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Qui Bergamo n.ro 235

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SPEDIZIONE IN A. P. D.L 353/2003 (CONV. IN L.27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA 1, DCB BERGAMO IN CASO DI MANCATO RECAPITO RESTITUIRE AL MITTENTE - EDITA PERIODICI S.R.L. VIA B. BONO, 10 BERGAMO 24121 - TASSA PAGATA BG CPO

ANNO 24 - N° DUECENTOTRENTACINQUE - SETTEMBRE 2016 - € 3

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La moda evolve sotto l’impulso di un desiderio e cambia per effetto di una ripulsa. La saturazione porta la moda a buttare alle ortiche quello che fino a poco tempo prima adorava. Poiché la sua ragione profonda è il desiderio di piacere e di attirare, la sua attrattiva non può certo venire dall’uniformità, che è la madre della noia. (Christian Dior)


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I GRAFFI DI BRUNO

Bruno Bozzetto

qui BERGAMO autorizz. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/92 qui BRESCIA autorizz. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004

EDITA PERIODICI SRL

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Via Bono 10 Bergamo tel 035.270989 fax. 035.238634 Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it Responsabile pubblicità: Roberto Maestroni roberto.maestroni@editaperiodici.it Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it Hanno collaborato: Alice Bonanno, Bruno Bozzetto, Lisa Cesco, Maurizio Maggioni, Giorgio Paglia, Valerio Bailo Modesti, Vittoria Zambaiti Fotografie di: Federico Buscarino - Sergio Nessi - Paolo Stroppa - Michele Stroppa - Valerio di Mauro Stampa: Euroteam Nuvolera Brescia


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Nel mondo contemporaneo ogni cosa è moda e se non lo è oggi potrebbe diventarlo domani. Ci sono le mode alimentari e c’è chi si nutre in base al proprio gruppo sanguigno, chi diventa vegano e chi scopre di essere intollerante a qualcosa. Se oggi non sei un po’ intollerante non sei nel trend giusto. Ci sono mode che passano, come quella di avere una casa ad Ibiza e mode che ritornano, magari estremizzate come gli short delle ragazzine nell’estate non ancora passata. Moda sempre più vicina all’Arte, come suggerisce il lavoro di Vittoria Zambaiti che ha curato la grafica dei vari servizi che questo mese dedichiamo al fashion con Michele Stroppa fotografo di moda, da Bergamo a Londra passando per NY City, con la modella della porta accanto e quelle più pagate del pianeta e qualche mostra non irraggiungibile per capire un po’ di più del mirabolante mondo che gira intorno alla moda. Poche cose restano sempre di moda e a loro è riservato il sostantivo di icone. Tiziana Fausti ad esempio. Trasforma Bergamo in un elegante salotto e il suo grande showroom si arricchisce di nuovi angoli monomarca dove trovare tutto, ma proprio tutto, di alcune tra le più prestigiose firme del sistema moda. Ma moda è anche come si porta la barba, quali accessori scegliere, quali locali frequentare, con quale auto farsi vedere in giro: dovrebbe insegnare a sapersi sempre presentare in modo adeguato rispetto a come siamo noi dentro e alle situazioni che ci troviamo a vivere. Non c’è un modo di vestire che tutti seguono. Esiste uno stile personale a cui adeguare il guardaroba. Un contributo in questo senso viene da un’altra icona della moda, Cristina Parodi, da sempre donna curatissima ed elegante, giornalista e scrittrice che, in un libro pubblicato recentemente, spiega alle donne come essere sempre belle esaltando i punti di forza di ognuna evitando di sottolineare quelli deboli. Valorizzare i capi senza età - si legge nella presentazione del suo libro - indispensabili nel guardaroba di ogni donna, scegliere cosa acquistare in base alla propria fisicità, ispirarsi alle icone di stile, adattare l’outfit alle occasioni e abbinare sempre gli accessori giusti. Anche in un’epoca in cui la moda cambia in continuazione e inseguire le tendenze, a volte decisamente estreme, diventa complicato se non persino rischioso, vestire con stile non è impossibile. E nemmeno difficile.

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Lady Tiziana Fausti inaugura i nuovi spazi firmati , e . Tre nuovi concept per un unico, grande amore: la moda!!! Tutti presenti, nessun assente la sera del 9 settembre scorso al quartier generale della moda “Tiziana Fausti”, storico store che mai come altri è stato capace di fare innamorare con il suo allure intere generazioni di fashioniste, rinnovandosi anno in anno, non solo nello stile ma anche nel concept. Una sorta di camaleontismo che ha portato alla scelta di tre novità preponderanti: l’apertura dello store di Lugano, l’ e-commerce e la revision dello store collocato sul Sentierone nel quale oltre al consueto concetto di boutique è stata affiancata la realizzazione di corner dedicati ai grandi nomi della moda come Dior e Valentino. Un nuovo volto dello store TF che, alla presenza di un centinaio di ospiti, ha visto la realizzazione di ricercati corner per tre grossi brand quali Dolce & Gabbana, Stella McCare Saint Laurent Paris. Sorrisi, entusiasmo e, ovviamente, tutto il bello della moda, capace di fare sognare al primo sguardo. Location (risultato dell’ampliamento) la parte superiore dello store, adiacente a quella già preesistente che, grazie all’ampio terrazzo, ha permesso agli ospiti di godersi un drink al tramonto di una calda sera di fine estate, ammirando nel frattempo anche lo speciale allestimento, creato in occasione de “I maestri del paesaggio”: un insieme ben strutturato delle specie floreali che durante l’international meeting sono state collocate tra Bergamo Alta ed il Centro. Tra di esse impossibile non notare le tele di Claire Takacs, pluripremiata fotografa australiana, i cui scatti realizzati tra Europa, America del Nord e la sua patria sono confluiti nella sua mostra “Un sottile filo verde-Wild Beauty in garden around the world”, esposta proprio nello store TF. Un connubio tra arte e moda che ha permesso ancora una volta di portare ai massimi livelli l’eleganza, lo stile e la brillantezza imprenditoriale firmata


“Eleganza la regina incontrastata di questo nuovo spazio. Decisamente interessante l’ampliamento così come la scelta di corner dedicati alle diverse maison. Non da meno ospitare una mostra d’eccezione come quella di Claire Takacs”.

“Splendido! Non potrei usare altra parola se non questa per definire questo nuovo spazio. Le proposte dei brand come sempre fantastiche, con quel quid in più per poter scegliere in modo più diretto e veloce, puntando al corner del proprio stilista preferito”.

“Sobrio, elegante e pieno di charme: trovo cosi il nuovo spazio TF. Molto interessante anche la mostra proposta per i Maestri del Paesaggio, connubio perfetto tra arte, moda e natura tema. Tiziana Fausti? Sempre la migliore!”.

“Fantastica serata! Tanta gente, movimento, frizzantezza ed eleganza. Sì, direi tutto molto chic, in una location a metà tra il moderno e l’elegante. Un connubio perfetto!” “La collaborazione tra Dolce & Gabbana e la signora Fausti dura ormai da anni ed è stato un vero piacere seguirla ed accompagnarla in ogni trasfornazione fino alla decisione di realizzare un corner dedicato al nostro brand, decisione oggi molto diffusa tra i diversi mutlibrand. Stile, tradizione e mediterraneità, il DNA della nostra maison, tratti caratteristici che troverete anche nella collezione autunno/inverno 16/17”.

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regina del lusso

Ubbiali Andrea Dollareyeoffashion blog

Bergamo città ricca in fascino e cultura è diventata sede della nota ed apprezzata manifestazione “I MAESTRI DEL PAESAGGIO “un evento dedicato alla natura fra alberi, fiori, innovazione ed architettura, il tutto in alcune delle location più suggestive della città i luoghi simbolo diventano “wild”. Un evento esclusivo che ha portato in città i migliori architetti paesaggisti che hanno creato spazi naturali innovativi per portare in primo piano la tematica del rapporto tra uomo e natura. Ebbene sì, proprio all interno di questa splendida manifestazione Tiziana Fausti, imprenditrice di successo conosciuta ed apprezzata nel settore della moda, ha inaugurato un’altra ala del suo palazzo presentando alla stampa e a selezionati invitati tre nuovi corner moda (Saint Laurent, Stella McCartney, Dolce & Gabbana) dedicando ed ampliano la terrazza sulla città alla natura, un giardino dell’eden in cui ammirare il panorama e toccare con mano moda e lusso. A distanza di un anno dall’inaugurazione dei primi tre corner moda (Valentino, Alaia e Givenchy) attraverso un super evento, molto contemplato nel mondo del fashion, Tiziana è stata capace, grazie al talento e all’amore per la moda, di unire quest’ultima insieme ad arte e natura in mix frizzante e glamour, senza mai perdere l’elemento fondamentale per un negozio, ovvero la classe. Proprio l’eleganza di alcuni brand presenti nel suo luxury shop trovano perfetto accostamento al sapore rock della maison Saint Laurent, all’atmosfera U.S.A di Stella McCartney e al made in Italy di Dolce e Gabbana. La particolarità di questa parte del negozio non è solo l’ottima disposizione dei brand scelti accompagnando così il cliente ad uno shopping mirato ed accurato ma l’elemento fondamentale è la passerella nera che unisce le due ali del negozio. Il nero è assolutamente sinonimo di eleganza ma ciò che mi colpisce particolarmente è la netta divisione che questo colore crea tra i due settori del negozio, nonostante lo spazio sia unico l’atmosfera cambia e si passa da un ambiente prettamente europeo assaporando Parigi, ad un viaggio intorno al mondo... Ciò che si respira oltre alla moda è la passione per il viaggio e il cliente che entra in questo negozio si trova sì ad acquistare capi di lusso accuratamente selezionati ma anche a viaggiare all’interno di ogni singola maison e quindi in ogni singola città in cui il brand sviluppa idee e prodotto finito. Ad esempio Saint Laurent regala l’inclusione nel guardaroba femminile di capi storicamente maschili, Givenchy evoca glamour, semplicità e stile riportandoci all’eleganza francese nel tempo e alla rivisitazione in chiave moderna di molti capi che hanno fatto la storia della moda, soprattutto dell’haute couture, in cui includo la maison Valentino: prodotti pret-à porter ma nei quali ritroviamo le caratteristiche tecniche tipiche dell’alta moda. Cambiamo paesaggio e troviamo Alaia che ci regala capi intramontabili, dal taglio perfetto, classici e audaci al tempo stesso; Stella McCartney figlia d’arte e ideatrice dell’amata Falabella bag, divenuta in pochissimo tempo una IT. Realizzata in eco-pelle (tra cui finta nappa e finto shearling), proprio per rispettare l’ambiente, ma soprattutto gli animali. È più che una semplice borsa, è un modo di interpretare la moda; Dolce & Gabbana autentico e non convenzionale. Una classicità moderna senza mai dimenticare le proprie radici. Uno stile inconfondibile che stagione dopo stagione coniuga tendenza e tradizione mediterranea. Un mondo, un negozio che definisce la cultura della moda, quattro conversazioni in terrazza arricchite dalla presenza di personalità dello spettacolo e della cultura in compagnia di Tiziana, donna straordinaria in grado di regalare a Bergamo l’incontro tra l’ambient glamour tipico della Rinascente di Milano e il mondo sofisticato al più importante centro commerciale Lafayette di Parigi. La settimana della moda è alle porte ma a Bergamo è in anticipo e questo grazie a lei e al suo amore per la moda. Sono gli abiti a portare noi e non noi a portare loro; possiamo far sì che modellino bene un braccio, un seno, ma essi ci modellano a piacere loro il cuore, il cervello, la lingua. Virginia Woolf

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Gavetta e numeri, come nel tennis in cui Cristina dicono sia sempre stata bravissima. Qualcuno la trova quel pelino snob e un pochino lo è. Nata ad Alessandria, laureata in Lettere moderne alla Cattolica di Milano, inizia presto l’avventura televisiva con programmi di vario genere su emittenti di provincia per approdare in Mediaset nel momento in cui l’azienda di Berlusconi era in grande ascesa e della quale, Giorgio Gori, il futuro marito, è il responsabile dei palinsesti. Popolare, ma sempre mantenendo le distanze che si addicono ad una giornalista. Brava, ma anche bella, diventa uno dei volti più amati del TG5 di cui fa parte fin dal primo giorno con Enrico Mentana alla direzione. Da sempre appassionata di moda ne è diventata un’esperta seguendo ogni anno le manifestazioni sulle varie passerelle di Milano, Parigi Londra e New York.

La giostra delle emittenti che si contendono i volti che bucano lo schermo, l’ha portata a fare esperienza nella conduzione di varie trasmissioni, dopo Mediaset, con la Sette e più recentemente in RAI. Difficilmente avrebbe voluto fare la “prima cittadina” ma al marito è saltato in mente di candidarsi e lei si è calta benissimo nel ruolo. Autrice di alcuni libri, uno dei quali dedicato ai consigli per vestirsi bene è persona discreta e riservata che ha voluto sempre coniugare il lavoro alla famiglia. Forse avrà negato la sua presenza a molte delle iniziative a cui è invitata sembrando un po’ preziosa, ma se vi metteste nei suoi panni capireste che sarebbe impossibile dire di sì ad ogni cosa . La invitano tutti… anche gli alpini. Averla come madrina o anche solo ospite di un qualcosa è diventato un vero must adesso che, alla sua popolarità come volto televisivo, si è aggiunta quella di moglie del sindaco… I tanti che restano delusi si accontentino di averla come ambasciatrice della città. Elegante, signorile, spigliata anche se un po’ distante. Del resto di very vips da questa parti ce ne sono così pochi...


All’annuncio dell’acquisizione di Krizia da parte di un colosso della moda cinese in tanti hanno storto il naso, indicando l’evento come un altro segno del crollo del Made in Italy. Impensabile, secondo loro, che qualcuno con una mentalità così diversa possa comprendere davvero in cosa consista fare moda a certi livelli. E invece, è molto probabile che dovranno ricredersi: perché tutto si può dire di Zhu Chongyun, la stilista e imprenditrice che ha condotto l’operazione, tranne che non sappia ciò che fa. La donna, 50 anni portati splendidamente due figlie e ai primiposti nella classifica delle donne più ricche della Cina, il Made in Italy lo conosce molto bene: il suo Shenzen Marisfrolg Fashion, gruppo che racchiude i diversi marchi che lei disegna e guida, sarà pure un colosso del lusso cinese, ma utilizza solo materiali che arrivano dall’Italia. In effetti, come spesso accade, sono gli stranieri a rendersi maggiormente conto di quale impatto abbia il Made in Italy all’estero, diventando i suoi più appassionati sostenitori: lei non fa differenza, ed è per questo che si è imbarcata nell’impresa di riportare Krizia in una posizione di primo piano sulla scena internazionale. 18


Gaia Trussardi, 37 anni, da tre è il direttore creativo del marchio fondato dal nonno e reso famoso in tutto il mondo dal padre Nicola, scomparso prematuramente nel 1999, che ha lasciato ai figli un impero economico da oltre 200 milioni di Euro di fatturato e una immensa eredità in fatto di stile di stile e carattere imprenditoriale. Al fianco di Gaia, che lavora già da quindici anni in azienda, il fratello Tommaso, marito di Michelle Hunzicher e amministratore delegato del Gruppo e la sorella Beatrice che è presidente, anche della fondazione culturale intitolata a papà Nicola. Gaia che ha alle spalle studi in sociologia in Inghilterra ha nelle vene la creatività del padre coniugata come nel genitore ad una visione imprenditoriale molto pragmatica e che preferisce non mandare in passerella abiti o tessuti eccentrici che poi restano invenduti nei negozi. Sono legatissimi, non discutono quasi mai. Tomaso Trussardi e la sorella, Gaia Trussardi, uno amministratore delegato, l’altra stilista del brand di famiglia hanno un rapporto consolidato e anche se capita di essere in disaccordo, ritrovano subito la loro complicità, quella che tanti hanno ammirato nelle vecchie campagne Trussardi Jeans, quando entrambi diventarono volto del marchio come modelli. Tomaso Trussardi aveva 13 anni, Gaia Trussardi 17. A fotografarli Richard Avedon.


Zhu Chongyun a capo di un impero cinese della moda che ha acquisito il marchio Krizia


Gaia Trussardi direttore creativo del gruppo Trussardi


Da sempre una donna che nasce molto bella inevitabilmente diventa anche molto ricca. Spesso la strada che scelgono molte stra-belle per farsi conoscere ed apprezzare è quella delle passerelle nelle sfilate di moda. Una carriera che può essere fulminea e proiettare ragazze appena maggiorenni come protagoniste del fashion system con compensi da paura per i comuni mortali che possono arrivare anche a quaranta milioni di dollari in un anno. In queste pagine vi proponiamo le prime sette, le più gettonate e quindi ricchissime, secondo la rivista Fortune che ogni anno aggiorna la classifica. Sono fiori bellissimi e preziosi che, dopo qualche anno, sfioriscono come tutti e come i calciatori devono battere il ferro finch’è caldo. Per una star al tramonto, mille se ne contendono la scena.


Adriana Lima mentre nella pagina accanto troviamo Doutzen Kroes


Da sinistra verso destra troviamo: Natalia Vodianova,Cara Delevingne, Joan Smalls, Gisele Bundchen. Nella pagina a fianco Miranda Kerr

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La Fashion Week è un’occasione importantissima per fashion blogger, aspiranti stilisti, stilose modelle e chi desidera farsi notare. Si incontrano personaggi strani e non è carnevale... Sono davvero tanti in cerca di riflettori alle sfilate di moda, non importa a quale latitudine. DaMilano New York, passando per Pechino, le tipologie dei tipi da fashionweek rimangono pressapoco le stesse. Ci sono quelli che trovate fuori ma non dentro, dove si tiene la sfilata. Sono sempre pronti dove ci siano i flash dei fotografi di street style con il loro outfit vistoso e pur di farsi immortalare si metterebbero una lampadina accesa in testa, dicendovi che è una


nuovissima idea di uno stilista emergente, magari giapponese. Non chiedete loro chi è lo sfila in passerella... è secondario Poi ci sono quelli che guardano: gente che si mette lì e fissa tutti come se stesse al circo. Spesso non hanno tutti i torti. Se vi capitasse per caso di incontrare amici o colleghi molti di loro faranno finta, di non vedervi e di non conoscervi, perché in questi ambienti salutare qualcuno e farsi riconoscere può essere compromettente per la propria immagine. Se sarete i primi a cedere con un timido “ciao, stai benissimo con quel vestito” - senza aggiungere “che vi fa ridere” anche loro si ricorderanno di voi e probabilmente sorseggerete insieme un paio di flute di bollicine, fino al prossimo “ma chi ti conosce”. I fashion blogger sono sempre più protagonisti alle sfilate e tenuti in gran conto dai creativi delle case di moda almeno quelli più famosi. Ma c’è tutto un sottobosco, una galassia che si muove come un’ombra dietro le spalle di quelli ri-conosciuti. Sono quelli che al solo vederli vi fanno pensare se davvero possano costoro dire ad altri come si devono vestire. L’importante comunque è farsi notare e indossare cose che possano provocare e attirare l’attenzione.

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Parka Moncler, jeans Dondup, ballerine Chiara Ferragni, maglia Jucca.

Pelliccia Dondup, jeans Cycle, maglia Jucca, sciarpa L’Autre Chose


c’è modo e moda

L’ABITO È CHI LO PORTA Maurizio Valzania Vi è mai capitato d’incontrare un uomo decisamaente elegante? Uno tipo Daniel Craig che sa essere sempre a proprio agio anche alla toilette? Certamante suscita un po’ di invidia e molti si saranno chiesti come sia possibile assomigliargli, se non nel fisico, almeno nel modo di porsi. Ebbene, la buona notizia è che sì, ciò è possibile! Quell’aria sicura e la determinazione che traspare da una persona così si può creare se alla base vi è un ottimo rapporto con se stessi e con le cose che ci circondano. Bisogna avere la capacità di scegliere e questo ha un termine preciso: cultura. Argomento decisamente vasto, dai mille risvolti e in questo spazio desidero focalizzare l’attenzione sul vestire. L’abito deve rappresentare chi lo porta, il suo stato d’animo tenuto conto della situazione: impossibile trovare pronto un abito con queste caratteristiche, tanto meno una camicia. Devi quindi farlo su misura e non perchè le tue dimensioni sono diverse dallo standard, ma perchè nessun brand può conoscerti meglio di te stesso: la fantasia del tessuto, la luminosità, la lunghezza della giacca o la forma dei rever e delle spalle e ancor più i pantaloni, sono legati al tuo fisico e al tuo modo di porti. La camicia è il capo con i vincoli più stretti con la tua persona perchè ti sta attaccata alla pelle ma anche perchè un collo che non senti tuo (se è troppo alto, troppo largo, troppo storico o, ancora peggio, se il corpo ti cade addosso e le maniche sono lunghe...), ti dà quel senso di disagio anche solo per il momento in cui la indossi: terribile considerando che ti ci trascini per tutto il giorno. Proprio questo è l’atteggiamento negativo che bisogna evitare a favore di quello positivo che invece ti deriva dalla certezza di indossare i capi migliori che ti puoi permettere. In realtà è qui il busillis: cosa mi voglio permettere? Quanto vale per me la mia immaginazione? Probabilmente, c’è ancora chi pensa che nessuno si accorge se indossi l’abito o la camicia del mercatino o d’occasione solo perchè hai in garage l’auto di lisso. Vorrei togliere a costor questa pia illusione: la differenza è notevole e sotto gli occhi di tutti e sta nel modo in cui ti vesti e dal disagio con cui indossi qualcosa di standard, pur se costoso perchè non creato appositamente per te . Per competere con Daniel Craig oggi il mercato offre sostanzialmente due livelli di confezione per gli abiti su misura a parità di tessuto di alta gamma: una poco più rapida nella esecuzione che puoi trovare in sartoria a cifre entro i mille euro e l’altra decisamante più sartoriale nel montaggio e nelle finiture che puoi trovare entro i duemila euro. Una camicia che vesti solo tu con un tessuto onesto la puoi far realizzare a partire da 100 euro, con un tessuto super, e nella bergamasca abbiamo veramente il top, costa 50 euro in più. Chiaro, poi non ci sono limiti verso l’alto dipende molto dal ricarico e dalla fama della sartoria. Capitolo a parte quello degli accessori come la cravatta che, al contrario dei capi fin qui descritti, è utile acquistare di marca o da un top brand anche perchè la sartoria non ha interesse a produrle; se dovessimo fare una classifica per qualità, bellezza e buon gusto di questo accessorio, per l’abbinamento con abito e camicia, sono più quelle atroci che quelle sufficienti. Decisamente rare quelle belle, eppure viviamo nel paese di Marinella! Per quelli che condividono questa linea di pensiero e sono impegnati nella propria attività con poco margine di tempo per la moda, sono disponibile a dare qualche dritta via e-mail: mauriziovalzania@yahoo.it


Alcune immagini dal nostro archivio storico che evidenziano alcuni corsi e ricorsi della moda

Una sigarettina dopo un drink seduti al Caffè ristorante Biffi. Nota la scarpa bicolor di lui con calzino chiaro. Lei da sotto il cappello bianco a falde larghe sbircia verso il fotografo. Sotto il tavolo spunta il suo sandaletto bianco.


Terribili le scarpe bianche con i calzini corti della giovinetta a sinistra, che ha la parte suoeriore del vestito con la stessa stoffa della gonna ma di traverso. Fantasie e tinta unita per le altre ma sempre un po’ sotto il ginocchio. Si notino il collettone del primo a sinistra, il cravattino della sua vicina e l’avvenenza della più alta. Sullo sfondo una Moto Guzzi.

Romantiche solari le sorridenti miss del dopoguerra cantate da Bennato in Viva la mamma. Sono loro. Gonna ancora sotto il ginocchio, sandali o decoltè. Impagabili la gonna con le rondini e il collo a quadrotti.

Grande la fantasia nei tessuti dei vestiti di queste signore convenute per una qualche causa di beneficenza. Davvero da guardare per la moltitudine di motivi... peccato la foto in bianco e nero. Da non perdere i deliziosi cappellini. Un po’ in disparte un attempato signore trangugia qualcosa. Borsette picocle intonate alle scarpe.

Appoggiati allo scooter, una Lambretta targata Milano, sfoggiano il primo a destra un bel paio di Jeans (RoyRogers?) e un’acconciatura decisamente moderna. Pantaloni arrotolati e zoccoletti per i due a sinistra, bermuda paramilitari, portati su calzini corti e scarpe puntute per quello con berrettino e occhiali da sole. Fantozziano. Il bianco domina nelle camicie e nelle t-shirts.

Fuori dall’ufficio di leva. Capello pettinatissimo e ondulato, abito gessato doppi petto con lance del colletto moderate. Camicia bianca colletto piccolo, con cravatta strozzata dentro il gilet. Mano nella tasca dei pantaloni abbondanti con risvolto maxi


Piùomeno è un percorso di moda, nato all’inizio del 2014, che parte da un vincolo, unico ed innovativo: la + e la -. Un’idea che si stacca dai dettami convenzionali della moda, con la precisa volontà di re-interpretare il concetto di “taglia” in favore di un nuovo modo di indossare gli abiti e di occupare fisicamente lo spazio. Un diverso approccio al vestire caratterizzato da linee morbide e geometrie che non nascondono ma valorizzano. Al centro vi è la donna: femminile, sportiva, sofisticata, pratica. L’importante è che possa manifestare la sua bellezza, libera dai canoni della moda, ed esprimere sé stessa anche attraverso ciò che indossa. Nascono così capi la cui unicità sta nella capacità di adattarsi a chi li indossa valorizzandone la personalità. Abiti per tutti i giorni, ma anche per questo speciali. Perché ogni giorno è speciale nella complessa vita di una donna. Capi che raccontano emozioni, sviluppati in un’accurata varietà di materiali e fantasie. Forme geometriche ed architetture che si costruiscono ed evolvono. Accomunate da quella straordinaria capacità di vestire lo stesso abito in maniera differente che solo l’artigianalità è in grado di garantire. Piùomeno supera il concetto di percorso stilistico, configurandosi come una vera e propria filosofia. Una filosofia da indossare appunto…ogni giorno a modo tuo.

Uno spazio in cui andare alla ricerca della propria espressività. I capi disponibili sono proposte di stile e forma, per creare un insieme che valorizzi la figura e la personalità di chi li vuole indossare. Affiancato allo showroom c’è il laboratorio che rende possibile la realizzazione di capi davvero unici, personalizzando colori, tessuti e proporzioni. Una grande attenzione ai particolari è la caratteristica dominante di questo spazio, accessori realizzati con i tessuti di collezione (collane, ciondoli, sciarpe e copricapi) vanno a completare gli outfit trasmettendo una piacevole sensazione di cura ed eleganza. L’arredamento essenziale crea un interessante contrasto con le vetrine, al contrario sempre molto evocative e giocose. Per non dimenticare che in fondo vestirsi è solo un gioco! In negozio è anche possibile trovare proposte di altre ditte artigianali come scarpe, borse e gioielli.

Fin

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CHI C’ERA di Valentina Colleoni - Ph. Sergio Nessi

WILD JEWELS IL GIOIELLO PROTAGONISTA DI UNA MOSTRA INEDITA FIRMATA ELA ANTICHITÀ “Wild Jewels” ovvero quel vento di creatività che ha dato vita nel mondo dei gioielli a creazioni uniche che nel corso degli anni hanno emozionato donne di ogni età e continente. Fino al 17 settembre era possibile ammirare alcune di queste stupende creazioni esposte nell’elegante maison di E.L.A. Antichità in via S. Orsola a Bergamo che, in concomitanza dell’International Meeting de “ I Maestri del Paesaggio”, ha voluto affascinare la città con una mostra d’eccezione. Proprio traendo spunto dal tema del green, che ha animato questo annuale appuntamento, la flora e la fauna in forma di gioielli sono stati gli elementi principali della mostra allestita, che non ha mancato di ricevere i complimenti dei tanti clienti ed amici invitati al riservato evento che ha anticipato l’apertura ufficiale della mostra “Les animalier”. Questo il titolo della mostra che ha raccolto in sè creazioni uniche di alcuni tra i più importanti designer di gioielli come David Webb, Dino Frascarolo, oltre che gioielli cult come Cartier o Van Cleef. Pantere, papere, pavoni e uccelli sono alcuni dei tanti animali “preziosi” nascosti tra le composizioni verdi dell’allestimento appositamente realizzato, che gli ospiti hanno potuto ammirare tra un drink e la degustazione di piatti realizzati in uno show cooking d’eccezione dallo chef Chicco Coria e dal suo staff. Una serata unica e perfetta in ogni dettaglio che conferma lo stile e l’eleganza che da sempre E.L.A. Antichità dimostra nella proposta di bijoux e gioielli. Perché come affermava la stupenda Audrey Hepburn “Una donna è vestita con un paio di orecchini”. La filosofia perfetta per un mondo, quello di E.L.A. Antichità, sempre pronto ad affascinare e stupire.

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Tutte le immagini dell’evento www.qui.bg.it


E.L.A. Antichità - Via sant’Orsola 17 - Bergamo -Tel 035.24.23.07 - www.elantichità.it


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9 – monkstrap con para in gomma SEBOY’S

10 – giacca in lana tricot TONELLO montone DACUTE

11 – total look PAOLO PECORA

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Ha antiche origini, più legate alla storia dell’uomo che della donna. Delle calze al femminile si hanno notizie solo a partire dal 1700, quando le donne iniziarono a mostrare più facilmente le punte dei piedi e le caviglie. All’epoca dei Sumeri le calze erano lunghi gambali di tela che comprendevano anche il piede e una suola di cuoio mentre in epoca greco-romana i ‘tibiales’ (fasce di tessuto a maglia in cotone o lana, arrotolate intorno alla gamba) facevano parte del guardaroba di soldati e gladiatori, sorretti da cinturini e legacci di cuoio e privi di suola. Le ‘bracae’, indossate dai Barbari, disponevano invece di un’allacciatura più complessa. La nascita della calza interpretata con lo spirito moderno parrebbe risalire al Medioevo, quando si cominciò a lavorare la seta anche per questo indumento. Nel secolo successivo, la rivoluzione del costume maschile fu innescata proprio dalla calza che diventò un capo importante abbinata alle tuniche, alle gonne, alle camicie lunghe. Colori sgargianti e linee attillate fecero della calza un indumento per esaltare la vanità maschile e lanciare espliciti richiami sessuali. Nacque anche il primo abbozzo di calzamaglia elasticizzata grazie all’impiego dell’intreccio a maglia. Le calze “ad ago”, come furono definite dai produttori, permettevano quell’elasticità e quella aderenza che nessuna stoffa poteva dare. Questo tipo di calza era destinato a persone d’alto rango, come ad esempio gli ecclesiastici. Le persone normali continuavano ad indossare calze tagliate nella pezza del tessuto e poi cucite. Il Rinascimento rappresentò il momento d’oro per questo indu46


mento che era realizzato in svariati materiali come cotone, lana, seta, pelo di coniglio, d’angora, alpaca, cashmere, tinto nei più bei colori dell’epoca e finemente ricamato. Le calze diventano più lunghe e arrivano sino alla vita diventando una vera e propria calzamaglia ed è a questo punto che la moda maschile e femminile si differenziano. Infatti gli uomini abbandonano la “gonnella” a favore delle calze, che diventano un indumento di forte richiamo sessuale, la maglia infatti fascia i muscoli delle gambe mettendoli in evidenza e i colori, le applicazioni pregiate, fanno della calza un indumento di massima aspirazione per tutte le classi sociali. Ci volle un secolo per completare la propagazione di nuove tecnologie e creare le premesse di quella che sarà poi la rivoluzione industriale. La nuova industria iniziò a lavorare la lana, il cotone e la seta e moltissimi miglioramenti vennero via via introdotti alle macchine per maglieria. Negli anni ’30 veniva inventato il telaio circolare che permetteva di creare tessuti a forma di tubo e quindi non erapiù necessario tagliare il tessuto per poi cucirlo posteriormente per produrre un paio di calze.


Il processo di produzione si semplifica moltissimo permettendo di realizzare un prodotto migliore a prezzi più bassi e le calze iniziano a diffondersi, anche se il tessuto usato per la produzione delle calze è la seta che non è certo alla portata di tutte le tasche. Tra i collaboratori dell’industria chimica DuPont c’è Julian Hill che nel 1935 riesce a creare il 6.6 un polimero sintetico che produce lunghi e robusti filamenti e che nel 1939 viene presentato alla Fiera di New York e chiamato “nylon” dove le prime due lettere indicano proprio la città di New York. Il primo prodotto in nylon saranno proprio le calze ed è subito un successo incredibile: l’anno dopo vengono venduti 64 milioni di paia di calze di nylon. Le donne di tutto il mondo sono ansiose di provare questa nuova geniale invenzione ma, quando scoppia la guerra, tutta la produzione di nylon viene usata per la tela dei paracadute. Solo alla fine del conflitto la produzione di calze di nylon riprende a pieno regime conoscendo, negli anni ’50, un vero periodo d’oro. Durante il decennio successivo vengono inventati i collant che cominciano a diffondersi piuttosto velocemente soppiantando le calze di seta sulle gambe delle donne. Le calze di nylon non sono però scomparse e probabilmente non scompariranno mai. Oggi sono un capo d’abbigliamento ricercato, relativamente costoso, soprattutto se paragonato ai collant di produzione industriale ma mantengono il loro fascino e piacciono ancora a molte donne da indossare e a moltissimi uomini da vedere. 48


Che barba… È uno dei modi di dire più diffusi per farsi capire quando siamo stufi di qualcosa. “Che barba, che noia che barba, che noia...”, così sbraitava Sandra Mondaini all’indirizzo del marito Raimondo Vianello nel momento di andare a letto… Sarà che la barba è davvero una barba… Una noia atroce che perseguita i maschietti dalla pubertà in poi. Molti hanno un rapporto conflittuale con i peli che crescono sul volto fin dalla loro prima apparizione e per tutta la vita non sanno se lasciarsela crescere oppure no. Qualcuno viene educato in modo categorico ad un comportamento che dovrebbe essere assai virile: la rasatura quotidiana dei peli. Sia fatta con il rasoio usa e getta a mano o in modo più tecnologico con i moderni rasoi elettrici, diventa per costoro un adempimento irrinunciabile e non si sentono al loro agio se non perfettamente rasati. Anche due volte al giorno nel caso si esca la sera. Oltre a questi stacanovisti della rasatura, esistono una variegata tipologia di barbudos. Quelli che se la fanno una volta ogni tot, chi se la tiene bassa bassa, più no che sì, quelli che vi disegnano percorsi e labirinti, quelli che se ne sbattono e non la tagliano da decenni, appunto chiamati barboni, quelli che portano il pizzo, quelli che si allungano con le basette fino alla bocca, quelli che la portano sui baffi rasati, quelli che hanno la mosca… Ultima moda la barba sagomata degli Hipster di cui si sentiva la mancanza. Carattere sessuale secondario, serve più a intimidire gli altri uomini e non tanto ad attrarre le donne che nella maggior parte dei casi non la amano più di tanto. Insomma che barba! in un futuro prossimo saranno considerati peli superflui e ci saranno metodi per estirparla alla radice come fan le donne.

A sinistra Josh Mario John il nuovo modello hipster dal fascino selvaggio e irresistibile

Cosa significa essere hipster? Se negli anni 40 essere hipster significava anche rifiutare i valori della società non lavorando, non seguendo uno stile di vita “normale”, insomma vivere in modo alternativo nell’accezione più profonda del termine, oggi il termine hipster indica soprattutto una persona che cerca di vivere in maniera alternativa ma in modo più sobrio, scegliendo un genere musicale, un abbigliamento, una filosofia di vita ricercata e facendola propria.

Come è nata la barba hipster Se in fatto di cultura gli hipster sono molto esigenti inseguendo il fattore “alternativo” per distinguersi dalla massa, probabilmente non si può dire lo stesso in merito ai capelli e alla barba poiché sin dal principio si è cercato di inseguire lo stile dei pionieri ottocenteschi americani. La barba da hipster ha innanzitutto una caratteristica predominante deve essere folta, il che non significa necessariamente lunga, caratterizzata da un taglio più corto sulle guance e che, sebbene talvolta possa apparire trasandata, in realtà richiede molto tempo e molta cura per lo styling.


La Mostra su Frida Kahlo al Mudec di Milano Dolore e colore di un’icona del 900 La mostra di Frida Kahlo al Mudec di Milano porta in città uno dei più affascinanti e discussi miti del XX secolo. Frida Kahlo, vera e propria icona per la quale l’intreccio tra vita e arte non fu mai così tanto stretto, viene presentata in un percorso di opere dai colori vivaci e trovate geniali, sotto la cui vivacità si celano invece le grandi ossessioni e tormenti che l’artista patì nella sua vita e che caratterizzarono la sua opera. Ecco perché la mostra al Mudec ci offre grandi emozioni: il cammino visionario di Frida Kahlo nasce dal dolore – una vera sofferenza fisica prima che psichica – che contraddistinse tutta la sua vita dopo un gravissimo incidente che le costò anni distesa a letto e una trentina di interventi chirurgici. La visita guidata alla mostra al Mudec illumina un cammino artistico pieno e importante, accompagnato da una lunga collezione di autoritratti in cui l’artista ritrae instancabilmente se stessa o la figura femminile, spesso in veste di bambina, spesso circondata da ambienti e personaggi di fantasia, con un particolare e personalissimo sense of humor. Proprio dopo il gravissimo incidente e durante la lunga convalescenza i genitori le regalano tele, colori e un letto a baldacchino sul cui soffitto legano uno specchio in modo che Frida possa riappropriarsi a poco a poco della sua immagine e del suo corpo martoriato. È così che l’artista messicana trova nella pittura l’unica via di fuga dopo il primo forte shock iniziale. Importante inoltre ricordare che l’elevatissimo livello artistico che Frida Kahlo consegue colpisce nel profondo un altro grandissimo artista del tempo: Diego Rivera che introdusse per primo Frida sulla scena artistica e politica messicana. Un legame passionale – fino a sfociare nel matrimonio – e nel contempo così fragile da renderli una coppia-icona nell’arte del Messico e di tutto il mondo.


GIOVANNI GASTEL Palazzo della Regione, Milano. Fino al 13 novembre Un viaggio dagli anni ‘70 fino ad oggi, tra i suoi lavori di ricerca nel mondo della moda, i ritratti, gli still life, incrociando la sua storia familiare (i suoi genitori sono Ida Pace Visconti di Modrone della famiglia Visconti e l’imprenditore Giuseppe Gastel. Lo zio era Luchino Visconti). La mostra, curata da Germano Celant, sarà articolata in quattro sezioni dedicate ciascuna a un decennio di attività artistica del fotografo, sviluppando da un lato la sua vita professionale e dall’altro il mood di quegli anni, al fine di comprendere e connotare maggiormente i singoli scatti seguendo l’evoluzione professionale dell’artista.

Luoghi e volti del Giappone Palazzo Reale, Milano. Fino al 29 gennaio 2017 Una straordinaria selezione di 200 xilografie policrome e libri illustrati, tra cui l’iconica Grande onda e la serie delle Trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai, provenienti della prestigiosa collezione della Honolulu Museum of Art, mostra l’abilità e l’eccentricità dei tre grandi maestri dell’ukiyo-e, ed evidenzia come il mercato dell’immagine richiedesse loro di trattare soggetti simili, luoghi e volti ben noti al pubblico, temi e personaggi alla moda.

LOUIS VUITTON VENEZIA Espace Louis Vuitton ,Venezia Fino al 26 Novembre 2016 La Fondation Louis Vuitton presenta la mostra “Fondation Louis Vuitton Building in Paris by Frank Gehry. Con l’ intervento di Daniel Buren”, che ripercorre il sogno dell’architetto di “progettare un magnifico vascello che simboleggi la profonda vocazione culturale della Francia”. Presentata per la prima volta a Parigi in occasione dell’inaugurazione della Fondation Louis Vuitton, la mostra è stata appositamente riprogettata dal Gehry & Partners Studio per l’ Espace Louis Vuitton di Venezia e fa parte del programma di eventi chiamati «Beyond the Walls», che racconta non solo la sbalorditiva architettura dell’edificio, ma anche la ricca programmazione artistica della Fondation.

KARL LAGERFELD Vision of fashion Firenze, Palazzo Pitti. Fino al 23 ottobre 2017 La mostra, curata da Eric Pfrunder e Gerhard Steidl ripercorre la carriera di fotografica di Lagerfeld con molti inediti. Un progetto antologico che celebra la raffinata ed eclettica produzione di Karl Lagerfeld: scatti e servizi di moda pubblicati sui più importanti fashion magazine internazionali – tra i quali le diverse edizioni internazionali di Vogue, Harper’s Bazaar, Numéro e V Magazine. Un insieme straordinario di circa 200 immagini realizzate con tecniche varie: dagherrotipia, platinotipia, Polaroid transfer, resinotipia, serigrafia, stampa digitale. 54


Michele Stroppa Macchina fotografica sempre al collo, barba e sorrisetto di chi la sa lunga. Così Michele Stroppa, giovane fotografo bergamasco dall’esperienza cosmopolita

La fotografia è... “Una lente per vedere il mondo ed interpretarlo con una visione personale”.

E il fotografo? “Colui che esprime se stesso, attraverso un mezzo, la macchina fotografica, che somma alla creatività un focus sui problemi sociali nonché le sue diverse sfaccettature. Questo soprattutto quando in un servizio si vuole fare della fotografia uno strumento essenziale di interpretazione. Il discorso legato a moda ed editoriali si lega al discorso precedente ma aggiunge una sperimentazione tecnica, di luce e di inquadrature. Lo sperimentare, il provare, il giocare: tutto questo porta il fotografo alla definizione di un uno stile personale che ne definisce poi i tratti”.

Da cosa trai spunto per ogni tuo lavoro? 56

”Per quanto riguarda la modalità di solito

si crea una mood board ovvero una sorta di “storia”, di “filo conduttore”, che seguendo un topic guiderà tutta la realizzazione del servizio. Esso nasce sempre in modo spontaneo, traendo spunto spesso dall’occhio attento del fotografo verso il mondo esterno. In tutto questo, per una realizzazione perfetta, importantissimo è il team ovvero lo stylist (l’addetto alla scelta dei capi), il make up artist, l’assistente e, ovviamente, la modella”.

Quale importanza assume una modella? “Diversamente da quanto si possa pensare, il lavoro della modella è molto complesso in quanto posare è, una personale interpretazione di cosa chiede il


fotografo. Ecco perché il più delle volte lavorare con modelle che hanno anche un intere alla fotografia, cioè sfogliano gli stessi mag che sfoglio io e di conseguenza conoscono pose e colori utilizzati da Peter Lindbergh Lindberg piuttosto che da Paolo Roversi o Tim Walker, rende il lavoro più facile. Chi già conosce sa perfettamente quale tipo di risultato finale si avrà”.

Tu hai avuto anche esperienza artistiche a Londra e New York. Quanto sono servite? “Tantissimo sia dal punto di vista umano che artistico. Quando me ne andai da Bergamo ero alla ricerca di un qualche cosa di più, volevo aprire gli orizzonti, sperimentare, apprendere. E così è stato. Con Londra mi sono reso indipendente sotto

tutti i punti di vista, soprattutto quello linguistico, ed ho acquisito un’incisiva conoscenza tecnica. A New York sono entrato invece in contatto con i massimi livelli di fotografia e ciò mi ha aperto nuove strade da intraprendere che spero un giorno confluiranno in una sola”.

Qual è il tuo obiettivo futuro? “Come dicevo prima ogni fotografo deve trovare la sua strada, la sua dimensione, il suo “marchio di fabbrica”. Io lo sto cercando e di certo non mi fermerò qui. Le valigie sono già pronte. La meta? Dove mi porterà il cuore... o per meglio dire l’obiettivo”.


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Semplicemente Chiara Giovane, bella e simpatica. Con una grande qualità: la semplicità. Una caratteristica che ha attirato l’attenzione di un talent durante la vacanza che le ha cambiato per sempre la vita. Lei è Chiara Noris Chiorda, professione modella e qui ci parla di sè, del suo lavoro, dei suoi sogni...

Chiara come è iniziata questa tua avventura? “Tutto iniziò nell’estate nel 2013, quando durante una vacanza in Liguria, una scouter della mia attuale agenzia di moda mi propose di intraprendere la carriera di modella. Entusiasta della proposta mi recai presso la loro sede, tuttavia in accordo con i miei genitori, decisi di terminare il percorso scolastico intrapreso, limitandomi a qualche servizio fotografico durante il periodo estivo”.

Modella: un sogno per tante ragazze fin da piccole. Anche per te era lo stesso? “Il mio sogno nel cassetto è sempre stato 60

quello di intraprendere la carriera di maestra d’asilo”.

Chi ti ha spronato in questa strada? “La mamma, l’unica persona che mi ha sempre sostenuta in ogni mia scelta. Lei è un punto di riferimento nella mia vita quotidiana, così come in quella lavorativa, essendo di supporto nei momenti di sconforto, comuni nei primi anni di chi svolge questa professione”.

Casting, shooting, ecc... come si svolge oggi la tua giornata? “A differenza del pensiero comune, fare la modella è più impegnativo di quanto si


creda. La mia giornata tipo inizia all’alba con un susseguirsi di treni per raggiungere Milano, città rappresentativa dei vari casting, proposti giornalmente dalla mia agenzia. Altrettante volte accade invece che io debba spostarmi in altri capoluoghi, come Roma o Firenze”.

Oltre al lavoro sei impegnata anche a livello di formazione scolastica? “Attualmente non sono iscritta ad alcuna università, tuttavia nel tempo libero frequento un corso di inglese avanzato, con l’intento, nei prossimi due anni, di trasferire la mia vita privata e lavorativa all’estero”.

Essere modella oggi cosa significa per te? “Inizialmente rappresentava un passatempo che difficilmente avrei immaginato potesse trasformarsi nel mio impiego. Spesso alla domanda: “Cosa fai nella vita?” provo imbarazzo nel rispondere con sincerità, timorosa del diffuso pregiudizio nei confronti di chi svolge la mia professione”.

Il viaggio lavorativo che tieni nel cuore? “In Kenya, un’esperienza grazie alla quale ho provato emozioni forti e vere. Nel 2014 ho avuto la possibilità di partecipare alla realizzazione di un documentario ambientato in questo Stato dell’Africa orientale, trascorrendo dieci giorni a stretto contatto con una realtà completamente differente dalla nostra, lontana da vizi e superficialità”.


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Come ci si sente a stare ogni giorno davanti ad un obiettivo? “Non è stato facile per me, timida ed insicura, approcciarmi con l’obiettivo, ma con voglia, determinazione e costanza sono riuscita, giorno dopo giorno ad affrontarlo e a renderlo un innocuo spettatore dei miei sorrisi”.

Cosa conta nella tua vita? “La semplicità”.

Un ideale? “Penso che tutte le persone debbano avere le stesse possibilità, indipendentemente dalla loro posizione economica e sociale. Ognuno deve poter vivere la propria vita senza alcun condizionamento esterno”.

Per mantenerti così in forma cosa fai? “Pratico pilates, un sistema di allenamento basato sulla tonificazione e la concentrazione, al quale associo un’alimentazione varia e sana.”

Un consiglio alle ragazze che vogliono seguire il tuo percorso? “Non forzare troppo le cose, io credo nel destino, se qualcosa accade è perché deve accadere”. Sono certa che la moda sia un mondo che attrae e coinvolge, ma non è semplice come può sembrare, servono molti sacrifici ed è importante rivolgersi ad agenzie serie. Il segreto è non scorag-

giarsi mai, anche quando i risultati tardano ad arrivare, non dimenticate che la tenacia e la costanza ripagano sempre”.

Un sogno per il futuro? “Mi piacerebbe molto continuare a viaggiare per lavoro: riuscire a conciliare una passione con la propria professione rappresenta ciò che si avvicina maggiormente al mio ideale di felicità”.


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LUSSO A “CINQUE STELLE”

UNA FLOTTA DI CINQUE ECCELLENZE DI CASA BMW LARIO BERGAUTO HANNO SCORTATO GLI OSPITI D’ECCEZIONE ALLA CENA DELL’ANNO FIRMATA TIZIANA FAUSTI


CHI C’ERA di Valentina Colleoni - Ph. Sergio Nessi

L’international meeting de “I maestri del paesaggio” è stato terreno d’incontro tra alcune delle realtà dell’eccellenza dell’imprenditoria bergamasca che hanno dato vita a serate uniche ed irripetibili. Come la cena di gala che il 14 settembre scorso ha visto il loggiato del Palazzo della Regione di Piazza Vecchia trasformarsi una location di un’eleganza e raffinatezza uniche, per accogliere i prestigiosi ospiti invitati per una serata irripetibile dalla madrina della moda bergamasca Tiziana Fausti. Nomi d’eccezione della moda italiana e una lunga lista di imprenditori sono stati accolti in serata presso la boutique TF nel cuore di Bergamo, sotto il Quadriportico del Sentierone e condotti successivamente in Piazza Vecchia grazie ad una flotta di auto d’eccezione messe a disposizione dalla Concessionaria BMW Lario Bergauto, Bergamo. Auto selezionate per l’occasione le ammiraglie Serie 7 e Serie 7 limousine, proprie di un’eleganza che ben si è sposata con una serata in cui lo charme e la classe hanno fatto da padrone. Le cinque BMW di dimensioni importanti hanno sfrecciato in Città Bassa, risalendo poi le mura e attraversando con facilità il borgo medievale, grazie all’abilità dei collaboratori della concessionaria. Giunti così in Piazza Vecchia gli ospiti hanno potuto percorrere la passerella in legno realizzata in occasione dei Maestri del Paesaggio, ammirando il verde e le piante lì collocate in onore delle nostre valli bergamasche, dalle quali hanno tratto spunto. Allo Chef Philippe Leveille il compito ben riuscito di rapire gli invitati con una cena fatta di gusto, stile e ricercatezza, indimenticabile come ogni dettaglio di questa irripetibile serata.

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ALT: IMPATTO DI STILE


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ALT: IMPATTO DI STILE Location dâ&#x20AC;&#x2122;autore, quella del Museo Alt di Alzano Lombardo, scelta perfetta per la realizzazione di questi scatti, con i quali abbiamo voluto incorniciare il ritratto della donna per lâ&#x20AC;&#x2122;autunno/inverno 2016/17. Eleganza: questa la chiave di volta per la prossima stagione, intesa come la scelta di capi unici, ricercati nei tagli cosĂŹ come nei tessuti, perfetti se abbinati ad accessori come occhiali da sole o da vista che rendono ogni outfit proprio di una donna sicura di se e della sua immagine. Una


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ALT: IMPATTO DI STILE

proiezione di femminilità perfettamente interpretata dalla bellissima Cristina A., che in questo servizio indossa alcune delle proposte della collezione autunno/inverno 16/17 dello Showroom Maurizio Magri, di Albano Sant’Alessandro e alcune chicche della collezione occhiali da vista e da sole dall’Ottica Cattozzo di Bergamo. E così nel dettaglio scopriamo viola, nero e bianco come colori di maggiore tendenza sia per accessori che per abiti, questi ultimi confezionati con tessuti ricercati come pizzo o crepe e resi unici da dettagli come cerniere, catenelle e addirittura spille. Non da meno tagli, oblo e scollature, capaci di render ogni abito un’opera d’arte così come le lunghezze sempre sotto il ginocchio, esaltazione perfetta di una femminilità unica. Ad accentuare il tutto misure minime e tagli che fasciano la siluette, esaltandola. Lo sfondo grezzo del Museo Alt complice per rendere merito alla bellezza di di ogni abito, così come dei capi spalla in lana o pelliccia e degli occhiali, siano essi viola, neri o dai contorni dorati. Tutto questo per l’immagine di una donna a tratti sbarazzina a tratti seducente, in un equilibrio perfetto in cui la moda, ancora una volta, diventa alleata impareggiabile.


ALT: IMPATTO DI STILE

Si ringrazia per l’ospitalità ALT Arte Lavoro Territorio Museo d’Arte Contemporanea e Location per eventi. Ubicato all’interno di un ex cementificio di fine ‘800, recentemente riportato in luce grazie ad un attento progetto di restauro, ALT offre 3500 mq di spazio in cui poter ospitare, al fianco di prestigiose opere d’arte contemporanea, convegni, matrimoni e meeting. Lo spazio può essere utilizzato per feste private o aziendali, compleanni, feste di laurea, spot pubblicitari, shooting fotografici, tavole rotonde e presentazioni di prodotti. I suoi punti di forza sono l’importante collezione d’arte, che vanta artisti di fama internazionale come Duchamp, Cattelan, Man Ray, Delvoye, Balla, ed il fascino dell’architettura, attentamente preservata durante la fase di restauro. Le grandi sale comunicanti sono scandite da un elegante colonnato che termina in volte a botte sormontate da lucernari, grazie ai quali filtra una bellissima luce zenitale. La versatilità dello Spazio ALT e la sua grande capienza permettono di ospitare un gran numero di invitati, suddividendo le aree a disposizione in più zone in modo da sfruttare pienamente tutta la superficie. Gli allestimenti degli eventi creano una cornice armoniosa in cui gli ospiti potranno coniugare passioni, affari, cultura e bellezza. Agency: Image Time Agency - www.image-time.it Model: Cristina Per la location si ringrazia: ALT, Arte Lavoro Territorio Via Gerolamo Acerbis, 14 - Alzano Lombardo (Bg) www.residenzedepoca.it Per gli abiti e gli accessori si ringrazia: Showroom Maurizio Magri Via Tonale 1 - Albano Sant’Alessandro Tel. 035 4521419 mauriziomagrishowroom@gmail.com Per gli occhiali si ringrazia: Ottica Cattozzo Via XX Settembre, 50 - Bergamo Tel. 035 242576 www.otticacattozzo.it - info@otticacattozzo.it

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CHI C’ERA di Valentina Colleoni - Ph. Sergio Nessi

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THE NEXT LEVEL SFIDA INIZIATA! ECCO LA NUOVA GAMMA A3 Game, luci e suoni: questo l’inedito allestimento dello Showroom Audi del Gruppo Bonaldi, a Bergamo, trasformato per la serata del 15 settembre scorso in una grande sala giochi per ospitare i tanti invitati alla presentazione della nuova gamma Audi A3. Claim della serata la sfida, il gioco e la gara, tutti concetti che trovano nel brand Audi una perfetta identificazione: da sempre il marchio conduce nuove sfide all’insegna di avanguardia, innovazione e progresso. “Grazie a queste linee guida il restyling della storica Audi A3 ha trovato compimento in una vettura moderna, raffinata nel design e tecnologica, grazie a sistemi di assistenza alla guida, rinnovate motorizzazioni, proiettori e gruppi ottici posteriori ridisegnati e quadro strumenti completamente digitale Audi virtual cockpit” così ha affermato il Responsabile Audi Michele Brusa. Grinta ed eleganza diventano le caratteristiche di riferimento di questa nuova gamma Audi A3, svelata a tutti gli ospiti in ogni sua versione (tre porte, Sportback, Berlina e Cabriolet, disponibili anche Audi S3 e le versioni e-tron e g-tron). Gli ospiti si sono inoltre cimentati in continue sfide tra videogames storici come Pacman, Supermario, Space Invader, Flipper vintage e, di ultimissima generazione, un simulatore di guida capace di offrire un’esperienza da brivido. Tutto questo a ritmo della coinvolgente musica del DJ Robbie Dox e gustando i coloratissimi Cocktail di Niasca Portofino e lo Street Food a cura di Mario’s Bakery, bistrot cool di Pedrengo. Alla serata non sono certo mancati anche ospiti speciali come Michela Moioli, Campionessa mondiale 2016 di Snowboard cross, testimonial perfetta per una vettura giovane, dinamica e di successo... in perfetto stile Audi.

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Tutte le immagini dellâ&#x20AC;&#x2122;evento www.qui.bg.it


Perego Motorrad srl

VOGLIA DI SCRAMBLER PRESENTATA LO SCORSO NOVEMBRE AL PUBBLICO DI EICMA, LA BMW R NINE T SCRAMBLER È FINALMENTE ARRIVATA DA PEREGO CONCESSIONARIA UFFICIALE BMW MOTORRAD. SIAMO ANDATI A SCOPRIRLA INSIEME A CAROLINA


Perego Motorrad srl

Il prezzo è stato fissato in 14.000 euro, e qui ricordiamo che R nineT è in vendita a 15.950 euro chiavi in mano, quindi con un posizionamento più basso grazie anche ad un equipaggiamento differente. La Scrambler, ad esempio, monta la forcella tradizionale, le ruote (anteriore da 19 pollici) in lega integrali e le pinze anteriori assiali, anziché la forcella rovesciata, i cerchi a raggi e le pinze radiali che equipaggiano la R nineT. Lo scarico, sempre doppio e affiancato sul lato sinistro, qui è rialzato. La base di partenza è appunto la R nineT e identica è la soluzione del telaietto posteriore rimovibile per lavorare liberamente sull’estetica della moto (rispettando sempre le norme di omologazione) e montare la coda monoposto. Sulla Scrambler cambia la posizione di guida con l’adozione di un manubrio rialzato, di una sella differente (con cuciture a vista) e delle pedane riposizionate.

VOGLIA DI SCRAMBLER


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E, come ricordavamo più sopra, cambia radicalmente l’avantreno, con la sostituzione della ruota da 17 con quella da 19 pollici e della forcella rovesciata con una telescopica tradizionale con steli da 43 mm – munita di soffietti in gomma – ed escursione di 125 mm; mentre le pinze dei freni passano da radiali ad assiali, ma sempre a quattro pistoncini. Mutamenti importanti in funzione delle caratteristiche di guida. Le scheda tecnica ci dice che il passo è di 1.527 mm, l’avancorsa misura 110 mm e il cannotto di sterzo è inclinato di ben 28,5°. Il piano sella è a 820 mm da terra e il peso in ordine di marcia è di 220 kg. L’impianto frenante monta dischi anteriori da 320 mm e sistema antibloccaggio Abs, mentre il dispositivo il controllo di stabilità Asc è offerto solo in optional. Il motore e la trasmissione sono gli stessi della R nineT, quindi il boxer di 1.170 cc eroga in questa versione 110 cv a 7.750 giri e una coppia massima di 116 Nm a 6.000 giri. La frizione a secco è sempre a comando idraulico e il cambio è a sei marce. La trasmissione Paralever con ruota a sbalzo muove l’ammortizzatore centrale, con escursione ruota di 140 mm.

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Per lo shooting fotografico si ringrazia: Image Time Agency www.image-time.it Model: Carolina Per la location si ringrazia lo showroom Perego Motorrad concessionario BMW Via Provinciale 9, Lallio (BG) Tel: 035.203241 www.perego.bmw-motorrad.it


iDrive: VIAGGIARE CON STILE


NOLEGGIO CON CONDUCENTE: UNA SCELTA SEMPRE PIÙ GETTONATA, NON SOLO DALLE AZIENDE MA ANCHE DAI PRIVATI CHE VOGLIONO VIAGGIARE SICURI E COCCOLATI DA UN SERVIZIO IMPECCABILE. PROPRIO COME CI HANNO RACCONTATO MATTEO MAZZOLENI TITOLARE DI iDrive, CON IL FRATELLO MARCO iDrive, perché? “Il nostro servizio nasce sostanzialmente da un progetto: consentire a coloro che hanno necessità per ragioni di lavoro o turistiche, di avere a loro disposizione una vettura che li possa accompagnare in tutte le tappe del loro viaggio, fornendo un servizio personalizzato in base alle esigenze (attesa durante la pausa pranzo, corsie preferenziali riservate o ingresso in zone off limits come piste aeroportuali o centri città), in ogni parte d’Italia e all’estero, anche solo con poche ore di preavviso”. Quando avete dato il via a iDrive? “Nell’anno 2014 io e mio fratello decidemmo di iniziare questo percorso, concependolo un po’ come un ulteriore ampliamento alla nostra attività di famiglia che, con un ristorante da oltre 20 anni in provincia di Bergamo, già si occupava di turismo. Ovviamente coprire tutto il nord Italia con una nostra flotta di auto sarebbe stato troppo impegnativo: decidemmo così di costituire insieme ad altri professionisti del nostro settore una rete attiva che oggi conta più di 30 auto e ci consente, nel giro di poche ore, di mettere a disposizione un’auto che, ad esempio, accompagni un cliente al quale hanno spostato un atterraggio da Malpensa a Venezia”. Cosa intende per professionisti? “Il servizio di iDrive si pone un po’ come top della nostra categoria. Questo perché oltre ad usufruire di macchine di livello (solo BMW, Audi o Mercedes Benz come nel nostro caso), diamo al cliente un servizio impeccabile che va dal trovare acqua fresca in auto a riviste di settore, l’eleganza del conducente sempre in divisa, l’occuparsi anche del cliente nel caso debba pranzare o trascorrere fuori la serata. Inoltre nelle nostre auto non mancano mai caricatori per cellulari e una rete wi-fi free, molto utile per i professionisti”. Chi si rivolge a voi? “Grandi gruppi aziendali per le trasferte da azienda ad aeroporto dei loro dipendenti o per congressi e incentive, eventi come la Settimana della Moda e il Salone del Mobile oppure manifestazioni sportive come la Champions League, la Mille Miglia e il Gran Premio di Monza. O, ancora, accompagnamo direttamente ai concerti negli stadi o all’arena di Verona. Anche per i matrimoni offriamo un servizio esclusivo da richiedere con un preavviso di almeno sei mesi in modo tale da consentirci di organizzare il numero delle auto necessarie e, soprattutto, di reperire il modello richiesto dal cliente”. Come contattarvi? “Componendo il numero telefonico del centralino o inoltrando la richiesta direttamente sul nostro sito www.idrive-ncc.it Inoltre a Bergamo siamo affiliati a due rinomate strutture alberghiere”. Perché scegliere iDrive? “Per la sicurezza di un servizio puntuale, attento ad ogni dettaglio e, ovviamente, per una riservatezza assoluta”. Progetti per il futuro? “Puntiamo a mantenere un parco auto sempre all’avanguardia e nei prossimi anni inseriremo le motorizzazioni elettriche nel rispetto dell’ambiente. Diverse autovetture per diverse occasioni, mantenendo comunque un rapporto diretto e personale con il cliente che chiede un servizio su misura e non si affida al caso”.

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iDrive Chauffeur Service

Tel. 349 8388398 www.idrive-ncc.it info@idrive-ncc.it


CHI C’ERA di Valentina Colleoni - Ph. Sergio Nessi

WE ARE AR-TEX UNA STORIA DI IMPEGNO COSTANTE E DI LAVORO DI SQUADRA QUELLA DI AR TEX CHE HA CONDOTTO IN BEN 45 ANNI (+ 1) A RISULTATI PIÙ CHE ECCEZIONALI. IMPOSSIBILE NON FESTEGGIARLI CON UN SUPER EVENTO Quarantacinque anni più uno: un titolo già di per sè chiaro quello scelto per l’evento dello scorso 10 settembre presso la sede di Viadanica del colosso Ar tex. Una storia iniziata tanti anni fa grazie alla passione per il suo lavoro, quello della lavorazione della gomma del suo fondatore che, con il passare del tempo, non solo è riuscito a consolidare un solido rapporto con colleghi e fornitori, ma è stato d’esempio per i figli, oggi a capo dell’azienda. Proprio loro il merito di avere condotto Ar tex agli attuali risultati di successo quali un gruppo di 170 persone in Italia, un fatturato superiore ai 40 milioni di euro ed una presenza all’estero grazie a Norcaucho in Spagna, Polyneer negli USA, Juntas Especiales in Mexico e Ar tex Wuxi in China permettendo al gruppo di raggiungere un fatturato totale superiore ai 60 milioni di euro e oltre 300 dipendenti. Con una produzione di oring e di articoli tecnici in gomma di tenuta (utilizzati nei settori automotive, acqua e riscaldamento, gas e industria in genere) pari a oltre 300 milioni di pezzi al mese, Ar tex si afferma così oggi come punto di riferimento di mercato. Un successo che ha radunato oltre 500 persone tra dipendenti, familiari e alcuni fornitori presso una delle sedi del gruppo che, in un clima di gioia, hanno festeggiato l’anniversario di questa grande “famiglia” che da anni lotta e si impegna per una crescita costante. “We are Ar-tex”, questo, non a caso, il titolo scelto per l’evento, identificativo di come in Ar tex il NOI preceda sempre l’IO, per un vero e proprio gioco di squadra che insieme ad una ricerca assoluta e costante della qualità del prodotto ha segnato il passato, identifica il presente e condurrà ad un futuro di grandi e importanti progetti e traguardi.

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ANTEPRIMA

LA MUSICA È CAMBIATA C’È PIÙ DI UN MOTIVO PER ENTRARE DA ANTEPRIMA IN VIA SPAVENTA AL CIVICO 7 A BERGAMO… Ph Paolo Stroppa

Fa parte di un gruppo consolidato d’arredo e progettazione che ha recentemente festeggiato 80 anni di storia, si discosta dallo stile formale e, con i nuovi spazi allestiti in partnership con Jesse - nei quali propone uno stile italiano e contemporaneo, idee funzionali e curate nell’estetica che ricaricano i nostri ambienti domestici – presenta una veste nuova, fresca e decisamente contemporanea.


ANTEPRIMA

LA MUSICA È CAMBIATA

Da sempre punto di riferimento per molti, Anteprima oggi lo è anche per tante giovani coppie proponendo uno stile accattivante nei colori freschi e di tendenza. L’arredo, del resto, non vuol dire accontentarsi, ma mostrare carattere. Un occhio a chi giovane lo è da sempre ed intende restarlo pur adottando colori conosciuti e linee creative. La recente partnership siglata con Jesse ne amplifica il carisma attraente, capace di sedurre in silenzio, e trasmette un’emozione di eleganza attraverso il gioco dei dettagli scelti con il cliente. Ma non è tutto… Entrando sarete accolti anche da profumazioni speciali. Anteprima ha scelto, infatti, di accogliervi con MillefioriMilano, un’azienda consolidata che, proprio varcando la soglia dello showroom, si declina in innumerevoli prodotti dedicati alla casa, al guardaroba, alla biancheria, all’auto e all’ufficio. Consideriamo questa una scelta imprenditoriale strategica che sposa la filosofia di Anteprima in linea con i nostri tempi, senza strafare, senza appesantire, senza invadere, con profumazioni che ci seguono durante la giornata. Uno spruzzo sugli imbottiti, un diffusore in camera da letto, un’acqua profumata nel guardaroba e un prodotto in lavatrice e, perché no, anche in auto. Ma, al di là delle premesse e delle novità più recenti, è importante ricordare come Anteprima sia in grado di seguirvi nella scelta durante la visita in showroom, di accompagnarvi nella progettazione, di rispettare i tempi di consegna e nel far sì che il momento del posizionamento e montaggio delle soluzioni acquistate non sia un vostro problema… Lo staff di Anteprima, infatti, è sempre a vostra disposizione per un problema, un ripensamento, una consulenza, per infondere un nuovo look alla propria abitazione o, più semplicemente, perché il cambio di stagione ci fa amare nuovi colori e, come avviene per gli abiti, desideriamo cambiare colore al nostro divano, infondere una nuova atmosfera in camera da letto o introdurre tendaggi nuovi dappertutto… Solo così, del resto, si cambia realmente!


In Jesse il valore del made in Italy si unisce ad uno spirito spiccatamente internazionale. Il 100% della produzione è realizzato in Italia, nello stesso luogo in cui agli inizi del Novecento l’azienda è stata fondata e dove hanno ancora spazio la sede, il sito produttivo e lo showroom. L’ispirazione attinge però a stimoli provenienti dalle principali metropoli europee e americane. Attenzione alla cura, all’eleganza e alla modernità sono alla base della crescita di questa importante realtà imprenditoriale. Una realtà globale e internazionale anche nella distribuzione essendo presente con numerose esposizioni in tutto il mondo, anche con negozi monomarca, attivi specialmente negli Stati Uniti. Per saperne di più: www.jesse.it

Anteprima Via Silvio Spaventa, 7 Bergamo Tel. 035 222283 anteprima@internionline.it

Profumatori e profumi Millefiori: un’essenza particolare, un accessorio di stile, un ambiente dedicato. Questa è l’esperienza Millefiori.Tante idee, fragranze e forme per suggestive proposte di profumatori ed essenze che permettono di decorare e profumare il tuo mondo rispondendo alle ispirazioni di ogni tuo spazio e del tuo modo di essere. Diffondi nell’aria la tua personalità. Per saperne di più: www.millefiorimilano.com

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CHI C’ERA di Valentina Colleoni - Ph. Sergio Nessi

IT’S EXPERIENCE FONDAZIONE ITS: NEL GIORNO DEL SUO OPEN DAY, L’ISTITUTO DI ALTA FORMAZIONE POST-DIPLOMA ILLUSTRA NOVITÀ E PROGETTI PER IL FUTURO. IN VISTA DI UN SUCCESSO NO LIMITS Studio e lavoro, due facce di una stessa medaglia, attribuibile a buon merito ad una delle realtà più innovative che si possano incontrare oggi nell’offerta post-diploma: la Fondazione ITS di San Paolo d’Argon, in provincia di Bergamo, ha portato a regime il progetto di una formazione all’avanguardia, fondata sulla convinzione che sia fondamentale “imparare facendo”, ovvero portando le aziende e i loro esponenti all’interno di aule e laboratori. L’esito è un inserimento immediato nel mondo del lavoro, spesso ancora prima del termine degli studi. Proprio grazie al raggiungimento di questi risultati concreti, la presenza all’open day di inizio anno accademico, organizzato lo scorso 15 settembre, ha registrato il massimo dei partecipanti, con centinaia di persone tra ragazzi e genitori che per tutta la giornata hanno potuto confrontarsi con docenti, studenti ed ex-studenti e chiedere informazioni in vista dell’ultimo test d’ingresso ai corsi. Attori indispensabili dell’open day anche le aziende sostenitrici del modello di studio ITS che dopo un percorso di due anni fornisce ai ragazzi il titolo di tecnico superiore rilasciato dal Ministero dell’Istruzione e la possibilità di trovare un’occupazione, mentre dopo tre anni l’istituto di San Paolo d’Argon porta al conseguimento di una laurea triennale. “Siamo davvero contenti di collaborare con Fondazione ITS – hanno chiosato i rappresentanti di Scorpion Bay, importante realtà bergamasca di abbigliamento – e proseguiremo l’anno prossimo a fare docenza e a inserire gli studenti in stage”. Sono tre gli ambiti di formazione proposti: innovation area (tecnologia di automazione industriale e meccanica, edilizia green e software design), technical area (tecnologia delle materie plastiche, tecnologia dei materiali compositi e tecnologie additive con stampa 3D) e business area (marketing, sales and export management, retail and store management e HR and internal marketing management), per ognuno dei quali sono previste 600 ore in aula (con lezioni frontali, laboratori, case histories, lavori di gruppo e testimonianze aziendali) e 400 ore di stage. Da tutti questi fattori nasce il successo di Fondazione ITS, che ama definire “IT’S experience” l’insieme di competenze tecniche e di soft skills per la crescita della persona che costituisce il mix vincente della sua proposta. “L’anno accademico che sta iniziando vedrà due nuovi corsi attivati, nei settori edilizia e meccatronica. Continua inoltre l’apertura verso l’estero, ITS è stato dichiarato soggetto eleggibile per il progetto Erasmus+ e si susseguono possibilità di stage in paesi europei ed extra europei: solo nel 2016 gli studenti hanno approfondito i propri studi in 8 paesi stranieri”. Queste le parole del direttore Stefano Casalboni che, nel suo discorso durante l’open day, non ha certo mancato di evidenziare la crescita avvenuta in questi anni e tutti gli altri progetti futuri, sempre in stretto accordo con il mercato del lavoro e le oltre 2000 aziende partner. Garanzia e segno tangibile di un successo no limits.

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FUOCHI DI PAGLIA

LUTTI E FUOCHI

Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

Anno bisesto, anno funesto. E purtroppo, durante l’estate, la natura ha voluto confermare il nefasto proverbio. Infatti a fine agosto un potente terremoto ha sconvolto il cuore dell’Italia provocando quasi 300 morti. Sono crollati interi paesi e, anche se la zona colpita ha coinvolto poche migliaia di persone (nel 2009 solo a L’Aquila gli sfollati erano 70.000), l’emotività in tutta Italia è stata forte. Questa volta i soccorsi sono stati puntuali ed efficienti, pure sovrabbondanti, ma le polemiche non sono mancate. Perché l’Italia insiste per la maggior parte su un territorio altamente sismico, solcato da parecchie faglie, sotto la spinta della placca africana che si incunea fino ai piedi delle Alpi e che crea grandi tensioni sotterranee. Pensate che il paese di Amatrice fu completamente distrutto dalle scosse telluriche già nel 1639. E si hanno notizie storiche di continui terremoti distruttivi in zona fin dal 1200. Ciò nonostante gli edifici vengono costruiti, anche recentemente, non rispettando le normative previste e vigenti in materia. Da noi sembra meglio curare che prevenire. Nei fatti il nostro è il paese dei campanelli e dei campanili, dove eludere è più redditizio che rispettare. È una questione di cultura atavica e di cattive abitudini italiane. Ecco un ulteriore esempio del concetto. Una persona che conosco è appena tornata da un viaggio estivo di 2 settimane in Perù. Ha visitato le antiche rovine Inca ed è rimasta basita per l’eccezionale qualità della manutenzione di quel patrimonio dell’Unesco, che attira mezzo milione di persone all’anno su per stradine impervie e isolate in alta montagna. Il mio amico si è subito reso conto di come i peruviani conservino con estrema cura i loro siti archeologici, mettendoci una passione e un rispetto da non credere. Nessuna immondizia, nessuna erbaccia, nessuna possibilità per i turisti di deturpare quei luoghi, controlli assidui (dentro i siti non è possibile nemmeno mangiare un panino) e un’organizzazione impeccabile per le visite, comprese le bombole d’ossigeno per i problemi di altitudine. Altro che la spazzatura di Roma e Pompei e i passanti che fanno il bagno nella fontana di Trevi. E stiamo parlando del Sud America! Insomma per conservare bene, è necessario avere lo spirito e l’educazione civica giusti. E su questo noi italiani siamo molto particolari. Fatta la legge si trova subito l’inganno e la responsabilità, per non parlare di colpa, è sempre degli altri. Allora, ad ogni terremoto, ci ritroviamo a piangere sulle macerie di ciò che non si è fatto e di ciò che si sarebbe dovuto fare. Poi le scosse si assestano, la natura si placa momentaneamente, le televisioni parlano d’altro e tutto torna come prima. Purtroppo fino al prossimo ripetibile tragico evento, che di sicuro arriverà e ci coglierà impreparati come al solito. Poi la strumentalizzazione mediatica del dolore è stata un’altra delle caratteristiche appalesatasi durante questa calamità. Ci sono stati telegiornali che per giorni non hanno parlato d’altro che del terremoto, quasi che il resto del mondo si fosse fermato per sempre. Il conteggio dei morti era la notizia da sparare con continuità e a caratteri cubitali, il resto veniva dopo. La dura legge dei numeri per fare audience: più vittime ci sono, più ascolti si fanno. Le tante storie di coraggio dei volontari, dei pompieri e delle forze dell’ordine sembravano secondarie. A tutte le ore si potevano vedere studi televisivi zeppi di geologi, opinionisti, associati vari, architetti, ingegneri, geometri, “vespisti” e generalisti con il contatore delle vittime nei sottotitoli. Gli inviati, con tanto di caschetto d’ordinanza, facevano a gara sulle macerie per documentare anche l’inutile. “Guardate questa crepa come è grande, qua ci sono le mucche che mangiano nella stalla appena lesionata, là il gattino salvato che fa piangere di gioia il padrone, di notte saliamo in macchina con le ronde degli abitanti del posto, quaggiù l’intervista con un motociclista controllore che si inerpica nel fuoristrada, qui vediamo la piscina gonfiabile del campo d’accoglienza, ecco la pasta all’amatriciana cucinata dal volontario”. Insomma, il nulla fatto notizia. Intanto droni iper tecnologici zoomavano dall’alto sulle macerie, fino a scrutare senza pudore negli edifici squarciati. Meno male che almeno loro non commentavano! Il disastro è diventato così spettacolo televisivo da prima serata. Ma ore e ore di immagini sempre uguali rendono sazio lo spettatore fino all’indigestione. E allora il pubblico guardone si stufa in fretta e il dolore si attenua con altrettanta velocità. Perché la vita quotidiana va avanti lo stesso per chi non è coinvolto direttamente in loco. Così la tragedia appresa si trasforma in una normalità assuefatta. Concludo, visto che questo mensile è letto soprattutto nelle province di Bergamo e Brescia, enfatizzando un episodio accaduto in terra orobica. Sabato 27 agosto è stato proclamato il lutto nazionale in tutta Italia, con bandiere a mezz’asta, proprio per commemorare le quasi 300 vittime. A Bergamo però si festeggiava contestualmente il Santo Patrono (S. Alessandro 26 agosto) e sul Sentierone, la passeggiata dei bergamaschi, ci sono stati 3 giorni di variegate bancarelle. Dalle mura medioevali, proprio nella serata di sabato, sono stati sparati, per festeggiare comunque, i tradizionali fuochi d’artificio, gentilmente offerti dai gestori delle suddette bancarelle. Qualcuno ha provato a chiedere di posticipare lo spettacolo pirotecnico, alquanto inopportuno visto che era lutto nazionale, ma i commercianti si sonno opposti e hanno subito addotto mere ragioni economiche. Alla fine il Sindaco Gori non se l’è sentita di dire di no. Suvvia, son sempre lacrime colorate ed esplosive! E allora fuochi d’artificio sono stati. Ma ormai così va il mondo. Oltre lo share, anche i soldi coprono tutto. In un sisma di valori che lascia non poche macerie morali. 100


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Ph. Paolo Stroppa

NUOVA

RESIDENZA AGRICOLA

UNâ&#x20AC;&#x2122;OPERA CONTEMPORANEA SUI COLLI BERGAMASCHI


NUOVA

RESIDENZA AGRICOLA Un nuovo edificio moderno, immerso nel verde, realizzato con materiali semplici e naturali come il legno per il rivestimento delle facciate, caratterizzato da grandi vetrate e da un portico a sbalzo che dà l’anima alla struttura agricola. Firmata dall’Architetto Leonardo Togni, la nuova costruzione realizzata sui colli di Bergamo è la residenza di famiglia dei titolari di un’azienda ortofrutticola/florovivaistica. Duecento metri quadrati di superficie in cui balzano all’occhio le linee semplici e pulite dell’edificio, che garantiscono un perfetto equilibrio con il contesto circostante. L’abitazione gode di un’incantevole vista, valorizzata da una grande vetrata realizzata da PM Serramenti che ha uno sviluppo lungo i 27 m di portico impreziosito da una barriera in ferro battuto dal disegno contemporaneo realizzata dalla Carpenteria AL.MA. SRL La residenza, composta da ingresso, un’ampia zona giorno con salotto, una cucina Zenucchi, tre camere da letto, due bagni, è di grande fascino: il parquet sapientemente posato da Bergamo Ceramiche, che ha seguito anche la lavorazione dei due bagni in resina, conferisce all’ambiente un’atmosfera calda e accogliente. L’edificio è inoltre una struttura amica della natura, perché progettata secondo i canoni attuali del risparmio energetico e della sostenibilità degli interventi. La realizzazione di quest’opera è stata possibile grazie alle abili maestranze esperte dell’impresa edile ARTEDIL di Arsuffi P & C snc di Suisio, azienda dall’esperienza pluriennale in campo residenziale.


NUOVA

RESIDENZA AGRICOLA


Progetto e Direzione lavori: ARCH. LEONARDO TOGNI Via G. Paglia, 30 Bergamo Tel. 035.0432384 www.leonardotogni.it Con la gentile collaborazione di: ARTEDIL di Arsuffi P & C Via Don E. Gambirasi, 29 Suisio (BG) Tel. 338 7100308 www.artedilarsuffi.it artedil2@virgilio.it ZENUCCHI ARREDAMENTO P.le A. Meli, 80 Luzzana (BG) Tel. 035 822484 www.zenucchi.it - info@zenucchi.it PM SERRAMENTI Via Fornace, 16 Mornico al Serio (BG) Tel. 035 844 665 - Fax 035 844 673 www.pmserramenti.it commerciale@pmserramenti.it CARPENTERIA AL.MA. SRL Via San Giuseppe 15/17 Costa Mezzate (BG) Tel. 333 5759192 angelopedrinelli@gmail.com BERGAMO CERAMICHE SRL Via dellâ&#x20AC;&#x2122;Industria, 63/65 Bergamo Tel.. 035 4243837 www.bergamoceramiche.it info@bergamoceramiche.it


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ANNNI AZZURRI

A cura del Direttore Johnny Vinella

CALEIDOSCOPIO

PER ACCOMPAGNARE LA CURA DELLA FRAGILITÀ Si chiama “Caleidoscopio” il progetto pensato dalla Residenza Anni Azzurri San Sisto di Bergamo “per condividere una nuova prospettiva”, e rivolto ai familiari e caregiver che assistono persone in condizioni di fragilità, anziane e non. Il progetto, che prende il via questo mese di settembre, è aperto a tutta la popolazione e nasce dall’esperienza maturata con il gruppo di Auto Mutuo Aiuto, accolto dalla Rsa Anni Azzurri San Sisto a partire da ottobre 2015, per rispondere alla necessità dei familiari di persone anziane di creare degli spazi dove potersi confrontare, condividere le proprie esperienze e trovare sostegno. “Abbiamo pensato di ampliare l’esperienza maturata durante quest’anno e proporre uno spazio aperto, dove affrontare tematiche differenti, ma sempre legate all’assistenza del proprio caro, per offrire non solo supporto ma anche nuove informazioni, utili e preziose per chi vi partecipa”, afferma il direttore della Residenza Anni Azzurri San Sisto, dottor Johnny Vinella. Assistere il proprio caro comporta fatica e impegno, spesso ci si sente in difficoltà, “travolti” e isolati nel prendersi cura di una persona in stato di fragilità. Stanchezza, solitudine, responsabilità delle scelte possono condurre il familiare a vedere solo gli aspetti negativi, legati al forte carico assistenziale ed emotivo che il prendersi cura comporta. “Il nostro obiettivo è quello di fornire strumenti e condivisione – spiega il direttore Vinella – per costruire un percorso che conduca a una visione nuova, aiutando i partecipanti ad adottare una nuova prospettiva sulla propria condizione di caregiver, valorizzando questa esperienza e

In collaborazione con

fornendo strategie per affrontare le difficoltà”. Gli incontri si svolgeranno a partire dal 19 settembre nella giornata di lunedì alle ore 18, e saranno tenuti e coordinati dalle dottoresse Maria Grazia Piazzolla – psicologa - e Francesca Galli - assistente sociale - che operano nella Rsa Anni Azzurri San Sisto. A seconda degli argomenti trattati si potrà prevedere la partecipazione di esperti (fra cui medico, fisioterapista, logopedista, neurologo). Gli incontri si alterneranno con temi di discussione in cui verranno affrontati diversi aspetti legati alla cura della persona anziana, dall’alimentazione ai disturbi comportamentali, dai servizi domiciliari ai problemi legati alle malattie. Si tratteranno molteplici argomenti per offrire spunti di riflessione e cambiamento – fra cui i bisogni del caregiver e i cambiamenti da affrontare, i vissuti emotivi, l’esperienza del senso di colpa e la capacità di prendersi cura di sé per prendersi cura dell’altro - oltre ad informazioni utili nella gestione quotidiana del proprio caro. Sono previsti anche incontri dedicati al benessere dei caregiver, con tecniche di rilassamento quali sedute di Shiatsu, campane tibetane, esercizi di rilassamento muscolare, meditazione ed esercizi per combattere lo stress. Per partecipare è possibile iscriversi sia ad un singolo incontro che aderire a tutto il progetto. La richiesta di iscrizione dev’essere fatta tramite apposito questionario, e verrà accolta in base alla disponibilità di posti. Per informazioni e iscrizioni il riferimento è la dott.ssa Francesca Galli presso la Residenza Anni Azzurri San Sisto (via Colognola ai colli 8, Bergamo, telefono 035.08641).

Via Colognola ai colli, 8 - Bergamo Tel. 035 08641 - Fax 035 19909256 residenzasansisto@anniazzurri.it johnny.vinella@anniazzurri.it


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Presso la Casa di Cura Palazzolo è attiva dalla fine del 2014 l’Unità Operativa di Odontostomatologia diretta dal Dott. Giuseppe Terzitta

L’Unità Operativa di Odontostomatologia della Casa di Cura Palazzolo è nata per far fronte ad un numero sempre più crescente di richieste legate al contenimento dei costi, alla qualità delle cure erogate e alla sicurezza che solo un contesto ospedaliero può garantire. “Del resto - ci ha spiegato il Dott. Giuseppe Terzitta, Responsabile di questa Unità Operativa - viviamo in un momento in cui inaugurano molteplici centri preposti alle cure dentali ma sono pochissime le strutture che operano nella sicurezza di un contesto ospedaliero”. Odontoiatria a tutto tondo, senza alcuna limitazione. Non è così? “Esatto. Il nostro è un reparto odontoiatrico a tutti gli effetti nel quale trattiamo e curiamo tutte le patologie del cavo orale. Trattiamo tutte le specialità odontoiatriche, dalla parodontologia all’odontoiatria, dalla


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chirurgia all’endodonzia sino alla conservativa. Al nostro interno, per esempio, disponiamo di una divisione preposta all’Ortodonzia Pediatrica, un centro di eccellenza per cui ci avvaliamo della consulenza del Prof. Guglielmo Campus, uno dei più stimati specialisti di questa nicchia della medicina”. A quali pazienti vi rivolgete? “Ci rivolgiamo a chiunque abbia bisogno di cure con un occhio di riguardo per alcune categorie come l’anziano, la persona diversamente abile e il povero: persone fragili che devono avere comunque delle protezioni. Per noi, questo, è un aspetto imprescindibile: essendo una clinica, infatti, il nostro primissimo bacino d’utenza sono proprio i pazienti che afferiscono a questa struttura. Ci troviamo, quindi, a far fronte a dei casi particolari o a patologie particolarmente complesse da trattare”. Qual è il fiore all’occhiello dell’U.O. che dirige? “I punti di forza del reparto di cui sono Responsabile sono

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molteplici ma se devo esprimerne uno direi la tecnica chirurgica All-On-4, una tecnica innovativa di implantologia che sfrutta solo quattro impianti dentali per riabilitare pazienti edentuli (totalmente privi di denti) o con denti residui in condizioni precarie. Essa consente, in un’unica seduta, di posizionare gli impianti dentali e, con un carico immediato, avvitare una protesi fissa”. Ci descriva questo intervento… “Al mattino si fanno le estrazioni, si inseriscono gli impianti, si rilevano le impronte ed entro poche ore il paziente esce dallo studio con i denti fissi e soprattutto definitivi. Questo cambia la vita a molte persone: con questa tecnica si ricostruisce l’aspetto della salute della bocca ma anche l’aspetto psicologico dei pazienti. L’immagine che diamo di noi stessi, del resto, è quella che per fortuna o sfortuna conta maggiormente come primo impatto”. Quale filosofia esemplifica meglio il vostro spirito? “Il nostro motto è ‘Un’odontoiatria moderna e sostenibile nella sicurezza di una casa di cura’. Moderna lo è perché abbiamo la presunzione di essere al passo coi tempi; sostenibile, anche, dal momento che, per esperienza acquisita, siamo molto propositivi e intraprendenti e gli importanti progetti di collaborazione a cui stiamo lavorando con importanti aziende in grado di offrirci soluzioni altamente innovative, lo dimostrano”.

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POLITICANDO Maurizio Maggioni

UNITI SAREMMO PIÙ FORTI Bergamo e Brescia sono città cugine tra loro, molto simili nell’orografia, unite da mille anni di storia dal Barbarossa a Bartolomeo Colleoni, uniti dagli interessi della Serenissima, distese lungo l’asse dell’autostrada A4, sorelle nella divisione del lago Sebino, insomma una storia che da sempre intreccia i loro interessi. Proprio come ai giorni nostri... basta citare le passerelle, quella di Christo sul lago che per 15 giorni ci ha reso di interesse mondiale e quella delle archistar realizzata in Piazza Vecchia a Bergamo dai maestri paesaggisti. Perchè allora non pensare che sia arrivato il momento di unire i nostri sforzi ed i nostri territori per divenire qualcosa di veramente importante in Lombardia e soprattutto in Italia? L’idea del grande cantone non è poi così strampalata se pensate al valore di PIL che produrremmo insieme, l’egemonia industriale che potremmo far pesare sul piatto della bilancia con Roma, il controllo del territorio, i risparmi perchè, anche in questo caso, l’unione farebbe la forza. Esempi ne abbiamo già, l’A2A con il teleriscaldamento, l’autostrada Serenissima, la banca UBI, le ricche diocesi, il controllo fluviale del Brembo, Serio, Chiese, Oglio, insomma tantissime cose. La più importante azienda che potremmo creare insieme sarebbe quella aeronautica, composta dagli aeroporti di Orio, Montichiari, Ghedi e andando ancora ad est, dal Catullo di Verona. Abbiamo nel sangue il vento dell’est, è sempre stato storicamente così, se ci uniamo nessuno ci batte e nei prossimi giorni si giocherà una partita molto molto importante per la creazione di questo nuovo polo. La SEA che controlla Linate e Malpensa ed è azionista a Orio sembra non sapere cosa fare: capisce che lo sviluppo è nel nostro territorio, che Brescia soffre per la mancanza di un aeroporto, che le forze economiche sono nelle casse della Sacbo di Bergamo. Dovrebbe esserci il coraggio da parte dei politici, iniziando dal sindaco di Bergamo Gori, che dovrebbe attuare per gli aeroporti la stessa strategia che ha adottato per la tavola dei buongustai, chiamando al patto le città dell’est e del sud della Lombardia per attrarre turismo. Qualcuno dice che forse ora è più interessato alle elezioni regionali, si dice che voglia il posto di Maroni, e per questosta calmo e allineato con il PD, suo partito, per poter ricevere l’investitura ufficiale e i voti, che lui da solo non prenderebbe, necessari per vincere. Peccato, perché se ciò fosse vero significherebbe che, da giovane promessa, è già diventato un vecchio della politica, con tutte le con116


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seguenze del caso. Analizziamo velocemente la mia idea: Orio raccoglie 10 milioni di passeggeri, serve la sua provincia, guarda a ovest liberando Linate da problemi di super lavoro, cede qualche slot a Malpensa che soffre e a Montichiari il trasporto merci; lo stesso farebbe Verona con il Catullo, in cambio quest’ultimo riceverebbe moneta fresca per non fallire e si libererebbe dal giogo di Venezia. In questo modo Brescia raccoglierebbe i flussi del suo territorio, si potrebbe espandere verso Sondrio strizzando l’occhio a Bolzano con cui si potrebbero creare interessanti sinergie. Ed ecco che tutto il nord, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo, Brescia, Verona, Trento, Bolzano, creerebbeo un grande comparto “appoggiato” a sud sulle province come Mantova e Cremona. La cosa più semplice del mondo che, per altre motivazioni, i Veneziani del Doge avevano già ben capito, di cui gli Austriaci hanno approfittato e solo noi, con il campanilismo e con l’unita’ d’Italia, abbiamo cancellato. Solo Mussolini aveva tenuto in considerazione ciò, creando le avio superfici lacustri e fluviali (da ripristinare) e incentivando le avio superfici (tutte quelle citate sono di mussoliniana memoria). Certo, di mezzo c’è l’aeroporto di Ghedi, militare H 24, e tanti dicono che sia un limite, invece è una opportunità. È una protezione al traffico aereo, un maggior controllo, e comunque esiste la possibilità che venga prima o poi ridimensionato perché mancano i soldi e ormai, con l’est Europa dalla nostra parte perde la sua strategicità. La sua esistenza impone che la viabilità venga migliorata, oggi con risorse della Nato e un domani di un esercito Europeo. Pensiamo anche all’espansione che potrebbe avere la Protezione Civile, l’uso di infrastrutture esistenti, e il turismo che potrebbe crescere ancora di più in quanto i voli a piccolo raggio metterebbero in comunicazione aree ancora poco valorizzate e il sud della Lombardia che si unirebbe con in nord Europa e viceversa. Solo politici miopi non possono capire tutto ciò: va bene il comparto culinario sino ad ora creato, sulla carta, con le provincie lombarde prima citate, ma c’è di più, molto di più e ad ogni modo anch’esso ne trarrebbe un grande vantaggio. Aziende, banche, privati facoltosi, fondi sovrani, tantissimi sarebbero interessati a questo progetto. Nessuno lo dice, ma potremmo essere veramente il cuore dell’Europa, di una vera Europa che l’anno prossimo compirà 60 anni con i festeggiamenti a Roma, dove venne firmato il trattato. Certo ci si dovrebbe spogliare della maglietta del proprio partito: nessuna distinzione politica e una dirigenza superpartes che lavori alla realizzazione del prgetto. Pensavo che l’ex Magnifico Rettore dell’Università di Bergamo potesse essere il capo di una tale progetto, ma quando ho letto il suo piano di ristrutturazione del comparto ho capito che qualcosa aveva omesso, forse soltanto per opportunità. Infatti, ora lo vedo ad Area Expo a Milano ed è un’altra occasione persa. Sala, il sindaco di Milano tace. Ma non era un manager? Il suo pensiero era ben chiaro quando parlava di sviluppo e opportunità del territorio con Expo 2015 e sulla necessità di creare un nuovo polo aereoportuale. Non perdiamo più tempo, Bergamo e Brescia hanno persone che contano in questo governo, i soldi cominciano a circolare e, come diceva Vespasiano,

Un’assistenza domiciliare privata per la gestione di anziani e malati sia a domicilio, sai in strutture; un servizio personalizzabile e di qualità offerto sia in forma momentanea, sia continuativa ed erogato con professionalità e competenza. Questa, in estrema sintesi, la mission di Privatassistenza Bergamo, il punto di riferimento cittadino per anziani, malati, disabili e, soprattutto, per le loro famiglie. Una gamma completa e personalizzata di servizi socio-sanitari qualificati e sicuri, erogati da operatori professionali e qualificati (ASA-OSS) che spazia in maniera trasversale per esaudire qualsiasi tipo di richiesta: dalla cura e dall’igiene di una persona all’assistenza al pasto, dalla veglia al supporto infermieristico, dalla fisioterapia alla riabilitazione, dall’assistenza ospedaliera integrativa diurna e notturna al segretariato sociale.

Finalmente a Bergamo, in un solo ambiente, si avrà la possibilità di richiedere servizi domiciliari professionali con personale competente e preparato e una vasta gamma di prodotti di assorbenza e benessere per voi ed i vostri cari, senza perdite di tempo! Nei locali attigui alla nuova sede di Privatassistenza, infatti, c’è stata l’inaugurazione congiunta di una novità assoluta per Bergamo: il primo Spaccio Asciuttissimi di Bergamo e Provincia. Qui potrete trovare la qualità e l’ottimo rapporto qualità/prezzo dei prodotti Asciuttissimi, dai prodotti per l’assorbenza per adulti (pannoloni, pannolini mutandine, assorbenti igienici, ausili per ogni necessità di assorbenza, traverse) ai pannolini per bambini, dai prodotti per il benessere della pelle di tutta la famiglia ai prodotti specifici per la detersione e la pulizia della pelle delicata di anziani e bambini. Il tutto accompagnato dalla competenza e della gentilezza del personale dello spaccio, in grado di consigliare sempre la soluzione migliore per i gentili clienti.

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BERGHEM

ORGAN

FESTIVAL

TORNA UNA DELLE MANIFESTAZIONI MUSICALI PIÙ LONGEVE PORTANDO IN CITTÀ UNA VENTATA DI MUSICA DI GRANDE LIVELLO SUONATA IN AMBIENTI DI SICURO FASCINO

Thomas Trotter

Simone Vebber

Ursula Heim

Jon Wirthner


Dopo l’edizione straordinaria in onore di Expo 2015 - ed in attesa dei festeggiamenti del 25° compleanno per i quali una grande stagione celebrativa è già in cantiere - il Festival Organistico Internazionale “Città di Bergamo” conferma la sua instancabile ricerca di novità attraverso una nuova prestigiosa collaborazione internazionale. L’associazione E.C.H.O. - European Cities of Historical Organs, che riunisce 9 città di altrettanti diversi paesi Europei note per il loro impegno nella valorizzazione del proprio patrimonio organario – ha invitato il Festival cittadino a prender parte alla giuria di un Concorso internazionale indetto per premiare il miglior progetto organistico capace di coinvolgere in modo accattivante i bambini. Un’idea nobile a cui il Festival ha aderito immediatamente con l’entusiasmo che contraddistingue da lustri la sua attività divulgativa. L’obiettivo infatti non è solo formare l’audience del futuro, attraverso un approccio giocoso dell’organo e delle sue infinite possibilità espressive, ma educare le nuove generazioni alla bellezza, ed al messaggio universale di pace e fratellanza insite nella Musica. All’unanimità il Concorso è stato vinto da un’affascinante trascrizione organistica della Suite Sinfonica “Il Carnevale degli Animali” di Camille Saint-Saëns, a cura della svizzera Ursula Heim, coadiuvata da una proiezione ‘live’ di animazioni digitali in continuo divenire appositamente studiate dal giovane Jon Wirthner, la cui fusione crea un’atmosfera assai seducente, di grande poesia e forte impatto emotivo. Questo evento così speciale, che gode della collaborazione di BergamoScienza, cadrà esattamente a metà Festival, venerdì 14 Ottobre, in Cattedrale. L’ingresso al concerto - pensato per i

Hayo Boerema

Ludger Lohmann

bimbi, gli adolescenti, i giovani - sarà ovviamente libero a tutti, ma con una piccola regola: chi oltre una certa età, diciamo non più giovanile, vorrà partecipare, dovrà essere rigorosamente accompagnato da …. un bimbo! Quindi il significativo invito degli organizzatori è: “Cari genitori, venite con i vostri figli; e voi, cari nonni, fatevi accompagnare dai nipotini!” L’innovativa esperienza multisensoriale va a completare un cartellone 2016 estremamente ricco e qualificato, ispirato alla letteratura tardo romantica tedesca, in occasione del centenario della morte di Max Reger, ed impreziosito da interpreti d’altissimo livello: si passa dall’abbagliante virtuosismo del leggendario organista britannico Thomas Trotter, che aprirà la manifestazione il 30 settembre in Duomo, al raffinatissimo approccio storico di Ludger Lohmann, attraverso la folgorante naturalezza di Simone Vebber e l’imprevedibile eclettismo di Hayo Boerema. www.organfestival.bg.it


L’AMATRICIANA SOLIDALE UN SUCCESSO L’INIZIATIVA DEL COMUNE DI BERGAMO DEL 31 AGOSTO: UNA TONNELLATA E MEZZA DI PASTA PER OLTRE 18MILA PERSONE E UN INCASSO DI 172.069 EURO DEVOLUTO ALLE VITTIME DEL SISMA. 172.069,54 euro: sono questi i proventi definitivi dell’Amatriciana Solidale, organizzata dal Comune di Bergamo con la Federazione Italiana Cuochi e che il 31 agosto scorso ha richiamato sul Sentierone di Bergamo oltre 18mila persone. Un gesto di solidarietà di grande significato, che dimostra la grande partecipazione della città di Bergamo al dolore delle popolazioni colpite dal sisma che quest’estate ha devastato parte del centro Italia. Durante la serata sono stati cotti 1.500 chilogrammi di pasta, condita da oltre 2 tonnellate di pomodori, 4 quintali di cipolle, 5 quintali di guanciale e pancetta e 1 quintale di pecorino. Il tutto accompagnato da 13mila bottiglie d’acqua Bracca, 1.000 bottiglie di vino Valcalepio, 15.000 panini e altrettante pesche. Una cena resa possibile dal servizio efficiente eseguito da oltre 500 volontari. Numeri davvero straordinari, i più alti finora registrati in Italia per un’iniziativa di questo genere. Tutti questi materiali sono costati all’Amministrazione comunale zero euro: ogni cosa, dai tavoli alle panche, dalle cucine al cibo, dalle bevande alle casse, dall’assicurazione ai servizi igienici, dalle pentole ai coperti monouso, infatti, sono frutto di donazioni e di prestiti gratuiti, che aziende, enti e organizzazioni di Bergamo hanno deciso di regalare alla manifestazione. “Vorrei ringraziare di cuore tutte le persone che hanno partecipato all’iniziativa di ieri – ha dichiarato a margine dell’evento il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori – consentendoci di raggiungere questo straordinario risultato, ma soprattutto vorrei ringraziare tutti quei cittadini che hanno deciso di impegnarsi come volontari e che hanno contributo al successo della serata. Senza di loro sarebbe stato impossibile organizzare un’iniziativa di tale portata.”


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FINALMENTE IL ROMBO DEL MILWAKEE EIGHT Sulle Harley-Davidson 2017 della gamma Touring e Trike sarà disponibile un nuovo V2, che promette più potenza, un sound garbato ma comunque “corposo”, consumi ridotti e una maggiore cura del design. È chiamato Milwaukee-Eight, il nono Big Twin creato dalla casa statunitense. DUE CILINDRATE,TRE VARIANTI Milwaukee-Eight sarà disponibile in due cilindrate e tre varianti: Milwaukee-Eight 107 (1745 cm3) con raffreddamento ad olio per i modelli Street Glide Special, Road Glide Special, Road King/Road King Classic e Freewheeler; Twin-Cooled Milwaukee-Eight 107 (1745 cm3) con raffreddamento a liquido per i modelli Ultra Limited/Ultra Limited Low, Road Glide Ultra e Tri Glide Ultra; Twin-Cooled Milwaukee-Eight 114 (1870 cm3) con raffreddamento a liquido per i modelli CVO Limited e CVO Street Glide. PIÙ POTENZA Ogni motore Milwaukee-Eight produce fino all’11% di coppia in più ri-

spetto al propulsore Touring precedente. Oltre a una maggiore cilindrata, il nuovo V2 presenta un rapporto di compressione maggiore e testate a quattro valvole che assicurano un migliore flussaggio. VIBRA MENO E HA UN ROMBO GARBATO Il motore, montato su supporti elastici, presenta un contralbero interno che smorza il 75% delle vibrazioni al minimo, garantendo un maggiore comfort, al quale contribuisce la cura dedicata allo smaltimento del calore, maggiore rispetto al passato. L’airbox del motore e il filtro dell’aria sono progettati per ridurre il suono all’aspirazione. Di conseguenza, l’attenzione si sposta sul rombo dello scarico, più garbato rispetto al passato ma tipicamente Harley-Davidson. Ed ora? Non sei curioso di salire in sella ad una touring 2017 e scoprire con i tuoi occhi le capacità e la potenza di questo motore? Non aspettare, vieni in concessionaria l’ 1 e 2 Ottobre in via Bergamo 26 a San Paolo D’Argon e qui potrai provare la moto dei tuoi sogni!!!

Harley Davidson Bergamo è a San Paolo d’Argon in via Bergamo, 26. Tel: 035 958567 www.harley-davidson-bergamo.com


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