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ISBN 979122310240-4
© 2026 Rizzoli Education S.p.A. – Milano
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Realizzazione editoriale
Coordinamento editoriale Mauro Traversa
Coordinamento redazionale Elisabetta Gabellich
Progetto grafico Ka Communications
Redazione e ricerca iconografica Annalisa Bonfigli per Libra, Bologna
Elaborazione immagini e impaginazione Ka Communications
Disegni Clarissa Corradin, Elisa Bellotti, Francesca Gallina, Cristina Grottoli
Copertina Ka Communications
Ideazione del personaggio Cosmo Ka Communications
Illustrazione di copertina Valentina Fontana
Referenze iconografiche Getty Images © 2026.
I contenuti del percorso "Insieme per cambiare!" sono a cura di Testi e attività a cura di Elisa Rocco.
Contributi di Carlotta Bellomi, Patrizia Gabrielli, Francesca Giolivo, Sara Risi.
Save the Children, da oltre 100 anni, è la più importante organizzazione internazionale indipendente che lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
I contenuti valorizzati nella presente pubblicazione nascono dall’esperienza di “Fuoriclasse in Movimento”, la rete di scuole promossa da Save the Children per prevenire la dispersione scolastica. Si ringraziano in particolar modo studenti/esse, docenti, dirigenti e operatori partner che ogni giorno si impegnano per promuovere il diritto alla partecipazione a scuola.
Contenuti digitali
Progettazione Fabio Ferri, Nicola Barzagli
Realizzazione EICON S.r.l., IMMAGINA S.r.l., Isabella Spagni, Lumina Datamatics, Silvia Sferruzza.
Audio IMMAGINA S.r.l
Contenuti per la didattica inclusiva
PariPasso è il progetto promosso da Rizzoli Education sul tema dell’inclusione e delle pratiche di insegnamento/apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva.
Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, il progetto si ispira ad alcuni principi fondamentali:
1. progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e i ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti
2. valorizzazione di pratiche di insegnamento/ apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante il ricorso a contenuti e strumenti digitali
3. valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo
4. promuovere una didattica sempre connessa a un’idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile
Il processo di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione dei testi scolastici di Rizzoli Education S.p.A. è certificato UNI EN ISO 9001.
Prima edizione:gennaio2026
Questo volume è stampato da: Grafica Veneta, Trebaseleghe (PD) Stampato in Italia – Printed in Italy

1

Che tipo di scrittore o scrittrice sei?
Rispondi alle domande del test e cerchia il simbolo della risposta che preferisci.
Prima di iniziare mi sento…
con mille idee tra cui scegliere.
preoccupato/a perché non mi viene in mente nulla.
annoiato/a perché non so da che parte cominciare.
La pagina bianca mi rende…
tranquillo/a: scelgo tra tante idee e preparo una scaletta.
abbastanza tranquillo/a: qualcosa mi verrà in mente.
preoccupato/a perché non so che cosa scrivere.
Una volta completato il testo…
controllo l’ortografia e la coerenza con il titolo.
controllo solo l’ortografia e l’uso delle parole.
consegno subito il testo all’insegnante.
AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÁ
Le idee mi arrivano quando…
penso ai libri che ho letto. attingo dai miei ricordi.
penso alle notizie ascoltate. uso la fantasia.
uso informazioni storiche o scientifiche.
Durante la scrittura…
controllo a mano a mano il testo.
cerco di essere rapido/a per non dimenticare qualche idea.
non rileggo ciò che ho scritto: ci penserò alla fine, solo se avrò tempo.
Mi piace scrivere…
racconti realistici. il mio diario. la mia autobiografia.
racconti fantastici. racconti storici. racconti d’avventura lettere o e-mail.
1 Adesso completa la tabella e conta quanti , e hai ottenuto e scopri il tuo profilo.
Maggioranza di

Maggioranza di
Sai trovare le idee e sai come si può scrivere un buon testo: con i prossimi suggerimenti potrai trasformarti in una super-scrittrice o in un super-scrittore!
Maggioranza di
Conosci alcuni trucchi per scrivere bene, ma hai ancora dei dubbi: non preoccuparti, ripassa e approfondisci le tue tecniche per scrivere in modo brillante.
Lo scrittore o la scrittrice che è in te forse si è un po’ appisolato/a… Aiutati seguendo con attenzione tutti i passaggi e otterrai una scrittura da campioni!
Come hai già imparato lo scorso anno, per scrivere un testo è utile organizzarsi. Le fasi di lavoro sono tre:
1 . prima di scrivere c’è la fase di ideazione cioè quando si raccolgono le idee;
2. mentre si scrive si esegue la fase di scrittura vera e propria, quando le idee prendono forma in frasi ordinate, coerenti e ben collegate fra loro;
3. dopo aver scritto è necessaria una fase di revisione quando si rivede il lavoro svolto e si corregge.
1 Riordina le fasi della scrittura del testo completando la mappa della pagina a lato.

Poi sviluppo il testo facendomi guidare dalla scaletta.
Quindi preparo lascaletta con leideecheho selezionato.
Controllo l’ortografia e il lessico, correggo gli errori e le ripetizioni usando dei sinonimi.
Alla fine, scrivo la conclusione
Rileggo e controllo che le frasi siano collegate
Alla fine, con un’altra lettura del testo, controllo che il testo sia chiaro e completo.
Fra queste idee, seleziono le idee più adatte.
Poi annoto le idee che mi vengono in mente.
Per prima cosa leggo il titolo.
Quando scrivo l’inizio, devo riuscire a catturare la curiosità di chi legge.

La prima cosa da fare prima di scrivere un testo è elaborare il suo progetto
1 Completa i suggerimenti da seguire durante la fase dell’ideazione. Scrivi al posto giusto le riflessioni dei bambini e delle bambine. Poi aggiungi i tuoi consigli.
Organizzo le idee definitive presentandole in ordine.

Leggo il titolo
Ho un ricordo che funziona con questo titolo: lo annoto.
Questa idea non c’entra niente: la elimino.
Annoto le idee
Rileggo e seleziono le idee
Preparo la scaletta
Cerco di capire bene, il titolo, per non andare fuori tema.
Dopo che hai annotato le idee e le hai organizzate con ordine, la prima cosa da controllare è che la scaletta tenga conto del titolo
1 Associa il titolo alla scaletta: scrivi la lettera corrispondente.
Quel giorno a casa di… In gita con la classe
Al cinema con le amiche Due giorni nella natura
Titolo
1. l’appuntamento con Dalila e Gaia
2. la fila per i biglietti
3. i popcorn
4. il film che vedremo
5. la sala con il 3D
6. le nostre impressioni sul film
7. il ritorno a casa con i genitori di Gaia

Titolo
1. l’invito a casa del mio amico Juan
2. breve descrizione di Juan
3. la sua famiglia
4. la sua casa
5. a che cosa abbiamo giocato
6. la merenda
7. i saluti
Titolo
1. il campeggio
2. montiamo le tende
3. il primo falò: la cena
4. l’escursione in canoa
5. le passeggiate nei boschi
6. la notte sotto le stelle
7. la mattina del rientro a casa
Titolo
1. la partenza da scuola
2. l’arrivo al parco archeologico
3. la visita con la guida
4. la pausa per la merenda
5. le attività nei laboratori
6. ciò che mi è interessato di più…
7. il ritorno a casa
Fai attenzione: ognuna di queste scalette ha tre idee poco adatte. Leggi i titoli e cancella gli intrusi.
1. una zucca da intagliare
2. il mio travestimento
3. Fido è scappato
4. il paniere di dolciumi
5. i fantasmi... del quartiere!
6. i compiti in classe
7. “dolcetto o scherzetto”?
8. l’istruttore di nuoto
9. la torta “insanguinata” alle fragole
10. i travestimenti dei miei amici e delle mie amiche

1. la sveglia non ha suonato
2. mamma e papà sono trafelati
3. in ritardo a scuola
4. dei rumori dalla soffitta
5. la notte di Natale
6. ho dimenticato la merenda
7. un acquazzone… e io senza l’ombrello!
8. posti in piedi sullo scuolabus
9. ho preso il raffreddore
10. tanti auguri nonna!
CHE SCHERZO!
1. il mio migliore amico
2. una domenica
3. al parco
4. da chi è nata l’idea
5. prepariamo i bagagli
6. chi era coinvolto
7. in che cosa consisteva lo scherzo
8. come si è conclusa la vicenda
9. il mio passatempo preferito
10. a casa felici
1. la pallacanestro: come si gioca
2. la ricreazione
3. quando e dove mi alleno
4. da quanto tempo la pratico
5. mi piace giocare a pallacanestro perché…
6. i miei cugini
7. i miei compagni e le mie compagne di squadra
8. seguo la pallacanestro anche in TV…
9. le partite
10. le vacanze estive

3 A coppie, completate le scalette. Poi, sceglietene una e scrivete un testo.
INCONTRO CON L’AUTRICE
1. l’accoglienza in biblioteca
2. l’autrice si presenta 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.
10. gli autografi e i saluti
UNA DOMENICA IN FAMIGLIA
1. il pranzo dai nonni
2.
3. i miei cugini e le mie cugine
4. 5. 6. 7. 8. 9. i giochi da tavolo 10.
IN GITA!
1. il giorno
2. 3. la compagnia
4. 5. il viaggio 6. 7. 8. 9.
10. quello che ho preferito
Un buon testo deve essere completo e chiaro

Il testo quindi sarà:
Le idee devono essere coerenti con il titolo e le frasi che lo compongono ben collegate tra loro. ordinato in modo logico
● le frasi seguono una successione temporale e/o logica completo
● sono presenti tutte le informazioni necessarie;
● il testo risulta comprensibile a chi legge. chiaro
● non ci sono informazioni inutili con un soggetto
● espresso o sottinteso, ma ben definito
1 In questo testo manca un ordine logico e cronologico. Riordina le sequenze: scrivi nei i numeri da 1 a 4.
Anche io ci vado spesso con mio nonno, che è un vero appassionato di funghi.
Nel mio paese è famosissima la “Sagra della sbrisa”, uno squisito tipo di funghi. Ogni anno viene montato un tendone dove sono allestite file di tavoli e panche.
Così la gente del paese, e non solo, può gustare le sbrise cucinate in tanti modi: fritte, a striscioline con l’aglio e il prezzemolo, alla piastra...
È stato lui a farmi apprezzare le sbrise. E io invito qualche mio amico ogni anno per trascorrere insieme una giornata alla sagra.
2 In questo testo mancano alcune informazioni necessarie: inseriscile e scrivi nei la lettera corrispondente.
A La prima volta B alla mamma C da sola D nel bosco
Elena passeggiava in cerca di fragoline. ci era andata in compagnia della nonna Matilde, ma era una cosa totalmente diversa passeggiare in quelle zone . “Che paura!”, aveva pensato, e si era messa a correre. Correndo, si era allontanata troppo e, a un certo punto, le sembrava di non riconoscere più quel posto. Invece era solo un’impressione, forse la paura di essersi allontanata troppo. Un po’ aveva timore, ma soprattutto era curiosa di raccontare tutto .
3

In questo testo sono state inserite delle informazioni inutili: individuale e cancellale.
Sabato mia zia Francesca è tornata in Italia da uno dei tanti viaggi in giro per il mondo. Mi piace quando viene perché ci racconta del suo lavoro, che è un lavoro speciale. Si occupa di scovare le stoffe più strane e ricercate per realizzare nuovi capi di abbigliamento.
Adora gli animali e organizza spesso delle escursioni per l’avvistamento di uccelli e animali selvatici.
Dopo pranzo, mi ha raccontato che quando sceglie i tessuti per le ultime collezioni di moda va in Cina per la seta, poi si reca in America del Sud per la lana di alpaca e infine riparte per l’India, a recuperare il lino.
Francesca ha un figlio, Achille, e una figlia, Maria Teresa, ma vivono a Roma e non li vedo molto spesso.
Poi mi ha regalato un paio di jeans con le toppe colorate, ma non mi ha voluto dire dove ha comperato quel “denim”, cioè il tessuto di cui son fatti.
A mia mamma e a mio papà non piacciono i jeans, perché preferiscono i pantaloni più eleganti.
4 In questo testo si parla di molte persone, ma non sempre è chiaro a chi ci si riferisce. Rifletti e scrivi tra parentesi di chi si parla.
A volte mi arrabbio con Davide, anche se è il mio migliore amico.
Davide ha l’abitudine di mettersi a parlare nell’orecchio di sua sorella Alessia durante la ricreazione.
Perché non può dire le cose ad alta voce?
Poi, Tania e Stefano (chi sono? ) si mettono a fare lo stesso e io finisco per essere l’unico che non sa niente.
Anche lei (chi? ) è mia amica, ma mi infastidisce soprattutto che lui (chi? ) mi tenga fuori dalle sue confidenze. Forse dovrei parlare di nuovo con lui (con chi? ) e chiedergli se per favore può smettere.

In un racconto i fatti sono presentati in un ordine logico. Spesso la narrazione segue un ordine cronologico, cioè l’ordine temporale in cui i fatti sono accaduti.
1 Riordina le parti del racconto secondo l’ordine cronologico.
Scrivi nei i numeri da 1 a 6.
Totò Sapore non voleva vivere la sua vita rinchiuso. Allora scrisse una lettera alla corte che diceva così:
“Domando alle Signorie Vostre di concedermi una prova: se riuscirò a cucinare un piatto che non sia né di carne, né di pesce, dei colori della terra e del mare, della pace e dell’amicizia, tondo come il mondo e difficile da dimenticare (tanto da far stare in allegria tutti voi), mi sia data la libertà”.
Tanto tempo fa, viveva a Napoli un cuoco eccezionale che tutti chiamavano Totò Sapore. Era così bravo che fu preso a corte per preparare le sue pastasciutte e i suoi stufati ai numerosi invitati del re.
Totò, che si sentiva felice perché libero, tornò a preparare altre cento pizze napoletane.
Il re e la corte accettarono. La domenica seguente, Totò Sapore servì ai sovrani e ai cortigiani pizze fumanti e tutti mangiarono così di gusto e così allegramente che, quando il cuoco apparve, applaudirono.
Un giorno però il duca trovò un capello nello stufato e così il grande cuoco fu fatto imprigionare.
Il re disse: – Totò Sapore, hai mantenuto la promessa e quindi ora sei un uomo libero. Solo ti chiediamo di prepararci un altro di questi piatti.
adatt. da Roberto Piumini, Il giovane che entrava nel palazzo, Nuove Edizioni Romane
2 Riordina le vignette e numera da 1 a 6. Poi usa lo schema per scrivere la storia: segui l’esempio. Alla fine, aggiungi il titolo.
Al topo, al topo!

È il criceto di Mario, non è un topo!
Per fortuna ti ho ritrovato!
Titolo:
● sfondo
● evento d’inizio
● risposta interna
Quel giorno l’insegnante ci chiese di portare a scuola i nostri animali domestici.
● tentativo
● conseguenza
● reazione
1 Questi tre riquadri contengono l’inizio, lo sviluppo e la conclusione di una storia: leggi le tre parti con attenzione.
Mi chiamo Lucia e odio il temporale. Proprio stanotte, alle undici, mi ha svegliata un acquazzone terribile. Così terribile che è saltata l’elettricità e abbiamo dovuto accendere le candele per riuscire a vederci qualcosa.

SVILUPPO
Ho chiesto ai miei genitori di poter andare a dormire dalla zia Ida, visto che da lei l’elettricità non era saltata. Quindi ho preso lo zaino, i vestiti e un paio di scarpe e la mamma mi ha accompagnato a dormire a casa degli zii nella via di fronte.
Oggi la zia mi ha portato a scuola.
Quando sono arrivata, mi sono seduta al banco e mi sono accorta che ai piedi avevo una scarpa blu e una nera!
Che ridere, naturalmente ho dato tutta la colpa al terribile temporale!
2 Ora leggi il racconto che è stato scritto a partire dalle tre parti e completa l’affermazione.
La notte scorsa è scoppiato un temporale spaventoso e non riuscivo più a dormire. L’elettricità è saltata e abbiamo acceso le candele. Mia mamma è un’infermiera e quando lavora di notte mi porta a dormire da zia Ida, che al mattino mi può accompagnare a scuola… Così ho pensato di andare a dormire a casa della zia, dato che nella via di fronte c’era l’elettricità. Ho preso con me lo zaino per la scuola, i vestiti, un sacchetto con le scarpe e la mamma mi ha portato dagli zii. Sarà stato il sonno, sarà stata la scarsa luce… Fatto sta che quando sono arrivata a scuola, una volta che ho preso posto in classe, mi sono accorta che indossavo una scarpa blu e una nera!
● La storia è raccontata: cominciando dallo sviluppo. iniziando dalla fine. in ordine cronologico.
LAVORAINSIEME
3 A coppie, raccontate la storia ma iniziate dall’evento che accade per ultimo. Utilizzate la traccia proposta.
Stamattina, quando sono arrivata a scuola e ho preso posto in classe, mi sono ritrovata ai piedi una scarpa blu e una nera! Che risate!
Tutto è iniziato la notte scorsa, quando

Allora ho proposto ai miei genitori
Ho preso lo zaino
Sarà stato per colpa del sonno, sarà stato per la scarsa luce
A volte può essere utile inserire nella narrazione il ricordo di un episodio già avvenuto in precedenza. Questo “tuffo nel passato” si chiama flashback
1 Nel testo è stato tolto un flashback. Individualo tra i due riportati sotto e indica con una X la lettera corrispondente.
I cioccolatini portati dalla nonna sono buonissimi. Tra tutti, i preferiti di Cassie sono quelli con il ripieno alla nocciola. Sperava proprio che la nonna li portasse anche questa volta.
La mamma le diceva sempre che la nonna doveva stare attenta a non mangiarne troppi.
Ma lei e la nonna non riuscivano a resistere ai cioccolatini con la nocciolina dentro, così ne mangiavano di nascosto ogni volta che si vedevano.
B

Una volta, qualche anno prima, sedute sul sedile posteriore dell’auto di mamma, si erano abbuffate di cioccolatini di ogni tipo.
– Che cosa state mangiando? Ricordate, niente spuntini prima di cena! – aveva dichiarato la mamma.
– Sono soltanto gambi di sedano e carote! – aveva risposto la nonna tutta seria, facendo quasi strozzare Cassie.
– Ma non sento sgranocchiare! – aveva insistito la mamma, tentando di guardarle nello specchietto retrovisore mentre loro due ridevano, felici di avere un segreto tutto loro.
– Cassie! – la chiamò la mamma, dal piano di sotto. – Sei in ritardo, stai bene?
– Sto benissimo! – gridò Cassie di rimando.
– Avrò bisogno del tuo aiuto... – disse sua madre. – Stasera arriva la nonna.
Il cuore di Cassie cominciò a martellare. Poi sorrise, ripensando ai cioccolatini che lei e la nonna avevano sempre mangiato di nascosto. A B
Sospirando, Cassie si infilò la camicetta, si guardò allo specchio e prese il quaderno sul quale aveva scritto una poesia. adatt. da Patricia MacLachlan, Un’estate particolare, Mondadori
Ora scrivi sul quaderno un racconto inserendo un flashback. Scegli una delle due proposte.
Immagina di essere nel cortile della scuola durante la ricreazione Stai giocando con le compagne e i compagni Poi, avviene un litigio e tu ti intristisci Ti siedi in disparte, guardi gli altri che giocano e ricordi un episodio in cui hai fatto arrabbiare un compagno o una compagna.
Inserisci qui il flashback.
Ricordati di concludere il racconto ritornando al presente. Per esempio, la maestra ti viene a dire qualcosa, le compagne e i compagni ti chiamano a giocare con loro

Potresti iniziare così...
Stiamo giocando nel cortile, è proprio una bella giornata. La maestra Lorenza ci ha dato finalmente il permesso di giocare a pallone, anche se dobbiamo usare una palla di gomm i .

Potresti iniziare così...
Immagina di essere in automobile di ritorno dal mare. State viaggiando ed è sera, fuori è buio. Improvvisamente, noti la tua immagine riflessa sul finestrino e ricordi di quella volta che hai preso paura credendo che ci fosse u f !

Inserisci qui il flashback.
Ricordati di concludere il testo ritornando al presente Per esempio, i tuoi genitori ti informano che siete arrivati a destinazione, arriva un temporale e il rumore della pioggia ti riporta alla realtà
Siamo in auto ormai da qualche ora e fuori è buio pesto. Questo viaggio è veramente noioso, non so più che cosa inventarmi per far passare il tempo. Guardo fuori dal finestrino, cercando di scorgere qualche cartello stradale che indichi dove siamo arrivati, quando...

Nella narrazione si possono aggiungere le sequenze descrittive h i chi legge a immaginare meglio una parte di racconto.

1 Nel testo sono state tolte le sequenze descrittive. Inseriscile correttamente scrivendo nei la lettera corrispondente.
A Non c’era nessuno e il silenzio era assoluto. Un solo gabbiano volava sull’acqua tagliando l’orizzonte. E un solo rumore sottolineava il silenzio: era il fruscio del vento tra i pini marittimi che crescevano dopo le dune.
B Erano belli. Avevano la gola bianca e una specie di fascia nera che partiva dagli occhi e scendeva sotto la gola. Erano tre giovani pernici rosse.
C In fondo alla discesa, la spiaggia si srotolava bianca e splendente, lambita dal mare appena increspato e incoronata dalla macchia scura degli alberi. Alle loro spalle incombeva la forma del Leone accucciato.
Marta arrivò sulla vetta lentamente per stare al passo con Chiara.
– Guardate là in basso! – disse Nicolò. – Si vede lo spiaggione.
– Il Leone mi guarda – disse Chiara sottovoce. Pietro rise: – Ma se non ha nemmeno gli occhi. È una roccia!
– Io gli ho visto un occhio! – insistette Chiara. – E mi fa paura. Si diresse decisa verso il sentiero in discesa. Davanti a lei, Nicolò e Pietro si buttarono a correre urlando come veri indiani. Marta gridò: – Aspettateci! Ma anche Chiara si era messa a correre. Marta rimase per ultima. Le piaceva stare indietro da sola. A un tratto, ai bordi del sentiero, ci fu un impercettibile movimento. Marta si chinò e vide tre grossi uccelli che se ne stavano, uno contro l’altro, all’ombra. La ragazzina li osservò in silenzio. Intanto, Chiara e Pietro e Nicolò erano arrivati e facevano grandi gesti verso Marta. L’amica corse giù e in un attimo si ritrovò con loro sulla spiaggia.
adatt. da Roberta e Sergio Grazzani, La spiaggia del delfino, Mondadori Libri S.p.A per il marchio Piemme
LAVORAINSIEME
2 A coppie, inventate e inserite nel testo le sequenze descrittive.
Sara! Ecco chi aveva aperto la porta. Quella rompiscatole era in piedi sulla soglia con una bambola in mano grande quasi quanto lei.
Descrivete la bambola.

Mila fulminò Sara con lo sguardo. – Ho bussato prima di aprire! – disse la sorellina Sara, che aveva sei anni.
Descrivete Sara.
Mila invece era completamente diversa.
Descrivete Mila.
Mila a dieci anni aveva già mandato in pensione tutti i giochi di bambina e, per capirlo, bastava dare un’occhiata alla sua stanza.
Descrivete la stanza di Mila.
Nel giorno del suo decimo compleanno, Mila aveva stabilito di essere troppo grande per orsacchiotti e peluche e li aveva relegati tutti in soffitta.
adatt da Giuseppe Bordi, Mila e il cerchio magico, Fabbri Editori
Per rendere interessanti gli episodi di un racconto vengono inserite delle sequenze dialogiche nelle quali i personaggi parlano e interagiscono tra loro.
1

Nel testo sono state tolte le sequenze dialogiche. Inseriscile correttamente scrivendo nei la lettera corrispondente.
A – È un lupo mannaro!
B – No, è un fantasma! Lo vedete? Quella forma bianca! È lui! È lui!
C – Che cos’è stato?
D – A me sembra di sentire un rumore...
E – Hai ragione e sembra provenire dal garage di Virio...
F – Uno sparo! Hanno sparato!
Eccole in missione tutte e cinque, come una pattuglia di marines. Caute si dirigono verso la biblioteca. Sveva è in testa, con Aurora per mano, segue Vittoria con Celeste. Fatima chiude il gruppo per potersi guardare alle spalle.
Già nell’avvicinarsi all’edificio, con la porta serrata e le vetrate buie, le ragazze trattengono il fiato.
Sveva dice: Quindi abbassa ancor di più la voce per rendere partecipi le amiche, che tendono le orecchie. C’è un tramestio vicino, come di passi e sussurri.
Fatima ascolta meglio e aggiunge:
Poi, di colpo, si sente un rumore sordo. Le ragazze si stringono una all’altra. Un lampione si spegne con uno schianto impressionante. A questo punto, tutte lanciano grida di spavento e si chiedono sottovoce: Vittoria sente un colpo ed esclama: Ma Celeste, che ha riconosciuto un verso simile a un ululato, afferma: Subito dopo, ecco apparire nell’angolo sinistro della biblioteca una forma bianca svolazzante… grida Vittoria. Fatima con coraggio lancia uno sguardo all’indietro, ma la forma bianca è scomparsa.
adatt. da Paola Zannoner, La Banda delle Ragazzine – Fatima e il furto misterioso, Giunti Junior
2

In questo testo sono state tolte alcune sequenze dialogiche. Inseriscile correttamente scrivendo nei la lettera corrispondente.
A – Io so cose che la polizia ignora. Quel contadino era certamente un licantropo; e le mucche le ha accoppate lui. Solo che quegli sprovveduti della polizia non credono a queste cose.
B – Come sei ignorante! […] Un licantropo […] non è un lupo qualsiasi: è un uomo che, […] nelle notti di plenilunio si tramuta in lupo a causa di una malattia, detta licantropia. Ma non appena spunta il giorno, si tramuta di nuovo in una persona normale.
C – Vieni, adesso. Andiamo a fare un giretto serale.
D andasse dal medico, visto che si tratta di una malattia, – gli chiesi – Magari gli potrebbe passare con l’aspirina.
E – Un licantropo? – sogghignai – Che cos’è? Il lupo di Cappuccetto Rosso?
F “L’agricoltore P.W. trovato morto nella sua stalla. Cinque mucche barbaramente trucidate. La polizia brancola nel buio”.
Molto tempo fa, andavo spesso a trovare il mio amico Jack, […] andava matto per i racconti dell’orrore. […] Era capace di raccontarmi per ore […] racconti paurosi […], sperando che facessero rizzare i capelli in testa anche a me. Un pomeriggio […] lo trovai sdraiato sul letto, con il naso tra le pagine del giornale.
– Senti questa – disse […] senza alzare gli occhi: […]
Jack richiuse con decisione il giornale: Come al solito, era bravissimo a ricondurre alla sua passione per l’horror qualsiasi notizia di cronaca. […]
Jack si drizzò sul letto a sedere:
Non sarebbe meglio che […]
– Aspirina! Il signore vorrebbe combattere la licantropia con l’aspirina. Impossibile. La sola cosa che può neutralizzare un licantropo è un proiettile d’argento. […]
E lanciando le gambe fuori dal letto si mise in piedi.
adatt. da Paul Van Loon, L’autobus del brivido, Salani, Milano, 2015
LAVORAINSIEME
3 A coppie, leggete e completate il racconto: inventate delle sequenze dialogiche a partire dal testo e dal titolo.
Stamattina a scuola la maestra ci ha detto:
Quando abbiamo saputo che dovevamo parlare alla radio, tutti noi ci siamo agitati. Dopo poco, si è aperta la porta dell’aula e sono entrati due giornalisti; uno di loro aveva con sé una valigia.
Un giornalista, il signor Kiki, ha detto che ci avrebbe posto delle domande sulle cose che ci piace fare, su quello che leggiamo e su quello che impariamo a scuola.
Poi ha preso un microfono e ha detto: – Parlerete qui, scandendo bene, senza aver paura. Stasera alle otto in punto potrete riascoltarvi, registreremo ogni parola. Cominciamo, Pierrot?
Il suo collega, il signor Pierrot, ha risposto:
La maestra ha detto che era meglio fare le domande al mio compagno Agnan. Il signor Kiki gli ha messo il microfono davanti alla faccia e Agnan era bianco come un lenzuolo.
Allora il signor Kiki ha chiesto:
A quel punto Agnan è scoppiato a piangere e la maestra lo ha portato fuori. Il signor Kiki si è asciugato la fronte e poi ci ha domandato:

E noi abbiamo risposto:
A quel punto, il signor Kiki ci ha comunicato che avevamo concluso; il signor Pierrot ha rimesso tutto nella valigia e poi se ne sono andati tutti e due.
Alle otto quella sera eravamo tutti davanti alla radio. Io però non lo so che cosa è successo: alla radio, alle otto, c’era solo la musica.
Mi è dispiaciuto specialmente per il signor Kiki e per il signor Pierrot. Mi sa tanto che ci sono rimasti male.
adatt. da René Goscinny, Jean-Jacques Sempé, Il Piccolo Nicolas, Donzelli Editore
4 A coppie, leggete e completate il racconto: scrivete delle sequenze dialogiche a partire dalle parti di testo presenti. Alla fine, decidete insieme il titolo della storia.
Titolo:
L’idea di mettere su una “banda” era venuta a Vincenzo. Il motivo era davvero buono, anzi, quasi nobile, di quelli insomma che ti fanno fare bella figura.
Viola era rimasta un attimo incerta: – Ma le bande non sono quelle che fanno cose cattive, tipo rubare o saltare la scuola?
– No, no! – aveva assicurato Vincenzo. – Esistono anche le bande dei buoni. Così la banda era stata formata, ma non aveva ancora un nome.
Inserite un dialogo tra Mirko, Vincenzo e Viola per decidere il nome.

Ora bisognava darsi uno scopo, un compito, insomma trovare qualcosa da fare. Infatti, Viola aveva subito chiesto: – Che cosa ci facciamo con questa banda?
Inserite un dialogo fra i tre amici per proporre il compito della banda.
Ma questa volta, Vincenzo l’idea ce l’aveva da prima... Eccome se ce l’aveva! Era tanto che ci pensava. – Salveremo le persone anziane! – aveva gridato. Mirko strabuzzò gli occhi e chiese: – E in che modo dovremmo salvare le persone anziane?
Inserite il discorso con cui Vincenzo spiega la sua idea. adatt. da Lia Levi, La banda della III C, Mondadori Libri S.p.A per il marchio Piemme

Le sequenze riflessive ed emotive vengono aggiunte alla narrazione per arricchirla con i pensieri, le emozioni e i sentimenti dei personaggi.
1 Inserisci le sequenze riflessive ed emotive nel testo. Scrivi nei la lettera corrispondente.
A “Ecco qua!” pensò Paolo tutto soddisfatto. “Semplice e chiaro: così dovrebbero essere tutti i problemi!”
B Gli era venuto il dubbio che i suoi problemi piacessero solo a lui.
C Quella mattina, Paolo non era contento per niente: sapeva di non essere uno stupido, allora perché non riusciva a risolvere i problemi?
D Così, dopo l’ennesimo votaccio in Matematica, decise che ne aveva avuto abbastanza: se i problemi, così com’erano scritti, risultavano noiosi, privi di fantasia e incomprensibili, non c’era altro da fare che riscriverli!
La maestra gli aveva detto che mancava di logica, ma lui non ne era affatto convinto. Non si arriva mica fino in quinta se dentro alla scatola cranica non ti rimbalza di quando in quando una scintilla di logica. Secondo lui, invece, erano i problemi a essere poco logici: contadini che compravano campi dalle forme strane, rubinetti che perdevano e che nessuno riparava…
Avrebbe riscritto un libro di problemi, con dentro tanta di quella logica da poterla raccogliere a secchiate! Detto fatto: si procurò un quadernone a quadretti nuovo di zecca. E iniziò a scrivere.

Per non far entrare le galline nel suo orto rettangolare che misura 8 dam di lunghezza e 16 m di altezza, un contadino decide di correre ai ripari. Recinta così ogni singola gallina con la rete metallica.
Domanda
Quanta rete metallica servirà al contadino, se si tiene conto che il perimetro di una gallina è inferiore al perimetro di un gallo, ma molto superiore a quello di un pulcino?
Voleva scrivere un altro problema con un contadino e un campo. Poi il problema lo fece solo con il campo: un campo da tennis.
Giulio si allena correndo attorno a un campo da tennis. Il campo è lungo 25 metri e largo 15 metri. Sul campo stanno giocando Gualtiero e Gino.
Domanda
1. Quanto tempo ci metteranno Gualtiero e Gino a stufarsi di Giulio che corre attorno a loro disturbando la partita?
2. Quanto veloce dovrà correre Giulio per evitare le racchettate degli amici?
3. Quanti lividi dovrà curarsi se lo prendono?
4. A te piace giocare a tennis?
Ce n’era già un altro che gli frullava per la testa ma, proprio mentre stava per mettersi a scrivere, si fermò.
Così decise che avrebbe fatto leggere i problemi prima al suo compagno di banco e poi a tutta la classe. Aveva bisogno del loro giudizio, di una conferma.
Richiuse il quadernone e lo infilò nello zaino.
adatt. da Stefano Bordiglioni, Un problema è un bel problema, Einaudi Ragazzi
LAVORAINSIEME
2 A coppie, inserite nel testo le sequenze riflessive ed emotive, tenendo conto delle parti di racconto proposte. Alla fine, decidete insieme il titolo della storia.
Titolo:
Qualunque bambino o bambina lo sa: se chiedi un cane, ti vengono proposti in alternativa il pesce rosso, la tartarughina d’acqua, gli uccellini o il criceto. Io, Giacomo, che non ho mai posseduto un animale, sono costretto a prendere un pesce rosso.
• Scrivete che cosa prova Giacomo.

E tutti insieme, papà, mamma e sorella si va a comprare la vaschetta, con aggiunta di alghe finte e conchiglie colorate.
– Come lo vuoi, Giacomo? – chiede il commesso.
• Scrivete che cosa pensa Giacomo prima di scegliere.
– Voglio quello con la coda nera! – rispondo. Il commesso infila nell’acquario un retino e in un attimo mi ritrovo in mano un sacchetto di plastica pieno d’acqua con dentro Flopper (ho deciso che si chiamerà così).
Il pesciolino ha più o meno la forma di quelle vecchie sveglie rotonde della nonna che facevano tremare la casa con i loro tic-tac! tic-tac!
Comunque, Flopper è il mio primo animale.
• Scrivete che cosa prova Giacomo riguardo al suo nuovo amichetto.

Ripartiamo felici verso casa. Mia sorella Paola canticchia guardando Flopper: – Che bello il mio pesce, che bello il mio pesce!
• Scrivete che cosa pensa Giacomo rispetto alle parole di Paola.
Intanto la mamma sta guidando e il papà sta cercando di separare me e Paola, che ci stiamo contendendo Flopper. Sfortuna vuole che separi il sacchetto da me, con acqua e pesce, e che tutto finisca sul sedile della nostra auto!
• Scrivete che cosa prova e pensa Giacomo.
Papà lancia un urlo selvaggio, Paoletta pure, e Flopper intanto saltella sul sedile dell’automobile. Io afferro velocemente una bottiglietta d’acqua, rovescio il contenuto nel sacchetto e rimetto Flopper dentro.
• Scrivete che cosa prova o pensa Giacomo del suo salvataggio.
adatt. da Ivano Benini, Ma un cane è un’altra cosa!, Mondadori
1 Nel testo della pagina accanto sono stati tolti tutti i tipi di sequenze che hai incontrato finora. Leggilo e arricchiscilo con le seguenti sequenze riferite alla descrizione, al dialogo, alle riflessioni ed emozioni. Scrivi nei la lettera corrispondente, segui l’esempio.
A – Ora dobbiamo calarci sulla volta della foresta e cercare i gorilla! – annunciò Lancelot.
– Volta? Quale volta? – domandò Ivan.
– Si dice per indicare lo strato superiore della foresta. È davvero un mondo a sé, vedrete!

B – Cobra sputatore – spiegò Lancelot. – Non preoccuparti, basterà che ti lavi gli occhi e ci vedrai di nuovo.
C Allarmato, il ragazzino si trovò a fissare gli occhi scintillanti di un grosso serpente.
D Gli alberi erano fittissimi, assiepati l’uno all’altro, e tra loro luccicavano fiumi d’argento, come serpentelli
E – Che cosa è successo? Che cos’hai? – domandò Emma.
F Dappertutto c’erano frutti e fiori, dei colori più diversi. Le fronde palpitavano di vita: lucertole variopinte, rane arboricole, scoiattoli e branchi di chiassosissime scimmiette

I tre fratelli Conrad, Ivan ed Emma si trovarono a sorvolare la foresta pluviale equatoriale con il loro zio Lancelot.
D
Via via che la mongolfiera si abbassava, dalla lussureggiante vegetazione si diffondevano fino a loro folate di profumi deliziosi.
Ed era proprio così: mentre la mongolfiera s’abbassava a pochi metri dagli alberi giganteschi, fu come entrare in un giardino incantato, pieno di sole.
Poi iniziarono la discesa.
Uno dopo l’altro, i tre fratelli scesero con estrema cautela e poco dopo lo strato inferiore della foresta li avvolse nella sua penombra. Conrad percepì un movimento nel sottobosco: una forma lunga e scura si rizzò dall’erba.
All’improvviso il serpente gli sputò addosso. Conrad avvertì un dolore acuto, bruciante, sul viso e poi tutto si fece buio. Non ci vedeva più!
Conrad le raccontò la sua disavventura.
Intingendo un gran fazzoletto nell’acqua delle borracce, si prodigarono a bagnargli gli occhi: nel giro di mezz’ora Conrad recuperò la vista. adatt. da Gerald Durrell, Un viaggio fantastico, Mondadori
2 Ora rileggi il testo con le sequenze che hai aggiunto.
Una volta conclusa la fase di scrittura del testo, è importante fare la revisione del contenuto e della forma per controllare:
● che non ci siano errori ortografici;
● che il lessico scelto sia adatto;

● che segua un ordine logico;
● che il testo sia coerente con il titolo
La prima cosa da fare è il controllo ortografico.
1 Questo testo presenta molti errori ortografici: sottolineali e riscrivi le parole corrette nella colonna di destra. Attenzione: in tutto ci sono 27 errori.
Cera una volta una giovane strega di nome Uffabaruffa. Era parechio buffa, sopra tutto perché portava grandi ochiali da sole su un bell’ naso a patata.
Dal capellone a cono, buio come la note, scappavano qua e la capelli così dritti che parevano spagetti.
Veramente il suo abbiliamento era un po’ strano, perché sotto il grenbiulone nero portava un costume intero a rige variopinte che si sarebe potuto definire simpatico, se non le avesse dato laspetto di una carcerata in vacaza.
Inoltre, anziche portare la solita baccetta stregata, s’infilava nel enorme tascone del grembiule dei arnesi strani per una strega: una paletta, setacio e alcune formelle per giocare sulla sabia e costruire grandi casteli.
Ogni giorno, in fatti, che ci fosse neve, tenpesta, vento, piogga o grandine, Uffabaruffa se n’é andava al mare a giocare, anziché inparare nuove stregonerie.
adatt. da Annamaria Gatti, ill. di Laura Cortini, Uffabaruffa come sei buffa. Una fiaba per conoscersi ed essere felici, edizioni la meridiana, 2022
2 Questo testo presenta molti errori ortografici: sottolineali e riscrivi le parole corrette nella colonna di destra. Attenzione: in tutto ci sono 25 errori.

Non sò per quanto tempo mi affannai tra le onde. So solo che, ha un certo punto, i miei piedi sfiorarono una superfice solida. Una spiagia!
Arrancai sotto la pioggia battente, poi mi accasciai su uno prato e persi i senzi.
Mi risvelliai il mattino dopo con una strana sensazzione... Ero sdraiato a pancia in sù, il sole mi bruciava le guancie e cera qualcosa... qualcosa che mi stringeva il corpo.
Provai ha muovere la testa e le bracia, ma mi resi conto ce ero legato. Anche le mie ganbe erano ancorate al tereno da corde e picchetti e i capeli erano fissati al suolo. Sentivo un leggiero formicolio lungo il corpo, come se tanti piccoli insetti mi stessero scorazando a dosso.
Cercai di esaminarmi il petto, tirando le corde che mi tenevano la testa a terra, e quel che intravidi fù a dir poco incredibbile!
Le creature che caminavano su di me non erano insettini: erano... omini! Piccoli, piccolissimi omini... Stavo forze sogniando?
adatt. da Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, Mondadori Libri S.p.A per il marchio Piemme, 2020

Controlla sempre che le parole che hai utilizzato siano adatte e non ci siano ripetizioni
1 Nel testo sono state inserite alcune ripetizioni. Sostituisci le parti in grassetto con i sinonimi adatti: usa parole o espressioni che mantengano il significato. Se sei in difficoltà, consulta il dizionario.
Harry ci mise diversi giorni ad abituarsi alla diversa libertà.
Prima di allora non aveva mai potuto alzarsi in libertà . Poteva perfino andare dove gli pareva, purché rimanesse a Diagon Alley; e dal momento che sull’affascinante via si affacciavano i negozi di magia più affascinanti del mondo, Harry non provò il desiderio di mancare alla parola data e di addentrarsi tra i Babbani.
Faceva colazione ogni mattina al Paiolo magico, osservando gli altri ospiti: buffe streghette di campagna, in città per lo shopping; maghi dall’aspetto buffo che discutevano l’ultimo articolo su Trasfigurazione Oggi; stregoni dall’aria selvatica e perfino una fattucchiera, che ordinava piatti di fegato selvatico. Harry dopo colazione andava nel cortile sul retro, estraeva la bacchetta magica, colpiva il terzo mattone da sinistra dietro il bidone dell’immondizia e faceva un passo indietro mentre nel muro si apriva il passaggio che portava a Diagon Alley.
Passava lelunghegiornateestiveesplorando i negozi colorati, mangiando sotto gli ombrelloni colorati fuori dai caffè dove gli avventori si mostravano i loro acquisti o discutevano a lungo il caso di Sirius Black.
adatt. da J.K. Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Salani
LAVORAINSIEME
2 A coppie, riscrivete il testo eliminando la ripetizione di “merlo” tutte le volte che è possibile. Potete cancellare il nome, usare un pronome, unire le frasi con la punteggiatura adatta, oppure sostituirlo con un nome generico (uccello).
Era l’estate di nove anni fa e un giorno mi vidi arrivare in casa un nostro amico artigiano.
Aveva con sé un’ampia gabbia di legno con dentro un merlo. Mi raccontò che gli avevano portato il merlo dei ragazzi dopo aver preso il merlo in un giardinetto di Torino perché non era capace di volare e un gatto stava aggredendo il merlo. Il mio amico però, dovendo partire per le ferie, non sapeva a chi lasciare il merlo e così chiese a me di tenere il merlo qui in campagna, dove l’aria è più buona.
Era un bel merlo dal manto nero e il becco giallo-arancio. A mio parere il merlo poteva avere un paio d’anni, forse tre, e la sua incapacità di volare era dovuta al fatto che il merlo era sempre vissuto in gabbia, almeno da quando quei ragazzi avevano preso il merlo dal nido. “Forse”, mi dissi, “qui potrò liberare il merlo!”
Fin da ragazzo avevo allevato, e poi liberato nel bosco, uccelli di ogni genere. E ora avevo in dono un merlo cittadino che non sapeva volare. Sarebbe stato almeno un buon merlo cantatore?
adatt. da Mario Rigoni Stern, Il libro degli animali, Einaudi Ragazzi

Era l’estate di nove anni fa

Controlla sempre che tutti i verbi presenti nel testo concordino nel modo, nel tempo e nella persona con il soggetto a cui si riferiscono. Fai attenzione ai tempi usati all’inizio del racconto per capire se ci siano degli errori.
1 Nel testo sono evidenziati alcuni verbi. Leggi più volte l’inizio per capire in quale tempo sono espressi, poi correggi sui puntini solo i verbi sbagliati. Segui l’esempio.
Quando Peter Fortune aveva dieci anni, i grandi dicevano che era un bambino difficile.
Lui però non capì ( ) in che senso. Non si è sentito ( ) per niente difficile. Non scaraventava ( ) le bottiglie contro il muro del giardino, e neppure si rovescerà ( ) in testa il ketchup facendo finta che sia ( ) sangue […].
Mangiava ( ) di tutto, tranne, s’intende, il pesce, le uova, il formaggio e tutte le verdure tranne le patate. Non fu ( ) più rumoroso più sporco o più sciocco degli altri bambini. Ha ( ) un nome facile da dire e da scrivere e una faccia pallida e lentigginosa, facile da ricordare. Andava ( ) tutti i giorni a scuola come gli altri e senza fare poi tante storie.
Tormenterà ( ) sua sorella non più di quanto lei tormentasse lui […].
Gli pare ( ), tutto sommato, di essere un tipo piuttosto facile. Che cosa c’era ( ) in lui di così complicato?
adatt. da Ian McEwan, L’inventore di sogni, Einaudi Ragazzi capiva

LAVORAINSIEME
2 A coppie, leggete il racconto: sono evidenziati alcuni verbi. Sottolineate quelli usati in modo sbagliato e riscriveteli corretti. Seguite l’esempio.
Nina impugnò il Taldom Lux, il suo scettro magico, si avvicinò alla prima porta ed entrò. Poi la porta si chiuse di colpo e non si apre più. Nina e Fiore tentarono di forzare le altre porte. Poi Dodo girerà la maniglia della porta rossa e i bambini scoprirono l’unica stanza accessibile.
In un baleno sono dentro. Al centro della stanza hanno visto il trono e la botte con le cinque sentinelle arrotolate, che di colpo si alzarono, muovono le teste e minacciarono i bambini.
– Le sentinelle! I serpenti! – gridò Cesco e tre serpi strisceranno verso i loro piedi.
Poi, un’ombra enorme apparve tra il muro e il pavimento, balza e ruggì: il Leone Alato! Aveva ruggito ancora una volta, piegò le zampe e spicca un balzo. Nina sparò a raffica con il Taldom, ma le scariche infuocate lo colpiscono appena. L’animale le fu balzato addosso, lei lo schivò e si accuccia a terra… ma le sentinelle scivolarono sul pavimento e la avranno circondata
In quel momento le serpi aprono la bocca e, nella confusione, invece di mordere Nina colpirono il Leone Alato, che si irrigidirà: il potente veleno dei cinque serpenti è letale.
adatt. da Moony Witcher, Nina e la maledizione del serpente piumato, Giunti si aprì

La punteggiatura serve per dare il giusto ritmo al testo e rendere più scorrevole la sua lettura.
1 Nel testo che segue non è presente la punteggiatura del discorso diretto. Sottolinea le frasi pronunciate dai diversi personaggi, poi segna: la lettera maiuscola, i due punti, le lineette.
Stefi e Ivan, due giornalisti amici dei miei genitori, mi volevano portare a visitare la Lombardia con loro. Può venire anche Ottilia?, ho proposto a Stefi. Ma certo! Se ne ha voglia, dille di prepararsi!
Ero così emozionata che sono andata a trovarla a casa. Allora ci stai?, le ho chiesto. Ottilia ha risposto io sì, ma devo prima parlare con i miei genitori… Mi rivolsi alla madre di Ottilia buongiorno, sono venuta a trovarvi per farle una proposta: vorrei che Ottilia venisse con me e due amici dei miei genitori a fare il giro della Lombardia. La mamma di Ottilia mi ha detto grazie Valentina, stasera ne parlo con mio marito. Poi, alle nove in punto Ottilia mi ha telefonato e ha gridato posso venire!
Ho risposto lo sapevo! Prepara la valigia. Passiamo a prenderti domani alle otto.
da
2 Leggi e inserisci la punteggiatura mancante. Scegli fra: punto, due punti, punto interrogativo, punto esclamativo, virgola e lineette.
Era elettrizzante fare i bagagli George non aveva idea di che cosa portare con sé per qualche minuto si limitò a tirar fuori tutte le sue cose Infine mise in valigia qualche vestito e la preziosa Guida pratica dell’Universo
Come prepararsi per un viaggio nello Spazio Sapeva che gli astronauti si portano dietro solo un ricambio di biancheria e un po’ di cioccolato
Poi suo padre gli disse Ci terremo in contatto più che possiamo per e-mail o telefono In qualche modo noi saremo sempre nei paraggi
adatt. da Lucy & Stephen Hawking, Caccia al tesoro nell’universo, Mondadori

3 A coppie, leggete il testo e cerchiate la punteggiatura utilizzata in modo sbagliato.
Nonna Miriam fa , la biologa ! cioè teoricamente è in pensione, ma fa parte del comitato di bioetica dell’ente di ricerca... dove aveva lavorato da giovane: Siccome è ebrea; pensano che così siano rappresentate le varie religioni. A volte i grandi sono un po’ stupidi. e pensano che se tu sei ebreo allora, sai tutto quello che dice la tua religione. Invece dipende da quanto hai studiato; nonna Miriam... tante cose complicate dell’ebraismo non le sa, e allora si è messa a studiare Un altro esempio: quando alla scuola dell’infanzia la maestra, mi ha chiesto perché non festeggiavo il Natale; io le ho detto che festeggiavamo Channukkà? ma lei non capiva la parola; Comunque; per tornare a mia nonna, è una persona allegra. Non le piace discutere! quando io e le mie cugine eravamo più piccole e, litigavamo ci dava una merenda particolare, perché era la stessa che preparavano a lei quando era piccola: pane con l’olio e due cucchiai di zucchero. Che bontà?
adatt. da Lia Tagliacozzo, Il mistero della buccia d’arancia, Einaudi Ragazzi
4 Ora scrivete la versione corretta del testo.
Nonna Miriam fa la biologa: cioè teoricamente è in pensione, ma

Le parole-legame servono per collegare in modo logico le frasi di un testo. Controlla sempre se le hai utilizzate correttamente.
1 Nel testo che segue le parole-legame sottolineate sono utilizzate in modo errato. Correggi e scrivi sui puntini il connettivo più adatto.
C’era una volta una ragazza che quando faceva buio non poteva studiare, invece ( ) non aveva l’elettricità a casa. Un giorno ne parlò con la sua amica Ann, che era andata a trovarla.
Ann era bravissima a costruire le cose e aveva una vera passione per i transistor, i congegni che regolano il flusso della corrente elettrica.
– E se inventassi una torcia che si alimenta con il corpo? – propose Ann alla sua amica. – Nonostante ( ), i nostri corpi irradiano un sacco di energia sotto forma di calore!
Le ragazze erano entusiaste e si dissero: – Pensa a quante persone potrebbero avere l’elettricità poiché ( ) quest’idea funzionasse!
Ann aveva solo quindici anni, quindi ( ) aveva già molta esperienza nello smontare e rimontare le cose.
Cioè ( ) cominciò a lavorare alla sua misteriosa nuova torcia, che chiamò Hollow, allora ( ) torcia “vuota, cava”, ma ( ) l’aveva costruita usando un tubo cavo di alluminio.
Quando presentò il progetto alla “Fiera della Scienza” vinse il primo premio! La sua invenzione è la prima torcia al mondo che non ha bisogno di batterie e neppure del sole o del vento: tuttavia ( ) è alimentata solo dal calore umano. Oggi, Ann è considerata una delle inventrici più promettenti della nostra epoca.
adatt. da Elena Favilli, Francesca Cavallo, Storie

LAVORAINSIEME
2 A coppie, individuate le parole-legame più adatte da inserire nel testo e scrivetele sui puntini.
Un viaggiatore sperduto nel deserto cercava disperatamente dell’acqua.
( ) si trascinò a fatica in cima a una duna,
( ) su un’altra e un’altra ancora, nella speranza di scorgere da qualche parte un corso d’acqua.
Continuò a guardare in tutte le direzioni, ( ) fu invano.
( ) procedeva barcollando, inciampò in un cespuglio secco e cadde.
( ) restò lì disteso, senza avere più la forza di rialzarsi.
( ) se ne stava lì, prestò attenzione al silenzio del deserto. Da ogni parte regnava una calma maestosa, che neppure il più piccolo rumore veniva a disturbare.
( ) l’uomo sollevò la testa. Aveva udito qualcosa: un suono così debole che solo l’orecchio più sensibile e il silenzio più profondo potevano far sentire: il suono dell’acqua che scorre.
( ), rincuorato dalla speranza che quel suono suscitava in lui, l’uomo si alzò e continuò a camminare.
( ) raggiunse un rivolo di acqua limpida e fresca.
adatt. da Anthony de Mello, La preghiera della rana. Saggezza popolare dell’Oriente – volume secondo, edizioni Paoline

Per scrivere un buon testo, bisogna inserire solo le informazioni utili alla comprensione. Durante la revisione, quindi, controlla che non ci siano informazioni inutili o che possano confondere chi legge.
1 Leggi il racconto, nel quale sono state inserite delle informazioni che non sono necessarie. Individuale e cancellale.
Lily era stesa su un alto divano superimbottito e su ogni cosa aleggiava un odore strano, simile a quello di incenso. Sua nonna, anni fa, distribuì a tutti i nipoti dei bastoncini di incenso: una volta accesi si ritrovarono immersi in una nuvola di fumo profumato! Lily si mise a sedere. Mentre si guardava attorno, cominciò lentamente a ricordare e vide che le alte pareti di pietra si inclinavano man mano che salivano. Se la sua ipotesi era esatta si trovava in una piramide. Nell’antico Egitto per costruire le piramidi gli schiavi erano costretti a trasportare enormi blocchi di pietra.
E il tavolo... raffigurava un drago incatenato! Mentre lo guardava, un foglio piegato fuoriuscì dalla bocca del drago. Il prossimo “anno del Drago” nel calendario cinese sarà il 2024. Lily tese una mano, lo sfilò cauta, lo aprì e lesse: “Ti invitiamo a cena come nostra ospite. Ci auguriamo di aver provveduto a tutte le necessità e attendiamo con ansia il piacere della tua compagnia. A presto!”. Il biglietto si dissolse come fumo tra le dita. Aveva le dita affusolate e magre, proprio come quelle di sua nonna. Lily saltò giù dal divano. Un abito di stoffa intessuta d’oro e scarpe dorate si erano materializzati su una sedia al suo fianco. Subito accanto c’era un recipiente pieno di schiuma al profumo di lavanda. Adorava le siepi di lavanda, anche se attirano molte api... Per quanto sporca fosse, Lily decise che per niente al mondo si sarebbe lavata in quell’acqua.
adatt. da Natalie Jane Prior, Lily Quench e la piramide dei maghi, Giunti Junior, 2014
Controlla sempre di aver scritto il necessario e che non ci siano informazioni mancanti, in modo che chi legge capisca che cosa vuoi comunicare.
1

In questo testo sono state omesse delle informazioni. Con l’aiuto delle domande, inserisci le informazioni mancanti sui puntini.
Nella scuola che frequento c’è (che cosa?) molto speciale, che è grande come metà di un’aula normale. All’interno, (dove?) destra e sinistra, ci sono degli scaffali di varie dimensioni di un color rosso brillante, sopra i quali sono disposti degli amici speciali. Quando li apri ognuno ti mostra un mondo diverso, tutto da scoprire. Questa stanza dalle proprietà magiche è la biblioteca.
Io sono un lettore nato... Mi basta metter dentro un piede, che subito mi rilasso (perché?) ; e c’è anche un altro motivo per cui mi piace: (quale?) .
Roberta (chi è?) ; dirige questa stanza magica. Lei è una donna dai capelli castani, alta come l’insegnante d’italiano e dalla corporatura robusta.
Io la chiamo “la maga dei libri” (perché?) . Questa biblioteca contiene più di quattromila libri di tantissimi generi: (quali?) .
Per prendere in prestito un libro in biblioteca bisogna prima di tutto sceglierne uno, poi darlo a Roberta che segna tutte le informazioni (dove?) . In questo modo il sistema registra quale libro è stato preso in prestito e da chi. Sul sistema si può anche vedere se qualche alunno o alunna non ha riportato indietro un libro che aveva preso in prestito (come?) .
Come sai già, ci sono tanti modi per raccontare: proprio per questo esistono generi diversi! Ecco alcuni degli ingredienti indispensabili per scrivere racconti nei diversi generi narrativi.
• Ecco alcuni dei generi narrativi che affronterai nelle prossime pagine. Scrivi i loro ingredienti principali. Aiutati con i racconti del libro delle letture.
Racconto storico
tempo: precisa epoca storica
luoghi: personaggi:
fatti:

Racconto giallo
tempo: luoghi: personaggi: detective,
fatti: crimine e indagini
AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÁ
Racconto del brivido
tempo: luoghi: desolati, lugubri
personaggi:
fatti:
Racconto fantasy
tempo: luoghi:
personaggi: eroici
fatti: lotta tra il Bene e il Male
Racconto umoristico
tempo: luoghi: personaggi:
fatti: assurdi e ridicoli
Racconto di fantascienza
tempo: luoghi: personaggi:
fatti: imprese spaziali, esplorazione di altri mondi
• Ecco come alcuni scrittori e alcune scrittrici hanno utilizzato gli ingredienti caratteristici dei vari generi per scrivere i loro racconti… naturalmente sono solo dei piccoli assaggi. Sai individuare i diversi ingredienti? A quale genere apparterranno? Colora ogni usando i colori dei riquadri della pagina precedente. Segui l’esempio.
Facevo di tutto per non guardare la ragno-scimmia. Tutto era bianco e liscio e ipertecnologico. Non c’erano luci. Solo il soffitto luccicava appena. Non c’erano porte.
Mark Haddon, Boom! Ovvero: la strana avventura sul pianeta Plonk, Einaudi

Sofia aprì gli occhi lentamente e guardò oltre i suoi piedi. Volava. Le sue ali battevano nell’aria e sotto si dipanava il labirinto delle rovine. Non poteva crederci. Fissò le sue ali: erano vere ed enormi. Le ali di Thuban.
adatt. da Licia Troisi, La ragazza drago – L’eredità di Thuban, Mondadori
– Abbiamo ristretto il numero degli indiziati a due persone, ispettore – spiegò l’agente di polizia. – La porta è stata aperta con una chiave e le sole persone ad averne una copia sono i due commessi.
Jim Suckach, Le indagini lampo dell’ispettore Bracco, Mondadori Libri S.p.A per il marchio Piemme
Fissavo sconvolta la piccola spugna rotonda che si muoveva nella mia mano, piano piano, avanti e indietro, come se stesse respirando. Poi, due occhi neri mi guardarono. D’un tratto la spugna mi apparve come una cosa spaventosa.
Robert Lawrence Stine, Un mostro in cucina, Mondadori
Al tempo di qualche re di Francia, viveva un moschettiere che andava in giro armato di forchetta e coltello. Si chiamava d’Arta...GNAM. Lui i duelli li faceva a mezzogiorno all’osteria: tortelli, lasagne, spaghetti, salsicce, mortadella.
Andrea Valente, Chissà perché © Andrea Valente / Caminito S.a.s.
Oggi gli aruspici renderanno noto il volere degli dèi – disse mio padre. – È per questo che non sei a pascolare il gregge? – replicò mia madre.
– Ci andrà Sicinio. Ha dodici inverni. È tempo che prenda il mio posto.
Guido Sgardoli, Che Storia! La fondazione di Roma, Edizioni EL
Come sai, per scrivere un racconto storico devi documentarti raccogliendo informazioni storiche legate all’epoca in cui vuoi ambientarlo.
1 Completa lo schema con gli ingredienti utili per scrivere un racconto storico ambientato a Sparta, nell’antica
Grecia. Tieni conto del titolo.
Vivi a Sparta, in una scuola lontano dalla tua famiglia.
Un giorno, mentre ti alleni, fai un incontro davvero importante.

1 2
Presentati: chi sei? Come ti chiami?
Che anno è? In quale periodo dell’anno ti trovi?
3 4 5
Presenta il luogo dove vivi: com’è? Che cosa stai imparando a fare?
Chi arriva all’improvviso a scuola?
Un esperto istruttore di corsa.
Un/a nuovo/a compagno/a.
6 7
Che cosa fai?
Che cosa pensi di fare?
Vuoi offrirti come volontario/a per la prima lezione. Cerchi di fare amicizia.
Come si conclude la vicenda?
SCRIVO
2 Scrivi il tuo racconto storico: tieni conto degli elementi che hai inserito nello schema dell’esercizio 1. Quando hai concluso, rileggi il racconto e decidi se modificare il titolo.
Modifico il titolo in:
● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia
Mi presento: mi chiamo
Siamo nell’anno
nel periodo
Vivo a Sparta, nella scuola che frequento. È un luogo per imparare a
In un giorno di allenamento che sembrava come tanti altri, all’improvviso arriva
● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?
● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?
● conseguenza: allora che cosa succede?
● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?
1 Completa lo schema con gli ingredienti utili per scrivere un racconto storico ambientato nell’antica Roma. Tieni conto del titolo.
Vivi a Roma con la tua famiglia e un giorno vi recate al Colosseo per assistere ai giochi. 1 2 3 4 5 6 7
Descrivi il Colosseo: usa i cinque sensi.
Presentati: chi sei? Come ti chiami?
Chi fa parte della tua famiglia?

Poi improvvisamente... scoppia un incendio. ti trovi davanti a un gladiatore famoso.
Che cosa pensi di fare? Scappare. Attirare la sua attenzione.
Che cosa fai? Come si conclude la vicenda?
2 Scrivi il tuo racconto storico: tieni conto degli elementi che hai inserito nello schema dell’esercizio 1. Quando hai concluso, rileggi il racconto e decidi se modificare il titolo. SCRIVO
Modifico il titolo in:
● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia
Mi presento: mi chiamo e ho anni. Vivo a Roma con la mia famiglia, che è composta da
● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?
Siamo al Colosseo per assistere allo spettacolo dei gladiatori, oggi combatterà Tazio contro i leoni. Sono entusiasta: mi guardo intorno per cogliere ogni emozione e a un certo punto
● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?
● conseguenza: allora che cosa succede?
● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?
Se vuoi provare a scrivere un racconto giallo ti servono un mistero da risolvere e l’abile detective che risolverà il caso: osservando gli indizi scoprirà il colpevole e il suo movente.
1 Ecco alcune idee per scrivere il tuo racconto giallo. Indica con una X le tue preferenze oppure aggiungi le tue proposte.
1
Era…
Il tempo meteorologico
una notte senza luna una mattina nebbiosa un pomeriggio di pioggia a dirotto

2
La presentazione di chi indaga
quando…
la detective Agata Merletti il detective Ivo Lesotutte l’agente Centotredici
3
La scena del crimine
L’aspetto di chi indaga si presentò…
nella gioielleria di Comebrillo. nella Casa di Antiquariato Sofisticoni. al Museo delle Cere.
4 5 6
Il mistero
La vittima era… il signor Comebrillo, infatti nel suo negozio era stato rubato un diamante. la signora Sofisticoni, infatti qualcuno le aveva preso la parrucca. il custode del Museo delle Cere, infatti durante la sua vigilanza era scomparsa la statua del cantante Maicol Jesso.
Aveva…
occhi strani a causa degli spessi occhiali. un impermeabile sgualcito. un leccalecca in bocca.
La raccolta degli indizi
Il/La detective si accorse che… il bottone della giacca di Comebrillo emetteva uno strano luccichio. una preziosa voliera era aperta. misteriose tracce di stivali avevano infangato la moquette del museo.
Il colpo di scena
A un tratto si sentì…
la signora Comebrillo che sussurrava al telefono.
uno sbattere d’ali proveniente da un armadio.
un rumore di passi proveniente dalla soffitta del Museo delle Cere.

Le istruzioni agli assistenti
Il/La detective allora ordinò…
– Controllate i tabulati telefonici.
I Comebrillo non me la raccontano giusta!
– Aprite quell’armadio e scoprite chi vi si nasconde!
– Perquisite la soffitta!
7 8 9 10 11 12
Il mistero è risolto
Il/La detective capì che…
i Comebrillo avevano inscenato il furto per non pagare i debiti.
il pappagallo aveva rubato la parrucca alla signora Sofisticoni e si era nascosto. un sosia del cantante Maicol Jesso si fingeva una statua di cera per stare al caldo durante l’inverno.
Un presentimento
Ebbe la sensazione che…
la signora e il signor Comebrillo nascondessero qualcosa.
ci fosse qualcuno nell’armadio. qualcuno stesse tentando la fuga cercando un’uscita nella soffitta.
Prove schiaccianti
L’assistente fece ritorno e disse:
– I tabulati sono chiari: i Comebrillo sono pieni di debiti.
– Nell’armadio c’è un pappagallo, appollaiato sulla parrucca scomparsa.
– La statua di cera… è viva! È un cantante in pelle e ossa ed era in soffitta!
La chiusura delle indagini
Alla fine…
i Comebrillo vennero arrestati. al pappagallo regalarono un peluche e la parrucca fu restituita alla signora Sofisticoni.
il sosia venne assunto come guardiano del Museo delle Cere.
1 Utilizza gli ingredienti che hai selezionato nelle pagine precedenti e scrivi il tuo racconto giallo. Alla fine, decidi come intitolare la storia.
Titolo:
Era ● Indica il tempo meteorologico.

quando ● Presenta e descrivi chi indaga.
si presentò ● Descrivi la scena del crimine.
Aveva ● Aggiungi una curiosità sull’aspetto di chi svolge le indagini.
La vittima era ● Descrivi chi denuncia il crimine.
Il/La detective si accorse che ● Descrivi che cosa osserva il/la detective.
A un tratto si sentì ● Descrivi il colpo di scena.

Ebbe la sensazione che ● Descrivi il presentimento.
Il/La detective allora ordinò ● Indica le istruzioni agli assistenti.
L’assistente fece ritorno e disse ● Indica le prove schiaccianti.
Il/La detective capì che ● Spiega come viene risolto il mistero.
Alla fine ● Concludi il racconto.

Per scrivere un racconto del brivido inizia a pensare a un mistero inquietante, di cui è difficile trovare una spiegazione logica, e aggiungi luoghi cupi, “strani” e terrificanti… Poi, ti servirà anche un personaggio da spaventare!
1 Ecco alcune idee per scrivere il tuo racconto del brivido. Indica con una X le tue preferenze oppure aggiungi le tue proposte.
1 2
Era…
Il tempo meteorologico
Il/la protagonista
un’alba nebbiosa una notte di plenilunio una sera buia e tempestosa quando… la dottoressa Kestrana Keson l’esploratore Passo Dilà un’anziana signora
3
Il luogo
Il primo brivido si ritrovò… in un ospedale abbandonato. davanti a un bosco. in un castello diroccato.
4 5 6
La prima reazione
Allora decise di… addentrarsi nelle corsie dell’ospedale per indagare.
scrutare l’orizzonte con il fidato cannocchiale a infrarossi. scappare in giardino, temendo un terremoto.
A un tratto udì… dei suoni simili a urla strazianti. un sibilo, da far rizzare i capelli. l’eco di una risata lugubre.
Il secondo brivido
A quel punto… capì che quei suoni inquietanti provenivano dall’esterno e forse erano dei cigolii.
scorse un enorme profilo tra gli alberi: sicuramente era un mostro! guardò a terra e notò la presenza di un’immensa voragine.
La seconda reazione
Pur tremando come una foglia, si avvicinò e scoprì… un pesante cancello arrugginito e dai grossi cardini.
un’enorme gabbia, in un campo al margine del bosco. una ruspa coperta da un telo in un cantiere vicino al castello.

Un presentimento
Ebbe la netta sensazione che… stridori e cigolii fossero opera del cancello!
il fuoristrada stesse inseguendo qualcosa, forse un grosso animale... qualcuno stesse ridendo sotto quel telo.
7 8 9 10 11 12
Il mistero è risolto
Finalmente capì che…
qualcuno avrebbe dovuto oliare i cardini di quel maledetto cancello! era giunto il momento di scappare a gambe levate!
doveva chiamare subito la polizia!
Colpo di scena
Improvvisamente…
una folata di vento fece stridere e cigolare il cancello. un fuoristrada si allontanò a tutta velocità dal campo.
alcune luci si accesero sotto il telo che copriva la ruspa.
La grande scoperta
Allora si fece coraggio e…
si avvicinò al cancello: aveva ragione! Era il vento sui cardini arrugginiti a imitare il suono delle urla!
seguì la pista del fuoristrada: pochi metri dopo trovò la pelle di un gigantesco serpente.
sollevò il telo; due tizi loschi ridacchiavano per il mucchio d’oro che avevano appena dissotterrato…
La conclusione
Alla fine… si disse: “Tanto rumore per nulla!”. giunse a casa sua e pensò: “Tutto è bene quel che finisce bene!”.
sentì il suono della sirena e pensò: “Per fortuna è arrivata la polizia!”.
SCRIVO
1 Utilizza gli ingredienti che hai selezionato nelle pagine precedenti e scrivi il tuo racconto del brivido. Alla fine, decidi come intitolare la storia.
Titolo:
Era ● Indica il tempo meteorologico.

quando ● Presenta e descrivi il/la protagonista.
si ritrovò ● Descrivi il luogo.
A un tratto udì ● Descrivi il primo brivido.
Allora decise di ● Descrivi la prima reazione.
A quel punto

● Descrivi il secondo brivido.
Pur tremando come una foglia, si avvicinò e scoprì ● Descrivi la seconda reazione.
Improvvisamente
● Descrivi il colpo di scena.
Ebbe la netta sensazione che
● Descrivi il presentimento.
Allora si fece coraggio e ● Descrivi qual è la scoperta.
Finalmente capì che ● Spiega come si risolve il mistero.
Alla fine
● Concludi il racconto.
Per scrivere un racconto umoristico servono delle idee divertenti
Un effetto comico si può ottenere quando due personaggi hanno un malinteso, cioè quando si fraintendono e nasce un equivoco.
1 Leggi il testo e osserva le vignette che lo accompagnano.
Luca abbassa il volume!

Lo abbasso così?
È l’ora di Italiano e Luca è seduto al suo posto. Sul banco ha un grosso dizionario.
D’un tratto chiede alla sua compagna di banco di passargli cortesemente una matita e non si accorge che il tono della sua voce è davvero alto.
La maestra gli dice: – Luca abbassa il volume!
Il bambino, stupito, risponde alla maestra a voce sempre alta: – Va bene se lo abbasso così?
E appoggia il dizionario sulla sedia, mentre i compagni e le compagne lo guardano sorpresi.
2 Ora prova a completare la storia dell’esercizio 1 in modo divertente.
Oggi è successo un episodio davvero divertente, grazie a un malinteso del nostro compagno Luca. Durante la lezione di Italiano, quando eravamo tutti a caccia di parole nuove, Luca ha chiesto a voce alta
Un altro modo per scrivere racconti umoristici è quello di trovare delle situazioni da trasformare “al contrario”… per esempio, un giardiniere innaffiato fa più ridere di un giardiniere che innaffia!
1 Leggi i testi nei riquadri che indicano una situazione normale e la stessa situazione… “ribaltata”! Poi, a partire da quest’ultima, scrivi il tuo racconto umoristico.

Peter è al supermercato e fa la spesa mettendo gli acquisti nel carrello.
Che strana avventura è capitata a Peter! Era al supermercato a fare la spesa, quando il carrello ha cominciato a
Il carrello vuol fare la spesa di Peter, oggi. Sbatte contro gli scaffali, così barattoli e scatole finiscono nel carrello.
Peter ha provato a inseguirlo, ma

Per scrivere un racconto fantasy dovrai raccontare la lotta tra il Bene e il Male. Quindi servono almeno due personaggi (l’eroe/eroina al servizio del Bene e il personaggio malvagio), un mondo fantastico raggiungibile in modi strani (attraverso armadi, muri, tunnel, boschi incantati…) e soprattutto una missione da compiere!
1 Ecco alcuni personaggi tipici del genere fantasy: scegline uno per il Bene e uno per il Male.

m /a
persona che grazie allo studio esercita la magia d o

enorme lucertola volante e sputafuoco

/a

blin

lf /a
centauro
creatura magica agile e di bell’aspetto
creatura per metà uomo e per metà cavallo


pi l buona che vive nei boschi
eroe/eroina

pi l maligna dalle orecchie a punta if e
stregone
essere umano dalle doti straordinarie (coraggio, lealtà, intelligenza...)
persona che possiede doti magiche con le quali controlla le forze della natura
creatura con la testa di aquila e il corpo di leone ll
unicorno

cavallo bianco con un corno a spirale sulla fronte, dotato di poteri di guarigione
orribile creatura, gigantesca, stolta e maligna
licantropo
creatura umana che si trasforma in un terribile lupo nelle notti di luna piena
2 Completa le carte d’identità dei personaggi che hai scelto, evidenziando i tratti che saranno utili per scrivere il tuo racconto fantasy.
Per il Bene
nome
soprannome
età altezza
colore capelli carattere
doti speciali
dicono di lui/lei

Per il Male
nome
soprannome
età altezza
colore capelli carattere
doti speciali
dicono di lui/lei
3 Segui le indicazioni e inventa il mondo in cui ambientare il racconto e la missione da compiere con il relativo conflitto. Il mondo
Immagina e inventa:
● un nome insolito;
● una descrizione accurata;
● un passaggio segreto per raggiungerlo (un buco, un armadio, un tunnel, una parola-chiave…).
La missione: il conflitto tra il Bene e il Male
Immagina e inventa:
● il nome del conflitto;
● l’intervento del Male, con effetti negativi e misteriosi;
● l’intervento del Bene, che salva il mondo speciale.
Nome del mondo:
Descrizione: Passaggio segreto:
Nome del conflitto:
Il Male decide di Il Bene quindi
1 Completa lo schema con le idee raccolte nelle pagine precedenti. Segui la traccia iniziale e sviluppa il tuo racconto fantasy
E in quel momento capii che aveva inizio la mia missione! Dovevo sventare i piani malvagi di per salvare il mondo di 1 2
Presentati: chi sei? Come ti chiami? Come raggiungi il mondo fantastico?

Com’è fatto questo luogo magico? Descrivilo.
3 4 5 6 7 8
Con i tuoi poteri tu potresti salvare il mondo speciale: che cosa fai?
Un giorno accadono cose strane e un fatto terribile: che cosa?
Descrivi l’essere malvagio: chi è? Com’è? Quali sono i suoi poteri?
Descrivi il conflitto fra il Bene e il Male: che cosa succede?
Come si conclude la vicenda?
2 Scrivi il tuo racconto fantasy: tieni conto degli elementi che hai inserito nello schema dell’esercizio 1. Quando hai concluso, rileggi il racconto e scegli un titolo adatto.
Titolo:
● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia
Mi chiamo e sono Vivo
Dicono di me che
● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?
● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?
● conseguenza: allora che cosa succede?
Attraverso un passaggio segreto, cioè
visito spesso il misterioso mondo di , che è
Ma un giorno
● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?
Anche il racconto di fantascienza si svolge in mondi lontani, in cui prevalgono la tecnica e la scienza. Si possono incontrare robot, alieni e astronavi, che vivono avventure in altri pianeti e universi o nello Spazio infinito.
1 Leggi il testo e aggiungi le sequenze descrittive richieste. Poi concludi la storia.
Marco e Giulia stavano leggendo in camera prima di addormentarsi, quando videro all’improvviso una scia luminosa rischiarare il cielo a giorno.
– Sarà una stella cadente! – esclamò Marco.
– No... Era troppo luminosa, usciamo e andiamo a vedere! – propose Giulia. Così si vestirono e silenziosamente raggiunsero il giardino. Da dietro al cespuglio proveniva una strana luce: si avvicinarono in punta di piedi e videro... una navicella spaziale!
• Descrivi la navicella spaziale.

A bocca aperta, sempre restando nascosti, osservarono il portellone che si apriva e videro scendere degli strani esseri... erano alieni!
• Descrivi gli alieni.
A Giulia e Marco, tuttavia, sembrarono innocui, perciò si avvicinarono.
– Come faremo a comunicare con loro? – chiese Marco. Proprio in quel momento un alieno andò loro incontro ed esclamò: – Sal-ve, ter-re-stri! Giulia e Marco, sbigottiti, tentarono di ricambiare il saluto, ma uscì dalle loro bocche un ridicolo balbettio: – S-s-s-salve a v-v-voi!
– Ve-nia-mo in pa-ce! – annunciò un altro alieno.
– Come mai siete qui? – chiese Giulia pensierosa.
Si fece avanti un altro alieno e disse: – Parlo io che conosco bene la lingua di voi terrestri. La nostra navicella ha avuto un’avaria e abbiamo dovuto fare un atterraggio d’emergenza. Dobbiamo aggiustarla, ma il tecnico è rimasto sul pianeta XYZ e abbiamo bisogno di qualcuno che se ne intenda…
– Potremmo chiedere aiuto all’insegnante di Tecnologia! – suggerì prontamente Marco.
– Ottima idea! Per fortuna abita qui vicino... – aggiunse Giulia. La strana comitiva si avviò quindi verso la casa dell’insegnante.
• Descrivi l’incontro fra la strana comitiva e l’insegnante.

Quando si fu ripresa dallo spavento, l’insegnante, munita di cassetta degli attrezzi e di computer, si avviò insieme agli altri verso la navicella.
Giunta sul posto, cominciò ad armeggiare per individuare il guasto.
Era quasi l’alba quando finalmente riuscì a riavviare il motore.
Gli alieni salutarono e ringraziarono gli amici terrestri, poi ripartirono prima che qualcun altro potesse vederli.
Dopo qualche giorno, Giulia e Marco trovarono uno strano pacco nel giardino di casa loro. Appoggiato sopra il pacco c’era un bigliettino con scritto: GRAZIE TERRESTRI!
Lo aprirono e restarono senza parole.
• Descrivi il contenuto del pacco. Poi concludi la storia.
1 Immagina di vivere in prima persona un viaggio nello Spazio. Segui la traccia e completa lo schema con le tue idee.
1 2
Presentati: chi sei? Come ti chiami?
Chi sono le tue compagne e i tuoi compagni?

La nostra navicella è in viaggio nello Spazio infinito da diversi mesi: dobbiamo completare un’importante missione.
3 4 5
Qual è lo scopo del vostro viaggio?
Studiare una popolazione aliena.
Trovare un nuovo pianeta dove vivere.
Durante il viaggio succede che…
la navicella viene colpita da una pioggia di meteoriti. avvisti un pianeta che ti incuriosisce.
Un esploratore e una scienziata.
Dei robot.
Che cosa decidete di fare?
6 7
Che cosa succede allora?
Come si conclude la vicenda?
2 Scrivi il tuo racconto di fantascienza: tieni conto degli elementi che hai inserito nello schema dell’esercizio 1. Quando hai concluso, rileggi il racconto e scegli un titolo adatto. SCRIVO
Titolo:
● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia
Mi chiamo e sono
Ho intrapreso un viaggio nello Spazio con
Abbiamo deciso di partire per
● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?
Mentre viaggiavamo a bordo della nostra navicella spaziale improvvisamente
● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?
● conseguenza: allora che cosa succede?
● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?

1 Leggi i testi e spiega sul quaderno: da che cosa riconosci che sono poesie?
Che cos’è la poesia per te?
Istruzioni per coltivare la poesia
Chiudi gli occhi.
Apri la mente.
Che cosa scopri se guardi attentamente?
Un po’ di tristezza?
Un po’ di allegria?
Mistero, bellezza, un po’ di follia?
Drizza le orecchie.
Stai bene attento.
C’è una parola, una frase in fermento?
Seguine il ritmo.
Afferra il rumore e gustane, poi, lentamente il sapore.
È divertente?
Impertinente?
Senti che mette radici alla svelta?
Ormai la poesia ti sta sbocciando in testa.
Tony Mitton, Prugna, Einaudi ragazzi
Poesia è una voce allegra che fa le capriole e come l’acqua e il vento fa cantare le parole
Poesia è un orecchio attento che ascolta e che cattura
è un seme nato dentro che riempie chi lo cura
Poesia ha parole matte per ridere e pensare ci giochi le assapori e poi le fai volare
Poesia ha parole matte che dicono in profondo la storia a molti sensi di come è fatto il mondo
Chiara Carminati, Poesie per aria, Topipittori
Le poesie sono composte da versi, strofe e rime. Tuttavia, esistono poesie che non hanno rime e sono scritte in versi sciolti che mantengono il ritmo, la musicalità o la forza del messaggio. Sai come? Attraverso l’uso di onomatopee, allitterazioni, anafore, personificazioni, similitudini e metafore
Per scrivere testi poetici è utile “allenarsi” con alcuni giochi di parole. Conosci già il gioco della zeppa (cane/canne) e dello scarto (pesche/pesce). Vediamone altri.
1 Leggi questa poesia che è stata scritta con la tecnica del tautogramma, poi esegui.
Un pezzettino piccolo di pepe peperino sulla pietanza o pizza o pollo e patatine oppure sul purè.
Un profumato pizzico di pepe piccantino nel pinzimonio, un pezzo in zuppa o spezzatino o un pezzo nel paté. Il pepe è una pepita di pepido sapore: rende più saporita la pappa e anche l’amore.
Roberto Piumini, Non piangere, cipolla, Mondadori

● Hai scoperto il gioco nascosto nella poesia?
La poesia contiene molte parole legate al cibo.
La poesia è una ricetta.
Quasi tutte le parole iniziano con la lettera p.
● Cerchia le lettere del tautogramma.
2 Completa i tautogrammi scrivendo altre parole con la stessa lettera iniziale.
● Paola pittrice portava pennelli
● Albero Antonio amava l’alba
● Fido fischiava fra le foglie
● Mago Merlino mostra magie
Ecco un gioco per imparare a scrivere parole che si somigliano nel suono, ma sono diverse nel significato. Si chiama bisticcio di parole
SCRIVO
3 Leggi questa poesia che è stata scritta con il gioco del bisticcio, poi esegui.
Una rapa con la foglia una casa con la soglia una guancia con la voglia una cuoca con la sfoglia una pappa con la soia una sala con la stuoia una nana con la noia una tana con la paglia una talpa con la maglia.
adatt. da Toti Scialoja, L’ippopota disse: «Mo...», Mondadori
● Sottolinea le rime.
● Che cosa noti nelle parole che rimano fra loro?
Cambia una lettera e la parola cambia di significato, tranne nel sesto verso.
Contengono “gli”.
Sono tutte rime baciate.
● Evidenzia i bisticci: sono presenti anche all’interno dei versi.
4 Completa le coppie di parole con i bisticci. Segui l’esempio. vola
● vela –
● nere –
● sapone –
● colla –
● volare –

● riga –
● cosa –
● verde –
● pino –
● amare –
5 Scegli quattro coppie di bisticci e componi brevi poesie. Segui l’esempio.
● sole –
● penna –
● colore –
● gattina –
● Pietro –
Nel grigio mare in tempesta vola una rossa barca con la sua vela.
Il metagramma è un altro gioco utile per imparare a usare le parole e scoprire che si possono trasformare in altre, con un susseguirsi di cambiamenti. La regola dice che si può sostituire una sola lettera alla volta. Serve, inoltre, tenere a disposizione un dizionario per controllare se certe parole esistano oppure no.
LAVORAINSIEME
6 A coppie, esercitatevi con i metagrammi. Seguite l’esempio.
Da case a sole

Da mano a pila
mano
Da viso a cane viso
Da filo a nero
7 Scegliete uno dei metagrammi che avete composto e provate a scrivere una filastrocca che contenga tutte le parole (e qualcuna in più, se serve a dare ritmo e senso alla vostra produzione!).
pila
Testi poetici in cui i versi seguono l’ordine alfabetico sono detti abbecedari.
LAVORAINSIEME
1

A coppie, leggete la filastrocca e verificate se è un abbecedario: circondate le lettere che seguono la tecnica. Poi, evidenziate con colori diversi le rime baciate.
A è l’allegria che sentiamo in questi giorni,
B è un bacio anche quando dormi,
C come la compagnia di chi insieme può stare,
D come il dono che mamma e papà ti sanno dare,
E è l’emozione che tutti, grandi e piccoli, sentiamo,
F è la fame che finisce nel mondo... speriamo,
G come gioiosi giorni per l’anno che verrà,
H come “Happy Christmas!” che per tutti noi sarà,
I sono le istruzioni per gioire che vi raccontiamo,
L è la letterina di Natale che tra poco spediamo,
M come la magia del Natale, se ti lasci trasportare,
N come “È Natale, che bello! La guerra non si deve più fare!”,
O è l’ora del Capodanno che presto arriverà,
P è la pace nel mondo che a tutti immenso bene farà,
Q come qualsiasi dono è speciale se fatto con amore,
R come il cuore che batte e a Natale fa rumore,
S è il sogno di un bambino che si realizza,
T sono “Tanti auguri!” per il nuovo anno che inizia,
U come “Uffa! Ma quando arriva questo Natale?”,
V come vivere con gioia una vita mai uguale,
E infine Z, perché Natale sia un giorno dolce come uno zuccherino...
È questo il nostro augurio per tutti questo mattino.
I bambini e le bambine della 4a classe dell’Istituto Comprensivo di Carbonera (TV)
2 Scrivete sul quaderno un abbecedario dal titolo L’ABC dell’estate. Inserite le rime baciate e i tautogrammi.
Nei calligrammi le parole e i versi disegnano sulla pagina la situazione che il poeta o la poetessa esprime con la sua poesia.
1 Trasforma la poesia di Roberto Piumini in un calligramma. Parti dal disegno che vedi e completalo come meglio preferisci.

Un Libro con te
Ha onde di carta leggera, ha righe che sono orizzonti, ti getta in una bufera, ti salva con isole e ponti.
Ti sta in mano ma è grande, ti sta fra le dita ma è fondo, ti semina in testa domande, ti spiega il gioco del mondo.
Lo apri, e lui apre te.
Lo chiudi, però resta aperto. È come un amico che c’è:
fedele, socievole, certo.
Questo gioco di parole consiste nel trovare analogie (cioè somiglianze) tra il significato di una parola e quello di un’altra. Una catena analogica può essere infinita. È un gioco divertente e anche molto utile per scrivere una poesia: infatti, aiuta a creare similitudini e metafore
Una catena analogica, per esempio, è la seguente:

foglio • carta • penna • scuola • classe • amicizia • allegria
Si possono anche creare catene chiuse stabilendo il primo termine e l’ultimo. Osserva l’esempio che inizia con “pallone” e si chiude con “stella marina”:
pallone • calcio • scatto • salto • volo • aria • cielo • terra • acqua • tuffo • mare • stella marina
1 Componi catene analogiche usando la parola di partenza e quella di arrivo stabilite.
• Da gatto a computer
• Da elefante a specchio
• Da Cenerentola a mare
SCRIVO
2 Componi un breve testo poetico con le parole di una catena analogica dell’esercizio 1.
Le similitudini sono “immagini” legate al significato delle poesie. Sono confronti, paragoni che si fanno tra due o più elementi e contengono le parole come, sembra, somiglia, pare ecc.
1 Leggi le poesie ed esegui le attività.
Con le mie A un po’ tremanti e in salita
Tutto impegnato a star dentro ai quadretti
Con le mie B dai pancioni imperfetti
Con le mie C somiglianti a dei ceci
Sei stato bravo, ti meriti DIECI.
adatt. da Sabrina Giarratana, Filascuola, Nuove Edizioni Romane
Voglio il ciuffo, la criniera
Una testa ciminiera
Lunghi e lisci come un fiume
Dritti a punta come piume
Chioma riccia, chioma cresta
Voglio una pelliccia in testa!
Chiara Carminati, Bruno Tognolini, Rime chiaro scure, Rizzoli
Mi sento solo come un punto esclamativo, come un articolo se manca il sostantivo, come un incastro che non sa qual è il suo posto, come un cucciolo abbandonato a Ferragosto.
Janna Carioli, I sentimenti dei bambini, Mondadori
● Ripensa alla tua esperienza e completa.
Con le mie A somiglianti a
Mi impegnavo a
Con le mie B simili a
E le mie C che sembravano
Sono

● Individua le similitudini e sostituiscile con altre di tua invenzione.
● Trasforma il titolo, le similitudini e i versi e crea una poesia allegra.
Come una valle bianca o una collina bianca
profumata e bianca
dolcissima e bianca
adatt. da Roberto Piumini, Non piangere, cipolla, Mondadori
● Trasforma i versi: immagina che si tratti di una nuvola.

2 Scegli le parole che ti ispirano maggiormente per comporre delle similitudini. Puoi anche aggiungerne tu altre.

foglio • notte • mani • foglie • ali • aquilone • buio • bosco • inchiostro • ombrello • fiocchi • diario • amico • amica • paracadute • vento • i d • memoria • famiglia • sorella • fratello • lacrime • pioggia • gioia • tristezza • fiore • danza • festa • ape • f f ll • fotografia • quaderno • libro • fumetto • gioco

che sembra come che somiglia che pare come che sembra che somiglia che pare Un ricordo una farfalla
Le metafore sono similitudini abbreviate che possono avere più interpretazioni perché i due termini di paragone si sono fusi insieme. un raggio di sole.
1 Componi le similitudini colorando i cartellini con la stessa tinta. Segui l’esempio.

Ho le mani calde
Sei splendente
Era sottile un fulmine. un aquilone alto nel cielo. un ferro arroventato.
È stato veloce un filo d’erba verde.
Mi sento felice come come come come come
2 Trasforma le similitudini dell’esercizio 1 in metafore. Segui l’esempio.
similitudini metafore
Mi sento felice come un aquilone alto nel cielo. Sono un aquilone alto nel cielo.
3 Leggi i seguenti testi poetici e individua metafore e similitudini: quindi sottolineale con due colori diversi.
Con decori colorati
Come ali di farfalle.
Chiara Carminati, Nella buccia dell’astuccio, Mondadori
Giallo come un ananas col motore a tutto gas sembra il nonno quando russa ecco il nostro... SCUOLABUS.
Chiara Carminati, Nella buccia dell’astuccio, Mondadori
Un sole giallo limone
Un’aria fresca insalata
Un corpo allegro ravanello.
Roberto Piumini, Quieto patato, Nuove Edizioni Romane

Ciao, rabbia che mi viene, ruggito dentro il cuore.
Roberto Piumini, Cento ciao, Einaudi Ragazzi
Funghi fritti e friulane
offre Foffo alle farfalle fitte fette di affettato.
Bruno Munari, Alfabetiere, Corraini Edizioni 1998 © 1960 Bruno Munari. Tutti i diritti riservati alla Maurizio Corraini s.r.l.
Foglie rosse, gialle, brune, foglie d’oro e di fuoco.
AA.VV., Storie per tutte le stagioni, Einaudi Ragazzi
4 Associa una parola del primo gruppo con una parola del secondo per formare delle metafore. Scrivile sui puntini. casa • prato • albero • mare • c i lo • neve • bicicletta • libro rifugio • cuccia • tana • lenzuolo • dipinto • tappeto • braccia • culla • finestra • cielo capovolto • b ff l • gomitolo • palla • panna • farina • cristalli • sentiero • futuro • passato • filo • lama • magia

Un cucciolo: un batuffolo di dolcezza

Per scrivere un testo informativo ti servono informazioni specifiche su temi di attualità oppure di discipline come Scienze, Geografia e Storia, che si possono ricavare da testi, immagini, didascalie o mappe. Dopo averle selezionate, dovrai scegliere se esporle in un ordine logico o cronologico e fornire una descrizione oggettiva.
1 Utilizza le informazioni presenti nell’immagine per scrivere un testo sull’argomento proposto: il ciclo dell’acqua.
3. solidificazione

2. condensazione
● Puoi iniziare così:
Il Sole con i suoi caldi raggi,
1
Osserva le immagini e leggi i testi. Poi, per ciascun piatto, sottolinea le parole che ti fanno capire se si tratta di una ricetta a base di carne, riso o altro.

Crêpe, Francia
La frittata più nota al mondo è la sottile e leggera crêpe francese, a base di uova, latte e burro. Viene servita sia salata, farcita spesso con la salsa besciamella, sia dolce con marmellata o cioccolato.
carne riso altro
Wurstel, Germania
Il wurstel è la tipica salsiccia tedesca e austriaca. È un insaccato di carni tritate, in genere bovine e suine, e spezie. Viene lessato oppure cotto alla griglia e servito con senape.
carne riso altro
Kebab, piatto arabo
Cotto su un girarrosto verticale, il kebab è un piatto a base di carne arrostita. È tipico della cucina turca, persiana e araba. In Europa è servito come panino nel tipico pane arabo.
carne riso altro
Paella, Spagna
Questo noto piatto spagnolo prende il nome dalla tipica padella bassa e larga in cui si cuoce il riso insieme a curcuma, pezzi di carne e di pesce, ortaggi e legumi.
carne riso altro
Pizza, Italia
Uno dei piatti italiani più conosciuti è la pizza Margherita, un disco di pasta preparata con acqua, farina e sale, condito con pomodoro, olio, mozzarella e infine cotto in forno.
carne riso altro
Riso alla cantonese, Cina
Il piatto più diffuso al mondo, il riso, nasce nel lontano Oriente e viene cucinato in molti modi diversi: nel riso alla cantonese, per esempio, si aggiungono frittatine, prosciutto e piselli.
carne riso altro
Hamburger, USA
Tortillas, Messico Questo noto disco di carne bovina tritata, pressata e cotta sulla piastra deve il suo nome alle polpette di carne che i marinai tedeschi provenienti da Amburgo mangiavano nei porti americani.
carne riso altro
Fanno parte della cucina messicana queste sottilissime sfoglie di farina di mais, acqua e sale cucinate sulla piastra. Vengono farcite con verdure, fagioli, carne e spezie molto piccanti.
carne riso altro
2 Ora, dai un ordine logico alle informazioni dell’esercizio 1 e scrivi un testo informativo. Arricchiscilo con più informazioni possibili.
C’è un modo molto semplice per fare il giro del mondo, anche per chi non può viaggiare: sedersi a tavola e assaggiare piatti della cucina internazionale… e iniziare così un vero e proprio viaggio gastronomico!
Chi ama il riso può cominciare da

Chi ama la carne invece
E per accontentare tutti i palati, chi preferisce i piatti unici potrebbe assaggiare
Quando esegui un esperimento scientifico, ti può essere richiesto di scrivere una relazione. In questo tipo di relazione indica: la l dell’esperimento, i materiali utili, le fasi del procedimento, il risultato ottenuto e se vuoi un breve commento.


1 Leggi le note sull’esperimento, seguendo le varie fasi di cui è composto. Poi utilizza le informazioni per completare la relazione della pagina accanto.
finalità dell’esperimento
Dimostrare l’esistenza di un campo magnetico sulla Terra: il polo nord magnetico, vicino al Polo Nord. Ciò è utile per orientarsi.
materiali
Calamita a barra, ago da lana, sughero o polistirolo, nastro adesivo colorato e un catino pieno d’acqua.
fasi del procedimento
1 Magnetizzazione: strofinare molte volte nella stessa direzione la punta dell’ago su un’estremità della calamita.
2 Costruzione della bussola: fissare l’ago in orizzontale sul sughero o sul polistirolo; in questo modo otterrai una bussola galleggiante.
3 Galleggiamento: appoggiare con delicatezza la bussola galleggiante in mezzo a un catino riempito d’acqua.
4 Osservazione: verificare la direzione indicata dall’ago e segnarla con del nastro adesivo sul bordo del catino.
5 Verifica: sollevare il galleggiante e ruotare l’ago di 180°, riappoggiarlo nel catino e, quando termina di ruotare, prendere nota della direzione indicata dall’ago.
risultato ottenuto
Ogni volta che il galleggiante è lasciato libero di ruotare, l’ago indica la stessa direzione. Dal momento che l’ago è magnetizzato e sente l’influsso del campo magnetico della Terra, il punto indicato dall’ago coincide con la direzione del Polo Nord.
Relazione sull’esperimento
La finalità dell’esperimento
Con questo esperimento si intende verificare

I materiali necessari
È necessario disporre di questi materiali:
Le fasi del procedimento
L’esperimento si è sviluppato secondo un procedimento diviso in queste cinque fasi.
1 Magnetizzazione:
2 Costruzione della bussola:
3
4
5
Il risultato ottenuto e le conclusioni
Chi scrive un articolo di cronaca sa che deve informare chi legge in modo chiaro e conciso. Per farlo utilizza il linguaggio giornalistico, che è preciso e immediato, e si basa sulla regola del giornalismo inglese delle 5W Questo metodo richiede al/alla giornalista di aver recuperato le informazioni necessarie per rispondere a cinque domande fondamentali, che in inglese cominciano tutte con la lettera W.
Who?
Chi è il/la protagonista?

What?
Che cosa è successo?
Where?
Dove è successo?
When? Quando è accaduto il fatto?
Why? Perché è successo?
1 Leggi l’articolo di cronaca e presta attenzione ai colori delle evidenziazioni che corrispondono alle 5W.
È la passeggiata più attesa dell’era spaziale. Due astronaute della Nasa oggi usciranno dalla Stazione spaziale internazionale e voleranno verso l’estremità della casa cosmica per un duro lavoro da “meccanici cosmici”.
La “prima volta” per un team al femminile era già stata prevista nel marzo scorso, ma all’ultimo momento fu annullata perché non c’era una tuta adeguata a bordo di Iss per una delle due. Ora tutto è confermato e Christina H. Koch, 40 anni, nella stazione dal marzo scorso, scivolerà dal portellone verso il vuoto assieme a Jessica U. Meir, 42 anni. Christina ha già compiuto tre escursioni all’esterno, Jessica invece è arrivata in orbita a settembre.
Il compito di Christina e Jessica durante la passeggiata sarà la sostituzione di un apparato che regola la carica dell’energia fornita dai pannelli di celle solari di un gruppo di nuove batterie a ioni di litio. Erano state appena installate quando, verificando il lavoro compiuto, si è visto che il vecchio strumento non funzionava più. Il dispositivo era andato in tilt, bisognava quindi sostituirlo in fretta.
adatt. da Giovanni Caprara, «Corriere della Sera», 17 ottobre 2019
2 Ora ricomponi le parti dell’articolo riordinando le informazioni.
• Prima così…
When? (quando?)
Where? (dove?)
Who? (chi?)
What? (che cosa?)
Why? (perché?)
• E poi così…
Where? (dove?)
When? (quando?)
What? (che cosa?)
Why? (perché?)

Who? (chi?)
1 A coppie, leggete lo schema che riporta le informazioni ricavate da un articolo di cronaca. Poi leggete l’intervista fatta al protagonista.
Who? (chi?)
What? (che cosa?)
Where? (dove?)
Why? (perché?)
When? (quando?)

L’ingegner “Bustianu” Sebastiano Maccioni
All’età di 104 anni può continuare a guidare, con l’autorizzazione al rinnovo della patente di guida
A Nuoro, in Sardegna
Gode ancora di ottima salute sia fisica sia mentale
Il 4 ottobre 2022
L’ingegner “Bustianu” Maccioni (Sebastiano) ogni mattina alle 8 mette in moto la sua 600 bianca e va al bar per un caffè e le chiacchiere con gli amici Poi, tornando a casa, passa in edicola o in un supermercato per comprare qualcosa. Si prepara il pranzo da solo e si dedica alla lettura dei suoi amati quotidiani In tv guarda i film western, quando li danno. Tutto regolare, ma anche speciale perché Bustianu Maccioni il 4 novembre 2022 compie 104 anni e proprio un mese prima gli è stata rinnovata la patente. “È importantissima per me, rappresenta la mia indipendenza” ci racconta dalla sua casa di Nuoro. “Quando sono andato davanti alla commissione esaminatrice avevo già preparato il certificato delle visite cardiologica e oculistica. Loro mi hanno fatto chiacchierare e si sono resi conto che non sono rimbambito. Un bel sollievo, anche se l’auto la uso solo per piccoli spostamenti.” Quattro figli sparsi per l’Italia e tre nipoti, onora il tempo che gli resta senza sprecarne un minuto. Racconta: “Eravamo dieci figli, mio padre faceva l’agricoltore e allevava le pecore: da mangiare non mancava. Ho cominciato a lavorare a otto anni in campagna. Studiare mi piaceva e quando arrivarono le Magistrali a Nuoro, scelsi quelle. Maestro potevo diventare.” Ma l’anno dopo prese anche la maturità scientifica, poi si iscrisse a matematica. “Poi mi chiamarono per la guerra e quando tornai, mi laureai e mi iscrissi a Ingegneria, il mio pallino. Ho anche insegnato matematica, i miei ex studenti sono tanto affettuosi con me.”
adatt da «Corriere della Sera», 13 ottobre 2022
2 Ora utilizzate le informazioni essenziali presenti nello schema e le parole di Bustianu Maccioni per scrivere l’articolo di cronaca sul quaderno. Scegliete un titolo adatto.
Con la parola cronaca non si intende esclusivamente quella giornalistica, ma ci si può anche riferire a un’esperienza personale vissuta.
1 Scegli e indica con la X una fra le situazioni presentate oppure aggiungi tu una proposta.
I bagni della scuola si sono allagati e l’acqua è scesa giù per le scale.
Il pulmino ha bucato una ruota nel tragitto di ritorno dalla gita.

Nel giardino della scuola viene ritrovato un nido con degli uccellini pigolanti.
2 Ora completa: inventa le informazioni necessarie per rispondere alle 5W.
Who? (chi?)
What? (che cosa?)
Where? (dove?)
Why? (perché?)
When? (quando?)
SCRIVO
3 Ora scrivi una cronaca immaginando di essere tu il/la protagonista. Racconta il fatto utilizzando la prima persona. Scegli un titolo che catturi l’attenzione.
Titolo:
Per scrivere un testo argomentativo è importante partire da un tema, avere una tesi da sostenere ed esprimere le proprie opinioni in modo da convincere chi legge con le tue idee.
1 Leggi le parole dell’insegnante e le risposte delle alunne e degli alunni. Poi scrivi nel riquadro vuoto la tua opinione.
Vorrei sapere la vostra opinione su questo argomento: meglio una gita a un museo o a un parco naturale?

La mia opinione
Preferirei un museo perché si imparano tante cose.
Meglio il parco: oltre a imparare c’è anche spazio per muoversi in libertà e si può stare all’aria aperta.
Mi piacciono di più i musei perché offrono l occasione di vedere qualcosa di particolare, mai visto altrove.
Visitare un museo ci può aiutare a imparare o far nascere in noi curiosità su nuovi argomenti.
Sicuramente al parco: è fantastico vedere gli animali nel loro ambiente!
2 Scrivi un testo argomentativo esprimendo il tuo parere sul tema.
Presento il tema a proposito del quale si discute.

Sia con la scuola sia con la propria famiglia, può capitare di organizzare
Alcuni preferiscono visitare perché Altri invece preferiscono andare in gita perché
Scrivo gli argomenti, spiego e motivo quello che penso per difendere la mia tesi Io preferisco perché
Concludo e propongo delle idee che possono essere utili.
Perciò sono convinto/a che e credo che la soluzione migliore sia
• Leggi il racconto e i due riassunti proposti, poi indica con una X quello che secondo te è corretto.
In un villaggio sulle rive del fiume, vivevano una mamma, un papà e due figli.
La loro casa era la prima che si incontrava, aveva i muri bianchi e le finestre azzurre e tutti gli abitanti del villaggio si fermavano spesso lì ad ammirare i fiori che la mamma, che di mestiere faceva la botanica, coltivava nel giardino. Ce n’era uno così bello che catturava l’attenzione di chiunque.
La notizia di questo fiore si sparse nelle città vicine e tutti volevano comprarlo, ma la mamma rispondeva: – Se lo vendessi, priverei della sua bellezza tutti gli abitanti del villaggio! Non posso dare loro questo dispiacere.
Sulle rive di un fiume, vivevano una mamma, un papà e due figli. La loro casa era la prima che si incontrava, aveva i muri bianchi e le finestre azzurre e tutti gli abitanti del villaggio si fermavano ad ammirare il giardino: in particolare c’era un fiore talmente bello che tutti volevano comprare, ma la mamma rispondeva: – Mi dispiace, ma non posso dare questo dispiacere agli abitanti del villaggio!
• Ora motiva la tua scelta.

AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÁ
In un piccolo villaggio viveva una famiglia. Tutti gli abitanti del villaggio si fermavano ad ammirare un fiore particolarmente bello che la mamma, di mestiere botanica, coltivava: tutti lo volevano comprare. La mamma rispondeva che le dispiaceva, ma se lo avesse venduto avrebbe privato della sua bellezza tutti gli abitanti del villaggio. Non poteva dare questo dispiacere ai suoi vicini.
Ho scelto il riassunto di perché
1
Indica con le X quali sono le regole che deve rispettare un riassunto.
Contiene tutte le informazioni importanti.
È più breve del testo originario.
È scritto in prima persona.
Il discorso indiretto è trasformato in discorso diretto.
È scritto in terza persona.
È scritto trasformando il discorso diretto in discorso indiretto.
Mantiene il significato globale del testo.
2 Individua quale regola del riassunto non è stata rispettata nei seguenti testi: scrivi nel la lettera corrispondente.
A uso del discorso indiretto
B uso della terza persona

C uso delle informazioni essenziali
D uso degli iperonimi (parola generale che ne contiene altre)
L’investigatrice ha risolto il caso grazie al ritrovamento dell’orologio d’oro, della collana con lo smeraldo e dell’anello con il rubino e i brillanti.
Il bottino è stato ritrovato proprio nell’abitazione del maggiordomo.
Sono stato inseguito da un essere mostruoso e mi sono ritrovato ad attraversare un corridoio buio e ancora più spaventoso. Ero terrificato, quel tunnel da film horror sembrava infinito.
Sebastian è partito per le vacanze e prima di partire ha salutato Cristina dicendole: – Ci vediamo presto!
Cristina le ha risposto: – Divertiti e mandami tante foto!
L’altro giorno al mercato del paese, che si tiene ogni giovedì, il nonno di Luca ha comprato verdura biologica a chilometro zero, che poi ha preparato per i suoi nipoti che amano mangiare a casa dei nonni.
La suddivisione in sequenze è molto utile per poter selezionare le informazioni importanti del testo. Come già sai, la sequenza cambia quando succede qualcosa: avviene un fatto nuovo, cambiano i personaggi, il luogo o il tempo della narrazione, oppure si cambia del tutto l’argomento del discorso.
1 Leggi il testo e dividilo in sequenze. Sottolinea le sequenze con il colore del titolo corrispondente.
L’ora della pesca Il giorno del buon rendere
Assenze e giudizi

Una strana scuola
L’ora della protesta Il regolamento
A molti cittadini sembravano stranezze. Ma per insegnanti e alunni di quella scuola, era invece normalissimo avere “l’ora della pesca”, “il giorno del buon rendere”, “l’ora della protesta” e altre lezioni del genere.
Nell’ora della pesca, per esempio, pescavano veramente, ma non pesci. Dalla finestra, con una grande lenza, prendevano un passante e gli chiedevano di raccontare la sua vita.
Per regolamento, poi, un giorno gli alunni sedevano sui banchi e i maestri in cattedra, e il giorno dopo viceversa.
Questo viceversa lo chiamavano “il giorno del buon rendere”. Per sdebitarsi di quello che imparavano, gli scolari raccontavano agli insegnanti ciò che sapevano loro: giochi, scoperte e tante cose utilissime ai maestri. “L’ora della protesta” consisteva invece nel discutere tutti insieme quali fossero le cose giuste o brutte contro le quali ribellarsi appena fossero stati un po’ più grandi. Naturalmente in ogni classe si annotavano sui registri le assenze e i giudizi. Cioè le assenze dei genitori (quando avrebbero potuto stare con i figli e non ci stavano) e i giudizi che la classe dava al maestro: poco paziente, abbastanza amichevole, insufficientemente chiaro...
adatt. da Marcello Argilli, Cento storie fantastiche, Editori Riuniti

LAVORAINSIEME
2 A coppie, leggete il testo e dividetelo in sei sequenze. Poi, scrivete sui puntini i titoli delle sequenze.
Rimasto fino a tardo pomeriggio sulla spiaggia, quell’ultimo giorno delle vacanze, Neftalì indugiò.
Prima trovò un bastoncino e con aria di sfida scrisse sulla sabbia umida parole gigantesche.
Poi lasciò cadere il legnetto, mentre uno strano senso di possesso si faceva strada in lui. Spalancò le braccia e ascoltò l’applauso rombante delle onde. S’inchinò: l’oceano era il suo pubblico.
Mentre Neftalì si allontanava dalla spiaggia, una pietra attirò la sua attenzione. La raccolse: aveva un colore perlaceo ed era levigata e piatta, a forma di cuore, perfetta. Era la cosa più bella che avesse trovato durante l’estate. Se la infilò in tasca.
Presto sarebbe ripresa la scuola e magari avrebbe trovato il coraggio di regalarla a un amico. Magari a Bianca. Corse in cima alla collina: era l’ora di tornare a casa. Le onde si frangevano e si ritiravano. Più tardi il mare avrebbe ripulito la sabbia, una lettera dopo l’altra.
adatt. da Pam Muñoz Ryan, ill. Peter Sìs, trad. Katìa Bagnoli, Il sognatore: storia del ragazzo che diventò Pablo Neruda, Mondadori

Ricordi le tre operazioni da applicare per riassumere bene un testo?
• Raggruppare, cioè sostituire una lista di espressioni o di parole con una sola parola che le “contenga” (usando quindi gli iperonimi).
• Cancellare, cioè eliminare tutte le parole che non servono.
• Trasformare, cioè riscrivere il contenuto di una frase utilizzando meno parole oppure trasformando un discorso diretto in discorso indiretto.
1 Applica ai testi le operazioni di riassunto richieste. Segui l’esempio.
RAGGRUPPARE
Questa mattina ho comprato in farmacia sciroppo, pastiglie e pomate per mia sorella e mia madre, che sono malate.
Questa mattina ho comprato in farmacia le medicine per mia sorella e mia madre, che sono malate.
Il commesso ieri ha riordinato lo scaffale che espone spremiagrumi, macchine del caffè, forni a microonde. Poi ha sistemato padelle e tegami nella vetrina.
Ottavia durante il suo viaggio a Berlino ha visitato chiese, sinagoghe, moschee e templi. Un giorno è andata allo zoo dove ha potuto vedere leoni, tigri, pantere e falchi, aquile, condor.
Isa, con lo zaino sulle spalle, stava andando a scuola come ogni giorno, quando ha trovato dietro a un cespuglio un piccolo cagnolino.
Isa stava andando a scuola quando ha trovato un cagnolino.
Ziggy, il mio piccolo gattino, è un grande giocherellone. Passa le ore a inseguire per tutta la casa un gomitolo di lana rossa che gli ha portato mio nonno Oreste la prima volta che è venuto a casa per conoscere Ziggy.

Emma, la cugina di Elia, è molto simpatica. Studia il cinese in una grande scuola superiore che si trova in una città molto lontana dal piccolo paese in cui vive. Ogni mattina si alza davvero presto e va a prendere il treno che velocemente la porta nella città dove studia.
Mio fratello ha chiesto a mamma e papà:
– Stasera posso uscire con i miei amici?
Loro hanno risposto: – Va bene!
La barca arrivò quando il sole calava pian piano all’orizzonte.
Mio fratello ha chiesto a mamma e papà di poter uscire con i suoi amici quella sera. Loro hanno risposto che andava bene.
Samuel telefona in pasticceria e dice: – Salve, vorrei ordinare un vassoio di pasticcini misti, per cinque persone. La pasticciera risponde: – Certo, per questa sera?
Samuel conclude: – Sì, grazie, verrò nel vostro negozio alle 19:00 di questa sera.
1 Applica le operazioni suggerite e riassumi il racconto.
racconto operazioni riassunto
Sofia non riusciva a prendere sonno.
Un raggio di luna filtrava tra le tende e andava a cadere obliquamente proprio sul suo cuscino. trasformare e cancellare
Nell’edificio regnava un assoluto silenzio. [...] Forse, si disse, questa è quella che chiamano l’Ora delle Ombre.
L’Ora delle Ombre [...] è quel particolare momento a metà della notte quando piccoli e grandi sono profondamente addormentati: è allora che tutti gli esseri oscuri escono all’aperto e tengono il mondo in loro possesso.
cancellare e trasformare

Il raggio di luna brillava più che mai sul cuscino di Sofia, così lei decise di scendere dal letto per accostare meglio le tende. trasformare
Sofia non riusciva ad addormentarsi.
Un raggio di luna cadeva sul suo cuscino.
Quando giunse alle tende, Sofia esitò. Aveva una gran voglia di strisciarci sotto e di sporgersi dalla finestra per vedere come appariva il mondo nell’Ora delle Ombre.
In un attimo era scomparsa sotto le tende e guardava dalla finestra. Sotto l’argentea luce lunare la strada del paese, che conosceva così bene, sembrava completamente diversa. Ogni cosa era pallida e spettrale, d’un biancore latteo.
Sofia lasciò errare lo sguardo più lontano. E improvvisamente si sentì gelare.
Qualcosa risaliva la strada. Qualcosa di nero, qualcosa di grande. Non era un essere umano, [...] era quattro volte più grande del più grande degli uomini. [...]
Nella luce lunare Sofia intravvide un’enorme, lunga faccia, pallida e rugosa con due orecchie smisurate. Il naso era affilato come una lama di un coltello, e sopra brillavano due occhi che ora fissavano proprio Sofia.
cancellare e trasformare

cancellare
trasformare e cancellare
trasformare e cancellare
Saper riassumere un testo narrativo può essere utile per fare la recensione di un libro che hai letto e che vuoi consigliare ad altri.
Ricorda di indicare alcune informazioni essenziali, come per esempio il titolo, l’autrice o l’autore e la casa editrice che lo ha pubblicato. Naturalmente, non dimenticare un breve riassunto della trama e il tuo giudizio
1 Leggi la recensione di questo romanzo.
informazioni principali
titolo:
autore:
casa editrice: numero di pagine:

2
genere: Matilde Roald Dahl Salani 224 pagine fantastico
trama
Matilde ha imparato a leggere a tre anni e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Vive con i genitori e un fratello, a cui interessano soltanto i soldi e la televisione.
Quando Matilde comincia ad andare a scuola scopre di avere dei poteri straordinari. Grazie a questi poteri, riuscirà a sfidare la perfida direttrice Spezzindue e ad aiutare la sua maestra, la signorina Dolcemiele.
giudizio
Questo libro mi è piaciuto perché racconta una storia avvincente con un linguaggio semplice.
Quindi consiglio questo libro perché è molto divertente, ma insegna anche che ognuno di noi, con un po’ di impegno, può superare tutte le situazioni, anche quelle più difficili. Naturalmente è importante fidarsi degli altri e chiedere aiuto alle persone care.
Rileggi il riassunto della trama e sottolinea le informazioni richieste con i colori suggeriti.
i nomi dei personaggi i nomi dei luoghi in cui è ambientata la storia l’evento che conclude la storia l’evento principale che coinvolge la protagonista
SCRIVO
3 Recensisci un libro che ti è piaciuto e che vuoi consigliare. Procedi così:
● scrivi le informazioni principali e riassumi la trama;
● disegna la copertina nel riquadro a lato;
● concludi scrivendo il tuo giudizio: motiva perché ti è piaciuto e perché lo consigli.
informazioni principali
titolo:
autore/autrice:
casa editrice: numero di pagine:
genere:

● Presenta i personaggi il luogo e il tempo della storia.
● Spiega quali eventi si sviluppano nella storia.
● Accenna alla conclusione senza troppi dettagli, altrimenti rovinerai la sorpresa a chi leggerà il libro! trama
Questo libro mi è piaciuto perché
Quindi consiglio questo libro perché giudizio
Come già sai, ci sono alcune strategie che ti possono aiutare a riassumere un testo informativo. Esse sono:
1. dividere il testo in paragrafi;
2. dare un titolo a ogni paragrafo;
3. sottolineare le informazioni più importanti;
4. rileggere le parti sottolineate ed evidenziare le parole chiave;
5. costruire una mappa con le parole chiave.

1 In ciascuno dei seguenti passaggi di riassunto è stata applicata una delle cinque strategie elencate sopra. Individuala e scrivi il numero corrispondente nel
La Luna è un corpo celeste che orbita intorno al nostro pianeta: è quindi il satellite naturale della Terra. Si dice così per distinguerlo dai tanti altri satelliti costruiti dall’uomo, che vengono chiamati satelliti artificiali.
La Luna è circa cento volte più piccola della Terra e il suo raggio poco più di un quarto di quello terrestre.
La Luna non ha atmosfera ed è priva di acqua, eccetto forse un po’ di ghiaccio nei crateri più profondi.
Il nome “luna” deriva dal latino luna, che a sua volta deriva dal termine indoeuropeo leuk, che significa luce.
La Luna è un corpo celeste che orbita intorno al nostro pianeta: è quindi il satellite naturale della Terra. Si dice così per distinguerlo dai tanti altri satelliti costruiti dall’uomo, che vengono chiamati satelliti artificiali.
La Luna è circa cento volte più piccola della Terra e il suo raggio poco più di un quarto di quello terrestre.
La Luna non ha atmosfera ed è priva di acqua, eccetto forse un po’ di ghiaccio nei crateri più profondi.
Il nome “luna” deriva dal latino luna, che a sua volta deriva dal termine indoeuropeo leuk, che significa luce.
strategia applicata: strategia applicata:
La Luna è un corpo celeste che orbita intorno al nostro pianeta: è quindi il satellite naturale della Terra. Si dice così per distinguerlo dai tanti altri satelliti costruiti dall’uomo, che vengono chiamati satelliti artificiali.
Le dimensioni della Luna
La Luna è circa cento volte più piccola della Terra e il suo raggio poco più di un quarto di quello terrestre.
Atmosfera e acqua
La Luna non ha atmosfera ed è priva di acqua, eccetto forse un po’ di ghiaccio nei crateri più profondi.
Il significato del nome
Il nome “luna” deriva dal latino luna, che a sua volta deriva dal termine indoeuropeo leuk, che significa luce.
strategia applicata:
LA LUNA è significa non ha atmosfera acqua
100 volte più piccola
luce della Terra il satellite naturale
strategia applicata:
La Luna è un corpo celeste che orbita intorno al nostro pianeta: è quindi il satellite naturale della Terra. Si dice così per distinguerlo dai tanti altri satelliti costruiti dall’uomo, che vengono chiamati satelliti artificiali.
La Luna è circa cento volte più piccola della Terra e il suo raggio poco più di un quarto di quello terrestre.
La Luna non ha atmosfera ed è priva di acqua, eccetto forse un po’ di ghiaccio nei crateri più profondi.
Il nome “luna” deriva dal latino luna, che a sua volta deriva dal termine indoeuropeo leuk, che significa luce.
strategia applicata:

adatt. da Stefano Sandrelli, Di luna in luna. Storia di un’esplorazione che è appena iniziata, Feltrinelli KIDS
I testi spesso sono divisi in paragrafi, ognuno dei quali affronta un “sottoargomento” rispetto all’idea centrale del testo.
1 Abbina un titolo a ogni paragrafo: scrivi nei la lettera corrispondente.
A Le donne ateniesi e i figli
B La vita delle donne spartane
C Le donne spartane e i figli

D La donna nella società greca
E Le donne ateniesi in casa
Le due città principali dell’antica Grecia – Sparta e Atene – ci offrono due esempi molto diversi riguardo al modo di considerare la donna in società.
Ad Atene, ogni uomo poteva stare con tre o quattro donne, ma di queste una sola era sua moglie.
Le donne ateniesi si occupavano della casa e dell’educazione dei figli. Le bambine andavano seguite fino al matrimonio, i bambini invece solo fino ai sette anni. A quest’età infatti andavano a scuola dove imparavano a essere uomini e soldati valorosi.
La donna in genere viveva in casa: solo le donne ricche, qualche volta, potevano uscire.
Ad Atene la donna si emancipò a partire dall’era ellenistica, cioè verso la fine dell’età greca.
A Sparta la situazione era molto diversa: le donne erano libere di fare quello che volevano ed erano educate al canto, alla danza e alla ginnastica e, in generale, a vivere all’aria aperta.
Oltretutto non erano obbligate a stare in casa per accudire i figli come succedeva ad Atene.
Questo perché gli spartani credevano che così le donne avrebbero fortificato il fisico e fatto figli più robusti. Ossia guerrieri migliori.
adatt. dal sito focusjunior, Guido de Rozze, 23 luglio 2019
2 Leggi il testo e dividilo in paragrafi, poi collega ogni paragrafo al titolo corrispondente.
Le società umane e le attività economiche hanno bisogno di un sistema efficace di vie di comunicazione per garantire gli spostamenti di persone e merci: strade, autostrade, ferrovie, canali, fiumi navigabili, porti e aeroporti formano le vie di comunicazione. Il trasporto su gomma, o su strada, è prevalente nei Paesi sviluppati; nell’Unione Europea esso interessa l’80% dei movimenti di passeggeri e il 71% delle merci. L’aumento del trasporto su strada ha una serie di effetti negativi, fra cui la congestione del traffico e l’inquinamento atmosferico, soprattutto nelle grandi città. Il trasporto marittimo riguarda in particolare il trasferimento di prodotti voluminosi e non deteriorabili. I maggiori porti si avvalgono di spazi molto estesi e di strutture specializzate per le operazioni di carico e scarico. Anche il traffico aereo ha registrato una notevole crescita ed è concentrato nei grandi scali nazionali e internazionali.
Nei Paesi più sviluppati il trasporto su rotaia ha perso importanza rispetto a quello su strada a partire dalla seconda metà del XX secolo di pari passo con la diffusione dell’automobile. Da qualche tempo però il trasporto su rotaia sta avendo un nuovo sviluppo nelle nazioni più avanzate grazie all’apertura delle linee ad alta velocità. Esso è inoltre impiegato per le linee metropolitane urbane, il mezzo migliore per spostarsi in città; le reti di trasporto metropolitano più estese sono a New York, Tokyo, Londra e Parigi.
adatt. da AA.VV., La geografia umana, Fabbri Larousse
Il traffico marittimo e aereo
Il trasporto su strade e autostrade
Le ferrovie e le linee metropolitane

Che cosa sono le vie di comunicazione

Per ricavare le informazioni più importanti presenti in un testo è utile scoprire quali sono le domande a cui risponde il suo contenuto
1 Abbina ogni domanda al paragrafo in cui si trova la relativa risposta. Scrivi la lettera corrispondente nei .
Nell’esercito etrusco entravano a far parte tutti i cittadini di adeguate possibilità economiche e quindi capaci di versare tributi. I più poveri erano invece esclusi.
Il corredo dei soldati può essere ricostruito grazie alle armi e ai bronzetti di guerrieri armati ritrovati nelle tombe. Esso era costituito innanzitutto da un elmo di bronzo che culminava in una cresta, ed era decorato con forme geometriche oppure liscio, con figurine a rilievo applicate.
Le armi di attacco, prevalentemente in ferro, erano lance, giavellotti, spade, frecce, coltelli, asce e doppie asce.
Le armi di difesa, fabbricate con il bronzo, erano invece (oltre all’elmo) armature lisce o decorate a sbalzo, gambali e scudi di forma circolare.
I guerrieri più ricchi disponevano anche di carri trainati da coppie di cavalli.
A Cerveteri, nel sepolcro della principessa Larthi, sono stati ritrovati alcuni frammenti di uno splendido carro a due ruote, la biga.
In guerra gli Etruschi si servivano di corni e trombe d’avorio o di bronzo. Lo storico Diodoro Siculo attribuisce proprio agli Etruschi l’invenzione della tromba tirrenica, una particolare tromba il cui squillo segnava la fine di un periodo di tempo e l’inizio di uno nuovo. In guerra, però, aveva una funzione diversa: accompagnava le truppe durante i combattimenti.
adatt. da Carlo Dal Savio, Gli Etruschi, Garzanti Editore
A Quali armi di attacco usavano gli Etruschi?
B A che cosa serviva la tromba tirrenica?
C Qual era il corredo dei soldati etruschi?
D Quali armi da difesa utilizzavano?
E Chi poteva far parte dell’esercito?
F Com’erano i carri dei guerrieri più ricchi?

SCRIVO
2 Leggi il testo e per ogni paragrafo scrivi sui puntini la domanda a cui risponde.
Le turbine eoliche furono usate per la prima volta intorno al 1940 per trasformare l’energia del vento in elettricità e per alimentare alcune fattorie isolate degli Stati Uniti.
Oggi le turbine eoliche presentano due eliche montate su torri alte fino a 30 metri. Quando il vento soffia, le lame della turbina ruotano e azionano un piccolo generatore che produce elettricità.
Con i materiali di scarto delle piante, che sono detti “combustibili biomassa”, e con quelli degli animali, si può ottenere il biogas.
Questi combustibili possono essere bruciati per scaldare l’acqua e produrre vapore per le centrali.
Maree, correnti e onde marine producono energia. Un impianto apposito sfrutta questa fonte di energia naturale per produrre elettricità. Il primo e il più grande fu inaugurato nel 1966 sul fiume Rance, in Francia, dove fu costruita un’enorme diga di sbarramento sull’estuario.
Quando le maree entrano ed escono, l’acqua defluisce attraverso canali fino allo sbarramento, azionando le turbine che alimentano i generatori di elettricità.
Le temperature nel cuore della Terra sono talmente elevate da fondere la roccia. In alcuni punti, la roccia fusa è poco distante dalla crosta terrestre e genera calore naturale, detto energia geotermica.
Individuato il luogo, si scavano i pozzi nel terreno, dove verrà convogliata acqua fredda, che a contatto con le rocce incandescenti si scalda trasformandosi in vapore. Questo verrà poi riportato in superficie e usato per azionare le turbine dei generatori di elettricità.
adatt. da Louise Spilsbury, Le invenzioni che hanno fatto la storia, Gribaudo – Parragon
1 Leggi il testo e sottolinea in ogni paragrafo le informazioni più importanti. Aiutati con le domande che trovi a lato.
Il corpo umano è costituito da cellule piccolissime, visibili solo con potenti microscopi. Queste cellule, come tutti gli esseri viventi, nascono, crescono, si riproducono e muoiono.
Le cellule umane sono simili a quelle animali. Hanno varie forme e svolgono funzioni diverse, ma hanno in comune alcune parti fondamentali: il nucleo che contiene il DNA, il citoplasma, gli organuli e la membrana. Rifletti: da quando sei nato/a, quanto sei cresciuto/a? E quanto crescerai ancora? La tua crescita è dovuta alla riproduzione delle cellule del tuo corpo.
Se ti fai una ferita, anche un semplice graffio, in breve tempo la pelle viene riparata grazie a nuove cellule che sostituiscono la parte danneggiata.
Quando una cellula del nostro corpo si logora e non è più in grado di assolvere alle sue funzioni, allora muore, viene eliminata ed è sostituita da un’altra cellula.
La riproduzione delle cellule avviene per scissione: ogni cellula si divide in due cellule identiche tra loro e ognuna contiene una copia del DNA.
La riproduzione avviene continuamente nel nostro corpo, ma non tutte le cellule si comportano allo stesso modo: quelle della pelle e del sangue continuano a riprodursi per tutta la vita; altre cellule, come quelle ossee, si riproducono in caso di necessità, per esempio quando occorre riparare un osso fratturato.
adatt. da AA.VV., Capire 5, Fabbri

● Da che cosa è costituito il corpo umano?
● Come sono fatte le cellule?
● A che cosa è dovuta la crescita del nostro corpo?
● Che cosa fanno le cellule quando ci feriamo?
● Che cosa succede a una cellula quando si logora?
● Come avviene la riproduzione delle cellule?
● Come si comportano le diverse cellule del corpo umano in merito alla loro riproduzione?

LAVORAINSIEME
2 A coppie, leggete il testo e per ogni paragrafo scrivete sui puntini la domanda a cui risponde. Poi sottolineate le risposte, come nell’esempio.
Il nostro cervello è formato da circa 86-100 miliardi di cellule, ciascuna delle quali ha dai 1000 ai 10 000 punti di contatto con altre cellule: una macchina dal potenziale enorme.
Per farvi un’idea, pensate che i più complessi programmi software di un computer riescono a malapena a decifrare il linguaggio umano, anche quando è chiaro e senza errori. Invece, il cervello di una persona interpreta anche i discorsi caotici in un ambiente rumoroso!
Le cellule del cervello, “i neuroni”, cominciano a formarsi ancora prima della nostra nascita, durante la gravidanza.
Fino ai 9-10 anni, il cervello cresce in modo frenetico: ogni cellula emette ramificazioni con cui si connette con altre cellule formando le cosiddette “sinapsi”.
L’adolescenza è invece l’età della “potatura”: alcuni rami vengono eliminati, allo scopo di conservare solo quelli davvero necessari.
Il cervello umano raggiunge una forma più o meno definitiva intorno ai 20 anni, anche se al suo interno possono continuare a formarsi nuove cellule e nuove connessioni.
L’età decisiva per allenarlo e renderlo davvero brillante e flessibile è dunque l’infanzia, quando le potenzialità della nostra mente (in particolare la memoria e la capacità di apprendere) raggiungono il massimo. È soprattutto da bambini che si sviluppa la cosiddetta “intelligenza fluida”, cioè la capacità di inventare e di affrontare nuove esperienze. adatt. da «Focus Junior», n.165/2017
Da quante cellule è formato il cervello?

Come già sai, le parole chiave sono parole che esprimono il significato più importante di un’informazione
1 Leggi il testo e presta attenzione ai termini e alle espressioni evidenziate: sono le parole chiave.
Gli oceani sulla Terra sono tre: Atlantico, Pacifico e Indiano. Alcuni geografi, però, aggiungono il Mar Glaciale Artico e le acque che circondano l’Antartide, per un totale di cinque oceani. Se sommiamo la loro estensione arriviamo a ottenere 361 milioni di km2, pari al 71% della superficie terrestre.
Qual è la differenza tra oceano e mare? Tutti e due sono distese di acqua salata, ma gli oceani sono molto vasti e profondi (in media, circa 4 km) e sono delimitati solo dai continenti. I mari invece sono in comunicazione con gli oceani. Per capire la differenza, però, bisogna “andare a fondo”. I fondali dei mari hanno la stessa composizione dei continenti: rocce granitiche vecchie quattro miliardi di anni. I fondali oceanici sono molto più giovani e hanno origine vulcanica: infatti, sono fatti di basalto.
Sul fondo degli oceani si registra la maggior quantità di eruzioni vulcaniche: oltre il 75% del totale sulla Terra. L’attività è particolarmente intensa lungo una fascia di 4000 km ai margini del Pacifico e caratterizzata da frequenti terremoti. adatt. da «Focus Junior», n.175/2018
2 Ora utilizza le parole chiave dell’esercizio 1 per completare il riassunto.
Gli Atlantico, Pacifico, Indiano, il Mar Glaciale Artico e le acque che circondano l’Antartide occupano il
La tra oceano e mare è rappresentata dal fatto che gli oceani sono molto , inoltre sono
solo dai
Anche i sono diversi: quelli dei sono formati da , invece i sono fatti di
Sul fondo degli oceani si registra una gran quantità di oltre il del totale sulla Terra.

3 A coppie, leggete il testo, poi individuate e sottolineate le parole chiave per ogni paragrafo. Tenete conto delle informazioni a lato.
Gli antichi Romani amavano molto le rappresentazioni teatrali e per questo tra i luoghi pubblici più numerosi vi sono i teatri. I teatri romani erano edifici interamente costruiti in pietra e marmo.
Gli autori preferiti dal pubblico erano quelli latini che scrivevano soprattutto commedie, mentre le tragedie riscuotevano meno successo. Vi erano poi le pantomime, cioè spettacoli con un solo attore che rappresentavano favole o leggende e spettacoli di mimo, cioè brevi scene di vita in cui potevano recitare anche le donne. Le città di una certa importanza avevano le terme. Esse servivano come servizi igienici pubblici dove si andava a fare il bagno, la sauna, i massaggi, la ginnastica. Solitamente alle terme erano annessi dei locali nei quali si trovava la biblioteca pubblica.
Durante il periodo imperiale spesso avevano luogo i ludi, che erano giochi pubblici. L’anfiteatro era uno degli edifici in cui avvenivano i giochi: era di forma ovale, aveva al centro un’area in cui si svolgevano gli spettacoli e tutto intorno c’erano le gradinate per il pubblico. Negli anfiteatri si combattevano duelli tra i gladiatori o spettacoli con bestie feroci.
I gladiatori erano prigionieri di guerra o persone colpevoli di qualche reato che, invece di finire in prigione, dovevano combattere. Se non morivano durante i combattimenti, dopo un certo numero di vittorie, venivano liberati. Infine, erano numerosi i circhi dove si svolgevano vere e proprie gare con cocchi e cavalli. Gli aurighi erano i conducenti dei cocchi, i quali erano trainati da quattro cavalli (si chiamavano per questo quadriglie). La gara consisteva nel compiere sette giri completi del circo.
adatt. da AA.VV., Voyager, viaggio nei saperi 5, Elmedi
informazioni
● Un luogo pubblico importante
● Generi di spettacolo preferiti dai Romani
● Che cosa erano le terme e quali servizi offrivano
● Quali e come erano i luoghi pubblici destinati ai giochi
● Chi erano i gladiatori
● Che cosa erano i circhi
Nelle mappe è importante collegare tra loro le parole chiave gabbia toracica colonna vertebrale
1 Leggi e presta attenzione alle parole chiave in grassetto e alle espressioni usate per collegarle, che sono sottolineate.
Lo scheletro è formato da tre parti: la testa, il tronco e gli arti, suddivisi in superiori e inferiori. Nella testa si distinguono la scatola cranica e le ossa della faccia. Il tronco comprende la colonna vertebrale, formata da 33 ossa sovrapposte (le vertebre), e la gabbia toracica, formata dalle costole e dallo sterno.
Negli arti superiori si trovano le scapole, le clavicole, l’omero, l’ulna e il radio.
Gli arti inferiori sono costituiti dal bacino, formato da ossa piatte saldate tra loro, il femore, la rotula, la tibia e il perone. adatt. da AA.VV., Capire 5, Fabbri
2 Completa la mappa con i collegamenti tra le parole chiave.

testa tronco arti
scatola cranica ossa della faccia
scapole, clavicole, omero, ulna, radio inferiori
bacino, femore, rotula, tibia, perone

LAVORAINSIEME
3 A coppie, leggete il testo e prestate attenzione alle parole chiave in grassetto.
Sottolineate le espressioni per collegare le parole chiave e inseritele nella mappa.
L’Unione Europea è un’istituzione che riuni-
sce vari Stati del continente europeo, tra cui
l’Italia. Tutti questi Paesi sono retti da governi democratici che collaborano per il mantenimento della pace e il progresso sociale ed economico dei Paesi che ne fanno parte.
L’Unione Europea è un organismo sovranazionale formato da Stati indipendenti che si accordano tra loro con lo scopo di prendere decisioni comuni. vari Stati governi democratici pace progresso Italia organismo sovranazionale Stati indipendenti si accordano prendere decisioni comuni
1 Per ogni testo applica le operazioni richieste ed esegui il riassunto.

CANCELLARE E TRASFORMARE
Fra i vari tipi di mezzi di trasporto oggi esistono anche le auto elettriche, che sono veicoli alimentati da batterie. La loro invenzione è stata motivata dalle preoccupazioni sempre più forti nei confronti dell’inquinamento.
Tuttavia, le batterie delle auto elettriche sono grandi e pesanti. Possono accumulare solo l’energia necessaria per tratti brevi, poi il mezzo deve essere fissato a una fonte di elettricità e ricaricato.
adatt. da Louise Spilsbury, Le invenzioni che hanno fatto la storia, Gribaudo – Parragon
RAGGRUPPARE, CANCELLARE, TRASFORMARE
I nomi dei pianeti
Giove, Venere e Marte sono pianeti, ma anche i nomi di alcune divinità greche. Perché i corpi celesti si chiamano così? Chi dà i nomi a stelle, satelliti, comete e pianeti? Oggi c’è un’associazione internazionale che decide i nomi delle stelle e dei corpi celesti: è l’Unione Astronomica Internazionale. Essa ha deciso che, quest’anno, anche noi potremo scegliere i nomi dei nuovi pianeti scoperti. Il nome verrà assegnato da ogni Stato che aderisce all’iniziativa!
adatt. da «Focus Junior», n.187/2019
AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ
L’anno scorso abbiamo imparato ad ascoltarci, a proporre idee e a collaborare insieme. Ora è tempo di ripartire, con nuove energie e nuove sfide da affrontare insieme.

Una scuola da prima pagina
Dal progetto alla realtà


C i p di l e
Valutiamo il percorso
Cittadini attivi
Il piano d’azione Traguardi per lo sviluppo delle competenze nn. 1, 2, 3, 5, 7
Il primo passo è costruire un patto di classe. Un patto è un accordo tra persone che decidono di collaborare per raggiungere un obiettivo comune. Il nostro obiettivo è rendere la scuola un luogo sempre più accogliente e collaborativo.
Guarda le parole che trovi nelle nuvole, sono parole che ripercorrono le tappe dell’anno scorso. Colora le nuvole che contengono le parole più importanti per te. Nelle nuvole vuote scrivi alcune parole a tua scelta. Poi confrontatevi in classe.
collaborare insieme
proposte di cambiamento ascolto partecipazione

diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
L’anno scorso la tua classe ha selezionato una proposta per migliorare la scuola:
Fai un disegno che rappresenti la scuola migliorata grazie a questa proposta: che effetto avrà sugli studenti e sulle studentesse?

Qui, e su un cartellone, completate la frase per scrivere il vostro patto di classe.
● Per realizzare le proposte per migliorare la scuola ci impegniamo a:
Firmate tutti il patto, vi accompagnerà durante quest’anno scolastico!
In questa tappa esplorerai due aspetti importanti per la partecipazione: esprimere le tue idee e conoscere la realtà intorno a te. Il diritto all’ascolto e il diritto all’informazione sono definiti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Leggi la Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza illustrata. Individua nel testo i diritti che già conosci (istruzione, gioco, ascolto, partecipazione, non discriminazione…).
Dividetevi a coppie o in piccoli gruppi e seguite le indicazioni.
● Scegliete un diritto importante per la vostra scuola.
● Ogni gruppo dovrà scrivere la strofa di una canzone sul diritto scelto.
● Presentate la strofa alla classe: potete leggerla, rappare, accompagnarla con un ritmo musicale.
● Unite le strofe: insieme avrete creato la canzone dei diritti della vostra scuola.

Con la musica i diritti si imparano con le orecchie e con il cuore: è un modo per dare ritmo alla partecipazione!

Conoscere bene un problema aiuta a trovare le soluzioni più giuste e realizzabili. Esercitare il diritto a essere informati permette di prendere le decisioni in modo responsabile e consapevole.
Ecco alcune idee per informarti su un argomento.
● Fare interviste a compagni, insegnanti, genitori o persone del quartiere.
● Fare ricerche in biblioteca o su internet.
● Osservare e documentare con disegni, fotografie o brevi descrizioni.
A coppie o in piccoli gruppi, usate questa scheda per raccogliere le vostre scoperte:
Titolo della proposta:
Gruppo di lavoro:
Che cosa vogliamo scoprire?
Scrivi una domanda guida relativa alla proposta votata per la tua ricerca.
Esempio: Come possiamo rendere la biblioteca più accogliente? Come possiamo contrastare il bullismo? Come possiamo rendere le lezioni più partecipate?
Che cosa faremo per informarci?
Intervisteremo
Osserveremo
Cercheremo informazioni su
Come:
Che cosa abbiamo scoperto? Scrivi tre informazioni utili che hai imparato:
Ora è il momento di trasformare la proposta in un piano d’azione concreto. Occorre cioè stabilire i ruoli, i tempi e le azioni per poter realizzare la proposta.
Assegnate i ruoli, che possono essere svolti da coppie/gruppi di voi o anche da tutta la classe.

Coordinatore
Redattore
Responsabile materiali
Creativo
Portavoce
Guida il gruppo, aiuta a rispettare i tempi
Documenta ciò che viene deciso e svolto
Si occupa di raccogliere ciò che serve
Disegna, decora, canta, suona…
Presenta le proposte realizzate agli altri
Ogni progetto è come un ponte che collega ciò che immaginiamo a ciò che costruiamo. Ogni mattone rappresenta un’azione da compiere.
Scrivete su ogni mattone del ponte di pagina 117 le azioni necessarie per realizzare le proposte di cambiamento.
Esempio: raccogliere i materiali, costruire qualcosa, decorare lo spazio, intervistare le classi, documentare il lavoro…
È arrivato il momento di trasformare le idee in azioni concrete.
Che si tratti di creare un angolo verde, organizzare una giornata contro il bullismo o sistemare la biblioteca, seguite il vostro piano passo dopo passo. Ogni gruppo o classe potrà procedere con il proprio ritmo, ricordando che collaborare significa anche ascoltare, aiutarsi e imparare dagli errori.
Leggi alcuni consigli per la realizzazione della proposta.
● Aggiornate il Ponte delle Idee: ogni volta che completate un’azione, colorate o decorate il mattone corrispondente. In questo modo potrete vedere i vostri progressi.

● Documentate il percorso: scattate fotografie, realizzate brevi video o audio. Raccontate con disegni o testi brevi cosa avete fatto e come vi siete sentiti.
● Annotate su un diario i vostri pensieri e le vostre idee.
Ricordate: non tutto andrà sempre come previsto, e va bene così! L’importante è adattarsi, collaborare e cercare insieme le soluzioni migliori.
Ora è il momento di raccontare il vostro percorso. In questa tappa diventerete giornalisti: racconterete il vostro progetto in una pagina di giornale.
Seguite la guida per il vostro lavoro.
Testata e data Inventate il nome del vostro giornale.
Esempio: La Voce di Classe, Il Giornale della Scuola, L’Eco della scuola.
Aggiungete la data e il nome della classe.
Titolo Scrivete un titolo breve e vivace che attiri l’attenzione.
Esempio: Un giardino che unisce!, La nostra scuola più accogliente!,
Stop al bullismo!
Occhiello o sottotitolo Aggiungete una frase che anticipi l’articolo e incuriosisca chi legge.
Esempio: Gli alunni della 5A raccontano come hanno trasformato la loro idea in realtà
Articolo Raccontate in un articolo il vostro percorso, potete usare queste domande come traccia.
● L’idea – Com’è nata l’idea? Quando è diventata una proposta?
● Il percorso – Come avete lavorato? Chi vi ha aiutato?
● Le sfide – Quali difficoltà avete superato?
● Il risultato – Cosa avete ottenuto e imparato?
Immagini e didascalie Aggiungete fotografie, disegni che mostrino le fasi del lavoro.
Scrivete sotto ciascuna immagine una frase di spiegazione.
Gli autori In fondo alla pagina firmate l’articolo.

Lo sai che il 9 Aprile è la Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori? La giornata è stata istituita per ricordare che la voce di tutti i bambini e le bambine va ascoltata con cura e attenzione.
Avete ideato, progettato, costruito, raccontato: ora è tempo di fermarsi un momento per guardare indietro e riflettere su quanto avete imparato. Ogni viaggio diventa prezioso se ci aiuta a capire come siamo cambiati, come gruppo e come singole persone.
Guardate il vostro percorso. Rileggete quello che avete scritto, osservate i disegni, le foto, i materiali. Poi rispondete alle domande.
1. Costruiamo un patto di classe Che cosa ho scoperto su me stesso lavorando con gli altri?

2. Cittadini attivi Sono riuscito ad esprimere le mie idee?
3. Il piano d’azione Che cosa ho imparato nel pianificare un progetto e nel definire i ruoli?
4. Dal progetto alla realtà
5. Una scuola da prima pagina!
Durante la realizzazione del progetto, quale è stato il momento più difficile? E quale ti ha dato più soddisfazione?
Com’è stato raccontare il vostro progetto e condividerlo con gli altri?
Per capire meglio come ti sei sentito/a durante questo viaggio segna una casella per ogni riga, in base a quanto ti riconosci nella frase. Poi rispondi alle domande.
Per niente Poco Abbastanza Molto Moltissimo

Ho partecipato con entusiasmo.
Mi sono sentito/a ascoltato.
Ho collaborato con la classe.
Ho espresso le mie idee.
● In che cosa pensi di essere migliorato durante questo viaggio?
● Scrivi una frase che rappresenti ciò che vuoi portare con te da questa esperienza.
● In quali punti la classe ha lavorato meglio?
● Dove si può migliorare?
● Che cosa vi ha fatto crescere di più come squadra?