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IN QUESTO NUMERO

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Rapporto di lavoro Appalti

Collocamento

Il Ministero del lavoro, con nota n. 7140/2012, chiarisce che la responsabilità solidale disciplinata dalla legge n. 32/2012 opera a decorrere dalla data di cessazione dell’appalto

Il Ministero del lavoro, con nota n. 5734/2012, precisa che le Agenzie che intendono esercitare l’attività di intermediazione devono presentare richiesta di autorizzazione solo on line

Articolo e testi da pag. 14

Articolo e testo da pag. 12

Contributi e Irpef Modello 730

Crediti contributivi

Con Dpcm 26 aprile 2012 è stata disposta la proroga dei termini per i contribuenti, i sostituti d’imposta, i Caf e i professionisti abilitati, relativi all’avvio dell’assistenza fiscale 2012

L’Inps, con messaggio n. 6948/2012, interviene a seguito della nuova disciplina sulla riscossione dei crediti contributivi, definendo la nuova ripartizione dei livelli di responsabilità

Articolo e testo da pag. 48

Articolo e testo da pag. 51

Contratti collettivi Apprendistato: operativo il Testo unico Accordo interconfederale Confindustria Calzature (Confindustria) Legno e arredamento (Confindustria) Gomma e plastica (Confindustria)

Cooperative Trasporto e spedizione merci Turismo (Confcommercio) Turismo (Confesercenti)

Sintesi, testi e tabella da pag. 58

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N. 19 - 4 maggio 2012

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Questo numero di Guida al Lavoro è stato chiuso in redazione il 27 aprile 2012

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IN QUESTO NUMERO

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Articoli Contratto di appalto e limite temporale del regime di responsabilità solidale Iunio Valerio Romano ....................................... 12 Agenzie di intermediazione: iscrizione all’albo solo on line Pietro Gremigni ................................................ 14 Stabilità: le novità sulla certificazione nei procedimenti di immigrazione Antonio Carlo Scacco ....................................... 17 Lavoro temporaneo e contingentamento: effetti della violazione dei limiti percentuali Manuela Macculi .............................................. 21 Tirocini formativi e di inserimento: gli indirizzi della Regione Lombardia Alberto Rozza .................................................. 26 Licenziamento per abbandono del posto di lavoro e offese al datore Alberto Bosco e Angelo Pompei ......................... 30 Assistenza fiscale 2012: prorogati i termini Gabriele Bonati ................................................ 48 Riscossione crediti contributivi Inps: nuovi livelli di responsabilità Silvano Imbriaci ............................................... 51 Apprendistato professionalizzante o di mestiere: le particolarità contrattuali Gabriele Bonati ................................................ 58

Normativa Tirocini formativi e di inserimento: gli indirizzi della Regione Lombardia Regione Lombardia, delibera Giunta 20 marzo 2012, n. 3153 (BURL 26.3.2012, n. 13) ....................... 26

Assistenza fiscale 2012: prorogati i termini Dpcm 26 aprile 2012 ........................................ 49 N. 19 - 4 maggio 2012

Circolari Contratto di appalto e limite temporale del regime di responsabilità solidale Ministero del lavoro, nota 13 aprile 2012, prot. n. 7140 ....................... 13

Agenzie di intermediazione: iscrizione all’albo solo on line Ministero del lavoro, nota 23 aprile 2012, n. 5734 .............................. 16

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Stabilità: le novità sulla certificazione nei procedimenti di immigrazione Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Ministero dell’interno, circolare 17 aprile 2012, n. 3 ............................. 19

Edili e privacy: abolito l’obbligo per il piano programmatico sulla sicurezza Cnce, nota 16 aprile 2012 ................................. 20 Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate Agenzia delle Entrate, comunicato stampa 26 aprile 2012 ..................... 48

Riscossione crediti contributivi Inps: nuovi livelli di responsabilità Inps, messaggio 23 aprile 2012, n. 6948 ............. 52 Fondo di solidarietà imprese assicuratrici: sospeso il contributo ordinario Inps, messaggio 13 aprile 2012, n. 6453 ............. 55 Riduzione contributiva per il Comune di Campione d’Italia Inps, messaggio 18 aprile 2012, n. 6691 ............. 56 Operazione PoseidOne: iscrizioni d’ufficio con decorrenza 1° gennaio 2006 Inps, messaggio 18 aprile 2012, n. 6712 ............. 56

Invalidità civile: l’Inps illustra il programma di verifiche straordinarie per l’anno 2012 Inps, messaggio 19 aprile 2012, n. 6796 ........... 116

Indennità di disoccupazione agricola e tracciabilità dei pagamenti Inps, messaggio 16 aprile 2012, n. 6521 ........... 117 Niente contanti o assegni per i pagamenti all’Inps Inps, messaggio 24 aprile 2012, n. 7073 ........... 120

Giurisprudenza Lavoro temporaneo e contingentamento: effetti della violazione dei limiti percentuali Cass., sez. lav., 10 aprile 2012, n. 5667 .............. 21 Licenziamento per abbandono del posto di lavoro e offese al datore Corte d’Appello di L’Aquila 26 gennaio 2012 ....... 30

Rsu, adesione ad altro sindacato e permessi sindacali Cass., sez. lav., 7 marzo 2012, n. 3545 .............. 34

Periodo di prova e interruzione del decorso per ferie Cass., sez. lav., 22 marzo 2012, n. 4573 ............. 35

Licenziamento e mancata comunicazione dei motivi da parte del datore Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3632 .............. 36


IN QUESTO NUMERO

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Licenziamento di dirigente e indennità supplementare

Contratti collettivi

Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3628 .............. 36

Rapporto di agenzia e competenza del giudice del lavoro

Settore industriale Accordo sull’apprendistato 18 aprile 2012 ........... 63

Cass., sez. VI civ., ordinanza 15 febbraio 2012, n. 2158 .................. 38

Gomma e plastica (Confindustria) Accordo sull’apprendistato 12 aprile 2012 ........... 67

Agenti: derogabilità del diritto di esclusiva Cass., sez. II civ., 5 agosto 2011, n. 7063 ........... 39

Calzature (Confindustria)

Pignorabilità di crediti derivanti da rapporti di agenzia

Legno e arredamento (Confindustria) Accordo sull’apprendistato 19 aprile 2012 ........... 78

Cass., sez. lav., 18 gennaio 2012, n. 685 ............ 40

Agenti: recesso per giusta causa Cass., sez. lav., 13 gennaio 2012, n. 393 ............ 42

Distinzione tra contratto di agenzia e procacciatorato d’affari

Accordo sull’apprendistato 19 aprile 2012 ........... 76

Turismo (Confcommercio e Confesercenti) Accordi sull’apprendistato 17 e 20 aprile 2012 ..... 81 Spedizione e trasporto merci Accordo sull’apprendistato 24 aprile 2012 ......... 108

Corte d’Appello di Bologna 5 marzo 2012, n. 30 Tribunale di Roma 8 marzo 2012 ....................... 43

Cooperative Accordo sull’apprendistato 19 aprile 2012 ......... 110

I LIBRI DI GUIDA AL LAVORO

PROCESSO DEL LAVORO E PREVIDENZIALE di A. Carrato, A. Di Filippo, F. Foccillo

Pagg. 888 – e 89,00 Il prodotto è disponibile anche nelle librerie professionali. Trova quella più vicina all’indirizzo www.librerie.ilsole24ore.com

N. 19 - 4 maggio 2012

Il volume, giunto alla nona edizione, si conferma come un prezioso strumento di lavoro per tutti gli operatori del diritto. La molteplice, accurata e completa varietà delle formule – ognuna delle quali risulta corredata del richiamo alle principali norme di riferimento, della sintesi operativa, dell’interpretazione dottrinale più diffusa e adeguata, oltre che dell’indicazione della giurisprudenza massimata più pertinente ed evoluta con riguardo ai singoli istituti processuali esaminati – consente di risolvere con immediatezza ed efficacia le problematiche teoriche e pratiche che investono gli aspetti più disparati del processo del lavoro e di quello previdenziale. L’inserimento di un’ampia gamma di formule – anch’esse interamente rivisitate, adeguate e aggiornate – sia in materia di lavoro privato che di lavoro pubblico nonché di diritto previdenziale ed assistenziale rende l’opera completa ed esaustiva nelle materie trattate, fornendo ai numerosi operatori del settore un ausilio certamente utile e di pronta consultazione.

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IN QUESTO NUMERO

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

INDICE TEMATICO Agenti e rappresentanti

Edili

Esclusiva Cass., sez. II civ., 5 agosto 2011, n. 17063 ............. 39

Privacy e piano programmatico sulla sicurezza Cnce, nota 16 aprile 2012 ........................................ 20

Giudice competente Cass., sez. VI civ., ord. 15 febbraio 2012, n. 2158 .. 38

Fondi di solidarietà sostegno reddito

Giusta causa Cass., sez. lav., 13 gennaio 2012, n. 393 ................ 42

Imprese assicuratrici Inps, messaggio 13 aprile 2012, n. 6453 ................. 55

Pignorabilità di crediti Cass., sez. lav.,18 gennaio 2012, n. 685 ................. 40

Inps

Procacciamento d’affari Corte App. Bologna 5 marzo 2012, n. 30 ................. 43 Tribunale di Roma 8 marzo 2012 ............................. 43

Appalti Responsabilità solidale Ministero del lavoro, nota 13 aprile 2012, prot. n. 7140 Iunio Valerio Romano ............................................... 12

Apprendistato

Riscossione crediti contributivi Inps, messaggio 23 aprile 2012, n. 6948 Silvano Imbriaci ........................................................ 51

Licenziamento Comunicazione motivi Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3632 ................... 36

Accordo interconfederale Confindustria Accordo 18 aprile 2012 ............................................ 63

Disciplinare Corte d’Appello di L’Aquila 26 gennaio 2012 Alberto Bosco e Angelo Pompei .............................. 30

Calzature (Confindustria) Accordo 19 aprile 2012 ............................................ 76

Mod. 730/2011

Cooperative Accordo 19 aprile 2012 .......................................... 110

N. 19 - 4 maggio 2012

Gomma e plastica (Confindustria) Accordo 12 aprile 2012 ............................................ 67

Proroga Dpcm 26 aprile 2012 Agenzia delle Entrate, comunicato 26 aprile 2012 Gabriele Bonati ........................................................ 48

Legno e arredamento (Confindustria) Accordo 19 aprile 2012 ............................................ 78

Pensione

Trasporto e spedizione merci Accordo 24 aprile 2012 .......................................... 108

Invalidità civile Inps, messaggio 19 aprile 2012, n. 6796 ............... 116

Turismo (Confcommercio) Accordo 17 aprile 2012 ............................................ 81

Periodo di prova

Turismo (Confesercenti) Accordo 20 aprile 2012 ............................................ 81

Aspetti generali Cass., sez. lav., 22 marzo 2012, n. 4573 ................. 35

Dirigenti

Sgravi contributivi

Licenziamento Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3628 ................... 36

Campione d’Italia Inps, messaggio 18 aprile 2012, n. 6691 ................. 56

Diritti sindacali

Somministrazione di lavoro

Rappresentanza sindacale Cass., sez. lav., 7 marzo 2012, n. 3545 ................... 34

Agenzie per il lavoro Ministero del lavoro, nota 23 aprile 2012, n. 5734 Pietro Gremigni ........................................................ 14

Disoccupazione

Limiti percentuali dei Ccnl Cass., sez. lav., 10 aprile 2012, n. 5667 Manuela Macculi ...................................................... 21

Agricoli Inps, messaggio 16 aprile 2012, n. 6521 ............... 117

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Pagamenti tramite contanti o assegni Inps, messaggio 24 aprile 2012, n. 7073 ............... 120


NOVITÀ RAPIDE

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Stranieri

Tirocini formativi

Certificazioni Ministero per la pubblica amministrazione e Ministero dell’Interno, circolare 17 aprile 2012, n. 3 Carlo Alberto Scacco ............................................... 17

Regione Lombardia Regione Lombardia, delibera Giunta 20 marzo 2012, n. 3153 (BURL 26 marzo 2012, n. 13) Alberto Rozza .......................................................... 26

Rapporto di lavoro Agenti e rappresentanti Competenza del giudice del lavoro - La Cassazione affronta la nota problematica della competenza funzionale del giudice del lavoro in relazione al rapporto di agenzia e aderisce all’orientamento secondo il quale quando l’agente sia una società o si avvalga di una autonoma struttura imprenditoriale, il carattere personale della prestazione viene meno ed il rapporto non può essere ricondotto nella previsione dell’articolo 409 c.p.c., comma 1, n. 3, atteso che se la qualità dell’agente è assunta da una società di capitali o di persone, la società, anche se priva di personali­ tà giuridica, costituisce pur sempre un autonomo centro di rapporti giuridici che si frappone fra il socio ed il soggetto mandante. (Cass., sez. VI civile, ordinanza 15 febbraio 2012, n. 2158) Massima e nota a pag. 38

Diritto di esclusiva - La Cassazione affronta il tema del diritto di esclusiva nel contratto d’agenzia, precisando che per la deroga dello stesso ad opera delle parti occorrereb­ be una espressa pattuizione soprattutto nei casi in cui la previsione di specifiche zone di esplicazione del mandato agenziale comporti chiaramente la volontà di riservarle al solo agente, non essendo sufficiente, in tale ipotesi, la mera tolleranza dell’agente rispetto al comportamento derogati­ vo unilateralmente tenuto dal preponente. (Cass., sez. II civile, 5 agosto 2011, n. 17063)

Recesso per giusta causa - La Cassazione torna sul tema dell’applicazione analogica al rapporto di agenzia dell’istituto della giusta causa di recesso previsto per il rapporto di lavoro subordinato (art. 2119 c.c.) e ribadi­ sce l’orientamento giurisprudenziale assolutamente pa­ cifico che ritiene applicabile in via analogica al rapporto di agenzia la disciplina del recesso per giusta causa di cui all’art. 2119 c.c. prevista per il rapporto di lavoro subordinato. (Cass., sez. lav., 13 gennaio 2012, n. 393) Massima e nota a pag. 42

Procacciatore d’affari - Due decisioni di merito si occu­ pano della differenza tra contratto di agenzia e rapporto di procacciatorato d’affari: ciò che viene ritenuto elemento differenziatore essenziale è il vincolo di stabilità, inteso come vero e proprio obbligo alla promozione degli affari per conto della preponente. (Corte App. Bologna 5 mar­ zo 2012, n. 30; Tribunale di Roma 8 marzo 2012) Massima e nota a pag. 43

Appalti Responsabilità solidale - Il Ministero del lavoro, rispon­ dendo a un quesito avanzato da parte dell’Ance, ha preci­ sato che nel caso di subappalto il termine di due anni per la responsabilità solidale inizia a decorrere a partire dalla cessazione dei lavori da parte del subappaltatore. (Ministe­ ro del lavoro, nota 13 aprile 2012, prot. n. 7140) Articolo e testo a pag. 12

Massima e nota a pag. 39

Dirigente

Massima e nota a pag. 40

Licenziamento - La Cassazione, richiamando un prin­ cipio già espresso con una precedente pronuncia, preci­ sa che in materia di rapporto di lavoro dei dirigenti d’azienda, l’indennità supplementare di cui all’art. 19 del Ccnl dei dirigenti di aziende industriali del 27 aprile 1995 compete al dirigente licenziato solo nei casi in cui il recesso non sia assistito da giustificatezza, che può fondarsi sia su ragioni soggettive ascrivibili al dirigente, sia su ragioni oggettive concernenti esigenze di riorga­ nizzazione aziendale, che non debbano necessariamen­ te coincidere con l’impossibilità della continuazione del rapporto o con una situazione di grave crisi aziendale, tale da rendere impossibile o particolarmente onerosa detta continuazione, dato che il principio di correttezza e buona fede, che costituisce il parametro su cui misura­ re la legittimità del licenziamento, deve essere coordina­

N. 19 - 4 maggio 2012

Pignorabilità di crediti - La Cassazione affronta un caso di ricorrenti che avevano pignorato in danno del proprio debitore i crediti da quest’ultimo vantati nei confronti di un terzo in ragione di un rapporto di agen­ zia; la questione consiste nello stabilire se l’istituto della cessione del quinto del compenso da lavoro ed il relati­ vo limite alla pignorabilità dello stesso nella misura di un quinto sia o no applicabile agli agenti di commercio; abbandonando un recente orientamento, la sentenza in commento cambia rotta sulla pignorabilità dei crediti derivanti dai rapporti di agenzia, statuendo che gli stessi siano pignorabili nei limiti di un quinto, previsto dall’art. 545 c.p.c. (Cass., sez. lav., 18 gennaio 2012, n. 685)

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to con la libertà di iniziativa economica, garantita dal­ l’art. 41 Cost. (Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3628) Massima e nota a pag. 36

Diritti sindacali Rappresentanza sindacale - I lavoratori una volta eletti Rsu non sono più legati al sindacato nelle cui liste si sono presentati alle elezioni, ma fondano la loro carica sul voto, universale e segreto, dell’intera collettività dei dipendenti aziendali: tale fondamento permane anche se il lavoratore si dimette dal sindacato nelle cui liste si è presentato e quale che siano le sue successive decisioni; non può quindi desumersi che la decisione del lavoratore di aderire ad un altro sindacato implichi la sua decadenza dalla carica e il venir meno dei diritti connessi alla carica stessa. (Cass., sez. lav., 7 marzo 2012, n. 3545) Massima e nota a pag. 34

Edili Privacy e documento programmatico sulla sicurezza - Rispondendo alle richieste di chiarimenti avanzate da alcune Casse edili, la Commissione nazionale paritetica per le Casse edili ha confermato il venir meno dell’obbligo relativo alla redazione del piano programmatico sulla sicu­ rezza relativo alla protezione dei dati personali e ha, per contro, evidenziato come resti invariata la restante discipli­ na contenuta nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, contenente il codice per la protezione dei dati perso­ nali. (Cnce, nota 16 aprile 2012)

hanno determinato il recesso, a seguito della richiesta presentata dal lavoratore licenziato, comporta l’ineffica­ cia del licenziamento intimato, essendo il termine previ­ sto di 7 giorni necessariamente breve, in quanto impo­ sto dall’esigenza di concentrare la contestazione e la difesa, nell’interesse di entrambe le parti del rapporto. (Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3632) Massima e nota a pag. 36

Periodo di prova Interruzione del decorso per ferie - La Cassazione richiama il principio secondo il quale il decorso di un periodo di prova, determinato nella misura di un comples­ sivo arco temporale, non è sospeso da ipotesi di mancata prestazione lavorativa inerenti al normale svolgimento del rapporto, quali i riposi settimanali e le festività; devono, invece, ritenersi esclusi (considerata la funzione di consen­ tire alle parti di verificare la convenienza della collabora­ zione reciproca del periodo di prova concordato tra le parti) i giorni in cui la prestazione non si è verificata per eventi non prevedibili al momento della stipulazione del patto stesso, quali la malattia, l’infortunio, la gravidanza e il puerperio, i permessi, lo sciopero, la sospensione dell’attivi­ tà del datore di lavoro nonché il godimento delle ferie annuali, in quanto, queste ultime in particolare, hanno la funzione di consentire al lavoratore il recupero delle ener­ gie lavorative dopo un cospicuo periodo di attività, che solitamente pertanto maturano dopo il periodo di prova. (Cass., sez. lav., 22 marzo 2012, n. 4573) Massima e nota a pag. 35

Sintesi e testo a pag. 20

Somministrazione di lavoro Licenziamento

N. 19 - 4 maggio 2012

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Disciplinare - La Corte d’Appello di L’Aquila dichiara che è legittimo il licenziamento comminato al lavoratore che, dopo aver abbandonato la sede di lavoro assegnatagli, abbia posto in cattiva luce la società per la quale lavora, deducendo disservizi e utilizzando espressioni offensive nei riguardi dei suoi titolari, con un altro dipendente neo assunto. La circostanza per la quale nel comminare il licen­ ziamento il datore di lavoro abbia richiamato ben cinque sanzioni disciplinari correlate ad altrettante contestazioni inerenti alle infrazioni del regolamento commesse dal lavo­ ratore, configura un comportamento di gravità tale da lede­ re irrimediabilmente il vincolo fiduciario. (Corte d’Appello di L’Aquila 26 gennaio 2012) Articolo a pag. 30

Agenzie - A seguito delle modifiche e delle semplifica­ zioni introdotte dal decreto sviluppo, ossia dal Dl 9 febbraio 2012, n. 5, il Ministero ha dettato le nuove regole che dovranno essere osservate da parte delle agenzie per il lavoro per la presentazione delle istanze di autorizzazione provvisoria o a tempo indeterminato nonché per l’aggiornamento dei dati relativi alle agenzie che siano già state autorizzate. (Ministero del lavoro, nota 23 aprile 2012, n. 5734) Articolo e testo a pag. 14

Limiti percentuali fissati dal Ccnl - La Cassazione, con un’innovativa pronuncia, si pronuncia in materia di ricorso «non contingentato» alla fornitura di lavoro temporaneo e afferma che il vizio «interno» non determina un rapporto di lavoro subordinato ordinario con la utilizzatrice. Articolo a pag. 21

Mancata comunicazione dei motivi da parte del datore - La Cassazione afferma che nell’interpretazione della legge n. 604/1966, art. 2, comma 2, trovano applicazione i principi generali enunciati dalla giurispru­ denza di legittimità secondo i quali la mancata comuni­ cazione da parte del datore di lavoro dei motivi che

Stranieri Certificazioni - Il Ministero ha fornito chiarimenti e precisazioni in merito alle norme introdotte dall’art. 15 della legge n. 183/2011, con riguardo alle certificazioni


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che devono essere prodotte dai cittadini stranieri, all’atte­ stato di idoneità abitativa nel caso di ricongiungimento familiare e, infine, al provvedimento relativo alla cittadi­ nanza. (Ministero per la pubblica amministrazione e Ministero dell’interno, circolare 17 aprile 2012, n. 3) Articolo e testo da pag. 17

Riscossione crediti contributivi - L’Inps adegua al mutato quadro normativo in materia di riscossione dei crediti contributivi la disciplina interna di ripartizione delle competenze e dei livelli di responsabilità in merito ai provvedimenti di sospensione o sgravio delle cartelle di pagamento e di annullamento degli avvisi di addebi­ to. (Inps, messaggio 23 aprile 2012, n. 6948) Articolo e testo a pag. 51

Tirocini formativi Regione Lombardia - La Regione Lombardia facendo seguito alle modifiche disposte dall’art. 11 della legge n. 148/2011 in materia di tirocini e tenendo conto delle precisazioni fornite dal Ministero del lavoro con la circo­ lare n. 4/2011, ha fornito le indicazioni operative per l’attivazione dei tirocini formativi curriculari ed extra­ curriculari nei confronti dei soggetti residenti nella re­ gione stessa. (Regione Lombardia, delibera Giunta 20 marzo 2012, n. 3153 ­ Burl 26 marzo 2012, n. 13) Articolo a pag. 26

Contributi e Irpef Fondo di solidarietà sostegno al reddito Imprese assicuratrici - A seguito di apposita delibera del Comitato amministratore del Fondo istituito con Dm 21 gennaio 2011, n. 33, poiché le attuali dotazioni finanziarie sono idonee rispetto alle prestazioni che do­ vranno essere erogate, l’Inps informa che, per il periodo intercorrente tra il mese di marzo e quello di dicembre 2012, è sospeso il versamento del contributo ordinario dello 0,50%; ne consegue che, in relazione al suddetto periodo, la procedura di gestione dei flussi Uniemens non richiederà il contributo di finanziamento al Fondo, anche in presenza del codice di autorizzazione «2V». (Inps, messaggio 13 aprile 2012, n. 6453)

Modello 730/2012 Proroga - Prorogati i termini per la presentazione del modello 730 (redditi 2011): al prossimo 16 maggio, per la consegna al sostituto d’imposta, oppure al 20 giugno, per la presentazione ad un Caf o a un professionista abilitato. È quanto stabilito dal Dpcm 26 maggio 2012. Entro il 15 giugno i sostituti d’imposta devono consegnare al contri­ buente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione, mentre i Caf o i professionisti abilitati hanno tempo fino al 2 luglio. Per comunicare, invece, il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle di­ chiarazioni presentate, i Caf e i professionisti abilitati hanno tempo fino al 12 luglio. (Dpcm 26 aprile 2012; Agenzia delle Entrate, comunicato 26 aprile 2012) Articolo e testi da pag. 48

Sgravio contributivo Campione d’Italia - In relazione alla riduzione del 50% delle aliquote contributive previdenziali e assistenziali a ca­ rico dei datori di lavoro operanti nel comune di Campione d’Italia per i dipendenti retribuiti in franchi svizzeri, agevola­ zione poi estesa anche ai contributi previdenziali e assisten­ ziali a carico dei dipendenti, l’Istituto ha reso noto che, a seguito dell’entrata in vigore del flusso Uniemens, gli impor­ ti da recuperare vanno inseriti nell’elemento «AltreACredi­ to» della sezione aziendale, valorizzando la «CausaleACre­ dito» L170. (Inps, messaggio 18 aprile 2012, n. 6691) Testo a pag. 56

Sintesi e testo a pag. 55

Contratti collettivi

Inps

Sintesi e testo a pag. 120

Apprendistato Accordo interconfederale Confindustria - Il 18 aprile 2012 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, è stato sottoscritto l’accordo interconfederale per la disciplina contrattuale dell’apprendistato nel settore industriale, in relazione a quanto previsto dalla disciplina contenuta nel Dlgs n. 167/ 2011. Le disposizioni contenute nell’accordo interconfede­ rale riguardano: tipologie di apprendistato, periodo di pro­ va, piano formativo, recesso, durata, formazione, standard professionali, livelli di inquadramento, referente, decorren­ za. (Accordo 18 aprile 2012)

N. 19 - 4 maggio 2012

Pagamenti tramite contanti o assegni - Il decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge n. 35/ 2012 prevede, al fine di eliminare i costi connessi all’utiliz­ zo del denaro contante e degli assegni, il divieto di utilizza­ re i predetti sistemi per i pagamenti destinati all’Inps, al fine di evitare i costi amministrativi connessi alla riscossione e all’incasso. L’Inps ha quindi precisato che ­ a partire dal 1° maggio 2012 ­ i pagamenti non canalizzati su specifici canali di riscossione potranno aver luogo esclusivamente tramite bonifico bancario o postale della sede ovvero tra­ mite bollettino postale relativo al conto riscossione varie. (Inps, messaggio 24 aprile 2012, n. 7073)

Sintesi e testo da pag. 63

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NOVITÀ RAPIDE

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Calzature (Confindustria) - Il 19 aprile 2012 l’Anci e le organizzazioni sindacali dei lavoratori (Femca­Cisl, Fi­ lctem­Cgil, Uilta­Uil) hanno sottoscritto l’accordo sulla disci­ plina contrattuale dell’apprendistato nel settore dell’indu­ stria calzaturiera, le parti hanno pertanto provveduto ad adeguare le norme previste per l’apprendistato dal Ccnl 14 giugno 2010 al fine di dare piena ed immediata operatività al nuovo Testo unico sull’Apprendistato professionalizzante (Dlgs n. 167/2011). Le principali novità introdotte dall’ac­ cordo: periodo di prova, durata, formazione, sfera di appli­ cazione, recesso, decorrenza. (Accordo 19 aprile 2012)

do per la disciplina contrattuale dell’apprendistato profes­ sionalizzante già previsto dall’articolo 50 del Ccnl 29 gen­ naio 2005 così come modificato dagli accordi di rinnovo successivi, al fine di recepire la nuova disciplina prevista dal Dlgs n. 167/2011. Le disposizioni contenute nell’accor­ do riguardano: Sistema retributivo e durata, formazione, Conferma in servizio, Periodo transitorio, Decorrenza. (Ac­ cordo 24 aprile 2012) Sintesi e testo da pag. 108

Sintesi e testo da pag. 76

Cooperative - Il 19 aprile 2012 tra Agci, Confcoopera­ tive, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil è stato sottoscritto l’accor­ do interconfederale per la disciplina contrattuale del­ l’apprendistato nel settore cooperativo, in relazione a quanto previsto dalla disciplina contenuta nel Dlgs n. 167/2011. Le disposizioni contenute nell’accordo inter­ confederale riguardano: tipologie, periodo di prova, li­ velli di inquadramento, piano formativo, referente, re­ cesso, durata, formazione, standard professionali, decor­ renza. (Accordo 19 aprile 2012) Sintesi e testo da pag. 110

Gomma e plastica (Confindustria) - Il 12 aprile 2012 tra Federazione Gomma plastica, Filctem­Cgil, Femca­Cisl e Uilcem­Uil, in attuazione del Dlgs n. 167/2011, è stato sottoscritto l’accordo in materia di apprendistato. Le parti intervengono riscrivendo il Paragrafo A ­ «Apprendistato» dell’articolo 2 e l’Allegato 4 ­ «Profili formativi e modalità di erogazione della formazione» del Ccnl 18 marzo 2010. Le novità entrano il vigore il 26 aprile 2012 (scadenza del periodo transitorio previsto dal Dlgs n. 167/2011) e riguar­ dano: periodo di prova, durata, formazione, inquadramen­ to, retribuzione, ferie, malattia, dimissioni, condizione, pro­ fili formativi. (Accordo 12 aprile 2012) Sintesi e testo da pag. 67

N. 19 - 4 maggio 2012

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Legno e arredamento (Confindustria) - Il 19 aprile 2012 tra Federlegnoarredo, Feneal­Uil, Filca­Cisl e Fillea­ Cgil è stato sottoscritto l’accordo per la disciplina contrat­ tuale dell’apprendistato nel settore dell’industria del legno e dell’arredamento in relazione a quanto previsto nel Dlgs n. 167/2011. Le disposizioni contenute nell’accordo ri­ guardano: decorrenza, periodo di prova, caratteristiche, durata, suddivisione in periodi, livelli di inquadramento, numero di apprendisti, formazione, tutore, recesso. (Accor­ do 19 aprile 2012) Sintesi e testo da pag. 78

Trasporto e spedizioni merci - Il 24 aprile 2012 tra Confetra, Conftrasporto, Confartigianato trasporti, Federla­ voro e servizi Confcooperative, Legacoop servizi, Agci ser­ vizi, Anita, Cna Fita, Sna Casartigiani, Trasportounito Fiap e Filt­Cgil, Fit­Cisl e Uiltrasporti è stato sottoscritto l’accor­

Turismo (Confcommercio e Confesercenti) - Il 17 aprile 2012 tra Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita, Federreti e Filcams­Cgil, Fisascat­Cisl, Uiltucs­Uil e il 20 aprile tra Assoturismo, Asshotel, Assocamping, Assoviaggi, Fiba, Fie­ pet con la partecipazione di Confesercenti e Filcams Cgil, Fisascat­Cisl e Uiltucs­Uil è stato sottoscritto l’accordo per la disciplina contrattuale dell’apprendistato nel settore del turismo, in relazione a quanto previsto nel Dlgs n. 167/ 2011. Le parti attribuiscono all’apprendistato il valore di strumento prioritario, per l’acquisizione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa permet­ tendo una migliore congiunzione tra sistema scolastico e mondo del lavoro. Le novità dell’accordo riguardano: tipo­ logie, proporzione numerica, piano formativo, recesso, trat­ tamento normativo, assistenza sanitaria integrative, Fon.Te, apprendistato pregresso, trattamento economico, durata, obblighi del datore, doveri dell’apprendista, apprendistato professionalizzante/di mestiere, apprendistato in cicli sta­ gionali, formazione, clausola di salvaguardia, decorrenza. (Accordi 17 e 20 aprile 2012) Sintesi e testo da pag. 81

Varie Disoccupazione agricola Domande di indennità - Il 31 marzo 2012 è scaduto il termine per la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione agricola in competenza 2011 mentre resta possibile, a partire dal 1° aprile 2012 (nel limite della prescrizione quinquennale), presentare la richiesta dell’as­ segno per il nucleo familiare (Anf). (Inps, messaggio 16 aprile 2012, n. 6521) Sintesi e testo a pag. 117

Invalidità civile Verifiche per l’anno 2012 - L’Inps ha dato il via alle verifiche previste nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile, nonché relative alla per­ manenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità e sordità civile, handicap e disabi­ lità. (Inps, messaggio 19 aprile 2012, n. 6796) Sintesi e testo a pag. 116


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Rapporto di lavoro

20 maggio (*) Somministrazione manodopera

Collocamento marittimi Gli armatori e le società di armamento devono

Assunzione pubblico impiego Ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di informare il lavoratore assunto, il datore di lavoro pubblico consegna al lavoratore copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ovvero consegna la copia del contratto individuale di lavoro per le instaurazioni avvenute nel mese precedente. (Art. 5, legge 4.11.2010, n. 183)

N. 19 - 4 maggio 2012

Le Agenzie di somministrazione comunicano in via telematica al Centro per l’impiego competente a mezzo modello Unificato Somm tutti i rapporti instaurati, prorogati, trasformati e cessati nel mese precedente con lavoratori somministrati. (Art. 4-bis, comma 7, Dlgs 21.4.2000, n. 181; DI 30.10.2007; Min. lav., nota 21.12.2007)

comunicare l’assunzione e la cessazione del mese precedente dei marittimi imbarcati o sbarcati, tramite Servizio di collocamento in via telematica a mezzo modello Unimare. (Dm 31.3.2008; art. 40, legge n. 133/2008; Min. lav., nota 28.7.2008)

(*) Il termine slitta a lunedì 21 maggio 2012

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Contratto di appalto e limite temporale del regime di responsabilità solidale Iunio Valerio Romano Responsabile Vigilanza ordinaria presso Dtl Lecce

Il regime di responsabilità solidale discipli­ nato dall’art. 29, c. 2, Dlgs n. 276/2003, come modificato dall’art. 21, Dl n. 5/2012, conv. con modificazioni in legge n. 32/2012, opera a decorrere dalla data di cessazione dell’appalto ov­ vero dalla cessazione dei lavori del subappaltatore, in forza del relativo contratto di appalto Ministero del lavoro Nota 13.4.2012, prot. n. 7140

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In risposta ad un quesito avanzato dall’Ance (Asso­ ciazione nazionale costruttori edili), il Ministero del lavoro ha chiarito che il limite dei due anni contenu­ to nell’art. 29, c. 2, Dlgs n. 276/2003 e successive modificazioni, in tema di responsabilità solidale nel contratto di appalto, trasfondendo il dettato normati­ vo nell’ambito dei rapporti tra appaltatore e subap­ paltatore, deve necessariamente riferirsi al contratto tra questi ultimi. Secondo la definizione data dal legislatore, l’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessa­ ri e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro (cfr. art. 1655 c.c.). Proprio l’organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore, che può anche risultare, in relazione alle esigenze del­ l’opera o del servizio dedotti in contratto, dall’eserci­ zio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto, nonché l’assun­ zione, da parte del medesimo appaltatore, del rischio d’impresa, differenziano il predetto contratto dalla somministrazione di manodopera. In difetto di orga­ nizzazione dei mezzi e di assunzione del rischio, l’appalto non può considerarsi genuino ed i lavorato­ ri interessati possono chiedere, mediante ricorso giu­

diziale, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato le prestazioni, la costituzione del rap­ porto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo(1). In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore (2) è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessa­ zione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di tratta­ mento di fine rapporto, nonché i contributi previ­ denziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, re­ stando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempi­ mento (cfr. art. 29, c. 2, Dlgs n. 276/2003, come da ultimo modificato dall’art. 21 del Dl n. 5/2012, conv. in legge n. 32/2102, che ha espunto, in sede di conversione, la previsione del beneficio della pre­ ventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore). Il legislatore del 2012 ha, dunque, chiarito che il regime solidaristico riguarda non solo i contributi previdenziali ma anche i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione dell’appalto, non­ ché la quota di Tfr maturata, sempre con riferimento al periodo di esecuzione del contratto. Il regime di responsabilità solidale non trova applicazione qualo­ ra il committente sia una persona fisica che non eserciti attività di impresa o professionale. La responsabilità solidale in caso di subappalto ­ Le modifiche al regime di responsabilità solidale apportate dal cd. decreto semplificazioni hanno fatto nascere il dubbio in merito al corretto decorso del limite temporale previsto dal Legislatore, atteso che lo stesso indica l’appalto tra committente e appaltato­ re. In sostanza, ci si è posti il problema se tale limite debba intendersi con riferimento all’appalto in gene­ rale o con riferimento, nei casi di responsabilità soli­ dale nei confronti dei subappaltatori, anche al termi­ ne del singolo lavoro oggetto di subappalto. Il Mini­

Il presente contributo è frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non è in alcun modo vincolante per l’amministrazione di appartenenza. (1) In tal caso, tutti i pagamenti effettuati da chi ha di fatto solo somministrato manodopera, a titolo retributivo o di contribuzione previdenziale, valgono a liberare il soggetto che ha utilizzato la prestazione dal debito corrispondente fino a concorrenza della somma effettivamente pagata. Tutti gli atti compiuti dallo pseudo­appaltatore per la costituzione o la gestione del rapporto, per il periodo durante il quale l’appalto non genuino ha avuto luogo, si intendono come compiuti dal soggetto che ha effettivamente utilizzato la prestazione (cfr. art. 29, c. 3­bis, Dlgs n. 276/2003, che rimanda all’art. 27, c. 2). (2) Per effetto del disposto di cui all’art. 1, c. 2, Dlgs n. 276/2003, la previsione in esame riguarda i soli committenti privati.


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Committenti pubblici

Committenti privati (attività di impresa o professionale)

stero ha in proposito chiarito che il limite dei due anni, benché indicante l’appalto tra committente e appaltatore, trasposto nell’ambito dei rapporti tra ap­ paltatore e subappaltatore, «non può che riferirsi al contratto di appalto tra questi due soggetti»; diversa­ mente argomentando, infatti, si arriverebbe al para­ dosso che, per gli appalti di lunga durata, in cui si susseguono svariati subappaltatori, l’appaltatore prin­ cipale rimane legato con ciascuno di essi per l’intero periodo. Sembra invece che il Legislatore abbia volu­ to individuare un termine giuridico certo nei rapporti di solidarietà intercorrenti tra appaltatore e subappal­ tatori e quest’ultimo deve correttamente decorrere dalla fine dei lavori di ciascun subappaltatore. D’al­ tronde, i lavoratori di quest’ultimo, ha chiosato il citato Dicastero, conoscono il termine dei lavori della propria impresa e non certo il termine finale dell’in­

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tero appalto, che, peraltro, non sono giuridicamente tenuti a sapere ai fini dell’azione di solidarietà. Conclusioni ­ È evidente che il ragionamento effet­ tuato dal Ministero del lavoro non può che essere condivisibile, atteso che considerare valido il vincolo di solidarietà fino a due anni dalla cessazione del­ l’appalto anche nei confronti delle imprese subappal­ tatrici che abbiano prestato la propria attività per intervalli di tempo limitati e antecedenti alla fine dell’appalto, legittimerebbe le stazioni appaltanti a trattenere indebitamente somme che dovrebbero es­ sere riconosciute alle imprese, mettendo le stesse in seria difficoltà e incidendo così indebitamente sullo sviluppo economico del territorio (proprio l’esatto contrario di quello che si è inteso realizzare con il Dl n. 5/2012).

Responsabilità solidale negli appalti Art. 29 , c. 2, Dlgs n. 276/2003, modif. dall’art. 21 Dl n. 5/2012, conv. con modif. dalla legge n. 32/2012 In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento. Art. 1676 c.c. - Possibilità di proporre azione diretta nei confronti del committente, per conseguire quanto dovuto, fino alla concorrenza del debito che lo stesso ha nei confronti dell’appaltatore al momento della proposizione della domanda. Artt. 4 e 5 Dpr n. 207/2010 - A garanzia della posizione contributiva e retributiva dei lavoratori dipendenti dell’esecutore del contratto di appalto pubblico, dei subappaltatori o dei cottimisti (art. 118, comma 8, del Dlgs n. 163/2006 e ss.mm.ii.), il regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici disciplina l’intervento sostitutivo del responsabile del procedimento nel caso in cui risulti un’ottemperanza contributiva da parte di alcuni dei soggetti (esecutore o subappaltatore) interessati all’appalto. I versamenti contributivi ed assicurativi e quelli alla Cassa edile sono effettuati direttamente e la stazione appaltante pubblica opera, nella progressione dei pagamenti, una ritenuta dello 0,50% che sarà svincolata dopo la fase del collaudo ed in presenza della regolarità contributiva attestata dal Durc. In presenza di inadempienze contributive o ritardo ingiustificato nei pagamenti, il responsabile del procedimento interpella i datori di lavoro interessati (esecutore o subappaltatore); in difetto di riscontro, provvede direttamente al soddisfacimento delle competenze economiche che saranno detratte dall’ammontare complessivo del lavoro appaltato. Qualora i datori di lavoro coinvolti (esecutore o subappaltatore) rispondano alle richieste del responsabile del procedimento con una formale contestazione, quest’ultimo si rivolgerà alla Direzione territoriale del lavoro, deputata ad effettuare i necessari accertamenti.

MINISTERO DEL LAVORO - NOTA 13 APRILE 2012, PROT. N. 7140 Oggetto: Art. 29, comma 2, Dlgs n. 276/2003 - Responsabilità solidale - Limite dei due anni.

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Codesta Associazione ha chiesto chiarimenti in ordine alla corretta applicazione del regime di responsabilità solidale disciplinato dall’art. 29, comma 2, del Dlgs n. 276/2003, peraltro oggetto di recenti modifiche da parte dell’art. 21 del Dl n. 5/2012 (conv. da legge n. 32/2012). Più in particolare si chiede se «il limite dei due anni dalla cessazione dell’appalto, debba intendersi con riferimento all’appalto in generale o con riferimento, nei casi di responsabilità solidale nei confronti dei subappaltatori, anche al termine del singolo lavoro oggetto di subappalto». Al riguardo occorre evidenziare che il riferimento al «limite dei due anni» contenuto nel citato art. 29 indica l’appalto tra committente e appaltatore il che - trasposto nell’ambito dei rapporti tra appaltatore e subappaltatore - non può che riferirsi al contratto di appalto tra questi due soggetti. In altri termini i due anni, nel caso di subappalto, non possono che decorrere dalla cessazione dei lavori del subappaltatore (in forza del relativo contratto di subappalto). Una diversa interpretazione porterebbe infatti a sostenere che per gli appalti che durano molti anni, in cui si susseguono diversi subappaltatori, l’appaltatore principale rimanga legato con tutte le imprese subappaltatrici per l’intero periodo. La norma vuole invece porre un termine giuridico certo nei rapporti di solidarietà intercorrenti anche tra appaltatore e subappaltatore, termine che non può che decorrere dalla fine dei lavori del subappaltatore. Del resto, anche ai fini di una concreta operatività dell’istituto, va evidenziato che i lavoratori del subappaltatore, mentre conoscono il termine dei lavori svolti dalla propria impresa (e quindi la decorrenza dei due anni per agire in solidarietà) non conoscono il termine «finale» dell’intero appalto né sono tenuti giuridicamente ad averne conoscenza.

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Agenzie di intermediazione: iscrizione all’albo solo on line Pietro Gremigni Consulente aziendale in Milano

Le agenzie del lavoro e gli altri intermediari privati che intendono iscriversi allo speciale albo per l’esercizio dell’attività di intermediazione nel mercato del lavoro devono presentare la richie­ sta di autorizzazione provvisoria o a tempo inde­ terminato oppure quella preventiva, esclusivamen­ te tramite il canale informatico www.cliclavo­ ro.gov.it dopo avere registrato le credenziali di autenticazioni rilasciate dal sistema

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in possesso di una serie di requisiti generali e precisamente: ­ essere costituite nella forma di società di capitali o cooperativa nell’ambito dello Stato o dell’Unio­ ne europea, tranne che per le attività di selezione e supporto alla ricollocazione per le quali è suffi­ ciente la forma della società di persone; ­ avere la sede legale in Italia o in altro stato Ue; ­ avere uffici o locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostra­ bili per titoli o per specifiche esperienze nel Ministero del lavoro settore delle risorse umane o nelle relazioni in­ Nota 23.4.2012, n. 5734 dustriali; ­ indicare nello statuto l’attività di intermediazione come prevalente; ­ fare sì che in capo agli amministratori, ai diret­ Le agenzie per il lavoro sono soggetti e operatori tori generali, ai dirigenti muniti di rappresentan­ privati che, al fine di esercitare le relative attività, za e ai soci accomandatari non vi siano condan­ devono iscriversi ad un apposito albo presso il ne penali, anche non definitive, comprese le san­ Ministero del lavoro (articolo 4, Decreto legislati­ zioni amministrative per la realizzazione di una vo n. 276/2003 ­ Decreto ministeria­ serie di delitti, in particolare contro le 23 dicembre 2003). il patrimonio, nonché per delitti e Le Agenzie che potranno iscriversi al La decertificazione contravvenzioni previsti da norme predetto albo in specifiche sezioni a antinfortunistiche e di sicurezza so­ riguarda molti ciale; seconda del tipo di attività esercitata adempimenti ­ avere distinte divisioni operative nel saranno le seguenti: tra i quali caso di soggetti polifunzionali; 1) agenzie di somministrazione di la­ ­ avere l’interconnessione con la bor­ voro e cioè di fornitura di manodope­ l’inizio sa continua nazionale del lavoro; ra sia a termine che a tempo indeter­ di attività o di cessazione ­ rispettare il diritto dei lavoratori minato; alla tutela della propria privacy per 2) agenzie di intermediazione tra do­ diffusione dei relativi dati personali. manda e offerta di lavoro che hanno il compito di raccolta dei curricula, di preselezione, di richiesta ai committenti, di espletamento delle comunica­ Procedura per l’iscrizione Le procedure per l’iscrizione all’albo ministeriale zioni successive alla assunzione, di erogazione di sono le seguenti: attività formative; 1) l’Agenzia presenta la domanda su apposito for­ 3) agenzie di ricerca e selezione del personale mulario; che, partendo da un’esigenza del committente, 2) il Direttore generale per l’impiego e l’orienta­ devono individuare una candidatura idonea; mento del Ministero del lavoro verifica la presen­ 4) agenzie di supporto alla ricollocazione profes­ za dei requisiti; sionale che hanno il compito di ricollocare perso­ 3) viene rilasciata entro 60 giorni dalla richiesta e ne espulse dal mercato del lavoro mediante stru­ dopo la presentazione della domanda di iscrizio­ menti formativi. ne, l’autorizzazione provvisoria previa verifica del Le Agenzie che intendono svolgere le altre attività documento analitico dal quale si evinca che e che chiedono l’iscrizione all’albo devono essere l’agenzia dispone di una organizzazione tecnico­


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professionale idonea allo svolgimento della speci­ fica attività di cui si richiede l’autorizzazione, indi­ cando le unità organizzative, dislocate territorial­ mente, nonché l’organico; decorsi due anni da­ l’iscrizione provvisoria, le Agenzie hanno tempo 90 giorni per chiedere l’iscrizione definitiva (arti­ colo 48, legge n. 183/2010); 4) l’autorizzazione definitiva a tempo indetermi­ nato è rilasciata su richiesta dell’Agenzia subordi­ natamente alla verifica del corretto andamento dell’attività svolta; 5) ogni due anni il Ministero effettuerà la verifica della prevalenza dell’oggetto sociale.

5) ordine nazionale dei consulenti del lavoro che può chiedere l’iscrizione all’albo di una fon­ dazione o di un soggetto con personalità giuridi­ ca per lo svolgimento dell’attività di intermedia­ zione a livello nazionale, purché siano rispettate le stesse condizioni indicate al punto precedente (disponibilità locali idonei; assenza di condanne penali per amministratori, direttori generali, soci accomandatari; interconnessione con la borsa del lavoro; rispetto disciplina privacy nella diffu­ sione dei dati); 6) gestori di siti internet; 7) patronati, gli enti bilaterali e le associazioni senza fini di lucro che hanno per oggetto la tutela del lavoro, l’assistenza e la promozione delle attività imprenditoriali, la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi e di alternan­ za, la tutela della disabilità i gestori di siti internet. Procedura telematica e semplificazioni La finalità di decertificare alcune fasi della proce­ dura on line si realizza, rispetto ai casi indicati precedentemente, con il rilascio, nella richiesta o comunicazione, di una serie di dichiarazioni di responsabilità riguardanti soprattutto gli altri in­ termediari privati e in particolare l’impegno di pubblicare sul proprio sito i curricula dei benefi­ ciari. Negli altri casi tuttavia, soprattutto per le Agenzie di intermediazione, rimane immutato l’obbligo di presentare la documentazione prevista quale l’at­ to costitutivo, la relazione analitica sulle attività svolte e sull’elenco dei requisiti richiesti. Sono autocertificabili invece alcuni status di per­ sone fisiche e giuridiche quali l’iscrizione nel regi­ stro delle imprese, i dati anagrafici e la situazione penale per amministratori e direttori generali. Per la validità dell’autocertificazione occorre allegare copia di un documento di riconoscimento del sog­ getto dichiarante. Altre comunicazioni Non solo l’inizio attività o la cessazione della stes­ sa devono essere comunicati attraverso il canale telematico clic.lavoro.gov.it. ma anche le altre co­ municazioni riguardanti: ­ spostamenti della sede legale o delle filiali opera­ tive; ­ apertura o chiusura di filiali; ­ variazione recapiti e contatti. L’amministrazione del Ministero del lavoro prov­ vederà allo scambio di dati e informazioni con le altre amministrazioni pubbliche al fine di verifica­ re le informazioni oggetto di autocertificazione.

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Intermediari privati L’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro può essere inoltre esercitata da una serie di sog­ getti specificatamente individuati (articolo 29, leg­ ge n. 111/2011 ­ Ministero del lavoro nota 20 dicembre 2011), legittimati al solo esercizio del­ l’attività di intermediazione, a condizione che co­ munichino preventivamente al Ministero del lavo­ ro l’avvio dello svolgimento dell’attività stessa, au­ tocertificando il possesso dei requisiti richiesti. Si tratta di: 1) università pubbliche e private; le fondazioni universitarie: a tali soggetti è richiesto di attivare il sistema della Borsa continua del lavoro, di rende­ re pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti al­ l’ultimo anno di corso e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio; 2) istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari, a condizione che rendano pubbli­ ci e gratuitamente accessibili sui relativi siti istitu­ zionali i curricula dei propri studenti all’ultimo anno di corso e fino ad almeno dodici mesi suc­ cessivi alla data del conseguimento del titolo di studio; 3) comuni, Camere di commercio: non devono avere fini di lucro, devono possedere locali idonei e disporre di personale con adeguate competenze nel campo delle risorse umane, nonché avere l’in­ terconnessione con la borsa del lavoro; 4) associazioni datoriali e sindacali comparativa­ mente più rappresentative che possono svolgere le predette attività nei confronti dei propri associati, nonché le associazioni riconosciute a livello nazio­ nale con oggetto sociale l’assistenza delle attività imprenditoriale e del lavoro, purché abbiano ido­ nei locali e uffici; non vi siano condanne in capo agli amministratori; abbiano l’interconnessione con la borsa del lavoro e rispettino la privacy dei propri assistiti;

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Con la presente nota si in­ autorizzazione provvisoria Ministero del lavoro ovvero a tempo indetermi­ vitano tutte le Agenzie per Nota 23 aprile 2012, n. 5734 nato, esclusivamente attra­ il lavoro iscritte all’Albo in­ verso la piattaforma «cliformatico di cui al Dm 23 Oggetto: Modalità di iscrizione all’Albo e agclavoro» (www.cliclavo­ dicembre 2004 ad osser­ giornamento dei dati relativi alle agenzie per il ro.gov.it) a cui è possibile vare le disposizioni di se­ lavoro alla luce delle nuove disposizioni in maaccedere con le credenziali guito indicate, per la pre­ appositamente rilasciate. teria di semplificazione e di sviluppo, Dl n. 5 del sentazione delle istanze di Con riguardo anche alle autorizzazione, provvisorie 9 febbraio 2012 comunicazioni che le o a tempo indeterminato e Agenzie per il Lavoro, ai di aggiornamento dei dati sensi del combinato disposto di cui agli artt. 4, comma 1, relativi alle agenzie già autorizzate, individuate alla luce lett. f) e commi 4 e 5 del Dlgs n. 276/2003 come s.m.i. e delle nuove disposizioni in materia di documentazione dell’art. 3 del Dm 5.5.2004, sono tenute a far pervenire a amministrativa di cui al Dpr del 28 dicembre 2000, n. questa Amministrazione gli spostamenti della sede legale 445, prevista dall’art. 15 della legge 11 dicembre 2011, n. nonché delle sedi operative ovvero l’apertura o chiusura di 183 (legge di stabilità 2012) e delle «Disposizioni urgenti in filiali o succursali. Si sottolinea che anche tutte queste materia di semplificazione e di sviluppo» di cui al Dl n. 5 del comunicazioni devono essere ugualmente effettuate esclu­ 9 febbraio 2012. La legge di semplificazione prevede, in sivamente attraverso l’interconnessione al portale «cliclaordine alla riduzione degli oneri amministrativi, la elimina­ voro» (www.cliclavoro.gov.it), mediante accesso all’area pri­ zione sia di dichiarazioni, attestazioni, certificazioni, co­ vata, utilizzando l’apposita funzione di gestione delle unità munque denominati, sia degli adempimenti amministrativi organizzative territoriali delle Agenzie, che interagisce di­ e delle procedure non necessarie rispetto alla tutela degli rettamente con l’Albo informatico delle Agenzie per il interessi pubblici, in relazione ai soggetti destinatari, quan­ Lavoro. Si coglie l’occasione per invitare codeste Agenzie t’anche l’informatizzazione di adempimenti e procedure ad aggiornare i dati anagrafici delle proprie sedi e filiali, amministrative, non ultimo «il pagamento dell’imposta di avendo cura di inserire anche i recapiti (tel., fax ed e­mail) bollo per via telematica anche attraverso l’utilizzo di carte di utili per consentire una interlocuzione veloce ed immedia­ credito, di debito o prepagate secondo...». In attuazione delle ta nonché garantire trasparenza e rintracciabilità per gli disposizioni di cui sopra, anche al fine di assicurare lo utenti del mercato del lavoro. Per gli accertamenti d’ufficio svolgimento dell’attività amministrativa realizzando gli e i controlli delle dichiarazioni sostitutive (artt. 43 e 71 del obiettivi di efficienza, efficacia, economicità, trasparenza, Dpr n. 445/2000) sarà individuato l’ufficio responsabisemplificazione e partecipazione, la scrivente direzione ge­ le per lo scambio di informazioni tra le amministrazioni. nerale intende adottare le tecnologie dell’informazione e Ciò sarà possibile non appena concluse le procedure di della comunicazione, già invalse nei rapporti interni con le riorganizzazione degli uffici di seconda fascia di questo altre Amministrazioni, anche nei rapporti con i privati, nel Ministero. Fino a quella data, tale funzione sarà svolta rispetto delle regole fissate ex lege all’articolo 71 del Decre­ direttamente dalla scrivente direzione generale che, di vol­ to legislativo n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione ta in volta, individuerà il funzionario responsabile. Restano digitale). A tal fine, si è provveduto a definire e rendere ferme le competenze del personale delle direzioni territo­ disponibili per via telematica, sul portale cliclavoro riali del lavoro in sede di vigilanza. Come previsto dalla (www.cliclavoro.gov.it), l’elenco della documentazione ri­ normativa in parola, verranno individuate le misure orga­ chiesta per il procedimento relativo all’autorizzazione al­ nizzative adottate per un’efficiente, efficace e tempestiva l’esercizio delle attività di cui agli articoli 2 e segg. del acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei con­ Decreto legislativo n. 276/2003, nonché i moduli ed i trolli medesimi. Tali notizie verranno rese note dai compe­ formulari validi ad ogni effetto di legge anche ai fini delle tenti uffici dell’amministrazione, attraverso la pubblicazio­ dichiarazioni sostitutive di certificazioni e delle dichiarazio­ ne sul sito istituzionale dell’amministrazione, nell’apposita ni sostitutive di notorietà. Infatti, in un’ottica di semplifica­ sezione dedicata a «Trasparenza, Valutazione e Merito». zione amministrativa, caratterizzata e condizionata dal nuovo istituto della «decertificazione», i soggetti istanti sono Allegati - Omissis tenuti a provvedere alla presentazione della richiesta di

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Stabilità: le novità sulla certificazione nei procedimenti di immigrazione Antonio Carlo Scacco Consulente del lavoro in Roma - Assoconsul Human Resources

Con circolare congiunta il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazio­ ne e il Ministro dell’interno fanno chiarezza circa l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificazione introdotte dalla legge 12 novembre 2011, n. 183 («legge di stabilità») con riguardo al­ l’ottenimento del permesso di soggiorno, all’attestato di idoneità abitativa ed alla cittadinanza

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agli organi della pubblica amministrazione o ai pri­ vati gestori di pubblici servizi». Tuttavia, ricorda la circolare in commento, l’articolo 3, comma 2 del Dpr n. 445/2000, nel definire l’ambito di applicazione del medesimo Testo unico, introduce una eccezione alla regola come sopra defi­ nita nei confronti dei cittadini di Stati non apparte­ nenti all’Unione e regolarmente soggiornanti in Ita­ lia. Tali soggetti, infatti, possono utilizzare le dichia­ razioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 limitata­ Ministero per la pubblica mente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certifi­ amministrazione e la semplificazione cabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italia­ Ministero dell’interno ni, «fatte salve le speciali disposizioni contenute nelle Circolare 17.4.2012, n. 3 leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina del­ l’immigrazione e la condizione dello straniero». Ora, poiché l’intervento del legislatore non ha emendato espressamente l’inciso appena richiamato, ne segue Come si ricorderà l’articolo 15 della legge n. 183/ che i cittadini di cui sopra dovranno continuare ad 2011 (legge di stabilità per il 2012), nel modifica­ usare le certificazioni rilasciate dalle pubbliche am­ re il Dpr 28 dicembre 2000, n. 445 (recante il ministrazioni ove la relativa acquisizione sia desumi­ Testo unico delle disposizioni legislative e regola­ bile dalle previsioni contenute nel Testo mentari in materia di documentazio­ unico delle disposizioni concernenti la ne amministrativa), ha introdotto dal disciplina dell’immigrazione e norme 1° gennaio 2012 rilevanti novità al Eccezioni alla sulla condizione dello straniero o nel fine di eliminare le richieste di certifi­ decertificazione relativo regolamento di attuazione (ri­ cati ai cittadini da parte delle pubbli­ per cittadini spettivamente Dlgs 25 luglio 1998, n. che amministrazioni e dei gestori di extraUe 286 e Dpr 31 agosto 1999, n. 394). A pubblici servizi (cd. «decertificazio­ solo titolo di esempio: il certificato del ne»). Più in particolare la nuova for­ casellario giudiziale ed il certificato del­ mulazione dell’articolo 40 del citato Dpr (com­ le iscrizioni relative ai procedimenti penali in corso ma 01) prevede che le amministrazioni pubbliche (articolo 16 Dpr n. 349/1999), la certificazione atte­ e i gestori di pubblici servizi da un lato dovranno stante l’iscrizione nelle liste o nell’elenco anagrafico accettare le dichiarazioni sostitutive o acquisire finalizzato al collocamento del lavoratore licenziato, d’ufficio le informazioni oggetto della dichiarazio­ dimesso o invalido per il rilascio del permesso di ne, dall’altro non potranno più richiedere o accet­ soggiorno per attesa occupazione (articolo 22, com­ tare certificati e atti di notorietà (pena la violazio­ ma 11 del decreto legislativo n. 286/1998 ed arti­ ne dei doveri d’ufficio ai sensi della nuova formu­ colo 37, comma 5, del Dpr n. 394/1999), la certifi­ lazione dell’art. 74, comma 2, lett. a), del Testo cazione attestante l’iscrizione ovvero la frequenza ad unico). Inoltre il successivo comma 02 ha sancito un corso di studio per il rinnovo del permesso di espressamente la nullità delle certificazioni da soggiorno per studio (articolo 39, comma 3 del no­ produrre ai soggetti privati mancanti della dicitu­ vellato decreto legislativo n. 286/1998 ed articolo ra «Il presente certificato non può essere prodotto 46 del novellato Dpr n. 394/1999)(1).

Circolare Ministero dell’interno ­ Dipartimento della pubblica sicurezza ­ Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere n. 512 del 24 gennaio 2012.

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Tabella di sintesi Applicabilità ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione e regolarmente soggiornanti in Italia delle disposizioni ex articolo 40 Dpr n. 445/2000 (cd. «decertificazione») in materia di permesso di soggiorno, cittadinanza e attestato di idoneità abitativa. Certificazione relativa a: I soggetti indicati possono produrre di- Sui certificati rilasciati dalla pubblica amchiarazioni sostitutive (ex artt. 46 e 47 ministrazione e dai gestori di pubblici serDpr n. 445/2000)? vizi è necessario apporre, a pena di nullità, la dicitura «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi»? Permesso di soggiorno - NO, fino al 31 dicembre 2012 - NO, fino al 31 dicembre 2012 - SÌ, dal 1° gennaio 2013 - SÌ, da 1° gennaio 2013 Cittadinanza - SÌ - SÌ Attestato di idoneità - NO, perché l’attestato di idoneità abitativa non può essere considerato un certificaabitativa to, e pertanto non è suscettibile di autocertificazione. N.B.: la circolare ministeriale n. 512/2012, citata nel testo, aveva dato una interpretazione opposta.

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Il quadro della disciplina, non proprio lineare, si completa con l’intervento operato dall’art. 17 Dl 9 febbraio 2012, n. 5(2), il quale ha soppresso l’inciso di cui all’articolo 3, comma 2, Dpr n. 445/2000 sopra evidenziato, ma solo a partire dal 1° gennaio 2013. In conclusione solo fino al 31 dicembre 2012 i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione do­ vranno continuare a produrre le certificazioni della pubblica amministrazione ove richieste dall’attuazio­ ne dei procedimenti di cui al Testo unico dell’immi­ grazione e relativo regolamento attuativo, ivi inclusi i procedimenti relativi al permesso di soggiorno. Fino a tale data, inoltre, i certificati rilasciati ai soggetti indicati non dovranno recare la dicitura «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubbli­ ci servizi» (ed ovviamente la sua mancanza non ne determinerà la nullità). Considerazioni diverse concernono le certificazioni nel procedimento relativo alla cittadinanza(3). La cir­ colare conclude da un lato per la pacifica applicabili­ tà alla fattispecie della disciplina di cui al Testo unico in materia di documentazione amministrativa (disci­ plina generale), ivi incluso l’articolo 40; dall’altro sulla non applicabilità della previsione di cui all’arti­ colo 3, comma 2 del medesimo Testo unico, dettata esclusivamente per i procedimenti amministrativi inerenti alla condizione dello straniero e all’immigra­ zione. In tali ambiti, infatti, non rientra il procedi­ mento di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza atteso che tale proce­ dura può essere attivata anche da cittadini italiani (ad esempio nel caso di rinuncia). Pertanto al proce­

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dimento relativo alla cittadinanza (anche concernen­ te gli stranieri) si applicano fin dal 1° gennaio 2012 le disposizioni in tema di semplificazione della certi­ ficazione amministrativa, incluso l’obbligo di apposi­ zione sui certificati relativi, a pena di nullità, della dicitura sopra veduta. Infine un cenno all’attestato di idoneità abitativa di cui all’articolo 29, comma 3 del Dlgs n. 286/1998, richiesto nella ipotesi in cui lo straniero che richiede il ricongiungimento familiare deve dimostrare la di­ sponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igieni­ co­sanitari. Tale documento non può essere conside­ rato un certificato, al di là del nomen utilizzato (viene spesso individuato indifferentemente con l’appellati­ vo di attestato o certificato) ma rappresenta una mera attestazione di conformità tecnica rilasciata da­ gli uffici competenti: non rientra, quindi, nelle previ­ sioni di cui all’articolo 40 del Dpr n. 445/2000. È appena il caso di rilevare che l’interpretazione desu­ mibile dalla circolare in commento si discosta da quella resa nella circolare del Ministero dell’interno ­ Dipartimento della pubblica sicurezza ­ Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle fron­ tiere n. 512 del 24 gennaio 2012, laddove la «certificazione attestante la conformità ai requisiti igienico­sanitari, nonché di idoneità abitativa dell’al­ loggio in uso» ex art. 29, comma 3 era espressamen­ te inclusa nelle certificazioni riconducibili alle previ­ sioni contenute nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, come tali escluse dalla disciplina semplificatrice ex articolo 40 del Dpr n. 445/2000 ma solo fino al 31 dicembre 2012.

Così come modificato dall’allegato alla legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35. Articolo 9­bis, legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dalla legge 15 luglio 2009, n. 94.


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Sono pervenute numero­ speciali disposizioni con­ Ministero per la pubblica amministrazione se richieste di chiarimenti tenute nelle leggi e nei re­ e la semplificazione Ministero dell’interno in ordine all’applicazione golamenti concernenti la Circolare 17 aprile 2012, n. 3 delle disposizioni intro­ disciplina dell’immigra­ dotte in materia di certifi­ zione e la condizione del­ Oggetto: Ambito di applicazione delle novelle cazione dall’art. 15, legge lo straniero». introdotte dall’art. 15, legge n. 183/2011 in ma12 novembre 2011, n. La legge di conversione teria di certificazione 183 ­ che ha novellato il del Dl n. 5/2012 ha sop­ Dpr 28 dicembre 2000, presso, con efficacia dal 1° n. 445, introducendo il gennaio 2013, dall’art. 3, comma 02 all’art. 40 ­ in particolare con riferimento ai comma 2, Dpr n. 445/2000 le parole «fatte salve le certificati necessari per ottenere il permesso di soggior­ speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamen­ no, all’attestato di idoneità abitativa e alla cittadinanza. ti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condi­ 1. Sino al 1° gennaio 2013 la materia della certificazione zione dello straniero», con la conseguenza che, a decorre­ relativa «alla disciplina dell’immigrazione e della condizio­ re da tale data, sulle certificazioni da produrre ai soggetti ne dello straniero» è esclusa dal campo di applicazione del privati deve essere apposta, a pena di nullità, la dicitura testo unico sulla documentazione amministrativa. Tale prevista dal comma 02 dell’art. 40, Dpr n. 445/2000. principio è affermato dall’art. 3, comma 2, Dpr n. 445/ 2. Quanto all’attestato di idoneità abitativa, l’art. 29, 2000 (prima della novella introdotta con efficacia dal 1° Dlgs 25 luglio 1998, n. 286, al comma 3 prevede che lo straniero che richiede il ricongiungimento familiare gennaio 2013, dalla legge di conversione del Dl 9 febbra­ deve dimostrare la disponibilità, tra l’altro, di un allog­ io 2012, n. 5) secondo cui «i cittadini di Stati non apparte­ gio conforme ai requisiti igienico­sanitari, nonché di nenti all’Unione regolarmente soggiornanti in Italia, possono idoneità abitativa. utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui agli artt. 46 e 47 Si richiede che l’alloggio sia idoneo ad ospitare il nucleo limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certifi­ familiare integrato. Tale idoneità è attestata dagli uffici cabili o attestabili da parte di soggetti pubblici fatte salve le comunali a seguito di accertamenti di carattere pretta­ speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti mente tecnico. Dunque, al di là del nomen iuris utilizzato concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione (si parla, infatti, promiscuamente di certificato o di attesta­ dello straniero». to di idoneità abitativa), l’idoneità abitativa rappresenta Inoltre, l’art. 2, Dpr 31 agosto 1999, n. 394 prevede un’attestazione di conformità tecnica resa dagli Uffici tec­ che i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in nici comunali, non ha quindi natura di certificato e non italia possono autocertificare solo stati, fatti e qualità può pertanto essere sostituita da un’autocertificazione. personali certificabili o attestabili da parte di soggetti Sugli attestati di idoneità abitativa non deve quindi pubblici o privati italiani. Sono fatte espressamente sal­ essere apposta, a pena di nullità, la dicitura, prevista ve, sino al 31 dicembre 2012, le disposizioni del testo dall’art. 40, comma 02, del cit. Dpr n. 445/2000: «Il unico o dello stesso regolamento che prevedono l’esibi­ presente certificato non può essere prodotto agli organi zione o la produzione di specifici documenti. della pubblica amministrazione o ai privati gestori di L’art. 15, legge n. 183/2011, che ha novellato il Dpr n. pubblici servizi». 445/2000, non è intervenuto sull’ambito di applica­ 3. Al procedimento relativo alla cittadinanza si applica zione, nel settore dell’immigrazione, della disciplina in l’art 40, comma 02, Dpr n. 445/2000. materia di documentazione amministrativa. In assenza Ciò in quanto la disposizione dettata dall’art. 9­bis, di un esplicito intervento emendativo del legislatore, comma 1, legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dall’applicazione del comma 02 dell’art 40, Dpr n. dall’art. 1, legge 15 luglio 2009, n. 94, ai fini dell’ele­ 445/2000, sono pertanto fatte salve «le speciali dispo­ zione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della sizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concer­ cittadinanza non può essere considerata speciale rispet­ nenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione to alla disciplina dettata dall’art. 40, Dpr n. 445/2000. dello straniero». Da tale conclusione deriva un duplice Tale norma, infatti, non ha carattere di specialità per ordine di conseguenze: da un lato, ai cittadini stranieri quanto attiene al procedimento, con la conseguenza regolarmente soggiornanti in Italia le amministrazioni che non sussistono ragioni di ordine logico e giuridico possono chiedere la produzione di certificati ai fini dei che possano giustificare la non applicabilità della disci­ procedimenti disciplinati dal Testo unico delle leggi plina dettata dal cit. Dpr n. 445/2000. dell’immigrazione, approvato con Dlgs 25 luglio 1998, Sul punto può osservarsi che: a) il procedimento per otte­ n. 286, e dal relativo regolamento di attuazione di cui nere la cittadinanza non rientra nella previsione contenu­ al Dpr 31 agosto 1999, n. 394; dall’altro, sulle certifi­ ta nell’art. 3, comma 2, Dpr n. 445/2000, che esclude cazioni da produrre ai soggetti privati non deve essere dal campo di applicazione della semplificazione della do­ apposta, a pena di nullità, la dicitura: «Il presente certi­ cumentazione amministrativa i soli procedimenti relativi ficato non può essere prodotto agli organi della pubbli­ alla condizione dello straniero e all’immigrazione. Trattan­ ca amministrazione o ai privati gestori di pubblici servi­ dosi di deroga ad un principio generale non è estensibile zi», ma la dicitura «certificato rilasciato per i procedi­ in via analogica ad ipotesi non espressamente previste. E menti disciplinati dalle norme sull’immigrazione». che il procedimento relativo alla cittadinanza non sia assi­ La direttiva del Ministro per la pubblica amministrazio­ milabile a quello relativo alla condizione dello straniero e ne e la semplificazione del 22 dicembre 2011 precisa all’immigrazione è dimostrato anche dalla circostanza che che «per quanto non espressamente previsto nella di­ lo stesso art. 9­bis fa espressamente riferimento all’elezio­ rettiva continuano ad applicarsi le vigenti disposizioni ne, all’acquisto, al riacquisto, alla rinuncia o alla concessio­ che regolano la materia del testo unico sulla documen­ ne della cittadinanza. tazione amministrativa». La direttiva fa quindi salve «le

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È indubbio, quindi, che il legislatore del 2009, modifi­ cando la legge n. 91/1992, ha voluto prevedere l’alle­ gazione dei certificati non solo per gli stranieri, ma anche per coloro che intendono rinunciare alla cittadi­ nanza italiana o che la vogliano riacquistare dopo aver­ la perduta. Sono, queste, ipotesi che coinvolgono un cittadino italiano e non lo straniero; b) il legislatore del 2009 non ha inteso dettare una disciplina specifica relativamente all’acquisizione della documentazione utile ai fini del riconoscimento della cittadinanza, con la conseguenza che si possono ritenere applicabili i princi­ pi generali dettati dal Dpr n. 445/2000; c) i criteri dettati dal Dpr n. 445/2000 non possono ritenersi in contrasto con interessi e valori costituzionali, sui quali è costruita la sovranità e la democrazia, ma dettano una disciplina ispirata ai principi, di rango costituzionale, di buon andamento della Pubblica amministrazione, con la conseguenza che l’amministrazione non può chiede­ re documentazione che può acquisire d’ufficio da altra Pubblica amministrazione.

Al procedimento relativo alla cittadinanza si applicano, dunque, le disposizioni dettate dal Dpr n. 445/2000 in tema di acquisizione d’ufficio della documentazione; in particolare, sulle certificazioni da produrre ai sogget­ ti privati deve essere apposta, a pena di nullità, la dicitura, prevista dall’art. 40, comma 02, del cit. Dpr n. 445/2000: «Il presente certificato non può essere pro­ dotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi». Resta fermo che i cittadini non appartenenti all’Unione europea possono, ai sensi dell’art. 3, comma 2, Dpr n. 445/2000, utilizzare le dichiarazioni sostitutive di cui agli artt. 46 e 47 dello stesso decreto limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o atte­ stabili da parte di soggetti pubblici italiani; ove il dato richiesto attenga ad atti formati all’estero e non regi­ strati in Italia o presso un Consolato italiano deve pro­ cedersi all’acquisizione della certificazione prodotta dal Paese straniero, legalizzata e tradotta all’estero nei ter­ mini di legge.

Edili e privacy: abolito l’obbligo per il piano programmatico sulla sicurezza Il decreto legge 9 febbraio 2012, n. 55, recante «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo», poi convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35, ha disposto la cessazione dell’obbligo, originariamente previsto entro il 31 marzo di ogni anno, di procedere alla redazione del piano programmatico sulla sicurezza relativo alla protezione dei dati personali. Novità - Rispondendo alle richieste di chiarimenti avanzate da alcune Casse edili, la Commissione nazionale paritetica per le casse edili ha confermato il venir meno del suddetto obbligo e ha, per contro, evidenziato come resti invariata la restante disciplina contenuta nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, contenente il codice per la protezione dei dati personali. CNCE - NOTA 16 APRILE 2012 Oggetto: Protezione dei dati personali - Documento programmatico sicurezza. In relazione anche al quesito formulato da talune Casse edili, si precisa che la legge 4 aprile 2012, n. 35 ha convertito in legge il decreto legge n. 5 dello scorso 9 febbraio, in base al cui articolo 45 ,comma 1, lettera d) è cessato l’obbligo (previsto entro il 31 marzo di ogni anno) della redazione del piano programmatico sulla sicurezza relativo alla protezione dei dati personali. Infatti il suddetto art. 45 ha soppresso i commi da 19 a 19.8 dell’Allegato B del decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, commi che hanno appunto finora disciplinato il documento programmatico per la sicurezza. Naturalmente resta ferma la restante disciplina di cui al richiamato decreto legislativo n. 196/2003, contenente il codice per la protezione dei dati personali.

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Lavoro temporaneo e contingentamento: effetti della violazione dei limiti percentuali Manuela Macculi Avvocato in Milano

Il vizio «interno» non determina un rappor­ to di lavoro subordinato ordinario con la utilizzatrice e non intacca lo schema legale che prevede obblighi di retribuzione e di contribuzione a carico della fornitrice

Cass., sez. lav., 10 aprile 2012, n. 5667 Rel. La Terza Contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo - Superamento dei limiti percentuali ex art. 1, comma 8, legge n. 196/1997 Natura di norma imperativa - Esclusione Art. 10 legge n. 196/1997 - Sanzione per violazione del comma 8, art. 1, legge n. 196/1997 - Mancanza - Contratti interinali conclusi in eccedenza sono ordinari contratti di lavoro subordinato con l’utilizzatrice - Esclusione Obblighi di retribuzione e contribuzione a carico della fornitrice - Permanenza

La pronuncia della Suprema Corte è di rilievo sotto più profili e rappresenta una novità nel pa­ norama della giurisprudenza di legittimità in ma­ teria di ricorso «non contingentato» alla fornitura di lavoro temporaneo. La circostanza che la fattis­

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Con riguardo alla fattispecie del lavoro interinale, nel caso di violazione dell’art. 1, comma 8 della legge n. 196/1997, ossia nel caso in cui l’impresa utilizzatrice stipuli con l’impresa fornitrice contratti di fornitura di prestatori di lavoro temporaneo in numero eccedente la percentuale dei lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice in forza di contratto a tempo indeterminato indicata nel Ccnl, detta violazione non determina l’instaurazione di un ordinario rapporto di lavoro subordinato tra lavoratori temporanei «eccedenti» e impresa utilizzatrice. Quando la irregolarità non attiene né inficia il contratto commerciale tra impresa fornitrice e impresa utilizzatrice, questo contratto spiega i suoi effetti «naturali», così integrando lo schema legale che prevede obblighi di retribuzione e contribuzione a carico della fornitrice ed impedisce di ricadere nel paradigma del rapporto di lavoro subordinato con la utilizzatrice.

pecie sia quella della vecchia fornitura non rende la sentenza in commento meno interessante tenu­ to conto: ­ del tipo di giudizio nell’ambito del quale è stata resa (opposizione a cartella per contributi Inps e sanzioni); ­ della vigenza per ben sei anni degli artt. 1­11 della legge n. 196/1997 che hanno disciplinato il ricorso al lavoro temporaneo e del folto conten­ zioso ancora in corso; ­ della frequente eccezione in giudizio della viola­ zione delle clausole di contingentamento previste dal Ccnl applicato dall’utilizzatrice quale motivo di sconfinamento della fattispecie nel lavoro su­ bordinato a tempo indeterminato tra il lavoratore ricorrente e l’utilizzatore; ­ delle questioni interpretative intorno al combina­ to disposto dell’art. 1, comma 8 (ndr «i prestatori di lavoro temporaneo non possono superare la per­ centuale dei lavoratori occupati dall’impresa utiliz­ zatrice in forza di contratto a tempo indeterminato, stabilita dai contratti collettivi nazionali della cate­ goria di appartenenza dell’impresa stessa, stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentanti­ vi») e dell’art. 10, commi 1 e 2 («Norme sanziona­ torie») della legge n. 196/1997 che tra le violazio­ ni suscettibili di integrare gli estremi della interpo­ sizione illecita di manodopera non richiamava an­ che quella del comma 8 dell’art. 1 cit. sul contin­ gentamento; ­ delle questioni sulla legittimazione dei lavoratori ad eccepire in giudizio in luogo del sindacato la violazione da parte dell’impresa utilizzatrice dei limiti percentuali contrattuali collettivi; ­ della difficoltà a rispondere a domande del tipo: sarebbero da considerare invalidi tutti i contratti di fornitura di lavoro temporaneo o solo quelli eccedenti la percentuale? E in questo secondo caso, come si potrebbe distinguere tra contratti da annullare e contratti legittimi?; ­ delle possibili ripercussioni della sentenza nei casi di accertata violazione del comma 4 dell’art. 20 («Condizioni di liceità») Dlgs n. 276/2003 nella parte in cui, dopo aver circoscritto la liceità della somministrazione a termine alla esistenza di «ragioni di carattere tecnico, produttivo, orga­

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ritto nella specie pacificamente soddisfatto. L’Inps ricorreva in appello e la Corte d’Appello di Milano riformava la sentenza di primo grado, sostenendo la nullità per violazione di legge ­ art. 1418 c.c. ­ dei contratti interinali eccedenti il limite percen­ tuale. Ciò comportava per la Corte d’Appello non l’applicazione dell’art. 2126 c.c., come ritenuto dal Tribunale di Sondrio, ma la loro qualificazione come ordinari rapporti di lavoro subordinato sog­ getti alla contribuzione ordinaria posto che, supe­ Il processo di merito rato il limite quantitativo che legittima i contratti L’utilizzatrice si opponeva davanti al Tribunale di di lavoro interinale, quelli stipulati in eccedenza Sondrio al pagamento di una cartella per contributi perderebbero il beneficio della deroga al divieto Inps e sanzioni relativamente ad alcuni lavoratori di interposizione di manodopera e dello schema inviatile in missione in forza di contratti di fornitura legale fornitrice­utilizzatrice/fornitrice­lavoratore, di prestazioni di lavoro temporaneo che non potendosi che considerare ordi­ a parere dell’Ente previdenziale erano nari contratti di lavoro subordinato stati stipulati superando la percentuale, Novità con l’utilizzatrice. prevista dal Ccnl applicato dall’utilizza­ nel panorama Ricorreva in Cassazione la società uti­ trice, dei prestatori di lavoro interinale della lizzatrice lamentando la violazione in rapporto all’organico in forza a tempo giurisprudenza dell’art. 1, comma 8, legge n. 196/ indeterminato, con conseguente impu­ di legittimità 1997 che, contrariamente a quanto tazione della titolarità dei rispettivi rap­ ritenuto dalla Corte territoriale, non porti di lavoro in capo all’utilizzatrice e avrebbe carattere imperativo, non con essa del debito contributivo fatto valere con la avendo carattere e finalità di interesse pubblico e notifica della cartella. in ogni caso sarebbe priva di sanzione in caso di Dalla lettura della pronuncia in commento non è violazione nell’art. 10 della stessa legge. dato evincere quale fosse il Ccnl applicato ai rap­ porti di lavoro subordinato direttamente instaurati dalla società utilizzatrice né la percentuale oggetto La motivazione della Suprema Corte di controversia e le relative modalità di calcolo e e il principio di diritto: il contratto di attuazione. L’opponente, infatti, non contestava per la fornitura di prestazioni di lavoro l’avvenuto superamento del limite percentuale da temporaneo «non contingentato» è un contratto valido ed efficace Ccnl allegato dall’Inps ma chiedeva l’annullamen­ to della cartella di pagamento sulla base di una La Suprema Corte ha analizzato attentamente il diversa interpretazione delle norme di legge coin­ quadro normativo di riferimento osservando che la volte in ordine agli effetti per l’utilizzatrice in pun­ legge n. 196/1997 indicava con estrema precisio­ to titolarità effettiva del rapporto di lavoro degli ne i requisiti di legittimità di quella complessa scis­ interinali e delle relative obbligazioni retributive e sione del rapporto di lavoro tra gestione normativa, che compete alla fornitrice, e quella tecnico­produt­ contributive. La società sosteneva la natura non imperativa del­ tiva, che compete all’utilizzatrice e regolava con la disposizione di cui al citato comma 8 dell’art. 1, altrettanta precisione le conseguenze che derivava­ legge n. 196/1997 e la mancanza di sanzione no dallo scostamento tra la fattispecie concreta e espressa in danno all’utilizzatrice all’art. 10 della quella legale. Del resto non poteva essere altrimen­ ti posto che con il pacchetto Treu per la prima volta stessa legge in caso di violazione. Il Tribunale di Sondrio accoglieva l’opposizione il Legislatore introduceva nell’ordinamento giuridi­ facendo tuttavia propria una interpretazione del co una deroga al divieto di interposizione di mano­ quadro normativo di riferimento diversa da quella dopera di cui alla legge n. 1369/1960 (oggi abro­ proposta dalla società, sostenendo infatti che la gata dal Dlgs n. 276/2003). prescrizione di cui al citato comma 8 dell’art. 1, Il Collegio di legittimità passa in rassegna le possi­ legge n. 196/1997 era norma imperativa priva bili ipotesi di scostamento della fattispecie concre­ tuttavia di sanzione nell’art. 10 e che pertanto ta da quella legale: riflette sugli effetti ex art. 10, dalla nullità dei contratti di fornitura sarebbe al comma 2, legge n. 196/1997, caso in cui manca o massimo derivata la salvaguardia del diritto alla è incompleto il contratto di lavoro per prestazioni retribuzione in applicazione dell’art. 2126 c.c., di­ di lavoro temporaneo tra la fornitrice e il lavorato­ nizzativo o sostitutivo, anche riferibili alla ordina­ ria attività dell’utilizzatore», prevede che «la indi­ viduazione, anche in misura non uniforme, di limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da sindacati compara­ tivamente più rappresentativi in conformità alla disciplina di cui all’articolo 10 del decreto legislati­ vo 6 settembre 2001, n. 368».

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ce e impresa utilizzatrice, questo contratto spiega i suoi «effetti naturali», contributi e retribuzione spet­ tano alla fornitrice e non si cade nel lavoro subordi­ nato a tempo indeterminato con l’utilizzatrice. Il vi­ zio «interno» all’utilizzatore, rappresentato dal supe­ ramento dei limiti percentuali al ricorso alla fornitu­ ra non è per la Suprema Corte vizio che attiene o invalida il contratto di fornitura. Nel complesso sistema normativo sopra delineato manca proprio per questo una sanzione per la violazione del comma 8, art. 1, legge n. 196/ 1997 che non può considerarsi pertanto una nor­ ma imperativa, come ritenuto invece nei pregressi gradi di giudizio dai due giudici di merito, sebbe­ ne riconducendovi poi effetti ben diversi (il Tribu­ nale quelli di cui all’art. 2126 c.c. e la Corte d’Appello quelli della legge n. 1369/1960). Ne consegue che la contribuzione richiesta dal­ l’Inps all’utilizzatrice resta a carico dell’impresa fornitrice. L’interpretazione letterale e restrittiva dell’art. 10, commi 1 e 2, legge n. 196/1997 e il superamento di numerosi «punti di non ritorno» processuali L’articolo 10 della legge n. 196/1997 preclude di fatto al giudice di introdurre un vizio di nullità non previsto da una norma, peraltro esauriente la disciplina e priva di lacune da colmare. La violazione dei limiti percentuali previsti dal Ccnl non potrà costituire un motivo di nullità del contratto di prestazione temporanea. Tale conclu­ sione appare logica anche considerando che, da un punto di vista operativo, nell’ambito di un processo sorgono notevoli difficoltà sull’argomen­ to, a cominciare dall’articolazione tra le parti degli oneri probatori intorno al «fatto» dell’avvenuto superamento di tali percentuali (il lavoratore de­ nuncia il vizio e l’utilizzatore deve dimostrare di essere in regola o il lavoratore denuncia il vizio e deve dimostrarlo?), passando attraverso i contenu­ ti e la tipologia delle istanze istruttorie da formula­ re o del tipo di prova da offrire (il fatto può o non può essere provato per testi? Chi sarebbero in questo caso nell’ambito dell’organico aziendale le persone informate sui fatti? E se è l’utilizzatore a dover provare, cosa allega alla memoria?). Senza contare le frequenti difficoltà interpretative delle clausole contrattuali collettive in ordine al mo­ mento e al contenuto della valutazione del rapporto percentuale tra interinali e personale dipendente a

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 58 del 16 febbraio 2006 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 117 comma 1, lett. c, legge n. 388/2000 nella parte in cui, nel secondo periodo del comma 2 dell’art. 10 legge n. 196/1997 sostituisce le parole «a tempo indeterminato» con le parole «a tempo determinato».

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re e il contratto diventa di lavoro subordinato a tempo indeterminato(1) con la fornitrice, senza coinvolgere nella vicenda l’utilizzatrice. Solo se manca in radice il contratto commerciale tra fornitrice e utilizzatrice la legge (sempre l’art. 10, comma 2, legge n. 196/1997) ricollega auto­ maticamente l’esistenza di un rapporto di lavoro diretto tra utilizzatrice e lavoratore: se manca il contratto di fornitura, infatti, il contratto per pre­ stazioni di lavoro temporaneo stipulato dalla for­ nitrice con il lavoratore non opera perché, sostie­ ne la Suprema Corte, manca una valida individua­ zione del soggetto beneficiario della deroga al divieto di interposizione. Questa sola disfunzione rispetto alla fattispecie legale è quindi per la legge n. 196/1997 motivo di valutazione del lavoro svolto dal prestatore di lavoro temporaneo come lavoro alle dipendenze dell’utilizzatrice. Ed evidentemente è ipotesi ben lontana da quella oggetto di giudizio, attinente al superamento dei limiti quantitativi al ricorso alla fornitura di manodopera temporanea, superamen­ to che nella volontà del Legislatore del 1997 non determina il venir meno di tutti i rapporti contrat­ tuali che si sono nel frattempo instaurati, sia quel­ lo tra fornitrice e utilizzatrice sia quello tra forni­ trice e lavoratore. La violazione delle clausole di contingentamento previste dalla contrattazione collettiva è per la Su­ prema Corte «un vizio “interno” all’utilizzatore che non può inficiare il rapporto a cui l’utilizzatore mede­ simo è estraneo, ossia il rapporto tra fornitore e lavo­ ratore, in quanto res inter alios acta» (qui si supera la rigida teoria del cd. collegamento negoziale, ampia­ mente affrontata da Cass. n. 3020/2003). E comunque in generale la sentenza esclude che i «vizi interni» ai soggetti che stipulano il contratto commerciale di fornitura di lavoro temporaneo siano in grado di inficiarne la validità. Anche nel caso in cui la società fornitrice manchi delle auto­ rizzazioni di legge all’esercizio della fornitura di manodopera, ai sensi del comma 1 dell’art. 10, legge n. 196/1997 «neppure in tal caso il contratto si instaura direttamente tra lavoratore e utilizzatore, ma resta fermo il contratto tra lavoratore ed utilizza­ tore [lapsus calami?] e vi sarà, se del caso, da applicare la legge n. 1369/1960 sull’interposizione fittizia di manodopera, all’esito degli accertamenti che questa comporta». In sintesi, se la disfunzione con la fattispecie legale non attiene né inficia il contratto tra impresa fornitri­

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tempo indeterminato: alla data della stipula del con­ La riflessione non è di poco rilievo considerato che il tratto di fornitura? All’inizio del mese in cui il con­ Dlgs n. 276/2003, se da un lato ha superato la tratto è stipulato? Al 31 dicembre dell’anno prece­ tipizzazione legale delle esigenze di ricorso al lavoro dente? Alla data della stipula del contratto per pre­ in somministrazione come anche il requisito della stazioni di lavoro temporaneo tra la fornitrice e il temporaneità delle stesse, per altro verso ha inserito lavoratore ricorrente? E il personale a tempo inde­ al comma 4 dell’art. 20, tra le condizioni di liceità terminato lo considero tutto o solo quello che svolge del contratto per la somministrazione di lavoro, la le stesse mansioni o quanto meno appartiene alla previsione di possibili limiti quantitativi o tetti massi­ mi alla somministrazione nel Ccnl dell’utilizzatrice. stessa qualifica del ricorrente? In caso poi si riuscisse in giudizio ad accertare il L’art. 27, comma 1, poi, rimanda genericamente superamento dei limiti o l’utilizzatrice non doves­ alle condizioni dell’art. 20 cit. (tutte, incluse quel­ se contestarlo (come accaduto nella fattispecie sot­ le del comma 4) per la individuazione della som­ tesa alla sentenza in commento), sarebbero da ministrazione irregolare e la possibile costituzione considerare invalidi tutti i contratti di fornitura o del rapporto di lavoro alle dipendenze dell’utiliz­ solo quelli eccedenti la percentuale? E in questo zatore, sin dall’inizio della somministrazione, se il secondo caso, come si potrebbe distinguere tra lavoratore si attiva giudizialmente e la richiede. contratti da annullare e contratti legittimi conside­ Questo impianto normativo sul lavoro sommini­ rate le normali fluttuazioni del personale ordina­ strato sembrerebbe collocare il superamento dei limiti quantitativi tra le disfunzioni allo schema rio e la rotazione dei lavoratori interinali? Il quesito forse preliminare a quelli sopra esposti ­ legale idonee a ricollegare automaticamente l’esi­ e che forse varrebbe la pena di approfondire al­ stenza del rapporto diretto con l’utilizzatrice. Pos­ l’esito della pronuncia in commento ­ è se il pre­ sono tuttavia formularsi le seguenti osservazioni statore di lavoro temporaneo che conviene in giu­ partendo dal presupposto che si discute di casi in cui le norme ricollegano automaticamente l’esi­ dizio l’utilizzatore per il riconoscimento di un di­ stenza del rapporto diretto tra lavoratore e impre­ retto rapporto di lavoro subordinato con quest’ul­ sa utilizzatrice e che altro conto sono i possibili timo sia legittimato o meno ad eccepire il «vizio effetti per l’utilizzatore nel caso il lavoratore si interno», come lo definisce la Suprema Corte. Se attivi giudizialmente e chieda la costituzione di un come afferma la sentenza detto vizio è un vizio rapporto di lavoro con quest’ultimo (come nelle diverso da quelli che attengono al ipotesi disciplinate dall’art. 27 cit.). contratto di fornitura e non è in grado Anzitutto anche il comma 4 dell’art. di alterare lo schema legale dell’inter­ La violazione 21 Dlgs n. 276/2003, come il com­ posizione lecita di cui all’art. 1, legge dei limiti ma 2 dell’art. 10, legge n. 196/1997, n. 196/1997, mancherà in capo al percentuali dispone che solo «in mancanza di for­ lavoratore ricorrente la legittimazione ma scritta il contratto di somministra­ non è un vizio attiva o comunque l’interesse ad agire zione è nullo e i lavoratori sono consi­ in ordine a questo tipo di denuncia. di nullità derati a tutti gli effetti alle dipendenze Qualche valutazione forse andrebbe dell’utilizzatore». fatta sulla possibile e più coerente legittimazione La violazione del contingentamento è sempre «vi­ del sindacato a denunciare una possibile condotta zio interno» all’utilizzatore, si colloca al di fuori di antisindacale dell’utilizzatrice, fermo restando che questa previsione e non incide sul contratto che per la riuscita andrebbero superate possibili ecce­ l’Agenzia stipula con il lavoratore, in quanto res zioni di quiescenza a fronte degli obblighi di infor­ inter alios acta. mazione e comunicazione alle rappresentanze sin­ Nel sistema del Dlgs n. 276/2003 i vizi interni dacali del flusso degli interinali, obblighi spesso che si riferiscono ai soggetti imprenditori preclu­ pattuiti a livello aziendale. dono la configurazione della fattispecie legale del lavoro somministrato a tempo determinato sebbe­ È possibile l’applicazione della motivazione ne non automaticamente, ma su iniziativa del la­ al sistema normativo della somministrazione voratore. La somministrazione sarebbe infatti «ir­ di lavoro a termine? regolare» in virtù del richiamo nell’art. 20, com­ Ritengo istintivo domandarsi se anche il sistema ma 1 (alle cui previsioni rinvia l’art. 27, comma 1, delineato dal Dlgs n. 276/2003 possa ritenersi Dlgs n. 276/2003) ai requisiti soggettivi delle suscettibile di interpretazione analoga a quella ef­ Agenzie per il lavoro di cui all’articolo 4 del Dlgs fettuata dalla Suprema Corte sul combinato dispo­ n. 276/2003, con conseguente possibile costitu­ sto degli articoli 1, comma 8, e 10 commi 1 e 2 zione di un rapporto dipendente diretto con l’uti­ della legge n. 196/1997. lizzatore sempre che il lavoratore si attivi.


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Per il requisito dei limiti quantitativi di cui al Ccnl non è così semplice. Basta guardare alla formulazione del comma 4 dell’art. 20, come detto richiamato integralmente dall’art. 27 cit., e, con riferimento a questo com­ ma, al contenuto del richiamo nell’art. 27, comma 1 ai limiti e alle condizioni di liceità della sommi­ nistrazione previsti dall’art. 20 e dell’art. 21. Il comma 4 dell’art. 20 cit. dispone che «la som­ ministrazione di lavoro a tempo determinato è am­ messa a fronte di ragioni di carattere tecnico, pro­ duttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore» e poi prevede che «la individuazione, anche in misura non uni­ forme, di limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamente più rappresentativi in conformità alla disciplina di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368». La «condizione di liceità» della somministrazione di lavoro a tempo determinato è individuata dalla prima parte del comma 4 («la somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa…»), com­ pletata poi dalla seconda parte che contempla la possibilità che i Ccnl prevedano dei limiti quanti­ tativi e la cui lettera, se vogliamo, è addirittura

anche meno «imperativa» di quella del vecchio comma 8 dell’art. 1 legge n. 196/1997 che dispo­ neva «i prestatori di lavoro temporaneo non posso­ no superare la percentuale dei lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice in forza di contratto a tem­ po indeterminato…». Potrebbe ipotizzarsi in sintesi un richiamo sostanziale da parte dell’art. 27, com­ ma 1 alla sola prima parte del comma 4 dell’art. 20, anche tenuto conto che sempre l’art. 27, com­ ma 1 rinvia all’art. 21, comma 1 solo per quei contenuti obbligatori del contratto di sommini­ strazione che non richiedono alle parti il recepi­ mento delle disposizioni dei contratti collettivi (art. 21 comma 1 lettere a, b, c, d, ed e). Potrebbe concludersi, quindi, che anche nella ipotesi della somministrazione, dal punto di vista normativo il superamento del limite quantitativo individuato dai Ccnl, per dirla con le parole della sentenza in commento, «non attiene e né inficia il contratto tra impresa fornitrice e impresa utilizzatrice» posto che la violazione del comma 4 dell’art. 20 in parte qua non costituisce violazione di norma imperativa: non solo la medesima non prevede espressamente alcuna sanzione in danno all’utilizzatore che violi il contin­ gentamento ma neppure la prevedono l’art. 21, com­ ma 4 e l’art. 27 nel caso il lavoratore rivendichi un rapporto diretto con l’utilizzatore.

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Tirocini formativi e di inserimento: gli indirizzi della Regione Lombardia Alberto Rozza Consulente aziendale

I tirocini curriculari, finalizzati anche alla realizzazione di momenti di alternanza tra studio e lavoro, sono esclusi dall’obbligo di comu­ nicazione di avvio e cessazione ai sensi della legge n. 296/2006 Regione Lombardia Delibera di giunta 20.3.2012, n. 3153 (BURL 26.3.2012, n. 13)

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ed i neolaureati. Devono essere promossi entro 12 mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio (diploma o laurea). Restano esclusi dalla predetta nuova disciplina: i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamen­ to psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di de­ tenzione. In ogni caso continua a trovare applicazione l’art. 18 della legge n. 196/1997 ed il Dm n. 142/ 1998 in assenza di una specifica disciplina regio­ nale.

La Regione Lombardia, con la delibera della Giunta regionale 20 marzo 2012, n. IX/3153 (in Le tipologie di tirocinio BURL n. 13/2012) facendo seguito alle modifi­ Come indicato sopra la Manovra di Ferragosto ha previsto sostanziali novità soprattutto per i tirocini che disposte dall’art. 11 della legge n. extracurriculari. È opportuno quindi 148/2011 in materia di tirocini e te­ distinguere le tipologie di tirocinio nendo conto delle precisazioni fornite Tirocini che nel nostro ordinamento possono dal Ministero del lavoro con la circola­ essere attivate, ricordando che questo re n. 4/2011, ha fornito le indicazioni extracurriculari estendibili istituto giuslavoristico non costituisce operative per l’attivazione dei tirocini rapporto di lavoro bensì un periodo formativi curriculari ed extracurricu­ anche di formazione e di orientamento al lari nei confronti dei soggetti residenti agli extraUe lavoro svolto presso datori di lavoro nella regione stessa. regolari pubblici o privati, con sedi operative ubicate sul territorio regionale. In re­ La fonte normativa Prima di analizzare nello specifico quali siano le lazione alle finalità perseguite, i tirocini sono clas­ modalità attraverso le quali possono essere attivati sificabili come segue: i nuovi tirocini formativi, è opportuno ricordare ­ tirocini curriculari, finalizzati anche alla realizza­ brevemente le novità introdotte nell’ordinamento zione di momenti di alternanza tra studio e lavo­ dalla Manovra di Ferragosto. L’art. 11 della pre­ ro, previsti nei piani di studio nell’ambito dell’of­ detta legge n. 148/2011 ha inteso disciplinare ferta formativa dei percorsi educativi di istruzione uniformemente sull’intero territorio nazionale i ti­ e di istruzione e formazione professionale, com­ rocini formativi e di orientamento con l’obiettivo presi quelli di formazione regolamentata, nonché di contrastare gli abusi e l’utilizzo distorto di un del sistema universitario o del sistema di forma­ importante strumento che se ben impiegato può zione terziario; consentire di agevolare la transazione dalla scuola ­ tirocini extracurriculari, finalizzati ad agevolare al lavoro. A tale fine è stato previsto che i tirocini le scelte professionali attraverso una conoscenza possano essere promossi soltanto da soggetti in diretta del mondo del lavoro nella fase di transi­ possesso di specifici requisiti preventivamente de­ zione, mediante la conoscenza e la sperimentazio­ terminati dalle Regioni. In merito ai tirocini for­ ne di un ambito professionale, ovvero ad acquisire mativi e di orientamento extracurriculari il legisla­ competenze per un inserimento o reinserimento tore ha ristretto l’ambito di applicazione. Infatti nel mercato del lavoro. questi ultimi non possono avere una durata supe­ In ogni caso non devono essere confusi con i tiroci­ riore a 6 mesi (anziché 12 mesi), comprese le ni, le esperienze dei periodi di praticantato richiesti proroghe. Destinatari sono soltanto i neodiplomati dagli Ordini professionali e disciplinati da specifi­


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che normative di settore, ai sensi dell’art. 3, comma 5, lettera c), della legge n. 148/2011, comprensivi dei tirocini di adattamento previsti dall’art. 4, com­ ma 1, lett. g) del Dlgs n. 206/2007. I tirocinanti I tirocini possono essere attivati nei confronti dei cittadini italiani, comunitari o extracomunitari, purché regolarmente soggiornanti in Italia. Se lo straniero risiede ancora in un Paese non comuni­ tario, l’attivazione del tirocinio è possibile soltanto con i flussi d’ingresso ai sensi dell’art. 40, comma 9, lett. a) Dpr n. 394/1999 e Dm 22.3.2006. I tirocini curriculari sono promossi nei confronti di: a) studenti che abbiano compiuto i 15 anni di età, iscritti a percorsi per l’assolvimento del diritto­do­ vere all’istruzione e formazione presso un’istitu­ zione scolastica secondaria superiore o un’istitu­ zione formativa regionale accreditata ai sensi del­ la Lr n. 19/2007; b) studenti iscritti a percorsi di diploma professio­ nale regionale di Istruzione tecnica superiore (Its) ovvero di Istruzione e formazione tecnica superio­ re (Ifts); c) studenti iscritti a corsi universitari (lauree, ma­ ster, dottorati di ricerca), ovvero a percorsi di alta formazione svolti presso le Istituzioni di alta for­ mazione artistica, musicale e coreutica (Afam); d) studenti iscritti a master realizzati da istituti di alta formazione o scuole di management pubbli­ che o private, accreditati da enti riconosciuti in ambito nazionale o internazionale. Comunicazioni obbligatorie - I tirocini curriculari sono esclusi dall’obbligo di comunicazione di avvio e cessazione ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1 della legge 296/2006. Discorso diverso invece per quanto riguarda i tirocini extracurriculari. Infatti per questi ultimi, la delibera n. 3153/2012, ha attribuito al soggetto ospitante il compito di effettuare per via telematica la comunicazione obbligatoria di avvio, proroga e cessazione al Centro per l’impiego. Con la predetta comunicazione vengono assolti anche gli obblighi nei confronti delle Drl e Dtl, dell’Inps, dell’Inail e delle altre forme previdenziali sostitutive.

con regolare permesso di soggiorno; persone con disabilità di cui alla legge 23 marzo 1999, n. 68 (disabili, invalidi fisici, psichici e sensoriali); sog­ getti svantaggiati di cui all’art. 4, comma 1, della legge n. 381/1991, compresi i condannati in con­ dizione di detenzione o ammessi a misure alterna­ tive di detenzione, nei limiti stabiliti della vigente legislazione penitenziaria; ulteriori categorie di soggetti svantaggiati destinatari di specifiche ini­ ziative di inserimento o reinserimento al lavoro promosse dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dalle Regioni e dalle Province; ­ tirocini estivi promossi a favore degli studenti, di età non inferiore a 15 anni, del secondo ciclo del sistema educativo e di livello terziario, realizzati durante la sospensione estiva delle attività didatti­ che, per un periodo non superiore a tre mesi, anche nel caso di pluralità di tirocini nello stesso periodo. Le ultime due tipologie di tirocinio però sono escluse dall’ambito di applicazione dell’art. 11 del­ la legge n. 148/2011. Durante lo svolgimento dei tirocini, il tirocinante è tenuto a svolgere le attività previste dal progetto individuale, osservando gli orari concordati e ri­ spettando l’ambiente di lavoro e le esigenze di coordinamento dell’attività di tirocinio con l’attivi­ tà del datore di lavoro. Deve altresì rispettare le norme in materia di igie­ ne, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché ottemperare agli obblighi di riservatezza per quanto attiene ai dati, informazioni e conoscenze in merito ai procedimenti amministrativi e ai pro­ cessi organizzativi acquisiti durante lo svolgimen­ to del tirocinio. Al termine del tirocinio, il tirocinante ha diritto alla certificazione delle competenze acquisite, an­ che ai fini della definizione del proprio profilo formativo e professionale o di ingresso e reingres­ so in percorsi formali di istruzione e istruzione e formazione professionale, in coerenza con il pro­ getto formativo realizzato. Il soggetto ospitante non può utilizzare i tirocinan­ ti in sostituzione: ­ del personale assunto con contratti a termine nei periodi di picco delle attività; ­ del personale aziendale nei periodi di malattia, maternità o ferie; ­ per colmare le vacanze in organico; ­ del personale sospeso in Cassa integrazione gua­ dagni ordinaria, straordinaria e in deroga; Ai tirocinanti non possono essere assegnate attivi­ tà che non rispettino gli obiettivi del progetto individuale, ovvero per l’acquisizione di professio­ nalità elementari, connotate da compiti generici e ripetitivi.

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Invece i tirocini extracurriculari comprendono: ­ i tirocini formativi e di orientamento, rivolti ai soggetti neoqualificati o neodiplomati del sistema di istruzione e formazione professionale, ai neodi­ plomati del sistema di istruzione ed ai neolaureati, e promossi entro dodici mesi dalla data di conse­ guimento del titolo; ­ i tirocini di inserimento o di reinserimento al lavoro, rivolti a: inoccupati; disoccupati; immigrati

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sione). Se il tirocinante è minorenne, è obbligato­ I promotori Come sopra ricordato, i tirocini curriculari posso­ ria una specifica autorizzazione del rappresentan­ no essere promossi dagli Istituti scolastici, formati­ te legale del minore alla partecipazione al tiroci­ vi o dalle Università che lo studente sta frequen­ nio. tando. Invece i tirocini extracurriculari, anche su La convenzione, sottoscritta dalle parti, con alle­ proposta degli enti bilaterali e delle associazioni gato il progetto formativo, deve essere comunicata sindacali e dei datori di lavoro, sono promossi dai alla Regione attraverso l’apposito sistema informa­ tivo dedicato, secondo le modalità che saranno seguenti soggetti: ­ accreditati ai servizi di istruzione e formazione stabilite con un atto dirigenziale, ovvero nelle mo­ professionale ed ai servizi al lavoro (Lr n. 19/ re della sua operatività, con la posta elettronica certificata all’indirizzo formazio­ 2007 e Lr n. 22/2006); ne@pec.regione.lombardia.it, ai fini del ­ autorizzati ai servizi per il lavoro (Lr I periodi monitoraggio e controllo delle attività n. 22/2006); di tirocinio. ­ autorizzati nazionali ai servizi per il di tirocinio extracurriculare Lo schema di convenzione verrà defi­ lavoro (Dlgs n. 276/2003); nito con un successivo decreto diri­ ­ comunità terapeutiche e cooperative sono cumulabili genziale. Con la convenzione le parti sociali, purché iscritti negli specifici al­ fino a 24 mesi bi regionali, a favore dei disabili e del­ nell’arco della vita si obbligano a garantire al tirocinante le categorie svantaggiate. la formazione prevista nel progetto formativa Il soggetto promotore ha l’obbligo di individuale di formazione, che costi­ assicurare il tirocinante presso l’Inail tuisce parte integrante della conven­ nonché presso idonea compagnia assicurativa per zione stessa. la responsabilità civile verso terzi. Le coperture La convenzione, in particolare, deve prevedere assicurative devono riguardare tutte le attività obbligatoriamente: svolte dal tirocinante e rientranti nel progetto for­ ­ le regole di svolgimento del tirocinio; mativo, comprese quelle eventualmente svolte al ­ i diritti e i doveri di ciascuna delle parti coinvolte; di fuori della sede ove ha luogo il tirocinio. ­ la previsione del valore del rimborso spese o l’indennità di partecipazione eventualmente spet­ tante al tirocinante. Limiti quantitativi I soggetti ospitanti possono avviare tirocini extra­ La convenzione può esplicitamente prevedere che curriculari, in coerenza con l’attività esercitata, nei sia il soggetto ospitante in luogo del soggetto pro­ motore ad assumersi l’obbligo di assicurare il tiro­ limiti di seguito indicati: cinante presso l’Inail nonché presso idonea com­ pagnia di assicurazioni per la responsabilità civile Organico aziendale Numero tirocinanti presso terzi. Da zero Non più di un tirocinana cinque lavoratori(*) te(**) Se un soggetto promotore attiva più tirocini con uno stesso soggetto ospitante può sottoscrivere Tra sei e diciannove Non più lavoratori(*) di due tirocinanti(**) un’unica convenzione. Con venti e oltre lavoratori(*)

Non superiore al 10%(**) del numero dei lavoratori

(*) Presso la stessa unità produttiva, con contratto a tempo indeterminato, determinato o con contratto di collaborazione non occasionale della durata di almeno 12 mesi, ovvero in qualità di soci lavoratori, o liberi professionisti associati. (**) Nello stesso periodo.

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Il soggetto ospitante non può attivare più di un tirocinio extracurriculare con lo stesso tirocinante, a meno che non si tratti di una persona con disa­ bilità (legge n. 68/1999). La convenzione Al fine di poter avviare un tirocinio è necessario che venga stipulata una convenzione firmata dai legali rappresentanti del soggetto promotore e del soggetto ospitante e dal tirocinante (per presa vi­

Recesso, sospensione e interruzione Ciascuna delle parti firmatarie può recedere dalla convenzione solo per gravi motivi espressamente previsti (comportamento del tirocinante tale da far venir meno le finalità del progetto formativo, o quando il soggetto ospitante non rispetti i conte­ nuti del progetto formativo oppure non consenta l’effettivo svolgimento dell’esperienza formativa del tirocinante). Il periodo di tirocinio viene sospeso in caso di malattia, astensione obbligatoria per maternità, ai sensi della normativa vigente o altre cause gravi non dipendenti da volontà del tirocinante. Il tirocinante può interrompere il tirocinio in qual­ siasi momento, dandone comunicazione al tutor didattico ed al tutor aziendale.


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Lavoro & Territorio Decreto 28.3.2012, n. 2640 Oggetto: Attuazione punto 1.8 dell’accordo quadro 2012 sugli ammortizzatori sociali in deroga ai fini del monitoraggio delle ore di sospensione

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Regione Lombardia: Cig in deroga, comunicazione on line delle sospensioni La Regione Lombardia ha previsto che il datore di lavoro dovrà comunicare tempestivamente le effettive sospensioni dell’attività lavorativa di ciascun dipendente, al fine di non vedersi revocata l’autorizzazione concessa alla fruizione del trattamento di integrazione al reddito. Tracciabilità dei processi Cig La regione Lombardia, per assicurare la piena tracciabilità dei processi fin dall’avvio della cassa integrazione in deroga, ha introdotto degli specifici obblighi per le aziende. Detti obblighi consentono da un lato di monitorare l’effettiva applicazione delle sospensioni dei lavoratori in modo tempestivo rispetto al loro verificarsi e dall’altro lato di individuare con precisione i lavoratori coinvolti negli obblighi di adesione delle politiche attive per dare corso alle azioni di comunicazione relative ai rispettivi diritti e doveri. Inoltre, sempre il predetto obbligo di comunicazione dell’azienda, rende possibile il controllo della spesa attraverso una stima attendibile del valore rendicontabile. Per facilitare l’adempimento, in attesa che entri in vigore il flusso Inps Uniemens, il rendiconto mensile delle ore di sospensione effettivamente utilizzate dovrà avvenire utilizzando l’applicativo «Finanziamenti on line» che la Regione Lombardia ha predisposto. La stessa procedura dovrà essere utilizzata per tener aggiornato il calendario delle effettive sospensioni dell’attività lavorativa di ciascun lavoratore. Sul punto le specifiche tecniche prevedono che il calendario settimanale delle sospensioni dell’attività lavorativa di ciascun lavoratore debba essere compilato non più tardi del primo giorno lavorativo della settimana di riferimento e comunque non più tardi della data di inizio della sospensione. Nel caso in cui si verificassero variazioni infrasettimanali non programmabili o impreviste relative al calendario delle sospensioni, queste devono risultare da comunicazioni tracciate preventive o contestuali fra il datore di lavoro e il lavoratore. Invece il rendiconto mensile delle ore di sospensione effettivamente utilizzate da ciascun lavoratore, va compilato entro il 15 del mese successivo a quello a cui la consuntivazione fa riferimento. La Regione evidenzia che non è possibile rendicontare mensilmente senza preventivo inserimento delle relative comunicazioni di sospensione (non può essere pertanto rendicontato un mese con valori superiori a zero dove non è stata effettuata la comunicazione di sospensione).

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Rinnovo della domanda di Cig in deroga All’atto delle eventuali richieste di Cig in deroga successive alla prima, il datore di lavoro dovrà fornire un report di monitoraggio dell’utilizzo contenente informazioni sui seguenti elementi: andamento dei percorsi di politiche attive del lavoro seguiti dai lavoratori in Cigd, nel periodo relativo alla precedente richiesta; piani di gestione degli esuberi, ove previsti. L’obbligo di aggiornamento assume una certa importanza dato che l’accordo quadro ha previsto che l’omissione o la fornitura incompleta dei dati determinerà il diniego dell’autorizzazione all’intervento della Cig in deroga (se non ancora concessa) o la revoca dell’autorizzazione (se già concessa). Inoltre la violazione dell’obbligo rende inammissibile il rinnovo della domanda di Cig in deroga. Si giunge alla stessa conclusione se il datore di lavoro non osserva le richieste di integrazione entro i termini stabiliti, nel caso in cui abbia presentato domanda di rinnovo dell’ammortizzatore sociale in deroga. Alberto Rozza - Consulente aziendale

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Licenziamento per abbandono del posto di lavoro e offese al datore Alberto Bosco Consulente aziendale in Milano Angelo Pompei Avvocato in Roma Con una recente sentenza la Corte d’Appel­ lo di L’Aquila ha convalidato il licenzia­ mento intimato a un lavoratore che, abbandonan­ do la propria postazione di lavoro, si era recato presso un neo assunto in altra località ponendo in cattiva luce la società datrice di lavoro

Corte d’Appello di L’Aquila 26 gennaio 2012 Licenziamento disciplinare - Abbandono del posto di lavoro - Colloquio con altro collega in cui si deducono disservizi e si utilizzano espressioni offensive nei confronti dei titolari dell’azienda - Grave violazione dei doveri fondamentali del lavoratore - Legittimità - Deducibilità di danni ulteriori - Irrilevanza È legittimo il licenziamento comminato al lavoratore che, dopo aver abbandonato la sede di lavoro assegnatagli, abbia posto in cattiva luce la società per la quale lavora, deducendo disservizi e utilizzando espressioni offensive nei riguardi dei suoi titolari, con un altro dipendente neo assunto. La circostanza per la quale nel comminare il licenziamento il datore di lavoro abbia richiamato ben cinque sanzioni disciplinari correlate ad altrettante contestazioni inerenti alle infrazioni del regolamento commesse dal lavoratore, configura un comportamento di gravità tale da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario.

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Il fatto A un dipendente, assunto con mansioni di vigilan­ te da parte di un istituto di vigilanza privata, veni­ va contestato di aver abbandonato, durante la notte in cui era in servizio, il posto di lavoro (1)

assegnatogli nel comune di Lanciano per recarsi invece ad Atessa ove intratteneva un collega neo assunto ponendo in cattiva luce la società, dedu­ cendo disservizi e usando espressioni offensive nei confronti dei suoi titolari. La società contesta­ va quindi la violazione dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro e, anche in conside­ razione della pregressa applicazione di altre san­ zioni disciplinari, comminava il licenziamento: il lavoratore impugnava il recesso. La pronuncia di primo grado e l’appello Il Tribunale di Lanciano, con sentenza pronuncia­ ta il 22 luglio 2010, ha accolto parzialmente la domanda proposta dal lavoratore, ritenendo l’ille­ gittimità del licenziamento intimatogli dalla socie­ tà datrice, sul presupposto di una sproporzione tra il fatto addebitato e la sanzione inflitta, ricono­ scendo a favore del medesimo, in considerazione della dimensione aziendale, la tutela obbligato­ ria(1); nella sentenza, il giudice di primo grado ha invece respinto la domanda del lavoratore volta al risarcimento dei danni ulteriori (demansionamen­ to e alla vita di relazione), non essendo stata forni­ ta alcuna prova al riguardo. Chiamata a decidere sull’appello presentato dal lavoratore e sull’appello incidentale della società, la Corte territoriale inizia da quest’ultimo e, in seguito all’evidenza e rilevanza dei fatti contestati, consistenti nell’abbandono del posto di lavoro, nell’aver posto in cattiva luce la società con un neo assunto offendendone i titolari e nell’aver già subito ben 5 sanzioni disciplinari, perviene a rite­ nere ­ contrariamente a quanto affermato dal giu­ dice di primo grado ­ pienamente legittimo il li­ cenziamento, in quanto fondato su un comporta­ mento di gravità tale da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario.

Ricordiamo che, in base a quanto stabilito da Cass., sezioni unite, 10 gennaio 2006, n. 141, in caso di controversia, «le dimensioni dell’impresa, inferiori ai limiti stabiliti dall’art. 18 della legge n. 300/1970, costituiscono, insieme al giustificato motivo del licenziamento, fatti impeditivi del suddetto diritto soggettivo del lavoratore e devono, perciò, essere provati dal datore di lavoro. Con l’assolvimento di quest’onere probatorio il datore dimostra che il diritto del lavoratore a riprendere il suo posto non sussiste, con conseguente necessità di ridurre il rimedio esercitato dal lavoratore al risarcimento pecuniario. L’individuazione di siffatto onere probatorio a carico del datore di lavoro persegue, inoltre, la finalità di non rendere troppo difficile l’esercizio del diritto del lavoratore, il quale, a differenza del datore di lavoro, è privo della “disponibilità” dei fatti idonei a provare il numero dei lavoratori occupati nell’impresa».


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Ne consegue, quindi, il rigetto della parte di do­ manda relativa anche agli altri danni dedotti dal lavoratore ricorrente, quali il ritiro del porto d’ar­ mi e i danni alla vita di relazione e psicologici, risarcibili ­ beninteso, ove dimostrati dal ricorren­ te ­ solamente in presenza di un recesso illegitti­ mo, cosa che qui non è.

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ordini legittimamente impartiti dal datore di lavo­ ro e abbandoni senza giustificazione il posto di lavoro commette una grave insubordinazione, sanzionabile con il licenziamento(5). È sempre compito del giudice, anche ove l’abbandono ven­ ga previsto dalla contrattazione collettiva come giusta causa di licenziamento, accertare, in con­ creto, la reale entità e gravità dell’infrazione adde­ bitata al dipendente, nonché il rapporto di propor­ zionalità tra sanzione e infrazione, tenuto conto delle circostanze del caso e della portata soggetti­ va della condotta(6).

L’abbandono del posto di lavoro … La decisione in commento offre lo spunto per una rapida ricognizione della giurisprudenza nota in materia di abbandono del posto di lavoro, con particolare riguardo alle ipotesi in cui tale condot­ ta sia posta in essere da un lavoratore avente … da parte di una guardia giurata È del tutto evidente che qualora l’abbandono del mansioni di guardia giurata. posto di lavoro ­ situazione che non Anzitutto, in base ai principi generali, deve essere confusa con il «momenta­ l’onere di provare tale circostanza ­ che neo allontanamento»(7) ­ venga posto deve peraltro essere esplicitamente con­ L’abbandono testata al dipendente ­ grava sul datore del posto di lavoro in essere da un lavoratore assunto in qualità di guardia giurata, la situazio­ di lavoro(2). Merita poi di essere citata di una guardia ne deve essere valutata con particola­ una decisione di merito(3) la quale ha re attenzione e rigore(8). Infatti, ad av­ ritenuto sussistente la giusta causa di giurata dimissioni (con conseguente spettanza a è giusta causa viso della Corte di Cassazione «l’ab­ favore del lavoratore dell’indennità so­ di licenziamento bandono del posto di lavoro con no­ stitutiva del preavviso) qualora risulti tevole anticipo di una guardia giurata, provato che l’abbandono del posto di senza alcun avviso, lasciando scoper­ lavoro sia dipeso da un’immotivata aggressione ver­ ta la zona, costituisce una violazione idonea per la bale da parte del datore di lavoro, sfociata in pesanti sua gravità, a incrinare il rapporto fiduciario, stan­ ingiurie e strattonamenti. Ancora, con riguardo alle te la delicatezza delle mansioni affidate, attribuite dimissioni, è stato ritenuto che queste debbano esse­ sotto un regime di sostanziale autocontrollo»(9). re rigorosamente provate e che quindi il comporta­ In via generale, e per concludere sul punto, la mento del dipendente, consistente nell’abbandono giurisprudenza ritiene che: del posto di lavoro non può, di per sé solo, avere il 1) l’abbandono del posto da parte della guardia significato di una dichiarazione tacita di recesso, an­ giurata ­ ove venga accertata l’idoneità dell’ina­ che ove viga la libertà di forma delle dimissioni del dempimento del lavoratore a incidere sulle esi­ lavoratore, ma devono risultare anche ulteriori circo­ genze di controllo proprie del servizio stesso ­ è stanze di fatto confermative dell’intento del prestato­ sanzionabile con il licenziamento(10); re di recedere dal rapporto(4). 2) l’abbandono del posto di lavoro configura una In generale però, il lavoratore che si renda prota­ mancanza di rilevante gravità idonea, indipenden­ gonista di reiterati episodi di rifiuto di eseguire gli temente dall’effettiva produzione di un danno, a

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In questo senso si vedano: Cass. 29 marzo 2006, n. 7221; Tribunale Rieti 15 febbraio 2007. Si tratta di Tribunale Torino 3 aprile 2004. La Corte di Cassazione, con sentenza 25 febbraio 2000, n. 2170, nell’affermare il suddetto principio, ha confermato la pronuncia del giudice del merito che aveva esteso la propria indagine anche al successivo comportamento del lavoratore per qualificare come dimissioni la dichiarazione dello stesso di non voler più svolgere la prestazione lavorativa alla quale era assegnato. In questo senso Corte d’Appello di Torino 15 marzo 2004. Così Tribunale di Siracusa 15 ottobre 2001. In questo senso si veda Cass. 6 luglio 2002, n. 9840. Come rilevato dal Tribunale Siracusa con sentenza 15 ottobre 2001, «è evidente che l’inadempimento dell’obbligo di vigilanza di una guardia giurata non è marginale, bensì centrale in relazione al servizio che il datore di lavoro deve assicurare (nel caso di specie a una raffineria), per cui la condotta di abbandono è di per sé grave e rende legittimo il licenziamento». Cass. 26 settembre 2011, n. 19622, in Guida al Lavoro 25 novembre 2011, n. 46, pag. 37, con commento di Toffoletto e soci: «Licenziamento disciplinare per servizi di vigilanza di guardie giurate». Cfr. Cass. 23 marzo 2005, n. 6241, in Guida al Lavoro 17 giugno 2005, n. 25, pag. 40, con nota di Toffoletto e soci: «Licenziamento per abbandono del posto di lavoro».

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fare irrimediabilmente venir meno l’elemento fi­ duciario nel rapporto di lavoro e a integrare la nozione di giusta causa di licenziamento(11). Operato del dipendente e danno all’immagine aziendale Passando a esaminare gli altri aspetti della decisio­ ne in commento va rammentato come, nell’opera­ to del lavoratore acquistano rilievo, oltre ai conso­ lidati principi della subordinazione gerarchica, scaturenti dalle norme di legge (artt. 2086, 2094 c.c.) e dalla contrattazione collettiva, categoriale ovvero aziendale, anche una serie di iniziative comportamentali ­ sia nell’ambito lavorativo che extra ­ le quali integrano l’espletamento da parte del medesimo delle mansioni assegnategli in os­ servanza, anche in questo caso, di norme di legge (art. 2103 c.c.) e di contratto. Si tratta della corretta osservanza di norme compor­ tamentali che travalicano la mera prestazione esple­ tata durante l’attività lavorativa e che possono inte­ ressare anche aspetti della vita privata del dipenden­ te, ma tali, per la peculiarità del rapporto, che intera­ giscono con esso per aspetti fiduciari, tanto da poter influire negativamente sull’immagine aziendale(12). Certamente nel nostro ordinamento non sono en­ fatizzati quei profili di coinvolgimento personale nell’attività aziendale, come in altri Paesi(13) e la stessa norma costituzionale, all’art. 46, nel preve­ dere la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, allo stato è rimasta una mera enun­ ciazione di principio. Per altro verso si deve però evidenziare che, pur se la distinzione dei ruoli tra i partner sociali è uno dei principi cardine nella regolamentazione dei nostri rapporti di lavoro, la mera contrapposizione delle parti è ormai in via di superamento, derivan­ te da tutta una serie di circostanze, e certamente non da ultimo l’attuale momento di crisi, che ri­ chiede, oltre ad una necessaria condivisione, una forte coesione sociale(14). In ogni caso per richiamare la correttezza dei comportamenti non è necessario fare appello a

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regole di fairplay, o ad iniziative di natura mera­ mente organizzativa o gestionale, in quanto vi sono le previsioni che richiamano, in via generale nelle obbligazioni e nei contratti il rispetto dei principi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.), ed in particolare nei rapporti di lavoro il principio di diligenza (art. 2104 c.c.) e l’obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.), il cui rispetto è specifica­ tamente richiamato dalla legge (art. 2106 c.c.), tanto da consentire al datore di lavoro, in caso di inosservanza, di applicare sanzioni disciplinari, ov­ viamente nel rispetto delle regole poste a tutela del lavoratore (art. 7, legge n. 300/1970). Lealtà del comportamento e principi regolamentari Dalla pronuncia in esame si evince, infatti, che il lavoratore, non nuovo a inosservanze delle diretti­ ve aziendali e ai conseguenti provvedimenti disci­ plinari, aveva realizzato, oltre alla già esaminata infrazione operativa (abbandono di postazione), un comportamento dannoso all’immagine azien­ dale, asserendo in un colloquio con un neo assun­ to l’esistenza di disservizi e usando frasi ingiuriose nei confronti del proprio datore di lavoro. Nel nostro ordinamento, pur non applicandosi i principi di common law, si è avvertita recentemen­ te l’esigenza di un’integrazione della tradizionale norma scritta, tanto da realizzare dei «codici etici» che si ispirano a principi morali e orientano l’ope­ rato dei soggetti appartenenti a un determinato contesto, società, gruppo ecc. Nella regolamenta­ zione poi dei rapporti di lavoro, oltre all’osservan­ za delle previsioni sanzionatorie dettagliatamente indicate, e della regolamentazione aziendale rego­ larmente affissa, vi è l’obbligo del rispetto dei principi del cd. «comune sentire» che non richie­ dono ulteriori precisazioni o particolareggiate proibizioni, tanto da farsi ritenere ­ da parte della Suprema Corte, con indirizzo ormai consolidato ­ legittima l’adozione di un licenziamento per giusta causa anche per una violazione priva di specifica­ zione nel codice disciplinare(15).

In questo senso, con particolare riguardo all’irrilevanza del fatto che, pur in presenza dell’abbandono del posto di lavoro, non si sia verificato alcun danno: Cass. 6 luglio 2002, n. 9840; Cass. 3 luglio 1998, n. 6534. Sul rilievo dei «comportamenti extralavorativi del dipendente e giusta causa obiettiva di licenziamento» cfr. Cass., sez. lavoro, 2 agosto 2010, n. 17969, in Mass. Giur. Lav. 2011, 3, 158 con nota di C. Tamburro. Ad esempio i principi della «comunità di lavoro» sono tipici dell’ordinamento tedesco, dove la compartecipazione e la co­decisione (mitbestimmung) sono fortemente radicate nella carta costituzionale e trovano il loro fondamento nello specifico ordinamento societario. L’attualità degli impegni governativi su «La riforma del mercato del lavoro» e in particolare le vicende legate alle modifiche dell’art. 18 della legge n. 300/1970 sulla disciplina dei licenziamenti hanno portato a un approfondimento della materia, facendo emergere nell’esame delle varie tipologie (risarcimento o reintegra) non solo l’interesse alla mera conservazione del posto di lavoro, ma anche il rispetto del principio di integrazione che viene a crearsi tra lavoratore ed azienda. Cfr. per gli approfondimenti sulla «La riforma…» Speciali di Guida al Lavoro, 2012, n. 15. La Cassazione con la recente sentenza n. 3060 del 29 febbraio 2012 ha riconosciuto, come violazione di uno dei


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In particolare il citato obbligo di fedeltà, di cui al­ l’art. 2105 c.c., impone al lavoratore di operare in sintonia con le finalità e gli interessi dell’impresa, evitando quindi comportamenti che per la loro na­ tura e per le loro conseguenze sono in contrasto con il suo corretto inserimento nella struttura e nell’or­ ganizzazione aziendale, e comunque tali che, crean­ do una situazione conflittuale, ledono irrimediabil­ mente la prosecuzione del rapporto di lavoro(16). La chiarezza dei rapporti tra i soggetti, sulla base dei principi costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini (art. 21) consente poi la libertà di espres­ sione anche sui luoghi di lavoro, e in tal senso può essere esercitato anche il diritto di critica da parte del lavoratore nei confronti dell’azienda; ma l’esercizio di tale diritto trova un limite nella veri­ dicità delle dichiarazioni e nelle modalità con il

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quale viene esercitato. Utilizzare toni scandalistici e muovere critiche che eccedono lo spirito infor­ mativo, prive di obiettività e serenità (es. insinua­ zioni, sottintesi, doppi sensi ecc.) sono tali da dan­ neggiare l’immagine e la dignità di un soggetto, sia esso persona fisica o giuridica, e rappresentano nel rapporto di lavoro una violazione talmente grave da far venir meno il rapporto fiduciario e di stima che deve intercorrere tra le parti. Non si deve poi trascurare che il lavoratore a tutela dei propri diritti, e per eventuali violazioni può utiliz­ zare, oltre agli strumenti giudiziari garantiti a tutti i cittadini, il canale della rappresentatività sindaca­ le, che può legittimamente intervenire, tenuto conto delle specifiche misure di sostegno appre­ state dal legislatore con la legge 20 maggio 1970, n. 300, cd. «Statuto dei lavoratori».

fondamentali principi del rapporto di lavoro, la prolungata assenza ingiustificata, pur se la normativa disciplinare non indicava una specifica sanzione; per la nota ed il commento: Cherubini­Mancini «Codice disciplinare: no all’obbligo di affissione per assenza ingiustificata» in Guida al Lavoro, 2012, 14, 26. La Suprema Corte con sentenza n. 11220 del 14 giugno 2004 (inedita) confermò la violazione dell’obbligo di fedeltà da parte di un dipendente che aveva affisso alla porta del suo ufficio un’intervista da lui rilasciata a un giornale, nella quale venivano riportate frasi lesive per l’immagine dell’azienda e gravi accuse nei confronti della dirigenza; le successive giustificazioni con le quali asseriva che tali dichiarazioni non erano sue bensì dell’intervistatore, non furono ritenute idonee, in quanto l’interessato non aveva esercitato il diritto di rettifica, né esperito azioni di tutela nelle competenti sedi giudiziarie.

I LIBRI DI GUIDA AL LAVORO

I CONTRATTI COLLETTIVI di F. Balbi, C. Paiola

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N. 19 - 4 maggio 2012

Il volume, aggiornato con le più importanti novità introdotte dai recenti accordi interconfederali e dall’art. 8 D.L. 13/2011 sulla contrattazione di prossimità, illustra la struttura delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni dei datori di lavoro per passare poi alla descrizione dei diversi livelli di contrattazione (nazionale, territoriale e aziendale), soffermandosi in particolare sul rapporto tra disciplina legislativa e contratto collettivo e tra questo e il contratto individuale. Il DVD-Rom allegato raccoglie l’archivio storico della contrattazione collettiva nazionale, dal 1984 fino a dicembre 2011, con il testo integrale di più di 2.500 tra contratti collettivi vigenti e previgenti, accordi sindacali e accordi interconfederali di oltre 280 settori.

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RAPPORTO DI LAVORO Giurisprudenza

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Rassegna della Cassazione 7-22 marzo 2012 a cura di

Toffoletto, De Luca Tamajo e Soci Studio legale in Milano - Ha collaborato l’avv. Elio Cherubini

Rsu, adesione ad altro sindacato e permessi Cass., sez. lav., 7 marzo 2012, n. 3545 Pres. Napoletano; Rel. Curzio; Ric. N.H.K.C.M. Spa; Controric. S.D.L. e Fiom Cgil Lavoro - Lavoro subordinato - Associazioni sindacali - Sindacati (postcorporativi) - Elezioni Rsu - Dimissioni - Adesione ad un altro sindacato - Fruizione dei permessi sindacali Esclusione - Repressione della condotta antisindacale - Fondamento universalistico della carica elettiva - Fattispecie I lavoratori una volta eletti Rsu non sono più legati al sindacato nelle cui liste si sono presentati alle elezioni, ma fondano la loro carica sul voto, universale e segreto, dell’intera collettività dei dipendenti aziendali. Tale fondamento permane anche se il lavoratore si dimette dal sindacato nelle cui liste si è presentato e quale che siano le sue successive decisioni. Non può quindi desumersi che la decisione del lavoratore di aderire ad un altro sindacato implichi la sua decadenza dalla carica e il venir meno dei diritti connessi alla carica stessa.

Nota - Nella vicenda in esame, un sindacato dei lavora­

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tori aveva proposto ricorso ai sensi dell’art. 28 dello Sta­ tuto dei lavoratori, esponendo che nel 2006, presso la società convenuta, era stato eletto in qualità di Rsu un lavoratore presentatosi nelle liste di un altro sindacato. Successivamente, nel 2007 il lavoratore si era dimesso ed era passato al sindacato dei lavoratori attuale ricor­ rente. Da quel momento la società datrice di lavoro non aveva più risposto alle richieste del lavoratore di usufrui­ re dei permessi sindacali e non lo aveva più convocato alle riunioni, né dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rsl) né dei rappresentanti sindacali unitari (Rsu). Per tale motivo il sindacato ricorrente riteneva antisinda­ cale il comportamento della società. Il giudice di primo grado aveva accolto il ricorso e dichia­ rato antisindacale la condotta della datrice di lavoro, ordi­ nando a quest’ultima di riconoscere al lavoratore tutti i diritti inerenti alla funzione di Rsu e Rsl. Tale decisione veniva confermata anche dalla Corte d’Ap­ pello. La società proponeva quindi ricorso in Cassazione sulla base di diversi motivi.

Con il primo motivo di ricorso la società denunciava la violazione dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori e dell’ac­ cordo collettivo interconfederale del 20 dicembre 1993 siglato tra Cgil, Cisl e Uil sulla costituzione delle Rsu. A parere della ricorrente, la Corte d’Appello avrebbe erra­ to affermando che il lavoratore eletto Rsu nella lista di un sindacato rimarrebbe in carica anche se successivamente si dimette da tale sindacato e si iscrive ad un altro sinda­ cato non rappresentativo, in quanto non partecipante al­ l’elezione e non firmatario del Ccnl applicato in azienda. Secondo la Corte di Cassazione, invece, in base alle previ­ sioni dell’accordo interconfederale, una volta presentate le liste hanno luogo le elezioni e queste avvengono per due terzi dei seggi a suffragio universale ed a scrutinio segreto. I lavoratori una volta eletti, quindi, non sono più legati al sindacato nelle cui liste si sono presentati alle elezioni, ma fondano la loro carica sul voto, universale e segreto, del­ l’intera collettività dei dipendenti aziendali. E tale fondamento permane anche se il lavoratore si dimet­ te dal sindacato nelle cui liste si è presentato e quale che siano le sue successive decisioni. Non può quindi desumersi che la decisione del lavoratore di aderire ad un altro sindacato implichi la sua decadenza dalla carica e il venir meno dei diritti connessi alla stessa carica. Tale affermazione la si desume sia in base al fondamento universalistico della carica elettiva prima esaminato, sia dal fatto che l’accordo regola espressamente i casi di deca­ denza (art. 6, prima parte) e tra questi non è prevista l’ipotesi delle dimissioni dal sindacato nelle cui liste ci si è presentati alle elezioni. Quindi, se il lavoratore eletto Rsu non decade dalla carica, ciò implica che egli conserva il diritto a fruire dei permessi sindacali secondo quanto previsto dagli artt. 23 e 24 dello Statuto dei lavoratori, anche in relazione alla diversa asso­ ciazione sindacale alla quale egli abbia successivamente aderito. Tale associazione potrà, quindi, agire ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei lavoratori per tutelare il relativo interesse collettivo, sempre che sia legittimata a tale azione. Con un secondo motivo di ricorso, la società ha criticato la sentenza impugnata per il fatto di aver ritenuto sussistente il requisito del carattere nazionale dell’associazione ai fini della legittimazione ad agire ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori. A parere della ricorrente, infatti, a tal fine è necessaria la stipulazione di accordi e contratti collettivi che trovano applicazione in tutto il territorio nazionale. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondata anche tale doglianza, sul rilievo che «un’associazione sindacale può avere carattere nazionale anche se non ha firmato contratti collettivi nazionali, ma presenti comunque una struttura di ampiezza nazionale e possa dimostrare di svolgere ed


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avere svolto attività su tutto o ampia parte del territorio nazionale» (cfr. Cass. n. 16787/2011). Alla luce delle considerazioni sopra svolte, la Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso proposto dalla società, condannandola alla rifusione delle spese di lite.

Periodo di prova e interruzione del decorso per ferie Cass., sez. lav., 22 marzo 2012, n. 4573 Pres. Vidiri; Rel. Stile; P.M. Viola; Ric. F.C.; Contr. C.V. Spa Lavoro subordinato - Periodo di prova - Mancato superamento - Recesso - Tempestività Ferie godute - Interruzione del decorso del periodo pattuito - Sussistenza Le ferie interrompono la decorrenza del periodo di prova, che si prolunga per i giorni fruiti dal lavoratore, a meno, naturalmente, che la loro fruizione non fosse stata prevista preventivamente all’interno del patto.

Nota - Il caso di specie è sorto in seguito al licenziamento

spetta al datore di lavoro determinare il periodo in cui far godere le ferie ai propri dipendenti nell’anno lavorativo, tenuto conto delle esigenze dell’impresa ­ e ciò nel rispetto del principio di libertà economica fissato dall’art. 41 della Costituzione della Repubblica ed anche degli interessi del prestatore di lavoro ­, sostiene che tale determinazione, essendo, nella specie, avvenuta, di concerto e previa con­ sultazione con le Rsu, ed essendo stata preventivamente resa nota ai prestatori di lavoro, non abbisognava di ulteriori «apposite conferme in relazione alle concrete esi­ genze aziendali», delle quali il datore di lavoro aveva evidentemente già tenuto conto nella determinazione ope­ rata. Con il secondo motivo il ricorrente lamentava che la Corte territoriale avesse ritenuto che i disposti calendari aziendali delle ferie sarebbero stati meri programmi di massima, e che richiedevano una conferma di volta in volta, senza dare ragione di come, a novembre (quando al periodo stabilito per le ferie mancavano ormai poco più di tre settimane e non vi era più tempo di utilmente procrasti­ narlo), si potesse ritenere quel programma una mera previ­ sione di massima inidonea a fondare un diritto dei lavora­ tori a fruire delle ferie nel periodo indicato. La Cassazione ha rigettato il ricorso richiamando il principio (Cass. n. 23061/2007), secondo il quale il decorso di un periodo di prova, determinato nella misu­ ra di un complessivo arco temporale, non è sospeso da ipotesi di mancata prestazione lavorativa inerenti al normale svolgimento del rapporto, quali i riposi setti­ manali e le festività. Devono, invece, ritenersi esclusi (considerata la funzio­ ne di consentire alle parti di verificare la convenienza della collaborazione reciproca del periodo di prova con­ cordato tra le parti) i giorni in cui la prestazione non si è verificata per eventi non prevedibili al momento della stipulazione del patto stesso, quali la malattia, l’infortu­ nio, la gravidanza e il puerperio, i permessi, lo sciopero, la sospensione dell’attività del datore di lavoro nonché il godimento delle ferie annuali, in quanto, queste ultime in particolare, hanno la funzione di consentire al lavo­ ratore il recupero delle energie lavorative dopo un cospi­ cuo periodo di attività, che solitamente pertanto matu­ rano dopo il periodo di prova. Pertanto, «come regola generale le ferie interrompono la decorrenza del periodo di prova, che si prolunga per i giorni fruiti dal lavoratore (a meno, naturalmente, che la loro fruizione non fosse stata prevista preventivamen­ te all’interno del patto)». Nel caso di specie, la Corte di merito, dopo aver osser­ vato che nessuna pattuizione di fruizione delle ferie era stata prevista preventivamente all’interno del patto di prova, ha preso in esame la disposizione del Ccnl, interpretandola, in ragione della sopraevidenziata ca­ ratteristica del contratto di lavoro con clausola di pro­ va, in termini di adempimento, per il caso di mancato recesso al termine del periodo di prova, dell’onere di informazione, a carico dell’imprenditore, circa la durata o le modalità di determinazione e di fruizione delle ferie. A ciò si aggiunga che la contrattazione collettiva appli­ cabile ha recepito il principio dell’effettività dell’esperi­ mento della prova attraverso la previsione (implicita) ai fini della prova dei giorni di effettivo lavoro. La Cassa­ zione ha pertanto, per le ragioni sopraesposte, rigettato il ricorso.

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per mancato superamento del periodo di prova di un lavoratore, assunto come apprendista montatore calzatu­ riero, con un periodo di prova di un mese. Il lavoratore impugnava il licenziamento affermando che, posto che l’assunzione era avvenuta il 25 novembre, il licenziamento, intimato il 3 gennaio, era stato assunto dopo il decorso del periodo di prova e chiedeva pertanto, previo accertamento dell’illegittimità del licenziamento, la condanna della società alla reintegrazione nel posto di lavoro ed al risarcimento del danno. Il Tribunale di Rimini respingeva il ricorso e la Corte d’Appello di Bologna confermava la decisione di primo grado, osservando che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, il recesso, comunicato dalla società il 3 di gennaio e motivato dal mancato superamento della prova, non era tardivo e, come tale, nullo, tenuto conto della data di assunzione (25 novembre) e della data del recesso (3 gennaio) e del periodo di fruizione delle ferie natalizie (dal 23 dicembre al 1° gennaio), sicché il recesso risultava intimato non oltre il mese, tenuto conto del mancato esple­ tamento dell’attività nei giorni 23 e 24 dicembre. Il lavoratore ricorreva pertanto in Cassazione denun­ ciando la falsa applicazione ed erronea interpretazione dell’art. 2109 c.c. e dell’art. 85 Ccnl di categoria in relazione al disposto dell’art. 41 Cost. ed in particolare lamentava che la Corte del merito avesse ricondotto il periodo feriale a quegli eventi di norma non prevedibili e come tali, sempre di norma, interferenti sul periodo della prova, nel senso di richiederne il corrispondente prolungamento per i giorni della mancata erogazione della prestazione lavorativa. Il ricorrente lamentava inoltre che la Corte territoriale avesse trascurato di considerare la peculiarità della fattis­ pecie, erroneamente sostenendo che, anche nel caso in oggetto, non si fosse potuto avere previsione dell’incidenza di tale evento sul periodo stabilito per la prova. Il ricorrente, pur dando atto che, ai sensi dell’art. 2109 c.c.

RAPPORTO DI LAVORO Giurisprudenza

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RAPPORTO DI LAVORO Giurisprudenza

Licenziamento e mancata comunicazione dei motivi da parte del datore Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3632 Pres. Vidiri; Rel. Tria; Ric. O.M. Srl; Controric. D.P.N Lavoro - Lavoro subordinato - Estinzione del rapporto - Licenziamento individuale - Motivi di licenziamento - Mancata comunicazione da parte del datore di lavoro - «Ratio» - Inefficacia del licenziamento La mancata comunicazione da parte del datore di lavoro dei motivi che hanno determinato il recesso, a seguito della richiesta presentata dal lavoratore licenziato ai sensi della legge 15 luglio 1966, n. 604, art. 2, comma 2 (nel testo introdotto dalla legge 11 maggio 1990, n. 108, art. 2), comporta l’inefficacia del licenziamento intimato, essendo il termine previsto di 7 giorni necessariamente breve, in quanto imposto dall’esigenza di concentrare la contestazione e la difesa, nell’interesse di entrambe le parti del rapporto.

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sentenze n. 477/2002, n. 28/2004, n. 3/2010 e in altre decisioni ad esse conformi ­ secondo i quali l’adempimento di un onere di comunicazione si collega, di regola, al compimen­ to, da parte del soggetto a ciò tenuto, dell’attività necessaria ad avviare il procedimento di comunicazione demandato ad un servizio idoneo a garantire un adeguato affidamento ­ sottratto alla sua ingerenza, in ragione di un equo e ragione­ vole bilanciamento degli interessi coinvolti (cfr. Cass. 24 mar­ zo 2011, n. 6757); b) quanto alle conseguenze di tale ritardo, come risulta dallo stesso art. 2, comma 3, cit., la mancata comunicazione da parte del datore di lavoro dei motivi che hanno determinato il recesso, a seguito della richiesta presentata dal lavoratore licenziato ai sensi della legge 15 luglio 1966, n. 604, art. 2, comma 2 (nel testo introdotto dalla legge 11 maggio 1990, n. 108, art. 2) comporta l’inefficacia del licenzia­ mento intimato, essendo il suddetto termine necessariamente breve, in quanto imposto dall’esigenza di concentrare la contestazione e la difesa, nell’interesse di entrambe le parti del rapporto (arg. ex Cass. 5 marzo 1997, n. 1933; Cass. 21 ottobre 1997, n. 10354; Cass. 14 aprile 2001, n. 5591; Cass. 1° febbraio 2008, n. 2498).

Licenziamento di dirigente e indennità supplementare Cass., sez. lav., 8 marzo 2012, n. 3628

Nota - Un lavoratore adiva il giudice del lavoro al fine di

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ottenere la declaratoria di illegittimità del licenziamento intimatogli dal proprio datore di lavoro con le relative conseguenze di legge. Il Tribunale rigettava la domanda del lavoratore. La Corte d’Appello, successivamente adita dal dipendente, in riforma della sentenza di primo grado, riteneva illegittimo il suddetto licenziamento, condannando la società a reintegrare il dipendente nel posto di lavoro e a corrispondergli l’importo delle retribuzioni dalla data del licenziamento fino all’effettiva reintegra, oltre agli accessori di legge. In particolare, la Corte territoriale, accogliendo le doglianze del lavoratore, osservava che la società non aveva rispettato il termine di sette giorni previsto dall’art. 2, legge n. 604/1966 per l’invio della comunicazione scritta dei motivi del licenzia­ mento, avendo inviato tardivamente la risposta alla richiesta del lavoratore di conoscere le motivazioni del recesso, ossia ben più di sette giorni dopo la ricezione da parte del datore di lavoro della suddetta richiesta. Sotto il profilo formale, la Corte d’Appello riteneva, quindi, che il licenziamento intimato senza il rispetto delle suddet­ te disposizioni dovesse essere considerato inefficace. La società ricorreva, pertanto, per Cassazione contestando la soluzione adottata dalla Corte d’Appello in merito al mancato rispetto, da parte della società datrice di lavoro, del termine di sette giorni, posto a suo carico a pena di inefficacia del recesso, dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, art. 2, commi 2 e 3 (di cui al secondo motivo di ricorso). La Suprema Corte ha ritenuto infondato tale motivo di ricorso, ritenendo che la Corte d’Appello si fosse corretta­ mente conformata ai seguenti principi: a) nell’interpretazione della legge n. 604/1966, art. 2, com­ ma 2, trovano applicazione i principi generali enunciati dalla giurisprudenza di legittimità (vedi, per tutte: Cass., S.U., 14 aprile 2010, n. 8830) e affermati, con riferimento alla notifi­ cazione degli atti processuali, dalla Corte costituzionale nelle

Pres. Vidiri; Rel. Stile; P.M. Viola; Ric. Z.G.; Controric. F. Spa Lavoro - Lavoro subordinato - Estinzione del rapporto - Licenziamento individuale - Dirigente d’azienda - Licenziamento di dirigente Indennità supplementare di cui all’art. 19 del Ccnl dirigenti aziende industriali 27 aprile 1995 - Spettanza - Condizioni - Recesso non assistito da giustificatezza - Necessità In materia di rapporto di lavoro dei dirigenti d’azienda, l’indennità supplementare di cui all’art. 19 del Ccnl dei dirigenti di aziende industriali del 27 aprile 1995 compete al dirigente licenziato solo nei casi in cui il recesso non sia assistito da giustificatezza, che può fondarsi sia su ragioni soggettive ascrivibili al dirigente, sia su ragioni oggettive concernenti esigenze di riorganizzazione aziendale, che non debbano necessariamente coincidere con l’impossibilità della continuazione del rapporto o con una situazione di grave crisi aziendale, tale da rendere impossibile o particolarmente onerosa detta continuazione, dato che il principio di correttezza e buona fede, che costituisce il parametro su cui misurare la legittimità del licenziamento, deve essere coordinato con la libertà di iniziativa economica, garantita dall’art. 41 Cost. Pertanto, in merito al licenziamento del dirigente, da un lato, la crisi aziendale non deve necessariamente coincidere con l’impossibilità della continuazione del rapporto di lavoro e, dall’altro, il giudice non può comunque valutare le politiche aziendali rispetto ai livelli più alti della gestione dell’impresa, se non sotto i profili della pretestuosità ed arbitrarietà.


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Nota - Il giudizio riguarda un dirigente licenziato per soppressione della posizione lavorativa ­ nell’ambito di una riorganizzazione aziendale volta alla riduzione dei costi e alla razionalizzazione delle risorse ­ che ha impugnato il licenziamento domandando l’indennità supplementare, oltre al risarcimento di danni per li­ cenziamento ingiurioso, il demansionamento, la lesio­ ne all’immagine, alla reputazione e all’onorabilità. La Corte di Appello di Milano, confermando la sentenza di primo grado, ha respinto il ricorso del dirigente, avendo escluso che il recesso fosse ingiustificato ed avendo accertato che il licenziamento fosse, invece, da ricollegarsi alla volontà imprenditoriale di riorganizza­ re la società. E’ stata rigettata anche la domanda volta al risarcimen­ to del danno per mancanza di prove. Il dirigente ha proposto ricorso per cassazione, lamen­ tando, in particolare, che la sentenza della Corte di Appello non avrebbe sufficientemente esaminato l’effet­ tività e la veridicità del motivo contenuto nella lettera di licenziamento, limitandosi all’analisi delle scelte strate­ giche del datore di lavoro. La Suprema Corte ha ritenuto infondata l’impugnazione del lavoratore. Dopo aver premesso che dalle risultanze probatorie e dalle allegazioni documentali era emersa la volontà imprenditoriale di riorganizzare la società e che, per­ tanto, il licenziamento del dirigente non poteva ritenersi ingiustificato, la Suprema Corte di Cassazione, richia­

mando un principio già espresso con una precedente pronuncia (Cass. n. 16498/2009), ha precisato che: «In materia di rapporto di lavoro dei dirigenti d’azien­ da, l’indennità supplementare di cui all’articolo 19 del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dei diri­ genti di aziende industriali del 27 aprile 1995 compete al dirigente licenziato solo nei casi in cui il recesso non sia assistito da giustificatezza, che può fondarsi sia su ragioni soggettive ascrivibili al dirigente, sia su ragioni oggettive concernenti esigenze di riorganizzazione aziendale, che non debbano necessariamente coincidere con l’impossibilità della continuazione del rapporto o con una situazione di grave crisi aziendale, tale da rendere impossibile o particolarmente onerosa detta continuazione, dato che il principio di correttezza e buona fede, che costituisce il parametro su cui misurare la legittimità del licenziamento, deve essere coordinato con la libertà di iniziativa economica, garantita dall’ar­ ticolo 41 della Costituzione». La Suprema Corte di Cassazione, alla luce dei citati principi ha, pertanto, ritenuto corretto quanto stabilito dalla Corte di Appello di Milano in relazione al caso in esame, ossia che «in merito al licenziamento del dirigen­ te, da un lato, la crisi aziendale non deve necessaria­ mente coincidere con l’impossibilità della continuazione del rapporto di lavoro e, dall’altro, il giudice non può comunque valutare le politiche aziendali rispetto ai li­ velli più alti della gestione dell’impresa, se non sotto i profili della pretestuosità ed arbitrarietà».

GUIDA PRATICA LAVORO ALL’ESTERO a cura di Andrea Costa

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Nella gestione di un espatrio per motivi di lavoro si deve prestare particolare attenzione ai diversi aspetti che interessano la mobilità transnazionale, dalle procedure di immigrazione alle comunicazioni agli enti interessati, dalla disciplina del rapporto di lavoro alla posizione fiscale, previdenziale e assistenziale del soggetto da inviare all’estero. Guida Pratica Lavoro all’estero è lo strumento di aggiornamento e di approfondimento per migliorare e ampliare le conoscenze dei vari elementi che caratterizzano la complessa gestione amministrativa dell’espatrio di lavoratori dipendenti del settore privato, dei dipendenti del settore pubblico e dei lavoratori autonomi. Attraverso una impostazione semplice e intuitiva, corredato di numerosissimi esempi, il volume affronta tutti gli aspetti dello svolgimento di un rapporto di lavoro (e dei relativi risvolti fiscali e previdenziali) che deve essere inquadrato all’interno della disciplina legislativa nazionale, nella quale si innestano le varie disposizioni regolatrici degli ordinamenti di ogni singolo paese di destinazione lavorativa.

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Agenti e rappresentanti: rassegna di giurisprudenza a cura di

Angelo Zambelli Avvocato in Milano, Dewey & LeBoeuf Studio legale Ha collaborato l’avvocato Barbara Grasselli

COSTITUZIONE DEL RAPPORTO

Rapporto di agenzia e competenza del giudice del lavoro Cass., sez. VI civ., ordinanza 15 febbraio 2012, n. 2158 Pres. Battimiello; Rel. Meliadò; Ric. Omissis Srl; Res. P&B Snc Agenzia - Competenza del giudice del lavoro Struttura societaria dell’agente - Carattere prevalentemente personale della prestazione - Insussistenza Quando l’agente sia una società o si avvalga di un’autonoma struttura imprenditoriale, il carattere personale della prestazione viene meno ed il rapporto non può essere ricondotto nella previsione dell’articolo 409 c.p.c., comma 1, n. 3, atteso che se la qualità dell’agente è assunta da una società di capitali o di persone, la società, anche se priva di personalità giuridica, costituisce pur sempre un autonomo centro di rapporti giuridici che si frappone fra il socio ed il soggetto mandante.

Nota - L’ordinanza in esame trae origine dalla vicenda di

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una società preponente che aveva convenuto il proprio agente in giudizio avanti il Tribunale civile di Bologna per ottenere la condanna al pagamento dell’indennità sostitutiva del pre­ avviso nonché la restituzione del compenso erogato per il patto di non concorrenza, asseritamente violato. L’agente, una società in nome collettivo, costituendosi in giudizio eccepiva preliminarmente l’incompetenza funzio­ nale (e per territorio) del giudice adito, sostenendo che il rapporto di agenzia era di fatto intercorso con l’ammini­ stratrice della società. Con sentenza pubblicata il 9 settem­ bre 2010 il Tribunale di Bologna dichiarava la propria incompetenza e rimetteva la causa al Tribunale di Manto­ va, in funzione di giudice del lavoro. Avverso tale sentenza la società mandante proponeva re­ golamento di competenza ai sensi dell’articolo 47 c.p.c. L’ordinanza in commento affronta la nota problematica della competenza funzionale del giudice del lavoro in rela­ zione al rapporto di agenzia. In proposito, valga osservare che l’art. 409, comma 1, n. 3, c.p.c. stabilisce che appartengono alla competenza del giudice del lavoro le controversie relative a «rapporti di

agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione d’opera continuativa e coordinata, prevalentemente perso­ nale, anche se non a carattere subordinato». Pertanto, al fine di determinare la competenza del giudice (ordinario o del lavoro) occorre verificare, in linea di principio, se la prestazione sia svolta dall’agente in modo prevalentemente personale o meno. Sul punto, si sono sviluppati due principali orientamenti giurisprudenziali. Il primo, prevalente, ritiene che «in materia di rapporti di agenzia, ove l’agente abbia organizzato la propria attività di collaborazione in forma di società, anche di persone, o, co­ munque, si avvalga di un’autonoma struttura imprenditoriale, non è ravvisabile un rapporto di lavoro coordinato e conti­ nuativo ai sensi dell’art. 409 c.p.c., comma 1, n. 3, con conseguente insussistenza della competenza del giudice del lavoro» (Cass. 14 luglio 2011, n. 15535; conformi, Cass. ord. 27 dicembre 2011, n. 29045; Cass. 19 aprile 2011, n. 8940; Cass. 22 marzo 2006, n. 6351; Cass. 19 ottobre 2005, n. 20197; Cass. 14 luglio 2005, n. 14813; Trib. Reggio Calabria 2 febbraio 2012, in Guida al Lavoro n. 10/2012, p. 26; Trib. Bari 18 febbraio 2011, n. 606 in Giurisprudenzabarese.it; Trib. Siracusa 21 novembre 2006, in Agenti e Rappresentanti n. 4/2007, p. 25; Trib. Ivrea 3 agosto 2005, n. 60, in Red. Giuffrè, 2005). Secondo tale orientamento, dunque, non può sussistere la competenza del giudice del lavoro laddove difetti l’elemento della parasubordinazione, il quale deve sempre e comunque essere escluso con riferimento ai soggetti che si avvalgono di un’autonoma struttura imprenditoriale, tale da «far conclude­ re che» gli stessi si limitino «ad organizzare e dirigere» i propri «collaboratori, non realizzando una collaborazione meramente ausiliaria dell’attività altrui ma gestendo un’im­ presa autonoma propria» (Cass. ord. 4 luglio 2007, n. 15036, in Agenti e Rappresentanti, n. 5/2007, p. 13), ed in particolare siano organizzati in forma societaria. Dello stesso avviso, peraltro, è la dottrina che, sin dall’intro­ duzione della norma processualistica e seppur con alcune sfumature interpretative, ha rilevato come la lettera della di­ sposizione normativa, così come la ratio legis, portino a ritenere applicabile il rito del lavoro soltanto ai rapporti di agenzia che si concretino in un’attività prevalentemente per­ sonale, escludendo da tale ambito quei rapporti nei quali vi sia la presenza di una qualche struttura imprenditoriale ovve­ ro di una società, di capitali o di persone, anche se irregolare o di fatto (Mormile, Il diritto processuale del lavoro, a cura di Vallebona, in Trattato di Diritto del Lavoro, diretto da Persiani e Carinci, Padova, 2011, 14; Tarzia, Manuale del processo del lavoro, Milano, 2008, 11; Baldi, Venezia, Il contratto di agenzia. La concessione di vendita. Il franchising, VIII ed., Milano, 2008, 581 ss.; Toffoletto, Il contratto di agenzia, in Trattato di Diritto Civile e Commerciale, diretto da Cicu­Messineo­Mengoni, e continuato da Schlesin­ ger, Milano, 2008, 10 ss.).


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Un secondo orientamento ritiene invece che la competenza per materia del giudice del lavoro debba essere oggetto di una valutazione da effettuare in concreto, caso per caso, senza che risulti di per sé decisiva la sussistenza o meno di una struttura imprenditoriale ovvero sociale, dovendosi avere esclusivo riguardo al carattere «prevalentemente per­ sonale» di cui all’art. 409, n. 3, c.p.c. (così Cass. 15 ottobre 2010, n. 21273; conf. Cass. 24 gennaio 1998, n. 709). In particolare, talune decisioni della Suprema Corte espri­ mono il principio secondo cui «in tema di controversie attinenti a rapporti di agenzia, l’esistenza di un’organizza­ zione in forma sociale dell’agenzia implica una mera pre­ sunzione di insussistenza del carattere prevalentemente personale dell’attività svolta e, quindi, di insussistenza della parasubordinazione, in ordine alla quale rimane possibile per qualunque soggetto interessato fornire la pro­ va contraria» (Cass. 28 luglio 2005, n. 15790, in Agenti e Rappresentanti, n. 6/2005, p. 36). Al primo degli orientamenti ora riportati aderisce l’ordi­ nanza in questa sede esaminata: nella pronuncia in com­ mento, infatti, la Corte di Cassazione osserva che l’orienta­ mento suddetto «appare coerente con le esigenze di certez­ za connesse alle forme di organizzazione giuridica prescel­ te dai privati per l’esercizio delle attività economiche». Così facendo la Corte ha confermato la posizione già espressa poche settimane prima con l’ordinanza n. 29045 del 27 dicembre 2011, in cui il giudice di legittimità aveva, appunto, stabilito l’inapplicabilità della regola sulla competenza di cui all’articolo 413 c.p.c., comma 4 (domi­ cilio dell’agente) nel caso in cui la qualità di agente sia assunta da una società, sia di capitali che di persone, ribadendo che in tale situazione trovano applicazione le regole dettate per il rito ordinario.

SVOLGIMENTO DEL RAPPORTO

Derogabilità del diritto di esclusiva Cass., sez. II civ., 5 agosto 2011, n. 17063 Pres. Oddo; Rel. Bianchini; P.M. Russo; Ric. Coro.; Controric. Fall. Zu.

Nota - La sentenza in commento affronta il tema del diritto di esclusiva nel contratto d’agenzia, precisando che per la deroga dello stesso ad opera delle parti occorrerebbe un’espressa pattuizione soprattutto nei casi in cui la previ­ sione di specifiche zone di esplicazione del mandato agen­ ziale comporti chiaramente la volontà di riservarle al solo agente, non essendo sufficiente, in tale ipotesi, la mera tolleranza dell’agente rispetto al comportamento derogati­ vo unilateralmente tenuto dal preponente. Nella fattispecie, l’agente adiva il Tribunale di Pescara per ottenere il pagamento anche delle provvigioni «indirette» e delle relative indennità di fine rapporto derivanti dai pro­ dotti venduti direttamente dal preponente nella zona con­ trattualmente assegnata all’agente. Il giudice di prime cure, pur accogliendo le altre domande proposte dall’agente, non riteneva sussistente alcun vincolo di esclusiva e negava il diritto dell’agente ai predetti emolumenti. All’esito del giudizio di secondo grado la Corte d’appello di L’Aquila respingeva tutti i motivi di gravame proposti dalle parti e confermava la decisione del Giudice di prime cure, ritenendo che il diritto di esclusiva dell’agente era da ritenersi escluso a fronte, da un lato, della mancanza di un’espressa pattuizione contrattuale ad escludendum alios (ovvero, che escludesse esplicitamente la facoltà della preponente di pro­ muovere i propri prodotti, direttamente o per il tramite di altri agenti, nella stessa zona di attività assegnata all’agente) e, dall’altro, della remissività mostrata dall’agente, il quale non aveva mai sollevato alcuna doglianza rispetto al contegno tenuto dal preponente che, promuovendo direttamente i propri prodotti nella zona oggetto del contratto di agenzia, aveva posto in essere un comportamento evidentemente volto a ne­ gare il diritto di esclusiva dell’agente. Per la cassazione della sentenza di appello proponeva ricorso il preponente, mentre l’agente depositava ricorso incidentale sostenendo la violazione dell’art. 1743 c.c., relativamente al mancato riconoscimento del suo diritto di esclusiva. La Suprema Corte ha accolto, in linea di principio, le doglianze dell’agente sul punto (salvo poi disattenderle poiché nella fattispecie i prodotti venduti dalla preponente nella zona riservata all’agente sono risultati, di fatto, so­ stanzialmente diversi da quelli promossi dall’agente e, dunque, non si sarebbe configurata un’effettiva violazione del vincolo di esclusiva). In particolare, i giudici di legittimità, pur richiamando la «costante interpretazione» della stessa Corte di Cassazione (Cass. 9 ottobre 2007, n. 21073; Cass. 23 aprile 2002, n. 5920; Cass. 30 maggio 1991, n. 6093) secondo la quale il diritto di esclusiva, costituendo un elemento naturale del con­ tratto di agenzia, è derogabile dalle parti in forza di clausola espressa, ovvero di una tacita manifestazione di volontà desu­ mibile dal comportamento tenuto dalle stesse parti sia al momento della conclusione del contratto, sia durante la sua esecuzione» (Cass. 29 luglio 2009, n. 17614, in Guida al Lavoro 20 novembre 2009, n. 45, pag. 55; conformi Cass. 12 maggio 2008, n. 11674, in Guida al Lavoro 30 ottobre 2008, n. 42, pag. 43; conformi Cass. 9 ottobre 2007, n. 21073, in Giust. civ. Mass. 2007, pag. 10; Cass. 30 luglio 2004, n. 14667, in Agenti & Rappresentanti, 1° gennaio 2005, n. 1, pag. 28; Cass. 2 aprile 2004, n. 6552; Cass. 24 luglio 1999, n. 8053; Cass. 1° giugno 1998, n. 5372; Cass. 19 marzo 1994, n. 2634; Cass. 30 maggio 1991, n. 6093; Cass. 11 giugno 1990, n. 5652, Cass. 11 novembre 1986, n. 6608; Cass. 14 gennaio 1985, n. 58; Cass. 28 gennaio 1983, n. 797; Corte appello Trieste 17 maggio 2010; in dottrina: Toffoletto, in Trattato di diritto civile e

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Agenzia - Diritto di esclusiva - Elemento naturale del contratto - Derogabilità - Ammissibilità - Fattispecie Il diritto di esclusiva previsto dall’articolo 1743 c.c. è elemento non essenziale, ma naturale del contratto di agenzia e, quindi, può essere derogato dalle parti in forza di clausola espressa, quale pattuizione che assume rilievo soprattutto nei casi in cui la previsione di specifiche zone di esplicazione del mandato agenziale evidenzi chiaramente la volontà di riservarle all’agente (nella specie, la Suprema Corte, applicando l’art. 384 c.p.c., ha corretto la motivazione della sentenza di merito là dove era stata esclusa l’esistenza di una clausola di esclusiva in ragione del fatto che, nel contratto di agenzia, non fosse contemplata un’espressa pattuizione ad escludendum alios nei confronti dello stesso preponente).

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commerciale di Schlesinger, Milano, 2008, pagg. 152 ss.; Baldi­Venezia, Il contratto di agenzia, Milano, 2008, pagg. 67 ss.; Landi, Il contratto di agenzia, Forlì, 2007, pagg. 393 ss.; Perina­Belligoli, Manuale del rapporto di agenzia, Il Sole 24 Ore, 2006, pagg. 79 ss.; Bortolotti­Bondanini, Il contratto di agenzia commerciale, Padova, 2003, pagg. 114 ss.; Trioni, Il contratto di agenzia, Padova, 1994, pagg. 85 ss.), hanno peraltro precisato che un’espressa pattuizione derogatoria di siffatto vincolo occorrerebbe soprattutto nelle ipotesi in cui la previsione di specifiche zone di esplicazione del mandato agenziale comporti chiaramente la volontà di riservarle all’agente. In tali ipotesi, infatti, la semplice remissività dell’agente rispet­ to al comportamento derogatorio posto in essere unilateral­ mente dal preponente non sarebbe sufficiente ad integrare una deroga per fatti concludenti del diritto in parola. Si precisa che il diritto di esclusiva, previsto dall’art. 1743 c.c. e dagli accordi economici collettivi (art. 2, Aec del 20 marzo 2002 per il settore Industria e art. 2, Aec del 16 febbraio 2009 per il settore Commercio), può essere stabi­ lito a favore dell’agente e/o del preponente e configura, per il primo, il divieto di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro, mentre per il preponente determina l’impossibilità di valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zo­ na e per lo stesso ramo di attività. Per espressa previsione degli accordi collettivi, il vincolo di esclusiva opera salvo «diverse intese tra le parti» (art. 2, Aec del 20 marzo 2002 per il settore Industria e art. 2, Aec del 16 febbraio 2009 per il settore Commercio). Con specifico riferimento alla posizione dell’agente, la principale conseguenza della deroga dell’esclusiva nei con­ fronti di quest’ultimo è la perdita del suo diritto alla corre­ sponsione delle cd. «provvigioni indirette» di cui all’art. 1748 c.c., comma 2, (come modificato dal Dlgs 15 febbra­ io 1999, n. 65), norma in base alla quale «la provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l’agente aveva in precedenza acquisito come clien­ ti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppi di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito». Quanto alle modalità di manifestazione ed alla forma che la volontà di deroga deve avere per potersi ritenere efficace, la giurisprudenza espressasi in epoca più risalente richie­ deva un’espressa pattuizione derogatoria (Cass. 14 maggio 1998, n. 4887), mentre secondo l’orientamento più re­ cente, ad oggi assolutamente prevalente, siffatta deroga sarebbe possibile anche solo in presenza di comportamenti concludenti delle parti (Cass. 9 ottobre 2007, n. 21073; Cass. 30 luglio 2004, n. 14667; Cass. 10 novembre 2003, n. 16842; Cass. 23 aprile 2002, n. 5920; Cass. 22 agosto 2001, n. 11197). Con la sentenza in commento la Suprema Corte, pur aderen­ do a tale ultimo orientamento, ha precisato ­ appare corretto affermare, sulla scorta del principio secondo il quale «la volontà tacita di rinunziare ad un diritto si può desumere soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli la sua univoca volontà di non avvalersi del diritto stesso, laddove l’inerzia o il ritardo nell’esercizio del diritto non costituisce elemento sufficiente, di per sé, per dedurne la volontà di rinunciare del titolare, potendo essere frutto d’igno­ ranza, di temporaneo impedimento o di altra causa» (Cass. 21 giugno 2005, n. 13322, in Agenti & Rappresentanti, 1° settembre 2005, n. 5, pag. 23; Cass. 15 marzo 2004, n.

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5240; Cass. 26 febbraio 2004, n. 3861) ­ che la deroga tacita del diritto di esclusiva non può configurarsi automati­ camente in ogni ipotesi in cui l’agente non si opponga in modo esplicito al contegno derogatorio unilateralmente tenuto dal preponente, non potendosi comunque prescindere dalla complessiva valutazione delle circostanze del caso concreto e dall’analitico esame ermeneutico ed esegetico del regolamento contrattuale.

Pignorabilità di crediti derivanti da rapporti di agenzia Cass., sez. lav., 18 gennaio 2012, n. 685 Pres. Filadoro; Rel. Spirito; DE.GI.LU.; Int. M.D., AP.BI.IT.

Ric.

MA.AN.,

Esecuzione mobiliare presso il debitore e presso terzi - Beni impignorabili o relativamente impignorabili - Stipendi, salari e assegni - Crediti derivanti da rapporti di agenzia Pignorabilità nei limiti di un quinto In tema di espropriazione forzata presso terzi, le modifiche apportate dalle leggi n. 311/2004 e n. 80/2005 (di conversione del Dl n. 35/2005) al Dpr n. 180/1950 (approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni) hanno comportato la totale estensione al settore del lavoro privato delle disposizioni originariamente dettate per il lavoro pubblico. Ne consegue che i crediti derivanti dai rapporti di cui al n. 3 dell’art. 409 c.p.c. (nella specie, rapporto di agenzia) sono pignorabili nei limiti di un quinto, previsto dall’art. 545 c.p.c.

Nota - Nel caso affrontato dalla Suprema Corte i ricor­ renti avevano pignorato in danno del proprio debitore i crediti da quest’ultimo vantati nei confronti di un terzo in ragione di un rapporto di agenzia. Il giudice dell’esecuzio­ ne aveva assegnato ai creditori solo un quinto delle somme pignorate. Il provvedimento era stato opposto ma il Tribu­ nale aveva confermato la prima decisione. Da qui il ricor­ so per cassazione conclusosi con la conferma della pro­ nuncia del Tribunale ed il suo conseguente rigetto. La questione sottoposta all’attenzione della Suprema Corte nella sentenza in commento consisteva nello stabilire se «l’isti­ tuto della cessione del quinto del compenso da lavoro ed il relativo limite alla pignorabilità dello stesso nella misura di un quinto» fosse o no applicabile agli agenti di commercio. Al riguardo l’art. 545 c.p.c. prevede che le somme dovute da privati a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative ai rapporti di lavoro o di impiego, possono essere pignorate per crediti diversi da quelli alimentari nella misura di un quinto. Fino a qualche tempo fa la giurisprudenza riteneva che non potesse applicarsi in via analogica l’art. 545 c.p.c. agli agenti di commercio, stante la diversità dell’attività autonoma rispetto a quella dipendente, sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro, dell’assunzione del rischio e della natura del compenso.


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180, nella parte in cui, in contrasto con l’art. 545, comma 4, c.p.c. non prevede la pignorabilità e la sequestrabilità degli stipendi, salari e retribuzioni corrisposti da altri enti diversi dallo Stato, da aziende ed imprese di cui all’art. 1 dello stesso Dpr, fino alla concorrenza di un quinto, per ogni credito vantato nei confronti del personale», non residuando alcuna «distinzione ontologica, a seguito del progressivo costante dilatarsi del settore pubblico, per og­ getto dell’attività degli imprenditori e oggetto delle presta­ zioni dei dipendenti tra imprese private ed enti, aziende e imprese di cui al ripetuto art. 1»; nello stesso senso, cfr. Corte Cost. 19 marzo 1993, n. 99. Per ulteriori rif. si rinvia a Picardi, Codice di Procedura Civile, Tomo II, IV edizione, pag. 2557; Mandrioli, Diritto Processuale Civile, IV, XX edizione, pag. 126). Successivamente il citato Testo unico è stato aggiornato da alcune novelle legislative che di fatto hanno condotto al­ l’equiparazione del settore privato a quello pubblico. A seguito delle modifiche di cui alla legge n. 311/2004 e legge n. 80/2005 (di conversione del Dl n. 35/2005), infatti, l’ambito di applicazione delle disposizioni in com­ mento è stato esteso anche alle aziende private. Inoltre, l’art. 52 del Testo unico in esame ha previsto, nel comma 3 aggiunto dalla citata legge n. 80/2005, che anche i compensi corrisposti in ragione di rapporti di agenzia siano sequestrabili e pignorabili nei limiti di cui all’art. 545 c.p.c. ovvero nella misura di un quinto. Invero, la disposizione in esame stabilisce che «i titolari dei rapporti di lavoro di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile con gli enti e le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 1, del presente Testo unico, di durata non inferiore a dodici mesi, possono cedere un quinto del loro compenso, valutato al netto delle ritenute fiscali, purché questo abbia carattere certo e continuativo. La cessione non può eccedere il periodo di tempo che, al momento dell’operazione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto in essere. I compensi corrisposti a tali soggetti sono sequestrabili e pignorabili nei limiti di cui all’articolo 545 c.p.c.». L’art. 1, primo comma, del Testo unico succitato fa riferi­ mento a «lo Stato, le Province, i Comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e qualsiasi altro ente od istituto pubblico sottoposto a tutela, od anche a sola vigilanza dell’amministrazione pubblica (comprese le aziende autonome per i servizi pubblici municipalizzati) e le imprese concessionarie di un servizio pubblico di comu­ nicazioni o di trasporto nonché le aziende private». Da parte della dottrina ci si è chiesti se l’espressione «enti ed amministrazioni» utilizzata nell’art. 52, comma 3, del Testo unico fosse da intendersi riferita solo agli enti e alle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 comma 1 o se invece fosse estesa anche alle aziende private, anch’esse presenti nel citato articolo 1, comma 1. La seconda soluzione è parsa preferibile per una pluralità di motivi. Innanzitutto, l’utilizzo dell’espressione «enti» non accom­ pagnata dalla qualificazione dei medesimi come «pubbli­ ci» sembra sufficientemente ampio da consentire il rinvio anche alle aziende private, le quali possono essere qualifi­ cate come «enti». In secondo luogo, se davvero il legislatore avesse voluto fare riferimento solo ai soggetti pubblici, poco senso avreb­ be avuto il richiamo ai rapporti di agenzia e rappresentan­ za commerciale, che trovano la propria naturale colloca­

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Come statuito dalla Corte di Cassazione nella sentenza del 3 luglio 1980, n. 4211, infatti, «anche dopo l’entrata in vigore della legge n. 533/1973 sul rito del lavoro le disposizioni dell’art. 545, commi 4 e 5 c.p.c., che limitano la pignorabilità delle somme dovute dai privati a titolo di stipendio, salario o altre indennità concernenti il rapporto di lavoro o d’impiego, attesa la tassatività delle relative indicazioni, non sono estensibili in via analogica ai crediti dell’agente individuale di commercio, che svolge la sua attività in regime di autonomia. La diversità di trattamen­ to in sede esecutiva di tali crediti e di quelli del lavoratore subordinato non è in contrasto con il principio costituzio­ nale di eguaglianza, corrispondendo alla diversità ­ sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro, dell’assunzione del rischio, della natura del compenso ­ delle figure del lavora­ tore subordinato e dell’agente di commercio (di più ditte o di una soltanto), ancorché tale distinzione sia stata legisla­ tivamente attenuata sotto il profilo sostanziale ed elimina­ ta sotto il profilo processuale». Abbandonando tale orientamento, la sentenza in commen­ to cambia rotta sulla pignorabilità dei crediti derivanti dai rapporti di agenzia, statuendo che gli stessi siano pignora­ bili nei limiti di un quinto, previsto dall’art. 545 c.p.c. Tale revirement giurisprudenziale si giustifica alla luce delle recenti modifiche del Testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, approvato con Dpr 5 gennaio 1950, n. 180. Nella sua formulazione originaria, eccezion fatta per talu­ ni particolari titoli di debito ­ alimenti dovuti per legge, tributi dovuti allo Stato o agli enti pubblici locali, debiti derivanti dal rapporto di pubblico impiego ­ il citato testo unico escludeva la pignorabilità degli emolumenti corri­ sposti ai dipendenti dello Stato nonché di altri enti pubblici diversi dallo Stato, aziende e imprese elencate nell’art. 1 dello stesso Dpr, con evidente disparità di trattamento nei confronti dei dipendenti privati, disparità riconosciuta non lesiva del principio di uguaglianza da parte della Corte Costituzionale in varie pronunce (si v. Corte Cost. 13 febbraio 1985, n. 37, in Giur. It. 1986, I, 1, pag. 42, che aveva riconosciuto «infondata la questione di incostituzio­ nalità dell’art. 2, n. 1, Dpr 5 gennaio 1950, n. 180, nella parte in cui limita a taluni particolari titoli (nella specie, ai debiti alimentari) la pignorabilità degli stipendi e dei sala­ ri comunque corrisposti dallo Stato e dagli altri enti pub­ blici ai loro dipendenti, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.». Ciò in ragione del fatto che «la disposizione della generale impignorabilità, posta dall’art. 1, legge cit., è in realtà giustificata, più che dalla natura del rapporto, dal­ l’intento di tutelare il buon andamento della pubblica am­ ministrazione, espressamente considerato nell’art. 97 della Costituzione, che potrebbe essere turbato dalla mancanza di tranquillità economica del pubblico dipendente, conse­ guente alla decurtazione della sua retribuzione (cfr. sentt. nn. 88/1963, 49/1976 e 105/1977)». Tale situazione è peraltro mutata a seguito di successivi interventi della stessa Corte Costituzionale che ha equipa­ rato i dipendenti pubblici a quelli privati, quanto alla pignorabilità degli emolumenti derivanti dal rapporto di lavoro in atto o cessato, per debiti di qualunque natura (si v. Corte Cost. 31 marzo 1987, n. 89, in Foro It. 1987, I, pag. 1001, che, mutando il proprio orientamento sul pun­ to, ha ritenuto stavolta «illegittimo per violazione dell’art. 3 Cost., l’art. 2, comma 1, n. 3, Dpr 5 gennaio 1950, n.

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zione in ambito privatistico (cfr. Falasca, Cessione del quinto per lavoratori a termine, pensionati e parasubordi­ nati, Guida al Lavoro 27 maggio 2005, n. 22, pag. 25). Tale soluzione interpretativa è stata condivisa anche dalla Corte di Cassazione in commento secondo cui «il senso palesato dalle parole delle disposizioni in questione e dal­ l’intenzione del legislatore, manifestata dai ripetuti inter­ venti modificativi dell’originario testo normativo del decre­ to del Presidente della Repubblica n. 180/1950 non con­ sente di dedurre altra interpretazione che l’estensione tota­ le al settore privato della disciplina del menzionato decre­ to, originariamente dettato per il solo settore pubblico». Tale principio era stato già espresso dalla Corte di Cassa­ zione nell’altrettanto recente sentenza n. 4465/2011, a mente della quale «le disposizioni del Dpr n. 180/1950, alla luce delle modificazioni apportate dapprima dalla legge n. 311/2004, quindi dal Dl n. 35/2005, art. 13-bis e relativa legge di conversione, ed infine dalla legge n. 266/2005, art. 1, comma 346, hanno determinato, fra l’altro, a titolo del Dpr invariato, l’estensione totale al settore privato della disciplina del Dpr». Coerentemente con le summenzionate innovazioni legisla­ tive, accomunate dalla finalità di superare le ingiustificate tutele previste per i soli soggetti con rapporto di lavoro pubblico, la Corte di Cassazione è quindi giunta alla con­ clusione che i crediti derivanti da rapporti privati di agen­ zia siano pignorabili nei limiti di un quinto previsto dal­ l’art. 545 c.p.c.

RECESSO DAL RAPPORTO

Recesso per giusta causa Cass., sez. lav., 13 gennaio 2012, n. 393 Pres. Vidiri; Rel. Mancino; Ric. Alfa Spa; Controric. Beta Agenzia - Recesso per giusta causa - Applicabilità dell’art. 2119 c.c. per analogia - Ammissibilità In tema di contratto di agenzia, pur nella sostanziale diversità delle rispettive prestazioni e della relativa configurazione giuridica, per stabilire se lo scioglimento del contratto stesso sia avvenuto per un fatto imputabile al preponente o all’agente, tale da impedire la possibilità di prosecuzione anche temporanea del rapporto, si può utilizzare per analogia il concetto di giusta causa previsto dall’art. 2119 c.c. per il lavoro subordinato. N. 19 - 4 maggio 2012

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Nota - Con la sentenza in commento la Corte di Cassazio­ ne torna sul tema dell’applicazione analogica al rapporto di agenzia dell’istituto della giusta causa di recesso previsto per il rapporto di lavoro subordinato (art. 2119 c.c.). Nel caso in esame la Corte di merito aveva respinto il gravame proposto dalla società preponente avverso la pro­ nuncia di primo grado, con la quale era stata condannata al pagamento di una somma comprensiva dell’indennità di mancato preavviso ed era stata rigettata la domanda ri­ convenzionale per il risarcimento dei danni da concorren­

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za sleale e per la restituzione di somme indebitamente trattenute nonché al preavviso. La società preponente aveva proposto, pertanto, ricorso per cassazione. La pronunzia in esame ribadisce l’orientamento giurispru­ denziale assolutamente pacifico che ritiene applicabile in via analogica al rapporto di agenzia la disciplina del recesso per giusta causa di cui all’art. 2119 c.c. prevista per il rapporto di lavoro subordinato (cfr. ex plurimis Cass. 4 maggio 2011, n. 9779 in Guida al Lavoro n. 29/2011, pag. 67; Cass. 14 febbraio 2011, n. 3595; Cass. 15 aprile 2009, n. 8948; Cass., sez. lav., 4 giugno 2008, n. 14771; Cass., sez. lav., 12 luglio 2004, n. 12873; Cass., sez. lav., 12 giugno 2000, n. 7986; Cass., sez. lav., 2 maggio 2000, n. 5467; Cass. 28 marzo 2000, n. 3738; Cass., sez. lav., 16 marzo 2000, n. 3084; Cass. 20 aprile 1999, n. 3898; Cass. 23 febbraio 1999, n. 1553; Cass. 1° febbraio 1999, n. 845; Cass., sez. lav., 14 gennaio 1999, n. 368, in Guida al Lavoro n. 16/1999, pag. 36; Cass., sez. lav., 5 novembre 1997, n. 10852). La Suprema Corte afferma, poi, che il giudizio sulla sussi­ stenza di una giusta causa di recesso costituisce una valu­ tazione rimessa al giudice di merito ed è incensurabile in sede di legittimità, laddove sia sorretto da un accertamento sufficientemente specifico degli elementi di fatto, nonché da corretti criteri di carattere generale ispiratori del giudizio di tipo valutativo. Autorevole dottrina ha poi osservato che nell’apprezza­ mento in concreto della giusta causa di recesso si dovrà tener conto della «diversa posizione che assumono le parti nel rapporto di lavoro subordinato e nel rapporto di agen­ zia, con riferimento particolare alla diversa capacità di «resistenza» che ciascuna di esse può manifestare nell’eco­ nomia complessiva del rapporto in questione» (Perina­Bel­ ligoli, Manuale del rapporto di agenzia, I libri di Guida al Lavoro, il Sole 24 Ore, 2006, pag. 182). La ratio dell’applicazione analogica risiede nella volontà di assicurare una «maggiore tutela al contraente più debo­ le, persona fisica­collaboratore dell’imprenditore, che svol­ ge la propria attività in maniera prevalentemente persona­ le» (Perina­Belligoli, op. cit., pag. 182). Nell’ottica di tale finalità, anche la validità del recesso dal rapporto di agenzia, come nel rapporto di lavoro subordi­ nato, può ritenersi sussistente solo in presenza della viola­ zione dei doveri fondamentali posti a carico della parte receduta, ossia qualora il recesso risulti giustificato da un inadempimento di rilevante importanza della controparte o da un comportamento tale da rimuovere il presupposto fiduciario del rapporto, impedendone la prosecuzione an­ che temporanea (Cass. 4 maggio 2011, n. 9779). Per completezza, si osserva che sussistono differenze di impostazione tra dottrina e giurisprudenza in relazione all’individuazione della normativa di riferimento per giu­ stificare la fine anticipata del rapporto (Landi, Il contratto di agenzia, Experta, 2007, pag. 488). La dottrina, infatti, ritiene ormai superato l’orientamento giu­ risprudenziale che sostiene l’applicazione in via analogica dell’art. 2119 c.c. al rapporto di agenzia atteso che l’art. 1751 c.c. prevede che il preponente possa risolvere il contratto «per un’inadempienza imputabile all’agente, la quale, per la sua gravità non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto» (Toffoletto, Il contratto d’agenzia, Giuffrè Editore, III ed., Milano 2008, pagg. 238 e ss.). Infatti, «esistendo l’art. 1751, comma 2, il criterio interpreta­


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tivo dell’analogia non può operare in mancanza del suo presupposto necessario: ovvero l’assenza di una specifica di­ sposizione normativa» (Toffoletto, op. cit., pag. 241). La conseguenza della diversa interpretazione della dottrina riconduce così ad una nozione di giusta causa meno estesa di quella prevista dall’art. 2119 c.c., dal momento che vi sareb­ bero ricomprese solo le ipotesi di inadempimento. Da ultimo si osserva che per quanto concerne le modalità del recesso per giusta causa, si ritiene che le «regole elaborate per il rapporto di lavoro subordinato debbano essere applicate con criteri di relatività» (Landi, op. cit., pag. 497). Quanto all’immediatezza, si deve tener conto del tempo occorrente al preponente per compiere gli accertamenti del caso in modo che gli addebiti possano essere scientemente contestati all’agente (Cass. 14 gennaio 1999, n. 368); per la specificità, non si deve fare riferimento «fin dal momen­ to della comunicazione del recesso, a fatti specifici, essen­ do, al contrario, sufficiente che di essi l’agente sia a cono­

scenza anche aliunde o che essi siano ­ in caso di contro­ versia ­ dedotti e correlativamente accertati dal giudice» (Cass. 16 marzo 2000, n. 3084); per l’immodificabilità, è preclusa per il preponente la possibilità di modificare successivamente il titolo di recesso (Cass., sez. lav., 20 aprile 1999, n. 3898, recentemente nel merito Trib. Gros­ seto 21 ottobre 2004). Per quanto concerne, invece, il recesso dell’agente, un con­ solidato orientamento giurisprudenziale ritiene che non operino i principi di immediatezza e di immodificabilità come nel caso del recesso da parte del preponente. Il recesso dell’agente non risulta nemmeno condizionato da alcuna formalità di comunicazione delle relative ragioni, risultando così legittimo un recesso comunicato dopo un lungo tempo dalla condotta contestata al preponente e potendosi tener conto anche di comportamenti diversi ed ulteriori rispetto a quelli indicati nella comunicazione di recesso (Cass. 16 dicembre 2004, n. 23455).

Ancora sulla distinzione tra contratto di agenzia e procacciatorato d’affari Ancora due sentenze che si occupano della differenza tra contratto di agenzia e rapporto di procacciatorato d’affari. Ciò che ancora una volta viene ritenuto elemento differenziatore essenziale è il vincolo di stabilità, inteso come vero e proprio obbligo alla promozione degli affari per conto della preponente. La prova sulla ricorrenza di tale vincolo è a carico di colui che agisce per il riconoscimento della figura agenziale, a nulla rilevando la continuità di fatto di una determinata attività promozionale.

CORTE D’APPELLO DI BOLOGNA 5 MARZO 2012, N. 30 Pres. D’amico; Rel. Brusati; App.te V.S.; App.to A.T.B. Srl Agenzia (contratto di) - Caratteri distintivi - Stabilità dell’attività dell’agente, intesa come obbligo alla promozione dei contratti di vendita - Rapporto di procacciatorato d’affari - Natura - Attività senza vincolo di stabilità - Onere della prova sulla ricorrenza del vincolo di stabilitàA carico della parte creditrice Agenzia (contratto di) - Forma del contratto - Forma scritta ad probationem, ax art. 1742, comma 2, c.c. Ciò che differenzia il contratto di agenzia dal rapporto di procacciatorato d’affari è la sussistenza del vincolo di stabilità, inteso come prestazione che si ripete periodicamente nel tempo non soltanto di fatto ma in osservanza di un preciso obbligo contrattuale; l’onere di provare la sussistenza di quest’obbligo è a carico della parte che chiede in giudizio il riconoscimento della figura agenziale. In virtù della formulazione dell’art. 1742, comma 2 c.c. il contratto di agenzia richiede la forma scritta ad probationem, con conseguente impossibilità di provare tale contratto e la esistenza dei suoi fondamentali elementi mediante prova per testi o presunzioni. TRIBUNALE DI ROMA 8 MARZO 2012 Giud. Orfanelli; Ric. O. Spa; Res. F.E.

Ciò che differenzia il contratto di agenzia dal rapporto di procacciatorato d’affari è la sussistenza del vincolo di stabilità, inteso come estrinsecazione di una continua e meticolosa attività di coordinamento con l’asserito preponente. è a carico del creditore, e comunque di colui che agisce in giudizio per il riconoscimento del vincolo agenziale, la prova in ordine alla sussistenza del predetto vincolo.

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Agenzia (contratto di) - Caratteri distintivi - Stabilità dell’attività dell’agente, intesa come estrinsecazione di una continua attività di coordinazione con l’asserito preponente - Onere della prova sulla ricorrenza del vincolo di stabilità - A carico della parte creditrice

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Ancora due sentenze che si misurano sulla distinzione tra contratto di agenzia e semplice rapporto di procacciatorato d’affari e che condividono, ancorché - come verremo subito ad illustrare - sotto diverso approccio e prospettiva, il solco esegetico ben comprensibile dalle massime in epigrafe. Dicevamo del diverso approccio che caratterizza le pronuncie in questione e ne spieghiamo subito i contorni: la Corte d’Appello di Bologna si esprime in una controversia promossa da un operatore commerciale che richiedeva il riconoscimento dello status agenziale nei confronti della asserità società preponente; il Tribunale di Roma decide invece, accogliendolo, un ricorso in accertamento negativo avverso un verbale di accertamento dell’Ente previdenziale competente, intervenuto per richiedere la contribuzione agenziale su un rapporto qualificato dalle parti come semplice procacciatorato d’affari. a) un fattore unificante delle due vicende: la sussistenza di accordi scritti autoqualificanti il rapporto di procacciatorato Nella comunanza della soluzione prescelta e nella appena descritta diversità del contesto fattual/processuale, vi è comunque un ulteriore fattore che congiunge le due vicende, entrambe contrassegnate dall’esistenza di un accordo scritto tra le parti contraenti. Nel caso deciso in grado di appello il contratto inter partes autoqualificava il rapporto alla stregua di un semplice procacciatorato d’affari, pur indicando una zona di operatività e prevedendo altresì, unitamente ad un termine di scadenza, una clausola secondo cui «qualora le parti si riterranno soddisfatte, le verrà affidato regolare mandato di agenzia». Il rapporto era poi proseguito di fatto, senza che fosse mai intervenuta alcuna trasformazione contrattuale, per un ulteriore periodo e fino alla sua definitiva cessazione, avvenuta in seguito e su iniziativa aziendale. Nella controversia decisa dal giudice monocratico, invece, l’accordo tra le parti prevedeva espressamente che «qualora si verificassero i presupposti per dare continuità e stabilità ad esso, le confermiamo fin da ora la ns disponibilità ad affidarle incarico di agente».

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b) la sentenza della Corte d’Appello di Bologna Si legge nella pronuncia della Corte emiliana che V.S. aveva interposto appello verso la sentenza del Tribunale di Bologna che l’aveva vista soccombere sulla sua domanda di riconoscimento di prestazione agenziale; che i motivi dell’appello si fondavano sia sul richiamo del contratto agli atti (ed in ispecie sulla clausola prevedente la trasformazione del rapporto al raggiungimento del termine pattuito) sia sulla continuità del rapporto stesso, desumibile per tabulas dalla documentazione comprovante una avvenuta acquisizione di clientela e dalla continuità/regolarità delle fatture emesse nel corso della vigenza contrattuale. Tale compendio motivazionale non convince la Corte adita. La quale - dopo aver assorbentemente evidenziato, aspetto quest’ultimo evidentemente sfuggito alle contrapposte difese delle parti e fors’anche al giudice di 1° grado, che il contratto di agenzia va provato per iscritto, ex art. 1742, comma 2 c.c. - muove dalla preliminare considerazione che l’unico momento regolatore del rapporto dedotto era rappresentato dal contratto di procacciatorato pacificamente sottoscritto dalle parti; opina poi in ordine al fatto che la natura di quel contratto non poteva certo risultare intaccata dalla già ritrascritta clausola di trasformazione (la quale anzi, all’incontrario di quanto sostenuto dall’appellante, rappresentava da un lato una ulteriore conferma ricognitiva del «tipo» contrattuale originariamente prescelto, invocando dall’altro - in ordine al prosieguo del rapporto e con riferimento ad opzioni trasfomative - una ulteriore rielaborazione della volontà contrattuale delle parti); ed osserva infine conclusivamente che non era stata in alcun modo dimostrato il vincolo di stabilità che infirma qualsivoglia rapporto di agenzia. Sottolinea condivisibilmente la Corte che «...né il fondamentale requisito della stabilità e l’altrettanto fondamentale requisito dell’obbligo di promuovere affari per conto della preponente possono esser desunti dalle fatture prodotte in causa dalla difesa della appellante e dalla regolarità della loro emissione...»; ed ancora che «...tale regolarità di emissione appare rivelativa solo della continuità del rapporto di collaborazione tra le parti che (v. espressamente Cass. n. 7799/1998) ben può caratterizzare anche un rapporto di procacciamento d’affari vero ed effettivo poichè si tratta di un requisito che deve essere tenuto ben distinto dal diverso (e fondamentale requisito) della cd stabilità del rapporto (rinvenibile solo nel rapporto di agenzia)...»; «...né», conclude la Corte, «tale fondamentale requisito della stabilità così come quello dell’obbligo sopra ricordato possono essere desunti dall’elenco dei clienti della Emilia Romagna che l’appellante ha reperito a favore della società appellata posto che il reperimento di tali clienti appare essere (in mancanza di ogni altro riscontro) attività che di per sè caratterizza anche il rapporto di procacciatorato di affari». Sulla base delle enunciate considerazioni, la Corte procede ordunque al rigetto del gravame, non avendo adempiuto l’appellante a dare al rapporto dedotto una consistenza fattual/giuridica diversa


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da quella emergente nel contratto di procacciatorato, ed in particolare nel non aver assolto l’onere (pacificamente a suo carico, in virtù dei principi generali dell’ordinamento processualsitico) di provare l’effettiva sussistenza del requisito della stabilità, inteso come estrinsecazione di un ben preciso obbligo contrattuale alla promozione delle vendite. c) la sentenza del Tribunale di Roma Sullo stesso solco esegetico si pone la sentenza del Tribunale capitolino, se pur con alcune differenziazioni, di cui veniamo subito a dar conto. Quanto alla forma, non sfugge allo stesso Tribunale l’onere dello scritto previsto dall’art. 1742 c.c., comma 2; ma è opinione dello stesso Tribunale, chiamato come già detto a decidere in una controversia imperniata sulla legittimità di un verbale di accertamento contributivo, che tale formalità valga solo tra le parti del contratto e non sia dunque opponibile al terzo (incarnato nella fattispecie dall’ente previdenziale di riferimento). Si tratta a nostro modo di vedere di un’affermazione discutibile e comunque ricca di problematiche giuridiche: se fosse vero quanto opinato dal giudicante, potrebbe benissimo configurarsi l’ipotesi in cui lo stesso rapporto risulti diversamente qualificato per la sola diversità dei meccanismi processuali, in una logica apertamente contraddittoria alle esigenze di omogeneità che infirmano le piu’ comuni regole del nostro ordinamento processuale. Rimaniamo pertanto coinvinti che l’opinione del Tribunale romano non meriti sotto questa angolatura alcun particolare apprezzamento: non tien conto ,la stessa, del carattere assolutamente derivato (dal rapporto sostanziale sottostante) del rapporto previdenziale e, per altri versi , non risulta corroborata nemmeno dal richiamo giurisprudenziale leggibile in sentenza (risultando infatti diversa e per nulla assimilabile a quella in questione la fattispecie giudicata da Cass. 8 settembre 1999 n. 9549). Vero forse è che questo particolare aspetto dela problematica meriterebbe uno studio piu’ approfondito, che rinviamo ad altra occasione. Quanto invece al merito della vicenda, anche il Tribunale riconosce che nessuna conseguenza particolare pare poter derivare dal tenore della clausola contrattuale secondo cui «qualora si verificassero i presupposti per dare continuità e stabilità ad esso, le confermiamo fin da ora la ns disponibilità ad affidarle incarico di agente», clausola che - caso mai - lascia trasparire la volontà delle parti di costituire un diverso rapporto solo a seguito di ulteriore e distinto accordo formale. Del pari, ed omologamente alla sentenza dell’appello emiliano, nessun particolare indicazione viene tratta dalla sequenza delle fatture emesse dal preteso agente nel corso del rapporto, se mai rivelatrici della continuità di quello stesso rapporto ma assolutamente inani a deporre per l’invece necessaria sussistenza del vincolo della stabilità, inteso - con probante richiamo a Cass. n. 13629/2005 - alla stregua di un intenso momento di coordinazione con l’attività del preponente in una determinata zona. E tanto è bastato al Tribunale romano per accogliere il ricorso di accertamento negativo, annullare l’impugnato verbale di accertamento e respingere al contempo la domanda riconvenzionale avanzata dell’ente convenuto.

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d) la giurisprudenza Le sentenze in commento si pongono in una logica di continuità degli assetti giurisprudenziali consolidatisi in subiecta materia. Quanto alle problematiche relative alla forma del contratto, è nota l’impostazione di Cass. 6 maggio 1996 n. 1467, secondo cui «...anche se il preponente svolge attività di carattere commerciale, il contratto di agenzia richiede la forma scritta, pur se stipulato prima dell’entrata in vigore della modifica dell’art. 1742 c.c., introdotta con Dlgs 10 settembre 1991 n. 303, di attuazione della direttiva Cee 18 dicembre 1986 n. 653 ... atteso che tale forma è stata prevista dall’art. 2, comma 3, dell’accordo economico collettivo del 18 gennaio 1977, nonchè dall’art. 2, comma 3 del successivo accordo del 24 giugno 1981, entrambi relativi al rapporto di agenzia del settore commercio; tale forma, essendo prevista da una fonte negoziale, deve ritenersi prescritta ad probationem, con la conseguenza che, in mancanza di essa, è valida l’esecuzione volontaria del contratto, la conferma di essoe la sua ricognizione volontaria, come pure la possibilità di ricorrere alla confessione ed al giuramento, dovendosi escludere sia la possibilità della prova testimoniale, salvo che per dimostrare la perdita incolpevole del documento, sia di quella per presunzioni». Incipit - quest’ultimo - sostanzialmente confermato da Cass. 30maggio 2005 n. 11413, che si differenzia dalla precedente (in un’ipotesi applicativa oramai intuitivamente residuale) solo in relazione alla paventata non necessità della forma scritta in relazione ai contratti sottoscritti antecedentemente all’entrata in vigore del Dlgs n. 303/1991. E quanto alla nozione di stabilità, essa ci pare fedelmente tratteggiata - circostanza evidentemente non sfuggita al collegio felsineo, che se ne avvale ripetutamente in sede di richiamo - da quella che

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riteniamo essere la sentenza pioniera in subiecta materia e cioè da Cass. 8 agosto 1998 n. 7799, secondo cui quella nozione può dirsi concretizzata solo «...quando la prestazione si ripete periodicamente nel tempo, non soltanto difatto, ma anche inosservanza di un impegno contrattuale, come nel rapporto di agenzia, prevedente l’obbligo di svolgere un’attività di promozione dei contratti». Sottolinea ancora la predetta sentenza - in un unicum esegetico che vale a chiudere definitivamente il cerchio anche in relazione alla ricorrente problematica che pervade questo specifico contenzioso, e cioè alla sovrapposizione/distinzione tra gli elementi della continuità e della stabilità - che l’attività del procacciatore“«...pur non corrispondendo ad una necessità giuridica, ma dipendendo esclusivamente dalla (sua) iniziativa ... e non potendo perciò in tal senso qualificarsi come stabile, può tuttavia di fatto svolgersi periodicamente nel tempo e presentare il carattere della continuità ...». Se pur con minore vis persuasiva, altre sentenze hanno poi confermato tale impostazione; si veda in particolare Cass. 24 giugno 2005 n. 13629 - reiteratamente richiamata dalla sentenza del Tribunale romano -, Cass 25 gennaio 2005 n. 1441, Cass. 23 aprile 2009 n. 9686. Ma già in precedenza era risultata del tutto lucida la ricostruzione della problematica elaborata da Cass 8 febbraio 1999 n. 1078, Cass. 1° giugno 1998 n. 5372, Cass. 5 giugno 1998 n. 5569. Del tutto omologa l’applicazione giurisprudenziale fatta propria dalle Corti di merito, a cominciare dalla recentissima Corte App. Roma n. 8366 del 9 febbraio 2010, inedita a quel che consta, secondo cui «l’agente, a differenza del procacciatore di affari, ha l’obbligo, la necessità giuridica di svolgere la sua attività di promozione dei contratti, laddove l’analoga attività del procacciatore dipende soltanto dalla sua iniziativa ed è, quindi, sempre occasionale, anche quando, di fatto, sia continuativa». In epoca precedente importanti sono i riscontri costituiti da Corte App. Torino, sez. lav., 27 novembre 2003 n. 1237 e Corte App. Torino, sez. lav., 29 novembre 2004 n. 1702, entrambe inedite a quel che consta; Corte App. Torino, sez. lav., 2 dicembre 2003 (in Giur. lav., n. 7/2004, pag. 706); Trib. Roma 23 novembre 2007 (ivi, n. 6/2008, pag. 628); Trib. Modena 3 giugno 2002 (in Gius. 2003, 4, 491); Trib. Trani 8 maggio 2000 (in Contr., 2002, 3, 288); Trib. Bari 28 dicembre 2005 (in Massima redazionale, 2005). Davide Zavalloni Avvocato in Cesena

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Contributi e Irpef

16 maggio Assistenza fiscale I lavoratori e collaboratori devono consegnare al sostituto di imposta il modello di dichiarazione dei redditi per il 2011 tramite mod. 730 e 730-1, anziché entro il 30 aprile 2012. (Dlgs 28.12.1998, n. 490; Dm 31.5.1999, n. 164; Agenzia delle entrate, Provv. 17.1.2012; Dpcm 26 aprile 2012, in questo stesso numero di Guida al Lavoro)

Versamento unificato

Inpgi Le aziende giornalistiche ed editoriali e i soggetti che hanno rapporti di lavoro con giornalisti devono versare i contributi previdenziali per il mese precedente all’Inpgi a mezzo mod. F24/accise. Entro lo stesso termine deve essere presentata all’Inpgi la denuncia contributiva mensile dei contributi a mezzo supporto magnetico (procedura Dasm). (Art. 6, legge 9 novembre 1955, n. 1122; Agenzia delle Entrate, ris. 23.1.2006, n. 15/E; Dm 18.7.2005; Inpgi , delib. n. 207/2004)

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I contribuenti titolari di partita Iva devono versare con F24 telematico tramite modalità diretta (servizio Entratel o Fisconline, con remote banking) oppure tramite intermediari abilitati Entratel i seguenti contributi e imposte: - ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati trattenute dai sostituti di imposta nel mese precedente; - contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’Inps dai datori di lavoro per il periodo di paga scaduto il mese precedente, compresa la regolarizzazione del periodo di paga di gennaio 2012 per il calcolo delle contribuzioni in base ai valori aggiornati (Inps, circ. n. 24/2012); - contributi dovuti dai committenti alla gestione separata Inps per collaborazioni coordinate e continuative e per le prestazioni degli associati in partecipazione pagate nel mese precedente;

- contributi dovuti dalle imprese dello spettacolo alla Gestione ex Enpals; - contributo mensile pescatori autonomi; - contributi dovuti all’Inps da artigiani e commercianti (contributo sul minimale 1° trimestre 2012); - pagamento all’Inail della seconda rata del premio per autoliquidazione 2012 (anticipo e regolazione); - addizionale regionale Irpef per le cessazioni del mese precedente; - liquidazione periodica Iva. Per i non titolari di partita Iva i versamenti devono essere eseguiti con F24 cartaceo tramite: - istituto di credito convenzionato a mezzo delega irrevocabile, oppure - uffici postali abilitati, - concessionario della riscossione. (Artt. 17, 18, 19, 23, 24 e 25, Dlgs 9.7.1997, n. 241; Dlgs 23.3.1998, n. 56; Inps, circ. 8 aprile 1998, n. 79; Inps, circ. 18.12.1998, n. 259; Decr. dir. 31.3.2000; Decr. dir. 14.11.2001; art. 37, comma 49, legge n. 248/2006; Dm 4.12.2006)

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Assistenza fiscale 2012: doppia proroga per il mod. 730 Gabriele Bonati Consulente aziendale in Lodi

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è stato disposto il differimento dei termini per i contribuenti, i sostituti d’imposta, i Caf e i professionisti abilitati, relativi all’avvio dell’assistenza fiscale 2012 (redditi 2011) Dpcm 26.4.2012

L’Agenzia delle Entrate, con comunicato del 26 aprile 2012, ha reso noto che, con Dpcm firmato nella medesima data (in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), sono stati differiti i termi­ ni per l’avvio dell’assistenza fiscale 2012, redditi 2011. In particolare, il provvedimento prevede: a) presentazione del modello 730 da parte dei possessori di reddito di lavoro dipendente (art. 49 del Tuir) e assimilato (art. 50, comma 1, lettere a, d, g del Tuir), con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo (art. 50, comma 1, lettera l, del Tuir): ­ al proprio sostituto d’imposta (che svolge assi­ stenza fiscale diretta): il termine si sposta dal 30 aprile al 16 maggio; ­ a un Caf­dipendenti o a un professionista abilitato:

il termine si sposta dal 31 maggio al 20 giugno; b) consegna della dichiarazione elaborata al lavoratore che ha richiesto l’assistenza fiscale: ­ sostituti d’imposta che hanno reso assistenza fiscale diretta: il termine si sposta dal 31 maggio al 15 giugno; ­ i Caf­dipendenti e i professionisti abilitati: il ter­ mine si sposta dal 15 giugno al 2 luglio; c) trasmissione delle dichiarazioni elaborate al­ l’Agenzia delle Entrate: ­ sostituti d’imposta che hanno reso assistenza fiscale diretta: confermato il termine del 30 giu­ gno (termine che, cadendo di sabato, si sposta al 2 luglio); ­ Caf­dipendenti e professionisti abilitati: il termi­ ne si sposta dal 30 giugno (2 luglio, cadendo di sabato il giorno 30) al 12 luglio; d) trasmissione telematica dei modelli 730­4 all’Agenzia delle Entrate (che a sua volta li mette­ rà a disposizione, sempre per via telematica ­ all’in­ dirizzo comunicato ­, dei sostituti d’imposta, ovvero dei loro intermediari, per i conguagli in busta paga che dovranno essere effettuati a partire dalle retribu­ zioni di competenza del mese di luglio): ­ Caf­dipendenti e professionisti abilitati: il termi­ ne si sposta dal 30 giugno al 12 luglio. Per il fatto che l’Agenzia delle Entrate ha tempo 10 giorni per mettere a disposizione detti risultati

Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate AGENZIA DELLE ENTRATE - COMUNICATO STAMPA 26 APRILE 2012 Oggetto: Più tempo per 730 e denuncia dell’imposta sulle assicurazioni. Slittano i termini di presentazione. N. 19 - 4 maggio 2012

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Chi presenta il modello 730 per dichiarare i redditi 2011, ha tempo fino al prossimo 16 maggio, se lo consegna al sostituto d’imposta, oppure fino al 20 giugno, se lo presenta a un Caf o a un professionista abilitato. Lo stabilisce un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri firmato oggi, che ha, inoltre, previsto la proroga dei termini per inviare la denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi e sugli accessori incassati nel periodo d’imposta precedente, che slitta dal 31 maggio al 2 luglio. Lo scadenzario per i Caf e i sostituti d’imposta - Entro il 15 giugno i sostituti d’imposta devono consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione, mentre i Caf o i professionisti abilitati hanno tempo fino al 2 luglio. Per comunicare, invece, il risultato finale delle dichiarazioni ed effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate, i Caf e i professionisti abilitati hanno tempo fino al 12 luglio.


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contabili ai sostituti d’imposta, questi ultimi po­ tranno venire in possesso dei 730­4 il 22 luglio. Ciò potrà creare alcuni problemi a quei sostituti d’imposta che pagano entro il 27 del mese, in quanto gli stessi potranno avere difficoltà a predi­ sporre gli stipendi del mese di luglio (l’elaborazio­ ne dei dati inizia probabilmente prima del 22) con i conguagli dell’assistenza fiscale.

Assicurazioni Il Dpcm 26 aprile 2012 prevede altresì il differimento dal 31 maggio 2012 al 2 luglio 2012 del termine per la presentazione del modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati nell’esercizio annuale scaduto (articolo 9, legge n. 1216/1961).

Il testo del decreto

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l’obbligo di presentazione Visto il decreto legislativo Dpcm 26 aprile 2012 della dichiarazione ai sen­ 9 luglio 1997, n. 241, re­ si dell’articolo 1, quarto cante «Norme di semplifi­ Il decreto, al momento della chiusura della rivicomma, lettera c), del de­ cazione degli adempimenti sta, è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta creto del Presidente della dei contribuenti in sede di Ufficiale Repubblica 29 settembre dichiarazione dei redditi e 1973, n. 600; dell’imposta sul valore ag­ Visto il decreto del Mini­ giunto, nonché di moder­ stro dell’economia e delle finanze del 15 luglio 2010, nizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni» e, emanato di concerto con il Ministro dello sviluppo econo­ in particolare, l’articolo 12, comma 5, il quale prevede mico, che ha esteso, ai sensi dall’articolo 17, comma 2, che, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, lettera h­ter), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, le modalità di versamento previste dal comma 1 dello dei sostituti e dei responsabili d’imposta o delle esigenze stesso articolo, ai pagamenti delle somme dovute a titolo organizzative dell’amministrazione, possono essere modi­ di imposte e di contributi sui premi assicurativi, ferma ficati i termini riguardanti gli adempimenti dei contribuen­ restando l’applicazione delle disposizioni di cui alla legge ti relativi a imposte e contributi dovuti in base allo stesso 29 ottobre 1961, n. 1216, in materia di denuncia, liquida­ decreto; zione e termini; Vista la legge 27 luglio 2000, n. 212, recante «Disposi­ Visto l’articolo 9, comma 2, della legge 29 ottobre zioni in materia di statuto dei diritti del contribuente»; 1961, n. 1216, che prevede, entro il 31 maggio di Visto il Testo unico delle imposte sui redditi, approvato ciascun anno, il termine per la presentazione della de­ con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicem­ nuncia dell’ammontare complessivo dei premi ed ac­ bre 1986, n. 917; cessori incassati nell’esercizio annuale scaduto, su cui è Visto il decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, dovuta l’imposta; con il quale è stato approvato il regolamento recante Visto il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle «Norme di assistenza fiscale resa dai Centri per l’assi­ Entrate 29 dicembre 2011, che approva il modello di stenza fiscale per le imprese e per i dipendenti, dai denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi sostituti d’imposta e dai professionisti ai sensi dell’arti­ ed accessori incassati nell’esercizio annuale scaduto, previ­ colo 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241» sto dall’articolo 9 della legge 29 ottobre 1961, n. 1216; e, in particolare, gli articoli 13 e 16 dello stesso decreto, Visto, in particolare, il punto 1 del citato provvedimento recanti, rispettivamente, «modalità e termini di presen­ 29 dicembre 2011, che prevede l’invio telematico al­ tazione della dichiarazione dei redditi» e «assistenza l’Agenzia delle Entrate di una comunicazione costituente fiscale prestata dai Caf­dipendenti»; parte integrante del modello di denuncia, riguardante gli Visti gli articoli 3­bis, comma 10, e 7­quinquies del decre­ importi annualmente versati alle province, distinti per to­legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con mo­ contratto ed ente di destinazione, relativi ai contratti di dificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, concer­ assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla nenti l’attività di assistenza fiscale prestata rispettivamente circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori; dagli iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro e in quello dei dottori commercialisti ed esperti contabili; Visto, inoltre, il punto 2 del medesimo provvedimento 29 Visto l’articolo 3, del decreto legislativo 14 marzo dicembre 2011, che stabilisce, a decorrere dalle denunce 2011, n. 23, concernente l’introduzione della cedolare da presentare nell’anno 2012, l’utilizzo del nuovo modello secca sugli affitti; di denuncia integrato dalla comunicazione riguardante gli Visto l’articolo 13, del decreto­legge 6 dicembre 2011, importi annualmente versati alle province; n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 Considerata l’opportunità di differire i termini di pre­ dicembre 2011, n. 214, concernente l’anticipazione sentazione della denuncia dell’imposta sulle assicura­ sperimentale dell’imposta municipale propria; zioni per consentire il corretto svolgimento degli adem­ Visto il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle pimenti connessi alla presentazione della denuncia e Entrate 16 gennaio 2012, con il quale è stato approva­ all’invio telematico dei nuovi dati richiesti; to il modello di dichiarazione 730/2012 con le relative Ritenuto, pertanto, opportuno disporre un differimento istruzioni, che deve essere presentato ai fini, delle im­ del predetto termine per consentire ai soggetti interes­ poste sui redditi, nonché della scheda da utilizzare ai sati di adeguare le procedure informatiche al fine di fini delle scelte della destinazione dell’otto e del cinque poter effettuare la prevista comunicazione degli importi per mille dell’Irpef da parte dei soggetti esonerati dal­ versati alle province;

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Considerata l’opportunità di differire i termini di presenta­ zione delle dichiarazioni da parte dei dipendenti e pensio­ nati nonché di trasmissione delle dichiarazioni da parte dei soggetti che prestano assistenza fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, a causa dell’introduzione del­ l’imposta municipale (Imu), dell’applicazione della cedola­ re secca relativa ai contratti di locazione, al fine di consen­ tire, tenendo conto delle esigenze dei contribuenti e del­ l’Amministrazione finanziaria, il corretto svolgimento de­ gli adempimenti connessi alla presentazione della dichia­ razione e all’invio telematico dei relativi dati; Ritenuto, pertanto, opportuno disporre un differimento dei predetti termini per consentire ai contribuenti e ai soggetti che prestano assistenza fiscale di fruire di un più congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei predetti adempimenti; Decreta

necessaria all’effettuazione delle operazioni di controllo. 2. I sostituti d’imposta che prestano l’assistenza fiscale provvedono a consegnare al sostituito, entro il 15 giu­ gno 2012, copia della dichiarazione elaborata ed il relativo prospetto di liquidazione. 3. I Caf­dipendenti ovvero i professionisti abilitati, nel­ l’ambito delle attività di assistenza fiscale di cui all’arti­ colo 34, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, provvedono a: a) consegnare al contribuente, entro il 2 luglio 2012, copia della dichiarazione elaborata ed il relativo pro­ spetto di liquidazione; b) comunicare, entro il 12 luglio 2012, il risultato finale delle dichiarazioni; c) effettuare, entro il 12 luglio 2012, la trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiara­ zioni presentate ai sensi dell’articolo 13 del regolamen­ to di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 mag­ gio 1999, n. 164.

Articolo 1

Termini per la presentazione e la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi modello 730/2012 1. I possessori dei redditi indicati all’articolo 37, com­ ma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, possono presentare l’apposita dichiarazione semplifica­ ta e le schede ai fini della destinazione del 5 e dell’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche: a) entro il 16 maggio 2012 al proprio Sostituto d’impo­ sta, che intende prestare assistenza fiscale; b) entro il 20 giugno 2012 ad un Caf dipendenti o ad un professionista abilitato, unitamente alla documentazione

Articolo 2

Termini per la presentazione della denuncia dell’imposta sulle assicurazioni Il termine del 31 maggio, indicato nell’articolo 9 della legge 29 ottobre 1961, n. 1216, per la presentazione del modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati nell’esercizio annuale scaduto, è prorogato, limitatamente all’anno in corso, al 2 luglio 2012. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Uffi­ ciale della Repubblica italiana.

GUIDA PRATICA PENSIONI a cura di P. Gremigni

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Aggiornato con le importanti circolari dell’INPS illustrative della Riforma e avvalendosi di tutti gli esempi di calcolo per ognuna delle varie tipologie di pensione e dei vari meccanismi tramite i quali giungere alla stessa (ricongiunzione, totalizzazione, contribuzione volontaria e figurativa, riscatti), il volume analizza l’intera disciplina previdenziale e assistenziale, dal regime dell’assicurazione generale obbligatoria a quello speciale dei lavoratori autonomi e del pubblico impiego, dalla complessa situazione delle casse professionali al vasto universo delle pensioni in regime internazionale, alla fase del contenzioso previdenziale.

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Riscossione crediti contributivi Inps: nuovi livelli di responsabilità Silvano Imbriaci Avvocato in Firenze

L’Inps adegua al mutato quadro normativo in materia di riscossione dei crediti contri­ butivi la disciplina interna di ripartizione delle competenze e dei livelli di responsabilità in merito ai provvedimenti di sospensione o sgravio delle cartelle di pagamento e di annullamento degli av­ visi di addebito Inps Messaggio 23.4.2012, n. 6948

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L’esigenza che sta alla base del nuovo intervento dell’Inps in oggetto trae origine da ragioni di natu­ ra normativa e organizzativa. La riforma del sistema di riscossione ­ Da un punto di vista normativo non è possibile non ac­ cennare, alla riforma che, a partire dal 1° gennaio 2011, ha profondamente modificato (almeno in apparenza) il sistema di riscossione delle entrate degli enti previdenziali. Secondo l’art. 30 del Dl n. 78/2010 (conv. in legge n. 122/2010: cfr. anche le circolari Inps n. 108/2010 e n. 168/2010), a decorrere dal 1° gennaio 2011, l’attività di riscos­ sione relativa al recupero di somme a qualsiasi titolo dovute all’Inps, è effettuata mediante la noti­ fica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo, ossia un atto di formazione interna del­ l’Istituto che prescinde dalla procedura di iscrizio­ ne a ruolo. L’avviso di addebito, dunque, racchiu­ de in sé le funzioni che prima erano distinte in due atti diversi, ossia il ruolo esattoriale (atto con cui l’ente impositore cristallizza ed esercita il pro­ prio diritto di credito) e la cartella di pagamento (atto con cui la pretesa contributiva è portata a conoscenza del soggetto obbligato ai fini della riscossione). Per ragioni che attengono soprattutto alla immediatezza della riscossione, il legislatore ha dunque profondamente modificato il sistema, abbandonando una procedura articolata in vari passaggi (formazione del ruolo, consegna all’agen­ te della Riscossione, redazione e stampa della car­ tella di pagamento, notifica al debitore) a favore di una trasmissione immediata all’Agente della Ri­ scossione del credito incorporato nell’avviso di

pagamento già notificato. Ciò anche attraverso una maggiore selezione e «pulizia» dei crediti da portare alla fase di riscossione, eliminando le par­ tite già oggetto di pagamenti integrali o parziali o comunque di vicende che ne impediscono il recu­ pero e quindi con lo scopo evidente di ottimizzare l’attività di riscossione (cfr. Inps, messaggio n. 11240/2011). La sospensione della riscossione e l’annulla­ mento dell’avviso di addebito ­ L’introduzione dell’avviso di addebito comporta anche sostanziali modifiche nel sistema di sospensione della riscos­ sione o di annullamento dell’avviso stesso (non si può parlare tecnicamente di sgravio). Per quanto riguarda la sospensione, occorre distinguere a se­ conda della fase in cui si trova la procedura di recupero del credito. Quando ancora debba esse­ re effettuata l’iscrizione a ruolo o l’emissione del­ l’avviso di addebito (ad es. nel caso della notifica di un verbale ispettivo) per poter ottenere un ef­ fettivo differimento dell’attività di riscossione in fase amministrativa, ossia per ritardare l’emissione dell’avviso di addebito (o, nel vecchio sistema, l’iscrizione a ruolo e successiva formazione della cartella di pagamento), la strada principale è rap­ presentata dalla proposizione di un ricorso, in via amministrativa o giudiziale, avverso l’accertamen­ to. Infatti, ai sensi dell’art. 24, comma 4, del Dlgs n. 46/1999, la presentazione tempestiva del ri­ corso amministrativo prima dell’iscrizione a ruolo (oggi prima dell’avviso di addebito) comporta il differimento dell’iscrizione a ruolo e dell’avviso di addebito ad un momento successivo individuato nella decisione dell’organo amministrativo adito, al netto del rispetto dei termini di decadenza pre­ visti dall’art. 25 del Dlgs n. 46/1999. Se invece l'accertamento effettuato dall’ufficio è impugnato davanti all’autorità giudiziaria, l'iscrizione a ruolo ­ leggi l’avviso di addebito ­ è eseguita in presenza di provvedimento esecutivo del giudice (art. 24, Dlgs cit., comma 3). Per le ipotesi in cui, invece, l’avviso di addebito si sia già formato, l’art. 30 del Dl n. 78/2010 (conv. in legge n. 122/2010), con effetto dalla sua entrata in vigore (31 maggio 2010) ha espressamente abroga­ to l’art. 25, comma 2 del Dlgs n. 46/1999, norma

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Il testo del messaggio INPS - MESSAGGIO 23 APRILE 2012, N. 6948 Oggetto: Provvedimenti di sospensione e di sgravio delle cartelle di pagamento e annullamento e sospensioni degli avvisi di addebito. Nuovi livelli di responsabilità.

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Con i messaggi n. 17282 del 31 luglio 2009, n. 19995 del 7 settembre 2009 e n. 022938 del 12 ottobre 2009, sono state fornite indicazioni alle Strutture territoriali circa le modalità operative per la disposizione dei provvedimenti di sospensione e di sgravio delle cartelle di pagamento in relazione ai livelli differenziati di responsabilità negli stessi previsti. Le attività svolte secondo le nuove disposizioni sono state oggetto di un costante monitoraggio a livello centrale diretto a rilevare le fasi di gestione dei crediti, successivamente al loro affidamento per il recupero agli Agenti della Riscossione. Durante tale periodo, è stata più volte evidenziata l’importanza del costante presidio dei tempi dei provvedimenti di sospensione e della puntuale gestione contabile dei versamenti ai fini degli sgravi. A conclusione della prima fase, che ha visto coinvolta anche la Direzione generale nella gestione del procedimento di adozione dei provvedimenti di sospensione e di autorizzazione dei provvedimenti di sgravio di importo superiore a 100.000,00 euro, si ritiene di procedere alla modifica delle competenze in base alle quali i predetti provvedimenti potranno essere emessi a partire dalla data di pubblicazione del presente messaggio. La nuova articolazione delle competenze trova origine nella necessità di considerare un complesso di fattori di natura normativa, organizzativa e tecnica. Da una parte il nuovo sistema di riscossione dei crediti dell’Istituto che, a partire dal 1° gennaio 2011, avviene tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 30 del Dl n. 78/2010 convertito con modificazioni in legge n. 122/2010. Il nuovo sistema, infatti, ha consentito di operare sostanziali modifiche in ordine alle tipologie di provvedimenti di sgravio e sospensione in precedenza adottati per le cartelle di pagamento. Dall’altra, la necessità di adeguare il procedimento al nuovo assetto organizzativo definito sulla base dei principi contenuti nella determinazione n. 140 del 29 dicembre 2008, cui l’Istituto ha dato attuazione con la circolare n. 102 del 12 agosto 2009. La nuova distribuzione delle responsabilità e delle funzioni diretta a garantire, attraverso l’erogazione dei servizi con maggiore prossimità all’utenza, un migliore livello qualitativo dello stesso. In ultimo, le disposizioni in tema di telematizzazione delle istanze di servizio dell’Istituto che, consentendo l’immediatezza nello scambio delle comunicazioni con utenti ed intermediari, assicurano maggiore tempestività nelle risposte ed un miglioramento del processo di gestione del credito. Al riguardo, con la circolare n. 48 del 27 marzo 2012, è stata comunicata la telematizzazione delle richieste di provvedimenti su Avviso di Addebito e Cartella di Pagamento per la generalità dei contribuenti tenuti all’assolvimento degli obblighi contributivi nelle gestioni previdenziali dell’Istituto. In relazione a quanto sopra ed in una logica di definizione di ambiti omogenei di responsabilità, la competenza in ordine ai provvedimenti su Avviso di Addebito e Cartella di Pagamento è uniformata ai valori previsti per l’esame delle domande di dilazione e di riduzione delle sanzioni come definiti in via sperimentale con Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 340 del 21.9.2005 ed in via definitiva con Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 175 del 7.6.2006. Pertanto, con effetto dall’1.5.2012, le competenze a disporre i provvedimenti di sospensione delle cartelle di pagamento e degli avvisi di addebito e ad autorizzare i provvedimenti di sgravio/discarico delle cartelle di pagamento, e di annullamento totale o parziale degli avvisi di addebito sono definite come segue: a) Direzioni provinciali Competenza a gestire i provvedimenti il cui importo complessivo (contributi e sanzioni) non sia superiore a euro 500.000,00. b) Direzioni regionali Competenza a gestire i provvedimenti d’importo complessivo non superiore a euro 1.000.000,00. c) Direzione centrale entrate Competenza a gestire i provvedimenti d’importo complessivo superiore a euro 1.000.000,00. Nel sottolineare che i provvedimenti in trattazione continueranno ad essere oggetto di monitorag-


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gio a livello centrale, si rammenta che l’attività delle Sedi, in particolare per quanto concerne i provvedimenti di sospensione, deve essere costantemente indirizzata ad escludere che il loro permanere possa costituire pregiudizio all’attività di recupero da parte degli Agenti della Riscossione. Con riferimento ai provvedimenti di sospensione disposti dall’autorità giudiziaria, in attesa del rilascio della funzionalità che consentirà di gestire le evidenze dei provvedimenti di sospensione registrati sulla procedura Sisco, è necessario che con sistematicità, attraverso un costante collegamento con gli uffici legali, sia curato l’aggiornamento dello stato del credito rilevato dalla predetta procedura Sisco per consentire, in relazione alle decisioni intervenute nel corso del procedimento giudiziario, l’immediato riavvio delle attività di recupero coattivo in caso di esito del giudizio totalmente o parzialmente favorevole all’Istituto ovvero di l’annullamento del credito in caso di soccombenza dell’Istituto definitivamente accertata.

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che prevedeva la facoltà dell’ente di sospendere la va, ossia i crediti per i quali l’Istituto deve ancora riscossione con provvedimento motivato in presenza procedere alla formazione dell’avviso di addebi­ di ricorso amministrativo. Dunque, in presenza di to (o dei ruoli fino al 31 dicembre 2010) e alla notifica di avviso di addebito, il contribuente potrà contestuale consegna ad Equitalia. Avvenuta la attivarsi mediante la proposizione di un ricorso giu­ consegna dell’avviso di addebito ad Equitalia, diziario per ottenere una pronuncia di sospensione per i crediti contenuti nell’avviso stesso potranno da parte del giudice (art. 24, Dlgs n. 46/1999, com­ essere richieste dilazioni solo e direttamente al ma 6) nel corso del giudizio di primo grado ed in competente Agente della Riscossione. presenza di gravi motivi. In occasione di alcune circostanze che mettono La nuova ripartizione delle competenze in dubbio la sopravvivenza o l’utilità della proce­ Venendo più da vicino dunque alle modifiche in­ dura di riscossione, dalla preliminare sospensio­ trodotte dal messaggio n. 6948/2012, occorre ne dell’avviso di addebito si può giungere all’ef­ premettere che con la circolare n. 48 del 27 fettivo abbandono della stessa con provvedimen­ marzo 2012, l’Inps ha reso disponibi­ to di sgravio/discarico della cartella le, a partire dal 21 marzo 2012, il di pagamento o di annullamento del­ servizio per la presentazione in via l’avviso di addebito. A parte l’ipotesi Con l’avvio della telematica delle domande di provve­ della pronuncia giudiziale (sentenza telematizzazione dimenti su avviso di addebito e car­ di annullamento del ruolo o dell’av­ maggiore tella di pagamento per la generalità viso di addebito), l’annullamento può competenza dei contribuenti tenuti all’assolvimen­ derivare dall’avvenuto pagamento ai livelli territoriali to degli obblighi contributivi nelle ge­ parziale od integrale delle somme stioni previdenziali dell’Istituto. I con­ portate ad esecuzione o dalla verifi­ tribuenti presentano quindi in via te­ ca, anche in via di autotutela, di una erronea lematica le istanze di sospensione o di sgravio attivazione della procedura per i motivi più vari della cartella di pagamento, nonché le domande (ricalcolo del dovuto, contribuzione versata ad di sospensione o avviso dell’avviso di addebito, altri enti, cessazione attività, intervenute varia­ così come le comunicazioni di avvenuto pagamen­ zioni normative ecc.). Per quanto riguarda la di­ to su avviso di addebito. lazione dei pagamenti, in presenza di un regolare Ebbene, ad essere nuovamente disciplinata è la gra­ procedimento per il pagamento dilazionato del duazione dei livelli di responsabilità decisionale in credito, con l’osservanza delle scadenze, non si ordine a tali istanze e alla gestione dei provvedimenti procede alla riscossione coattiva. La modifica del che ne seguono. Infatti, oltre che in ragione delle sistema di riscossione (art. 30 del Dl n. 78/2010 modifiche normative di cui si è detto, l’Inps ha sentito cit.) ha reso necessaria la modifica anche del la necessità di adeguare il sistema delle competenze sistema della gestione delle dilazioni. È stata as­ anche al proprio mutato assetto organizzativo (cfr. segnata definitivamente all’Agente della Riscos­ circolare n. 102/2009), per una migliore risposta, sione la competenza esclusiva delle dilazioni su sotto il profilo qualitativo, alle richieste dell’utenza. E partite iscritte a ruolo (circ. Inps n. 106/2010 e la stessa introduzione del mezzo telematico che si n. 148/2010). Inoltre, la rateazione concessa avvia a diventare unico strumento per lo scambio dall’Istituto può avere ad oggetto, a decorrere dal delle comunicazioni con l’utenza, ha comportato la 3 agosto 2010, solo crediti in fase amministrati­ necessità di una diversa dislocazione delle competen­

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ze, finalizzata ad attribuire la maggior parte delle attività a quegli organi di prossimità (Direzioni provin­ ciali) più vicini e sensibili alle esigenze del territorio nel quale svolgono la loro attività istituzionale. Non ultima, l’esigenza di raccordare ed unificare le compe­ tenze gestionali, uniformandole ai criteri già previsti per l’esame delle domande di dilazione e riduzione delle sanzioni (delibera Cda Inps n. 175/2006). La gestione dei provvedimenti di discarico e sgra­ vio delle cartelle di pagamento (messaggio Inps n. 22938/2009) e dei provvedimenti di sospensio­ ne (messaggio Inps n. 1995/2009) è stata riparti­ ta tra i vari organi dell’Istituto secondo il criterio del valore. Fino ad oggi il sistema prevedeva per i direttori provinciali la competenza fino a 50.000 euro, per i direttori regionali da 50.001,00 a 100.000 euro, per la Direzione centrale le que­ stioni di valore superiore a 100.000,00 euro. A partire dal 1° maggio 2012, le competenze sono così distribuite: a) direttori provinciali: importo complessivo non superiore a 500.000,00 euro; b) direttori regionali: importo complessivo non su­ periore a 1.000.000,00 euro; c) Direzione centrale entrate: importo complessi­ vo superiore a 1.000.000,00 euro. Naturalmente, ai fini della determinazione dell’im­

porto che regola la diversa competenza, il valore indicato si riferisce alla somma dei crediti per i quali il contribuente richiede il provvedimento di annullamento o di sospensione, compresi gli oneri e le somme aggiuntive (sanzioni civili). L’importo dovrà essere valutato al momento della presenta­ zione della domanda o comunque al momento in cui viene emesso il provvedimento in via officiosa. Per quanto riguarda i provvedimenti di sospensio­ ne, infine, l’Inps ricorda che la loro concessione non deve comunque pregiudicare l’attività di re­ cupero da parte degli Agenti della Riscossione. Dunque la sospensione è sempre provvisoria, do­ vendosi necessariamente convertire o in annulla­ mento della pretesa contributiva (sgravio, abban­ dono del credito) o in ripristino della riscossione, essendo venute meno le ragioni che in prima bat­ tuta avevano imposto la sospensione della riscos­ sione (cfr. messaggio n. 19995/2009). Per quan­ to riguarda, invece i provvedimenti di sospensione disposti dall’autorità giudiziaria, gli stessi saranno oggetto di revoca nel caso in cui l’esito del proce­ dimento giudiziario sia favorevole all’Istituto, mentre si convertiranno in annullamento del cre­ dito qualora sia stata accertata in via definitiva (con sentenza passata in giudicato) la soccomben­ za dell’Istituto.

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Il Prontuario Contratti contiene una sintesi ampia e autorevole di tutti i principali istituti dei 155 CCNL di maggiore diffusione. La struttura razionale delle schede, il formato pratico, la suddivisione per istituti segnalata dalla banda laterale che si ripete sempre identica, l’indice per ordine alfabetico: ogni dettaglio è studiato per rendere estremamente facile e veloce la consultazione di tutti i CCNL considerati. L’opera è pensata per fornire risposte chiare, immediate e affidabili a coloro che nella pratica professionale sono chiamati a garantire il corretto adempimento degli obblighi contrattuali senza incorrere in errori o incertezze applicative. Il CD-Rom, allegato solo alla versione cartacea, contiene – per i principali settori – i valori dei minimi tabellari e della contingenza vigenti e quelli previgenti relativi agli ultimi 20 anni.

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CONTRIBUTI E IRPEF Circolari

Fondo di solidarietà imprese assicuratrici: sospeso il contributo ordinario Con il decreto interministeriale 21 gennaio 2011, n. 33, è stata disposta l’istituzione del «Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professio­ nale del personale delle imprese assicuratrici», avente lo scopo di attuare interventi per il sostegno del reddito nei confronti dei lavoratori delle imprese cui si applica il contratto collettivo di settore (in relazione al personale non dirigente). Il Fondo finanzia programmi formativi di riconversione e specifici trattamenti per i lavoratori interessati da riduzioni dell’orario o da sospensione temporanea dell’attività ed eroga assegni straordinari per il sostegno del reddito nell’ambito dei processi di agevolazione all’esodo ed è, a propria volta, finanziato con un contributo ordinario dello 0,50% (0,375% a carico datore e 0,125% lavoratori), un contributo addizionale a carico del datore e uno straordinario. Con la circolare 28 settembre 2011, n. 123, l’Inps aveva illustrato nel dettaglio l’operatività del Fondo, stabilendo altresì le modalità di compilazione del flusso Uniemens e precisando che il codice autorizzazione è il «2V». Novità ­ A seguito di quanto stabilito dal Comitato amministratore, il quale ha preso atto del fatto che le attuali dotazioni finanziarie sono idonee rispetto alle prestazioni che dovranno essere erogate, l’Inps informa che, per il periodo intercorrente tra il mese di marzo e quello di dicembre 2012, è sospeso il versamento del contributo ordinario dello 0,50%; ne consegue che, in relazione al suddetto periodo, la procedura di gestione dei flussi Uniemens non richiederà il contributo di finanziamento al Fondo, anche in presenza del codice di autorizzazione «2V».

Con il decreto interministe­ che eventuali uscite potran­ Inps - Messaggio 13 aprile 2012, n. 6453 riale 21 gennaio 2011, n. no essere autorizzate nei li­ 33 è stato costituito il Fon­ miti delle citate dotazioni fi­ Oggetto: Fondo di solidarietà per il sostegno do di solidarietà per il soste­ nanziarie. Di conseguenza del reddito, dell’occupazione e della riconvergno del reddito, dell’occu­ il suddetto Comitato ammi­ sione e riqualificazione professionale del perpazione e della riconversio­ nistratore ha deliberato, in sonale dipendente dalle imprese assicuratrici, ne e riqualificazione profes­ conformità ai compiti previ­ costituto con decreto interministeriale 21 gensionale del personale dipen­ sti dagli artt. 4, comma 1, naio 2011, n. 33. Sospensione del contributo dente dalle imprese assicu­ lettera d) e 6, commi 4, 5 e ordinario di finanziamento al Fondo fino a diratrici e con il decreto del 6 del suddetto Di n. 33/ cembre 2012 Ministero del lavoro e delle 2011, la sospensione del politiche sociali del 2 ago­ contributo ordinario dello sto 2011 è stato costituito il 0,50%, previsto dall’art. 6, Comitato amministratore del medesimo Fondo di solidarie­ comma 1, lettera a) del Di n. 33/2011 dal mese di marzo tà. Nella seduta del 2 aprile 2012 il Comitato amministrato­ fino a dicembre 2012. Pertanto, per il periodo marzo­di­ re del Fondo di solidarietà ha preso atto che le dotazioni cembre 2012, la procedura di gestione dei flussi Uniemens finanziarie sono idonee a garantire l’erogazione di eventuali non richiederà il contributo di finanziamento al Fondo, future prestazioni, nonché la gestione del Fondo stesso e anche in presenza del codice di autorizzazione «2V».

Lavoro & Territorio Delibera 31.5.2011, n. 214

Provincia di Modena: contributi per il settore agricolo N. 19 - 4 maggio 2012

Con delibera n. 214 del 31.5.2011 la Giunta provinciale di Modena ha approvato l’avviso pubblico per la presentazione di domande di contributo sulla Misura 112 del Psr-Prip «Insediamento di giovani agricoltori». A partire dal 1° giugno 2011 è possibile presentare nuove domande di aiuto. La domanda va presentata avvalendosi della collaborazione di un Caa per la compilazione e protocollazione, oppure inserendo direttamente (previo accreditamento) la domanda nel Sop di Agrea. La stampa debitamente firmata della domanda va poi presentata alla Provincia di Modena (sede di via Scaglia Est, 15 o Uffici agricoli di zona) o a uno degli enti territoriali autorizzati. Data scadenza: 31.5.2012 - 2° termine presentazione domande - annualità 2012. Marco Pettini - Pragma Service, Pistoia Oggetto: Avviso pubblico per la presentazione di domande di contributo sulla Misura 112 del Psr-Prip «Insediamento di giovani agricoltori»

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CONTRIBUTI E IRPEF Circolari

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Riduzione contributiva per il Comune di Campione d’Italia In relazione alla riduzione del 50% delle aliquote contributive previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro operanti nel comune di Campione d’Italia per i dipendenti retribuiti in franchi svizzeri, agevolazione poi estesa anche ai contributi previdenziali e assistenziali a carico dei dipendenti, l’Istituto ha reso noto che, a seguito dell’entrata in vigore del flusso Uniemens, gli importi da recuperare vanno inseriti nell’elemento «AltreACredito» della sezione aziendale, valorizzando la «CausaleACredito» L170. INPS - MESSAGGIO 18 APRILE 2012, N. 6691 Oggetto: Legge n. 11/1986. Riduzione contributiva per il Comune di Campione d’Italia. Istruzioni operative e contabili. Variazioni al piano dei conti. Premessa L’art. 1-quater del Dl 2.12.1985, n. 688, convertito con legge n. 11/1986, ha disposto, a decorrere dal 1.1.1986, una riduzione nella misura del 50% delle aliquote contributive previdenziali ed assistenziali a carico dei datori di lavoro operanti nel comune di Campione d’Italia per i dipendenti retribuiti in franchi svizzeri. Successivamente, l’art. 5 del Dl 30.12.1987, n. 536, conv. in legge n. 48/1988, ha esteso il medesimo beneficio ai contributi previdenziali ed assistenziali a carico dei dipendenti, senza, peraltro, modificare la decorrenza del beneficio. Istruzioni operative Le modalità operative per fruire della riduzione sono state a suo tempo illustrate con il msg. n. 3940 del 10.5.1990. A seguito dell’entrata in vigore del flusso Uniemens, gli importi da recuperare vanno inseriti nell’elemento «AltreACredito» della sezione aziendale, valorizzando la «CausaleACredito» L170. Le sedi interessate provvederanno a rielaborare le denunce che ad oggi risultino ancora non ripartite. Istruzioni contabili - Omissis

Operazione PoseidOne: iscrizioni d’ufficio con decorrenza 1° gennaio 2006 Nell’ambito dell’operazione di verifica delle posizioni contributive denominata PoseidOne, iniziata nel corso del 2009, l’Inps ha reso noto di aver proceduto, con decorrenza 1° gennaio 2006, a iscrivere d’ufficio alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge n. 335/1995 i soggetti che hanno dichiarato redditi derivanti da arti e professioni nel quadro RE del modello Unico PF 2007, periodo di imposta 2006, in assenza di contribuzione alla suddetta gestione. INPS - MESSAGGIO 18 APRILE 2012, N. 6712 Oggetto: PoseidOne 2006 - Redditi da lavoro autonomo assoggettati a contribuzione presso la Gestione separata - Anno d’imposta 2006.

N. 19 - 4 maggio 2012

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Nell’ambito dell’operazione di verifica delle posizioni contributive denominata PoseidOne, iniziata nel corso del 2009, e facendo seguito alla circ. n. 23 del 16.2.2010, si comunica che si è proceduto, con decorrenza 1.1.2006 ad iscrivere d’ufficio alla Gestione separata di cui all’art. 2, c. 26 della legge n. 335/1995, i soggetti che hanno dichiarato redditi derivanti da arti e professioni nel quadro RE del modello Unico PF 2007, periodo di imposta 2006, in assenza di contribuzione alla suddetta gestione. Contestualmente sono state inviate le lettere con la richiesta della contribuzione dovuta ai soggetti già iscritti alla Gestione separata, anche a seguito delle precedenti operazioni PoseidOne, per i quali sul reddito da attività professionale non risulti versata la contribuzione dovuta alla Gestione stessa oppure non risulti effettuato alcun accertamento da parte delle singole sedi. La lavorazione delle posizioni generate dovrà essere effettuata tramite la procedura «Gestione Professionisti» seguendo le istruzioni già indicate nei precedenti messaggi. Si precisa inoltre, che per i soggetti interessati all’accertamento e per i quali sono presenti contributi versati alla Gestione separata da parte di committenti/associanti, questa Direzione ha provveduto direttamente a quantificare il contributo dovuto sulla differenza del reddito imponibile e fino al raggiungimento del massimale annuo previsto per l’anno d’imposta interessato.


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Contratti collettivi Penne, matite e spazzole (Confindustria) In attuazione di quanto previsto dall’articolo 32 del Ccnl 14 aprile 2010, in data 11 aprile 2012 tra Assoscrittura, Assospazzole, Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uilta-Uil è stato sottoscritto l’accordo per la nuova classificazione del personale. La nuova classificazione del personale decorre dal 1° giugno 2012. Inquadramento unico - A decorrere dalla predetta data viene introdotto l’inquadramento dei lavoratori in un’unica scala classificatoria composta da 9 livelli di seguito proposti: Livello

Inquadramento

7° livello 6° livello 5° livello 4°S livello 4° livello 3°S livello 3° livello 2° livello 1° livello

Quadri, impiegati Impiegati, intermedi Impiegati, intermedi, operai Impiegati, intermedi, operai Impiegati, operai Operai Impiegati, operai Operai Operai

Le novità riguardano l’introduzione del livello: 3°S; 4°S, per la qualifica di impiegato. Minimi tabellari - L’introduzione della nuova classificazione comporta la modifica, con decorrenza 1° giugno 2012, della tabella dei minimi tabellari, indennità di contingenza e premio di produzione. La nuova tabella è la seguente: Minimo tabellare

Contingenza

Premio di produzione

1.377,95 1.218,68 1.133,59 1.056,07 1.010,76 977,33 941,33 868,36 617,57

525,95 520,09 517,90 515,55 515,55 513,45 513,45 512,06 509,75

7,37 5,79 5,56 5,01 5,01 4,62 4,62 4,42 4,20

Una tantum - Ai lavoratori che, al 1° giugno 2012, abbiano diritto al passaggio di livello viene riconosciuto un importo a titolo di una tantum pari a euro 160,00 lordi. Tale somma viene erogata in due tranches, di pari importo, con le retribuzioni del mese di luglio e settembre 2012.

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Livello 7° livello 6° livello 5° livello 4°S livello 4° livello 3°S livello 3° livello 2° livello 1° livello

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Apprendistato professionalizzante: la disciplina contrattuale Gabriele Bonati Consulente aziendale in Lodi

Dal 26 aprile è pienamente operativo il Testo unico sull’apprendistato. La nuova norma ha rimesso alla contrattazione collettiva, sia attraverso gli accordi interconfederali che gli accordi di catego­ ria, il compito di disciplinarne l’operatività

Il Tu sull’apprendistato, in vigore a tutti gli effetti dal 26 aprile 2012, precisa che la disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collet­ tivi nazionali di lavoro stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nel rispet­

to dei principi dettati dallo stesso Testo unico. Le particolarità di gestione del contratto (classificato dalla norma «contratto a tempo indeterminato con periodo di apprendistato al termine del quale le parti possono, con preavviso, risolvere il rappor­ to di lavoro»), che interessano la durata massima, il differimento in caso di assenze superiori a 30 giorni, il patto di prova, le modalità della forma­ zione, il salario d’ingresso, le modalità di risoluzio­ ne del contratto e le percentuali di conferma in servizio per poter procedere a nuove assunzioni di apprendisti, sono regolamentate in modo diver­ so da settore a settore. Dette particolarità sono sintetizzate nella tabella di seguito riportata.

Apprendistato professionalizzante/contratto di mestiere Durata

La durata dell’apprendistato professionalizzante è, in via transitoria, determinata in base alle durate dei vigenti contratti collettivi. Nei casi in cui questi ultimi prevedano durata superiore ai 3 anni, la durata dell’apprendistato è fissata in 3 anni. I contratti collettivi potranno comunque individuare profili professionali equipollenti a quelli dell’artigianato e quindi stipulare contratti di apprendistato di durata superiore ai 3 anni e fino a 5, come da risposta del Ministero del lavoro ad interpello n. 40/2011

N. 19 - 4 maggio 2012

La durata dell’apprendistato professionalizzante è, in via transitoria, determinata in base alle durate dei vigenti contratti collettivi. Nei casi in cui questi ultimi prevedano durata superiore ai 3 anni, la durata dell’apprendistato è fissata in 3 anni. I contratti collettivi potranno comunque individuare profili professionali equipollenti a quelli dell’artigianato e quindi stipulare contratti di apprendistato di durata superiore ai 3 anni e fino a 5, come da risposta del Ministero del lavoro ad interpello n. 40/2011 Il contratto di apprendistato può essere stipulato per i livelli com-

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Prova

Ore formazione

Inquadramento o salario d’ingresso

Assenze e diff. termine

Confcooperative - Accordo interconfederale Disciplinata Non inferiore a L’apprendista potrà dai Ccnl di ca- 80 ore/anno, essere inquadrato tegoria appli- anche on the fino a 2 livelli inferiori cati, secondo job e in affian- rispetto alla categol ’ i n q u a d r a - camento, più ria spettante, in apmento profes- f o r m a z i o n e plicazione del Ccnl, sionale attribu- base e trasver- ai lavoratori addetti ito s a l e o f f e r t a a mansioni o funziodalle regioni ni che richiedono (120 ore nel tri- qualificazioni corriennio) spondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto

Industria - Accordo interconfederale Disciplinata Non inferiore a L’apprendista potrà dai Ccnl di ca- 80 ore/anno, essere inquadrato tegoria appli- anche on the fino a 2 livelli infecati, secondo job e in affian- riori rispetto alla l ’ i n q u a d r a - camento, più categoria spettanmento profes- f o r m a z i o n e te, in applicazione sionale attribu- base e trasver- del Ccnl, ai lavoraito s a l e o f f e r t a tori addetti a mandalle regioni sioni o funzioni che (120 ore nel tri- richiedono qualifiennio) cazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto Agenzie marittime 120 ore/anno Vedere durata (comprese 40

Preavviso

Percentuale di conferma

Ai sensi del codice civile art. 2118: 15 giorni (decorrenti dal termine del periodo di formazione). N.B. Il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato

Ai sensi del codice civile art. 2118: 15 giorni (decorrenti dal termine del periodo di formazione). N.B. Il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato

L a s o s p e n - A i s e n s i d e l Le imprese non sione del rap- c.c., art. 2118 potranno assu-


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Durata

Prova

presi tra il 3° e il 6° inclusi. Durata: sino al 3° livello: massimo 24 mesi con inquadramento di due livelli inferiori per i primi 12 mesi; un livello inferiore per i restanti 12. Durata: livelli 4° e 5° massimo 30 mesi, con inquadramento di due livelli inferiori per i primi 15 mesi; un livello inferiore per i restanti 15. Durata: sino al 6° livello: 36 mesi, con inquadramento di due livelli inferiori per i primi 18 mesi; un livello inferiore per i restanti 18

Liv. II, III, IV, V: 36 mesi; Liv. VI: 24 mesi Per i profili professionali omologhi a quelli del settore artigiano il contratto può durare fino a 48 mesi (vedere allegato B)

È quello previsto dall’inquadramento professionale del livello di destinazione finale dell’apprendista e in ogni caso non può superare i 2 mesi

Preavviso

Calzature (Confindustria) 120 ore/anno Apprendistato pro(comprese 40 fessionalizzante: ore di forma- Ccnl 14.6.2010: zione trasver- I periodo: due livelli sale di compe- sotto quello di destitenza regiona- nazione finale; le) II periodo: un livello sotto quello di destinazione finale; III e ultimo periodo: inquadramento al livello di destinazione finale

Percentuale di conferma mere apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui periodo di apprendistato sia venuto a scadere nei 12 mesi precedenti (detta regola si applica nelle aziende con più di 3 apprendisti)

Autostrade e Trafori 120 ore/anno % calcolata sulla re(anche come tribuzione della quamedia nel peri- lifica da conseguire: odo di appren- primi 12 mesi: 80%; distato) secondi 12 mesi: 85%; mesi successivi: 95%

Commercio - Confcommercio Da 120 ore a 1° periodo (metà 240 ore com- apprendistato): 2 liplessive, in velli sotto rispetto alfunzione dei la mansione profesprofili profes- sionale da consesionali. Per le guire; 2° periodo: 1 q u a l i f i c h e livello sotto rispetto o m o l o g h e a alla mansione proquelle artigia- fessionale da conne, da 280 a seguire 340 ore complessive, in funzione dell’area di attività e delle tipologie di profilo Commercio - Confesercenti Non superiore Da 120 ore a 1° periodo (metà a 60 giorni di 240 ore com apprendistato): 2 Durata non superiore a quello previsto per il lavoratore qualificato al medesimo livello

Assenze e diff. termine porto di apprendistato per periodi superiori a 30 giorni per malattia, infortunio sul lavoro o altre cause di sospensione involontaria comporta il prolungamento del periodo di apprendistato per la stessa durata dell’assenza

Le aziende non potranno assumere nuovi apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio l’80% dei contratti scaduti nei 18 mesi precedenti (non contano le dimissioni, i licenziamenti per giusta causa e chi si è rifiutato di rimanere in servizio) Apprendistato professionalizzante: Ccnl 14 giugno 2010 all’apprendista spetta un trattamento integrativo dell’indennità di malattia a carico dell’Inps pari al trattamento economico a carico del datore di lavoro previsto per il lavoratore operaio

Ai sensi del codice civile art. 2118: 15 giorni (decorrenti dal termine del periodo di formazione).

Malattia, infortunio o altre cause di sospensione involontaria superiore a 30 giorni consecutivi, prorogano il termine del contratto di apprendistato

30 giorni dalla scadenza del periodo di formazione.

N.B. Il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato

N.B. Il periodo di formazione termina, di norma, 30 giorni prima della scadenza del contratto

Le imprese non potranno assumere apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno l’80% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato professionalizzante sia già venuto a scadere nei ventiquattro mesi precedenti

N. 19 - 4 maggio 2012

Liv. II, III, IV, V: 36 mesi; Liv. VI: 24 mesi

Inquadramento o salario d’ingresso

ore di formazione trasversale di competenza regionale)

Non superiore a 36 mesi e diver- Non superiore sificata per i profili professionali a 2 mesi che saranno definiti dalle Parti entro il 30.10.2012

3 anni (così suddivisi ai fini retributivi); Liv. 8, 7 e 6: 1° periodo, 10 mesi; 2° periodo: 10 mesi; 3° periodo: 16 mesi. Liv. 5, 4, 3 e 3S: 1° periodo, 11 mesi; 2° periodo: 11 mesi; 3° periodo: 14 mesi. Liv. 2 e 2S: 1° periodo, 12 mesi; 2° periodo: 12 mesi; 3° periodo: 12 mesi

Ore formazione

Malattia, in- 30 giorni dalla Le imprese non fortunio o al scadenza del potranno assu-

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Inquadramento o salario d’ingresso livelli sotto rispetto alla mansione professionale da conseguire; 2° periodo: 1 livello sotto rispetto alla mansione professionale da conseguire

Assenze e diff. termine tre cause di sospensione involontaria superiore a 30 giorni consecutivi, prorogano il termine del contratto di apprendistato

Cooperative sociali Da 150 ore a % calcolata sulla 360 ore com- retribuzione della p l e s s i v e i n qualifica da consefunzione del guire: profilo profes- Durata fino a 18 sionale mesi: dal 1° al 9° mese: 85%; dal 10° al 18° mese: 90%. Durata fino a 24 mesi: dal 1° al 12° mese: 85%; dal 13° al 24° mese: 90%. Durata fino a 36 mesi: dal 1° al 18° mese: 85%; dal 19° al 36° mese: 90%

Il periodo di apprendistato può essere posticipato in caso di malattia, infortunio o altre cause di sospensione involontaria superiore a 30 giorni, nonché in caso di congedo parentale

Ai sensi del codice civile art. 2118: preavviso ordinario previsto dal Ccnl (o indennità sostitutiva)

In caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto superiore a 30 giorni, sarà predisposto il prolungamento del rapporto oltre la durata concordata

In caso di risoluzione del rapporto da parte dell’impresa al termine del periodo di apprendistato ai sensi dell’art. 2118 c.c., spetta al lavoratore un periodo di 1 mese, da riconoscersi tramite la corrispondente ind e n n i t à sostitutiva

Durata

Prova

Ore formazione

Per i profili professionali omologhi a quelli del settore artigiano il contratto può durare fino a 48 mesi (vedere allegato A)

lavoro effettivo; 45 giorni di lavoro effettivo per gli apprendisti di inquadramento finale al livello VI

plessive, in funzione dei profili professionali. Per le qualifiche omologhe a quelle artigiane, da 200 a 340 ore complessive

Cat. A: 18 mesi; Cat. B e C: 24 mesi; Cat. D e E: 36 mesi; qualifica di educatore professionale: riduzione 24 mesi; Qualifica di operatore socio sanitario: riduzione 18 mesi

Durata non superiore a quello previsto per il lavoratore qualificato al medesimo livello

3 anni

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3 anni

Credito Non superio- 120 ore/anno Il contratto di apre a 2 mesi (comprese 40 prendistato profesore di forma- sionalizzante è finazione trasver- lizzato al conseguisale di compe- m e n t o d i u n a tenza regiona- qualifica professiole) nale ai fini contrattuali corrispondente ai profili professionali nella 3 a area professionale. Come stabilito dal vigente Ccnl (art. 15, acc. 19.1.2012), all’apprendista sarà attribuito un livello retributivo di inserimento e cioè uno stipendio nella misura mensile di euro 1.679,89, per un periodo di 4 anni dalla data di assunzione 4 settimane per gli apprendisti assunti ad un livello pari o inferiore al G; 8 settimane per gli apprendisti assunti ad

Gomma e Plastica (Confidustria) 120 ore medie/ Non inferiore per più in caso di soanno (compre- di 2 livelli a quanto spensione del s e 4 0 o r e d i spettante in base al- rapporto per f o r m a z i o n e la qualifica da con- u n p e r i o d o trasversale di seguire al termine superiore a competenza del periodo di ap- 30 giorni per regionale) prendistato (i lavo- malattia, inratori che, in base fortunio sul la

Preavviso

Percentuale di conferma

periodo di for- mere apprendisti mazione. qualora non abbiano mantenuto N.B. Il periodo in servizio almedi formazione no l'80% dei lavot e r m i n a , d i ratori il cui conn o r m a , 3 0 tratto di apprendigiorni prima s t a t o della scaden- professionalizza del contrat- zante sia già veto nuto a scadere nei ventiquattro mesi precedenti

Come da disposizione dell’art. 56 del vigente Ccnl

Le imprese non potranno assumere apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno il 70% dei lavoratori il cui periodo di apprendistato sia già venuto a scadere nei ventiquattro mesi precedenti. A tale fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa, e i rapporti di lavoro risolti nel corso o al termine del periodo di prova (non si applica se è scaduto un solo contratto)

Le imprese non potranno assumere apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno il 70% dei lavoratori il cui con


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Durata

Prova un livello superiore al G

Liv. AD3; AD2; AD1; AC5; AC4; AC3-AC2-AS4; AS3; AC1-AS2; AE4-AS1; AE3, durata complessiva: 36 mesi di cui: 1° periodo: 12 mesi; 2° periodo: 12 mesi; 3° periodo: 12 mesi. Liv. AE2, durata complessiva: 24 mesi di cui: 1° periodo: 10 mesi; 2° periodo: 10 mesi; 3° periodo: 4 mesi. Le Parti si riservano la possibilità di individuare, come definito dal Dlgs n. 167/2011, lavorazioni ad alto contenuto di professionalità artigianale per cui si prevede una durat a maggiore del contratto di apprendistato. Agli apprendisti in possesso di diploma di qualifica professionale conseguito presso un istituto professionale, ovvero di scuola media superiore, inerenti alle professionalità da acquisire, le suddette durate sono ridotte di 10 mesi così ripartite: 1° periodo: 3 mesi; 2° periodo: 3 mesi; 3° periodo: 4 mesi. Agli apprendisti in possesso di laurea inerente alla professionalità da acquisire la durata dell’apprendistato sarà di 24 mesi

Inquadramento o salario d’ingresso alla qualifica da conseguire al termine del periodo di apprendistato, saranno inquadrati nei livelli H e G, passeranno comunque al livello H dopo 12 mesi di permanenza nel livello I)

Assenze e diff. termine voro o altre cause di sospensione involontaria, il periodo di apprendistato potrà essere prorogato (con il consenso delle parti) per il periodo pari alla sospensione

Legno e arredamento(Confindustria) Non superio- 120 ore me- Nel 1° periodo: 2 r e a q u a n t o d i e / a n n o livelli sotto quello previst o dal (comprese 40 di destinazione fiCcnl per il li- ore di forma- nale; 2° periodo: 1 v e l l o c o r r i - zione trasver- livello sotto quello s p o n d e n t e sale di com- di destinazione fialle mansioni p e t e n z a r e - nale; 3° periodo: 1 che l’appren- gionale). livello sotto quello dista è destidi destinazione finato a svol- Apprendisti in nale e retribuzione gere p o s s e s s o d i corrispondente al titolo di studio valore intermedio post-obbligo tra quello della caidoneo rispet- tegoria di apparteto all’attività n e n z a e q u e l l o da svolgere, della categoria di la durata del- destinazione finala formazione le si riduce a 80 ore medie annue

Logistica, trasporto merci e spedizione 4 settimane, Nei confronti Vedere durata r i d o t t e a 2 di ciascun apquando si prendista, tratta di un la- l ’ a z i e n d a è voratore che tenuta ad eronell’ambito di gare un monp r e c e d e n t i te ore di forrapporti di la- m a z i o n e i n voro abbia t e r n a o f r e q u e n t a t o esterna pari corsi formati- ad 80 ore/anvi certificati no che sarani n e r e n t i a l no integrate profilo pro- dall’offerta fessionale da f o r m a t i v a conseguire pubblica (40 ore annue trasversali)

Preavviso

Percentuale di conferma tratto di apprendistato professionalizzante sia già venuto a scadere Nei ventiquattro mesi precedenti (esclusi dimissionari e mancate conferme fino a 4)

In caso di risoluzione del rapporto di apprendistato sono applicabili il periodo di preavvis o e l a relativa indennità sostitutiva regolamentati dal Ccnl vigente

La facoltà d’assunzione con contratto d’apprendistato professionalizzante non è esercitabile dalle aziende che, al momento della stipulazione di un nuovo contratto, risultino non aver mantenuto in servizio almeno il 70% dei contratti d’apprendistato scaduti nei 12 mesi precedenti.

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Liv. 1, 2, 3S e 3, 4S e 4J, 5 e 6S: 1° anno: 75%; 2° anno: 85%; 3° anno: 100%. Liv. 6J: 1° anno: 75%; 2° anno: 85%. Dopo un biennio di apprendistato al Liv. 6J il lavoratore prosegue l’apprendistato per un ulteriore anno al Liv. 6S. Per i profili classificati come equipollenti a quelli artigiani la durata del contratto di apprendistato e la retribuzione sono le seguenti: Autisti classificati al livello 3S: 1°anno: 90%; 2° anno: 95%; 3° anno: 100%; 4° anno: 100%; 5° anno: 100%. Autisti classificati al livello 3°: 1°anno: 90%; 2° anno: 95%; 3° anno: 100%; 4° anno: 100%. Addetti al magazzino, addetti alla manutenzione dei veicoli

Ore formazione

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CONTRATTI COLLETTIVI Articoli

Durata

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Prova

Ore formazione

Inquadramento o salario d’ingresso

Assenze e diff. termine

Preavviso

e addetti alla movimentazione: 1°anno: 90%; 2° anno: 95%; 3° anno: 100%; 4° anno: 100%

Percentuale di conferma La facoltà di assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante per i profili inquadrati come equipollenti di figure artigiane non è esercitabile dalle aziende che, al momento della stip u l a d e l contratto, risultino non aver mantenuto in servizio almeno il 90% dei contratti di apprendistato, relativi agli stessi profili, scaduti nei 12 mesi precedenti

Studi professionali Liv. Q, 1 e 2: 30 mesi; Liv. 3S e 3: 36 mesi; Liv. 4S e 4: 36 mesi

Non può essere superiore a 60 giorni di lavoro effettivo per i lavoratori inquadrati ai livelli 4 e 4S (al termine del periodo di apprendistato) e 90 giorni di lavoro effettivo per i restanti livelli e qualifiche

% calcolata sulla retribuzione della qualifica da conseguire: primi 12 mesi: 70%; da 12 a 24 mesi: 85%; N.B. Possibi- mesi successivi: le il contratto 93% part time purché non inferiore al 60% (senza decurtazione delle ore di formazione previste) 120 ore/anno (comprese 40 ore di formazione trasversale di competenza regionale).

Solo in caso A i sensi del di malattia, codice civile i n f o r t u n i o , art. 2118 maternità e paternità, aspettative per motivi familiari o personali documentati, superiore a 30 giorni di calendario, il periodo di apprendistato verrà prolungato per una durata pari al periodo dell’evento

Per poter assumere con contratto di apprendistato il datore di lavoro deve aver mantenuto in servizio almeno il 50% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia venuto a scadere nei 18 mesi precedenti

La sospensione del rapporto di apprendistato per periodi superiori a 30 giorni per malattia, infortunio sul lavoro o altre cause di sospensione involontaria comporta la proroga del termine di scadenza del contratto con il conseguente posticipo dei termini connessi ai benefici contributivi

Le imprese non potranno assumere apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno il 70% dei lavoratori il cui periodo di apprendistato sia venuto a scadere nei 24 mesi precedenti

Turismo Liv. 2, 3, 4, 5, 6S: 36 mesi; Liv. 6: 24 mesi. Per le figure professionali la durata massima è fissata in 48 mesi

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Il periodo di formazione terminerà almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto di apprendistato. Durata: Liv. 2 e 3: 80 ore medie annue; Liv. 4, 5 e 6S: 60 ore medie annue; Liv. 6: 40 ore medie annue. Per i rapporti di apprendistato stagionale, l’impegno formativo sarà riproporzionato

Determinato alla normale retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello secondo le seguenti proporzioni: 1° anno: 80%; 2° anno: 85%; 3° anno: 90%; 4° anno: 95%

Preavviso: alla scadenza del contratto, qualora una delle Parti intenda recedere dal rapporto, sarà tenuta a comunicarlo con un preavviso di 30 giorni decorrente dalla scadenza del periodo di formazione. In caso di mancato preavviso si provvederà come previsto dal Ccnl Turismo


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Settore industriale: accordo interconfederale sull’apprendistato 18 aprile 2012 In data 18 aprile 2012 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, è stato sottoscritto l’accordo interconfederale per la disciplina contrattuale dell’apprendistato nel settore industriale, in relazione a quanto previsto dalla disciplina contenuta nel Dlgs n. 167/2011. Di seguito, in sintesi, le disposizioni contenute nell’accordo interconfederale: a) contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale; entro il prossimo mese di luglio le parti si incontreranno per definire la disciplina contratTipologie tuale applicabile a questa fattispecie; b) contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere. L’assunzione con contratto di apprendistato può essere subordinata al superamento del periodo di prova della durata prevista dai singoli Ccnl, in relazione Periodo di prova all’inquadramento professionale attribuito. Piano formativo Il piano formativo è redatto sulla base di uno specifico format allegato all’accordo. Alla scadenza del contratto, qualora una delle parti intenda recedere dal rapporto, è tenuta a comunicarlo con un preavviso scritto pari a 15 giorni decorrente dalla Recesso scadenza del periodo di apprendistato. La durata è disciplinata dalla contrattazione collettiva di settore; qualora la stessa sia stata fissata in periodi superiori a 36 mesi, il periodo viene comunque ricondotto alla durata massima di 36 mesi. Tuttavia, in particolari ipotesi previste dalle Durata singole contrattazioni per figure professionali particolari, la durata massima può raggiungere i 5 anni. La formazione nel periodo di apprendistato professionalizzante può essere svolta dal datore di lavoro anche on-job ed in affiancamento. Di norma, il periodo di formazione dovrà essere non inferiore a 80 ore medie annue, ricomprendendo in questo limite anche la formazione teorica iniziale prevista dall’accordo Stato-Regioni. Formazione L’erogazione della formazione, potrà essere integrata anche dall’offerta formativa pubblica, laddove esistente. La registrazione della formazione effettuata è annotata nel libretto formativo del cittadino. Sono indicati dai sistemi di classificazione ed inquadramento individuati dai singoli Standard professionali contratti collettivi. Il lavoratore apprendista può essere inquadrato fino a due livelli inferiori, rispetto al Livelli di inquadramento livello finale. Nel piano formativo viene individuato il soggetto referente/tutore che deve essere inserito nell’organizzazione dell’impresa e che rappresenta la figura di riferimento Referente per l’apprendista. Deve essere in possesso di adeguata professionalità. Decorrenza 26 aprile 2012.

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la disoccupazione giovani­ le rappresenta una delle emergenze più rilevanti per il nostro paese e che il contratto di apprendistato rappresenta la strada maestra per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro; ­ il 25 aprile 2012 scade il semestre transitorio previsto dall’art. 7, comma 7 del Dlgs n. 167/2011; ­ è opportuno dare piena ed immediata operatività al nuovo Testo unico dell’apprendistato, con particolare riferimento all’apprendistato professionalizzante e al­ l’apprendistato per la qualifica e per il diploma profes­ sionale. Riguardo a quest’ultima tipologia le parti si

Accordo interconfederale apprendistato 18 aprile 2012

premesso che ­ il Dlgs 14 settembre 2011, n. 167, a norma dell’art. 1, comma 30, lettera c) della legge 24 dicembre 2007, n. 247, come sostituito dall’art. 46, comma 1, lettera b) della legge 4 novembre 2010, n. 183, ha modificato la disciplina del contratto di apprendistato introducendo il Testo unico dell’apprendistato; ­ anche in ragione dell’attuale congiuntura economica,

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Il 18 aprile 2012 in Roma tra: Confindustria e Cgil; Cisl; Uil;

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

incontreranno entro il prossimo mese di luglio, per defi­ nire la relativa disciplina contrattuale in via sussidiaria e cedevole rispetto a quanto sarà disciplinato dalla con­ trattazione collettiva nazionale di categoria; ­ per «contratti collettivi vigenti» si intendono quelle parti dei contratti collettivi che disciplinano l’apprendistato la cui efficacia verrà meno al termine del periodo transitorio individuato dall’art. 7, comma 7, del Testo unico;

convengono che 1. Le premesse formano parte integrante della presente intesa. 2. In via sussidiaria e cedevole rispetto a quanto dovrà essere disciplinato dalla contrattazione collettiva richia­ mata dal Dlgs n. 167/2011, per il contratto di apprendi­ stato, relativamente alle assunzioni decorrenti dal 26 aprile 2012, trova applicazione la seguente disciplina: ­ l’assunzione in apprendistato può avvenire con un periodo di prova la cui durata è disciplinata dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati, secondo l’in­ quadramento professionale attribuito; ­ l’apprendista potrà essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualifica­ zioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto; ­ nel piano formativo individuale sarà indicato un tuto­ re/referente aziendale, inserito nell’organizzazione del­ l’impresa, quale figura di riferimento per l’apprendista, in possesso di adeguata professionalità; ­ premesso che, stante la peculiare natura a causa mista del contratto di apprendistato, il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato, le parti del contratto individuale potranno recedere dal contratto dando un preavviso, ai sensi di quanto dispo­ sto dall’art. 2118 c.c., di 15 giorni. In caso di mancato esercizio della facoltà di recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato; ­ la durata dell’apprendistato professionalizzante è, in via transitoria, determinata in base alle durate discipli­

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nate dai vigenti contratti collettivi. Laddove tali contratti prevedano un termine superiore ai tre anni, la durata dell’apprendistato è fissata in tre anni; ­ i contratti collettivi potranno individuare i profili pro­ fessionali equipollenti a quelli dell’artigianato, secondo quanto chiarito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la risposta ad interpello n. 40/2011, per i quali la durata massima dell’apprendistato professiona­ lizzante è fissata in cinque anni; ­ le parti del contratto individuale di lavoro definiscono nel piano formativo individuale, che sarà redatto tenen­ do conto del format allegato, la formazione per l’acqui­ sizione delle competenze tecnico­professionali e specia­ listiche, formazione che sarà coerente con la qualifica professionale ai fini contrattuali da conseguire ai sensi del sistema di inquadramento definito nel Ccnl applica­ to in azienda. La formazione professionalizzante che verrà registrata, con le modalità disciplinate al penulti­ mo punto del presente accordo, sarà non inferiore a 80 ore medie annue (ivi compresa la formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall’accordo Stato­Regioni del 21 dicembre 2011), e potrà essere svolta anche on the job ed in affiancamento. La forma­ zione professionalizzante sarà integrata dall’offerta for­ mativa pubblica, laddove esistente, ai sensi di quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 4 del decreto legisla­ tivo 14 settembre 2011, n. 167; ­ le parti concordano che gli standard professionali di riferimento debbono intendersi quelli risultanti dai si­ stemi di classificazione ed inquadramento del personale e/o dalle competenze professionali individuate dai con­ tratti collettivi; ­ la registrazione della formazione effettuata e della qualifica professionale ai fini contrattuali, eventualmen­ te acquisita, sarà effettuata nel libretto formativo del cittadino. In attesa della piena operatività del libretto formativo, le parti del contratto individuale provvedono all’attestazione dell’attività formativa tenendo conto del format allegato al presente accordo; ­ le parti si incontreranno per esaminare gli eventuali effetti delle modifiche che il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro in discussione al Parlamento dovesse determinare sulla disciplina dell’apprendistato.

Piano formativo individuale Pfi relativo all’assunzione del/la Sig./ra: ...............................................................................................

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1. Azienda Ragione sociale .................................................................................................................................................... Sede (indirizzo) ..................................................................................................................................................... Cap (Comune) ...................................................................................................................................................... Partita Iva .................................................................. Codice fiscale .................................................................. Telefono ............................................................................ Fax ............................................................................ e-mail .................................................................................................................................................................... 2. Apprendista Dati anagrafici Cognome ......................................................................... Nome ......................................................................... C.F. ....................................................................................................................................................................... Cittadinanza .......................................................................................................................................................... Scadenza permesso di soggiorno (nel caso di stranieri) ...................................................................................... Nato a ......................................... il ......................................... Residenza/Domicilio ......................................... Prov. ............................................................................... Via ...............................................................................


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Telefono ............................................................................ Fax ............................................................................ E-mail ................................................................................................................................................................... Dati relativi alle esperienze formative e di lavoro Titoli di studio posseduti ed eventuali percorsi di istruzione non conclusi ............................................................ Esperienze lavorative ........................................................................................................................................... periodi di apprendistato svolti dal .......................................................... al .......................................................... Formazione extra scolastica compresa quella svolta in apprendistato a) .......................................................................................................................................................................... b) .......................................................................................................................................................................... c) ........................................................................................................................................................................... Aspetti normativi Data di assunzione ............................................................................................................................................... Qualifica, ai fini contrattuali, da conseguire .......................................................................................................... Durata ................................................................................................................................................................... Categoria /Livello di inquadramento iniziale ......................................................................................................... Categoria /Livello di inquadramento finale ........................................................................................................... 3. Tutor Tutor aziendale sig./ra .......................................................................................................................................... C.F. ....................................................................................................................................................................... Categoria/Livello ...................................... di ...................................... inquadramento ...................................... Anni di esperienza ................................................................................................................................................ 4. Contenuti formativi Aree tematiche aziendali/professionali Il piano formativo individuale ha lo scopo di delineare le competenze tecnico-professionali e specialistiche coerenti con la qualifica professionale, ai fini contrattuali, da conseguire. In questo ambito saranno sviluppati anche i temi della sicurezza sul lavoro relativi al rischio specifico e dei mezzi di protezione individuali, propri della figura professionale nonché i temi dell’innovazione di prodotto, processo e contesto. La formazione indicata nel presente piano formativo è quella da attestare nell’apposito modulo ed è articolata in quantità non inferiore ad 80 ore medie annue. Indicare le competenze tecnico professionali e specialistiche ritenute idonee per la qualifica professionale, ai fini contrattuali, da conseguire. 1) .......................................................................................................................................................................... 2) .......................................................................................................................................................................... 3) .......................................................................................................................................................................... 4) .......................................................................................................................................................................... 5) .......................................................................................................................................................................... 6) .......................................................................................................................................................................... 7) .......................................................................................................................................................................... 5. Articolazione e modalità di erogazione della formazione (è possibile barrare più opzioni) [ ] On the job [ ] Affiancamento [ ] Esercitazioni di gruppo [ ] Testimonianze [ ] Action learning [ ] Visite aziendali [ ] (altro)

Appendice - Attestazione dell’attività formativa Dati apprendista/impresa N. 19 - 4 maggio 2012

Apprendista Nome e cognome ................................................................................................................................................. Codice fiscale ....................................................................................................................................................... Luogo e data di nascita ........................................................................................................................................ Residente in ......................................................................... Via ......................................................................... Titolo di studio ...................................................................................................................................................... Assunto in apprendistato professionalizzante dal .............................................. al .............................................. Per conseguire la qualifica di ................................................................................................................................ Impresa Ragione sociale ...............................................................................................................................................

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Indirizzo ................................................................................................................................................................ Telefono ............................................................................ Fax ............................................................................ E-mail ................................................................................................................................................................... Nominativo del tutor/referente aziendale .........................................................................................................

Formazione effettuata durante il contratto di apprendistato Competenze generali/specifiche - Insegnamento (con riferimento al piano formativo individuale)

Durata in Modalità ore/periodo adottata ............... ore - On the job Periodo ........ - Affiancamento - Altro ............... ore - On the job Periodo ........ - Affiancamento - Altro ............... ore - On the job Periodo ........ - Affiancamento - Altro Totale ore .....

Firma tutor e apprendista Firma tutor/referente .......... Firma apprendista ... Firma tutor/referente .......... Firma apprendista ... Firma tutor/referente .......... Firma apprendista ...

Firma tutor/referente aziendale ............................................................................................................ Timbro e firma dell’azienda .................................................................................................................. Firma apprendista ........................................................... Data ...........................................................

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Gomma e plastica (Confindustria) Accordo sull’apprendistato 12 aprile 2012

N. 19 - 4 maggio 2012

In data 12 aprile 2012 tra Federazione gomma plastica, Filctem­Cgil, Femca­Cisl e Uilcem­Uil, in attuazione del Dlgs n. 167/2011, è stato sottoscritto l’accordo in materia di apprendistato. Le parti intervengono riscrivendo il Paragrafo A ­ «Apprendistato» dell’articolo 2 e l’Allegato 4 ­ «Profili formativi e modalità di erogazione della formazione» del Ccnl 18 marzo 2010. Come anticipato l’accordo in commento riscrive il Paragrafo A dell’articolo 2 in materia di apprendistato. Le novità di seguito illustrate entrano in vigore il 26 aprile 2012 (scadenza del periodo transitorio previsto dal Dlgs n. 167/2011). In sintesi viene previsto quanto segue: Periodo di prova ­ La durata del periodo di prova (di servizio effettivo) viene confermato in 4 settimane per gli apprendisti assunti a un livello pari o inferiore al G e in 8 settimane per gli apprendisti assunti ad un livello superiore al G. Il periodo di prova viene computato sia agli effetti della durata dell’apprendista­ to sia agli effetti dell’anzianità di servizio. Durata ­ La durata massima dell’apprendistato professionalizzante o di mestiere è fissata in 3 anni, mentre per l’apprendistato per la qualifica e per il diploma e per l’apprendistato di alta formazione le parti rimandano alle norme di legge. Formazione ­ La durata della formazione nell’apprendistato professionalizzante o di mestiere è di 120 ore medie annue, mentre per l’apprendistato per la qualifica e per il diploma e per l’apprendistato di alta formazione la parti rimandano alle norme di legge. Inquadramento ­ L’inquadramento del lavoratore non può essere inferiore per più di 2 livelli a quello spettante in base alla qualificazione da conseguire al termine del rapporto. Le parti precisano come a questo fine possano essere utilizzati tutti i livelli previsti dal sistema classificatorio, indipendentemente dal gruppo di appartenenza e dell’area funzionale. Per quanto attiene ai lavoratori che, in base alla qualifica da conseguire al termine del rapporto di apprendistato, sono inquadrati nei livelli H e G, è previsto il passaggio al livello H dopo 12 mesi di permanenza nel livello I. Retribuzione ­ Durante il rapporto di apprendistato la retribuzione spettante è composta dal minimo contrattuale del livello in cui l’apprendista è stato inquadrato. Viene confermato il divieto di retribuzione a cottimo del lavoratore apprendista. Ferie ­ La durata delle ferie viene confermata in 30 giorni di calendario per gli apprendisti di età inferiore a 16 anni ed in 4 settimane per quelli che hanno superato i 16 anni di età. Malattia ­ In caso di interruzione del servizio per malattia e infortunio non professionali, il lavoratore apprendista non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di 6 mesi. Entro tale limite temporale, al lavoratore apprendista non in prova e non in Cassa integrazione deve essere assicurato un trattamento economico, integrativo rispetto a quello dell’Inps, tale da garantire il raggiungi­ mento del 75% della retribuzione netta per i primi 2 mesi di malattia o infortunio non professionale (computati sommando tutti gli eventi morbosi). Dimissioni ­ Le parti confermano innanzitutto il divieto previsto dalla legge di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di giusta causa o di giustificato motivo. In caso di dimissioni l’apprendista è tenuto al rispetto del periodo di preavviso secondo le durate indicate nel presente contratto con riferimento al livello di inquadramento iniziale del rapporto di apprendistato; Condizione ­ Per l’assunzione con contratto di apprendistato le parti confermano la necessità di aver convertito a tempo indeterminato almeno il 70% dei contratti di apprendistato venuti a scadenza nei 24 mesi precedenti. A tale fine non sono computati gli apprendisti che abbiano rassegnato le dimissioni nonché i contratti di apprendistato giunti a scadenza e non trasformati in rapporti a tempo indeterminato in misura pari a 4. Profili formativi ­ Le parti individuano innanzitutto nell’apprendistato lo strumento prioritario per l’acquisi­ zione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa e il percorso orientato tra sistema scolastico e mondo del lavoro utile a favorire l’incremento dell’occupazione giovanile. Individuano poi, sempre con decorrenza 26 aprile 2012, i profili formativi valevoli per l’apprendistato professionalizzante o di mestiere nel settore dell’industria della gomma ­ materie plastiche ­ cavi elettrici e affini precisando come per «profilo formativo» si intenda l’insieme di conoscenze e competenze necessarie per conseguire la qualificazione professio­ nale (suddivise in competenze di base e trasversali e competenze specifiche). Studio Sanna Paola ­ www.studiosannapaola.it

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Il 12 aprile 2012, formazione, i cui requisiti Accordo 12 aprile 2012 tra: e le cui funzioni sono defi­ ­ la Federazione Gomma niti nell’Allegato 4 del Plastica; presente contratto. e 8. L’inquadramento dell’apprendista non potrà essere le Organizzazioni sindacali: inferiore per più di due livelli a quello spettante in base ­ Filctem­Cgil; alla qualificazione da conseguire al termine del periodo ­ Femca­Cisl; di apprendistato. A questo fine potranno essere utilizza­ ­ Uilcem­Uil; ti tutti i livelli previsti dal sistema classificatorio, indipen­ è stato sottoscritto il seguente verbale di accordo in dentemente dal gruppo di appartenenza e dell’area fun­ materia di apprendistato. zionale. I lavoratori che, in base alla qualifica da conse­ Il Paragrafo A ­ «Apprendistato» dell’art. 2, e l’Allegato guire al termine del periodo di apprendistato, saranno 4 «Profili formativi e modalità di erogazione della for­ inquadrati nei livelli H e G, passeranno comunque al mazione» del Ccnl 18 marzo 2010, sono sostituiti dai livello H dopo 12 mesi di permanenza nel livello I. nuovi testi riprodotti di seguito. 9. Durante il rapporto di apprendistato, la retribuzione Gli aggiornamenti sono stati convenuti per adeguare le spettante è composta dal minimo contrattuale del livello norme contrattuali al Dlgs 14 settembre 2011, n. 167, in cui l’apprendista è stato inquadrato. È vietato retribu­ recante il nuovo «Testo unico dell’apprendistato», ga­ ire l’apprendista a cottimo. rantendo in tal modo la piena operatività dell’istituto. 10. La durata delle ferie è di 30 giorni di calendario per I nuovi testi entreranno in vigore il 26 aprile 2012, alla gli apprendisti di età inferiore a 16 anni e di 4 settimane scadenza del periodo transitorio semestrale fissato dal­ per quelli che hanno superato i 16 anni di età. l’art. 7, comma 7, del citato decreto legislativo. 11. In caso di interruzione del servizio per malattia ed Le parti si danno atto, infine, che procederanno a un nuovo infortunio non professionali, il lavoratore apprendista non esame della materia qualora il disegno di legge governati­ in prova ha diritto alla conservazione del posto per 6 mesi. vo di «Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di 12. Entro il limite di conservazione del posto sopra crescita» dovesse prevedere modifiche alla regolamenta­ indicato, al lavoratore apprendista non in prova e non in zione di legge dell’apprendistato che richiedano un ulterio­ Cassa integrazione guadagni l’azienda riconoscerà i se­ re adeguamento delle disposizioni contrattuali. guenti trattamenti: ­ anticipazione, alle normali scadenze dei periodi di paga, delle indennità a carico dell’Inps; Articolo 2 ­ corresponsione di un’integrazione della predetta in­ Disciplina dell’apprendistato, del contratto dennità sino a raggiungere il 75% della retribuzione di inserimento e dei contratti di cui netta di cui al comma 9 del presente articolo, per i primi ai Dlgs n. 368/2001 e n. 276/2003 2 mesi di malattia o infortunio non professionale, com­ putati sommando tutti gli eventi morbosi. 13. In caso di sospensione del rapporto di apprendistato Paragrafo A ­ Apprendistato 1. Per la disciplina dell’apprendistato si fa riferimento per periodi superiori ai 30 giorni per malattia, infortu­ nio sul lavoro o altre cause di sospensione involontaria, alle disposizioni del Dlgs 14.9.2011, n. 167. 2. L’assunzione dell’apprendista ha luogo con un perio­ il periodo di apprendistato potrà essere prorogato con il consenso di entrambe le parti per un periodo pari alla do di prova di servizio effettivo pari a: ­ quattro settimane per gli apprendisti assunti ad un sospensione stessa. 14. Qualora, al termine del periodo di apprendistato, le livello pari od inferiore al G; ­ otto settimane per gli apprendisti assunti ad un livello parti non abbiano esercitato la facoltà di recesso ai sensi superiore al G. del Dlgs n. 167/2011, il rapporto prosegue come ordi­ 3. Il periodo di prova verrà computato sia agli effetti nario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeter­ della durata dell’apprendistato sia agli effetti dell’anzia­ minato e il periodo di apprendistato sarà considerato nità di servizio. utile ai fini del computo dell’anzianità di servizio. 4. La durata massima del periodo di apprendistato pro­ 15. Fermo restando il divieto legale per entrambe le parti fessionalizzante o di mestiere è di tre anni. La durata di recedere dal contratto di apprendistato durante il perio­ dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma pro­ do di formazione in assenza di una giusta causa o di un fessionale e per l’apprendistato di alta formazione e di giustificato motivo, l’apprendista che recede dal rapporto ricerca è regolata dalle rispettive norme di legge. di apprendistato per dimissioni è tenuto al rispetto del 5. La durata della formazione nell’apprendistato profes­ periodo di preavviso di cui all’art. 56 del presente contrat­ sionalizzante o di mestiere è di 120 ore medie annue, to. I termini saranno quelli corrispondenti al livello di ivi inclusa la quota di ore di formazione di base e inquadramento iniziale del rapporto di apprendistato. trasversale stabilita dall’art. 4, comma 3, del Dlgs n. 16. L’azienda informerà la Rsu annualmente o, a richie­ 167/2011. La durata della formazione nell’apprendista­ sta, trimestralmente, sull’andamento delle assunzioni to per la qualifica e per il diploma professionale e con contratto di apprendistato e la relativa tipologia, nell’apprendistato di alta formazione e di ricerca è stabi­ nonché sull’andamento e sui risultati della formazione. lita dalle rispettive norme di legge. 17. La facoltà di assunzione mediante contratto di ap­ 6. I profili formativi e le modalità dell’erogazione della for­ prendistato non potrà essere esercitata qualora nel­ mazione nell’apprendistato professionalizzante o di mestie­ l’azienda non siano stati convertiti a tempo indetermina­ re sono disciplinate dall’Allegato 4 del presente contratto. to almeno il 70% dei contratti di apprendistato venuti a 7. Per l’instaurazione di contratti di apprendistato è scadenza nei 24 mesi precedenti. A tale fine non si necessaria la presenza in azienda di un tutore della computano gli apprendisti che abbiano rassegnato le


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dimissioni nonché i contratti di apprendistato giunti a scadenza e non trasformati in rapporti a tempo indeter­ minato in misura pari a quattro. 18. Per quanto non contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente articolo, valgono per gli apprendisti le nor­ me previste dal presente contratto in quanto applicabili.

Allegato 4 al Ccnl 18 marzo 2010 Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere ­ Profili formativi e modalità di erogazione della formazione

Profili formativi

Le parti individuano di seguito i profili formativi valevoli per l’apprendistato professionalizzante o di mestiere nel­ l’industria della gomma ­ materie plastiche ­ cavi elettrici ed affini. I contenuti formativi a carattere trasversale ven­ gono qui definiti in attesa che le Regioni rendano disponi­ bile l’offerta formativa pubblica, così come previsto dall’art. 4, comma 3 del decreto legislativo n. 167/2011. Il profilo formativo consiste nell’insieme di conoscenze e competenze necessarie per conseguire la qualificazione professionale, suddivise in «di base e trasversali» (comuni per tutte le figure di apprendista) e «specifiche» (cono­ scenze e competenze di carattere professionalizzante).

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Premesso che l’apprendistato professionalizzante o con­ tratto di mestiere è disciplinato dall’art. 2 del presente contratto, in questo Allegato sono regolamentati i profili formativi e le modalità di erogazione della formazione, ai sensi dell’art. 4 del Dlgs n. 167/2011. Le parti riconoscono che l’apprendistato professionaliz­ zante o contratto di mestiere, caratterizzato da un percor­ so formativo personalizzato secondo l’area professionale e integrato nel rapporto lavorativo, è una forma di lavoro idonea a coniugare il fabbisogno di personale qualificato con le esigenze formative del lavoratore. L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, così come re­ golamentato nel contratto collettivo nazionale gomma ­ plastica ­ cavi elettrici ed affini, rappresenta pertanto uno strumento strutturale di inserimento lavorativo mirato, capace di favorire occupazione di qualità e di soddisfare le esigenze di competitività delle imprese. L’azienda è tenuta a erogare a ciascun apprendista la formazione per il conseguimento della qualifica profes­ sionale prevista. La durata della formazione è pari a 120 ore medie per ciascuno degli anni di durata del periodo di apprendi­ stato professionalizzante o contratto di mestiere. In tale monte ore si intende inclusa la quota di ore di formazione di base e trasversale stabilita dall’art. 4 del Dlgs n. 167/2011. Le ore di formazione dedicate alla sicurezza e all’igiene del lavoro saranno erogate prioritariamente all’inizio del rapporto di apprendistato. La formazione può essere erogata, in tutto o in parte, all’interno dell’azienda o di altra azienda del gruppo, o all’esterno dell’azienda in apposita struttura di riferi­ mento. La formazione può essere svolta anche con mo­ dalità di apprendimento a distanza (e­learning) e in affiancamento sul posto di lavoro (on the job). Il tutore della formazione ha le seguenti caratteristiche: a) deve possedere un livello di inquadramento contrat­ tuale pari o superiore a quello che l’apprendista conse­ guirà alla fine del periodo di apprendistato; b) deve svolgere attività lavorative coerenti con quelle dell’apprendista; c) almeno tre anni di esperienza lavorativa (requisito non applicabile qualora non siano presenti in azienda lavoratori in possesso di tale caratteristica). Per lo svolgimento della formazione all’interno dell’im­ presa, o presso altra impresa del gruppo, è necessaria la presenza, oltre che di uno o più tutori in possesso delle caratteristiche di cui sopra, di: personale con adeguate capacità comunicative che favoriscano la graduale ac­ quisizione di competenze da parte dell’apprendista; lo­ cali non prevalentemente dedicati alla produzione; at­ trezzature idonee, in relazione agli obiettivi dei piani formativi individuali.

La formazione sarà articolata per moduli e suddivisa in contenuti a carattere trasversale (comuni per tutti gli apprendisti) e a carattere professionalizzante (differen­ ziati a secondo delle aree professionali). I relativi conte­ nuti specifici sono definiti nei profili formativi di cui al presente Allegato. I contenuti formativi a carattere trasversale, ai quali sarà dedicata la quantità di ore stabilita dal Dlgs n. 167/2011, pari a 120 ore medie per il triennio (40 ore in ragione d’anno), vengono qui definiti in attesa che le Regioni rendano disponibile l’offerta formativa pubbli­ ca, così come previsto dall’art. 4, comma 3 del decreto legislativo n. 167/2011. L’azienda è tenuta a definire in forma scritta il piano formativo individuale (Pfi) dell’apprendista, nel quale viene descritto il percorso formativo per il consegui­ mento della qualificazione professionale. Il piano forma­ tivo dovrà risultare coerente con il profilo formativo di riferimento e contenere il programma specifico e l’arti­ colazione della formazione. A tal fine nel Pfi saranno inseriti ­ in tutto o in parte ­ gli argomenti elencati nel relativo profilo formativo, con l’indi­ cazione del numero di ore di formazione ad essi destinate. Il datore di lavoro attesta la formazione impartita all’ap­ prendista nel libretto formativo del cittadino di cui all’art. 2, comma 1, lett. l) del Dlgs n. 276/2003. In attesa che il citato documento trovi attuazione, le aziende adotteranno uno schema di attestazione conforme a quanto riportato nel presente allegato. Il datore di lavoro è tenuto ad attestare la formazione impartita all’apprendista, anche nel caso di interruzione del rapporto lavorativo prima della scadenza del periodo di apprendistato. Per esigenze organizzative e/o produttive, e con il con­ senso dell’apprendista, nel corso del rapporto di appren­ distato professionalizzante o di mestiere il piano forma­ tivo individuale potrà essere modificato, anche al fine di pervenire a una diversa qualificazione professionale. In tal caso restano fermi gli obblighi formativi complessivi e viene computata la formazione già impartita. Il lavorato­ re, a richiesta, potrà farsi assistere da un componente della Rsu da lui indicato, a garanzia del rispetto degli obblighi formativi e dell’assenza di discriminazioni. L’apprendista è tenuto a frequentare regolarmente e con diligenza le iniziative formative interne ed esterne. La formazione degli apprendisti potrà essere finanziata da Fondimpresa. A questo fine le parti nazionali si impegnano fin d’ora a fornire ogni possibile supporto di conoscenze e di indirizzo per la definizione di corsi idonei alle esigenze dell’occupazione nell’industria della gomma ­ materie plastiche ­ cavi elettrici ed affini.

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Aree di contenuti Competenze relazionali

Organizzazione ed economia

Disciplina del rapporto di lavoro

Sicurezza sul lavoro

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Conoscenze e competenze - valutare le competenze e risorse personali, anche in relazione al lavoro e al ruolo professionale; - saper definire la propria collocazione nell’ambito di una struttura organizzativa; - saper comunicare efficacemente nel contesto di lavoro; - saper analizzare e risolvere situazioni problematiche. Specifiche per lavoratori dei livelli Q e A: - saper guidare, coordinare e gestire l’attività di altri lavoratori - conoscere i principi e le modalità di organizzazione del lavoro nell’impresa; - conoscere il contesto di riferimento dell’impresa (forniture, reti, mercato, clienti ecc.); - conoscere le condizioni e i fattori di redditività dell’impresa (produttività, efficienza, tempestività, qualità ecc.); - saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità e alla soddisfazione del cliente. Specifiche per lavoratori dei livelli Q e A: - conoscere i principali strumenti di organizzazione e gestione, quali business plan, tecniche di simulazione, strumenti di comunicazione interna ecc.; - tecniche per la conduzione delle riunioni di lavoro - conoscere le linee fondamentali della disciplina legislativa del rapporto di lavoro e gli istituti contrattuali; - conoscere i diritti e doveri dei lavoratori; - conoscere in modo generale gli elementi che compongono la retribuzione e il costo del lavoro - conoscere gli aspetti normativi e organizzativi generali relativi alla sicurezza del lavoro; - conoscere i principali fattori di rischio; - conoscere in modo generale e saper individuare le misure di prevenzione e protezione

Le attività formative a carattere trasversale potranno inoltre riguardare il recupero delle conoscenze scolastiche linguistico-matematiche.

Le competenze «specifiche» sono definite in modo diffe­ renziato per ciascun gruppo di figure professionali compre­ se nelle «aree funzionali» di cui all’art. 4 e al relativo allegato 2 del presente contratto: amministrazione; com­ merciale e logistica; manutenzione; personale, organizza­ zione ed Edp; produzione; qualità; ricerca e sviluppo; ser­ vizi vari, nonché per le mansioni individuate e convenute in sede aziendale in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale. I profili sono ulteriormente articolati in diversi gradi di complessità per tenere conto dei livelli di professionalità presenti nelle aree. I profili potranno essere revisionati periodicamente a cura delle parti stipulanti il presente contratto.

Profili formativi per l’apprendistato professionalizzante o di mestiere nell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini e nell’industria della trasformazione di materie plastiche ­ Contenuti formativi a carattere trasversale (comuni a tutte le figure di apprendistato professionalizzante o di mestiere) N. 19 - 4 maggio 2012

Le attività formative a carattere trasversale sono state definite in attesa che le Regioni rendano disponibile l’offerta formativa pubblica, così come previsto dall’art. 4, comma 3 del decreto legislativo n. 167/2011 e sono volte a conseguire gli obiettivi formativi articolati nelle seguenti quattro aree di contenuto:

B ­ Contenuti formativi a carattere professionalizzante (differenziati per ciascuna area professionale)

Le attività formative a carattere professionalizzante so­

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no volte a conseguire i seguenti obiettivi formativi: 1. conoscere i prodotti e servizi del settore e il contesto aziendale; 2. conoscere e saper applicare le basi tecniche e scienti­ fiche della professionalità; 3. conoscere e saper utilizzare le tecniche e i metodi di lavoro; 4. conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie di lavoro (attrezzature, macchinari e strumenti di lavoro); 5. conoscere e utilizzare le misure di sicurezza indivi­ duale e di tutela ambientale; 6. conoscere le innovazioni di prodotto, di processo e di contesto. A questi fini, la formazione professionalizzante dell’ap­ prendista riguarderà in via esemplificativa gli argomenti sotto individuati, da inserire in tutto o in parte nel piano formativo individuale, in relazione alla professionalità da acquisire e al livello di inquadramento finale:

1 ­ Area professionale: amministrazione

(con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale); ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza del servizio amministrazione; ­ conoscenza degli elementi del bilancio aziendale; ­ gestione dei flussi informativi; ­ sistemi di contabilità generale e analitica; ­ elaborazione del budget; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del softwa­ re applicativo, in relazione alle esigenze del servizio;


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­ conoscenza dell’organizzazione, gestione e utilizzo del­ l’archivio cartaceo ed elettronico; ­ organizzazione delle riunioni di lavoro; ­ conoscenza generale dei principi e delle tecniche di tutela della privacy; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione dei lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene del lavoro e di preven­ zione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

1b ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A»

­ organizzazione e funzioni degli enti ed uffici esterni con cui si rapporta l’azienda, quali amministrazione fi­ nanziaria, banche, revisori e sindaci ecc.

2 ­ Area professionale: commerciale e logistica

(con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale).

2a ­ Per i livelli finali da «H» a «F»

2b ­ Per i livelli finali «E» e superiori

­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenze sulla rete commerciale e distributiva del­ l’azienda;

­ conoscenza delle procedure relative alla gestione dei rapporti con la clientela in merito a termini di consegna, prezzi, modifiche agli ordini ecc.; ­ programmazione delle azioni di vendita ed elementi di base del marketing aziendale; ­ gestione della trattativa commerciale; ­ organizzazione e programmazione della logistica aziendale; ­ conoscenza delle tipologie di spedizione e trasporto delle merci; ­ gestione dei flussi informativi delle merci; ­ nozioni sulla movimentazione e trasporto delle merci pericolose; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene del lavoro e di preven­ zione e protezione dai rischi per la sicurezza sui lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

2c ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A» ­ nozioni sui contenuti dei contratti di agenzia e rappre­ sentanza commerciale; ­ conoscenze sulla conduzione delle ricerche di mercato; ­ organizzazione e funzioni degli enti ed uffici esterni con cui si rapporta l’azienda, quali vettori di spedizione, centri logistici ecc.; ­ nozioni per il coordinamento e la gestione delle nor­ mative di sicurezza e igiene del lavoro relative all’area di appartenenza.

3 ­ Area professionale: manutenzione (con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale).

3a ­ Per i livelli finali da «H» a «F» ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenze di base delle principali macchine e attrez­ zature impiegate nell’azienda e relative tecniche di ma­ nutenzione; ­ conoscenza delle macchine utensili; ­ interpretazione del disegno tecnico; ­ conoscenza degli standard e delle modalità operative per la realizzazione dei programmi di manutenzione; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro;

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­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ gestione degli spazi di magazzino e conoscenza delle tecniche di magazzinaggio; ­ movimentazione interna delle merci; ­ acquisizione dell’abilitazione all’utilizzo dei mezzi di movimentazione interna; ­ trattamento dei dati di magazzino e preparazione dei documenti per il trasporto; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ conoscenza di base delle normative relative al traspor­ to delle merci, inclusi gli aspetti relativi alla circolazione e sicurezza; ­ attività inerenti alla corretta gestione dei veicoli; ­ nozioni sulla movimentazione e trasporto delle merci pericolose; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene del lavoro e di preven­ zione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

3b ­ Per i livelli finali «E» e superiori

­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza del sistema di manutenzione ordinaria e straordinaria aziendale; ­ conoscenze di base delle principali macchine e attrez­ zature impiegate nell’azienda e relative tecniche di ma­ nutenzione; ­ messa a punto e regolazione dei parametri di qualità delle macchine; ­ individuazione ed eliminazione dei guasti e malfunzio­ namenti; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

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­ conoscenza e utilizzo dei principi basilari della pro­ grammazione, dei linguaggi informatici e della termino­ logia tecnica della propria area di attività; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi di elaborazione elet­ tronica dei dati e dei mezzi periferici che interagiscono col sistema operativo principale; ­ conoscenza e applicazione delle tecniche in materia di sicurezza informatica; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene del lavoro e di preven­ zione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi 4b ­ Argomenti formativi specifici, ag­ giuntivi per i livelli finali «Q» e «A»; ­ organizzazione e funzioni degli enti ed uffici esterni con cui si rapporta l’azienda, quali ad esempio gli enti previdenziali e assicurativi ecc.; ­ nozioni sulla conduzione delle trattative sindacali; ­ elaborazione di piani retributivi e di sistemi incenti­ vanti per il personale; ­ nozioni sui criteri per una corretta conduzione di un centro elaborazione dati e per l’addestramento all’uso dei programmi da parte del personale utente; ­ conoscenza delle norme riguardanti la privacy e la gestione degli impianti di videosorveglianza e controllo.

5 ­ Area professionale: produzione 3c ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A»

­ conoscenze sulle modalità di predisposizione dei pro­ grammi di manutenzione, ivi comprese le priorità di intervento in relazione agli obiettivi aziendali; ­ conoscenza e funzionamento degli altri enti, anche esterni, coinvolti nel processo di manutenzione delle macchine e degli impianti; ­ nozioni per il coordinamento e la gestione delle nor­ mative di sicurezza e igiene del lavoro relative all’area di appartenenza.

4 ­ Area professionale: personale, organizzazione ed Edp

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(con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale); ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza del contratto collettivo nazionale e degli eventuali contratti aziendali; ­ conoscenza dell’organizzazione e gestione dell’archi­ vio cartaceo ed elettronico; ­ conoscenza di base delle tecniche di selezione del personale e sviluppo organizzativo; ­ conoscenze di base necessarie all’elaborazione delle retribuzioni e ai conseguenti adempimenti contributivi e fiscali; ­ organizzazione delle riunioni di lavoro; ­ conoscenza dei principi e delle tecniche di tutela della privacy; ­ conoscenza della struttura hardware di un elaboratore;

(con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale).

5a ­ Per i livelli finali da «H» a «F»

­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza del ciclo di produzione e dei relativi mac­ chinari; ­ conoscenza dei principi base del controllo di qualità di prodotto e di processo; ­ conoscenza della struttura e delle principali caratteri­ stiche dei prodotti realizzati, delle relative tecnologie e dei principali processi di trattamento del prodotto; ­ conoscenza delle operazioni di base per l’avvio, la gestio­ ne, l’uso e la regolazione delle macchine in dotazione; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del softwa­ re applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

5b ­ Per i livelli finali «E» e superiori

­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi;


Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza del ciclo di produzione e dei relativi mac­ chinari; ­ capacità di interagire con le altre aree aziendali inte­ ressate, in particolare con logistica e manutenzione; ­ conoscenza dei principi base del controllo di qualità di prodotto e di processo; ­ conoscenza delle procedure volte alla predisposizione di programmi di produzione e di piani produttivi di dettaglio; ­ conoscenza delle procedure volte a definire gli stan­ dard qualitativi, produttivi e di processo; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del softwa­ re applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

5c ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A»

­ nozioni sull’ottimizzazione degli obiettivi produttivi, qualitativi e di efficienza dell’unità di appartenenza; ­ modalità di predisposizione di consuntivi utili al con­ trollo dei fattori di produzione; ­ nozioni per il coordinamento e la gestione delle nor­ mative di sicurezza e igiene del lavoro relative all’area di appartenenza.

6 ­ Area professionale: qualità

(con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale).

6a ­ Per i livelli finali da «H» a «F»

­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene, prevenzione e prote­ zione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e protezione dagli incendi; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

6b ­ Per i livelli finali «E» e superiori ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza del ciclo di lavorazione e dei principali macchinari; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza dei principi base del controllo qualità di prodotto e di processo nelle varie fasi di lavorazione; ­ conoscenza dei principi base delle procedure di certifi­ cazione; ­ conoscenza delle procedure volte alla predisposizione dei piani di controllo, prova e collaudo; ­ conoscenza delle normative di riferimento per i con­ trolli qualitativi di laboratorio; ­ conoscenza delle problematiche relative al comporta­ mento dei materiali nelle lavorazioni successive; ­ conoscenza delle problematiche legate all’industrializ­ zazione ed all’emissione di specifiche di processo; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del softwa­ re applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene, prevenzione e prote­ zione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e protezione dagli incendi; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

6c ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A» ­ modalità di predisposizione dei piani di controllo, pro­ va e collaudo e analisi e certificazione dei risultati; ­ interazione con le altre funzioni aziendali interessate all’applicazione delle procedure di qualità; ­ capacità di gestione delle procedure per il consegui­ mento e mantenimento delle certificazioni di qualità e rapporto con i relativi enti.

7 ­ Area professionale: ricerca e sviluppo (con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale).

7a ­ Per i livelli finali da «H» a «F» ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza del ciclo di lavorazione e delle principali macchine; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di

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­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza dei ciclo di lavorazione e dei principali macchinari; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza dei principi base del controllo qualità di prodotto e di processo nelle varie fasi di lavorazione; ­ conoscenza dei metodi, delle procedure e degli stru­ menti per fa verifica e valutazione del livello qualitativo del prodotto; ­ conoscenza delle procedure per segnalare le anomalie non risolvibili mediante intervento immediato; ­ saper predisporre, sulla base di istruzioni ricevute, i campioni da analizzare e le strumentazioni relative; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro;

CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza delle attrezzature di officina e del loro corretto impiego; ­ conoscenza degli strumenti di misura e del loro uso; ­ conoscenza delle modalità per l’esecuzione di prove fisico­chimiche e tecnologiche su materiali, semilavorati e prodotti finiti; ­ conoscenze di base per la lettura dei disegni tecnici; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del softwa­ re applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ lettura e interpretazione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti informatici, dei risultati relativi alle prove effet­ tuate; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene, prevenzione e prote­ zione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e protezione dagli incendi; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

7b ­ Per i livelli finali «E» e superiori

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­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza del ciclo di lavorazione e dei principali macchinari; ­ conoscenza delle principali materie prime in termini di origine, caratteristiche merceologiche, destinazione d’uso e caratteristiche di impiego; ­ conoscenza delle normative di riferimento per i con­ trolli qualitativi di laboratorio; ­ conoscenze di base del disegno tecnico; ­ conoscenza e utilizzo dei programmi cad cam; ­ conoscenza delle modalità per l’esecuzione di prove complesse di laboratorio per la verifica delle caratteristi­ che fisiche, fisico­chimiche e tecnologiche di materiali, semilavorati e prodotti finiti; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del softwa­ re applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ lettura e interpretazione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti informatici, dei risultati relativi alle prove ef­ fettuate; ­ conoscenza degli strumenti di misura, loro uso e predi­ sposizione; ­ conoscenza di programmi per l’interpretazione dei risultati ottenuti dalle prove di laboratorio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene, prevenzione e prote­ zione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e protezione dagli incendi; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

7c ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A»

­ conoscenza di metodologie e tecniche di sperimenta­ zione finalizzate allo studio di nuove reazioni, processi, composti e materiali; ­ utilizzo di modelli matematici di simulazione;

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­ nozioni sugli sviluppi scientifici e tecnologici dell’area di specializzazione; ­ conoscenza delle norme aziendali e di legge, relative all’efficienza e alla taratura delle apparecchiature di laboratorio.

8 ­ Area professionale: servizi vari (con riferimento alle posizioni professionali descritte nell’Allegato 2 del presente contratto e alle eventuali altre mansioni individuate e convenute in sede azienda­ le, in applicazione delle norme contrattuali nazionali sulla classificazione del personale).

8a ­ Per i livelli finali da «H» a «F» ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza dell’organizzazione degli uffici e delle fun­ zioni aziendali; ­ attività inerenti alla corretta gestione dei veicoli; ­ conoscenza dell’uso delle principali attrezzature d’uffi­ cio e di lavoro; ­ conoscenza e utilizzo dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo, in relazione alle esigenze del servizio; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene, prevenzione e prote­ zione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e protezione dagli incendi; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

8b ­ Per i livelli finali «E» e superiori ­ conoscenza generale del mercato di riferimento del­ l’azienda e dei suoi prodotti/servizi; ­ conoscenza generale dell’organizzazione dell’azienda; ­ conoscenza dell’organizzazione dell’ufficio e delle fun­ zioni aziendali; ­ conoscenza della gestione dei flussi informativi; ­ conoscenza dell’organizzazione e della gestione del­ l’archivio cartaceo ed elettronico; ­ organizzazione delle riunioni di lavoro; ­ conoscenze di lingue straniere in relazione alle esigen­ ze del servizio; ­ conoscenza dei principi e delle tecniche di tutela della privacy; ­ conoscenza di base dei sistemi informativi e del sof­ tware applicativo; ­ sviluppo di attenzione all’innovazione dei metodi e dell’organizzazione del lavoro; ­ capacità di operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di igiene, prevenzione e prote­ zione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e protezione dagli incendi; ­ nozioni sulla gestione delle emergenze e sulla protezio­ ne dagli incendi.

8c ­ Argomenti formativi specifici, aggiuntivi per i livelli finali «Q» e «A» ­ organizzazione e funzioni degli enti ed uffici esterni con cui si rapporta l’azienda, quali società di sorveglian­ za, autorità di pubblica sicurezza ecc.;


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­ conoscenza delle norme riguardanti la privacy e la gestione degli impianti di videosorveglianza e controllo. Per tutte le aree professionali:

­ le attività formative a carattere professionalizzante potranno inoltre riguardare il recupero delle conoscen­ ze scolastiche linguistico­matematiche.

Scheda riassuntiva della formazione formale svolta durante il contratto di apprendistato Esempio Azienda ................................................................................................................................................. Apprendista .......................................................................................................................................... Qualificazione da conseguire ................................................................................................................ Primo anno Contenuti formativi

Conoscenze/ competenze

Durata in ore

Modalità di formazione

Firme

- A carattere trasversale: Saper comunicare efficace- N. 2 ore mente nel contesto di lavoro

Formazione teorica

Firma apprendista ............ Firma tutore ......................

Conoscere gli aspetti normati- N. 6 ore vi e organizzativi della sicurezza del lavoro

Formazione teorica

Firma apprendista ............ Firma tutore ......................

Ecc.

N. … ore

Firma apprendista ............ Firma tutore ......................

N. 12 ore N. 12 ore

Formazione teorica Firma apprendista ............ Formaz. pratica/affian- Firma tutore ...................... cam.

Conoscenza e utilizzo dei si- N. 10 ore stemi informativi N. 16 ore

Formazione teorica Firma apprendista ............ Formaz. pratica/affian- Firma tutore ...................... cam.

- A carattere professionalizzante: Elaborazione del budget

Ecc.

N. … ore

Totale delle ore di formazione formale del primo anno

Firma apprendista ............ Firma tutore ......................

120 Secondo anno

Contenuti formativi

Conoscenze/ competenze

Durata in ore

Modalità di formazione

Firme

- A carattere trasversale: - A carattere professionalizzante: Totale delle ore di formazione formale del secondo anno

120

Timbro Firma Firma e firma del datore di lavoro dell’apprendista del tutore della formazione ........................................................ .......................................... ........................................................................

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Data …………………………….

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Calzature (Confindustria) Accordo sull’apprendistato 19 aprile 2012 Il 19 aprile 2012 l’Anci e le organizzazioni sindacali dei lavoratori (Femca­Cisl, Filctem­Cgil, Uilta­Uil) hanno sottoscritto l’accordo sulla disciplina contrattuale dell’apprendistato nel settore dell’industria calzaturiera, le Parti hanno pertanto provveduto ad adeguare le norme previste per l’apprendistato dal Ccnl 14 giugno 2010 al fine di dare piena ed immediata operatività al nuovo Testo unico sull’Apprendi­ stato professionalizzante (Dlgs 14 settembre 2011, n. 167). Riportiamo di seguito le principali novità introdotte dall’accordo: Periodo di prova ­ Il periodo di prova è quello previsto dall’inquadramento professionale del livello di destinazione finale dell’apprendista, in ogni caso il periodo di prova non potrà superare i due mesi. Durata ­ La durata è di anni 3 secondo la suddivisione in periodi ai fini retributivi di seguito riportata: Livelli

Durata mesi

Primo periodo mesi

Secondo periodo mesi

Terzo periodo mesi

8 7 6 5 4 3 e 3s 2 e 2s

36 36 36 36 36 36 36

10 10 10 11 11 11 12

10 10 10 11 11 11 12

16 16 16 14 14 14 12

Formazione ­ Ferma restando la durata media della formazione prevista dal Ccnl pari a 120 ore medie annue, si precisa che tale durata è comprensiva delle 40 ore di formazione cosiddetta trasversale di competenza delle Regioni. Il tutore previsto dal Ccnl deve essere presente in tutte le dimensioni d’azienda e deve essere in possesso di adeguata professionalità. Il piano formativo individuale viene determinato dalla disciplina del Ccnl riferita al profilo professionale di destinazione finale dell’apprendista. La legittimazione della formazione effettuata e della qualifica acquisita sarà registrata nel libretto formativo. In attesa della piena operatività del libretto formativo l’attività formativa verrà registrata secondo il format definito dalle Parti. Sfera di applicazione ­ Le Parti si danno reciprocamente atto che le norme del Ccnl 16 giugno 2010 non adeguate con il presente accordo rimangono in vigore fino alla scadenza del citato contratto. Recesso ­ Premesso che, stante la peculiare natura a causa mista del contratto di apprendistato, il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato, le parti stipulanti il contratto individuale potranno recedere dal contratto stesso dando un preavviso, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2118 c.c. di 15 giorni. In caso di mancato esercizio della facoltà di recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Decorrenza ­ Il presente accordo decorre dal giorno 26 aprile 2012 alla scadenza della norma transitoria prevista dal Testo unico sull’apprendistato e disciplina i rapporti di apprendistato instaurati da tale data.

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Il 19 aprile 2012 tra: Anci e Femca­Cisl; Filctem­Cgil; Uilta Uil;

legge 4.11.2010, n. 183, ha modificato la disciplina del contratto di apprendistato Oggetto: Accordo nazionale industria calzatuintroducendo il Testo unico riera sull’apprendistato dell’apprendistato. Le Parti così convengono di adeguare le norme pre­ Premesso che Il Dlgs 14 settembre 2011, n. 167 a norma dell’art. 1, viste per l’apprendistato dal Ccnl 14 giugno 2010 al fine comma 30, lettera c), della legge 24 dicembre 2007, n. di dare piena ed immediata operatività al nuovo Testo 247, come sostituito dall’art. 46, comma 1, lett. b) della unico sull’apprendistato professionalizzante.

Accordo 19 aprile 2012


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Periodo di prova

Il periodo di prova è quello previsto dall’inquadramento professionale del livello di destinazione finale dell’ap­ prendista, in ogni caso il periodo di prova non potrà superare i due mesi.

Durata

La durata è di anni 3 secondo la suddivisione in periodi ai fini retributivi in allegato riportata.

Formazione

Ferma restando la durata media della formazione previ­ sta dal Ccnl pari a 120 ore medie annue, si precisa che tale durata è comprensiva delle 40 ore di formazione cosiddetta trasversale di competenza delle Regioni. Viene precisato che il tutore previsto dal Ccnl deve essere presente in tutte le dimensioni d’azienda e deve essere in possesso di adeguata professionalità. Il piano formativo in­ dividuale viene determinato dalla disciplina del Ccnl riferi­ ta al profilo professionale di destinazione finale dell’appren­ dista. La legittimazione della formazione effettuata e della qualifica acquisita sarà registrata nel libretto formativo. In attesa della piena operatività del libretto formativo l’attività formativa verrà registrata secondo il format definito dalle Parti.

Sfera di applicazione

Le Parti si danno reciprocamente atto che le norme del Ccnl 16 giugno 2010 non adeguate con il presente accordo rimangono in vigore fino alla scadenza del citato contratto.

Recesso Premesso che, stante la peculiare natura a causa mista del contratto di apprendistato, il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato, le parti stipulanti il contratto individuale potranno recede­ re dal contratto stesso dando un preavviso, ai sensi di quanto disposto dall’art. 2118 del codice civile di 15 giorni. In caso di mancato esercizio della facoltà di recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Decorrenza Il presente accordo decorre dal giorno 26 aprile 2012 alla scadenza della norma transitoria prevista dal Testo unico sull’apprendistato e disciplina i rapporti di ap­ prendistato instaurati da tale data.

Liv. 8 7 6 5 4 3 e 3s 2 e 2s

Allegato 1 Durata I periodo II periodo III periodo mesi mesi mesi mesi 36 10 10 16 36 10 10 16 36 10 10 16 36 11 11 14 36 11 11 14 36 11 11 14 36 12 12 12

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Legno e arredamento (Confindustria) Accordo sull’apprendistato 19 aprile 2012 In data 19 aprile 2012 tra Federlegnoarredo, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil è stato sottoscritto l’accordo per la disciplina contrattuale dell’apprendistato professionalizzante nel settore dell’industria del legno e dell’arredamento in relazione a quanto previsto dalla disciplina contenuta nel Dlgs n. 167/2011. Di seguito, in sintesi, le disposizioni contenute nell’accordo: Decorrenza

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Le parti precisano come l’accordo in commento disciplini le assunzioni con contratto di apprendistato decorrenti dal 26 aprile 2012. Per le assunzioni effettuate fino al 25 aprile 2012 valgono le disposizioni contrattuali previgenti. L’assunzione con contratto di apprendistato è subordinata al superamento del periodo di prova la cui durata è prevista dal Ccnl in relazione all’inquadramento Periodo di prova professionale del lavoratore. Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato con lavoraCaratteristiche tori operai, intermedi, impiegati e quadri, con esclusione della categoria AE1. Le durate del contratto di apprendistato professionalizzante sono le seguenti: 36 mesi, per i livelli AD3, AD2, AD1, AC5, AC4, AC3, AC2, AS4, AS3, AC1, AS2, AS1, AE4, AE3; 24 mesi, per il livello AE2. Le durate sono ridotte di 10 mesi in caso di lavoratore in possesso di diploma di Durata qualifica conseguito presso un istituto professionale ovvero di scuola media superiore, inerenti alla professionalità da acquisire. Per i lavoratori in possesso di laurea inerente alla professionalità da acquisire la durata del contratto è fissata in 24 mesi. Il contratto di apprendistato viene suddiviso in periodi con le seguenti modalità: q contratto della durata di 36 mesi: - primo periodo 12 mesi; - secondo periodo 12 mesi; - terzo periodo 12 mesi; q contratto della durata di 24 mesi: - primo periodo 10 mesi; - secondo periodo 10 mesi; - terzo periodo 4 mesi. Suddivisione in periodi In caso di lavoratore in possesso di diploma di qualifica conseguito presso un istituto professionale ovvero di scuola media superiore, inerenti alla professionalità da acquisire (durata ridotta di 10 mesi), il contratto viene suddiviso con le seguenti modalità: q contratto della durata di 26 mesi: - primo periodo 9 mesi; - secondo periodo 9 mesi; - terzo periodo 8 mesi; q contratto della durata di 14 mesi: - primo periodo 7 mesi; - secondo periodo 7 mesi. L’inquadramento e il trattamento economico è il seguente: - nel primo periodo, due livelli inferiori rispetto al livello finale; - nel secondo periodo, un livello inferiore rispetto al livello finale; - nel terzo periodo, un livello inferiore rispetto al livello finale e retribuzione corriLivelli spondente al valore intermedio tra quello della categoria di appartenenza e quello di inquadramento della categoria di destinazione finale. Gli apprendisti assunti con destinazione finale al livello AE2 sono inquadrati al livello di destinazione finale a decorrere dall’inizio del secondo periodo di apprendistato. Il numero di apprendisti non può superare il numero totale degli occupati specializzati e qualificati in servizio presso il datore di lavoro. Nel caso in cui non siano Numero di apprendisti presenti in azienda lavoratori dipendenti qualificati o specializzati, è possibile l’assunzione fino a 3 apprendisti. Il periodo di formazione formale viene fissato in 120 ore medie annue retribuite di cui 40 trasversali e 80 specifiche. In caso di apprendista in possesso di titolo di studio post-obbligo idoneo rispetto all’attività da svolgere la durata della formazioFormazione ne è ridotta a 80 ore medie annue retribuite. La formazione può essere svolta all’interno dell’azienda, integrata anche dall’offerta formativa pubblica, laddove esistente.


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Tutore

Recesso

Il soggetto tutore, indicato nel piano formativo individuale, può essere unico anche in caso di pluralità di apprendisti. Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione del tutore può essere svolta dal datore di lavoro. In caso di risoluzione del contratto di apprendistato professionalizzante sono applicabili il periodo di preavviso e la relativa indennità sostitutiva della categoria di appartenenza al momento della risoluzione. Gli stessi termini valgono per la comunicazione di mancata trasformazione del contratto in contratto a tempo indeterminato.

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Livelli AD3 - AD2 - AD1 - AC5 - AC4 - AC3 - AC2 - AS4 - AS3 - AC1 - AS2 - AS1 - AE4 - AE3 AE2

Durata complessiva mesi

I periodo mesi II periodo mesi III periodo mesi

36

12

12

12

24

10

10

4

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mento sono così fissate (v. Federlegnoarredo; Feneal­ Accordo 19 aprile 2012 Uil; Filca­Cisl; Fillea­Cgil tabella sotto riportata). Visto il Dlgs 14 settembre Le parti si riservano la 2011, n. 167 Testo unico dell’apprendistato, a norma possibilità di individuare, ai sensi del Tu Dlgs 14 settem­ dell’articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre bre 2011, n. 167 lavorazioni ad alto contenuto di pro­ 2007, n. 247 le parti concordano che la normativa fessionalità di tipo artigianale per cui prevedere durate presente nel Ccnl firmato il 1° gennaio 2008, ha valore maggiori dell’istituto. per gli addetti assunti con contratto di apprendistato Agli apprendisti in possesso di diploma di qualifica conse­ sino al giorno 25 aprile 2012. A valere dal giorno 26 guito presso un istituto professionale, ovvero di scuola aprile 2012 l’istituto dell’apprendistato professionaliz­ media superiore, inerenti alla professionalità da acquisire, zante viene regolamentato come segue. le suddette durate sono ridotte di mesi 10 così ripartite: ­ primo periodo: 3 mesi; Apprendistato professionalizzante ­ secondo periodo: 3 mesi; Le parti concordano la presente regolamentazione al ­ terzo periodo: 4 mesi. fine di consentire lo sviluppo di concrete opportunità Per gli apprendisti in possesso di laurea inerente alla pro­ occupazionali. fessionalità da acquisire in tutte le fattispecie di inquadra­ Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere mento, la durata dell’apprendistato sarà di 24 mesi. instaurato con i giovani di età compresa tra i diciotto e i L’inquadramento e il relativo trattamento economico ventinove anni, ed è finalizzato alla qualificazione dei lavo­ sono così determinati: ratori attraverso un percorso di formazione per l’acquisi­ ­ nel primo periodo di apprendistato professionalizzan­ zione di competenze di base, trasversali e tecnico­profes­ te: due livelli sotto quello di destinazione finale; sionali. Il contratto di apprendistato professionalizzante ­ nel secondo periodo: un livello sotto quello di destina­ può altresì essere stipulato con soggetti che abbiano com­ zione finale; piuto i 17 anni di età e siano in possesso di qualifica ­ nel terzo e ultimo periodo: un livello sotto quello di professionale ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53. destinazione finale e retribuzione corrispondente al va­ La formazione si realizza tramite la partecipazione a lore intermedio tra quello della categoria di appartenen­ percorsi formativi sia interni che esterni all’azienda te­ za e quello della categoria di destinazione finale. nuto conto delle capacità formative in azienda e dei Gli apprendisti con destinazione finale al livello AE2 soggetti esterni. Per instaurare un contratto di apprendistato professionaliz­ saranno inquadrati al livello di destinazione finale con zante è necessario un contratto scritto tra azienda e lavora­ decorrenza dall’inizio del secondo periodo di appren­ tore, nel quale devono essere indicati: la qualificazione che distato. potrà essere acquisita al termine del periodo di formazio­ È fatto comunque divieto di retribuzione a cottimo. ne, la durata del periodo di apprendistato, il piano formati­ Il periodo di apprendistato professionalizzante iniziato vo. Deve inoltre essere previsto un periodo di prova ai presso altri datori di lavoro deve essere computato per sensi dell’art. 31 del presente contratto, di durata non intero nella nuova azienda, sempreché riguardi le stesse superiore a quanto previsto per il livello corrispondente mansioni e l’interruzione tra i due periodi non sia superio­ re a 12 mesi. Saranno inoltre computati, ai fini delle durate alle mansioni che l’apprendista è destinato a svolgere. Il contratto di apprendistato professionalizzante può es­ dell’apprendistato professionalizzante previste nel presente sere instaurato per i lavoratori operai, intermedi, impie­ articolo, i periodi di apprendistato svolti nell’ambito del­ gati e quadri, con esclusione della categoria AE1, e per l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professiona­ le inerenti alla mansione di cui al contratto di assunzione. tutte le relative mansioni. La durata massima del periodo di apprendistato e la sua L’intero periodo di apprendistato professionalizzante è suddivisione in periodi ai fini retributivi e di inquadra­ utile ai fini della maturazione dell’anzianità aziendale,

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anche ai fini degli aumenti periodici di anzianità; tali aumenti saranno corrisposti nelle misure previste dal livello di appartenenza. La retribuzione dell’apprendista non potrà superare ­ per effetto delle minori trattenute contributive ­ la retri­ buzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello e anzianità aziendale; la stessa regola vale per il lavoratore ex apprendista che continui a godere del più favorevole regime contributivo per un periodo successi­ vo alla qualificazione. L’applicazione totale o parziale dei premi di risultato, viene definita a livello aziendale. In caso di malattia e di infortunio non sul lavoro spetta al lavoratore ­ nei limiti del periodo di comporto ­ il trattamento economico a carico del datore di lavoro definito nel vigente Ccnl parte operai e parte impiegati e quadri comprensivo dell’applicazione delle norme sul­ la previdenza e assistenza sociale obbligatoria in caso di malattia, invalidità e maternità. I lavoratori assunti con contratto di apprendistato pro­ fessionalizzante non sono computabili ai fini degli istitu­ ti contrattuali e di legge. In caso di risoluzione del rapporto nel periodo di ap­ prendistato professionalizzante sono applicabili il perio­ do di preavviso e la relativa indennità sostitutiva della categoria di appartenenza al momento della risoluzione, di cui agli articoli parte operai e parte impiegati e quadri del presente Ccnl. La mancata trasformazione del contratto di apprendi­ stato in contratto a tempo indeterminato, deve essere comunicata per iscritto, dall’azienda all’apprendista con un periodo di preavviso pari a quello della categoria appartenenza di cui agli articoli parte operai e parte impiegati e quadri del presente Ccnl.

Formazione

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I principi convenuti nel presente capitolo sono volti a garantire una uniforme applicazione sul territorio nazio­ nale delle regole sulla formazione nell’apprendistato professionalizzante. Le parti si danno reciproco impegno di trasmettere agli organismi bilaterali regionali le indicazioni utili alla defi­ nizione dei profili professionali dei contenuti della for­ mazione e degli standard minimi di competenza che verranno definiti nell’ambito delle attività dell’Obl. Le parti convengono che il numero dei contratti di appren­ distato stipulati e le relative qualifiche da raggiungere, dovranno essere comunicati annualmente alla scadenza di ciascun anno a cura delle aziende interessate e tramite le associazioni imprenditoriali territoriali all’Obl. Ai fini del conseguimento della qualificazione vengono dedicate alla formazione formale 120 ore medie annue retribuite di cui 40 trasversali e 80 specifiche. Per com­ pletare l’addestramento dell’apprendista in possesso di titolo di studio post­obbligo idoneo rispetto all’attività da svolgere, la durata della formazione è ridotta a 80 ore medie annue retribuite, comprensive delle ore desti­ nate alla formazione sulla sicurezza. La formazione è integrata dall’offerta formativa pubbli­ ca, interna o esterna all’azienda, finalizzata all’acquisi­ zione delle competenze di base e trasversali. Le parti sottoscrivono in allegato al presente articolato, gli iter formativi specifici (80 ore).

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Per gli iter formativi dei profili professionali non previsti dal Ccnl, valgono i contenuti riferiti al profilo professiona­ le della categoria di destinazione finale dell’apprendista. Le parti verificheranno la possibilità di finanziare i per­ corsi formativi aziendali per il tramite dei fondi pariteti­ ci interprofessionali. L’apprendista è tenuto a frequentare regolarmente e con diligenza le iniziative formative esterne e interne all’azienda. La formazione formale professionalizzante e quella tra­ sversale potranno essere svolte all’interno dell’azienda da parte delle imprese formative che presentino, pertanto: ­ risorse umane idonee a trasferire competenze; ­ tutor con formazione e competenze tecnico­professio­ nali adeguate formalmente e concretamente acquisite; ­ locali idonei ai fini del corretto svolgimento della formazione in relazione alla tipologia della formazione stessa. In caso di interruzione del rapporto prima del termine il datore di lavoro attesta l’attività formativa svolta. Il tutore della formazione svolge le funzioni e riceve la formazione previste dalla legge. La funzione di tutore può essere svolta da un unico referente formativo azien­ dale anche nel caso di pluralità di apprendisti. Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione di tutore della formazione può essere svolta direttamente dal datore di lavoro. Il tutor dovrà possedere i requisiti di cui al Dm 28.2.2000.

Piano formativo individuale Il Pfi, da allegare al contratto di apprendistato professio­ nalizzante, definisce il percorso formativo del lavoratore in coerenza con il profilo formativo relativo alla qualifi­ cazione da conseguire e con le conoscenze ed abilità già possedute dallo stesso. Il Pfi indica gli obiettivi formativi, i contenuti e le moda­ lità di erogazione della formazione nonché il nome del tutor e le sue funzioni nell’ambito del contratto di ap­ prendistato professionalizzante. Il Pfi potrà essere modi­ ficato in corso di rapporto di lavoro su concorde valuta­ zione formalizzata, dell’impresa, del tutor e del lavorato­ re in contratto di apprendistato professionalizzante. In questo caso il lavoratore potrà essere assistito dalle Rsu o dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori compe­ tenti per territorio. Il numero complessivo degli apprendisti da assumere non può superare il numero totale degli occupati specia­ lizzati e qualificati in servizio presso il datore di lavoro stesso. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, può as­ sumere tre apprendisti. Nel numero degli apprendisti vengono considerati sia quelli assunti direttamente, sia quelli assunti indiretta­ mente tramite contratto di somministrazione. Le competenze acquisite durante la formazione formale e non formale dovranno essere registrate sul libretto personale del lavoratore definito tra le parti contrattuali.

Dichiarazione a verbale Le parti concordano che in caso di intervenute modifi­ che legislative si incontreranno per una valutazione e per apportare gli eventuali interventi al presente istituto.


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Turismo (Confcommercio e Confesercenti) Accordi sull’apprendistato 17 e 20 aprile 2012 Con l’entrata in vigore del Dlgs n. 167/2011, a decorrere dal 25 ottobre 2011 è operante la nuova disciplina in materia di apprendistato. Tuttavia, per permettere un adeguato raccordo tra la norma previgente e le novità introdotte dal provvedimento di riforma, il legislatore ha individuato un periodo transitorio di 6 mesi che si è concluso il 25 aprile 2012. Con decorrenza 26 aprile 2012 dunque è entrata a pieno regime la nuova disciplina che ha rimesso ad appositi accordi interconfederali ovvero alla contrattazione collettiva stipulata a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale l’attivazione e la gestione di questa forma contrattuale. Con due accordi sottoscritti nel mese di aprile il settore Turismo ha definito, con decorrenza 26 aprile 2012, la disciplina del contratto di apprendistato: ­ in data 17 aprile 2012 è stato sottoscritto l’accordo tra Filcams­Cgil, Fisascat­Cisl, Uiltucs­Uil, Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita e Federreti; ­ in data 20 aprile 2012 è stato sottoscritto l’accordo tra Assoturismo, Asshotel, Assocamping, Assoviag­ gi, Fiba, Fiepet e le stesse rappresentanze sindacali. Le parti attribuiscono all’apprendistato il valore di strumento prioritario per l’acquisizione delle compe­ tenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa permettendo una migliore congiunzione tra sistema scolastico e mondo del lavoro. Queste, in estrema sintesi, le disposizioni contenute negli accordi: Tipologie

Proporzione numerica Piano formativo

a) contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale; b) contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere; c) contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. Il numero di apprendisti che il datore di lavoro ha facoltà di occupare alle proprie dipendenze non può superare la proporzione di un apprendista ogni lavoratore qualificato. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a 3, può assumere apprendisti in numero non superiore a 3. Il piano formativo individuale dell’apprendistato professionalizzante deve essere definito entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto. Per quanto attiene le altre due tipologie di contratto (alta formazione e qualifica/diploma professionale) valgono i diversi termini individuati dai soggetti competenti.

Recesso

Durante lo svolgimento dell’apprendistato le parti possono recedere dal contratto solo in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. Alla scadenza del contratto, qualora una delle parti intenda recedere dal rapporto, è tenuta a comunicarlo con un preavviso scritto pari a 30 giorni decorrente dalla scadenza del periodo di formazione. In caso di mancato preavviso, risulta applicabile la disciplina del vigente CCNL Turismo del 20 febbraio 2010 (Confcommercio) e del 4 marzo 2010 (Confesercenti) in materia di indennità sostitutiva del preavviso.

Trattamento normativo

L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal vigente Ccnl Turismo per i lavoratori appartenenti alla qualifica per la quale egli è stato assunto, ad eccezione delle ipotesi espressamente previste di deroga.

Assistenza sanitaria integrativa

Gli apprendisti devono essere iscritti ai fondi di assistenza sanitaria integrativa previsti dai contratti collettivi di settore.

Fon.Te

Gli apprendisti hanno i requisiti per essere iscrivibili al fondo di previdenza complementare Fon.Te.

Apprendistato pregresso

Periodi di formazione già effettuata, documentati in virtù di analogo rapporto di apprendistato per identico profilo professionale, sono riconosciuti se effettuati da non oltre 12 mesi rispetto alla data di nuova assunzione.

Durata

Per inquadramento nei livelli 2, 3, 4, 5, 6S: 36 mesi. Per inquadramento nel livello 6: 24 mesi. In ipotesi di figura professionale individuata nell’accordo, è possibile che il periodo di apprendistato sia fissato in 48 mesi.

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La retribuzione dell’apprendista è determinata nelle percentuali sotto indicate, riferite alla retribuzione del lavoratore di pari livello qualificato: primo anno: 80%; secondo anno: 85%; terzo anno: 90%; dal quanto anno: 95%. Trattamento economico L’accordo prevede che le percentuali di retribuzione dovuta rimangano ferme anche nell’ipotesi di trasformazione anticipata del contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato.

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Obblighi del datore di lavoro

Doveri dell’apprendista

Apprendistato professionalizzante/ di mestiere

Apprendistato in cicli stagionali

Formazione

Clausola di salvaguardia Decorrenza

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- impartire l’insegnamento per diventare lavoratore qualificato; - non sottoporre l’apprendista a lavorazioni a cottimo; - non sottoporre l’apprendista a lavori non attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto; - informare l’apprendista sui risultati del percorso formativo effettuato; - accordare all’apprendista i permessi retribuiti necessari per gli esami relativi al conseguimento di titoli di studio. - seguire le istruzioni del datore di lavoro e seguire col massimo impegno gli insegnamenti impartiti; - prestare la massima diligenza; - partecipare con assiduità e diligenza alle attività formative; - osservare le norme disciplinari. - ammesso per qualifiche comprese tra il II ed il VI livello; - possibile se l’impresa ha mantenuto in servizio almeno il 70% dei contratti di apprendistato scaduti nei 24 mesi precedenti (non si computano dimissioni e licenziamenti le risoluzioni in periodo di prova). Resta comunque salva la possibilità di assumere un apprendista; - durata: da 24 a 48 mesi in relazione alla qualifica/profilo professionale; - profili professionali: previsti negli allegati all’accordo; - erogazione della formazione: interna/esterna; - qualifica: da comunicare 30 giorni prima della scadenza; È ammesso lo svolgimento del periodo di apprendistato, articolando lo stesso su più stagioni mediante utilizzo di contratti a tempo determinato; l’ultimo contratto dovrà comunque avere inizio entro 48 mesi consecutivi di calendario dalla data di prima assunzione. L’apprendista stagionale conserva il diritto di precedenza nelle assunzioni per le stagioni successive, così come disciplinato dal Ccnl. La formazione nel periodo di apprendistato professionalizzante può essere svolta dal datore di lavoro anche avvalendosi di strutture formative esterne ovvero attraverso la collaborazione con l’ente bilaterale. Di norma, il periodo di formazione dovrà essere concluso almeno trenta giorni prima rispetto alla scadenza del periodo di apprendistato. La capacità formativa dell’azienda è autocertificata ai sensi di quanto previsto dall’articolo 59 del Ccnl 20.2.2012 ed è trasmessa all’ente bilaterale. La durata della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali è fissata in: - 80 ore medie annue per livello di inquadramento 2 e 3; - 60 ore medie annue per livello di inquadramento 4, 5, 6S; - 40 ore medie annue per livello di inquadramento 6. Tali misure sono riproporzionate in base alla durata del rapporto, in ipotesi di apprendistato stagionale. L’impegno formativo è ridotto di un quarto in presenza di formazione strutturata in collaborazione con l’Ente bilaterale. L’accordo fa salve le diverse intese intercorse tra le parti prima del 25 aprile 2012. 26 aprile 2012.

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Il 17 aprile 2012 tra: ­ la italiana lavoratori turismo Accordi 17 e 20 aprile 2012 commercio e servizi ­ Uil­ Federazione delle associa­ tucs; zioni italiane alberghi e Oggetto: Accordo per la disciplina contrattuale Il 20 aprile 2012 tra: ­ turismo ­ Federalberghi, dell’apprendistato nel settore turismo ai sensi del l’Assoturismo; ­ l’Assho­ rappresentata dal Presi­ decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 tel; ­ l’Assocamping; ­ l’As­ dente della commissione soviaggi; ­ la Fiba; ­ la Fie­ sindacale, dal Direttore pet; con la partecipazione generale e dal Capo servi­ zio sindacale; ­ la Federazione italiana pubblici esercizi ­ di Confesercenti rappresentata dal Vice Direttore; e ­ la Fipe, rappresentata dal Vicepresidente, assistito dal Di­ Filcams Cgil; ­ la Fisascat Cisl; ­ la Uiltucs Uil; rettore dei servizi sindacali; ­ la Federazione italiana delle associazioni delle imprese di viaggi e turismo ­ si è stipulato il presente accordo per la disciplina con­ Fiavet, rappresentata dal Segretario generale; ­ la Fede­ trattuale dell’apprendistato nel settore turismo ai sensi razione delle associazioni italiane dei complessi turistico del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. ricettivi dell’aria aperta ­ Faita, rappresentata dal Segre­ tario generale; ­ la Federazione sindacale vettori e servi­ Premessa zi per la mobilità ­ Federreti; e ­ la Federazione italiana Le parti, esaminata l’evoluzione della disciplina legale del­ lavoratori commercio, turismo e servizi ­ Filcams­ Cgil; ­ l’apprendistato, riconoscono in tale istituto un importante la Federazione italiana sindacati addetti servizi commer­ strumento per l’acquisizione delle competenze necessarie ciali affini e del Turismo ­ Fisascat­Cisl; ­ la Unione per lo svolgimento del lavoro e un canale privilegiato per il


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collegamento tra la scuola ed il lavoro e per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. In tale contesto, le parti assegnano agli Enti bilaterali un ruolo strategico per il monitoraggio delle attività formative e lo sviluppo dei siste­ mi di riconoscimento delle competenze. Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto­dovere di istruzione e di formazione, il contratto di apprendistato, che è un contratto finalizzato alla for­ mazione e all’occupazione dei giovani, è definito secon­ do le seguenti tipologie: a) contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale; b) contratto di apprendistato professionalizzante o con­ tratto di mestiere; c) contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. Articolo 1

Disciplina generale del contratto di apprendistato 1. Il contratto di apprendistato, stipulato in forma scritta, contiene l’indicazione della qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto, del livello di inquadra­ mento dell’apprendista, della durata del periodo di ap­ prendistato e della durata dell’eventuale periodo di pro­ va, in conformità a quanto previsto dal Ccnl Turismo. 2. La malattia, l’infortunio o altre cause di sospensione involontaria del rapporto superiori a trenta giorni con­ secutivi comportano la proroga del termine di scadenza del contratto di apprendistato, con il conseguente posti­ cipo dei termini connessi ai benefici contributivi. In tal caso, il datore di lavoro comunicherà al lavoratore la nuova scadenza del contratto di apprendistato. 3. Durante lo svolgimento dell’apprendistato, le parti potranno recedere dal contratto solo in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. In caso di licenziamento privo di giustificazione trovano applica­ zione le sanzioni previste dalla normativa vigente. 4. Alla scadenza del contratto di apprendistato, qualora una delle parti intenda recedere dal rapporto, sarà tenu­ ta a comunicarlo con un preavviso di trenta giorni de­ corrente dalla scadenza del periodo di formazione. In caso di mancato preavviso, ai sensi dell’articolo 2118 c.c., all’apprendista si applica il trattamento previsto dal­ l’articolo 188 del Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. 5. L’integrale applicazione delle disposizioni del presen­ te contratto, ed in particolare di quelle relative ad assi­ stenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, enti bilaterali e formazione continua costituisce condi­ zione indispensabile per l’utilizzo degli strumenti previ­ sti dal presente Accordo.

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Articolo 3

Numero di apprendisti 1. Il numero di apprendisti nelle singole unità produtti­ ve non potrà superare la proporzione di un apprendista per ogni lavoratore qualificato. 2. L’imprenditore che non ha alle proprie dipendenze lavo­ ratori qualificati o specializzati, o ne ha meno di tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre. 3. Il datore di lavoro non potrà assumere apprendisti qualora non abbia mantenuto in servizio almeno il set­ tanta per cento dei lavoratori il cui contratto di appren­ distato sia venuto a scadere nei ventiquattro mesi prece­ denti. A tal fine, non si computano gli apprendisti che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa o per giustificato motivo, quelli che al termine del contratto di apprendistato abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio, i contratti risolti nel corso o al termine del periodo di prova, gli apprendisti stagionali che possono esercitare il diritto di precedenza. Resta comunque sal­ va la possibilità di assumere un apprendista.

Dichiarazione delle parti

Le Parti si danno atto che le disposizioni di cui al comma 3 rispondono alle esigenze ed alle caratteristiche del setto­ re turismo e, conseguentemente, auspicano che nell’ambi­ to del processo di riforma del mercato del lavoro, even­ tuali modifiche della disciplina dell’apprendistato, delle quali si riservano di valutare la compatibilità, non alterino gli equilibri contrattualmente raggiunti. Articolo 4

Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro ha l’obbligo: a) di impartire o di fare impartire nella sua impresa, all’apprendista alle sue dipendenze, l’insegnamento ne­ cessario perché possa conseguire la capacità di diventa­ re lavoratore qualificato; b) di non sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribui­ te a cottimo; c) di non sottoporre l’apprendista a lavori che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è assunto; d) di accordare i permessi necessari per gli esami relati­ vi al conseguimento dei titoli di studio; e) di informare per iscritto l’apprendista sui risultati del percorso formativo, con periodicità non superiore a sei mesi, anche per il tramite del centro di formazione; qualora l’apprendista sia minorenne l’informativa sarà fornita alla famiglia dell’apprendista o a chi esercita legalmente la potestà dei genitori. Articolo 5

Obblighi dell’apprendista

1. Il presente Accordo detta un sistema minimo stan­ dard di regole per l’attivazione dell’apprendistato pro­ fessionalizzante o contratto di mestiere, immediata­ mente applicabile da qualsiasi azienda del settore Tu­ rismo, di qualsiasi dimensione, uniformemente su tut­ to il territorio nazionale, con la possibilità di esplicita­ re la durata e il percorso formativo adattandolo alle esigenze aziendali e, laddove l’azienda ne ravvisi l’op­ portunità, di usufruire dell’assistenza degli Enti bilate­ rali del turismo.

1. L’apprendista deve: a) seguire le istruzioni del datore di lavoro o della persona da questi incaricata della sua formazione pro­ fessionale e seguire con massimo impegno gli insegna­ menti che gli vengono impartiti; b) prestare la sua opera con la massima diligenza; c) adempiere con assiduità e diligenza agli obblighi for­ mativi; d) osservare le norme disciplinari generali previste dal presente contratto e le norme contenute negli eventuali

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Articolo 2

Apprendistato professionalizzante

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regolamenti interni di impresa, purché questi non siano in contrasto con le disposizioni contrattuali e di legge.

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essere posti in formazione nell’ambito della progettazio­ ne formativa dell’impresa, del territorio o del settore, tramite il Fondo For.Te.

Articolo 6

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Modalità di erogazione della formazione aziendale

Articolo 7

1. La formazione a carattere professionalizzante o di mestiere può essere svolta dal datore di lavoro, anche avvalendosi di strutture formative esterne organizzate o dell’ente bilaterale. La formazione può essere svolta anche in modalità e­learning; anche l’attività di accom­ pagnamento può essere svolta attraverso l’impiego di tecnologie informatiche e strumenti di tele­affiancamen­ to o video­comunicazione da remoto. 2. La formazione aziendale è costituita da percorsi di formazione formale, informale e non formale. 3. L’attività formativa può svolgersi anche al di fuori dell’orario di apertura al pubblico. Qualora l’attività for­ mativa si svolga al di fuori del turno di lavoro, le ore di formazione saranno retribuite, fermo restando che le stesse non rientrano nel computo dell’orario di lavoro. 4. Di norma, il periodo di formazione terminerà almeno trenta giorni prima della scadenza del contratto di ap­ prendistato. 5. L’azienda autocertificherà la propria capacità formati­ va e il rispetto di quanto previsto all’articolo 59 del Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. Tale certificazione andrà inviata all’Ente bilaterale del turismo competente per territorio (o all’Ebnt per le aziende multilocalizzate), provvedendo ad effettuare la formazione nella sua inte­ rezza, assumendone la responsabilità, e attestando la sussistenza dei seguenti requisiti: a) referente per la formazione (datore di lavoro o colla­ boratore), di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d) del decreto legislativo n. 167/2011, in possesso di titolo di studio secondario oppure idonea posizione aziendale e di documentata esperienza professionale coerente con le competenze indicate nel piano formativo individuale. Il referente interno per l’apprendistato, ove diverso dal datore di lavoro, è il soggetto che ricopre la funzione aziendale individuata dall’impresa nel piano formativo; egli dovrà possedere competenze adeguate e, se lavora­ tore dipendente, un livello di inquadramento pari o preferibilmente superiore a quello che l’apprendista conseguirà alla fine del periodo di apprendistato. In caso l’azienda intenda avvalersi, per l’erogazione della formazione, di una struttura esterna, quest’ultima dovrà mettere a disposizione un referente per l’apprendistato provvisto di adeguate competenze; b) profilo professionale rientrante tra quelli individuati nel Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 ed eventuale esplici­ tazione delle aree tematiche su cui verte la formazione; c) compilazione del libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i) del decreto legisla­ tivo 10 settembre 2003, n. 276; in assenza del libretto formativo, lo svolgimento della formazione potrà essere attestato compilando la scheda formativa allegata al presente Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. 6. Nell’ambito dei principi stabiliti dal presente accordo, la contrattazione di secondo livello può stabilire specifi­ che modalità di svolgimento della formazione, in coe­ renza con le cadenze dei periodi lavorativi, anche te­ nendo conto delle esigenze determinate dalle fluttuazio­ ni stagionali dell’attività. 7. Le parti concordano che gli apprendisti potranno

Piano formativo 1. Il piano formativo individuale dovrà essere definito ­ anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali e avva­ lendosi dell’assistenza degli stessi Enti ­ entro trenta giorni dalla stipulazione del contratto ovvero, per il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e per l’apprendistato di alta formazione e ricerca, nei diversi termini individuati dai soggetti competenti. 2. Le organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori aderenti alle parti stipulanti il presente accordo possono affidare al sistema degli enti bilaterali la verifica della conformità dei piani formativi per la rispondenza alle disposizioni di legge e alle disposizioni contenute nel presente accordo. Il monitoraggio dell’attuazione del pia­ no formativo è affidato all’Osservatorio sull’apprendistato che sarà appositamente costituito all’interno degli enti bilaterali del turismo competenti per territorio, in compo­ sizione paritaria tra le associazioni datoriali e dei lavorato­ ri, firmatarie del contratto nazionale, che opererà senza ulteriori costi per le aziende e i lavoratori. 3. Per le aziende multilocalizzate la verifica di cui al comma 2 è svolta dall’Ente bilaterale nazionale del Turismo, al quale è affidato anche il compito di monito­ raggio. Le aziende multilocalizzate potranno depositare presso l’Ebnt i piani formativi standard previsti dal­ l’azienda per le specifiche figure professionali che inten­ dono assumere, nel rispetto delle modalità di svolgi­ mento della formazione e la corrispondenza delle ore di impegno formativo minimo a quanto stabilito dal pre­ sente Accordo. La verifica di conformità relativa ai piani formativi standard aziendali dovrà avvenire entro quin­ dici giorni dalla data di ricevimento dei piani, compro­ vata da ricevuta e­mail o fax. Decorso detto termine, in assenza di tale parere, le aziende procederanno alle assunzioni degli apprendisti inviando all’Ebnt copia del­ la scheda formativa allegata al Ccnl Turismo. Articolo 8

Profili formativi 1. In allegato al presente accordo, sono indicati, per cia­ scun comparto, i profili formativi dell’apprendistato pro­ fessionalizzante, definiti ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167. Nel caso la singola azienda intenda avviare percorsi formativi per profili non previsti dalla parte speciale della presente intesa potrà ottenere apposita autorizzazione dell’ente bilaterale competente. L’ente bilaterale del Turismo com­ petente per territorio invia ogni sei mesi i nuovi profili formativi all’Ebnt per la loro eventuale formalizzazione nella contrattazione collettiva del settore. 2. Ai fini della validazione dei percorsi formativi e della relativa attestazione nel libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, l’Ebnt potrà stipulare apposita convenzione con l’Isfol.


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Articolo 9

Articolo 14

Retribuzione

Durata della formazione

1. La retribuzione degli apprendisti è determinata con riferimento alla normale retribuzione dei lavoratori quali­ ficati di pari livello, secondo le seguenti proporzioni:

1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, la durata della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico­professionali e specialistiche è la seguente:

- primo anno

80%

- secondo anno

85%

- terzo anno

90%

- dal quarto anno

95%

2. Eventuali trattamenti di miglior favore in atto alla data di stipula del presente accordo sono conservati ad personam. 3. La retribuzione netta dell’apprendista non potrà su­ perare ­ per effetto delle minori trattenute contributive ­ la retribuzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello. 4. Le percentuali di cui al comma 1 restano valide anche in caso di conferma anticipata dell’apprendista. Articolo 10

Assistenza sanitaria integrativa 1. Gli apprendisti devono essere iscritti ai fondi di assi­ stenza sanitaria integrativa di cui all’articolo 163 del Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. Articolo 11

Previdenza complementare 1. Le parti riconoscono che gli apprendisti rispondono ai requisiti di iscrivibilità al Fondo di previdenza com­ plementare di categoria (Fon.Te.), secondo le disposi­ zioni dell’articolo 162 del Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. Articolo 12

Trattamenti normativi 1. Si applicano all’apprendista i medesimi trattamenti normativi previsti per i lavoratori qualificati, salvo diver­ sa previsione contrattuale.

Livello di inquadramento

Ore medie annue

2, 3 4, 5, 6S 6

80 60 40

2. Per i rapporti di apprendistato stagionale e per i rapporti di apprendistato la cui durata non coincide con l’anno intero, l’impegno formativo annuo di cui ai com­ mi precedenti si determina riproporzionando il monte ore annuo in base alla effettiva durata di ogni singolo rapporto di lavoro. 3. Qualora l’impresa si avvalga dell’ente bilaterale per la verifica del piano formativo individuale, l’impegno for­ mativo di cui ai commi precedenti è ridotto di un quarto, previo accertamento della sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 1, comma 5, del presente accordo. 4. Per i territori in cui non sia operativo l’ente bilaterale o la commissione paritetica, la riduzione di cui al com­ ma precedente è comunque applicabile in relazione agli apprendisti coinvolti in un percorso formativo corri­ spondente alle mansioni da svolgere (università, scuola secondaria di secondo grado, istituto professionale, atti­ nenti al turismo). 5. È facoltà dell’azienda anticipare in tutto o in parte le ore di formazione previste per gli anni successivi. 6. La contrattazione di secondo livello può stabilire un differente impegno formativo. 7. All’atto dell’assunzione, previa adeguata documentazio­ ne, i periodi di apprendistato e le relative attività formati­ ve svolti in precedenza presso altri datori di lavoro, per lo stesso profilo professionale, saranno computati ai fini del completamento del periodo prescritto dal presente accor­ do purché l’addestramento si riferisca alle stesse specifi­ che mansioni e non sia intercorsa, tra un periodo e l’altro, una interruzione superiore a 12 mesi. Articolo 15

Articolo 13

Durata del contratto di apprendistato professionalizzante 1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, la durata massima del contratto di apprendistato professionaliz­ zante è la seguente: Durata (mesi)

2, 3, 4, 5, 6S

36

6

24

2. Per le figure professionali di cui all’elenco allegato al presente accordo, i cui contenuti competenziali sono omologhi e contrattualmente sovrapponibili a quelli del­ le figure artigiane, la durata massima è fissata in qua­ rantotto mesi.

1. Fermo restando il limite massimo di durata previsto dal presente accordo, ai sensi e per gli effetti dell’artico­ lo 4, comma 5, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, è consentito articolare lo svolgimento dell’apprendistato in più stagioni attraverso più rapporti a tempo determinato, l’ultimo dei quali dovrà comun­ que avere inizio entro quarantotto mesi consecutivi di calendario dalla data di prima assunzione. 2. L’apprendista assunto a tempo determinato per la stagione può esercitare il diritto di precedenza nella assunzione presso la stessa azienda nella stagione suc­ cessiva, con le medesime modalità che la legge e la contrattazione riconoscono ai lavoratori qualificati. 3. Sono utili ai fini del computo della durata dell’ap­ prendistato stagionale anche le prestazioni di breve du­ rata eventualmente rese nell’intervallo tra una stagione e l’altra.

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Livello di inquadramento

Apprendistato in cicli stagionali

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Articolo 16

Intese con le regioni e con le Province autonome 1. La disciplina del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e del contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca costitui­ rà, per gli aspetti di competenza della contrattazione collettiva, oggetto di intese con le Regioni e le Provin­ ce autonome. 2. In attesa della disciplina degli istituti di cui al comma precedente, possono essere applicate, in quanto compatibi­ li, le disposizioni del presente contratto relative all’appren­ distato professionalizzante, fermo restando che in relazio­ ne alle qualifiche per le quali è previsto l’inquadramento finale nei livelli A, B, 1, potrà essere stipulato unicamente il contratto di apprendistato di alta formazione. Articolo 17

Clausola di salvaguardia 1. Salvo diversa intesa tra le parti, sono fatti salvi i contratti individuali di apprendistato stipulati prima del 25 aprile 2012. 2. Sono fatte salve le disposizioni degli accordi integrativi che hanno disciplinato la materia in attuazione del decre­

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to legislativo n. 276/2003, in quanto compatibili con le vigenti disposizioni di legge e del presente accordo. 3. In caso di variazioni della disciplina legale dell’ap­ prendistato, le parti si incontreranno per valutare la necessità di modificare conseguentemente la disciplina del presente accordo.

Dichiarazione delle parti

Con riferimento alla regolamentazione della contribuzione attualmente prevista per le aziende che occupano da 1 a 9 dipendenti, come disposto dall’articolo 22, comma 1, legge n. 183/2011, le Parti concordano di attivarsi congiunta­ mente presso i competenti livelli istituzionali per sancire la certezza dell’applicazione della contribuzione figurativa. Articolo 18

Decorrenza

Il presente accordo decorre dal 26 aprile 2012.

Allegati:

­ Profili formativi; ­ Scheda formativa; ­ Autocertificazione; ­ Qualifiche omologhe.

Allegato 1 1.1 Profili formativi aziende alberghiere, porti e approdi turistici (1) Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente Accordo, con riferimento alle aziende alberghiere, ai porti e agli approdi turistici, ai complessi turistico-ricettivi dell’aria aperta e ai rifugi alpini, i profili formativi sono quelli individuati dal Ccnl Turismo 20 febbraio 2010, così come delineati dal gruppo di esperti designati dal Ministero del lavoro, dal Ministero dell’istruzione università e ricerca, dalle Regioni e dalle Parti sociali, con il supporto tecnico dell’Isfol. Profilo tipo

Qualifiche:

Area di attività: Settore: N. 19 - 4 maggio 2012

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Addetto alla produzione Dietologo Cuoco Chef tecnologo Gastronomo Commis di cucina Addetto di cucina Pizzaiolo Gelatiere Pasticcere Sfoglina Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Alimenti e bevande Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza del lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi.


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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere la merceologia degli alimenti e delle bevande Conoscere i principali piatti e i vini locali e nazionali Conoscere e saper applicare le norme, le disposizioni e i criteri di autocontrollo in materia di igiene alimentare Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Svolgere le operazioni di preparazione delle materie prime Saper preparare fondi e salse, antipasti, primi piatti, secondi piatti, piatti a base di paste lievitate, dolci e gelati Saper curare la coreografia del piatto Conoscere e saper applicare le tecniche relative al controllo del costo-pasto Conoscere e saper utilizzare le norme sulla etichettatura e marcatura dei prodotti Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo

Qualifiche Area di attività: Settore:

Addetto al banco Barman Banconiere di gelateria, pasticceria, tavola calda, chiosco di stazione Barista Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Alimenti e bevande Turismo

Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività

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Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi.

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Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere la merceologia degli alimenti e delle bevande Conoscere i principali piatti e vini locali e nazionali Conoscere e saper applicare le norme, le disposizioni e i criteri di autocontrollo in materia di igiene alimentare Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera Saper riconoscere le caratteristiche del cliente Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Conoscere e saper applicare le politiche di marketing dell’azienda Saper preparare e presentare il conto, riscuotere l’incasso, utilizzare i diversi sistemi di pagamento Conoscere e saper applicare le tecniche e le procedure per la preparazione e il servizio delle principali bevande Conoscere e saper applicare le tecniche e le procedure per la preparazione e il servizio di piatti semplici Conoscere e saper utilizzare tecniche di lay-out Conoscere e saper utilizzare le norme sull’etichettatura e marcatura dei prodotti Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo

Qualifiche:

Area di attività: Settore:

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Addetto alla sala Maitre Sommelier Caffettiere, Dispensiere, Cantiniere Chef de rang, sala, piani, vini, trinciatore Cameriere ristorante, piani, sala, bar, tavola calda, selfservice Commis di sala, tavola calda, bar Addetto ai servizi di mensa Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Alimenti e bevande Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi.


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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere la merceologia degli alimenti e delle bevande Conoscere i principali piatti e vini locali e nazionali Conoscere e saper applicare le norme, le disposizioni e i criteri di autocontrollo in materia di igiene alimentare Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera Saper riconoscere le caratteristiche del cliente Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Conoscere e saper applicare le politiche di marketing dell’azienda Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse tipologie di servizio Conoscere e saper presentare le caratteristiche dei piatti e delle bevande compresi nel menù Conoscere e saper applicare le tecniche per apparecchiare e sparecchiare, secondo le diverse tipologie di servizio Conoscere e saper utilizzare tecniche di lay-out Saper preparare e presentare il conto, riscuotere l’incasso, utilizzare i diversi sistemi di pagamento Conoscere e saper utilizzare le norme sulla etichettatura e marcatura dei prodotti Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo Qualifiche: Area di attività: Settore:

Addetto sala e piani Cameriera Addetto ai servizi di alloggio e ristorazione Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Alimenti e bevande/Ricevimento e piani Turismo

Questo profilo si colloca in posizione intermedia tra l’addetto alla sala e l’addetto ai piani. Le relative competenze possono essere individuate operando una opportuna selezione delle rispettive elencazioni.

Qualifiche:

Addetto ai piani Governante Cameriera ai piani, villaggi turistici, camping Guardarobiere Addetto ai servizi di camera Stiratrice, cucitrice, rammendatrice Pulitore, Lavatore a secco, Lavandaio, Addetto tintoria Operatore servizi di pulizia

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Profilo tipo

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Area di attività: Settore:

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Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Ricevimento e piani Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi. Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere e saper applicare le procedure per l’accoglienza e la sistemazione del cliente e le tecniche per il loro utilizzo Conoscere e saper applicare le disposizioni sulla tutela della privacy Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Conoscere e saper applicare le tecniche e le procedure per l’effettuazione della pulizia e del riassetto dei piani, delle camere e delle relative dotazioni Conoscere e saper applicare le procedure per evitare sottrazioni, smarrimenti, usi impropri dei materiali e delle dotazioni aziendali, nonché dei beni dei clienti Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo

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Qualifiche:

Addetto al ricevimento Portiere di portineria Assistente di portineria Facchino ai piani, ai saloni, ai bagagli Guardiano diurno e notturno Hostess Sorvegliante di ingresso Custode Centralinista Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione


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Area attività: Settore:

CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Ricevimento ai piani Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi. Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere e saper applicare le procedure per l’accoglienza e la sistemazione del cliente e le tecniche per il loro utilizzo Conoscere e saper applicare le disposizioni sulla tutela della privacy Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione.

Profilo tipo Qualifiche

Addetto front e back office Segretario ricevimento, amministrazione, cassa Portineria Cassiere

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Competenze di profilo: Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera Saper redigere, leggere ed interpretare lettere e documenti in una lingua straniera Saper riconoscere le caratteristiche del cliente Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi di vendita Conoscere e saper applicare le politiche di marketing dell’azienda Saper preparare e presentare il conto, riscuotere l’incasso, utilizzare i diversi sistemi di pagamento Conoscere e saper applicare le tecniche di yeld management Conoscere e saper applicare le tecniche per la formulazione del piano prenotazioni e le modalità per il suo utilizzo Conoscere e saper applicare le tecniche e le procedure per la registrazione del cliente Conoscere e saper applicare le procedure per la custodia dei valori e del bagaglio dei clienti Conoscere e saper applicare le tecniche per la predisposizione della partenza del cliente Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni, materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale.

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

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Controllore di campeggio Economo

Area attività Settore

Addetto al ricevimento, cassa, cassa bar, cassa ristorante, cassa negozi vari, segreteria, controllo clienti, movimento personale, merci Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Ricevimento e piani/Servizi generali Turismo

Questo profilo si colloca in posizione intermedia tra l’addetto al ricevimento e l’addetto al back office. Le relative competenze possono essere individuate operando una opportuna selezione dalle rispettive elencazioni. Profilo tipo

Qualifiche

Area di attività Settore

Addetto back office Segretario di direzione Impiegato di concetto Impiegato d’ordine Corrispondente in lingue estere Stenodattilografo Impiegato amministrativo Contabile Magazziniere Addetto all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo Impiegato amministrativo e/o contabile Addetto a macchine elettrocontabili Archivista Programmatore Ced Operatore Ced Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Servizi generali Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi.

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Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere e saper applicare le modalità di gestione del magazzino e del trasporto Conoscere e saper utilizzare le check list per il controllo ed il collaudo Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione.


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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper redigere, leggere ed interpretare lettere e documenti in una lingua straniera Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Saper preparare e presentare il conto, riscuotere l’incasso, utilizzare i diversi sistemi di pagamento Conoscere e saper applicare le normative sulla privacy Conoscere e saper applicare principi, metodi e tecniche di contabilità generale e analitica Saper redigere rapporti periodici sull’andamento dell’attività, presentare i risultati conseguiti e commentarli negli aspetti salienti Conoscere e saper utilizzare le tecniche di scrittura veloce anche sotto dettatura Saper organizzare e gestire un archivio cartaceo ed elettronico Conoscere e saper praticare le condizioni di stoccaggio dei materiali, sia per quanto riguarda le caratteristiche merceologiche, che per quanto riguarda la loro movimentazione in sicurezza Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo Qualifiche

Area di attività Settore

Addetto alla manutenzione Capo squadra Capo operaio Operaio qualificato Operaio specializzato Giardiniere Addetto alla manutenzione di aree verdi Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Servizi generali Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi.

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Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere e saper applicare le modalità di gestione del magazzino e del trasporto Conoscere e saper utilizzare le check list per il controllo ed il collaudo Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principati tecniche di comunicazione.

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper eseguire interventi di precisione per aggiustare, mantenere e riparare macchine, impianti, dotazioni e attrezzature Conoscere e saper utilizzare i materiali (materie prime, semi-lavorati, prodotti finiti) Saper applicare le procedure e saper utilizzare la strumentazione per effettuare il collaudo Conoscere e saper utilizzare i prodotti per la cura delle aree verdi Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo Qualifiche

Area di attività Settore

Addetto alla organizzazione Programmatore di viaggi Promotore commerciale Promotore turistico locale Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Promozione e commercializzazione Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi.

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Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere la geografia turistica Conoscere le norme sulla mobilità turistica Conoscere i sistemi di mobilità Conoscere i sistemi di ricettività Conoscere i sistemi di ristorazione Saper redigere itinerari e programmi di viaggio Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica


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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera Saper redigere, leggere ed interpretare lettere e documenti in una lingua straniera Conoscere e saper applicare le principali tecniche di comunicazione pubblicitaria Conoscere e saper applicare le tecniche per la definizione del planning Saper redigere rapporti periodici sull’andamento dell’attività, presentare i risultati conseguiti e commentarli negli aspetti salienti Saper organizzare e gestire un archivio cartaceo ed elettronico Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Conoscere e saper utilizzare le leve di marketing Conoscere e saper interpretare le politiche di marketing dell’azienda Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo Qualifiche

Area di attività Settore

Addetto al front office Addetto ai servizi di prenotazione, servizi turistici, biglietterie Addetto alla vendita banco viaggi Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione Promozione e commercializzazione Turismo

Competenze di settore Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere la geografia turistica Conoscere le norme sulla mobilità turistica Conoscere i sistemi di mobilità Conoscere i sistemi di ricettività Conoscere i sistemi di ristorazione Saper redigere itinerari e programmi di viaggio Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione.

Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera

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Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Conoscere la geografia turistica Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione.

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Saper redigere, leggere ed interpretare lettere e documenti in una lingua straniera Saper effettuare prenotazioni Saper emettere biglietti aerei e ferroviari Saper compilare voucher e booking form Saper riconoscere le caratteristiche del cliente Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Conoscere e saper applicare le politiche di marketing dell’azienda Conoscere e saper utilizzare tecniche di lay-out Saper preparare e presentare il conto, riscuotere l’incasso, utilizzare i diversi sistemi di pagamento in valuta straniera e nazionale Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo Qualifiche

Area di attività Settore

Addetto a servizi di spiaggia e portuali Capo assistente bagnanti Assistente ai bagnanti Inserviente di stabilimento o cabina o capanna Sommozzatore Intrattenimento e wellness Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni di prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi. Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Saper comprendere la psicologia del turista e la psicologia del gruppo Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. N. 19 - 4 maggio 2012

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Competenze di profilo Riconoscere il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera Conoscere e saper applicare le tecniche di salvataggio Conoscere e saper applicare le modalità di gestione del magazzino e del trasporto


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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Saper riconoscere le caratteristiche del cliente Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Conoscere e saper applicare le politiche di marketing dell’azienda Saper preparare e presentare il conto, riscuotere l’incasso, utilizzare i diversi sistemi di pagamento Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Profilo tipo Qualifiche

Addetto ai servizi alla persona Coordinatore reparto cure sanitarie Infermiere Massoterapista Massaggiatore Fisiocinesiterapia Addetto fangoterapia Addetto alle inalazioni Pedicurista Manicurista Barbiere Parrucchiere Estetista Visagista Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione

Area di attività

Intrattenimento e wellness

Settore

Turismo

Profilo tipo Qualifiche

Addetto all’animazione Animatore Istruttore di nuoto Istruttore di ginnastica Sorvegliante di infanzia Addetto ai campi sportivi ed ai giochi Altre qualifiche afferenti al profilo non espressamente comprese nella predetta elencazione

Area attività

Intrattenimento e wellness

Settore

Turismo

Competenze di settore Conoscere le caratteristiche del settore Conoscere e saper presentare il territorio in cui si opera Conoscere l’impresa di riferimento nei suoi aspetti organizzativi e gestionali ed il contesto in cui opera Saper operare in un contesto aziendale orientato alla qualità, all’accoglienza ed alla soddisfazione del cliente Conoscere e sapersi adeguare alle innovazioni del prodotto, di processo e di contesto Saper operare nel rispetto delle norme e delle buone prassi in materia di prevenzione e protezione dai rischi per la sicurezza sul lavoro e di prevenzione e protezione dagli incendi. N. 19 - 4 maggio 2012

Competenze di area Conoscere il ruolo della propria area di attività all’interno del processo di produzione e di erogazione del servizio Sapersi rapportare alle altre aree organizzative aziendali Conoscere e saper utilizzare gli strumenti e le tecnologie proprie dell’area di attività Conoscere e saper utilizzare il linguaggio tecnico appropriato Saper comprendere la psicologia del turista e la psicologia del gruppo Conoscere e saper applicare le norme e le disposizioni in materia di prevenzione e protezione dagli incendi Conoscere gli elementi basilari di una lingua straniera in modo da sostenere conversazioni brevi ed elementari

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Conoscere e saper utilizzare le principali tecniche di comunicazione. Competenze di profilo Riconoscere, il proprio ruolo all’interno del contesto aziendale e del processo di erogazione del servizio Saper adottare uno stile comunicativo adeguato al proprio ruolo Saper leggere ed interpretare la documentazione tecnica Saper utilizzare il personal computer e i principali software applicativi Saper condurre una conversazione, anche di carattere specialistico, in una lingua straniera Saper gestire e coordinare le attività ludiche del cliente Conoscere e saper applicare alle attività dello spettacolo le tecniche relative a luci e suoni Conoscere e saper applicare nel contesto aziendale le tecniche sportive e artistiche Saper organizzare, gestire e coordinare le attività ludico sportive di bambini e ragazzi Conoscere e saper utilizzare tecniche di lay-out Saper riconoscere le caratteristiche del cliente Conoscere e saper applicare le tecniche relative alle diverse fasi della vendita Conoscere e saper applicare le politiche di marketing dell’azienda Conoscere e saper applicare le procedure stabilite per l’approvvigionamento, l’uso, la conservazione e la rotazione di strumenti, dotazioni e materiali Saper organizzare gli spazi di lavoro in modo razionale, assicurando lo stato di efficienza e di pulizia di strumenti e dotazioni Saper operare nel rispetto delle disposizioni di tutela igienico sanitaria Conoscere e saper utilizzare i dispositivi di protezione individuale Si sottolinea che il presente documento è stato elaborato solo a fini formativi e, pertanto, la delimitazione delle aree di attività, l’individuazione dei profili tipo, i raggruppamenti delle qualifiche e la declinazione delle relative competenze non producono alcun effetto sui contratti individuali e collettivi di lavoro. 1.2 Profili formativi pubblici esercizi (1) Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente Accordo, con riferimento ai pubblici esercizi sono individuate le seguenti figure: Denominazione figura

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Livello corrispondente

Durata

Addetto/Operatore di base

6° livello Ccnl Turismo

fino a 24 mesi

Addetto/Operatore esperto

6° livello super Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Addetto/Operatore qualificato

5° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Addetto/Operatore specializzato

4° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Operatore professionale

3° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Operatore gestionale

2° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

(2) Le figure possono operare all’interno delle aziende di cui all’articolo 1, comma 1, punto III, Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. (3) Le qualifiche per ciascuna figura sono quelle di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione. (4) Sono indicati di seguito i contenuti standard minimi per ciascun profilo formativo. Addetto/Operatore di base (cucina, banco, sala, bar)

Descrizione attività: La figura opera nell’area cucina o nell’area banco/bar/sala realizzando, sotto indicazione, compiti semplici rispettando gli standard personali ed ambientali di qualità, igiene e sicurezza


CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Livello Ccnl Turismo 6 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Addetto/Operatore Esperto (cucina, banco, sala, bar)

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente effettuando attività semplici, nel rispetto degli standard di servizio e delle norme di igiene e sicurezza, ove del caso sulla base delle indicazioni ricevute, e, laddove richiesto, operando anche in una lingua estera. Esempi: ricezione, movimentazione, stoccaggio, conservazione e rigenerazione di materie prime, semilavorati e piatti finiti, preparazione di piatti semplici derivanti dall’assemblaggio di ingredienti o semilavorati, somministrazione al cliente, approntamento degli spazi, mise en place dei tavoli e riordino ecc.

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Descrizione attività : La figura opera nell’area cucina o nell’area banco/bar/sala realizzando, sotto indicazione, compiti semplici rispettando gli standard personali ed ambientali di qualità, igiene e sicurezza

Livello Ccnl Turismo 6 Super Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente gestendo attività semplici, nel rispetto degli standard di servizio e delle norme di igiene e sicurezza, ove del caso sulla base delle indicazioni ricevute, e, laddove richiesto, operando anche in una lingua estera. Esempi: ricezione, movimentazione, stoccaggio, conservazione e rigenerazione di materie prime, semilavorati e piatti finiti, preparazione di piatti semplici derivanti dall’assemblaggio di ingredienti o semilavorati, somministrazione al cliente, approntamento degli spazi, mise en place dei tavoli e riordino ecc.

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Addetto/Operatore qualifica- Descrizione attività: La figura svolge la propria attività nell’ambito del processo di to (cucina, banco, sala, bar) produzione dei cibi, sulla base delle caratteristiche di offerta dell’esercizio in cui opera e sulla base delle indicazioni ricevute o nell’ambito del processo di preparazione e somministrazione di cibi e bevande rispettando gli standard personali ed ambientali di qualità, igiene e sicurezza Competenze potenziali La figura standard opera generalmente attuando le sequenze di svolgimento delle lavorazioni, coniugando esigenze di efficienza d’uso dei fattori produttivi e di efficacia di risposta alle attese dei clienti serviti, nel rispetto degli standard di servizio e delle norme di igiene e sicurezza. Esempi: produzione di piatti derivanti dal loro semplice assemblaggio, realizzazione di preparazioni gastronomiche previste dal menù,

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto azienda-

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Livello Ccnl Turismo 5 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

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CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

Livello Ccnl Turismo

Guida al Lavoro IL SOLE 24 ORE

Competenze potenziali applicando le ricette definite e controllando la qualità organolettica dei cibi prodotti, allestimento degli spazi e gli strumenti di lavoro, mise en place dei tavoli e riordino, consigliare il cliente sulla scelta di cibi e bevande e servire quanto richiesto, eseguire operazioni amministrative e le normali operazioni di registrazione di fatture e degli incassi, anche utilizzando macchine elettroniche dotate di software dedicato; procedere alle operazioni di conteggio di denaro e/o ticket ecc.

Contenuti percorso formativo minimo le, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Addetto/Operatore specializ- Descrizione attività: La figura si occupa della realizzazione del processo di zato (cucina, banco, sala, produzione dei cibi, sulla base delle caratteristiche di offerta dell’esercizio in cui bar) opera, coadiuvato eventualmente da addetti di supporto, o della realizzazione del processo di preparazione e somministrazione di cibi e bevande, sulla base delle caratteristiche di offerta dell’esercizio in cui opera, garantendo inoltre il rispetto delle norme di igiene e sicurezza, relative all’ambito in cui svolge le operazioni allo stesso affidate

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Livello Ccnl Turismo 4 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente definendo ed assegnando sulla base dello stato degli ordini/del piano di produzione e tenendo in conto la disponibilità delle risorse, le sequenze di svolgimento delle lavorazioni, coniugando esigenze di efficienza d’uso dei fattori produttivi e di efficacia di risposta alle attese dei clienti serviti, nel rispetto degli standard di servizio e delle norme di igiene e sicurezza e gestendo, laddove richiesto, anche in una lingua estera le interazioni del ciclo di lavoro. Esempi: produzione in autonomia di piatti derivanti dal loro semplice assemblaggio, realizzazione di differenti preparazioni gastronomiche previste dal menù, applicando le ricette definite e controllando la qualità organolettica dei cibi prodotti, allestimento degli spazi e gli strumenti di lavoro, suggerimento al cliente sulla scelta di cibi e bevande e servire quanto richiesto, esercitando ove del caso attività di supporto al consumo, in modo da valorizzare i prodotti e l’esperienza gustativa ecc.

Operatore professionale (cucina, banco, sala, bar)

Descrizione attività: La figura partecipa direttamente al processo produttivo, sulla base delle deleghe ricevute, garantendo e sviluppando la qualità dell’offerta e del modello di lavoro rispettando gli standard personali ed ambientali di qualità, igiene e sicurezza

Livello Ccnl Turismo 3 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e al tre qualifiche di valore equi-

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente sulla base delle deleghe e ricevute e/o delle istruzioni in uso nel locale, secondo le caratteristiche delle

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organiz-


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Livello Ccnl Turismo Competenze potenziali valente non espressamente tipologie di clienti, e delle indicazioni comprese nell’elencazione di domanda e mercato fornite, tenendo in conto i vincoli e le risorse produttive del contesto, attua - sulla base delle caratteristiche dell’offerta, delle risorse assegnate e delle norme di qualità, igiene e sicurezza - il modello di funzionamento dell’area, esprimendolo sotto forma di regole organizzative. Esempi: Elaborazione del piano di produzione, definendo sulla base del carico di lavoro l’impiego delle risorse e monitorandone l’effettivo impiego, Verifica della qualità delle preparazioni alimentari rispetto agli standard di offerta e disporle nei piatti di portata, in modo da valorizzarle nel rapporto con il cliente, realizzazione delle differenti preparazioni gastronomiche e controllando la qualità organolettica dei cibi prodotti, gestione delle risorse umane della propria area, orientandone i comportamenti al rispetto delle regole di lavoro e creando occasioni di qualificazione ed integrazione professionale, gestione laddove richiesto, anche in una lingua estera le interazioni del ciclo di lavoro ecc.

Contenuti percorso formativo minimo zazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Operatore gestionale (cucina, banco, sala, bar)

Descrizione attività: La figura partecipa direttamente al processo produttivo, coordinando le risorse assegnate, se previsto, garantendo e sviluppando la qualità dell’offerta e del modello di lavoro, rispettando gli standard personali ed ambientali di qualità, igiene e sicurezza

Livello Ccnl Turismo 2 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente con un attività di controllo e definizione delle attività della propria area sulla base delle caratteristiche delle tipologie di clienti, e delle indicazioni di domanda e mercato fornite, tenendo in conto i vincoli e le risorse produttive del contesto, gestendo, laddove richiesto, anche in una lingua estera le interazioni del ciclo di lavoro Esempi: Controllo dei menù, controllo e definizione - sulla base delle caratteristiche dell’offerta, delle risorse assegnate e delle norme di qualità, igiene e sicurezza - del modello di funzionamento dell’area, esprimendolo sotto forma di regole organizzative, controllo ed elaborazione sulla base degli ordini e delle previsioni di vendita, il piano di produzione, definendo sulla base del carico di lavoro l’impiego delle risorse e monitorandone l’effettivo impiego, anche in termini economici, verifica della qualità delle preparazioni alimentari, coordina e gestisce le risorse umane della propria area ecc.

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse) N. 19 - 4 maggio 2012

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1.3 Profili formativi stabilimenti balneari (1) Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente Accordo, con riferimento agli stabilimenti balneari sono individuate le seguenti figure: Denominazione figura

Livello corrispondente

Durata

Addetto/Operatore di base

6° livello Ccnl Turismo

fino a 24 mesi

Addetto/Operatore esperto

6° livello super Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Addetto/Operatore qualificato

5° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Addetto/Operatore specializzato

4° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Operatore professionale

3° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

Operatore gestionale

2° livello Ccnl Turismo

fino a 36 mesi

(2) Le figure possono operare all’interno delle aziende di cui all’articolo 1, comma 1, punto IV Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. (3) Le qualifiche per ciascuna figura sono quelle di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione. (4) Si applicano, in quanto compatibili, i contenuti standard minimi per ciascun profilo formativo del comparto pubblici esercizi e quelli, specifici, di seguito indicati. Operatore professio- Descrizione attività: La figura opera prevalentemente nell’assistenza ai clienti finalizzata nale a rendere fruibile, piacevole ed interessante il servizio. (servizi di spiaggia) Assiste i clienti e fornisce loro suggerimenti e consigli sui servizi offerti dalla struttura e dal territorio. Agisce in modo da prevenire fattori o condizioni di messa in pericolo, sul luogo di lavoro, della propria ed altrui sicurezza. Collabora con la struttura nel processo di predisposizione ed erogazione del servizio Livello Ccnl Turismo 3 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

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Addetto/Operatore qualificato (servizi di spiaggia)

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente gestendo e coordinando le situazioni di emergenza più frequenti individuando i comportamenti a rischio più frequenti, utilizzando adeguatamente i dispositivi e le attrezzature di protezione individuale, applicando i comportamenti previsti in caso di incendio, evacuazione o incidente e le regole minime di primo soccorso

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Descrizione attività: La figura opera prevalentemente nell’assistenza ai clienti finalizzata a rendere fruibile, piacevole ed interessante il servizio. Assiste i clienti e fornisce loro suggerimenti e consigli sui servizi offerti dalla struttura e dal territorio. Agisce in modo da prevenire fattori o condizioni di messa in pericolo, sul luogo di lavoro, della propria ed altrui sicurezza. Collabora con la struttura nel processo di predisposizione ed erogazione del servizio. Provvede all’allestimento, alla cura e al riordino di ambienti, strutture e attrezzature.


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Livello Ccnl Turismo 5 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Addetto/Operatore di base (servizi di spiaggia)

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente gestendo le situazioni di emergenza più frequenti individuando i comportamenti a rischio più frequenti, utilizzando adeguatamente i dispositivi e le attrezzature di protezione individuale, applicando i comportamenti previsti in caso di incendio, evacuazione o incidente e le regole minime di primo soccorso e provvede all’allestimento, alla cura e al riordino di ambienti, strutture e attrezzature

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Descrizione attività: La figura opera con interventi di gestione e supporto nelle diverse attività di assistenza ai clienti finalizzate a rendere fruibile, piacevole ed interessante il servizio. Provvede all’allestimento, alla cura e al riordino di ambienti, strutture e attrezzature per lo sport, l’intrattenimento e il tempo libero, anche effettuando interventi di prima manutenzione. Svolge attività di assistenza e ricevimento dei clienti. Collabora con la struttura nel processo di predisposizione ed erogazione del servizio

Livello Ccnl Turismo 6 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente effettuando attività semplici, nel rispetto degli standard di servizio e delle norme di igiene e sicurezza, ove del caso sulla base delle indicazioni ricevute, e, laddove richiesto, operando anche in una lingua estera. Esempi: assistenza e ricevimento dei clienti, cura e riordino ambienti, strutture e attrezzature, operazioni di semplice manutenzione

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

1.4 Profili formativi imprese di viaggio e turismo (1) Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente regolamento, con riferimento alle imprese di viaggio e turismo sono individuate le seguenti figure. Livello corrispondente

Durata

Addetto/Operatore di base

6° livello Ccnl Turismo 6° livello super Ccnl Turismo 5° livello Ccnl Turismo 4° livello Ccnl Turismo 3° livello Ccnl Turismo 2° livello Ccnl Turismo

fino a 24 mesi

Addetto/Operatore esperto Addetto/Operatore qualificato Addetto/Operatore specializzato Operatore professionale Operatore gestionale

fino a 36 mesi fino a 36 mesi fino a 36 mesi fino a 36 mesi

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Denominazione figura

fino a 36 mesi

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(2) Le figure possono operare all’interno delle aziende di cui all’articolo 1, comma 1, punto VI Ccnl Turismo 20 febbraio 2010. (3) Le qualifiche per ciascuna figura sono quelle di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione. (4) Sono indicati di seguito i contenuti standard minimi per ciascun profilo formativo: Addetto/Operato- Descrizione attività: La figura opera nelle agenzie di viaggio realizzando, sotto indicazione, re di base compiti semplici Livello Ccnl Turismo 6 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente effettuando attività semplici, nel rispetto degli standard di servizio e delle indicazioni ricevute e, laddove richiesto, operando anche in una lingua estera. Esempi: custode, portiere, mansioni di semplice attesa

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Addetto/Operato- Descrizione attività: La figura opera nelle agenzie di viaggio, realizzando, sotto indicazione, re esperto compiti semplici Livello Ccnl Turismo 6 Super Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente gestendo attività semplici, nel rispetto degli standard di servizio e delle norme di igiene e sicurezza, ove del caso sulla base delle indicazioni ricevute e, laddove richiesto, operando anche in una lingua estera. Esempi: smistamento pratiche, guida di mezzi di trasporto ecc.

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Addetto/Operato- Descrizione attività: La figura svolge attività diversificate, di livello semplice e di routine nel re qualificato quadro delle modalità operative conferitegli

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Livello Ccnl Turismo 5 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente attività diversificate ma nel complesso di livello semplice e di routine, e laddove richiesto, operando anche in lingue estere. Esempi: - accoglienza ed orientamento della clientela; - operazioni amministrative e normali operazioni di emissione e registrazione di fatture e degli incassi, anche utilizzando macchine elettroniche ovvero software dedicati alla gestione delle attività di contabilità semplice; - archiviazione delle pratiche di vendita; - autista, portavalori ecc.

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)


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Addetto/Operato- Descrizione attività: La figura effettua le diverse operazioni riguardanti prenotazioni, emisre specializzato sione e vendita di biglietti, vouchers ecc. anche per mezzo di terminali elettronici ecc. Livello Ccnl Turismo 4 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Operatore sionale

Competenze potenziali La figura standard opera nelle agenzie di viaggio, in condizioni di autonomia esecutiva, che svolgono sia intermediazione che organizzazione e, laddove richiesto, operando anche in lingue straniere. Esempi: - prenotazione di posti, emissione e vendita di biglietti, voucher e documenti di viaggio; - servizi di accompagnamento e trasferimento della clientela; - gestione dei flussi amministrativi e contabili delle operazioni poste in essere dall’azienda; - assistenza pre e post vendita del cliente negli aspetti che riguardano l’erogazione del servizio e rilevazione del grado di soddisfazione; - rilevazione dei reclami dei clienti

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

profes- Descrizione attività: La figura è impegnata nella creazione e vendita di programmi turistici, nella prenotazione ed emissione di biglietterie varie con capacità di costruzione tariffaria autonoma e conoscenza lingue, nelle funzioni amministrative ecc.

Livello Ccnl Turismo 3 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010 - e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

Competenze potenziali La figura standard opera prevalentemente nelle agenzie sia di intermediazione che di produzione con particolari conoscenze tecniche ed adeguata esperienza e, laddove richiesto, operando in lingue straniere. Esempi: - addetto ai servizi di prenotazione dei posti, emissione di biglietti con costruzione tariffaria autonoma e conoscenza delle lingue straniere; - tecnico specializzato nella creazione e programmazione di pacchetti e servizi turistici; - tecnico specializzato nell’organizzazione di convegni, congressi e viaggi di incentivazione; - tecnico specializzato nella fornitura di viaggi d’affari in base alle specifiche esigenze dei clienti; - promotore commerciale; - addetto all’attività di marketing; - impiegato amministrativo e /o contabile di acquisita esperienza ecc.

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Livello Ccnl Turismo 2 Qualifiche di cui al Ccnl Turismo 20 febbraio 2010

Competenze potenziali La figura standard opera generalmente una funzione di controllo e definizione delle attività della propria area sulla base delle caratteristiche delle tipologie di clienti, e delle indicazioni

Contenuti percorso formativo minimo Il percorso formativo è preordinato alla acquisizione delle seguenti competenze: a) competenze di base e trasversali (disciplina del rapporto di lavoro, organiz-

N. 19 - 4 maggio 2012

Operatore gestio- Descrizione attività: La figura è specializzata nelle funzioni gestionali delle agenzie di nale viaggi e turismo, coordinando le risorse assegnate, se previsto, garantendo e sviluppando la qualità dell’offerta e del modello di lavoro, analizzando la domanda ed elaborando la strategia per conseguire gli obiettivi

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- e altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nell’elencazione

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di domanda e mercato fornite e, laddove richiesto, operando in lingue straniere ed in ogni caso sulla base delle linee strategiche predisposte dal responsabile dell’impresa. Esempi: - responsabilità di servizio o di reparto anche amministrativo; - capo agenzia di cat. C con autonomia tecnica ed amministrativa di gestione; - cura dei rapporti con i fornitori dei servizi turistici

nizzazione del lavoro, misure a tutela della sicurezza sul lavoro, comunicazione, comportamenti relazionali); b) competenze tecnico-professionali, con contenuti di tipo tecnico, scientifico ed operativo differenziato per ciascuna figura professionale (prodotti e servizi e contesto aziendale di riferimento, processi e relative innovazioni relativi al contesto aziendale, strumenti, materiali ed attrezzature utilizzati nel ciclo produttivo dell’azienda, sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento specifico al settore di interesse)

Allegato 2 Scheda formativa Informazioni personali nome e cognome................................................................................................................................... luogo di nascita...................................................................................................................................... data di nascita ............................./............................./............................. indirizzo ............................. città ....................................................................provincia .................................................................... Istruzione e formazione [ ] istituto professionale

[ ] scuola secondaria di 2°

[ ] università

Informazioni sull’azienda denominazione sociale ......................................................................................................................... indirizzo ................................................................................................................................................ città ................................................................... provincia ................................................................... referente per la formazione .................................................................................................................. Informazioni sul contratto di apprendistato [ ] articolo 1, comma 2, lettera a) Dlgs n. 167/2011 (qualifica e diploma prof.le)

[ ] articolo 1, comma 2, lettera b) [ ] articolo 1, comma 2, lettera c) Dlgs n. 167/2011 Dlgs n. 167/2011 (professionalizzante o di mestiere) (alta formazione e ricerca)

profilo professionale ............................................................................................................................. durata del rapporto inquadramento formazione ........................................... mesi livello ......................................... ...................... ore medie annue inizio rapporto ................../................../.................. fine rapporto ................../................../.................. N. 19 - 4 maggio 2012

Dichiarazione del datore di lavoro Si attesta che la formazione prevista dal Ccnl Turismo si è svolta in sede aziendale, in conformità con quanto previsto dal Ccnl stesso e dalle vigenti disposizioni di legge.

data ........................./........................./ ......................... (timbro e firma)

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Allegato 3 Spett.le Ente bilaterale territoriale del Turismo Indirizzo ..................................................................... Città ........................................................................... Oggetto: Autocertificazione della capacità formativa ai sensi del Ccnl Turismo. Il/la sottoscritto/a ..................., rappresentante dell’azienda ...................., con sede in ................., via .................., consapevole del valore delle proprie dichiarazioni, ed in particolare che: «In caso di inadempimento nella erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro (...) è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione». (articolo 7, comma 1, decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167); ai fini dell’erogazione agli apprendisti in forza della formazione secondo quanto previsto dall’articolo 5 dell’Accordo per la disciplina contrattuale dell’apprendistato nel settore turismo ai sensi del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 del 17 aprile 2012; dichiara 1) che, con riferimento alla predetta azienda, sussistono tutti i requisiti richiesti dal predetto Accordo e dal Ccnl Turismo, ed in particolare: a) è individuato un referente per la formazione, in possesso di titolo di studio secondario oppure idonea posizione aziendale e almeno due anni di documentata esperienza professionale coerente con le competenze indicate nel piano formativo individuale; b) i profili professionali attivati rientrano tra quelli individuati nell’Accordo 17 aprile 2012; c) verrà compilata, per ogni apprendista, una scheda formativa secondo il modello individuato dall’Accordo 17 aprile 2012; 2) che l’azienda applica integralmente le disposizioni del Ccnl Turismo 20 febbraio 2010, ed in particolare quelle relative ad assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, enti bilaterali e formazione continua, che costituiscono condizione necessaria per l’utilizzo degli strumenti previsti dal regolamento sull’apprendistato professionalizzante nel settore Turismo. In fede. luogo e data

timbro e firma

Allegato 4 Elenco qualifiche con contenuti competenziali omologhi o sovrapponibili a quelli delle figure artigiane 2° livello - durata massima 48 mesi Capo cuoco Capo laboratorio gelateria/pasticceria Capo barista/capo barman/primo barman Capo banconiere di pasticceria

4° livello - durata massima 42 mesi Gastronomo Gelatiere Cuoco capo partita, Cuoco di cucina non organizzata in partita Pizzaiolo

N. 19 - 4 maggio 2012

3° livello - durata massima 48 mesi Cuoco unico Primo pasticcere Coordinatore housekeeping villaggi turistici Primo barman, barman unico Governante unica Addetto alle prenotazioni (imprese di viaggi e turismo)

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Spedizione e trasporto merci Accordo sull’apprendistato 24 aprile 2012 In data 24 aprile 2012 tra Confetra, Conftrasporto, Confartigianato trasporti, Federlavoro e servizi confcooperative, Legacoop servizi, Agci servizi, Anita, Cna Fita, Sna Casartigiani, Trasportounito Fiap e Filt­Cgil, Fit­Cisl e Uiltrasporti è stato sottoscritto l’accordo per la disciplina contrattuale dell’apprendi­ stato professionalizzante già previsto dall’articolo 50 del Ccnl 29 gennaio 2005 così come modificato dagli accordi di rinnovo successivi, al fine di recepire la nuova disciplina prevista dal Dlgs n. 167/2011. Si illustrano di seguito in estrema sintesi, le disposizioni contenute nell’accordo in argomento:

Sistema retributivo e durata Generalità apprendisti

Livello 1

I anno 75%

2

75%

3S non autista

75%

3 non autista

75%

4 senior esclusi prof.

75%

4 junior esclusi prof.

75%

5

75%

6 senior

75%

6 junior (per primo biennio poi passa a senior)

75%

Livello Sistema retributivo e durata Profili artigiani ed equipollenti

Formazione

Conferma in servizio

Periodo transitorio Decorrenza

II anno 85%

I anno II anno

3S autista 3 autista Addetti al magazzinaggio Addetti alla manutenzione di veicoli Addetti alla movimentazione

III anno

III anno 100%

IV anno V anno

90% 90% 90%

95% 95% 95%

100% 100% 100%

100% 100% 100%

90%

95%

100%

100%

90%

95%

100%

100%

100%

Il datore di lavoro è tenuto a fornire all’apprendista una formazione interna od esterna pari a 80 ore medie annue, ricomprendendo in questo limite anche la formazione teorica iniziale prevista dall’accordo Stato-Regioni. La formazione può essere erogata in tutto o in parte all’interno ovvero all’esterno dell’azienda anche con FAD, e-learning ovvero on job. È possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante qualora l’impresa abbia mantenuto in servizio almeno il 90% dei contratti di apprendistato relativi agli stessi profili, scaduti nei 12 mesi precedenti. La limitazione non si applica fino al raggiungimento di 3 contratti non confermati. Agli apprendisti assunti fino al 25 aprile 2012 continuerà ad essere applicata la precedente disciplina legale e contrattuale, in vigore durante il periodo transitorio. 26 aprile 2012.

Studio Sanna Paola ­ www.studiosannapaola.it N. 19 - 4 maggio 2012

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Il 24 aprile 2012 in Roma Federlavoro e Servizi­ Accordo 24 aprile 2012 tra: Aite; Aiti; Ansep­Uni­ Confcooperative; Legaco­ tam; Assoespressi; Assolo­ op Servizi; Agci­Servizi; gistica; Fedespedi; Fedit; Fisi; Anita; Cna­Fita; Sna­Casartigiani; Trasportounito Fiap; assistite dalla Confetra: Asstri; Claai; Fai; Federlogistica; e Filt­Cgil; Fit­Cisl; Uiltrasporti; Federtraslochi; Fiap/L; Unitai; è stato sottoscritto il seguente accordo in materia di assistite dalla Conftrasporto: Confartigianato Trasporti; apprendistato professionalizzante.


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6) La formazione effettuata sarà registrata nel libretto formativo del cittadino. In attesa della piena operatività del libretto formativo, la registrazione della formazione potrà avvenire anche attraverso supporti informatici e fogli firma che attestino l’avvenuta formazione. 7) Per tutto quanto non disciplinato dalla presente intesa si fa riferimento a quanto già previsto dall’articolo 50 del Ccnl. 8) Le parti convengono che, qualora intervengano significative modifiche legislative sull’istituto dell’ap­ prendistato a seguito dell’approvazione da parte del Parlamento della riforma del mercato del lavoro at­ tualmente in discussione, si incontreranno per opera­ re le opportune armonizzazioni ai contenuti del pre­ sente accordo. Tabella A Generalità apprendisti (esclusi i profili di cui alla tabella B) Percentuali per calcolo minimo contrattuale Livello apprendisti 1° anno 2° anno 3° anno 1° 75% 85% 100% 2° 75% 85% 100% 3° Super non autisti 75% 85% 100% 3° non autisti 75% 85% 100% 4° senior esclusi profili di cui alla tabella B 75% 85% 100% 4° junior esclusi profili di cui alla tabella B 75% 85% 100% 5° 75% 85% 100% 6° senior 75% 85% 100% 6° junior 75% 85%

Dopo un biennio di apprendistato al 6° livello junior il lavoratore prosegue l’apprendistato per un ulteriore an­ no al 6° livello senior. Tabella B Profili artigiani e profili equipollenti a quelli artigiani Percentuali per calcolo minimo contrattuale apprendisti Profili 1° 2° 3° 4° 5° anno anno anno anno anno Autisti classificati 90% 95% 100% 100% 100% al livello 3° Super Autisti classificati 90% 95% 100% 100% al livello 3° Addetti 90% 95% 100% 100% al magazzinaggio Addetti 90% 95% 100% 100% alla manutenzione veicoli Addetti alla 90% 95% 100% 100% movimentazione

N. 19 - 4 maggio 2012

Le parti convengono di modificare la disciplina dell’ap­ prendistato professionalizzante di cui all’art. 50 del Ccnl logistica, trasporto merci e spedizioni del 29 gennaio 2005 e successive modificazioni per recepire le nuove disposizioni introdotte sulla materia dal Dlgs n. 167/ 2011 (Testo unico sull’apprendistato). A tal fine si con­ viene quanto segue. 1) Le disposizioni del presente accordo si applicano ai contratti di apprendistato stipulati successivamente al 25 aprile 2012. Agli apprendisti assunti entro la suddetta data continuerà ad applicarsi fino alla sca­ denze del contratto di apprendistato la precedente disciplina legale e contrattuale in forza del regime transitorio di cui all’art. 7, comma 7 del citato decre­ to n. 167/2011. 2) Salvo quanto previsto dal successivo punto 3), la durata del contratto di apprendistato è stabilita dalla tabella A) allegata che fissa durate differenziate a secon­ da dei livelli di inquadramento, definendo altresì per ciascuno di essi il trattamento retributivo da calcolarsi in percentuale sul minimo contrattuale; la tabella di cui sopra annulla e sostituisce quella prevista dall’accordo di rinnovo del 26 gennaio 2011. 3) In deroga a quanto previsto dal precedente punto 2), in base all’art. 4, comma 2 del citato Testo unico e secondo quanto chiarito dal Ministero del lavoro con la risposta ad interpello n. 40/2011, le parti indivi­ duano nella tabella B) allegata i profili professionali operai dell’artigianato e delle figure equipollenti a quelli dell’artigianato per i quali la durata dell’ap­ prendistato professionalizzante è fissata in 5 o 4 anni; anche la tabella B) riporta per ciascun profilo il tratta­ mento retributivo da calcolarsi in percentuale sul minimo contrattuale. La facoltà di assunzione con contratto di apprendista­ to professionalizzante per i profili di cui alla tabella B) in questione non è esercitabile dalle aziende che, al momento della stipula di un nuovo contratto, risul­ tino non aver mantenuto in servizio almeno il 90% dei contratti di apprendistato, relativi agli stessi profi­ li, scaduti nei 12 mesi precedenti; detta regola non trova applicazione fino a 3 unità non confermate. Fatta eccezione per le disposizioni di cui al preceden­ te periodo, resta confermato quanto previsto dal comma 13 dell’art. 50 del Ccnl. 4) Nei confronti di ciascun apprendista l’azienda è tenu­ ta ad erogare un monte ore di formazione interna o esterna pari a 80 ore medie annue (ivi compresa la formazione teorica iniziale prevista dall’accordo Stato­ Regioni del 21 dicembre 2011) per l’acquisizione delle competenze tecnico­professionali e specialistiche; tale formazione sarà integrata dall’offerta formativa pubbli­ ca, laddove esistente, prevista dalle Regioni per l’acqui­ sizione di competenze di base e trasversali (art. 4, com­ ma 3 del Dlgs n. 167/2011). La presente disposizione annulla e sostituisce i commi 15, 16 e 18 dell’art. 50 del Ccnl logistica, trasporto merci e spedizioni. 5) La formazione può essere erogata, in tutto o in parte, all’interno dell’azienda interessata, presso altra azienda del gruppo o presso altra struttura di riferimento. La formazione può essere svolta in aula, on the job, nonché tramite lo strumento della formazione a distanza (Fad) e strumenti di e­learning.

CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

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Cooperative Accordo sull’apprendistato 19 aprile 2012 In data 19 aprile 2012 tra Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil è stato sottoscritto l’accordo interconfederale per la disciplina contrattuale dell’apprendistato nel settore cooperativo, in relazione a quanto previsto dalla disciplina contenuta nel Dlgs n. 167/2011. Di seguito, in sintesi, le disposizioni contenute nell’accordo interconfederale: a) contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale: entro il prossimo mese di luglio le parti si incontreranno per definire la disciplina contratTipologie tuale applicabile a questa fattispecie; b) contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere. L’assunzione con contratto di apprendistato può essere subordinata al superamento del periodo di prova della durata prevista dai singoli Ccnl, in relazione all’inquaPeriodo di prova dramento professionale attribuito. Il lavoratore apprendista può essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto al Livelli livello finale. di inquadramento Piano formativo Il piano formativo è redatto sulla base di uno specifico format allegato all’accordo. Nel piano formativo viene individuato il soggetto referente/tutore che deve essere inserito nell’organizzazione dell’impresa e che rappresenta la figura di riferimento Referente per l’apprendista. Deve essere in possesso di adeguata professionalità. Alla scadenza del contratto, qualora una delle parti intenda recedere dal rapporto, è tenuta a comunicarlo con un preavviso scritto pari a 15 giorni decorrente dalla Recesso scadenza del periodo di apprendistato. La durata del contratto è disciplinata in via transitoria dalla contrattazione collettiva vigente. Qualora la durata del contratto risulti superiore a 3 anni, il periodo viene comunDurata que ricondotto alla durata massima di 3 anni. Tuttavia, per particolari figure professionali individuate dai contratti collettivi, la durata massima può raggiungere i 5 anni. La formazione nel periodo di apprendistato professionalizzante può essere svolta dal datore di lavoro anche on-job ed in affiancamento. Di norma, il periodo di formazione dovrà essere non inferiore a 80 ore medie annue, ricomprendendo in questo limite anche la formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall’accordo Stato-Regioni. Formazione L’erogazione della formazione potrà essere integrata anche dall’offerta formativa pubblica, laddove esistente. La registrazione della formazione effettuata è annotata nel libretto formativo del cittadino. In attesa della piena operatività di tale documento, l’attività formativa viene attestata sulla base di uno specifico format allegato all’accordo. Sono indicati dai sistemi di classificazione ed inquadramento individuati dai singoli Standard professionali contratti collettivi. Decorrenza Le parti precisano come l’accordo in commento disciplini le assunzioni con contratto di apprendistato decorrenti dal 26 aprile 2012.

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N. 19 - 4 maggio 2012

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Il 19 aprile 2012, in Roma tra: Agci, Confcooperative e Legacoop; e Cgil, Cisl e Uil

premesso che

Testo unico dell’apprendi­ stato; ­ anche in ragione dell’at­ tuale congiuntura economica, la disoccupazione giova­ nile rappresenta una delle emergenze più rilevanti per il nostro paese e che il contratto di apprendistato rappre­ senta la strada maestra per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro; ­ il 25 aprile 2012 scade il semestre transitorio previsto dall’art. 7, comma 7 del Dlgs n. 167/2011; ­ è opportuno dare piena ed immediata operatività al nuovo Testo unico dell’apprendistato, con particolare

Accordo 19 aprile 2012

­ il Dlgs 14 settembre 2011, n. 167, a norma dell’art. 1, comma 30, lettera e) della legge 24 dicembre 2007, n. 247, come sostituito dall’art. 46, comma 1, lettera b) della legge 4 novembre 2010, n. 183, ha modificato la disciplina del contratto di apprendistato introducendo il


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riferimento all’apprendistato professionalizzante e al­ l’apprendistato per la qualifica e per il diploma profes­ sionale. Riguardo a quest’ultima tipologia le parti si incontreranno entro il prossimo mese di luglio, per defi­ nire la relativa disciplina contrattuale in via sussidiaria e cedevole rispetto a quanto sarà disciplinato dalla con­ trattazione collettiva nazionale di categoria; ­ per «contratti collettivi vigenti» si intendono quelle parti dei contratti collettivi che disciplinano l’apprendi­ stato la cui efficacia verrà meno al termine del periodo transitorio individuato dall’art. 7, comma 7, del Testo unico. Sono fatti salvi i contratti collettivi e le intese che hanno disciplinato l’apprendistato ai sensi del Dlgs 14 settembre 2011, n. 167;

convengono che 1. Le premesse formano parte integrante della presente intesa. 2. In via sussidiaria e cedevole rispetto a quanto dovrà essere disciplinato dalla contrattazione collettiva richia­ mata dal Dlgs n. 167/2011, per il contratto di apprendi­ stato, relativamente alle assunzioni decorrenti dal 26 aprile 2012, trova applicazione la seguente disciplina: ­ l’assunzione in apprendistato può avvenire con un periodo di prova la cui durata è disciplinata dai contratti collettivi nazionali di categoria applicati, secondo l’in­ quadramento professionale attribuito; ­ l’apprendista potrà essere inquadrato fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualifica­ zioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto; ­ nel piano formativo individuale sarà indicato un tuto­ re/referente aziendale, inserito nell’organizzazione del­ l’impresa, quale figura di riferimento per l’apprendista, in possesso di adeguata professionalità; ­ premesso che, stante la peculiare natura a causa mista del contratto di apprendistato, il periodo di formazione si conclude al termine del periodo di apprendistato, le parti del contratto individuale potranno recedere dal contratto dando un preavviso, ai sensi di quanto dispo­ sto dall’art. 2118 c.c., di 15 giorni. In caso di mancato esercizio della facoltà di recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

CONTRATTI COLLETTIVI Accordi

­ la durata dell’apprendistato professionalizzante è, in via transitoria, determinata in base alle durate discipli­ nate dai vigenti contratti collettivi. Laddove tali contratti prevedano un termine superiore ai tre anni, la durata dell’apprendistato è fissata in tre anni; ­ i contratti collettivi potranno individuare i profili pro­ fessionali equipollenti a quelli dell’artigianato, secondo quanto chiarito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la risposta ad interpello n. 40/2011, per i quali la durata massima dell’apprendistato professiona­ lizzante è fissata in cinque anni; ­ le parti del contratto individuale di lavoro definiscono nel piano formativo individuale, che sarà redatto tenen­ do conto del format allegato, la formazione per l’acqui­ sizione delle competenze tecnico­professionali e specia­ listiche, formazione che sarà coerente con la qualifica professionale ai fini contrattuali da conseguire ai sensi del sistema di inquadramento definito nel Ccnl applica­ to in azienda. La formazione professionalizzante che verrà registrata, con le modalità disciplinate al penulti­ mo punto del presente accordo, sarà non inferiore a 80 ore medie annue (ivi compresa la formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall’accordo Stato­Regioni del 21 dicembre 2011), e potrà essere svolta anche on the job ed in affiancamento. La forma­ zione professionalizzante sarà integrata dall’offerta for­ mativa pubblica, laddove esistente, ai sensi di quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 4 del decreto legisla­ tivo 14 settembre 2011, n. 167; ­ le parti concordano che gli standard professionali di riferimento debbono intendersi quelli risultanti dai si­ stemi di classificazione ed inquadramento del personale e/o dalle competenze professionali individuate dai con­ tratti collettivi; ­ la registrazione della formazione effettuata e della qualifica professionale ai fini contrattuali, eventualmen­ te acquisita, sarà effettuata nel libretto formativo del cittadino. In attesa della piena operatività del libretto formativo, le parti del contratto individuale provvedono all’attestazione dell’attività formativa tenendo conto del format allegato al presente accordo; ­ le parti si incontreranno per esaminare gli eventuali effetti delle modifiche che il disegno di legge di rifor­ ma del mercato del lavoro in discussione al Parla­ mento dovesse determinare sulla disciplina dell’ap­ prendistato.

Piano formativo individuale Pfi relativo all’assunzione del/la Sig./ra: ...............................................................................................

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1. Azienda Ragione sociale .................................................................................................................................................... Sede (indirizzo) ..................................................................................................................................................... Cap. (Comune) ..................................................................................................................................................... Partita Iva .................................................................. Codice fiscale .................................................................. Telefono ............................................................................ Fax ............................................................................ e-mail .................................................................................................................................................................... Legale rappresentante (nome e cognome) .......................................................................................................... 2. Apprendista Dati anagrafici Cognome ......................................................................... Nome .........................................................................

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C.F. ....................................................................................................................................................................... Cittadinanza .......................................................................................................................................................... Scadenza permesso di soggiorno (nel caso di stranieri) ...................................................................................... Nato a ......................................... il ......................................... Residenza/Domicilio ......................................... Prov. ............................................................................... Via ............................................................................... Telefono ............................................................................ Fax ............................................................................ E-mail ................................................................................................................................................................... Dati relativi alle esperienze formative e di lavoro Titoli di studio posseduti ed eventuali percorsi di istruzione non conclusi ............................................................ Esperienze lavorative ........................................................................................................................................... Periodi di apprendistato svolti dal ......................................................................................................................... Formazione extra scolastica compresa quella svolta in apprendistato a) ........................................................................................................................................................................... b) ........................................................................................................................................................................... c) ........................................................................................................................................................................... Aspetti normativi Data di assunzione ............................................................................................................................................... Qualifica, ai fini contrattuali, da conseguire .......................................................................................................... Categoria /Livello di inquadramento iniziale ......................................................................................................... Categoria /Livello di inquadramento finale ........................................................................................................... 3. Tutor Tutor aziendale sig./ra .......................................................................................................................................... C.F. ....................................................................................................................................................................... Categoria/Livello di inquadramento ...................................................................................................................... Anni di esperienza ................................................................................................................................................ 4. Contenuti formativi Aree tematiche aziendali/professionali Il piano formativo individuale ha lo scopo di delineare le competenze tecnico-professionali e specialistiche coerenti con la qualifica professionale, ai fini contrattuali, da conseguire. In questo ambito saranno sviluppati anche i temi della sicurezza sul lavoro relativi al rischio specifico e dei mezzi di protezione individuali, propri della figura professionale nonché i temi dell’innovazione di prodotto, processo e contesto. La formazione indicata nel presente piano formativo è quella da attestare nell’apposito modulo ed è articolata in quantità non inferiore ad 80 ore medie annue. Indicare le competenze tecnico-professionali e specialistiche ritenute idonee per la qualifica professionale, ai fini contrattuali, da conseguire. 1) .......................................................................................................................................................................... 2) .......................................................................................................................................................................... 3) .......................................................................................................................................................................... 4) .......................................................................................................................................................................... 5) .......................................................................................................................................................................... 6) .......................................................................................................................................................................... 7) .......................................................................................................................................................................... 5. Articolazione e modalità di erogazione della formazione (è possibile barrare più opzioni) [ ] On the job [ ] Affiancamento [ ] Esercitazioni di gruppo [ ] Testimonianze [ ] Action learning [ ] Visite aziendali [ ] (altro)

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Appendice - Attestazione dell’attività formativa Dati apprendista/impresa Apprendista Nome e cognome ................................................................................................................................................. Codice fiscale ....................................................................................................................................................... Luogo e data di nascita ........................................................................................................................................ Residente in ......................................................................... Via ......................................................................... Titolo di studio ......................................................................................................................................................


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Assunto in apprendistato professionalizzante dal .............................................. al .............................................. Per conseguire la qualifica di ................................................................................................................................ Impresa ragione sociale ..................................................................................................................................................... Indirizzo ........................................................................................................................................................... Telefono ............................................................................ Fax ............................................................................ E-mail ................................................................................................................................................................... Nominativo del tutor/referente aziendale .........................................................................................................

Formazione effettuata durante il contratto di apprendistato Competenze generali/specifiche - Insegnamento (con riferimento al piano formativo individuale)

Durata in Modalità ore/periodo adottata ............... ore - On the job Periodo ........ - Affiancamento - Altro ............... ore - On the job Periodo ........ - Affiancamento - Altro ............... ore - On the job Periodo ........ - Affiancamento - Altro Totale ore .....

Firma tutor e apprendista Firma tutor/referente .......... Firma apprendista ... Firma tutor/referente .......... Firma apprendista ... Firma tutor/referente .......... Firma apprendista ...

Firma tutor/referente aziendale ............................................................................................................ Timbro e firma dell’azienda ..................................................................................................................

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Varie

Sicurezza del lavoro

N. 19 - 4 maggio 2012

23 maggio

La generalitĂ dei datori di lavoro deve procedere alla verifica delle attrezzature di lavoro in conformitĂ  alle regole del Testo unico sicurezza. (Allegato VII, Dlgs n. 81/2008; Dm 11 aprile 2011)

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VARIE Circolari

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Invalidità civile: l’Inps illustra il programma di verifiche straordinarie per l’anno 2012 L’art. 20, comma 2 del decreto legge n. 78/2009, prevede che l’Inps effettui, nel corso dell’anno 2012, ben 250.000 verifiche nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile, nonché la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità e sordità civile, handicap e disabilità. Novità ­ Ai sensi di quanto sopra previsto, l’Inps informa di aver dato il via alle verifiche previste, ivi incluso l’accertamento della permanenza dei requisiti di legge previsti dal comma 3 dell’articolo 3 della legge n. 104/1992. Tutti i titolari delle prestazioni richiamate, tramite procedura automatica, saranno quindi convo­ cati per l’effettuazione della visita prima della scadenza. Tutti i verbali definitivi saranno trasmessi alle Asl competenti al fine di consentire la valutazione circa l’eventuale attivazione della procedura di revisione.

L’art. 20, c. 2, Dl n. 78/ economiche di invalidità Inps - Messaggio 19 aprile 2012, n. 6796 2009, come modificato civile, cecità civile e sordi­ da ultimo dall’art. 10, c. 4, tà. Nel confermare il pro­ Oggetto: Programma di verifiche straordinarie dl 78/2010, conv. in legge cedimento descritto nel­ da effettuare nell’anno 2012 nei confronti dei 30.7. 2010, n. 122, dispo­ l’allegato al messaggio n. titolari di benefici di invalidità civile, sordità, cene che «per il triennio 6763/2011 si ricorda che cità civile ed handicap 2010­ 2012 l’Inps effettua, tutti verbali definitivi ­ a con le risorse umane e fi­ cura delle Uoc/Uos terri­ nanziarie previste a legisla­ toriali ­ andranno comuni­ zione vigente, in via aggiuntiva all’ordinaria attività di cati tempestivamente e con modalità manuali alle Asl accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e red­ competenti per consentire le opportune valutazioni in dituali, un programma di 100.000 verifiche per l’anno ordine alla attuazione delle procedure di revisione. Qua­ 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli lora non risultino applicabili le previsioni del Dm anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici 2.8.2007 un accertamento sugli atti potrà essere effet­ economici di invalidità civile». L’art. 20 c. 2, legge n. tuato solo in casi eccezionali, motivati da esigenze tera­ 102/2009 dispone inoltre che: «L’Inps accerta altresì la peutiche tali da rendere oggettivamente impossibile un permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari accesso domiciliare, previa autorizzazione da richiedere di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e attraverso la casella di posta elettronica della Cms. Poi­ disabilità». In conformità al dettato normativo, l’Istituto ché in tale contesto saranno coinvolti nelle operazioni di sta procedendo anche nell’anno in corso all’attuazione di verifica straordinaria i soggetti la cui revisione sanitaria è un piano di verifiche, gestito dalla procedura informatica prevista per l’anno in corso, occorrerà anticipare la visita Inver secondo le modalità illustrate nella circolare n. 76 rispetto alla scadenza fissata. Al fine quindi di consentire, del 22.6.2010 e con modalità innovative nella indivi­ in tempo utile gli adempimenti necessari del complesso duazione del campione. Il programma di verifiche straor­ iter (acquisizione del fascicolo dalle Asl, avviso all’assicu­ dinarie dell’anno 2012 comprenderà anche l’accerta­ rato, calendarizzazione ecc.), dal piano di verifica straor­ mento della permanenza dei requisiti di legge previsti dinaria resteranno escluse le visite di revisione rilevate dall’art. 3, c. 3, l. n. 104/1992. Per l’anno 2012 è stata in procedura con scadenza inferiore a due mesi, che conti­ prevista la gestione automatica, prima della scadenza, nueranno a essere gestite con le modalità ordinarie per della convocazione a visita di tutti i titolari di prestazioni mezzo della procedura Invciv2010.

Lavoro & Territorio

N. 19 - 4 maggio 2012

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Determinazione 30.3.2012, prot. n. 5907 (BURAS 19.4.2012, n. 17)

Regione Sardegna: contributi per le imprese agricole

La Regione Sardegna determina di aprire i termini per la presentazione delle domande di aiuto/pagamento per l’annualità 2012 per la Oggetto: Misura 211 e Misura Misura 211 «Indennità compensative degli svantaggi naturali a favo212. Approvazione delle dispo- re degli agricoltori delle zone montane». Di aprire i termini per la sizioni per la presentazione e il presentazione sub-condizione delle domande di aiuto/pagamento finanziamento delle domande di per l’annualità 2012 per la Misura 212 «Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali diverse aiuto/pagamento per il 2012 dalle zone montane». Le domande di aiuto/pagamento devono essere presentate in via telematica sul portale Sian a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avviso di apertura dei termini su due dei quotidiani regionali più diffusi in Marco Pettini - Pragma Service, Pistoia Sardegna e fino al 15 maggio 2012.


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VARIE Circolari

Indennità di disoccupazione agricola e tracciabilità dei pagamenti L’Istituto, con la circolare 30 dicembre 2011, n. 173, ha fornito le istruzioni relative alla presentazione telematica delle domande di indennità di disoccupazione e assegno per il nucleo familiare a favore dei lavoratori dipendenti agricoli. Il 31 marzo scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande di indennità di disoccupazione agricola in competenza 2011 mentre resta possibile, a partire dal 1° aprile 2012 (e nel limite della prescrizione quinquennale), presentare la richiesta dell’assegno per il nucleo familiare (Anf). A fronte degli adempimenti in capo ora alle sedi territoriali, l’Istituto ha quindi fornito le istruzioni operative alle quali si dovranno attenere i propri operatori. Novità ­ Fermo quanto già illustrato con la circolare 5 agosto 2011, n. 104, in relazione alle nuove modalità di pubblicazione degli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, a seguito di quanto disposto all’art. 12 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, per quanto concerne i pagamenti superiori alla somma di mille euro, si rammenta che questi saranno eseguibili unicamente tramite accredito su: conto corrente bancario o postale; libretto postale; Inps card; carta di pagamento dotata di Iban. Altra precisazione riguarda la valutazione del lavoro extra­agricolo, a seguito di un aggiornamento della procedura di liquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola nonché i controlli circa l’avvenuto svolgimento di attività di lavoro in proprio da parte dei richiedenti l’indennità, controlli ora realizzati mediante un sistema di incrocio dei dati con gli archivi dell’Agenzia delle Entrate, delle Camere di commercio e del Casellario dei lavoratori attivi: in tale ambito si prevede la sottoscrizione, da parte del richiedente la prestazione, di una dichiarazione sostitutiva resa su modello allegato al messaggio. L’ultima parte del documento, infine, illustra le modalità per l’istruttoria delle domande di indennità di disoccupazione ed assegno al nucleo familiare ai lavoratori agricoli, con particolare riguardo alla dichiarazione rilasciata dal presidente della cooperativa agricola (che continua a essere legittima), al permesso di soggiorno per lavoro stagionale e alla richiesta della copia del passaporto, utile per la verifica dei periodi di soggiorno temporaneo o espatrio in Paese extra­comunitario non convenzionato. regime per la campagna Inps - Messaggio 16 aprile 2012, n. 6521 2013 (prestazioni in com­ In occasione dell’avvio petenza 2012). Conside­ della trattazione delle do­ Oggetto: Indennità di disoccupazione agricola. rato, però, che la norma è mande di indennità di di­ Indirizzi generali per la ricezione e la definiziostata pubblicata in Gazzet­ soccupazione e assegno ne delle domande in competenza 2011 per il nucleo familiare ai ta Ufficiale il 9.2.2012, e lavoratori dipendenti tenuto conto che la cam­ agricoli, in competenza pagna per la presentazio­ 2011, con il presente messaggio, si forniscono agli ne delle domande di indennità di disoccupazione agri­ operatori delle Strutture sul territorio le informazioni cola è iniziata a far data dal 1° gennaio 2012 e che i ed istruzioni propedeutiche all’attività. Con circolare n. Patronati hanno già effettuato gli adempimenti di com­ 173 del 30 dicembre 2011 sono state fornite le istru­ petenza a tutela dei propri assistiti, inclusa la fascicola­ zioni relative alla presentazione telematica in via zione della domanda inviata o da inviare all’Inps, gli esclusiva di dette domande. Al riguardo si precisa, originali cartacei delle domande trasmesse telematica­ comunque, che il termine perentorio di scadenza per mente dai Patronati, ove vengano eventualmente conse­ la presentazione delle domande di indennità di disoc­ gnati agli sportelli Inps, secondo le modalità tradizionali, cupazione agricola in competenza 2011 è scaduto al devono essere accettatati. 31 marzo 2012. Successivamente a tale data, cioè dal 1° aprile 2012, è possibile presentare solo la richiesta dell’assegno per il nucleo familiare (Anf) nell’ambito 2. Pubblicazione degli Elenchi nominativi della prescrizione quinquennale. In particolare si pre­ dei lavoratori agricoli cisa che, ai sensi dell’art. 16, comma 8, lettera b), del In ottemperanza alle disposizioni dell’art. 38, comma 6, Dl 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge, con del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 «... legge dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono state l’obbligo della conservazione di documenti in originale modificate le modalità di pubblicazione degli Elenchi resta in capo ai beneficiari della prestazione di caratte­ nominativi dei lavoratori agricoli previsti dall’art. 12 del regio decreto 24 settembre 1940, n. 1049. Le novità di re previdenziale o assistenziale». Le modalità previste dal citato decreto­legge, saranno a maggior rilievo sono state illustrate con la circolare n.

1. Premessa

N. 19 - 4 maggio 2012

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VARIE Circolari

104 del 5 agosto 2011. Ai fini di interesse, l’anticipazio­ ne della pubblicazione degli Elenchi nominativi al 31 marzo determinerà che: 1. sarà anticipato di circa due mesi il batch degli Elenchi stessi nella procedura di liquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola; 2. gli interessi legali decorreranno dal 121° giorno suc­ cessivo alla data del 31 marzo. L’art. 1, c. 784, legge 27.12.06, n. 296 stabilisce, infatti, che gli interessi legali dovuti per ritardata liquidazione dell’indennità di disoc­ cupazione agricola debbano essere calcolati a partire dal 121° giorno successivo alla pubblicazione degli Elenchi. La procedura di liquidazione è stata aggiornata in conseguenza.

3. Tracciabilità dei pagamenti e contrasto all’uso del contante Il messaggio Inps n. 3204 del 23.2.2012 ha illustrato le novità introdotte dall’art. 12 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di «Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamen­ ti a 1.000 euro e contrasto all’uso del contante». Tale disposizione ha previsto, al comma 2, che le pubbli­ che amministrazioni debbano procedere ai pagamenti per emolumenti a qualsiasi titolo, di importo superio­ re a mille euro, utilizzando esclusivamente strumenti elettronici. Di conseguenza i pagamenti superiori a detta somma, saranno eseguibili esclusivamente tra­ mite accredito su: conto corrente bancario o postale; libretto postale; Inps card; carta di pagamento dotata di Iban. Pertanto in caso di domande già presentate con richiesta di pagamento attraverso «bonifico domi­ ciliato presso l’ufficio postale» e successivamente inte­ grate, direttamente dal cittadino o per il tramite del Patronato, con una richiesta di modalità di pagamento tracciabile, gli operatori delle strutture territoriali Inps procederanno alla variazione della modalità di paga­ mento, che è consentita fino al momento immediata­ mente precedente all’elaborazione della pratica. In tutti i casi in cui l’indennità venga elaborata, in assen­ za di Iban, per un importo superiore a 1.000 euro, l’ufficio postale di pertinenza provvederà a mettere in atto le attività concordate tra Inps e Poste Italiane indicate nel messaggio citato. Al fine di limitare le difficoltà che gli uffici postali potranno incontrare nel­ la gestione allo sportello di detti pagamenti in contan­ ti, la procedura di liquidazione consente di produrre liste delle domande elaborate, distinte per Cap di appartenenza. Le stesse devono essere estratte dagli operatori Inps e successivamente inviate agli uffici postali, al fine di consentire una più agevole gestione del flusso dell’utenza. N. 19 - 4 maggio 2012

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4. Valutazione del lavoro extra­agricolo La procedura di liquidazione dell’indennità di disoccu­ pazione agricola è stata aggiornata con la funzionalità di prelievo automatico delle giornate e delle retribuzioni relative all’attività dipendente non agricola, direttamen­ te da Uniemens, al fine di eliminare la richiesta del modello Dl n. 86/88­bis e ridurre, di conseguenza, i tempi di lavorazione delle domande, oltre che le possi­ bilità di errore. In caso di dati Uniemens incompleti o inesatti, le aziende potranno intervenire in variazione

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per l’eventuale modifica o aggiornamento degli stessi. Pertanto, appare necessario, una volta individuata l’ine­ sattezza o incompletezza dei dati, sollecitare le aziende a provvedere alla correzione del dato E­Mens. Nei casi residuali in cui fosse assolutamente impossibile ottenere la variazione dei dati E­Mens, si dovrà fare richiesta all’interessato delle copie delle buste paga, dalle quali acquisire i dati indispensabili alla definizione della do­ manda.

5. Controlli per attività di lavoro in proprio senza obbligo di iscrizione

L’attività di verifica realizzata lo scorso anno, mirata all’accertamento dell’eventuale attività di lavoro in pro­ prio svolto dai richiedenti l’indennità di disoccupazione agricola, ha fatto emergere un numero significativo di situazioni di totale o parziale irregolarità. Tale accerta­ mento, pertanto, deve diventare un’attività ordinaria di verifica amministrativa a carico dell’unità operativa pre­ posta presso le strutture territoriali, propedeutica alla definizione delle domande di indennità di disoccupazio­ ne agricola. Le Direzioni centrali Prestazioni a sostegno del reddito, Entrate, Pensioni e Servizi informativi e tecnologici, hanno realizzato un sistema di controlli in­ crociati dei codici fiscali dei richiedenti la prestazione con gli archivi dell’Agenzia delle Entrate, delle Camere di commercio e del Casellario dei lavoratori attivi. Di conseguenza tutte le domande inserite in procedura, i cui richiedenti risulteranno titolari di partita Iva e/o collegati ad un’impresa artigiana, commerciale o agrico­ la, ovvero liberi professionisti (sia per dichiarazione nel modello di domanda, sia per informazione proveniente dai controlli incrociati) verranno rese incomplete nella sezione relativa all’attività autonoma. In questo modo l’operatore sarà allertato a procedere con un’istruttoria più approfondita. Gli esiti dei controlli incrociati effet­ tuati dalla Direzione generale con i dati delle Camere di commercio saranno organizzati in liste che le Strutture territoriali dovranno lavorare secondo le istruzioni ope­ rative che verranno successivamente fornite. Al fine di agevolare il lavoro istruttorio e accelerare i tempi di lavorazione delle domande coinvolte nell’accertamento, in tutti i casi in cui sia necessario acquisire maggiori informazioni circa l’attività in proprio svolta dal richie­ dente, l’operatore deve invitare lo stesso a sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva. A tal fine è stato predispo­ sto il modello, in linea con il recente dettato normativo di cui al paragrafo seguente, che si allega al presente messaggio.

6. Decertificazione

L’articolo 40 del Dpr n. 445/2000, come modificato con integrazioni dall’articolo 15 della legge n. 183/ 2011, al comma 1 prevede che, a partire dal 1° genna­ io 2012, «Le certificazioni rilasciate dalla pubblica am­ ministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide ed utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministra­ zione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47». Con circ. n. 47 del 27.3.12 sono state fornite le istruzioni organizzative ed operati­ ve per l’applicazione delle nuove disposizioni normati­ ve. Di seguito si forniscono ulteriori indicazioni per


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Dichiarazioni sostitutive ai sensi degli artt. 46 e 47 del Dpr n. 445/2000 (allegare copia fotostatica non autenticata di un documento di identità in corso di validità) Il sottoscritto codice fiscale nato il

............../............../..............

a

residente in consapevole delle conseguenze civili e penali a carico di chi rende false dichiarazioni ai sensi del Dpr n. 445/2000, artt. 75 e 76, sotto la propria personale responsabilità Dichiara al fine del diritto al percepimento dell'indennità di disoccupazione agricola, di trovarsi in una o più delle condizioni di cui ai quadri sotto elencati, relativamente all’anno Attività di arti e professioni Descrizione attività con decorrenza dal

....... / ....... / .......

............../............../.............. cessazione dal Attività di parasubordinato: collaboratore a progetto ed altre attività

Descrizione attività con decorrenza dal

............../............../.............. cessazione dal

....... / ....... / .......

con decorrenza dal

............../............../.............. cessazione dal

....... / ....... / .......

con decorrenza dal

............../............../.............. cessazione dal

....... / ....... / .......

con decorrenza dal

............../............../.............. cessazione dal

....... / ....... / .......

Iscritto a Gestione separata

NO

presso

dal

....... / ....... / .......

Attività lavoro autonomo agricolo Denominazione impresa Descrizione attività Forma giuridica In qualità di

Titolare

dal

Socio

............. / ............. / .............

Unità attiva giorni ...... /....../...... numero di occupazione

al

Informazioni relative al possesso di terreni, animali e macchinari Terreni Ubicazione

Foglio

Particella

Estensione

Colture Titolo C.F. proprietario

Animali Specie

Quantità o peso

Titolo

C.F. proprietario

Numero

...................................................................... (luogo e data)

N. 19 - 4 maggio 2012

Macchinari Descrizione delle macchine

................................................................................................................................................................ firma

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l’istruttoria delle domande di indennità di disoccupazio­ ne ed assegno al nucleo familiare ai lavoratori agricoli.

a) Dichiarazione rilasciata dal Presidente della Cooperativa agricola

È noto che i soci lavoratori di cooperativa agricola hanno diritto alle prestazioni di disoccupazione agricola a condizio­ ne che non abbiano effettuato, presso la cooperativa stessa, altra attività oltre quella per la quale sono iscritti negli Elenchi nominativi. Allo scopo di accertare questa condizio­ ne, al richiedente la prestazione, viene richiesta una dichia­ razione sottoscritta dal Presidente della cooperativa. Si pre­ cisa che la richiesta di tale dichiarazione (mod. DS/COOP), ai fini istruttori, continua ad essere legittima poiché non si tratta di stato, qualità personale o fatto certificato da pubbli­ ca amministrazione ma documentato da privato.

b) Permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Il permesso di soggiorno, finora richiesto agli interessati per verificare che il motivo del rilascio non fosse per lavoro stagionale, può essere qualificato come una certifi­ cazione rilasciata da autorità italiana, e come tale, non deve essere più né richiesto né accettato. Anche quest’an­ no è disponibile l’informazione sui cittadini extracomuni­ tari con permesso di soggiorno stagionale, ricavata dal­

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l’«archivio anagrafico dei cittadini extracomunitari», ali­ mentato dai flussi relativi ai permessi di soggiorno rila­ sciati o rinnovati inviati dal Ministero dell’interno: tale informazione, proveniente dal data­base estratto dall’ar­ chivio citato e/o dall’azienda, apparirà direttamente nella procedura di liquidazione dopo il batch degli elenchi. Nel caso in cui il richiedente la prestazione dovesse opporre ricorso alla eventuale reiezione della domanda di disoc­ cupazione agricola per lavoro stagionale, la verifica della motivazione del rilascio del permesso di soggiorno andrà effettuata direttamente con la Questura competente. Per consentire, comunque, la verifica del titolo di soggiorno è consultabile in Intranet, tramite Arca, il casellario dei permessi di soggiorno (archivio Pe.So.) attraverso il quale gli operatori delle Strutture territoriali possono verificare la titolarità e il motivo del permesso di soggiorno (lavoro stagionale o altro motivo che consenta il lavoro).

c) Soggiorno temporaneo o espatrio definitivo in paese extra­comunitario non convenzionato

La copia del passaporto viene richiesta, a fini istruttori, per la verifica dei periodi di soggiorno temporaneo o espatrio in paese extra­comunitario non convenzionato. Si conferma la legittimità della richiesta in quanto si tratta di uno stato, qualità personale e fatto non certifi­ cabile da autorità italiana né autocertificabile.

Niente contanti o assegni per i pagamenti all’Inps L’articolo 16, comma 7, del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35, ha introdotto, con decorrenza 1° maggio 2012, l’obbligo di ricorrere, per i pagamenti effettuati presso le sedi dell’Inps, solamente a strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, incluse le carte prepagate. Novità - Poiché la norma, al fine di eliminare i costi connessi all’utilizzo del denaro contante e degli assegni, ne vieta appunto l’utilizzo, l’Istituto precisa ora che - a partire dal 1° maggio 2012 - i pagamenti non canalizzati su specifici canali di riscossione potranno aver luogo esclusivamente tramite bonifico bancario o postale della sede ovvero tramite bollettino postale relativo al conto riscossioni varie. INPS - MESSAGGIO 24 APRILE 2012, N. 7073 Oggetto: Art. 16, comma 7, del Dl 9 febbraio 2012, n. 5 - Divieto di pagamenti all’Istituto in contanti o con assegni.

N. 19 - 4 maggio 2012

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L’art. 16, c. 7, Dl 9.2.12, n. 5, conv. in legge n. 35 del 4.4.2012, ha stabilito che «...a decorrere dal 1° maggio 2012 per i pagamenti effettuati presso le sedi dell’Istituto nazionale della previdenza sociale si utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate e le carte di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122». Questa disposizione ha la finalità di «favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e degli assegni» e si pone in linea con le altre emanate dal Governo in quest’ultimo periodo per il contrasto all’uso del contante e degli assegni circolari dal lato dei pagamenti dalle pubbliche amministrazioni.Come è noto, le riscossioni dell’Istituto sono effettuate, in virtù di leggi, regolamenti, deliberazioni consiliari o determinazioni presidenziali, su specifici canali di incasso (F24, Mav, Rid, Pos virtuale, Reti amiche). Vi sono, tuttavia, fattispecie (a titolo esemplificativo: le somme dovute dalla controparte soccombente in sede giudiziale ovvero le somme versate dalle curatele fallimentari) in cui i pagamenti all’Istituto sono effettuati dagli interessati anche mediante assegni. In base alla disposizione predetta, a decorrere dal 1° maggio 2012, i pagamenti all’Inps, non canalizzati su specifici canali di riscossione, potranno essere effettuati esclusivamente o tramite bonifico su c/c bancario o postale della sede ovvero utilizzando il bollettino postale relativo al conto riscossioni varie. È ovviamente del tutto esclusa la possibilità di ricevere somme in contanti per qualsiasi importo e a qualsiasi titolo dovute. In tutte queste ipotesi, pertanto, si chiede alle sedi regionali di segnalare alla Direzione centrale bilanci e servizi fiscali qualsiasi difformità di comportamento o anomalie nell’applicazione della norma in questione.


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Lavoro & Territorio

Regione Liguria: finanziamenti alla pesca/1

Deliberazione della giunta regionale 22.3.2012, n. 329 (BURL 4.4.2012, n. 14 - Parte II) La Regione dispone l’apertura dei termini per la presentazione delle

domande di contributo a valere sulle risorse finanziarie dell’annualità Oggetto: Apertura termini pre- 2012 approvando nella nuova stesura i bandi regionali per accedere ai sentazione istanze sulla misura fondi Fep. La misura si propone di migliorare le condizioni di lavoro, 2.1 per l’annualità 2012. Interven- l’igiene, la salute dell’uomo o degli animali e la qualità dei prodotti, ti nel settore Pesca e Acquacol- ridurre l’impatto negativo o accentuare gli effetti positivi sull’ambiente. tura. Acquacoltura - sottomisura 1 Gli investimenti devono avere uno o più dei seguenti obiettivi: diversificazione finalizzata alla produzione o alla cattura di nuove specie con buone prospettive di mercato; applicazione di tecniche di acquacoltura che riducono l’impatto negativo o accentuano gli effetti positivi sull’ambiente in modo sostanziale rispetto alle normali pratiche utilizzate nel settore dell’acquacoltura; sostegno alle tradizionali attività dell’acquacoltura al fine di preservare e sviluppare il tessuto socio-economico e l’ambiente; sostegno per l’acquisto di attrezzature volte a proteggere gli allevamenti dai predatori selvatici; miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza dei lavoratori del settore dell’acquacoltura. La misura si articola nelle seguenti tipologie di intervento: costruzione di impianti di produzione di acquacoltura; ampliamento e\o ammodernamento di impianti di produzione di acquacoltura; sostegno per azioni di apprendimento permanente. Possono accedere alla misura: microimprese, piccole e medie imprese; imprese non rientranti nella precedente definizione che occupano meno di 750 persone o realizzano un fatturato annuo inferiore a 200 milioni di euro. La domanda di ammissione deve essere spedita a mezzo raccomandata a/r alla Regione Liguria, Servizio Produzioni Agroalimentari, via Fieschi 15, 16121 Genova. Le domande possono essere presentate entro 45 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria (Burl). Marco Pettini - Pragma Service, Pistoia

Lavoro & Territorio

Regione Liguria: finanziamenti alla pesca/2

Deliberazione della giunta regionale 22.3.2012, n. 329 (BURL 4.4.2012, n. 14 - Parte II) La misura è volta al miglioramento delle condizioni del settore della

trasformazione e della commercializzazione, inteso come l’insieme delle seguenti operazioni: preparazione che alteri l’integrità anatomica dei pesci come l’eviscerazione, la decapitazione, l’affettatura, la sfilettatura, la trituratura, la pelatura, la rifilatura, la sgusciatura ecc.; lavatura, pulitura, calibratura e depurazione dei molluschi bivalvi; conservazione, congelamento e confezionamento, compreso il confezionamento sottovuoto o in atmosfera modificata; trasformazione, ovvero processi chimici o fisici quali riscaldamento, affumicamento, salatura, disidratazione o marinatura ecc., di prodotti freschi, refrigerati o congelati, anche associati ad altri alimenti, o una combinazione di vari processi; commercializzazione all’ingrosso dei prodotti ittici. Gli investimenti devono perseguire uno o più dei seguenti obiettivi: miglioramento delle condizioni di lavoro; miglioramento e monitoraggio delle condizioni di igiene o della qualità dei prodotti; produzione di prodotti di alta qualità destinati a nicchie di mercato; riduzione dell’impatto negativo sull’ambiente; incentivazione dell’uso delle specie poco diffuse, dei sottoprodotti e degli scarti; produzione o commercializzazione di nuovi prodotti, applicazione di nuove tecnologie o sviluppo di metodi di produzione innovativi; commercializzazione di prodotti provenienti soprattutto dagli sbarchi e dall’acquacoltura locali; promozione dell’occupazione sostenibile nel settore. La misura si articola nelle seguenti tipologie di intervento: costruzione e acquisto di impianti ed immobili per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura; acquisto di nuove attrezzature per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura; applicazione di nuove tecnologie destinate, in particolare, a migliorare le condizioni ambientali, la competitività, a incrementare il valore aggiunto dei prodotti, a favorire l’uso di energie rinnovabili; adeguamento igenico-sanitario delle strutture e degli impianti; ampliamento/ammodernamento di impianti esistenti. Possono accedere alla presente misura le imprese del settore della pesca professionale e dell’acquacoltura come di seguito specificato: microimprese, piccole e medie imprese; imprese non rientranti nella precedente definizione che occupano meno di 750 persone o realizzano un fatturato annuo inferiore a 200 milioni di euro. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni richieste ed ottenute dal beneficiario per le medesime spese (ad es. eventuali agevolazioni fiscali previste per iniziative volte al risparmio energetico come gli impianti fotovoltaici). La domanda di ammissione deve essere spedita a mezzo raccomandata a/r alla Regione Liguria, Servizio Produzioni Agroalimentari, via Fieschi 15, 16121 Genova. Le domande possono essere presentate entro quarantacinque (45) giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria (Burl). Ivano Franco Colombo - Pragma Service, Pistoia

Oggetto: Apertura termini presentazione istanze sulla misura 2.3 per l’annualità 2012. Interventi nel settore Pesca e Acquacoltura. Investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione

N. 19 - 4 maggio 2012

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Lavoro & Territorio Determinazione 24.4.2012, n. B02376 (in via di pubblicazione sul BURL)

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Regione Lazio: contributi per l’avvio di imprese

La Direzione regionale politiche per il lavoro e sistemi per l’orientamento e la formazione adotta il presente avviso finalizzato ad incenOggetto: Avviso pubblico «Ge- tivare l’auto impiego di lavoratori sul territorio laziale. nerazione lavoro - Incentivi alla Per il presente avviso pubblico è previsto un incentivo per progetti di start up d’impresa o progetti di partecipazioni in imprese già esistenti creazione di impresa» secondo le seguenti modalità: - essere realizzati da soggetti richiedenti, in forma singola o associata, che abbiano i requisiti necessari per essere beneficiari del finanziamento. È ammissibile la possibilità di costituire società anche con soggetti non beneficiari del presente avviso nei limiti previsti dall’avviso; - prevedere la sede legale nel territorio regionale e almeno una sede operativa e/o un’unità produttiva e/o una filiale nel territorio della regione Lazio; - il contributo massimo ammissibile varia in relazione al numero dei soggetti richiedenti come segue: a) 30.000,00 euro nel caso di singolo richiedente; b) 55.000,00 euro nel caso di due richiedenti; c) 75.000,00 euro nel caso di impresa composta da minimo 3 richiedenti. Possono essere considerate tre forme principali di investimento: I. Partecipazione in un progetto di investimento per lo start up di impresa: in questo caso il progetto di investimento sarà finalizzato allo start up di imprese costituite da soggetti beneficiari; nel progetto di investimento possono confluire investimenti privati (soci non beneficiari) e finanziamenti pubblici (soci beneficiari). II. Successione per atto di cessione, anche a titolo gratuito, del complesso dell’azienda: possibilità di prevedere in un tessuto produttivo, come quello italiano, formato di micro imprese a conduzione familiare l’opportunità dei soggetti beneficiari di rilevare per intero le attività (imprese in essere) di genitori o parenti entro il 2° grado, tramite cessione, anche a titolo gratuito. Il contributo sarà comunque finalizzato alla realizzazione di un progetto di investimento che vale come piano di sviluppo dell’attività rilevata. III. Spin off aziendale: possibilità di presentare progetti di spin off d’impresa, consistente nell’aiutare l’aspirante o gli aspiranti imprenditori a trasformare un’idea, una potenzialità, un’opportunità produttiva, tecnologica o di mercato in una nuova impresa, partendo da impresa già esistente. Possono presentare domanda: a) lavoratori inoccupati e disoccupati; b) lavoratori occupati con rapporti di lavoro non stabili diversi dal rapporto di tipo subordinato a tempo indeterminato, in monocommittenza o connessi ad un unico datore di lavoro di durata non inferiore ai 4 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, con un reddito di lavoro lordo annuo da contratto, effettivo o presunto, comunque non superiore a 30.000,00 euro; c) lavoratori in Cassa integrazione o in mobilità derivante da legislazione ordinaria. Le risorse dell’avviso ammontano ad euro 4.000.000,00. Le richieste di contributo potranno essere presentate alle seguenti scadenze: 9 giugno 2012; 31 luglio 2012. Marco Pettini - Pragma Service, Pistoia

Lavoro & Territorio Decreto dirigenziale 13.4.2012, n. 98 (BURC 23.4.2012, n. 26) N. 19 - 4 maggio 2012

Oggetto: Fep Campania 2007/ 2013 - Proroga dei bandi delle Misure 2.1, 2.3 e 3.1 e rettifica dei bandi delle Misure 2.1 e 2.3

Regione Campania: contributi per le imprese del settore pesca La Regione Campania, prendendo atto che le organizzazioni di categoria regionali della pesca campana, hanno rappresentato la necessità di prorogare il periodo di validità del bando della Misura 3.1 «Azioni collettive» e della Misura 2.1 «Investimenti produttivi nel settore dell’acquacoltura» del Fep Campania 2007-2013, decreta di prorogare il termine per la presentazione delle istanze volte ad ottenere il cofinanziamento per i bandi delle Misure 3.1 «Azioni collettive», 2.1 «Investimenti produttivi nel settore dell’acquacoltura» e 2.3 «Investimenti nei settori della trasformazione e commercializzazione» del Fep Campania 2007-2013, di giorni 30 dalla naturale scadenza per cui il termine ultimo per la presentazione delle istanze è fissato al giorno 21 maggio 2012. Marco Pettini - Pragma Service, Pistoia

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