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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 66 - Martedì 01 Settembre 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Caldo afoso...
Vi scrivo dalla bella Sicilia, «terra di suli, terra d’amuri», dove mi trovo ormai da una settima‑ na. Non me ne vogliano quanti, per un motivo o per l’altro, non sono ancora riuscito ad incon‑ trare. Con questa «caluria» che ci sta letteralmente «rompendo i cabbasisi», anche andare da una parte all’altra dell’isola è diventa‑ ta un’impresa da esploratori. Qui il caldo, quest’anno, non scherza. È un caldo appiccicoso, insistente, che ti si mette addos‑ so e non ti molla più. Una volta, almeno, il caldo era caldo: sec‑ co, asciutto, con lo scirocco che arrivava dal deserto e ti faceva sembrare normale mangiare una granita alle sette del mattino. Adesso, invece, sembra di vi‑ vere dentro una pentola a pres‑ sione. E naturalmente è partita l’installazione emergenziale dei condizionatori d’aria. Tecnici introvabili, apparecchi che spa‑ riscono dai negozi, motori piaz‑ zati sui balconi e famiglie intere riunite davanti al getto d’aria fredda. Non voglio però entrare nella disputa infinita: «È tutta colpa dell’uomo!» contro «Il clima è sempre cambiato!». La verità, probabilmente, è meno como‑ da e molto più complicata. Nel Medioevo, per esempio, in Sicilia si coltivava persino la canna da zucchero. Non proprio una pian‑ ta da clima nordico. Gli Arabi avevano sviluppato straordinari sistemi di irrigazione e trasfor‑ mato parti dell’isola in terre fer‑ tili e produttive. Dunque, forse il clima era diverso, forse c’erano più acque disponibili, forse en‑ trambe le cose. Una cosa, però, è cambiata sicuramente. I nostri nonni sa‑ pevano convivere con il caldo. Si alzavano presto, lavoravano al mattino, chiudevano persia‑ ne e finestre nelle ore peggiori, cercavano l’ombra e aspettavano la sera. La casa era costruita per respirare. Noi abbiamo costruito città di cemento, asfaltato tutto quello che poteva essere asfal‑ tato e poi, quando arriva agosto, ci meravigliamo perché fa caldo. Geniale. Forse, allora, oltre a preoccu‑ parci del clima, dovremmo pre‑ occuparci anche di come abbia‑ mo ridotto la nostra capacità di conviverci. Intanto, dalla Sicilia, vi saluto. Vado a cercare un ven‑ tilatore, una granita e, possibil‑ mente, un albero. Perché il con‑ dizionatore aiuta. Ma l’albero, almeno, non presenta la fattura della luce!
É giunta primavera Sembra ieri che salutavamo l’inverno e invece siamo già ar‑ rivati al 1° settembre. Un’altra stagione cambia pagina e, quasi puntualmente, anche la comuni‑ tà italiana d’Australia comincia a risvegliarsi dal lungo letargo invernale. Dopo settimane in cui gli ap‑ puntamenti sembravano ridot‑ ti al minimo, settembre porta con sé un calendario che torna finalmente a riempirsi. Feste, pranzi sociali, incontri cultura‑ li, iniziative delle associazioni, eventi sportivi e appuntamenti
Nuova notte di raid russi su Kiev
Per la terza notte consecutiva, Kiev è stata colpita da una mas‑ siccia ondata di droni russi, pro‑ vocando incendi in diversi quar‑ tieri della capitale. Un edificio residenziale è stato colpito nel distretto di Obolon‑ skyi, mentre altri roghi sono stati causati dai detriti dei droni ab‑ battuti dalla contraerea. Mosca ha inoltre annunciato la prepara‑ zione di «attacchi massicci» con‑ tro le infrastrutture energetiche ucraine. Sul fronte diplomatico, la CIA avrebbe proposto un vertice tra Trump, Putin e Volodymyr Zelen‑ sky per rilanciare i negoziati.
organizzati dai tanti club italiani tornano a occupare le agende e, soprattutto, a riportare la gente fuori di casa. È il mese della ripartenza. Le associazioni ricominciano a pro‑ grammare, i comitati tornano a riunirsi, i volontari si rimettono al lavoro e le nostre comunità si preparano ai mesi più intensi dell’anno. Perché, per gli italiani d’Australia, la primavera non è soltanto una stagione: è anche il momento in cui si riaccende la voglia di stare insieme. Dopo il freddo e le serate trascorse più
volentieri al caldo, tornano le ta‑ volate, le feste patronali, le sagre, la musica, il ballo e quel modo tutto italiano di trasformare un semplice incontro in un’occasio‑ ne di socialità. Ma settembre dovrebbe essere anche un momento per guardare avanti. Molte delle nostre asso‑ ciazioni hanno una lunga storia alle spalle e continuano a svolge‑ re un ruolo importante nel man‑ tenere vivi lingua, cultura, tradi‑ zioni e rapporti tra generazioni. Il risveglio, dunque, è comin‑ ciato. Fuori dal letargo!
Adesso più lontano Complotto contro figlio Netanyahu l'obiettivo case L’Australia fatica a raggiun‑ gere l’obiettivo di 1,2 milioni di nuove abitazioni previsto dal go‑ verno. Le approvazioni sono inferiori di quasi 87 mila unità rispetto al necessario, mentre il New South Wales registra il divario maggio‑ re. A complicare la situazione contribuisce il collasso del co‑ struttore Bathla Group, con oltre 3 miliardi di dollari di debiti e mi‑ gliaia di abitazioni coinvolte. Tra i principali ostacoli figu‑ rano costi elevati, tasse, carenza di manodopera qualificata, buro‑ crazia e scarsità di terreni pronti per essere edificati.
I servizi segreti israeliani con‑ fermano che, alla fine del 2025, Yair Netanyahu, figlio del pre‑ mier Benjamin Netanyahu, sa‑ rebbe stato al centro di un piano iraniano per assassinarlo. Il 35enne, residente a Mia‑ mi, sarebbe stato monitorato da agenti iraniani, secondo fonti d’intelligence. Di fronte alla mi‑ naccia, lo Shin Bet organizzò nel dicembre 2025 il suo rientro d’ur‑ genza in Israele. Yair è impegnato nella campa‑ gna elettorale del padre, in vista delle elezioni del 27 ottobre. La vicenda potrebbe rientrare nella strategia elettorale del Likud.
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