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14° Congresso regionale Acli Marche 16 novembre 2024 LORETO MOZIONE CONCLUSIVA


Il 14° Congresso regionale delle Acli marchigiane tenutosi a Loreto il 16 novembre 2024 approva la seguente mozione. Il Congresso si tiene nell’80° anniversario della nascita delle Acli e in un momento storico profondamente segnato dai drammatici conflitti dell’Ucraina e della Palestina. In questo tempo di guerra, occorre avere “Il coraggio della pace”. La guerra non è mai la soluzione per mettere fine ai conflitti fra i popoli: dalla violenza nasce violenza e le vittime di ogni parte sono sempre potenziali fonti di odio futuro. Per questo le Acli delle Marche devono operare concretamente per educare al dialogo, per costruire una società più giusta, per ridurre le disuguaglianze, per realizzare condizioni di vita più umane per tutti e perché alla cultura della morte si riesca a sostituire la cultura della pace e della speranza. Negli ultimi quattro anni, superata la pandemia di Covid, al tema della pace le Acli delle Marche hanno affiancato un concreto impegno soprattutto in una triplice direzione: la formazione, il lavoro, le politiche sociali; ma anche l’impegno per la cura dell’ambiente, per lo sviluppo delle aree marginali (che nelle Marche sono le aree della fascia appenninica) e, più in generale, contro le ingiustizie sociali ed economiche. La formazione. Le Acli sono nate 80 anni fa come “movimento educativo e sociale” e ancora oggi continuano a operare nella formazione professionale tramite l’Enaip (presente anche nelle Marche) e tramite Corsi e incontri realizzati sempre con uno stile peculiare caratterizzato da: ascolto, dialogo, partecipazione, corresponsabilità, condivisione. Oltre a promuovere Corsi di formazione per i dirigenti dei Circoli e per i ragazzi del Servizio civile, le Acli hanno pubblicato due opuscoli dedicati alla formazione dei nuovi dirigenti (Viviamo il presente. Costruiamo il domani, 2021; Pace, lavoro, ambiente e povertà. L’agenda sociale delle Acli marchigiane, 2023). Si dovrà operare in modo da intrecciare i Progetti approvati dalla Regione Marche con incontri formativi a livello provinciale e regionale, così come è avvenuto per il Progetto “Riesco” e per i Progetti “Famiglie al centro”, “Viridee” e “Welfare cult”, di cui le Acli Marche sono state capofila di una rete di 18 partner e altre 22 associazioni fornitrici di servizi. Oltre a sostenere le iniziative formative delle Province, si dovrà poi tornare a organizzare regolarmente il Corso di formazione per dirigenti regionali e provinciali. Obiettivo di queste attività sarà anche quello di coinvolgere i giovani presenti nei Circoli, dando loro preparazione e spazio in modo da facilitare il cambio generazionale. Il lavoro. Il tema del lavoro è stato affrontato in innumerevoli incontri con un spettro di iniziative molto ampio: incontri, tavole rotonde, comunicati stampa, schede di approfondimento approntate dal Centro Studi e con due eventi di maggior rilievo: la Giornata dell’Economia solidale, che si tiene ogni anno a Villa Musone in memoria di Francesco Baldoni e la tradizionale Festa del Primo Maggio che a Camerano vede la partecipazione del presidente nazionale delle Acli o di un membro della presidenza nazionale. Come negli ultimi anni, particolare attenzione dovrà essere rivolta ai temi del lavoro povero e della crescita abnorme delle disuguaglianze. Le politiche sociali. Anche negli ultimi quattro anni le Acli delle Marche si sono impegnate molto sui temi del Welfare sia con l’attività realizzata dai servizi “storici” (come Patronato e Acli Service), sia con le nuove forme di presenza (come Sportello Colf, Sportello Immigrati e Punto Famiglia), ottenendo una buona visibilità anche per la funzione “politica” e di rappresentanza svolta nell’Alleanza contro la povertà e nel Forum del Terzo Settore, oltre che nel Centro Servizi per il Volontariato. Oltre a collaborare attivamente con le Caritas diocesane, le Acli delle Marche hanno contribuito alla creazione di un Osservatorio regionale sulle vulnerabilità promosso dall’Alleanza contro la Povertà che elabora annualmente un Rapporto sulle vulnerabilità presenti nella regione. Le Acli delle Marche hanno poi lavorato sul tema della famiglia, coordinando il Progetto regionale “Famiglie al centro”. Con la Federazione Anziani e Pensionati (FAP) le Acli hanno posto


all’attenzione degli amministratori regionali e comunali la condizione degli anziani e hanno inoltre promosso un convegno regionale sulla non autosufficienza, a sostegno di una riforma attesa da oltre venti anni. Dovranno continuare a difendere lo Stato sociale impegnandosi in modo concreto contro lo smantellamento della Sanità pubblica. Ambiente e Giustizia. Il cambiamento climatico ci fa comprendere che per i credenti l’impegno per l’ambiente e per la “salvaguardia del creato” è ormai irrinunciabile. Oggi la crisi ecologica non riguarda soltanto l’ambiente naturale, ma si intreccia con la questione sociale e con la questione della giustizia. Gli effetti del degrado ambientale colpiscono di più i poveri. Il cambiamento climatico sta alimentando il fuoco dell’ingiustizia. Le innovazioni tecnologiche, anziché migliorare la vita di tutti, approfondiscono le disuguaglianze, mentre il lavoro si impoverisce sempre più e non si riducono le disparità di genere. Come ha confermato l’ultimo Rapporto Caritas, con il nuovo Assegno di inclusione che ha sostituito il Reddito di cittadinanza sono aumentate le famiglie povere. Occorre combattere le disuguaglianze e operare affinché non siano accresciute da un fisco iniquo e da un Welfare sempre più a pagamento. I compiti del Regionale. Primo compito del Regionale sarà quello di coordinare nel miglior modo possibile le idee e le proposte delle Province, coinvolgendo tutti i membri del Consiglio regionale, perché ognuno di loro con la propria esperienza rappresenta il vero patrimonio dell’Associazione. La Sede regionale dovrà fungere da intermediario tra le Sedi provinciali e la Direzione nazionale e dovrà coordinare le attività delle Province in modo che siano coerenti con la missione delle Acli. La Sede regionale dovrà anche rafforzare e coltivare i rapporti con le istituzioni marchigiane allo scopo di riuscire a incidere maggiormente sulle politiche sociali della Regione. Maggiore attenzione dovrà infine essere dedicata alla conoscenza e allo studio dei vari bandi di finanziamento in modo da poter partecipare con successo alla progettazione regionale e nazionale. Dalle Acli un segno di speranza. Di fronte a questo insieme di problemi, a 80 anni dalla nostra nascita, dobbiamo tornare alla radicalità del Vangelo: per un nuovo impegno sociale, per disarmare i cuori e le politiche, per far emergere il mondo della dignità. Dobbiamo difendere i diritti umani e la democrazia. Dobbiamo ridare valore al sociale e al mondo del volontariato. Facciamo pesare di più, anche politicamente, il Terzo Settore. Rilanciamo la nostra presenza nelle parrocchie; rilanciamo la nostra presenza nelle comunità e in particolare nelle periferie e nelle aree interne. Contribuiamo a costruire comunità basate sul rispetto reciproco, sulla partecipazione, sulla cooperazione, sulla cultura della cura, degli altri e della “Casa comune”. Con i nostri Circoli e con la nostra concreta testimonianza portiamo un segno di speranza nelle comunità locali e nel nostro Paese.

Loreto, 16 novembre 2024


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