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Tuttocapsule News Febbraio 2020

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SOMMARIO A SETTIMO IL TUTTOCAPSULE DAY

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GLI ITALIANI SI “CONFESSANO”

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LO STAND DI TUTOCAPSULE AL SIGEP

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LA SUGAR TAX FA SEMPRE DISCUTERE

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MANUFATTI COMPOSTABILI E COMPOST

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DA TUTTOCAPSULE C’È PIÙ GUSTO

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NOTIZIE IN CAPSULE

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I DISTRIBUTORI AUTOMATICI “GREEN”

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Testata: “Notizie in Comune” Reg. Trib. di Ivrea n. 2740 del 03/12/2018. Editore: Vivivoce srl, via della Repubblica, 9, 10036 Settimo Torinese (TO). P.Iva 10822370010 Direttore responsabile: Sandro Venturini Stampa: I.T.S. srl, via Abate Bertone, 14 13881 Cavaglià (BI) Redazione: Settimo Torinese (TO) - via della Repubblica, 9 Tel. 011/ 9203379 Email: contatti@vivivocepubblicita.com Concessionaria di pubblicità: Vivivoce srl, via Robassomero, 4 - Ciriè (To) Tel. 011 9203379 Il responsabile del trattamento dei dati, ai sensi del DGLS 196/03 è il direttore, a cui i lettori possono rivolgersi per esercitare i diritti previsti. Tutti i diritti di riproduzione, anche parziale, del materiale pubblicato sono riservati. La riproduzione cartacea o elettronica dei testi, delle foto o del materiale pubblicitario è ammessa solo a seguito di autorizzazione scritta (legge 633/1941).

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Tuttocapsule Day 2020: il futuro è adesso

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Domenica 2 febbraio la visita alla nuova sede di Settimo Torinese, il pranzo e il meeting aziendale

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omenica 2 febbraio a Settimo Torinese è andato in scena il Tuttocapsule Day. In tarda mattinata, ritrovo e visita a Settimo 135, la nuova sede Tuttocapsule in via De Francisco 135. Al termine, i partecipanti provenienti da tutta Italia si sono trasferiti al ristorante L’Ultimo Borgo del Golf Club Settimo, location che ha ospitato il pranzo. Attorno alle ore 15, ha quindi preso inizio l’atteso meeting aziendale che ha chiuso i lavori alla presenza dei quadri dirigenziali che hanno tracciato un bilancio di quanto fatto nel 2019 e presentato le nuove affascinanti sfide che attendono la catena Tuttocapsule nel 2020 e negli anni a venire.


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Gli italiani si ‘confessano’ al distributore automatico Secondo Confida, tre italiani su quattro usano le vending machine almeno una volta a settimana

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avanti al distributore automatico al nord si parla più di lavoro (38%) e tempo libero (31%), al sud più di sport (14%), relazioni amorose (12%) e vita privata (6%). Nel Paese europeo con più vending machine installate – sono oltre 822 mila – il distributore automatico non ha solo una funzione di ristoro ma anche di pausa e di socialità. CONFIDA, l’associazione italiana della distribuzione automatica ha cercato di capire cosa fanno gli italiani quando si trovano davanti a un distributore con una ricerca commissionata a Nextp. Del campione di 2100 soggetti intervistati, gli ultra 55enni parlano quasi esclusivamente dei loro hobbies e del tempo libero (58%), i più giovani (18-34 anni) prevalentemente di lavoro (28%) e relazioni amorose (13%) mentre quelli che chiacchierano di sport sono soprattutto gli uomini fra 35 e 54 anni (15%). Senza distinzione di età e aree geografiche, c’è anche un 11% a cui piace fare gossip sui colleghi. Quasi 3 italiani su quattro (74%) hanno utilizzato nell’ultimo anno almeno una volta un distributore automatico e tra quelli che non l’hanno usato sono soprattutto gli over 55enni che non hanno avuto l’occasione di usufruirne o preferiscono consumare altrove. “I distributori automatici – afferma Massimo Trapletti, presidente di Confida – fanno ormai parte della quotidianità degli italiani che ne apprezzano la varietà nella scelta, i prezzi e la qualità. Hanno anche il pregio di essere a portata di mano e veloci nella fruizione e sono spesso luoghi di socializzazione”. Quasi il 70% del campione utilizza le vending machine almeno una volta a

settimana, il 27% anche tutti i giorni e il 30% fino 2-3 volte a settimana. Il luogo principale di utilizzo è il posto di lavoro (47% degli intervistati) e 3 volte su 10 (29%) i luoghi di attesa. Le persone utilizzano i distributori automatici perché sono comodi, veloci e hanno tutto il necessario per fare una pausa veloce. E’ una comodità quando “non riesco a uscire dall’ufficio” (36%) o per fare uno spuntino “quando ho fame e non ho portato niente da casa” (14%) o semplicemente perché è veloce (14%) o per fare una pausa caffè (11%). Quasi 6 persone su 10 del campione sono soddisfatte dei prodotti offerti (58%): più del 70% degli intervistati ritiene che la qualità del caffè

ai distributori automatici è migliorata negli ultimi tempi. Cresce l’offerta di prodotti biologici, salutari o per intolleranze. I distributori automatici stanno diventando sempre più tecnologici con schermi touch, APP di pagamento: l’analisi CONFIDA / Nextp mostra che aumentano gli utenti che desiderano pagare con strumenti digitali (APP o carta di credito) anche se il 60% dei residenti al sud preferisce sempre il contante. E a quanti utilizzano le vending machine non dispiacerebbe avere altri servizi specialmente le ricariche telefoniche (36%) ma anche il pagamento delle bollette (24%) piuttosto che prelievi POS come al bancomat (23%).


Qualità, italianità, innovazione e passione Lo stand di Tuttocapsule al SIGEP 2020 di Rimini

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ome da tradizione, Tuttocapsule ha partecipato all’edizione 2020 del SIGEP di Rimini, il Salone Internazionale dedicato a caffè, gelateria, pasticceria e panificazione. In tantissimi hanno fatto visita allo Stand 104 del Padiglione D3 per scoprire di più sull’azienda, sui prodotti e sulle tante sorprese e, ovviamente, per gustare un buon caffè! Anno dopo anno, il Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Rimini continua a crescere: oltre 200mila presenze di operatori professionali, 33mila buyer provenienti da 187 Paesi, in testa Spagna, Germania e Francia, ma anche tanti paesi da Asia e Americhe a partire da Cina e Stati Uniti, sono questi i numeri record di SIGEP, giunto alla 41esima edizione, e di A.B. Tech Expo, il 6° Salone delle tecnologie e prodotti per la panificazione, pasticceria e dolciario. SIGEP e A.B. Tech Expo in apertura dell´anno si consolidano come appuntamento irrinunciabile in cui si definiscono le tendenze del settore. Luogo in cui si incontra il business, l´internazionalità, le competizioni e l´aggiornamento professionale. 1.250 espositori provenienti da oltre 30 paesi che nei 129mila metri quadri del quartiere fieristico riminese concludono affari e colgono importanti visioni sul futuro del comparto.

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ASSOBIBE risponde al Ministro Gualtieri La Sugar Tax continua a far discutere in Italia

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n dossier d ella Commissione Europea conferma gli effetti negativi della Sugar Tax sull’economia. “Rispetto alle affermazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri spiace notare quanto le sue dichiarazioni siano slegate da dati oggettivi e dalla realtà” – afferma David Dabiankov, diretto-

re generale di ASSOBIBE – “La Sugar Tax è stata ritirata dalla Danimarca e dalla Finlandia proprio a causa dei danni economici e sociali prodotti. Inoltre, in tutti i Paesi in cui è stata introdotta, si sono riscontrate contrazioni di vendite, impatti sulla filiera e sull’indotto. Diminuiscono i consumi, ma non i tassi di obesità e diabete” – con-

tinua Dabiankov – “Ad esempio, in Messico i dati ad oggi raccolti confermano che la tassa abbia ridotto il consumo giornaliero per solo 7 calorie al giorno (meno dello 0,2% dell’apporto giornaliero di energia). Se si citano altre esperienze è necessario guardare anche le differenti pressioni fiscali, come la Francia in cui l’IVA

sui soft drink è del 5.5% rispetto al 22% dell’Italia.” “Sottolineiamo inoltre che non è vero che la tassa è rivolta a far ridurre alle imprese lo zucchero nei prodotti. Non sono previste soglie di quantità, come in altri Paesi. Si tassa il prodotto, non lo zucchero, tanto che sono coinvolte anche le bibite prive di zucchero”.

Il dolce gusto del caffè al ginseng Nei primi anni Duemila questa bevanda di origine asiatica si è diffusa a macchia d’olio in Italia

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olto spesso si sente parlare di caffè al ginseng. Ma che cos’è questa bevanda così richiesta? Che origini ha? Questa bevanda si è diffusa molti anni fa in oriente, in particolar modo in Malesia, Singapore e Thailandia, come preparato solubile confezionato in monodosi, denominate sachet. Il caffè al ginseng si presenta nell’aspetto simile al caffelatte, avendo come ingredienti caratterizzanti la crema di latte, lo zucchero, il caffè istantaneo e l’estratto di ginseng. Quest’ultimo, in cinese si chiama rénshén, “pianta dell’uomo”. appartenente alla famiglia araliaceae, il ginseng è una pianta orientale famosa per le sue proprietà curative ed energetiche. Dalla sua particolare radice infatti è possibile ottenere un prezioso estratto. Nei primi anni Duemila il caffè al ginseng si è diffuso a macchia d’olio in Italia, primo Paese dell’Occidente a farne uso in misura significativa. inizialmente questa bevanda veniva

importata esclusivamente dai tre stati asiatici sopracitati, ma anno dopo anno alcune aziende italiane hanno incominciato a produrlo. in Italia la diffusione del caffè al ginseng è avvenuta soprattutto con l’ausilio di macchine automatiche per l’erogazione di prodotti solubili, che venivano utilizzate per offrire principalmente il caffè d’orzo, altro prodotto molto consumato, ma lo si

può trovare anche nei supermercati, in confezioni adatte al consumo casalingo. Questa la ricetta per preparare un gustoso caffè al ginseng, bevanda irresistibile che unisce l’energia del caffè al dolce sapore di questa pianta orientale. Sono proprio queste le ragioni che ne fanno una bevanda così richiesta e apprezzata da tantissimi italiani. INGREDIENTI - 8 cucchiaini di polvere di ginseng - 1 bicchiere d’acqua (in alternativa 1 bicchiere di latte) - zucchero q.b. PREPARAZIONE Per preparare un caffè al ginseng, mettere inizialmente la polvere di ginseng in un contenitore, aggiungendo dell’acqua calda poco alla volta, fino a quando non si otterrà una consistenza omogenea. mescolare a lungo affinché non si formino i grumi e, se lo si desidera, aggiungere lo zucchero. servire il caffè al ginseng ancora caldo.


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Manufatti compostabili e sistema di compostaggio Il Consorzio Italiano Compostatori ha espresso alcune richieste al Governo e alle Istituzioni

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egli scorsi mesi il Consorzio Italiano Compostatori ha fatto alcune richieste al Governo e alle Istituzioni, vista la recente Direttiva Europea SUP (Single Use Plastics), che impone il divieto di commercializzazione dei manufatti monouso in plastica per la somministrazione di cibi e bevande (piatti, bicchieri, posate, capsule caffè.), e che dovrà essere recepita dai Paesi membri entro il 2021. Questa misura provocherà a breve significativi cambiamenti nelle abitudini e nei consumi dei cittadini europei, in particolare degli italiani, che ne fanno largo uso. Queste le richieste espresse dal CIC (un’organizzazione senza fini di lucro che si occupa di promuovere e valorizzare le attività di riciclo della frazione organica dei rifiuti e ha come finalità la produzione di compost e biometano): - i manufatti compostabili abbiano una immediata e facile riconoscibilità attraverso l’apposizione di uno specifico simbolo che identifichi la filiera di recupero a cui devono essere avviati, di cui potranno beneficiare nelle varie fasi del ciclo sia il cittadino, sia il raccoglitore che, in fine, il compostatore; - si lavori sull’“ecodesign”, di cui si parla spesso, per facilitare il recupero/riciclo di un manufatto immesso

al consumo. Questo potrebbe costituire un esempio di progettazione ecologica di un bene in funzione del riciclo del bene stesso quando assumerà lo status di rifiuto; - vengano messe a disposizione le necessarie risorse per una capillare ed efficace informazione ai cittadini sulle novità provocate dalla Direttiva Europea; - il rilascio del simbolo identificativo debba essere previsto all’interno di un percorso definito che garantisca almeno la presenza dei necessari requisiti di compatibilità con il sistema del compostaggio industriale, primo fra tutti la certificazione secondo lo standard europeo EN 13432, e che garantiscano la tracciabilità; - vengano previste adeguate risorse per effettuare gli eventuali investimenti che gli impianti di compostaggio dovranno affrontare per far fronte al cambiamento delle caratteristiche merceologiche e fisiche dei rifiuti organici, prodotto dall’aumentata presenza dei nuovi manufatti compostabili. Secondo il CIC, infatti, la rapida diffusione di manufatti monouso compostabili dovuta alla pubblicazione della Direttiva Europea SUP porterà alla determinazione di alcune sicure criticità che il Consorzio Italiano Compostatori ritie-

ne debbano essere debitamente governate al fine di evitare la possibilità che venga messa in crisi l’intera filiera del recupero dei rifiuti organici, che oggi garantisce la gestione di quasi 7.000.000 di tonnellate di rifiuti. Queste le principali criticità che si presenteranno: - la confusione che si genererà nei cittadiniconsumatori artefici della raccolta differenziata, derivante dalla compresenza sul mercato di manufatti compostabili e quelli realizzati in materiali plastici convenzionali, porterà come conseguenza il rischio di un forte trascinamento di questi ultimi nella raccolta differenziata dei rifiuti organici, con un conseguente pesante decadimento della qualità della stessa. A questa difficoltà di riconoscimento sono naturalmente soggetti anche gli operatori che effettuano le raccolte e gli addetti al riciclo dei rifiuti organici. - la presenza di “manufatti compostabili” che non siano certificati in base alla norma unificata UNI EN 13432 porterebbe ad un pericoloso decadimento della qualità delle raccolte differenziate con un conseguente pesante aggravio dei costi dell’intera filiera del recupero del rifiuto organico che ricadrebbe inevitabilmente sulle spalle dei cittadini. - l’aumento dei quanti-

tativi relativi ai manufatti compostabili delle più diverse fogge e dimensioni all’interno degli scarti di cucina, fino ad oggi presenti in quantitativi quasi trascurabili, avrà come inevitabile conseguenza un significativo cambiamento delle caratteristiche merceologiche e fisiche dei rifiuti organici che gli impianti devono trattare. Dovranno certamente essere messi in atto adeguamenti tecnici e procedurali per gestire al meglio questi cambiamenti; tali adeguamenti necessiteranno, oltre che di investimenti, anche di collaborazione tra tutti i 4 rappresentanti della filiera (produttori dei manufatti, grande distribuzione, consumatori, amministratori pubblici, aziende di raccolta, impianti di riciclo). Si ricorda, infine, che oggi, oltre alle attività legate alla qualità di matrici e prodotti, il CIC è impegnato in numerose iniziative volte alla prevenzione della produzione di rifiuti organici e alla diffusione di una raccolta differenziata di qualità che permetta l’effettivo recupero degli scarti organici negli impianti di trattamento biologico; non solo, è costantemente impegnato in numerose iniziative rivolte al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea nell’ambito del pacchetto dell’Economia Circolare recentemente approvato.


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Esprimere un desiderio c’è più gusto con “TUTTOCAPSULE” E

sprimere un desiderio e trovarlo in una capsula. Se parliamo di bevande, oggi è possibile: le migliori marche dei produttori italiani ed internazionali di caffè, in tutti i formati monoporzionati disponibili per i dispositivi più conosciuti, si possono trovare all’interno dei negozi in franchising Tuttocapsule: è la prima catena di negozi in Italia, con oltre 110 negozi riforniti con oltre 800 tipologie di capsule, originali o compatibili. E nei prossimi giorni, i punti Tuttocapsule aumenteranno di altre unità, andando a servire altre città d’Italia e centinaia di clienti, tutti i giorni. Ma in capsula non c’è soltanto caffè: si possono trovare anche tisane, camomille, infusi, bevande fredde, le miscele più ricercate fino a poter persino servire una vellutata di verdura calda, come fosse appena fatta dalla nonna. La ricerca delle aziende leader dotate delle migliori tecnologie nel confezionamento, pone Tuttocapsule tra gli attori principali di un mercato in continua crescita per la facilità con cui poter ottenere bevande di qualità pregiata. Il personale all’interno dei punti vendita viene accuratamente formato da specialisti del settore, affinché possa consigliare il meglio alla clientela più esigente ed intraprendente e a guidarla tra i sapori legati alla tradizione tutta italiana. Tra le capsule in vendita, c’è sempre una particolare attenzione a recepire tutte le innovazioni in commercio, con un occhio di riguardo al comparto dell’ecosostenibilità, per restare al passo con i tempi e sensibilizzare la clientela ad un consumo sempre più consapevole e di qualità. Il continuo aggiornamento dello staff aziendale e la partecipazione alle più importanti fiere di settore e agli eventi commerciali, culturali e sportivi, pone la catena Tuttocapsule tra i punti vendita più apprezzati d’Italia. Perché esprimere un desiderio da Tuttocapsule, c’è più gusto.

Nei negozi Tuttocapsule un assortimento di oltre 800 tipi di capsule originali o compatibili. Ben 120 negozi in tutta Italia, in cui trovare tanta qualità e professionalità


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Tecnologia e sapore ad alti livelli Le capsule e le cialde E.S.E. Pagliero compostabili hanno un involucro costituito da materiali che a seguito della degradazione naturale o industriale possono essere utilizzati per creare il compost utilizzato per concimare e fertilizzare. 1. Capsule Pagliero compostabili per Nespresso®*: Sono disponibili nella miscela Deciso e ogni confezione contiene 50 capsule.

2. Capsule Pagliero compostabili per A Modo Mio®*: Sono disponibili nelle miscele Vigoroso, Oro, Blu, Nero e Decaffeinato. Ogni confezione contiene 50 capsule. 3. Pagliero cialde filtro carta E.S.E. Sono disponibili nella miscela Cremoso e ogni confezione contiene 100 cialde. L’alternativa è sempre possibile: scegliamo una spesa più consapevole.

Finalmente, è arrivato il ...

Caffè Pagliero Compostabile: buono anche per l’ambiente!

Quando anche il caffè aiuta l’ambiente, è buono due volte. La capsula del Caffè Pagliero oggi è diventata compostabile e potrà essere smaltita grazie alla sua elevata biodegradabilità. La nuova capsula compatibile Nespresso è stata realizzata in PLA, un poliestere termoplastico ottenuto a partire dal mais, un materiale “bioplastico” ormai ben rodato anche nell’industria alimentare. La copertura è in carta, per garantire fragranza e qualità fino all’erogazione della bevanda nella tazzina. Il Pla è un materiale biodegradabile, ma a determinate condizioni: si decompone molto rapidamente sopra i 60°C di temperatura, in condizioni di umidità elevata, trasformandosi in terriccio e fertilizzante per il suolo. Queste proprietà benefiche per l’ambiente, si devono valorizzare fino in fondo: le capsule non devono essere smaltite nella plastica, proprio per non

perdere questa capacità in linea con le nuove disposizioni sulla produzione sostenibile. Naturalmente, tutto può essere riciclato: confezione, flowpack e capsula. Una buona notizia per i clienti più sensibili che vogliono gustare un buon caffè, mantenendo un occhio di riguardo per l’ambiente. Il Caffè Pagliero miscela “Vigoroso” compostabile è un espresso dal sapore intenso, perfettamente tostato e dosato per evocare sensazioni tipiche di un vero espresso napoletano a prova di bar. In un pratico formato da 50 capsule, loro volta suddivisi in comodi sacchetti da 10 capsule l’uno per favorire una conservazione migliore del caffè, Pagliero Vigoroso, al suo interno contiene anche una coppia di bicchierini in vetro e 50 bustine di zucchero.

Il Caffè Pagliero “Vigoroso” è un espresso dal sapore intenso. E’ un prodotto compostabile: confezione, flowpack e capsula. Nella confezione da 50 pezzi, ci sono anche 50 bustine di zucchero ed una coppia di bicchierini in vetro


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I distributori automatici diventano “green” Con RiVending bicchieri e palette in plastica del caffè si trasformeranno in nuovi prodotti

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a Regione Lombardia ha concesso il patrocinio ufficiale per l’anno 2020 al Progetto Rivending (www.rivending.eu), il circuito chiuso di raccolta e riciclo di bicchieri e palette del caffè dei distributori automatici, promosso da CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche – Federazione Gomma Plastica). “Siamo particolarmente fieri – spiega il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – del fatto che un’importante istituzione come la Regione Lombardia abbia riconosciuto il valore di un progetto di filiera che risolve in maniera efficace il tema del fine vita dei prodotti monouso di plastica nel settore della distribuzione automatica e ci auguriamo che altre istituzioni italiane seguano l’esempio della Lombardia sostenendo il progetto”. Attraverso RiVending, infatti, i consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il proprio caffè, sono invitati a buttare bicchiere e paletta in un apposito contenitore che presenta fori grandi quanto il diametro dei bicchieri, oltre a un foro per le palette. Tubi rigidi presenti al suo interno accompagnano la caduta dei bicchieri favorendone l’impilamento uno dentro l’altro, riducendone in questo modo il volume. Il contenitore RiVending ha al suo interno un sacchetto verde e blu e viene ritirato dalla stessa società che gestisce i rifiuti insieme alla raccolta differenziata della plastica. Dopo una semplice selezione dei sacchi, i sacchi RiVending vengono presi in carico da COREPLA che li avvia direttamente al riciclo. La Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività nel settore della distribuzione automatica. I dati

della Camera di Commercio di Milano mostrano che in Lombardia sono presenti 877 tra sedi d’impresa e unità locali che operano nel settore della distribuzione automatica: in particolare Milano ne concentra 353, Brescia 84, Bergamo 80, Monza e Brianza 76, Varese 72. L’attuazione del progetto RiVending in Lombardia, forte del patrocinio appena concesso, può portare a risultati importanti in termini di tonnellate

di plastica riciclata e di nuovi prodotti che prendono vita. Il progetto Rivending infatti permette di recuperare una plastica di altissima qualità e valore, evitando costosi e dispersivi passaggi di separazione dalle altre plastiche e di lavaggi industriali spinti. L’obiettivo finale è quello di trasformare i bicchieri usati in bicchieri nuovi creando nel settore un minor impatto ambientale in un’ottica di efficiente economia circolare.


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