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Rassegna stampa 12012015

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•^AZZETJAPIBASILICATA MÌMH-

LA GAZZETTA DEL M E Z Z O G I O R N O - Quot d ano fondato ne 1887 LA GAZZETTA DI POTENZA - L A GAZZETTA DI MATERA Redazione P<i' piazza Man» Pagali'., IR- T-sl no 71.ai Ufi I - Fiy ''i:in.^Fn??fin - Fnc.il: iJita-inn |i.-ili!iL'n.'j;i.iszz^nii^zzii'!i Redazione Malora' viafann-.-llim,Afli - ivi. r i f i l i c i :n1 • W.y. \x\\:bW.-h!\ • uni-iil i^wzii.iis.iii-ii.rii^ti-js^ttfiiiiHinrji PubblicItn-MeditefraneaS.p.a.Pot(MRaeMator»:piffiZBMaiiL! PegaiOj ìFi • H Ii:-Mi/--i:--4i3yi:. Fax: D? 71,''37488.1 Naeroloni:' wmffijpsetlaTOaiatogi&fl BQSMfi.BSB -1

Bari: 080/5470430 I Foggia: 0881/779911 I Lecce: 0832/463911 I Barletta: 0883/341011 I Brindisi: 0831/223111 I Taranto: 099/4580211 I A B B O N A M I ^ ' tutti i giorni esclusi i festivi: ann. Euro 260,1», sem Euro 110,00, trini Euro SO..O0. Compresi i festivi: Hnn Euro 290,00, asm. Euro 160,00, • '•'•"•' ' • " " ""• —TI Euro 30,00 Estero: :;:5i;-: '.aii't; Ì>=I.I ?;:.^:-: !:•:-:::-!.. :?C:-'T;!Ì d:-TiinTi:on-:-. n=r mfo.tel. • -; it Copia arretrata: Euro ~>MS To| n[!fl..'y 7[rm

Siiuuoprfifnrl a: LUMIeri/.il IH, Nnv» Siri Mui-Lua, Potenzu, ÌUJ(iiuisinLui'iui,. VI||;I |j \J;I 1, TI-IIMIIDVÌI di Pruina

REGIONE APPROVATA IA MANOVRA NEI COORE DELLA NOTTE DI SABATO. POLEMICHE SOI FONDI EROGATI ALLE SQUADRE DI CALCIO DI FRONTE ALLE RISICATE RISORSE DESTINATE A COMUNI E PROVINCE

Finanziaria nel tempo della crisi Per la prima volta un contributo alla Caritas a sostegno dei più poveri Sanità, trasporti e inclusione sociale le direttrici su cui si concentrano gli sforzi

LA BASILICATA FRA PROGETTO CHE LATITA E DISSOLUZIONE di MIMMO SAMMARTLNO on è solo la penuria di risorse per la rinascita della Basilicata a lasciare perplessi. Non è solo la domanda: ma, col petrolio che ci mangia la terra.minaccia l'acqua, l'aria e l'agricoltura e non porta neanche lavoro, cosa ce ne viene in cambio? Non è solo la presa d:atto di contare zero nella considerazione delle «teste d'uovo», tanto da assistere allo sgretolamento progressivo di centri decisionali, servizi, uffici, scuole, tribunali. Non è solo la consapevolezza che ci sono tutte le premesse per accelerare la fuga, già in atto, dai nostri borghi a rischio di una completa desertificazione. Quello che più inquieta è che si continui a galleggiare come se non siredesseil baratro a un passo. E che non si percepisca un pensiero. Una ragione capace di motivare un nuovo slancio per la nostra gente. Per i nostri ragazzi. Un'idea in grado di restituire senso e significato, valore e convenienza, a confermarsi cornunìtà con ima missione. Con ima vocazione da coltivare. La comunità lucana si è sen tita tale solo quando ha dova to difendersi da minacce incombemti: dai terremoti, alle aggressioni al territorio. L'eccezione è venuta con la speranza rappresentata da Matera capitale europea della cultura. Ma non può bastai?. La Basilicata snodo liei Mezzogiorno, raccordo fra Europa e Mediterraneo, paga ilprezzo di essere orfana di un progetto che le assegni mi compito nella storia. Urge vederlo e affrettarsi a riconoscerlo. Gli aspiranti dissolutori sono impazienti. E corrono veloci.

* Al termine di una seduta che siè conclusa nel cuore della notte di sabato scorso, il Consiglio regionale della Basilicata Ira approvato a maggioranza (con 12 voti favorevoli di Pd, Pp, Ri, Psi. Cd e sette voti contrari Pdl-Fi, M5s, Lb-Fdi, Udc, Gruppo misto) la manovrafinanziariadella Regione Basilicata per il 2015, che ammonta a circa tre miliardi e 300 milioni di euro, hi linea con la recente normativa, i limiti massimi di indebitamento vengono previsti in forte contrazione: dai 97 milioni del20l4si passa ad Luia previsione di 70 milioni di euro per il 2015, di 6,3 milioni di euro per il 201G e di 3 milioni dì euro nel 2017. Tra le poste in bilancio previste anche un contributo di200mila euro alla Cari tas. È la prima voi ta in assoluto.

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INCISO E SERVIZI NELLE PAGINE II E MI

A S S E M B L E A La l u n g a s e d u t a d e l c o n s i g l i o r e g i o n a l e v e r s o l ' a p p r o v a z i o n e della Finanziaria 2 0 1 5 [fotoTony Vece|

COMUNE DI POTENZA

PROVINCIA DI POTENZA

L'ultimatum di De Luca sulla nuova giunta «Entro giovedì si decida»

Valluzzi sui fondi regionali «Sono risorse inadeguate» Oggi scatta l'occupazione

• Se entro giovedì prossimo i partiti non riusciranno a far quadrare il cerchio sulla nuova giunta comunale di Potenza, il sindaco Darlo De Luca potrebbe anche dimettersi. Non lo dice apertamente, ma il primo cittadino nel recente passato non ha mai esc: li iso rate snj uzione difron-

• Oggi i dipendenti della Provincia di Potenza occuperanno simbolicamente, fuori dall'orario di lavoro, il museo e la pinacoteca provinciale. Il presidio ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul ri ufir de un •mento che vive l'ente e sui rischi legati a possibili

te aU'impasse. Il che significherebbe ritorno alle LUTie. «Da parte delle forze politiche di centrosinistra del Consiglio comunale - dice il sindaco - ancora non aono stati risolti i problemi relativi al governo di rinascita cittadina». SERVIZIO A PAGINA III

IL CASO IL MINISTRO UFFICIALIZZA L'ENTITÀ DEL DISIMPEGNO LUCANO

LAGONEGFEO IL CASO DEL PENSIONATO DI SALA CONSILIKA

Fondi Uè in agricoltura da restituire 18,3 milioni

Morto dopo il vaccino omicidio colposo: 2 indagati * Pensionato morto dopo la vaccinazione antinfluenzale, fn attesa dei risultati dell'autopsia sul cadavere di Oreste Menafra, 90 anni, riesumato nei giorni scorsi, la Procura di Lagonegro iscrive nel registro degli hidagati due persone: si tratta del medico curante e del legale rappresentante della casa farmaceutica che ha prodotto U vaccino (non si tratta del Fiuad).

SERVIZIO A PAGINA MI »>

PRIME PAGINE BASILICATA

GIUSTIZIA Tribunale di Lagonegro

PERCIANTEAPAGINAIV

licenziamenti. 11 presidente della Provincia. Nicola Valluzzi, ritiene inadeguata la somma stanziata dalla Regione nella Finanziaria destinata all'ente: «Serve nnn strategia per il trasferimento, immediato delle finizioni».

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Edizione BASILICATA

A N N 0 1 5 - N . 1 d - € 1 20

Direzione' Edizioni Proposta sud S r.l Via Annuii u n ma 39/A - B31DD - Avallino sdazione di POTENZA . i/ia Nazano Saura 102. 851 o a - Potenza (PZ| - tei 0971 69309 -fan 0971 4 7 6 7 9 7 - e m a i l polenza@quotidianodelsud.it Redazione di MATERA: Piazza Mulino 15 751 OD - Matera(MT) - tei. 0835 256440 - fax 0B35 256456 -email mate rafÉPquotidianodel sud It

Lunedi 12 gennaio 2015

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• OLTRE 5 0 1 CAPI DI STATO CONTRO IL TERRORE

Europa unita per difendere la libertà Due milioni in piazza a Parigi i-itteik"! -rcciinto •:•• r-anchez allepagine2e3

Mai visti tanti emendamenti, ogni partito infila i suoi: le più importanti novità

TCT «L'identità di un popolo non si cancella con una legge»

La Finanziaria spezzatino che non scontenta nessuno Stamattina il cda di Acquedotto lucano ratificherà la rivoluzione: si passa all'amministratore unico A ore l'ufficialità delle nomine della Sanità

NON POSSIAMO OPPORCI MA GOVERNIAMO IL PROCESSO di CARLO CANTORE e GIOVANNI HICODEMO

LA presentazione di u n a proposta da parte dei deputati Morassut e Hanucci, che prevede ii n d i s e g n a m e n t o continua a pagina 10

SANTORO alle pagine 6 e 7

ANDREANAILLIANO a pagina 9

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MATERA

Vico Piave un anno dopo Lacrime e polemiche

PRIME PAGINE BASILICATA


PRESSToday (serafinopaternoster@gmail.com)

Salvo per uso personale e' vietato qualunque tipo di redistribuzione con qualsiasi mezzo.


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Province e super-Comuni debuttano solo per finta Entro marzo deve essere sciolto il nodo del personale gioni speciali seguono percorsi propri), otto-Toscana, Marche, I mm. Un mosaico difficile da Emilia Romagna, Basilicata, | comporre, un sistema a incastro Umbria, Calabria, Molise e | più complicato del cubo di Ru- Campania - non hanno adottato ! bik. È la riforma delle Province, alcun atto legislativo per ripartij dal primo gennaio pienamente re le funzioni residuali delle operativa. Dall'inizio dell'anno Provìnce. Altre sette amminisono, infatti, partite anche le ot- strazioni - Lazio, Abruzzo, Puto città metropolitane, ad ecce- glia, Piemonte, Lombardia, Lizione di Reggio Calabria (il cui guria e Veneto-hanno approvadecollo era già previsto slittas- to delibere di giunta, impegnanse) e Venezia, al momento com- dosi a presentare proposte di missariata dopo il coinvolgi- legge sulla distribuzione delle mento dell'ex sindaco, Giorgio competenze. I Orsoni, nello scandalo Mose. La storia risale alle prime fasi di applicazione della legge IN RITARDO Delrio. A ottobre si svolgono le Per intervenire sugli organici elezioni per indicare gli apparanecessario riorganizzare ti delle nuove Province e delle città metropolitane. La prima le competenze degli enti novità è che non sono stati i citma le Regioni ancora tadini a eleggerli, ma Ì sindaci e i non hanno legiferato consiglieri dei Comuni che fanLa situazione di Venezia, per no parte della provincia o della quanto ingarbugliata, non è pe- città metropolitana. Vanno al rò il problema principale. Il no- voto ($4province (le altre elegdo vero è che la riforma di città geranno giunte e consigli man metropolitane e Province - vo- mano che scadranno quelli in luta dalla legge Deìrio (la 56 del carica) e le otto città metropo2014) -esiste solo sullacarta. Per litane (Reggio Calabria e Veora è un sistema vuoto. O anche nezia escluse). fin troppo pieno, se si guarda al Da quel momento è partita la personale che dovrebbe essere corsa alla modifica degli statuti sfoltito, ma non si sa come. delle Province e alla predisposiLa base da cui partire dozione exnovodiquellidellecittà vrebbero essere le funzioni remetropoiitane. Operazione che distribuite tra Stato, Regioni e andava conclusa entrofine2014. Province. Le Regioni, che A tutt'oggi, però, mancano alavrebbero dovuto dire la loro l'appello ancora tre città metroentro il 2014, non hanno, però, politane (Napoli, Torino e Bari) ancora fatto nulla. O quasi. e un buonnumero di Province. Secondo le rilevazioni delLe difficoltà, però, non sono l'Unione province italiane solo queste. Nuovi problemi ar(Upi), per quanto riguarda gli rivano con la legge di stabilità enti a statuto ordinario (le Re' Antonello Cherchi

POLITICA E ISTITUZIONI

190/2014. La manovra di fine anno, infatti, taglia di un miliardo di euro, a partire dal primo gennaio, le risorse di Province e città metropolitane. «Importo che sale a 1,2 miliardi - spiega Piero Antonella direttore dell'Upi per effetto di precedenti interventi». Non solo. Chiedeagli enti riformati di ridurre la spesa per il personale: del 50% quella delle Province, del 30V0 quella delle città metropolitane. Secondo le prime stime, in questo modo più di ìomila dipendenti dovrebbero essere ricollocati presso altre amministrazioni. I veri problemi partono da qui. Perché la pesante riduzione degli organici è subordinata alle funzioni che resteranno alle Province (una parte delle quali sono indicate dalla legge Delrio) e a quelle che passeranno allo Stato e alle Regioni. Roma ha già detto la sua con l'accordo sottoscritto a settembre con Regioni, Comuni e Province, a cui ha fatto seguire il decreto 26settembre (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 novembre). Le Regioni, invece, sono - come detto - ancora al palo. Tutto questo mentre il tempo perl'attuazione del programma imposto dalla legge di stabilità ha cominciato a scorrere. Entro fine marzo va, infatti, individuato il personale che resta nelle Province e nelle città metropolitane e quello da mettere in mobilità, procedura quest'ultima che si aprirà dal primo aprile. Operazione che, però, presupp o n e t e sisappiadovesistema-


Passaggi che, alla luce di re i dipendenti in mobilità. Per questo Regioni e Comuni do- quanto fin qui (non) fatto, apvrebbero effettuare una rico- paiono complicati. «Si tratta di gnizione degli eventuali posti un progetto insostenibile - agda coprire con gli organici di giunge Antonelli - anche pertroppo degli enti riformati. E lo ché nondobbiamo dimenticare stesso dovrebbe fare la Funzio- che nel frattempo le Province ne pubblica con le altre ammini- devono già fare a meno di un strazioni centrali e periferiche, miliardo di euro». in modo da capire quali spazi Senza'considerare che strada esistono per le ricollocazioni. facendo si sono per si pezzi della

riforma. Per esempio, era previsto che entro ottobre le amministrazioni riorganizzassero, in un'ottica di efficienza e risparmi, la propria rete periferica individuandoambititerrìtori alidi riferimento che non coincidessero necessariamente con gli spazi delle provine e o del le città metropolitane. Nessuno, però, quei piani li ha visti.

Gioco a incastro I passi necessari per attuare ta riforma di Province e città metropolitane

:i*l£ftM«0: > DebuttanolecittàmetropolitanediTorino,Milano,Genova,Bologna, Firenze.Bari.NapolieRoma • Perprovinceerittàmetropolitanescattanc'unaseriedidtvieti.traiquali: accendere mutui, effetturespesedi pubblicitàe rappresentanzaoper convegni e mostre, attribuire incaridii di studio e consulenza • Adecorrereda taledata gliorganiddi provi neeeeittà metropolitane devo no essere rideterminati tenendo conto che la spesa per il personatesi riduce del 50% nelle primeedel30%nelleseconde

zmm® Entratale data vanno definite le procedure di mobilità del personale diprovinceecittàmetropolitante

nmmo Entratale data va individuato il personaleche resta neile province e nelle città metropolitane e quello che entra in mobilità

CAPRILE 1

Si apre la mobi lità: regioni ed enti locali con posti disponibili devono, in via priorttaria.attingerealpersonatediprovinceecirtàmetropolitante taFufizionepubblicadéveeffettuareunaricognizionedeipostiscoperti presso le altre amministrazioni statali, teagenzie, le universitàegli enti pubblici non economici, cosìda destinarvi il personale in mobilità di provinceecittàmetropolitane.chein via prioritaria viene ricollocato pressogli uffici giudiziari

30 GENNAIO 201? Entro tale data province ecittà metropolitane definiscono, in accordo coni sindacati, criteri e tempi di utilizzo part-time dei personateche a 131 dicembre 2016 risulti ancora da ricollocare

30 APRILE 2017 Scattanoi due anni durantei quali il personale di province ecittà metropolitaneancora daricollocareviene utilizzato part-time

POLITICA E ISTITUZIONI


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K l I P E e i O FOlDi UE DOPO LA DENUNCIA DELLA GAZZETTA LA CONFERMA DEL MINISTRO

Sono 18 i milioni di euro da restituire a Bruxelles • Proprio nelle ore in cui il consiglio regionale stava approvando la Finanziaria è arrivatala notizia ufficiale da Roma: la Basilicata dovrà restiti! ire a Bruxelles ifondieuropei che non sono stati spesi in agricoltura. La notizia circolata nei giorni scorsi - e anticipata dalla Gazzetta - era stata già confermata dalla stessa Regione, ma si attendeva l'esatta somma da restituire. Saranno complessivamente 18,3 milioni di euro. Sul disimpegno dei fondi del Programma di sviluppo rurale (Psr)2007-2014, caso denunciato dal gruppo regionale di Forza Italia mercoledì scorso, il Ministro delle Politiche Agricole Martina, sul sito del Mipaaf, ha ufficializzato la posizione della Basilicata. Il consigliere regionale di Forza Italia Paolo Castelluccio aggiunge che, sempre secondo i dati del Mipaaf, in cima alla classifica della spesa si confermano le Regioni del Centro Nord; per le Regioni del Sud (gruppo Obiettivo Convergenza) la percentuale di spesa rimane inferiore alla media nazionale e solo la Basilicata non ha raggiunto gli obiettivi minimLQualcuno dovrebbe adesso spiegare ai nostri agricoltori alle prese con problemi quotid ian i per e ont inuare a gest ire la propria azienda - afferma Castelluccio - cosa è realmente accaduto e di chi è la responsabilità dell'insuccesso che pesa sulla ripresa della nostra agricoltura. Si pensi - aggiunge - a quanto sta avvenendo a causa deL comportamento asfissiante di Equitalia che sta procedendo ad atti di pignoramento di macchinari ed attrezzi agricoli di proprietà di quegli agricoltori che dopo aver concordato la rateizzazione dei debiti contratti

IN BASILICATA

non hanno potuto rispettare una o due scadenze mensili. Se sitolgonoalleaziendeimezzidi lavoro non si lascia loro altra strada di quella del fallimento. Di qui - riferisce il consigliere di Forza Italia - l'iniziativa assunta da 31 parlamentari di Fi, tra i quali l'on. Cosimo Latronico, attraverso una mozione, per bloccare immediatamente la vendita di mezzi pignorati e consentire agli agricoltori di concordare un ulteriore piano di rientro e di rateizzazione per non condannarli a chiudere».

GOVERNO II ministro Martina


UN CONTRIBUTO PER SOSTENERE LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA

Alla Caritas 200mila euro È la prima volta di stanziamenti regionali • Nella finanziaria della Regione c'è anche un contributo straordinario di 200mila euro per l'assistenza alle famigl ie in difficoltà economica. S i tratta, in sostanza, della prima volta di una manovra che riconosce ufficialmente la missione svolta dalla Caritas sul territorio. Una scelta che il segretario regionale della De Libertas, Giuseppe Potenza, considera positiva: «È particolarmente utile il lavoro delle centinaia di volontari delle parrocchie lucane ad identificare le caratteristiche del "povero" lucano, in media sposato, tra i 40 e i 50 anni, con fissa dimora e disoccupato». Sul tema intervengono anche i segretari regionali dell'Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi e Pino Giordano: «Il presidente Pittella dovrà rompere gli schieramenti e proseguire su piani d'attuazione concreti: almeno due famigl ie su cinque - proseguono i segretari Ugl - sono costrette a tagliare la spesa alimentare e tre su dieci comprano soltanto prodotti in promozione. In Basilicata hanno chiuso circa 2.000 ditte, di cui la percentuale più alta si registra nelle attività piccole e medio piccole metalmeccaniche sfiorando addirittura il 68%, Si tratta di cifre che confermano la gravità della situazione e non c'è più tempo da perdere, quindi c'è la necessità di individuare strumenti di emergenza, anche attraverso i nuovi programmi di spesa comunitaria. Per l'Ugl Basilicata - aggiungono Tancredi e Giordano - si potrebbe intervenire alleggerendo il peso degli studi di settore anche per il 2015 e prolungare la moratoria sui debiti delle imprese».

IN BASILICATA


Nelle parole di Napolitano la cautela diventa forza Niente politichese per moderare i toni senza perdere grinta

GUIDO MONTANI /ANSA

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano GIAN LUIGI BWCAKIA

POLITICA E ISTITUZIONI

L

o stile è l'uomo, misura la temperatura etica di chi parla. I discorsi ufficiali di Giorgio Napolitano lo provano. Occorrerebbe almeno

prendere ariferimentol'intero suo libro pubblicato nel 2009, «Il patto che ci lega», dove sono raccolti i discorsi tenuti nel-


la prima metà del mandato presidenziale. Ma mi limito a citare dal discorso di saluto in Quirinale alle alte cariche dello Stato e dal suo ultimo rivolto agli italiani per gli auguri di fine anno. Procedono tutti con un lessico di tono alto («serrata attenzione», «nel concerto europeo», e l'«assillo», ^impegno molteplice e di lunga lena», «vulnerare fatalmente le riforme», «resterò vicino al cimento»), e insieme sobrio e misurato, mai autocelebrativo. Si svolgono con assenza di mitologie (Napolitano non usa mai «ideale», «fede», «sacrificio», «missióne» e simili). C'è «orrore della retorica». Nobile e sostenuto Sì smussano le punte troppo immediate ed espressive (si pensi per contrasto ai generosi discorsi a braccio di Pertini, da quello dell'insediamento, 9 luglio 1978, «si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita», a quello di fine 1984, «se una guerra per dannata ipotesi dovesse esplodere», o dell'anno prima, «la pace a mio avviso ha piedi di argilla. I due colossi sì guardano in cagnesco»). Napolitano ama un italiano che abbia una patente di nobiltà e sostenutezza. Non si lascia andare a dire che è «vecchio e stanco», ma che ha «toccato con mano come l'età da me raggiunta porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell'esercizio dei compiti istituzionali». Non gli piacciono gli stereotipi, agli automatismi dei politici (penso a quel vivaio di replicanti, correnti e usurati, tipo «uscire dal tunnel», «fare un passo indietro», «senza se e senza ma», «mettersi di traverso», «remare contro»), le semplificazioni populiste, sta alla larga dal politichese, dalle formule generiche. Tralascia l'enfasi sia verso l'alto sia verso il basso. Non sono nelle sue corde le espressioni violente ma neppure i modi troppo ovattati o ermetici, non mette in moto una retorica ipereccitata, apprensiva. È contrario anche nei comportamenti al «confuso e nervoso agitarsi». La fermezza

POLITICA E ISTITUZIONI

Assenti o quasi nei suoi testi gli appelli di mobilitazione emotiva. Ma è fermo nella denuncia dei drammi italiani, come quando manifesta un'indignata durezza contro il «mostro della corruzione» e la «piaga del malaffare» (occorre «bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società», quel «mondo di mezzo» che un tempo chiamavamo sottobosco), contro gli «italiani indegni», da tener fuori dalla vita politica. In questa espressione forte e poco consueta tra i politici ci sì è riconosciuti, quasi egli desse voce alla voce di tutti. Ma spesso, negli uomini, c'è una forza anche nella cautela e nello sfumato. Napolitano l'ha impersonata. Partigiano delle «convergenze», ha strenuamente promosso la forza della mediazione tra schieramenti che la pensano in maniera diversa. I risultati elettorali (lo ha detto nel discorso della rielezione) «indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse», intese «più ampie e cioè anche tra maggioranza e opposizione per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale». Per decenni, dice, in Italia si è diffuso «una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse». L'atteggiaménto ha radici lontane. Toni bassi Affiancato da Chiaromonte e Macaluso, e ispirato da Amendola, Napolitano fin dagli Anni 60 fu incline al dialogo come leader dei «miglioristi», la corrente del Pei propensa a un graduale allontanamento dall'ideologia marxista per abbracciare strategie riformiste e socialdemocratiche, prevedendo così il dialogo con i partiti più moderati. E questa posizione scorreva in modo non conflittuale ma in parallelo all'altra sponda dei «dorotei». Ricorrenti nei discorsi di Napolitano le «soluzioni unitarie», lo «sforzo convergente di dialogo», il «discutere» sempre ma senza mai «stravolgere le riforme» già avviate, Parole tema ben sue sono «sereno», «serenamente», «maturità e responsabilità», «confronto più costrut-

tivo». Ha contribuito a rendere diffusa (a partire dal discorso di fine anno del 2006) una tipica espressione: l'«abbassare i toni». Non è appartenuto al suo orizzonte mentale quel modo manicheo di vedere il mondo («prima» contro «seconda repubblica», «ottimisti» contro «disfattisti» o «antitaliani»). Non è stato tenero con la «distruttiva antipolitica», con gli «irrefrenabili rottamatori». Appartiene a una generazione nobile uscita dalla tragedia del fascismo e del dopoguerra. Penso che abbia condiviso le amare e lucide parole di Mino Martinazzoli, segretario della De, quando nel discorso al Congresso del 1989 profetizzava il vuoto di idee che stava avanzando nella politica italiana: «Abbiamo combattuto per una vita quelli per cui la politica era tutto [i comunisti], adesso ci ritroviamo come nemico quelli per cui la politica è nulla». Stava avanzando il nuovo Ventennio. Ma neanche nei momenti più rissosi o di crisi o ha traspirato pessimismo, né dato l'idea di un Paese in declino. Contrario al «clima sociale troppo impregnato di negatività», ancora nel suo discorso finale ha cercato di infondere fiducia e coraggio, di trasmettere l'idea rassicurante della continuità istituzionale, e l'ha espressa in una lingua limpida e aulicamente schietta. Ha avuto in mente (forse) un precetto di Agostino delI'Enchiridion: «Il linguaggio è stato senza dubbio istituito non perché gli uomini s'ingannino reciprocamente, ma perché ciascuno porti a conoscenza degli altri i propri pensieri. Perciò usare il linguaggio per mentire, contro il suo fine originario, è peccato». /. continua


_______ Le frasi Dobbiamo bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società. E bisogna farlo insieme, società civile, Stato e forze politiche 31 dicembre 2014 discorso di fine anno

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I risultati elettorali indicano la necessità di intese tra forze diverse, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità 22 aprile 2013 discorso di insediamento per il secondo mandato

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- L'appello del 2006 Nel discorso di fine anno Napolitano usa l'espressione

che caratterizzerà tutto il suo lavoro di Capo dello Stato quando invita la politica ad «abbassare i toni»

Nessuna retorica Nei discorsi pronunciati da Giorgio Napolitano non sono mai state usate parole come «fede»,

«ideale»,

Non ci fermeranno fenomeni di disincanto indotti nelle opinioni pubbliche da un serio rallentamento della crescita dell'economia 15 maggio 2006 discorso di insediamento per il primo mandato

POLITICA E ISTITUZIONI

«sacrificio», «missione» e simili

La capacità di mediare Dopo averla impersonata durante tutta la sua attività di uomo politico Napolitano ha lavorato dal Colle per smussare le contrapposizioni


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