Skip to main content

Sabaf s.p.a. Magazine - N. 26 - Autunno 2013

Page 1

magazine Un dialogo tra azienda e società.

n.26 AUTUNNO 2013 SEMESTRALE AZIENDALE

Squadra non si nasce,

SI DIVENTA A colloquio con Arrigo Sacchi, l’allenatore che ha fatto del gioco di squadra un credo. >> continua a pag.3

2

La Parola dell’Amministratore Delegato

3

A colloquio con Arrigo Sacchi

6

I risultati del primo semestre 2013

8

I nuovi arrivati in Sabaf


2

LA PAROLA DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO

Un detto giapponese afferma:

nessuno e’ intelligente come tutti noi messi insieme LA PAROLA DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO

Borsa, il suo trasferimento dalla sede di

strategie oggi sono frutto di riflessioni e

della vita di tutti i giorni, nella quale, per far

Lumezzane a quella attuale di Ospitaletto,

competenze globali, non di intuizioni e

parte di una quadra vincente, come dice

le conseguenti trasformazioni a livello

scelte individuali. Per questo, ho pensato

Sacchi, servono umiltà, entusiasmo, voglia

produttivo,

internazionale.

di invitare alla Sabaf a parlare del “gioco di

continua di migliorarsi, perfezionismo,

Conosco bene dunque, essendo stato un

squadra”, un allenatore, Arrigo Sacchi, che

generosità.

testimone privilegiato,

le problematiche

della superiorità del collettivo sugli individui

invito pertanto a leggere le parole di un

del lavoro di gruppo, le sue potenzialità, gli

ha fatto il suo credo personale, ottenendo

allenatore che ha fatto la storia del calcio

snodi che ne favoriscono o ne complicano

straordinari risultati e riconoscimenti a

degli ultimi anni. Perché come afferma un

il cammino, le incrostazioni individuali che

livello sportivo, sia in Italia che all’estero.

detto giapponese “nessuno è intelligente

talvolta si accumulano lungo il percorso.

Quelle che trovate nelle pagine di questo

come tutti noi messi insieme”.

Proprio

strategico,

acquisita

magazine sono alcune delle riflessioni che

facendo parte di quella squadra, la mia

per

l’esperienza

l’ex allenatore del Milan e della Nazionale

Ho assunto nella primavera del 2012

prima preoccupazione, fin dal momento

ha offerto a una platea per necessità

l’incarico di amministratore delegato della

dell’assunzione del nuovo incarico, è

ridotta in occasione dell’incontro tenuto in

Sabaf, dopo aver fatto parte a lungo della

stata quella di valorizzare le competenze

azienda nello scorso mese di luglio. Il calcio

squadra che nel corso degli ultimi vent’anni

collettive di questa azienda. Non è più

non è soltanto un appassionante gioco di

ha curato la quotazione dell’azienda in

epoca dell’uomo solo al comando, le

squadra, ma è talvolta anche una metafora

E’ in questa chiave che vi

Alberto Bartoli Amministratore Delegato SABAF


3

A COLLOQUIO CON ARRIGO SACCHI

Dal campo all’azienda A colloquio con Arrigo Sacchi L’allenatore che ha fatto del gioco di squadra un credo, lo scorso 9 luglio è stato ospite della Sabaf. Nelle pagine che seguono un resoconto del suo pensiero, tra calcio e organizzazione.

Cos’e’ la squadra

Il Milan

Più persone che indossano la stessa ma-

diverse e con tempi diversi, difficilmente

Non si può avere una squadra se alla base

era sicuramente un buon giocatore, ma io

glia, o lavorano l’una al fianco dell’altra,

avranno la meglio su undici piccoletti af-

del lavoro non ci sono idee chiare, un pro-

volevo gente capace di suonare in un grup-

costituiscono un gruppo sociologico. Per

fiatati e ben organizzati. Cos’è che rende un

getto, un sogno. Il progetto è la trama,

po rock e non potevo metterci musicisti del

trasformarsi in squadra, da gruppo sociolo-

gruppo una squadra? Nel calcio sono molti

gli individui sono gli attori. Senza trama,

genere “slow”. Dissi anche che ci voleva

gico devono diventare gruppo psicologico,

gli elementi che determinano gli umori di

difficilmente ci può essere un film. E i film

gente capace di dare tutto, giocatori capa-

ossia devono condividere un obiettivo co-

un gruppo: la società, il club, l’ambiente, la

possono essere molto diversi tra loro: c’è la

ci di mettere, ciascuno, tutto di sé stessi al

mune e un’identità di vedute.

stessa città. Ma a monte serve un progetto,

Dolce Vita, c’è Fronte del Porto e c’è Giovan-

servizio di un grande sogno. Per quanto mi

La squadra serve? Noi in Italia facciamo fa-

una trama, un disegno che si sposi con il

nona coscia lunga…

riguarda, dissi che io non potevo assicurare

tica a comprenderne l’utilità, perché spesso

contesto e ne esalti le caratteristiche. Mi-

siamo individualisti e la sinergia non esiste

lano è una città in cui tutti corrono, tutti si

a livello individuale. Ma gli esempi capaci

muovono di fretta, per questo, quando arri-

di dimostrare l’utilità della squadra, ossia

vai al Milan, pensai che a Milano sarebbe

gli effetti di un lavoro svolto e coordinato

stato possibile allestire una squadra votata

collettivamente sono molti. Ne cito uno ba-

al pressing. Altrove, probabilmente, per ca-

nale: undici energumeni che tirano la fune

ratteristiche ambientali, climatiche, etc non

ciascuno per conto proprio, in direzioni

sarebbe stato possibile fare altrettanto.

Senza trama, difficilmente ci può essere un film.

Se voglio fare un film drammatico, non pos-

il successo, ma che sarei stato in grado di

so avvalermi di attori comici, e viceversa.

giudicare chi dava tutto e chi no. Una vol-

Ogni trama ha bisogno degli interpreti giu-

ta Gullitt mi chiese “perché critichi me che

sti. Quando arrivai al Milan mi fu detto che

gioco a un certo livello, e fai i complimenti a

l’obiettivo era creare la più grande squadra

tizio, che vale molto meno?”. Gli spiegai che

di calcio del mondo. Dissi che per farlo ci

se lui valeva cento, non potevo accontentar-

volevano le persone adatte e un ambiente

mi che desse sessanta, mentre se uno che

in cui tutti avessero il piacere, l’orgoglio, la

poteva dare quaranta faceva il massimo,

voglia di lavorare. Agostino Di Bartolomei

meritava comunque il mio apprezzamento.

>> continua a pag.4


4

Squadre e individui

Regole e squadra

La squadra parte dalla persona, e la perso-

siamo la squadra più forte del mondo”,

Non si può avere un progetto se alle spalle

mente”, gli risposi. La squadra è l’ambiente

na è soprattutto intelligenza.

“Fino a mezzanotte – gli risposi -. Da doma-

non c’è un club solido. Io arrivai al Milan

ideale perché tutti possano esprimere la

Tutto parte dalla mente. Io con me volevo

ni si ricomincia”.

senza avere alle spalle un passato presti-

proprie qualità al meglio: Van Basten pri-

individui, persone affidabili, disposte a

Chi si ferma, chi si accontenta, è destinato

gioso come allenatore e questo all’inizio mi

ma di venire al Milan non aveva mai vinto

dare tutto e a fare il proprio lavoro al massi-

ad essere subito superato, nello sport come

creò parecchie difficoltà. La stampa era per-

il pallone d’oro, con noi lo vinse due volte.

mo delle proprie possibilità, volevo uomini

nelle aziende.

plessa, alcuni giocatori anche. Van Basten,

Neanche Gullit l’aveva mai vinto e se lo ag-

con la cultura dell’eccellenza, generosi e

Chi smette di investire, di esplorare nuove

per esempio, era scettico sull’Italia e sul cal-

giudicò nel 1987. Baresi non era mai arri-

pronti a mettersi in discussione per fare

frontiere, finirà presto ai margini del mer-

cio italiano. Ogni volta che poteva tornava

vato secondo e nel 1989 si classificò dietro

meglio ogni volta.

cato.

in Olanda, anche solo per curarsi un piede.

a Van Basten. Per me questo esemplifica

Questa per me è intelligenza.

Ma per crescere, per continuare a miglio-

Di una cosa fatta male si dice che “è fatta

rarsi ci vogliono individui con certe caratte-

con i piedi”, il calcio si gioca con i piedi, ma

ristiche, con una certa etica.

la cosa più importante è l’intelligenza.

Il menefreghista non può far parte di una

I piedi si allenano, l’intelligenza, se non ce

squadra, l’arrivista cercherà delle scorcia-

l’hai, è difficile comprarla al mercato. E poi

toie per raggiungere obiettivi personali.

Quando espresse i suoi dubbi alla stampa,

l’idea dei traguardi che si possono raggiun-

bisogna aver voglia di migliorarsi, sempre.

Io cercavo dei perfezionisti, dei ragazzi

io la volta dopo lo misi tra le riserve dicen-

gere attraverso il gioco di squadra. Se tutti

Quando vincemmo la Coppa Intercontinen-

generosi, ma soprattutto dei giocatori che

do: “oggi Marco viene in panchina con me,

partecipano, ognuno è portato a dare di più

tale, Franco Baresi mi disse “mister, adesso

fossero funzionali al progetto.

così, visto che ha le idee chiare, mi spiega

e a ottenere di più. Alla base della squadra

bene quello che funziona e quello che non

c’è l’idea della collettività. E’ la collettività

va”. E’ chiaro che potei farlo perché avevo il

che dà forza ai singoli. Se il giardiniere ti

pieno appoggio della società. In una squa-

fa trovare un campo perfetto, sia per gli

dra le regole devono essere uguali per tutti,

allenamenti che per la partita, se il magaz-

l’unica cosa che cambia sono gli stipendi.

ziniere non fa mai mancare nulla, se tutto

“Mister perché mi tratta come gli altri?”, mi

è sempre a posto, preciso, ben organizzato,

chiese una volta Van Basten. “Perché sei

allora ognuno è portato a dare il massimo,

troppo intelligente perché ti tratti diversa-

a fare di più.

La squadra parte dalla persona, e la persona è soprattutto intelligenza.

Non si può avere un progetto se alle spalle non c’è un club solido

Arrigo Sacchi ha allenato il Rimini, il Parma, il Milan, la Nazionale italiana e

l’Atletico

Madrid.

Da

allenatore

del Milan ha vinto uno scudetto, una Supercoppa italiana, due Champions League, due Supercoppe europee, due Coppe Intercontinentali. Con l’Italia si è classificato secondo ai Mondiali del 1994. Il Milan di Arrigo Sacchi è stato votato dalla rivista francese France Football la miglior squadra del mondo del Dopoguerra e il magazine inglese World Soccer ha inserito il Milan del 1988/1989 al quarto posto della classifica della squadre più forti di tutti i tempi, dietro al Brasile del 1970, l’Ungheria del 1954 e l’Olanda del 1974.

L’INVITATO

speciale


5

L’allenatore L’allenatore è come il direttore d’orchestra,

bravo non serve se suona per sé, se va per

ce ne sono di bravi e di meno bravi. In

conto suo. Noi, in Italia abbiamo trasforma-

un‘ orchestra di cento o più elementi che

to un gioco di squadra in una somma di

suonano Beethoven quasi a memoria è

estri individuali.

difficile accorgersi se uno stona, o se quello

Pensiamo che siano l’individuo, la sua in-

che suona i piatti lo fa con una frazione di

terpretazione a risolvere i problemi. Invece

secondo di ritardo.

la leadership deve essere nelle mani del

Ma Riccardo Muti lo sente e un altro no.

gioco, il singolo è un partner non è il lea-

E alla fine nella melodia generale questa

der. Se noi hai gioco, se non hai idee, punti

sensibilità fa la differenza. Io, come coor-

sull’individuo il quale, essendo indispensa-

dinatore delle squadre nazionali juniores,

bile, vorrà essere pagato di più.

lavoro a stretto contatto con una trentina

Una volta, un giocatore mi raccontò di un

di allenatori: i protocolli sono gli stessi,

allenatore che diceva “ci vuole più cattive-

gli esercizi che vengono proposti ai gioca-

ria, dobbiamo essere più cinici, più feroci”.

Fortuna è il nome che di solito diamo all’a-

mocle costantemente appesa sopra la nostra

tori anche, ma pochi hanno la sensibilità

Lui gli disse “mister, e se provassimo a gio-

bilità degli altri. Per spiegare una sconfitta,

testa. Se Maradona faceva gol, o se il Napoli

di capire quando un gesto è fatto bene e

care meglio?”

o i meriti altrui, la via più semplice è dire che

vinceva, voleva dire che non avevamo gioca-

quando non lo è.

Un messaggio che in azienda può tradursi

l’avversario è stato fortunato.

to da squadra a sufficienza per neutralizzare

Moltiplicato per le dinamiche di una squa-

in cercare di fare le cose con più attenzione,

Io ho parlato spesso di cultura della sconfitta

in modo collettivo le individualità del nostro

dra e di una partita, questo determina la

realizzare prodotti migliori, che il mercato

che non vuol dire andare in campo per per-

avversario.

capacità di essere un allenatore più o meno

dimostra di gradire più.

dere, ma accettare che ci possa essere qual-

Voleva dire che nel nostro gioco c’erano mar-

bravo, più o meno vincente.

Il gioco non si compra, si ottiene, ma ci vuo-

cuno più bravo di te.

gini ulteriori di miglioramento, che quello

È ovvio che anche in un’orchestra è impor-

le pazienza, lavoro, memoria, per imparare

Noi quando giocavamo contro il Napoli sa-

che avevamo fatto non era ancora sufficien-

tante avere musicisti bravi, ma il musicista

dal passato e dai propri errori.

pevamo che Maradona era una spada di Da-

te, potevano fare di più e meglio.

Coerenza

L’allenatore è come il direttore d’orchestra, ce ne sono di bravi e di meno bravi.

La fortuna

Comunicazione e ambiente

Ho sempre pensato che devi essere coeren-

In un gruppo non tutti hanno i geni della

lutamente è che si creino sottogruppi in

te con i principi che ti sei dato e che se non

comunicazione, dell’empatia. Diciamo che

concorrenza tra loro. In quel caso bisogna

lo sei sbagli.

il 50% forse ce l’ha, il 30% non sa e il re-

agire con decisione, io al Rimini, alla secon-

Al Milan, alla fine di ogni stagione, Berlu-

stante 20% dipende dall’ambiente. Quindi

da partita, misi fuori sette giocatori e al loro

sconi tornava alla carica dicendo di volere

l’ambiente è decisivo per creare la giusta

posto misi sette ragazzini per evitare che

qualcuno che “accendesse le luci di San

armonia di gruppo, perché se le condizioni

prendesse piede una forma di fronda che

Siro”, un giocatore che facesse sognare il

sono ideali almeno il 70% delle persone

non voleva dare retta alla nuova filosofia

pubblico e gli appassionati.

possono essere messe in buone relazioni

della squadra.

Aveva in mente Claudio Borghi, un argenti-

tra loro. Quello che bisogna evitare asso-

no che a me non serviva perché era il tipico solista, mentre io ho sempre detto che le luci da noi le accendeva il gioco e che protagonista, nel mio disegno, era la squadra. Su questo argomento non sono mai stato disposto a transigere, a costo di rinunciare

Ci sono uomini che lottano un giorno, e sono buoni. Altri lottano un anno e sono anche meglio. Ce ne sono che lottano molti anni e sono molto buoni. Però ci sono quelli che lottano tutta la vita e sono gli imprescindibili.

al mio incarico.

Imprescindibili Voglio concludere con una citazione di Bertolt Brecht che ho imparato in Spagna: “Hay hombres che luchan un día y son buenos, hay otros che luchan un año, y son mejores. Hay quienes luchan muchos años ,y son muy buenos. Pero hay los che luchan toda la vida, esos sono los imprescindibles.” (Ci sono uomini che lottano un giorno, e sono buoni. Altri lottano un anno e sono anche meglio. Ce ne sono che lottano molti anni e sono molto buoni. Però ci sono quelli che lottano tutta la vita e sono gli imprescindibili).

Vi auguro di avere tra voi, alla Sabaf, molti imprescindibili.

Vi auguro di avere tra voi, alla Sabaf, molti imprescindibili. Arrigo Sacchi


6

I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2013

I RISULTATI Incertezza e volatilità Il secondo trimestre del 2013 ha dato segnali di ripresa controbilanciando un primo trimestre deludente. Nella semestrale licenziata lo scorso 30 giugno migliorano la redditività e l’efficienza dei processi produttivi.

I SEMESTRE 2013

Risultati consolidati del primo semestre 2013

La persistente debolezza dei mercati euro-

semestre 2013 sono state pari a 25,6 milioni

pei è stata controbilanciata da un migliore

di euro, in crescita dell’8,6% rispetto ai 23,6

andamento delle vendite sui mercati ex-

milioni di euro del primo semestre 2012.

Nel corso del primo semestre del 2013 il

vendite complessive nelle tre aree Italia,

Gruppo Sabaf ha conseguito ricavi pari a

Europa Occidentale ed Europa Orientale si

68,4 milioni di euro, in flessione dell’1,9%

sono infatti attestate a 42,8 milioni di euro,

rispetto ai 69,7 milioni di euro del corri-

il 7,2% in meno rispetto ai 46,1 milioni di

spondente periodo dell’anno precedente.

euro del primo semestre 2012, mentre sui

traeuropei, ed in particolare in Africa. Le

I prezzi medi di vendita del periodo sono stati inferiori di circa l’1% rispetto al primo semestre 2012.

mercati extraeuropei le vendite del primo

Conto economico consolidato (in migliaia di euro)

I sem 2013

I sem 2012

Ammortamenti

(6.444)

(6.464)

0

4

(383)

0

6.521

4.903

72

121

(411)

(662)

39

(96)

(289)

(197)

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE

5.932

4.069

Imposte sul reddito

(1.977)

(1.578)

Plusvalenze/Minusvalenze da realizzo di attività non correnti

RICAVI E PROVENTI OPERATIVI Ricavi

68.401

69.715

Svalutazioni/Ripristini di valore di attività non correnti

Altri proventi

2.078

1.881

RISULTATO OPERATIVO (EBIT)

70.479

71.596

TOTALE RICAVI E PROVENTI OPERATIVI

Proventi finanziari

COSTI OPERATIVI Acquisti di materiali

Oneri finanziari (29.968)

(26.762)

6.005

115

Servizi

(16.199)

(17.020)

Costi del personale

(16.338)

(15.722)

Altri costi operativi

(1.184)

(1.395)

553

551

(57.131)

(60.233)

Variazione delle rimanenze

Costi per lavori interni capitalizzati

TOTALE COSTI OPERATIVI

Risultato operativo ante ammortamenti, plus/minusvalenze, svalutazioni/ripristini di attività non correnti (EBITDA)

Utili e perdite su cambi Utili e perdite da partecipazioni

Quota di pertinenza di terzi

UTILE DEL PERIODO

0

3.955

2.491

UTILE PER AZIONE BASE

0,357

0,217

UTILE PER AZIONE DILUITO

0,357

0,217

(in euro)

13.348

11.363


7

Dopo un primo trimestre deludente, è sta-

con una sostanziale tenuta per quanto ri-

ni processi produttivi. L’utile prima delle

to il secondo trimestre del 2013 a dare se-

guarda i bruciatori speciali. Anche le vendi-

imposte del primo semestre 2013 è stato

gnali di ripresa, sia delle vendite che della

te di cerniere si sono mantenute sugli stessi

pari a 5,9 milioni di euro (4,1 milioni di euro

redditività. Hanno contribuito al migliora-

valori del primo semestre 2012.

nel primo semestre 2012) e l’utile netto è

mento dei risultati la crescita di alcuni clien-

Previsioni per l’esercizio in corso

stato pari a 4 milioni di euro (2,5 milioni di

La situazione macroeconomica ancora diffici-

ti italiani, molto attivi sui mercati internazio-

Nonostante la leggera contrazione delle

euro nel primo semestre 2012, in crescita

le in Europa e l’instabilità socio-politica in al-

nali, e soprattutto le maggiori esportazioni

vendite il Gruppo è riuscito ad ottenere un

del 58,8%).

cuni dei principali mercati extraeuropei dove

in Africa e in Asia. Queste due aree hanno

significativo miglioramento della redditività.

rappresentato il 21,9% delle vendite tota-

L’EBITDA del primo semestre 2013 è stato

Al 30 giugno 2013 la situazione patrimo-

una certa cautela nella formulazione delle

li del trimestre, a cui si aggiunge il 16,5%

di 13,3 milioni di euro (pari al 19,5% del

niale evidenzia un patrimonio netto conso-

stime per il secondo semestre dell’anno. Ul-

realizzato in Sud America, pure in crescita

fatturato, superiore del 17,5% rispetto allo

lidato di 112,9 milioni di euro e un indebi-

teriori elementi di incertezza sono legati alla

rispetto al secondo trimestre 2012. Com-

stesso periodo del 2012, quando aveva

tamento finanziario netto di 25,7 milioni di

scarsa visibilità fornita dal portafoglio ordini

plessivamente, nel secondo trimestre 2013

rappresentato il 16,3% delle vendite) e l’E-

euro (115,2 milioni di euro e 23,8 milioni di

e all’elevata volatilità delle vendite anche nel

le vendite sono state pari a 37 milioni di

BIT è stato di 6,5 milioni di euro (9,5% delle

euro rispettivamente al 31 dicembre 2012).

breve periodo. Tenuto conto di tali fattori di

euro, superiori del 14,4% rispetto al secon-

vendite, in miglioramento del 33% rispetto

do trimestre 2012.

ai 4,9 milioni di euro del primo semestre

Gli investimenti del primo semestre 2013

mare per l’intero esercizio la previsione di

opera il Gruppo Sabaf induce a mantenere

incertezza, il management ritiene di confer-

2012). Il recupero di redditività è stato reso

sono stati di 4,7 milioni di euro (7,4 milioni

vendite e di redditività in miglioramento ri-

L’analisi delle vendite per famiglia di pro-

possibile da un maggiore livello di utilizza-

di euro nel primo semestre 2012), destina-

spetto al 2012. Tali ipotesi considerano uno

dotto evidenzia anche nel primo semestre

zione della capacità produttiva (i volumi di

ti soprattutto all’industrializzazione per la

scenario macroeconomico non condizionato

2013 la flessione dei rubinetti in ottone a

produzione sono aumentati di circa il 10%,

produzione sul larga scala di nuovi brucia-

da eventi imprevedibili. Qualora la situazio-

fronte di un incremento di quelli in lega

anche per effetto della ricostituzione dello

tori speciali e ad alta efficienza.

ne economica dovesse subire invece signi-

leggera di pari entità. Le vendite di bru-

stock) e da una maggiore produttività, gra-

ficative variazioni, i valori consuntivi potreb-

ciatori hanno subito una leggera flessione,

zie al miglioramento dell’efficienza di alcu-

bero discostarsi dai dati previsionali.

Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata (in migliaia di euro)

30.06.2013

30.06.2013

31.12.2012

Capitale sociale

11.533

11.533

Utili accumulati, Altre riserve

97.462

99.495

Utile (perdita) dell'esercizio

3.955

4.196

112.950

115.224

0

0

112.950

115.224

PATRIMONIO NETTO E PASSIVO PATRIMONIO NETTO

31.12.2012

ATTIVO

Totale quota di pertinenza della Capogruppo

ATTIVITÀ NON CORRENTI

Interessi di Minoranza

Attività materiali

78.805

81.438

Investimenti immobiliari

6.894

7.393

TOTALE PATRIMONIO NETTO

Attività immateriali

7.565

7.915

PASSIVITA’ NON CORRENTI

Partecipazioni

805

951

Finanziamenti

4.420

5.259

Crediti non correnti

703

90

TFR e fondi di quiescenza

2.895

2.928

Imposte anticipate

4.187

4.093

Fondi per rischi e oneri

685

632

98.959

101.880

Imposte differite

516

386

8.516

9.205

24.950

24.641

Altri debiti finanziari

11

33

Debiti commerciali

24.694

18.544

Debiti per imposte

878

806

7.485

6.017

58.018

50.041

179.484

174.470

TOTALE ATTIVITÀ NON CORRENTI

TOTALE PASSIVITÀ NON CORRENTI ATTIVITA’ CORRENTI Rimanenze

29.764

24.036

Crediti commerciali

43.936

37.968

Crediti per imposte

1.920

3.627

Altri crediti correnti

1.179

822

11

0

3.715

6.137

80.525

72.590

179.484

174.470

Attività finanziarie correnti Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

TOTALE ATTIVITÀ CORRENTI

TOTALE ATTIVO

PASSIVITA’ CORRENTI Finanziamenti

Altri debiti

TOTALE PASSIVITÀ CORRENTI

TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO


I nuovi arrivati in Sabaf ca rl ot ta di Laura Bertozzi

D en is krye zi u di Enshela Doda

gi o rg ia ri di Debora Barbie

S o fi a B o t ez Suteu na di Florenti G IA C O M O Svanera di Mirella

A rt h u r N ec ta rie di Barbor Ce lia e Alex CRI STI AN di Laura Lardelli

Comunicare e riflettere La PAROLA AL coordinatore editoriale Questo magazine è stato pensato alcuni anni fa

del’impresa. È aperto al contributo di chiunque

posta elettronica all’indirizzo cymru@tin.it oppure

come canale di comunicazione rivolto a tutti gli

sia disponibile al dialogo ed abbia voglia di

consegnati direttamente presso la reception dello

interlocutori di Sabaf e nel tempo è diventato

confrontarsi sui temi più importanti della vita

stabilimento di Ospitaletto.

un momento di riflessione sulla vita e la filosofia

dell’azienda. I contributi possono essere inviati per

Gianluca Barca Coordinatore Editoriale

Printed on paper Fedrigoni Freelife Vellum

CONCEPT AND GRAPHIC DESIGN: ALL-ADVISORS

DIGITAL ILLUSTRATION: ALESSANDRO VAIRO

PRINT: GRAPHIC CENTER

W W W. S A B A F. I T


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Sabaf s.p.a. Magazine - N. 26 - Autunno 2013 by All Creative Agency - Issuu