Poste Italiane spa - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (Convertito in legge 27/02/2004 n. 46), art. 1, comma 1 - LO/MI/ - euro 10,00 - In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio CMP Roserio (Mi) per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa - Editrice webandmagazine s.r.l. - Via Valla, 16 - I-20141 Milano - www.webandmagazine.media
!"#!$%"&
www.linificio.it
ISSN 2421-4779
issue_017 aprile 2019
Magazine dedicated to textiles, from yarn to fabric, for furnishing and fashion industry
La rivista tecnica per il settore tessile dal filato al tessuto
IL LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE VESTE DI LINO BERGAMO
-&$#.'%/'%.*--0.1%$&#'('&1% .',.1%2$--$%+*,*#$.'% /$((3',/0-.#'$%/*((*% .*,/*%/$%-1(*
!"#$%$&#'('&$%#'&'&($.$% /$%-!($&&'$.0#$%%
+
!"#$%$&#'('&$% )*#+',*
"(*,/%/*((*%!"#*%',% .#*&&'$%4*#%!($.0#$
!($.1%5$6.*,.%
IRISUN ha avviato un processo di ricerca che ha dato un impulso fondamentale alla nascita del progetto Raytent. Il nuovo tessuto ecologico, generato dagli scarti dell’industria delle tende da sole, può essere impiegato in diversi settori che vanno dalla protezione solare all’industria, dall’arredamento alla moda.
.*--0.1%5$6.*,.
raytent.it
italian made textiles
75789:%78%;%<5;:=%>?%@7>A;:;5=7%%B%%A7CC7DEF:G;%%B%%D;:G>A;%%B%%7G;C7;%B%%@7>A;:;5=7HI>D
lkmstudio
The sustainable choice.
issue_017
02
textures
COLOPHON APRILE 2019
!"#!$%"&
direttore responsabile editor in chief pietro giovanni ferrari redazione@webandmagazine.com direttore editoriale editorial coordinator beatrice guidi beatriceguidi_mkt@webandmagazine.media
giornalisti journalists sonia maritan
rivista trimestrale quarterly magazine una copia ONE COPY euro 10,00 abbonamento annuo italia euro 30,00 a year’s subscription abroad euro 60,00 modalità di pagamento tramite bonifico bancario con tutti i vostri dati e causale utilizzando i seguenti IBAN: CREDITO VALTELLINESE IT24T0521601633000000005133 BIC/SWIFT BPCVIT2S
Linificio e Canapificio Nazionale S.r.l.
hanno collaborato collaborators paola govoni, mariadele mancini
I nomi, le ditte e i prodotti citati redazionalmente sono pubblicati senza responsabilità dell’editore; testi e fotografie, anche se non pubblicati, non ven-
Via Ghiaie, 55 24018 Villa d'Almè (BG) - Italy tel. +39/035 634 011 fax +39/035 634 027
coordinamento generale general coordination
gono restituiti Names, firms and products wich are
franco riccardi
responsability; texts and photos, altough unpubli-
logistica@webandmagazine.com
shed, are not returned
info@linificio.it www.linificio.it
ufficio grafico graphic layout
Informativa Ex D. Lgs.196/03 – webandmagazine
ufficiografico@webandmagazine.com amministrazione administration laura gregorutti amministrazione@webandmagazine.com web and media advertising web and media advertising
quoted editorially are published without publisher’s
s.r.l., titolare del trattamento tratta i dati personali liberamente conferiti per fornire i servizi indicati. Per i diritti di cui all'art. 7 del D. Lgs n. 196/03 e per l'elenco di tutti i Responsabili del trattamento rivolgersi al Responsabile del trattamento, info@webandmagazine.com. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all'amministrazione
silvia maestri direzione marketing
e potranno essere comunicati a società esterne per
advertising@webandmagazine.com
la spedizione del periodico e per l'invio di materiale
beatrice guidi
promozionale. Il Responsabile del trattamento dei
advertising@webandmagazine.com
dati raccolti in banche dati a uso redazionale è il
gloria murrighili
direttore responsabile a cui ci si può rivolgere, per i
mkt@webandmagazine.media
diritti previsti dal D. Lgs. 196/03, presso: editrice webandmagazine s.r.l., Via Valla, 16 - Milano.
registro degli operatori di comunicazione - roc 23567 ISSN 2421-4779
stampa CPZ s.p.a. Via Landri, 37/39 I-24060 Costa di Mezzate (Bergamo)
editrice Web and Magazine s.r.l. Via Valla, 16 20141 Milano Italia telefono +39/02 84173130 telefono +39/02 84173121 (marketing) fax +39/02 66661204 amministrazione@webandmagazine.com www.webandmagazine.media www.webandmagazine.com
issue_017
textures
04
SOMMARIO APRILE 2019
Foto by Linificio e Canapificio Nazionale www.linificio.it
07 EDITORIALE Scavare nella memoria... Digging into memory ... di Beatrice Guidi 08
FILO D'ARIANNA MARIADELE MANCINI JAPAN OBSERVATORY a Milano Unica Febbraio 2019 JAPAN OBSERVATORY di Mariadele Mancini 14
INCONTRI CARLO PIACENZA Un fiume tranquillo A calm river di Pietro Ferrari 16
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ PETTINATURA DI VERRONE ZEGNA BARUFFA LANE BORGOSESIA SUCCESSORI REDA Sostenibilità, la filiera tessile biellese esempio per la Commissione europea Checks and controls di Pietro Ferrari 20
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ MESSE FRANKFURT ITALIA La filiera del tessile si incontra nel distretto comasco The textile supply chain meets in the Como District di Pietro Ferrari 22
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ FILO FLOW Verso una sostenibilità condivisa Filo for sustainability di Pietro Ferrari
24
PERCORSO COTONE VARVARESSOS Supreme Green cotton: sostenibile dal seme di cotone al filo Supreme Green cotton: sustainable from cotton seed to yarn di Beatrice Guidi 26
PERCORSO LANA TRABALDO TOGNA Tradizione e innovazione Estrato spring summer 2020 collection di Pietro Ferrari 28
PERCORSO LANA LANECARDATE La lana dall'a alla zeta An old tradition ever renovated di Pietro Ferrari e Beatrice Guidi 30
PERCORSO LINO LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE Bergamo si tinge di azzurro The Linificio e Canapificio Nazionale dresses with a field of blue linen, one of the most exclusive areas of Bergamo, its city di Beatrice Guidi 34
PERCORSO LINO LINEN DREAM LAB Becoming: Linen trends (A I 2020.21 for fashion textiles by Elementi Moda for CELC Linen trends for fashion textiles by Elementi Moda for CELC di Beatrice Guidi
textures
36
PERCORSO SETA EKATERINA POLYAKOVA Design e benessere Design and care di Pietro Ferrari 38
COLOURS LIA LUZZATTO E RENATA POMPAS La storia del colore A history of color di Pietro Ferrari 44
COLOURS YUOOL La lana cammina Wool walks di Pietro Ferrari 46
COLOURS FRATELLI TALLIA DI DELFINO Fratelli Tallia di Delfino presenta Gentleman’s Wardrobe A gentleman and a connoiseur di Pietro Ferrari 48
COLOURS REDA Innovazione e rispetto per l’ambiente Innovation and sustainability di Pietro Ferrari 50
COLOURS RIFÒ La seconda vita del denim Sustainable fashion Rifò create the first clothing in recycled and regenerated denim fabric di Beatrice Guidi
05
52
ART & TEXTILES ITALIAN JACQUARD Dagli antichi telai di Paola Govoni 56
EVENTI INTERTEXTILE SHANGHAI HOME TEXTILES (AUTUMN EDITION) Nuovo slancio per Intertextile Shanghai home textiles Dynamic market demand creates momentum for August’s Intertextile Shanghai home textiles (Autumn Edition) di Beatrice Guidi 58
EVENTI TECHTEXTIL Una forte conferma A good Techtextil coming di Beatrice Guidi 60
SCENARI FONDAZIONE BIELLA MASTER DELLE FIBRE NOBILI Insegnare il management del tessile di Pietro Ferrari
85
issue_017 April
!"#!$%"&
writer Beatrice Guidi
EDITORIAL
07
Scavare nella memoria... Anche se oggi il sistema moda esprime sempre di più una vocazione per la sperimentazione attenta alla sostenibilità intesa come trasparenza e tracciabilità, come leggerete nelle prossime pagine, contemporaneamente ci troviamo di fronte ad un'esplorazione e riscoperta dei mestieri del passato come ci racconta la storia di Assunta Perilli.
La sua storia, raccontata in un servizio televisivo, mi ha colpita particolarmente e vuole esprimere che, anche se il futuro è innovazione in termini di materiali e tecnologie, non si devono dimenticare le antiche tradizioni millenarie della filiera tessile, e riscoprirne i segreti per non perdere la nostra identità di saper fare con competenza.
Archeologa e tessitrice dal 2000 (anno in cui ritrova casualmente in cantina il telaio della nonna) si occupa di tessitura a mano con l'antico telaio di inizi '900 e con attrezzi che hanno più di un secolo. Conosce tutta la filiera della lana e del lino grazie all'aiuto delle donne anziane del paese, che le hanno lasciato in eredità anche la cultura delle tradizioni della zona, recuperando un sapere non scritto, ma tramandato oralmente per generazioni.
In questo numero questo concetto farà da sfondo in alcuni articoli, come quello di Paola Govoni, in cui si racconta una storia di un'artigiana tessile che lavora tessuti per l'arredamento creando capi unici, e anche l'iniziativa del Linificio Canapificio Nazionale contribuisce a riportare sul nostro territorio non solo la tradizione della coltivazione del lino ma anche la nostra eccellenza…
DIGGING INTO MEMORY ... Even if today the fashion system increasingly expresses a vocation for experimentation focused on sustainability, as transparency and traceability as you will read in the following pages, at the same time we are faced with an exploration and rediscovery of the traditions of the past as the story of Assunta Perilli tells us. Archaeologist and weaver since 2000 (the year in which she finds her grandmother's loom in the cellar) she deals with hand weaving with the ancient loom of the early 1900s and with tools that are over 100 years old. She knows
the whole wool and linen industry thanks to the help of the elderly women of the village, who have also handed down the culture of the traditions of the area, recovering an unwritten knowledge passed on orally for generations. Her story, told in a TV report, struck me particularly: she wants to express that even if the future is innovation, in terms of materials, technologies ... the ancient millenary traditions of the textile chain must not be forgotten, and the secrets must be rediscovered for not lose our identity and prestige.
In this issue, this concept will be the background in some articles, such as that of Paola Govoni in which she writes about the story of a textile craftswoman, who works fabrics for furnishing creating unique clothing, and also the initiative of the Linificio Canapificio Nazionale contributes to bringing back to our territory not only the tradition of flax cultivation but also our honor.
issue_017
08
FILO D'ARIANNA
textures
writer Mariadele Mancini
JAPAN OBSERVATORY a Milano Unica Febbraio 2019
Japan Observatory alla sua decima edizione a Milano Unica (edizione SS 2020).
Era il 1953 e Akio Morita, seduto in un bar di Dusseldorf, stava consumando un gelato. Il cameriere che lo serviva, per essere gentile, gli disse ''questo viene dal suo Paese'' indicando l'ombrellino di carta che campeggiava sul cono. L'uomo d'affari giapponese non si divertì affatto . ''Era dunque quella la percezione che il mondo occidentale aveva del suo Paese?'' Insieme a Masaru Ibuka, da circa sei anni Morita aveva fondato, all'interno di un magazzino ormai in rovina nella periferia di Tokio, la sua prima impresa industriale. Quell'azienda che a breve sarebbe diventata nientemeno che la Sony Corporation L'emblema della crescita e dello sviluppo tecnologico del Giappone e dell'Asia intera. La sfida ostinata e vincente lanciata al sistema economico dominato sino a quel momento dalle potenze occidentali. Il marchio di quel fenomeno socio culturale che oggi indichiamo come ''il miracolo asiatico''. Esattamente un secolo prima l'arrivo, davanti alle coste del Giappone, delle ''navi nere'' guidate dal commodoro americano Perry, aveva posto fine all'ermetico isolamento di un popolo, iniziato nel lontano 1638. L'apertura dei porti giapponesi che ne seguì, introdusse il Paese nel mondo moderno, quello del pro-
gresso che trasforma la vita . Apparvero per la prima volta i treni, i tram, la macchina a vapore, i giornali, la fotografia, i testi scientifici di botanica e anatomia. Arrivò la macchina da cucire che segnò la fine del kimono a vantaggio della moda dei vestiti ''cuciti''. Oggi, ripensando in maniera non superficiale agli accadimenti della storia, ci si accorge che ogni tipo di rivoluzione, nella visione del mondo, ben si allinea alla sensibilità giapponese il cui tratto caratteristico sta nel suo costante richiamo alla natura. Natura che, col suo incessante mutare, ispira l'immagine di un un ''mondo caduco e fluttuante'', così come il Viaggio che, con i suoi imprevisti, si fa metafora della impermanenza della vita stessa. Il messaggio lanciato in questa edizione dal Japan Observatory a Milano Unica è il seguente: per affrontare le turbolenze della crisi globale che ci assale da
textures
09
JAPAN OBSERVATORY The message launched by the Japan Observatory in Milano Unica (February edition) is the following: to deal with the turbulence of the global crisis that assails us from all sides, we must draw wisely from the past and inspire ourselves in the harmony of nature, coexisting with it in every moment of our progress, as we move into the future of a new creativity. Consistent with what has been said are the four themes of the Spring/Summer 2020 Trends, all accompanied by textile examples that exalt an unrivaled capacity for technical innovation, and a creativity that explores the memory of time in absolute freedom. An example for all, the beautiful fabrics of Morikawa Lace Co. made with a machine that is unique in the world of its kind: the Raschel frame made by NIPPON MAYER CO., LTD. and installed more than 30 years ago, which has fineness 18 and a jacquard-back function. The texture, softer than that of mass-produced Raschel lace and unique to this machine, seems well received by customers. ogni parte, dobbiamo attingere con saggezza dal passato e ispirarci all'armonia della natura, coesistendo con essa in ogni istante del nostro progredire, mentre ci incamminiamo nel futuro di una nuova creatività. Coerenti con quanto detto sono i quattro temi delle Tendenze Primavera/Estate 2020, tutte corredate di esempi tessili che esaltano una capacità di innovazione tecnica che non ha rivali, e una creatività che fruga in assoluta libertà nella memoria del tempo.
Un esempio per tutti , i bellissimi tessuti di Morikawa Lace Co. realizzati con un macchinario unico al mondo nel suo genere: il telaio Raschel realizzato da NIPPON MAYER CO., LTD. e installato più di 30 anni fa, che presenta finezza 18 e una funzione jacquardposteriore. La trama, più morbida di quella del pizzo Raschel prodotto in serie e unica grazie a questo macchinario, sembra essere molto apprezzata dai clienti. Presenterà linee incentrate sulla serie di pizzi vintage “ANDANTE” e continuerà a sviluppare il "cotone riciclato e organico" per la categoria relativa alla sostenibilità.
MORIKAWA LACE CO., LTD.
issue_017
10
textures
INCONTRI CARLO PIACENZA writer Pietro Ferrari www piacenzacashmere.com
Un fiume tranquillo Carlo Piacenza ci racconta un percorso secolare che ha avuto come costante la ricerca della qualità più elevata e degli strumenti per raggiungerla.
Una panoramica della sede di Pollone della Piacenza Cashmere.
La serenità della vallata di Pollone, da sinistra Carlo Piacenza, Beatrice Guidi e Pietro Ferrari.
Abbiamo visitato in una bella giornata di marzo lo stabilimento di Piacenza Cashmere di Pollone. Fin dall'aprirsi della vallata si percepisce pienamente come l'acqua e l'aria siano due dei magici ingredienti del cashmere prodotto da questa azienda che affonda le sue radici nel Seicento. Ma sono tante le specificità che rendono questo lanificio diverso da qualunque altra azienda che abbiamo visitato. Nella nostra visita, che ha per guida eccezionale, Carlo Piacenza, titolare dell'azienda e Presidente dell'Unione Industriale Biellese, partiamo dal deposito della materia prima, una materia prima che viene verificata e controllata in maniera minuziosa al suo arrivo da ogni angolo del mondo: Sudamerica, Cina, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, da tutti questi straordinari giacimenti vivi di materie prime. Di queste verifiche è importante sottolineare che si ripetono a ogni passo produttivo, perché basta saltare un passaggio per compromettere tutta la catena di qualità del prodotto. Si parla poi di una catena pro-
textures duttiva interamente tracciabile e molto verticalizzata che passa attraverso tutta una serie di lavorazioni in un percorso tranquillo e sincronico. Cosa distingue queste lavorazioni da quelle di una realtà produttiva standard? Non solo la continua verifica in ogni passaggio intermedio, ma anche l'utilizzo di tecnologie avanzatissime, spesso adattate o co-progettate assieme al produttore di macchine. "Non è un caso - osserva Carlo Piacenza - che l'industria meccanotessile nasca sempre vicina all'industria del tessile con un grande e reciproco effetto di traino". Passiamo nella nostra visita attraverso una serie di processi produttivi messi a punto passo per passo in un percorso di esperienza secolare, il cui obiettivo assoluto è la qualità, indipendentemente dal prezzo che il mercato riconosce a fronte di una qualità così accentuata e così intensamente perseguita con processi straordinari, con l'utilizzo per esempio, nelle tecnologie di tintura, dell'acciaio inox marino che permette di eliminare la stragrande maggioranza delle macchie presenti nel tessuto e qualsiasi processo di ossidazione. Poi abbiamo trovato addirittura esaltante l'idea dei fiori di cardo utilizzati per estrarre il pelo nel tessuto, un processo che riesce a ottenere, utilizzando uno strumento naturale, dei risultati assolutamente irripe-
tibili, anche con le migliori spazzole metalliche, a dispetto di strumenti tecnologici avanzati. Certo, e ci sembra che questa sia un po' una costante di questo percorso, come un fiume tranquillo, a patto di dare il tempo alla natura, alla lana, alla fibra di respirare, di ricondizionarsi e di vivere un percorso dove certo i tempi sono quelli della produzione industriale, però dilatati in maniera di permettere alla materia prima di esprimere tutte le sue potenzialità. Possiamo poi parlare anche delle varie fasi di finissaggio che danno continuamente valore aggiunto al prodotto portandolo a un'eccellenza straordinaria che permette a Piacenza Cashmere di essere fornitore delle grandi griffe della moda italiana, francese, americana, attraverso trattative in cui la rilevanza del fattore prezzo è minimizzata. Perché non è un commercio in cui si cerca il miglior prezzo ma una complicità in cui si cerca di emozionare il cliente attraverso la creatività. “Una creatività - puntualizza Carlo Piacenza - legata, però, a degli standard ben precisi con un forte contenuto di caratteristiche tecniche e di rilevanza delle maestranze. La macchina non potrà mai sostituire la capacità delle competenze umane”. Pietro Ferrari - Infatti vediamo la rilevanza della presenza umana in cui si va quasi a dialogare col panno che passa, cercando di controllarlo con dei
11
Nella cardatura la natura e la tecnologia si uniscono per creare una qualità durevole nel tempo.
issue_017
12
textures
INCONTRI CARLO PIACENZA
Qualità senza compromessi per accessori di cui ci si innamora.
criteri che anche la miglior macchina non potrebbe interiorizzare e, poi, utilizzare come canone di giudizio. Carlo Piacenza - Pensiamo al folloniere: è un mestiere fantastico che non è solo fatto di insegnamento ma anche di sensibilità. Per imparare ad essere un buon folloniere ci vogliono due anni ma non è detto che tutti riescano a diventarlo davvero. Un folloniere si distingue proprio dalla sensibilità: con le mani sente, dal modo in cui scorre il tessuto, se si sta gonfiando, come si gonfia, come correggerlo, come accelerare e rallentare il processo produttivo e creativo assieme. Ci sono macchine per questo, ma non si raggiungerà mai la grandissima
qualità senza l'eccellenza dell'uomo e del suo lavoro. Mio padre aveva coniato lo slogan: “L'ossessione della qualità” ma, più che di un'ossessione, si trattava e si tratta della determinazione di non scendere mai a compromessi nella qualità. È un tema che in Piacenza Cashmere ci accompagna da generazioni. Questo non significa che l'aria che si respira in azienda sia da antica bottega artigiana: “Ho voluto dai miei fornitori di informatica - ci dice Carlo Piacenza - un CAD di nuovissima generazione e soprattutto adatto alle mie esigenze: ho dovuto metterli un po' sotto pressione, però oggi dispongo di un sistema all'avanguardia e personalizzato.
textures secoli. Fin da ragazzo, chi è nato qui ha sempre sentito parlare dai genitori del tessile: il contesto stesso gli trasferisce inconsapevolmente il nostro mondo, il nostro modo di fare. Quindi Biella non si può trasferire come sistema e contesto da nessuna altra parte del mondo.
Questo è stato un altro salto importante”. Pietro Ferrari - E comunque avanziamo con un passaggio generazionale che non è più solo la trasmissione delle competenze ma la capacità di calare queste competenze in un mondo che più diverso non potrebbe essere dal punto di vista degli strumenti progettuali e produttivi. Carlo Piacenza - Ecco perché bisogna dire: largo ai giovani. Lasciare loro spazio anche nei confronti di quei vertici dirigenziali che frenano il processo innovativo e rifiutano gli strumenti del futuro.
! L'UOMO DI ASSOCIAZIONE Pietro Ferrari - La sua esperienza come Presidenza dell'Unione Industriale Biellese come la porta a vedere questo territorio? Carlo Piacenza - L'unica cosa del mondo tessile che non parte da Biella è la materia prima, per il resto c'è tutto quello che serve: il tessuto ma anche il capo finito o l'accessorio. Pietro Ferrari - Biella è un mondo riproducibile oppure nasce da una serie di caratteristiche del territorio, di valori umani che qui si sono incontrati in maniera specifica? Carlo Piacenza - Lei mi chiede se Biella è riproducibile? Io rispondo no. Non è un problema di macchine: il meccanotessile, in un periodo di grande crisi mondiale, ha trovato in Asia mercati importanti. Questo cambiamento di punto focale avrebbe potuto significare la fine. Invece non è stato così, io dico sempre che è un fatto culturale: quando noi parliamo con i nostri stilisti, troviamo un approccio immediato, c'è un senso dell'estetica, della bellezza che abbiamo solo noi in Italia, un senso che ci portiamo dietro dal sedicesimo secolo e che è dentro l'operaio così come l'amministratore delegato. In più, nel Biellese, questo senso si è radicato sempre più nei
13
La vigogna come segnale di prestigio e di comfort.
Pietro Ferrari - Biella è stata però anche aperta alla creatività proveniente da tutto il mondo e ha portato a sua volta la sua esperienza nel mondo. Carlo Piacenza - Abbiamo avuto ambasciatori del savoir faire biellese in tutto il mondo. Al di là di questi grandi ambasciatori, il modello biellese è fatto anche di tanti piccoli imprenditori che hanno reso famosa Biella, anche se forse più fra gli addetti ai lavori che verso i palcoscenici di massa. Credo, per questo, che la richiesta di Biella di candidarsi come città creativa dell'Unesco sia assolutamente giustificata, perché veramente stiamo rifornendo i protagonisti del più bel vestire del mondo. Poi è la grande griffe che fa da ambasciatore finale ma resta il fatto che il tessuto viene dalle nostre aziende. Tra Biella e le grandi griffe non è più una questione di concorrenza ma di simbiosi. All'inizio degli anni Duemila ci fu una corsa al prezzo: sembrava che si potesse andare in Cina per trovare lo stesso prodotto al venti per cento in meno. Ma sarebbe stato possibile buttare via una tradizione centenaria solo per uno sconto del 20 per cento sul prezzo? Ovviamente si è rivelato impossibile perché, invece, ci sono fattori determinanti che restano centrali: come produci, con che tempi, con che cultura sono stati ideati: una cosa è copiare processi produttivi standardizzati, una cosa è evolversi continuamente. Nel nostro settore abbiamo bisogno di una creatività
Cappotti e giacche di una bellezza senza tempo.
issue_017
14
textures
Fantasiose declinazioni al femminile.
INCONTRI CARLO PIACENZA
costantemente rinnovata e questa è la grande differenza.
! IL TEMA DELLA SOSTENIBILITÀ
E IL FUTURO DELLA MODA
Pietro Ferrari - Di questi valori in primo piano, come testimonia l'esperienza di "Segui il Filo" portata avanti da una fiera che è anche espressione dell'Unione Industriale Biellese, fa parte anche il grande tema della sostenibilità... Carlo Piacenza - In questa direzione, la tracciabilità è l'obiettivo di chi fa manufatturiero.
Saranno i giovani a volere la tracciabilità e chiederanno sempre di più di conoscere ciò che sta dietro ad un prodotto. Questa è una grande opportunità per noi Biellesi, che ci stiamo impegnando sempre più sul fronte della sostenibilità, del risparmio energetico e dei processi meno impattanti sull'ecosistema. Questo è un momento prezioso in cui possiamo cogliere l'occasione per dimostrare l'eccellenza della manifattura nel nostro territorio e - perché no? - nel nostro Paese più in generale. Pietro Ferrari - Dal suo punto di vista di produttore di tessuti di altissima qualità, una riflessione: dove va la moda? Carlo Piacenza - Oggi la moda va senza dubbio proprio nella direzione della sostenibilità, un fattore che, inizialmente, era entrato nella distribuzione come mossa commerciale. Oggi i più attenti hanno capito che quanto viene promesso deve essere mantenuto: non possiamo dire che siamo in un paradiso, piuttosto dobbiamo riconoscere con trasparenza che quella tessile è la seconda industria più inquinante al mondo e per questo non dobbiamo nasconderci ma, piuttosto, dobbiamo cambiare realmente marcia trovando soluzioni innovative, tecnologiche e sostenibili. L'esempio lo dobbiamo dare noi e noi dobbiamo tracciare la strada: questa è l'unica via di uscita e dobbiamo essere tutti d'accordo sul fatto che la tracciabilità è uno dei primi requisiti da richiedere anche in ottica di sostenibilità. Pietro Ferrari - Invece dal punto di vista di chi si veste, si sta forse ritornando un po' al piacere della qualità
textures dopo una stagione di cambiamento frenetico di mode e stilemi? Carlo Piacenza - C'è un po' di tutto e non dimentichiamo che è anche una questione di tasche. In un contesto di contrazione dei redditi, ci sono sempre più persone che si vestono solo per necessità. Nell'ambito della fascia alta, i giovani dei Paesi avanzati stanno dando sempre meno interesse alla griffe in sé, piuttosto cercano un prodotto che abbia una story-telling affascinante. La griffe sta per questo perseguendo un'immagine
15
di maggior trasparenza, considerando che il giovane vuole essere un consumatore consapevole. Non dimentichiamo che anche in un mercato fondamentale e inizialmente onnivoro, come la Cina, la prima generazione è finita e il consumatore, dopo una ubriacatura per le griffe, è protagonista di un processo di cambiamento: meno importanza al marchio, più importanza al prodotto, se poi quest'ultimo è legato a un marchio conosciuto, tanto meglio, ma la griffe non è più un valore assoluto se non si fa portatrice di storia, valori e tradizione.
A CALM RIVER On a beautiful March day we visited the Piacenza Cashmere plant in Pollone. Since the opening of the valley it is fully perceived as water and air are two of the magical ingredients of cashmere produced by this company that has its roots in the seventeenth century. But there are so many specificities that make this mill different from any other company we visited. In our visit, which had an exceptional guide, Carlo Piacenza, owner of the company and President of the Industrial Union of Biella, we start from the storage of the raw material, a raw material that is meticulously checked and controlled on arrival from every corner of the world: South America, China, Australia, New Zealand and South Africa, from all these extraordinary raw material deposits. Of these checks it is important to underline that they are repeated at each production step, because it is enough to skip a step to compromise the whole product quality chain. We then talk about a fully traceable and very verticalized production chain that passes through a series of processes in a quiet and synchronic path. What distinguishes these processes from those of a standard production? Not only the continuous checking in every intermediate step, but also the use of very advanced technologies, often adapted or co-designed together with the machine manufacturer We pass in our visit through a series of production processes developed step by step in a path of centuries-old experience, whose absolute objective is quality, regardless of the price that the market recognizes in the face of such a strong and intensely pursued quality with extraordinary processes, with the use, for example, in dyeing technologies, of marine stainless steel that eliminates the vast majority of the stains present in the fabric and any oxidation process. Then we even found thrilling the idea of thistle flowers used to extract the hair in the fabric, a process that achieves, using a natural instrument, absolutely unrepeatable results, even with the best metal brushes, in spite of advanced technological tools . Of course, and it seems to us that this is a bit of a constant theme in this journey, like a calm river, as long as you give time to nature, to wool, to the fiber of breathing, reconditioning and living a path where the time is certain they are those of industrial production, but dilated so as to allow the raw material to express all its potential. We can also talk about the various finishing phases that continually add value to the product, bringing it to an extraordinary excellence that allows Piacenza Cashmere to be a supplier to the great Italian, French and American fashion brands, through negotiations in which the importance of the price factor it is minimized. Because it is not a business in which we look for the best price but a complicity in which we try to excite the customer through creativity.
issue_017
16
textures
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA PETTINATURA DI VERRONE ZEGNA BARUFFA LANE BORGOSESIA - SUCCESSORI REDA writer Pietro Ferrari www pettinaturadiverrone.com - www baruffa.com - www reda1865.com
Sostenibilità, la filiera tessile biellese esempio per la Commissione Europea
Porte aperte in Pettinatura di Verrone, Zegna Baruffa Lane Borgosesia e Successori Reda per i tecnici della Commissione Europea alle prese con la revisione delle Bat per il settore. Da Zegna Baruffa.
Il distretto Biellese ha ospitato una delegazione della Commissione Europea, insieme ai rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, in vista dell’aggiornamento del ‘TXT BRef’ ai sensi della direttiva 2010/75/UE (Emissioni industriali), ovvero la ridefinizione dei prossimi orientamenti comunitari in materia di migliori tecniche disponibili (BAT, Best Available Technics) per il settore tessile, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale dei diversi processi produttivi,
attraverso l’individuazione di nuovi target di riduzione, ove possibile, delle emissioni in acqua e in atmosfera e del consumo di risorse naturali. Ad aprire le porte ai funzionari europei, accompagnati dai rappresentanti del Ministero e dalle associazioni di categoria Sistema Moda Italia e Unione Industriale Biellese con Crab Medicina e Ambiente, mostrando il complesso processo produttivo delle diverse lavorazioni tessili, oltre ai sistemi di depurazione
textures
ď€ CHECKS AND CONTROLS In recent days, the Biella district hosted a delegation from the European Commission, together with representatives of the Ministry of the Environment, in view of updating the 'TXT BRef' pursuant to Directive 2010/75 / EU (Industrial Emissions), or the redefinition of the next Community guidelines on best available techniques (BAT, Best Available Technics) for the textile sector, with the aim of improving the environmental sustainability of the various production processes, through the identification of new reduction targets, where possible, of the emissions into water and into the atmosphere and consumption of natural resources.
17
issue_017
18
textures
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA PETTINATURA DI VERRONE ZEGNA BARUFFA LANE BORGOSESIA - SUCCESSORI REDA
zione industriale anche l’attenzione all’ambiente, alla riduzione di sprechi e costi, e alla valorizzazione del verde e delle montagne che ci circondano”. Da Reda.
delle acque, sono state le aziende: Pettinatura di Verrone, con l’ad Pier Carlo Buscaglia, la Zegna Baruffa Lane Borgosesia, con il presidente Alfredo Botto Poala, e la Successori Reda con il CEO Ercole Botto Poala e il COO Francesco Botto Poala. “È significativo che Biella sia stata scelta, unica in Italia, per riuscire a far toccare con mano ai funzionari della Commissione Europea i diversi processi produttivi del settore tessile – commenta Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese – prima di tutto perché questo mette in evidenza un’unicità di Biella, il fatto cioè che qui sia presente ancora l’intera filiera, dalla lana sucida al capo finito, oltre alla particolare attenzione alla sostenibilità in un territorio che, storicamente, affianca ad una centenaria tradi-
textures
! UN APPROCCIO
INTEGRATO
In particolare, scopo dei BRef è proporre tecniche e tecnologie, principi di progettazione, nonché approcci gestionali integrati per la prevenzione e riduzione degli impatti complessivi derivanti dall’esercizio di attività industriali soggetti agli obblighi di cui alla direttiva sopra citata. La revisione del BRef comunitario per il comparto produttivo tessile è un tema complesso e articolato, tenuto conto della diversità delle filiere manifatturiere che insistono in Europa, ma di importanza fon-
damentale per le aziende autorizzate. Infatti le ‘Conclusioni sulle Bat' che scaturiranno da questo lavoro diventeranno prescrizioni da inserire al primo riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), oltre che possibile riferimento per le condizioni di esercizio ed autorizzazione anche per gli stabilimenti che non sono in AIA. L’impatto potenziale della revisione riguarda quindi tutte le aziende tessili. In questa fase di indagine la Commissione Europea ed il relativo gruppo di lavoro comunitario (Italia compresa) stanno lavorando all’acquisizione di dati ed informazioni sito-specifiche su una serie di indicatori ambientali significativi per il settore, funzionali all’individuazione dei nuovi livelli prestazionali effettivi da inserire nelle ‘Conclusioni sulle BAT’ del TXT BRef, valori di riferimento in prospettiva per la fissazione dei nuovi limiti emissivi (aria e scarichi idrici) di comparto.
19
Pettinatura di Verrone.
issue_017
20
textures
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA MESSE FRANKFURT ITALIA writer Pietro Ferrari www messefrankfurt.it
La filiera del tessile si incontra nel distretto comasco
I professionisti del comparto tessile hanno fatto il punto sulle sfide e le opportunita della digitalizzazione nei processi produttivi. Si e tenuta a Villa Erba, Cernobbio (Como) la tavola rotonda 'Industria 4.0: trasformazione digitale dei processi e sviluppo dei prodotti tessili'. L'evento, organizzato da Messe Frankfurt Italia, e il risultato di un background di oltre 50 manifestazioni del gruppo per il tessile e un forte know how tecnologico legato al 4.0, maturato in nove edizioni di SPS Italia, progetto fieristico di riferimento per le tecnologie di automazione nel nostro Paese. Oltre 150 professionisti del settore tra aziende, end user, rappresentanti del mondo accademico e stampa specializzata hanno partecipato al confronto. Il distretto comasco e stato scelto in quanto rappresentativo di un comparto trainante per l'industria italiana. La collaborazione nella realizzazione della giornata con ACIMIT e Tex Club Tec ha contribuito a fare il punto sul mercato e sulle potenzialita dell'innovazione nel settore tessile per molteplici campi di applicazioni.
Dalla giornata di lavori e emerso che la collaborazione tra fornitori di tecnologia e manifatturiero e indispensabile per cogliere sfide e opportunita. Raccontate le esperienze di quattro aziende del tessile e meccanotessile attraverso la voce dei manager e direttori industriali. Cristian Locatelli, General Manager Marzoli, azienda del gruppo Camozzi che si occupa di sistemi per la filatura: “Le soluzioni che i costruttori e fornitori Italiani di tecnologia stanno offrendo al settore sono importanti; si concentrano nella possibilita di fornire impianti e macchinari innovativi, flessibili e intelligenti. In una continua attenzione alla gestione dei costi, una fabbrica smart comporta benefici incisivi sul conto economico riflettendosi sul margine finale del cliente”. Nicola Lorenzi, Direttore Industriale di Itema: “Per Itema la chiave del successo sul mercato meccano- tessile permea trasversalmente tutte le fasi di sviluppo aziendale. Pren-
textures
21
THE TEXTILE SUPPLY CHAIN MEETS IN THE COMO DISTRICT The round table 'Industry 4.0: digital transformation of processes and development of textile products' was held in Villa Erba, Cernobbio (Como). The event, organized by Messe Frankfurt Italia, is the result of a background of over 50 events of the group for textiles and a strong technological know-how linked to 4.0, developed in nine editions of SPS Italia, a trade fair reference project for technologies of automation in our country. Over 150 industry professionals including companies, end users, representatives of the academic world and specialized press participated in the comparison. The Como district was chosen as representative of a leading sector for Italian industry. dere parte a questa tavola rotonda per raccontare la nostra esperienza e ascoltare le testimonianze di importanti rappresentanti dell’industria tessile italiana e dell’automazione industriale e un’opportunita di confronto, pervasiva di tutta la filiera tessile, in merito agli sforzi messi in campo e ai risultati ottenuti in ambito di Industria 4.0. Prendere atto di come le sfide e le potenzialita legate alla trasformazione digitale accomunino i diversi attori coinvolti nella catena e di grande interesse, cosi come l’apprendere della crescente consapevolezza e del dinamismo con cui le realta stanno affrontando la sfida dell’innovazione digitale, sia per lo sviluppo e l’innovazione di prodotto e la gestione dei servizi di assistenza postvendita, sia per la gestione dei processi di trasformazione. Con il confronto aperto e trasparente e possibile valutare il proprio operato e stringere relazioni fondamentali per affrontare nuove sfide e tenere alto il valore del Made in Italy nel mondo”. Marco Brenna, Responsabile del Reparto Ink Jetper La Stamperia di Lipomo e rappresentante del Sistema Moda Italia: "Persone, competenze, tecnologia, innovazione e sostenibilita sono gli ingredienti chiave per il successo nel settore tessile sui quali investire costantemente. Saper gestire il proprio know how e una delle chiavi di successo del distretto comasco del futuro”. Alberto Paccanelli, CEO di Martinelli Ginetto Group e Consigliere SMI ha raccontato la sua esperienza con il recente, importante investimento aziendale, sul controllo di qualita e sul magazzino in ottica industria 4.0: “Abbiamo investito molto su Industria 4.0 con un progetto durato 3 anni che ci ha permesso di rendere molto piu flessibili i processi. L’investimento, oltre che in nuove tecnologie, va fatto sul capitale umano. Il percorso di digitalizzazione e inutile se non si riesce a formare chi deve e dovra gestirlo in azienda. E’ importante la formazione specialistica degli studenti ma anche quella continua dei dipendenti”.
Dopo la voce degli utilizzatori e stato il momento delle tecnologie abilitanti con i rappresentanti, specialisti e manager, di sei aziende: Festo, Lenze Italia, Mitsubishi Electric Europe, Bonfiglioli, Nord Motoriduttori e Schmersal Italia. Gli interventi hanno analizzato il grado di maturita del settore tessile italiano rispetto all'Industria 4.0, come si costruisce una Smart factory, quali sono i pre-requisiti fondamentali, e il miglioramento della produzione attraverso la manutenzione predittiva. Senza trascurare gli aspetti collegati alla sicurezza, al trattamento dei dati aziendali, e al Cloud. Dal dibattito tra i protagonisti del settore, e emerso un quadro in cui le politiche aziendali di innovazione, non sempre facili da sviluppare per via delle necessarie competenze interne e degli investimenti richiesti, sono ormai una scelta essenziale da realizzare se si vuole restare competitivi in un mercato, e un'Industria 4.0, in forte e veloce trasformazione. Non e mancato il punto di vista sul tema delle competenze, approfondito nella sessione pomeridiana, che ha voluto essere un momento di incentivo e formazione da parte di esperti del settore per 120 giovani studenti che presto si affacceranno al mondo del lavoro nel comparto.
issue_017
22
FOCUS TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA FILO FLOW
textures
writer Pietro Ferrari www filo.it
Verso una sostenibilità condivisa
Il punto sulla prima fase di Filo Flow, il progetto di Filo per la sostenibilità.
La conferenza di apertura di Filo 51 che ha visto la partenza dell'iniziativa Filo Flow nel febbraio del 2019. Il brand Filo Flow che segnala la partecipazione all'iniziativa per gli espositori di Filo.
Il Salone internazionale dei filato e delle fibre Filo ha invitato nel mese di marzo la stampa di settore, per far il punto della situazione sulla prima fase della progetto sostenibilità nei filati lanciato nell'edizione svoltasi nel febbraio 2019. Protagonista della mattinata il responsabile della manifestazione Paolo Monfermoso che ha in primo luogo ribadito l'obiettivo del progetto con queste parole: “Con il progetto sostenibilità nei filati, che abbiamo intitolato Filo Flow - la sostenibilità è un processo vir-
tuoso, vogliamo mettere in risalto la forte consapevolezza degli espositori di Filo rispetto al tema della sostenibilità. Dal momento che Filo è una fiera a monte della filiera produttiva, la logica che abbiamo adottato è quella imprenditoriale di filiera, guardando alla sostenibilità del processo produttivo, lungo tutti i suoi passaggi. Per sostenibilità del processo produttivo intendiamo in questo contesto l'utilizzo di sostanze chimiche conformi alle normative, l'attenzione ai consumi idrici, a quelli energetici e il riciclo, a cui si affianca il coinvolgimento delle aziende nella costruzione di un modello di sostenibilità sociale verso tutti gli stakeholders del territorio in cui operano, dai dipendenti ai fornitori, dai cittadini all'ecosistema”.
! IL PROGETTO ENTRA NEL VIVO Dopo il lancio nel corso della 51a edizione di Filo, il progetto è ora entrato nel vivo: a tutti gli espositori di Filo verrà inviata la scheda con le domande dettagliate sulla loro adesione a processi di produzione
textures
23
FILO FOR SUSTAINABILITY The International Fair of Filo yarns and fibers in March invited the professional press to take stock of the situation on the first phase of the sustainability project in yarns launched in the edition held in February 2019. The protagonist of the morning was the person in charge of the event Paolo Monfermoso who first of all reiterated the objective of the project with these words: With the sustainability project in the yarns, which we have called Filo Flow - sustainability is a virtuous process, we want to highlight the strong awareness of Filo exhibitors regarding the issue of sustainability. produrre vantaggi dal punto di vista economico. E' infatti attraverso percorsi di produzione sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale che le nostre imprese potranno continuare a realizzare prodotti di grande qualità e continuare così a primeggiare a livello internazionale, perché è quello che il mercato chiederà in futuro”.
! ABOUT FILO Filo è il Salone internazionale dei filati e delle fibre destinate all'abbigliamento, all'arredamento e al tessile tecnico progettata e gestita interamente da Assoservizi Biella, società di servizi totalmente di proprietà dell'Unione Industriale Biellese. La rassegna è articolata in due edizioni ogni anno in febbraio e settembre. La sede espositiva è il Palazzo delle Stelline di Milano. La prima edizione si è svolta nel 1994, a settembre 2019 si terrà la 52a edizione. sostenibili. Le risposte - volontarie e autocertificate dalle imprese - porteranno alla realizzazione di un'Area Sostenibilità negli spazi della 52a edizione di Filo nel settembre 2019, in cui ciascuna delle aziende potrà esporre alcuni selezionati prodotti realizzati attraverso processi sostenibili. Sulla falsariga dell'area tendenze di Filo, l'Area Sostenibilità sarà allestita così da permettere ai visitatori di identificare in modo immediato il prodotto di loro interesse e l'azienda che lo produce. “Fin dalla presentazione di Filo Flow - ha commentato Paolo Monfermoso - le aziende espositrici hanno dimostrato un grande interesse per il progetto, c’è tra i nostri espositori la consapevolezza che la sostenibilità del processo produttivo è il tema del presente e del prossimo futuro per le aziende tessili. È una sfida ma anche una grande opportunità; non ci nascondiamo che l'introduzione di processi produttivi sostenibili può comportare costi elevati per le filature che, generalmente, non sono di grandi dimensioni. Deve essere considerato un indispensabile investimento di medio-lungo periodo, destinato a
Paolo Monfermoso durante la presentazione di Filo Flow alle Stelline di Milano nel marzo del 2019. Il tema della sostenibilità come impegno etico e investimento strategico.
issue_017
24
textures
PERCORSO COTONE VARVARESSOS writer Beatrice Guidi www https://supremegreencotton.eu - www https://varvaressos.eu
SUPREME GREEN COTTON Sostenibile dal seme di cotone al filo Un progetto che unisce sostenibilità, trasparenza, tracciabilità e qualità: una soluzione unica per la filiera tessile.
! FILATURA SOSTENIBILE Supreme Green Cotton proviene da semi di cotone non OGM accuratamente selezionati e controllati, viene coltivato in Grecia, attraverso pratiche sostenibili in aziende agricole familiari. Viene sgranato attentamente nella stessa area in cui viene coltivato. Le balle in cotone raggiungono gli stabilimenti di filatura europei di Varvaressos, situati a pochi chilometri di distanza. Questo cotone a fibra lunga viene quindi centrifugato esclusivamente con metodi rispettosi dell'am-
textures biente, ottenendo così il Supreme Green Cotton Yarn, caratterizzato da una maggiore tenacità e una grande uniformità complessiva. A partire dalla coltivazione l'irrigazione del cotone è rigorosamente eseguita da un sistema di irrigazione a goccia. La piantagione è monitorata da attrezzature tecnologiche all'avanguardia e da un team selezionato di agronomi esperti che consentono notevoli risparmi di risorse. Durante la sgranatura, una parte del consumo di energia è coperta da fonti rinnovabili e anche il processo di filatura è rispettoso dell'ambiente, utilizzando energia da fonti rinnovabili e riutilizzando l'acqua piovana. Il risparmio energetico si ottiene attraverso l'installazione di filtri, l'ottimizzazione del sistema di aria compressa e la sostituzione delle lampade fluorescenti. Inoltre, utilizzando un sistema di circolazione del calore, l'aria fredda viene trasformata in calda per scopi di riscaldamento, risparmiando circa 20.000 litri di carburante all'anno. Supreme Green Cotton è sostenibile, come la nostra filosofia e il nostro modo di vivere.
25
SUPREME GREEN COTTON: SUSTAINABLE FROM COTTON SEED TO YARN A unique project that combines sustainability, transparency, traceability and quality: a unique solution for the textile supply chain. SPINNING AROUND SUSTAINABILITY Supreme Green Cotton, from carefully selected and controlled non GMO cotton seeds, is cultivated via sustainable practices in family farms in Greece. It is carefully and separately ginned at the same area where it is grown. The traceable cotton bales leave the ginning mill to reach Varvaressos European Spinning Mills, located only few kilometres away. This long staple cotton is then spun exclusively under environmentally-friendly methods resulting to the Supreme Green Cotton Yarn, featuring higher tenacity, and great overall uniformity. Starting from the cotton cultivation the watering is strictly performed by a drip irrigation system, the plantation is monitored by advanced technological equipment and a selected team of experienced agronomists leading to significant resource savings. During ginning, a part of the energy consumption is covered by renewable sources and the spinning process is environmental friendly as well using energy from renewable sources and reusing raining water. Energy savings are achieved through installation of harmonic filters, optimization of compressed air system and replacement of fluorescent lamps. In addition, by using a heating circulation system, cool air is transformed into hot for heating purposes saving approximately 20.000 liters fuel annually. Supreme Green Cotton is sustainable, like our philosophy and our way of living.
issue_017
26
textures
PERCORSO LANA TRABALDO TOGNA writer Pietro Ferrari www trabaldotogna.com
Tradizione e innovazione Innovazione nell’elasticizzato da Trabaldo Togna.
Luca Trabaldo Togna.
Il lanificio Trabaldo Togna, fondato nel 1840 dalla famiglia Trabaldo Togna, si è affermato nel tempo come un vero e proprio marchio di riferimento dei tessuti pregiati, che grazie a costanti investimenti in ricerca e innovazione tecnologica ha realizzato prodotti sempre più performanti, leggeri, facili nella lavorazione, comodi e resistenti all’uso. Si tratta di creazioni di altissima qualità realizzate con finissime lane australiane, preziosissimi cashmere della Mongolia e lane in mischia con altre fibre pregiate. “Per noi – ci dice Luca Trabaldo Togna che incontriamo a Milano Unica e che ci dedica un poco del suo tempo – la ricerca e il controllo della materia prima nei mercati più vocati alla qualità è un impegno costante. Così come è costante il controllo della qualità per ogni consegna che perviene in stabilimento”.”
! MADE IN BIELLA PER ECCELLENZA La produzione, interamente made in Biella, avviene presso lo stabilimento di Pray in un contesto unico nel suo genere, all’interno di cui ancora oggi si può respirare il know-how della migliore tradizione tessile. “Quello biellese - ci conferma Luca Trabaldo Togna – è un territorio ideale per la lavorazione della lana e del cashmere più pregiato, ricco di storia, abilità artigianale, maestria, e che grazie all’elevata qualità delle sue acque permette di ottenere alti livelli d’ec-
cellenza nelle diverse fasi produttive, dal lavaggio fino alla nobilitazione. È anche grazie a questo profondo legame con il territorio che rendiamo i nostri tessuti delle creazioni uniche”. “L’impegno verso la massima qualità che affonda le radici nella tradizione si affianca a una costante ricerca di innovazione, di cui è espressione la linea Estrato Estrato è una linea di tessuti elasticizzati di altissima qualità realizzati con le migliori materie prime e con procedimenti assolutamente sostenibili “Il tema della tracciabilità, a garanzia di una filiera sostenibile – commenta Trabaldo Togna – è una necessità assoluta, purtroppo non sempre i controlli a livello comunitario sono tali da impedire l’ingresso di prodotti tessili senza le carte in regola che costituiscono una sfida costante a chi persegue qualità di prodotto e sostenibilità di processo assieme”.
! UNA COLLEZIONE
IN CONTINUA EVOLUZIONE
La collezione Estrato, conformemente al costante impegno di ricerca e sviluppo di Trabaldo Togna, per la Primavera Estate 2020 si è arricchita di una nuova linea di tessuti tecnici che uniscono alle performance di elasticità naturale, quelle di antibatterico, lavabile in lavatrice e water repellent fluoro free, nel rispetto dell’ambiente secondo la filosofia Estrato.Gli abiti
textures
27
ESTRATO SPRING SUMMER 2020 COLLECTION The Estrato collection for Spring/Summer 2020 is enriched with a new line of technical fabrics that combines the natural elasticity performance together with antibacterial, machine washable and water repellent fluorine free finishings, beeing always respectful of the environment in line with the Estrato philosophy. Suits are developed in refined designs and bright blues, bordeux, pearl grey melanges, and classic navys, even for the finer wools like super 150’s and super 180’s. Jackets are developed in 3D looks, with a vintage taste. Cashmere, and cashmere and silk, find their space into the spring offer in super light weights and bold mélange colors. In the wool and linen group we have both jackets and suits in bright colors, from tropicals to hopsack. Both wool and cotton and wool and silk are developed in the new collection, for upper casual suits and trousers. For the sportswear market Estrato is bonded with windstopper membrane and tech jersey, all water repellent flurine free. sono sviluppati in disegnature raffinate e colori che vanno dai blu più accesi, ai bordeaux, ai grigi perla melanges fino ai classici navy, anche nei lanaggi più preziosi come i 150’ e 180’s.Tra le giacche, la collezione esalta la tridimensionalità in un gusto squisitamente vintage.La proposta primaverile da ampio spazio a cashmere e cashmere seta, in pesi leggerissimi dai colori melanges brillanti. La scelta di lana lino si sviluppa in giacche e abiti dai colori brillanti, dalle tele agli hopsack, che ne valorizzano la freschezza. Per lo stile upper casual, la collezione sviluppa i tessuti in lana cotone e lana seta, perfetti per abiti e pantaloni. Per lo sportwear, Estrato è accoppiato a membrane antivento e magline tecniche, tutte water repellent fluoro free. Sopra, Seersucker lana lino (Estrato).
Nella prima foto in alto, Tela lana lino (Estrato). Nella seconda foto in alto, Tela super 120’s cangiante (Estrato).
ORGANICA PER ESTRATO, UNA STRATE- ORGANICA for ESTRATO GICA PARTNERSHIP CHE OFFRE TRACCIA- On the occasion of Milano Unica, Lanificio Trabaldo Togna had the pleasure of communicating the collaboration with the Chargeurs BILITÀ E SOSTENIBILITÀ DELLE LANE In occasione di Milano Unica il Lanificio Trabaldo Togna ha avuto il piacere di comunicare la collaborazione con il Gruppo Chargeurs, realtà francese leader nella produzione di lane pettinate, per il progetto ORGANICA, prima filiera della lana merino etica che copre tutta la catena produttiva. Infatti una parte della produzione di ESTRATO, prodotto leader di Trabaldo Togna la cui elasticità è realizzata con fibre naturali, sarà fatta con lane ORGANICA. Un connubio unico sul mercato che vuole essere una risposta ai nuovi consumatori sempre più sensibili a conoscere l’origine di tutto.
Group, a leading French company in the production of worsted wools, for the ORGANICA project, the first chain of ethical merino wool covering the entire production chain. In fact, part of the production of ESTRATO, leading product of Trabaldo Togna whose elasticity is made with natural fibers, will be made with ORGANICA wool. A unique combination on the market that wants to be a response to new consumers who are increasingly sensitive to knowing the origin of everything .
issue_017
28
PERCORSO LANA LANECARDATE
textures
writer Pietro Ferrari e Beatrice Guidi www lanecardate.com
La lana dall'a alla zeta Una tradizione di famiglia ai vertici della filiera. con MindWoolness, filati che conferiscono benessere. Beatrice Guidi - Belli anche i motivi che arredano lo stand. Chiara Bianchi Maiocchi - Per l'arredamento di questo stand abbiamo sponsorizzato un'artista di grande talento, Francesca Belgioioso che ha utilizzato i nostri filati per ricamare dei motivi con pietre, filo e carta.
Incontriamo, presso lo stand di Lanecardate a Pitti Filati, Chiara Bianchi Maiocchi che ci parla della cartella colori primavera-estate presentate alla manifestazione fiorentina che può essere usata anche su filati "invernali" reinterpretando, dunque, un filato tipicamente invernale con dei colori estivi.
Lo stand di Lanecardate a Pitti Filati, allo stand con Beatrice Guidi, Chiara Bianchi Maiocchi . Pietro Ferrari intervista Chiara Bianchi Maiocchi.
Pietro Ferrari - Questo nella pratica del vestirsi come si traduce? Chiara Bianchi Maiocchi - La lana in realtà non isola solo dal freddo ma anche dal caldo e anche l'utilizzo dei pesi è cambiato nella pratica del vestiario dei giovani. Quindi possiamo pensare a un utilizzo della lana all year round con un gioco di colori tra estate e inverno. Chiara Bianchi Maiocchi - Abbiamo preparato per l'estate dei pesi molto leggeri che rendono la lana molto più estiva, come dei crêpes natural stretch, la cui caratteristica è dato dalla lana stessa, senza elasticizzanti. Questo entra nella nostra filosofia aziendale: cerchiamo sempre di divertirci un po'. Quindi abbiamo diviso i nostri filati estivi in power wool che denomina filati performanti e natural stretch, e poi
Pietro Ferrari - Voi fate parte della grande tradizione biellese? Chiara Bianchi Maiocchi - Siamo a Biella e facciamo parte del gruppo Vitale Barberis Canonico ma ci muoviamo in maniera autonoma e stiamo registrando una crescita molto sostenuta, quantificabile in un sessanta per cento in tre anni, pur in un periodo non facilissimo. Siamo un'azienda storica che risale come attività familiare al 1663, mentre la Lanecardate è stata fondata nel 1977. Una caratteristica di cui andiamo orgogliosi è la grande trasparenza sui temi della produzione e della sostenibilità.
textures
29
AN OLD TRADITION EVER RENOVATED Lanecardate is a historic company that dates back as a family business to 1663, while the firm Lanecardate was founded in 1977. Lanecardate opened new markets and passed a generational shift that is often not as happy as in its chance thanks also to the foresight of parents who gave the new generation a lot of confidence and adequate support with discreet and timely advice. The support of such an important family in the textile sector gives Lanecardate the impetus and security to move forward and grow. People of Lanecardate are experts in wool continue on this path, traveling to look for and control the raw material in the shepherds’ farms, taking care also of the welfare aspects of the workers and the welfare of the sheep's heads. Lanecardate has farms in Australia but its wool also comes from New Zealand and South Africa. they have a combing firm that is part of the Group and, in this way, they are able to trace the entire supply chain.
Pietro Ferrari - Una caratteristica coerente, immagino, col vostro approccio al mercato... Chiara Bianchi Maiocchi - Abbiamo aperto nuovi mercati e superato un passaggio generazionale che spesso non è così felice come nel nostro caso, grazie anche alla lungimiranza dei miei genitori che ci
hanno dato molta fiducia e un supporto adeguato con consigli discreti e tempestivi. Il supporto di una famiglia così importante nel settore tessile ci dà la spinta e la sicurezza per andare avanti e crescere. Penso che se siamo esperti nella lana dobbiamo continuare su questa strada: noi andiamo a cercare e a controllare la materia prima fin nelle fattorie degli allevatori, prendendoci cura anche degli aspetti di welfare dei lavoratori e di benessere dei capi ovini. Abbiamo delle fattorie in Australia ma la nostra lana viene anche da Nuova Zelanda e Sudafrica. Abbiamo una pettinatura che fa parte del Gruppo e, in questo modo, riusciamo a tracciare tutta la filiera.
La lana ringiovanisce e porta benessere in tutte e quattro le stagioni dell'anno Uno dei collage di Francesca Belgioioso che decorano le pareti dello stand. Luce e colore nello stand di Lanecardate.
issue_017
30
textures
PERCORSO LINO LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE writer Beatrice Guidi www linificio.it
Bergamo si tinge di azzurro
Il Linificio e Canapificio Nazionale veste con un campo di lino e canapa una delle aree più esclusive di Bergamo, la sua città. Un’iniziativa promossa da Linificio e Canapificio Nazionale – Marzotto Group, ci regala un viaggio nel passato quando le valli dell’Italia del Nord nelle calde giornate di giugno si rivestivano di azzurro per la fioritura del lino. Torna infatti nella bellissima valle delle biodiversità, a fianco dell’ex Monastero di Astino del XII secolo, l’esclusiva piantagione di Lino, fiorita per la prima volta nel 2018. Il progetto nasce lo scorso anno dalla volontà del Linificio e Canapificio Nazionale di riportare in Italia la cultura della coltivazione di questa prestigiosa fibra liberiana e per creare un legame sempre più forte con il territorio. “L’idea di seminare e coltivare il lino con criteri biologici nell’esclusiva area agricola di Astino” ci ha raccontato Pierluigi Fusco Girard, Amministratore Delegato del Linificio e Canapificio Nazionale “è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità locale: un territorio molto sensibile alla valorizzazione delle biodiversità”. Un progetto che vuole esaltare bellezza, innovazione e sostenibilità, elementi distintivi del territorio bergamasco, ed anche del Linificio e Canapificio Nazionale, e che, nella filatura di Villa d’Almè, trovano oggi pari dignità, in quanto l’Azienda sente la responsabilità di dover lasciare alle generazioni future non solo la bellezza di un prodotto e la genialità dell’innovazione del processo, ma anche il benessere per le generazioni stesse. Bellezza che diventa emozione nello scoprire come un campo verde la sera, possa tingersi di azzurro al
mattino, quasi a riflettere il colore blu del cielo. Emozioni che stimolano le nuove generazioni a conoscere questa straordinaria fibra dal cui stelo nascono i filati più preziosi al mondo.
! IL LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE E L’INNOVAZIONE Creatività, vocazione alla bellezza, amore per la tradizione, attenzione alla sostenibilità, innovazione costante sono, dal 1873, i valori che guidano il Linificio e Canapificio Nazionale, l’Azienda, da quasi 150 anni è leader mondiale nella produzione di filati di lino e canapa unici e raffinati, acquistati, oggi, dalle tessiture di tutto il mondo per la realizzazione di tessuti, di
ď€ THE LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE DRESSES WITH A FIELD OF BLUE LINEN, ONE OF THE MOST EXCLUSIVE AREAS OF BERGAMO, ITS CITY An initiative promoted by Linificio e Canapificio Nazionale Marzotto Group: an exclusive Linen plantation at 50 km from Milan. The project was born last year from the will of the Linificio e Canapificio Nazionale to bring back to Italy the cultivation culture of this prestigious Liberian fiber and to create an ever stronger bond with the territory. A project that aims to enhance beauty, innovation and sustainability, distinctive elements of the Bergamo area and of Linificio e Canapificio Nazionale, too. For almost 150 years the Company has been a world leader in the production of linen yarns and unique and refined hemp, purchased today from weaving mills all over the world for the production of high quality fabrics, used in the sectors of clothing, furniture, home furnishings, but also in technical sectors such as painters' canvases or sails for boats. In its production plant in Villa D'Almè there is also the most important Research and Development Center for avant-garde linen spinning machinery, suitable for the production of extremely beautiful yarns. Linen grown in 2018 always in Bergamo has been transformed into a yarn of excellence in the Linificio spinning mill, and now it is now moving on to the next dyeing and weaving phase, but all this will take place exclusively in the Bergamo textile industry. The result will be exclusive 100% Made in Italy fabrics, indeed Made in Bergamo, from seed to fabric. A project that stands out for its quality, innovation and sustainability, truly at KMzero.
issue_017
32
textures
PERCORSO LINO LINIFICIO E CANAPIFICIO NAZIONALE
IL LINO È ARTE, A GIUGNO Il territorio bergamasco dove sono nate le aziende tessili liniere è luogo di azioni concrete, quali la coltivazione e divulgazione del Lino, ma anche palcoscenico dove esprimere il proprio lavoro attraverso l’arte visiva, la danza, la pittura coinvolgendo la società civile e creando collegamenti tra il passato e futuro, tradizione e innovazione. Grazie alla collaborazione tra il Linificio e Canapificio Nazionale e prestigiosi player della filiera bergamasca, per tutto il mese di giugno sotto i portici del Sentierone nel pieno centro di Bergamo, sarà allestita l’Esposizione “Il Lino è Arte”. Oltre 50 teli di lino riprodurranno le più prestigiose opere dell’Accademia Carrara in una mostra completamente gratuita disponibile a visitatori e turisti che durante l’estate animano la città. Nella serata del 14 giugno un evento speciale nel Quadriportico, sempre nel cuore del cento di Bergamo renderà il lino “danzabile” con una performance tutta da scoprire.
textures elevato pregio, adoperati nei settori dell’abbigliamento, arredamento, arredo casa, ma anche in settori tecnici quali le tele dei pittori oppure le vele per le imbarcazioni. La straordinarietà del Linificio è nella sua eccezionale capacità di valorizzare la tradizione ed affiancare ad essa l’innovazione. Unica produttrice al mondo di filati di eccellenza, grazie all’esperienza e specializzazione delle sue persone, il Linificio e Canapificio Nazionale è stato reso partecipe di un progetto di ricerca finalizzato alla riproduzione fedele del tessuto della Sacra Sindone, riscoprendo i metodi a suo tempo praticato dagli Egizi. Nel suo stabilimento produttivo di Villa D’Almè vi è infatti il più importante Centro di Ricerca e Sviluppo Liniero, un’eccellenza mondiale grazie alla quale vengono progettati e realizzati non solo filati sempre nuovi, innovativi e di estrema bellezza, ma anche i macchinari tessili linieri e canapieri all’avanguardia, atti alla realizzazione dei filati stessi. Con tali macchinari, di produzione propria e dei quali l’Azienda detiene i brevetti, il Linificio e Canapificio Nazionale riesce a conferire ai propri filati un “carattere italiano” con un elevato contenuto moda, sempre nuovi e “customizzabili”. In questa chiave, anche la coltivazione del lino quest’anno assume una caratteristica di grande innovazione. Subito dopo la fase di aratura, nel terreno pronto per essere coltivato, sono state inseriti sensori all’avanguardia, che permetteranno, per la prima volta nella storia, il monitoraggio costante dei parametri fondamentali per la crescita della piantagione e l’impatto delle condizioni climatiche sulla coltivazione. Progetto innovativo che è stato possibile grazie alla collaborazione con l’Orto botanico di Bergamo e avvalendosi della collaborazione di
agronomi di straordinaria esperienza come i francesi di Terre de Lin.
! BERGAMO: UNA FILIERA TESSILE INTEGRATA Con la continuazione del progetto di Astino nel 2019, l’obiettivo è rendere noto, visibile e concreto il potenziale della coesione tra alcune eccellenze della filiera tessile liniera Bergamasca. “È stato un vero successo per il territorio” ha dichiarato Pierluigi Fusco Girard, Amministratore Delegato del Linificio e Canapificio Nazionale “c’è stata una riscoperta della filiera liniera bergamasca, un’eccellenza, sia da parte della società civile, che si è proclamata ambasciatrice del lino bergamasco nel mondo, sia per le aziende del territorio, che hanno manifestato grande interesse nel voler utilizzare il filato ottenuto con la fibra coltivata nella valle delle biodiversità di Astino, unico esempio di prodotto di lino interamente italiano”. A Bergamo dove le aziende tessili sono protagoniste dalla fine del 1800, sono tutt’oggi presenti tra le più importanti realtà italiane tessili, ambasciatrici del made in Italy nel mondo. Oltre alla filatura del Linificio e Canapificio Nazionale , unica in Italia, troviamo infatti tintorie filati e prestigiosi tessitori per il mondo della moda e dell’arredo. Aziende con solidi punti di riferimento nei mercati e scenari internazionali, ognuno con la propria competenza. Il lino coltivato nel 2018, trasformato in un filato di eccellenza nella filatura del Linificio, sta ora passando alle fase successive di tintura e tessitura, ma tutto ciò avverrà esclusivamente a Bergamo. Il risultato sono esclusivi tessuti 100% Made in Italy, anzi Made in Bergamo, dal seme al tessuto. Un progetto che si distingue per qualità, innovazione e sostenibilità, veramente a KMzero.
33
issue_017
34
textures
PERCORSO LINO LINEN DREAM LAB writer Beatrice Guidi www elementimoda.it/linen-dream-lab
BECOMING: Linen trends (A I 2020.21)for fashion textiles by Elementi Moda for CELC
Riprogrammare una società più positiva per le generazioni a venire. Sincronizzare intelligenza artificiale ed emotiva. Abbracciare una prospettiva globale senza confini. Esplorare esclusività, qualità, artigianalità, performance, innovazione, sostenibilità per definire le mutazioni globali degli stili di vita. I brand danno sempre più importanza all’innovazione sostenibile ponendola al centro del loro business. Scegliere la fibra di lino europea per le sue proprietà naturali, la qualità e la flessibilità creativa significa aprirsi a nuovi percorsi di sviluppo.
textures
35
LINEN TRENDS FOR FASHION TEXTILES BY ELEMENTI MODA FOR CELC SENSE-ABLE: Re-establishing connections with nature and with humanity's primal roots with elevated sensory materials creating a sense of calm. A neutral platform of muted tones with a retro nostalgia, but open to the future. Mild shades of organic beige and faded, foggy hues. A minimal colour palette to be combined with darker browns and greys. HUMAN CANVAS: Expand knowledge and experience for a more human future. Real and virtual overlap and all the textures combine to offer a vision of ornamental solutions and splendour. Archaic deep dark tones, cut by bright accents and metallic reflections, create ambiguous atmospheres, tangible expression of creativity. ARBO-REAL: Respect environment to ensure the future for all living beings. Use responsible innovation and technology to facilitate functionality and wellbeing. Authenticity is revisited through the emotion to nature and the lthe earth. Warm and dense autumnal shades, traditional but contemporary, associate elegance, ease and comfort. SELF-VINTAGE: Connecting generations and genders, streetstyle and the new formal, introduce a breath of frivolity in a dynamic mood. Easy elegance issued from the memory filter. The color palette provides refreshed harmonies for contemporary looks. Tonalità tenue di beige organico e colori annebbiati, sbiaditi. Una palette minimale da accostare ai marroni e grigi scuri. HUMAN CANVAS: Espandere la conoscenza e l’esperienza per un futuro più umano. Reale e virtuale si sovrappongono e tutte le strutture tendono a splendide soluzioni decorative. Toni profondi, arcaici e scuri, illuminati da accenti brillanti e riflessi metallici, creano atmosfere ambigue, espressione tangibile di creatività.
Colori e tessuti possono essere supportati dall’elaborazione dei dati, la visione umana ci riporterà tuttavia all’individualità e alla sensibilità. Materiali, mischie e strutture vengono concepiti per offrire confort, piacere, una pausa antistress, rilasciando benessere, sicurezza, fiducia.
ARBO-REAL: Rispettare l’ambiente per assicurare un futuro a tutti gli esseri viventi. Utilizzare innovazione e tecnologia responsabile per facilitare la funzionalità e il benessere. L’autenticità viene rivisitata attraverso il ritorno alla natura e alla terra. Calde e dense tonalità autunnali, tradizionali ma contemporanee, associano eleganza, flessibilità e confort.
SENSE-ABLE: Ristabilire collegamenti con la natura e con le origini dell’uomo, con materiali dalle caratteristiche sensoriali elevate per generare un senso di calma. Una gamma neutra di toni pacati con una vena di nostalgia retrò, ma aperti al futuro.
SELF-VINTAGE: Collegare generazioni e generi, lo streetstyle e il nuovo look formale introducendo un tocco di leggerezza in un’atmosfera dinamica. Eleganza semplice filtrata dalla memoria. La gamma colori crea fresche armonie per look contemporanei.
issue_017
36
textures
PERCORSO SETA EKATERINA POLYAKOVA writer Pietro Ferrari
Design e benessere La bellezza e il comfort nella collezione Gelso.
Dalla ricerca della bellezza in ogni dettaglio e dall’arte di fondere colori e materiali innovativi, hanno preso vita le accattivanti collezioni di biancheria da letto e accessori in seta Gelso. Fondata da Ekaterina Polyakova e unica nel suo genere, la start-up della seta nasce a Milano, città dove la moda e il design sono libertà di espressione e simbolo di unicità e personalità. Il nome Gelso trae ispirazione dall’omonima e magnifica pianta, proprio a volerne riconoscere il contributo speciale nella produzione della seta, il tessuto
37
DESIGN AND CARE
From the search for beauty in every detail and from the art of blending colors and innovative materials, the captivating collections of Gelso silk bed linen and accessories have come to life. Founded by Ekaterina Polyakova and unique of its kind, the silk start-up was born in Milan, a city where fashion and design are freedom of expression and a symbol of uniqueness and personality. The name Gelso draws inspiration from the magnificent plant of the same name, in recognition of its special contribution to the production of silk, the most precious fabric in the world and capable of combining style and quality of sleep. The design is therefore combined with attention to the many benefits of silk, a precious fabric that since ancient times was well known for its hypoallergenic, thermoregulation and nutritional properties. Combining the magical power of silk and a unique design, Gelso revolutionizes the traditional bedroom, enhancing its potential and making it the most fascinating place ever, where colors, design and the soft touch of silk give unique experiences. Sheets, pillowcases, sleeping masks and accessories in the finest silk enhance beauty and stimulate the senses, becoming the means to explode your personality and dare further. più prezioso al mondo e capace di mettere insieme stile e qualità del dormire. Al design si unisce quindi l’attenzione per gli innumerevoli benefici della seta, prezioso tessuto che fin dall’antichità era ben noto per le sue proprietà benefiche ipoallergeniche, termoregolatrici e nutritive. Combinando il magico potere della seta e un design unico, Gelso rivoluziona la camera da letto tradizionale valorizzandone le potenzialità e rendendola il luogo più affascinante di sempre, dove colori, design e il tocco morbido della seta regalano esperienze uniche. Lenzuola, federe, mascherine per dormire e accessori in seta finissima esaltano la bellezza e stimolano i sensi, divenendo il mezzo per far esplodere la propria personalità e iniziare a osare.
I VALORI DI GELSO Eccentricità - Fantasie e design stravaganti: Gelso realizza prodotti out of the box che incontrano il gusto di personalità sofisticate che vogliono esprimersi con fantasia ed eleganza. Artigianalità - Sartorialità e design italiani sono il punto di partenza fondamentale. L'artigianalità del Made in Italy in ogni dettaglio conferisce ai prodotti Gelso un tocco di classe.
Benessere e salute -Gli infiniti benefici che caratterizzano la seta ne fanno il tessuto perfetto per mantenere uno stile di vita sano. Liscia, morbida e naturalmente ipoallergenica, la seta si prende cura di te ogni giorno.
EKATERINA POLYAKOVA NASCE A MOSCA NEL 1987 In seguito alla laurea presso la facoltà di Economia e Commercio, nel 2009 decide di trasferirsi a Milano per intraprendere un master in Finanza Quantitativa presso l’Università Bocconi. Da sempre appassionata alla moda e al design, Ekaterina ricerca lo stile in tutto ciò che la circonda, privilegiando i tessuti naturali e i materiali più innovativi. Gli anni trascorsi nella capitale della moda le permettono di scoprire realtà sempre nuove e stimolanti e di approfondire la sua passione, fino ad arrivare a capire di poterla trasformare in un vero e proprio lavoro. È così che, dopo alcuni anni di esperienza presso le più prestigiose banche italiane, Ekaterina decide di trasformare il suo sogno nel cassetto in realtà, dando vita al brand Gelso Milano e alle innovative collezioni di biancheria da letto e accessori in seta.
Un mondo di creatività ed eleganza nell’interpretazione della seta.
issue_017
38
textures
COLOURS LIA LUZZATTO E RENATA POMPAS writer Pietro Ferrari
La storia del colore
Il colore della storia raccontato in un affascinante volume di Lia Luzzatto e Renata Pompas.
Incontriamo in una bella giornata di sole milanese Lia Luzzatto e Renata Pompas per parlare della loro ultima fatica letteraria: “COLORI e MODA” pubblicato da Bompiani e definito da Natalia Aspesi "un'interessante storia nella Storia". Domandiamo alle autrici come il colore possa raccontare qualche volta meglio della parola i significati profondi di un contesto storico. Lia Luzzatto – Il colore non solo attraverso la moda, ma attraverso tutte le espressioni della cultura poteva dire molto di più del solo fattore estetico, quindi il colore diventava un messaggio, un veicolo, una testimonianza, ma soprattutto un documento su tutti gli aspetti della società in cui si manifestava fino ad arrivare ai giorni nostri: un tempo in cui il colore sta un po’ perdendo il suo significato di documento. Significato che fino a poco tempo fa esprimeva nel rappresentare la società che si raccontava attraverso la sua scelta. La nostra ricerca ci ha portato a vedere nel colore un documento in cui leggere la società. Renata Pompas - Infatti il libro è ricco anche di documenti storici: ogni capitolo è diviso in tre paragrafi accompagnati da un documento storico per paragrafo, che certifica la base su cui noi abbiamo fatto le nostre analisi e le nostre riflessioni. Ma io penso che un aspetto originalissimo, su cui non ha ancora scritto nessuno, sia il fatto per cui fino a poco tempo fa, attraverso il colore dell’abbigliamento, ma non solo, si poteva fare un’analisi cromatica per
textures
39
Il colore autarchico. Gino Boccasile, copertina della rivista Le Grandi Firme, 1938.
poi creare dei Trend e la conclusione a cui siamo giunte è che oggi questo significato del colore si è perso, perché nella globalizzazione le culture si sono mescolate, le informazioni si sono mescolate, i consumi si sono mescolati e in questo rimescolamento non c’è più un colore identitario, un colore significativo, se non in un livello depotenziato. Rimane moltissimo colore, però a-simbolico, non significativo. Lia Luzzatto – L’espressione della società di oggi pensiamo che sia una confusione cromatica in cui non emergono simboli precisi. Renata Pompas – Potremmo dire “un rumore cromatico”. Pietro Ferrari – L’amico Gianni Bologna parla di conformismo dell’originalità, cioè: essere originali a tutti i costi genera una omogeneizzazione. Renata Pompas – Questo è un ossimoro, la nostra società è tutta un ossimoro, per cui anche le letture simboliche che si basano su di un uso o su di una tradizione consolidata sono perdute, oggi si sta perdendo la storia. Lia Luzzatto – O comunque, forse, la storia è questa, il segno della società in cui viviamo è questo continuo divenire, vedremo in futuro come si evolverà. Pietro Ferrari – È affascinante pensare negli anni Ottanta a Francis Fukuyama, lo storico americano di origine giapponese, che parlava di “fine della storia”. Questa confusione di colori, questo “rumore” potrebbe essere il segnale di una storia fatta di tesi e antitesi, sintesi o di altre dinamiche sociopolitiche. Lia Luzzatto – Sicuramente, anche se meno leggibili, ci sono delle riconfigurazioni in corso di difficile lettura: ci sono colori che oggi ritornano ma ritornano con dei significati diversi. È logico che il colore come palette cromatica, come “qualità di gamma“ continui la sua dialettica. Noi ci siamo concentrate anche sulla qualità di gamma, un termine che abbiamo coniato e che si riferisce più che alle tinte in sé alle loro qualità e ai loro accostamenti. Una qualità di gamma certamente può ritornare: pensiamo ai colori saturi del Medioevo, ai rossi, ai blu, ai verdi intensi e brillanti accostati per contrasto che testimoniavano con loro luce la presenza di Dio nella materia e che sono tornati in seguito con significati assolutamente opposti.
A HISTORY OF COLOR In a beautiful sunny day in Milan, we meet Lia Luzzatto and Renata Pompas to talk about their latest literary work: "COLORI e MODA" published by Bompiani and defined by Natalia Aspesi "an interesting story in history". Color not only through fashion, but through all expressions of culture could say much more than just the aesthetic factor, so color became a message, a vehicle, a testimony, but above all a document on all aspects of society in which it manifested itself up to the present day: a time in which the color is losing its meaning as a document. Meaning that until recently expressed in representing the society that was told through his choice. Our research has led us to see in the color a document in which to read the society. Throughout history, at least until the appearance of the chemical dyes that made it available to everyone, color was the prerogative of the upper classes, of the ruling class in parti-
issue_017
40
textures
COLOURS LIA LUZZATTO E RENATA POMPAS Indossare curve di Tulio Crali, 1932 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Lia Luzzatto – Nel corso della storia, almeno fino all’apparire delle tinture chimiche che l’hanno messo alla portata di tutti, il colore è stato appannaggio delle classi alte, della classe dominante in particolare e quindi era espressione del potere e anche della cultura del potere, quella preminente. Nel colore medioevale, per esempio, così intenso e così luminoso, come ho già accennato parlando della qualità di gamma, gli uomini potevano leggere la presenza di Dio nella materia: in quel periodo la cultura sia laica che religiosa era dominata da filosofi come Roberto Grossatesta e la sua ”Metafisica della Luce”. Oggi, invece, se guardiamo Moschino o Agatha Ruiz de la Prada che usano gli stessi colori, pensiamo al gioco o al divertimento. Un altro aspetto intrigante riguarda la complessa simbologia cortese che nel Rinascimento arriva a rivestire il colore indossato: il diverso colore degli abiti
In questo senso è stata molto interessante insieme alla ricerca sui documenti iconici quella sui testi dell’antichità. Ci siamo basate su molti testi scritti, alcuni anche difficilmente reperibili. Pietro Ferrari – Che significato assume il colore nel vestire, per esempio: è un significato di potere, un significato di ruolo, è un indicatore puramente estetico o altro ancora? Renata Pompas – Ha tutti questi aspetti: se parliamo di un ceppo etnico, di una tribù e simili, è un segnale sociale - mi vesto così perché appartengo a quel gruppo, sono sposato, sono vedova, ecc. - e quindi si potrebbe dire che il colore, in questo caso, è segnico. Nel caso di uno società in un determinato periodo storico, aspetto che abbiamo analizzato nel nostro libro con particolare attenzione, il colore è l’espressione di quella società in quel momento, delle sue aspettative e del suo stato; se invece è un fenomeno individuale vuole segnalare quello che un individuo è, oppure come vuole apparire.
textures
41
sfoggiati nelle occasioni da dame e cavalieri potevano lanciare messaggi di amore, fedeltà, disperazione...nel libro si possono leggere aneddoti curiosi e interessanti. Renata Pompas – Il colore era a tal punto simbolo di potere e di ricchezza che nel corso dei secoli sono state emanate molto spesso delle leggi suntuarie, con l’obiettivo di proibire l’uso di determinati colori nelle vesti. Pietro Ferrari – Anche perché questi colori provenivano da materiali che richiedevano lavorazioni lunghe e complesse, mi vengono in mette la porpora o l'indaco.. Renata Pompas - Erano a tal punto simbolo di potere che erano riservati ai soli regnanti o alle loro corti. C’erano anche considerazioni di carattere politico o morale, come quando CarloV impose il colore nero alla sua corte: non si trattava di una legge suntuaria di proibizione ma era un’imposizione. Pietro Ferrari – Cosa si può dire dell'uso generalizzato del “non colore”, del grigio e del nero, nell'abito maschile dell'Ottocento. Lia Luzzatto – La ragione in questo caso va ascritta in parte rilevante alla Riforma Protestante: il nero come elemento non seduttivo, come simbolo del duro lavoro che porta al raggiungimento del Regno dei cieli, attraverso l'operosità, l’onestà, la sobrietà ossia attraverso l’assenza di quelle sensazioni ed emozioni che il colore può dare.
cular, and was therefore an expression of power and also of the culture of power. the most prominent one. In the medieval color, for example, so intense and so luminous, as I have already mentioned when talking about the quality of the range, men could read the presence of God in the matter: in that period both secular and religious culture was dominated by philosophers like Roberto Grossatesta and its "Metaphysics of Light". Today, however, if we look at Moschino or Agatha Ruiz de la Prada using the same colors, let's think about the game or the fun. Another intriguing aspect concerns the complex courtly symbolism that in the Renaissance comes to cover the color worn: the different colors of the clothes worn on ladies 'and knights' occasions could launch messages of love, loyalty, desperation ... in the book you can read curious anecdotes and interesting. Nowaday there are various subjects that propose trends, but pantone© is certainly the one that presents itself most assertively. Often the success of a color is related to what is appreciated by the general taste of the public. High fashion and prêt à porter follow their own criteria, while at the ready-fashion level the public follows their own instincts that are difficult to catalog. Young people, who are more interested in the expression of fashion, combine very trendy clothes in a personal way, distorting their meaning. It is not possible to generalize. It is time for fashion bloggers, influencers and influencers who contend for fame and presence at fashion shows; today fashion looks to the street and the road to fashion, in a continuous circularity in which codes and functions, thanks also to the Net, are repeatedly re-mixed.
issue_017
42
textures
COLOURS LIA LUZZATTO E RENATA POMPAS minga può ormai permettersi il lusso del colore; così il nero diventa e resta un modo dell’aristocrazia per distinguersi nuovamente dal popolo. Pietro Ferrari – Dunque, il colore nel vestirsi era appannaggio della classi alte o abbienti, mentre le classi povere dovevano accontentarsi del colore proprio delle fibre e dei tessuti. Lia Luzzatto – L’écru che oggi è così apprezzato era un segnale di povertà, finché si arrivò a applicare universalmente il candeggio, su cui nel libro esaminiamo un documento molto significativo il bianco ottico era un lusso, ma nell’Ottocento il candeggio lo rese popolare. Renata Pompas – Tuttavia anche nel vestiario dei contadini e delle classi popolari c’erano dei colori facili ed economici da usare, come il rosso della robbia, il blu del guado, il nero del mallo di noce: nonostante questi colori però l’abito colorato era riservato ai giorni di festa. È cambiato tutto con l’avvento della chimica e dei colori di sintesi. Quando questi colori sono diventati alla portata di tutti, c’è stato un rovesciamento, c’è stato un periodo in cui la persona che voleva distinguersi ha rifiutato il colore. È un po’ il caso della nascita del cinema a colori che ha portato gli intellettuali a dire che uccideva la poesia e involgariva l’arte cinematografica. Pietro Ferrari – Le teste coronate erano in un certo senso gli influencer del passato? Quanto influenzavano la moda? Renata Pompas – A volte la promuovevano: Renata Pompas – L’uomo borghese che crea il capitale non ha colore, sua moglie invece esibisce tutto quello che lui non può esibire. Pietro Ferrari – Se pensiamo, invece, ai secoli precedenti, alla corte del Re Sole per essere banali… Renata Pompas – Alla corte di Versailles il colore era protagonista. Lia Luzzatto – Il Re Sole era invece sobrio nell'uso dei colori e con ciò si distingueva dalla sua Corte. Pietro Ferrari – Era questo un estremo segnale di potere. Lia Luzzatto – Sono assieme divertenti e significativi questi segnali: Filippo il Buono si veste in nero per la morte di suo padre e con lui tutta la sua Corte, nel frattempo però la borghesia borgognona e fiam-
textures quando William Perkin sintetizzò il suo colore viola, la Regina Vittoria si presentò all’Esposizione Universale del 1851 vestita di viola, per promuovere questo colore, che è diventato tipico del mondo inglese. Lia Luzzatto – Questo ruolo di influencer l’aveva anche l’Imperatrice Eugenia, che apprezzava il malva realizzato da William Perkin e ne diffondeva l’uso. Nel nostro libro c’è un approfondimento su questo tema. Anche la popolazione maschile ha ceduto al fascino di questo colore, cosa rara nell’abbigliamento. Dopo quella stagione che vide una vera inflazione di colore viola, propiziata anche dal clima del Decadentismo che vedeva in queste tonalità una sua bandiera, ci fu un lungo periodo di eclisse che durò sostanzialmente fino agli anni Sessanta, quando fu riscoperto dai “figli dei fiori”. È è tornato poi in maniera vivace una decina d’anni fa. Renata Pompas – Un altro colore che in maniera meno accentuata vive queste dinamiche è il turchese. Bizzarro è anche il comportamento del rosa shocking, oppure del magenta. Parlando di popolazione maschile, nelle sfilate- se penso all’uomo di Gucci o all’uomo di Dolce e Gabbana - li vedo vestiti con fiori, colori vivaci e applicazioni. Poi però non vedo in giro questi capi indosso alle persone nella vita di tutti i giorni. Pietro Ferrari – Sul dandysmo possiamo dire qualcosa? Renata Pompas – Il dandysmo ha utilizzato intensamente le violet, ovvero il lilla, un colore che dal punto di vista archetipo è ambiguo, un po’ maschile e un po’ femminile; psicologicamente è il colore della creatività, della sensibilità, del senso estetico. Lia Luzzatto – Non parliamo solo di un dandy gay ma di un dandy anche iper-virilizzato, come D’Annunzio che adotta questo colore, colore che viene espresso non solo nell’abbigliamento ma anche col profumo delle violette dei cui petali si cospargevano gli ambienti. Nel decadentismo dobbiamo pensare colori della “natura morente”, perché il colore non doveva avere tonalità intense e vitali. Quindi era il periodo delle tinte smorte, desaturate. Pietro Ferrari – Cosa succede poi con i “figli dei fiori”? Renata Pompas – Con i Figli dei fiori si arriva al “liberi tutti”, alla gioia cromatica creativa, un momento molto forte in cui anche l’utilizzo di sostanze allucinogene che si diceva aprissero le porte della perce-
Lia Luzzato e Renata Pompas.
zione e che creavano degli effetti di “alone”, era benvenuto; in quel periodo è nata anche una grafica basata su questi aspetti che ha influito sui disegni e sulle stampe tessili e sull’uso dei colori, tra cui il viola, ancora una volta, è stato un colore molto presente. Pietro Ferrari – Il colore di trend pantone© che viene proposto ogni anno che tipo di impatto ha sul pubblico e sui produttori? Lia Luzzatto – Ci sono vari soggetti che propongono dei trend, ma pantone© è sicuramente quello che si presenta in maniera più assertiva. Spesso il successo di un colore è correlato a quanto viene gradito dal gusto generale del pubblico. L’alta moda e il prêt à porter seguono dei propri criteri, mentre a livello di pronto-moda il pubblico segue dei propri istinti difficilmente catalogabili. I giovani, che sono più interessati all’espressione della moda, combinano capi di grande tendenza in modo personale, stravolgendone il senso. Non è possibile generalizzare. È il momento dei fashion blogger, degli influencer e delle influencer che si contendono fama e presenza alle sfilate; oggi la moda guarda alla strada e la strada alla moda, in una circolarità continua in cui codici e funzioni, grazie anche alla Rete, vengono ripetutamente rimescolati.
43
issue_017
44
textures
COLOURS YUOOL writer Pietro Ferrari www https://yuool.it
La lana cammina Una start up biellese realizza calzature in lana dove leggerezza e comfort si uniscono. Yuool è una linea di calzature proposte in un unico modello da una giovane azienda biellese e declinato in sei colori differenti. Si tratta di un prodotto genderless, adatti sia alla donna sia all'uomo con numeri che arrivano fino al 46. Il design è minimal e il comfort estremo, proprio perché il plus di questa calzatura è l'estrema comodità. Questa calzature sono "quattro stagioni" perché la lana lascia traspirare il piede, assorbendo l'umidità e rilasciandola all'esterno, mantenendo la temperatura costante. Il programma vede affiancarsi a breve ai sei colori di partenza altri due colori. Il pordotto Yool viene commercializzato a oggi on--line tramite il sito web Yuool, acronimo di Young Urban Wool. Yuool non teme una pioggia leggera, se si sporca può essere lavata tranquillamente in lavatrice a 30 gradi e si asciuga all'aria.
WOOL WALKS Yuool is a line of footwear offered in a single model by a young company from Biella and presented in six different colors. It is a genderless product, suitable for both women and men with numbers up to 46. The design is minimal and extreme comfort, precisely because the plus of this shoe is extreme comfort.
This shoe is "four seasons" because the wool lets the foot breathe, absorbing moisture and releasing it outside, keeping the temperature constant. The program sees two other colors coming alongside the six starting colors. The Yuool product is on the market today on the Yuool website, an acronym for Young Urban Wool. Yool does not fear a light rain, if it gets dirty it can be safely washed in a washing machine at 30 degrees and it dries in the air.
!
A CURA DI ADELLO NEGRINI WEB AND MAGAZINE
FINISHING ANTHOLOGY
ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI
issue_017
46
textures
COLOURS FRATELLI TALLIA DI DELFINO writer Pietro Ferrari www tallia-delfino.com
Fratelli Tallia di Delfino presenta Gentleman’s Wardrobe
Il lanificio biellese punta su purezza formale e semplicità, reinterpretando il nuovo bespoke maschile, con una selezione dell’indispensabile per il Gentleman Contemporary e crea un trait d’union con Giorgetti, il prestigioso brand del design italiano. Fratelli Tallia di Delfino, azienda italiana produttrice di tessuti pregiati per abbigliamento uomo, presenta il progetto Gentleman’s Wardrobe durante la 28a edizione di MilanoUnica - IdeaBiella, una delle principali manifestazioni internazionali del tessile. L’azienda biellese, che da più di un secolo collabora con i più noti top brands mondiali del fashion maschile, ha progettato la sua ultima collezione attraverso i colori, la fluidità, la trama e i motivi delle stoffe, ripresi dagli articoli iconici dell’archivio storico per essere reinterpretati e rivivere con nuovi significati. Una prospettiva diversa con l’obiettivo di costruire una nuova metrica che pone al centro alcuni importanti valori come l’indiscutibile qualità, la libertà di espressione creativa e l’evolversi del con-
A GENTLEMAN AND A CONNOISEUR Gentleman's Wardrobe encloses in all its forms, the dynamic spirit of the elegant man, focusing on distinctive elements such as purity of form, design and color, search for refinement and inspiration in the personal interpretation of classical elegance.
cetto di eleganza, assecondando lo stile dinamico dell’uomo protagonista del proprio tempo. Gentleman’s Wardrobe è un ritorno alle origini che pone al centro il tessuto, unico nel suo genere, offrendo un servizio al taglio destinato alle più prestigiose sartorie e realtà mondiali che hanno come focus la customizzazione del capo. Una proposta ideata per soddisfare tutte le esigenze del servizio “su misura”. Precursore dei tempi, negli anni ‘70, Fratelli Tallia di Delfino offriva una formazione sartoriale di alto livello attraverso un proprio editoriale “LineaUomo” che dialogava costantemente con i sarti. Oggi questo dialogo viene ripreso in chiave moderna forte di un bagaglio di storia e di sensazioni, pronte ad essere in-
The Gentleman signed Fratelli Tallia di Delfino is dedicated to the man who gives himself the luxury of absolute quality, understood as true elegance, not ostentatious. An elegant man who knows how to make the garment he wears and that dares the unique and personal detail. Moreover the word elegance comes from the Latin "eligere" or know how to choose.
textures UNA STORIA DI PRESTIGIO Fu Delfino Tallia a fondare lo stabilimento a Strona nel 1903. Nacque l’attività di drapperia fine, un’eccellenza destinata ad influenzare profondamente il mondo della sartoria italiana. Nel 1921 i figli di Delfino presero le redini dell’azienda formando prima la società “Fratelli Tallia di Delfino”, che aveva come attività la produzione e la commercializzazione dei tessuti. Nel 1933, dando vita al lanificio a ciclo completo che divenne ben presto leader del mercato. Nel 2008 Fratelli Tallia di Delfino entra a far parte del Gruppo Marzotto, il maggiore gruppo tessile europeo.
terpretate dalla sapienza artigiana dei migliori tailors e designers worldwide. I tessuti Fratelli Tallia di Delfino, grazie ad innovative tecniche di finissaggio, acquistano una preziosa leggerezza tattile e visiva, presentandosi in diverse bunch declinate ad hoc. Una vasta gamma di prodotti con il meglio del Lanificio spaziando dall’immancabile 17.00 al 16.00, 15.50 microns per arrivare al più pregiato 13.50 microns con puri cachemire o miste nobili dalla più selezionata ricerca di materiali naturali e sostenibili. Gentleman’s Wardrobe racchiude in tutte le sue declinazioni, lo spirito dinamico dell’uomo elegante, puntando su elementi distintivi quali purezza nella forma, nel disegno e nel colore, ricerca della raffinatezza ed estro nell’interpretazione personale dell’eleganza classica. Il Gentleman firmato Fratelli Tallia di Delfino è dedicato all’uomo che si concede il lusso della qualità assoluta, intesa come eleganza vera, non ostentata. Un uomo elegante che sa far proprio il capo che indossa e che, azzarda il dettaglio unico e personale. Del resto la parola eleganza deriva dal latino “eligere” ossia saper scegliere. Gentleman’s Wardrobe infine vuole essere il trait d’union tra due grandi marchi Fratelli Tallia di Delfino e Giorgetti noto brand del design made in Italy, fondato nel 1898 a Meda. Una stretta collaborazione che nasce da valori che
47
Un’intesa che unisce la forza ed il network del leader mondiale della lana ai valori tradizionali e all’eccellenza di Fratelli Tallia di Delfino. La volontà di mantenere il 100% della produzione in Italia, nello stesso luogo in cui tutto iniziò oltre un secolo fa, permette il rispetto verso le proprie origini affiancandosi alla continua espansione del brand, attraverso l’ampliamento e il miglioramento della distribuzione worldwide. Oltre un secolo di storia che testimonia la capacità dell’azienda di soddisfare le esigenze di un mercato sempre più competitivo.
affondano le proprie radici nel “saper fare” a partire dal design, alla creatività e stile, fino ad arrivare ad un prodotto esclusivo. Un incontro destinato a suscitare curiosità, ed emozione. Fratelli Tallia di Delfino unisce le proprie forze ad un brand celebre in tutto il mondo per lanciare il progetto Gentleman’s Wardrobe.
Finally, Gentleman's Wardrobe aims to be the link between Fratelli Tallia di Delfino joins forces with a world-famous two big brands Fratelli Tallia di Delfino and Giorgetti, a well- brand to launch the Gentleman's Wardrobe project. known brand of Italian design, founded in 1898 in Meda. A close collaboration that comes from values that are rooted in "knowing how" starting from design, creativity and style, up to an exclusive product. A meeting destined to arouse curiosity and emotion.
issue_017
48
textures
COLOURS REDA writer Pietro Ferrari www reda1865.com
Innovazione e rispetto per l’ambiente Da Reda la nuova linea Reda Flexo, un tessuto smart stretch che unisce innovazione e rispetto per l’ambiente In occasione della 28° edizione di Milano Unica, il Gruppo Reda presenta Reda Flexo, il tessuto smart stretch e altamente performante che unisce alla lana Merino propria della tradizione Reda un elastomero sostenibile a ridotto impatto ambientale. Gli esperti del Gruppo hanno creato Reda Flexo basandosi su tre importanti elementi: innovazione sostenibile, funzionalita e tradizione. L’innovazione sostenibile e resa possibile grazie a ROICATM V550 by Asahi Kasei: una vera rivoluzione nel campo della fibra elastica sostenibile, polimero di nuova generazione che fa parte della famiglia ROICA Eco-SmartTM, l’unica gamma al mondo di fibre premium stretch sostenibilmente innovative. La funzionalita e la sfida di questo prodotto, che unisce stile e comfort in un tessuto stretch ideale per le esigenze dell’uomo moderno, sempre in cerca di una vestibilita pratica ma sofisticata per affrontare le sfide quotidiane. Infine la tradizione e il know-how del Lanificio, che da oltre 150 anni unisce stile e Made in Italy. Per raccontare al meglio il mondo di Reda Flexo e stato scelto David Sparshott, illustratore inglese che ha collaborato con importanti testate tra cui The Guardian e Esquire. Il suo tratto e contraddistinto da un’abilita unica nel rendere vive e tridimensionali le sue figure. Ispirandosi alle caratteristiche di Reda Flexo, David ha cosi immaginato “An ordinary day”, una serie di 10 illustrazioni che raccontano la quotidianita tipica di piu protagonisti: da una colazione a una corsa in bici per raggiungere il lavoro, passando per un pranzo in compagnia, e possibile osservare come il tessuto sia capace di “resistere” alle sfide di ogni giorno, risultando sempre impeccabile.
textures UNA STORIA AFFASCINANTE Fondata nel 1865 a Valle Mosso (Biella) , Reda nasce dalla passione e dall’intuito imprenditoriale di Carlo Reda. Nel 1919 l’azienda viene acquistata da Albino e Francesco Botto Poala, che inaugurano un nuovo corso di crescita e sviluppo aziendale confermando il profondo legame con il territorio. Negli ultimi 20 anni la famiglia Botto Poala si e fortemente impegnata
49
in ambito sostenibilita, sino a raggiungere e mantenere di anno in anno-il prestigioso riconoscimento EMAS quale unico lanificio a ciclo completo. Dimostrando una forte attenzione al cambiamento,Reda ha inoltre ampliato la propria produzione affiancando alla classica Reda1865 la linea Reda Active, caratterizzata da tessuti in lana performanti pensati per abbigliamento athleisure.
INNOVATION AND SUSTAINABILITY On the occasion of the 28th edition of Milano Unica, Reda Group presents Reda Flexo, the high-performance stretch stretch smart fabric that combines the Reda wool of Merino tradition with a sustainable elastomer with reduced environmental impact. The Group's experts have created Reda Flexo based on three important elements: sustainable innovation, functionality and tradition. Sustainable innovation is made possible thanks to ROICATM V550 by Asahi Kasei: a true revolution in the field of sustainable elastic fiber, new generation polymer that is part of the ROICA Eco-SmartTM family, the only range of sustainably innovative premium stretch fibers in the world.
“Reda Flexo e il tessuto capace di rispondere alle esigenze dell'uomo moderno, grazie al suo essere elastico e facilmente adattabile ai movimenti del corpo - afferma Ercole Botto Poala, CEO del Gruppo Reda - per raccontare questo innovativo tessuto ci siamo affidati al talento dell'illustratore inglese David Sparshott che ha saputo tradurre in immagini tutto il potenziale di Reda Flexo”. “Mi riconosco molto nella scena in cui il protagonista va in bici lungo le sponde del Tamigi, a Londra e mi sono divertito molto a disegnare quella dell'uomo che cammina sotto la pioggia in Giappone” ha dichiarato David Sparshott a proposito della serie An ordinary day.
David Sparshott al lavoro. I disegni di David.
issue_017
50
textures
COLOURS RIFÒ writer Beatrice Guidi www rifo-lab.com
La seconda vita del denim Rifò utilizza il denim di riciclo per una linea di maglioncini.
SUSTAINABLE FASHION RIFO CREATE THE FIRST CLOTHING IN RECYCLED AND REGENERATED DENIM FABRIC Rifò, a young eco-sustainable fashion brand from Prato, is the first fashion company in the world that, after months of studies and research, has succeeded in creating a yarn derived from recycled and regenerated denim, with which they created a collection of light and resistant sweaters, perfect for summer and winter half seasons. Practical, fresh and wearable every day, they are made of
Parafrasando un antico detto della tradizione enogastronimica, si potrebbe dire che del jeans non si butta via niente. Rifò, giovane brand pratese della moda ecosostenibile, infatti, è la prima azienda di moda al mondo che, dopo mesi di studi e ricerche, è riuscita a creare un filato derivato da tessuto
denim riciclato e rigenerato,con cui ha dato vita a una collezione di maglioni leggeri e resistenti, perfetti per l’estate e le mezze stagioni. Pratici, freschi e indossabili tutti i giorni, sono realizzati in tessuto piqué, con piccoli motivi in rilievo. Il tessuto in denim una volta trinciato e trasformato in un nuovo filato (composto da cotone 97%) non viene ritinto, così da non dover usare coloranti, e per questo mantiene lo stesso colore del denim originario, in due tonalità scura e chiara. Tutti i jeans, utilizzati per la produzione della collezione, sono raccolti in Italia e con la realizzazione di un singolo capo se ne recuperano ben 5, destinati
textures alla discarica o all’inceneritore. Grazie al processo produttivo ideato da Rifò per creare un maglione in denim si utilizzano solo 80 litri di acqua contro i 3000 litri richiesti da un maglioncino in cotone vergine, riducendo, rispetto a un capo nuovo: del 97% l’uso di acqua, del 77% quello dell’energia, del 95% le emissioni di CO2 e del 100% l’uso di coloranti e prodotti chimici. “Dopo tanti mesi passati a sperimentare - racconta Niccolò Cipriani, co-founder di Rifò insieme a Clarissa Cecchi - finalmente abbiamo trovato la giusta lavorazione per riciclare il tessuto jeans e siamo orgogliosi di presentare i primi indumenti al mondo realizzati in denim rigenerato.
nuovi vestitiche conservano le stesse qualità dei prodotti originali. Questo metodo consente di riutilizzare gli scarti e ridurre sensibilmente la quantità di acqua, di pesticidi e prodotti chimici utilizzati nella produzione. Rifò è un marchio che nasce dall’emergenza globale, dall’urgenza di un cambiamento verso la costituzione di un modello economico etico e sostenibile, passando dalla necessità economica a quella climatica e ambientale della nostra generazione e di quelle a venire. Rifò identifica la sinergia fratecnologia, impegno sociale e rispetto per l’ambiente ponendo l’attenzione su eleganza, qualità e cura per i dettagli.
piqué fabric, with small motifs in relief. The denim fabric once shredded and turned into a new yarn (97% cotton) is not dyed, and for this reason it preserves the same color as the original denim, in two dark and light shades. Thanks to the production process designed by Rifò to create a sweater in denim only 80 liters of water are used against the 3000 liters required by a sweater in virgin cotton, reducing, compared to a new garment: 97% water use, 77% that of energy, 95% of CO2 emissions and 100% of dyes and chemical products. For each garment Rifò recovered 5 pairs of jeans from the incinerator.
Un grande passo avanti nel riciclo di uno dei capi meno sostenibili del panorama dell’abbigliamento. Inoltre, da sempre attenti alla qualità dei nostri prodotti, così come alla sostenibilità ambientale e alla responsabilità nella produzione, realizziamo i maglioni in jeans, insieme a tutte le altre collezioni, a Km 0 nel distretto tessile di Prato. Questo perché Fondata nel dicembre 2017, da Niccolò Cipriani e Clarissa Cecchi, Rifò produce capi ed accessori di alta qualità, realizzati con fibre tessili 100% rigenerate. Grazie a un processo meccanico e artigianale sviluppato a Prato più di 100 anni fa, Rifò è in grado di trasformare gli scarti di tessuto in
Perno del brand Rifò è l’iniziativa #2lovePrato che finanzia progetti specifici identificati con treassociazioni che da anni operano sul territorio pratese. L’obiettivo di questa iniziativa è quello didistribuire parte dei ricavi ottenuti al territorio dove avviene la produzione. Due euro di ogni acquisto, infatti,sarà sempre destinato a uno dei progetti scelti delle associazioni: Fondazione Ami, Opera Santa Rita e Legambiente. Nel 2018 Rifò si è aggiudicata il terzo posto, tra 856 imprese candidate in tutta Italia, alla finale nazionale del Premio Cambiamenti del CNA, riservato alle aziende più innovative del Paese.
51
issue_017
52
textures
ART & TEXTILES ITALIAN JACQUARD writer Paola Govoni www italianjacquard.com
Dagli antichi telai
Un profilo di ‘Italian Jacquard’, produttore piemontese di tessuti di alta qualità per l’arredo e l’abbigliamento da quattro generazioni. A destra: l’incontro con Alida Valle (a destra al centro) a Milano durante l’edizione di fine febbraio 2019 di Filo.
textures
Chieri è una città piemontese di antica tradizione tessile. Alcuni studiosi fanno risalire alla metà del XII secolo i primi insediamenti di tessitori provenienti dai Balcani. A partire dalla fine del Quattrocento, l’arte tessile si intreccia strettamente con la storia, l’economia e la struttura sociale della città. Le cronache riportano che, sul finire del Cinquecento, più della metà della popolazione lavorava nelle attività di ‘battitura, sbiancatura, asciugatura, coloratura, rifinitura, tessitura’, cui era a sua volta collegato l’indotto della coltivazione del gelso e dell’allevamento del baco da seta, oltre che la trattura e la torcitura del filo di seta. Fondata a Torino, ‘Italian Jacquard’ ha impianti di produzione a Chieri e qui produce tessuti di alta qualità per i mercati dell’arredamento e dell’interior design. Durante l’edizione di fine febbraio 2019 di Filo, a Mi-
lano, abbiamo incontrato Alida Valle, che di Italia Jacquard è co-fondatrice e creatrice di tessuti e che sovraintende personalmente a tutte le fasi di produzione. La storia di Alida Valle comincia come figlia d’arte tessitrice da quattro generazioni - ed erede ‘involontaria’ dell’attività di famiglia, in quanto, come lei stessa dichiara: “Ho studiato Architettura perchè la mia aspirazione era quella di fare l’architetto poi, come spesso accade, la vita ti conduce su strade diverse”.
! DALL’ARREDO ALL’ABBIGLIAMENTO Con la sua capacità tecnica, creativa e soprattutto con la sua conoscenza dei clienti, Alida ha avuto l’idea di partire dal tessuto dell’arredamento e come accadeva qualche secolo fa - usarlo anche per l’abbigliamento. “Mi sono ispirata a ‘Via col Vento’ - conferma quando Rossella O’Hara in una scena del film, dice ‘Tira giù le tende che facciamo questo vestito’. Storicamente, nel Seicento e nel Settecento il tessuto era una cosa preziosa, indipendentemente dall’utilizzo che ne veniva fatto, che fosse per una sedia, per un panciotto o per un vestito. Il Re Sole sedeva su poltrone rivestite con gli stessi tessuti con cui erano realizzati i suoi abiti”.
53
Alcuni dei preziosi tessuti prodotti da ‘Italia Jacquard’ per l’arredamento e l’abbigliamento. L’azienda produce a Chieri e Buttigliera e ha uno showroom a Torino.
issue_017
54
textures
ART & TEXTILES ITALIAN JACQUARD
“I miei clienti sono alcuni tra i più famosi fashion brand in America, in Francia, in Inghilterra e in Italia. Il rapporto con i clienti è diretto. Io mostro a loro i miei disegni, il cliente li sceglie e costruisce la coloritura legata al suo style del momento”.
! I TELAI Partendo dal tessuto, che Alida può personalizzare avvalendosi della sua esperienza e della sua capacità tecnica, si possono realizzare capi di abbigliamento singolari e raffinati. “Oggi nella moda non si entra se non hai una storia da raccontare e se non possiedi una capacità che parte da lontano, da un patrimonio di conoscenze e di esperienze” dice. “I tessuti non antichi nati per l’arredamento – spiega Alida – si trasformano in capi di abbigliamento firmati da grandi marchi dell’alta moda. I nostri telai di produzione sono a Chieri e a Buttigliera. Dall’India, dall’Egitto e dalla Turchia arrivano i filati. I tessuti sono tinti a Biella da un tintore ‘sopravvissuto’ alla progressiva sparizione dell’indotto che faceva capo all’industria tessile e vengono anche rifiniti a Biella, perché nel Chierese non si trovano più rifinitori di tessuti naturali, come cotone, lino, seta e lana, non come orditi ma piuttosto come inserzione di trama”. Per quanto riguarda la decorazione, lo jacquard per definizione esclude gli uniti e i falsi uniti e deve per forza usare il disegno. Questo implica un intenso e costante lavoro di ricerca sui motivi decorativi. “Abbiamo degli archivi e faccio molta ricerca, anche nei musei, anche bibliografica, sui tessuti antichi. Non mi piace e non mi interessa riprodurre, preferisco elaborare” dice Alida.
Ripercorrendo un po’ di storia della lavorazione tessile, Alida ci racconta che il nonno tessitore lavorava su telai a mano, tanto affascinanti quanto faticosi. Il padre lavorava su telai pic-pic a navetta, con quattro cassetti a destra e sinistra, o anche otto e otto, ciascuno per un colore. I primi telai automatici sono arrivati negli anni Settanta, comandati da carta continua con il disegno che andava cambiato manualmente, non senza difficoltà. Il telaio automatico a disco consente di cambiare agevolmente le trame e le battute (circa 600 al minuto) per creare moltissimi disegni, ma questo ha creato una crisi di saturazione, in quanto il mercato non era più in grado di assorbire grandi quantità. “Negli ultimi decenni, il settore del tessile per arredamento è precipitato” si rammarica Alida. “Ci sono stati tempi in cui l’Inghilterra e la Francia dominavano il settore e il distretto tessile di Biella era una grande realtà in Europa. Adesso questo mondo sta andando verso Est, verso la Turchia, che è molto ben organizzata industrialmente; verso l’India, che produce tutti i ricami; verso il Vietnam che lavora per i cinesi e, ovviamente, verso la Cina, proprietaria e monopolista assoluta per i grandi quantitativi di tessuti leggeri e impermeabili per l’abbigliamento sportivo”.
issue_017
56
textures
EVENTI INTERTEXTILE SHANGHAI HOME TEXTILES (AUTUMN EDITION) writer Beatrice Guidi www intertextilehome.com
Nuovo slancio per Intertextile Shanghai Home Textiles Nonostante lo sviluppo economico della Cina si sia stabilizzato negli ultimi anni, il continuo 'miglioramento dei consumi' e la domanda diversificata del mercato stanno ancora guidando la crescita dell'industria tessile per la casa. In risposta alla situazione di mercato in continua evoluzione, l’edizione autunnale di Intertextile Shanghai Home Textiles, che si terrà dal 28 al 31 agosto, continua ad arricchire la sua offerta, presentando fornitori di qualità, espositori del settore contract e prodotti finiti. La Cina è ancora un paradiso di opportunità per i marchi esteri di tessuti per la casa. Il paese ora vanta circa 33 milioni di famiglie di ceto medio-alto secondo il governo cinese. All'interno dei 33 milioni di famiglie, circa 10 milioni dispongono del più forte potere d'acquisto per il settore dei tessuti per la casa poiché hanno un patrimonio di circa 450.000 USD o più. Questi consumatori ben istruiti hanno diverse preferenze di marca, aspettative sui prodotti e abitudini di consumo rispetto alle generazioni precedenti se-
condo Wendy Wen, Senior General Manager di Messe Frankfurt (HK) Ltd. “La maggiore enfasi sulla qualità del prodotto, i marchi e un'esperienza personalizzata dai clienti hanno promosso una forte crescita e nuove offerte di prodotti nell'intero settore della decorazione domestica in Cina. Con oltre 1.000 espositori e circa 40.000 visitatori, Intertextile Shanghai Home Textiles è il luogo in cui capitalizzare questa crescita senza precedenti delle classi medio-alte cinesi”. Intertextile Shanghai Home Textiles ha da tempo attratto importanti marchi locali e internazionali, tra cui Enzo Degli Angiuoni dall'Italia, JAB ANSTOETZ dalla Germania e Prestigious Textiles dal Regno Unito, grandi nomi nazionali come Beijing Yada e Beijing Euroart insieme a espositori come Coomo Living, Mirtos, Murray, Casaido e Lezai. L’edizione di quest'anno continuerà a presentare un'ampia gamma di articoli tessili per la casa che soddisfino le attese dei consumatori.
textures
57
DYNAMIC MARKET DEMAND CREATES MOMENTUM FOR AUGUST’S INTERTEXTILE SHANGHAI HOME TEXTILES – AUTUMN EDITION
Despite the fact that China’s economic development has been stabilising in recent years, the ongoing ‘consumption upgrade’ and diversified market demand are still driving growth in the home textiles industry. In response to the ever-changing market environment, this Autumn’s Intertextile Shanghai Home Textiles, held from 28 – 31 August, continues to enrich its show offerings, presenting more quality suppliers, contract business exhibitors and finished products for visitors. China is still a heaven of opportunity for overseas home textiles brands. The country now boasts around 33 million middle and upper class households according to the Chinese government. Within the 33 million households, around 10 million are considered to have the strongest purchasing power for the home textiles sector as they have combined assets of around USD 450,000 or more, usually including their own home. These well-educated consumers have different brand preferences, product expectations and consumption habits than previous generations according to Ms Wendy Wen, Senior General Manager of Messe Frankfurt (HK) Ltd. “The greater emphasis on product quality, brands and a tailored experience from customers have fostered strong growth and new product offerings in the entire home decoration industry in China. With over 1,000 exhibitors and around 40,000 visitors under the same roof, Intertextile Shanghai Home Textiles is the place to capitalise on this unprecedented growth of the Chinese middle and upper classes”. Intertextile Shanghai Home Textiles has long been attracting leading local and international brands to take advantage of this potential. Last August’s fair gathered fabrics brand names including Enzo Degli Angiuoni from Italy, JAB ANSTOETZ from Germany and Prestigious Textiles from the UK, domestic big names such as Beijing Yada and Beijing Euroart together with whole-home exhibitors like Coomo Living, Mirtos, Murray, Casaido and Lezai. This year’s show will continue to showcase a wide range of home textile items that match consumers’ high expectations.
issue_017
58
textures
EVENTI TECHTEXTIL writer Beatrice Guidi www messefrankfurt.it - https://techtextil.messefrankfurt.com
Una forte conferma
Si accentua il ruolo positivo di TechTextil di Francoforte.
Qualche settimana prima che apra le sue porte, Techtextil è quasi completamente prenotato, superando ancora una volta i livelli di prenotazione per il precedente evento nello stesso periodo dell'anno. Con il suo tema di tendenza, ‘Urban Living - City of the Future’, la principale fiera internazionale guarda avanti per vedere come i tessuti tecnici modelleranno la vita urbana in futuro. “Ogni due anni, Techtextil rispecchia la gamma di applicazioni per i materiali tessili. Esperti internazionali di spicco provenienti dalle industrie più disparate, dall'architettura, all'industria automobilistica, dalla medicina, all'industria della moda o alla protezione personale, si uniscono a Techtextil alla ricerca di materiali leggeri , materiali durevoli e sostenibili”, afferma Olaf Schmidt, Vicepresidente del settore Tessile e tecnologie tessili, Messe Frankfurt. I fornitori di Techtextil rappresentano la gamma completa di tessuti tecnici e non tessuti. Vi è un aumento significativo del numero di fornitori nei settori della tecnologia, nonché delle fibre e dei filati. Anche i fornitori di tessuti, tessuti rivestiti e tessuti per abbigliamento funzionale sono fortemente rappresentati.
Sono coperte tutte le aree di applicazione per i materiali tessili. In particolare, i rappresentanti dell'industria, dell'architettura e dell'edilizia, dell'industria della moda e dell'abbigliamento, del settore automobili-
textures
59
A GOOD TECHTEXTIL COMING A few weeks before it opens its doors, Techtextil is almost fully booked, exceeding once again booking levels for the previous event at the same time of year. With its trend theme, 'Urban Living – City of the Future', the leading international trade fair also takes a look ahead to see how technical textiles will shape urban life in the future. "Every two years, Techtextil mirrors the range of applications for textile materials. Leading international experts from the most diverse industries – be they from architecture, the automotive industry, medicine, the fashion industry or personal protection – come together at Techtextil in search of lightweight, durable and sustainable materials", says Olaf Schmidt, Vice President Textiles and Textile Technologies, Messe Frankfurt. The suppliers at Techtextil represent the complete spectrum of technical textiles and nonwovens. There is a significant increase in the number of suppliers in the fields of technology, as well as fibres and yarns. Suppliers of woven fabrics, coated textiles and functional apparel textiles are also strongly represented. All areas of application for textile materials are covered. In particular, representatives from industry, architecture and construction, the fashion and clothing industry, the automotive sector, aerospace, medicine, sport, and hazard protection will find a more comprehensive range of products than before. stico, dell'aerospazio, della medicina, dello sport e della protezione dai pericoli troveranno una gamma più completa di prodotti rispetto a prima. Soluzioni tessili per la vita nella città del futuro - In collaborazione con ‘Creative Holland’, l'industria creativa olandese, Techtextil dedica uno spazio espositivo alla vita nella città del futuro con lo speciale ‘Urban Living - City of the Future’ evento. Secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 si prevede che quasi il 70% di tutte le persone vivrà nelle metropoli e nelle megalopoli. Ciò pone nuove sfide per i concetti di vita e mobilità, nonché per la fornitura di cibo e servizi sanitari. L'abbigliamento funzionale, ad esempio con funzioni intelligenti, potrebbe anche svolgere un ruolo ancora più importante nella vita quotidiana delle persone nel futuro. L'area espositiva di Techtextil e Texprocess presenterà esempi di applicazioni tessili. Inoltre, un programma complementare di accompagnamento offrirà approfondimenti sul settore.
Textile solutions for life in the city of the future - In collaboration with 'Creative Holland', the Dutch creative industries, Techtextil is dedicating an exhibition space to life in the city of the future with the 'Urban Living – City of the Future' special event. According to the United Nations*, nearly 70 percent of all people are expected to be living in metropolises and megacities by 2050. This poses new challenges for living and mobility concepts, as well as food supplies and health services provision. Functional apparel, with smart functions for example, could also play an even more important role in people’s everyday lives in the future. The Techtextil and Texprocess exhibition area will be presenting examples of textile applications. In addition, an accompanying complementary programme will offer insights into the industry.In parallel with Techtextil, Texprocess, the leading trade fair for the processing of technical textiles and nonwovens (14 to 17 May 2019), will provide insights into all the stages in textile processing, including textile finishing and digital printing. Texprocess is also recording an outstanding level of registrations, above those for the last event. Techtextil 2017 drew more than 33,670 visitors from 104 countries and 1,477 exhibitors from 55 countries. In addition, 7,091 visitors to Texprocess also visited Techtextil. The two fairs welcomed a total of 1,789 exhibitors from 66 countries and more than 47,500 visitors from 114 countries.
Techtextil 2017 ha richiamato oltre 33.670 visitatori da 104 paesi e 1.477 espositori da 55 paesi. Inoltre, 7.091 visitatori di Texprocess hanno visitato anche Techtextil. Le due fiere hanno accolto un totale di 1.789 espositori provenienti da 66 paesi e oltre 47.500 visitatori provenienti da 114 paesi.
issue_017
60
textures
SCENARI FONDAZIONE BIELLA MASTER DELLE FIBRE NOBILI writer Pietro Ferrari www biellamaster.it
Insegnare il management del tessile Al Master delle Fibre Nobili si formano i manager di domani Pietro Ferrari - Come è nato questo Master deile Fibre Nobili? Giovanni Schiapparelli - Questo Master delle Fibre Nobili è nato dall'idea di un imprenditore biellese di nome Luciano Barbera, il quale dalla nascita del Master trent'anni fa a oggi ne è il presidente. Il Master è dotato da un'apposita fondazione che ha un presidente appunto Luciano Barbera, un vicepresidente Luca Alvigini e un consiglio che coinvolge come rappresentanti i titolari di alcune delle aziende più importanti del settore del tessile biellese e non solo. Pietro Ferrari - Un master di grande impegno ecoomico, quindi le aziende hanno investito in modo significativo.
textures Giovanni Schiapparelli - L'investimento è importante, perché lo scopo del master è quello di formare i futuri dirigenti. Accedere la master non è facile, nel senso che c'è una scrematura importante alla base per cinque posti e non più. Ogni anno riceviamo cinquanta domande, quando viene emesso il bando, un'apposita commissione seleziona quindici giovani laureati che seguiranno un corso propedeutico di centoventi ore in quattro settimane. In questo corso, noi docenti insegniamo l'ABC del tessile, perché i ragazzi arrivano da mondi diversi e raccogliamo nel contempo gli elementi per valutare questi ragazzi e individuare i vincitori della borsa di studio. I vincitori sono cinque ricevono seimila euro ciascuno per tredici mesi da gennaio 2019 a gennaio 2020, in questo caso, e seguiranno tutto il percorso del master. Il percorso è riferito a tutta la filiera tessile dalla materia prima alla grande distribuzione attraverso lezioni teoriche e stage aziendali in Italia ma anche all'estero. Nell'ambito di tutto questo percorso, i ragazzi trascorreranno sette settimane all'estero. Per conoscere la materie prime di base più pregiate, si recheranno in Cina, in Perù, in Nuova Zelanda, in Australia. Successivamente per studiare la grande distribuzione saranno nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Giappone.
61
Pietro Ferrari - È importante questo concetto: non ci si ferma al territorio nazionale o all'Europa ma si valuta la conoscenza dei mercati globali sia a livello di approvvigionamento di materie prima sia a livello di sbocchi commerciali. Giovanni Schiapparelli - È voluto appositamente per aprire a 360 gradi il mondo del tessile/abbigliamento. Non a caso i nostri ragazzi, senza eccezioni, trovano lavoro nel giro di un mese. Quest'anno, al 31 gennaio, hanno terminato il master cinque allievi, il 1 febbraio quattro di loro lavoravano già, il quinto è al lavoro da qualche giorno. Questo ci fa ben sperare per il futuro e ci sprona a proseguire.
In apertura un particolare del simpatico stand della Fondazione. Giovanni Schiapparelli al centro con Pietro Ferrari a sinistra e a destra Luca Panetti, uno degli allievi del Master 2019-2020. Giovanni Schiapparelli e Luca Panetti durante la conversazione. Le fibre nobili: lana e seta.
issue_017
62
textures
SCENARI FONDAZIONE BIELLA MASTER DELLE FIBRE NOBILI
Pietro Ferrari - Perché avete pensato di formare i top manager in questo caso, ce n'era carenza? Giovanni Schiapparelli - Ce n'era una grande esigenza nel settore. Le specializzazioni tessili in Italia sono ormai quasi scomparse, se si escludono tre o quattro istituti tecnici, a livello universitario non c'è praticamente più nulla, con la chiusura dei corsi in ingegneria tessile, esistono solo dei corsi di chimica tessile. La mancanza di formazione in questo settore è molto percepita, quindi le aziende ci chiedono di fornire a questi giovani un bagaglio iniziale di conoscenze che permetta loro di recuperare in pratica un anno di formazione su tutti gli aspetti da quelli tecnologici a quelli organizzativi, gestionali. Pietro Ferrari - La generazione che si sta formando quest'anno sarà pronta a gennaio dell'anno prossimo? Giovanni Schiapparelli - I ragazzi sono nella fase della trasformazione del fiocco in filato, poi seguirà la tintoria, la tessitura, il finissaggio, la sartoria e la maglieria, perché oltre al tessuto tradizionale trama e ordito, seguiamo anche la maglieria. Alla fine del percorso saranno studiate le materie più legate alla distribuzione. Le fibre nobili: alpaca. Le fibre nobili: lino.
Pietro Ferrari - Ho constatato che anche il dato caratteriale è importante.
Giovanni Schiapparelli - Cerchiamo persone, e questo è compito di una commissione di una quindicina di imprenditori tra i più importanti, a cui, quando si parla di filato e di tessuto, brillano gli occhi, come brillano a me dopo tanti anni.
Milano Unica 9, 10, 11 Luglio 2019 Dove inizia la moda. Collezioni tessili e accessori per abbigliamento Autunno-Inverno 2020/21
milanounica.it