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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 66 - Martedì 01 Settembre 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Caldo afoso...
Vi scrivo dalla bella Sicilia, «terra di suli, terra d’amuri», dove mi trovo ormai da una settima‑ na. Non me ne vogliano quanti, per un motivo o per l’altro, non sono ancora riuscito ad incon‑ trare. Con questa «caluria» che ci sta letteralmente «rompendo i cabbasisi», anche andare da una parte all’altra dell’isola è diventa‑ ta un’impresa da esploratori. Qui il caldo, quest’anno, non scherza. È un caldo appiccicoso, insistente, che ti si mette addos‑ so e non ti molla più. Una volta, almeno, il caldo era caldo: sec‑ co, asciutto, con lo scirocco che arrivava dal deserto e ti faceva sembrare normale mangiare una granita alle sette del mattino. Adesso, invece, sembra di vi‑ vere dentro una pentola a pres‑ sione. E naturalmente è partita l’installazione emergenziale dei condizionatori d’aria. Tecnici introvabili, apparecchi che spa‑ riscono dai negozi, motori piaz‑ zati sui balconi e famiglie intere riunite davanti al getto d’aria fredda. Non voglio però entrare nella disputa infinita: «È tutta colpa dell’uomo!» contro «Il clima è sempre cambiato!». La verità, probabilmente, è meno como‑ da e molto più complicata. Nel Medioevo, per esempio, in Sicilia si coltivava persino la canna da zucchero. Non proprio una pian‑ ta da clima nordico. Gli Arabi avevano sviluppato straordinari sistemi di irrigazione e trasfor‑ mato parti dell’isola in terre fer‑ tili e produttive. Dunque, forse il clima era diverso, forse c’erano più acque disponibili, forse en‑ trambe le cose. Una cosa, però, è cambiata sicuramente. I nostri nonni sa‑ pevano convivere con il caldo. Si alzavano presto, lavoravano al mattino, chiudevano persia‑ ne e finestre nelle ore peggiori, cercavano l’ombra e aspettavano la sera. La casa era costruita per respirare. Noi abbiamo costruito città di cemento, asfaltato tutto quello che poteva essere asfal‑ tato e poi, quando arriva agosto, ci meravigliamo perché fa caldo. Geniale. Forse, allora, oltre a preoccu‑ parci del clima, dovremmo pre‑ occuparci anche di come abbia‑ mo ridotto la nostra capacità di conviverci. Intanto, dalla Sicilia, vi saluto. Vado a cercare un ven‑ tilatore, una granita e, possibil‑ mente, un albero. Perché il con‑ dizionatore aiuta. Ma l’albero, almeno, non presenta la fattura della luce!
É giunta primavera Sembra ieri che salutavamo l’inverno e invece siamo già ar‑ rivati al 1° settembre. Un’altra stagione cambia pagina e, quasi puntualmente, anche la comuni‑ tà italiana d’Australia comincia a risvegliarsi dal lungo letargo invernale. Dopo settimane in cui gli ap‑ puntamenti sembravano ridot‑ ti al minimo, settembre porta con sé un calendario che torna finalmente a riempirsi. Feste, pranzi sociali, incontri cultura‑ li, iniziative delle associazioni, eventi sportivi e appuntamenti
Nuova notte di raid russi su Kiev
Per la terza notte consecutiva, Kiev è stata colpita da una mas‑ siccia ondata di droni russi, pro‑ vocando incendi in diversi quar‑ tieri della capitale. Un edificio residenziale è stato colpito nel distretto di Obolon‑ skyi, mentre altri roghi sono stati causati dai detriti dei droni ab‑ battuti dalla contraerea. Mosca ha inoltre annunciato la prepara‑ zione di «attacchi massicci» con‑ tro le infrastrutture energetiche ucraine. Sul fronte diplomatico, la CIA avrebbe proposto un vertice tra Trump, Putin e Volodymyr Zelen‑ sky per rilanciare i negoziati.
organizzati dai tanti club italiani tornano a occupare le agende e, soprattutto, a riportare la gente fuori di casa. È il mese della ripartenza. Le associazioni ricominciano a pro‑ grammare, i comitati tornano a riunirsi, i volontari si rimettono al lavoro e le nostre comunità si preparano ai mesi più intensi dell’anno. Perché, per gli italiani d’Australia, la primavera non è soltanto una stagione: è anche il momento in cui si riaccende la voglia di stare insieme. Dopo il freddo e le serate trascorse più
volentieri al caldo, tornano le ta‑ volate, le feste patronali, le sagre, la musica, il ballo e quel modo tutto italiano di trasformare un semplice incontro in un’occasio‑ ne di socialità. Ma settembre dovrebbe essere anche un momento per guardare avanti. Molte delle nostre asso‑ ciazioni hanno una lunga storia alle spalle e continuano a svolge‑ re un ruolo importante nel man‑ tenere vivi lingua, cultura, tradi‑ zioni e rapporti tra generazioni. Il risveglio, dunque, è comin‑ ciato. Fuori dal letargo!
Adesso più lontano Complotto contro figlio Netanyahu l'obiettivo case L’Australia fatica a raggiun‑ gere l’obiettivo di 1,2 milioni di nuove abitazioni previsto dal go‑ verno. Le approvazioni sono inferiori di quasi 87 mila unità rispetto al necessario, mentre il New South Wales registra il divario maggio‑ re. A complicare la situazione contribuisce il collasso del co‑ struttore Bathla Group, con oltre 3 miliardi di dollari di debiti e mi‑ gliaia di abitazioni coinvolte. Tra i principali ostacoli figu‑ rano costi elevati, tasse, carenza di manodopera qualificata, buro‑ crazia e scarsità di terreni pronti per essere edificati.
I servizi segreti israeliani con‑ fermano che, alla fine del 2025, Yair Netanyahu, figlio del pre‑ mier Benjamin Netanyahu, sa‑ rebbe stato al centro di un piano iraniano per assassinarlo. Il 35enne, residente a Mia‑ mi, sarebbe stato monitorato da agenti iraniani, secondo fonti d’intelligence. Di fronte alla mi‑ naccia, lo Shin Bet organizzò nel dicembre 2025 il suo rientro d’ur‑ genza in Israele. Yair è impegnato nella campa‑ gna elettorale del padre, in vista delle elezioni del 27 ottobre. La vicenda potrebbe rientrare nella strategia elettorale del Likud.
Confine sottile tra cittadino e follower
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Leppington al centro della grande sfida
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Da Simonetti a Sani gli scultori di Sydney
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A tu per tu, intervista a Cesare Giulio Ardito
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Champions League: ha inizio il grande circo
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Il teatro perde un uomo di talento
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Madonne di Tutte Le Grazie Sinopoli Ass. Italian Festa! Domenica 20 Sett. 2026 Santa Messa ore 11.00am Luddenham NSW
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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017
"Chi non legge ha solo la sua vita, che, vi assicuro, è pochissimo." - Umberto Eco
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Martedì 01 Settembre 2026
notizie istituzionali
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Nota Mattarella per scomparsa di Re Harald V
Il Presidente della Repubbli‑ ca Sergio Mattarella ha espresso il cordoglio dell’Italia per la re‑ cente scomparsa di Re Harald V di Norvegia, con un messaggio indirizzato al nuovo sovrano, Re Haakon VIII. A nome della Repubblica Ita‑ liana e a titolo personale, Mat‑ tarella ha rivolto le proprie con‑
doglianze alla famiglia reale, alla Regina Sonja e al popolo norve‑ gese, sottolineando il profondo affetto dimostrato in queste ore nei confronti del sovrano. Nel messaggio, il Capo dello Stato ha ricordato Harald V come «una personalità di straordinaria autorevolezza», capace di coniu‑ gare dedizione ed empatia nel
servizio al proprio Paese. Per oltre 35 anni, ha osservato Mattarella, il re ha dedicato la propria vita alla Norvegia, accompagnandola attraverso importanti trasforma‑ zioni sociali, economiche e poli‑ tiche tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo. Il Presidente ha inoltre ricor‑ dato con particolare favore gli incontri avuti con Harald V, defi‑ nendolo una figura di «altissima levatura» e sottolineandone il senso di responsabilità, qualità apprezzate anche dalle istituzio‑ ni italiane che ebbero modo di conoscerlo. Nel concludere il messaggio, Mattarella ha rinnovato il cor‑ doglio dell’Italia alla famiglia reale e alla Norvegia, formulando al nuovo sovrano, Haakon VIII, «fervidi voti augurali» per l’inizio del suo regno.
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Prima edizione Premio Mattei Al via la prima edizione del “Premio Mattei per la coopera‑ zione culturale”, promosso dal Ministero della Cultura di con‑ certo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Inter‑ nazionale. L’iniziativa, elaborata in attua‑ zione del Piano Mattei, è volta a rafforzare le relazioni tra l’Italia e gli Stati del continente africano attraverso il sostegno a opere, pro‑ getti culturali e programmi di for‑ mazione artistica e accademica. Sul sito dell’IC‑VEPP è stato pub‑ blicato il relativo Avviso della pri‑ ma edizione. Il Premio si articola in due sezioni. La sezione “Premio
Mattei Arte” sostiene progetti nei campi delle arti visive, delle arti applicate, delle arti performative e audiovisive, della traduzione editoriale e della circuitazione internazionale di mostre fotogra‑ fiche. La sezione “Premio Mattei Accademia” è invece dedicata alla realizzazione di programmi di formazione e scambio culturale e artistico tra Italia e Africa. Potranno partecipare persone fisiche, collettivi artistici e cul‑ turali ed enti pubblici o privati senza scopo di lucro, con sede in Italia e almeno tre anni di espe‑ rienza nel settore culturale e cre‑ ativo.
Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION
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Restituire centralità al Sud
“Il Governo farà tesoro degli spunti che emergeranno nel cor‑ so di questa tre giorni perché, per noi, restituire centralità al Sud rappresenta una priorità che abbiamo portato avanti fin dal nostro insediamento con scelte innovative e coraggiose”. Così il Presidente del Consi‑ glio, Giorgia Meloni nel messag‑ gio di saluto ai partecipanti della nona edizione de “La Piazza – Il Bene Comune”, rassegna curata
da Affaritaliani, a Ceglie Messa‑ pica (Brindisi). “Il nostro obietti‑ vo rimane sempre lo stesso: ren‑ dere l’Italia più forte, più coesa, più competitiva, più capace di vincere le sfide di questo tempo. E in questo, chiaramente, una “piazza” come quella che voi met‑ tete insieme in questi giorni fa la differenza sul piano dell’elabo‑ razione, sul piano del confronto, sul piano della democrazia”, ha detto Meloni. (Inform)
Elezioni Comites, spinta CGIE Entro la fine dell’anno sono previste le elezioni per rinnovare i Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). In attesa della formale indizione dei comizi elettorali da parte degli Uffici consolari, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero richiama l’attenzione di tutti i connazionali residenti nel mondo sull’importanza di partecipare alla consultazione e, nella fase preparatoria, sulla ne‑ cessità di conoscere tempestiva‑ mente gli adempimenti richiesti sia per l’elettorato attivo che per quello passivo. Il MAECI, su richiesta esplici‑ ta del Consiglio Generale, ha reso noto di aver impartito istruzioni volte ad agevolare in ogni modo la sottoscrizione delle liste anche attraverso l’eventuale apertura degli uffici nelle giornate del fine settimana e l’invio di funzionari consolari delegati presso luoghi e orari concordati al fine di favo‑ rire le operazioni di autentica. Nei mesi scorsi il CGIE ha rac‑ colto le segnalazioni provenienti dai Comites, dalle associazioni e dai connazionali nei diversi con‑ tinenti, presentando al Ministe‑ ro degli Affari Esteri e della Co‑ operazione Internazionale una serie di proposte concrete per rendere la consultazione più ac‑ cessibile e favorire una parteci‑ pazione ampia tanto dell’eletto‑ rato quanto delle nuove liste. In
particolare, il Consiglio Generale aveva anche sollecitato la digita‑ lizzazione delle procedure attra‑ verso Fast It, oltre alle soluzioni alternative all’obbligo di presen‑ za fisica presso il Consolato, tenendo conto delle enormi di‑ stanze che in molte circoscrizio‑ ni separano i cittadini dalle sedi; ha altresì ribadito la necessità di una campagna informativa tem‑ pestiva, capillare e continuati‑ va, capace di raggiungere anche i connazionali meno vicini alla rete associativa e istituzionale. Richieste che nascono dall’e‑ sigenza di rimuovere gli ostacoli materiali che limitano la par‑ tecipazione e di garantire pari condizioni ai cittadini italiani residenti nelle diverse aree del mondo. Il Consiglio Generale evidenzia come la partecipazio‑ ne alle elezioni dei Comites sia essenziale per assicurare organi‑ smi rappresentativi forti, plurali‑ sti e realmente espressione delle comunità italiane all’estero. Per questo, assicura, continuerà a seguire con il massimo impegno la fase preparatoria della consul‑ tazione, dal calendario estrema‑ mente serrato, e a raccogliere le segnalazioni provenienti dai ter‑ ritori mantenendo il confronto con l’Amministrazione affinché ogni cittadino sia messo nelle migliori condizioni possibili per partecipare. (Inform)
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pagina tre a cura di Emanuele Esposito
Martedì 01 Settembre 2026
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Confine sottile tra cittadino e follower
Legge elettorale, al Senato parte la settimana decisiva di Emanuele Esposito La riforma elettorale appro‑ vata dalla Camera entra oggi, martedì 1° settembre, nella fase più delicata del suo per‑ corso parlamentare. A Palazzo Madama riprende l’esame del disegno di legge che potreb‑ be modificare profondamente anche il voto degli italiani re‑ sidenti all’estero. Il calendario è serrato: alle 12 scade il ter‑ mine per la presentazione de‑ gli emendamenti e, dalle 19, la Commissione Affari costitu‑ zionali tornerà a riunirsi. Nei giorni successivi sono previste più sedute, fino a sabato se ne‑ cessario. Per gli italiani all’estero non si tratta di una modifica tec‑ nica. Il testo approvato dalla Camera ridisegna infatti la geografia della Circoscrizione Estero e, se non verrà corretto dal Senato, cambierà il modo in cui milioni di connazionali fuori dall’Italia eleggeranno i propri rappresentanti. Oggi la Circoscrizione Este‑ ro è suddivisa in quattro ri‑ partizioni: Europa; America meridionale; America set‑ tentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. La riforma prevede invece, per la Camera dei deputati, soltan‑ to due grandi aree. L’Europa resterebbe autonoma, mentre tutte le altre ripartizioni ver‑ rebbero accorpate in un’uni‑ ca macro-area comprendente Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Per gli italiani d’Austra‑ lia sarebbe un cambiamento enorme. Un candidato austra‑ liano non competerebbe più soltanto all’interno dell’attuale ripartizione Africa-Asia-Ocea‑ nia-Antartide, ma si troverebbe nello stesso spazio elettorale di candidati provenienti da Stati Uniti, Canada, Argentina, Bra‑ sile e dal resto del continente americano. La dimensione ge‑ ografica e demografica della nuova ripartizione potrebbe rendere molto più difficile per comunità numericamente più piccole conservare una rap‑ presentanza effettivamente territoriale. Ancora più radi‑ cale la modifica prevista per il Senato. I quattro senatori elet‑ ti all’estero verrebbero scelti in un unico collegio mondiale. In pratica, un candidato residen‑ te a Sydney potrebbe trovarsi a competere direttamente con
candidati europei, sudameri‑ cani, nordamericani, asiatici e africani. Sarebbe una trasfor‑ mazione sostanziale del prin‑ cipio su cui è stata costruita la rappresentanza degli italiani all’estero. Il nodo politico è evidente: semplificare il sistema può essere un obiettivo legittimo, ma l’accorpamento di aree così vaste rischia di favorire le co‑ munità più numerose e meglio organizzate, riducendo il peso di territori lontani e meno po‑ polosi. Per l’Australia, il rischio è che la rappresentanza diven‑ ti sempre più dipendente dai grandi bacini elettorali delle Americhe e dell’Europa. In gioco c’è anche il rappor‑ to tra elettori e territorio: una rappresentanza troppo ampia può rendere più difficile cono‑ scere candidati, programmi e priorità locali, soprattutto in comunità lontane da Roma e molto diverse tra loro. Il testo interviene anche sul‑ la sicurezza del voto all’estero, prevedendo nuove misure per aumentare controllo, libertà e segretezza delle operazioni elettorali. Resta però il voto per corrispondenza, da anni al centro di polemiche per ritardi, plichi smarriti e possibili vul‑ nerabilità. Nulla è ancora definitivo. Il Senato può approvare il testo così com’è oppure modificarlo. Se Palazzo Madama introdurrà cambiamenti, la legge dovrà tornare alla Camera. Se invece verrà approvata senza modifi‑ che, il percorso parlamentare sarà praticamente concluso. Per questo la settimana che si apre è decisiva. Gli emenda‑ menti presentati oggi diranno se esiste davvero la volontà politica di correggere le norme sulla Circoscrizione Estero op‑ pure se l’impianto approvato dalla Camera verrà conferma‑ to. Per gli italiani in Australia la questione è semplice: non si discute soltanto di una nuo‑ va legge elettorale. Si decide se, nel prossimo Parlamento, una comunità lontana miglia‑ ia di chilometri da Roma avrà ancora una voce riconoscibile oppure sarà assorbita in collegi sempre più grandi, dove il peso dei numeri rischia di contare più del territorio e delle speci‑ fiche esigenze delle comunità italiane locali all’estero.
di Emanuele Esposito La politica non è morta. È cambiata. E forse lo ha fatto così velocemente che molti partiti non se ne sono ancora accorti. Per decenni siamo stati abi‑ tuati a una politica fatta di sezio‑ ni, congressi, militanti, ideologie e appartenenze. Oggi tutto que‑ sto esiste ancora, ma conta mol‑ to meno. La politica si è spostata sul telefono e il leader, sempre più spesso, è diventato il partito. Un video, un post, una diretta possono raggiungere milioni di persone senza passare attraverso giornali, televisioni o strutture politiche. Il rapporto tra leader ed elettore è diventato diretto, personale, quasi quotidiano. Ma proprio qui nasce un paradosso: il politico ha migliaia di follower e rischia di diventare lui stesso follower dei propri follower. Se un argomento raccoglie consensi, viene immediatamen‑ te cavalcato. Se una frase produce reazioni, viene ripetuta. Il rischio è che governare venga confuso con l’inseguire continuamente l’opinione pubblica. Anche noi elettori siamo cam‑ biati. Il voto è diventato più mo‑ bile, personale e, spesso, emotivo. Sempre più persone non votano qualcuno perché ne condividono
realmente il progetto, ma perché vogliono impedire all’altro di vin‑ cere. La contrapposizione finisce così per prevalere sulla proposta. Internet, però, non è il nemico. Ci ha dato strumenti straordi‑ nari per informarci, partecipare, denunciare e controllare il po‑ tere. Allo stesso tempo ha reso semplicissimo confondere parte‑ cipazione e reazione: mettere un “mi piace”, condividere un post o scrivere un commento non signi‑ fica necessariamente esercitare cittadinanza. E anche il giornalismo dovreb‑ be interrogarsi. Troppo spesso inseguiamo clic, polemiche e dichiarazioni invece di spiegare.
In questo modo rischiamo di ali‑ mentare lo stesso meccanismo che dovremmo contribuire a os‑ servare e comprendere critica‑ mente, offrendo invece ai lettori strumenti per interpretare una realtà sempre più complessa. Alla fine la domanda è una sola: siamo ancora cittadini o siamo diventati follower? Un cittadino ascolta, valuta, discute e decide. Un follower semplice‑ mente segue. La tecnologia continuerà a tra‑ sformare la politica. Ma nessuna piattaforma potrà sostituire ciò di cui una democrazia ha davvero bisogno: cittadini capaci di pen‑ sare con la propria testa.
Canberra mette alle strette i colossi del web di Emanuele Esposito L’Australia torna a sfidare i gi‑ ganti del web. Il Parlamento di Canberra ha approvato il News Bargaining Incentive, un nuovo meccanismo pensato per riequi‑ librare il rapporto tra piattafor‑ me digitali ed editori. La legge prevede un prelievo del 2,5% sui ricavi pubblicitari re‑ alizzati in Australia dalle grandi piattaforme con servizi di ricerca o social rilevanti e con oltre 250 milioni di dollari australiani di raccolta locale. La tassa, però, funziona so‑ prattutto come leva negoziale. Le aziende tecnologiche possono ridurre o azzerare quanto dovuto se sottoscrivono accordi com‑ merciali con almeno otto impre‑ se editoriali australiane. Il nuovo sistema nasce per superare i limiti del precedente News Media Bargaining Code del 2021. Quel modello aveva prodot‑ to accordi importanti, ma aveva mostrato una debolezza evidente quando Meta aveva deciso di non rinnovarli.
Con la nuova normativa, inve‑ ce, l’obbligo resta anche se una piattaforma decide di non pub‑ blicare notizie. Una scelta desti‑ nata a rafforzare il peso contrat‑ tuale degli editori e a garantire maggiori risorse per un settore sempre più sotto pressione eco‑ nomica. Le somme non compensate attraverso gli accordi conflui‑ ranno in programmi di sostegno al giornalismo, con particolare
Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170
attenzione alle testate piccole, regionali e alle realtà editoriali più fragili. L’obiettivo è preserva‑ re la pluralità dell’informazione, sostenendo soprattutto quelle realtà locali che svolgono un ruo‑ lo fondamentale nelle comunità australiane. Il principio scelto da Canberra è chiaro: chi trae valore economi‑ co dall’informazione deve contri‑ buire a finanziare chi quell’infor‑ mazione la produce.
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Martedì 01 Settembre 2026
in primo piano
Allora!
One Nation travolge laburisti a Secret Harbour
La vittoria di One Nation nel byelection di Secret Harbour, in Australia Occidentale, rappre‑ senta molto più di un semplice risultato elettorale locale. Il suc‑ cesso del candidato Luke Herde‑ gen contro la laburista Georgia Tree, nel seggio precedentemente controllato dai laburisti, lancia un segnale pesante ai due princi‑ pali schieramenti politici. One Nation ha ottenuto uno spostamento del voto superiore al 20%, confermando una cresci‑ ta che ormai i partiti tradiziona‑ li faticano a ignorare. La leader Pauline Hanson ha interpretato il risultato come la prova di una rabbia crescente nei confronti del primo ministro Anthony Al‑
banese e del governo federale. Il dato più significativo, tuttavia, è arrivato dopo una settimana tutt’altro che brillante per One Nation. Hanson, Barnaby Joyce e altri esponenti del partito sono stati ripetutamente chiamati a chiarire la controversa politica sull’immigrazione, dopo dichia‑ razioni contraddittorie sui pos‑ sibili tagli alla migrazione netta. Una situazione che ha costretto lo stratega James Ashby a inter‑ venire pubblicamente per cercare di “ripulire” la comunicazione del partito. Eppure, le incertezze program‑ matiche non hanno impedito agli elettori di premiare One Nation. Secret Harbour si trova
nella parte meridionale dell’a‑ rea metropolitana di Perth ed è quasi interamente compreso nel collegio federale di Canning, rap‑ presentato dal liberale Andrew Hastie. Proprio Hastie aveva criticato l’atteggiamento troppo debole dei Liberali nei confronti dell’avanzata di Hanson. La sconfitta dovrebbe quindi rappresentare un campanello d’allarme anche per l’opposizio‑ ne. Puntare semplicemente sulle difficoltà del Labor, confidando di trarne vantaggio, potrebbe rive‑ larsi una strategia insufficiente. Anche Albanese ha reagito al risultato, invitando il Labor a contrastare con maggiore de‑ cisione quella che considera la politica divisiva di Hanson. Ma il governo dovrà soprattutto affron‑ tare le questioni economiche e il costo della vita, terreno sul quale One Nation sta cercando di inter‑ cettare il crescente malcontento popolare. Con le prossime elezioni fe‑ derali previste per il 2028, il ri‑ sultato di Secret Harbour non determina certamente il futuro politico dell’Australia. Ma dimo‑ stra che l'elettorato è sempre più disposto a punire i grandi parti‑ ti. E One Nation, oggi, è pronta a raccogliere quella protesta.
"I’ll do everything I can to come back soon"
Former Italian MP Alessan‑ dro Di Battista has sent a brief but encouraging message from hospital after being admitted in serious condition while in Cuba. “I’ll do everything I can to come back soon,” Di Battista wrote on Instagram in response to one of the many messages of support he has received since news of his hospitalisation emerged. His message was a re‑ ply to Ilaria Loquenzi, a commu‑ nications specialist and former
member of the staff of Italy’s Five Star Movement (M5S). “Don’t give up and please come back… to see the stars again,” Loquenzi wrote in a message addressed to the former parliamentarian. Di Bat‑ tista’s brief response prompted a further wave of messages of af‑ fection and encouragement from supporters, friends and followers on social media. The latest reports have provid‑ ed some cautious grounds for op‑ timism. According to updates re‑
leased during the day, Di Battista has regained consciousness and is being transferred to Havana after initially being treated at a hospital in Santa Clara. The situation has also attract‑ ed attention from Italian author‑ ities. Foreign Minister Antonio Tajani said he was in contact with the Italian embassy and was closely following developments surrounding Di Battista’s condi‑ tion. Di Battista, 47, was one of the most prominent figures of the Five Star Movement during its rapid rise in Italian politics. He was elected to the Italian Par‑ liament in 2013 and served until 2018, becoming widely known for his outspoken political positions and frequent appearances at ral‑ lies and public events. After leaving Parliament, he remained a prominent public fig‑ ure through books, political com‑ mentary and an active presence on social media. For the moment, however, politics has taken a back seat. Attention is focused entirely on his health.
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Italian Phone Cards Turn 50 They were once an everyday necessity, slipped into the yellow telephone boxes found on streets and railway stations across Italy. Today, some of those old prepaid telephone cards can be worth hundreds — and in exceptional cases even more than €1,000. The Italian telephone card celebrates its 50th anniversary this year. In 1976, SIP introduced what is regarded as the world’s first prepaid telephone card, marking a major change in the way Italians paid for public tele‑ phone calls. Before telephone cards, there were tokens. Introduced in 1927, the metal tokens functioned for decades as a kind of informal currency for public telephones. By the 1970s, however, carrying pockets full of metal had become increasingly inconvenient. After several years of exper‑ imentation, a solution was de‑ veloped by SIDA, an Italian com‑
pany based in Montichiari. Its patented technology was even‑ tually adopted by SIP, producing what collectors now call “Series 0”, the forerunner of the tele‑ phone cards that followed. The cards became particular‑ ly widespread in the 1990s. In 1992 they were introduced more broadly into street telephone boxes, and by the following year prepaid cards had overtaken coins as the main means of pay‑ ment for public telephones. Their popularity continued to grow, with different denomina‑ tions produced and millions of cards issued. In 1994, production reached the symbolic milestone of 500 million cards. Then came the mobile phone revolution. As mobile phones be‑ came universal, public telephone boxes gradually disappeared from everyday life — and tele‑ phone cards became collectors’ items.
David Brat nominato nuovo ambasciatore USA in Australia Dopo quasi due anni di vacan‑ za diplomatica, gli Stati Uniti hanno nominato David Brat nuo‑ vo ambasciatore in Australia. L’ex deputato repubblicano della Vir‑ ginia è stato confermato venerdì e si prepara ad assumere l’inca‑ rico in un momento particolar‑ mente delicato per i rapporti tra Canberra e Washington. Il ministro dell’Energia au‑ straliano Chris Bowen ha accolto positivamente la nomina, sotto‑ lineando l’importanza strategica del rapporto bilaterale. «È impor‑ tante», ha dichiarato, ricordando come l’ambasciata americana ab‑ bia continuato a operare attraver‑ so un incaricato d’affari durante l’assenza di un ambasciatore per‑ manente. La nomina arriva alla vigilia del 75° anniversario dell’ANZUS, il trattato di sicurezza che lega Australia, Stati Uniti e Nuova Zelanda, in programma il primo settembre. Brat, 58 anni, entrò alla Camera dei rappresentanti nel 2014, conquistando notorietà
nazionale con la sorprendente sconfitta inflitta al leader della maggioranza repubblicana Eric Cantor. Esponente dell’ala con‑ servatrice e vicino al movimento Tea Party, rimase al Congresso fino al 2018, quando fu sconfitto dalla democratica Abigail Span‑ berger. Successivamente ha ri‑ coperto un incarico dirigenziale alla Liberty University, istituto universitario evangelico della Virginia. Il suo arrivo a Canberra avviene mentre l’alleanza attraversa una fase complessa. Le tensioni com‑ merciali sono aumentate dopo l’imposizione da parte dell’ammi‑ nistrazione Trump di nuovi dazi sulle merci australiane, mentre Canberra e Washington hanno assunto posizioni non sempre coincidenti sul conflitto in Me‑ dio Oriente. Il premier Anthony Albanese aveva già chiarito di es‑ sere pronto a collaborare con il di‑ plomatico scelto dagli Stati Uniti, ribadendo il rispetto della sovra‑ nità americana nella nomina.
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notizie comunitarie
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a cura di Tom Padula
Verzillo, al via la nuova missione consolare
Malabello, a Lifelong Career Built on the Notes of Passion By Tom Padula Alfredo Malabello is one of Australia's best-known Ital‑ ian-Australian entertainers, cel‑ ebrated for his warm vocal style, accomplished piano playing, and ability to connect with audiences through both Italian and English music. Born in Adelaide, South Aus‑ tralia, on 11 December 1959 to Italian migrant parents, Alfredo Malabello grew up in a family where music was an important part of everyday life. From an ear‑ ly age he developed a deep love for singing and listening to mu‑ sic, often falling asleep with the radio playing beside him. Although music became his life's passion, Malabello initially pursued studies in electronics, electromechanics and physics. However, the attraction of per‑ forming proved irresistible. In 1980 he formed a band called The Rhythms, which toured exten‑ sively throughout Australia and even supported The Cure during the band's first Australian tour. These early experiences helped establish his reputation as a ver‑ satile and engaging performer. During the late 1980s, Mal‑ abello expanded his horizons internationally. Together with musical collaborators, he trav‑ elled to Japan, signed a recording contract, and later spent time in New York and Nashville. These experiences exposed him to a wide range of musical styles and performance traditions, helping shape the sophisticated style that would later become his trademark. As a singer and pianist, Mala‑
Save the Date in Melbourne By Tom Padula
Solarino Social Club Cena festa del Papà Sabato, 12 settembre - 6.00pm Maria Formica: 0402 087 583 Santo Gervasi: 0435 875 794 San Marco in Lamis S. Club Cena in onore di San Marco Sabato, 19 settembre - 6:00pm Musica: Fantasia Sylvia Randazzo: 0412 252 554
bello is particularly admired for his interpretations of romantic ballads, Italian classics, swing standards and popular contem‑ porary songs. His repertoire rang‑ es from the music of Frank Sina‑ tra and Dean Martin to Italian favourites associated with artists such as Nicola Di Bari and An‑ drea Bocelli. Audiences often describe him as "The Voice of Romance," a title that reflects both his vocal style and his ability to create an inti‑ mate atmosphere from behind the piano. In 2010 he released his debut solo album, Ciao Bella, which achieved success on Australian charts and introduced a wider audience to his blend of Italian and English repertoire. He fol‑ lowed this with The Two of Us, a collection of romantic songs fea‑ turing orchestral arrangements and several personal interpreta‑ tions of well-known classics. Beyond music, Alfredo Mala‑ bello has developed a successful acting career. His screen appear‑ ances include roles in the tele‑ vision series Carla Cametti PD, Underbelly Files and The Secret Daughter. These performances demonstrated his versatility as an entertainer and broadened his public profile. Another important aspect of Alfredo Malabello's life has been his commitment to celebrat‑ ing Italian culture in Australia. Through concerts, community events and collaborations such as the duo SqueezeVox, he has helped preserve and promote Italian musical traditions for new generations. He has per‑ formed at major cultural festi‑ vals, corporate events and com‑ munity celebrations throughout Australia. Today, Alfredo Malabello re‑ mains a respected figure in Aus‑ tralian entertainment. Whether performing as a solo piano man, recording artist, actor or cultur‑ al ambassador, he continues to bring passion, elegance and a dis‑ tinctly Italian warmth to every stage he graces. His career, spanning more than four decades, reflects a life‑ long dedication to music, per‑ formance and the celebration of his Italian heritage, inspiring audiences across Australia with his enduring artistic talent and passion.
Il Consolato Generale d’Italia a Melbourne accoglie il dottor Mar‑ tin Verzillo, che questa settima‑ na ha assunto le funzioni di Vice Console, entrando a far parte del team consolare per i prossimi tre mesi. A dare il benvenuto al nuovo componente della squadra è stata la Console Generale, dottoressa Chiara Mauri, che ha rivolto a Ver‑ zillo i migliori auguri per il nuovo incarico e per il lavoro che lo at‑ tende al servizio della comunità italiana residente nello Stato di Victoria. L’arrivo del nuovo Vice Console rappresenta un ulteriore momen‑ to di rafforzamento dell’attività del Consolato, punto di riferimen‑ to per migliaia di cittadini italiani e per le numerose realtà associa‑ tive, culturali e istituzionali che compongono la comunità italiana del Victoria. Nel corso dei prossimi tre mesi, Verzillo collaborerà con il perso‑ nale del Consolato nelle diverse attività istituzionali, contribuen‑ do ai servizi e alle iniziative rivol‑
te ai cittadini italiani e ai rapporti con il territorio. La sede diplomatica ha accom‑ pagnato l’annuncio con un mes‑ saggio di benvenuto e di buon la‑ voro, sottolineando l’ingresso di Verzillo nel team in un periodo di intensa attività. Il Consolato Generale d’Italia a Melbourne continua così a ga‑ rantire la propria presenza e il sostegno alla comunità italiana, attraverso i servizi consolari e le attività istituzionali dedicate ai connazionali.
L’incarico di tre mesi offrirà inoltre al dottor Verzillo l’oppor‑ tunità di collaborare direttamen‑ te con la struttura consolare e di conoscere più da vicino le esigen‑ ze della comunità italiana in Au‑ stralia, consolidando il rapporto con associazioni, cittadini e realtà locali. La collaborazione si inserisce nell’impegno quotidiano della sede consolare nel garantire at‑ tenzione, efficienza e continuità nei servizi offerti alla collettività italiana.
Calabria Club, la forza delle radici calabresi di Tom Padula Calabria Club - 5 Uniting Lane, Bulla - è una delle istituzioni più importanti di Melbourne che rap‑ presenta la comunità calabrese. La sua storia iniziò il 28 feb‑ braio 1970, quando un gruppo di studenti, lavoratori e imprendito‑ ri, principalmente immigrati pro‑ venienti da Sambiase, oggi parte di Lamezia Terme, formò il primo comitato ufficiale. Nei suoi primi anni il Club non aveva una sede permanente: le riunioni si tene‑ vano nei parchi, nei municipi e nella sede del Comitato Italiano di Coordinamento in Faraday Street. Damiano Gallè mise an‑ che a disposizione la sua Marconi Ballroom come sede temporanea. Un importante passo avanti avvenne nel 1975, quando il Club acquistò circa 11 ettari a Uniting Lane, Bulla. La robusta sede del club fu infine sviluppata e uffi‑ cialmente inaugurata nel 1988 dal Premier del Victoria John Cain e dal leader dell'opposizione Jeff Kennett. Il complesso com‑ prendeva una grande sala di ri‑
cevimento per circa 500 persone, una seconda sala per circa 200 persone e strutture sportive, in particolare un campo per bocce a otto corsie, capace di ospitare competizioni internazionali. Nel corso dei decenni il Club si è evoluto da luogo d'incontro per migranti calabresi a un più ampio centro culturale, sociale e ricreativo. Il suo programma comprende cene, balli, concerti, celebrazioni comunitarie, matri‑ moni, attività sportive ed eventi culturali. La Festa di San Fran‑
cesco di Paola, tradizionalmente celebrata a marzo, è stata una delle sue principali occasioni an‑ nuali. Un altro evento particolar‑ mente popolare è la Sagra della Soppressata, dove i membri mo‑ strano metodi tradizionali di pre‑ parazione di soppressata, salame, pancetta e capocollo. Il Club ha mantenuto un im‑ portante rapporto con la Regione Calabria, contribuendo a colle‑ gare la Comunità Calabrese di Melbourne con i luoghi di origine delle loro famiglie.
by ROLAND MELOSI
MONTECATINI SPECIALITY SMALLGOODS Unit 1/6 Robertson Place PENRITH NSW 2750
Phone +61 2 4721 2550 - Fax +61 2 4731 2557
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notizie comunitarie
Allora!
Viaggio magico tra calici, sapori e tradizioni
Un pomeriggio dedicato all’Ita‑ lia, alle sue tradizioni enologiche e alla ricchezza della sua cucina regionale. È quello vissuto dalla Società Dante Alighieri Brisba‑ ne, che ha trasformato un sabato pomeriggio in un vero e proprio itinerario attraverso alcune delle più rappresentative regioni ita‑ liane: Campania, Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna. L’iniziativa ha offerto ai parte‑ cipanti l’opportunità di scoprire, attraverso il vino e la gastrono‑ mia, le diverse identità che com‑ pongono il patrimonio italiano. Un viaggio ideale da Sud a Nord, scandito dalla degustazione di
una selezione di vini e accompa‑ gnato da piatti ispirati alle tradi‑ zioni regionali. Non è stato soltanto un mo‑ mento conviviale, ma anche un’occasione per approfondire la cultura del vino in Italia, le sue tradizioni e il legame profondo che da secoli unisce territorio, produzione agricola, cucina e vita sociale. Ogni calice e ogni pietan‑ za hanno così raccontato una parte della storia e dell’identità delle regioni rappresentate. La Società Dante Alighieri Bri‑ sbane ha espresso un particolare ringraziamento a Ian McBride e Filippo D’Arrò, protagonisti
dell’esperienza e impegnati a rendere il pomeriggio un’occasio‑ ne di conoscenza e condivisione. Un ringraziamento è stato rivol‑ to anche a tutti coloro che han‑ no contribuito alla preparazione delle pietanze, capaci di portare in tavola sapori autentici e di ri‑ creare, anche a migliaia di chilo‑ metri dall’Italia, l’atmosfera delle tavole regionali italiane. I vini sono stati messi genero‑ samente a disposizione da Filip‑ po D’Arrò, di Italiquore Premium Wines, Spirits and Liqueurs, consentendo ai partecipanti di accompagnare la degustazione gastronomica con una selezione pensata per rappresentare le di‑ verse realtà vinicole italiane. Dalla Campania alla Puglia, dalla Toscana all’Emilia-Roma‑ gna, l’incontro ha confermato ancora una volta come la cultura italiana possa essere raccontata attraverso esperienze semplici ma profondamente significative: un buon piatto, un calice di vino e la possibilità di stare insieme. Per la Società Dante Alighie‑ ri Brisbane, iniziative di questo genere rappresentano anche un modo concreto di mantenere vivo il rapporto con la cultura.
SKA, il viaggio nell’Universo passa dall'Italia
Si rafforza la collaborazione tra Italia e Australia nel campo della ricerca scientifica e dell’innova‑ zione tecnologica. A Perth, il Con‑ solato d’Italia ha incontrato la professoressa Jessica Dempsey, nuova Direttrice generale dello SKA Observatory, il più grande network di radiotelescopi al mon‑ do. L’incontro ha rappresentato
un’occasione per sottolineare il ruolo dell’Italia in questo ambi‑ zioso progetto internazionale. Il nostro Paese è infatti tra i mem‑ bri fondatori dello SKA Obser‑ vatory e partecipa attraverso l’I‑ stituto Nazionale di Astrofisica (INAF), mettendo a disposizione competenze scientifiche, tecnolo‑ giche e industriali.
In Australia Occidentale, que‑ sta collaborazione ha una dimen‑ sione particolarmente concreta. L’azienda italiana SIRIO Antenne, insieme a INAF e al CNR-IEIIT, ha contribuito allo sviluppo delle antenne SKALA e alla produzione delle antenne destinate a SKALow. Il progetto SKA rappresenta una delle più importanti inizia‑ tive della ricerca astronomica in‑ ternazionale e consentirà di stu‑ diare l’Universo attraverso una gigantesca rete di antenne, apren‑ do nuove prospettive per la cono‑ scenza dei fenomeni cosmici. La cooperazione tra istituzioni, scienza e imprese conferma così il forte legame tra Italia e Austra‑ lia Occidentale, creando nuove opportunità nel settore dell’alta tecnologia e rafforzando la diplo‑ mazia scientifica tra i due Paesi.
Nuovo circuito da 96 milioni Adelaide si prepara a tornare protagonista del grande moto‑ ciclismo internazionale con un nuovo circuito cittadino desti‑ nato a ospitare, dal 2027, il Gran Premio d’Australia di MotoGP e importanti appuntamenti del campionato Supercars. Il progetto, presentato dal pre‑ mier dell’Australia Meridionale Peter Malinauskas, prevede un investimento di circa 96 milioni di dollari australiani per realiz‑ zare un tracciato lungo 4,13 chilo‑ metri e caratterizzato da 15 curve. I lavori dovrebbero iniziare nel dicembre 2026, mentre il primo Gran Premio di MotoGP è pro‑ grammato per novembre 2027. Il circuito attraverserà le par‑ klands orientali della città, recu‑ perando anche alcuni nomi e rife‑ rimenti del vecchio tracciato che ospitò il Gran Premio di Formula 1 fino al 1995, tra cui Stag Corner,
Rundle Road, Brewery Bend e De‑ quetteville Terrace. Particolarmente spettacolare sarà il rettilineo di Dequetteville Terrace, lungo circa 900 metri, sul quale le MotoGP potrebbero raggiungere una velocità massi‑ ma di circa 343 km/h. Per le Su‑ percars la punta dovrebbe invece attestarsi tra 265 e 275 km/h. Il nuovo impianto non sarà dedica‑ to esclusivamente ai motori. Sono previsti anche appuntamenti ciclistici e altri eventi sportivi, mentre il governo statale stima un beneficio economico annuale intorno ai 200 milioni di dollari. Il progetto, tuttavia, non man‑ ca di suscitare polemiche. La co‑ struzione comporterebbe infatti l’abbattimento di quasi 400 albe‑ ri nelle parklands, alimentando le preoccupazioni di residenti e ambientalisti sulla tutela del pa‑ trimonio verde cittadino.
La migrazione, la solitudine
La solitudine, la migrazione e il senso di appartenenza sono al centro del quinto episodio della serie podcast “Solitudine: voci dall’estero”, realizzata da Ondazzurra, che raccoglie testi‑ monianze e riflessioni di italiani che vivono all’estero o studiano i fenomeni migratori. In questa puntata, Elia Bressa‑ nello e Giulio Pitroso dialogano con Simone Battiston per analiz‑ zare la complessa evoluzione del‑ la presenza italiana in Australia. Una conversazione che attraversa diverse generazioni e ripercorre una storia fatta di difficoltà, di‑ scriminazione, assimilazione, ma anche di progressiva affer‑ mazione all’interno della società multiculturale australiana. Il podcast propone una lettura sociopolitica dei cambiamenti che hanno interessato la comuni‑ tà italiana, soffermandosi in par‑ ticolare sul ruolo delle associa‑ zioni storiche. Strutture nate per conservare lingua, tradizioni e so‑
lidarietà tra connazionali hanno progressivamente modificato la propria funzione, mentre anche la percezione dell’italianità e del folklore è cambiata con il passare delle generazioni. Un altro tema affrontato è quello delle relazioni familiari e dei matrimoni, con il passaggio dalla tradizionale endogamia, ovvero l’unione all’interno della stessa comunità, verso una cre‑ scente apertura all’esogamia. La puntata guarda inoltre alla partecipazione politica degli ita‑ liani d’Australia e al loro rapporto con la vita pubblica italiana. Ne emerge una comunità nella qua‑ le memoria, identità e impegno civico continuano a intrecciarsi, pur assumendo forme nuove. “Solitudine: voci dall’estero” diventa così uno strumento per comprendere non soltanto il pas‑ sato della diaspora italiana, ma anche le trasformazioni che ne stanno definendo il presente e il futuro.
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Leppington al centro della grande sfida del South West
Nathan Hagarty MP durante il suo intervento
Cons. di Liverpool Zeli Munjiza
On. Ed Husic MP
La consigliera di Liverpool Mira Ibrahim insiema a Rochin, Gule e Huda
La multiculturalità del South West Sydney in un unico scatto
di Filippo Stivala La crescita del South West Sy‑ dney, il potenziamento delle in‑ frastrutture e le esigenze di una popolazione in aumento sono stati al centro della Leppington Fundraiser, organizzata sabato 29 agosto a Nova on the Grange, a Kearns. L’iniziativa, promossa a sostegno del Member for Lep‑ pington Nathan Hagarty MP, ha riunito esponenti della politica lo‑ cale, statale e federale, rappresen‑ tanti della comunità e sostenitori. Tra gli ospiti figurava Anne Stanley, deputata federale di Wer‑ riwa e candidata laburista per il collegio. Presenti anche Charish‑ ma Kaliyanda, deputata laburista di Liverpool nell’Assemblea legi‑ slativa del New South Wales, l’O‑ norevole Anoulack Chanthivong, deputato di Macquarie Fields e Ministro per le Correzioni del New South Wales, e la consigliera Mira Ibrahim, esponente laburista del Comune di Liverpool per il North Ward e voce della comunità locale. Ospite principale è stato l’On. Ed Husic MP, Federal Member for Chifley. Nel suo intervento ha af‑ frontato il rapporto tra rappresen‑ tanza, comunità e multiculturali‑ smo, sottolineando il contributo delle famiglie immigrate alla cre‑ scita dell’Australia. Ad aprire l’evento è stata Zeli Munjiza, consigliera del Comune di Liverpool e presentatrice della serata. Munjiza ha rivolto un rico‑ noscimento al popolo Dharawal, tradizionale custode di queste ter‑ re, introducendo le questioni del collegio. Scuole, viabilità, trasporti e in‑ frastrutture sono emersi come dossier prioritari per una zona interessata da una forte espan‑ sione demografica. Nuovi quar‑ tieri e migliaia di residenti hanno aumentato la domanda di servizi pubblici e collegamenti. Munjiza ha evidenziato il lavo‑ ro di Hagarty per portare queste problematiche all’attenzione del governo del New South Wales, citando gli investimenti previsti per 15th Avenue e la realizzazione di nuovi istituti scolastici, fonda‑ mentali per accompagnare lo svi‑ luppo urbanistico. Husic ha espresso sostegno a Hagarty, collegando le sfide infra‑ strutturali del South West Sydney allo sviluppo delle comunità au‑ straliane. Ha raccontato la propria espe‑ rienza familiare, ricordando i ge‑ nitori arrivati dalla ex Jugoslavia
Zeli Munjiza e Nathan Hagarty MP in compagnia di graditi ospiti
Bruno Lopreiato, Anne Stanley MP e Nathan Hagarty MP
Il tavolo del Leppington Lions Soccer Club
e il padre, saldatore in un grande progetto nazionale. Ha sottolineato il valore della diversità e invitato le comunità a mantenere un ruolo attivo nella vita pubblica.Nathan Hagarty MP ha illustrato alcuni risultati rag‑ giunti nei suoi primi anni come Member for Leppington e Gover‑ nment Whip nel Parlamento del New South Wales. Tra i progetti indicati figura la nuova scuola superiore di Leppington, prevista per il 2027, oltre al finanziamento di più di un miliardo di dollari de‑ stinato all’aggiornamento di 15th Avenue. La rapidità dello sviluppo impo‑ ne nuove risposte per infrastrut‑ ture, trasporti e servizi essenziali. Hagarty ha ribadito l’importanza del confronto con residenti, asso‑
ciazioni, imprese, club sportivi e organizzazioni comunitarie, in‑ terlocutori fondamentali per defi‑ nire le priorità future. La parte politica si è conclusa con la raccolta fondi. Una lotteria e un’asta silenziosa hanno offerto premi, tra memorabilia politiche, articoli sportivi e buoni acqui‑ sto. La Leppington Fundraiser ha unito raccolta fondi, socialità e confronto pubblico, riportando al centro dell’attenzione le prospet‑ tive di Leppington e del South West Sydney, territorio chiamato a trovare risposte concrete alle esigenze della popolazione. Il confronto ha evidenziato la necessità di una pianificazione coordinata, capace di accompa‑ gnare la crescita senza penalizza‑ re qualità e servizi.
A. Di Natale, V. Papandrea, N. Hagarty MP e i coniugi Lopreiato
Campisi Butchery by Roberto Minnici Nathan Hagarty MP insieme ai rappresentanti delle diverse comunità
5 Emerald Hills Blv, Leppington, NSW 2179
Opening Hours: Monday-Friday: 8:30 am - 5:30pm Saturday: 8am - 2pm Sunday: closed
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Affascinanti storie dei pionieri risorgono al Coffs Harbour Italian Festa
Matisse e Harriet, le gemelle della terza generazione
L’esibizione del Pop-Up Italian Choir
Il pubblico all’esterno della Festa Italiana
Elio affronta il gladiatore tra applausi e divertimento
di Filippo Stivala Bandiere tricolori, musica, profumi della cucina italiana e un continuo afflusso di visitatori hanno animato sabato 22 agosto il Coffs Harbour Racing Club, teatro di “Ciao Coffs! Festa Italiana”, or‑ ganizzata dal Coffs Coast Italian Heritage Group Inc. Circa 2.500 persone hanno partecipato alla manifestazione, trasformando la giornata in una grande celebrazio‑ ne della cultura, delle tradizioni e della memoria della comunità ita‑ liana della Coffs Coast. Dalle 10 alle 16, famiglie, gio‑ vani e anziani hanno preso parte alle numerose attività. Dopo una leggera pioggia nelle prime ore, il miglioramento del tempo ha favo‑ rito una crescente partecipazione, facendo del Racing Club un vivace punto d’incontro per la comunità italiana e per il pubblico locale. Uno dei momenti più significa‑ tivi è stato il Muro della Memoria della Coffs Coast, capace di attira‑ re visitatori per tutta la giornata. In alcuni momenti, davanti alle fotografie e alle testimonianze si sono formate file profonde fino a tre persone. Per molti, il muro del‑ la memoria è diventato un viaggio nel passato, tra familiari, amici e volti conosciuti, riportando alla luce le storie delle prime genera‑ zioni italiane arrivate nella regio‑ ne. Non sono mancate le emozioni, con alcuni visitatori visibilmente commossi davanti alle immagini esposte. Particolarmente signifi‑ cativo è stato anche l’incontro tra più generazioni della stessa fami‑ glia e tra persone che non si vede‑ vano da anni. La valorizzazione delle storie familiari e il dialogo tra generazioni saranno, secondo gli organizzatori, elementi da svi‑ luppare ulteriormente nelle pros‑ sime edizioni. Tra le attrazioni più fotografate hanno figurato i gladiatori roma‑ ni, mentre gli appassionati di mo‑ tori hanno potuto ammirare una spettacolare esposizione di Lam‑ borghini, Ferrari e Alfa Romeo. Grande interesse ha suscitato anche l’area gastronomica, con stand dedicati al cibo da strada e ai vini italiani. La cucina si è con‑ fermata ancora una volta un effi‑ cace ambasciatore della cultura italiana, capace di coinvolgere an‑ che il pubblico australiano. Sul palco dell’Auditorium si sono esibiti Lisa Genovese, la S.U.D. Band, Antonio Mazzella e Dina Luciani. Il coro temporaneo
Carla Zecchinati, prima bambina italiana nata a Coffs Harbour
Gli Alpini portano le tradizioni italiane a Coffs Harbour
Auditorium gremito per la Festa Italiana
ha inoltre proposto alcuni tradi‑ zionali canti degli Alpini, regalan‑ do uno dei momenti più caratteri‑ stici della giornata. La manifestazione è stata uffi‑ cialmente aperta da Lisa Genove‑ se, vicepresidente del Com.It.Es., che ha sottolineato il prezioso contributo degli italiani alla so‑ cietà australiana. Il programma ha compreso anche un torneo di bocce, la preparazione delle casta‑ gne, un’area giochi per bambini e numerose esposizioni. L’ingresso, 5 dollari per gli adulti e gratuito per i bambini, ha permesso di so‑ stenere il reparto pediatrico del Coffs Harbour Health Campus. Particolare successo ha riscosso anche la grande lotteria, destinata a raccogliere fondi per il reparto pediatrico, aggiungendo alla festa
una concreta dimensione di so‑ lidarietà. La riuscita dell’evento è stata possibile grazie al lavoro del Comitato, al sostegno degli spon‑ sor e all’impegno dei volontari. Il Comitato è composto dal presidente Michael Hauville, dal vicepresidente Franco Maione, dalla tesoriera Daniela Martigna‑ go, dal segretario Egidio Basso e dai membri Peter Martignago, Su‑ san Maione e Frank Pappalardo, instancabile collaboratore nell’or‑ ganizzazione delle attività del gruppo. “Ciao Coffs! Festa Italia‑ na” ha così raccontato l’italianità attraverso musica, gastronomia, tradizioni, motori e memoria, of‑ frendo alla comunità della Coffs Coast un’occasione per celebrare il proprio passato e trasmetterne i valori alle nuove generazioni.
Tel. 02 9729 2811 Fax.02 9729 4233 email: sales@gullifood.com.au www.gullifood.com.au
275 Kurrajong Road, Prestons 2170 NSW
Lisa Genovese & Antonio Mazzella durante l'esibizione
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Da Simonetti a Sani gli scultori che hanno dato forma a Sydney
Il Direttore Marco Gioacchini apre la conferenza
Il Console Generale G. Rubagotti presenta Traces of Italy
Lorraine Kypiotis durante la presentazione
Il Console Generale G. Rubagotti, L. Kypiotis e il Direttore Gioacchini
Matteo Bernasconi assieme ai partecipanti
di Lorenzo Canu Giovedì 27 agosto l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney ha ospitato il settimo e ultimo ap‑ puntamento dell'anno della serie Traces of Italy, una conferenza di Lorraine Kypiotis dedicata a tre scultori italiani che nell'Ottocen‑ to hanno lasciato il segno sugli edifici e nei parchi della città: Achille Simonetti, Giovanni Fon‑ tana e Tommaso Sani. Ad aprire la serata è stato il direttore Marco Gioacchini, che ha poi dato la parola al Console Generale Gianluca Rubagotti. In un anno e mezzo la serie ha attra‑ versato pittura, scultura, mosaici e decorazioni in marmo, musica, design d'interni e architettura. Il Console Generale ha ricordato l'idea alla base di tutto: andare oltre lo stereotipo che gli italia‑ ni in Australia abbiano portato solo salsa di pomodoro e pizza. "Abbiamo portato molto di più, soprattutto nel campo culturale e artistico", ha detto. I tre artisti al centro della con‑ ferenza arrivarono a partire dal 1873, quando Sydney aveva meno di novant'anni e non esisteva an‑ cora una scuola di scultura, che nascerà solo negli anni Ottanta dell'Ottocento. Erano gli anni che portavano alla Federazione, e servivano mani capaci di dare forma a un'idea di nazione. In Italia, spiega Kypiotis, sarebbero rimasti tra i tanti; qui potevano farsi un nome. Storica dell'arte nata a Sydney, invita a cammina‑ re per la città con il naso all'insù, perché molte di queste opere si notano solo alzando lo sguardo. Simonetti, formatosi all'Acca‑ demia di San Luca a Roma, arri‑ vò da Brisbane preceduto dalla fama, e il suo sbarco fu annun‑ ciato dai giornali come quello di una celebrità. Firmò busti di sta‑ tisti per il Parlamento del New South Wales e statue per la Great Hall dell'Università di Sydney, e amava cantare l'opera, spesso stonando, come raccontavano i cronisti. La sua opera più impor‑ tante è nei Royal Botanic Gar‑ dens, la fontana del governatore Arthur Phillip. La statua in bronzo alta quat‑ tro metri e mezzo, le vasche in marmo di Carrara scolpite a Ge‑ nova: il costo passò da diecimila a quasi quindicimila sterline, la cifra più alta mai spesa nella co‑ lonia per un monumento, e i gior‑ nali lo massacrarono. Sono sue anche le figure di misericordia,
Anna Marini ed Eleonora Cerqua
Lorraine Kypiotis assieme ad amiche
Il Console Generale G. Rubagotti con L. Kypiotis, S. Chan e il M. Gioacchini
giustizia e sapienza sul Colonial Secretary's Building di Bridge Street. Morì nel 1900, e al suo fu‑ nerale c'era la comunità artistica e italiana di Sydney. Fontana, in esilio dall'Italia e di casa a Londra, espose alla Sy‑ dney International Exhibition del 1879 e scolpì la Regina Vitto‑ ria che ancora sovrasta l'ingresso del General Post Office, oggi il Fullerton Hotel. Sua è anche la statua di John Dunmore Lang a Wynyard. Sani, fiorentino, firmò invece la parte più discussa del‑ lo stesso edificio: i rilievi di Pitt Street con la gente comune, il postino, il tosatore, l'astronomo, voluti dall'architetto James Bar‑ nett. Furono uno scandalo, i giorna‑ li li ribattezzarono Barnett's Blot,
la macchia di Barnett, finirono in Parlamento e alla Corte Suprema e rischiarono di essere raschiati via, prima di essere riconosciu‑ ti come opera d'arte solo negli anni Novanta. Di Sani è anche lo strano monumento al footballer di Centennial Park, con dei putti che giocano a pallone sul basa‑ mento. Morì in miseria intorno al 1915. La serie si ferma qui per quest'anno. A chiudere è stata la stessa Kypiotis, rispondendo alla domanda che si era posta, perché questi tre contano per l'Austra‑ lia. "Erano qui in un momento di costruzione della nazione. Hanno lavorato sui nostri edifici e sulle nostre sculture, e le loro opere restano, ancora oggi parte della città."
Alcuni dei giovani partecipanti dal Consolato e dall'ICE
Gianluca Puglisi Director
+ 61 420 527 311 info@siciliadownunder.com.au www.siciliadownunder.com.au Alcune delle eleganti partecipanti
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Bellini Night nel segno della migliore tradizione gastronomica
E. Attanasio, il Console Generale Dr. G. Rubagotti, F. Grassia, R. Tagliaferri e M. Gioacchini
Un momento di festa e convivialità durante le degustazioni
Un brindisi tra amici durante la Bellini Night
R. Tagliaferri, Cav. A. Bovier OAM, il Console Generale Dr. G. Rubagotti, J. Gullotta AM e M. Gullotta insieme ad amici
di Emanuele Esposito Sydney ha celebrato ancora una volta l’eccellenza della ri‑ storazione italiana con la Bel‑ lini Night, l’evento organizzato mercoledì 26 agosto dalla Italian Chamber of Commerce and In‑ dustry in Australia negli spazi di Manzo, Quay Quarter, nel cuore della città. Al centro della serata la conse‑ gna delle certificazioni Ospitalità Italiana 2026/2027 a cinque real‑ tà della ristorazione che rappre‑ sentano, ciascuna con la propria identità, la tradizione gastrono‑ mica italiana in Australia: Via Napoli, Da Michele, Betto Deli, La Botte d’Oro e Divino Osteria. La manifestazione ha riunito rappresentanti istituzionali, ope‑ ratori del settore, imprenditori e protagonisti della comunità ita‑ liana, trasformandosi non soltan‑ to in una cerimonia di premiazio‑ ne, ma in una vera celebrazione del Made in Italy gastronomico. Alla serata hanno preso parte il presidente della Camera di Com‑ mercio Italiana in Australia, Fa‑ bio Grassia, il segretario generale Roberto Tagliaferri e il Console Generale d’Italia a Sydney, Gian‑ luca Rubagotti. Un riconosci‑ mento che premia autenticità e qualità Come è stato ricordato nel cor‑ so della serata, il progetto viene promosso a livello internaziona‑ le attraverso il sistema camera‑ le italiano e prevede un’attività di identificazione e valutazione delle strutture aderenti da parte della Camera di Commercio. L’ot‑ tenimento del marchio passa at‑ traverso un processo di selezione rigoroso e verifiche indipendenti che prendono in considerazione diversi aspetti dell’attività del ristorante: autenticità e prove‑ nienza degli ingredienti, pratiche di cucina, proposta enologica e rispetto delle ricette tradizionali. Un controllo particolarmente significativo in un mercato in‑ ternazionale nel quale il termi‑ ne “Italian food” viene utilizzato molto spesso anche per prodotti e preparazioni lontani dalla vera tradizione gastronomica del no‑ stro Paese. Proprio per questo, la certifi‑ cazione assume un valore che va oltre la semplice promozione commerciale: diventa uno stru‑ mento di tutela dell’identità cu‑ linaria italiana. Durante la ceri‑ monia è stato sottolineato come i cinque locali premiati abbiano
"Betto Deli" festeggia un importante riconoscimento
L'Antica Pizzeria "Da Michele" riceve il prestigioso riconoscimento
Il Console Generale Dr. G. Rubagotti durante la consegna del premio a Gabriele Franco " La Botte d’Oro"
dimostrato un impegno concreto nel mantenere elevati standard qualitativi e nel custodire il pa‑ trimonio gastronomico italiano attraverso ogni piatto servito ai propri clienti. I sapori italiani protagonisti della Bellini Night. La serata ha seguito la formula dell’aperitivo, con gli ospiti invitati ad assag‑ giare alcune delle specialità pre‑ parate dai cinque ristoranti certi‑ ficati. Ogni locale ha potuto così raccontare la propria cucina non soltanto attraverso il riconosci‑ mento ricevuto, ma direttamente attraverso i propri piatti. Ad accompagnare le degusta‑ zioni, un Bellini open bar offerto da Canella, che ha contribuito a ricreare un’atmosfera decisamen‑ te italiana nel centro di Sydney.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Manzo Bisteccheria, che ha ospitato l’e‑ vento, e a tutti i ristoratori che hanno partecipato con le proprie preparazioni. Tra i momenti del‑ la cerimonia anche la premiazio‑ ne di Betto Deli, con la consegna formale del certificato ai suoi rap‑ presentanti, uno dei passaggi do‑ cumentati durante la serata. Cinque realtà differenti, acco‑ munate però da un elemento fon‑ damentale: la volontà di proporre una cucina italiana riconoscibile, autentica e rispettosa delle pro‑ prie origini. Un risultato che con‑ ferma il crescente prestigio della cucina italiana, valorizzando pro‑ fessionalità, tradizione, qualità e passione nel panorama gastrono‑ mico australiano.
La consegna della certificazione Ospitalità Italiana a "Via Napoli"
speciale IFF 2026
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ELysia Zeccola Brings A Cavalcade of Stars to the Italian Film Festival
By Alberto Macchione September marks the begin‑ ning of the spectacle that is Pal‑ ace Cinema’s Italian Film Festi‑ val 2026 which is set to show 33 films in over 2000 sessions at 25 cinemas nationally Silvia Colloca recently an‑ nounced “some very exciting news to share” that she is “de‑ lighted to be back as ambassador for the 2026 St.Ali Italian Film Festival. I’ll be celebrating with you at the Sydney Opening Night Gala on September 17th. If you have been to those galas before, you know that is a night that you don’t want to miss out on. If you’ve never been, book your tickets now as they go like hot cakes.” Announcing one of her fellow guests Silvia went on to say that “We are going to have so much fun because the opening night film is ‘Holy Cannoli’ - ‘Che Dio Perdona a Tutti’ by Italian film maker Pif (Pierfrancesco Di‑ liberto). Pif himself will be at the opening night gala and I cannot wait.” Also attending the event will be the start of ‘Sepearate Beds’ - '2 cuori, 2 capanne' AND ‘For you’ 'Per Te', Edoardo Leo. Along with the special guests there will be sparkling drinks, themed events and of course a much anticipated line up of great Italian films. We spoke to Executive, Fash‑ ion Icon and Festival Director, Elysia Zeccola ahead of her Syd‑
“We just try and create great experiences” Elysia Zeccol, Festival Director of the Palace Cinema’s IFF 2026
ney visit to help launch the festi‑ val of all festivals! We started by asking Elysia about the explosive growth of the Italian Film Festival, albeit, having started much later than other festivals of its kind. “The audience is growing and growing every year. So it's now in its 27th year, and then coming from the Festival last year, which was over
‘Holy Cannoli’ - ‘Che Dio Perdona a Tutti’ by Pierfrancesco Diliberto
100,000 admissions, so I'm very, very, very proud of that.” When asked to compare the language festivals, Elysia points out that the British Film Festival with its native language advan‑ tages and recognizable interna‑ tional stars is still being outsold by the Italian Festival. “It's just behind the Italian. So the foreign language cinemas are beating out the British, which is pretty exciting.” So what is the attraction to Italian films that causes so much of the festival to continually sell out all over the country? “You know you can go to the movies and watch all these studio films and Hollywood films and English language films, and you know you stream things and dub into English if you like. But there's still nothing like the cinema experience, and I and I feel like that when you're watch‑ ing a German film or an Italian film or a French film, you're re‑ ally seeing the world through a different perspective. You're re‑ ally seeing filmmaking done in a different way that's maybe not as predictable as another formu‑ la film. where you can’t predict how a film will end from the first scene, like some studio film, and I think that that's exciting, and people enjoy that journey and that unexpectedness of taking a
chance in a European film.” Elysia has a very personal con‑ nection to one of the films in this program. ‘Il Bene Comune’, billed as ‘The Greater Good’ di‑ rected by and starring Rocco Pa‑ paleo. Elysia’s father and Palace Cinema founder, Antonio Zecco‑ la comes from Basilicata as does Elysia’s husband whom she met in Melbourne where she resides. “Rocco Papaleo is a great come‑ dic director and actor. He's much loved, and he's from Lauria in Ba‑ silicata, and he directed ‘Basilica‑ ta Coast to Coast’. And there is not often a film from Basilicata, so when there is, I get very excit‑ ed about it, and so I was really trying to get this booked, and it's also amazingly that it really cap‑ tures the landscape of Basilicata, and it's about a group of women
nearing the end of a prison sen‑ tence to go on an expedition. They're taking out for a day trip to the Pollino National Park, and they're looking for an ancient Bosnian Pine, and so it's really just incredible to see Basilicata because I feel like Basilicata IS Italy. Like you can go there and ex‑ perience the real Italy. You won't see tourists. You won't see those shops selling all these silly sou‑ venirs.” If you are there “everyone is looking at you like why are you here and who are you related to.” Although primarily focusing on new Italian films, the festi‑ val always plays some classics in line with a new release. “I think the closing night or in the mid‑ dle of the festival is a chance to honor some of the actors or di‑ rectors of the past, and I do that when there's something new out to talk about. So there's a new film called ‘Anna Magnani, The Untold Story’, which is a biopic. And so, because of that biopic, I thought it was a great idea to direct a new film to tie into the biopic. And the reason I chose the ‘Bellissima’ and my ‘Mamma Roma’. They're quite strong for a parent because you know they're 11 years apart, and two Direc‑ tors that Anna Magnani works with, Passolini and Visconti, and they're both about working-class private mothers trying to create the benefits for the children. You must find a lot of old films avail‑ able elsewhere, but you can't find these films, so you need to see us. So that's how I ended up in the selection. The programme is full of un‑ missable cinema that must be experienced in a theatre. Tickets are on sale now for all sessions now at the box office or online at https://ItalianFilmFes‑ tival.com.au.
‘Il Bene Comune’ - ‘The Greater Good’ directed by and starring Rocco Papaleo
‘Sepearate Beds’ - '2 cuori, 2 capanne
Authentic Italian Pizza & Pasta Shop 4a/351 Oran Park Dr. Oran Park NSW 2570
(02) 46376609 ‘For you’ - 'Per Te', also starring Edoardo Leo
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Martedì 01 Settembre 2026
passatempo e umorismo
Allora!
all'italiana
Allora!
Martedì 01 Settembre 2026
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Washington dà voce alle eccellenze italiane
Montalcino sotto i riflettori Il presidente del Consorzio Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, è – unico italiano Rising Star per Wine Enthusiast. La rivista internazionale di riferi‑ mento per i settori del vino e delle bevande ha infatti rilasciato nei giorni scorsi la propria selezione dei 12 “talenti emergenti” (Rising Stars) che a vario titolo si sono distinti nel corso dell’ultimo anno in favore del comparto. Giacomo Bartolommei, classe 1991, enologo e produttore a Montalcino è – se‑ condo la testata che vanta una re‑ adership complessiva superiore a 4,1 milioni di persone concentrata in particolare negli Stati Uniti – un giovane che si sta distinguen‑ do per una visione orientata alla longevità in un contesto di sfide che il settore si trova ad affronta‑ re. “Parliamo dell'industria vini‑ cola odierna – ha detto Bartolommei a Wine Enthu‑ siast - come se fosse in una situa‑ zione di crisi senza precedenti con dazi, calo dei consumi, clima e re‑ golamentazione. Ma dimentichiamo la nostra storia. Dobbiamo riuscire a dare ai nostri produttori – ha aggiunto il presidente del Consorzio - il co‑ raggio di tornare a pensare in ter‑ mini di decenni, non di trimestri e ricordare che i capitoli più im‑
portanti della storia del vino sono sempre stati scritti da persone che si sono rifiutate di farsi intimidire dalla crisi del momento”. Dei 12 professionisti indicati nella nuo‑ va lista di Wine Enthusiast, nove sono statunitensi, uno francese e uno canadese. Le classi rappresentate sono molto eterogenee, con differenti direzioni future dell'industria: si va da importatori e distributori a ricercatori, da esperti di vino, divulgatori e appunto da Giaco‑ mo Bartolommei in qualità di rappresentante della denomina‑ zione toscana da giugno 2025. Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che il prossimo anno celebrerà il 60° anno di nascita, ri‑ unisce 214 soci per una tutela che si estende su un vigneto Dop di oltre 3.400 ettari. Una comunità agricola – quella di Montalcino – tra le più virtuo‑ se al mondo, con un’economia fondata per la metà delle proprie imprese da aziende agricole e un tasso di disoccupazione che non arriva al 2%. Un ecosistema trai‑ nato soprattutto dal vino e in par‑ ticolare dal Brunello (9-10 milioni di bottiglie prodotte in media ogni anno) per cui è stato attivato un piano straordinario di promozio‑ ne. (NoveColonneATG)
Sono state ufficializzate le candidature alla 13ma edizione del Premio Eccellenza Italiana, l’appuntamento internaziona‑ le nato nel 2014 da un’idea del giornalista economico Massimo Lucidi, presidente della Fonda‑ zione E-novation, per “racconta‑ re quella parte del Paese che crea valore, costruisce relazioni, inno‑ va e porta nel mondo uno stile italiano riconoscibile ben oltre i tradizionali confini del Made in Italy”. La premiazione si svolgerà venerdì 16 ottobre a Washington Dc, ancora una volta nella presti‑ giosa sede del National Press Club, tra Casa Bianca e Con‑ gresso. Tredici anni di premio, senza interruzioni neppure al tempo del Covid, hanno confer‑ mato un’intuizione: l’eccellenza italiana non è una categoria eco‑ nomica e neppure una semplice etichetta geografica. È un modo di fare le cose. È la capacità di unire compe‑ tenza e creatività, Bellezza e re‑ sponsabilità, radici e Futuro. E
soprattutto sono persone” si leg‑ ge in una nota. "Quando siamo partiti parla‑ vamo naturalmente di Made in Italy, di imprese e professionisti capaci di portare nel mondo la qualità italiana. Oggi quel rac‑ conto è diventato più grande – spiega Massimo Lucidi - perché accanto al Made in Italy c’è sem‑ pre più il Made by Italians. Ita‑ liani che lavorano a Dubai, New York, in Lussemburgo, in Europa
e negli Stati Uniti; Italiani che fanno ricerca, innovazione, cul‑ tura, informazione. Ma anche realtà che custo‑ discono la memoria, i territori e quella straordinaria storia di emigrazione che ha reso globa‑ le la nostra Identità. È questo il senso del Premio: scoprire storie, raccontarle, metterle in relazio‑ ne. Networking e netreputation, certo. ma prima ancora valori e persone". (NoveColonneATG)
La Nuova Millenaria celebra il re delle Dop Consorzio Tutela Grana Pa‑ dano sostiene e promuove come main sponsor la Nuova Mille‑ naria. La Fiera Nazionale dell’A‑ gricoltura e dell’Agroalimentare dal 4 all’8 settembre rinnova una tradizione che nacque a Gonza‑ ga, in provincia di Mantova, nel 1490, e che l’edizione 2026 vuole riscoprire e valorizzare. Già in quell’epoca tra campagne e città si gustava il “formai de grana”, che oggi è il prodotto Dop più consumato nel mondo con oltre 6 milioni di forme prodotte nel 2025 e un export che ha superato il 60 per cento della produzione lorda vendibile. “Il successo del Grana Padano cresce e si consoli‑ da nel tempo – commenta
Renato Zaghini, presidente del Consorzio di Tutela – La nostra comunicazione ha convinto i consumatori che il Grana Pada‑
no “fa star bene”, che he hanno colto i legami forti con lo sport e con uno stile di vita sano e attivo. (NoveColonneATG)
dal 1 Settembre al 7 Settembre 2026
1 Settembre
2 Settembre
3 Settembre
4 Settembre
5 Settembre
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7 Settembre
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16 | 6 °C
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32 | 23 °C
32 | 23°C
32 | 23°C
32 | 24°C
29 | 23 °C
30 | 24 °C
18 | 4 °C
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16 | 7 °C
11 | 5 °C
11 | 3 °C
21 | 8 °C
18 | 10 °C
18 | 10 °C
20 | 9 °C
18 | 7 °C
13 | 8 °C
13 | 7 °C
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18 | 8 °C
19 | 10 °C
16 | 11 °C
16 | 8 °C
18 | 5 °C
20 | 5 °C
26 | 11 °C
28 | 16 °C
26 | 14 °C
23 | 11 °C
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23 | 15 °C
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Martedì 01 Settembre 2026
mezz'ora di religione
Allora!
Protesta e libertà religiosa trovino equilibrio
L’arcivescovo di Sydney, An‑ thony Fisher OP, ha invitato i legislatori del Nuovo Galles del Sud a ripensare l’equilibrio tra di‑ ritto di protesta e libertà di culto, mettendo in guardia dal rischio che la libertà di comunicazione politica finisca per diventare una sorta di «super diritto», capace di prevalere sulle altre libertà fon‑ damentali. Intervenendo il 22 agosto a una conferenza della Samuel Griffith Society, l’arcivescovo ha affrontato la questione delle manifestazioni pro-palestinesi che da quasi tre anni si svolgono regolarmente a Hyde Park, nelle immediate vicinanze della catte‑
drale di St Mary, della Great Syna‑ gogue e della chiesa anglicana di St James. Fisher ha ribadito la propria preoccupazione per la sofferenza della popolazione di Gaza, ricor‑ dando di aver denunciato in pas‑ sato il costo umano della guerra. Allo stesso tempo, ha osservato come alcune manifestazioni abbiano oltrepassato il confine della legittima critica politica, con slogan e messaggi percepiti come attacchi generalizzati con‑ tro israeliani, ebrei o Paesi occi‑ dentali. Secondo l’arcivescovo, alcuni fedeli e visitatori avrebbero rife‑ rito di essersi sentiti intimiditi
da un clima ostile nel parco, ar‑ rivando a modificare il percorso per raggiungere la cattedrale. Fisher ha inoltre richiamato l’at‑ tenzione sulla crescente ondata di antisemitismo, particolar‑ mente evidente dopo l’attentato terroristico del dicembre 2025 durante una celebrazione ebraica di Hanukkah a Bondi Beach. L’arcivescovo ha però precisato di non chiedere la soppressione delle proteste. La manifestazione pacifica, ha sottolineato, è una libertà essenziale della democra‑ zia e una «salvaguardia contro la tirannia». Il problema riguarda piuttosto l’effetto cumulativo di proteste legali e pacifiche che si ripetono, settimana dopo setti‑ mana, nello stesso luogo. Fisher ha quindi suggerito che la legislazione del NSW possa consentire alla polizia di imporre condizioni ragionevoli alle ma‑ nifestazioni ricorrenti nelle vici‑ nanze dei luoghi di culto. «L’obiettivo non dovrebbe esse‑ re trasformare la libertà di culto in un super diritto che prevale sulla protesta politica, né il con‑ trario», ha affermato. «Dopo tre anni di megafoni, questa conver‑ sazione è ormai necessaria».
Leone interviene sul diritto canonico orientale
Con il motu proprio Mutua Concordia, pubblicato stamane, Papa Leone XIV ha modificato due canoni del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium, il 106 ed il 126. “La mutua concordia – affer‑ ma il motu proprio - tra il Pater et Caput di una Chiesa sui iuris orientale e i confratelli nella di‑ gnità episcopale, che insieme co‑ stituiscono il Sinodo dei Vescovi, è l’anima della comunione della Gerarchia ecclesiastica orientale. Il Sinodo dei Vescovi rappresenta il luogo sorgivo dell’elezione del Patriarca. Ciò implica una intrin‑ seca vocazione alla collegialità
nel suo ministero primaziale, che si radica in un’antica e mirabile tradizione. Nelle Chiese orientali cattoliche, emerge l’opportunità di riconoscere e ampliare le facol‑ tà dei Sinodi dei Vescovi, la qual cosa appare appropriata anche alla luce dei rapporti intercon‑ fessionali, segnatamente della sensibilità teologica e della prassi delle Chiese ortodosse”. “Nelle Chiese cattoliche pa‑ triarcali e arcivescovili maggiori – prosegue il testo - tale sinoda‑ lità va costantemente ricercata e alimentata nel contesto di una comune responsabilità che, dopo esser stata assunta nell’atto di
elezione del Pater et Caput, occor‑ re sia esercitata anche nella ge‑ stione ministeriale della Chiesa e nel funzionamento ordinario del Sinodo dei Vescovi”. Nel caso di una rottura della armonia ecclesiale “occorre che sia ripristinata nel contesto della comunione episcopale: pur es‑ sendo costitutivamente Primo e non mero Presidente dell’Assise dei Vescovi, il Patriarca non può essere infatti considerato indi‑ pendentemente da essa”. Per porre rimedio alla eventua‑ le rottura sono necessarie “prassi che consentano di manifestare anzitutto il principio della colle‑ gialità episcopale. Pare dunque opportuno che il rimedio all’irre‑ parabile compromissione della comunione avvenga, fatto salvo il ricorso al Romano Pontefice, at‑ traverso l’Assise sinodale di ogni Chiesa patriarcale”. Di fronte a situazioni emer‑ genziali di rottura della comu‑ nione “il Sinodo dei Vescovi è te‑ nuto a poter esercitare l’autorità canonica tale da consentire ad esso di chiamare il Patriarca a ri‑ spondere del proprio operato”.
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Rapporto Madre e Figlio di Carlo Bellieni Cosa sia un embrione, tanti credono di saperlo, ma se glie‑ lo chiedi... scena muta! Perché si parla di embrioni come si parla di spread, o di inflazione o di voli su Marte. Serve a fare due chiacchiere, talvolta una li‑ tigata, ma sempre (e sottolineo sempre) non cercando di capire, ma cercando di far vincere la propria squadra politica o etica o di calcio. Invece l'embrione umano è una realtà prodigio‑ sa per la scienza, stupefacente e ancora in parte sconosciuta per le sue caratteristiche e per la sua mutevolezza infinita, e non merita di essere tirato in dispute da bar. Vediamo il perché di tanto stupore. Un fe‑ nomeno inaudito accade all'ar‑ rivo dell'embrione nel corpo materno: non viene distrutto. Eppure è un "estraneo", come lo sarebbe un batterio contro cui le cellule della madre si ar‑ mano in massa per ricacciare via l'intruso. Invece questo non accade con l'embrione. Per una serie di ormoni che la prima cellula trasmette al corpo della madre, questo non lo ricono‑ sce come "nemico" e lo accetta. Allo stesso tempo il corpo della mamma manda all'embrione i suoi ormoni, che servono a farlo crescere e a farlo attaccare con forza alla parete dell'utero. Un embrione è l'inizio della vita, anzi è l'inizio del periodo più interessante, fragile e ir‑ ripetibile della vita che sono i primi 1.000 giorni di vita, cui ho recentemente dedicato un libro (I primi 1000 giorni d'oro. La puericultura per i genitori e per chi cura i bambini, Ancora, 2024). Embrione è una parola che viene dal greco e che signi‑ fica «che fiorisce dentro»: ed è davvero un fiorire, tanto che le cellule si trasmettono fra di loro messaggi per far trasformare ogni cellula, nel suo moltipli‑ carsi, in un organo. E si parla di embrione fino al compimento delle otto settimane dal con‑ cepimento, quando ormai già si distinguono la testa, il cuore che inizia a battere e le braccia. In realtà questa distinzione tra embrione, poi feto, poi bam‑ bino, è una distinzione fatta per scopi pratici, cioè - in un certo senso - a fine buono, per non sovraccaricare di illusioni, sapendo che quando si parla di embrione dobbiamo sottolinea‑ re la fragilità e anche la possibi‑ lità che infezioni o altri eventi lo facciano deperire e morire; il feto è più resistente, più forma‑ to, e ancora più formato sarà il bambino, ma tutto in un conti‑ nuum che non vede momenti
magici in cui uno di questi sta‑ ti assume un valore maggiore degli altri. È come il passaggio dall'infanzia alla pubertà: due stati diversi della persona, ma in un continuum senza salti né colpi di magia. Si può di‑ scutere se l'embrione meriti il titolo di persona; in realtà è un problema un po' artefatto, per‑ ché purtroppo accade che, nel continuum di sviluppo umano, ci sono dei periodi o degli stadi che vengono considerati meno di altri e questo si sottolinea ne‑ gando loro il titolo di persona. Se iniziamo a sezionare, dis‑ sezionare, compartimentaliz‑ zare la vita umana, dove trove‑ remo il limite per non dare della non-persona a qualcuno che ha delle caratteristiche razziali, religiose, politiche, territoria‑ li diverse dalle nostre? Non è così che nascono tutte le guerre, cioè dal passo di disumanizzare il nemico, di assimilarlo a una "bestia"? Sgombriamo il cam‑ po da un equivoco: l'embrione è ancora troppo immaturo per percepire suoni, dolore o altre sensazioni, ma questo non ne fa un essere di "serie B": è un periodo di sviluppo come gli altri, dicevamo. Ma c'è un fatto che lascia davvero a bocca aper‑ ta: l'embrione nel suo crescere manda nel sangue della mam‑ ma alcune sue cellule. Anzi, queste cellule andran‑ no in certi organi della mamma e potranno essere utili addirit‑ tura alla mamma stessa, come quelle cellule che finiscono nel‑ la sua amigdala, che è il centro nervoso deputato all'umore, e che renderanno la mamma più forte e accogliente in pre‑ visione del duro e affascinante lavoro di puerpera. Insomma, sarebbe tanto bello che intorno alla figura dell'embrione non discutessero delle tifoserie che parlano dei suoi diritti o non-diritti come parlerebbero e strillerebbero in un talk-show su chi è meglio che alleni la nazionale italiana. Perché non si crea un'alleanza virtuosa tra chi davvero vuol conoscere e sapere, per approfondire questi temi, conoscere meglio la vita prenatale, la vita del neonato, la vita del bambino piccolo, che ancora trovano tanti ostacoli a essere accettati, rispettati e a ricevere le attenzioni che meri‑ tano? Tante patologie dell'adul‑ to nascono proprio qui: dal non trattare bene non solo l'embrio‑ ne, ma nemmeno i bambini già nati e cresciuti, che nella so‑ cietà occidentale e nei luoghi di guerra trovano un ambiente ostile, che non sa che farsene di loro.
la pagina di Ketty
Allora!
Martedì 01 Settembre 2026
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Ponte culturale “XI Reading Castelbuono” in the world Da Padre Lorenzo Marzullo, perpetrato dalla Presidente, Dott.ssa Enza Marzullo con la collaborazione attiva dell’Associazione “Padre Lorenzo Marzullo- La Locanda del Buon Samaritano”, con il patrocinio del Comune di Castelbuono.
di Ketty Millecro Un’aria incantata, magica‑ mente creatasi nel Chiostro di San Francesco, per la XI edizione
del READING DI POESIE, tenu‑ tasi a Castelbuono, provincia di Palermo, nel cuore del Parco del‑ le Madonie, a fine Agosto 2026,
Alla scoperta di Venetico Venetico, parte della Città metropolitana di Messina, è un centro agricolo dalle case bian‑ che dell'entroterra del golfo di Milazzo, sorto in un territorio compreso fra le pendici setten‑ trionali dei Monti Peloritani e la costa tirrenica. A cavallo tra le valli fluviali dei torrenti Senia, a ovest, e Cocuzzaro, a est, la parte alta dell’abitato è dominata dal castello degli Spadafora, che osserva dall’al‑ to tutto lo scenario circostan‑ te. La storia di Venetico inizia in tempi lontani: di antica fon‑ dazione, in epoca normanna appartenne a Simone Veneti‑ co, dal quale, probabilmente, trasse il nome. Durante i primi anni del ventesimo secolo, gli abitanti cominciarono a sta‑ bilirsi nell’area pianeggiante e lambita dal mare, denominata Venetico Marina, che diverrà successivamente il centro più importante dal punto di vista urbano. Del castello restano attualmente vasti ruderi sulla sommità dell'altura dell'abita‑ to. Oltre alle rovine della rocca, sono da vedere la Chiesa Madre (o Chiesa di San Ni‑ colò) eretta nel secolo XVIII, la Fontana monumentale del XVI secolo, la Chiesa di Sant'Anna, la Chiesa dell'Im‑ macolata e la Chiesa di Gesù e Maria. Dopo aver visitato i luoghi di maggiore interesse della cittadina, vale la pena approfondire anche le radici culturali. Il primo passo è par‑ tecipare agli appuntamenti annuali: la Via Crucis Vivente del Venerdì Santo, ideata da
monsignor Casella nel 1933, al‑ lora parroco di Venetico; il Pre‑ sepe Vivente per la chiusura del periodo natalizio; la Festa del Volto Santo, il 6 agosto, con re‑ lativa processione del quadro del Volto di Cristo; la Festa di San Nicolò Vescovo il 6 dicem‑ bre; la Festa della Madonna del Monte Carmelo il 16 luglio. Poi c’è la cucina tipica. Nello speci‑ fico, Venetico offre del pescato fresco e vari prodotti agricoli, soprattutto olive, uva e agrumi. Prima di ripartire, il modo mi‑ gliore per salutare il borgo è sco‑ prirne l’artigianato, in partico‑ lare nei settori della ceramica, della lavorazione del marmo e del ferro. È il modo migliore per visitatori ed emigrati di ritorno nella propria terra per conosce‑ re in prima persona la vera es‑ senza della Sicilia. COME ARRIVARE: L’aero‑ porto di riferimento è a Reggio Calabria (27 km), mentre la sta‑ zione ferroviaria è a Milazzo (11 km). In automobile da Messina (raggiunta con un traghetto da Villa San Giovanni): prendere A20/E90, seguire A20/E90 in direzione di SS 113 Settentrio‑ nale Sicula a Rometta Marea, prendere l'uscita Rometta, svol‑ tare a destra e prendere SS 113 Settentrionale Sicula. ALTRI LUOGHI DA VISITA‑ RE: Da vedere i centri storici di Messina e Milazzo. Nell’entroterra, sono da visi‑ tare le Cascate Cataolo e la Ri‑ serva Naturale Orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi. (NoveColonneATG)
è stata organizzata dall’Associa‑ zione “Padre Lorenzo Marzullo”, “ La Locanda del Buon Samarita‑ no”, con il patrocinio del Comune di Castelbuono. Uno scenario da favola dalle ore 21,00 che ha dis‑ sipato lo stressante logorìo del torrido caldo estivo. Un appun‑ tamento annuale internazionale, Ponte culturale con gli States, in cui il tema di questa edizione è stato “Genesi di parole- Sinfonia del creato”. Presentatore della serata Ro‑ sario Mazzola . Tanti i poeti che, secondo la propria ispirazione, si sono succeduti. Allegria, tri‑ stezza, dolore, amore hanno fatto da capolino ai sentimenti e alle sensazioni, pubblicate nei pro‑ pri versi dagli autori. La serata è stata introdotta dalla Presi‑ dente dell’Associazione, Prof.ssa Enza Marzullo. La Presidente ha soprattutto precisato l’interna‑ zionalità del Reading di Castel‑ buono. È, infatti, giunto direttamente da New York l’augurio della gior‑ nalista, Promoter e Radio Host, Cav. Josephine Buscaglia Maiet‑ ta, conduttrice della trasmissio‑ ne radiofonica “Sabato Italiano” di Radio Hofstra University di New York. La giornalista italo‑ americana, dopo aver calorosa‑ mente salutato la Presidente e l’Associazione “La Locanda del Buon Samaritano”, ha sottolinea‑ to come sia encomiabile un pon‑ te culturale tra la Sicilia, attraver‑ so il Reading intellettuale creato da Padre Lorenzo Marzullo, l’A‑ merica e l’estero. Sarà proprio il “Sabato italiano” di New York a dar voce dalla Sicilia, all’America, fino in Australia, alla manifesta‑ zione culturale siciliana. La Prof. Enza ha affermato che la Poesia come un seme produce i suoi frutti. Germogliando, cosi, nella poe‑ sia la Musa ispiratrice lascia spa‑ zio alla voce dei poeti. Ogni uomo può essere un poeta, messaggero e genesi di parole, “ Sinfonia del creato”. Tutte le poesie sono risul‑ tate sonore e molto belle, tanto da far scaturire nella platea sorrisi e lacrime di commozione. Unicum nel suo genere “The Voice”, così può essere inteso Mario Gugliuz‑ za, voce calda e appassionata che sembra intonare melodie nella lettura di tante poesie. Ciò che il tanto amato e mai dimenticato Padre Lorenzo Mar‑
zullo ricercava nei suoi figli era quello che si è evidenziato, la coesione, condivisione, umiltà, solidarietà e mai protagonismo. Intervenuti Elena Di Liberti, On. Giuseppe Barreca, la soprano Debora Marguglio, Filippo Sfer‑ ruzza e Peppe Barreca, con Anto‑ nietta Campo. Un posto a sè per lo stile tipi‑ co della bella nostra isola, va al
caratteristico gruppo “I TROP‑ PU VERY WELL”, che hanno al‑ lietato, con canti tipici siciliani. Degustazioni per tutti i presenti dagli sponsor. Una riuscitissima e apprezza‑ ta XI manifestazione internazio‑ nale di un Reading di Castelbuo‑ no avvincente, per la quale se ne progetta una dodicesima altret‑ tanto sensazionale.
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Martedì 01 Settembre 2026
la pagina di Angelo Paratico
Allora!
On the danger of using biology to explain history and human behaviour
The Nazi dictator Adolf Hitler,
by Angelo Paratico At the end of 2025, newspapers around the world reported that Adolf Hitler had suffered from Kallmann’s syndrome and that this had, in some way, shaped his character and behaviour. These findings appeared to have a scientific basis because the researcher Turi King of the University of Bath had analysed a piece of the upholstery from the sofa on which Hitler had shot himself. One of the most remark‑ able aspects concerns the way in which it was possible to ana‑ lyse that sample of Hitler’s DNA. Colonel Roswell Rosengren of the US Army, one of General Eisen‑ hower’s press officers, managed in May 1945 – during a visit to the Führerbunker authorized by the Soviets who had occupied Berlin – to retrieve a bloodstained piece of fabric from the sofa where the Nazi dictator had taken his own life a few days earlier by shooting himself in the head. However, there are doubts sur‑ rounding the entire study, starting with the sample containing trac‑ es of Hitler’s blood and whether it actually matches the dictator’s blood: the piece of fabric was, in‑ cidentally, found decades later in the American museum in Gettys‑
burg. However, the researchers were unable to obtain a fresh DNA sample from any of Hitler’s living descendants in Austria and the United States, all of whom were understandably reluctant to be in the media spotlight. The findings were not immediately peer-re‑ viewed, but were the subject of a two-part documentary broadcast by Channel 4 entitled ‘Hitler’s DNA: Blueprint of a Dictator’. Kallmann’s syndrome One of the many symptoms of Kallmann’s syndrome is said to be the failure of the penis to develop and the failure of the testicles to descend into the scrotum. Still, the most obvious symptom is said to be the lack of a sense of smell in those affected, yet Hitler had an excellent sense of smell and was able to grow a beard and mous‑ tache; furthermore, the pitch of his voice was very low in the only known recording in which he speaks normally, suggesting that he had reached puberty. His doc‑ tor Erwin Giesing, his personal physician Theodor Morell and his childhood pediatrician Eduard Bloch all stated that Hitler’s tes‑ ticles were normal. Both the analysis and its pres‑ entation in the documentary have been criticised by several geneti‑
Adolf Hitler and Eva Braun al Berghof
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cists and science writers as spec‑ ulative and overly sensationalist; some have joined the presenters in warning against biological de‑ terminism and attributing exces‑ sive importance to polygenic risk scores. A 2008 study published in the European Journal of Human Ge‑ netics examined a large group of patients with Kallmann syn‑ drome. The researchers found that people who clearly exhibited the condition were those carrying two defective copies of the PROK2 gene, whilst individuals with only one defective copy (such as Hitler) appeared completely healthy. Two defective copies, or other defective genes related to puber‑ tal development, are required for Kallmann syndrome to manifest. And many perfectly normal and fertile people carry the same type of single-copy mutations found in Hitler. Given that this conclusion comes from professional geneti‑ cists, it seems like an incredible misinterpretation of their own findings, which the media have further sensationalized. Whilst the Jewish ancestry of the dictator responsible for the Holocaust has been ruled out – another aspect that has been at the centre of speculation and sus‑ picion for decades. The evidence that Hitler’s genitals were normal is a key detail that everyone has overlooked. Adolf Hitler enlisted in the German army in August 1914; the penises and genitals of volunteers and conscripts were examined with Teutonic thoroughness dur‑ ing the medical examination for conscription. At the start of that terrible war, there were a great many volunteers, as they believed they would win within a matter of weeks, and so the examiners could afford to reject those they did not deem fully fit. The examination of the male genitalia was standard practice, strictly codified by the German Empire’s military medical reg‑ ulations. Military doctors car‑ ried out this visual and manual inspection for both anatomical and health-related reasons. The reasons for inspecting the geni‑ tals were not moral in nature, but strictly practical and operation‑ al, aimed at assessing fitness for frontline service. The identification of sexual‑ ly transmitted diseases, such as syphilis and gonorrhea, was cru‑
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cial because they could decimate the combat effectiveness of entire units. Doctors looked for sores, ul‑ cers, or suspicious secretions. They checked for malforma‑ tions or physical conditions and were required to report conditions such as hydrocele (accumulation of fluid in the testicles), inguinal hernias, and severe phimosis. Un‑ der the strain of long marches or carrying heavy equipment, these conditions would have rendered a soldier immediately unfit for service, thereby endangering his entire battalion. Epidemiological prevention, involving the isola‑ tion of infected individuals before they were sent to barracks or the trenches, was the only way to pre‑ vent mass infection. Candidates were required to undress completely in front of the medical board. The palpation
of the testicles and the request to expose the glans to check for phimosis or infections were expe‑ rienced by many young men as a deeply humiliating ordeal, due to the total lack of privacy. This type of examination was not limited to initial conscription, because once at the front, soldiers were period‑ ically subjected to unannounced genital inspections to monitor hygiene and the development of infections contracted in brothels or from independent sex workers. If Hitler had any penile malfor‑ mations, as King would have us believe to prove her preconceived theories, he would certainly have been rejected. Genetics or psychiatry have nothing to do with Hitler’s rise to power, because it was Germany that created Hitler, not Hitler who created that Germany.
Un aspetto a lungo ignorato nel pensiero di Lev Trozkj
Stefan Zweig 1927
di Angelo Paratico Stefan Zweig (1881 – 1942) è stato un grande scrittore, dram‑ maturgo, giornalista, austriaco. Abbandonò l'Austria dopo l'An‑ schluss e si rifugiò negli Stati Uni‑ ti d'America e infine in Brasile. Si suicidò nel 1942 assieme alla sua seconda moglie. Si disse che si suicidarono perché lui disperava che l’Europa avesse un futuro, ma parlava della sua Europa, perché sapevano che le forze dell’Asse avrebbero perso la guerra dopo l’intervento degli Stati Uniti. Il suo bel mondo Mitteleuropeo era già svanito per sempre, dilaniato dal comunismo e dal Nazismo che era sorto per contrastarlo. Il nuo‑ vo mondo che sarebbe sorto non lo volevano conoscere. Uno scrittore famosissimo I molti libri, biografie e novelle, di Zweig lo avevano resero ricco e immensamente popolare ma questo contava poco per lui, che si sentiva parte di una “generazione perduta”. Scrisse che: “Der Epoch der Sicherheit vorbei ist”, (L’epoca della sicurezza è finita). E aggiun‑ se che: “È finita. L’Europa è finita, il nostro mondo è distrutto. Ora siamo davvero senza una casa». Con “noi” Zweig intendeva tutti coloro che avevano vissuto per le arti, per la cultura e per l’umanesi‑ mo. Ma forse si sbagliava. Thomas Mann fu indignato dall’egoismo del suicidio dei Zweig che vide come un atto egoistico. Il saggio di Zweig su Tolstoj Scrisse anche uno straordina‑ rio saggio biografico su Lev Tolstoj (1828-1910), in inglese, uscito a
Londra nel 1939. Questo suo sag‑ gio è straordinario perché riesce a indicare il grande romanziere russo come un precursore sia del Mahatma Gandhi che di Wladimir Lenin. Tolstoj, nacque in una famiglia nobile e dopo una gioventù piena di vizi, gioco d’azzardo e dissipa‑ zione, si arruolò nell’esercito e par‑ tecipò come ufficiale alla guerra di Crimea. Nel tempo libero cominciò a scrivere e i suoi scritti lo resero famoso. Nel 1862 si sposò e nei dieci anni successivi pubblicò i suoi grandi capolavori: Guerra e Pace e Anna Karenina fra i massi‑ mi capolavori mondiali della nar‑ rativa. Nel frattempo, cominciò a elaborare un proprio pensiero autonomo basato sul Vangelo e su Rousseau che lo portarono alla scomunica dalla Chiesa Ortodos‑ sa russa per eresia e poi a minare l’autorità dello Zar. Esiste una celebre lettera scrit‑ tagli a gran fatica dal suo letto di morte dal suo grande amico ed estimatore, il grande scrittore Turgeniev, nella quale lo implo‑ ra di abbandonare quel filone di pensiero, soprattutto le sue spe‑ culazioni religiose, e tornare alla vera letteratura. Questo resta un documento davvero commovente, ma Tolstoj lo ignorò. Scrisse La mia Confessione e venne proibi‑ to dai censori, poi scrisse La mia Fede e venne proibito dal sinodo Ortodosso. Divenne un socialista radicale, rendendo anche la vita dei suoi fi‑ gli e di sua moglie un vero inferno.
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Italiani all’estero devono partecipare di più per contare davvero di Emanuele Esposito Il presidente del Comites di Manchester racconta il nuovo volto dell’emigrazione italiana nel Regno Unito: dalla Brexit ai servi‑ zi consolari, dalla rappresentanza politica alla necessità di riforma‑ re gli organismi degli italiani nel mondo. Matematico, docente univer‑ sitario, fondatore di I3Italy e dal giugno 2024 presidente del Co‑ mites di Manchester. Cesare G. Ardito vive nel Regno Unito da dieci anni e appartiene a quel‑ la nuova generazione di italiani all’estero che ha scelto di affian‑ care alla propria professione un impegno diretto nella comunità. Arrivato a Manchester per il dottorato, oggi è Senior Lectu‑ rer all’università. Il suo coinvol‑ gimento con gli italiani nasce quasi casualmente, attraverso il gruppo Facebook Italiani a Man‑ chester, e cresce durante la pan‑ demia, quando la necessità di avere informazioni precise e comprensibili diventa ancora più evidente. Da quella esperienza nasce anche I3Italy, progetto non profit dedicato all’informazione pratica per gli italiani residenti in Inghilterra. Cesare, partiamo dall’inizio. Come arriva un matematico romano a Manchester? «Sono venuto qui essenzial‑ mente per motivi accademici. Il professore con cui volevo fare il dottorato lavorava a Manchester. Se fosse stato in Portogallo, Spa‑ gna o Francia probabilmente sa‑ rei andato lì. La prima volta che ho messo piede nel Regno Unito è stata nel settembre 2016, diret‑ tamente per viverci. Avevo anche la possibilità di scegliere Londra, ma venendo da Roma non cercavo un’altra città enorme e caotica. Manchester mi è sembrata subito più a misura d’uomo e negli ultimi dieci anni è cambiata moltissimo: è diventa‑ ta più multiculturale, dinamica e internazionale.» Com’è cambiata invece la comunità italiana? «In maniera enorme. Quando il Consolato di Manchester chiu‑ se nel 2011 c’erano poco meno di 40 mila italiani registrati nella circoscrizione. Quando ha ria‑ perto eravamo circa 100 mila e oggi siamo intorno ai 125 mila. Tra il 2010 e il 2020 c’è stato un fortissimo aumento dell’e‑ migrazione italiana. Poi Brexit ha praticamente interrotto quel flusso. Per anni sono arrivati molti meno giovani e studenti, e questo ha inevitabilmente inde‑ bolito il collegamento continuo con l’Italia.» Su Brexit lei ha una posizione molto netta. «La considero una catastrofe sotto quasi ogni punto di vista. Io ero contrario anche ideologi‑ camente, perché considero il pro‑ getto europeo fondamentale, ma oltre alla scelta politica c’è stata una gestione pessima. Abbiamo aggiunto burocrazia, creato difficoltà enormi nell’im‑ port-export, nella ristorazione, nel settore alberghiero e nel mer‑ cato del lavoro. Anche la comu‑ nità italiana è stata direttamen‑ te colpita dalla fine della libera circolazione. Ore e ore di lavoro
e di vita sono state spese sempli‑ cemente per gestire nuove proce‑ dure che prima non esistevano.» Lei sostiene però che l’Europa debba andare avanti, non tornare indietro. «Assolutamente. L’Unione Eu‑ ropea non è perfetta e probabil‑ mente non lo sarà mai, ma è un progetto in costruzione. Se oggi non basta, bisogna costruire più Europa, non meno Europa: più collaborazione, più integrazione, più capacità comune di affron‑ tare problemi che ormai nessun Paese europeo può gestire da solo.» Come nasce il suo impegno nel Comites? «Durante la pandemia mi sono reso conto che spesso in Italia non si conoscevano realmente le condizioni dei propri cittadini residenti all’estero. Un esempio riguardava il Gre‑ en Pass degli adolescenti. Nel Regno Unito l’NHS prevedeva una sola dose di vaccino per al‑ cune fasce d’età, mentre l’Italia ne richiedeva due. Questi ragazzi rischiavano quindi di non poter utilizzare normalmente il Green Pass una volta arrivati in Italia. Portammo il problema all’at‑ tenzione dei parlamentari e alla fine arrivò una soluzione ammi‑ nistrativa. Mi sono chiesto: se una perso‑ na che gestisce semplicemente un gruppo di italiani riesce a in‑ tercettare questi problemi, quan‑ to sarebbe importante avere una rappresentanza territoriale orga‑ nizzata che lo faccia sistematica‑ mente?» E nel 2021 decide di candidarsi. «Sì. Ho scoperto quasi in quel momento l’esistenza dei Comi‑ tes. Ed è già significativo: vivevo qui da anni e nessuno mi aveva realmente spiegato che esistesse un organismo eletto che avrebbe dovuto rappresentarmi. Ci siamo presentati con una nuova lista. La prima volta pren‑ demmo due seggi su dodici. Non vincemmo, ma iniziammo co‑ munque a lavorare sulla comuni‑ cazione, sul sito, sulla presenza pubblica del Comites e sul rap‑ porto con la comunità.» La comunità italiana di Manchester oggi è anche molto diversa dal concetto tradizionale di emigrazione italiana.
«Sì, ed è un elemento fonda‑ mentale. Una parte molto im‑ portante dei cittadini italiani presenti nella circoscrizione pro‑ viene da quella che viene definita migrazione secondaria. Parliamo di persone originarie di Pakistan, Bangladesh, India, Ghana, Brasile e altri Paesi che hanno vissuto in Italia, acquisito la cittadinanza italiana e poi si sono trasferite nel Regno Unito. Sono cittadini italiani a tutti gli effetti, ma possono avere pro‑ blemi specifici, per esempio nella legalizzazione dei documenti o nei visti per familiari con cittadi‑ nanza extraeuropea. Anche loro devono trovare piena rappresen‑ tanza nel Comites.» Da questa esigenza di informazione nasce anche I3Italy? «Esatto. Le persone facevano continuamente le stesse doman‑ de. Invece di riscrivere ogni volta lunghe risposte, ho iniziato a cre‑ are guide. Poi mi sono reso conto che quei contenuti non servivano soltanto a Manchester, ma agli italiani in tutta l’Inghilterra. L’idea di I3Italy è offrire infor‑ mazioni fattuali, basate su fonti verificate, ma spiegate con parole semplici. Non voglio trasformarlo in un business. Deve restare un ser‑ vizio. Nel momento in cui devi inseguire necessariamente reve‑ nue ed engagement rischi inevi‑ tabilmente di entrare nella logica del clickbait.» Parliamo della rappresentanza
parlamentare degli italiani all’estero. È sufficiente quella attuale? «No. Il problema nasce dal ta‑ glio dei parlamentari. Abbiamo una coperta troppo corta. Con così pochi eletti diventa impossibile garantire contempo‑ raneamente rappresentanza ter‑ ritoriale e pluralismo politico. Se si crea una circoscrizione unica, le aree con più elettori finiranno inevitabilmente per prevalere e territori come Africa, Asia, Ocea‑ nia o Nord America rischiano di perdere completamente una rap‑ presentanza diretta. La soluzione vera sarebbe au‑ mentare nuovamente il numero dei parlamentari eletti all’estero. Solo così potremmo garantire sia i territori sia la pluralità politi‑ ca.» E i Comites funzionano? «Potrebbero funzionare molto meglio. Lo Stato ha creato una rete mondiale di organismi elet‑ tivi, ma troppo spesso poi non li consulta. Se viene approvata una rifor‑ ma sulla cittadinanza che ri‑ guarda direttamente gli italiani residenti all’estero, perché non chiedere ai Comites almeno una valutazione dell’impatto nei di‑ versi Paesi? Ogni sistema nazionale ha regole diverse. Il Regno Unito, per esempio, ha caratteristiche specifiche nell’acquisizione della cittadinanza. Sono elementi che un organi‑ smo territoriale conosce e che do‑ vrebbe poter spiegare al legislato‑
re prima che una norma venga approvata.» C’è però un altro problema: votano pochissimi italiani alle elezioni dei Comites. «Ed è forse il problema più se‑ rio. Nella nostra circoscrizione nel 2021 votarono circa 2.700 persone. Come presidente, for‑ malmente rappresento l’intera comunità, ma politicamente una partecipazione così bassa riduce inevitabilmente la forza con cui posso andare davanti al Governo o al Parlamento e dire: questa è la richiesta degli italiani del ter‑ ritorio. Quando i Comites furono isti‑ tuiti, in alcune occasioni votò oltre il 30 per cento. Dobbiamo tornare a livelli di partecipazione significativi. Il voto dà forza alla rappresen‑ tanza. Vale più di una petizione o di cento email.» Che consiglio darebbe invece a un giovane italiano che oggi vuole trasferirsi nel Regno Unito? «La prima parola è: informa‑ tevi. Il Regno Unito può ancora offrire opportunità, ma non è più quello di dieci o quindici anni fa, quando si arrivava con una vali‑ gia e poi si cercava lavoro. Oggi esistono regole migrato‑ rie molto più severe, visti, spon‑ sor e procedure complesse. Se avete un’offerta di lavoro, un’a‑ zienda che vi sponsorizza o un percorso professionale preciso, certamente può avere senso. Venire semplicemente perché si vuole vivere nel Regno Unito senza avere prima studiato bene le condizioni, invece, può essere molto rischioso. Bisogna cono‑ scere i propri diritti, ma anche i propri doveri.» L’intervista con Cesare G. Ardi‑ to restituisce l’immagine di una comunità italiana profondamen‑ te diversa da quella dell’emigra‑ zione tradizionale: più mobile, multiculturale, professionalizza‑ ta e allo stesso tempo costretta a misurarsi con nuove barriere bu‑ rocratiche e politiche. E lascia soprattutto una paro‑ la: partecipazione. Perché i Comi‑ tes, il CGIE e la rappresentanza parlamentare possono avere li‑ miti e necessitare di riforme, ma senza il coinvolgimento diretto dei cittadini anche il miglior si‑ stema istituzionale rischia di re‑ stare vuoto. Le domande che contano. Le risposte che contano. Le storie che contano.
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Martedì 01 Settembre 2026
approfondimento
Allora!
Dalla California a Ocasio-Cortez: la nuova sfida dei Democratici
di Domenico Maceri PhD “È triste che i giovani non ab‑ biano capito la verità sul sociali‑ smo e sul comunismo. Si tratta di una strada pericolosa e questo è uno dei nostri sforzi per farlo ca‑ pire alla gente”. Così Mike John‑ son, parlamentare repubblicano della Louisiana e speaker della Camera dei Rappresentanti, in un’intervista a Fox News. John‑ son ha appena lanciato “Contrast America”, un sito che si propone di spiegare ai giovani e al pubbli‑ co in generale quali siano quelli che lui vede come i rischi storici ed economici dei sistemi sociali‑ sti. Attaccare i democratici, e spe‑ cialmente quelli che usano l’eti‑ chetta di Democratici Socialisti, tentando di legarli a ciò che i repubblicani vedono come i falli‑ menti del passato, è uno dei loro sport favoriti. Donald Trump usa questa linea di attacco non solo per i democratici, applicando gli stessi epiteti a giudici e a chiun‑ que lui vede come avversari. Il problema, però, è che queste eti‑ chette, che ricordano la Guerra Fredda, hanno perso buona parte della loro carica, specialmente con le nuove generazioni. Un recente sondaggio in Cali‑ fornia ce lo conferma. I candidati politici che ricevono più consen‑ si nel Golden State sono quelli che usano l’etichetta di progres‑ sista, leggermente avanti rispet‑ to a quelli che si auto definiscono socialisti democratici. Fra questi, come ha intuito Johnson, i gio‑ vani sono gli elettori che più so‑ stengono i candidati democratici progressisti, mentre quelli più anziani preferiscono candidati democratici tradizionali, ossia quelli moderati, legati all’establi‑ shment del partito. Il sondaggio dell'UC Berke‑ ley Institute of Governmental
Studies/Los Angeles Times ci conferma che, fra gli elettori de‑ mocratici registrati, il 60% dei giovani preferisce i candidati progressisti, rispetto al 67% degli over 65, che prediligono candida‑ ti centristi. Lo stesso sondaggio ci dice che la maggioranza degli elettori californiani, indipen‑ dentemente dalla registrazione al partito, preferisce i candidati progressisti. È da ricordare che in California gli iscritti al Partito Democratico sono il 45%, quelli iscritti al Partito Repubblicano il 25%, mentre il 23% non ha un’affi‑ liazione politica definita. I termini "progressisti" e "so‑ cialisti democratici"non spaven‑ tano certamente i californiani, come confermano le numerose vittorie di candidati dell’ala si‑ nistra del partito alle recenti pri‑ marie. La candidata democrati‑ co-socialista Nithya Raman, per esempio, sfiderà a novembre la sindaca centrista in carica Karen Bass. Per quanto riguarda la Camera dei Rappresentanti, i candida‑ ti progressisti hanno anch’essi avuto successi. Connie Chan sfi‑ derà il centrista Scott Wiener per l’undicesimo distretto, mentre nel settimo distretto la progres‑ sista Mai Wang se la vedrà con la centrista in carica Doris Matsui e, nel ventiduesimo distretto, il candidato progressista Randy Villegas sfiderà il repubblicano in carica David Valadao. Nonostante questi successi dei progressisti a livello statale, il candidato progressista Tom Steyer non si è qualificato per l’e‑ lezione a governatore del Golden State. Xavier Becerra, il candida‑ to centrista, è arrivato primo alle primarie aperte, seguito da Steve Hilton, il candidato repubblica‑ no, arrivato secondo. Steyer po‑ trebbe aver perso notevoli voti a
favore di altri candidati progres‑ sisti, evitando ai repubblicani l’incubo di avere due candidati democratici all’elezione per go‑ vernatore. Ciononostante, si pre‑ vede la vittoria di Becerra, secon‑ do i sondaggi. Questo mix di vittorie e scon‑ fitte dei progressisti rispetto ai democratici centristi in Ca‑ lifornia si vede anche a livello nazionale. Nel Michigan, come abbiamo scritto in queste pagine, il candidato progressista Abdul El-Sayed ha sconfitto la centri‑ sta Haley Stevens (48,5% contro 47,5%) alle primarie democra‑ tiche per un seggio al Senato. Nello Stato del Wisconsin, però, la progressista Francesca Hong ha perso contro David Crowley, anche se di poco, nelle primarie per il governatore (39,81% contro 39,33%). Questi due Stati sono considerati più vicini alla situa‑ zione nazionale perché ambedue sono tradizionalmente “swing states”, Stati in bilico, mentre la California è tradizionalmente uno Stato saldamente nel cam‑ po dei democratici. Le elezioni presidenziali sono spesso decise in questi e pochi altri Stati che alternano la propria scelta tra il candidato democratico e quel‑ lo repubblicano. Candidati con ambizioni presidenziali tendono dunque a spostarsi verso il cen‑ tro. È proprio in questa luce che va interpretata la recente afferma‑ zione di Alexandria Ocasio-Cor‑ tez sullo slogan “Woke”. “Woke 1 was crazy” (“La prima fase del Woke era folle”), ha dichiarato la parlamentare in un’intervista alla ABC. Woke, come si ricor‑ da, deriva dal verbo inglese “to wake”, svegliarsi, ed è emerso nelle comunità afroamericane per richiamare l’attenzione sul‑ le ingiustizie. Questa ideologia si è poi estesa a ogni ingiustizia in America, mettendo in risalto i gruppi che hanno sofferto discri‑ minazioni, con un’attenzione ac‑ centuata dopo la morte di George Floyd nel 2020. La cultura Woke è sfociata anche in tentativi di cancellare alcuni aspetti della cultura tradi‑ zionale, come la demolizione di statue che celebravano individui ritenuti indegni di essere consi‑ derati eroi. Alcuni slogan estre‑ misti, come “defund the police” (definanziare la polizia), associa‑ ti alla cultura Woke, sono stati adottati dalla destra per demo‑
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nizzare il termine, come ha fatto con il comunismo o il socialismo, caratterizzandoli antitetici alla civiltà occidentale. Quando Ocasio-Cortez ha par‑ lato dunque di alcune posizioni estremiste della sinistra, non pochi analisti lo hanno interpre‑ tato come un passo indietro che
le permetterebbe di avvicinarsi al centro. Questo ridimensionamento della sua visione progressista è stato ipotizzato come un segnale che la parlamentare del 14esimo distretto di New York stia pen‑ sando a una corsa alla presiden‑ za Usa nel 2028.
SAVE Act e accuse di frode: Trump apre un nuovo fronte di Domenico Maceri PhD “Il SAVE Act è una nuova forma di Jim Crow”. Lo ha detto Chuck Schumer, senatore democratico di New York e leader della mino‑ ranza del suo partito alla Camera Alta. Schumer avrà anche esage‑ rato, ma la nuova legge elettorale, fortemente voluta da Donald Tru‑ mp, imporrebbe severi limiti al di‑ ritto di voto degli afro-americani, che durante le leggi di Jim Crow furono sottoposti a segregazione razziale fra il 1876 e gli inizi degli anni Sessanta. La legge tanto voluta da Tru‑ mp colpirebbe anche altri gruppi minoritari, le donne, gli studenti universitari e tutti quelli che han‑ no difficoltà a ottenere documen‑ ti, come il passaporto, necessari a dimostrare di avere il diritto al voto. Il SAVE Act (Safeguard Ame‑ rican Voter Eligibility Act) è stato approvato alla Camera con un voto di 218-213, ma il Senato non ha preso in considerazione il dise‑ gno di legge. Il presidente del Senato, John Thune, repubblicano del Dakota del Sud, non lo ha portato al voto a causa del filibuster, ossia della soglia di 60 consensi necessari per procedere al voto, dato che i repubblicani hanno solo 53 seggi al Senato. Trump non avrà dunque que‑ sta legge a suo favore, ma ciò non toglie l’insicurezza creata dalle sue frequenti asserzioni secondo cui le elezioni americane sarebbe‑ ro piene di brogli e che lui accet‑ terà gli esiti solo se saranno giusti e onesti. Sappiamo già che, quan‑ do i repubblicani perdono, Trump è solito gridare alla frode. Lo ha fatto in maniera pericolosa a con‑ clusione delle elezioni presiden‑ ziali del 2020. Va ricordato che lo stesso giorno della certificazione della vittoria di Joe Biden, il 6 gennaio 2021, Trump tenne un comizio a Washington durante il quale incitò i suoi sostenitori a opporsi alla cerimonia di certifi‑ cazione. Le immagini dei disordini e dell’assalto al Campidoglio sono ancora vive nella mente di tutti.
Si teme dunque che, in caso di sconfitta alle elezioni di medio termine, Trump non esiterebbe a ripetere gli eventi del 6 gennaio 2021. I democratici, che vengo‑ no visti come probabili vincitori della maggioranza alla Camera e potenzialmente anche al Senato, si stanno dunque preparando ad affrontare simili episodi. Si teme che Trump possa ripe‑ tere ripetere il tormentone della frode elettorale in distretti e Sta‑ ti controllati dai democratici per inviare agenti dell’ICE o del Di‑ partimento di Giustizia a seque‑ strare schede elettorali. Questo tipo di azione è già avvenuto nel 2026, quando agenti dell’FBI sono stati inviati a un centro elettorale nello Stato della Georgia e hanno sequestrato le schede elettorali dell’elezione del 2020. Inoltre, c’è stato un caso simile, sempre nel corrente anno, in cui Chad Bianco, lo sceriffo della Contea di Riverside, nel sud della Cali‑ fornia, ha fatto sequestrare 650 mila schede elettorali sostenendo che vi fossero irregolarità. Si teme anche che Trump potrebbe invia‑ re agenti dell’ICE nelle vicinanze dei seggi per condurre retate di migranti, intimidendo gli elettori, specialmente gli ispanici. I democratici, ma anche i fun‑ zionari di tanti altri Stati, sono preoccupati per la retorica di Tru‑ mp, che continua a sostenere che le elezioni americane non sono sicure perché voterebbero anche non cittadini. Ciò non è vero, an‑ che se ci sono state delle sviste e pochissimi individui non aventi diritto al voto sono stati identifi‑ cati. La realtà è che non esistono molti incentivi a votare illegal‑ mente, anche perché si rischiano pene severe, tra cui anni di car‑ cere e ingenti multe. La realtà è invece diversa, come ci conferma l’alto assenteismo al voto in Ame‑ rica. Persino nelle elezioni presi‑ denziali, l’affluenza al voto rara‑ mente raggiunge il 60 per cento (con il 62% raggiunto nel 2020 e percentuali comprese fra il 52 e il 58% in altre elezioni recenti).
Redattore Sportivo Guglielmo Credentino
Risultati delle partite della 2ª Giornata di Serie A
Milan-Venezia è un match vi‑ vace e combattuto: i rossoneri spingono, ma i lagunari resistono con coraggio. Nella ripresa Ramos rompe l’equilibrio, poi un’autore‑ te nel finale chiude i giochi: 2-0 e San Siro può finalmente sorridere.
Serata da incubo per la Fioren‑ tina: parte con buone intenzioni, ma il Frosinone è spietato. Rai‑ mondo apre la festa, Bracaglia raddoppia e ancora Raimondo cala il tris. Viola imprecisi, cio‑ ciari cinici: al Franchi finisce 0-3.
Partita da montagne russe al Mapei: il Torino parte forte, ma il Sassuolo cresce, trova il pari e poi mette la freccia. Nel finale Berar‑ di firma il sorpasso: 2-1, tre punti neroverdi e granata ancora a boc‑ ca asciutta in campionato.
Monza-Udinese è un’altalena di emozioni: i friulani colpisco‑ no, il Monza reagisce e non molla mai. Nel finale i brianzoli asse‑ diano l’area, ma l’Udinese resiste con i denti e porta a casa un pre‑ ziosissimo 3-2 in trasferta.
Juve-Parma sembra una partita col freno a mano tirato: bianconeri padroni del gioco, ma il gol non ar‑ riva. Poi entrano le riserve e cambia tutto: Nico González sblocca, Koop‑ meiners chiude i conti. 2-0 e Vecchia Signora ancora a punteggio pieno.
All’Olimpico decide ancora Frattesi: la Lazio parte forte, trova il vantaggio al 25’ e poi deve soffri‑ re. Il Genoa cresce nella ripresa, ma Mandas salva tutto nel finale. Biancocelesti cinici e a punteggio pieno: Rino Gattuso può sorridere.
Il Cagliari prova a resistere, ma l’Inter colpisce subito: al 9’ Çalhan‑ oğlu firma l’1-0. I rossoblù subisco‑ no, i nerazzurri controllano ritmo e occasioni. Nel finale Caprile tie‑ ne in partita i suoi, l’Inter spreca, ma porta a casa tre punti.
Il Como sbanca il Maradona con una prova brillante e cinica. Baturina apre le danze, Højlund riporta il Napoli in equilibrio, ma Douvikas approfitta di un errore difensivo e firma il 2-1. Nella ripre‑ sa gli azzurri spingono.
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Martedì 01 Settembre 2026
sport
Allora!
Champions League: ha inizio il grande circo Inter, Napoli, Roma e Como al via per l'Italia Le regole: 8 partite con 2 avversarie per fascia, una in casa e una fuori, nessun derby nazionale
A Monaco sono bastati pochi minuti, qualche pallina e una buona dose di suspense per ap‑ parecchiare una Champions League 2026/27 che promette
scintille. Il formato, con 36 squa‑ dre e otto partite per ciascuna, ha regalato subito incroci da far ve‑ nire il mal di testa agli allenatori. Il piatto forte? Il PSG, campione
MotoGP: trionfa Marc Marquez
Il 13o dei 22 rounds va in archivio, terzo Marco Bezzecchi Il Gran Premio d’Aragona regala spettacolo e lascia agli italiani sen‑ timenti contrastanti. Marco Bez‑ zecchi, partito dalla pole dopo aver demolito il record della pista, confer‑ ma il grande momento dell’Aprilia e chiude al terzo posto, conquistando un podio prezioso nella sfida mon‑ diale. Per Francesco Bagnaia, invece, il weekend di MotorLand è decisamen‑ te più complicato: dopo una qualifica difficile, il pilota Ducati non riesce a
inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice. Davanti a tutti trionfa Marc Márq‑ uez, autore di una gara magistrale dopo aver già vinto la Gara Sprint. Bezzecchi prova a resistere, ma il rit‑ mo della Ducati è troppo alto. Sul po‑ dio sale anche Pedro Acosta, mentre Di Giannantonio chiude settimo ed Enea Bastianini ottavo. Per i colori italiani, dunque, applausi a Bezzec‑ chi e qualche rimpianto per Bagnaia: la stagione resta apertissima.
in carica, dovrà vedersela con il Barcellona e il Manchester City. Insomma, niente riscaldamento: si parte direttamente con il pe‑ peroncino. Anche il Real Madrid non può lamentarsi troppo, visto che sulla sua strada troverà l'In‑ ter e l'Arsenal. E le italiane? L'Inter ha pe‑ scato il Real Madrid, mentre la Roma affronterà proprio i cam‑ pioni spagnoli. Il Napoli, invece, dovrà fare i conti con il Manche‑ ster City. Per il Como, alla sua prima Champions League, arriva addirittura il PSG: benvenuti tra i grandi, insomma! Anche gli altri grandi club non avranno vita facile. Il Bayern Monaco sfiderà Arsenal, Atlético Madrid e Manchester United, mentre il Liverpool incrocerà At‑ lético e Inter. Tradotto: più che un sorteggio, sembra il program‑ ma di una serie televisiva con un cast stellare. La fase campionato scatterà dall'8 settembre e proseguirà fino a gennaio. Le prime otto classi‑ ficate voleranno direttamente agli ottavi, mentre le squadre dal nono al 24° posto dovranno pas‑ sare dai playoff. La finale è fissata per il 5 giugno 2027 a Madrid. Ora la parola passa al campo. Perché il sorteggio può fare scherzi, ma alla fine, come sempre, sarà il pallone a decidere chi ride per ul‑ timo. La cifra destinata alle squa‑ dre della fase campionato in poi è di circa 2,437 miliardi. Ma quanto può guadagnare una squadra? Partecipazione alla fase cam‑ pionato: circa 18,62 milioni di euro garantiti. Vittoria in una partita: 2,1 mi‑ lioni. Pareggio: 700.000 euro. Bo‑ nus per il piazzamento nella fase campionato: varia in base alla posizione. Playoff per gli ottavi: 1 milio‑ ne. Quarti di finale: 12,5 milioni. Semifinale: 15 milioni. Finale: 18,5 milioni. Vittoria della Cham‑ pions: ulteriori 6,5 milioni. A queste cifre si aggiunge il cosid‑ detto “value pillar”, legato soprat‑ tutto al valore commerciale e al mercato televisivo del club e del suo Paese. Per questo il guadagno finale può essere molto superio‑ re ai semplici premi sportivi. In pratica, vincere la Champions non significa soltanto alzare la coppa: significa anche riempire parecchio le proprie tasche.
Europa L.: due spagnole e due inglesi per Juventus e Milan Sorteggio comodo per bianconeri e rossoneri in Coppa Il sorteggio della Europa Le‑ ague 2026/27 ha apparecchiato una tavola decisamente inte‑ ressante per Milan e Juventus. Le due italiane hanno ricevuto menù differenti: più piccante quello rossonero, almeno sulla carta, mentre per i bianconeri il percorso sembra un po’ più ab‑ bordabile. Il Milan dovrà fare i conti con avversarie tutt’altro che banali. A San Siro arriveranno Benfica, Ferencváros, Sunderland e Ara‑ rat-Armenia, mentre in trasferta i rossoneri affronteranno Olym‑ piacos, Salisburgo, Bournemouth e Levski Sofia. Il nome più affascinante è senza dubbio il Benfica, vecchia conoscenza europea del Milan. Ma attenzione alle inglesi: Sun‑ derland e Bournemouth possono
portare ritmo, intensità e quel pizzico di imprevedibilità tipi‑ co delle squadre britanniche. E poi ci sarà l’atmosfera infuocata dell’Olympiacos: insomma, per il Milan non sarà proprio una pas‑ seggiata al parco. La Juventus, invece, sembra aver pescato un calendario leg‑ germente più gentile. I biancone‑ ri sfideranno Real Sociedad, AZ Alkmaar, Rennes, Ferencváros, Omonia, Celta Vigo, Hapoel Be‑ er-Sheva e NEC. La Real Sociedad rappresenta probabilmente l’ostacolo più pre‑ stigioso, mentre trasferte come quelle contro AZ e Celta nascon‑ dono comunque qualche insidia. Insomma, Milan e Juve par‑ tono con ambizioni importanti. Una cosa è certa: l’Europa League promette già spettacolo.
Italia domina il Mediterraneo A Taranto è caccia all’oro: gli azzurri in testa al medagliere A Taranto l’Italia non ha alcuna intenzione di rallentare. Anche nell’ottava giornata dei Giochi del Mediterraneo gli azzurri hanno messo in fila prestazioni, meda‑ glie ed emozioni, aggiungendo nove nuovi podi a una collezione che comincia ad assumere dimen‑ sioni decisamente importanti. Il bottino complessivo sale così a 132 medaglie, con 45 ori, 48 argenti e 39 bronzi. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan la qualità della spedizione italiana, saldamente al comando del medagliere davanti alla Tur‑ chia. Tra i protagonisti di giornata spicca Bianca Seregni, d’oro nel triathlon, mentre nel judo arriva un altro successo pesante gra‑ zie ad Antonio Avanzato. Ma le
soddisfazioni arrivano anche dal tiro a segno e dal tennistavolo, a conferma di una squadra capace di lasciare il segno praticamente ovunque. E proprio questa sem‑ bra essere la forza dell’Italia: non c’è una sola disciplina a trascinare la spedizione, ma un esercito di atleti pronto a regalare qualcosa da festeggiare. Una medaglia dopo l’altra, Taranto si colora sempre più d’azzurro. Ora resta l’ultimo tratto di stra‑ da. Il traguardo è vicino, ma gli az‑ zurri hanno ancora voglia di diver‑ tirsi. E, soprattutto, di aggiungere qualche altra medaglia al bottino. Perché fermarsi proprio adesso? Meglio continuare a remare: il Mediterraneo, a quanto pare, por‑ ta fortuna.
Allora!
sport australiano
Martedì 01 Settembre 2026
21
APIA and Marconi: Sydney’s historic rivals set for another Australian Championship battle
The second edition of this prestigious competition officially starts on October 16
NPL: APIA-St George City 4-2
L'Apia chiude in bellezza, ora testa e cuore ai play-offs APIA: Kalac, Marlow, Symons (63' Kishimoto), Monge (78' Sciu‑ riaga), Fong, Shaw, Deli, Stewart (78' Lombardo), Konestabo (63' Farinella), Ortiz, Jordan (70' Se‑ greto). All: F. Parisi In Panchina: Parkes, Caspers; Marcatori: 40’ e 82’ Ortiz, 48' e 55' Mitry (St G), 60' Marlow, 87' Lombardo Lambert Park, Domenica 30 agosto - Che partita a Lambert Park! L’APIA parte a ritmo bas‑ so e solo allo scadere del primo tempo trova il guizzo che rompe l’equilibrio: Ortiz fa 1-0 e manda
i padroni di casa negli spogliatoi felici e contenti. Nella ripresa, però, il St George City cambia marcia e in appena sette minuti ribalta tutto: Mitry firma una doppietta e il tabellone dice incredibilmente 1-2. Sembra l’inizio di un colpo grosso, ma l’APIA non è campione per caso. Muata-Marlow riporta la gara in parità e, quando la sfida sembra ormai destinata a un finale ro‑ vente, ci pensa ancora Ortiz a ri‑ mettere avanti i suoi. Nel finale arriva anche il poker di Lombardo: 4-2!
NPL: Marconi-North West S. 1-1 Il Marconi scivola al terzo posto ma rimane in gioco Marconi: Wade, Windust (95' Duricic), Mlinaric, Bayliss, Jesic (63' Lawson), Busek (81' Maya), Pecora, Yona (63' Anderson 63’), Elhelou (81' Osei), Blair, Marvello. All: P. Tsekenis In panchina: Yates, Chilas; Marcatori: 10' Mostofi, 43' Elhe‑ lou. Marconi Stadium, domenica 30 agosto - Partita dalle mille emozioni al Marconi Stadium! Il NWS Spirit parte con il piede giusto e al 10’ trova il vantaggio: Mostofi approfitta di un pallone perso dal Marconi, si invola verso l’area e piazza un diagonale preci‑
so nell’angolino. I padroni di casa accusano il colpo, ma reagiscono e aumentano la pressione. Al 43’, proprio quando il primo tempo sembra ormai indirizzato, Elhe‑ lou sale più in alto di tutti e firma di testa l’1-1. Nella ripresa la sfida diventa una battaglia di nervi, con occasioni da entrambe le parti e portieri protagonisti. Nel finale il Marconi sfiora il colpaccio: Blair vede il suo tiro sal‑ vato sulla linea all’87’, mentre nel recupero Coates nega ancora la vittoria ai padroni di casa. Finisce pari, ma lo spettacolo non è man‑ cato! Ora testa ai play-offs.
The Australian Championship returns in October, and two of Sydney’s most historic football clubs will once again carry the city’s hopes onto the national stage. APIA Leichhardt and Mar‑ coni Stallions are among the eight foundation clubs confirmed for the 2026 competition, with the tournament kicking off on October 16. For these two clubs, however, this is about much more than another tournament. It is about history, pride and a rivalry that rarely needs an invitation to pro‑ duce fireworks. APIA enter the Championship in impressive domestic form. They have already secured the 2026 NPL NSW Premiership, underlining their consisten‑ cy across the season. Marconi, meanwhile, have been pushing hard at the top end of the table. The Derby d’Italia has already de‑ livered plenty of drama this year. Marconi opened the NPL season with a 2-1 victory over APIA in February, but the May rematch finished 1-1 after APIA struck deep into stoppage time. In other words, expect absolutely nothing to be straightforward when these two meet. There is also unfinished busi‑ ness from last year. In the inau‑ gural Australian Championship, Marconi eliminated APIA in a re‑ markable quarter-final, winning 8-7 on penalties after a 1-1 draw, before reaching the Grand Final. South Melbourne ultimately lift‑
ed the trophy, beating the Stal‑ lions 2-0. Now the script starts again. APIA will arrive hungry to turn their NSW dominance into national success. Marconi will be determined to go one step fur‑ ther. Two clubs, one trophy and plenty of history. The Championship is ready and Sydney’s rivals are ready too. The 2026 Australian Cham‑ pionship is once again bringing Australia’s best non-A-League clubs together on the national stage, with a 16-team field com‑ bining tradition and sporting merit. Eight Foundation Clubs have protected places in the com‑ petition: APIA Leichhardt, Avon‑ dale, Marconi Stallions, Preston Lions, South Melbourne, Sydney Olympic, Sydney United 58 and Wollongong Wolves. The remaining eight places are awarded to the premiers of the NPL competitions across Australia’s state and territory
federations. For 2026, the quali‑ fied champions include Bayswa‑ ter City from Western Australia, Canberra Croatia from the ACT and Lions FC from Queensland, with the other places going to the respective NPL champions. There is an important catch: qualifying clubs must sign Foot‑ ball Australia’s participation agreement and satisfy the re‑ quired club-licensing standards. If a Foundation Club wins its state NPL, the place passes to the next eligible non-Foundation club. It is a format designed to reward both history and perfor‑ mance—and give Australia’s am‑ bitious clubs a genuine national stage. For Sydney, the competition of‑ fers another chance to showcase its football culture, while APIA and Marconi carry the expecta‑ tions of passionate supporters eager for another unforgettable chapter in their long rivalry.
Onoranze Funebri DECESSO
DECESSO
MARY REITANO
ANELLO CONCETTA
nata il 30 novembre 1931 deceduta a Sydney (NSW) il 22 agosto 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il San‑ to Rosario sarà recitato mercoledì 2 settembre 2026 alle ore 17.00 presso la Mary Immaculate Ca‑ tholic Church, 110 Mimosa Road, Bossley Park. Il funerale sarà cele‑ brato giovedì 3 settembre 2026 alle ore 11.00 presso la Mary Immacu‑ late Catholic Church, 110 Mimosa Road, Bossley Park. Dopo il rito religioso, Mary sarà accompagnata al Liverpool Cemetery, 207 Moore Street, Liverpool, per la tumulazio‑ ne. I familiari ringraziano tutti co‑ loro che parteciperanno al loro do‑ lore e al funerale della cara estinta. "La sua presenza resterà sempre nel cuore di chi le ha voluto bene." ETERNO RIPOSO
nata il 9 giugno 1933 deceduta a Sydney (NSW) il 27 agosto 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 3 settembre 2026 alle ore 11.00 pres‑ so la Mary Mother of Mercy Cha‑ pel, Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood. Dopo il rito religioso, Concetta sarà accompagnata al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood, per la tumulazione. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.
"Il suo amore continuerà a vivere nei cuori di chi le ha voluto bene." ETERNO RIPOSO
DECESSO
POLLIFRONE FRANK
nato il 30 ottobre 1929 deceduto a Sydney (NSW) il 27 agosto 2026 Caro amato sposo di Maria ( Tota). La moglie, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato martedì, il 1 settembre 2026 alle ore 7:00pm nella cappella A. O’Hare Funeral Directors, 15-19 Norton Street, Leichhardt NSW 2040. Il funerale sarà celebrato mercoledì 2 settem‑ bre 2026 alle 11:00am, nella Chiesa Cattolica All Hallows, Halley Stre‑ et, Five Dock NSW 2146. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro do‑ lore e al funerale del caro estinto. “Ti affidiamo alle braccia misericordiose del Padre Celeste.” ETERNO RIPOSO
Make your gift a bunch of flowers... Pino Oppedisano - 0419 822 226 p 02 9602 5931 p 02 9822 9550
IN MEMORIA
MARCIANO ANGELA
IN MEMORIA
SERGI GIOVANNI
nata il 25 dicembre 1933 deceduta a Sydney (NSW) il 4 settembre 2025 Nel primo anno della scomparsa I familiari parenti ed amici vicini e lontani, la ricordano con dolore e immutato affetto. Una Messa in memoria,sara’ celebrata venerdi’ 4 settembre 2026 alle ore 6:30pm nella Chiesa Cattolica Our Lady of Victories, 1788 The Horsley Drive, Horsley Park NSW. I familiari, ringraziano anticipata‑ menti tutti coloro che si uniranno in preghiera in memoria della cara congiunta.
nato il 26 gennaio 1939 deceduto a Sydney (NSW) il 26 luglio 2026 I familiari, parenti ed amici vicini e lontani, ad un mese dalla scompar‑ sa, lo ricordano con dolore e immu‑ tato affetto. Una Messa in memoria sara’ celebrata mercoledì 2 settem‑ bre 2026 alle 7:00pm, nella Chiesa Cattolica St. Benedict’s, 16 Neville Street, Smithfield NSW 2164. I familiari,ringraziano anticipata‑ mente tutti coloro che si uniranno in preghiera nella messa in memo‑ ria del caro estinto.
"Sei stata una parte fondamentale delle nostre vite il tuo amore continuerà a guidarci" ETERNO RIPOSO
“Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori “ ETERNO RIPOSO
FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.
onoranze funebri
Allora!
Martedì 01 Settembre 2026
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Săpânța, il cimitero dove la morte diventa arte Nel nord della Romania, nella regione del Maramureș, esiste un luogo in cui la morte non viene rappresentata attraverso il silen‑ zio e la tristezza, ma con colori vivaci, ironia e racconti di vita. È il Cimitero Allegro di Săpânța, conosciuto in romeno come Ci‑ mitirul Vesel, una delle testimo‑ nianze più originali della cultura popolare rumena e una meta che continua ad attirare visitatori da ogni parte del mondo. Lontano dall'immagine tradi‑ zionale del cimitero come luogo cupo e malinconico, quello di Săpânța celebra l'esistenza attra‑ verso centinaia di croci in legno decorate con immagini, simboli e brevi epitaffi. Alla base di que‑ sta particolare concezione della morte vi sarebbe anche l'antica cultura dei Daci, che considera‑ vano l'anima immortale e guar‑ davano alla morte come al pas‑ saggio verso una vita migliore. Secondo le testimonianze dello storico greco Erodoto, i Daci af‑ frontavano persino la morte con coraggio e serenità. A trasformare questa filosofia in una straordinaria forma d'arte fu Stan Ion Pătraș, falegname e intagliatore che, dal 1935 fino alla morte nel 1977, realizzò oltre ot‑ tocento croci. Ogni monumento presenta un ritratto del defunto e una scena legata alla sua vita o al suo mestiere: il pastore, il fa‑
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legname, l'insegnante, il medico, ma anche le attività quotidiane delle donne, come cucinare, tes‑ sere e filare. Particolarmente significati‑ vo è l'uso dei colori. Il celebre blu di Săpânța richiama il cielo, la speranza e la libertà; il verde simboleggia la vita, il giallo la fertilità, il rosso la passione e il nero la morte. Colombe bianche rappresentano l'anima, mentre altri simboli possono alludere alle circostanze della scomparsa. L'insieme crea un paesaggio sor‑ prendente, nel quale centinaia di immagini sembrano restituire movimento e umanità a un luogo dedicato ai defunti. Gli epitaffi, spesso scritti in prima persona, restituiscono ai defunti una voce. Con tono iro‑
nico e diretto raccontano pregi, difetti, debolezze, amori, errori e persino morti accidentali. Non manca però la tragedia: una delle iscrizioni più toccanti riguarda una bambina di tre anni investita da un taxi, attraverso parole di dolore rivolte al condu‑ cente. Ancora oggi l'opera di Pătraș continua grazie al suo allievo Dumitru Pop Tincu. Il Cimitero Allegro di Săpânța rimane così un luogo unico, dove arte, memo‑ ria collettiva e ironia trasforma‑ no la morte in un sorprendente racconto della vita. Un patrimo‑ nio culturale capace di mostra‑ re come una comunità possa affrontare il tema della fine con sincerità, creatività e una parti‑ colare forma di coraggio.
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in ricordo
Martedì 01 Settembre 2026
Allora!
Fabio Grossi, il teatro perde un uomo di talento e di grande sensibilità
Fabio Grossi con il suo amato cane "BAU"
Fabio Grossi, Andrea Gullotta e Leo Gullotta in barca sulla baia di Sydney
Il regista Mimmo Verdesca con Leo Gullotta e Fabio Grossi
di John & Mara Gullotta La notizia della scomparsa di FLa notizia della scomparsa di Fabio Grossi, morto a Roma il 24 agosto all’età di 68 anni, ha susci‑ tato profondo cordoglio nel mon‑ do dello spettacolo e tra le tante persone che lo hanno conosciuto e amato. Attore, regista e dramma‑ turgo, Grossi ha dedicato quasi cinquant’anni della sua vita al teatro, attraversando con grande versatilità anche il cinema e la
televisione. Aveva debuttato in teatro nel 1977, ne L’uomo, la be‑ stia e la virtù di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio. Da al‑ lora aveva costruito un percorso artistico ricco e variegato, colla‑ borando con importanti protago‑ nisti della scena italiana. Negli anni successivi aveva lavorato anche nel cinema e in televisione, partecipando a nu‑ merosi film e programmi televi‑ sivi, prima di dedicarsi sempre più intensamente alla regia e
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alla drammaturgia teatrale. Tra le sue opere e regie figurano Ecce Homo, Il piacere dell’onestà, Le allegre comari di Windsor, So‑ gno di una notte di mezza estate, Minnazza e Prima del silenzio. Una parte fondamentale del‑ la sua vita, artistica e personale, è stata quella vissuta accanto a Leo Gullotta. I due hanno con‑ diviso oltre quarant’anni di vita insieme, ma anche un lungo e intenso sodalizio professionale. Nel 2019 hanno ufficializzato la loro unione civile. Il loro rapporto trovò una del‑ le sue espressioni più intime e significative nello spettacolo In ogni vita la pioggia deve cadere, scritto da Grossi e interpretato insieme a Gullotta. L’opera rac‑ contava la storia di due uomini che vivono insieme e si amano, una storia di vita, di quotidiani‑ tà, di gioie e di difficoltà. Grossi la definiva il racconto di una fami‑ glia composta semplicemente da “due persone”. È forse proprio qui che si com‑ prende meglio la sensibilità di Fabio Grossi: nel suo modo di tra‑ sformare il teatro in uno spazio dove raccontare la vita vera, con le sue fragilità, le sue contraddi‑ zioni, i suoi affetti e la sua capa‑ cità di resistere alle difficoltà. Nel 2017, Fabio Grossi, insieme a Leo Gullotta e Mimmo Verde‑ sca, visitò l’Australia come ospite dei loro cari e storici amici An‑ drew, Lina, John e Mara Gullotta. Durante quella visita portarono in scena lo spettacolo “Reading Sicily” alla NIDA di Sydney e successivamente anche a Mel‑ bourne, regalando al pubblico australiano un’indimenticabile esperienza teatrale e un prezioso momento di amicizia e condivi‑ sione. Per chi lo ha conosciuto per‑ sonalmente, tuttavia, Fabio non era soltanto il regista, l’attore o il drammaturgo. Era soprattut‑ to Fabio, l’amico, il compagno di tante conversazioni, di tante risate, di momenti condivisi e di ricordi che oggi diventano ancora più preziosi. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo. Ma il teatro ha una caratteristica particolare: le
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La celebrazione per il Tour "Leo Gullotta"
Fabio Grossi nel suggestivo ambiente del teatro
Fabio Grossi, John Gullotta AM, Mara Gullotta e Leo Gullotta
persone possono lasciare il pal‑ coscenico, ma ciò che hanno cre‑ ato continua a vivere. Restano le opere, le interpretazioni, le regie, le parole e soprattutto le persone che hanno avuto la fortuna di in‑ contrarlo. A Leo Gullotta, alla sua fami‑ glia e a tutti coloro che gli sono stati vicini va il nostro più since‑ ro e affettuoso abbraccio. Fabio lascia dietro di sé una lunga sto‑ ria di teatro, ma anche qualcosa di più difficile da raccontare:
l’impronta che una persona la‑ scia nel cuore degli altri. In segno di apprezzamento per la sua visita a Sydney, abbiamo dedicato e intitolato a suo nome una piastrella dell'Opera Hou‑ se. Caro Fabio, il sipario è sceso troppo presto. Ma le luci del tuo teatro continueranno a brillare nei ricordi di tutti noi, come una presenza viva, discreta, luminosa e profondamente amata da tutti. Addio, Fabio. Riposa in pace, nel teatro del cielo.
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