WS 2021/22 - Alessia Colucci
Interior & exhibit design
THE OTHER HOME
La mostra
Ricerca Schizzi
Concetto
Rilievo del padiglione del Venezuela
Indice
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Rilievio del padiglione venezUEla
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1. Vista dall’alto
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1.a Pianta
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2. Vista frontale
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2.a Sezione frontale
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3. Retro
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3.a Sezione retro
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4. Vista laterale (a)
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4.a Sezione vista laterale (a)
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5. Sezione vista laterale (b)
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6. Prospettiva
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Concetto - The other home
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“Together” indica un insieme inclusivo di persone, esente da qualsiasi esclusione sociale. Riflettendo su questa definizione, la società contemporanea in cui viviamo non è del tutto inclusiva. Infatti la “forma più estrema di esclusione sociale” - come l’ha definita il commissario europeo Nicholas Schimdt - è la condizione dei senza fissa dimora. All’interno di questo categoria, è possibile individuare un sottogruppo maggiormente marginalizzato: le donne senza fissa dimora. Esse vengono anche escluse dai servizi.
Tema di questa Biennale Architettura è il suo titolo, che è allo stesso tempo un titolo e una domanda: How will we live together?.
Concetto L’esposizione “The other home” si basa sul rendere visibile - senza particolari spiegazioni e descrizioni - le condizioni e le necessità delle donne senzatetto, che sono il 26% degli usufruitori dei servizi. Basandosi sui dati provenienti dai servizi per i senza fissa dimora - i quali usufruiscono prevalentemente gli utenti di sesso maschile - gli organi decisionali organizzano i nuovi servizi in funzione delle necessità dello stereotipo dell’uomo senza fissa dimora. Essi non considerano le donne senzatetto, in quanto invisibili, poichè non rappresentate dalle statistiche.
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Secondo lo studio Eurostat del 2018, il numero dei senza fissa dimora in Europa è aumentato in tutta Europa. L’unica nazione che ha visto un calo è stata la Finlandia. Alla base di questo cambiamento sono da ricercarsi nella strategia adottata. Assegnando immediatamente un abitazione a chi è senza fissa dimora - in assenza di un lungo iter burocratico e senza richiedere particolari requisiti - la Finlandia ha parzialmente risolto il problema.
Ricerca
La “forma più estrema di esclusione sociale” colpisce 700mila persone in tutta Europa e negli ultimi anni è aumentata del 70 %.
Gli stati dove si è verificato un aumento del fenomeno sono invece la Germania e l’Irlanda.
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26 % WOMEN
. 700 000
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Mestruazioni - igiene quotidiana - infezioni intime - costo elevato dei prodotto - mancanza di privacy
Problemi di salute
- colpiscono più le donne che gli uomini - difficoltà di accesso ai servizi sanitari - aspettativa di vita delle senzatetto: 40 anni - gravidanze inattese
- servizi predominati dagli uomini - stigma sociale - stereotipo dell’uomo senza fissa dimora - servizi non adatti alle donne - dati provenienti dai servizi - dati falsati poichè le donne non usufruiscono dei servizi - conseguenza: gli organi decisionali non considerano nè le donne e nè le loro esigenze
Statistiche falsate
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Oggetti alternativi all’assorbente
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The campaign has prompted supporters to start their own collection boxes for tampons and sanitary towels. While homeless shelters receive funding for condoms, there is currently no government funding to supply charities with aid for sanitary products.
The Homeless Period project hopes to shred the taboo around females living on the streets and their monthly cycle, and is encouraging people to donate tampons and towels to their local homeless shelter. The project was started by Oliver Frost, Josie Shedden and Sara Bakhaty, who met while working as interns at an advertising agency.
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"Is' scheiße. Aber wenn man nichts anderes hat, baut man sich halt selbst 'ne Binde. Wie macht ihr das denn?"
Kristina
“Die Taschentücher geb ich den Mädels ganz unauffällig, wenn ich rote Flecken im Schritt sehe.”
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“Was machst du dann mit den Schmerzen auf der Straße? Der Arzt kann dir zwar Tabletten geben, aber muss dich dann ja wieder wegschicken. Und krank oder mit Unterleibsschmerzen auf der Straße zu sein, immer umgeben von Menschen, das ist ätzend.”
“Ich will nicht, dass mich jeder so sieht. Es müssten viel mehr Dixi-Klos aufgestellt werden. Manchmal muss ich mehrere Stationen fahren, um ein öffentliches Klo zu finden, das umsonst ist.”
Dagmar
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“Ich suche Restaurants oder Hotels, wo sie mich kennen und frage, ob ich auf Toilette gehen darf. Dann hinterlasse ich alles super sauber. Ich will nicht obdachlos sein, aber jetzt ist es eben so.”
“In den Notunterkünften bekomme ich Binden. Darüber bin ich froh. Nicht nur mit Periode, auch wenn man sonst Ausfluss hat. Aber man braucht Privatsphäre. Einen Raum, um die alte Binde rauszunehmen, die neue rein. Unterhose und Jeans wieder hoch.”
Jennifer, 49
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Ann-Marie, 31
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Was möchte man mit Schmerzen? Seine Ruhe! Aber die bekommst du nicht, auch nicht in den Unterkünften. Es sind immer Menschen da, es ist immer laut, es sind immer Sinneseindrücke. Du hast nie deinen eigenen, privaten Bereich, in den du dich einfach mal zurückziehen kannst.
https://www.youtube.com/watch?v=2HBXNPJ4sMc
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Diesen Dokumentarfilm erzählt die Erfahrungen von 3 Obdachlose Frauen aus Köln: Steffi, Dagmar und Maike.
Frauen machen etwa ein Viertel aller Wohnungslosen in Deutschland aus. Und es trifft auch immer mehr Menschen aus der Mittelschicht. Die Gründe sind vielfältig: Steigende Mietpreise, Trennung, Jobverlust und Krankheit gehören dazu. Im Straßenbild sind obdachlose Frauen meistens kaum sichtbar. Sie versuchen nicht aufzufallen, sind gewalttätigen Übergriffen aber oft schutzlos ausgesetzt - auf der Straße, in Notübernachtungen und Wohnheimen.
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https://www.youtube.com/watch?v=enkcmOVj8SA&t=262s
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Heike und Gigi leben auf der Straße und sind beste Freundinnen. In dieser Mythencheck stellen sie sich den Fragen und Vorurteilen, die ihr die Community auf Instagram gestellt hat. Dabei erfahren wir unter anderem, ob sie lieber Geld oder Essen gespendet bekommen und wie man als Frau auf der Straße mit der Periode klar kommt.
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1.
Schizzi
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2.
Dopo il primo schizzo in cui rifletto su come disporre il materiale che volevo esporre, realizzo che non ho una cognizione dello spazio e dell’importanza degli oggetti. Cerco di capire meglio come l’oggetto esposto interagisce con lo spazio e l’osservatore e provo a concentrarmi su un’ unica narrazione, ossia quella della senza fissa dimora Sofie.
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3.
In seguito al secondo schizzo capisco di dover usare un unico metodo espositivo e di disporre gli oggetti su assi orizzontali e verticali basati sulla pavimentazione, creando così nuovi spazi. 37
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La mostra - The other home
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Nella mostra vengono trattati -soprattutto attraverso le esperienze della senzatetto Sofie - 3 aspetti, che insieme costruiscono la narrazione di questo spazio: il ciclo mestruale, la mancanza di dati e gli steriotipi.
Lo scopo della mostra è di sensibilizzare sulle necessità femminili, in particolare sui bisogni delle donne senza fissa dimora,come per esempio il ciclo mestruale, la disponibilità di bagni pubblici e la mancanza di dati su questa categoria, rendendo visibile ciò che per troppo tempo è rimasto invisibile e un taboo.
L’esposizione non è progettata per mostrare semplicemente una serie di oggetti e informazioni, ma cerca di offrire un’esperienza interattiva. Inoltre gli oggetti collocati molto distanti tra loro hanno lo scopo di porre l’osservatore in una condizione di essere “esposto”.
Gli spazi di passaggio sono progettati con assi orizzontali e verticali, disponendo gli oggetti esposti in base alla luce naturale del padiglione e alla pavimentazione.
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I due elementi - apparente scollegati - sono collocati tra loro in maniera molto distante senza alcuna didascalia, in modo che i visitatori possano calpestare gli elementi esposti per poter arrivare a quelli successivi.
Lo spazio esterno, contenente il progetto Homeless Period e un bagno chimico, ha lo scopo di decostruire i tabù, gli stereotipi che riguardano le donne senza fissa dimora e il loro ciclo mestruale.
Spazio 1 a
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Spargendo per terra i cartelli del progetto Homeless Period e lasciando a disposizione dei cartelli liberi su cui scrivere, si cerca di far partecipare attivamente l’osservatore all’esposizione. Ognuno sarà libero di creare il proprio cartello e lasciarlo all’interno della mostra insieme a quelli già presenti oppure lasciarli per la città. Lo scopo è quello di incoraggiare a donare assorbenti e tamponi mestruali ai servizi locali per senza fissa dimora.
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Nell’angolo in fondo a sinistra è esposto un bagno chimico rosso, che sta ad evidenziare la mancanza di bagni pubblici, di cui specialmente le donne con il ciclo mestruale avrebbero bisogno. Sulla porta è applicato un QR code, che indirizzerà a una mappa dei bagni pubblici disponibili in Europa. 51
Inoltre all’interno del bagno - usufruibile dal pubblico - verrà riprodotto l’audio del video “Obdachlos: So ist das Leben auf der Straße für Heike und Gigi”, in cui due ragazze senza fissa dimora rispondono a domande stereotipate.
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Spazio 2 Il secondo spazio è caratterizzato dal buio. L’unica luce data è la proiezione di spezzoni del documentario “Weiblich, obdachlos, unsichtbar | WDR Doku”, con focus sulla storia di Sofie.
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Spazio 3 e 4
Nelle aree più piccole sono esposte delle infografiche con informazioni generali sui senza fissa dimora in Europa. Sull’altro lato invece sono posizionati dei piedistalli di cartone con sopra la frase: What can you do with *object*?. Gli oggetti esposti sui piedistalli saranno oggetti usati dalle donne senza tetto in alternativa ad agli assorbenti e ai tamponi. I visitatori inoltre potranno scrivere sul piedistallo la propria risposta.
Il muro che passa per le due stanze crea di conseguenza 4 nuovi spazi di area diversa.
Gli ultimi due spazi vengono connessi attraverso una riproduzione archutettonica del muro del ponte dello zoo di Colonia, dove la senzatetto Sofie era solita dormire in una tenda.
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Busta di blastica Strada
Serie di ogetti esposti
Rotolo di carta igienica Bagno di un bar
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Calzini Bidone della Caritas
Salviette struccanti Servizi
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Pezzo di stoffa Vecchi vestiti
Giornali Bidone della carta
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Pannolini Servizi
Cotone idrofilo Servizi
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