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Rassegna stampa 29122014

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WGAZZEHAPIBASILICAIA. Lunedì 2 9 d i c e m b r e 2 0 1 4

LA GAZZETTA DEL M E Z Z O G I O R N O • Quot d ano fondato ne 887 L A GAZZETTA DI POTENZA - L A GAZZETTA DI MATERA Redazione Potei; * piazza Marie Reihuiiiiic Melerà viaCapjK Piihhlir.it*-MBd ir munì Nacrologia: \

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MOBILITAZIONE A MELFI A DIFESA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

Il Vulture in corteo «No a trivelle e veleni» PACE A PAGINA II

ENERGIA E TERRITORI L'INTERESSE PER IL TERZO GIACIMENTO DOPO VAL D'AGRI E VALLE DEL SAURO

L' «altro» petrolio nel progetto due mari ma MSMCM m M mvEum e a Montegrosso tm Fozzo « «* mmn L'oro nero lucano in attesa dello Sblocca Italia Aspetti31100 il PÌOnO

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•j T . f—j . le estrazioni, taCCiamO II , , + , t u c-t^tn Ani n n A c PUIILU oUIIL o l d l j UUI niarimpnti II inani ^ ' a l l ' I l e i ILI mudili

#11 piano delle aree dove estrarre cuore ueua della yuesuune questione ppetrolio e u o n o eè uil cuore

su u n terzo grande giacimento a Montegrosso, turàa Potenza e Brinivioniegrosso, roieiiza e ciiu-

legata affarticoto 88 dello Sblocca stalla. C'è l'incubD che il governo voglia aumentare la quantità focalizzando l'attenzione su altre ^ . ^ 0 c c h i p m l t a t i | JJJ particoliOT,

disi di Montagna, bacino da óOrnila barili al giorno. E si parla anche su un enorme giacimento di gas nei pressi di San Fele. SAMMARTINO A PAGINA III : 1

:

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S L O G A N A M e l f i una nuova manifestazione dopo quella del 4 dicembre scorso

TERREMOTO TORNA LA PAORA IN BASILICATA. E SOL WEB SI RIACCENDE LA POLEMICA SULL'ESTRAZIONE DI PETROLIO IN ONA ZONA AD ALTO RISCHIO SISMICO

CASTELLANETA

Incidente mortale sulla 106: la vittima è di Gorgoglione

La terra trema in Val d'Agri Scossa di 3.2 aridossodella diga del Pettusillo, nel territorio di Montemurro • Ultimi girimi del 2014 all'insegna dell'apprensione in vai d'Agri, Una scossa dì terremoto e stata, avvertita ieri mattina a Montemurro e in altri centri della valle alle 7. 08. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisìca e vulcanologia, h a avuto una magnitudo di 3. 2 ed mia profondità di 16, 5 km. L'epicentro è stato localizzato a 700 metri di distanza dalla diga del Pertusillo. Al

momento non si registra alcun danno. Gli altri cornimi vicini all'epicentro sono Armento, San Martino d'Agri e Sp inoso. La terra ha tremato quando la maggioranze"! delie persone era ancora a casa, molti ancora a letto. "La scossa è stata avvertita da buona parte della popolazione - ha detto il sindaco di MonteniuiTO Senatro Di Leo - ma sembra un episodio isolato. Infatti, al mo-

mento, non si è verificata alcuna replica. L'allerta comunque c'è perché l'esper ìenzadice che qualche replica potrebbe esserci. Da una prima vis ione del paese. - continua il primo cittadino di Montemurro - non si registra alcun danno e nessuno ha chiamato p e r segnalare eventuali emergenze. Per fortuna non è stato un sisma forte e l'ipocentro, vale a dire il punto di profondità

dove la scossa si è sviluppata, è stato localizzato a oltre 16 k m sotto la superfìcie terrestre. Comunque nelle prossime ore faremo dei sopralluoghi per verificare, che non vi siano stati danni alle sfruttare». Solo paura, quindi, ma nessun danni] mentre sui social network si riaccende la polemica per l'estrazione di petrolio in u n a zona a rischio sismico. [p.per,j

SCANZANO J0NIC0 IN MANETTE ROCCO CASTR0N00V0.63 ANNI

Continua a perseguitare la sua ex moglie: arrestato

L'AGRITURISMO LUCANO REGGE L'ONDA D'URTO DELLA CRISI

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PRIME PAGINE BASILICATA

S A P O R I U n agriturismo

CONTINUA A PAGINA Vili

POTENZA

La stazione unica appaltante per la Regione INCISO A PAGINA IV

DILE LECCE

di GIUSEPPE MODAHELU FRliSrDLlNTE TURISMO VERDE 13AS1L1CATA • iente «boom», ma ll neanche crollo. Per le feste di Natale, l'agriturismo «tiene». Non si ripetono tcerto gli exploit degh armi passati con il tutto esaltato. Tuttavia, l'andamento è positivo con maggiori prenotazioni per Capodanno secondo una tendenza, in crescita costante, di festeggiare Lamio nuovo in azienda agrituristica piuttosto che nel locale cittadino.

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Direzione: Edizioni Prcpcara sua • r.i Viti Anridrurnirij "-.il/A • 83100 -Avellino Redazione di POTENZA,: via Nazarlo Sauro 102, B51DO- Potenza (PZ) - tei. 0971 6 9 3 0 9 - fax0971 475797- email potenza@auotidlanodelsLd.lt Redazione di MATERA Piazza Mulino 15 75100 - Matera. (MT) - lei. 0835 256440 - iax 0635 256466 - email malera@quolidiatiQdalsud.lt

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Ukai

Lunedi 29 dicembre 2014

E' polemica dopo Fesclusione immotivata di Susanna Tartari

Messa alla porta il direttore artistico del Presepe vivente di Matera Susanna CIERV0apaglna9

Tartari

A Melfi in strada contro le trivelle nell'area del Vulture Ma il governo accelera sulla Riforma delle Regioni

VI SEGNALIAMO:

SULLA STATALE J0NICA

Schianto fatale Un anno di lotta per un uomo di Gorgoglione mentre pensa di dividerci +VWD-PETlailÌ % S » JWll

Oggi Valluzzi affronti il tema degli esuberi alla Provincia di Potenza Cambiamenti territoriali

• POTENZA

I resti della Panda dell'uomo di Gorgoglione morto sulla statale 1D6

L'assessore Percoco «Un progetto urbano per il capoluogo»

senza una programmazione sena

Pd, a Metri l'ottimismo di Speranza

a pagina 8

PANETTIERI alle pagine 6 e 7, BUONO a pagina 31

Jonica CORRADO a pagina 34

• NEL POTENTINO

Prime nevicate e per oggi scatta l'allerta a pagina 34

• SERIE 0

I LEGA PRO

Mercato

in ebollizione per Matera e Melfi

Il Potenza può sognare Un Francatila da rimonta

BASKET

Bawer, è la retro

CULTURA

L\i loti

Un premio per l'oppidese Di Capua DE ROSA a pagina 33

• BASKET BEC Bernalda vince soffrendo ma perde McNutt per infortunio Sorriso per la Timberwolves SERVICE C AR 2000 s.r.l di LAGUAROIA via Nazionale, 5ss. 106 km. 426+444 POUCORO (MT)

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Salvo per uso personale e' vietato qualunque tipo di redistribuzione con qualsiasi mezzo.


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Dopo il miglioramento dello scorso anno, è dietrofront sulla qualità di vita nelle province

Sul viver bene l'Italia arretra Crisi e disoccupazione

dell'Italia meridionale e insulare. Il terzo elemento è la relativa stabilità che caratterizza il livello di qualità della vita nel Centronord. Il quarto e ultimo risultato è il peggioramento della qualità della vita nei grandi centri urbani, tendenza già anticipata nella passata edi-

Classifica finale | H • H

1 Buona 2 Accettabile 3 Scarsa 4 Insufficiente

bloccano Sud e grandi

(29) (30) (23) (28)

Affari e lavoro Tenore di vita

.Ambiente

Tpmpo libero

Sistema salute

Cri minalità

*

*

Servili finanziari e scolast'CÌ*° .i TRENTO

DI ALESSANDRO POLLI

S

ono q u a t t r o i principali elementi emersi d a l l a ricerca che, giunta alla sedicesima edizione, presentiamo ai lettori { di ItaliaOggi. Il primo elemento è un moderato arretramento della qualità della vita nelle province italiane, dopo il netto miglioramento registrato lo scorso anno: nel 2014 sono 55 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 59 su 110 della passata edizione. Il secondo elemento, che conferma l'evidenza già riscontrata nelle tre passate edizioni, è che bassi livelli di qualità della vita si concentrano in particolare nelle province \

POLITICA E ISTITUZIONI

f

;/

Disagio sociale e personale

Popolazione

m CARBON1A IGLESiAS

zione. L'evoluzione della qualità della vita nelle province italiane è stata caratterizzata negli ultimi anni da un percorso non lineare. Ricordando che fino al 2012 la classifica si riferiva a 103 province contro le 110 delle ultime due edizioni, il 2009 e il 2010 segnarono un parziale miglioramento rispetto agli anni precedenti, con rispettivamente 46 e 48 province nei gruppi 3 e 4, mentre il 2011 con 58 province e i! 2012 con 61 province in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente hanno delineato una situazione sostanzialmente negativa. Nel 2013, con 51 province su 110 in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente, si è registrato uno dei migliori risultati dalla prima edizione dell'indagine. Nel 2014, con 55 province su 110 in cui la qualità del-

la vita è risultata scarsa o insufficiente (Tab. 1), si registra un parziale arretramento rispetto allo scorso anno e tale risultato è in larga parte determinato dalla profonda crisi sistemica in cui versa il nostro Paese. Quali sono le principali linee di tendenza emerse * negli ultimi 5 anni? Nel 2009 nei gruppi 3 e 4 figuravano 5 province del Nordovest, 10 province del Centro e 31 dislocate in Italia meridionale e in- % sulare, a seguito di un miglioramento rispetto all'anno precedente che non ha interessato soltanto il Nord, ma ha lambito anche le regioni del Mezzogiorno. Nel 2010 nei gruppi 3 e 4 figuravano 2 province del Nordovest, 1 provincia del Nordest, 9 province del Centro e 36 dislocate in Italia meridionale e insulare, indice di una decisa battuta di arresto del Mezzogiorno, a -fronte di una ripresa nelle regioni del Centronord. Nel 2011 nei gruppi caratterizzati da una qualità della vita scarsa o insufficiente erano presenti 9 province del Nordovest, 3 province del Nordest, 1 provincia dell'Italia centrale e le 36 province del Mezzogiorno. Nel 2012 nei gruppi 3 e 4 compaiono 7 province del Nordovest, 4 del Nordest, ben 14 province del Centro e nuovamente 36 su 41 province dell'Italia meridionale e insulare. Nel 2013, delle 51 province in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente, 3 appartenevano al Nordovest, 1 al Nordest, 7 all'Italia centrale e ben 40 su 41 dell'Italia meridionale e insulare. Quindi, con riferimento all'ultimo quinquennio, pos-

centri


siamo affermare che i due elementi caratterizzanti sono rappresentati da una crescente vulnerabilità del Nordovest, associata a determinanti di carattere economico, quali i processi di deindustrializzazione e ristrutturazione produttiva in atto, e i problemi strutturali e tuttora irrisolti che stanno determinando un perdurante peggioramento della qualità della vita in Italia meridionale. Anche quest'anno tali linee di tendenza sono pienamente confermate: delle 55 province in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente, 6 appartengono al Nordovest, 1 è del Nordest, 8 in Italia centrale e di nuovo 40 su 41 in Italia meridionale e insulare. Quindi, in sintesi assistiamo quest'anno ad una certa stabilità nel livello di qualità della vita nelle province del Nordovest e dell'Italia centrale. Inoltre, nel gruppo 4, dove la qualità della vita è classificata come insufficiente, figurano quasi esclusivamente province del Mezzogiorno, ad eccezione della provincia di Imperia. Il livello medio di qualità della vita è insufficiente e non accenna a migliorare nelle regioni del Sud. Cinque anni fa avevamo individuato, anche se allo stato embrionale, un cluster di province, dislocate nel Mezzogiorno e geograficamente contigue, in cui la qualità della vita risultava superiore a quella prevalente nelle altre province dell'Italia meridionale e insulare. Il cluster, che andava dal litorale adriatico meridionale alle province ioniche fino a estendersi su un breve tratto del litorale tirrenico, era costituito dalle province di Campobasso, Foggia, Bari, Potenza e Matera. Dallo scorso anno tale cluster non soltanto si è dissolto, ma l'area del disagio trascina anche le province della Basilicata.

POLITICA E ISTITUZIONI

L'unica eccezione alla regola è rappresentata dalla provincia di Teramo, al 27° posto, caratterizzata da una qualità della vita accettabile. Nelle restanti 55 province (erano 59 lo scorso anno) la qualità della vita è risultata buona o accettabile, con alcuni sostanziali elementi di continuità rispetto al 2013. Come dì consueto, i gruppi 1 e 2 comprendono gran parte delle province dell'arco alpino centrale e orientale, della pianura padana e dell'appennino tosco emiliano, con consolidate ramificazioni verso Toscana e Marche. La qualità della vita nelle province del Nordovest è relativamente stabile rispetto al 2013 e tale fenomeno è evidente anche nelle posizioni di testa, dove le province del Nordovest, che erano 17 nel 2012 e 22 nel 2013, ammontano a 19 nell'attuale edizione dell'indagine. Risultato che emerge in tutta la sua rilevanza se si confronta il Nordovest con quanto si è verificato nel

;#*0fle;«^Mt»©i«^^ Affari e lavoro Tenore di vita.

Criminalità

Tempo Obero

*\*^*-W^.,

Sistema salute

' >jBF

Servizi finanziari e scolastici

Ripartizioni territoriali Nordovest;

Totale

Nordest r c e n t r o ] * , ^ r n o

•

1 Buona,

11

12

1

•

2 Accettabile

8

9

13

1

31

B

3 Scarsa

5

1

8

16

230

H

4 Insufficiente

1

-

M

25

1

Totale

25

41

110

22

24

22

1

1

Le metropoli del Nordovest.,. Affari e lavoro Tenore di vita

Ambiente

Criminalità

Tempo Ifcero

Disagio sociale e personale

Sistema salute "-* Servizifinanziarie scolastici

"

Popolazione

l i MI) ANO «TORINO

Disagio sociale e personale

Popoiazione

JROMA • NAPOLI

La qualità della vita nel 2014 • Q u a l i t à della vita

Ambiente


come Mantova, p r i m a classificata nel 2005, si erano piazzate nel gruppo 1 in a p p e n a

Treni©? cinque anni al vertice :2CH3 ;I2U14

Nordest, dove la situazione è complessivamente stabile da diversi anni. Quanto all'Italia centrale, come si notava in precedenza si inverte la tendenza del passato biennio: nel 2012 figuravano nei due gruppi di testa appena 7 province, di cui nessuna nel gruppo di testa, indice nel complesso di un marcate peggioramento della qualità della vita in questa ripartizione territoriale; nel 2013, in controtendenza rispetto agli anni passati, figuravano nei due gruppi di testa ben 15 province dell'Italia centrale, di cui 4 nelle posizioni di eccellenza. Quest'anno rientrano nei gruppi 1 e 2 14 province dell'Italia centrale, di cui una (Siena) stabilmente ricompresa nel gruppo di eccellenza. Da un sommario esame delle 24 posizioni di testa (erano 29 lo scorso anno, 15 nel 2012, 16 nel 2011 e 25 nel 2010) vi figurano 11 province del Nordovest (di cui 2 in Piemonte, Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola; Aosta; 8 province lombarde, nell'ordine Mantova, Lecco, Brescia, Bergamo, Sondrio, Como, Lodi e Varese), una in meno rispetto alla passata edizione: 12 province del Nordest contro le 13 del 2013 (in Trentino-Alto Adige Trento e Bolzano, rispettivamente prima e seconda classificata, risultato che si conferma dal 2011; in Veneto Treviso, Vicenza, Verona e Belluno; Pordenone e Udine in FriuliVenezia Giulia; Reggio Emilia, Parma. Forlì-Cesena e Modena in Emilia Romagna): una provincia dell'Italia centrale, Siena, contro le 4 province dello scorso anno. Si osservava negli scorsi anni che il Nord non è tutto uguale. Ce un Nord di province tli dimensioni mediopiccole caratterizzato da livelli

POLITICA E ISTITUZIONI

di qualità della vita elevati e stabili nel tempo. C'è un Nord di centri urbani di dimensioni grandi e medio-grandi che, al contrario, fatica a raggiungere e mantenere posizioni di eccellenza. Uno dei risultati sostanzialmente confermati anche quest'anno è la posizione di vertice delle province del Trentino-Alto Adige e di alcune province venete, che ai collocano in posizioni di testa fin dalle prime edizioni dell'indagine. L'altra conferma riguarda gli effetti della congiuntura economica: una situazione di crisi economica tende ad avere ripercussioni più severe nel Nordovest che nel Nordest, determinando l'emersione di fenomeni di polarizzazione fra le due aree. In questo senso parliamo di «vulnerabilità territoriale del Nordovest». In ultimo notiamo una sostanziale tenuta o il netto miglioramento in due province che ospitano centri urbani di grandi dimensioni, Milano e Roma, anche se l'esperienza di 14 anni di indagine ci induce a ritenere che, al di là dei facili ottimismi, si tratti di un risultato relativamente volatile e fortemente condizionato dagli stretti legami con la congiuntura internazionale, per cui ci sembra inutile enunciare regole auree. A dimostrazione del fatto che, al di là dell'evidenza statistica, è l'interpretazione dei risultati, di natura essenzialmente qualitativa, a svolgere un ruolo centrale in questo tipo di ricerche. Per tale motivo, il collegamento del livello di qualità della vita, così come è misurato in questa e altre indagini, con l'azione di governo è operazione indubbiamente delicata, in quanto troppi sono gli elementi che devono

essere valutati e ponderati in maniera oculata. Detto in altri termini, la «conoscenza statistica» è un supporto prezioso per capire il mondo reale, ma non potrà mai sostituire metodologie di analisi della realtà più immediate e dirette. La prima e l'ultima Trento è la provincia che ha registrato i più elevati livelli di qualità della vita nel 2014. Il risultato è tanto più rilevante, in quanto è ottenuto per il quinto anno consecutivo. Trento conferma gli eccellenti piazzamenti già ottenuti nelle passate edizioni della nostra indagine. Dal 1999 Trento è stabilmente nel gruppo di eccellenza e non è mai scesa, in 16 edizioni dell'indagine, al di sotto del 7° piazzamento, classificandosi al primo posto nel 2002 e dal 2011 in poi e al secondo posto nel 2000, 2003,2006,2007,2008 e 2010. Quindi, il risultato conseguito quest'anno non è inaspettato, m a nasce d a precondizioni, di c a r a t t e r e s t r u t t u r a l e , che caratterizzano la provincia di Trento d a almeno un decennio. Trento si colloca nel gruppo 1 in sette dimensioni su nove (affari e lavoro, a m b i e n t e , c r i m i n a l i t à , disagio sociale, popolazione, servizi finanziari e scolastici e tempo libero, cfr. Tab. 3), figura nel gruppo 2 nella dimensione del tenore di vita e nel gruppo 3 nella dimensione del sistema salute. I requisiti richiesti a u n a p r o v i n c i a p e r g i u n g e r e in v e t t a alla classifica si sono p r o g r e s s i v a m e n t e irrigiditi. Infatti, con riferimento alle ultime edizioni dell'indagine, Reggio Emilia nel 2006, così

3 dimensioni su 8. M a n t o v a conquistò il primo posto nel 2009 piazzandosi nel g r u p po 1 in 4 dimensioni su 8. In due occasioni - nel 2007 con Bolzano e nel 2008 con Siena - le prime classificate si sono piazzate nel gruppo 1 in 5 dimensioni su 8. T r e n t o si classificava nel gruppo 1 in 4 dimensioni su 9 nel 2010 e nel 2011, nonostante lo split u p della dimensione dei «servizi» in due dimensioni distinte di analisi, i «servizi finanziari e scolastici» e il «sistema salute», in 5 dimensioni su 9 nel 2012 e in 6 dimensioni su 9 lo scorso anno, m e n t r e q u e s t ' a n n o T r e n t o si piazza al primo posto classificandosi nelle posizioni di eccellenza in ben 7 dimensioni su 9, un continuo progresso che rende Trento inamovibile dalla posizione di vertice. Valutiamo quali sono stati i principali elementi del successo di Trento nel confronto con la provincia di CarboniaIglesias, u l t i m a classificata quest'anno, con l'ausilio di un d i a g r a m m a radar, che esprim e la posizione complessiva di u n a singola provincia in t e r m i n i di aree. Q u a n t o più l'area è e s t e s a , t a n t o più risulta elevata la qualità della vita del territorio analizzato. La superficie teorica massima, quella in corrispondenza della quale si avrebbe la qualità della vita in astratto più elev a t a (in altri termini, u n punteggio pari a 1.000 in t u t t e le dimensioni d'analisi), coincide con un poligono, in cui il numero di lati è pari al numero delle dimensioni di analisi. Quanto a Carbonia-Iglesias, la p r o v i n c i a che si colloca all'ultimo posto in classifica nel 2014, rappresenta u n caso p e r certi versi diverso dalla situazione di a l t r e province dell'Italia m e r i d i o n a l e e insulare che si sono classificate agli ultimi posti. Le province dell'Italia meridionale che h a n n o chiuso la classifica n e l l e p a s s a t e edizioni dell'indagine, infatti, presentavano u n a situazione particolarmente grave sul versante delle dimensioni affari e lavoro, ambiente, servizi fìnan-


ziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita, mentre nelle dimensioni relative al disagio sociale e personale e alla popolazione di norma presentano andamenti significativamente superiori alla media nazionale e talvolta migliori di quelli che caratterizzavano la prima classificata. Carbonia-Iglesias si classifica nel gruppo 4 in 4 dimensioni su 9 (affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici).

in quella della criminalità. Le grandi città Per quanto riguarda le grandi aree urbane, o più precisamente le province al cui interno è presente un centro urbano con popolazione superiore al milione di abitanti, quest'anno osserviamo andamenti alquanto differenziati. Se Torino cede 16 posizioni e si porta dal 49° al 65° posto in classifica generale, Milano

portandosi al 57° posto, mentre Napoli è stabile su posizioni di coda in 103a posizione. Con riferimento ai grandi centri urbani, uno dei risultati più interessanti della nostra indagine è il netto miglioramento, per il secondo anno consecutivo, della situazione relativa al tenore di vita, con l'eccezione di Napoli, una tendenza che potrebbe anticipare gli andamenti dei prossimi anni anche nel re-

La prima e Vultìma TRENTO

CARBONIA-IGLESIAS

Dimensioni POS.

Gruppo Punteggio

POS.

Gruppo

Punteggio

Affari e lavoro

1

1

1000,00

107

4

122,60

Ambiente

1

1

1000,00

92

4

441,23

Criminalità

12

1

639,59

19

1

602,19

Disagio sociale e personale

12

1

757,40

110

4

0,0

Popolazione

16

1

769,30

81

3

430,10

Servizi finanziari e scolastici

1

1

1000,00

105

4

119,14

Sistema salute

75

3

417,72

49

2

516,97

Tempo libero

12

1

654,78

90

4

230,17

Tenore di vita

35

2

704,63

73

3

328,55

La qualità detta vita net 2G1** Qualità della vita (Dati In migliala)

1 Buona 2 Accettabile

Ripartizioniterritoriali Nordovest ; Nordest

! 12.972

; 5.012 j

309

! 15562

6.595

6.209

17527

14.256

14.472

20.774

60.234

6528

:

5.835 ;

4.406

4.070

354

4 Insufficiente

216

-

Totale

15.996

1L588

si classifica nel gruppo 3 in 2 dimensioni (popolazione e tenore dì vita), è ricompresa nel gruppo 2 nella dimensione del sistema salute e nel gruppo 1

POLITICA E ISTITUZIONI

-

5.875

3 Scarsa

• Totale

; Centro ; Mezzogiorno eisole 269

: 11576

;

guadagna un'altra posizione dallo scorso anno e 13 dal 2010, passando dal 37° al 36° posto in graduatoria. Roma acquista 7 posizioni dal 2013

sto del territorio nazionale. Il miglioramento è determinato dall'effetto di due spinte contrapposte: la situazione nei grandi centri urbani del Centronord appare buona (spesso ai vertici delle classifiche) per gli indicatori ricompresi nella sottodimensione positiva (spesa media mensile prò capite per consumi, importo medio mensile dei trattamenti pensionistici, valore aggiunto prò capite, depositi bancari prò capite), ma è influenzata dalla performance negativa relativa alle variabili economiche appartenenti alla sottodimensione negativa (valori immobiliari e variazione annua dei prezzi al consumo). È dai mo-


vimenti relativi in queste due sottodimensioni che si origina il miglioramento del tenore di vita registrato quest'anno. Nel 2014 i fattori positivi prevalgono nettamente su quelli negativi e, di conseguenza, la posizione delle grandi aree urbane manifesta degli avanzamenti più o meno marcati. Analizziamo cosa è cambiato nel corso dell'ultimo anno, considerando in primo luogo la dimensione Affari e lavoro, che raccoglie informazioni sulla dinamica occupazionale e imprenditoriale e sul grado di sicurezza «ambientale»' per le attività produttive. La situazione si presenta alquanto omogenea, con tendenza al peggioramento, con l'eccezione di Milano. Delle quattro province, infatti, Napoli è stabile su posizioni di coda al 104° posto, Torino cede 15 posizioni e passa dal 26° piazzamento del 2013 al 41° di quest'anno, tornando ai livelli di due anni fa, Milancscala ben 23 posizioni e passa dal 33° posto al 10°, Roma cede altre 3 posizioni e si insedia al 66° posto. L'ambiente rappresenta uno dei principali elementi di criticità nelle grandi aree urbane. Ricordiamo ai lettori che gli indicatori considerati nella nostra indagine fino al 2012, rielaborati dal rapporto Ecosistema Urbano curato da Legambìente, analizzano più l'attività degli amministratori locali in materia ambientale che la sostenibilità in senso stretto. Dallo scorso anno molti indicatori sono tratti dall'Indagine sulla qualità dell'ambiente urbano pubblicata dall'I stat, che presenta un maggiore dettaglio territoriale, e da altre indagine pubblicate dal nostro istituto di statistica. Nel 2014 gli andamenti relativi alla qualità ambientale non sono omogenei nelle quattro aree urbane considerate. Dalla consultazione della Tabella 4 si evince che Torino, dopo la netta ripresa del biennio 2010-2011, arresta la caduta iniziata due anni fa e si porta al 100° posto, mentre Milano, che passa dal 95° posto del 2013 al 68°, recupera le posizioni perse lo scorso anno; Roma, che si piazzava al penultimo posto in classifica

POLITICA E ISTITUZIONI

lo scorso anno, guadagna 15 posizioni e torna al 94° posto come nel 2012. Napoli mostra un ulteriore peggioramento, cede altre 5 posizioni e si colloca al 103° posto. In tema di Criminalità la situazione è comune e come sempre estremamente preoccupante: tutte le aree urbane analizzate si classificano ben oltre l'ottantesimo posto. Torino cede 5 posizioni e scivola al 101° posto, mentre Milano, come lo scorso anno, è all'ultimo posto in classifica. Anche Roma peggiora ulteriormente, passando dalla 101 a alla 106a posizione, mentre Napoli riconferma la 99° posizione registrata lo scorso anno. Con riferimento al Disagio sociale e personale, l'inserimento di un nuovo indicatore (il numero di dimissioni dal trattamento sanitario obbligatorio per 100 mila abitanti, con riferimento ai dimessi residenti nella provincia) e l'eliminazione di un altro (i tentativi di suicidio per 100 mila abitanti, che l'Istat non diffonde più dal 2010) determinano profondi impatti per la dimensione del disagio sociale e personale. Con riferimento ai grandi centri urbani, infatti, Torino passa dalla 18a posizione del 2013 all'attuale 82a, così come Napoli, che passa dalla 16a alla 40 a posizione. Al contrario, Milano e Roma migliorano nettamente, passando la prima dall'80 a alla 46a posizione, la seconda dalla 64a alla 60a. Si esaurisce la spinta propulsiva della dimensione demografica nelle aree urbane del nord-ovest, mentre segni di ripresa si manifestano a Roma e Napoli. Infatti Torino passa dalla 74a all'80a posizione, Milano cede 12 posizioni e sì piazza al 77° posto, Roma acquista 3 posizioni e passa dal 32° al 29° posto, mentre Napoli guadagna 9 posizioni e passa dal 22° al 13° posto. Dal 2010 la dimensione dei servizi è stata sostituita dalla dimensione dei servizi finanziari e scolastici e da quella riferita al sistema salute, che contiene informazioni sulla dotazione organica di medici e altre figure professionali in ambito ospedaliero, sulla disponibilità di posti letto in repartì specialìstici e su quella di grandi apparecchiature

diagnostiche. Nella dimensione dei servizi finanziari e scolastici gli andamenti sono relativamente differenziati. Torino passa dalla 50a alla 48 a posizione, come Napoli, che migliora leggermente, dal 101° al 98° posto, indice comunque di un'insufficiente dotazione in tali categorie di servizi, rispetto alla media nazionale. Viceversa, sia Milano sia Roma peggiorano le rispettive posizioni in classifica. In particolare Milano passa dalla 20" alla 32a posizione, mentre Roma passa dalla 57a alla 61" posizione in classifica. Assistiamo a un certo peggioramento anche nella dimensione del sistema salute, con l'eccezione di Milano. Torino cede 6 posizioni e passa dal 37° al 43° posto in classifica Milano si riconferma al 2° posto. Roma passa dalla 5° alla 9° posizione, mentre Napoli cede 6 posizioni in classifica e sì piazza al 47° posto. Nella dimensione del tempo libero, anche per effettc dell'inserimento, a partir* dallo scorso anno, di informa zioni relative alla dotazione di infrastrutture dedicate a turismo, la situazione appare in relativo peggioramento. I capoluogo piemontese infatt cade dalla 58" alla 64a posi zio ne. Milano passa dalla 6T alk 69* posizione; analogamentf Roma scivola di 5 posizion e passa dal 47° al 52° poste - quindi, per quanto possi sembrare paradossale, un* delle città meta del turismi internazionale presenta un; dotazione di strutture ricet tive non correttamente di mensionata - mentre Napol è stabile al 94° posto. Quanto infine al tenore d vita, si conferma un sostan ziale miglioramento in tutti sistemi urbani, ad eccezion di Napoli. Torino infatti pas sa dalla 35" alla 19* posizione Milano conferma il risultati conseguito lo scorso anno e E attesta in posizioni di vertice al 1° posto. Roma guadagna 1 posizioni e passa dal 50° al 40 posto. Napoli cede 4 posizior e si piazza al 101° posto. Alessandro Polì Dipartimento di scienz sociali e economica La Sapienza Universitt diRonu


Province in cui sono presenti grandi centri urbani Dimensioni

Milano

Torino

Roma

Nàpoli

! 2014 | 2013 2014 j 2013 2014 j 2013 2014;2013 Affari e lavoro

{ .41 |./26 '

10 j 33

66 j 63

104 j 107

Ambiente

; ìoo \ i o i

68

95

94 ! 109

103 | 98

Criminalità

| 101 j 96

HO

HO

106

99 1 99

Disagio soc. e personale ì 82 Popolazione

| 80

Servizifinanziarie scolastici

| 48

Sistema salute

! 43

Tempo libero Tenore di vita Classifica generale

POLITICA E ISTITUZIONI

64

18 j 46 | 80 | 60 j 64

40 I 16

29 | 32

13 •}. 22

| 74 | 77 j 65

20 ; 61 i 57

50 j 32 | 37 !

2

|

2

|

9

! 5

98 j 101 47 ! 4 1

; 58 i 69 ! 67 ; 52 } 47 \ 94 j 95

1 19 ! 35 i 65

101

;

1

1

! 40 | 50 | 101 | 97

\ 49 I 36 ; 37 | 57 I 64

103 ; 105


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Il Quotidiano della Basilicata 29 Dicembre 2014

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Creato un dipartimento ad hoc per la Stazione unica appaltante La norma contenuta nella legge di stabilità che deve essere approvata martedì *'"0

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La norma sarà discussa nel Consiglio regionale di martedì

A guidarlo un dirigente generale che costerà 200mila euro. Senza spese aggiuntive il resto del personale Ma è corsa contro il tempo per evitare che dai primi di gennaio gli appalti in tutti i comuni si blocchino ANTONELLA INCISO

• Un nuovo dipartimento. Un dipartimento ad hoc che si dovrà occupare della gestione tutte le procedure e le attività legate alla stazione unica appaltante. È una delle novità contenute nella Legge di stabilità 2015 che il Consiglio regionale lucano si appresta ad approvare entri i primi giorni di gennaio. Un provvedimento atteso da tempo, per la verità, considerato che dal nuovo anno, secondo le nuove norme del Governo Renzi, i comuni non potranno più procedere autonomamente al ban-

IN BASILICATA

do di gare d'appalto e senza la stazione unica appaltante il rischio concreto che molti servizi, a cominciare da quelli socio-assitenziali, si blocchino è concreto. Da gennaio, infatti, ogni gara dovrà necessariamente passare per la stazione unica appaltante e quest'ultima, quindi, servirà a tutti i 131 comuni del territorio lucano per l'acquisizione di servizi, forniture e lavori. Per questo, per facilitare il servizio, dunque, pur in «un' ottica di contenimento della spesa e di non esternalizzazione» come viene spiegato nella legge, la Regione ha deciso di creare un Dipartimento ad hoc, seppure suddiviso per settori ope-


rativi e specialistici. Un dipartimento denominato «Sua- rub» la cui direzione, per il momento, sarà affidata al Dirigente generale del Dipartimento presidenza della Giunta. Salvo, poi, sempre come indicato nella norma che deve essere approvata, creare una figura apicale specifica, un dirigente generale che dovrà guidarla nei momenti successivi, in particolare nella prima fase quando la stazione dovrà entrare in funzione non solo per i comuni ma

IN BASILICATA

anche per la stessa Regione, per il Sistema sanitario regionale, per gli enti strumentali, le società partecipate ed i Consorzi. Un dirigente per il quale sono stati stanziati circa 200mila euro. Questo mentre nessun altro costo aggiuntivo viene previsto per il resto del personale. Gli addetti, infatti, mantenendo fermi i vincoli legati al contenimento della spesa, saranno interni o anche presi in regime di distacco da altri enti.


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Rassegna stampa 29122014 by Serafino Paternoster - Issuu