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32 - 304 - 05 Maggio 2026

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Riflessioni a margine

Mentori e allievi

Vi siete mai ispirati a qualcuno? Per quale motivo lo avete fatto? Personalmente, nell'impegno comunitario, non ho mai sentito il bisogno di "mentori" che mi insegnassero qualcosa. Mi sono invece ispirato a personaggi storici e della vita pubblica, leggendo le loro vite e ascoltando il loro linguaggio.

Ho preferito non dare adito a chi avrebbe potuto insegnarmi come cambiare casacca e tradire chi mi aveva passato i voti per un elezione, o anche chi ebbe a dire: "chi lavora nel sociale non ha bisogno di riconoscimenti" accettando medagliette in occasione delle varie feste nazionali.

Mi sono ispirato, invece, ad un grande della politica italiana, ad un ex-Presidente della Repubblica e del Senato, l'On. Francesco Cossiga. Notaio e picconatore, ideatore critico e allo stesso tempo amante della propria fede cattolica, delle forze armate e di tutto ciò che fosse istituzionale.

In questi giorni si sta parlando nuovamente di giovani, di cosa possano offrire e come possiamo attrarli maggiormente nelle nostre comunità. Parliamo dei giovani come di una “risorsa”, ma troppo spesso li osserviamo da lontano, come se appartenessero a un tempo altro rispetto al nostro presente. Ci interroghiamo su come coinvolgerli, ma raramente ci chiediamo davvero che cosa stiano cercando loro, non solo opportunità, ma anche ascolto, fiducia e spazi reali di responsabilità.

C'è poi chi guarda con fiducia alle ideologie woke e gender, come se rappresentassero il massimo della libertà umana. Chi si lamenta delle troppe poche donne in posizioni di comando, come se la rappresentanza fosse soltanto una questione di numeri e generi da bilanciare, senza interrogarsi davvero sulle condizioni concrete che rendono possibile o difficile l’accesso a quei ruoli.

Ci sono poi gli indecisi, quelli che da troppo tempo non sanno cosa vogliono veramente dalla vita. A questi va innanzitutto la mia umile vicinanza, perché tutti, almeno io, siamo passati per quella che il sommo poeta chiamava "la selva oscura, ove la diritta via era smarrita".

Ma non sarà certo il rancore di chi dice "io spacco tutto" a farci uscire dall'incertezza, tanto quanto la capacità di discernere chi si vuole essere, dove si vuole andare e il perché della propria vita. A dirlo sarà solo il tempo.

A l lor a!

40 Anni di Comites

Al Club Marconi si è tenuta una conferenza organizzata da Allora!, dedicata ai 40 anni dei Comites, i Comitati degli Italiani all’Estero, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, mondo consolare, CGIE e presidenti dei Comites australiani. Un incontro che ha unito ricostruzione storica e forte dibattito sul futuro della rappresentanza.

L’apertura dei lavori, a cura del direttore Testa, ha ripercorso la nascita dei Comites come evoluzione delle politiche dell’emigrazione italiana: “i Comites nascono come ponte tra comunità e istituzioni”, è stato ricordato, in un processo che parte dalla Con-

Taglio agevolazioni casa per i giovani

Il primo ministro australiano Anthony Albanese sta preparando una manovra di bilancio che potrebbe rompere alcune promesse elettorali, rivedendo agevolazioni fiscali immobiliari come il negative gearing e lo sconto sulle plusvalenze, per favorire l’accesso alla casa dei giovani. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze tra generazioni, in un contesto in cui gen Z e millennial sono ormai decisivi alle urne.

La proposta, ancora in discussione, ha acceso il dibattito con le forze politiche di opposizione sul tema delle tasse immobiliari e della sostenibilità fiscale.

ferenza dell’emigrazione del 1975 e attraversa le riforme degli anni ’80 e ’90 fino all’attuale sistema di rappresentanza. Il Console Generale d’Italia a Sydney, Dr Rubagotti, ha evidenziato il valore della cooperazione istituzionale, sottolineando come Consolato e Comites operino dentro un unico quadro: “Siamo tutti parte dello stesso sistema Paese”. Sono stati citati esempi concreti di collaborazione su informazione ai cittadini, servizi consolari e iniziative congiunte sul territorio.

Dal rappresentante del CGIE, Prof. Papandrea, è arrivata una lettura di sistema: i Comites

Hard to envisage a Left-Wing Coalition

The Democratic Party (PD) is promoting a “progressive coalition” ahead of upcoming local elections, led by Elly Schlein, focusing on improving citizens’ lives and building a shared programme.

Polls suggest opposition parties together may slightly outperform the centre-right, encouraging unity despite internal differences over foreign policy and leadership choices.

Carlo Calenda rejects the alliance, calling it a disaster, and advocates a separate centrist project. Ruffini, Renzi and others are seeking a new approach.

sono stati definiti “presidi democratici”, fondamentali per garantire partecipazione e rappresentanza alle comunità italiane nel mondo. Tuttavia, è stato anche evidenziato un problema strutturale: la mancanza di coordinamento tra Comites, CGIE e rappresentanza parlamentare.

Ampio spazio è stato dedicato alle criticità da parte degli eletti all'estero Sen. Giacobbe e On. Care. Più interventi hanno sottolineato che “il sistema ha bisogno di una riforma seria, organica e lungimirante”, capace di rafforzare strumenti e funzioni oggi spesso limitati rispetto alle esigenze delle comunità.

È stata ribadita anche la natura dei Comites come organismi non subordinati né antagonisti: “non sono la longa manus dei consolati, ma strumenti di ascolto, proposta e partecipazione”.

I presidenti dei Comites australiani presenti: Franco Barilaro (Canberra), Luigi Di Martino (Sydney), Ubaldo Agliano' (Melbourne) e Marinella Marmo (Adelaide) hanno portato la voce del territorio, evidenziando la scarsa conoscenza di questi organismi nella comunità: “Molti nuovi arrivati non sanno cosa sia il Comites”. Tra i temi centrali anche il ricambio generazionale, il coinvolgimento delle donne e l’apertura alle nuove forme di mobilità italiana.

Dal dibattito è emersa una consapevolezza condivisa: i Comites restano un pilastro della rappresentanza degli italiani all’estero, ma devono evolvere. “O si rafforzano, o rischiano la marginalità”, è stato affermato in chiusura, insieme all’auspicio di una nuova stagione di riforme e partecipazione.

Servizio speciale a pagina 7

Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 32 - Martedì 05 maggio 2026
di Marco Testa
Madonna di Loreto è credere e costruire
Consulta, luce su cittadinanza italiana
Salvago Raggi un genio dimenticato
Diretto da Marco Testa editor@alloranews.com
Famiglia Matriarcale tradizione siciliana 10
Campione d'Italia: scudetto all'Inter 19

notizie istituzionali

Mattarella al Quirinale riceve il Premio Strega

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Premio Strega, uno dei più importanti riconoscimenti letterari italiani, da sempre punto di riferimento per la narrativa contemporanea e per il mondo editoriale

Allora!

Published by Italian Australian News

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Disclaimer:

nazionale. La delegazione era guidata dal Presidente della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine, e ha illustrato al Capo dello Stato le iniziative previste in occasione dell’ottantesima edizione del premio, che segna una tappa significativa nella storia di un’istituzione culturale profondamente radicata nel panorama letterario italiano.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il ruolo del Premio Strega come osservatorio privilegiato delle trasformazioni della narrativa e della lingua italiana nel tempo, nonché come spazio di confronto tra autori, critici e lettori.

Al centro dell’udienza la presentazione della mostra celebrativa “Gli anni del Premio Strega”, un progetto espositivo che intende ripercorrere le principali tappe della storia del premio attraverso un ampio corpus di materiali documentari, editoriali e multimediali.

L’iniziativa è curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che hanno costruito un percorso narrativo capace di intrecciare memoria storica e analisi culturale, mettendo in evidenza l’evoluzione del premio dalle sue origini fino alle più recenti edizioni.

La mostra propone un’ampia selezione di testimonianze: copertine storiche, fotografie, documenti d’archivio, interviste e contributi audiovisivi che ricostruiscono l’identità del Premio Strega come fenomeno culturale e sociale, oltre che letterario. L’obiettivo è quello di offrire al pubblico una lettura stratificata della sua storia, evidenziando il dialogo costante tra letteratura, società e industria editoriale.

L’esposizione sarà ospitata presso il Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO), che si conferma sede di progetti espositivi di respiro interdisciplinare, capaci di mettere in relazione linguaggi artistici diversi. Il MACRO, negli ultimi anni, ha infatti rafforzato il proprio ruolo di spazio dedicato alla sperimentazione culturale e alla contaminazione tra arti visive e pratiche narrative. Nel corso dell’incontro al Quirinale è stato ribadito il valore del Premio Strega come istituzione di riferimento per la promozione della cultura letteraria italiana, capace di accompagnare e interpretare i cambiamenti della società attraverso la letteratura. Il premio, istituito nel secondo dopoguerra per iniziativa della Fondazione Bellonci, ha contribuito in modo decisivo alla valorizzazione di autori e opere che hanno segnato la storia culturale del Paese.

Le celebrazioni per l’ottantesima edizione confermano la continuità e la vitalità di un progetto culturale che, pur nella sua lunga tradizione, mantiene una forte capacità di rinnovamento. Il Premio Strega si conferma così non solo come riconoscimento letterario, ma anche come luogo simbolico di confronto e di riflessione sul ruolo della narrativa nella società contemporanea.

120 Anni di Mattei, un grande

“Oggi celebriamo il 120° anniversario della nascita di un grande italiano: Enrico Mattei. Tra gli artefici del miracolo economico che nel Dopoguerra ha reso l’Italia una potenza industriale e produttiva, Mattei è stato uno dei primi ad intuire le immense potenzialità dell’Africa e a gettare le basi per costruire una cooperazione fondata su relazioni autentiche, paritarie, reciprocamente vantaggiose”.

Lo dichiara il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che prosegue: “Enrico Mattei ha dato forma e sostanza ad una visione di sviluppo e di crescita condivisa, aprendo una stagione di investimenti infrastrutturali nel Continente africano che ancora

35ª Convention Mondiale delle Camere di Commercio Estere

Si terrà a Genova dal 13 al 15 giugno la 35ª Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE). L’iniziativa, organizzata da Assocamerestero e dalla Camera di Commercio di Genova, con il supporto di Unioncamere, riunirà nel capoluogo ligure oltre 200 delegati della rete delle 86 Camere italiane all’estero attive in 63 Paesi, insieme a istituzioni e imprese.

La presentazione ufficiale si è svolta presso Palazzo Tobia Pallavicino, sede della Camera di Commercio di Genova. Nel corso dell’incontro, il Presidente della Camera di Commercio di Genova, Luigi Attanasio, ha evidenziato il ruolo dell’Italia come quarto esportatore mondiale e il dinamismo dell’export ligure, sottolineando l’importanza di consolidare gli scambi con i mercati storicamente più prossimi, a partire dal Sud America.

Il Presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, ha invece richiamato il valore strategico della scelta di Genova, hub naturale delle connessioni nel Mediterraneo, evidenziando come logistica ed efficienza delle catene di approvvigionamento rappresentino

oggi fattori determinanti per la competitività dell’export italiano. Nel corso della conferenza, il Segretario Generale di Assocamerestero, Domenico Mauriello, e il Segretario Generale della Camera di Commercio di Genova, Maurizio Caviglia, hanno illustrato il programma della tre giorni. I lavori si apriranno il 13 giugno con le sessioni associative riservate ai rappresentanti delle CCIE, dedicate al confronto strategico, allo sviluppo di progettualità condivise e al rinnovo degli organi associativi.

Il momento pubblico si terrà lunedì 15 giugno presso Palazzo della Borsa con il convegno “Nuove rotte e nuove regole per gli scambi internazionali”, articolato in due tavole rotonde dedicate alle nuove destinazioni del Made in Italy e al ruolo del sistema Paese nel supportare le imprese nei mercati globali.

Nel pomeriggio, la Convention entrerà nella sua fase operativa con incontri B2B tra le imprese liguri e i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, con l’obiettivo di attivare contatti mirati e favorire nuove opportunità di business. (Inform)

oggi producono i loro frutti. Il Governo ha scelto di raccogliere quest’ambizioso approccio, e di declinarlo in una strategia di cooperazione che oggi viene riconosciuta come un’iniziativa di respiro europeo e internazionale. Gli insegnamenti di Mattei – prosegue il Premier – sono fonte di ispirazione quotidiana del nostro impegno. ‘L’ingegno è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono’, diceva. È una lezione – conclude Meloni – di cui continueremo a far tesoro, lavorando per mobilitare le energie disponibili di quanti intendono continuare a scrivere, insieme a noi, una nuova pagina nelle relazioni con l’Africa”. (Inform)

di Emanuele Espostio

C’è un momento, nella vita politica di un Paese, in cui il rumore si spegne e resta solo il diritto. Quel momento è arrivato.

Per mesi – anzi, per anni – il dibattito sulla riforma della cittadinanza è stato accompagnato da accuse pesanti: “atto fascista”, “deriva autoritaria”, “violazione della Costituzione”. Si è detto che la nuova disciplina avrebbe cancellato diritti, che la Sentenza n. 63/2026 della Corte Costituzionale avrebbe smontato l’impianto normativo, che il governo avrebbe superato un limite invalicabile.

Oggi il verdetto è arrivato. E il quadro è stato chiarito. La Corte ha esaminato l’articolo 3-bis della legge sulla cittadinanza, introdotto dal decreto del 2025, che ha ristretto il riconoscimento dello ius sanguinis. Il nodo era uno solo: stabilire se la norma fosse una violazione dei principi costituzionali oppure una legittima scelta del legislatore. Il Tribunale di Torino aveva parlato di “revoca retroattiva”, di lesione dell’affidamento e di disparità tra chi aveva presentato domanda prima o dopo il 27 marzo 2025. Ma la ricostruzione giuridica della Consulta è più netta e complessa della narrazione politica.

Per la Corte, infatti, per chi non aveva ancora ottenuto il riconoscimento formale della cittadinanza non si può parlare di diritto già consolidato, bensì di una posizione ancora da accertare. Su questo terreno, il legislatore conserva margini di intervento. La sentenza mette inoltre in evidenza un dato rimasto a lungo sullo sfondo: l’Italia rappresentava un caso unico. Una cittadinanza trasmissibile senza limiti generazionali, una “cittadinanza potenziale” che, secondo le stime richiamate negli atti, riguarda oltre 60 milioni di persone nel mondo.

Un sistema che ha prodotto effetti sempre più evidenti: aumento esponenziale delle richieste nei consolati, contenzioso giudiziario crescente e ricadute anche sul corpo elettorale e sull’equilibrio della rappresentanza democratica. Non si tratta di interpretazioni poli-

tiche, ma di elementi istituzionali. La politica e il diritto

A questo punto la domanda si impone: dove sono oggi coloro che parlavano di “golpe giuridico”? E quelli che indicavano la Corte come uno strumento politico, certi che avrebbe bocciato la riforma? Il punto non è il dissenso, che in democrazia è fisiologico. Il problema è l’uso strumentale delle istituzioni, e la tendenza a riconoscerne l’autorevolezza solo quando le decisioni coincidono con la propria posizione. La verità, più scomoda, è che la democrazia non funziona a intermittenza. Nel ragionamento della Consulta emerge un principio chiaro: la cittadinanza non può essere ridotta a una finzione giuridica sganciata dalla realtà. Non può trasformarsi in un automatismo genealogico infinito, privo di legame effettivo con il Paese. Il legislatore è intervenuto proprio su questo punto, cercando di ristabilire un equilibrio tra diritto e appartenenza, tra identità e realtà. Questa sentenza non è una vittoria di parte, ma piuttosto la fine di una stagione di semplificazioni. Per anni il tema è stato rinviato, accumulando criticità fino a rendere il sistema sempre più difficile da gestire.

La cittadinanza resta una materia delicata, che riguarda storie familiari, milioni di italiani all’estero e identità profonde. Ma proprio per questo non può essere affrontata con slogan o letture ideologiche.

La Sentenza n. 63/2026 segna un passaggio netto: dalla retorica alla responsabilità. Ora la politica è chiamata a fare ciò che spesso evita: costruire regole chiare, sostenibili e coerenti. Senza slogan. Senza scorciatoie. E soprattutto senza trasformare ogni decisione del diritto in un pretesto di scontro ideologico. Il dibattito che ne deriva non si esaurirà nel breve periodo, perché tocca questioni identitarie profonde e sensibilità politiche opposte. Sarà decisivo il modo in cui il Parlamento tradurrà i principi indicati dalla Consulta in norme operative, evitando nuove fratture sociali e garantendo certezza del diritto per i cittadini coinvolti.

Meloni sfida tutti con boom occupazionale

Quasi un migliaio di nuovi posti di lavoro al giorno. È il dato che il governo guidato da Giorgia Meloni rivendica nel giorno in cui l’esecutivo si conferma tra i più longevi della storia repubblicana. A snocciolare i numeri è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, che parla di circa 1,2 milioni di nuovi contratti a tempo indeterminato nei 1.288 giorni di attività del governo. Secondo Fazzolari, si tratta di risultati concreti frutto di “serietà e stabilità”, due elementi che – sottolinea – avrebbero consentito di rafforzare il mercato del lavoro, puntando in particolare sull’occupazione stabile. Il riferimento è anche alle polemiche sollevate dalle opposizioni, che hanno ridimensionato il dato sulla durata dell’esecutivo, considerandolo privo di reale valore politico ed economico. Il tema della stabilità, tuttavia, viene indicato dalla maggioranza come fattore determinante per la crescita. Un concetto condiviso anche da numerosi osservatori economici, che riconoscono nella continuità dell’azione di governo una leva importante per at-

trarre investimenti e consolidare l’occupazione.

Le cifre sull’incremento dei posti di lavoro, in particolare quelli a tempo indeterminato, trovano riscontro anche nelle rilevazioni di istituti come Istat e Inps. Nonostante ciò, il dibattito politico resta acceso. Dal Partito Democratico continuano infatti le critiche all’operato dell’esecutivo, con la segretaria Elly Schlein che ha rilanciato la necessità di misure come il salario minimo, indicando modelli alternativi come quello spagnolo.

Dura anche la reazione del capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, che ha contestato

l’enfasi posta dal governo sul tema della longevità, ritenendola sproporzionata rispetto ai risultati complessivi dell’azione politica.

Dal canto suo, la presidente del Consiglio ha scelto un tono più prudente. In un messaggio diffuso sui social, Meloni ha sottolineato come il traguardo della durata non rappresenti un punto di arrivo, ma piuttosto “una responsabilità ancora più forte verso gli italiani”. Il confronto resta aperto, tra rivendicazioni della maggioranza e critiche dell’opposizione, mentre i dati sull’occupazione continuano a essere al centro del dibattito pubblico.

Schlein contro governo, Malan ribatte

Si accende il confronto politico sul tema dell’energia tra maggioranza e opposizione, con il botta e risposta tra la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan. Al centro del dibattito le politiche europee sul gas e il cosiddetto “modello spagnolo”, indicato da Schlein come esempio da seguire per l’Italia.

Nel suo intervento Schlein ha criticato l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di non incidere abbastanza in Europa sul fronte del tetto al prezzo del gas e di favorire una nuova dipendenza energetica, questa volta dagli Stati Uniti. Una posizione che ha immediatamente acceso la replica della maggioranza.

Malan ha definito “infondate” le accuse della leader dem, sottolineando come i dati sulle importazioni energetiche mostrino una realtà diversa. Secondo il senatore, anche la Spagna di Pedro Sanchez dipende in modo significativo dal gas americano, in misura analoga all’Italia, smen-

tendo così la narrazione proposta dal Partito Democratico.

Il confronto si è poi esteso al tema della dipendenza energetica dalla Russia e al ruolo delle fonti rinnovabili e del nucleare, con posizioni contrapposte tra le due forze politiche. La polemica si inserisce in un quadro europeo ancora segnato dalla volatilità dei mercati energetici e dalla ricerca di nuove strategie di approvvigionamento.

Il dibattito prosegue anche sul piano politico interno, dove maggioranza e opposizione si accu-

sano reciprocamente di semplificare un tema complesso come quello dell’energia. Sullo sfondo resta la questione dei costi per famiglie e imprese e della transizione energetica europea, ancora al centro delle strategie dei governi nazionali e delle istituzioni comunitarie.

Il confronto resta quindi aperto, destinato a proseguire nelle prossime settimane anche in sede parlamentare ed europea e pubblica opinione e nel dibattito mediatico nazionale acceso quotidianamente.

Tensioni migrazione nelle suppletive di Farrer

Nel pieno della campagna elettorale per la byelection del collegio di Farrer del 2026, in Australia, il dibattito sull’immigrazione si infiamma dopo le dichiarazioni contrastanti del candidato di One Nation, David Farley, e le successive giustificazioni del deputato Barnaby Joyce.

Farley ha infatti messo in discussione una delle posizioni chiave del partito guidato da Pauline Hanson, affermando che il livello attuale di migrazione netta verso l’Australia, pari a circa 306.000 persone nell’ultimo anno, “probabilmente non è trop-

po elevato”. Una posizione in apparente contrasto con la linea ufficiale di One Nation, che propone un tetto molto più restrittivo, fissato a 130.000 ingressi annui. Le dichiarazioni hanno provocato una reazione immediata all’interno del partito e nel dibattito politico nazionale. Barnaby Joyce ha attribuito l’incongruenza alla “pressione della campagna elettorale”, sostenendo che i candidati possano talvolta deviare dalla linea ufficiale sotto stress mediatico e politico. Joyce ha tuttavia cercato di ridimensionare la portata della polemica, afferman-

do che gli elettori sarebbero più interessati ad altri temi rispetto alle controversie interne al partito di One Nation.

Tra questi, anche la recente donazione milionaria di Gina Rinehart, imprenditrice mineraria tra le più ricche d’Australia, che ha contribuito con un aereo privato alla campagna di One Nation.

Secondo Joyce, l’attenzione dei media verso questo finanziamento sarebbe molto maggiore rispetto a quella dell’elettorato, che si concentrerebbe invece su questioni economiche e sociali quotidiane.

Il caso mette in luce le difficoltà della campagna di One Nation nel mantenere coerenza comunicativa su temi sensibili come immigrazione e finanziamenti politici, soprattutto in un contesto elettorale competitivo. Il collegio di Farrer, tradizionalmente conteso tra conservatori e indipendenti, diventa così un laboratorio politico dove si misurano le tensioni interne alla destra australiana.

La vicenda conferma come il tema migratorio resti divisivo.

Rubio in Rome as US-Italy Assess Relations

A tentative thaw appears to be taking shape in transatlantic relations, as Marco Rubio prepares for a high-stakes visit to Rome later this week. The trip, confirmed by both Italian and Vatican sources, comes after weeks of escalating tensions between Donald Trump and key European allies, including Italy.

Rubio is expected in the Italian capital on Thursday and Friday for a series of meetings with senior officials. Among them are Foreign Minister Antonio Tajani and Defence Minister Guido Crosetto. A meeting with Prime Minister Giorgia Meloni remains unconfirmed, though reports suggest the US Secretary of State

has expressed a clear interest in meeting her.

The visit will also include a significant diplomatic moment at the Vatican. Rubio is scheduled to meet Pope Leo XIV, as well as Cardinal Pietro Parolin. These talks are expected to address not only geopolitical tensions but also moral and humanitarian concerns surrounding recent conflicts.

At the heart of Rubio’s mission is an effort to ease friction triggered by Washington’s increasingly aggressive stance toward Iran. While the Trump administration has defended its military posture, both Italy and the Vatican have distanced themselves

from the escalation. Meloni’s government, once a firm supporter of US policy, has signalled a more cautious approach. Meanwhile, Pope Leo XIV has issued stark condemnations of what he described as unjust wars that risk devastating entire civilisations.

President Trump has responded sharply, reportedly labelling the Pope as “weak” and expressing frustration with NATO allies who have withheld support. His administration is now considering a partial withdrawal of US troops from Europe, including bases in Italy—a move that has raised alarm in Rome.

Against this backdrop, Rubio’s visit is widely seen as an attempt to rebuild diplomatic bridges. Known as a more pragmatic figure within the administration, he may seek to clarify Washington’s intentions and reassure allies of continued cooperation.

For Italy, the stakes are high. The meetings in Rome could determine whether the fragile relationship between Washington and its European partners can be stabilised—or whether deeper divisions lie ahead.

Italy’s Affordable Housing Plan

Italy’s housing crisis has prompted the government to introduce an ambitious “Piano Casa,” aimed at widening access to affordable homes nationwide.

Supported by €10 billion in funding, the scheme seeks to deliver 100,000 new housing units over the next decade, combining public investment with private sector involvement.

The plan is built on three main pillars. First, it prioritises the refurbishment and reuse of existing public housing, bringing empty or underused properties back into use. Second, it targets the so-called “grey area” of society—those who earn too much to qualify for traditional social housing but still cannot afford market rents. This group includes young professionals, students and middle-income families. Third, the government is encouraging private developers to participate through tax incentives and simplified planning

procedures, particularly for largescale developments.

Clear eligibility criteria have been set. The homes will be available to Italian citizens, EU nationals and non-EU residents with valid work permits. Priority is given to households earning above €20,000 per year—those excluded from social housing but unable to compete in the private market. The scheme also takes into account mobile workers, seasonal employees and university students.

Private developers must meet strict conditions to access government incentives. At least 70% of newly built units must be offered at controlled prices, set at a minimum of 33% below market rates. In return, developers benefit from reduced bureaucracy and financial advantages.

Additional measures include faster eviction procedures for illegally occupied properties.

Continuano gli scandali nei servizi bambini

Lo scandalo che ha coinvolto un operatore di un centro per l’infanzia a Sydney, accusato di aver aggredito due bambini di appena 3 e 4 anni, solleva interrogativi profondi e inquietanti sulla sicurezza dei luoghi che dovrebbero essere tra i più protetti della nostra società. Non si tratta solo di un episodio isolato, ma di un campanello d’allarme che impone una riflessione collettiva.

Affidare un figlio a un servizio educativo significa compiere un atto di fiducia enorme. I genitori si aspettano professionalità, empatia e soprattutto tutela. Quando questa fiducia viene tradita, il danno non è solo fisico – come nel caso degli schiaffi denunciati – ma anche psicologico, sia per i piccoli coinvolti sia per le famiglie. È lecito chiedersi: i controlli sul personale sono sufficienti? La formazione è adeguata? E soprattutto, esistono meccanismi efficaci per prevenire e segnalare comportamenti abusivi prima che dege-

nerino? Episodi come questo suggeriscono che il sistema, pur con tutte le sue regole, presenta falle che non possono essere ignorate. Allo stesso tempo, è importante evitare generalizzazioni. La stragrande maggioranza degli educatori svolge il proprio lavoro con dedizione e responsabilità. Tuttavia, proprio per tutelare questi professionisti e i bambini, è necessario rafforzare standard, supervisioni e procedure di verifica.

Infine, questo caso evidenzia anche l’importanza di una cultura della segnalazione: chiunque assista o sospetti comportamenti inappropriati deve sentirsi legittimato e obbligato a intervenire. Il silenzio, in questi contesti, può diventare complice.

La sicurezza dei bambini non è negoziabile. Ogni falla nel sistema è una responsabilità collettiva che richiede risposte concrete, non solo indignazione momentanea. A quando un mondo dove chi vuole può accudire i figli in casa?

notizie comunitarie

Una coppa ricorda Angelo Poli

I Rinascenti e il Toscana Club di Brunswick continuano a distinguersi per l’organizzazione di eventi che uniscono tradizione, comunità e nuove generazioni, offrendo occasioni significative per celebrare l’identità toscana all’estero. Tra le iniziative più recenti, grande successo ha riscosso la giornata di golf seguita dalla cena autunnale, organizzata in onore del compianto Vincenzo Poli.

L’evento ha visto una partecipazione numerosa e coinvolta, confermando il forte legame tra i membri del club e la volontà condivisa di mantenere vive le tradizioni. Un ruolo fondamentale è stato svolto da Angelo Poli, responsabile dell’organizzazione del torneo di golf, che ha coordinato con precisione ogni dettaglio della giornata. Importante anche il contributo dell’Italian

Golf Association, la cui presenza ha arricchito ulteriormente l’iniziativa.

Fin dalle prime ore del mattino, il comitato del Toscana Club ha accolto i partecipanti con panini e bevande, offrendo ristoro e creando un clima conviviale. In serata, la cena autunnale ha rappresentato un ulteriore momento di aggregazione, grazie al lavoro delle volontarie della cucina, che hanno preparato un menù apprezzato da tutti i presenti.

La giornata si è conclusa con la premiazione dei vincitori, celebrati tra applausi e sorrisi. Le immagini dell’evento testimoniano un’atmosfera positiva e partecipata, segno del successo dell’iniziativa.

Un appuntamento che si conferma centrale nel calendario del club, con lo sguardo già rivolto alla prossima edizione.

Visita a Ciabatta della Nonna

Il candidato Paul Seidl, in vista delle elezioni suppletive di Thomastown, si è recato recentemente presso Ciabatta Della Nonna, storica attività locale at-

Solarino Social Club

Sicilian Night Dinner Dance

Sabato, 21 giugno - 6.30pm

Maria Formica: 0402 087 583

Santo Gervasi: 0435 875 794

Ibleo Social Club

San Giovanni Celebration

Sabato, 28 giugno - 6.30pm

Sam Lo Grasso: 039402 2236

Lina Palermo: 0481 963 295

tiva fin dagli anni ’80. L’azienda, a conduzione familiare, rappresenta un punto di riferimento per la comunità, fornendo pane fresco e prodotti di qualità non solo a Thomastown, ma anche ai sobborghi circostanti e a numerose attività commerciali della zona.

Durante la visita, Seidl ha sottolineato l’importanza di sostenere le imprese locali che contribuiscono in modo significativo all’economia e al tessuto sociale del territorio. Nel confronto con i titolari è emerso come, finora, nessun consigliere comunale abbia mai preso contatto diretto per comprendere le esigenze dell’attività.

Il candidato ha quindi ribadito il proprio impegno a fungere da collegamento diretto con il governo locale, con l’obiettivo di offrire ascolto e supporto concreto alle imprese del quartiere che da anni fanno parte di questa realtà.

Conference Notes Vital Role of Italian Language

The annual conference of the Victorian Association of Teachers of Italian (VATI) was held today in Melbourne, marking a key moment for Italian language education in the state of Victoria. Organised with the support of the Consolato Generale d'Italia - Melbourne, the event brought together educators, community leaders, and cultural representatives committed to promoting Italian language and culture across Australia.

The conference highlighted the essential role played by teachers in fostering linguistic and cultural awareness among students. Through their daily efforts, thousands of young people are introduced not only to the Italian language but also to a broader world shaped by art, music, design, and innovation. Speakers emphasized that language education remains a powerful bridge between cultures, strengthening ties between Italy and Australia.

For decades, VATI has served as a cornerstone of this mission. The association provides professional development, resources, and a collaborative network for educators, reinforcing the importance of high-quality teaching in maintaining student engagement. Its work stands as a clear example of how a dedicated professional community can influence both educational outcomes

and cultural exchange. A significant moment during the conference was the formal recognition of outgoing president Ferdinando Colarossi.

After more than twenty years of service, Colarossi was praised for his leadership and lasting contribution to the association’s growth and impact. His tenure

has been widely credited with strengthening VATI’s presence and expanding opportunities for Italian language programs across Victoria.

The event also marked a transition in leadership, with warm wishes extended to the newly appointed president, Maria Brancolino.

Cianflone in una giornata tra la gente di Coburg

Anthony Cianflone si è presentato tra i banchi del Coburg Farmers Market, nel sobborgo di Coburg, per una giornata di contatto diretto con i cittadini.

L’iniziativa di promozione e sensibilizzazione locale, caratterizzata da uno stile informale e partecipativo, ha visto il deputato distribuire gratuitamente borse per incentivare gli acquisti locali e sostenere i produttori del territorio.

Durante l’attività di “street stall”, Cianflone ha illustrato alcune misure chiave rivolte alla comunità: un rimborso del 20% sulle immatricolazioni automobilistiche, trasporto pubblico gratuito nei mesi di aprile e maggio,

seguito da tariffe dimezzate fino a dicembre, unitamente ad un investimento di 6,1 milioni di dollari per l’ammodernamento della Merri-bek Primary School.

Il parlamentare ha poi proseguito con visite porta a porta, ribadendo la propria disponibilità presso l’ufficio sito nel sobborgo di North Coburg.

info@belokawater.com.au

a cura di Tom Padula

Hanging by a Threat Captivates Young Crowd

In the sunshine state, Italian culture took centre stage this week as an award-winning puppet performance brought a touch of Italian artistry to young audiences in Brisbane.

The show, “Hanging by a Thread” (“Appeso a un filo”), is the creation of the renowned Di Filippo Marionette, whose work has earned international acclaim even among Italians abroad for blending traditional craftsmanship with contemporary storytelling.

This marked the production’s first stop in Brisbane, offering a rare opportunity for local audi-

ences to experience a distinctive form of Italian cultural expression. Performed by the talented duo Rhoda Di Filippo and Remo Di Filippo, the show transported spectators into a whimsical universe where finely crafted marionettes seemed to breathe with life. Through a seamless fusion of movement, music and song, the performance highlighted not only technical mastery but also the enduring charm of handmade theatre.

The audience at St Anthony’s Primary School responded with enthusiasm. Children watched in awe as the puppets danced and

interacted, while adults found themselves equally captivated by the emotional depth and artistry on display. The performance managed to bridge generations, proving that traditional puppetry still holds a powerful place in modern cultural life.

Beyond entertainment, the event also served a broader purpose: promoting Italian language and heritage abroad. By combining storytelling with linguistic elements, the show introduced young viewers to Italian culture in an engaging and accessible way.

The initiative was made possible with the support of Com. It.Es, whose contribution was acknowledged as instrumental in bringing the performance to the local community. Their involvement underscores the importance of collaborative cultural efforts in strengthening ties between Italy and its diaspora communities across Australia.

As the troupe continues its tour, this Brisbane debut stands as a vivid reminder of how cultural diplomacy can inspire, educate and connect communities—one thread at a time.

Bocce sotto le stelle al Laguna Veneto Club

Una serata all’insegna dello sport, dell’inclusione e del divertimento ha animato il Laguna Veneto Bocce Club, che ha recentemente ospitato un evento speciale in collaborazione con Special Olympics Western Australia e numerose associazioni locali.

Il “Glow in the Dark Bocce”,

disputato in un’atmosfera suggestiva e luminosa, ha trasformato il tradizionale gioco delle bocce in uno spettacolo coinvolgente e accessibile a tutti. Tra luci fluorescenti e sorrisi, partecipanti di ogni età e abilità si sono sfidati amichevolmente, dimostrando come lo sport possa essere un po-

tente strumento di aggregazione sociale.

L’evento, organizzato con il supporto di club come Tuscany Association WA Azzurri e Bocce WA, ha rappresentato il culmine di tre settimane di attività condivise, rafforzando i legami tra le comunità locali e promuovendo i valori dell’inclusione e della partecipazione.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Kath Britza e Frank Natalotto, protagonisti nell’organizzazione e nell’energia portata durante la serata. Fondamentale anche il contributo dei volontari in cucina – Vince Silvestro, William Passarelli e Angelo Bettella – che hanno deliziato i presenti con piatti autentici, affiancati dalle proposte gastronomiche di The Corner Butcher e Tipico Catering.

Innovazione e giovani talenti

Adelaide ha celebrato con entusiasmo l’eccellenza italiana in occasione della Giornata del Made in Italy 2026, grazie alla collaborazione tra il Consolato d’Italia e la South Australian Italian Association (SAIA). L’evento, dedicato al tema “Giovani competenze per il Made in Italy”, ha trasformato il Carrington Function Centre in un vivace spazio espositivo, capace di mettere in luce il meglio dell’innovazione, del design e della tecnologia italiana.

Protagoniste della serata sono state numerose imprese italiane che, attraverso progetti all’avanguardia e soluzioni creative, hanno dimostrato la vitalità e la capacità di rinnovamento del sistema produttivo italiano. Particolare attenzione è stata riservata ai giovani talenti, conside-

rati motore fondamentale per il futuro del Made in Italy a livello globale.

Oltre alla dimensione espositiva, l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di networking, favorendo l’incontro tra professionisti, imprenditori e rappresentanti di organizzazioni locali. Lo scambio di idee e la creazione di nuove sinergie hanno contribuito a rafforzare i legami all’interno della comunità italo-australiana.

Nel suo intervento, il Console Ernesto Pianelli ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla SAIA e dalle aziende partecipanti, sottolineando il valore della collaborazione e della condivisione delle competenze nel promuovere l'identità culturale e gli elementi distintivi del Made in Italy contemporaneo.

L’Ambasciata d’Italia a Wellington ha preso parte alla solenne cerimonia nazionale di commemorazione dell’ANZAC Day presso il Pukeahu National War Memorial Park, uno dei luoghi più significativi della memoria collettiva neozelandese. In questa occasione, l’Ambasciatore Cristiano Maggipinto, insieme ai membri del Corpo Diplomatico accreditato nella capitale, ha reso omaggio ai soldati neozelandesi che hanno servito il loro Paese con coraggio e dedizione, fino al sacrificio estremo in tutti i conflitti.

La cerimonia, caratterizzata da un’atmosfera di profondo rispetto e raccoglimento, ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e di numerosi cittadini, uniti nel ricordo di quanti hanno perso la vita in guerra.

Le corone di fiori deposte ai piedi del memoriale e i momenti di silenzio hanno rappresentato

un gesto simbolico ma potente, capace di attraversare generazioni e culture.

La presenza dell’Ambasciata italiana sottolinea l’importanza della memoria storica condivisa e dei valori universali di pace, solidarietà e cooperazione internazionale. In un contesto globale ancora segnato da tensioni e conflitti, iniziative come questa assumono un significato ancora più profondo, ricordando il costo umano della guerra e la necessità di preservare la pace.

“Lest we forget” – “Per non dimenticare” – è il messaggio che risuona forte durante l’ANZAC Day, un monito a mantenere viva la memoria del passato per costruire un futuro migliore. Attraverso la partecipazione a eventi commemorativi come questo, l’Italia rinnova il proprio impegno nel promuovere il dialogo tra i popoli e nel sostenere i valori di libertà e democrazia.

Onori agli ANZAC a Wellington

40 Anni di Comites come innovazione

Si è svolta presso il Club Marconi sabato 2 maggio, una conferenza organizzata da Allora!, dedicata ai quarant’anni dei Comites, i Comitati degli Italiani all’Estero, un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti della comunità italiana in Australia e osservatori del mondo associativo e mediatico. L’iniziativa, trasmessa anche in diretta online, ha offerto un’occasione di riflessione ampia sulla storia, il ruolo e le prospettive future di questi organismi di rappresentanza.

Ad aprire i lavori è stato un intervento di carattere storico a cura del direttore Marco Testa, che ha ripercorso le origini dei Comites a partire dalle esperienze precedenti degli anni ’60 e ’70, fino alla loro istituzione formale negli anni ’80. È emersa con forza l’idea che i Comites siano il risultato di un lungo processo di trasformazione della politica italiana verso le comunità emigranti, passata dalla logica assistenziale a quella della rappresentanza.

Il racconto ha evidenziato le prime difficoltà del sistema, le resistenze iniziali, e il progressivo consolidarsi di un modello che ha poi trovato una sua stabilità negli anni ’90 e 2000, anche grazie all’introduzione del voto all’estero e alla nascita di un sistema articolato di rappresentanza.

Uno dei temi centrali della conferenza è stato il rapporto tra Comites e autorità consolari. Il Console Generale d’Italia a Sydney, Dr Gianluca Rubagotti ha sottolineato come la relazione sia oggi definita da un principio di collaborazione istituzionale, sancito anche dalla normativa vigente.

Il Consolato, è stato spiegato, non agisce in modo isolato ma all’interno di un “sistema paese” che include anche istituti di cultura, associazioni, camere di commercio e lo stesso Comites. Esempi concreti citati includono campagne informative per i cittadini, iniziative congiunte su servizi consolari e attività di supporto alla comunità in aree geograficamente più periferiche del NSW.

Il rappresentante del CGIE per l’Australia, Prof. Franco Papandrea, ha ribadito il ruolo storico dei Comites come “ponte” tra le comunità italiane e lo Stato. Nati per dare voce alle esigenze sociali e culturali degli emigrati, questi organismi sono stati definiti stru-

menti di partecipazione e tutela dei diritti.

È stata però evidenziata anche una criticità strutturale: la difficoltà di coordinamento tra i diversi livelli della rappresentanza degli italiani all’estero (Comites, CGIE e parlamentari eletti all’estero). Una mancanza di armonizzazione che rischia di indebolire l’efficacia complessiva del sistema.

Particolarmente incisivi gli interventi del Sen. Francesco Giacobbe e dell'On. Nicola Carè, che hanno sottolineato la necessità di una riforma organica del sistema dei Comites. Secondo questa visione, i Comites devono essere rafforzati e messi in condizione di operare con maggiore efficacia, evitando il rischio di marginalizzazione.

Tra le criticità evidenziate: la complessità del sistema elettorale; la scarsa partecipazione della comunità; la mancanza di risorse adeguate; la difficoltà di raggiungere le nuove generazioni di italiani all’estero.

Allo stesso tempo, è stata proposta una visione più propositiva dei Comites, come non solo organismi consultivi, ma laboratori di idee e proposte per lo Stato italiano, capaci di intercettare bisogni emergenti e trasformarli in iniziative concrete.

Gli interventi dei presidenti dei Comites australiani hanno riportato l’attenzione sulla dimensione quotidiana del lavoro sul territorio. Tra i punti più innovativi emersi durante il dibattito vi è stata la necessità di ripensare la rappresentanza alla luce dei cambiamenti demografici della comunità italiana all’estero.

È emersa una forte criticità: la scarsa conoscenza dei Comites da parte della comunità, in particolare tra i nuovi arrivati. In molti casi, è stato raccontato, anche lavoratori italiani appena giunti nel Paese non conoscono l’esistenza di questi organismi.

Un altro tema ricorrente è stato il rapporto con le associazioni locali, inizialmente segnato da incomprensioni ma progressivamente evoluto verso forme di collaborazione più mature.

In chiusura, è emersa una visione condivisa: i Comites rappresentano ancora oggi un presidio democratico importante, ma necessitano di un rafforzamento strutturale e politico.

La sfida principale, secondo molti interventi, è evitare che diventino organismi percepiti come distanti o burocratici, e al contrario consolidarne il ruolo di strumento di partecipazione attiva e di collegamento con le comunità.

Direttore Marco Testa
Prof. Franco Papandrea (CGIE)
F. Papandrea, I. Smaniotto, Dr. Rubagotti, J. Pellegrino e F. Barilaro
D. Stefanelli, F. Giacobbe, M. Testa, N. Carè e A. Acciai
Franco Barilaro (Canberra)
Sen. Francesco Giacobbe
Relatori e ospiti al termine della conferenza sui 40 anni dei Comites
Rappresentanti di Allora!, CNA e alcuni Direttori del Club Marconi
Luigi Di Martino (Sydney)
Console Dr G. Rubagotti
On. Nicola Caré
U. Aglianò (Melb.) e M. Marmo Adel.)

Madonna di Loreto è credere e costruire futuro nelle nuove generazioni

si guarda negli occhi e si riconosce. Sotto lo sguardo della Madonna, simbolo di fede ma anche di protezione e appartenenza, si è riunita una comunità vera. Una comunità fatta di storie, di sacrifici, di partenze e di radici che non si sono mai spezzate.

Famiglie intere, generazioni diverse, volti segnati dal tempo e altri pieni di futuro. E in mezzo a tutto questo, un dato che non può passare inosservato: la presenza dei giovani.

Non una presenza marginale, ma viva, partecipata. Giovani che ascoltano, che si mettono in gioco, che iniziano – forse inconsapevolmente – a raccogliere un’eredità. Ed è proprio questa la chiave di tutto. Perché una comunità senza giovani è una comunità che si spegne. Ma qui, in questa serata, si è vista la continuità.

Un ringraziamento sentito va al presidente Tony Mittiga e a tutto il comitato, per il lavoro instancabile, per la passione e per la capacità di trasformare un evento in qualcosa che lascia un segno. Nulla è scontato quando si parla di volontariato, di organizzazione, di dedizione. Dietro ogni dettaglio c’è tempo, sacrificio e soprattutto amore per la propria comunità. Amore silenzioso, quello che non cerca applausi ma risultati, che si misura nei mesi di preparazione, nelle difficoltà affrontate e nella volontà di non mollare mai. Senza questo spirito, senza questa dedizione, tutto questo semplicemente non esisterebbe.

E proprio il presidente Mittiga, nel suo intervento, ha saputo riportare tutti al cuore della serata: l’amicizia, il supporto reciproco, la forza dello stare insieme. Ha ringraziato chi ha reso possibile l’evento, dal Marconi

Club allo staff, fino al lavoro instancabile del comitato, sottolineando una verità semplice ma fondamentale: le tradizioni non si mantengono da sole, vivono grazie alle persone. I festeggiamenti non si fermano qui. Il prossimo appuntamento sarà il 25 ottobre, quando la comunità tornerà a riunirsi per una celebrazione che unisce il rito cristiano a quello più antico, legato alla terra e alle origini.

Non è solo un evento ben riuscito, non è soltanto una sala piena o un’organizzazione impeccabile. È qualcosa di più profondo. È identità. È memoria. È una comunità che

Un momento che racchiude l’essenza della nostra cultura: fede e popolo, spiritualità e identità. Tutti i dettagli saranno resi noti non appena il programma sarà ufficializzato. Ma c’è un passaggio che va detto con chiarezza, con af-

fetto e con rispetto per tutti i presenti. L’Italia, la Calabria – pur con le sue differenze, le sue complessità – qui in Australia è viva. Non è nostalgia.

È realtà. Vive nei piatti, nelle parole, nei canti, nei gesti, nei simboli religiosi. Vive nelle storie di chi è partito con una nave, portando con sé non solo una valigia, ma un patrimonio immenso fatto di tradizioni, valori e cultura autentica. Dietro ogni festa c’è una storia. Dietro ogni canzone popolare c’è vita vissuta. Non è folklore: è identità. Ed è per questo che ai giovani va detto con forza: non abbiate paura di prendere in mano queste tradizioni. Non sono il passato. Sono il vostro futuro. E a noi, soprattutto a chi ha un ruolo pubblico, politico, istituzionale, spetta un compito preciso: lavorare affinché questi momenti continuino. Non basta esserci. Bisogna costruire le condizioni perché queste iniziative crescano, si rafforzino, diventino sempre più parte inte-

grante della vita comunitaria. Durante la serata, però, c’era un’immagine che più di tutte raccontava il senso di tutto questo. I bambini. Tanti. Felici. Liberi. Correvano tra i tavoli, ridevano, giocavano senza pensieri. Non sapevano di essere parte di una tradizione. Ma lo erano. E guardandoli, è nata una domanda che vale più di qualsiasi discorso: tra vent’anni, saranno ancora qui?

Saranno loro a portare avanti tutto questo? Saranno loro a credere, organizzare, tramandare? Questa è la vera sfida. Ed è la nostra responsabilità più grande. Perché una comunità non si misura solo da quanto è forte oggi, ma da quanto sarà capace di esserlo domani.

Se quei bambini cresceranno con queste radici, se un giorno prenderanno il posto di chi oggi tiene viva questa fiamma, allora vorrà dire che non abbiamo solo organizzato una festa. Avremo custodito un’identità.

Avremo costruito futuro.

Il tavolo del presidente Tony Mittiga insieme a graditi ospiti
La sala gremita ha attratto tantissimi giovani devoti e amici
Il sacerdote benedice i convenuti e la cena in onore di M. SS. di Loreto
Liz Testa e George Vumbaca si esibiscono alla Festa
Non poteva mancare il classico duo organetto e tamburello
Il comitato durante il taglio della torta commemorativa
Brindisi di buon auspicio al futuro dell'Associazione M. SS. di Loreto
Il presidente Tony Mittiga durante il suo discorso ai convenuti

Si accende il futuro italo-australiano con protagonisti i giovani della GIA

Il futuro dei giovani italiani australiani è sempre più al centro del dibattito pubblico, tra identità, opportunità e rappresentanza. Il GIA Summit Sydney 2026 ha riunito istituzioni, associazioni e nuove generazioni al Canada Bay Club di Sydney, trasformando una serata di confronto in un momento di sintesi tra esperienze diverse ma unite dall’obiettivo comune di rafforzare la comunità italo australiana. L’evento promosso dal GIA Network ha posto al centro il tema “Il futuro dei giovani italiani australiani: necessità, idee, soluzioni”.

Il momento centrale è stato l’intervento del presidente della GIA Domenico Stefanelli, che ha aperto il suo discorso mettendo al centro le persone prima delle parole. Stefanelli ha sottolineato il valore del lavoro collettivo e volontario che sostiene l’organizzazione, invitando sul palco il team del network come segno di riconoscimento condiviso. Ha ringraziato Cristina Casanovi, moderatrice della serata e socia fondatrice, e Marco Abbondanza, coordinatore nazionale, definito figura chiave per continuità e visione. Nel suo intervento ha annunciato la trasformazione del GIA Network in struttura nazionale, con chapter locali e un board nazionale, segnando un passaggio da realtà locale a sistema organizzato e stabile.

Il Summit ha poi dato spazio ai panel tematici, con un focus su economia, immigrazione e reti professionali. Nel confronto economico rappresentanti di ICE, ENIT, Camera di Commercio Italiana a Sydney e COMITES hanno discusso opportunità di formazione, turismo delle radici e inserimento nel sistema imprenditoriale italiano. Simona Bernardini ha evidenziato i percorsi formativi, mentre Manuela Lattanasio ha sottolineato il valore culturale del turismo identitario. Sul tema immigrazione gli esperti hanno analizzato visti e riconoscimento delle qualifiche, evidenziando la necessità di maggiore orientamento per i giovani professionisti.

Ampio spazio è stato dedicato al momento istituzionale, con interventi del Senatore Francesco Giacobbe, dell’Onorevole Nicola Carè, dell’Ambasciatore Nicola Lener, del Console Generale Gianluca Rubagotti e del Cavalie-

re Felice Montrone. I rappresentanti istituzionali hanno richiamato la necessità di rafforzare il dialogo con le nuove generazioni, aggiornare la narrazione dell’Italia nel mondo e costruire reti stabili tra diaspora e sistema Paese. Centrale il richiamo alla collaborazione tra istituzioni e società civile, vista come leva strategica per il futuro della comunità italo australiana.

Nel complesso, il GIA Summit Sydney 2026 ha restituito l’immagine di una comunità in evoluzione, più consapevole e più strutturata, capace di dialogare con le istituzioni e allo stesso tempo di chiedere strumenti concreti per costruire il proprio futuro. La trasformazione annunciata da Stefanelli rappresenta un

passaggio decisivo verso una rete nazionale più solida e inclusiva. La serata è stata arricchita anche da momenti di networking, musica italiana e strumenti interattivi come il Kahoot, che hanno favorito la partecipazione dei giovani e reso il dialogo più accessibile.

Questo approccio ha permesso di unire dimensione istituzionale e sociale, creando un ponte tra generazioni diverse ma accomunate dalla volontà di contribuire attivamente alla crescita della comunità italo australiana nel lungo periodo. Il risultato finale è stato quello di un confronto aperto e costruttivo che rafforza il ruolo del network come piattaforma di crescita condivisa inclusiva.

Cristina Casanovi
Console Dr. Rubagotti
R. Tagliaferri (ICCIAUS) con alcuni convenuti al Summit GIA
Gruppo GIA e i rappresentanti del Sistema Italia
Il team operativo del Summit Giovani Italiani Australiani
Sen. Francesco Giacobbe
Il "panel" dedicato agli Enti Gestori e alla promozione linguistica
Giovani GIA presenti all'evento quale momento di networking
M. Gioacchini (IIC), S. Bernardini (ICE-ITA) ed E. Atanasio (ENIT)
Stephanie di Pasqua MP
On. Nicola Carè
Amb. S.E. Nicola Lener

La vera famiglia matriarcale valore importante della tradizione siciliana

due mamme premiate: Elena Morabito

di Marco Testa

Sabato 2 maggio, presso l’Associazione Napoletana di Leichhardt, soci, famiglie, amici e simpatizzanti si sono riuniti per celebrare la Festa della Mamma, in una se-

rata che ha saputo coniugare tradizione, partecipazione e autentico spirito comunitario. La sala, gremita in ogni ordine di posti, ha fatto registrare il tutto esaurito, segno tangibile dell’affetto e del-

la forte adesione della comunità all’iniziativa.

Una ricorrenza particolarmente sentita che l’attuale comitato ha voluto mantenere viva con immutata importanza, sottolineando come, nonostante l’impegno rivolto ai preparativi per il prossimo anniversario del 25 luglio, non si sia voluto in alcun modo sminuire una tradizione che, sin dalla fondazione dell’Associazione Trinacria, ha sempre riscosso grande apprezzamento.

Ad aprire la serata è stato il Presidente, Marco Testa, che nel suo intervento ha ricordato come, al di là degli stereotipi sulla famiglia matriarcale, i siciliani abbiano sempre nutrito un profondo rispetto e una particolare devozione per la figura materna, pilastro imprescindibile della famiglia e della comunità.

Momento centrale e carico di emozione è stata la premiazione della mamma più giovane e della mamma più anziana, organizzata dalla segretaria Tina Mesiti: la signora Elena Morabito e la signora Concetta Sorbana hanno ringraziato calorosamente. A rendere ancora più simbolico questo riconoscimento è stato il taglio della torta, condiviso dalle due premiate tra gli applausi dei presenti, in un gesto che ha rappresentato idealmente il passaggio tra generazioni.

La serata è poi proseguita all’insegna della convivialità. Il cibo, particolarmente apprezzato, e l’organizzazione impeccabile hanno contribuito a creare un’atmosfera calorosa e familiare. Un sentito ringraziamento è stato rivolto a Charlie Telese, vice-presidente delle Trinacria e rappresentante dell’Associazione Napoletana, che ha guidato con maestria l’intera serata, coordinando cucina e staff con grande professionalità.

Non meno importante il contributo musicale di DJ Chuck, che ha fatto rivivere i più grandi successi della musica italiana - incluse le ultime hit del Festival di Sanremo - coinvolgendo tutti in balli e danze fino a tarda notte.

Grande entusiasmo ha suscitato anche la tradizionale lotteria, arricchita da momenti di simpatia e leggerezza. Tra i vincitori, Adelina Manno, Lina Millauro ed Elena Morabito i biglietti per la Gala Night, mentre Ralph ha vinto un voucher per il ristorante “La Botte d’Oro”.

Degno di nota il gesto generoso

di una socia che, dopo aver vinto un beauty basket, ha scelto di rimetterlo in palio, ricevendo la sincera gratitudine della nuova vincitrice. Particolare apprezzamento hanno riscosso anche gli omaggi distribuiti nel corso della serata, tutti esauriti grazie alla grande partecipazione. Non è mancato un momento di pensiero e vicinanza rivolto ai membri del comitato assenti per motivi di salute, Angelo Casa e

Giuseppe Cascio, ai quali è andato un caloroso augurio di pronta guarigione da parte di tutta la comunità.

L’appuntamento è ora per il 50° anniversario dell’Associazione, da tenersi il 25 luglio 2026 presso la Doltone House del Club Marconi. Il comitato metterà a disposizione due autobus gratuiti per i soci - uno in partenza da Haberfield e l'altro da Gladesville, per questo importante appuntamento.

Le
e Concetta Sorbana
Il ballo si è protratto fino a notte tarda per la gioia di tutti i presenti
Il presidente Marco Testa da il benvenuto ai partecipanti
Il Comitato della Trinacria ha ringraziato lo staff della Napoletana per l'impeccabile servizio e la qualità del cibo offerto ai soci
Il tavolo di Tina Mesiti con graditi ospiti
Il comitato al taglio della torta con le madri premiate
Il bravissimo DJ Chuck ha allietato con maestria la serata
Aperte le danze, nessuno di è tirato indietro... e bravi tutti!
T. Mesiti, A. Manno e la vincitrice dei biglietti per il Gala, Elena Morabito

Fede, tradizione e comunità alla Festa di Sant’Alfio

di Maria Grazia Storniolo

Domenica 3 maggio, presso il Villaggio Scalabrini di Austral, si è svolta con intensa partecipazione la 43ª edizione della Festa di Sant’Alfio “a Vara”, dedicata ai Santi Fratelli Martiri Alfio,

Filadelfo e Cirino, patroni dell’omonimo comune in provincia di Catania.

L’evento ha richiamato numerosi fedeli, offrendo un’importante occasione per rinnovare una tradizione profondamente

radicata nella comunità italiana in Australia. Le origini della devozione risalgono al 230 d.C., quando i tre fratelli, nati a Vaste in Puglia, furono perseguitati per la loro fede cristiana durante l’impero di Decio. Rimasti orfani dei genitori, anch’essi martirizzati, subirono torture e prigionia prima di affrontare il sacrificio finale in Sicilia.

La celebrazione ad Austral si è svolta in un clima di grande emozione e condivisione. La giornata, favorita dal bel tempo, ha visto la partecipazione di tanti devoti, testimoniando il forte legame con le proprie radici.

Accanto alla dimensione religiosa, non è mancato lo spirito solidale: una bancarella organizzata dal Villaggio Scalabrini ha raccolto fondi per sostenere i bambini della casa famiglia Madre Rosa nelle Filippine, ricevendo un’ottima risposta da parte dei presenti.

La Santa Messa, celebrata da Padre Mirko Integlia e accompagnata dal coro del Marconi, ha aperto ufficialmente la giornata. Nell’omelia, Padre Mirko ha evidenziato l’importanza della fede e le tradizioni da tramandare alle future generazioni.

Al termine della funzione, il presidente Pietro Licciardello, ha ringraziato il Villaggio Scalabrini e i volontari che hanno reso possibile lo svolgimento dell'evento. A seguire, la processione per le vie

del Villaggio e la benedizione, ha rinnovato uno dei momenti più sentiti della festa, culminando in un'asta di beneficenza e un'esibizione musicale dell'orchestra De Bellis. con le voci di Tony Mazel e Ada Cannavo’, inoltre specialità

gastronomiche e il classico BBQ preparato dai volontari sono stati apprezzati da tutti i partecipanti. Una giornata che ha rinnovato con forza il valore della fede e dell’identità culturale. Viva Sant’Alfio!

Successo e commozione per il Club Marconi che onora le mamme

G.Zangari, G.Pellegrino. S.Noiosi, I.Imola, A.Ruisi, T.Paragalli

Grande partecipazione e atmosfera calorosa alla Festa della Mamma organizzata presso la Michelini Room del Club Marconi, che ha visto la presenza di circa 350 partecipanti. Un appuntamento molto sentito dalla comunità, all’insegna della condivisione e della tradizione.

Per il Club Marconi erano presenti il presidente Morris Licata, Sam Noiosi, Angelo Ruisi e Giovanna Pellegrino, instancabile organizzatrice dell’evento insie-

me al comitato delle Lady Auxiliaries. Presente anche Gaetano Zangari, che ha svolto il ruolo di maestro di cerimonia. Assenti, perché impegnati in altre attività del Club, Carniato, Di Filippo e Zonta.

Nel suo intervento, il presidente Licata ha ringraziato Giovanna Pellegrino e il comitato per l’eccellente organizzazione, dando il benvenuto agli ospiti e sottolineando il valore profondo della Festa della Mamma, occasione per

celebrare l’amore incondizionato, il sacrificio e il ruolo fondamentale delle madri nella famiglia e nella società. Tra gli ospiti, il Cav. Uff. Tony Noiosi e Franco Barillaro, presidente del Comites di Canberra. L’intrattenimento musicale è stato affidato alla talentuosa Francesca Brescia, accompagnata da Tina Petroni, che hanno animato la giornata con eleganza e coinvolgimento.

Momento particolarmente emozionante è stato l’annuncio della “Mamma dell’Anno”, assegnato a Immacolata Imola, visibilmente sorpresa e commossa. Originale e apprezzata anche la lotteria, con bottiglie di olio legate a palloncini.

Una giornata riuscita che ha celebrato con affetto e partecipazione una figura centrale nella vita di tutti. Durante la serata non sono mancati momenti di convivialità e socialità che hanno rafforzato il senso di appartenenza alla comunità italiana locale.

Il Club ha inoltre espresso gratitudine ai volontari e alle Lady Auxiliaries per il costante impegno organizzativo.

Molti partecipanti hanno condiviso ricordi personali legati alla figura materna, creando un’atmosfera intima e coinvolgente. Il servizio di cucina ha proposto piatti tradizionali apprezzati da tutti, contribuendo al successo dell’evento.

Partecipanti presenti alla festa
S.Maimone, G.Perre, G.Ciampa, L&S Antonelli, Mario
Francesco Torrisi, Giovanni Torrisi, Pietro Licciardello, Franco Torrisi
G.Molluso, G. De Maio, Sister Siti, A.Condro, Sister Ark
Il board del Club Marconi con F. Barilaro, F.Papandrea e altri ospiti
Pres. Morris Licata
Pres. Giovanna Pellegrino

Innovazione e AI spingono settore automotive italiano verso una nuova

La mobilità del futuro non è più una prospettiva lontana, ma un processo già in corso che sta ridisegnando in profondità l’intero settore automotive. A Roma, nell’ambito di un evento promosso da Best Mobility, istituzioni, imprese ed esperti si sono confrontati sul ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica nella trasformazione della mobilità. Un confronto che ha messo in evidenza un’accelerazione significativa dell’Italia verso un modello di trasporto più digitale, sostenibile e automatizzato.

Il settore automobilistico si conferma tra i più avanzati nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Secondo i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, l’automotive è oggi il secondo comparto per livello di maturità nell’utilizzo dell’AI, subito dopo il settore tecnologico e davanti ad ambiti come aerospazio e life sciences. Un risultato che evidenzia come la trasformazione digitale non riguardi più solo il software, ma l’intera filiera industriale.

L’intelligenza artificiale è ormai integrata in ogni fase della catena del valore: dalla progettazione dei veicoli alla produzione, dalla distribuzione fino alla gestione post-vendita. L’impatto economico potenziale è rilevante. Le stime indicano che, entro il 2050, la guida autonoma potrebbe generare fino a 6,1 miliardi di euro di benefici complessivi per il sistema Italia. A questo si aggiunge la rivoluzione della gestione delle flotte aziendali, sempre più orientate all’analisi dei dati e all’efficienza operativa. Lo studio realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa fotografa

anche il rapporto tra cittadini e nuove tecnologie. Il 52% degli italiani esprime una percezione positiva dell’intelligenza artificiale applicata ai veicoli. Tra i benefici più apprezzati emergono la maggiore sicurezza stradale grazie alla prevenzione degli incidenti (38%), l’ottimizzazione dei consumi (34%) e la manutenzione predittiva (33%). Tuttavia, non mancano le preoccupazioni. Una parte consistente della popolazione teme possibili malfunzionamenti dei software (35%), la perdita di controllo del veicolo (33%) e i rischi legati alla sicurezza informatica (30%). Segnali che evidenziano come la fiducia nelle nuove tecnologie sia in crescita, ma ancora accompagnata da cautela.

Uno dei temi centrali del dibattito è stato quello della guida autonoma. Già oggi il 54% degli

italiani si dichiara disponibile a utilizzare veicoli senza conducente, soprattutto per spostamenti ripetitivi e quotidiani. Le prospettive future sono ancora più significative: lo sviluppo di robotaxi e servizi di mobilità condivisa autonoma potrebbe portare a una riduzione fino al 90% degli incidenti con feriti, a circa 900.000 veicoli in meno nelle aree urbane e a un taglio di circa 41.000 tonnellate di emissioni ogni anno.

Secondo gli esperti, la guida autonoma rappresenta una delle più importanti rivoluzioni del settore. Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, ha sottolineato come la riduzione del fattore umano possa incidere in modo decisivo sulla sicurezza stradale e sull’impatto ambientale, mi-

gliorando al contempo l’efficienza complessiva dei sistemi di trasporto.

Sul fronte industriale, l’intelligenza artificiale sta già modificando il modo in cui le aziende gestiscono le flotte e organizzano la mobilità aziendale. Le imprese stanno adottando sistemi sempre più intelligenti, capaci di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale e supportare decisioni operative più efficienti. Federico Antonio Di Paola, presidente di Best Mobility, ha evidenziato come le flotte stiano diventando veri e propri ecosistemi digitali, in grado di migliorare sostenibilità, sicurezza e riduzione dei costi.

Un altro nodo cruciale riguarda il quadro normativo europeo. Il dibattito sull’AI Act è al centro delle strategie industriali e politiche. Da un lato, la normativa

rappresenta un passo fondamentale per garantire sicurezza, trasparenza e responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, emerge il timore che un eccesso di regolamentazione possa rallentare l’innovazione e ridurre la competitività europea rispetto ad altri mercati globali. In questo senso, Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra regole e sviluppo tecnologico. Secondo Pietrantonio, l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità strategica per ridurre gli incidenti, migliorare l’efficienza e rendere la mobilità più sostenibile, ma deve essere accompagnata da politiche industriali capaci di sostenerne l’adozione.

Il rischio, secondo gli operatori del settore, è che un sistema regolatorio troppo complesso possa frenare lo sviluppo tecnologico proprio in una fase in cui l’Europa sta cercando di rafforzare la propria autonomia industriale. L’obiettivo condiviso è quindi quello di costruire un ecosistema normativo che protegga i cittadini senza ostacolare la crescita dell’innovazione.

Il quadro che emerge è quello di una trasformazione ormai irreversibile. La mobilità sta entrando in una nuova era in cui intelligenza artificiale, sostenibilità e digitalizzazione non sono più elementi separati, ma parti integrate di un unico sistema. L’Italia, grazie al contributo di imprese, centri di ricerca e associazioni di settore, si trova oggi in una fase cruciale: quella in cui le scelte compiute determineranno la capacità del Paese di essere protagonista nella mobilità del futuro, che ridefinirà città, industria e abitudini di mobilità quotidiana.

Quando diavolo si annida nelle Università

di Rino Cammilleri

Quando per i "maestri" tedeschi della c.d. Scuola di Francoforte l'aria si fece pesante perché l'appena eletto Hitler non faceva mistero di quel che pensava di ebrei e comunisti, di corsa e volentieri accettarono l'invito delle università americane, le quali misero subito a loro disposizione cattedre e danari.

Naturalmente, detti professoroni si portarono dietro le loro idee, che da quei prestigiosi pulpiti cominciarono a diffondere. E, dopo la guerra, esse sciamarono per tutto l'impero americano; l'allora Urss, tramite i suoi partiti comunisti all'estero, le foraggiò

alla grande. Crollata l'Urss, dal momento che erano ormai americane, rimasero. Anche se con nuovo nome.

E l'antica impronta giacobina (di cui il comunismo è figlio) la si vede ancora oggi nella ferocia con cui gli eredi (woke, cancel, affirmative action, e via sbrodolando) sfasciano tutto se non li si accontenta. Cioè, se non comandano loro, stabilendo chi è ammesso e chi no, cosa si deve dire e cosa no, per chi si deve votare eccetera. Più, il linciaggio civile contro chi non porta la loro coccarda e la cocciutaggine con cui pretendono di penetrare nelle scuole e pure negli asili infantili perché le future ge-

Minacce di morte per P. Mirko

Un grave episodio ha scosso la comunità di Sydney, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e sul dialogo interreligioso. Padre Mirko Integlia, sacerdote dell’Arcidiocesi locale, ha ricevuto una minaccia di morte dopo alcune dichiarazioni rilasciate in seguito all’attacco terroristico avvenuto a Bondi lo scorso dicembre.

Secondo quanto riportato, il messaggio intimidatorio conteneva parole esplicite e violente, avvertendo il sacerdote di smettere di parlare pubblicamente di Islam e musulmani. In caso contrario, la minaccia promette-

va conseguenze estreme non solo per lui, ma anche per altri membri della comunità.

L’Arcidiocesi di Sydney ha reagito con fermezza, condannando ogni forma di violenza e intimidazione. “Ripudiamo qualsiasi minaccia contro fedeli e leader religiosi di ogni credo”, si legge nel comunicato, che sottolinea anche la volontà di collaborare con tutte le persone di buona volontà per costruire una società più pacifica e rispettosa.

Autorità civili e religiose sono chiamate a rafforzare le misure di sicurezza e convivenza civile.

nerazioni siano a loro immagine e somiglianza. Un Trump, un Orban, una (un po' meno) Meloni li contrastano? E allora rieccoli, con l'insistenza di quelle mosche che, più le cacci, e più tornano per altre vie. Continuamente, incessantemente.

L'incredibile astuzia con cui si infilano nelle più minute pieghe del sistema giuridico delle democrazie di massa (invenzione dei loro avi francesi) ricorda, a noi cattolici preconciliari, l'avvertimento di Gesù circa i "figli di questo mondo" che sono molto "più scaltri" (Lc, 16, 8) di quelli della luce. La sagacia di un don Bosco o quella di una santa Cabrini (le cui abilità nel redigere contratti erano leggendarie) sono merce rarissima, troppo rara, tra i cattolici. I quali dovrebbero poter contare sui suggerimenti dell'angelo custode o dello Spirito Santo, se solo li seguissero.

Ma per questo ci vuole, ahimè, esercizio. E chi lo insegni. Però non ce ne vuole alcuno per soggiacere alle tentazioni, visto che il Principe di Questo Mondo non ha certo bisogno di essere invocato per agire. E chi più intellettualmente orgoglioso di un cattedratico di università di mondiale prestigio?

L'umiltà intellettuale non ha niente a che vedere con l'aspetto e il comportamento, che possono essere dimessi o anche simpatici e alla mano. Poiché il nostro Maestro ci ha insegnato a giudicare dai "frutti", eccoli, i frutti: aborto e eutanasia spacciati per misure ragionevoli e finanche umanitarie ("mendax et homicida ab initio": e - risate - si lamentano per la denatalità), corruzione morale ormai anche a livello della plebe, attacco alla famiglia (già culla della vita e della moralità; e, perché no, del risparmio) e promozione (coi soldi altrui: "scaltri", appunto) di tutto ciò che è pessimo.

A cominciare da quel colpo da maestro che fu l'abolizione della preghiera a san Michele Arcangelo, suo diretto nemico, alla fine di ogni messa. Dice, appunto, san Paolo che il nostro combattimento non è "contro la carne e il sangue" ma contro "gli spiriti del male" (Ef. 6, 12). Satana è, infatti, etimologicamente, "colui che divide" e l'"accusatore". Instancabile. Vi ricorda qualcosa e qualcuno? E allora, che fare? I preconciliari hanno il rosario come arma a difesa, ma gli altri?

La Comunione ai cani, non c'è sacrilegio?

di Luisella Scrosati

@LaNuovaBQ

Il 4 ottobre 2025, festa di San Francesco d’Assisi, nella parrocchia del Buon Pastore (Guthirt) di Zurigo si decide di organizzare all’aperto una celebrazione per la benedizione degli animali. A causa del maltempo, la benedizione viene spostata in chiesa, e collocata all’interno della celebrazione eucaristica. Al momento della comunione, alcuni presenti notano che tre persone condividono la particola consacrata con i propri cani. Il vescovo della diocesi di Coira, mons. Joseph Bonnemain, a cui è stato riferito l’accaduto, decide correttamente di avviare un’indagine per accertarsi dei fatti. Il 17 aprile scorso, la diocesi ha comunicato che i tre fedeli non sono incorsi nella scomunica latæ sententiæ, prevista dal can. 1382 §1, per «chi profana le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego», in quanto l’indagine non avrebbe rilevato alcun intento sacrilego. La diocesi ha anche reso noto che il vescovo, il 5 giugno prossimo, terrà un incontro per l’intera parrocchia coinvolta sull’Esortazione apostolica Desiderio desideravi, seguito da una solenne adorazione eucaristica e dalla santa Messa, presieduta dallo stesso vescovo. È piuttosto evidente che, non essendo in possesso del materiale raccolto dall’indagine voluta dal vescovo, ci risulta piuttosto difficile valutare con precisione il giudizio della diocesi circa l’intento sacrilego dell’atto in oggetto. Ci sono però alcuni punti da chiarire. Prima di tutto, bisogna osservare che non tutti i peccati gravi sono sanzionati dal diritto; eppure, permangono peccati gravi. Sul versante morale, e dunque della peccaminosità, l’atto compiuto da queste tre persone appare piuttosto nitidamente come un grave peccato di sacrilegio, a meno che le persone in questione non fossero gravemente menomate nella loro capacità intellettiva e decisionale (cosa che non risulta). Qualcuno potrebbe, a loro discolpa, ritenere che abbiano agito per ignoranza, ma bisogna ricordare che l’unica ignoranza che scusa dalla colpa è quella involontaria o invincibile. Ora, un fedele cattolico è tenuto a conoscere le adeguate disposizioni per ricevere l’Eucaristia, e tra queste

disposizioni il minimum è che la persona sia battezzata, e si battezzano gli esseri umani. Se queste persone non conoscevano questo dato così elementare della dottrina, si configura un caso di ignoranza crassa o supina – ossia, trascurare di sapere ciò che si deve sapere –; questa ignoranza non solo non scusa, ma trasmette la sua malizia all’atto che causa. Nello scarno comunicato della diocesi non si fa alcun riferimento alla gravità del peccato commesso, ma ci si limita a definire l’episodio come «altamente riprovevole». E questo è già un primo problema. Quanto al delitto, come anticipato, è difficile dare una valutazione data la scarsità di elementi a disposizione. Tuttavia, è bene precisare che la finalità sacrilega di un atto non comporta necessariamente l’intenzione di offendere Dio, o, nel caso specifico, l’odio diretto contro la Santa Eucaristia. Il canonista Juan Ignacio Bañares, professore all’Università di Navarra, in un articolo del 2003 (La protección penal de la Santísima Eucaristía, bien de la Iglesia y bien de los fieles, en el c. 1367 del CIC, in «Fidelium Iura », 2003, 13, p. 172), metteva in rilievo che «determinate intenzioni (oscene o superstiziose) che comportano il disprezzo della Divina Presenza nelle specie eucaristiche, unite all’azione esteriore di trattenerle o portarle con sé, manifestano in modo sufficiente la volontà di commettere il reato. L’elemento che costituisce la sostanza del reato è il disprezzo o l’umiliazione dell’Eucaristia da parte del soggetto che commette il reato». Secondo un altro canonista, ora professore emerito all’Università di Münster, Klaus Lüdicke, tra gli atti che manifestano il disprezzo dell’Eucarista, e comportano la profanazione del sacramento, va incluso il fatto di darla agli animali . Se chi ha dato la comunione ai tre fedeli coinvolti avesse compiuto il suo dovere, il problema non si sarebbe verificato. L’Istruzione aggiunge altresì che «se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli». Ora, in una celebrazione in cui vi sono letteralmente cani e porci, non era forse il caso di prendere questa precauzione? Ma, si sa, la comunione sulla mano è divenuta più intoccabile della stessa Eucaristia.

Mauro Del Monte, il tenore di Contursi Terme trasborda in America

Nato in Italia a Contursi Terme, provincia di Salerno. Studioso del Bel canto, Performer Swing, Blues, Pop, Rock e Musical Soul. Successo all’estero, nel Queens, a New York, chiamato ad esibirsi in occasione dell’inaugurazione di una statua di Padre Pio. Unito con il cuore e con la voce agli italiani all’estero

di Ketty Millecro Temperamento da cantante navigato, deciso nelle scelte, risoluto e fiducioso del mondo musicale che lo circonda, è questo il Tenore campano, Mauro Del Monte.

Lo intervistiamo con Zoom-web per un servizio che lo vede protagonista da qualche giorno nel Queens a New York. Dopo avergli chiesto il permesso di registrazione accordato, ci manifesta la gioia di essere negli USA per un breve tour. È nato in Italia a Contursi Terme, provincia di Salerno. Può definirsi studioso del Bel canto, Performer Swing, Blues, Pop, Rock e Musical Soul. La sua caratteristica ineccepibile è quella di essere un bravissimo tenore, voce calda, possente senza sbavature, con una profondità di grande estensione.

Ha iniziato con canzoni di

musica leggera, esibendosi nei Grandi Hotel, tanti matrimoni e feste di piazza. È stato così che ha avuto modo di conoscere un folto pubblico, che ha carpito il suo talento, derivante dall’amore indissolubile per la musica, manifestatosi già da bambino.

Ha iniziato a studiare in età adulta, pur tuttavia le sue doti di artista poliedrico non sono rimaste nascoste, ma hanno svolto un ruolo prestigioso che oggi lo hanno fatto conoscere ad un pubblico internazionale.

I maestri che lo hanno visto discepolo sono stati Francesco Malapena, Eugenio Fogliati, Salvatore Fisichella, GianLuca Terranova, Francesco Ruocco. Sono loro che lo hanno impostato, capito il “singing skill” del suo timbro, potente con un “long vocal range”. Incoraggiato a seguire la difficile strada verso il successo,

di Domencio Letizia

In data 28 aprile 2026, presso il Centro Antiviolenza Febe, si è tenuta la presentazione ufficiale del progetto “Io mi proteggo – braccialetti che proteggono, voci che contano”, un’iniziativa di alto valore sociale promossa da La Crisalide in Rete A.P.S. in sinergia con i suoi Centri Antiviolenza, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, l’Ordine dei Farmacisti, il Dipartimento delle Dipendenze dell’Asl Salerno e la rete territoriale. L’evento ha illustrato le linee guida di un intervento multidimensionale che ha introdotto l’utilizzo di braccialetti reattivi capaci di cambiare colore in presenza di sostanze alteranti nei drink, ponendo la tecnologia al servizio dell’autodeterminazione delle giovani donne. Oltre alla componente tecnologica, il progetto ha visto

Mauro si emoziona alla domanda da chi abbia ereditato questa la “musical strength”, la forza musical. Risponde che il suo mentore è stato suo papà Salvatore Del Monte, che ora è in cielo, a cui piaceva cantare il bel canto, quello dei suoi tempi.

Certi colori nella voce degli artisti o ci sono o non ci sono e Mauro consolida tutti i bellissimi colori dell’arcobaleno. L’Italia lo ha battezzato, ma l’America la sente come la sua seconda patria. I suoi nonni paterni provenienti dal paese di Contursi, Raffaele Del Monte e Concetta D’Elia. Lo spirito d’avventura risale al nonno materno, Orazio Marino, che era nato in America e da bambino era tornato a Contursi per poi sposare la nonna materna, Teresa Parisi, da cui erano nate due figlie, Antonia Marino, sua mamma di oltre 80 anni, con la zia Maria Marino in Canada. Mauro ha una sorella, Concettina, di 7 anni più grande di lui, che lo ha cresciuto con infinito affetto. In America, invece, a New York in Long Island ha cugini lontani, mentre in Canada i cugini diretti.

Durante una sua esibizione in Italia lo zio Sal D’Elia ha un grande amico proveniente dagli States, Jose Urena, che lo ha incoraggiato a sperimentare il successo all’estero. C’era già stato nel 1999 e nel 2003. Ora nel 2026, da poco in occasione di una serata a 100 m. dal “Bacco Restaurant” del Queens per l’inaugurazione di una statua per Padre Pio, è stato chiamato per deliziare la platea presente. Il pubblico al sentirlo è andato in visibilio, acclamandolo con applausi sempre più in crescendo.

È proprio nelle manifestazioni che le platee italoamericano si concedono totalmente con elogi e lodi agli artisti connazionali che varcano l’Oceano. Fede e conversione sono stati gli ingredienti per Mauro e per chi ha voluto il bellissimo evento organizzato dal proprietario del famoso locale di New York “Il Bacco”, Joe Oppedisano.

Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine, definita dall’intervistato, “Donna energica e vulcanica”, è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall'UNESCO, Prima “Radio University in the world”.

Ora è impegnato ancora negli States per altre serate che lo vedranno esibirsi in canzoni del Bel canto, ma anche in quelle intramontabili melodie italiane e napoletane. Mauro Del Monte nella vita lavora nel settore Amministrativo Fiart Mare-Idar di Contursi Terme, dove si costruiscono Barche da diporto Fiart. Dall’America invia un abbraccio a tutti i colleghi che ne fanno parte. È sposato felicemente dal 2005 con la bella moglie Margareth ed ha due figli maschi, Salvatore ed Alessio.

Il primo figlio ha 18 anni ed è diplomato al Liceo musicale,

dove si è specializzato in pianoforte ed ora all’Università studia Scienze motorie.

Il secondo figlio di 15 anni frequenta il 2’ anno del Liceo musicale “Teresa Confalonieri” nel paese di Campagna. Sembrerebbe promettere bene da bravo bassista, che da qualche tempo studia anche il contrabbasso che papà gli ha regalato. Una famiglia, dunque, di artisti che in un futuro non lontano potrebbe mettere sù una band. Siamo alla conclusione della nostra intervista con il Tenore. Il suo messaggio conclusivo è rivolto a tutti gli italiani all’estero dall’Europa, all’America fino in Australia.

Sono parole emozionanti, dove afferma Mauro Del Monte: “Io canto e mentre canto ci metto il cuore e tutta la mia anima. In quei momenti la mia voce vorrebbe girare il mondo ed unire tutti gli italiani lontani dalla madre patria all’estero. Grido a tutti voi: W l’Italia e W l’America, W gli italiani nel mondo, ma soprattutto W Padre Pio”.

l’attivazione di laboratori scolastici, l’allestimento di Safe Corner durante gli eventi, percorsi formativi per adulti e una chat anonima gestita dalle professioniste dei CAV, consolidando un modello di prevenzione basato sul principio che la sicurezza non rappresenti un limite alla libertà, bensì la condizione necessaria per renderla possibile. Durante la mattinata sono intervenuti Don Nello Senatore, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo”, la dottoressa Roberta Bolettieri, Presidente de La Crisalide in Rete APS, il Maggiore Antonio Corvino del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, la dottoressa Antonietta Grandinetti, Dirigente del Dipartimento Dipendenze ASL Salerno e il Dott.re Aldo Addesso, Consigliere dell’Ordine dei Farmacisti di Salerno.

Il posto è noto per essere un'istituzione italiana a New York, dopo che per un tragico incidente aereo, Joe ha dedicato la sua vita e il successo del ristorante a Padre Pio. Con questo trionfo canoro Mauro ha avuto l’incontro con la giornalista italoamericana, Cav.

Giuseppe Salvago Raggi, genio dimenticato della diplomazia italiana

di Angelo Paratico

L’ultima edizione delle memorie di Giuseppe Salvago Raggi (1866-1946) è uscita nel 2011, “Ambasciatore del Re. Memorie di un diplomatico dell’Italia liberale” presso alla casa editrice Le Lettere e parte d’una collana curata da Francesco Perfetti. La prima edizione di tale straordinaria opera risale però al 1976, in appendice al volume di Glauco Licata “Notabili della Terza Italia”, Cinque Lune ed., Roma.

Il nome del marchese Giuseppe Salvago Raggi in ambito diplomatico italiano è per molti versi mitico, anche se la parabola della sua vita ha poco da spartire con l’Italietta umbertina o con quella successiva, uscita dalle rovine della Prima guerra mondiale. Il suo stile scrittorio, per fortuna, non fu mai stato infettato dalla retorica dannunziana, che ha rovinato un’intera generazione di scrittori, ma egli ci pare più vicino allo stile anglosassone. Scrive senza alcuna affettazione, in maniera piana e usando sempre una grande ironia quando si trova costretto ad accennare a sé stesso.

Ecco l’incipit delle sue memorie: “Raccontare sessantasei anni

di banalità equivale ad annoiare l’infelice che si accingesse a leggere. Perché allora scrivo? Perché ai vecchi piace raccontare, visto che non resta loro altro da fare; scrivo perché chi avesse in mano questo manoscritto potrebbe trovarvi un particolare atto a rettificare una versione errata, ed infine perché questi fogli capitando un giorno nelle mani di uno sfaccendato potrebbero divertirlo, raccontandogli cosa nel 1933 si pensava di fatti svoltisi in quell’epoca che sarà allora lontana.”

Apparteneva a un’antichissima famiglia genovese e fu sempre avverso alla massoneria, che nell’Italia umbertina aveva un potere spropositato, determinando nomine e assegnazioni, favorendo spesso gli incapaci e i corrotti.

Le sue memorie, scritte nel 1933, non furono stese pensando alla pubblicazione: il suo fu una sorta di atto dovuto, non avendo mai tenuto un diario come facevano gli altri suoi colleghi nel mondo diplomatico.

Come un poeta che scrive sulla rena del mare durante la bassa marea, egli continuò a scrivere sino alla fine dei suoi giorni, spesso senza mai pubblicare una riga.

I suoi articoli restarono perlopiù chiusi nell’archivio di famiglia, in attesa di essere riscoperti e messi in luce. Speriamo che questo avverrà presto, perché a parte queste memorie e un volumetto intitolato “Lettere dall’Oriente” non abbiamo altro. Quelle deliziose lettere le scrisse quand’era poco più che ventenne e fu mandato dal padre a fare quel viaggio, per farlo riprendere da un attacco di depressione.

Le fasi più interessanti delle sue memorie sono tre. Riguardano la sua nomina al Cairo nel 1894, come viceambasciatore d’Italia. La sua azione a Pechino nel 1900, dove per 55 giorni restò chiuso, assieme alla famiglia, nelle legazioni assediate dai Boxer. E, infine, la sua opera come rappresentante dell’Italia a Parigi, nel 1919, per la Conferenza della pace. La parte relativa al Cairo è particolarmente interessante perché ci mostra tutti i maneggi e l’incoscienza che portarono al disastro di Adua, che sarebbe stato evitabile con un po’ più di attenzione e una minore arroganza.

Per quanto riguarda la sua permanenza a Pechino, la lettura delle sue memorie ci ha confermato in quanto avevamo sempre sospettato: ovvero che si comportò bene, contrariamente a quanto si legge nei resoconti disponibili in lingua inglese, dove egli ci viene presentato come un damerino incapace di partecipare alla disperata difesa delle Legazioni sulle barricate. La verità è esattamente opposta e i capitoli riguardante la sua partecipazione li abbiamo tradotti e pubblicati in lingua inglese, presso alla Gingko Edizioni di Verona, per rettificare una volta per tutte la distorta lettura che si fa delle fonti originali, per studiare quegli eventi, fonti tutte di parte, francesi e inglesi.

Salvago Raggi nel 1915 fu fortemente contrario all’entrata in guerra dell’Italia, ma una volta che quella fu dichiarata, abbandonò la feluca del diplomatico e s’arruolò come ufficiale d’artiglieria, andando a combattere in prima linea. Fu poi inviato a negoziare il trattato di Versailles e anche qui egli ci mostra, senza peli sulla lingua, l’incapacità e le meschinità dei negoziatori.

Fu uno dei pochi diplomatici che ebbero il coraggio di rassegnare le dimissioni vedendo l’accanimento francese e britannico nei confronti della Germania sconfitta e intuì correttamente che

non sarebbe finita lì, e che i tedeschi avrebbero trovato il modo di vendicarsi. Per questo si dimise, venendo definito un cretino e un codardo dagli altri negoziatori, Sidney Sonnino e Antonio Salandra. Nel 1922, mezzora dopo che il giovane Benito Mussolini fu nominato primo ministro dal re, chiese a Giuseppe Salvago Raggi, prossimo alla pensione, avendo rifiutato nuovi incarichi, di spiegargli il complesso tema delle Riparazioni di guerra, poiché presto si sarebbe tenuta una seduta a Berlino. Mussolini gli disse: “Stamane posso darle un’ora del mio tempo e nel pomeriggio due ore. Anche domani potrei vederla se ella ritiene non sia necessario partire stasera”. Salvago Raggi rispose: “Ha ella presente le disposizioni del Trattato di Versailles sul tema delle Riparazioni?” Mussolini disse di no e aggiunse che non conosceva neppure quanto discusso alla Conferenza di Spa. Salvago Raggi cominciò allora dal principio e dopo mezzora Mussolini lo interruppe per riassumere i punti, questo stupì il vecchio diplomati-

co. Aveva capito! Poi Salvago Raggi continuò nella esposizione facendo anche considerazioni politiche alquanto azzardate, alle quali però Mussolini rispose sempre dandogli ragione e poi gli chiese: “Cosa pensa di quanto sta succedendo?” Salvago Raggi rispose con equale franchezza che era stato bravo fin lì ma il difficile era da venire, e lo paragonò all’apprendista stregone che fa scaturire l’acqua da un pozzo ma non conosce la formula magica per farla cessare. Entrato in confidenza, Mussolini gli chiese allora se avesse letto il telegramma di rifiuto mandatogli da Carlo Sforza. Salvago Raggi aveva avuto uno scontro con Sforza, quando aveva iniziato la sua carriera come suo sottoposto, lo stimava essere un poco di buono e pieno di sé.

Mussolini gli mostrò la bozza della risposta che intendeva mandargli e gli chiese se l’approvava. Salvago Raggi l’approvò ma dal suo incontro uscì convinto di aver di fronte un uomo dotato di rapida comprensione ma, al contempo, che con lui “l’ultimo che parla ha sempre ragione.”

Ultima bandiera della RSI

di Angelo Paratico

La piccola concessione italiana di Tianjin in Cina, a due ore d’autostrada da Pechino, è una delle attrazioni turistiche di quella città industriale. Fra l’altro l’attuale sindaco di Verona, Damiano Tommasi, vi risiedette per un certo tempo, come giocatore della squadra locale. Questa vera e propria colonia italiana venne strappata nel 1901 alla rapace Russia zarista grazie a un abile gioco diplomatico del nostro Ministro (Ambasciatore) Giuseppe Salvago Raggi, nel 1901. Questa nostra ex colonia rientrò nelle nostre cronache solo dopo una visita da parte del presidente Giorgio Napolitano, che la tolse dal limbo. Si trattava di circa un chilometro quadrato di terra fangosa e malsana, che l’Italia tra-

sformò in un angolo del nostro Paese in territorio cinese, con una bella piazza dedicata alla Regina Elena, con una fontana, delle abitazioni e una caserma. Fu lì che venne aperta la prima sezione della Società Dante Alighieri, subito dopo quella di Bangkok. Dal punto di vista economico non fu un buon affare ma servì a diffondere il nostro nome in estremo Oriente, ben prima dell’avvento del fascismo. Ricordo che appena giunto a Hong Kong, nel 1983 incontrai un italiano, già avanti negli anni, che aveva gestito una concessionaria della FIAT proprio a Tianjin e mi raccontò che dovettero chiudere improvvisamente quando arrivarono i nazionalisti cinesi di Chang Kaishek e gli spararono nelle vetrine.

la pagina di Marco Zacchera

DECRETO SICUREZZA LO STATO ALZA IL PUGNO

Si è fatto molto parlare del contestato “Decreto sicurezza” fortemente voluto dal governo.

Tutti presi dalle polemiche per aspetti assolutamente marginali, pochi conoscono le principali nuove norme che sono state approvate, tra cui; Il divieto di andare in giro con coltelli e armi varie

senza una seria motivazione, con sanzioni anche ai genitori se non lo impediscono ai loro figli minori; Possibilità di “ammonimento” della questura anche ai giovani di 12-14 anni che delinquono includendo risse, assalti, lesioni a terze persone e violenze, in un’ottica “anti-maranza”;

Possibilità di trattenere per 12 ore persone che vogliano partecipare a manifestazioni se mantengono un atteggiamento visibilmente pericoloso; Aggravanti di pena per blocco stradale e violenze di piazza con possibilità di DASPRO urbano a chi si è distinto per atti di violenza o è recidivo; Parziale scudo penale per le forze dell’ordine, obbligo di dotazione di “bodycam” per gli agenti in servizio, fondi per la loro tutela legale; Possibilità di arresto ed aggravanti per violenze ad operatori sanitari, insegnanti, operatori ferroviari ed altri pubblici ufficiali; Fondi per il rimpatrio volontario immigrati irregolari; Assunzione straordinaria di 2.400 ispettori della Polizia di Stato

La sinistra che si è opposta a queste norme dimostra preconcetto e pregiudizio, perché credo siano scelte di assoluto buonsenso.

IL CASO MINETTI POLEMICA SENZA TREGUA

Settimanale richiesta di dimissioni per il ministro Nordio questa volta per il “caso Minetti”, ovvero la grazia firmata dal Presidente della Repubblica all’ ex ”igienista dentale” di Berlusconi ben nota alle cronache piccanti di questo paese.

Perché, per la sinistra, la “colpa” è sempre e comunque di Nordio, ovviamente. Non so come finirà la vicenda, certo se il Presidente della Repubblica avesse avuto dei dubbi avrebbe dovuto sollevarli (e non l’ha fatto) e per difenderlo si è ripetuto che il Presidente “prende solo atto e firma”. Ma anche il ministro allora è limitato a trasmettere alla Presidenza il fascicolo seguito, analizzato ed inviato dalla Procura di Milano cui competevano le indagini e che (forse) non sono state complete. In ogni caso, allora, semmai si dovrebbero dimettere la Procuratrice capo di Milano o il suo sostituto, oppure il giudice delegato.

A parte che le dimissioni mi sembrerebbero comunque una scelta del tutto ingiustificata ed assurda (se si fossero dimessi tutti i magistrati che in questi anni hanno sbagliato e su fatti ben più gravi o mandato in galera innocenti non avremmo quasi più magistrati…), fa sorridere che - visto che la Procura milanese è po-

liticamente “allineata e coperta” così come il Presidente e quindi intoccabili - allora la colpa diventa del Ministro, una tesi decisamente paradossale. Indecente però il

solito Ranucci che va in TV dalla Berlinguer e - per pura volontà di diffamazione a Nordio- trasforma le sue presunte “voci” di “possibili fonti” che “a noi risulterebbero” in accuse infamanti di connivenza di Nordio con la Minetti ed addirittura di una sua fantomatica visita in Uruguay all’imputata, salvo essere immediatamente smentito in diretta dallo stesso ministro.

E questo sarebbe giornalismo?! Altro che trasparenza informativa e – visto che Ranucci lavora per la TV di Stato – dov'è l' obiettività super partes? Tace comunque l'Ordine dei giornalisti, tacciono i progressisti, non si scusano la Berlinguer e tantomeno Ranucci, ovviamente.

BEATRICE VENEZI NEL MIRINO

Non ho certo la capacità e le conoscenze musicali per giudicare il valore artistico del maestro Beatrice Venezi, chiamata mesi fa (all’unanimità) dalla Fondazione alla direzione dell’orchestra del teatro La Fenice di Venezia. Noto però che è una donna giovane, carina, sicuramente brava ma – sfortuna per lei – è dichiaratamente “di destra” e non lo ha mai nascosto.

Quindi, dal primo giorno, anche se il suo incarico sarebbe iniziato solo ad ottobre (e quindi mai nessuno l’ha vista all’opera a Venezia,

Dopo tre anni di buona tenuta il governo è in difficoltà soprattutto psicologica pressato per questioni banali trasformate sapientemente in psicodrammi (vedi caso Minetti), mentre viviamo una situazione internazionale gravissima con un’Europa che ci tiene sul filo del ricatto imponendo scelte obbligate a tutto danno della libertà di azione dell’esecutivo.

Tante concause che però pesano nella valutazione generale soprattutto dopo la sconfitta referendaria che ha dato fiato ad una opposizione che non contropropone assolutamente nulla, ma che fa della polemica il suo mestiere.

Contemporaneamente per la Meloni l’amicizia con Trump - prima utilissima - si è trasformata in un pericoloso boomerang indesiderato, anche se a livello internazionale il governo fa quello che può con buonsenso, perché l’Italia non ha certo molto potere sullo scacchiere mondiale, così come purtroppo anche l’Europa, sempre più evanescente, con sullo sfondo grandi difficoltà economiche.

Manca però una comunicazione convincente, molte norme po-

sitive (si pensi al decreto lavoro di questi giorni o al decreto sicurezza) non sono “vendute” bene, forse servirebbero scelte più nette anche a giustificare e caratterizzare più nettamente una maggioranza di centro-destra che rischia altrimenti emorragie elettorali proprio verso destra (vedi Vannacci) per elettori che trovano troppo grigie le politiche di governo.

Una svolta netta su (contro) “questa” Europa e “questa” NATO? Due dati dovrebbero portare Palazzo Chigi a riflettere: dagli ultimi sondaggi di “Termometro Politico” il 51,1% degli italiani vorrebbe un cambiamento di atteggiamento verso la Russia (soprattutto per il gas) e solo 35,1 appoggia le sanzioni UE, mentre – ed è una novità – anche il 51,5% ha una crescente opinione critica verso la NATO, un dato che cresce anche tra gli elettori di centro-destra. Segnali significativi, che imporrebbero una riflessione prima di approvare altre spese militari o aiuti all'Ucraina senza garanzie o dimostrarsi troppo acquiescenti verso un’Europa che non ci fa sconti (vedi patto di stabilità).

MALPENSA FUORI DAI PIANI ITA

pur dirigendo intanto in tanti teatri di tutto il mondo) è stata attaccata in tutti i modi possibili, denigrata ed insultata, accusandola di essere una “raccomandata” politica con una costante demolizione di immagine quotidiana.

Nei giorni scorsi un Airbus A320-200 di ITA è atterrato a Malpensa. Vi chiedete dove sia la notizia? Presto detto: ITA (l’ex Alitalia) non atterra più da anni a Malpensa e il velivolo è infatti atterrato solo per una indispensabile manutenzione. Dopo aver costruito apposta Malpensa 2000 come hub di Alitalia (aeroporto che adesso è ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi, per la gioia dei tanti suoi detrattori) infatti la nostra (ex) compagnia di bandiera ha da anni cancellato questo aeroporto dai suoi piani di volo lasciando nelle mani della concorrenza “straniera” tutte le rotte

intercontinentali ed internazionali. Un mercato immenso, ricco ma volutamente cancellato. Mi sono sempre chiesto il perché di questa scelta sciagurata che ha anticipato non solo il concreto fallimento di ITA-Alitalia ora in mano ai tedeschi (che ovviamente volano da Malpensa) ma ha significato perdere una bella fetta di clientela anche “business” che non va certo in treno fino a Roma per imbarcarsi su aerei ITA. L’assurdo ed il paradosso è che si vola su aerei “ITA-Olimpiadi Milano Cortina” con velivoli che non fanno e non hanno mai fatto mai scalo, neppure durante le Olimpiadi.

California nel caos Trump entra in gioco

di Domenico Maceri PhD

“Sostengo un democratico… ci sono molti candidati eccellenti con esperienze straordinarie”. Con queste parole il governatore in carica della California Gavin Newsom si è espresso sulle primarie nel Golden State per la carica che lui copre per la seconda e ultima volta. Si crede che Newsom sarà un probabile candidato per la presidenza alle elezioni del 2028. L’attuale inquilino della Casa Bianca, invece, si è espresso in maniera categorica sul suo candidato per l’elezione in California. Trump ha offerto il suo endorsement a Steve Hilton nella sua piattaforma Truth Social asserendo che è “una gran brava persona, che ha visto questo grande Stato andare a rotoli”. Ci sono 61 candidati alle primarie californiane per la carica di governatore. Fra la decina di candidati che hanno possibilità di arrivare all’elezione di novembre spicca un altro repubblicano, lo sceriffo della Riverside County Chad Bianco, oltre a Hilton. Bianco avrebbe avuto più possibilità di ottenere l’endorsement di Trump ma commise un “peccato” quando nel mese di febbraio del 2025 cercò di calmare le acque sulla crisi dell’immigrazione, annunciando che il suo dipartimento non sarebbe stato coinvolto nelle retate.

Per Bianco l’immigrazione è un compito federale e le forze dell’ordine locali si devono occupare della sicurezza delle comunità locali. I dipartimenti di polizia locale tipicamente cercano di

creare rapporti di cooperazione con le comunità in cui vi sono forti presenze di immigrati per convincere questi individui ad aver la fiducia nelle forze dell’ordine, riducendo l’ansia dell’ombra della deportazione.

Bianco cercò di rifarsi e ingraziarsi con Trump il mese scorso quando riuscì a fare firmare a un giudice l’autorizzazione a confiscare 650 mila schede elettorali, sostenendo una possibile frode elettorale nel referendum sulle nuove mappe elettorali approvate dai californiani nel novembre dell’anno scorso. La questione della frode elettorale è un tema caro a Trump, che come si sa, quando perde un’elezione, spesso grida alla frode elettorale. Va ricordato che nell’elezione presidenziale del 2016 Trump accusò il governo della California di frode elettorale, asserendo che 3 milioni di cittadini non autorizzati avevano votato. Tutto falso ma Trump cerca di creare la sua realtà.

Nonostante tutto, il presidente attuale ha deciso di offrire il suo endorsement a Hilton il quale a sua volta ha messo in dubbio la sicurezza delle elezioni americane. Hilton, nato in Inghilterra e residente in Usa dal 2012, ha lavorato nelle relazioni pubbliche per Google, Uber, Facebook e Netflix. Ha inoltre esperienza come opinionista alla Fox News, rete cara a Trump da dove spesso sceglie collaboratori.

Da ricordare che Tulsi Gabbard, Direttrice della National Intelligence, e Pete Hegseth, Ministro

della Difesa, avevano lavorato alla Fox News. Trump favorisce individui con aspetti telegenici e fedelissimi a lui invece di basarsi sulle capacità professionali. Hilton ha anche il “merito” di avere invocato l’importanza di un’indagine sull’elezione presidenziale del 2020, vinta da Joe Biden, ma che Trump ha sempre contestato. Il sistema elettorale per l’elezione del governatore in California è anomalo perché esiste solo una primaria aperta a candidati di tutti i partiti. I due candidati che ricevono i più voti si sfideranno poi all’elezione a novembre. Si tratta dunque di una sorta di ballottaggio.

Fino ad alcune settimane fa si intravedeva che ci potesse essere una situazione in cui Hilton e Bianco sarebbero arrivati numero 1 e 2 che avrebbe garantito un governatore repubblicano all’elezione di novembre. Dopo l’uscita di scena di Eric Swalwell, il numero uno dei candidati democratici, accusato di improprietà sessuali da cinque donne, le cose sono però cambiate. Adesso secondo gli ultimi sondaggi uno dei candidati democratici Xavier Becerra, appare in una buona situazione per arrivare numero 1 a giugno. Becerra avrebbe il supporto del 23%, seguito da Hilton 20%, e poi Bianco 17%, Tom Steyer 14%, e Katie Porter 11%. Se questa situazione dovesse prevalere si profila una sfida a novembre fra Becerra e Hilton.

Il sistema della primaria aperta è in uso in California dal 2010 e da allora i candidati all’elezione sono sempre stati un repubblicano e un democratico. I candidati democratici hanno sempre prevalso poiché le registrazioni ai partiti ci dicono che i democratici hanno quasi il doppio dei repubblicani (44% vs. 25%). In mancanza di colpi di scena dunque si profila una vittoria democratica a novembre.

L’endorsement di Trump è di grandissimo valore nelle primarie in Stati e distretti dominati dai repubblicani. Nel caso della California dovrebbe avere poca influenza sull’esito finale della corsa a governatore.

Distretti in bilico Trump tenta il colpo decisivo

di Domenico Maceri PhD I repubblicani vogliono rubare abbastanza seggi alla Camera per truccare la prossima elezione…..”. Così l’ex presidente Barack Obama ha cercato di incoraggiare gli elettori dello Stato della Virginia a recarsi alle urne e votare a favore del referendum per ridefinire i collegi elettorali per le prossime elezioni di midterm. Il referendum è stato approvato (51, 5% sì, 48,5% no) e la nuova mappa elettorale potrebbe fare guadagnare 4 seggi ai democratici. Le mappe elettorali per i distretti elettorali alla Camera sono rivedute ogni dieci anni dopo il censimento per tenere conto dei cambiamenti demografici. Questa volta però il presidente attuale Donald Trump, prevedendo una sconfitta repubblicana alla Camera, ha deciso di forzare la mano. Nel mese di agosto dell’anno scorso Trump iniziò una campagna per correre ai ripari e chiese al governatore del Texas Greg Abbott di ridisegnare le mappe dei distretti del Lone Star State per crearsi un probabile vantaggio di 4 seggi. Il Texas lo fece ma quasicontemporaneamente i democratici cominciarono a reagire creando un’ondata che ha coinvolto un numero di Stati dominati da ambedue i partiti. La California, guidata dal governatore democratico Gavin Newsom, reagì approvando un referendum nel novembre del 2025 per ridisegnare le mappe elettorali. Con le nuove deline-

azioni i democratici guadagnerebbero 5 seggi. L’azione originale del Texas promossa da Trump mise in moto altri Stati a cambiare le regole per ottenere vantaggi in preparazione delle elezioni di medio termine questo novembre. Altri Stati con legislature repubblicane hanno agito seguendo la linea dettata da Trump. In Ohio, North Carolina e Missouri i repubblicani hanno ridisegnato le mappe elettorali che con ogni probabilità risulterebbero in altri 4 seggi per un totale di nove con quelli del Texas. Spicca fra gli Stati repubblicani lo Utah dove le nuove mappe elettorali farebbero guadagnare un seggio ai democratici.

Ciò è avvenuto perché la Corte Suprema Statale ha imposto che la Contea di Salt Lake venga accorpata a un distretto invece di essere parzialmente frammentata. L’altro caso anomalo nel campo repubblicano emerge dall’Indiana dove nonostante la maggioranza legislativa ed esecutiva repubblicana i democratici sono riusciti a sfilare una manciata di voti repubblicani e bloccare le mappe elettorali proposte.

Per i loro sforzi i repubblicani avrebbero un totale di 9 probabili seggi in più per l’elezione di novembre. Rimane l’incognita della Florida dove il governatore Ron DeSantis ha in programma una sessione legislativa speciale per affrontare la questione delle mappe elettorali.

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STAGIONE 25/26

Inter Campione d'Italia

L'Inter si cuce il 21 scudetto sulla maglia. La vittoria contro il Parma, firmata da Thuram e Mkhitaryan, fa partire la festa interista a San Siro: a tre giornate dalla fine, la squadra di Chivu è matematicamente campione d'Italia. E lo

Il 2-1 del Lecce ai danni del Pisa condanna i ragazzi di Hiljemark alla Serie B. La vittoria, maturata con i gol di Banda e Cheddira, consente al Lecce di sperare nella salvezza. Ha fatto di più il Pisa, ma nel calcio vince chi segna di più.

fa dopo una gara tutt'altro che splendente, ma quanto mai efficace, anche perché i gialloblu di Cuesta hanno cercato di mettere i bastoni tra le ruote ai nerazzurri.

Ma nulla hanno potuto sulle fiammate interiste, una per tempo, che hanno regalato a Lautaro Martinez e compagni il titolo.

La partita si mette subito sui binari attesi, con l'Inter che tiene il possesso palla e il Parma che si difende con linee strette e prova a ripartire. La prima occasione è per Dumfries, che sfiora il vantaggio di testa con un bell'inserimento su lancio profondo di Barella. Ma la squadra di Cuesta se la gioca anche con coraggio a San Siro, non disdegnando il possesso per provare a punire i nerazzurri.

La palla buona sembra capitare a Pellegrino, che da dentro l'area però colpisce male col sinistro al volo. L'Inter quando accelera si rende sempre pericolosa, una grande giocata di Esposito libera Barella il cui sinistro sbatte sulla traversa e sulla schiena di Suzuki,

L'Udinese ritrova il successo e mette nel mirino quota 50 in campionato. I ragazzi di Kosta Runjaic stendono 2-0 il Torino nel match del Bluenergy Stadium: decidono le reti di Ehizibue e Kristensen. Per il Toro ancora una battuta d'arresto.

che poi salva in tuffo anticipando Thuram sulla riga di porta. I nerazzurri provano ad alzare i giri del motore, ma il lento giro palla sulla trequarti offensiva si schianta contro il muro eretto dai gialloblu, in un primo tempo che si avvia stancamente verso l'intervallo. Appena prima della fine del recupero, però, l'Inter colpisce, sfruttando la prima vera distrazione della difesa gialloblu: imbucata di Zielinski per Thuram, che col destro in diagonale porta avanti i nerazzurri e fa esplodere San Siro. Nella ripresa Chivu è costretto a rinunciare a Esposito per un colpo alla schiena, inserendo al suo posto l'ex Bonny. L'Inter continua a spingere alla ricerca del raddoppio, senza però trovare grossi modi per creare pericoli alla porta di Suzuki. A 25' dalla fine San Siro si alza in piedi per il ritorno in campo di Lautaro Martinez, che rimette piede sul terreno di gioco dopo l'infortunio al polpaccio e mette minuti nelle gambe verso la finale di Coppa Italia. Dall'al-

Il pari premia più il Napoli, che ha fatto poco per vincere adottando una tattica poco offensiva. Il Como spreca l’occasione per entrare nella top four, nonostante una buona gara. Per il Napoli, Politano colpisce in pieno il palo.

STAGIONE 25/26

tra parte, Cuesta si gioca la carta Elphege per cercare di aumentare il peso offensivo dei suoi. La palla per chiudere la sfida la crea però l'Inter, con un cross di Dimarco a chiudere una veloce ripartenza, su cui però nessuno riesce a trovare la deviazione giusta a pochi passi dalla porta.

Poco invece, sempre su assist di Dimarco, Dumfries ci arriva, ma il suo piattone destro termina altissimo. Ci prova anche Lautaro, con un mancino troppo debole e

Atalanta e Genoa si dividono la posta in palio, ma sono solo gli uomini di De Rossi ad esultare. L’ottimo pareggio fuori casa vale quasi la matematica salvezza per il Grifone, e De Rossi ha fatto un ottimo lavoro.

centrale per impensierire Suzuki. È però proprio un inserimento del capitano che porta al raddoppio: Bisseck lancia l'argentino sul filo del fuorigioco, cross basso per Mkhitaryan che da due passi fa 2-0 e fa nuovamente esplodere i quasi 75mila del Meazza. Che a 10' dalla fine fa già festa: "i campioni d'Italia siamo noi", canta tutto San Siro, e balla anche la panchina nerazzurra. Il ventunesimo scudetto per l'Inter, ora, è realtà.

Finisce senza reti il lunch match domenicale al Dall'Ara tra Bologna e Cagliari. Gara noiosa e senza grandi sussulti, se non nel finale con un tentativo dei sardi con Folorunsho e poi Ze Pedro. Per i sardi si tratta di un punto prezioso per la salvezza.

Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Risultati delle partite della 35ª Giornata di Serie A

Quarta sconfitta nelle ultime sette per i rossoneri. Al Mapei inizia nel peggiore dei modi il pomeriggio della squadra di Allegri, punita da Berardi dopo soli 5 minuti di gioco. Le cose si complicano ulteriormente al 24' con l'espulsione di Tomori.

Occasione sprecata per la Juventus. Fallito l’aggancio al Milan, terzo in classifica. Una partita, sulla carta molto facile, si trasforma per la Juve in un inciampo che mette a rischio la qualificazione in Champions per la squadra di Spalletti.

F1: capolavoro di Antonelli

Il campione italiano vince ancora, dopo Cina e Giappone

Kimi Antonelli infila la terza vittoria consecutiva. Il pilota italiano si impone ancora una volta in questo avvio magico di stagione. E lo fa con grande freddezza e autorevolezza, nonostante la giovane età, uscendo vincitore anche dalla splendida bagarre che ha offerto la pista di Miami.

Il 19enne bolognese, leader del Mondiale, nonostante qualche errore di inesperienza conferma di avere una classe cristallina e ancora una volta ha dato dimo-

strazione di capacità e freddezza soprattutto nei momenti importanti.

Nella parte finale di un Gp divertente e mai noioso, Kimi è riuscito a reggere la pressione e con una decina di giri perfetti ha tenuto a distanza gli affondi del campione in carica Lando Norris, che, dopo la sprint vinta sabato, si è dovuto accontentare del secondo posto davanti a Oscar Piastri, a conferma di una McLaren comunque in crescita, più delle altre.

Serie A: la TOP 11 della 34a giornata

TURATI (Sassuolo): Seconda gara dal 1' di fila e altra ottima prestazione tra i pali del Sassuolo: finale di stagione all'insegna dei complimenti per il portiere che aveva perso i gradi del titolare a favore di Muric dopo la prima giornata.

EHIZIBUE (Udinese): Il primo goal in questa Serie A è una perla: botta potente sotto la traversa e nulla da fare per Motta. Purtroppo per lui non porterà ai tre punti ma a uno spettacolare 3-3 sul campo della Lazio.

BISSECK (Inter): Stacca imperiosamente per la rete del momentaneo 0-2 interista a Torino, ricordando a tutti quanto può essere decisivo sui calci piazzati. Soffre nel finale quando i granata rimontano fino al pari.

RRAHMANI (Napoli): Torna dal 1' nel cuore della difesa e i benefici per il Napoli si vedono fin da subito: va vicino anche al goal negatogli dalla traversa.

DIMARCO (Inter): Per la Lega Serie A fanno 18 assist in questo campionato, altri dati statistici ne contano 17: poco importa per Dimarco, ufficialmente il giocatore con più passaggi vincenti in una singola edizione del torneo.

ATTA (Udinese): Ribalta la Lazio con una doppietta nel giro di

sette minuti, prima del definitivo 3-3 di Maldini: Atta in versione bomber per un'Udinese che per poco non si prende l'impresa all'Olimpico.

EL AYNAOUI (Roma): Prima firma l'assist per Malen, poi si trasforma in attaccante sfruttando il favore ricambiato dal compagno: primi veri squilli in Serie A per il marocchino, troppo spesso finito sotto la tagliola delle critiche.

DE BRUYNE (Napoli): Alla fine è arrivata la prima marcatura in A su azione con la maglia del Napoli: un premio per un giocatore rimasto ai box per troppo tempo.

MALEN (ROMA): Prosegue la clamorosa rincorsa verso il primo

posto della classifica marcatori: con ancora quattro giornate da disputare Lautaro è a -5. Impresa ai limiti dell'impossibile, ma se di mezzo c'è Malen.

SIMEONE (Torino): Il più pericoloso del Torino per distacco, accorcia le distanze sull'Inter prima del discusso rigore del 2-2: doppia cifra in questa Serie A per il 'Cholito'.

MENDY (Cagliari): La prima da titolare in A non si dimentica mai, soprattutto se ad arrivare è una doppietta: Mendy è la scelta azzeccata di Pisacane, fermato soltanto da un problema fisico che lo obbliga al cambio all'intervallo, asciando il campo tra gli applausi

Sinner unico a Madrid vince 5 Masters di fila

Jannik batte Zverev per 6-1, 6-2 e fa la storia sulla

Jannik Sinner conquista il Madrid Open, quarto Masters 1000 della stagione, con un montepremi totale di 8 milioni e 235.540 euro, ed è il primo giocatore di sempre a vincere cinque Masters 1000 consecutivi, facendo meglio di Novak Djokovic e Rafael Nadal che si sono fermati a quattro. Il successo di oggi è l’ennesimo trionfo di Jannik dopo quello nell’indoor di Parigi dello scorso ottobre e di Indian Wells, Miami e Montecarlo all’inizio dell’anno. Nella finale di oggi, sulla terra rossa della Caja Magica, Sinner, numero uno del mondo e del tabellone, sconfigge il tedesco Alexander Zverev, numero tre del ranking

internazionale e seconda forza del seeding, con il punteggio di 6-1, 6-2 in soli 58 minuti di gioco. Su 14 incontri diretti, Sinner ha battuto Zverev in dieci occasioni e ha

avuto la meglio nelle ultime nove sfide consecutive.

A 24 anni Jannik Sinner diventa anche il più giovane tennista di sempre.

NPL: Sutherland-Marconi 2-4

Splendida rimonta da 0-2 dopo tredici minuti fino al 4-2 finale

Marconi: Wade, Burnie, Mlinaric, Daniel, Kuol, Maya (82' Yona), D. Tsekenis, Jesic, Busek, Armson, Blair. All: P. Tsekenis

Marcatori: 11' e 13' Shoueiki, 43' Mlinaric, 62' Maya, 73' Kuol, 91' D. Tsekenis

Seymour Shaw Park, Miranda sabato 2 aprile - Il Marconi va sotto di due gol nel giro dei primi tredici minuti ma poi trova la forza delle grandi squadre e, dopo aver accorciato quasi allo scadere del secondo tempo, completa l'opera con un secondo tempo sontuoso. L'eliminazione in FFA Cup di mercoledi 29 aprile (0-1 vs

il Sydney Olympic) brucia ancora e la doppietta iniziale di Shoueili poteva tagliare le gambe a chiunque. La difesa un po' distratta consentiva delle ripartenze micidiali ai padroni di casa. Dopo il doppio svantaggio il Marconi non perdeva la testa e con tenacia e consapevolezza rientra in partita. Al 43' Mlinaric suona la carica dell'1-2, poi al 62' il gol-gioiello di Maya porta tutto in parita'. Kuol al 73' di testa porta in vantaggio il Marconi e, ciliegina sulla torta, l'immancabile timbro del bomber Tsekenis al 91' a suggellare una vittoria voluta e meritata.

NPL: SD Raiders - APIA 2-3

Doppietta di Gonzalez per una vittoria sofferta fuori casa

APIA: Kalac, Kambayashi, Kishimoto (66' Jordan), Kouta, Marlow, Stewart, Konestabo (77' Denmead) , Monge (77' Caspers), Shaw (77' Alizada), Gonzalez (66' Ortiz), Farinella. All: F. Parisi Marcatori: 3' e 61' Gonzalez, 24' Ragg, 47' Eremugo, 79' Stewart Ernie Smith Reserve, sabato 2 aprile - La squadra di casa non regala nulla e anzi mette a dura prova l'undici di Franco Parisi in una partita ricca di colpi di scena e spunti interessanti come il rigore parato dall'ottimo Kalac al 36' del primo tempo.

Con Ortiz inizialmente in panchina tocca al suo sostituto Oscar Gonzalez a guidare la linea d'at-

tacco e il giovane attaccante non si fa pregare quando al 3' con una azione personale brucia il portiere. La fase difensiva pero' concede un po' troppo sulla fascia destra dove puntualmente si trova qualcuno fin troppo libero. Al 24' Ragg punisce l'Apia e pareggia per il SD Raiders. Eremugo in pieno recupero primo tempo approfitta di un'altra dormita in area granata e da due passi scarica in rete. Buona la reazione dell'APIA che prima pareggia con Gonzalez al 61' con un preciso colpo di testa e poi sigla il 3-2 finale con il solito Stewart al suo quinto gol stagionale. Alla fine una vittoria sofferta contro un ottimo avversario.

A-League playoff: Auckland FC-Melbourne C. 1-1 (7-6 rig)

La squadra di Steve Corica elimina il Mebourne City dopo 120' ai rigori e supera il turno

Mount Smart Stadium, sabato 2 aprile - L'Auckland FC approda alle semifinali dopo aver battuto ai rigori il Melbourne City in una partita dai tanti risvolti emotivi. Basti pensare al pareggio ottenuto al 94' e siglato per il Melbourne City dal 18enne Memeti. Un gol che apre le porte dei tempi supplementari ed eventuali rigori. La squadra di Corica si porta in vantaggio qualche secondo prima del fischio di chiusura del primo tempo.

Ci pensa May con un poderoso colpo di testa. La ripresa e' tutta un combattimento con un leggero predominio del Melbourne City alla ricerca del pari. Che giunge proprio al 94' e si va ai supplementari. Alla fine ben 17 tiri a testa per le squadre a suggerire una partita sempre a trazione anteriore Si arriva alla lotteria dei

rigori con i tiratori tutti in gran giornata. Ben 12 tiri dal dischetto a segno (6 per parte) con i portieri sempre costretti a raccogliere la palla in fondo al sacco. Ora per il Melbourne City va al tiro Atkinson. In molti si voltano per non guardare. Atkinson sbaglia. Per l'Auckland si fa avanti Daniel

Hall che non ha mai segnato un gol nella A-League.

Le gambe tremano ma la mira no. Hall mette a segno il settimo rigore per l'Auckland FC ed elimina cosi' il Melbourne City. Prossimo appuntamento: gara di andata il 9 aprile contro l'Adelaide Utd e poi il ritorno il giorno 15 aprile.

A-League playoff: Melbourne Vic.-Sydney

Patrick Wood all'80' consegna al Sydney FC la vittoria e il passaggio di turno

Melbourne Stadium, sabato 2 aprile – Portiere Meares in gran giornata e golazo di Wood all'80'. Questa potrebbe essere l'essenza di questa partita, che ha visto il Melbourne Victory a un passo dal gol in tante occasioni, per poi subirne uno in una delle poche sortite degne di nota del Sydney FC. La partita sale di tono e di intensità nel secondo tempo. Al 65' l'arbitro assegna un calcio di rigore ai padroni di casa, ma successivamente il VAR cancella la decisione.

La svolta arriva al 77', quando fa il suo ingresso in campo Wood (poche presenze e ancor meno gol

per lui in questa stagione). Passano appena tre minuti e l'attaccante approfitta di un pasticcio difensivo, superando il portiere. Forcing finale del Melbourne Vi-

ctory, che però sbatte contro il muro alzato dal Sydney FC. La squadra di casa prova fino all’ultimo a rimettere in piedi il risultato, ma senza riuscire a trovare la rete del pareggio, nonostante diverse occasioni create nel finale. La prossima sfida vedrà il Sydney FC affrontare in casa il Newcastle Jets il 9 aprile; poi, per il ritorno, si giocherà a Newcastle il 16 aprile.

Un doppio confronto che si preannuncia equilibrato e ricco di tensione agonistica, con entrambe le squadre determinate a conquistare il passaggio del turno finale.

DIFRANCESCO VENERA

nata nel nel 1935

deceduta a Sydney (NSW) nel 2026

I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 11.00 presso la chiesa cattolica Regina Coeli, Ponyara Road, Beverly Hills NSW. Dopo il rito religioso, le spoglie della cara estinta saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Centenary Drive, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Il suo ricordo continuerà a vivere nei cuori di chi le ha voluto bene."

UNA PREGHIERA

Onoranze Funebri

DECESSO

DECESSO

FOLINO ANGELINO

nata il 5 febbraio 1938

deceduta a Sydney (NSW) il 29 aprile 2026

I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa.

Il funerale sarà celebrato giovedì 7 maggio 2026 alle ore 11.00 presso la Mary Mother of Mercy Chapel, Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW.

Dopo il rito religioso, le spoglie della cara estinta saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Che la sua anima trovi serenità eterna."

ETERNO RIPOSO DECESSO

GAZZETTA ANNA

nata 14 febbraio 1933

deceduta a Sydney (NSW) il 26 aprile 2026

I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato martedì 5 maggio 2026 alle ore 9.30 presso la chiesa cattolica di St Francis Xavier, 54 Leopold Street, Ashbury NSW. Dopo il rito religioso, le spoglie della cara estinta saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Che il tuo cuore riposi in eterno."

CATALANO GIOVANNA

nata il 19 aprile 1948 deceduta a Sydney (NSW) il 22 aprile 2026

I familiari, parenti ed amici vicini e lontani, a un mese dalla dipartita, lo ricordano con dolore e immutato affetto.

La recita del rosario sarà alle ore 11:00 di martedì 12 maggio 2026 nella Chiesa Cattolica St Joseph the Worker, 79 Wilson Blvd, Reservoir; segue il funerale nella stessa chiesa. Le spoglie della cara congiunta riposeranno nel cimitero Fawkner Memorial Park alle 13:30, al 1187 Sydney Road, Fawkner. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del cara estinta.

“Non muore mai chi vive nel cuore di chi resta.."

ETERNO RIPOSO

IN MEMORIA

MAIMONE GIUSEPPE

nato a S. Teresa di Riva (ME-Italia) il l'1 marzo 1949 deceduto a Liverpool (NSW) il 7 maggio 2014

La moglie Venera, i figli Rosario e Maria Luisa con il marito Pich, i nipoti Isabella, Vyanna, i fratelli e le loro famiglie, parenti e amici vicini e lontani nel suo dodicesimo anno dalla scomparsa, lo ricordano con immutato amore e affetto.

“Ci hai lasciato un’eredità di amore e insegnamenti che non svaniranno mai."

RIPOSA IN PACE

FUNERAL NOTICES 2026

TWO EDITIONS PER WEEK

DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA

TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.

In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. --------------

From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY

This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888

UNA PREGHIERA

Zanardi simbolo eterno di rinascita e coraggio

Alex Zanardi se n’è andato nella sera del primo maggio 2026, lasciando un vuoto profondo nello sport italiano e internazionale. L’ex pilota e campione paralimpico è morto a Padova, nella struttura sanitaria in cui era ricoverato da tempo dopo il grave incidente del 2020 nel Senese. La notizia, diffusa dalla famiglia, ha immediatamente suscitato cordoglio e commozione in tutto il Paese.

Figura simbolo di resilienza e determinazione, Zanardi ha attraversato la sua vita tra successi e tragedie, trasformando ogni difficoltà in una nuova sfida. Dopo la carriera in Formula 1 e i trionfi negli Stati Uniti nel campionato CART, la sua esistenza cambiò radicalmente nel 2001, quando un terribile incidente gli costò entrambe le gambe. Da quel momento iniziò una seconda vita, fatta di sport paralimpico e straordinarie imprese, culminate con le medaglie d’oro conquistate tra Londra 2012 e Rio 2016.

L’immagine che resterà nella memoria collettiva è quella dell’atleta sorridente, seduto sulla sua handbike, capace di trasmettere energia e speranza a milioni di persone. Non solo un campione sportivo, ma un esempio umano, spesso citato da istituzioni e atleti come modello di coraggio. Il Presidente della Re-

pubblica ha espresso il cordoglio dell’Italia definendolo “un punto di riferimento per tutti”, mentre messaggi di affetto sono arrivati da colleghi, amici e semplici cittadini.

Zanardi lascia anche un’eredità sportiva e sociale di enorme valore, legata alla promozione dello sport paralimpico e alla diffusione di un messaggio di inclusione e speranza. Le sue parole, spesso rivolte ai giovani, invitavano a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, ma a trasformarle in opportunità. I funerali si terranno a Padova con la partecipazione di autorità, atleti e cittadini che vorranno rendergli omaggio per l’ultima volta.

In queste ore il mondo dello

sport internazionale si stringe attorno alla famiglia Zanardi, ricordando non solo i risultati agonistici, ma soprattutto la capacità dell’atleta di reinventarsi dopo ogni caduta. Ex compagni di squadra, rivali e giovani atleti paralimpici sottolineano l’impatto che la sua storia ha avuto nel cambiare la percezione della disabilità nello sport e nella società.

La sua figura resta legata a un’idea di vita vissuta senza compromessi, con determinazione e ironia. Un’eredità che continuerà a ispirare generazioni future, ben oltre i confini dello sport e delle competizioni internazionali. Il suo esempio resterà vivo nel tempo italiano sempre

Donne e soffitto di cristallo... o di cemento armato

di Cav. Luigi De Luca OMRI

Si parla spesso, nei salotti buoni e nelle conferenze sul futuro del lavoro, del "soffitto di cristallo". Quell'invisibile barriera che impedisce alle donne di raggiungere i vertici della carriera.

È una battaglia giusta, sacrosanta. Ma proviamo a essere onesti: quel soffitto è trasparente soltanto per chi ha già le scarpe ben piantate su un pavimento di marmo.

Per tutte le altre, quelle che non hanno una rete di sicurezza familiare, un patrimonio alle spalle o un network influente, il soffitto non è di cristallo. È di cemento armato.

È giunto il momento di smettere di parlare di discriminazione di genere come se fosse un monolite. La verità è che il genere, senza la classe, è solo metà del racconto.

Diciamocelo con onesta e senza ipocrisia. Esiste una narrazione dominante che celebra la "donna in carriera" come icona assoluta di emancipazione. Ma chiediamoci, per un momento, chi abita il retroscena di quel successo. Chi pulisce la casa di quella manager che rompe i soffitti? Chi si prende cura dei suoi figli mentre lei è impegnata a scalare i gradini della gerarchia aziendale? Spesso è un'altra donna.

Una donna che vive nella precarietà, che non ha tutele, che appartiene a quella fascia socio-economica che la retorica del successo preferisce tenere fuori

dall’inquadratura.

L’emancipazione femminile, quando ignora le disuguaglianze di classe, rischia di diventare un semplice esercizio di stile per l’élite. Non possiamo accontentarci di vedere qualche donna in più nei consigli di amministrazione se, alla base della piramide, migliaia di altre restano invisibili, schiacciate da salari da fame e dall'assenza totale di prospettive.

E poi c’e’ anche la doppia punizione.

Quando la discriminazione economica si fonde con quella di genere, il risultato è un mostro a due teste. Se provieni da un contesto popolare, il mondo del lavoro non ti giudica solo per la tua competenza. Ti scruta: il tuo accento, la tua educazione, i tuoi riferimenti culturali.

Tutto viene usato come un metro di giudizio per stabilire se "appartieni" o meno a certi circoli. E poi ancora la trappola della cura. In una società che ha smantellato il welfare pubblico, il lavoro invisibile ricade sulle spalle delle donne.

Ma se non hai i mezzi economici per esternalizzare questa cura – asili nido privati, assistenza, aiuti – la tua carriera non "rallenta" semplicemente: si ferma. È qui che la meritocrazia mostra il suo volto più crudele.

Ci raccontano che basta il talento. È una bugia che serve a colpevolizzare chi non ce la fa. Se sei una donna e nasci nella "parte sbagliata" della città, il sistema non ti sta offrendo una

scala per salire; ti sta chiedendo di imparare a volare tenendoti i piedi legati.

Vorrei fare un appello alla realtà. Non pensate che sia ora di uscire dall'ipocrisia. Dobbiamo pretendere un’emancipazione che sia realmente intersezionale, capace di guardare contemporaneamente al portafoglio e all'identità.

Dobbiamo smettere di promuovere modelli di successo che si basano sullo sfruttamento sistematico di altre donne. La vera rivoluzione non è inserire una quota rosa in un sistema che continua a schiacciare i deboli. La vera sfida è cambiare il sistema stesso, affinché il punto di partenza, la famiglia in cui nasci, il quartiere in cui vivi, la ricchezza che possiedi, smetta di essere l'unico vero, insormontabile ostacolo. Altrimenti, l'emancipazione rimarrà solo una bellissima operazione di marketing.

Credo sia arrivato il tempo di smetterla di trattare la povertà e il genere come capitoli separati di un manuale sociologico. Sono fili dello stesso tessuto. Se vogliamo davvero costruire un futuro che sia all’altezza delle nostre ambizioni culturali e morali, dobbiamo pretendere un’emancipazione che sia per tutte, non solo per chi può permettersela. L’uguaglianza è un piatto che non può essere servito solo a po chi eletti; o è patrimonio comu ne, o è semplicemente un’altra forma di privilegio mascherato da progresso.

L’arte non é un gioco: paradosso del Merito in Italia

di Cav. Luigi De Luca OMRI Ho appena finito di guardare Canzonissima su RAI1 e sono davvero demoralizzato da quello che ho visto e sentito. Vedere un’eccellenza mondiale come Vittorio Grigolo giudicata con sufficienza e accusata di "ego" ( la scorsa settimana) da una giuria televisiva non è solo triste: è l’immagine perfetta del perché i nostri talenti scappano all'estero. Da professionista che siede in giurie tecniche (non solo in Italia), provo una profonda indignazione. Ecco i fatti, senza mezzi termini:

L’UMILTÀ DEL MAESTRO: Grigolo non ha dimostrato ego, ma un’umiltà fuori dal comune. Un artista che calca i palchi del Metropolitan e della Scala non ha bisogno di approvazione in TV.

Se accetta l'invito, lo fa per amore del pubblico e per portare la grande cultura in contesti popolari. Trattarlo con arroganza è un insulto alla sua carriera.

LA CULTURA CONTRO

L’INTRATTENIMENTO:

Premiare la "simpatia" o l'ironia a discapito della perfezione vocale e del rigore tecnico è il male oscuro del nostro Paese.

Se la giuria non sa distin-

guere tra una performance "telegenica" e l'Arte con la A maiuscola, il problema non è l'artista: è l'incompetenza di chi giudica.

L’OMBRA DI LUIGI TENCO:

La storia si ripete. La superficialità dei "finti esperti" uccide le anime e l'arte.

Il gesto estremo di Tenco nel '67 fu una protesta contro questo esatto sistema: un mondo dove la verità di un artista viene calpestata dal voto popolare o da giurie che cercano lo spettacolo e non la qualità.

FUGA DI TALENTI:

Non lamentiamoci se i nostri geni vivono a Sydney, Londra o New York. Finché in Italia l'eccellenza verrà vista come "presunzione" e la mediocrità verrà celebrata come "popolare", non ci sarà spazio per la vera crescita. Chi ha competenza ha il dovere di parlare. Chi siede in una giuria ha il dovere di rispettare lo studio e la disciplina. Altrimenti, non chiamatela "giuria": chiamatelo passatempo. Difendere un artista come Grigolo significa difendere il valore dello studio e del sacrificio, concetti che lei conosce bene e che applica ogni giorno nel suo lavoro. Pieno sostegno a Vittorio Grigolo. L'Italia ti deve rispetto, non critiche da bar.

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32 - 304 - 05 Maggio 2026 by Alloranews - Issuu