LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
#9 | SETTEMBRE 2020 | FR. 4.50
NEL GIURA Soggiorno in carrozzone trainato da cavallo
TEST HONDA E
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Una mini city-car elettrica ben digitalizzata
on ttriche c auto ele i b im b ni seggioli
In sella fino
a scuola CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 67
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SOMMARIO
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Asfalto speciale riciclando gomme
La Honda e sottoposta a test
A scuola di/in bici
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10 EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier L’educazione stradale passa anche per il cammino di scuola
10 Tragitto verso l’aula
igliaia di bambini tornano in classe. Coloro che iniziano ad andare all’asilo o alle elementari affrontano per la prima volta il cammino verso la scuola. È comprensibile che questo passo susciti delle ansie; nei genitori e nei piccoli che vanno preparati a comportarsi correttamente e trovare il tragitto più sicuro. Ma non soltanto gli alunni, tutti gli utenti della strada devono circolare con la dovuta prudenza. Le campagne di sensibilizzazione lanciate ad ogni rientro e la migliore segnaletica direzionale non potrebbero bastare se manca la reciproca attenzione. Che non è mai troppa e sempre perfettibile come possiamo constatare quotidianamente sulle nostre strade. Ora, gli automobilisti sono chiamati a guidare in modo particolarmente difensivo e previdente. Per i piccoli, imparare il tragitto verso la scuola significa imparare a muoversi nel traffico. Aiutiamoli con il buon esempio.
16 Padroneggiare la bici
M
Il TCS al fianco di scolari e genitori per più sicurezza Quando un professionista insegna agli alunni
18 Progetto di Caritas A Zurigo si assistono allievi e famiglie di immigrati
mobilità 22 Un mito a due ruote Velosolex, ossia la «bicicletta che viaggia da sola»
26 Manutenzione stradale Una ditta svizzera lancia un prodotto speciale per asfaltare
30 Scooter elettrici Cinque modelli sottoposti a test mostrano vantaggi e debolezze
20 Caschi alla lente I prodotti alla moda devono anche essere sicuri
In sella al Velosolex
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Felix Maurhofer caporedattore Copertina: Foto: Emanuel Freudiger Modello: Leandro Caduff
settembre 2020 | touring
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SOMMARIO
40
Prova della Mercedes GLA
Escursioni nel Montafon
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Camping TCS Gwatt rinnovato
45
I miei vantaggi club 6 Private Selection Hotels 50 Gioca e vinci online 51 TCS Benefits in Ticino 66 Tre occasioni di vincita
Vacanza in carrozzone con cavallo
tecnica 32 Test Honda e Una mini cittadina elettrizzata perfetto nido digitalizzato
36 Bimbi e auto elettriche Una prima per il TCS, sufficiente spazio per il trasporto dei piccoli
38 Quattro stagioni
club 55 TCS eSports League Postazioni da gioco su ruote, la nuova invenzione del club
56 Campeggio a Gwatt Nuova veste per l’infrastruttura del TCS al lago di Thun
59 Senza barriere
Idoneità di queste gomme: un nostro test lo rivela
Altri due bungalow adatti a disabili e alle loro famiglie
svago
rubriche
45 Tutti in carrozza! Al ritmo degli zoccoli si conosce la zona dell’Ajoie
52 Obiettivo Occitania Tolosa e il suo centro storico desiderosi di Unesco
TCS Sezione Ticino
43/61 L’esperto TCS 62 Forum 62 Impressum 63 Tourolino 64 In giro con 66 Gioca & vinci
68 69 70 72 73
Punto Vendita TCS e info Pedemontana
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Controlli tecnici a Rivera
Telepass 95 000 chilometri in solitaria Estate sulla Riviera Ligure Alla scoperta del Ticino con Mini me Explorer
TCS e Fondazione Cerebral
59 Touring n. 10
Temi trattati nella prossima edizione: dossier soggiorni autunnali in Svizzera, test SUV Mercedes GLB, test pneumatici invernali, castelli dell’Alta Svevia, nuova app TCS per parcheggiare Data di pubblicazione: 24.09.2020
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ATTUALITÀ CLUB
Vacanze vicine in voga Ad esempio in tenda glamour in una fattoria dell’Emmental rurale.
Presa diretta con la mobilità elettrica TCS eMobility Days, le giornate dedicate all’elettromobilità, ripartono il 22 agosto a Zurigo-Oerlikon. Otto appuntamenti in diverse località svizzere per informarsi sulle novità del settore e cimentarsi alla guida di scooter, auto e bici elettriche. Gli esperti in loco forniranno volentieri consigli ed informazioni aggiornate. Dettagli ed iscrizioni: tcs.ch/edays
«Resta qui» – per un turismo locale, lento e leggero L’Accademia della mobilità TCS lancia una nuova piattaforma per incoraggiare vacanze appaganti a chilometro zero.
L’
uomo stolto cerca la felicità lontano, il saggio la fa crescere sotto i propri piedi: l’antico proverbio non potrebbe essere più azzeccato di questi tempi. La crisi pandemica ci riavvicina al nostro paese riportando alla moda le ferie in Svizzera. Il progetto «bleib hier», ovvero «resta qui», lanciato dall’Accademia della mobilità del TCS promuove la tendenza verso attività del tempo libero eco-sufficienti. È sostenuto dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale Are, SvizzeraEnergia e dal cantone e dalla città di Berna. Nella fase sperimentale ci si concentra sull’offerta di servizi perso-
nali, micro-avventure e campeggi alternativi. Dal concerto organizzato nel proprio giardino al glamping in fattoria – sono circa 30 le proposte già prenotabili nel cantone-pilota di Berna. «Grazie all’impegno e alla creatività dei numerosi aderenti al progetto abbiamo l’inedita chance di promuovere l’offerta turistica regionale. Le idee realizzate ad hoc permettono di evitare grossi costi di materiale ed ingenti spese di viaggio, fornendo impulsi all’economia locale. Secondo il motto: vacanze lente, leggere, locali» commenta Jörg Beckmann, direttore dell’Accademia della mobilità TCS.
EF, MWY, ALL MAURITIUS IMAGES
Grazie di seguirci!
tcs.ch/ portale-video
Il TCS vince pure nella tutela giuridica Oltre ad essere il soccorso stradale n. 1, il maggiore club della mobilità svizzero offre la migliore protezione giuridica sul mercato elvetico. È quanto emerge da un sondaggio svolto dall’Istituto Svizzero per Test di Qualità: il TCS si classifica al primo posto, con ampio distacco sui dodici concorrenti. Saperne di più: istq.ch
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TCS eMobility Days, la mobilità elettrica da provare sul campo.
Il canale youtube del TCS è molto popolare: i nostri 900 e passa video sono stati cliccati oltre 48 milioni di volte. Recentemente abbiamo superato la pietra miliare di 20 000 abbonati, un traguardo fantastico che il team addetto alle videoproduzioni ha festeggiato girando una breve clip per ringraziare gli abbonati. Per vederla scannerizzare il codice QR a lato.
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settembre 2020 | touring
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Evviva le veterane! La Svizzera custodisce un notevole numero di motori storici. Lo documenta uno studio svolto dalla SHVF, organizzazione che s’impegna per la tutela di questo ricco patrimonio culturale. Sono 156 000 i veicoli d’epoca (automobili, moto, camion ecc.) messi in circolazione oltre 30 anni fa. Ultimamente sono venuti a trovarsi nel mirino delle leggi anti CO2 vieppiù rigorose varate dai governi. Per prevenire eventuali ecotasse unilaterali discriminatorie, la Swiss Historic Vehicle Federation (SHVF), presenta cifre e fatti su questi venerabili veicoli e la loro importanza storica nonché sul ruolo che assumono nella società odierna.
essere nullo. Tutt’altro che aneddotica è invece la rilevanza economica della categoria: in Svizzera 53 mila persone possiedono almeno un veicolo d’epoca (a 2 o 4 ruote) e vi sono 140 club aderenti alla Federazione mantello SHVF. Le auto sono spesso dei pezzi di valore e sono quotate mediamente a 63 000 franchi (moto: 20 500 fr.). Il parco oldtimer vale 7,7 miliardi di franchi e produce prestazioni economiche intorno agli 836 milioni all’anno.
Passato presente
Le veterane godono di grandi simpatie nella popolazione. Secondo un sondaggio, la metà degli svizzeri è favorevole alla loro classificazione come bene culturale, status che hanno già in alcuni paesi all’estero. Lo studio «Véhicules anciens en Suisse» (in francese o tedesco) può essere scaricato dal sito shvf.ch
È vero che le ultratrentenni costituiscono solo l’1,9% di tutte le immatricolazioni in Svizzera e che la loro quota sul totale dei veicoli in circolazione è di appena lo 0,1%. Con mediamente 790 km percorsi all’anno, il loro impatto sull’ambiente è trascurabile, pur senza
Inossidabili, le auto d’epoca continuano a far sognare.
Riciclo auto usate nell’incertezza Presente fosco e futuro incerto per la filiera dedicata al trattamento e alla valorizzazione delle auto giunte a fine vita. Secondo il rapporto annuale della Fondazione Auto Recycling Suisse, nel 2019 l’industria è stata confrontata con prezzi dei metalli in costante calo e una forte esportazione di veicoli usati. Sono quindi finiti i tempi in cui il loro recupero rappresentava una fiorente attività e certe aziende hanno dovuto chiudere i battenti, tendenza riscontrata già l’anno 8 touring | settembre 2020
precedente. Resta poi il problema delle scarse capacità per lo smaltimento dei cosiddetti residui di frantumazione. In Svizzera, il riciclo dei rifiuti del comparto è aumentato fino ad arrivare all’80%. In attesa di soluzioni durature, la fondazione auspica una celere ripresa della domanda di materie prime seconde una volta rientrata la crisi sanitaria. Inoltre, il riciclaggio delle batterie delle auto elettriche dovrebbe schiudere nuove prospettive al settore.
LA CIFRA
839 Tanti i camper messi in circolazione nel solo mese di giugno: secondo caravaningsuisse sarebbe il terzo numero d’immatricolazioni più alto dal 2009, dopo il record dell’aprile 2019 con 890 immatricolazioni e le 867 nel maggio seguente. L’epidemia del Covid-19 ha rafforzato il trend al turismo itinerante, innescando un autentico boom di vendite di veicoli ricreazionali.
LA FOTO
Vita da cane Taipei si è arricchita di un’insolita attrazione. Durante l’ondata di caldo sulla capitale di Taiwan a fine luglio, il bastardino Ah dai (ovvero «sciocchino») si è potuto rinfrescare in una bacinella di plastica piena di acqua fredda. Ci starebbe per delle ore intere, racconta il suo padrone che ha rifornito la bestiola ogni giorno di occhiali da sole nuovi – per la gioia dei turisti e del cagnolino modaiolo.
LA PAROLA
Pecha Kucha (pronuncia: «pecia-cucia») è giapponese e sta per chiacchierare. Ma non vi è tempo per farlo, infatti è una presentazione con 20 diapositive Powerpoint, ciascuna con un’immagine (senza testo né elenchi) e dopo 20 secondi l’immagine cambia automaticamente. Un oratore conciso e dal buon tempismo. Durata solo sei minuti e 40 secondi!
ATTUALITÀ
Si corre troppo
Boom di e-bike
Secondo un rilevamento dell’Ufficio prevenzione infortuni (upi), sulle strade svizzere molti circolano a velocità troppo elevate. Sia nell’abitato che in autostrada un veicolo su tre supera i limiti. Se tutti i conducenti li rispettassero, in Svizzera si conterebbero circa 20 morti e 300 feriti gravi in meno ogni anno, calcola l’upi.
Ancor prima del confinamento dovuto al coronavirus, l’utilizzo di bici elettriche è nettamente aumentato. Secondo proiezioni dell’Associazione svizzera dei fornitori di biciclette (Velosuisse) per il 2020 ci si attende un’ulteriore crescita del 25% circa. Nel 2019, in Svizzera le vendite di e-bike hanno superato le 133 000 unità.
PETER COLBERG, KEYSTONE, ALD
Il cielo su di noi Dormire sul rimorchio di un vecchio trattore parcheggiato sotto un melo in Turgovia oppure osservare il firmamento in una tenda appesa agli alberi nel cuore del suggestivo Parco San Grato di Carona: sono solo due proposte romantiche Million Stars Hotel, che riunisce una cinquantina di camere sotto le stelle disseminate in tutta la Svizzera, aperte fino in ottobre. myswitzerland.com
La natura intorno a te «seek» di iNaturalist è un’app gratuita per riconoscere animali e piante (progetto di citizen science della California Academy of Science).
Estate magica passando la notte sotto la cupola.
Domanda in aumento già prima della pandemia.
Gite fuoriporta Patrimonio svizzero ha pubblicato il terzo volume della collana «Destinazioni beni culturali» di guide escursionistiche per andare alla scoperta di villaggi e città. 24 schede di percorsi con cartine, fotografie e brevi informazioni invitano ad esplorare città, villaggi e paesaggi culturali in tutta la Svizzera meritevoli di una visita. Testi in 2 o 3 lingue. patrimoniosvizzero.ch
Uccelli da casa È diventata consuetudine durante la quarantena, l’«homebirdwatching», l’ornitologia dal balcone: non potendo uscire, molti hanno scoperto la ricca aviofauna dalla finestra o terrazza di casa. settembre 2020 | touring
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DOSSIER Un pezzetto di libertà Il tragitto per la scuola è un’esperienza speciale, anche in bici.
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In sella, pronti e via! Con il rientro, migliaia di neoscolari s’incammineranno verso l’asilo o le elementari, mentre i più grandi ritornano sui banchi in bici. L’esperto di sicurezza stradale del TCS Marc Baertsch spiega come preparare il bambino a questo importante passo. TESTO DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Vedere ed essere visti Prima di tutto occorre controllare accuratamente che la bicicletta sia adatta alla strada. Marc Baertsch mostra come procedere: ispezione dei freni, delle luci anteriori e posteriori. Anche la pressione delle gomme va controllata. Quindi, verificare che la sella sia regolata all’altezza giusta. C’è il campanello? Se la bici è in ordine, possiamo partire. La visibilità nel traffico è vitale. In commercio ci sono appositi accessori riflettenti per bici. Ad esempio i catarifrangenti per raggi, che migliorano la visibilità laterale.
Conoscere i segnali «Ovviamente non ci si può aspettare dai piccoli che conoscano la segnaletica stradale in ogni minimo dettaglio», concede Marc Baertsch. Tuttavia devono aver già assimilato le principali regole e cartelli che incontreranno sul loro percorso verso la scuola: divieto di circolazione, obbligo di svoltare a destra o sinistra, senso vietato. «Una dritta: se il segnale è rosso e rotondo allora indica un divieto», indica l’esperto di sicurezza stradale.
Aggiustare il casco
La pratica rende esperti
Il casco è il dispositivo salvavita del ciclista e non deve mai mancare. Attenzione: va sostituito dopo ogni urto significativo anche se a prima vista non sembra affatto danneggiato. Solo se indossato correttamente ed allacciato protegge in caso di caduta: deve avvolgere bene la testa; fra le sopracciglia e il bordo del casco devono rimanere scoperte solo due dita e le cinghie vanno strette sotto il mento così da lasciar appena passare un dito. Anche sul casco può essere incollato un adesivo riflettente per migliorare la visibilità, suggerisce l’esperto.
Prima di affrontare la strada i genitori stimoleranno il bambino ad esercitarsi insieme, ad esempio nel cortile della scuola o sul piazzale davanti a casa. Non ci vuole molto: invece dei coni segnaletici si potranno anche usare bottiglie di plastica e qualche gesso colorato. Il piccolo deve saper avanzare a passo d’uomo e superare uno slalom stretto; un buon esercizio è fargli percorrere un otto con due cerchi sempre più piccoli disegnati sull’asfalto; altresì importante è che sappia mantenere la due ruote su una traiettoria rettilinea.
12 touring | settembre 2020
DOSSIER
Occhio alle auto in sosta
Svoltare a sinistra Il bambino può già allenarsi a svoltare su una strada di quartiere poco transitata. Le fasi della manovra: 1) dare un’occhiata dietro, 2) far un cenno con il braccio a sinistra, 3) dirigersi verso il centro della carreggiata, 4) concedere la precedenza (al veicolo che sopraggiunge sulla corsia opposta o da destra), 5) guardare indietro ancora una volta e 6) svoltare senza tagliare la curva.
Sul percorso il bambino può incontrare veicoli parcheggiati, ad esempio al bordo della carreggiata. Qui occorre stare particolarmente attenti perché una portiera potrebbe aprirsi di repente. «Non ci si deve avvicinare troppo alle autovetture ferme, anche altri utenti della strada possono essere imprudenti o comportarsi in maniera scorretta», avverte Marc Baertsch. Il bambino che si è allenato con gli esercizi proposti saprà gestire meglio il pericolo e frangenti critici del genere. Un’astuzia: badare ai proiettori di retromarcia, se sono accesi significa che l’automobilista l’ha inserita e sta per fare marcia indietro.
«Il tragitto verso la scuola s’impara pedalando» Marc Baertsch, esperto di sicurezza stradale del TCS, consiglia ai genitori di insegnare al loro bambino ad andare a scuola in bici per tempo. Il bambino deve già essere ciclista provetto per recarsi a scuola in bici?
Precedenza da destra «Il bambino può far fatica ad afferrare il concetto di precedenza da destra» premette Marc Baertsch. Sarà più facile se avrà già provato in condizioni stradali reali. Ad esempio su quello che sarà il suo tragitto casa-scuola oppure nelle vie del suo quartiere. Un consiglio: se il bambino è ancora insicuro, può fermarsi ed appoggiare un piede a terra vedendo arrivare un veicolo da destra. Attenzione: svoltando a sinistra si deve dare la precedenza anche ai veicoli che ci vengono incontro.
Marc Baertsch: dipende da un insieme di fattori. A cominciare dalla due ruote, che deve essere in buono stato e a norma. Il bambino deve essere sicuro in sella, vale a dire stare bene in equilibrio ed essere già bravo a guidare. È importante che sappia procedere lentamente dritto, girare la testa senza vacillare e dare i segnali con la mano per svoltare; deve conoscere le regole e i principali cartelli stradali. La decisione finale se il bambino è pronto o meno ad andare a scuola in bicicletta spetta comunque ai genitori.
Come fargli vincere la paura?
Più fa esercizio, meno paura avrà. Dal canto loro i genitori possono aiutarlo osservandolo mentre guida e correggendolo laddove sbaglia. Va incoraggiato e consigliato. Se ha delle difficoltà, si cercheranno insieme delle soluzioni. Per molti esercizi, come ad esempio pedalare in cerchio o su una linea retta, non occorre molto materiale per improvvisare un percorso. Oppure, se il bambino continua ad essere timoroso davanti agli incroci, potrà scendere ed attraversare sulle strisce più vicine spingendo la bicicletta, finché si sentirà più sicuro. ◆ Marc Baertsch, esperto di sicurezza stradale del TCS.
Quanto è importante che il bambino si eserciti con un adulto?
Molto. Il TCS ha sviluppato una serie di giochi educativi per avvicinare il bambino a questo momento cruciale (vedi nella pagine seguenti, n. d. r.) I genitori possono familiarizzarlo con il tragitto percorrendolo ripetutamente insieme. Anche gli esercizi di abilità aumentano la fiducia nelle proprie capacità. Prima di pedalare su strada, il piccolo deve applicarsi a svolgerli per acquisire la padronanza di guida necessaria. settembre 2020 | touring
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Strada facendo s’impara la sicurezza in bici Prima e più sovente il bambino impara ad andare in bicicletta e a rispettare le regole, più sicuro si muoverà nella circolazione stradale. Il TCS aiuta genitori e piccoli ciclisti a migliorare le loro conoscenze e capacità in modo ludico. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO TCS
È
comprovato che negli ultimi decenni i cammini di scuola sono diventati nettamente più sicuri, eppure la percezione del pericolo aumenta fra i genitori. Sono infatti sempre più numerosi coloro che accompagnano i figli a scuola in auto, tendenza inutile e problematica rifiutata categoricamente non solo dal TCS. Per scoprire le cause di questa diffusa ansia e le misure atte a migliorare la sicurezza dei bambini nel traffico, i nostri esperti di sicurezza stradale – statistiche sugli incidenti alla mano – hanno condotto un sondaggio fra i genitori per capirne meglio l’atteggiamento riguardo al tragitto casa-scuola compiuto dai figli, a piedi e in bicicletta.
L’esercizio fa il maestro I pericoli del traffico, le regole della circolazione complicate e la mancanza di infrastrutture nelle scuole – sono que-
sti i motivi più frequenti indicati per spiegare perché il bambino non va a scuola in bici, o non ci va più spesso. Appena 3 su 10 alunni la usano per il tragitto casa-scuola. È vero che le statistiche mostrano un leggero aumento degli incidenti stradali in bici. Tuttavia, sono meno gravi come lo sono le ferite riportate dai bambini vittima di un incidente in bici rispetto a coloro che vengono investiti a piedi. Considerando le principali cause degli infortuni in bici sul percorso casa-scuola, molti sarebbero evitabili. Nel 60% dei casi, è il bambino a cagionarlo. O perché sbanda, perde il controllo della due ruote o perché non rispetta la precedenza. Invece di non mandare il bambino a scuola in bici perché non conosce le regole della circolazione, tale lacuna dovrebbe servire da motivazione. Dopo tutto può impararle benissimo esercitandosi, al più tardi per l’esame bici (in uso in certi
Teoria e pratica in tandem: per arrivare all’esame padroneggiando la bici e le regole stradali.
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cantoni), meglio ancora se già prima del giorno fatidico. Secondo il sondaggio della TCS Sicurezza stradale, l’86% dei bambini che vanno a scuola in bicicletta hanno assolto questo test nell’ambito dell’educazione stradale, molto più affermato nella Svizzera tedesca che nelle altre regioni del paese. Con il «patentino» bici in tasca, i bambini mostrano una maggiore confidenza in sella e una solida conoscenza delle norme della circolazione; soltanto il 4 percento era ancora insicuro per la teoria e appena l’1 percento per quanto riguarda il lato tecnico. A confronto: sul campione totale la quota di partecipazione al test per ciclisti arriva al 70 percento se s’includono coloro che vanno a scuola a piedi, con i mezzi pubblici o genitori-taxi. Questi allievi si sentono molto meno sicuri per quanto riguarda la conoscenza delle norme della circolazione (14%) come pure le competenze tecniche (4%).
Nuova piattaforma per i genitori L’esame per bici migliora in maniera dimostrabile la sicurezza in bici, sia per
DOSSIER
Bambini che vanno a scuola in bici Hanno assolto il test per ciclisti 1
13
86% sì 13% no 1% non sa 86
Quanto si sentono sicuri in bici
Fatti vedere! La visibilità è una delle più importanti misure di sicurezza nella circolazione stradale, specialmente circolando in bicicletta.
quanto concerne la teoria che la pratica. Molte cose si possono però imparare già prima. Ed è proprio qui che subentra l’impegno del TCS per gli alunni sul percorso verso la scuola. «Vogliamo orientare in modo sensato e motivare i genitori a spiegare ai figli il corretto comportamento da adottare nella circolazione. L’obiettivo è incoraggiarli a pedalare divertendosi. La bici diventa così una tappa importante nello sviluppo della mobilità del bambino», dichiara Barbara Sutter, campaign manager Sicurezza stradale TCS. A questo scopo sono stati predisposti diversi sussidi rivolti a scolari, genitori, insegnanti o a tutta la famiglia: da una parte l’app «Weelo», o «Kahoot», servizio web per l’apprendimento collaborativo, nonché il bici-quiz sul sito TCS per apprendere in modo giocoso ed interattivo le regole della circolazione (v. a lato). E dall’altro la nuova piattaforma sviluppata per i genitori cui fornisce consigli ed esercizi per un tragitto casa-scuola sicuro, in bici, monopattino o a piedi: informazioni preziose, ad esempio sui punti critici lungo il percorso quali gli attraversamenti o la visibilità. Così, il bambino viene preparato ad affrontare non solo il cammino per la scuola ma anche per andare all’addestramento di calcio, al corso di musica o ritrovarsi con amici. Un investimento di tempo ed energia di vitale importanza, dato che quasi l’80% di tutti gli incidenti che coinvolgono bambini in bici si verificano nel tempo libero. Informazioni per i genitori su tcs-mobilitasicura.ch
IMPARARE PER GIOCO Il servizio di Sicurezza stradale TCS ha sviluppato diversi giochi educativi per bambini dagli 8 ai 12 anni desiderosi di migliorare la loro abilità in sella e migliorare le conoscenze possedute. Weelo: guidando un simpatico extraterrestre naufragato sulla terra attraverso la città, il bambino impara a conoscere le insidie e le regole della circolazione. Bici-quiz: se il bambino si sente pronto al battesimo della strada può valutare le sue conoscenze e rinfrescare la teoria. Kahoot!: con i quiz TCS interattivi declinati al plurale, tutta la famiglia si diverte rispondendo alle domande in tema di bici tramite smartphone o tablet. testperciclisti.ch: l’esame di guida bici online, sviluppato su commissione dalla Comunità di lavoro dei Capi di Polizia della circolazione della Svizzera e del Principato del Liechtenstein (CCS), con la partecipazione, fra gli altri, del TCS. tcs.ch/imparare-divertendosi
53%
(molto) sicuro
72%
risposta neutrale (molto) insicuro 43% 27% 1% competenza tecnica
4% conoscenza regole stradali
Campione globale Hanno assolto il test per ciclisti 3 70% sì 27
27% no 3% non sa 70
Quanto si sentono sicuri in bici
53%
38% (molto) sicuro risposta neutrale (molto) insicuro
48% 43% 4% competenza tecnica
14% conoscenza regole stradali settembre 2020 | touring
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A scuola di bici fra bilzo balzo e limbo, per pedalare sicuri Con il workshop «bikecontrol» della Federazione svizzera di ciclismo Swiss Cycling i bambini possono migliorare la loro sicurezza sulla due ruote in modo ludico. L’obiettivo è anche di promuovere l’uso della bici tra i giovani. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
O
ggi il parcheggio davanti alla Scuola Kandermatte a Thierachern (BE) è irriconoscibile. Binari, tavole, rampe, asticelle e tanti altri ostacoli sono stati montati dall’istruttore di bici Thomas Tödtli. Sta attendendo i bambini di prima e seconda elementare che questo pomeriggio hanno la possibilità di migliorare la loro abilità e sicurezza in sella. I bambini sono entusiasti, sal-
Il coraggio s’impara gono sulla propria bici, allacciano il casco e vengono istruiti sul percorso da affrontare. Prima di tutto lo sciame variopinto di ciclisti circola sull’area del parcheggio. Davanti a tutti, Thomas Tödtli, che mostra gli esercizi di guida da svolgere. Gli allievi compiono delle curve e lui fa attenzione che abbiano sempre due dita sulla leva del freno. Gradualmente aumenta la difficoltà degli esercizi: pedalare senza sedersi, sa-
L’allievo Luc impara l’importanza della direzione dello sguardo quando si guida.
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lutarsi a vicenda toccando il gomito o il piede, appoggiare la bicicletta e correre attorno ad essa e poi rimontare in sella. Per i più piccoli non è per nulla semplice riuscire a fare questi esercizi evitando di scontrarsi.
A divertire di più i bambini è il percorso slalom. Thomas Tödtli controlla la tecnica della curva, la padronanza della bici e anche la guida preventiva. La maggior parte dei piccoli ciclisti riesce a mantenere la bici sul binario. Ora è la volta del limbo, ossia passare sotto un’asticella fissata via via più bassa. Questo esercizio serve a preparare i bambini alla parte più difficile del percorso: i gradini, l’altalena basculante e il piedistallo. Per Thomas Tödtli è im-
DOSSIER
Nel limbo conta la posizione del corpo.
Con una mano sola per migliorare l’equilibrio.
portante che i bambini tengano i pedali orizzontali, non rimangano seduti sulla sella, tengano il busto abbassato e i gomiti piegati verso l’esterno. Già dopo un paio di passaggi, la maggior parte riesce a superare anche questa prova di destrezza. Gli scolari si incoraggiano a vicenda e si divertono in questo percorso a ostacoli fatto su misura per loro. L’istruttore ne approfitta per abbassare ancora un po’ l’asticella. Con un po’ di aiuto ce la fanno anche i più piccoli ad affrontare la prova successiva dei gradini e del bilzo balzo.
Senza paura L’ultimo ostacolo è il piedistallo. Qui Thomas Tödtli deve ancora dare una mano, anche se tutti non esitano ad affrontare quest’ultima prova. L’istruttore, che è responsabile da un paio
A bilico Qui ci vuole una buona dose di coraggio!
d’anni di «bikecontrol» per Swiss Cycling nella regione di Thun, nota che in generale dopo anche solo un’ora e mezza di allenamento i piccoli ciclisti migliorano la loro capacità di guida e anche la sicurezza in sella. In futuro questi bambini avranno più fiducia in se stessi e non si lasceranno più impressionare da ostacoli come i marciapiedi o i binari del tram. L’obiettivo del workshop non è spingere gli allievi di prima e seconda elementare a usare la bici per andare a scuola. Per poter compiere il percorso casa-scuola devono prima fare più pratica in presenza di un adulto. Sono numerosi i bambini che chiedono di poter ripetere il workshop. Il 36enne istruttore di bicicletta ha cominciato con le gare cross-country, è poi passato alla disciplina downhill e anche BMX e ha partecipato a gare di coppa mon-
diale in four-cross. Il suo obiettivo finale è che gli allievi, quando saranno più grandi e più sicuri, usino la bicicletta per il percorso casa-scuola. ◆
«BIKECONTROL» GRATIS PER LE SCUOLE «bikecontrol» mira a trasmettere il piacere di andare in bici agli scolari. Grazie all’apprendimento di alcune tecniche base i bambini e i ragazzi acquistano una maggiore sicurezza in sella. Il workshop serve anche a imparare le regole della circolazione. «bikecontrol» è sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Prof. Otto Beisheim, dal Fondo di sicurezza stradale e dall’Ufficio federale per la sanità pubblica. bikecontrol.ch
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Una bussola attraverso gli scogli della scuola Iniziare ad andare all’asilo o alle elementari è un passo molto importante per i piccoli e i loro genitori, specie se vengono da lontano. La pedagogista sociale Carolin Deiner assiste due famiglie nell’ambito del progetto Copilot avviato dalla Caritas Zurigo, teso a facilitare l’accesso alla scuola dei bambini con background migratorio. L’abbiamo incontrata. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO CONRADIN FREI
Da dove vengono le famiglie che affianca come volontaria?
Da un anno mi occupo di una famiglia afgana; prima mi sono impegnata per una famiglia proveniente dall’Eritrea che continuo a sostenere in maniera puntuale. Qual è la Sua funzione?
Il mio ruolo consiste per l’appunto nel pilotare le famiglie attraverso gli scogli che incontrano nei loro rapporti con la scuola. Sono la loro interlocutrice per rispondere alle tante domande o incertezze che affiorano nel quotidiano. Situazioni normalissime per i genitori svizzeri pongono persone d’origine straniera, ad esempio l’Afghanistan, davanti a sfide enormi. Ignorano cosa siano le giornate all’insegna del motto «mostrami il tuo giocattolo che ti mostro il mio», non sanno a quali uffici rivolgersi, come e dove iscrivere i loro bambini, oppure quale abbigliamento sportivo procurargli. Chi non conosce la nostra lingua fa fatica ad afferrare i messaggi, scritti e parlati, degli insegnanti. Per gli stranieri il tedesco si rivela particolarmente ostico perché la parte essenziale del discorso viene alla fine della frase! I genitori che accompagno devono addirittura apprendere l’alfabeto latino, il che rende la comprensione ancora più difficile. L’approccio di Copilot è aiutare ad aiutarsi. Ad esempio, mostriamo ai genitori come compilare correttamente i formulari affinché in futuro possano sbrigarsela da soli.
tatto tramite whatsapp. Siccome l’integrazione non passa solo per la scuola ma anche per le attività nel tempo libero, accompagniamo i bambini pure fuori aula, andiamo con loro in biblioteca o al museo. Nella Sua esperienza, quali sono i maggiori ostacoli all’inserimento scolastico?
Non è facile destreggiarsi tra le variegate offerte di corsi di sostegno e attività ricreazionali neppure per famiglie straniere germanofone che vengono a stabilirsi a Zurigo – figuriamoci per coloro che non sanno la lingua e provengono da culture completamente diverse dalla nostra. È evidente che facciano fatica a partecipare alla vita scolastica dei figli. Eppure il loro coinvolgimento è fondamentale. Le famiglie di cui mi occupo sono sorprese che qui ci si attende dai genitori che partecipino al percorso educativo dei figli, fin dalla scuola dell’infanzia. Ciò che noi diamo per scontato è del tutto inesistente nel loro paese di provenienza. All’inizio, una delle famiglie assistite non possedeva praticamente giochi, i piccoli stavano per ore piazzati davanti alla tv, si divertivano al computer o con il tablet. Visto che per loro questi apparecchi costituiscono degli status symbol, pensavano di fare del bene ai loro figli. Non sono abituati a sfogliare libri illustrati o costruire casette con i lego assieme a loro. Sono questioni del genere che affronto con i genitori e cerco di risolvere portando ai bambini giocattoli adatti alla loro età.
No, ma preparo i genitori affinché possano andarci e seguirle da soli. Spiego loro il programma e le tematiche che verranno discusse. In genere le famiglie non hanno la minima idea di quello che li aspetta agli incontri con gli insegnanti dell’asilo o della classe frequentata dai loro figli. Fortunatamente molte scuole propongono degli interpreti madrelingua che affiancano i genitori durante queste riunioni. Possono sorgere dei problemi, magari per differenze di mentalità, nonostante gli aiuti predisposti?
Le mie due famiglie non ne hanno mai creato. Al contrario, entrambe le coppie si mostrano molto grate del supporto ottenuto. Desiderano che i loro bambini fruiscano di una buona istruzione e vogliono integrarsi a loro volta nel paese d’accoglienza. Gli sporadici malintesi sono dovuti alle nozioni rudimentarie della nostra lingua. È importante sostenere e consigliare i genitori ma lasciarli liberi di decidere se e in quale misura adottare l’orientamento fornito. Cosa bisogna cambiare nella scuola svizzera per migliorare le relazioni con le famiglie immigrate?
Non è possibile rispondere in via generale. Sia la scuola che la famiglia assumono un ruolo centrale nella crescita e riuscita degli alunni, per cui è essenziale che la collaborazione sia positiva. Constato che la scarsa conoscenza del tedesco e l’insicurezza dei genitori possono ostacolare notevolmente gli scambi con gli insegnanti. Questi devono essere consapevoli che gli immigrati fanno fatica a capire e inquadrare correttamente le informazioni ricevute. Devono quindi sforzarsi di comunicare con parole semplici e cercare attivamente il dialogo con i genitori. Sarebbe altresì opportuno offrire loro la possibilità di visitare i bambini mentre sono a lezione per vedere dal vivo come e cosa stanno apprendendo.
Dove vi incontrate?
Il nostro è un servizio a bassa soglia, pertanto in genere ci rechiamo a casa loro, una o due volte al mese e qualora occorra. Per il resto rimaniamo in con18 touring | settembre 2020
È presente alle riunioni dei genitori in cui s’incontrano persone da ogni dove, certamente difficili da gestire per chi è arrivato qui da poco?
E i bambini, come si sono integrati a scuola?
I figli delle due famiglie hanno imparato in tempi brevissimi il dialetto sviz-
DOSSIER
IL PROGETTO COPILOT zero tedesco e si sono ambientati rapidamente. Nonostante il nuovo contesto di vita sono coscienti delle loro radici afgane ed eritree. La scuola ha però dato loro solide strutture che li hanno aiutati ad orientarsi ed adattarsi alla realtà svizzera. Gli adulti tendono invece ad integrarsi con fatica. Per loro risulta più difficile imparare la nostra lingua ed acclimatarsi. Sono confrontati con numerosi compiti complicati quali la ricerca di un alloggio, di un posto di lavoro o d’apprendistato. Spesso a questi problemi si aggiunge l’incertezza circa il futuro, se potranno restare o meno in Svizzera, come pure le preoccupazioni
per la sorte dei loro parenti che hanno lasciato in patria. Personalmente, cosa trae da questo impegno?
Trovo gratificante appoggiare queste famiglie nel quotidiano. Siamo subito entrati in sintonia, ci raccontiamo le vicende del giorno, ridiamo molto insieme. Sono persone estremamente ospitali. La loro storia, le circostanze che li hanno costretti a fuggire sono toccanti e permettono di farsi un’idea diretta e personale della condizione dei rifugiati in Svizzera. ◆ caritas-zuerich.ch/copilot
Basato a Zurigo, promuove le opportunità d’educazione dei bambini svantaggiati tra i 3 e 8 anni agevolando la cooperazione fra famiglie e scuole. Oltre ad informare i genitori sul sistema scolastico e l’offerta di sostegni all’infanzia, favorisce lo scambio d’idee e lo sviluppo di una rete di contatti umani. Per questioni che esulano dalle loro competenze, gli operatori si appoggiano ad uffici specializzati. Ad oggi l’iniziativa conta 40 volontari, che sostengono altrettante famiglie 2-4 volte al mese. L’intervento richiede una buona conoscenza del sistema scolastico svizzero. I volontari vengono preparati ed accompagnati dalla Caritas. Per saperne di più: Kristien Mouysset, responsabile Copilot, tel. 044 366 68 88
Carolin Deiner con mamma e figlia di una delle famiglie che aiuta.
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Le teste sagge si proteggono con caschi cool e sicuri In collaborazione con l’ADAC, il TCS ha testato la sicurezza, il comfort, la maneggevolezza e il contenuto di sostanze nocive di nove caschi da BMX, skateboard o pattini in linea per ragazzi, giovani e meno giovani. Il risultato: per proteggere e piacere, i caschi non devono essere per forza costosi. TESTO TCS CONSULENZA MOBILITÀ | FOTO ALBAN SEEGER
S
e proprio si deve mettere, che almeno sia cool! Ecco perché i cosiddetti caschi da BMX, skateboard o pattini in linea sono attualmente molto in voga tra i ciclisti, giovani e più maturi. Tipica di questo modello di casco è la forma bombata e chiusa con poche aperture di aerazione. Ma l’aspetto esteriore ha forse vinto sulla funzionalità? Il test 2020 del TCS rileva ciò che la nuova generazione ha da offrire, oltre al design. Le lesioni letali di gran lunga più frequenti negli incidenti in bicicletta sono quelle riportate alla testa. Ecco perché la sicurezza, ovvero l’effetto ammortizzante in caso di caduta, è il criterio qualitativo più importante di un casco.
Tutti promossi Cominciamo con le buone notizie: nessuno dei prodotti esaminati è stato bocciato. Anche se subisce un duro impatto, il peggior casco del test dimostra comunque un’azione protettiva soddisfacente – e anche i modelli economici ottengono buoni risultati. Il vincitore globale del test, che convince su tutta la linea, è l’Uvex hlmt 4 cc, un casco confortevole e facilmente regolabile, che offre anche una buona aerazione. Il casco è stato realizzato con il cosiddetto processo In-Mold, grazie al quale il guscio esterno e la calotta in schiuma espansa vengono saldati insieme. Il risultato è dunque un’adesione perfetta e un casco dalla struttura molto stabile. I caschi a tecnologia In-Mold sono in genere più leggeri dei normali caschi a
guscio rigido, come abbiamo potuto appurare nel test: con soli 279 grammi, l’Uvex hlmt 4 cc è ben 190 grammi più leggero del casco più pesante del campione.
Prezzi accessibili Che i buoni caschi non debbano essere per forza costosi lo dimostra il secondo classificato. Il Prophete è infatti tra i più economici del test. L’articolo n. 0424 ottiene addirittura il miglior risultato per la protezione dagli urti. La ragione determinante è probabilmente che in quasi tutte le prove d’urto molta energia è stata dissipata dallo scoppio del guscio ABS al momento dell’impatto. Il casco più economico del test è il B’Twin Teen 520, che costa appena 30 franchi. Sebbene abbia anch’esso un’azione protettiva soddisfacente, denota alcune debolezze sotto altri aspetti. In primo luogo, non c’è modo di regolare la cinghia all’altezza delle orecchie e la chiusura sottogola non è imbottita. Un altro aspetto negativo: nella prova di resistenza al calore ha generato forti odori.
Meglio scegliere colori chiari e appariscenti per decorare il casco.
Nuovi caschi per bambini e adolescenti Marca Modello Prezzo di mercato (fr.)
Uvex hlmt 4 cc
Prophete articolo 0424
Giro Quarter FS
Nutcase Street Gen3
Alpina Airtime
Abus Scraper 3.0
B’Twin Teen 520
KED 5forty
Bell Local
63.90
35.–
44.90
58.90
55.90
52.90
30.–
52.90
52.90
58% 60% 80% 90% prophete.de
60% 56% 80% 90% giro-sports. com
62% 50% 80% 90% nutcasehelmets.com
66% 46% 70% 90% alpina-sports. com
54% 52% 68% 90% abus.com
58% 48% 60% 90% decathlon.ch
58% 48% 60% 90% ked-helmsysteme.de
58% 46% 66% 90% bellhelmets. com
Maneggevolezza e comfort 74% Protezione antinfortunistica 54% Resistenza termica 80% Sostanze nocive 90% Produttore uvexsports.ch Voto globale Valutazione TCS
64%
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eccellente molto consigliato consigliato consigliato con riserva non consigliato
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80–100% 60–79% 40–59% 20–39% 0–19%
★★★★★ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★☆☆☆ ★☆☆☆☆
DOSSIER
La medaglia di bronzo va al casco Giro Quarter FS: un modello confortevole e piacevole da indossare. Maneggevole, grazie ai cinturini facili da regolare, il casco mostra dei punti deboli a livello della rotella di regolazione della grandezza, difficilmente accessibile.
Fatti vedere! Per quasi tutti i caschi si è riscontrato un margine di miglioramento specialmente per quanto riguarda la visibilità al buio. Il quarto classificato, il modello Street Gen3 di Nutcase, offre una modesta capacità riflettente; viceversa, con i suoi 469 grammi, risulta essere il casco più pesante. Un aspetto positivo emerso dal test: non sono state rilevate sostanze nocive in nessuno dei caschi esaminati. ◆
CONSIGLI D’ACQUISTO Un casco deve piacere, ma anche calzare bene. È quindi assolutamente necessario provarlo prima di comprarlo. Il casco deve aderire in modo uniforme e confortevole, ma non deve comprimere o incidere la pelle. I rivenditori specializzati possono offrire assistenza al riguardo. Importante Sostituire sempre il casco dopo una caduta, anche se non sono visibili danni esterni. Eventuali danni interni possono ridurre significativamente l’azione protettiva in caso di caduta successiva. Scegliere caschi dai colori chiari e vistosi. Idealmente il casco è dotato anche di luce a LED. La ricerca sugli infortuni effettuata dall’ADAC dimostra che un casco può proteggere efficacemente da molte lesioni alla testa in caso di caduta. Se indossato correttamente, anche il peggior casco del test può salvare la vita, persino negli incidenti più gravi. Pertanto per la vostra sicurezza: circolare sempre con il casco, allacciato correttamente! settembre 2020 | touring
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Velosolex – una fenice nata dalle ceneri Con l’odierno boom delle e-bike si dimentica che la strada verso la bici a pedalata assistita è stata lunga. La svolta risale all’emergenza del periodo bellico, con l’invenzione della due ruote tutt’oggi di culto Velosolex.
TESTO HEINI HOFMANN
G
ià nel 1895 l’inventore francese René Gillet ebbe l’idea di montare un motore sulla ruota anteriore di una bicicletta. Mentre i tecnici tedeschi restavano ancora scettici sul motore a due tempi e le catene a rulli di trasmissione, in Francia scoccava la scintilla. Nel 1891 era già nata la Ixion, una bici con motore due tempi a trazione anteriore. Presto ne furono dotate anche le biciclette tedesche (Sigurd) o ne vennero costruite su licenza nelle officine Komet. Alla Ixion seguì l’anno dopo, sempre in Francia, il ciclo-trattore con motore ausiliario a quattro tempi; anch’esso ebbe diffusione all’estero. Ma il grande successo doveva ancora venire.
La necessità aguzza l’ingegno L’affermazione definitiva della bicicletta a trazione autonoma arrivò però – non a caso – durante la seconda guerra mondiale: nella loro azienda di radiatori per autobus e camion, due giovani imprenditori parigini, Maurice Goudard e Marcel Mennesson, costruirono un carburatore che successivamente prese il nome di Solex. Più tardi questo nome fu dato anche alla loro fabbrica di biciclette, un altro pilastro della loro impresa. Infatti, nel 1940 era nato il prototipo di una bicicletta ad autotrazione con motore a due 22 touring | settembre 2020
Veicolo di culto Il Velosolex è stato l’incarnazione del velocipede dello stile di vita francese.
MOBILITÀ
SOLEX – LA SVIZZERA UN CASO SPECIALE La legislazione federale sulla circolazione stradale era meno favorevole a questo veicolo di culto rispetto a quella del suo paese d’origine, la Francia, dove il Solex poteva essere guidato già dai 14enni senza patente. Infatti, un decreto del Consiglio federale del 1947 aveva inserito la bici con motore ausiliario nella categoria dei veicoli a motore, nonostante il Solex fosse imparentato più da vicino con la bici che con la moto. Ciò ebbe conseguenze negative per la popolazione meno abbiente, ma anche sul turismo e per i lavoratori frontalieri, perché i conducenti di Solex provenienti da Francia e Italia non potevano attraversare il confine svizzero.
tempi, flangiato sopra la ruota anteriore del telaio di una comune bicicletta da uomo Alcyon con ruote da 700 millimetri. Nonostante lo stato di guerra, si trattava di un progetto lungimirante: i primi 700 prototipi furono distribuiti dal 1942 ai propri operai, affinché li testassero e migliorassero. La serietà di questo modo di procedere fu ripagata! Si scoprì che, ad esempio, i comuni telai da bicicletta non erano abbastanza solidi per integrarvi un motore ausiliario continuamente acceso, perciò si optò per un telaio «aperto» a collo di cigno, più stabile e anche più adatto alle signore.
Prima serie di Velosolex La storia del Velosolex è un modello di abilità imprenditoriale: durante il difficile periodo del dopoguerra – nell’ottica di un mezzo di trasporto popolare e poco costoso – ci si limitò a una cilindrata di 45 centimetri cubici, con una potenza di 0,4 CV a 2000 giri/min e un consumo di un solo litro di carburante per 100 chilometri, un peso complessivo di 25 chilogrammi e una velocità di 28 km/h. Ciò in Francia permetteva al Solex di rientrare nella (allora) classe dei ciclomotori privi di documenti d’immatricolazione e patente. Nel 1946, nella fabbrica
Star del cinema e beniamina del pubblico Brigitte Bardot ha contributo a far amare il Solex.
di Parigi-Courbevoie partiva la prima serie di Velosolex 650 (motore due tempi a pistoni a deflettore e forza di trazione sulla ruota anteriore tramite rullo di frizione al carbonio) con una produzione giornaliera di 15 esemplari. Era così stata aperta la porta ad un trionfo mondiale. E dove si lavora con idealismo, si innova e si migliora di continuo nonostante il successo. Così nel 1947 inizia una lunga serie di nuovi modelli costantemente modificati, anche se il collaudato principio di base rimane sempre lo stesso, così come il colore nero ormai diventato di culto. E con ogni nuova serie cresce rapidamente anche la produzione giornaliera: il Velosolex diventa – analogamente alla Citroën 2 CV «anatra» per le automobili – sinonimo del savoir-faire francese in ambito ciclistico. E ogni prodotto di successo trova licenziatari e imitatori. Fuori dalla Francia, i costruttori su licenza nascono come funghi: in Olanda, Gran Bretagna, Polonia, Danimarca, Italia, Lettonia, Germania e Svizzera (v. riquadro qui sopra). Vengono approntate catene di montaggio a Cipro, in Finlandia, Grecia e Irlanda. E dal 1974 ci sono modelli speciali da esporta- →
Ne fu colpita pure la società Hispano-Suiza con sede a Ginevra, che tra il 1948 e il 1957 ne assemblò ca. 15 000, con componenti fabbricati in Svizzera. Ciò produsse le proteste della Conferenza internazionale sulla circolazione stradale tenutasi a Ginevra nel 1949, la resistenza da parte della stampa e di esperti corredata da dati (ad esempio, il numero di incidenti delle bici con motore ausiliario era minore di quello delle bici normali). Il risultato, probabilmente anche grazie all’intervento del Canton Ginevra, fu un nuovo decreto federale del 1950, che era un po’ più generoso, ma pur sempre ancora troppo restrittivo rispetto ad oltrefrontiera.
Hispano-Suiza ha prodotto dal 1948 fino al 1957 a Ginevra i Velosolex svizzeri. Lo slogan per «La bicyclette qui roule toute seule» ai tempi tappezzava numerosi muri.
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MOBILITÀ zione perfino per Canada, USA e Brasile.
La fine del Solex
Tutti volevano guidare un Solex: da Charles Aznavour …
Unico fiasco della saga Solex: l’e-Solex; troppo futurista per i veri fan.
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… a Steve McQueen.
Aznavour, Bardot e McQueen Sotto tutti i punti di vista, come la fenice che risorge dalle ce neri della guerra, Velosolex ha scritto una fiaba tecnica da mille e una notte. Quello che la «Tante Ju» Junkers Ju52 è per gli aeroplani o la Jeep per i fuoristrada, il Solex lo è per le biciclette: un’icona dal fascino francese. Amato da tutti, gui dato da operai e studenti, preti e professori, contadini e grandi stelle del cinema come Brigitte Bardot, che scatenò un vero boom, ma anche da Charles Aznavour, Jacques Tati, Steve McQueen o Catherine Deneuve. E anche l’autore di queste righe, da più di cinquant’anni guida un Solex che non lo ha mai piantato in asso. •
FOTO PUBLIC DOMAIN, MARC WERNLI, SYLVIE E FRANCK MÉNERET, BERNARD SALVAT
Diffuso e popolare su tutti i continenti: dal Brasile all’Oceania.
Il buon vecchio motociclo Velo solex sa restare attuale, conti nua a migliorarsi, resta pieno di idee: ruote più piccole per una maggiore sicurezza di guida, aumento delle prestazioni e della velocità a 30 km/h, ver sioni speciali come il leggero modello da trasporto a tre ruote per le consegne a domi cilio e il miniciclo F4 per bam bini con motore in plastica che fa rumore. Nel 1965 viene messo in concorrenza addirit tura il colore standard del So lex: la serie 3800 non esce solo in nero, ma anche in bianco e in rosso. Eppure, come in tutte le favole c’è una fine anche per il mezzo di trasporto a motore più a buon mercato del dopo guerra. Oltre 40 anni dopo la prima serie, nel novembre 1988 a SaintQuentin termina in Francia la produzione del Velo solex originale. Gli ultimi cento esemplari vengono venduti come modelli nostalgici per ap passionati collezionisti. Non si sa esattamente quante di que ste icone siano state costruite in totale; dovrebbero essere ben più di sei milioni (addirit tura otto a livello mondiale).
Indossi un “frammento” di uno degli aeroplani più famosi al mondo CON UN PEZZO AUTENTICO: Nel quadrante è inserita la parte originale del rivestimento di un Boeing 747, che ripropone l’incisione di un planisfero.
IL RETRO DELLA CASSA: Sul retro dell‘orologio è riportato il numero seriale. In tal modo ciascun esemplare è un pezzo unico!
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LA STRAORDINARIA OCCASIONE: il 9 gennaio 2000 ricorreva l’ultimo volo del Boeing 747 e terminava così un’era per la Swissair. UFFICIALE: regolare licenza autorizzata dalla SWISSAIR. CARATTERISTICHE IMPORTANTI: l’orologio da polso è dotato
di un preciso movimento al quarzo, la sua cassa e il suo bracciale sono realizzati in robusto acciaio inossidabile, mentre il raffinato quadrante è stato ispirato dai fusi orari EDIZIONE LIMITATA: l’esemplare “Orgoglio della Swissair” è prodotto in tiratura Durchmesser: ca. 4 cm mondiale limitata e ogni pezzo numerato progressivamente.
Vent’anni fa il 9 gennaio 2000, dopo l‘ultimo volo transatlantico del Boeing 747, per la Swissair si concluse un‘era. Per commemorare il leggendario jumbo, The Bradford Exchange Le presenta l‘esclusiva edizione speciale „Orgoglio della SWISSAIR“ che vede integrato nell’orologio un frammento del rivestimento originale di un Boeing 747. La cassa in acciaio inossidabile con movimento al quarzo e il cinturino abbinato conferiscono un aspetto sportivo ed elegante. Il quadrante è trattenuto da una “cornice” di ottimo gusto con i diversi fusi orari e trasuda, così come l‘ex Swissair, una nota internazionale. Questa preziosa edizione speciale è distribuita in esclusiva da The Bradford Exchange e ciascuna copia costituisce un esemplare unico e numerato: non esistono due orologi identici anche solo per il frammento originale inserito in ciascuno di essi. Il Certificato di Autenticità, incluso nella consegna, ne attesta la qualità, confermando la provenienza da un Boeing 747 di una parte dell’elegante quadrante. L‘orologio da polso „Orgoglio della SWISSAIR“: semplicemente un oggetto di culto! Prenoti al meglio oggi stesso! Prezzo: Fr. 199.80 o in 3 rate mensili di Fr. 66.60 (+ Fr. 11.90 per spedizione e servizio) 578-FAN36.01
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Quando le gomme usate rivivono sotto le ruote Ridurre in polvere le gomme in fin di vita e unirle al bitume per avere un’alternativa all’asfalto tradizionale: la formula elaborata dalla società vodese Tyre Recycling Solutions (TRS) SA si fa strada e interessa vari responsabili della manutenzione stradale. Spiegazioni e testimonianze. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO FABIAN HUGO, TRS SA
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er molto tempo hanno alimentato i forni dei cementifici, una sorte discutibile in termini di valorizzazione della materia prima. Riciclare i pneumatici usati e convertirli in materiali riutilizzabili: è questo il credo di Tyre Recycling Solutions (TRS), nata come start up nel 2013. Uno sforzo lodevole, dato che ogni anno il numero di pneumatici giunti a fine vita nel mondo è stimato a 2,5 miliardi. La Svizzera ne genererebbe annualmente circa 70 mila tonnellate. L’impresa, diventata nel frattempo società anonima con base amministrativa a Préverenges (VD), ha elaborato un procedimento che permette di ridurre il Il centro di produzione della ditta TRS SA, a Yvonand (VD).
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caucciù riutilizzabile in polvere e gli ha trovato diversi sbocchi nell’industria o nella costruzione. Ma non solo: dal suo centro di produzione d’Yvonand (nel nord vodese) esce pure una variante del prodotto molto interessante per il settore stradale, il TyreXol™ MMA 30. «L’asfalto ad alto rendimento tradizionale è una miscela d’aggregati di bitume e di polimero, prodotto derivato dal petrolio e dunque inquinante e caro, poiché dev’essere importato», spiega Sonia Megert Marshall, direttrice operativa presso TRS SA. «Proponiamo di sostituire il polimero con il nostro prodotto. Una soluzione di prossimità ecologica
cantonali responsabili delle infrastrutture stradali romande. A iniziare dal Giura, che ha fatto la scelta del TyreXol™ per rifare il tratto di strada cantonale tra La ricetta è un segreto induDelémont e Courrendlin, a striale, per contro la responinizio del mese di luglio. «Per sabile ci parla dei test realiznoi è una prima prova. Erazati in collaborazione con vamo interessati dall’aspetto l’EMPA e alcuni partner industriali durante 2 anni. «I risul- ecologico del prodotto, basato sul riciclaggio. Esso ritati dimostrano un livello di sponde agli orientamenti del performance uguale a quello cantone in materia ambiendell’asfalto modificato con tale», testimonia Alain König, polimero». E sono in corso capo del Servizio infrastrutnuovi test per misurare le eventuali qualità del TyreXol™ ture. Per contro, la questione economica lo lascia un po’ in termini d’assorbimento dubbioso: «Costo e qualità fonico. sono per ora piuttosto simili. Il Giura, apripista Ma il prezzo potrebbe abbasL’argomento ecologico ha atsarsi se la popolarità del protirato l’attenzione dei servizi dotto porterà a una produ- → e vantaggiosa, dato che il risparmio realizzato può variare dal 30 al 50% a seconda dei paesi».
MOBILITĂ€
Le gomme in fin di vita, una materia abbondante che chiede soltanto di essere riciclata. La strada tra DelĂŠmont e Courrendlin, cantiere pioniere in Romandia.
settembre 2020 | touring
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TCS Societariato Famiglia:
Kids Help: la migliore protezione per Suo figlio. Il braccialetto TCS Kids Help è il compagno ideale per Suo figlio. Se Suo figlio porta al polso il braccialetto identificativo, in caso di emergenza può ritrovarlo velocemente. Kids Help è solo uno dei vantaggi del nostro Societariato Famiglia. Oltre a questo Le offriamo anche tante altre prestazioni come il soccorso stradale, la protezione mezzi pubblici e la copertura in caso di maltempo.
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MOBILITÀ zione di quantità più importanti». Il prezzo per i prodotti della marca oscilla attualmente tra 800 e 1000 franchi a tonnellata.
Prudenza vodese Anche il canton Vaud ha risposto alle sollecitazioni di TRS SA, delegando le trattative all’ingegnere Christophe Rohr, specialista in rivestimenti bituminosi presso la Direzione generale della mobilità e delle strade (DGMR). Forte dei suoi 45 anni d’esperienza, Christophe Rohr ha già visto il rivestimento stradale diventare il ricettacolo di diversi materiali di riciclaggio, dal PET al vetro… Il caucciù gli ricorda una prima esperienza poco convincente avvenuta una quindicina d’anni fa, basata su un procedimento di fabbricazione differente: «In inverno, il bitume Le macchine da cantiere del Giura si sono aperte, in luglio, alla polvere di caucciù.
Il prodotto deve ancora dimostrare le sue qualità in fatto di assorbimento fonico.
modificato con la polvere di caucciù e il granulato tendeva a dissociarsi», si ricorda. Pertanto il prodotto di TRS suscita il suo interesse. È in perfetta sintonia con la volontà della DGMR di ridurre i gas a
effetto serra e di promuovere borazione è maturo all’80%. Il anche il riciclaggio. Una potenziale di sviluppo per l’imDGMR attenta anche allo svipresa resta quindi grande, e luppo sostenibile. «Il guadanon solo sulle nostre strade: gno finanziario mi sembra «La stessa polvere può essere scarso», commenta Christophe utilizzata per assicurare l’imRohr, che tuttavia preferisce permeabilità dei tetti degli attendere ancora il bilancio fi- edifici industriali», conclude nale prima di poter esprimere la direttrice. • un’opinione risoluta. «Qui è Informazioni inerenti alla Tyre chiaramente l’argomento eco- Recycling Solutions SA al sito trs-ch.com logico ad essere determinante». Un tratto di 400 metri è stato scelto come test sulla strada cantonale tra Donneloye e Prahins per mettere alla prova il TyreXol™: un percorso sinuoso che ogni giorno accoglie circa 2500 veicoli, tra cui una quarantina di mezzi pesanti, situato a un’altitudine di 700 metri. «Questa strada, detta prioritaria, ci permetterà di testare il materiale nelle migliori condizioni, incluse le basse temperature e le forti sollecitazioni», prosegue l’ingegnere. Le macchine da cantiere entreranno in azione nel nord vodese a fine agosto, come d’altronde nel Vallese centrale. E Sonia Megert Marshall annuncia altri incoraggianti progressi oltre Sarine, in particolare a Zurigo – «nella città verrà aperto un cantiere in settembre» – e a Berna dove, a suo dire, un progetto di colla-
POLVERE MADE IN CINA La start up originaria è definitivamente sopravvissuta. Nel 2018, Tyre Recycling Solutions SA ha infatti ampliato il suo azionariato e aperto le porte a investitori cinesi. Lo scorso mese di giugno, l’impresa ha messo piede nell’Impero di Mezzo, firmando una joint venture con la società industriale Tengzhou SDS Star Smith Metal Products Co Ltd. Una scelta che non è frutto del caso: la Cina assicura il 30% della produzione mondiale di pneumatici e genera ogni anno circa 15 mio. di tonnellate di gomme usate. Obiettivo dichiarato in questo nuovo ambito: produrre annualmente sul posto 60 000 tonnellate di polvere della marca TyreXol™ a partire dalla fine del 2023. settembre 2020 | touring
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MOBILITÀ
Muoversi liberi senza rimorsi
Silenziosa Anche la Vespa è disponibile in versione elettrica.
Gli scooter rappresentano un mezzo di trasporto ideale nelle città ed agglomerazioni, piccole e grandi, dove girano sempre più numerosi. Il TCS, attento agli sviluppi della mobilità elettrica, ha esaminato cinque modelli equivalenti ai 125 cc.
TESTO DINO NODARI | TEST RETO BLÄTTLER
L
a madre di tutti gli scooter compirà 75 anni nel 2021. Nata in Italia nell’immediato dopoguerra come mezzo per tutte le tasche, la Vespa ha conquistato il mondo intero, conservando fino ad oggi la sua verve e la sua leggerezza. Più che veicolo è simbolo di gioia di vivere e libertà, conveniente eppure stiloso già all’epoca. Se il vecchio motore a due tempi emetteva uno scoppiettio fastidioso, l’ultimogenita in chiave green intende regalare le stesse emozioni, ma senza inquinare né disturbare i residenti. Oltre a questa riedizione del classico della Piaggio, il TCS, in collaborazione con l’ADAC, ha testato altri quattro scooter elettrici verificando i seguenti criteri: uso quotidiano, ergonomia e propulsione nonché comportamento su strada.
Dato che in genere le distanze percorse in scooter sono piuttosto corte, questi veicoli sono predestinati all’elettrificazione. Nei centri urbani, vieppiù affollati e bloccati da grosse auto e furgon-
cini, contribuiscono a decongestionare strade e parcheggi e riducono il rumore. Nel traffico stop-and-go tipico delle città gli scooter elettrici possono poi sfruttare pienamente la frenata rigenerativa, se presente. I modelli più recenti sono dotati di batteria smontabile e ricaricabile semplicemente alla presa di corrente. Non stupisce quindi che queste due ruote ecologiche stiano vivendo un autentico boom.
Un esordiente che convince Il nuovo arrivato Silence S01 è il vincitore a sorpresa del nostro test. A sorpresa perché sfida concorrenti affermati che batte conciliando elegantemente i requisiti divergenti posti alle batterie, ovvero garantire da un lato una grande autonomia e dall’altra essere facili da trasportare. Lo fa con un’inedita peculiarità: ha il pacco batteria, relativamente pesante, estraibile e dotato di un carrello con le ruote da portare a casa come un trolley per procedere alla ricarica, in tutta comodità. L’S01 ha il vano
sottosella più capiente, potendo accogliere senza problemi due caschi. Convince anche per le caratteristiche tecniche. Fa registrare lo spazio di arresto più breve, buona accelerazione ed autonomia di 90 chilometri, fra le più estese. A parte la manovrabilità non eccezionale e gli specchietti retrovisori che offrono una visibilità mediocre, non presenta carenze degne di nota. Si merita il primo posto nella classifica finale. In seconda posizione segue la Piaggio Vespa Elettrica 70. Raggiunge una velo-
Marca/modello
Silence S01
Prezzo base (fr.) Uso quotidiano Ergonomia Motore Comportamento Voto globale Valutazione TCS *
ponderazione 1,0 1,0 1,0 1,0
inclusa seconda batteria
30 touring | settembre 2020
NIU NQi GT
Vengo V100
Trinity Uranus R*
8300.–
Piaggio Vespa Elettrica 70 7195.–
5490.–
3999.–
6052.–
66% 68% 70% 64% 66%
64% 66% 44% 66% 60%
60% 50% 62% 54% 56%
50% 36% 46% 60% 48%
46% 40% 44% 48% 44%
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
eccellente molto consigliato consigliato consigliato con riserva non consigliato
80–100% 60–79% 40–59% 20–39% 0–19%
★★★★★ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★☆☆☆ ★☆☆☆☆
FOTO UWE RATTAY, ALD
Test 2020 scooter elettrici fino a 11 kW
IL CONSULENTE cità massima misurata di appena 67 km/h, ha un’accelerazione molto pigra ed autonomia nella norma. Altro inconveniente, la batteria non rimovibile, che l’italiana compensa tuttavia con agilità e brio, oltre che con una bella dose di comfort di marcia. Al terzo posto troviamo l’e-scooter più venduto in Germania, NIU NQi GT. Ha un design che piace, buona autonomia, telaio equilibrato e prezzo interessante. Perfettamente connesso, è l’unico nel campione che offre cruise control di serie. Nonostante questi atout, perde punti preziosi a causa della posizione sconfortevole che impone al pilota, del lungo tempo di ricarica della batteria nonché per il piccolo vano portaoggetti. Lo scooter Vengo V100 della Landi, il modello più economico del quintetto testato, si piazza quarto. Il basso costo si paga con una lavorazione di poco pregio e capacità della batteria ridotta – al punto che nelle prove di autonomia rimane a secco per primo. Viceversa dispone del maggiore carico utile grazie all’ampio scompartimento portabagaglio sotto la pedana. Per quanto pratico, viene retrocesso per la sella scomoda e gli abbaglianti deboli. Quinto e fanalino di coda, con un forte distacco sugli altri, ecco il Trinity Uranus R. Look chiaramente ispirato alla Vespa, si sottopone al test con la seconda batteria in opzione che aumenta notevolmente non solo l’autonomia, ma anche il prezzo. Deve accontentarsi dell’ultimo posto per l’illuminazione insufficiente, il display mal leggibile e il tempo di ricarica più lungo fra tutti gli scooter esaminati.
La qualità costa Il duo capolista, composto dai modelli di gran lunga più cari del test, si distingue per il livello qualitativo superiore. L’S01 di Silence si assicura il primo posto con il miglior pacchetto complessivo e le numerose innovazioni intelligenti. Un aspetto deludente rilevato, comune a tutti i prodotti provati: sono equipaggiati solo del sistema frenante CBS obbligatorio (combinato) e nessuno monta il sistema antibloccaggio (ABS). •
Attenzione davanti ai passaggi pedonali Purtroppo sulle zebre si verificano frequenti incidenti, e i primi a soffrirne sono i pedoni, i più vulnerabili nella circolazione. Gli utenti motorizzati sono quindi chiamati ad essere particolarmente prudenti. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
L
e norme della circolazione sono chiare: i pedoni hanno la precedenza non soltanto transitando sui passaggi pedonali, ma anche se aspettano e mostrano visibilmente la loro intenzione di attraversare. Avvicinandosi alle strisce gialle il conducente ha l’obbligo di rallentare per tempo e ove necessario, arrestarsi per lasciar passare i pedoni. Dal canto loro questi non devono pretendere con forza il diritto di precedenza se il veicolo è così vicino da non potersi più fermare. Non devono mai attraversare d’improvviso costringendo il conducente a frenare o sterzare bruscamente. Da notare, nella fattispecie, che lo spazio di frenata di un veicolo che viaggia a 50 km/h è di ben 35 metri.
Omessa precedenza La legge è inclemente con gli automobilisti che negano la precedenza ai pedoni. Rischiano sanzioni pesanti, come confermato da una sentenza recente del Tribunale federale (6B_502/2019 del 27.2.2020). Il caso in questione è da manuale: la magistratura argoviese aveva accusato un’automobilista di aver ignorato un poliziotto che aveva già iniziato ad attraversare sulla corsia opposta. Se questi avesse continuato a camminare, l’impatto con la vettura sarebbe stato inevitabile. Il tribunale d’appello del cantone dava per certo che, guidando con attenzione, la donna lo avrebbe visto. E ciò tanto più che il traffico che sopraggiungeva nella direzione contraria si era fermato per permettere all’agente di polizia di attraversare la strada. L’automobilista era stata condannata per violazione grave delle norme della cir-
colazione ad una pena pecuniaria sospesa condizionalmente di 100 aliquote giornaliere di 280 franchi (28 000 franchi) e multa di 5000 franchi, sanzione contro la quale era insorta davanti al Tribunale federale.
Pericolo di lesioni gravi La Corte suprema ha respinto il ricorso, statuendo che la mancata precedenza al pedone sull’attraversamento da parte del conducente disattento costituisce in linea generale «infrazione grave delle norme della circolazione, sia oggettivamente che soggettivamente». Chi nell’abitato guida senza la dovuta prudenza in prossimità delle strisce mette a repentaglio la sicurezza dei pedoni, esponendoli al rischio diretto ed immediato di riportare ferite gravi se non addirittura gravissime in caso di collisione, anche circolando a velocità relativamente ridotte. I giudici di Mon Repos hanno peraltro rinviato la causa all’istanza inferiore affinché riconsideri la punizione, giudicandola «nella sua interezza non più commisurata alla colpa del reo». Ricordiamo che violazioni gravi del codice della strada vengono di norma sanzionate con il ritiro della licenza di condurre. •
URS-PETER INDERBITZIN consulente giuridico settembre 2020 | touring
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TECNICA
HONDA E ADVANCE
La sgargiante
fata elettrica Emotore elettrico sincrono, 154 CV W21,5 kWh/100 km (media del test), etichetta energia A Vautonomia: 165 km kpeso: 1615 kg (modello test) Pda 0 a 100 km/h in 8,2 s L43 100 fr. Il futuro ci promette auto come luoghi di vita. Honda e ce ne regala un saporito antipasto. Questa mini city-car ha tutto del nido ambulante digitalizzato, ancorché limitato all’uso periurbano in virtù della sua scarsa autonomia.
Design neo retrò seducente Ambiente accogliente e tecnologico Mini city-car maneggevole Telaio equilibrato Prestazioni adeguate
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO PIA NEUENSCHWANDER
Dotazione/tecnica sofisticata Retrovisori virtuali intuitivi
32 touring | settembre 2020
S Un universo digitale con 2 schermi tattili basculanti.
Retrovisori virtuali Molto nitide, le immagini delle due telecamere.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Honda e Advance: 5 porte, 4 posti; 43 100 fr. (veicolo del test: 43 850 fr.) Gamma: dalla Honda e, 136 CV (39 900 fr.) alla Advance, 154 CV (43 100 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (750 fr.), selleria cuoio (1600) Garanzia: 3 anni di fabbrica, 5 anni/100 000 km sul motore, 8 anni/160 000 km sulla batteria, 3 anni assistenza; garanzia anticorrosione: 12 anni (con condizioni) Importatore: Honda Motor Europe Ltd., 1242 Satigny, honda.ch DATI TECNICI Motore: elettrico sincrono (a magneti permanenti), 154 CV, 315 Nm; cambio monorapporto, trazione posteriore. Batteria ioni di litio 35,5 kWh, caricatore di bordo 6,6 kW. Peso: 1615 kg (auto test), totale ammissibile 1870 kg, carico rimorchiabile –
Elettrone libero Uno stile unico sottolineato da pannelli neri concavi. 80%
Autonomia per uso periurbano 150 cm
Prezzo d’acquisto importante Comportamento sicuro, poco ludico Ricarica lenta con presa AC Capacità del bagagliaio ridotta Sedile posteriore non frazionabile Disponibilità ancora limitata
passo 254 cm lunghezza 389 cm larghezza 175 cm bagagliaio: 171–861 litri pneumatici: ant. 205/45ZR17, p. 225/45ZR17
e l’auto di domani dovesse assu mere un aspetto umano, cer tamente si avvicinerebbe alla Honda e. I suoi grandi fari ro tondi lanciano, a suon di LED, languide occhiate a metà tra la nostalgia del pas sato e il modernismo. Mentre la carroz zeria dai contorni dolci fa innamorare anche i detrattori dell’automobile. Ben venuti su quest’auto del 21° secolo che fa impallidire i designer scandinavi. I quali non saranno spaesati nel suo abitacolo guarnito da sedili stile poltrona delizio samente morbidi. Un vero salotto ambu lante che non sfigurerebbe da Ikea, e an cora meno in un ambiente vintage, visti gli inserti in finto legno che ci riportano agli impianti hifi degli anni Settanta. Retrò ma non troppo, questa seducente Honda e vuol essere soprattutto tecnolo gica. Ad immagine dell’ampissima plan cia di bordo la cui strumentazione è completata da due pannelli tattili da 12 pollici basculanti a seconda dei desideri dei passeggeri anteriori. Ci si rassicuri però immediatamente, perché ci si fami liarizza in fretta con questo modello di digitalizzazione automobilistica, tanto più che numerosi pulsanti consentono di accedere a comandi diretti. L’approccio intuitivo è corroborato dalle telecamere inserite nelle portiere che fungono da retrovisore virtuale, le cui immagini di buona risoluzione appaiono su due schermi posti nel campo visivo del con ducente. Innovativo e ben pensato.
Autonomia senza follie Mini citycar patentata, questa 4 posti ultra compatta punta sul motore poste riore per offrire una maneggevolezza impareggiabile. La batteria alloggiata al centro contribuisce all’equilibrio del te laio di questa trazione posteriore dalla motricità ben gestita. Abbiamo già visto citycar più ludiche, ma non dobbiamo dimenticare che questa giapponese è so prattutto un’auto zen. Non per nulla il motore elettrico eroga i suoi 154 CV in modo molto progressivo pur garantendo valori di accelerazione pressoché spor tivi. Tuttavia non bisogna esagerare con il consumo di elettroni, perché la batte ria da 35,5 kWh offre un’autonomia mo desta. E i chilometri promessi dal com puter di bordo scendono a vista d’occhio. Morale: meglio accontentarsi di percorsi periurbani. Una scelta voluta dalla Honda e che si ricarica rapidamente, salvo alla rete domestica. Una colonnina a muro è perciò auspicabile. • settembre 2020 | touring
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→
TECNICA
TCS MoBe: Andrea Scuderi
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI DEI SERVIZI
Accelerazione (0–100 km/h): 8,2 s Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 4,6 s 80–120 km/h (in posizione D) 6,3 s Velocità massima (fabbrica): 145 km/h Diametro di sterzata: 9,4 m Frenata (100–0 km/h): 34,9 m
(km/mese) ore mano d’opera (fr.) 20 000/12 0,6 87.– 40 000/24 0,8 176.– Manutenzione per 180 000 km: 20 000 km/anno 7,8 1622.– 1
1
incl. materiale
TCS ASSICURAZIONE AUTO premio annuo2:
674.10 fr.
2 esempio di offerta per un socio TCS 36enne, domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km, garage coperto, premio annuo senza spese.
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabili 20 000 68 617.– 237.– 40 000 44 617.– 476.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Honda: da 85 a 178 fr. CONSUMO AL BANCO DI PROVA Decente, lo spazio offerto ai due passeggeri.
ciclo misto fabbrica WLTP 17,8 kWh/100 km 0 g/km Emissioni di CO2 Media svizzera di CO2 (2019): 174 g/km Etichetta energia (A–G): A CONSUMO DEL TEST 21,5 kWh/100 km capacità batteria:
autonomia 165 km 35,5 kWh il video del test tcs.ch/ portale-video
Non male, la capacità con lo schienale ribaltato.
Dinamicità, il posteriore con i montanti a pinna di squalo.
Honda e Advance in dettaglio CARROZZERIA La Honda e seduce grazie al design neo retrò dalle forme minimaliste e i suoi fari rotondi a 12 LED. L’apertura a 90° delle portiere facilita l’accesso al sedile posteriore non frazionabile che offre spazio sufficiente per due. La scarsa capacità del bagagliaio è compensata dall’ampio spazio offerto ribaltando lo schienale. ABITACOLO L’interno in stile mobilio e la plancia di bordo bardata di schermi creano un ambiente da bozzolo tecnologico. L’insieme è molto intuitivo, anche perché sono stati mantenuti diversi pulsanti fisici. Intelligente console centrale che accoglie cambio, vano portaoggetti e portabicchieri estraibile. COMFORT I sedili poltrona trasformano la mini citycar in un ambiente di vita. Le sedute sono morbide sia davanti sia dietro. Buono il compromesso dell’ammortizzamento tra rigidezza e tocco di dolcezza. PREZZO-PRESTAZIONI Il prezzo di 43 100 fr. non è indifferente, ma questo modello Advance è una versione senza optional che offre tutte le comodità (navigatore, climatizzazione, tetto panoramico ecc.). La sua tecnologia di punta include due schermi tattili basculanti, due retrovisori esterni virtuali e la chiave digitale via smartphone. COMPORTAMENTO Con il suo raggio di sterzata super ridotto, questa trazione posteriore è ideale per il traffico urbano. La ripartizione delle masse 50/50 assicura un assetto molto equilibrato, anche se i 228 kg della batteria si sentono nelle curve. Ma il comportamento è più rassicurante che ludico, in particolare a causa dello sterzo poco comunicativo. MOTORE E TRASMISSIONE I 154 CV elettrici erogati progressivamente incitano più a una guida fluida che sportiva. Lo testimonia la velocità massima di 145 km/h. Le accelerazioni sono franche. Dei semplici pulsanti fungono da comando del cambio. CONSUMO Vista la batteria da 35,5 kWh, l’autonomia inferiore a 200 km limita la Honda e al ruolo destinato di auto periurbana. Bastano 45 minuti per ricaricare la batteria all’80% (colonna rapida). SICUREZZA Sistemi di assistenza sofisticati (ACC, allarme angolo cieco ecc.), tra cui un sistema che impedisce le partenze errate in presenza di ostacoli davanti e dietro.
34 touring | settembre 2020
CREDITS: luogo: campus Berna-Liebefeld. Modella: Onyeka.
CHECK-UP TCS
In memoria di
Clay Regazzoni
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132 corse, 5 vittorie, 5 pole position, 212 punti nel campionato mondiale e vice campione del mondo nel 1974 su Ferrari: questo è l’impressionante bilancio di Clay Regazzoni, il pilota svizzero di Formula 1 di maggior successo di tutti i tempi. Con l’orologio da polso “Clay Regazzoni: Una Vita al Limite” dedichiamo a questa leggendaria personalità della Formula 1 un’edizione che lo ricordi degnamente e nella quale il suo straordinario spirito continui a vivere. Ordini adesso, subito, questo articolo realizzato in tiratura mondiale limitata!
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Elettriche amiche delle famiglie? Rispetto alle auto convenzionali con motore a combustione, le elettriche dispongono a volte di abitacoli un po’ meno spaziosi. Si pone quindi la domanda circa la loro compatibilità con i seggiolini per bambini. Il TCS ne ha esaminato 15 modelli, con risultati diversi. Una prima assoluta. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | TEST JÜRG REINHARD | FOTO EMANUEL FREUDIGER
D
a un lato, le vetture a propulsione elettrica hanno il vantaggio dei gruppi motore compatti, ma dall’altro le batterie, normalmente alloggiate nel sottoscocca, possono restringere lo spazio disponibile. Pertanto il TCS ha verificato, per la prima volta, le modalità d’installazione di seggiolini in una selezione di auto con la spina. Molto vario il campione esaminato, che comprende vetture a quattro, cinque e sette posti, dalle utilitarie alle grosse SUV, entro una fascia di prezzo tra i 26 800 e 135 000 franchi. Tutte permettono di montare due seggiolini, comodamente e in conformità con le di-
sposizioni di legge. La monumentale Tesla Model X è però l’unica a laurearsi con lode, ottenendo un «eccellente», mentre quattro modelli sono stati giudicati «molto consigliati», fra cui la cittadina Opel Corsa-e. La maggior parte delle compatte sono «consigliate». Soltanto la SUV compatta Hyundai Kona electric è «consigliata con riserva».
Margini di miglioramento Generalmente parlando, in fatto di spirito di famiglia tutti i marchi presentano margini di miglioramento. A cominciare dalle istruzioni per il montaggio dei dispositivi di ritenuta, troppo
Bimbi a bordo Viaggiare sicuri sul seggiolino nell’elettrica di famiglia.
Test comparativo TCS: installazione di seggiolini auto Marca/modello
Audi e-tron
BMW i3
Hyundai Kona electric
Jaguar I-Pace EV 400
Kia e-Niro
Mercedes EQC 400M
Mini Electric
Sedile passegg. anteriore 2a fila, posti laterali 2a fila, posto centrale Bagagliaio1
100% 91% 30% 660–1725 l
50% 60% 10% 260–1100 l
50% 50% 10% 414–478 l
50% 73% 30% 656–1453 l
50% 73% 50% 335–755 l
70% 70% 10% 211–731 l
Prezzo base da (fr.) Valutazione TCS Vantaggi Inconvenienti
1 declassato per scarsa lunghezza cinture 2 test con seggiolini montati sui posti esterni della seconda fila ³ Kia e-Niro (39,2 kWh) ⁴ Kia e-Niro (64 kWh)
78 300.–
41 400.–
33 000.–
101 000.–
50% 53% 30% 451–1405 l³/ 280–660 l⁴ 43900.–³/49900.–⁴
85 000.–
39 900.–
★★★★☆
★★★☆☆
★★☆☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★★☆
★★★☆☆
Trasporto di 2 bambini molto agevole nella 2a fila con attacchi Isofix. Cinture molto lunghe. Sedile centrale in 2a fila offre spazio sufficiente solo per un rialzo senza schienale2.
Trasporto di 2 bambini possibile nella 2a fila. Sedile centrale in 2a fila offre spazio appena sufficiente per un rialzo senza schienale2. Attacchi Isofix difficilmente accessibili.
Trasporto di 2 bambini agevole nella 2a fila. Disattivazione airbag tramite display. Sedile centrale in 2a fila offre spazio sufficiente solo per un rialzo senza schienale2.
Trasporto di 2 bambini agevole nella 2a fila. Attacchi Isofix molto ben accessibili. Montaggio seggiolino non possibile sul posto centrale in 2a fila. Vettura a 3 porte: montaggio seggiolini più difficoltoso.
Sedile passegTrasporto di Trasporto di gero anteriore con 2 bambini agevole 2 bambini possibile Isofix. Trasporto di nella 2a fila. Attac- nella 2a fila. 2 bambini agevole chi Isofix molto ben Disattivazione nella 2a fila. Attac- accessibili. Cinture airbag tramite manopola. Sedile chi Isofix molto ben molto lunghe. Sedile centrale centrale in 2a fila accessibili. Cinture in 2a fila non offre non adatto. Nelle molto lunghe. Sedile centrale in sufficiente spazio2. istruzioni per l’uso 2a fila offre spazio sono contenute sufficiente solo per indicazioni erronee un rialzo senza e inadeguate per schienale2. la Svizzera.
Valutazione del veicolo (requisiti minimi per la raccomandazione TCS) ★★★★★ eccellente (adatto per almeno 4 bambini in totale o per 6 bambini con riserva e molto adatto per 3 bambini trasportati dietro) ★★★★☆ molto consigliato (adatto per almeno 3 bambini trasportati dietro e molto adatto per 2 in 2a fila)
36 touring | settembre 2020
★★★☆☆ consigliato (adatto per almeno 3 bambini o con riserva adatto per 4 bambini) ★★☆☆☆ consigliato con riserva (adatto per 2 bambini nella 2a fila) ★☆☆☆☆ non consigliato (con riserva adatto per almeno un bambino)
TECNICA
lunghe o restrittive e talvolta persino contraddittorie. In alcuni casi, l’accessibilità agli attacchi Isofix e Top Tether si è rivelata difficoltosa.
fila che può accogliere agevolmente due seggiolini. La SUV della casa californiana può quindi trasportare senza restrizioni fino a sei piccoli passeggeri.
Idealmente i piccoli passeggeri vanno sistemati dietro sui posti laterali. Ottime, in questa configurazione, la Audi, Porsche, Tesla X e Model S nonché la VW. Nota positiva, tutti i veicoli consentono l’installazione di seggiolini omologati secondo la nuova norma i-Size. Le Renault, Nissan, Kia, Hyundai e BMW devono peraltro accontentarsi di un «soddisfacente» a causa della ristrettezza degli interni, delle limitazioni d’uso oppure delle cinture troppo corte.
Bambino davanti, si può?
Poco brillanti i risultati per quanto riguarda l’uso del posto centrale in seconda fila. Solo la Tesla X può fregiarsi di un «ottimo», grazie al generoso spazio e agli agganci Isofix ben accessibili. Per contro, Mini, BMW, Hyundai, Nissan e Porsche non consentono di installare un terzo dispositivo sul divano. Su altri 7 veicoli, il posto di mezzo basta solo per un rialzo senza schienale. La vincitrice emersa dal test comparativo, la Tesla X, è dotata di serie della terza
È sconsigliato trasportare il bambino sul sedile accanto al conducente se non in via eccezionale. Montandovi un seggiolino in senso contrario di marcia, è assolutamente necessario disattivare l’airbag frontale destro. Nessuno dei veicoli esaminati dispone di sistema di disattivazione airbag automatica. Sulle Tesla e la Mercedes-Benz EQC, l’operazione avviene tramite display, sulle altre con una manopola. Da notare che le indicazioni nel libretto della Hyundai Kona electric non sono conformi alle prescrizioni svizzere. I veicoli sottoposti al test hanno qualità e caratteristiche diverse, come sono diverse le famiglie. Prima dell’acquisto di un’automobile nuova, è opportuno verificare se il modello prescelto sposa le proprie esigenze di spazio e comfort. Raccomandiamo dunque di fare un giro di prova, con i seggiolini montati e la prole a bordo. ◆
Nissan Leaf
Opel Corsa-e
Porsche Taycan
Nuova Renault Zoe
Tesla Model X
Tesla Model 3
Tesla Model S
VW e-Golf
70% 57% 10% 390–645 l
100% 70% 30% 267 l
50% 88% 10% 81–407 l
50% 57% 30% 338–1225 l
50% 88% 100% 745 l
50% 70% 30% 542 l
50% 85% 70% 804 l
50% 82% 30% 341 l
34 800.–
35 540.–
135 000.–
26 800.–
95 000.–
45 000.–
90 000.–
35 200.–
★★★☆☆
★★★★☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★★★
★★★☆☆
★★★★☆
★★★☆☆
Trasporto di 5 bambini agevole nella 2a e 3a fila. Sedile anteriore adatto con poche limitazioni. Attacchi Isofix molto ben accessibili. Con terza fila in totale 5 posti Isofix. Ottima accessibilità grazie alle porte ad ali di gabbiano. Airbag disattivabile tramite computer di bordo
Trasporto di 2 bambini agevole nella 2a fila. Attacchi Isofix ben accessibili. Sedile centrale in 2a fila di sedili offre spazio sufficiente solo per un rialzo senza schienale2.
Trasporto di 3 bambini molto agevole nella 2a fila. Attacchi Isofix molto ben accessibili. Cinture lunghe. Sedile centrale in 2a fila offre spazio appena sufficiente per un terzo seggiolino.
Trasporto di 2 bambini agevole nella 2a fila. Attacchi Isofix molto ben accessibili. Sedile centrale in 2a fila offre spazio sufficiente solo per un rialzo senza schienale. Cinture piuttosto corte.
Sedile anteriore con Isofix. Montaggio seggiolino non possibile sul posto centrale in 2a fila.
Trasporto di 2 bambini possibile nella 2a fila. Attacchi Isofix molto ben accessibili. Top Tether sul sedile passeggero anteriore. Preallestimento Isofix dietro sui posti esterni, nella Elegance sul sedile passeggero anteriore. Posto centrale dietro senza Isofix. Vettura a tre porte: difficoltoso montare seggiolini.
Trasporto di Trasporto di 2 bambini agevole 2 bambini possibile nella 2a fila. Attac- nella 2a fila. Attacchi Isofix molto ben chi Isofix ben acaccessibili. Cinture cessibili. Cinture molto lunghe. lunghe sui sedili Sedile centrale in posteriori. Sedile centrale in 2a fila non adatto secondo il produt- 2a fila offre spazio sufficiente solo per tore. un rialzo senza schienale2.
Grado di facilità del montaggio ■ 80–100% ottimo ■ 60–79% buono ■ 40–59% soddisfacente ■ 20–39% con riserva ■ 0–19% non adatto
settembre 2020 | touring
37
TECNICA
Soluzione ancora traballante Come se la cavano i pneumatici quattro stagioni di ultima generazione? Reggono al confronto con gli estivi o invernali puri? La risposta dal test effettuato dal TCS su 7 marchi, di cui nessuno risulta consigliato. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | TEST RETO BLÄTTLER
G
li ultimi inverni piuttosto miti hanno risvegliato l’interesse degli automobilisti per i pneumatici all season, che promettono di essere dei tuttofare. Il TCS ha testato 7 modelli nella dimensione 235/55 R17 V/Y per minibus e SUV di media categoria. Con esiti deludenti: neanche i migliori riescono a convincere davvero e il voto più lusinghiero ottenuto è un «consigliato con riserva».
Restano pur sempre un compromesso Due prodotti inoltre risultano sconsigliati. I pneuma-
tici quattro stagioni costituiscono una via di mezzo e come tale non possono eguagliare le prestazioni offerte dagli invernali o estivi tradizionali, progettati per affrontare situazioni climatiche estreme. I prodotti esaminati non sono comunque privi di ogni qualità. Analizzando i risultati nel dettaglio emerge che i Continental, Goodyear, Nokian e Uniroyal performano bene sul bagnato (prove effettuate tra 5–15° C); su strada asciutta perdono però aderenza e la risposta di sterzo si fa imprecisa a velo-
cità sostenute. Si prestano quindi a coloro che viaggiano poco in autostrada e possono rinunciare all’automobile in caso di forti nevicate. Il Vredestein e il Bridgestone sono stati declassati proprio per le forti debolezze che accusano sul manto nevoso.
È l’uso a dettare la scelta Da notare peraltro i segni positivi del Bridgestone che potrebbe anche bastare purché non usato in condizioni invernali. Sull’asciutto e a temperature calde ha mancato di poco una buona nota ed è performante sul bagnato
dove può quasi rivaleggiare con un buon pneumatico estivo. Analogo il discorso per il Michelin che è sufficientemente buono su fondo asciutto e solamente un po’ meno sul bagnato. Su neve offre un’apprezzabile trazione, mentre sacrifica punti in frenata e nell’handling. Entrambi possono definirsi dei quattro stagioni «orientati all’estate». Ancor più limitato nell’impiego il Vredestein: appena soddisfacente sul bagnato, si mostra scarso sia sull’asciutto che su neve. In sintesi: coloro che partono per le vacanze al mare o per le settimane bianche faranno bene a montare le gomme adatte alla stagione. Rispetto a chi circola tutto l’anno con i termici va invece più sicuro l’automobilista che opta per un buon all season. ◆
Test pneumatici all season 2020: 235/55 R17 103V Marca Tipo Etichetta pneum. europea¹ Fondo asciutto Fondo bagnato Neve Ghiaccio Comfort/rumore Consumo di carburante2 Usura Prova alta velocità Voto globale Valutazione TCS Vantaggi Inconvenienti
Continental AllSeason Contact B/B/72 38% 58% 50%³ 62% 50% 80% 80% superata 38% ★★☆☆☆
Goodyear Michelin Nokian CrossClimate +6 Weatherproof Vector 4 Season G26/7 B/B/69 B/B/69 C/A/69 34% 58% 32% 58% 56% 52%⁴ 38% 32% 50% 62% 62% 56% 54% 50% 42% 72% 70% 62% 90% 98% 70% superata superata superata 34% 32% 32% ★★☆☆☆
Miglior voto Miglior voto su neve, su ghiaccio, ghiaccio e per ottimo per consumo di usura, buono carburante, per consumo ottimo per di carburante Lievi usura Lievi debolezze debolezze su su bagnato, bagnato e neve, debolezze su debolezze su neve e asciutto5 asciutto5
★★☆☆☆
Miglior voto su asciutto, ghiaccio e per usura, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su asciutto e bagnato, debolezze su neve5
★★☆☆☆
Miglior voto su neve, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su bagnato, neve e ghiaccio, pneumatico più rumoroso, debolezze su asciutto5
Uniroyal AllSeason Expert 2 C/C/72 24% 56% 50% 62% 56% 66% 90% superata 24%
Vredestein Quatrac pro6 C/B/71 32% 58% 6% 56% 56% 60% 90% superata 6%
Bridgestone Weather Control A005 8 C/A/71 58% 70% 2% 62% 52% 72% 70% superata 2%
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
★☆☆☆☆
Miglior voto Miglior voto su neve, per rumore, ghiaccio e per ottimo per rumore, ottimo usura, buono per usura, per consumo buono per di carburante Debolezze consumo di su asciutto, carburante Lievi lievi debolezze debolezze su su bagnato e bagnato e neve, ghiaccio, molto debolezze su debole su neve5 asciutto5
Miglior voto su asciutto, bagnato e ghiaccio, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su asciutto, resa chilometrica più bassa, molto debole su neve5
1
2
3
4
5
6 7
eccellente molto consigliato consigliato
38 touring | settembre 2020
80–100% 60–79% 40–59%
★★★★★ ★★★★☆ ★★★☆☆
consigliato con riserva non consigliato
20–39% 0–19%
★★☆☆☆ ★☆☆☆☆
8
1a lettera: consumo di carburante (A–G); 2a lettera: frenata su bagnato (A–G); cifra: rumore esterno in decibel (dB) La resistenza al rotolamento incide sul consumo di carburante miglior voto in questo criterio (in neretto) peggior voto in questo criterio (in rosso) porta al declassamento indice di velocità Y successore Vector 4 Season Generation 3 disponibile successore disponibile
TECNICA
VW ID.3
FOTO ALD
Elettrificazione su sfondo digitale
Design epurato La carrozzeria arrotondata è sormontata da un tetto nero. Abitacolo, sotto il segno della digitalizzazione.
N4,26 m; bagagliaio: 385 l E146/204 CV, 310 Nm; cambio monorapporto, trazione post.; da 0 a 100 km/h in 7,3 s; batterie: 58–77 kWh; autonomia: 330–449 km L32 000–51 100 fr. La compatta VW ID.3 promette di dare un impulso benvenuto alla transizione elettrica, che promuove a colpi di tecnologia digitale. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
A
ll’insegna del Mag giolino e della Golf, la compatta ID.3 af fronta una svolta epocale nella storia di VW inaugurando la piattaforma modulare MEB. Dedicata all’insieme dei veicoli elet trici del gruppo Volkswagen, essa è declinabile in vari passi e carreggiate. Da parte sua, la ID.3 riprende la lun ghezza emblematica della Golf. Ma per la vettura che inaugura la transizione ener getica di VW, i parallelismi si fermano qui. La carrozzeria dalle forme morbide è se gnata da montanti anteriori fortemente inclinati che mi gliorano l’aerodinamica di quest’auto sopraelevata, a ca vallo tra gli stili crossover e monovolume. D’altronde il vano della batteria andava pur piazzato nel sottofondo. Le ruote sono state spinte alle estremità della carrozzeria, al punto che il passo si avvi cina a quello della station
wagon Passat, permettendo così di disporre di spazi molto generosi a bordo di una compatta il cui abitacolo ricorda le monovolume. Altra particolarità, i passeggeri dietro sono seduti molto in alto.
Dinamica In funzione della capacità della batteria, l’ID.3 dispone di vari gradi di autonomia e di potenza. Sulle versioni ini ziali, il motore sincrono mon tato sull’asse a bracci multipli eroga 204 CV e offre acce lerazioni tanto progressive quanto toniche. Il telaio, za vorrato dal pacchetto delle batterie fino a 495 kg, è ben inchiodato alla carreggiata. In occasione di un primo con tatto, l’autonomia annunciata tra i 426 e i 449 km (ciclo WLTP) ci è parsa promet tente. Fatto singolare, il se lettore rotativo del cambio è piazzato all’altezza del pan nello della strumentazione.
La batteria ha una capacità netta massima di 77 kWh. La ricarica può essere fatta alle colonnine rapide (presa CCS).
VW ha deliberatamente scelto di associare la sua rivo luzione elettrica con una sofi sticazione digitale. Fine dun que alla maggioranza dei comandi fisici. Lo schermo da 5″ del cockpit si limita a fornire informazioni essen ziali. La maggior parte delle funzioni sono gestite tramite il touchscreen da 10″, il co mando vocale o il display he adup che proietta immagini 3D sul parabrezza. Sofferente di qualche pecca di gioventù, questa tecnologia a realtà au
mentata sarà disponibile da fine anno. Entro tale data, la compatta ID.3 apparirà pro gressivamente in 6 versioni. Se l’entrata di gamma (auto nomia di 330 km) costerà sol tanto 32 000 fr., tutti gli altri modelli superano i 40 000 fr. La dotazione che include re golatore ACC e navigatore, può essere completata con equipaggiamenti innovativi (fari a matrice, sistemi di assistenza sofisticati). Una brava allieva elettrica, questa VW ID.3. • settembre 2020 | touring
39
TECNICA
MERCEDES-BENZ GLA 250 4MATIC
Non chiamatela più crossover La compatta Mercedes GLA ha barattato le vesti da crossover con quelle da SUV confortevole, con un comportamento ammorbidito. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
I
n casa Mercedes si è abituati alle svolte spettacolari. Ultimo esempio cronologico, la GLA abbandona il suo statuto di crossover urbana a favore di quello di SUV raffinata. Per riuscirci, quest’auto a vocazione planetaria fa un balzo in altezza crescendo di 10 cm. Un’enormità, se pensiamo che la lunghezza non cambia. Parallelamente, la carreggiata allargata e i fianchi posteriori muscolosi le conferiscono una nuova prestanza. Stessa sorte per l’interno. I passeggeri si ritrovano d’un colpo seduti in posizione rialzata. Condividendo il DNA con la classe A, la GLA ne eredita anche il patrimonio tecnologico, quindi il pannello digitale che raggruppa strumentazione e schermo tattile. Il tutto gestito, tra l’altro, tramite un ampio tou-
chpad e due mini pad posti Pure in versione AMG Line, sul volante. Altamente tecno- la GLA ha un filtraggio delle logico e sufficientemente insospensioni molto preventivo tuitivo. Con, se necessario, per una SUV. Nello stesso spil’aiuto del comando vocale rito, il comportamento, meintelligente. Questa SUV didiamente agile e abbastanza stinta si sensibile al smarca anche rollio, è piutComfort di marcia grazie alla tosto placido. Abitabilità/modularità qualità perceL’esatto conAccelerazioni/Impulsività pita davvero trario del 2 l Tecnologia giudiziosa pregevole. da 224 CV Trazione integrale elaborata che si rivela Nonostante la ben reattivo e Crescita prezzo / optional compattezza, persino nerVolume baule mediocre la GLA è dovoso. Ma il Assetata tata di sedili cambio a 8 dimensionati rapporti e in maniera più generosa e di doppia frizione riporta calma maggiore spazio per le in autostrada. Idem, la panogambe, in particolare con plia completa di assistenti l’opzione divano scorrevole, fatturata 2074 franchi. Il comunque con un costo di fatto è che nonostante una 485 fr. Sebbene guadagni 14 l, dotazione accresciuta, il il bagagliaio invece rimane prezzo sale ancora sotto la inferiore alla concorrenza, spinta degli optional, indimalgrado un’architettura cuspensabili se la GLA vuol apbica molto pratica. parire degna del suo rango. ◆
IL 4×4 CHIC Malgrado le imponenti ruote da 19 pollici non incitino ad avventurarsi fuori strada, la GLA 250 4Matic è dotata di una trazione integrale sofisticata. Il tutto ruota attorno a una frizione a dischi multipli gestita elettromeccanicamente. Se nell’uso normale la ripartizione della coppia anteriore/posteriore è di 80/20, la frizione la blocca a 50/50 fuoristrada. Il pacchetto Offroad, incluso nelle versioni 4Matic, comprende inoltre una regolazione specifica dei fari per rilevare gli ostacoli, così come un sistema di stabilizzazione in discesa che mantiene una velocità selezionabile tra i 2 e i 18 km/h. Nell’uso quotidiano, degna di nota l’eccellente motricità offerta dalla trazione integrale intelligente, che in modalità Sport ripartisce la coppia con rapporto di 70/30. Con tale dotazione, la versione GLA 250 4Matic vanta un peso rimorchiabile rispettabile di 2000 kg.
N4,41 m; bagagliaio: 435 l E2 l turbobenzina, 224 CV, 350 Nm; cambio DCT a 8 rap., 4×4; da 0 a 100 km/h in 6,7 s; consumo (prova): 8,5 l/100 km; autonomia: 600 km L54 400 fr. Modalità 4×4 per sterrato soft.
Maggior prestanza ma un design più convenzionale, con l’eccezione delle possenti spalle posteriori.
40 touring | settembre 2020
TECNICA
Il passo è compiuto La Clio ed i suoi due compari plug-in.
ALD
RENAULT E-TECH HYBRID/PLUG-IN
L’insolito trio ibrido
CAMBIO CON INNESTI DENTATI
Cantore autoproclamato dell’auto elettrica, Renault ha deciso di fare il passo nella propulsione ibrida. Un’offensiva all’insegna della democratizzazione lanciata tramite le compatte Clio, Captur e Mégane. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
D
urante oltre un decennio, Renault ha puntato soltanto sull’auto strettamente elettrica, ignorando volutamente la tecnologia ibrida. Questa strategia è tuttavia stata colpita dal drastico rafforzamento delle norme antinquinamento, tanto che l’ibridazione della gamma è oggi irrinunciabile. Renault affronta tuttavia questa tecnologia in modo innovativo, con l’obiettivo di massimizzare le fasi di mobilità elettrica e garantire partenze sempre senza apporto del motore termico.
Inedito ed efficace Forte dell’esperienza acquisita in Formula 1, la casa francese ha sviluppato un gruppo motopropulsore accoppiato ad un cambio con innesto a denti (v. riquadro).
Questa trasmissione è priva di frizione e i cambi di rapporto, molto diretti, sono sincronizzati da un motore elettrico incaricato di eliminare i contraccolpi causati da questo genere di cambio. Il sistema ibrido si compone di un 4 cilindri atmosferico 1,6 l da 91 CV e da due motori elettrici da 20 e 49 CV sulla Clio E-Tech Hybrid. Questa tecnologia presenta la particolarità di funzionare in parallelo o in serie. In questa configurazione, il motore termico non agisce sulle ruote ma ricarica la batteria. La trazione è data dai motori elettrici. In modalità ibrida parallela, l’1,6 l e il motore elettrico maggiore muovono l’auto di concerto. La Clio imbarca una piccola batteria da 1,2 kWh. Nonostante essa venga ricaricata spesso, la mobilità elettrica in città ri-
vela una stabilità fuori dal comune. Con l’atout di un consumo WLTP di 5,1 l/100 km.
Ibride plug-in
Finora questo tipo di cambio era riservato alle gare, in particolare a causa della difficoltà dei cambi di rapporto dovuto all’assenza di sincronizzazione. Sul sistema Renault, tale compito è affidato ai 2 motori elettrici. Salvo qualche leggero contraccolpo, i passaggi di marcia avvengono con dolcezza e con la velocità che contraddistingue questo tipo di cambio.
Lo stesso powertrain equipaggia la SUV Captur e la stacapacità dei bagagliai invece tion wagon Mégane ibride riè sensibilmente ridotta, ma caricabili. Con la differenza la Captur mantiene almeno il che il motore elettrico della divano scorrevole. propulsione eroga 67 CV e la potenza combinata 160 CV. Con la potenza combinata di Una batteria agli ioni di litio 140 CV, la Clio E-Tech Hybrid da 9,8 kWh posta sotto il divano offre un’autonomia elet- completa la sua gamma. Catrica di 50 km nel ciclo WLTP. vallo di battaglia della strateÈ ricaricabile nel giro di 3 ore, gia CO2 di Renault, il suo sovrapprezzo è di soli 1000 fr. rispettivamente 5 alla presa rispetto ad un modello a domestica. Con questa dotabenzina equivalente. Tecnozione, la Captur vanta consumi di 1,7 l/100 km. Sui due logia oblige, la differenza di prezzo raggiunge circa 7000 modelli, l’asse posteriore semi-rigido è stato sostituito da fr. sulle Captur e Mégane plug-in. L’importatore comun sistema a bracci multipli. pensa tuttavia l’assenza di Entrambi brillano quindi per aiuti statali con bonus punun eccellente piacere di martuali del valore di 7000 fr. • cia. Se l’abilità non soffre, la
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TECNICA L’eleganza in aggiunta Disponibile solo come break, la Skoda Octavia esibisce tratti raffinati.
SKODA OCTAVIA 2.0 TDI STYLE
Ha la stoffa da leader N4,69 m; bagagliaio: 640–1700 l E2 l turbodiesel, 150 CV, 340 Nm; DSG 7 rapporti, 4×2; da 0 a 100 km/h in 8,8 s; consumo (prova): 4,8 l/100 km; autonomia: 937 km L38 840 fr. Break familiare per definizione, la Skoda Octavia IV prosegue il suo lavoro di consolidamento a colpi di tecnologie e un aspetto nobilitato. TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN
N
on sapremmo dare torto agli svizzeri che, da tre anni, hanno eletto la Skoda Octavia l’auto più venduta del paese. La quarta edizione si ingegna di affinare la ricetta alla base di questo successo applicando migliorie mirate. Oltre al rapporto prezzo-prestazioni corretto e all’abitabilità proverbiale, questa familiare guadagna in eleganza grazie a ritocchi stilistici, quali la calandra affinata e le venature che percorrono il posteriore. Niente di sconvolgente, ma abbastanza per conferire un tocco di classe a quest’auto dalla lunghezza stabile (+2 cm).
Sarebbe però errato affermare che l’Octavia sieda sugli allori. La quarta generazione infatti pesca a piene mani nel patrimonio tecnolo42 touring | settembre 2020
gico del gruppo VW. Ne è la sistemi di assistenza d’ultima prova il comando vocale che generazione, con in aggiunta riconosce la lingua corrente. un allarme di apertura delle Idem per l’ampio cockpit virportiere che avvisa dell’eventuale a quattro pannelli protuale arrivo di un ciclista. lungato da Un disposiuno schermo tivo prezioso, Prezzo-prestazioni tattile da 10 ricalcato Abitabilità/Volume utile pollici. Intuidall’allerta Consumi molto ridotti tivi, questi per l’angolo Piacere di marcia moduli sono cieco. SebSistemi di assistenza inediti accompagnati bene l’Octada un volante via sia ben Optional imposti multifunzioequipaggiata, Qualità perc. disomogenea nale dotato di la gran parte Garanzia min. (2 anni) belle ghiere dei sistemi di comando. più sofisticati D’altro canto, l’intera plancia sono inseriti in pacchetti opdi bordo dal design epurato zionali. Certamente non cari, unisce modernismo e tocchi ma che fanno forzatamente stilistici. Solo il calo di quasalire il costo finale. Una lità dei materiali delle parti nuova strategia discutibile. inferiori stride un tantino. Infatti Skoda non ha mai voDa buona familiare, ma pure luto puntare all’alta gamma. per aziende, l’Octavia è caParallelamente, l’Octavia si ratterizzata dalla morbidezza regala la maggior parte dei delle sospensioni. Questo le
conferisce un andamento quasi ondeggiante, anche se non al punto da concedere del rollìo in curva. Non sportivo, ma per nulla placido, il telaio è adeguato per una break orientata al comfort.
Che sobrietà! Il 2 l turbodiesel è inserito nel medesimo filone. Se ne apprezzano il funzionamento discreto e il suo allungo perfettamente adattato all’auto. Le ripartenze sono solide e le accelerazioni consistenti. Una buona pubblicità per il diesel, tanto più che questa imponente station wagon da 1,7 tonnellate si è rivelata di una sobrietà esemplare (4,8 l/100 km). Per il resto, la Skoda Octavia resta fedele a sé stessa. I passeggeri, già viziati, guadagnano un filo di spazio per le gambe e l’enorme bagagliaio cresce di 30 litri. Unico rammarico, segno dei tempi, la riduzione del ventaglio delle motorizzazioni. •
L’ESPERTO TCS
VOLKSWAGEN
Le grandi batterie hanno il vantaggio di una lunga autonomia, ma sono pesanti.
Auto elettrica – piacere di guida senza stress 1
REDAZIONE TOURING
Quale autonomia occorre davvero e a quale punto scatta l’ansia da ricarica?
Quando la carica non basta per rientrare dal lavoro. «Cara, faccio tardi, sto ancora caricando la batteria!» non sono parole rassicuranti, né dette al telefono, né scritte nella chat di famiglia. Si va invece tranquilli se la batteria potrà soddisfare le esigenze di mobilità per qualche giorno (in media si percorrono 175 chilometri alla settimana). La domanda da porre non è quindi se si riuscirà o meno a rientrare, ma piuttosto di capire quando è il momento di ricaricare. Chi dispone di wallbox domestica potrà farlo in tutta comodità ogni sera. In tal modo si evita di trovare la batteria a secco dovendo partire d’improvviso, la mattina dopo una notte di gelo o per l’uso prolungato del climatizzatore. La batteria non si scarica di punto in bianco. Quando si deve attaccare la spina?
Le auto elettriche non vanno ricaricate solo quando le batterie sono vuote. Al più tardi quando la capacità scende sotto il 20% ci si sente in
CONSIGLI
preda ad un leggero nervosismo. La stessa sensazione di disagio subentra quando l’autonomia residua consente di continuare per meno di 45 minuti. In autostrada ciò corrisponde a 50–75 km, in città a 10–20. Allora conviene ricaricare alla prossima occasione, preferibilmente nel luogo in cui si è abituati a stazionare il veicolo. Occorre considerare che le batterie agli ioni di litio durano più a lungo se non vengono mai scaricate né caricate del tutto, il livello ideale è compreso fra 20 e 80%. E quanto a infrastruttura e sistemi di ricarica, cosa va tenuto presente?
Normalmente a casa una ricarica completa va da 6 a 8 ore. Prima di acquistare una stazione si deve controllare se l’auto si ricarica in monofase (3,7 kW/240 V) o trifase (11 kW/400 V), tre volte più rapida. L’elettricista incari-cato dell’installazione della wallbox verificherà altresì se la potenza disponibile è conforme allo standard utiliz-zato dall’auto. La maggior parte delle elettriche è do-tata, di serie o in opzione, di cavo con connettore per
Regola d’oro per evitare l’ansia da autonomia: scegliere la batteria in modo che una carica completa sia sufficiente per diversi giorni d’uso. Ricaricare comunque ogni sera.
ricarica in corrente continua (DC), e si possono rifornire all’80% in 30–40 minuti alle colonne fast charge. Invogliando ad uscite più estese, oltre i chilometri percorribili con un «pieno» di batteria.
2
Quindi, riassumendo: si guiderà rilassati se l’auto ha un raggio di autonomia adeguato ai propri bisogni, è facilmente ricaricabile a casa e supporta pure la ricarica rapida. Buon viaggio! •
3
Tutti i veicoli elettrici con relative autonomie e modalità di ricarica su tcs.ch/ricerca-auto
Le batterie di grande capacità offrono vantaggi in termini di durata di vita, comfort ed efficienza, mentre le batterie piccole sono più economiche e meno onerose in fatto di risorse. Se l’auto viene usata per le lunghe distanze, deve essere idonea per la ricarica rapida in corrente continua (DC).
4
Per la ricarica domestica il veicolo e l’impianto elettrico devono essere compatibili così da poter caricare a pieno la batteria in 6–8 ore.
Per informazioni e ordinazioni di stazioni di ricarica del TCS: tcs.ch/stazione-ricarica
MARTIN BOLLIGER Funzione: responsabile consulenza mobilità Professione: Master of Science Età: 49 anni Contatto:
tcs.ch/esperto
settembre 2020 | touring
43
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Scriveremo al vostro amico che diventerà nostro socio.
3.
Voi riceverete il codice regalo e potrete scegliere il vostro regalo.
✃ Il nuovo socio del club Signora
Signor
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Si prega di indicare un indirizzo di posta elettronica. Il codice regalo verrà inviato per e-mail.
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SVAGO Placido, placido Jolly Jumper traina il nostro carrozzone attraverso la bella Ajoie.
In carrozzone attraverso il Giura Il paesaggio leggermente collinare dell’Ajoie sembra esser stato creato apposta per un viaggio in carrozzone trainato da un cavallo. Spostarsi quattro giorni al ritmo dei docili cavalli di razza Franches Montagnes godendo appieno questo bell’angolo della Svizzera. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
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olly Jumper tende le orecchie e si ferma di colpo, alza la sua elegante testa e nitrisce. Cos’ha? Cosa succede? Il sensibile e bonario stallone Franches Montagnes è stato allarmato da qualcosa nel cuore di una foresta dell’Ajoie, regione incantevole vicina alla frontiera francese. Un paio di secondi dopo una volpe sfreccia incrociando il sentiero. Al cavallo dal mantello rosso-bruno basta un invito pacato per calmarsi e avanzare. Senza fretta traina il carrozzone in direzione di Porrentruy. Stamattina ci siamo congedati da Jacqueline Noirjean e la sua fattoria ricca di animali a Lugnez, nel canton settembre 2020 | touring
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Giura. Dopo una notte trascorsa su un letto di paglia, come ogni mattina ci siamo prima di tutto occupati del nostro destriero. Per il foraggio è responsabile la contadina, mentre noi pensiamo all’acqua e alla cura del cavallo. Quando ci avviciniamo al box, lo stallone picchia lo zoccolo a terra per segnalarci che ha sete. Provveduto a lui, tocca a noi far colazione con prodotti locali come formaggio e treccia fatta in casa. Anche il picnic della pausa pranzo soddisfa ogni desiderio. Dopo aver caricato il carrozzone, andiamo a prendere Jolly Jumper dal box, lo strigliamo, gli puliamo gli zoccoli e infine lo bardiamo. Nel frattempo i ragazzi salutano gli animali, dalle quaglie agli emù passando per i ranocchi. Mentre i più piccoli si accomodano nel carrozzone, io mi posiziono sulla panca per prendere in mano le redini e il freno. La mia figlia più grande cammina accanto al cavallo e lo conduce alla longhina. La terza tappa delle nostre vacanze equestri è di 15 km e conduce da Lugnez a Porrentruy alla fattoria agrituristica Ferme du Bonheur.
A bordo del carrozzone Il viaggio è cominciato a Courtedoux da David Protti, che da 20 anni noleggia i suoi carrozzoni e i docili Franches MonIl proprietario David Protti spiega come s’imbriglia il cavallo.
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In fattoria il gentile Franches Montagnes si gode una bella strigliata.
tagnes. Prima della nostra partenza, ci ha spiegato le basi della cura del cavallo: da come si mettono e si tolgono i finimenti a come si puliscono il mantello e gli zoccoli. Se si ha già avuto a che fare con i cavalli, è meglio. A noi è stato assegnato Jolly Jumper che da subito ha conquistato l’affetto dei bambini. Sotto l’occhio vigile di Protti abbiamo preparato il cavallo, attaccato al carrozzone e via per quest’avventura. Lungo i primi metri ci ha accompagnato il proprietario in
modo da poterci dare gli ultimi consigli. Poi abbiamo continuato da soli – devo ammettere che all’inizio non ero al cento per cento tranquillo, ma poi, col trascorrere del tempo, mi sono sentito a mio agio. Dopo due ore, una pausa su una radura che ci sembrava un posto idoneo per tutti. Abbiamo sbrigliato Jolly Jumper e lo abbiamo attaccato ad un albero. Dopo l’acqua ha ricevuto un po’ di foraggio e infine anche noi ci siamo sgranchiti le gambe. Nel tardo
SVAGO
Nella pausa di mezzogiorno il primo a mangiare e bere è il cavallo.
pomeriggio abbiamo raggiunto l’agriturismo La Bergerie a Mormont, ci siamo occupati del cavallo secondo le indicazioni di Protti e poi trascorso la serata grigliando.
La fattoria degli animali Il giorno successivo abbiamo affrontato il percorso di 16 km in direzione di Lugnez. La mattinata era fresca e il sentiero conduceva perlopiù attraverso boschi misti tipici del Giura. Dopo la pausa di mezzogiorno però l’itinerario ci ha portato in mezzo ai campi ed è qui che siamo stati assaliti dai tafani. Nonostante lo spray repellente il cavallo è stato tartassato dai fastidiosi insetti. Arrivati a Lugnez Jolly Jumper viene subito liberato dalla cavezza e si gode una meritata doccia per infine riposarsi all’ombra. Nel cortile della famiglia Noirjean non si corre il pericolo di annoiarsi. I bambini possono ammirare i numerosi animali e anche aiutare a dar loro da mangiare. Per la cena consiglio di fermarsi in paese e accomodarsi al ristorante La Rauracienne. Le pizze uscite dal forno a legna sono ottime.
La pesca senza carpe Mentre viaggiamo lungo l’Allaine il nostro stallone si rende conto che sta dirigendosi verso il traguardo di tappa. Il pensiero della meta lo induce ad andare al trotto e costringe me a tirare le redini
e lanciare l’ordine «hooo» di rallentare. La Ferme du Bonheur si trova in riva al fiume e il proprietario Gabriel Schenk accompagnato da uno sciame di bambini, che trascorre qui le vacanze, ci sta già aspettando. Jolly Jumper va a pascere l’erba fresca sul prato e noi ci avviamo verso lo stagno di carpe con il pescatore professionista Christian Theuvenat. Ma le carpe non si fanno vive e ci dobbiamo così accontentare di un paio di piccoli leucischi. La cena nel cortile è saporita e ci concilia il sonno nel nostro letto di paglia.
Al ritmo degli zoccoli L’ultima tappa che ci porta a Courtedoux ha in serbo per noi un’altra sfida. Attraversare la città di Porrentruy. Ma Jolly Jumper non si scompone. Tutti i tragitti sono ben segnalati e se ce ne fosse bisogno, nel carrozzone si trovano cartine con gli itinerari da percorrere. Alla fine arriviamo sani, salvi e felici alla fattoria della famiglia Protti. Per l’ultima volta togliamo i finimenti a Jolly Jumper e a malincuore lo lasciamo in compagnia degli altri cavalli al pascolo. Viaggiare su un carrozzone trainato da un Franches Montagnes attraverso il paesaggio collinare del Giura è quasi un’esperienza meditativa. Si ha tutto il tempo per ammirare la natura al ritmo degli zoccoli di Jolly Jumper. •
DA SAPERE Turismo equestre a Porrentruy: quattro giorni Tragitti: da 15 a 20 chilometri al giorno su strade secondarie e forestali Età minima: quattro anni (meglio a partire da otto) Pernottare: in fattoria, sulla paglia, in alloggi collettivi o albergo Equipaggiamento: abbigliamento outdoor, scarpe per escursioni, saccoletto Costo: per due adulti e due bambini da 2150 fr. Prenotazione: eurotrek.ch
Eurotrek ha reso possibile questo viaggio.
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Vorarlberg – a spasso per boschi e monti Nella valle incontaminata del Montafon lo stress quotidiano svanisce come per incanto. Una passeggiata nella riserva naturale Wiegensee ritempra lo spirito e spingersi in e-bike sul Kristberg è puro relax. REPORTAGE THOMAS WÄLTI
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er salire sulla funivia Tafamunt ci vogliono i nervi saldi. Soprattutto se, come il sottoscritto, si soffre di vertigini. Lo sguardo che si perde nel profondo della valle del Montafon è a dir poco mozzafiato: in un punto si è appesi a un filo a 100 metri da terra. La prova di coraggio della durata di cinque minuti sulla funivia che porta da Partenen sino alla catena montuosa delle Alpi Verwall vale in ogni caso la pena. A partire dalla stazione a monte
(1530 m) gli escursionisti varcano la soglia di un nuovo mondo.
La brughiera del Wiegensee Gerlinde Manz-Christ è già pronta per partire. Durante le prossime sei ore ci guiderà attraverso il parco naturale europeo del Wiegensee, letteralmente «lago della culla», uno straordinario gioiello naturalistico ed escursionistico. Situato a 1925 metri, è il cuore di una brughiera d’interesse internazionale. Il lago palustre è considerato il più antico bacino del Montafon, nello stato federato austriaco Vorarlberg. «Si trova tra due pendenze che si uniscono in un avvallamento, la cosiddetta culla», spiega Gerlinde Manz-Christ l’origine del nome del lago. Diplomatica di alto rango fino a
SVAGO
260 km di percorsi segnalati fanno del Montafon un vero paradiso per biker.
qualche anno fa, per la guida natura listica il mestiere non è cambiato di molto: «Prima facevo da mediatrice tra persone e culture. Oggi costruisco ponti tra persone e natura».
Il fischio della marmotta Durante l’escursione attorno al Wiegen see si arricchisce il proprio bagaglio cul turale. La guida si ferma a ritmo rego lare nella foresta subalpina di abeti rossi, appoggia lo zaino per terra e illu stra la ricchezza della fauna. Quando non si riesce a vedere dal vivo l’animale, lo mostra su fotografie tratte dal suo album. Come il picchio nero. «È l’inge gnere edile del bosco, costruisce incavi per civette, martore, pipistrelli e scoiat toli». Oppure la marmotta: «Quando fi schia una volta, lancia l’allarme per un nemico dal cielo – un’aquila reale o un falcone pellegrino. Se fischia più volte, il pericolo arriva da terra – una volpe o una persona che si sta avvicinando».
Fare il pieno di energia e di quiete Nel biotopo della brughiera, dove sono di casa il gallo cedrone, il fagiano di monte, il francolino di monte e la per nice bianca, Gerlinde ManzChrist in vita i suoi ospiti a camminare lenta mente e respirare profondamente. Passeggiare diviene così un atto medita tivo. «Nella natura l’essere umano si può rilassare e fare il pieno di energia e di quiete indispensabile per poi riprendere
l’attività quotidiana». La sosta presso l’Alpe Verbella con vista sulla maestosa Silvretta arriva al momento giusto. Il gerente della capanna serve latticello, un piatto di carne secca con rafano molto forte e il gustoso formaggio Sura Kees di Montafon. La storia di questo formaggio locale risale al Dodicesimo secolo. La tradizione della produzione di formaggio al latte acido è una delle più antiche dell’arco alpino. Dopo lo spuntino si procede attraverso una ma gnifica foresta profumata di cembri per tornare a Partenen, uno degli undici luoghi turistici del Montafon.
Un giro in e-bike nel parco avventura Chi predilige la vacanza attiva, può sbiz zarrirsi in sella a un’ebike. I sentieri ci clistici del Montafon offrono molto di vertimento su due ruote. Una rete di itinerari e singletrail per una lunghezza totale di 260 chilometri fanno della giornata in rampichino un’avventura. Una bella gita conduce attraverso la pit toresca valle Silber, dove oltre mille anni fa si scavava alla ricerca di argento, ferro e rame. Il percorso ora si snoda passando accanto a graziosi rustici sino a raggiungere la stazione a monte della funivia Kristberg. Dopo qualche peda lata si arriva a Bartholomäberg, un pae sino sempre baciato dal sole. Durante l’escursione si gode un panorama mae stoso, la Catena del Reticone (Rätikon) attira tutti gli sguardi su di sé e con →
Ambasciatrice della natura, l’ex diplomatica Gerlinde Manz-Christ.
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SVAGO La vetta dello Zimba riflessa nelle limpide acque dei laghetti di Golm.
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S V I Z Z E R A
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Joe Egle davanti all’armadio che custodisce gli elisir di propria produzione.
Il reportage è stato realizzato su invito dell’Ufficio turistico del Montafon.
A U S T R I A
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Dopo l’attività escursionistica, che ci ha fatto ammirare la zona, rimane ancora tempo per bussare alla porta di Joe Egle nel comune di Gaschurn. La sua parrocchia è una tappa obbligatoria perché nella valle del Montafon Egle è un’istituzione. Qui viene soprannominato «Schnapspfarrer», che significa per l’appunto «parroco della grappa». Ad accoglierci calorosamente è effettivamente il
Dornbirn
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FOTO THOMAS WÄLTI, ANDREAS MEYER/WOM MEDIEN, MANFRED OBERHAUSER/MONTAFON TOURISMUS GMBH, CARTA KEYSTONE
Il parroco della grappa
parroco di Gaschurn e Partenen nonché fabbricante di grappa a base di erbe aromatiche, bacche e radici. Ai suoi prodotti attesta proprietà curative. In casa conserva una cinquantina di tipi di acquavite, imbottigliata e destinata alla vendita. «La grappa di cirmolo è quella che va per la maggiore», afferma ridendo di gusto. Su un’altra etichetta si legge: Achillea muschiata, aiuta in caso di disturbi allo stomaco e rafforza i nervi. L’autore di questo articolo tira un profondo sospiro di sollievo e ne compra una bottiglia. Non si sa mai, forse servirà per affrontare il prossimo viaggio in funivia. ◆
Coira Davos 15 km
DA SAPERE Soggiornare Sporthotel Silvretta Montafon a Gaschurn, camera doppia da 320 euro sporthotel-silvretta-montafon.at
Mangiare Ristorante panoramico Kristberg, ideale per una sosta durante la gita in e-bike. Ottimi gli spätzle al formaggio di Montafon con cipolle arrostite. kristberg.at
Scoprire Escursioni offerte dalla guida naturalistica Gerlinde Manz-Christ, Montafon Tourismus montafon.at
Visita al parroco e distillatore Joe Egle, Pfarrhaus, Dorfstrasse 1, Gaschurn
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Il fascino dell’Occitania Vivace e tranquilla allo stesso tempo, Tolosa è tutta da scoprire. La quarta città più grande della Francia mira a far parte del Patrimonio dell’umanità. La sua sorella minore Albi lo è già. REPORTAGE PETER GRANWEHR
N
ella lista del patrimonio mondiale UNESCO dovrebbe entrare il nucleo storico di Tolosa. A buona ragione: un bel viavai di gente nelle stradine mai lineari, «per indebolire il vento non di rado sferzante», come spiega Marine Esch dell’Ufficio del turismo cittadino. È solo negli anni Settanta dell’800 che gli urbanisti fecero costruire due viali rettilinei attraverso il nucleo storico: la rue d’Alsace-Lorraine e la rue de Metz, che conduce al Ponte Vecchio sulla Garonna. Grazie a queste due strade prestigiose ci si può orientare facilmente. Lungo i due viali si trovano le boutique e le firme più famose, mentre le stradine sono costellate di negozietti locali, ristorantini e caffè. Si nota subito anche il grande numero di giovani: un quarto della popola-
La Cattedrale di Albi e il Ponte Vecchio; il quartiere episcopale è Patrimonio mondiale UNESCO dal 2010.
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zione è infatti costituita da studenti universitari.
Dal rosa al blu Tolosa è denominata «Ville rose», la città rosa, per via del colore dei suoi palazzi. A guardare i numerosi edifici in mattone di terracotta, si potrebbe pensare di essere nella Germania del nord, ma l’aria è più calda e la luce più intensa. Illuminate dai raggi, nel corso della giornata le facciate si tingono di varie sfumature dall’arancione al rosso profondo. Naturalmente non ovunque, perché a partire dall’epoca barocca il mattone venne considerato un materiale troppo umile per i nobili: le facciate vennero fatte pitturare di colori chiari e in parte ricoprire con pietra naturale o una combinazione tra mattone e pietra come nel
Capitole, sede del municipio e del teatro dell’opera. Si tratta dell’edificio più rappresentativo della città, di cui si possono visitare tre saloni maestosi – eccetto se si sta svolgendo un matrimonio. L’omonima piazza sul lato occidentale, delimitata da un lungo edificio con le arcate, dà l’impressione di trovarsi in Spagna. Il tocco mediterraneo è innegabile, non per nulla siamo in Occitania, come lo si riconosce dai nomi delle strade in francese e occitano. Un tempo qui si trovava il «Triangolo d’Oro»: tra Tolosa, Albi e Carcassonne veniva piantato in grande stile il pastel (in italiano gualdo), una pianta della famiglia della colza con cui si fabbricava il colore blu. Per un periodo lunghissimo è stato l’unico modo
SVAGO per riuscire a produrre questo colore molto richiesto nel Rinascimento. L’attività portò enorme ricchezza in città, tutt’oggi testimoniata da alcuni palazzi rinascimentali, come quelli delle famiglie Assézat e Bernuy. E alcune boutique di pastel che hanno fatto rivivere la vecchia tecnica di tintura.
CARTA KEYSTONE
Albi e Cordes Se vi trovate già a Tolosa, non dovete mancare di percorrere altri 70 chilometri per raggiungere Albi e la vicina Cordes-sur-Ciel. Anche Albi divenne ricca grazie al pastel, ma la sua notorietà è dovuta alla crociata indetta contro la setta eretica dei catari, diffusasi nel 13° secolo soprattutto nella diocesi di Albi. Gli albigesi furono estirpati con le armi e l’inquisizione e la città venne in gran parte distrutta. Al suo centro fu costruita la Cattedrale di Santa Cecilia: da fuori sembra una fortezza, mentre al suo interno è adornata in stile gotico straordinariamente ricco su una superficie di 99 metri di lunghezza per 30 di larghezza. Accanto a questo colosso il Palazzo episcopale sul fiume Tarn sembra di dimensioni modeste. Oggi ospita
100 km
F R A N C I A O c c i t a n i a Tar n Tolosa
Albi Marsiglia
Gar onna
SPAGNA
il Museo Toulouse-Lautrec. Nel quartiere di Saint Salvi (patrimonio UNESCO) si trova anche l’omonima chiesa collegiata. A soli 23 km di distanza vi è Cordes, un borgo protetto da quattro ordini di mura costruite ai tempi della crociata contro gli albigesi. Passeggiando lungo le due strade principali si attraversano quattro torri, si passa accanto a un palazzo gotico che testimonia la ricchezza del Basso Medioevo, al mercato coperto e alla Chiesa San Michele. Nell’imponente cittadina vivono attualmente un migliaio di persone. Ai tempi d’oro ne vivevano 5500. • Il viaggio in Occitania è stato realizzato con il sostegno di Atout France.
DA SAPERE TOLOSA Mangiare e bere: N5 Wine Bar, 5, rue de la Bourse (vale la pena andarci, non solo per gli enofili) Visitare: mercati sulla Place Victor Hugo e sulla Place des Carmes; Museo degli Agostiniani (10–18, martedì escluso); Basilica Saint Sernin; Jardin Royal e Jardin des Plantes Attività: gita in battello sulla Garonna e il Canale di Brienne, imbarco al Port de la Dorade toulouse-tourisme.com
ALBI E CORDES Soggiornare: Hôtel Mercure Albi Bastides, 41 bis, rue Porta Visitare: quartiere episcopale con il Museo Toulouse-Lautrec e i giardini del Palazzo di La Berbie; nucleo storico con le costruzioni tipiche in mattone Attività: passeggiare lungo la riva del Tarn, sul Ponte Vecchio e sul Ponte 22 Agosto 1944 tourisme-occitanie.com
Stupefacenti Da non perdere il Capitole con la Salle des Illustres.
Città rosa Tolosa è famosa per il colore dei suoi edifici.
Canal de Brienne Una delle vie navigabili della Francia più bella.
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Un salotto da gioco su quattro ruote Con quattro console Playstation, tre schermi interni e un maxischermo esterno, il furgone targato TCS eSports League è il primo gaming room ambulante a presentarsi in Svizzera. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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e grandi convention dei videogiochi come Polymanga a Montreux o HeroFest a Berna sono state cancellate o rinviate a causa della pandemia da coronavirus. Quindi, per il momento niente più opportunità d’incontro con i campioni della TCS eSports League per le schiere di appassionati.
Ma invece di deprimersi, i responsabili del TCS si sono dati da fare, dando sfogo all’inventiva: «Abbiamo cercato una soluzione che permettesse di promuovere la League anche in tempi insicuri, puntando sulla flessibilità, la vicinanza al pubblico e all’originalità» spiega Marcus Brugger, responsabile Brand Communications & Sponsoring del TCS. Ne è
nato il primo furgone da gaming della Svizzera. Ispirato al gioco di autocalcio non violento Rocket League, il VW Crafter 35 d’occasione è stato trasformato e rivestito dei colori distintivi blu-giallo della TCS eSports League: equipaggiato di quattro console Playstation, un maxi screen esterno da 42,5 pollici nonché tre schermi interni da 28 pollici, può accogliere fino a cinque giocatori in simultanea.
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più economico. «Può essere utilizzato quasi ovunque, e senza grandi preparativi, della serie «plug&play». Oltre a prestarsi come stand fieristico, il furgone può ad esempio far tappa in un campeggio TCS oppure essere usato durante eventi organizzati dalle sezioni. Flessibile e facile da usare, il veicolo permette di far conoscere la TCS eSports League anche a persone che generalmente non hanno punti di contatto con il mondo dei videogiochi. Che li si definiscano come sport o semplice divertimento, i tornei elettronici conquistano già oggi milioni di giovani e assumeranno un
Con oltre 60 000 gamer attivi, il gioco di calcio con auto al posto delle persone è fra i più giocati sulla scena svizzera. La TCS eSports League, disputata fra le migliori squadre nazionali, offre regolari competizioni per amatori e giovani videogiocatori. Alcuni gironi, in particolare la finale, vengono diffusi in diretta streaming sul sito dedicato, tramite la piattaforma twitch.tv nonché sui canali online di SRF e RTS. Informazioni ed iscrizioni su tcs-esports-league.ch
ruolo vieppiù importante nel futuro. Allestendo questo speciale veicolo da gaming, il TCS sottolinea non soltanto il suo ruolo da pioniere nel settore degli eSports ma contribuisce, al contempo, pure ad una migliore comprensione fra le generazioni. • Attrazione Il furgone da gioco è un VW Crafter 35 modificato.
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Una nuova perla di campeggio sul lago di Thun
Con il camping TCS di Gwatt sul lago di Thun, festeggia la riapertura un’infrastruttura dell’ultima generazione all’aria aperta. Per l’occasione, è stata posta anche la prima pietra del campeggio del futuro, che consiste soprattutto in varietà e inclusione.
Scenario magico Fare il bagno guardando l’Eiger.
TESTO DOMINIC GRAF | FOTO RAPHAEL HÜNERFAUTH
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on si può prevedere il futuro, ma si possono gettare le basi per qualcosa di futuro – perché il futuro si può costruire». Per il suo discorso d’inaugurazione, il direttore generale del TCS Jürg Wittwer non avrebbe potuto scegliere parole più appropriate di quelle di Antoine de Saint-Exupéry. Assieme alla città di Thun, il TCS ha posto proprio delle basi del genere: dopo una ristrutturazione durata nove mesi, il camping TCS Gwatt sul Lago di Thun è stato riaperto festosamente in luglio e non solo appare in una nuova veste, ma anche con un concetto rivolto al futuro. Secondo Wittwer, nessun altro settore turistico è cambiato così rapidamente come quello del campeggio. Perciò bisogna riconoscere i segni dei tempi, per andare incontro alle nuove esigenze, ma anche alle vecchie.
Atmosfera accogliente Le diverse esigenze vengono soddisfatte da un lato tramite una gamma di possi56 touring | settembre 2020
bilità di alloggio variegata e dall’altro da un’infrastruttura ben congegnata. In concreto, per i 15 000 m² del TCS Camping Gwatt-Lago di Thun, ciò significa: circa 90 piazzole di stazionamento, un prato per le tende, parcelle più grandi, piazzole per camper disponibili tutto l’anno, cinque SwissTubes, sei chalet con WC, doccia, piccola terrazza e grill a gas, grandi aree e spazi comuni, impianti igienici senza barriere architettoniche, così come una cucina all’aperto con microonde, armadietti frigoriferi a noleggio ed erbe aromatiche fresche. Che si tratti di roulotte, camper, tenda o di una sistemazione glamping senza attrezzatura propria, il campeggio dell’ultima generazione è predestinato ad una vacanza molto variegata nell’Oberland bernese. Oliver Grützner, direttore Turismo & Tempo libero del TCS, è anch’egli molto soddisfatto del risultato della ristrutturazione: «Abbiamo creato un ambiente accogliente e un campeggio pieno di sorprese in cui c’è sempre
qualcosa da scoprire». Per la ristrutturazione completa sono stati investiti quasi quattro milioni di franchi, di cui un buon milione a carico del TCS.
Il cuore è il bistrò sul lago Assieme alla città di Thun, il TCS perseguiva l’obiettivo di integrare meglio il camping con i dintorni. «Abbiamo usato le sinergie e rivalutato l’area con il parco Bonstetten appena inaugurato, il lido rinnovato e la baia balneabile», ha precisato il municipale di Thun Konrad Hädener, durante un breve discorso. Inoltre, sono state potate le siepi del campeggio, ciò che ha consentito così una vista aperta sul lago e le imponenti Alpi bernesi con l’Eiger, il Mönch e la Jungfrau. Il centro del camping e cuore di questa inclusione è il bistrò Lago di Thun, che è stato completamente ristrutturato e modernizzato. È un chiaro segnale che i tempi in cui i campeggiatori preferivano
CLUB isolarsi dal resto del mondo sono ormai finiti. Grazie alla grandiosa terrazza, all’atmosfera invitante e al raffinato concetto gastronomico, il bistrò è già diventato un punto d’incontro prescelto dagli ospiti del campeggio, dagli avventori locali, da escursionisti, bagnanti o famiglie che si svagano sul grande campo giochi adiacente.
Il TCS ha plasmato un nuovo stile di vacanze A causa della crisi del coronavirus, attualmente le vacanze in Svizzera sono molto di moda. Le ferie in campeggio sono particolarmente amate, molte infrastrutture sono al completo per settimane. Si consiglia quindi di prenotare al più presto il proprio soggiorno. Il fatto che il TCS abbia iniziato a rinnovare e ottimizzare regolarmente le proprie strutture già molto tempo prima della crisi, rappresenta ora un vantaggio per i vacanzieri e dimostra come anche la Svizzera sia una destinazione attrattiva per le ferie vicino alla natura. In particolare, il concetto del campeggio glamour, detto in breve glamping, offre la possibilità alle persone che non vogliono dormire sul duro suolo in una tenda, o che non possiedono un camper proprio, di trascorrere le ferie nella natura e con la natura, senza dover peraltro rinunciare ad un certo comfort. Con un totale di 20 diversi tipi di glamping – dalla roulotte al pod, dalla tenda safari al tipi, fino alla nostalgica carrozza e al bungalow senza barriere architettoniche – il TCS ha promosso in modo significativo questo nuovo stile di vacanze in Svizzera. In riva all’acqua, in montagna o vicino alle città: i 24 camping del TCS non trascurano alcun desiderio vacanziero – ora e in futuro. ◆
Cucina all’aperto con microonde e compartimenti frigo.
I nuovi chalet offrono spazio sufficiente per quattro persone.
SwissTubes, particolarità del TCS Camping Gwatt-Lago di Thun.
Informazioni e prenotazioni: tcs-camping.ch Cerimonia di inaugurazione Atmosfera festosa al taglio del nastro con Jürg Wittwer e Konrad Hädener (a d.).
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CLUB
Camping per tutti senza restrizioni
Consegna della chiave da s. a d.: Riccardo e Gian Reto Grigioni, Thomas Erne (Fondazione Cerebral) e Cedric Schoch (TCS).
Gita in kayak È possibile pure per chi ha una disabilità.
È possibile campeggiare per persone con disabilità? Certo, grazie ai bungalow senza barriere architettoniche della Fondazione Cerebral. Quest’estate ne sono stati inaugurati altri due nel campeggio TCS di Bönigen-Interlaken. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO RAPHAEL HÜNERFAUTH
G
ian Reto ha la felicità dipinta sul volto. Assieme ai genitori Trix e Riccardo e all’istruttore di kayak Dave si fa un altro giro nello speciale kayak sulle acque turchesi del lago di Brienz. Nonostante la sua paralisi cerebrale, che lo rende incapace di camminare e parlare, è una vera cannonata sportiva. «In bici, sul dualski o in kayak, siamo spesso in giro nella natura», spiega Riccardo Grigioni. Soltanto una volta mentre stavano passeggiando, Gian Reto continuava a lamentarsi. Infatti era troppo noioso per lui. Per le persone con una disabilità, trascorrere del tempo in mezzo alla natura non è assolutamente una cosa scontata. Ma ciò è sempre più possibile, grazie a persone impegnate come Dave Storey, che dall’Inghilterra ha portato in Svizzera l’idea dei kayak adatti ai disabili, e a organizzazioni come la Fondazione Cerebral, che sostiene circa 9600 persone con disabilità e le loro famiglie. Anche le vacanze in campeggio non sono più una cosa impossibile.
Mobilità accessibile a tutti Nel frattempo la famiglia Grigioni ha lasciato l’acqua ed è entrata nel campeggio TCS di Bönigen-Interlaken. In que-
sta soleggiata mattina di luglio, si sono ritrovati sul campeggio dell’Oberland bernese anche Thomas Erne, direttore della Fondazione Cerebral e una piccola delegazione di TCS Camping. Il festoso motivo per questo incontro è la consegna ufficiale di due bungalow senza barriere architettoniche nuovi di zecca, sponsorizzati dalla Fondazione Cerebral. Si tratta già rispettivamente dell’ottavo e del nono alloggio di questo tipo, disponibili su cinque campeggi del TCS (v. a lato). Oliver Grützner, direttore Turismo & Tempo libero del TCS, apprezza molto la collaborazione di lunga data con la fondazione: «Siamo grati per questa stretta e amichevole collaborazione. È obiettivo del TCS quello di rendere possibile a tutti la mobilità. Grazie ai bungalow senza barriere architettoniche, anche chi ha una disabilità e i famigliari possono godere delle vacanze in mezzo alla natura».
Prossimo obiettivo: la Romandia Come piccolo ringraziamento il TCS ha raccolto i proventi della vendita del pupazzo di stoffa Touri – la mascotte di TCS Camping – e ha consegnato alla Fondazione Cerebral un assegno del va-
CAMPEGGI SENZA BARRIERE DAL TCS Presso i campeggi del TCS BönigenInterlaken, Berna-Eymatt, Sempach, Buochs e Flaach sul Reno possono essere affittati bungalow senza barriere architettoniche della Fondazione Cerebral. Dotazione: ▪ Massimo 5 persone ▪ 1 camera doppia con un letto speciale per disabile ▪ 1 camera con letti a castello, in cui quello inferiore è un letto speciale ▪ Cucina utilizzabile in sedia a rotelle, con piano cottura elettrico e frigorifero, stoviglie in dotazione ▪ Zona giorno con tavolo e divano ▪ Macchina del caffè ▪ Sala da bagno senza barriere con doccia e WC ▪ Riscaldamento ▪ Terrazza coperta senza barriere architettoniche con tavolo e sedie Informazioni e prenotazioni: tcs-camping.ch/senza-barriere
lore di 5000 franchi. Thomas Erne ha ritirato personalmente l’assegno e ha già spiegato come intende usare i soldi: «Saranno investiti sicuramente nel settore del campeggio, forse in una nuova bicicletta», ha detto il direttore della fondazione. E immagina già anche in quale campeggio del TCS potrebbero essere situati i prossimi bungalow senza barriere architettoniche: «Il prossimo obiettivo è la Romandia». ◆ settembre 2020 | touring
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CLUB Il sipario si alza a Hinwil fino al 30 agosto nonché dall’8 al 20 settembre ad Emmen.
Grandi emozioni in cartellone al TCS
Con le sale chiuse, rivanno di moda i cinedrive stile America anni ‘50. Ma ci vuole di più di un film visto dalla poltrona dell’auto a rendere indimenticabile una serata al cinema.
Adrian Suter, tutti aspetti importanti che lui e la sua équipe hanno perfezionato nel corso degli anni.
TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Spin-off in Svizzera centrale
D’
un tratto il grande schermo s’illumina e vediamo apparire Inan. Il giovane ha studiato una bella sorpresa per la sua ragazza: ha girato un video amatoriale per chiederla in sposa che il TCS ha accettato di buon grado di proiettare. Tugba, seduta accanto a lui nella VW Tiguan in attesa del film, sussurra un sì commosso con labbra tremanti. Mentre la coppia si abbraccia felicissima, il pubblico applaude a suon di clacson. Un sorso di champagne e i novelli fidanzati si accoccolano nell’auto per gustarsi Will Smith nel ruolo di Bad Boy.
Da sei anni cinema all’aperto di altissimo livello Un’anteprima fuori programma per gli oltre duecento amanti di film trovatisi in questa mite sera al Centro di guida TCS di Betzholz presso Hinwil. Per più di quattro settimane, vi vengono presentati 27 film sul maxi schermo LED grande 100 m², dai blockbuster ai classici. Va da sé che le circa cento auto sono parcheggiate in modo da rispettare le 60 touring | settembre 2020
regole d’igiene e distanziamento sociale. Non stupisce che il cinema drive-in stia vivendo un’autentica rinascita, essendo una delle poche forme d’intrattenimento sicure in quest’estate nel segno della pandemia da coronavirus. Ma c’è drive-in e drive-in, afferma Adrian Suter, responsabile formazione & sviluppo presso TCS Training & Events. «Per garantire la riuscita dell’evento ci vogliono know-how, infrastrutture e risorse» precisa Suter. E, in tutta modestia, qui il TCS si trova nettamente avvantaggiato rispetto alla maggior parte degli altri organizzatori. «Realizziamo i TCS Drive-in Movies già per il sesto anno consecutivo, nel 2019 abbiamo accolto oltre 4500 spettatrici e spettatori. Sappiamo quindi esattamente ciò che gli ospiti si aspettano, quali film desiderano vedere, come posizionare le auto e quali impianti tecnici sono necessari per assicurare una visione ottimale anche prima del tramonto. Ma pure in fatto di catering sappiamo quali hamburger e hotdog vanno per la maggiore», spiega
Le competenze acquisite permettono di migliorare ed espandere costantemente il programma. Il TCS ha d’altronde reagito per tempo al crescente interesse: da un lato, prolungando la stagione cinematografica a Hinwil di due settimane e dall’altro aggiungendo una seconda località: per la prima volta, i TCS Drive-in Movies si svolgeranno anche ad Emmen, dall’8 al 20 settembre. Nel nostro centro guida della Svizzera interna verranno proposti in totale 11 film. In Romandia, poi, le sezioni vodese e vallesana proporranno a loro volta il cinema visto dall’auto (vedi nel riquadro). Ma il Cinema Drive-In del TCS è di più: «TCS Training & Events vuole regalare emozioni», dichiara Suter. «Dall’offerta gastronomica abbinata ai film in programmazione al noleggio di ceste da spiaggia o auto d’epoca – con noi una serata al cinema diventa un’esperienza speciale, coinvolgente». Tugba gli darebbe senz’altro ragione. La ragazza accarezza l’anello di fidanzamento che Inan le ha appena infilato al dito: talvolta, la realtà supera la fiction. •
L’ESPERTO TCS
CINEMA DRIVE-IN TCS
Emmen (LU) 8.9 Bad Boys For Life 9.9 Green Book 10.9 Joker 11.9 John Wick 12.9 Grease (in inglese/sottotitoli T) 13.9 A Star is born 15.9 Le Mans 66: Gegen jede Chance 16.9 Pulp Fiction (in ingl./sottotitoli T) 17.9. Fast & Furious: Hobbs & Shaw 18.9 The Gentlemen 20.9 Das perfekte Geheimnis Info e biglietti: driveinmovies.ch
TCS Ciné drive-in Cossonay (VD) 13.8 A contresens 14.8 Le cas Richard Jewell 15.8 Bohemian Rhapsody Info e biglietti: tcs-vd.ch/events
TCS Ciné drive-in Vallese Conthey 12.8 Ready Player One 13.8 Grease Fully 21.8 Forest Gump 22.8. American Sniper Turtmann 25.9 Twister (in inglese/sott. T/F) 26.9 Night on Earth (VO/sott. T/F) Info e biglietti: tcsvs.ch Comodamente seduti nella loro auto a guardare i film al Cinedrive del TCS.
MERCATO ITALIA Vacanze in Sardegna proprietario CH affittò dei app. belli al mare info su www.miasarda.com o 0792512406
ABITARE
Coabitazione – come uscirne?
«
Siamo studenti e viviamo insieme. Avendo litigato vorremo disdire il contratto di affitto. È possibile se non siamo tutti d’accordo?»
ULLSTEIN
TCS Drive-in Movies Hinwil (ZH) 11.8 I am Legend 12.8 Plötzlich Papa 13.8 Bad Boys For Life 14.8 Grease (in inglese, sottotitoli T) 15.8 Das perfekte Geheimnis 16.8 Knives Out 18.8 Le Mans 66: Gegen jede Chance 19.8 Baby Driver 20.8 The Gentlemen 21.8 Parasite 22.8 Mamma Mia! Here we go again 23.8 Bad Boys For Life 25.8 Fast & Furious: Hobbs & Shaw 26.8 Once upon a Time in Hollywood 27.8 Magic Mike XXL (Ladies Night) 29.8 Spectre – 007 30.8 Monsieur Claude 2
TESTO VERA BEUTLER
In genere l’unico modo è mettere partamento. Ma anche ammesso da parte le divergenze e trovare che la padrona accetti la Sua una soluzione amichevole. In caso uscita, i Suoi ex-coabitanti potrebdi co-locazione, decisioni del gebero non essere felici del seguito: nere devono essere prese di coalla stipula del nuovo contratto, la mune accordo. Spesso i locatori padrona potrebbe aumentare la esigono che il contratto venga firpigione precedente. Le cose sono mato in forma solidale da tutti i più semplici se l’appartamento è conduttori, perché questo riduce intestato ad uno solo di voi stuil rischio finanziario dei locatori. denti con i compagni in subaffitto. Essi formano una società semplice Essendo l’unico obbligato verso la e rispondono in solido degli obblipadrona, il locatario principale ghi nei confronti del locatore. La può disdire l’appartamento senza padrona può dunque pretendere il l’accordo degli altri, sempre nei pagamento dell’intero canone (ed termini e secondo le modalità patarretrati) da ciascuno di essi. La ri- tuiti. Disfarsi di un subinquilino soluzione del contratto è possibile potrebbe però essere difficoltoso. soltanto con il consenso di tutti i La disdetta gli deve essere notificoinquilini. Se questi condividono cata con il modulo ufficiale, nei la Sua volontà, potrete porre fine termini previsti dal alla comunità abitativa – purché la diritto della locadisdetta avvenga con il preavviso zione. • e nel rispetto dei termini stabiliti. Vera Beutler, dr. iur. Se Lei è il solo ad andarsene con il responsabile di «lex4you». beneplacito degli altri che desiderano restare nell’ente locato LEX4YOU senza di lei, la pa«lex4you» è una piatta-drona potrebbe non forma interattiva di consulenza giuridica per la accettare il cambio vita di tutti giorni – comd’inquilini. Lei riprensibile, attuale mane quindi solidale pratica. mente vincolato al Il TCS è al vostro fianco per contratto anche se le questioni giuridiche. lex4you.ch non vive più nell’apsettembre 2020 | touring
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FORUM
Scriveteci…
touring impressum
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Viaggio in Africa per testare la coppia Nell’ottobre del 1977 siamo partiti con il nostro vecchio pullmino Volkswagen per una luna di miele anticipata. Ci siamo detti, se alla fine del viaggio siamo ancora assieme, ci sposiamo! Naturalmente non avevamo previsto che il nostro periplo sarebbe durato ben un anno e mezzo. E siamo anche stati fortunati a non aver nel medesimo momento le fasi di sconforto, in modo da poterci motivare l’un
Rivista del Touring Club Svizzero
l’altro. E ci siamo pure assuefatti agli ostacoli incontrati, come le strade fangose nello Zaire. Comunque già nella prima tappa abbiamo sepolto il pio desiderio di attraversare l’Africa senza panne, sciopero dell’accensione! E così siamo pure diventati «pro delle riparazioni». Soprattutto per quanto riguarda le barre di torsione posteriori potremmo intonare una canzone con infinite strofe. Nella primavera del 1979 abbiamo poi ritirato al porto del Pireo il nostro VW, imbarcato in Sudafrica, mentre noi compivamo il rientro in aereo con qualche sosta per arrivare allo stesso tempo. Per concludere, siamo ancora sposati e ora per le vacanze utilizziamo il nostro secondo VW, praticamente quarantenne. Peter Staub @
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch Luna di miele anticipata con numerosi ostacoli.
Lettere dei lettori
Grazie ETI! Vorrei ringraziarvi per esservi fatti carico dell’ospedalizzazione mia e di mia figlia in Thailandia. Ci siamo sentite aiutate in modo eccellente. È stato importante sapere che non eravamo sole anche se lontane migliaia di km. Servizio al top!
Desideriamo felicitarci e ringraziarvi per l’incredibile servizio che ci avete reso nel 2019. In estate mi sono rotto il piede in Francia, dove soggiornavo da parenti con i bimbi. Il TCS ha organizzato in modo efficace la mia trasferta in Svizzera. Poi le ferie di fine anno sono state apocalittiche: la prima settimana siamo stati tamponati e l’auto distrutta, così avete fatto in modo che potessimo proseguire la vacanza; nella seconda settimana sciando nelle Alpi francesi mi sono 62 touring | settembre 2020
Problema di freni
fratturato il piatto tibiale. Mi avete rimpatriato in ambulanza all’ospedale di Nyon, e anche riportato a casa i miei cari.
La scorsa estate un guasto irreparabile all’auto ha sconvolto il nostro soggiorno in Algovia. Con qualche telefonata, il trasporto dell’auto e il nostro rientro a casa è stato organizzato in modo non burocratico (pure per i nostri ospiti)! Poco dopo avevamo prenotato una vacanza in bici a Maiorca. Due giorni prima di partire abbiamo dovuto annullare a causa di malattia. Grazie al Libretto ETI, anche questo problema è stato risolto. Sensazionale!
Con le nuove autovetture equipaggiate di freno elettrico, l’assenza del freno a mano può dare qualche problema (specialmente in montagna). Leggendo le 300 pagine del manuale, una piccola osservazione: «se parcheggiate la vostra auto su una strada in pendenza, ponete un cuneo dietro la ruota». Allora perché il cuneo non viene fornito con la vettura? Diverse volte il freno elettrico si è bloccato; così occorre spegnere il motore e poi riaccenderlo e sbloccare il freno manualmente… Purtroppo una volta non ha funzionato, così sono dovuto uscire dal veicolo con tutte le chiavi, chiudere l’auto e aspettare qualche minuto. Alain Bron, Yverdon
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
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CONCORSO ONLINE
INDOVINELLO
Crucipuzzle Riesci a trovare queste 16 località svizzere elencate? Sono nascoste verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente. E se ti sembrano poco familiari, cercale su internet (o su una cartina) e vedi cosa offrono. BEVER BRUZELLA CARDADA CHAMPLOENCH DERBORENCE HOLDERBANK LANDQUART MOGELSBERG
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Ti è permesso andare in bici su questa strada senza uscita? •
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A. No, viene espressamente indicato che la strada è senza uscita anche per pedoni e ciclisti. B. Questo cartello stradale non esiste. C. Sì, i pedoni e i ciclisti possono proseguire su questa strada a fondo cieco (come indicato dai disegni).
Partecipa al concorso entro il 20.9.2020 collegandoti al nostro sito internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!
Un marsupio «Page Charming Pink» e uno zaino «Padded Zippl’r Charming Pink» del valore totale di 104 franchi, generosamente offerti da Eastpak La risposta corretta del concorso n. 7/8 era B.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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IN GIRO CON
BENOÎT LANGE
Il mercante d’atmosfere e il suo ritorno all’immagine Il fotografo, conosciuto per i suoi ritratti colti tra l’India e l’Africa, ha creato vent’anni fa ad Aigle lo spazio Images & Atmosphères. Oggi, per poter ritornare alla sua prima passione, si occupa di formare la persona che gli succederà alla testa dell’impresa. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO OLIVIER VOGELSANG
N
elle strade insalubri di Calcutta, sulle tracce di Arthur Rimbaud in Etiopia o ancora in Iran, Benoît Lange ha immortalato centinaia di volti. Preferendo il bianco e nero ed i soggetti che testimoniano le «difficoltà sociali, ma che non sconvolgono lo spirito».
Con l’obiettivo a tracolla, il fotografo autodidatta poco più che ventenne è abbagliato da una rivelazione in India. Nel 1987, a Calcutta, incontra il medico di strada inglese Jack Preger, da allora mentore e amico indefettibile. E trova un terreno che rivelerà il suo talento, ben presto coronato da una bella avventura editoriale. Ma questo successo non basta al figlio di un artigiano-commerciante, originario di Troistorrents (VS), dotato di un solido spirito imprenditoriale e deciso a vedere le cose in grande. «Avevo voglia di condividere ciò che mi aveva toccato e di viverne». Riassume così la nascita d’Images & Atmosphères nel 2003, nella zona industriale di Aigle (VD). La saga commerciale inizia con la vendita delle sue immagini e di oggetti decorativi atipici. Una rete ben sviluppata nel subcontinente indiano non tarderà a permettergli di ampliare l’offerta. 64 touring | settembre 2020
Con un bel colpo un anno più tardi (nel 2004), Benoît Lange ottiene il monopolio europeo d’importazione e di diffusione dei tessuti di seta di Bangalore. La seta, una materia che gli sta particolarmente a cuore! Seguiranno i mobili e le porte antiche restaurate, che necessitano di un nuovo spazio d’esposizione-vendita. Un Giardino Zen, d’ispirazione giapponese, farà da giuntura tra i due edifici.
Rispetto dei produttori Oggi gli articoli inventariati sono circa 6000, e provengono per il 70% circa dall’India, per il 30% da Cina e Indonesia. Sono garantite delle condizioni di produzione dignitose. A coloro che ne dubitano, Benoît Lange risponde invariabilmente: «Andate a visitare gli artigiani sul posto, come facciamo noi». In effetti per l’imprenditore vale il credo: «Bisogna sapere chi fabbrica cosa, e come. Evitando se possibile gli intermediari». A quasi 20 anni dalla sua conversione commerciale è tempo di un bilancio. A 55 anni, lo traccia con soddisfazione, tanto più che il suo principale concorrente parigino ha dichiarato forfait. «Quest’avventura mi ha fatto crescere, ma mi ha anche affaticato, ci confida. Vorrei liberarmi dai pesi che mi distol-
gono da ciò che amo fare». L’impresa è quindi diventata una SA all’inizio del 2020 e la persona designata per succedergli è in formazione. Da parte sua, sogna di ricominciare con i lunghi viaggi in totale immersione, gli incontri e l’immagine. Una passione sempre coltivata, nella misura del possibile, con un’incursione anche nel mondo della realizzazione: nel 2017 è uscito «Docteur Jack». «Non è un documentario umanitario, ma un film sulla volontà di un uomo». Un’esperienza a suo dire difficile, frutto di 10 anni di lavoro e in cui la modestia di Jack Preger è stata il principale ostacolo da superare. Ricompensa: il film è ora su YouTube.
Un bisogno d’altrove Nel suo obiettivo ci saranno presto dei luoghi «intensi». L’India, certo, ma anche l’Iran e il Corno d’Africa. «Sto progettando un libro sulla storia del caffè in Etiopia. I lunghi viaggi mi mancano e ho l’energia necessaria per realizzarli. E gli incontri sono facili, se si è curiosi e si ha tempo a disposizione». ◆ benoit-lange.ch images-atmospheres.ch
«I lunghi viaggi mi mancano e ho l’energia necessaria per realizzarli» Benoît Lange, fotografo e fondatore di «Images & Atmosphères», Aigle
La seta di Bangalore, grande centro di produzione indiano, è tra i temi preferiti dal fotografo.
settembre 2020 | touring
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI per vincere
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rm ultimo te cipare te r a p per i ai gioch
OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO lo smartphone iPhone SE Valore CHF 449.– Questo nuovo smartphone entry-level Apple iPhone SE combina prestazioni elevate con una lunga durata della batteria. Il display mostra foto e video della potentissima fotocamera in colori accesi e reali. Eccellente riproduzione del suono con i due altoparlanti. Il dispositivo viene usato tramite l’innovativo comando gestuale
tipico di Apple ed è perfetto per entrare nel mondo Apple. Quante auto elettriche sono state valutate per la prima volta dal TCS per l’installazione di seggiolini bimbi? Inviate un SMS con tmi091 xx (xx = automobili elettriche) al numero 5555
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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IN PALIO lo smartphone Huawei P30 128 GB
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IN PALIO lo smartphone Nokia 7.2 64 GB
Valore CHF 379.–
Valore CHF 229.–
Il Huawei P30 è uno smartphone top di gamma con eccellenti prestazioni e durata della batteria. La fotocamera tripla con triplo zoom ottico e numerose opzioni di impostazione scatta foto e registra video perfetti che vengono visualizzati sul display OLED da 6,1“ ad alto contrasto e colori reali. L’elaborazione è impeccabile. Nello slot può essere inserita una seconda scheda SIM o una scheda SD per l’espansione della memoria.
Lo smartphone Nokia 7.2 ha ottenuto un buon punteggio nei test. Con il suo display elegante e luminoso e anche il suo involucro chic, il Nokia 7.2 ha un aspetto particolarmente elegante e inoltre le sue buone prestazioni sono particolarmente impressionanti. Anche la qualità delle foto soddisfa gli standard più elevati. Dotato del sistema operativo Android invariato, il dispositivo riceve attualmente ogni aggiornamento, il che garantisce una maggiore sicurezza e prestazioni.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi092 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi093 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
#9 | Settembre 2020
Una cavalcata lunga 95 000 chilometri:
l’appassionante storia di Davide Biga Il racconto del suggestivo viaggio attraverso 4 continenti e 31 nazioni a pagina 70
SEZIONE TICINO
Punto Vendita TCS Mendrisio – Idea Viaggi: ampliata l’offerta L’Agenzia «Idea Viaggi» di Mendrisio, dopo essere divenuta Punto Vendita TCS lo scorso anno, amplia ulteriormente la propria offerta di prodotti e servizi TCS, con il fine di soddisfare in maniera capillare le esigenze dei soci in transito o con domicilio nel Mendrisiotto. Da quest’anno i Soci TCS possono trovare un partner di fiducia, con la completa offerta di prodotti e servizi disponibili nel Centro TCS di Rivera, anche presso la piccola agenzia nel cuore della città vecchia del magnifico Borgo. All’offerta di viaggi su misura, di studio o di nozze si affiancano anche le possibilità del Societariato TCS, stipulazione del Libretto ETI per viaggiare tranquilli sul territorio nazionale e all’estero, come anche i differenti pacchetti di assicurazione protezione giuridica. È inoltre possibile richiedere altre prestazioni offerte dal TCS come il noleggio del Telepass europeo, valido sulle autostrade italiane, francesi, spagnole e portoghesi o ad esempio il pagamento dei pedaggi della Pedemontana. La professionalità e la cordialità sono le doti che certamente caratterizzano l’attività di Lorena Fraschini, Stefania Riva e Cristina Delfino, che saranno liete di trovare con voi la la scelta più adatta alle vostre necessità.
Pedemontana e targhe svizzere: introdotto il sistema di lettura per tipologia di veicolo L’Autostrada Pedemontana Lombarda ha finalmente rilasciato, lo scorso giugno, un aggiornamento di sistema che permette la corretta distinzione tra le targhe di automobili e motociclette. Un problema che, a partire dell’inagurazione della prima tratta della Pedemontana nel 2015, ha visto più volte protagonisti alcuni utenti della strada, che si sono visti recapitare multe per il mancato pagamento di pedaggi, senza aver però mai percorso la tratta in oggetto. La problematica, passata agli onori della cronaca locale nei mesi scorsi, concerne unicamente gli utenti residenti in Svizzera in quanto, solo sul nostro territorio, è possibile circolare con numeri di targa a 5 cifre identici su due veicoli, se questi sono di differente categoria.
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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli
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Pagamenti presso il Centro TCS di Rivera A tutti i soci che si recheranno per il pagamento dei pedaggi Pedemontana, sia essa una Ricaricabile Pedemontana o un Conto Targa, verrà chiesta da un nostro consulente la tipologia di veicolo assegnato al numero di targa, onde evitare futuri problemi di fatturazione.
Pagamenti online sul sito web Pedemontana Pedemontana sta provvedendo a informare tramite email della nuova funzionalità, fornendo le indicazioni necessarie alla modifica delle targhe già registrate. Agli utenti già registrati al servizio di pagamento sul sito web, apparirà al primo accesso un finestra con le indicazioni relative all’assegnazione della categoria di veicolo. La funzione in oggetto sarà disponibile a breve anche tramite l’ apposita «app».
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
Ecco cosa cambia per i Soci TCS che desiderano pagare i pedaggi Pedemontana:
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
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Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch
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Una cavalcata lunga 95 000 chilometri: l’appassionante storia di Davide Biga
In questa edizione vogliamo raccontarvi la grande avventura di Davide Biga, che nel 2011, all’età di 36 anni, ha deciso di coronare il sogno di una vita: prendere la sua moto e fare il giro del mondo. I numeri sono da capogiro: 95’000 chililometri percorsi in un anno in 4 continenti e 31 nazioni. Un viaggio durante il quale Davide ha conosciuto persone straordinarie provenienti dai luoghi più remoti. Come in ogni storia che si rispetti, per il motociclista di origini piemontesi, non è sempre stato
tutto rose e fiori. Lungo il suo tortuoso percorso ha infatti affrontato numerose insidie, come una rovinosa caduta che gli ha causato la rottura di uno scafoide e che lo ha portato, in un primo momento, a pensare di gettare la spugna. Questa esperienza gli ha cambiato la vita; oggi Davide Biga vive in Cile, dove ha aperto un’agenzia che organizza viaggi in moto in tutto il Sudamerica. Lo abbiamo intervistato per farvi scoprire le emozioni che ha vissuto da Capo Nord fino all’Ushuaia.
Nel 2011 ha realizzato il suo sogno, quello di fare il giro del mondo in sella a una moto. Quando ha deciso di intraprendere questa avventura così ambiziosa? Ho sempre nutrito interesse per storie di viaggi e di esperienze nel mondo, negli anni ho letto molti libri in merito e la mia ambizione è continuata a crescere di giorno in giorno. Ero sicuro che un giorno lo avrei fatto, l’unico cruccio era che sarebbe stato molto difficile realizzare questo sogno. Ciò che mi ha fatto scattare la scintilla è stato quando alcuni miei amici si sono avventurati in moto nel deserto, al loro rientro ho visto le foto e mi sono detto: «Devo partire anche io!». Da lì a un anno ho pianificato l’itinerario, ho cercato sponsor che mi supportassero in questa avventura e il 15 maggio
2011 sono ufficialmente partito. Mi sono dato un termine: un anno di tempo per realizzare l’impresa.
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Qual è stato il suo itinerario e come si è organizzato per trascorrere le notti anche in relazione al clima non sempre mite? Sapevo che per realizzare il giro del mondo in un anno sarebbe stato necessario studiare un percorso che mi portasse da Est a Ovest e che seguisse la stagionalità estiva per evitare di trovarmi in Paesi come la Siberia, l’Alaska o la Patagonia in condizioni meteo proibitive per potervi transitare in moto. Nonostante la pianificazione dell’itinerario, ricordo il freddo in tenda alla mia seconda notte in Norvegia, come anche la pioggia e la neve che mi hanno obbligato a soggior-
nare la successiva notte in un hotel per mettere ad asciugare tutti i miei bagagli. Dopo quell’esperienza ho stabilito che avrei trascorso, di tanto in tanto, qualche notte in motel o in un ostello al fine di asciugare e lavare i vestiti. Si dice che chi viaggia da solo impara a conoscere se stesso. Che emozioni ha provato durante questo lungo viaggio lontano dai suoi cari? Ha mai avuto timore o paura in alcuni luoghi o situazioni? Questa esperienza mi ha sicuramente cambiato in positivo. Viaggiare ti arricchisce e ti porta anche a vivere situazioni non pianificate e al di fuori della tua zona di comfort, per questo motivo è necessario essere forti e lucidi di testa perché l’unica persona sulla quale
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puoi contare sei tu. È importante essere sempre flessibili e non cadere nel vortice della negatività quando qualcosa non va come previsto. Lungo il mio percorso ho provato emozioni contrastanti, il viaggio fino al Giappone è andato liscio e l’ho vissuto tutto di un fiato con molta adrenalina. Ci sono anche stati alcuni episodi, come l’incontro con alcuni banditi in Siberia, duranti i quali ho provato paura, ma tutto si è sempre risolto per il meglio. Ha visitato 31 nazioni, quali sono quelle che l’anno colpita maggiormente e che dunque consiglierebbe di visitare? Non ci sono mete che non consiglierei perché ogni luogo ha i suoi aspetti positivi, l’unico suggerimento - ma solo per questioni di sicurezza - è di evitare alcune parti della Russia e della Siberia in particolare se si viaggia da soli. Ogni inconveniente può risultare difficile da risolvere per via della lingua, nei paesini poche persone parlano in inglese e questo può portare a esperienze negative. Consiglio invece di visitare gli Stati Uniti, in particolare il Centro America - preferibilmente informandosi prima, perché anche lì può risultare pericoloso se non si conoscono bene le zone - ma più di tutto, e non lo dico perché ci vivo, consiglio il Sud America. Gli spazi, la natura, l’atmosfera e le persone rendono questo luogo unico. Lungo il percorso ha anche avuto alcuni imprevisti, come ad esempio un infortunio al polso in seguito a una caduta. Dove si trovava e cosa ha deciso in quella situazione? Mi sono rotto lo scafoide mentre mi trovavo in Bolivia. Guidavo e c’era il sole basso, mi sono accorto troppo tardi di
due buche su una strada non asfaltata, la moto è saltata ed è atterrata male, ho perso il controllo e mi sono capovolto sbattendo violentemente la testa. Quando mi sono rialzato in piedi avevo la polvere negli occhi, ho visto i bagagli per terra sparpagliati e la moto danneggiata, d’istinto ho cercato di tirarla su ed è in quel momento che, provando molto dolore, mi sono reso conto di essermi infortunato alla mano e di aver fatto un clamoroso errore di guida. Avevo il morale a terra, ho aspettato sperando che qualcuno passasse su quella strada per chiedere aiuto, nel frattempo ho pregato e pianto, finché un ragazzo a bordo di un motorino mi ha notato e mi ha dato una mano a sistemarla, almeno per poter ripartire. I 15 successivi giorni – motociclisticamente parlando - sono stati i più brutti della mia vita, provavo molta sofferenza alla guida ed ero psicologicamente afflitto, la moto era tutta storta e vedevo il mio sogno sfumare a tre quarti dall’arrivo. Stringendo i denti non ho abbandonato il piano e ho proseguito il mio viaggio. È stata dura. L’aneddoto che ricorda con maggiore piacere? Qual è stato invece il momento più difficile? Prima di partire per questa lunga avventura, il mio principale obiettivo era quello di divertirmi guidando la moto in giro per il mondo, dando finalmente libero sfogo alla mia passione. In realtà e non me lo sarei mai aspettato – la cosa più bella di questo fantastico viaggio, oltre alle emozioni provate sulle due ruote, sono infatti gli incontri che ho avuto con le persone lungo il mio cammino. Viaggiando da solo, in tenda e sacco a pelo, entri facilmente a contatto con la popolazione locale, le persone sono curiose e quando ti vedono arrivare, con la moto e le valigie, ti vengono a parlare, ti chiedono da dove arrivi e ti fanno domande di ogni tipo. È stato incredibilmente appagante conoscere gente di differenti culture. Ho riscontrato un forte senso di ammirazione, di ospitalità e curiosità su cosa ci fosse dall’altra parte del mondo e anche un certo senso di orgoglio da parte loro
nel volermi trasmettere il più possibile della propria cultura, del proprio Paese. L’esperienza più scioccante, quella durante la quale ho pensato «ora è finita», l’ho vissuta mentre mi trovavo in Messico. Mentre cercavo la via più veloce per andare in direzione del mare, sono accidentalmente finito in una zona controllata dai narcos con le armi puntate contro. Pensavo che scene di quel tipo esistessero solo nei film, mai mi sarei aspettato di esserne il protagonista. Dopo aver spiegato a stento le ragioni che mi avevano portato lì, i narcos hanno abbassato i fucili, chiedendomi da dove provenissi. Dopo aver controllato il mio passaporto, tutto si è fortunatamente risolto in una battuta: «Sei italiano?» «Milan, Gattuso, mafia!» con tanto di pacca sulla spalla. Ripeterebbe o consiglierebbe quest’esperienza a un altro motociclista? Se mi avessero fatto questa domanda subito dopo il viaggio avrei risposto di sì, sarei ripartito all’istante. A mente fredda, rileggendo il mio diario di bordo, avrei invece risposto di no. Ripartirei per un giro così importante solo in compagnia di 1, 2 o 3 amici, una bella carta di credito e meno bagagli sulla moto. Consiglio di fare questa esperienza solo a chi ha davvero questo sogno perché essere lontano per così tanto tempo, prendere dei rischi solo per sfizio o solamente per poterlo raccontare in giro credo non ti permetta di vivere serenamente un viaggio così impegnativo. L’ultima cosa alla quale ho pensato quando sono partito era quella di scrivere un libro. La pubblicazione è nata a posteriori, sulla base degli appunti che tenevo nel mio diario di bordo giorno per giorno. Nel 2018 ha deciso di trasferirsi in Cile e dedicarsi a tempo pieno alla sua passione. Com’è nata questa idea? Un altro mio sogno nel cassetto era quello di lavorare un giorno promuovendo il turismo in moto. Non avrei però mai pensato di aprire la mia agenzia specializzata in Cile. Grazie a questo viaggio ho passato 3 o 4 mesi in questo luogo, sia per l’infortunio alla mano sia in attesa di ricevere notizie dell’arrivo del container della mia moto in Africa. In quell’arco di tempo ho legato molto con le persone del posto, ho avuto più tempo per scoprire la zona e questo mi ha definitivamente convinto: «Il Cile è il posto più bello del mondo per un viaggio in moto!». settembre 2020
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l Residence I Cormorani è una delle perle della Riviera Ligure di Ponente, situato a Loano, nel cuore della Liguria, a circa 80 chilometri da Genova, 100 da Montecarlo e 130 dall’aeroporto internazionale di Nizza in Costa Azzurra. Il residence si trova a circa 700 metri dal mare e dal centro, raggiungibili tranquillamente a piedi in circa dieci minuti e a pochi passi si trovano tutti i negozi di prima necessità. Tipica costruzione ligure circondata da 3000 mq di giardino a vegetazione mediterranea, impeccabilmente curato in una posizione molto tranquilla e soleggiata, il Residence si compone di bilocali e trilocali da 4 a 7 posti letto attrezzati, tutti con spazio aperto privato: portico sul giardino o ampio balcone attrezzato. Inoltre, per soggiornare in una zona più riservata la struttura dispone anche di una depandance composta da 8 appartamenti. Immerse nel verde del giardino si sviluppano le tre fantastiche piscine, di cui una con idromassaggio, adatte anche
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ai bambini e collegate da una suggestiva cascata, che gli ospiti possono godersi in pieno relax sdraiati su un comodo lettino all’ombra delle numerose palme o degli alberi che le circondano. Vicino alle piscine è possibile usufruire del bar, un locale ampio ed elegante, il luogo ideale per bersi un buon caffè o gustarsi un gelato della storica gelateria artigianale loanese «Gelmo», «oscar» del gelato italiano. Il locale, caratterizzato da grandi vetrate per poter seguire con lo sguardo i bambini che giocano in piscina o negli spazi adibiti, dispone di un angolo lettura in cui rilassarsi al fresco nelle
calde giornate estive, di una zona tv e di un biliardo per distrarsi e concedersi un po’ di svago. Vicino al bar è presente la reception della struttura, dove personale gentile e cordiale è disponibile 6 giorni su 7 (giugno, luglio e agosto anche la domenica) dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00 per fornire indicazioni sulle località da visitare nei dintorni e per qualsiasi altra esigenza. Il personale parla inglese, tedesco, francese e spagnolo. È inoltre possibile usufruire, in tutta la struttura, di una connessione wi-fi gratuita.
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Alla scoperta del Ticino con il travel blog di Mini Me Explorer
A piedi in Leventina: Boscobello e Valle della Piumogna A cura di Augusta, Mini Me Explorer In questa nuova edizione della rivista vogliamo suggerirvi una bella passeggiata estiva in Leventina per famiglie, con partenza da Dalpe. La passeggiata è
spettacolare ma soprattutto facilissima: il dislivello è meno di 300 metri ed è, nella sua prima parte, su strada di campagna e poi su strada sterrata. Se avete un passeggino di quelli sportivi, non avrete nessun problema. I paesaggi che
incontrerete sono decisamente variegati: ampi prati, un bosco suggestivo, mucche al pascolo, paesaggi montani circondati da alte cime innevate: Pizzo Campo Tencia, il Pizzo Penca e il Pizzo Forno.
Panorama alpino
Dalpe – Bosco bello – Valle della piumogna La passeggiata che consigliamo 90 minuti complessivi all’andata inizia a Dalpe e porta fino alla e 60 per il ritorno (abbiamo Valle della Piumogna, passando trovato una scorciatoia!). per il Boscobello. Calcolate circa
grado di difficoltà. Se i vostri bambini camminano molto potete raggiungere la Capanna del Campo Tencia a 2140 metri oppure la Capanna del Leit a 2257 metri.
Dalpe, Valle Leventina
Dalpe, il balcone della Leventina Dalpe si trova in Leventina, a va un altro salto della cascata pochi passi da Airolo, ed è Piumogna, che è spettacolare situato su un bel balcone come quello di Faido ma meno naturale a 1192 metri sopra il frequentato. livello del mare. Si trova Attorno a Dalpe il paesaggio è all’inizio della Val Piumogna e dolce e ci sono numerose possipoco distante dal villaggio si tro- bilità di escursioni, per ogni
da fiorellini gialli. Quando dico verdi, immaginatevi un verde intenso, come i prati d’Irlanda. Il Pian di Mezzo (Boscobello) è un luogo dove aspettarsi gnomi e fate, ancora più incantevole di come lo ricordassimo: se ai
vostri bambini piace lasciar correre la fantasia, questo è il luogo ideale (ed ombreggiato) per fare picnic. Dopo la seconda o terza curva troverete anche una fontana.
Attraversando il Boscobello
Boscobello Il Boscobello è la prima destinazione di questa passeggiata in Leventina, e – come dice il nome (che non è quello vero!) – lo è davvero, con i suoi larici alti e slanciati, non troppo fitti, tanto muschio e prati verdi ricoperti La Valle della Piumogna Vi accorgerete di essere vicini al torrente Piumogna quando inizierete a sentirne le acque fragorose. Non aspettatevi chissà quale maestoso fiume: in realtà non è così ampio o profondo, anche se l’acqua corrente è vigorosa. La valle
della Piumogna scorre lungo il fiume. Se camminate fino al secondo ponte il paesaggio cambierà repentinamente. Incontrerete alcuni rustici ben curati e al posto degli alberi troverete ampi prati versi. Guardando verso il Campo Tencia il paesaggio
diventa ancora più spettacolare: le cime innevate sembrano vicinissime, e la vallata dove vi trovate ampia ed ariosa. Poco prima del secondo ponte vi sono inoltre due piccolissimi laghetti dall’acqua limpidissima.
Il fiume Piumogna
La Piumogna a Faido
Due alternative, parlando di piumogna Se non doveste aver voglia di passeggiata in Leventina che vi camminare, potete fermarvi a abbiamo descritto, non vi Faido per fare un picnic e un rimarrà molto tempo, ma una bagno alla cascata della sosta alla Piumogna potete Piumogna. Il salto finale è sempre farla, e magari lasciare davvero impressionante, ci sono che i bambini giochino al vicino tavoli da picnic, un’area parco giochi. attrezzata con griglie, ed anche dei sentieri belli, brevi e Un’altra idea potrebbe essere facili – perfetti per le famiglie. quella di recarsi a Dalpe in Certo, se deciderete di fare la autopostale, camminare fino al
primo ponte sulla Piumogna in direzione Pianaselva (circa 35 minuti). Oltre a un delizioso agriturismo con ristorante e piscina, da lì parte una funivia che vi riporterà a Faido a vedere il salto della Piumogna.
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I nostri controlli in un colpo d’occhio! Al Centro tecnico TCS di Rivera effettuiamo controlli tecnici che permettono di gestire meglio la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono, a volte, rivelarsi anche inutili. La garanzia sta per scadere e vuole conoscere lo stato dell’auto? E ancora… È stato convocato al collaudo e vuole sapere se l’auto è pronta a superarlo? Con quali costi? Acquista un’auto usata e desidera sapere se sia una vera occasione? Ecco che un controllo, con la consulenza e l’esperienza di esperti, permette di rispondere a molti quesiti. Standard (60 min.) Fanaleria, freni, e ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli) Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS 80 fr. Precollaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista. Prezzo: 120 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il precollaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto
SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo TCS. Sconto: 30 fr. sul precollaudo Precollaudo autofurgoni e Camper (50 min) Si valuta lo stato dell’autofurgone o Camper che deve essere presentato al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo del sistema a gas nella zona abitativa. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Sanificazione auto (30 min) Pulizia completa dell’abitacolo: aspirazione e lavaggio con soluzione detergente a base di alcol, igienizzazione spray e purificazione ad ozono. Prezzo: 80.- Fr. Prezzo Socio TCS: 60.- fr.
Test occasione (100 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, tachimetro, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) e con il controllo della potenza motore Prezzo: 300 fr. Prezzo Socio TCS: 170 fr. Test garanzia (100 min) Controllo delle parti coperte dalla Garanzia dell’auto prima che questa scada. Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Sicurezza (30 min) Fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali Prezzo: 100 fr. Prezzo Socio TCS: 50 fr. Potenza motore auto* (80 min) Controllo della potenza del motore di automobili Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr
Potenza motore moto* (50 min) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Tachimetro (50 min) Controllo per la coerenza della velocità indicata Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Diversi (10 min) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.) Prezzo: 20 fr. Prezzo Socio TCS: 10 fr. Check-up vacanze (60 min) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Vendita auto Vendiamo la sua auto senza preoccupazioni e senza sforzo in modo professionale e neutrale al prezzo corrente di mercato. Ci contatti per maggiori informazioni. * Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali, da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dai pneumatici.
Luogo e orari Centro tecnico TCS Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera. Orari d’apertura: lun–gio 07.30–18.00 ven 07.30–17.30 sab 08.00–12.00
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