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www.oddhotcupoftea.net

Effetto tunnel

Autore: 6502 info@omaha-beach.net www.oddhotcupoftea.net


1


Note Legalesi.

 Lo

scopo di questo piccolo ebook e’d'interessare, intrattenere, incuriosire,

diffondere, l'url: www.omaha-beach.net

 Quello file e' la versione "Effetto Tunnel" release v. ce Il webmaster 6502 O;-) Terminetor Magnetico, sono contro la guerra, il sito esprime tacitamente il concetto che la guerra e’ sempre ingiusta, inutile, mai santa, ma la WWII fu l’unica guerra necessaria. E' opinione del webmaster che i musei oltre a ricordare il sacrificio ed i nobili principi dovrebbero educare, insegnare, fungere da deterrente contro la guerra per non ripetere continuamente gli stessi sbagli per un motivo o per l’altro. E' inoltre opinione personale del webmaster il fatto che le testimonianze dei veterani di tutte le guerre, abbiano una curiosa assonanza con le opinioni dei pacifisti. I primi (volontari o coartati) hanno imparato direttamente cosa sia la guerra. I secondi (sicuramente molto piu’ fortunati dei primi) hanno imparato il significato dell’inutilita’ della guerra, apprendendo le altrui testimonianze?!.Le opinioni politiche e filosofiche espresse direttamente od indirettamente nel website e nel libro, cosi’ come le analisi storiche sono da ritenersi personali opinioni del webmaster. Tali opinioni non sono collegate in nessun modo alle persone, enti, organizzazioni e quant'altro citato direttamente od indirettamente nel website e nel libro, e come deja.dit, il contenuto del testo rappresenta esclusivamente e semplicemente la personale opinione del webmaster.E’ importante tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze che taluni lettori possono riconoscere od associare e’ del tutto casuale ed immaginario. Il website, l'ebook.pdf sono no-profit l’autore non persegue nessuno scopo di lucro e/o profitto diffondendo online il materiale assemblato. Il volume e’ liberamente stampabile in tutto od in parte, e' inoltre distribuibile senza alcuna limitazione legale, purche’ a)non ne sia alterato il suo contenuto b)purche' si faccia riferimento come citazione all’url del website www.omaha-beach.net Se ci trovate frasi troncate, vocali mancanti, punteggiatura a ca%%o, abbiate pazienza la stampa PDF spesso mi tronca le frasi in modo involontario. Sara' un worm s.o.b.? Chisse ne frega, mica e' un prodotto commerciale questo! A tale proposito ricordo che il sito storico non e’ un sito d'informazione e nemmeno un risultato di un prodotto editoriale, il volume, il forum blog, l'ebook.pdf, il sito non hanno una pubblicazione regolare, la loro evoluzione, articolazione e modifica si basa essenzialmente sulla volonta’ e l’interesse del webmaster che in modo gratuito, aleatorio decide di fare aggiornamenti o modifiche. L'ebook in PDF non contiene immagini, dovrebbe essere facilmente stampabile ed intuitivamente rilegabile o spillabile in un vero libro gia' correttamente impaginato. Non e' "garantita al limone" la resa grafica ed il processo di stampa di cui ogni utente ne assume la responsabilita'. Il webmaster non si assume la responsabilita’ della completezza delle informazioni pubblicate, dei problemi, danni di ogni genere che eventualmente possono derivare dall'uso proprio od improprio, dalla stamapa, dall'interazione e/o download di quanto disponibile online. Tutti i marchi, loghi, organizzazioni citati direttamente od indirettamente sono di proprieta’ dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... tutelati a norma di legge dal diritto nazionale/internazionale, bla, bla, bla legalmente registrati ecc... L'Ebook "Effetto tunnel" e' tutelato dal COPYLEFT(BY-ND) http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/ 6502



Per consigli, suggerimenti, critiche o quant'altro: info @ omaha-beach.net

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Ti svegliasti all’improviso, eri in piedi in una stazione del metro’ vuota. Una luce bianca fredda, molto intensa illuminava tutta la banchina di attesa e l’ambiente circostante. Non c’era nessuno intorno a te. Indossavi un paio di scarponi, dei pantaloni grigio verdi, il tuo giacchetto grigio verde. Appeso al cinturone riconoscesti la tua borraccia e la fondina e la tua colt 45 con vari caricatori. In testa avevi ancora il tuo M1. Prendesti il tuo M1 lo guardasti incuriosito, mmhh si, era proprio il tuo M1, adesso lo riconoscevi, era verdolino con una tela sopra, la banda bianca dipinta sul posteriore, il logo di divisione dipinto sul davanti. Re-indossando l’M1, ti guardasti un po’ stranito intorno a te, la stazione metropolitana vuota e silenziosa non aveva alcun nome, affissione, indicazione utile. Ti frugasti nel giubbotto, il portafoglio non lo trovasti; perduto?!, Anche il tuo orologio al polso era sparito, probabilmente perso pure quello?! Non c’erano orologi alla stazione del metro’ quindi era impossibile dire che ore fossero o se fosse giorno o notte. Camminasti qualche passo lungo la banchina, c’era un silenzio profondo tutto intorno a te, e dalle 2 gallerie ai margini della stazione, non si udiva nessun rumore di treni o nessuna luce di servizio. Poco piu’ in la’ ti accorgesti che c’erano delle scale illuminate anche queste con una luce bianca, fredda, molto intensa. Allo stipite delle scale c’era un piccolo crocifisso di legno appeso. I muri erano tutti molto puliti e piastrellati.

Devi

prendere una decisione; cosa fai resti in attesa della metropolitana; sali le scale andando via dalla stazione; oppure ti avventuri all’interno delle gallerie buie camminando in mezzo alle rotaie?!

Se

Sali le scale, continua (a pag.10)

Se

attendi la metropolitana, continua (a pag.8)

Se

esplori le gallerie, continua (a pag.6)

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C’erano 2 binari in ogni galleria, mmhhh!erano binari di metallo, lucidi, quindi la metropolitana non era abbandonata anzi era sicuramente in uso, altrimenti non sarebbero stati cosi’ brillanti e puliti!!. Beh!, sicuramente prima o poi qualcuno avresti incontrato, questo pensiero ti rinfranco’ un po’. Ti chinasti per terra, facendo attenzione a dove fossero i fili dell’alta tensione, quando un brivido ti percorse la mente, poco prima di appoggiare l’orecchio sul binario di ferro. E se ci fosse stata l’alta tensione?!? E se nel frattempo fosse giunta una metropolitana?!? Ti voltasti di scatto per dare un’occhiata. Niente di niente!. La longherina di metallo non pareva collegata a nessun filo elettrico. Ti accucciasti appoggiando le orecchie sulla longherina di metallo, sperando di poter udire qualche rumore. Niente, di niente, c’era solo un silenzio spettrale ed un vento freddo. In effetti in mezzo ai binari c’era una lieve corrente d’aria molto gelida, che sembrava diventare sempre piu’ fredda man mano che t’incamminavi verso le gallerie. Dopo pochi passi, tutto divenne buio. Non vedesti nemmeno piu’ i binari oppure i tuoi piedi!. Obiettivamente era sempre piu’ difficile camminare lungo le longarine di legno a cui erano inchiodati i binari. Non c’erano luci di servizio oppure luce di emergenza accese. Provasti ad urlare chiedendo se c’era qualcuno, ma nessuno ti rispose. Man mano che camminavi nel buio, sentivi freddo, sempre piu’ freddo, alitava un vento gelido dentro quelle gallerie. Stranamente pero’ non facevi nessuna ‘condensa’. Era davvero saggio, incamminarsi in mezzo ai binari, cosi’ incautamente al buio dentro quelle gallerie?! Questo pensiero ti baleno’ per un attimo nella mente...



continua (a pag.4)

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Camminasti per un po’ lungo la banchina della stazione metropolitana, ma non c’era traccia di treni o metropolitane. Difficile dire da quanto eri in attesa in quella stazione: pochi minuti? o qualche ora? Non avevi ne sonno, ne sete, ne ti sentivi stanco. Cosa strana non c’erano ne mappe con le fermate del metro’, tantomeno orari oppure indicazioni. Continuasti a fare quattro passi svogliati lungo la banchina di attesa, cercando di ricordare come e quando fossi finito li’. Il soffitto era semicircolare tutto rivestito di mattonelle bianche, lucide e pulite. Un ambiente decisamente ‘asettico’. D’un tratto sentisti un eco di passi. Ti voltasti di scatto, dei rumori, sicuramente dei passi riecheggiarono come un’eco nella stazione. Qualcuno stava scendendo le scale e presto avrebbe raggiunto la banchina del metro’, uscendo dalle scale poco distanti da te. Era un guardiano della metropolitana, scese le scale, guardo’ a destra e sinistra e non disse niente, fermandosi in mezzo alla banchina. -Salve- dicesti. Ma il guardiano non ti rispose, forse non aveva capito? -Hi!,Bonjour!-. Ma il guardiano non ti rispose, era bianco come un lenzuolo in volto, avesti come l’impressione che non volesse guardarti in viso. Ti incamminasti verso il guardiano in silenzio, questi estrasse da una fondina uno strano oggetto. Forse era una radio ricetrasmittente, per lo meno ne aveva i canoni, anche se era insolitamente piccola, almeno per come le ricordavi!.Portandosela al volto inizio’-IT’S ALL RIGHT!, EVERYTHING SEEMS OK!, OVER-roger that- gracchio’ la radio -NOW I AM GOING TO THE CHEKCPOINT,OVER-roger that-Il guardiano non disse altro, di buon passo quasi fosse di corsa abbandono’ la banchina della stazione, salendo i gradini due a due.

Devi

prendere una decisione; cosa fai resti in attesa

della metropolitana; sali le scale andando via dalla stazione; oppure ti avventuri all’interno delle gallerie buie camminando in mezzo alle rotaie?!

Se

Sali le scale, continua (a pag.10)

Se

attendi la metropolitana, continua (a pag.4)

Se

esplori le gallerie, continua (a pag.6) 8


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Salite le scale, c’era una piazzetta interna alla metropolitana molto grande. La solita luce bianca molto fredda illuminava a giorno tutto l’ambiente. Non c’era nessuno, ne vigilanti ne passeggeri, ne barboni, non c’era proprio nessuno. Non c’erano nemmeno edicole di giornali o bar le saracinesche erano abbassate e tutto l’ambiente sembrava molto ordinato e pulito. L’architettura era un po’ inusuale per te, forse un po’ futurista o comunque insolita rispetto ai canoni classici che conoscevi, ma a parte questo l’ambiente non ti forni’ indizi di nessun genere per capire se fuori fosse giorno, notte, o che ore fossero o dove fossi. Alla tua sinistra c’erano delle scale mobili, lucide, molto moderne, chissa’ quanto saranno mai costate?!. Un manufatto cosi’ sembrava tecnologicamente molto avanzato. Di fronte a te c’era un lungo corridoio in penombra che non era illuminato, era difficile dire cosi’ su due piedi dal tuo punto di osservazione dove portasse. L’assenza di cartelli, nomi, indicazioni, mappe tipiche delle metropolitane rendevano l’ambiente decisamente surreale, insolito, per una metropolitana. Ma poi quell’ambiente era davvero una metropolitana? Una metro forse in costruzione?, oppure una stazione non terminata o che altro?!

Devi

prendere una decisione; cosa fai resti in attesa

della metropolitana; sali le scale mobili; torni indietro alla banchina della stazione; oppure ti avventuri all’interno della galleria buia di fronte a te?!

Se

Sali le scale mobili, continua (a pag.12)

Se

torni alla banchina, continua (a pag.8)

Se

attendi la metropolitana, continua (a pag.4)

Se

esplori la galleria, continua (a pag.6)

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Ti ritrovasti in strada, cosi’ all’improvviso, poco distante c’era un passaggio a livello aperto dal quale vedesti una piccola piazzetta. Era mattina molto inoltrata, c’era anche molta gente e molto traffico. Ma quanto tempo era passato?! Quanto tempo eri restato nella metropolitana? Che auto strane, e quante ce n’erano per strada! e la gente che camminava erano tutti quanti vestiti in modo insolito. Provasti a fermare qualche passante per chiedere qualche informazione generica, ma nessuno si fermo’. Sembravano non sentirti e non vederti. Sicuramente troppo presi nei loro affari, camminavano di passo veloce, di fretta, tutti assorti nei loro pensieri quotidiani. Anche le case apparvero diverse rispetto a come te eri solito ricordarti quei luoghi; l’urbanistica era cambiata!. Occhio e croce erano passati molti, molti anni perche’ tutto era cosi’ cambiato. Tuttavia non proprio tutto era cambiato drasticamente a grandi linee potesti cosi’ riconoscere la strada che dovevi percorrere. Sostasti per un po’ a pensare vicino al bivio del passaggio a livello aperto.

Cosa fare adesso?! Oltre il passaggio a livello c’era una piccola piazzetta con una piccola folla. C’era qualcosa da trovare? o qualche persona da incontrare la’? Oppure erano luoghi da visitare? E perche’?. Difficile a dire adesso, di certo ne eri fortemente attratto, ‘sentivi’ che dovevi andare proprio la’ in quella piazzetta.D’altra parte anche la strada che costeggiava la ferrovia, che conduceva a quella chiesa ottagonale passato quel ponte laggiu’, beh! si’ anche li’ forse saresti dovuto andare!.

Devi

prendere una decisione; cosa fai attraversi la

ferrovia e vai nella piccola piazzetta; oppure ti rechi in quella chiesa ottagonale sulla sinistra, appena passato il ponte?!

Se

ti rechi nella piccola piazza, continua (a pag.14)

Se

ti rechi presso la chiesa ottagonale appena passato il ponte, continua (a pag.16)

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Una giovane donna dagli occhi azzurri con le labbra rosse, i capelli biondi un po' sbarazzini vestita di jeans ti sorrise poi esordi':"Ciao!, come va?". Te avesti subito la netta impressione di averla gia' vista da qualche parte, ma non ricordasti esattamente proprio dove. Le dicesti-ciao!-. Lei ti guardo’ ridendo come se ti conoscesse da sempre, inclinando la testa da una parte, poi senza dirti una parola ti mostro' un foglio protocollo tutto scritto a mano, interamente a mano, le 4 pagine erano completamente scritte. Un tema? Una storia? Un racconto? Lei disse:"Questo e' il mio test di ammissione, mi hanno presa". Claire Enden c'era scritto in fondo alla terza pagina, ed era ripetuto in fondo al foglio protocollo come una firma in calce. Era una calligrafia molto rotonda e ben ordinata, perfettamente leggibile. Un barlume di memoria sembro’ ritornarti e pensasti che eri decisamente un idiota, si’ insomma... Lei l’avevi gia’ incontrata da qualche parte, di questo ne eri certo. Era una biondina, attraente... beh! Si’, come mai poteva chiamarsi una biondina?! La soluzione proposta ti parve molto ovvia, quasi banale: Claire, Chiara, Claire appunto. Minkia, ma che cazzo di fantasia pero'... nel battezzarla cosi’. In mezzo a quel traffico e quelle macchine dalla linea futuristica che non riconoscevi, c’erano 2 persone anziane ferme a guardare un carretto carico di masserizie. Assieme alla biondina, erano le uniche persone che sembravano vestite in modo ‘decente’. Sul carretto, probabilmente c’era tutta la loro roba la’.

Tu decidesti di sorriderle e le dicesti-Si’, adesso ricordo!.-. Ricordasti e’ una parola grossa... certo!, non ti eri dimenticato di Lei. E’ che solo non ricordavi i dettagli della storia. L’avevi conosciuta? L’avresti voluta conoscere? Beh!, si’, piu’ che i dettagli, adesso non ricordavi niente e tutto stava sfuggendo via...



continua (a pag.4) 14


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Attraversasti il ponte correndo per poi andare sulla sinistra dove c'era un edificio ottagonale, pareva una chiesa. La porta era aperta, dentro c'erano dei banconi con della gente. Chi era in ginocchio, chi era in piedi con le mani conserte, chi sembro’ ascoltare, chi era intento a pregare. Un pastore vestito con dei paramenti bianchi stava ufficiando sulla tarda sera. Ricordasti che avevano delle fioche candele accese sui muri quelle tipiche dei cimiteri accesi. Il pastore aveva una grossa pila accesa per far luce sull'ambone. Dentro c'era appoggiata al muro da una parte, vestita di scuro, una biondina molto attraente. Sembrava ascoltare poco convinta quello che il pastore diceva, appena ti vide corse subito fuori con gli occhi che le brillavano come stelle. Era decisamente felice di vederti. Anche te eri felice di incontrarla di nuovo. Tu dicesti-Ti ho gia' visto da qualche parte!Lei sorrise:"Si" ridendo sorniona, appoggio' le braccia al tuo collo mentre la stringesti a te. Tu chiedesti-Dove e’ che eravamo rimasti, l'ultima volta?- Non ti eri dimenticato di Lei, solo che proprio non ricordasti i dettagli della storia. Chissa’ poi perche’?!. Lei sorrise maliziosa mordendosi le labbra con i suoi deliziosi dentini a coniglietto, poi ridendo esordi':"Non lo so". Te le scodellasti' un bel bacio, passionale sulla bocca, perche’ era da molto che lo volevi fare. Per un attimo ti sembro’ che tutto ritornasse alla memoria, ma poi d’un tratto, tutto ti sfuggi’ di nuovo via. Lei dopo ti disse:"Stanno parlando di noi."-Davvero?-"Si!, dicono che siamo divisi da piu' di 60 anni!"-Davvero?! Non l’avrei detto!- mentre la stringesti forte a te. Lei rise radiosa, poi inclino’ la testa da un lato, stregandoti. C'era qualcosa di familiare nel comportamento di lei, nel senso che eri certo di averla conosciuta molto bene. Oppure avresti voluto conoscerla molto bene?! Poi d’un tratto tutto inizio’ a sfumare via, al punto che non ricordasti assolutamente piu’ niente di niente.



continua (a pag.4)

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‘Effetto tunnel’ release v18ce

E’ un eBook gratuito tutelato dal COPYLEFT(BY-ND) http://creativecommons.org/licenses/by-nd/3.0/ Il file e’ scaricabile gratuitamente da www.oddhotcupoftea.net nella sezione Memorie Sintetiche dedicate al ‘merchandising pissicometrico.

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Effetto Tunnel  

memorie dall'altrove

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