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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 70 - Martedì 15 Settembre 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Niente stupore
In queste settimane ho letto e ascoltato più di una volta l’aspettativa di qualcuno. Che fossimo noi a presentare una lista per il rinnovo del Com.It.Es. di Sydney. Quasi fosse scontato che, dopo dieci anni di esperienza, discussioni e anche contrasti, avremmo dovuto rimetterci in fila e ripartire con una nuova candidatura. Nulla di più lontano dalla realtà. La nostra proposta, fin dall’inizio, era un’altra: l’unità. Non una lista costruita per occupare poltrone, distribuire ruoli o garantire la sopravvivenza di questo o quel gruppo, ma un progetto più ampio, capace di mettere insieme persone diverse attorno a pochi obiettivi concreti. Era questa la proposta. Dall’altra parte, invece, sono arrivati i soliti commenti incerti, le mezze aperture, le formule prudenti e quella politica delle veline e delle passerelle che spesso precede le candidature senza mai affrontare davvero i problemi. Perché il problema non è soltanto chi si candida. Il problema è che cosa si intende fare. E qui non possiamo ignorare la situazione nella quale il Com. It.Es. arriva a questo appuntamento elettorale. Un organismo che, per quanto ci riguarda, appare lasciato allo sbando, con i fondi locali ormai prosciugati e con interrogativi ancora aperti persino sul bilancio preventivo che dovrebbe accompagnare il prossimo mandato. Non è una questione di polemica personale. È una questione di responsabilità. Prima di chiedere voti agli italiani, sarebbe stato forse opportuno spiegare con chiarezza dove siamo arrivati, quali risorse rimangono, quali impegni sono stati assunti e soprattutto quale prospettiva concreta si intende offrire al prossimo Com.It.Es. Noi avevamo provato a partire da qui, ovvero dalla necessità di voltare pagina attraverso un confronto serio e, se possibile, attraverso una vera unità. Non è stato possibile. E allora è bene chiarire anche questo punto. Non siamo noi ad aver scelto la divisione. Avevamo proposto di superarla. Qualcuno si aspettava probabilmente che saremmo stati noi a mettere in campo l’ennesima lista. Abbiamo invece scelto di non partecipare a un gioco già visto. Perché un progetto ha senso soltanto quando c’è la volontà di cambiare davvero qualcosa.
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Warning over Germany's AfD
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The Red Night,un secolo di Ducati
Ritorna la Sagra? 14 di Marco Testa C’era una volta la Sagra dei Villaggi Scalabrini. E, per chi l’ha vissuta, non era semplicemente una domenica con qualche bancarella, un piatto di pasta e musica sul prato. Era una di quelle occasioni in cui una comunità si riconosceva, si incontrava, litigava magari anche un po’, ma soprattutto si sentiva parte di qualcosa. Ora la Sagra sembra essere tornata. Domenica 13 settembre, al Villaggio Scalabrini di Austral, si è infatti svolto il primo “Live Easy Community Market Day”: ingresso gratuito, cibo, bancarelle, mu-
Meno schermi, più penna e carta
Gli studenti delle scuole pubbliche del NSW avranno nuovi limiti all’uso degli schermi in classe durante le lezioni. Dall’anno prossimo, gli alunni dalla Kindergarten alla Year 2 potranno utilizzare dispositivi digitali per un massimo di 15 minuti al giorno; il limite salirà a 30 minuti per Years 3-4 e 45 minuti per Years 5-6. Nelle scuole superiori le restrizioni rimarranno, ma saranno più flessibili. Le linee guida diventeranno obbligatorie dal 2028. Il ministro Prue Car: “È troppo tempo davanti agli schermi: vogliamo tornare a penna e carta”.
sica, danze, attività per bambini e un programma dichiaratamente multiculturale. Gli organizzatori hanno spiegato che l’iniziativa ha voluto rendere omaggio ad un "antico Italian Festival"che un tempo si svolgeva proprio ad Austral, reinterpretandone lo spirito di una nuova realtà. Per chi ha conosciuto la Sagra dei Villaggi Scalabrini di una volta, il confronto è stato inevitabile. Perché quella Sagra non è stata soltanto una festa. È stata uno degli appuntamenti attraverso i quali la comunità italiana si è riconosciuta, si è ritrovata e, so-
L’IA e il controllo di internet a breve
L’intelligenza artificiale corre troppo velocemente e potrebbe arrivare, entro 6-12 mesi, a controllare internet. L’allarme arriva da Dario Amodei, Ceo e cofondatore di Anthropic, che chiede di rallentare lo sviluppo senza però bloccarlo. «Non dobbiamo farci prendere dal panico, ma dobbiamo rallentare», ha detto. Amodei propone valutatori interni, coordinamento democratico e cooperazione globale per affrontare i rischi di una tecnologia che, se gestita con attenzione, potrebbe rappresentare uno dei grandi progressi dell’umanità.
prattutto, è rimasta unita. Non c’è più Padre Nevio Capra. Non ci sono più i grandi momenti istituzionali con i primi ministri, i rappresentanti delle istituzioni, i discorsi ufficiali. Non c’è stata la Santa Messa che per tanti anni ha rappresentato il momento centrale della giornata. E non ci sono stati tanti di quei rituali, piccoli e grandi, che hanno trasformato la Sagra in qualcosa di molto più importante di una semplice manifestazione. C’erano le bancarelle, certo. C’era il cibo. C’erano la musica e l’allegria. Ma soprattutto c’era una comunità italiana che si ritrovava. La nuova giornata di Austral ha raccontato invece un quartiere profondamente cambiato. Accanto alla pasta italiana sono comparsi gözleme turco, fish and chips, gelato, prodotti filippini, danze indiane e filippine, artigianato, poesia, arti marziali e attività per bambini. Ed è stato giusto così. Le comunità sono cambiate, i quartieri sono cambiati e anche le feste hanno dovuto cambiare. Ma la domanda è rimasta: è tornata la Sagra dei Villaggi Scalabrini o è tornato soltanto il suo nome, il suo ricordo, la sua nostalgia? Il nuovo Market Day ha riportato gente nei terreni degli Scalabrini e ha ricreato un’occasione d’incontro. Ma una comunità non si ricostruisce soltanto mettendo insieme bancarelle, cibo e spettacoli. La vecchia Sagra aveva un’anima. Aveva persone, sacerdoti, famiglie, istituzioni e tradizioni che le davano un significato preciso. Aveva una comunità italiana che si riconosceva in quella giornata. E adesso? Servizio di Filippo Stivala a pag. 7
Bonino ha radicalizzato la Chiesa
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Trump ignora nuova sfida dei data center
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Les jeux sont désormais faits
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Published by Italian Australian News
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"Le passioni sono le stesse in ogni epoca; cambiano solo nomi e travestimenti." - de La Bruyère