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Qui Brescia n.ro 216

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EDITA PERIODICI srl

Via Bono, 10 - Bergamo

Tel. 035 270989 www.editaperiodici.it

BRESCIA MAGAZINE

Aut. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004

Edizione cartacea distribuita nelle edicole e per abbonamento postale. Versioni digitali sfogliabili su:

www.qui.bs.it

Direttore responsabile: Vito Emilio Filì segreteria@editaperiodici.it

Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it

Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it - redazione@qui.bs.it

Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it

Marketing e pubblicità Valentina Visciglio valentina.visciglio@qui.bg.it

Fotografie di:

Federico Buscarino

Sergio Nessi

Matteo Marioli

Ilaria Vidaletti

Paolo Stroppa

Daniele Trapletti

Hanno collaborato: Maurizio Maggioni

Giorgio Paglia

Haim Reitan

Luca Ruggeri

Stampa: Euroteam Nuvolera (Bs)

Informazioni 035.270989

Stampato con inchiostri a base vegetale.

OVERTOURISM CHE FASTIDIO! PERÒ...

Quando all’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso ci furono le prime avvisaglie della crisi che avrebbe travolto il settore manifatturiero, un grande movimento di opinione trasversale a tutti i partiti, alle associazioni, ai sindacati, proponeva di investire sul turismo per ricambiare i tanti posti di lavoro che si perdevano nelle fabbriche, trasferite laddove conveniva, o decimate dalla concorrenza dei paesi dell’Est.

Lo sviluppo del turismo è diventato così un vero feticcio a cui si sono votati tutti per dare occupazione ai tanti operai e impiegati che avrebbero o avevano già visto in pericolo il posto di lavoro. E potremmo dire che, se l’obiettivo era attirare visitatori da ogni parte del mondo, ci siamo riusciti benissimo. Le infrastrutture si sono adeguate con aeroporti, treni veloci, nuovi hotel e case per vacanze, i servizi di ristorazione e accoglienza si sono buttati a capofitto sul nuovo Eldorado dei turisti che, anche se arrivano in ciabatte, qualcosa devono pur mettere sotto i denti… I centri storici sono presi d’assalto per non parlare delle varie località lacustri e adesso bisogna correre ai ripari per frenare l’overturism. Per anni abbiamo rincorso e ammaliato chi veniva in Italia solo per vedere Venezia, Roma o Firenze e, pur passandoci sui piedi, si fermava al massimo un pomeriggio. Abbiamo investito ingenti risorse per promuovere le bellezze dei nostri territori, per allestire mostre, concerti ed eventi, abbiamo idolatrato Christo che con la sua passerella gialla ha fatto conoscere il Sebino in tutto il mondo. E poi l’anno delle Cultura che ha ulteriormente innaffiato la pianta del turismo e così BGAirport ha registrato un record dopo l’altro. Tutto questo è quello che era stato in un certo modo pianificato. Ed effettivamente i posti di lavoro, nei settori che hanno a che vedere con i flussi turistici, sono aumentati anche se larga parte sono appannaggio di lavoratori stranieri.

Adesso ci lamentiamo dell’overtourism che per molti versi sta puntellando la tenuta economica del nostro territorio? Certo chi abita nei centri storici o nei borghi fantastici delle provincia vedi Iseo, Sirmione, Bergamo Alta, patisce condizioni che forse erano state sottovalutate, sull’esempio di Venezia, affollata di turisti e ormai con pochissimi residenti.

Se anche voi detestate di trovarvi in coda per qualcosa che non sia una visita dal Papa, se odiate la ricerca di un posto dove mettere l’auto, evitate i mezzi pubblici stracolmi di gente accaldata, le spiagge dove devi stare dentro un perimetro di sabbia, le file sotto il sole per entrare al museo, i ristoranti trasformati in baccanali… Insomma se d’estate non volete mettere a rischio il vostro sistema nervoso... state a casa. E, SESTATE a casa… sul prossimo numero qualche dritta per cogliere il meglio dell’estate cittadina ve la daremo noi. V.E.Filì

COVERSTORY

EUROCAR

Alessandro Bettinoni General Manager Eurocar Brescia

pag. 4

LA FESTA

Grande festa per il bicentenario del ritrovamanto della Vittoria Alata

pag. 16

MILLE MIGLIA

Juan e Margarita Tonconogy vincono la 1000 Miglia 2026

pag.

YACHT CLUB BERGAMO

25 anni di buon vento festeggiati al Lazzaretto

pag.

DONIZETTI ACCADEMY

in questo numero

MOSTRA

Franca Ghitti

Una storia di altri alfabeti

pag. 8

CASAROMANO

Chef Luca Adobati Memoria, territorio e passione

pag. 24

STRABILIO

Artisti da cinque continenti per la quinta edizione di Strabilio Festival

pag. 12

GRAND PRIX

DELLE MURA

Maurizio Valzania e la nipote Rebecca alla storica gara sulle Muradi Bergamo pag.

Linea di Confine

pag. 48

ARMR

Serata di Solidarietà e alta cucina a sostegno della ricerca

pag.

LONGEVITY REVOLUTION

Un convegno promosso da Fideuram

pag. 70

SAN MICHELE ALL’ARCO

Come sarà restaurata la chiesa a fianco della Biblioteca

PORTA SUD

Modello di rigenerazione Urbana

pag.

pag. 28

Catawiki celebra

eccellenza auto mobilistica con una rara 300S

LA PROSA

La prossima stagione al Donizetti pag. 52

SOS ONCOLOGIA

A Margherita Ambrosini il premio 2026 Sos Oncologia

pag. 64

NEXT BG

Dal sedile di un aereo alla sella di una bicicletta

pag. 46

C.D.O.

Una nuova casa per la Compagnia delle Opere pag. 54

MOSTRA

Rinascere: Storie di donne sopravvissute

pag. 72

VILLA

S.APOLLONIA

In mosrta i disegni satirici di Claudio Catullo

pag. 67

MUSICA

Il programma di Estate in musica al Lazzaretto

pag.

@bresciaccadetuttoqui

Da Giugno a Settembre Musica, animazione e teatro.

NUOVA EUROCAR SI PRESENTA

Alessandro Bettinoni, General Manager Eurocar per la sede di Brescia: “L’adozione del brand Eurocar rappresenta per Brescia un passaggio significativo, che dà continuità al percorso evolutivo intrapreso negli ultimi anni. Pur cambiando il nome, rimangono immutati i valori, la professionalità e la vicinanza ai clienti che hanno caratterizzato la nostra storia. Entrare pienamente nell’identità Eurocar significa poter contare su una struttura più solida, processi più integrati e strumenti più avanzati, che ci permettono di garantire un servizio ancora più efficace e coerente con gli standard del gruppo. Il nostro obiettivo resta quello di accompagnare ogni cliente con competenza, attenzione e continuità, valorizzando al tempo stesso il forte legame con il territorio bresciano”.

Presso il Destination Porsche Bergamo è stata presentata ufficialmente la nuova identità di Eurocar che, con il progetto “One Eurocar”, avvia una fase evolutiva volta a rafforzare l’integrazione del gruppo, migliorare l’esperienza del cliente e consolidare il proprio ruolo nel panorama della distribuzione automotive italiana. A raccontare visione e obiettivi del progetto sono stati Matthias Moser, CEO di Eurocar, e Claudia Rossi, CFO, che hanno illustrato il percorso di trasformazione intrapreso dal gruppo.  Eurocar rappresenta la più grande realtà italiana nella distribuzione e assistenza dei marchi del Gruppo Volkswagen (Volkswagen, Audi, SEAT, CUPRA, Skoda, Volkswagen Veicoli Commerciali, Lamborghini e Porsche), con una presenza capillare nel Nord e Centro Italia, più di 1900 collaboratori e una rete di sedi che garantisce un presidio diretto dei principali territori automotive del Paese.

UNA RETE UNICA SEMPRE PIÙ VICINA AI CLIENTI

Claudia Rossi, CFO di Eurocar: “Il nostro obiettivo è stato rendere il sistema più efficiente e integrato, creando processi condivisi e una struttura capace di sostenere la crescita futura. Abbiamo lavorato per rendere omogenee le diverse realtà del gruppo, preservandone allo stesso tempo le peculiarità locali, che rappresentano uno dei veri punti di forza di Eurocar”.

Un sistema costruito nel tempo attraverso l’integrazione di concessionarie storiche e fortemente radicate nelle comunità locali. Il progetto One Eurocar rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso: il passaggio da una struttura articolata in distretti territoriali a un’organizzazione sempre più connessa, capace di condividere processi, visione e standard, mantenendo al tempo stesso il valore delle identità locali. Questa integrazione si traduce anche in vantaggi concreti per i clienti. La rete vendita sempre più capillare consente infatti di accedere a uno stock di più di 5000 vetture, sia nuove sia usate, ampliando le possibilità di scelta e riducendo i tempi di ricerca del modello desiderato. Allo stesso tempo la presenza di oltre 80 officine sul territorio garantisce un servizio di assistenza diffuso, tempestivo e in grado di accompagnare il cliente durante tutto il ciclo di vita della vettura. All’interno di un sistema sempre più connesso e coordinato, la condivisione delle informazioni tra le diverse sedi del gruppo permette inoltre di ricostruire con maggiore facilità la storia delle vetture e semplificare i passaggi tra vendita, assistenza e gestione del cliente. Questo si traduce in procedure più rapide, servizi più efficienti e un percorso automobilistico più fluido e intelligente, nel quale comunicazione, consulenza e assistenza dialogano in modo continuo. L’obiettivo è offrire un’esperienza sempre più coerente e riconoscibile in tutta la rete Eurocar, con gli stessi standard di qualità in ogni sede.

Matthias Moser, CEO di Eurocar: “One Eurocar nasce dalla volontà di dare una forma chiara e riconoscibile a ciò che siamo già oggi: un gruppo solido che condivide una visione comune. La continuità è il nostro punto di partenza: restano le persone, le competenze e la relazione costruita con i clienti nel tempo. L’evoluzione riguarda gli strumenti e l’organizzazione, per offrire un’esperienza sempre più semplice, coerente e di qualità”.

Claudia Rossi, CFO di Eurocar e Matthias Moser, CEO di Eurocar:

Il percorso di evoluzione si accompagna inoltre a un importante progetto di Rebranding e di definizione della nuova Corporate Identity del gruppo e dalla creazione di un nuovo sito web unico www.eurocar.it, che rappresentano la formalizzazione visiva e strategica di una trasformazione già avviata negli ultimi 3 anni. L’obiettivo è rafforzare la riconoscibilità di Eurocar come un’unica realtà organizzativa, capace di esprimere una visione che guarda al futuro, senza dimenticare le radici ed i valori dei territori che la compongono. Il nuovo posizionamento nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto direttamente i collaboratori di Eurocar, protagonisti attivi anche nella scelta del nuovo logo attraverso una votazione interna. Un processo che riflette la filosofia alla base del progetto One Eurocar: valorizzare le persone e il patrimonio di competenze costruito nel tempo, rafforzandolo attraverso strumenti, processi e una visione sempre più integrata, facendo della parola ‘insieme’ non solo un motto, ma il motore portante di questo progetto. Proprio i collaboratori saranno infatti i protagonisti della campagna di lancio della nuova identità. I loro volti e le loro storie raccontano il senso più profondo della trasformazione del gruppo, sintetizzato nel messaggio “Sempre noi, con una marcia in più”: la continuità di valori, relazioni e professionalità che hanno sempre contraddistinto Eurocar, oggi sostenuta da una struttura organizzativa più forte e coordinata. Parallelamente il gruppo ha avviato un processo di armonizzazione dei principali punti di contatto con il pubblico. Insegne, comunicazione, strumenti digitali ed experience principles vengono progressivamente uniformati per garantire un’esperienza coerente e riconoscibile in tutte le sedi, rafforzando la qualità del servizio offerto ai clienti. Un percorso di evoluzione organizzativa che ha visto un ruolo centrale anche nella governance del gruppo.

Il progetto One Eurocar segna così l’inizio di una nuova fase nella storia del gruppo: una realtà sempre più unita e strutturata, pronta ad affrontare le trasformazioni che stanno ridefinendo il settore automotive, dall’elettrificazione alla digitalizzazione fino ai nuovi modelli di mobilità.

In questo scenario Eurocar rafforza il proprio ruolo di compagno di viaggio per i clienti: un partner capace di affiancare nelle scelte, offrire orientamento nei momenti più complessi del percorso automobilistico e contribuire a rendere l’esperienza della mobilità più semplice e accessibile. Nel quadro del progetto “One Eurocar”, anche il territorio di Brescia completa il proprio percorso di integrazione all’interno della nuova identità del gruppo. Con il Rebranding avviato e concluso nel 2026, la storica realtà Saottini assume ufficialmente il nome Eurocar, recependo la nuova Corporate Identity e confermando la propria piena appartenenza a un’unica organizzazione nazionale. Questo passaggio rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso già avviato negli ultimi anni, che ha visto la progressiva armonizzazione dei processi, degli standard e degli strumenti digitali. Per la sede di Brescia, l’adozione del brand Eurocar non modifica l’impegno quotidiano verso i clienti né la solidità dei rapporti costruiti sul territorio in oltre sessant’anni di attività, ma permette di operare all’interno di una struttura più integrata e coordinata, capace di garantire un livello di servizio sempre più efficiente e uniforme. L’integrazione sotto il nome Eurocar rafforza la presenza del gruppo nel territorio bresciano e unisce il valore della tradizione locale alla visione internazionale del gruppo, ampliando le opportunità di sviluppo e migliorando la capacità di risposta alle esigenze dei clienti. Questa trasformazione incarna pienamente la filosofia del progetto: un’identità unica, sostenuta però dal contributo distintivo dei territori, che continuano a rappresentare un elemento essenziale nella relazione con le comunità locali.

Vito Emilio Filì -

UNA STORIA DI ALTRI ALFABETI

FRANCA GHITTI

Fino al 4 Aprile presso il Museo di Santa Giulia. Informazioni e prenotazioni: 030 8174200 - cup@bresciamusei.com

Orario estivo (1 giugno – 30 settembre): Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica: 10:00 – 19:00

Orario invernale (1 ottobre – 31 maggio): Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica: 10:00 – 18:00.

Per informazioni: www.bresciamusei.com

Fino al 4 aprile 2027, il Museo di Santa Giulia a Brescia dedica per la prima volta una mostra monografica a "Franca Ghitti. Una storia di Altri Alfabeti". Il progetto espositivo site specific intreccia alcune delle opere più significative della ricca produzione dell'artista bresciana con il percorso permanente del museo, instaurando un dialogo inedito con i suoi spazi e le sue collezioni. L’iniziativa, promossa da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, curata da Fausto Lorenzi e Elena Pontiggia, in stretta collaborazione con la Fondazione Archivio Franca Ghitti, è il quarto appuntamento di Palcoscenici Archeologici – dopo quelli che hanno visto protagonisti Francesco Vezzoli, Emilio Isgrò e Fabrizio Plessi – il programma culturale che Fondazione Brescia Musei dedica al dialogo tra il bene storico e archeologico bresciano e alcune delle più significative esperienze dell’arte contemporanea italiana di grandi artisti storicizzati che prevede l'installazione, site specific, di opere d’arte all'interno del percorso museale per valorizzarlo e darne una narrazione più attuale. Con questo progetto, realizzato nell’ambito dell’eredità di Bruno Romeda, Fondazione Brescia Musei prosegue inoltre nel mandato orientato alla valorizzazione degli artisti del territorio.

PER LA PRIMA VOLTA UNA MONOGRAFICA

DEDICATA A UNA DELLE VOCI PIÙ RILEVANTI DELLA PLASTICA CONTEMPORANEA ITALIANA E INTERNAZIONALE, AL MUSEO DI SANTA GIULIA A BRESCIA, LUOGO SIMBOLO DELLA STORIA DELLA CITTÀ E DELL’IDENTITÀ CULTURALE DELL’ARTISTA BRESCIANA.

L'arte di Franca Ghitti trae ispirazione e rende omaggio ai molti linguaggi non verbali custoditi nella sua terra, la Valle Camonica: dalle incisioni rupestri del primo sito in Italia a essere dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio dell’umanità” - l'artista nel 1964 fu tra i fondatori del "Centro camuno di studi preistorici" - al romanico minore disseminato tra le pievi, fino alla produzione di utensili di ferro. Anche l’esperienza delle Vicinie, antiche comunità di mutuo soccorso, riaffiora nelle sue opere come traccia di una memoria collettiva.

UNA STORIA DI ALTRI ALFABETI

FRANCA GHITTI

L’esposizione propone, per la prima volta, un inedito dialogo tra alcune delle opere più significative di Franca Ghitti (19322012), una delle voci più rilevanti della plastica contemporanea italiana e internazionale, e il percorso permanente del museo che, nel contesto dell’antico monastero di San Salvatore e Santa Giulia, racconta oltre duemila anni di storia della città. I lavori dell’artista camuna sono proposti in dialogo con le testimonianze del mondo romano, longobardo-carolingio, romanico e rinascimentale ed è come se riecheggiassero lo spirito del museo civico, nel rievocare gesti, segni, riti del vivere e del lavorare. Le opere di Ghitti, che provengono dall’Archivio Franca Ghitti, dal Museo Franca Ghitti di Darfo Boario Terme e da una collezione privata, riuniscono sapientemente scultura, pittura e architettura e ribadiscono la capacità di costituirsi come archivio di interi habitat e come memoria collettiva della comunità. Originaria della Valle Camonica, Franca Ghitti ha sviluppato una ricerca artistica unica nel panorama creativo italiano, costruita a partire dal recupero di materiali legati al lavoro — legni consumati, chiodi, scarti di segheria e di fucina — per trasformarli in opere d’arte che richiamano le forme essenziali della vita quotidiana — mappe, tavole, madie, edicole, porte, cancelli — e che, insieme, assumono la presenza solenne di monumenti rituali e sacrali. L’artista non ha innalzato il memoriale di un mondo perduto, ma ha piuttosto dato vita a un linguaggio visivo tramandato dall’antica struttura sociale, rievocando l’arte popolare attraverso la riaggregazione di pratiche in un complesso mentale e spaziale del tutto contemporaneo, aperto al confronto con il contesto europeo ed extraeuropeo. Com’ebbe modo di ricordare la stessa Ghitti, “Credo di aver iniziato giocando: segnavo linee di confine sulla terra, inconsapevolmente rifacevo i limiti dei campi, tracciavo la geometria delle coltivazioni, i muretti divisori delle proprietà, il paesaggio nel quale sono cresciuta”. E ancora: “Non ho mai avuto un’idea romantica dell’arte come emozione, sensazione, cosa privata, ma ho sempre cercato una sorta di documentazione, informazione, archiviazione. Non ho cercato la mia voce, ma tutte le voci, soprattutto le voci che nessuno ascoltava: le voci della Valle, che è un frammento della valle del mondo”. In questa tensione tra memoria locale e orizzonte universale, tra saperi manuali e costruzione intellettuale, tra reperto, materia e forma contemporanea, la mostra restituisce il senso più profondo della ricerca di Franca Ghitti: Una storia di Altri Alfabeti

Museo di Santa Giulia

Fino ad Aprile 2027

24 GIUGNO ORE 21.00 LONATO DEL GARDA

Rocca Visconteo Veneta

25 GIUGNO ORE 21.00 ORZINUOVI

Rocca di San Giorgio

29 GIUGNO ORE 21.00 GUSSAGO

Piazza Vittorio Veneto

2 LUGLIO ORE 21.00 MONTICELLI BRUSATI

Antica Fratta

Tutti gli eventi della rassegna sono a partecipazione gratuita sino ad esaurimento posti.

6 LUGLIO ORE 21.00 GARDONE VAL TROMPIA

Villa Mutti Bernardelli

7 LUGLIO ORE 21.00 PRESEGLIE

Chiesa dei Santi

Pietro e Paolo

14 LUGLIO ORE 21.00 BORGO SAN GIACOMO

Castello di Padernello

15 LUGLIO ORE 21.00 PERTICA ALTA

Chiesa di San Marco Evangelista

21 LUGLIO ORE 21.00 BARBARIGA

Chiesetta di San Pietro Martire

28 LUGLIO ORE 21.00 TRAVAGLIATO

Teatro Comunale Pietro e Adolfo Micheletti

29 LUGLIO ORE 21.00 CONCESIO

4 AGOSTO ORE 21.00 BRIONE

Chiesa di San Zenone

26 AGOSTO ORE 21.00 CALVISANO

Anfiteatro

2 SETTEMBRE ORE 21.00 FLERO

Villa Grasseni

3 SETTEMBRE ORE 21.00 MANERBIO

Villa di Rosa

Le modalità di accesso ai singoli eventi sono disponibili sul sito teatrogrande.it e sui siti delle rispettive amministrazioni. In caso di maltempo consultare il sito teatrogrande.it

STRABILIO FESTIVAL

ARTISTI DA 5 CONTINENTI PER

LA QUINTA EDIZIONE DI STRA-

BILIO FESTIVAL: 27 EVENTI DA

GIUGNO AD AGOSTO IN 16 CO -

MUNI PER IL FESTIVAL DI NUO -

VO CIRCO CHE COINVOLGE VALLE SABBIA, VALTENESI E LAGO DI GARDA

Non è estate senza Strabilio in Valle Sabbia e sul lago di Garda: il festival di nuovo circo torna per la sua quinta edizione, coinvolgendo ben 16 Comuni con un cartellone diffuso di 27 eventi tra spettacoli e laboratori ad ingresso gratuito pensati per un pubblico ampio e intergenerazionale. Una programmazione che promette di strabiliare con artisti provenienti da 5 continenti, che punta sulla valorizzazione del territorio e su una solida rete di collaborazioni tra pubblico e privato. Dal 20 giugno al 29 agosto 2026 piazze, parchi e lungolaghi si trasformeranno in un grande palcoscenico a cielo aperto, accomunati dal circo e dalle arti della meraviglia. In questi cinque anni Strabilio ha saputo consolidare una presenza culturale stabile, riconoscibile e radicata tra Valle Sabbia e Lago di Garda. Strabilio torna a Villanuova sul Clisi, Gavardo, Roè Volciano, Sabbio Chiese, Barghe, Casto, Pertica Alta, Anfo, Salò, Padenghe sul Garda e Bedizzole, e approda per la prima volta a Preseglie, Vallio Terme, Soiano, Toscolano Maderno e Gargnano. Fin dalla sua nascita Strabilio ha scelto di investire sulla provincia come luogo di produzione e fruizione culturale, costruendo un progetto capace di connettere comunità e territori diversi attraverso il linguaggio del circo. La scelta di un festival itinerante rappresenta una precisa visione culturale: rendere accessibili esperienze artistiche di qualità in provincia, valorizzando luoghi spesso lontani dai tradizionali circuiti dello spettacolo dal vivo e trasformandoli in spazi di incontro e meraviglia. Quello con il territorio è appunto un legame Imprescindibile grazie alle sinergie tra pubblico e privato che il festival riesce ad attivare: Comunità Montana di Valle Sabbia e Fondazione della Comunità Bresciana sono fondamentali nel supporto all’organizzazione e al sostegno del festival in Valle Sabbia, cuore della manifestazione con oltre la metà degli appuntamenti. Tra gli enti sovracomunali che sostengono il Festival il ringraziamento va in particolare al Main Partner La Cassa Rurale e alla Fondazione ASM.

Una programmazione che coinvolge compagnie e artisti internazionali - alcuni per la prima volta in Italia - provenienti da Cina, Finlandia, Belgio, Francia, Spagna, Germania, Argentina, Sudafrica, Australia e ovviamente Italia. Due le prime visioni nazionali: la compagnia finlandese The Race Horse Company con la ruota della morte di “SpinSane” e il duo belga Bert&Fred, tra i protagonisti dell’ultima edizione del Cirque del Festival du Demain, con il divertentissimo “Détour”.

“Strabilio Festival si conferma un luogo di incontro tra culture, linguaggi e visioni differenti, capace di portare sul territorio esperienze uniche e di grande valore umano e creativo – racconta il direttore artistico Davide Vedovelli – Un festival che continua a crescere mantenendo intatta la propria vocazione: sorprendere, emozionare e costruire comunità attraverso il linguaggio universale del circo contemporaneo”.

GLI SPETTACOLI

Come ogni anno le proposte di Strabilio coinvolgono diverse discipline del circo contemporaneo: l’edizione 2026 inizia con appuntamenti di acrobatica ad alto tasso adrenalinico. Ad aprire il cartellone in Piazza Roma a Villanuova sul Clisi è “Super Acrobatas”, spettacolo della compagnia cinese Cho Kairin – già ospite lo scorso anno al Gran Galà di Livemmo – che porta in scena il suo spettacolo di acrobatica ed equilibrismo ispirato alla tradizione del circo cinese. Tra gli appuntamenti con ritmi da cardiopalma spiccano il trapezio di “Hot&Cold” del trio Wise Fools (Finlandia/Sud Africa) che va in scena a Bedizzole e Toscolano Maderno (22-23 giugno), il già citato “SpinSane” della compagnia finlandese The Race Horse Company con la sua ruota della morte in programma con tre repliche a Gargnano, Padenghe sul Garda e Roè Volciano (13, 14, 16 luglio), ed infine “KOSTÜM” del giovane Trio Les Triphasés – già apprezzatissimi lo scorso anno in Rocca d’Anfo – che chiude il festival a Gargnano e Villanuova (28-29 agosto).

A Vallio Terme (11 luglio) lo Strabilio Galà unirà gli artisti di Spazio Circo Bergamo, realtà territoriale con cui Strabilio dialoga fin dalla prima edizione, e Fume, artista italo-australiano di fama internazionale del basket freestyle, per una serata che coinvolgerà molte delle discipline del circo contemporaneo.

Nell’ambito della clownerie, due gli spettacoli per la prima volta in Lombardia: “SHHH! Una onomatopea fisica” della compagnia italo-argentina A Tope! a Preseglie (25 luglio) e “Schwarz” del tedesco Matthias Romir al Castello di Soiano (11 agosto).

Torna a Strabilio la comicità esplosiva di Mr. Bang che sarà in Piazza della Vittoria a Salò giovedì 25 giugno con tre repliche lungo la serata. Clownerie e acrobalance saranno gli ingredienti di “Clown Spaventati Panettieri” del Duo Meroni Zamboni a Roè Volciano (26 luglio).

Nel mese di agosto la clownerie la fa da padrone con “All’inCirco Varietà” a Toscolano Maderno (1 agosto) della compagnia italo-argentina Lannutti & Corbo che riunisce comicità, magia e acrobazia. Oltre al debutto italiano di “Détour” del duo belga Bert&Fred a Padenghe sul Garda e in Rocca d’Anfo (7-8 agosto), un approccio più poetico all’arte della clownerie è quello di “Gustavo la vita” di Andrea Farnetani a Gavardo (13 agosto) e di “Dolce Salato” degli italo-spagnoli di Circo Carpa Diem in programma a Casto (22 agosto). Non poteva mancare anche il cabaret musicale, con la premiata compagnia franco-argentina Mundo Costrini impegnata in “Humanus Comicus” a Livemmo (23 agosto) e “The Crazy Mozarts” a Gavardo (24 agosto).

I LABORATORI

Anche quest’anno accanto agli spettacoli viene offerta una proposta laboratoriale dedicata a bambini tra i 6 e i 13 anni per avvicinarsi alle arti del circo attraverso il gioco e la sperimentazione. Si parte con il laboratorio di tessuti aerei guidato dalle insegnanti di Officina Dadà, in programma il sabato 27 giugno al Parco della Biblioteca di Bedizzole e domenica 28 giugno al Parco Cleten di Sabbio Chiese. L’11 luglio a Gavardo il campo da basket di Via del Signurì ospita invece il laboratorio di giocoleria freestyle con Fume, maestro del basket freestyle, che accompagna bambini e ragazzi tra tecnica, coordinazione e creatività attraverso evoluzioni spettacolari. Il percorso continua il 21 e 22 luglio con il laboratorio di diablo condotto da Brunitus - già ospite lo scorso anno all’interno dell’iniziativa Circo a Pedali - tra Roè Volciano e Padenghe sul Garda, per sperimentare una disciplina che unisce circo, ritmo e immaginazione. A chiudere il calendario dei laboratori saranno gli appuntamenti dedicati alle bolle di sapone con Michele Cafaggi, il 27 agosto a Barghe e il 28 agosto a Villanuova sul Clisi: momenti di scoperta e meraviglia in cui un gesto semplice si trasforma in esperienza creativa. Tutti i laboratori sono gratuiti con iscrizione obbligatoria tramite le biblioteche comunali aderenti.

UNA NUOVA IDENTITÀ VISIVA

Strabilio Festival si sta consolidando nel tempo, rendendosi riconoscibile e distintivo non solo nel suo modo di concepire il circo, ma anche nell’identità visiva. Grazie al lavoro dell’agenzia akòmi il festival presenta la sua nuova immagine, che rimane fedele alla precedente e che ben incarna lo spirito di leggerezza che lo anima. Online anche un nuovo sito che riflette questa nuova identità visiva.

CARTA FAN

Torna anche nel 2026 la Carta FAN di Strabilio Festival, uno strumento pensato per incentivare la partecipazione dei più piccoli e creare un legame ancora più forte con il pubblico. La tessera, integrata all'interno del pieghevole, permette di collezionare un timbro ogni spettacolo o laboratorio. Grazie al Main Partner La Cassa Rurale, per gli spettatori più fedeli premi a tema circo al raggiungimento di 10 e 15 timbri.

UN GELATO E UN ANALCOLICO STRABILIANTE

Ogni edizione del Festival viene accompagnata da collaborazioni con realtà del territorio. Anche quest’anno le gelaterie Rock proporranno lungo tutta l’estate un nuovo gusto dedicato a Strabilio: la ricetta del 2026 prevede gelato alla panna con infuso di zeste all’arancia, variegato con caramello, croccante e kataifi. Cascina Belmonte, da anni partner del Festival, ha creato il fermentato analcolico "Strabiliante" con arance amare del Garda, carciofo e finocchietto selvatico. Una ventata mediterranea che profuma di allegria e cose buone, infatti la materia prima viene dalla cooperativa slow food Terre&Sapori di Gargnano. Prodotta senza zuccheri o prodotti chimici, la bevanda viene naturalmente rifermentata in bottiglia a Cascina Belmonte a Muscoline.

Strabilio Festival 2026 è organizzato dall’Associazione Strabilio con il sostegno di: Comunità Montana Valle Sabbia, Fondazione Comunità Bresciana, Fondazione ASM, Comune di Barghe, Comune di Bedizzole, Comune di Casto, Comune di Gargnano, Città di Gavardo, Comune di Padenghe s/G, Comune di Pertica Alta, Proloco di Preseglie, Comune di Roè Volciano, Comune di Sab-

bio Chiese, Città di Salò, Comune di Soiano d/G, Comune di Toscolano Maderno, Comune di Vallio Terme, Comune di Villanuova s/C.

Main Partner: La Cassa Rurale Partner: Bonera, FDC Ingegneria, Viivace, Istante viaggi

Food&beverage Partner: Gelaterie Rock, Acqua Maniva, Cascina Belmonte, Valledoro, Caseificio Sociale Valsabbino, Linea Pane SRL di Bazzoli

In collaborazione con: Visit Valle Sabbia, Rocca d’Anfo, Sistema bibliotecario Nord Est Brescia, Officina Dadà, Spazo Circo Bergamo, Proloco Soiano, Fondazione OPCL Salò, Polisportiva di Preseglie, Oratorio di Gazzane e di Preseglie. Con il patrocinio della Provincia di Brescia Programma online: https://bit.ly/strabilio2026

FESTA DELLA VITTORIA

DAL 16 AL 20 LUGLIO UNA FESTA LUNGA CINQUE GIORNI PER FESTEGGIARE IL BICENTENARIO DELLA SCOPERTA DELLA VITTORIA ALATA

Dal 16 al 20 luglio 2026, Brescia si prepara a festeggiare il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata con una festa indimenticabile lunga cinque giorni con un articolato palinsesto di eventi, mostre, laboratori, performance, danza e musica, letture, visite guidate e un palinsesto culturale straordinario, ideato e promosso da Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, da Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze Lettere e Arti, insieme a Cavallerizza – Centro Italiano della Fotografia e MO.CA – Centro per le Nuove Culture, con la collaborazione tecnica di CTB – Centro Teatrale Bresciano e con la partnership di Visit Brescia. Proprio il 20 luglio di duecento anni fa, infatti, una campagna di scavi archeologici nell’area del Capitolium, promossa tra gli altri dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, portò alla luce, da un’intercapedine nascosta, una delle più strabilianti scoperte: la statua della Vittoria Alata, una delle sculture più importanti della romanità per composizione, materiale e conservazione, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunti fino a noi, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. Il ritrovamento fu per Brescia l’inizio di un avvincente viaggio culturale. Proprio a seguito di quella scoperta, l’artista Luigi Basiletti (1780-1859), ideatore, promotore e direttore della campagna archeologica, redasse il progetto per un Museo della città che, dal primo nucleo germinale – il Museo Patrio ospitato nel Capitolium appositamente ricostruito – è giunto fino a oggi, con la nascita dei Musei Civici di Brescia, un sistema museale unico in Italia articolato oggi nel Museo di Santa Giulia e Brixia. Parco archeologico di Brescia romana – riconosciuti sito UNESCO dal 2011 – nella Pinacoteca Tosio Martinengo, nel Castello di Brescia con il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, a cui si aggiunge la gestione e animazione culturale del multisala cinematografico Nuovo Eden, tutti gestiti da Fondazione Brescia Musei, in accordo con il Comune di Brescia. I festeggiamenti per il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata vivranno il loro apice lunedì 20 luglio; i siti di Brixia. Parco Archeologico di Brescia romana e il Museo della città, Santa Giulia, rimarranno straordinariamente visitabili, pur essendo un lunedì abitualmente di chiusura, con ingresso gratuito per tutti dalle 10 alle 16. Per l’occasione sarà disponibile un annullo filatelico speciale di Poste Italiane, dedicato proprio alla Vittoria Alata, con un francobollo che riporterà l’identità visiva che lo studio Tassinari/Vetta realizzò per celebrare il ritorno della statua in città nel 2020, dopo il restauro avvenuto all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Proprio con questa grafica Fondazione Brescia Musei fu inserita nella short list del Design Index 2021 da cui ogni anno è selezionato il Compasso d’Oro. La chiusura anticipata alle 16 sarà giustificata dalla necessità di allestire la cerimonia ufficiale programmata alle ore 19.00, al Capitolium, si terrà la cerimonia ufficiale della ricorrenza, che vedrà la rappresentanza istituzionale di tutti gli enti, le associazioni, le fondazioni, le istituzioni e le aziende coinvolte nell’ultimo decennio nei programmi di tutela, valorizzazione e sviluppo del patrimonio archeologico e nella fattispecie in particolare dei siti museali. La serata inizierà con un benvenuto musicale del Coro Marenzio e proseguirà, dopo i discorsi istituzionali, con la narrazione storica e drammaturgica a cura del saggista, performer e drammaturgo Luca Scarlini dal titolo L'impero neoclassico: storie intorno alla Vittoria di Brescia, sul tema della Vittoria, declinato attraverso la lunga eredità dell'immaginario, dei linguaggi artistici e dei valori del Neoclassicismo nella cultura e nella società del mondo lombardo-veneto.

Più spazi, più comfort, più veloci, più lontano: questa è la promessa, fatta a tutti i nostri viaggiatori, che si manifesta attraverso un aeroporto completamente rinnovato. Una rivoluzione che vedrà aggiungersi, più avanti, un altro tassello fondamentale, rappresentato dal collegamento ferroviario che renderà più agevole l’accessibilità del terminal nel quadro di un sistema di mobilità multimodale.

ACCADEMIA DELLO SPORT

PER LA SOLIDARIETÀ

50 A I CON UN’ASTA RECORD

L’ACCADEMIA DELLO SPORT

CELEBRA I SUOI 50 ANNI CON

UN’ASTA BENEFICA DA RECORD: ALLA CENA DI GALA RACCOLTI QUASI 30.000 EURO

In Fiera a Bergamo l’evento che tradizionalmente chiude l’intensa stagione del torneo di tennis: a trionfare è stata ancora una volta la beneficenza, davanti a una platea di 600 ospiti tra i quali il ministro Giorgetti, l’ad dell’Atalanta Luca Percassi, il numero uno della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi e l’ex tecnico nerazzurro Gian Piero Gasperini.

Seicento ospiti, le principali autorità civili, politiche, militari e religiose della città, della provincia e della Regione, deputati e senatori della Repubblica, capitanati dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti: nella serata di venerdì 12 giugno la tradizionale cena di Gala dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, momento finale dell’iconico torneo di tennis, ha riempito tutto il padiglione B della Fiera di Bergamo, location d’eccezione per celebrare al meglio i 50 anni dell’associazione fondata da Giovanni Licini.

“Cinquant’anni sono un traguardo importante, che porta con sé ricordi, sacrifici, soddisfazioni e, soprattutto, un lungo cammino dedicato quasi interamente allo sport e alla solidarietà – ha sottolineato Licini in apertura di serata - Guardandomi indietro, la domanda sorge spontanea: qual è il segreto di una tale longevità?

Forse non esiste una risposta unica, ma piuttosto un insieme di valorı che, giorno dopo giorno, hanno guidato ogni scelta. Cinquant'anni non sono solo un punto di arrivo, ma anche una testimonianza: che con passione, dedizione e spirito di condivisione, si può costruire qualcosa che dura nel tempo e lascia un segno concreto nella vita degli altri. Il torneo appena concluso è stata l’ennesima dimostrazione dell’attaccamento sia dei nostri sostenitori che di tutti coloro che con la loro presenza sul campo di gioco hanno voluto dare testimonianza della nostra attività”.

Tra i momenti più emozionanti del Gala, dopo la premiazione dei vincitori dei tornei sportivi, la consegna dei Golden Vip, assegnati quest’anno a Paolo Bellini, Ceo di Ar-Tex, Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Pierino Persico, fondatore del Gruppo Persico, e Giovanni Sanga, presidente di Sacbo. Senza dimenticare il già premiato Luciano Pezzoli, a cui ad aprile è stato destinato un riconoscimento speciale dell’Accademia dello Sport.

Tra gli amici non poteva mancare, ovviamente, l’ex allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini: “Per me un grande onore essere con voi ogni anno, un orgoglio appartenere a questa associazione straordinaria ed essere partecipe di quanto di straordinario

a fare”.

continuate
Giovanni Licini
Il buffet allestito alla Fiera di Bergamo
Giovanni Licini, Gianfranco Gafforelli Presidente Provincia di Bergamo, Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia, Elena Carnevali Sindaca di Bergamo, Emilio Pedretti, Angelo Binaghi, Corrado Fontana, Giancarlo Giorgetti Ministro dell’Economia, Pierino Persico, Paolo Bellini, Giovanni Sanga e Diego Selva dir. gen. investimenti Banca Mediolanum

I vincitori dei tornei: Franco Lamera, Michele Magrin e Roberto Sottocornola (doppio masch.), Marino Magrin (cat. A), Luca

Paris e Irene Bergomi (doppio misto), Cristiano Ferrante (classificati), Angelo Binaghi, Giovanni Licini, Danilo Arizzi, Cristina Radici, Gianangelo Cattaneo, Ezio Chiesa, Fabio Pasini (cat. B) e Marco Bucarelli

Giovanni Licini, Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia, Elena Carnevali Sindaca di Bergamo, Gianfranco Gafforelli Presidente Provincia di Bergamo, Emilio Pedretti e Corrado Fontana di Banca Mediolanum, Giancarlo Giorgetti Ministro dell’Economia, Paolo Bellini golden vip imprenditoria e Diego Selva dir. gen. investimenti Banca Mediolanum

Giovanni Licini, Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia, Gianfranco Gafforelli Presidente Provincia di Bergamo, Elena Carnevali Sindaca di Bergamo, Giancarlo Giorgetti Ministro dell’Economia, Pierino Persico golden vip Luciana e Gianni Radici, Cristina Radici, Angelo Radici e Marcello Persico

Giovanni Licini, Gianfranco Gafforelli Presidente Provincia di Bergamo, Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia, Elena Carnevali Sindaca di Bergamo, Giancarlo Giorgetti Ministro dell’Economia, Giovanni Sanga golden vip Fondazione Credito Bergamasco, Roberto Perico e Marina Fratus di Fondazione Credito Bergamasco

Sul palco insieme al tecnico oggi alla guida della Roma sono saliti anche il ministro Giorgetti, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli e la sindaca di Bergamo Elena Carnevali.

“Grazie a Licini ho vinto la mia Coppa del Mondo - ha scherzato il ministro, omaggiato con un oggetto d’argenteria per il titolo di miglior ministro dell’Economia e delle Finanze del 2025 secondo la rivista The Banker –La cosa bella di questa associazione è che ci sono tante persone di estrazione diversa che stanno bene insieme e hanno mantenuto la semplicità e bontà d’animo”.

“Ci sono poche persone come Giancarlo, che aiutano a tenere a galla il nostro Paese – lo ha omaggiato il governatore lombardo Fontana – Lo fa insieme al lavoro dei tanti imprenditori come quelli presenti alla cena. Un connubio che funziona”.

“Da 50 anni l’Accademia sta dando grandi soddisfazioni al territorio, per i fondi raccolti – ha aggiunto Gafforelli – Senza queste iniziative ci sarebbero tante realtà in maggiore in difficoltà”.

Giovanni Licini e Luca Percassi

Franco Lamera, Claudio Trezzi, Erminio Milesi, Marco Scaramucci, Giovanni Licini, Cristina Radici, Gianangelo Cattaneo, Danilo Arizzi ed Ezio Chiesa

nazionali e regionali di FITP Enrico Cerutti Michelangelo Dell'Edera, Gigi Terzi, Binaghi Angelo, Licini Giovanni, Maria Maderna e Luca Ronzoni

Giovanni Licini, Gianfranco Gafforelli Presidente Provincia di Bergamo, Attilio Fontana Presidente di Regione Lombardia, Elena Carnevali Sindaca di Bergamo, Emilio Pedretti, Angelo Binaghi golden vip Banca Mediolanum, Corrado Fontana, Giancarlo Giorgetti Ministro dell’Economia e Diego Selva dir. gen. investimenti Banca Mediolanum

“Il territorio bergamasco è ricco in solidarietà, concretezza e imprenditoria – ha commentato la sindaca Carnevali – Grazie a tutti i volontari e a tutti coloro che ogni giorno sostengono le attività dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà: mezzo secolo è un traguardo straordinario”.

La serata è stata però anche l’occasione per raccogliere altri fondi da destinare alla beneficenza, con una vivace asta durante la quale sono stati battuti oggetti pregiati come un anello del valore di oltre ottomila euro, le racchette da tennis autografate dei campioni italiani come Jannik Sinner, Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti e le divise della nazionale italiana maschile e femminile, firmate dallo stesso Sinner e da Jasmine Paolini. Per concludere, anche due vasetti di funghi porcini della comunità di Albareto (Parma) e del consorzio

“La Rocchetta”, donati all’Accademia dello Sport come gesto di grande umanità e vicinanza alla missione solidale. La generosità dei presenti non ha deluso le aspettative e ha permesso di incassare ben 29.600 euro.

“Dopo 50 anni il futuro è sicuramente da riscrivere – ha chiosato patron Giovanni Licini - ma di certo non esseremo l’attività a favore delle fragilità del nostro territorio, che magari verrà svolta sotto altre forme e in altre forme”.

Vertici
Laura Ghislandi, Marco Bucarelli
Gian Piero Gasperini, Giancarlo Giorgetti
Marta Arizzi e Raffaella Consoli

50^ EDIZIONE

DEL TORNEO DI TENNIS DELL’ACCADEMIA DELLO SPORT

IL BILANCIO DEL PATRON GIOVANNI LICINI: “INCREDIBILE PENSARE CHE SIAMO NATI COME UN PICCOLO CIRCOLO SOTTO AL CAMPANILE DI LALLIO E QUEST’ANNO I VINCITORI SARANNO PREMIATI DAL PRESIDENTE DELLA FITP ANGELO BINAGHI. CHIUDIAMO CON OLTRE 400 OSPITI, PIÙ DI 2.400 SCREENING GRATUITI E UN TORNEO OPEN DA 15.000 EURO”. VENERDÌ 12 GIUGNO LA SERATA DI GALA CONCLUSIVA.

Il gruppo dei volontari dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà

“Arrivo da ospite, torno da amico”: sono i fatti a confermare ancora una volta la validità del motto che accompagna il torneo di tennis dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà. L’edizione 2026 ha portato alla Cittadella dello Sport di via Gleno più di 400 persone, molte delle quali veri e propri habitué di un appuntamento ormai fisso nel calendario della tarda primavera bergamasca.

Con la serata di venerdì si sono ufficialmente chiusi i battenti della cinquantesima edizione, con le finalissime dei vari tornei e le relative premiazioni: posate racchette e palline è tempo di bilanci per Giovanni Licini, anima dell’Accademia che con determinazione e lungimiranza nel 1976 fondò l’allora Tennis Cariplo Bergamo.

“Sembra incredibile pensare che siamo partiti come un piccolo circolo sotto al campanile di Lallio e che venerdì i vincitori dei nostri tornei saranno premiati dal presidente della Fitp Angelo Binaghi – sottolinea Licini – Va al di là delle più rosee previsioni, è davvero un sogno. Per chiudere il cerchio premieremo con il Golden Vip il presidente federale: è il nostro modo per ringraziare il tennis, mezzo col quale abbiamo portato avanti la nostra missione benefica”.

Le due settimane e mezzo di torneo hanno goduto sempre del bel tempo, condizione che ha favorito una buona partecipazione di pubblico: “Anche il ristorante, gestito egregiamente dal Csi di Bergamo, ha fatto registrare numeri importanti. Avevamo il problema contrario: dove mettere tutte le persone che desideravano mangiare insieme a noi, merito anche di una cucina di livello”. Ad impreziosire la cinquantesima edizione, però, c’è stato anche un torneo Open ufficiale Fitp con montepremi da 15.000 euro, nel quale ha trionfato il pluricampione

Ezio Chiesa, Giovanni Licini, Franco Lamera e Oscar Damiani
Giovanni Licini, Claudio Chiappucci e Franco Lamera

Franco Lamera, Daniele Bagozza vincitore in Coppa del Mondo di snowboard, Maurizio Bormolini vincitore della Coppa del Mondo di snowboard, Giovanni Licini, Lucia Dalmasso bronzo olimpico nello snowboard, Cesare Pisoni dir. tecnico squadra snowboard e Mirko Felicetti vincitore in Coppa del Mondo di snowboard

Bucarelli, Franco Lamera, Kristian Ghedina, Giovanni Licini e Peter Fill

Marco Bucarelli, Franco Lamera, Charlene Guignard e Marco Fabbri medaglia di bronzo nel pattinaggio alle Olmpiadi 2026 e Giovanni Licini

Gianfranco Gafforelli Presidente della Provincia di Bergamo, Luca Rotondi Prefetto di Bergamo, Claudia Terzi Assessore di Regione Lombardia, Cesare Prandelli e Giovanni Licini

LA LISTA DEGLI OSPITI SI È ALLUNGATA DI SERATA IN SERATA, CON LA GRANDE SORPRESA DEL RITORNO DI GIAN PIERO GASPERINI: “UN AMICO CON LA A MAIUSCOLA – EVIDENZIA LICINI – CI HA ONORATO DELLA SUA PRESENZA, MA ORMAI È UNO DI NOI. ABBIAMO AVUTO PERSONALITÀ DEL MONDO DELLO SPETTACOLO, DELLO SPORT, DELL’IMPRENDITORIA, CHE HANNO PARTECIPATO NEL NOME DELLA SOLIDARIETÀ. IL NOSTRO NON È UN TORNEO AGONISTICO: È LA PRESENZA DI TANTI SOSTENITORI A TESTIMONIARE IL LAVORO CHE FACCIAMO OGNI GIORNO”.

italiano di seconda categoria Alessandro Ingarao: “Dal lato sportivo è stata la ciliegina sulla torta – spiega Licini – Non è nel nostro dna organizzare una manifestazione di carattere federale, ma se il prossimo anno ci dovesse essere l’occasione senza utilizzare fondi dell’associazione ripeteremo sicuramente”.

Tra le gemme più preziose delle attività che l’Accademia porta avanti in favore delle fragilità del territorio c’è sicuramente l’iniziativa “Lo Sport è Salute”: una settimana di screening gratuiti in 18 differenti discipline, che ha aiutato oltre 2.400 persone a conoscere il proprio reale stato di salute.

“Si conferma il valore aggiunto del nostro evento – commenta con orgoglio il numero uno dell’Accademia – I numeri sono migliori dello scorso anno ma, come hanno sottolineato i medici che ci hanno aiutati, non era importante la quantità ma la qualità del servizio. Non potevamo andare oltre certi numeri, perché avremmo perso l’essenza di esami svolti con estrema serietà e professionalità. Anche quest’anno abbiamo aiutato molte persone a uscire da un tunnel, mentre altri ci sono purtroppo entrati, ma la speranza è che l’aver fatto prevenzione e scoperto in anticipo malattie che si sarebbero potute manifestare con effetti più gravi più avanti possa fare la differenza”.

Nulla sarebbe possibile senza l’apporto fondamentale dell’esercito di oltre 50 volontari che ogni sera si sono assicurati che tutto procedesse per il verso giusto: “Un gruppo collaudato, che lavora con grande passione e garantisce un livello di ospitalità senza eguali”.

Superato il traguardo del mezzo secolo di torneo, è anche tempo di pensare al futuro, a quello che verrà: “Dopo l’estate ci siederemo attorno a un tavolo con i membri del consiglio e definiremo come andare avanti – chiosa Licini – Sicuramente l’Accademia dello Sport per la Solidarietà non fermerà la propria azione nell’aiutare le fragilità del territorio: come lo faremo lo stabiliremo tutti insieme”.

Ultimo atto della cinquantesima edizione sarà la serata di Gala di venerdì 12 giugno in fiera, con inizio alle 20: sarà l’occasione per premiare tutti i vincitori dei tornei e per raccogliere altri fondi tramite la messa all’asta di alcuni oggetti di pregio appartenenti ai migliori giocatori italiani di tennis, tra i quali Jannik Sinner, Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti.

Qui sotto: Il gruppo dell’Alta Val Pusteria con il sindaco di Monguelfo Dominik Oberstaller

Marco

Danilo Arizzi, Alessandro Masera, Lorenzo Moretti (3° class. singolare B), Giovanni Licini, Luigi Latini (2° class. singolare B), Franco Lamera, Ezio Chiesa e Gianangelo Cattaneo

50^ EDIZIONE DEL TORNEO DI TENNIS DELL’ACCADEMIA DELLO SPORT

Golden Vip Banca Mediolanum anche al presidente della Federazione Italiana di Tennis e Padel Angelo Binaghi: “Ricevere questo riconoscimento è per me un grande onore. Si tratta di una realtà che ha saputo costruire, nel tempo, un legame profondo tra sport e impegno sociale, trovando proprio nel tennis il suo linguaggio più naturale ed efficace. Fin dalle origini l’Accademia ha dimostrato come lo sport possa diventare un punto di incontro tra persone, esperienze e sensibilità diverse, crescendo negli anni fino a coinvolgere centinaia di partecipanti e numerosi protagonisti del mondo sportivo e dello spettacolo. Il tennis, in questo contesto, si conferma non solo come disciplina sportiva, ma come uno strumento potente per trasmettere valori, creare connessioni e generare un impatto reale nella comunità. Ed è proprio questo il messaggio più importante che iniziative come questa continuano a portare avanti con credibilità e continuità”.

In quella sede saranno consegnati fisicamente anche i Golden Vip 2026 a Paolo Bellini, Angelo Binaghi, Pierino Persico, Luciano Pezzoli e Giovanni Sanga. A Paolo Bellini, Ceo di Ar-Tex, il Golden Vip Premio Banca Mediolanum: “Ringrazio Giovanni e tutti i volontari per questo premio – sono le sue parole –, soprattutto perché riconosco il valore dell’attività dell’Accademia, a favore soprattutto dei meno fortunati. Sono bergamasco e quindi so quanto l’attività dell’associazione fa bene al territorio, anche durante il torneo con l’iniziativa sugli screening, che ha sensibilizzato sulla prevenzione. La cosa che mi rende più orgoglioso di quello che personalmente svolgo tutti i giorni è fare quello che mi piace, che sembra banale ma è un privilegio raro: la passione che ci metto oggi è la stessa di quel bambino che guardava le biglie di ferro”.

Il Vip d’Onore intitolato a Luciana e Gianni Radici va, invece, a Pierino Persico, fondatore dell’impresa Persico, che oggi conta mille dipendenti: “Un premio che mi gratifica per il prestigio e per l'attività che l'associazione porta avanti sul territorio, veicolando tramite lo sport valori importanti quali appunto la solidarietà e la vicinanza a chi vive situazioni di fragilità. Da tempo ne sosteniamo i progetti e le iniziative, perché crediamo che solamente tramite una grande rete benefica si possano raggiungere obiettivi ambiziosi e che vadano concretamente a supporto dei più bisognosi". Già premiato a sorpresa lo scorso 12 aprile Luciano Pezzoli: l’imprenditore bergamasco del settore tessile è stato omaggiato per il legame con l’associazione di Licini e per il sostegno offerto negli anni alla sanità del territorio. Pezzoli entrò a far parte del mondo del tennis Cariplo, che ha segnato l’origine dell’attuale Accademia, dapprima come giocatore e poi come sostenitore. Contribuì alla progettazione del Tennis “Città dei Mille” insieme a Giovanni Licini, garantendo anche la copertura finanziaria. Nel corso degli anni il suo percorso si è intrecciato con il sostegno all’Accademia e con un impegno continuo a favore del territorio e della sanità bergamasca. Il premio richiama anche le donazioni compiute negli anni a favore dell’ASST Bergamo Est, con attrezzature destinate ai reparti di senologia e otorinolaringoiatria, oltre ad altre donazioni a favore della pubblica amministrazione della Valle Seriana.

Il Premio Golden Vip Fondazione Credito Bergamasco, infine, è destinato alle mani di Giovanni Sanga, presidente di SACBO, la società che ha in gestione l’aeroporto di Milano-Bergamo (Orio Al Serio) “Il Caravaggio”. Per l’Accademia dello sport si tratta di un segno di riconoscenza per l’attenzione dimostrata verso la comunità bergamasca. “Questo riconoscimento è certamente un onore – è il commento di Giovanni Sanga – anche se noi tutti dovremmo premiare Giovanni Licini per lo straordinario lavoro che fa a favore della nostra comunità”.

Luigi Cocchetti, Marino Magrin, Giovanni Licini, Gian Piero Gasperini, Oscar Magoni
Finale doppio maschile: Angelo Carrara, Giacomo Belometti, Roberto Sottocornola, Michele Magrin, Giovanni Licini, Oscar Magoni, Marino Magrin, Alessandro Masera e Franco Lamera

LUCA ADOBATI

"La cucina è emozione, è toccare con mano la materia viva e darle nuova forma. È ricerca, ma anche gratitudine. È passato, presente e futuro che si incontrano nel piatto".

MEMORIA TERRITORIO

E PASSIONE

Intervista allo Chef del Ristorante

Casa Romano

Valentina Visciglio

ph. Luca Bassi

Entrare nella cucina di Casa Romano significa entrare in un luogo dove tecnica, sensibilità e memoria convivono ogni giorno. Oggi incontriamo lo chef Luca Adobati per parlare non soltanto di cucina, ma del percorso umano che si cela dietro ogni piatto.

Cresciuto nella storica trattoria di famiglia, Luca Adobati ha costruito il proprio percorso professionale attraverso alcune delle cucine più influenti del panorama gastronomico internazionale: dal Noma di Copenaghen alle Brigate di Yannick Alléno a Parigi, fino all’esperienza come sous chef accanto a Mauro Colagreco al Mirazur.

Oggi è tornato in Italia con una filosofia chiara e ambiziosa: ridefinire il concetto di cucina d’autore partendo dai piccoli produttori e dalle eccellenze del territorio, dando vita a un luogo in cui convivialità e raffinatezza trovano un equilibrio autentico.

LE RADICI DELLA PASSIONE

Luca, qual è il primo ricordo legato al cibo che custodisci ancora oggi?

“Più che il cibo in sé, il mio primo ricordo riguarda le persone che lo preparavano. Ricordo mia nonna Zelmira: ogni volta che cucinava lo faceva con una passione profonda, come fosse un vero atto d’amore. La vedevo preparare il suo coniglio alla bergamasca con un’attenzione che andava oltre la ricetta. Ogni gesto sembrava dire ‘ti voglio bene’ senza bisogno di parole. Lo capivi da come assaggiava il sugo, da come sistemava il piatto prima di portarlo in tavola, da quella cura silenziosa che solo chi cucina per amore sa avere. È da lei che ho imparato che il cibo non è soltanto nutrimento, ma anche linguaggio affettivo”.

C’è stato un momento preciso in cui hai compreso che la cucina sarebbe diventata la tua vita?

“In realtà non c’è stato un momento preciso. Sono cresciuto tra tovaglie, bicchieri, piatti e posate e il ristorante di famiglia è diventato naturalmente la mia vita, la mia passione, la mia ambizione. Già da bambino avevo le idee molto chiare: ho capito presto che questo mestiere non era soltanto ciò che volevo fare, ma ciò che ero destinato a vivere”.

Come descriveresti oggi la tua cucina?

“La definirei una cucina profondamente legata al territorio e alle mie radici, ma inevitabilmente contaminata dai viaggi e dalle esperienze vissute nel mondo. Mi affascina molto la componente vegetale e quella acida: cerco sempre di creare piatti diversi dal consueto, ma coerenti e armonici nel gusto, in modo da renderli accessibili anche alla clientela locale”.

Nei tuoi piatti prevale il desiderio di raccontare il territorio o quello di emozionare il cliente attraverso le esperienze vissute all’estero?

“Spesso le due cose convivono. Mi viene in mente il nostro casoncello di mare: un piatto che rappresenta perfettamente il mio percorso. È come se il casoncello bergamasco — rimasto invariato nella sua forma fosse partito per la Costa Azzurra e, lungo il viaggio, avesse incontrato pesto, agrumi e gamberi viola.Nei miei piatti convivono entrambe le anime, ma con ruoli diversi. Il territorio è la base: è identità, memoria, materia prima. Le esperienze all’estero, invece, sono ciò che mi permette di rileggere quei sapori con occhi nuovi. Non cucino per creare una cartolina del luogo né per mostrare quanto ho viaggiato: cucino per emozionare. E credo che l’emozione nasca proprio dall’incontro tra radici solide e visioni che arrivano da lontano”.

Esiste un piatto che senti particolarmente rappresentativo del tuo percorso umano e professionale?

“Onestamente no. Ci sono piatti ai quali sono molto legato, come il ‘Piccione nel nido’ oppure il nostro ‘Cordon Bleu XL’, ma cerco di non affezionarmi troppo alle creazioni. Questo mi permette di continuare a sperimentare e di cercare ogni giorno piatti nuovi, possibilmente migliori dei precedenti”.

Se dovessi associare un’emozione al tuo modo di cucinare, quale sceglieresti?

“Direi senza dubbio la passione. Ogni mattina mi sveglio con l’obiettivo di far vivere ai miei clienti un momento specialeQuando cucini con passione, dedizione e amore per la materia prima, nulla è impossibile”.

Che cosa speri rimanga nel cuore di chi esce dal tuo ristorante?

“Spero che chi lascia il ristorante porti con sé una sensazione di autenticità: il calore di un’accoglienza familiare sincera, il ricordo di un piatto o magari di una bottiglia di vino speciale. Vorrei che rimanesse l’idea che qui non si viene soltanto per mangiare, ma per stare bene”. RISTORANTE

SAN MICHELE ALL’ARCO

Si tratta di un intervento di grande rilievo per il borgo storico e per uno dei complessi culturali tra i più importanti della città. Il progetto si inserisce nel più ampio programma di adeguamento, messa in sicurezza, restauro e valorizzazione del complesso della Biblioteca Angelo Mai e della ex chiesa di San Michele all’Arco, approvato dalla Giunta nel novembre 2024, con l’obiettivo di confermare e rafforzare la destinazione culturale dell’immobile. Il progetto valorizza il patrimonio della Biblioteca civica Angelo Mai ivi conservato e, in costante dialogo con esso — anche nel suo ruolo di deposito librario —, restituisce piena funzionalità a uno spazio che da decenni è parte integrante della storia della Biblioteca. La ex chiesa, situata in piazza Vecchia-angolo via Rivola, è di proprietà del Comune di Bergamo dal 2019, a seguito della permuta con la Parrocchia di Sant’Alessandro Martire in Cattedrale che ha riguardato la chiesa del Galgario e San Michele all’Arco. La sua destinazione culturale è stata indicata come compatibile con il valore storico-artistico dell’immobile, sottoposto a tutela dal 1914 e che si trova in un contesto di altissimo pregio: nel cuore di Città Alta, all’interno del nucleo storico del sito UNESCO delle Opere di difesa veneziane, in un’area a sensibilità paesaggistica

SAN MICHELE ALL’ARCO, APPROVATO IL PROGETTO DI FATTIBILITÀ TECNICOECONOMICA PER IL RESTAURO DELLA EX CHIESA: NUOVI SPAZI CULTURALI PER LA BIBLIOTECA ANGELO MAI

molto alta e con potenziale archeologico elevato. La storia di San Michele all’Arco è profondamente intrecciata a quella della città e della Biblioteca Angelo Mai. La tradizione ne colloca le origini in età antichissima, attorno al 300 d.C., mentre le fonti documentarie la citano già tra IX e X secolo. Nel corso dei secoli la chiesa è stata sede di vicinia civile e religiosa, luogo di culto, spazio legato alla trasformazione dell’area di Piazza Vecchia e del Palazzo Nuovo e, dal secondo dopoguerra, parte funzionale della Biblioteca Angelo Mai. Nel 1955 la Curia Vescovile dispose infatti la riduzione a uso profano della chiesa e, nello stesso anno, gli spazi furono concessi al Comune per ospitare i fondi bibliografici, avviando il percorso che avrebbe portato San Michele all’Arco a diventare sede dell’emeroteca. Il nuovo progetto parte da questa storia e ne propone un riuso coerente con la natura del luogo. L’obiettivo non è soltanto restaurare un bene monumentale, ma ricomporre il rapporto tra la “memoria” della Biblioteca e il suo corpo architettonico, rafforzando il legame tra San Michele all’Arco, Palazzo Nuovo, l’atrio scamozziano e gli spazi esterni che fanno parte dell’isolato della Mai. L’intervento prevede una nuova organizzazione della ex chiesa, con una riduzione del carico oggi legato alla raccolta dell’emeroteca e la creazione di uno spazio capace di ospitare attività culturali, espositive e musicali. San Michele all’Arco potrà contestualmente funzionare sia come spazio organico della Biblioteca nella sua funzione di deposito storico, sia come luogo per mostre, incontri, manifestazioni e iniziative culturali. Accanto al recupero della ex chiesa, il progetto prevede anche la riorganizzazione degli spazi di deposito della Biblioteca Angelo Mai, dimensionati per rispondere alle esigenze della Biblioteca e dell’emeroteca in una prospettiva di lungo periodo, con la previsione di circa 7.000 metri lineari di nuove scaffalature.

JUAN E MARGARITA TONCONOGY

VINCONO LA 1000 MIGLIA 2026

ph. Daniele Trapletti

Al volante della loro splendida Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Zagato del 1931, l’equipaggio argentino è riuscito a difendere con successo la leadership dagli attacchi dei diretti inseguitori, confermando la loro bravura sui pressostati fino al traguardo di Brescia. Per Juan Tonconogy si tratta del quarto sigillo personale alla Freccia Rossa, dopo i trionfi conquistati nel 2013, 2016 e 2018, ma è la prima vittoria in assoluto ottenuta in coppia con la sorella Margarita. Un’impresa storica che di fatto interrompe la straordinaria striscia vincente di Andrea Vesco, dominatore assoluto delle ultime sei edizioni consecutive (dal 2020 al 2025). Sul secondo gradino del podio salgono proprio i bresciani Andrea Vesco e Fabio Salvinelli su Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato del 1929, coprotagonisti di una sfida che ha reso questa 1000 Miglia più che mai avvincente. Il terzo posto assoluto va invece a Lorenzo e Mario Turelli, costantemente solidi e precisi al volante della loro O.M. 665 S MM Superba del 1929. Nessuna sorpresa invece per la Coppa delle Dame che anche in questa edizione finisce nelle mani di Silvia Marini, affiancata da Francesca Ruggeri su Cisitalia 202 S MM Spider del 1947.

MOMENTI 1000 MIGLIA

Il cerchio si chiude così dove tutto è iniziato. Il convoglio della 1000 Miglia 2026 ha fatto il suo emozionante rientro a Brescia, superando la storica rampa di viale Venezia dopo aver coperto quasi 2000 chilometri di strade mozzafiato. Cinque tappe intense che hanno coniugato la tecnica di 144 Prove Cronometrate e 8 Prove di Media alla bellezza senza tempo dei paesaggi attraversati, confermando la Freccia Rossa come la corsa più bella del mondo.

Trionfano nel Ferrari Tribute 1000 Miglia

Vittorino Battaglia e Giordano Mozzi su 488 Spider del 2019, mentre In Gran Turismo Experience si sono imposti Shimitzu Ryotaro e Jari-Matti Latvala.

UN VIAGGIO LUNGO LA STORIA E LA BELLEZZA D’ITALIA

Partito da Brescia sotto un sole splendente, il serpentone degli oltre 430 equipaggi ha inaugurato un percorso inedito attraversando per la prima volta la Val Trompia e la Val Gobbia, con il Controllo Timbro alla sede della Beretta per celebrarne i 500 anni di storia, prima del bagno di folla a Lumezzane e sul Garda. Attraversato il Veneto, il convoglio ha intrapreso la discesa verso gli Appennini, superando il Passo dell’Abetone a quota 1388 metri sotto una brezza frizzante.

La terza frazione ha celebrato l’incanto della Toscana e del Lazio, tra le Prove Cronometrate sulle mura di Lucca e la spettacolare sosta pranzo in una piazza del Campo a Siena avvolta come da tradizione dal Tricolore. La risalita verso l’Adriatico nella quarta tappa ha regalato momenti di rara intensità come il passaggio sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola ad Assisi per l’omaggio a San Francesco a ottocento anni dalla scomparsa, il transito nella suggestiva Gola del Furlo e la spettacolare scalata nel cuore del Titano per il Controllo Timbro in piazza della Libertà a San Marino. Infine l’ultima e decisiva frazione partita da Rimini. Una tappa che ha visto il convoglio sfilare davanti al Castello Estense di Ferrara per poi concedersi l’ultimo pranzo nella splendida cornice delle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova, accolto dal calore del pubblico in centro storico. Nel pomeriggio, prima del rientro a Brescia, le vetture hanno affrontato gli ultimi Controlli Timbro toccando il 4º Reggimento artiglieria controaerei “Peschiera”, Guidizzolo,

Castiglione delle Stiviere e Montirone, fino al Controllo Orario finale delle ore 15:00 che ha fatto da preludio alla passerella d’onore. Finisce così l’edizione numero 99 di 1000 Miglia. Ora lo sguardo punta già al 2027, all’anno del Centenario. Una corsa che tornerà alla classica collocazione a fine maggio, nella settimana che va dal 22 al 29. L’appuntamento è per una 1000 Miglia pronta a regalare tante altre novità, ma anche le forti emozioni di sempre.

MAURIZIO A TUTTO SPRINT

Stile, gentilezza ed eleganza nei modi. Prima di aprire un negozio tutto suo per decenni è stato, nella boutique di Giuseppe Pagano, uno dei più affidabili consiglieri per l’abbigliamento maschile a Bergamo ma solo in pochi conoscono questa sua passione per le auto d’epoca. “Ho sempre sognato di partecipare alle manifestazioni dedicate alle antiche glorie su ruote e, adesso che ho smesso di lavorare e posso trovare un po’ di tempo per me, ho deciso che non me ne perdo una…

E così troviamo un inedito Maurizio Valzania al volante di una fiammante Alfa Romeo Giulietta Sprint rossa con il nostro logo sulla fiancata e sulla quale abbiamo pertecipato con lui al Bergamo History Grand Prix 2026 organizzato come ogni anno sullo storico circuito delle Mura, unico circuito al mondo su un percorso medievale.

Grazie a Maurizio e un grande in bocca al lupo per tutte le prove speciali che dovrai affrontare.

100 ANNI MERCEDES-BENZ

CATAWIKI CELEBRA UN SECOLO DI ECCELLENZA AUTOMOBILISTICA CON

UNA RARA 300S ROADSTER DEL 1953

UNA DELLE SOLE 141 MERCEDES-BENZ

300S ROADSTER MAI PRODOTTE

GUIDA L'ASTA SPECIALE DEDICATA

AL CENTENARIO DEL MARCHIO, CON UNA STIMADI 450.000 EURO.

Cento anni di innovazione, eleganza e ingegneria automobilistica. Per celebrare il centenario di Mercedes-Benz, Catawiki, il marketplace online leader in Europa per gli oggetti speciali, dedica un'asta esclusiva a uno dei marchi più iconici della storia dell'automobile.

Dal 5 al 21 giugno, collezionisti e appassionati potranno accedere a una selezione di modelli che raccontano l'evoluzione di un brand capace di ridefinire il concetto stesso di automobile di lusso. A guidare la vendita è una straordinaria Mercedes-Benz 300S Roadster del 1953, una delle sole 141 unità mai realizzate, con una stima di 450.000 euro.

300S ROADSTER: ne furono prodotte solo 141

Fondato nel 1926, Mercedes-Benz rappresenta da un secolo un punto di riferimento nell'industria automobilistica mondiale. Le sue radici affondano nella Patent-Motorwagen di Karl Benz, universalmente riconosciuta come la prima automobile della storia, dando origine a una tradizione che ancora oggi continua a influenzare il settore. Tra i modelli più ricercati dai collezionisti, la 300S Roadster occupa un posto speciale. Costruita a mano in quantità estremamente limitate nel periodo della ricostruzione post-bellica, divenne rapidamente un simbolo di prestigio internazionale, conquistando personalità come Elvis Presley e Clark Gable. "La 300S Roadster riunisce molte delle caratteristiche che i collezionisti continuano a ricercare nei modelli classici Mercedes-Benz: ingegneria, eleganza, rarità e un fascino culturale duraturo", commenta Franco Vigorito, esperto di auto classiche di Catawiki. "Introdotta dopo la Seconda guerra mondiale, rappresentava una dichiarazione di ciò che Mercedes-Benz era ancora in grado di realizzare ai massimi livelli, con ogni vettura costruita a mano in numeri estremamente limitati. È proprio questa combinazione di artigianalità e storia a rendere oggi esemplari come questo così desiderabili”.

Catawiki è il marketplace online leader in Europa per gli oggetti speciali che soddisfano le passioni delle persone. Ogni settimana vengono messi all'asta oltre 100.000 oggetti, dalle auto d'epoca all'arte, dal design agli orologi da collezione. Ogni oggetto viene selezionato e verificato da uno dei centinaia di esperti interni di Catawiki. Con sede ad Amsterdam, Catawiki serve milioni di acquirenti e venditori in tutto il mondo. Per maggiori informazioni: www.catawiki.com

Tra le auto di maggior valore vendute su Catawiki fino a oggi figurano: Mercedes-Benz 280 SL Pagode, 1968, venduta per € 162,000; Mercedes-Benz SLS Gullwing AMG

Coupe 6.2L V8, 2011, venduta per € 141,000 Mercedes-Benz 190 SL, 1957, venduta per €135,000

YACHT CLUB BERGAMO

25 ANNI DI BUON VENTO

“Venticinque anni fa un gruppo di amici ebbe un’idea semplice ma potente: promuovere la vela a Bergamo; detta così penso sembrasse quasi una follia ed ancora oggi il commento più sentito è ‘ma Bergamo non ha il mare”. Con queste parole ha iniziato il suo discorso Guido Gatti presidente dello Yacht Club Bergamo che ha recentemente festeggiato, presso il Lazzatetto, i 25 anni dalla fondazione. “Vero non ha il mare… - ha proseguito Gatti - ma aveva, e ancora oggi, ha e gruppo di persone che hanno una forte passione per la vela. Da quell’idea è nato lo Yacht Club Bergamo. Un luogo dove la vela non è mai stata soltanto uno sport, ma un modo di stare insieme. Il bello dello YCBG è che ognuno entra per andare in barca…e poi resta per le persone. Siamo cresciuti mantenendo uno spirito semplice e autentico. Non siamo mai stati un club esclusivo siamo sempre stati e continueremo ad essere un club inclusivo. Lo dimostrano le attività che proponiamo: il lago, il mare, la terra, la formazione, le regate. Tre mondi diversi, ma un’unica rotta: far vivere la vela come esperienza di condivisione. E negli anni abbiamo capito una cosa importante: la vela ha un valore enorme quando diventa accessibile a tutti. Per questo siamo orgogliosi delle collaborazioni con realtà come SBS e Vela Insieme, che ogni giorno dimostrano che il mare non chiede chi sei, da dove vieni o quali difficoltà hai. In mare c’è spazio per tutti.

La vela insegna equilibrio, fiducia, ascolto. E quando una barca parte, nessuno conta più per ciò che manca: conta ciò che ciascuno può dare all’equipaggio. Forse è questo il significato più bello dei nostri primi 25 anni. Non solo aver costruito un’associazione ma aver costruito una comunità. Una comunità fatta di soci storici e nuovi arrivati. Di chi regata da anni e di chi ha appena fatto la prima uscita. Di chi organizza eventi, tiene corsi, prepara le barche, apre la sede, sistema le vele, o semplicemente c’è.

Lo YCBG - ha concluso Gatti - vive grazie alle persone che dedicano tempo, energie e cuore, sempre come volontari, sempre con entusiasmo. E allora stasera il grazie più grande va a tutti voi. A chi c’era nel 2001. A chi è salito a bordo lungo il viaggio. E a chi ci sarà nei prossimi 25 anni. Perché il bello - come dice il nostro sito - deve ancora venire. Buon compleanno YCBG. E buon vento a tutti noi”.

PORTA SUD

IL PROGETTO DI PORTA SUD, FIRMATO VITALI SPA SOCIETÀ BENEFIT IN COLLABORAZIONE CON L’ARCHITETTO CINO ZUCCHI, PRESENTATO COME MODELLO DI RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE

Piazzale degli Alpini

In occasione dell’evento “Bergamo per il Clima”, organizzato dal Comune di Bergamo presso la Sala Consiliare di Palazzo Frizzoni e dedicato al futuro sostenibile della città, Vitali Spa Società Benefit si inserisce nel confronto, con un momento di presentazione del progetto Porta Sud, uno dei principali esempi di rigenerazione urbana attualmente in corso nell’area della stazione ferroviaria di Bergamo. Nel corso della presentazione, il team di professionisti - composto dall’architetto Cino Zucchi, dalla dottoressa Martina La Vista, Senior Manager di Vitali Spa Società Benefit, e dalla dottoressa Sara Lodrini, Associate Director e Integrated City Planning di Arup - ha illustrato la visione strategica del masterplan, concepito per ricucire la parte sud della città di Bergamo con il centro urbano attraverso un sistema integrato di connessioni ambientali, ciclopedonali e infrastrutturali. Il progetto punta a creare un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, restituendo continuità ai quartieri e valorizzando nuove forme di vivibilità urbana.

PORTA SUD PORTA SUD

Tra gli obiettivi principali del piano figurano la realizzazione di un nuovo polo intermodale capace di integrare ferrovia, tram, autobus e mobilità privata, la creazione di connessioni pedonali dirette tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari della città, oltre alla definizione di nuovi spazi pubblici e residenziali progettati secondo criteri di elevata qualità urbana e ambientale. Perchè “la cultura urbanistica e la sensibilità comune dell’oggi mostrano una crescente attenzione nei confronti della natura e della sostenibilità ambientale e una complementare riscoperta della dimensione urbana come sfondo amato e ricco di esperienze” ha spiegato Cino Zucchi, architetto a capo del progetto. “La rigenerazione di Bergamo Porta Sud rappresenta un’occasione unica di ‘fare città’, collegando tra loro funzioni e tessuti urbani oggi divisi con una nuova qualità dell’ambiente e del paesaggio. Un nuovo ‘stradone’ scavalcherà i binari collegando piazza Marconi alle scuole di viale Europa, e nuove connessioni verdi trasformeranno un’area dismessa in un quartiere vivo, ricco di servizi per l’intera città” ha continuato Zucchi. Cino Zucchi, architetto a capo del progetto.

Il progetto Porta Sud si fonda anche su una forte componente ecologica ed energetica. A dimostrarlo, il masterplan, che prevede un’infrastruttura verde diffusa composta da spazi attrezzati, attraversamenti verdi in grado di mitigare l’effetto isola di calore, migliorare la permeabilità del suolo e favorire la biodiversità attraverso l’inserimento di specie autoctone. Le soluzioni progettuali adottate seguono un approccio basato sulle Nature-Based Solutions, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza climatica e la sicurezza idraulica dell’area.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla strategia energetica del distretto, sviluppata in piena coerenza con gli obiettivi NetZero Cities 2030 della città di Bergamo. Il progetto mira all’azzeramento dell’impronta eco-

“Oggilarigenerazioneurbana nonpuòlimitarsiallatrasformazionefisicadeglispazi: devegenerareconnessioni, migliorarelaqualitàdellavita dellepersoneecontribuireagli obiettivi ambientali delle città” ha dichiarato Martina LaVista, SeniorManagerdiVitaliSpa

logica del quartiere attraverso sistemi centralizzati ad alta efficienza, autoproduzione da fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici integrati e l’eliminazione completa del gas naturale. In questa prospettiva, Porta Sud è pensato anche come potenziale modello per la nascita di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER). “Porta Sud rappresenta un’opportunità concreta per ripensare il rapporto tra infrastrutture, ambiente e comunità” ha dichiarato Martina La Vista, Senior Manager di Vitali Spa Società Benefit. “Oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città. Il nostro impegno è quello di sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità che lo vivono.”

La partecipazione a “Bergamo per il Clima” conferma l’impegno di Vitali Spa nel promuovere modelli di sviluppo urbano innovativi, sostenibili e orientati al lungo periodo, contribuendo attivamente al percorso di trasformazione della città di Bergamo.

VITALI SPA SOCIETÀ BENEFIT

Vitali SPA Società Benefit è leader internazionale e specializzato nella rigenerazione urbana, nel real estate development, nelle infrastrutture per la mobilità, nelle opere di demolizione e recupero di aree dismesse, nella lavorazione di materiali per l’edilizia e nella produzione di energie rinnovabili. Con 35 anni di storia aziendale, oltre 300 dipendenti, 5 impianti produttivi, il Gruppo ha saputo rinnovarsi continuamente, inventando soluzioni sempre più innovative, lavorando con la massima professionalità e collaborando con architetti ed enti pubblici per costruire il mondo che abiteremo domani. Con questo stesso obiettivo, continua a plasmare spazi e volumi in progetti concreti, trasformare le idee in occasioni di crescita e costruire aree urbane sempre più condivise, accessibili e sostenibili.

Martina La Vista Senior Manager di Vitali spa

PROGETTO HENNEBIQUE

RE:CITY 2026: IL PROGETTO HENNEBIQUE AL PORTO

ANTICO DI GENOVA, FIRMATO VITALI SPA SOCIETÀ

BENEFIT, AL CENTRO DEL CONFRONTO SULLA TRASFORMAZIONE URBANA DEL CAPOLUOGO LIGURE

In occasione della seconda edizione di “Re:City - Protagonisti della trasformazione urbana”, tenutasi mercoledì 10 giugno a Genova, Vitali Spa Società Benefit è stata premiata nella categoria “Rigenerazione urbana” per l’intervento nell’ex Silos Hennebique, uno dei progetti più iconici e significativi attualmente in corso nel capoluogo ligure e simbolo del più ampio percorso di trasformazione che sta interessando l’intera città.

“Rigenerazioneurbanaoggi significarestituirevaloreagli spaziecostruirevisionidilungoperiodocapacidigenerare impattosulterritorioesulle comunità.”

Il riconoscimento è stato accolto con soddisfazione da Alessio Parolari, CEO di Vitali Spa Società Benefit, che ha colto l’occasione per sottolineare come “oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare sinergie tra pubblico e privato, creare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali e funzionali delle città. Il nostro impegno è quello di sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità che lo vivono ogni giorno.”

Nel corso del summit e, in particolare, all’interno della sessione “Cantieri urbani: i progetti che stanno ridisegnando Genova”, Alessio Parolari ha presentato nel dettaglio l’intervento relativo all’ex Silos Hennebique. Nel suo intervento, ha evidenziato come Genova stia vivendo una fase di profondo cambiamento, guidata da nuove infrastrutture strategiche, interventi di rigenerazione urbana e progetti capaci di riconnettere la città al mare, restituendo spazi e nuove funzioni al tessuto urbano. Un processo che va oltre il singolo cantiere e che interpreta temi di portata europea e internazionale, quali sostenibilità, qualità della vita e resilienza urbana, come elementi centrali per la competitività e l’attrattività del territorio.

Per quanto riguarda Hennebique, Parolari ha illustrato lo stato di avanzamento delle attività: concluse le operazioni di demolizione alla fine del 2025, in questi mesi si è proceduto alla valorizzazione e al recupero dei materiali derivanti dalle lavorazioni, che sono stati riutilizzati in altri cantieri limitrofi. Inoltre, i primi mesi del 2026, hanno visto la realizzazione delle opere preliminari necessarie all’avvio della nuova fase costruttiva e nei prossimi mesi prenderanno il via gli interventi di sottofondazione e fondazione.

“Intervenire su un progetto come Hennebique significa confrontarsi con un luogo simbolico per Genova e contribuire concretamente al percorso di trasformazione che la città sta vivendo” ha dichiarato Alessio Parolari. “Rigenerazione urbana oggi significa restituire valore agli spazi e costruire visioni di lungo periodo capaci di generare impatto sul territorio e sulle comunità.”

La partecipazione a Re:City conferma l’impegno di Vitali Spa Società Benefit nel contribuire allo sviluppo di progetti complessi e strategici, capaci di accompagnare l’evoluzione delle città attraverso interventi che integrano innovazione, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio urbano.

L’ex Silos Hennebique

DAL SEDILE DELL’AEREO ALLA SELLA DI UNA E-BIKE

Dal sedile di un aereo alla sella di una e-bike, è un attimo. Cambia il mezzo di trasporto, ma non la filosofia: quella del viaggiatore alla scoperta del mondo. Con questa idea a Milan Bergamo Airport è nato “NextBG – The New Way to Explore Bergamo”, primo servizio di noleggio di biciclette elettriche premium attivato all’interno di un’aerostazione italiana, che offre a chi arriva a Bergamo la possibilità di scoprire il territorio attraverso un’esperienza autentica, sostenibile e fuori dall’ordinario. Il tutto con una piacevole pedalata (assistita, quindi adatta a tutti). Il progetto NextBG nasce dalla collaborazione tra DIF S.p.A. e Sacbo, la società di gestione del Milan Bergamo Airport, con il supporto dei partner tecnici Würth e Bergamont, accomunati da una visione condivisa orientata all’innovazione e alla mobilità sostenibile.

Il nuovo servizio è stato presentato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte Giovanni Sanga, presidente Sacbo, Giorgio Corno, presidente di DIF S.p.A., Giuseppe Paganelli, bike manager di NextBG, Enrico Maccarini, esperto di cicloturismo, fondatore e già Ceo di e-Stelvio, il primo e-bike rental nato ai piedi del passo dello Stelvio, e attuale direttore operativo di Hotel Funivia, bike hotel di riferimento nel mondo del cicloturismo a Bormio, insieme a Vittorio Stefana, responsabile clienti di territorio Würth, e a Simone Trussardi, sales and marketing manager di Bergamont. Sono oltre 25 le e-bike Bergamont (gruppo Scott Sports) di ultima generazione tra le quali si può scegliere a seconda di gusti e stile (e-MTB premium dotate di vari comfort e disponibili in diverse varianti in base alle esigenze). Il punto forte è la proposta cicloturistica. Oltre al semplice noleggio, si possono infatti vivere alcune esperienze guidate: in Città Alta, ad esempio, con “Città Alta, dove Bergamo racconta la sua storia”, gita di 4 ore comprensiva di guida cicloturistica, oppure la variante da mezza giornata che include il pranzo tipico bergamasco; in alternativa si può optare per la pedalata guidata tra le vigne del Moscato di Scanzo o fino al Castello di Malpaga, anche in questi due casi con opzione visita guidata, degustazione e pranzo. Tutte le proposte già disponibili sono illustrate sul sito Nextbg.it e altre saranno implementate nelle prossime settimane. Per chi desidera qualcosa di ancora più personale, NextBG progetta esperienze su misura, adatte a famiglie, coppie o viaggiatori individuali.

“Alcuni mesi fa, ascoltando le parole del Presidente Giovanni Sanga sul futuro dell’aeroporto, gli ho sentito pronunciare la parola aerotropoli, sostenendo la centralità di Orio al Serio rispetto allo sviluppo urbanistico dei territori limitrofi, fino a diventarne un vero e proprio epicentro. Sono le infrastrutture a favorire i collegamenti tra le persone, sia dal punto di vista sociale, sia culturale, contribuendo all’evoluzione della civiltà. L’aerotropoli di Orio al Serio, beneficerà prossimamente anche della connessione ferroviaria, che darà un ulteriore impulso alla mobilità, che non significa soltanto collegamento veloce ed efficiente: NextBg offre il noleggio di ebike per tutti, perché il cicloturista non viaggia per raggiungere in fretta una meta, ma per vivere un’esperienza scoprendo borghi e tradizioni gastronomiche, di cui la nostra provincia è particolarmente ricca. È esattamente questa la visione alla base dell’iniziativa NextBg: originando da luogo di grandissimo movimento, ci spostiamo in modo sostenibile attraverso il meraviglioso territorio bergamasco, pedalando con l’ebike, da soli o in compagnia” ha dichiarato Giorgio Corno, presidente di DIF S.p.A.

Il nostro aeroporto ha sposato il concetto di multimodalità, concentrando il proprio piano di sviluppo su linee di programma che condensassero la sostenibilità in senso lato, l’accessibilità e un approccio quanto più versatile alla mobilità connessa ai servizi di trasporto aereo. Il riconoscimento Bike Friendly attribuito a SACBO e all’aeroporto di Milano Bergamo, diventato in assoluto il primo a livello europeo a fregiarsene, è stato un punto di partenza per implementare i servizi e le attività legati all’uso della bicicletta. Il perimetro ciclabile che circonda il sedime aeroportuale consente di accedere a una ramificazione sempre più estesa della rete ciclabile territoriale e interprovinciale. Ne conseguono opportunità di grande interesse turistico, una vocazione che SACBO sostiene da sempre e ora si concretizza con l’affidamento di un servizio noleggio e-bike che va oltre la fornitura del mezzo e propone escursioni di sicuro richiamo per chi ama esplorare e conoscere i territori nelle loro peculiarità più nascoste” ha dichiarato Giovanni Sanga, presidente di Sacbo.

Giovanni Sanga, Presidente di Sacbo
Giorgio Corno, Presidente di Dif spa
Giuseppe Paganelli
Enrico Maccarini
Simone Trussardi
Vittorio Stefana

Il 21 maggio 2026, è stata una giornata straordinaria per 600 studenti e studentesse delle scuole superiori di Bergamo e provincia. Undici laboratori esperienziali sui mestieri del teatro e il debutto dello spettacolo collettivo Linea di confine per riflettere sui temi della sicurezza e della consapevolezza relazionale. Il Teatro Donizetti è diventato, così, un grande laboratorio diffuso per le nuove generazioni grazie alla Donizetti Academy 2026, progetto educativo innovativo che apre le porte del teatro alle scuole superiori del territorio e lo trasforma in uno spazio di scoperta, partecipazione e crescita. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Fondazione Teatro Donizetti e la Fondazione Dalmine ETS, si propone di intrecciare cultura teatrale, educazione e riflessione sui temi caldi del presente, offrendo ai ragazzi un percorso pratico e coinvolgente, fuori dall’ordinario.

La mattinata si è, quindi, avviata con undici laboratori, da 30 minuti ciascuno, suddivisi in tre categorie – Opera e Teatro, Pensieri e parole, Sicurezza – distribuiti negli spazi più autentici e spesso nascosti del Teatro Donizetti, tra sottopalco, sale prova, Sale Nobili, Ridotto Gavazzeni e Donizetti Studio. Gli studenti hanno avuto l’opportunità unica di scegliere e frequentare ciascuno tre proposte di workshop, una per categoria, guidati da professionisti del settore, per entrare in contatto diretto con discipline artistiche e tecniche, oltre a percorsi dedicati alla creatività, alla comunicazione e all’organizzazione, alla consapevolezza di sé e al tema della sicurezza, affrontato poi anche nello spettacolo finale.

Il percorso “Opera e Teatro” ha proposto di scoprire i segreti della voce in ambito corale con pillole di musica pop (Voce in capitolo!), cimentarsi nella direzione d’orchestra (Prova a essere un direttore/una direttrice d’orchestra), esplorare il lavoro amministrativo e gestionale del dietro le quinte (Il teatro alla scrivania) o sporcarsi le mani nel sottopalco con gli oggetti di scena (Dietro alle quinte. Attrezzeria di scena e tecnica della doratura). L’ambito “Sicurezza” ha proposto laboratori curati dagli esperti di Fondazione Dalmine per riflettere sull’evoluzione della sicurezza sul lavoro tramite enigmi, tra matematica e programmazione (Sicuri nel tempo), grafica e comunicazione efficace (Occhio alla sicurezza) e un confronto consapevole tra ieri e oggi (Più sicuri!). “Pensieri e parole” ha aperto spazi di riflessione dedicati alla consapevolezza di sé, all’ascolto del corpo e alle dinamiche relazionali, dall’individuazione delle “red flags” nei rapporti di coppia (Red flags nelle relazioni: riconoscerle per conoscersi) al teatro corporeo (Theatre is not a safe place. Laboratorio di teatro sul corpo), all’analisi del linguaggio dell’opera per scoprire e capire le nostre emozioni, relazioni, amicizie e amori (Manifesti Melomani), fino alla scrittura creativa per contrastare gli haters con la forza espressiva sui social ispirandosi all’arte giapponese (Social Kintsugi), laboratorio quest’ultimo ideato in collaborazione con la Rete scolastica provinciale di contrasto al bullismo e al cyberbullismo di Bergamo e la Provincia di Bergamo.

Massimo Boffelli, direttore della Fondazione Teatro Donizetti, con Manuel Tonolini a destra, direttore Fondazione Dalmine

“Donizetti Academy rappresenta una pietra miliare nel nostro percorso di apertura verso le nuove generazioni”, ha dichiarato Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione Teatro Donizetti. “Trasformare il Teatro Donizetti in un ambiente educativo vivo, dove 600 ragazzi possono imparare attraverso il fare e scoprire i complessi meccanismi del dietro le quinte di uno spettacolo, è un’opportunità straordinaria. Esperienze come questa sono fondamentali per i giovani: non solo perché li avvicinano ai mestieri e alla cultura teatrale, ma perché offrono loro uno spazio sicuro di crescita personale, di confronto e di sviluppo di una coscienza critica su temi cruciali come la sicurezza e le relazioni. Il teatro non è un luogo polveroso o un tempio in cui temere di entrare, ma un luogo vivo di incontro, confronto ed espressione, in cui le nuove generazioni possono e devono sentirsi protagoniste”. Manuel Tonolini, direttore Fondazione Dalmine: “Fondazione Dalmine, insieme a Fondazione Teatro Donizetti, ha messo in campo le proprie competenze per dare vita a un progetto educativo capace di intrecciare cultura industriale, arti sceniche e formazione civica. Una collaborazione che valorizza due patrimoni complementari – quello industriale e quello artistico – mettendoli al servizio della crescita delle nuove generazioni.

Fondazione Dalmine Istituita da Tenaris - parte del Gruppo Techint - con il sostegno della Fondazione Fratelli Agostino ed Enrico Rocca, promuove la cultura industriale e l’educazione tecnica, con percorsi educativi su robotica ed automazione. Conserva e valorizza un ricco archivio storico per raccontare l’evoluzione dell’industria e del territorio. Per informazioni: www.fondazionedalmine. org

Da sempre siamo impegnati nella promozione della cultura del lavoro e della sicurezza, della memoria industriale e dell’educazione alla cittadinanza attiva. In partnership con Fondazione Teatro Donizetti, grazie alla partecipazione di 600 ragazzi delle scuole, abbiamo ampliato questo impegno, creando un ponte tra storia, tecnologia e linguaggi teatrali. La scuola diventa così il punto d’incontro tra questi mondi, uno spazio dove immaginare insieme nuove forme di consapevolezza.”

E lo spettacolo finale Linea di confine ha fatto alzare il sipario su una vera e propria creazione collettiva in cinque atti, nata dal lavoro svolto durante l’intero anno scolastico dagli studenti di cinque istituti superiori della bergamasca, insieme a professionisti della scena: Ente di formazione professionale Sacra Famiglia, Istituto Betty Ambiveri, I.S.I.S. M. Mamoli, Liceo Linguistico G. Falcone e Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù”.

Ogni quadro è ispirato a storie quotidiane, che le ragazze e i ragazzi adolescenti vivono ogni giorno fuori e dentro la scuola: storie di crescita, esclusione e accettazione, di sé e dell’altro, di vocazione, ascolto, talento e condivisione. Cinque atti brevi coordinati dalla visione registica e drammaturgica di Silvia Briozzo, con le scene di Alberto Allegretti e la formazione musicale della Maestra del Coro Mariagrazia Mercaldo. Su tutte, al centro della scena come un’opera d’arte, ha dominato un grande meccanismo fatto di ingranaggi dorati a evocare metaforicamente la fabbrica, con i suoi valori di ingegno, cooperazione e trasmissione dell’energia da un componente all’altro, perché solo collaborando, nel rispetto delle regole e degli spazi nostri e degli altri, si possono generare opere grandiose. Il segreto? Trovare ciascuno di noi la nostra “linea di confine” che ci permetta, nell’armonia del gruppo, di esprimere al meglio i nostri talenti e dare voce alle emozioni, più autentiche e profonde. Il risultato? Da standing ovation.

ph. Edita
ph. Battista Marini

LA PROSSIMA STAGIONE DI PROSA AL DONIZETTI

GRANDI ATTORI, GRANDI REGISTI, TESTI CLASSICI E MODERNI: CON I SUOI SETTE TITOLI IN CARTELLONE, PER OTTO REPLICHE CIASCUNO (DAL SABATO ALLA DOMENICA DELLA SETTIMANA SUCCESSIVA; LUNEDÌ RIPOSO), LA STAGIONE DI PROSA 2026|2027 AL TEATRO DONIZETTI SI PREANNUNCIA, COME CONSUETUDINE, ALL’INSEGNA DELLA SPETTACOLARITÀ E DELLA PROFONDITÀ DEI CONTENUTI, IN UNA CONSOLIDATA VARIETÀ DI GENERI E POETICHE.

L’inizio, dal 12 al 20 dicembre 2026, è affidato a Rosencrantz e Guildenstern sono morti, tragicommedia con al centro due personaggi secondari dell’Amleto, amici d’infanzia del principe di Danimarca, assoldati da Re Claudio: il testo più famoso di Tom Stoppard viene messo in scena con il gusto della Commedia dell’Arte e vede nelle vesti dei due amici Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, affiancati da Paolo Sassanelli e da altri attori.

Nel nuovo anno, dal 16 al 24 gennaio, il Donizetti accoglierà, dopo il successo del 2024 con I ragazzi irresistibili, uno dei maestri del teatro italiano: Umberto Orsini. Il grande attore si racconterà in Prima del temporale, diario di una vita dedicata all’arte del recitare, rievocata attraverso una tipica sera prima di entrare in scena, grazie a immagini e video che riportano alla luce un passato personale che, in fondo, appartiene anche a tutti, perché attraversa e racconta la storia del nostro Paese. L’autorevole regia è di Massimo Popolizio.

AMBRA ANGIOLINI

Dal 6 al 14 febbraio si continuerà con La Reginetta di Leenane del commediografo britannico di origini irlandesi Martin McDonagh. In scena, per la regia di Raphael Tobia Vogel, Ivana Monti e Ambra Angiolini, impegnate nel dare voce a un testo che analizza la relazione chiusa di una madre e una figlia nel vortice dell’incomprensione.

Sempre in febbraio, dal 20 al 28, verrà rappresentata una delle più celebri commedie americane, Indovina chi viene a cena?. Nei panni che al cinema furono di Spencer Tracy e di Katharine Hepburn ci saranno Cesare Bocci e Vittoria Belvedere.

Ancora un testo americano, ma di taglio e ambientazione assai diversi, sarà rappresentato dal 6 al 14 marzo: Improvvisamente l’estate scorsa, thriller psicologico firmato da Tennessee Williams dove il tema del potere si insinua negli affetti familiari. Anche questa commedia, ambientata nell’America profonda degli anni Venti, fu portata sul grande schermo, sempre con Katharine Herbpurn e una giovane Liz Taylor. I loro ruoli saranno interpretati da Laura Marinoni e Leda Kreider (già protagonista in Ecloga XI, coproduzione del Teatro Donizetti con Anagoor), mentre nella parte di John Cukrowicz, che fu di Montgomery Clift, ci sarà Edoardo Ribatto.

Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori saranno gli interpreti d’eccezione, dal 10 al 18 aprile, di The Other Side, potente allegoria teatrale sul confine che smaschera l’assurdità della paura dell’altro e dei muri che ci dividono, firmata da Daniel Dorfman, drammaturgo argentino che fu consigliere culturale di Salvador Allende.

Infine, dall’8 al 16 maggio, Amleto di William Shakespeare, proposto nella versione raffinata del regista Leonardo Lidi che, attraverso una dichiarata finzione, spinge lo spettatore a scavare nelle profondità del testo.

COMPAGNIA DELLE OPERE DI BERGAMO

BENVENUTI NELLA NUOVA CASA

Luigi Brambilla condirettore CdO - Giorgio Amigoni, vicepresidente non profit CdO - Alberto Capitanio, presidente CdO - Marcella Bonacina Arch. - Sergio Serra condirettore CdO

LA NUOVA SEDE DI C.D.O. BERGAMO É UNO SPAZIO PENSATO PER IMPRESE, FORMAZIONE, RELAZIONI E BENESSERE DELLA PERSONA

È stata presentata il 14 maggio, la nuova sede della Compagnia delle Opere di Bergamo, nuovo spazio associativo progettato come luogo aperto di incontro, lavoro, formazione e networking per imprese, professionisti e realtà del territorio.

La nuova sede di via Segherie Beretta 8, a Bergamo, sviluppata su una superficie complessiva di circa 750 mq, comprende oltre 300 mq dedicati alla formazione e ai meeting, uffici operativi, sale riunioni, uffici direzionali e un grande openspace multifunzionale collegato direttamente a una terrazza di 120 mq.

Il progetto nasce dalla volontà di creare non semplicemente un ufficio, ma una vera e propria “casa” per gli associati: un ambiente aperto, flessibile e riconfigurabile, progettato per favorire relazioni, collaborazione e benessere lavorativo. Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità degli ambienti attraverso ampie superfici vetrate, illuminazione a controllo domotico, utilizzo di materiali naturali e soluzioni ispirate al design biofilico, con presenza diffusa di verde e spazi pensati per il comfort psicofisico delle persone.

«Questa nuova sede rappresenta per noi molto più di un trasferimento: è un luogo pensato per accogliere persone, relazioni, idee e lavoro. Abbiamo voluto creare uno spazio aperto e vivo, capace di favorire incontro, collaborazione e crescita, coerentemente con ciò che la Compagnia delle Opere è fin dalle sue origini: una comunità di imprenditori e opere che mette al centro la persona e il valore del lavoro come contributo al bene comune» spiega Alberto Capitanio, Presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo.

La sede rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita di CDO Bergamo, nata nel 1989 ma con radici che affondano nei primi anni ‘80 nell’esperienza dei Centri di Solidarietà sorti nell’Isola Bergamasca per sostenere l’inserimento lavorativo dei giovani. Oggi CDO Bergamo conta 1.450 imprese associate, oltre 36.000 addetti occupati e un volume d’affari aggregato di 8,2 miliardi di euro. Accanto ai servizi per le imprese – dalla formazione alla consulenza finanziaria, fino alla ricerca e selezione del personale – l’associazione promuove percorsi di confronto e collaborazione tra imprenditori e realtà del terzo settore attraverso i LAB, gruppi dedicati alla condivisione di esperienze e bisogni comuni.

Nel corso dell’inaugurazione è stata inoltre presentata la mostra “Non si può morire per un dollaro. La rivoluzione umana e imprenditoriale di Amadeo Peter Giannini”, dedicata alla figura del fondatore della Bank of America, simbolo di un’idea di impresa fondata sulla fiducia nelle persone, sul valore del lavoro e sulla capacità di sostenere il talento e lo sviluppo sociale.

“Abbiamo scelto di inaugurare questi nuovi spazi con una mostra dedicata ad Amadeo Peter Giannini perché la sua storia racconta un’idea di impresa e di finanza profondamente umana, fondata sulla fiducia nelle persone, sul sostegno al talento e sulla capacità di generare sviluppo sociale. Una visione nella quale anche CDO Bergamo si riconosce e che desidera continuare a promuovere attraverso il lavoro quotidiano e le relazioni con il territorio” conclude Capitanio.

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COSA SI RACCOGLIE A GIUGNO....

Giugno mese della mietitura e dei raccolti, siano essi il dono della terra e del duro lavoro dei contadini, oppure il prodotto di ciò che politicamente sta succedendo nel mondo.

Mesi addietro avevamo scritto che a giugno sarebbero accadute cose interessanti per i nuovi equilibri nel mondo. No, non parliamo di pace perchè serviranno ancora alcuni anni di consolidamento degli accordi intrappresi nel mondo occidentale, leggasi guerra Russia-Ucraina, e tra l’Occidente e l’Oriente, anche se nella locuzione consolidata lo definiamo Medio Oriente.

I trattati di Abramo alla fine hanno vinto, dopo una prova di forza che ha mietuto pochissime vittime tra i militari e moltissime tra i popoli interessati, soprattutto quello iraniano.

Non se ne parla più di tanto, perché essi non interessano, non li vediamo, alla fine sono dei mussulmani che hanno voluto la rivoluzione dei capi religiosi nel 1979 e che poco o nulla hanno mai fatto per ribellarsi alla loro teocrazia.

Questo è ciò che traspare e, soprattutto gli americani, hanno capito che non si esporta la democrazia con la guerra bensì la si può solo eventualemte favorire, appoggiare, ma sempre se voluta dal popolo. A dire il vero però gli iraniani non hanno potuto organizzare nessuna resistenza al potere tiranno perché tutti gli stati confinanti, dalla Siria alla Turchia all’Arabia etc, erano e sono collusi con il sistema, per cui al popolo iraniano non hanno dato neppure una pistola. Tutti mangiano e hanno i servizi, per cui… tutto tace.

Anche i 40.000 morti non esistono, nessuna Flottiglia marcia su Teheran, nessun convoglio OCSE va a vedere che succede, e ciò indica quanto il mondo sia colluso con gli Ayatollah, soprattutto Russia e Cina.

Pensavate davvero che Trump avrebbe mandato a morire i suoi marines quando l’Europa ha paura e non è disponibile a supportare l’operazione? Quando i paesi Arabi vengono bombardati con i loro stessi missili da chi aveva garantito una certa sicurezza contro il terrorismo verso di loro?

Acca nissuno è fesso avrebbe detto Totò, per cui i morti non contano se non sono di Gaza e fatti dagli Ebrei. Il petrolio e gli interessi privati sono in prima linea per tutti, per cui le nostre società opulenti pagheranno caro questo “Armistizio”, cioé una tregua armata che non è un cambiamento epocale, solo un indirizzo futuro. Come per la guerra in Ucraina, entro ottobre tutto si appianerà perché ormai la fallace missione europea è fallita, la corruzione di quel paese è sotto gli occhi di tutti, la potenza militare di entrambi i contendenti è aumentata e la nostra europea diminuita.

La pressione economica contro la russia entro fine anno si ritorcerà ancora di più contro di noi e le elezioni in Francia Inghilterra e Italia nel 2027 si fanno più vicine, come anche una possibile erosione del potere dei governanti europei.

Leggendo tra le righe si è già cominciato a predisporre una logica di posizionamento per il cambio, soprattutto dopo che la BCE ha alzato i prezzi del denaro invece di lasciarlo stabile… Segnali, come quelli delle borse, cioè i mercati, che ci dovrebbero far riflettere.

Nel contesto generale, non esistendo una vera Europa Federale, ecco che avanzano le idee popolari del Generale

Vannacci, che ha scritto in due libri il suo pensiero e cosa averebbe voluto succedesse….

Nessuni gli credeva ed eccoli qui.

Chi si contrappone? Renzi e il campo santo o Salvini al quale ‘e sfuggita’ di mano la situazione.

Marina Berlusconi? Io propenderei più per una maggioranza silenziosa che possa identificare qualcuno di adeguato a cui unirsi per fare un vero centro che possa poi essere ago della bilancia tra 4 entità: sinistra, sinistra-centro centro-centro destra-destra.

Eccoci qui con il tormentone estivo che deve tenere conto di ogni realtà locale del nostro territorio, dalla sicurezza, alla immigrazione incontrollata, al potere della Caritas, alla viabilità che ci permetta di vivere senza ansia da persecuzione della burocrazia.

Ritengo che si debba partire dal basso a rivedere ciò che ancora potremmo fare e fare ammenda di ciò che non è stato possibile attuare. Buon vento a tutti

POLITICANDO
di Maurizio Maggioni

ARTE è RICERCA 2026

UNA SERATA DI SOLIDARIETÀ E ALTA CUCINA

E 13.000 EURO A SOSTEGNO DELLA RICERCA

SULLE MALATTIE RARE

ph. Sergio Nessi

Si è conclusa con grande partecipazione ed emozione la quinta edizione di “Arte è Ricerca”, l’evento promosso dalla Fondazione A.R.M.R. – Aiuti per la Ricerca sulle Malattie Rare, che anche quest’anno ha trasformato la splendida cornice del Monastero di Astino in un luogo di incontro, solidarietà e sostegno concreto alla ricerca scientifica. Una serata esclusiva che ha lasciato un segno ben oltre il momento conviviale: ogni presenza si è tradotta in un aiuto concreto per sostenere i giovani ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS impegnati nello studio delle malattie rare, o rendo nuove possibilità di cura e speranza a chi ogni giorno a ronta patologie spesso ancora prive di risposte.

e vice

Vittoria Guadalupi e Beppe Mazzoleni, Presidente
presidente della Fondazione Aiuti Ricerca per le Malattie rare

Oltre 200 ospiti hanno scelto di partecipare all’iniziativa, confermando ancora una volta la vicinanza del territorio e della comunità alla missione della Fondazione A.R.M.R., che da anni sostiene la ricerca scientifica come strumento fondamentale per costruire il futuro. La serata ha inoltre permesso di raccogliere più di 13.000,00 euro. Lo chef Mirko Ronzoni ha coinvolto gli ospiti in uno speciale show cooking firmando un piatto pensato per valorizzare gusto, territorio e creatività: risotto piselli, limone e menta con polvere di Salva Cremasco. Un’esperienza gastronomica ra inata. L’evento ha rappresentato ancora una volta un importante momento di condivisione tra imprese, sostenitori, volontari e cittadini accomunati dalla volontà di sostenere la ricerca indipendente e i giovani talenti scientifici che ogni giorno lavorano per sviluppare nuove cure e migliorare la qualità della vita dei pazienti a etti da malattie rare. Fondamentale, come sempre, il contributo dei volontari e delle aziende che hanno sostenuto la realizzazione della serata, permettendo alla Fondazione di trasformare un evento speciale in un gesto concreto di speranza e futuro.

“Ci sono serate che finiscono quando si spengono le luci, e altre che continuano a fare la di erenza nella vita delle persone. Anche quest’anno abbiamo riscontrato una straordinaria partecipazione e una forte volontà di sostenere concretamente la ricerca” ha dichiarato Vittoria Guadalupi, Presidente della Fondazione A.R.M.R. Lo chef Mirko Ronzoni ha coinvolto gli ospiti in uno speciale show cooking firmando un piatto pensato per valorizzare gusto, territorio e creatività: risotto piselli, limone e menta con polvere di Selva Cremasco. Un’esperienza gastronomica ra inata. L’evento ha rappresentato ancora una volta un importante momento di condivisione tra imprese, sostenitori, volontari e cittadini accomunati dalla volontà di sostenere la ricerca indipendente e i giovani talenti scientifici che ogni giorno lavorano per sviluppare nuove cure e migliorare la qualità della vita dei pazienti a etti da malattie rare. Fondamentale, come sempre, il contributo dei volontari e delle aziende partner che hanno sostenuto la realizzazione della serata, permettendo alla Fondazione di trasformare una cena speciale in un gesto concreto di speranza e futuro.

“Desidero ringraziare di vero cuore tutti coloro che hanno scelto di essere accanto alla Fondazione A.R.M.R. anche in occasione di “Arte è Ricerca 2026”, dallo chef Mirko Ronzoni a ogni singolo sostenitore e partecipante alla serata. Ogni presenza, ogni gesto di sostegno, ogni contributo ricevuto rappresenta per noi un segno concreto di fiducia nella ricerca scientifica e nei giovani ricercatori che ogni giorno lavorano per dare nuove speranze a chi convive con una malattia rara. È grazie a questa straordinaria vicinanza che possiamo continuare a trasformare la solidarietà in opportunità, cura e futuro” ha concluso la presidente Vittoria Guadalupi. La ricerca sulle malattie rare ha bisogno di continuità, fiducia e persone che scelgano di esserci. Serate come “Arte è Ricerca” dimostrano che, quando una comunità si unisce attorno a un obiettivo importante, la solidarietà può trasformarsi davvero in opportunità concrete per il futuro. La Fondazione A.R.M.R. continuerà a sostenere con impegno i giovani ricercatori dell’Istituto Mario Negri IRCCS, a inché la ricerca possa continuare a generare conoscenza, cura e speranza per chi a ronta ogni giorno una malattia rara. (Federica Sorrentino)

A MARGHERITA AMBROSINI IL PREMIO 2026 DI SOS ONCOLOGIA

VINCE LA RICERCA SUL TUMORE AL COLON-RETTO METASTATICO DELLA DOTT.SSA MARGHERITA AMBROSINI IL X PREMIO PER LA RICERCA ONCOLOGICA DELL’ASSOCIAZIONE S.O.S. ONCOLOGIA E SOCIALE

Durante la Cena di Gala dell’Associazione S.O.S. – Solidarietà in Oncologia e Sociale, svoltasi il 15 maggio alla Cascina San Carlo di Caravaggio, alla presenza di oltre 450 persone, è stata consegnata la borsa di studio del valore di 15.000 €, per la X edizione del Premio per la Ricerca Oncologica, e la menzione speciale del valore di 3.000 € e le cinque menzioni da 1.500 € ciascuna.

La serata è stata introdotta dal Dott. D’Alessio, Vicepresidente e anima dell’Associazione nata da una sua fondamentale convinzione: “aiutare la ricerca deve significare aiutare concretamente chi la ricerca la fa davvero. Grazie a tutte le persone che in questi anni hanno collaborato e sostenuto questo progetto, senza cui non saremmo arrivati dove siamo oggi”. Nel suo discorso ha citato anche Alex Zanardi, ricordando una sua frase: “non esiste un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, ma solo gente affamata. Anche SOS è ‘affamata’ di solidarietà, e grazie a questo siamo riusciti a creare un Premio importante e un’associazione viva, insieme a tutte le persone presenti a questa serata”. Ha infine concluso ricordando il senso profondo di ciò che l’associazione fa: “solo chi è passato attraverso una grande sofferenza, a causa di esperienze che, talvolta, sconvolgono le nostre vite, come nel caso di un tumore, impara ad apprezzare e vivere il momento presente, e a rialzarsi con più forza e creatività”.

Ha poi proseguito gli onori di casa l’Ing. Umberto Tibaldi, Presidente dell’Associazione, che ha ringraziato la Regione Lombardia e l’Università degli Studi di Bergamo per la concessione del loro Patrocinio, motivo di grande orgoglio per tutta l’Associazione, nonché i diversi sponsor, tra i quali la Fondazione Banca popolare di Bergamo e la Fondazione Cassa Rurale BCC Treviglio, che con il loro contributo hanno consentito di distribuire premi davvero significativi. Ha aperto poi la serata di convivialità in attesa di ospitare sul palco i vincitori di Premio e delle diverse menzioni.

Nel rimarcare l’importanza del lavoro di ricerca, il Presidente ha evidenziato che «la ricerca è davvero fondamentale per mettere a disposizione dei medici, impegnati ogni giorno nel campo dell’oncologia, nuove possibilità terapeutiche che possono migliorare, sempre di più, l’aspettativa e la qualità della vita dei pazienti» e ha infine colto l’occasione per ringraziare il dott. Andrea D’Alessio, oltre che vicepresidente dell’Associazione, anche membro della Commissione per l’assegnazione del Premio, per aver dato vita all’Associazione stessa e per il grandissimo lavoro profuso, in tutti questi anni, nell’organizzazione del Premio. Proprio per celebrare i 10 anni del Premio e dell’Associazione SOS, a fine serata è stata conferita una pergamena commemorativa al dott. D’Alessio, in un momento molto emozionante di condivisione con tutti i partecipanti.

Il Premio per la Ricerca Oncologica è nato infatti con lo scopo di valorizzare il lavoro dei giovani ricercatori selezionati, tutti under 35 con pubblicazioni attive sulle più importanti riviste internazionali.

Il lavoro di ricerca della vincitrice Margherita Ambrosini, Oncologa presso Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, si è concentrato su pazienti con un tumore al colon-retto metastatico caratterizzati da una particolare mutazione genetica: “con il nostro lavoro abbiamo dimostrato che i pazienti beneficiano in modo molto elevato del trattamento con immunoterapia, anche a lungo termine, risultato che non si era mai osservato con le cure tradizionali quali la chemioterapia. Lo studio è importante perché apre una nuova opzione di cura per tutti questi pazienti”.

Le sei menzioni per i lavori più significativi sono state consegnate rispettivamente: la menzione di 3000 € a Laura Cogrossi (ricercatrice presso IRCCS Ospedale San Raffaele), che ha studiato come un’alimentazione ricca di fibre possa rallentare o addirittura bloccare la progressione del mieloma multiplo; mentre le menzioni di 1500 € ciascuna rispettivamente a Federico Rossari (medico specializzando e ricercatore presso IRCCS Ospedale San Raffaele) con una ricerca su terapie geniche che modifichino il sistema immunitario per combattere i tumori dall’interno; Martina Spiga (ricercatrice presso il Laboratorio di Ematologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano) che si è occupata di potenziare le terapie cellulari per ingegnerizzare linfociti T per trattamento del tumore al pancreas; Rita El Khouri (ricercatrice presso IRCCS Ospedale San Raffaele) con uno studio che si occupa di potenziare i linfociti T del sistema immunitario per riconoscere in maniera precisa le cellule tumorali nel caso di tumore al colon-retto; Rita Trozzi (ginecologa oncologa presso IRCCS Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli) la cui ricerca ha indagato pazienti con tumore ovarico che hanno sviluppato metastasi cerebrale, identificando target per future terapie e marker che possano predirne l’insorgenza; Francesca Caprioglio (ricercatrice post-doc presso Università Vita-Salute San Raffaele) ha dimostrato come nel mesotelioma, con tecniche di sequenziamento della singola cellula, si è visto che alcune cellule assumono le caratteristiche di fibroblasti, identificando un nuovo possibile bersaglio terapeutico.

Insieme al presidente Umberto Tibaldi e ai prof. Gianvito Martino, Prorettore alla ricerca e alla terza missione presso l’Università Vita e Salute San Raffaele, prof.ssa Anna Falanga, già Direttore Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, membri della commissione scientifica, nel premiare i ricercatori si sono alternati anche numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il rettore dell’Università degli studi di Bergamo Sergio Cavalieri, e della società civile: l’on. Rebecca Frassini, l’Assessore alla Casa e Housing Sociale della Regione Lombardia Paolo Franco e i Consiglieri Regionali Giovanni Malanchini e Davide Casati, hanno accolto sul palco i premiati evidenziando l’importanza del loro operato e di quello dell’Associazione. Sono intervenuti alla premiazione anche diversi rappresentanti delle aziende che, in veste di sponsor, hanno contribuito al finanziamento della Borsa di Studio e delle menzioni.

Il Presidente Tibaldi ha concluso la serata ricordando che l’Associazione è composta da moltissimi membri attivi, tra cui le instancabili Rachele Pisoni e Nadia Oliva che, come ogni anno, hanno organizzato una serata di grandissimo successo, e rappresentano un punto fermo nella storia dell’Associazione.

L’Associazione S.O.S. Oncologia e Sociale è lieta di dare appuntamento per la XI edizione del Premio per la Ricerca Oncologica che si svolgerà nella primavera del 2027

CLAUDIO CATULLO A VILLA SANT’APOLLONIA

È stata inaugurata il 19 giugno la mostra personale di Claudio Catullo, secondo appuntamento dell’edizione 2026 di “Casa di Cultura”, la rassegna artistica promossa da Villa Sant’Apollonia e giunta quest’anno alla sua quarta edizione. L’evento ha richiamato numerosi ospiti, appassionati d’arte e amici dell’artista, che hanno condiviso una serata di incontro e dialogo all’insegna della cultura e della convivialità.

Attraverso vignette, caricature e ritratti, Catullo – definito “umorista malinconico” – propone uno sguardo originale sulla realtà, capace di unire leggerezza, ironia e profondità. La mostra si inserisce nel percorso culturale voluto dai fratelli Paolo e Giorgio Toffanetti, che negli anni hanno trasformato Villa Sant’Apollonia in un luogo aperto alla città, dove la cura della persona incontra il valore dell’arte, delle relazioni e della condivisione. L’appuntamento con Casa di Cultura proseguirà il prossimo 9 ottobre con l’inaugurazione della terza mostra in calendario. Una data da segnare fin d’ora in agenda per continuare a condividere un percorso che, attraverso linguaggi artistici differenti, rinnova il dialogo tra cultura, territorio e comunità. Per saperne di più: www.villasantapollonia.it (Valentina Visciglio)

Bergamo Via Giovanni Motta, 37 Telefono: 035 347172

LONGEVITY REVOLUTION

Il tema della longevità è stato affrontato non come semplice allungamento dell’aspettativa di vita, ma come un vero e proprio cambio di paradigma. Vivere più a lungo significa infatti ripensare il modo in cui le persone progettano il proprio futuro, gestiscono il tempo, organizzano le priorità familiari e professionali e, non da ultimo, pianificano le proprie risorse finanziarie.

A portare valore al confronto sono stati gli interventi del professor Giuseppe Pedeliento, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Bergamo, e di Juri Ambrosioni, longevity coach .

Due prospettive diverse ma complementari, capaci di offrire alla platea una lettura ampia del fenomeno: da un lato l’evoluzione dei comportamenti, dei bisogni e delle scelte delle persone in una società sempre più longeva; dall’altro l’importanza di accompagnare questo cambiamento con maggiore consapevolezza, benessere e responsabilità individuale.

Nel corso della serata è emerso con chiarezza come la longevità non riguardi solo la salute o la qualità della vita, ma incida profondamente anche sulla gestione del patrimonio. L’allungamento della vita media porta con sé nuovi bisogni, nuovi orizzonti temporali e nuove responsabilità. Per questo la pianificazione finanziaria deve sempre più confrontarsi con il concetto di life cycle, cioè con le diverse fasi della vita dell’investitore: dalla giovinezza alla piena maturità, fino agli anni in cui protezione, stabilità e passaggio generazionale assumono un ruolo centrale.

Ogni fase della vita richiede infatti approcci differenti al rischio, agli obiettivi, alle opportunità di rendimento e alla tutela del patrimonio. È in questa prospettiva che il ruolo del consulente finanziario assume una dimensione ancora più rilevante: non solo supportare le scelte di investimento, ma aiutare le persone a costruire un progetto coerente con la propria storia, le proprie necessità e le proprie aspirazioni future.

UNA SERATA DI CONTENUTO, CONFRONTO E RELAZIONE HA ANIMATO RECENTEMENTE LA SEDE FIDEURAM DI BERGAMO, DOVE SI È SVOLTO L’EVENTO “LONGEVITY REVOLUTION”, PROMOSSO DAL REGIONAL MANAGER FIDEURAM MATTEO SPAGLIARDI, CON IL COINVOLGIMENTO DELLA DIVISIONE DI BERGAMO RAPPRESENTATA DA FABRIZIO GALAVERNI DIVISIONAL MANGER FIDEURAM.

La regia dell’iniziativa, curata da Matteo Spagliardi, ha permesso di valorizzare sia la componente divulgativa sia quella relazionale dell’evento. Accanto a lui, un contributo fondamentale è stato offerto da Marco Sammaciccia, Private Banker Fideuram, che ha coadiuvato l’organizzazione e partecipato attivamente ai momenti di confronto, confermando l’importanza del lavoro di squadra all’interno della struttura bergamasca.

Particolarmente apprezzato è stato anche il dibattito finale, che ha visto il coinvolgimento di Spagliardi, Ambrosioni e Sammaciccia. Un momento diretto e partecipato, pensato per rendere i contenuti ancora più fruibili per la clientela presente e per tradurre concetti complessi in riflessioni concrete, vicine alla vita quotidiana delle persone.

La numerosa partecipazione, con circa cento invitati, ha reso l’incontro particolarmente vivo e coinvolgente. Alla serata hanno preso parte anche Zero Contenuti, società di marketing ed eventi, e Qui Bergamo, rivista dedicata alla città e al territorio, a conferma dell’interesse suscitato da un tema che unisce dimensione economica, sociale e culturale.

A conclusione dell’evento, gli ospiti si sono ritrovati nel prestigioso Chiostro di Santa Marta, dove si è svolto un buffet che ha offerto ai partecipanti l’occasione di dialogare con i relatori, confrontarsi con i propri consulenti e condividere un momento di piacevole incontro.

“Longevity Revolution” ha così rappresentato non solo una serata di approfondimento, ma anche un’occasione per riflettere su una trasformazione già in atto: una vita più lunga richiede più scelte, più consapevolezza e più responsabilità. In questo scenario, la consulenza finanziaria si conferma un presidio essenziale per accompagnare le persone nella costruzione di un futuro sostenibile, equilibrato e coerente con le diverse stagioni della vita.

ph. Sergio Nessi - Gallery su: qui.bg.it

Fondazione MIA ha presentato ad Astino la mostra dedicata all’opera di Francesco Jodice, tra gli artisti più innovativi del panorama artistico italiano, che con le sue immagini ha operato una lettura politica del paesaggio a scala globale.

Il progetto espositivo ad Astino per l’estate 2026 vuole proseguire nel solco tracciato in questi anni, approfondendo ancora di più il tema del paesaggio. Con un’importante novità: dopo avere indagato la generazione dei maestri della fotografia italiana degli ultimi trent’anni (tra cui Luigi Ghirri, Franco Fontana, Mario Giacomelli, Olivo Barbieri, Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Gabriele Basilico, Roberto Salbitani), quest’anno l’esposizione avrà come protagonista un autore delle ultime generazioni: Francesco Jodice, tra i nomi più riconosciuti, anche all’estero, dell’arte e della fotografia italiana contemporanea.

Nato a Napoli nel 1967, dove si è laureato in architettura e urbanistica, Francesco Jodice vive a Milano. La sua ricerca artistica indaga i mutamenti del paesaggio sociale contemporaneo, con particolare attenzione ai fenomeni di antropologia urbana e alla produzione di nuovi processi di partecipazione. I suoi progetti mirano alla costruzione di un terreno comune tra arte e geopolitica, proponendo la pratica artistica come poetica civile.

La mostra Luoghi comuni pensata appositamente per gli spazi del Monastero di Astino si concentra sulle ricerche che nel lungo periodo l’artista ha svolto in Italia, centro emblematico, anche per la sua storia millenaria, dove indagare le trasformazioni che stanno modificando in maniera irreversibile il nostro modo di percepire e vivere i luoghi che abitiamo e allo stesso tempo per un’indagine sulle modificazioni dello sguardo, dunque sul modo con cui conosciamo il mondo, un mondo non più comprensibile da un unico punto di vista.

Per la mostra ad Astino Jodice realizzerà anche un lavoro site specific, tratto dal progetto The Room e pensato appositamente per gli spazi del Monastero. Utilizzando alcune pagine del quotidiano “L’Eco di Bergamo” cancellate dalla vernice: le parole che si leggono raccontano la nostra città e il nostro Paese. Attraverso frasi sospese, singolarmente insignificanti, viene così restituita una fotografia diversa del paesaggio culturale italiano.

Scrive Corrado Benigni nel testo del libro (edito da Electa) che accompagna la mostra: “La sua ricerca, innovativa e multiforme, è un invito a guardare dentro le immagini – e dunque dentro il reale – in profondità, a cercare il vero nella rappresentazione. In questa direzione il suo lavoro si inserisce in una più ampia riflessione sul tema del visibile e della rappresentabilità di un esterno che si è fatto complesso, sulla condizione contemporanea che non mette in crisi soltanto le strutture economiche, politiche o simboliche, ma investe in modo radicale la figura stessa del soggetto e il suo rapporto con gli spazi”. In occasione della mostra è stato realizzato il volume bilingue, italiano e inglese, pubblicato da ELECTA che riunisce 90 immagini. Con testi di Corrado Benigni formato cm 24x28, rilegato con copertina rigida.

RINASCERE STORIE DI DONNE SOPRAVVISSUTE

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA IMMERSIVA

PROMOSSA DA INSIEME PER MANO ETS

UN VIAGGIO VISIVO ED EMOTIVO TRA

DOLORE, RESILIENZA E SPERANZA PER RACCONTARE LE STORIE DELLE DONNE

SOPRAVVISSUTE AI RAPIMENTI DELLA

LORD’S RESISTANCE ARMY NEL NORD UGANDA

LA MOSTRA

Insieme per Mano ETS presenta “Rinascere – Storie di donne sopravvissute”, una mostra fotografica immersiva ideata e curata da Giada Antonini Cencicchio, nata per far conoscere il progetto di empowerment sociale e lavorativo dedicato alle donne sopravvissute ai rapimenti perpetrati dai ribelli della Lord’s Resistance Army (LRA) durante la guerra civile che ha devastato il Nord Uganda per oltre vent’anni. Attraverso fotografie, video, testimonianze e installazioni ambientali, la mostra accompagna il visitatore in un percorso esperienziale che va oltre la semplice osservazione, favorendo empatia, consapevolezza e coinvolgimento personale.

L’esposizione racconta le storie di donne che, rapite ancora bambine, dopo aver subito violenze, prigionia ed esclusione sociale, stanno oggi costruendo un nuovo futuro grazie al progetto sostenuto da Insieme per Mano ETS e realizzato insieme al partner locale Comboni Samaritans of Gulu. Dal 2016 il progetto ha accompagnato oltre 500 donne in percorsi di rinascita personale, autonomia economica, formazione professionale e ricostruzione di reti sociali basate sul sostegno reciproco. Periodo di apertura: fino al 28 giugno 2026.

Giorni e orari di visita: dal venerdì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 20.30

CHI È INSIEME PER MANO ETS

Insieme per Mano ETS Via Roma, 45 Nembro (BG) www.insiemepermano.it NELLA RINASCITA

Insieme per Mano ETS è un'associazione non-profit impegnata dal 2013 nella cooperazione internazionale e nella tutela e promozione dei diritti delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità estrema, in contesti di emergenza e sviluppo. La sua missione è accompagnare processi di crescita e cambiamento sostenibili, attraverso l'empowerment economico, l'accesso all'istruzione, la tutela della salute e il rafforzamento del tessuto sociale. Al centro del suo lavoro c'è la convinzione che la rinascita non sia mai solo individuale, ma sempre profondamente collettiva e passi attraverso la dignità, l'ascolto e la pace. L'organizzazione ha realizzato oltre 50 progetti in 4 continenti. In Africa, segue un approccio che mette al centro le persone e le comunità, valorizzando le risorse locali e il ruolo delle donne come motore di cambiamento. Il progetto in Uganda è sviluppato insieme al Comboni Samaritans of Gulu, realtà locale nata da missionari comboniani nel 1991 e profondamente radicata nel territorio.

Sede espositiva: Monastero del Carmine, Via Bartolomeo Colleoni 21, Bergamo Alta

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Lui si è affidato a te.

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DOLCI ACQUE SPECCHIATURE

DEL SEBINO

Felice Casorati - Campo di torba presso il lago d’Iseo, 1950, olio su tavola, cm 41,5x33. Brescia, Musei Civici ©Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia - Fotostudio Rapuzzi.

Bellini Pietro

Lungolago a Clusane, 2022, olio su tela 90x120. Collezione privata.

In occasione del Festival dei Laghi Europei, Fondazione L’Arsenale presenta Dolci acque. Specchiature del Sebino, mostra a cura di Massimo Rossi, ideata per celebrare il lago d’Iseo attraverso lo sguardo dell’arte. L’esposizione, realizzata con il patrocinio del Comune di Iseo, riunisce opere provenienti da collezioni pubbliche e private, costruendo un percorso che attraversa l’Ottocento, il Novecento e la contemporaneità. Il Sebino emerge come paesaggio reale e insieme interiore: luogo di luce, memoria, silenzio e trasformazione. Il lago non è soltanto soggetto da rappresentare, ma diventa esperienza dello sguardo. Le sue acque riflettono e dissolvono, trattengono e trasformano; le rive, le architetture, le barche, le montagne e le figure umane compongono un racconto visivo che restituisce l’identità profonda di un territorio e della sua comunità. Tra gli artisti in mostra figurano Luigi Basiletti, Giuseppe Canella, Felice Casorati, Giorgio Oprandi, Matteo Pedrali, Vittorio Viviani, Faustino Joli, Giovanni Battista Ferrari, Virgilio Vecchia, Pietro Bellini, Giuseppe Belotti e Eugenio Piva. Il percorso comprende inoltre il cortometraggio Acquadolce di Dario Leani, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia ed alcune fotografie realizzate da Andrea Bossola. Particolare rilievo assume il dialogo tra le diverse epoche e sensibilità artistiche: dalle vedute ottocentesche del Sebino alla rarefazione luminosa di Giorgio Oprandi, dalla dimensione umana e operosa delle Lavandaie al porto di Vittorio Viviani alla forza mentale e sospesa del paesaggio di Felice

Casorati. L’acqua diventa così soglia, specchio e memoria: un elemento capace di trasformare il paesaggio in visione. Dolci acque. Specchiature del Sebino nasce con l’intento di offrire alla comunità e ai visitatori un’occasione di riflessione e di orgoglio identitario, affidando all’arte il compito di restituire la bellezza e la complessità del lago d’Iseo. Fondazione l'Arsenale ha finanziato il restauro dell'opera in mostra di Faustino Joli, realizzato da Licia Zorzella.

Giovanni Battista Ferrari Veduta del lago d’Iseo, 1880, olio su tela, cm 17x29. Brescia, Musei Civici ©Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia Fotostudio Rapuzzi.

LAZZARETTO ESTATE 2026

TORNA LAZZARETTO ESTATE, IL PROGETTO CULTURALE ESTIVO VOLUTO E PROMOSSO DAL COMUNE

DI BERGAMO, CHE PER L’EDIZIONE 2026 INAUGURA UN NUOVO CORSO

GRAZIE AL BANDO TRIENNALE RECENTEMENTE

AGGIUDICATO A SHINING PRODUCTION, REALTÀ ATTIVA DAL 2002 CHE

RAPPRESENTA OGGI TRA I PRINCIPALI OPERATORI

NAZIONALI NELLA PRODUZIONE DI CONCERTI, FESTIVAL E RASSEGNE. IN OLTRE VENT’ANNI DI ATTIVITÀ, HA LAVORATO IN TEATRI, ARENE STORICHE E SPAZI URBANI IN TUTTA ITALIA, COLLABORANDO CON ENTI PUBBLICI, FONDAZIONI CULTURALI E PARTNER PRIVATI, E PORTANDO SUL TERRITORIO ALCUNI TRA I NOMI PIÙ RILEVANTI DELLA SCENA MUSICALE E DELLO SPETTACOLO DAL VIVO.

19 giugno – Arisa

25 giugno – Enrico Brignano in “Bello di mamma”

26 giugno – Daddy G dj set (ingresso gratuito)

27 giugno – Davide Van De Sfroos

28 giugno – Loredana Bertè

2 luglio – Evento a cura di Bergamo Jazz con Fatoumata Diawara

3 luglio – Elio e le Storie Tese in “TOUR À LA CARTE”

4 luglio – Max Angioni in “Anche meno – Round finale”

5 luglio – Spettacolo di danza contemporanea <AGE> di Collettivo cinetico

7 luglio – Gianluca Gotto in “Questione di karma”

10 luglio – I Musici di Francesco Guccini in “Da quarant’anni… Fra la via Emilia e il West”

11 luglio – Dardust

12 luglio – Rondò Veneziano

16 luglio – Stefano Nazzi in “Indagini Live 2026”

18 luglio – Evento a cura di Bergamo Jazz con Dee Dee Bridgewater

24 luglio – Negrita – Talk & Live con Gianmaurizio Foderaro

25 luglio – Festa di chiusura con Chiamamifaro e DJ set di Radio Number One (ingresso gratuito)

“Come Assessore alla Cultura, sono particolarmente orgoglioso di presentare questa nuova rassegna estiva di musica e spettacoli dal vivo, un progetto che nasce con l’ambizione di offrire alla nostra comunità un’esperienza culturale inclusiva, stimolante e capace di parlare a tutte le generazioni. Il Comune ha voluto imprimere a questa iniziativa una direzione chiara, introducendo nel bando criteri orientati alla qualità dei servizi offerti al pubblico, con una particolare attenzione ai temi dell’accessibilità e della sostenibilità ambientale. Si tratta di una scelta che riflette una visione di cultura non solo come intrattenimento, ma come occasione di crescita condivisa, da vivere in modo inclusivo e responsabile. In questo quadro si inserisce il lavoro di Shining Production, che assume la direzione completa dell’iniziativa con una proposta capace di coniugare innovazione tecnica, cura dell’esperienza e proposta contemporanea. Un progetto che dialoga con pubblici e generazioni differenti, valorizzando linguaggi artistici diversi e intercettando gusti musicali eterogenei. La musica resta il cuore della rassegna, con otto appuntamenti che valorizzano la musica d’autore, il cantautorato e progetti di grande rilievo artistico, affiancati da una proposta più ampia di spettacoli d’intrattenimento. Quella che ci attende è un’estate di qualità e divertimento in cui la cultura diventa motore di comunità, capace di unire, emozionare e costruire valore duraturo.” Sergio Gandi, assessore alla Cultura.

Sergio Gandi, Assessore

alla Cultura del Comune di Bergamo

Proseguelacollaborazione conLucaRuggeri,daun latoilsuopercorsoconla malattia,difronteisuoi ricordiealcune riflessionisullavita.

LA GIOIA PIÙ GRANDE

Oggi è una giornata tranquilla sonnecchio con il mio Arrigo sulla poltrona, ogni tanto mi fa la pasta poi si stanca e riposa ma è sempre attento a ogni rumorino, infatti lì a poco alza le orecchie e guarda la porta d’ingresso sta arrivando la mia Marina. Marina ha un faccino sorridente quasi beffardo si avvicina a me da una carezza ad Arrigo e mi dice con aria soddisfatta “Papà sono incinta! E se tutto va bene diventerai nonno!” dopo un attimo, che mi serve per rielaborare quello che ho appena sentito mi viene naturale fare un grande sorriso di più non posso fare perché non ho il comunicatore, ma più che parlare il desiderio più forte è quello di abbracciare mia figlia ma questa maledetta malattia me lo impedisce, per fortuna Marina ha lo stesso desiderio e ci pensa lei ad abbracciarmi. Questa notizia mi rende felicissimo vorrei dirlo a tutto il mondo ma Marina me lo impedisce, dice giustamente di aspettare fino al terzo mese, ma io di nascosto lo dico almeno alle persone che più mi stanno vicino. Già mi immagino Arrigo che incuriosito va ad annusare la creatura e dopo aver controllato bene si adagia nella culla a far intendere che ne ha diritto perché è un suo stretto familiare. Come dargli torto. Questa notizia, sperando vada tutto bene, ci rende tutti felici e la mia Lucia già immagina di cullarla (io vorrei una nipotina) mentre è a casa da noi. Io per forza dovrò resistere, non solo per vederla nascere, ma anche per vederla crescere. Spero che il buon Dio mi regali questa opportunità.

Luca Ruggeri malato di SLA dal 2015. Non può mangiare, non può bere, non può parlare, non può compiere più alcun movimento volontario e muove solo gli occhi che gli consentono di comunicare con un tablet oculare e con il quale scrive.

ABBIAMO PERSO

Sarebbero momenti in cui scrivere delle varie guerre ma oggi voglio scrivere di un altro argomento. Duranteunserviziotelevisivocheparlavadellacommemorazionedel34°annodallastragediCapaci, lostessoservizio parla anche di Toto Riina, morto in carcere, mandante della strage e di Giovanni Brusca vero artefice materiale della strage, il servizio finisce raccontando che Giovanni Brusca si è pentito e ha parlato. Trovo imbarazzante che si canti vittoria nel caso di Giovanni Brusca, quest uomo autore dei crimini peggiori che neanche nelle serie tv più violente vengono fatti vedere, quest uomo che neanche merita di essere chiamato uomo, ha sciolto un bambino nell acido ha ucciso più di dieci persone nelle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino!

Che cavolo di pentito può essere, dovrebbe parlare solo di se stesso è lui il braccio della mafia.

Non capisco cosa vuol dire fare il pentito, il vero pentito deve volere scontare in carcere la sua pena e chiedere perdono a tutti. Invece Brusca è libero a spese dello Stato dunque dei cittadini, mentre indossa ancora il grembiule da macellaio pieno di sangue!!! Ancora una volta la mafia esce vincitrice contro lo stato!!!

L’ebook è disponibile su: https://www.librerie.coop/ libri/ 9791281546714- il-gatto-del-presidente-multimage/ Il ricavato dalle vendite del libro è destinato all’Associazione Viva la Vita Italia

FESTA DELLA VITTORIA

Brixia.

Parco archeologico di Brescia romana

Museo di Santa Giulia

Pinacoteca Tosio Martinengo

MO.CA - Centro per le Nuove Culture

Cavallerizza

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