MOZIONE XV CONGRESSO REGIONALE DELLE ACLI del PIEMONTE Il XV Congresso Regionale delle Acli del Piemonte, riunito ad Asti il 9.11.24 condivide e fa propria la relazione della Presidente Regionale Mara Ardizio, come integrata ed arricchita dagli interventi che hanno animato e qualificato il dibattito congressuale Ripartiamo dall’interrogativo “per chi facciamo le ACLI?”. Noi come Acli del Piemonte abbiamo il compito di ri-portare al centro del nostro dibattito il perché siamo ACLI, il senso più profondo del nostro stare insieme, quali sono i valori, le speranze, i sentimenti, le gioie e le tante fatiche che da più di 80 anni ci danno la forza, attraverso i Circoli, le Associazioni sportive, i Servizi, le Imprese, le Associazioni specifiche per essere un’Associazione in Movimento!!! Le sfide del presente sono così complesse che è necessario camminare insieme, per alimentare ampio respiro, impegno quotidiano e spazi comuni di riflessione, analisi e sogno. L’obiettivo strategico rimane quello di continuare a creare legami, mettere insieme, sostenere, supportare le persone, i gruppi e le comunità locali, tutti abbiamo un grande compito politico, educativo, sociale e promozionale. Le ACLI Regionali del Piemonte rilanciano alcune idee emerse nel percorso “Ridire lo stile ACLI” che è stato avviato nel periodo congressuale 2024 e che ha visto la partecipazione delle province acliste piemontesi, anche in sintonia con l’approccio formativo sviluppato in questi 4 anni dalle ACLI Nazionali (es. formazione dirigenti a Subiaco e in generale metodo della conversazione spirituale). Riteniamo fondamentale continuare ad avere nelle ACLI una stagione di riflessione e formazione di livello regionale, come evoluzione dell’investimento formativo che è stato fatto nel corso di questo ultimo quadriennio e di quelli precedenti, anche con il supporto degli accompagnatori spirituali ACLI, al fine di: → COSTRUIRE MOMENTI DI FRATERNITÀ E SCAMBIO → APRIRE PROCESSI → TUTELARE LA DIMENSIONE DEMOCRATICA E COLLEGIALE DEI NOSTRI PERCORSI → ESPRIMERE UNA RADICALITA’ EVANGELICA in cui Il Vangelo e la Costituzione sono le lancette della nostra Bussola Vogliamo rilanciare una dimensione della ACLI capace di promuovere e rinnovare i seguenti aspetti:
Come proposte il Congresso concorda sui seguenti suggerimenti e indirizzi:
Si ritiene strategico lo sviluppo associativo per quanto attiene i seguenti aspetti: ➢ Supporto e sviluppo del Coordinamento Regionale Responsabili Sviluppo Associativo Sistema ACLI; ➢ La tenuta e dove necessario la riconversione interna dei Circoli e del Tesseramento per continuare ad essere rappresentativi; ➢ Accompagnamento dei Circoli Classici e la sperimentazione di forme contemporanee di aggregazione e socialità (luoghi del possibile); ➢ Dialogo con le Associazioni Specifiche e Professionali per continuare a creare sinergie; ➢ Promuovere la sperimentazione di nuove forme di aggregazione come cantieri formativi e esperienze gruppali rivolte ai giovani e ai giovani adulti; ✓ ✓ ✓ ✓
Dialogo con sistema EnAIP Scuole di formazione politica e partecipazione Esperienze concrete di educazione civica e di cambiamento Esperienza del Servizio Civile Universale.
➢ Maggiore investimento in tutti i livelli del ruolo del Responsabile allo Sviluppo Associativo anche dal punto di vista delle risorse economiche; ➢ Alleggerimento della Struttura Nazionale attraverso un maggior decentramento di poteri, funzioni e risorse economiche dal Nazionale al Regionale. Inoltre, riteniamo che per le ACLI Regionali del Piemonte sarà importante: → Investire nella formazione dei gruppi dirigenti, con percorsi di formazione: valoriale, politica e tecnica; → Dare continuità ai momenti annuali di spiritualità; → Dare continuità ed innovazione sul Patronato, sia sulla tenuta delle pratiche istituzionali ed investire sulle attività innovative; → Dare continuità con l’investimento dei Promotori Sociali Volontari del Patronato; → Sostenere gli investimenti innovativi e un maggior confronto a livello Regionale delle ACLI Service territoriali; → Promuovere il dialogo e la progettazione condivisa con EnAIP, attraverso progettualità sperimentali; → investire sui giovani, anche attraverso lo strumento di GA e il Servizio Civile Universale. → Consolidare il sostegno e l’accompagnamento delle Province; → Promuovere interlocuzione con il livello Nazionale e con le altre Regioni Acliste
→ Garantire adeguate risorse alla vita del livello Regionale → Garantire la rappresentanza di tutti i territori negli organi delle ACLI del Piemonte, in particolare a partire dal Consiglio Regionale, prevedendo che, per l'ipotesi in cui, in corso di mandato, venga a mancare un componente espresso da una provincia, che alla medesima provincia sia data la possibilità di esprimere il nominativo di un sostituto, che sia invitato a partecipare alle sedute del Consiglio. In coerenza con il dibattito si sottolinea la centralità per la nostra organizzazione nel: •
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Sperimentare l’attivazione di luoghi fisici e accoglienti dove le donne che si occupano della cura delle persone possano incontrarsi, conoscersi, confrontarsi ed esplicitare le proprie esigenze. Potenziare la cura delle reti locali e sovra-territoriali attraversate dalla nostra organizzazione quale luoghi e strumenti di co-progettazione, condivisione e negoziazione delle istanze della comunità. Consolidare una dimensione Politica, che ci renda capaci di attivarci e agire laddove leggiamo una problematica di ingiustizia, Coltivare uno stile di fare le Acli popolare e aperto all’esterno: stare nella realtà ed essere in mezzo alla gente, rifuggendo il rischio di essere troppo autoreferenziali
In ultimo: •
Le ACLI del Piemonte, riconoscendosi in quanto è stato chiesto dal Forum del Terzo Settore Nazionale e Regionale, chiedono al Governo il riconoscimento di esclusione dall’Iva per l’associazionismo del Terzo settore per quelle attività senza diretta corrispondenza tra contributi versati dai soci e costi effettivi sostenuti, evitando quindi il rischio che dal 1 gennaio 2025 le attività associative del terzo settore siano soggette ad Iva. Esclusione che, va ricordato, è già prevista per altri soggetti, peraltro senza alcuna condizione particolare circa l'equilibrio tra spesa ed incasso. Il Terzo settore e l’associazionismo contribuiscono allo sviluppo e alla coesione sociale del Paese e non possono essere vessate con un forte e costoso aggravio burocratico, tra cui, di fatto, il registratore di cassa. Le associazioni del Terzo settore in Italia aggregano milioni di persone che organizzano nelle città e nei territori risposte ai bisogni delle comunità, alle fragilità, alle disuguaglianze. Generano relazioni e costruiscono prossimità sotto forma di spazi aperti, cultura, socialità. Le associazioni sostengono tutte queste attività sociali con l'autofinanziamento e la condivisione delle spese: equiparare tutto ciò alla vendita è falso ed offensivo perché lede l'effettivo esercizio della libera partecipazione delle persone, specie dei meno abbienti, ed equipara la solidarietà al commercio.
In conclusione, riteniamo che i positivi risultati del lavoro collegiale e condiviso che le ACLI del Piemonte hanno saputo continuare ad esprimere nell’ultimo quadriennio si debba concretizzare nel rinnovo della fiducia a Mara Ardizio quale presidente regionale, nel coinvolgimento di tutti i territori negli organi regionali dell’associazione, dei servizi e delle imprese e all’indirizzo della loro attività e, inoltre, che l’esperienza aclista piemontese debba poter trovare adeguata valorizzazione in ambito nazionale.