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L’età dorata della moda romana nell’Archivio Luce Cinecittà
FABIANA GIACOMOTTI
Le stagioni del tessile italiano
MARGHERITA ROSINA
L’alchimia della modernità. La rivoluzione delle fibre tessili artificiali e la fabbrica romana della SNIA Viscosa
MARIA LEPRE
La moda a Roma. Dalla nascita dell’haute couture alla sfida del prêt-à-porter
CINZIA CAPALBO
Palma Bucarelli: l’arte di essere alla moda
MARIASTELLA MARGOZZI
Segni di amicizia: gli alba amicorum di Angelo Litrico
La moda maschile a Roma dal secondo dopoguerra ai settanta
FRANZ BOTRÉ
Moda e costume.
Immaginazione e memoria
MASSIMO CANTINI PARRINI
LA CAPITALE ALLA MODA - CATALOGO
Schede, a cura di Annalisa Gnesini
Febbraio 1959: la prima sfilata di Valentino in via Condotti
Febbraio 1958. Bisognerebbe essere un’opera d’arte, o indossarla
Note di esposizione
APPARATI
Nomi in Luce, a cura di Fabiana Giacomotti
Note ai saggi Biografie degli autori
The Gilded Age of Roman Fashion in the Archives of Istituto Luce Cinecittà FABIANA GIACOMOTTI
The Many Seasons of Italian Textile MARGHERITA ROSINA
The Alchemy of Modernity. The Textile Fibres Revolution and the Roman Factory of SNIA Viscosa MARIA LEPRE
Fashion in Rome. From the Birth of Haute Couture to the Challenge of Ready-to-Wear CINZIA CAPALBO
Palma Bucarelli: The Art of Being Fashionable MARIASTELLA MARGOZZI
Signs of Friendship: Angelo Litrico’s alba amicorum
Men’s Fashion in Rome from the Post-War Period to the 1970s FRANZ BOTRÉ
Fashion and Costume. Imagination and Memory
MASSIMO CANTINI PARRINI
THE FASHIONABLE CAPITAL – CATALOGUE Entries, edited by Annalisa Gnesini
February 1959: Valentino’s First Show in Via Condotti
February 1958. One Should Be a Work of Art, or Wear It
Exhibition Notes
APPENDIX
Nomi in Luce, edited by Fabiana Giacomotti Notes on the Essays
Authors’ Biographies

Anna Magnani con Emilio Federico Schuberth durante l’inaugurazione della boutique dello stilista, Roma, marzo 1960
Anna Magnani with Emilio Federico Schuberth at the opening of the designer’s boutique, Rome, March 1960
Archivio Storico Luce, Fondo Dial
Emilio Schuberth (1904-1972), Ensemble da cocktail, circa 1960, Etichetta: Emilio Schuberth, Roma
Ensemble da cocktail composto da soprabito in moiré di seta color burro e abito a maniche corte e scollatura tonda in pizzo macramé sfumato dal color burro all’azzurro lavanda. Il soprabito, dalla linea ad A, presenta maniche corte, ampio colletto arrotondato e chiusura frontale con tre grandi bottoni. L’insieme gioca sul contrasto fra la compostezza architettonica del soprabito e la leggerezza decorativa del pizzo. Fodere in taffettà avorio. Collezione Massimo Cantini Parrini, Roma
Emilio Schuberth (1904–1972), Cocktail attire, circa 1960, Label: Emilio Schuberth, Rome
Cocktail attire consiting of a butter-coloured silk moiré overcoat and short-sleeved, scoop-necked dress in macramé lace, blending from butter-coloured to lavender blue. The A-line overcoat features short sleeves, a rounded collar and a front closure with three large buttons. The attire plays on the contrast between the architectural composure of the overcoat and the decorative lightness of the lace. Ivory taffeta lining. Massimo Cantini Parrini Collection, Rome





MODELLI INVERNO 1959-1960
(Grandate, Archivio Storico Taroni)
È l’unico album rimasto a documentare il rapporto tra l’Industria Serica Taroni, la Rhodiatoce, produttrice dei filati, e i sarti Shubert, Carosa e Baratta in occasione delle sfilate di Firenze e Roma dell’inverno 1959-1960. Fu probabilmente composto dalla giornalista Silvana Bernasconi, moglie dell’allora proprietario della Taroni, Giampaolo Porlezza. Le fotografie, di cui purtroppo non si conoscono gli autori, erano destinate a pagine pubblicitarie o a essere pubblicate in redazionali sulle riviste di moda. Sono accompagnate da una relativa didascalia che descrive il modello e il tipo di tessuto, di cui è incollato un campione con riferimenti a patron e colore per facilitare successivi ordini.
WINTER 1959–1960 MODELS
(Grandate, Taroni Historical Archive)
It is the only album now documenting the relationship between the Industria Serica Taroni, Rhodiatoce, producer of the yarns, and the tailors Shubert, Carosa and Baratta on the occasion of the Florence and Rome fashion shows of winter 1959–1960. It was probably compiled by journalist Silvana Bernasconi, wife of Giampaolo Porlezza, the then owner of Taroni. The photographs, whose authors are unfortunately unknown, were intended for advertising pages or editorials in fashion magazines. A small fabric sample, accompanied by references to pattern and colour meant to facilitate customers’ orders, is glued on the photographs.


complessa macchina organizzativa e il coinvolgimento di migliaia di persone.
L’Italia conservò fino al 1928 il secondo posto nella graduatoria mondiale dei produttori di rayon. I benefici economici di questo primato emergono anche da una pubblicazione per gli auguri di fine anno che la Società Generale Italiana della Viscosa inviò ai propri clienti alla fine dell’anno successivo. Il raffinato libretto, rilegato a mano e impreziosito da finiture dorate, recava in copertina l’inconfondibile marchio del leone alato e, dopo una breve presentazione della società, dedicava ampio spazio ai risultati commerciali e all’andamento delle vendite. Al suo interno si trovano inoltre rare fotografie dello stabilimento romano negli anni venti.
La SNIA Viscosa dall’autarchia agli anni cinquanta
Nel 1933 l’Italia retrocesse al quarto posto nella graduatoria mondiale dei produttori di rayon, dopo Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna, e nel 1938 scese ulteriormente, superata anche dalla Germania, andando a occupare il quinto posto. Alla contrazione del mercato internazionale seguì però un forte impulso del consumo interno, promosso dalla politica autarchica del regime a partire dal 1936, in seguito alle sanzioni economiche imposte per l’invasione dell’Etiopia. Nel 1939 venne emanato un decreto che imponeva a tutti i filati destinati al consumo nazionale di contenere almeno il 20% di fibre autarchiche: seta artificiale, canapa, lino, ramia, gelsofil, lanital e infine ginestra20. Per la ginestra in particolare si possono ricordare i ‘ginestreti sperimentali’, nei quali si recavano dei laboratori mobili su rotaia per l’analisi chimica, i test di lavorazione e la valutazione della resa in cellulosa.
I primi risultati prodotti dall’autarchia vennero presentati alla Mostra del Tessile Nazionale, tenutasi al Circo Massimo tra il novembre del 1937 e il gennaio del 1938. In questo contesto, le fibre artificiali si collocavano al centro di una strategia che, nella visione del regime, mirava a sottrarre l’Italia dalla dipendenza dai grandi centri della
Manifesto pubblicitario Italviscosa Italviscosa advertising billboard
Centro documentazione Maria Baccante
Archivio Storico Viscosa
Viscosa sent to its clients the following year. The refined booklet was hand-bound and embellished with golden finishes. Embossed with the unmistakable winged lion on the cover, it opened with a brief corporate introduction, before delving into key commercial achievements and sales trends, alongside rare 1920s photographs of the Roman factory.
Italy ranked as the world’s fourth-largest rayon producer in 1933 (behind the US, Japan and the UK), before dropping to fifth place when Germany surpassed it in 1938. However, the contraction of international markets was offset by a surge in domestic consumption driven by the regime’s autarkic policies launched in 1936 in response to the economic sanctions imposed to Italy following the invasion of Ethiopia. Furthermore, a 1939 decree required all yarns intended for the domestic market to contain at least 20% autarkic fibres: artificial silk, hemp, flax, ramie, gelsofil, lanital and finally broom.20 Regarding broom, one can recall the “experimental broom plantations” where mobile laboratories on rails would go for chemical analysis, processing tests and final evaluation of cellulose yield.
The first results of economic autarky were presented at the Mostra del Tessile Nazionale (National Textile Exhibition), held at the Circus Maximus between November 1937 and January 1938. Artificial fibres were central to the regime’s strategy in view of severing Italy’s reliance on European fashion capitals, particularly Paris, and also of projecting an image of home-grown, modern innovation. Following the Wall Street crash, the crisis forced a deep restructuring of the sector.



MARIASTELLA MARGOZZI
L’Arte e l’eleganza e quindi la Moda hanno una indiscutibile affinità fosse solo per il piacere dell’armonia, del gusto e per la straordinaria ricettività a tutto ciò che intorno nel mondo si muove1
Palma Bucarelli, mitica direttrice della Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma dall’inizio degli anni quaranta, è stata una delle donne più in vista della città per tutto il suo lungo mandato museale, durato fino al 1975. Vive gli ultimi anni della guerra preoccupandosi soprattutto di mettere in sicurezza le opere d’arte del suo museo, cosa che le varrà un riconoscimento di merito dopo la fine del conflitto e che contribuirà non poco a mantenerla alla testa dell’istituzione che dirigeva. Nonostante le difficoltà economiche e il clima inquieto di quel momento storico, Palma trova comunque il tempo per dedicarsi alla cura della propria immagine e per frequentare le occasioni mondane che i salotti romani continuano a coltivare.
Art and elegance, and therefore Fashion, have an undeniable affinity, were it only for the pleasure of harmony, for taste and for the extraordinary receptivity to everything that moves around in the world.1
Abito di Simonetta Visconti, Museo Boncompagni Ludovisi, Roma
Dress by Simonetta Visconti, Boncompagni Ludovisi Museum, Rome
Palma Bucarelli, the legendary director of Rome’s Galleria Nazionale d’arte Moderna from the early 1940s, was one of the most prominent women in the city throughout her long museum tenure, which lasted until 1975. Her dedication to securing the museum’s artworks during the final years of the war earned her post-war honours, also firmly entrenching her at the helm of the institution. Amidst the era’s economic hardships and turbulent social climate, Palma carved out time to curate her persona and grace the high-society gatherings that continued to be held in Roman salons. In her diary, published under the title Cronaca di sei mesi, Palma recounts with extraordinary immediacy the events of a city on the eve of Liberation, often dwelling on her coquettish thoughts as well:
Bought a hat and flowers to cheer myself up; A great desire to dress well. But, either flour or clothes, or oil or hats, alas;
This morning I went out into the city for the seamstress and other errands. I want to dress up, to wear new things. The corset maker says I have a bust like a statue; Opening of Carrà’s exhibition at La Margherita. There are Irene Brin Del Corso, Federico Valli (journalist), Ferdinando Poggioli (director) and others. Valli accompanies me home. Many praises for my hat with





EMILIO SCHUBERTH (1904 – 1972)
ABITO DA SERA
circa 1952
Etichetta: Emilio Schuberth, Roma
Abito da sera a bustier in raso di seta avorio, caratterizzato da una silhouette a colonna con basca strutturata in vita. La superficie è impreziosita da cristalli Swarovski, la decorazione dipinta a mano con motivi floreali, felci e cerfoglio nei toni del verde, distribuiti diagonalmente sul corpetto e sulla basca.
Collezione Massimo Cantini Parrini, Roma
EMILIO SCHUBERTH (1904 – 1972)
EVENING DRESS
circa 1952
Label: Emilio Schuberth, Rome
Column-line evening gown in ivory silk satin, with a structured basque at the waist. The dress is embellished with Swarovski crystal and a handpainted diagonal decoration of small floral motifs, ferns and chervil in shades of green, on both the bodice and the basque. Massimo Cantini Parrini Collection, Rome


SARTORIA DE LUCA
(anni quaranta – anni sessanta)
ABITO DA COCKTAIL
circa 1964
Etichetta: De Luca / Roma
Abito da cocktail in Jersey di seta nero stampato a motivi geometrici color ruggine.
Il modello è composto da una blusa ampia e morbida con abbottonatura centrale, collo alto, maniche lunghe leggermente arricciate ai polsi e gonna diritta al ginocchio.
Collezione Massimo Cantini Parrini, Roma
SARTORIA DE LUCA (1940s – 1960s)
COCKTAIL DRESS
circa 1964
Label: De Luca / Rome
Cocktail dress in black printed silk jersey with rust-coloured geometric patterns. The design features a loose and soft blouse with a central button placket, high collar, long sleeves slightly gathered at the wrists and a straight knee-length skirt.
Massimo Cantini Parrini Collection, Rome

RENATO BALESTRA (1924 – 2022)
ABITO DA SPOSA
Alta Moda 1967
Etichetta: Balestra/Roma /Made in Italy/100% Pure Silk
Abito nuziale lungo a tunica in seta avorio ricamato a mano con paillettes e perline. Il fondo dell’abito presenta una fascia decorativa più fitta e strutturata, che chiude verticalmente la composizione e bilancia otticamente il peso visivo del corpino e del copricapo. La silhouette segue l’estetica modernista del periodo: collo alto e accostato, maniche lunghe affusolate con polsino decorato, lunghezza al pavimento. Completa l’abito un copricapo coordinato a fazzoletto foderato nello stesso tessuto ricamato che sostituisce il tradizionale velo.
Archivio Renato Balestra, Roma

RENATO BALESTRA (1924 – 2022)
WEDDING DRESS
Haute Couture 1967
Label: Balestra/Roma /Made in Italy/100%
Pure Silk
Long tunic wedding dress in ivory silk, hand-embroidered with sequins and beads. The bottom of the dress features a structured decorative band, balancing the visual presence of the bodice and headpiece from a optic point of view. The silhouette follows the modernist aesthetic of the period: a high, closefitting collar, and long and slightly tapered sleeves with decorated cuffs for a floorlength dress. It came with a coordinated handkerchief headpiece lined in the same embroidered fabric that replaced the traditional veil.
Renato Balestra Archive, Rome
LAURA BIAGIOTTI (1943 – 2017)
CAPPOTTO
circa 1972
Etichetta: Biagiotti Export
Cappotto lungo in maglia punto pelliccia, caratterizzato da palette multicolore nei toni del turchese, arancio e viola. La lavorazione tridimensionale a pelo lungo, ottenuta tramite l’intreccio di fili supplementari sul tessuto di base, conferisce al capo una straordinaria plasticità visiva e tattile, decisamente all’avanguardia per l’epoca. Il design è definito da spalle strutturate e collo alto.
Archivio Laura Biagiotti, Roma
LAURA BIAGIOTTI (1943 – 2017)
COAT
circa 1972
Label: Biagiotti Export
Long coat in fur-stitch knit, characterized by a multicoloured palette in shades of turquoise, orange and purple. The threedimensional workmanship, obtained through the intertwining of supplementary threads on the base fabric, gives the garment an extraordinary visual and tactile plasticity – decidedly avantgarde at the time. The design is defined by structured shoulders and a high collar.
Laura Biagiotti Archive, Rome


Silvana Editoriale
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Reproductions, printing and binding in Italy
Stampato da / Printed by Giuseppe Lang Arti Grafiche, Genova Finito di stampare nel mese di giugno 2026
Printed June 2026
In copertina / Cover
Elsa Martinelli a Fontana di Trevi
Elsa Martinelli at the Trevi Fountain
Archivio Storico Luce, Fondo Dial
Retro di copertina / Back cover
Dettaglio dell’abito da sera di Roberto Capucci riprodotto a p. 173
Deatil of the evening gown by Roberto Capucci on p. 173 p. 2
Due modelle con abiti Mingolini-Gugenheim in Piazza del Popolo, Roma, 1958
Models wearing Mingolini-Gugenheim couture at Piazza del Popolo, Rome, 1958
Archivio Storico Luce, Fondo Vedo p. 10
Sophia Loren ed Emilio Federico Schuberth nell’atelier dello
stilista in via XX Settembre, Roma, 1957
Sophia Loren and Emilio Federico Schuberth at the designer’s couture house in Via XX Settembre, Rome, 1957
Archivio Storico Luce, Fondo Vedo
p. 14
Dettaglio dell’abito corto da cocktail di André Laug riprodotto
a p. 179
Detail of the short cocktail dress by André Laug on p. 179
pp. 126-127
Presentazione collezione di moda della Maison Carosa sul treno
Settebello, Roma, 1959
Presentation of the house of Carosa fashion collection on the Settebello train, Rome, 1959
Archivio Storico Luce, Fondo Vedo
p. 194
Calottina di tulle rosa ricoperta di piume di organza dello stesso colore, montate a formare una frangia sulla fronte di chi lo indossa, e fiocco dello stesso materiale sulla nuca, circa 1957
Etichetta: Velia, Roma
Archivio Sartoria Farani, Roma
Pink tulle cap covered with organza feathers of the same color, mounted to form a fringe on the wearer’s forehead, and a bow at the nape of the neck of the same material, circa 1957
Label: Velia, Rome
Sartoria Farani Archive, Rome
p. 195
Calottina di tulle nero sulla quale sono montati un cerchietto imbottito doppiato di seta nera con riccioli di seta nera arricciati e filzati a mano con effetto capigliatura, circa 1960
Etichetta: Ciottoli via Damilano, Roma
Archivio Sartoria Farani, Roma
Black tulle cap with a padded headband lined with black silk and silk hand-drawn curls for a hair-like effect, circa 1960
Label: Ciottoli, Via Damilano, Rome
Sartoria Farani Archive, Rome
pp. 196-197
Roma, 1953, cocktail per la nascita del SIAM (Sindacato Italiano Alta Moda). Da sinistra si riconoscono Germana Marucelli, Vincenzo Ferdinandi, Emilio Federico Schuberth, Micol Fontana, Alberto Fabiani
Rome, 1953, a cocktail party to mark the founding of SIAM (Italian Haute Couture Union). From left to right: Germana Marucelli, Vincenzo Ferdinandi, Emilio Federico Schuberth, Micol Fontana and Alberto Fabiani
Fondo Vedo Lastre / Archivio Luce Cinecittà