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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 73 - Venerdì 25 Settembre 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Singolare e plurale
Immaginate che dei candidati alle elezioni di un qualsiasi Comune italiano utilizzassero l’account social dell’amministrazione per pubblicizzare la raccolta firme della propria lista politica. Scoppierebbe lo scandalo. Si parlerebbe di abuso del ruolo, di utilizzo improprio dei canali istituzionali, di commistione tra amministrazione pubblica e interessi elettorali. Qualcuno invocherebbe regole, trasparenza e rispetto della par condicio. Eppure, quando certe dinamiche si verificano in altri contesti, sembra che le regole diventino improvvisamente elastiche. Basta scegliere con attenzione le parole. Non si pubblicizza una lista, si informa la comunità. Non si invita a sostenere un determinato gruppo, si comunica che “le liste” possono raccogliere firme in diversi luoghi. Peccato che, quando in corsa ce n'è una soltanto, quel plurale suoni quantomeno curioso. Perché diciamocelo chiaramente. Se esiste una sola lista che deve raccogliere le firme, a chi serve realmente quella comunicazione? E soprattutto, perché nascondere dietro una formula generica una realtà che tutti conoscono? L'account di un'istituzione appartiene alla comunità, non a chi temporaneamente ne occupa le stanze. Non è una bacheca personale, non è uno strumento di propaganda e non dovrebbe diventare il megafono di una parte politica. Viene spontaneo chiedersi se questo stesso meccanismo non stia prendendo forma anche in casa Com.It.Es. Sydney, dove si presenta una sola lista per il prossimo rinnovo. Sia chiaro. Stiamo ponendo una domanda: se un organismo rappresentativo degli italiani all'estero utilizza i propri canali per promuovere la raccolta firme, con quale criterio viene garantita la neutralità istituzionale? E se la competizione si riduce a una sola lista, perché parlare genericamente di “liste”? La democrazia non ha bisogno di giochi di prestigio linguistici. Ha bisogno di trasparenza, regole uguali per tutti e istituzioni che non si trasformino in comitati elettorali. A nostro avviso, tra informare e favorire una parte, a volte, passa soltanto una parola, un plurale che alla fine proprio tanto plurale non è. Ma quella parola può dire molto più di quanto si vorrebbe far credere.
Voto all’estero parte della democrazia
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Banchi di Scuola La scuola italiana Marco Polo di Bossley Park ha accolto il Console Generale d’Italia Gianluca Rubagotti e la dottoressa Valentina Biguzzi, direttrice dell’Ufficio Scuola e Cultura dell’Ambasciata d’Italia a Canberra, per una giornata dedicata alla lingua e alla cultura italiana. Gli studenti, accompagnati dalle insegnanti Emma e Kiara, hanno partecipato con entusiasmo a un incontro caratterizzato da dialogo e curiosità. La dottoressa Biguzzi ha illustrato il proprio ruolo e presentato
Worker Dies After Colosseum Fall
A 22-year-old worker, Andrea Moretti, died after falling about 10 metres while working overnight at Rome’s Colosseum. Moretti, a specialist rope-access worker, was involved in installing a new lighting system. Emergency services attempted to revive him, but he died at the scene. Rome prosecutors have opened a manslaughter investigation and ordered an autopsy, while investigators examine workplace safety procedures and documentation. PM Giorgia Meloni described the death as “unacceptable” and called for a full investigation.
tre libri promossi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “Pimpa Viaggio in Italia”, “Timpa Scienze e Invenzioni” e “Mille Meraviglie in Blu – Alla scoperta dell’Italia vista dal mare”. I ragazzi hanno rivolto numerose domande, trasformando la presentazione in un viaggio attraverso città, storia e patrimonio italiano. Il Console Rubagotti ha quindi spiegato le principali funzioni del Consolato e il proprio lavoro, rispondendo alle curiosità degli alunni. Al termine, ogni studente
Confronto sull'IA Albanese e Trump
Anthony Albanese ha incontrato brevemente Donald Trump a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Il colloquio, descritto come cordiale, è avvenuto dopo le divergenze sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Trump ha respinto qualsiasi piano internazionale per limitarne lo sviluppo su larga scala. L’Australia, insieme a oltre 20 Paesi, ha chiesto maggiore supervisione sui rischi dell’IA, indicando tra le possibili minacce lo sfruttamento dei minori, le armi biologiche e la perdita di controllo sui sistemi.
ha ricevuto in dono i tre libri. I dirigenti della Marco Polo hanno inoltre illustrato le attività della scuola, tra cui i corsi ICON e gli esami B1 per la cittadinanza italiana. La visita si è conclusa al “Museino”, dedicato a Dante Alighieri e realizzato nel 2021. L’incontro ha rafforzato il legame tra scuola, istituzioni e nuove generazioni, sottolineando l’importanza di mantenere viva la lingua e la cultura italiana anche lontano dall’Italia. Servizio a pag. 7
Senators Protest in Miniskirts
Opposition senators staged a protest in miniskirts at the Italian Senate of the Republic to defend women’s freedom to choose how they dress and live. The initiative, organised by Italia Viva senator Raffaella Paita, followed recent comments by centre-right figures Antonio Tajani and Roberto Vannacci concerning women’s clothing. Senators from the various opporion parties s joined the protest. Paita said women should not need permission to dress or think freely, calling for greater focus on equal pay, rights and protections rather than gender stereotypes.
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Holy Cannoli apre il festival a Canberra
Un giullare ribelle racconta Dario Fo
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Forum di opportunità e strategie
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A Bologna parte la missione Davis
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Norton Street Italian Festa gears up
Save the Date
CNA - Care Services Social Support Group Catherine Park - Com. Centre Oran Park 30 sett. 2026 10:00am - 2.30pm
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Published by Italian Australian News
Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017
"Immancabilmente, ad ogni elezione devo tapparmi il naso per votare." - Drew Carey
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Venerdì 25 Settembre 2026
notizie istituzionali
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Ad Amatrice Mattarella apre l’anno scolastico
I compiti educativi e formativi sono sempre stati cruciali. Ma oggi, se possibile, lo sono ancora di più. Soprattutto oggi educare vuol dire, insieme a trasmettere conoscenze, promuovere talento e partecipazione; vuol dire sviluppare le qualità intellettuali e
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Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Aldo Nicosia, Università di Bari Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION
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morali, vuol dire formare personalità libere e mature, capaci di contribuire alla vita di comunità. Abbiamo costruito nei decenni una buona scuola. Grazie al lavoro di tanti. Dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , che oggi ha inaugurato ad Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto, l’anno scolastico 2026-2027, presso l’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”. Al suo arrivo, il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori presso il
monumento dedicato alle vittime del sisma. “Nell’universo digitale – ha detto Mattarella l’intelligenza artificiale e le reti social sono motori di grande potenza che offrono opportunità fino a ieri inimmaginabili. Dobbiamo peraltro saperne rimuovere i pericoli: di manipolazione della realtà, di colonizzazione del pensiero e dei sentimenti, di compressione – nascosta, invisibile, ma sostanziale – della libertà personale, di impoverimento dell’originalità e della creatività. Il progresso non va ostacolato, né temuto, né seguito con passività. Va orientato e continuamente verificato quanto alla garanzia del primato della persona. Per questo è necessario che le generazioni più giovani – e più capaci di usare i nuovi strumenti – crescano, tenendo insieme conoscenza e umanità, capacità tecnologiche e solidarietà”. “La scuola deve includere, recuperare, ricostruire”, ha poi avvertito il Capo dello Stato “ I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia. (Inform)
Spopolamento, la Sicilia punta su giovani, imprese e territori Si è svolto a Palermo, nella Sala delle Conferenze della Regione Siciliana, il convegno “Zone interne: problemi e soluzioni – Emigrazione, spopolamento, denatalità”, promosso dall’USEF con CARSE, FLET–Patto per Restare e “Questa è la mia terra”, con il contributo dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro. Nelle conclusioni, il Presidente dell’USEF, On. Fabio Porta, ha rivolto un saluto al Segretario Generale Massimo Raso, a tutta la dirigenza USEF presente e collegata da remoto e a tutti i relatori intervenuti – parlamentari europei, assessori e deputati regionali –, ringraziando Salvo Li Castri per il coordinamento dei lavori e Totò Bonura per la relazione introduttiva, insieme ai dirigenti USEF presenti in sala e collegati da remoto e a quanti hanno seguito il convegno. Porta ha quindi definito lo spopolamento delle aree interne e la recessione demografica “il tema centrale e dirimente per il futuro della Sicilia”: “Non possiamo rassegnarci al declino” ha detto Porta ,sottolineando che “colpisce che il nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne parli di “accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”. Il
Presidente USEF, Segretario della Commissione parlamentare sulla recessione demografica, ha indicato due priorità: garantire servizi essenziali – sanità, scuola, mobilità, cultura, sicurezza – nei territori a bassa densità, e sostenere imprese locali, ricambio generazionale e connettività digitale. Il documento conclusivo della Commissione, ha annunciato, “parlerà anche degli italiani all’estero, con misure per trattenere i giovani, agevolarne il rientro e favorire il trasferimento in Italia delle nuove generazioni nate fuori dai confini nazionali”. Dal Presidente dell’USEF sono state inoltre espresse critiche sulla riforma della cittadinanza e sulla nuova legge elettorale, sottolineando come nei “prossimi mesi si giochi una partita vitale per il rapporto tra l’Italia e i suoi sei milioni di cittadini nel mondo”. Infine il rilancio della linea congressuale USEF sul rapporto diretto con Sindaci ed enti locali: “Questa deve essere – ha concluso Fabio Porta – anche la scommessa della Regione Siciliana, che non può più ripetere l’errore di dimenticare le sue collettività nel mondo e il ruolo dell’associazionismo storico, di cui l’USEF è oggi la principale e naturale espressione”. (Inform)
Circoscrizioni ridotte, il CIM difende la voce dei territori La scelta di ridurre le ripartizioni della Circoscrizione Estero rappresenta un arretramento nella capacità di assicurare un’adeguata rappresentanza agli italiani nel mondo. Nell’ultimo passaggio parlamentare chiediamo alla Camera di ripensarla”. Lo dichiara Federico Conte, presidente della CIM – Confederazione degli Italiani nel Mondo, insieme ad Angelo Sollazzo, fondatore e presidente emerito della Confederazione. “Ridurre alla Camera le attuali quattro ripartizioni a due e prevedere al Senato un’unica circoscrizione mondiale – prosegue la nota del CIM – significa indebolire il principio della rappresentanza territoriale sul quale è stato costruito il voto degli italiani all’estero. Europa, Americhe e gli altri continenti non costituiscono una realtà indistinta: esprimono comunità profondamente diverse per storia, dimensioni, condizioni sociali e rapporti con l’Italia. Parliamo di milioni di cittadini e di una rete globale che rappresenta per il nostro Paese un patrimonio umano, culturale, economico e relazionale di enorme valore. In una fase nella
quale l’Italia dovrebbe investire sulla propria presenza nel mondo, comprimere la rappresentanza politica di queste comunità significa andare nella direzione opposta. La questione, inoltre, non può essere isolata dalle recenti scelte sulla cittadinanza, che hanno già ristretto le condizioni per la trasmissione della cittadinanza italiana alle nuove generazioni all’estero. Emerge così un problema più generale: quale rapporto intende costruire l’Italia con i propri cittadini e con le comunità di origine italiana sparse nel mondo? Come CIM chiediamo che nell’ultimo passaggio alla Camera venga recuperato il valore della rappresentanza territoriale e che si apra un confronto strutturale con le organizzazioni rappresentative degli italiani all’estero”. “Gli italiani nel mondo -conclude la nota – sono parte integrante della comunità nazionale e una delle più importanti reti sociali, culturali ed economiche di cui l’Italia dispone nel mondo. Difenderne la rappresentanza significa difendere la presenza e la forza dell’Italia nel mondo”. (Inform)
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pagina tre a cura di Emanuele Esposito
Venerdì 25 Settembre 2026
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Cittadinanza, il referendum alla prova di firme
Quella firma che porta la voce degli italiani a Roma di Emanuele Esposito Desidero ringraziare tutte le persone che stanno sottoscrivendo l’appello «Presidente Mattarella, tuteli la rappresentanza degli italiani nel mondo». Grazie a chi ha dedicato tempo a leggere il documento, a chi ha aderito e a chi sta contribuendo a farlo conoscere. Ogni adesione esprime attenzione verso una questione che riguarda il rapporto tra i cittadini residenti all’estero e le istituzioni italiane. La risposta mi ha sorpreso e incoraggiato. Accanto alle adesioni dall’Australia, stanno arrivando firme dal Sud America, dalle altre comunità delle Americhe e dall’Europa. Vedere questa partecipazione attraversare Paesi e continenti è, per me, uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. Significa che la preoccupazione per il futuro della rappresentanza è condivisa anche da persone che vivono in realtà molto diverse. Distanze, consistenza delle comunità e condizioni di partecipazione cambiano da un territorio all’altro. Proprio per questo, credo sia necessario ascoltare ciascuna realtà quando si interviene sulle regole del voto estero. L’ipotesi di accorpare le ripartizioni solleva interrogativi concreti: quanto sarà possibile mantenere un rapporto diretto tra eletti ed elettori? Quali possibilità avranno i candidati radicati nelle comunità meno numerose? Quanto peseranno le risorse economiche e organizzative in una competizione estesa a più continenti? Sono queste le preoccupazioni alla base dell’appello. Le adesioni arrivate da luoghi così diversi rafforzano la mia convinzione che meritino un confronto pubblico attento. Tra i sottoscrittori ci sono anche parlamentari, un sostegno che ho accolto con sorpresa e interesse. Mi hanno colpito, inoltre, le dichiarazioni di alcuni parlamentari che, secondo quanto mi è stato riferito, avrebbero seguito le indicazioni del proprio partito nel voto senza cogliere pienamente le conseguenze delle disposizioni sulla rappresentanza estera, rendendosene conto soltanto in seguito. È un passaggio che considero politicamente rilevante. Le regole della rappresentanza richiedono attenzione
alle conseguenze concrete per i cittadini. Se emergono dubbi o criticità, auspico che questa consapevolezza si traduca in un impegno pubblico: approfondire il testo, ascoltare le comunità e sostenere le correzioni ritenute necessarie. Un ringraziamento particolare va al collega Pier Francesco Corso, che ha sempre mostrato attenzione alle ragioni degli italiani all’estero. Il suo articolo su RomaDailyNews, «Gli italiani d’Australia a Mattarella: reclamiamo il diritto di continuare a essere rappresentati», dà spazio a una questione che sentiamo profondamente. Lo ringrazio per il sostegno e per l’attenzione dedicata alle nostre comunità. Il lavoro dei colleghi che raccontano questi temi permette a più persone di conoscerli, discuterli e formarsi un’opinione. L’appello al Presidente della Repubblica nasce dalla volontà di richiamare l’attenzione sulla tutela della rappresentanza, nel rispetto delle sue prerogative e dell’autonomia delle istituzioni. Le adesioni saranno trasmesse insieme al documento secondo le modalità indicate nell’informativa della raccolta. L’invito a sottoscrivere resta aperto. Chi condivide il contenuto può leggere il testo integrale, aderire e contribuire alla sua diffusione. Invito a farlo con attenzione e consapevolezza: una firma acquista valore quando nasce dalla conoscenza della richiesta che si sostiene. A tutti coloro che hanno già aderito, dall’Australia alle Americhe e all’Europa, rinnovo il mio grazie. Questa partecipazione dà forza alla richiesta di essere ascoltati. La distanza dall’Italia non dovrebbe rendere più debole la possibilità di partecipare al suo futuro. È importante che ogni voce possa essere considerata nel dibattito, perché la rappresentanza non riguarda soltanto i numeri, ma anche il legame tra cittadini, territori e istituzioni. Il confronto dovrà quindi restare aperto, trasparente e rispettoso delle diverse esperienze, affinché ogni proposta possa essere valutata con attenzione e responsabilità. Solo attraverso un dialogo serio sarà possibile comprendere pienamente le conseguenze delle modifiche e individuare soluzioni rispettose delle esigenze delle comunità all’estero.
Cinquecentomila firme per cominciare, milioni di elettori da coinvolgere per arrivare al traguardo. La proposta di referendum sulla cittadinanza italiana apre una partita che va ben oltre la mobilitazione delle comunità all’estero: prima delle urne serviranno verifiche giuridiche; al voto, una partecipazione nazionale sufficiente a superare il quorum. Il quesito punta a cancellare due passaggi dell’articolo 3-bis della legge sulla cittadinanza: le parole «anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo» e la parola «esclusivamente». L’intervento riguarda dunque specifiche disposizioni introdotte dalla riforma del 2025, senza eliminarla integralmente. Il primo obiettivo dei promotori è raccogliere almeno 500 mila firme di elettori. Raggiungere questa soglia, prevista dall’articolo 75 della Costituzione, consente di sostenere la richiesta, ma non garantisce che la consultazione venga celebrata. Spetterà all’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione controllare la regolarità della richiesta. La Corte costituzionale dovrà poi pronunciarsi sull’ammissibilità del quesito. La pubblicazione dell’annuncio, quindi,
non equivale al superamento di questi controlli. L’ostacolo successivo sarà il quorum: dovrà partecipare alla votazione la maggioranza degli aventi diritto. Nel corpo elettorale rientrano anche i cittadini italiani residenti all’estero iscritti nelle liste elettorali della consultazione. Non basta, dunque, mobilitare chi segue la questione. Raggiunto il quorum, l’abrogazione richiederà la maggioranza dei voti validamente espressi. Schede bianche e nulle contribuiscono alla partecipazione, ma non alla scelta tra SÌ e NO. Per i promotori, la sfida sarà spiegare al Paese perché quelle parole incidano sulle vicende delle famiglie e sul riconoscimento
della cittadinanza per discendenza. Un tema sentito nella diaspora dovrà diventare comprensibile anche a chi vive in Italia. Resta essenziale chiarire gli effetti dell’iniziativa: un referendum abrogativo elimina disposizioni, non approva una nuova disciplina organica. Le conseguenze dipenderanno dal testo residuo. La raccolta delle firme rappresenta perciò soltanto la prima tappa. Il risultato finale dipenderà dai controlli previsti, dalla capacità di informare e dalla partecipazione: senza quorum, anche una larga maggioranza di SÌ non produrrebbe l’abrogazione richiesta.
Voto all’estero è parte viva della democrazia Il voto degli italiani all’estero è un legame tra cittadinanza e democrazia. Difenderne il valore significa riconoscere che l’appartenenza alla Repubblica continua anche quando la vita, il lavoro o la famiglia portano lontano dall’Italia. Sergio Mattarella lo ha ricordato il 17 giugno 2025, incontrando il Consiglio generale degli italiani all’estero: la partecipazione elettorale dei connazionali è «espressione di cittadinanza attiva» e alimenta la società democratica. Parole che meritano di diventare un riferimento nelle scelte sulla rappresentanza. Chi vive oltreconfine mantiene rapporti familiari, culturali, economici e affettivi con il Paese. Trasmette la lingua, promuove relazioni, costruisce opportunità. Il Presidente ha definito questi connazionali «ambasciatori autentici della italofonia». Riconoscerne il contributo comporta anche ascoltarne la voce nelle istituzioni.
Per questo il voto deve essere accessibile, sicuro e accompagnato da un’informazione comprensibile. La rappresentanza deve conoscere territori, distanze e bisogni delle comunità, dando spazio anche a quelle meno numerose. Alle istituzioni spetta rendere effettiva questa partecipazione. Ai cittadini all’estero spetta eser-
Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170
citarla con consapevolezza, informandosi, scegliendo e chiedendo conto agli eletti del loro operato. Il messaggio del Quirinale ci invita a considerare il voto come una responsabilità condivisa. Ogni partecipazione rafforza il rapporto con l’Italia e ricorda che la comunità nazionale vive anche attraverso i suoi cittadini nel mondo.
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Venerdì 25 Settembre 2026
fatti e misfatti di Marco Testa
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Meloni's ban on burqa and niqab in schools
Italian Prime Minister Giorgia Meloni has announced that the government is preparing a bill that would ban burqas and niqabs in schools and introduce a limit on the number of foreign pupils in each class. Several European countries, including France and Belgium, already ban face coverings in public places. Austria has also introduced restrictions in schools. Elsewhere, including Spain and Poland, freedom of conscience and religion is protected by the constitution. Meloni said a package of measures will soon go before the
Italian cabinet, including a ban on burqas and niqabs in schools, a requirement for parents of pupils facing “serious difficulties integrating” into the national school system to learn Italian, and a limit on places for foreign pupils. Italy heads to the polls next year, with competition intensifying to the right of Meloni’s party following the entry of retired general Roberto Vannacci, who has called for even tougher measures. Migration is a highly political and divisive issue in Italy. “It is unacceptable that in an Italian classroom the children who end
In suspected drug lord’s home Three million euros in cash, eleven Rolex watches and an arsenal that included several Kalashnikov rifles were discovered by police in Naples during a raid on the home of a man suspected of being a major drug trafficker. The cash had been concealed in different parts of the house, making it difficult for investigators to locate. "We knew the money was there, but we did not know where, so we took the house apart," Naples prosecutor Nicola Gratteri said.
Police found bundles of banknotes hidden inside specially constructed spaces in the walls. Further sums were concealed beneath the floor and behind the tiles of the shower. According to investigators, the money is believed to have come from drug trafficking. Gratteri said the cash was likely not simply being stored, but was intended to finance the purchase of further quantities of drugs. The operation also uncovered luxury watches and firearms.
up feeling pushed into a corner are Italian children because they have become the minority. That cannot be allowed,” she said during a rally organised by Gioventù Nazionale, the youth wing of her Brothers of Italy party. “Calling all this integration is yet another lie, a convenient lie for those who live off ideology, for those who preach to us from their living rooms and then send their own children to schools where this problem does not exist.” Meloni’s announcement comes after several related initiatives in recent months. In early August, Education and Merit Minister Giuseppe Valditara proposed action on the full-face veil through an amendment to the security bill. At the end of July, Futuro Nazionale — the party founded by far-right MEP Roberto Vannacci, who has backed Meloni’s proposal — tabled a resolution against the full-face veil in the Chamber of Deputies’ Culture Committee. It was approved with centre-right votes after being redrafted at the government’s request. In March, the League introduced a bill in the Senate to amend Article 5 of the 1975 Reale law, which was introduced by then-Justice Minister Oronzo Reale during the Years of Lead to ban face coverings in public places. The proposed amendment would create a new offence of forcing someone to conceal their face, punishable by one to two years in prison and fines of between €10,000 and €30,000. It would also bar those convicted from obtaining Italian citizenship. If Italy introduces a statutory maximum for foreign pupils in each class, it would become the first European country to adopt such a rule, according to the proposal. Italy already has a 30% limit on non-Italian pupils, set out in a 2010 ministerial circular issued by then-Education Minister Mariastella Gelmini. The limit has often gone unenforced because of local demographic conditions and a lack of flexibility, particularly in urban outskirts. Meloni’s announcement has received support from members of the governing coalition but has also drawn criticism from the opposition and legal experts.
Taylor volta pagina su energia Una vera e propria inversione di rotta sulle politiche energetiche e climatiche. Angus Taylor, leader dell’opposizione australiana, ha annunciato che, in caso di vittoria della Coalizione alle prossime elezioni federali, il nuovo governo interverrà entro trenta giorni per cancellare una parte consistente delle misure adottate negli ultimi anni per ridurre le emissioni e accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. A illustrare il pacchetto è stato il responsabile dell’Energia dell’opposizione, Dan Tehan, che ha annunciato un disegno di legge destinato a modificare otto politiche già presentate dalla Coalizione. Tra le proposte figurano l’abolizione del cosiddetto Safeguard Mechanism, la rimozione dei divieti che oggi impediscono alcuni progetti nucleari, la cancellazione degli standard sulle emissioni delle automobili e l’eliminazione dell’obiettivo legislativo di raggiungere emissioni nette zero entro il 2050.
Il piano prevede inoltre la revoca di quattro delle sei aree offshore individuate per lo sviluppo dell’eolico marino, oltre all’introduzione di un codice di condotta per gli operatori delle rinnovabili. I finanziamenti energetici destinati agli Stati dovrebbero essere orientati soprattutto a garantire prezzi accessibili e sicurezza delle forniture, mentre cambierebbe anche il ruolo dell’Australian Energy Regulator, con maggiore attenzione all’accessibilità economica dell’energia. "Abbiamo fatto la nostra parte", ha dichiarato Taylor, spiegando che il Paese continuerà comunque a beneficiare delle nuove tecnologie a basse emissioni quando saranno scelte dagli stessi australiani. Secondo Tehan, le tensioni geopolitiche degli ultimi anni, compreso il conflitto legato allo Stretto di Hormuz, hanno modificato le priorità nazionali e reso necessario separare la politica energetica da quella climatica.
e-mail in redazione Buongiorno dalla Francia! Ho letto con grande interesse l'articolo dell'eccellente Emmanuele Esposito, condividerei tutto quello che scrive, ma la realtà mi obbliga a dire che le Leggi Tremaglia sono da tempo obsolete, inutili, inefficaci e vanno abrogate,comme quelle dei Comites-CGIE. Sono belle leggi ma gli italiani nel mondo, per la stragrande maggioranza, non sono per nulla interessati, quindi inutile spiegare, invitare, chiedere di votare per Deputati eletti all'estero. Con le ultime leggi siamo proprio nel ridicolo... a che servono 2 deputati che nessuno conosce, per il tutto il mondo australe? Stiamo delirando! Gli italiani che vogliono votare lo facciano per i deputati della loro circoscrizione in Italia punto ! I nostri veri interlocutori sono il MAE, DGIT, Ambasciate, Consolati, ed i fondi risparmiati, eliminando elezioni fasulle, organismi parassiti, dovrebbero essere ridiretti ed erogati dai Consoli alle associazioni dinamiche, attive, alla stampa italiana all'estero, scuole italiane ecc... Agli ''espatriati italiani'' l'Italia non interessa, forse la régione d'origine tramite i compaesani che vivono ancora. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo...le bellissime
leggi erano inadatte per gli emigrati del Bel Paese...dico questo con grande tristezza, sono stati spesi miliardi per zero risultati.. il regalo di Tremaglia é una bomboniera finita in fondo ad un cassetto! Non sviluppo di più, vi lascio uscire dal sogno Tremaglia, vi lascio verificare l'esattezza della mia analisi..certo é terribile.. The best for you brothers downunder! You are doing a great job for Italians in Australia...but you need great help quickly...anyway.. spring is coming for you, bottle brushes will bloom! Danilo Vezzio da Lione Caro Danilo, sono d'accordo con te. I Comites sono nati per rappresentare gli italiani nei rapporti con le autorità consolari, non per duplicare associazioni e altri enti. Quando Consolati e Ambasciate funzionano, ascoltano e rispondono, questi organismi perdono gran parte della loro ragion d'essere. È tempo di dirlo. Non ha senso finanziare strutture per realizzare piccoli progetti che associazioni già radicate sul territorio potrebbero fare meglio, con maggiore esperienza e conoscenza delle comunità. Le risorse dovrebbero andare dove producono risultati concreti: associazioni, scuole, stampa e realtà che ogni giorno tengono vive le nostre comunità. Alla prossima!
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notizie comunitarie
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a cura di Tom Padula
A Last Look Into the World of Ancient Rome
Monte Lauro guarda al futuro senza dimenticare le origini di Tom Padula Ho deciso di partecipare a questa Assemblea Generale Annuale per vedere come questo Piccolo Club Italiano situato in Victoria Street Brunswick deciderà il suo futuro per un altro anno. Non sono rimasto deluso perché l'ordine del giorno era abbastanza semplice per quei soci fedeli che hanno partecipato. Più di cinquanta soci sono venuti a sostenere le elezioni e a unirsi per un pomeriggio in cui amicizia e solidarietà erano evidenti. Era disponibile una cena buffet preparata dal Comitato: piatto principale, dessert, caffè e bevande offerti dal Club. La riunione annuale è iniziata alle 15:00 con la presentazione dei conti annuali e dei rapporti del Presidente Orazio Noto accompagnato dalla Segretaria Dina Palozzo e dal Tesoriere Ennio Palozzo. Il Comitato al completo era presente insieme, seduti dietro ad un lungo tavolo, per riconoscere i propri contributi individuali e rinnovare la disponibilità a servire per un altro anno. Orazio Noto è stato eletto all'unanimità per il 34º anno consecutivo come presidente. Per lui questo è stato un lavoro d'amore che dura tutta la vita, proseguito dal lavoro e servizio di suo padre fin dall'inizio della nascita di questo Club. Il Club si trovava in una sede più grande in Victoria Street nei primi decenni della sua esistenza. Il numero dei soci del Club era intorno a 250, molti dei quali provenivano da Buccheri paese in Sicilia. Ora che negli ultimi dieci anni si aggirano a meno di cento soci nelle loro nuove sede. Ho chiesto quanti soci fossero ormai
Save the Date in Melbourne By Tom Padula
East Keilor & Avondale Heights Tombola, carte e biliardo Tutti i lunedì e mercoledì Joe Murone: 0409 331 317 Tony Garipoli: 0407680 591 Essendon Italian Club Kellaway Avenue Neighbourhood Tombola e carte Tutti i martedì - 12:00pm Tutti benvenuti
da Buccheri. La risposta è stata "circa mezza dozzina". Ovviamente la seconda e la terza generazione con origini di Buccheri, nati e cresciuti a Melbourne, non hanno più quella forte associazione con il Paese originale. Comprensibilmente, fin dalla loro nascita, il Paese era Melbourne e le loro giovani vite hanno assorbito la cultura di questa città. Gli sforzi per mantenere la lingua italiana o la lingua locale Buccheri dai genitori hanno avuto risultati variabili. Mi sono chiesto del futuro dei piccoli club italiani di Melbourne. Sono fiducioso che le porte di questo Club già attirano soci locali da tutte le regioni d'Italia e alcuni dalla popolazione generale locale. Il servizio e l'impegno per mantenere il Monte Lauro Social Club sono assicurati per i prossimi anni e oltre. I benefici sociali della continuazione di questo Club sono troppo importanti per lasciarli andare. L'attuale Presidente, Orazio Noto, è un leader carismatico. È ben posizionato poiché ha attirato soci competenti nel comitato che assistono ogni volta che ci sono eventi, cene con ballo o altre attività. La loro collaborazione permette inoltre di mantenere vivo quello spirito familiare che da sempre caratterizza il Club, offrendo ai soci occasioni preziose per incontrarsi, condividere esperienze e rafforzare i rapporti di amicizia. È proprio attraverso questi momenti di incontro che il Club continua a conservare tradizioni, ricordi familiari e legami costruiti nel corso degli anni. Ho apprezzato rivedere alcuni dei presenti interessati alle mie attività per la promozione della lingua e della cultura italiana, insieme al mio impegno di promuovere pace ed armonia per tutti nel mondo. Alcuni mi hanno chiesto informazioni sugli articoli che scrivo su ALLORA e dei programmi televisivi sul Canale 31 (44 sul vostro dial). Il mio atteggiamento positivo per la decisione di partecipare a questa assemblea generale è stato più che premiato dai risultati del pomeriggio. Le mie congratulazioni vanno al nuovo comitato per l'anno 2026/2027. Buon lavoro e Grazie per tutto quello che fate come volontari per il Monte Lauro Social Club – Buccheri.
After the spectacular success of the sold-out first event, Discoteca Italiana returns on 16 October at Melbourne Museum to say arrivederci in style to the Melbourne-exclusive exhibition ROME: Empire, Power, People, before the exhibition closes on 25 October. ROME: Empire, Power, People features 180 objects, the majority of which have not left Italy before, from the extraordinary collections of two of Italy’s most prestigious museums, the Museo Nazionale Romano and the Museo Archeologico Nazionale di Firenze. The exhibition presents a rare opportunity to experience up close objects that tell the story of one of history’s most enduring civilisations from the grandeur of imperial power to the lives of everyday citizens. Tickets are now on sale for Discoteca Italiana Arrivederci Roma, a unique experience celebrating 2,000 years of ancient Roman history and Italian nightlife on 16 October. This program has been made possible thanks to the generous support of the Italian Australian Foundation. Guests can dance the night away on a giant disco dancefloor, capture the moment at a neon-inspired photo booth, enjoy pizza, pasta and
desserts by Brunetti Classico, sip cocktails showcasing Segafredo espresso, all while enjoying exclusive after-hours access to ROME: Empire, Power, People. Known for playing the best music across Melbourne's top parties, Disco Mediterranea (Italian themselves) headline with a special curated set of Italian classics. Opening the night is Piu Disco's The D Word, bringing Italo disco, electro and uptempo disco with roaming dancers and living statues weaving through the crowd all night. Visitors to Melbourne Museum also have until Sunday 25 October to experience the exclusive Brunetti Classico at Melbourne Museum outpost. The beloved Italian food em-
porium has been serving its authentic, Roman-inspired savoury dishes and pastries including savoury classics like pizza al taglio (pizza by the slice) prepared in the classic Roman style along with pasticceria favourites like cannoli. Quote attributable to Lynley Crosswell, CEO and Director, Museums Victoria: 'ROME: Empire, Power, People has given audiences a once-in-alifetime opportunity to encounter extraordinary objects from Italy’s great museum collections, many of which have never travelled beyond Italy before. The return of Discoteca Italiana Arriverdeci Roma is a joyful way to celebrate the exhibition and the enduring influence of Italian culture.'
Bonetto, l’eredità italiana diventa racconto Un incontro nel segno della cultura, della letteratura e dei legami tra Italia e Australia. La Console Generale d’Italia a Melbourne ha ricevuto lo scrittore italo-australiano Christian Bonetto, autore di numerose guide di viaggio e pubblicazioni dedicate all’Italia, alla sua cultura e al patrimonio italiano. Al centro del colloquio il percorso professionale di Bonetto, il suo rapporto con l’Italia e l’attività editoriale sviluppata negli anni attraverso racconti e pubblicazioni capaci di valorizzare luoghi, tradizioni e storie legate al mondo italiano. Tra i suoi lavori più recenti figura Italo, volume dedicato alla presenza italiana in Australia e alle sue molteplici espressioni
culturali e sociali. Il libro raccoglie storie e testimonianze che contribuiscono a raccontare l’eredità costruita dalle generazioni di italiani nel Paese, attraverso esperienze, memorie e percorsi personali vissuti nel corso degli anni.
L’incontro ha inoltre sottolineato il ruolo della cultura e della letteratura come strumenti di dialogo, conoscenza e consolidamento dei rapporti tra le due realtà, favorendo nuove occasioni di confronto e collaborazione culturale.
Tel. 02 9729 2811 Fax.02 9729 4233 email: sales@gullifood.com.au www.gullifood.com.au
275 Kurrajong Road, Prestons 2170 NSW
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Culture Mix accende il cuore della città
Wollongong si prepara a vivere una giornata all’insegna della cultura, dell’inclusione e della partecipazione con Culture Mix, l’evento multiculturale promosso dalla City of Wollongong, in programma sabato 26 settembre, dalle 11 alle 18, nel cuore del CBD. La manifestazione, gratuita e aperta a persone di ogni età, provenienza e abilità, si svolgerà su Dharawal Country, coinvolgendo diverse aree del centro cittadino. Giunto alla sua quarta edizione, Culture Mix rappresenta molto più di una semplice festa. È un appuntamento che racconta la realtà di una comunità composta da persone provenienti da numerosi Paesi e tradizioni, offrendo uno spazio dove le diverse culture possono incontrarsi, conoscersi e condividere le proprie espressioni artistiche e gastronomiche. Il programma 2026 comprende oltre 100 esperienze gratuite, tra musica, danze tradizionali e contemporanee, arte, laboratori, attività per famiglie e specialità culinarie internazionali. Più dell’80 per cento del programma è affidato ad artisti e gruppi comunitari locali, sottolineando il ruolo delle associazioni e del-
le comunità nella costruzione dell’identità culturale di Wollongong. Il significato di Culture Mix risiede proprio nella possibilità di trasformare le differenze culturali in un'occasione di incontro. Attraverso il cibo, la musica, la danza e l’arte, il festival permette alle diverse comunità di presentare le proprie tradizioni e, contemporaneamente, di scoprire quelle degli altri. Un messaggio particolarmente importante è quello dell’inclusione: l’evento è stato progettato per accogliere anche persone con disabilità, esigenze sensoriali o difficoltà di mobilità, con servizi e attività dedicate. Dopo aver richiamato oltre 20.000 visitatori nel 2025, Culture Mix torna dunque a riunire Wollongong in una grande celebrazione della sua ricchezza multiculturale. La giornata offrirà inoltre l’opportunità di esplorare il centro cittadino in un’atmosfera vivace e familiare, con iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi. Le attività permetteranno ai partecipanti di imparare, divertirsi e creare nuovi legami,
valorizzando il contributo di artisti, volontari, associazioni e gruppi locali. Culture Mix conferma così l’importanza degli spazi pubblici come luoghi di dialogo, partecipazione e scambio, dove esperienze differenti possono convivere e contribuire a rendere la città ancora più dinamica, accogliente e rappresentativa della sua popolazione. Tra gli appuntamenti previsti non mancheranno momenti dedicati alla scoperta delle tradizioni attraverso dimostrazioni, performance e attività pratiche. Per molte famiglie sarà anche un’occasione per trascorrere una giornata insieme, partecipando liberamente alle diverse proposte distribuite nel CBD. La varietà del programma consentirà ai visitatori di costruire il proprio percorso, alternando spettacoli, incontri e momenti di degustazione. Particolare attenzione sarà rivolta anche ai giovani, con attività capaci di stimolare creatività e curiosità. La presenza di realtà culturali diverse renderà inoltre possibile un confronto diretto tra generazioni, esperienze e linguaggi, rafforzando il senso di appartenenza alla città. L’appuntamento rappresenta anche un’importante occasione per sostenere le realtà locali che durante tutto l’anno contribuiscono alla vita culturale della città. Associazioni, artisti e volontari avranno infatti la possibilità di incontrare il pubblico, presentare le proprie attività e rafforzare le collaborazioni. Una partecipazione che rende Culture Mix non solo una celebrazione, ma anche un momento concreto di condivisione e confronto. MGS
Holy Cannoli apre il festival
Si è aperta a Canberra la nuova edizione dello ST. ALi Italian Film Festival, con una serata inaugurale che ha riunito appassionati di cinema, rappresentanti istituzionali e pubblico in un’atmosfera dedicata alla cultura e alla tradizione italiana. L’appuntamento si è svolto al Palace Cinemas Electric, trasformando l’apertura del festival in una vera festa del cinema italiano. La serata ha avuto come protagonista la première australiana di Holy Cannoli, scelta per inaugurare ufficialmente la manifestazione nella capitale. A dare il via all’edizione è stato l’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, che ha aperto l’evento alla presenza degli organizzatori e degli ospiti. Ad accompagnare la serata non sono mancati momenti conviviali e di intrattenimento. La musica è stata affidata a Mode Entertainment, mentre gli arancini di Agostini’s Catering hanno aggiunto un sapore italiano all’accoglienza del pubblico. L’iniziativa è stata resa possi-
bile anche grazie al sostegno di numerosi partner, tra cui ST. ALi, Palace, Lexus Australia e HSBC, oltre a importanti realtà commerciali e culturali. Tra i partner culturali figurano l’Ambasciata d’Italia in Australia, Co.As.It. Sydney, l’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne e il Centre of Italian Studies. La serata di Canberra ha così inaugurato un nuovo percorso dedicato al cinema italiano, offrendo al pubblico australiano un’occasione per incontrare sul grande schermo storie, linguaggi e atmosfere del nostro Paese. Un appuntamento che conferma inoltre il ruolo del festival nel favorire l’incontro tra cultura italiana e pubblico australiano, attraverso il cinema e la condivisione. La partecipazione di istituzioni, sponsor e realtà culturali ha contribuito a creare un appuntamento capace di unire spettacolo e socialità, confermando il cinema come importante strumento di dialogo culturale e di incontro tra diverse generazioni.
CIC Celebrates 50 Years of Building Community The Italian-Australian community in South Australia has celebrated a milestone as CIC marks 50 years of supporting older people, strengthening community connections and promoting inclusion. The anniversary recognises five decades of service by an organisation that has become part of South Australia’s social fabric, providing support, companionship and opportunities across generations. Warm congratulations have been extended to current President Silvio Iadarola, together with past presidents, board members, supporters and volunteers whose commitment has helped shape CIC into the respected organisation it is today. From its beginnings, CIC has focused on community, recognising that social connection, dignity and participation are essential to the wellbeing of older people. Over the years, its work has reflected changing community needs while maintaining a strong commitment to inclusion and belonging. The 50th anniversary also marks the beginning of a new
chapter, with the organisation adopting the name Creating Inclusive Communities. The rebranding introduces a new name and colour palette, while retaining the CIC identity familiar to generations of members and supporters. The change reflects an organisation looking towards the future while remaining firmly connected to its history. For many Italian-Australian families, organisations such as CIC have played an important role in helping older generations remain connected,
supported and engaged. They provide more than services: they create friendships, preserve networks and foster a sense of belonging. The anniversary recognises the people behind the organisation — volunteers, leaders and supporters who continue to believe in its mission. As Creating Inclusive Communities begins its next 50 years, it carries forward a strong legacy built on service, respect and solidarity. Congratulations to CIC on this milestone. Fifty years of service. A new name. The same commitment to community.
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La cultura italiana incontra i giovani della Marco Polo
Dott.ssa Valentina Biguzzi
Console Generale G. Rubagotti
Valentina Biguzzi illustra le tappe delle regioni italiane
Gli alunni pongono le loro domande
Libri in dono agli alunni della Marco Polo
di Maria Grazia Storniolo Una visita all’insegna della lingua, della cultura e della curiosità ha interessato la scuola italiana Marco Polo di Bossley Park, che ha avuto il piacere di accogliere il Console Generale d’Italia Gianluca Rubagotti e la dottoressa Valentina Biguzzi, direttrice dell’Ufficio Scuola e Cultura dell’Ambasciata d’Italia a Canberra. Ad attendere gli ospiti erano gli studenti della scuola, accompagnati dalle giovani insegnanti Emma e Kiara, che hanno rivolto loro un caloroso benvenuto. L’incontro si è trasformato fin dalle prime battute in un momento di dialogo diretto e coinvolgente, particolarmente apprezzato dai giovani alunni. Ad aprire l’incontro è stata la dottoressa Biguzzi, che ha illustrato agli studenti il proprio ruolo all’interno dell’Ambasciata e spiegato le finalità della visita, nata con l’obiettivo di conoscere più da vicino la realtà della Marco Polo e le numerose attività attraverso le quali viene mantenuto vivo l’interesse per la lingua e la cultura italiana. Particolarmente significativa è stata la presentazione di alcuni libri promossi dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e destinati ai giovani lettori. Con grande semplicità e capacità di coinvolgimento, la direttrice Biguzzi ha presentato ai ragazzi i protagonisti e i contenuti di Pimpa Viaggio in Italia, Timpa Scienze e Invenzioni e Mille Meraviglie in Blu – Alla scoperta dell’Italia vista dal mare. Gli studenti hanno seguito con attenzione, partecipando attivamente e rivolgendole numerose domande. Un dialogo spontaneo che ha permesso di trasformare la presentazione dei libri in un vero viaggio alla scoperta dell’Italia, delle sue città, delle sue meraviglie e delle tante curiosità legate alla storia e alla cultura del Paese. Successivamente ha preso la parola il Console Generale Gianluca Rubagotti, che ha spiegato ai ragazzi il proprio ruolo e le principali funzioni svolte all’interno del Consolato. Anche in questa occasione non sono mancate le domande degli studenti, alcune delle quali accompagnate da simpatiche e spontanee curiosità sul lavoro del Console e sulla
Gli studenti Avati e Addabbo ringraziano gli ospiti
La Dott.ssa Biguzzi e il Console Generale Rubagotti insieme ai dirigenti e gli insegnanti della Marco Polo
rappresentanza italiana in Australia. Al termine dell’incontro, ciascun alunno ha ricevuto in dono i tre libri, un prezioso invito alla lettura e alla fantasia, attraverso il quale poter continuare a conoscere l’Italia e, pagina dopo pagina, sognare di attraversarne le città, i paesaggi e le meraviglie. Il Console Rubagotti e la dottoressa Biguzzi si sono congratulati con gli studenti per l’interesse dimostrato verso la lingua e la cultura italiana, ringraziando gli insegnanti e tutto lo staff della Marco Polo per l’accoglienza e l’ospitalità. A loro hanno inoltre rivolto l’augurio di proseguire con entusiasmo nel lavoro di diffusione della lingua e della cultura italiana, favorendo un interesse sempre maggiore tra le nuove generazioni. Durante la visita, i dirigenti della scuola Marco Polo hanno avuto modo di illustrare agli ospiti le numerose attività della scuola, che vanno oltre il tradizionale insegnamento della lingua italiana, tra cui i corsi ICON e gli esami di livello B1 richiesti per la cittadinanza italiana. Non poteva infine mancare una visita al piccolo Museo dedicato a Dante Alighieri, affettuosamente denominato “Il Museino”,
realizzato nel 2021 in occasione del 700° anniversario della morte del Sommo Poeta. Un luogo ricco di memoria e significato, che ha rappresentato la conclusione ideale di una giornata dedicata alla lingua, alla cultura e alle radici italiane. La visita del Console Generale Rubagotti e della dottoressa Biguzzi ha così lasciato alla Marco Polo un messaggio importante: coltivare la lingua italiana significa custodire un patrimonio culturale e, soprattutto, consegnarlo alle nuove generazioni affinché possano conoscerlo, amarlo e continuare a farlo vivere anche lontano dall’Italia. La giornata si è conclusa in un clima di particolare cordialità, confermando quanto siano importanti occasioni di incontro diretto tra le istituzioni, le scuole e gli studenti. La presenza del Console Generale e della direttrice dell’Ufficio Scuola e Cultura ha rappresentato per i ragazzi un’esperienza concreta e significativa, capace di avvicinarli ulteriormente alla lingua italiana e al patrimonio culturale delle proprie origini. Un’esperienza che resterà nel cuore degli studenti, rafforzando il legame con la lingua e la cultura italiana.
Gli studenti ricevono i libri dedicati all’Italia
1/ 66 Dublin Street SMITHFIELD NSW 2164 delizioso-bakery.square.site
(02) 8749 8805
a d m i n @ d e l i z i o s o b a ke r y. c o m . a u
BREAD| SWEETS | PIZZA| COFFEE | DONUTS | BISCUITS La gioia dei giovani studenti alla consegna dei libri
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Compleanno Speciale alla CNA Care Services
di Maria Grazia Storniolo Proseguono con entusiasmo, ogni mercoledì, le attività ricreative organizzate da CNA Care Services, dedicate alla terza età e pensate per offrire occasioni di incontro, socializzazione e condivisione. Un appuntamento settimanale che rappresenta un importante punto di riferimento per tanti partecipanti, contribuendo a contrastare l’isolamento e a rafforzare il senso di comunità. Tra giochi, musica, conversazioni e momenti convi-
viali, non mancano le occasioni per celebrare ricorrenze importanti e compleanni. E proprio lo scorso mercoledì, il gruppo ha voluto festeggiare con particolare affetto un compleanno davvero speciale: quello di Concetta Corte, volontaria di CNA Care Services da diversi anni. Con grande attenzione, passione e disponibilità, Concetta continua a dedicare il proprio tempo agli altri, mettendosi al servizio della comunità e dimostrando, giorno dopo giorno,
quanto sia importante amare ciò che si fa. La sua presenza è diventata parte integrante del gruppo del mercoledì, dove è conosciuta e apprezzata per la sua semplicità e disponibilità. Le note di “Happy Birthday” hanno accompagnato il momento più emozionante della giornata, mentre tutti i partecipanti si sono stretti attorno a Concetta per farle sentire il loro affetto. Per l’occasione è stata servita una torta dal gusto vellutato, accompagnata da piccole e deliziose zeppole tradizionali, preparate con cura da Elisabetta, e da un ottimo prosecco italiano. Emozionata ma felice, Concetta ha ringraziato tutti per aver contribuito a rendere così speciale una giornata importante della sua vita. Dalla Redazione di Allora! ancora tanti cari Auguri, con l’auspicio di vivere insieme altri momenti di gioia, amicizia e condivisione, circondata sempre dall’affetto di amici, colleghi e familiari, e di continuare a regalare sorrisi a chi le sta accanto.
Ciao Coffs, la festa che sostiene la Pediatria
D. Martignago, F. Maione, L. Hammond, S. White & E. Basso
di Filippo Stivala Un importante gesto di solidarietà ha accompagnato il successo della prima edizione della Ciao Coffs Festa Italiana, che ha permesso di raccogliere 13.024 dollari destinati al reparto pediatrico del Coffs Harbour Health Campus. Venerdì 18 settembre, l’Executive del Coffs Coast Italian Heritage Group Inc. ha consegnato ufficialmente l’assegno a Stephanie White, Head of Pediatrics, e Lisa Hammond, Nurse Unit Manager del Children’s Ward presso il Cof-
fs Harbour Health Campus. La somma, raccolta grazie alla Festa Italiana inaugurale e in particolare al sostegno della comunità e delle attività commerciali locali, rappresenta un contributo concreto al miglioramento dell’assistenza sanitaria dedicata ai bambini. Lisa Hammond ha espresso grande sorpresa e soddisfazione per l’entità della donazione, spiegando che i fondi saranno destinati all’acquisto di una moderna macchina CPAP, apparecchiatura in grado di fornire supporto re-
spiratorio a bambini di tutte le età. Stephanie White ha sottolineato l’importanza di poter garantire questo tipo di assistenza direttamente sul territorio. La disponibilità della nuova apparecchiatura consentirà infatti di offrire cure respiratorie avanzate, riducendo, quando possibile, la necessità di trasferire i piccoli pazienti verso le unità di terapia intensiva pediatrica dei principali centri urbani. Per le famiglie, evitare trasferimenti significa anche limitare stress, disagi e interruzioni della quotidianità in momenti particolarmente delicati, mantenendo i bambini vicini alle persone care e alla propria comunità. Sia White sia Hammond, presenti alla Festa Italiana, hanno elogiato gli organizzatori e si sono dette entusiaste in vista della prossima edizione, sottolineando il valore dell’iniziativa anche sul piano sociale. Il presidente del Coffs Coast Italian Heritage Group, Franco Maione, ha infine rivolto un ringraziamento alle imprese locali per il generoso sostegno offerto al Monster Raffle, organizzato proprio con l’obiettivo di raccogliere fondi per il Children’s Ward.
JDN TRANSPORT Catherine Field
0408 596 157 JDN transport is a small family owned business that specialises in transporting fresh produce to fruit shops in and around Sydney and some country areas
Jack Cesare saluta Sydney e riparte verso Bergamo di Filippo Stivala Si è tenuto al Consolato Generale d’Italia a Sydney l’incontro con Jack Cesare, giovane rugbista accolto nuovamente nella sede diplomatica italiana dal Console Generale Gianluca Rubagotti, alla vigilia della sua partenza per l’Italia. Per Cesare si tratta del secondo anno consecutivo in cui attraversa il mondo del rugby tra Australia e Italia, proseguendo il proprio percorso sportivo a Bergamo, dove si appresta ad affrontare una nuova stagione. L’incontro al Consolato ha rappresentato un momento di saluto e di incoraggiamento per il giovane atleta, che torna in Italia con l’obiettivo di continuare a crescere sul campo, consolidare la propria esperienza nel rugby e affrontare nuove opportunità nel proprio percorso agonistico. La presenza del Console Generale
Rubagotti ha sottolineato anche il legame tra le due realtà, unite non soltanto dalla storia e dalla cultura, ma anche dalle esperienze dei giovani italiani e italo-australiani che scelgono di sviluppare i propri percorsi personali e sportivi nei due Paesi. Dopo la prima esperienza, Cesare si prepara dunque a vivere un nuovo capitolo a Bergamo, portando con sé il bagaglio maturato durante la precedente stagione e le esperienze raccolte dentro e fuori dal campo. Dal Consolato Generale d’Italia a Sydney è arrivato l’augurio per il nuovo impegno sportivo, con un sincero “in bocca al lupo” per la stagione che lo attende. Per Jack Cesare, il viaggio verso l’Italia è pronto a ricominciare: una nuova annata, nuove sfide e ancora tanta strada da percorrere sul campo da rugby.
Mount Pritchard celebra con fede 66 anni di devozione È uno degli appuntamenti religiosi più attesi della comunità parrocchiale di Mount Pritchard e quest’anno raggiunge un traguardo significativo: la 66ª Festa della Madonna del Monte Carmelo si terrà domenica 11 ottobre 2026 presso la chiesa di Our Lady of Mount Carmel, in 230 Humphries Road, Bonnyrigg. La celebrazione prenderà il via alle 10.30 con la Santa Messa parrocchiale, momento centrale della giornata, alla quale farà seguito la tradizionale processione. Un rito che, anno dopo anno, riunisce fedeli e parrocchiani in un momento di preghiera e devozione, nel segno di una tradizione che continua a essere tramandata e vissuta con partecipazione dalle nuove generazioni della parrocchia, mantenendo vivo il legame con la storia religiosa del quartiere e con le famiglie che lo frequentano da sempre.
Dopo la processione, l’appuntamento proseguirà nei locali della parrocchia con un rinfresco nella sala parrocchiale, offrendo ai presenti l’occasione di fermarsi insieme e condividere un momento di fraternità. Ad accompagnare i festeggiamenti sarà la Banda Maltese, presenza musicale ormai legata alla manifestazione, mentre l’intrattenimento vedrà protagonista anche il cantante Melo Ridolfo. Il Comitato della Festa invita tutti i parrocchiani a partecipare alla giornata e a prendere parte alle celebrazioni, che rappresentano un momento importante del calendario della parrocchia e un’occasione per ritrovarsi attorno a una devozione che da 66 anni conserva il suo posto nella vita della comunità. Per ulteriori informazioni, contattare Paolo Marchisano: 0410 291 629.
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Un giullare ribelle racconta Dario Fo nel cuore teatrale di Sydney
Matthias Martelli parla al pubblico durante l’incontro
Il giullare ribelle, vita apocrifa di Dario Fo
di Maria Grazia Storniolo Una serata all’insegna del teatro, della cultura e del ricordo di una delle figure più originali e anticonformiste della scena italiana si è svolta martedì sera all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che ha avuto il piacere di ospitare l’attore e drammaturgo Matthias Martelli, protagonista della presentazione del suo nuovo libro Il giullare ribelle. Vita
apocrifa di Dario Fo. L’incontro ha offerto al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino il percorso artistico di Martelli e, attraverso i suoi racconti, di riscoprire la personalità e l’opera di Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997 e figura centrale del teatro italiano del Novecento. Con grande partecipazione, Matthias Martelli ha condiviso
numerosi aneddoti legati alla propria esperienza artistica e soprattutto al suo personale incontro con Fo. Un percorso iniziato molto presto, quando ancora bambino ebbe modo di scoprire Mistero Buffo, opera destinata a lasciare un segno profondo nella sua formazione e nella sua futura attività teatrale. Da quella prima scoperta è nato un cammino che lo ha portato a confrontarsi direttamente con il mondo artistico di Fo e, negli anni, a diventare uno degli interpreti che ne mantengono viva l’eredità teatrale. Martelli ha raccontato con particolare intensità alcuni momenti di questo rapporto, restituendo al pubblico non soltanto l’immagine dell’artista e del maestro, ma anche quella dell’uomo capace di trasmettere passione, curiosità e libertà creativa. La serata si è trasformata così in un viaggio attraverso il teatro di Dario Fo, il suo linguaggio originale, la capacità di utilizzare l’umorismo come strumento di riflessione e quella voce inconfondibile che ha saputo parlare a generazioni di spettatori. Un patrimonio artistico caratterizzato da una straordinaria ricchezza espressiva e da una continua ricerca di nuove forme per raccontare la realtà. L’incontro all’Istituto Italiano di Cultura ha rappresentato quindi un momento di particolare interesse culturale per la comunità italiana e per tutti gli appassionati di teatro presenti.
SOCIAL SUPPORT GROUP SOCIAL & RECREATIONAL ACTIVITIES FOR SENIORS
Meet & Greet, Bingo, Gentle Exercises, Lunch, Bowling and Scheduled Outings
Wednesdays, from 10.00am to 2.30pm 29 Jul, 30 Sep, 28 Oct, 25 Nov 9 Dec (Christmas Lunch) Catherine Park Community Centre 55 Catherine Park Drive, Oran Park 2570 BOOKINGS
(02) 8786 0888 OR 0450 233 412 REFER A FAMILY MEMBER OR FRIEND www.cnansw.org.au/referrals
Matthias Martelli firma una copia del libro
Il direttore Marco Gioacchini insieme agli ospiti
Attraverso le parole di Martelli, il pubblico ha potuto riscoprire la vitalità di un autore che ha fatto della creatività, dell’ironia e della libertà il cuore della propria arte. Una serata stimolante e partecipata, che ha ricordato come il teatro possa continuare a custodire la memoria dei grandi maestri e, allo stesso tempo, offrire alle nuove generazioni nuovi strumenti per conoscere, inter-
pretare e mantenere vivo il loro straordinario patrimonio culturale. Il dialogo con Martelli ha inoltre sottolineato il valore della trasmissione culturale, mostrando come l’incontro diretto con le opere e con le storie degli artisti possa suscitare nuove curiosità e avvicinare il pubblico al teatro, alla letteratura e alla tradizione italiana contemporanea.
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Europa, opportunità e strategie al centro del Business Forum NORWEST, NSW – Comprendere il mercato europeo, prepararsi alle nuove opportunità commerciali e fornire alle imprese strumenti concreti per affrontare i mercati internazionali. Sono stati questi i temi al centro dell'EU–Australian Business Forum 2026, svoltosi giovedì 17 settembre al Visy Dior International Hotel di Norwest. Organizzato dalla Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia (ICCIAUS) e OnePoint Growth Agency, il Forum ha riunito rappresentanti istituzionali, imprenditori, esportatori, investitori e numerosi esponenti delle Camere di Commercio australiane, con l'obiettivo di offrire alle imprese una panoramica concreta sulle opportunità e sulle sfide legate al mercato europeo. Sul palco, nel ruolo di MC, Paula Martin, Executive Director Regional NSW and Visitor Economy di Business NSW, che ha guidato l'intera giornata assicurandosi che ogni intervento avesse un valore pratico per le imprese presenti. Ad aprire il confronto sul quadro generale è stato Jason Collins, CEO dell'European Australian Business Council, che ha parlato del contesto strategico dei rapporti tra l'Australia e l'Unione Europea. Seguito da Cathy Raper, Chief Negotiator dell'Australia–EU FTA per il DFAT, che ha invece spiegato lo stato attuale dei negoziati e le prospettive future. Mentre Andreas Battocchio, Director Europe, Americas, Middle East and Africa di Austrade, ha presentato le opportunità commerciali e i settori prioritari per le PMI australiane. Non sono mancati gli interventi dedicati agli aspetti più operativi: Sharni Knox, Head of Customs & Compliance di Mondiale VGL, e Brad Leonard, Manager Border & Biosecurity di IFCBAA, hanno approfondito i temi legati a dogane, logistica, biosecurity e conformità normativa. A completare il quadro è stato l'intervento di Heath Woodbury, State Director NSW & ACT di Export Finance Australia, che ha illustrato gli strumenti di supporto finanziario disponibili per le imprese che vogliono affacciarsi ai mercati internazionali. Due sono stati i panel che hanno rappresentato il cuore della giornata. Il primo ha analizzato
le opportunità offerte dal mercato europeo, mentre il secondo ha seguito un approccio maggiormente operativo, proponendo un vero e proprio percorso per le aziende interessate a entrare nel mercato: dalla preparazione iniziale agli aspetti normativi e logistici, fino agli strumenti necessari per sostenere l'espansione internazionale. Ampio spazio è stato inoltre riservato alle domande del pubblico. Il Forum ha così rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, imprese e organizzazioni del sistema camerale, con un'attenzione particolare alle
esigenze delle PMI e alle loro possibilità di crescita sui mercati internazionali. Il messaggio emerso dalla giornata è stato chiaro: la preparazione è il primo passo per trasformare le future opportunità commerciali tra Australia ed Europa in risultati concreti per le imprese. ICCIAUS ringrazia tutti gli Speakers, i Partner, le Camere di Commercio e gli Sponsor che hanno reso possibile l'evento, con un ringraziamento particolare a OnePoint Growth Agency, a Mondiale VGL, Avion e Event Spec.
mercati & finanza
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Bitcoin rialza la testa e sorprende i mercati
Iran War Prices Rise in Italy The war in Iran is having an increasingly visible impact on household budgets in Italy, with higher prices spreading well beyond fuel and energy. According to a study by the Centre for Research and Training on Consumption (C.r.c.), carried out with consumer association Assoutenti, the conflict could cost Italian families as much as €24.6 billion by the end of the year if current prices remain unchanged. The study examined official Istat data, comparing consumer prices in February 2026 with those recorded in recent months. Among the sharpest increases were several technology products. Unregistered storage devices such as memory cards and USB sticks rose by 58.5% over six months, while information and communication accessories, including chargers, power banks, cables and adapters, increased by 27%. Prices also climbed for recorded sound, image and video media, up 15.2%, while laptops, tablets and handheld computers rose 14%. Video games and consoles increased by 12.4%. The figures indicate that the effects of the conflict are reaching consumer goods that are not traditionally associated with energy costs. Transport and
energy have also been affected. Ferry fares rose by 54.2%, while international flights cost 36.7% more than in February. European flights increased by 26.5%, and domestic airfares by 24.6%. Heating diesel rose 31.6%, while piped natural gas increased 27.8%. Food prices have also moved higher. Fennel increased 19.7%, strawberries 15.8%, broccoli and cauliflower 15.7%, and lemons 11.2%. Potatoes rose 7.3% and lettuce 5.2%. Some seasonal vegetables, however, became cheaper, with aubergines falling 33% and courgettes 25%. C.r.c. scientific committee president Furio Truzzi said the conflict had contributed to a broader rise in Italian retail inflation. The study estimates that, with consumption unchanged, the impact could amount to an additional €926 per household annually. The findings underline the wider economic consequences of instability in the Middle East, as higher transport, energy and import costs filter through supply chains and eventually reach consumers. For Italian households, the impact is therefore being felt across a growing range of everyday purchases, from travel and technology to groceries and household energy bills.
Bitcoin torna protagonista sui mercati finanziari dopo una settimana di forte recupero, arrivando a superare brevemente gli 86 mila dollari, il livello più alto raggiunto dalla criptovaluta dallo scorso gennaio. Il rialzo si è verificato in un contesto tutt’altro che favorevole per gli asset più rischiosi, segnato dall’inflazione, dal caro petrolio e da una nuova stretta sui tassi d’interesse. Negli ultimi cinque giorni Bitcoin ha guadagnato oltre il 14 per cento e, secondo gli analisti citati da news.com.au, la criptovaluta è risalita di circa il 40 per cento rispetto ai minimi recenti. Nonostante il recupero, il prezzo resta comunque oltre il 30 per cento sotto il massimo storico di più di 95 mila dollari raggiunto nell’ottobre dello scorso anno. A spingere il movimento è stata anche una forte “short squeeze”, cioè una situazione nella quale gli investitori che avevano scommesso sul ribasso sono stati costretti a ricomprare rapidamente Bitcoin per limitare le perdite. In 24 ore, le liquidazioni automatiche nel mercato delle criptovalute hanno raggiunto quasi 900 milioni di dollari. Secondo gli analisti di The Kobeissi Letter, il settore potrebbe essere entrato in una nuova fase rialzista. Una lettura condivisa anche da Nigel Green, amministratore delegato di deVere Group, che ha sottolineato il ritorno dei capitali istituzionali attraverso gli ETF spot su Bitcoin. Questi strumenti consentono agli investitori di ottenere un’esposizione diretta alla criptovaluta senza dover gestire piattaforme di scambio, chiavi private o portafogli digitali. Gli afflussi negli ETF hanno raggiunto circa 3,8 miliardi di dollari nell’arco di tre settima-
ne consecutive, mentre il solo 3 settembre ha registrato 731 milioni di dollari, il dato giornaliero più alto da gennaio. Ad agosto gli ingressi erano stati pari a 3,52 miliardi. Il fenomeno coinvolge anche il resto del comparto. Il 18 settembre i fondi dedicati agli asset digitali hanno raccolto 660 milioni di dollari, mentre prodotti legati a Ethereum e Solana hanno continuato ad attirare capitali. La capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute si aggira ora intorno ai 2,81 trilioni di dollari. Alla base della nuova domanda, secondo Green, ci sarebbe anche una crescente preoccupazione degli investitori per il valore delle valute tradizionali, in un contesto caratterizzato da elevati livelli di debito pubblico e persistenti pressioni inflazionistiche. La quantità massima di Bitcoin, fissata a 21 milioni di unità, torna così a essere considerata da alcuni investitori come una caratteristica distintiva. Il rialzo arriva inoltre mentre procede il dibattito negli Stati Uniti sulla regolamentazione del settore. Il Clarity Act, ancora fermo al Congresso, punta a creare
un quadro federale per gli asset digitali e a definire con maggiore chiarezza le competenze delle autorità di vigilanza. Per gli operatori, l’eventuale arrivo di regole più definite potrebbe favorire soprattutto l’ingresso di grandi investitori, fondi pensione e società di gestione patrimoniale. La maggiore chiarezza normativa viene infatti considerata un elemento importante per chi finora ha mantenuto un’esposizione limitata alle criptovalute. Una maggiore partecipazione istituzionale potrebbe inoltre modificare profondamente la struttura del mercato, aumentando liquidità e interesse nel lungo periodo. Resta tuttavia elevata la volatilità. Bitcoin non genera un reddito periodico come obbligazioni o altri strumenti finanziari e continua a essere esposto a forti oscillazioni. Il recente recupero, quindi, non cancella i rischi già evidenziati nei mesi precedenti. Nel frattempo, Wall Street ha chiuso in rialzo, sostenuta soprattutto dai titoli legati all’intelligenza artificiale. Il Nasdaq ha guadagnato circa il 2 per cento, mentre i futures sull’ASX 200 indicavano un’apertura positiva dello 0,3 per cento per la Borsa australiana.
dal 25 Settembre al 1 Ottobre 2026
CAPRICORNO
ARIETE
CANCRO
BILANCIA
Chi ha vissuto una separazione può ritrovare equilibrio e riaprirsi agli altri, mentre alcuni rapporti arrivano a un punto di svolta definitivo. Guardare avanti diventa necessario per nuove esperienze. Nel lavoro le sfide richiedono determinazione, i cambiamenti in corso avanzano lentamente e serve pazienza.
Relazioni recenti acquistano solidità e profondità, accendendo desideri autentici e voglia di rimettersi in gioco. Anche dopo delusioni è possibile riscoprire emozioni sincere. Nel lavoro si intravede un recupero economico, è tempo di riordinare e ritrovare equilibrio, con risultati concreti
Dopo un periodo complicato, si apre uno spiraglio di serenità e la passione torna a farsi sentire. È importante mantenere equilibrio ed evitare discussioni inutili, soprattutto nei giorni centrali più tesi. Nel lavoro le spese richiedono attenzione e prudenza.
Il clima non è sereno e possono emergere incomprensioni familiari, con giornate che invitano a prendere distanza da chi alimenta tensioni. Vecchie questioni possono riemergere, ma il fine settimana offre chiarimenti e maggiore equilibrio. Nel lavoro cresce il desiderio di cambiamento.
ACQUARIO
TORO
LEONE
SCORPIONE
Meglio evitare tensioni nei momenti più delicati della settimana, perché questioni economiche possono creare attriti nella coppia. Si apre comunque una fase più favorevole che aiuta a chiarire e ritrovare sintonia. Nel lavoro le idee sono valide, ma serve prudenza nelle spese.
Chiarezza nei sentimenti e rifiuto delle ambiguità guidano le scelte affettive, anche se possono nascere confronti utili a fare pulizia nei rapporti più fragili. Nel fine settimana si apre una possibilità di recupero e armonia. Nel lavoro si avvia una fase di crescita.
Avrete a che fare con persone difficili da decifrare, con possibile inquietudine e bisogno di chiarezza nei rapporti. È importante non trascinare legami esauriti e non alimentare tensioni inutili. Con il passare dei giorni la passione torna, e il fine settimana favorisce il recupero.
Si apre un periodo più disteso, utile per ritrovare equilibrio emotivo e maggiore consapevolezza nei sentimenti. I nuovi incontri richiedono attenzione, mentre nei rapporti consolidati può emergere un po’ di monotonia. Nel lavoro si entra in una fase di recupero concreto.
PESCI
GEMELLI
VERGINE
SAGGITTARIO
Le relazioni che hanno attraversato difficoltà possono rivivere vecchie tensioni, con emozioni intense da gestire con calma e ascolto per evitare incomprensioni. Nel lavoro è il momento di riorganizzare idee e progetti, affrontando la stanchezza con equilibrio. Serve un approccio riflessivo.
Emozioni intense e rapide aumentano la sensibilità e rendono frequenti incontri anche inaspettati. L’attrazione cresce, ma è importante selezionare con attenzione a chi dedicare energie. Nel lavoro si muovono cambiamenti e nuove responsabilità.
Le storie recenti chiedono più presenza e coinvolgimento, con la possibilità di avvicinarsi a chi merita fiducia senza esitazioni. È importante evitare polemiche sterili e lasciare spazio a ciò che può crescere. Il periodo si chiude positivamente se non ci si isola. Nel lavoro serve pazienza, capacità di costruire.
Questioni irrisolte riemergono, creando confusione nei sentimenti e invitando a maggiore chiarezza. I single possono sentirsi attratti da persone difficili da raggiungere, ma è meglio evitare illusioni. Le coppie guardano al futuro con ottimismo. Nel lavoro si aprono nuove possibilità.
22 Dicembre - 20 Gennaio
21 Gennaio - 19 Febbraio
20 Febbraio - 20 Marzo
21 Marzo - 19 Aprile
20 Aprile - 20 Maggio
21 Maggio - 21 Giugno
22 Giugno - 23 Luglio
24 Luglio - 23 Agosto
24 Agosto - 22 Settembre
23 Settembre - 22 Ottobre
23 Ottobre - 22 Novembre
23 Novembre - 20 Dicembre
a scuola
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Mercoledì 7 Febbraio 2024
speciale centrale
Allora!
Settimana italiana al Trinity College di Perth
Una settimana all’insegna della lingua, della cultura, della cucina e delle tradizioni italiane ha
coinvolto gli studenti del Trinity College di Perth, in Western Australia, con un programma ricco
di attività pensate per avvicinare i giovani all’Italia attraverso esperienze concrete e divertenti. L’Italian Week si è sviluppata nell’arco di cinque giornate, trasformando il College in un piccolo angolo d’Italia. A inaugurare la settimana sono state le attività dedicate alla preparazione della pasta e degli gnocchi. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di mettere letteralmente le mani in pasta, imparando alcune delle tecniche della tradizione culinaria italiana. Martedì è stata invece la volta della sfida a base di pasta, un momento particolarmente apprezzato dagli studenti e caratterizzato da entusiasmo e competizione. La cucina italiana è tornata protagonista anche mercoledì, quando il gelato ha conquistato i partecipanti, offrendo un assaggio di una delle specialità più conosciute e amate della tradizione italiana nel mondo. Giovedì il programma ha assunto una dimensione ancora più culturale e spettacolare, con le esibizioni di pianoforte e fisarmonica e le rappresentazioni ispirate alla Commedia dell’Arte. Musica, teatro e tradizione hanno così completato un percorso dedicato non soltanto alla gastronomia, ma anche alla storia e all’identità culturale italiana. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per valorizzare lo studio della lingua italiana attraverso attività capaci di coinvolgere gli studenti al di là delle consuete lezioni in classe. La settimana ha infatti mostrato come la cultura possa essere trasmessa anche attraverso il cibo, la musica, il teatro e la partecipazione diretta. Il Trinity College ha espresso un ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’Italian Week, sottolineando il successo dell’iniziativa. Una settimana, dunque, in cui l’italiano non è stato soltanto una materia da studiare, ma una cultura da vivere, assaporare e condividere tutti insieme in un contesto veramente speciale per ogni studente e non solo.
Tu cosa sai del compulsare? Il significato attuale di compulsare (dal latino compulsāre intensivo di compellĕre ‘spingere insieme’) ammette come oggetto diretto una cosa, un documento, carte, libri ecc. e ha il valore di ‘consultare uno o più testi con accanimento, impegno, meticolosità’. In questo senso è un calco semantico del francese compulser, che aveva fatto evolvere, nel primo Ottocento, un verbo già attestato in italiano nel XVII secolo quando aveva il significato di ‘citare qualcuno in giudizio’ (come si legge nella terza edizione, del 1691, del Vocabolario della Crusca). In questo senso ammetteva la costruzione con oggetto diretto animato (persona fisica o giuridica). Ma non mi sembra questo il significato a cui fanno riferimento i nostri lettori ed è per giunta disusato, come ha ben notato uno di loro. Forse potrebbe esserci traccia del significato secentesco nel valore di ‘sollecitare qualcuno a fare qualcosa’ addotto da un altro, perché in passato il verbo conteneva un elemento di ordi-
ne, di costrizione, perché “citare qualcuno in giudizio” equivale a “costringerlo a presentarsi in giudizio”. Ma non sarebbe appropriato usarlo oggi in questo modo. Quindi compulsare qualcosa (libri, atti, archivi ecc.) nel senso di ‘consultare accanitamente’, e non qualcuno (persone o ente) che si consulta o interroga per chiedergli un parere ecc. Tuttavia, negli ultimi tempi quest’uso si sta diffondendo: ho sentito di recente a un Festival l’organizzatore (peraltro laureato in legge) dire a due partecipanti, più o meno: “Scusate se vi ho compulsato continuamente negli scorsi mesi”. Quanto alla sequenza “all’uopo compulsata” proposto da un lettore, ha effettivamente vari esempi in rete e, a giudicare dalla presenza dell’arcaico all’uopo ‘al momento opportuno’, potrebbe costituire un cascame di antiche tradizioni giuridiche o piuttosto burocratiche e amministrative, che, in nome della chiarezza, sarebbe bene abbandonare definitivamente. (Vittorio Coletti, Crusca)
a scuola
Allora!
Venerdì 25 Settembre 2026
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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 184 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
GRATITUDINE
di Tom Padula Qualunque cosa otteniamo è una benedizione. inclusa la 'gratitudine' per le cose che abbiamo fatto! Un raro riconoscimento non basta! La gratitudine dimostrata con un abbraccio o bacio o stretta di mano o altro è un'aggiunta gradita alla giornata. A volte si può fare molto per alcune persone, amici o bambini e perdere tutto! D'altra parte, a volte, la gratitudine arriva in un cestino, senza preavviso! E ti dici: 'Non è così! Non meritavo tanta gratitudine! Come mai è arrivata così inaspettatamente?' Questo è il mistero della 'gratitudine!' Quindi, come comportarmi o pianificare di comportarmi quando vengo ignorato, o faccio cose che gli altri non vogliono che faccia? Mi piace fare foto, postare su Facebook oppure scrivere un lungo biglietto per ricordare o esprimere la mia gratitudine. Eppure alcuni dicono: 'Non ti preoccupare, io non voglio questo da te!' Si girano, non fanno nulla o copiano cosa facevi per gli altri. Se non mostri le tue carte, non ci pensano nemmeno! Non c'è niente di meglio che gratitudine aperta e un sentimento di inclusione... eppure questa sensibilità può a volte essere un grande negativo. Puoi semplicemente girarti e dire: 'Grazie per avermi ignorato, grazie per essere te! Ora so chi sei e come vuoi essere trattato da me... e lo farò!' La poesia “Gratitudine” di Tom Padula riflette sul valore del riconoscimento e sulla complessità dei rapporti umani. Il poeta parte da un’idea semplice: tutto ciò che riceviamo e tutto ciò che riusciamo a fare può essere considerato una benedizione, ma la gratitudine assume un significato particolare quando viene manifestata verso chi ci ha aiutato o ha compiuto qualcosa per noi. Padula sottolinea che un semplice riconoscimento verbale spesso non è sufficiente. Un abbraccio, un bacio, una stretta di mano o un gesto concreto possono rendere la gratitudine più autentica e trasformarla in un momento di condivisione. Tuttavia, la poesia mostra anche l’aspetto imprevedibile di questo sentimento. A volte ci si impegna molto per gli altri senza riceve-
re nulla in cambio; altre volte, invece, la gratitudine arriva inaspettatamente, persino in misura maggiore rispetto a quanto pensavamo di meritare. Nella seconda parte emerge il contrasto tra chi esprime apertamente i propri sentimenti e chi, invece, li rifiuta o li ignora. Il poeta racconta il proprio desiderio di fotografare, scrivere e condividere pubblicamente la riconoscenza, ma incontra persone che non desiderano questo tipo di attenzione. Il finale assume così un valore quasi amaro: essere ignorati può diventare un’occasione per conoscere meglio gli altri. La vera lezione è accettare le diverse sensibilità senza rinunciare alla propria sincerità, imparando però a scegliere con maggiore consapevolezza verso chi rivolgere la propria gratitudine.
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Venerdì 25 Settembre 2026
passatempo e umorismo
Allora!
daje de punta di Pino Forconi
Allora!
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VI RICORDATE I GLORIOSI TEMPI DELLA SISAL?
ISOLE HYERES Tre meravigliose isole, conosciute anche come “Isole d’Oro”, non tanto semplici isole, ma il posto dove si trovano. Voi sicuramente non le conoscete, ma una certa Elite italiana, quel tipo di Elite che sa’ come arrivare a fine mese senza tanti sospiri, le conosce. Pardon, capisco, volete sapere dove si trovano? Si trovano in Provence, Francia e una trentina di kilometri da Sant Tropez. Meravigliose spiagge, acque cristalline, hotel di lusso, ecc. Cc. Anche loro hanno una storia, furono colonizzate dai greci che nel IV secolo a.C. (circa 325 a.C.) ci fondarono un avamposto chiamato Olbia che vuol dire “La Benedetta” ma, con il tempo divennero un rifugio di monaci, naturalmente gustose prede [per pirati e barbari avventurieri. Oggi
Parquerolles l’isola più grande, è di proprietà del miliardario Francois Joseph Fournier dal 1912 che invece di costruirci hotel di lusso la converti in un paradiso agricolo e vinicolo. (da non credere). Port-Cros ha spesse fortificazioni militari e dal 1963 fa parte dei parchi nazionali d’Europa. L’isola del Levante dal 1931 ospita il centro per i test missilistici della marina francese, ma…..Correte Correte , munitevi di binocoli, c’è un’area riservata a campo nudisti, oltre ad un’area adibita al turismo di massa fin dal 1932. E noi in Italia una spiaggetta tutta nuda, pardon per nudisti, no? Pensandolo bene, non sarebbe male perché’ toglierebbe di mezzo un mezzo milione di giornalai alla ricerca dello Scoop del giorno.
PALAZZO CENCI Questo palazzo si trova nel complesso edilizio romano del rione Regola, sorto un po’ sopra un’altura chiamata, per l’appunto, Monte Cenci, a ridosso dei resti del teatro di Balbo e del circo Flaminio. Fu costruito da Ferdinando Fuga nel 1737 per conto del conte Alessandro Petroni. Un palazzo come un altro, ma questo divenne famoso verso la fine del Cinquecento per la tragica storia di Beatrice Cenci. Una vicenda molto triste che scosse profondamente la Roma di quell’epoca. Intorno al 1570, per volere del conte Francesco Cenci, il palazzo subì importanti cambiamenti e ammodernamenti, trasformando tutta la zona in una sorta di roccaforte, protetta da torri e altre strutture difensive, mantenendo e arricchendo anche gli interni con affreschi risalenti al XVI secolo. Ma fu proprio qui che si consumò il dramma legato alla storia di Beatrice Cenci, rimasta nei secoli tra le vicende più dolorose e controverse della Roma papalina di quel tempo, lasciando una traccia profonda nella memoria storica e
popolare della città di Roma. Il tutto risale agli abusi del conte Francesco Cenci, che riversò la propria ira sulla sua stessa famiglia, forse alimentata da un tremendo odio. Si parlò anche di un possibile incesto, fino a quando la stessa figlia Beatrice e la matrigna, Donna Lucrezia, stremate dalle violenze del conte Francesco, decisero di organizzare la sua uccisione nel 1598. Sembrava che tutto fosse stato fatto in sordina, ma la verità venne scoperta e i responsabili furono condannati a morte per ordine di Papa Clemente VIII. Ma ciò che sconvolse maggiormente il popolo romano fu la decapitazione di Beatrice, avvenuta nel 1599 nella piazza antistante Castel Sant’Angelo. Da allora è nata una popolare leggenda secondo la quale, nella notte tra il 10 e l’11 settembre, Beatrice apparirebbe sul ponte del Castello, mentre passeggia tenendo la propria testa tra le mani. La storia di Beatrice è ben più lunga, ma purtroppo lo spazio è quello che è. Come di abitudine, arrivederci alla prossima.
Quanti benemeriti italiani di questo enorme Paese conoscono la Sisal? Diciamo che chi venne in Australia prima della seconda guerra o subito dopo, non credo abbia un’idea di cosa voglia dire l’acronimo SISAL. Ad ogni modo sisal è la robusta fibra tessile ricavata dalle foglie di una pianta della famiglia dell’agave di origine messicana, No! non ha nulla a che vedere con la Sisal nata in Italia nel lontano 1945 “Sport Italia Società a Responsabilità Limitata.” Andiamo per passi per illustrarne la storia. Tre giornalisti italiani; Massimo della Pergola, Fabio Jegher e Geo Mastrogiacomo il 3 settembre del 45 crearono il famoso TOTOCALCIO, la schedina della domenica che avrebbe cercato di far sognare molti giocatori con una copiosa vincita. La prima giocata (che si chiamava schedina e tale rimase per anni) partì il 5 maggio del 1946, costava solo 30 lire per indovinare 12 partite (poi diventate 13) e fu un romano che per primo vinse l’astronomica cifra 496.826 lire. Quanto tempo è passato? Non molto, al posto della Meloni, c’era Alcide De Gasperi, le donne pote-
vano votare, Bartali vinceva nuovamente il Giro d’Italia, e…… gli italiani il sabato sera cominciavano a sognare con il Totocalcio. Un nuovo popolo nasceva, chi con la speranza illusoria di favolose vincite e chi invece rimboccandosi le maniche che sognava una vita migliore. Ecco perché siamo italiani. Accompagnavo mio padre il sabato sera per giocare la “schedina”, alla ricevitoria, così si chiamava il solito Bar Tabacchi il sabato sera, dove si scambiavano le solite battute del rituale: Quello vince, no quello non ha quel famoso giocatore, meglio metterci un 2 o forse una
X e così via usando anche quei marchingegni che uscirono in quegli anni, trottoline con su i classici 1-2-X, o chi leggeva il libro della cabala per vedere a che numero corrispondeva il sogno fatto. Che anni, belli o brutti, non torneranno più…….ma si, …..eravamo felici. Poi un giorno, tutto cambiò, era il 1968…. forse il Generale Vannacci non era ancora nato, ma se lo fosse stato? Ma il Mondo già cominciava ad andare al contrario e dall’ora non ha più girato bene, sempre più arrugginito in mancanza d’olio e del grasso, continua a girare ma gira molto male. Speriamo resista.
TRA TOGHE, AVVOCATI E MISTERI D'ITALIA
La definizione della toga è quella sopracoperta rossa che più rossa non ce ne, ma un certo numero di personaggi in Italia la usa per non sentire freddo. Scherzi a parte (anche se vera) ma in Italia i togati sono dei giudici che lavorano nelle varie corti per giudicare i fatti, quali fatti? Non si sa’. Forse quelli che qualcuno fa, ma si dimentica poi come coprirli e allora vengono pizzicati, allora che fare? Prima di tutto prendere l’elenco telefonico della Campania, assicurarsi che ci sia anche Napoli, alle prime pagine sotto la lettera “A” cercare avvocati e sono molte le pagine almeno un centinaio, dato che la Campania sforna avvocati a ruota libera. Una razza un po’ particolare, anche speciale nel suo stile, perché l’avvocato è il principe del Foro. Costoro se consultati, dopo aver ascoltato le problematiche del cliente e in base alla gravità, scatta la cifra per la parcella oppure onorario oppure compenso, insomma la grana che a volta sfiora il valore della casa del povero colpevole. Il vero guaio nasce quando si fi-
nisce in tribunale per essere giudicati dalla toga che chiameremo giudice. Qui la cosa si può allungare e di molto. Qui dovrebbe scattare l’intuito del giudicato, capire a quale filone butta il giudicante e tirare fuori la tessera di appartenenza, sperando di azzeccare quella giusta altrimenti può succedere come al nonno di un mio amico, ormai decesso, che era in attesa di giudizio per un furto perpetrato nel 1927 ai danni di un suo vicino. In altre parole, bisogna tesse-
rarsi con i vari pertiti e tenere le tessere sempre a portata di mano pronti ad esibirle per salvarsi le terga. Mentre che nei giorni attuali a Garlasco ancora si attende, a Bologna con la strage del rapido 904 ancora si attende, tanto per citare qualche vecchia “attualità”, che, come cosa logica, va tirata fuori sempre nell’avvicinarsi di elezioni per poi ritornare nel solito cassetto fino alle prossime consultazioni. Beh! Non c’è che dire l’Italia è un gran bel Paese, sempre dipende da che lato lo si guarda.
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la pagina di Palmerini
Venerdì 25 Settembre 2026
Allora!
Cinzia Rota, PIT-STOP dialoghi con la propria parte interiore
Copertina Pit Stop
Cinzia Rota
di Franca Colozzo Una recensione critica su “PITSTOP”, innovativo ed esilarante lavoro di Cinzia Rota, implica una serie di riflessioni profonde sull’essenza stessa della sua originale scrittura. Ci troviamo dinanzi a un’opera che nasce da un’urgenza interiore, da una necessità quasi biologica di comunicare emozioni più che da un esercizio stilistico fine a se stesso. In Cinzia la parola non è ornamento, ma strumento di provocazione e sopravvivenza, lama e balsamo insieme, gesto morale prima ancora che letterario. Questo libro vuole essere anche una sorta di aiuto per tutti coloro che riscontrano difficoltà nel risolvere i propri conflitti interiori per l’incapacità di calarsi a fondo nella parte più nascosta della psiche. Proprio da quest’ultima affiora la frizzante voce interiore che l’autrice ha soprannominato “Trésor”, che a lei si rivolge amabilmente con il termine: “Chérie”. I sedici divertenti dialoghi, di cui si compone l’opera, coinvolgono il lettore trasportandolo in una dimensione apparentemente frivola, ma sostanzialmente densa di riflessioni, che ci inducono a meditare sull’ esistenza e sulle relazioni interpersonali, non sempre piacevoli e tollerabili. Cinzia Rota, da abile scrittrice, grafica e poetessa, non si limita a sondare l’animo umano nei suoi recessi più oscuri, ma ne interconnette le contraddizioni profonde, le fratture irrisolte, i chiaroscuri che fanno dell’essere umano un soggetto complesso sotto il profilo psicologico. Il libro presenta in maniera scenica, a volte comica, i dialoghi tra l’autrice ed il suo inconscio, spesso con battute ripetute e burlesche, quali Trésor e Chérie. Si potrebbe intravedere in questo palleggiamento di sen-
sazioni, emozioni, ricordi e frammenti di vita una sorta di scenografia teatrale scandita da battute e scambi di idee tra le due protagoniste. La quotidianità, attraverso un sistema fitto di parallelismi, immagini e metafore, si trasforma in una vera e propria mappa dell’interiorità. Ogni dialogo ha la potenza espressiva di scandagliare le pieghe segrete dell’inconscio come se la scrittura fosse una immersione continua, consapevole, anche se talvolta dolorosa, nei recessi più profondi della parte interiore, interconnettendo sensazioni ed emozioni attraverso una serie di parallelismi, immagini e metafore. Il lettore, inebriato dalle tante bollicine di champagne emergenti spesso dai fondali segreti dell’anima, così amate dalla parte interiore, viene coinvolto dal tafferuglio, a volte pacifico a volte turbolento, che si inscena in rapida successione. Così, senza nemmeno rendersene conto, è risucchiato, attraverso i dialoghi illustrati, dai mirabolanti disegni creati dalla penna magnifica dell’artista Massimo Nesti. Divertito e incuriosito dalle scene di gusto teatrale, viene fagocitato dalla carrellata di immagini, ritmi narrativi, improvvise arringhe e colpi di scena, tanto da finire egli stesso nel frenetico gorgo dei racconti che si leggono tutti d’un fiato. L’autrice, prolifica e brillante, riesce a tratteggiare abilmente le due uniche protagoniste a tal punto da condurre velocemente il lettore per mano verso l’epilogo. Sceneggiatura teatrale? Non c’è dubbio! Il rimuginare, a volte sbigottito dell’autrice, sorpresa non poco dalle acrobazie grottesche della sua parte interiore, strappa un sorriso compiaciuto al lettore che viene inevitabilmente sbalza-
to in repentini ed esilaranti episodi. Ci troviamo di fronte ad esperienze vissute dall’autrice che tratteggia le contraddizioni emerse da incomprensioni varie nel corso di rapporti sociali non sempre sinceri, spesso fallimentari, frutto di quest’epoca post-moderna all’insegna dell’AI, dei social media e di tanta corrosiva e falsa propaganda. Ecco dunque, che si materializzano all’improvviso sulla scena uomini e donne, personaggi in cerca di autore o meglio marionette che recitano una parte ad hoc, di certo non congeniali a Cinzia, sempre schietta e diretta, poco amante della volubilità effimera che contraddistingue i nostri tempi. Il dialogo con la parte interiore vuole sottolineare proprio la sua difficoltà ad integrarsi in un tessuto sociale falso e manipolativo, in cui determinati soggetti recitano una parte in maschera. Le scene si materializzano all’improvviso attraverso un rigurgito di rabbia o di soffocamento che afferra l’autrice alla gola tanto da far percepire quasi l’olezzo o il fermentare di bollicine tra la meraviglia della stessa Chérie, che ama risalire in superficie in maniera teatrale e rocambolesca. Confrontarsi a tu per tu con la propria parte interiore non è facile e non è da tutti: si tratta di scavare dentro di sé senza ritegno mettendo a nudo la propria anima. In questo Cinzia eccelle, anzi si diverte, si prende gioco di sé affondando il coltello nella cruda carne del suo inconscio, scandagliando emozioni e sensazioni senza pietà alcuna né per sé né per gli altri. Ne esce un quadro emozionante e sconvolgente, come un piccolo inferno dantesco in cui collocare i personaggi che emergono dal suo vissuto. Dalle nebbie di emozioni passate emergono battaglie interiori, scontri con la propria coscienza, lotte impari sostenute e freni inibitori imposti a se stessi per evitare melodrammi esistenziali e scontri con i propri simili. Figure più o meno comiche o anonime prendono forma dalla sua penna per riproporre drammi psicologici e simulazioni sceniche nella “fiction social” che ha sostituito la realtà. L’autrice cerca di abbarbicarsi ad un mondo ideale, osservando se stessa come spaesata di fronte a tante maschere e fantasmi tanto da esplodere a volte in divertenti
Franca Colozzo
invettive. Il dialogo, acceso e vibrante, trascina il lettore verso la fine del libro. Etica sociale, morale personale, introspezione psicologica e contesto allegorico prendono forma dalla penna di Cinzia Rota per esecrare o ridicolizzare i suoi fantomatici personaggi, spesso incapaci di rapportarsi in maniera urbana a situazioni e circostanze della vita sociale. In un’epoca come la nostra, sommersa dall’uso spesso meccanico e impersonale dell’intelligenza artificiale, i dialoghi di Cinzia assumono una dimensione catartica, in cui la penna diventa una sciabola, un’arma affilata per ristabilire una giustizia smarrita tra le grinze di moderne alchimie culturali e sociali. La raccolta, nel suo insieme, si configura come uno strumento liberatorio e provocatorio che sem-
bra rispecchiare il respiro irregolare dell’esperienza umana. Non c’è ricerca di armonia a tutti i costi, ma fedeltà al battito emotivo che guida la scrittura. Per concludere, “PIT-STOP” non è un libro qualunque, ma un libro da leggere per scardinare false convinzioni, manipolazioni, emozioni, contraffatte o mascherate. L’indole umana viene abilmente sezionata per mostrare la parte più misteriosa di noi, quella interiore, il grillo parlante che spesso soffochiamo in maniera consapevole o meno. Sembra fuoriuscirne quasi una mappa dell’anima che invita il lettore a un confronto sincero con se stesso e con i propri simili. L’opera in questione non consola, ma interroga; non accarezza, ma scuote. Proprio per questo, la sua lettura appare oggi più necessaria che mai. Buona lettura!
Quando il tempo torna indietro di Luciana Carrera La sveglia suona sempre alla stessa ora, ma il giorno che ci aspetta non ha mai una forma precisa. Da quando l’Alzheimer si è accomodato nelle nostre vite, le nostre giornate non si misurano in ore, ma in respiri, ripetizioni e sguardi. Oggi mia madre ha ottantadue anni, ma stamattina, mentre le spazzolavo i capelli, nei suoi occhi ne ho letti quattro. Vivere con l’Alzheimer è come assistere a un miracolo al contrario: la persona che ti ha messo al mondo, che ti ha insegnato a stare dritta e a difenderti dalla vita, rimpicciolisce giorno dopo giorno. Diventa una bambina. Ma è una bambina speciale, che porta addosso il peso di un corpo stanco e i frammenti di una storia che non ricorda più come unire. La quotidianità è fatta di rituali lentissimi. C’è una strana, dolcissima tenerezza nello scegliere per lei il maglione più morbido, il vestito più bello, nel proteggerla da un mondo che è diventato troppo veloce e rumoroso. In quei momenti, il motivo per cui lo faccio è
limpido come l’acqua: è la lingua di un amore che ha dovuto imparare un alfabeto completamente nuovo. Ma non ci sono solo le carezze e i baci. Ci sono i giorni bui, quelli in cui la rabbia nella sua testa si fissa su un pensiero, un binario morto da cui non riesce a deviare. È il "loop". «Dov’è la mia giacchetta? Voglio andare a casa mia», mi ripete per la decima volta in cinque minuti. Cerco di spiegarle che è già a casa, che è al sicuro. Ma le mie parole non trovano un porto. Più cerco di farle capire la realtà, più quella realtà le sembra un inganno. Ed è lì che scatta la rabbia, una rabbia bambina, fatta di frustrazione pura, di un pianto lento, di sguardi smarriti che mi vedono come una nemica, un’estranea che le sta nascondendo qualcosa. In quei momenti difficili, lo confesso, il respiro si fa corto. Sento la stanchezza delle notti insonni che mi pesa sulle spalle e una domanda che mi urla dentro: perché? Poi, d’un tratto, la tempesta passa così com’è arrivata. Mia madre mi guarda, la rabbia svanisce e torna quel candore indifeso.
Allora!
la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo
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La saponaia, donna d’ingegno e risparmio
Spigolatrici, le grandi donne che non sprecavano nulla Per secoli, nelle campagne italiane, il lavoro agricolo femminile è stato una presenza indispensabile, anche se rimasta ai margini della memoria ufficiale. Tra le figure più emblematiche vi era la spigolatrice, una donna che, dopo il passaggio dei mietitori, percorreva i campi per raccogliere ciò che la terra aveva lasciato: spighe, chicchi di grano, legumi e altri piccoli prodotti rimasti sul terreno. La spigolatura rappresentava un’attività umile, faticosa e regolata dalle necessità della famiglia. Terminata la mietitura, alle donne, e talvolta anche ai bambini, era consentito raccogliere le spighe cadute durante il lavoro. Era un modo per recuperare ogni preziosa risorsa e contribuire all’economia domestica, soprattutto nelle famiglie contadine più povere. Le giornate iniziavano presto, quando il sole era ancora mite. Con un fazzoletto sul capo per proteggersi dal caldo, la spigolatrice si chinava ripetutamente,
raccogliendo una a una le spighe rimaste tra le zolle. Il lavoro richiedeva pazienza e resistenza fisica: la schiena rimaneva piegata per ore e le mani erano spesso graffiate dagli steli secchi e dalla paglia. Il raccolto veniva poi riunito in piccoli sacchi o ceste e portato a casa. Quel poco che si riusciva a recuperare poteva diventare farina, pane o alimento per gli animali. Nulla veniva sprecato, perché ogni chicco aveva un valore e poteva contribuire alla sopravvivenza della famiglia. Con la meccanizzazione dell’agricoltura e la trasformazione delle campagne, la spigolatura è progressivamente scomparsa. È rimasta però nella memoria popolare, nelle fotografie d’epoca, nei racconti degli anziani e nella letteratura come simbolo della povertà, della dignità e della capacità femminile di non lasciare andare sprecato nulla di ciò che la terra offriva.
Lavandaie, storie di fatica, dignità e antiche tradizioni Per generazioni, molto prima dell’arrivo delle lavatrici e degli elettrodomestici moderni, lavare i panni era un lavoro lungo e faticoso che ricadeva soprattutto sulle donne. Tra i mestieri femminili del passato, quello della lavandaia occupava un posto importante nella vita quotidiana dei paesi e delle campagne italiane. Un’attività umile, spesso poco riconosciuta, ma indispensabile per l’economia e l’organizzazione della famiglia. Al lavatoio cominciava un lavoro che richiedeva forza e pazienza. I tessuti venivano immersi nell’acqua, insaponati e strofinati energicamente sulle pietre. Per eliminare le macchie più resistenti si utilizzavano sapone fatto in casa, cenere e altri semplici rimedi tramandati dalla tradizione. La biancheria veniva poi risciacquata ripetutamente e strizzata a mano, prima di essere ri-
portata a casa per l’asciugatura. Il lavatoio non era soltanto il luogo della fatica. Intorno alle vasche si incontravano donne di diverse famiglie e generazioni, che durante le lunghe ore di lavoro conversavano, raccontavano avvenimenti, scambiavano consigli e, talvolta, condividevano preoccupazioni e speranze. Quelle fontane e quei lavatoi diventavano così veri luoghi di socialità femminile. La giornata della lavandaia iniziava spesso di buon mattino. I panni sporchi venivano raccolti nelle case e ricordare la lavandaia significa quindi rendere omaggio a tante donne anonime che, con le mani arrossate dall’acqua e dal sapone, hanno contribuito silenziosamente alla vita delle loro famiglie. Il loro lavoro appartiene alla memoria di un’Italia rurale e popolare che oggi sopravvive nei racconti.
Prima che il sapone diventasse un prodotto comune sugli scaffali dei negozi, nelle case contadine italiane erano spesso le donne a occuparsi della sua preparazione. Era un’attività domestica impegnativa, legata alla necessità di risparmiare e, soprattutto, di trasformare materiali di scarto in un prodotto indispensabile per l’igiene della famiglia. La preparatrice di sapone custodiva conoscenze tramandate di madre in figlia. Il procedimento tradizionale prevedeva soprattutto l’utilizzo dell’olio d’oliva esausto, della sugna o di altri grassi avanzati dalla cucina. Nulla veniva buttato: ciò che non poteva più essere utilizzato per cucinare trovava una nuova funzione. Uno degli ingredienti fondamentali era la cenere, dalla quale si ricavava la liscivia, una soluzione alcalina impiegata nella preparazione. Le donne conoscevano, attraverso l’esperienza, le quantità e i tempi necessari per ottenere un sapone efficace. Il lavoro richiedeva attenzione e pazienza, perché la miscela doveva essere mescolata a lungo e mantenuta nelle condizioni appropriate affinché raggiungesse la giusta consistenza. La preparazione avveniva spesso all’aperto o in spazi destinati ai lavori domestici più impegnativi. Il composto veniva cotto
lentamente in grandi pentole o recipienti, mentre la donna continuava a mescolare con un lungo bastone o un utensile di legno. Quando il sapone raggiungeva la consistenza desiderata, veniva versato negli stampi e lasciato raffreddare e indurire. Successivamente veniva tagliato in blocchi, pronti per essere conservati e utilizzati. Il sapone prodotto in casa serviva per lavare i panni, pulire la casa e, con preparazioni adeguate, anche per l’igiene personale. Ogni famiglia poteva quindi disporre di una scorta ottenuta con ingredienti che altrimenti sarebbero stati considerati rifiuti. Dietro questa attività vi era una vera cultura del riuso e del risparmio, molto prima che questi concetti diventassero temi centrali della società contemporanea. Le donne sapevano valo-
rizzare ogni risorsa disponibile e trasformare gli avanzi della cucina in qualcosa di utile. La preparazione del sapone era anche un momento di condivisione. Spesso più donne si aiutavano reciprocamente, scambiandosi consigli, ricette ed esperienza. Era un sapere pratico, costruito attraverso generazioni di lavoro domestico. Oggi quella pratica è quasi completamente scomparsa dalle nostre case, sostituita da prodotti industriali pronti all’uso. Tuttavia, la figura della preparatrice di sapone racconta una parte importante della storia femminile: quella di donne capaci di amministrare la casa, evitare gli sprechi e trasformare la necessità in ingegno. Un’antica lezione di sostenibilità che conserva ancora oggi un sorprendente valore.
Ago e filo, il mestiere che vestiva generazioni Prima della diffusione dell’abbigliamento confezionato in serie, che ha trasformato il modo di vestire, nei piccoli paesi c’era una figura femminile alla quale molte famiglie affidavano abiti, stoffe e speranze: la sarta di paese. Un mestiere fatto di pazienza, precisione e creatività, che per decenni accompagnò la vita quotidiana di intere comunità. La sarta lavorava spesso in casa, in una stanza semplice dove il tavolo da lavoro diventava il centro della sua attività. Ago, filo, forbici, ditale e macchina da cucire erano gli strumenti indispensabili di un’arte che richiedeva abilità manuale e grande attenzione ai dettagli. Ogni capo veniva misurato, tagliato e cucito secondo le esigenze della persona che lo avrebbe indossato. Il suo lavoro non consisteva soltanto nel confezionare abiti nuovi. La sarta sapeva modificare, riparare e trasformare quelli
già esistenti. Un vestito diventato stretto poteva essere allargato; una gonna accorciata; una giacca sistemata; un abito ormai consumato poteva acquistare nuova vita attraverso una modifica o l’utilizzo di una parte ancora in buone condizioni. Nulla veniva sprecato. Le stoffe erano preziose e spesso venivano conservate con cura per essere ri-
utilizzate. Per molte famiglie, soprattutto in periodi di ristrettezze economiche, la capacità della sarta di adattare gli indumenti rappresentava un aiuto concreto. La sarta di paese era anche un punto di riferimento. Nel suo laboratorio passavano donne, bambine e giovani prossime al matrimonio, ciascuna con un abito da preparare o un consiglio da chiedere.
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storia e storie
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Allora!
De’ Conti, il viaggiatore che anticipò l’epoca delle esplorazioni
Niccolò De’ Conti
di Generoso d'Agnese Si narra che i suoi viaggi, i cui resoconti circolarono inizialmente in forma manoscritta, influenzando profondamente la comprensione geografica delle aree attorno all'Oceano Indiano nella metà del XV secolo. Fu uno dei primi a descrivere le Isole della Sonda e le Isole delle Spezie, contribuì a rivalutare l'opera di Marco Polo, alla quale prima di allora si dava poco credito e grazie ai suoi racconti probabilmente molti altri europei trovarono il coraggio dell’esplorazione. Eppure, come capita a troppi italiani, il suo nome si è perso nelle nebbie della memoria collettiva, consegnato a un ingiusto oblio spezzato soltanto l’anno scorso, quando un convegno organizzato nella sua città natale – Chioggia – ne tracciò il profilo umano. Niccolò de' Conti era nato nella città veneta nel 1395, figlio di Giovanni, morendovi nel 1469. Tra le due date di inizio e fine vita, pensò bene di affrontare le incognite di un Pianeta in gran parte ancora sconosciuto agli europei. Esploratore e mercante, la sua storia è avvolta dalla nebbia fin dagli anni giovanili, di cui poco si sa. Le prime notizie lo indicano a Damasco, da dove nel 1414 ebbero inizio
le sue lunghe peregrinazioni nel Medio e nell'Estremo Oriente. Dopo aver appreso la lingua araba nei suoi anni di soggiorno a Damasco, decise di aggregarsi a una carovana che attraversò il deserto compreso fra i territori della Siria e l'Eufrate. Percorse la Mesopotamia per fermarsi inizialmente a Bagdad e per riprendere il viaggio con la navigazione lungo il Tigri e l'Eufrate ed attraverso i canali che uniscono questi due fiumi e che da essi si diramano. De’ Conti giunse a Bassora e alla foce dello Shatt al-'Arab, navigò in seguito tutto il golfo Persico fino a Bandar 'Abbās ed alla vicina isola di Hormūz. Dopo aver toccato il porto di Kalhat nel golfo di 'Omān proseguì verso Cambay e dopo venti giorni toccò la città di Pachamur, (attuale Barkur), a nord di Mangalore, e la città di Helly, una città oggi scomparsa ma all’epoca capitale del Deccan. Il navigatore chioggiotto continuò il suo viaggoi spostandosi a "Maliapur", sulla costa orientale dell'India (dovrebbe essere la moderna Mylapore, nello Chennai), dove visitò la tomba di San Tommaso, dove era vivo il culto di s. Tommaso, venerato dai nestoriani. De’ Conti lasciò l'India e na-
George of Trebizond
Poggio Bracciolini
vigò verso Sumatra, superando l'arcipelago delle Andamane, per restarvi un anno a Pedir nella parte settentrionale, acquisendo conoscenza del luogo e informazioni utili sul commercio dell’oro e delle spezie. Da Sumatra egli passò alla penisola trarisgangetica e, dopo sedici giorni di navigazione, spinto da una tempesta, approdò sulla costa della regione di Tenasserim, in Birmania, alla città dello stesso nome, posta sull'omonimo fiume. Salpò quindi verso la foce del Gange, visitando Bardhaman (in Bengala), e quindi proseguendo via terra fino ad Arakan (in Birmania). Durante i suoi viaggi, Niccolò De’ Conti descrisse le culture del Sudest asiatico “superiori a tutte le altre regioni per ricchezza cultura e magnificenza, e al pari dell'Italia per civiltà". Dalle foci del fiume Kuladan giunse, in sei giorni, alla città dallo stesso nome (forse l'attuale Mrohung), e di qui, tagliando l'Arakan, in poco più di un mese arrivò al fiume Irrawaddy, per toccare infine la città di Ava dopo un altro mese di navigazione controcorrente. Da Ava ripartì dirigendosi verso il mare, che raggiunse dopo diciassette giorni, e trovando la città di Zeython; dopo dieci giorni arrivò a Panconia o Pauconia, per fermarvisi quattro mesi e riprendere poi la via del mare. Pasando davanti all'isola di Giava e all’isola di Borneo, vi sostò in entrambi per diversi mesi, descrivendo la ferocia dei costumi dei loro abitanti e tratteggiando per primo le isole di Celebes ed le Molucche. Non andò però oltre queste isole, come qualcuno ha voluto sostenere, perché, riprendendo il resoconto dei suoi viaggi, afferma che, lasciate le due Giave, si diresse verso occidente per approdare, dopo un mese di viaggio, a Ciampa, il punto estremo al quale egli pervenne sul continente asiatico. Attorno al 1440 fece ritorno via nave in India (Quilon, Cochin, Calcutta, Cambay) e quindi in Medio Oriente (Socotra, Aden, Berbera in Somalia, Jidda in Egitto), dalle quali viaggiò via terra fino al Cairo, passando per il Monte Sinai. Nicolò viaggiò assieme alla sua famiglia avendo conosciuto sua moglie in India e divenendo padre di quattro figli, Arrivato in Egitto De’ Conti, dopo essere sta-
to derubato dei suoi averi, dovette attendere per ben due anni il salvacondotto del sultano per poter attraversare le terre a lui soggette e per farlo dovette anche rinnegare la fede cristiana per aver salva la vita. Lui sopravvisse a un'epidemia di peste perse, nella quale però perse la moglie, due figli e gran parte dei suoi servi. Sempre durante la sua permanenza al Cairo, nel 1437 avrebbe incontrato il viaggiatore catalano Ritornato in Italia nel 1439, raggiunse Firenze, dove si stava allora svolgendo il concilio, per implorare dal pontefice Eugenio IV il perdono per essersi convertito all'islamismo. Nell’occasione potè raccontare all’allora segretario del pontefice, Poggio Bracciolini, le sue peripezie vissute nei suoi viaggi. I viaggi di De' Conti influenzarono la cartografia del XV secolo. Per il cartografo Fra Mauro la "fonte degna di fiducia" citata nella realizzazione della sua mappa, circa i viaggi di una "giunca dell'India" (letteralmente
"Zoncho de India"), oltre il Capo di Buona Speranza e nell'Oceano Atlantico, attorno al 1420, confermando che era possibile circumnavigare l'Africa, pare fosse proprio Niccolò de' Conti. La sua relazione venne usata da diversi esploratori e viaggiatori, come Ludovico di Varthema e Antonio Pigafetta. Niccolo, rientrato infine a Chioggia fra il 1449 e il 1450, visse invece con tutta probabilità a Venezia, dedicandosi a vari commerci e ricoprendo numerosi incarichi affidatigli dal Consiglio della sua città natale. Insignito del titolo di conte palatino, con la facoltà di creare notai, morì probabilmente a Chioggia nel 1469. Le informazioni trasmesseci dalla relazione dei suoi viaggi si sono invece dimostrate generalmente esatte sia per quanto riguarda le indicazioni delle direzioni e delle distanze, sia anche per quel che concerne le particolarità topografiche fornite in riferimento alle più importanti città da lui ricordate e descritte.
Calabria, A Land Between Mountains, Sea and Memory By Top Padula Calabria is the southernmost region of mainland Italy, forming the “toe” of the Italian boot. It is a long, narrow peninsula extending for about 250 kilometres from north to south. To the west it is washed by the Tyrrhenian Sea, while the Ionian Sea borders it to the east. At its southern tip, Calabria is separated from Sicily by the Strait of Messina, making the region a natural crossroads between continental Italy and the Mediterranean world. Its coastline extends for roughly 780–800 kilometres and includes sandy beaches, rocky cliffs, bays and important gulfs such as those of Policastro, Sant’Eufemia, Gioia Tauro, Squillace and Sibari. Calabria is predominantly mountainous and hilly, with only about 9 per cent of its territory consisting of plains. In the north is the Pollino massif, whose Serra Dolcedorme reaches 2,267 metres and represents the highest elevation of the southern Apennines. Further south are the great uplands of Sila, Serre and Aspromonte. Mount Botte Donato in the Sila reaches 1,928 metres, while Monte Montalto in Aspromonte rises to 1,956 metres. Three im-
portant national parks, Pollino, Sila and Aspromonte, protect extensive forests, wildlife and mountain landscapes. The principal plains are relatively small but agriculturally important. They include the Piana di Sibari, the Piana di Sant’Eufemia, the Piana di Gioia Tauro, the Piana di Locri and the Marchesato of Crotone. The rivers are generally short and fast-flowing because the mountains are close to the sea. The Crati, Calabria’s longest and most important river, flows through the province of Cosenza towards the Ionian Sea. Other significant watercourses include the Neto, Savuto, Lao and Mesima, while numerous seasonal torrents, known as fiumare, descend from the mountains to the coast. Calabria has several artificial and natural lakes, including Lake Cecita, Lake Arvo and Lake Ampollino in the Sila, which are important for water supply, agriculture, recreation and tourism. Human settlement in Calabria goes back to prehistoric times. From the 8th century BC, Greek settlers established prosperous colonies along the coast, making Calabria a major part of Magna Graecia.
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mezz'ora di religione
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Ritirare i fondi pubblici a Divine Playhouse
Vittime di Rupnik al Papa di LaNuovaBQ Lettera aperta a papa Leone XIV da cinque vittime di don Marko Ivan Rupnik Roma, 23 settembre 2026 Santità, siamo cinque vittime di don Marko Ivan Rupnik: Gloria Branciani, Mirjam Kovač, Suor Samuelle, Vida Bernard e Pia; quest'ultima per un fondato timore di ricevere ritorsioni, ha scelto di utilizzare un nome di fantasia. Abbiamo deciso di scriverLe in occasione del Suo viaggio in Francia e, in particolare, della Sua visita a Lourdes, dove incontrerà vittime di abusi come noi, in un luogo dove non saranno più visibili, sulla facciata della basilica, i mosaici di don Rupnik, a seguito della decisione di Sua Eccellenza Monsignor Jean-Marc Micas, Vescovo di Tarbes e Lourdes, di coprirli definitivamente. Un gesto fortissimo e coraggioso che abbiamo molto apprezzato, anche perché nei nostri confronti non si è mai respirata aria di solidarietà, al contrario, siamo sempre state molto avversate e osteggiate. Sappiamo solo dagli organi di stampa che è cominciato un processo a carico di don Rupnik, perché il nostro difensore, l'avvocato Laura Sgrò, nonostante abbia sollecitato più volte e con tutti i mezzi il Dicastero per la Dottrina della Fede per avere un minimo di chiarezza, nel rispetto e nell'interesse di tutti, sul procedimento che ci vede coinvolte come vittime, non ha mai avuto risposta. Questo rumoroso e prolungato silenzio è vissuto da noi vittime come una ulteriore e continuata violenza, che si aggiunge, con il peso di un macigno, alla violenza che abbiamo già subito. Violenza sessuale, fisica, psicologica, spirituale, una violenza prolungata nell'anima, cui adesso si aggiunge anche questa nuova e dolorosa violenza del silenzio e dell'abbandono del sistema giudiziario. Siamo state accusate – meglio, diffamate – di essere delle meretrici, delle bugiarde, di avere preso denaro per accusare don Rupnik, di esserci arricchite con questa orribile vicenda. Abusate e vilipese,
continuiamo, quindi, a subire violenza nel silenzio tombale e nell'indifferenza di chi è stato chiamato a decidere sulle nostre vite. E, purtroppo, proprio la violenza che ancora pubblicamente subiamo non fa che scoraggiare chi, come noi, ha subito il nostro stesso trattamento e avrebbe in animo di denunciare. Siamo diventate, obtorto collo, da esempio positivo, un esempio negativo. Perché il messaggio delle nostre denunce che è passato è proprio questo: è inutile denunciare un abuso all'autorità ecclesiastica, perché tanto non succede niente, non pagherà nessuno e le vittime non avranno mai giustizia. Perché noi, Santità, della giustizia abbiamo perso ogni traccia e perché un processo celebrato nell'oblio non offre garanzie a nessuno, né all'imputato né alle vittime, ed è inconciliabile con i concetti stessi di diritto, di verità, di giustizia, di equità e di misericordia che Lei, Santità, ha sempre a cuore. Non intendiamo consegnarci all'oblio e neppure rinunciare alla giustizia, finché non verrà riconosciuta la gravità dei fatti occorsi e il responsabile non sarà punito. E in questo tortuoso percorso verso la verità vorremmo essere considerate una risorsa, non un ostacolo. Ci affidiamo e confidiamo in Lei, Santo Padre, quale supremo Pastore della Chiesa, affinché eserciti la Sua suprema potestà di giudizio e di grazia e ascolti la nostra richiesta, che è quella di ogni vittima di abusi che vuole il riconoscimento della verità attraverso un giusto processo. Le chiediamo che vengano sempre garantiti contraddittorio tra le parti, chiarezza, trasparenza, celerità, terzietà e indipendenza dei giudici, affinché il giudizio e il suo esito – qualunque esso sia – non conservino ombre. Abbiamo bisogno di Verità, Santità, ma, al pari nostro, ne ha tanto bisogno anche la Chiesa. Gloria Branciani Mirjam Kovač Suor Samuelle Vida Bernard Pia
L’arcivescovo di Sydney, Anthony Fisher OP, ha chiesto al governo del New South Wales di ritirare i finanziamenti pubblici destinati agli organizzatori di Divine Playhouse, il controverso progetto artistico che ha annunciato tre nuovi appuntamenti al Museum of Contemporary Art Australia (MCA). In una lettera aperta indirizzata al ministro delle Arti del NSW, John Graham, Fisher sostiene che il programma "UNHOLY / DIVINE" appropri e denigri credenze, simboli e rituali cattolici. Il materiale promozionale degli eventi di ottobre fa riferimento a "processioni", "inni", "adorazione" e "confessioni", elementi che, secondo l’arcivescovo, vengono utilizzati in una rappresentazione deliberatamente provocatoria della fede cristiana. Divine Playhouse aveva precedentemente organizzato le proprie attività in una ex chiesa di Kent Street, successivamente sconsacrata. Il contratto di locazione è stato interrotto nel luglio scorso dopo le proteste di gruppi cristiani. Il progetto avrebbe inoltre ricevuto un finanziamento di 100 mila dollari da Create NSW. Il trasferimento al MCA, secondo Fisher, non risolve le questioni sollevate dalla comunità cattolica. In un videomessaggio, l’arcivescovo ha affermato che le rappresentazioni "stanno essenzialmente ridicolizzando i sacramenti e le pratiche sacre cattoliche", sostenendo che il progetto provocherebbe deliberatamente cattolici e altri cristiani. La lettera non mette in discussione il principio della libertà artistica. Fisher riconosce infatti il diritto degli artisti di esprimere opinioni controverse, ma pone una questione diversa: se il denaro pubblico debba essere utilizzato per finanziare iniziative che, secondo la sua interpretazione, prevedono "appropriazione, sessualizzazione, derisione o deliberato degrado" delle convinzioni e dei rituali sacri di una comunità religiosa. "Liberà di espressione artistica è importante", scrive Fisher, "ma non ne consegue che ogni progetto artistico debba essere sostenuto finanziariamente con fondi pubblici". L’arcivescovo ha inoltre respinto l’idea che la controversia rappresenti necessariamente
uno scontro tra comunità cristiana e persone LGBTQ. Ha riferito di aver ricevuto segnalazioni anche da cristiani appartenenti a diverse comunità sessuali che si sarebbero sentiti offesi dalle rappresentazioni. "Non deve essere sempre noi contro loro", ha affermato, invitando a costruire ponti, collaborare e promuovere rispetto e giustizia. Fisher ha infine esortato chi intende protestare davanti agli spettacoli a farlo
pacificamente e ha chiesto agli organizzatori, al MCA e agli enti finanziatori di "abbassare la temperatura" del confronto. La richiesta centrale della lettera è che il governo del NSW garantisca che i fondi pubblici non vengano destinati a progetti che deridano le convinzioni religiose. La conclusione dell’arcivescovo è netta: "La nostra fede non è un oggetto di scena, una battuta o una fonte di intrattenimento sessuale".
Autobiografia di S.E. Coleridge Una vita al servizio della Chiesa australiana, raccontata come un lungo viaggio personale, spirituale e storico. È stata presentata il 15 settembre, all’Australian Catholic University di Brisbane, A Strange Way Home, l’autobiografia dell’arcivescovo emerito Mark Coleridge, figura di rilievo della Chiesa cattolica australiana. Alla presentazione hanno partecipato numerosi volti legati alla vita e al ministero dell’arcivescovo. Padre Anthony Mellor, decano della cattedrale di St Stephen, ha paragonato l’affluenza alla serata all’entusiasmo di una famiglia che accoglie un nuovo figlio, sottolineando il valore della testimonianza e del racconto personale. Il libro, pubblicato da Connor Court Publishing, ripercorre il cammino di Coleridge da Mel-
bourne a Roma e gli anni trascorsi alla guida della Chiesa in Australia. A presentarlo ufficialmente è stato Martin Daubney, cancelliere dell’ACU, che ne ha evidenziato lo stile narrativo e il valore storico. Daubney ha definito l’opera una testimonianza "personale", "spirituale" e "storica", sottolineando come Coleridge sia stato testimone diretto di importanti trasformazioni della Chiesa nel periodo successivo al Concilio Vaticano II. L’autobiografia conta circa 100.000 parole ed è stata scritta dall’arcivescovo dopo il pensionamento e un intervento al cuore. Coleridge ha descritto il processo come il tentativo di aiutare anche i lettori a comprendere meglio la propria vita e a trovare, a loro volta, la propria strada.
Ottawa regala all’Italia uno storico argento
Alla Lace Arena di Ottawa, in Canada, l’Italia del basket in carrozzina si arrende alla fortissima Australia nella finale dei Mondiali, ma conquista una storica medaglia d’argento. Un risultato straordinario, il migliore mai ottenuto dalla Nazionale Azzurra nella storia della competizione, al termine di un percorso capace di regalare emozioni, orgoglio e momenti indimenticabili. Di fronte ai Rollers australiani, l’Italia scende in campo senza timori e prova fin dalle prime battute a giocarsi le proprie possibilità. Gli Azzurri tengono testa agli avversari nel primo quarto, rispondendo colpo su colpo e mantenendo la partita in equilibrio. L’Australia, però, dimostra tutta la propria forza e, con il passare
dei minuti, riesce ad aumentare il ritmo, trovando gli spazi per allungare. Gli uomini in maglia Azzurra non smettono di lottare. Giulio Maria Papi e i compagni cercano di contenere la pressione degli australiani, mentre ogni possesso diventa una battaglia. I Rollers riescono progressivamente a prendere il controllo della sfida e a costruire il margine necessario per indirizzare definitivamente la finale. Il risultato finale non cancella però la grandezza del cammino compiuto dall’Italia. L’argento conquistato a Ottawa rappresenta infatti un traguardo storico per il movimento italiano del basket in carrozzina e certifica la crescita di una squadra capace di competere
ai massimi livelli internazionali. In campo, insieme a Papi, ci sono stati Andrea Giaretti, Enrico Ghione, Simone De Maggi, Ahmed Raourahi, Driss Saaid, Joel Boganelli, Gabriel Benvenuto, Alessandro Pedron, Luigi Topo e Alessandro Sbuelz. Un gruppo che ha saputo trasformare ogni partita in una dimostrazione di carattere, determinazione e spirito di squadra. Questo Mondiale resterà a lungo nella memoria non soltanto per la medaglia, ma anche per le storie raccontate durante il torneo, per le difficoltà superate e per il significato umano che lo sport ha saputo trasmettere. L’Italia ha fatto sognare, emozionare e conoscere da vicino protagonisti capaci di trasformare la propria esperienza in un messaggio di forza e partecipazione. Il pubblico di Ottawa ha accompagnato gli Azzurri fino all’ultimo possesso, riconoscendo l’impegno mostrato durante tutta la competizione mondiale. La finale contro l’Australia chiude dunque un’avventura che consegna agli Azzurri il miglior risultato della loro storia. Una medaglia d’argento che vale molto più del colore del metallo e che rappresenta una nuova pagina per il basket in carrozzina italiano.
A Bologna parte la missione Davis degli Azzurri
L’Italia del tennis si prepara al debutto in Coppa Davis con un sorteggio che, almeno sulla carta, mette gli Azzurri di fronte a un avversario abbordabile. Il 25 novembre, alla BolognaFiere Arena, la squadra italiana affronterà infatti la Corea del Sud, dando così il via al proprio percorso nella competizione davanti al pubblico di casa.
La sfida presenta sulla carta un evidente divario di valori, ma nel tennis nulla può essere dato per scontato. Ogni incontro deve essere affrontato con la massima concentrazione, perché una partita può cambiare rapidamente e ogni pallina può diventare decisiva nei momenti importanti.
Il gruppo guidato dal capitano Filippo Volandri arriva all’appuntamento con grande fiducia, forte di tre successi consecutivi ottenuti nel proprio cammino. Un ruolino di marcia che testimonia la solidità della squadra e la capacità degli Azzurri di mantenere alto il livello anche nei momenti più delicati. L’obiettivo sarà partire con il piede giusto davanti al pubblico di Bologna, trasformando l’entusiasmo dei tifosi in ulteriore energia sul campo. La Corea del Sud rappresenta il primo ostacolo, ma l’Italia dovrà pensare punto dopo punto, senza lasciare spazio a distrazioni. La fame di vittorie resta intatta e la squadra è pronta a giocarsi ogni pallina. Per gli Azzurri, il conto alla rovescia è già iniziato, con la voglia di regalare nuove emozioni ai propri sostenitori.
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Mosetti batte la regina europea Chiara Mosetti firma una grande impresa agli Europei di boxe e conquista l’accesso ai quarti di finale nella categoria -48 kg. L’Azzurra ha superato la campionessa irlandese in carica Shannon Sweeney al termine di un match complicato e combattuto, deciso ai punti con verdetto non unanime. Mosetti ha saputo gestire una sfida particolarmente impegnativa, mantenendo concentrazione e lucidità nei momenti più delicati dell’incontro. Di fronte aveva un’avversaria esperta e abituata ai grandi appuntamenti, ma l’italiana ha risposto colpo su colpo, riuscendo a convincere la maggioranza dei giudici. Al termine delle riprese, il verdetto ha premiato Mosetti con un netto 4-1, risultato che le permette di proseguire il proprio cammino nella competizione continentale. La vittoria assume un peso ancora maggiore considerando il valore dell’avversaria affrontata.
Sweeney, campionessa europea in carica, rappresentava infatti uno degli ostacoli più significativi nel percorso dell’Azzurra. Mosetti ha però trovato le risorse per superare il confronto e regalarsi un posto tra le migliori otto della categoria. Ora il torneo entra nella fase decisiva. Nei quarti di finale, Mosetti affronterà la polacca Krysztoforska, con l’obiettivo di compiere un altro passo verso il podio. La sfida metterà in palio l’accesso alle semifinali e, di conseguenza, una concreta possibilità di conquistare una medaglia. Dopo aver eliminato la campionessa in carica, l’Azzurra può guardare al prossimo appuntamento con fiducia, consapevole di aver già superato uno degli ostacoli più difficili del torneo. Il percorso continua: serve ancora una prestazione di carattere per provare a trasformare questa importante vittoria in un risultato ancora più prestigioso.
Ciclismo, oro nel Team Relay L’Italia conquista il primo titolo iridato della spedizione ai Mondiali di ciclismo su strada di Montreal, imponendosi nella staffetta mista Team Relay. Il sestetto azzurro ha chiuso la prova davanti a Francia e Svizzera, al termine di una gara combattuta soprattutto nella parte conclusiva. A costruire il successo sono stati Filippo Ganna, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero, capaci di far segnare il miglior tempo nella frazione maschile e di consegnare alle compagne un vantaggio importante. Nella seconda parte della prova sono entrate in azione Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Trinca Colonel, chiamate a difendere il margine accumulato. La Francia ha provato a riapri-
re la gara con un deciso recupero, ma le azzurre hanno mantenuto il controllo fino al traguardo. L’Italia ha fermato il cronometro in 51’32”, precedendo i transalpini di otto secondi. Terza la Svizzera, staccata di 19 secondi. Decisivo il finale di Longo Borghini, protagonista dello strappo conclusivo che ha permesso alla squadra italiana di conservare il vantaggio. La prova ha confermato anche la solidità del gruppo, capace di gestire pressione, ritmo e difficoltà lungo l’intero percorso canadese. L’oro arriva dopo l’argento conquistato da Filippo Ganna nella cronometro individuale, chiusa alle spalle del belga Remco Evenepoel. Per l’Italia si tratta dunque del primo successo mondiale della rassegna canadese.
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Carlo Ancelotti's Brazil and Australia are set for Two-Match Football Series in QLD Circati, Italiano and Izzo in the squad selection, Volpato missing from the list
Berta conquista anche l’XCO Martina Berta firma un altro successo di prestigio alle World Series di Cross Country e completa un weekend da protagonista assoluta a Soldier Hollow, nello Utah. L’Azzurra ha conquistato la prova XCO al termine di una gara combattuta, riuscendo a imporsi sulla statunitense Gibson con il tempo di 1:15:51. Una vittoria costruita con determinazione e ritmo, in una competizione rimasta incerta fino alle battute finali. Berta ha saputo gestire la pressione e mantenere il controllo della corsa, precedendo l’avversaria americana e aggiungendo così un altro importante risultato alla propria stagione. Il trionfo nella gara di Cross Country rappresenta infatti la seconda affermazione del fine settimana per la ciclista italiana. Berta aveva già lasciato il segno nello Short Track, conquistando anche quella prova e mettendo a
segno una prestigiosa doppietta. Due vittorie nella stessa tappa che confermano la solidità e la competitività dell’Azzurra nelle diverse specialità della mountain bike. A Soldier Hollow, Berta è riuscita a trovare continuità, velocità e lucidità, imponendosi in due gare differenti ma accomunate dall’elevato livello della competizione. Per l’Italia arriva così un risultato di grande rilievo, mentre Martina Berta può guardare con soddisfazione a un appuntamento che difficilmente dimenticherà. Lo Utah le regala infatti due vittorie e una doppietta che porta ancora una volta il tricolore sul gradino più alto del podio, confermando una prestazione di grande carattere e continuità ad alto livello internazionale, davanti a un pubblico che ha seguito con entusiasmo ogni fase della competizione.
Un 4-3 che entra nella storia L’Italia della canoa polo sale sul tetto del mondo al termine di una finale memorabile contro la Germania, superata 4-3 ai tempi supplementari. Un successo che premia una Nazionale capace di reagire alle difficoltà, crescere partita dopo partita e trasformare la sconfitta subita proprio contro i tedeschi durante il torneo in una spinta decisiva verso il titolo. La Germania, campione del mondo nelle ultime tre edizioni, rappresentava l’ultimo ostacolo sulla strada degli Azzurri. L’unica squadra riuscita a batterli nel corso della competizione, ma nella sfida più importante l’Italia ha trovato energie, lucidità e carattere per ribaltare i pronostici e conquistare il trofeo. La finale è stata combattuta ed equilibrata, con entrambe le formazioni determinate a non concedere spazi. Ogni pallone ha avuto un peso enorme e il risultato è rimasto in bilico fino alla sirena. La tensione è cresciuta minuto dopo minuto, in una gara nella quale ogni errore avrebbe potuto risultare decisivo. Poi, nei supplemen-
tari, è arrivata la giocata decisiva dell’Italia, capace di trovare il gol del 4-3 e di completare un’impresa destinata a rimanere nella storia della disciplina. Per gli Azzurri è il coronamento di un percorso costruito attraverso prestazioni, sacrificio e capacità di reagire nei momenti più delicati. La squadra ha dimostrato solidità anche sotto pressione, mantenendo la concentrazione quando la partita sembrava poter sfuggire di mano. Battere la Germania, peraltro sul proprio campo e davanti al pubblico di casa, rende il trionfo ancora più significativo e consegna un successo dal valore speciale. Al fischio finale è esplosa la festa italiana: dopo tre edizioni consecutive dominate dai tedeschi, lo scettro cambia finalmente padrone. L’Italia è campione del mondo. Un titolo conquistato al termine di una battaglia sportiva intensa, che premia il lavoro dell’intero gruppo e consegna agli Azzurri una pagina indimenticabile della loro storia, scritta con orgoglio, carattere e grande determinazione.
Australia and Carlo Ancelotti’s Brazil are set to meet twice in Queensland in September 2026, with the two international friendlies providing the Socceroos with a major test against one of football’s most decorated nations. The matches will be Australia’s first international fixtures following the 2026 FIFA World Cup and will form part of the team’s preparation for the AFC Asian Cup in 2027. The first match will take place on Friday, 25 September, at Queensland Country Bank Stadium in Townsville, with kick-off scheduled for 8:00 pm local time. The game will give Australian supporters in North Queensland an opportunity to watch the Socceroos face Brazil on home soil. The teams will meet again four days later, on Tuesday, 29 September, at Suncorp Stadium in Brisbane. Kick-off is also scheduled for 8:00 pm. The series is particularly significant for Australia as coach
Tony Popovic looks to develop his squad for the next international cycle. Australia has named a 26-player squad for the Brazil matches, including several new faces and potential debutants. Popovic has made ten changes from the squad that represented Australia at the 2026 World Cup, highlighting the opportunity for emerging players to establish themselves internationally. Brazil, meanwhile, arrives with an impressive footballing ped-
igree as a five-time FIFA World Cup champion. The two countries have previously met nine times in senior internationals, with Brazil recording seven victories, one draw and one defeat. Australia’s sole win came in a 1–0 victory at the 2001 Confederations Cup. With two matches in four days, the Queensland series promises to be an important examination of Australia’s evolving squad and an exciting opportunity for Australian fans to see the Socceroos take on Brazil.
Milesi cede nel finale ma sale sul podio Nicolas Milesi conquista una splendida medaglia d’argento ai Mondiali Under 23 di ciclismo su strada di Montréal, al termine di una prova a cronometro combattuta fino agli ultimi metri. L’azzurro, classe 2004, è stato protagonista di una prestazione di grande spessore, sfiorando il titolo iridato dopo aver accarezzato a lungo il sogno della vittoria. La gara si è trasformata in un vero testa a testa con Ryan Gal. Milesi ha imposto un ritmo elevato e ha costruito una prova solida, riuscendo a mantenere a lungo una posizione di vertice e a mettere sotto pressione il rivale. Sembrava poter arrivare il risultato più importante, ma nel finale il corridore avversario ha cambiato passo, recuperando progressivamente il distacco accumulato. La rimonta di Gal si è rivelata decisiva proprio nelle battute conclusive. L’azzurro ha dovuto così accontentarsi dell’argento, ma il secondo posto assume un valore significativo per il percorso di crescita di un giovane che si sta avvicinando al salto nel cicli-
smo professionistico. Per Milesi si tratta di una conferma importante delle qualità già mostrate nelle categorie giovanili. La cronometro iridata ha messo in evidenza capacità di gestione dello sforzo, velocità e determinazione, qualità indispensabili per competere ai massimi livelli. Il risultato ottenuto a Montréal rappresenta quindi non soltanto una medaglia prestigiosa, ma anche un segnale concreto in vista del prossimo capitolo della sua carriera. Il titolo sfumato per un margine ridotto lascia inevitabilmente un pizzico di amarezza, soprat-
tutto dopo essere stato a lungo in corsa per il gradino più alto del podio. Resta però la consapevolezza di una prova di assoluto valore, impreziosita da una medaglia mondiale. Per il giovane azzurro, ormai prossimo al professionismo, il secondo posto iridato può diventare un punto di partenza verso nuove sfide e risultati ancora più importanti. A Montréal, Nicolas Milesi ha dimostrato di avere qualità e carattere per guardare con fiducia al futuro, con ambizioni sempre più alte nel ciclismo internazionale e nuove sfide importanti già all’orizzonte.
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Onoranze Funebri DECESSO
PETROCCO MARIA
nata il 17 settembre 1929 deceduta a Sydney (NSW) il 18 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario è stato recitato giovedì 24 settembre 2026 alle ore 17.00 presso la St Anthony’s Memorial Church, 14 Bowmans Road, Kings Park. Il funerale sarà celebrato oggi 25 settembre 2026 alle ore 11.00 presso la St Anthony’s Memorial Church, 14 Bowmans Road, Kings Park. Dopo il rito religioso, la cara Maria sarà accompagnata al Castle Hill Cemetery, Gilbert Road, Castle Hill, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta. “Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO
DECESSO
DECESSO
MARZANO SALVATORE
DELMORO MARISA
nato il 21 dicembre 1932 deceduto a Sydney (NSW) il 20 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato martedì 29 settembre 2026 alle ore 18.00 presso la St Anthony’s Catholic Church, 54 Agincourt Road, Marsfield. Il funerale sarà celebrato mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 11.30 presso la St Anthony’s Catholic Church, 54 Agincourt Road, Marsfield. Dopo il rito religioso, il caro Salvatore sarà accompagnato al Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO
nata il 11 marzo 1956 deceduta a Sydney (NSW) il 14 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato martedì 29 settembre 2026 alle ore 11.00 presso la Reflection Chapel, Liverpool Cemetery, 207 Moore Street, Liverpool. Al termine della celebrazione religiosa, la cara Marisa sarà accompagnata al Liverpool Cemetery, 207 Moore Street, Liverpool, per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta.
“ Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori ” ETERNO RIPOSO
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DECESSO
SCELZI MARIA IOLANDA
nata il 4 ottobre 1938 deceduta a Sydney (NSW) il 17 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18.00 presso la Chapel of the Resurrection di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato venerdì 25 settembre 2026 alle ore 10.30 presso All Hallows Catholic Church, 2 Halley Street, Five Dock. Dopo il rito religioso, la cara Maria Iolanda sarà accompagnata al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood, per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta. ETERNO RIPOSO
DECESSO
AMERIO MARISA
nata il 12 novembre 1945 deceduta a Sydney (NSW) il 19 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato venerdì 25 settembre 2026 alle ore 14.00 presso Our Lady of Fatima Church, Shaw Street, Kingsgrove. Al termine della celebrazione religiosa, la cara Marisa sarà accompagnata al Woronora Crematorium, Linden Street, Sutherland, dove seguirà la cremazione in forma privata. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta. “ Nel silenzio dell’addio, risuona il tuo amore eterno.” UNA PREGHIERA
FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.
onoranze funebri
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Mirogoj, l’arte scolpita nel cuore di Zagabria A Zagabria, ai piedi del monte Medvednica, esiste un luogo dove arte, architettura, storia e memoria convivono in un’atmosfera di particolare suggestione. È il cimitero di Mirogoj, considerato uno dei complessi funerari più affascinanti d’Europa e, allo stesso tempo, un vero museo a cielo aperto. Già dall’esterno, Mirogoj colpisce per l’imponente struttura che ricorda una fortezza. All’interno, invece, il paesaggio cambia completamente: il silenzio, la vegetazione e i lunghi viali accompagnano il visitatore tra tombe, sculture, cappelle e monumenti. Il cuore architettonico del complesso è rappresentato dalle arcate neorinascimentali progettate dall’architetto Herman Bollé, una sequenza di circa 500 metri caratterizzata da 20 cupole. Bollé fu anche protagonista di importanti interventi sulla Cattedrale di Zagabria e sulla chiesa di San Marco. Passeggiando lungo i percorsi di Mirogoj si incontrano opere di alcuni dei più importanti artisti croati, tra cui Ivan Meštrović, Antun Augustinčić, Dušan Džamonja ed Edo Murtić. Le loro sculture contribuiscono a trasformare il cimitero in uno spazio dove l’arte dialoga continuamente con la storia e con il paesaggio, offrendo scorci di grande valore culturale e architettonico ai visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
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Ogni angolo conserva dettagli che invitano a soffermarsi, osservare le decorazioni e comprendere il profondo legame tra arte e memoria. Mirogoj è inoltre un luogo che testimonia la pluralità religiosa e culturale della Croazia. All’interno sono presenti sepolture cattoliche, ortodosse, musulmane, ebraiche, protestanti, dei Santi degli Ultimi Giorni e tombe di persone non appartenenti ad alcuna confessione religiosa. La storia del Paese emerge anche attraverso numerosi monumenti commemorativi. Tra questi figurano quelli dedicati ai soldati croati caduti nella Prima guerra mondiale, agli eroi nazionali jugoslavi, ai membri della Guardia nazionale croata, alle vittime di
Bleiburg e della Via Crucis, oltre al cimitero militare tedesco e al Muro del Dolore, dedicato alle vittime croate della guerra d’indipendenza. Una visita assume un significato particolare intorno al 1° novembre, giorno di Ognissanti, quando le famiglie zagabresi si recano sulle tombe dei propri cari portando fiori e accendendo candele. In questo periodo, il cimitero assume un’atmosfera particolare, illuminato da numerose candele e arricchito dai fiori deposti sulle tombe dai familiari. Mirogoj rimane così un luogo di memoria, ma anche di bellezza, cultura e riflessione, dove il patrimonio artistico della città si intreccia con le vicende di generazioni.
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Norton Street Italian Festa gears up to celebrate its 40th anniversary
One of Australia’s biggest outdoor festivals plans to go even bigger this year, with more Italian street decor, entertainment and food. Leichhardt, Australia | 18 September 2026 — The Norton Street Italian Festa will be celebrating its 40th year running on Sunday, 25 October 2026, from 10am until 5pm. It’s happening on Norton Street in Leichhardt, spanning 800 metres from Marion Street to William Street, and includes part of Pioneers Memorial Park. What’s new about the 40th To mark the occasion, The Leichhardt Collective, the local not-for-profit group who organise Festa, have several additions lined up. These include visual enhancements for Norton Street by ColourBomb Decor, who will provide Italian-themed bunting, street flags and more. And significantly more music than previous years. Adam Allgaier from The Collective said, “The thing we feel Festa needs more of is music. People can come and enjoy some of the best Italian food here. And I think
they should have the option to enjoy some of the best Italian music while they’re at it. That would make this even more of a cultural celebration.” The Collective have added an Italian music DJ to the middle of Festa, where some of the most sought after food stalls are located. As well as a new music stage at the north end of Festa, which will feature Italian-themed songs by the NSW police band, opera by the Australian tenor Matthew Reardon (who has performed solo at the Sydney Opera House), and Italian classics by film score composer and veteran recording artist Phillip Johnston and his trio. As last year, Italian community group CoAsIt will run their main stage next to Leichhardt Town Hall. This year the group will enlist performer, comedian, TV-radio presenter and producer James Liotta as MC, to give the stage more energy and continuity. Acts include Sydney-based Italian jazz duo Majazzter, and globally touring vocalist David Pacini, who’s flying in from Italy
Settimanale Comunitario italo-australiano informativo e culturale $150.00
$250.00
$500.00
$1000.00
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to perform at Festa. Festa 2026 will bring back more of what attendees loved More than 170 stalls will line Norton street, offering a variety of food, drinks, handmade wares, apparel, accessories, books, activities and more. Attendees can expect exceptional pizza (in many varieties), gnocchi, pasta, panzerotti, cannoli, gelato, porchetta paninis, grilled octopus and so much more. There will also be tastings of Italian wines and spirits, and flavourful Italian-inspired soft drinks. The event will include exhibits from well-known local Leichhardt favorites like Bar Italia, Dom Panino, Capriccio, Il Cugino, Locantro, and Mezzapica Cakes. As well as wider-known Sydney chefs who command incredible presence like celebrity chef Luca Ciano, Danilo Rossello from Bella Sicily, Tony Sabia from Puntino Catering, and Paolo Gatto from Sydcily. The Royal Hotel will expand their bar space onto the street again this year, with world-renowned celebrity Chef Remy Davis, who will be preparing Mediterranean favorites for onlookers to enjoy. In addition to unique culinary experiences, there will be unique merchandise offerings. Adam from The Collective remarked on what makes Festa a worthwhile outing: “One of the things I love about Festa, is that it brings together so many stalls that have unique offerings you can only get at rare events like this.” He went on to mention several members of the Italian community who made their own wares by hand, including Coaster Stories, who design and make coasters and unique Italian playing cards, and The Italian Flame, who make Italian-themed scented candles. Festa will make for a family-friendly Sunday outing Pioneers Memorial Park will have several amusement rides for children of all ages, including classics like tea cups, inflatable slides and swinging chairs. More kid’s entertainment
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will be found on-street, with face painting, caricature drawings, children’s apparel and accessories, a hair braiding and miniature manicure stand, and more. Also in the park will be AutoFesta, the classic Italian car show by the Italian Made Social Motoring Club. It will be a showcase of rare cars and motorcycles from Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Ducati, Vespa and more. General Festa information Norton Street Festa began in 1986 when the Capuchin Priests at St Fiacres Church in Leichhardt wanted to replicate the religious festivals of Italy. Leichhardt was (and still is) a hub of Italian culture in Sydney, making the event an annual showcase of authentic Italian cuisine, entertainment and craft. Today the event is organised by the community, led by The Leichhardt Collective with Co.As.It and Viva Leichhardt, with the support of the Commonwealth Government, Multicultural NSW and the Inner West Council and generous sponsors. As of 2025, Leichhardt officially embraced its reputation as Sydney’s “Little Italy” by officially rebranding the suburb. The local business chamber, Viva Leichhardt, have since undertaken a number of initiatives to make the area even more of an Italian cultural hub. Including funding and launching a new Italian cultural street mural, running the Taste The Music festival (which was held in June 2026), supporting the new Italian Teatro theatre, and more. For more information about Festa 2026, visit the official site here. For a partial list of Festa
exhibitors, visit the stall listing here. For more information about Little Italy Sydney, visit the official site here. For any inquiries, contact The Leichhardt Collective at: theleichhardtcollective@gmail.com
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L’Associazione i Nonni invita soci, amici e simpatizzanti a partecipare alla tradizionale Celebrazione della Giornata dei Nonni, in programma domenica 18 ottobre 2026, presso la Doltone House – La Boheme Room, Club Marconi, Bossley Park 2176. L’accoglienza degli ospiti è prevista alle 11.30, con inizio della celebrazione alle 12.00. Il costo è di $130 per gli adulti e $60 per i bambini sotto i 12 anni, (bevande incluse). Per prenotare il proprio tavolo è possibile contattare Joe Commisso, Presidente – 0416 091 710 / 9747 6531, oppure Antonio Bamonte – 0411 185 888 / 9799 3222. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario a favore di Associazione i Nonni (Grandparents) Incorporated, BSB 012-491, Account Number 300055919. Sarà inoltre disponibile gratuitamente un servizio di autobus, con partenza alle 10.30 dal Canada Bay Club di Five Dock e rientro alle 16.30 dal Club Marconi verso Five Dock.
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