Skip to main content

Qui Bergamo n.ro 332

Page 1


BERGAMO

IN COPERTINA

Leandro Ferrari, titolare della Trattoria - Rifugio Risol

Castione della Presolana

Claudia Terzi Assessore alle Infrastrutture di Regione Lombardia

Summer Party Porsche da SportPiù a Curno

Puntoluce e Slam Le Sarte della Luce

Forbes Most Powerful Chef 2026 L’eccellenza della cucina italiana

Freccianera Saten 2022 Unica bollicina italiana tra i 50 migliori vini del mondo

Massimo Giletti Charity event a cura dell’Associazione Mosaika

Le Cantorie Experience Open day dedicato agli eventi aziendali in Franciacorta

A Brunello Cuccinelli il premio del Vittoriale degli Italiani 2026

Cristina Mittermeier In mostra LA GRANDE SAGGEZZA

Lasciati conquistare dalle note cremose del latte di cocco, illuminate da sfumature floreali e dalla dolcezza della vaniglia. Essenza di Cocco avvolge il tuo bucato con una fragranza intensa e persistente, per farti rivivere l'atmosfera delle vacanze ad ogni lavaggio. Acquistala ora su www.bucatoprofumato.com

EDITA PERIODICI srl

Via Bono, 10 - Bergamo

Tel. 035 270989 www.editaperiodici.it

BERGAMO MAGAZINE

Aut. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/1992

Edizione cartacea distribuita nelle edicole e per abbonamento postale. Versioni digitali sfogliabili su:

www.qui.bg.it

Direttore responsabile: Vito Emilio Filì redazione@qui.bg.it

Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it

Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it - redazione@qui.bs.it

Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it

Marketing e pubblicità Valentina Visciglio valentina.visciglio@qui.bg.it

Fotografie di:

Federico Buscarino

Sergio Nessi

Matteo Marioli

Paolo Stroppa

Daniele Trapletti

Devid Rotasperti

Hanno collaborato: Anna Donatini

Maurizio Maggioni

Giorgio Paglia

Haim Reitan

Luca Ruggeri

Stampa: Euroteam Nuvolera (Bs)

Informazioni 035.270989

Stampato con inchiostri a base vegetale.

Mancini…

Ogni anno il 13 agosto si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei mancini. Istituita ufficialmente dal club Lefthanders International nel 1992, la ricorrenza punta a diffondere la conoscenza dell'uso della mano sinistra nelle varie attività quotidiane, e anche i vantaggi o le implicazioni che questa può comportare. Si dice che i mancini abbiano una marcia in più per il fatto di saper usare la mano sinistra come la destra, cosa che ai destrimani raramente succede. Ci sono anche studi sulla suddivisione del cervello che riconoscerebbero dei vantaggi a chi nasce con la mano manca… Non ridete, mia nonna la chiamava così e il fatto di essere mancino, che appunto deriva dal latino mancus cioè monco o mutilato, per lei era considerata una tara.

Purtroppo i miei, insieme ad un maestro retrò, ben consci del mio orientamento in quanto evidente la mia preferenza per qualsiasi cosa facessi con le mani o con i piedi, vollero a tutti i costi insegnarmi a scrivere con la destra, arrivando anche a legarmi alla sedia la mano sinistra con un fazzoletto per impedirmi di usarla, come invece mi sarebbe venuto naturale.

Oggi chi nasce con questa “anomalia” viene comunque lasciato scrvere liberamente con la sinistra...

Quando mi slegarono inizia a rosicchiare le unghie…

Però, tutto sommato mi hanno insegnato ad usare la mano destra come non avrei mai fatto seguendo l’istinto puramente mancino. Quindi dopo aver dato a tutti la soddisfazione di vedermi scrivere con la destra, cosa che tutt’ora faccio, ho iniziato a vivere la mia vita da mancino con una destra addestrata alla scrittura e la sinistra per tutto il resto…. scoprendo i tanti handicap ma anche i vantaggi che ciò comporta.

Sono infinite le situazioni in cui il mancino deve adeguarsi al mondo popolato da destrimani ed è questo forse che ne sviluppa l’ingegno. Pensate solo alla guida di un’auto dove tutto è concepito per chi usa la destra. Cambio, acceleratore e freno con la mano e il piede destro. Ma sarebbe un elenco lunghissimo quello dei casi in cui il mancino è discriminato in un mondo di destri… Forse per questo acuisce l’ingegno come Leonardo da Vinci o Albert Einstein i quali, nonostante le pressioni sociali dell'epoca che li costringevano a scrivere con la destra, la loro dominanza emisferica ha influenzato la loro straordinaria creatività. Solo per citarne alcuni, erano mancini Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven ma anche Michelangelo e Vincent van Gogh. Nello sport c’erano Ayrton Senna e Maradona oggi c’è Lionel Messi… Tutti mancini…

Vito Emilio Filì

AUTO

Presentata la nuova Cayenne Electric in occasione del Summer Party Porsche

pag. 6

REGIONE

Intervista a Claudia Terzi

Assessore alle Infrastrutture Reg. Lombardia

pag. 18

VINO

Nicola Berlucchi, il Freccianera Satèn 2022 tra i 50 migliori vini al mondo

PREMIO

A Brunello Cuccinelli il Premio del Vittoriale degli

Italiani

pag. 40

DESIGN

Alberto Meda

Compasso d’Oro alla Carriera

EVENTI

Puntoluce nel rinnovato showroom e Slam le Sarte della Luce

pag. 12

CHEF

Per Forbes gli chef della famiglia Cerea sono i migliori al mondo

CHARITY

Massimo Giletti a Brescia ospite di un evento benefico

pag. 50

ARTE

Accademia

Carrara: estate tra arte, natura e benessere

pag. 60

RESTAURO

Iniziato il restauro della Capitanio storico battello in servizio sul Sebino

ACCOGLIENZA

Leandro Ferrari titolare della Trattoria e Rifugio Risol Castione della Presolana

pag. 14

LIMA

“The World’s 50 Best Restaurants 2026”si terrà a Lima, in Perù

LA MOSTRA

La Grande Saggezza di Cristina Mittermeier al Castello di Brescia

pag. 42

LA VITTORIA

DI BRESCIA

pag. 28

LE CANTORIE

Open day per gli eventi aziendali in Franciacorta

40 fotografi e un’eterna bellezza

pag.

IL RICORDO

Leone

Marchetti: la levatrice di qui Bergamo

pag. 64

VACANZE

Crociera su Yacht di lusso

38

INTERNI & LUMINAIRE

Selby Lane Residence Atherton North California

FOTOGRAFIA

PMI Photo EnterPrize 2026

pag. 56

MUSICA

Donatella Rettore al Garda Festival

pag. 66

SEMPRE PIÙ SU

Accademia dello sport per la Solidarietò sulle Dolomiti

Più spazi, più comfort, più veloci, più lontano: questa è la promessa, fatta a tutti i nostri viaggiatori, che si manifesta attraverso un aeroporto completamente rinnovato. Una rivoluzione che vedrà aggiungersi, più avanti, un altro tassello fondamentale, rappresentato dal collegamento ferroviario che renderà più agevole l’accessibilità del terminal nel quadro di un sistema di mobilità multimodale.

UN APPUNTAMENTO ESCLUSIVO CHE HA ACCOLTO CIRCA 400 OSPITI PER UNA SERATA ALL’INSEGNA DI STILE, INNOVAZIONE ED EMOZIONE

PORSCHE SUMMER PARTY

GIOVEDÌ 25 GIUGNO, NELLA CORNICE DELLO SPORTPIÙ CLUB RESORT DI CURNO, IN OCCASIONE DEL TRADIZIONALE PORSCHE SUMMER PARTY , È STATA SVELATA LA NUOVA PORSCHE CAYENNE ELECTRIC, NELLE SUE VERSIONI SUV E COUPÉ.

La nuova Cayenne Electric era una delle novità più attese di casa Porsche che si è svelata in una magica serata a clienti e appassionati, per un appuntamento creato per mostrare una nuova vettura, ma anche per raccontarne l’evoluzione.

La nuova Cayenne elettrica arriva in un momento in cui sempre di più il segmento premium guarda con attenzione alle vetture elettriche, senza rinunciare a ciò che da sempre caratterizza una Porsche: elevate prestazioni, design inconfondibile, massima qualità costruttiva e grande piacere di guida.

PORSCHE

La presentazione è stata un’esperienza immersiva nel mondo Porsche capace di coniugare prodotto, atmosfera e racconto del marchio, con la nuova Cayenne a fare da protagonista.

Un modello diventato un’icona: dal 2002 è il Suv che ha contribuito a ridefinire un segmento e ad allargare l’orizzonte del marchio. Oggi la storia di Cayenne vede un nuovo capitolo, un’elettrica proiettata nel futuro ma con solide radici Porsche.

Ad aprire la serata è stato Gianmaria Berziga, direttore generale Eurocar per le sedi di Bergamo, Milano, Sondrio e Lecco, che ha sottolineando il valore di un appuntamento pensato per rafforzare il legame tra il Centro Porsche Bergamo, i clienti e il territorio.

La nuova Cayenne Electric è molto più di una variante a batteria. È un modello completamente nuovo, sviluppato per portare l’elettrificazione dentro una vettura che deve restare sportiva, ma anche versatile, vivibile per l’uso quotidiano.

L’atmosfera è stata valorizzata da un’elegante performance di danza in coppia, accompagnata dalle sonorità di sax e percussioni dal vivo, creando un’esperienza sensoriale coinvolgente e distintiva.

Un evento che ha celebrato non solo un nuovo capitolo dell’innovazione Porsche, ma anche una visione di mobilità elettrica capace di coniugare performance, design e tradizione.

Ad entrare nel dettaglio delle caratteristiche della vettura è stato Roberto Mancini, brand manager Centro Porsche Bergamo, che ha raccontato come, su un Suv, la sfida non si giochi soltanto sulle prestazioni, ma anche sulla capacità di essere comodo, pratico, personalizzabile e coerente con le esigenze di chi lo guida ogni giorno. È proprio su questo equilibrio che Porsche ha lavorato: portare l’elettrico dentro l’universo Cayenne senza rinunciare al carattere, alla qualità e alla riconoscibilità del marchio.

La versione Turbo con 1.156 CV e 1.500 Nm di coppia, che portano la vettura da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi. Avanzatissima è la tecnologia di ricarica: grazie alla piattaforma a 800 volt, in corrente continua è possibile passare dal 10 all’80% in 16 minuti.

Oltre alle prestazioni top la nuova Cayenne rende più semplice e naturale l’esperienza elettrica. La gestione termica di motori e batteria, il recupero di energia fino a 600 kW, l’aerodinamica attiva e la ricarica wireless dimostrano una tecnologia orientata alla comodità d’uso e non solo all’efficienza.La nuova Cayenne aumenta di poco le dimensioni rispetto alla precedente, per una migliore abitabilità e una maggiore capacità di carico e offre ampie possibilità di personalizzazione negli accostamenti di colori e materiali.

A bordo, il Flow Display, schermo centrale curvo, insieme agli altri schermi OLED rende perfetta la Porsche Driver Experience, rendendo ancora più diretta l’interazione tra vettura e conducente.

Il Porsche Summer Party 2026 è stato un’occasione per raccontare da vicino come Porsche stia vivendo la transizione elettrica senza rinunciare alla propria identità.

Lavori pubblici: sempre colpa dei sindaci?

Facile prendersela con i sindaci che hanno solo il torto di non incazzarsi ferocemente e sollevare l’annoso problema. Pochi giorni fa un amico di cui non vi dirò il nome mi diceva che trovandosi a dover indire un bando pubblico per lavori su una struttura comunale era terrorizzato da chi potesse vincerlo. Questa è la patata bollente. Senza andar tanto lontano, le Ferrovie dello Stato hanno dovuto recentemente scusarsi con la cittadinanza per i ritardi nei lavori del treno per Orio e il raddoppio da Ponte San Pietro ovviamente scaricando addosso alle imprese appaltatrici la responsabilità. E che dire del clamoroso caso dell’impresa che avrebbe dovuto trasformare il vecchio Palazzetto dello Sport nella nuova sede della GAMeC? Quando un ente pubblico indice un bando di gara spesso imprese lo vincono per i forti ribassi dei costi. Poi le stesse, quasi sempre scatole vuote, subappaltano ad altre imprese l’esecuzione dei lavori.

Certo sono previste penali per i ritardi ma troppo spesso accade che gli ultimi anelli della catena siano soggetti troppo deboli per reggere alle commesse affidate. Quindi i lavori prima rallentano, poi si fermano, poi l’impresa porta i libri in Tribunale e... Colpa del sindaco di turno? Come dicevo è colpevole ma solo di non sputtanare subito le imprese farlocche, di non vigilare con occhio attento sull’esecuzione dei lavori e accorgersi solo dopo mesi e mesi degli evidenti ritardi.

Daniele Belotti al volo

Sono stai in molti a sorridere quando Daniele Belotti esponente storico della Lega, già eletto in parlamento, è stato collocato nel consiglio d’amministrazione della SACBO. Che ne capisce di aerei e di aeroporti uno che non se n’è mai occupato? Il fatto è che queste nomine politiche non hanno tanto a che vedere con la competenza specifica ma sono l’emanazione delle varie componenti di Sacbo, che ricordiamo è in parte di proprietà pubblica. Anche Giovanni Sanga non era certo uno competente di aerei o aeroporti ma la sua equilibrata presidenza, la capacità di mediazione in capo alla Società che controlla lo scalo, hanno saputo far crescere BG Airpot come mai accaduto prima. E non solo e non tanto per l’incremento dei voli e dei passeggeri ma per un colossale indotto che porta vantaggi al territorio. Prima di lui Roberto Bruni un avvocato, espressione della sinistra e non certo un esperto del settore. Siamo certi che con la sua originale presenza il buon Belotti saprà animare le sedute del consiglio di Sacbo… Certo che una pista nerazzurra non sarebbe male come saluto della città.

Daniele Belotti nominato nel consiglio di amministrazione della Sacbo di cui è Presidente Giovanni Sanga di cui vi proponiamoqui sotto una fotografia da giovanissimo.

Boccaleone e treno per l’Aeroporto

Hanno ragione da vendere. I residenti del quartiere di Boccaleone e sono neri di rabbia. Oltre a non essere ascoltati pur avendo presentato svariate proposte, raggirati con la scusa che il treno per Orio doveva essere pronto per le Olimpiadi invernali altrimenti si sarebbero persi i contributi, adesso devono subire l’ennesima umiliazione di sentirsi fare mille scuse per gli enormi ritardi nei lavori da quelli di Ferrovie dello Stato che come sempre ribaltano le responsabilità sugli appaltatori. Le promesse di accelerare i lavori hanno ottenuto qualche effetto e pare che nelle zone interessate la “terra” sia in movimento con enormi mucchi che sorgono qua e là per ponti, sottopassi o che altro? L’Ente Fiera si è portato avanti e ha già approntato il tunnel che collegherà l’area espositiva con la fermata del treno ma da lì ancora non si parte. Se un privato viene trattato in questo modo da un impresario chiede i danni. Chi rimborserà gli abitati della zona e non solo quelli di Boccaleone per questi ritardi che causano molti problemi per una viabilità caotica un inquinamento dell’aria e un rumore continuo? Le aziende appaltatrici sono macchine da guerra e si spostano laddove è più necessario intervenire. Prendono appalti vincendo al ribasso, e lo fanno di continuo per incassare anticipi sui lavori. Iniziano un cantiere, installano impalcature, montano gru e poi zitti zitti poco alla volta svaniscono, lasciando un paio di operai a guardia del cantiere. Spostano le maestranze dove qualche committente minaccia cause legali per i ritardi o dove appunto qualche sindaco urla più del normale e spiffera tutto ai giornali. Mandano un po’ avanti qui, fanno vedere macchine in movimento e poi, via su un altro cantiere. Qui torneranno quando dall’altra parte si saranno calmati…

C’è un tasso che ti chiama.

immobile obbligatoria. Importo massimo finanziabile

€. Durata

anni, massima 30 anni. Tasso di mora TAN +4% TAN 2,70% – TAEG 2,88160%. Offerta valida fino al 31/12/2026 o ad esaurimento del plafond. Il prodotto non è allineato alla Tassonomia UE ai sensi del Regolamento 2020/852. TASSO FISSO ALTRE CLASSI ENERGETICHE Messaggio pubblicitario con finalità promozionale rivolto

TASSO FISSO

PUNTOLUCE E SLAMP

LE SARTE DELLA LUCE

Un’atmosfera suggestiva, quasi magica, il fascino del design Made in Italy e uno sguardo rivolto al futuro della progettazione hanno caratterizzato la serata con cui Carlo e Roberto Catellani hanno inaugurato il rinnovato showroom Puntoluce di via Broseta 51C a Bergamo. A rendere ancora più speciale l’evento è stata la presenza di Slamp con il live show delle celebri Sarte della Luce, che hanno offerto al pubblico una dimostrazione dal vivo del processo artigianale con cui materiali innovativi si trasformano in lampade di design. Un momento particolarmente apprezzato, capace di raccontare il valore del Made in Italy attraverso creatività, tecnica e cura del dettaglio.

L’inaugurazione ha rappresentato anche un’importante occasione di incontro dedicata ai giovani architetti e progettisti, ai quali Puntoluce ha riservato uno spazio di confronto e ispirazione. Numerosi professionisti e ospiti hanno partecipato alla serata, animando il nuovo showroom in un clima conviviale, tra innovazione, relazioni e passione per il progetto. La visita ai nuovi spazi, il live show e l’aperitivo hanno contribuito a creare un’atmosfera elegante e coinvolgente, trasformando l’inaugurazione in un momento di condivisione che ha celebrato la luce non solo come elemento d’arredo, ma come espressione di creatività, cultura e bellezza. (V. Visciglio)

Via Broseta, 51C - Bergamo Tel. 035 250221 info@puntoluce.com

TRATTORIA RISOL E RIFUGIO RISOL: DUE ANIME, UN’UNICA PASSIONE PER L’ACCOGLIENZA

La Trattoria Risol, nel cuore di Castione della Presolana, rappresenta da anni un punto di riferimento per chi desidera assaporare la cucina bergamasca autentica, reinterpretata con creatività e attenzione alla qualità. Qui tradizione e innovazione si incontrano in piatti che valorizzano i sapori del territorio, dagli immancabili casoncelli alle specialità di carne e pesce, accompagnati da una curata selezione di vini.

Accanto all’esperienza della trattoria, il Rifugio Risol offre un’immersione nella natura della Presolana, regalando panorami suggestivi e un’atmosfera autentica di montagna. Un luogo dove il gusto dell’ospitalità si unisce alla bellezza del paesaggio, creando un’esperienza capace di raccontare l’anima più vera del territorio bergamasco.

Due realtà diverse ma complementari, unite dalla stessa filosofia: accogliere gli ospiti con calore, qualità e profondo rispetto per le tradizioni locali. Ed è proprio ciò che fa Leo Ferrari titolare insieme a Lella, sua sorella.

Passione, ospitalità e amore per il territorio: sono questi i valori che guidano Leo, anima della Trattoria Risol e del Rifugio Risol, con il suospiritoautenticoela continua ricerca della qualità, ha saputo creare due realtà capaci di raccontare la tradizione bergamasca attraverso la cucina, l’accoglienza e il legame con la montagna. Un percorso costruito con dedizione, che continua a fare del Risol un punto di riferimentoperresidentievisitatori.

(V. Visciglio)

Ristorante Via Fantoni 71, Tel: 0346.31420 www.trattoria-risol.it

Il Rifugio del Risol Via Foppi, 1 Tel: 335.484126

Castione della Presolana (BG)

Dalla Terra Allo Spazio

Il 30 giugno 2026 ROBUR ha celebrato uno degli appuntamenti più significativi del programma dedicato al proprio 70° Anniversario, ospitando nella sede di Verdellino-Zingonia Amalia Ercoli Finzi ed Elvina Finzi per una serata dedicata al valore della ricerca, della conoscenza e dell'innovazione.

L'evento ha riunito collaboratori, familiari, clienti, partner e amici dell'azienda in un momento di confronto dedicato al valore della conoscenza, della ricerca e dell'innovazione. Un'occasione per riflettere su come il progresso nasca dalla curiosità, dalla competenza e dalla capacità di guardare sempre oltre. Attraverso il programma di iniziative organizzato per il 70° Anniversario, ROBUR celebra il percorso iniziato nel 1956 e riafferma i valori che ne hanno accompagnato la crescita: innovazione, formazione, responsabilità e visione. Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana laureata in Ingegneria Aeronautica e protagonista di alcune delle più importanti missioni dell'Agenzia Spaziale Europea, insieme a Elvina Finzi, ingegnera nucleare, divulgatrice scientifica e autrice, hanno accompagnato il pubblico in un affascinante viaggio attraverso la storia dell'esplorazione spaziale, dalle prime missioni fino alle future prospettive di presenza umana sulla Luna. Un racconto coinvolgente che ha offerto un'importante riflessione sul valore della ricerca, dello sviluppo tecnologico e della capacità di trasformare una visione in risultati concreti. Gli stessi principi che continuano a guidare ROBUR, oggi sotto la guida del Presidente Leonardo Guerra ed Elena Guerra, Direzione Risorse Umane, nel promuovere una cultura d'impresa fondata sulle persone, sull'innovazione e sulla formazione. Fondata nel 1956 da Benito Guerra insieme a Luisella Traversi Guerra, che ha contribuito in modo determinante alla costruzione della cultura e dei valori aziendali, ROBUR rappresenta oggi un punto di riferimento nel settore delle tecnologie per il riscaldamento e il condizionamento, con una presenza consolidata nei mercati industriale, commerciale, residenziale e della Pubblica Amministrazione, sia in Italia sia all'estero.

Una nuova linea full-electric per il riscaldamento e il condizionamento Nel suo 70° anniversario ROBUR amplia la propria offerta con la nuova Linea Electric, dedicata alle applicazioni industriali e commerciali. Una gamma che si affianca alle consolidate linee Classic e Abso, completando un'evoluzione che rafforza il ruolo dell'azienda come Solution Provider, capace di offrire la soluzione tecnologica più adatta ai diversi scenari applicativi. La serata con Amalia ed Elvina Finzi ha rappresentato il simbolo di questo percorso: continuare a guardare lontano, investendo nella ricerca, nell'innovazione e nelle persone per affrontare con competenza le sfide energetiche di oggi e di domani.

Proprio nell’anno del suo 70° Anniversario, ROBUR amplia inoltre la propria offerta per il riscaldamento e il condizionamento con la nuova linea Electric, che si affianca alle consolidate linea Classi e Abso rafforzando il ruolo dell’azienda come Solution Provider

ROBUR celebra 70 anni di storia con Amalia Ercoli Finzi ed Elvina Finzi
La serata con Amalia ed Elvina Finzi ha rappresentato il simbolo di questo percorso: continuare a guardare lontano, investendo nella ricerca, nell'innovazione e nelle persone per affrontare con competenza le sfide energetiche di oggi e di domani.

Pedemontana, autostrada BergamoTreviglio, autostrada della Val Trompia, lavori delle ferrovie per l’Alta Velocità sulla tratta Brescia - Verona, ponti, passerelle, ciclovie, e-BRT, tram per la Val Brembana, treni ad idrogeno sulla linea Brescia - Iseo - Edolo, treni storici… Non manca la carne al fuoco all’Assessorato alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia dove un’attivissima

Claudia Maria Terzi, giunta alla sua terza legislatura, si divide tra mille convegni, inaugurazioni, conferenze e dibattiti...

TERZI A METÀ DEL TERZO

Tommaso Revera

INTERVISTA CON CLAUDIA MARIA TERZI, ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE E OPERE PUBBLICHE DI REGIONE LOMBARDIA

Da dove vogliamo iniziare? Facciamo così, visto che siamo arrivati a metà del suo terzo mandato (13 anni in Regione, ndr), mi racconta prima le cose di cui va più fiera e dopo quelle che la deprimono… “Trovare solo un’opera o un’azione specifica mi è difficile vista la mia storia politica in Regione Lombardia: un percorso lungo 13 anni, in cui ho svolto diversi ruoli. Sono tante le iniziative di cui vado fiera. Se penso all’ambiente, per esempio, mi gratifica aver sdoganato la discussione sulla qualità dell’aria, aver messo in piedi il sistema del bacino padano, il lavoro sui parchi regionali, la moratoria degli inceneritori: operazioni complesse e coraggiose. Negli ultimi anni, vista la continuità tra la seconda e questa terza legislatura in ambito di infrastrutture, assistere alla fase realizzativa di opere come l’Autostrada Pedemontana Lombarda, con i relativi lavori avviati sulle tratte B2 e C, e all’approvazione definitiva del progetto sulla D breve, è un qualcosa che inorgoglisce. Così come la variante di Zogno, ma anche la linea T2, da Bergamo a Villa d’Alme, realizzata anche grazie al contributo di Regione Lombardia. Il cruccio, forse, è la variante di Trescore Balneario - Entratico che sta andando avanti a rilento, ma che stiamo tenendo monitorata. L’aspetto che trovo più frustrante del mio lavoro, invece, nonostante i tentativi anche recenti di intervento normativo, è il tempo che intercorre (mediamente 10 anni) tra il pensiero di un’opera e la sua realizzazione”.

L’eredità delle Olimpiadi Milano-Cortina?

“È filato tutto liscio sotto ogni punto di vista sia per i trasporti sia per le opere. Abbiamo profuso un grande impegno ma la soddisfazione è stata enorme. Gestire l’interlocuzione con i territori e seguire la messa a terra delle opere è stato certamente un impegno gravoso, ma la sinergia stretta tra politici e tecnici ha permesso di conseguire questo importante risultato. È stata la dimostrazione che un sistema più snello, al netto dei commissariamenti e delle procedure previste ad hoc per le Olimpiadi, fa la differenza”.

Ci può spiegare in cosa consiste il Piano Lombardia per le opere pubbliche?

“È un grande piano di investimento straordinario di Regione Lombardia per cui ad oggi sono stati stanziati 4 miliardi e mezzo (in alcuni casi a fondo perduto, in altri col contributo di altri soggetti) e che ha ridisegnato il volto di città come Bergamo e Brescia ma che, in generale, è stato distribuito in maniera capillare ed omogenea. Generalmente si commette l’errore di dirottare questi fondi prevalentemente sui grandi centri abitati ma, in questo caso, siamo partiti dai Comuni più piccoli prima di approdare ai grandi centri urbani. Un piano che, per darvi un’idea, ha spostato l’1% del PIL lombardo e ha fatto lavorare tantissime imprese del territorio”.

e-BRT a Bergamo e tram T2 a Brescia: due opere per cui si nutrono grandi aspettative… “L’obiettivo di questi progetti è offrire un’alternativa al mezzo privato. Come tutte le opere devono essere coordinate con il territorio in cui si inseriscono, oltre ad essere valutate preventivamente limitandone l’impatto sul traffico sin già dalla loro progettazione. Sono favorevolissima alle iniziative avviate per migliorare la qualità della vita e quella ambientale: certo è che devi prendere in considerazione tutti gli effetti che possono avere e quanto il gioco valga la candela considerando che questi servizi, una volta avviati, devono restare in piedi. Ecco, forse questo è l’aspetto che rappresenta il grande limite del PNRR: va bene ricevere fondi per realizzare nuove opere, ma poi vanno considerati i costi di gestione e manutenzione per poter garantire una continuità del servizio”.

A Brescia, come procedono i lavori per la realizzazione della prima Hydrogen Valley italiana, la linea Brescia - Iseo - Edolo con i treni ad idrogeno? “È stata per certi versi una follia ma poi, come in tutte le cose nuove e sperimentali, siamo riusciti a districarci lungo un percorso tortuoso e molto complesso. All’inizio del prossimo anno partirà il servizio con i treni ad idrogeno sulla linea Brescia - Iseo - Edolo, la prima in Italia, una linea già di per sé molto bella che diverrà ancora più attrattiva dal punto di vista turistico”.

“Il grande limite del PNRR: va bene ricevere fondi per realizzare nuove opere ma poi vanno considerati i costi di gestione e manutenzione per poter garantire una continuità del servizio”

A Bergamo procedono a rilento i lavori delle Ferrovie dello Stato sia per lo snodo di via San Bernardino e il raddoppio della linea da Ponte San Pietro, sia per il collegamento con l’Aeroporto ma alla fine il treno per Orio ci sarà e quindi lo scalo sarà raggiungibile direttamente da Milano e logicamente da Bergamo lasciando l’auto nel box di casa. Quali sono ad oggi le previsioni per il completamento dei lavori?

TERZI A METÀ DEL TERZO

“Vannacci è stato evidentemente un errore. Probabilmente si pensava di poterlo gestire ma in realtà si è dimostrato, come gran parte dei leghisti sospettavano, molto sveglio prendendosi ciò che poteva prendersi”.

“I cantieri scontano, a detta di RFI, almeno un anno di ritardo, non tanto per questioni tecniche, quanto piuttosto per l’inattività dell’appaltatore. Ci siamo incastrati nel solito ‘caso italico’ per cui RFI è sotto scacco di un contratto e di un appaltatore che ha sì vinto l’appalto ed è legittimato a gestire i cantieri, ma sta dimostrando una scarsa proattività. Ciò rende la situazione complicata, anche perché intervenire su un contratto è già complesso tra privati, figuriamoci nel pubblico. Di certo, terremo monitorata la situazione facendo in modo che non si vada oltre: se su Orio, infatti, parliamo di un servizio nuovo, il raddoppio della linea Ponte San Pietro - Bergamo ha di fatto interrotto un servizio ferroviario che gli utenti attendono di vedere ripristinato”.

Quando si è iniziato a parlare del treno per Orio (con le relative conseguenze sul quartiere di Boccaleone) si erano sollevati molti dubbi da parte del comitato dei cittadini del quartiere che, nonostante un’ammirevole intraprendenza, sono stati ascoltati solo in parte riguardo ai progetti alternativi presentati… “Ho partecipato a più incontri con il Comitato, RFI e anche l’ex Sindaco Giorgio Gori, per cui sono al corrente dei fatti. Sono stati partecipi e propositivi presentando un qualcosa che non era certo campato per aria e, difatti, alcune istanze sono state prese in considerazione e accettate (come la passerella, per esempio, prevista e in corso d’opera). Purtroppo, però, quello proposto era un progetto profondamente diverso da quello già autorizzato, anche in termini di costi. Un qualcosa non impossibile in senso assoluto ma, riprendendo quanto dice il mio Direttore Generale, dal punto di vista tecnico con i soldi e con il tempo puoi fare tutto. In quel caso mancavano sia i soldi che il tempo per concludere un intervento fondamentale anche per Orio”.

Cosa ne pensa delle recenti previsioni di crescita dello scalo per lo scalo di Orio: 24 milioni nel 2043. Bergamo diventerà un’Aerotropoli? “Sono orgogliosa della crescita di Orio. Ricordo sempre che in Lombardia vantiamo il secondo e il terzo aeroporto più importanti d’Italia per numero di passeggeri (Malpensa e Orio al Serio). Siamo al centro del mondo o quanto meno dell’Europa e ciò è un grande motivo di vanto.

Uno sviluppo come quello di Orio va gestito con il territorio: l’elemento forte dello scalo orobico, non a caso, è vedere tra i soci sia il Comune che la Provincia, una cosa non indifferente per rappresentare la voce del territorio. Sono sicura che assisteremo ad un ulteriore step di crescita da parte dello scalo bergamasco, armonico e sostenibile sotto tutti i punti di vista. La gestione del rapporto con il territorio, trattandosi di un’infrastruttura che ha un certo impatto, dovrà essere assicurata non solo in termini di convocazione dei tavoli istituzionali, ma anche di approfondimento rispetto alle istanze di volta in volta presentate”.

Dall’aeroporto al lago: dopo 18 anni è stata finalmente completata la riqualificazione del lungolago di Desenzano del Garda… “Ho fatto due inaugurazioni meravigliose alle quali hanno partecipato tantissime persone. Uno dei tanti esempi di come Regione Lombardia sa stare accanto ai territori. Invece di tenersi i canoni che potrebbe introitare da queste opere, la Regione li restituisce alle autorità di bacino competenti che successivamente, in accordo con le Amministrazioni, programmano questo genere di lavori. Lo stesso avviene anche sul lago d’Iseo. Tante opere, funzionali e belle, che vengono portate a termine trasformando le esigenze dei territori in interventi diffusi per valorizzare i laghi Lombardi”.

Fuori dai denti: cosa ne pensa del suo partito in questo momento? “È innegabile che stiamo attraversando un periodo complicato dettato non solo da un calo dell’elettorato, ma anche da una profonda fase di riflessione interna. C’è la necessità di un cambiamento, mi pare evidente, che non significa buttare all’aria quanto fatto in passato, dimenticandosi soprattutto di chi ci ha portato dove siamo arrivati (il segretario, Matteo Salvini, ndr), ma vuol dire imparare l’arte della mediazione e adattarsi ai tempi che corrono in un mondo che è cambiato, così come è cambiato il modo di fare politica. Inseguire le sirene di chi fa politica di pancia, oggi come oggi, paga al momento, ma non alla distanza. Le riflessioni sono tante e sono in corso: abbiamo tanti soggetti che potrebbero dire la loro, a partire per esempio dal Presidente Attilio Fontana, una persona stimata e di riferimento a tutti i livelli… Vedremo”.

Che ne pensa di Vannacci?

“Bisogna riconoscerlo: è stato evidentemente un errore. Probabilmente si pensava di poterlo gestire, ma in realtà si è dimostrato, come gran parte dei leghisti sospettavano, molto sveglio prendendosi ciò che poteva prendersi. Quanto durerà la variabile Vannacci, non saprei dirlo: ciò non significa sottovalutarlo, ma prendere atto del fatto che ci sono state tante comete e fare l’ago della bilancia, ora come ora, gli riesce facile. Spero che il centrodestra dimostri alle prossime politiche di saper fare squadra provando a tutti, a partire dalla gente che lavora nei nostri territori, che c’è un’alternativa seria anche a Vannacci”.

Quando avrà terminato il mandato in Regione, se le chiedessero di candidarsi per sfidare Elena Carnevali a Palazzo Frizzoni, accetterebbe le sfida?

“Prima devo superare Raffaelle Cattaneo che detiene il record di permanenza in Regione vantando anche un passato da funzionario… Scherzi a parte, posso dire che fino al 2028 resterò volentieri in Regione, dove mi sento molto bene e assolutamente a mio agio, nonostante gli anni passati siano stati molto complessi e impegnativi. Lavorare con Attilio Fontana è estremamente stimolante: è una persona molto corretta, intelligente e preparata. Una persona su cui sai di poter contare. E poi, in questi tredici anni, ho costruito una rete di rapporti professionali e di amicizia con tantissime persone di cui mi fido e con le quali si lavora molto bene, per cui mi piacerebbe certamente restare in Regione anche terminato il mio terzo mandato… anche se bisognerà vedere cosa accadrà nel 2028… Bergamo ha un bravo Sindaco: stimo molto Elena Carnevali, ma vedremo chi la sfiderà nel 2029!”.

Nella foto sopra l’Ass. Claudia Terzi durante un Consiglio regionale con il Presidente Attilio Fontana

2

POLITICANDO

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO...

Viviamo in una bolla di calore tale che ci viene alla mente ciò che ha sempre sostenuto il Prof. Zichicchi, che tutto ciò che succede meterologicamente e non solo, cioè al nostro ambiente, è determinato solamente dal Sole fulcro dell’Universo e, noi umili uomini, potremmo intervenire solo minimamente ai cambiamenti climatici che hanno gestito lo sviluppo del Creato dal Big Bang ad oggi. Pertanto basta parlare di elettrico, basta parlare di ozono, basta pensare di poter intervenire per ridurre di 1 o 2 gradi il riscaldamento... Insomma, potremmo e dovremmo intervenire ma per mediare i cambiamenti naturali senza spingerli all’eccesso e fare informazione sui modi per modulare il futuro del nostro Pianeta.

Se noi uomini, del terzo millennio, non riusciamo a capire che non dobbiamo avanzare nei nostri pensieri progettuali con i concetti che ci hanno portato ai fallimenti di tutti i meeting sul clima, l’ambiente, l’integrazione, la transizione e chi più ne ha più ne metta... Ecco, se non capiamo bene che è ora di rivedere tutto, compresi gli assetti di questo mondo moderno che ha generato, solo negli ultimi 10 anni, più di 56 conflitti interterritoriali nei diversi continenti, esclusa l’Oceania. Se non riusciamo a capire bene questo, significa che nulla abbiamo capito di ciò che è successo dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.

Ora, addebitare tutto ciò che succede di negativo a Trump, è come nascondersi dietro una foglia di fico, come fecero Adamo ed Eva dopo aver commesso il peccato originale. E siamo noi occidentali, soprattutto europei ad aver commesso il peccato originale pensando di essere sempre superiori a tutti e di conseguenza aprirsi indiscriminatamente all’esterno, sia nel modo migliore dell’accoglienza, ma soprattutto in quello peggiore della non conoscenza di cosa significhi non aver un progetto generale per il nostro futuro, se non quello del mercato libero.

Tutto ciò ci ha portato in 30 anni alla dissoluzione della nostra società così come era stata costruita negli ultimi 200 anni, dal congresso di vienna (1815) alla caduta del muro di Berlino (1989): le ideologie sono cambiate, scomparse, si sono fatti avanti gli interessi nazionali invece che quelli sovranazionali, le alleanze si sono dissolute dalla Nato, al Patto di Varsavia, ai Paesi non allineati, al socialismo reale... Solo con Ronald Regan come presidente degli USA si è avuto sentore che il mondo stava cambiando e che si doveva trovare una collaborazione tra le grandi potenze una volta nemiche.

Vi ricordate il Sistema Difesa Interstellare? La denuclearizzazione? Gli attacchi premonitori alla Libia lasciando però Gheddfi al potere? L’apertura alla Cina, ma con ritegno sui mercati che sì devono essere liberi, ma indirizzati dalla politica. Insomma non abbiamo imparato niente e noi europei invece di divenire l’ago della bilancia siamo diventati i piattini della tazzina di caffè. Che barbari siamo stati: litigano i poteri forti europei che hanno ben pensato di fagocitarsi le aziende italiane e poi, tramite l’Europa con la moneta unica, le economie deboli per mantenere quelle “forti” perchè senza la Grecia da spolpare, la Slovenia o la migrazione incontrollata e incontenuta, si sono autoalimentate, fagocitando idee illuministe e liberali, mascherandole con un socialismo ecumenico catto comunista che ci ha portato al repentino cambiamento sociale, passando da un impoverimento culturale scolastico sino alla realtà dei giorni nostri.

di Maurizio Maggioni

Trump ha capito tutto ciò, perché è un pragmatico, pazzo, imperialista, egocentrico, affarista e chi più ne ha più ne metta, ma ha colto nel segno e toccato il nervo scoperto. Tutto ciò che sta facendo lo farà sicuramente per gli interessi americani, magari anche israeliani, ma questi sono i nostri interessi di Occidentali, non diversamente. Colpire chi trama contro di noi è doveroso, si chiamano interventi preventvi; non andare sino in fondo è come curare una malattia e sospendere il trattamento farmacologico prime che essa abbia fatto effetto, risultato finale non si è debellata la malattia che si ripresenta maggiormente virulenta ed invasiva.

Se poi i governanti sono come Macron che scappa da ogni responsabilità e si inventa governi speciali per stare in sella... Se in 10 anni si sono avvicendati 6 o 7 premier in Gran Bretagna... Se i cancellieri tedeschi dopo la Merckel sono inesistenti o diafani... Se in Spagna governa senza voti un Sanchez sotto pressione della magistratura con Zapatero agli arresti per l’improprio tesoro familiare accertato di dubbia provenienza forse in associazione con la mogli dell stesso Sanchez... Se i paesi nordici, padri della rigidità economica e fiscale, stanno facendo retromarcia perchè vicini al fallimento dello stato sociale, introducendo per primi la reimmigrazione... Se i Paesi Bassi si guardano alle spalle alla sera quando escono per strada e l’eutanasia la fa da grande... Se i paesi della slavonia non hanno lavoro e migrano sostituendo il lavoratore medio in tutta europa... Se chiudiamo le fabbriche per acquistare solo ciò che è cinese... Se i cinesi sono i migliori pagatori degli affitti dei nostri negozi, ma soprattutto, pur integrandosi, mantengono la loro diversità e si accompagnano con noi, al contrario degli islamici che desiderano conquistare la società europea... Allora forse ha ragione Trump e torto gli altri.

OMS, Nato, BCE, Banca Mondiale, Davos etc, non sono sogni illuministi, non sono sogni e stop, sono solo lucro, solo constatazione di spazi economici da acquisire o peggio ancora conquistare.

Noi italiani stiamo qui a parlare del prossimo Presidente della Repubblica nel 2029 (ma ci saremo ancora?) ragioniamo se ci convenga andare alle elezioni a maggio o a ottobre 2027 o nel prossimo anno, ma solo dopo aver fatto la prossima legge finanziaria ed aver superato il 4 settembre 2026 perché il Governo Meloni, il primo governo di Centro Destra, il primo retto da una Donna, supererà la durata di ogni altro governo dal ‘48 in avanti.

Stabilità, preordinazione, lungimiranza, socialità nella difesa della propria sicurezza, identità e libertà, ritrovamento dei conti statali facendo diminuire lo spread tanto odiato dal popolo e amato dai banchieri non italiani… Insomma dai,guardiamoci bene dentro di noi, capiamo un po’ chi siamo e dove vogliamo andare, facciamo una pausa di riflessione e dotiamoci di intelletto trasversale per trovare le giuste via d’uscita e di crescita, ma soprattutto per colmre le tante divergenre esistenti, tentando di portare all’innalzamento delle aspettative comuni, non il contrario.

Tentiamo di dare un messaggio chiaro al popolo dei giovani che non pensano che il lavoro sia così importante per affermarsi, così come non sia importante creare una famiglia, fare figli, fare debiti e costruire su di essi il proprio futuro.

Non demordere, vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, vedere il sole che sorge al mattino, ogni giorno diverso, ma uguale.

Luglio col bene che ti voglio lo sai che finirà… cantavamo con il patos dei nostri primi amori, le cotte tra giovani, la musica dell’amore, la musica della rivoluzione, la musica della socialità la musica che ci ha portato sino ai giorni nostri, non certo la musica di oggi che è falsa, solo strumentale, senza patos e che si rende sconosciuta dopo un paio di stagioni. Se si vuol esistere, si deve essere ricordati ed amati per la passione che si è trasmessa, altrimenti… il nulla.

FORBES MOST POWERFUL CHEF 2026

L'ECCELLENZA DELLA CUCINA ITALIANA CELEBRATA

IN FRANCIACORTA

ph. Tommaso Cimarelli e Luca Pipitone

Si è tenuta nella suggestiva cornice delle Cantine Bellavista di Erbusco, nel cuore della Franciacorta, la terza edizione del Forbes Most Powerful Chef, l’evento, organizzato da Forbes Italia, che celebra gli chef e le personalità della ristorazione capaci di trasformare il proprio lavoro in un impatto culturale, sociale e imprenditoriale. Una serata di gala che ha riunito stelle Michelin, istituzioni e partner d'eccellenza, confermando il primato mondiale della cucina italiana.

Il Benvenuto: Vino, Territorio e Cultura dell’Ospitalità

Ad aprire la serata è stato il Cavaliere Vittorio Moretti, figura simbolo di Bellavista e dell’eccellenza vitivinicola italiana, che ha ricordato, a tutti gli chef presenti in sala, il legame profondo tra territorio, impresa e ospitalità: “Siete i protagonisti della cucina italiana nel mondo. Una cosa straordinaria che penso vi debba servire come forza per superare qualsiasi ostacolo. Noi siamo sempre forti e vogliamo esserlo, e voi anche lo siete”.

La serata ha anche celebrato un traguardo storico: il primo posto assoluto della cucina italiana (punteggio 95,28 su 100)

nell'AI Reputation Index elaborato da Cogit AI e Forbes Italia, superando Francia e Giappone. Un primato che segue il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO (10 dicembre 2025).

I Criteri di Premiazione e il Primato UNESCO. Un ruolo centrale è stato affidato a Maddalena Fossati Dondero, curatrice della classifica Forbes Most Powerful Chef 2026. Nel suo intervento ha ricordato come l’evento sia nato anche per rafforzare l’unità della cucina italiana e valorizzare una comunità professionale già riconosciuta a livello internazionale. “Questa classifica, al di là delle stelle e dei riconoscimenti, guarda a quanto oggi i cuochi e le cuoche fanno per la loro comunità: la fanno crescere, la fanno prosperare e aggiungono capitoli nuovi al futuro della cucina italiana”, ha spiegato Fossati Dondero. La curatrice ha inoltre sottolineato che “la cucina italiana è tradizione, ma è anche futuro” e che la forza del sistema nasce dalla capacità di unire territori, filiere, sala, accoglienza, imprenditorialità e comunicazione. I criteri di selezione hanno quindi considerato non solo il talento in cucina, ma la capacità di generare cultura, visione, identità, impatto sociale, valore imprenditoriale, riconoscibilità internazionale e nuove traiettorie per la ristorazione italiana.

L'ECCELLENZA DELLA

CUCINA ITALIANA CELEBRATA IN FRANCIACORTA

ROBERTO CEREA DEL

RISTORANTE DA VITTORIO

PRIMO AL MONDO NELLA

CLASSIFICA DI FORBES

Il menù della cena di gala è stato pensato come un viaggio nell'Italia che si racconta a più voci: la pizza Spazio Mare di Franco Pepe con l'Alma Assemblage 2 Extra Brut, il tortellino di Bottura e Cannavacciuolo che unisce Modena e Napoli in un andata e ritorno accompagnato dal Brut Teatro alla Scala 2022, la ventresca di tonno rosso di Niederkofler e Sultano che tende un filo da Brunico a Ragusa, dalle Alpi al Mediterraneo, esaltata dalla Riserva Vittorio Moretti 2018. A chiudere, la dolcezza della millefrolle con il Nectar e, il tutto tenuto insieme dalla regia de L'Albereta Relais & Châteaux. Ogni piatto nasce dall'incontro di due mani e due territori che si completano: non una somma di eccellenze individuali, ma una vera squadra di interpreti al servizio di un'identità comune, lo stesso spirito di community che Forbes celebra raccontando le storie di successo.

LA CLASSIFICA FORBES

MOST POWERFUL CHEF 2026

1. Famiglia Cerea (Da Vittorio, Brusaporto): Sessant’anni di storia e tre stelle Michelin. Un elogio all’ospitalità italiana di cui Chicco, Bobo, Rossella, Francesco e la signora Bruna sono i più grandi rappresentanti e ambasciatori nel mondo.

2. Norbert Niederkofler (ex aequo): La sua filosofia Cook the Mountains omaggia valori contemporanei. Un mentore impareggiabile con una visione lunga e generosa sul futuro.

2. Niko Romito (ex aequo): Ha creato progetti verso la comunità, diventando un punto di riferimento per l'Abruzzo. Diffonde la cucina italiana nella sua purezza ed elabora nuovi orizzonti gastronomici.

IL PREMIO E LA CENA DI GALA

Per l’edizione 2026, Forbes Italia ha scelto di trasformare il riconoscimento consegnato agli chef in un’opera d’arte: un pezzo unico realizzato dall’artista Luca Baldelli per Ceramiche Noi, simbolo di arte, materia e cultura italiana.

3. Carlo Cracco: Generoso e portentoso nel suo stare senza invadere, esprime una cucina sottile e curata, diffondendo la sua visione con disincantata ironia.

4. Giancarlo Perbellini: Un uomo pieno di luce. La sua cucina deliziosa si afferma in modo educato e delicato, arrivando dritta al cuore. 5. Massimiliano Alajmo: Geniale, semplice, costruttivo. Un imprenditore e uno dei talenti più straordinari della nostra cucina. 6. Chiara Pavan: Agisce a distanza, afferma concetti forti di sostenibilità reale. 7. Antonia Klugmann: La sua cucina è emozione, purezza, profondità. La semplicità non semplice che esprime l'essenza della grande cucina italiana.

8. Alessandro Borghese: Grande divulgatore della cucina italiana. Un ponte solido nella creazione di conoscenza, la cui padronanza ristorativa è un asset strategico.

9. Ciccio Sultano: Dalla Sicilia esporta un'identità forte e una visione gastronomica e imprenditoriale che dialoga con l'avvenire. 10. Moreno Cedroni: La forza della gentilezza. Ha anticipato idee e valorizzato la sala in tempi non sospetti.

11. Andrea Aprea: Concettuale e generoso, esprime il suo territorio in modo avanguardista, esplorando i confini della sperimentazione. 12. Jessica Rosval: Un'incredibile interprete della nostra cucina, che tra le sue mani diventa irriverente, libera e coerente con la nostra identità. 13. Davide Oldani: Ha plasmato l'identità di un grande ristorante in modo coerente e costruttivo, creando un epicentro gastronomico unico. 14. Enrico Crippa: Rappresentante massimo di un sistema virtuoso e di una filiera di grandi ingredienti che diventa alta cucina.

15. Mauro Uliassi: Una cucina sperimentale e accessibile, con una sala che racconta il territorio in modo sincero. 16. Gennaro Esposito: Personalità emblematica del Sud Italia, organizza momenti culturali che spostano i confini della percezione gastronomica. 17. Riccardo Monco: Impegnato nel mantenere altissima la percezione di un grande ristorante culto d'Italia, meta per i palati globali. 18. Nadia e Giovanni Santini: La loro cucina è per sempre. La tradizione in versione felice abita qui, dove approdano critici da tutto il mondo. 19. Heinz Beck: Con vista sui cieli di Roma, esprime una cucina impeccabile e in continua evoluzione.

20. Cesare Battisti: Esponente del Fine Trattoria, cambia i paradigmi della percezione gastronomica con composta semplicità. 21. Antonio Guida: Una cucina impeccabile e una capacità di fare squadra unica, con una leadership discreta ed efficace. 22. Andrea Antonini: Interpreta una cucina concettuale fondendola con l'identità, con intelligenza e sensibilità. 23. Salvatore Bianco: Leader di una squadra sorridente, ha creato un ristorante vivace con una cucina deliziosa e accessibile. 24. Michele De Liguoro: Il suo sistema di trattorie virtuose attrae clienti da tutto il mondo, confermando il suo progetto di global ristorazione. 25. Enrico Bartolini: Battitore libero di grande valore, contribuisce alla nostra cucina con una visione avanguardista e irriverente.

LIMA

Dove si eleggono i migliori ristoranti del mondo

THE WORLD’S 50 BEST RESTAURANTS 2026

50 Best annuncia che l’edizione dei “The World’s 50 Best Restaurants 2026”, sponsorizzato da S.Pellegrino & Acqua Panna, si terrà a Lima, in Perù, il 4 novembre. A conferma della sua crescente reputazione come importante destinazione gastronomica, la cerimonia di premiazione si terrà per la prima volta a Lima, in collaborazione con la Commissione per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo del Perù (PromPerú), del Ministero del Commercio Estero e del Turismo del Perù. Questo evento segna il debutto in Sud America di questa prestigiosa manifestazione mondiale.

Lima aveva già ospitato la prima edizione del programma “Latin America’s 50 Best Restaurants awards” nel 2013 e, da allora, la scena gastronomica della capitale peruviana non ha fatto che rafforzarsi, con un numero sempre crescente dei prestigiosi ristoranti della regione che si sono guadagnati un posto nella classifica.

Meta rinomata per la sua cultura millenaria, la biodiversità e la gastronomia, il Perù si è affermato sempre più come una destinazione gastronomica di livello mondiale sulla scena internazionale. Di recente, in occasione della cerimonia di premiazione di “The World’s 50 Best Restaurants 2025” tenutasi a Torino, in Italia, il ristorante Maido di Lima, in Perù, è stato nominato “The World’s Best Restaurant”: è il secondo ristorante peruviano a conquistare l’ambita prima posizione negli ultimi tre anni. Maido entra ora a far parte della “Hall of Fame” dei “Best of the Best”, composta dagli ex ristoranti al primo posto, e pertanto non potrà più figurare nella classifica a partire dal 2026.

FRECCIANERA SATÈN 2022

Se servisse un'altra dimostrazione dell'eccellenza raggiunta dai vini della Franciacorta eccola qua: Freccianera entra nell’élite assoluta del vino mondiale conquistando il prestigioso riconoscimento “Best in Show” ai Decanter World Wine Awards 2026, concorso enologico internazionale tra i più autorevoli.

Un risultato di straordinario rilievo che vede il Satèn Millesimato 2022 affermarsi tra i 50 migliori vini al mondo, unico tra le bollicine italiane a raggiungere questo traguardo. Premiati anche gli altri sei Franciacorta dell’azienda, con le due Riserve “Casa delle Colonne” insignite del Gold Award, gli altri tre millesimati Extra Brut 2022, Brut Nature 2022 e Brut Rosé 2022 con il Silver Award e il Brut 25 Blanc de Blancs non millesimato con il Bronze Award.

L’UNICA BOLLICINA ITALIANA

TRA I 50 MIGLIORI VINI DEL MONDO

Fondata nel 1927 da Antonio Berlucchi a Borgonato di Corte Franca, nel cuore della Franciacorta, Freccianera rappresenta una delle realtà storiche più autentiche e identitarie del territorio. Tra le prime cantine a introdurre la produzione di Franciacorta secondo il metodo classico, è stata protagonista della nascita e dello sviluppo della denominazione, contribuendo come socio fondatore alla nascita del Consorzio Franciacorta.

Per chi non conoscesse questo concorso vinicolo internazionale c’è da sapere che all’edizione Decanter 2026 hanno partecipato quasi 17.000 vini provenienti da 58 Paesi, degustati alla cieca da 245 esperti, tra cui 63 Master of Wine e 24 Master Sommelier.

“Il processo di valutazione del DWWA è tra i più esigenti al mondo – ha commentato Nicola Berlucchi, Presidente di Freccianera – e i risultati ottenuti premiano la qualità e la maestria con cui interpretiamo il metodo Franciacorta e rappresentano un importante sostegno alla nostra crescita in Italia e all’estero”.

Nicola Berlucchi

Freccianera Satèn 2022. unica bollicina italiana tra i 50 migliori vini al mondo. Vi abbiamo stupiti? Lo facciamo ogni volta.

La più grande e influente competizione enologica al mondo, Decanter World Wine Awards , ha eletto il nostro Freccianera Satèn 2022 tra i 50 migliori vini al mondo, unico tra le bollicine italiane, e ha assegnato medaglie a tutte le nostre etichette in concorso. Un riconoscimento che premia la passione e l’impegno che ci contraddistinguono da quasi 100 anni. Ci prendiamo con gioia questa soddisfazione. Lo stupore, come sempre, lo lasciamo tutto a voi. FRECCIANERA. PERLE DI STUPORE.

GIORNALISMO, VERITÀ E IMPEGNO CIVILE

MASSIMO GILETTI

CHARITY EVENT A CURA DELL’ASSOCIAZIONE MOSAIKA AL MUSEO AUTO STORICHE BRESCIA

Massimo Giletti è stato il protagonista della Charity Dinner organizzata dall’Associazione Mosaika, il 27 Maggio presso il Museo Auto Storiche di Brescia. Giornalista e conduttore televisivo tra i più autorevoli del panorama italiano, Giletti, per la prima volta a Brescia, per incontrare il pubblico in una serata dedicata all’approfondimento dei temi di attualità, giustizia e informazione, durante la qiale è stato intervistato dal giornalista Enrico Danesi. Da anni impegnato nel racconto delle vicende più complesse del Paese, ha portato la sua esperienza e il suo punto di vista diretto su alcune delle questioni più rilevanti del dibattito pubblico.

Nel corso della serata è stato anche presentato il libro “Traditi. Le mie verità sui misteri di Palermo e sulla Magistratura”, scritto insieme ad Antonio Ingroia. Il volume affronta temi legati alla memoria e alla giustizia, inserendosi nel solco degli insegnamenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, figure simbolo della lotta alla mafia. Un evento che intende coniugare cultura e impegno sociale, ribadendo il valore della verità come fondamento della democrazia e della responsabilità collettiva. L’iniziativa ha avuto una significativa finalità solidale: il ricavato della serata è stato devoluto all’Associazione SPORTMID Aps che opera in Brescia e provincia, e che si impegna a ridurre gli svantaggi dei bambini e ragazzi disabili ed a facilitarne l’accesso allo sport.

Massimo Giletti è giornalista e conduttore televisivo tra i più noti del panorama italiano. Nel corso della sua carriera ha raccontato i principali temi dell’attualità politica e sociale del Paese, distinguendosi per uno stile diretto e per l’attenzione alle questioni più complesse e controverse. Autore e volto di programmi di approfondimento di grande seguito, è da anni impegnato nel promuovere il dibattito pubblico sui temi della giustizia, della legalità e della responsabilità civile.

ASSOCIAZIONE MOSAIKA Mosaika è un’associazione senza scopo di lucro nata a Brescia dall’iniziativa di un gruppo di donne unite dal desiderio di promuovere cultura, relazione e solidarietà come strumenti di crescita collettiva e di impatto sul territorio. Il nome Mosaika esprime l’identità dell’associazione: come un mosaico, è composta da storie, competenze, sensibilità ed esperienze diverse che, intrecciandosi, danno forma a un disegno condiviso. La scelta del femminile è un omaggio alla creatività e alla visione delle fondatrici, all’interno di un progetto aperto, inclusivo e partecipato, rivolto a tutte e tutti. Mosaika concepisce la cultura come un’esperienza viva e relazionale, capace di ispirare, unire e attivare. Ogni iniziativa nasce dall’incontro tra persone e idee e si traduce in un gesto concreto di responsabilità sociale.

Attraverso un programma di eventi ospitati nella prestigiosa cornice del Museo delle auto storiche di Brescia, l’associazione propone momenti di convivialità e approfondimento culturale. Gli appuntamenti si articolano in una cena seguita da una conversazione o intervista con ospiti di rilievo — esperti, autori, imprenditori e professionisti — selezionati per la qualità del loro percorso e il valore del contributo offerto al dibattito contemporaneo. Le tematiche affrontate spaziano tra cultura, educazione, impresa, innovazione e impegno civile, con l’obiettivo di stimolare un confronto consapevole sul presente e di favorire una cultura della responsabilità, della partecipazione e del dialogo. Ogni evento Mosaika è pensato come un’esperienza significativa, in cui il pensiero si fa relazione e la relazione genera valore per la comunità.

LE CANTORIE EXPERIENCE

UN OPEN DAY DEDICATO AGLI EVENTI

AZIENDALI IN FRANCIACORTA

Dalla collaborazione tra la cantina Le Cantorie, il catering Boccon d’Oro Eventi e Valenti04 – Agenzia di comunicazione, web ed eventi, nasce Le Cantorie Experience: un open day dedicato agli eventi corporate, sempre più orientati a unire relazione, contenuto ed esperienza. L’iniziativa ha registrato un’ottima partecipazione di importanti realtà aziendali del territorio, che ha confermato il successo del progetto. Valenti04 ha curato la regia complessiva dell’evento, occupandosi della progettazione dell’esperienza,oltreallagestionedi inviti, accrediti e accoglienza, e agli intrattenimenti, per garantire un’organizzazione fluida e un’esperienza impeccabile. L’ingresso è stato accompagnato da un DJ set con violino live, che ha introdotto gli ospiti alle tre esperienze immersive della serata organizzate dalla cantina Le Cantorie: Blind Tasting, Aperitivo in Vigna e Art & Wine, laboratorio creativo dedicato alla personalizzazione di una bottiglia di Franciacorta da tenere come ricordo. I saluti istituzionali si sono tenuti nella sala della Musica, allestita per l'occasione a convegno, per far vivere agli ospiti anche la dimensione MICE possibile nella location. La serata è proseguita con la proposta di Boccon d’Oro Eventi, impreziosita da cocktail personalizzati con i vini della Cantina, e con un intrattenimento coordinato da Valenti04, grazie alla collaborazione di partner di fiducia che permettono la realizzazione di eventi di eccellenza: magia close-up, musica live jazz & pop, set fotografico personalizzato,perunricordoimmediatodell’esperienza.

BRUNELLO al VITTORIALE

A Brunello Cucinelli va il XVII Premio del Vittoriale. Tra i protagonisti della moda degli ultimi decenni, creatore di uno dei marchi italiani più autorevoli e riconoscibili nel mondo, Cucinelli ha saputo affermare una visione nella quale impresa, cultura, arte e bellezza concorrono a costruire un'idea più alta di comunità. Attraverso il suo lavoro ha mostrato come la moda e l’imprenditoria possano essere non soltanto espressione di stile e manifattura d'eccellenza, ma anche veicolo di valori umanistici, custodia dei luoghi e promozione del sapere. Per la prima volta il Premio del Vittoriale viene assegnato a un imprenditore. Una scelta con la quale il presidente Giordano Bruno Guerri, insieme al Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, vogliono rendere omaggio a una figura che ha saputo fare della cultura e della bellezza i cardini della propria visione. Attraverso il recupero di luoghi simbolici, la promozione di iniziative culturali e la valorizzazione del sapere, Brunello Cucinelli si è affermato come uno dei più autorevoli interpreti contemporanei di una tradizione italiana nella quale impresa, arte e pensiero si alimentano reciprocamente.

Il Premio, rappresentato da una scultura realizzata da Mimmo Paladino, è stato consegnato dal presidente Guerri a Brunello Cucinelli giovedì 9 luglio sulla Nave Puglia del Vittoriale degli Italiani, in un incontro-intervista aperto al pubblico. A fare da sfondo alla serata saranno il lago e il Mausoleo, appena restaurato e illuminato, in una cornice di grande bellezza. “Brunello Cucinelli è riuscito a dimostrare che la bellezza può essere un principio d'azione e non soltanto un ideale da contemplare. Ha costruito una grande impresa senza mai separarla dalla cultura, dall'amore per i libri, dalla cura dei paesaggi e dal rispetto per la storia. D'Annunzio sapeva che la bellezza è una forza che trasforma il mondo; Cucinelli, nel nostro tempo, ha saputo tradurre questa idea in opere, luoghi e gesti concreti. Per questo il Vittoriale lo considera uno dei più significativi interpreti contemporanei di quell'umanesimo italiano che continua a parlare al futuro”, così il presidente Guerri nella motivazione.

Il Premio del Vittoriale - conferito dalla Fondazione a personalità di spicco nei più disparati ambiti del sapere che abbiano lasciato, e continuano a lasciare, una traccia importante del loro lavoro - è stato finora assegnato a Ermanno Olmi, Paolo Conte, Umberto Veronesi, Giorgio Albertazzi, Alberto Arbasino, Ida Magli, Riccardo Muti, Piero Angela, Samantha Cristoforetti, Marco Bellocchio, Sergio Castellitto, Ernesto Galli della Loggia, Mario Botta, Nicola Crocetti, Vasco Rossi e Francesco Tullio-Altan.

AL CASTELLO DI BRESCIA FINO AL 10

GENNAIO 2027 LA MOSTRA EVENTO DI CRISTINA MITTERMEIER, LA GRANDE SAGGEZZA, È L’EVENTO ESPOSITIVO DELL'ANNO DEDICATO ALL’AMBIENTE ALL’INTERNO DEL NUOVO FESTIVAL DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA ORIZZONTI

CRISTINA MITTERMEIER

LA GRANDE SAGGEZZA

L’esposizione, in collaborazione con Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo e National Geographic Society, presenta oltre 80 spettacolari scatti di una delle più influenti fotografe naturaliste del pianeta.

Fino al 10 gennaio 2027, il Castello di Brescia, nello spazio espositivo del Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, nel Grande Miglio, ospita la mostra di Cristina Mittermeier (Città del Messico, 1966) dal titolo La Grande Saggezza, a cura di Lauren Johnston. La rassegna, promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con Gallerie d’Italia –Intesa Sanpaolo e National Geographic Society prosegue il percorso intrapreso lo scorso anno, sempre presso il Grande Miglio, con la mostra Elogio della Diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani, a cura di Isabella Saggio e Fabrizio Rufo (25 ottobre 2025 – 15 febbraio 2026) dedicato alla scoperta della straordinaria varietà della vita sul nostro pianeta e alla complessità degli equilibri che la sostengono. Un progetto importante, che vede al fianco dell’Istituzione culturale bresciana la prestigiosa organizzazione non profit internazionale National Geographic Society, che sostiene le menti più brillanti di tutto il mondo, impegnate a sfruttare il potere della scienza, dell'esplorazione, dell'educazione e della narrazione per far luce sulle meraviglie del mondo contemporaneo e proteggerle e a cui si aggiunge Intesa Sanpaolo, partner d’eccezione in molti progetti di Fondazione Brescia Musei che torna a Brescia con un progetto che parla di salvaguardia ambientale, per un futuro più inclusivo e sostenibile.

La Grande Saggezza è il primo grande evento che farà da anteprima estiva al nuovo festival di divulgazione scientifica “Orizzonti – Ambiente, Clima, Biodiversità, Futuro possibile”, in programma a Brescia in ottobre, dal 23 al 26 ottobre. Il Festival è promosso dal Comune di Brescia con il Museo di Scienze Naturali, insieme a Fondazione Brescia Musei. I partner scientifici del Festival sono Fondazione Unibs e Ambiente Parco, altri partner sono in via di definizione. Il festival si inserisce inoltre nella programmazione di Brescia Scienza 2026, promossa da Fondazione Unibs, Fondazione della Comunità Bresciana e Fondazione Blaumann.

Il Festival Orizzonti, alla sua prima edizione, rappresenta l’appuntamento annuale di divulgazione scientifica del Comune di Brescia. Ambiente, Clima, Biodiversità e Futuro possibile saranno i temi principali del Festival, argomenti che sono ormai nell’agenda della città e chiedono di essere affrontati con rigore metodologico, ma anche con la capacità di parlare a tutti e a ciascuno.

La mostra trova nel Grande Miglio del Castello il proprio habitat naturale. Non si tratta semplicemente di una sede espositiva, ma di un luogo che ne amplifica il significato e ne completa il racconto. Qui può prendere forma un ecosistema in cui natura, scienza, tecnologia e patrimonio dialogano in modo organico. Il Grande Miglio diventa così il fulcro di una rete che comprende il Giardino Botanico della Montagnola, il Parco del Castello, ma anche dove sono presenti numerose realtà culturali e scientifiche, l'Unione Astrofili Bresciani per esempio, trasformando il Castello in un laboratorio aperto di conoscenza, sperimentazione e divulgazione. In questa visione, la mostra non occupa uno spazio: ne rivela la vocazione, contribuendo a definire il Castello come un luogo in cui il passato interpreta il presente e genera nuove prospettive per il futuro. Sponsor della mostra è Palazzoli S.p.A., azienda bresciana specializzata nella produzione di componenti per impianti elettrici e sistemi di illuminazione la cui filosofia si fonda sulla sostenibilità: tutti i processi produttivi sono certificati secondo criteri ambientali, non vengono impiegati materiali tossici, non vi sono emissioni nocive per l'ambiente e l'energia elettrica utilizzata è prodotta attraverso impianti fotovoltaici. Fortemente radicata nel tessuto sociale della città, Palazzoli S.p.A. ha scelto di sostenere questa mostra finanziando le attività educative e i laboratori dedicati ai temi dell'esposizione - dalla tutela dell'ambiente alla biodiversità, fino all'energia sostenibile - consentendo così agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Brescia di partecipare gratuitamente ai percorsi didattici.

LA GRANDE SAGGEZZA: IL PERCORSO ESPOSITIVO si articola attorno a tre grandi temi – il mondo sottomarino, il mondo terrestre e i popoli tribali – e traduce in immagini il concetto, elaborato dalla stessa Mittermeier, di enoughness (quanto basta). Questo assunto inviterà il pubblico a interrogarsi sul proprio ruolo all’interno dell’ecosistema e su cosa significhi davvero avere “abbastanza”. Un’occasione per riflettere sui modelli di vita contemporanei e sulla possibilità di adottare un approccio più sostenibile e consapevole nei confronti della Terra.

In un momento storico segnato dall'emergenza climatica e dalla crescente fragilità degli equilibri ambientali, La Grande Saggezza invita il pubblico a riconoscere nella natura un patrimonio di conoscenze costruito in milioni di anni di evoluzione. La "saggezza" evocata dal titolo è quella degli ecosistemi, della loro capacità di adattamento, cooperazione e rigenerazione, ma anche quella delle comunità che ancora oggi vivono in profonda relazione con gli ambienti naturali, custodendone i saperi e rispettandone i ritmi.

Attraverso la forza narrativa della fotografia, Cristina Mittermeier conduce i visitatori in un viaggio che attraversa mondi remoti e paesaggi sorprendentemente vicini, mostrando come ogni ambiente, dall'oceano alle foreste, dai ghiacci alle coste, sia parte di un unico sistema interconnesso. Le sue immagini non documentano soltanto la straordinaria bellezza del pianeta, ma restituiscono una riflessione urgente sulla responsabilità collettiva di preservare quella grande saggezza che la natura continua a offrirci e che rappresenta una delle risorse più preziose per affrontare le sfide del nostro tempo.

CASTELLO DI BRESCIA FINO AL 10 GENNAIO 2027

CRISTINA MITTERMEIER

STRUMENTI DI LAVORO

I REATI AGRO ALIMENTARI

La Legge 75/2026 rafforza in modo significativo la tutela dei prodotti alimentari attraverso un sistema che combina nuove fattispecie penali, maggiore protezione delle DOP e IGP e un generale inasprimento delle sanzioni, sia penali sia amministrative.

Risponde alle nostre domande l’avv. Claudia Marinozzi

Quali sono i reati agroalimentari? Cosa si intende per frode alimentare?

“Il settore agroalimentare è caratterizzato da una disciplina particolarmente rigorosa, perché tutela non solo il consumatore, ma anche il valore economico, culturale e territoriale dei prodotti italiani. I reati agroalimentari comprendono tutte quelle condotte che alterano la genuinità, la qualità, l’origine o la corretta presentazione degli alimenti.

Si parla di frode alimentare quando un prodotto viene immesso sul mercato con caratteristiche diverse da quelle dichiarate o promesse, ad esempio per origine, provenienza, qualità o quantità. La condotta fraudolenta può riguardare sia la composizione del prodotto sia le informazioni fornite al consumatore, creando un vantaggio economico illecito a danno della fiducia nel mercato.

Cosa prevede la riforma introdotta dalla Legge 75/2026?

“La nuova legge rafforza il sistema di tutela penale del comparto agroalimentare, introducendo nuove fattispecie di reato e inasprendo le conseguenze per le violazioni più gravi. Tra le principali novità vi sono l’introduzione del reato di frode alimentare e del reato di commercio di alimenti con segni mendaci, oltre al rafforzamento delle sanzioni per la contraffazione delle denominazioni protette. Particolare attenzione è riservata alle condotte organizzate e continuative, riconducibili al fenomeno della cosiddetta “agropirateria”, cioè attività strutturate finalizzate a sfruttare indebitamente il valore dei prodotti alimentari italiani. La riforma interviene inoltre sulla responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, ampliando i rischi per le imprese che non adottino adeguati sistemi di controllo e prevenzione”. La contraffazione di DOP e IGP diventerà più difficile?

“L’obiettivo della riforma è proprio quello di rendere più efficace il contrasto alle falsificazioni delle denominazioni protette. I marchi DOP e IGP rappresentano un patrimonio di qualità e reputazione costruito nel tempo: il loro utilizzo improprio non danneggia soltanto il consumatore, ma compromette la competitività delle aziende che operano correttamente”. Per questo motivo sono state rafforzate le sanzioni per le condotte di contraffazione e per l’uso illecito di indicazioni geografiche e denominazioni protette, con particolare severità nei casi caratterizzati da organizzazione, continuità o utilizzo di documentazione falsa”.

Cosa significa l’introduzione del reato di commercio di alimenti con segni mendaci?

“La nuova fattispecie riguarda quei casi in cui vengono utilizzati indicazioni, segni o informazioni false o ingannevoli, idonei a trarre in errore il consumatore.

La tutela non riguarda quindi soltanto la falsificazione materiale di un prodotto, ma anche la comunicazione che lo accompagna: etichette, confezioni, informazioni sull’origine o sulla qualità devono essere corrette, trasparenti e verificabili”.

Come devono comportarsi le imprese?

“Le aziende del settore alimentare –ma anche quelle che operano nella filiera, dalla produzione alla distribuzione – devono adottare un approccio preventivo, verificando che i propri processi siano coerenti con il nuovo quadro normativo. È fondamentale effettuare una valutazione dei rischi, aggiornare procedure interne, rafforzare i controlli sulla tracciabilità dei prodotti, sulla gestione dei fornitori e sulla correttezza delle informazioni commerciali. Per le imprese già dotate di un Modello 231 sarà necessario valutare un aggiornamento dei presìdi esistenti, integrando i nuovi rischi agroalimentari.

Cosa significa investire nella compliance e come accompagna Studio BNC le imprese?

Investire nella compliance significa dotarsi di strumenti organizzativi capaci non solo di reagire alle violazioni, ma soprattutto di prevenirle. Un sistema di controllo efficace contribuisce a ridurre i rischi legali, tutelare la reputazione aziendale e migliorare la gestione complessiva dell’impresa. Il team di Studio BNC dedicato alla tematica della compliance affianca le aziende attraverso un percorso strutturato: dall’analisi dei rischi alla predisposizione o aggiornamento dei Modelli 231, dalla revisione delle procedure interne alla formazione delle persone coinvolte nei processi aziendali. La compliance non deve essere considerata un semplice adempimento normativo, ma uno strumento di crescita e di maggiore consapevolezza nella gestione dell’impresa”.

Bergamo Via Mazzini, 4 - Tel. 035 2286999 - info@studiobnc.it

Grumello del Monte (BG) Piazzetta Don Geremia Rota, 18 - Tel. 035 832026 - info@studiobnc.it

Treviglio (BG) Viale A. De Gasperi, 14 (scala G) - Tel. 0363 419330 - info@studiobnc.it

INTERNI & LUMINAIRE

Selby Lane Residence Atherton Nord California

Selby Lane Residence Atherton Nord California

SOBRIA CHIAREZZA MODERNISTA

INTERNI & LUMINAIRE SOBRIA CHIAREZZA MODERNISTA

Gli spazi outdoor sono concepiti come autentici ambienti da vivere, naturali estensioni degli interni. Viti esistenti, sculture ed elementi paesaggistici scandiscono l’esperienza, rafforzando la continuità tra architettura e contesto. In questo scenario, la morbida presenza scultorea del divano Sabi di Paola Lenti dialoga con l’eleganza discreta della 1966 Lounge Chair e del Petal Coffee Table di Richard Schultz. Selezionati con cura grazie all’expertise di Luminaire e Interni, questi elementi arricchiscono la composizione architettonica con una presenza senza tempo, in costante relazione con il paesaggio circostante.

A Design experience with Sophie Goineau

A Design experience with Sophie Goineau

Immersa in due ettari di rigoglioso paesaggio ad Atherton, nel Nord della California, la Selby Lane Residence si sviluppa attraverso una sequenza attentamente orchestrata di volumi, corti e passaggi protetti. Progettata da Sophie Goineau come un dialogo continuo tra architettura, interior architecture e paesaggio, la casa prende forma attraverso proporzioni armoniose, continuità materica e una relazione fluida tra apertura e intimità. Distribuita prevalentemente su un unico livello, la residenza si estende orizzontalmente nel sito attraverso padiglioni interconnessi che dissolvono il confine tra interno ed esterno.

Immersa in due ettari di rigoglioso paesaggio ad Atherton, nel Nord della California, la Selby Lane Residence si sviluppa attraverso una sequenza attentamente orchestrata di volumi, corti e passaggi protetti. Progettata da Sophie Goineau come un dialogo continuo tra architettura, interior architecture e paesaggio, la casa prende forma attraverso proporzioni armoniose, continuità materica e una relazione fluida tra apertura e intimità. Distribuita prevalentemente su un unico livello, la residenza si estende orizzontalmente nel sito attraverso padiglioni interconnessi che dissolvono il confine tra interno ed esterno.

Il progetto si è evoluto nell’arco di diversi anni e ha conosciuto una svolta decisiva dopo le forti piogge invernali, che hanno reso necessaria una completa ristrutturazione degli interni. Questo inaspettato punto di ripartenza ha permesso al team di ripensare struttura, aperture e relazioni spaziali dall’interno verso l’esterno, privilegiando proporzioni, luce naturale e matericità tattile. Il risultato è una composizione che bilancia apertura e protezione con straordinaria delicatezza, dando vita ad ambienti calmi, radicati e profondamente accoglienti.

Il progetto si è evoluto nell’arco di diversi anni e ha conosciuto una svolta decisiva dopo le forti piogge invernali, che hanno reso necessaria una completa ristrutturazione degli interni. Questo inaspettato punto di ripartenza ha permesso al team di ripensare struttura, aperture e relazioni spaziali dall’interno verso l’esterno, privilegiando proporzioni, luce naturale e matericità tattile. Il risultato è una composizione che bilancia apertura e protezione con straordinaria delicatezza, dando vita ad ambienti calmi, radicati e profondamente accoglienti.

Gli spazi outdoor sono concepiti come autentici ambienti da vivere, naturali estensioni degli interni. Viti esistenti, sculture ed elementi paesaggistici scandiscono l’esperienza, rafforzando la continuità tra architettura e contesto. In questo scenario, la morbida presenza scultorea del divano Sabi di Paola Lenti dialoga con l’eleganza discreta della 1966 Lounge Chair e del Petal Coffee Table di Richard Schultz. Selezionati con cura grazie all’expertise di Luminaire e Interni, questi elementi arricchiscono la composizione architettonica con una presenza senza tempo, in costante relazione con il paesaggio circostante.

Selby Lane Residence
Selby Lane Residence

All’interno di questa visione, Luminaire e Interni hanno avuto un ruolo centrale, proponendo un approccio multibrand integrato capace di unire con naturalezza architettura, interior design e arredi in un insieme coerente. Attraverso un dialogo accuratamente costruito tra brand, materiali e forme, ogni elemento d’arredo contribuisce alla narrazione architettonica complessiva mantenendo una raffinata continuità in tutta la residenza.

La zona pranzo prosegue questa narrazione attraverso le sedute Voyage di GamFratesi, la cui leggerezza formale richiama il ritmo e la misura dell’architettura. Nello studio, il tavolo Allure O’ e le sedute Flair O’ di Monica Armani introducono una chiarezza grafica che si integra perfettamente con l’estetica rigorosa del progetto.

All’interno, la zona living è definita da un equilibrio calibrato tra calore e luce. Le pareti rivestite in legno creano un’atmosfera avvolgente, mentre le ampie superfici vetrate incorniciano il verde esterno permettendo alla luce naturale di trasformare gli ambienti nel corso della giornata. Il divano Panama Bold di Paola Navone diventa il fulcro dello spazio grazie alla sua presenza generosa e materica. A completare la composizione, il coffee table Materic in travertino e il profilo raffinato della poltrona Greene contribuiscono a creare un’atmosfera sofisticata ma spontanea.

Attraverso una profonda conoscenza della costruzione, delle proporzioni, della luce e della materia, il lavoro di Sophie Goineau esprime un’autorevolezza silenziosa che si allontana dalle tendenze effimere per privilegiare spazi pensati per durare e rivelarsi gradualmente nel tempo. www.internionline.it

ALBERTO MEDA

COMPASSO D’ORO ALLA CARRIERA

Compasso d'Oro alla carriera ad Alberto Meda, designer di alcuni tra i prodotti più iconici di Luceplan. Alberto Meda riceve il Compasso d’Oro ADI alla carriera e con l’occasione Luceplan ricorda il grande contributo da lui offerto e le sue icone, nate anche dalla sinergia con altri designer di punta dell’azienda. A riprova della portata innovativa dei suoi progetti, erano stati riconosciuti già tre Compassi d’Oro ai prodotti Luceplan: Lola (1987) insieme a Rizzatto, Metropoli (1992), insieme a Rizzatto/Sarfatti e Mix (2005) insieme a Rizzatto (quest'ultima non più in produzione). Fra le altre motivazioni, la Giuria del Compasso d'Oro dichiara: “Una carriera esemplare fondata sull’incontro virtuoso tra la concretezza dell’ingegneria e la profondità semantica del design. Ha saputo far convergere la prestazione materica, il rigore tecnologico, il tratto distintivo e la comodità d’uso, arrivando a definire prodotti iconici destinati all’eternità".

ALBERTO MEDA

Nato a Tremezzina (Como) nel 1945, laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano nel 1969. Direttore tecnico della Kartell dal 1973, responsabile dello sviluppo prodotti della divisione labware e della divisione complementi di arredo. Dal 1979 progettista libero professionista collabora con la Brevetti Gaggia e dal 1981 per quattro anni con la progettazione della Alfa Romeo Auto. Attualmente svolge la sua attività di industrial designer con varie aziende: Alias, Alessi, Arabia-Finland, Cinelli, Colombodesign, Italtel Telematica, JcDecaux, Mandarina Duck, Ideal Standard, Luceplan, Kartell, Omron Japan, Philips, Vitra, Olivetti, Caimi Brevetti, Th. Kohl, Tubes, Jins Japan, Zucchetti, Arte Sella, UniFor.

PMI PHOTO ENTERPRIZE 2026

PREMIATA NICOLE LOCATELLI CON L’OPERA “LA STRADA CHE NON SI VEDE NASCE CAMMINANDO” LA TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO PROMOSSO DAL COMITATO PICCOLA INDUSTRIA DI CONFINDUSTRIA BERGAMO HA MESSO AL CENTRO IL TEMA DELLE RELAZIONI TRA ARTE, IMPRESA E CULTURA D’IMPRESA

Nicole Locatelli si è aggiudicata il premio PMI Photo EnterPrize 2026, promosso dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Bergamo attraverso il Gruppo di Lavoro Arte e Cultura - con Responsabile Simona Bonaldi, affiancata dai Membri Giulia Ghidini, Claudia Sartirani e Giuseppe Taramelli - con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara e del Politecnico delle Arti di Bergamo. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo tra il mondo delle PMI e quello dell’arte, valorizzando la cultura d’impresa e offrendo a giovani artiste e artisti l’occasione di entrare in relazione diretta con i luoghi, i processi e le persone che animano il tessuto produttivo bergamasco. Dopo le prime due edizioni, il progetto conferma così il proprio percorso, riconoscendo nell’arte un mezzo prezioso per raccontare l’identità, i valori e la visione delle PMI.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato “Relazioni. Dove nasce l’immagine”, un invito a osservare l’impresa non solo come luogo della produzione, ma come sistema vivo di connessioni: tra persone, competenze, tecnologie, materiali, gesti quotidiani e visioni del futuro. Cinque giovani fotografe dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara hanno visitato e interpretato alcune aziende del territorio, restituendo attraverso le loro opere una narrazione fatta di ricerca, ascolto e bellezza produttiva.

Le artiste coinvolte sono Camilla Aprile, Nicole Locatelli, Valeria Olivo, Erika Ungari e Yuliya Vladkovska. Le aziende fotografate sono C.R. Technology Systems Spa, Calzificio M. Bresciani Srl, Monaci Demolizioni Speciali Srl, Iterchimica Spa e Taramelli Srl. Il percorso ha previsto anche un workshop ospitato da Cosberg Spa, durante il quale le partecipanti hanno potuto approfondire il rapporto tra fotografia, industria contemporanea e racconto per immagini.

MATTEO ZANETTI, DA POCHI GIORNI

PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA

BERGAMO

Le opere realizzate sono raccolte nel catalogo dell’edizione 2026 - a cura e sostenuto da PEO Comunicazione Culturale e d’Impresa - e presentate nella mostra allestita da Taramelli Srl al Monastero del Carmine, in Città Alta, dove si è svolta anche la serata di premiazione. La mostra resterà aperta fino a domenica 12 luglio, con ingresso venerdì e sabato dalle 15.00 alle 19.00 e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. La giuria, composta da Francesco Pedrini, artista, docente e già direttore dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara fino al 2024, Filippo Romano, artista e fotografo documentarista e di architettura, e Davide Tranchina, artista e docente di Fotografia, membro del Consiglio Accademico dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, ha decretato l’opera vincitrice tra i lavori presentati. Come evidenziato nelle motivazioni, l’opera dal titolo “La strada che non si vede nasce camminando” si distingue per la capacità di trasformare la fotografia da semplice strumento di rappresentazione a dispositivo di significato. Attraverso un’immagine essenziale e poetica, l’opera restituisce il valore delle relazioni che costruiscono l’impresa, facendo dell’oggetto fotografato un segno capace di evocare ciò che permane oltre il visibile. Il progetto, sviluppato all’interno del Calzificio Bresciani, nasce dall’osservazione dei gesti, dei materiali e delle abitudini del calzificio. I calzini diventano segni di ordine e cura, trasformandosi in materia, struttura e colore all’interno dello spazio di lavoro. Disposti su tavole di legno, raccontano il gesto industriale come un linguaggio, mentre una scritta affiora nell’immagine come traccia sospesa, rivelata solo dal titolo.

“PMI Photo EnterPrize - ha dichiarato Matteo Zanetti, Presidente di Confindustria Bergamo - conferma il valore del dialogo tra arte e impresa: attraverso lo sguardo di giovani artiste, le nostre PMI diventano luoghi di cultura, relazione e innovazione. Questo progetto ci aiuta a raccontare l’impresa non solo per ciò che produce, ma per il modo in cui genera valore per le persone e per il territorio.”

Per Matteo Assolari, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Bergamo

“Con questa terza edizione PMI Photo EnterPrize conferma la propria identità. Le imprese che hanno aperto le proprie porte non sono state semplici luoghi da osservare, ma interlocutori attivi di un percorso di confronto. Ringrazio in particolar modo le aziende partecipanti, il Gruppo di Lavoro Arte e Cultura e l’Accademia di Belle Arti per aver contribuito alla realizzazione di un’iniziativa che continua a crescere e a promuovere la cultura d’impresa”.

“Quest’anno, ha precisato Simona Bonaldi, Responsabile del Gruppo di Lavoro Arte e Cultura del Comitato Piccola Industria di Confindustria Bergamo, il tema delle relazioni ci ha permesso di entrare ancora più in profondità nella vita delle aziende, mettendo in evidenza non solo ciò che si produce, ma anche ciò che rende possibile ogni processo: connessioni, collaborazioni, memoria, dialogo tra uomo e tecnologia. Le fotografie realizzate dalle artiste ci restituiscono un racconto intenso e non convenzionale delle PMI, trasformando i luoghi del lavoro in spazi di esperienza, ricerca e significato”.

Francesco Pedrini ha infine dichiarato “Questa edizione mostra con forza il desiderio delle artiste di andare oltre la dimensione descrittiva del luogo produttivo. I lavori presentati non si limitano a rappresentare l’impresa, ma cercano di intercettarne i significati meno visibili Attraverso linguaggi differenti, le cinque autrici hanno trasformato materiali, segni, strumenti, tracce e ambienti industriali in immagini capaci di aprire nuove letture. È in questo incontro tra ricerca artistica e mondo dell’impresa che il premio trova il suo significato più profondo”.

2

FUOCHI DI PAGLIA 234 di Giorgio Paglia

IL SILENZIO DEGLI ITALIANI

Qui da noi si vivono tempi davvero difficili con un futuro incerto, con promesse politiche che si consumano in un quadrimestre, con servizi sempre più lenti, con una criminalità particolarmente attiva e con tasse e costi sempre più alti. Eppure le piazze italiane restano vuote. La gente si lamenta al bar tra gli amici, nei commenti sui social, ma poi torna a casa, paga e ricomincia la solita vita. Abbiamo visto cosa è successo in Albania, con centinaia di migliaia di persone per strada a protestare contro le speculazioni edilizie di Trump e contro la corruzione dei loro politici, ma in Italia è diverso. Perché l’italiano è così paziente da sembrare quasi un suddito? Proviamo ad analizzare la questione. Tra lavoro, affitti, bollette e famiglia, l’energia per ribellarsi e protestare sembra un lusso. E poi la politica sa bene che una vessazione piccola, ma continua, insomma a piccole dosi, logora meno che un duro colpo solitario e così il popolo si abitua un poco alla volta e in modo indolore. È la famosa teoria della supposta e della vaselina.

Ci sono anche altre motivazioni che sembrano giustificare l’inerzia degli italiani. Il cittadino medio non è particolarmente ricco, ma comunque ha sempre qualcosa da perdere: la casa di proprietà, il posto fisso, la sanità gratuita, la pensione dei genitori, che appaiono come dei piccoli e effimeri privilegi. E se ribellarsi significa rischiare, chi rischia con un mutuo di 30 anni da pagare? Meglio un male conosciuto che un’incertezza sconosciuta, così si sceglie per una stabilità colma di compromessi che però impoverisce pian piano. Poi, in Italia siamo i maestri del lamento, ma nello stesso tempo siamo pessimi nell’unirci, perché forse non ci siamo mai uniti per davvero. Ognuno ha la sua categoria, il suo piccolo privilegio e il suo orticello da difendere con i denti e la politica questo lo sa bene.

Finchè litighiamo tra di noi su chi deve pagare più tasse, nessuno guarda a chi le tasse le decide, le impone e soprattutto le spende. Così è un conflitto che resta su un piano orizzontale e mai verticale. E poi ribellarsi a che cosa serve? E per andare dove? Ormai è chiaro a tutti che si può cambiare governo, coalizione, partito, leader (Vannacci incluso), ma alla fine non cambia mai niente.

Ed è proprio questa sensazione di impotenza che uccide la protesta. Infine c’è un tratto molto italiano: l’arte di arrangiarsi. Invece di lottare per cambiare il sistema, troviamo la scorciatoia meno faticosa: il pagamento in nero, il bonus, la raccomandazione, la piccola evasione.

È una specie di adattamento di sopravvivenza, perché siamo diventati bravissimi a sguazzare dentro un sistema ingiusto, e questa bravura nel nuotare in un mare di asperità ci impedisce di abbatterlo.

Concludendo, possiamo dire che gli italiani non accettano tutto perché sono sottomessi, ma sopportano perché alla fine sono stanchi, impauriti, divisi e disillusi.

La ribellione richiede speranza e oggi, non solo in Italia, la speranza è la merce più rara. Allora la rabbia resta confinata in piccoli gruppi e non riuscirà mai a diventare un progetto concreto a lungo termine in grado di coinvolgere delle moltitudini.

Così per non peggiorare le cose, non ci resta che pagare e restare in silenzio.

Alla prossima e in alto i cuori leggeri.

Anche su: Twitter:@Fuochidipaglia Instagram:@fuochidigio

ACCADEMIA CARRARA UN’ESTATE TRA ARTE, NATURA E BENESSERE

ACCADEMIA CARRARA NON È SOLTANTO UNO DEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D'ITALIA PER LA STRAORDINARIA QUALITÀ DELLA SUA COLLEZIONE – CON BELLINI, BOTTICELLI, RAFFAELLO, LOTTO, MORONI E MOLTI ALTRI GRANDI MAESTRI – MA È ANCHE UN LUOGO CHE CONTINUA A REINVENTARE IL PROPRIO RAPPORTO CON LA CITTÀ E CON IL PUBBLICO.

Dopo il grande progetto di ampliamento e valorizzazione inaugurato nel 2023, il Museo ha aperto anche i Giardini PwC: oltre 3.000 metri quadrati di verde accessibili gratuitamente, uno spazio che mette in dialogo arte, paesaggio e vita quotidiana. È qui, tra alberi, opere d'arte e nuove prospettive sulla città, che da giugno a settembre prende forma Estate in Carrara, il calendario estivo realizzato con il contributo di PwC. Un programma che attraversa linguaggi e generazioni: dal Club di Lettura, in collaborazione con Il Circolo dei Narratori e il Sistema Bibliotecario Urbano di Bergamo, agli appuntamenti di Yoga in Carrara, che uniscono la pratica all'aperto alla contemplazione delle opere, destinando parte del ricavato a The Bridge for Hope. E ancora laboratori di ricamo e uncinetto con Maresana Lab, Flower Class con I Giardini di Giava, la serata Candle Notes, con il pianoforte illuminato da centinaia di candele, fino a Forever Young, il festival realizzato insieme a Fondazione Alfaparf e dedicato agli under 30. A fine giugno i Giardini hanno accolto anche La Forza, la nuova installazione permanente di Chiara Camoni, protagonista del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2026. L'opera, grazie al sostegno di PwC, entra a far parte stabilmente del percorso del Museo, rafforzando il dialogo tra arte contemporanea e natura. Accademia Carrara rappresenta una destinazione culturale e di benessere. Nelle giornate estive, le sale del Museo, climatizzate per la conservazione delle opere, e i Giardini PwC, ombreggiati e gratuiti, offrono un luogo piacevole dove trovare rifugio climatico. Sempre più studi scientifici confermano infatti come la fruizione dell'arte contribuisca a ridurre lo stress e a migliorare il benessere psicofisico. Già nel 2019 l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva raccolto ricerche che evidenziano gli effetti positivi della partecipazione culturale sulla salute. In questa direzione si inserisce anche l'iniziativa dedicata agli over 65, che potranno visitare gratuitamente il Museo fino al 20 settembre. Tra capolavori senza tempo, arte contemporanea e lo spazio verde, Accademia Carrara conferma così la propria vocazione: essere un luogo in cui cultura, benessere e qualità della vita si incontrano, offrendo ai visitatori un'esperienza capace di rigenerare lo sguardo e fornire ristoro, in ogni stagione.

Giovanni Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato PwC Italia

ACCADEMIA

CARRARA E PWC: QUANDO

L'IMPRESA FA CRESCERE LA CULTURA

Ci sono collaborazioni che vanno oltre il sostegno economico e diventano parte integrante di un progetto culturale. È il caso di Fondazione Accademia Carrara e PwC, che è co-fondatore dell’istituzione e dà il nome ai Giardini recentemente restituiti a una fruizione pubblica nei loro oltre 3.000 metri quadrati di verde. Un intervento finanziato da Regione Lombardia e Comune di Bergamo che, nel 2025, ha ricevuto il Premio Italiano di Architettura per il "Miglior Edificio", promosso da Triennale Milano e MAXXI. Nel 2026 la collaborazione tra PwC e il museo bergamasco si arricchisce di una nuova tappa, con il sostegno all'installazione permanente La Forza di Chiara Camoni. L'opera, all’interno del progetto Figure nel Paesaggio curato da Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato, richiama l'idea rinascimentale del giardino come luogo popolato da figure, dove natura e arte convivono in un equilibrio continuo. Il rapporto tra Accademia Carrara e PwC dimostra come la collaborazione tra impresa e istituzioni culturali possa tradursi nella tutela del patrimonio, nella valorizzazione dello spazio pubblico e nella creazione di nuove occasioni di incontro per la comunità.

ph.
ph. Andrea Rossato

ACCADEMIA CARRARA

FONDAZIONE ALFAPARF E FOREVER YOUNG: IL MUSEO VISTO DALLE NUOVE GENERAZIONI

Torna anche quest'anno Forever Young, il festival della Carrara dedicato agli under 30 – ma aperto a tutti – realizzato grazie al sostegno di Fondazione Alfaparf, da tempo impegnata nel promuovere progetti culturali, sociali e formativi rivolti ai giovani. L'obiettivo è trasformare il Museo in uno spazio di incontro, partecipazione e sperimentazione, dove arte, musica e pensiero contemporaneo diventano strumenti per leggere il presente. L'edizione 2026, intitolata Credibilillusioni e curata da Giulia Barcella e Riccardo Benassi, affronta uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il confine sempre più sottile tra vero e falso nell'epoca della post-verità, dei deepfake e dell'intelligenza artificiale. Il programma, in calendario il 25 luglio e il 26 settembre, alterna workshop hands-on, incontri con esperte ed esperti, visite laboratoriali dedicate a opere della Collezione ed eventi negli spazi esterni del Museo. A luglio il protagonista sarà il cinema, mentre a settembre la danza contemporanea animerà i Giardini tra suono, immagini e narrazione. A ideare il festival è il Forever Young Team, un gruppo di giovani che contribuisce direttamente al programma.

photo Zep Studio

GARDA FESTIVAL

OLTRE LA SUPERFICIE

Dal 24 luglio al 1° agosto 2026

GRANDI ARTISTI ITALIANI E INTERNAZIONALI ANIMANO I CINQUE EVENTI SPECIALI DELLA 4ª EDIZIONE DEL GARDA FESTIVAL, TRA PESCHIERA DEL GARDA E VERONA.

DONATELLA RETTORE

Il Garda Festival – Lake Garda International Festival torna anche quest’anno con la sua 4ª edizione. Alcune tra le più suggestive location UNESCO del Lago di Garda e della città di Verona fanno da cornice a un percorso artistico multidisciplinare che ospita le esibizioni di eccellenze affermate e giovani talenti provenienti dai più importanti palcoscenici italiani e internazionali. Nato nel 2023 per volontà del Fondo Niccolò Piccinni, sotto la direzione artistica di Maximilien Seren-Piccinni e con il sostegno di importanti istituzioni nazionali, il Garda Festival si è affermato in breve tempo come uno degli appuntamenti più interessanti del panorama culturale nazionale.

“Il Garda Festival rappresenta un modo concreto di avvicinare il pubblico alla bellezza, offrendo esperienze che uniscono qualità artistica dal respiro internazionale e connessione con l’identità del territorio», afferma Maximilien Seren-Piccinni, Presidente del Fondo Niccolò Piccinni e Direttore Artistico del Festival. «Il tema di quest'anno, “Oltre la superficie”, nasce da un desiderio preciso: superare le apparenze per guardare dentro le cose, esplorando l'animo umano in modo più profondo. Ciò che è nascosto a volte spaventa, ma siamo convinti che sia proprio lì che risiedono la verità e l’unicità. Lasciandoci guidare dall'arte, scopriremo che quei misteri, una volta svelati, non sono affatto una minaccia, ma una grande, straordinaria scoperta, capace di regalarci meraviglia e di farci sentire finalmente più vicini”.

PROGRAMMA

Venerdì 24 luglio 2026, ore 21.15

Teatro Estivo Caserma d'Artiglieria di Porta Verona

Peschiera del Garda

JACOPO TADDEI E FILIPPO FARINELLI

SHAPING THE CURVE

Il celebre sassofonista internazionale Jacopo Taddei accanto al pianoforte di Filippo Farinelli crea un duo tra i più interessanti della scena musicale italiana, distinguendosi per la forte intesa, il virtuosismo e l'eleganza interpretativa.

Sabato 25 luglio 2026, ore 19.15

Teatro Estivo Caserma d'Artiglieria di Porta Verona

Peschiera del Garda

DONATELLA RETTORE - SPLENDIDA-MENTE

Talk esclusivo con l'artista che ripercorre tutta la sua carriera e consegna del Premio Cigno del Garda 2026 powered by Cantine Vitevis Artista provocatoria e anticonformista, capace di scardinare i tabù della musica italiana con ironia sfrontata e tagliente: Donatella Rettore si racconta al pubblico senza filtri in una conversazione esclusiva, ripercorrendo i suoi successi con lo stile sempre innovativo e camaleontico che l'ha messa in anticipo sui tempi.

Cantautrice, paroliera e attrice, Donatella Rettore ha pubblicato 19 album e venduto oltre 27 milioni di dischi nel mondo. Ha firmato brani entrati nell'immaginario collettivo come Splendido Splendente e Kobra, è tornata al Festival di Sanremo nel 2022 con Ditonellapiaga e Chimica, disco di platino, e nel 2025 ha pubblicato il nuovo album Antidiva Putiferio. Nel 2023 l'Università IULM le ha conferito il primo Master honoris causa in Management delle Risorse Artistiche e Culturali.

I Musici Piccinniani
Jacopo Taddei Filippo Farinelli

GARDA FESTIVAL

Dal 24 luglio al 1° agosto 2026

MAXIMILIEN SEREN PICICNNI

ph: Alessandro Lodola

Domenica 26 luglio 2026, ore 21.15

Teatro Estivo Caserma d'Artiglieria di Porta Verona Peschiera del Garda

I MUSICI PICCINNIANI - THE MOZART WUNDERKAMMER

I Musici Piccinniani, la nuova realtà del Fondo Niccolò Piccinni dedicata all'eccellenza della produzione musicale italiana, celebrano i 270 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart ripercorrendo le passioni musicali della sua prima produzione giovanile. In questa serata si esibiranno Filippo Passarella e Irene Benciolini al violino; Davide Bravo alla viola e al violoncello Anna Benciolini.

Venerdì 31 luglio 2026, ore 21.15

Chiesa di San Martino – Peschiera del Garda

VITTORIO BENAGLIA - VIOLA NOCTURNA

Vittorio Benaglia, classe 1999, è tra i violisti italiani più promettenti della nuova generazione. Con lo spettacolo Viola Nocturna, l’artista conduce un viaggio musicale crepuscolare, dalle sale più prestigiose del mondo, dalla Weill Recital Hall della Carnegie Hall di New York alla Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo.

Sabato 1° agosto 2026, ore 21.15

Conservatorio "Evaristo Felice Dall'Abaco" – Verona

44° PREMIO PICCINNI

PIER LUIGI PIZZI ED ELENA MOȘUC

Uno dei momenti più attesi dell’intera edizione sarà la cerimonia di consegna del Premio Piccinni per l’eccellenza nelle arti performative, giunto alla sua 44ª edizione, che assegna il riconoscimento al regista milanese Pier Luigi Pizzi, maestro indiscusso della regia e della scenografia teatrale, tra le figure più influenti del teatro e dell’opera lirica. Pilastro della cultura italiana, in oltre settant’anni di attività ha saputo trasformare il palcoscenico in uno spazio di pura armonia ed eterna eleganza. Decorato con la Legion d’Honneur e insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana, Pizzi incarna autorevolezza e memoria storica del melodramma italiano. Ad onorare la sua carriera e i suoi leggendari spettacoli sarà Elena Moșuc, soprano rumeno-svizzero tra le più grandi interpreti contemporanee del Belcanto, alla quale sarà assegnato il Premio Cigno del Garda 2026 powered by Cantine Vitevis per una carriera straordinaria costruita nei principali teatri del mondo. Ad affiancare i due protagonisti della serata saranno anche il giovane baritono cinese Yu Ruoyang e il pianista Fabio Maggio. Il Premio Piccinni 2026 è sponsorizzato da Cantine Vitevis.

IL NUOVO PREMIO PICCINNI 2026

Il Verona Stone District per il 2026 ha realizzato la nuova versione del Premio Piccinni, in collaborazione con la scuola del marmo dell'Istituto Salesiano San Zeno di Verona. Da questa edizione il riconoscimento cambia forma: da medaglia si trasforma in una statua di marmo raffigurante il compositore Niccolò Piccinni. Un gesto concreto per valorizzare la memoria culturale del premio attraverso l’eccellenza dell’artigianalità.

“Siamo orgogliosi di aver contribuito a un premio che da sempre valorizza il lavoro artigianale in stretta connessione con l'identità culturale del territorio e del Made in Italy», afferma Filiberto Semenzin, Presidente del Verona Stone District. «La nuova forma che abbiamo pensato per questo riconoscimento restituisce al Premio Piccinni un valore ancora più profondo: non solo un'onorificenza, ma una vera opera d'arte capace di durare nel tempo”.

Maximilien-Seren-Picicnni-ph-Alessandro-Lodola-02

LA CAPITANIO AL REFITTING

È entrato nella fase operativa il progetto di restauro della storica motonave La Capitanio, bene simbolo della navigazione sul Lago d'Iseo e patrimonio della memoria collettiva del territorio. L'intervento è realizzato grazie al contributo di 22.000 euro ottenuto nell’ambito del programma "I Luoghi del Cuore", promosso dal FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano - in collaborazione con Intesa Sanpaolo e dedicato ai luoghi italiani più amati e che meritano un futuro. Nel 2024, infatti, la Motonave ha partecipato al 12° censimento de “I Luoghi del Cuore”, raccogliendo 8.965 voti.

Un risultato che le ha permesso di raggiungere il 46° posto nella classifica nazionale e accedere al bando che FAI e Intesa Sanpaolo lanciano dopo ogni edizione del censimento per assegnare contributi a una selezione di luoghi tra i più votati. L'avvio dei lavori è una tappa significativa nel percorso di rinascita della motonave, promosso dall'Associazione La Capitanio 1926 APS, che punta a restituire alla comunità un bene storico di grande valore, destinato a diventare sempre più un luogo di memoria, cultura e divulgazione dedicato alla storia della navigazione lacustre.

Trasferita da Lovere al Cantiere Nautico NLI di Costa Volpino (BG), hanno preso avvio le operazioni di cantierizzazione e il primo intervento di refitting dello scafo fondamentale tassello del più ampio progetto di recupero conservativo che l'Associazione La Capitanio 1926 APS porta avanti con l'obiettivo di restituire al territorio un bene storico di straordinario valore culturale, identitario e testimoniale.

“Questo intervento di refitting dello scafo - ha dichiarato Max Barro, Presidente dell’Associazione La Capitanio 1926 APS - si è reso possibile grazie al fondamentale contributo del FAI, ottenuto attraverso il bando I Luoghi del Cuore, e alla preziosa cooperazione delle istituzioni del territorio che hanno creduto nel valore del progetto. È un momento molto importante per la nostra Associazione perché segna l'avvio concreto del recupero della Capitanio. Il nostro obiettivo è conservare e tramandare questo patrimonio alle future generazioni, affinché possa continuare a raccontare la storia della navigazione sul Lago d'Iseo e rappresentare un simbolo della nostra identità”.

AL VIA IL RESTAURO DELLA STORICA MOTONAVE LA CAPITANIO RESO POSSIBILE ANCHE GRAZIE AL CONTRIBUTO DI FAI E INTESA SANPAOLO NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA I LUOGHI DEL CUORE

FOUR SEASONS II

LA CROCIERA NEL LUSSO

Sulla scia del successo del lancio di Four Seasons I lo scorso marzo, Four Seasons Yachts prosegue il proprio percorso di crescita ed espansione con l’introduzione di Four Seasons II. La seconda imbarcazione segna un’ulteriore evoluzione dell’esperienza di yachting ultra-lusso, introducendo un nuovo livello di ospitalità grazie alle esclusive Yacht Residential Suites. “Dopo lo straordinario debutto di questa nuova avventura, stiamo ampliando la nostra flotta in modo strategico e misurato, continuando a elevare l’esperienza degli ospiti”, ha dichiarato Ben Trodd, CEO di Marc-Henry Cruise Holdings Ltd., Joint Owner/Operator di Four Seasons Yachts. “Four Seasons II si basa su questa solida base, introducendo nuove proposte a bordo portando la personalizzazione a un livello superiore grazie a suite dalle dimensioni e dal comfort tipici di una residenza privata. Ogni dettaglio è stato curato per far sentire gli ospiti a casa, ovunque stiano navigando”.

CON IL LANCIO DEL NUOVO

YACHT NEL 2028 CON 79 SUITE, TRA CUI NUOVE SISTEMAZIONI IN STILE RESIDENZIALE, FOUR SEASONS YACHTS CONTINUA A RIDEFINIRE IL LUSSO PERSONALIZZATO IN MARE

Four Seasons II raccoglie l’eredità di design e innovazione introdotti da Four Seasons I, portandola a un livello ancora più elevato. Progettato per offrire un’atmosfera più vicina a quella di una residenza privata sul mare, lo yacht ospiterà 79 suite spaziose, tra cui una nuova collezione di Yacht Residential Suites, con un rapporto uno a uno tra ospiti e personale, garantendo un servizio altamente personalizzato. Gli ospiti potranno scoprire esperienze gastronomiche di livello internazionale, percorsi wellness immersivi e itinerari accuratamente selezionati, progettati per offrire un viaggio ancora più esclusivo, riservato e personale. “Four Seasons si è sempre distinta per la qualità delle esperienze che crea e per l’attenzione autentica che dedica a ogni ospite”, afferma Alejandro Reynal, Presidente e CEO di Four Seasons. “La nostra prima imbarcazione ha dimostrato quanto naturalmente questa filosofia possa estendersi al mare. Con Four Seasons II continueremo a sviluppare questa visione, creando esperienze profondamente personali, curate in ogni dettaglio e autenticamente Four Seasons”.

LE NUOVE YACHT RESIDENTIAL SUITES

Nel 2028, Four Seasons II manterrà le dimensioni raccolte e l’approccio progettuale distintivo della prima imbarcazione, introducendo al contempo le nuove e spaziose Yacht Residential Suites. Pensate per chi desidera il massimo in termini di spazio, privacy e flessibilità, queste suite dalle generose dimensioni offrono un’autentica esperienza residenziale in mare, con ampie zone living open space, terrazze private e un servizio personalizzato modellato sulle esigenze di ciascun ospite. Disponibili con due, tre o quattro camere da letto e situate sui ponti superiori, le Yacht Residential Suites sono ideali per soggiorni prolungati, viaggi in compagnia e vacanze multigenerazionali. Tra le dotazioni figurano cucine integrate con zona pranzo, spazi dedicati all’intrattenimento e, in alcune configurazioni selezionate, piccole piscine private, docce esterne e servizi wellness dedicati. Un concierge personale si occuperà di ogni dettaglio, dalla ristorazione personalizzata alle esperienze Shore and Sea, per garantire un soggiorno impeccabile. Le prenotazioni per la stagione inaugurale sono già aperte e invitano gli ospiti a scoprire una nuova espressione dell’ospitalità Four Seasons Yachts, capace di coniugare il comfort di una residenza di lusso con la libertà della vita in mare.

INFORMAZIONI SU FOUR SEASONS YACHTS

Questa joint venture unisce la società di yachting di lusso Marc-Henry Cruise Holdings Ltd. (Joint Owner/Operator), Four Seasons Yachts con il rinomato cantiere navale italiano Fincantieri e la leadership nell’ospitalità di lusso di Four Seasons. Con un prodotto interamente composto da suite di stile residenziale, Four Seasons I, la prima imbarcazione della flotta Four Seasons Yachts, stabilisce un nuovo standard per il lusso in mare. Tra le caratteristiche eccezionali dello yacht figurano i moduli in vetro curvo avvolgente floor-to-ceiling della Funnel Suite di 927 metri quadrati, con i suoi iconici moduli di finestre a tutta altezza, che costituiscono una spettacolare vetrata curva, la più grande mai installata su uno yacht, e una marina trasversale su misura a bordo con ampie aperture che attraversano l'imbarcazione da babordo a tribordo. Il secondo yacht Four Seasons, il Four Seasons II, farà il suo debutto nel 2028.

MARE MIO

GIN MARE LANCIA LA VI EDIZIONE DEDICATA

A SALVARE I CORALLI DEL MEDITERRANEO

Il Mediterraneo è nell'anima di Gin Mare. È nelle botaniche che profumano ogni bottiglia, è nella luce che ispira ogni calice, è nella filosofia di un brand nato per celebrare il Mare Nostrum in tutta la sua bellezza. Ed è proprio per questo che, da sei anni, Gin Mare non si limita a raccontare il Mediterraneo: lo protegge attivamente.

Gin Mare è orgogliosa di annunciare la sesta edizione di "Mare Mio", l'iniziativa ambientale con cui il brand scende in campo, anzi, sott'acqua, per difendere l'ecosistema marino che lo ha ispirato. Per il 2026, alza ulteriormente l'asticella con una nuova sfida ambiziosa: oltre alla pulizia dei fondali contribuire a salvare i coralli del Mediterraneo.

Il nuovo capitolo: Gin Mare in difesa della Cladocora caespitosa

Rinnovando la partnership con la Fondazione Marevivo, Gin Mare sostiene "MedCoral Guardians", il primo programma italiano dedicato alla conservazione e al restauro della Cladocora caespitosa, l'unico corallo endemico del Mediterraneo capace di costruire vere e proprie strutture sommerse simili alle barriere coralline tropicali.

I coralli, scambiati facilmente per piante o rocce, sono animali invertebrati e vivono in colonie formate da tantissimi piccoli polipi che offrono rifugio a numerose specie marine contribuendo così alla biodiversità e all'equilibrio degli ecosistemi costieri, aiutano a sequestrare la CO2 e proteggono dall’erosione costiera attenuando la forza delle onde.

Oggi però il riscaldamento delle acque, l'inquinamento e l'impatto delle attività umane ne minacciano la sopravvivenza.

Per questo Gin Mare, con il progetto “Mare Mio”, entra in azione sostenendo interventi concreti per la tutela del mare e dei suoi habitat più preziosi.

DESTINAZIONE 2026: SARDEGNA

Gin Mare sceglie per questa edizione una delle isole più iconiche del Mediterraneo: la Sardegna, e più precisamente l'Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, in Gallura.

Le azioni sul campo si articolano in due fronti:

Ricerca, monitoraggio e restauro: attività scientifiche per mappare lo stato di salute delle colonie di Cladocora, monitorare e valutare eventuali fenomeni di sbiancamento (bleaching) causati dall’innalzamento delle temperature e, laddove necessario, avviare azioni di restauro per permettere al corallo di tornare a prosperare.

Pulizia profonda dei fondali: un team di esperti subacquei si immergerà per liberare i fondali della Cladocora da reti fantasma, lenze abbandonate e rifiuti plastici che soffocano silenziosamente i suoi polipi.

Il mare che ci dà vita merita che noi gliela restituiamo Il mare produce oltre il 50% dell'ossigeno che respiriamo ogni giorno. "Mare Mio" non è solo un'operazione di pulizia: è la risposta concreta di Gin Mare a una crisi urgente, l'espressione più autentica dei valori di un brand che ha scelto il Mediterraneo non solo come fonte di ispirazione, ma come responsabilità. Perché per Gin Mare il Mediterraneo non è solo un luogo sulla mappa. È casa, cultura, eredità e vale la pena difenderlo, ogni anno, un po' di più.

MARE MIO

SEI ANNI DI IMPATTO REALE: I RISULTATI DI "MARE MIO "

Questo nuovo capitolo si costruisce sulle fondamenta solide di cinque anni di azione concreta. Dal 2021 ad oggi, "Mare Mio" ha già sottratto al mare 5 tonnellate di rifiuti dai fondali, coinvolto decine di volontari e subacquei lungo le coste del Mediterraneo, toccando alcune delle aree marine più preziose d'Italia. Un impatto misurabile, cresciuto di anno in anno grazie all'impegno di Gin Mare e alla forza della community che si è raccolta attorno a questo progetto.

"MARE MIO" DENTRO E FUORI DAL MARE

L'impegno di Gin Mare per il Mediterraneo non si ferma ai fondali. A supporto del progetto, il brand porta "Mare Mio" anche nella vita quotidiana dei consumatori: attraverso attività promozionali dedicate nella grande distribuzione e campagne di comunicazione su larga scala trasformando ogni contatto con il pubblico in un'occasione per sensibilizzare, coinvolgere e ispirare un'azione collettiva a favore del nostro mare. Il Mediterraneo non è solo un luogo sulla mappa. È la nostra casa, la nostra cultura, la nostra eredità e proteggerlo è un dovere di tutti. Mare Mio è anche Tuo. Unisciti a Gin Mare.

IL MEDITERRANEO IN UNA BOTTIGLIA

Gin Mare non è solo un gin, ma un viaggio nei sapori del Mediterraneo. Le botaniche come l'oliva Arbequina, il basilico, il rosmarino e il timo, selezionate dalle terre fertili di Grecia, Italia, Spagna e Francia, conferiscono al gin il suo carattere distintivo. Ogni bottiglia è frutto di una lavorazione artigianale, con macerazione delicata e distillazione indipendente di ogni botanica, per esprimere al meglio le qualità uniche di ciascun ingrediente. Gin Mare continua a portare l'autentico spirito del Mediterraneo nei calici di tutto il mondo. Gin Mare è un marchio Brown-Forman.

VACANZA e SOLIDARIETÀ

GIOVANNI LICINI CON GIANPIERO GASPERINI E GIANCARLO GIORGETTI

IN VAL PUSTERIA: UNA ÙVACANZA NEL SEGNO DELLA SOLIDARIETÀ

L’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo ha avuto l’onore di essere presente, attraverso il suo “numero uno”, il fondatore Giovanni Licini, alla visita del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti a Braies, in Val Pusteria (Alto Adige), che ha approfittato di alcuni giorni di vacanza per incontrare le autorità locali. Insieme a Licini e Giorgetti era presente anche Gian Piero Gasperini, l’allenatore della AS Roma e grande amico di lunga data non solo del ministro, ma di tutta l’Accademia.

Venerdì 26 giugno Friedrich Mittermair, sindaco di Braies, e Dominik Oberstaller, sindaco di Monguelfo-Tesido e presidente del consorzio dei comuni della Provincia di Bolzano, non si sono lasciati sfuggire l'occasione di incontrare personalmente i tre illustri ospiti per far conoscere loro il patrimonio mondiale Unesco delle Dolomiti, accompagnandoli anche in una piacevole escursione sul Monte Specie, visitando Plätzwiese (Prato Piazza) e il Lago di Braies.

Al termine della camminata non poteva mancare un tradizionale pranzo conviviale e, naturalmente, una visita alla Malga Prato Piazza. Durante l'incontro l’assortito gruppo ha potuto confrontarsi e discutere di vari argomenti: politica e sport, ovviamente, ma anche tanto di Alto Adige, delle sue particolarità e dello sviluppo della regione. Sabato 30 giugno nuova escursione, con un nutrito seguito di amici, sui percorsi delle Tre cime di Lavaredo, con destinazione il Rifugio Locatelli.

L’Accademia dello Sport per la Solidarietà ha così potuto ribadire e corroborare il longevo rapporto di amicizia e di collaborazione con gli amici della Val Pusteria: il momento più significativo del legame tra le due realtà è di certo rappresentato dall’aiuto che da Bergamo e da Monguelfo è arrivato alle famiglie colpite dal forte terremoto di Amatrice, nell’agosto del 2016. In quell’occasione l’Accademia dello Sport aveva donato case mobili per dare un tetto temporaneo alle persone bisognose dopo il dramma. Nel 2017 l’associazione guidata da Giovanni Licini ha stretto nuovamente il proprio rapporto con Amatrice, promuovendo e vivendo, nell’estate di quell’anno, una settimana proprio a Monguelfo, che aveva restituito gioia e rilassamento a quindici famiglie del centro più colpito dal sisma del 24 agosto precedente. Sette giorni nel cuore pusterese, con tante escursioni tra le meraviglie che costellano questo angolo d’Italia, ma anche l’occasione per portare avanti la missione della solidarietà.

A Braies il fondatore dell’Accademia dello Sport e i due illustri ospiti sono stati accolti dal sindaco e dal presidente del consorzio dei comuni bolzanesi Oberstaller per un’escursione nel segno dell’amicizia e della solidarietà.

In seguito, nel mese di settembre 2020, alcuni hotel della Val Pusteria avevano messo a disposizione gratuitamente una delle loro stanze ai medici, infermieri e familiari degli ospedali bergamaschi, reduci dalla dura lotta in prima linea al Covid-19. Un'idea nata dalla collaborazione tra gli albergatori della Val Pusteria, precisamente dei paesi di Monguelfo-Tesido e di Valle di Casies, e l'Accademia dello Sport per la Solidarietà.

Come ha spiegato il numero uno dell’Accademia, Giovanni Licini: “La mia amicizia con il circolo di tennis di Monguelfo risale ormai a più di venticinque anni fa, quando giocavo a tennis e mi allenavo con i loro ragazzi. In seguito, è nato un gemellaggio tra l’Accademia dello Sport e il Tennis club di Monguelfo. Abbiamo fatto tante trasferte e tornei tennistici con loro. Col terremoto di Amatrice, il comune di Monguelfo ci ha dato una grossa mano ad ospitare quindici famiglie sfollate. Il gemellaggio è poi andato avanti a gonfie vele, soprattutto nel periodo buio del Covid. Anche lì, il sodalizio si è evoluto, da sportivo a solidale”. Non è un caso, infatti, che durante il torneo di tennis e padel con fini solidali organizzato dall’Accademia (che a maggio 2026 ha festeggiato la 50^ edizione), sia capitato di vedere sui campi in terra rossa della Cittadella dello sport di Bergamo gli amici altoatesini, tra i quali Dominik Oberstaller.

Proseguelacollaborazione conLucaRuggeri,daun latoilsuopercorsoconla malattia,difronteisuoi ricordiealcune riflessionisullavita.

SEGNI DI BENE

Ieri Arrigo ha rischiato grosso: ha voluto salire sui fornelli della cucina accesi e si è incendiato come uno straccio intriso di benzina. Per fortuna si è spento subito senza conseguenze fisiche, ma si vede che è un po’ impaurito, non è di buon umore. Noi ci ridiamo su, ma lui si è veramente spaventato! Una volta incendiato e una volta caduto dal balcone, perciò due vite le ha perse, gliene restano solo cinque. Io credo di averne consumate almeno 6 o 7 durante la vita, soprattutto durante la malattia. Probabilmente all’ Onnipotente servo qua e non in cielo. Sono stato un pessimo cristiano pur credendo in Dio, ma adesso certe situazioni non me le spiego più, credo sempre di più che siano frutto di un disegno divino che mi protegge. Più volte ho pensato di fare un passo per andare nell’aldilà: nei momenti più angoscianti e bui non pensavo ad altro, ma proprio in quei momenti succedeva qualcosa che mi faceva apprezzare la vita così com’è, con tutti i limiti che la SLA mi impone. Ad esempio quando è arrivato Arrigo era un periodo negativo dove soffrivo per le secrezioni, non avevo ancora la tracheostomia e questo gattino con problemi respiratori quasi come i miei mi ha fatto talmente tenerezza da farmi dimenticare i pensieri negativi che mi affliggevano in quel momento. Un altro momento buio è stato quando la mia psicologa storica, che mi ha seguito per cinque anni e a cui ero particolarmente affezionato, mi ha improvvisamente dovuto lasciare.

Luca Ruggeri malato di SLA dal 2015. Non può mangiare, non può bere, non può parlare, non può compiere più alcun movimento volontario e muove solo gli occhi che gli consentono di comunicare con un tablet oculare e con il quale scrive.

SECOND LIFE AGAIN

Ma guarda che fortuna, ho trovato subito un’altra psicologa molto brava. Un altro segno che mi ha fatto riflettere sulla presenza del Divino è stato l’annuncio di mia figlia che mi avrebbe dato un nipotino, un invito a resistere! Per non parlare della mia amica Emilia, ricomparsa improvvisamente nella mia vita come un fulmine e che mi regala allegria e voglia di vivere! Se poi penso al recente passato, c’è stata anche la sorpresa di essere proposto come presidente di Aisla Brescia, in concomitanza sempre con un momento negativo, che mi ha risollevato. Oppure la mia Lucia che, invece di andare a casa come gli avevano suggerito, rimane in ospedale fino a quando arriva il risultato negativo del tampone e corre in reparto trovandomi in gravi difficoltà respiratoria, di fatto salvandomi la vita! Come faccio a non pensare che c’è qualcuno che mi protegge e che vuole tenermi qui? Forse servo come esempio di sofferenza da passare alle persone che si lamentano per nulla, forse per qualche altro motivo, oppure perché semplicemente mi vuole bene. Non so dare una risposta precisa, ma adesso la SLA e la morte non mi fanno più così tanta paura.

IL CODARDO

Nei mesi precedenti avevo scritto del presidenteTrump elogiandolo per la sua ricerca della pace. Ora ho cambiato giudizio su di lui a causa dei suoi attacchi verbali al papa e alla nostra premier Meloni.

I suoi attacchi totalmente ingiustificati e di pessimo gusto, sono stati attacchi alla persona, oltre a quello che rappresentano cioè tutti i cristiani e il popolo italiano, in più non sono stati fatti agli incontri che hanno avuto ma con tanta codardia i giorni seguenti agli incontri, parole che erano più adatte a una commedia teatrale che ha come argomento una buffonata!!! Cosa dovrebbe fare il papa secondoTrump predicare a favore della guerra? Andate e uccidetevi tutti! Doveva fare questo? E la premier Meloni doveva prestare le basi americane per bombardare l’Iran e inviare forze militari in aiuto aTrump quando nella nostra costituzione c’è chiaramente scritto che l’Italia rifiuta ogni tipo di guerra! Il PresidenteTrump è andato fuori dai binari e ultimamente lo fa spesso rendendosi antipatico a tutto il mondo.

L’ebook è disponibile su: https://www.librerie.coop/ libri/ 9791281546714- il-gatto-del-presidente-multimage/ Il ricavato dalle vendite del libro è destinato all’Associazione Viva la Vita Italia

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Qui Bergamo n.ro 332 by EDITA PERIODICI - Issuu