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ACASAMOOD 71

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ACASAMOOD NEL CUORE DELLO STILE ITALIANO

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ACASAMOOD

NEL CUORE DELLO STILE ITALIANO ---- LIMITED EDITION ----

71 EDITOR’S LETTER

Aut. Trib. Bergamo n°19 del 22.06.04 Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it Progetto grafico ed impaginazione: Paolo Biava Editing: Tommaso Revera DANCER: ROCIO ALEMAN Ufficio pubblicità e relazioni esterne: Tel. 035.270989 - 335 6028408

PH: CARLOS QUEZADA

Hanno collaborato Valentina Colleoni - Paolo Bussi Credits: Paolo Stroppa, Paolo Biava, Filippo Poli, Mattia Aquila, VisitBruges, Carlos Quezada Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta senza autorizzazione dell’editore. Edita Periodici srl 24121 Bergamo Via Bartolomeo Bono, 10 Tel. 035.270989 Fax. 035.238634 25100 Brescia Via G. Renica, 63 Tel. e Fax 030.2808528 www.EDITAPERIODICI.it

LA SPERIMENTAZIONE DELLA MERAVIGLIA. LA MIGLIORE POSSIBILITÀ DI GUARDARE. QUELLO CHE LA TUA ANIMA VUOL CONOSCERE. CON GLI OCCHI PER ENTRARCI DENTRO. QUESTO È QUANTO VOGLIAMO FARVI FARE CON L’ANIMA TRAMITE LA LETTURA DI A CASAMOOD. PATRIZIA VENERUCCI

IN COPERTINA LE IMMAGINI SONO STATE TRATTE DA SEX & REVOLUTION! IMMAGINARIO, UTOPIA, LIBERAZIONE (1960-1977) - JANE BIRKIN, 1976 © ANGELO FRONTONI / CINETECA NAZIONALE–MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

ACASAMOOD

NEL CUORE DELLO STILE ITALIANO


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ACASAMOOD

NEL CUORE DELLO STILE ITALIANO


VILLA ISABELLA, OGGI HOTEL LAURIN

MENS VIS ARS LABOR

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LIQUID CITY

DESIGN CONTEMPORANEO A TIRATURA LIMITATA

ALPINOÒ

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TRIENNALE DI BRUGES 2018

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COLLEZIONI CARIBE E CIRCO DI AMES

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BALTHASAR BURKHARD

RIUSO DELL’EX BIGLIETTERIA DEL PALAZZETTO DELLO SPORT

ECOBAR

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MINIATURE DI DESIGN

ARTEP, COME ART IN THE CARPET

CEMENTO NON CEMENTO

MARIATERESA MAZZA DE PICCIOLI

UN INCONTRO FELICE

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THE LEATHER, ANCIENT AND ALWAYS "ALIVE" MATERIAL, EXPRESSES NEW POTENTIALITIES : THIS CREATIVE THOUGHT GUIDES THE STYLISTIC RESEARCH OF CHIARA ZANETTI SINCE THE BEGINNING OF HER ACTIVITY. THE GLAMOROUS CRAFTSMANSHIP WITH WHICH THE STYLIST RE-ELABORATES AND INTERPRETS THE LEATHER, SOMETIMES CREATES THE EFFECT OF THE WOOD AND OF THE METAL. EACH COLLECTION, PRODUCED WITH SELECTED, RESEARCHED MATERIALS, IS REALIZED IN A LIMITED AND NUMBERED SERIES AND REPRESENTS THE BEST ITALIAN STYLE.

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MADE IN DESIGN OUTDOOR 2018

COLLEZIONI CARIBE E CIRCO DI AMES Un design multiculturale ed etnico, risvegliato da colori accesi, contemporanei e gioiosi... Il designer tedesco Sebastian Herkner firma una collezione di mobili da esterno colorati, arricchita dal linguaggio creativo dell'America del Sud. Le collezioni Caribe e Circo sono interamente prodotte artigianalmente a Santa Marta, sulla costa Caraibica in Colombia. Rafael e i suoi amici tessono a mano i fili di plastica riciclata in base ad una tecnica tradizionale della loro regione chiamata ‘’Momposino’’. Le combinazioni di colori luminiose e fresche si ispirano alla vivacità della costa caraibica. Le collezioni Caribe e Circo derivano dal progetto Sala, nato da un viaggio in Colombia realizzato dal designer Sebastian Herkner. In un desiderio di apportare alle sue creazioni originalità e autenticità, ha incontrato gli artigiani locali che hanno saputo preservare e trasmettere durante i secoli un vero e proprio know-how e dei metodi di produzione tradizionale.

WWW.MADEINDESIGN.IT


RIUSO DELL’EX BIGLIETTERIA DEL PALAZZETTO DELLO SPORT

ECOBAR PHOTO_FILIPPO POLI

Il progetto riguarda il riuso e la riconversione della biglietteria dell’adiacente struttura polisportiva, in disuso da anni, in un bar- bistrot. L’immobile, di proprietà comunale, è stato oggetto di un bando di concorso per l’affidamento a privati con l’obiettivo non solo di ristrutturare un bene ormai in condizioni fatiscenti, ma principalmente di coniugare i desideri e le aspirazioni private con le necessità pubbliche. L’obiettivo è quello di recuperare l’immobile e contemporaneamente migliorare la qualità dell’ambiente edificato di un’area ad elevata criticità: un vuoto urbano tra la periferia ragusana e le nuove zone di espansione che stanno sorgendo senza logica intorno alla città; uno spazio a bassissima densità edificatoria come un residuo di un programma di espansione residenziale slegato dall’assetto urbanistico preesistente.

The project involves the reuse of the ticket office of the adjacent multisport facility, abandoned since years and its reconversion into a coffee-bistro. The property, owned by the municipality, has been the subject of a call for tenders for the award to private investors, with the aim not only of renovating a run-down but mainly to combine the private’s wishes and aspirations with the public needs by means of a quality planning. The formula chosen by the local administration was one of collaboration to provide for the lack of resources. The main goal is to recover the building and simultaneously to improve the quality of the surrounding built-up area in a highly critical neighbourhood: An urban gap between the outskirts of Ragusa and the new expansion areas that are springing up around the city without logic; A very low building density area as a leftover of a residential expansion plan not linked to the pre-existing urban setting.


è questa un’area di transito veloce dove insistono alcuni servizi per la collettività tra cui le attrezzature sportive (palazzetto dello sport, stadio di calcio, piscina comunale, maneggio), il mercato rionale, le scuole, il centro direzionale e tutti gli enormi rispettivi parcheggi. Gli ampi spazi vuoti, la bassa densità edificatoria e la fruizione pubblica saltuaria (legata principalmente ad eventi periodici) conferiscono a quest’area i connotati tipici del “non luogo”. Unico riferimento identificativo e di orientamento è la torre del serbatoio dell’acqua comunale, che fronteggia l’edificio e che con i suoi circa 30 metri d’altezza diventa il “faro” dell’area. La strategia pubblico-privata è quella di avviare un’attività commerciale a servizio delle strutture sportive presenti in zona ma anche fruibile dalle nuove famiglie di residenti; la vera sfida è però quella di generare un luogo di aggregazione a servizio della collettività ed innescare un processo di rigenerazione urbana. L’edificio, costruito alla fine degli anni ‘80, allo stato di fatto ha una pianta quadrata, una struttura in cemento armato, copertura piana in laterizio e cemento, tamponamenti in forati e presenta bucature in tutti i prospetti. Il progetto si risolve nella realizzazione di una pelle esterna realizzata con materiali low cost e da riuso (pannelli di aquapanel e listelli di legno da carpenteria) che ne ridisegna la sagoma. Le bucature dei prospetti laterali (che si affacciano sul palazzetto dello sport a sud e sulle cooperative in costruzione a nord) vengono schermate dal nuovo filtro; le due ampie vetrate, quella d’ingresso e quella lungo lo stesso asse sul prospetto opposto, permettono la visuale sul paesaggio urbano. Sul prospetto nord una porzione del rivestimento è pensato per essere all’occorrenza ribaltato creando dei tavoli esterni.

It is a quick transit area where some services for the community persist like the sports facilities (the sports arena, the football stadium, the public swimming-pool and the riding-school), the street market, the schools, the business centre and all their respective huge parking. The wide empty spaces, the low building density and the rare public use (mainly due to occasional events), give to this area the typical features of an urban “non-place”. The only distinctive point of reference is the tower of the municipal water tank that overlooks the building subjected to the action and with its about 30 meters’ height becomes the “flagship” of the area.The public-private strategy is to start a commercial activity to serve all the sports facilities and at the same time accessible to all the new families living in the area; but the true challenge is to create a meeting point for the whole community and to trigger a process of urban regeneration. A survey showed that the building, erected in the late 80’s, has a square plan, a reinforced concrete structure, a flat roof made of brick and concrete, hollow brick infill walls and has openings on all the façades. The project, in compliance with the current regulations and in respect of the budget, involves the realization of an outer skin made of low-cost and reused materials (Aquapanel® panels and carpentry wooden slats) that reshapes the building. The openings on the side façades (that look south on to the sports arena and north on to the under-construction building cooperatives) are shielded by the new filter; two large windows, the one on the entrance and the other one aligned on the opposite face, open up a view on the urban landscape.

LUOGO: RAGUSA 2015

COLLABORATORI: FABRIZIO CAMILLIERI,

PROGETTISTA: ARCH. GIUSEPPE GURRIERI

GIULIA FILETTI, VALENTINA OCCHIPINTI

COMMITTENTE: PUBBLICO + PRIVATO

STRUTTURISTA: ING. GIANCARLO DIMARTINO

DIMENSIONI : 120 MQ

OPERE EDILI:

COSTI DI REALIZZAZIONE: 75.000 EURO

IMPRESA EDILE GEOM. GIANNI DISTEFANO OPERE IN FERRO E LEGNO: OMET DI TUMINO F. & CO. SNC

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L’involucro oltre a schermare gli impianti tecnici esterni e a servire da deposito, crea un’intercapedine perimetrale che, essendo ventilata, migliora le prestazioni energetiche dell’edificio. All’interno una quinta smaltata in resina poliuretanica verde divide la zona di lavoro da quella aperta alla clientela. Le travi e i pilastri sono lasciati in calcestruzzo a vista così da ricordare l’edificio preesistente. Il pavimento è in battuto di cemento industriale lisciato e trattato con resina trasparente, il banco bar è rivestito in lamiera di ferro mentre tutti gli arredi rimandano a stili vintage retrò.

WWW.GIUSEPPEGURRIERI.IT

On the north façade, a part of the casing is designed to be eventually overturned creating outdoor tables. The building envelope serves also as a ventilated wall insulating from cold and heat especially during the summer when the external temperature gets close to 40 degrees. The casing not only shields the technical systems (boiler, air conditioner outdoor unit, water pump, alarm system) but also creates a perimeter cavity that works as a storage. Inside, a wall enamelled with a green polyurethane resin separates the work area from the customers’ area. Beams and pillars are left in fair-faced concrete and the floor is made of industrial concrete screed smoothened and treated with a transparent resin. The bar counter, as a full block, is made of iron sheets and the furniture recall vintage retro styles.


GIUSEPPE GURRIERI NATO A RAGUSA NEL 1977 SI LAUREA IN ARCHITETTURA PRESSO IL POLITECNICO DI MILANO. DOPO LA LAUREA COLLABORA PER ALCUNI ANNI CON LO STUDIO DI MARIA GIUSEPPINA GRASSO CANNIZZO A VITTORIA. NEL 2008 APRE IL PROPRIO STUDIO PROFESSIONALE A RAGUSA CHE OGGI OPERA SIA NELL’AMBITO DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PRIVATA CHE IN QUELLA PUBBLICA: DALLA NUOVA EDIFICAZIONE AL RECUPERO EDILIZIO E DALLA PROGETTAZIONE DEL VERDE ALL’INTERIOR DESIGN.DAL 2008 AL 2012 HA SVOLTO ATTIVITÀ DIDATTICA COLLABORANDO CON LA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI STOCCOLMA. IL SUO LAVORO È STATO RICONOSCIUTO DA VARI PREMI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI ED È STATO PRESENTATO IN DIVERSE UNIVERSITÀ, CONVEGNI E CONFERENZE. LE SUE REALIZZAZIONI SONO PUBBLICATE SU NUMEROSE RIVISTE DI SETTORE E LIBRI DI ARCHITETTURA.


MARIATERESA MAZZA DE PICCIOLI

UN INCONTRO FELICE PHOTO_PAOLO BIAVA

Lei è donna creativa, libera che oggi crea collage dove esprime pensieri e concetti da condividere. Sono opere d’intuizione, dove abbina personaggi famosi della storia e visi umani, a scatti di oggetti o colori o situazioni che insieme ci portano all’interno di un percorso mentale. Produzione perfetta che ben si accompagna alla filosofia di A CASAMOOD, diretta, adatta a diverse interpretazioni, stimolante e intuitiva. Di lei Mariateresa, ci affascina lo sguardo, la bellezza e la delicatezza insieme. La disponibilità è nel suo carattere, ma non la si scambi per indecisione, Lei é. Lei è forte e dolce, convinta e passionaria, Una vera anima artistica.

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Artista bergamasca, allieva di Trento Longaretti e Mario Donizetti, creativa anche nell'ambito del design. I visi e la figura umana sono il suo principale campo di ricerca. Tutta la sua produzione artistica, che spazia dai disegni a matita, pastelli, dipinti a olio, installazioni luminose, è legata da una ricerca del vero espressivo e di una doppia focale ben bilanciata tra vero e possibile. In quest’ultima serie, chiamata non a caso “Pensieri pettinati”, questo concetto trova una nuova forma nel connubio tra segno grafico tradizionale e innesti collage tratti in prevalenza dalla cultura pop. Le trame dei capelli e delle barbe dei soggetti protagonisti sono il campo perfetto per filare l'intreccio tanto narrativo quanto stilistico.

“QUESTIONE DI TEMPO” ( OMAGGIO A RICHARD CURTIS ) TECNICA MISTA: MATITA, PASTELLO E COLLAGE DI MARIATERESA MAZZA DE PICCIOLI - 16.02.18


BALTHASAR BURKHARD

DAL DOCUMENTO ALLA FOTOGRAFIA MONUMENTALE A CURA DELL’ ARCH.PAOLO BUSSI

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Protagonista della scena bohème che animava Berna negli anni '60, Balthasar Burkhard iniziò la carriera come fotografo documentarista della Kunsthalle, sempre nella capitale elvetica. L'atmosfera elettrica e radicale che animava artisti e pensatori del tempo sfociò con ampie risonanze nell'esposizione "When attitudes become form" del 1969, tappa fondamentale della carriera di Burkhard. Il celebre curatore d'arte Harald Szeemann, direttore della Kunsthalle dal 1961 al 1969, approfondì insieme a Balthazar Burkhard le tematiche del periodo, le contestazioni radicali in ambito politico, sociale e artistico, arrivando all'inevitabile punto di rottura. L'esposizione del 1969 divenne così un momento storico, profondamente radicato nel corso della storia dell'Arte: con "When attitudes become form" nacque ufficialmente l'Arte Concettuale. Per la prima volta una corrente artistica riconobbe la rivoluzionaria idea che sono il concetto, il processo di produzione, l'atteggiamento e il pensiero a contare veramente, non forzatamente il risultato finale espresso nell'opera d'Arte in sé. Dopo questa esposizione Szeemann rafforzò esponenzialmente il ruolo del curatore: non essendoci più spazio determinante per l'artista e per la propria opera, iniziarono a bastare i con-

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cetti e le idee, il pensiero al di la della materia. Balthazar riuscì ad incanalare le tematiche del periodo ingrandendo le proprie fotografie a prima vista banali, tanto che è sua l'immagine manifesto della mostra, una foto di terra brunastra con paglia e neon appoggiati in diagonale. La fotografia inizia ad essere concepita come vera e propria opera d'arte, non più mero strumento di documentazione. Per scoprire questa determinate fase artistica e storica e soprattutto per analizzare in maniera completa l'opera del fotografo e artista svizzero Balthasar Burkhard è necessario visitare il Museo d'arte della Svizzera italiana di Lugano, non oltre settembre. L'esposizione, organizzata in collaborazione con il Folkwang Museum di Essen, il FotoMuseum e la Fotostiftung di Winterthur, ripercorre l'intera carriera di Burkhard, in particolare le opere gli permisero di rivoluzionare il concetto di fotografia, assimilandolo a opera d'arte. Si spazia dalle fotografie di reportage giovanili, alle immagini monumentali: un letto coperto da un lenzuolo, un foglio di carta sul pavimento, una finestra celata da una tenda sono semplici elementi, che vengono elevati ad opera d'arte concettuale. Numerosi sono i ritratti presenti, sia di persone che di animali: artisti che

vengono colti nell'atto di creare la propria opera e cammelli immobili, assenti, perfetti per essere immortalati. Fantastiche sono le immagini di megalopoli riprese dal volo di un elicottero: Tokyo, Città del Messico, Napoli diventano corpi stranianti, organismi astratti, tutti uguali nella loro diversità, sgretolata dalla distanza da cui vengono colte. In scala minore, i paesaggi naturali e urbani di Balthazar Burkhard presentano caratteristiche uniche: onde e rocce assumono connotati drammaticamente eccitanti, i deserti celano delicate ma inverosimili geometrie architettoniche. La serie di gambe, già esposte a Basilea, rappresentano la serie in cui un singolo elemento del corpo viene ingigantito nel formato e nella percezione: una intera scala viene infatti arricchita da una serie di fotografie di gambe enormi, in una sensazione straniante dove il corpo stesso diventa paesaggio e contesto. Balthazar Burkhard si è spesso definito un artigiano: l'approccio concettuale verso il proprio lavoro lo ha spinto verso orizzonti sconosciuti, anteponendo idee a mere rappresentazioni, scambiando il ruolo ai soggetti coinvolti, mantenendo la precisa idea che la fotografia non è un semplice documento, ma un punto di vista soggettivo sulla realtà che ci circonda.

COORDINAMENTO E ALLESTIMENTO A CURA DI GUIDO COMIS E DIEGO STEPHANI MUSEO D’ARTE DELLA SVIZZERA ITALIANA, LUGANO FINO AL 30 SETTEMBRE 2018

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REVOLUTIONARY MATERIAL FOR INTERIOR DESIGN

CEMENTO NON CEMENTO

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è un prodotto nuovo: somiglia volutamente al cemento ma è un materiale diverso, certamente superiore per semplicità di utilizzo, bellezza ed eco-sostenibilità. Pur mantenendo intatto tutto il fascino estetico del cemento, questo innovativo materiale si lavora infatti con le stesse tecniche e con gli stessi macchinari e attrezzi del legno. Inoltre a differenza, il Cemento Non Cemento vanta una emissione di CO2 o di altre sostanze pericolose per l’ambiente pari a zero, essendo composto solo da fibre ed elementi inerti e naturali.

WWW.CEMENTONONCEMENTO.COM

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N o n

N u o v a A u d i Q 8 . l i m i t a t e l a v o s t r a c a p a c i t à d i s t u p i r v i . Immaginate la sportività di una coupé, il carattere di un SUV con trazione quattro e tutta la tecnologia Audi. Ora uniteli. N u o v a A u d i Q 8 . We l c o m e t o t h e 8 th d i m e n s i o n .

Con Audi Q8 scoprirete l’idea di mobilità secondo Audi: connessa, intuitiva, personalizzata. E grazie alla tecnologia mild-hybrid, potrete sperimentare l’efficienza di un motore che coniuga prestazioni e rispetto per l’ambiente, e godere di tutti i benefici di una vettura ibrida. Scopritela nel nostro Showroom e su audi.it

Technology is your freedom. Audi is more. Q8. Valori massimi: consumo di carburante (l/100 km): ciclo urbano 7,3 ciclo extraurbano 6,5 - ciclo combinato 6,8; emissioni C02 (g/km): ciclo combinato 179.

Eventuali equipaggiamenti aggiuntivi possono modificare i predetti valori. È disponibile gratuitamente presso ogni Concessionaria una guida relativa al risparmio di carburante e alle emissioni di C02, che riporta i dati inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli.


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Italian Masterpieces Divano Let it Be design by Ludovica + Roberto Palomba. Sestiere Castello, Venezia poltronafrau.com


ALPINOÒ OGGETTI PROVENIENTI DALLA CULTURA ALPINA ITALIANA DECLINATI IN ARREDI DAL DESIGN CONTEMPORANEO A TIRATURA LIMITATA PAOLO MARIA FUMAGALLI ARCHITETTO E DESIGNER, UFFICIALE DEGLI ALPINI, CHE PROGETTA DA 30 ANNI DESIGN ED INTERIOR DESIGN MASSIMO TARTARI UN ESPERTO RESTAURATORE E COLLEZIONISTA CHE RECUPERA DA 40 ANNI MATERIALI ED OGGETTI UNICI ED ORIGINALI DELL’ARCO ALPINO TRA PIEMONTE, VALLE D’AOSTA E SAVOIA Alpinoò ha fatto nascere “118 collection” un contemporaneo alpine home landscape fatto di materiali ed arredi di attualissimo design,originali, unici a tiratura limitata. Questo progetto intende recuperare la dimensione del design all’interno della limpida ed essenziale cultura alpina italiana, espressione di perfetto equilibrio e sintesi del rapporto forma – funzione. Declinarlo con contemporaneità come sintesi di raffinata semplicità, rustica eleganza, nobiltà non ostentata, bellezza riportata alla sua vera natura, espressione di una tecnica costruttiva estrema frutto di valori umani assoluti, consegnarlo ad una clientela colta e raffinata all’interno del più attuale interior design internazionale. Gli arredi sono frutto di una progettazione che parte da oggetti recuperati in numeri limitati (spesso rari o unici) di forme dalla bellezza imprecisa e incompleta, ricoperti di una patina di vita vissuta che arriva anche a centinaia d’anni, e attraverso il completamento con materiali originali li rigenera in oggetti nuovi senza compromettere il loro imprinting funzionale. Questi arredi non nascono per seguire uno stile, una moda o una tendenza ne per essere una replica in larga scala. Vogliono essere un contributo ad una cultura saggia ed essenziale ,senza tempo, che crea una coscienza dello spazio e del silenzio, calma e rassicurante ed un rapporto autentico con la natura vera ed estrema della montagna, patrimonio emotivo per il vivere contemporaneo. Il loro aspetto e la pulizia delle linee li rendono pezzi di altissimo pregio antiquario, scultoreo, simbolico talvolta di ironica citazione di modelli iconici dei maestri del design. Non ultimo il valore materico del legno armonico in ogni progetto di interior design.

WWW.ALPINOO.IT 23

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PAOLO MARIA FUMAGALLI NATO AD IMPERIA (IM) NEL 1959 DAL 1985 AL 1986 SCUOLA MILITARE ALPINA SMALP DI AOSTA 118°CORSO COME UFFICIALE. NEL 1986 LAUREA AL POLITECNICO DI MILANO CON MARCO ZANUSO. DAL 1987 LAVORA CON PAOLO FERRARI, ACHILLE CASTIGLIONI E GREGOTTI ASSOCIATI. DAL 1990 AL 1993 LAVORA IN MOLTENI&C E T70. DAL 1993 AL 1999 LAVORA IN B&B ITALIA. NEL 1995 MENZIONE SPECIALE YOUNG DESIGN COMPETITION. DAL 1999 INTRAPRENDE LA LIBERA PROFESSIONE NEL CAMPO DEL EXHIBITION, DESIGN E INTERIOR DESIGN. ART DIRECTOR DAL 1999 AL 2003 CON BINOVA TECNOLOGICAL-KITCHEN. DESIGNER DAL 2007 CON GALLOTTI&RADICE. PROGETTISTA NEL 2008 CON MINOTTI . DAL 2007 AL 2009 PROFESSORE A CONTRATTO PRESSO IL POLITECNICO DI MILANO FACOLTA’ DI INTERIOR DESIGN ALLA BOVISA DI MILANO. DAL 2009 AL 2011 PROGETTISTA E ART DIRECTION PER LA GALLERIA CAMPARI A S.SAN GIOVANNI. NEL 2010 INIZIA IL PROGETTO WELLMADEITALY NUMEROSE REALIZZAZIONI NELL’AMBITO DEL RETAIL, IN LOMBARDIA,VENETO,TOSCANA


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TAPPETI CONTEMPORANEI

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BESPOKE, L’ARTE APPLICATA AL PROGETTO DI INTERNI

ARTEP, COME ART IN THE CARPET Essere funzionale all’architettura con tappeti tessili di alta qualità progettabili in qualunque dimensione, in ogni geometria, in più materiali, riproducendo ogni disegno. Artep è un’azienda di nuova generazione, ma con una lunga esperienza, al servizio di architetti e progettisti. Al suo interno ha uno studio di progettazione e diverse competenze in grado di sviluppare l’incarico progettuale “custom designed”

più complesso. L’azienda sviluppa il suo lavoro sia con l’architetto incaricato di progettare gli interni di un atelier di moda o di una residenza privata, sia con la committenza più grande, quella che richiede migliaia di metri quadri di pavimentazione tessile realizzata su disegno e di altissima qualità, per materiali e lavorazione. Come avviene con i grandi Yacht privati e da crociera, o i grandi alberghi extralusso.

It brings functionality to architecture with high quality textile carpets which are available in any size, any geometric design, in many materials, with the possibility of being able to reproduce any type of design. Artep is a new generation company, but with many years of experience, which is at the service of architects and planners. It includes a planning studio with many competences that is capable of developing complex, custom-designed plans. The company works together with architects commissioned to plan interiors of a fashion atelier or a private home, and with larger sized commissioning parties which require thousands of square metres of textile flooring, based on a design and of very high quality - both the materials and the working stages - such as those requested for private large yachts and cruise ships, and large luxury hotels.

WWW.ARTEP-ITALIA.COM

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TRIENNALE DI BRUGES 2018

LIQUID CITY - CITTA LIQUIDA PHOTO_VISITBRUGES - JAN D’HONDT

Un gioco di contrasti tra l’avanguardia delle opere artistiche e gli incantevoli scorci medievali: questo lo spettacolo offerto da Bruges, gioiello delle Fiandre, che fino al 16 settembre 2018 ospita la Triennale di Arte Contemporanea e Architettura. 27

Liquid City, la città liquida: sono quindici le strutture artistiche e architettoniche che, realizzate da artisti e architetti di fama internazionale, intendono offrire delle possibili risposte ai momenti di crisi nella “società liquida”, teorizzata dal sociologo e filosofo Zygmunt Bauman. Quanto può essere flessibile, liquida, resiliente, una città storica come Bruges, in un’epoca in cui sembrano non esserci più certezze? Ad ispirare il tema è stata proprio la suggestiva città fiamminga che, letteralmente circondata e attraversata dalle acque del fiume Reien, diventa una metaforica “Liquid City”. Rinnovamento, qualità e creatività sono le parole chiave della Triennale di Bruges che con le sue strutture installate nei vicoli, nelle piazze e nei principali luoghi di aggregazione, ha come obiettivo quello di creare un percorso che stimoli i visitatori non solo ad ammirare le opere ma anche a viverle, partecipando in prima persona al processo creativo. BRUGES È ANCHE A MISURA DEI CICLOTURISTI PIÙ ROMANTICI. PER RAGGIUNGERLA DA BRUXELLES BASTA POCO MENO DI UN’ORA. I TRENI DA GARE DU MIDI SI RINCORRONO OGNI MEZZ’ORA. E ARRIVATI A DESTINAZIONE AFFITTARE LE BICICLETTE IN LOCO È PIÙ CHE ACCESSIBILE, ANCHE CON BIKE TOUR GUIDATI IN CITTÀ E IN CAMPAGNA


Bruges, Liquid City Il mondo è in transizione. Idee e stili di vita consolidati stanno subendo pressioni. Uno stato di flusso costante, guidato da variazione, pluralismo e ambivalenza puòportare all’incertezza e persino alla paura. Ma la Triennale di Bruges del 2018 adotta la posizione opposta come un possibile faro, una città fluida, aperta e coinvolta, motore del cambiamento sociale, culturale e politico. Bruges è un crogiolo creativo in cui la diversità porta all’incontro. Un vivaio per l’innovazione in un ambiente urbano. In una città liquida, un ruolo importante è riservato al cittadino partecipante. Proprio come i borghesi nella Bruges medievale, solo senza il significato discriminatorio della cittadinanza di quel tempo. Un cittadino responsabile oggi partecipa attivamente al processo sociale e alla politica locale della città. Il cittadino e il governo si battono insieme per una comunità in cui la condivisione di esperienze, sogni e desideri di tutti gli utenti della città porti a una fusione degli orizzonti. Gli spazi temporanei, condivisi e accoglienti della Triennale Bruges 2018 stimolano tali scambi e aiutano a gettare una nuova fondazione urbana. La città fluida, letteralmente circondata dall’acqua che un tempo rappresentava la fama mondiale di Bruges, diventerà una meta città metaforica. Fluidità, transizione, afflusso, scambio, Bruges Triennale 2018 è un movimento artistico ininterrotto che si increspa dolcemente attraverso la città, facendo ondate occasionali.

Installazioni nello spazio pubblico Prendendo lo specifico ambiente di Bruges, Bruges Triennale 2018: Liquid City utilizza l’immagine della città liquida di oggi come simbolo di un positivo cambiamento sociale e urbano. Artisti, architetti e scienziati sono invitati a formulare risposte alle crisi nella società liquida, lavorando a stretto contatto con abitanti e visitatori. Attraverso processi creativi cooperativi, la Triennale di Bruges 2018 crea opportunità per nuovi incontri trauna vasta gamma di utenti della città. Sinergie casuali, intuizioni improvvise e soluzioni sostenibili stimolano l’immagine della città. Questi processi portano a una nuova comprensione dell’ urbanità e della società liquide. Il percorso artistico nel cuore storico di Bruges intreccia i vari aspetti della città liquida in tre grandi temi: spazi invitanti e ospitali; progetti di cooperazione creativa e la città immaginata. Spazi pubblici invitanti e ospitali Artisti e architetti internazionali sviluppano spazi pubblici nel cuore storico della città e li trasformano in luoghi in cui la diversità porta all’incontro. Associazioni (co-)creative Allo stesso tempo, artisti e architetti realizzeranno progetti di cooperazione tra partner improbabili che riescono a superare i loro interessi spesso in conflitto. La dinamica risultante modifica radicalmente e in modo sostenibile l’identità urbana. La città immaginata Il focus di un terzo gruppo di artisti e architetti si riferisce alla rappresentazione simbolica dell’urbanità. Le opere d’arte ispirano identità, speranze e sogni.

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VILLA ISABELLA, OGGI HOTEL LAURIN

MENS VIS ARS LABOR PHOTO_MATTIA AQUILA

Costruita agli inizi del 1900, Villa Isabella nasce come residenza privata della famiglia Simonini. Durante la Repubblica Sociale di Salò (1943-1945) è sede del Ministero degli Esteri e negli anni Sessanta diviene Hotel Laurin grazie alla famiglia Rossi, tuttora proprietaria dell’albergo.


Maestosa ed elegante costruzione, rappresenta oggi l'esempio più completo e meglio conservato di Liberty in Italia. Affreschi del Bertolotti e del Landi, ampie volute in ferro battuto e ricercati intarsi nel legno sono solo alcune delle meraviglie che si possono contemplare in questo luogo sospeso nel tempo, dove potrete trovare sole, relax, svago, divertimento, cultura, natura, tutto ciò che una persona può desiderare per creare una vacanza perfetta, proprio quello che ognuno ha sempre desiderato. Lo staff dell'Hotel sarà inoltre a vostra disposizione per organizzare gite in barca per gruppi o per due persone, per visitare e vivere più da vicino le meraviglie del Golfo di Salò e, in generale, del Lago di Garda ed i fantastici "angoli" pieni di storia e di fascino che lo attorniano, arricchiti dal racconto interessante e carico di aneddoti di chi vi accompagnerà. Se siete una coppia, coglierete il romanticismo del tramonto, magari gustandovi uno sfizioso aperitivo, circondati da un paesaggio da sogno, per vivere momenti speciali che archivierete tra i vostri ricordi romantici.

WWW.HOTELLAURINSALO.IT


MINIATURES COLLECTION VITRA

MINIATURE DI DESIGN

RACCHIUDE LA STORIA INTERA DEL DESIGN INDUSTRIALE DI MOBILI. L’ALTISSIMO STANDARD DI AUTENTICITÀ SI ESTENDE PERSINO ALLA VENATURA NATURALE DEL LEGNO, LA RIPRODUZIONE DELLE VITI E LE ELABORATE TECNICHE ARTIGIANALI UTILIZZATE

La collezione di miniature del Vitra Design Museum ha raggiunto lo stato di culto: dal 1992, il museo produce classici del design in scala 1:6, i quali replicano l’originale fin nei minimi dettagli e sono realizzati con una laboriosa lavorazione a mano. In occasione del Fuorisalone della Milano Design Week, che è andata in scena dal 16 al 22 aprile 2018, sono state presentate per la prima volta al pubblico quattro nuove miniature realizzate attraverso un processo di produzione digitale. Le quattro nuove miniature sono state sviluppate in stretta collaborazione con i designer degli originali. Gli originali sono considerati icone del design del XXI secolo, sono rappresentati in collezioni museali di tutto il mondo e talvolta sono venduti a prezzi altissimi. Le miniature del Vitra Design Museum contribuiscono a rendere i progetti originali, dei quali solitamente vengono prodotti solo pochi esemplari, accessibili a una cerchia più ampia di collezionisti ed estimatori. Le miniature possono essere utilizzate in modo estremamente versatile: come accessori dagli amanti del design, come pezzo da collezione dagli appassionati di design o come oggetto dimostrativo in un contesto scientifico.

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ACASAMOOD NEL CUORE DELLO STILE ITALIANO

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