicato nel 2015, la montagna si intreccia alla malattia di Romano e alla loro vicenda umana. Nel 2019, con Il volo del corvo timido. L’Annapurna e una scalata di altri tempi, torna sull’ultima grande cima e sul significato di un alpinismo praticato secondo regole personali che sembrano appartenere a un’altra epoca. Con il teologo Vito Mancuso ha inoltre raccontato la dimensione simbolica della montagna in Sinai: la montagna sacra raccontata da due testimoni d’eccezione. Nel 2010 il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per gli eccezionali risultati raggiunti nell’alpinismo d’alta quota, sottolineando anche il valore di un percorso compiuto in un ambito rimasto a lungo prevalentemente maschile. Eppure sarebbe riduttivo raccontare Nives Meroi soltanto attraverso i primati femminili. La sua vicenda parla piuttosto del modo in cui scegliamo di misurare il successo. Se la grandezza fosse soltanto arrivare per primi, il momento decisivo della sua carriera dovrebbe trovarsi su una cima. Potrebbe essere il K2, l’Everest, il Kangchenjunga o l’Annapurna.
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Venerdì 02 Ottobre 2026
la pagina di Palmerini
Allora!
La Signorina del Fuoco, l’AI contro le fiamme
L' Italia nel 2026 ha pagato un conto salatissimo per gli incendi boschivi che hanno distrutto 741 km² di territorio. I danni diretti sono stati stimati in 3 miliardi di euro, con un impatto complessivo pari a 9 miliardi a causa delle ricadute su turismo, agricoltura ed energia. Una situazione grave e, purtroppo, non più eccezionale che necessita, pertanto, di provvedimenti adeguati e in linea con i nostri tempi. Ed è qui che nasce la "Signorina del Fuoco” un'intelligenza artificiale sviluppata nell'ambito del Progetto AI-B® e messa al servizio della vigilanza e della prevenzione degli incendi boschivi. Un sistema celere che
permette di intervenire sugli incendi al primo "segnale di fumo". Infatti, l' AI è stata addestrata ad un compito difficile, quello di vagliare le immagini, attraverso le telecamere che controllano il territorio, al fine di analizzarle ed individuare, anche da molti km di distanza, le fasi iniziali di un incendio. Quando viene individuata una situazione potenzialmente rilevante, il sistema interviene nel generare una diversificazione di segnalazione, dalla pre-allerta fino all'allarme, mantenendo comunque l'operatore umano al centro del processo decisionale. L'obiettivo del progetto è fornire a chi opera nell'antincendio boschivo uno strumento capace di
aumentare la capacità di osservazione del territorio e, soprattutto, di guadagnare minuti preziosi nelle primissime fasi di un incendio. L'ideazione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sono stati curati da Claudio Sizzi e Giovanni Pio Micale, nell'ambito del Progetto AI-B®. I modelli di Intelligenza Artificiale sono stati sviluppati e addestrati direttamente attraverso tecniche di deep learning, con un lungo lavoro di sperimentazione e progressivo affinamento basato anche su scenari reali. Attualmente il sistema è operativo in Toscana, in particolare nelle aree del Valdarno e della Valdisieve, e sul Gargano. Al progetto è inoltre associata un'applicazione dedicata, sviluppata da Daniele Baglivo, che mette a disposizione degli operatori sul campo una serie di strumenti pensati per supportare le attività operative e le diverse fasi della gestione di un incendio boschivo. Il sistema è stato brevettato in Italia ed è stata già avviata la procedura di estensione della tutela a livello europeo, a conferma del carattere innovativo delle soluzioni tecnologiche sviluppate nell'ambito del progetto.
non averne alcuno. Questi ultimi sono i casi più complicati. Corrado Alvaro scriveva che l'uomo è il prodotto dei suoi errori. Altri preferiscono ricordare che nell'uomo vi sono più cose da ammirare che da disprezzare. Sarebbe bello poter dare ragione a entrambi. La cronaca, però, insiste a metterci il bastone fra le ruote. Una certezza, tuttavia, esiste: le percezioni umane sono infinite. La percezione è quel curioso meccanismo che ci fa interpretare ciò che vediamo, tocchiamo, ascoltiamo e perfino ciò che sogniamo.
Straordinario strumento, se non fosse che troppo spesso lo adoperiamo come gli occhiali appannati: distinguiamo perfettamente le apparenze e perdiamo di vista la sostanza. È il male del nostro tempo. Ci fermiamo alla superficie, all'etichetta, all'involucro. Le cose contano meno dell'impressione che producono. L'abito continua a fare il monaco e il giudizio arriva sempre prima della conoscenza. Per questo l'ironia è una virtù, non un vezzo. Kurt Vonnegut lo aveva capito bene: serve a sopportare l'assurdità del mondo senza diventarne complici. L'ironia non cambia la realtà, ma impedisce almeno di farsene travolgere. Poi arrivano le emozioni. Si accendono in un istante e spesso si consumano con la stessa rapidità. I sentimenti, invece, restano. Si nutrono del tempo, delle esperienze, dei valori. E fra tutti, amicizia e amore rappresentano ancora il meglio che l'uomo sappia offrire quando smette di pensare soltanto a se stesso.
Difetti di fabbrica, ma con affetto
di Giuseppe Arnò L'uomo nasce imperfetto, ma non è obbligato a restarlo. Tra percezioni, amicizia e amore, l'ironia rimane il modo migliore per prendere sul serio la vita senza prendersi troppo sul serio. Viviamo in un mondo meraviglioso. La Creazione sfiora la perfezione e Madre Natura continua a fare il suo dovere con ammirevole costanza. Peccato che, ogni tanto, il reparto collaudo degli esseri umani si distragga. C'è chi nasce con un piccolo difetto di fabbrica e chi con la granitica convinzione di
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La Perdonanza Celestiniana è approdata a Washington La Perdonanza Celestiniana ha attraversato l’Atlantico portando a Washington, capitale degli Stati Uniti, il suo messaggio universale di perdono, pace e responsabilità. Ieri, domenica 20 settembre 2026, nella sede di Casa Italiana, si è tenuto l’incontro “A conversation with Angelo De Nicola”, promosso dall’Abruzzo and Molise Heritage Society nell’ambito di “L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”. L'evento, patrocinato dal Comune dell'Aquila col sostegno della Fondazione Carisapq, è stato promosso dall'associazione culturale Kione APS dell'Aquila. Al centro dell’appuntamento è stata la presentazione dell’edizione inglese del volume di Angelo De Nicola “The First Jubilee in History”, pubblicata da One Group Edizioni. Ha coordinato l’evento Natasha Rovo, aquilana, laureata in Economia e Commercio alla Luiss e oggi impegnata alla Banca Mondiale come assistente del vicepresidente. Ha partecipato Lino Del Signore, traduttore del libro, figlio di emigranti abruzzesi negli Stati Uniti e da sempre profondamente legato all’Aquila, alle sue tradizioni e alla sua storia. All'incontro, aperto dall'intervento di Chris Renneker, presidente del Comitato “Abruzzo e Molise” dell’area di Washington D.C., era presente anche Italo Ibi, medico anestesista originario dell'Aquila, dove ha anche giocato con gloria nelle mitiche giovanili dell'Aquila Rugby ed attualmente svolge il ruolo di Assistant Professor of Anesthesiology and Critical Care Medicine presso il rinomato George Washington University Hospital a Washington D.C. La conversazione ha ripercorso la vicenda di Pietro da Morrone: l’eremita divenuto papa con il nome di Celestino V, incoronato all’Aquila il 29 agosto 1294 e la sua Bolla del Perdono. Con quel do-
cumento Celestino concesse l’indulgenza plenaria, senza distinzione di ceto e senza pagamento, a quanti fossero entrati sinceramente pentiti nella basilica di Santa Maria di Collemaggio tra il 28 e il 29 agosto. Un'intuizione che precedette di sei anni il Giubileo romano del 1300 e che sostiene la tesi, sviluppata nel volume, della Perdonanza come primo Giubileo della storia. Il racconto non si è limitato à alla ricostruzione medievale. Attraverso immagini e parole sono stati affrontati la rinuncia di Celestino al pontificato, la controversa lettura dantesca del “gran rifiuto”, la rilettura proposta da Ignazio Silone e il significato assunto dalla figura del papa eremita nel magistero contemporaneo, fino alle visite di Benedetto XVI e di papa Francesco. Uno spazio particolare è stato riservato alla capacità dell’Aquila di custodire per oltre sette secoli la Bolla e la celebrazione annuale, anche dopo il terremoto del 2009, e al riconoscimento della Perdonanza da parte dell’UNESCO nel 2019. «Il momento più emozionante di un evento molto importante per L'Aquila - ha commentato De Nicola- è stato quando ho mostrato una fotografia dei miei nonni, Annunziata ed Ercole Del Signore, che nel 1921 lasciarono L’Aquila per la Pennsylvania. Mio nonno lavorò nelle miniere di Uniontown, affrontando, come tanti emigranti, sacrifici durissimi per offrire ai figli e ai nipoti una vita migliore. A più di un secolo di distanza, uno dei loro nipoti è tornato in America con un libro dedicato all’Abruzzo e un altro nipote, Lino Del Signore, lo ha tradotto in inglese. Il viaggio della nostra famiglia si è idealmente chiuso: loro partirono dall’Aquila verso l’America; noi abbiamo riportato un pezzo dell’Aquila in America».
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daje de punta di Pino Forconi
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LA BELLA REGIONE ITALIANA DEL FRIULI E I FRIULANI
COMMENTI IACONICI COMMENTI Che strana Italia, veramente strana, se poi la vogliamo mettere alla Vannacci, allora è totalmente capovolta. Andiamo per punti, sempre che sia possibile. Attualmente gli italiani non s’anno dove sbattere la testa, sono perduti da quando l’Italia è fuori dalla competizione del pallone; quindi, si attaccano al petrolio, naturalmente tutti esperti in finanze petrolifere, loro sanno tutto sui prezzi dei carburanti in qualsiasi parte del Mondo, compreso la Mongolia, bisogna abbassare le tasse, bisogna regolare gli stipendi, dobbiamo far entrare più lavativi possibili che ci paghino le pensioni e tante altre belle fantasiose storielle. Specializzati in pianto, (non quello greco) ma sempre al ritmo e tenore giornaliero come ad esempio e ripeto, oggi si piange sul carburante, però nessuno lascia l’auto a casa, non ci sono pomodori e i fruttivendoli devono buttarli perché nessuno li compra, non si riesce ad arrivare alla fine del mese, gli anziani con pensioni da fame ed è vero. Mentre chi abitualmente si lamenta sta in vacanza. Guardate al Nepal, al margine della disgrazia, anche lì c’erano due italiani, onnipresenti in ogni angolo del Mondo, per fortuna sani e salvi. Chissà se anche loro sono impossibilitati ad arrivare alla fine del mese? Eppure, non tenendo conto del costo aereo per arrivare fino in Nepal, ma un soggiorno per il TREKKING va da 2500 a 4500 euro per settimana, oltre ad am-
mennicoli vari. Eppure, si piange. Cosa mi dite degli altruisti quelli strappacuore che partono su yacht di lusso per portare aiuti (si fa per dire) a Gaza? Eppure, non è uno scherzo muovere una barca su lunghi percorsi e per lunghi periodi, costa e molto. Vogliamo parlare dei ministri italiani (anche qui si fa per dire ministri) che si stanno strappando le vesti per il caro carburante per gli italiani che non possono andare a lavorare, ma loro la macchina, in alcuni casi anche con l’autista, non la lasciano a casa? Mah! Sempre quelle strane strade tutte a senso unico, oppure la bilancia con due pesi e due misure? L’Italia si lamenta che i maranza sono un pericolo per il pubblico, ma sono sempre lì, tranquilli e inamovibili. Nessuno ferma il duo “Disastro” di AVS, non tanto per le cavolate che riescono a tirar fuori che nemmeno un bambino di cinque anni riuscirebbe a pensarle, quanto infervorati per cercare di mettere qualche altro cretino al governo. Nuovamente, non venite a dirmi che l’Italia non sta andando a rotoli, mentre che una persona, per di più donna, deve far fronte a 57 milioni di scalmanati, più un paio di milioni tra africani e razze varie. Mentre tutti gli gridano, forza Giorgia, sei tutti noi, ma rigorosamente attenti a non dire o fare troppo per non essere coinvolti, sembra vogliano dire: Vai avanti te, perché a noi vien da ridere. Vogliamo concludere con un bel “Povera Italia”? Che altro sennò.
ARLE SUL FIUME RODANO Bella città della Francia meridionale, la Provenza lungo le rive del Rodano. Insignificante? Non proprio, piena dei monumenti di epoca romana oltre ad un posto o forse un nascondiglio privato di Vincent van Gogh da dove produceva i suoi più importanti dipinti. Il grande teatro romano del I secolo d.C. su imitazione del Colosseo, che poteva ospitare oltre 20.000 spettatori.
Oltre all’antico teatro altra costruzione romanica per pubblici spettacoli, il museo arte antica che ospita reperti archeologi, tra i tanti, la famosa nave romana adatta per la navigazione sui fiumi, la Arles 3. Da non tralasciare la meravigliosa chiesa di San Trophime. Arle ….solo una delle tante città fuori d’Italia, dove ci sono cose che provengono dalla lontana storia dei Romani.
Non è facile descrivere il Friuli, delle venti regioni italiane, questa mi ha sempre attratto più delle altre perché possiede una sua attrattiva tutta particolare. Non saprei come spiegare questa mia affettività, forse per le montagne che frequentavo spesso nei miei tempi liberi, forse per un congruo gruppo di conoscenti friulani con i quali ho condiviso molte cose, specialmente la montagna, il mangiare con i suoi sapori particolari oppure il buon vino, tra un tajut e l’altro? Una regione con quasi due milioni di abitanti, di lavoratori, di artigiani, di maniche rimboccate che difronte al disastro hanno ricostruito un paese, forse è questo che mi piace di questa gente. Hanno una loro lingua e non un dialetto come molti pensano. Hanno un artigianato di valore, hanno prosciutto da capo giro e un impagabile spirito sempre allegri ma vigili, la porta di casa sempre aperta a tutti, ma non abusarne. Ai miei tempi, ogni volta che andavo ad Udine facevo una sosta a Fogliano per un salto al Sacrario, anche se il mio occhio cadeva sempre lì quando in avvicinamento a Ronchi. Come non poter visitare il Castello di Miramare a Trieste, Piazza Libertà di Udine la sua loggia del Lionello e il Castello, il campanile e il municipio di Pordenone, la fontana del Nettuno di Gorizia
e tante altre bellezze storiche, impossibile da elencarle tutte. Ma veniamo a noi nella realtà dei nostri giorni; sessant’anni fa un manipolo di friulani volle creare un club, il loro club, un club che voleva dire siamo friulani e siamo uniti anche se lontani dal nostro Friuli. Molti presidenti si sono succeduti in tutti questi anni fino all’attuale la carissima Lidia Gentilini che costantemente tiene uniti i friulani rimasti coadiuvata dai vari sostenitori come Mario Casetta e Ben Sonego il sempre attivo e vigile ad ogni festa e tanti altri. Questo prossimo 18 ottobre i friulani si ritroveranno tutti insieme, sotto l’attento occhio del Ben Sonego che certamente rievocherà gli anni passati del club Fogolar Furlan e Sot la Nape, dai fondatori fino ad oggi. Cosa sia un club?
Beh, difficile da spiegare su due piedi, come abitualmente si dice. Un club è vita, quando alimentato dalla vita degli stessi soci e dalla loro partecipazione. Ne fanno corona i vari simpatizzanti e i matrimoni. Perché matrimoni perché attraverso le unioni non solo il club cresce ma anche l’italianità rimane unita. Quanto nord ha incontrato sud e viceversa? Da quello che vedo, molto. Quindi un club è anche unione, compartire, dividere con altri, passare qualche ora insieme, un’occasione per potersi rincontrare accomunati da una sola bandiera anch’essa sempre presente accanto a quella che ci ospita. Quindi un appuntamento per tutti i friulani e amici al club Italia di Mount Pritchard il prossimo 18 ottobre per i 60 anni del Fogolar Furlan.
LA SMEG DI VITTORIO BERTAZZONI DI GUASTALLA Guardavo in giro alla ricerca di qualche cosa di italiano convinto che ormai c’era ben poco rimasto dopo che i grandi pensatori politici avevano già svenduto tutto quello che potevano dar via per riempire le proprie……..! Quando mi cade l’occhio sul nome di un bollitore- “SMEG”, dico, sicuramente è tedesco; vado a cercare e sbianco, cado a terra, annuso i sali per rianimarmi e leggo “Made in Italy”. Penso vuoi vedere che al mortadella gli è sfuggita e non ha potuto venderla? Quindi mi accingo ad illustrare la sua storia….. tutta italiana…..! Nel 1948, tale Vittorio Bertazzoni di Guastalla, un lavoratore di metalli ed affini, che i sindacati lo definirebbero un metalmeccanico, crea ed allestisce una fabbrica per la produzione di oggetti per la casa, meglio dire, per le cucine: Bollitori, stufe a gas per riscaldamento e piani cottura, tosta pane,
lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi e macchine per il caffè. “SMEG -Smalterie-Metallurgiche-Emiliane-Guastalla”, un vero acronimo tutto italiano. Stringe accordi con altre organizzazioni per dare maggior risalto ai prodotti e attrazione come il frigorifero Dolce e Gabbana o come la Smeg 500 a forma di fiat
500. Acquisisce la Pavoni per le macchine del caffè espresso. Beh, se dovete cambiare qualche artefatto per le vostre cucine, guardatevi attorno, c’è ancora qualche cosa di italiano che vale la pena comprare. Il nomignolo, per le sue origini emiliane “ Il mortadella” si riferisce all’ex politico Romano Prodi.
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le nostre interviste
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Filippo Fonsatti: il teatro per alimentare il pensiero critico di Lorenzo Canu Filippo Fonsatti, direttore generale del Teatro Stabile di Torino, era a Sydney per Lu Santo Jullàre Françesco di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias Martelli e presentato mercoledì 23 settembre all'Italian Forum di Leichhardt dall'Istituto Italiano di Cultura e da Co.As.It. Lo Stabile è da dieci anni il primo Teatro Nazionale italiano. Abbiamo incontrato Fonsatti per un'intervista esclusiva da Mary's, all'Entertainment Quarter, la catena di hamburger di Sydney nota per l'estetica heavy metal. Tra luci soffuse, large fries e musica a tutto volume si è parlato di San Francesco, di Dario Fo e del ruolo del teatro nel pensiero critico. Che impressione ti ha fatto Sydney? Ho scoperto una città meravigliosa da tutti i punti di vista, perché in pochi giorni ho avuto la possibilità di ascoltare un concerto della Sydney Symphony Orchestra all'Opera House diretto da un torinese, Umberto Clerici, che è stato per sette anni il primo violoncello dell'orchestra e adesso ha intrapreso una brillante carriera da direttore d'orchestra. Poi ho visto uno spettacolo della Sydney Dance Company, che nel 2028 tornerà a Torinodanza, il festival organizzato dal nostro teatro, con una nuova produzione che sarà l'ultima di Rafael Bonachela, il direttore artistico spagnolo che dopo 20 anni lascerà la compagnia. Poi ancora la commedia Housework della drammaturga Emily Steel presentata dalla Sydney Theatre Company. E infine il nostro San Francesco. Ho percepito una città culturalmente vivace, ricca di proposte, architettonicamente incantevole, urbanisticamente e geograficamente unica, e in realtà un clima molto più ottimistico e dinamico di quanto oggi non ci sia in Europa. Ecco, ho respirato delle buone energie. Portare il teatro italiano all'estero non è semplice. Chi ha sostenuto questa tournée nei cinque continenti? Il Ministero degli Esteri ha sostanzialmente pagato tutti i cachet delle varie tournée e i rimborsi dei voli, e il Ministero della Cultura ha sostenuto alcune delle tournée: i due ministeri ci hanno consentito di girare il mondo. In molti casi siamo stati presso gli Istituti Italiani di Cultura, in altri presso teatri o festival che ci hanno invitati e remunerati con cachet. Però certo che abbiamo toccato con mano per la prima volta, in maniera così solida, così concreta, quanto il sistema degli Istituti Italiani, se converge su un progetto significativo come questo, perché mette di mezzo due importanti anniversari, quello di un letterato premio Nobel e quello del santo d'Italia, può davvero creare una spinta propulsiva per affermare il valore della cultura italiana, sia dal punto di vista dei contenuti, sia dei simboli, religiosi o no, sia del talento degli artisti e degli interpreti italiani di oggi, come Matthias Martelli.
Igor Z insieme a Lorenzo Canu, giornalista di Allora! e il Direttore del Teatro Stabile Filippo Fonsatti
Avete portato gli stessi spettacoli ovunque? Matthias ne ha due in repertorio, Mistero Buffo e Lu Santo Jullàre Françesco. All'Istituto di Cultura a Parigi, così come a Madrid, si è riusciti a fare entrambi. In Cina abbiamo fatto solo Mistero Buffo perché è il più noto dei due. Qui invece si è deciso di fare San Francesco anche proprio per celebrare questo grande personaggio. So che il Ministero della Cultura, proprio dal vertice, ha molto sollecitato la celebrazione di un Santo la cui ricorrenza è stata proclamata festa nazionale a partire dal 2026. Lo Stabile è l'unico teatro italiano di Mitos21, la rete dei maggiori teatri europei. Che beneficio ne avete? È un beneficio, diciamo, di scambio di idee su come coinvolgere il pubblico attraverso una proposta, su dove sta andando la drammaturgia contemporanea per aiutare ad alimentare il pensiero critico. La sensazione che si ha è che ci sia un appiattimento manicheo, bianco e nero, destra e sinistra, insomma sempre una presa di posizione acritica, molto superficiale. Quello che noi ci siamo dati come regola, senza sottrarci comunque alla dimensione estetica, artistica del teatro, perché quella è insomma la prima delle nostre finalità, è quella di cercare, attraverso la nostra proposta e la regia critica di un testo, di alimentare l'intelligenza collettiva, la cultura, diciamo, della comunità e il pensiero critico. E quindi il contrario di questa semplificazione che ormai contrappone tutto e svilisce qualsiasi ragionamento complesso. C'è una sorta di allergia alla complessità. Ecco, quello che noi vogliamo fare a livello europeo è invece cercare di sensibilizzare
l'attenzione del nostro pubblico, o di un pubblico che magari non è nostro pubblico ma che noi cerchiamo di attirare nei teatri, proprio per stimolarlo a cogliere la complessità del presente. E con i giovani, anche alla luce di questa polarizzazione? Noi siamo molto attenti, tant'è che il 40% dei nostri 18 mila abbonati è under 35, quindi vuol dire che il ricambio generazionale funziona molto bene, anche perché abbiamo una differenziazione di prezzi molto forte: con 10-15 euro un ragazzo, uno studente può venire. Dopodiché abbiamo una differenziazione anche di proposta, per cui riusciamo ad avere titoli che possano suggerire tematiche alle quali loro sono vicini. A ciò aggiungi che dal 2025 lo Stato ha previsto una legge che impone ai teatri nazionali di avere un direttore artistico junior, quindi noi abbiamo un direttore artistico di 27 anni [Diego Pleuteri, NdR] che ha proprio come finalità quella di elaborare una programmazione che possa coin-
volgere i suoi coetanei, e nello stesso tempo anche possa coinvolgere sul palcoscenico la creatività emergente, quindi giovani autrici e autori, giovani interpreti, registi, attori. E quindi questo è stato un forte stimolo anche per confrontarci con le istanze, le emergenze di una generazione che non è la mia. A Sydney l'Opera Australia in alcuni casi offre agli under 35 biglietti da 35 dollari, ma i biglietti dell'opera spesso superano i 150 dollari. Noi abbiamo studiato un programma con una importante fondazione bancaria, che si intitola “Un posto per tutti”: se una persona dimostra con l'ISEE di essere sotto una certa soglia di reddito, ha da questa istituzione filantropica un abbonamento gratuito. E quindi nessuno potrà mai dire “non vado a teatro perché non me lo posso permettere”. Restano le barriere d'accesso culturali, e quelle può farle superare la scuola, una cittadinanza attiva, ma la barriera d'accesso econo-
mica l'abbiamo affrontata. Avete prodotto Cose che so essere vere dell'australiano Andrew Bovell, premio Ubu 2025. Come ci siete arrivati? Bovell è un autore meraviglioso. Ha avuto una certa fortuna in Italia soprattutto grazie a una regista, Lisa Ferlazzo Natoli, che ha messo in scena due o tre suoi testi. Il nostro direttore artistico Valerio Binasco ha vissuto in Australia qualche anno e ha scoperto, stando qua, la forza poetica e l’efficacia drammaturgica di Andrew Bovell, per cui quando abbiamo chiesto i diritti abbiamo avuto una corrispondenza entusiastica. Lo spettacolo ha avuto un grandissimo successo al di là del premio. Sicuramente è un autore su cui Binasco potrebbe tornare nei prossimi anni. Tornerete in Australia? Dipende da tanti fattori. Noi abbiamo la consapevolezza che, non essendo l'italiano la lingua veicolare, internazionale, globale, è più difficile girare. So che a Perth e ad Adelaide ci sono due festival teatrali internazionali importanti, e quindi potrebbe essere un obiettivo nei prossimi anni cercare di contattare quei festival per tornare in questo splendido Paese. Da dieci anni siete primi tra i Teatri Nazionali. Qual è la ricetta? La ricetta è la passione, l'impegno, la competenza. Ma io cerco di far quadrare i conti mettendo sempre gli attori e i testi in primo piano. Per cui è un giusto equilibrio tra le componenti del manager di un teatro: quello di non trascurare la sostenibilità, non trascurare l'economicità e anche la capacità di autofinanziamento, ma senza mai subordinarla all'attenzione rispetto alla qualità degli autori e alla qualità degli spettacoli. Questo ci ha posizionati molto bene, per cui da dieci anni, a parte il Piccolo di Milano, che ha una legge speciale come Teatro d'Europa perché è stato il primo ad essere fondato, noi siamo il primo teatro nel ranking, sia come punteggio artistico sia come punteggio generale, e quindi come finanziamento. E questo in qualche modo certifica, con il sigillo del Ministero, che stiamo facendo un lavoro apprezzato sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista numerico e gestionale.
ciak, si gira...
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Leo speaks about togetherness in Sydney premiere of ‘Seperate Beds’ By Alberto Macchione The Palace Cinemas Italian Film Festival has welcomed one Italy’s greatest contemporary actors, Edoardo Leo. Leo is in Australia as a guest of the Cinema group to promote his latest projects, including the highly anticipated features 'With You' (Per Te) and 'Separate Beds' (2 Cuori e 2 Capanne). For the latter, Leo opened the film at Palace Norton along with the always glamorous Festival Director and powerhouse executive, Elysia Zeccola. Despite a long journey to the Southern Hemisphere, Leo, who has spent 32 years in show business, arrived with an infectious energy and an eager curiosity to experience Australia firsthand. "To discover a city, you have to walk," Leo shared, dismissing the idea of taking taxis or bikes. "No taxi, no bike—walk. And so I walk a lot." Arriving early in the morning, he immediately took himself and his partner to the tranquility of the Royal Botanic Garden which he described as."wonderful" before making his way to the iconic Opera House and the newly re-imagined Sydney Fish Markets. ‘For You’ playing at the film festival now, centres on a father with early onset Alzheimer's. The part is based on a real family and Edoardo reflects on the difficulty that such a film poses to an actor. It was so challenging, but comedy it's always challenging. But with this movie, we really tried to do something special, because we had a, you know, a story of a very bad disease, Alzheimer, it's something so awful. And when we discovered this true story, we decided not to make a melodrama, not to make something only sad. We would love to do our job, and our job is to make comedy. So it was very challenging, because that man is still alive, that family is still alive, and we had to write a movie, and shoot a comedy, respecting the pain of that family, respecting the pain of that
Edoardo Leo and Festival Director and powerhouse executive, Elysia Zeccola
man that is almost my age. And so it was very challenging, but I think that at my age in this moment of my career, I don't want to stay in my comfort zone. I want to take some risks. And that's the reason why I decided not only to act in this movie, but to co-produce this movie.” The wife of the real family praised Edoardo's performance prompting him to say that sometimes this job is not only a job. Sometimes it's something that goes inside your soul, inside your
heart, and in a way changes you as a man, not only as an actor.” Posing the question as why cinema was still important Edoardo was quick to respond; “Oh, it's something magical. It's still something magical. I think that going inside a totally black room, and being projected into a new world, you know, cinema and theater is now a very rare space where you can lose yourself. And we are always in control of our life. We always control our photos, our friendships, our everything. And sometimes we have to lose [ourselves], and I think that cinema is a good place for losing yourself. And I say that not only as an actor, but as a viewer.” Edoardo Leo appeared at a Prosecco reception of the Sydney
premier of Separate Beds, attended by a full cinema of fans and notable attendees from the Italian community, including MP Francesco Giacobbe. Asked about the blockbuster sensation, he says, I read the script, I have Massimiliano Bruno as director, as
one of my greatest friends, and I made maybe seven or eight movies with him. And Claudia Pandolfi, I know that I know her very well as an actor and she's great in comedy. So looking at these four points I was quite sure it could be a blockbuster. And I was happy because sometimes blockbusters are very superficial, but I thought that we could have a blockbuster talking about something very serious, and that's my goal.” Asked what the take away is for the audience, Edoardo suggested “That you have to listen to each other. You can start from different points, in terms of, you know, political point, cultural, and civil, and whatever. But if you don't really listen to another person that is at the opposite of you, you couldn't leave. You couldn't change idea. Tell me the last time you heard a man or a woman saying, "Oh, I changed my mind. I changed idea." It's very hard. Now it's impossible because you are, you know, inside your Instagram profile, or Facebook profile, or Twitter. And you have to listen. If you listen to each other, you can change it. You can improve yourself but you have to start from something you have in common. Because I can face first what divides us, or I can look at what we have in common. So let's start from what we have in common, and in the case of Separate Bets, they have in common something very rare, that it's their sense of humor. They are the opposite in every part of life, but they make jokes of the other in a very good way. The sense of humor, irony. It's something that could save the world. And if you maintain your irony, even when you are in a different position, I think that it's a link, And so let's focus on what we have in common.”
Edoardo Leo and Alberto Macchione
Edoardo Leo and Anthony Zeccola
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Edoardo Leo, Elysia Zeccola and Senator Francesco Giacobbe
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Brasile travolgente, Australia cade a Brisbane
raes, preciso nella conclusione del 3-2. All’80’ Vinicius Junior ha trasformato il secondo rigore brasiliano, concesso per un fallo di Nestory Irankunda. Il 4-2 finale lascia comunque indicazioni incoraggianti per Tony Popovic, soprattutto per personalità, qualità e coraggio mostrati contro avversari di altissimo livello.
Il risultato premia il Brasile, ma racconta soltanto in parte quanto visto al Suncorp Stadium di Brisbane. I Socceroos hanno ceduto 4-2 alla Seleção al termine di una sfida intensa, giocata davanti a 52.423 spettatori, nuovo record per una partita di calcio nel Queensland. L’avvio australiano è stato complicato. Dopo appena tre minuti Vanderson ha portato avanti il Brasile, approfittando di una difesa ancora disordinata. L’Australia, però, ha reagito con personalità, continuando a costruire gioco e cercando soluzioni offensive. Al
I voti della Nazionale Azzurra
28’ Alessandro Circati ha trovato il pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con la rete inizialmente annullata e poi convalidata dal VAR. Quattro minuti più tardi Connor Metcalfe ha completato la rimonta con uno splendido sinistro dalla distanza. Prima dell’intervallo Raphinha ha trasformato il rigore del 2-2. Nella ripresa la partita è rimasta combattuta, con Patrick Beach protagonista di interventi importanti. Dopo un acceso confronto tra Harry Souttar ed Endrick, il Brasile ha ritrovato il vantaggio: Endrick ha servito Bruno Guima-
Gran 1° tempo da 10 in pagella, poi calo nella ripresa
La Domenica della Follia celebra i campioni
di Maria Cazzolli Per il Port Kembla FC, la stagione 2026 rimarrà per sempre impressa nella storia del club. Guidata dallo spirito di una "grande famiglia" e forte dei suoi iconici colori bianconeri, la squadra di Second Grade ha centrato una storica e rara doppietta, conquistando sia il titolo di campionato che la Grand Final. Le basi per questo successo sono state gettate durante una straordinaria stagione regolare,
in cui le "Zebre" sono rimaste imbattute per 19 partite, inanellando ben 18 vittorie consecutive che hanno garantito la vittoria del campionato. Forte di questo slancio, la squadra ha conquistato l'accesso alla Grand Final grazie a un netto 2-0 nella semifinale di qualificazione contro il Coniston FC. Nella sfida decisiva contro il Coniston FC al Crehan Park, il momento chiave è arrivato nel primo tempo, quando Daniel Cunzolo ha realizzato
uno spettacolare "gol olimpico" direttamente da calcio d'angolo. Quando, nella ripresa, la squadra si è trovata in difficoltà a causa di un cartellino rosso molto contestato ai danni di Noah Tasker, le Zebre – in inferiorità numerica – hanno tirato fuori grinta e carattere, resistendo fino alla fine e portando a casa una leggendaria vittoria per 1-0, mantenendo la porta inviolata. Trascinata da protagonisti assoluti come Ryan Chard – vincitore della Scarpa d'Oro della categoria Second Grade con 17 reti – e da talenti del calibro di Aiden Chard e Josh Bussoletti, la squadra ha potuto contare sul sostegno dell'intero club per raggiungere questo traguardo. Mentre i trofei venivano mostrati al pubblico dopo la partita, i tifosi bianconeri hanno dato vita a festeggiamenti per questa storica doppietta proseguiti fino a notte fonda e oltre, in una domenica di grande euforia. Forza Port Kembla!
(a cura di G. Credentino) Donnaruma voto 6.5: Questa volta non deve fare miracoli, padrone sulle palle alte e attento nella distribuzione dal basso. Kayode voto 7: Sorpresona azzurra, allora esiste un sostituto di Di Lorenzo. Perfetto anche in appoggio offensivo e gol meritato. Scalvini voto 7: Entra in campo concentratissimo e nel secondo tempo si rende utile quando la Turchia spinge forte. Bastoni voto 7,5: Mette a disposizione della causa esperienza, presenza in area e personalita'. Ha il merito di sbloccare la partita. Ruggeri voto 7: Non fa rimpiangere ne' Calafiori e ne' Dimarco. Bravo nelle due fasi di gioco, cala un po' nel finale. Frattesi voto 7.5: Spina nel fianco della difesa turca. Sbuca da nulla per insaccare il 2-0 e poi contrasta e fa filtro a centrocampo. Tonali voto 7: Si rivede il vero Tonali, finalmente una prova convincente. Colpisce il palo che poi consente a Pio Esposito di timbrare il gol. Raspadori voto 6,5: Si impegna tanto e si fa trovare pronto tra le linee. Dialoga bene con tutti i compagni di reparto. Pio Esposito voto 7: Il solito guerriero che difende il pallone e appoggia ai compagni. Sigla il 4-1 che ammutolisce lo stadio turco. Fagioli voto 7: Primo tempo da 9 pagella, poi cala molto nella ripresa. La media dice 7. Il campo pesante e la lotta corpo a corpo non fa per lui. Seb Esposito voto 7: Ottima prestazione del fantasista campano protagonista di belle e pericolose triangolazioni ai 16 metri. Cambiaghi voto 7: Subentra a Raspadori al 46' ed e' autore di diversi strappi in avanti che portano pericoli in area turca. Doumbia, Scamacca, Romano
voto 5,5: Avevano a disposizione 25 minuti per dimostrare quanto valgono. Insufficiente la loro prova. Roberto Mancini voto 7: Questa volta programma tutto bene o quasi. Lasciano a desiderare i 25 minuti finali quando la squadra stenta ad uscire dalla sua metà campo. Le scelte iniziali funzionano e l’Italia mostra personalità, ordine e buone trame di gioco. Azzecca diverse mosse, dando spazio anche a chi aveva giocato meno. Resta però da migliorare la gestione del vantaggio, soprattutto quando gli avversari aumentano pressione e intensità nel finale della gara. Nel complesso, però, la squadra risponde bene alle sue indicazioni e porta a casa una vittoria importante, mostrando segnali incoraggianti per il futuro.
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Sinner e Alcaraz fuori dal consiglio Slam
Pietralata guarda al futuro Il nuovo stadio della Roma compie il passo decisivo verso la realizzazione. La Conferenza dei Servizi decisoria ha infatti approvato definitivamente il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’impianto che sorgerà nell’area di Pietralata, nella zona orientale della Capitale. Il provvedimento, immediatamente efficace, è stato sottoscritto dal commissario straordinario del Governo Massimo Sessa e controfirmato dal sindaco Roberto Gualtieri, in qualità di subcommissario. Alla seduta conclusiva, svoltasi presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, hanno partecipato anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e, da remoto, il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Grazie ai poteri commissariali, l’intero percorso della Conferenza dei Servizi si è concluso in 90 giorni, rispetto ai 270 previsti dall’iter
ordinario. Con il via libera amministrativo si apre ora la fase operativa. Il prossimo passaggio sarà la gara per l’affidamento dei lavori. Secondo il cronoprogramma illustrato dal Campidoglio, l’obiettivo è posare la prima pietra nel marzo 2027, anno particolarmente significativo perché coinciderà con il centenario della fondazione della Roma. La durata prevista del cantiere è di circa due anni e mezzo, con il completamento dell’impianto indicato entro la fine del 2029. Il nuovo stadio punta inoltre a diventare un elemento centrale della riqualificazione di Pietralata. Il progetto viene considerato dall’amministrazione capitolina un’opportunità per migliorare infrastrutture, servizi e collegamenti del quadrante, accompagnando la costruzione dell’impianto con una più ampia trasformazione urbana dell’area.
Zandalasini brilla al debutto Cecilia Zandalasini si prende la scena nella notte americana e firma una prestazione da protagonista assoluta nel debutto ai playoff WNBA. L’azzurra ha trascinato le Golden State Valkyries al successo in gara-1 contro le Dallas Wings, imponendosi per 104-80 nel primo turno della post-season davanti al pubblico del Chase Center di San Francisco. Alla prima apparizione della carriera nei playoff del massimo campionato femminile statunitense, Zandalasini ha giocato senza timori, mettendo a referto 22 punti e risultando tra le grandi protagoniste della serata. Una prova di personalità e qualità, costruita attraverso precisione al tiro, capacità di leggere le situazioni offensive e grande presenza nei momenti decisivi della partita. L’italiana ha saputo trovare con continuità la via del canestro, contribuendo in maniera determinante all’allungo con cui Golden State ha progressivamente preso il controllo dell’incontro. Il risultato finale racconta la
superiorità delle Valkyries, capaci di chiudere con 24 punti di vantaggio e di iniziare nel migliore dei modi il proprio cammino nella post-season. Ma la copertina della serata appartiene soprattutto a Zandalasini, che ha trasformato l’esordio nei playoff in una dimostrazione del proprio talento. Per la cestista azzurra, già protagonista con la Nazionale italiana e con una lunga esperienza europea, la prestazione di San Francisco rappresenta un altro importante passo nel percorso oltreoceano. I 22 punti realizzati assumono ancora maggiore valore considerando la pressione e l’intensità tipiche dei playoff, dove ogni possesso può cambiare l’inerzia di una serie. Zandalasini ha risposto con maturità, mostrando di poter incidere anche sul palcoscenico più prestigioso. Golden State parte dunque con il piede giusto e guarda alle prossime sfide con fiducia. Per l’Italia del basket, intanto, arriva un’altra notte da ricordare, illuminata dal talento di Cecilia Zandalasini.
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz restano fuori dal nuovo consiglio dei giocatori istituito dai quattro tornei del Grande Slam. L’organismo, composto da dodici rappresentanti, sei uomini e sei donne, avrà il compito di rafforzare il confronto tra i protagonisti del circuito e gli organizzatori dei Major, soprattutto su questioni come distribuzione dei ricavi, montepremi e condizioni dei giocatori. L’assenza di Alcaraz era già nell’aria dopo la decisione dello spagnolo di fare un passo indietro dal progetto. Più significativa quella di Sinner, che negli ultimi mesi aveva sostenuto alcune delle richieste avanzate dai tennisti nei confronti degli Slam. A rappresentare il tennis italiano sarà invece Lorenzo Musetti, scelto insieme a Novak Djokovic, Alexander Zverev, Ben Shelton, Félix Auger-Aliassime e Arthur Rinderknech. La presenza di Djokovic aggiunge al consiglio una figura di grande esperienza nella rappresentanza degli atleti. L’ex numero uno mondiale è stato infatti protagonista negli ultimi anni del di-
battito sui rapporti tra giocatori e organismi del tennis professionistico, anche attraverso il suo coinvolgimento nella Professional Tennis Players Association. Nel settore femminile il nuovo organismo potrà contare su alcune delle principali protagoniste del circuito. Sono state selezionate Elena Rybakina, Aryna Sabalenka, Jessica Pegula, Elina Svitolina, Iva Jovic e Maria Sakkari. Il consiglio diventerà quindi un nuovo interlocutore dei quattro Slam in una fase nella quale i tennisti chiedono maggiore partecipazione nelle decisioni economiche e organizzative. L’o-
biettivo sarà costruire un dialogo più stabile con Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open, portando direttamente al tavolo dei Major esigenze e proposte provenienti dagli atleti. Un confronto destinato ad assumere crescente importanza nel futuro del tennis, mentre aumentano le richieste per una maggiore condivisione delle entrate e una rappresentanza più incisiva nelle scelte che riguardano il circuito internazionale, con conseguenze importanti sugli equilibri del tennis professionistico mondiale e sul rapporto tra atleti, tornei e organizzatori.
De Gennaro domina a Ivrea e conquista l’oro Giovanni De Gennaro torna sul gradino più alto del podio e aggiunge un altro prestigioso risultato alla sua carriera. Ai Campionati Europei di canoa slalom di Ivrea, il campione olimpico di Parigi ha conquistato la medaglia d’oro nel kayak cross individuale maschile, confermandosi tra i grandi protagonisti della disciplina internazionale. Sul percorso piemontese, davanti al pubblico di casa, l’azzurro ha saputo interpretare al meglio una gara che richiede velocità, precisione e capacità di adattamento. De Gennaro ha costruito la propria prova con grande determinazione, imponendo il ritmo nei passaggi decisivi e riuscendo a precedere gli avversari nella corsa verso il titolo continentale. Una prestazione di spessore che ribadisce il valore dell’atleta italiano dopo il successo ottenuto ai Giochi olimpici di Parigi 2024 nel K1 slalom. Per il movimento azzurro si tratta di un risultato particolarmente significativo, arrivato in una competizione disputata in Italia e su un campo di gara conosciuto e apprezzato a livello
internazionale. Ivrea ha accolto gli specialisti europei offrendo uno scenario ideale per una manifestazione nella quale tecnica e spettacolo hanno accompagnato le sfide per le medaglie. De Gennaro, classe 1992 e originario di Brescia, continua così ad arricchire un percorso sportivo costruito attraverso anni di lavoro e presenza costante ai massimi livelli. Il titolo europeo rappresenta una nuova conferma della sua capacità di mantenere competitività e concentrazione anche dopo il trionfo olimpico. La medaglia conquistata a
Ivrea assume inoltre un valore importante per l’intera canoa italiana, che trova nel campione bresciano uno dei suoi principali punti di riferimento. Dopo l’oro di Parigi, De Gennaro firma dunque un’altra giornata da protagonista: questa volta davanti al pubblico italiano, trasformando le acque di Ivrea nel teatro di un nuovo successo continentale e regalando all’Italia un titolo europeo di grande prestigio, confermando ancora una volta la forza della canoa azzurra e consolidando il proprio ruolo ai vertici dello sport internazionale.
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Onoranze Funebri DECESSO
MOVIZIO VINCENT RONALD
DECESSO
PELLEGRITI VINCENZO
DECESSO
PALUMBERI ANNA
nato il 27 dicembre 1973 deceduto a Sydney (NSW) il 23 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato martedì 6 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso Our Lady of Victories Catholic Church, 1788 The Horsley Drive, Horsley Park. Dopo il rito religioso, il caro Vincent Ronald sarà accompagnato al Kemps Creek Memorial Park, 230–260 Western Road, Kemps Creek, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della caro estinto.
nato il 1° gennaio 1942 deceduto a Sydney (NSW) il 27 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato sabato 3 ottobre 2026 alle ore 9.30 presso St Joan of Arc Catholic Church, 97 Dalhousie Street, Haberfield. Dopo il rito religioso, il caro Vincenzo sarà accompagnato al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.
nata il 30 maggio 1937 deceduta a Sydney (NSW) il 24 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 19.00 presso la Chapel of the Resurrection di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso St Joseph’s Catholic Church, 11 Walz Street, Rockdale. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta.
“Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO
“La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO
“ Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori ” ETERNO RIPOSO
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DECESSO
FERRERI MARIA TERESA
nata il 14 febbraio 1927 deceduta a Alpignano (TO- ITA) il 29 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. In sua memoria sarà celebrata una Messa giovedi’ 8 ottobre 2026 alle 7:00pm nella chiesa Cattolica St. Anthony, 105 Eleventh Avenue, Austral NSW 2179. I familiari ringraziano anticipatamente quanti si unirarro in preghiera, nella Messa in memoria per la cara Maria Teresa.
“Ti affidiamo alle braccia misericordiose del Padre Celeste..” UNA PREGHIERA
DECESSO
SALVATORE AUGELLO
La Federazione Siciliani d’Australia e l’Associazione Trinacria di Sydney partecipano con profondo dolore alla scomparsa di Salvatore “Totò” Augello, figura di grande valore umano e associativo, profondamente legata alla Sicilia e alle sue comunità nel mondo. Con passione, generosità e instancabile dedizione, Totò ha dedicato tanti anni della sua vita a rafforzare i legami tra la Sicilia e i siciliani emigrati, sostenendo il valore delle radici, della solidarietà e dell’associazionismo. Il suo incoraggiamento e la sua vicinanza furono preziosi anche nel percorso che portò alla nascita della Federazione Siciliani d’Australia. Alla famiglia, agli amici e alla grande famiglia dell’USEF giungano le più sincere e sentite condoglianze. “Riposa in pace Totò“. ETERNO RIPOSO
FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.
onoranze funebri
Allora!
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Ohlsdorf, viaggio nella memoria di Amburgo Ad Amburgo c’è un luogo in cui storia, memoria, natura e architettura convivono su una scala sorprendente. È il cimitero di Ohlsdorf, nel quartiere omonimo, considerato il più grande cimitero d’Europa e uno dei maggiori al mondo. Con una superficie di circa 391 ettari, il complesso si estende per oltre tre chilometri e rappresenta una vera città nella città, attraversata da viali, alberi, cappelle, monumenti e opere d’arte. La sua storia comincia nella seconda metà dell’Ottocento, quando la rapida crescita demografica di Amburgo rese insufficienti i piccoli cimiteri parrocchiali. Nel 1874 la città acquistò un terreno a Ohlsdorf e affidò i primi lavori a Wilhelm Cordes. Il cimitero aprì nel 1877 e venne successivamente ampliato tra il 1896 e il 1900 e ancora tra il 1914 e il 1920, quest’ultima fase soprattutto sotto la direzione di Otto Linne. Nel corso dei decenni, centinaia di architetti e scultori contribuirono alla sua trasformazione. Ohlsdorf custodisce centinaia di migliaia di tombe, circa 800 sculture, dodici cappelle, sedici mausolei e decine di migliaia di alberi. Tra i luoghi più significativi figura il Garten der Frauen, il “Giardino delle donne”, dedicato a personalità femminili che han-
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no contribuito alla storia di Amburgo. Poco distante sorge la storica torre dell’acqua progettata da Cordes nel 1898, alta 34 metri. Particolarmente importante è anche il crematorio realizzato tra il 1930 e il 1932 su progetto di Fritz Schumacher. Davanti all’edificio si trova un monumento alle vittime del nazismo, inaugurato nel 1949 come luogo di memoria e ammonimento. Dal 1996 il complesso ospita inoltre un museo dedicato alla storia funeraria e alle personalità sepolte. Tra queste figurano il cancelliere Helmut Schmidt, l’attore Hans Albers, lo scrittore Wolfgang Borchert, il fisico Gustav Hertz e numerosi artisti, musicisti e protagonisti della vita pubblica tedesca. Ohlsdorf, ancora
oggi in uso, è così molto più di un cimitero: è un grande archivio all’aperto della storia di Amburgo e un paesaggio monumentale nel quale memoria collettiva e natura continuano silenziosamente a incontrarsi. Ogni settore racconta epoche, tradizioni religiose e vicende diverse, offrendo ai visitatori un percorso attraverso oltre un secolo di storia urbana. La vastità del parco e la ricchezza artistica ne fanno anche una destinazione culturale importante, capace di raccontare attraverso tombe e monumenti l’identità di una città e delle generazioni che ne hanno costruito la storia. Un patrimonio storico che continua ancora oggi a custodire memoria, arte e identità cittadina.
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Venerdì 02 Ottobre 2026
Allora!
Sono un tuo nemico e non lo sapevo: la veridicità dei servizio comunitario di Luigi De Luca (Cav.OMRI) Ci sono momenti, nel percorso di chiunque si spenda per il benessere e il tessuto sociale di una comunità, in cui la realtà solleva il velo delle apparenze con una nettezza disarmante. Sono fasi di transizione, spesso legate a scadenze istituzionali o a rinnovi democratici, che agiscono come un vero e proprio reagente chimico. Ed è esattamente in questi frangenti che si compie quella che definirei la "grande scrematura" dei rapporti umani, portando alla luce una verità tanto amara quanto terapeutica: la scoperta di chi si è semplicemente mostrato amico per convenienza e di chi, invece, lo è stato e lo dimostra sul campo con i fatti.
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Si celebrerà domenica 11 ottobre 2026, alle ore 13.00, la Festa della Madonna di Fatima presso la Chiesa cattolica di San Benedetto, 2 Fagans Road, Arcadia. Il programma prevede il Santo Rosario in cinque lingue, la consacrazione, una rappresentazione dei bambini, la processione, la Santa Messa, una cena comunitaria e una lotteria. Tutti sono cordialmente invitati a partecipare. Per informazioni, telefonare a Teresa Gambino al numero 0438 521 421.
L’ispirazione per questa riflessione nasce da una constatazione interiore che ho deciso di tradurre in un titolo volutamente provocatorio, ma drammaticamente onesto: "Sono un tuo nemico e non lo sapevo". È la frase che molti di noi, muovendosi con trasparenza e buona fede, si trovano a dover pronunciare mentalmente quando scoprono che la propria indipendenza di pensiero, il proprio pragmatismo e la propria totale indisponibilità a farsi imbrigliare in logiche di corrente vengono interpretati dagli altri come una minaccia, se non addirittura come un atto di ostilità. Per anni si cammina fianco a fianco, si condividono tavoli di lavoro, si scambiano saluti e promesse di collaborazione per il fine superiore della nostra gente. Poi, non appena lo scenario richiede un passo in avanti, una scelta di campo basata sul buonsenso o un semplice e civile invito alla riconciliazione e al dialogo, gli equilibri di facciata crollano. Chi consideravi un alleato si barrica improvvisamente dietro il silenzio, dietro distaccati auguri di circostanza formulati da dietro le quinte, o peggio, dietro l'accusa deliberata di sostenere dinamiche scorrette solo perché si è cercato di gettare un ponte di pace. Questo fenomeno risponde a una dinamica psicologica e politica ben precisa: la proiezione delle proprie insicurezze. Chi è abituato a muoversi all'interno di un sistema di feudi, chi concepisce l'impegno comunita-
rio come una scacchiera dove posizionare i propri protetti e dove ogni favore richiede una restituzione, non possiede le categorie mentali per comprendere l'altruismo disinteressato. Per questa mentalità arcaica e spiccatamente medievale, se tu non ti allinei cecamente alle sue direttive o se decidi di dialogare liberamente con tutti senza barriere, diventi automaticamente un "nemico". Non conta quanta storia, quanta stima o quanti progetti vi abbiano unito fino al giorno prima: l'indipendenza non è tollerata, perché l'indipendenza non è controllabile. È in questo esatto momento che la diffidenza si rivela per ciò che è realmente: la migliore amica della male creanza. Il refusal di una stretta di mano, la freddezza calcolata durante un incontro per una raccolta firme, il timore di guardarsi negli occhi e sorridersi come colleghi e amici sono i sintomi evidenti di un sistema che preferisce l'arroccamento alla crescita. Tuttavia, lungi dal trasformarsi in un motivo di resa o di sterile delusione, questa consapevolezza rappresenta la nostra più grande forza. Scoprire che per alcune persone siamo diventati dei "nemici" solo perché abbiamo scelto di rimanere liberi è una medaglia al valore. Significa che il nostro pragmatismo sta scuotendo lo stallo, che la nostra integrità sta mettendo a nudo le ipocrisie e che la nostra voce disturba chi preferisce una comunità addormentata e di-
visa per poterla governare meglio. Un vero leader, un uomo che si lascia dirigere unicamente dai sentimenti per la propria gente e non dai calcoli di bottega, sa che il futuro non si costruisce con i risentimenti personali o con le guerre di principio. La vera forza si dimostra con la presenza fisica, mettendoci la faccia, stando sul campo anche quando non si è d'accordo, per il solo rispetto dell'istituzione che si rappresenta. Chi c'è, conta e costruisce; chi sceglie di non esserci e di sottrarsi al dovere della partecipazione per puro puntiglio, manifesta semplicemente la vo-
lontà di non contare nulla, autoescludendosi dal domani collettivo. Accetto volentieri, dunque, questo ruolo di "nemico" immaginario che mi è stato cucito addosso da chi non sa aprire la mente. Continuerò a muovermi con la stessa linearità di sempre, offrendo il mio supporto tecnico e la mia lealtà a chi dimostra serietà, rispetto e indipendenza, ai quanti credono in un domani senza compromessi. La storia e la comunità, alla fine, sanno sempre distinguere chi ha usato il servizio sociale per nutrire il proprio ego e chi, invece, lo ha usato per nutrire il futuro della propria gente.
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