Skip to main content

COSMO LINGUAGGI - SCRITTURA CL 4

Page 1


SCRITTURA 4

LUISA BORDIN - ELIANA GUZZO

ISBN 979122310236-7

© 2026 Rizzoli Education S.p.A. – Milano

Tutti i diritti riservati

Rizzoli Education S.p.A. Via Privata Mondadori, 1 – 20054 Segrate (MI) supporto@rizzolieducation.it www.rizzolieducation.it

Fotocopie e permessi di riproduzione. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org.

Tecnologie di intelligenza artificiale e estrazione di dati dal testo. L’editore promuove e tutela il diritto d’autore, riconoscendone il ruolo fondamentale nel sostenere la creatività e la libertà di espressione. L’editore esprime la propria gratitudine per il rispetto delle normative sulla proprietà intellettuale dimostrato con l’acquisto di una copia autorizzata del presente volume. Qualsiasi utilizzo non autorizzato, inclusi quelli connessi a tecnologie di intelligenza artificiale o all’estrazione di testo e dati, costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore, e comporta l’applicazione di sanzioni civili e penali secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive integrazioni e modifiche.

Riferimenti a marchi commerciali e siti di terze parti. Occasionalmente, possono essere visibili in questo testo nomi, confezioni e marchi commerciali di prodotti o società. L’autore e l’editore non intendono sostenere che i prodotti fotografati o citati siano migliori o peggiori di altri, né indirettamente consigliarne o sconsigliarne l’acquisto: non esiste alcun rapporto di nessun genere con i relativi produttori. I riferimenti a nomi e marchi commerciali sono da intendersi come marchi registrati dalle rispettive società anche se, per semplicità di grafia, si è omessa la relativa indicazione. L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti – link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto, l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, distribuzione e/o ristampa del presente testo scolastico.

Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il contenuto di questo libro non è stato approvato dalle Nazioni Unite e quindi potrebbe non riflettere la posizione ufficiale di questa organizzazione, www.un.org/sustainabledevelopment.

Testi in formato accessibile. L’Editore promuove l’accessibilità e collabora con AID - Associazione Italiana Dislessia, Seleggo e con la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”. La conformità dei prodotti e dei servizi resta disciplinata dalla normativa vigente.

Segnalazione di errori e/o imprecisioni. La realizzazione di un libro scolastico è un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. Essi riguardano sia la correttezza dei contenuti sia la coerenza tra testo, immagini, strumenti di esercitazione e applicazioni digitali. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni. L’editore ringrazia sin da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni. Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a: supporto@rizzolieducation.it Per eventuali e comunque non volute omissioni e per gli aventi diritto tutelati dalla legge, l’editore dichiara la piena disponibilità.

Realizzazione editoriale

Coordinamento editoriale Mauro Traversa

Coordinamento redazionale Elisabetta Gabellich

Progetto grafico Ka Communications

Redazione e ricerca iconografica Annalisa Bonfigli per Libra, Bologna

Elaborazione immagini e impaginazione Ka Communications

Disegni Clarissa Corradin, Elisa Bellotti, Francesca Gallina, Cristina Grottoli

Copertina Ka Communications

Ideazione del personaggio Cosmo Ka Communications

Illustrazione di copertina Valentina Fontana

Referenze iconografiche Getty Images © 2026.

I contenuti del percorso "Insieme per cambiare!" sono a cura di Testi e attività a cura di Elisa Rocco.

Contributi di Carlotta Bellomi, Patrizia Gabrielli, Francesca Giolivo, Sara Risi.

Save the Children, da oltre 100 anni, è la più importante organizzazione internazionale indipendente che lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

I contenuti valorizzati nella presente pubblicazione nascono dall’esperienza di “Fuoriclasse in Movimento”, la rete di scuole promossa da Save the Children per prevenire la dispersione scolastica. Si ringraziano in particolar modo studenti/esse, docenti, dirigenti e operatori partner che ogni giorno si impegnano per promuovere il diritto alla partecipazione a scuola.

Contenuti digitali

Progettazione Fabio Ferri, Nicola Barzagli

Realizzazione EICON S.r.l., IMMAGINA S.r.l., Isabella Spagni, Lumina Datamatics, Silvia Sferruzza.

Audio IMMAGINA S.r.l

Contenuti per la didattica inclusiva

PariPasso è il progetto promosso da Rizzoli Education sul tema dell’inclusione e delle pratiche di insegnamento/apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva.

Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, il progetto si ispira ad alcuni principi fondamentali:

1. progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e i ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti

2. valorizzazione di pratiche di insegnamento/ apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante il ricorso a contenuti e strumenti digitali

3. valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo

4. promuovere una didattica sempre connessa a un’idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile

Il processo di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione dei testi scolastici di Rizzoli Education S.p.A. è certificato UNI EN ISO 9001.

Prima edizione:gennaio2026

Questo volume è stampato da: Grafica Veneta, Trebaseleghe (PD) Stampato in Italia – Printed in Italy

INDICE

PRODURRE UN TESTO

Di fronte al foglio bianco c’è chi inizia a scrivere tutto quello che gli passa per la testa e chi invece si blocca perché non sa da che parte cominciare. Leggi i suggerimenti sulle tre fasi che servono per scrivere un testo.

AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ

IDEAZIONE

Prima di scrivere devo leggere bene il titolo per essere sicuro/a di aver capito di che cosa scrivere.

IDEAZIONE

Poi vado a caccia di idee e le metto in ordine in una scaletta.

SCRITTURA

Incomincio con un bell’inizio, poi è importante seguire la scaletta

IDEAZIONE

SCRITTURA

Scelgo bene le parole e inserisco dei dialoghi per rendere più scorrevole il testo.

SCRITTURA

Scrivo una conclusione adatta al genere di testo che ho deciso di scrivere.

REVISIONE

Alla fine controllo che non ci siano errori di ortografia e che le frasi siano ben collegate

1

Leggi il titolo per capire quale sarà l’argomento. Poi leggi i due testi che sono stati scritti a partire dal titolo stesso.

La gita di classe

Qualche giorno fa io e i miei compagni e compagne di classe siamo andati in gita a Verona per visitare la città. Io ci sono stata molte volte con la mia famiglia, di solito ci andiamo con il treno perché è più comodo, anche se qualche volta papà preferisce usare l’auto.

A Verona si può visitare l’Arena, dove fanno molti spettacoli di lirica e a Natale c’è sempre una mostra di presepi da tutto il mondo Poi di solito con la mia famiglia andiamo a mangiare in un ristorante di cui non ricordo il nome.

Con la mia classe mi sono divertita, ma spero che la prossima volta andremo in una città che non conosco.

Qualche giorno fa io e i miei compagni e compagne di classe siamo andati in gita a Verona per visitare la città. Eravamo molto emozionati perché saremmo stati via tutto il giorno. In pullman abbiamo cantato e Marco, che è un fanatico di fotografie, ha scattato un sacco di foto.

Quando siamo arrivati a Verona, per prima cosa siamo andati a visitare l’Arena, che è un anfiteatro romano e assomiglia al Colosseo.

Poi una guida ci ha fatto fare una caccia al tesoro in giro per il centro storico per cercare i monumenti più importanti e la mia squadra è riuscita a scoprirli tutti.

2 Che cosa viene richiesto dal titolo? Indica con una X vero (V) o falso (F).

● Raccontare una gita fatta con la classe.

● Raccontare quali sono i mezzi di trasporto più usati quando si va in gita.

● Raccontare quali attività sono state svolte dalla classe in gita.

V F

V F

V F

● Raccontare che cosa si fa con la propria famiglia quando si va in una città. V F

3 Secondo te, quale dei due testi ha sviluppato meglio il titolo?

Il testo numero perché

Associa a ogni testo il titolo adatto, scrivendo nel il numero corrispondente. Attenzione: alcuni titoli non servono!

1 4 5 6 2 3

Una giornata noiosa Il mio piatto preferito A casa dei nonni

Un pomeriggio speciale In pizzeria Il mio migliore amico

Avete mai assaggiato gli spaghetti con le polpettine al sugo come nel cartone animato Lilli e il Vagabondo?

Se non lo avete mai fatto, non sapete quello che vi perdete! Mia nonna prepara la pasta con le polpettine più buona che abbia mai mangiato in tutta la mia vita e io ne vado matta. Se potessi, la mangerei anche tutti i giorni!

L’inverno scorso sono stata in vacanza con la mia famiglia in montagna. Non potrò mai dimenticare un pomeriggio in cui stavo giocando con il mio slittino e ho incontrato due bambini della mia età: Rachele e Filippo. Abbiamo subito fatto amicizia e ci siamo sfidati in gare di discesa con lo slittino. Dopo tante sfide, non volevamo ancora separarci e allora siamo andati a bere una deliziosa cioccolata calda.

Fin da piccolo ho sempre amato

andare a casa dei nonni, non solo perché loro vivono in mezzo alla campagna in una casa grandissima, ma soprattutto perché da loro non mi annoio mai. Nonna Grazia mi porta nell’orto a raccogliere i pomodori che mi piacciono un sacco e nonno Annibale prepara sempre delle crostate fantastiche... con il mio aiuto, naturalmente!

Quando ho iniziato ad andare a scuola non conoscevo nessuno; la maestra allora mi ha detto di sedermi vicino a Vittorio: era un bambino alto, con gli occhiali e con una fessura tra i denti. Lui mi ha sorriso e durante la ricreazione abbiamo iniziato a giocare insieme Da quel giorno siamo inseparabili!

Alla ricerca di idee

Dove puoi trovare le idee per un testo?

Leggi i suggerimenti e scopri quelli più adatti al tipo di testo da scrivere.

Per scrivere un testo narrativo (realistico, fantastico…):

Per scrivere un testo descrittivo o poetico:

Per scrivere un testo informativo:

● pesca dalla memoria, se devi raccontare un’esperienza che hai vissuto;

● ricorda alcuni personaggi che hai incontrato nelle storie lette (puoi realizzare un cartellone con i loro nomi o disegnarli);

● rileggi l’inizio di alcune storie che ti sono piaciute o che avete letto in classe.

● osserva la realtà utilizzando i cinque sensi;

● realizza una collezione di immagini: foto e disegni;

● prepara un rimario, cioè una lista di parole che fanno rima tra loro.

● documentati su libri che trattano quell’argomento;

● guarda video o documentari.

1 Leggi il titolo, segui le indicazioni e scrivi le idee che ti vengono in mente.

Titolo: Il primo giorno di scuola

Per trovare le idee, pesca dalla memoria e poi scrivile nei cartellini.

ZAINO NUOVO

Titolo: La volpe

Osserva l’immagine e ricorda alcune favole o storie dove è presente una volpe. Com’è?

Astuta,

LAVORAINSIEME

2 In coppia, leggete il titolo, seguite le indicazioni e scrivete le idee che vi vengono in mente.

Titolo: Il mare in inverno

Osservate l’immagine e usate i vostri sensi per descrivere la scena.

Titolo: La primavera

Costruite un rimario scrivendo le parole che fanno rima con quella iniziale.

fiori: colori,

farfalla:

Titolo: Il vulcano

Cercate le informazioni per completare i cartellini con i termini corretti.

NUBE DI GAS

Scegliere le idee

Quando si va a caccia di idee, può capitare che non tutte siano adatte al testo che dobbiamo scrivere… Quindi che cosa occorre fare?

Saper scegliere tra tante idee quelle più adatte è un passo importante. Per compiere una buona scelta, bisogna avere in mente sia il tipo di testo da scrivere sia il destinatario, cioè chi leggerà ciò che hai scritto.

1 Ecco tre liste di idee, una per ogni titolo: scegli quelle più utili e cancella con una X le idee inutili.

VISITA AL MUSEO

● la partenza da scuola

● la guida del museo

● le sale con le opere d’arte

● la merenda

● le opere d’arte esposte

● i vestiti

● la ricreazione

● le fotografie

● le canzoni

● l’autista

● il mezzo di trasporto

A SCUOLA... CHE DIVERTIMENTO! LA FESTA

● i compagni e le compagne

● gli/le insegnanti

● i giochi

● la ricreazione in giardino

● in biblioteca

● i laboratori

● le canzoni

● i compiti

● le verifiche

● la mensa

● i lavori di gruppo

● l’invito

● i genitori

● le prove

● le spese

● la partenza

● la caccia al tesoro

● le fotografie

● le decorazioni

● i saluti

● gli/le insegnanti

● i compagni e le compagne

2

Devi scrivere un testo dal titolo Il primo giorno di scuola. Continua la lista con le idee che ti vengono in mente: per il momento non preoccuparti dell’ordine e non considerare se sono adatte oppure no.

Il

primo giorno di scuola

le alunne e gli alunni

i genitori

la partenza in bicicletta

le decorazioni nelle aule

Se vuoi, puoi aiutarti con le idee che hai scritto a pagina 6!

Ora è il momento di selezionare le idee più adatte. Procedi in questo modo:

• rileggi una dopo l’altra le idee della lista;

• per ciascuna idea, poniti questa domanda: è davvero utile per scrivere il testo?

Se rispondi no, cancellala con una X. Se rispondi sì, fai un’ultima verifica e chiediti: questa idea è adatta al titolo?

Quando hai terminato, rileggi le idee che sono rimaste.

Dare forma alle idee

Prima di cominciare a scrivere, è meglio riordinare le idee e organizzarle in uno schema oppure in una scaletta, che ti guiderà nella stesura del testo.

1 Nello schema sono state cancellate alcune idee considerate poco adatte. Le idee selezionate sono state trascritte in tre scalette: indica con una X la scaletta che ti sembra più adatta e ordinata per scrivere il testo.

il bibliotecario / la bibliotecaria il ritorno a scuola i libri per ragazzi

la lettura animata i lib i i hi

VISITA ALLA BIBLIOTECA

scaletta A

gli i l da

il prestito di un libro l i i e

1. gli alunni e le alunne

2. l’insegnante

3. il bibliotecario / la bibliotecaria

4. la lettura animata

5. il ritorno a scuola

6. i libri per ragazzi

7. il prestito di un libro

SCRIVO

l’insegnante

scaletta B

gli alunni e le alunne gli ff li

1. il prestito di un libro

2. i libri per ragazzi

3. la lettura animata

4. gli alunni e le alunne

5. l’insegnante

6. il bibliotecario / la bibliotecaria

7. il ritorno a scuola

scaletta C

1. gli alunni e le alunne

2. l’insegnante

3. il bibliotecario / la bibliotecaria

4. la lettura animata

5. i libri per ragazzi

6. il prestito di un libro

7. il ritorno a scuola

Ora che hai scelto la scaletta, puoi provare a scrivere un breve testo sul quaderno.

LAVORAINSIEME

2 Leggi lo schema e organizza le idee in una scaletta con un compagno o una compagna. Scegliete solo le idee che vi sembrano adatte.

gli scherzi

i giochi

gli inviti

gli addobbi

i preparativi

UNA FESTA

la sala il giorno

gli invitati

la merenda

La scaletta

le canzoni

gli ospiti

tutti a casa

Raccontare... in tre parti

Per organizzare meglio un racconto può esserti utile seguire lo schema tipico in cui il contenuto è suddiviso in tre parti: inizio, sviluppo e conclusione.

1 Leggi il testo diviso nelle tre parti. In ognuna manca una frase. Scrivila al posto giusto, scegli tra:

• per una meritata cena e per organizzare la tappa successiva!

• Dopo diverse ore di volo, ecco spuntare dal finestrino il profilo del vulcano! Pochi minuti dopo sono atterrati.

• hanno deciso di recarsi alle pendici di un vulcano e incamminarsi fino alle vicinanze del cratere.

Un'escursione sul vulcano

INIZIO

Luca, Adam, Maria e Sara hanno fatto molte escursioni insieme. Quest’anno

Prima di partire, preparano i bagagli e l’attrezzatura necessaria.

SVILUPPO

Il giorno della partenza la comitiva si incontra all’aeroporto: viaggerà in aereo e poi noleggerà un’automobile.

.

Sara guida l’auto che, in poche ore, li conduce alle pendici del vulcano. Inizia la loro avventura! Dopo una lunga salita, si trovano di fronte a un cartello: segnala il limite della zona di sicurezza, spingersi oltre è vietato e pericoloso. Estraggono dagli zaini le loro fotocamere e immortalano il cratere. L’emozione è davvero enorme e il caldo insopportabile.

CONCLUSIONE

L’escursione è finita e il gruppo si dirige in hotel, soddisfatto della giornata. Dopo un po’ di riposo e una doccia, si ritrovano

Se vuoi, puoi aiutarti con le domande riportate nella colonna qua sotto!

INIZIO

● Che cosa fanno i protagonisti e le protagoniste?

● Dove si dirigono?

SVILUPPO

● Come inizia l’escursione?

● Con quali mezzi viaggiano?

● Che cosa vedono prima di atterrare?

● Perché durante la salita si fermano?

● Che cosa fotografano?

CONCLUSIONE

● Come si conclude la giornata?

2

Inizio, sviluppo o conclusione? Leggi i testi che provengono da sei diversi racconti e colora i con le tinte suggerite per indicare le tre parti.

Sviluppo Conclusione Inizio

Poi, una mattina, la volpe incontrò di nuovo il corvo con in bocca un pezzo di formaggio. Era appollaiato sul ramo di un albero, spensierato e così soddisfatto che la volpe decise di rub li il .

Era ormai sera quando Anita decise di tornare a casa. I suoi genitori la aspettavano e la strinsero in un lungo abbraccio. Durante quel pomeriggio, trascorso a esplorare il centro della città, aveva capito che un’avventura è bella se c’è qualcuno che ti aspetta a casa.

Tanto tempo fa, in un villaggio sul cucuzzolo della montagna, viveva una famiglia composta da nove persone. Non erano molto ricchi, perciò un giorno i due figli più grandi decisero di partire e andare in cerca di fortuna.

Il mago malvagio era stato sconfitto, così Flora decise che sarebbe andata dal re per riscuotere la sua ricompensa. Da quel giorno avrebbe vissuto per sempre felice e contenta nella sua nuova casa.

Quella mattina non sarebbe stata come tutte le altre: era arrivato il giorno, ricominciava la scuola.

Il papà mi svegliò presto. Mi dovevo preparare al mio primo giorn di l .

La proposta del nonno inizialmente stupì il ragazzo. Poi rifletté per qualche minuto e si rese conto che quell’idea poteva piacergli: era un modo per cambiare aria, scoprire posti sconosciuti, incontrare persone diverse… Avrebbe anche potuto curiosare in giro e imparare tante cose nuove

Iniziare un testo

L’inizio di un racconto è molto importante: infatti, serve a catturare la curiosità di chi legge. Ecco perché quando si inizia a scrivere bisogna per prima cosa decidere come iniziare il testo

1 Leggi gli inizi di quattro racconti e indica con una X il testo che ti incuriosisce di più.

Jasmine apre la finestra, annusa l’aria salmastra e osserva il mare calmo. Sullo sfondo, scorge una barca a vela che naviga silenziosa. Fra qualche giorno, anche lei partirà per un’avventura davvero emozionante!

Tutti sanno che gli gnomi esistono. Passeggiando nei boschi ne avrete incontrato qualcuno, ne sono certo.

E io? Be’, io ne ho incontrati davvero tanti, ma vi voglio raccontare la storia di uno gnomo in particolare...

Driiin, driiin! Non sapevo se fosse un sogno o se il telefono stesse realmente squillando. Quando aprii gli occhi, mi resi conto di essere nel mio letto e che qualcuno mi stava telefonando...

Il papà non riesce a trovarle da nessuna parte e Marco è già in ritardo per la sua partita di basket.

Oggi disputerà la finale e lui non sta più nella pelle ma, come al solito, il papà non trova le chiavi della macchina...

2 Leggi di nuovo l’inizio che ti ha incuriosito/a di più dell’esercizio 1, poi scrivi un titolo adatto e prova a completare la storia.

Titolo:

3

SCRIVO

Come si procede per scrivere un inizio originale o sorprendente? Leggi la traccia e i suggerimenti, poi aggiungi le tue proposte sui puntini.

Devi raccontare di quel giorno in cui Luca era in soffitta a giocare.

Improvvisamente sentì dei rumori strani al piano di sotto…

Puoi iniziare...

1 con un riferimento al tempo atmosferico:

• Era una giornata di pioggia, Luca aveva deciso di restare a casa...

• Sembrava una giornata come tutte le altre, fuori splendeva il sole...

2 con una frase che specifica quando si svolge la storia:

• Durante un tranquillo pomeriggio di ottobre...

• Era mattina presto, i genitori di Luca erano già al lavoro...

3 presentando subito il protagonista e spiegando ciò che accade:

• Luca stava giocando tranquillamente in soffitta, quando...

• I genitori di Luca erano al lavoro, mentre lui giocava in soffitta...

4 con una descrizione del protagonista:

• Luca era un bambino pauroso, ma ormai aveva dieci anni e qualche volta capitava che restasse a casa con i nonni...

• Tutti i lunedì, Luca trascorreva il pomeriggio in casa con i nonni: aveva dieci anni, era sveglio, e sapeva cavarsela senza combinare troppi guai. Eppure quel lunedì...

5 con una descrizione del luogo:

• La casa in cui viveva Luca era abbastanza grande, aveva due piani e un giardino sul retro. La sua stanza preferita era la soffitta...

• Luca era nella sua stanza preferita: la soffitta. Tutt’intorno era silenzioso, i genitori erano a lavorare e i nonni in giardino...

Mettere in ordine le informazioni

Dopo aver ideato un inizio originale e avvincente, è importante mettere in ordine le informazioni, affinché siano chiare e comprensibili

1 Leggi il racconto: ti accorgerai che non è chiaro, perché le informazioni non seguono l’ordine cronologico. Metti in ordine le sequenze: scrivi nei i numeri da 1 a 4.

L'orso

Daniele il contadino scese a terra dall’albero su cui si era arrampicato. All’improvviso sentì un tonfo e, immediatamente dopo, un ronzio preoccupante che lo fece trasalire. Api o vespe?

Mentre Daniele indietreggiava a passi lenti, un susseguirsi di rami spezzati unito a un urlo pauroso gli fece fare dietrofront e gli mise le ali ai piedi. Chi era? Che intenzioni aveva?

Api, e in una quantità da mettere paura. Lo sciame svolazzava furiosamente poco lontano al di sopra di un favo caduto da un faggio.

Ma pur correndo come un matto, non riuscì a resistere alla curiosità di scoprire chi gli stava alle spalle. E vide quell’orso ben pasciuto: stava dando grandi leccate al miele contenuto nel favo.

– C’è un orso, un orso! – gridò volando sulla scaletta e ritirandola più in fretta che poteva.

adatt. da Licia Buganè, La Ghiottona, Feltrinelli Kids

Collegare le informazioni

Le informazioni di un testo devono essere ben collegate tra loro. Per fare questo si devono utilizzare delle parole particolari: le parole-legame (o connettivi).

1 Collega i gruppi di connettivi allo scopo con cui vengono utilizzati.

cioè, infatti, in altre parole, vale a dire, in tal modo...

per spiegare un motivo, uno scopo

per indicare dove prima, all’inizio, contemporaneamente, mentre, poi, dopo, ieri, oggi, domani, appena, tanto tempo fa, un giorno...

inoltre, e, pure, così, oltre a ciò, anche...

per concludere un discorso qui, là, davanti, dietro, di fianco, in alto...

per fare un esempio

poiché, perché, allora, siccome, perciò, dal momento che...

ma, tuttavia, però, invece, eppure...

per indicare quando

per mettere in risalto un contrasto in conclusione, infine, alla fine, quindi, pertanto, dunque...

per aggiungere informazioni

2 Ora utilizza alcuni dei connettivi dell’esercizio 1 per completare il testo. un cane si fermò a una macelleria. Vide che la porta era aperta entrò. Notò delle salsicce, che acchiappò al volo il macellaio era distratto. se ne accorse, provò a inseguire il ladruncolo, il cane era già corso via. , il cane si era fatto una bella scorpacciata, il macellaio si era fatto una bella corsa!

Scrivere in prima o in terza persona

Quando scrivi un testo, dovrai scegliere il modo di raccontare:

• usa la prima persona quando sei un personaggio della storia;

• usa la terza persona quando racconti i fatti come se li osservassi dall’esterno.

1 Leggi i due testi che raccontano la stessa storia: uno in prima persona e l’altro in terza persona.

Paolo e l'uccellino

Il testo 1 è scritto in mentre il testo 2 è scritto in 1 2

Una sera, poco prima di andare a letto, un uccellino entrò in camera di Paolo dalla finestra aperta. L’animaletto spaventato si mise a svolazzare verso il soffitto, cercando un’uscita che non trovava A un tratto scese in picchiata verso il bambino, che lanciò uno strillo acuto per la paura

La mamma corse nella camera del figlio e capì subito ciò che stava accadendo; allora prese una scopa e aprì la finestra. Con il manico cercava delicatamente di accompagnare l’uccellino terrorizzato verso l’uscita. Per fortuna, dopo molti tentativi, l’animaletto riuscì a volare via. Di corsa, Paolo si diresse verso la finestra, chiuse le ante e lo guardò posarsi su un ramo dell’albero di fronte.

Non so chi dei due abbia avuto più paura!

2 Ora completa l’affermazione.

Io e l'uccellino

Una sera, poco prima di andare a letto, un uccellino entrò in camera mia dalla finestra aperta. L’animaletto, spaventato, si mise a svolazzare verso il soffitto, cercando un’uscita che non trovava A un tratto scese in picchiata verso di me e lanciai uno strillo acuto per la paura

La mamma corse nella mia camera e capì subito ciò che stava accadendo; allora prese una scopa e aprì la finestra. Con il manico cercava delicatamente di accompagnare l’uccellino terrorizzato verso l’uscita.

Per fortuna, dopo molti tentativi, l’animaletto riuscì a volare via. Di corsa, mi diressi verso la finestra, chiusi le ante e lo guardai posarsi su un ramo dell’albero di fronte.

Non so chi dei due abbia avuto più paura!

Trasforma i racconti dalla prima alla terza persona e viceversa.

Dalla prima persona...

Ogni mattina il nonno mi preparava lo zabaione con l’uovo e lo zucchero. Io stavo a letto, ancora addormentato, e cominciavo a sentire il nonno che sbatteva, e mi divertivo a guardare il sole che entrava dalle fessure delle imposte. Poi sentivo Alfonsina nel cortile, che portava a passeggio le sue ochette, e il nonno che ancora sbatteva lo zabaione. Toc, toc, toc. Mezz’ora ci voleva a farlo diventare come la panna montata. Detto così sembra una cosa da niente, ma era la cosa più buona che al mattino potessi mangiare.

... alla terza persona

Ogni mattina il nonno preparava a suo nipote lo zabaione con l’uovo e lo zucchero. Il nipote

Dalla terza persona...

Una ragazza di nome Amelia un giorno, con i soldi che si era messa da parte, comprò un aeroplano giallo e lo chiamò “il Canarino”. Qualche anno dopo, Amelia divenne la prima donna a sorvolare l’Oceano Atlantico in solitaria, con il suo minuscolo aereo. Dopo quasi quindici ore atterrò in un campo nell’Irlanda del Nord, sorprendendo le mucche al pascolo.

Amelia amava volare e amava compiere imprese straordinarie. Ma la sfida che desiderava di più era di essere la prima donna a fare il giro del mondo in aeroplano.

adatt. da Francesca Cavallo ed Elena Favilli, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

... alla prima persona

Mi chiamo Amelia e un giorno, con i soldi che mi ero messa da parte, ho comprato

adatt. da Angela Nanetti, Mio nonno era un ciliegio, Einaudi Ragazzi

I dialoghi in un testo

Quando scrivi un testo, puoi dare voce ai tuoi personaggi e farli parlare. Ricordati di usare il discorso diretto.

Qual è il verbo più indicato per far parlare i personaggi?

Certamente il verbo dire, ma si possono usare anche tutte le sue sfumature: annunciare, commentare, consigliare, avvisare, avvertire, esclamare, urlare, sussurrare, suggerire, parlare, parlottare, raccontare, narrare, interrompere, rispondere, chiedere, domandare, pregare, ordinare, ribadire, rivelare, confidare…

1 Leggi il testo e individua i personaggi che parlano. Poi, sottolinea le parole di ciascun personaggio con lo stesso colore. Infine completa, sostituendo “dire” con i verbi più adatti.

Il cucciolo

Eravamo tutti contenti in casa perché finalmente avevamo un cucciolo. Ma lui sentiva la mancanza della mamma: passava la notte a piagnucolare e nessuno riusciva più a dormire.

– Lo porto a letto con me! – (disse) Michele, che era il più piccolo della famiglia.

– No! – (disse) il babbo. – Deve dormire in salotto!

– Dovremmo prendere un altro cucciolo per fargli compagnia, forse... – (disse) la mamma.

– No! – (disse) il babbo.

Allora Marta, la figlia più grande, (disse) :

– Se metti una borsa d’acqua calda vicino a un cucciolo, lui ci si stende sopra e dorme tranquillo, perché gli ricorda il calore della sua mamma.

– Proviamo! – (disse) il babbo.

Quella sera la mamma mise una borsa d’acqua calda nella cesta: subito il cucciolo le si strinse vicino e dormì.

– Bella idea, Marta! – (disse) il babbo sorridendo.

adatt. da Barbara Hayes, Una storia al giorno, Editrice Piccoli

LAVORAINSIEME

2 A coppie, leggete il testo e inventate i dialoghi tra i personaggi della storia.

Nuovi amici

Un sabato pomeriggio, Luis stava guardando fuori dalla finestra del salotto quando vide un ragazzino che giocava nel giardino della casa accanto.

Andò da sua madre e le chiese: –

E Liliana rispose al figlio: –

Allora Luis prese con sé il frisbee e raggiunse il giardino.

Si avvicinò al ragazzino e si presentò: –

Il ragazzino replicò: –

Concluse le presentazioni, Luis gli propose: –

Allora i due bambini iniziarono a giocare a frisbee.

Andavano d’accordo e si divertivano un mondo. A un certo punto, Aldo si affacciò alla finestra della cucina e sorridendo chiese al figlio: –

Felice, Luis invitò il nuovo amico nel suo appartamento, e fecero merenda insieme.

Verso le sette del pomeriggio, il nuovo amico di Luis ringraziò Liliana e Aldo dicendo: –

Iniziava a essere tardi, quindi Luis e la mamma accompagnarono l’amico al portone di casa e prima di salutarlo Luis gli propose: –

I due bambini si sorrisero e abbracciarono: entrambi non vedevano l’ora che arrivasse il giorno seguente... Ognuno dei due aveva trovato un nuovo amico!

Concludere un testo

Un buon testo deve avere anche una conclusione adatta, che spieghi dei fatti, ne aggiunga di nuovi o dia la parola al narratore.

1 Leggi il testo e le conclusioni proposte. Indica con una X quella che ritieni più adatta oppure inventane una tu.

Il contatore vanitoso

Malgrado stessi attento a non consumare troppa elettricità, mi arrivavano delle bollette salatissime.

Scoprii la ragione una sera che rientrai con un giorno d’anticipo da un viaggio: trovai tutta la casa illuminata.

Mi era capitato un contatore che si sentiva un gran signore e che, per darsi delle arie con i suoi colleghi, quando io ero fuori accendeva tutte le luci. Cercai di convincerlo che è un dovere civico non sprecare energia, ma lui neanche mi fece finire: – Che pidocchioso! – disse, e per dispetto dette una girata vorticosa alla sua rotellina e in un attimo divorò almeno un chilowattora.

adatt. da Marcello Argilli, 23 novelle moderne, © 2016 Carlo Gallucci Editore srl

La conclusione aperta a nuovi fatti:

Facemmo un patto: se mi prometteva di non accendersi sempre, gli avrei dato il permesso di accendere le luci la domenica e durante le feste. Speravo davvero che andasse tutto bene…

La conclusione definitiva che racconta gli ultimi fatti della storia: Non sapendo come reagire a un contatore permaloso, lo lasciai stare. Da allora, mi tiene il muso e ogni tanto scatta da solo, accendendo tutte le lampade dell’appartamento, come fosse il contatore di un palazzo reale.

La conclusione che pone una domanda direttamente a chi legge: Era così arrabbiato che non volle darmi retta e continuò a fare di testa propria: non vi sembra esagerato?

La conclusione con il punto di vista del narratore: – Che spendaccione! – replicai. Non poteva continuare così, quindi cambiai contatore: in fondo era un modo per risparmiare ed essere più ecosostenibile!

• La tua conclusione:

LAVORAINSIEME

2 A coppie, seguite le indicazioni e scrivete le conclusioni del racconto.

Il drago con il mal di gola

Harmon, il grande drago d’argento, un giorno volò in una tormenta di neve e si ammalò. Quando tornò alla sua caverna si accorse che gli faceva male la gola e non riusciva a sputare neanche una fiammella. Spaventato, uscì dalla caverna e volò da Celloth, un drago rosso amico suo.

L’amico lo ascoltò con attenzione, poi gli diede un consiglio: – Prova a mangiare tanta ortica. Mi hanno detto che in Cina i draghi si curano così.

Harmon se ne andò in un prato e brucò ortica per tutto il giorno. A sera riprovò a lanciare il suo alito di fuoco, ma dalla bocca gli uscì solo una nuvoletta verde che sapeva di ortica. Visto che il suo amico drago non era riuscito a risolvere il problema, Harmon volò dritto al castello di re Artù e atterrò sulla torre dove viveva Merlino il mago. – Ciao mago, ho un problema… – disse il drago mogio mogio. Poi gli spiegò del mal di gola e del suo fuoco di drago che si era spento.

Merlino allora…

Una conclusione che racconta gli ultimi fatti della storia.

Una conclusione che pone una domanda direttamente a chi legge.

adatt. da Stefano Bordiglioni, Nel mondo dei draghi, Einaudi Ragazzi

Una conclusione… a vostra scelta!

Cambiare le storie

Per allenarti a scrivere bene, puoi anche provare a “cambiare una storia”: modifica il punto di vista, uno dei personaggi o il luogo dell’ambientazione per inventare una storia diversa.

1 Leggi il racconto, poi riscrivilo modificando le parti sottolineate: puoi trasformare il futuro di Lisa, se lo ambienterai in un osservatorio astronomico, in un orto botanico o… in un luogo fantastico.

L'archeologa Lisa

Una ragazza di nome Lisa viveva con i suoi genitori nella casa del custode del Museo dell’Antico Egitto a Torino.

Di sera, quando i visitatori erano usciti, Lisa passeggiava per le sale del museo e osservava le meraviglie di quel luogo: gioielli, sarcofagi, mummie, statue…

A volte portava con sé i libri di scuola e nella Sala del faraone, approfondiva le pagine di Storia, immersa in quel luogo magnifico.

Così, si appassionò sempre più alle antiche civiltà… finché, quando fu grande, decise di trasferirsi a Roma per frequentare la facoltà di Storia antica all’università e diventare un’archeologa.

Completati gli studi con successo, Lisa finalmente poté seguire le sue ambizioni: andò in Egitto a compiere degli scavi e trovò nuove tracce della grandiosa civiltà che tanto aveva ammirato fin da piccola.

Lisa

Una ragazza di nome Lisa viveva con i suoi genitori a

Di sera, quando i visitatori erano usciti, Lisa

A volte portava con sé

Così, si appassionò sempre più

Completati gli studi con successo, Lisa finalmente poté seguire le sue ambizioni:

LAVORAINSIEME

2 A coppie, provate a cambiare la fiaba dei tre porcellini. Assegnate a ogni porcellino un nuovo tipo di casa (un camper, una tenda, un igloo, un nido...), quindi trasformate la fiaba in una nuova storia.

I tre porcellini

LA FIABA TRADIZIONALE

C’erano una volta tre porcellini che erano fratelli. Il primo abitava in una casa di paglia, il secondo in una casa di legno e il terzo in una casa di mattoni.

Un giorno passò da quelle parti un lupo affamato Arrivato davanti alla casa di paglia, soffiò e soffiò finché la casetta, leggera com’era, crollò e il lupo poté mangiare il primo porcellino in un sol boccone.

Non contento, il lupo si diresse verso la casa di legno del secondo porcellino, soffiò e risoffiò finché anche la casa di legno, che non era molto solida, crollò a terra.

Così il lupo mangiò anche il secondo porcellino in un sol boccone.

Non ancora sazio, il lupo si diresse alla casa di mattoni dove abitava il terzo porcellino, il più saggio di tutti. Infatti il lupo soffiò e risoffiò a pieni polmoni, ma quella casa era molto solida e non crollò.

Con la pancia piena, il lupo si mise a russare sotto un albero, e il terzo porcellino gli si avvicinò e gli tirò fuori di bocca i due fratelli. Da allora, i tre porcellini andarono a vivere tutti nella casa di mattoni, al sicuro dai lupi affamati.

LA FIABA TRASFORMATA

Cambiare i personaggi

Tutti conoscono la fiaba tradizionale di Cappuccetto Rosso e del lupo. Ma che cosa succederebbe se Cappuccetto Rosso fosse una bambina coraggiosa, dotata di superpoteri? Come si svilupperebbe la storia?

1 Leggi la fiaba tradizionale, poi modificala tenendo conto che Capuccetto Rosso ha dei super poteri. L’esercizio è avviato, continua sul tuo quaderno.

Cappuccetto Rosso e il lupo

C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Rosso. Era gentile e tutti l’amavano. La mamma un giorno chiamò Cappuccetto Rosso e le disse di andare a trovare la nonna che era ammalata. Le consegnò un paniere con del cibo da offrire alla nonna e le raccomandò di stare attenta al lupo che viveva nel bosco. La bambina si avviò e, a un certo punto, incontrò proprio quel lupo che, con una voce spaventosa, le domandò: – Dove vai bella bambina?

Cappuccetto Rosso rispose che doveva andare a trovare la nonna malata, così il lupo la salutò. Il lupo in realtà finse di andarsene, e corse velocemente a casa della nonna, arrivando per primo. Entrò nella casetta, saltò addosso alla nonna e se la mangiò. Poi indossò i suoi vestiti e si mise nel letto, aspettando di mangiare anche la nipotina.

Arrivò Cappuccetto Rosso e notò che qualcuno era nel letto. Quando si insospettì era troppo tardi e il lupo la mangiò in un solo boccone. Passava di lì un cacciatore, amico della nonna. Entrò in casa e subito riconobbe il lupo, che dormiva comodamente nel letto con una pancia enorme. Gli aprì la pancia e liberò la nonna e Cappuccetto Rosso.

LA FIABA TRASFORMATA

C’era una volta una bambina che tutti chiamavano Super Cappuccetto Rosso, perché era dotata di poteri magici...

Personaggi allo specchio

1 Camomilla e Fulvia sono due bambine molto diverse: leggi le loro descrizioni.

CAMOMILLA,

detta MILLA

Camomilla è una ragazzina che ha sempre sonno e sbadiglia spesso.

Se qualcosa non va secondo i suoi piani, il suo primo pensiero è farsi un pisolino.

Quando si sveglia, succede che molte cose siano cambiate: può scoprire che è rimasta sola o che ha perso qualcosa, come il treno, l’astuccio, la ricreazione...

FULVIA, detta FURIA

Fulvia è una ragazzina senza un dente: una delle tante volte in cui non aveva voglia di aspettare, ha corso talmente in fretta che è inciampata e ha piantato i denti sul tavolo.

Non ha mai pazienza. In mente ha mille idee, non sa star ferma ed è scattante. Ma se qualcosa non va come si aspetta, s’infuria e ha un unico pensiero: correre via sbattendo la porta...

2 Ora leggi il testo che ha come protagonista Camomilla.

Il riposino

Camomilla adora la domenica, perché può dormire fino all’ora di pranzo. Invece, questa domenica i suoi genitori hanno deciso di svegliarla presto per andare in montagna a raccogliere funghi vicino alla casa del nonno. Camomilla si lava, si veste e sale in macchina ancora addormentata; naturalmente, subito schiaccia un pisolino…

– Milla! Dormi ancora? Siamo arrivati! – esclama la mamma. – Prendi il tuo cestino. Se non trovi i funghi, puoi riempirlo con i frutti di bosco.

Milla inizia così la sua raccolta e… Che fortuna! Ci sono tantissimi mirtilli, la passione del nonno, così riempie il cestino. All’improvviso scorge una distesa di muschio, soffice come un tappeto.

“Ho faticato tanto e adesso mi merito un riposino…”, pensa addormentandosi. Poi all’improvviso qualcosa la sveglia, così urla: – Aiuto!

Ma è solo un cane che le lecca la faccia e poi se ne va via soddisfatto. Milla si accorge che si è fatto tardi e con immensa delusione scopre anche che il suo cestino è vuoto: niente sorpresa per il nonno!

3 Scrivi un testo sul quaderno che abbia come protagonista Fulvia. Basati sulla sua descrizione e inventa una storia: segui l’esempio dell’esercizio 2.

Arricchire il testo: inserire pensieri ed emozioni

1 Nel testo in basso sono stati tolti i pensieri e le emozioni della protagonista. Inserisci le parti mancanti e scrivi in ciascun il numero corrispondente.

1 Vogliono me? Ma chi può essere, non aspetto nessuno! Sono un po’ agitata.

2 Tommaso è il solito spiritoso, ma il nome Bruno mi piace ed è il regalo più bello che io abbia ricevuto in vita mia.

3 Chi sarà? Chissà se i miei genitori stanno aspettando qualcuno...

4 La mia cara nonna... Anche se abita in un’altra città, cerca sempre di starmi vicino con i suoi messaggi o con i suoi regali.

5 È amore a prima vista: mi sono subito innamorata di lui.

6 Aiuto! Che cosa sarà?

Il regalo della nonna

Mi chiamo Chiara e oggi mi sto proprio annoiando: sono in camera mia indecisa se leggere un libro o iniziare a fare i compiti, quando sento suonare il campanello di casa.

La mamma mi chiama: – Chiara! Vogliono te! Muoviti!

Mi dirigo verso il portone d’ingresso, apro e mi trovo davanti uno scatolone particolare, pieno di bucherelli, appoggiato a pochi metri dall’uscio di casa. Sul pacco c’è un biglietto: “Cara Chiara, fra qualche giorno sarà il tuo compleanno.

Purtroppo non potrò essere con te per cui ho pensato di mandarti questo regalo. Spero ti piaccia. Un bacione. La nonna”.

– È un regalo della nonna! – urlo.

Accorrono tutti: i regali della nonna sono sempre molto originali...

Mio fratello Tommaso mi aiuta a portare lo scatolone dentro casa: – Chiara, si muove!

Apro: due piccole zampette nere si appoggiano sul bordo dello scatolone: è un batuffolo nero. Quando mi avvicino, mi guarda impaurito e inizia a strusciare il musino sulle mie mani. Prendo il micio in braccio tra l’ammirazione generale: – Come lo chiameremo? – chiedo.

– Bruno! – esclama mio fratello. – Tu sei Chiara e lui è Bruno!

LAVORAINSIEME

A coppie, leggete la storia e aggiungete gli stati d’animo e le emozioni dei protagonisti.

Occhi nel buio

Ci siamo infilati in uno dei cunicoli più piccoli del tubo di cemento. I passi venivano da quella parte. Al centro del cunicolo scorreva un rigagnolo d’acqua putrida. La puzza di cose marce era soffocante. Seguivamo il rumore di passi: (che cosa pensano i personaggi? Che emozioni provano nel sentire il rumore dei passi?)

Ci siamo infilati in un altro cunicolo e... Era buio. Un buio impenetrabile. E io non avevo la pila. Cisco o Ciccia mi ha battuto una mano sulla spalla (immagina la scena: è buio e il protagonista sente qualcuno che gli tocca una spalla. Che cosa prova? Che cosa pensa? Quali sono le sue emozioni?)

Io neanche vedevo chi era. Qualcuno mi ha tirato per un braccio e mi sono voltato. Occhi. Occhi nel buio. Un paio d’occhi che ci fissavano. Poi un altro. E un altro. E un altro. E un altro. Cinque paia di occhi. Dieci occhi attorno a noi! (Vede tanti occhi che lo fissano: che cosa prova? Che cosa pensa? Quali sono le sue emozioni?)

Scrat scrat scrat! Il rumore di un fiammifero sfregato. Qualcuno ha acceso una candela. Il fantasma. Teneva in mano la candela e illuminava la scena. Assieme a lui c’erano altri quattro fantasmi. Eravamo circondati da cinque fantasmi, cinque ombre tutte nere, cinque paia di occhi che non smettevano di fissarci... (Come credi che si sentano i personaggi? Quali emozioni suscitano i cinque fantasmi?) adatt. da Andrea Cotti, Il fantasma, Fabbri

Consigli per la scrittura

Di seguito, alcuni consigli che possono essere utili prima e durante la scrittura.

Prima di scrivere

Durante la scrittura

● Pensa: le idee che ho scelto sono adatte?

● Scegli: che cosa è meglio scrivere per comunicare un messaggio chiaro?

● Collega: le informazioni scelte si collegano bene tra di loro?

● Controlla: la parte che ho scritto si collega logicamente alla parte precedente del testo?

● Valuta: sto esprimendo in maniera chiara l’idea che voglio comunicare?

● Cerca alternative: ci sono altre parole o espressioni che potrebbero aiutarmi a spiegare meglio la mia idea?

● Scegli e procedi: ho usato i termini adatti e ho dato un ordine chiaro alle informazioni? Se sì, procedo con la scrittura.

1 Ora pensa al tuo lavoro di scrittura e prova a rispondere alla seguente domanda. Prima e durante la scrittura, tieni conto dei consigli e delle indicazioni illustrate qui sopra? In quale misura: molto, poco o abbastanza?

molto abbastanza poco

Penso a idee coerenti con il testo.

Scelgo le informazioni adatte.

Collego le informazioni tra di loro.

Controllo che le parti che ho scritto si colleghino adeguatamente tra di loro.

Valuto se sto esprimendo in maniera chiara l’idea che voglio comunicare.

Cerco le parole che mi aiutano a spiegare meglio le mie idee.

Scelgo i termini adatti e un ordine chiaro, quindi procedo nella scrittura.

Attenzione all'ortografia

Una volta che hai scritto il testo, è il momento della revisione: controlla che le idee siano coerenti ed espresse in modo chiaro e che non ci siano errori. Inizia dall’ortografia

1 Per allenarti, leggi questo testo che presenta molti errori ortografici. Sottolineali e riscrivi le parole corrette nella colonna di destra. Segui l’esempio.

Il corso di nuoto

Due pomerigi alla settimana vado all corso di nuoto nela piscina che si trova vicino alla mia squola.

Amo il nuoto perché in aqua mi senbra di essere un pescie e nuoto velocisimo.

Li incontro la mia amica Giuglia.

Lei fà le gare e la setimana scorsa ha vinto.

Durante i corzi di nuoto, entriamo in vascha inzieme e faciamo quello che ci dice il maestro.

Il momento ce mi piace di più è quello in qui, prima di andare via, giochiamo a pala in aqqua.

È una spece di palanuoto, anche se noi non abiamo le porte infondo alla piscina.

Dopo la lezzione mi faccio la docia, mi vesto ed esco. Mia nona mi aspetta nel parchegio in maccina, con una banana e un aranciata: dopo tutto cuel nuotare o una fame da lupi!

pomeriggi,

Attenzione alle parole

Nella revisione è importante controllare che le parole utilizzate siano le più adatte e che non ci siano ripetizioni

1 Nel testo le parole e le espressioni sottolineate possono essere sostituite con altre più adatte. Sceglile fra le seguenti e scrivile sui puntini.

delle mummie • faraone • nella piramide • sala • sarcofagi

A Torino ho visitato un museo bellissimo sull’Antico Egitto:

nella prima (aula) ho visto una fila di (bare) di mille colori, dove si vedevano perfino (dei cadaveri antichi)

In un’altra c’erano tutti gli oggetti che sono stati ritrovati (nell’edificio) in cui veniva sepolto il (re)

2 Nel testo sostituisci i verbi “dire” e “fare”, che si ripetono troppe volte. Usa altri verbi adatti e scrivili sui puntini, come nell’esempio.

Domenica scorsa mamma e papà (hanno fatto) hanno preparato un pranzo buonissimo.

Erano invitati anche i miei zii, che mi (hanno fatto) un regalo strepitoso: una bicicletta nuova fiammante!

Appena l’ho vista (ho detto) : – Grazie! Sono felicissima!

Quando (ho fatto) il primo giro il papà mi (ha fatto) delle fotografie e la mamma (ha detto) : – Amina, sei bravissima!

Gli zii (hanno detto) che erano felici che il regalo mi fosse piaciuto e io (ho detto grazie) per la giornata bellissima.

SCRIVO

3 In questo testo si ripete molte volte il nome della protagonista. Riscrivi il testo ed elimina le ripetizioni il più possibile.

Puoi unire le frasi, sostituire il nome con un pronome oppure con un nome comune adatto.

Emma ha due nuovi amici

Emma è una bambina di dieci anni. Emma ha i capelli biondi e gli occhi verdi.

Emma si è trasferita da poco da un’altra città.

Emma ancora non ha molti amici.

Un giorno, Emma va al parco e dietro un cespuglio vede un gattino piccolissimo. Emma si guarda intorno, non c’è nessuno: quel gattino non ha padroni. Emma riflette su che cosa fare… A Emma piacerebbe portarlo a casa, ma non sa se i suoi genitori saranno d’accordo.

Emma sta ancora pensando, quando si avvicina a Emma un bambino, con una ciotola piena di latte.

– Ciao! – le dice. – Hai visto che bel gattino? L’ho trovato ieri, era solo e ho pensato di venirlo a trovare e di prendermene cura. Se vuoi, potremmo adottarlo insieme!

Emma ci ragiona e poi risponde: – Buona idea!

Io sono Emma, e tu come ti chiami? – Gabriel. E ora scegliamo insieme il nome per il nostro gattino!

Emma sorride felice: ha trovato due amici in un colpo solo! che,

Attenzione alla forma

Ricordati di controllare che le parole concordino nella forma:

• il genere della persona, che può essere femminile o maschile;

• il numero della persona, che può essere singolare o plurale.

1 Leggi il testo scritto in prima persona singolare da un bambino.

Un bambino di poche parole

Io sono un bambino abbastanza silenzioso. Non mi piace parlare molto. Il papà dice che mi dovrei sforzare, perché è importante dire quello che si pensa. Quando invito i miei amici a casa, amo correre all’aria aperta più che stare a parlare.

A volte ho cercato di chiacchierare un po’, ma poi finisco sempre per ascoltare quello che raccontano gli altri.

E non vi dico quanto è difficile per me essere interrogato a scuola…

Che fatica! Forse un giorno riuscirò a esprimermi senza vergognarmi, ma per il momento penso che sia più facile stare zitto!

SCRIVO

2 Ora immagina che il testo sia scritto da due fratelli, come si trasforma?

Fai attenzione che le parole concordino tra loro correttamente.

Modifico il titolo in:

Io e mio fratello siamo due bambini

3

Le parole sottolineate contengono degli errori di forma, riscrivile correttamente.

Una strada coloratissima

Oh, com’era grigi quella città, com’erano grigie le sue strade. Eppure una strada coloratissima c’erano perché tutte le finestre di tutte le case di quelle strada era fiorite, tutte dico, non quasi tutte, tutte, dal primo all’ultimo piani. I fotografi venivamo a fotografarla, i pittori venivano a dipingerla, la scuole anche delle altre città ci venivano in gita. Eppure un tempo erano stata una strada grigia come tutte le altre di quella grigissime città. E allora cos’era successo?

Successe che un bel giorni lì nacque una bambina con gli occhi verde come il più verde dei rampicanti, con i ricciolo a forma di campanelle rampicante, con la frangetta di erbetta, con una camicetta verdolini e in più, meraviglia delle meraviglie, con uno minuscola margheritina in mezzo alla fronte. La prima parola che quella bambina dissi fu “prato”, anzi, “plato”, perché la erre non la sapevamo dire. Poi “fiole”, “elba” e “gialdino”.

Scoppiarono un’epidemia di fiorite acute, su quelle case grigie sembrava cadute mille boccettine di colore, mille coriandoli. adatt. da Vivian Lamarque, La bambina bella e il bambino bullo, Einaudi Ragazzi

Attenzione ai verbi

Durante la revisione, presta una particolare attenzione ai verbi: devono essere al tempo corretto

1 Nel testo sono evidenziati alcuni verbi. Leggi più volte l’inizio per capire in quale tempo sono espressi, poi correggi sui puntini solo quelli sbagliati.

Il gatto Zorba e l'uovo

Per molti giorni Zorba, il gatto nero grande e grosso, rimase sdraiato accanto all’uovo, per proteggerlo. Furono giorni lunghi e pieni di disagi, che ogni tanto gli parevano completamente inutili, perché gli (sembrerà) di prendersi cura di un oggetto senza vita. [...]

Un giorno (prova) la tentazione di controllare se dentro quella capsula di calcio (era cresciuto) effettivamente un piccolo gabbiano. Allora (avvicina) un orecchio al guscio, poi l’altro, ma non (riuscì) a sentire niente. [...]

La sera del ventesimo giorno Zorba (sta) dormicchiando, e perciò non (si accorse) che l’uovo (si muove) . [...]

Lo (sveglierà) un solletichio alla pancia. (Apriva) gli occhi e (si accorse) [...] che, da una crepa nel guscio, (apparirà) e (scompariva) una puntina gialla.

Zorba (prende) l’uovo fra le zampe anteriori e così (vide) che il pulcino (beccherà) fino ad aprirsi un varco, attraverso il quale (farà) capolino la sua minuscola testa umida e bianca.

adatt. da Luis Sepúlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Salani

2

LAVORAINSIEME

A coppie, leggete il racconto: sono evidenziati alcuni verbi.

Sottolineate solo quelli usati in modo sbagliato e riscriveteli corretti, come nell’esempio.

Il mostro peloso

Tantissimi anni fa, nel bel mezzo della foresta fitta fitta, in una caverna umida e buia, viveva un mostro peloso.

Fu assolutamente ripugnante: la sua testa è enorme e da essa usciranno direttamente due piedi piccolissimi.

Per questo motivo il mostro non riusciva quasi a camminare e se ne starà sempre nella sua caverna.

Ha una bocca molto grande, due occhietti azzurrognoli e due braccia lunghissime e sottili che uscivano dalle orecchie e con le quali avrà catturato facilmente i topi. Aveva i peli dappertutto: sul naso, sui piedi, sulla schiena, sui denti, sugli occhi e anche in altri posti. Il suo sogno sarà mangiare degli esseri umani. Tutti i giorni si appostava all’entrata della caverna e, con un ghigno sinistro, ha pensato: “Il primo che passò me lo mangio”. Ma di là non passava mai nessuno: la foresta fu troppo fitta e troppo buia. E siccome il mostro non si muoveva a causa dei suoi ridicoli piedini, non riesce mai a catturare un essere umano.

E tuttavia continuava a pensare, con un ghigno sinistro: “Il primo che passa me lo mangiavo”.

adatt. da Henriette Bichonnier, Storie per ridere, Einaudi Ragazzi

Attenzione alla punteggiatura

1 Nel testo non è stata inserita la punteggiatura del discorso diretto. Sottolinea le frasi pronunciate dai due personaggi, poi inserisci i due punti, le lineette e le lettere maiuscole.

La stella preferita

Dopo aver collocato il nipote su una sedia e avergli dato un cannocchiale, il nonno disse guarda il cielo. In piedi, fermo sulla sedia, il bambino contemplava il cielo di velluto nero, costellato di migliaia e migliaia di puntini luminosi… ogni bambino deve avere la propria stella preferita disse il nonno. Il bimbo chiuse gli occhi con forza… quando aprì le palpebre la vide e disse eccola! Era scintillante di luce intensa e rosa, sospesa come una ghirlanda di cellophane e ghiaccio nel cuore dell’universo… quella! gridò quella!

Il nonno avvicinò il volto al cannocchiale ed esaminò il cielo in silenzio. Poi, individuando il bel regalo, disse è la Stella Polare.

adatt. da Fanny Buitrago, La casa dell’arcobaleno, Feltrinelli Kids

2 Leggi e inserisci la punteggiatura mancante. Scegli fra: punto, due punti, punto interrogativo, punto esclamativo, virgola e lineette.

Il cammello e la formica

Una volta un cammello mentre attraversava la steppa vide ai suoi piedi nell’erba una minuscola formica La piccolina trasportava un grosso fuscello dieci volte più grosso di lei Il cammello restò per un bel pezzo a guardare come la formica si desse da fare poi le disse Più ti guardo e più ti ammiro Tu porti sulle spalle come se niente fosse un carico dieci volte più grosso di te

Io invece non porto che un sacco e le ginocchia mi si piegano Come mai

Come mai ripeté la formica fermandosi un momento

Ma è semplice io lavoro per me stessa mentre tu lavori per un padrone

Si rimise il fuscello sulle spalle e riprese il suo cammino

Gianni Rodari, Enciclopedia della favola, Editori Riuniti

LAVORAINSIEME

3 A coppie, leggete il testo e cerchiate la punteggiatura utilizzata in modo sbagliato. Seguite l’esempio.

Sotto il cielo di Roma

Tante cose straordinarie ; possono accadere sotto il cielo. di Roma e straordinaria è la storia di una gattina. venuta al mondo nell’“Area sacra”, dove in epoca antica, sorgevano quattro templi pagani. Di quei templi oggi non restano che pochi frammenti: Proprio dentro uno scavo, considerato un sicuro nascondiglio per la sua nidiata, mamma gatta, una sapiente gatta randagia, depose tre gattini, due maschi e una femmina, precisamente nel giorno di Santa Fabiola, un 27 dicembre. Così alla femminuccia appena nata, ancora con gli occhi chiusi, venne dato il nome di Fabiola, Proprio la micina Fabiola non appena cominciò a muoversi sicura. fu la prima a lasciare la tana, decisa a scoprire il mondo esterno: e a esplorare il territorio circostante. adatt. da Alessandra Jesi Soligoni, Sotto il cielo di Roma, Tredieci

4 Ora scrivete la versione corretta del testo.

Tante cose straordinarie possono accadere sotto il

Attenzione alle parole-legame

1 Le parole-legame sono state utilizzate correttamente?

Cerchia quelle errate e riscrivile sui puntini in modo corretto.

● Alessia gioca con i videogame, successivamente il papà non vuole.

( )

● Ha nevicato molto, invece Giacomo e Salvatore fanno un pupazzo di neve. ( )

● La detective arrivò immediatamente, tuttavia il ladro era già fuggito.

( )

● L’insegnante consegnò i compiti, mentre si sedette alla cattedra.

( )

● Scoppiò un forte temporale, all’improvviso Bolt iniziò ad abbaiare.

( )

● L’allenatore di pallavolo è in ritardo poi ha perso il treno.

( )

● Flavia non può guidare l’automobile dal momento che non ha la patente. ( )

● Ieri ho usato il computer però mi servivano delle informazioni per una ricerca. ( )

● Alex e il nonno amano i dolci perciò spesso preparano torte.

( )

● Giulio ha accorciato i pantaloni mentre erano troppo lunghi.

( )

● Alla televisione c’è una trasmissione interessante inoltre la guarderò.

( )

● Davide ha avvisato che farà tardi, in altre parole non arriverà mai.

( )

● Dovevo uscire, poiché cominciò a piovere. ( )

● La dottoressa visitò Sebastian eppure era malato.

( )

● I libri sono interessanti, quindi io non leggo molto. ( )

● Quel sentiero sembra pericoloso, siccome prenderemo quello di destra.

( )

LAVORAINSIEME

2 In questo testo le parole-legame evidenziate sono utilizzate in modo errato. Lavorate a coppie e scrivete sui puntini i connettivi adatti. Scegliete fra i seguenti.

all’inizio • in quel momento • ma • mentre • quando • molto tempo fa

Il ragazzo falco

(Fra qualche tempo) , nella foresta, un ragazzo vide un nido su un grande albero e si arrampicò fino in cima per scoprire che cosa contenesse. Dentro il nido c’era una piccola femmina di falco e il ragazzo cominciò ad accarezzarla.

(Dunque) arrivarono papà e mamma falco. Il ragazzo ritrasse la mano impaurito, (nonostante) i falchi lo tranquillizzarono: – Abbiamo visto che vuoi bene a nostra figlia. Ti piacerebbe diventare un falco?

– Ne sarei felice! – rispose il ragazzo.

Ed ecco che gli spuntarono penne e artigli.

(Alla fine) non sapeva volare, ma imparò molto presto: provava una gioia immensa a librarsi nell’aria insieme ai suoi nuovi amici.

Passarono gli anni e il ragazzo sposò la figlia dei falchi.

– I tuoi genitori sono soli – gli dissero i suoceri falchi. – Vai a prenderli.

(Infatti) si presentò davanti a loro, dopo una così lunga assenza, i due vecchi genitori non credevano ai propri occhi.

– Sono vivo! – li rassicurò. – Sto benissimo! Venite, entriamo in casa per festeggiare il nostro incontro.

(Piuttosto) i genitori e il figlio danzavano, la capanna si sollevò dolcemente nell’aria. E fu così che i genitori vissero felici in cielo accanto al figlio falco per il resto dei loro giorni. adatt. da Luigi Dal Cin, A ritmo d’incanto. Fiabe dal Brasile, Franco Cosimo Panini

1

Attenzione alle informazioni inutili

Leggi il racconto, nel quale sono state inserite delle informazioni che non sono necessarie. Individuale e cancellale.

Il lupo Branco

Branco era uno dei più grossi e leali lupi che la Grande Luna avesse mai avuto tra loro. La Luna è l’unico satellite naturale della Terra.

Era generoso e instancabile, e il nome era stato ben scelto: tutti i lupi pensavano che lui fosse il cuore del branco. Il cuore si trova al centro del torace e dell’apparato circolatorio.

Molti potevano raccontare di quando Branco aveva soccorso il lupacchiotto Pelonero caduto nel torrente o l’anziana lupa Zanna troppo stanca per saltare il guado, o Furia, sempre spericolata al punto da cacciarsi nei guai.

Il punto e la virgola vanno usati con attenzione, se si vuol scrivere in modo corretto. Perché allora quel giorno Branco era così arrabbiato?

Aveva alcuni amici tra i forti Husky, i trainaslitte degli umani: Slitta e Scheggia. Loro sì che li conoscevano bene, i Due Zampe. Ebbene?

Ci sono bipedi di vario genere, i palmipedi hanno due zampe palmate.

Gli avevano raccontato che nelle storie che i Due Zampe si tramandavano, i lupi venivano dipinti come esseri crudeli, perfino capaci di ingoiare vivi dei bambini dopo essersi travestiti da anziani. Capita spesso che gli anziani soffrano di dolori a causa dei reumatismi. Un vero oltraggio per la Grande Luna, che aveva molte storie in cui si narrava invece della slealtà degli umani. Slitta e Scheggia, però, che si sentivano vicini ai lupi, ai cani e agli umani, avevano rassicurato Branco: esistevano dei bravi Due zampe, ed erano certi che presto i racconti degli umani sarebbero cambiati.

Attenzione alle informazioni mancanti

1 In questo testo mancano delle informazioni. Inserisci correttamente le seguenti parti mancanti per completare il testo. Segui l’esempio.

dei panini • visto che non abbiamo mai smesso di gridare • con la mia amica Sara • all’ora di chiusura di Ondapark • perché avevamo paura • in piscina • per assistere a una partita • con Claudia, una bambina spagnola

Una gita a Ondapark

A luglio mamma e papà mi hanno portata a Ondapark, un bellissimo parco acquatico, (con chi?) con la mia amica Sara . Appenaentrate,lamiaamicaeiocisiamosubitomesseincodaperilprimoscivolo.

Una volta in cima, ci siamo pentite (perché?) e abbiamo perso la voce (perché?) . Dopo esserci rilassate (dove?) ,cisiamoincamminateversogliscivoliazzurribassi.

Dopodiché abbiamo mangiato (che cosa?) e aspettato i tempi della digestione.

Sara desiderava provare uno scivolo basso ma pieno di curve. Perciò ci siamo messe in fila e nell’attesa abbiamo fatto pure amicizia (con chi?) .

Nel salire le scale, Sara mi ha convinto a mettermi davanti a lei, per farmi vincere la paura.

Al nostro turno siamo salite sul gommone e un nastro trasportatore che sembrava un “tapis roulant” ci ha spinte giù. Lo scivolo era una galleria: eravamo al buio! Si andava velocissimi, io ho urlato tutto il tempo a squarciagola!

Dopo quella discesa, ci siamo dirette al campo del calcio saponato (per fare cosa?)

Infine (quando?) , abbiamo preso un gelato per concludere la bella giornata.

Consigli per la revisione

Ecco alcune domande che ti possono essere utili quando hai concluso il testo, nel momento della revisione.

● Ho fatto molti errori?

ATTENZIONE ALL’ORTOGRAFIA

● Ho evitato le ripetizioni usando dei sinonimi o dei pronomi?

ATTENZIONE ALLE PAROLE

● Ogni frase è ben costruita?

ATTENZIONE ALLA FORMA

● Il tempo dei verbi è corretto?

ATTENZIONE AI VERBI

● Ho usato bene la punteggiatura?

ATTENZIONE ALLA PUNTEGGIATURA

● Ho usato bene i connettivi?

ATTENZIONE ALLE PAROLE-LEGAME

● Ci sono frasi inutili?

ATTENZIONE ALLE INFORMAZIONI

1 Associa ogni consiglio all’osservazione sul testo, colorandola con la stessa tinta.

ATTENZIONE ALLE PAROLE-LEGAME

ATTENZIONE AI VERBI

ATTENZIONE ALLA FORMA

ATTENZIONE ALL’ORTOGRAFIA

ATTENZIONE ALLA PUNTEGGIATURA

ATTENZIONE ALLE PAROLE

ATTENZIONE ALLE INFORMAZIONI

Ho iniziato con l’imperfetto, poi ho usato il passato remoto e il presente.

Le frasi sono troppo lunghe: devo dividerle in più parti.

Devo pensare a che cosa posso usare per collegare le informazioni.

Ho inserito frasi inutili.

Ho sbagliato a scrivere molte parole con le doppie.

Ho usato spesso la stessa parola.

Il nome è al singolare e il verbo al plurale.

2 Come hai fatto per la scrittura a p. 30, pensa a come puoi organizzarti per la revisione del testo. Tieni conto degli errori che l’insegnante segnala più spesso e rispondi alla domanda: a che cosa devo fare più attenzione?

ATTENZIONE ALL’ORTOGRAFIA dimentico l’H, non metto le doppie

ATTENZIONE ALLE PAROLE

ATTENZIONE ALLA FORMA

ATTENZIONE AI VERBI

ATTENZIONE ALLA PUNTEGGIATURA

ATTENZIONE ALLE PAROLE-LEGAME

ATTENZIONE ALLE INFORMAZIONI INUTILI

Spesso A volte Mai

SCRIVERE UN TESTO

Come sai già, una storia si sviluppa in tre parti: inizio, sviluppo e conclusione. Per un aiuto durante la scrittura, puoi utilizzare le sei categorie della “grammatica delle storie”: sfondo, evento d’inizio, risposta interna, tentativo, conseguenza, reazione.

La struttura di un racconto

1 Leggi la favola e sottolinea quali sono gli elementi principali, indicati in ciascuna categoria. Segui l’esempio.

La capra e il leone INIZIO

● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia

● risposta interna: quello che pensa di fare il/la protagonista

● tentativo: il/la protagonista inizia a realizzare il suo piano

● conseguenza: è il risultato del tentativo del/della protagonista

AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ

● reazione: come si conclude la vicenda e che cosa pensa il/la protagonista

Una volta una capra fece tardi al pascolo. Era molto lontana dal villaggio, allora cercò un posto per mettersi a riposare.

Dopo un po’ vide una caverna, ma era la tana di un feroce leone. Quando se ne accorse, fu presa da grande paura, ma ormai era troppo tardi per tornare indietro...

Se si voltava e fuggiva, il leone l’avrebbe senz’altro inseguita. Le restava solo la speranza di poter sorprendere il leone con l’astuzia, e così gli andò incontro.

Il leone non aveva mai visto un altro animale avviarsi verso la sua tana senza paura. – Chi sei tu? – domandò.

– Sono la regina delle capre e ho fatto un giuramento: prima di morire divorerò cento tigri, venticinque elefanti e dieci leoni. Ho già divorato tigri ed elefanti e adesso sto cercando i leoni.

Il leone scappò e incontrò uno sciacallo: era ancora impaurito e gli raccontò l’accaduto. Lo sciacallo rise e lo accompagnò alla tana; quando la capra li vide, disse loro: – È questa la maniera, sciacallo, di eseguire i miei ordini? Ti ho mandato in giro a cercare dieci leoni e tu me ne porti solo uno?

All’udire quelle parole, il leone credette che lo sciacallo avesse voluto ingannarlo e gli saltò addosso. La capra, mentre quei due si accapigliavano, corse fuori dalla tana e tornò a casa.

adatt. da Gianni Rodari, Enciclopedia della favola, Editori Riuniti

LAVORAINSIEME

2 A coppie, inventate un racconto sviluppato a partire dalle prime due categorie. Per procedere potete aiutarvi con le domande suggerite nella colonna di sinistra.

La tempesta

● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia

● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?

Una notte, un pescatore uscì in mare con la sua barchetta. Il cielo era nuvoloso, ma lui sperava di pescare molti pesci.

All’improvviso si scatenò una tempesta e la piccola barca si capovolse. Il pescatore, aggrappato a un salvagente, riuscì a raggiungere la riva di una piccola isola.

● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?

● conseguenza: allora che cosa succede?

● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?

Scrivere un racconto realistico

Vuoi provare a scrivere un racconto realistico? Servono un/una protagonista (una persona o un animale), un’ambientazione in un luogo reale e in un tempo precisato, e dei fatti inventati ma possibili cioé verosimili.

1 Leggi l’inizio, poi scegli nello schema il percorso della storia che ti piace di più: colora i cartellini.

Al mare dai nonni

Durante l’estate, i genitori di Paolo decidono di andare dai nonni che hanno una casa in Bretagna. Il panorama è meraviglioso, ma con delusione Paolo scopre che l’acqua del canale della Manica, su cui si affaccia la Bretagna, è freddissima! Bel problema per lui, a cui piace tantissimo nuotare.

Allora...

va in spiaggia e

scopre lungo la strada le indicazioni

per la piscina per la scuola di surf

incontra

si finge malato e, mentre i genitori sono in spiaggia,

la sua compagna di classe Elisa, in vacanza il suo istruttore di nuoto, in vacanza sente il campanello di casa suonare:

è la terribile zia Juliette è il dottore

si addormenta e sogna

2 E adesso? Come continua la storia?

Inventa e scrivi sul quaderno lo sviluppo e la conclusione.

di nuotare in un mare caldo, ma in mezzo alle meduse! di avere una muta termica

LAVORAINSIEME

3 A coppie, leggete l’inizio e la conclusione del racconto. Immaginate poi il suo sviluppo aiutandovi con lo schema.

Litigare e fare pace

● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia

● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?

È domenica mattina e mi sono svegliato con la luna storta: ho ancora in mente il litigio di ieri sera con mia sorella Lia e ho dormito malissimo.

All’improvviso, sento Lia che singhiozza da dietro la porta della mia cameretta. Che cos’altro le passa per la testa questa volta? Mi alzo, mi dirigo verso la porta e

● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?

● conseguenza: allora che cosa succede?

● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?

Ridendo e saltellando io e mia sorella torniamo verso casa. Sono davvero orgoglioso, perché ho trovato una soluzione al suo problema, senza chiedere aiuto a nessun altro.

Scrivere un racconto fantastico

Vuoi provare a scrivere un racconto fantastico? Servono dei personaggi (persone comuni, creature fantastiche e perfino oggetti o animali parlanti), un ambiente reale o immaginario e una storia che stupisca grazie a fatti incredibili, frutto della tua fantasia!

1 Leggi l’inizio, poi scegli nello schema il percorso che preferisci e colora i cartellini.

La principessa Alina

C’era una volta la giovane principessa Alina Caravel che non voleva assolutamente sposarsi, come invece le raccomandavano i suoi genitori.

Sognava piuttosto di liberare il suo regno dai draghi. Un giorno decise che si sarebbe iscritta alla Magica Accademia per imparare a domare i draghi. Quindi...

uscì di nascosto dal castello e

si diresse verso

mandò a chiamare la sua dama di compagnia

il bosco il porto incontrò il capo delle guardie il suo fedele scudiero e ricevette da lei

un libro di incantesimi

un anello magico

2 E adesso? Come continua la storia?

Inventa e scrivi sul quaderno lo sviluppo e la conclusione.

ma al suo posto arrivarono i domatori di draghi il re e la regina

Spesso le storie fantastiche iniziano presentando scene della vita di tutti i giorni, poi però accade qualcosa di strano, lontano dalla realtà...

LAVORAINSIEME

3 A coppie, per ogni inizio di storia, scegliete uno sviluppo adatto a un racconto fantastico e ampliatelo sul quaderno. Attenzione: uno dei tre sviluppi proposti è realistico!

Avventura in bicicletta

Accidenti, per Giulia è proprio tardi stamattina: pur di arrivare a scuola in tempo, prende la sua bicicletta e inizia a pedalare svelta, più veloce della luce. Poi, all’improvviso…

• sente un sibilo e si ritrova con una ruota completamente a terra…

• la bicicletta si stacca dal suolo: prende il volo e inizia a parlare con Giulia...

• uno gnomo esce di corsa dal tronco di un castagno e gli taglia la strada...

Che bello pattinare!

Tatiana adora pattinare. Oggi ha un appuntamento al parco con suo cugino Luca e, mentre l’aspetta, si esercita alla pista di pattinaggio a compiere piroette. Poi, tutt’a un tratto...

• una gigantesca caramella gommosa precipita al centro della pista...

• appare davanti ai suoi occhi un mostriciattolo, che le fa cenno di seguirlo...

• arriva Luca, con aria triste, e le dice: –Resterò solo per un’ora, devo finire i compiti!

Scrivere un racconto d'avventura

Vuoi provare a scrivere un racconto d’avventura? Ti servono un/una protagonista intraprendente e di animo coraggioso, un ambiente ricco di pericoli e una grande impresa da realizzare. Per partire con la tua avventura, prima dovrai trovare un tesoro di idee

1 Completa lo schema con gli ingredienti utili per scrivere un racconto d’avventura. Tieni conto del titolo del racconto.

Il messaggio nella bottiglia

Trovi in riva al mare una vecchia bottiglia. Contiene un misterioso messaggio:

Chi sei?

Come ti chiami?

Sono naufragato su una strana isola con due vulcani. Aiuto!

Che cosa succede? 1 3 5 6 7 4 2

Hai dei compagni o delle compagne di avventura?

Chi è la persona che ha scritto il messaggio?

Che cosa decidi di fare?

Raggiungi l’isola con un veliero. Scopri che quell’isola è abitata da animali feroci, quindi…

Riesci a trovare la persona in pericolo?

Come si conclude l’avventura?

SCRIVO

2 Scrivi il tuo racconto di avventura: tieni conto degli elementi che hai inserito nello schema dell’esercizio 1. Quando hai concluso, rileggi il racconto e decidi se modificare il titolo.

Il messaggio nella bottiglia

Modifico il titolo in:

● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia

● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?

Un giorno durante una passeggiata in riva al mare ho visto tra la sabbia una strana bottiglia. Che sorpresa: conteneva il messaggio “Sono naufragato su una strana isola con due vulcani. Aiuto!”.

● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?

● conseguenza: allora che cosa succede?

● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?

Mi chiamo e sono

Scrivere un racconto storico

Come si scrive un racconto storico? Puoi provare a immaginare di essere una ragazzina o un ragazzino di una civiltà antica che hai studiato quest’anno. Documentati raccogliendo informazioni sul tuo Sussidiario, oppure svolgendo una breve ricerca 1 3 5 6 7 4 2

1 Completa lo schema con gli ingredienti utili per scrivere un racconto storico ambientato nell’antico Egitto. Tieni conto del titolo del racconto.

All'ombra delle piramidi

È mattina presto e me ne sto in pace all’ombra di una delle più grandi piramidi nei pressi di Tebe.

Descrivi l’epoca e il luogo in cui vivi.

Che cosa decidi di fare?

Come ti chiami? Che cosa significa il tuo nome? Chi sei?

Che cosa indossi?

Mentre sto camminando, davanti a me all’improvviso...

Chi incontri vicino alla piramide?

Un animale ferito.

Una persona in fuga.

Poi che cosa succede?

Come si conclude il racconto?

SCRIVO

2 Scrivi il tuo racconto storico: tieni conto degli elementi che hai inserito nello schema dell’esercizio 1. Quando hai concluso, rileggi il racconto e decidi se modificare il titolo.

All'ombra delle piramidi

Modifico il titolo in:

● sfondo: si presentano il/la protagonista, il luogo e il tempo

● evento d’inizio: succede qualcosa che fa iniziare la storia

● risposta interna: che cosa pensa di fare il/la protagonista?

● tentativo: che cosa fa per realizzare il suo piano?

● conseguenza: allora che cosa succede?

È mattina presto e me ne sto in pace all’ombra della grande piramide di Tebe. Sapete, Tebe è bellissima!

Mi presento: mi chiamo

Indosso

Mentre sto camminando nell’area delle piramidi, all’improvviso attraversa la strada davanti a me

● reazione: come si conclude la vicenda? Che cosa pensa il/la protagonista?

Scrivere un'autobiografia

Il racconto autobiografico è un testo in cui l’autore narra fatti reali della propria vita, di solito in prima persona

1 Leggi i testi che raccontano brevemente la storia di due persone davvero speciali. Poi sottolinea le informazioni seguenti:

● nome, data e luogo di nascita;

● descrizione di com’era da piccolo/a;

● l’episodio che ha dato una svolta alla sua vita;

● la carriera e il suo sogno.

1

Al

Un giorno, in India, una ragazzina è rimasta coinvolta in un brutto incidente, ustionandosi gravemente una mano Nel corso dei successivi cinque anni le sue dita si sono fuse insieme I genitori non sapevano cosa fare: vivevano in campagna e non avevano soldi. [ ] La gente diceva che Akrit era un genio, che parlava dall’età di un anno. […] Diceva anche che aveva passato gran parte dell’infanzia a osservare i chirurghi nell’ospedale locale. Così i genitori della ragazzina hanno portato la figlia da Akrit. […] Per quanto piccolo, Akrit ha eseguito l’operazione sulla ragazzina con successo. […] A dodici anni Akrit è stato ammesso alla facoltà di Medicina. Fin da subito si è dedicato alla ricerca di una cura per il cancro. […] Adesso ha ventisei anni e studia bioingegneria […]. Sta ancora cercando la cura per il cancro. […]

Di certo non intende abbandonare il sogno che ha inseguito fin da bambino.

adatt da Ben Brooks, Storie per bambini che vogliono cambiare il mondo, Salani

2

B d C

C’era una volta una ragazza dai capelli ricci e rossi che amava disegnare: il suo nome? Brenda Chapman Nacque il 1° novembre 1962 negli Stati Uniti d’America e a quindici anni si propose come disegnatrice agli studi della Walt Disney Le risposero di riprovarci quando sarebbe stata più grande. Brenda fece proprio così. Studiò disegno d’animazione all’università e qualche anno più tardi si ritrovò a Los Angeles, a lavorare sui film di animazione della Disney. Un giorno ebbe un’idea: giurò a se stessa che avrebbe creato un nuovo tipo di principessa… una donna forte, indipendente e ribelle. Così realizzò il suo sogno e diede vita alla principessa Merida del film d’animazione Ribelle: un’arciera eccezionale, che corre al galoppo sul suo cavallo, lotta con gli orsi e vive avventure straordinarie.

adatt da Francesca Cavallo ed Elena Favilli, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

SCRIVO

2 Ora fai finta di essere Akrit Jaswal oppure Brenda Chapman mentre scrivono la loro autobiografia. Tieni conto delle informazioni ricavate dall’esercizio 1 e, se vuoi, aggiungine altre verosimili. Racconta in prima persona.

Vi racconto di me

Il mio nome è

Così ho deciso di nome, quando e dove sono nato/a com’ero da piccolo/a

Da piccolo/a

Un giorno

l’episodio che ha dato una svolta alla mia vita un’importante decisione la strada che ho intrapreso il sogno nel cassetto

Scrivere una biografia

Per poter scrivere la biografia di una persona ci si deve documentare sulla sua vita. Se è un amico, un’amica o un familiare, puoi svolgere un’intervista, se invece è un personaggio famoso puoi raccogliere le informazioni da libri, giornali o attraverso Internet con un adulto.

1 Leggi questa intervista che è stata fatta da un bambino a suo nonno, poi scrivi nella colonna di sinistra quali domande può avergli posto.

L'intervista al nonno

● Come ti chiami?

Quando e dove sei nato?

La mia famiglia era composta da papà, mamma e io. Poi sono arrivati mio fratello Massimo e mia sorella Teresa.

Da piccolo avevo i capelli neri e ricci. Non stavo mai fermo, stavo sempre in cortile a correre e giocare.

Mi è sempre piaciuto studiare e ho sempre avuto buoni voti, anche quando mi sono iscritto all’istituto per geometri.

Finita la scuola ho trovato lavoro e mi sono trasferito a Trieste. Qualche anno dopo mi sono sposato con tua nonna Luisa e abbiamo avuto tre figli, tra cui la tua mamma.

Il nostro passatempo preferito era viaggiare: comprammo un camper e viaggiammo molto. Quando i figli sono diventati grandi e sono nati i miei nipotini abbiamo ridotto le vacanze: la cosa più bella è poter stare con loro!

● Mi chiamo Angelo, sono nato il 29 febbraio 1948 a Palermo. Il 1948 era un anno bisestile, quindi febbraio aveva 29 giorni.

Ora che sono in pensione, sono felice di curare il mio orto e di trascorrere tanto tempo con i miei nipoti.

2 Ora scrivi sul quaderno la biografia di nonno Angelo: inizia così…

Mio nonno si chiama Angelo, è nato a Palermo il 29 febbraio 1948.

Il 1948 era un anno bisestile, quindi febbraio aveva 29 giorni...

SCRIVO

3 Scrivi una biografia; come protagonista del tuo testo puoi scegliere fra:

– tuo nonno/tua nonna, oppure altri familiari. In questo caso, ricordati di svolgere prima l’intervista, aiutandoti con le domande che hai scritto nella pagina precedente;

– un personaggio famoso, vivo oppure del passato. In questo caso, dovrai ricercare le informazioni su libri o Internet con l’aiuto di una persona adulta e seguire questa scaletta.

1. Nome e cognome

2. Luogo e data di nascita

3. Informazioni sulla sua famiglia

4. Aspetto fisico e caratteristiche della personalità

5. Studi e professione

6. Informazioni ed episodi importanti della sua vita

7. Luogo e data della sua morte (se è un personaggio del passato)

8. Mie considerazioni (che cosa penso di questa persona)

Biografia di

Scrivere un diario

Come già sai, in un diario si raccontano in prima persona fatti della vita quotidiana, pensieri e riflessioni che riguardano se stessi

Si può scrivere un diario per diversi motivi. Tu per quale scopo vorresti tenere un diario? Puoi segnare più di una risposta.

Raccontare i miei problemi.

Scrivere pensieri di cui non parlerei per vergogna.

Scrivere quello che mi viene in mente.

Esercitarmi a scrivere come voglio.

Ricordare dei fatti accaduti.

Annotare le mie riflessioni.

Scrivere segreti da non far leggere a nessuno.

Lasciare spazio alla fantasia.

SCRIVO

1 Indica con una X la proposta che preferisci sviluppare e scrivi una pagina del tuo diario. Se vuoi, puoi anche dargli un nome!

Caro , oggi voglio raccontarti…

la cosa più bella che mi è capitata un’avventura che non dimenticherò mai ciò che amo nelle persone

un episodio veramente pauroso il mio desiderio più grande ciò che detesto nelle persone

2 Leggi questa pagina di diario, poi scrivi tu un episodio che ti è accaduto a scuola.

Caro diario, oggi a scuola è successa una cosa un po’ speciale. Il maestro Luciano era malato e noi siamo stati mandati nelle aule delle altre classi perché non c’era un supplente.

Io e Antonio siamo finiti in terza: stavano studiando le frazioni. La loro maestra aveva portato delle tavolette di cioccolata, che ha diviso in tante parti uguali per spiegare il significato di “frazionare”. Anche io e Antonio ne abbiamo preso un pezzetto... La cioccolata era squisita!

La maestra della classe terza ha anche promesso che la settimana prossima porterà una torta per continuare il lavoro: peccato che noi non ci saremo!

Poi ci siamo messi a fare i compiti fino all’ora della ricreazione, quando è arrivata la nostra maestra Gianna e tutta la classe si è riunita.

Per oggi è tutto... Ti scriverò domani!

Tua Marianna

Scrivere lettere ed e-mail

Quando scrivi una lettera o una e-mail, comunichi a distanza con qualcuno e gli trasmetti notizie o pensieri. Se scrivi a un amico, a un’amica o a una persona cara, usa un linguaggio informale e un tono colloquiale

1 Leggi la lettera che Irina ha scritto a Giulio.

Mestre, 24 febbraio 2019

Caro Giulio,

come stai? Non vedo l’ora che arrivino le vacanze di Pasqua per vederti e giocare a calcio insieme.

A proposito di calcio… Come sta andando la tua squadra?

Noi siamo i secondi del campionato e io sono riuscita a parare un sacco di tiri in porta, dato che, come sai, sono portiere. Tu sei riuscito a diventare titolare?

Io mi alleno tre volte alla settimana e in più nel fine settimana disputiamo le partite. Devo organizzarmi bene, perché i miei genitori vogliono che faccia tutti i compiti e che abbia ottimi voti, altrimenti non potrò continuare ad allenarmi. Ecco perché ce la metto tutta… IL CALCIO È LA

MIA PASSIONE!

Tu come te la cavi? Riesci a organizzarti con i compiti e gli allenamenti?

Rispondimi presto, Irina

P.S. Auguri in ritardo! Se non ricordo male, il 13 febbraio è stato il tuo compleanno.

SCRIVO

2 Ora fingi di essere Giulio e rispondi sul quaderno alla lettera di Irina. Ricordati di:

● indicare la data e il luogo da cui scrivi;

● rispondere alle domande poste da Irina;

● rivolgere anche tu delle domande a Irina;

● concludere la lettera con un saluto.

3 Leggi la e-mail che Daiana ha scritto alla sua amica Carla.

NUOVA E-MAIL

Da: Daiana Tosetti daianatos@epis.it

A: Carla Lombi carlom@merkurio.it

Oggetto: Sorpresa!

Inviato: martedì 29/01/02 21:06

Cara Carla, finalmente possiedo anch’io una casella di posta elettronica.

Quindi POSSIAMO SCRIVERCI!!!!!! Ho conservato il tuo prezioso indirizzo da quest’estate, ma senza un computer non potevo farci un granché.

Speravo che mi arrivasse a Natale e così è stato, in ritardo su tutti i miei compagni. I miei genitori, come ben sai, sono come quegli animali molto molto lenti, non so più come si chiamano... Ah sì, i bradipi! Per giunta, al ritardo si è aggiunto un altro ritardo perché solo ora quel mio odioso cugino di cui ti ho parlato si è degnato di venire da me a collegare il computer alla rete.

Ma adesso parliamo d’altro. MI SONO TAGLIATA I CAPELLI!!!! Sono andata con mia madre dalla parrucchiera e mi sono portata dietro una foto di una ragazza con un taglio bellissimo...

Adesso vado a studiare storia, che domani mi interrogano.

RISPONDI IMMEDIATAMENTE! Così sono sicura che hai ricevuto la mia mail. Tua Daiana

adatt. da Anna Lavatelli e Anna Vivarelli, Cara C@rla, tua Daian@, Mondadori Libri per Piemme

4 Ora prova a scrivere sul quaderno una e-mail a una tua amica o a un tuo amico che non abita nella tua città e racconta un fatto accaduto. Ricordati di scrivere:

● il tuo indirizzo di posta elettronica e quello dell’amico/a a cui scrivi;

● l’oggetto della e-mail;

● la data e l’ora dell’invio.

Descrivere con i cinque sensi

Per descrivere il mondo intorno a noi, raccogli le informazioni con i tuoi sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Poi trasformale in un testo.

1 In ognuna delle seguenti descrizioni viene utilizzato uno dei cinque sensi: quale? Scrivilo nel cartellino.

Un piccolo aeroplano bianco stava volando velocissimo sopra l’oceano e dal finestrino si vedeva solo mare, mare e ancora mare. Era un mare di colore blu scuro, quasi nero, che sicuramente ospitava degli squali. Il mare diventava verde, poi verdino sempre più chiaro e poi così trasparente che sembrava quasi scomparire.

Durante le vacanze aprivo faticosamente gli occhi e l’unica cosa che mi convinceva veramente ad alzarmi dal letto era l’aroma del caffè forte e intenso che giungeva dalla cucina. Arrivata lì, come un robot, mi assaliva il dolce profumo della crostata di zio Guglielmo e la fragranza del pane appena sfornato.

Passammo la nottata sulla spiaggia ad ammirare i fuochi d’artificio. La sabbia, che durante il giorno aveva accumulato calore dai raggi del sole, ora era fredda e compatta. Muovendo i piedi nudi, notai che era bagnata, anche se sembrava secca e friabile: bastava scavare appena sotto la superficie per sentire la sabbia umida.

L’arrosto che aveva preparato la chef si scioglieva in bocca, liberando una moltitudine di aromi, che andavano da quello delle erbe e dell’aglio a quello del vino, nel quale era stato accuratamente marinato per una notte. Il tutto era accompagnato da verdure grigliate dal gusto inimitabile.

Verso mezzanotte il mio sonno fu interrotto improvvisamente da un tonfo, ma non riuscii a capire da dove arrivasse. Trattenni il fiato e udii allora un rumore sordo di passi, il cigolio di una porta che si apriva e il tintinnio di chiavi che sbattevano l’una contro l’altra.

2 Aggiungi al testo le sequenze descrittive: segui le indicazioni della legenda e utilizza i dati sensoriali richiesti. Segui l’esempio.

dati visivi dati uditivi dati olfattivi dati gustativi dati tattili

È autunno!

È arrivato l’autunno. Al di sopra del bosco non una nuvola, non un velo di foschia.

il cielo è luminoso e terso,

Le foglie cadono dagli alberi.

La terra è coperta da un tappeto di foglie secche e accartocciate.

La corteccia degli alberi non è tutta uguale:

Dal tronco e dai rami delle conifere scende la resina.

In autunno, nel bosco, si trovano frutti tipici come castagne, noci e frutti di bosco.

Sotto le fronde di un albero si nasconde una famigliola di funghi.

Non mancano poi gli animali, difficili da scovare ma ben riconoscibili all’udito.

Descrivere luoghi e ambienti

Per descrivere un luogo puoi aiutarti con gli indicatori spaziali, cioè espressioni come a destra, a sinistra, in alto, in basso, vicino, lontano

1 Leggi il testo, poi rispondi alla domanda.

La casa della nonna

La casa della nonna è una vecchia villa [...] a due passi dal mare. [...]

All’interno, i soffitti sono così alti che quando ero piccola avevo l’impressione di aggirarmi nell’abitazione di un titano. Mobili antichi arredano le stanze e il granaio trabocca di [...] oggetti ormai inutili. [...] Fuori, una grande veranda e la serra con l’orto. Addossata a un muro, una cisterna coperta di muschio raccoglie l’acqua piovana che viene usata per annaffiare le aiuole. In mezzo al prato si innalza un chiosco di legno [...] sotto il quale la nonna ci faceva fare merenda quando eravamo piccoli.

adatt. da Hervé Jaouen, Vuoti di memoria, Salani

● Quale ordine spaziale è stato utilizzato nella descrizione?

Da vicino a lontano.

Dal basso verso l’alto.

Dall’esterno all’interno.

Dall’interno all’esterno.

2 Ora prova a descrivere la tua casa: segui la traccia proposta e usa i dati sensoriali.

L’edificio

La mia casa è situata .

Tutt’intorno è circondata da

L’esterno

Il portone . I muri

Le finestre

L’interno

Quando si varca l’ingresso,

Le stanze sono .

La mia stanza preferita è perché

3 Sottolinea nel testo gli indicatori spaziali.

Una scuola allegra

La scuola è ben riconoscibile, perché ha l’intonaco celeste e i battenti delle finestre sono di legno bianco. In alto, si vede un tetto spiovente di colore grigio scuro. All’interno, le maniglie delle porte sono blu.

Tutto questo era evidente soprattutto all’inizio, quando la scuola era stata appena ridipinta; adesso i colori sono un po’ sbiaditi, ma rimane intatta l’impressione di allegria.

Il giardino attorno, anzi il parco, è tutto un susseguirsi di alberi e cespugli, con vecchie aiuole che sono straripate dai propri confini, regalando fiori colorati a tutto il prato.

Giusto davanti all’ingresso qualcuno ha distribuito della ghiaia chiara, e lì si possono giocare splendide partite con la palla.

Dietro, oltre la tettoia delle biciclette, il giardino sbuca nel più grande prato fiorito che si sia mai visto in paese.

adatt. da Viviana Marcati, Il grande rosso, Editrice La Scuola

4 Ora descrivi una scuola triste, trascurata, con un giardino non curato… Utilizza gli indicatori spaziali che hai sottolineato nel testo precedente e altri a piacere.

La scuola è ben riconoscibile, perché ha l’intonaco , a tratti scrostato e pericolante, e i battenti delle finestre sono

Descrivere le persone

1 Leggi il testo e sottolinea le parti in cui viene descritta Emilia. Poi, completa lo schema con le informazioni del testo.

La fornaia Emilia

Emilia è la fornaia del villaggio di Parabat, un piccolo paese di montagna. È bassa di statura e ha un viso tondo con due occhi neri e vivaci. Porta i capelli raccolti in due lunghe trecce che spuntano fuori dal fazzoletto che tiene sulla testa. Indossa un ampio abito sopra il quale porta un grembiule bianco, sempre impolverato di farina. È una donna energica e calorosa; si sveglia sempre prestissimo e impasta il pane tutte le mattine all’alba con le sue mani. È molto curiosa e conosce i segreti del villaggio, poiché tutti quelli che vanno ad acquistare il pane si confidano con lei. Ha imparato così a conoscere gusti e preferenze di ciascun abitante e per ciascuno prepara un pane diverso. È una donna pacifica e cordiale, di rado si arrabbia e tutti le vogliono un gran bene.

Emilia caratteristiche generali

(Chi è? Che cosa fa?)

capelli: altro: aspetto fisico

(Come è?)

statura: elementi del viso:

(Come si veste?) abbigliamento

(Come si comporta?) carattere

2 Rileggi la descrizione di Emilia e arricchiscila con dei paragoni (o similitudini).

● Il suo viso è tondo come .

● Ha due occhi neri e vivaci simili a .

Anche una descrizione può presentare un’introduzione originale per catturare l’attenzione di lettori e lettrici e invogliarli a continuare la lettura.

LAVORAINSIEME

3

A coppie, leggete la descrizione di Giorgio, poi provate a riscriverla modificando il suo aspetto fisico, l’abbigliamento e il carattere a partire dalle parti sottolineate. Trovate anche un titolo adatto.

L'uragano Giorgio

Jeans e maglietta a righe bianche e blu, scarpe da tennis con i lacci perennemente slacciati, berretto con la visiera all’indietro e riccioli rossi che ne escono da tutti i lati: ecco Giorgio, potresti riconoscerlo dovunque. In mezzo ai riccioli due occhi verdi ti guardano con serietà, ma la bocca si apre subito in un sorriso amichevole.

Tiene molto agli amici, spesso li incontri tutti insieme che scorrazzano in giro in bicicletta.

A scuola è piuttosto irrequieto. Pieno di fantasia e ricco di iniziativa, non riesce a seguire una lezione o un’attività senza interromperla decine di volte con domande, proposte, obiezioni e suggerimenti per svolgerla in modo diverso.

Le compagne e i compagni a volte l’ascoltano interessati o divertiti, altre volte gli dicono semplicemente di smetterla e di darsi da fare senza troppe storie.

È vivace e simpatico, generoso con tutti: appena può dare o prestare qualcosa, lo fa proprio volentieri, e le amiche e gli amici lo ricambiano e gli vogliono bene.

adatt. da Antonella Robba, Sette sogni sul cuscino, La Mongolfiera Libri

Descrivere un animale

Anche la descrizione, come il racconto, può essere scritta in prima persona: in questo caso la persona, l’animale o l’oggetto si descrivono da soli.

1 Leggi la descrizione che il gatto Bilbo fa di se stesso. Poi, completa lo schema con i dati della descrizione.

Mi presento: sono Bilbo!

Mi chiamo Bilbo e vivo insieme alla mia mamma e ai miei quattro fratelli in una scatola di cartone. Sono l’unico gatto rosso della famiglia. Ho smesso da poco di prendere il latte, sono ancora piccolo. Oggi i miei fratelli hanno scelto di partire all’avventura, corrono più veloci e mi hanno lasciato indietro… Sono timoroso e mi piace agire con prudenza. Muovo qualche passo incerto e incollo il naso umido al marciapiede, ma l’odore della mia mamma è difficile da rintracciare. La pioggia lo disperde, mischiandolo al profumo di salmone della pescheria. Mi lecco i baffi, sognando una bella scorpacciata! In quel momento drizzo le orecchie. Avverto un rumore, poi un rimbombo sordo che scuote la terra. Scivolo nel buio… e finalmente una giovane umana mi vede: – E tu chi sei?

Vieni qui, piccolino…

Mi prende in braccio, mi parla con tono dolce, mi accarezza la testa. Non è come essere leccato dalla mamma, ma le sue dita sono calde e gentili.

adatt. da Storie di gatti: nuovi racconti a quattro zampe, a cura di Serena Bianca De Matteis, Amici di Buck caratteristiche generali

specie e nome: . età: .

abitazione: corporatura: . colore: . aspetto fisico

carattere e comportamento

2 Osserva la fotografia di questo animale: con un po’ di fantasia, ricava le informazioni per completare lo schema.

specie e nome:

età:

dove vive: caratteristiche generali

aspetto fisico

corporatura:

pelo:

elementi del muso:

elementi del corpo:

carattere e comportamento

3 Ora utilizza le informazioni per descrivere in prima persona l’animale.

La descrizione oggettiva e soggettiva

Puoi descrivere un ambiente, una persona o un animale:

• in modo oggettivo, fornendo informazioni senza comunicare le tue opinioni;

• in modo soggettivo, esprimendo i pensieri e le emozioni.

1 Leggi la descrizione oggettiva di un asino.

L'asino

L’asino è un mammifero che appartiene alla famiglia degli equidi perissodattili insieme con cavalli e zebre. Di aspetto assomiglia a un cavallo, anche se ha dimensioni inferiori e le orecchie più lunghe. Il suo manto varia a seconda della razza, ma in genere è di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi che è bianco. Ha un corpo robusto, zampe corte e forti adatte per camminare anche su sentieri difficili in montagna. Si nutre di erba, fieno e altre erbe come le ortiche, rifiuta l’acqua non pulita. Gli asini sono animali docili, socievoli e molto prudenti, hanno un’ottima memoria e capacità d’apprendimento. Per molto tempo hanno aiutato gli agricoltori nei lavori nei campi e sono stati usati come animale da trasporto sia per merci sia per persone. Il caratteristico verso è chiamato “raglio”.

2 Immagina di aver conosciuto un asino di nome Roger: descrivilo sul quaderno in modo soggettivo, aggiungendo qualche informazione della descrizione oggettiva. Inizia così...

In sella a Roger

La settimana scorsa, io e la mia famiglia, siamo andati a fare una gita sugli Appennini. Abbiamo visitato una fattoria e abbiamo avuto la possibilità di fare una passeggiata in sella a un asino, era la prima volta che ne vedevo uno dal vivo. Io ero in sella a Roger...

3 Osserva l’albero della fotografia e leggi la sua “carta d’identità”.

tipo di albero: castagno

famiglia: fagacee

tronco: grosso, massiccio

corteccia: colore bruno, rugosa, screpolata

rami: lisci, lucenti, colore bruno

radici: nodose, lunghe, contorte, affiorano dal terreno

chioma: folta, voluminosa, irregolare

foglie: lucide, lanceolate, con il margine dentato, dal colore verde scuro nella parte alta e verde più chiaro nella parte bassa

frutti: riccio spinoso di colore verde-giallo, che contiene 1-3 semi grossi, bruni e lucidi, commestibili e molto nutrienti, chiamati castagne

4 Con le informazioni dell’esercizio 3 descrivi il castagno in modo oggettivo.

Il castagno appartiene alla famiglia delle fagacee. Ha un tronco

5 Immagina che ci sia un castagno nel giardino della casa di campagna dei tuoi nonni e descrivilo in modo soggettivo.

Nel grande giardino della casa di campagna dei nonni

Descrivere l'autunno

1 Scrivi sul quaderno un breve testo che descriva la stagione dell’autunno, prendendo spunto dalla fotografia che rappresenta un paesaggio di montagna in autunno.

• Osserva i particolari e segna quelli che appartengono alla fotografia sopra.

Descrivere l'inverno

1 Scrivi sul quaderno un breve testo che descriva la stagione dell’inverno prendendo spunto dalle domande date.

● Ti piace l’inverno?

● Hai mai visto la neve?

● Quali sono i colori che maggiormente ci sono in inverno?

● Molti animali d’inverno vanno in letargo, ne conosci qualcuno?

● Quali frutti mangi di solito in inverno?

● Quali feste conosci che si festeggiano in inverno?

Descrivere la primavera

LAVORAINSIEME

1 In primavera molti alberi si riempiono di fiori come il ciliegio nella fotografia. Insieme con un compagno o una compagna, e con l’aiuto di un adulto, fate una ricerca su internet e cercate alberi in fiore. Poi fate una presentazione su power point con le vostre immagini. Seguite le indicazioni:

● mettete un'immagine per slide;

● se sapete spezzare le immagini, potete individuare dei particolari e posizionarli fuori dall’immagine per metterli in evidenza;

● date un titolo a ogni slide;

● per ogni immagine scrivete una didascalia che descriva il fiore e il tipo di albero.

Descrivere l'estate

1 Descrivi sul quaderno in un breve testo la frutta che vedi nella fotografia: sono tutti frutti dell’estate? Ne manca qualcuno? Quale preferisci?

• Osserva i particolari e segna quelli che appartengono alla fotografia sopra.

Il testo poetico: la rima

Si dice che due parole fanno rima quando terminano con un suono finale identico: pianta-canta, ventaglio-fermaglio

La rima può essere un elemento caratteristico delle poesie e delle filastrocche, perché serve a dare il ritmo e la musicalità. cioccolato sera lontano fontana volo vento preparato, pasticciera, aeroplano, campana, suolo, attento,

SCRIVO

1 Costruisci un rimario: aggiungi più parole possibili (nomi, verbi, aggettivi, avverbi) che facciano rima con la parola data.

2 Ora scegli e usa le parole del rimario per completare queste filastrocche.

Martina ha appena preparato una torta al sapor di , per cenare con i nonni questa sera sembra l’opera di una .

L’airone partì per un luogo lontano seguendo la scia di un per la sete sostò presso una fontana, ascoltando i rumori di una .

L’aquilone salì in alto col suo volo molti metri lontano dal in un pomeriggio di forte vento lo controllavo, correndo .

3 Completa le coppie di versi in modo che abbiano senso e che formino una rima, come nell’esempio.

Nel mezzo della foresta buia e scura

viveva un mostro brutto da far paura.

Stan le stelle su nel cielo a osservare

Nel vagone del treno incantato Bicicletta, due ruote e una magia

4 Due filastrocche si sono mescolate! Evidenzia così: – di giallo i versi della filastrocca Un drago nel cassetto; – di azzurro i versi della filastrocca A ognuno il suo nome. Infine scrivi i due testi in ordine.

Un drago nel cassetto

Ho un drago piccoletto

Mamma, papà, fratello, sorella:

Sara, Riccardo, Diego e Marcella; nascosto nel cassetto.

gatto, pesce rosso, cane e canarino: Dal muso sputa fuoco, però solo per gioco.

Fuffi, Cleopatra, Fido e Giallino; Io l’ho chiamato Ernesto, se insisti, te lo presto.

nazioni, paesi, villaggi e città:

Italia, Nichelino, Betlemme e Bogotà.

Ho un drago piccoletto

A ognuno il suo nome

Mamma, papà, fratello, sorella:

adatt. da Leda Luise, La grammatica giocando, Michael Edizioni Antonella Ossorio, Fate, gnomi & compagnia, Emme Edizioni

L'onomatopea IL

L’onomatopea è una parola che riproduce i suoni e i rumori della realtà o i versi degli animali. Alcuni esempi sono dlin-dlon, bang, splash, miao.

SCRIVO

1 Leggi i testi poetici ed esegui.

Canta la pioggia

Canta la pioggia sopra l’ombrello plic plic plac, plic plic plac non suona allegro il ritornello? plic plic plac, plic plic plac.

Maria Vago, 101 Filastrocche per 4 stagioni, Larus

Il grillo

Cri

cri cri

cri cri cri

ascoltami, sono l’estate!

Sabina Colloredo, Il bosco racconta, Einaudi Ragazzi

Quale rumore imitano le onomatopee di questo testo?

Segui il modello e inventa la poesia Il cane.

Fumetto d’avventura

Gulp! Gulp!

Io sono Mister Big e sto mangiando Gnammm!

una frittella bollente

Boll Boll Boll zuccherata e con la crema Gnum Gnam Gnemmm!

Quale situazione imitano le onomatopee di questo testo?

Gulp! Gulp!: il rumore di quando si deglutisce.

Gnammm!:

Boll Boll Boll:

Gnum Gnam Gnemmm!:

Pietro Formentini, Poesiafumetto, Nuove Edizioni Romane

La personificazione

Quando attribuiamo pensieri, emozioni e azioni alle cose e agli animali, come se fossero esseri umani, stiamo usando la personificazione.

1 Leggi la poesia e sottolinea tutte le parole usate per personificare i suoi elementi. Poi completa.

Caldo

Il sole da sopra si sporge di sotto

Il mondo si toglie il cappotto

L’estate rovescia colore arancione

Il mondo si toglie il maglione

Il caldo stordisce la pietra e la serpe

Il mondo si toglie le scarpe

E cammina scalza nel corpo che suda

La vita che è nuda

Chiara Carminati e Bruno Tognolini, Rime chiaroscure, Rizzoli

elemento azione che compie

il sole si sporge dal cielo verso la terra.

l’estate

il caldo

il mondo

la vita

2 Scegli le alternative che ritieni più adatte per personificare gli elementi naturali di questa poesia.

Di notte

La luna brilla / disegna nel cielo notturno la strada che lascia una scia di amiche / luci curiose.

L’albero allunga le braccia / i rami e sembra accarezzarle / sfiorarle.

Il vento soffia / incoraggia la chioma dell’albero, che danza con grazia elegante.

Il cielo si confida con / illumina la terra.

La similitudine

Leggi e osserva lo schema.

I tuoi occhi sono blu come il mare

Che cosa hanno in comune gli occhi e il mare? Il colore blu

Perciò l’aggettivo blu collega gli occhi e il mare, perché entrambi si riferiscono a quel colore e vengono paragonati tra loro

La similitudine è un paragone (o confronto) tra due elementi e serve a creare un’immagine visiva nella mente di chi legge. Le parole ed espressioni che si usano per realizzare una similitudine sono: come, essere simile, b , assomigliare, parere Il vento è freddo come il sole.

1 Leggi le frasi e sottolinea la parola usata per esprimere la similitudine. Segui l’esempio.

● Il tiro in porta di Adam è stato così rapido che sembrava un missile.

● Lucia correva veloce come una gazzella.

● Le sue mani affusolate erano simili ad ali di farfalle.

● I rami spogli assomigliavano alle dita nodose di un boscaiolo.

● La voce di Tommy era così forte che pareva un megafono.

2 Colora i cartellini usando la stessa tinta per comporre le similitudini che si sono mescolate. occhi mare blu

Sandra ha i capelli fulvi, che assomigliano a una statua di marmo.

Quel bambino ha un sorriso luminoso come una lastra di ghiaccio.

Il gatto, immobile e rigido, era simile alla pelliccia di una volpe.

Giochi di parole, giochi di poesia

• La zeppa è un gioco di parole per passare da una parola a un’altra, dal significato completamente diverso, grazie all’aggiunta di una lettera: pala-palla, sono-sonno, calo-Carlo…

• Lo scarto è un modo per passare da una parola a un’altra, dal significato completamente diverso, grazie alla rimozione di una lettera: serra-sera, verde-vede, carota-carta…

SCRIVO

1 Gioca con la zeppa e con lo scarto: completa la tabella.

zeppa scarto

sete sette mangia magia note viola

cara salta

rosa vasto

Pina porzione

coro vuoto compagna carta capelli orco camino giallo

felce solidi

2 Completa i versi con le coppie di parole dell’esercizio 1.

sete

● Dopo la corsa avevo tanta non mi bastò una bottiglia: ne presi

● Nel giardino ho raccolto una non era gialla né bianca, ma

● Nella caverna di un terribile Alex trovò un baule pieno d’

● La strega con erbe in giusta sa preparare una magica

sette

Scrivere le regole

Nei testi regolativi vengono fornite le istruzioni per svolgere un’attività oppure vengono dati consigli e regole di comportamento.

1 Nel testo è descritto un gioco: sottolinea le parti che si riferiscono alle regole.

Giochiamo a Sardina!

Un pomeriggio di qualche mese fa, mentre ero al parco con i miei amici, si è presentata Barbara, la cugina del mio amico Andrea. Contando me, loro due, Roberto e Sara eravamo più di quattro.

– Possiamo giocare a Nascondino! – ho esclamato io, ma Andrea ha sbuffato, perché ci avevamo già giocato un sacco di volte. È stato allora che Barbara ci ha parlato di Sardina. – Non ci avete mai giocato? È come Nascondino, però… funziona al contrario! Una persona fa la Sardina e cerca un posto dove nascondersi. Intanto gli altri, che devono essere almeno quattro, contano a voce alta. Si conta fino a 10 per ogni giocatore.

– Quindi noi contiamo fino a 50? – ho chiesto io.

– Sì. Poi si parte alla ricerca della Sardina. Quando qualcuno la trova, non deve dirlo a nessuno e deve nascondersi con lei. Faranno lo stesso tutti gli altri, a mano a mano che la trovano. Ci si nasconde e si sta stretti come sardine in scatola… finché non arrivano tutti. Quando arriva l’ultimo bambino rimasto alla ricerca della Sardina si grida: “Sardina, sardina!”. Quindi toccherà a lui essere la Sardina per il turno successivo! – ha concluso Barbara.

2 Completa e riscrivi le regole di Sardina nell’ordine indicato.

numero minimo di giocatori/giocatrici

luogo

1. Un giocatore/una giocatrice fa la Sardina e

2. Gli altri giocatori/Le altre giocatrici devono

3. Poi devono svolgimento

Il gioco finisce quando scopo

3 Osserva i disegni e scrivi le fasi della ricetta.

I tartufi bicolori

Ingredienti

250 g di ricotta fresca

100 g di farina di cocco

80 g di zucchero a velo

10 g di cacao

Tempi

30 minuti di preparazione

30 minuti di riposo in frigorifero

Mescolare la con lo Le fasi

1 4 2 5 3 6

Aggiungere tenendone da parte 20 g in un piattino.

Con le mani,

Mettere e prendere l’altro piattino con la

Far rotolare e Riporre per E infine... buon appetito!

Ricavare informazioni dalle immagini

Per scrivere un testo informativo bisogna avere ben chiari l’argomento e la disciplina (Storia, Geografia, Scienze, Arte…).

Si possono usare immagini, grafici e infografiche che, con le relative didascalie, aiutano a spiegare meglio il contenuto trattato.

Il linguaggio, infine, deve essere preciso e specifico della disciplina.

1 Osserva questa immagine e trasformala in un testo. Scegli il titolo più adatto f i i.

TITOLO: Le città dei Sumeri I Sumeri Le case dei Sumeri i i a e p

e granai

Le città dei Sumeri erano circondate da per proteggere la popolazione dai . I vari edifici erano costruiti con di argilla e paglia seccati al sole. Le avevano il che, nella bella stagione, era usato per lavorare o per cucinare.

L’edificio più grande era la , una torre a gradoni. Nella parte bassa della ziggurat si trovavano i e i nei quali veniva conservato il raccolto. In cima invece si trovava il dedicato al protettore della città.

mura
abitazioni
tetti piatti ziggurat
magazzini
tempio

2 Osserva l’immagine della vipera e leggi la scheda con le informazioni principali che la riguardano, poi scrivi un testo informativo.

nome: vipera

classe: rettile

lunghezza: in media 80 cm per gli adulti

testa: di forma triangolare, con gli occhi dalla tipica pupilla triangolare

segni particolari: possiede speciali denti cavi per iniettare il veleno, prodotto da ghiandole velenifere situate in fondo al palato

aspetto: colorazione varia (nera, marrone, rossiccia e grigia), uniforme

o con disegni sul dorso (strisce a zig-zag, macchioline separate)

ambiente di vita: margine dei boschi, zone montuose umide, foreste (fino a 3 000 m di altitudine)

diffusione sulla Terra: Europa, Asia, Africa, America

alimentazione: piccoli mammiferi

caratteristiche: animale a sangue freddo, può stare in letargo per 7 mesi all’anno

riproduzione: perlopiù ovovivipara, dalle uova nascono da 6 a 8 piccoli

longevità: possono raggiungere anche i 20 anni di età

La vipera

La vipera è un animale che appartiene alla classe dei

Da adulto, questo serpente

RIASSUMERE UN TESTO

1 Leggi le risposte che hanno dato alcuni bambini e bambine, poi colora il fumetto o i fumetti che meglio esprimono la tua idea.

Per riassumere basta scrivere poco.

Io so che nel riassunto non si puo usare il discorso diretto.

Se togli l inizio e la fine hai riassunto il testo.

Io cancello dal testo le informazioni poco importanti.

LAVORAINSIEME

AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ

Fare il riassunto è scrivere la stessa storia con meno parole, ma conservando il significato.

Prima di fare un riassunto, io divido sempre il testo in parti.

2 Confrontati con il resto della classe. Poi completa il testo con le parole seguenti.

breve • contenuto • informazioni • sequenze • terza

Riassumere un testo significa organizzare e scrivere un nuovo testo molto più Un riassunto deve contenere le più importanti che permettono di mantenere lo stesso del testo.

Per individuare le informazioni fondamentali può essere utile suddividere il testo in più , sottolineare gli avvenimenti principali e cancellare o trasformare alcune parti. Il riassunto di un racconto, inoltre, deve essere scritto in persona e non deve contenere il discorso diretto.

Dividere in sequenze un racconto

Per fare un riassunto può essere utile suddividere il testo in sequenze. Si passa da una sequenza a quella successiva quando accade o si presenta qualcosa di nuovo: un fatto, un personaggio, un luogo o il tempo della narrazione.

1 Il testo che segue è già suddiviso in sequenze: assegna il numero di ogni sequenza alla rispettiva vignetta.

1 Eric, Giulia, Antonio e Yasmin stanno facendo un’escursione in montagna.

2 A un tratto, sul versante di fronte a loro scoppia un incendio.

3 Subito, Eric chiama con il suo cellulare i vigili del fuoco e segnala la situazione.

4 In pochissimo tempo arrivano delle squadre di pompieri con le autobotti e iniziano a spegnere l’incendio.

5 In soccorso, sopraggiunge anche un aereo antincendio, che dall’alto scarica migliaia di litri d’acqua sulle fiamme.

6 Il gruppo di amici torna in paese senza preoccupazioni perché l’incendio è stato domato e il bosco è salvo.

Un titolo per ogni sequenza

1 Abbina ogni sequenza al titolo: scrivi nei la lettera corrispondente.

A L’acquisto del materiale per realizzare l’aquilone

B L’aquilone si impiglia

C L’aquilone si è rotto

D Un’idea per la Festa di primavera

E L’aquilone è pronto!

F Laura e Hassan provano l’aquilone

L'aquilone

Laura e Hassan decidono di costruire un bellissimo aquilone, da far volare durante la Festa di primavera.

Per prima cosa, dopo aver chiesto il permesso ai rispettivi genitori, si recano con i loro fratelli maggiori al negozio di modellismo, che si trova a pochi minuti da casa di Hassan. Lì comprano tutto il necessario: bastoncini, carta, cartoncino, colla, filo…

Conclusi gli acquisti, i due amici portano il materiale a casa di Laura e Valentino, il fratello maggiore, mostra loro un video che spiega come realizzare un aquilone. I due amici guardano e ascoltano attentamente e, in poco più di un’ora, costruiscono un bellissimo aquilone con una lunga coda rossa.

Prima di utilizzarlo alla Festa di primavera, pensano sia meglio provarlo nel parco. Così, in un giorno soleggiato e con un po’ di vento si recano ai giardini del loro quartiere. Inizialmente l’aquilone si alza alto nel cielo.

Improvvisamente una folata di vento fa impigliare l’aquilone sui rami più alti di una quercia. Che sfortuna!

Laura e Hassan tirano il filo per recuperare l’aquilone, ma purtroppo si è rotto: lo dovranno costruire di nuovo. Sono comunque contenti, perché hanno imparato a costruire un perfetto aquilone.

LAVORAINSIEME 1 2 3 4

2 A coppie, leggete il testo e dividetelo in quattro sequenze. Poi, scrivete i titoli delle sequenze sui puntini.

Il bradipo e la marmellata

Un lentissimo bradipo se ne stava appeso al ramo del baobab e poteva sembrare che non si muovesse per nulla. Invece ogni tanto si sgranchiva, muovendo un dito in ventiquattro minuti, spostando il ginocchio in trentasei minuti, o alzando il sopracciglio in diciotto minuti.

A un certo punto passò di lì una nonna arzilla, con un vasetto di marmellata appena fatta e il profumo a riempire l’aria. Posò il barattolo all’ombra dell’albero e lo lasciò lì a raffreddare, non prima di essersi accertata che non ci fosse qualche bestia golosa in agguato. Si sentiva tranquilla, non c’era alcun pericolo: il bradipo era lassù e, se anche avesse avuto intenzioni furtive, ci avrebbe impiegato mezza settimana a scendere dal ramo. Passò meno di un quarto d’ora e il bradipo, con le narici piene di quel profumo inebriante, ruotò la pupilla destra in direzione del barattolo, verificò la presa di tre zampe al ramo del baobab, quindi con uno scatto improvviso afferrò la marmellata in un millesimo di secondo e se la inghiottì con il barattolo, il cucchiaio e tutto il resto. Buonissima. Sublime!

Fu un gesto talmente rapido che per tutti era come se non fosse successo nulla, infatti il bradipo era ancora lassù sul ramo, sempre lento. La marmellata all’ombra del baobab invece no.

adatt. da Andrea Valente, Favole dell’ultimo minuto, Lapis Edizioni

Tre operazioni per riassumere

Dopo aver suddiviso un racconto in sequenze, per procedere con il riassunto si possono utilizzare queste tre operazioni:

• raggruppare, cioè sostituire un elenco di nomi con una sola parola che le “contenga” tutte;

• cancellare, cioè eliminare le parti che non servono;

• trasformare, cioè riscrivere le frasi trasformando il discorso diretto in discorso indiretto.

1 Leggi i testi e i rispettivi riassunti, poi scopri quale operazione è stata effettuata. Scrivi R per raggruppare, C per cancellare e T per trasformare. Segui l’esempio.

racconto riassunto operazioni

Alla lezione di piano, il professor Pentagramma disse alla sua allieva: – Oggi imparerai un brano di Bach. L’allieva rispose: – Ho appena finito di studiarne uno di Mozart!

Durante le vacanze che ho trascorso in montagna, lungo i sentieri ho visto pascolare capre, pecore, montoni, e anche mucche, buoi e tori.

Ieri Mirko e Maria hanno passeggiato a lungo tra i vialetti alberati che ci sono nel parco e hanno osservato i bambini e le bambine che si divertivano a giocare a pallone.

Osservando un dipinto al museo, Mara dice: – Questo quadro mi fa pensare a una fiaba!

Il suo amico Filippo aggiunge: – I due personaggi potrebbero essere un re e una regina.

Alla lezione di piano, il professor Pentagramma disse alla sua allieva che avrebbe imparato un brano di Bach. Lei rispose che aveva appena finito di studiarne uno di Mozart.

Durante le vacanze che ho trascorso in montagna, lungo i sentieri ho visto pascolare ovini e bovini.

Ieri Mirko e Maria hanno passeggiato tra i vialetti nel parco e hanno osservato i bambini e le bambine che giocavano.

Osservando un dipinto al museo, Mara dice che quel quadro le fa pensare a una fiaba. Il suo amico Filippo aggiunge che i due personaggi potrebbero essere un re e una regina.

Raggruppare

Un’operazione molto utile quando si fa un riassunto è quella di utilizzare un’unica parola per comprenderne tante. Come forse ricorderai, in questi casi puoi servirti degli iperonimi, che sono approfonditi nel libro di grammatica.

1 Applica ai testi l’operazione di raggruppare: usa un iperonimo per ogni parte sottolineata, come nell’esempio.

TESTO

RAGGRUPPARE

Questa mattina quando mi sono alzato dal letto mi dolevano la testa, il collo, le spalle, le braccia, le gambe e i piedi. Neanche un pezzettino di me sembrava stare bene!

Il papà ha chiesto a Marcello di mettere in ordine la sua stanza. Sul pavimento c’erano puzzle, robot, palline e biglie colorate, e sul letto erano sparsi diversi pantaloni, magliette, cappelli e guanti.

Oggi Irene ha deciso di preparare una macedonia. Prima di uscire ha salutato la mamma, il papà e sua sorella. Al mercato ha comperato: banane, mele, albicocche, pere, kiwi e ciliegie.

RIASSUNTO

Questa mattina quando mi sono alzato dal letto mi doleva tutto il corpo.

Neanche un pezzettino di me sembrava stare bene!

Per fare un riassunto puoi individuare ed eliminare le ripetizioni, gli aggettivi e gli incisi (cioè le frasi scritte all’interno di due virgole). Fai attenzione a non cancellare le informazioni importanti.

1 In questi testi l’operazione di cancellare è stata parzialmente applicata: allenati a riscrivere, sui puntini o sul quaderno, i riassunti ottenuti.

TESTO RIASSUNTO CANCELLARE

Oggi ho portato a spasso il mio cane

Bill. Il mio cane Bill è ubbidiente: quando prendo dal cassetto il suo guinzaglio, il mio cane Bill si mette seduto e aspetta che glielo metta.

Le due coraggiose ed esperte alpiniste affrontano la difficile scalata della altissima montagna: dai loro pesanti zaini estraggono i ramponi e la piccozza, con cui creano un faticoso e ripido passaggio e raggiungono felici e soddisfatte la cima innevata. Flavia, anche se era molto spaventata, ha guardato fino alla fine, tenendosi ben stretta al braccio di Luca, un film di paura.

Poi ha detto, con aria disinvolta, che quel genere di film era troppo noioso e che, pur amando molto quei film, non ne avrebbe più guardati.

Oggi ho portato a spasso il mio cane Bill.

Trasformare

Nel riassunto devi trasformare i discorsi diretti in discorsi indiretti. Inoltre modifica le frasi lunghe ed esprimi gli stessi concetti con poche parole

1 Applica ai testi l’operazione di trasformare: dal discorso diretto a quello indiretto. Segui l’esempio. Se hai bisogno di più spazio, usa il quaderno.

TRASFORMARE

TESTO RIASSUNTO

Lia ha detto: – Stanotte ho sentito un rumore che sembrava uno sparo!

La nonna ha spiegato: – No, deve essere stato il tubo di scappamento di un vecchio camion.

Paolo ha aggiunto: – In realtà è stato il mio gatto… Ha scoppiato il palloncino che avevo comprato ieri.

Lo zio mi ha chiesto: – Compreresti del pane? Le monete sono sul mobile. Io ho risposto: – Sì. Posso prendere anche i grissini?

Lo zio ha detto: – Sì, prendili pure!

Lia ha detto che la scorsa notte ha sentito un rumore che sembrava uno sparo.

2 Ora trasforma le espressioni sottolineate in altre più semplici. Scegli tra:

attraverso il • controllare • ferma • molto • penso • piano

La mia tartaruga si sposta in modo lento lento sull’erba, da una parte all’altra del prato. La aspetto da non so quanti minuti per premiarla con una carota, ma è immobile come una statua. Allora mi viene in mente che potrebbe aver trovato un ostacolo e vado a dare un’occhiata. Eccola che mangia della lattuga!

Raggruppare, trasformare, cancellare

1 Per ogni testo applica l’operazione richiesta ed esegui il riassunto.

TESTO RIASSUNTO

In montagna concludiamo sempre il pranzo con una coppa di mirtilli, lamponi, ribes e fragoline.

Mirko e Dalila giocano a calcio. Mirko dice alla sua amica: – Forza, prendimi il pallone se ci riesci! –. Dalila gli risponde: – Certo, poi farò anche gol!

RAGGRUPPARE

TRASFORMARE

Mia zia Ilaria, la sorella minore di mio papà, che ha paura dell’aereo e quindi non ama viaggiare, ha deciso che trascorrerà le vacanze estive in Puglia. Partirà in automobile da Bergamo, la città dove vive, e impiegherà moltissime ore.

Anche se il cioccolato piace a tutti i bambini del mondo, Riccardo odia il cioccolato, perché il cioccolato si scioglie con facilità e sporca tutto il viso di color cioccolato.

CANCELLARE

CANCELLARE E TRASFORMARE

La sera io e mio papà, mia mamma, mio fratello e mia sorella ci ritroviamo, a fine giornata, per la cena. A volte, per restare più leggeri, mangiamo solo mozzarella, ricotta e stracchino con pomodori, insalata e carote.

CANCELLARE E RAGGRUPPARE

Riassumere un racconto

1 Riassumi il racconto: applica le operazioni suggerite.

Una parola che salva la vita

racconto operazioni riassunto

Un saggio conduceva una vita tranquilla nella sua umile casa. trasformare

Una notte entrò un ladro con una sciabola affilata. Minaccioso, ordinò al saggio di non muoversi e cominciò ad aprire armadi, credenze e comodini alla ricerca di denaro.

Il saggio disse: – Non buttare tutto all’aria. Il denaro è nel cassetto. Prendilo!

Lo sconosciuto prese il denaro e un vaso.

– Vedo che quel vaso ti piace – disse il saggio. – Te lo regalo per farti contento.

Il ladro, non vedendo altro da rubare, stava per andarsene quando il saggio lo chiamò e gli disse:

– Dimentichi di dirmi grazie.

L’uomo, sorpreso, ringraziò e fuggì nella notte profonda.

Qualche giorno dopo le guardie dell’imperatore bussarono alla porta del saggio e dissero: – Abbiamo catturato quest’uomo – dissero, – deve avervi rubato questo vaso. – Sì, – rispose il vecchio, – riconosco il vaso, ma non l’ha rubato. Io gli ho donato dei soldi e il vaso. Lo ricordo bene, mi ha anche ringraziato.

Le guardie dell’imperatore, sbalordite, liberarono il ladro. Costui, pieno di gratitudine per il saggio, lo ringraziò e promise di non dimenticare mai la parola che gli aveva salvato la vita: grazie.

cancellare e raggruppare

trasformare

Un saggio viveva tranquillo nella sua casa.

cancellare e trasformare

trasformare

cancellare e trasformare

adatt. da Lydia Marin Ross e Johanna Marin Coles, L’alfabeto della saggezza, Einaudi Ragazzi

Riassumere e studiare

Riassumere può essere molto utile anche per studiare. Decidere quali sono le parti più importanti di un testo ed eliminare quelle superflue ci aiuta a capire che cosa ricordare e riuscire così a memorizzare le informazioni con più facilità. Ci sono alcune strategie che ti possono essere utili e che saranno approfondite nelle pagine successive:

1 . dividere il testo in paragrafi (pag. 100);

2. titolare i paragrafi (pag. 101);

3. sottolineare le informazioni più importanti (pagg. 102-103);

4. selezionare le parole chiave (pagg. 104-105);

5. costruire una mappa con le parole chiave (pag. 106).

Ecco un testo da studiare e le 5 strategie usate per riassumerlo.

1 Dividiamo il testo in paragrafi.

I rettili

I rettili sono un gruppo di animali vertebrati: hanno cioè la colonna vertebrale.

Il loro corpo è ricoperto da una pelle dura, asciutta e rivestita di squame che li protegge e impedisce loro di perdere acqua. Ecco perché, a differenza degli anfibi, possono vivere per tutta la vita sul suolo terrestre, lontani dall’acqua.

A mano a mano che crescono, i rettili fanno la muta: si spogliano della loro pelle e ne formano un’altra nuova.

Sono animali a sangue freddo, come i pesci e gli anfibi: non possono regolare la temperatura del loro corpo, ma dipendono dalla temperatura del luogo in cui si trovano.

I rettili respirano con i polmoni, come uccelli, mammiferi e molti anfibi adulti.

2 Diamo un titolo a ogni paragrafo.

Il loro corpo è ricoperto da una pelle dura, asciutta e rivestita di squame che li protegge e impedisce loro di perdere acqua. Ecco perché, a differenza degli anfibi, possono vivere per tutta la vita sul suolo terrestre, lontani dall’acqua.

A mano a mano che crescono, i rettili fanno la muta: si spogliano della loro pelle e ne formano una nuova.

Com’è la pelle dei rettili

3 Sottolineiamo le informazioni più importanti, aiutandoci con le domande.

Sono animali a sangue freddo, come i pesci e gli anfibi: non possono regolare la temperatura del loro corpo, ma dipendono dalla temperatura del luogo in cui si trovano.

4 Selezioniamo le parole chiave.

● Com’è il sangue dei rettili?

● Da che cosa dipende la loro temperatura?

I rettili sono un gruppo di animali vertebrati: hanno cioè la colonna vertebrale.

5 Costruiamo una mappa con le parole chiave selezionate. Alla fine, unendo le informazioni selezionate o collegando le parole chiave della mappa, possiamo scrivere il riassunto del testo. suolo

I rettili

sono vertebrati hanno il corpo coperto di respirano con i hanno la che impedisce di perdere che cambia con la sono animali a devono adattarsi alla colonna

vertebrale pelle dura acqua muta sangue freddo temperatura del luogo polmoni

così possono vivere sul

Riassunto a partire dalle informazioni Riassunto a partire dalla mappa

I rettili sono vertebrati: hanno la colonna vertebrale. Il corpo è ricoperto da pelle dura che impedisce di perdere acqua, perciò possono vivere lontani dall’acqua.

Cambiano la pelle facendo la muta. Sono animali a sangue freddo: dipendono dalla temperatura del luogo in cui si trovano. Respirano con i polmoni.

I rettili sono vertebrati: hanno la colonna vertebrale. Hanno il corpo coperto di pelle dura, che cambia con la muta e che impedisce di perdere acqua, così possono vivere sul suolo. Sono animali a sangue freddo: devono adattarsi alla temperatura del luogo. Respirano con i polmoni.

1

Dividere in paragrafi

Leggi il testo e dividilo in paragrafi, tenendo conto dei titoli forniti.

● La comparsa della scrittura

● Perchè è stata inventata la scrittura?

● Scrivere per rappresentare le idee

L'origine della scrittura

● Scrivere in modo più rapido

● La scrittura degli scribi

Gli studiosi ritengono che la scrittura sia comparsa per la prima volta attorno al 3200 a.C. in Mesopotamia.

Probabilmente è stata inventata per rispondere alla necessità di contare i prodotti dell’allevamento e dell’agricoltura e di controllare la loro distribuzione alla popolazione.

Sono infatti state ritrovate delle tavolette che mostrano dei segni, i quali sono stati interpretati come numeri e piccoli disegni simbolici (che rappresentavano spighe o altri prodotti). Questi primi esempi di scrittura vengono chiamati pittogrammi.

Alcuni secoli più tardi, i Sumeri iniziarono a utilizzare i segni per rappresentare non solo parole concrete, ma anche astratte: si passò quindi agli ideogrammi.

Per scrivere in modo più rapido, utilizzarono poi un bastoncino di legno chiamato cuneo, per la forma della sua punta. Con quel bastoncino incidevano i segni sulle tavolette di argilla.

La scrittura cuneiforme era composta da circa seicento ideogrammi, che venivano imparati dagli scribi dopo aver frequentato la scuola per molti anni. Questo tipo di scrittura si diffuse tra i popoli della Mesopotamia, ma continuò a essere conosciuta solo dagli scribi.

Dare un titolo ai paragrafi

Assegnare un titolo a ogni paragrafo è utile per capire rapidamente i contenuti delle varie parti del testo.

1 Scrivi sui puntini i titoli dei paragrafi. Scegli tra:

● Una città straordinaria

● Vita in città

● Il fiume Indo

● I cagnolini d’argilla

● La distruzione della città

● Le piene dell’Indo

Mohenjo-Daro come Manhattan

L’Indo è un fiume lunghissimo che nasce in Tibet, sulla catena himalayana. Passa poi in India, attraversa il Pakistan e discende da nord a sud nella valle dell’Indo.

D’estate con lo scioglimento delle nevi gli affluenti si gonfiano provocando delle piene, che ricoprono i campi di limo fertile, ma a volte provocano disastri e inondazioni.

Tremila anni fa, fu proprio una di queste terribili piene dell’Indo a distruggere Mohenjo-Daro.

Era una città straordinaria, costruita in mattoni essiccati al calore del sole, con palazzi, piscine e strade ad angolo retto, ampie fino a nove metri.

Gli archeologi che a partire dal 1922 la stanno riportando alla luce l’hanno soprannominata “la Manhattan dell’Età del bronzo”.

Mohenjo-Daro significa “la collina dei morti”, ma la vita in quell’antica metropoli doveva essere particolarmente gioiosa. Sono stati ritrovati molti giochi appartenuti a bambini.

Sono stati ritrovati anche tanti cagnolini d’argilla. Essi possono testimoniare un culto o un amore da parte dell’ignoto popolo di Mohenjo-Daro per il miglior amico dell’uomo. adatt. da Andrée Bertino e Fredo Valla, I fiumi. Curiosità, leggende e meraviglie, Editrice Piccoli

1

Le informazioni importanti

Leggi il testo e sottolinea le informazioni importanti. Aiutati con le domande che trovi a lato.

Le missioni spaziali

Il 12 aprile 1961, il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin fu il primo uomo a essere mandato in orbita. Nella capsula Vostok 1 galleggiò nello spazio per circa un’ora e mezza. Pochi anni dopo, il 16 giugno 1963, fu il turno del primo volo spaziale di una donna sovietica: Valentina Vladimirovna Tereskova.

Tra il 20 e il 21 luglio 1969 si registrò il momento più celebre nella storia delle esplorazioni spaziali: lo sbarco sulla Luna. Stavolta a stabilire il primato furono gli statunitensi, con la missione Apollo 11. Il primo uomo a mettere piede sul suolo lunare fu Neil Armstrong. L’esplorazione dell’universo proseguì poi senza sosta e furono coinvolti sempre più Stati, fra cui l’Italia. Il primo italiano in orbita fu Franco Malerba nel 1992 e la prima donna italiana Samantha Cristoforetti nel 2014.

Tra stazioni spaziali, satelliti e progetti per future colonie umane, lo spazio ha iniziato a essere sempre più frequentato e meno misterioso. Grazie anche ai rover, veicoli-robot dotati di congegni ad alta tecnologia che si muovono su pianeti e satelliti trasmettendo foto e altre preziose informazioni. adatt. da Focus Junior, n.174/2018

● Quando e chi fu il primo uomo mandato in orbita?

● Che cosa successe nel 1963?

● Quale evento avvenne nel luglio del 1969?

● Chi e di quale nazionalità è stato il primo essere umano a toccare il suolo lunare?

● Chi sono stati il primo astronauta e la prima astronauta italiani in orbita? Quando?

● Quali mezzi sono utilizzati per esplorare i pianeti?

LAVORAINSIEME

2 A coppie, leggete il testo e scrivete per ogni paragrafo le domande a cui risponde. Seguite l’esempio.

I fenicotteri del Delta del Po

Non esiste in Italia un’area più interessante del Delta del Po per ammirare grandi quantità di uccelli in natura.

Si tratta delle foci del più lungo fiume italiano, che si riversa nel Mar Adriatico, dando vita a un “mosaico” di zone umide d’acqua dolce e marina che si estende su circa 50 chilometri di costa.

Alcune di queste zone umide, chiamate “valli”, sono sfruttate da moltissimi uccelli. Negli ultimi decenni sono state osservate quasi 400 specie nel Delta, circa i tre quarti di quelle contate in tutta l’Italia.

Una delle maggiori curiosità è la presenza di fenicotteri nelle valli di Comacchio, specialmente a primavera, quando il numero degli animali aumenta.

Questi grandi uccelli, di colore rosa tenue, si concentrano in una colonia che conta centinaia di individui e che oggi è una delle più grandi d’Italia.

I fenicotteri passeggiano in piccoli gruppi, usando le lunghe zampe per smuovere i minuscoli crostacei acquatici di cui si nutrono e che raccolgono con il becco.

adatt. da Focus Wild, n. 80, marzo 2018

Per quali motivi il Delta del Po è un luogo interessante?

Le parole chiave

Le parole chiave sono quelle parole del testo che contengono il significato principale o più importante dell’informazione data.

1 Leggi e fai attenzione alle parti evidenziate: sono le parole chiave.

Gli Egizi e il culto dei morti

Gli Egizi credevano che dopo la morte esistesse una vita nell’aldilà, nel regno dei morti.

Per questo motivo si assicuravano che il corpo del defunto si conservasse integro, in modo che la sua anima potesse riconoscerlo e ricongiungersi a esso dopo la morte.

I corpi venivano mantenuti intatti con la mummificazione, una tecnica di imbalsamazione. Per mummificare un corpo ci volevano settanta giorni.

Gli imbalsamatori estraevano fegato, polmoni, intestini e stomaco e li conservavano in quattro vasi detti canopi.

Il cuore, invece, rimaneva al suo posto perché doveva essere pesato nell’aldilà. In seguito, il corpo veniva immerso per quaranta giorni in una miscela salina per farlo essiccare. Poi veniva lavato e ricoperto di olii profumati, infine veniva avvolto in lunghe bende di lino impregnate di sostanze aromatiche: a questo punto il corpo si era trasformato in una mummia.

Essa veniva riposta nel sarcofago e finalmente condotta alla cerimonia funebre della sepoltura.

adatt. da AA.VV., Capire 4, Fabbri

2 Ora utilizza le parole chiave dell’esercizio 1 per completare il riassunto. Per gli antichi , dopo la morte esisteva un , cioè il luogo nell’aldilà dove si dirigeva l’anima del defunto. Il suo corpo però doveva restare intatto. Grazie a una tecnica di , gli organi vitali venivano estratti e conservati in quattro vasi detti , mentre il restava nel petto per essere

Il corpo veniva poi immerso in una , quindi era avvolto con finché il defunto, diventato una , veniva messo nel .

LAVORAINSIEME

3 A coppie, leggete il testo, poi individuate ed evidenziate le parole chiave per ogni paragrafo: tenete conto dei titoli.

Lo smog

A volte si sente parlare dello “smog” nelle grandi città, ma… che cos’è?

La parola, di origine inglese, unisce smoke ossia il fumo e fog ossia la nebbia. Indica quindi l’insieme di fumo, nebbia e residui chimici, prodotti dalla combustione, che possono inquinare l’atmosfera.

Si dice che l’aria è inquinata quando contiene delle sostanze che causano effetti dannosi sulle persone, sulla flora e la fauna e sull’ambiente.

L’industria e il riscaldamento domestico sono tra le cause di inquinamento dell’aria.

Il livello di inquinamento dipende dal tipo di combustibile utilizzato: se è carbone o gasolio si disperdono nell’aria molti fattori inquinanti come fuliggine, ceneri, residui chimici di carbonio, azoto e zolfo.

I fattori climatici contribuiscono a diminuire o aumentare il livello di inquinamento atmosferico: per esempio, il vento può aiutare a disperdere gli agenti inquinanti nell’aria di una città, ma anche a trasportarli in altre zone.

Ecco perché lo smog si riscontra più facilmente nelle zone in cui ci sono venti deboli: perché questi non disperdono rapidamente i gas presenti nell’aria.

Che cos’è lo smog

Cause di inquinamento

Combustibili inquinanti L’influenza del clima Dove si riscontra più smog

Dalle parole chiave alle mappe

1 Leggi il testo ed evidenzia le parole chiave che ti serviranno per completare la mappa.

Il clima

Il clima è l’insieme delle condizioni atmosferiche di un luogo, osservate per un lungo periodo di tempo.

Il clima è definito dall’insieme dei fenomeni atmosferici, che sono temperatura, umidità, precipitazioni (cioè pioggia, neve, grandine), venti e pressione atmosferica.

Il clima è inoltre influenzato da alcuni fattori detti climatici: la latitudine, l’altitudine, la vicinanza di mari o laghi, la presenza di barriere naturali e la vegetazione.

Nel mondo vengono individuate cinque fasce climatiche:

• due zone fredde, i Circoli Polari, caratterizzate da inverni molto lunghi ed estati brevi;

• due zone temperate, intermedie, dove si alternano le quattro stagioni;

• una zona calda, tra i due Tropici e l’Equatore, dove le temperature sono alte per tutto l’anno.

Il

clima

è l’insieme delle

è influenzato da nel mondo è diviso in

è definito da che sono che sono

Riassumere testi informativi

LAVORAINSIEME

1 A coppie, leggete il testo, nel quale sono già state sottolineate le informazioni principali, poi evidenziate le parole chiave.

La pianura

La pianura è un’ampia area di terreno priva di rilievi o di modesta altitudine, può arrivare al massimo a 300 metri di altezza sul livello del mare. Le pianure italiane sono in prevalenza di origine alluvionale e vulcanica. La pianura alluvionale si forma in seguito ai detriti trasportati dai fiumi durante il loro percorso dalla sorgente alla foce, ne è un esempio la Pianura Padana.

La pianura vulcanica invece si forma grazie ai depositi di lava e altri materiali fuoriusciti dai vulcani, come nel caso della Pianura Campana. L’assenza di rilievi tipica della pianura permette lo sviluppo dell’agricoltura, dell’allevamento e dei centri industriali. In pianura si coltivano vari tipi di cereali, come il mais, il frumento, il riso, ortaggi e alberi da frutto.

Nelle vaste zone pianeggianti sono allevati diversi animali, come i bovini, i suini, gli ovini.

Nelle pianure intorno alle città italiane sono sorte ampie zone industriali dove le materie prime ricavate dall’agricoltura e dall’allevamento sono trasformate in prodotti di vario genere, che poi vengono trasportati con facilità grazie alla estesa rete di vie di comunicazione.

2 Ora completate la mappa riferita al testo dell’esercizio della pagina precedente.

La

pianura è può essere permette

se è formata da se è formata da

con coltivazioni di con allevamenti di dove le materie prime sono

come la come la

3 Scrivete il riassunto del testo partendo dalle informazioni principali sottolineate nel testo oppure dalla mappa.

La pianura è

AUDIO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ

Insieme per cambiare!

Un viaggio di cittadinanza attiva

L’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescente afferma il diritto dei bambini, delle bambine e degli adolescenti ad esprimere la propria opinione e di essere ascoltati, è il Principio di Partecipazione. Insieme faremo un percorso per imparare a collaborare, proporre e realizzare idee per stare bene a scuola.

Progettare e presentare le proposte di cambiamento

Votare le proposte di cambiamento

F d a

Valutare il percorso fatto

Ascoltare i bisogni della scuola

Traguardi per lo sviluppo delle competenze: 1, 2, 3, 8, 10, 11.

Conoscere i diritti che fanno crescere

Facciamo squadra!

Ogni classe è come una squadra. Per iniziare un percorso insieme è importante conoscersi, fidarsi, ascoltarsi. Solo così possiamo davvero cambiare le cose. Facciamo tre giochi insieme che ci aiuteranno a fare squadra.

Il gioco dei ritratti

Con questo gioco possiamo conoscerci meglio e imparare a fare gruppo.

● Disegna il tuo ritratto e scrivi accanto tre parole che ti descrivono.

● Ora insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne create un cartellone con tutti i disegni... ecco la vostra squadra!

Sai che cos’è un Consiglio Fuoriclasse?

È un gruppo formato da alunni, alunne e docenti che propone idee e realizza proposte per migliorare la scuola.

La ruota delle emozioni

Colora uno o più spicchi che rappresentano come ti senti quando sei a scuola, indicando le emozioni che provi più spesso. Poi completa le frasi.

● Mi sento felice quando

● Mi sento arrabbiato quando

● Mi sento sorpreso quando

● Ho paura quando

● Mi annoio quando

● In cerchio, chi vuole può condividere quello che ha scritto.

Il cerchio dell'ascolto

In questo gioco sperimentate l’ascolto dell’altro e il rispetto del turno di chi ha la parola. Scegliete un oggetto e seduti in cerchio, a turno parla solo chi ha in mano l’oggetto.

● Il tema è: “che cosa mi piace della scuola” o “che cosa vorrei migliorare”.

Ora scegliete insieme un motto di classe, una frase breve che vi rappresenti. Scrivetela qui o su un cartellone: vi ricorderà che siete una squadra.

MOTTO DI CLASSE:

Conosciamo i diritti che ci fanno crescere!

Ogni bambino e bambina ha dei diritti: andare a scuola, giocare, ricevere cure, essere ascoltato. Sono scritti nella Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, firmata il 20 novembre 1989 da quasi tutti i Paesi del mondo. I diritti sono come chiavi preziose: aprono le porte per crescere sicuri e sereni. Conoscerli è importante, perché solo così possiamo difenderli. Osservane alcuni.

● Nome e identità: Ogni bambino/a deve avere un nome ed essere riconosciuto.

● Vita: Ogni bambino/a deve poter nascere e vivere in sicurezza.

● Istruzione: I/Le bambini/e hanno diritto di andare a scuola.

● Gioco e tempo libero: I/Le bambini/e hanno bisogno di giocare e riposarsi.

● Salute: Ogni bambino deve ricevere cure quando sta male.

● Non discriminazione: Nessuno/a deve essere escluso o trattato male.

● Ascolto e partecipazione: I/Le bambini/e hanno diritto di dire la loro opinione.

● Protezione: I/Le bambini/e devono essere difesi dalla violenza.

● Famiglia: Ogni bambino/a deve crescere in una famiglia che si prenda cura di lui.

Vero diritto o falso diritto?

Per ogni frase indica se esprime un vero diritto (V) o no (F).

● Ogni bambino/a ha il il diritto di andare a scuola.

● Ogni bambino/a ha il diritto di mangiare il gelato tutti i giorni.

● Ogni bambino/a ha il diritto di giocare.

● Ogni bambino/a ha il diritto di avere sempre un videogioco nuovo.

● Ogni bambino/a ha il diritto di ricevere cure quando sono malati.

● Ogni bambino/a ha il diritto a non fare mai i compiti.

● Ogni bambino/a ha il diritto di essere ascoltato.

● Ogni bambino/a ha il diritto di vivere in un luogo sicuro.

● Ogni bambino/a ha il diritto di essere il/la più forte o il/la più bravo/a in tutto.

● Ogni bambino/a ha il diritto al proprio nome.

F

F

F

F

F

Scarica la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza illustrata

Indovina il diritto

Scrivi sotto ogni immagine illustrata il diritto corrispondente. istruzione • gioco • salute • famiglia • ascolto • non discriminazione

Un diritto nella mia giornata

Completa le frasi con un esempio personale.

● Gioco - Mi piace giocare a

● Istruzione - A scuola mi piace

● Ascolto - Mi sento ascoltato quando

● Famiglia - Con la mia famiglia mi piace

● Salute - Quando mi ammalo ricevo

● Non discriminazione - Mi sento accolto quando

Rifletto

Spiega con le tue parole il significato della parola diritto.

● Nella tua esperienza, ci sono dei diritti dei bambini che non vengono rispettati? Confrontatevi in classe.

Ascoltiamo i bisogni della scuola

Oggi esploreremo insieme la tua scuola e raccoglieremo le idee che potranno diventare proposte di miglioramento. Per cambiare è importante imparare a osservare e ad ascoltare: che cosa funziona? che cosa vorresti di diverso?

La mappa della scuola

Guarda la mappa che trovi qui sotto: ci sono aule, biblioteca, palestra, mensa e giardino. Metti vicino agli spazi che secondo te funzionano bene e vicino a quelli che non vanno o che mancano nella tua scuola. Poi scrivi una breve frase per spiegare la tua scelta.

Esempio: “ palestra perché è attrezzata” – “ biblioteca perché ci sono pochi libri” –“ giardino perché non ce l’abbiamo e lo vorremmo”.

Quattro ambiti da esplorare

Ogni scuola è fatta non solo di muri, ma anche di relazioni, esperienze e sogni. A coppie o in piccoli gruppi leggete i quattro temi proposti e scrivete un’idea per ciascuno di essi.

● Didattica Lezioni e laboratori: che cosa ti piace? Che cosa vorresti cambiare?

● Relazioni Con i compagni e le compagne e con gli/le insegnanti: che cosa ti fa stare bene? Che cosa ti crea difficoltà?

● Territorio Quartiere, strada per la scuola, parchi: che cosa aiuta? Che cosa manca?

● Spazi Aule, palestra, mensa, cortile: quali funzionano, quali no?

La Scatola delle Idee

La Scatola delle Idee è uno strumento per iniziare ad ascoltare i bisogni e i sogni di tutta la classe. Per realizzarla serve una scatola da decorare e alcuni biglietti colorati.

1. Scrivi su un biglietto la cosa che secondo te è più importante per migliorare la scuola (può essere una delle idee scritte nell’esercizio precedente).

2. Inserisci il biglietto nella Scatola delle Idee della classe: i biglietti rimarranno custoditi per la prossima tappa! Non c’è idea troppo piccola o troppo grande: tutto può diventare un cambiamento!

Hai osservato la scuola e raccolto i suoi bisogni più importanti. Nei prossimi giorni fai attenzione alla vita in classe e pensa a un’idea nuova da aggiungere alla Scatola. Più idee vengono raccolte, più la strada del cambiamento è chiara.

Votiamo le proposte di cambiamento

È il momento di trasformare le idee raccolte in proposte concrete e scegliere insieme quali realizzare. Voi con il vostro voto in classe, farete un passo speciale: scoprire che ogni voce conta e che insieme potete costruire il cambiamento.

Dare ordine alle idee e verificarne la fattibilità

1. Pesca un biglietto dalla Scatola delle Idee. Insieme alla classe dividete e raggruppate i bigliettini simili per ambito o argomento (didattica, relazioni, spazi, territorio) e, a coppie, in piccoli gruppi o con tutta la classe, rispondete alle domande.

● Si può fare nella nostra scuola o nel quartiere?

● Chi può aiutarci?

● Quanto tempo servirebbe?

● Ha un costo che possiamo sostenere?

2. Sul bigliettino di ogni proposta scrivete: possibile, possibile con aiuto, difficile/non realizzabile per adesso.

3. Scartate le proposte giudicate “difficili/non realizzabili per adesso”. Su un cartellone (o sulla LIM) incollate (o scrivete) le proposte rimaste.

Le proposte prendono voce

A coppie o in piccoli gruppi scegliete una delle proposte (tra quelle fattibili) e raccontatela attraverso un linguaggio creativo, per esempio: un fumetto che mostri il problema e la soluzione, un disegno, un collage o un piccolo sketch teatrale.

Il momento della scelta: si vota!

1. Ogni bambino vota la proposta che ritiene più importante, la Scatola delle Idee può diventare l’urna elettorale dove inserire i bigliettini con le proposte scelte

2. Un piccolo gruppo tra di voi, con il ruolo di scrutatori, conta i voti ottenuti: la proposta più votata sarà presentata

Avete scelto insieme la vostra proposta: è un passo prezioso, perché ogni decisione costruita con tante voci diventa più forte. Ora potete condividerla con tutta la comunità scolastica: così la vostra idea viaggerà oltre l’aula.

● Votare è un diritto fondamentale: oggi in Italia votano tutti i cittadini e le cittadine che hanno compiuto 18 anni. Non è sempre stato così: il suffragio universale, cioè il diritto di voto per uomini e donne, è arrivato solo nel 1946: il 2 giugno 1946 il voto ha scelto la Repubblica.

● L’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza afferma che ogni bambino o bambina ha diritto a esprimere la propria opinione sulle cose che lo/la riguardano, e che gli adulti devono ascoltarla con attenzione. È il principio di Partecipazione.

Presentiamo la proposta!

Avete scelto la proposta per voi più importante per migliorare la vostra scuola. Ora è il momento di portare la vostra idea fuori dalla classe, ma occorre prima renderla concreta. Spiegare bene un’idea è il modo migliore per darle forza e farla diventare realtà.

Il percorso della proposta

Completate il percorso che avete fatto fino a qui: rispondendo alle domande di ogni passo. Segui gli esempi.

Esempio: “Vogliamo una biblioteca più ricca.”

Qual è l’idea?

Perché è importante?

Cosa serve per realizzarla?

Esempio: “Perchè leggere ci fa crescere.”

Esempio: “Servono nuovi libri e scaffali.”

Come vogliamo presentarla?

Chi ci può aiutare?

A chi presentarla?

Esempio: “La presentiamo con un cartellone e uno sketch teatrale.”

Esempio: “Possiamo chiedere ai genitori e alle altre classi”.

Dare forma alla presentazione

Usando le risposte della tabella, realizzate la presentazione della proposta. Il lavoro può essere svolto in piccoli gruppi, dove ognuno avrà un ruolo.

Scegliete tra alcuni esempi per la presentazione:

● un cartellone illustrato,

● un fumetto,

● una presentazione orale,

● una presentazione multimediale.

● u ll ,

Presentazione della proposta

Con l’aiuto dell’insegnante organizzate un incontro per condividere la vostra proposta con la comunità scolastica. Sarete così pronti per realizzare il vostro piano d’azione per migliorare la scuola!

Avete mostrato che avete a cuore la vostra scuola e per questo volete migliorarla attraverso l’impegno di tutti e tutte. Inoltre avete trasformato i vostri sogni in una proposta concreta e l’avete presentata con coraggio. Ogni volta che date voce alle vostre idee, il cammino del cambiamento diventa più chiaro. E ricordate: le idee crescono non solo quando le pensiamo, ma soprattutto quando le condividiamo.

Valutiamo e condividiamo

Abbiamo percorso tante tappe. Ora è tempo di fermarci e guardare il percorso fatto insieme: che cosa abbiamo imparato? Che cosa ci ha colpito di più? Che cosa possiamo ancora migliorare?

Ripercorrere le tappe

Scrivi una breve frase per rispondere a ciascuna domanda.

1. Conosciamoci e costruiamo il gruppo

2. Scopriamo i diritti dei bambini e delle bambine

3. Ascoltiamo i bisogni della nostra scuola

4. Votiamo le proposte di cambiamento

5. Presentiamo la proposta alla comunità scolastica

Che cosa ho scoperto di nuovo sulla classe?

Qual è un diritto che ho imparato e che per me è importante?

Qual è un bisogno che ho osservato nella mia scuola?

Che cosa ho capito sull’importanza di votare e scegliere insieme?

Che cosa ho imparato sul modo di raccontare le idee per farle ascoltare?

Il filo dei pensieri

Ognuno scrive su un cartoncino il pensiero che vuole condividere sul percorso fatto. Poi appendete i cartoncini a un filo. Sarà il “filo dei pensieri”: un grande nastro di voci che racconta l’esperienza vissuta insieme. Se volete, potete lasciare il filo appeso in aula o nel corridoio.

Tappa
Rifletto
Rispondo

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook