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63 - 335 - 21 Agosto 2026

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Allora!

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Dove la libertà è una pagina alla volta

PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE

Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 63 - Venerdì 21 Agosto 2026

Price in AU $2.00

Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Mediocrità...

C'è una forma di mediocrità che non consiste soltanto nel fare male le cose, ma nell'ostinarsi a difendere chi non ha ancora gli strumenti, l'esperienza e la credibilità necessari per farle. È una mediocrità ancora più pericolosa perché, con il tempo, finisce per diventare un sistema. Questo discorso vale anche per la rappresentanza della nostra comunità nei rapporti con le istituzioni. Perché mai dovremmo accontentarci di mandare ai tavoli istituzionali persone che non hanno ancora fatto quella gavetta indispensabile per conoscere davvero il mondo che pretendono di rappresentare? L'entusiasmo è importante, la buona volontà è apprezzabile, ma non possono sostituire l'esperienza maturata sul campo. Rappresentare una comunità non significa semplicemente occupare una poltrona, partecipare a una fotografia ufficiale o essere presenti a una cerimonia. Significa conoscere le persone, le associazioni, le dinamiche interne, la storia, i problemi e soprattutto avere la capacità di confrontarsi alla pari con chi siede dall'altra parte del tavolo. La realtà, del resto, dovrebbe spingerci a essere molto più esigenti. Come italiani all'estero non possiamo certo permetterci di vivere nell'illusione di essere una comunità politicamente e istituzionalmente centrale. In molte realtà, altre comunità etniche hanno acquisito un peso e una capacità di interlocuzione molto maggiori della nostra. Non è necessariamente una questione di numeri, ma di organizzazione, autorevolezza e capacità di fare sistema. E allora la domanda è semplice. Se già partiamo da una posizione non particolarmente forte, perché dovremmo indebolirci ulteriormente scegliendo rappresentanti privi dell'esperienza necessaria? Non si tratta di chiudere le porte ai giovani, né di difendere una gerontocrazia della rappresentanza. Al contrario. I giovani devono entrare, imparare, assumersi responsabilità e prepararsi a guidare la comunità. Ma devono anche avere il tempo di fare esperienza. Nessuno nasce rappresentante. Prima di sedersi al tavolo delle istituzioni bisogna aver dimostrato di sapere cosa significhi rappresentare. La comunità italiana ha bisogno di ricambio, che non significa improvvisazione.

Quando il dissenso diventa un problema

Chiamata Rumorosa Il Comune di Canterbury-Bankstown, a Sydney, ha respinto, nella sua valutazione tecnica, la proposta della Lebanese Muslim Association (LMA) di diffondere una volta alla settimana, il venerdì, il richiamo islamico alla preghiera, l’Adhan, dagli altoparlanti della moschea di Lakemba. La richiesta, presentata lo scorso maggio, prevede l’installazione di quattro altoparlanti a circa 20 metri di altezza sulla torre della moschea. Il richiamo dovrebbe essere trasmesso per circa 15 minuti, una sola volta alla settimana e in orario diurno, con l’obiettivo dichiarato di rag-

Anticorruzione in Ucraina, è blitz

L'agenzia anticorruzione ucraina Nabu ha avviato un'operazione contro una presunta organizzazione criminale guidata da un deputato in carica e da un ex parlamentare, con il coinvolgimento di funzionari dell'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky. Perquisizioni hanno interessato anche l'abitazione della vice capo dell'ufficio presidenziale Iryna Mudra e del deputato Vadym Stolar. Zelensky ha successivamente licenziato Mudra. Il decreto non indica motivazioni. L'inchiesta riguarda sospetti di riciclaggio di denaro.

giungere soprattutto l’area circostante Haldon Street. Secondo gli uffici tecnici del Comune, tuttavia, la proposta presenta criticità legate soprattutto all’impatto acustico. Dopo aver esaminato la documentazione e un rapporto commissionato a un tecnico acustico indipendente, i funzionari hanno ritenuto che il livello sonoro previsto potrebbe essere percepito ben oltre l’immediata zona di Halden Street, provocando disturbo a un numero significativo di residenti delle strade circostanti la moschea. La conclusione degli uffici

Documenti Covid fatti sparire

David Morens, ex consigliere dell'immunologo Anthony Fauci, si è dichiarato colpevole negli Stati Uniti di cospirazione per eludere le leggi sull'accesso ai documenti pubblici e nascondere comunicazioni governative legate a finanziamenti di ricerca sul Covid-19. Morens, 78 anni, ha ammesso di aver utilizzato un account email personale per evitare richieste di accesso agli atti. L'imputato rischia ora fino a cinque anni di carcere. La sentenza è prevista il 12 novembre. L'origine del Covid resta tuttora irrisolta.

è che l’applicazione non possa essere sostenuta nella forma attuale. Alla Lebanese Muslim Association restano ora diverse possibilità: ritirare la domanda, modificarla oppure incaricare auditor acustici indipendenti di effettuare ulteriori verifiche sull’impatto del rumore e fornire nuove informazioni al Comune. La vicenda ha suscitato un forte dibattito nella comunità locale. Sarebbero oltre 1.600 le osservazioni contrarie presentate durante la fase di consultazione pubblica, mentre la LMA sostiene che "molte migliaia" di persone abbiano sottoscritto una petizione a favore della proposta. La consigliera Barbara Coorey, tra le principali oppositrici dell’iniziativa, ha accolto con favore la posizione assunta dagli uffici comunali. "Non sono sorpresa che questa proposta non abbia basi", ha dichiarato al Daily Telegraph, sostenendo che, alla luce delle norme urbanistiche, il progetto "non supera la prova del buon senso". Coorey ha inoltre invitato l’associazione musulmana a ritirare la domanda, affermando che i residenti avrebbero già espresso chiaramente la propria posizione durante la consultazione. "Il pubblico australiano ha reso molto chiara la propria posizione: questo non è ciò di cui hanno bisogno i nostri quartieri", ha detto. "Vogliamo tranquillità nei nostri quartieri". La richiesta non è comunque ancora stata formalmente determinata dal Canterbury-Bankstown Council. La decisione finale dipenderà dai prossimi passi della Lebanese Muslim Association e dall’eventuale presentazione di nuove valutazioni tecniche.

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Sfida dei coltivatori al colosso Simplot

Comunità celebra la Madonna del Grappa

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Contante resiste alla rivoluzione digitale

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Gesto semplice contro i rischi cardiaci

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Andy Diaz vola oltre i 18 metri

Save the Date

Ciao Coffs Festa Italiana Coffs Coast Sabato 22 agosto 2026 ore 10.00am - 4.00pm

Allora!

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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

"La vita non è un problema da risolvere ma un mistero da vivere." - Osho


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Venerdì 21 Agosto 2026

notizie istituzionali

Allora!

Vergarolla, una strage ancora senza verità

“Oggi l’Italia onora la memoria dei connazionali uccisi il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla, nella più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana. Una carneficina caduta nell’oblio per decenni e che è stata restituita alla memoria collettiva grazie all’impagabile impegno della comunità italiana di Pola,

degli esuli, dei loro discendenti e delle associazioni”. Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rende omaggio alle vittime nell’80° anniversario della strage. “Quello che è successo ottant’anni fa sulla spiaggia di Pola rappresenta ancora oggi un

crimine impunito – prosegue Meloni – Decine e decine di civili innocenti – uomini, donne e bambini – vennero uccisi secondo un macabro disegno, mentre assistevano ad una manifestazione sportiva. Mai accertati gli autori, individuati i mandanti, chiarite le finalità. Ricercare la verità rimane la via maestra per rendere pienamente giustizia alle vittime e svelare quello che, ancora oggi, non sappiamo di questa pagina buia del Novecento. Ciò che è certo è che l’eccidio di Vergarolla segnò uno dei momenti più drammatici di quella stagione di violenze, contribuendo in modo determinante alla decisione della maggior parte degli italiani di lasciare Pola e intraprendere la via dell’esodo. (Inform)

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Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Aldo Nicosia, Università di Bari Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION

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Stretta contro il cybercrime

Australia e Thailandia rafforzano la cooperazione contro la criminalità transnazionale, con particolare attenzione al cybercrime e alle frodi online. Il primo ministro australiano Anthony Albanese e il premier thailandese Anutin Charnvirakul hanno annunciato il 19 agosto, a Canberra, un nuovo impegno congiunto per contrastare le reti criminali che operano attraverso le tecnologie digitali. I due leader hanno espresso forte preoccupazione per la crescente diffusione delle truffe

online, del riciclaggio di denaro, delle frodi finanziarie e della tratta di esseri umani. Australia e Thailandia intendono intensificare la collaborazione tra forze dell’ordine, dogane, autorità per l’immigrazione e organismi di intelligence finanziaria. Albanese ha sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione internazionale per interrompere le attività delle organizzazioni criminali. I due Paesi guardano inoltre al 2027, quando celebreranno 75 anni di relazioni diplomatiche.

Asilo, la Svizzera riparte con i trasferimenti verso l’Italia Dopo quasi quattro anni di blocco, la Svizzera si prepara a riprendere gradualmente i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia. Le prime operazioni sono previste dalla fine di agosto, nell’ambito delle nuove regole europee introdotte dal Patto sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore il 12 giugno. Secondo Berna, i primi trasferimenti riguarderanno casi isolati e saranno gestiti progressivamente per evitare di sovrac-

caricare il sistema. Roma, invece, intende riammettere soltanto le persone arrivate dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto. La decisione svizzera segue l’annuncio della Germania, che ha manifestato l’intenzione di riprendere i trasferimenti verso Italia e Grecia. Sul tema restano però forti tensioni politiche e diplomatiche. Intanto, Roma e Berlino lavorano a un possibile accordo bilaterale, mentre Bruxelles monitorerà l’applicazione delle nuove norme.

Sotto il ghiaccio di Mattmark l MEV - Museo dell’Emigrazione Veneta ospiterà dal 23 agosto fino al 6 settembre l'esposizione “Mattmark, 30 agosto 1965: morti sotto il ghiaccio, vivi nella memoria”, un’esposizione immersiva dedicata al disastro del 30 agosto 1965 a Mattmark, in Svizzera. Tra documenti d’epoca, video e testimonianze dirette di sopravvissuti e familiari, il percorso espositivo ripercorre la tragedia in cui persero la vita 88 lavoratori — tra cui 56 italiani e 17 bellunesi — travolti dal crollo del ghiacciaio Allalin. Era il 30 agosto 1965. Nel Canton Vallese, in Svizzera, a circa 2.200 metri d’altitudine, centinaia di operai erano impiegati nella costruzione della diga in terra battuta di Mattmark, all’epoca la più grande d’Europa. Tra loro vi erano numerose maestranze straniere e decine di lavoratori provenienti dalla provincia di Belluno. Alle ore 17.15, un blocco di circa due milioni di metri cubi di ghiaccio e materiale si staccò dal ghiacciaio Allalin, travolgendo le officine e gli alloggiamenti allestiti proprio al di sotto della lingua glaciale. Il bilancio della sciagura fu di 88 morti, tra cui 56 emigrati italiani e 17 veneti (tutti dalla pro-

vincia di Belluno). La vicenda giudiziaria che ne seguì, conclusasi nel 1972 con l’assoluzione di tutti gli imputati per non prevedibilità del fatto, si chiuse con l'addebito di metà delle spese processuali ai familiari delle vittime. La mostra si avvale di un allestimento di tipo immersivo, composto da fotografie, documenti d'archivio, filmati d'epoca e una serie di video-interviste realizzate ai testimoni dell'epoca e ai familiari delle vittime. Tra i contributi video figurano i racconti degli ex operai del cantiere di Mattmark — tra cui Armando Lovatel, Giancarlo Casol e Osvaldo Montresor — e i ricordi dei familiari dei lavoratori deceduti nel crollo, quali Bianca e Maria Acquis, Maria Teresa Fabbiane ed Anchise Pinazza. Un elemento di rilievo nel percorso documentale è rappresentato dalla testimonianza di Thomas Burgener, figlio del giudice cantonale Eugène Burgener. Quest'ultimo, membro del collegio giudicante al processo di Sion, aveva formulato un progetto di sentenza che prevedeva la condanna per omicidio colposo di quattro dirigenti della società Elektrowatt, prima di essere ostacolato e posto in minoranza all'interno del tribunale. (aise)


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pagina tre a cura di Emanuele Esposito

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Quando il dissenso diventa un problema

Più che campo largo, ormai è un vero campo di guerra di Emanuele Esposito Il cosiddetto campo largo, almeno per come si presenta oggi, assomiglia sempre meno a una coalizione pronta a governare e sempre più a un campo di guerra. Non ci sono ancora regole condivise, non c’è un programma comune e soprattutto non c’è una leadership riconosciuta. In compenso, aumentano i candidati, le correnti, i distinguo e le fughe in avanti. Elly Schlein continua a ripetere che prima vengono i contenuti e poi i nomi. È una posizione logica: se si vuole costruire un’alternativa credibile al centrodestra, bisogna prima spiegare agli elettori cosa si vuole fare su economia, lavoro, sanità, giustizia, politica estera e sicurezza. Solo dopo avrebbe senso scegliere chi dovrà rappresentare quella proposta. Il problema è che, mentre si parla di programma, molti sembrano già impegnati nella partita per la leadership. Giuseppe Conte non può accettare facilmente un ruolo subordinato al Partito Democratico. Riccardo Magi si dice disponibile alle primarie. Da altre aree arrivano i nomi di Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Ernesto Maria Ruffini. E ogni candidatura, invece di chiarire il quadro, aggiunge un altro pezzo al mosaico. È qui che il “campo largo” rischia di trasformarsi in un “campo di guerra”: non perché manchino idee o personalità, ma perché ciascuna forza politica sembra voler entrare nell’alleanza mantenendo intatta la propria identità, le proprie bandiere e, possibilmente, anche il diritto di veto sulle scelte degli altri. Mettere insieme Pd, Movimento 5 Stelle, liberaldemocratici, centristi e forze civiche può funzionare in un manifesto elettorale. Governare insieme è un’altra cosa. Le distanze non sono marginali. Sulla politica estera, sul sostegno all’Ucraina, sull’Europa, sulla giustizia, sulle politiche industriali e sul rapporto con le imprese esistono visioni spesso differenti. Finché si resta all’opposizione, queste differenze possono essere nascoste dietro l’obiettivo comune di

battere il centrodestra. Ma se si arriva al governo, ogni divergenza diventa una decisione da prendere. C’è poi un’altra contraddizione. Il campo largo nasce con l’ambizione di allargare il consenso, ma rischia di parlare soprattutto ai gruppi dirigenti che lo stanno costruendo. L’elettore, invece, vuole capire quale sarebbe il governo possibile, quali priorità avrebbe e soprattutto chi sarebbe disposto a rinunciare a una parte del proprio programma pur di tenere insieme la coalizione. Se queste risposte non arrivano, il dibattito sulle primarie rischia di apparire come una questione interna ai partiti, lontana dai problemi quotidiani del Paese. E allora le primarie, da sole, non risolvono nulla. Possono scegliere un nome, ma non costruiscono automaticamente una coalizione. Anzi, potrebbero lasciare dietro di sé sconfitti, rancori e nuovi equilibri da ricomporre. Gaetano Manfredi ha indicato un metodo più prudente: partire dai problemi concreti e trovare una sintesi. È probabilmente la strada più seria. Ma richiede tempo, disciplina e soprattutto la disponibilità dei partiti a rinunciare a qualcosa. Questo è il vero nodo. Un’alleanza non nasce mettendo cinque loghi sulla stessa fotografia. Nasce quando cinque forze accettano un compromesso e lo difendono anche quando costa consenso. Oggi, invece, il centrosinistra appare ancora impegnato a discutere su chi debba comandare un esercito che non ha deciso né la strategia né la direzione di marcia. Il campo largo, insomma, esiste soprattutto come formula. Per diventare un progetto politico dovrà dimostrare di essere qualcosa di più di un’alleanza contro qualcuno. Altrimenti il rischio è evidente: presentarsi agli elettori come un fronte comune e scoprire, il giorno dopo, di essere soltanto un insieme di trincee. Gli elettori difficilmente premiano coalizioni nate soltanto per necessità. Più che campo largo, appunto, un campo di guerra.

di Emanuele Esposito Giorgio Gaber cantava che «la libertà è partecipazione». Una frase semplice, ma ancora oggi tremendamente attuale. Perché la libertà, quella vera, non può essere invocata soltanto quando fa comodo, né difesa esclusivamente quando riguarda amici, colleghi o persone che condividono le nostre idee. La libertà è soprattutto il diritto di esprimere un’opinione, anche quando quell’opinione non ci piace. Possiamo criticarla, contestarla e rispondere con argomenti diversi, ma non possiamo pretendere di mettere a tacere chi la pensa diversamente. Difendere la libertà di stampa soltanto per i giornali amici e, contemporaneamente, tentare di ostacolare altre voci non è pluralismo. È propaganda. Purtroppo, anche nelle comunità italiane all’estero, da anni assistiamo a questo fenomeno: movimenti e personaggi che si proclamano indipendenti, ma che sembrano applicare il principio della libertà a corrente alternata. A loro dico che sono sempre disponibile a un confronto pub-

blico, aperto e trasparente. Allora! ha sempre dato spazio a opinioni differenti, anche molto lontane tra loro. È questa la funzione di un giornale: raccontare, informare, offrire uno spazio di confronto. Non diventare il megafono del potente di turno. Personalmente non ho mai scritto pensando a una poltrona, a un incarico ministeriale o a qualche fotografia confezionata per apparire importante. Ho sempre cercato di rispettare tutti, indipendentemente dal credo religioso, dal colore politico o dal colore della pelle. E non amo neppure

definirmi giornalista. Preferisco la parola che Gianfranco Funari utilizzava per se stesso: giornalaio. Perché voglio parlare del malcontento della gente, non usare la gente. Voglio parlare la sua stessa lingua e, soprattutto, stare sulla stessa barca. Le bandiere politiche possono cambiare con i governi. La dignità, invece, dovrebbe restare. E chi trasforma informazione e politica in un piccolo spettacolo può anche cambiare palco, costume e copione. Ma i commedianti, alla fine, rimangono sempre commedianti.

Allora! investe nell’informazione digitale di Emanuele Esposito Allora! continua ad ampliare la propria offerta editoriale con due nuovi progetti pensati per informare, approfondire e accompagnare i lettori durante la giornata. La prima novità è Deep View by Allora! News, una rubrica settimanale dedicata ai migliori documentari, alle inchieste, alla storia e ai grandi temi del nostro tempo. L’obiettivo è semplice: selezionare contenuti di qualità tra le tante produzioni disponibili online e proporli all’interno di un vero articolo editoriale, con contesto, spiegazioni e motivazioni della scelta. Non una raccolta di link, ma una selezione umana per aiutare il lettore a capire meglio ciò che guarda. La seconda novità è Allora! Caffè, il nuovo appuntamento del mattino con le notizie più importanti dall’Australia, dall’Italia e dal mondo. Ogni giorno, insieme al meteo australiano, un breve punto informativo per iniziare la giornata sapendo cosa è successo e cosa merita attenzione. Con Deep View e Allora! Caffè,

Allora! rafforza la propria presenza digitale e continua a sperimentare nuovi linguaggi, unendo giornalismo, podcast, video e approfondimento. Due progetti diversi, ma con la stessa idea: offrire informazione utile, selezionata e vicina ai nostri lettori. Un modo nuovo per raccontare l’attualità senza inseguire il rumore, dando spazio alle notizie che contano e ai contenuti che meritano tempo e attenzione. L’innovazione nasce anche dalla capacità di ascoltare le esi-

Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170

genze del pubblico e trasformarle in nuove occasioni di informazione. Per questo, i due appuntamenti saranno sviluppati con attenzione alla qualità, alla chiarezza e alla semplicità, mantenendo sempre il rapporto diretto con la comunità italiana e con tutti i lettori interessati alle notizie, alle storie e alle idee di ogni singola giornata. Un percorso che guarda al futuro, valorizzando la tecnologia senza rinunciare alla cura editoriale e al valore della relazione con il pubblico.


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Venerdì 21 Agosto 2026

fatti e misfatti di Marco Testa

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La Lega cerca di tornare allo spirito di Bossi

La Lega si trova davanti a un paradosso che, nella politica italiana, non è affatto raro: per ritrovare una direzione deve guardarsi alle spalle. È questo il senso politico delle parole di Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda, che con il libro "Fare la Lega, agenda per il rinnovamento" mette sul tavolo un malessere che da tempo attraversa il partito. Non è, almeno nelle intenzioni dichiarate, una resa dei conti con Matteo Salvini. Romeo lo dice senza ambiguità: "Mi interessa rilanciare il movimento, non le sfide". Ma proprio questa precisazione rivela quanto il tema sia delicato. Perché quando un dirigente di primo piano parla di rinnovamento, di base che chiede cambiamento e di una Lega che si è "imborghesita", il problema non è soltanto organizzativo. È politico. La questione è capire quale

Lega possa esistere dopo la lunga trasformazione che ha portato il movimento nato attorno alla questione settentrionale a diventare una forza nazionale. Romeo non mette in discussione questa evoluzione. Anzi, ribadisce che "restiamo una Lega nazionale". Ma aggiunge che le identità territoriali devono essere rafforzate, perché proprio lì sarebbe rimasta una parte dell'identità originaria del Carroccio. È il ritorno della questione settentrionale, dunque, ma in una forma aggiornata. Il Nord produttivo, sostiene Romeo, non può essere dato per acquisito. Se la locomotiva rallenta, l'intero Paese ne paga il prezzo. La sfida, nella sua lettura, non è contrapporre Nord e Sud, bensì costruire una coesione nazionale capace di non sacrificare le aree più produttive. Il passaggio più interessante, però, riguarda il rapporto tra par-

tito e militanti. Romeo ammette che "un po' di scollamento tra classe dirigente e base c'è stato". È una frase politicamente più pesante di quanto sembri. Perché una forza nata dal territorio rischia di perdere consenso proprio quando smette di ascoltare il territorio. E allora torna inevitabilmente Umberto Bossi. Romeo non propone una restaurazione nostalgica, ma indica nel fondatore un metodo: stare vicino alla gente, comprenderne le esigenze e rappresentarle. È forse questa la vera scommessa della sua proposta. Non tornare semplicemente alla Lega di ieri, ma recuperare il rapporto con quell'elettorato che aveva fatto della Lega una forza di rottura. Il libro di Romeo, quindi, può essere letto anche come un avvertimento. Non necessariamente contro Salvini, ma contro l'idea che il consenso possa essere amministrato senza rinnovare continuamente il rapporto con la propria base. La Lega nazionale, se vuole restare competitiva, dovrà decidere quanto della sua anima originaria è ancora indispensabile. E soprattutto se il futuro del Carroccio passerà dalla continuità con il leader attuale o dalla capacità di ritrovare, dentro il partito, quello "spirito di Bossi" che Romeo considera ancora una bussola.

Crosetto warns Iran could widen war to Europe

Italy’s Defence Minister Guido Crosetto has warned that an Iranian strike against US military facilities in Europe cannot be ruled out, while describing such a scenario as highly unlikely. His comments followed a report in the Financial Times that Tehran was considering attacks on American military assets in Europe if Donald Trump orders

a further escalation against Iran and targets its infrastructure. “Nothing is ruled out, but if I were the Financial Times, I would avoid offering ideas and suggestions,” Mr Crosetto told Adnkronos. The Italian minister said Iran’s conduct during the conflict had been driven by a strategy of spreading disorder and widening the theatre of war.

“So far, Iran has used chaos and the expansion of the conflict as a tactic,” he said. “If you reason according to this logic, then it can do anything, even attack China, which is obviously an unrealistic hypothesis.” Mr Crosetto argued that publishing possible targets risked handing Tehran a list of options it might otherwise not have considered. The Financial Times, citing two sources close to the Iranian regime, reported that Tehran had examined possible attacks on US assets in south-eastern Europe, including Bulgaria. The Bezmer airbase was authorised last month for use by American aircraft involved in aerial refuelling operations. Cyprus was also reportedly being considered. A British military base on the island was struck by a drone in March.

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Hanson mira a dibattito Super Pauline Hanson torna a dettare l’agenda politica australiana e, ancora una volta, costringe Labor e Coalition a inseguire. L’ultima battaglia riguarda il superannuation, il sistema da 4.500 miliardi di dollari che garantisce agli australiani un reddito per la pensione. La leader di One Nation ha sostenuto che chi si trova in gravi difficoltà economiche dovrebbe poter utilizzare parte dei propri risparmi previdenziali. Hanson ha definito il sistema "broken" e ha rilanciato anche l’idea di consentire ai giovani che acquistano la prima casa di utilizzare il super come deposito. Il punto politico più efficace è racchiuso in una frase: "It is their money". Un messaggio semplice, diretto e destinato a parlare a quegli elettori che fanno i conti ogni settimana con il costo della vita. La polemica è esplosa dopo le dichiarazioni del deputato liberale Andrew Bragg, da tempo critico nei confronti dell’obbligo di versare contributi previden-

ziali. Hanson ha poi attaccato il tesoriere Jim Chalmers, accusandolo di sostenere che One Nation voglia abolire il superannuation. Labor ha colto l’occasione per trasformare la questione in una battaglia politica. Chalmers e Anthony Albanese sostengono che i risparmi previdenziali non sarebbero al sicuro con un governo conservatore e difendono le attuali regole sull’accesso anticipato. Anche la Coalizione, tuttavia, appare in difficoltà. La vice leader Jane Hume ha ammesso che potrebbe essere necessario rivedere le possibilità di accesso anticipato, mentre Angus Taylor difende l’impianto esistente. Il problema, per l’opposizione, è che Hanson riesce ancora una volta a conquistare il centro del dibattito con proposte immediate e slogan facilmente comprensibili. Pur senza presentare un piano dettagliato o accompagnato da analisi economiche, la leader di One Nation riesce a intercettare il malcontento.

McInerney nega occultamento Il caso che coinvolge i rapporti tra esponenti conservatori del Partito liberale del New South Wales e gruppi della destra interna si arricchisce di un nuovo capitolo. Dallas McInerney, amministratore delegato di Catholic Schools NSW, ha negato davanti alla Independent Commission Against Corruption (Icac) di aver effettuato un reset di fabbrica del proprio telefono di lavoro e di un iPad per eliminare prove potenzialmente rilevanti. McInerney ha ammesso di aver cancellato i dati sabato scorso, dopo essere stato informato dalla sua banca che il conto era stato compromesso da un esercente sconosciuto. Ha spiegato di aver agito per ragioni di sicurezza e di non aver trasferito i contenuti, comprese fotografie familiari e messaggi personali, su iCloud. L'accusa, tuttavia, ha sollevato dubbi. La consulente della commissione, Peggy Dwyer SC, ha

definito il reset un tentativo trasparente di eliminare materiale che avrebbe potuto essere importante per l'inchiesta. McInerney ha respinto l'ipotesi, ricordando che l'indagine pubblica era nota da settimane. Al centro delle audizioni ci sono anche i suoi rapporti con i cosiddetti Reformers. McInerney ha ammesso di aver insistito con Angus Taylor per organizzare un incontro con Christian Ellis, uno degli esponenti del gruppo. In un messaggio aveva scritto di stare "pestering him big time", cioè facendo forte pressione su Taylor. L'Icac ha inoltre chiesto la consegna di tutti i messaggi tra McInerney e membri dei Reformers tra il 2019 e il 2023. L'inchiesta riguarda presunti finanziamenti illegali e attività volte a influenzare la politica interna dei liberali. McInerney, intanto, resta fuori dal suo incarico alla guida di Catholic Schools NSW.


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notizie comunitarie

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a cura di Tom Padula

Dante Alighieri valorizza i talenti dell’italiano

I tesori della Roma Imperiale L’antica Roma arriva a Melbourne con una grande mostra che invita il pubblico a riscoprire la storia, la società e il potere di uno degli imperi più influenti dell’antichità. Al Melbourne Museum è aperta “Rome: Empire, Power, People”, un’esposizione che attraverso statue, reperti, oggetti della vita quotidiana e simboli del potere racconta oltre duemila anni di storia romana. Il percorso espositivo mette in dialogo la figura degli imperatori con la vita delle persone comuni, mostrando come politica, cultura, religione e società abbiano contribuito alla costruzione dell’eredità romana. Un viaggio che permette di osservare l’Impero non soltanto attraverso i suoi grandi protagonisti, ma anche attraverso le abitudini e

gli oggetti della quotidianità. La mostra nasce dalla collaborazione tra Museums Victoria, Museo Nazionale Romano e Museo Archeologico Nazionale di Firenze, con il supporto operativo di Contemporanea Progetti. L’iniziativa rappresenta inoltre un importante progetto di collaborazione culturale tra Australia e Italia. La realizzazione dell’esposizione ha ricevuto il sostegno del Consolato Generale d’Italia a Melbourne e dell’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, confermando il ruolo della cultura italiana nella promozione del patrimonio storico e artistico nazionale. “Rome: Empire, Power, People” sarà visitabile al Melbourne Museum fino alla fine di ottobre 2026.

The Voice of Italian Culture by Tom Padula Marialuisa (Maria Luisa) Lo Monte is a well-known figure within Melbourne’s Italian-Australian community, recognized for her work in television, cultural promotion, event man-

Save the Date in Melbourne By Tom Padula

Italian Pens. and Family Club Harry Atkinson Centre Tutti i martedì - 10.00am S. La Rosa: 0407 556 626 F. Viavattene: 0438 995 273 Merlynston Pensioner Club Festa del papà Giovedì, 27 agosto - 10.00am Francesca: 0423 510 243 Enza: 0401 600 633

agement, and community engagement. In recent years she has become one of the leading personalities involved in Italian-language media in Victoria and currently serves as President of the Melbourne-based Italian Community Television (ICTV), succeeding Tom Padula, who led the organization for seventeen years and now holds the position of Honorary President. Born in Italy, Marialuisa developed a strong interest in the performing arts, communication, and Italian culture from an early age. Her career has spanned several areas of entertainment and media, including television presentation, cultural programming, and the promotion of Italian music and artistic talent. Over the years she has maintained close connections with Italian broadcasters and performers, allowing her to create valuable cultural links between Italy and Australia.

La passione per la lingua e la cultura italiana è stata al centro della cerimonia con cui la Dante Alighieri Society di Melbourne ha consegnato i Premi di Eccellenza a studenti di quattro importanti università australiane. L’iniziativa, svoltasi sabato scorso, ha visto protagonisti giovani dell’University of Melbourne, della Monash University, della La Trobe University e dell’Australian Catholic University, premiati per l’impegno e i risultati raggiunti nello studio dell’italiano. I riconoscimenti rappresentano un importante incentivo per gli studenti che scelgono di approfondire la conoscenza della lingua italiana all’interno del proprio percorso accademico, contribuendo allo stesso tempo a rafforzare il legame culturale tra Australia e Italia. La cerimonia ha inoltre offerto l’occasione per valorizzare il lavoro degli insegnanti, il cui contributo è fondamentale nel sostenere la crescita linguistica e culturale degli studenti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alle famiglie, che accompagnano i

giovani nel loro percorso con incoraggiamento e sostegno. Alla consegna dei premi ha preso parte anche il Consolato Generale d’Italia a Melbourne, insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, a testimonianza dell’importanza attribuita alla promozione della lingua italiana all’estero. L’iniziativa della Dante Alighieri Society conferma così il ruolo delle associazioni culturali nella diffusione dell’italiano tra le nuove generazioni. Attraverso premi, attività formative e occasioni di

incontro, la lingua diventa uno strumento concreto per mantenere vivo il patrimonio culturale italiano e favorire nuove opportunità di conoscenza e dialogo tra Australia e Italia. La partecipazione delle università ha inoltre evidenziato quanto sia importante sostenere lo studio dell’italiano anche in ambito accademico. Questi riconoscimenti contribuiscono a dare visibilità agli studenti più meritevoli e a incoraggiare altri giovani a intraprendere un percorso di approfondimento linguistico e culturale.

Consolato italiano al Lord Mayor’s Dinner

Il Consolato Generale d’Italia a Melbourne ha partecipato all’annuale Consular Corps Lord Mayor’s Dinner, ospitato dal Lord Mayor della città, Nicholas Reece, e alla presenza del Console Generale Mauri. L’incontro ha riunito esponenti del Consiglio comunale di Melbourne, rappresentanti del Department of Foreign Affairs and Trade (DFAT), di Global Victoria e Invest Victoria, oltre a importanti funzionari del Governo del Victoria. Una partecipazione istituzionale che ha confermato il valore della collaborazione tra la città, il corpo consolare e le autorità statali. La serata ha rappresentato un’importante occasione per riconoscere il ruolo della comunità consolare nell’apertura internazionale di Melbourne, città globale e importante centro per eventi, commercio e investimenti, oltre che polo di attrazione per studenti, imprenditori e comunità prove-

nienti da tutto il mondo. In questo contesto, l’Italia continua a svolgere un ruolo attivo nella rete internazionale che caratterizza il territorio, contribuendo allo sviluppo di relazioni sempre più solide con le istituzioni locali. La partecipazione del Consolato Generale d’Italia ha inoltre sottolineato l’importanza dei rapporti bilaterali tra Italia e Victo-

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ria, insieme al legame con la città di Melbourne. Un impegno che passa anche attraverso il dialogo istituzionale e la collaborazione nei settori economico, culturale e sociale. L’appuntamento annuale si conferma così un momento significativo per consolidare relazioni e partnership e rafforzare la presenza italiana nel panorama internazionale del Victoria.

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notizie comunitarie

Allora!

Festa da record per il Laguna Bocce Club

di Maria Grazia Storniolo È stato un altro fantastico appuntamento al Laguna Bocce Club di Perth, dove il tradizionale barbecue di famiglia ha riunito soci, amici e simpatizzanti in una giornata all’insegna della convivialità, della buona cucina, della musica e dello spirito comunitario. L’evento ha visto la partecipazione di tanti volti nuovi e numerose giovani famiglie, un segnale particolarmente significativo per il futuro del club. La presenza delle nuove generazioni conferma infatti quanto siano importanti queste occasioni per mantenere

vive le tradizioni italiane e, allo stesso tempo, creare nuovi legami all’interno della comunità. Il clima di festa e la partecipazione numerosa hanno trasformato l’appuntamento in una preziosa occasione di incontro, capace di coinvolgere persone di diverse generazioni e rafforzare il senso di appartenenza al club, creando un’atmosfera ancora più calorosa, partecipata e ricca di entusiasmo per tutti i presenti e le loro famiglie. Un ringraziamento speciale è stato rivolto agli “Angeli” del Laguna, al Comitato e al Sottocomitato, per il prezioso lavoro svolto

durante la preparazione e lo svolgimento della manifestazione. Il loro impegno, svolto con grande passione e spirito volontaristico, rappresenta una componente fondamentale per il successo di ogni iniziativa del club. Particolarmente apprezzati anche i contributi personali che hanno arricchito la giornata. Un grazie di cuore a Vince Silvestro, che ha donato un elegante orologio realizzato a mano, e a Martino Schepis, per aver coltivato e conservato con cura il radicchio e le olive, autentici simboli della tradizione gastronomica italiana. Grande soddisfazione anche per la qualità della carne, fornita da Milan di The Corner Butcher, che ha contribuito al successo del barbecue con prodotti di eccellente qualità. A rendere la serata ancora più speciale è stata la musica della Luna Band, con Mario, Rita e Sam, protagonisti di una performance straordinaria. La pista da ballo è rimasta affollata per tutta la notte, regalando ai presenti momenti di allegria e divertimento. Infine, il Laguna Bocce Club ha espresso la propria gratitudine a Justin Merendino di Ray White, al Team Joe e Karen di Property Selection, alla Pasticceria Dolcetto, alla Trattoria Zucaro e a Murray Freiburg, “il nostro ambasciatore”, per il prezioso sostegno e le generose donazioni. Una festa riuscita, dunque, grazie alla collaborazione di tanti, che ancora una volta hanno dimostrato quanto siano forti i valori di amicizia, volontariato e comunità che animano il Laguna Bocce Club.

It's time for a Little Italy Café Residents of Page in the ACT will soon be able to enjoy a taste of Italian village life with the opening of the new Little Italy Café at Villaggio Sant’Antonio. The community-focused café will officially open from today, Friday, 21 August, and will operate seven days a week from 7am to 11am, offering residents, families, friends and neighbours a welcoming place to meet over coffee, food and conversation. The initiative forms part of Villaggio Sant’Antonio’s vision of creating a vibrant community space that brings people together, including the facility’s agedcare residents. Inspired by the traditional Italian village café, the new venue aims to make food, friendship and conversation an important part of everyday community life. “In Italy, the village café is not just a place for coffee. It is where neighbours become friends, stories are shared, and everyone has a place to belong,” the invitation to the opening says. The Little Italy Café will be both family and paw friendly, welcoming not only

Villaggio Sant’Antonio residents and their families but the wider Page community. Opening day will include a live broadcast from 2CC radio between 7am and 9am, adding a special atmosphere to the launch. Visitors will also be able to enjoy an opening-day offer of coffee and cake for just $6. Villaggio Sant’Antonio Chief Executive Giulia Jones has encouraged local residents to support the initiative and discover the café as a new meeting place in the heart of the community. The concept reflects an enduring Italian tradition in which the local café is more than simply somewhere to have an espresso. It is a place where people meet, exchange news, build friendships and enjoy the simple pleasures of daily life. The philosophy of the new venue is captured in the Italian expression: buon cibo, buon caffè, buoni amici — good food, good coffee and good friends. Located at 35 Burkitt Street, Page, the Little Italy Café promises to bring a warm slice of Italian hospitality to the local community.

La sfida dei coltivatori al colosso Simplot

È scontro in Tasmania tra i coltivatori di patate e Simplot, colosso statunitense dell’alimentare, sulla definizione dei nuovi contratti e dei prezzi per la prossima stagione. La vertenza preoccupa anche i lavoratori dello stabilimento di trasformazione di Ulverstone. Simplot ha interrotto all’inizio del mese le trattative con il comitato di TasFarmers che rappresenta i produttori, iniziando successivamente a inviare i contratti direttamente ai singoli coltivatori. L’azienda avrebbe proposto un prezzo compreso tra 46 e 49 centesimi al chilo, a fronte di costi di produzione stimati in circa 42 centesimi. Secondo il direttore operativo di TasFarmers, Neil Grose, i margini degli agricoltori sono diminuiti di oltre il 60% negli ultimi due anni. I produttori, inoltre, avrebbero ricevuto soltanto sette giorni per accettare le nuove condizioni, prima di poter esaminare l’intero accordo relativo alla stagione 2026/27. Il presidente del Vegetable Council di TasFarmers, Nathan Richardson, ha denunciato il ti-

more di alcuni coltivatori di esporsi pubblicamente per paura di conseguenze sui loro contratti. La disputa potrebbe avere ripercussioni anche sull’occupazione. Simplot ha infatti indicato una riduzione di circa 30 mila tonnellate nella raccolta destinata al 2027. Il sindacato teme possibili conseguenze per lo stabilimento di Ulverstone. Il ministro delle Primary Industries, Gavin Pearce, ha definito il prezzo una questione commerciale, sottolineando però l’importanza dei trasformatori per l’economia agricola tasmaniana.

Simplot incontrerà nuovamente il comitato dei coltivatori venerdì. La vertenza arriva in un momento delicato per il comparto agricolo locale, che deve affrontare costi elevati per energia, carburante, fertilizzanti e manodopera. I produttori chiedono maggiore chiarezza sulle condizioni contrattuali e sulla sostenibilità economica delle coltivazioni. Anche il tema delle importazioni è stato sollevato in Parlamento, con timori per la crescente pressione sui produttori tasmaniani e sulla competitività della filiera locale.


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notizie comunitarie

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L’Italia dei motori sfila a Sydney e riaccende il fascino delle auto d’epoca

di Alessandro Di Rocco Domenica 16 agosto, l’Italian Made Social Motoring Club è stato protagonista di una giornata intensa, con i propri soci impegnati in due importanti appuntamenti in diverse zone di Sydney. Nonostante il maltempo, una piccola ma determinata rappresentanza del Club ha partecipato alla tradizionale Shannons Ea-

stern Classic, ospitata al Sydney Motorsport Park. Le condizioni meteorologiche della mattinata non erano certo incoraggianti. Pioggia e cielo coperto hanno convinto molti appassionati a rimanere a casa. Chi è arrivato presto, tuttavia, ha potuto approfittare di ingressi più scorrevoli rispetto agli anni precedenti, evitando le lunghe code

che normalmente caratterizzano l’evento. Con il passare delle ore, il tempo è gradualmente migliorato e il numero delle vetture presenti è aumentato. Uno dei momenti più attesi è stato, come sempre, il tradizionale giro di parata. Non si tratta di una gara e non ci sono sorpassi, ma guidare una vettura storica sul circuito rappresenta comunque un’esperienza speciale. È proprio questo lo spirito della manifestazione: vivere l’automobilismo con passione, senza la necessità di competere. Del resto, come recita una celebre filosofia tra gli appassionati, è molto più divertente guidare velocemente una macchina lenta che lentamente una macchina veloce. Ma la vera protagonista è stata ancora una volta la straordinaria varietà delle automobili. Era possibile ammirare una Bentley Blower degli anni Venti accanto a una Lancia Delta Integrale degli anni Ottanta, mentre una Fiat 500 percorreva il rettilineo insieme a un gruppo di piccole microcar. Un viaggio attraverso epoche, stili e tecnologie differenti, capace di raccontare decenni di storia dell’automobile. Altrettanto importante è stato l’incontro tra le persone. La giornata ha offerto numerose occasioni per parlare con altri appassionati, condividendo ricordi, esperienze e aneddoti legati alle automobili del passato. Frasi come “Mia madre ne aveva una”

oppure “Ne abbiamo guidata una attraverso l’Europa” hanno creato immediatamente un clima di amicizia e complicità. La presenza del Club ha inoltre confermato quanto questi appuntamenti siano importanti per mantenere vivo il legame tra gli appassionati e favorire nuove conoscenze. Ogni automobile diventa infatti un punto di parten-

za per raccontare storie personali, viaggi, passioni familiari e momenti indimenticabili vissuti sulla strada. Per l’Italian Made Social Motoring Club, la partecipazione alla Shannons Eastern Classic ha rappresentato così un’ulteriore occasione per celebrare la passione automobilistica e lo spirito della comunità italiana a Sydney.

Five Dock celebra il Ferragosto tra motori, passione e tradizione

di Alessandro Di Rocco Il 16 agosto, Five Dock si è trasformata in una grande vetrina della cultura italiana a Sydney, accogliendo migliaia di persone in occasione delle celebrazioni di Ferragosto. Tra musica, gastronomia, tradizioni e iniziative dedicate alla comunità, anche le auto d’epoca hanno avuto un ruolo da protagoniste, attirando l’attenzione del numeroso pubblico presente. A impreziosire la giornata sono state 25 splendide vettu-

re classiche, vere protagoniste dell’esposizione automobilistica. La selezione ha offerto ai visitatori un affascinante viaggio nella storia dei motori italiani, attraverso modelli capaci di raccontare epoche, stili e innovazioni che hanno reso celebre l’automobilismo del Bel Paese. Tra le vetture presenti spiccavano Alfa Romeo 105, Fiat 500 e numerosi esemplari storici di Lancia, Alfa Romeo e Fiat. Le carrozzerie, i dettagli originali e le linee eleganti delle

automobili hanno attirato continuamente curiosi e appassionati. Molti si sono soffermati davanti alle vetture per fotografarle, osservare gli interni e confrontare i diversi modelli, trasformando l’area espositiva in uno dei punti più frequentati della manifestazione. A rendere possibile questa importante presenza è stato l’Italian Made Social Motoring Club, che ha partecipato con i propri soci e con una rappresentanza delle proprie auto storiche. Per il Club, l’appuntamento ha rappresentato un’occasione per condividere la passione per le automobili italiane e valorizzare un patrimonio motoristico che continua a suscitare entusiasmo anche tra le nuove generazioni. La presenza delle vetture ha

inoltre creato un ponte tra passato e presente, mostrando come modelli nati diversi decenni fa possano ancora oggi catturare l’immaginazione del pubblico. In molti casi, le automobili sono diventate occasione di conversazione e di confronto tra genera-

zioni. Tra motori, sapori e convivialità, Ferragosto a Five Dock ha così celebrato anche la creatività e lo stile italiano attraverso le sue automobili, confermando il valore della passione motoristica all’interno della comunità, sempre viva e partecipata.


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Sesto Quatrini a Sydney tra opera e orchestra

M. Gioacchini introduce al pubblico il direttore d'orchestra S. Quatrini

Il Cons. Generale Dr. G. Rubagotti, S. Quatrini e M. Gioacchini

di Filippo Stivala È stato il maestro Sesto Quatrini il protagonista dell’incontro ospitato il 18 agosto dall’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, un appuntamento dedicato alla direzione d’orchestra, al mondo dell’opera e al percorso professionale di un direttore italiano. Alla serata ha partecipato il Console Genera-

le d’Italia a Sydney, Dr. Gianluca Rubagotti. Davanti al pubblico, Quatrini ha raccontato il lavoro del direttore d’orchestra, illustrandone responsabilità, difficoltà e momenti decisivi. Un ruolo che va ben oltre il gesto sul podio e che richiede preparazione musicale, capacità di ascolto, sensibilità interpretativa

e confronto con l’orchestra. Nel corso dell’incontro, il maestro ha condiviso esperienze e aneddoti legati alla sua attività professionale, offrendo uno sguardo sul rapporto tra direttore, musicisti, cantanti e palcoscenico. Al centro della conversazione il percorso che porta dalla lettura della partitura alla costruzione di un’esecuzione musicale. Quatrini ha spiegato come ogni prova rappresenti un momento di confronto e di ricerca, nel quale il direttore deve riuscire a comunicare le proprie indicazioni mantenendo l’equilibrio dell’ensemble. Una responsabilità più articolata nel mondo dell’opera, dove musica, voce, regia e azione scenica devono procedere in stretta sintonia. L’appuntamento ha permesso inoltre di approfondire il ruolo della musica classica nella cultura italiana e il suo valore come strumento di dialogo internazionale. La presenza di un direttore italiano a Sydney ha rappresentato un’occasione per avvicinare il pubblico australiano a una tradizione artistica profondamente legata alla storia culturale del nostro Paese. La serata si è conclusa con un confronto diretto con il pubblico, offrendo l’opportunità di conoscere gli aspetti meno visibili della professione. Attraverso il racconto di Quatrini, il podio è apparso come il luogo nel quale tecnica, interpretazione e comunicazione devono trovare un equilibrio, rafforzando il dialogo culturale tra Italia e Australia.

Austral, la svolta da 85 milioni di Maria Grazia Storniolo Austral si prepara a cambiare volto con un nuovo importante investimento destinato a rafforzare la crescita commerciale e residenziale della zona. Di recente è stata celebrata la posa della prima pietra del Woolworths Austral North Neighbourhood Centre, un progetto da 85 milioni di dollari, realizzato in collaborazione con Woolworths e Mainbrace. La cerimonia ha segnato ufficialmente l’avvio di un’opera destinata a diventare un nuovo punto di riferimento per la comunità locale, offrendo servizi, attività commerciali e nuove opportunità occupazionali. Il futuro centro comprenderà un supermercato Woolworths di 3.500 metri quadrati, affiancato da 35 negozi, tra cui spazi dedicati alla ristorazione e un’area con tavoli all’aperto pensata per favorire la socialità. La struttura disporrà inoltre di 344 posti auto e quattro

stazioni di ricarica per veicoli elettrici, rispondendo alle esigenze di una comunità in rapida espansione. L’investimento avrà anche un significativo impatto sul mercato del lavoro. Durante la costruzione saranno creati circa 200 posti di lavoro diretti nel settore edile, mentre, una volta completato il centro, sono previsti oltre 150 posti di lavoro permanenti. Strategica sarà la posizione del nuovo complesso, situato di fronte alle scuole e vicino alle aree residenziali. Una collocazione che renderà il centro facilmente accessibile alle famiglie e ai residenti, offrendo negozi e servizi più vicini a casa. Il progetto punta inoltre a sostenere lo sviluppo dell’area, creando spazi per incontrarsi, fare acquisti e vivere insieme. I lavori sono già in corso e l’apertura del Woolworths Austral North Neighbourhood Centre è prevista per novembre 2027.


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Allora!

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Club Marconi, la comunità veneta celebra la Madonna del Grappa

Caterina Mauro

Pres. Morris Licata

Partecipanti in attesa del pranzo

di Maria Grazia Storniolo Una giornata all’insegna della fede, della tradizione e dell’amicizia ha riunito domenica 16 agosto, nella Michelini Room del Club Marconi, circa 130 ospiti per la celebrazione della Festa della Madonna del Grappa. Un appuntamento particolarmente sentito dalla comunità veneta, che ogni anno rappresenta un’importante occasione di

incontro e di condivisione. A guidare la giornata, in qualità di maestro di cerimonia, è stato Bruno Parolin, che ha accompagnato i diversi momenti della manifestazione, contribuendo a creare un’atmosfera familiare e partecipata. Nel corso dell’evento, il presidente dell’associazione, Federico Simonetto, ha rivolto agli ospiti un caloroso discorso di benvenu-

Didascalia

to, sottolineando il valore della festa come momento per mantenere vive le tradizioni, la fede e i legami con la propria terra d’origine. Simonetto ha inoltre espresso la propria gratitudine a tutti coloro che, con il loro impegno e la loro partecipazione, contribuiscono alla continuità dell’associazione e delle sue iniziative. Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alla spiritualità, con la vice presidente Gina Morosin che ha recitato una poesia e guidato la preghiera in onore della Madonna del Grappa. Un momento raccolto e sentito, che ha permesso ai presenti di vivere la celebrazione anche nella sua dimensione più profonda. Tra gli ospiti era presente Morris Licata, presidente del Club Marconi, che ha portato il proprio saluto alla comunità, esprimendo il piacere di accogliere ancora una volta una manifestazione capace di unire cultura, tradizione e socialità. La sua presenza ha confermato il forte legame tra il Club Marconi e le associazioni della comunità italiana. Alla celebrazione ha partecipato anche Ivana Smaniotto, presidente della Federazione Veneta, mentre non è passata inosservata la presenza di Caterina Mauro, centenaria e socia di vecchia data, salutata con affetto e ammirazione dai presenti. La sua partecipazione ha rappresentato una preziosa testimonianza di longevità, memoria e continuità della vita associativa.

Ivana Smaniotto e Federico Simonetto all'estrazione della lotteria

Ivana Smaniotto insieme ai vincitori della lotteria

A rendere ancora più piacevole la giornata è stato l’intrattenimento musicale affidato ad Alfredo Calcagno, protagonista con un vasto repertorio capace di coinvolgere il pubblico e accompagnare i momenti conviviali. La festa si è conclusa in un clima di allegria e amicizia con una ricca lotteria, che ha regalato ulteriori momenti di divertimento. Una celebrazione riuscita, dun-

que, che ha rinnovato il senso di appartenenza e il desiderio di mantenere vive le tradizioni venete anche lontano dall’Italia. La partecipazione numerosa ha confermato ancora una volta quanto questi appuntamenti siano davvero molto importanti per rafforzare i rapporti tra famiglie, associazioni e generazioni, mantenendo vivo un patrimonio culturale condiviso nel tempo.


a scuola

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speciale centrale

Mercoledì 7 Febbraio 2024

Allora!

Italy launches its biggest language and international mobility program Italy is preparing to launch what the government describes as the country’s largest language-training and international mobility programme ever, committing €420 million to give 150,000 Italian upper-secondary students the opportunity to study and live in another European country. The ambitious initiative, announced by Prime Minister Giorgia Meloni and Education and Merit Minister Giuseppe Valditara at the “Italian Students in Europe” conference, will also involve 15,000 accompanying teachers. Funded through the European Structural and Investment Funds, the programme will be administered by the Ministry of Education, with details on timing, applications and destinations expected to be released in the coming months. At its heart is a simple proposition: that foreign-language learning is far more effective when students experience the language in the country where it is spoken. Most participants will travel abroad for approximately two weeks. During that period, they will take part in language courses or experience an immersion programme within a foreign secondary school. The programme will combine formal education with cultural and social activities, potentially including visits to companies, workplaces and other institutions. For some students, longer stays will also be possible, providing an opportunity for a deeper educational and cultural experience. The scholarships are intended to cover virtually all the major costs associated with participation. Students will have their travel, accommodation, food and living expenses covered, removing one of the biggest obstacles traditionally associated with overseas study: the ability of families to pay. The government has also sought to make the programme socially inclusive. Scholarships will be awarded according to merit while taking into consid-

eration students’ economic circumstances through the ISEE, Italy’s indicator of equivalent economic situation. The aim is to prevent international mobility from becoming an opportunity available only to families with sufficient financial resources. That element is central to Meloni’s argument for the programme. The Prime Minister has portrayed international experience not simply as an educational privilege, but as an increasingly important component of a young person’s preparation for adult life and employment. “Living and studying in another country, even if only for a few weeks or months, means learning to deal with new situations, becoming more independent,

and engaging with people who have different customs, ideas and cultures from your own,” Meloni said. The experience, she argued, can help students develop confidence, adaptability and a greater capacity to understand people whose backgrounds and perspectives differ from their own. The government also sees language competence as an increasingly important economic skill. Meloni pointed to the growing internationalisation of universities, research institutions and companies, arguing that young people must be able to operate in environments where English and other foreign languages are routinely used. But knowing vocabulary and

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grammar, she suggested, is not enough. “It is even more important to be able to use that language in real life,” she said, stressing that this cannot be achieved simply through textbooks. Students need to experience the language within the cultural and social context in which it is spoken. The scale of the initiative is particularly significant because Italy is already one of Europe's major source markets for international language education. Italian students represent a substantial proportion of enrolments at English-language schools in several popular destinations, including the United Kingdom, Ireland and Malta. In 2025, Italy was the second-largest sending market for Irish English-language schools, accounting for 14 per cent of student weeks. In the United Kingdom, Italy was the leading source market for English-language training in 2025, with Italian students accounting for just over 14 per cent of all English-language learning weeks. Malta also relies heavily on Italian demand. Italy was the island's second-largest source market in 2025, representing approximately 12 per cent of student weeks. The new Italian scholarship programme could therefore have a substantial impact on the European language-training industry. With potentially 150,000 students travelling abroad under a publicly funded programme,

schools and educational providers in competing destinations are likely to see Italy as an increasingly important market. The government argues that international mobility can contribute to social mobility, allowing students from less affluent families to obtain experiences that might otherwise be available primarily to wealthier classmates. By combining academic merit with economic criteria, Rome hopes to widen participation rather than simply subsidise students who would already have been able to travel abroad. The programme also reflects a wider European idea of education: that mobility across borders can strengthen both individual skills and a sense of belonging to a larger European community. Students returning from the programme are expected to bring home more than improved language proficiency. Meloni said they would return with new ideas, friendships, greater self-confidence and a broader understanding of the world — benefits that could extend to their families, classmates and communities. That emphasis on personal development may ultimately prove as important as the language component itself. A two-week stay abroad is relatively short, but for a teenager who has never travelled independently, attending classes in another country, communicating in a foreign language and navigating an unfamiliar environment can represent a significant step towards independence. The €420 million investment therefore places language learning within a much larger political and educational project. Italy is betting that exposure to other European societies will help young people become more confident, adaptable and internationally oriented while also reducing the inequalities that can prevent some students from participating in overseas education. With 150,000 students and 15,000 teachers potentially involved, the programme is also likely to become a major force in European educational mobility. Its success will ultimately depend on implementation: the quality of the courses, the range of destinations, the organisation of travel and accommodation, and the ability to ensure that students from different economic and geographical backgrounds can participate on equal terms. If those challenges are met, Italy's initiative could become more than a large scholarship scheme. It could represent a significant shift in the country's approach to foreign-language education — moving the classroom beyond Italy's borders and giving an entire generation the opportunity to learn languages by actually living them.


a scuola

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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 179 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

CONGIUNZIONE

di Enrico D'Angelo Eppure c’è uno sguardo superiore quando ti svegli e vedi ancora il sole oppure la pioggia, e sai che ridere o piangere ti porterà a vivere ogni altra fatica… intanto ti muovi e non sai verso cosa (e non la trovi). Struggente una disperazione chiama il tuo nome e cognome, la tua tana, stringe, costringe a uscir fuori di te senza un aiuto, l’aiuto del proprio sé; e assai duole (duole fin dentro te come una prova) quel che prova il sé e non sai fin dove, e cerchi un perché e ciò che ti risponde è un non so che.

CONJUNCTION

by Enrico D'Angelo And yet there is a higher gaze when you awaken and still behold the sun, or else the rain, and know that laughing or crying will lead you on to live through every other hardship… meanwhile you move and do not know toward what (and never find it). A poignant despair calls out your first and last name, your hiding place, grips you, forces you to step outside yourself without any help, the help of your own self; and deeply it hurts (it hurts within you, like a trial) what the self itself feels, and you do not know how far, and seek a reason,and what answers you is something you cannot name. La poesia “Conjunction” di Enrico D’Angelo affronta il tema dell’esistenza, della ricerca di un significato e del difficile rapporto dell’individuo con se stesso. Il titolo, “Conjunction”, richiama l’idea di unione, collegamento e incontro tra elementi diversi: la luce e la pioggia, il riso e il pianto, il movimento e l’incertezza, l’io e il proprio sé. Il testo si apre con un’immagine quotidiana ma profondamente simbolica: il risveglio e la consapevolezza di trovare ancora il sole oppure la pioggia. Entrambe le condizioni diventano parte della vita, così come il ridere e il piangere. L’autore suggerisce che ogni esperienza, anche dolorosa, contribuisce al percorso dell’esistenza. Successivamente, il tono diventa più intenso e introspettivo. La disperazione viene personificata come una presenza che conosce il nome e il luogo più intimo dell’individuo. Essa lo

costringe a uscire da se stesso e ad affrontare una sofferenza che non può essere facilmente condivisa o risolta. La parte finale esprime il bisogno umano di comprendere il dolore e di trovare una ragione. Tuttavia, alla domanda “perché?” non arriva una risposta precisa. Rimane soltanto un’incertezza, quel “non so che” che rappresenta il mistero dell’esistenza. La poesia invita quindi il lettore ad accettare la complessità della vita, dove certe domande possono rimanere senza risposta. Attraverso immagini semplici ma profonde, D’Angelo trasforma il dolore personale in una riflessione universale sulla fragilità, sulla solitudine e sulla continua ricerca di un senso. Il testo suggerisce che vivere significa anche procedere nell’incertezza, cercando una direzione senza sempre riuscire a trovarla.


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passatempo e umorismo

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mercati & finanza

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Il contante resiste alla rivoluzione digitale

Australia’s Retirement Battle Australia’s compulsory superannuation system has become the centre of an increasingly heated political debate, with opposition figures questioning whether the nation’s $4.5 trillion retirement savings scheme continues to serve workers effectively. One Nation leader Pauline Hanson has called for greater access to superannuation, arguing that Australians facing mortgage and cost-of-living pressures should be able to use more of their retirement savings today. Her comments have intensified calls for changes to withdrawal rules, including allowing people to access superannuation to help purchase a home. Liberal opposition housing spokesman Andrew Bragg has also criticised the system, describing it as a major policy failure and signalling that the Coalition could consider significant reforms if elected. Critics argue that compulsory contributions reduce workers’ disposable income while providing substantial tax advantages to higher-income Australians. The debate has prompted a strong response from Treasurer Jim Chalmers, who has vowed to defend compulsory superannu-

ation and accused its opponents of threatening Australians’ retirement security. He has suggested that the next federal election could effectively become a referendum on the future of the system. Compulsory superannuation contributions currently stand at 12 per cent of ordinary earnings, following a gradual increase since the scheme was introduced under the Keating government in 1992. Economist Cameron Murray has gone further, arguing that the system should eventually be unwound, with future contributions returned directly to workers and existing balances transitioned into ordinary investment accounts. Treasury estimates indicate that superannuation tax concessions cost the federal budget around $60 billion annually in forgone revenue. Supporters of the existing system maintain that compulsory super has helped millions of Australians build substantial retirement assets and reduce future reliance on the age pension. Critics, however, question whether locking away such large amounts of workers’ income is appropriate when younger Australians face rising housing costs and financial pressures.

Il contante continua a occupare un ruolo centrale nelle abitudini di pagamento dell’Eurozona, nonostante la crescente diffusione delle soluzioni digitali. A confermarlo è l’ultimo sondaggio della Banca Centrale Europea, condotto tra febbraio e aprile 2026 su 8.205 aziende distribuite in 21 Paesi dell’area euro. Secondo i dati pubblicati dalla Bce, il 92% delle imprese che operano in punti vendita fisici – dal commercio al dettaglio a ristoranti, caffè, hotel e attività legate ad arte, intrattenimento e tempo libero – accetta pagamenti in contanti. La percentuale segna un lieve aumento rispetto al 90% registrato nel 2024, indicando una ripresa dell’utilizzo del cash dopo il calo osservato durante e successivamente alla pandemia. Le carte di pagamento rimangono altrettanto diffuse: l’88% delle aziende dichiara di accet-

tarle, una quota rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi due anni. Parallelamente, cresce rapidamente il ricorso ai pagamenti digitali, accettati oggi dal 68% delle imprese, contro il 36% del 2024. La trasformazione digitale procede dunque a ritmo sostenuto, ma senza cancellare il ruolo del

contante. Un quarto delle aziende ha già adottato iniziative per favorire i pagamenti digitali, investendo in casse contactless o riducendo quelle dedicate al contante. I dati confermano così un sistema europeo sempre più diversificato, nel quale metodi tradizionali e nuove tecnologie continuano a convivere.

Space Tax Law, il fisco guarda oltre i confini Lo spazio si prepara a diventa-

re una nuova frontiera anche per il fisco. Con la crescita delle attività economiche in orbita, dagli investimenti satellitari al turismo spaziale, emerge la necessità di stabilire regole internazionali capaci di garantire una distribuzione equa dei benefici. Il tema è stato analizzato dall’Eurispes, nello studio coordinato da Giovambattista Palumbo sulle politiche fiscali e tributarie. Il rischio, senza una normativa adeguata, è che lo spazio diventi una sorta di nuovo paradiso fiscale, favorendo pochi operatori e aumentando le disuguaglianze tra gli Stati. Tra le attività potenzialmente interessate figurano lo space mining, i servizi satellitari, i server collocati nello spazio e il

turismo orbitale. Da qui l’ipotesi di una futura “Space Tax Law”, pensata per superare i tradizionali confini territoriali e assicurare nuove forme di cooperazione fiscale internazionale, nell’interes-

se dell’intera comunità globale e delle generazioni future, evitando nuovi squilibri economici, fiscali e geopolitici tra le nazioni, in un settore destinato a crescere rapidamente nei prossimi decenni.

dal 21 Agosto al 27 Agosto 2026

CAPRICORNO

ARIETE

CANCRO

BILANCIA

Il lavoro ha assorbito troppe energie, ma ora è tempo di ritrovare equilibrio nei sentimenti. Domenica richiede calma nelle coppie. Nel lavoro Saturno e Giove favoriscono soluzioni e conferme, mentre Mercurio migliora la gestione degli affari e delle trattative.

Le vecchie incomprensioni possono ancora creare tensioni, ma guardare avanti aiuterà le coppie a ritrovare complicità. I single avranno occasioni interessanti. Nel lavoro grinta e sostegno astrale favoriscono ripresa e crescita, evitando però eccessi di impegni inutili.

L’emotività resta intensa e può creare qualche distanza nella coppia, ma domenica favorirà chiarimenti e vicinanza. I single devono evitare confronti col passato. Nel lavoro lucidità e disciplina aiutano a sistemare pendenze, priorità e progetti importanti con maggiore sicurezza.

Venere regala fascino e armonia, aprendo una fase positiva per coppie e single. Nel lavoro il recupero continua e Giove sostiene nuovi progetti. Pianificate con attenzione ogni scelta, mantenendo equilibrio e prudenza davanti alle possibili invidie e tensioni.

ACQUARIO

TORO

LEONE

SCORPIONE

Venere protegge l’amore e favorisce dialogo, fiducia e progetti condivisi. I single possono vivere colpi di fulmine. Nel lavoro cresce la voglia di cambiamento: chiarite ciò che non accettate più e sfruttate le occasioni per nuove partnership.

Venere protegge i sentimenti e restituisce armonia alla coppia, mentre i single possono vivere incontri coinvolgenti. Nel lavoro servono prudenza e attenzione ad accordi e finanze. Pazienza e concretezza permetteranno di costruire basi professionali più solide e durature.

Il cielo riaccende passione e fascino, favorendo intesa nelle coppie e incontri promettenti per i single. Nel lavoro ripartono progetti e crescono opportunità. Mostrare le proprie capacità con determinazione sarà decisivo per ottenere risultati e avanzamenti importanti.

La settimana favorisce pace, dialogo e nuovi incontri, soprattutto domenica, quando la Luna sostiene i sentimenti. Nel lavoro qualche tensione può aumentare la stanchezza: rallentare, recuperare energie e concedersi una pausa aiuterà a ritrovare equilibrio e serenità.

PESCI

GEMELLI

VERGINE

SAGGITTARIO

Serve prudenza nelle comunicazioni per evitare incomprensioni. Le coppie possono chiarire vecchi dubbi, mentre i single devono chiudere con il passato. Nel lavoro torna maggiore chiarezza: è il momento di ritrovare determinazione e programmare le prossime tappe.

Marte, Saturno e Venere sostengono amore e complicità, favorendo incontri stimolanti per chi è solo. Nel lavoro, nonostante la stanchezza, arrivano opportunità interessanti. Venerdì e sabato saranno giornate utili per seguire intuizioni e nuovi progetti con fiducia.

Venere riscalda i sentimenti, ma l’iperanalisi può creare dubbi inutili. Lasciate spazio alle emozioni e ai nuovi incontri. Nel lavoro le ambizioni crescono: servono metodo e costanza per ottenere finalmente risposte concrete e soddisfazioni sempre più durature.

Venere e Mercurio riaccendono passione e desiderio di libertà. Le coppie dovranno trovare equilibrio, mentre i single saranno attratti da persone stimolanti. Nel lavoro Giove e Saturno favoriscono miglioramenti, purché sappiate affrontare con fiducia gli imprevisti quotidiani.

22 Dicembre - 20 Gennaio

21 Gennaio - 19 Febbraio

20 Febbraio - 20 Marzo

21 Marzo - 19 Aprile

20 Aprile - 20 Maggio

21 Maggio - 21 Giugno

22 Giugno - 23 Luglio

24 Luglio - 23 Agosto

24 Agosto - 22 Settembre

23 Settembre - 22 Ottobre

23 Ottobre - 22 Novembre

23 Novembre - 20 Dicembre


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Venerdì 21 Agosto 2026

mezz'ora di religione

Allora!

Dodici nuovi consultori allo Sviluppo Umano

Papa Leone XIV amplia la squadra di esperti chiamata ad affiancare il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Sono dodici i nuovi consultori nominati dal Pontefice, quattro sacerdoti e otto laici provenienti da undici Paesi, scelti per portare competenze diverse sui grandi temi che intrecciano oggi la missione sociale della Chiesa. La composizione del nuovo gruppo riflette una precisa volontà di internazionalizzazione e di apertura a professionalità che vanno oltre i tradizionali ambiti ecclesiali. Il Dicastero, infatti, si occupa di questioni che spazia-

no dalla giustizia sociale all’economia, dalla salute alla lotta contro la povertà, fino alla tutela dell’ambiente e alla cura del creato. Tra i nuovi consultori figura Peter Kirchschläger, teologo ed esperto di etica dell’intelligenza artificiale, chiamato a offrire una competenza particolarmente attuale in un settore destinato a trasformare profondamente il mondo del lavoro, l’economia e le relazioni sociali. La presenza di un esperto di IA segnala anche l’attenzione della Santa Sede verso le implicazioni etiche e umane delle nuove tecnologie. Del gruppo fa parte anche Emmanuel Ka-

tongole, teologo ugandese, figura impegnata nella riflessione sui rapporti tra fede cristiana, sviluppo, giustizia e trasformazione sociale. La sua esperienza porta nel cuore delle istituzioni vaticane una prospettiva africana, in un momento nel quale il continente assume un peso sempre maggiore nella vita della Chiesa universale. I consultori hanno il compito di sostenere il Dicastero nell’approfondimento delle questioni affidate alla sua competenza e di contribuire alla preparazione delle iniziative e delle riflessioni dell’organismo vaticano. La scelta di Leone XIV appare dunque molto significativa e al passo con i tempi attuali. Accanto alla formazione teologica e pastorale, entrano nel processo decisionale competenze provenienti dal mondo accademico, scientifico e sociale. Dall’intelligenza artificiale all’ecologia, passando per economia, salute e giustizia, il Papa sembra voler rafforzare una Chiesa capace di confrontarsi con le trasformazioni del presente senza perdere di vista la centralità della persona umana.

Church’s musical heritage to be preserved

Pope Leo XIV has called for the Church’s rich musical heritage to be preserved while encouraging composers and communities to embrace the legitimate musical traditions of different cultures. Speaking at his general audience on Wednesday, August 19, in St Peter’s Basilica, the Pope continued his catechesis on the Second Vatican Council’s constitution on the liturgy, Sacrosanctum Concilium. His reflection focused on the important place of sacred music in the celebration of the Mass. Leo XIV stressed that sacred music is not simply an ornament added to the liturgy, but an inte-

gral part of worship, capable of deepening prayer and strengthening communion among the faithful. “The musical tradition of the universal Church is a treasure of inestimable value, greater even than that of any other art,” the Pope said, recalling the teaching of the Council. He explained that music expresses the emotional dimension of prayer and can unite people across differences. Quoting St Augustine, he recalled the famous phrase Cantare amantis est, meaning “singing belongs to those who love.” The Pope also urged the Church to approach sa-

cred music with both fidelity to tradition and openness to legitimate cultural expression. He particularly highlighted Gregorian chant and the pipe organ, while noting that other instruments may also have a place in worship when they are appropriate for sacred use and contribute to the dignity of the celebration. Leo XIV said the preservation of tradition should not be understood as a rejection of cultural diversity. Instead, he pointed to inculturation as an important aspect of the liturgical renewal promoted by the Second Vatican Council. “The musical traditions of different cultures” should be taken seriously, he said, because they form an important part of people’s religious and social life. The Pope also connected sacred music with the Council’s call for the active participation of the faithful. Congregations should be encouraged to participate through acclamations, responses, psalmody, antiphons and hymns, while also recognising the importance of “reverent silence”, at the service of the liturgy.

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Bernardo di Chiaravalle di Domenico Agasso A ventidue anni si fa monaco, trascinando con sé una trentina di parenti. Il monastero è quello fondato da Roberto di Molesmes a Cîteaux, Cistercium in latino, da cui il nome cistercensi. A venticinque anni viene mandato a fondarne un altro a Clairvaux, in una campagna allora quasi disabitata, che diventa la Clara Vallis, la "Valle Chiara", sua e dei suoi monaci. Bernardo è riservato, quasi timido. Ma il carattere non gli manca. Papa e Chiesa sono le sue stelle fisse, mentre molti ecclesiastici gli vanno decisamente di traverso. È severo anche con i monaci di Cluny, che giudica troppo levigati e lontani dall’austerità evangelica, con chiese troppo ricche e adorne "mentre il povero ha fame". Ai suoi cistercensi chiede meno funzioni, meno letture e molto lavoro. Scaglia sull’Europa ancora incolta i suoi monaci dissodatori, autentici apostoli con la zappa, capaci di mettere ordine nella terra e nell’acqua e, con esse, di trasformare anche l’allevamento e la vita rurale. Con fatica, disciplina e preghiera, questi uomini contribuiscono a cambiare il volto dell’Europa medievale. Bernardo, però, non è destinato a rimanere soltanto nel silenzio del monastero. Viene chiamato sempre più spesso a missioni di vertice, fino a percorrere gran parte dell’Europa per sostenere il papa Innocenzo II, al secolo Gregorio Papareschi, insidiato dall’antipapa Pietro de’ Pierleoni, Anacleto II. Lo scisma finirà anche grazie al prestigio di Bernardo, al suo vigore persuasivo e soprattutto alla sua capacità di presentarsi non come un uomo di potere, ma come un umile servitore della Chiesa. Questo grande asceta, tuttavia, non sempre riesce ad apprezzare chi esplora altri percorsi della fede e della teologia. Bernardo attacca duramente la dottrina trinitaria di Gilberto Porretano, vescovo di Poitiers, e contribuisce alla condanna dell’insegnamento di Pietro Abelardo, celebre docente di teologia e logica a Parigi, pensatore che avrebbe anticipato, per alcuni aspetti, la grande stagione scolastica di Tommaso d’Aquino e Bonaventura. Nel 1145 sale al pontificato il suo discepolo Bernardo dei Paganelli, divenuto papa Eugenio III. Al nuovo pontefice Bernardo invia un trattato destinato a diventare un severo manuale

per chiunque occupi il soglio di Pietro, ma scritto pensando soprattutto a lui. Lo invita a non farsi illusioni su chi gli sta intorno: "Puoi mostrarmene uno che abbia salutato la tua elezione senza aver ricevuto denaro o senza la speranza di riceverne? E quanto più si sono professati tuoi servitori, tanto più vogliono spadroneggiare". Eugenio III lo chiama poi a predicare la Seconda crociata, nella speranza di difendere il regno cristiano di Gerusalemme. Bernardo accetta e attraversa città e regioni infiammando gli animi con la sua predicazione. Ma la spedizione si rivelerà un fallimento e si concluderà tragicamente davanti a Damasco. Quando Bernardo arriva in una città, le strade si riempiono di gente. La sua fama è enorme. Eppure, tornato a Clairvaux, eccolo di nuovo obbediente alla regola come tutti gli altri monaci: preghiera, digiuno, silenzio e tanto lavoro. È proprio questo contrasto, tra l’influenza esercitata sull’Europa e la volontà di restare un semplice monaco, a rappresentare uno degli aspetti più sorprendenti. Di Bernardo restano 331 sermoni, 534 lettere e numerosi trattati, fra i quali quelli sulla grazia e il libero arbitrio, sul battesimo e sui doveri dei vescovi. Particolarmente importanti sono anche gli scritti dedicati a Maria, madre di Gesù, che Bernardo considera mediatrice di grazie, pur non riconoscendo la dottrina dell’Immacolata Concezione, che sarebbe stata definita dalla Chiesa molti secoli dopo. Gli ultimi anni sono segnati da momenti amari. Bernardo deve affrontare difficoltà all’interno dell’Ordine, la diffusione di nuove eresie e una crescente sofferenza fisica. Muore nel 1153, consumato da una grave malattia, tradizionalmente indicata come un tumore allo stomaco. Viene sepolto nella chiesa del monastero di Clairvaux, ma con la Rivoluzione francese i suoi resti vengono dispersi. Sopravvive la testa, oggi conservata nella cattedrale di Troyes. Alessandro III lo proclama santo nel 1174. Nel 1830 papa Pio VIII gli conferisce infine il titolo di Dottore della Chiesa, riconoscendo definitivamente l’importanza della sua opera spirituale, teologica e culturale. Bernardo di Clairvaux resta così una delle figure più influenti del XII secolo, un monaco capace di tornare alla zappa, alla preghiera e alla regola.


Allora!

la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo

Venerdì 21 Agosto 2026

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Maraini, una voce libera della cultura italiana

Deledda, la grande voce sarda Grazia Deledda è una delle figure più importanti della letteratura italiana del Novecento e una delle scrittrici italiane più conosciute a livello internazionale. Nata a Nuoro nel 1871, in Sardegna, trasformò la propria terra, con i suoi paesaggi, le tradizioni e le profonde contraddizioni sociali, in una straordinaria fonte di ispirazione letteraria. Autodidatta e determinata, Deledda iniziò a scrivere fin da giovanissima, affrontando in un’epoca ancora fortemente condizionata dai pregiudizi verso le donne un percorso difficile e ambizioso. Nei suoi romanzi raccontò passioni, conflitti familiari, senso del dovere, colpa, fede e destino, dando voce soprattutto a personaggi semplici e a un mondo rurale attraversato da forti tensioni interiori. Tra le sue opere più celebri figurano Canne al vento, Elias Portolu, Cenere e La madre. La sua

scrittura, intensa e profondamente legata alla cultura sarda, seppe però parlare a lettori di ogni Paese, affrontando temi universali come l’amore, la solitudine e la ricerca della propria identità. Il riconoscimento più prestigioso arrivò nel 1926, quando Grazia Deledda ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. Fu la seconda donna a ottenere il Nobel per la letteratura e la prima, e tuttora unica, italiana. Morì a Roma nel 1936, lasciando un patrimonio letterario di straordinario valore. Oggi la sua figura rappresenta non soltanto un simbolo della letteratura italiana, ma anche un esempio di talento e determinazione femminile capace di superare confini geografici, culturali e sociali. La sua eredità continua a vivere nelle scuole, nelle biblioteche e nelle numerose iniziative culturali dedicate alla sua opera, mantenendo viva la forza della sua voce narrativa.

Magnani, il talento ribelle Anna Magnani, nata a Roma nel 1908, è stata una delle attrici più intense e rappresentative del cinema italiano del Novecento. Con il suo talento, la sua personalità e una straordinaria capacità di dare voce ai sentimenti più profondi, riuscì a trasformare ogni interpretazione in un momento di grande verità. Dopo gli esordi teatrali, Magnani raggiunse la consacrazione nel cinema con il neorealismo, diventando una delle sue interpreti più celebri. Il ruolo di Pina in Roma città aperta, diretto da Roberto Rossellini nel 1945, la impose sulla scena internazionale e la trasformò in un simbolo dell’Italia ferita dalla guerra, ma capace di reagire con dignità e coraggio. La sua recitazione era lontana dagli schemi tradizionali: intensa, istintiva, spesso ruvida, ma sempre profondamente umana. Magnani portava sullo schermo donne forti e fragili allo stesso

tempo, capaci di amare, soffrire, lottare e difendere la propria dignità. Proprio questa autenticità conquistò pubblico e critica in Italia e all’estero. Nel 1956 arrivò un riconoscimento storico: Anna Magnani vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata, diventando la prima interprete italiana a ottenere l’ambita statuetta in questa categoria. La sua carriera proseguì tra cinema, teatro e televisione, consolidando una fama che non si è mai spenta. La sua voce, il suo sguardo e il suo temperamento divennero simboli di un’Italia vera e passionale, capace di emozionare generazioni di spettatori.Morì a Roma nel 1973, lasciando un’eredità artistica straordinaria. Ancora oggi Anna Magnani rappresenta un volto indimenticabile del cinema italiano e una delle figure più autentiche della cultura nazionale.

Dacia Maraini è una delle figure più autorevoli e riconoscibili della cultura italiana contemporanea. Scrittrice, poetessa, drammaturga e intellettuale, ha attraversato decenni della storia italiana raccontando, attraverso la letteratura, i cambiamenti della società, le contraddizioni del presente e soprattutto la condizione femminile. Nata a Fiesole, in Toscana, nel 1936, Maraini ha trascorso parte della sua infanzia in Giappone, esperienza che ha segnato profondamente la sua formazione. Durante la Seconda guerra mondiale, la famiglia fu internata in un campo di prigionia giapponese. Tornata in Italia, iniziò molto giovane a dedicarsi alla scrittura, entrando progressivamente nel mondo culturale e letterario del Paese. Nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato romanzi, racconti, poesie, saggi e opere teatrali. Tra i suoi libri più celebri figurano L’età del malessere, Memorie di una ladra, Storia di Piera, La lunga vita di Marianna Ucrìa e Voci. Proprio La lunga vita di Marianna Ucrìa, pubblicato nel 1990, le ha regalato uno dei maggiori successi, conquistando il Premio

Campiello. La sua produzione letteraria è caratterizzata da una particolare attenzione ai temi della libertà, della dignità, della memoria, della violenza e dell’emancipazione femminile. Maraini ha spesso dato voce a personaggi e realtà marginalizzate, trasformando la letteratura in uno strumento di riflessione civile. La sua attività non si è limitata ai libri. Per molti anni ha lavorato nel teatro, nel cinema e nel giornalismo, collaborando con importanti realtà culturali italiane. Ha inoltre partecipato attivamente al dibattito pubblico, mantenendo sempre una posizione indipendente e critica.

Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, confermando il valore di un percorso artistico capace di rinnovarsi senza perdere coerenza. Le sue opere continuano a essere lette, studiate e rappresentate, mantenendo viva una riflessione profonda sulla società e sui rapporti umani. Con una carriera lunga oltre sessant’anni, Dacia Maraini rappresenta oggi una presenza fondamentale della cultura italiana. La sua scrittura, capace di unire sensibilità letteraria e impegno civile, continua a parlare a generazioni diverse, confermandola come una delle grandi protagoniste della letteratura italiana.

Aulenti, l’architetta che conquistò il mondo Gae Aulenti è stata una delle protagoniste più importanti dell’architettura e del design italiano del Novecento. Nata Gaetana Emilia Aulenti a Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine, nel 1927, si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1953. In una professione ancora prevalentemente maschile, riuscì ad affermarsi grazie a una visione originale, rigorosa e profondamente legata alla cultura italiana. La sua carriera si sviluppò soprattutto a Milano, dove entrò in contatto con i principali protagonisti dell’architettura contemporanea. Tra il 1955 e il 1965 collaborò con la rivista Casabella-Continuità, contribuendo al dibattito culturale dell’epoca. Parallelamente si dedicò al design, progettando mobili e oggetti diventati vere icone, tra cui la celebre lampada Pipistrello, ancora oggi simbolo del design italiano. Il successo internazionale arrivò soprattutto grazie ai grandi progetti di trasformazione architettonica. Il più famoso fu

quello della Gare d’Orsay di Parigi, trasformata tra il 1980 e il 1986 nell’attuale Musée d’Orsay. Aulenti riuscì a valorizzare la struttura storica della stazione, creando nuovi spazi espositivi e un percorso museale moderno e funzionale. Il suo talento si espresse anche in importanti interventi a Venezia, Roma, Palermo e in altre città europee. Lavorò inoltre nel teatro, collaborando con il regista Luca Ronconi e progettando

numerose scenografie. Donna indipendente e innovatrice, Gae Aulenti seppe lasciare un segno profondo nella cultura contemporanea. Morì a Milano il 31 ottobre 2012, ma la sua eredità continua a vivere nei musei, negli edifici e negli oggetti che hanno contribuito a rendere l’architettura italiana conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. La sua opera rimane un esempio di creatività, eleganza e coraggio.


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Venerdì 21 Agosto 2026

la pagina di Palmerini

Allora!

Poesia e pace, il Premio Furlini rende omaggio a San Francesco

Si avvicina la scadenza del prestigioso Premio Letterario nazionale “Enrico Furlini” giunto alla sua IX Edizione biennale. Il 31 agosto è infatti l’ultimo giorno utile per inviare le proprie opere, poesia edita, inedita e aforismi. Per i ragazzi minori di 18 anni la scadenza è stata prorogata al 15 ottobre e la partecipazione avviene inviando un racconto breve sulla scottante tematica del bullismo e cyberbullismo. Quest’anno la Cerimonia di Premiazione è prevista per il 28 novembre. Organizzatore è la APS Tavola di Smeraldo di Volpiano (Torino) che da 18 anni è impegnata in ambito culturale e bioetico sul territorio, portando la poesia al centro delle sue attività. Molti sono stati gli ospiti d’onore al Premio Furlini, fra cui il Maestro Alessandro Quasimodo e, quest’anno, Presidente Onorario è il Prof. Hafez Haidar, poeta di fama internazionale, traduttore dall’arabo del best seller “Le mille e una notte”, nonché candidato al Premio Nobel per la Pace 2017 e Letteratura 2018. Il tema di questa edizione ruota intorno alla figura di San Francesco in onore degli 800 anni dalla sua dipartita. Le poesie dovranno approfondire i temi della pace, solidarietà, accoglimento e rispetto, fulcro della spiritualità francescana ed ispirazione costante per

riscoprire l'armonia tra gli esseri umani, le culture e la tutela del creato. Questo evento celebra la figura del primo grande poeta della tradizione letteraria italiana, la cui eredità supera i confini del tempo e dello spazio per parlare direttamente alle complessità del nostro presente. Come per le precedenti edizioni, la Celebrazione del premio si svolgerà nel contesto di uno spettacolo teatrale con letture delle poesie migliori giunte al concorso. Questo format, ormai consolidato negli anni, è unico nel suo genere e rappresenta una perla nel panorama dei Premi Letterari italiani, essendo considerato da molti autori come “la più emozionante delle premiazioni fino ad ora viste”. Il primo obiettivo del Premio Furlini è da sempre la promozione della crescita culturale e questo si realizza stimolando un dibattito attivo e una curiosità intellettuale che vadano a beneficio di tutti i cittadini, grazie all’incontro con persone impegnate nel mondo della cultura ed in particolare della pace e della solidarietà fra popoli e singoli esseri umani. Da sempre la sensibilità del poeta è riconosciuta come la capacità di captare le frequenze invisibili del mondo, trasformando il dolore, la bellezza e il silenzio in una voce che appartiene a tutti.

A questo proposito gli ospiti d’onore di questa edizione 2026 saranno: Cheikh Tidiane Gaye, poeta, scrittore e attivista senegalese naturalizzato italiano, figura di rilievo della letteratura della migrazione in lingua italiana. Candidato al Premio Nobel per la Pace 2025, ha ricevuto la nomina di Ambasciatore della Pace in Senegal nel 2024; David Fabbri, nominato Alfiere della Repubblica Italiana nel 2020 dal Presidente Mattarella per aver trasformato l'esperienza personale di vittima di bullismo (legata alla sua dislessia) in un'occasione di sensibilizzazione; autore del libro “L'idea: No al Bullismo!” autobiografia che mira a dare speranza e coraggio ai ragazzi in difficoltà, è diventato simbolo di incoraggiamento a non restare in silenzio e ad agire contro l'indifferenza; Maria Teresa Infante, poetessa ed artista a tutto tondo, candidata al Nobel per la Pace 2026, Nomination Zayed Award for Human Fraternity 2025 (Nobel Diritti umani, Emirati Arabi), Ambasciatrice di Pace della Universum Academy Switzerland e membro del Direttivo di “Foundation for World Peace – Peace, Freedom and Human Rights” assegnatario dei Riconoscimenti Nelson Mandela, M. Luther King, Mahatma Gandhi. Il Premio Furlini è uno dei pochi ad aver ricevuto il Patrocinio del Comitato Nazionale per la Celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e della Pontificia Università Antonianum di Roma. L’impegno della Tavola di Smeraldo nel contrasto al bullismo e cyberbullismo è stato riconosciuto da due importanti enti che lavorano su questi temi: Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo ETS e CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni del Piemonte) a testimonianza che per affrontare temi così complessi la creazione di reti di comunicazione è di importanza fondamentale. La Tavola di Smeraldo ha preso parte al Salone del Libro di Torino a Maggio 2026 portando al pubblico una apprezzatissima conferenza sui temi francescani in cui fulcro è stata la relazione della poetessa bolognese Martina Lelli che ha affrontato il tema del “disarmo del cuore”, inteso come capacità di superare l'ostilità interiore per incontrare l'altro senza pregiudizi. Le opere andranno inviate a tavoladismeraldo@msn.com en-

tro il 31 agosto 2026, mentre per i ragazzi l’indirizzo mail cui recapitarle entro il 15 ottobre 2026 è rlb1967@gmail.com. Il bando completo, le schede di iscrizione ed ogni informazione e notizia in merito al Premio Furlini 2026 sono raccolte nel sito della asso-

ciazione: https://www.tavoladismeraldo.com/eventi/. Un percorso di approfondimento sui temi francescani per accompagnare gli aspiranti partecipanti è in continuo aggiornamento sul gruppo Facebook Premio Letterario Enrico Furlini.

Perdono e futuro, i giovani a confronto all’Aquila l perdono può aprire al futuro? E quale libertà stiamo consegnando alle nuove generazioni? Sono le domande al centro della quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, in programma sabato 29 agosto alle ore 16.30 al Teatro San Filippo dell’Aquila, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana. Il Summit entra quest’anno a far parte del nuovo Festival delle Risonanze, il contenitore culturale che riunisce al Teatro San Filippo incontri, musica e teatro, ed è dedicato al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”. In un tempo ricco di opportunità, ma attraversato anche da pressioni, incertezze e contraddizioni, il Summit interroga il rapporto tra memoria, responsabilità, cambiamento e libertà, chiamando in causa non soltanto i giovani, ma anche gli adulti, le istituzioni e le comunità e la loro responsabilità nell’accompagnare le nuove generazioni verso il futuro. Il programma si svilupperà attraverso tre direttrici – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidate a esperienze, generazioni e sensibilità differenti. In presenza interverranno Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Davide Simone Cavallo con Alessio Ciocca, Carmina Gallucci, Valeria Pompili e Dario Bolis. Il filosofo Massimo Cacciari parteciperà con un contributo video, mentre il giornalista e professore Luiss Francesco Giorgino e il ricercatore sociale Remo Lucchi interverranno in collegamento video. Gli interventi attraverseranno alcuni dei temi del presente:

dall’utilitarismo alla società individualizzata, dal rapporto tra memoria e perdono alla possibilità di trasformazione, fino all’educazione e alla libertà di scegliersi un futuro. Il Summit sarà introdotto dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola e condotto da Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit per One Group. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, al prefetto Vito Cusumano, al coordinatore del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e al presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini. Nato nel 2023 da un’idea di One Group, accolta e condivisa da L’Aquila Made In, il Summit vuole tradurre il valore universale del perdono in occasioni di riflessione e confronto e contribuire a dare forma alla vocazione dell’Aquila quale Capitale del Perdono. Una vocazione radicata nel dono di Celestino V e riaffermata nel 2022 dalle parole di Papa Francesco, che definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Pace e della Riconciliazione”. Il Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” è promosso da L’Aquila Made In e One Group, con il patrocinio di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Con la partecipazione de La Lumera ODV. Partner sostenitori: SE.RA. Centro Studi del Conflitto e SODIFA. Media partner: LAQTV – Canale 12. IV Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”


Allora!

daje de punta di Pino Forconi

Venerdì 21 Agosto 2026

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OSTIA ANTICA, UN VIAGGIO NELLA STORIA

QUANDO LA POLITICA PARLA Una frase un po’ aleatoria, perché la politica non parla ma sono gli altri che parlano per lei, la verità sarebbe che si riempiono, la bocca, ma…. direbbe mia nonna, l’aprono e gli danno fiato ma non si riesce mai a capire di cosa parlano. Oggi se diamo uno sguardo alle due camere; eccetto quegli otto, forse dieci personaggi che masticano un po’ di vera politica, gli altri meglio perderli lungo il cammino, non hanno saputo fare né prima né oggi, figuratevi per il domani. Lungi da noi dal fare nomi ed altrettanto lungi da noi ascoltarli quando parlano. Una volta ci raccontavano dell’importanza e della serietà del Parlamento, sede della Democrazia; ci si chiede, ma di quanti anni fa stiamo parlando? Oggi è come il gioco dei quattro cantoni o quello di ruba bandiera, degli stimati signori rappresentanti di si tanta “Bandiera” (italiana) che cambiano poltrona al miglior offerente. Cosa dovrebbe dire quella numerosa fetta di Connazionali; che da sessanta o da dieci anni, risiede vive e lavora in altri

Stati o Nazioni? I più creduloni hanno appoggiato dei rappresentanti che si sono stracciati gli abiti con il “Faremo, Vi faremo avere, daremo ad ognuno quello che è giusto, ecc,ecc. ….. Beh! Quello che ora si sta ottenendo è il nulla, anzi, forse si parla di un solo eletto chissà da dove, vedrà di risolvere problemi di uno sparuto numero di italiani che vive a 14.000 kilometri da costui..!! Come siamo arrivati a tutto questo?? Beh, chi ebbe la fortuna di vincere la lotteria della befana per ben due o forse anche tre volte, avesse lavorato per far capire al “Potere” che un popolo, sia pure esiguo, non dovrebbe essere lasciato alla deriva e disinformato di tutto, ma avesse battuto i pugni per mantenere viva quella “Bandiera”. Ora la tanto dibattuta e strana legge non darebbe da pensare. Cosa potrà dire a chi lo elesse???? !!!! Ti capisco ma ora sono molto preso con la NATO per la salvezza del Mondo.!!!! Achtung, Der kuchen ist Fertig, Freund ! - - Bald wirst du wieder arbeiten. Auf Wiedersehe

CIVITACAMPOMARANO Strano nome per un borgo, ma sembra che venga nominato per la prima volta sul suolo italiano intorno al 999 d.C. su dei documenti recuperati di Ottone III di Sassonia (chiamarsi ottone e non perché bronzo). Un borgo che sorge su di un costone di pietra arenaria nella parte alta della provincia molisana di Campobasso. Come tutti questi borghi, furono terra per le grandi famiglie dell’epoca come Longobardi, Normanni e Angioini con il solito castello angioino (dichiarato anche monumento nazionale nel 1979) per la sua bellezza creata da Francesco di Giorgio Martini per personaggi come Vincenzo Cuoco, un castello nato per difendere il feudo.

Triste scoprire che dei 1000 abitanti del borgo degli anni fine 900, oggi ce ne sono poco più di 300, di questi il 4% Marocchini. Cosa ne sarà dell’Italia in un prossimo futuro? Mah! Il castello, anche lui ha la sua storia, risale al XII secolo circa, come fortificazione del borgo, per poi assumere un vero e propri uso non solo come fortificazione ma come residenza stabile, angioina prima aragonese dopo. Il castello vale la pena visitarlo e non solo, ma il resto del borgo con le sue chiese di San Giorgio, Santa Maria Maggiore e quella delle grazie, da non tralasciare la cucina locale che soddisferà ogni tipo di palato dopo le lunghe sgambate per le visite.

Dal latino “Otium” che vuol dire -Foce-, infatti Ostia fu edificata alla foce del “Biondo Tevere” (biondo forse nel 1800) oggi non più. Le origini di questa città risalgono a qualche cosa come 2600 anni fa, infatti fu fondata nel 693 a.C. dal quarto Re di Roma; Anco Marzio. Pur continuando a scavare non si è ancora scoperto dove potrebbero iniziare i lavori murari del complesso. Al principio altro non era che un piccolo abitato usato come accampamento militare e una sorta di controllo del traffico marittimo da e per il Mediterraneo. Fu con Augusto, fondatore dell’impero, che Ostia inizia il suo salto di qualità, quando Augusto tra le tante cose incarica Agrippa per costruire il teatro romano (tutt’oggi in uso per rappresentazioni). Si inizia la costruzione del Foro sotto Caligola, si costruisce un acquedotto e con Claudio il bacino portuale a nord del Tevere. Tutto questo ancora esistente e in uso, naturalmente aggiornato. Con Traiano, Adriano e Antonino Pio, Ostia cresce e già nel II secolo d.C. raggiunse oltre i 4000 abitanti. Con riferimento al teatro, già negli anni 80 da Roma, zona Portuese, si andava in bat-

tello lungo il Tevere fino ad Ostia per partecipare alle rappresentazioni teatrali al teatro romano. Ostia fin dalla sua nascita era usata come un punto ideale per le saline, cioè, l’importanza del sale per il mantenimento delle cibarie, dato che, come si può immaginare, non esistevano i frigoriferi, quindi molti alimenti degradabili, venivano avvolti nel sale per mantenerli. Oggi nel nuovo museo archeologico di Ostia Antica si può apprezzare meglio la sua storia, una città costruita con il vero criterio di una città e non di un borgo di passaggio, le sue terme dei sette serpenti, la Sinagoga, le terme del

Foro, la Domus annonaria, la Domus di Amore e Psiche e tanti interessantissimi posti ben conservati, insomma, posso dirvi che in un solo giorno non potrete vedere tutto quello che c’è da vedere. Era una volta quando durante i mesi estivi noi romani correvamo tutti ad Ostia, ognuno di noi affezionato al proprio stabilimento balneario, anni 70/80, oggi Ostia con i suoi quasi 100,000 abitanti è diventata una città, addio bei tempi passati della gioventù. Ad onore del vero, però dobbiamo dire che con il solo valore del biglietto del trenino visitiamo anche l’Africa ed il medio oriente.

PALAZZO KOCH, LA STORIA DELLA BANCA D’ITALIA Il Palazzo Koch fu costruito dall’omonimo architetto Gaetano Koch tra il 1888 e il 1892, un edificio che racchiude il neorinascimentale e il barocco nello stesso tempo. Pur tenendo conto degli anni del 1800, il palazzo era dotato dei più alti e aggiornati sistemi idraulici ed elettrici. Dimenticavo dirvi che questo palazzo si trova a Roma nella famosa via Nazionale che da piazza dell’Esedra (ora Repubblica) arriva fino a largo Magnanapoli per poi proseguire verso Piazza Venezia e fu costruito per ospitare la sede centrale della “Banca Nazionale del Regno d’Italia” per dotare la Nazione di un rispettabile centro della finanza. Molto non è cambiato, è stato solo modificato il titolo in “Banca d’Italia” con uffici amministrativi e il Museo della Moneta (con i suoi reperti storici di migliaia di anni), oltre al salone dell’Arte Orientale. Tutto iniziò nel 1870, quando Roma diventò la Capitale del Regno e dopo varie polemiche con

altro architetto, Pio Piacentini, il progetto finale cadde in quello di Koch. Come al solito per costruire bisogna prima scavare e a Roma vengono fuori sempre reperti storici; infatti, vennero fuori i resti delle abitazioni di un santuario di età Domiziana dedicate a Silvano dio delle selve e delle campagne, oltre ad una statua dell’epoca dell’imperatore Adriano. Quindi con questo articolo vi ho svelato dove, se ne aveste bisogno, potete

trovare denaro…… sempre che vi lasciassero, comunque è interessante visitarlo seguendo gli orari. La sua architettura, le decorazioni e le testimonianze archeologiche custodite al suo interno raccontano così una parte importante della storia di Roma moderna, quando la città si trasformò nel cuore politico, amministrativo ed economico del nuovo Stato italiano, tra memoria, cultura e istituzioni finanziarie ancora oggi attive.

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storia e storie

Allora!

21 mesi attraverso l’Africa: l’incredibile viaggio di Salvatore Borsei

Militari italiani arruolati in Sud Africa

di Generoso D'Agnese Non ci sono foto o stampe per immortalare il suo viso. La sua storia però merita sicuramente di essere fissata nella memoria di un popolo, quello italiano, capace di sfidare tutte le avversità pur di riuscire nei propri propositi. Italiani testa dura, sarebbe il caso di dire, ma per Salvatore Borsei varrebbe anche la citazione di italiano “gambe buone”. Perché ci vogliono decisamente gambe buone per intraprendere il viaggio che questo italiani decise di fare agli inizi degli anni Trenta del Ventesimo secolo. Salvatore Borsei nacque a Rocca di Mezzo, piccolo paese abruzzese nel 1885, figlio di Nicola Borsei e di Letizia Ciarrocchi. Rimase orfano in tenerissima età perché il padre perse la vita nella costruzione della ferrovia transiberiana nel 1888. Figlio di un lavoratore emigrante, Salvatore divenne a sua volta un emigrante. Fu accolto in casa degli zii che vivevano a Parigi e si sposò nel 1922, per poi partire alla volta di Buenos Aires nel 1924, accettando di lavorare per una ditta inglese che aveva vinto il contratto per la costruzione di una delle più pericolose ferrovie del mondo, che serpeggiava da La Paz, in

Bolivia, a Lima, in Perù, fino a Bogotà. Dopo sei anni di lavoro caratterizzato da estremo pericolo e durissima fatica, Salvatore arrivò fino a Caracas e dal Venezuela tornò in Italia per conoscere il suo primo figlio, dopo ben sette anni dalla nascita. Il ritorno però non fu caratterizzato dalla serenità. In un’epoca in cui l’italia viveva all’ombra del fascismo, coloro che non avevano prestato servizio militare erano visti con sospetto. L’emigrante di Rocca di Mezzo dovette pertanto riprendere il suo personale vagabondaggio, lasciando nuovamente l’Italia per rifugiarsi a Marsiglia e poi da lì imbarcarsi alla volta di Tunisi. Anche questa volta Salvatore lasciò dietro di se la moglie incinta del secondo figlio (Mario), che nacque nel 1931 e che conobbe suo padre solo nel 1947. Salvatore Borsei intendeva raggiungere il Sudafrica e per farlo scelse la strada più impervia: l’attraversamento a piedi del Continente africano. Ospitato dalla famiglia di un amico conosciuto sulla nave, Borsei si unì infine a una carovana per attraversare il deserto del Sahara. Di oasi in osai, la carovana arrivò a Bourem, il punto più set-

Tra binari e cantieri, la vita degli emigrati italiani

tentrionale toccato dal fiume Niger nel Mali, sul 17°parallelo e infine costeggiando il Niger, a Gao, dopo quattro mesi di cammino desertico. Salvatore proseguì nel suo viaggio di avvicinamento al Sudafrica, andando a piedi o in canoa fino a raggiungere Port Harcourt, nel delta del fiume Niger. Quì riposò in una stazione missionaria anglicana e offrì la propria sapienza di muratore ai missionari che lo ospitavano. L’obiettivo però era quello di raggiungere Douala, in Camerun, dove vivevano i cugini Quinto e Pio D’Amico, proprietari di una segheria nella giungla ed esportatori di legna in Francia. Dopo averli raggiunti rimase il tempo necessario per ritemprarsi dalle fatiche del viaggio per poi ripartire in direzione Sud. L’abruzzese attraversò il Gabon e il Congo per raggiungere il fiume Congo, per poi dirigersi a Leopoldville (una volta conosciuta come Kinshasa), in Zaire. Questa volta gli ostacoli non erano il deserto e il clima torrido bensì il clima equatoriale e un terreno infido. Per raggiungere Kananga, a metà strada fra Leopoldville ) ed Elisabethville (Lumumbashi), Salvatore usò soprattutto le canoe e la successiva traversata da Lumumbashi, in Zaire, allo Zambia (Northern Rhodesia) fu costellata dall’ ospitalità in una missione anglicana a Mufulira, sulla Copperbelt (cinture del rame). Anche in questo caso, l’abruzzese ripagò i missionari con la propria sapienza artigianale ma il clima terribile alla fine ebbe la meglio. Borsei si ammalò gravemente tanto da far pensare a una prossima fine. Fu scavata una fossa e la barella con il suo corpo fu adagiata nelle vicinanze, in attesa dell’ora finale. L’imprevista caduta del corpo dalla barella, durante il trasporto, fece capire però che c’era ancora vita in quello che tutti pensavano essere ormai un cadavere. Dopo un periodo di convalescenza, Salvatore potè pertanto riprendere il suo viaggio verso sud attraverso lo Zambia (Northern Rhodesia) e lo Zimbabwe (Southern Rhodesia). Questa volta il tragitto fu leggermente più comodo, potendo contare su passaggi motorizzati. L’abruzzese attraversò infine l’ultimo confine che lo separava dalla meta finale. Entrò in Sud

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Operai ferroviari durante una pausa dal lavoro

Africa e si diresse subito a Johannesburg. A sua insaputa, il suo amico missionario che lo aveva salvato da un prematuro funerale, aveva informato leautorità sudafricane delle straordinarie peripezie dell’italiano. La sua storia aveva colpito profondamente al punto da ottenere subito la residenza permanente.Salvatore Borsei salì su un treno per dirigersi a Durban Durban, dove ebbe il benvenuto dai molti suoi corregionali abruzzesi che in

quel periodo costruivano ferrovie e ponti in tutto il Natal (Kwa Zulu Natal). L’artigiano di Rocca di Mezzo fu ingaggiato come caposquadra. La sua vita professionale fu segnata dal lavoro sui cantieri all’aperto. Il suo viaggio, iniziato nel 1930 si concluse dopo due anni, dopo una vera e propria Odissea di 21 mesi. Il viaggio terreno di questo tenacissimo abruzzese si concluse invece il 21 dicembre del 1969, a 84 anni.

San Francesco incontra l’arte Ci sono luoghi in cui la storia non si legge soltanto nei libri, ma affiora dalla materia stessa del paesaggio. Il Montefeltro è uno di questi. Le sue rocce, i boschi, i castelli e le antiche pievi raccontano una civiltà che nei secoli ha trovato nella pietra il proprio linguaggio più autentico. È la stessa pietra che vide passare San Francesco d'Assisi quando, nel 1213, ricevette dal conte Orlando Cattani il Monte della Verna, dando origine a uno dei capitoli più significativi della spiritualità occidentale. Non è casuale che proprio in questa terra abbia preso forma ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte, la grande mostra nazionale dello scultore Andrea da Montefeltro, ospitata fino al 30 settembre nelle sale del Castello dei Conti Oliva di Piandimeleto. Inserita nel programma delle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di San Francesco, l'esposizione propone una riflessione che supera i confini dell'arte contemporanea per interrogare il rapporto tra paesaggio, memoria e identità. Le opere di Andrea da Montefeltro sembrano nascere direttamente dall'arenaria che ha costruito borghi, monasteri e fortezze del territorio. Non vi è alcuna ricerca dell'effetto spettacolare: la scultura diventa piuttosto un gesto di ascolto, quasi che la forma fosse già custodita nella materia e attendesse soltanto

di essere rivelata. È una poetica che restituisce dignità al tempo lento, alla natura e al valore simbolico della pietra, trasformando ogni opera in una presenza capace di evocare tanto la forza della montagna quanto la dimensione interiore dell'uomo. Il dialogo con il Castello dei Conti Oliva amplifica questa esperienza. L'architettura rinascimentale non fa da semplice cornice, ma partecipa al racconto, creando una continuità tra la storia del Montefeltro e la ricerca artistica contemporanea. Qui il visitatore non attraversa soltanto una mostra: percorre un itinerario in cui arte, paesaggio e memoria si intrecciano fino a diventare un'unica narrazione. La direzione artistica di Annalisa Di Maria, studiosa internazionale della cultura rinascimentale e del pensiero neoplatonico, orienta il progetto verso una lettura che restituisce al simbolo il suo significato originario: non elemento decorativo, ma strumento di conoscenza. In questa prospettiva la materia non rappresenta un limite, bensì il punto di partenza di un percorso che conduce oltre l'apparenza, dove la forma diventa occasione di riflessione sul rapporto tra uomo, natura e trascendenza. In un tempo dominato dalla velocità delle immagini e dal consumo immediato dell'esperienza, ARCANA sceglie una direzione opposta.


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salute e benessere

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Un gesto semplice contro i rischi cardiaci

Sla, pista microplastiche La presenza di nano e microplastiche nel sistema nervoso potrebbe aprire una nuova pista nello studio della sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Per la prima volta, infatti, sono stati misurati i livelli di queste particelle nel sistema nervoso centrale di pazienti affetti dalla malattia, confrontandoli con quelli rilevati in persone sane. La ricerca, condotta dall’Università di Modena e Reggio Emilia e in pubblicazione sulla rivista Brain Communications, ha evidenziato un’associazione tra concentrazioni più elevate di nano e microplastiche e un maggiore rischio di Sla. Lo studio, coordinato dagli epidemiologi Marco Vinceti e Jessica Mandrioli, ha analizzato in particolare il liquor, il liquido che circonda il sistema nervoso centrale. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle nanoplastiche, particelle di dimensioni estremamente ridotte, dell’ordine dei decimillesimi di millimetro. Secondo i risultati, livelli ele-

vati di questi contaminanti, oltre una possibile soglia di esposizione, potrebbero essere associati a un incremento del rischio della malattia. L’ipotesi è che le particelle possano esercitare un effetto tossico diretto oppure favorire l’azione di altre sostanze nocive che vi si associano. Gli stessi ricercatori sottolineano però la necessità di ulteriori verifiche scientifiche prima di stabilire un rapporto causale. «Se e quanto questi nuovi contaminanti siano responsabili di effetti tossici sul sistema nervoso rimane da accertare in modo conclusivo», ha spiegato Vinceti, invitando a ulteriori studi per chiarire i meccanismi coinvolti. La ricerca ha inoltre esaminato il rapporto tra quantità e dimensioni delle microplastiche presenti nel sangue e la loro presenza nel sistema nervoso, considerando possibili esposizioni ambientali e alimentari. Il progetto ha coinvolto anche gruppi di ricerca delle Università di Catania e Boston University.

Kefir alleato del microbiota

Il kefir potrebbe avere un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio del microbiota intestinale. A indicarlo è uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato da Duccio Cavalieri, docente di Microbiologia dell’Università di Firenze, e pubblicato sulla rivista Pnas. La ricerca ha analizzato i lieviti presenti nel kefir tradizionale della valle dello Yaghnob, in Tagikistan, una bevanda ottenuta dalla fermentazione del latte. Secondo gli studiosi, questi microrganismi sono particolarmente efficienti nel digerire il galattosio, uno degli zuccheri derivati dal latte, contribuendo così alle caratteristiche della bevanda. Il kefir è un ecosistema complesso nel quale convivono batteri e lieviti, con almeno venti specie differenti. Durante la fermentazione, i lieviti consumano gli zuccheri e li trasformano in anidride carbonica, piccole quantità di al-

col e composti responsabili degli aromi. La combinazione tra batteri e lieviti favorisce inoltre la formazione di un ambiente acido, con una presenza di alcol inferiore allo 0,2%, che può ostacolare la proliferazione di microrganismi patogeni. Gli effetti osservati suggeriscono anche possibili benefici sulla tolleranza del prodotto da parte di persone con difficoltà nella digestione del lattosio e sulla riduzione dei processi infiammatori. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno sequenziato il Dna dei lieviti dello Yaghnob e lo hanno confrontato con oltre mille ceppi di Saccharomyces cerevisiae provenienti da vino, uva, alimenti fermentati e intestino umano. I ceppi della valle risultano collocarsi alla radice dell’albero genealogico di quelli associati ad altri prodotti lattiero-caseari fermentati e presentano caratteristiche enzimatiche peculiari.

Fare le scale ogni giorno potrebbe essere molto più di una semplice alternativa all’ascensore. Secondo una ricerca condotta dagli esperti dell’Università dell’East Anglia e del Norfolk and Norwich University Hospital, questa attività quotidiana sarebbe associata a un rischio significativamente più basso di mortalità cardiovascolare e generale. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Cardiovascular Drugs, ha preso in esame quasi 1.900 ricerche e ha analizzato i dati di oltre 480.000 partecipanti provenienti da nove studi di alta qualità. Il periodo medio di osservazione è stato di 14 anni e il campione comprendeva persone sane e soggetti con precedenti problemi cardiaci, di età compresa tra 35 e 84 anni. I risultati Dall’analisi è emerso che chi sale regolarmente le scale presenta un rischio inferiore del 39% di morire per problemi cardiaci e del 24% di morire per qualsiasi altra causa rispetto a chi lo fa meno frequentemente. I ricercatori hanno inoltre osservato una minore probabilità di sviluppare gravi patologie cardiovascolari, tra cui infarto, ictus e insufficienza cardiaca. Secondo Vassilios Vassiliou, professore della Norwich Medical School e tra i coordinatori dello studio, utilizzare le scale rappresenta un modo pratico, accessibile e spesso sottovalutato per inserire movimento nella vita quotidiana. A differenza di un allenamento strutturato, infatti, questa attività non richiede necessariamente tempo aggiuntivo, attrezzature o spostamenti. Una semplice abitudine Salire le scale può diventare così una piccola scelta quotidiana: a casa, sul posto di lavoro o negli edifici pubblici, quando le condizioni fisiche lo consentono. Anche brevi periodi di attività possono contribuire a migliorare la forma cardiorespiratoria e, secondo studi precedenti, favorire un controllo più efficace del colesterolo. Una ricerca citata nello studio ha suggerito che salire circa sei rampe al giorno potrebbe essere associato ai maggiori benefici, anche se gli stessi ricercatori sottolineano che sono necessarie ulteriori indagini per definire con precisione quantità e frequenza ideali. La prudenza I benefici, però, non significano che le scale siano adatte indi-

stintamente a tutti. Chi presenta problemi di mobilità, patologie articolari o altre condizioni che rendono difficoltosa l’attività fisica dovrebbe valutare la situazione con un professionista sanitario. Il messaggio degli esperti resta comunque semplice: quando possibile, scegliere le scale invece dell’ascensore può essere un modo concreto per aumentare il movimento quotidiano e sostenere la salute del cuore.

Una piccola abitudine, inserita con regolarità nella routine, può quindi contribuire a uno stile di vita più attivo. Non si tratta, naturalmente, di sostituire l’attività fisica programmata, ma di valorizzare quei momenti ordinari della giornata che possono diventare occasioni per muoversi di più. La costanza, spiegano gli studiosi, resta un elemento importante nel tempo.

Struzzo, il segreto degli atleti La carne di struzzo torna al centro dell’attenzione dopo le parole della campionessa azzurra Nadia Battocletti, medaglia d’oro nei 5.000 metri agli Europei di atletica di Birmingham. L’atleta ha raccontato di aver inserito questo alimento nella propria dieta dopo un calo della ferritina. Secondo Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all’Università Lum Giuseppe Degennaro, la carne di struzzo presenta caratteristiche interessanti soprattutto nell’alimentazione degli sportivi. È considerata carne rossa e contiene ferro eme, una forma facilmente utilizzabile dall’organismo, con un contenuto di grassi molto basso. L’elevato apporto proteico può inoltre soste-

nere il recupero muscolare, mentre il ridotto tenore di grassi saturi rappresenta un ulteriore elemento di interesse nutrizionale. Non mancano però le criticità. La carne è molto magra e, se cotta in modo scorretto, può diventare secca e dura. Gli esperti sottolineano inoltre l’importanza di scegliere prodotti provenienti da filiere controllate e rispettose dei rigorosi standard igienico-sanitari. Per gli atleti, comunque, lo struzzo non può sostituire una dieta equilibrata né rappresentare da solo la soluzione a eventuali carenze di ferro, che devono essere valutate e monitorate da professionisti qualificati e sulla base delle specifiche esigenze individuali dell’atleta.

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Coppa Italia, poker e grandi colpi di scena

Il turno preliminare di Coppa Italia ha regalato gol, sorprese e diverse sfide combattute, delineando il quadro delle squadre pronte a proseguire il cammino nella competizione. Tra i risultati più significativi spicca il successo della Juve Stabia, che il 17 agosto ha superato il Frosinone con un netto 4-1, imponendosi con autorità. Nella stessa giornata, il Genoa ha avuto la meglio sull’Ascoli con

un altro 4-1, mentre Verona ed Entella hanno chiuso sul 2-2 al termine di una gara equilibrata. La sorpresa più rilevante è arrivata dalla sfida tra Lazio e Mantova, terminata con il successo dei lombardi per 2-0. Il programma del 18 agosto ha visto il Pisa battere il Cesena per 3-0. Pareggio per 1-1, invece, tra Empoli e Cesena, mentre la Cremonese ha superato la Sampdoria per 2-0. Il Palermo ha infine

eliminato il Lecce imponendosi con il risultato di 2-0. I risultati confermano quanto possa essere imprevedibile la Coppa Italia, soprattutto nelle prime fasi, quando le squadre cercano di trovare rapidamente ritmo e condizione. Per alcune formazioni, inoltre, il torneo rappresenta un’occasione importante per valorizzare giocatori meno utilizzati e mettere alla prova nuovi equilibri tattici. Archiviato il turno preliminare, la Coppa Italia si prepara ai prossimi appuntamenti, in programma il 2 settembre. Il Torino affronterà il Monza, mentre l’Udinese se la vedrà con il Venezia. Il Cagliari sarà impegnato contro il Verona, in una sfida che promette equilibrio e intensità. Completa il programma della giornata Genoa-Sudtirol. Le quattro partite rappresenteranno un nuovo banco di prova per le squadre ancora in corsa, con l’obiettivo di conquistare il passaggio del turno e continuare l’avventura nella competizione nazionale. L’attesa cresce quindi per una nuova giornata di Coppa, con sfide capaci di mettere in palio non soltanto la qualificazione, ma anche importanti indicazioni sul momento delle singole squadre.

Al via il campionato di Serie B Sta per alzarsi il sipario sulla nuova stagione di Serie B, pronta a regalare subito un primo turno ricco di sfide interessanti. Il campionato cadetto riparte con squadre ambiziose, determinate a conquistare punti importanti fin dalle prime giornate. Per chi seguirà le partite dall’Australia, si comincia nella notte tra venerdì e sabato con Catanzaro-Cremonese, sabato 22 agosto alle 4.30 del mattino, secondo l’orario di Sydney. Domenica 23 agosto, alle 1.00, spazio a Empoli-Benevento, Modena-Car-

rarese e Mantova-Vicenza. Alle 3.00 toccherà a Südtirol-Entella, mentre alle 5.00 sarà la volta di Avellino-Arezzo. Lunedì 24 agosto, alle 3.00, scenderanno in campo Verona-Ascoli e Pisa-Padova. Alle 5.00, infine, Palermo-Juve Stabia e Cesena-Sampdoria. Un esordio intenso, con subito punti pesanti in palio e ambizioni da verificare. Il primo turno potrebbe già offrire indicazioni importanti sulle forze in campo e sulle candidate alla promozione nel nuovo campionato cadetto.

Sul filo del traguardo: l’Italia si prende l’oro

L’Italia chiude gli Europei con un trionfo memorabile e conquista l’oro nella 4×400 maschile, proprio sul campo dei padroni di casa. Una vittoria pesantissima, costruita con carattere, determinazione e una straordinaria prova di squadra. Scotti, Sito, Soudassi e Benati

firmano un’impresa che resterà tra i momenti più emozionanti della rassegna continentale. Gli azzurri affrontano la finale consapevoli che serve una grande prestazione e rispondono nel modo migliore, correndo con coraggio e mantenendo fino all’ultimo metro la concentrazione neces-

saria per centrare il successo. Il traguardo diventa così il simbolo di un’intera spedizione azzurra: l’Italia conquista la medaglia d’oro nella staffetta e, con questo risultato, mette definitivamente le mani sulla vetta del medagliere. È una vittoria che celebra il talento dei quattro protagonisti, ma anche il lavoro di tutto il movimento dell’atletica italiana. Sul rettilineo finale esplode la gioia della squadra e dei tifosi: l’Italia è campione d’Europa. Un oro conquistato con merito, nel momento più importante, che regala agli azzurri una chiusura semplicemente straordinaria. Un successo destinato a rimanere nella memoria, capace di unire orgoglio, emozione e passione, regalando all’atletica italiana una notte davvero indimenticabile.

Andy Diaz vola oltre i 18 metri Andy Diaz conquista la medaglia d’oro e scrive una nuova pagina nella storia dell’atletica italiana. Il triplista azzurro mantiene la promessa e firma una prestazione straordinaria, diventando il primo italiano di sempre a superare la barriera dei 18 metri. A Birmingham, Diaz piazza un incredibile 18,15, misura che gli vale il titolo di campione d’Europa e lo avvicina ulteriormente al record del mondo di Jonathan Edwards, fermo a 18,29. Un salto di enorme valore tecnico e simbolico, arrivato nel momento decisivo della competizione. L’azzurro riesce così a imporsi anche sulla sfida con il suo principale rivale, Pedro Pichardo, al termine di una

gara combattuta e di altissimo livello. Diaz trova la misura che gli consente di fare la differenza e di salire sul gradino più alto del podio.Per l’Italia arriva dunque un altro oro pesante in una rassegna europea già ricca di soddisfazioni. Con 18,15, Diaz entra nella storia del triplo azzurro e guarda ora con ambizione al limite dei 18,29. La sua prestazione conferma una crescita costante e una grande capacità di gestire la pressione nei grandi appuntamenti internazionali. Il campione azzurro ha mostrato sicurezza, precisione e carattere, trasformando il salto decisivo in una risposta concreta alle ambizioni della vigilia europee.


sport

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Parigi applaude, gli Azzurri chiudono col botto

Iapichino conquista l’Europa Larissa d’oro! A Birmingham l’Italia torna sul tetto d’Europa grazie a una straordinaria Larissa Iapichino, capace di conquistare il titolo continentale nel salto in lungo con una prestazione da autentica campionessa. La gara si accende immediatamente al primo tentativo. Larissa atterra a 7 metri e lancia subito un messaggio chiarissimo alle avversarie: oggi, per vincere, bisognerà superare una misura da fenomeno. Da quel momento prende forma una gara all’insegna della rincorsa all’azzurra, con le rivali impegnate a cercare la risposta che possa riaprire i giochi. Ma nessuna riesce a raggiungerla. Il 7 metri resta la misura da battere e, salto dopo salto, la superiorità dell’azzurra diventa sempre più evidente. Larissa gestisce la pressione, mantiene la concentrazione e difende con determinazione una leadership conquistata

con un gesto tecnico di enorme valore. Al termine arriva la certezza più bella: medaglia d’oro e titolo europeo. Un successo che riporta anche l’Italia in vetta al medagliere e regala alla spedizione azzurra un momento di straordinaria intensità. Per Iapichino è una consacrazione internazionale, costruita con talento, carattere e freddezza nei momenti decisivi. Birmingham si colora d’azzurro e celebra una nuova regina del salto in lungo. Una notte speciale per l’atletica italiana, che ritrova una protagonista capace di emozionare e vincere. Larissa ha risposto presente nel momento più importante, trasformando il sogno europeo in una splendida realtà. Un trionfo meritato, firmato con classe e personalità, che consegna all’Italia una medaglia pesantissima e un’altra pagina indimenticabile di sport italiano.

Riva sfiora l’oro in maratona La maratona maschile regala un’altra grande soddisfazione alla spedizione azzurra, con Pietro Riva protagonista di una gara di straordinaria solidità. L’atleta classe 1997 conquista la medaglia d’argento al termine di una prova impeccabile, chiudendo a soli sette secondi dal tedesco Petros, vincitore dell’oro. Riva affronta la gara con grande lucidità, gestendo le energie e mantenendo un ritmo costante anche nei momenti più difficili. Chilometro dopo chilometro, l’azzurro resta nel gruppo di testa e trova nel finale le energie per giocarsi fino in fondo le proprie possibilità. La prestazione conferma il valore di un atleta capace di affrontare una distanza complessa come la maratona con carattere, qualità e grande determinazione. L’argento arriva dopo una gara condotta con attenzione e senza passaggi a vuoto, premiando una

prova costruita con intelligenza e continuità. Sul traguardo, il distacco dal vincitore è minimo: appena sette secondi separano Riva dal gradino più alto del podio. Un margine che racconta quanto sia stata combattuta la sfida e quanto l’azzurro sia stato vicino a completare l’impresa. Per Riva si tratta di un risultato importante, che aggiunge un’altra medaglia al bilancio di una spedizione europea finora ricca di soddisfazioni. La sua prova nella maratona rappresenta una conferma delle sue qualità e della capacità di competere ai massimi livelli anche nelle gare più dure. L’argento conquistato al termine dei 42 chilometri premia così una prestazione di carattere e consapevolezza, con Riva capace di rimanere protagonista fino all’ultimo metro della gara europea, davanti a un pubblico numeroso e partecipe.

È l’ultimo atto di un Europeo straordinario e l’Italia sceglie di chiuderlo ancora una volta sul podio. A Parigi, quando le energie iniziano a mancare e la pressione si fa sentire, gli Azzurri trovano dentro di sé le risorse per compiere un’altra grande impresa. La staffetta maschile conquista una splendida medaglia d’argento e mette il sigillo su una rassegna continentale da protagonista assoluta. Di fronte ci sono avversari di altissimo livello, dalla Russia alla Gran Bretagna, ma l’Italia non arretra. Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio affrontano la finale con personalità, consapevoli che per salire sul podio servirà una gara quasi perfetta. E quando la situazione sembra complicarsi, arriva la risposta più bella. Nella terza frazione Carlos D’Ambrosio cambia volto alla gara con una rimonta straordinaria. Bracciata dopo bracciata, il giovane Azzurro ricuce il distacco e riporta l’Italia nelle posizioni che contano, preparando il terreno per l’assalto finale al secondo posto. Una rimonta di carattere, talento e orgoglio. Una di quelle azioni che raccontano meglio di qualsiasi statistica cosa significhi indossare la maglia azzurra. È il momento in cui la squadra ritrova energia, fiducia e consapevolezza, trasformando una situazione difficile in una nuova occasione per volare verso il podio, davanti a un pubblico completamente conquistato dalla grinta italiana. Davanti a tutti chiude la Russia, che riesce a conservare il comando fino al traguardo. L’Italia è seconda e può festeggiare un argento prezioso, capace di impreziosire ulteriormente un Europeo già ricchissimo di soddisfazioni. Parigi consegna infatti un bilancio straordinario. L’Italia chiude al secondo posto nel medagliere, alle spalle della Gran Bretagna, ma riesce a superare proprio la Russia nella classifica complessiva. Soprattutto, gli Azzurri sono la Nazionale capace di conquistare il maggior numero di medaglie: ben 20. Un numero che racconta la profondità, la qualità e la solidità del movimento italiano. Dalla velocità al mezzofondo, dalle gare individuali alle staffette, gli Azzurri hanno saputo essere protagonisti praticamente ovunque.

Questa ultima medaglia d’argento diventa così il simbolo perfetto di una squadra che non si arrende, che sa reagire e che continua a credere nelle proprie possibilità anche quando tutto

sembra complicarsi. L’Italia saluta Parigi con orgoglio. Venti medaglie, un secondo posto nel medagliere e la certezza di essere una delle grandi potenze del nuoto europeo.

Quadarella cala il tris europeo Simona Quadarella entra nella storia degli Europei e lo fa con un’impresa che resterà a lungo negli annali del nuoto. Dopo aver conquistato l’oro nei 1500 e negli 800 metri stile libero, la campionessa azzurra completa il suo straordinario percorso con un’altra vittoria, questa volta nei 400 metri. Un tris d’oro che vale molto più di una semplice collezione di medaglie. Con il successo di Birmingham 2026, Quadarella diventa infatti la prima nuotatrice nella storia a conquistare per tre volte il titolo europeo nei 400, 800 e 1500 metri stile libero. Un risultato straordinario, costruito nel tempo e impreziosito dai precedenti trionfi di Glasgow 2018 e Budapest 2021. La gara dei 400 metri rappresenta così l’ennesima conferma di una carriera straordinaria. Quadarella affronta la prova con la consapevolezza della campionessa, gestisce le energie e poi piazza l’accelerazione decisiva,

lasciando ancora una volta le avversarie alle sue spalle. A Birmingham il pubblico celebra un’autentica protagonista del nuoto italiano. Tre ori nella stessa rassegna, un primato storico e una pagina importante scritta nella storia degli Europei. Gli applausi sono tutti per lei. Simona Quadarella è ancora una volta sul gradino più alto del podio e dimostra di appartenere a una dimensione speciale dello sport. Una carriera costruita con talento, sacrificio, continuità e una fame di vittorie che sembra non conoscere limiti. Il risultato ottenuto a Birmingham conferma inoltre la sua straordinaria capacità di mantenersi ai vertici della scena internazionale. Il terzo titolo consecutivo nella stessa combinazione di distanze rappresenta un traguardo senza precedenti e consegna all’azzurra un posto ancora più importante nella storia della manifestazione continentale.


Onoranze Funebri DECESSO

DICHIERA CARMELA

nata il 30 agosto 1942 deceduta a Sydney (NSW) il 13 agosto 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato lunedì 24 agosto 2026 alle ore 17.00 presso la Our Lady of Mt Carmel Catholic Church, Mt Pritchard, 230 Humphries Road, Bonnyrigg. Il funerale sarà celebrato martedì 25 agosto 2026 alle ore 10.30 presso la stessa chiesa. Al termine della celebrazione religiosa, il corteo funebre proseguirà per il Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta. “Il suo amore resterà per sempre nei cuori di chi le ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

DECESSO

DECESSO

DI SISTO PASQUALE

PICONE GRAZIA

nato il 23 dicembre 1938 deceduto a Sydney (NSW) il 14 agosto 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato venerdì 21 agosto 2026 alle ore 19.00 presso la St Brigid's Catholic Church, 392 Marrickville Road, Marrickville. Il funerale sarà celebrato sabato 22 agosto 2026 alle ore 9.00 presso la stessa chiesa. Al termine della celebrazione religiosa, il corteo funebre proseguirà per il Rookwood General Cemetery, 1 Hawthorne Avenue, Rookwood, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “Il suo amore rimarrà un dono eterno custodito nel cuore di chi l'ha amata." ETERNO RIPOSO

nata il 27 aprile 1937 deceduta a Sydney (NSW) il 12 agosto 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato oggi 20 agosto 2026 alle ore 19.00 presso la Chapel of the Resurrection di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato venerdì 21 agosto 2026 alle ore 10.30 presso la All Hallows Catholic Church, 2 Halley Street, Five Dock. Al termine della celebrazione religiosa, il corteo funebre proseguirà per il Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde, per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e al funerale della cara estinta. “Ti affidiamo alle braccia misericordiose del Padre Celeste.” ETERNO RIPOSO

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DECESSO

PRINCI ROSARIA

nata il 9 agosto 1931 deceduta a Sydney (NSW) il 15 agosto 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato mercoledì 26 agosto 2026 alle ore 17.00 presso la St Anthony's Catholic Church, 105 Eleventh Avenue, Austral. Il funerale sarà celebrato giovedì 27 agosto 2026 alle ore 10.30 presso la stessa chiesa. Al termine della celebrazione religiosa, il corteo funebre proseguirà per il Liverpool Cemetery, 207 Moore Street, Liverpool, per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno alla celebrazione della Messa in memoria della cara estinta. "Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori " ETERNO RIPOSO

IN MEMORIA

COLUCCIO JOSEPH

nato il 21 giugno 1970 deceduto a Sydney (NSW) il 28 luglio 2026 Ad un mese dalla sua scomparsa, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani lo ricordano con dolore e immutato affetto. Una Santa Messa di Suffragio sarà celebrata venerdì 28 agosto 2026 alle ore 18.00 presso la Our Lady of Mt Carmel Catholic Church, Mt Pritchard, 230 Humphries Road, Bonnyrigg. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno alla Messa in memoria del caro estinto.

"Che Dio ti doni la pace eterna e la gioia del Suo abbraccio” UNA PREGHIERA

FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.


onoranze funebri

Allora!

Venerdì 21 Agosto 2026

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L’ultima dimora che celebra un amore eterno Nel cuore di Parigi, il Cimitero di Montparnasse custodisce una delle testimonianze funerarie più singolari della capitale francese. Tra viali alberati, sculture e tombe di celebri protagonisti della cultura europea, una particolare sepoltura attira l’attenzione dei visitatori per la sua originalità e per la storia che racchiude. Si tratta della tomba di Charles-Joseph Pigeon, inventore e imprenditore francese nato in Normandia, divenuto noto soprattutto per le sue attività nel settore delle lampade. La sua vicenda professionale ebbe inizio come venditore presso Le Bon Marché, dove conobbe Ernest Cognacq, destinato a diventare il fondatore dei grandi magazzini Samaritaine. Pigeon trovò successivamente fortuna con la commercializzazione di lampade per biciclette e per uso domestico. La sua invenzione più celebre fu una lampada a petrolio considerata particolarmente sicura e affidabile, tanto da diventare un esempio dell’ingegnosità francese dell’epoca. La sua attività testimonia inoltre il fermento commerciale e industriale della Parigi tra Ottocento e Novecento, quando nuove invenzioni e idee contribuivano a trasformare profondamente la vita quotidiana. Ma è soprattutto la sua tomba

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ad aver consegnato il suo nome alla curiosità dei visitatori. Pigeon volle infatti trasformare il luogo della sepoltura in una rappresentazione del legame con la moglie. Il monumento, realizzato in bronzo, raffigura i due coniugi distesi insieme su un letto matrimoniale, in una scena intima e sorprendentemente lontana dalle tradizionali immagini funerarie. Il letto non è soltanto una scultura: svolge anche la funzione di cappella funeraria e contiene 18 loculi. Un’opera che unisce arte, memoria e innovazione, trasformando la sepoltura in una dichiarazione d’amore destinata a durare nel tempo. La scelta di rappresentare la coppia nella quotidianità domestica conferi-

sce al monumento un carattere profondamente umano, quasi a voler fermare per sempre un momento di intimità condivisa. La tomba di Pigeon è diventata così una delle presenze più particolari del Cimitero di Montparnasse, luogo che ospita anche le sepolture di figure come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Serge Gainsbourg, Man Ray e Julio Cortázar. Visitare Montparnasse significa dunque attraversare un autentico museo a cielo aperto, dove ogni monumento può raccontare una storia. E tra le sue pietre, quella di Charles-Joseph Pigeon continua a sorprendere per la capacità di unire amore, ingegno e memoria in un’unica, straordinaria opera funeraria.


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ultima pagina

Venerdì 21 Agosto 2026

Allora!

Commenti chiusi, voci scomode eliminate e il vecchio copione torna a galla?

La nomina di Thomas Camporeale a nuovo CEO del COASIT Melbourne avrebbe dovuto essere una notizia professionale, un passaggio importante nella carriera di una persona che ha trascorso 26 anni al Co.As.It. di Sydney. E invece, ancora prima di poter discutere della nomina e del suo significato per la comunità italiana di Melbourne, a finire sotto i riflettori è stata la gestione del dibattito sui social. SBS Italian ha pubblicato un post annunciando il nuovo incarico e ricordando il lungo percorso di Camporeale a Sydney. Poco dopo, però, la possibilità di commentare è stata sospesa. La spiegazione fornita dalla stessa SBS è stata molto precisa. "Abbiamo sospeso la possibilità di lasciare commenti a questo post per l'impossibilità di moderarli in serata". Una frase che può sembrare innocua, ma che apre una questione tutt'altro che marginale. Nel mondo dei social, moderare significa controllare i commenti, intervenire sui contenuti e, quando necessario, eliminarli. Se quindi il problema è l'impossibilità di moderare durante la serata, la scelta è stata quella di chiudere completamente la possibilità di esprimersi. Tutti dentro lo stesso sacco. Chi avrebbe voluto congratularsi, chi avrebbe voluto fare una domanda e chi avrebbe voluto criticare. Ed è proprio qui che nasce il problema. Una comunità non cresce attraverso il silenzio im-

posto, ma attraverso il confronto. Le opinioni favorevoli sono facili da pubblicare. Sono le opinioni contrarie, quelle scomode e quelle che mettono in discussione una decisione, a dimostrare quanto sia realmente aperto uno spazio pubblico. La vicenda richiama inevitabilmente alla memoria ciò che diversi membri della comunità italiana di Sydney ricordano della gestione della comunicazione social del Co.As.It. durante gli anni in cui Camporeale ne era CEO. Profili bloccati, commenti cancellati e una gestione molto selettiva del confronto pubblico sono stati, secondo le critiche emerse nel tempo, parte di un modo di amministrare la comunicazione dell'organizzazione. Oggi Camporeale è a Melbourne e la decisione di SBS Italian di bloccare i commenti al post sulla sua nomina ripropone inevitabilmente quelle immagini. Non significa che vi sia un collegamento tra le due situazioni. Non ci sono elementi per affermarlo e sarebbe scorretto presentarlo come un fatto. Ma il parallelismo è abbastanza evidente da sollevare una domanda sulla cultura della comunicazione che sta prendendo piede nella comunità. Perché una nomina deve essere raccontata senza consentire immediatamente un confronto pubblico? La domanda diventa ancora più interessante guardando alle reazioni che sono riuscite a trovare spazio altrove. Bianca Bonino, sul proprio profilo social, ha commentato la notizia con

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una frase brevissima e inequivocabile. "Che brutta notizia Melbourne!". Quattro parole, nessuna spiegazione, nessun insulto. Semplicemente un'opinione negativa sulla nomina. È proprio questo il genere di opinione che dovrebbe poter essere discusso. Si può essere d'accordo oppure no. Si può contestare il giudizio oppure difendere Camporeale. Ma impedirne la pubblicazione non contribuisce certo a creare un clima di trasparenza. Naturalmente la moderazione è necessaria. Nessuno sostiene che insulti, minacce, diffamazione o contenuti illegali debbano essere lasciati indisturbati. Ma esiste una differenza sostanziale tra moderare ciò che viola le regole e chiudere preventivamente uno spazio di discussione perché non si è disponibili a controllarlo in una determinata fascia oraria. La comunità italo-australiana non è un pubblico da applaudire a comando. È composta da persone che hanno memoria, esperienza e opinioni diverse. Molte di queste persone hanno sostenuto per decenni le istituzioni e le organizzazioni che oggi comunicano con loro attraverso i social. Per questo hanno anche il diritto di fare domande. Il vero problema non è soltanto chi può commentare un post su Facebook. Il problema è il messaggio che passa. Quando una voce critica viene cancellata o quando la possibilità di parlare viene sospesa, quella voce non scompare. Si sposta semplicemente altrove, magari su un profilo personale, in un gruppo privato o sulle pagine di altri giornali. E infatti è quello che sta accadendo. Chiudere i commenti può essere tecnicamente semplice. Gestire una comunità, invece, richiede qualcosa di molto più difficile. Richiede la capacità di ascoltare anche chi non applaude. Perché una comunità veramente forte non ha bisogno di cancellare le voci scomode. Ha bisogno di offrire risposte a chi fa domande legittime.

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Il Purgatorio delle anime sole nelle case di cura di Cav. Luigi De Luca Dal mio osservatorio interno di Sydney, Australia Cari lettori, ieri ho vissuto un'esperienza che ha scosso nel profondo la mia coscienza di uomo e di Cavaliere della Repubblica, lasciandomi addosso una commozione che sento il dovere morale di trasformare in parola scritta. Sono andato ad aiutare mio figlio a servire della cioccolata calda in una casa di cura. Un piccolo gesto di affetto familiare che, nel giro di pochi istanti, si è trasformato in un viaggio doloroso e profondo oltre il limite visibile della nostra società opulenta. Mentre versavamo quel calore nei bicchieri di carta e doppio tovagliolo, il mio cuore si è stretto. Davanti ai miei occhi non ho visto semplicemente un luogo di degenza. Ho visto una dimensione sospesa, un limbo d'anime avvolto da pianti silenziosi, da una tristezza densa e da uno smarrimento profondo. Ho incrociato sguardi fissi nel vuoto, occhi di madri e padri che hanno edificato la nostra società e che oggi si trovano a fare i conti con la fragilità estrema e, spesso, con la solitudine della distanza. Più che una casa di riposo, quella struttura mi è apparsa a tratti come un vero e proprio Purgatorio terreno. Ma in questo quadro di profonda malinconia, c'è una luce straordinaria che merita di essere gridata con totale rispetto e gratitudine: il lavoro immenso, umile e instancabile degli assistenti e

del personale sanitario. Loro non sono affatto complici di questo silenzio; ne sono gli eroi quotidiani. Ho osservato con quanta pazienza, dolcezza e dignità professionale si muovono tra quei corridoi, cercando di colmare con una carezza o una parola buona quel vuoto emotivo che nessuna medicina può curare. Gli assistenti operano diventando a tutti gli effetti la vera famiglia sostitutiva di queste persone. Il loro operato è un pilastro di etica e devozione civile che merita il massimo riconoscimento sociale. Se la solitudine ferisce queste stanze, la colpa non è di chi assiste con amore, ma di un sistema e di una frenesia moderna che tendono ad archiviare i nostri anziani, posizionandosi "fuori tempo" rispetto ai ritmi della produttività. L'essenza di una civiltà si misura da come essa tratta i suoi due estremi: i giovani che cercano la rotta nel futuro, e i vecchi che custodiscono la memoria e l'onestà etica del passato. Quella cioccolata calda servita insieme a mio figlio non era solo un alimento; era un piccolo, umile tentativo di sostenere sia i degenti sia gli stessi operatori, portando un briciolo di calore umano laddove il tempo sembra essersi fermato. Rivolgo un appello accorato alle famiglie: Andare a trovare chi soffre e ascoltare quel silenzio è il primo, fondamentale atto di volontariato civile che ci restituisce la nostra vera dignità umana.

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