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Relazione Abruzzo

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Il 15° Congresso Regionale rappresenta un momento fondamentale per la vita democratica delle Acli. Attraverso l'elezione dei propri rappresentanti, l'organizzazione si dota degli strumenti necessari per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro migliore per tutti. Tirando le somme del quadriennio che ci stiamo lasciando dietro le spalle, possiamo dire che è stato un drammatico periodo. Il Covid non può esser trattato se non per mettere in risalto che la pandemia è stata una pandemia globale che ha mietuto moltissime vittime. Ha costretto il genere umano a vivere una condizione di ansia, d’isolamento, di paralisi delle azioni caratterizzanti la quotidianità. La ricerca affannosa, da parte della scienza medica, di un vaccino efficiente capace di sconfiggerlo, si è dovuta misurare con l’incredulità di molti nel ritenere il vaccino valido, dividendo le Comunità tra i novax e chi ha dato fiducia alla ricerca. Ha mutato il modo di porsi dinanzi ai problemi delle relazioni interpersonali e il modo di lavorare, introducendo lo smart working, consentendo il lavoro da casa. Le mascherine sono diventate un mezzo necessario di protezione dal contagio del virus, il sistema sanitario degli Stati si è trovato dinanzi ad un’emergenza che ha reso ancor più evidenti i segni delle carenze abituali. Le Acli, tutte, si sono trovate dinanzi a dinamiche che hanno messo in grande difficoltà il rapporto con i Circoli e tale situazione, anche in riferimento all’entrata in vigore, nel prossimo anno, del nuovo regime fiscale, che prevede l’onere delle denunce annuali per l’I.V.A. aggraverebbe notevolmente la potenzialità dei Circoli ad essere momenti di aggregazione e di interscambio soprattutto per quelle realtà di periferia, scarsamente popolate e lontane da centri importanti. La nostra Associazione, in 80 anni di vita ha fondato la sua forza proprio sui Circoli territoriali e rischierebbe di perdere gran parte della sua connotazione di Associazione del terzo settore e priverebbe tutto il sistema di servizi erogati dalle Acli, a tutela della popolazione più debole.

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Si rende utile fare appello a tutte le forze politiche presenti nelle Istituzioni Parlamentari perché adottino a tal proposito, i giusti provvedimenti, togliendo all’intero settore dell’Associazionismo l’obbligo della denuncia IVA annuale, rivedendo l’intera questione. Appena scongiurato il pericolo di una Pandemia che pareva senza fine, ci siamo ritrovati dinanzi alla guerra mossa dalla Russia sull’Ucraina e come se ciò non bastasse, si è riaperto il fronte Arabo tra Palestina e Israele. Scenari tutt’ora aperti e che aggravandosi ci portano a considerare l’apertura di un conflitto mondiale non impossibile i cui effetti potrebbero essere devastanti. La scelta delle Acli per il Tema Congressuale appare quanto mai azzeccata e sulla qualcosa dovremmo avere oltre al Coraggio della Pace, la capacità di promuovere

azioni

tese

all’

educazione

alla

Pace,

insistendo

sulla

considerazione che la Pace è un BENE ASSOLUTO e Globale. La Pace nel Mondo: Sfide e Opportunità in un Contesto Complesso Il tema della pace, in particolare alla luce degli attuali conflitti è di cruciale importanza e merita una riflessione attenta. Le Radici dei Conflitti Per comprendere bene le sfide che ostacolano la pace, è fondamentale analizzare le cause profonde dei conflitti: •

Interessi geopolitici: La competizione tra grandi potenze e la lotta per il controllo di risorse strategiche sono spesso alla base dei conflitti.

Disuguaglianze

sociali:

Le

disuguaglianze

economiche

e

sociali

alimentano il malcontento e la radicalizzazione, creando terreno fertile per i conflitti. •

Identità nazionali e religiose: Conflitti storici, identità nazionali e religiose forti possono generare tensioni e scontri prolungati. Pag. 2 a 14


Cambiamenti climatici: Gli effetti dei cambiamenti climatici, come la scarsità d'acqua e la competizione per le risorse, possono innescare o aggravare i conflitti.

Il Caso Ucraina, Palestina e Israele •

Ucraina: L'invasione Russa dell'Ucraina ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza europea e ha messo in discussione l'ordine internazionale.

Palestina e Israele: Il conflitto israelo-palestinese è uno dei più antichi e complessi del mondo moderno, con radici storiche profonde e questioni irrisolte come la questione dei rifugiati e i confini.

Mondo arabo: Le tensioni nel mondo arabo sono alimentate da una combinazione di fattori, tra cui la rivalità tra le potenze regionali, le rivolte popolari e l'ascesa di gruppi estremisti.

Come Promuovere la Pace Per costruire un mondo più pacifico, è necessario agire su diversi fronti: •

Dialogo e negoziazione: Il dialogo e la negoziazione sono strumenti essenziali per risolvere i conflitti in modo pacifico.

Cooperazione

internazionale:

La

cooperazione

tra

gli

Stati

è

fondamentale per affrontare le sfide globali e prevenire i conflitti. •

Sostegno alle organizzazioni internazionali: È importante sostenere il lavoro delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite nel promuovere la pace e la sicurezza.

Educazione alla pace: L'educazione alla pace è fondamentale per costruire una cultura della nonviolenza e del rispetto reciproco.

Sviluppo sostenibile: Lo sviluppo sostenibile può contribuire a ridurre le disuguaglianze e a creare le condizioni per una pace duratura.

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Il Ruolo della Società Civile La società civile ha un ruolo cruciale nella promozione della pace. Le organizzazioni non governative possono: •

Sensibilizzare l'opinione pubblica: Informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sui conflitti in corso e sulle loro cause.

Promuovere iniziative di pace: Organizzare manifestazioni, campagne di raccolta fondi e progetti di cooperazione internazionale.

Fare pressione sui governi: Sollecitare i governi ad adottare politiche più pacifiche e a sostenere le iniziative di pace.

Sollecitare iniziative delle organizzazioni internazionali per la risoluzione dei conflitti.

Far riferimento al ruolo delle religioni nella promozione della pace.

Promuovere la promozione dei diritti umani per prospettive di pace nel mondo.

Insieme possiamo contribuire a costruire un futuro più pacifico! L'atteggiamento delle religioni nei confronti della pace è estremamente complesso e multi sfaccettato. Da un lato, le religioni hanno storicamente svolto un ruolo fondamentale nel promuovere valori come la compassione, la solidarietà e la giustizia, che sono alla base di una società pacifica. Dall'altro, le religioni sono state talvolta strumentalizzate per giustificare conflitti e violenze. Il ruolo del cristianesimo nella promozione della pace Il cristianesimo, in particolare, ha una lunga tradizione di impegno per la pace. Gesù Cristo ha predicato l'amore per il prossimo, il perdono e la nonviolenza. Tutta la storia della Chiesa è costellata di figure che si sono spese per promuovere la riconciliazione e la giustizia.

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Papa Francesco è uno dei più importanti esponenti di questa tradizione. Il Pontefice argentino ha dedicato gran parte del suo pontificato a promuovere la cultura dell'incontro e del dialogo, sottolineando l'importanza della fraternità universale e del rispetto per la dignità di ogni persona. •

Fratellanza universale: Papa Francesco ha ripetutamente sottolineato l'importanza

di

riconoscerci

tutti

come

fratelli

e

sorelle,

indipendentemente dalla religione, dalla nazionalità o dall'etnia, invitando il mondo intero a costruire ponti e non muri. •

Dialogo interreligioso: Il Pontefice ha promosso attivamente il dialogo interreligioso, incontrando rappresentanti di diverse fedi e sottolineando la necessità di collaborare per costruire un mondo più giusto e pacifico.

Nonviolenza: Papa Francesco ha ribadito la necessità di rifiutare la violenza in tutte le sue forme e ha invitato i credenti a essere costruttori di pace.

Le sfide e le criticità Nonostante questi sforzi, le religioni continuano ad affrontare sfide significative nel promuovere la pace ma molto spesso sono condizionate da: •

Fondamentalismi: L'interpretazione fondamentalista dei testi sacri può portare a estremismi e violenze.

Utilizzo

strumentale

strumentalizzata

da

della

religione:

La

religione

interessi

politici

per

giustificare

può

essere

conflitti

e

discriminazioni. •

Difficoltà nel dialogo: Il dialogo interreligioso può essere ostacolato da pregiudizi e diffidenze reciproche.

Come promuovere la pace attraverso la religione Per promuovere la pace attraverso la religione, è necessario: Pag. 5 a 14


Promuovere un'interpretazione autentica dei testi sacri: È fondamentale promuovere un'interpretazione autentica dei testi sacri che metta in luce i valori di pace, giustizia e misericordia.

Educare alla pace: È importante educare le nuove generazioni ai valori della pace e del dialogo.

Collaborare con le altre religioni: Le diverse religioni devono collaborare per promuovere la pace e la giustizia nel mondo.

Impegnarsi nella società civile: I credenti devono impegnarsi attivamente nella società civile per costruire un mondo più giusto e pacifico.

In conclusione, le religioni hanno un ruolo fondamentale da svolgere nella promozione della pace. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, è necessario superare le divisioni e i pregiudizi, promuovendo un dialogo costruttivo e un'interpretazione autentica dei testi sacri. La pace come valore universale e non problema delle ragioni di una parte. Quando si arriva alla guerra, le responsabilità vanno evidenziate e tutti i popoli devono lavorare per superare le ragioni dei conflitti. -

punto cruciale: la pace è un valore universale che trascende le divisioni politiche, religiose e culturali. Quando assistiamo a conflitti armati, è fondamentale ricordare che la guerra non ha mai un solo colpevole, ma che le responsabilità sono spesso diffuse e complesse.

Analizziamo più a fondo alcuni aspetti cruciali: •

La pace come bene comune: La pace non è un privilegio di pochi, ma un bene comune a cui tutti gli esseri umani hanno diritto. È un presupposto fondamentale per lo sviluppo umano, la giustizia sociale e la prosperità.

Le cause profonde dei conflitti: Per costruire una pace duratura, è necessario andare oltre le cause immediate dei conflitti e indagare le radici

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profonde delle tensioni, come le disuguaglianze, le ingiustizie, i conflitti

storici e le dinamiche di potere. •

La responsabilità di tutti: La responsabilità di costruire la pace non incombe solo sui Governi, ma su tutti i membri della società civile. Ogni individuo, nel proprio ambito, può contribuire a promuovere la cultura della pace, del dialogo e della tolleranza.

Il ruolo delle religioni: Le religioni, come abbiamo visto, hanno un ruolo fondamentale da svolgere nella promozione della pace. Tuttavia, è necessario che le diverse fedi collaborino per superare le divisioni e promuovere un'etica comune basata sui valori universali.

L'importanza dell'educazione alla pace: Educare le nuove generazioni ai valori della pace, della nonviolenza e del rispetto reciproco è fondamentale per costruire un futuro più pacifico.

Come possiamo tradurre questi principi in azioni concrete? •

Sostenendo le iniziative di pace: È importante sostenere le organizzazioni che lavorano per la pace e la riconciliazione, come le Nazioni Unite e le ONG.

Promuovendo il dialogo interculturale: Favorire il dialogo e lo scambio tra culture diverse può contribuire a superare i pregiudizi e a costruire ponti di comprensione.

Contrastando la propaganda e l'incitamento all'odio: È fondamentale contrastare la diffusione di discorsi d'odio e di propaganda che fomentano la violenza.

Premendo sui governi: I cittadini devono esercitare la loro influenza sui governi affinché adottino politiche estere pacifiche e promuovano la risoluzione pacifica dei conflitti.

Questi sono temi di cruciale importanza e strettamente legati alla costruzione di una pace duratura. Pag. 7 a 14


Il rischio nucleare e la pace Il rischio nucleare rappresenta una delle minacce più gravi per la pace mondiale. Un conflitto nucleare avrebbe conseguenze catastrofiche per l'umanità intera, con impatti devastanti sull'ambiente e sulla salute delle persone. •

Disarmo nucleare: La riduzione e l'eventuale eliminazione delle armi nucleari è una priorità assoluta. È necessario rafforzare i trattati internazionali e promuovere un clima di fiducia tra le nazioni.

Sicurezza degli impianti nucleari: Gli impianti nucleari esistenti devono essere gestiti in modo sicuro per prevenire incidenti e garantire la protezione dell'ambiente.

Educazione ai rischi: È fondamentale educare le persone ai rischi del nucleare e promuovere una cultura della pace e della nonviolenza.

Il mantenimento dell'ambiente e la pace Il degrado ambientale è una delle principali cause di conflitto. La scarsità di risorse, come l'acqua e il cibo, le materie prime, possono generare tensioni e scontri. •

Lotta ai cambiamenti climatici: È necessario agire con urgenza per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e adattare le società ai nuovi scenari.

Protezione della biodiversità: La conservazione della biodiversità è essenziale per garantire la salute degli ecosistemi e la sopravvivenza delle future generazioni.

Economia circolare: È necessario promuovere un modello di sviluppo economico che rispetti l'ambiente e minimizzi la produzione di rifiuti.

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La connessione tra ambiente e pace La tutela dell'ambiente e la promozione della pace sono strettamente interconnesse. Un ambiente sano è una condizione necessaria per garantire la pace e la giustizia sociale. •

Giustizia ambientale: È fondamentale garantire che i benefici dello sviluppo siano distribuiti in modo equo e che nessuno sia danneggiato dall'inquinamento o dalla degradazione ambientale.

Cooperazione internazionale: La protezione dell'ambiente richiede una cooperazione internazionale a tutti i livelli.

Come possiamo agire? •

Partecipare alla vita politica: È importante votare e partecipare alle discussioni pubbliche sui temi ambientali e della pace.

Sostenere le organizzazioni che lavorano per la pace e l'ambiente: Donare il proprio tempo o risorse a queste organizzazioni può fare la differenza.

Adottare comportamenti sostenibili: Ridurre i consumi, riciclare, utilizzare energie rinnovabili, sono azioni che ognuno di noi può mettere in pratica.

Educare le nuove generazioni: Trasmettere ai giovani i valori della sostenibilità e della pace è fondamentale per costruire un futuro migliore.

In conclusione, il rischio nucleare e il degrado ambientale rappresentano gravi minacce per la pace mondiale. Tuttavia, attraverso l'azione collettiva e l'impegno di ciascuno, possiamo costruire un futuro più sostenibile e pacifico. La difesa nazionale è un concetto fondamentale per la sicurezza di uno Stato, ma spesso viene strumentalizzato per giustificare una corsa agli armamenti che alimenta conflitti anziché prevenirli. La produzione di armi sempre più sofisticate e distruttive risponde a logiche di mercato e di potere che poco hanno a che fare con la reale necessità di difendere un Paese. Pag. 9 a 14


Perché è difficile armonizzare questi concetti? •

Interessi economici: L'industria bellica è un settore estremamente redditizio, con forti legami con i governi e le élites economiche. Ciò crea un circolo vizioso in cui la produzione di armi è incentivata anche quando non c'è un reale bisogno di difesa.

Percezione della minaccia: La percezione della minaccia è spesso esagerata o manipolata per giustificare l'aumento delle spese militari.

Competizione geopolitica: La competizione tra le grandi potenze per l'egemonia mondiale spinge gli Stati ad aumentare le proprie capacità militari.

Come si può conciliare la difesa nazionale con la pace? •

Disarmo nucleare: La riduzione e l'eventuale eliminazione delle armi nucleari è una priorità assoluta.

Trasparenza e controllo degli armamenti: È necessario rafforzare i trattati internazionali sul controllo degli armamenti e promuovere una maggiore trasparenza nelle spese militari.

Investimenti in sicurezza umana: Anziché investire solo nella difesa militare, gli Stati dovrebbero investire di più in sicurezza umana, ovvero in misure che promuovono lo sviluppo sostenibile, la giustizia sociale e la risoluzione pacifica dei conflitti.

Diplomazia e dialogo: La diplomazia e il dialogo sono strumenti essenziali per prevenire i conflitti e risolvere le dispute internazionali in modo pacifico.

Controllo delle esportazioni di armi: È necessario limitare le esportazioni di armi verso Paesi instabili o coinvolti in conflitti.

In conclusione, armonizzare la difesa nazionale con la pace è una sfida complessa ma non impossibile. Richiede un profondo cambiamento culturale e Pag. 10 a 14


politico, che metta al centro la sicurezza umana e la cooperazione internazionale. Un controllo sulla produzione di armamenti insufficiente e condizionato da interessi

economici

mina

profondamente

l'efficacia

delle

istituzioni

internazionali preposte a garantire la pace e la sicurezza. Quali sono i principali rischi di un controllo così leggero? •

Proliferazione incontrollata delle armi: Un controllo debole facilita la diffusione di armi convenzionali e di distruzione di massa, aumentando il rischio di conflitti armati e di atti terroristici.

Minaccia alla sicurezza internazionale: La proliferazione delle armi destabilizza le regioni e minaccia la sicurezza globale, rendendo più difficile la risoluzione pacifica delle controversie.

Erosione della fiducia nelle istituzioni internazionali: Un'applicazione inefficace dei controlli sull'export di armi erode la credibilità delle Istituzioni Internazionali e indebolisce la cooperazione multilaterale.

Incentivo alla produzione di armi sempre più sofisticate: Un controllo insufficiente può spingere gli Stati produttori di armi a sviluppare sistemi di armi sempre più sofisticate e letali, innescando una nuova corsa agli armamenti.

Impatto negativo sui diritti umani: La diffusione delle armi alimenta i conflitti armati, le violazioni dei diritti umani e le crisi umanitarie.

Quali sono le cause di questo problema? •

Interessi economici: L'industria bellica è un settore molto redditivo e influente, in grado di esercitare pressioni sui governi per ottenere esenzioni e deroghe ai controlli sull'export di armi.

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Mancanza di volontà politica: Alcuni Stati sono riluttanti ad adottare misure di controllo più stringenti, temendo di danneggiare la propria economia o di perdere influenza geopolitica.

Lacune normative: Il quadro normativo internazionale sul controllo degli armamenti presenta lacune e debolezze, che gli attori statali e non statali possono sfruttare per aggirare le restrizioni.

Cosa si può fare per migliorare la situazione? •

Rafforzamento dei regimi di controllo: È necessario rafforzare i regimi internazionali di controllo delle esportazioni di armi, rendendoli più trasparenti e più efficaci.

Maggiore cooperazione internazionale: Gli Stati devono collaborare più strettamente per combattere il traffico illecito di armi e per promuovere una cultura della pace.

Trasparenza nelle spese militari: È fondamentale aumentare la trasparenza nelle spese militari e nei trasferimenti di armamenti.

Sostegno alle iniziative di pace: È necessario investire di più nella prevenzione dei conflitti, nel sostegno alle missioni di mantenimento della pace e nella costruzione della Pace.

Educazione alla pace: È importante educare le nuove generazioni ai valori della pace e della nonviolenza.

In conclusione, un controllo efficace sulla produzione di armi è fondamentale per garantire la pace e la sicurezza internazionale. È necessario superare gli interessi economici e politici che ostacolano questa azione, e rafforzare la cooperazione internazionale per costruire un mondo più sicuro e giusto. Nella cartina geografica allegata (gentilmente concessa dal Presidente delle Acli di Chieti), sono evidenziate le guerre aperte nel mondo ed osservando bene la loro allocazione, è come se si stesse assistendo ad una nuova colonizzazione con la differenza che prima bisognava muovere gli eserciti e portare la guerra Pag. 12 a 14


per la conquista dei territori; oggi, c’è essenzialmente, la capacità delle grandi

potenze di ispirare le condizioni per innescare guerre interne, comprando le amicizie dei Governanti fornendo protezioni svariate e che poi si riducono alla finalità di appropiarsi delle risorse di materie prime necessarie per costruire armamenti ad alta tecnologia industriale di cui naturalmente, gli Stati belligeranti sono inconsapevoli protagonisti. Il cammino è lungo e siamo solo all’inizio di nuovo percorso epocale per l’umanità. Un’ultima considerazione, dettata dai recenti fatti di cronaca, porta alla luce un aspetto che è preoccupante e riguarda il mondo giovanile. Le guerre tra bande di giovani contrapposte ed armate, a volte senza motivo, producono danni sociali preoccupanti. Il coinvolgimento dei giovani a costruire il loro futuro si riflette sulle famiglie, sulle Istituzioni Pubbliche quali i Governi, l’Istruzione, La Politica. Il divario pesante tra la popolazione, la insufficiente procreazione, la mancanza di politiche forti a salvaguardia delle Famiglie creano uno squilibrio tra le fasce sociali dove i giovani sono sempre meno e quelli che si formano emigrano, sempre di più, alla ricerca di condizioni economiche sociali più vantaggiose. Si incomincia ad avvertire, oggi, il peso per realizzare una società moderna ma che ancora deve ricorrere ai valori assoluti legati allo sviluppo alla convivenza sociale e civile perché armonizzino sempre più le relazioni umane essenziali; il sistema della tassazione del lavoro, deve essere portato a valori che possano essere competitivi e uguali in tutti gli Stati. Creare lavoro dove non c’è e magari ci sono le risorse necessarie e naturali per crearlo. Un passaggio va fatto sulla progettazione nelle Acli come movimento, per portare risorse pubbliche e consentire lo sviluppo dell’associazionismo, capaci di coprire esigenze e servizi dove lo Stato non può arrivare. Investire nei territori risorse umane e per la

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formazione, in modo da poter creare gruppi di progettazione capaci di elaborare percorsi necessari ed utili legati ai Territori ed alle peculiarità locali. Le Acli Regionali con il contributo del 5x1000 e della Regione Abruzzo, anche in applicazione delle Legge Regionale n. 21 del 2021, hanno realizzato, con il coinvolgimento di tutte le scuole d’Abruzzo di ogni ordine e grado, un concorso di canti popolari d’Abruzzo (ormai giunto alla sua terza edizione che si terrà il prossino anno e si spera di ripeterlo ogni anno) per la riqualificazione dei dialetti nella speranza di inserirli nei piani didattici annuali tenendo a cuore usi, costumi e tradizioni che sono patrimonio delle nostre genti. Tale esigenza appare oggi vitale per alimentare risorse e promuovere attività importanti e qualificanti per l’intero Movimento.

Buon lavoro a tutti noi.

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Con la riforma del terzo settore, dal gennaio 2025 i circoli associati ed iscritti al RUNTS dovranno esser soggetti a dichiarazione I.V.A. Quali problemi si creeranno? Cosa fanno le Acli per arginare il problema? L'impatto della nuova normativa IVA sul Terzo Settore: un'analisi delle possibili problematiche La riforma del Terzo Settore e l'introduzione dell'obbligo di dichiarazione IVA a partire dal gennaio 2025 per i circoli associati e iscritti al RUNTS rappresentano un cambiamento significativo che porterà con sé una serie di sfide e complicazioni per queste organizzazioni. Quali sono i principali problemi che si prevedono? 1. Aumento degli oneri amministrativi: o Complicazione della contabilità: Gli enti dovranno adeguare i propri sistemi contabili per tenere traccia delle operazioni soggette a IVA, incrementando il carico di lavoro amministrativo. o Maggiori costi: La gestione dell'IVA comporta costi aggiuntivi per consulenze, software e personale specializzato. o Tempo dedicato alla burocrazia: La compilazione delle dichiarazioni IVA richiederà tempo prezioso che potrebbe essere dedicato alle attività istituzionali. 2. Difficoltà di interpretazione della normativa: o Complessità delle disposizioni: La normativa IVA è spesso complessa e soggetta a frequenti modifiche, rendendo difficile per le associazioni interpretarla correttamente e applicarla in modo uniforme. o Mancanza di chiarezza su alcune questioni: Alcune situazioni specifiche potrebbero non essere chiaramente definite dalla normativa, generando incertezza e rischi di contenziosi. 3. Impatto sulle attività istituzionali: o Rischio di riduzione delle attività: L'aumento dei costi e degli oneri amministrativi potrebbe costringere alcune associazioni a ridurre le proprie attività o a chiedere maggiori contributi ai propri soci. o Distrazione dalle finalità sociali: La gestione delle pratiche IVA potrebbe distogliere le energie delle associazioni dalle loro finalità istituzionali. 4. Disparità tra le associazioni: o Differente capacità di adattamento: Non tutte le associazioni avranno le stesse risorse e competenze per affrontare questo cambiamento, creando disparità tra le diverse realtà.


o

Vantaggio per le associazioni più grandi: Le associazioni di maggiori dimensioni, con maggiori risorse economiche e personale qualificato, saranno avvantaggiate rispetto a quelle più piccole.

Quali potrebbero essere le conseguenze a lungo termine? •

Riduzione del numero delle associazioni: Alcune associazioni, soprattutto quelle più piccole, potrebbero decidere di cessare l'attività a causa dei maggiori oneri. Modifiche alle modalità di erogazione dei servizi: Le associazioni potrebbero essere costrette a modificare le modalità di erogazione dei propri servizi per contenere i costi. Diminuzione del volontariato: L'aumento del carico burocratico potrebbe scoraggiare il volontariato, riducendo la disponibilità di persone disposte a dedicare il proprio tempo alle attività associative.

Cosa possono fare le associazioni per affrontare al meglio questa sfida? • • • •

Informarsi e aggiornarsi: È fondamentale che le associazioni si informino sulle novità normative e sulle modalità di applicazione dell'IVA. Cercare supporto: Le associazioni possono rivolgersi a consulenti esperti per ottenere assistenza nella gestione delle pratiche IVA. Collaborare con altre associazioni: La collaborazione tra associazioni può facilitare lo scambio di informazioni e la condivisione di esperienze. Rivedere il proprio modello organizzativo: Le associazioni potrebbero dover rivedere il proprio modello organizzativo per ottimizzare le risorse e ridurre i costi.

In conclusione, l'introduzione dell'obbligo di dichiarazione IVA rappresenta una sfida importante per il Terzo Settore. Sarà fondamentale che le istituzioni e le associazioni collaborino per trovare soluzioni che consentano di mitigare gli impatti negativi di questa riforma e di garantire la sostenibilità delle attività associative. Pensando ai circoli sparsi nei territori ed in special modo quelli montani che nel circolo hanno l'unico punto di aggregazione, questi potrebbero scomparire e quindi accelerare l'isolamento e o l'abbandono dei piccoli centri, creando un danno incommensurabile e che mal si concilia al tentativo di rigenerare vita nei piccoli centri montani dei territori Italiani. Così il rischio di perdere una importante conservazione di culture, modi di essere e storie che per secoli si sono svolte e tramandate ad oggi. Sottolineare l'importanza cruciale dei circoli, in particolare in zone montane e piccole comunità. Questi luoghi rappresentano molto più di semplici punti di ritrovo: sono veri e propri fulcri sociali, culturali e spesso economici, che contribuiscono a mantenere viva la comunità e a tramandare un patrimonio inestimabile di tradizioni e conoscenze.


Problematiche: •

Rischio di scomparsa dei circoli: L'introduzione dell'IVA e gli oneri burocratici associati potrebbero spingere molti circoli, soprattutto quelli più piccoli e con meno risorse, a chiudere. Accelerazione dell'isolamento e abbandono dei piccoli centri: La chiusura dei circoli contribuirebbe ad accentuare il fenomeno dello spopolamento delle zone montane, già fortemente minacciate. Perdita di un patrimonio culturale: Con la scomparsa dei circoli si rischierebbe di perdere un patrimonio culturale immenso, frutto di secoli di storia e tradizioni locali.

Le conseguenze di questa situazione sarebbero gravissime: •

Erosione del tessuto sociale: La comunità perderebbe un luogo di aggregazione fondamentale, impoverendo le relazioni sociali e aumentando il senso di isolamento. Decadenza del patrimonio culturale: Le tradizioni locali, i dialetti, le conoscenze artigianali e le storie tramandate di generazione in generazione rischierebbero di scomparire. Impatto negativo sull'economia locale: La chiusura dei circoli avrebbe ripercussioni negative sull'economia locale, in quanto questi luoghi spesso svolgono anche un ruolo di supporto alle attività commerciali e artigianali.

È fondamentale agire per evitare questo scenario. •

Sostegno istituzionale: Le istituzioni locali e nazionali dovrebbero mettere in campo misure concrete per sostenere i circoli, ad esempio attraverso agevolazioni fiscali, contributi economici e semplificazioni burocratiche. Coinvolgimento della comunità: È necessario coinvolgere attivamente la comunità nella gestione dei circoli, promuovendo forme di partecipazione e valorizzando le competenze locali. Promozione di attività culturali e sociali: I circoli dovrebbero diventare sempre più luoghi di vita e di incontro, organizzando attività culturali, sociali e ricreative che coinvolgano le diverse generazioni. Sviluppo di reti di collaborazione: I circoli dovrebbero collaborare tra loro e con le altre realtà del territorio per creare una rete di supporto e scambio di buone pratiche.

In conclusione, la salvaguardia dei circoli è una questione di fondamentale importanza per la sopravvivenza delle piccole comunità e per la tutela del nostro patrimonio culturale. È necessario un impegno congiunto da parte di tutti gli attori coinvolti per trovare soluzioni sostenibili e garantire un futuro a questi luoghi che rappresentano l'anima delle nostre comunità.


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Relazione Abruzzo by Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) aps - Issuu