Viviamo in un tempo curioso. Un tempo in cui la verità sembra spesso avere meno valore della narrazione. Non importa ciò che è accaduto realmente; conta ciò che si riesce a far credere, a promesse con messaggini tanto per tenere botta un giorno o due. Conta la percezione, l'impressione, il racconto confezionato per essere consumato rapidamente da un pubblico sempre più distratto e sempre meno disposto ad approfondire.
C'è chi costruisce la propria credibilità sull'omissione, chi preferisce il silenzio alla trasparenza e chi, senza alcun imbarazzo, modifica i fatti per adattarli alle proprie convenienze, facendosi apparire come persone delle istituzioni, sopra ogni sospetto, dal profilo basso. È una tentazione antica quanto l'uomo. La storia, la politica, le istituzioni e persino le nostre comunità sono piene di esempi di persone convinte che una menzogna ben raccontata possa sostituire la realtà.
Per un periodo questi stile machiavellico può anche funzionare. La menzogna spesso gode di un vantaggio iniziale: è più veloce, più spettacolare, più seducente. La verità, invece, richiede pazienza. Richiede soprattutto il dover dire apertamente "si" oppure "no" e prendersi la responsabilità delle proprie azioni. La verità non corre ma cammina. Talvolta procede lentamente, quasi zoppicando. Ma ha una caratteristica che la menzogna non possiede: resiste al tempo.
Ho imparato che non sempre vale la pena rispondere a ogni accusa, contestare ogni falsità o correggere ogni distorsione. Esiste una forma di giustizia che non dipende dai tribunali, dai giornali o dai social media. È il giudizio della storia, della coscienza e, per chi crede, della Provvidenza.
Alla fine arrivano sempre i fatti. Arrivano i documenti, le testimonianze, le conseguenze delle scelte compiute. Arriva quel momento in cui le parole vengono pesate e le responsabilità non possono più essere nascoste dietro slogan o giustificazioni.
Per questo non provo rancore verso chi sceglie la strada dell'inganno. Mi limito ad osservare, a ricordare e ad attendere. Perché la storia insegna che ogni conto viene prima o poi presentato e che nessuno sfugge per sempre all'incontro con la verità.
Ci rivedremo a Filippi...
A l lor a!
Auguri a Re Carlo?
Questo fine settimana, l'Australia ha celebrato il King’s Birthday, la festività nazionale che ogni anno, tra giugno e in date variabili nei diversi Stati, segna uno dei momenti più simbolici del legame istituzionale con la Corona britannica e con la Monarchia in Australia. Nonostante il nome, la ricorrenza non coincide con il compleanno reale del sovrano, ma rappresenta una tradizione consolidata che affonda le radici nella storia coloniale del Paese. In gran parte del continente, tra cui nel New South Wales, Victoria, South Australia e Tasmania, la giornata viene osservata come giorno festivo nel mese di
Esercito Israeliano colpisce Beirut
L’escalation in Medio Oriente continua ad alimentare timori per la stabilità regionale. L’esercito israeliano ha condotto nuovi raid aerei nei quartieri meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, colpendo presunti centri di comando del movimento sciita. Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le operazioni proseguiranno fino allo smantellamento delle infrastrutture nemiche.
Parallelamente, gli USA hanno abbattuto due droni iraniani nello Stretto di Hormuz, sostenendo che rappresentassero una minaccia per il traffico marittimo.
giugno, offrendo un fine settimana "lungo" che per molti australiani segna l’inizio simbolico della stagione invernale. In altri Stati, come il WA e il QLD, la data varia, seconda diverse esigenze locali. La celebrazione onora il sovrano regnante, oggi re Carlo III del Regno Unito, capo di Stato dell’Australia in virtù del sistema costituzionale monarchico-parlamentare. Tuttavia, la ricorrenza è sempre più letta anche come occasione civica nazionale, svincolata da una dimensione puramente dinastica. Uno degli aspetti centrali della giornata è la pubblicazione degli Honours Lists, con nuove nomine nell’Order
Oltre 1 milione con il Papa a Madrid
Più di 1,2 milioni di persone hanno partecipato alla messa celebrata dal Papa a Madrid in occasione del Corpus Domini, trasformando Plaza Cibeles in uno straordinario momento di fede collettiva. Nel corso dell’omelia, il Pontefice ha invitato i fedeli a superare “egoismo e indifferenza” per costruire una società più giusta e solidale.
Richiamando il valore dell’Eucaristia come fonte di speranza e servizio, il Papa ha sottolineato che la fede deve tradursi in gesti concreti verso i più deboli. La celebrazione si è conclusa con un forte appello alla pace.
of Australia. Cittadini distintisi per meriti in ambito sociale, culturale, scientifico e sportivo vengono insigniti di riconoscimenti ufficiali, rendendo la festività anche un momento di celebrazione del servizio alla comunità. Le origini della ricorrenza risalgono al periodo coloniale: già nel 1788, pochi mesi dopo l’arrivo della Prima Flotta, le truppe britanniche a Botany Bay celebrarono il compleanno di re Giorgio III con salve di cannone e cerimonie ufficiali. Da allora, la data ha attraversato le trasformazioni dell’Australia, passando dall’Impero britannico alla nascita dello Stato federale moderno.
Attacco russo su deposito Chernobyl
Nuova escalation della guerra in Ucraina. Un drone russo ha colpito un edificio del deposito centralizzato di combustibile nucleare nell’area di Chernobyl, provocando un incendio poi domato dai soccorritori. Secondo Kiev non si registrano aumenti della radioattività. Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è a Londra per incontrare il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al centro del vertice anche nuove pressioni diplomatiche e militari contro Mosca.
Anno X - Numero 42 - Martedì 9 Giugno 2026
Ass. Maria SS delle Grazie San Vittorio Martire Gambuni & Briscola Sabato 13 giugno 2026 Ottimo House - ore 18.00
di Marco Testa
Longanesi
Evento solenne per la Repubblica Italiana
Golden Gala: tris degli azzurri
Storia che unisce le istituzioni in SA
Cina pronta a colpire la carne australiana
Diretto da Marco Testa
UE premia l’Italia su PNRR con 12,8 miliardi
L’Italia ha ricevuto dalla Commissione europea il pagamento della nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 29 aprile scorso connessa al conseguimento dei 50 obiettivi collegati, suddivisi
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in 34 target e 16 milestone, comprendenti riforme e investimenti strategici per continuare a sostenere la crescita economica e sociale della Nazione.
“Il pagamento della penultima rata del PNRR, che porta a 166 miliardi di euro l’ammontare delle risorse ricevute dall’Italia, certifica il conseguimento del 100% degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata.
Come ha giustamente evidenziato, in occasione del recente evento sull’attuazione del PNRR, il Vice DG ECFIN della Commissione europea, Declan Costello, che colgo l’occasione per ringraziare unitamente al DG Céline Gauer per il sempre costruttivo rapporto di collaborazione istituzionale, l’Italia è oggi la Nazione con il miglior tasso di attuazione PNRR d’Europa, fino a diventare un modello virtuoso per gli altri Stati membri superando ogni aspettativa iniziale” , dichiara il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti.
Tra le diverse riforme inserite nella nona rata, l’attuazione del programma GOL e la fondamentale adozione del rapporto finale del Piano di audit, strumento strategico per consolidare e migliorare gli eccellenti risultati raggiunti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pub-
bliche amministrazioni che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni.
Alle riforme si aggiungono numerosi investimenti tra i quali: l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e l’estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie.
Inoltre, tra gli investimenti di particolare rilievo si segnalano la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 km di reti, il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, l’attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari raggiunti, 600.000 formati e il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio Civile Universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici. A questi si aggiungono obiettivi intermedi concernenti alcuni investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera, del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e per la Facility Parco Agri-Solare. Attualmente il Governo Meloni, unitamente a tutti gli Enti e alle Istituzioni preposte, sta lavorando alacremente per il conseguimento degli ultimi obiettivi previsti dal PNRR, connessi alla richiesta di pagamento della decima e ultima rata, oltre che per la gestione efficace della complessa fase di rendicontazione conclusiva del Piano. (Inform)
Il 12 e il 13 giugno si terrà a Roma la Conferenza dei Consoli italiani nel mondo 2026.
L’importante evento organizzato dal Ministero degli Affari
Esteri e della Cooperazione Internazionale sarà dedicato a fare il punto sull’attività dei Consolati al servizio dei circa 6 milioni di cittadini italiani residenti all’e-
Summit Australia-NZ unità strategica senza precedenti
Incontro a Noosa tra il primo ministro australiano Anthony Albanese e il premier neozelandese Christopher Luxon in occasione del terzo Leaders’ Meeting annuale tra Australia e Nuova Zelanda. L’incontro ha confermato la solidità del rapporto bilaterale e il coordinamento strategico tra i due Paesi dell’area indo-pacifica.
I due leader hanno ribadito l’impegno a rafforzare l’integrazione economica nell’ambito del Closer Economic Relations e del Single Economic Market, puntando a ridurre le barriere normative e ad aumentare produttività e crescita. Al centro anche la cooperazione tra imprese e l’innovazione tecnologica.
Sul piano energetico, Canberra e Wellington hanno discusso la sicurezza degli approvvigionamenti, la resilienza delle catene di fornitura e il sostegno a un sistema commerciale multilaterale basato sulle regole del WTO. Ampio spazio anche alla cooperazione finanziaria e agli stress test congiunti del settore bancario. In ambito difesa, i due Paesi hanno celebrato i 75 anni dell’ANZUS e rafforzato la col-
laborazione militare, inclusa la cooperazione nell’Indo-Pacifico e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale responsabile. Forte attenzione anche alla stabilità del Pacifico, al cambiamento climatico e al sostegno ai Paesi insulari. Il vertice si è concluso con la conferma di una partnership sempre più integrata e strategica. Le parti hanno inoltre sottolineato il ruolo cruciale della cooperazione con i Paesi del Pacifico, il rafforzamento delle istituzioni multilaterali e l’impegno condiviso per la stabilità globale, dalla sicurezza marittima alle sfide geopolitiche emergenti e resilienza comune regionale.
Entrambi i leader hanno sottolineato inoltre l’importanza della cooperazione con i partner del Pacifico per affrontare le sfide climatiche, la sicurezza marittima e la criminalità transnazionale, rafforzando una visione comune di stabilità regionale e crescita sostenibile nel lungo periodo e cooperazione multilaterale rafforzata tra le due nazioni alleate nel tempo con particolare attenzione alla sicurezza regionale e alla prosperità condivisa futura duratura.
stero. (Inform) Durante i lavori saranno affrontati temi legati ai servizi consolari, alla digitalizzazione e al miglioramento dell’assistenza ai connazionali, con l’obiettivo di rafforzare l’efficienza e la presenza della rete diplomatica italiana nel mondo e potenziare il sostegno ai cittadini italiani all’estero.(Inform)
di Emanuele Esposito
Per anni il dibattito pubblico italiano ha raccontato l’emigrazione contemporanea attraverso una formula ormai entrata nel linguaggio comune: la “fuga dei cervelli”. Un’espressione efficace, ma che rischia di descrivere solo una parte del fenomeno. La realtà della nuova emigrazione italiana è infatti molto più articolata. Non riguarda esclusivamente laureati, ricercatori o professionisti altamente qualificati, ma soprattutto migliaia di giovani che ogni anno lasciano il Paese alla ricerca di opportunità lavorative, stabilità economica e prospettive di vita che spesso non riescono a trovare in Italia.
Secondo l’analisi del sociologo Enrico Pugliese, tra i principali studiosi dei fenomeni migratori, il rischio è quello di affidarsi a stereotipi che finiscono per oscurare la reale dimensione dell’esodo contemporaneo. Non tutti coloro che partono sono giovani destinati a carriere internazionali di alto profilo: molti trovano impiego nei settori tradizionali dell’industria, della ristorazione, del turismo e dei servizi, spesso in condizioni di precarietà non troppo diverse da quelle lasciate alle spalle.
Le statistiche italiane basate sulle cancellazioni anagrafiche tendono inoltre a sottostimare il fenomeno rispetto ai dati dei Paesi di destinazione. Molti italiani partono senza iscriversi immediatamente all’AIRE, mentre si registrano rapidamente nei Paesi ospitanti per accedere a servizi pubblici e mercato del lavoro. Il risultato è che l’entità reale dell’emigrazione potrebbe essere più ampia di quanto emerga dai dati ufficiali. La maggioranza dei partenti ha tra i 18 e i 34 anni, e circa il 70% non possiede una laurea. Un dato che contraddice la narrazione secondo cui la nuova emigrazione sarebbe composta esclusivamente da professionisti altamente qualificati. Ciò che accomuna molti di loro è piuttosto una condizione diffusa di precarietà: contratti temporanei, salari bassi, scarse possibilità di crescita e difficoltà nell’accesso a un’occupazione stabile.
Un cambiamento significativo rispetto alle grandi ondate migratorie del Novecento riguarda il ruolo delle donne. Oggi quasi la metà di chi lascia il Pae-
se è donna. Partono da sole, studiano, lavorano e costruiscono autonomamente il proprio percorso professionale all’estero, in una trasformazione che riflette l’evoluzione della società italiana e l’aumento del livello di istruzione femminile. Non si tratta più, come in passato, di migrazioni legate prevalentemente al ricongiungimento familiare, ma di scelte individuali guidate da aspirazioni personali e professionali.
Il Sud continua a perdere i suoi giovani. Se esiste un territorio che continua a pagare il prezzo più alto dell’emigrazione, è il Mezzogiorno. Molti giovani meridionali si spostano prima verso le università del Nord Italia e poi proseguono il loro percorso verso altri Paesi europei. Questo processo contribuisce a un progressivo impoverimento demografico ed economico delle regioni meridionali, aggravando fenomeni già evidenti come l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento dei piccoli centri.
A differenza delle migrazioni del secondo dopoguerra, oggi le partenze non generano sempre quel flusso di rimesse e investimenti familiari che in passato contribuì allo sviluppo di molte comunità del Sud.
La nuova emigrazione italiana non è soltanto un fenomeno statistico, ma uno specchio delle fragilità del Paese. Quando migliaia di giovani scelgono di costruire il proprio futuro altrove, la questione non riguarda solo chi parte, ma anche chi resta: la capacità dell’Italia di offrire opportunità, meritocrazia, salari adeguati e reali prospettive di crescita.
L’emigrazione è sempre stata parte della storia italiana. Oggi, però, è anche un indicatore della salute economica e sociale della nazione. E finché il futuro continuerà ad apparire più accessibile a Londra, Berlino, Zurigo o Sydney che a Napoli, Palermo o Bari, il flusso di partenze difficilmente si arresterà. Intervenire su istruzione, politiche attive del lavoro e attrattività del mercato interno diventa quindi una priorità strategica non più rinviabile per invertire questa tendenza strutturale nel medio e lungo periodo. Serve inoltre una visione coordinata tra istituzioni, imprese e università per favorire occupazione qualificata e trattenere nuove generazioni in Italia.
Cina pronta a colpire la carne australiana
di Emanuele Esposito
Nuova tensione sul fronte commerciale tra Australia e Cina. Pechino ha annunciato la possibile introduzione di dazi fino al 55% sulle importazioni di carne bovina australiana, una misura che rischia di colpire duramente uno dei settori chiave dell’export agricolo del Paese.
Secondo il Ministero del Commercio cinese, le importazioni di carne dall’Australia avrebbero già raggiunto circa il 90% della quota annuale prevista per il 2026. Il superamento del limite comporterebbe l’attivazione automatica delle tariffe aggiuntive previste dal nuovo sistema di salvaguardia commerciale adottato da Pechino.
La decisione arriva in un contesto internazionale già fragile e riaccende le preoccupazioni di produttori e allevatori australiani, che negli ultimi anni hanno puntato con decisione sul mercato cinese.
La Cina è infatti uno dei principali acquirenti della carne bovina australiana. Per molti allevatori, in particolare nei segmenti premium come Wagyu e Angus, rappresenta una componente fondamentale del fatturato. L’introduzione di un dazio del 55% rischierebbe però di ridurre drasticamente la competitività del prodotto australiano, spingendo gli importatori cinesi verso fornitori alternativi o verso la produzione interna.
Le prime stime del settore parlano di possibili perdite superiori al miliardo di dollari australiani all’anno. Un impatto che non si limiterebbe agli allevamenti, ma si estenderebbe anche a trasporti, logistica, lavorazione delle carni e occupazione nelle aree rurali.
Da parte sua, il governo cinese sostiene che la misura non sia diretta contro l’Australia. Le nuove regole riguardano infatti tutti i principali esportatori di carne bovina, tra cui Brasile, Argentina, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Pechino afferma di voler proteggere il settore zootecnico nazionale da un eccesso di importazioni che avrebbe compresso i prezzi interni e ridotto la redditività degli allevatori locali.
Alla base della decisione ci sarebbero anche obiettivi legati alla sicurezza alimentare e alla riduzione della dipendenza dall’estero per prodotti considerati strategici. Il governo australiano segue con attenzione l’evolversi della
situazione. Pur non trattandosi di una misura esplicitamente politica contro Canberra, l’impatto economico potenziale è rilevante. Le associazioni di categoria chiedono già un intervento diplomatico e una verifica della compatibilità delle nuove tariffe con gli accordi commerciali in vigore tra i due Paesi.
Nel frattempo cresce la pressione per accelerare la diversificazione dei mercati di esportazione, rafforzando i rapporti con Giappone, Corea del Sud, India, Medio Oriente e Sud-Est asiatico.
La vicenda mette ancora una volta in evidenza la dipendenza dell’economia australiana dal
mercato cinese. Nonostante gli sforzi di diversificazione degli ultimi anni, Pechino resta lo sbocco principale per numerose materie prime e prodotti agricoli.
Se i dazi dovessero entrare in vigore, il settore della carne bovina potrebbe diventare un nuovo punto di frizione economica tra i due Paesi, con effetti destinati a estendersi ben oltre le aziende dell’outback australiano.
Per gli allevatori la speranza resta il dialogo. Per l’economia australiana, invece, questa vicenda rappresenta un ulteriore segnale della necessità di ridurre la dipendenza da un singolo mercato estero.
Nucleare l’Italia cambia rotta
di Emanuele Esposito
La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti. Il provvedimento passa ora al Senato e rappresenta il primo passo concreto verso un possibile ritorno dell’energia nucleare in Italia.
Tra i sostenitori della misura c’è Matteo Hallissey, divulgatore e attivista politico, che considera il voto un segnale importante per il futuro energetico del Paese. Hallissey sottolinea che la legge non autorizza la costruzione imme-
diata di centrali, ma affida al Governo il compito di definire entro un anno le regole per produzione energetica, ricerca sulla fusione, gestione delle scorie e formazione di nuove professionalità. Restano aperti diversi interrogativi, dalla scelta delle tecnologie alla localizzazione degli impianti. Tuttavia, per i favorevoli, il nucleare rappresenta uno strumento complementare alle energie rinnovabili per rafforzare sicurezza energetica, competitività economica e indipendenza nazionale in un contesto internazionale sempre più complesso.
Government Tightens Rules on Sex Education
Italy’s Giorgia Meloni government has approved controversial new legislation requiring explicit parental consent for students to attend sex education classes, reigniting debate over the role of schools, parents, and the state in addressing issues of sexuality and identity.
The law, backed by the rightwing coalition, was passed by
the Italian Senate after already securing approval in the lower house. It is expected to come into effect at the start of the new school year in September.
Under the new rules, schools must obtain written permission from parents before minors can participate in any sex education programme. Educational institutions will also be required to
Tasse per fermare populismo
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha difeso con forza le controverse riforme fiscali introdotte nel bilancio federale, sostenendo che siano necessarie non solo per migliorare l’economia, ma anche per contrastare la crescente attrazione degli elettori verso i movimenti populisti.
Intervenendo al summit Australia’s Economic Outlook, Albanese ha collegato direttamente il malcontento economico all’ascesa di forze politiche come One Nation di Pauline Hanson, che negli ultimi mesi ha registrato una crescita nei sondaggi. “Se le persone sentono che l’economia non funziona per loro, finiranno per rivolgersi a una politica basata sulle lamentele e sulle soluzioni semplicistiche”, ha dichiarato. Il premier ha inoltre ammesso di aver modificato la propria posizione su alcune questioni fiscali, tra cui la tassazione delle plusvalenze e il negative gearing, soste-
nendo che un governo responsabile deve adattarsi alle nuove sfide economiche. “Se il governo resta fermo, il mondo gli passa accanto”, ha affermato.
Le riforme, già approvate dalla Camera dei Rappresentanti, prevedono tra l’altro una tassa minima del 30% sulle plusvalenze e un credito fiscale annuale di 250 dollari per i lavoratori. Tuttavia, il loro destino resta incerto al Senato, dove i Verdi stanno valutando se sostenere il pacchetto legislativo.
L’opposizione accusa il governo di voler accelerare il processo senza adeguate consultazioni, mentre il settore degli investimenti teme ripercussioni sulla competitività dell’Australia e sulla capacità di attrarre capitali per startup e innovazione. Albanese respinge le critiche, insistendo che le riforme sono indispensabili per garantire equità economica e stabilità democratica nel lungo periodo.
provide families with detailed information about course content, objectives, and the teachers or external experts involved at least one month before classes begin.
The legislation goes even further for younger children. Sex education will be prohibited entirely in kindergartens and primary schools, reflecting the government’s position that such topics should remain primarily within the family sphere.
Education Minister Giuseppe Valditara defended the reforms, arguing that parents should have the final say on issues concerning their children’s development and identity. He also warned against what he described as “gender propaganda” in schools, a phrase that has become increasingly common among conservative political movements across Europe.
Supporters of the measure say it restores parental authority and protects families from educational content they may consider inappropriate or ideological. They argue that schools should not replace parents in discussing sensitive matters related to sexuality and gender.
Opposition parties, educators, and child welfare advocates have criticised the law, warning that it could leave many young people without access to reliable information about relationships, consent, sexual health, and abuse prevention. Critics contend that comprehensive sex education plays an important role in safeguarding children and promoting informed decision-making.
Unlike many European countries, Italy has never had a nationwide compulsory sex education curriculum. As a result, programmes have varied significantly between regions and schools, often depending on local initiatives.
While the new legislation restricts broader sex education programmes, information about sexually transmitted diseases and reproductive health risks will continue to be taught within biology classes.
The reform highlights the broader cultural divide in Italy over family values, education policy, and gender issues, with the debate likely to continue long after the law comes into force, shaping future discussions about education and parental rights.
La Democrazia italiana alla prova del futuro
di Angela Casilli
In un mondo che vive un cambiamento epocale, fatto di guerre e mancato rispetto del diritto internazionale, dove la capacità dell’AI di penetrare capillarmente ovunque fino a condizionare sistemi, reti, dispositivi e soprattutto menti, la nostra Repubblica, che ha attraversato momenti difficilissimi, è ancora in piedi e merita rispetto e orgoglio per aver retto e superato tutto.
Le stragi di massa, l’assassinio di magistrati e giornalisti, il sequestro e l’assassinio di un uomo dello Stato, Aldo Moro, sono ferite che stentano a rimarginarsi, ma le Istituzioni e la forza morale di tanti italiani e italiane che non si sono mai arresi hanno reso possibile il superamento di momenti così bui.
Le contrapposizioni di allora continuano ad esistere, ancora si parla di fascismo e antifascismo, ma mentre la Germania con il processo di Norimberga ha affrontato e condannato il legame con il nazismo, noi abbiamo scelto l’amnistia, assolutamente necessaria ma non in grado di dichiarare superato il fascismo e condannarlo. La nostra Repubblica, la nostra Costituzione e la gran maggioranza degli italiani e delle italiane, oggi, sono antifascisti e il neofascismo è abbastanza se non del tutto marginale, mentre non si può dire altrettanto della Germania, dove l’Afd, nelle prossime elezioni del 6 settembre nella Sassonia-Anhalt, terra natale di Martin Lutero, rischia di avere la maggioranza assoluta creando così un pericoloso precedente. Tuttavia, pur avendo una Costituzione considerata tra le migliori del mondo, per averci assicurato la libertà e la democrazia, il nostro sistema istituzionale non riesce a riformarsi, a stare al passo con i tempi che non sono più quelli del 1948, quando la nostra Carta nacque. Già Giuseppe Dossetti, ex membro dell’Assemblea Co-
stituente della nostra Repubblica, denunciava un sistema parlamentare incapace di scegliere tra i due schieramenti, quello filosovietico e quello filooccidentale, proprio all’indomani della nascita della Costituzione, temendo - ognuno degli schieramenti - che la vittoria elettorale avrebbe portato ad una deriva autoritaria e ad un abuso consequenziale delle Istituzioni.
Fu così sottratto il potere decisionale alle Istituzioni, preferendo darlo ai partiti, che non hanno saputo gestirlo e non hanno capito che era necessario il reciproco riconoscimento dei due schieramenti, per il superiore interesse generale e per stare al passo con i tempi. Tutti i tentativi di riforma, sono andati a vuoto: sul sistema di governo, sul superamento del bicameralismo perfetto, su una legge elettorale che dovrebbe accompagnare entrambe e non anticiparle.
Il nostro è un sistema afflitto dal “Complesso del tiranno”, che non è stato mai superato dalla Costituente in poi, cioè la paura di avere un esecutivo con maggiori poteri, come nelle altre Cancellerie europee, che fa dell’Italia “la Repubblica del potere di veto” dove prevalgono, propaganda e tatticismi, una forma di governo che risale al 1948 e un Parlamento con due Camere che fanno le stesse cose.
Il risultato, chiaro a tutti, è quello di una paralisi istituzionale, di un’incapacità sostanziale di riforma del nostro sistema, che ha prodotto in pochi anni ben quattro leggi elettorali e, se ce ne sarà una quinta, poco o nulla cambierà, perché da sola nessuna legge elettorale sarà in grado di assicurare stabilità e governabilità al nostro Paese.
Gli italiani e le italiane si augurano, visti i tanti fallimenti, che le regole vengano cambiate insieme, da maggioranza e opposizione, come nel 1948: semplice a dirsi, difficile a farsi.
Yarra, polemica sullo statuto
La revisione del Community Local Law del Comune di Yarra sta suscitando critiche da parte di alcuni residenti, che accusano l’amministrazione di aver trasformato la consultazione pubblica in un esercizio formale più che in un reale ascolto della comunità.
Secondo i dati del Comune, il processo ha registrato 3.416 visualizzazioni della documentazione, 2.230 visitatori unici e
158 osservazioni formali. Molti cittadini hanno però evidenziato problemi concreti come graffiti, marciapiedi ostruiti, degrado urbano, parcheggi, controllo dei cani, sicurezza pubblica e disordini legati al consumo di alcol. Numerose segnalazioni sarebbero state considerate “fuori ambito” rispetto alla revisione normativa. Il nuovo statuto dovrebbe essere adottato entro il 1 settembre 2026.
Recurring Echoes: 25 Years of Memory, Migration and Art
A major new exhibition celebrating the work of Italian-Australian artist Liliana Di Lizio Barbieri has opened in Melbourne, offering audiences a powerful reflection on memory, migration and cultural identity.
Presented by CO.AS.IT. Melbourne in partnership with Multicultural Museums Victoria, Recurring Echoes marks 25 years of artistic practice by Di Lizio Barbieri, whose work has earned recognition both in Australia and internationally. The exhibition runs until 15 August 2026 at CO.AS.IT.’s Carlton headquarters and features a rich collection of paintings, photographs, installations and sculptural works creat-
By Tom Padula
Delianova Social Club
Reggio Ballroom
Music: Elvira & Bellavita
Sabato, 21 giugno - 12.30pm
Info: Reggio Calabria Club
Vizzini Social Club
San Giovanni Dinner Dance
Sabato, 20 giugno - 6.30pm
Joe Pepe: 0431965 704
Maria Scollo: 0438 380 448
ed over more than two decades.
Drawing inspiration from Italian-Australian domestic life, Di Lizio Barbieri transforms everyday objects—including pasta, textiles, timber and paper—into evocative artistic expressions. Through these materials, she explores themes of belonging, resilience and cultural inheritance, highlighting the stories carried through family traditions and acts of making.
Born in Italy and based in Melbourne, Di Lizio Barbieri has exhibited across Australia, Italy, China, South Korea and the United States. Her multidisciplinary practice combines poetic imagery with rigorous research, investigating the intersections of identity, place and memory.
She holds a Master of Arts by Research from RMIT University and has received numerous national arts grants while also lecturing in painting and design theory at tertiary institutions.
The official opening will take place on Thursday, 11 June, with guests invited to attend a free public reception featuring light refreshments. Organisers say the exhibition is both a celebration of an accomplished artistic career and a tribute to the enduring contribution of Italian migrants and their descendants to Australia’s cultural landscape.
Admission to Recurring Echoes is free.
Lunga notte musicale al Melbourne Museum
Il Melbourne Museum si è trasformato in una vivace piazza italiana per una serata speciale all’insegna della musica, della gastronomia e della cultura. L’evento “Discoteca Italiana”, svoltosi il 6 giugno, ha richiamato centinaia di partecipanti per celebrare il fascino dell’Italia contemporanea in dialogo con la storia dell’antica Roma.
Organizzata in concomitanza con la mostra ROME: Empire, Power, People, l’iniziativa ha offerto ai visitatori l’opportunità di vivere il museo in una veste insolita, con accesso serale alle esposizioni e un ricco programma di intrattenimento. Le sale del museo sono state animate dalle esibizioni di Tanzer, cantante pop e interprete d’opera, del DJ italo-disco Dischi Marcianò e di Hysteric, creatore di sonorità ispirate alla tradizione musicale italiana.
Sotto le luci delle sfere da disco-
In un’epoca in cui l’isolamento sociale rappresenta una delle principali sfide delle comunità urbane, le Neighbourhood Houses di Merri-bek continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel creare connessioni, favorire l’integrazione e offrire nuove opportunità di crescita personale.
Sono sette le strutture attive nel territorio municipale di Merri-bek, distribuite tra Brunswick, Coburg, Coburg North, Fawkner, Glenroy e Pascoe Vale. Più che semplici centri comunitari, queste realtà rappresentano veri e propri punti d’incontro dove residenti di ogni età, provenienza culturale e condizione sociale possono partecipare ad attività educative, ricreative e di sostegno. Dai corsi di cucina alle attività artistiche, dall’apprendimento della lingua inglese all’assistenza per le competenze digitali, ogni Neighbourhood House sviluppa programmi che rispecchiano le esigenze del quartiere in cui opera. L’obiettivo è quello di costruire comunità più forti e inclusive, offrendo spazi sicuri in cui le persone possano incontrarsi, imparare e contribuire attivamente alla vita locale.
teca, il pubblico ha ballato sulle note della musica italiana, mentre l’atmosfera era arricchita da spazi fotografici a tema, letture dei tarocchi e installazioni dedicate all’amore e alla socialità. Grande protagonista della serata è stata anche l’enogastronomia. Brunetti Classico e Floridia Cheese hanno proposto specialità amate dal pubblico come tiramisù, cannoli e gelati, mentre l’E-
spresso Social Club ha servito caffè espresso e cocktail ispirati alla tradizione italiana.
Secondo Museums Victoria, “Discoteca Italiana” rappresenta un incontro tra il patrimonio culturale dell’Italia e l’energia della vita notturna di Melbourne, offrendo un’esperienza immersiva capace di coinvolgere sia gli appassionati della cultura italiana sia il pubblico più giovane.
Il valore di queste iniziative emerge soprattutto dalle esperienze dei partecipanti. Tra queste vi è quella di Shanta, arrivata a Melbourne dall’estero e alla ricerca di nuovi legami nella sua città d’adozione. Grazie a un corso di cucina organizzato dalla Brunswick Neighbourhood House, ha trovato molto più di una semplice attività ricreativa.
«Ho fatto amicizia, imparato ricette provenienti da culture diverse e ho percepito un autentico senso di accoglienza e condivisione», ha raccontato.
Le Neighbourhood Houses rappresentano anche una preziosa risorsa per i nuovi arrivati in Australia, offrendo occasioni
concrete per praticare l’inglese, orientarsi nei servizi disponibili e sviluppare una rete di contatti all’interno della comunità. Allo stesso tempo, costituiscono un importante sostegno per anziani, famiglie e persone che vivono situazioni di solitudine.
Un elemento distintivo è il forte coinvolgimento dei volontari, il cui contributo permette di organizzare numerosi programmi e iniziative durante tutto l’anno.
In una Melbourne sempre più multiculturale, le Neighbourhood Houses di Merri-bek dimostrano come la partecipazione civica e la solidarietà di vicinato possano tradursi in strumenti concreti per rafforzare la coesione sociale.
Le sette Neighbourhood Houses di Merri-bek
Valori repubblicani nel cuore dell’Australia
A Brisbane si sono svolte le celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica Italiana, organizzate dal Consolato d’Italia a Brisbane, in un evento che ha riunito istituzioni, rappresentanti della comunità e protagonisti del mondo culturale australiano.
La ricorrenza ha rappresentato l’occasione per ribadire il valore dei principi fondanti della Repubblica — pace, libertà, democrazia ed uguaglianza — e per sottolineare il ruolo della collettività italiana all’estero. Nel corso della cerimonia è stato evidenziato il contributo degli oltre 70 milioni di persone di origine italiana nel mondo, con particolare attenzio-
ne alla comunità italo-australiana.
Un elemento centrale dell’iniziativa è stato il richiamo alla cultura come strumento di dialogo tra i Paesi. In questa prospettiva, la Queensland Art Gallery | Gallery of Modern Art (QAGOMA) ha assunto un ruolo simbolico grazie alla presenza nelle sue collezioni del “Cristo Risorto” di Jacopo Tintoretto, opera che ha idealmente collegato il patrimonio artistico italiano al pubblico australiano.
La dimensione artistica dell’evento è stata arricchita dalla partecipazione del direttore d’orchestra Umberto Clerici, che ha portato sul palco un contributo
musicale di alto profilo, e del comico italo-australiano James Liotta, che ha aggiunto un momento di intrattenimento e leggerezza alla celebrazione.
Nel suo intervento, il senatore Francesco Giacobbe ha richiamato il significato storico della Festa della Repubblica, ricordando il sacrificio di chi ha combattuto il nazifascismo e il valore attuale dei principi costituzionali. Giacobbe ha inoltre sottolineato il ruolo crescente delle nuove generazioni di italiani in Australia nella vita economica, sociale e istituzionale del Paese.
Il senatore ha rivolto un ringraziamento alle autorità presenti, tra cui la Governatrice del Queensland Jeannette Young e il Premier David Crisafulli, insieme a numerosi rappresentanti politici di origine italiana, tra cui Anthony Albanese, Lia Finocchiaro e Rita Saffioti.
Le celebrazioni si sono concluse ribadendo il valore della Repubblica come punto di riferimento identitario e culturale, capace di rafforzare i legami tra Italia e Australia attraverso la diplomazia culturale e la partecipazione delle comunità.
Ottant’anni di tricolore sventola nel WA
Il Consolato d’Italia a Perth ha celebrato con grande partecipazione l’80° anniversario della Festa della Repubblica Italiana, un traguardo simbolico che ha unito istituzioni, comunità e mondo accademico in un evento all’insegna dell’identità e della cultura italiana. Le celebrazioni, dedicate al periodo 1946–2026, hanno rap-
presentato un momento di forte coesione per la comunità italiana in Australia Occidentale, sottolineando il valore della lingua e delle tradizioni nazionali anche all’estero. L’iniziativa è stata organizzata sotto la guida del Console d’Italia a Perth, Sergio Federico Nicolaci, e del suo team, che hanno ricevuto ampi riconoscimenti
per la qualità e la cura dell’evento.
Tra i messaggi di congratulazioni spicca quello della WAATI (Western Australian Association of Teachers of Italian), che ha elogiato l’eccellente riuscita della celebrazione e il contributo del Consolato alla promozione della cultura italiana nel territorio.
Durante la cerimonia sono stati inoltre premiati due studenti della University of Western Australia, insigniti del “Consul Award” per i risultati eccezionali negli studi italiani, a testimonianza dell’importanza della formazione linguistica.
L’evento ha ribadito il ruolo centrale del Consolato d’Italia a Perth nel rafforzare i legami culturali tra Italia e Australia, in un clima di festa e partecipazione che ha celebrato con orgoglio l’italianità nel mondo.
Storia che unisce le istituzioni
Il Consolato d’Italia ad Adelaide ha celebrato il 2 giugno l’80° anniversario della Repubblica Italiana con una cerimonia ufficiale ospitata nella storica Mortlock Chamber della State Library of South Australia. L’evento, organizzato in collaborazione con il Department of the Premier and Cabinet del South Australia, ha riunito istituzioni, rappresentanti politici e personalità del mondo culturale ed economico locale.
Tra gli ospiti d’onore erano presenti il Premier del South Australia Peter Malinauskas, insieme ai ministri Nadia Clancy, Lucy Hood, Chris Picton e Joe Szakacs, oltre a numerosi parlamentari di governo e opposizione, a testimonianza dei solidi rapporti istituzionali tra Italia e Australia e della centralità del dialogo bilaterale.
La celebrazione ha messo in evidenza il contributo della comu-
nità italiana nei settori dell’educazione, del design, della scienza, della tecnologia e dell’impresa, sottolineando il ruolo strategico delle competenze e delle relazioni costruite nel tempo all’interno del tessuto sociale locale.
Nel corso della serata è stata conferita l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al Professor John Beltrame, in riconoscimento del suo contributo accademico e del suo impegno nel rafforzamento dei legami culturali tra i due Paesi, consolidando una collaborazione di lungo periodo.
Particolarmente apprezzata anche la performance musicale degli studenti dell’Elder Conservatorium of Music, diretti da Anna Goldsworthy e affiancati dal baritono Teddy Tahu Rhodes, che ha offerto al pubblico un omaggio alla tradizione musicale italiana.
In Nuova Zelanda, la collaborazione tra New Zealand Opera e l’Italian Embassy in Wellington segna un nuovo passo nella promozione della lingua italiana nel panorama lirico internazionale. L’iniziativa nasce in occasione della produzione de Il matrimonio di Figaro, con l’obiettivo di rendere l’opera più accessibile al pubblico grazie all’introduzione di sovratitoli in lingua italiana. Il progetto è stato reso possibile anche grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Cultura Sydney, che ha fornito supporto linguistico e tecnico per la realizzazione dei sottotitoli. Gli spettatori potranno così seguire in tempo reale il libretto originale di Lorenzo Da Ponte, cogliendo ogni sfumatura del testo mozartiano e apprezzando pienamente la ricchezza espressiva dell’opera.
L’iniziativa si inserisce nel ri-
conoscimento dell’opera lirica italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, avvenuto nel 2023, confermando il valore universale del melodramma italiano e la sua capacità di dialogare con pubblici internazionali.
I partner coinvolti sottolineano l’importanza della diplomazia culturale come strumento di connessione tra Paesi e tradizioni. Il progetto rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione internazionale, capace di unire istituzioni e artisti nel segno della musica e della lingua italiana, rafforzando al tempo stesso il legame tra Europa e Oceania attraverso il linguaggio universale dell’opera lirica. Un’iniziativa che valorizza anche la formazione del pubblico e l’interscambio culturale tra nuove generazioni di spettatori e musicisti internazionali
Figaro conquista il Pacifico
Celebrazioni solenni per l'ottuagenario della Repubblica Italiana
di Giovanni Testa
Una celebrazione solenne, partecipata e ricca di significati quella ospitata nella prestigiosa cornice della State Library of Victoria per l’80° anniversario della Repubblica Italiana. Autorità italiane e australiane, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e della vasta comunità italo-australiana del Victoria si sono riuniti per commemorare la storica scelta del 2 giugno 1946 e rendere omaggio al contributo che generazioni di italiani hanno offerto allo sviluppo dell’Australia.
Tra le presenze istituzionali della serata è stato l’Ambasciatore d’Italia in Australia, S. E. Nicola Lener, che nel suo intervento ha tracciato un percorso tra memoria storica, identità nazionale e prospettive future delle relazioni tra Italia e Australia.
Lener ha ricordato come la Festa della Repubblica rappresenti il momento fondativo dell’Italia democratica, nata dalla scelta degli italiani di costruire il proprio futuro sui valori della libertà, della pace e della partecipazione democratica. Ha inoltre richiamato l’importanza delle elezioni amministrative del marzo 1946, quando per la prima volta le donne italiane poterono partecipare alla vita democratica del Paese, contribuendo a trasformare profondamente la società italiana.
Ampio spazio è stato poi dedicato alla comunità italiana in Australia, definita da Lener un esempio straordinario di integrazione riuscita. Pur inserendosi pienamente nella società australiana, gli italiani hanno preservato la propria identità culturale, contribuendo in maniera determinante alla crescita economica, sociale e culturale del Paese. L’Ambasciatore ha reso omaggio ai sacrifici e al lavoro delle generazioni di emigrati italiani che hanno costruito un ponte stabile tra le due nazioni.
Guardando al futuro, Lener ha evidenziato le opportunità offerte dai settori dell’innovazione, della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie, ricordando il ruolo svolto da ricercatori, imprenditori e professionisti italiani presenti in Australia nei campi più avanzati. Secondo l’Ambasciatore, la collaborazione in questi settori rappresenta una delle frontiere più promettenti del rapporto bilaterale.
Ad aprire ufficialmente la celebrazione è stata il Console Generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, che ha ricordato come la scelta repubblicana del 1946 abbia definito non soltanto la forma istituzionale dello Stato, ma anche i principi fondamentali dell’Italia contemporanea. Mauri ha inoltre espresso il proprio orgoglio per una comunità italiana dinamica e profondamente radicata nel territorio.
Particolarmente apprezzato è stato anche l’intervento della Ministra del Victoria, Lily D’Ambrosio, che attraverso la storia della propria famiglia emigrata dalla Calabria negli anni Cinquanta ha reso omaggio ai sacrifici di migliaia di italiani e al loro contributo nella costruzione del Victoria moderno.
Molto significativo anche il discorso dell’On. Evan Mulholland, che ha sottolineato il contributo determinante degli italo-australiani alla vita economica, sociale e istituzionale dello Stato. Mulholland ha evidenziato come le nuove generazioni continuino a distinguersi nei settori professionali, imprenditoriali e pubblici.
Un forte richiamo all’importanza della rappresentanza comunitaria è arrivato dal Presi-
dente del Com.It.Es. Victoria e Tasmania, Ubaldo Aglianò, che ha posto l’accento sulla necessità di coinvolgere sempre più i giovani nella vita associativa e di preservare il patrimonio culturale e linguistico italiano.
Sulla stessa linea l’intervento del Presidente del CO.AS.IT. di Melbourne, Vincent Volpe, che ha evidenziato il valore dell’insegnamento della lingua italiana e delle iniziative culturali rivolte alle nuove generazioni nonché l'importanza delle collaborazioni che rendono fattibile l'assistenza linguistica nelle scuole locali. Uno dei momenti più emozionanti della celebrazione è stato il conferimento di una prestigiosa onorificenza della Repubblica Italiana, assegnata quale riconoscimento per l’eccellenza professionale e per il contributo offerto al rafforzamento delle relazioni tra Italia e Australia.
La serata si è conclusa in un clima di festa, orgoglio e appartenenza. Il messaggio emerso dagli interventi è stato unanime: ottant’anni dopo la nascita della Repubblica, il legame tra Italia e Australia continua a rafforzarsi grazie a una comunità che rappresenta un ponte vivo tra due Paesi uniti da amicizia, collaborazione e valori condivisi.
Evan Mulholland esprime parole di apprezzamento verso gli italiani
Rappresentanti istituzionali al Ricevimento della Repubblica
Il presidente del Comites Victora e Tasmania, Ubaldo Agliano'
La Console Generale di Melbourne Dott.ssa Chiara Mauri
L'On.Marco Fedi e la Ministra D'Ambrosio brindano alla Repubblica
Esibizione canora che ha accompagnato la celebrazione
Media multiculturali un ponte di fiducia contro la disinformazione
by ROLAND MELOSI
di Giovanni Testa
In un’epoca caratterizzata dalla rapida diffusione delle informazioni attraverso piattaforme digitali, social media e sistemi di messaggistica istantanea, il ruolo dei media multiculturali continua a rivelarsi fondamentale per mantenere le comunità informate, coinvolte e connesse alla vita sociale del Paese. È stato questo il tema centrale dell’evento “Celebrating Multicultural Media Community Connection”, svoltosi a Melbourne e dedicato al valore dell’informazione inclusiva e alla costruzione della fiducia nelle comunità culturalmente diverse.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, operatori dei media etnici e leader comunitari, offrendo un’importante occasione di confronto sul presente e sul futuro dell’informazione multiculturale in Australia.
Ad aprire la serata è stata Vivian Nguyen, presidente della Victorian Multicultural Commission, che ha posto l’accento sulla fiducia come elemento indispensabile per costruire comunità forti e resilienti. Nel suo intervento ha evidenziato come, in un contesto mediatico sempre più frammentato, sia essenziale poter contare su fonti credibili e organizzazioni affidabili. Nguyen ha ricordato il ruolo svolto dai media etnici durante alcune delle emergenze più difficili vissute dall’Australia negli ultimi anni, dagli incendi boschivi alle alluvioni fino alla pandemia di Covid-19, quando hanno garantito alle diverse comunità l’accesso a informazioni accurate, tempestive e culturalmente appropriate. La serata è stata impreziosita anche da un momento artistico particolarmente apprezzato.
Il musicista e compositore sino-australiano KK ha presentato “Entrance”, una composizione originale che unisce il suono tradizionale del guqin cinese a influenze jazz, pop, R&B e musica classica. Un’esibizione che ha rappresentato simbolicamente l’incontro tra culture diverse e la ricchezza del tessuto multiculturale di Melbourne.
Tra gli interventi più attesi vi è stato quello della giornalista e documentarista Helen Kapalos, già presidente della Victorian Multicultural Commission e figura di spicco del panorama mediatico australiano. Ripercorrendo la
propria esperienza professionale, iniziata alla SBS grazie a una borsa di studio durante l’“Anno della Tolleranza Culturale”, Kapalos ha sottolineato come i media multiculturali abbiano costituito il fondamento della sua formazione giornalistica e un modello di comunicazione basato sulla responsabilità e sul servizio alle comunità. Particolarmente toccante è stato il riferimento alle proprie origini greche. Kapalos ha raccontato come i suoi genitori si informassero principalmente attraverso giornali, radio e programmi televisivi in lingua greca, trovando in quei mezzi un punto di riferimento essenziale per comprendere la realtà australiana senza perdere il legame con la propria cultura d’origine. Un’esperienza personale che ha rafforzato la sua convinzione sul valore insostituibile dei media comunitari.
Secondo Kapalos, la fiducia rappresenta oggi la risorsa più preziosa del giornalismo. Una fiducia costruita negli anni dai media etnici e dai leader comunitari, che li rende interlocutori fondamentali nella lotta contro la disinformazione. L’ex presidente della VMC ha evidenziato come le notizie false si diffondano sempre più spesso attraverso canali privati e difficili da monitorare, come gruppi WhatsApp, WeChat e reti familiari, sfuggendo ai tradizionali sistemi di verifica.
La soluzione, ha spiegato, non
consiste semplicemente nella traduzione dei messaggi istituzionali, ma nella capacità di coinvolgere persone e organizzazioni che godono della fiducia delle comunità. «Il messaggero conta più del messaggio», ha affermato, sottolineando come nessuna tecnologia possa sostituire il rapporto umano costruito nel tempo.
Durante la tavola rotonda, Rajdeep, Mahsa, Lydia e Marianne hanno condiviso riflessioni sul futuro dell’informazione multiculturale. Mahsa ha espresso fiducia nelle nuove generazioni di creatori di contenuti, capaci di raccontare storie spesso trascurate dai media tradizionali. Lydia ha invece evidenziato il valore delle relazioni dirette e del lavoro sul territorio come strumenti essenziali per costruire connessioni autentiche. In chiusura, gli organizzatori hanno confermato la volontà di rendere l’iniziativa un appuntamento permanente. Nonostante il maltempo, la numerosa partecipazione ha dimostrato quanto il settore dei media multiculturali continui a svolgere un ruolo indispensabile nella costruzione di una società australiana più inclusiva, informata e coesa. Il messaggio emerso dalla serata è stato chiaro: in un mondo sempre più complesso, la fiducia resta il più efficace antidoto alla disinformazione e i media multiculturali rappresentano una delle risorse più preziose per preservarla.
Compositore sino-australiano KK
Gli organizzatori dell'incontro
Rappresentanti dei media multiculturali Africani
La serata ha fatto il punto sui media multiculturali del Victoria
Presente la giornalista e documentarista Helen Kapalos
Anche allora fa la sua comparsa all'evento
Alcuni partecipanti all'evento
Helen Kapalos
Five Dock quando
Di Lorenzo Canu
C'è un angolo di Sydney dove il siciliano si sente ancora per strada come lingua viva, tramandata di generazione in generazione. Lo sa bene il sindaco di Canada Bay Michael Megna, che dal palco del Canada Bay Club, durante i festeggiamenti per la Festa della Repubblica, ha detto senza esitare: 'se l'Ambasciata italiana si spostasse da Canberra, dovrebbe venire qui.'
Megna lo sa per esperienza diretta. Suo padre arrivò nel 1928, quando in Italia c'era ancora la monarchia e la Repubblica era ancora di là da venire. Oggi lui rappresenta la quinta generazione della sua famiglia in questo quartiere, e suo nipote è già la quinta generazione a nascerci. Cinquant'anni di storia australiana in venti isolati nell’Inner West di Sydney.
Il Canada Bay Club ha accolto domenica 7 giugno una sala piena per celebrare l'80° anniversario della Repubblica Italiana. Gli onori di casa sono stati fatti da Frank Failla, Executive Director del Canada Bay Club, mentre la serata è stata presentata da Fausto Biviano, un altro director del Club e Citizen of the Year nel 2024.
Questo è un anno di celebrazioni anche per il Club, che quest'anno festeggia i suoi sessant'anni: nato nel 1966 come sede della Western Suburbs Soccer Association con 700 soci nel primo anno, oggi conta oltre 15.000 membri ed è da decenni uno degli epicentri della cultura italiana a Sydney.
Il Senatore Francesco Giacobbe e l'Onorevole Nicola Carè erano entrambi presenti, mentre il Console Generale, purtroppo assente per altri impegni istituzionali in Australia, ha inviato un messaggio letto in sala.
Giacobbe ha ricordato che quella del 2 giugno 1946 fu la prima volta in cui le donne italiane votarono, e che senza di loro il risultato del referendum sarebbe stato molto diverso. Ha inoltre sottolineato come, ottant'anni dopo aver sconfitto le dittature in Europa, quei valori di pace, libertà e giustizia sociale che l'Italia scrisse nella Costituzione vengono messi in discussione di nuovo, altrove. Il 2 giugno, ha detto, è anche il momento per rinnovare ogni anno quella scelta.
L'Onorevole Carè si è rivolto
agli italiani della diaspora: lui stesso in Australia da quarantaquattro anni, ha ricordato quanto chi vive lontano dall'Italia porti con sé un'idea di patria che, proprio perché custodita a distanza, rimane spesso più nitida. Gli ottanta milioni di italiani nel mondo, molto più di un patrimonio sentimentale, sono un contributo economico, culturale e politico concreto, per i paesi in cui vivono e per l'Italia stessa. Un legame che si rinnova ogni anno, e che trova in luoghi come il Canada Bay Club la sua espressione più concreta. Lo ha confermato anche Fabio Grassia, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Australia: "Occasioni come questa rafforzano il legame tra Italia e Australia e ci ricorda-
no il prezioso contributo che gli italiani hanno dato e continuano a dare a questo Paese."
Attorno ai tavoli, le conversazioni sono scivolate su educazione, viaggi in Italia, consigli su dove andare, cosa vedere, cosa mangiare. Come accade sempre in questi incontri, ci si trova a parlare di scuole, di nipoti, di regioni d'origine. Poi, verso la fine del pomeriggio, una competizione di gelato ha chiuso la giornata, seguita da dei premi.
La Società Italiana e il Canada Bay Club supportano le istituzioni e ne completano il lavoro, tenendo insieme persone che condividono una storia. Five Dock non si è proprio mai lasciata scappare la sua italianità. Viva la Repubblica!
D. Bastone porta i saluti del console
Frank Failla Executive Director
Senatore Francesco Giacobbe
Gara del gelato guidata da Don Bastone
Le autorità italiane assieme ai Directors del Canada Bay Club
Sen. Giacobbe con il Presidente ICCIAUS Fabio Grassia e l'On. Carè
Le due squadre partecipanti alla tarantella vincono i premi
Alcuni partecipanti all'evento
Volontarie vendono prodotti italiani
Fausto Biviano MC della serata
M. Megna Mayor of Canada Bay
Onorevole Nicola Carè
Torre Civica dell’Aquila rinasce grazie alla solidarietà italo-australiana
Un importante simbolo della rinascita dell’Aquila torna a vivere grazie alla generosità della comunità italo-australiana. Lo scorso 4 giugno si è svolta la cerimonia ufficiale che ha segnato l’avvio dei lavori di restauro della storica Torre Civica dell’Aquila, gravemente danneggiata dal devastante terremoto che colpì la città abruzzese nel 2009.
Alla cerimonia ha preso par-
te l’Ambasciatore australiano in Italia, Keith Pitt Cowley, che ha sottolineato il forte legame che unisce l’Australia e l’Abruzzo, una relazione costruita nel tempo grazie a generazioni di emigrati abruzzesi che hanno contribuito allo sviluppo sociale, culturale ed economico dell’Australia, mantenendo al contempo vivi i rapporti con la loro terra d’origine. Il progetto di recupero
della Torre Civica è stato reso possibile grazie alle donazioni raccolte dalla comunità italo-australiana all’indomani del sisma. Un gesto di straordinaria solidarietà che testimonia il profondo affetto e il senso di appartenenza che ancora oggi lega migliaia di famiglie australiane alle proprie radici abruzzesi.
Presenti alla cerimonia anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e i rappresentanti della Fondazione Carispaq, che hanno evidenziato l’importanza del restauro non solo dal punto di vista architettonico e storico, ma anche come simbolo di speranza e resilienza per l’intera comunità aquilana.
La Torre Civica rappresenta uno dei monumenti più significativi del patrimonio culturale della città e il suo recupero assume un valore ancora più speciale in vista del 2026, anno in cui l’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura.
L’intervento consentirà di restituire alla cittadinanza un luogo identitario di grande valore, contribuendo al completamento del lungo percorso di ricostruzione che la città sta affrontando con determinazione da oltre quindici anni. Il progetto rappresenta inoltre un esempio virtuoso di collaborazione internazionale e di partecipazione collettiva alla tutela del patrimonio storico e artistico.
L’iniziativa assume anche un forte significato simbolico per le
PREVENZIONE
Influenza, COVID-19 e RSV cambiano continuamente e il rischio di malattie gravi aumenta se hai compiuto 65 anni. Rimanendo in regola con le vaccinazioni, puoi proteggerti prima della diffusione di un nuovo ceppo.
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nuove generazioni di italo-australiani, che attraverso questo contributo possono mantenere vivo il legame con la terra dei propri avi. Il recupero della Torre Civica rafforza infatti la memoria condivisa e valorizza una storia di emigrazione, sacrificio e successo costruita nel corso dei decenni. Un messaggio importante che dimostra come la solidarietà
possa trasformarsi in un contributo concreto alla salvaguardia dell’identità culturale e storica di una comunità. Il restauro della storica struttura diventa così un emblema concreto dell’amicizia tra Australia e Italia, un ponte ideale tra due Paesi uniti dalla storia, dalla cultura e da una solidarietà che continua a superare ogni distanza.
Il sindaco Pierluigi Biondi
P. Biondi mostra il finanziamento della comunitá italo-australiana
Pierluigi Biondi dona un riconoscimento all'Amb Julianne Cowley
P. Biondi l'Amb. J. Cowley e il presidente F. Marinelli
Torre Civica palazzo Margherita
"Taste the Music" trasforma Leichhardt
La vivacità, i suoni e i sapori di uno dei quartieri più amati di Sydney saranno celebrati questo mese con l’arrivo del festival inaugurale Taste the Music, che animerà le strade di Leichhardt.
Per due giorni, il 19 e 20 giugno, residenti e visitatori potranno vivere la vera essenza della la dolce vita nel cuore di quella che è considerata la “Little Italy” di Sydney. L’evento prenderà il via venerdì
sera con Aperol Spritz a 7 dollari presso Aperitivo Pizza Pasta e Capriccio Osteria, oppure con una tappa al celebre Moretti Ristorante, che ospiterà un pop-up bar firmato Lyre’s Spirit Co mocktails e cannoli freschi preparati al momento.
Non solo drink: al The Royal Hotel la musica sarà protagonista con il Miss Pia Jazz Trio, che accompagnerà il pubblico in un
viaggio tra jazz, swing e blues. Poco più avanti, tra Crosstalk Records e OTiS Bar, DJ set all’aperto e artisti itineranti come The Lampshades animeranno le strade di Norton e Marion.
Tra i protagonisti anche alcuni dei locali più iconici di Leichhardt, come La Botte D’Oro, dove il proprietario Gabriele Franco racconta come la sua nonna preparerà pasta fresca direttamente all’ingresso del locale, mentre pizza appena sfornata verrà servita al pubblico.
“È una comunità bellissima e accogliente per tutti”, afferma Franco. Ilario Ventolini, fondatore di Moretti Ristorante, sottolinea invece come Leichhardt, pur restando la storica Little Italy di Sydney, abbia oggi un’identità sempre più multiculturale e dinamica.
“C’è un forte senso di comunità che continua a crescere. Taste the Music è una celebrazione di ciò che siamo, delle nostre radici italiane e dell’amore per il buon cibo e la musica.” La festa prosegue sabato con Caffè Bianchi, che aprirà la giornata con caffè tradizionale e biscotti, mentre drink speciali e musica dal vivo animeranno i locali fino a sera.
Lunetta Gelato proporrà brownie caldi da 10 dollari accompagnati da performance circensi, mentre la Rockstar School of Music porterà sul palco giovani talenti con classici energici e groove moderni. Tra gli eventi anche il debutto australiano del musical
di Broadway Tootsie, in scena al Teatro at the Italian Forum per tutto il weekend. Taste the Music è stato ideato dalla camera di commercio locale Viva Leichhardt, con il supporto dell’Inner West Council e dell’Office of the 24Hour Commissioner del governo del NSW.
L’ingresso è gratuito. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale e sui canali In-
stagram di Little Italy Sydney. Un appuntamento che rafforza il legame tra cultura italiana e comunità locale, attirando turisti da tutta Sydney e offrendo un’esperienza immersiva fatta di convivialità, tradizione gastronomica, intrattenimento diffuso e nuove collaborazioni tra ristoratori, artisti e organizzatori del quartiere intero evento. Per maggiori informazioni: littleitalysydney.com
Bar Italia gelato
Dom at Dom Panino
The Royal Hotel
Moretti Ristorante
Hong Kong rilancia il Chianti
Hong Kong - “Nonostante le difficoltà del mercato asiatico, che oggi è molto rallentato rispetto a qualche anno fa, torniamo da Hong Kong con segnali positivi. Abbiamo registrato attenzione, curiosità e un interesse concreto da parte di buyer, importatori e operatori internazionali verso il Chianti Docg e le sue diverse espressioni territoriali”.
Così il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi commenta la partecipazione a Vinexpo Asia 2026, la manifestazione internazionale di riferimento per il mercato asiatico del vino che si è svolta dal 26 al 28 maggio all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre. Per tre giorni il Consorzio è stato protagonista con uno spazio istituzionale dedicato alla denominazione Chianti, che ha ospitato 19 imprese con desk individuale, un Institutional Wine Bar dedicato al Chianti Docg e numerose attività di degustazione rivolte a buyer, operatori Horeca, importatori, distributori e stampa specializzata internazionale. Complessivamente sono state oltre 100 le etichette protagoniste della presenza consortile tra desk aziendali e wine bar istituzionale. Nello specifico, le aziende partecipanti hanno presentato
66 etichette della denominazione Chianti Docg, comprese tipologie annata, Superiore, Riserva e sottozone della denominazione, mentre il banco istituzionale ha proposto 47 etichette Chianti Docg e sue tipologie, compreso Vin Santo del Chianti Doc, in rappresentanza di 25 aziende del territorio.
Buona partecipazione anche per la masterclass dedicata alla denominazione dal titolo “Chianti, a land and its wine. Versatility without borders: the Tuscan icon that conquers global fine dining as well as the authentic flavors of local cuisines”, guidata da Jerry Chen, docente della scuola Asia Wine Service & Education Centre e titolare del diploma Wine & Spirit Education Trust (Wset). L’incontro ha accompagnato operatori e stampa internazionale alla scoperta della versatilità del Chianti Docg e delle sue differenti identità territoriali.
“La presenza a Vinexpo Asia conferma quanto sia strategico continuare a investire nella promozione internazionale della denominazione. Il mercato asiatico, pur in una fase difficile, mostra una crescente attenzione verso vini capaci di unire qualità, riconoscibilità e forte legame con il territorio. (NoveColonneATG)
Parigi traina l’export della
Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop rafforza le attività di promozione in Francia, che rappresenta il primo mercato per l’export della Bufala Dop e continua a trainarne la crescita internazionale.
Dal 7 al 9 giugno il Consorzio, in collaborazione con l’agenzia ICE, sarà protagonista al “Salon du Fromage et des Produits Laitiers” (Hall 7.1, stand E010), che si svolge nel centro espositivo “Paris Expo Porte de Versailles” e rappresenta uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi, dedicati al mondo lattiero-caseario e punto di riferimento per produttori, distributori, buyer e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo. Nell’ambito della rassegna, lunedì 8 giugno, alle ore 13.15, è in programma la tavola rotonda dal titolo: “Les fromages italiens: entre cuisine, traditions et transmission”.
L’incontro sarà un focus sui gesti e sul saper fare della tradizione casearia italiana e per l’occasione si terrà una degustazione guidata di mozzarella di bufala campana Dop per un pubblico selezionato di stakeholder.
Nel 2025 le esportazioni di mozzarella di bufala campana Dop hanno raggiunto il 36% e da sola la Francia ne ha assorbito il 33,6%, ovvero una mozzarella Dop su tre, che ha oltrepassato i confini dell’Italia, è finita sulle tavole dei francesi, che così si confermano i primi mozzarella-lovers.
“La nostra presenza ancora una volta a Parigi conferma l’impegno nella valorizzazione della Mozzarella di Bufala Campana Dop sui mercati esteri e in particolare nella promozione di questa eccellenza del Made in Italy agroalimentare in un Paese che vanta una grande tradizione casearia e mostra di apprezzare
Mozzarella di Bufala
sempre di più la qualità del nostro prodotto”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo. Non solo fiere. La partecipazione al “Salon du fromage” è affiancata da una campagna di comunicazione nel metrò parigino e una campagna di affissioni lungo le strade che portano al mercato di Rungis, il più grande mercato al mondo di prodotti freschi all’ingrosso. L’obiettivo è comunicare il territorio di origine della Bufala Dop, attraverso una rete di trasporti che copre tutte le principali aree urbane francesi, puntando su un target di pubblico giovane, urbano, composto da pendolari quoti-
diani. Inoltre, il nuovo spot realizzato dal Consorzio di Tutela con protagonista l’attrice napoletana Serena Autieri, sarà trasmesso anche in Francia, attraverso una pianificazione che punta sulle connected tv.
La campagna è stata realizzata con il contributo della Regione Campania, Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027.
E in autunno il Consorzio è pronto a tornare in Francia, in occasione del SIAL Paris, una delle più importanti fiere mondiali di settore, in programma a Parigi dal 17 al 21 ottobre, un’ulteriore occasione strategica per consolidare la presenza del prodotto e conquistarne nuovi consumatori (NoveColonneATG)
Chi sono i 4 nuovi
della San Pio X?
padre Pascal Schreiber, 53 anni, svizzero del Canton Argovia. Ordinato sacerdote nel 1998 dopo gli studi a Zaitzkofen e a Ecône, ha dedicato gran parte del suo ministero all'educazione cattolica. Dopo aver diretto istituti scolastici in Svizzera, è stato nominato Superiore del Distretto svizzero e, dal 2020, ricopre il ruolo di rettore del Seminario del Sacro Cuore di Zaitzkofen, in Germania, dove segue la formazione di oltre cinquanta seminaristi provenienti da sedici nazioni. Dagli Stati Uniti proviene padre Michael Goldade, 45 anni, originario del North Dakota e cresciuto a St. Marys, Kansas. Proveniente da una numerosa famiglia cattolica di dieci figli, è stato ordinato sacerdote nel 2004. Dopo aver svolto il suo ministero in Michigan e nello Stato di Washington, ha guidato una delle più importanti comunità della Fraternità a Kansas City. Dal 2023 è rettore del Seminario San Tommaso d'Aquino in Virginia, dove supervisiona la formazione di circa cento seminaristi.
Il francese Michel Poinsinet de Sivry, 42 anni, è attualmente Superiore del Distretto del Benelux. Ordinato nel 2008, ha svolto gran parte del suo apostolato nel settore educativo, dirigendo scuole cattoliche a Parigi e nel nord della Francia. Conosciuto per le sue capacità organizzative e pastorali, guida dal 2022 le attività della Fraternità in Belgio, Olanda e Lussemburgo.
Il più giovane dei quattro è padre Marc Hanappier, nato nel 1990 in una famiglia francese profondamente radicata nella fede cattolica e ricca di vocazioni religiose. Ordinato sacerdote nel 2013, ha insegnato in diversi istituti scolastici prima di essere chiamato negli Stati Uniti come docente presso il seminario di Dillwyn, in Virginia. Specialista in metafisica e teologia dogmatica, continua a svolgere anche attività pastorale nelle cappelle affidate alla Fraternità.
Vescovo ostaggio Cattogay
di Tommaso Scandroglio @LaNuovaBQ
La Sindrome di Stoccolma è un meccanismo di difesa psicologico inconscio che porta la vittima di sequestro, di abusi, di minacce, di violenze a sviluppare un legame affettivo, di stima o di dipendenza positiva verso il proprio sequestratore o abusatore.
continuare ad essere attenti e rispettosi nei loro confronti, dialoganti, accoglienti. Spero tanto che lo possano essere anche loro».
Pura Sindrome di Stoccolma. Il sequestrato spera che lo trattino bene, giudica le loro malefatte con indulgenza perché in fondo sono bravi ragazzi. Insomma sta dalla loro parte anche se costoro non stanno dalla sua (solo a parole semmai), perchè stanno dalla parte di chi sostiene una visione di vita incompatibile con Cristo. Incompatibile.
Nelle frasi di Mons. Cipolla è contenuta la quintessenza della resa della Chiesa occidentale all’ideologia LGBT e a qualsiasi altro pensiero anti-cristiano. Una resa che si fonda sull’abbondismo. Il neologismo deriva da Don Abbondio: lui se la faceva sotto davanti ai Bravi ed ora noi ce la facciamo sotto davanti a questi “bravi” ragazzi. Il vescovo dice «però vediamo, aspettiamo». Non è prudenza questa, ma prudenza della carne, negligenza, ignavia, paura, attendismo nella speranza che la bufera mediatica passi e non gli faccia volar via lo zucchetto, è mancanza di fortezza, di decisione, di nerbo, di fermezza, di risolutezza, di virilità (d’altronde se si plaude all’omosessualità…).
La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha reso noti i nomi dei quattro sacerdoti che saranno consacrati vescovi il prossimo 1° luglio presso il seminario di Ecône, in Svizzera. Ad oggi non è ancora perventuo alcun mandato Pontificio per la consacrazione il che metta la Fraternità in serio rischio di scisma. In merito agli ordinandi, si tratta di figure provenienti da tre Paesi diversi – Svizzera, Stati Uniti e Francia – accomunate da una lunga esperienza nell'educazione, nella formazione sacerdotale e nel governo della Fraternità.
Il più anziano degli eletti è
I quattro candidati rappresentano una nuova generazione di dirigenti della Fraternità San Pio X, caratterizzata da una forte preparazione teologica, esperienza educativa e una significativa presenza internazionale. La loro consacrazione episcopale segnerà una tappa importante nella storia dell'istituto fondato da mons. Marcel Lefebvre.
Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, presenta tutti i sintomi della Sindrome di Stoccolma. Egli è stato rapito e tenuto in ostaggio dai membri dell’associazione Il Mandorlo, una di quelle tante realtà che fioriscono attorno all’ossimoro omosessualità/cattolicesimo. Un’associazione però riconosciuta dalla diocesi patavina. Forse a motivo di tale riconoscimento, gli aderenti a questo gruppo, durante il pride cittadino, sono sfilati davanti al Duomo con cartelli con su scritto: «Eccoci in frocessione»; «Le cattofroce sono qui»; «Sono bella a modo mio, perché Dio non commette errori»; «Dio è queer tra noi». Pura blasfemia ed ordinaria blasfemia per qualsiasi circolo arcobaleno. Mons. Cipolla, a margine della Festa per gli ottant’anni della Repubblica in piazza dei Frutti, ha commentato così l’accaduto: «Sono in imbarazzo per il gesto compiuto da questi ragazzi. L’immagine con i cartelli esposti mi ha fatto sentire molto in imbarazzo» ha spiegato Cipolla, «però vediamo, aspettiamo. È importante che ci sia sempre rispetto per tutti quelli che hanno pensieri diversi» - in grado uguale a quello mostrato da costoro per Dio, la Chiesa, i suoi fedeli e i suoi insegnamenti? - «Un vescovo è all’apice di una istituzione grande, che comprende tutto il popolo cristiano composto da persone che la pensano in modo diverso. Non vorrei essere trascinato né da una parte, né dall’altra». E poi ha continuato: «Sì, io questi ragazzi li conosco personalmente ed è questo il punto, dobbiamo in ogni caso continuare a voler bene ai nostri figli, e questo è il mio atteggiamento». Li conosce così bene che ha presieduto un veglia di preghiera contro la cosiddetta omo e transfobia presso la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, a Montà. «Ho voluto esserci – ha proseguito il vescovo – proprio perché conosco le famiglie di questi giovani. Come Chiesa locale abbiamo riconosciuto il loro circolo. Nonostante l’accaduto mi sembra giusto
Non si ha la schiena dritta, manca il polso di ferro quando occorre. Di fronte agli attacchi si è imbelli, ci si consegna tremanti a quattro ragazzi confusi e si prega loro di essere indulgenti: «Spero tanto che lo possano essere [rispettosi] anche loro». S’implora pietà. Dove è il «Sì, sì, no, no» del Vangelo? Dove sono state dimenticate la dignità personale, il sano amor proprio, l’orgoglio e dunque il pride cattolico? E dove è finito il cattolicesimo militante, dove è finita la memoria di tanti martiri che hanno preferito morire piuttosto che sopravvivere mangiando il pane rancido del compromesso?
E qui si tratta solo di prendere per le orecchie quattro tosi. Ma si ha paura della propria ombra. Altro che omofobia, qui abbiamo la cattofobia, la paura di mostrarsi cattolici, tutti di un pezzo. Si ha vergogna del proprio credo, della propria Chiesa, di Cristo. «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». (Marco 8,38).
Padre Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera
Padre Michael Goldade, di nazionalità americana
Padre Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese
Padre Marc Hanappier, di nazionalità francese
Marianna Lo Verde la brillante manager eclettica di Brooklyn
L’imprenditrice italoamericana di Palermo con il papà Leonardo, chef di alta qualità, gestisce due imprese della ristorazione a Brooklyn, “Focacceria Palermitana” e “Villa Paradiso”. Donna energica con una spiccata dialettica, è stata eletta “Donna dell’anno 2026”
di Ketty Millecro
La Bellissima donna, dallo sguardo intenso, che rapisce con lo sguardo e l’attenzione chi la incontra per la prima volta è l’italoamericana, che stiamo intervistando. Marianna Lo Verde, questo il suo nome, che sembra un marchio di garanzia, la giovane che si presenta come lo specchio della sua Sicilia. Sorridente e
nel 1987 risale all’età di 12 anni, quando è partita in aereo con i genitori, papà Leonardo Lo Verde, palermitano e mamma Rosalia, due fratelli maggiori e la sorella gemella identica. Giunta a Brooklyn NY, hanno avuto l’appoggio di alcuni parenti della mamma. Inizialmente per Marianna giungere in terra straniera è stato come un gioco, che poi è diventato dolore per coloro che aveva “abbandonato”, infine consuetudine. Lasciare l’Italia non è stato semplice, gli affetti più cari, la scuola, gli amici sono stati come uno strappo al cuore.
gentile nei modi, emana un’energia, che sembra riflettere “il sole dell’isola più bella del mondo”. Dopo averle chiesto il permesso di registrazione accordato, le chiediamo di raccontarci la sua storia. Fiera di sè stessa inizia col dirci di essere nata a Palermo, figlia di siciliani, città dove ha trascorso la sua infanzia.
La sua partenza per l’America
Uomo contro algoritmo
di Giuseppe Arnò
Mentre Mosca continua a minacciare l’Ucraina con nuovi raid e i morti si accumulano ormai con la stessa freddezza con cui si contano i dividendi di Borsa, qualcuno, miracolo statistico, ha ancora un frammento di sale in zucca e propone il ripristino dei manicomi. La notizia ha scandalizzato i professionisti del progresso obbligatorio, quelli che negli ultimi quarant’anni hanno abolito tutto: autorità, limiti, controllo, responsabilità, buon senso. Salvo poi stupirsi se il risultato finale somiglia a un condominio amministrato da Nerone durante un blackout. Eppure il fenomeno è interessante. Molte cose che il Novecento aveva archiviato come “anacronistiche” stanno tornando. I manicomi, le case chiuse, le frontiere, l’educazione severa, la necessità di distinguere tra libertà e anarchia. Persino il concetto che non tutte le idee abbiano diritto alla stessa dignità intellettuale. Nietzsche parlava dell’eterno ritorno. Noi, più modestamente, assistiamo al ritorno dell’evidenza. Perché il problema non è mai stato abolire certe strutture: il problema era sostituirle con qualcosa di migliore. E il nuovo ordine sociale, progettato dal liberalismo effervescente e dalle utopie so-
ciologiche da aperitivo universitario, semplicemente non ha funzionato.
L’esperimento è fallito. Come quasi tutti gli esperimenti condotti sull’uomo da chi considera l’uomo materiale da laboratorio. Oggi viviamo in un mondo dove è diventato difficile capire se i pazzi siano aumentati davvero o se abbiano semplicemente ottenuto accesso ai centri decisionali. Che esistano diversi stadi di pericolosità è scientificamente provato. Che alcune sfere del potere siano finite in mani squilibrate è invece dimostrato dall’agenda quotidiana.
E allora si torna indietro. Non per nostalgia, ma per sopravvivenza. Nel frattempo, mentre la politica litiga sulle macerie della logica, arriva perfino il nuovo pontefice, Papa Leone XIV, che nell’enciclica Magnifica Humanitas mette in guardia contro il paradigma tecnocratico, denuncia le nuove schiavitù digitali e invita a “disarmare” l’Intelligenza Artificiale.
Non perché la macchina sia malvagia, ma perché l’uomo rischia di diventare pigro abbastanza da consegnarle il proprio cervello in comodato d’uso. Ed è qui il punto centrale.
L’IA non fa paura perché pensa, ma fa paura perché molti hanno smesso di farlo. Ogni grande invenzione umana porta con sé progresso e rischio.
La conquista del nuovo mondo è stato simile ad una scalata sulla montagna dell’Everest. Per lei c’era il ricordo del vulcano siciliano studiato a scuola, l’Etna; tuttavia il ricordo indelebile è di quella sua città natale Palermo che con il suo dialetto tipico ha sempre affascinato la gente di tutto mondo.
Negli States, giunta dall’Italia, dove aveva frequentato la I media, ha conseguito la licenza media e si è iscritta al liceo High school di Brooklyn, diplomandosi. Si è poi iscritta all’Università, non ultimando gli studi, con grande rammarico. È stata un’ottima pallavolista, facendosi notare per le sue doti sportive e l’energia che la contraddistingue anche in tal senso.
È diventata agente immobiliare e ha dato spazio alla sua passione per la musica, incontrando diversi artisti italiani, tra cui una colonna della musica italiana, Fausto Leali, la cui moglie la ritiene una cara amica. Ciò che ha arricchito la sua carriera lavorativa è stato essere divenuta “Manager della Ristorazione”. In Brooklyn papà Leonardo ha creato due ristoranti; uno porta il nome di “Focacceria Palermitana”, Joe’s of Avenue U, dove si può gustare il pane con le panelle, caponata, arancine. È in attività da molto tempo e vengono presentati i piatti palermitani, con cibi siciliani. L’altro è un ristorante vero e proprio, “Villa Paradiso”, che si trova a Staten Island in NY. A Villa Paradiso si parla in italiano, si cantano canzoni italiane, con piatti tradizionali di Palermo, ma anche italiani. Tra i piatti più richiesti: i carciofi alla giudia, pasta con le sarde, sarde a beccafico. C’è musica dal vivo, dove si
esibisce lei, il suo manager Ciro e papà. Lo chef Leonardo, figlio di un fruttivendolo, nato dopo la guerra, ha patito la fame, dedicandosi all’ambito della frutta e verdura. Ha sempre lavorato con grande passione, diventando l’emblema della famiglia e punto di forza per i figli, maschi, anch’essi imprenditori fornitori esperti di frutta e verdura “wholesalers supplying large businesses” di NY.
Marianna lavora, invece, insieme al padre dall’età di 27 anni, che le ha chiesto di fare parte dell’entourage dei due ristoranti.
La giovane ha accettato di buon grado, iniziando la nuova avventura e risultando un’abile e ferrata manager . È Leonardo lo Chef di qualità, che ha fatto conseguire il titolo di ottimo ristorante, risultando al 18’ posto in classifica per il forte senso di italianità, che richiama tanti italiani e americani per l’ottimo cibo tanto gradito agli ospiti.
Le chiediamo cosa abbia rappresentato per lei la comunità italoamericana. Si esprime elogiando i suoi connazionali, definendoli il fulcro della sua terra, compagni di un’esperienza e di vicende ardue e faticose. È felice di essere diventata anche “figlia dell’America”, della terra del Columbus Day, di sentirsi oggi anche americana. È stato difficile conquistare il business, che è più difficile per le donne, ritenute a volte meno credibili. Ha da poco ottenuto il tributo di “Donna dell’anno 2026” , “2026 Women of Distinction Awards”con un gruppo di altre donne in Nomination. Durante il Covid, insieme all’azienda di papà, ha donato tanto cibo a chi in quel periodo ha perduto il lavoro o non ha po-
tuto lavorare per via di malattie. Non riesce a dimenticare le umili parole del padre che ha sempre affermato che “ il cibo non si nega a nessuno”. Ha tre figli maschi, che sono l’amore della sua vita, Nicoló di 28 anni, Giuseppe 17 e Leonardo 15. Questo é il sentimento che traspare nel nominarli, quando una luce d’amore brilla nei suoi occhi. Tramite papà ha conosciuto l’amica giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine, definita dall’intervistata, “Donna coraggiosa”, è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall'UNESCO, Prima “Radio University in the world”.
Marianna sarà presto ospite nel programma radiofonico International tanto ascoltato, anche a livello mondiale.
La nostra interessante intervista volge alla fine, con quell’energia speciale della bella imprenditrice, che con un panoramico abbraccio avvolge tutti gli italiani all’estero.
Si rivolge loro, senza avere la presunzione di dare consigli, con una frase che vuole percorrere i lettori dall’Italia, all’Europa, all’America, sino ai lidi dell’Australia: “Fratelli, non dimentichiamo mai da dove veniamo. Ricordiamoci chi siamo, perché siamo italiani, vanto della nostra madrepatria, lasciando stare gelosie ed invidie. Andiamo avanti per le nostre strade, alla conquista di un futuro sempre in crescendo, perchè l’Italia sarà sempre dentro di noi”.
Premiazione di Marianna Lo Verde eletta donna dell'anno
L'imprenditore Leonardo Lo Verde Chef di alta qualità
Enrico Bernardi il genio italiano che mise il mondo su quattro ruote
di Angelo Paratico Certo del futuro dell’automobile, da lui inventata, l’ingegnere Enrico Zeno Bernardi (1841 – 1919) nel 1896 diede inizio alla sua attività imprenditoriale con un’officina per produrle. Nato a Verona ma residente a Quinzano Era nativo e risiedeva a Quinzano (VR) ma era nato a Verona il 20 maggio 1841 da Lauro, medico-fisico, e da Bianca Carlotti. Qui ha compiuto gli studi ginnasiali mentre la Laura in matematica l’ha conseguita a Padova, nel 1863. Nel biennio 1875-76 si sposta a Vicenza per dirigere la fonderia e torneria Mori. Nel 1879 si aggiudica la cattedra di macchine idrauliche termiche ed agricole presso l’università di Padova. A Padova la prima fabbrica di automobili
"Condominite
L’azienda automobilistica fu impiantata a Padova in società con due giovani ingegneri padovani, Giacomo Miari e Francesco Giusti Del Giardino, allo scopo di industrializzare il prototipo di Bernardi.
La Miari & Giusti fu la prima azienda automobilistica del mondo, e aveva sede in via San Massimo, a Padova. Produssero il modello a triciclo e poi uno spider a quattro ruote di 2.5 cavalli di potenza e che poteva raggiungere i 35 chilometri orari. Dopo aver prodotto cento autovetture, purtroppo, la mancanza di adeguati capitali li costrinse a chiudere i battenti dopo due anni d’attività, pur essendo le loro vetture tecnicamente superiori alle Fiat prodotte a partire dal 1899. La fabbrica si trovava a pochi me-
tri dalla sede nazionale del RIVS, dove sorgeva l’opificio di via San Massimo a Padova, già sede del Lanificio Marcon, distrutto da un incendio nel 1892.
L’automobile vendette bene a Padova. Già nel 1903 in città si contavano 49 possessori di autovetture, tra cui ovviamente lo stesso Bernardi, il marchese Pietro Buzzaccarini, il conte Paolo Camerini, il conte Luigi Donà Dalle Rose; ma c’è anche una donna, la contessa Emma Treves Corinaldi. A Padova la targa numero 1 fu assegnata alla Società in accomandita Cassis & C., la seconda a Enrico Bernardi, la terza al conte Giacomo Miari de’ Cumani; ai primi titolari, in genere espressione della nobiltà, si affiancano professionisti, avvocati, industriali, clinici come il professor Felice Lussana, soprannominato “Girardengo” per via dei suoi grandi baffi a manubrio.
La vettura a tre ruote posseduta da Bernardi è attualmente esposta al “Museo di Macchine Enrico Bernardi” dell’Università di Padova insieme ad altri motori e modelli d’epoca, ancora funzionanti dopo 130 anni.Una fama negata
Un corpo celeste porta il nome di Enrico Bernardi ma se fosse nato negli Stati Uniti, siamo certi che Hollywood gli avrebbe già dedicato un film e, nonostante esistano piccoli studi settoriali
dedicati alla sua opera, manca una vera biografia. A Padova dovrebbero commemorare la prima
fabbrica delle amate e odiate automobili con una lapide o un monumento.
Acuta" il nuovo romanzo ironico di Alan Davìd Baumann
Un condominio come specchio della società contemporanea, un mistero da svelare e una narrazione che alterna ironia, osservazione psicologica e riflessione culturale. Sono questi gli elementi che caratterizzano Condominite Acuta, il nuovo libro dello scrittore e giornalista Alan Davìd Baumann, pubblicato
dalla neonata casa editrice Verba House. Il romanzo si presenta come un giallo atipico e brillante, arricchito da note e approfondimenti che assumono un valore autonomo all'interno della lettura. Tra le sue pagine trova spazio anche uno stralcio di saggio dedicato al tema dell’antisemitismo, confer-
Tony and Grace
mando la volontà dell’autore di intrecciare narrativa e riflessione storica e civile.
A guidare il lettore è la voce di Davìd Klein, scrittore e osservatore privilegiato della vita condominiale. Dall’undicesimo piano del palazzo in cui vive da oltre mezzo secolo, il protagonista racconta un microcosmo umano fatto di incontri, pettegolezzi, segreti, sogni e tragedie. «La gente mormora, la gente vive, la gente muore e di questo non tutto è spiegabile», afferma il narratore, delineando un universo dove la quotidianità si trasforma in racconto e ogni esistenza può nascondere una verità inattesa.
Il titolo stesso gioca sul doppio significato del termine “condominite”, evocando sia il vivere comune all'interno di un edificio sia una sorta di “malattia sociale” fatta di convivenze forzate, incomprensioni e relazioni umane
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spesso complesse. Baumann affronta questi temi con uno stile che alterna il sacro al faceto, l'umorismo all'analisi, offrendo una lettura originale e ricca di spunti. Nato a Roma nel 1964, Alan Davìd Baumann è una figura nota nel panorama culturale italiano. Giornalista dagli anni
Ottanta, dirige la testata online L’Ideale ed è stato vicecoordinatore nazionale della Survivors of the Shoah Visual History Foundation fondata da Steven Spielberg. Da anni si occupa di storia, memoria e divulgazione culturale attraverso mostre, archivi e pubblicazioni.
5 nuovi seggi al Consiglio di Sicurezza dell'ONU
di Lorenzo Canu
L'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite ha eletto il 5 giugno cinque nuovi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza per il biennio 20272028: Austria, Kirghizistan, Portogallo, Trinidad e Tobago e Zimbabwe. I nuovi membri entreranno in carica il 1° gennaio 2027, sostituendo Danimarca, Grecia, Pakistan, Panama e Somalia. La competizione più accesa si è svolta nel gruppo dei paesi occidentali, dove la Germania, che aveva investito molto nella propria candidatura, ha
ottenuto soli 104 voti, cedendo i due seggi disponibili a Portogallo (134) e Austria (131). Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha attribuito la sconfitta, tra l'altro, alla campagna condotta dalla Russia contro Berlino per via del suo sostegno all'Ucraina.
Zimbabwe e Trinidad e Tobago, candidati unici nei rispettivi gruppi regionali, sono stati eletti con oltre 180 voti ciascuno. Per il Kirghizistan, che ha battuto le Filippine al quarto scrutinio con 143 voti contro 49, si tratta del primo seggio nella storia del paese.
Enrico Bernardi con al sua Bernardi 3½ HP
L'invenzione di Enrico Bernardi sulle pagine storiche dell'Arena
Enrico Bernardi in compagnia della moglie Amalia
TRA NOTIZIE SMENTITE E VERITÀ NASCOSTE
Vorrei che in Italia ci fosse una informazione più completa e più corretta, separando sempre i fatti dalle opinioni.
Ma poi bisogna intervenire, almeno sui casi più eclatanti Per esempio la Procura di Milano ha testualmente dichiarato per il “caso Minetti” che “Dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa e dalle quali ha tratto origine un
supplemento di verifiche, non corrispondono al vero” Ergo il “Fatto Quotidiano” ha raccontato balle (oltre 50 articoli fondati sul nulla, ripresi poi da tutta la stampa italiana), le richieste del PD (vedi la Serrachiani) e del M5S per le dimissioni di Nordio non avevano alcun senso, ma anche Ranucci a Report e la Berlinguer a “Carta Bianca” hanno raccontato pettegolezzi e non verità.
LA GUERRA CIVILE MANCATA
Nel momento in cui si festeggia l’80° anniversario della Repubblica - e proprio perché ormai più nessuno la mette in discussione - un paese maturo e libero dai pregiudizi dovrebbe avere il coraggio di aprire tutti i libri di storia e ricordare, per esempio, anche i molti italiani monarchici che furono uccisi in quei giorni.
Pagine di storia dimenticata, ma con episodi fondamentali per leggere gli eventi successivi, a cominciare dalla improvvisa ed inaspettata decisione di re Umberto II di lasciare Roma per l’esilio in Portogallo senza che ancora fosse stata proclamata la Repubblica e proprio per evitare altri scontri.
Una figura storica quella di re Umberto che meriterebbe più attenzione e rispetto, non fosse anche per questa rinuncia volontaria al trono senza la quale il paese, appena uscito da una guerra civile spaventosa, avrebbe potuto lacerarsi ancora di più. Tra l’altro la decisione del Re, maturata in poche ore, bloccò sul nascere una questione giuridica fondamentale circa la regolarità del referendum, visto che - se è vero che ufficialmente i voti repubblicani furono quasi due milioni di più
di quelli monarchici - molti italiani non poterono votare (si pensi a Trieste, alle province dalmate ancora formalmente italiane e a parte della Venezia Giulia, occupata dagli alleati), ma anche ai prigionieri di guerra non ancora rientrati in patria e soprattutto a moltissimi “non iscritti” perché forzatamente lontani dalla propria residenza.
Ad agitare le acque fu infatti in quei giorni la questione del “quorum” ovvero che per molti giuristi – tenuto conto del testo della legge istitutiva del referendum - non bastava che una delle due opzioni istituzionali avesse più voti dell’altra se questi (come avvenne) non rappresentavano la maggioranza dei votanti includendo nei conteggi anche le schede bianche e quelle nulle.
Una questione che avrebbe potuto andare avanti per mesi squassando il paese senza il gesto di Umberto, impressionato anche da quanto avvenuto a Napoli.
Pagine di storia che nessuno ricorda più e che invece fanno parte comunque della nostra storia, quella di un’Italia che fu davvero ad un passo, proprio 80 anni fa, dal veder riaccendersi un’altra guerra fratricida.
Da iscritto all’Ordine dei giornalisti mi chiedo perché l’Ordine non sia ancora intervenuto con un atto formale di censura perché non si può diffamare impunemente tutti (tra l’altro anche il Presidente della Repubblica) senza pagarne le conseguenze. Anche in politica estera servirebbe ben più trasparenza. Per esempio della situazione di Gaza non parla praticamente più nessuno, così come del drone (russo?) caduto la scorsa settimana sulla Romania. Titoli da pre-guerra, NATO mobilitata, dichiarazioni di fuoco, ma era poi davvero russo quel drone o no, oppure “dirottato” dall’Ucraina? Mai una risposta chiara! Sarà pura coincidenza, ma poche ore dopo - e -con toni isterici d’allarme è stato chiuso l’aeroporto di Monaco di Baviera per un “possibile drone russo” che però nessuno ha visto, intercettato, abbattuto, confermato. Era già successo in Norvegia, a Bruxelles, a Copenaghen, a Francoforte e su altri aeroporti tedeschi: non saranno gli UFO?
Perchè altrimenti Appare strano che qualcosa parta dalla Russia e sorvoli la Germania e mezza Europa senza che se ne accorga nessuno, oppure è invece solo una guerra psicologica per “costruire” un nemico, angosciare l’opinione pubblica e giustificare nuove spese militari? Sono esempi, ma ogni giorno c’è un tema che viene lanciato e poi presto sparisce, si dissolve, lasciando il lettore o l’ascoltatore incerto sulla sua verità.
P.S. A proposito di indipendenza televisiva, Enrico Mentana ha convenuto e confermato (e sembrava perfino compiaciuto) che sì, “La 7” è diventata formalmente una rete di opposizione al governo. Meno male che almeno c’è stata un po' di chiarezza, ma la stessa chiarezza servirebbe anche sui fondi per la gestione del resto dell’impero editoriale di Cairo (padrone di “La 7” come del Corriere della Sera e di tante altre testate), per il quale -“par condicio”! - si dovrebbe usare lo stesso metro di indagine e di giudizio che valeva per Silvio Berlusconi.
ITALIA DEGLI SCHIAVI INVISIBILI
Ma è ammissibile che due pakistani uccidano quattro connazionali facendoli bruciare vivi in un’auto lungo una strada statale, in pieno pomeriggio, senza che nessuno si fermi?
In quelle zone, dove comanda il caporalato più disumano, chi sono i responsabili dei controlli sulla sicurezza del lavoro e perché non vengono inquisiti anche loro per corresponsabilità? Servono ispezioni più severe e arresti per sfruttamento: basta tolleranza e connivenze!
Ma questo episodio riapre un tema che non si vuole affrontare, perché dovremmo chiederci come mai quei poveracci fossero lì, trattati come schiavi, e chi li abbia portati.
Una volta di più: se entri regolarmente, hai i tuoi diritti. Ma se entri clandestinamente, sei sfruttato. Facciamo emergere questo mondo di sfruttamento e sradichiamolo, non solo per la sicurezza collettiva, ma innanzitutto per la dignità delle persone. Ma servono regole alle frontiere, non l’assurdo “avanti tutti!” voluto dalla sinistra.
Intanto l’Europa, dopo tre anni, ha dato completamente ragione al governo sui centri temporanei in Albania, un modo concreto per selezionare gli arrivi. I magistrati e i politici che li hanno ferocemente combattuti, ostacolati e che non hanno applicato quelle norme non hanno nulla da rimproverarsi alla coscienza?
ARMI, ENERGIA E WELFARE
Mi sembra un po' ipocrita il presidente Mattarella quando ribadisce che “l’Italia è contro la guerra” e poi si vorrebbero aumentare in modo esponenziale le spese militari soprattutto per obbedire all’Europa.
E’ giusto difendersi ed aggiornare le nostre forze armate, ma senza vedere “aggressioni” anche quando non ci sono pur di giustificare le nuove spese.
Ha fatto bene la Meloni a sottolineare come “Non possiamo chiedere agli italiani di aumentare le spese militari e poi non avere
i fondi per intervenire in campo energetico o per i servizi sociali” . Un equilibrio necessario e se l’Europa non vuole coglierlo, l’Italia tenga duro (intanto ci sono stati concessi 14 miliardi per contenere in parte le spese energetiche) e vedrete che altri paesi la seguiranno. Assurdo poi che Berlino e Bruxelles vogliano associare l’Ucraina nella UE quando NON ne ha assolutamente i parametri e i requisiti e soprattutto quando ci sono altre nazioni “pronte” da anni (come Serbia ed Albania) che restano in lista d’attesa.
Obama-Trump due strategie opposte sull’Iran
di Domenico Maceri PhD
Siamo riusciti a concluderlo senza usare nessun missile con il 97% dell’uranio arricchito fuori… e non abbiamo ucciso un sacco di gente né chiuso lo Stretto di Hormuz”. Questa la dichiarazione dell’ex presidente americano Barack Obama in un’intervista concessa a Stephen Colbert della Cbs sul trattato firmato dalla sua amministrazione con il governo iraniano nel 2015.
Come si sa, Donald Trump ha etichettato come il peggior trattato mai firmato e nel 2018, durante il suo primo mandato, lo ha abrogato. Adesso con la guerra in Iran in cui si trova impantanato ci si domanda che tipo di trattato riuscirà a concludere lui e se sarà preferibile a quello di Obama.
Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), il trattato siglato dall’amministrazione Obama con l’Iran, si concluse dopo anni di negoziati. Imponeva all’Iran di limitare il programma nucleare per scopi civili, sbarazzarsi del 97% dell’uranio già arricchito e accettare rigide ispezioni dell’International Atomic Energy Agency (IAEA). L’Iran otteneva in cambio l’accesso ai fondi che erano stati congelati dopo la rivoluzione islamica del 1979. L’accordo di 159 pagine includeva annotazioni tecniche e cinque appendici e dopo quindici anni si sarebbe riveduto per possibili estensioni. L’uranio già arricchito fu conse-
gnato alla Russia la quale da parte sua trasferì 140 tonnellate di uranio naturale grezzo da usarsi per scopi civili sotto stretti controlli dell’AIEA. La partecipazione della Russia non era casuale perché il JCPOA era stato firmato non solo da Usa e Iran ma anche dai cinque Paesi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come pure dell’Unione Europea. Si trattava dunque di un trattato con l’appoggio internazionale.
Il valore del trattato andava oltre gli specifici articoli e mirava ad incamminare l’Iran verso un percorso di progressi economici per il popolo iraniano. Questa situazione avrebbe potuto creare ulteriori rapporti internazionali con possibilità di cambiamenti all’interno del Paese. Come si sa, i rapporti internazionali possono stimolare cambiamenti politici dall’interno poiché come è noto dalla storia l’imposizione della democrazia non funziona.
In effetti, c’era anche la possibilità che cambiamenti all’interno dell’Iran indirizzassero le energie verso altri accordi e più speranze per la diplomazia.
Trump ha deciso di strappare il JCPOA dando poche alternative all’Iran se non quella di riprendere il programma nucleare, sperando di proteggersi da possibili attacchi da parte di Israele, che come si sa possiede armi nucleari. Inoltre il presidente Usa attuale ha cambiato strategia allontanandosi
dalla diplomazia e puntando su una politica di pressione unilaterale che ricalca i metodi dei regimi autoritari. È questo il modus operandi di Trump. L’uso della forza per costringere i suoi avversari a inginocchiarsi davanti a lui e obbedire ai suoi diktat. Lo fa con la gestione del suo partito dove i candidati repubblicani che non lo soddisfano vengono sfidati da individui prescelti da lui e vincono le elezioni primarie. Ne sanno qualcosa quei pochi esponenti che hanno in qualche modo dissentito da Trump come Thomas Massie, Bill Cassidy, Liz Cheney, e molti altri i quali perdendo le elezioni primarie, sono scomparsi dalla scena politica. Questa strategia di imposizione politica con la forza ha anche funzionato in Venezuela dove Trump è riuscito a sostituire il presidente Nicolás Maduro con Delcy Rodríguez la quale si sta comportando seguendo le preferenze del governo Usa. Sarà stata questa esperienza in Venezuela a incoraggiare Trump a sperare in un cambiamento di regime anche in Iran? Difficile sapere con certezza ma dopo tre mesi di guerra il presidente Usa si trova impantanato senza alcuna via di uscita. L’Iran non ha vinto sotto l’aspetto militare ma resistendo può cantare vittoria specialmente avendo scoperto che il blocco dello Stretto di Hormuz può essere un’arma per prendere in ostaggio l’economia mondiale.
A differenza di Obama, Trump non ha doti diplomatiche e si è circondato da collaboratori la cui qualità principale è la fedeltà al capo. Il presidente Usa ha in grande misura affidato gli sforzi diplomatici a suo genero Jared Kushner e al suo inviato speciale Steve Witkoff, nessuno dei due un gigante della diplomazia. Trump cercherà qualche escamotage per cantare vittoria e non sarebbe improbabile qualche incursione a Cuba come ci suggerirebbe lo spostamento della portaerei Nimitz e altre navi nel Mar dei Caraibi. Al momento di scrivere siamo informati che un accordo preliminare tra gli Usa e l’Iran sarebbe stato raggiunto. Si tratta di un’intesa di 60 giorni che sarebbe seguita da negoziati sul nucleare. Trump ha dichiarato che sta valutando la proposta e darà la sua risposta fra due giorni. In caso di esito positivo si ritornerebbe agli inizi dei negoziati dell’epoca di Obama. Riuscirà Trump a concludere un accordo preferibile a quello di Obama?
Italian by Birth, Foreign by Law and Bureaucracy
By Tom Padula
There are many Italy-born citizens no longer classified as Italian.
By acquiring the citizenship of the country of residence, the Italian abroad is no longer Italian. To become Italian again, each person born in Italy must go through a bureaucratic path that includes a lot of wasted time and money. By achieving this new dual citizenship status, nothing really changes for the individual who resides abroad except for their “identity”. They are classified as Italian by the population of their new country of residence. From experience, I am Italian in Australia and Australian in Italy!
Since we are in a celebratory mood for the 80th anniversary of the Republic of Italy, I have looked with great interest at the euphoria of celebrations and events everywhere where Italian clubs and associations have been established in multicultural Australia. My observation and personal interest have combined to lead me to ask a simple question: when are Italy-born Italians only citizens of their new country of residence, which has given them a new life outside of Italy? Why can they not be considered Italians without an Italian government obligation to include such persons in its economic framework?
Automatic recognition of being Italian does not imply an obligation to sustain such individuals, only to recognise the status of Italian citizen for voting rights, if so required. The identity of a person cannot be denied, as is the case when they are regarded by their new fellow citizens of this other country of residence. There is no doubt that this reflection of mine can be looked at from many points of view.
This article aims to point out a few anomalies that still exist between Italy as a nation within its borders and Italy as a nation without borders, for all the diaspora of Italians who reside in the world.
A fundamental shift in the way Italy sees itself politically has already been recognised within these 80 years of the Italian Republic. We only need another small push to embrace those Italians who are
left out because they no longer feel they can consider themselves Italian, even though they are grateful for and love their new place of residence. They still have their identity intact as Italians; this no one can take away because of their birth and heritage.
The concept of participation in Italian affairs from outside of Italy by Italians worldwide is an interesting one. Many views will no doubt emerge, and some would say that they already have. Let us go further and include an Italy that is present through the identity-driven population born out of the migration process, whether historical or recent. If Italy wants to include its “lost and uncounted citizens”, it is time to recover and claim them as its own, like a longlost mother.
Moreover, recognising these individuals would strengthen Italy’s cultural, social, and economic connections across the globe. Millions of people of Italian origin continue to promote Italian traditions, language, values, and heritage in their adopted countries.
They serve as informal ambassadors of Italy every day. A modern nation should not measure belonging solely through administrative status but also through shared history, culture, and identity. By acknowledging the enduring bond between Italy and its diaspora, the Republic would reaffirm that being Italian is not merely a legal condition, but also a lifelong connection that transcends borders and generations.
Furthermore, the contribution of Italians abroad should not be viewed only through the lens of economics or citizenship legislation. For generations, emigrants and their descendants have preserved a living connection with Italy, often under circumstances that required great sacrifice. They have built communities, founded cultural associations, supported Italian language schools, and maintained traditions that continue to be passed on to younger generations.
In many cases, their attachment to Italy remains as strong as that of those who never left.
Tutte le classifiche aggiornate dei mondiali ogni martedì
Regolamento fase a gruppi
Quante squadre passano il turno? Le 4° subito eliminate
48 squadre partecipano al Mondiale 2026, con la maggior parte che giocherà la fase ad eliminazione diretta: solo le quarte in classifica sono certe di tornare immediatamente a casa. Le vincitrici di ogni girone passano al turno successivo e andranno a sfidare le seconde ed alcune delle terze classificate. Infatti, le squadre che passeranno il turno da seconde andranno a confrontarsi con le prime in classifica, ma non solo: alcune si sfideranno tra di loro, (ad esempio 2A vs 2B, 2K vs 2L, 2E vs 2I, 2D vs 2G).
Le migliori otto tra le terze classificate parteciperanno alla fase ad eliminazione diretta scontrandosi contro otto squadre vicnitrici di girone e per deciderle
occorrerà considerare il punteggio nel girone, con eventuali ulteriori criteri in caso di arrivo a pari punti. Le otto migliori squadre tra quelle classificate al terzo posto saranno determinate come segue: Maggior numero di punti ottenuti in tutte le partite del girone; Differenza reti risultante da tutte le partite del girone; Maggior numero di gol segnati in tutte le partite del girone; Punteggio di condotta di squadra più alto (giocatori e dirigenti) relativo al numero di cartellini gialli e rossi ricevuti in tutte le partite del girone; le due o più squadre ancora a pari punti saranno classificate secondo l'edizione più recente pubblicata del Fifa Ranking
Si parte... siamo arrivati al Campionato del Mondo per il 2026 anche se manca la Nazionale. Il rammarico per un Mondiale senza l'Italia è comprensibile, soprattutto perché si tratta della terza esclusione consecutiva dalla fase finale. Per molti tifosi, il Mondiale senza gli Azzurri perde parte della sua magia e della sua tradizione.
Le serate in gruppo davanti al televisore hanno un sapore particolare: l'ansia del pre-partita e la gioia o il disappunto del dopo-partita da condividere tra tifosi mancheranno.
Un Mondiale senza l'Italia lascia sempre un vuoto. Al di là dei risultati, gli Azzurri fanno parte della storia di questa competizione e vederli assenti per la terza volta consecutiva è una grande delusione per chi ama il calcio tra i nostri connazionali.
Crescere aspettando i Mondiali e poi doverli guardare senza gli Azzurri è un'amarezza difficile da spiegare. Speriamo che questa delusione serva a ricostruire e a tornare protagonisti nel 2030.
Ma noi in Australia possiamo giocarci un'altra carta e, perché no, tifare per l'Australia.
Nostra terra di accoglienza e di opportunità. Sarà un tifo un po' meno viscerale e forse un po' più distaccato, con un pizzico di invidia se la squadra di Popovic dovesse raggiungere traguardi importanti. Ma anche con un pizzico di orgoglio confrontandoci con le nostre famiglie in Italia.
E poi non dimentichiamo la presenza di tre italo-aussie nello schieramento verde-oro: Alessandro Circati del Parma, Cristian Volpato del Sassuolo e Jacob Italiano.
Comunque sia, che inizi lo spettacolo. Noi della redazione sportiva di Allora! vi terremo informati e aggiornati e Forza Italia lo conserviamo per gridarlo più forte un'altra volta, probabilmente quando ci sarà una vittoria!
Perché ci sarà una prossima volta e l'attesa renderà ancora più forte il desiderio di rivedere
Redattore Sportivo Guglielmo Credentino
gli Azzurri protagonisti sul palcoscenico mondiale del calcio internazionale futuro.
Golden Gala: tris azzurro vincono Diaz Fabbri e Sioli, rinato Jacobs sui 100mt
Lyles domina a Roma sui 100 metri, Jacobs quinto ma torna sotto i 10''
Il Re a Roma è americano e si chiama Noah Lyles. L'oro olimpico di Parigi 2024 vince i 100 metri con il tempo di 9.88, lasciando dietro tutti i suoi avversari, Marcell Jacobs compreso. C'è comunque una buona notizia per l'azzurro, che torna a correre sotto i dieci secondi.
Il 9.99 registrato all'Olimpico migliora il suo esordio stagionale
di qualche settimana fa a Savona, quando corse in 10.01 con vento a favore e per questo a fine gara la soddisfazione è a metà.
"La partenza mi è piaciuta, poi non sono riuscito a prendere ritmo, ma è uno step importante. Ero qui per migliorare tecnicamente e l'ho fatto".
Il testa a testa tra ori olimpici, intanto, se lo porta a casa lo sta-
tunitense che a Roma torna dopo 7 anni, l'ultima volta era stata nel 2019 quando corse i 200, questa volta invece ha sfidato Jacobs a casa sua, chiudendo la notte del Golden Gala e lasciando a quota tre i successi azzurri della serata.
Gli italiani in gara, infatti, sono tantissimi, perché oltre Marcell ce ne sono altri 17 e tra loro anche big come Andy Diaz e Nadia Battocletti.
Ai due eroi di Parigi 2024, però, riesce solo in parte quanto fatto vedere ormai 2 anni fa al Saint Denis, quando a distanza di pochi minuti Diaz vinceva il bronzo olimpico alla sua prima gara con la divisa dell'Italia, mentre Battocletti conquistava l'argento nei 10mila. A Roma esulta solo Andy, diventando il primo triplista italiano a vincere per tre volte di fila il Golden Gala.
Serata da dimenticare, invece, per la mezzofondista che chiude al 13esimo posto e a 17 secondi dal suo personale con il tempo di 14:40. La delusione è palpabile e le sue lacrime in zona mista lo dimostrano.
Nadia, però, non stava bene e si vedeva, l'influenza della passata settimana era smaltita, ma su di lei ha lasciato ancora alcune scorie che aveva denunciato anche alla vigilia del meeting romano. Una serata ricca di emozioni che conferma il livello mondiale a Roma.
Calcio: Grecia-Italia 0-1, decide un gol Esposito
Formazione Azzurra con un assetto quasi interamente U21: 9/11 in campo
L'Italia entra in campo con lo spiglio giusto e domina sicuramente i primi 45 minuti di gioco, mantenendo alta l'intensità per tutta la gara. Reggiani però, in-
genuamente, commette un fallo evitabilissimo al 68' e costringe i suoi compagni di squadra a una condotta di gara più difensiva.
La Grecia, anch'essa con una
GP Monaco, capolavoro di Antonelli
5° vittoria consecutiva dell'italiano, Ferrari seconda
Kimi Antonelli vince il Gran Premio di Monaco e scrive un'altra pagina di storia della Formula 1. Quinta vittoria consecutiva per il fenomeno italiano della Mercedes, che con una super qualifica e una gara gestita da vero campione, anche dopo il restart, chiude un week end da incorniciare. Adesso è davvero fuga mondiale
dopo la penalità a George Russell, che perde anche il secondo posto in classifica a beneficio di Lewis Hamilton, autore di un'ottima gara chiusa al secondo posto. Disastrosa la giornata di Charles Leclerc, andato a muro, ma anche di Max Verstappen, piantato alla partenza per un problema al motore.
Tennis: Cobolli eroico a
Parigi
Finale epica risolta e vinta dopo cinque sets da Zverev
Alexander Zverev si aggiudica il Roland Garros 2026 battendo Flavio Cobolli con il punteggio di 1-6 6-4 4-6 7-6 1-6 in quattro ore e 18 minuti di gioco. Il tedesco riesce così a conquistare il titolo che più gli mancava ovvero quel-
lo di un grande Slam. Bel match giocato con grande cuore da Cobolli che è sempre restato attaccato al match tranne nel quinto set che è calato molto a livello fisico e Zverev ne ha approfittato chiudendo la pratica.
formazione sperimentale e con diversi debuttanti, non sfrutta la superiorità numerica e, a parte un palo colpito nel finale, non crea troppi pericoli. Esposito, a distanza di pochi giorni, regala la vittoria agli Azzurri. Per lui ancora un gol pesantissimo. Il centravanti finalizza una bella azione offensiva al 18' del primo tempo e trova l'angolino basso con un tiro preciso. Da segnalare anche una traversa colpita da Luca Koleosho a inizio ripresa. Vittoria meritata per il grande impegno profuso in campo, in un'amichevole affrontata come se in palio ci fossero i tre punti.
Due vittorie di misura per la Giovane Italia
Moto GP, terzo Bagnaia in Ungheria
Le Aprilia finite fuori gara nelle prime fasi della corsa
Marc Marquez piega Pedro Acosta e conquista la sua vittoria numero 100 in carriera, la numero 74 in MotoGP. A completare il podio l'altra Ducati Ufficiale di Francesco Bagnaia, con Ai Ogura e Luca Marini quarto e quinto. A caratterizzare la gara, la carambola in partenza innescata da Jorge Martin e che ha messo fuo-
ri combattimento lo stesso #89 assieme a Marco Bezzecchi, Fermin Aldeguer, Raul Fernandez e Fabio Di Giannantonio. Quest'ultimo è però riuscito a rimettersi in gara e alla fine ha chiuso dodicesimo. Prossimo appuntamento fra due settimane sulla pista di Brno per il GP della Repubblica Ceca.
Calcio - U17 Campione d'Europa
Le Aprilia finite fuori gara nelle prime fasi della corsa
L'Italia Under 17 è campione d'Europa 2026. Gli Azzurrini hanno battuto il Belgio ai calci di rigore (1-1 nei tempi regolamentari) nella finale, laureandosi Campioni d'Europa in Estonia. Il gol del pareggio decisivo al 90' è stato segnato da Fugazzola, con il portiere Lupo poi decisivo ai rigori. Il titolo arriva 2 anni dopo il successo del 2024.
NPL: Marconi-Wollongong 1-0
Subito in gol al 7' e poi gara combattuta fino al 95' di gioco
Marconi: Wade, Burnie, Mlinaric, Daniel, Kuol (86' Windust), Maya, D. Tsekenis, Jesic, Busek, Armson, Blair. All: P. Tsekenis
Marcatori: 7' Jesic
Marconi Stadium, domenica
8 giugno - Ci pensa sempre lui, capitan Marko Jesic giunto al suo sesto gol stagionale. Preziosa la rete segnata al 7' del primo tempo che ha sbloccato la partita e che ha regalato ancora tre punti alla capolista. Il capitano, libero in area di rigore, infila di precisione con un
bel diagonale. Da quel momento la gara ha visto due squadre in forma che si sono date battaglia con occasioni da rete molto frequenti.
I due portieri infatti sono stati sicuramente tra i migliori in campo. Unica distrazione che poteva essere fatale, proprio al 93' quando la difesa del Marconi si faceva sorprendere un po' distratta ed il Wollongong andava vicinissimo al pareggio. Continua il testa a testa con Apia e Sydney Utd a formare un terzetto in fuga.
Socceroos: ultime prove prima dei Mondiali
Tony Popovic perde di misura 1-0 con il Messico e pareggia 1-1 con la Svizzera
L'Australia sceglie due test di alto livello contro avversarie con stili di gioco diversi: contro il Messico (amichevole a Pasadena), utilizzata soprattutto per consolidare la formazione titolare e verificare i meccanismi di gioco. Contro la Svizzera, ultima prova generale prima dell'esordio mondiale, terminata 1-1 grazie al gol dell'esordiente Tete Yengi.
Aspetti positivi: la nuova generazione è in crescita, giocatori giovani come Nestory Irankunda e Lucas Herrington hanno mostrato personalità e intensità e Popovic sembra voler accelerare il ricambio generazionale. Migliorata anche la pericolosità offensiva.
L'inserimento di Yengi e di Cristian Volpato offre sicuramente diverse opzioni offensive per una squadra che negli ultimi anni ha spesso faticato a segnare contro avversarie di alto livello. La partita con la Svizzera ha visto
i verdeoro in difficoltà nel primo tempo ma ha poi migliorato notevolmente la prestazione nella ripresa, trovando il pareggio e mostrando carattere.
La resilienza dei giocatori australiani è un'arma da non sottovalutare. Dove non arriva la tecnica arriva il fisico e la determinazione.
Qualche sbavatura difensiva si è vista nel primo tempo quando la velocità degli avversari ha
spesso liberato al tiro la Svizzera. Cosa aspettarsi al Mondiale? L'Australia è inserita nel Gruppo D con Turchia, Stati Uniti e Paraguay. L'obiettivo realistico sembra essere la qualificazione agli ottavi, puntando molto su organizzazione difensiva, intensità fisica e rapidità nelle ripartenze. Seguiteci nel nostro viaggio e di partita in partita vi terremo aggiornati con tabellini, cronaca, interviste e spunti interessanti.
Maroons in emergenza 4 novità per la partita
Billy Slater rivoluziona i Maroons in vista di Gara 2, apportando quattro cambi nella formazione del Queensland per la sfida decisiva contro il New South Wales. La principale sorpresa è il ritorno di Reece Walsh, nonostante un periodo di forma altalenante, scelto per dare imprevedibilità dalla panchina.
Fuori per infortunio Pat Carrigan, sostituito dal debuttante Kulikefu Finefeuiaki, mentre Ezra Mam viene escluso. Murray Taulagi entra nel gruppo e cambiano anche alcuni equilibri nel pack, con Cotter spostato a lock. Slater cerca una
reazione per riaprire la serie e salvare le speranze di vittoria contro i rivali australiani diretti
nel match, molto atteso dai tifosi e dagli addetti ai lavori internazionali.
Lambert Park, sabato 6 giugno - Possiamo chiamarli i 'gemelli del gol', la coppia Gonzalez-Ortiz (14 gol in due) trascina l'Apia ad una ennesima vittoria ma sarebbe riduttivo assegnare a loro tutto il merito. E' tutta la squadra che gira alla meraviglia, difesa, centrocampo e attacco hanno una struttura di base (thank you Mister Parisi) che stritola l'avversario di turno.
Dopo un avvio di studio, l'Apia passa in vantaggio al 21' con Gonzalez che si fa trovare pronto al rasoterra implacabile che gonfia la rete.
Il Manly non regge il confronto e l'Apia legittima il risultato con una buona condotta di gara. Da segnalare anche una traversa colpita verso la mezzora di gioco.
La ripresa non riserva sorprese, l'Apia concede pochissimo agli avversari ed il gol del raddoppio è nell'aria. Ortiz al 71' si incunea in area su un passaggio filtrante e, nonostante una marcatura stretta, riesce a trovare lo spiraglio giusto.... e la marcia continua.
Onoranze Funebri
SULFARO IDA
nata il 20 febbraio 1936 deceduta a Sydney (NSW) i1 3 giugno 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 11 giugno 2026 alle ore 17.00 presso la Chiesa Cattolica Our Lady of Mt. Carmel, 230 Humphries Road, Bonnyrigg NSW 2170. Il funerale sarà celebrato venerdì 12 giugno 2026 alle ore 10.30 nella stessa chiesa. Le spoglie della cara congiunta riposeranno presso il Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW.
I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta. "Che Dio ti doni la pace eterna e la gioia del suo abbraccio."
UNA PREGHIERA
DI COIO GIUSEPPE
nato il 14 ottobre 1927
deceduto a Sydney (NSW) i1 1 giugno 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Rosario sarà recitato oggi, martedì 9 giugno 2026, presso la Cappella della A. O’Hare Funeral Directors, 1519 Norton Street, Leichhardt NSW 2040. Il funerale sarà celebrato mercoledì 10 giugno 2026 alle ore 10.30 presso la Cappella della Resurrezione nel Rookwood Catholic Mausoleum, Barnet Avenue, Rookwood NSW.
I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “ Hai concluso il tuo cammino terreno il Signore ti accolga nella sua luce"
ETERNO RIPOSO
FALCONE SANTA
nata il 25 agosto 1933
deceduta a Bossley Park (NSW) il 02 giugno 2026
I familiari, parenti ed amici vicini e lontani ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato mercoledì 10 giugno 2026 alle ore 17:00 presso la chiesa cattolica Our Lady Mt. Carmel, Mt. Pritchard, 230 Humphries Road, Bonnyrigg NSW 2170. Il funerale sarà celebrato giovedì 11 giugno 2026 alle ore 11:00 nella stessa chiesa. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.
"In questa terra riposi, ma il tuo spirito vive in noi per sempre."
UNA PREGHIERA
DECESSO
TULIC ANTE
nata 30 maggio 1947 deceduta a Sydney (NSW) il 7 maggio 2026
I familiari, parenti ed amici vicini e lontani ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato giovedì 11 giugno 2026 nella Chiesa Cattolica Our Lady of Dolours, 94 Archer Street, Chatswood NSW. Il funerale sarà celebrato venerdì 12 giugno 2026 alle ore 10:30 nella stessa chiesa. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Che la sua memoria continui a illuminare i nostri cuori"
ETERNO RIPOSO
PALERMO BRUNO
nato il 21 febbraio 1938
deceduto a Sydney (NSW) il 1 giugno 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato oggi, martedì 9 giugno 2026, alle ore 18:30 nella Andrew Valerio & Sons Funeral Directors Chapel of the Resurrection, 177 First Avenue, Five Dock NSW. Il funerale sarà celebrato mercoledì 10 giugno 2026 alle ore 11:00 nella St. Fiacre’s Catholic Church, 96 Catherine Field, Leichhardt NSW 2040. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Ti affidiamo alle braccia misericordiose del Padre Celeste."
RIPOSA IN PACE"
FUNERAL NOTICES 2026
TWO EDITIONS PER WEEK
DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA
TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.
In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. --------------
From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY
This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888
DECESSO
Ischia nascosta e il cimitero delle Clarisse
Nel cuore del magnifico Castello Aragonese di Ischia si nasconde uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi del patrimonio storico italiano: il Cimitero delle monache Clarisse. Un ambiente che racconta secoli di spiritualità, tradizioni religiose e riflessioni sulla fragilità della vita umana.
L’isola d’Ischia, posta all’ingresso del Golfo di Napoli, ha vissuto una storia segnata da invasioni, guerre ed eventi naturali. Per secoli la popolazione trovò protezione nella fortezza costruita sull’isolotto vulcanico che oggi ospita il celebre Castello Aragonese. Grazie agli Aragonesi, nel Quattrocento la struttura fu ampliata e trasformata in una cittadella fortificata capace di ospitare nobili, religiosi e abitanti dell’isola nei momenti di pericolo.
Nel 1575, per volontà della nobildonna Beatrice Quadra, vedova della famiglia d’Avalos, venne fondato all’interno del castello un convento di monache Clarisse. Le religiose conducevano una vita di rigorosa clausura e dedicavano le proprie giornate alla preghiera e alla contemplazione.
Proprio accanto al convento sorse il celebre cimitero sotterraneo, destinato a una pratica funeraria oggi sorprendente. Le salme delle monache venivano collocate sedute su particolari sedili di pietra chiamati “scolatoi”.
Queste strutture erano progettate per favorire il naturale processo di decomposizione e di essiccazione del corpo. I liquidi prodotti durante tale processo venivano raccolti in recipienti collocati sotto le sedute, mentre appositi condotti garantivano la ventilazione degli ambienti.
Le consorelle si recavano quotidianamente in questi locali per pregare e meditare sulla transitorietà dell’esistenza terrena. La presenza costante delle religiose garantiva inoltre la manutenzione e la pulizia delle camere sepolcrali. Dopo circa un anno, quando il processo di essiccazione era completato, le ossa venivano raccolte e trasferite in un ossario comune. Il convento rimase attivo fino al 1801, quando
le riforme napoleoniche portarono alla soppressione di numerosi istituti reliOggi il Cimitero delle Clarisse rappresenta una delle testimonianze più affascinanti della cultura funeraria del passato e costituisce una tappa imperdibile per chi visita il Castello Aragonese, straordinario balcone sul Mediterraneo dove storia, arte e memoria continuano a dialogare attraverso i secoli, custodendo silenziosamente secoli di fede autentica.
Un luogo straordinario che continua a raccontare storie di fede, sacrificio e spiritualità, offrendo ai visitatori un'esperienza intensa, suggestiva e profondamente emozionante, capace di lasciare un ricordo indelebile nel tempo e nell'anima.
A Sydney la beneficenza diventa speranza con $106.000
Annuncio Comunitario
Il comitato dall’Associazione Maria SS delle Grazie & San Vittorio Martire ha il piacere di invitarvi alla serata Gambuni & Briscola 2026 Sabato 13 giugno, ore 18.00, presso Ottimo House – 205 Campbelltown Road, Denham Court, all’insegna di buon cibo, famiglia, musica, balli e intrattenimento.
Costo biglietto: $130 adulti e $70 bambini dai 3 ai 12 anni, gratis per i bambini sotto i 2 anni (gambuni, pasta e pizza, birra, vino e bibite analcoliche, per i bambini è previsto un menù dedicato). Per il torneo di Briscola la quota aggiuntiva è di $25 a giocatore, da versare la sera stessa. Per biglietti e maggiori informazioni: mdgsv@yahoo.com
cerimonia ufficiale di ringraziamento e la consegna dell’assegno alla Prostate Cancer Foundation of Australia, a conclusione della sesta edizione dell’iniziativa benefica “Dine and Dance for a Cure”.
La serata, tenutasi giovedì 4 giugno, ha rappresentato il momento finale di un percorso di raccolta fondi che ha coinvolto imprenditori, sponsor e comunità locale, confermandosi tra le iniziative solidali più partecipate del panorama sociale della città. L’appuntamento ha visto la presenza di ospiti, sostenitori e dei consueti frequentatori del club, in un contesto di forte partecipazione collettiva. Nel corso dell’evento di giovedì 4 giugno sono stati ufficialmente riconosciuti i principali sponsor che hanno contribuito al successo dell’edizione 2026. Tra questi, J&J Robertson & Sons Transport, sponsor Diamond, e Crosbe, sponsor Platinum. Il supporto del Canada Bay Club è stato anch’esso sottolineato come elemento centrale per la riuscita dell’iniziativa, insieme al contributo costante di figure
storiche del progetto. Particolare riconoscimento è stato rivolto a Fausto Biviano, presente sin dalla prima edizione del 2013, quando il progetto fu avviato presso la Mediterranean House. Il suo impegno continuativo è stato indicato dagli organizzatori come uno degli elementi chiave per la crescita dell’iniziativa nel corso degli anni. Il momento centrale della serata di giovedì 4 giugno è stato la consegna dell’assegno del valore di 106.000 dollari australiani alla Prostate Cancer Foundation of Australia, destinati al sostegno della ricerca e delle attività di sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore alla prostata. L’assegno è stato consegnato al Professor Associato Steve Callister, presidente dell’organizzazione, alla presenza dell’onorevole Jim Lloyd, ambasciatore della fondazione. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, l’edizione di quest’anno ha registrato uno dei risultati più significativi dalla nascita dell’iniziativa, portando il totale complessivo raccolto nel corso degli anni a circa 330.000 dollari australiani. Un risultato definito come il frutto della collaborazione tra sponsor, volontari e partecipazione della comunità. La serata di giovedì 4 giugno ha coinvolto circa 325 partecipanti, contribuendo a rafforzare il messaggio legato alla prevenzione e all’importanza dei controlli medici regolari. In particolare, è stato ribadito l’invito rivolto agli uomini sopra i 50 anni a sottoporsi al test del PSA, considerato uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce.
L’iniziativa ha inoltre offerto un importante momento di aggregazione sociale, trasformando la cena di beneficenza in un’occasione di sensibilizzazione più ampia sul tema della salute maschile. Molti partecipanti hanno sottolineato il valore umano dell’evento, capace di unire intrattenimento, solidarietà e informazione sanitaria. L’organizzazione ha già espresso l’intenzione di proseguire con nuove edizioni nei prossimi anni, consolidando ulteriormente il legame con la comunità locale e con i partner storici che continuano a
sostenere il progetto con costanza e generosità. Nel corso della serata, inoltre, è emerso un forte senso di riconoscenza collettiva verso i volontari che operano dietro le quinte, spesso in modo silenzioso ma determinante. Il loro contributo organizzativo e logistico è stato indicato come essenziale per garantire il successo dell’evento e per mantenere alto il livello qualitativo dell’iniziativa anno dopo anno. È stata inoltre ribadita l’importanza di rafforzare ulteriormente la sensibilizzazione pubblica sulla prevenzione, ampliando la partecipazione nelle prossime edizioni. L’evento ha confermato la sua crescita costante come appuntamento di riferimento nel panorama benefico locale, diventando un simbolo di solidarietà e impegno comunitario condiviso. Il successo ottenuto rappresenta ora uno stimolo concreto per ampliare ulteriormente il progetto futuro, con nuove iniziative già in fase di pianificazione, rafforzando ulteriormente il ruolo della solidarietà nella comunità locale australiana
Annuncio Comunitario
Il Comitato dell’Associazione Trevisani Nel Mondo – Sezione di Sydney Inc ha il piacere di invitarvi a partecipare al pranzo sociale Invernale Domenica 21 giugno, ore 11.30, nella sala “Michelini” al Club Marconi, Bossley Park. Costo biglietto:
$90 per i soci e per i non soci $95, bambini fino a 12 anni $30, e bambini tra 12-16 anni $50. Sará servito un pranzo a 4 portate allietato con una ricca Lotteria musica di Gino & Jeff per cantare e ballare. Birra, Vino e Bibite incluse - Liquori a proprie spese). Per maggiori informazioni contattare:
R. Valleri: 0418 242 782
L.Volpato: 0419 611 770
E. Santolin: 0408 240 055 Se avete particolari requisiti dietetici si prega di informare il membro del comitato quando effettua la prenotazioneNON IL GIORNO DELLA FESTA
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di Filippo Stivala
Giovedì 4 giugno si è svolta al Canada Bay Club di Sydney la
Don Bastone esprime riconoscenza al team PCFA
Barry Robertson premiato con attestato di stima da Don Bastone
Foto di gruppo dal Team PCFA
Steve e Jim consegnano un assegno di 106.000 $ a sostegno di PCFA