Skip to main content

COSMO - STORIA 5

Page 1


ANNA ROSSI, CLIO VISCONTI

ISBN 979122310409-5

© 2026 Rizzoli Education S.p.A. – Milano

Tutti i diritti riservati

Rizzoli Education S.p.A. Via Privata Mondadori, 1 – 20054 Segrate (MI) supporto@rizzolieducation.it www.rizzolieducation.it

Fotocopie e permessi di riproduzione. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org.

Tecnologie di intelligenza artificiale e estrazione di dati dal testo. L’editore promuove e tutela il diritto d’autore, riconoscendone il ruolo fondamentale nel sostenere la creatività e la libertà di espressione. L’editore esprime la propria gratitudine per il rispetto delle normative sulla proprietà intellettuale dimostrato con l’acquisto di una copia autorizzata del presente volume. Qualsiasi utilizzo non autorizzato, inclusi quelli connessi a tecnologie di intelligenza artificiale o all’estrazione di testo e dati, costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore, e comporta l’applicazione di sanzioni civili e penali secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive integrazioni e modifiche.

Riferimenti a marchi commerciali e siti di terze parti. Occasionalmente, possono essere visibili in questo testo nomi, confezioni e marchi commerciali di prodotti o società. L’autore e l’editore non intendono sostenere che i prodotti fotografati o citati siano migliori o peggiori di altri, né indirettamente consigliarne o sconsigliarne l’acquisto: non esiste alcun rapporto di nessun genere con i relativi produttori. I riferimenti a nomi e marchi commerciali sono da intendersi come marchi registrati dalle rispettive società anche se, per semplicità di grafia, si è omessa la relativa indicazione. L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti – link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto, l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, distribuzione e/o ristampa del presente testo scolastico.

Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il contenuto di questo libro non è stato approvato dalle Nazioni Unite e quindi potrebbe non riflettere la posizione ufficiale di questa organizzazione, www.un.org/sustainabledevelopment.

Testi in formato accessibile. L’Editore promuove l’accessibilità e collabora con AID - Associazione Italiana Dislessia, Seleggo e con la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”. La conformità dei prodotti e dei servizi resta disciplinata dalla normativa vigente.

Segnalazione di errori e/o imprecisioni. La realizzazione di un libro scolastico è un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. Essi riguardano sia la correttezza dei contenuti sia la coerenza tra testo, immagini, strumenti di esercitazione e applicazioni digitali. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni. L’editore ringrazia sin da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni. Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a: supporto@rizzolieducation.it

Per eventuali e comunque non volute omissioni e per gli aventi diritto tutelati dalla legge, l’editore dichiara la piena disponibilità.

Realizzazione editoriale

Coordinamento editoriale Mauro Traversa

Coordinamento redazionale Magda Perricelli

Redazione, ricerca iconografica Silvia Zignani

Progetto grafico A come Ape

Impaginazione Ka Communications

Copertina Ka Communications

Ideazione del personaggio Cosmo Mauro Porcu e Mauro Traversa

Disegni Filippo Pietrobon, Alice Maino, Claudia Saraceni, Stefano Trainito, Mauro Sacco-Elisa Vallarino

Cartine storiche e geografiche Luca Signorelli, Stefano Trainito

Referenze iconografiche Getty Images © 2026. Getty Images © 2026. ALAMY STOCK PHOTO © 2026 MONDADORI PORTFOLIO © 2026

Inquadra il Qr Code per i dettagli di crediti e referenze iconografiche

Educazione civica di Susy Pascale e Alessandra Capizzi a cura di

Contenuti digitali

Progettazione Fabio Ferri, Nicola Barzagli

Redazione e realizzazione EICON s.r.l., IMMAGINA s.r.l., Isabella Spagni, Lumina

Datamatics, Silvia Sferruzza

Audio IMMAGINA s.r.l.

Contenuti per la didattica inclusiva

PariPasso è il progetto promosso da Rizzoli Education sul tema dell’inclusione e delle pratiche di insegnamento/apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva.

Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, il progetto si ispira ad alcuni principi fondamentali:

1. progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e i ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti

2. valorizzazione di pratiche di insegnamento/ apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante il ricorso a contenuti e strumenti digitali

3. valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo

4. promuovere una didattica sempre connessa a un’idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile

Il processo di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione dei testi scolastici di Rizzoli Education S.p.A. è certificato UNI EN ISO 9001.

Prima edizione:gennaio2026

Ristampe:

Questo volume è stampato da: Poligrafici Il Borgo S.r.l. –Bologna (BO) Stampato in Italia – Printed in Italy

Ogni argomento è introdotto da una mappa mentale dove trovi delle parole colorate. Sono parole speciali! Alcune forse già le conosci, altre invece le scoprirai leggendo e studiando il tuo libro.

Scopro e imparo a modo mio

In ogni pagina sarai accompagnato da Cosmo, che con LEGGO • OSSERVO • IMPARO ti aiuterà a studiare e a scoprire i segreti delle discipline. È la metodologia adatta per SCOPRIRE E IMPARARE A MODO TUO, perché sarai tu a scegliere se iniziare dalla lettura o dall’osservazione.

L'ORGANIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ

LEGGO

Insieme a Cosmo leggi e comprendi i testi: l’argomento è introdotto da una breve anticipazione e le attività di IMPARO

A STUDIARE ti guidano passo passo aiutandoti a comprendere. Il testo che leggi è sempre accompagnato da grandi immagini attive.

OSSERVO

Insieme a Cosmo osservi: grandi immagini accompagnano il testo e ti aiutano a capire. Ciò che hai letto lo puoi anche osservare… ciò che hai osservato lo puoi anche leggere. Scopro e imparo a modo mio, è proprio questo!

IMPARO

Le attività di IMPARO A STUDIARE seguono il testo e le immagini passo passo. Ti insegnano a studiare i testi espositivi, ti aiutano a imparare e mettono in gioco le tue competenze con attività stimolanti collegate a ciò che hai letto e a ciò che hai osservato.

Ogni argomento, infine, si chiude con una sintesi visuale dei contenuti per verificare le tue conoscenze e una mappa per fissare i passaggi principali.

Ciao!

LE CIVILTÀ DEL MEDITERRANEO

Nelle prossime pagine scoprirai:

• la civiltà dei Micenei, che divennero abili commercianti e navigatori dopo aver conquistato Creta;

• la civiltà dei Greci, che svilupparono molte conoscenze e nuove forme di governo;

• la civiltà dei Macedoni, che conquistarono la Grecia e formarono un vasto impero.

Poi ci sposteremo nella penisola italiana e scoprirai:

• le civiltà dei Popoli italici, che per primi abitarono questa zona;

• la civiltà degli Etruschi, che furono uno dei più importanti popoli italici;

• la civiltà dei Romani, che fondarono un impero vasto e duraturo.

TERRANEO

E I N S I E M è facile

Osservate la carta. Dove si sono sviluppate le civiltà che studierete quest’anno? Secondo voi, che cosa ha di particolare questa zona?

Nascita di Cristo
a.C.
d.C.
CARTA DOC

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Ciao! Partiamo alla scoperta della civiltà dei Micenei Ma prima leggi la mappa, in trovi le parole speciali di questo argomento.

PENISOLA GRECA e isole

Dove

1900 a.C.1200 a.C.

Quando

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Conoscenze

Scrittura

Governo

Re guerrieri

Agricoltura, allevamento e commercio

Attività

2000 a.C.

1900 a.C. - 1200 a.C.

1500 a.C.

Città e abitazioni

CITTÀ-FORTEZZA

Periodo di massimo splendore

Micenei
QUANDO
CHI

Territori

ACHEI O MICENEI

Tra il 1900 e il 1200 a.C. gli Achei

occuparono la Grecia. Presero il nome di Micenei, dal nome della loro città più importante, Micene. Conquistarono l’isola di Creta e si espansero lungo le coste del Mediterraneo.

Tra il 1900 a.C. e il 1200 a.C. circa gli Achei, una popolazione nomade proveniente da Nord, occuparono il Peloponneso, la parte meridionale della PENISOLA GRECA, e le piccole isole circostanti. Qui fondarono alcune città, tra cui

Micene, quella più ricca e importante. Proprio dal nome di questa città, gli Achei sono stati chiamati Micenei

La civiltà micenea ebbe il suo massimo sviluppo fra il 1450 a.C. e il 1200 a.C.

Nel 1450 i Micenei conquistarono Creta. L’incontro con i Cretesi influenzò molto la civiltà micenea: da essi infatti impararono la scrittura, alcune tecniche di coltivazione e di navigazione.

I Micenei divennero commercianti esperti e, grazie alle loro abilità di navigatori, si espansero lungo le coste del Mediterraneo. Nel 1250 riuscirono a conquistare Troia, in Anatolia, nell’attuale Turchia, e arrivarono fino all’Italia meridionale.

Verso il 1200 a.C. la civiltà micenea scomparve in poco tempo, forse a causa di catastrofi naturali e dell’arrivo dei Dori, un’altra popolazione proveniente da Nord.

occupazione della Grecia da parte dei Micenei

MICENEI

massimo sviluppo della civiltà micenea

Osserva la carta. Cerchia in blu Micene, in verde Creta e in rosso Troia.

Completa la linea del tempo con gli avvenimenti corrispondenti alle date. Aiutati con il testo.

fine della civiltà micenea

Un guerriero miceneo.

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Achei o Micenei

Territori micenei Città principale

MAR IONIO

I resti della città di Micene.

DOC CARTA
Atene
Troia
Corinto
Tirinto
Argo
Pilo
Micene
GRECIA
PENISOLA BALCANICA
PELOPONNESO
ASIA MINORE
Rodi
NERO
MAR DI CRETA

ATTIVITÀ E CONOSCENZE

Dai Cretesi i Micenei appresero la coltivazione di olivo e vite, la lavorazione di metalli e ceramica e le tecniche di navigazione. Inventarono un sistema di scrittura sillabico: la Lineare B.

Il territorio del Peloponneso è in buona parte montuoso, di conseguenza l’agricoltura veniva praticata soprattutto lungo le coste e sulle colline. I Micenei coltivavano legumi, ortaggi e cereali. Dopo aver conquistato l’isola di Creta, impararono a coltivare olivi e viti.

I Micenei allevavano soprattutto ovini (capre e pecore) da cui ricavavano carne e latte, ma anche lana per i tessuti.

Gli artigiani micenei avevano imparato dai Cretesi a lavorare sia la ceramica sia i metalli. Con l’oro e l’argento fabbricavano gioielli, calici e coppe; con il bronzo producevano oggetti di uso quotidiano e armi.

Sempre dai Cretesi, i Micenei avevano appreso le tecniche di navigazione. Questo permise loro di diventare abili navigatori e costruttori di navi. Fondarono diversi empori lungo le coste del Mediterraneo: a Rodi, a Cipro, in Egitto, fino alle coste della Sicilia e della Sardegna.

La scrittura

I Micenei avevano imparato dai Cretesi la scrittura Lineare A, ma in seguito utilizzarono un altro tipo di scrittura, la Lineare B, formata da 70 segni corrispondenti a sillabe. Questa scrittura è stata decifrata grazie al ritrovamento di numerose tavolette d’argilla su cui erano incisi documenti soprattutto di tipo commerciale. Molte tavolette sono state ritrovate nella città Pilo, dove, per il forte calore causato da un incendio, le tavolette di argilla si erano indurite e si sono conservate nel tempo.

Ricordi che cosa erano gli empori? Quale civiltà che hai già studiato cominciò la sua espansione nel Mediterraneo fondando degli empori?

basi commerciali; i Fenici

Indica con una X il completamento corretto.

• La scrittura Lineare B era formata da segni che rappresentavano: lettere. x sillabe. geroglifici.

• I Micenei scrivevano su: x tavolette di argilla. papiri. pietra.

Manufatto miceneo in ceramica.

Educazione Civica

Beni comuni

Le informazioni che abbiamo sulla civiltà micenea sono dovute al ritrovamento di molti testi incisi su tavolette d’argilla e alla decifrazione della scrittura Lineare B. Sappiamo che l’organizzazione dei Micenei garantiva a tutti e tutte un ruolo nella società: i contadini e i pastori producevano cibo; gli artigiani creavano oggetti per l’uso quotidiano, armi e gioielli; gli scribi registravano le leggi, le tasse e il viaggio delle merci.

Non ci è giunto un “codice di leggi” miceneo, ma le tavolette ritrovate suggeriscono l’esistenza di norme che regolavano la convivenza e la condivisione dei beni, in modo da garantire ordine e giustizia.

Cittadinanza globale

La condivisione dei beni è l’inizio dell’idea di cittadinanza globale: strade, monumenti, piante, aria, mare e fiumi sono i nostri beni comuni e dobbiamo averne cura.

Proprio come i Micenei, che rispettavano le regole della convivenza e della condivisione, anche noi dobbiamo agire responsabilmente per il bene di tutte le persone e dell’ambiente.

Tavoletta con iscrizioni in Lineare B.

Cittadini in 5 tappe

Seguite queste tappe per diventare cittadini e cittadine responsabili.

Raccogli immagini che rappresentano i beni comuni di oggi (acqua, parchi, monumenti) e di ieri (strumenti agricoli, cibo, bestiame).

Quando c’è un bene comune, che cosa succede se qualcuno ne prende troppo per sé e ne lascia poco per gli altri? Che cosa può fare chi ne trova poco?

Inventate e scrivete su una tavoletta di argilla, una legge per proteggere un bene comune.

Scegliete un bene comune da proteggere a scuola, per esempio il giardino. Stabilite un “patto di cura” in cui ciascuno ha un ruolo.

Preparate un’esposizione di immagini dal titolo

Come i Micenei, costruiamo una comunità con regole condivise.

LA SOCIETÀ MICENEA

I Micenei vivevano in città-fortezza indipendenti, ognuna con a capo un reguerriero affiancato da nobili-guerrieri.

I Micenei erano un popolo guerriero e vivevano in tante CITTÀ-FORTEZZA indipendenti guidate da un re-guerriero, chiamato wanax, che era anche il capo militare e religioso. Il re era affiancato da un gruppo di nobili guerrieri, che erano anche proprietari delle terre.

La maggior parte della popolazione era composta da pastori, contadini, commercianti e artigiani

Il popolo doveva pagare ai nobili guerrieri dei tributi, in cambio dei quali riceveva protezione da parte dell’esercito. Infine c’erano gli schiavi, che erano prigionieri di guerra.

Le città-fortezza

Le città più importanti erano Micene, Tirinto, Argo e Pilo. Tutte sorgevano su un’altura ed erano circondate da alte mura, per difendersi dai nemici.

L’accesso alla città avveniva attraverso una porta; quella di Micene è chiamata Porta dei leoni, perché sulla parte superiore ci sono due grandi leoni scolpiti nella pietra.

Nella parte alta della città, chiamata acropoli, si trovavano il palazzo reale e gli edifici sacri.

Nella parte bassa c’erano i magazzini e i laboratori degli artigiani.

All’interno delle mura ogni città micenea era dotata di una cisterna d’acqua che serviva per gli usi quotidiani e come riserva in caso d’assedio

Le abitazioni si trovavano fuori dalla città-fortezza; in caso di attacco nemico gli abitanti si rifugiavano all’interno dell’acropoli.

Infine, sia dentro sia fuori le mura delle città micenee si trovavano zone per le sepolture.

Quale altra civiltà aveva città-fortezza con in cima l’acropoli? Quale altra città così hai già studiato?

Cretesi; Cnosso

Osserva l’immagine, completa i testi e racconta.

E I N S I E M è facile

Che cosa è un assedio? Discutete insieme e poi verificate la vostra risposta sul dizionario.

La Porta dei leoni.

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

La società micenea

Il palazzo reale sorge sull’acropoli, il punto più alto della città. Da qui è più facile avvistare l’arrivo dei nemici e si è più al sicuro.

Un pastore e un artigiano stanno contrattando uno scambio di merci: una pecora per una spada.

I contadini e i pastori espongono sui banchi del mercato i loro prodotti.

Sul banco degli artigiani è possibile trovare vasi decorati.

Le mura del palazzo reale sono presidiate dai soldati

LA RELIGIONE DEI MICENEI

I Micenei erano politeisti. Credevano nella vita dopo la morte e per questo seppellivano i propri morti dentro tombe a tumulo.

I Micenei erano politeisti e credevano in divinità dall’aspetto e sentimenti umani che rappresentavano in piccole statuette di ceramica. Molte divinità, inoltre, erano state ereditate da quelle cretesi, come la dea madre

In onore degli dèi i Micenei costruivano dei santuari sulle montagne e portavano loro offerte, mentre i sacerdoti vi celebravano i riti religiosi.

Le tombe micenee

I Micenei credevano nella vita oltre la morte e seppellivano i defunti con un ricco corredo funebre.

Gli archeologi e le archeologhe hanno ritrovato numerose tombe sia all’interno sia all’esterno delle mura delle città-fortezza.

Molte di queste erano tombe a tumulo, cioè costituite da camere circolari ricoperte di terra.

Nella città di Micene, in particolare, durante gli scavi archeologici è stata trovata una zona recintata da pietre. Sono state così scoperte alcune sepolture che si pensa appartenessero a re o persone molto importanti, perché i defunti indossavano delle maschere d’oro e il corredo funebre ritrovato era molto ricco.

Gli scavi nelle tombe micenee hanno riportato alla luce una grande quantità di oggetti preziosi: gioielli, vasi d’oro, spade lavorate, elmi e corazze.

Questi oggetti testimoniano lo spirito guerriero della civiltà micenea, ma anche la sua ricchezza e l’abilità dei suoi artigiani.

Uno dei soggetti preferiti da questi ultimi per le decorazioni era la caccia, come testimoniano le scene raffigurate sui vasi e sulle armi.

Completa la mappa della religione micenea.

RELIGIONE

TIPO politeista

ORIGINE cretese

SEPOLTURE tombe a tumulo

Una coppa d’oro del corredo funebre di un nobile.

L’ingresso di una tomba a tumulo micenea.

Le tombe micenee

LA MASCHERA D’ORO

Nel 1876, durante gli scavi nel sito dell’antica Micene, l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann ritrovò all’interno di una tomba reale una maschera d’oro Inizialmente egli pensò che riproducesse il volto di Agamennone, il re miceneo che, secondo le antiche leggende greche, aveva guidato la guerra contro Troia In realtà tutti gli oggetti trovati da Schliemann in queste tombe risalgono a tre secoli prima dell’epoca della guerra di Troia.

Resti delle tombe reali all’interno delle mura di Micene.

ILIADE E ODISSEA

IL POEMA

Gli aedi

I Micenei non hanno lasciato testi scritti di tipo letterario o storico. Gli avvenimenti, arricchiti con la fantasia, venivano narrati a voce dagli aedi e solo in seguito furono trascritti. L’aedo più famoso è Omero, che secondo la tradizione è l’autore dei due più importanti poemi della letteratura greca antica: l’Iliade e l’Odissea

L'Iliade e l'Odissea

L’Iliade racconta gli ultimi giorni della guerra combattuta verso il 1250 a.C. fra i Micenei, guidati dal re Agamennone, e la potente città di Troia, sulle coste dell’attuale Turchia.

L’eroe principale è Achille, guerriero acheo praticamente invincibile. Suo avversario è Ettore, figlio di Priamo, re di Troia.

L’Odissea, invece, racconta il viaggio di ritorno verso la Grecia di Ulisse, guerriero acheo e re di Itaca, dopo la conquista di Troia. Durante il suo viaggio Ulisse incontra numerosi personaggi mitologici come le sirene, la maga Circe e i ciclopi, giganti con un solo occhio. Il suo viaggio di ritorno verso casa, dura ben 10 anni!

aedi: i cantori che si esibivano durante le feste e i banchetti dei nobili.

Ulisse e i suoi compagni accecano il ciclope Polifemo.

SKILLS L I F E

I protagonisti dei poemi omerici sono gli eroi. Gli eroi sono personaggi che hanno poteri speciali, che possono riguardare caratteristiche fisiche o abilità particolari, oppure hanno origini divine. Per esempio:

• Achille, il protagonista dell’Iliade, era figlio di Peleo, un mortale, e della ninfa Teti. Era invincibile, ma aveva un punto debole: il suo tallone;

• Aiace, un guerriero miceneo, era dotato di una grande forza fisica che lo rendeva un combattente valoroso;

• Ulisse, invece, si distingueva per essere molto astuto.

Leggiamo insieme l’inizio dell’Iliade. Omero, prima di trattare il contenuto dell’intera vicenda, invoca la famosa musa ispiratrice dei Greci: Calliope.

Canta, o dea, l’ira rovinosa del Pelide Achille, che inflisse infiniti dolori agli Achei, gettò prematuramente nell’Ade molte anime di valorosi, li rese prede dei cani e di tutti gli uccelli, così si compiva la volontà di Zeus, da quando prima l’Atride, signore degli eroi, ed il divino Achille si divisero contendendosi.

Così inizia l’Iliade e racconta la terribile rabbia di Achille contro il re Agamennone, che causò moltissime sciagure al popolo degli Achei.

Molti giovani eroi morirono: i loro corpi restarono senza sepoltura e furono dati in pasto ai cani e agli uccelli rapaci. La rabbia di Achille nei confronti di Agamennone era causata da una schiava sottratta. Solo l’intervento di Zeus riuscì a risolvere il litigio.

Anche tu conosci degli eroi? Pensa ai protagonisti e alle protagoniste dei cartoni animati o dei fumetti. Qualcuno ha le caratteristiche degli eroi dei poemi omerici?

• Ha un punto debole:

• Ha una grande forza fisica:

• È astuto:

Achille, dopo aver ucciso Ettore, porta il suo corpo al padre Priamo.

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Completa i testi della sintesi con le seguenti cifre e parole. città-fortezza • Peloponneso • culto dei morti • 1900 • empori • metalli • scrittura

QUANDO

I Micenei si stabiliscono nel Peloponneso , nella Grecia meridionale, a partire dal 1900 a.C. circa.

ATTIVITÀ

SOCIETÀ

CONOSCENZE

Le loro principali attività sono l’agricoltura e la pastorizia. Dopo la conquista di Creta, imparano la lavorazione dei metalli e della ceramica e la coltivazione dell’olivo e della vite: diventano abili commercianti e fondano empori lungo le coste del Mediterraneo.

I Micenei vivono in città-fortezza , ognuna indipendente e governata da un re-guerriero. Le città sorgevano in cima a un’altura ed erano circondate da grandi mura.

Sviluppano un sistema di scrittura sillabico detto Lineare B.

I Micenei sono politeisti e praticano il culto dei morti .

Hai scoperto la civiltà dei Micenei. Leggi la mappa per ricordare meglio.

1450-1200 a.C.: periodo di massimo splendore e conquista dell’isola di Creta

Micenei (Achei) 1900-1200 a.C.

Credono nella vita dopo la morte: sepolture con ricchi corredi funebri

Politeisti: adorano molti dèi (di origine cretese)

DOVE E QUANDO

I MICENEI

CONOSCENZE

Scrittura decifrata di origine cretese, detta Lineare B

A ogni segno (in tutto 70) corrisponde una sillaba

ATTIVITÀ

Agricoltura e pastorizia

Commerci via mare ed empori: dopo la conquista di Creta, lungo le coste del Mediterraneo

Artigianato: ceramica, metalli

Produzione di tessuti in lana

RELIGIONE

SOCIETÀ

Città-fortezza costruite su alture e circondate da mura

• Acropoli (templi e palazzo reale)

• Città bassa (laboratori, magazzini, cisterna d’acqua)

• Abitazioni fuori dalla città

Micene: città più importante

LA CIVILTÀ DEI GRECI

Ciao! Partiamo alla scoperta della civiltà dei Greci Ma prima leggi la mappa, in trovi le parole speciali di questo argomento.

CHI

Penisola greca e isole MAGNA GRECIA Artigianato

Dal 1200 a.C. al 338 a.C.

Dove

Quando

LA CIVILTÀ DEI GRECI

Società-Governo

SPARTA

Conoscenze

Agricoltura, allevamento e commercio

Attività

Religione

POLEIS Politeisti

Oligarchia ATENE

GOVERNO DEMOCRATICO Scrittura

TEATRO FILOSOFIA Storia

Architettura

Dèi dell’Olimpo

QUANDO

Città-Stato e colonie principali

DOVE VIVEVANO GLI ANTICHI GRECI

Verso il 1200 a.C. nacque la civiltà greca dalla fusione dei popoli discendenti dagli

Achei e i Dori. Non esisteva uno Stato unitario, ma dal 700 a.C. i Greci formarono le poleis, città-Stato indipendenti.

La Grecia è una penisola che si protende nel Mar Mediterraneo orientale e comprende il Peloponneso e molte isole e isolette del Mar Egeo. Della Grecia antica, inoltre, facevano parte alcuni territori dell’Asia Minore (l’attuale Turchia), che gli antichi chiamavano Anatolia.

Erano considerate territorio greco anche le tante città dell’Italia Meridionale che i Greci avevano fondato come colonie.

La nascita delle poleis

La civiltà degli antichi Greci ebbe origine dalla fusione tra i discendenti degli Achei (o Micenei) e i Dori, che avevano invaso i territori micenei nel 1200 a.C.

I Greci non si unirono mai in un unico Stato, ma intorno al 700 a.C. formarono tante città-Stato, chiamate POLEIS (polis al singolare).

Ogni polis era indipendente e governata da leggi proprie, ma condivideva con le altre alcuni elementi comuni: la lingua, la religione, la cultura e le usanze. I Greci, infatti, sentivano di appartenere a un’unica popolazione, e chiamavano se stessi Elleni

Tuttavia, ogni città-Stato, voleva mantenere la propria indipendenza dalle altre e per questo motivo le poleis erano spesso in guerra una contro l’altra.

Tra il 431 a.C. e il 404 a.C. le due poleis più importanti, Sparta e Atene, combatterono tra di loro nella guerra del Peloponneso.

Con il tempo le continue guerre indebolirono le poleis e nel 338 a.C. la Grecia fu conquistata dai Macedoni.

Osserva la carta e cerchia Sparta e Atene.

I N S I E M è facile

E

In coppia, osservate la carta e rispondete alle domande.

• Come era il territorio della Grecia antica? montuoso, affacciato sul mare

• Quali differenze secondo voi ci possono essere tra Sparta e Atene? Sparta sorge nell’interno, Atene si affaccia sul mare

Il Canale di Corinto separa il Peloponneso dalla Grecia continentale.

Dove vivevano gli antichi Greci

Territori greci Città-Stato e colonie principali

L’acropoli di Lindos, sull’isola di Rodi.

CARTA

LE COLONIE GRECHE

Tra il IX e il VII secolo a.C. tutte le poleis fondarono delle colonie in Asia Minore e nel Mediterraneo occidentale. Le colonie italiane prendono il nome di Magna Grecia.

Dopo la nascita delle poleis la popolazione greca aumentò moltissimo e, nel corso del tempo, si verificarono alcuni problemi che minacciavano la vita sociale della comunità:

• il territorio, poco favorevole all’agricoltura, non garantiva prodotti sufficienti per tutta la popolazione;

• gruppi di cittadini di diverse idee politiche creavano scontri e disordini;

• il commercio marittimo fece sorgere la necessità di basi commerciali lungo le rotte maggiormente frequentate. Per queste ragioni, tra il IX e il VII secolo a.C. circa, tutte le poleis fondarono delle colonie sulla costa dell’Asia Minore e nel Mediterraneo occidentale: in Italia, Spagna e Francia. Sulle coste dell’Italia Meridionale, le colonie greche divennero così numerose da prendere il nome, in seguito, di MAGNA GRECIA, cioè “Grande Grecia”.

I rapporti con la città-madre

Le colonie erano città indipendenti, che conservavano la lingua, le tradizioni e le cerimonie religiose della polis che le aveva fondate, cioè della città-madre, con la quale mantenevano stretti rapporti commerciali.

Sottolinea nel testo i motivi che portarono gli antichi Greci a fondare delle colonie. Osserva la carta delle colonie greche e completa la legenda con il nome mancante.

E I N S I E M è facile

La colonia greca in Spagna più famosa è Empuries (o Ampurias). All’epoca degli antichi Greci si chiamava Emporion. Secondo voi, da dove deriva il suo nome? Discutetene insieme.

Il sito archeologico di Empuries, in Spagna.

LA CIVILTÀ DEI GRECI

Le colonie greche

Territori greci Cittˆ-Stato e colonie principali

FRANCIA SPAGNA

Marsiglia

Empuries Nizza Alaia

Apollonia Abdera Taranto Adrumeto

Cuma

Ischia Napoli Paestum

Palermo Selinunte

Agrigento

Zancle

Metaponto Sibari Crotone Corcira

Reggio Calabria Gela

Catania

Siracusa

Bisanzio Pano

Lampsaco

Smirne

Efeso

Mileto Corinto Sparta Rodi

CARTA DOC

LE ATTIVITÀ DEI GRECI

Gli antichi Greci coltivavano soprattutto viti e olivi. Si dedicavano anche ad allevamento, caccia e pesca. L’artigianato era molto sviluppato.

L’agricoltura

Il territorio greco è prevalentemente montuoso. Per questo le coltivazioni erano limitate: le più importanti erano quelle della vite e dell’olivo, da cui i Greci ricavavano vino e olio in abbondanza da usare anche per gli scambi commerciali

L’olio d’oliva, in particolare, era un prodotto molto richiesto: serviva, infatti, per condire i cibi, preparare creme e medicine per il corpo, lubrificare, cioè ungere, gli strumenti da lavoro e come combustibile per le lampade.

L’allevamento

I fianchi delle colline e delle montagne erano adatti per il pascolo e gli antichi Greci allevavano pecore e capre, da cui ricavavano latte e lana, oltre a maiali, asini, cavalli e bovini, che utilizzavano per i lavori agricoli.

In Grecia era molto diffuso anche l’allevamento delle api, che fornivano il miele, il principale dolcificante usato nell’antichità, e la cera.

I Greci, inoltre, cacciavano nei boschi, ma praticavano soprattutto la pesca e si nutrivano di pesci, molluschi, crostacei.

L’artigianato

Le attività artigianali erano molto sviluppate e si svolgevano in piccoli laboratori

I Greci erano abilissimi fabbri, falegnami e orafi. Una delle attività più apprezzate era quella dei ceramisti, che modellavano vasi, coppe, anfore.

Quali attività sono rappresentate nel disegno? Osserva e scrivi. raccolta delle olive, produzione dell’olio, allevamento

combustibile: sostanza che può bruciare.

Specchio in bronzo con base lavorata.

L’agricoltura • L’allevamento

LE ATTIVITÀ DEI GRECI

I Greci stabilirono rapporti commerciali con le popolazioni del Mediterraneo e del Mar Nero.

Il commercio

I Greci presero il posto dei Fenici come dominatori dei commerci marittimi e fondarono porti e città lungo le coste del Mar Nero e del Mar Mediterraneo, in particolare nel Sud Italia. Il territorio greco era povero di materie prime e perciò i Greci dovevano procurarle attraverso il commercio. Il legname arrivava dalle foreste del Nord; i metalli, come ferro, stagno, rame, argento e oro, giungevano soprattutto dalla Macedonia e dall’Asia Minore. In cambio i mercanti vendevano l’olio, il vino e i prodotti artigianali più raffinati: vasi dipinti e gioielli

Inizialmente negli scambi commerciali era utilizzato il baratto, cioè i commercianti scambiavano le proprie merci con altre merci.

Verso il 550 a.C. i mercanti greci iniziarono a comprare e vendere le merci utilizzando monete di argento, elettro (una lega di oro e argento) e oro per facilitare gli scambi e stabilire il valore delle merci. Ogni città greca produceva monete proprie, così i commercianti, viaggiando da un luogo all’altro, erano costretti a cambiarle in continuazione. Secondo gli studiosi e le studiose, le prime banche sarebbero nate proprio per rendere più semplice il cambio fra le monete delle varie poleis.

Sottolinea nel testo con due colori diversi le materie prime acquistate dai Greci e i prodotti venduti in cambio.

Moneta d’argento coniata da Atene.

E I N S I E M è facile

Che cosa sono le banche? A che cosa servono? Discutine con i compagni e le compagne. Poi verificate la vostra risposta sul dizionario.

Nave da commercio greca dipinta su un vaso.

I VASI GRECI

LEGGO

LA FONTE

• In principio i vasi erano decorati solo con figure i h

I vasi realizzati dagli artigiani greci avevano forme diverse a seconda del loro scopo: potevano essere recipienti per bere, per attingere e versare l’acqua, conservare il vino, l’olio, i cibi e i profumi.

Le forme, i colori e le decorazioni dei vasi cambiano a seconda della zona e dell’epoca in cui sono stati prodotti: per questo i vasi greci sono molto utili agli archeologi e alle archeologhe per datare i siti archeologici dove vengono ritrovati.

• in seguito cominciarono a essere decorati con scene di vita quotidiana;

SKILLS L I F E

Cerca in casa o a scuola alcuni oggetti offrano indizi sull’epoca a cui appartiene e/o sul luogo di provenienza.

• i più antichi avevano il fondo rosso decorato con figure nere;

• i più recenti avevano il fondo nero decorato con figure rosse.

Le decorazioni dei vasi possono inoltre fornire molte informazioni sul modo di vivere degli antichi Greci: studiandole è stato possibile capire quali lavori facevano, chi erano i loro dèi e le loro dee, come vivevano in famiglia, quali sport praticavano.

Osserva i vasi e collegali con una freccia alla loro descrizione. Poi cerchia in rosso il più antico e in verde il più recente.

LE POLEIS

Nell’antica Grecia la vita si svolgeva nelle poleis. Ogni polis era costituita dall’acropoli, il teatro, l’agorà e le terre circostanti. Le abitazioni greche erano semplici, con stanze separate per uomini e donne.

La vita degli antichi Greci si svolgeva all’interno delle poleis

Ognuna era dominata dall’acropoli, nella parte alta della città, dove sorgevano i templi

Accanto all’acropoli c’era il teatro, con le gradinate che poggiavano sul fianco della collina. Nella città bassa c’erano le case e la piazza principale della polis, chiamata agorà. Facevano parte della polis anche i terreni e i villaggi circostanti, che si estendevano all’esterno delle mura. Le poleis più importanti erano ATENE, SPARTA, Tebe e Corinto.

Descrivi il disegno della polis. Indica dove si trovano e spiega che cos’erano e a che cosa servivano:

acropoli • tempio • teatro • agorà • territorio della polis • labitazioni della popolazione

Le abitazioni

Le abitazioni dei Greci erano semplici e senza lussi. In genere avevano un solo piano, o al massimo due nel caso delle abitazioni più ricche.

Le case avevano un cortile interno, su cui si affacciavano tutte le stanze e che ospitava un altare per i sacrifici e, spesso, un pozzo.

Gli spazi all’interno erano ben distinti: da una parte c’erano le stanze abitate dagli uomini e dall’altra, separate, quelle riservate alle donne, il gineceo. Qui le donne tessevano, filavano e trascorrevano la maggior parte del tempo. Nelle case delle famiglie più ricche il gineceo si trovava al piano superiore. Il padrone di casa riceveva gli ospiti nella sala da pranzo, dove si mangiava distesi su letti.

Osserva il disegno della casa greca. Cerca e indica con i numeri corrispondenti:

1 gineceo

2 pozzo

3 altare

4 sala da pranzo

L'ORGANIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ

La società greca era composta da persone libere, suddivise in classi sociali, e schiavi. Il ruolo nell’esercito dipendeva dalla ricchezza.

Le persone libere

Le persone libere erano divise in classi sociali.

Gli aristocratici formavano la classe sociale più importante, possedevano grandi terreni da coltivare e governavano le poleis. C’erano poi i commercianti e gli artigiani, ma la maggior parte della popolazione era composta da contadini e pastori; vi erano anche molti operai, che lavoravano per gli artigiani.

Gli schiavi

Gli schiavi erano persone che non avevano nessuna libertà: prigionieri di guerra o persone diventate schiave per debiti. Erano considerati come oggetti ed erano di proprietà dei loro padroni, che avevano anche diritto di vita e di morte su di loro.

Gli schiavi facevano tutti i lavori di fatica: lavoravano nelle miniere e nei campi, si occupavano dei lavori domestici e anche di tutte le attività manuali nelle botteghe artigiane.

L’esercito

Ogni polis aveva un proprio esercito, sempre pronto a combattere.

Tutti i cittadini maschi erano obbligati a far parte dell’esercito, ognuno di loro partecipava a proprie spese e aveva un ruolo in base alla propria ricchezza: la cavalleria per gli aristocratici e la fanteria (gli opliti) per le persone comuni. Anche gli schiavi facevano parte dell’esercito: si occupavano dei loro padroni ma, se necessario, potevano anche combattere.

Usa i numeri per riordinare la classi sociali greche, dalla più ricca alla più povera.

1 aristocratici

4 schiavi

3 contadini, pastori e operai

2 commercianti e artigiani

Osserva l’illustrazione e scrivi al posto giusto le seguenti parole.

elmo • corazza • gambali • scudo

SKILLS L I F E

Secondo te, oggi ci sono gli schiavi? Per rispondere confrontati con la classe e l’insegnante.

Opliti e animali su un coperchio in terracotta.

L’organizzazione della società

VITA DEGLI SCHIAVI

Quando uno schiavo e una schiava volevano sposarsi dovevano chiedere il permesso al loro padrone. I figli degli schiavi erano anch’essi schiavi, e il padrone poteva decidere di separarli dai loro genitori e venderli.

In genere gli schiavi rimanevano tali per tutta la vita, ma a volte il padrone premiava la loro fedeltà liberandoli.

LA
elmo
corazza
scudo gambali

LA FAMIGLIA GRECA

La famiglia era guidata dal capofamiglia e includeva anche gli schiavi. Le donne potevano occuparsi solo dei lavori domestici.

Nell’antica Grecia con la parola famiglia (oikos) si intendevano tutte le persone che vivevano nella stessa casa: il capofamiglia, i suoi familiari, più o meno stretti, e gli schiavi.

Nella civiltà greca l’uomo aveva il ruolo più importante, sia nella famiglia sia nella società.

La condizione delle donne

I matrimoni di tutti i componenti della famiglia venivano decisi dal padre. Le ragazze si sposavano verso i 15 anni, i maschi verso i 30.

Nell’antica Grecia le donne non potevano studiare, non potevano prendere decisioni e non potevano occuparsi di politica. Le poche donne che avevano un’istruzione erano le sacerdotesse. Le donne greche potevano occuparsi solo dei lavori domestici. Inoltre, non potevano avere beni, cioè proprietà e ricchezze, perché tutto ciò che possedevano era controllato dal marito o dal padre.

Nelle abitazioni più grandi moglie, figlie e schiave vivevano nel gineceo, la parte riservata alle donne.

Nelle famiglie più ricche la donna allevava i figli, si occupava della casa, dirigeva gli schiavi; poteva uscire di casa soltanto per occasioni speciali e doveva essere sempre accompagnata dal marito o da uno schiavo.

Nelle famiglie povere le donne erano un po’ più libere: non avevano schiavi, perciò andavano loro stesse al mercato o alle fontane pubbliche per prendere l’acqua. Le mogli dei mercanti o degli artigiani aiutavano i mariti nel loro lavoro. A Sparta le donne erano più libere. Potevano rifiutare un matrimonio e non erano sottomesse. Non dovevano occuparsi delle faccende domestiche o dei figli perché pensavano a tutto le schiave e le nutrici.

Osserva l’illustrazione e individua a quale famiglia appartengono le varie donne illustrate. Usa i numeri. Cerchia poi la sacerdotessa.

1 famiglia ricca

2 famiglia di mercanti

3 famiglia povera

Un gruppo di donne lavora al telaio.

La condizione delle donne

VIDEO BACHECA

SOCIETÀ E GOVERNO A SPARTA

Esistevano diversi modi di governare la polis. A Sparta c’era un’oligarchia, il “governo di pochi”.

La società a Sparta

Sparta sorge in una zona interna della penisola del Peloponneso. Gli Spartani erano un popolo guerriero e arrivarono a dominare tutto il Peloponneso meridionale.

La società era suddivisa in tre gruppi:

• gli spartiati erano i discendenti degli antichi Dori. Erano gli unici che potevano occuparsi del governo della polis, facevano parte dell’esercito e possedevano tutte le terre;

• i perieci erano persone libere, ma non potevano partecipare al governo della polis. Le loro attività principali erano l’artigianato e il commercio;

• gli iloti erano la grande maggioranza della popolazione. Lavoravano le terre degli spartiati in condizioni simili a quelle degli schiavi e non avevano nessun diritto.

Come era governata Sparta

Sparta era governata da poche persone che comandavano e prendevano decisioni per tutti. Questa forma di governo è chiamata oligarchia, che significa “governo di pochi”.

Due re comandavano l’esercito e nei momenti di pace presiedevano le cerimonie religiose. Per la maggior parte dei casi il loro potere passava di padre in figlio.

Tutti gli spartiati che avevano più di trent’anni facevano parte dell’assemblea generale di Sparta, l’apella, che eleggeva la gherusìa.

La gherusìa era un consiglio di 28 anziani e i due re che proponeva le leggi all’apella e giudicava i reati più gravi. Cinque ispettori, chiamati efori, controllavano che le leggi fossero rispettate.

Completa la mappa con le parole mancanti. gherusìa • spartiati • iloti • efori • apella • perieci

Un guerriero spartano.

Atene
Tebe
Corinto
Pilo
Argo Epidauro
Olimpia
Messene Delfi
Sparta
Citera
Idra
Salamina Egina S Itaca
Cefalonia Zacinto
Golfo di Messenia
Golfo di Arcadia
Golfo di Laconia
Domini di Sparta nel VI secolo a.C.

Società e governo a Sparta

APELLA

Assemblea degli spartiati che hanno compiuto 30 anni; approva o respinge le proposte di legge

elegge elegge

5 EFORI

Sorveglianti

SPARTIATI

Guerrieri, grandi possidenti (tutti i diritti)

PERIECI

Artigiani e commercianti (solo diritti civili)

GHERUSÌA

Consiglio di 28 anziani e i due re, che propone le leggi e giudica i reati più gravi

ILOTI

Addetti alle coltivazioni (nessun diritto)

SOCIETÀ E GOVERNO AD ATENE

Ad Atene nasce il primo governo democratico della storia.

La società ad Atene

Atene sorge nella regione dell’Attica, vicino alla costa. La vicinanza al mare favorì lo sviluppo del commercio marittimo e, di conseguenza, la ricchezza e il potere della città.

La società ateniese era divisa in tre gruppi: i cittadini (adulti maschi delle famiglie ateniesi), i meteci (stranieri che lavoravano e vivevano nella città) e gli schiavi

Nel 508 a.C. ad Atene nacque la prima forma di GOVERNO DEMOCRATICO della storia, in cui era il popolo (demos) a governare attraverso le assemblee e i suoi rappresentanti. Fino ad allora tutte le civiltà erano state governate da re (governi monarchici) o da poche persone ricche e potenti (governi oligarchici). La Costituzione ateniese stabilì invece che tutti i cittadini, sia ricchi sia poveri, potessero partecipare all’assemblea popolare, chiamata ecclesìa

Come era governata Atene

I membri dell’ecclesìa si esprimevano attraverso il voto sulle questioni che riguardavano la città, soprattutto sulla pace e sulla guerra. Inoltre, controllavano il lavoro dei magistrati, che si occupavano del governo della città. Essi venivano sorteggiati, rimanevano in carica un anno solo e non potevano svolgere questo incarico più di due volte nella vita.

500 cittadini, anch’essi sorteggiati, facevano parte della bulé, un consiglio che si occupava della gestione quotidiana della polis

Nei momenti di particolare difficoltà, l’ecclesìa poteva eleggere un tiranno che, per un periodo di tempo limitato, decideva da solo ciò che riteneva utile per la città. Il popolo poteva decidere se riconfermargli o togliergli l’incarico.

Completa le definizioni con le seguenti parole. una solo persona • pochi • popolo

• Oligarchia: governo di pochi

• Democrazia: governo del popolo

• Monarchia: governo di una sola persona

Costituzione: le leggi fondamentali di uno Stato.

L’OSTRACISMO

Quando un cittadino era considerato pericoloso per la polis, i membri dell’assemblea potevano decidere di esiliarlo, cioè allontanarlo dalla città, per 10 anni, incidendo il suo nome su un coccio. Questo provvedimento si chiamava ostracismo, dalla parola greca ostrakon che significa “coccio”.

Società e governo ad Atene

Un ostrakon con inciso il nome di Aristide figlio di Lisimaco.

Educazione Civica

La democrazia

I Greci hanno dato vita alla democrazia: i cittadini si ritrovavano nell’agorà per discutere e votare le leggi. La democrazia dei Greci aveva però dei limiti: potevano votare solo gli uomini, nemmeno tutti, ma non le donne, gli stranieri o gli schiavi. La democrazia moderna è il sistema di governo che permette a tutti i cittadini e le cittadine di partecipare alla vita dello Stato. Significa che ognuno di noi, con le proprie idee e il proprio voto, contribuisce a decidere come organizzare la società e da chi farsi governare.

La Costituzione italiana dice che “La sovranità appartiene al popolo” (art. 1), cioè il potere di decidere è nelle mani di tutti. Oggi, però, i cittadini e le cittadine sono troppo numerosi per partecipare al governo dello Stato in prima persona, quindi eleggono dei e delle rappresentanti

Tutti però possono partecipare alla vita democratica, cioè esercitare la cittadinanza attiva ed essere responsabili non solo di se stessi, ma anche della comunità. In una democrazia, nessuno governa da solo e le leggi nascono dal confronto. Senza partecipazione, leggi giuste e istituzioni trasparenti non può esserci una società pacifica e libera.

La Costituzione italiana

La Costituzione italiana è entrata un vigore il 1o gennaio 1948 ed è divisa in tre parti.

Cittadini ateniesi con le mani alzate per votare.

• La parte introduttiva è formata da 12 articoli che elencano i princìpi fondamentali dello Stato italiano, per esempio l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge (art. 3).

• La prima parte è formata da 42 articoli che riguardano i diritti e i doveri di tutti. Questi articoli garantiscono diritti molto importanti, per esempio la libertà di esprimere il proprio pensiero, di riunirsi pacificamente ecc. Stabiliscono anche i doveri, come quello di pagare le tasse, di rispettare la Costituzione e le leggi della Repubblica ecc.

• La seconda parte è formata da 85 articoli che descrivono l’ordinamento della Repubblica, cioè come è organizzato lo Stato: il Parlamento, il Governo ecc.

NUCLEO COSTITUZIONE

Traguardi per lo sviluppo delle competenze 1, 2 e 3

VIDEO

DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

La democrazia e l’importanza del pensiero critico

Il pensiero critico

Dobbiamo ai Greci anche la nascita di scuole di pensiero in cui si studiavano logica, etica, politica e scienze naturali. Grazie ai pensatori greci, l’umanità ha cominciato a sviluppare il pensiero critico, cioè la capacità di analizzare, mettere in dubbio, confrontare opinioni e non fermarsi alle prime risposte. Il pensiero critico ci aiuta a non credere ciecamente a tutto ciò che sentiamo o leggiamo, ma a fare domande e valutare con attenzione le risposte. Grazie a esso possiamo pensare con la nostra testa, sviluppando nuove idee per il bene comune e discutendole con rispetto.

Glossario della democrazia

Costituzione: è la legge fondamentale di uno Stato che contiene i principi, i diritti e i doveri di tutti i cittadini e le cittadine.

Cittadino/cittadina: persona che appartiene a uno Stato e che ha diritti ma anche doveri.

Partecipazione: l’impegno di ogni cittadino/cittadina nel prendere parte alla vita della comunità, esprimendo idee, votando e rispettando le altre persone.

Parlamento: assemblea che rappresenta i cittadini e le cittadine, propone e approva le leggi.

Governo: organo dello Stato che applica le leggi e prende decisioni per organizzare la vita del Paese.

Legge: una regola scritta che tutti devono rispettare; serve a garantire ordine, giustizia e diritti.

Giustizia: il principio che assicura che tutti vengano trattati in modo equo.

Cittadini in 5 tappe

Seguite queste tappe per diventare cittadini e cittadine responsabili.

Scrivi su un foglio i bisogni/ problemi della tua classe o della scuola sui quali vorresti portare dei miglioramenti.

Confrontate le vostre risposte e indicate quali idee sono più utili per tutti.

Dividetevi in gruppi, scegliete una proposta di miglioramento e scrivetela come se fosse una legge: • titolo della proposta; • perché è importante; • come è possibile realizzarla.

Ascolta le proposte degli altri gruppi e scrivi quale ti sembra più giusta e perché.

La classe vota! La proposta più votata diventa la vostra legge di classe.

L'EDUCAZIONE IN GRECIA

I bambini e le bambine spartani venivano educati alla disciplina e alla forza fisica, quelli ateniesi allo studio.

A Sparta

I figli degli spartiati, venivano sottoposti a un controllo ferreo da parte dello Stato: se erano fragili o malati venivano abbandonati. In questo modo sopravvivevano solo i bambini più forti.

I maschi rimanevano con le madri fino ai sette anni, poi venivano educati in comunità. Dovevano essere forti e coraggiosi e, fin dall’infanzia, venivano educati alla disciplina, all’obbedienza e allo spirito di sacrificio. Allo studio veniva riservato poco tempo. I primi anni erano dedicati all’esercizio fisico, poi i ragazzi erano addestrati all’uso delle armi. A vent’anni entravano a far parte dell’esercito e dopo i trent’anni potevano dedicarsi alla vita politica. Le femmine ricevevano un’educazione severa, basata su molto esercizio fisico perché dovevano mantenersi forti e sane per avere figli robusti.

Ad Atene

Ad Atene all’età di sei anni i maschi iniziavano la loro istruzione sotto la guida di maestri privati. La spesa era a carico della famiglia, così solo i figli dei ricchi avevano la possibilità di studiare. Gli scolari studiavano grammatica, aritmetica, musica, educazione fisica e arte e imparavano a scrivere su tavolette di legno spalmate di cera. Anche ad Atene le femmine erano escluse dall’istruzione scolastica: imparavano dalle madri o dalle domestiche a filare, tessere, cucire e cucinare. Le poche femmine che ricevevano un’istruzione erano di famiglie ricche, ma sempre entro le mura domestiche.

Scrivi nelle immagini a quale poleis appartiene il modello educativo raffigurato.

Completa la tabella sull’educazione spartana e ateniese nella pagina accanto.

Giocattoli usati nell’antica Grecia.

spartana che si allena nella corsa.

Ragazza

L’educazione in Grecia

Con chi vivevano i bambini con la madre fino ai 7 anni, poi in comunità in famiglia

Che cosa imparavano i bambini disciplina, obbedienza, esercizio fisico, uso delle armi grammatica, aritmetica, musica, educazione fisica, arte

Che cosa imparavano le bambine esercizio fisico lavori domestici

Sparta
Atene
Atene
Sparta

LA RELIGIONE DEI GRECI

I Greci erano tutti politeisti e credevano nelle stesse divinità, che erano immortali e simili agli esseri umani. Per ingraziarsi gli dèi, i Greci offrivano sacrifici.

I Greci erano politeisti e, anche se erano divisi in tante poleis, credevano nelle stesse divinità e avevano gli stessi riti.

Le loro numerose divinità erano simili agli esseri umani sia nell’aspetto fisico sia nei comportamenti. A differenza degli esseri umani, però, gli dèi erano immortali, cioè non potevano morire. I Greci pensavano che tutte le divinità vivessero sul Monte Olimpo, la montagna più alta della Grecia, facendo banchetti, litigando o accordandosi per influenzare la vita degli esseri umani. Ogni divinità si occupava di un aspetto della vita umana: la famiglia, l’amore, la caccia, le coltivazioni, la guerra...

Per ingraziarsi la benevolenza degli dèi, i Greci erano soliti offrire sacrifici e fare pellegrinaggi nei luoghi sacri, come i templi dedicati alle divinità.

I Greci praticavano anche il culto degli eroi, venerati per le loro imprese eccezionali.

Vaso a forma di testa di Eracle, uno degli eroi più venerati

Leggi le caratteristiche delle principali divinità greche e osserva l’immagine. Poi scrivi accanto a ogni divinità il suo nome.

Zeus era il re di tutte le divinità e proteggeva la Grecia. Era spesso rappresentato con una folta barba e con in mano un fulmine.

Poseidone, fratello di Zeus, era il dio del mare e protettore dei marinai. Lo si può riconoscere perché impugna spesso un tridente.

Ade, fratello di Zeus, aveva un cane con tre teste ed era il dio del mondo dei defunti.

Era, moglie di Zeus, proteggeva le unioni matrimoniali e le nascite.

Apollo era il dio della musica, della poesia e delle arti, ma anche della saggezza e dell’armonia.

Atena era la dea della sapienza e della guerra.

Afrodite era la dea della bellezza e dell’amore.

Artemide era la dea della caccia.

Ares era il dio della guerra.

La religione dei Greci

VIDEO
Atena Zeus Era
Artemide
Poseidone
Afrodite
Apollo
Ares
Ade

LE FESTE RELIGIOSE E LE OLIMPIADI

Presso i santuari e i templi venivano spesso organizzate cerimonie, feste e gare sportive.

I santuari e gli oracoli

Lontano dalle città sorgevano i santuari, luoghi sacri dedicati alle divinità più importanti: qui si svolgevano cerimonie e si facevano offerte e sacrifici.

Nei santuari vivevano sacerdoti e sacerdotesse che potevano comunicare con la divinità dalla quale ricevevano degli oracoli, cioè risposte sul futuro.

Il santuario più importante era quello dedicato al dio Apollo a Delfi e la sua sacerdotessa era chiamata Pizia.

Le Olimpiadi

In occasione di feste religiose importanti, i Greci organizzavano anche giochi e gare sportive in onore degli dèi.

La più importante di queste manifestazioni sportive era quella in onore di Zeus che si svolgeva nella città di Olimpia, da cui deriva il loro nome: Olimpiadi

Gli atleti e il pubblico provenivano da tutte le poleis della

Grecia e anche dalle colonie più lontane, per questo le gare erano dette panelleniche, cioè di tutta la Grecia.

Le Olimpiadi si tenevano ogni quattro anni e duravano cinque giorni. Le prime si tennero nel 776 a.C. e furono così importanti per i Greci che divennero il punto di partenza del loro calendario. In occasione delle Olimpiadi venivano sospese tutte le attività, compresa la guerra, in modo che tutti potessero partecipare. A quel tempo alle Olimpiadi potevano partecipare solo i maschi e le gare erano individuali, cioè non esistevano competizioni di squadra. Il vincitore riceveva come premio una semplice corona d’olivo e delle anfore d’olio, ma veniva celebrato con statue e componimenti poetici che esaltavano la sua forza e il suo valore.

Osserva i vasi e indica sotto a ognuno quale sport è raffigurato secondo te.

L’ORACOLO

Oltre al responso della divinità, con la parola “oracolo” gli antichi Greci si riferivano anche alla persona che faceva da intermediario tra la divinità e gli esseri umani e lo spazio dove veniva dato il responso.

Corridoio di accesso allo stadio di Olimpia.

I santuari e gli oracoli

Le Olimpiadi

I resti del teatro e del tempio di Apollo nei pressi del santuario di Delfi.
Corsa coi cavalli Pugilato Corsa

L'ARCHITETTURA E IL TEATRO

Gli architetti greci abbellirono le città con edifici in marmo o pietra.

Gli architetti greci arricchirono le poleis e le colonie con edifici in marmo o pietra: templi, edifici per gli incontri pubblici, teatri e spazi per le gare sportive.

I templi

I templi sorgevano su una piattaforma a gradini. Al loro interno, nella cella, custodivano la statua della divinità a cui erano dedicati. La cella era circondata da una o più file di colonne che sorreggevano delle travi orizzontali con sopra il tetto. La fascia sopra le colonne era decorata con le metope, piccole lastre di pietra decorate con sculture a tema mitologico. Nella parte triangolare della facciata, c’era il frontone, con statue e sculture al suo interno.

In origine i templi erano dipinti con colori molto vivaci che, con il tempo, sono scomparsi.

Il teatro

Gli antichi Greci inventarono il teatro, un genere di spettacolo in cui i testi di scrittori conosciuti venivano messi in scena e recitati da attori. Questi erano solo maschi, si travestivano e indossavano delle maschere per interpretare più personaggi, anche quelli femminili. Le opere teatrali potevano essere tragedie (storie drammatiche, con un finale triste, i cui protagonisti erano dèi ed eroi) o le commedie (storie divertenti che mettevano in ridicolo i fatti della vita quotidiana o i protagonisti della vita politica). I teatri erano scavati sul fianco delle colline, in modo da sfruttare il pendio naturale per costruire le gradinate per il pubblico. Queste erano fatte in pietra ed erano poste a semicerchio davanti a uno spazio circolare per il coro: l’orchestra Dietro l’orchestra sorgeva la scena, una costruzione allungata, spesso abbellita da colonne, dove recitavano gli attori.

Sottolinea nel testo con due colori diversi i temi trattati nelle tragedie e nelle commedie.

Completa l’immagine del tempio scrivendo i numeri al posto corretto.

1 cella

2 colonne

3 frontone

4 metope

5 piattaforma a gradini

Scrivi nei cartellini le parti del teatro al posto corretto.

scena • orchestra • gradinate

Due maschere del teatro greco.

LA CIVILTÀ DEI GRECI

VIDEO

ARTE E CULTURA GRECHE

Gli antichi Greci furono innovatori nel campo della scultura e svilupparono molte conoscenze che hanno contribuito a formare la nostra cultura.

La scultura

Nell’ambito della scultura gli antichi Greci furono degli innovatori. Studiarono con attenzione le parti e i movimenti del corpo umano per riprodurli in modo realistico. Grande attenzione era riservata anche all’abbigliamento.

Gli scultori usavano soprattutto la pietra, il marmo e il bronzo per scolpire statue e rilievi. Le sculture meglio conservate e giunte sino a noi sono quelle che abbellivano i templi, mentre molte delle sculture realizzate in bronzo sono andate perdute perché vennero fuse per realizzare armi.

Nuove conoscenze

Gli antichi Greci furono grandi studiosi e svilupparono molte conoscenze che hanno contribuito a formare la nostra cultura. L’alfabeto fonetico che usiamo oggi, per esempio, deriva da quello greco, che si basava sull’alfabeto fenicio con l’aggiunta di nuovi segni per le vocali.

La Storia, intesa come indagine sul passato, fu ideata dal greco Erodoto nel V secolo a.C.

Un’altra importante eredità della cultura greca è la FILOSOFIA, una disciplina che cerca di spiegare, attraverso il ragionamento, il significato della vita umana e l’origine dell’universo. I più grandi filosofi greci furono Socrate, Platone e Aristotele. I Greci svilupparono importanti conoscenze anche in campo medico, creando anche scuole di medicina. Il più importante medico greco, Ippocrate, intuì i collegamenti fra l’ambiente in cui le persone vivono e le loro malattie.

I Greci furono anche grandi studiosi di matematica e geometria: tra tutti ricordiamo Pitagora e Archimede.

Sottolinea nel testo le conoscenze dell’antica Grecia che hanno influenzato la nostra cultura.

I Bronzi di Riace, due sculture in bronzo trovate nei fondali marini di fronte a Reggio Calabria.

LA CIVILTÀ DEI GRECI

La scultura

Le cariatidi sono statue femminili usate come colonne. Nell’immagine, quelle dell’Eretteo sull’acropoli di Atene.

Nuove conoscenze

Un medico greco visita un paziente. Rappresentazione dello storico Erodoto.

I PERSIANI

I Persiani crearono un vasto impero ben organizzato, che si estendeva dal fiume

Indo alle coste del Mediterraneo.

I nemici più pericolosi e agguerriti delle poleis furono i Persiani, una popolazione indoeuropea che abitava fin dal II millennio a.C. l’altopiano iranico, cioè l’ampia regione a est della Mesopotamia. Intorno al 550 a.C., guidati prima dal re Ciro il Grande e poi dal figlio Cambise, i Persiani conquistarono nuovi territori e crearono un grande impero. I loro territori, infatti, si estendevano dal fiume Indo fino al Mediterraneo, e comprendevano anche la Fenicia e l’Egitto.

L’organizzazione dell’impero

L’amministrazione di un territorio così esteso era difficile, quindi l’impero era stato suddiviso in venti province, chiamate satrapie. Ciascuna satrapia era affidata a un nobile, il satrapo, che la governava per conto del re.

Ogni territorio conquistato doveva versare tributi in denaro e fornire soldati per l’esercito. I Persiani permettevano però alle popolazioni conquistate di mantenere la propria lingua e la propria religione. Intorno al 500 a.C., per consentire gli spostamenti nel suo vasto impero, il re persiano Dario I fece costruire la Strada reale, una via lunga quasi tremila chilometri che collegava tra loro le diverse città e favorì i traffici commerciali.

I corrieri reali erano così efficienti che impiegavano meno di 10 giorni per percorrere tutta la strada, grazie a stazioni di sosta con cavalli sempre pronti per dare il cambio a quelli stanchi. Questa strada è una delle prime vie organizzate della Storia e dimostra quanto il governo dell’impero fosse efficace. Durante il regno di Dario I l’impero era talmente vasto da avere ben due capitali: Susa e Persepoli.

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• L’Impero persiano si estendeva dal fiume Indo fino alle coste del Mediterraneo. V F

• L’Impero persiano era suddiviso in province. V F

• I Persiani imponevano la propria lingua e la propria religione alle popolazioni conquistate. V F X X X

Osserva la carta e cerchia le due capitali.

Dario I il Grande sul trono.

I Persiani

MAR EGEO

Atene

MAR NERO

Sardi

MAR MEDITERRANEO

Menfi

Ninive

FENICIA

Babilonia

MAR CASPIO

Persia

EGITTO

Ectabana

Susa

Golfo Persico

ARABIA CAPPADOCIA Eufrate Tigri

Massima espansione dell’impero persiano

PERSIA

Persepoli

MAR ROSSO Nilo Indo

MAR ARABICO

I resti del palazzo reale di Persepoli.

CARTA DOC

LA DECADENZA DELLE POLEIS

I Persiani tentarono di conquistare le città greche ma furono sconfitti. Nel 431 a.C., però, iniziò la guerra del Peloponneso che indebolì tutte le poleis.

Le poleis in guerra con i Persiani

I Persiani, intorno al 500 a.C., conquistarono le colonie greche delle coste dell’Asia Minore. Quando i coloni greci di Mileto si ribellarono Atene intervenne in aiuto.

Dario dichiarò guerra ad Atene e nel 490 a.C. l’esercito persiano sbarcò sulle coste dell’Attica. Nella pianura di Maratona si svolse una grande battaglia in cui gli Ateniesi sconfissero i Persiani.

Nel 480 a.C. il re Serse, figlio di Dario, tentò di nuovo di conquistare le città greche. Egli contava sul fatto che le poleis erano divise e spesso in lotta fra loro. Invece i Greci si unirono per difendere la propria indipendenza e riuscirono a sconfiggere i Persiani nella battaglia navale di Salamina grazie alle triremi: delle nuove navi piccole e agili.

I Persiani furono poi sconfitti definitivamente nel 479 a.C. nella battaglia di Platea.

La guerra del Peloponneso

Dopo le guerre contro i Persiani, Atene conobbe un periodo di pace e prosperità sotto la guida di Pericle. Egli rafforzo la democrazia e favorì lo sviluppo delle arti e della letteratura greca. Sparta e Atene cominciarono ad allearsi ciascuna con altre poleis e divennero rivali, fino a entrare in guerra fra loro nel 431 a.C. Iniziò così la guerra del Peloponneso, un lungo conflitto che terminò nel 404 a.C. con la sconfitta di Atene. Gli scontri indebolirono tutte le poleis che, nel 338 a.C., furono facilmente conquistate dai Macedoni Nel 332 a.C. anche l’impero persiano fu conquistato dai Macedoni.

Rispondi alle seguenti domande.

• Perché Dario dichiara guerra ad Atene? Atene aveva difeso Mileto.

• Che cosa è successo nella pianura di Maratona? Gli Ateniesi sconfiggono i Persiani.

• Che cosa fa Serse nel 480 a.C.? Come reagiscono le poleis? Attacca le poleis. Si alleano.

• Dopo la sconfitta dei Persiani che cosa accadde in Grecia? La guerra del Peloponneso.

Il re spartano Leonida, eroe della guerra del 480 a.C. contro i Persiani.

La decadenza delle poleis

I rematori erano disposti su tre file sovrapposte.

La vela e l’albero venivano abbassati durante la battaglia.

Il rostro serviva per speronare le navi nemiche.

Ad Atene, durante il governo di Pericle, vennero costruiti gli edifici più importanti dell’acropoli, tra cui il Partenone.

La trireme
Busto di Pericle.
CARTA DOC

LA SINTESI

LA CIVILTÀ DEI GRECI

Completa i testi della sintesi con le seguenti parole. artigianato • oligarchia • colonie • poleis • teatro • Olimpiadi • Persiani • Macedoni • democrazia • libere • schiavi

La civiltà greca nasce dalla fusione tra i discendenti degli Achei e i Dori intorno al 1200 a.C. I Greci vivono nelle poleis e fondano molte colonie . Tra il 490 e il 480 a.C. i Persiani attaccano le città greche ma vengono sconfitti. Nel 338 a.C., però, le poleis vengono conquistate dai Macedoni .

ATTIVITÀ

Lungo le coste e sulle isole si pratica la pesca, nell’interno l’agricoltura e l’allevamento. L’artigianato è molto sviluppato. I Greci stabiliscono rapporti commerciali con le popolazioni del Mediterraneo e del Mar Nero.

SOCIETÀ

La società greca è composta da persone libere e schiavi . Le persone libere sono divise in base alla loro ricchezza e al lavoro. Ogni polis ha un proprio esercito e diversi modi di governare. Sparta è governata da un’oligarchia e Atene da una democrazia .

QUANDO DOVE
CHI
ESPLORA L’IMMAGINE

LA CIVILTÀ DEI GRECI

INVENZIONI E CONOSCENZE

Gli antichi Greci sviluppano molte conoscenze che contribuiranno a formare la nostra cultura: la storia, la filosofia, la matematica, la medicina, l’arte e l’architettura. Inventano anche il teatro .

RELIGIONE

I Greci sono politeisti. Pensano che dèi e dee siano immortali, simili agli esseri umani nell’aspetto e nel comportamento e vivano sul monte Olimpo. Per ingraziarsi gli dèi, i Greci offrono sacrifici e visitano templi e santuari. Presso questi luoghi sacri vengono spesso organizzate cerimonie, feste e gare sportive. Le Olimpiadi sono le gare sportive più importanti.

Hai scoperto la civiltà dei Greci. Leggi la mappa per ricordare meglio.

Poleis conquistate dai Macedoni nel 338 a.C.

Fondazione di colonie:

• XI-IX secolo a.C. verso Asia Minore

• VIII-VI secolo a.C. verso Mar Nero, Nord Africa e Italia meridionale

Fusione tra i discendenti degli

Achei e la popolazione dei Dori intorno al 1200 a.C.

Celebrano le Olimpiadi: giochi sportivi in onore degli dèi

Oracoli, santuari e templi sono i luoghi di culto

Politeisti: adorano dèi e dee immortali con caratteristiche umane, che vivono sul monte Olimpo

DOVE E QUANDO RELIGIONE

I GRECI

ATTIVITÀ

Agricoltura, allevamento, pesca e caccia

Commercio via mare

Artigianato: gioielli e vasi di ceramica

Esercito: formato da tutti i cittadini maschi

SOCIETÀ

Creano la polis, città-Stato:

• acropoli (tempio, teatro)

• città bassa (agorà)

• mura fortificate

• campi e terreni

SPARTA

• oligarchia

• esercito forte

• educazione militare

ATENE

• democrazia

• assemblea popolare

• educazione aristocratica

CONOSCENZE

Teatro

• Tragedie: mitologia

• Commedie: aspetti sociali

Alfabeto con segni per le vocali

• Filosofia

• Medicina

• Geometria e Matematica

• Prime cronache storiche (Erodoto)

LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

Ciao! Partiamo alla scoperta della civiltà dei Macedoni. Ma prima leggi la mappa, in trovi le parole speciali di questo argomento.

Vasto IMPERO: Grecia, Egitto, India Regni alessandrini

MACEDONIA

Dove

Società-Governo

Filippo II: 360 a.C. - 336 a.C. Alessandro Magno: 336 a.C. - 323 a.C.

LE CIVILTÀ DEI MACEDONI

Dal 700 a.C. circa al 31 a.C.

Quando

Conoscenze

Lingua e cultura greche

Museo

Biblioteca

ELLENISMO
QUANDO
Periodo di massimo splendore

IL REGNO DI MACEDONIA

I Macedoni vivevano a Nord della Grecia. Con Filippo II il regno macedone si espanse.

I Macedoni erano una popolazione di origine indoeuropea e vivevano in MACEDONIA, una regione a Nord della Grecia con un territorio in prevalenza montuoso ma ricco di risorse: foreste che fornivano legname in abbondanza, miniere d’oro e d’argento.

Il loro regno, fondato nel corso del VII secolo a.C., aveva come capitale Pella e fino al 479 a.C. fu in parte sotto il controllo dei Persiani.

Filippo II

I Macedoni erano governati da un re, che veniva scelto tra i nobili proprietari terrieri.

Nel 360 a.C. divenne re Filippo II. Egli riorganizzò e rafforzò l’esercito macedone grazie al modello della falange, uno schieramento compatto di soldati a piedi armati di lunghe lance, che usavano per sfondare le linee nemiche senza avvicinarsi troppo.

Nel 338 a.C. Filippo attaccò le poleis greche, indebolite dalle continue lotte fra di loro, e le conquistò senza difficoltà.

Nel 336 a.C. iniziò a preparare una spedizione militare contro l’impero persiano.

I nobili macedoni, però, temevano che Filippo guadagnasse troppo potere e lo fecero uccidere in un agguato.

Osserva il disegno e leggi la didascalia: quale dei due schieramenti è una falange? Cerchiala.

Completa la linea del tempo con le date che trovi nel testo.

BARBARI

I Greci consideravano i Macedoni barbari.

La parola greca bàrbaros significa “balbuziente”; i Greci chiamavano così tutti quelli che non sapevano parlare bene la loro lingua, quindi gli stranieri.

Ai Macedoni toccò questo appellativo nonostante parlassero una lingua che derivava da un dialetto greco.

II diventa re di Macedonia

Morte di Filippo II I Macedoni conquistano le poleis

Filippo

LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

Il regno di Macedonia

La falange. Le prime file dei soldati avanzavano compatti con le lance abbassate. Le file dietro abbassavano le lance a mano a mano che avanzavano, per sostituirsi ai compagni che cadevano.

CARTA LAB
TRACIA
GRECIA
Sardegna
Sicilia
Creta
Cipro
ITALIA
Mileto
Atene
Micene
Troia
Pella
Grecia
Regno di Macedonia

ALESSANDRO MAGNO

Alessandro conquistò un vasto impero, arrivando fino all’India. Dopo la sua morte l’impero fu diviso tra i suoi generali.

Dopo la morte di Filippo, nel 336 a.C., divenne re suo figlio

Alessandro. Il giovane re era stato istruito dal filosofo greco Aristotele e ammirava la cultura greca.

Alessandro creò un esercito fortissimo, di cui facevano parte anche molti Greci. Nel 333 a.C. sconfisse i Persiani, guidati da Dario III, poi si diresse verso la Fenicia e l’Egitto e in pochi anni sottomise tutti questi territori. Alessandro conquistò tutto l’impero persiano e raggiunse il fiume Indo; da qui voleva proseguire ma, poiché il suo esercito era contrario, decise di tornare indietro. Giunto in Mesopotamia, si ammalò e nel 323 a.C. morì.

Gli storici del tempo lo chiamarono Alessandro Magno, cioè “il grande”, perché in pochi decenni si impadronì di un vasto IMPERO che andava dalla Grecia, all’India e all’Egitto.

I regni alessandrini

Alla sua morte i generali macedoni suddivisero l’impero in diversi regni, chiamati alessandrini. I più importanti erano il regno di Macedonia (che comprendeva la Macedonia e le isole greche), il regno di Egitto, il regno di Pergamo, il regno di Seleucide. Nel 148 a.C. i Romani sconfissero i Macedoni e divennero i nuovi dominatori della Grecia. L’ultimo regno alessandrino a cadere fu quello d’Egitto, che venne conquistato dai Romani nel 31 a.C.

336 a.C. 333 a.C.

Alessandro diventa re

Alessandro sconfigge i Persiani

323 a.C.

Alessandro muore e il suo impero viene suddiviso nei regni alessandrini

Questo mosaico rappresenta la battaglia in cui Alessandro Magno sconfisse Dario III. Osserva i particolari e leggi gli indizi. Poi scrivi nei cartellini chi è Dario e chi è Alessandroe rispondi alla domanda.

Alessandro Magno indossa una bellissima armatura, con una testa di Medusa sul petto. Ha gli occhi carichi di passione e furia, tanto da andare alla carica senza elmo. È in sella a Bucefalo, l’inseparabile destriero che solo lui poteva cavalcare. L’espressione di Dario invece è spaventata. Sembra che stia per lanciare l’ultima carica prima di dare il segnale di ritirata. È su un carro pronto a fuggire.

• Quali sono gli altri personaggi del mosaico? Membri degli eserciti macedone e persiano.

Completa la linea del tempo con le date che trovi nel testo.

148 a.C.

I Romani sconfiggono i Macedoni

Alessandro Magno

Dario III

Alessandro Magno

Alessandria d’Egitto

Città-stato greche

Città-stato greche R antigonide

Regno antigonide

Regno seleucide

Regno seleucide

Regno tolemaico

Confini dell’impero di Alessandro R t lemaico

Confini dell’impero di Alessandro

Alessandria di Aria

Alessandria di Aracosia

Alessandria d’Escate

ARABIA

L'ELLENISMO

Alessandro Magno unì l’Occidente e l’Oriente dando origine all’Ellenismo, un periodo caratterizzato dalla diffusione della lingua e della cultura greca in tutto il suo impero.

Alessandro riuscì a realizzare il suo sogno: creare un unico grande impero che unisse Occidente e Oriente, in cui diffondere la lingua, la cultura e l’arte greca. Determinò, così, una profonda trasformazione nel mondo antico. Artigiani, mercanti, tecnici e studiosi delle varie zone dell’impero entrarono in contatto e si scambiarono conoscenze. La fusione tra la civiltà greca e quella dei Paesi conquistati da Alessandro Magno diede vita a un periodo caratterizzato dalla diffusione della lingua e della cultura greca in tutti i regni alessandrini. Inoltre gli incarichi più importanti nell’amministrazione dello Stato venivano affidati ai funzionari di origine greca. Questo periodo, che durò dal 323 a.C. al 31 a.C., si chiama ELLENISMO

Alessandria d’Egitto

Alessandro fondò numerose nuove città sul modello di quelle greche e diede il suo nome a molte di queste. La più famosa era Alessandria d’Egitto, che aveva una posizione strategica sulle coste del Mar Mediterraneo e divenne presto un importante approdo commerciale. Alessandria ospitava un istituto di ricerca dedicato alle muse (le divinità protettrici delle arti), chiamato appunto Museo, dove scienziati in ogni campo del sapere venivano mantenuti a spese del re per potersi dedicare alle proprie attività di ricerca. Ad Alessandria si svilupparono così tutte le scienze matematiche, fisiche e naturali, l’astronomia e la geografia. Tutti gli studiosi, inoltre, potevano accedere a una grande Biblioteca, dove erano conservati 700 000 volumi provenienti da ogni parte del mondo allora conosciuto.

SKILLS L I F E

Il greco era la lingua usata per i commerci, per le scienze e per comunicare tra popolazioni anche molto distanti tra loro. Quali sono le situazioni in cui è utile avere una lingua che sia compresa ovunque? Oggi, quale è la lingua più utilizzata per comunicare tra persone di diversi Paesi? Parlatene insieme.

Una moneta d’oro con il volto di Alessandro Magno. Per favorire gli scambi commerciali tra popolazioni diverse e distanti tra loro, Alessandro impose una sola moneta in tutto il suo impero.

LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

L’ellenismo

Faro

Tempio di Iside Faria

Isola di Pharos

Molo artificiale

Piccolo

Porto

Porta della Luna

Tempio di Iside Lochia

Grande Porto

Dogana

Biblioteca

QUARTIERE DEI MERCANTI

QUARTIERE DEI PESCATORI

Tempio di Serapide

Teatro

Museo

Palazzo Reale

QUARTIERE DEGLI EBREI

Porta del Sole

Ginnasio

Tempio di tutti gli dèi

MURA MURA

Stadio

NECROPOLI

Purtroppo, la grande biblioteca di Alessandria d’Egitto è andata distrutta nel corso dei secoli. Nel luogo in cui sorgeva, però, per volere dell’UNESCO è stata costruita una nuova grande biblioteca: la Bibliotheca Alexandrina, che può contenere fino a 8 milioni di volumi.

Il faro del porto di Alessandria rappresentava un modello delle capacità ingegneristiche greche.

LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

Completa i testi della sintesi con le seguenti parole. poleis • Magno • impero persiano • falangi • re • regni alessandrini • Alessandro • Filippo II • ellenismo

I Macedoni sono un popolo che vive a Nord della Grecia. Sono governati da un re , scelto tra i nobili. Nel 338 a.C. Filippo II attacca le poleis greche e le conquista utilizzando la tattica militare delle falangi . Alla morte di Filippo II nel 336 a.C., il potere passa a suo figlio Alessandro .

In pochi anni Alessandro, chiamato poi Magno , conquista l’impero persiano e molti altri territori grazie al suo potente esercito. Nasce così l’impero macedone. Alessandro diffonde la cultura greca in tutto il suo impero dando origine all’ellenismo . Alessandro Magno muore nel 323 a.C. e l’impero viene diviso nei regni alessandrini , conquistati dai Romani nei secoli successivi.

ESPLORA L’IMMAGINE DOC

Hai scoperto la civiltà dei Macedoni. Leggi la mappa per ricordare meglio.

Dal 336 a.C. il re Alessandro Magno costruisce un vasto impero che comprende India, Egitto e Grecia

Nel 338 a.C. il re Filippo II conquista le poleis greche

Regno macedone a Nord della Grecia dal VII secolo a.C

DOVE E QUANDO

I MACEDONI

CONOSCENZE E SOCIETÀ

Diffusione della cultura e della lingua greca in tutti i regni alessandrini

• Faro

• Museo

• Biblioteca

Dalla morte di Alessandro, nel 323 a.C., impero diviso in regni alessandrini

Conquista da parte dei Romani. L’ultimo regno a essere conquistato è l’Egitto nel 31 a.C.

Introduzione di una moneta unica valida in tutto l’impero

GIOCO CON LA STORIA

INDOVINELLI GRECI

Gli antichi Greci erano appassionati solutori di rompicapi: giochi di parole, indovinelli ed enigmi accompagnavano i momenti di svago, ma potevano avere anche un significato più profondo. “Esiste qualcosa sulla terra che ha due piedi, quattro piedi e tre piedi ed ha una sola voce, è l’unico, tra coloro che si muovono sulla terra, in cielo e nel mare a cambiare la propria natura; ma quando per camminare usa più piedi, la sua velocità in proporzione diminuisce”.

Quello che la Sfinge pone al re Edipo sulla strada che porta a Tebe è un famoso indovinello antico, usato ancora oggi in veste semplificata: «Chi cammina prima su quattro zampe, poi su due e infine su tre?». Sai risolverlo? L’essere umano: da piccolo gattona, da grande cammina su due gambe, da anziano cammina con il bastone

Cerca le parole relative a Micenei, Greci e Macedoni nello schema e cancellale. Poi cerchia le lettere rimaste, scrivile sui puntini e scopri il nome di un grande conquistatore.

agorà • Atene • Attica • colonie • Dario • dèi • democrazia • falange • oligarchia • Olimpo • olio • Persiani • poleis • Sparta • teatro • vino • Zeus

ALESSANDRO MAGNO

Disegna le due maschere greche, una adatta a una tragedia e l’altra adatta a una commedia.

I POPOLI ITALICI

CAMUNI

Dal 2200 a.C. al 16 a.C.

Ciao! Partiamo alla scoperta dei Popoli italici Ma prima leggi la mappa, in trovi le parole speciali di questo argomento.

AUDIO, VIDEO, OGGETTI DIGITALI DELL’UNITÀ

Popolo delle TERRAMARE

Dal 1700 a.C. al 1200 a.C.

LIGURI

Dal 2000 a.C. al 124 a.C.

VENETI

Dal 1200 a.C. al 200 a.C.

I popoli del Nord

CELTI

Dal 550 a.C. al I secolo d.C.

VILLANOVIANI

Dal 1200 a.C. al 700 a.C.

I POPOLI APPENNINICI

Dal 1600 a.C. al 124 a.C.

I POPOLI ITALICI

I popoli delle isole

SARDI Dal 1500 a.C. al 900 a.C. SICULI Dal 1000 a.C. al 750 a.C.

QUANDO

Camuni
Popolo

Celti

Liguri

Etruschi

Sabini

Latini
Lucani
Sicani
Sardi
Siculi Bruzi
Enotri
Iapigi
Apuli Messapi
Veneti
Villanoviani
Umbri
Sanniti
Piceni
Camuni
Campani
Popolo delle Terramare
Liguri
Veneti
Celti
Sardi
Siculi
Villanoviani
Popoli appenninici DOVE
VIDEO
CARTA

I PRIMI ABITANTI DELL'ITALIA

L’Italia fu abitata fin dalla Preistoria da Popoli che svilupparono culture diverse in base al territorio in cui vivevano.

L’Italia fu abitata fin dalla Preistoria. In quell’epoca era in gran parte coperta da boschi, ma le zone pianeggianti favorirono comunque gli insediamenti umani.

Le prime testimonianze dei popoli che abitarono l’Italia risalgono a 800000 anni fa: erano piccoli gruppi che vivevano di caccia e raccolta. Intorno al 5000 a.C. anche nella nostra Penisola gli esseri umani iniziarono a coltivare i campi e allevare pecore e capre.

Intorno al 2000 a.C., mentre le civiltà della Mesopotamia e dell’Egitto avevano raggiunto il loro massimo splendore, i popoli che abitavano l’Italia vivevano in villaggi, non esistevano né città né organizzazioni statali; vivevano di agricoltura, allevamento e, in piccola parte, di caccia; parlavano lingue diverse e non conoscevano la scrittura.

Le popolazioni locali dell’Italia si mescolarono ad altre provenienti dall’Europa e dall’Asia, che erano giunte nella penisola attraverso le Alpi o dal mare. Questo incontro di genti diverse, nel corso del tempo, diede origine a popolazioni con caratteristiche proprie, i cosiddetti Popoli italici. Ciascuna popolazione occupava una zona più o meno grande dell’Italia, ma aveva comunque frequenti contatti e scambi con quelle vicine.

I Popoli italici svilupparono attività differenti a seconda delle caratteristiche del territorio in cui abitavano: nelle regioni ricche di montagne e foreste si praticava soprattutto la pastorizia, ma in tutta la Penisola, e specialmente nelle zone di pianura, era fondamentale l’agricoltura. A partire dal 1000 a.C. circa i Fenici cominciarono a fondare colonie sulle coste dell’Italia meridionale e delle isole, seguiti poi dai Greci dall’800 a.C. Grazie all’incontro con loro, i Popoli italici acquisirono nuove conoscenze e impararono la scrittura.

Osserva la carta e completa la legenda. Scrivi al posto giusto:

Popoli italici • Colonie fenicie • Greci

Statuina di donna seduta ritrovata in una tomba a Vicofertile (Parma), risalente al 4500/4000 a.C.

I primi abitanti dell’Italia

Popoli italici

Colonie greche

Colonie fenicie

Celti

Greci

MEDITERRANE O

Lucani
Sicani Siculi
Sardi
Villanoviani
Etruschi
Sabini
Sanniti
Piceni
Celti
Liguri
Camuni Veneti
MAR
Vasi funebri utilizzati dai Celti.
Cintura di bronzo utilizzata dai Sanniti in battaglia.

I POPOLI DEL NORD ITALIA

I Liguri

I LIGURI sono tra i più antichi abitanti della penisola italica. Inizialmente occupavano una zona più vasta dell’attuale Liguria, poi si ritirarono verso la costa. Il territorio, montagnoso o collinare, offriva poche risorse naturali. Per ricavare terre coltivabili i Liguri usavano la tecnica del terrazzamento. Sulle coste si dedicavano alla pesca e al commercio marittimo, mentre nelle zone interne praticavano la caccia e la pastorizia Inoltre, conoscevano la lavorazione dei metalli. I Liguri erano politeisti e adoravano divinità che rappresentavano le forze della natura.

I Camuni

La popolazione dei CAMUNI viveva in Valcamonica, una valle nel Nord dell’attuale Lombardia. La zona era ricca di corsi d’acqua e offriva una vegetazione rigogliosa. All’inizio i Camuni erano gruppi seminomadi di cacciatori e pescatori. Successivamente impararono ad allevare animali e a coltivare e divennero stanziali. Quest’evoluzione del loro stile di vita è testimoniata da più di 300 000 incisioni tracciate da loro sulle rocce della Valcamonica.

Stele in pietra arenaria raffigurante una figura femminile realizzata dal popolo dei Liguri.

Incisioni camune a Capo di Ponte. Su concessione del Ministero della Cultura –Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia – Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri.

I Veneti

A partire dal 1200 a.C. il territorio delle attuali Regioni di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige fu abitato dai VENETI, giunti dall’Europa Centrale.

I Veneti erano abili navigatori fluviali, allevavano cavalli e praticavano scambi commerciali anche con popolazioni molto lontane. Questo popolo era molto abile anche nella lavorazione del bronzo: nelle tombe delle necropoli venete sono state rinvenute numerose situle, oltre a molte statue in bronzo raffiguranti cavalli simbolo di ricchezza, risorsa militare, ma anche l’essere che si pensava accompagnasse i defunti nell’Aldilà.

Il popolo dei Veneti costruiva i propri villaggi preferibilmente sulle rive dei corsi d’acqua o del mare o sulle colline. Le abitazioni avevano fondamenta in pietra, mentre le pareti erano in legno e argilla.

Erano politeisti e, sempre in prossimità dell’acqua, avevano luoghi sacri in cui pregare le loro divinità.

La situla Benvenuti. Un particolare della situla mostra le cure dedicate a un cavallo, forse la ferratura o l’applicazione della bardatura. Su concessione del Ministero della Cultura – Este, Museo Nazionale Atestino – Direzione regionale Musei nazionali Veneto.

situle: urne in bronzo lavorato che contenevano le ceneri dei defunti.

I POPOLI DEL NORD ITALIA

Il popolo delle Terramare

Fra il 1600 e il 1200 a.C., nella zona centrale della Pianura Padana (Valle del Po e attuale Emilia), sorsero dei villaggi denominati “TERRAMARE”, che nel dialetto emiliano significa “terre grasse”, cioè fertili. I villaggi sorgevano vicino a corsi d’acqua; le abitazioni tipiche di queste popolazioni erano, sul modello delle palafitte lacustri, capanne di legno sopraelevate con pali fissati nel terreno per isolarle dall’umidità.

I Terramaricoli praticavano l’agricoltura e allevavano suini, bovini e ovini

Ricostruzione di abitazioni nel museo all’aperto del Parco della Terramara di Montale.

I Villanoviani

La civiltà dei VILLANOVIANI prende il nome dalla località emiliana di Villanova, nei pressi di Bologna, dove le archeologhe e gli archeologi hanno ritrovato un grande numero di tombe

I Villanoviani si insediarono lungo i fiumi Reno e Tevere, espandendosi poi anche in Toscana, Marche, Lazio e Campania. Vivevano in piccoli villaggi di capanne, costruite su piattaforme sostenute da pali fissati nel terreno. I Villanoviani praticavano l’allevamento e l’agricoltura. Erano abili artigiani e lavoravano la ceramica e i metalli Cremavano, cioè bruciavano, i corpi dei defunti e conservavano le ceneri in urne che venivano poste nelle tombe, insieme al corredo funerario. Le necropoli sorgevano all’esterno dei villaggi.

Una sepoltura villanoviana contenente l’urna con le ceneri del defunto.

I Celti

Fra il 2000 e il 1200 a.C. gruppi di popolazioni provenienti dall’Europa centrale e orientale si insediarono in numerose zone del continente europeo, tra cui l’Italia. Tutte queste popolazioni hanno un’origine comune e vengono chiamate celtiche.

Tra il 550 e il 400 a.C. i CELTI si stabilirono nella Pianura Padana, che all’epoca era un territorio paludoso e boscoso. Erano organizzati in tribù e vivevano in villaggi di capanne circondati da mura fortificate, per difendersi dai nemici. Erano agricoltori e allevatori, ma erano soprattutto dei guerrieri molto forti. Inoltre, erano abili artigiani: sapevano lavorare i metalli, con cui realizzavano armi e gioielli.

I Celti erano politeisti e credevano nella vita dopo la morte. Per questo seppellivano i loro morti con utensili, gioielli e abiti.

Elmo celtico da battaglia in oro.

I POPOLI DELLE ISOLE

I Siculi

In Sicilia abitavano Elimi, Sicani e SICULI. I Siculi si insediarono nell’isola intorno al 1000 a.C., occupando i territori abitati dai Sicani; costruivano i propri villaggi principalmente sulle alture, per potersi difendere dai nemici.

Ebbero contatti diretti con i Greci, quando questi fondarono in Sicilia numerose colonie. I Siculi praticavano l’agricoltura e l’allevamento e sapevano lavorare i metalli Erano politeisti e seppellivano i defunti in necropoli scavate nella roccia.

La necropoli di Pantalica.

Su autorizzazione del Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai.

I Sardi

In Sardegna, dal II millennio a.C., si sviluppò la civiltà dei SARDI, detta nuragica dal nome delle grandi torri in pietra erette per difendersi dai nemici: i nuraghi

La popolazione era divisa in guerrieri e lavoratori, questi ultimi erano contadini e pastori ma c’erano anche artigiani abili nella lavorazione del bronzo.

Area Archeologica “Su Nuraxi” di Barumini. Su concessione del Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Sardegna.

I POPOLI APPENNINICI

Nell’area dell’Italia compresa fra le attuali Regioni di Marche e Calabria, nelle zone interne fra gli Appennini, vivevano molti popoli diversi definiti complessivamente

POPOLI APPENNINICI: Piceni, Umbri, Sabini, Latini, Sanniti, nell’Italia centrale; Apuli, Iapigi e Messapi in Puglia; Campani in Campania; Lucani nell’odierna Basilicata; in Calabria Enotri e Bruzi. Erano popolazioni che vivevano di agricoltura e allevamento. Con lo sviluppo dell’artigianato, cominciarono a commerciare con i popoli vicini e, successivamente, con quelli che si affacciavano sul Mediterraneo.

Erano anche popoli guerrieri: spesso erano in conflitto tra loro per ottenere territori più fertili o conquistare vie per il commercio.

Guerrieri sanniti raffigurati nell’affresco di una tomba. La loro armatura era leggera per permettergli di essere agili e veloci.

Con i seguenti colori, sottolinea le caratteristiche di ognuno dei Popoli italici che trovi alle pagg. 74-79. Dove e quando è vissuto Attività/società Religione/Culto dei morti

Educazione Civica

Un modello sostenibile

L’Italia che conosci è il risultato di un lungo processo in cui diverse identità locali hanno contribuito a formare un’eredità culturale complessa e multiforme. I Popoli italici, pur dando forma a un mosaico di civiltà diverse, avevano una caratteristica comune: uno stile di vita e di sviluppo sostenibili. Anche se il termine “sostenibilità” non era ancora in uso, il loro stile di vita ne rappresenta un esempio concreto perché guidato dall’adattamento al contesto in cui vivevano, da un profondo rispetto per la natura, dallo sfruttamento equilibrato delle risorse e da un’economia locale e circolare. Producevano ciò di cui avevano bisogno e non esistevano commerci a lunga distanza. Ciò riduceva al minimo l’impatto ambientale legato al trasporto e alla produzione di massa.

Continuità storica

La continuità storica si manifesta in molti aspetti della vita di una comunità: i dialetti locali, le feste di paese, l’artigianato, l’arte e la cultura.

Le tradizioni dei Popoli italici non sono solo ricordi del passato, ma vivono ancora oggi. Gli Umbri e i Piceni, per esempio, organizzavano fiere agricole che sono le “antenate” delle sagre di paese che ancora oggi animano i borghi; i Sanniti, abituati alla montagna, hanno trasmesso tradizioni di coraggio e resistenza che si ritrovano nella cultura delle popolazioni appenniniche.

Cittadini in 5 tappe

Seguite queste tappe per diventare cittadini e cittadine responsabili.

In che modo l’ambiente influenzava lo stile di vita dei Popoli italici?

Confronta il loro modo di vivere con il nostro. In che cosa oggi siamo meno sostenibili?

Realizza una mappa del villaggio italico sostenibile con campi coltivati, pascoli, boschi, botteghe.

In famiglia, prepara un menù con soli prodotti locali. Registra e osserva quanta plastica o trasporto hai risparmiato.

Prepara un cartellone dal titolo Ieri sostenibili per necessità, oggi per scelta per raccontare alla classe le pratiche sostenibili dei Popoli italici a cui ispirarsi oggi.

LA SINTESI

I POPOLI ITALICI

Completa i testi della sintesi con le seguenti parole. villaggi • commercio • necropoli • popoli

QUANDO DOVE CHI

L’Italia è stata abitata fin dalla Preistoria.

Dal 2200 a.C. circa si riconosce la presenza di diversi popoli stanziati in differenti luoghi.

ATTIVITÀ

A seconda del territorio in cui vivono, i Popoli italici sono dediti all’agricoltura, all’allevamento, all’artigianato e al commercio . Alcuni sono guerrieri.

SOCIETÀ

Vivono in villaggi . Sono popoli indipendenti che vengono spesso in contatto tra loro.

RELIGIONE

Sono politeisti e credono nella vita oltre la morte. Per questo seppelliscono i defunti nelle necropoli .

LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

Ciao! Partiamo alla scoperta degli Etruschi Ma prima leggi la mappa, in trovi le parole speciali di questo argomento.

ETRURIA

attuali Toscana, Umbria e Lazio

LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI CHI

Dall’800 a.C. al 200 a.C.

Quando Dove CITTÀ-STATO

Società

1000

Conoscenze Attività

Scrittura non decifrata

ARCO A VOLTA

Agricoltura e commercio

Religione

POLITEISTI

Sacerdoti

ÀUGURI

ARUSPICI

Marzabotto

Roselle Vetulonia Populonia

B

Cerveteri Tarquinia Vulci

Nucleo originario degli Etruschi

Città principali

VIDEO
CARTA

LA CIVILTÀ ETRUSCA

Gli Etruschi vissero in Italia centrale dall’800 a.C. circa. Non si conoscono con certezza le loro origini. Dal 700 a.C. si espansero e fondarono varie città.

Le origini degli Etruschi

Gli Etruschi sono considerati una delle grandi civiltà del passato del nostro Paese e non solo. Ancora oggi molti aspetti di questa civiltà, come la lingua o la l’origine, ci sono sconosciuti. Secondo alcuni studi, gli Etruschi provenivano dall’Asia Minore, secondo altri dall’Europa del Nord, secondo altri ancora discendevano dai Villanoviani.

Sappiamo che la loro civiltà iniziò a svilupparsi in Italia all’inizio dell’800 a.C.

L’Etruria

Inizialmente gli Etruschi vissero in villaggi sulle rive di laghi e fiumi dell’ETRURIA, che corrisponde a parte delle attuali

Toscana, Umbria e Lazio. A partire dal 700 a.C. circa essi iniziarono a costruire case più solide sulle cime dei colli: nacquero così le prime città

Sempre a partire dal 700 a.C. la civiltà etrusca estese i propri domini in una vasta area della penisola italica, in parte della Pianura Padana e nell’attuale Campania.

Nei loro territori gli Etruschi fondarono molte città, come Arezzo, Volterra, Perugia, Bologna (allora chiamata Felsina), Mantova, Capua e Nola.

La civiltà etrusca ebbe il suo periodo di massimo splendore fra il 700 e il 500 a.C. In questo periodo si allearono con i Fenici per contendere ai Greci il dominio sul Mar Tirreno.

La decadenza etrusca ebbe inizio nel 396 a.C., quando i Romani conquistarono la città di Veio. Successivamente i Romani sottomisero tutti i territori etruschi, che dal 200 a.C. entrarono a far parte dei domini di Roma.

Guarda la carta. Quali città furono fondate dagli Etruschi durante la loro espansione?

Mantova, Adria, Spina, Felsina (Bologna), Marzabotto, Pompei, Sorrento, Nola, Nocera, Cuma, Capua

Resti delle mura etrusche a Bolsena.

La civiltà etrusca

LIGURI

Po

Mantova

Spina

Adria

Felsina

Marzabotto

Arezzo

Volterra

Populonia

Vetulonia

Arno Tevere

Chiusi

Roselle

Vulci

Cortona

Tarquinia

Cerveteri

MAR

TIRRENO

Perugia Veio

Nucleo originario degli Etruschi

Massima espansione del territorio etrusco

Le 12 città della Lega etrusca

Civita di Bagnoregio, come ogni città di origine etrusca, è costruita in cima a un colle.

LE ATTIVITÀ DEGLI ETRUSCHI

Gli Etruschi praticavano agricoltura e allevamento. Grazie alle materie prime, di cui l’Etruria era ricca, diventarono abili artigiani e commercianti.

L’agricoltura e l’allevamento

Il territorio degli Etruschi era prevalentemente collinare. In queste zone si coltivavano olivi e viti. Per aumentare gli spazi coltivabili gli Etruschi bonificarono le zone paludose e diboscarono intere aree. In questo modo ottennero anche il legname per costruire le navi e le case.

Gli Etruschi praticavano anche l’allevamento di suini, ovini; anche bovini e la pesca era molto diffusa.

Le materie prime e l’artigianato

La principale ricchezza dell’Etruria derivava dalla presenza di metalli nel sottosuolo: rame e piombo nelle Colline Metallifere, ferro sull’isola d’Elba. Con questi metalli gli artigiani creavano attrezzi agricoli e armi.

Con l’oro importato dall’Oriente e l’argento estratto dalle miniere producevano prodotti raffinati. Realizzavano anche sculture in bronzo.

La lavorazione più tipica e richiesta era il bucchero, una ceramica di colore nero ottenuta unendo carbone e argilla, talmente lucida da sembrare metallo. Con questo materiale gli artigiani etruschi realizzavano vasi, brocche e piatti.

Il commercio

L’abbondanza di materie prime, gli oggetti prodotti dagli artigiani etruschi e la vicinanza del Mar Tirreno favorirono le attività dei mercanti. Gli Etruschi costruirono una ricca flotta mercantile che trasportava i loro prodotti in tutto il Mediterraneo, e divennero una potenza marittima

Con i colori indicati, sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande.

Che cosa fecero gli

Etruschi per avere territori più ampi da coltivare?

Quali erano le ricchezze degli Etruschi?

Che cos’era il bucchero?

diboscarono: tagliarono gli alberi di un bosco.

Anello in oro proveniente da un corredo funerario.

bucchero.

Brocca in

L’agricoltura e l’allevamento

Le materie prime e l’artigianato

Modellini in bronzo di un carro agricolo, un maiale e una capra.

GOVERNO E SOCIETÀ

Gli Etruschi vivevano in città-Stato indipendenti governate da un lucumone. Poi il potere passò alle famiglie aristocratiche. Erano amanti dei banchetti, della musica e dell’arte.

Le città-Stato

Gli Etruschi non formarono mai uno Stato unitario. Erano organizzati in CITTÀ-STATO indipendenti, governate da un lucumone, un re che era anche la massima autorità religiosa. In seguito, tra il VI e il V secolo a.C., il potere passò nelle mani di poche famiglie aristocratiche e la monarchia fu sostituita da una forma di governo oligarchico.

Tra le varie città non mancavano tensioni e lotte interne. Però alcune, si unirono per formare la Lega etrusca (o “dodecapoli etrusca” o “lega dei dodici popoli”), che era soprattutto un’alleanza di tipo religioso, ma forniva anche l’occasione per stringere accordi economici e politici. Non si sa con certezza quali città ne facessero parte, proabilmente Veio, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Cortona, Chiusi, Vetulonia, Volterra, Perugia, Arezzo, Populonia, Roselle.

La società

Le famiglie aristocratiche erano formate da proprietari terrieri, che possedevano quasi tutte le terre coltivabili, e ricchi mercanti. Sotto di loro c’erano guerrieri e sacerdoti, che erano benestanti e avevano un ruolo importante nella società. C’erano poi artigiani e piccoli commercianti arricchitisi grazie all’espansione dei commerci.

La maggioranza della popolazione era costituita da lavoratori (contadini, operai, piccoli artigiani) al servizio degli aristocratici.

All’ultimo posto della società c’erano gli schiavi, che lavoravano soprattutto nelle miniere e non avevano diritti.

Ti ricordi che cosa significa governo oligarchico?

Scrivilo qui sotto governo di poche persone

Completa il disegno con i membri della società etrusca scrivendo i loro nomi. Sceglili tra: aristocratici • lucumone • artigiani • commercianti • contadini • operai • schiavi

IL SANTUARIO

DI VOLTUMNA

Ogni anno, rappresentanti delle varie città della Lega etrusca si riunivano presso il Fanum Voltumnae (santuario di Voltumna) per prendere decisioni collettive.

Secondo lo storico romano Tito Livio, nel santuario, oltre a cerimonie religiose, si svolgevano mercati, spettacoli teatrali e giochi sportivi.

Non è ancora stato identificato il luogo di questo santuario, ma probabilmente sorgeva nei pressi di Orvieto.

Governo e società

contadini

Affresco con una coppia di sposi a un banchetto, dalla Tomba degli Scudi a Tarquinia.

LE CONOSCENZE

Gli Etruschi conoscevano la scrittura ma non si è ancora riusciti a tradurre i brevi testi giunti sino a noi. Erano anche abili architetti e costruttori: inventarono l’arco a volta.

La scrittura

Per poter commerciare, gli Etruschi cominciarono a utilizzare una scrittura alfabetica. Sono stati ritrovati testi scritti di epoca etrusca molto brevi, che non sono ancora stati tradotti. Il ritrovamento nell’antica località portuale di Pyrgi di tre lamine d’oro, incise con testi in etrusco e nella lingua dei Fenici, ha però permesso di interpretare alcune parole. Si conoscono anche i nomi dei primi sei numeri, ritrovati su un dado da gioco. Sappiamo comunque che gli Etruschi scrivevano e leggevano da destra verso sinistra e, inizialmente, non separavano le parole una dall’altra.

L’architettura

Gli Etruschi furono abili architetti e costruttori. Le città erano circondate da mura e le strade erano costruite seguendo una pianta regolare; due strade principali attraversavano la città da Nord a Sud (il cardo) e da Est a Ovest (il decumano) Purtroppo non ci sono giunte molte testimonianze di edilizia etrusca, ma si sono conservate alcune imponenti porte di ingresso alle città, costruite con la tecnica dell’ARCO A VOLTA, che fu introdotta in Italia proprio dagli Etruschi Per realizzare questo tipo di arco si costruiva una struttura provvisoria di legno, che serviva come sostegno per le pietre che venivano inserite una alla volta, partendo dalla base. Alla sommità dell’arco veniva infine collocato un cuneo in pietra detto chiave di volta, che impediva alle altre pietre di cadere. Alcuni archi etruschi sono visibili ancora oggi in città come Perugia e Volterra. Ciò dimostra quanto fossero avanzate le conoscenze tecniche degli Etruschi.

Osserva le fasi della costruzione dell’arco a volta. Poi, nella fotografia, circonda la chiave di volta.

Una delle lamine di Pyrgi con inciso il testo in etrusco
Vaso a forma di gallo con incise lettere etrusche.

L’architettura

La “Porta all’Arco” di Volterra faceva parte della cinta muraria della città etrusca.

LA RELIGIONE DEGLI ETRUSCHI

Gli Etruschi erano politeisti. I loro sacerdoti interpretavano alcuni segni come messaggi divini. Credevano nella vita dopo la morte e per questo arredavano i sepolcri dei propri defunti.

Gli Etruschi erano POLITEISTI e credevano che gli dèi comunicassero con gli esseri umani. I sacerdoti etruschi praticavano l’arte divinatoria, cioè la capacità di prevedere il futuro attraverso l’interpretazione di alcuni segni.

L’interpretazione dei messaggi divini era affidata ad alcuni sacerdoti particolari: gli ÀUGURI interpretavano fenomeni naturali come i tuoni, i fulmini o anche il volo degli uccelli; gli ARUSPICI, invece, dicevano di poter prevedere il futuro osservando gli organi interni degli animali che venivano sacrificati agli dèi.

La vita dopo la morte

Gli Etruschi credevano nella vita dopo la morte e avevano molta cura per il culto dei defunti, come è testimoniato dalle molte necropoli

Nelle necropoli si trovano tombe di tipo diverso, a seconda del periodo in cui furono costruite e del livello sociale dei defunti. Alcune tombe sono scavate nella roccia, altre hanno la forma di capanne o casette. Le tombe più tipiche sono a tumulo, di forma circolare e sormontate da una collinetta di terra e pietre.

All’interno delle tombe a tumulo, a seconda dell’importanza del defunto, si possono trovare diverse camere sepolcrali

Collega ogni parola al suo significato.

Àuguri Arte divinatoria

Aruspici

Sacerdoti che interpretavano le interiora degli animali

Sacerdoti che interpretavano il volo degli uccelli. Capacità di interpretare i segni.

Cerchia nell’illustrazione l’aruspice e l’àugure con due colori diversi.

In queste tombe archeologi e archeologhe hanno ritrovato arredi, vasi, stoviglie, armi, gioielli e affreschi con scene di vita quotidiana. I ritrovamenti archeologici nelle tombe delle famiglie aristocratiche testimoniano la passione degli Etruschi per i banchetti, gli eventi sportivi, la musica e la danza. Le necropoli etrusche più conosciute sono quelle di Populonia, Cerveteri e Tarquinia. Un àugure.

LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

La religione degli Etruschi

“Fegato di Piacenza”, Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza. È la riproduzione in bronzo di un fegato di pecora, si tratta di una specie di manuale: le iscrizioni incise guidavano gli aruspici nell’interpretare il volere divino attraverso.

La necropoli della Banditaccia di Cerveteri comprende centinaia di tumuli circolari sotto i quali vi sono tombe etrusche che si riferiscono a un arco temporale molto ampio, dal 700 al 100 a.C. La sua organizzazione ricorda quella di una città, con strade e quartieri.

Educazione Civica

Uguaglianza tra i generi

Quando pensiamo alle civiltà antiche, immaginiamo società in cui il ruolo delle donne era molto limitato.

Gli Etruschi, invece, rappresentano un’eccezione straordinaria: le donne potevano partecipare a banchetti e spettacoli, essere sacerdotesse, artiste, commercianti e proprietarie terriere; quando nasceva un figlio, gli veniva attribuito anche il nome della madre oltre a quello del padre.

Le donne etrusche avevano anche la possibilità di accumulare ricchezze ed essere indipendenti economicamente le liberava dall’obbligo di sposarsi.

La storia degli Etruschi ci mostra un modello di società che valorizza il ruolo di donne e uomini alla pari. L’opposto, un modello basato sulla disuguaglianza di genere, ci ha portato alla violenza di cui troppo spesso sentiamo parlare oggi. Riconoscere questa connessione è il primo passo per combattere il problema alla radice e costruire una società più giusta ed equa.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Questa data ricorda il brutale assassinio delle sorelle Mirabal, tre donne della Repubblica Dominicana che lottavano per la libertà del loro Paese. Oggi il 25 novembre è un momento importante per dire “basta” alla violenza di genere e al femminicidio, cioè l’uccisione di una donna proprio perché è donna. In questa giornata, Legambiente, le scuole e tante associazioni partecipano ogni anno a iniziative di sensibilizzazione, gesti semplici, ma potenti, che aiutano a costruire una cultura del rispetto e della parità tra donne e uomini.

NUCLEO COSTITUZIONE

Traguardi

Le panchine rosse sono un simbolo della lotta alla violenza contro le donne.

Statua di una donna etrusca

IL RISPETTO DELLE DIFFERENZE

Parità sociale, differenze di genere, lotta alla violenza

La violenza di genere

La violenza di genere è il risultato di un sistema in cui una parte della società, in questo caso le donne, viene considerata inferiore. Questa concezione, che ha radici storiche profonde nelle civiltà in cui le donne erano sottomesse e private di ogni diritto, oggi si manifesta in forme che vanno dalla discriminazione sul lavoro ai femminicidi. Per contrastarla sono fondamentali:

• l’educazione al rispetto delle differenze: se impariamo a considerare uomini e donne come persone con pari dignità e diritti, si ridurranno le basi su cui si fonda la violenza;

• la parità di genere, che non è solo un principio etico, ma una strategia per prevenire la violenza. Quando le donne hanno gli stessi diritti e opportunità degli uomini, sono più autonome e meno vulnerabili;

• la riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali, che possono aumentare il rischio di violenza poiché la parte “più debole” ha meno risorse e meno possibilità di difendersi.

Il reato di femminicidio

In Italia, nel 2025, è stata introdotta una legge che punisce, con il carcere a vita, il reato di femminicidio: si tratta di un passo importante nella lotta contro la violenza sulle donne. Tuttavia, le leggi non bastano se non sono accompagnate da un cambiamento culturale che comincia con l’educazione fin dai primi anni di scuola.

Cittadini in 5 tappe

Seguite queste tappe per diventare cittadini e cittadine responsabili.

Cerca le immagini di alcuni reperti etruschi per capire come vivevano le donne.

Confrontatevi in classe: perché è importante poter studiare, lavorare ed esprimere il proprio talento senza discriminazioni?

Costruite insieme un Albero del rispetto: su ogni foglia disegnate un gesto quotidiano che promuova la parità di genere.

Progettate una campagna di classe contro la violenza di genere: create slogan o piccoli cartelloni da appendere nei corridoi della scuola.

Preparate un piccolo evento: leggete i vostri slogan e raccontate alle altre classi come gli Etruschi ci insegnano che uomini e donne possono collaborare per una società più giusta.

LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

Completa i testi della sintesi con le seguenti parole. lucumone • città-Stato • materie prime • arte divinatoria • volta

QUANDO

Gli Etruschi, di origine incerta, sviluppano la loro civiltà nel centro

Italia dall’800 a.C. circa, fondano città-Stato indipendenti e si espandono verso la Pianura Padana e la Campania.

SOCIETÀ

Le città-Stato sono governate da un lucumone , poi il potere passa dalle famiglie aristocratiche a capo della società. Sotto di loro c’erano guerrieri e sacerdoti, artigiani e commercianti, lavoratori e, infine, gli schiavi.

ATTIVITÀ

INVENZIONI E CONOSCENZE

Praticano l’agricoltura e l’allevamento. La ricchezza di materie prime favorisce lo sviluppo di artigianato e commercio. Utilizzano una scrittura alfabetica che non è stata decifrata. Sono abili architetti e inventano l’arco a volta .

RELIGIONE

Sono politeisti. Gli àuguri e gli aruspici praticano l’arte divinatoria . Credono nella vita oltre la morte e per questo curano le sepolture.

Hai scoperto la civiltà degli Etruschi. Leggi la mappa per ricordare meglio.

Espansione in Pianura Padana e Campania

Etruria (Toscana, Umbria, Lazio)

800 a.C. - 200 a.C.

Credono nella vita dopo la morte: costruiscono necropoli con grandi decorazioni

Sono politeisti: adorano molte divinità

Aruspici: prevedono il futuro osservando gli organi degli animali sacrificati

Àuguri: interpretano la volontà degli dèi osservando i fulmini e il volo degli uccelli

DOVE E QUANDO RELIGIONE

GLI ETRUSCHI

CONOSCENZE

Scrittura non decifrata

Arco a volta

ATTIVITÀ

Agricoltura, allevamento e pesca

Commerci anche via mare (potenza marittima)

Lavorazione dei metalli

Oggetti preziosi in oro e argento

Oggetti d’uso quotidiano

SOCIETÀ

Città-Stato indipendenti:

• costruite su colline

• circondate da mura

• con pianta regolare

Alcune città si alleano nella Lega etrusca

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

Ciao! Partiamo alla scoperta della civiltà dei Romani. Ma prima leggi la mappa, in trovi le parole speciali di questo argomento.

ROMA e Lazio

Dal 753 a.C. al 509 a.C.

Mediterraneo ed Europa Centrale Vicino Oriente ed Europa

REPUBBLICA

Dal 509 a.C. al 27 a.C.

Magistrati

I ROM NI

Società

Dal 27 a.C. al 476 d.C.

Senato

Oceano Atlantico

BRITANNIA SPAGNA

Cordoba

Tangeri

Reims

Londra Roma

Bordeaux

Costantinopoli

Cesarea

Cartagine

Territori di Roma durante la Monarchia

Territori di Roma durante la Repubblica

Territori di Roma durante l’Impero

Principali città

Eufrate Nilo
Tigri Mar
Rosso

LE ORIGINI DI ROMA

Roma fu fondata nel 753 a.C. sulle rive del Tevere, in una posizione di passaggio delle vie commerciali. Con il tempo espanse i suoi domini in tutto il Lazio, all’Italia intera e poi a tutto il Mediterraneo.

I Romani ebbero origine da una mescolanza di popolazioni: Latini, Sabini ed Etruschi.

Verso la fine del II millennio a.C. alcune popolazioni provenienti dall’Est dell’Europa si stabilirono lungo il corso del fiume Tevere. A queste popolazioni fu dato il nome di Latini I Latini formarono alcuni villaggi sulla riva sinistra del fiume su sette colli: Palatino, Aventino, Celio, Esquilino, Viminale, Quirinale e Capitolino. Intorno al 753 a.C. questi villaggi si unirono e formarono un’unica città: Roma. Con il passare dei secoli Roma divenne sempre più grande e potente e diede vita alla civiltà degli antichi Romani

La storia della civiltà romana è divisa in tre periodi: MONARCHIA, REPUBBLICA e IMPERO. Durante ognuno di questi periodi gli antichi Romani riuscirono a estendere sempre di più il loro territorio. Durante il periodo monarchico Roma conquistò tutto il Lazio, nel periodo repubblicano estese il suo dominio a tutta l’Italia e infine creò un vastissimo impero che comprendeva gran parte dell’Europa occidentale, la Grecia, l’Africa settentrionale, la Mesopotamia, la Palestina e la Fenicia.

Ricostruzione di uno dei villaggi di capanne da cui si formò Roma.

Monarchia: deriva dal greco e significa “governo di uno solo”. Repubblica: deriva dal latino e significa “cosa (res) di tutti (publica)”: è un governo guidato dal popolo e non dal re.

Una posizione fortunata

Al posto dell’attuale città di Roma 2800 anni fa c’era un terreno paludoso sulle sponde del Tevere, ai piedi dei sette colli. I villaggi che sorgevano in cima ai colli erano abitati da pastori e contadini. Nei territori vicini c’erano altre popolazioni, come gli Etruschi e i Greci. Questi due popoli avevano raggiunto un elevato grado di civiltà e commerciavano tra loro. Le vie commerciali passavano vicino ai colli perché, proprio in quel punto, la presenza dell’Isola Tiberina in mezzo al Tevere rendeva più facile l’attraversamento del fiume. A fianco del Tevere passava anche la Via del Sale, percorsa dai carri che trasportavano la preziosa merce, raccolta presso le saline sulla costa del Mar Tirreno. Il sale nell’antichità era molto importante perché serviva per conservare i cibi. Presto gli abitanti dei villaggi costruirono magazzini in cui depositare e barattare merci. Gli scambi portarono ricchezza, e il contatto con i mercanti greci ed etruschi fu occasione di nuove conoscenze.

Osserva la carta che rappresenta il primo nucleo della città di Roma e svolgi le attività.

• Sottolinea i nomi dei sette colli.

• Individua l’Isola Tiberina e cerchiala.

Campo di Marte guado
Isola Tiberina
CELIO PALATINO

LA NASCITA DI ROMA

La nascita di Roma è raccontata da alcune leggende che hanno protagonisti e finali differenti. Quella più conosciuta ha come protagonisti i gemelli Romolo e Remo. Ma la sua nascita è anche raccontata nell’Eneide, il poema epico di Virgilio che si ispira all’Iliade e all’Odissea

LA FONTE

Romolo e Remo

Dall’unione tra il dio Marte e la sacerdotessa Rea Silva nacquero due gemelli: Romolo e Remo. Numitore, padre di Rea Silva, però non era felice della nascita dei due bambini e incaricò un servo di gettarli nel Tevere. Il servo non ebbe il coraggio di farlo e li mise in una cesta che affidò alle acque del fiume, sperando che qualcuno li trovasse.

Nei pressi del Colle Palatino, una lupa udì il pianto dei neonati, trascinò la cesta a riva e li sfamò con il proprio latte.

Poco dopo furono trovati da un pastore che li allevò come propri figli insieme a sua moglie. Diventati adulti, Romolo e Remo decisero di fondare una città e chiesero agli dèi di indicare loro chi sarebbe stato re attraverso il volo degli uccelli: il primo a vedere il maggior numero di uccelli sarebbe diventato re. Romolo vinse e iniziò a tracciare con l’aratro il confine della città. Remo, arrabbiato per la sconfitta, iniziò a prendere in giro il fratello, che in un momento di rabbia lo uccise. Fu così che Romolo fondò Roma nell’anno 753 a.C.

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• Rea Silva era una sacerdotessa. V F

• Romolo e Remo sono figli di un dio. V F

• Romolo e Remo sono figli di Numitore. V F

• Remo uccide Romolo e fonda la città di Roma. V F X X X

L’Eneide è composta da 12 libri e racconta il viaggio che, dopo la distruzione di Troia, l’eroe troiano Enea intraprese verso l’Italia e la guerra che affrontò nel Lazio prima di riuscire a fondare una nuova patria.

Eneide - Libro 1

La dea Giunone, era su tutte le furie. Scrutando il mare, aveva scorto al largo delle coste siciliane le navi degli esuli troiani guidati da Enea. Il grande eroe, figlio della dea Venere e del mortale Anchise, si era infatti salvato dal terribile assedio greco e dalla guerra durata dieci anni che aveva portato alla distruzione di Troia. Giunone, che aveva sempre appoggiato i Greci contro i Troiani, continuava ora a perseguitare i superstiti che erano riusciti a fuggire. La dea non poteva dimenticare l’umiliazione subita per colpa di Paride. Quel giovane troiano, chiamato a stabilire chi fosse la dea più bella, le aveva preferito Venere! E proprio da quello sciocco giudizio aveva avuto origine la guerra di Troia, perché la vanitosa Venere, pur di vincere, aveva promesso a Paride l’amore della bellissima Elena e gli aveva permesso di rapirla al marito Menelao, re di Sparta, scatenando l’ira dei Greci.

Ma specialmente, Giunone nutriva un odio implacabile verso Enea. Sapeva bene cosa aveva stabilito il Fato: Enea era predestinato a salvare la grande civiltà di Troia, fondando nel Lazio una nuova patria, e proprio dalla sua stirpe avrebbe avuto origine la futura gloriosa Roma.

Eneide raccontata da Silvia Roncaglia, illustrata da Serena Viola, Lapis

Vaso greco con raffigurato Enea che fugge da Troia con l’anziano padre Anchise sulle spalle.

Leggi il testo e rispondi alle domande.

• Chi era Enea? Di chi era figlio? Un eroe troiano, figlio di Anchise e di Venere.

• Perché Giunone odiava Enea? Parteggiava per i Greci.

• Che cosa aveva stabilito il Fato? Che Enea avrebbe fondato una nuova patria nel Lazio con un futuro glorioso.

• Perché Enea sta viaggiando per mare? Per scappare alla distruzione di Troia.

LA MONARCHIA

In origine Roma fu governata da re, che fecero realizzare importanti opere e conquistarono nuovi territori.

I sette re

Secondo la tradizione, dal 753 a.C. al 509 a.C., Roma fu governata da sette re.

1 Romolo fu il primo re. Dopo di lui si succedettero tre re latini.

2 Numa Pompilio fu un re pacifico e introdusse un calendario di 365 giorni divisi in 12 mesi. Durante il regno di 3 Tullio Ostilio, i Romani conquistarono Alba Longa e cominciarono a estendere i propri confini. Con 4 Anco Marzio conquistarono il Lazio arrivando fino al Mar Tirreno, dove fondarono il porto di Ostia, che permise a Roma il controllo sui commerci via mare.

I tre re successivi furono etruschi.

Sotto il regno di 5 Tarquinio Prisco furono realizzate opere pubbliche, come la Cloaca Massima. 6 Servio Tullio si occupò della riorganizzazione del Senato e fece costruire le mura serviane. 7 Tarquinio il Superbo governò in modo prepotente e nel 509 a.C. i Romani si ribellarono e lo cacciarono.

La società in epoca monarchica

Il re era a capo dell’esercito ed era la più importante autorità religiosa. Quando però doveva prendere le decisioni più importanti, era aiutato dal Senato, un consiglio di anziani

I cittadini di Roma erano divisi in patrizi e plebei. I patrizi erano proprietari di terreni agricoli, pascoli, mandrie e greggi e in caso di guerra erano obbligati a formare l’esercito. I plebei erano contadini, artigiani e commercianti liberi, ma non potevano partecipare al governo della città.

Per ogni descrizione scrivi nel il numero del re corrispondente.

2 Introduce un nuovo calendario.

3 Conquista Alba Longa.

1 Il primo re.

4 Fonda Ostia.

5 Costruisce la Cloaca Massima.

7 L’ultimo re.

6 Riorganizza il Senato.

Cloaca Massima: sistema di fogne sotterranee che permise di bonificare il territorio tra il Palatino e il Campidoglio. Senato: deriva dalla parola latina senex, che significa anziano. Era infatti un consiglio di “anziani”.

patrizi: deriva dalla parola latina patres, che significa “padri”. I patrizi infatti erano tutti membri delle famiglie più antiche di Roma, i padri della città. plebei: erano gli appartenenti alla plebe, cioè ai ceti popolari.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

La Monarchia

Mar Tirreno

ETRUSCHI

Cerveteri

Nucleo originario di Roma

Inizio dell’espansione di Roma

Massima espansione alla fine della Monarchia

La Cloaca Massima. (© ROMA - SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI - AF-MonAs).

Un tratto delle mura serviane.

CARTA
ERNICI
VOLSCI
Tivoli
Preneste
Aniene
lago
Regilio
lago di Albano
Velletri
Alba
Longa
Anzio
Ostia
ROMA
Lavinio
Veio
LATINI

LA REPUBBLICA

Nel 509 a.C. Roma divenne una Repubblica. Le decisioni più importanti erano prese dal Senato e l’organizzazione dello Stato era affidata ai magistrati.

Nel periodo della Repubblica, dal 509 a.C. al 27 a.C., era il Senato, composto solo da patrizi, a prendere le decisioni a discutere, approvare e far rispettare le leggi. I patrizi si riunivano in assemblee, chiamate Comizi, dove eleggevano i

MAGISTRATI. I principali magistrati erano:

• i consoli (due), che comandavano l’esercito e prendevano le decisioni politiche più importanti. In casi eccezionali, per esempio di fronte a un’invasione nemica, potevano essere sostituiti da un dittatore;

• i pretori (due), che amministravano la giustizia;

• i censori (due), che in origine verificavano il censo, ossia la ricchezza dei cittadini, e stabilivano di conseguenza le tasse che dovevano pagare. In seguito cominciarono a controllare il comportamento dei senatori;

• i questori (otto), che amministravano il denaro pubblico;

• gli edili (quattro), che si occupavano dei lavori pubblici. Il pontefice massimo, era il capo dei sacerdoti e collaborava nella stesura delle leggi.

I tribuni della plebe

Nel 494 a.C. i plebei si ribellarono perché non potevano partecipare alla vita politica, non avevano guadagni dalle vittorie militari e dovevano sottostare alla giustizia gestita dai patrizi. Fu così che il senatore Menenio Agrippa concesse loro di avere i propri rappresentanti: i tribuni della plebe. Nel 450 a.C. i plebei ottennero che le leggi fossero scritte, perché tutti potessero conoscerle. Furono quindi emanate le Leggi delle XII tavole, che vennero incise su tavole di bronzo ed esposte nel foro, la piazza principale della città.

Completa le didascalie dei magistrati romani.

Una riunione del Senato. Statua di un tribuno della plebe.

La Repubblica

I consoli comandavano l’esercito.

I questori amministravano il denaro pubblico.

I pretori amministravano la giustizia.

Gli edili si occupavano dei lavori pubblici.

I censori controllavano i senatori e stabilivano le tasse.

Per redigere il testo delle XII Tavole, un gruppo di dieci magistrati selezionò alcune leggi tra quelle romane tramandate a voce e quelle in uso nelle principali città greche. Poi le fece incidere su dodici lastre di bronzo, in modo che durassero per sempre. Le leggi riguardavano tutti gli aspetti della vita dei cittadini, ma in particolare i rapporti all’interno della famiglia, i debiti, le pene da infliggere a chi commetteva un reato.

Educazione Civica

Come nasce un diritto

I Romani, già a partire dal V secolo a.C., con la scrittura delle XII

Tavole intuirono che le leggi scritte erano più efficaci di quelle tramandate oralmente, infatti, una volta scritte, le leggi non potevano essere cambiate a piacimento dei potenti e rendevano tutti uguali di fronte a un tribunale.

Nacque così il diritto romano, cioè l’insieme di leggi che regolavano i rapporti tra i cittadini e lo Stato.

Come nasce una legge in italia

1 Il disegno di legge

Tutto inizia con il “disegno di legge”, una proposta che può essere presentata da Governo, parlamentari, Regioni o almeno 50.000 cittadini e cittadine (su “iniziativa popolare”).

2 Il Parlamento discute

Il testo arriva in una delle due Camere (Camera dei Deputati o Senato). Viene esaminato e poi in aula i/le parlamentari lo discutono e possono modificarlo.

3 Il voto

Dopo il dibattito, i/le parlamentari votano. Se la maggioranza è favorevole, il testo passa all’altra Camera, che ripete lo stesso percorso.

4 La firma del Presidente

Quando entrambe le Camere approvano lo stesso testo, la legge viene firmata dal/dalla Presidente della Repubblica, che controlla anche che il testo rispetti la Costituzione.

5 La pubblicazione

La legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e diventa valida dopo pochi giorni. Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati.

NUCLEO COSTITUZIONE

Traguardi

CITTADINANZA, DIRITTO E INFRASTRUTTURE

Democrazia, importanza delle leggi

Dal diritto romano all’Agenda 2030

Alcune delle Costituzioni moderne, che difendono libertà e diritti, hanno preso forma dal diritto romano: da lì è nato il lungo cammino che ancora oggi ci aiuta a costruire comunità pacifiche e istituzioni solide.

Quando scrissero la Costituzione italiana, i legislatori ripresero alcuni concetti chiave del diritto romano: il rispetto della persona, la difesa dei più deboli, la certezza delle regole. Anche l’idea che le norme debbano essere condivise e non imposte dall’alto deriva dall’esperienza romana delle assemblee popolari, dove i cittadini potevano partecipare alle decisioni. Il messaggio del diritto romano, rielaborato nella Costituzione, dialoga oggi anche con i Goal dell’Agenda 2030.

Chiede Stati trasparenti, leggi giuste e tribunali accessibili: valori già riconosciuti dai Romani e sanciti nella nostra Costituzione.

Invita alla collaborazione tra Paesi, come accadeva nelle antiche alleanze e nei trattati dell’Impero.

Trova radici nella capacità romana di costruire strade, acquedotti e sistemi amministrativi che rendevano sicuro il vivere comune.

Capire questa eredità significa imparare che giustizia e cooperazione non sono concetti astratti, ma strumenti concreti per costruire società pacifiche e inclusive

Quella del diritto è una storia di continuo progresso, dove le idee del passato preparano il terreno per un futuro più giusto e sostenibile.

Cittadini in 5 tappe

Seguite queste tappe per diventare cittadini e cittadine responsabili.

Leggi alcuni articoli delle XII Tavole e alcuni articoli della Costituzione italiana. A piccoli gruppi cercate somiglianze e differenze.

Perché è importante che le leggi siano scritte e uguali per tutti e tutte?

Costruite un Mosaico della giustizia: scrivete su dei cartoncini i principi che vorreste alla base delle leggi, poi attaccateli su un cartellone da appendere in classe.

Redigete la Mini costituzione della classe e firmatela come segno di impegno a rispettarla.

Presentate ad altre classi il lavoro svolto, spiegando come le idee di giustizia nate nell’antica Roma vivono ancora oggi nella nostra Costituzione e nei Goal dell’Agenda 2030.

L'ESPANSIONE DI ROMA IN ITALIA

Durante la Repubblica, Roma conquistò l’Italia centrale e meridionale.

La conquista del Lazio

Nei suoi primi decenni di vita la Repubblica si trovò spesso a difendere i propri confini dalle popolazioni del Lazio, che si erano unite nella Lega Latina, e dagli Etruschi.

I popoli latini puntavano a conquistare i terreni fertili e lo sbocco sul mare di Roma, ma nel 496 a.C. Roma riuscì a sconfiggere la Lega Latina.

Nel 390 a.C. Roma venne saccheggiata dai Galli, una popolazione celtica; questo però non fermò la sua espansione. Infatti, poco dopo, i Romani si confrontarono con gli Etruschi, che volevano prendere il controllo della via del Sale, e nel 396 a.C. riuscirono a sconfiggere la città di Veio. Poi cominciarono a espandersi verso Nord.

Le guerre sannitiche e la conquista

dell’Italia meridionale

Nel IV secolo a.C. i Romani erano ormai padroni del Lazio. Cominciarono così i contrasti con il popolo dei Sanniti, che avevano lentamente conquistato i territori della Campania. Questi contrasti furono la causa di tre guerre, chiamate sannitiche, che si conclusero nel 290 a.C. con la vittoria dei Romani e la conquista della Campania

Da qui i Romani potevano minacciare direttamente le ricche città della Magna Grecia, tra cui Taranto, sulla costa del Mar Ionio. Taranto, allora, chiese aiuto a Pirro, il re dell’Epiro, una regione della Grecia settentrionale. I Romani furono inizialmente battuti due volte da Pirro, ma nel 275 a.C. riuscirono a sconfiggerlo definitivamente e nel 270 a.C. conquistarono anche Reggio Calabria. Tutta l’Italia meridionale e centrale era ora sotto il dominio di Roma.

Completa la linea del tempo con le conquiste dei Romani in Italia. Aiutati con il testo.

L’ORGANIZZAZIONE DEI DOMINI ROMANI

Per controllare i territori conquistati i Romani instaurarono diversi rapporti con le popolazioni sottomesse.

Ai municipi furono concessi maggiori privilegi e i loro abitanti erano considerati cittadini romani, anche se non avevano diritti politici. Le città alleate, invece, in cambio della propria indipendenza erano costrette a fornire a Roma soldati e navi e a pagare le tasse.

Busto di Pirro.

L’espansione di Roma in Italia

Ariminum (Rimini)

Perugia

Vulci

Tarquinia

Veio

Capua Tivoli Boviano

Bari Brindisi Taranto Roma

Benevento Napoli

Territori romani nel 509 a.C.

Conquiste romane prima delle guerre sannitiche

Conquiste romane durante le guerre sannitiche

Conquiste romane dopo le guerre sannitiche

Conquiste romane dal 275 al 270 a.C

509 a.C.

496 a.C.

Nascita della Repubblica

Sconfitta delle popolazioni del Lazio

Reggio Calabria

Pirro (dall’Epiro)

Sconfitta della città etrusca di Veio

Sconfitta dei Sanniti e conquista della Campania

Sconfitta di Pirro e conquista di Taranto

Conquista di Reggio Calabria

CARTA

LE GUERRE PUNICHE

Con le guerre puniche i Romani conquistarono la colonia fenicia di Cartagine e le coste del Nord Africa.

Roma, padrona d’Italia, rivolse le sue mire di espansione al Mediterraneo. La padrona indiscussa del mare era Cartagine, una colonia fenicia sulle coste della Tunisia.

Lo scontro fra le due città fu quindi inevitabile e portò a tre guerre, conosciute come puniche.

La prima guerra punica si combatté soprattutto sul mare e si svolse dal 264 a.C. al 241 a.C. Grazie a una flotta di navi agili e veloci, Roma ne uscì vittoriosa e conquistò la Sicilia, la Sardegna e la Corsica

La seconda guerra punica iniziò nel 218 a.C., quando Annibale, generale cartaginese, invase i territori romani riuscendo ad arrivare fino in Puglia. Ma fu sconfitto dai Romani in Africa nel 202 a.C.

La vittoria definitiva dei Romani sui Cartaginesi avvenne alla fine della terza guerra punica con la distruzione di Cartagine nel 146 a.C.

Dopo aver sconfitto Cartagine, Roma dominava senza rivali le rotte commerciali del Mar Mediterraneo.

Le colonie

Nei propri domini Roma fondava delle colonie, che servivano per mantenere il controllo sui territori conquistati. Il governo romano utilizzava le risorse di questi territori, come metalli e altre materie prime, i prodotti agricoli e quelli dell’artigianato. Inoltre, trasformava i prigionieri di guerra in schiavi e chiedeva il pagamento delle tasse alle popolazioni sottomesse.

Ogni volta che sottomettevano una popolazione i Romani imponevano le proprie leggi, la propria lingua, il latino, e modificavano l’organizzazione del territorio

Osserva il disegno e leggi la didascalia. Poi scrivi nei il numero corrispondente agli elementi delle navi romane.

puniche: da Puni, il nome con cui i Romani chiamavano i Fenici.

Statuina di un elefante da guerra. Annibale li schierò in battaglia per intimorire i Romani.

Le guerre puniche

Domini romani

Domini cartaginesi

I Romani riuscirono a sconfiggere i Cartaginesi anche sul mare grazie a delle navi da combattimento dotate di: 1 corvo, un ponte che permetteva di assaltare la nave nemica in mare; 2 rostro, uno sperone di metallo che poteva aprire squarci nelle navi nemiche; 3 torre di legno, da cui gli arcieri potevano lanciare le frecce contro il nemico.

CARTA

L'ESERCITO E GLI ACCAMPAMENTI

Tutti i cittadini romani dovevano fare parte dell’esercito e dovevano pagarsi l’attrezzatura. Durante le campagne militari i soldati vivevano in accampamenti che con il tempo divennero vere e proprie città.

Le conquiste e le vittorie militari dei Romani furono possibili perché Roma poteva contare su un forte esercito

I soldati dovevano pagarsi il cavallo e l’armatura, per questo la struttura dell’esercito era legata alla ricchezza dei soldati: nella cavalleria e nella fanteria pesante militavano i patrizi e i plebei ricchi; la fanteria leggera era composta dai plebei poveri. In origine i soldati non venivano pagati, ma dopo la guerra contro Veio cominciarono a ricevere uno stipendio. Nel periodo dell’Impero fare il soldato divenne un mestiere vero e proprio.

L’esercito era comandato dai due consoli ed era diviso in legioni, composte da 5000 soldati suddivisi in gruppi di 100, chiamati centurie

Si poteva essere chiamati a far parte dell’esercito a partire dai 17 anni e, in caso di guerra, si restava fino ai 45 anni. Al termine del loro incarico i soldati ricevevano della terra e diventavano contadini, a volte nelle stesse regioni in cui avevano combattuto.

Dagli accampamenti alle città

I soldati romani durante le lunghe campagne militari vivevano in accampamenti. Per costruirli, venivano tracciate le due vie principali, che dividevano lo spazio in quattro parti: il cardo (da Nord a Sud) e il decumano (da Est a Ovest). Poi si realizzavano tutte le altre strade a distanza regolare.

All’inizio gli accampamenti erano formati da tende, poi divennero stabili, con edifici in muratura e mura difensive. Al termine della guerra alcuni accampamenti si trasformarono lentamente in vere e proprie città.

Quale altra civiltà organizzava le città con le vie cardo e decumano?

Gli Etruschi

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• I cittadini romani avevano il dovere di entrare nell’esercito. V F

• Solo i patrizi facevano parte dell’esercito. V F

• Durante le guerre i soldati vivevano in accampamenti. V F

• Alla fine della guerra i soldati tornavano a Roma e gli accampamenti venivano smontati. V F

X

Il decumano di Ostia antica.

L’esercito

I Romani adottavano come strategia difensiva la formazione “a testuggine”: si coprivano completamente con i grandi scudi per proteggersi dalle frecce nemiche.

Anche le città romane di nuova fondazione avevano il cardo e il decumano, sul modello degli accampamenti militari.

CARDO
DECUMANO

LA SOCIETÀ ROMANA

La società romana era suddivisa in patrizi e plebei. A capo della famiglia c’era il pater familias. Le donne non avevano diritti.

I patrizi discendevano dalle antiche famiglie che avevano fondato Roma e godevano di molti privilegi: erano una minoranza, ma erano il ceto dominante

La maggioranza della popolazione era formata dai plebei, rappresentati dai tribuni della plebe, ma di fatto esclusi dalle decisioni politiche importanti.

All’ultimo gradino della società c’erano gli schiavi. Uno schiavo poteva essere liberato per meriti o per la benevolenza del padrone. In questo caso diventava un liberto: poteva dedicarsi al commercio e all’artigianato, però non aveva i diritti di un cittadino.

La famiglia e il ruolo della donna

La famiglia romana si basava sull’autorità del padre, il pater familias: egli aveva un potere illimitato su tutti i componenti. Il padre poteva far sposare le figlie senza il loro consenso o vendere i figli, se lo riteneva necessario. Le bambine e i bambini stavano con i genitori fino all’età di 7 anni: in questo periodo la loro educazione era spesso affidata a uno schiavo istruito.

Le donne patrizie e plebee erano libere cittadine ma non potevano partecipare alla vita politica: il loro compito era occuparsi dei figli e della casa.

Le donne patrizie godevano di maggiore libertà rispetto a quelle della plebe e alcune potevano diventare sacerdotesse. Nelle famiglie ricche plebee la donna organizzava il lavoro degli schiavi e, se il marito aveva un’attività, lo aiutava a svolgerla.

Le donne schiave svolgevano i lavori domestici o lavoravano nelle botteghe artigiane.

Completa la mappa e poi usala per esporre l’argomento di questa pagina.

Osserva il rilievo che raffigura una famiglia romana: guarda come sono disposti i personaggi, quello che fanno. Quale di questi, secondo te, è il pater familias? Cerchialo e completa la didascalia.

Una famiglia romana a tavola: il pater familias è raffigurato molto più grande degli altri componenti , perché aveva il ruolo più importante.

La società romana

LA SOCIETÀ

Erano il ceto dominante

Discendevano dalle antiche famiglie di Roma

Godevano di privilegi

Erano la maggioranza della popolazione

Erano rappresentati dai tribuni della plebe

La famiglia e il ruolo della donna

Erano all’ultimo gradino della società

Uno schiavo liberato diventava un liberto ma non poteva diventare cittadino

Statua di una sacerdotessa della dea Vesta.

Nell’affresco, una donna patrizia suona la lira mentre la sua schiava la ascolta.

PATRIZI
PLEBEI
SCHIAVI

LA SOCIETÀ ROMANA

L’alimentazione romana era semplice.

L’abbigliamento dipendeva dal ceto sociale.

L’alimentazione

L’alimentazione era piuttosto semplice: pane, legumi, verdura, frutta, uova, pesce; solo le persone più ricche consumavano con regolarità la carne.

I Romani usavano l’olio di oliva e il garum per condire e il miele per dolcificare; bevevano vino sia bianco sia rosso.

Il pasto principale era la cena. Nelle case patrizie spesso consisteva in un banchetto con i cibi serviti dagli schiavi e gli ospiti distesi su triclinii, in quelle più povere era consumato su panche in legno o sgabelli disposti intorno a un tavolo. Nelle città romane era possibile comprare cibi caldi presso il termopolio (vai a pag. 148 per scoprire come era fatto).

L’abbigliamento

Gli uomini indossavano una tunica corta e una veste elegante, chiamata toga, mentre le donne portavano una tunica lunga e una stola e se uscivano di casa dovevano avere sempre la testa coperta. In caso di freddo tutti si coprivano con un mantello.

Le stoffe erano soprattutto di lana; il lino si usava solo dove faceva più caldo. Il contatto e i commerci con altri popoli portarono anche all’uso di tessuti in cotone e seta.

La toga riservata ai cittadini romani era di un bianco candido, mentre le ricche donne romane usavano spesso abiti colorati. Solo i senatori romani potevano indossare una toga ornata con una striscia di color porpora. I Romani usavano sandali di cuoio oppure calzature allacciate al polpaccio. I poveri e gli schiavi camminavano scalzi. Le donne più ricche indossavano gioielli, portavano i capelli raccolti in acconciature elaborate, si truccavano e si profumavano

Osserva l’illustrazione: quali caratteristiche dell’abbigliamento romano riesci a riconoscere?

garum: salsa a base di pesce. triclinii: divani a tre posti presenti nella sala da pranzo (chiamata anch’essa triclinio). In genere ce n’erano tre, disposti intorno a un tavolo basso.

La bottega di un panettiere in un affresco di Pompei.

L’abbigliamento

EDUCAZIONE E ISTRUZIONE

La lingua dei Romani era il latino. I bambini e le bambine lo imparavano a scuola, che frequentavano fino ai 12 anni, dopodiché proseguivano solo i maschi.

La lingua parlata dai Romani era il latino. Da esso derivano alcune delle lingue parlate oggi (l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese e il rumeno). La scrittura era alfabetica e composta da 23 segni, vocali comprese. I Romani più antichi scrivevano su rotoli di papiro, poi iniziarono a scrivere su rotoli di pergamena, una “carta” che si ottiene dalla pelle di pecora o capra essiccata.

Tra i Romani vi furono scrittori e poeti famosi, autori di commedie teatrali, storici e molti giuristi, cioè persone che scrissero e trascrissero leggi, doveri e diritti dei cittadini, decisioni degli imperatori e regole di governo delle città e dei territori conquistati.

La scuola romana

Dai 7 anni ai 12 anni i bambini e le bambine patrizi e plebei andavano a scuola: imparavano a leggere, scrivere, fare i calcoli e recitare a memoria. La disciplina era molto severa.

Le scuole non erano obbligatorie ma erano aperte a tutti. Erano i genitori a pagare i maestri.

Gli alunni scrivevano su tavolette coperte di cera e usavano lo stilo, una cannuccia di ferro appuntita, in questo modo i testi potevano essere corretti e riscritti semplicemente grattando via la cera.

Dopo i 12 anni i maschi potevano continuare a studiare, le femmine restavano a casa.

Dai 17 anni tutti i maschi liberi potevano partecipare alla vita politica. I figli delle famiglie ricche che volevano continuare gli studi andavano all’estero, specialmente in Grecia. I bambini e le bambine figli di schiavi non andavano a scuola e lavoravano.

Indica con una X solo le affermazioni vere.

La lingua latina è ancora parlata come lingua madre in alcuni Paesi.

x Si conoscono gli scritti di scrittori, storici e giuristi romani.

Le scuole romane erano obbligatorie per tutti i cittadini.

x I maestri erano pagati dai genitori.

x Gli alunni usavano tavolette di cera e lo stilo per scrivere.

Le femmine, dopo i 12 anni, potevano andare a studiare in Grecia.

x A 17 anni tutti i maschi liberi potevano partecipare alla vita politica.

I figli degli schiavi andavano a scuola come gli altri bambini.

SKILLS L I F E

Quali differenze noti tra la scuola di Roma e quella che frequenti tu? Sottolinea nel testo tutto ciò che trovi differente.

Educazione e istruzione

Gli strumenti per scrivere usati dai Romani: tavolette cerate, una bottiglietta con l’inchiostro, uno stilo e fogli di pergamena

Le lezioni si tenevano in una semplice stanza oppure sotto i portici.

LE ATTIVITÀ DEI ROMANI

I Romani erano soprattutto contadini e pastori. Grazie alle conquiste e alle materie prime importate diventarono abili commercianti e anche artigiani esperti.

Agricoltura e allevamento

Il clima e il territorio della penisola italica erano particolarmente adatti a coltivare cereali, frutta e ortaggi in pianura, olivi e viti in collina.

Durante il periodo della Monarchia e all’inizio della Repubblica i contadini erano proprietari di piccoli pezzi di terra, che coltivavano con l’aiuto delle loro famiglie. I Romani allevavano maiali, capre e pecore per la carne e il latte, buoi per i lavori agricoli, cavalli per l’esercito e gli spettacoli pubblici, api, che fornivano il miele e la cera.

Artigianato e commercio

Con l’aumento delle dimensioni di Roma, e di conseguenza del numero dei suoi abitanti, si rese necessario il lavoro di moltissimi artigiani per produrre oggetti di uso quotidiano.

Grazie alle conquiste militari gli artigiani poterono sfruttare le risorse naturali importate dai paesi conquistati: rame, ferro, piombo, argento e oro. Molti si specializzarono nella produzione di materiali per le costruzioni; altri, che avevano ereditato le conoscenze degli orafi etruschi, crearono gioielli coi metalli preziosi. Il porto di Ostia divenne sempre più grande e importante: qui arrivavano e partivano le navi onerarie, grandi imbarcazioni che trasportavano le merci in ogni parte del mondo allora conosciuto.

A partire dal IV secolo a.C. si diffuse l’uso della moneta per pagare le merci, mentre le tasse continuavano a essere pagate in prodotti artigianali o agricoli.

Rispondi a voce alle seguenti domande.

• Che cosa coltivavano i Romani?

• Quali animali allevavano?

• Quali risorse naturali erano presenti nel sottosuolo dei territori conquistati?

• Quali tipi di prodotti artigianali venivano realizzati?

• Come venivano trasportate le merci?

• Come venivano pagate le merci?

La bottega di un fabbro, l’artigiano che si occupava della lavorazione del ferro.

L’agricoltura e l’allevamento

Il commercio

Una nave oneraria carica di anfore entra nel porto di Ostia, passando accanto al faro. Le anfore contenevano soprattutto vino e olio e una nave oneraria poteva trasportarne anche 10 000.

Mosaico di epoca romana con scene di lavori rurali.

LA RELIGIONE POLITEISTA

I Romani veneravano molti dèi di genere e provenienza diversi.

I Romani erano politeisti e adoravano molti dèi di genere e provenienza diversi.

Le divinità più antiche rappresentavano le forze naturali

Erano venerati anche gli spiriti dei defunti della famiglia. I principali erano i Mani, i Lari e i Penati che si pensava abitassero la casa. Il culto degli antenati era affidato al pater familias.

C’erano poi divinità dall’aspetto umano: le più importanti erano Vesta, la dea del focolare, e Giano, protettore della pace e della guerra allo stesso tempo, che veniva rappresentato con due in questo caso direi “facce”.

Quando i Romani entrarono in contatto con la civiltà greca, assorbirono il culto delle sue divinità, a cui cambiarono il nome: per esempio, Giove corrispondeva a Zeus, Giunone alla moglie Era, Minerva ad Atena, Marte ad Ares, Venere ad Afrodite.

Come i Greci anche i Romani erano soliti chiedere a un oracolo di interpretare la volontà degli dèi. I sacerdoti celebravano riti in onore degli dèi per ottenere i loro favori. In età monarchica il sommo sacerdote era il re; in età repubblicana i suoi poteri vennero assunti dal pontefice massimo.

I templi

I templi romani assomigliano molto a quelli greci, anche se spesso avevano il colonnato solo sulla facciata. Di solito erano edificati per ringraziare una divinità dopo una vittoria militare e custodivano molti dei tesori recuperati con le conquiste. All’interno si trovava sempre la statua della divinità a cui il tempio era dedicato e sull’altare esterno i sacerdoti celebravano i riti.

Osserva le illustrazioni di alcune divinità romane. Sono le stesse che hai già visto a pag. 45. Completa i cartellini con il nome che i Romani diedero alle divinità greche.

Completa il disegno del tempio romano con le parole che puoi ricavare dal testo.

culto degli antenati: adorazione per le persone nate e vissute prima, e ormai defunte.

Affresco raffigurante due Lari accanto a Vesta.

Su concessione del Ministero della Cultura-Parco Archeologico di Pompei.

La religione dei Romani

Giove
Atena Giunone
Apollo
Diana Nettuno
Venere
Marte
Plutone
I templi
statua della divinità
colonnato altare

LA CRISI DELLA REPUBBLICA

La Repubblica entrò in crisi a causa di gravi tensioni sociali tra patrizi e plebei.

A causa delle numerose guerre i contadini spesso dovevano abbandonare i campi per andare a combattere. Al ritorno si ritrovavano poveri, perché i campi erano rimasti incolti, ed erano costretti a vendere la terra a ricchi patrizi, che divennero latifondisti

Rimasti senza terra e senza lavoro, migliaia di contadini si trasferirono nelle città, dove venivano indicati con il termine di nullatenenti. Il contrasto tra plebei sempre più poveri e patrizi sempre più ricchi cominciò a provocare gravi tensioni sociali.

Dai Gracchi a Mario e Silla

Per risolvere queste tensioni, il tribuno della plebe Tiberio Sempronio Gracco propose di porre un limite massimo all’estensione del terreno di cui poteva disporre un solo proprietario e ridistribuire, così, i terreni in più ai nullatenenti. I latifondisti non furono d’accordo e diedero vita a sommosse, durante le quali Tiberio Gracco rimase ucciso.

Dieci anni più tardi Gaio Sempronio Gracco ripropose la riforma del fratello Tiberio, ma subì la stessa sorte.

In questo periodo si formarono a Roma due fazioni: gli ottimati, che volevano mantenere i privilegi dei patrizi, e i popolari, che combattevano questi privilegi.

Nell’88 a.C. lo scontro tra ottimati, guidati da Lucio Cornelio Silla, e popolari, guidati da Gaio Mario, diede origine a una guerra civile. I sostenitori di Silla vinsero e il loro capo si fece eleggere dittatore.

Come prima cosa, Silla eliminò tutti gli avversari politici con le liste di proscrizione e ridusse il potere dei tribuni della plebe. Mantenne il potere fino al 79 a.C.

Associa con i colori le parole al loro significato.

Fazione che difende i privilegi dei patrizi.

Latifondisti

Nullatenenti

Ottimati

Popolari

Ricchi proprietari terrieri patrizi.

Fazione che lotta contro i privilegi dei patrizi.

Plebei che non hanno nessun bene.

latifondisti: proprietari di un “latifondo”, cioè di una grande estensione di terra. guerra civile: guerra in cui gli abitanti di uno stesso Stato combattono tra di loro, compresi i comuni cittadini e cittadine. liste di proscrizione: elenco di nomi di persone considerate nemiche da chi governa. Chi finiva in una di queste liste poteva essere ucciso o punito senza processo.

La crisi della Repubblica

Dai Gracchi a Mario e Silla
Busto raffigurante Gaio e Tiberio Gracco.
Mosaico con schiavi al lavoro nella proprietà di un latifondista.
Busto di Lucio Cornelio Silla. Busto di Gaio Mario.

GAIO GIULIO CESARE

Il generale Giulio Cesare, dopo aver ottenuto molte conquiste in Europa, si fece nominare dittatore a vita.

Dopo la morte di Silla a Roma ripresero gli scontri. Per contrastare il potere del Senato, nel 60 a.C. i generali Gneo Pompeo Magno e Gaio Giulio Cesare si unirono al nobile

Marco Licinio Crasso in triumvirato.

Grazie al sostegno di Pompeo e Crasso, nel 59 a.C. Cesare fu nominato console e l’anno seguente divenne comandante delle truppe in Gallia, l’attuale Francia, dove sottomise le popolazioni locali. Conquistò, inoltre, nuovi territori, tra cui parte della Britannia (nel Sud dell’attuale Gran Bretagna), della Germania e dell’Africa settentrionale.

Cesare divenne molto celebre e molto amato dai suoi soldati. Il Senato, per paura che prendesse troppo potere, gli ordinò di sciogliere le sue legioni. Cesere non obbedì e, al comando del suo esercito, superò il pomerio ed entrò a Roma.

Nel 49 a.C., dopo aver sconfitto i suoi rivali, tra cui anche il precedente alleato Pompeo, Cesare si fece nominare dittatore per un anno, poi nel 47 a.C. per dieci anni e infine, nel 44 a.C., a vita

Durante il suo governo Cesare fece approvare delle riforme favorevoli ai plebei, unificò il Nord d’Italia e concesse la cittadinanza romana alle popolazioni di quelle regioni, distribuì le terre conquistate ai soldati e agli agricoltori e promosse una serie di opere pubbliche che diedero lavoro a molte persone.

Durante la sua dittatura, però, Cesare si inimicò molti senatori, e nel 44 a.C. alcuni di essi organizzarono una congiura e lo assassinarono.

Dopo la sua morte scoppiarono nuovi conflitti che portarono al potere suo nipote Ottaviano. Nel 27 a.C. egli divenne il primo imperatore di Roma: il periodo repubblicano era finito.

Leggi la cronologia di Giulio Cesare e racconta a voce la sua vita.

60 a.C. triumvirato

59 a.C. eletto console

58 a.C. comandante delle truppe in Gallia

49 a.C. nominato dittatore

44 a.C. nominato dittatore a vita ma viene ucciso

Sottolinea nel testo quali, secondo te, sono state le decisioni prese da Cesare a favore della plebe.

triumvirato: alleanza politica formata da tre persone.

pomerio: area sacra dentro la quale non si poteva entrare armati. Ai tempi di Cesare il confine dell’area era il fiume Rubicone in Emilia-Romagna.

congiura: patto segreto stretto fra più persone ai danni di un’altra.

Gaio Giulio Cesare

OCEANO ATLANTICO

BRITANNIA

AQUITANIA

BELGICA

Gaio Giulio Cesare.

Conquiste romane prima di Cesare

Conquiste di Cesare

SPAGNA ULTERIORE

SPAGNA CITERIORE

Cartagena Numanzia

GALLIA NARBONESE

GALLIA CISALPINA

Narbona Marsiglia

Tarragona

Sagunto

GALLIA TRANSALPINA MAR

Cirta

Aquileia

Roma

Rimini Taranto

Danubio

Pella Napoli

Palermo

Cartagine

La scena della morte di Gaio Giulio Cesare in un dipinto dell’Ottocento di Vincenzo Camuccini.

Agrigento

MEDITERRANEO

Pergamo

Cirene

LA MONARCHIA E LA REPUBBLICA

Completa i testi della sintesi con le seguenti cifre e parole.

consoli • plebei • guerra civile • dittatore • patrizi • Romolo • Ottaviano • 509 a.C. • Senato • etruschi

Secondo la leggenda, Roma viene fondata da Romolo sul colle Palatino. Romolo diventa il primo re di Roma. Dopo di lui governano tre re latini e tre re etruschi. Il re governa con il consiglio del Senato, composto dagli aristocratici della città. L’ultimo re viene cacciato nel 509 a.C..

Con la cacciata dell’ultimo re, inizia l’età repubblicana: il potere è in mano al Senato e ai patrizi , che eleggono ogni anno due consoli e altri magistrati. Presto i plebei iniziano a voler partecipare alla vita politica accanto ai patrizi. Durante l’età repubblicana scoppia una grave guerra civile tra gli uomini più potenti di Roma. Il conflitto è vinto da Cesare, proclamato dittatore a vita, ma presto assassinato. Il potere poi è assunto da suo nipote: Ottaviano.

FONDAZIONE E MONARCHIA
LA REPUBBLICA

Hai scoperto Roma dalla Monarchia alla Repubblica. Leggi la mappa per ricordare meglio.

Monarchia:

• 753 a.C. - 509 a.C.

• lungo le rive del fiume

Tevere e nei territori circostanti

Repubblica:

• 509 a.C. - 27 a.C.

• conquista dei territori in Italia centrale, Magna Grecia, Nord Africa e controllo del Mediterraneo

DOVE E QUANDO

I ROMANI: MONARCHIA E REPUBBLICA

SOCIETÀ

• Patrizi

• Plebei

• Schiavi

Conflitti tra patrizi e plebei per i diritti e tra patrizi per la conquista del potere

Famiglia guidata dal pater familias.

Governo

Monarchia: 7 re

Repubblica:

• Senato

• comizi

• magistrati (consoli, pretori, censori, questori, edili)

Giulio Cesare:

• console nel 60 a.C. (conquista della Gallia, di parte della Britannia, della Germania e dell’Africa settentrionale)

• dittatore nel 49 a.C. (riforme in favore dei plebei e delle popolazioni conquistate, opere pubbliche)

• ucciso da una congiura nel 44 a.C.

RELIGIONE

Politeisti

Molte divinità di provenienza diversa

Culto degli spiriti domestici:

• Lari

• Mani

• Penati

Divinità greche a cui viene cambiato il nome

NASCE L'IMPERO

Gaio Giulio Cesare Ottaviano, divenne il primo imperatore nel 27 a.C. Portò la pace, rafforzò i confini e realizzò importanti opere pubbliche.

Il primo imperatore

Dopo la morte di Gaio Giulio Cesare, la Repubblica romana dovette affrontare un altro periodo di guerre civili fino al 31 a.C. Questa volta i protagonisti furono Marco Antonio, generale dell’esercito, e Ottaviano, nipote e figlio adottivo di Cesare. Nel 31 a.C. il Senato nominò Ottaviano princeps, “primo tra i pari”, cioè primo tra i senatori, e gli affidò diverse cariche: console, censore, tribuno della plebe e pontefice massimo. Nel 27 a.C., infine, Ottaviano ottenne l’imperium, cioè il comando militare, da cui deriva il nome “imperatore”: Ottaviano fu il primo dei sessanta imperatori romani e regnò fino al 14 d.C.

Ottaviano assunse prima il nome dello zio, Gaio Giulio Cesare, e poi il titolo di Augusto, che significa “uomo da venerare”. Con Ottaviano si concluse la fase della Repubblica e si aprì una nuova fase della storia romana: l’Impero, che durò fino al 476 d.C.

L’operato di Augusto

Ottaviano Augusto propose molte riforme e cercò di mantenere la pace in tutto l’Impero: nominò governatori fidati nelle province, pose fine alle guerre civili, rafforzò i confini dell’Impero e assicurò ai cittadini romani più poveri la distribuzione gratuita di grano. Fece costruire numerosi edifici pubblici, strade e acquedotti, e ordinò la realizzazione di un nuovo foro.

A Roma Augusto ordinò anche un censimento, cioè un conteggio della popolazione, dal quale sembra che gli abitanti fossero addirittura un milione.

Scrivi accanto a ogni titolo di Ottaviano la sua definizione.

Princeps: primo tra pari

Imperium: comando militare

Augusto: uomo da venerare

province: territori conquistati dai Romani fuori dai confini dell’Italia.

foro: piazza in cui i cittadini si riunivano per le assemblee, gli spettacoli, i mercati e i commerci.

Statua di Gaio Giulio Cesare Augusto.

(© ROMA - SOVRINTENDENZA CAPITOLINA - MUSEO DI ROMA)

Il primo imperatore

Il 2 settembre del 31 a.C. nella baia di Azio, al largo delle coste della Grecia, si svolse la battaglia decisiva della guerra tra Marco Antonio, alleato della regina d’Egitto Cleopatra, e Ottaviano.

Al termine della guerra, vinta da Ottaviano, l’Egitto perse la sua autonomia diventando provincia romana.

Giulia, figlia di Augusto e moglie di Agrippa

Druso, fratello di Tiberio

Antonio Maggiore, nipote di Augusto

La famiglia imperiale di Augusto raffigurata sull’Ara Pacis, un momumento realizzato in onore di Augusto e della pace che egli riuscì a creare nell’Impero.

(© ROMA, SOVRINTENDENZA

CAPITOLINA - MUSEO

ARA PACIS)

Agrippa, genero di Augusto

Tiberio, figlio adottivo di Augusto e futuro imperatore

Antonia Minore, nipote di Augusto

I SUCCESSORI DI AUGUSTO

Nel II secolo d.C. il sistema di successione imperiale cambiò da ereditario ad adottivo. Durante l’Impero i confini vennero estesi e si diffuse la cultura romana.

Il successore di Augusto fu Tiberio, figlio nato da un precedente matrimonio di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore. Augusto non aveva figli suoi e allora decise di adottare Tiberio perché, almeno inizialmente, la successione avveniva per via ereditaria, cioè di padre in figlio o tra membri della stessa famiglia.

Nacquero così delle dinastie di imperatori romani. Quella di Augusto e Tiberio era la Giulio-Claudia, a cui appartenevano anche i tre imperatori successivi: Caligola, Claudio e Nerone. Seguirono poi la dinastia Flavia, l’Antonina e quelle dei Severi.

A partire dal II secolo d.C. venne usato invece il sistema dell’adozione: l’imperatore sceglieva chi avrebbe governato dopo di lui e lo “adottava”, cioè lo riconosceva come figlio, anche se non apparteneva alla sua famiglia. In questo modo poterono diventare imperatori uomini scelti per le loro capacità e, a volte, anche provenienti dalle province romane.

Roma venne guidata da molti imperatori di valore, tuttavia alcuni non si dimostrarono all’altezza del loro ruolo e si rivelarono incapaci di gestire un territorio così vasto come quello dell’Impero.

Vespasiano, Traiano, Adriano, Marco Aurelio e Costantino estesero i confini dell’Impero e favorirono l’affermazione di una cultura raffinata.

Nel 212 d.C. l’imperatore Marco Aurelio Antonino, detto Caracalla, concesse la cittadinanza romana a tutti coloro che abitavano dentro i confini dell’Impero. Il dominio romano riuscì a unificare molti popoli di origini diverse attraverso la lingua, le leggi e il sistema di governo dei territori conquistati.

Con i colori indicati, sottolinea nel testo delle pagg. 132 e 134 le risposte alle seguenti domande.

Chi fu il primo imperatore romano?

Come avveniva inizialmente la successione degli imperatori?

Che cos’era il sistema dell’adozione?

Che cosa fece di importante Caracalla?

Il Vallo di Adriano era una fortificazione fatta costruire dall’imperatore Adriano in Britannia per difendersi dalle popolazioni celtiche del Nord. Segnava il confine più a Nord dell’Impero romano. Ancora oggi sono visibili i resti in Gran Bretagna.

I successori di Augusto

L’imperatore Vespasiano, della dinastia Flavia, diede inizio alla costruzione dell’Anfiteatro Flavio, più noto come Colosseo.

Monete degli imperatori

Caligola (Augustus Germanicus) e Nerone (Nero Caesar).

Statua equestre di Marco Aurelio. L’imperatore è ricordato come grande studioso e filosofo.

I resti dei mercati e del foro di Traiano. (© ROMA - SOVRINTENDENZA CAPITOLINA - MUSEO DI ROMA)

Caracalla fece costruire delle terme imponenti e riccamente decorate.

L'IMPERO SI ESPANDE

Nel I e II secolo d.C., l’Impero romano si espanse e prosperò. Roma divenne il centro di scambi economici e culturali.

Il I e il II secolo d.C. furono il periodo di maggior splendore dell’Impero romano. Roma conquistò altri territori, come la Britannia, la Mauritania (nel Nord-Ovest dell’Africa), la Dacia (l’attuale Romania) e il Vicino Oriente. Nei territori conquistati i Romani fondarono città dotate di grandi edifici pubblici, acquedotti, terme, teatri e anfiteatri.

Roma, centro del mondo

Anche l’economia si sviluppò: una grande quantità di prodotti circolava via terra e via mare e giungeva a Roma dalle varie parti dell’Impero.

La lingua comune, il latino, e la moneta unica resero più semplici i contatti culturali e gli scambi delle merci e delle conoscenze.

Le strade e le grandi opere

Fin dal periodo della Repubblica, i Romani iniziarono la costruzione di una fitta rete di strade per collegare la città con le zone conquistate. Costruirono circa 290 000 km di strade lastricate, cioè pavimentate con lastre di pietra. Lungo le strade venivano poste le pietre miliari, lontane un miglio l’una dall’altra, in modo da misurare le distanze percorse. Ancora oggi molte strade d’Italia e d’Europa seguono i percorsi delle antiche vie romane. I Romani si dimostrarono abilissimi anche nella costruzione di ponti e acquedotti. Nel 312 a.C. il censore Appio Claudio fece costruire il primo acquedotto, che da lui prese il nome di Aqua Appia, per rifornire d’acqua Roma, che era in costante espansione.

Osserva la carta poi elenca le merci che arrivavano a Roma via terra e quelle che arrivavano via mare.

Via terra: vino, olio, marmo, profumi, papiri, schiavi, oro, argento, ferro, stagno, bronzo, pietre preziose, vetro, porpora

Via mare: vino, olio, cereali, marmo, profumi, papiri, schiavi, oro, argento, ferro, stagno, bronzo, vetro, porpora

Osserva la carta: tutti i territori dell’Impero romano erano raggiungibili via terra?

No.

Moneta romana dell’epoca dell’imperatore Aureliano.

un miglio: unità di misura che equivale a 1,60934 km.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

Roma, centro del mondo

BRITANNIA

Londra

GERMANIA

Treviri

GALLIA

Milano

PANNONIA

Aquileia

Marsiglia

Cadice

SPAGNA

Narbona

Tarragona

Cartagena

MAURITANIA

MARE

vetro porpora pietre preziose oro,argento,ferro, stagno,bronzo profumi marmo papirischiavi cereali vino, olio

SARMATIA

DACIA

Roma Cartagine

ILLIRIA

MESIA

Brindisi Durazzo

MACEDONIA

Atene

Siracusa Corinto

MEDITERRANEO

Leptis Magna

AFRICA

strade imperiali

rotte marittime

Le strade

Tana

MAR NERO

Trapezunte

Melitene Bisanzio

ASIA

Smirne

Tarso

SIRIA

Antiochia

Tiro

Alessandria

EGITTO

MAR

CASPIO

ARABIA

L’Appia Antica è una strada romana storica, nota anche come Regina Viarum (regina delle strade), che collegava Roma a Brindisi.

CARTA LAB

ROMA: CAPITALE DELL'IMPERO

Nel periodo dell’Impero Roma divenne una splendida città, ricca di grandi edifici pubblici di cui rimangono, ancora oggi, resti importanti. Poco per volta le costruzioni in legno furono sostituite da edifici realizzati in mattoni, pietra e marmo.

Il foro ospitava edifici con portici e colonne.

Nel Circo Massimo si svolgevano le corse con carri e cavalli.

L’anfiteatro Flavio, conosciuto con il nome di Colosseo, è diventato il simbolo di Roma. Qui si svolgevano i giochi e gli spettacoli dei gladiatori.

Le basiliche erano gli edifici in cui si svolgevano i processi davanti ai giudici

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

Gli imperatori facevano erigere archi di trionfo in ricordo di avvenimenti o conquiste.

Le terme erano i bagni pubblici, luoghi imponenti e lussuosi.

Gli acquedotti trasportavano l’acqua potabile fino alle tante fontane pubbliche.

LE GRANDI OPERE DEI ROMANI

A Roma e nelle città fondate o conquistate dai Romani furono costruiti numerosi edifici pubblici per scopi commerciali, politici, religiosi e ludici.

Il foro romano

In origine il foro di Roma era il centro delle attività commerciali, il luogo dove avvenivano gli scambi e dove veniva allestito il mercato.

Con il tempo il foro divenne il centro delle attività politiche e religiose: ospitava molti templi e molti edifici pubblici. Tra questi c’erano le basiliche, edifici destinati all’amministrazione della giustizia, e la curia, che era il luogo in cui risiedeva il Senato. Il foro era anche il luogo in cui si celebravano i trionfi

E I N S I E M è facile

Dividetevi a gruppi: ogni gruppo sceglie un’immagine fra quelle delle pagg. 140-145 e la descrive alla classe. Potete aiutarvi con le seguenti domande.

• Di quale edificio si tratta?

• A che cosa serviva?

• Da chi veniva frequentato?

• Quali caratteristiche aveva?

trionfi: grandi cerimonie in cui le legioni sfilavano vittoriose, guidate dai loro generali.

Il teatro

Gli antichi Romani amavano molto gli spettacoli teatrali e per questo realizzarono molti teatri in pietra e marmo. I teatri romani, a differenza di quelli greci, non erano costruiti sui fianchi delle colline o in conche e avvallamenti naturali; infatti, grazie a tecniche architettoniche come l’uso dell’arco, potevano sorgere in qualunque punto della città.

Agli antichi Romani piacevano molto le commedie, mentre amavano meno le tragedie. Nei teatri romani erano rappresentate anche le opere dei Greci.

A teatro i Romani vedevano anche le pantomime, spettacoli nei quali gli attori, e anche le attrici, rappresentano le storie solo con i gesti del corpo e le espressioni del viso, senza parlare.

Il teatro romano di Aspendos, in Turchia.

LE GRANDI OPERE DEI ROMANI

Le terme

Le città più importanti dell’Impero avevano le terme, che servivano come bagni pubblici dove i Romani si recavano per lavarsi, ma anche per incontrare altre persone, discutere di politica o di affari e informarsi sulle ultime notizie. Le persone più ricche andavano alle terme ogni giorno. Spesso in queste strutture c’era anche una biblioteca.

Molti imperatori, come Nerone, Tito, Traiano, Caracalla e Diocleziano, fecero costruire a Roma delle terme.

Nel frigidarium si facevano bagni di acqua fredda.

Nel tepidarium si facevano bagni di acqua tiepida.

Nel calidarium si facevano bagni di acqua calda.

All’esterno si trovavano alcune botteghe.

Nel gymnasium si svolgevano le attività sportive.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

Gli anfiteatri

Nel periodo imperiale il popolo assisteva spesso ai giochi: i ludi. Questi si tenevano in edifici di forma ovale: gli anfiteatri

I Romani ne costruirono moltissimi in tutto il territorio dell’Impero, ma quello più grande e famoso è l’anfiteatro Flavio, chiamato Colosseo, che si trova a Roma.

Negli anfiteatri si tenevano i combattimenti fra i gladiatori gli spettacoli con le bestie feroci. Questi ultimi erano prigionieri di guerra, schiavi o persone che avevano commesso dei reati e combattevano negli anfiteatri invece che andare in prigione. Spesso i gladiatori morivano durante i combattimenti oppure, dopo molte vittorie, ritornavano liberi.

Nell’arena si svolgevano i combattimenti.

Nei sotterranei c’erano locali appositamente attrezzati per ospitare gli animali feroci.

gladiatori: il loro nome deriva da “gladio”, una spada corta che usavano nei combattimenti.

Le gradinate erano divise in settori destinati a classi sociali distinte. I plebei sedevano in alto, più lontani dall’arena. Il settore riservato all’imperatore ospitava anche le personalità più importanti dell’Impero.

LE GRANDI OPERE DEI ROMANI

Il circo

Il circo era un luogo molto amato dal popolo romano. Qui si svolgevano vere e proprie gare con i cocchi, cioè carri leggeri condotti da una persona, chiamata auriga. Queste gare venivano organizzate anche durante le feste religiose.

I cocchi si chiamavano anche quadrighe quando erano tirati da quattro cavalli. Durante la gara le squadre di cocchi, caratterizzate da colori diversi, dovevano fare sette giri completi del circo.

Gli antichi Romani seguivano queste gare con grande interesse. Le persone scommettevano su chi vinceva e facevano il tifo. Anche gli imperatori partecipavano come spettatori.

Le gare erano rumorose e spettacolari, ma anche pericolose: a volte i carri si rompevano o gli aurighi cadevano. Gli aurighi più bravi diventavano molto famosi.

Il più grande e famoso circo romano è il Circo Massimo.

Le gradinate erano in muratura e potevano contenere anche 250000 spettatori.

La parte centrale era decorata con statue e tempietti; c’era anche un obelisco che era stato portato a Roma dopo la conquista dell’Egitto.

Il circo di Roma, chiamato Circo Massimo, era lungo più di 600 metri e largo più di 100.

Celebrare le conquiste

Le vittorie e le conquiste romane venivano celebrate con i trionfi e per l’occasione venivano costruiti gli archi di trionfo, sotto i quali passavano le truppe guidate dagli imperatori vincitori.

Per ricordare e celebrare le conquiste venivano costruiti anche altri monumenti e colonne. Queste venivano erette e scolpite per raccontare i momenti più importanti delle battaglie. La colonna più famosa è la colonna Traiana, alta 38 metri, su cui sono scolpite le conquiste dell’imperatore Traiano. Anche sulla colonna di Marco Aurelio, costruita per ricordare le vittorie dell’imperatore contro le popolazioni germaniche, sono scolpite scene di battaglia. Durante i trionfi, il popolo assisteva con entusiasmo, lanciava fiori e cantava. Spesso venivano mostrati anche i prigionieri, i tesori conquistati e gli animali esotici. Queste celebrazioni servivano anche per mostrare la forza di Roma e onorare gli dèi.

L’arco di Costantino è il più grande dei tre archi trionfali ancora conservati a Roma. Fu eretto nel 315 d.C. per celebrare la vittoria di Costantino su Massenzio, nella contesa del titolo di imperatore.

La colonna Traiana che celebra le vittorie dell’imperatore Traiano in Dacia (attuale Romania) è stata eretta al centro del foro di Traiano e realizzata da Apollodoro di Damasco. (© ROMA - SOVRINTENDENZA CAPITOLINA)

LE CASE DEI ROMANI

A Roma, le insulae erano edifici a più piani dove vivevano i poveri, mentre le domus erano le case spaziose e confortevoli dei ricchi, con giardini e ampi spazi interni.

Le insulae

A Roma la popolazione aumentava costantemente ed era necessario costruire nuove abitazioni in spazi sempre più piccoli. Le insulae erano case alte fino a cinque piani, simili ai moderni condomini. Gli inquilini pagavano un affitto. Il piano terra era spesso occupato da botteghe artigiane (le tabernae) o negozi. Al primo piano abitavano mercanti e artigiani. Ai piani alti vivevano i più poveri: qui non arrivava l’acqua e non c’erano i bagni, per scaldarsi si doveva usare un braciere e spesso non c’era la possibilità di cucinare.

Le insulae erano in buona parte di legno o fatte con materiale scadente, per questo motivo i crolli e gli incendi erano frequenti.

Le finestre non avevano i vetri, ma solo sportelli di legno.

I piani superiori erano costruiti in mattoni e legno.

Le botteghe davano sulla strada.

I piani inferiori erano costruiti in mattoni. Le stanze erano dotate di acqua e di riscaldamento.

SKILLS L I F E

Nelle insulae i più poveri abitavano nei piani alti. Perché? Pensa ora ai palazzi di città attuali: è ancora così? Perché, secondo te?

All’esterno si affacciavano i ballatoi, balconi di legno.

Le domus e l’arte romana

I Romani ricchi vivevano nelle domus, case comode e spaziose di uno o due piani.

Queste case avevano di solito un atrio (cioè un ingresso) con il tetto aperto e una vasca al centro per raccogliere l’acqua piovana; c’erano anche il triclinio, cioè la sala da pranzo, le stanze per i padroni, le stanze per i servi, i magazzini per i cibi, il forno ecc.

Il peristilio, cioè un portico con le colonne, circondava un giardino interno. Molte testimonianze dell’arte romana sono state ritrovate nelle domus e nelle ville, che erano abbellite da statue, mosaici e affreschi.

Molte statue erano copie di quelle greche; affreschi e mosaici ornavano le pareti e i pavimenti e potevano essere a motivi geometrici e in bianco e nero oppure a più colori e con motivi decorativi di diverso genere.

Le stanze da letto erano chiamate cubicola.

Il larario era l’altare dedicato alle divinità domestiche.

Nel tablino il padrone di casa riceveva gli ospiti per discutere di affari.

Il giardino interno era circondato da un peristilio.

La dispensa conteneva le riserve dei cibi che si potevano conservare.

SOCIETÀ

Nell’atrio c’era l’impluvio, una vasca per la raccolta dell’acqua piovana.

La stanza da bagno era vicino alla cucina. La cucina aveva un grande forno.

Nel triclinio il padrone di casa e i suoi ospiti mangiavano stando distesi.

ERCOLANO E POMPEI

LEGGO

Molte delle informazioni che abbiamo sulla vita

LA FONTE

quotidiana dei Romani ci sono arrivate grazie ai resti di Ercolano e Pompei, due città sepolte dall’eruzione del vulcano Vesuvio avvenuta il 24 agosto del 79 d.C.

Nel Settecento iniziarono gli scavi archeologici, che riportarono alla luce le due città perfettamente conservate grazie alla cenere lavica. Gli scavi continuano ancora oggi e stanno portando alla luce nuovi edifici. Le nuove tecnologie, inoltre, permettono sempre di più di scavare senza danneggiare i reperti che vengono ritrovati.

L’area colpita dall’eruzione del Vesuvio.

Il thermopolium era una specie di osteria o tavola calda dell’antica Roma, dove si potevano comprare cibi e bevande già pronti. Era un locale molto comune, soprattutto a Ercolano e Pompei, e serviva pasti caldi alle persone che non avevano una cucina in casa o che mangiavano fuori per lavoro.

Il bancone in muratura del thermopolium aveva dei recipienti incassati (chiamati dolia) dove si conservavano zuppe, legumi, carne o vino, spesso tenuti al caldo. Insomma, era un po’ come un fast food romano, frequentato da viaggiatori, commercianti e cittadini.

Resti di un thermopolium di Ercolano, con i recipienti usati per conservare i cibi e le bevande.

Golfo di Napoli
Golfo di Salerno Miseno
Ercolano
Castellamare di Stabia Torre Annunziata
Cuma Liternum

Gli affreschi di questo tipo non servivano solo a decorare, ma anche a impressionare gli ospiti con soggetti colti e mitologici; esaltare valori come la forza, il coraggio, la bellezza e la ricchezza; manifestare il livello sociale dei padroni di casa.

Affresco dalla Casa dei Vettii.

Su concessione del Ministero della cultura - Parco Archeologico di Pompei.

Il sito archeologico di Pompei, con il Vesuvio sullo sfondo.

Su concessione del Ministero della cultura - Parco Archeologico di Pompei.

I fratelli Vettii erano due ricchi liberti che vissero a Pompei nel I secolo d.C. Possedevano una delle abitazioni più eleganti di Pompei. Questa casa, molto ben conservata, contiene splendidi affreschi e decorazioni. Per esempio, l’affresco nel triclinio rappresenta una scena mitologica nello stile definito “quarto pompeiano”, detto anche stile illusionistico o fantastico, che unisce elementi architettonici dipinti (come colonne, finte nicchie, cornici) con scene figurative centrali.

L’esterno della casa dei Vettii a Pompei.

Su concessione del Ministero della cultura - Parco Archeologico di Pompei.

VIDEO

UNA NUOVA RELIGIONE

Nel I secolo d.C. si diffuse una nuova religione: il Cristianesimo, che nel 380 d.C. divenne religione di Stato.

Agli inizi del I secolo d.C. in Palestina si diffuse una nuova religione monoteista, basata sugli insegnamenti di Gesù di Nazareth, detto il Cristo. Questa nuova religione prese perciò il nome di Cristianesimo

Gesù affermava l’esistenza di un solo Dio e predicava l’amore verso il prossimo e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani: princìpi in contrasto con quelli dell’Impero romano. Per questo venne accusato di ribellione contro l’Impero e condannato a morte per crocifissione. Dopo la sua morte gli apostoli e i discepoli (cioè i seguaci) di Gesù continuarono a diffondere i suoi insegnamenti, prima oralmente, poi per iscritto attraverso i Vangeli

Religione di Stato

I Romani ritenevano il Cristianesimo pericoloso, perché i suoi fedeli non veneravano l’imperatore come un dio, si rifiutavano di prestare servizio militare e non accettavano le distinzioni sociali

I cristiani a Roma iniziarono a essere perseguitati e furono costretti a praticare segretamente i loro riti nelle catacombe: gallerie sotterranee che erano state scavate per la sepoltura dei defunti. Nel III secolo d.C. l’imperatore Diocleziano ordinò la persecuzione dei cristiani in ogni zona dell’Impero. Ma nel 313 d.C., l’imperatore Costantino, dopo essersi convertito al Cristianesimo, emanò l’editto di Milano, con cui concesse a tutti la libertà di culto e pose fine al periodo delle persecuzioni. Nel 380 d.C., infine, l’imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo religione di Stato, ossia l’unico culto ammesso nell’Impero.

Con i colori indicati, sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande.

Che cosa affermava il Cristianesimo?

Perché i Romani all’inizio perseguitavano i cristiani?

Quando e da chi fu concessa la libertà di culto ai cristiani?

Quando e da chi il Cristianesimo fu dichiarato religione di Stato?

Che cosa significa perseguitare? Indica con una X la risposta corretta.

Imitare un gruppo di persone.

X Opprimere un gruppo di persone.

Adorare un gruppo di persone.

E I N S I E M è facile

Che cosa significa libertà di culto? Confrontati con i tuoi compagni e le tue compagne.

apostoli: un termine che deriva dal greco e significa “inviati”. editto: ordine scritto dell’imperatore.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

Una nuova religione

Gesù in mezzo ai suoi discepoli sul rilievo di un sarcofago romano in pietra.

Antica raffigurazione di Gesù dalle Catacombe di Commodilla a Roma.
Mosaico che raffigura l’imperatore Costantino.

LA CRISI DELL'IMPERO

Nel 395 d.C. l’Impero fu diviso in Impero romano d’Occidente e Impero romano d’Oriente.

Le divisione dell’Impero

A partire dal III secolo d.C. i governi imperiali non furono più stabili e, in poco tempo, si succedettero molti imperatori. Nel 284 venne eletto Diocleziano. Egli comprese che per governare un territorio così vasto era necessario suddividerlo in due parti. Nel 330, però, l’imperatore Costantino riunificò l’Impero e spostò la capitale a Costantinopoli, ritenuta più sicura di Roma, sempre più minacciata dalle popolazioni del centro Europa.

Nel 395 d.C., alla morte dell’imperatore Teodosio, l’Impero fu diviso fra i suoi due figli. Onorio divenne imperatore dell’Impero romano d’Occidente e spostò la capitale a Ravenna nel 402; Arcadio divenne imperatore dell’Impero romano d’Oriente con capitale Costantinopoli.

Le invasioni

Tra il IV e il V secolo d.C. l’Impero romano d’Occidente non riuscì più a reggere la pressione sui confini da parte delle popolazioni nomadi, attratte dalle enormi ricchezze di Roma. Erano tribù di pastori e guerrieri, organizzati in gruppi di famiglie guidate da un re.

I Romani definivano questi popoli barbari perché non appartenevano alla loro civiltà. Pur essendo in gran parte di origine germanica, i cosiddetti barbari appartenevano a popolazioni diverse, ognuna con cultura, tradizioni e un’organizzazione sociale proprie.

Nel 410 i Visigoti giunsero fino a Roma e la saccheggiarono. Nel 451 gli Unni, guidati dal loro re Attila, invasero la Pianura Padana. Nel 455 Roma subì un altro saccheggio per opera dei Vandali

Scrivi sulla carta i nomi delle due capitali dell’Impero.

L’imperatore Onorio.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

La divisione dell’Impero

Costantinopoli Ravenna

OCEANO

ATLANTICO

IMPERO

D’OCCIDENTE

Le invasioni

Percorsi delle invasioni.

MEDITERRANEO

CARTA

COME I ROMANI VEDEVANO I BARBARI

Leggi le parole che lo storico romano

Tacito dedica alle popolazioni germaniche: gli sembrano violente e rozze, ma ne ammira la dignità e la forza.

LA FONTE

Non trattano alcuna faccenda, né pubblica né privata, se non con le armi indosso: ma è usanza che ognuno le prenda solo quando la città l’ha riconosciuto in grado di servirsene. Allora, nell’assemblea stessa, o uno dei capi o il padre o i parenti armano il giovane di scudo e di framea: questa è per loro la toga virile. […]

Questa è la dignità, queste son le forze: essere circondati sempre da una schiera numerosa di giovani scelti è ornamento in tempo di pace, difesa in tempo di guerra. […]

Le guerre e i saccheggi forniscono i mezzi alla ricchezza; e indurli ad arare la terra o ad aspettare il raccolto sarebbe meno facile che indurli a provocare il nemico e a meritarsi ferite. Anzi, sembra loro pigrizia e viltà acquistare col sudore ciò che potrebbero procurarsi col sangue. […]

I bambini crescono in ogni casa nudi e sudici, eppure acquistano quelle membra, quelle corporature che noi guardiamo con meraviglia. […]

Nessuna raffinatezza di educazione distingue il padrone dal servo: trascorrono la vita tra i medesimi animali domestici e sul medesimo terreno, finché l’età viene a distinguere dagli altri i nati liberi e il coraggio a rivelarli.

Tacito, Germania

Che cosa significa

Non tutti potevano usare le armi, solo chi dimostrava di saperle usare le poteva maneggiare.

Lancia usata dalle popolazioni germaniche.

A Roma indossare la toga virile (tra i 15 e i 17 anni) significava uscire dall’infanzia e diventare adulti.

In questa parte Tacito afferma che i popoli germanici preferiscono ottenere ricchezze con le guerre e le razzie, invece che dal lavoro.

Qui Tacito intende dire che solo con l’età adulta si riesce a distinguere un uomo libero da un servo.

Le popolazioni germaniche portarono nell’Impero diverse novità. Poiché erano abili nella lavorazione dei metalli, crearono armi più resistenti; sostituirono le anfore con le botti di legno; introdussero l’uso dei pantaloni nell’abbigliamento; nell’alimentazione diffusero l’uso di carne, latte e burro (quest’ultimo sconosciuto ai Romani).

ESPLORA

LA FINE DELL'IMPERO

Nel 476 crolla l’Impero romano d’Occidente.

Nel 476 il generale germanico Odoacre tolse il titolo di imperatore romano d’Occidente a Romolo Augusto, e nominò se stesso re d’Italia

Secondo gli storici e le storiche, questo evento segnò la fine della lunga storia di Roma. L’Impero d’Occidente fu diviso in tanti regni governati da re di origine “barbara”. L’Impero romano d’Oriente, invece, durò fino al 1453, quando Costantinopoli venne conquistata dai Turchi Ottomani.

Le cause della fine dell’Impero

1

Cause militari

Per difendere i confini dell’Impero erano necessari moltissimi soldati. Così i comandanti iniziarono ad arruolare anche soldati mercenari: stranieri che prestavano servizio in cambio di denaro. Questi soldati però combattevano per chi li pagava meglio: anche a causa di ciò la forza militare romana diminuì.

2 Cause economiche e sociali

Con la fine delle guerre di conquista entravano sempre meno ricchezze nelle casse dello Stato, mentre aumentavano le spese per difendere i confini.

Lo Stato aumentò le tasse, ma la maggior parte della popolazione, impoverita, non poteva pagarle. Molti agricoltori furono costretti a vendere le loro terre e diventarono servi.

3 Cause politiche

Il succedersi di numerosi imperatori, la suddivisione dell’impero e lo spostamento della capitale a Costantinopoli, contribuirono a indebolire l’impero d’Occidente che, sotto l’attacco delle popolazioni germaniche e senza risorse per riorganizzare l’esercito, si avviò verso la propria fine.

Un rilievo che rappresenta una battaglia tra Romani e Germanici.

Odoacre toglie il titolo di imperatore a Romolo Augusto.

193, 194-195

LA SINTESI

L’IMPERO ROMANO

Completa i testi della sintesi con le seguenti cifre e parole.

Cristianesimo • economici • 212 a.C. • 27 a.C. • 476 • Occidente

L’IMPERO

Nel 27 a.C. Ottaviano concentra nelle sue mani tutti i poteri: inizia così l’età imperiale. Durante l’età imperiale i domini di Roma si espandono moltissimo e nel 212 a.C. Caracalla concede la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell’Impero.

Dal I secolo d.C. si diffonde inoltre una nuova religione, il Cristianesimo, che nel 380 diventa la religione ufficiale dell’Impero. Nel 395 l’Impero romano è diviso in due (Impero d’Occidente e Impero d’Oriente), ma questo non è sufficiente ad arrestare la crisi, dovuta a problemi militari, politici ed economici e sociali: nel 476 l’Impero romano d’Occidente crolla.

ESPLORA L’IMMAGINE LAB

Hai scoperto l’Impero romano. Leggi la mappa per ricordare meglio.

Inizia nel 27 a.C.

• Nel 395 divisione in Impero romano

d’Oriente e Impero romano d’Occidente

• Nel 476 finisce l’Impero romano

d’Occidente, quello d’Oriente dura fino al 1453

Governo

Esercito di mercenari

SOCIETÀ

Conquista di nuovi territori: Britannia, Mauritania, Dacia e Vicino Oriente

Grandi opere

• Imperatore ha tutti i poteri (Ottaviano Augusto è il primo)

• Successione per via ereditaria (dinastie) e poi per adozione

• Governatori nelle province

Opere pubbliche e luoghi di svago:

• acquedotti

• strade

• fori

• teatri, terme, circhi, anfiteatri

Monumenti per celebrare le conquiste:

• colonne

• archi di trionfo

Cittadinanza romana a tutti i cittadini dell’Impero (dal 212)

RELIGIONE

Diffusione del Cristianesimo dal I secolo d.C.

Persecuzione dei Cristiani, prima a Roma e poi in ogni zona dell’Impero

Libertà di culto nel 313 con l’editto di Milano (imperatore Costantino)

Religione di Stato dal 380 (imperatore Teodosio)

DOVE E QUANDO
I ROMANI: IMPERO

GIOCO CON LA STORIA

Ricostruisci l’Impero romano con le parole chiave che hai imparato. Segui gli esempi.

Curiosità dal passato

Anche i Romani interrogavano gli oracoli per conoscere il futuro. Gli oracoli però non sempre erano chiari, andavano interpretati. Leggi il seguente oracolo che la Sibilla Cumana, sacerdotessa di Apollo, diede a un soldato che chiedeva se doveva partire per la guerra.

ibis redibis non morieris bello andrai tornerai mica morirai in guerra

Il soldato partì, convinto di salvarsi. Invece morì. Eppure la Sibilla non aveva sbagliato. Perché? Osserva le virgole: di che colore sono quelle dell’oracolo? E quelle male interpretate dal soldato?

ibis, , redibis, non, morieris bello

ANDRAI, , TORNERAI, MICA, MORIRAI IN GUERRA

I

I

I

il mio QUADERNO DI STORIA

ATLANTE STORICO

La

La

LA

I

L’Iliade

Le

LA

I

La

Le

LA CIVILTÀ

IL MIO QUADERNO DELLE VERIFICHE

La civiltà dei Micenei

RICORDIAMO

La civiltà dei Greci

RICORDIAMO

civiltà

RICORDIAMO

La civiltà degli Etruschi

RICORDIAMO INSIEME • VERIFICA PIÙ FACILE 204-205

La civiltà dei Romani • 1

RICORDIAMO INSIEME • VERIFICA PIÙ FACILE 206-207

La civiltà dei Romani • 2

RICORDIAMO INSIEME • VERIFICA PIÙ FACILE 208-209

VERIFICA FINALE

La civiltà dei Micenei

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Nella penisola greca, intorno al 1900 a.C. si sviluppò la civiltà micenea. I Micenei, così chiamati dal nome della loro città più importante, Micene, erano una popolazione nomade e provenivano dal Nord. Tra il 1450 e il 1200 a.C. ebbero il loro massimo sviluppo. Espansero i loro domini su Creta e sulle coste dell’attuale Turchia; crearono anche numerosi empori lungo le coste del Mediterraneo, dall’Italia meridionale all’Egitto.

LA CIVILTÀ DEI GRECI

A partire dal 1200 a.C., nella penisola greca si sviluppò la civiltà greca. I Greci vivevano nelle poleis, cioè in città-Stato indipendenti. Le poleis spesso erano in lotta tra loro, ma condividevano la stessa cultura. I Greci fondarono numerose colonie in tutto il Mediterraneo, le più ricche sorgevano in Italia meridionale, territorio chiamato Magna Grecia.

LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

La Macedonia era un territorio a Nord della Grecia ed era abitato dai Macedoni, una popolazione di origine indoeuropea. La capitale del regno macedone era Pella. Dopo aver sconfitto i Persiani, le poleis greche iniziarono a lottare tra loro e si indebolirono. Fu così che nel 338 a.C. vennero conquistate dai Macedoni, guidati prima da Filippo II e poi dal figlio Alessandro Magno. Alessandro Magno riuscì a impadronirsi di un vasto impero che andava dalla Grecia all’India e all’Egitto.

TRACIA

I POPOLI ITALICI E GLI ETRUSCHI

Le popolazioni che nel corso dei millenni si stabilirono nella nostra Penisola sono chiamati nel complesso ”Popoli italici". Essi però avevano caratteristiche diverse: erano agricoltori, pastori, cacciatori e guerrieri. La civiltà che ci ha lasciato più testimonianze è quella degli Etruschi, che originariamente si sviluppò nelle attuali Toscana, Umbria e Lazio e poi si espanse sia a Nord, sia a Sud della Penisola.

Popolo delle Terramare
Etruschi Celti

LA CIVILTÀ DEI ROMANI

La storia di Roma è lunga più di un millennio: dal 753 a.C., cioè l’anno in cui secondo la tradizione venne fondata la città, fino al 476, quando venne sancita la fine dell’Impero romano d’Occidente.

In questo lungo arco di tempo Roma adottò diverse forme di governo e conquistò molti territori, diventando la capitale di un vastissimo impero. A partire dal V secolo problemi militari, socio-economici e politici indebolirono l’Impero.

Oceano

Atlantico

Territori di Roma durante la Monarchia

Territori di Roma durante la Repubblica

Territori di Roma durante l’Impero

Principali città

I MICENEI: DOVE E QUANDO

1 Osserva la carta. Poi:

• cerchia in rosso l’area in cui si insediarono in origine i Micenei;

• scrivi al posto giusto Micene, Troia, Creta, Rodi e Cipro;

• cerchia in verde i territori dove si trovavano i principali empori micenei.

2 Completa la linea del tempo scrivendo gli avvenimenti nei cartellini.

Micenei

1450 a.C.: inizia il periodo di massimo sviluppo.

1200 a.C.: scompare la civiltà micenea

3 Scrivi tre frasi sui Micenei utilizzando le seguenti parole. acropoli • mura • tumulo • Lineare B • empori • Cretesi • olivi e viti

1. Le città micenee erano circondate da alte mura. Nell'acropoli si trovavano il palazzo reale e gli edifici sacri. Sia all'interno sia all'esterno delle mura sono state ritrovate molte tombe a tumulo

2. I Micenei svilupparono un nuovo tipo di scrittura: la Lineare B

3. Dai Cretesi i Micenei impararono a coltivare olivi e viti e le tecniche di navigazione. Grazie a esse diventarono abili navigatori e fondarono numerosi empori

Creta
Cipro
Rodi Troia
Micene

L'ILIADE

1 Leggi il seguente testo.

L’Iliade (che prende il nome da «Ilion», l’altro nome dell’antica città di Troia) racconta i fatti accaduti nei 51 giorni dell’ultimo anno della guerra tra gli Achei e i Troiani. Ma perché questa guerra era scoppiata?

Tutto era iniziato alla festa di nozze dei genitori del guerriero greco acheo Achille: la ninfa Teti e il mortale Peleo. Qui la dea della discordia aveva lanciato una mela d’oro che era destinata alla donna più bella.

Le divinità Atena, Era e Afrodite volevano tutte e tre quel premio. Gli dèi non sapevano scegliere, così Zeus stabilì che il principe troiano Paride doveva decidere. Per convincere Paride, Era gli offrì il governo dell’Asia. Atena, invece, gli offrì la vittoria in tutte le battaglie. Afrodite, infine, gli offrì l’amore della donna più bella del mondo, cioè Elena, che era la moglie del re acheo Menelao.

Paride assegnò la mela d’oro ad Afrodite, così Elena si innamorò di lui e i due fuggirono insieme a Troia.

Il re acheo Menelao e suo fratello Agamennone riunirono allora un grande esercito e iniziarono una guerra violenta e lunghissima contro Troia.

Sullo sfondo di questa guerra, nell’Iliade viene narrata la rabbia dell’eroe Achille con le sue terribili conseguenze.

I classici facili raccontati da Carlo Scataglini, Iliade, Erickson, 2020

2 L’Iliade fu scritta in un’epoca successiva a quella dei Micenei. I personaggi, e in particolar modo le divinità, sono quelle in cui credevano i Greci che arrivarono dopo. In quali divinità credevano i Micenei?

Divinità di origine cretese, in particolare la dea madre.

3 Leggi attentamente il testo, poi scrivi i nomi dei vari personaggi nella colonna corretta.

Divinità

Teti

Atena Era

Afrodite Zeus

Achei

Peleo

Menalo

Elena

Agamennone

Achille

Paride

Troiani

4 Indica con una se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• Ilion è l’antico nome di Troia. V F

• Troia si trova in Grecia. V F

• Questo che hai letto è un testo storico: i fatti narrati sono realmente accaduti. V F

LE CIVILTÀ DELL'EGEO

1 Leggi il testo che parla delle civiltà che si svilupparono nelle terre affacciate sul Mar Egeo.

La storia delle civiltà che abitarono nelle isole e nelle terre che si affacciano sul Mar Egeo merita qualcosa di più di un interesse archeologico. I Cretesi, che avevano iniziato quella storia, avevano fatto dono della propria civiltà ai popoli limitrofi, grazie alle opportunità che il Mar Egeo offriva, poi, grazie al Mar Mediterraneo, l’avevano trasmessa a molti altri popoli. Mentre la civiltà egizia e quelle asiatiche si limitavano a rimanere circoscritte alla terra, la civiltà cretese diffondeva la sua luce lontano, attraendo con il suo fascino i popoli guerrieri.

La supremazia passò dai Cretesi agli Achei, da Cnosso a Micene. Poi arrivarono i barbari

Dori: sembrava la rovina. Ma i semi sparsi per secoli e in tanti diversi Paesi, dai Cretesi prima e dai Micenei dopo, non andarono perduti. Essi restarono a lungo assopiti, per rigermogliare più tardi nella splendida civiltà greca, che fu madre della civiltà latina e occidentale.

adatt. da G. Glotz, La civiltà dell’Egeo, in AA.VV., La vita e i giorni, vol. 1, SEI

2 Indica con una X l’alternativa corretta per completare le affermazioni.

• Il testo ha come argomento: la flora e la fauna del Mar Egeo.

i ritrovamenti archeologici nel Mar Egeo.

la storia della civiltà cretese.

x l’importanza delle civiltà che abitarono l’Egeo per la nascita della cultura occidentale.

• La prima popolazione dell’Egeo che trasmise la propria civiltà ai popoli vicini fu quella: degli Egizi. dei Dori. dei Macedoni. x dei Cretesi.

• Supremazia significa:

x Superiorità assoluta su altri. superbia. democrazia. sagezza.

3 Rispondi alle domande.

• Qual era la differenza tra la civiltà egizia e quelle asiatiche e la civiltà cretese? Sottolinea la risposta nel testo.

• Dopo i Cretesi, a chi passò la supremazia dell’Egeo?

Ai Micenei.

• Che cosa sono, secondo te, i semi che Cretesi e Micenei sparsero per secoli e in tanti diversi Paesi? Le conoscenze che avevano sviluppato in diversi ambiti.

• Quale civiltà nacque in seguito?

Quella greca.

I GRECI: DOVE E QUANDO

1 Osserva la carta. Poi:

• cerchia in rosso i territori della Grecia;

• scrivi al posto giusto i nomi delle poleis più importanti;

• cerchia in verde i territori delle colonie greche.

2 Completa la linea del tempo scrivendo gli avvenimenti nei cartellini.

1200 a.C.: dalla fusione di Achei e Dori nasce la civiltà degli antichi Greci.

700 a.C.: sorgono le poleis. 431-404 a.C.: guerra del Peloponneso.

2000

338 a.C.: la Grecia viene conquistata dai Macedoni.

3 Scrivi tre frasi sui Greci utilizzando le seguenti parole. vasi • olio d’oliva • ceramica • baratto • monete

1. L'olio d'oliva greco era molto richiesto per condire i cibi, preparare medicine per il corpo, ungere gli strumenti da lavoro e usarlo come combustibile per le lampade.

2. I vasi in ceramica erano un prodotto molto apprezzato dell'artigianato greco.

3. All'inizio i Greci commerciavano attraverso il baratto poi, verso il 550 a.C., introdussero l'uso delle monete.

Greci
Atene
Sparta

LA MAGNA GRECIA

1 Leggi il testo sulle attività nelle colonie greche. Secondo la tradizione, la più antica colonia dei Greci in Italia fu fondata nel 773 a.C. a Metaponto, in Basilicata. Verso il 770 a.C. fu fondato l’emporio di Pithecusa (Ischia) e a distanza di qualche decennio quello di Cuma, in Campania. Nel 734 a.C. venne poi fondata la colonia di Siracusa, in Sicilia, e nel 706 a.C. gli Spartani fondarono la colonia di Taranto, in Puglia. La colonizzazione greca portò alla costituzione di poleis sul modello delle città-Stato della città madre.

I Greci costruirono magnifici templi, di cui ancora oggi rimangono i resti, come quelli della valle dei Templi ad Agrigento, in Sicilia, o i templi di Paestum, in Campania.

2 Osserva la carta e cerchia le colonie della Magna Grecia più antiche citate nel testo.

Marsiglia Empuries

Nizza Alaia

Il tempio di Atena a Paestum.

Magna Grecia

Territori greci

Città-Stato e colonie principali

ITALIA

Cuma Ischia Napoli Paestum

Apollonia Abdera Taranto

Metaponto Sibari Crotone Corcira

Zancle

Palermo Selinunte Siracusa Catania Reggio Calabria Gela

Adrumeto

Agrigento

Mar Egeo

Mar Nero

Bisanzio

Pano

Lampsaco

Smirne

Efeso

Mileto Corinto

Sparta

Atene

Creta

Rodi

3 Osserva la posizione delle colonie e segna con una X quali caratteristiche avevano in comune.

x Sorgevano lungo le coste. Sorgevano nel Nord dell’Italia.

x Erano facilmente raggiungibili via mare.

x Sorgevano in insenature e posti riparati, oppure in posti di passaggio.

LA NASCITA DELLA DEA ATENA

1 Leggi il testo che narra come nacque Atena, dea della saggezza e della guerra.

Atena, figlia di Zeus, nacque in maniera assai strana: uscì dalla testa di Zeus. Un giorno, il padre degli dèi si svegliò con un fortissimo mal di testa, così chiamò il fabbro divino, Efesto, e gli ordinò di aprirgli la testa. Questi dovette ubbidire; ed ecco che accadde un fatto straordinario: dalla testa di Zeus balzò fuori una giovane dea, bellissima, armata di tutto punto con lancia, elmo, scudo e corazza.

Era nata Atena, che subito si manifestò come una divinità guerriera lanciando grida di vittoria e ballando danze di guerra.

adatt. da AA.VV., Nettare degli dèi, spade per gli eroi, Il Capitello

2 Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F

• Zeus era il padre degli dèi.

• Atena era la moglie di Zeus.

V F

V F

• Un giorno Zeus si svegliò con un grande dolore alla pancia. V F

• Zeus chiamò Efesto, il fabbro degli dèi, perché lo liberasse da quel dolore. V F

• Dalla testa di Zeus uscì la giovane Atena, armata di tutto punto. V F

• Appena nata Atena si mise, docile, accanto al padre. V F

3 Leggi le seguenti frasi, osserva l’immagine e scrivi i numeri delle parole in grassetto al posto corretto.

• Il bassorilievo del V secolo a.C. mostra la dea Atena pensierosa che appoggia la testa su una lancia 1

• La dea è rappresentata a piedi nudi, vestita con un peplo 2, tipico abito femminile drappeggiato, e un elmo 3 in testa.

• Sulla stele 4 davanti ad Atena è posata una civetta 5, animale associato ad Atena e simbolo di sapienza.

I TEMPLI GRECI

1 Leggi il testo che parla dei templi greci.

Ovunque giungessero, i Greci costruivano templi dedicati agli dèi dell’Olimpo: possiamo infatti ancora oggi ammirare, in Grecia e nelle colonie della Magna Grecia, resti di splendidi templi e santuari. Fino al VII secolo a.C. circa i templi erano costruiti in legno e mattoni di fango, ma a partire dal VI secolo a.C. furono usati pietra e marmo. Ogni edificio si ergeva su una piattaforma di gradini e aveva un colonnato esterno; in un grande locale interno, la cella, a cui aveva accesso solo il sacerdote, veniva custodita la statua della divinità a cui il tempio era dedicato. Il tempio greco più famoso è il Partenone, che sorge sull’acropoli di Atene. Era dedicato alla dea Atena, protettrice della città e fu edificato nel V secolo a.C. sotto la direzione di Fidia, il più celebre scultore dell’antica Grecia. Nella parte frontale del tempio, sul frontone, una serie di statue in bassorilievo raccontano la nascita della dea.

2 Indica con una X l’alternativa corretta per completare le frasi.

• l Greci costruirono templi e santuari: in tutto il mondo. solo in Grecia. solo nelle loro colonie della Magna Grecia. x in Grecia e nelle loro colonie.

• Fino al VII secolo a.C. circa i templi erano costruiti: in legno. x in legno e mattoni di fango. in pietra e mattoni di fango. in pietra e marmo.

• In seguito i templi vennero costruiti in: mattoni e sassi. marmo e legno. x pietra e marmo. legni pregiati.

• La statua della divinità a cui il tempio era dedicato veniva custodita: sotto il colonnato. nella parte frontale del tempio. x nella cella, che era un locale interno. sotto la piattaforma di gradini.

• Il Partenone sorgeva: a Sparta. a Micene. x ad Atene. a Cnosso.

• Fidia era: un eroe greco. un sacerdote del Partenone. x il più celebre scultore greco. un grande filosofo greco.

LE GUERRE CONTRO I PERSIANI

1 Leggi il testo che racconta la battaglia di Maratona.

Il potente impero persiano più volte cercò di invadere le città-Stato della Grecia. Nel 490 a.C. l’esercito di Dario I sbarcò nell’Attica nei pressi della città di Maratona, che venne difesa dagli Ateniesi. Nella battaglia che seguì, i Greci riuscirono a sconfiggere i Persiani e un messaggero, Fidippide, fu incaricato di portare la notizia della vittoria ad Atene, distante dal luogo della battaglia 42 chilometri e 195 metri. Fidippide percorse tutta la strada correndo e all’arrivo, dopo aver dato l’importante notizia, morì per lo sforzo sostenuto.

In ricordo di questo episodio venne introdotta nei primi giochi olimpici dell’era moderna (Atene, 1896) la maratona, una gara di corsa che è lunga per l’appunto 42,195 chilometri.

2 Indica con una X le affermazioni corrette.

x La battaglia di Maratona avvenne nel 490 a.C.

Maratona si trovò sola contro il potente esercito di Dario I.

x L’intervento degli Ateniesi allontanò i Persiani.

Fidippide fu inviato in Persia a informare Dario della vittoria di Atene.

x Fidippide corse per 42 chilometri e 195 metri.

x Fidippide, dopo il suo arrivo, morì per la fatica.

x Il gesto di Fidippide viene ricordato nella corsa chiamata “maratona”.

3 Osserva l’immagine che rappresenta un combattimento tra un soldato persiano e uno greco, poi rispondi alle domande.

• Con quali armi stanno combattendo i due soldati?

Delle spade.

• Che cosa indossano entrambi per proteggersi il capo?

Un elmo.

• Quale dei due soldati sembra prevalere nel combattimento?

Quello a destra.

• Quale dei due, secondo te, è il soldato greco?

Quello a destra.

• In base a che cosa lo affermi?

In base a come è armato (scudo, tipo di elmo, armatura).

I MACEDONI: DOVE E QUANDO

1 Colora la carta secondo le indicazioni:

l’estensione del territorio macedone prima delle conquiste di Filippo II e di Alessandro Magno; la massima estensione dell’impero macedone alla morte di Alessandro Magno.

MAR NERO

MAR ROSSO Pella

2 Completa la linea del tempo scrivendo gli avvenimenti nei cartellini.

1000 a.C.

CASPIO

Golfo Persico

ARABICO

360 a.C.: diventa re Filippo II.

336 a.C.: diventa re Alessandro Magno

500 a.C. 0 Macedoni

338 a.C.: Filippo II conquista le poleis greche.

333 a.C.: Alessandro Magno sconfigge i Persiani.

31 a.C.: i Romani conquistano

l'Egitto, l'ultimo regno alessandrino.

3 Completa il brano con le seguenti parole.

alessandrini • dominatori • impero • regni • Romani

Alla morte di Alessandro Magno, l’impero macedone fu suddiviso in vari regni , chiamati alessandrini , e si indebolì progressivamente.

Nel 148 a.C. i Romani sconfissero i Macedoni e divennero i nuovi dominatori della Grecia.

BUCEFALO

1 Leggi il racconto dello storico greco Plutarco (46 d.C. circa - 126 d.C.) sul giorno in cui Alessandro, a soli 12 anni, domò il cavallo Bucefalo.

Quando Filonico di Tessaglia portò a Filippo il cavallo Bucefalo per venderglielo per 13 talenti, tutti scesero nella pianura per metterlo alla prova, ma il cavallo non si lasciava montare. Allora Filippo, ormai irritato, comandò che lo portassero via.

Si fece avanti suo figlio Alessandro e disse: – Che cavallo stai perdendo, solo perché non sanno trattarlo!

Alessandro continuava a brontolare, e così Filippo gli disse – Credi di esser capace di trattare un cavallo meglio di uomini più grandi e più esperti di te?

– Certo, – rispose Alessandro – saprei trattarlo meglio di chiunque altro.

– E se non ce la fai?

– Sarò io a pagare il prezzo del cavallo.

Filippo scoppiò in una risata, poi si accordarono tra loro sul denaro. Subito Alessandro corse verso il cavallo e, presa la briglia, lo rivolse verso il Sole. Si era infatti accorto che il cavallo si agitava quando vedeva la sua ombra proiettata per terra davanti a sé. Dopo aver corso per un po’ al trotto insieme a lui e averlo accarezzato, con un balzo saltò e lo montò saldamente. E stringendo per un po’ il morso con le briglie, lo trattenne senza fatica. Quando si rese conto che il cavallo si lasciava guidare, si lanciò in una lunga corsa.

Quando Alessandro tornò indietro fiero e gioioso, tutti levarono un grido di giubilo. Si dice che Filippo pianse qualche lacrima di gioia, e quando Alessandro smontò, gli disse: – Figlio, cerca un regno pari a te stesso: la Macedonia è troppo piccola per te.

Adattato da Plutarco, Vita di Alessandro

2 Indica con una X l’alternativa corretta per completare le frasi.

• Filippo non vuole comprare più il cavallo perché: il prezzo era troppo alto. x nessuno riusciva a cavalcarlo.

• Bucefalo non si faceva domare perché: x aveva paura della sua ombra. era un cavallo selvaggio.

• Quando Alessandro torna dopo la corsa con Bucefalo, tutti: x sono felici. sono arrabbiati.

• Il padre Filippo piange perché: x è orgoglioso del figlio. è orgoglioso della forza del cavallo.

3 Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

• Lo storico greco Plutarco / Bucefalo raccontò la vita di Filippo II / Alessandro

• Il cavallo ribelle domato da Alessandro si chiamava Plutarco / Bucefalo.

• Plutarco era / non era un contemporaneo di Alessandro.

PERGAMO E LA PERGAMENA

1 Leggi il seguente testo sull’invenzione della pergamena.

Oltre ad Alessandria d’Egitto, anche altre città dei regni alessandrini divennero importanti centri culturali. Tra questi centri ebbe un ruolo fondamentale Pergamo, nell’odierna Turchia, che i sovrani ellenistici arricchirono di splendide statue e monumenti.

In seguito ai conflitti sorti tra il regno di Pergamo e l’Egitto, dalle rive del Nilo non vennero più esportati i preziosi fogli di papiro, che costituivano l’unico supporto su cui scrivere. Per sopperire a questa necessità, durante l’epoca ellenistica a Pergamo fu inventato un nuovo tipo di foglio per la scrittura, la pergamena, ottenuta dalla lavorazione delle pelli di pecora.

La pergamena sostituì il papiro e fu usata per molti secoli, fino alla scoperta della carta ricavata dalla cellulosa contenuta nel legno degli alberi, che impieghiamo ancora oggi.

2 Rispondi alle seguenti domande.

• Dove venivano prodotti i fogli di papiro? In Egitto.

• Perché fu inventata la pergamena? Perché non venivano più esportati i fogli di papiro dall’Egitto a causa di conflitti con il regno di Pergamo.

• Dove fu inventata la pergamena? Nella città di Pergamo.

• Come veniva ottenuta la pergamena? Dalla lavorazione delle pelli di pecora.

• Fino a quando fu usata la pergamena? Fino alla scoperta della carta ricavata dal legno.

I POPOLI ITALICI: DOVE E QUANDO

1 Osserva la carta. Poi scrivi i nomi delle seguenti popolazioni al posto giusto.

Camuni • Liguri • Sardi • Siculi • Veneti • Villanoviani • Celti • Popoli delle terramare • Popoli appenninici

Celti

Liguri Camuni

Veneti

Popoli delle Terramare

Villanoviani

Sardi Siculi

Popoli appenninici

2 Indica con una X le affermazioni corrette.

x L'Italia fu abitata fin dalla Preistoria.

Le zone paludose favorirono la presenza umana.

x Le zone pianeggianti favorirono gli insediamenti umani.

I Popoli italici avevano tutti le stesse caratteristiche.

3 Osserva le seguenti fonti storiche e scrivi a quali popolazioni appartengono.

È un'urna.

Appartiene ai Villanoviani.

È una situla.

Appartiene ai Veneti.

È un elmo.

Appartiene ai Celti.

Sicani
Etruschi
Elimi

LA CIVILTÀ NURAGICA

1 Leggi il testo che descrive un antico villaggio nuragico.

La civiltà dei Sardi viene chiamata anche “nuragica” per via dei nuraghi, le caratteristiche costruzioni a forma di tronco erette per difendersi dai nemici. Queste costruzioni erano fatte da blocchi di pietra e copertura in legno. Alcuni nuraghi potevano raggiungere l’altezza di 20 metri. L’interno, però, era piuttosto stretto, perché le pareti erano larghe anche 5 metri.

Al centro del villaggio nuragico c’era un castelletto con una torre centrale: lì si riuniva il consiglio degli anziani. Nel castelletto vivevano il capo del villaggio con la famiglia. Nel villaggio vi era anche un pozzo per l’acqua piovana. Il villaggio era circondato da torri unite tra loro da mura difensive, sempre controllate da una piccola guardia armata. La maggior parte della popolazione viveva all’esterno, in abitazioni anch’esse in pietra, ma poteva rifugiarsi dentro le mura in caso di pericolo.

2 Indica con una se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• I Nuraghi erano un’antica popolazione che viveva in Sardegna prima dei Sardi.

• I nuraghi erano costruzioni a forma di tronco di cono, fatte da grossi blocchi di pietra.

• L’interno dei nuraghi era molto spazioso.

• Al centro del villaggio nuragico c’era un castelletto dove si riuniva il consiglio degli anziani.

• Non esistevano pozzi.

• Il villaggio era circondato da mura.

• Al di fuori del villaggio non c’erano abitazioni.

3 Oltre ai nuraghi, le testimonianze più importanti dei Sardi sono date da numerose statuette in bronzo. Trascrivi i numeri delle didascalie al posto giusto.

1. Un arciere

2. Un guerriero con gli scudi

3. Una madre con il figlio fra le braccia

L'ORIGINE DEL NOME ITALIA

1 Leggi il testo che parla delle origini del nome del nostro Paese.

Ancora all’inizio del I millennio a.C., quando era abitato da una grande varietà di popoli, il nostro Paese non si chiamava ancora Italia. I Greci, per esempio, chiamavano Esperia, cioè “terra della sera”, la parte meridionale della penisola, posta a Ovest della Grecia, dove vedevano tramontare il Sole ogni sera.

Una delle ipotesi sull’origine del nome Italia sostiene che esso derivi da Italoi, termine con il quale i Greci chiamavano i Vituli. I Vituli erano una popolazione che anticamente abitava la punta della penisola, corrispondente all’incirca all’attuale Calabria, e che adorava una divinità dall’aspetto di vitello.

Furono gli storici greci, dal V secolo a.C. in poi, a chiamare Italoi tutti i coloni di origine greca che si erano stabiliti nella Magna Grecia. In seguito estesero tale nome ai popoli che abitavano la nostra penisola e usarono il nome Italia per indicare il territorio da essi occupato.

2 Indica con una X l’alternativa corretta per completare le frasi e rispondi alle domande.

• Il nome Italia che identifica il nostro Paese: risale al III millennio a.C. è stato usato dagli Etruschi per indicare i loro territori. si diffonde nel I millennio a.C. x è stato attribuito dagli storici greci.

• Come chiamavano i Greci la parte meridionale della nostra penisola? Esperia

• Esperia in greco significa: “terra della speranza”. “terra dei vitelli”. x “terra della sera”. “terra di nessuno”.

• Per quale motivo era chiamata così?

Perché la parte meridionale della penisola era posta a Ovest della Grecia, dove i Greci vedevano tramontare il Sole ogni sera

• Il testo afferma che l’origine del nome Italia: è certa e unica. x ha più ipotesi. è sconosciuta. è molto recente.

• Una delle ipotesi sostiene che i Greci chiamavano inizialmente Italoi: tutti gli abitanti dell’Italia. x i Vituli, un popolo della Calabria.

i popoli sottomessi nelle colonie. gli abitanti delle coste della Sicilia.

• L’uso di chiamare Italoi tutti i popoli della penisola si deve: ai coloni della Magna Grecia. ai Vituli. x agli storici greci, dal V secolo a.C. in poi. agli abitanti della Calabria.

GLI ETRUSCHI: DOVE E QUANDO

1 Osserva la carta e completa la legenda scrivendo al posto giusto:

nucleo originario degli Etruschi • massima espansione del territorio etrusco

Felsina Spina Adria

Marzabotto

Arno

Volterra

Arezzo

Cortona

Populonia

Vetulonia

Chiusi

Roselle

Vulci

Tarqui ia

Cerveteri

Perugia

nucleo originario degli Etruschi

massima espansione del territorio etrusco

2 Colora sulla linea del tempo da quando a quando si sviluppò la civiltà degli Etruschi.

3 Scrivi 4 parole/espressioni che caratterizzano la civiltà etrusca.

1. Città-Stato/Lucumone

2. Bucchero

3. Àuguri e aruspici/arte divinatoria

4. Arco a volta

LA CURA DEL CORPO

1 Leggi il seguente testo.

Dalle fonti storiche sembra che gli uomini etruschi tenessero molto al loro aspetto: scolpivano il corpo con attività fisica e ostentavano un abbigliamento ricercato. Nei loro corredi funebri era spesso presente lo strigile, usato dagli atleti per rimuovere il fango, ma utile anche per gli unguenti, a dimostrazione che i maschi facevano uso di profumazioni e creme idratanti. Ma l’oggetto principe di ogni loro toilette era il rasoio. Sappiamo che gli Etruschi ne utilizzavano uno estremamente pratico: il cosiddetto rasoio “lunato”, la cui lama era perfetta per le curve del volto.

Gli uomini etruschi, al pari delle donne, usavano dunque mostrarsi sempre in ordine e, oltre che per la cura di barba e capelli, i rasoi erano adoperati per la depilazione del corpo. Si trattava di un’abitudine tanto diffusa al punto che esistevano degli “istituti di bellezza” per gli uomini. La costante presenza del rasoio nelle sepolture maschili etrusche fa supporre che probabilmente era un simbolo del raggiungimento dell’età adulta.

Federica Campanelli, Bellezza etrusca, in Focus n. 150 Aprile 2019

2 Rispondi alle seguenti domande.

• Come si è scoperto che gli uomini etruschi curavano molto il loro aspetto? Dai reperti ritrovati nei corredi funebri.

• Che cos’è lo strigile? Un accessorio usato dagli atleti per togliersi il fango, ma usato anche per gli unguenti.

• Probabilmente che cosa rappresentava il rasoio? Il raggiungimento dell’età adulta.

• Quale altro popolo che hai studiato curava molto l’aspetto fisico? I Greci.

LE LAMINE DI PYRGI

1 Leggi il testo sull’alfabeto etrusco.

Le origini degli Etruschi rappresentano ancora un grande mistero per gli studiosi. Sappiamo che i Greci li chiamavano Tyrrhenoi “Tirreni” e che la loro era una delle culture più raffinate e avanzate del mondo mediterraneo.

Nonostante l’alfabeto etrusco derivi da quello greco e per questo è stato abbastanza semplice comprenderlo, non è stato ancora possibile decifrare in modo certo la loro lingua. Infatti, sono giunti a noi solo testi brevi, per lo più iscrizioni funerarie, il che non permette di conoscere molte parole.

Un grande passo avanti è stato fatto grazie a un lungo testo scoperto a Pyrgi (oggi Santa Severa), il porto dell’antica Caere (Cerveteri).

Si tratta di tre lamine d’oro, alte ciascuna una ventina di centimetri, di cui due in lingua etrusca e una in lingua fenicia. Le lamine furono ritrovate nel cosiddetto “Tempio B” di Pyrgi, dedicato alla dea Uni/ Astarte.

Le lamine risalgono ai primi anni del V sec. a.C. e celebrano la costruzione del Tempio B da parte di Thefarie Velianas, lucumone di Caere. Poiché agli studiosi era già ben nota la lingua fenicia, fu possibile la traduzione immediata di una delle tre lamine; le rimanenti lamine in lingua etrusca, anche se non presentavano un testo esattamente speculare a quello tradotto, furono comunque decifrate dopo un attento lavoro.

Adattato da Luca Piemontese in https://archeocafe.wordpress.com/2019/09/01/ilsegreto-della-lingua-etrusca-le-lamine-di-pyrgi/

2 Rispondi alle seguenti domande.

• Perché è stato difficile tradurre la lingua etrusca? Perché sono giunti a noi solo testi brevi.

• I Greci conoscevano gli Etruschi?

Sì, i Greci li chiamavano Tyrrhenoi (Tirreni).

• Chi era il lucumone? Il re della città-Stato.

LE ORIGINI DI ROMA

1 Indica con una se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• La città di Roma sorse sui colli. V F

• I colli furono scelti perché offrivano un bel paesaggio. V F

• Il fiume permetteva il trasporto di merci verso le zone più interne dal mare. V F

• La città affacciava sul mare, ma era protetta dagli attacchi di navi nemiche. V F

2 Osserva questa scultura, poi rispondi alla domanda.

• Che cosa rappresenta? La lupa che, secondo la leggenda, trovò e nutrì i gemelli Romolo e Remo vicino al Colle Palatino.

3 Scrivi un breve testo per narrare una delle leggende della fondazione di Roma a tua scelta.

MONARCHIA E REPUBBLICA

1 Dove sorse Roma? Collega la mappa di Roma delle origini nel punto giusto dell’Italia. Quale popolo italico viveva in quel territorio? I Latini.

Camuni

Veneti

Celti Terramaricoli

Liguri

Villanoviani

Etruschi

Palafitticoli Elimi

Umbri

Sabini

Sanniti

2 Colora i nomi che corrispondono ai sette colli di Roma.

3 Scrivi 3 parole/espressioni che caratterizzano il periodo della Monarchia.

1. sette re

2. Senato

3. Patrizi e plebei

4 Scrivi 3 parole/espressioni che caratterizzano il periodo della Repubblica.

1. Magistrati/Giulio Cesare

2. Leggi delle XII tavole

3. Guerre sannitiche/puniche

Latini
Lucani
Sicani
Sardi
Siculi
Bruzi
Enotri
Iapigi
Apuli
Messapi
Piceni
Campani

L'ORGANIZZAZIONE DELLA REPUBBLICA

1 Completa il testo con le seguenti parole.

cittadini • cosa di tutti • magistrati • Senato La parola “Repubblica” deriva dal latino res publica, che significa cosa di tutti : infatti, durante il periodo repubblicano, il potere era diviso tra il Senato , i magistrati e le assemblee dei cittadini . L’unità del popolo romano è rappresentata nella sigla S.P.Q.R., iniziali delle parole latine Senatus Populus Que Romanus, che significano “Il Senato e il popolo di Roma”.

2 Indica con una X l’alternativa corretta per completare le frasi.

• Nella Monarchia: x governava una sola persona. governavano i patrizi.

• La parola Senato deriva da: “senno”, cioè saggezza, buon senso. x senex, cioè “anziano”.

• Il dittatore deteneva: solo il potere militare. x tutti i poteri.

3 Completa lo schema. Nella colonna colorata comparirà il nome con cui i Romani chiamavano i loro nemici Cartaginesi.

1. Componevano la classe sociale della maggioranza della popolazione romana.

2. I rappresentanti dei plebei.

3. Comandavano l’esercito in due.

4. Il nome delle assemblee politiche.

L'elefante di Annibale che cattura un soldato romano, Parco dei mostri di Bomarzo.

PATRIZI E PLEBEI

1 Leggi il testo sulle differenze sociali tra patrizi e plebei.

I soli cittadini a pieno titolo erano i patrizi (da patres, “padri”). Essi giustificavano questo privilegio dicendo di essere lontani discendenti dell’eroe troiano Enea, figlio di Anchise e della dea Venere.

Si ritenevano perciò i soli a poter diventare magistrati e senatori.

In realtà, i loro privilegi erano dovuti al fatto che essi erano i soli a poter possedere le terre.

I plebei venivano considerati dai patrizi come degli stranieri e non dovevano mescolarsi con i veri cittadini romani: il diritto di sposare una donna o un uomo appartenente alla classe patrizia venne concesso ai plebei solo durante il periodo della Repubblica.

I plebei, non possedendo terre proprie, erano costretti a lavorare in quelle altrui, a pascolare greggi di altri, o a svolgere attività artigianali o commerciali.

rid. da E. Cantarella, G. Guidorizzi, Le tracce della Storia, Einaudi Scuola

2 Indica con una X le affermazioni corrette.

Un patrizio romano.

x I patrizi affermavano di essere lontani discendenti del figlio della dea Venere.

x I patrizi ritenevano di essere i soli a poter diventare magistrati e senatori.

I privilegi dei patrizi erano dovuti al fatto di essere molto colti.

x Ai plebei era proibito sposarsi con donne o uomini patrizi.

x Durante il periodo della Repubblica una legge stabilì che patrizi e plebei potessero sposarsi.

3 Completa le frasi con le seguenti parole.

Comizi • governo • magistrati • patrizi

• Con la Repubblica il potere passò dalle mani di un re ai patrizi

• Per molto tempo i patrizi furono i soli a poter partecipare al governo della città.

• Durante le assemblee politiche, i Comizi , i patrizi eleggevano il Senato e i magistrati

LE LEGGI DELLE XII TAVOLE

1 Collega ogni legge alla tavola corrispondente.

«Mantengano le strade: se cadono in rovina, i passanti possono guidare le loro bestie ovunque vogliano.»

«Chiunque rompa l'osso di un altro, a mano o con un bastone, deve pagare trecento sesterzi se è un libero; centocinquanta se è uno schiavo; se abbia commesso altrimenti offesa la pena sia di venticinque.»

«È vietato il matrimonio fra plebei e patrizi.»

«Non deve essere usato oro (nella sepoltura). Ma se i suoi denti sono tenuti insieme dall'oro e sono seppelliti o bruciati con lui, l'azione sia impunita.»

2 Indica con una se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• La pena per un delitto era la stessa per tutti. V F

• Le leggi riguardavano solo i rapporti di famiglia.

• Le leggi riguardavano anche su come seppellire i morti.

F

Tavola VII (mantenimento delle strade)
Tavola X (regole per i funerali)
Tavola XI (matrimonio)
Tavola VIII (delitti)

I SOCII DI ROMA

1 Leggi il seguente testo.

Nella Seconda Guerra Punica (dal 218 al 202 a .C.), invece, Roma poté contare sull’appoggio dei suoi socii, che non avevano nessun interesse a cambiare padrone. Solo in seguito, all’inizio del I secolo, gli alleati ne ebbero abbastanza. Ma non si trattò di una ribellione per conquistare l’autonomia: quel che chiedevano erano più equi compensi e più privilegi per l’impegno profuso nelle guerre di conquista sostenute insieme a Roma. Si arrivò alla guerra sociale, tra Roma e i suoi alleati, al termine della quale le città della penisola italica conseguirono la cittadinanza romana.

Tutto era nato con la Lega Latina. Fin dalla fine della Monarchia, Roma aveva costituito un patto con i centri e i popoli con i quali aveva combattuto all’alba della sua storia. Poi era andata inglobando nuovi territori e la lega si era sciolta, per lasciare il posto a una potente confederazione da Rimini alla punta dello stivale, un primo nucleo dell’Italia, che racchiudeva sotto l’egemonia romana popoli come Sanniti e Latini al centro, Volsci, Apuli e infine Greci italioti nel Meridione.

Andrea Frediani, 101 segreti che hanno fatto grande l’Impero romano, Newton Compton Editori

2 Indica con una X la risposta corretta.

• Chi erano i socii?

I nemici di Roma.

x Le città conquistate da Roma.

• Che cosa diventavano le città conquistate da Roma?

x Alleate di Roma. Ostili a Roma.

• Perché gli alleati di Roma si ribellarono?

Perché volevano l’autonomia.

x Perché volevano essere pagati per i loro servizi e volevano i privilegi dei cittadini romani.

Gilio Cesare concesse la cittadinanza romana anche alle popolazioni del Nord Italia.

• La guerra sociale avvenne:

x tra Roma e i suoi alleati. tra patrizi e plebei.

• Quando i socii ottennero la cittadinanza romana?

x All’inizio del I secolo a.C. Durante la seconda guerra punica.

• Chi vinse la seconda guerra punica?

x I Romani. Annibale.

LE GRANDI NAVI MERCANTILI

1 Leggi il testo sulle navi onerarie.

I Romani appresero la tecnica delle costruzioni navali dagli Etruschi, dai Greci, dai Fenici: pare che la nave oneraria, una tozza nave da trasporto, sia stata inventata da un abitante di Tiro, città della Fenicia. Le onerarie romane misuravano in media 25-30 metri di lunghezza e 8-10 metri di larghezza e potevano trasportare fino a 4000 anfore di vino o di olio. Le anfore erano vasi d’argilla dalla forma allungata. Al momento della spedizione, il vino o l’olio, conservato nelle fattorie in grandi orci interrati sotto il portico, veniva travasato nelle anfore. Le anfore poi venivano chiuse con un tappo di sughero e sigillate con altra argilla. Giunte al porto, le anfore erano caricate nella stiva della nave oneraria. Il fondo della stiva era imbottito di paglia per impedire la rottura dei fragili recipienti.

Prima di salpare, il capitano celebrava un sacrificio in onore di Nettuno, dio del mare e protettore dei marinai.

adatt. da G. Caselli, Gli antichi Romani, Giunti Marzocco

2 Indica con una se le seguienti affermazioni sono vera V o false F

• L’invenzione della nave oneraria si deve a un romano.

• Le navi onerarie erano navi da trasporto.

• Su una nave oneraria potevano essere trasportate fino a 4000 anfore.

• Le anfore erano vasi di vetro dalla forma tondeggiante.

• Nelle fattorie romane il vino veniva conservato dentro ad anfore chiuse con sughero e argilla.

• Le anfore venivano caricate sul fondo della nave imbottito di paglia.

• Prima di salpare, il capitano stappava una bottiglia di vino e la offriva ai marinai.

3 Osserva il bassorilievo e completa la didascalia con le seguenti parole. anfore • olio e vino • oneraria • sughero

Il bassorilievo raffigura una nave oneraria

Sul ponte si vedono grandi anfore , chiuse con tappi di sughero , utilizzate per trasportare olio e vino .

LE DIVINITÀ ROMANE

1 Leggi il seguente testo.

Sebbene vi fossero feste regolari in onore di divinità pubbliche come Giove, Giunone e Marte, la vita individuale dei Romani era influenzata in misura maggiore dagli spiriti della terra, della casa e da quelli dei defunti. Le feste pubbliche e gli onori dovuti agli déi maggiori erano gestiti dai pontifices (sacerdoti), e in particolare dal pontifex maximus (sommo sacerdote), queste autorità religiose avevano il compito di onorare gli dei, mentre spettava a ogni singola famiglia (in particolare al capofamiglia) onorare i propri spiriti. Si può quindi ritenere probabile che il popolo dovesse preferire di gran lunga dimenticarsi di sacrificare al tempio di Giove durante una festa pubblica, piuttosto che consumare un pasto o uscire di casa al mattino senza ringraziare gli spiriti che guidavano, curavano e proteggevano la propria famiglia.

[...]

Nella credenza religiosa romana esistevano molti spiriti diversi, ma quelli che influivano più direttamente sulla casa e sulla vita quotidiana di una famiglia erano: i Penati, i Lari e i Mani.

Inoltre, c'erano il dio Giano, che proteggeva agli inizi, ma anche alle porte ed ai portoni, e Vesta, dea del focolare e della casa, che richiedevano un'attenzione particolare da parte del proprietario della casa. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-34/gli-spiriti-della-casa-romana-mani-penati-e-lari/

2 Completa le frasi con le parole mancanti.

• Le divinità che influivano maggiormente la vita dei Romani erano spiriti della terra, della casa e dei defunti

• I sacerdoti e il sommo sacerdote gestivano le feste pubbliche e gli onori degli dèi maggiori.

• Gli spirti che influivano sulla casa erano Penati, Lari, Mani . Oltre a questi c’erano Giano, che proteggeva gli inizi, le porte e i portoni e Vesta, che era la dea del focolare e della casa

3 Sottolinea nel testo i nomi delle divinità pubbliche. Poi scrivi ogni nome che hai sottolineato accanto alla divinità greca corrispondente.

Zeus: Giove Era: Giunone Ares: Marte

Moneta raffigurante il dio romano Giano.

L'IMPERO ROMANO

1 Confronta la carta dell’Impero romano nel periodo della sua massima espansione con una carta attuale dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa settentrionale. Individua quali Stati odierni appartenevano un tempo all’Impero, poi elencali sotto.

OCEANO ATLANTICO

BRITANNIA

Londra

Treviri

GALLIA

Bordeaux

Narbona

SPAGNA

Cadice

Banasa

Milano

Marsiglia

Tarragona

MA R E

GERMANIA

PANNONIA

Aquileia

ILLIRIA

Roma

SARMATIA

DACIA

MESIA

Durazzo

Brindisi

MACEDONIA

Atene

Corinto

Tana

Panticapeo

MAR NERO

Bisanzio

ASIA

Smirne

Cartagena

MAURITANIA

Ippona

Cartagine

Leptis

Siracusa

MEDITERRANE O

Magna

AFRICA

Cirene

Alessandria

EGITTO

Sinope

Ancira

Tarso

Gaza

Trapezunte

Melitene

SIRIA

Antiochia

Tiro

MAR

CASPIO

ARABIA

• In Europa: Regno Unito. Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Andorra, Svizzera, San Marino, Italia, Città del Vaticano, Austria, Croazia, Slovenia, Serbia, Bosnia, Montenegro, Macedonia del Nord, Albania, Grecia, Romania, Ungheria, Bulgaria, Belgio, Paesi Bassi

• In Asia: Turchia, Siria, Libano, Palestina, Israele, Giordania, Iraq, Cipro, Armenia, Georgia

• In Africa: Egitto, Tunisia, Libia, Marocco, Algeria

2 Completa la linea del tempo scrivendo gli avvenimenti nei cartellini.

0

Impero

27 a.C.: Ottaviano diventa il primo imperatore.

500 d.C.

476 d.C.: fine dell'Impero romano d'Occidente

LE STRADE ROMANE

1 Osserva la carta delle principali strade costruite dai Romani. Poi rispondi alle domande.

• Da quale città partono più strade? Roma

• Ne hai mai percorsa qualcuna?

2 Come costruivano le strade i Romani? Osserva l’immagine e trascrivi i numeri delle didascalie nell’immagine al posto giusto.

1. Gli schiavi scavavano una fossa larga dai 4 ai 6 metri.

2. Lo strato più profondo era riempito con i ciottoli.

3. Il secondo strato era composto da sabbia e ghiaia.

4. Sull’ultimo strato venivano posate grandi lastre lisce che combaciavano tra loro.

• Dove abiti passa qualche strada romana? Se sì, quale? .

LE OPERE PUBBLICHE

1 Osserva come si presentano oggi alcune opere pubbliche costruite dai Romani. Poi completa le didascalie con le parole mancanti e scrivi per ciascuna immagine il numero della didascalia corretta.

1. L’acquedotto era un’opera di alta ingegneria per trasportare l’acqua dalle sorgenti verso le città attraversando valli e montagne; a volte aveva anche la funzione di strada.

2. Le terme facevano parte dei servizi che Roma offriva per garantire la salute dei cittadini. Alle terme i cittadini potevano lavarsi, rilassarsi, curarsi con l’acqua calda, tiepida e fredda, con i massaggi e i vapori.

3. Il tempio custodiva al suo interno la statua della divinità a cui era dedicato; assomigliava al tempio greco, ma in genere aveva il colonnato solo davanti, oppure era di forma circolare.

4. L’anfiteatro era una grande costruzione scoperta, di forma circolare oppure ovale. Era presente in quasi tutte le città e vi si svolgevano spettacoli con migliaia di spettatori.

5. Il circo era una pista di forma allungata, circondata da gradinate, dove si svolgevano le corse dei carri trainati da uno o più cavalli. I conducenti, detti aurighi, erano famosi.

6. Il teatro aveva la struttura simile a quella dei teatri greci. Era di forma semicircolare, con le gradinate per il pubblico, la scena e il proscenio dove recitavano gli attori.

LA SOCIETÀ ROMANA

1 Collega i membri della società romana alla descrizione corrispondente.

Patrizi e plebei Erano schiavi liberati. Schiavi Erano comprati e venduti come merce. Liberti Erano cittadini liberi.

2 Come era composto l’esercito? Rispondi alle domande.

• Chi poteva far parte dell’esercito nel periodo della Monarchia?

I cittadini romani.

• E nel periodo dell’Impero?

Anche mercenari stranieri.

• Quali furono i cambiamenti principali?

Non sempre i soldati mercenari erano fedeli, perché combattevano per chi li pagava meglio. In questo modo la forza militare dei Romani si indebolì.

3 Come era composta la famiglia romana?

La famiglia romana si basava sull’autorità del padre, il pater familias, che aveva un potere illimitato su tutti i componenti. Le bambine e i bambini stavano con i genitori fino all’età di 7 anni. Le donne patrizie e plebee avevano il compito di occuparsi dei figli e della casa. Gli schiavi svolgevano i lavori domestici o lavoravano nelle botteghe artigiane. Se erano istruiti educavano i bambini e le bambine delle famiglie patrizie.

4 La famiglia romana è simile alla tua? Descrivi le somiglianze e le differenze.

FACCIAMO IL PUNTO ∞ LA CIVILTÀ DEI

1 Scrivi in poche parole sotto a ogni schema da chi era governato lo Stato durante i tre periodi della storia di Roma.

MONARCHIA

SENATO

Durante la MONARCHIA il re governava con il Senato

REPUBBLICA

SENATO

Durante la REPUBBLICA i consoli governavano con il Senato .

IMPERO

SENATO

Durante l’IMPERO l’imperatore governava con il Senato .

FACCIAMO IL PUNTO ∞ LA CIVILTÀ DEI ROMANI

2 Osserva le tre carte che indicano l’espansione di Roma. Poi completa le didascalie.

Periodo: dall’VIII secolo a.C. al VI secolo a.C.

Forma di governo: Monarchia

Territori conquistati: territori circostanti al nucleo sui 7 colli.

Periodo: dal VI secolo a.C. al I secolo a.C.

Forma di governo: Repubblica

Territori conquistati: Italia centrale e settentrionale, Magna Grecia, Grecia, Nord Africa, Spagna Gallia Celtica, Gallia

SPAGNA

Periodo: dal I secolo a.C. al V secolo d.C.

Forma di governo: Impero

Territori conquistati: Britannia, Mauritania, Dacia, Vicino Oriente

MAR NERO

SPAGNA

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

LA CIVILTÀ DEI MICENEI

QUANDO DOVE CHI

Tra il 1900 e il 1200 a.C. gli Achei , una popolazione nomade proveniente dal Nord, occuparono la Grecia . Erano conosciuti anche con il nome di Micenei, dal nome della loro città più importante, Micene . Conquistarono l’isola di Creta e si espansero lungo le coste del Mediterraneo, dove fondarono empori.

ATTIVITÀ

A causa del territorio montuoso, l’agricoltura era svolta solo sulle coste e sulle colline. Grazie ai Cretesi, i Micenei conobbero l’olivo, la vite, le tecniche di lavorazione di metalli e ceramica e le tecniche di navigazione .

INVENZIONI E CONOSCENZE

I Micenei appresero molte conoscenze dai Cretesi, una delle più importanti è stata la scrittura . La scrittura dei Micenei è chiamata Lineare B, per distinguerla da quella dei Cretesi, la Lineare A.

SOCIETÀ

I Micenei non avevano un governo unitario ma vivevano in città-fortezza. A capo di ogni città-fortezza c’era un re-guerriero (wanax). Egli governava affiancato da nobili-guerrieri che erano anche i proprietari delle terre.

RELIGIONE

I Micenei erano politeisti. Credevano nella vita dopo la morte e per questo seppellivano i propri defunti con un ricco corredo funebre. Molte tombe erano dentro tombe a tumulo .

VERIFICA PIÙ FACILE • LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Completa il testo con i seguenti luoghi.

Mediterraneo � Peloponneso � Nord della Grecia � Cipro � Creta � Sud della Grecia � Rodi � Egitto

I Micenei erano una popolazione nomade proveniente dal Nord della Grecia .

Si stabilirono nel Peloponneso e cominciarono a espandersi

nel Sud della Grecia e nelle isole. Nel 1450 a.C. conquistarono l’isola di Creta . Dai Cretesi impararono a navigare e a costruire navi solide; così diventarono i dominatori del Mediterraneo . Fondarono diversi empori

lungo le coste del Mediterraneo: i più importanti furono a Rodi , Cipro e in Egitto .

Collega ogni parola alla sua definizione..

ACROPOLI

EMPORIO

WANAX

Punto più alto della città.

Re-guerriero a capo della città-fortezza.

Base commerciale provvista di magazzini per le merci.

Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

• Nei palazzi reali micenei gli archeologi e le archeologhe hanno ritrovato tavolette d’argilla / rotoli di papiro contenenti esempi di scrittura micenea.

• La loro scrittura fu decifrata e chiamata Lineare A / Lineare B per distinguerla da quella cretese, non ancora decifrata.

• Adoravano una sola / numerose divinità.

• Seppellivano i propri morti in tombe a tumulo / dentro le mura della città.

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

LA CIVILTÀ DEI GRECI

La civiltà greca si sviluppò nella penisola greca dal 1200 a.C.

Con il tempo i Greci fondarono numerose colonie nel Mediterraneo.

ATTIVITÀ

Le principali attività dei Greci erano la pesca, l’agricoltura e l’allevamento.

Anche le attività artigianali e il commercio erano molto sviluppati.

SOCIETÀ

I Greci vivevano in città-Stato, chiamate poleis, indipendenti una dall’altra.

Le più importanti erano Sparta e Atene. A Sparta il potere era in mano a poche persone (oligarchia), ad Atene il potere era dei cittadini (democrazia).

La società greca era formata da persone libere e da schiavi.

INVENZIONI E CONOSCENZE

Importanti innovazioni della civiltà greca, come l’alfabeto, la storia, la filosofia, il teatro e la medicina, hanno contribuito alla formazione della nostra cultura.

I Greci svilupparono anche la scultura e l’architettura , la geometria e la matematica.

RELIGIONE

I Greci erano politeisti . Gli dèi e le dee greci erano simili agli esseri umani, ma immortali, e si credeva vivessero sul monte Olimpo. Presso i templi e i santuari a loro dedicati venivano organizzate cerimonie e gare sportive come le Olimpiadi .

VERIFICA PIÙ FACILE • LA CIVILTÀ DEI GRECI

Completa il testo con le seguenti parole

città-Stato � cultura � Elleni � indipendente � lingua � poleis

Intorno al 700 a.C. i Greci si organizzarono in città-Stato , chiamate poleis . Ognuna di esse era indipendente , con proprie leggi, ma condivideva con le altre: la lingua , la religione, la cultura e le usanze. I Greci sentivano, quindi, di appartenere a un unico popolo e chiamavano se stessi Elleni .

Colora in rosso le informazioni che riguardano Atene e in blu quelle che riguardano Sparta.

Gherusia: assemblea degli anziani

Democrazia: governo del popolo

Sorge nell’interno

Ecclesia: assemblea popolare

Sorge sulla costa

Oligarchia: governo di pochi

Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

• Nella maggior parte delle poleis vi erano una minoranza di aristocratici, un grande numero di cittadini liberi e un numero ridotto / grandissimo di schiavi.

• I Greci veneravano alcune divinità che erano simili ad animali / a esseri umani.

• Le Olimpiadi erano delle gare sportive / dei riti propiziatori che si tenevano in onore di Zeus.

• I Greci inventarono il teatro. Le commedie avevano un contenuto divertente / drammatico, le tragedie raccontavano storie drammatiche / divertenti.

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

I Macedoni vivevano in un regno a Nord della Grecia . Nel 360 a.C. divenne re dei Macedoni Filippo II . Nel 338 a.C. Filippo II conquistò le poleis greche. Nel 336 a.C., dopo la morte di Filippo, salì al potere suo figlio Alessandro , che nel 333 a.C. conquistò l’impero persiano e, nel giro di pochi anni, molti altri territori. Nacque così l’impero macedone. Nel 323 a.C. Alessandro morì e il suo impero venne diviso in regni, chiamati alessandrini . QUANDO

ATTIVITÀ

I Macedoni erano un popolo guerriero. Avevano un esercito fortissimo organizzato in falangi .

I Macedoni favorirono gli scambi commerciali tra popolazioni anche molto distanti tra loro. Alessandria d’Egitto divenne un importante approdo commerciale.

INVENZIONI E CONOSCENZE

SOCIETÀ

La fusione della cultura greca con quella dei Paesi conquistati diede vita alla cultura ellenistica .

La lingua greca divenne la lingua ufficiale dell’impero e vennero fondate città sul modello greco.

Ad Alessandria d’Egitto vennero costruiti due importanti centri per il sapere: la Biblioteca e il Museo.

VERIFICA PIÙ FACILE • LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

Cerchia sulla carta il regno dei Macedoni in origine.

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• La Macedonia era un’isola dell’Egeo.

• Il re Filippo II nel 338 a.C. conquistò le poleis greche.

• A Filippo II succedette il fratello Alessandro.

• Alessandro sconfisse i Persiani ed estese i confini dell’impero sino al fiume Indo.

• Alessandro morì ancora giovane in Mesopotamia, nel 323 a.C.

• Alessandro fu chiamato Magno, “grande”, perché era altissimo.

Scrivi la parola giusta per ogni definizione.

greco � ellenismo � museo � biblioteca

ellenismo : fusione della cultura greca con quella dei Paesi conquistati. greco : la lingua parlata in tutto l’impero.

museo : centro culturale dove si riunivano studiosi di ogni campo. biblioteca : luogo dove vengono conservati volumi e testi scritti.

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

TRACIA
GRECIA
Sardegna
Grecia
Regno

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

I POPOLI ITALICI

Le prime testimonianze della presenza umana in Italia risalgono a 800 000 anni fa. Verso il 2000 a.C. la penisola italica era abitata da popoli che vivevano in villaggi . Nel 1000 a.C. sulle coste dell’Italia meridionale e sulle isole i Fenici cominciarono a fondare le loro colonie ed entrare in contatto con le popolazioni locali, seguiti poi dai Greci verso l’800 a.C.

ATTIVITÀ

A seconda del territorio in cui vivevano i Popoli italici svilupparono attività differenti: nelle zone ricche di montagne e foreste si praticava la pastorizia, ma in tutta la Penisola, soprattutto nelle zone di pianura era fondamentale l’agricoltura . Erano popoli guerrieri, spesso in guerra tra loro.

INVENZIONI E CONOSCENZE

Grazie al contatto con Fenici e Greci, i Popoli italici acquisirono nuove conoscenze e appresero la scrittura .

SOCIETÀ

Nel 2000 a.C. non esistevano organizzazioni statali o città. Le popolazioni locali entrarono in contatto con altre provenienti dal Nord Europa e dall’Asia e si mescolarono dando origine ai Popoli italici, ognuno con una propria organizzazione e una propria lingua .

RELIGIONE

Erano politeisti e credevano nella vita dopo la morte. Costruirono necropoli dove seppellivano i propri morti.

QUANDO DOVE CHI

VERIFICA PIÙ FACILE • I POPOLI ITALICI

Usa i numeri per ricostruire le frasi spezzate.

1. Le prime testimonianze di popolazioni in Italia risalgono...

2. Ogni popolo sviluppò attività...

3. I Popoli italici erano politeisti e...

4. Ogni popolo aveva una propria organizzazione e...

Collega ogni parola al suo significato.

CREMARE

NURAGHE

TERRAMARE

NECROPOLI SITULA

4 parlava una propria lingua.

1 a 800 000 anni fa.

3 credevano alla vita dopo la morte.

2 a seconda delle caratteristiche del territorio in cui viveva.

Urna in bronzo che contenevano le ceneri dei morti.

Bruciare i corpi dei defunti.

Grandi torri in pietra.

Terre grasse, molto fertili.

Luogo dove venivano seppelliti i morti.

Scrivi sotto ogni immagine il nome del Popolo italico a cui appartiene.

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Popolo delle Terramare Camuni
Sardi

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

QUANDO DOVE CHI

La civiltà etrusca si sviluppò dall’800 a.C. in Etruria , una regione che corrisponde alle attuali Toscana, Umbria e Lazio. Ebbe il suo massimo splendore fra il 700 e il 500 a.C. Dopo la conquista di Veio , la principale città etrusca, da parte dei Romani nel 396 a.C., lentamente tutti i territori etruschi furono sottomessi a Roma.

ATTIVITÀ

Le attività principali erano l’agricoltura e l’allevamento. Il territorio era ricco di metalli che venivano lavorati da abili artigiani. La vicinanza al Mar Tirreno favorì lo sviluppo dei commerci .

INVENZIONI E CONOSCENZE

Gli Etruschi avevano un loro alfabeto , ma la scrittura non è stata ancora decifrata. Erano abili costruttori e a loro si deve l’invenzione dell’arco a volta . Nelle loro necropoli sono stati ritrovati monumenti funerari e oggetti che dimostrano quanto fossero abili artigiani e scultori.

SOCIETÀ

Le città etrusche erano città-Stato indipendenti. Alcune città però si unirono nella Lega Etrusca . Ogni città era governata da un lucumone , che era anche il capo religioso. La società era divisa in classi sociali .

RELIGIONE

Gli Etruschi erano politeisti e praticavano l’arte divinatoria. Gli àuguri interpretavano i fenomeni naturali e il volo degli uccelli; gli aruspici prevedevano il futuro studiando gli organi interni degli animali sacrificati agli dèi.

VERIFICA PIÙ FACILE • LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• Le prime tracce della civiltà etrusca risalgono all’800 a.C. V F

• Nel periodo della massima espansione, gli Etruschi dominarono anche territori in Campania e nella Pianura Padana. V F X X

Completa il testo con le seguenti parole.

V � VI � aristocratiche � città-Stato � Lega etrusca � lucumone � religiosa

• Inizialmente gli Etruschi abitavano nell’attuale Lazio. V F

Le città-Stato etrusche erano indipendenti tra loro e governate da un re, chiamato lucumone . Egli era anche la massima autorità religiosa .

Anche se erano indipendenti le une dalle altre, alcune città-Stato etrusche si unirono nella Lega etrusca , un’alleanza commerciale, politica e religiosa .

Tra il VI e il V secolo a.C. le famiglie aristocratiche presero il potere delle città-Stato.

Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

• Il territorio etrusco era prevalentemente collinare / montuoso e permetteva la coltivazione di olivi e viti.

• In pianura gli Etruschi occuparono / bonificarono le zone paludose per sviluppare l’agricoltura.

• La principale ricchezza dell’Etruria derivava dalla presenza di metalli / boschi.

• Gli Etruschi svilupparono le attività commerciali grazie alla costruzione di una rete di strade / flotta mercantile. X

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI • 1

Roma fu fondata nel 753 a.C. sulle sponde del Tevere . All’inizio era una Monarchia . I re sono stati 7 e gli ultimi 3 erano Etruschi .

Nel 509 a.C. i patrizi tolsero il potere al re e crearono una Repubblica .

Roma iniziò la conquista dell’Italia e nel 146 a.C. ottenne il dominio su tutto il Mediterraneo.

Nel 49 a.C. Giulio Cesare si nominò dittatore a vita, ma venne ucciso nel 44 a.C.; iniziò così un periodo di crisi. Nel 27 a.C. Ottaviano Augusto divenne imperatore: finì il periodo della Repubblica.

ATTIVITÀ

Le attività più importanti dei Romani erano l’agricoltura e l’allevamento .

Con l’espansione della città si svilupparono l’artigianato e il commercio.

Tutti i cittadini romani dovevano far parte dell’esercito .

INVENZIONI E CONOSCENZE

Il latino era la lingua parlata dai Romani, diffusa in tutti i territori conquistati. La scrittura era alfabetica, composta da 23 segni. Tra i Romani vi furono famosi scrittori, autori di commedie e poesie, storici e giuristi.

SOCIETÀ

La società romana era divisa in patrizi , plebei e schiavi. I plebei erano la maggioranza della popolazione. Nella famiglia romana il padre, detto pater familias, era il capo.

RELIGIONE

I Romani erano politeisti . Veneravano divinità di origine diversa, in particolare quelle greche con nomi diversi, e gli spiriti domestici.

QUANDO DOVE CHI

VERIFICA PIÙ FACILE • LA CIVILTÀ DEI ROMANI • 1

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• Roma è nata dall’unione di alcuni villaggi latini.

F

• Secondo la tradizione Roma fu governata da sette re, tutti di origine latina. V F

• Nel 509 a.C. i Romani sostituirono la Monarchia con la Repubblica.

• Repubblica significa “governo del re”.

• Al governo della Repubblica potevano partecipare solo i patrizi.

• I poteri che prima erano del re furono divisi tra diversi magistrati.

• Cesare si fece nominare dittatore a vita, ma i senatori, che temevano il suo potere, lo mandarono in esilio nel 44 a.C.

Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

F

F

F

F

• L’artigianato / agricoltura fu sempre l’attività principale per i Romani.

• A mano a mano che Roma estendeva i suoi territori, per far fronte all’aumento della richiesta di prodotti si sviluppò anche l’artigianato / allevamento.

• Grazie alla grande rete di strade e alla flotta mercantile, Roma sviluppò ricchi scambi culturali / commerciali in tutto il Mediterraneo.

• La società era suddivisa fra una minoranza / maggioranza di patrizi, ossia gli aristocratici, e i plebei, cioè contadini, artigiani e commercianti; all’ultimo posto c’erano gli schiavi.

• Nella famiglia romana il pater familias esercitava la propria autorità soltanto sui suoi figli / su tutta la famiglia e sugli schiavi.

• Facevano parte dell’esercito solo i cittadini / anche gli schiavi.

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Completa con le parole mancanti, ti aiuterà a ricordare e ad affrontare meglio le verifiche e le esposizioni orali.

LA CIVILTÀ DEI ROMANI • 2

Nel 27 a.C. Ottaviano diventò il primo imperatore romano. Alla sua morte diventò imperatore Tiberio. All’inizio la successione al potere aveniva per via ereditaria , ma in seguito si usò il sistema dell’adozione . Nel III secolo d.C. le pressioni di popolazioni straniere, che i Romani chiamavano “barbari”, e i problemi economici misero in crisi l’Impero. Nel 395 d.C., l’Impero venne diviso in due parti: l’Impero romano d’Occidente , con capitale Ravenna, e l’Impero romano d’Oriente , con capitale

Costantinopoli.

Nel 476 venne deposto l’ultimo imperatore romano d’Occidente.

L’Impero romano d’Oriente sopravvisse per altri mille anni.

ATTIVITÀ SOCIETÀ

Roma durante il suo Impero era al centro di una fitta rete di commerci.

Per questo furono costruite numerose strade e ponti che permettevano di raggiungere tutti i territori conquistati.

A queste opere pubbliche e agli acquedotti, si aggiunsero i teatri, gli anfiteatri , i circhi e le terme.

Nelle città romane il foro era il centro commerciale, politico e religioso e ospitava templi, basiliche e la curia. Le case romane rispecchiavano lo stato sociale dei cittadini romani: le insulae erano edifici dove vivevano i poveri; le domus erano le case dei ricchi.

RELIGIONE

A Roma si diffuse una nuova religione: il Cristianesimo . Inizialmente i Romani perseguitarono i cristiani ma nel 313, con l’editto di Milano, l’imperatore Costantino stabilì la libertà di culto. Nel 380 l’imperatore Teodosio dichiarò il Cristianesimo religione di Stato.

QUANDO DOVE CHI

VERIFICA PIÙ FACILE • LA CIVILTÀ DEI ROMANI • 2

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• Durante il regno di Augusto Roma visse un nuovo periodo di guerre civili.

• Nel 14 d.C., alla morte di Augusto, la successione del titolo di imperatore avvenne per adozione.

• Il I e il II secolo d.C. furono il periodo di massima espansione dell’Impero e Roma divenne padrona di tutto il bacino del Mar Mediterraneo.

• Nel 380 d.C. Teodosio divise l’Impero in Impero romano d’Occidente e Impero romano d’Oriente.

V F

V F

V F

V F

• I confini dell’Impero d’Occidente erano sempre difesi dall’esercito e non subirono le invasioni delle popolazioni che i Romani chiamavano “barbari”. V F

• Nel 476 d.C. l’Impero Romano d’Occidente ebbe fine.

Completa il testo con le seguenti parole.

anfiteatri � foro � gladiatori � templi � terme

Nel periodo dell’Impero, a Roma furono costruiti grandi edifici pubblici, per esempio gli anfiteatri per gli spettacoli di combattimenti fra i gladiatori . Furono realizzate anche le terme , che erano grandi bagni pubblici. Il foro era il cuore della città. Lì si svolgevano le principali attività politiche, economiche e religiose. In epoca imperiale la città si arricchì di splendidi edifici in marmo, come i templi e le basiliche, dove avevano sede i tribunali.

Indica con una X le caratteristiche del Cristianesimo.

X Religione monoteista.

Accettata subito dai Romani.

X Diventa religione di Stato.

Predicava la superiorità dei ricchi sui poveri.

� Come hai trovato la verifica?

� Come ti sentivi durante la verifica?

� Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

� Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

V F

VERIFICA FINALE • LA CIVILTÀ DEI MICENEI

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• I Micenei si stabilirono nel Peloponneso a partire dal 1900 a.C.

• Rimasero sempre nei loro territori e non ebbero mai scambi con altre popolazioni.

• Erano un popolo pacifico.

• Nel 1450 a.C. sottomisero Creta.

• Erano organizzati in città-fortezza.

• A capo di ciascuna città vi era il sommo sacerdote.

• Furono esperti marinai, svilupparono il commercio e fondarono empori.

• Intorno al 1200 a.C. i territori dei Micenei subirono l’invasione dei Dori.

Rispondi alle domande.

• Che cosa impararono i Micenei dai Cretesi?

La scrittura, le tecniche di navigazione, la coltivazione di viti e olivi.

• Quali erano le principali attività dei Micenei? Il commercio, l’artigianato, l’agricoltura.

• Quali erano le caratteristiche delle città-fortezza?

Erano circondate da mura molto spesse con una porta di entrata. Nella parte alta c’era l’acropoli con il palazzo reale, nella parte bassa magazzini e laboratori di artigiani, una cisterna per l’acqua.

Osserva le immagini e scrivi le didascalie.

La Porta dei Leoni era la porta di accesso alla città di Micene.

Maschera d’oro ritrovata in una tomba a Micene attribuita a un re per la ricchezza del corredo funebre.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Tavoletta con iscrizioni in Lineare B, la scrittura dei Micenei.

VERIFICA FINALE • LA CIVILTÀ DEI GRECI

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• La civiltà greca ebbe origine dalla fusione fra i discendenti dei Micenei e i Dori.

• Intorno al 700 a.C. nacquero le poleis, città-Stato indipendenti.

• Le poleis non si unirono mai in un unico Stato ed erano spesso in lotta fra loro.

• Sparta aveva un governo democratico.

• In tutta la Grecia i bambini fino ai sette anni, maschi e femmine, erano sotto le cure della madre.

• Ad Atene le donne potevano partecipare al governo della polis

• A Sparta le bambine potevano praticare attività fisica.

• Nell’antica Grecia l’artigianato era molto sviluppato.

• Verso il 550 a.C. i mercanti greci iniziarono a comprare e vendere le merci utilizzando monete.

• Nel 338 a.C. le poleis furono conquistate dai Macedoni.

Rispondi alle seguenti domande.

• Quale mezzo utilizzavano i Greci per comperare le merci?

Inizialmente il baratto, in seguito le monete di metallo.

• Come erano organizzate le Olimpiadi?

Gli atleti e il pubblico provenivano da tutta la Grecia. Le Olimpiadi si tenevano ogni quattro anni e duravano cinque giorni. Durante il loro svolgimento si interrompevano tutte le attività, anche la guerra. Potevano partecipare solo i maschi e le gare erano individuali.

• Quali caratteristiche aveva l’alfabeto greco?

Era un alfabeto fonetico basato su quello fenicio con l’aggiunta delle vocali.

• Quali conoscenze svilupparono i Greci che hanno contribuito a formare anche la nostra cultura? Storia, filosofia, medicina, matematica, geometria, architettura e teatro.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

VERIFICA FINALE • LA CIVILTÀ DEI MACEDONI

Collega con una freccia gli eventi al posto giusto sulla linea del tempo.

Filippo II diventa re dei Macedoni.

Filippo II conquista le poleis greche.

Alessandro muore e l’impero viene diviso in regni. I Macedoni sconfiggono i Persiani.

Completa le frasi con le parole mancanti.

• La fusione tra la civiltà greca e quella dei Paesi conquistati diede vita alla cultura ellenistica

• Nei Paesi dell’impero di Alessandro divenne lingua comune il greco

Sale al potere Alessandro.

• Alessandro fece costruire numerose città sul modello di quelle greche, e a molte diede il suo nome.

• Ad Alessandria sorse il Museo , luogo in cui studiosi di vari Paesi potevano approfondire lo studio di scienze matematiche, fisiche e naturali.

• Nella Biblioteca di Alessandria erano conservati 700 000 volumi provenienti da ogni parte del mondo conosciuto.

Osserva le immagini e scrivi le didascalie.

Nell’impero circolava un’unica moneta per favorire il commercio tra popolazioni diverse.

Il faro del porto di Alessandria d’Egitto rappresentava un modello delle capacità ingegneristiche macedoni.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Alessandro Magno in sella al suo cavallo Bucefalo.

VERIFICA FINALE • I POPOLI ITALICI

Completa il testo con le parole mancanti. Le popolazioni locali dell’Italia si mescolarono ad altre provenienti dall’Europa e dall’Asia, dando origine, col tempo, ai cosiddetti Popoli italici . Ogni popolo sviluppò attività e usanze diverse a seconda del territorio in cui viveva. I Popoli italici erano politeisti e credevano nella vita dopo la morte: per questo mettevano i loro morti in necropoli . Ogni popolo aveva una propria organizzazione e aveva una propria lingua

Leggi le definizioni e completa lo schema.

ORIZZONTALI

1. Vivevano nei nuraghi.

4. Vivevano in Valcamonica.

6. Erano un popolo guerriero dell’Italia centrale.

7. Provenivano dall’Europa centrale e orientale e si stabilirono nella Pianura Padana.

VERTICALI

1. Occuparono i territori dei Sicani.

2. Vivevano nelle attuali regioni di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.

3. Sono tra i più antichi abitanti dell’Italia e usavano la tecnica del terrazzamento per l’agricoltura.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

VERIFICA FINALE • LA CIVILTÀ DEGLI ETRUSCHI

Indica con una X se le seguenti affermazioni sono vere V o false F .

• Gli Etruschi erano organizzati in città-Stato sotto la guida di un re, chiamato lucumone.

• In seguito, il governo delle città passò nelle mani di poche famiglie di aristocratici.

• Alcune città etrusche si allearono con i Romani contro altre città etrusche.

• Nel 396 a.C. la città etrusca di Veio sconfisse i Romani.

• Gli Etruschi coltivavano olivi e viti sulle colline.

• Le zone paludose non furono mai bonificate, in questo modo il terreno risultava molto fertile.

• Gli Etruschi allevavano suini, ovini e bovini.

• Il bucchero era un metallo presente nel sottosuolo.

• L’attività dei mercanti era favorita dall’abbondanza di materie prime.

• Per trasportare le loro merci, gli Etruschi costruirono una ricca flotta militare.

Sottolinea l’alternativa corretta per completare il testo. Gli Etruschi erano monoteisti / politeisti e praticavano l’arte divinatoria. Gli àuguri / aruspici erano sacerdoti che interpretavano i messaggi divini. Gli aristocratici / aruspici prevedevano il futuro osservando le viscere degli animali sacrificati. In onore dei defunti costruirono grandi templi / necropoli con tombe decorate e affrescate.

Osserva le immagini e scrivi le didascalie.

L’àugure era una figura molto importante per la religione etrusca.

Le tombe a tumulo sono quelle più tipiche delle necropoli etrusche.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Riproduzione in bronzo del fegato di una pecora con incise indicazioni per gli aruspici.

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

VERIFICA FINALE • LA CIVILTÀ DEI ROMANI • 1

Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

• All’inizio Roma era una città-Stato governata da un governo oligarchico / una Monarchia

• Nel 509 a.C. i Romani sostituirono la Monarchia con la Repubblica / l’Impero.

• Repubblica significa “governo del re” / “cosa di tutti”

• Al governo della Repubblica potevano partecipare solo i plebei / patrizi

• I poteri che prima erano del re furono divisi tra diversi magistrati / maestri

• Nel 60 a.C. il Senato nominò Giulio Cesare pontefice massimo / console

• Cesare si fece nominare dittatore a vita, ma i senatori, che temevano il suo potere, lo mandarono in esilio / assassinarono nel 44 a.C.

• Durante il periodo repubblicano Roma estese i suoi territori anche al di fuori / solo nel resto dell’Italia.

Completa il testo con le seguenti parole.

cittadini • consoli • legioni • soldato • terra

L’accurata organizzazione dell’esercito, formato dai romani, rese Roma imbattibile per secoli. Ogni cittadino romano di età compresa fra i 17 e i 45 anni aveva il dovere di servire Roma, ed era quindi chiamato a fare il .

Al termine del loro incarico i soldati ricevevano della e diventavano contadini, a volte nelle stesse regioni in cui avevano combattuto. L’esercito era comandato dai due ed era diviso in .

Completa le frasi con le seguenti parole.

defunti • forze della natura • umano • sommo sacerdote • pontefice massimo

• Durante la Monarchia il re era anche ; durante la Repubblica il ruolo fu assunto dal

• Nel periodo della Monarchia e della Repubblica i Romani erano politeisti. Inizialmente adoravano le e gli spiriti dei

• Avevano divinità dall’aspetto e assorbirono il culto delle divinità greche, ma cambiarono loro il nome.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

VERIFICA FINALE • LA CIVILTÀ DEI ROMANI • 2

Scrivi la data per ogni evento. Poi mettili in ordine cronologico con i numeri da 1 a 5. 27 a.C. • I e il II secolo • 14 • 395 • 476

Ottaviano Augusto regnò fino al , quando morì e salì al trono Tiberio.

Nel l’Impero romano d’Occidente ebbe fine.

Nel alla morte dell’imperatore Teodosio l’Impero fu diviso in Impero romano d’Occidente e Impero romano d’Oriente.

Dopo la morte di Cesare la Repubblica sopravvisse fino al , quando il nipote di Cesare, Ottaviano, fu nominato imperatore.

Il furono il periodo di massima espansione dell’Impero e Roma divenne padrona di tutto il bacino del Mar Mediterraneo.

Completa il testo con le seguenti parole.

anfiteatri • calidarium • foro • frigidarium • gladiatori • templi • tepidarium • terme • processi

Nel periodo dell’Impero, a Roma furono costruiti grandi edifici pubblici, per esempio gli per gli spettacoli di combattimenti fra i

Furono realizzate anche le , che erano grandi bagni pubblici: nel si facevano bagni in acqua fredda, nel bagni in acqua tiepida e nel bagni in acqua calda.

Il era il cuore della città. Lì si svolgevano le principali attività politiche, economiche e religiose. In epoca imperiale la città si arricchì di splendidi edifici in marmo, come i e le basiliche, dove si svolgevano i .

Sottolinea l’alternativa corretta per completare le frasi.

• I Romani furono grandi costruttori di strade / ferrovie e ponti per collegare fra loro le varie parti dell’Impero, e lunghi acquedotti / pozzi per portare l’acqua nelle città.

• Nell’Impero si sviluppò una nuova religione monoteista / politeista, che divenne religione perseguitata / di Stato nel 380.

COME VALUTO LA MIA VERIFICA

• Come hai trovato la verifica?

• Come ti sentivi durante la verifica?

• Sei soddisfatto/a del tuo lavoro?

• Hai lavorato da solo/a?

Sì! Ho chiesto qualche aiuto. Ho chiesto tanti aiuti.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook