Via Privata Mondadori, 1 – 20054 Segrate (MI) supporto@rizzolieducation.it www.rizzolieducation.it
Fotocopie e permessi di riproduzione. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org.
Tecnologie di intelligenza artificiale e estrazione di dati dal testo. L’editore promuove e tutela il diritto d’autore, riconoscendone il ruolo fondamentale nel sostenere la creatività e la libertà di espressione. L’editore esprime la propria gratitudine per il rispetto delle normative sulla proprietà intellettuale dimostrato con l’acquisto di una copia autorizzata del presente volume. Qualsiasi utilizzo non autorizzato, inclusi quelli connessi a tecnologie di intelligenza artificiale o all’estrazione di testo e dati, costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore, e comporta l’applicazione di sanzioni civili e penali secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive integrazioni e modifiche.
Riferimenti a marchi commerciali e siti di terze parti. Occasionalmente, possono essere visibili in questo testo nomi, confezioni e marchi commerciali di prodotti o società. L’autore e l’editore non intendono sostenere che i prodotti fotografati o citati siano migliori o peggiori di altri, né indirettamente consigliarne o sconsigliarne l’acquisto: non esiste alcun rapporto di nessun genere con i relativi produttori. I riferimenti a nomi e marchi commerciali sono da intendersi come marchi registrati dalle rispettive società anche se, per semplicità di grafia, si è omessa la relativa indicazione. L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti – link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto, l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, distribuzione e/o ristampa del presente testo scolastico.
Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il contenuto di questo libro non è stato approvato dalle Nazioni Unite e quindi potrebbe non riflettere la posizione ufficiale di questa organizzazione, www.un.org/sustainabledevelopment.
Testi in formato accessibile. L’Editore promuove l’accessibilità e collabora con AID - Associazione Italiana Dislessia, Seleggo e con la Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”. La conformità dei prodotti e dei servizi resta disciplinata dalla normativa vigente.
Segnalazione di errori e/o imprecisioni. La realizzazione di un libro scolastico è un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. Essi riguardano sia la correttezza dei contenuti sia la coerenza tra testo, immagini, strumenti di esercitazione e applicazioni digitali. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni. L’editore ringrazia sin da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni. Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a: supporto@rizzolieducation.it
Per eventuali e comunque non volute omissioni e per gli aventi diritto tutelati dalla legge, l’editore dichiara la piena disponibilità.
Education sul tema dell’inclusione e delle pratiche di insegnamento/apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva.
Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, il progetto si ispira ad alcuni principi fondamentali:
1. progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e i ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti
2. valorizzazione di pratiche di insegnamento/ apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante il ricorso a contenuti e strumenti digitali
3. valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo
4. promuovere una didattica sempre connessa a un’idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile
Il processo di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione dei testi scolastici di Rizzoli Education S.p.A. è certificato UNI EN ISO 9001.
Ristampe: 10 9 8
Questo volume è stampato da: Rotolito S.p.A., Pioltello (MI) Stampato in Italia – Printed in Italy
Prima edizione:gennaio2026
LUISA BORDIN, BARBARA GUZZO, ELIANA GUZZO
COMPITO DI REALTÀ
RICOMINCIAMO
NIENTE PAURA!
Oggi è molto caldo perché è estate. Io costruisco un castello di sabbia con il mio amico
Alessandro. Lui non fa mai il bagno perché ha paura dei granchi che si nascondono sotto il fondo del mare.
Alessandro mi sussurra: – Ho delle biglie. Le mettiamo intorno al castello?
La nonna e il papà di Alessandro ci chiamano e facciamo merenda. Poi guardo verso la riva e… il castello non c’è più. Il mare ha portato via tutto, anche le biglie!
Alessandro grida: – Le biglie! Là, sul fondo! – e si tuffa. Porta in salvo le sue biglie e riemerge con in mano… un granchio!
– Che strano, fa solo un po’ di solletico – si stupisce.
E anch’io sono meravigliata per il suo coraggio: in un attimo è sparito il castello, ma anche la sua paura.
E. Mazzoli - F. Carabelli, Biglie e conchiglie, Giunti
COMPRENDO
Leggi la storia. Perché Alessandro si tuffa in mare? Segna con una X.
Per aiutare la nonna. Per cercare le sue biglie. Per cercare dei granchi.
ORA SONO PRONTA
Niente da fare, le vacanze erano finite. Le valigie erano pronte. Ero triste ma non l’ho mostrato. Siamo andati a salutare i vicini. Siamo saliti in macchina. Papà ha detto: – Su con la vita!
Ha alzato il volume della radio e abbiamo cantato a squarciagola. Abbiamo guidato per tanto tempo. Così tanto che mi sono addormentata. Al mio risveglio, le montagne erano scomparse.
Tutto il mondo era silenzioso, quando mamma ha proposto di fare un ultimo picnic. Mangiando, abbiamo ricordato i momenti più belli delle nostre vacanze. Papà ha proposto: – E se facessimo una deviazione? Abbiamo deciso di dormire sotto le stelle. Ci siamo stretti gli uni agli altri per scaldarci. Domani torneremo a casa. Ora mi sento pronta.
S. Demasse-Pottier - C. Lochmann, Fine estate, Edizioni Piuma
COMPRENDO
Leggi la storia e segna le tue risposte con una X.
• Le vacanze si sono svolte... al mare. in montagna.
• Nel viaggio di ritorno, la famiglia... ricorda le vacanze. resta in silenzio.
RICORDI DELLE VACANZE
SCRIVO
Cerchia le immagini che ricordano la tua estate. Poi scrivi o disegna altre parole sulle tue vacanze negli spazi sotto.
IL CRUCIVERBA DELL’ESTATE
GIOCO E LEGGO
Risolvi il cruciverba con le parole dell’estate e completa la frase. 2 6 4 8 1 1 2 3 4 5 6 7 8 5 3 7
VIVA !
FILASTROCCA DI CASA E SCUOLA
A i i
A casa è il mio fuoco
A casa c’è Mamma
A scuola io faccio
A scuola è l’abbraccio
A scuola Maestra
A TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c’è sole
A scuola c’è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c’è il nido
Bruno Tognolini, Rime raminghe, Salani
GIOCO E LEGGO
A scuola c’è il mondo
In coppia, scegliete chi legge le frasi che iniziano con “A casa…” e chi legge le frasi con “A scuola…”, poi leggete una frase per uno.
LIBERI DI VOLARE
Sam Usher, Liberi, Edizioni Clichy
Ascolta la storia con attenzione.
COMPRENDO
Chi sono i personaggi della storia? Cancella gli intrusi con una X.
Colora solo le azioni che trovi nella storia.
Il bambino e il nonno...
• danno da mangiare all’uccellino frutti di bosco pancake .
• danno da bere all’uccellino un po’ d’acqua di tè .
• decidono di tenerlo per sempre liberarlo .
Che cosa pensa il nonno alla fine della storia? Segna con una X.
L’uccellino sarà felice solo se lo nutriranno loro.
L’uccellino sarà felice di volare libero nel cielo.
L’uccellino sarà felice al riparo in una casa.
Traguardo per lo sviluppo delle competenze n. 5
DALLA
PARTE DEGLI ANIMALI
A i rispettiamo i nostri i i i li!
4 OTTOBRE
GIORNATA PER I DIRITTI E IL BENESSERE DEGLI ANIMALI
Nel mondo molti animali rischiano di estinguersi, cioè di sparire per sempre. Diverse organizzazioni, come il WWF, difendono gli animali in via d’estinzione. Ecco alcuni animali da proteggere, ma ce ne sono molti altri:
PARLO
Che cosa fai o puoi fare anche tu per aiutare a proteggere gli animali vicini e lontani? Confrontati in classe con i tuoi compagni e le tue compagne.
QUANTE STORIE
Ora che avete imparato a leggere bene, scopriamo insieme quanti mondi nascono dalle parole e dalle storie!
CHE STORIE SONO, LEO?
Gaia, io so leggere qualche parola, ma che cos’è una storia?
Chiediamolo a Leo, lui è bravissimo a raccontare le storie!
Anch’io conosco un po’ di parole, Cosmo, ma come fanno a diventare una storia?
Partiamo anche noi per questa avventura nel mondo delle storie!
Le storie hanno delle regole speciali per unire parole, frasi e… avventura! Scopriamole insieme!
Il titolo di un testo ti dà un’idea di quello che stai per leggere. È importante leggere il titolo e chiedersi di che cosa parlerà la storia.
LA PISCINA DEI GRANDI
COMPRENDO
S X la risposta adatta. Secondo te, questo testo parla di... una gatta che vive in una piscina. una bambina che va nella piscina dei grandi. una bambina che non sa nuotare.
Oggi è un giorno speciale! È la prima volta che Susi entra nella piscina dei grandi. Mentre fa la doccia, Susi sente l’odore dell’acqua. Prende la rincorsa per fare un bel tuffo. – EHI, signorina! – le dice il bagnino. – Spero che tu conosca le regole, perché qui non si corre sul bordo della piscina, non si grida, non si canta, è anche severamente proibito fare i tuffi… – ma Susi non ascolta. – AAH! Che schizzi! Che onde! –protestano le nonne.
– Devi rimanere nella tua corsia – le grida un nuotatore.
E anche gli altri gridano qualcosa. Ma Susi non li sente.
– Bene, signorina, basta così! – dice il bagnino alla fine.
– Invadi le corsie e spruzzi le persone! Devi stare nella piscina dei piccoli!
– Io non sono piccola – brontola Susi.
J. Robben - B. Leroy, Susi in piscina, Sinnos
COMPRENDO
Rispondi alle domande.
• Hai capito di che cosa parla la storia? sì no
• Ti è piaciuta la storia che hai letto? sì no
• Perché?
• Quale altro titolo poteva essere adatto, secondo te?
Susi, una bambina simpatica.
La piscina dei piccoli.
Susi disubbidisce.
IOLE MANGIAPAROLE
Là nel mare sconfinato vive Iole, la balena mangiaparole. Là, ogni giorno, un uomo passa sulla sua barca.
È un poeta e viene per scrivere le sue poesie e recitarle al mare.
Quando sente arrivare la sua barca, Iole si avvicina e aspetta che nell’acqua cadano le parole scartate dal poeta.
A Iole basta aprire la sua grande bocca per farle sue. Poi le ricompone trasformandole in bellissime storie da raccontare ai piccoli amici del mare.
Da qualche giorno però non si vede passare la sua barca. Iole senza parole si ritira sul fondo buio del mare.
I suoi amici soffrono nel vederla tanto infelice. Così le organizzano una sorpresa.
AMICI… SOLE… MARE… BARCA… VENTO…
Ognuno di loro ha conservato una parola delle storie di Iole. Le mettono insieme e compongono una bellissima nuova storia per la loro grande amica. Che regalo per Iole!
Gioia Marchegiani, Iole, la balena mangiaparole, Gribaudo
PARLO
Fai come Iole e prova a usare le parole per inventare piccole frasi. mare • sole luna • culla barca • amici
IL SEGRETO DEL FIORE GIALLO
Bibi è arrivata in una nuova scuola.
– Che cos’è un segreto? – chiede Bibi.
– Un segreto è una cosa che sai solo tu e che gli altri vorrebbero sapere – dicono i bambini. Dalla finestra della nuova scuola si vede soltanto un prato e un fiore giallo. Ma certo, quello è un segreto.
Bibi si butta sui cuscini e dice: – Ecco il mio segreto: i fiori gialli si trasformano in soffioni, una palla di semi leggeri che portano nell’aria i desideri.
Nessuno dei bambini crede alle parole di Bibi. Bibi però è certa del suo segreto, prima lo faceva tante volte il gioco dei soffioni, deve insegnarlo ai suoi amici.
Ogni giorno i bambini controllano che il fiore sia al suo posto. Poi, un mattino, il fiore giallo non c’è più. Al suo posto è spuntato un palloncino leggero e piumoso. È un soffione!
Bibi lo coglie e soffia con i suoi tanti amici. Soffiano pensieri e desideri.
– Evviva Bibi, che ci ha soffiato un segreto! Ma nessuno si è accorto che Bibi sta già suonando un altro segreto: nel gambo del fiore è nascosta una tromba.
Annamaria Gozzi, Il segreto del fiore giallo, La Spiga Edizioni
COMPRENDO LE PAROLE
Che cosa significa qui soffiare un segreto?
Rivelare che il fiore diventa un soffione. Soffiare sul fiore.
Perché i bambini e le bambine dicono che Bibi suona un segreto?
Perché Bibi suona di nascosto.
Perché Bibi suona con il gambo del fiore.
Le storie contengono molte informazioni che servono a spiegare quello che succede.
NOI FRATELLI CI CAPIAMO
Uri ha un anno e mezzo e usa solo le vocali e la T.
Nessuno dei grandi lo capisce. Per fortuna ha un fratello maggiore, Yonatan, che lo capisce benissimo.
Una volta, in automobile, Yonatan e Uri guardavano fuori dal finestrino. All’improvviso
Uri si è messo a gridare:
– TATTETOTE TETO TE U UATOTATO!
Papà ha chiesto stupito: – Chi è che fa colazione a letto col bue muschiato?
E la mamma: – Dov’è l’ascensore e il cioccolato?
Yonatan si è messo a ridere: – Non capite!
“TATTETOTE TETO TE U UATOTATO!” vuol dire “Attenzione, dietro c’è un autocarro”.
– Per fortuna abbiamo un interprete come Yonatan – ha detto papà.
– Cos’è un interprete? – ha domandato Yonatan. – È una persona che capisce e spiega agli altri una lingua che non capiscono. Tu ci spieghi cosa dice il nostro Uri – ha risposto papà.
D. Grossman - M. Santini, La lingua speciale di Uri, Mondadori
COMPRENDO
Segna con una X sì se l’informazione è contenuta nel racconto, no se non è contenuta.
• Nella storia si parla di due fratelli. sì no
• In questa famiglia c’è un cane. sì no
• Il fratello più piccolo dice solo le vocali e la T. sì no
• I genitori non capiscono bene che cosa dice Uri. sì no
• Il papà fa l’interprete. sì no
• La mamma lavora in banca. sì no
SCOPRO La struttura del racconto
Le storie sono formate da tre parti.
INIZIO: come comincia la storia (dove, quando e di chi si parla)
SVILUPPO: quello che succede nella storia
CONCLUSIONE: come finisce la storia
PAROLE E MAGIE
Un giorno mentre va a scuola, Tina trova per terra un quaderno. Non sa che quello è il quaderno di Fata Brunella. [...]
Ecco cosa succede quando Tina legge la prima formula magica: “Tempo brutto, tempo bello, vola in aria ogni cappello!”. Il signor Mario e il signor Guido, che stanno passando di là, vedono i loro cappelli volare in alto. [...]
Tina fa finta di niente e legge [...] : “Mosca, ragno, gatta, palla, guarda il vigile che balla!”. Il vigile davanti alla scuola si mette a fare giravolte.
Tutti i bambini lo guardano stupiti: – Che bravo ballerino, signor Vigile! Ma ora ci faccia attraversare la strada. [...]
A quel punto Tina legge la quarta formula magica, che è anche l’ultima: “Barca, sole, bocca, rima, torna tutto come prima!”.
E ogni cosa torna al suo posto, come se non fosse successo proprio niente.
Maria Loretta Giraldo, La fata distratta, Il Castoro, 2016 Milano
COMPRENDO
Collega le parole matte alle magie che fanno capitare.
Tempo brutto, tempo bello, vola in aria ogni cappello!
Mosca, ragno, gatta, palla, guarda il vigile che balla!
Barca, sole, bocca, rima, torna tutto come prima!
SCOPRO
S X se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) o la conclusione (C) della storia.
• Quando Tina legge le formule magiche, tutti fanno cose strane. I S C
• Tina legge l’ultima formula e tutto torna come prima. I S C
• Tina trova un quaderno con delle formule magiche. I S C
IL GIOCO DI ARIANNA
C’è una cosa, quando va a scuola, che a Giulia non piace. È il momento in cui
suona la campanella dell’uscita, perché capita che sua mamma arrivi quando tutti sono andati via.
Oggi, seduta a un tavolino c’è una bambina, Arianna.
– Anche la tua mamma viene a prenderti in ritardo? – le chiede Giulia avvicinandosi.
– Sì – risponde Arianna. – Per questo tengo sempre nello zaino fogli e pennarelli. Ho anche inventato un gioco. Comincio a disegnare una cosa, per esempio un albero. E poi se la mamma non arriva, ne faccio tanti altri. Così quando viene le dico: “Sei in ritardo di un bosco intero!”
Ora che ha capito il gioco, Giulia vuole farlo anche lei, quando sente la voce della mamma.
– Ciao, tesoro!
– Mamma, sei già qui? – esclama Giulia sorpresa e persino un po’ delusa.
Questa volta la mamma ha un ritardo piccolo piccolo. Ma forse d’ora in avanti i ritardi della mamma non le sembreranno più così lunghi.
F. Mascheroni - N. Costa, Mamma sei sempre in ritardo!, Emme Edizioni
SCOPRO
Nella banda accanto al testo trovi colorata in rosso l p d ll’i i io (I). Completa colorando in blu l d ll s il o (S) i de l d ll c l i e (C).
COMPRENDO
Perché Giulia non ama la campanella dell’uscita da scuola?
Non le piace il suono.
Non le piace aspettare sua mamma.
Non le piace la confusione.
Che cosa fa la sua amica Arianna quando sua mamma è in ritardo?
Si nasconde.
Fa i compiti.
Fa un disegno.
TROPPO SOLE A SOLANDIA
A Solandia splendeva sempre il sole. Nel cielo non si vedeva mai una nuvola, per non parlare di pioggia. La gente sudava, si sventolava, ma dopo un po’ se ne andava.
Il bambino Marameo, che non voleva andarsene, un giorno pensò: “Devo fare qualcosa”. Trovò uno specchietto e lo puntò verso il sole colpendolo dritto negli occhi.
– Ahi! – disse il sole, che non era abituato ad avere la propria luce negli occhi, finché irritato, disse al vento: – Amico mio, manda qualche nuvola su quel paese, perché questa luce mi sta accecando!
Il vento, gentilmente, radunò allora un gregge di nuvole sopra Solandia, che si coprí di un’ombra deliziosa.
E poco dopo, cominciò a cadere una pioggia che rinfrescava, scorreva, lavava, innaffiava.
I Solandiesi, increduli e felici, non si sognarono nemmeno di usare gli ombrelli. Il piú contento, però, era Marameo.
Roberto Piumini, Poco prima della notte, Einaudi Ragazzi
SCOPRO
S X se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) o la conclusione (C) della storia.
• Marameo decide di abbagliare il sole con uno specchio. I S C
• A Solandia inizia a piovere e i Solandiesi sono felici. I S C
• A Solandia c’è troppo caldo a causa del sole. I S C
NON SO PROPRIO COME DIRLO
La vita è uno spasso, è meravigliosa, ma a volte non sai come dire qualcosa…
Ho fatto cadere il vaso che ci ha regalato lo zio…
Non so proprio come dire: “SONO STATA IO!”
Luca ha male alla pancia. È da tanto che lo conosco, ma non so proprio come dire: “TI CAPISCO!”
Non so perché ho pestato un piede a Sara. Lei mi guarda delusa…
Non so proprio come dire: “SCUSA!”
E allora rimani da solo lontano, ma poi arrivo io che ti prendo la mano, ti resto vicino, la voce ti viene così riesci a dirmi “TI VOGLIO BENE”.
E. Mazzoli - C. Petit, Non so proprio come dirlo, Pulce Edizioni
Capita anche a te di non riuscire a trovare le parole giuste?
Se vuoi, racconta di quella volta che…
PARLO
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva il disegno: di che cosa parlerà la storia?
Di qualcuno che fa molti errori. Di un eroe per sbaglio. Di un coccodrillo coraggioso. Di un coccodrillo feroce.
EROE PER ERRORE
Nel quaderno di Crocco Coccodrillo nascevano ogni giorno delle parole nuove. Crocco Coccodrillo, infatti, faceva tanti errori di ortografia, alcuni sorprendenti, altri noiosi, e poi faceva tutti gli errori soliti. [...]
Un compagno più grande di lui [...] gli d tt soprannome per prenderlo in giro. Con il tempo, [...] per tutti il suo nomignolo fu: Errore. [...]
I simboli [...] indicano che nel testo originale, in quei punti, trovi parole e frasi in più.
Un giorno la maestra annunciò un dettato [ ] quando all’improvviso si presentò il NEMICO: un coccodrillo enorme. [...]
Gli alunni stavano a bocca aperta per la paura e si avvicinavano alla maestra in cerca di protezione. Qualcuno si accorse che mancava Crocco e tutti si misero a gridare: – Errore! Errore! Errore!
Anche la maestra [...] gridò più forte che poté: – Errore! Dove sei? Vieni, dobbiamo stare uniti!! Il coccodrillo nemico invece capì “eroe” e cominciò a preoccuparsi. [...]
Così si girò di scatto [...] e se ne andò veloce, veloce. [...] Da quel giorno Crocco aveva
un nuovo nomignolo. Ora tutti lo chiamavano EROE.
Non era preoccupato che questo nome fosse nato da un errore di comprensione. Sapeva da molto tempo che da un errore possono nascere cose belle e parole nuove.
Barbara Pumhösel, Gli errori di Coccodrillo, Il Castoro, 2016 Milano
COMPRENDO LE PAROLE
Qual è, secondo te, il significato della parola nomignolo? nome più piccolo camino soprannome scherzoso
COMPRENDO
Segna le tue risposte con una X.
• La storia racconta di un coccodrillo che... scappa. fa errori. insegna.
• I compagni chiamano Crocco... Nemico. Coccodrillo. Errore.
SCOPRO
S X se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) o la conclusione (C) della storia.
• Tutti chiamano Coccodrillo EROE. I S C
• Coccodrillo fa un sacco di errori di ortografia. I S C
• Un giorno a scuola arriva un nemico. I S C
Come hai trovato questo lavoro? Cerchia.
facile
quasi facile
difficile
IL BARATTOLO
S. Agostini - F. Assirelli, Le sei storie della gentilezza, Gribaudo
Ascolta la storia con attenzione.
COMPRENDO
Che cosa trovano i bambini e le bambine tra gli scaffali?
Segna con una X.
un libro un barattolo di marmellata un barattolo pieno di bigliettini
Colora solo i bigliettini che, secondo te, sono contenuti nel barattolo.
Offri un biscotto a chi hai vicino. Vai a svuotare il cestino.
Spingi chi è in fila davanti a te. Accogli una nuova compagna. Presta i colori a un compagno. Butta a terra le cartacce.
Come si conclude la storia?
Essere gentili...
è molto noioso. fa stare bene. è per pochi.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze: n. 1, 3
IL BARATTOLO DELLA GENTILEZZA
Essere gentili fa stare bene te e chi hai vicino!
1 E GIORNATA MONDIALE D A
Volete diventare anche voi una classe gentile? Preparate il vostro barattolo della gentilezza: scrivete parole gentili o cose gentili da fare su alcuni bigliettini colorati, poi metteteli in un barattolo. Ogni giorno pescate un biglietto e mettete in pratica il consiglio. Un po’ alla volta non avrete più bisogno dei bigliettini per essere gentili. Ecco alcuni esempi, ma potete inventarne molti altri!
RACCONTO IL MONDO
Ogni giorno accadono molte cose nel vostro mondo: in classe, con amici e amiche, in famiglia.
Qui troverete tante storie di bambini e bambine come voi.
La mia amica
Jenny ha un nuovo fratellino!
Ma è vero che è arrivato qualcuno di nuovo?
Tra poco è il compleanno di Pietro!
È una nuova compagna?
O un nuovo insegnante?
AUDIO
UN ARRIVO ANNUNCIATO
La classe è in agitazione: deve arrivare qualcuno di nuovo. Al suono della campanella…
Gaia, sai qualcosa del nuovo arrivato?
Credo sia molto spiritoso… e lo conosciamo già!
Ho sentito che è divertente…
Ma è Leo!
Si è pettinato la criniera!
Eccolo!
PARLO
Quest’anno hai ritrovato compagni e compagne. Qualcosa è cambiato? Se arrivasse una nuova persona a scuola, chi ti piacerebbe che fosse? Come te l’immagini? Parlane in classe.
Dicono che è severo!
NUOVI AMICI!
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva il disegno: di che cosa parlerà la storia? Segna con una X.
Di un bambino che va a trovare un amico a casa.
Di un nuovo alunno che arriva in classe.
Di un alunno che arriva in classe in ritardo.
Oggi è il primo giorno di scuola per Amid.
Quando entra in classe, la maestra lo accoglie con un sorriso: – Benvenuto Amid! Ti presento i tuoi nuovi amici –, ma lui si nasconde.
– Sedetevi.
Tutti attorno alla maestra ascoltano una fiaba, tranne Amid, che alla finestra osserva gli uccelli. A un certo punto una bambina, Lucia, cade per terra e scoppia in lacrime.
Solo Amid si avvicina e le regala un disegno.
Al termine della giornata arriva la mamma di Amid. La maestra dice: – Amid oggi ha preferito stare da solo.
Lucia mostra alla maestra il disegno del suo nuovo compagno: ci sono tutti gli uccelli che Amid ha osservato dalla finestra!
Lucia prende Amid per mano e dice forte: – Sai, noi due siamo amici!
Anne Isabelle Le Touzé, Benvenuto a scuola, Lapis
COMPRENDO
Che cosa ha fatto Amid per dimostrarsi amico di Lucia?
BUONANOTTE PAPÀ
Stasera la mamma è andata al cinema e quindi sto con papà.
– E ora una storia e buonanotte – dice papà. In camera papà legge troppo veloce.
– La mamma – dice Clara – legge le storie lentamente, così faccio in tempo a guardare le figure di ogni pagina.
– Forza, andiamo più piano! – E ricomincia la storia daccapo. Poi ne sceglie un’altra.
– Adesso spegniamo! – dice papà alla fine.
– Aspetta! – dice Clara. – Voglio il bacino come la mamma.
Papà le dà un primo bacino sulla guancia, poi un secondo sul nasino e un bacio brontolone sulla fronte.
– È bellissimo – dice Clara. – Due fiabe della buonanotte e tre bacini.
E mentre si addormenta dice:
– Lo facciamo ancora, vero, papà?
N. Brun-Cosme - M. Le Huche, Stasera sto con papà, Edizioni Clichy
COMPRENDO
Sottolinea nel testo con i colori indicati le risposte alle domande.
Perché Clara sta con il papà?
Perché Clara vuole che la storia sia letta lentamente?
Quante fiabe legge il papà a Clara?
Quanti bacini dà il papà a Clara?
Nei racconti ci sono persone, animali o cose, cioè i personaggi che compiono le azioni. Il personaggio più importante si chiama protagonista.
IL DENTE CADUTO
Francesco ha perso un dente. È la sua prima volta!
Ma a cadere non è stato uno dei denti davanti, come è successo ai suoi amici Vittorio, Riccardo e Camilla. A cadere per primo è stato invece uno dei denti di lato.
– Un canino – ha precisato la mamma.
Francesco guarda allo specchio con orgoglio il buco che si è formato e si sente grande. E già si immagina con tutti i suoi denti nuovi, alto quanto il fratellone che va all di .
– A letto, Francesco, che stanotte passa il i !
Oggi la mamma non deve insistere troppo, come fa ogni sera. Veloce come un razzo, Francesco si infila il pigiama, corre in bagno e impugna il suo spazzolino, su cui ha distribuito un abbondante ricciolo di dentifricio alla fragola.
– Ciao ciao, Francesco senza un dente – esclama il bambino alla sua immagine riflessa nello specchio. – Stanotte arriva il dente nuovo.
Fulvia Degl’Innocenti, Amici per un dente, Edizioni Paoline
SCOPRO
Chi è il protagonista di questa storia?
La mamma. Francesco. Il topino.
COMPRENDO
Come si sente il protagonista?
Felice. Dispiaciuto. Preoccupato.
Colora le frasi che te lo fanno capire.
Guarda orgoglioso il buco tra i denti. Impugna lo spazzolino.
Usa il dentifricio alla fragola. È veloce come un razzo. Si immagina grande come suo fratello. Si infila il pigiama.
GIOCO E LEGGO
Completa il cruciverba con le parole che hai letto nel testo. Nella colonna colorata troverai il nome del dente perso da Francesco.
1 Un’amica di Francesco.
2 Chi invita Francesco ad andare a letto presto?
3 Quanti denti sono caduti a Francesco?
4 Che cosa indossa Francesco per andare a letto?
5 Come sarà il dente che arriverà?
6 Chi deve passare quella notte da Francesco?
1
2 3 4 5 6
A volte puoi trovare parole che non sono usate proprio nel loro significato, ma servono per spiegare meglio che cosa provano i personaggi.
SULLA PUNTA DELLA LINGUA
A scuola io sono al terzo banco, davanti a me c’è Carlotta. La guardo sempre perché è la mia preferita. Lei legge sempre. Dovrei dire peccato, perché io sono il capo del Club Antilettura, ma tutto quello che fa Carlotta sembra bello.
Anche adesso lei legge un libro grosso. Lo tiene sotto il banco e legge, legge, legge.
Forse è per quello che ha sempre le parole giuste sulla punta della lingua? Se le beve con gli occhi dalle pagine e poi le tiene lì, tutte pronte a uscire al momento giusto.
L’altro giorno la maestra mi ha chiesto che cosa voleva dire “brulicare”. Io sono stato zitto per un bel po’, boccheggiavo come un pesce, poi Carlotta mi ha sussurrato la risposta: “Muoversi confusamente”.
Grazie Carlotta, mi hai salvato.
L’ho pensato, ma non gliel’ho detto, perché io, a differenza di lei, non ho mai le parole giuste sulla punta della lingua.
Lodovica Cima, Il Club Antilettura. Davvero leggere è da pappamolli, Oscar Mondadori
COMPRENDO LE PAROLE
Secondo te, che cosa significano queste espressioni?
Segna con una X.
• parole sulla punta della lingua
parole pronte al momento giusto parole in inglese
• bere con gli occhi
lavarsi gli occhi guardare con interesse
• boccheggiare come un pesce
aprire la bocca senza parlare imitare gli animali
SCOPRO
Nella banda accanto al testo trovi colorata in rosso la parte dell’inizio (I). Completa colorando in blu la parte dello sviluppo (S) e in verde la parte della conclusione (C).
Osserva le vignette e colora in rosso l’inizio, in blu lo sviluppo e in verde la conclusione della storia.
C l i suggerisce la risposta giusta.
Adesso Carlotta legge un libro grosso.
Carlotta è seduta davanti al mio banco.
La struttura - Inizio
L’INIZIO della storia spiega chi sono i personaggi, il tempo e il luogo in cui avviene la vicenda e da quale fatto parte la storia.
LA MAESTRA CHE CERCAVA UNA CLASSE
C’era una volta una maestra che era rimasta senza classe.
Si mise in cammino e arrivò a un paese bagnato dal mare.
– Avete una classe per me? – chiese a un pescatore.
– Non credo! – le sorrise l’uomo.
Allora la maestra andò in montagna.
– Avete una classe per me? – chiese al sindaco.
– Qui da noi vanno a scuola solo i camosci e le marmotte.
In città la maestra vide scuole su scuole piene zeppe di roba. C’era di tutto, ma neppure l’ombra di un bambino.
Da quel giorno, passarono molti anni. La maestra girò mezzo mondo. Quando tornò a casa vide un bambino seduto sui gradini.
– Che cosa fai? – gli chiese. – Questa è casa mia.
– Cerco la mia maestra! – disse il bambino.
– Non potresti insegnarmi quello che sai?
– Ci provo! – disse. Si sedette vicino al bambino e iniziò a raccontare.
Sabrina Colloredo, Ciao Maestra, Emme Edizioni
Si presentano protagonista, tempo e luogo e il fatto che fa iniziare la storia.
SCOPRO
Segna le tue risposte con una X.
• Come inizia la storia?
Una mattina…
Un bel giorno…
C’era una volta…
• Chi è il personaggio presentato all’inizio della storia?
Un bambino.
La maestra.
Un pescatore.
• Quale fatto fa iniziare la storia?
La maestra si mette in cammino.
La maestra si rassegna.
La maestra è senza classe.
LE STORIE DI PAPA DEMBO
Papa Dembo è grande come il b b b l saggio. Papa Dembo è mio nonno, racconta le storie meglio di chiunque altro.
– Dimmi, Papa Dembo, dimmi: di che colore è l’Africa?
– L’Africa, piccolo Chaka, è nera come la mia pelle, è rossa come la terra, è bianca come la luce di mezzogiorno, è blu come l’ombra della sera, è gialla come il grande fiume, è verde come la foglia della palma. L’Africa, piccolo Chaka, ha tutti i colori della vita.
– Racconta, Papa Dembo, raccontami il tuo villaggio.
– Il mio villaggio, piccolo Chaka, è di argilla e paglia! Una ventina di capanne, non di più, intorno all’albero della palabra, il grande baobab sotto il quale si discutono tutte le faccende importanti.
La nostra capanna era grande e fresca quando soffiava il vento caldo.
– Racconta, Papa Dembo…
baobab: albero africano dal tronco largo e panciuto. palabra: “parola” in spagnolo.
– Piccolo Chaka, ho davanti anni per raccontarti altre storie che ti lasceranno nel cuore la memoria dell’Africa. E quando avrai la mia età, sarai tu a raccontare a tuo nipote le storie di Papa Dembo. Allora, da dove sarò, riderò di f li i à.
Chi sono i personaggi presenti nella storia? Cancella gli intrusi con una X.
l’Af i a
u i ffa P D bo
Ch k un cacciatore
C O
Con quali colori Papa Dembo descrive l’Africa al piccolo Chaka? Collega.
• È come
• È come
• È come
• È come
• È come
• È come
l t
la foglia della palma
la pelle di Papa Dembo il d fi
la luce di mezzogiorno
l’ombra della sera
DA GRANDE FARÒ…
Veterinario o veterinaria? Per poter guarire ogni malattia degli animali, anche la più incredibile.
E maestra? O maestro? Sì! Però allora in una scuola diversa da tutte le altre.
Il pasticciere o la pasticciera? Nel paese delle dolcezze si possono fare tutte le torte che si vogliono, anche le più folli.
O magari poliziotta o poliziotto? Per acciuffare, insieme a una formidabile pattuglia, tutti i banditi!
Aviatore? Aviatrice? Ci sono tanti di quegli aggeggi volanti con i quali librarsi nell’aria…
Ballerina? Ballerino? Per diventare la nuova stella dello spettacolo.
Capitano? Capitana? Per navigare sugli oceani e scoprire le meraviglie del mondo.
O magari esploratrice? O esploratore?
Con il mio favoloso sottomarino
partirò alla scoperta di tutti i mestieri del mondo.
Éric Puybaret, Il grande libro dei mestieri, EDT
COMPRENDO LE PAROLE
Secondo te, che cosa sono gli a i? Segna con una X. Aerei. Oggetti, strumenti. Lavori.
LA MACCHINA PER FARE I COMPITI
Un giorno bussò alla nostra porta uno strano tipo: un ometto buffo. Aveva in spalla una borsa più grande di lui.
– Ho qui delle macchine da vendere – disse.
– Fate vedere – disse il babbo.
– Ecco, questa è una macchina per fare i compiti. Si schiaccia il bottone rosso per fare i problemi, il bottone giallo per svolgere i temi, il bottone verde per la geografia. La macchina fa tutto da sola in un minuto.
– Compramela, babbo! – dissi io.
– Va bene, quanto volete?
– Non voglio denari. Voglio il cervello del vostro bambino – disse l’omino.
– Ma siete matto? – esclamò il babbo.
– Se i compiti glieli fa la macchina – disse l’omino sorridendo, – a che cosa serve il cervello a suo figlio?
COMPRENDO
Numera i disegni da 1 a 4 per riordinare la storia.
Gianni Rodari, Nicoletta Costa, L’omino della pioggia e altre storie, Editori Riuniti
L’INVITO DI PIPPI
Questo testo è tratto dai romanzi di Astrid Lindgren, una scrittrice svedese vissuta tra il 1907 e il 2002, famosa per aver creato il personaggio di Pippi Calzelunghe.
Un giorno accadde qualcosa di molto strano.
Nella piccola città era stato appeso un grande manifesto, e c’era scritto: STAZERA A VILLA
VILLACOLLE TUTTI I BAMBINI ZONO INVITATI.
VI ASPETTO!
Tommy e Annika sapevano che Pippi avrebbe fatto una festa e aspettavano impazienti.
La sera della festa c’era un bel cielo stellato, tutto era avvolto in un magico silenzio.
A quel punto arrivò saltellando il Signor Nilsson, la scimmietta di Pippi. Saltò sulla spalla di Tommy porgendogli un foglio di carta. L’ortografia era proprio strana, ma Tommy capì che significava: “Seguite il sentiero e mangiatelo!”
– Eccolo. Guardate la neve! – gridò Tommy d’un tratto.
In effetti, sulla neve bianca si snodava un sentiero fatto di caramelle rosse che portava dietro Villa Villacolle.
In un minuto i bambini avevano divorato il sentiero fino in fondo, e a quel punto per lo stupore stavano per andargli di traverso le caramelle.
– Che bell’albero! – sussurrò Annika.
Nel giardino di Pippi, dietro la casa, c’era un abete grande e bellissimo, con gli aghi color verde scuro.
si snodava: serpeggiava, zigzagava.
UN CLASSICO
E adesso brillava tutto, pieno di luci. Sull’albero
erano appesi omini di panpepato e decorazioni di zucchero e le caramelle più buone del mondo. E pacchetti a non finire!
I bambini rimasero per un momento ammutoliti. Ma subito dopo cominciarono a fare salti di gioia.
– Oh, Pippi è così gentile – gridavano contenti.
Astrid Lindgren (adattamento di Anna Zuliani), Il Natale di Pippi, La Nuova Frontiera Junior
SCOPRO
Qual è il luogo del racconto?
Una piccola città. Non si sa. Una casetta al mare.
COMPRENDO
Alla fine che cosa scoprono i bambini dietro la casa?
Pippi che balla con il Signor Nilsson.
Un immenso albero carico di luci, dolci e doni.
I fuochi d’artificio.
PARLO
Conoscevi già questa storia? sì no Parlane con la classe.
VERO CHE NON HAI PAURA?
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva l’immagine: di che cosa parlerà la storia?
Di qualcuno che rifiuta di farsi aiutare.
Di qualcuno che deve affrontare una situazione difficile.
Di qualcuno che sta facendo un gioco.
Alex ha provato a chiudere gli occhi e a mettere la testa sotto il cuscino. È preoccupato. Non riesce
a dormire perché pensa a quello che gli ha detto il dottore nel pomeriggio.
– Sai perché ti fa male la pancia, Alex? Perché hai l’appendicite. Ma domani ti portiamo in ospedale a fare l’operazione. Vedrai che ti passa subito.
Il giorno dopo in ospedale Alex si accorge che nel letto di fianco c’è un bambino più piccolo.
– Ciao. lo mi chiamo Giulio. E tu?
– Alex.
– Senti, vero che non hai paura? L’ho capito subito che devi essere un tipo coraggioso. Non hai nemmeno detto “AH!” mentre la dottoressa ti visitava.
– Oh, beh... – Alex è senza parole.
– E invece, sai cosa ho fatto io? Dallo spavento che avevo... SGNACK!, le ho morso la mano.
– Sul serio?
– Eh sì, sono un fifone. Allora mi aiuterai tu ad avere coraggio?
– Va bene... – promette Alex.
Ed ecco che arriva il momento difficile.
– Oggi ti faremo un taglietto qui – dice la dottoressa e segna un punto sulla pancia, – ma non sentirai nulla, giovanotto, perché dormirai come un ghiro.
Quando si sveglia, Alex comincia a ricordare. La mamma dice: – È tutto finito.
Già finito? Sorpreso gira la testa verso l’altro letto.
Giulio dice: – Se non c’eri tu, morivo di paura.
“Se non c’eri tu, anch’io morivo di paura” pensa Alex, ma non dice niente.
SCOPRO
Chi sono i protagonisti?
Alex e la dottoressa.
Alex e Giulio.
Alex e la mamma.
Quanto tempo dura la storia?
In quale luogo si svolge la storia?
All’ospedale.
Nella camera di Alex.
Nello studio del dottore.
Una settimana. Un giorno. Due giorni.
Segna con una X se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) o la conclusione (C) della storia.
• In ospedale Alex incontra il bambino Giulio. I S C
• Alex non riesce a dormire perché è preoccupato. I S C
• Giulio dice che grazie ad Alex non ha avuto paura. I S C
Come hai trovato questo lavoro? Cerchia. facile
Anna Lavatelli, Alex non ha paura di niente, Piemme Edizioni
SARINYA VIGILE DEL FUOCO
F. Cavallo - E. Favilli, Storie della buonanotte per bambine ribelli 2, Mondadori
Ascolta la storia con attenzione.
COMPRENDO
La ragazza della storia vuole diventare...
Il papà pensa che sua figlia sia “matta” perché, secondo lui, …
il lavoro di vigile del fuoco non è adatto a una donna. il lavoro di vigile del fuoco è un lavoro inutile. è pericoloso girare in bicicletta per la città.
Alla fine, che cosa desidera ancora Sarinya? Colora la frase giusta.
Vuole diventare capo di una caserma dei vigili del fuoco.
Vuole conoscere un’altra vigile del fuoco donna.
Vuole conoscere un’altra vigile del fuoco di origine asiatica come lei.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze: n. 1, 3 ciclista. vigile del fuoco. pilota di aerei.
UN BIGLIETTO SPECIALE
Una donna può fare il lavoro che desidera!
L’8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna, per ricordare che, ancora oggi, le donne non sempre possono fare quello che desiderano. In alcuni luoghi del mondo, infatti, le donne non possono andare a scuola, guidare o vestirsi come preferiscono… E sai che anche in Italia le donne possono avere difficoltà a fare il lavoro che vogliono?
In occasione dell’8 marzo, preparate uno o più biglietti come quello sotto, da regalare a una donna (la mamma, una zia, una sorella, la maestra, una vicina di casa, una compagna di scuola…) per augurarle di fare ciò che desidera nella vita, per esempio scegliere il lavoro che preferisce.
UN MONDO FANTASTICO
Facciamo un salto nel mondo della fantasia per sognare un po’! Troveremo avventure di personaggi straordinari, draghi, mostri e altro ancora!
Che bella questa storia, è davvero strana!
E il drago? Io vorrei poter volare con lui!
A me piace quella del mostro, farà poi così paura?
LA PORTA MISTERIOSA
Una volta, nel giardino di un castello, comparve tra i cespugli una porta misteriosa.
Gaia e Luca passarono proprio davanti alla porta e udirono una melodia mai sentita prima.
Hai sentito? E
se qui dentro ci vivesse una fata?
O un drago? O un mostro?
Andiamo a scoprirlo!
PARLO
E poi che cosa accadrà, secondo te? Chi scopriranno Luca e Gaia nel castello? Sarà una strega spavalda a cavallo di una scopa? O magari un drago che sputa fuoco dalle narici? Parlane in classe.
UNA SCUOLA DA BRIVIDO
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva il disegno: di che cosa parlerà la storia? Segna con una X.
Di una scuola senza riscaldamento.
Di una scuola spaventosa.
Di una scuola in cui si impara a fare paura.
Anche i mostri da piccoli devono andare a scuola. Per imparare l’arte dello spavento, la classe segue le lezioni del maestro Pietro Spettro, specializzato in urla agghiaccianti.
– Ululate più forte! – incita il maestro. – Dovete far venire i capelli bianchi e ricci sulla testa a chi vi sente!
Altra cosa indispensabile se si vuole terrorizzare qualcuno è nascondersi nel buio per poi sbucare fuori all’improvviso. Pietro Spettro indica i posti migliori dove posizionarsi: dietro le tende, sotto i letti, dentro gli armadi; in giardino tra i cespugli o dietro gli alberi nel buio della notte.
Il maestro, inoltre, spiega come realizzare ombre inquietanti con la luce delle candele.
– Se poi riuscite a fare pure qualche scricchiolio, la paura è assicurata!
Febe Sillani, Il piccolo libro dei mostri a scuola, Emme Edizioni
COMPRENDO
Avevi capito di che cosa parla la storia? sì no
agghiaccianti: spaventose. inquietanti: che fanno preoccupare.
TENERI MOSTRICIATTOLI
La strega Trogulla si sente tremendamente sola. Ecco, ha deciso: andrà a prendersi un mostriciattolo da compagnia. Al mostrile la accoglie lo gnomo guardiano: – Vieni, Trogulla, ti mostro i mostri. Così puoi sceglierne uno da adottare. Ecco Nicola, il drago col naso che cola.
– SNIFF SNIFF!
– Oh, che orrendo tenerone! – esclama la strega.
– E lì c’è Baruffa, la bestia col pelo di muffa.
– PUFF PUFF!
– Ah, che morbidosa schifezza!
– E quello è Franco, il serpente tutto bianco.
– SSSSS!
– Uh, che orribile amoruccio!
– Allora, quale ti piace di più? – chiede lo gnomo alla fine del giro.
La strega pensa e ripensa. Quale scegliere? Sono così teneri, così brutti! E lei cosa fa? Li adotta tutti!
Giuditta Campello, Un mostriciattolo per la strega, Emme Edizioni
Collega ogni verso al mostro giusto.
COMPRENDO SSSSS! Baruffa la bestia
SNIFF SNIFF! Franco il serpente
PUFF PUFF! Nicola il drago
I luoghi sono i posti dove si svolge la storia. A volte c’è un luogo solo, a volte i luoghi s i.
UNA MERITATA VACANZA
Il drago Gerardo lavorava in biblioteca e non era mai andato in vacanza.
– Ho lavorato un anno intero. Ora merito un posto tranquillo!
All’Agenzia Viaggi, la signorina gli disse: – Ho un posto speciale in Gran Bretagna. È Loch Ness. Fa fresco, può andare a pesca. Può partire anche domattina.
Quando l’aereo atterrò in Gran Bretagna, Gerardo sulle rive del lago si mise in cerca di un posto dove passare la notte.
All’alba si svegliò e si mise a pescare. Nel frattempo arrivarono molte persone, con macchine fotografiche.
– È ora di fare un bel bagno – disse Gerardo. Quindi si tuffò. E tutte le persone si misero a gridare:
– Eccolo! È il mostro di Loch Ness! Acchiappiamolo!
Fotografiamolo!
Gerardo si guardò attorno: accidenti, stavano guardando proprio lui. Uscì dall’acqua, raggiunse di corsa l’aeroporto e riuscì a saltare appena in tempo su un aereo che stava decollando.
– Forse dovevo restarmene in biblioteca.
In fondo, è un posto tranquillo!
Giorgio Scaramuzzino, Il drago Gerardo e le vacanze mostruose, Emme Edizioni
SCOPRO
Il drago Gerardo è stato in molti luoghi diversi. Cancella gli intrusi con una X.
lago
Italia aeroporto panificio biblioteca Gran Bretagna mare agenzia viaggi
GIOCO E LEGGO
Trova e cancella nello schema le parole che hai letto nella storia di Gerardo. Le parole possono essere in verticale o in orizzontale. Con le lettere rimaste scoprirai il posto preferito di Gerardo per andare in vacanza!
aeroporto • agenzia • biblioteca • drago • Gerardo • Gran Bretagna • ora • persone • pesca • posto • vacanza • viaggio
SCOPRO La struttura - Sviluppo
L SVILUPPO della storia ci spiega che cosa il o la protagonista pensa di fare, che cosa decide e che cosa riesce a fare effettivamente.
LA STRADA DI CIOCCOLATO
Tre fratellini di Barletta una volta, camminando per la campagna, trovarono una strada liscia liscia e tutta marrone.
– Che sarà? – disse il primo.
– Legno non è – disse il secondo.
– Non è carbone – disse il terzo.
Per saperne di più si inginocchiarono tutti e tre e diedero una leccatina. Era cioccolato, era una strada di cioccolato.
Cominciarono a mangiarne un pezzetto, poi un altro.
Venne la sera e i tre fratellini erano ancora lì che mangiavano la strada di cioccolato, finché non ci fu più né il cioccolato né la strada. Non sapevano come fare. Per fortuna ecco arrivare un contadino col carretto.
– Vi porto a casa io – disse. E li portò fin sulla porta di casa.
Nello smontare dal carretto si accorsero che era fatto tutto di biscotto. Senza dire né uno né due corsero a mangiarselo. Tre fratellini così fortunati a Barletta non c’erano mai stati e chissà quando ci saranno un’altra volta.
Gianni Rodari, Favole al telefono, Edizioni EL
Che cosa decidono di fare i protagonisti e che cosa fanno effettivamente.
La struttura - Sviluppo
SCOPRO
Riordina con i numeri da 1 a 3 le vignette che illustrano lo sviluppo della storia.
È di cioccolato!
LA RICOMPENSA DI TIZAN
C’era una volta un’isola piena di boschi, laghi, città e villaggi.
In uno di questi viveva un bambino di sette anni di nome Tizan. Abitava in una capanna con la sua mamma. Non erano ricchi.
Ogni sabato però Tizan aveva il permesso di spendere un soldo: comprava due caramelle, la ricompensa per essere stato buono.
Quelle caramelle rotonde come biglie sembravano così buone… Oh no! Aveva appena ingoiato tutte intere le due caramelle. Adesso doveva aspettare fino al sabato successivo.
Un giorno Tizan ebbe un’idea.
Mentre faceva scrocchiare una caramella sotto i denti, disse all’altra: – Stavolta ti sotterrerò!
E così fece, in un angolo sperduto della foresta.
E la caramella germogliò.
E il germoglio diventò una pianta magnifica.
Il sabato successivo l’albero era così carico di caramelle dai mille colori che Tizan fece la felicità di tutti i bambini dell’isola.
Ogni volta che poteva, andava a raccogliere il suo tesoro e lo divideva con gli altri… persino con una lucertola!
V. Massenot - A. Hosany, L’albero di caramelle, Emme Edizioni
COMPRENDO
Sottolinea la parola giusta per ogni frase.
• Tizan, il protagonista, vive in un villaggio / una città su un’isola.
• Ogni sabato Tizan compra due figurine / caramelle.
• Un giorno decide di sotterrare / nascondere una caramella.
• Al posto della caramella trova un albero di caramelle / frutta.
• Quando raccoglie il suo tesoro, lo tiene per sé / divide con tutti.
IL FANTASMA FRACASSONE
Matilde abitava in una casetta abitata da un fantasma che di notte faceva un gran fracasso. Una notte: Bim! Bum! Barabum!
– Il fantasma! – disse Matilde e con la scopa lo cacciò in cortile. Ma la notte seguente un rumore diverso: Clump! Burump! Dong!
Matilde lo vide sotto al tavolo e con la pantofola: Zip! “Mancato!”. Tirò di nuovo... ma del fantasma nessuna traccia. Al mattino Matilde ebbe un’idea: – Per liberarmi di quel fantasma gli scriverò una lettera gentile.
“Caro fantasma, pensate a quelle case vuote che aspettano solo di essere stregate da un fantasma della vostra qualità... Sappiate che vi sarò grata in eterno se vi trasferirete lì. Vi ringrazio. Matilde”
Alla sera mise la lettera sul tavolo della cucina e se ne andò a dormire, ma in piena notte la svegliò un pianto sconsolato. – È il fantasma che piange! Che cosa ho fatto! Quel bravo fantasma abita qui da un sacco di tempo e si sente a casa sua tra queste pareti. E io che volevo cacciarlo via!
Matilde scese di corsa in cucina e disse: – Caro fantasma, dimenticate quella lettera. Domani andrò in città e comprerò dei tappi per le orecchie così non sentirò più il vostro baccano. Potete restare.
W. Gage - M. Hafner, Matilde e il fantasma, Edizioni EL
SCOPRO
Segna l’inizio del racconto con una riga rossa accanto al testo. Poi sottolinea come indicato.
il protagonista
l’altro personaggio
il luogo
il tempo l’evento d’inizio
CI SONO MOSTRI E MOSTRI
COMPRENDO
Leggi attentamente le descrizioni, scopri qual è la caratteristica più adatta per ogni mostro e scrivi le parole seguenti al posto giusto nel testo. sensibile • extraterrestre • peloso • molliccio
Vi presento i miei mostri speciali.
Spino è grosso e ha la pelliccia tutta arruffata ed è un coccolone, gli piacciono le grattatine e mi abbraccia sempre fortissimo. Caccolo è verde fluo e , si incolla come una caramella mou. È un po’ permaloso e non bisogna mai dirgli di farsi più in là.
Prot è il mostro più : quando è contento e si emoziona, diventa tutto rosso, non riesce a trattenersi e... fa delle puzzette tremende!
Quattrocchi sembra un , ha tanti occhi sporgenti e lo sguardo dolce e tenero. Ha la passione dei peluche e li abbraccia tutti prima della nanna.
I. Paglia - F. Cavallaro, Chi ha paura del buio?, Giunti
C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Giallo. No, Rosso!
Ah sì, Cappuccetto Rosso. La sua mamma le disse: “Senti… Vai dalla zia a portarle questa buccia di patata.”
No! Disse: “Vai dalla nonna a portarle questa focaccia.”
Va bene. La bambina andò nel bosco e incontrò una giraffa.
No! Incontrò un lupo, non una giraffa.
E il lupo le domandò: “Quanto fa sei per otto?”
Niente affatto! Il lupo le chiese: “Dove vai?”
Sì, e rispose: “Vado al mercato a comprare la salsa di pomodoro.”
Neanche per sogno. Disse: “Vado dalla nonna che è malata, ma non so più la strada.”
Giusto. E il cavallo disse…
Quale cavallo? Era un lupo.
Sicuro. E disse così: “Prendi il tram, scendi in piazza, troverai un soldo per terra. Raccatta il soldo e compra una gomma da masticare.”
bambina nonno Nonno, tu non sai proprio raccontare le storie, le sbagli tutte. Però la gomma da masticare me la compri lo stesso?
Va bene, eccoti il soldo.
E il nonno tornò a leggere il suo giornale.
COMPRENDO
Segna con una X le risposte giuste.
• Il nonno sbaglia la storia perché… ha perso la memoria. vuole leggere il giornale.
SCOPRO
• Alla fine la bambina… va a comprare una gomma. va via arrabbiata.
Collega l’inizio di ogni storia al suo sviluppo. Poi divertiti anche tu a “sbagliare” la storia inventando un finale diverso!
C’era una volta…
Biancaneve: scappò dalla matrigna nel bosco e...
un Gatto molto astuto: indossava stivali eleganti e...
Jack: piantò un fagiolo magico a terra e...
cercò di convincere un orco a trasformarsi in un topolino.
trovò riparo nella casetta dei Sette Nani. si arrampicò sulla pianta di fagioli fino al castello di un orco.
Gianni Rodari, A sbagliare le storie, Edizioni EL
ETTORE L’UOMO STRAORDINARIO
In un paese ventoso si trova il Circo STRAORDINARIO. È pieno di persone STRAORDINARIE: la coppia volante, i domatori di leoni e di leopardi e Leopoldina ballerina divina. Infine c’è Ettore, l’uomo STRAORDINARIAMENTE forte, capace di sollevare con l’indice due lavatrici. Però Ettore ha un segreto: ama lavorare a maglia e all’uncinetto. Il capolavoro di Ettore è una creazione per Leopoldina. Una sera i domatori Gedeone e Leonardo decidono di spiarlo. Ettore è nel suo nascondiglio, con maglia e uncinetto. Gedeone e Leonardo non credono ai loro occhi: – Ah, ah, ah... quando lo racconteremo agli altri lo renderemo ridicolo!
A notte fonda si intrufolano nel nascondiglio e si impossessano di tutti i lavori a maglia.
L’indomani mattina sparpagliati sul tendone, sotto gli occhi di tutti, Ettore trova i suoi lavori.
Ettore è umiliato di fronte a tutti. Ma all’improvviso il vento si fa più forte. Una tempesta si abbatte sul Circo STRAORDINARIO e porta via tutto, perfino il tendone. Quando torna la calma, tutto è volato via.
Leopoldina, non vedendo più Ettore, si preoccupa e comincia a cercarlo. Quando finalmente lo trova, Ettore è davanti alla sua roulotte, pieno di tristezza. Tra le mani ha un lavoretto e dice: – Tieni, è il solo che non abbiano preso. L’ho fatto per te…
– Oh, un tutù con i pon pon! Grazie Ettore, è splendido.
Leopoldina si getta tra le braccia di Ettore e dice: – Ettore! Grazie alla tua bravura, il circo può essere salvato. Insegnaci a fare la maglia! Senza perdere un minuto, Ettore e Leopoldina raccolgono il resto del gruppo per una lezione di maglia improvvisata: – Maglia dritto, maglia a rovescio, lana o cotone, i gomitoli sono la nostra passione.
Da quel giorno, il pubblico arriva da qualsiasi parte per assistere allo spettacolo del Circo STRAORDINARIAMENTE dolce.
Magali Le Huche, Ettore, l’uomo straordinariamente forte, Settenove
SCOPRO
Colora i nomi dei personaggi della storia e poi cerchia di rosso quello del protagonista.
Leopoldina la ballerina
Giulio il pagliaccio
Gedeone il domatore
Ettore
Spadin il lanciatore di coltelli la coppia volante
Ferdy l’acrobata
Leonardo il domatore
COMPRENDO
Quali sono le caratteristiche di Ettore? Cancella gli intrusi con una X.
Solleva due lavatrici con l’indice.
Spaventa tutti. È invidioso.
Sa lavorare a maglia. Scava buche con le mani. È gentile.
UNA PRINCIPESSA INDIPENDENTE
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva il disegno: di che cosa parlerà la storia?
Di una principessa che accontenta il re e la regina.
Di una principessa che vive in una villetta.
Di una principessa che fa di testa sua.
La principessa Birichina non voleva assolutamente sposarsi. Siccome era molto carina, tutti i nobili e i principi chiedevano la sua mano. Ma lei voleva continuare a vivere nel suo castello e fare sempre di .
– Sarebbe ora che ti vestissi come si deve e ti trovassi un marito! – le diceva sua madre la regina.
– Ok – disse un giorno la principessa Birichina ai suoi numerosi pretendenti, – adesso vi sottoporrò a delle prove. Chi sarà così bravo da superarle tutte, avrà in premio la mia mano.
Ma nessuno riuscì a superare le prove assegnate, quindi se ne andarono tutti con la coda fra le gambe.
– Ecco fatto! – disse Birichina.
Ma fu proprio allora che si presentò il principe Belmoro, il quale riuscì a superare tutte le terribili prove a cui fu sottoposto. Allora la principessa gli diede il premio promesso: un ba-cio ma-gi-co... che lo trasformò di colpo in un enorme rospo pieno di pustole!
con la coda tra le gambe: (andarsene) per la vergogna.
Ovviamente l’ex principe Belmoro scappò via a tutta velocità.
Agli altri pretendenti, quando seppero cos’era capitato al loro amico, passò completamente la voglia di sposare la principessa Birichina... che da quel giorno visse felice e contenta!
Babette Cole, Storie di principi e principesse, Einaudi Ragazzi
SCOPRO
Chi sono i personaggi della storia?
Birichina e la regina. Birichina, la regina e i pretendenti.
Qual è il tempo della vicenda?
Un giorno.
Diversi giorni.
Pochi minuti.
Dove avviene la vicenda?
Nel bosco.
Nello stagno. Nel castello.
Segna con una X se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) o la conclusione (C) della storia.
• Il principe Belmoro supera tutte le prove, ma viene trasformato in un rospo. I S C
• Tutti i pretendenti se ne vanno e Birichina vive felice e contenta. I S C
• La principessa Birichina non vuole assolutamente sposarsi. I S C
Come hai trovato questo lavoro? Cerchia.
LEGGERE PER BONNIE
Lisa Papp, Madeline e il cane che le insegnò ad amare i libri, Giunti
Ascolta con attenzione la storia che ti legge l’insegnante.
COMPRENDO
Di chi parla la storia?
Di un orso polare in biblioteca.
Di un bambino che legge a scuola.
Di una bambina che legge a un cane.
Che cosa c’è scritto sul cuore che la maestra dà a Madeline?
In che modo Bonnie aiuta la bambina nella lettura? La ascolta. Se ne va. Dorme.
Che cosa fa Madeleine quando torna in classe? Colora la frase giusta.
Immagina di leggere solo per Bonnie.
Non vuole leggere in classe.
Legge solo se in classe non c’è nessuno.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze n. 5, 7
UNA VETRINA SPECIALE
A lt l p ò sfida!
23 APRILE GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO
Il 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro, per ricordare quanto i libri siano importanti nella nostra vita. Qual è il tuo libro preferito? Può essere un libro che hai letto tu o che ti ha letto qualcuno (la mamma, il papà, l’insegnante…).
Per la Giornata mondiale del libro, prepara insieme alla tua classe un cartellone con i vostri libri preferiti: sarà una “vetrina” da mostrare ai compagni e alle compagne di scuola. Ognuno di voi prepara la presentazione del suo libro preferito: piega a metà un foglio bianco, davanti disegna la copertina del libro con il titolo, all’interno scrive perché gli/le piace quel libro.
UN MONDO DI ZAMPE
Il mondo degli animali è bellissimo! A volte le storie parlano di animali che vivono e si comportano come noi. Nelle prossime pagine leggerai storie di tantissimi animali!
Sono orsi e canguri, ma somigliano a me e a te!
Che buffo quel leoncino…
Mi piacerebbe vedere un fenicottero africano!
LA FAMIGLIA RICCIS
La famiglia Riccis viveva da tempo in una cantina semibuia.
Che bello, da tempo volevo portarvi al lago e ora è venuto da noi!
Una notte piovve così forte che la cantina si allagò.
Mamma Riccis fu molto felice del lago che si era formato durante la notte!
I piccoli ricci impararono a nuotare, con papà e mamma Riccis che controllavano e ridevano dal bordo della pozzanghera.
CHE COS’È UNA FESTA
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva il disegno: di che cosa parlerà la storia?
Di una festa di bambini e bambine.
Di animali che organizzano una festa.
Di un’intervista a scuola.
Un giorno Piccolo Tigre disse a Piccolo Orso:
– È il mio compleanno, facciamo una festa.
– Oh, una festa! – esclamò Piccolo Orso.
– Sono proprio entusiasta.
– Non c’è festa senza musica! – esclamò
Anatra Concertina, che scrollò via l’acqua dalla fisarmonica e li seguì di corsa.
A casa, Piccolo Tigre disse loro: – Potete dormire da noi finché non inizia la festa.
E così Piccolo Orso preparò un piacevole pranzetto: patate novelle, insalata con erba cipollina, gelatina di lamponi e zanzarine arrosto con zucchero a velo per Scatolarana.
fisarmonica: strumento musicale.
baldoria: riunione allegra di amici.
UN MONDO DI ZAMPE
Dopodiché, dormirono sul magnifico e comodo divano. Sotto stava il morbido Orso, sopra di lui il morbido Tigre, sopra di lui l’anatra e ancora sopra
Scatolarana. In cima, la fisarmonica. Verso le quattro di notte, Piccolo Orso si svegliò: – Ma dimmi un po’, Tigre... che cos’è una festa?
– Baldoria con musica e danze –borbottò Piccolo Tigre, e tornò a dormire.
– Ah, ho capito – disse Piccolo Orso, e si riaddormentò.
Janosch, Grande festa per Piccolo Tigre, Logosedizioni
SCOPRO
Segna le risposte giuste con una X.
• Chi sono i personaggi di questa storia?
• Qual è il luogo della vicenda?
La casa di Piccolo Orso e Piccolo Tigre. Lo stagno. Il bosco.
UN LEONE SPECIALE
C’era una volta un leone così piccolo, ma così piccolo che sarebbe entrato in una tasca.
Quando nacque, il padre guardandolo ci rimase un po’ male. Il piccolo leone non sapeva ruggire. Sapeva “solo” cambiare forma e colore, cosa assai strana per un leone.
– Un giorno sarai il re della foresta! –ruggiva suo padre. – Devi imparare a ruggire, e devi smetterla di cambiare. Il piccolo leone aveva proprio questo “difetto”. Se incontrava una scimmia gli si allungava la coda e saltava di albero in albero. Se incontrava un ippopotamo si gettava nell’acqua e diventava grigio! Se incontrava un corvo diventava nero e balzava agitando le zampe come ali.
Le poche volte che aveva incontrato un camaleonte, erano restati per ore a cambiare colore l’uno di fronte all’altro. Che risate! Tutta la foresta si divertiva da matti, e sua maestà il re si tormentava. Zelig, il piccolo leone, stanco di far ridere gli animali della foresta, si mise in cammino per cercare se stesso. Nonostante fosse piccolo, si sentiva forte. Del resto, al mondo c’erano tante creature piú piccole di lui che erano felici lo stesso.
COMPRENDO
Collega le frasi per indicare come può trasformarsi Zelig.
• Se Zelig incontra un ippopotamo… agita le zampe come ali e diventa nero.
• Se Zelig incontra una scimmia… diventa grigio e si getta in acqua.
• Se Zelig incontra un corvo… salta sugli alberi aiutandosi con la coda.
Fabrizio Silei, Zelig, il piccolo leone, Emme Edizioni
UN MONDO DI ZAMPE
COME CAMMINI?
Un piccolo canguro arrivò saltellando in mezzo a un prato.
– Come cammini? – chiese il serpente. – Guarda e impara!
Il piccolo canguro imparò a strisciare come un serpente. Strisciando arrivò al pollaio.
– Ma come cammini? – disse la gallina. – Guarda e impara!
E imparò a zampettare su due zampe come una gallina. Zampettando arrivò alla stalla.
– Ma come cammini? – disse la mucca. – Guarda e impara!
E imparò a camminare a quattro zampe come una mucca. Così arrivò al mare.
– Ma come cammini? – disse il gambero. – Guarda e impara!
E il piccolo canguro imparò a camminare velocemente all’indietro dal gambero. E così ripassò accanto alla stalla… e davanti al pollaio. Alla fine si ritrovò in mezzo al prato da cui era partito.
– Ma cosa stai facendo? – chiese di nuovo il serpente.
– Non hai ancora imparato a camminare?
– Certo che ho imparato! – rispose stufo il piccolo canguro. – Ho strisciato, ho camminato a quattro zampe, anche all’indietro, ma ora sono stanco perché tanto non c’è mai nessuno contento di come cammino!
E il piccolo canguro se ne andò via in mezzo al grande prato di trifoglio, saltellando allegramente.
Giuseppe Caliceti, Che cosa c’è che non va?, Arka
GIOCO E LEGGO
Completa il cruciverba con le parole che hai letto nel racconto. Nella colonna colorata scoprirai che cosa cresce nel prato del piccolo canguro!
1 Così si muove il canguro.
2 Così si muove il serpente.
3 Così va il gambero.
4 Alla fine della storia il canguro è…
5 È la casa del gallo e della gallina.
6 È il protagonista di questa storia.
7 È la casa della mucca.
8 A 2 zampe e a 4 zampe si può…
9 Alla fine il canguro torna nel suo… 1 2 3 4 6 8 7 9 5
La CONCLUSIONE della storia ci spiega come finisce la vicenda, ma anche quali sono i sentimenti o le emozioni provate dal/dalla protagonista.
ÈPulcino non è tranquillo.
OHa rivelato al maiale un SEGRETO e ha paura che lui lo racconti a qualcuno.
nei pressi: vicino.
Così il giorno dopo, quando incontra il maiale n i i del frutteto, gli dice: – Mi raccomando, è un segreto importante!
– Il tuo SEGRETO è al sicuro – dice il maiale,
– non lo diremo a nessuno…
– Diremo? – domanda Pulcino.
– Sai, l’ho detto al cavallo, ma lui è un tipo riservato…
Puoi stare tranquillo, non lo dirà a nessuno!
Ma Pulcino non è affatto tranquillo.
Il mattino seguente incontra il maiale e il cavallo all’uscita del pollaio.
– Mi raccomando – dice loro preoccupato.
– Il tuo SEGRETO è al sicuro – conferma il cavallo,
– non lo diremo quasi a nessuno.
– Quasi? – domanda Pulcino. – In che senso quasi?
– Beh, il maiale non l’ha detto a nessun altro, ma io mica lo sapevo che fosse un SEGRETO così
SEGRETO!
La struttura - Conclusione
– Come sarebbe a dire? Chi altro conosce il mio s ? i ll a P l i .
– Qui in fattoria tutti! Ma puoi stare tranquillo… il SEGRETO non uscirà da questo recinto!
A Mozzillo - E Marzano, Un segreto importante, minibombo
si allarma: è molto preoccupato.
Perché Pulcino non è tranquillo?
Ha paura degli animali della fattoria.
Non vuole che si sappia il suo segreto.
Che cosa insegna questa storia sui segreti?
Che per tutti è difficile tenere un segreto.
Che le fattorie hanno animali parlanti.
MI CHIAMO CESARE, E TU?
Fa caldo. La maestra Rita apre una finestra.
In quel momento entra dalla finestra aperta un uccello tutto nero con il becco giallo. – È un merlo indiano. Non bisogna spaventarlo – dice la maestra.
Finalmente il merlo si ferma. Appollaiato in cima alla lavagna si guarda intorno, poi fissa i bambini. Ha gli occhietti rotondi e dorati. I bambini ora tacciono. Guardano il merlo.
– Che bello! – sussurra la maestra Maria. L’uccello si pulisce il becco fra le piume, alza il capo e... parla:
– Mi chiamo Cesare, e tu? Mi chiamo Cesare, e tu? TOC TOC TOC, qualcuno sta bussando alla porta.
Chi sarà mai? Il proprietario del merlo?
Entra Antonio, il custode. – Scusate – dice alle m t .
– Mi chiamo Cesare, mi chiamo Cesare, e tu? –ri l’ ll
– Ma certo che sei Cesare! – esclama il custode. – Vado subito ad avvisare la signora Teresa. Sei scappato eh?
– Non lasciatelo fuggire! – grida Antonio. E si dirige, di corsa, verso l’uscita. Dopo un po’ ricompare insieme alla signora Teresa, la proprietaria del merlo.
– Scusate – dice con una vocina simpatica la signora Teresa, mentre con la mano saluta i bambini. – Cesare, cosa ti salta in testa? Vieni qui. Lo tengo libero in casa – sospira, – e finora non era mai scappato. Cesare, ora basta, non puoi rimanere a scuola... Saluta tutti come ti ho insegnato.
– Mi chiamo Cesare, mi chiamo Cesare, e tu?
Colora i personaggi della storia.
il cane Cesare il merlo Cesare il custode la maestra Maria la signora Teresa il vigile Cesare
Dove si svolge la storia?
Segna se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) oppure l c l i e (C) della storia.
• Il merlo indiano inizia a parlare e dice di chiamarsi Cesare. I S C
• Il custode chiama la sua padrone, la signora Teresa, che gli dice di tornare a casa e di salutare tutti. I S C
• La maestra Rita apre la finestra ed entra un merlo indiano. I S C
Erminia Dell’oro, Un merlo parlante in classe, Emme Edizioni
L’ASTUZIA DI KAMBA
Flamingo il fenicottero volava sopra il fiume
Senegal a caccia del pasto.
Per i fenicotteri il mattino era un momento di festa. Invece non lo era per Kamba il gamberetto che viveva nel fiume.
I pericoli erano tanti. C’erano gli ippopotami, con zampe pesanti un quintale e gigantesche bocche spalancate. C’erano i coccodrilli, dai quali era meglio stare alla larga. E poi c’erano i fenicotteri ghiotti di crostacei come Kamba. Se ne stava acquattato sotto la sabbia, osservando ogni mossa. Appena una zampa si avvicinava, Kamba indietreggiava. Continuò così per ore, finché Flamingo il fenicottero ne approfittò: gli fu sufficiente un movimento per ritrovarsi nel becco ricurvo uno dei gamberi più astuti mai incontrati. Il gamberetto disse: – Ti ho sentito cantare. Credo che tu abbia talento.
– Lo credi davvero? – rispose Flamingo intimidito.
– Devi cantare per tutti, hai una voce sublime!
L’astuto Kamba cominciò a battere un ritmo sul becco. Poi Kamba intonò un canto tradizionale, invitando Flamingo a fare lo stesso.
fiume Senegal: un lungo fiume dell’Africa.
Il fenicottero si fuse al coro del suo pasto, che fece un balzo nell’acqua e si rifugiò sotto l bbi
Kamba era salvo! Al riparo sul fondo del fiume assistette al musical più stonato della storia. Tutto il popolo dell’acqua cantava senza pensieri. Per il tempo di una canzone, il fiume Senegal fu teatro di un momento di amicizia fra tutti gli animali.
I. Cislaghi - A. Razzini, Cosa sognano gli animali dell’Africa?, Touba Culturale Italy - Associazione Culturale Editoriale Senegal
COMPRENDO
Colora gli animali di cui parla questa storia.
un gamberetto un fenicottero un cavallo un serpente un cormorano un ippopotamo un coccodrillo una gallina
Quali di questi animali vivono in posti lontani?
Segna con una X.
I gamberetti e i fenicotteri.
Tutti gli animali del racconto.
L’ippopotamo e il coccodrillo.
I VICINI DEL SIGNOR ORSO
Il signor Orso viveva solo in una casetta nel bosco, quando una famiglia di conigli costruì la casa accanto alla sua. Poco dopo i coniglietti bussarono alla sua porta.
– Buongiorno, signor Orso. Avresti del miele da prestarci?
– Io non ho miele – grugni l’orso. – Che invadenti! –borbottò versandosi il tè, a cui aggiunse dieci cucchiaini di miele. Mentre lo stava gustando…
TOC TOC
– Buongiorno, signor Orso. Ci spaccheresti della legna?
– No – rispose l’orso. – Ho un sacco di cose da fare. L’orso stava sonnecchiando davanti al caminetto quando…
TOC TOC
– Hai forse dei libri da prestarci?
– NO! NO! NO! – sbottò l’orso. – Voglio solo essere lasciato in pace!
I coniglietti rispettarono il suo desiderio.
Poi un giorno l’orso sentì un timido toc toc. Alla porta, però, c’era solo un cestino, con all’interno della legna, una torta, un libro e un biglietto:
Caro signor Orso, poiché sappiamo che non hai miele in casa, ti abbiamo preparato una torta. Inoltre, eccoti della legna per il caminetto.
E il nostro libro preferito: “Il mio grande libro dello Spazio”. I tuoi vicini (molto invadenti)
L’orso si gustò la torta, si accese un bel fuoco e lesse d’un fiato il libro. Quella notte però non riuscì a prendere sonno. Si sentiva solo. Così la mattina dopo fece visita ai suoi vicini. Vi ritornò anche il giorno dopo e quello dopo ancora. E sapete perché? Perché stare insieme a loro lo rendeva felice.
GIOCO E LEGGO
Segna con una X la risposta giusta per ogni frase, poi scrivi la lettera corrispondente nelle caselle qui sotto. Scoprirai chi sono in realtà i “vicini invadenti” di Orso.
• Orso dice che vuole solo…
• Fuori dalla porta Orso trova un…
• Quando Orso sta sonnecchiando, i coniglietti gli chiedono… dei libri. delle carote. caramelle. miele. cuscino. un libro. va a trovarli. pace. pulcino. un biglietto. resta solo. cibo. cestino. una lettera. se ne va.
• I coniglietti scrivono a Orso…
• Alla fine Orso…
Ciara Flood, Cinque vicini molto invadenti, La Margherita Edizioni
COMPRENDO
Leggi il titolo e osserva il disegno: di che cosa parlerà la storia?
Di un bambino che trova un nido in una scarpa.
Di uccellini che fanno il nido nelle scarpe.
Di uccellini che portano una scarpa nel loro nido.
IL NIDO NELLE SCARPE
Tre passerotti volarono lontano dal nido e si infilarono nel negozio di scarpe del signor Paride.
– Quanti strani nidi! – pigolò Cip vedendo le scarpe.
Poi Cip si infilò in uno stivaletto, Cicip in una scarpa da ginnastica e Ciricip in una scarpa con il tacco alto.
In quel momento il signor Paride rientrò con una cliente.
– Vorrei un paio di scarpe comode – disse la signora. Il signor Paride fece un bel sorriso: – Provi questa, signora.
La donna provò a infilare il piede nella scarpa con il tacco alto. Ciricip, che era nascosto dentro, volò via spaventato.
Poi la signora provò la scarpa da ginnastica e da lì fuggì Cicip.
Infine provò lo stivaletto, facendo scappare Cip.
La signora disse: – Se perfino gli uccellini ci fanno il nido, le sue scarpe devono essere davvero comode! – e comprò le scarpe con il tacco alto e anche gli stivaletti.
S. Bordiglioni - M. Mariani, Il nido nelle scarpe, Emme Edizioni
COMPRENDO
Secondo te, quale altro titolo poteva avere questa storia?
Scarpe davvero comode. La paura della signora.
Non fate il nido nelle scarpe. Altro
SCOPRO
Colora i personaggi della storia.
una signora un atleta un gatto tre passerotti il signor Paride
Dove si svolge la storia? Segna con una X.
Quanto tempo dura la storia?
Molti giorni. Pochi minuti. Qualche ora.
Segna con una X se la frase rappresenta l’inizio (I), lo sviluppo (S) o la conclusione (C) della storia.
• La signora compra gli stivaletti e le scarpe con il tacco. I S C
• Tre passerotti entrano in un negozio di scarpe. I S C
• Una signora prova le scarpe in cui i tre passerotti hanno fatto il nido. I S C
Come hai trovato questo lavoro? Cerchia. facile
ANDIAMO ALL’AVVENTURA
Federica Ortolan, La bicicletta di Bruno, 2024 Il Castoro, Milano
Ascolta la storia con attenzione.
COMPRENDO
Di chi parla la storia che hai ascoltato?
Di tre amici. Di un ciclista. Di un’esploratrice.
Dove si svolge la storia?
In mezzo alla natura. In un centro commerciale.
In una città abbandonata. In un paesino al mare.
Dove propone di andare il protagonista?
Fino alla fontana. Fino alle case rotte. All’avventura.
Dove vanno alla fine?
In un’oasi naturale. Nei campi. Allo zoo.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze n. 3, 5
COSTITUZIONE • SVILUPPO • ECONOMICO E SOSTENIBILITÀ ECONOMICO E
PEDALIAMO IN SICUREZZA
Pedalare fa bene alle persone e all’ambiente!
COSTITUZIONE • SVILUPPO E SOSTENIBILITÀ
3 O GIORNATA
MONDIALE
D TA
Il 3 giugno è la Giornata mondiale della bicicletta, considerata il miglior mezzo di trasporto per il tempo libero. Andare in bicicletta fa bene alla salute delle persone e dell’ambiente, infatti non si inquina l’aria e non si fa rumore. Nelle città si trovano sempre più piste ciclabili, per andare in bicicletta in modo più sicuro.
Quando andiamo in bicicletta è importante rispettare alcune regole per muoversi in sicurezza. Scegli quelle che ti sembrano giuste e poi parlatene in classe.
Si deve sempre indossare il casco.
Non importa se le ruote sono gonfie o sgonfie.
È importante controllare sempre di avere le luci.
Si può andare su una ruota sola.
Bisogna rispettare il semaforo rosso.
Di sera i fari non servono, bastano i lampioni.
Per frenare bastano i piedi.
È meglio far controllare i freni da un adulto.
Non serve fermarsi al passaggio pedonale.
UN MONDO DI PAROLE
Faremo la conoscenza di filastrocche e poesie, e giocheremo con le parole!
Che parole formeranno?
Guarda! Sembra che le lettere giochino!
AUDIO
PER IL MIO COMPLEANNO
Ho deciso! Per il mio compleanno
voglio regali che durino un anno: un trenino con passaggio a livello e viti e chiodi e pinze e martello, e un orsacchiotto col pelo marrone e caramelle e confetti e torrone…
E tu, quale regalo vorresti ricevere per il tuo compleanno?
Ho scherzato, non voglio regali, ma soltanto degli auguri speciali e coccole e abbracci e baci e carezze e parole buone e gentilezze, che possan durare senza affanno fino al mio prossimo compleanno.
Leda Luise, Nel paese dell’ortografia, Tredieci
PARLO
Le filastrocche e le poesie hanno spesso la rima, cioè due parole che hanno una “coda” uguale perché finiscono con le stesse lettere. Le rime si trovano alla fine di ogni riga. Le righe di una poesia si chiamano versi.
A TUTTA RIMA
Sono un piccolo b bi o alto meno di un pi i o, meno basso di uno gnomo sono un piccolo di uomo.
Quando leggo il mio libretto me lo stringo forte al petto, s i l l e leggo i libri con il cuore.
SCOPRO
Scopri quali lettere fanno rima in queste filastrocche. Osserva le parole colorate e cerchia la “coda” che fa rima, come nell’esempio.
Filastrocche a piedi n di in estate corri e di, quando arriva il mago a t o ti trasforma in un al o.
Nicola Cinquetti, Filastrocche a piedi nudi, Lapis Edizioni
SCOPRO
Colora allo stesso modo le caselle delle parole che fanno rima tra loro.
Con una compagna o un compagno, gioca a trovare più parole possibili con la stessa “coda”, cioè la rima. Segui l’esempio.
• caramella
• campanella
• cartella
• ella ina
ita
bambina
finita
estra eri
finestra
pompieri
rotto
otto
TROVA LA CODA
SCOPRO
Completa le poesie scrivendo le “code” al posto giusto.
FILASTROCCA
ita, ita • orno, orno
• eci, eci • etti, etti
• erno, erno
DEL PRIMO QUADERNO
Sei stato bravo, mio quaderno
A conservarmi i ricordi in eterno
Tra le pagine oggi rit......
Porti la data del mio primo gi......
Io mi rivedo con quella mat......
Con le A un po’ tremanti e in sal......
Tutto impegnato a star dentro ai quadr......
Con le mie B dai pancioni imperf......
Con le mie C somiglianti a dei c......
Sei stato bravo, ti meriti DI...... .
Sabrina Giarratana, Filascuola, NER
Dentro il bosco a Chiarefr......
vive il mostro Giosaf......
con due talpe un ghiro e un l......
sta nell’antro cupo c......
Sta in vestaglia e in ciab......
a scaldare il caffell......
Sabrina Giarratana, Filascuola, NER
atte, atte
• atte, atte
• upo, upo
Giochi di parole
Le filastrocche e le poesie giocano con le parole in modo buffo, per esempio parlano degli oggetti come se fossero persone.
STORIELLE (IM)POSSIBILI
C’era una volta il colore arancione che dentro un’arancia ci stava benone.
C’era una volta un dromedario che nel deserto sudava solitario.
C’era una volta un pesce d’aprile che era finto non era vero nuotava fuor d’acqua lo credi davvero?
Pietro Formentini, C’era c’è e ci sarà, NER
COMPRENDO
Le parole del poeta i come persone. Collega le due parti di frase che si completano.
Le cose e gli animali f id .
Le cose e gli animali fanno immaginare l i i.
Tante filastrocche e poesie raccontano esperienze di bambine e bambini come te.
MI MANGIO L’ARCOBALENO
“Bimbo, sai dirmi quali sono i colori dell’arcobaleno?”
“Fragola, cioccolato, puffo, limone, pistacchio, panna, bacio e vaniglia, stracciatella, nocciola e zabaione…”
“Che colori curiosi!
Dove hai visto questa meraviglia?”
“Nel bar in piazza, maestra, dove ieri papà mi ha portato: era in delle vaschette, era un arcobaleno di gelato e qualche colore l’ho anche mangiato”.
Stefano Bordiglioni, Quante zampe ha il coccofante?, Emme Edizioni
A te è mai capitato di vedere un arcobaleno come quello descritto nella poesia?
E il tuo colore preferito qual è?
PARLO
LA MATEMATICA DELLA FELICITÀ
Un amico più un amico fa due amici del cuore. Un compagno per venti fa venire il buon umore.
Se ho meno compiti ho più tempo per giocare. Se divido la merenda ho più cose da assaggiare. Viva la matematica che moltiplica la gioia, che divide la fatica, che sottrae della noia.
Janna Carioli, Poesie a righe e quadretti, Giunti
PARLO
E tu, hai una materia preferita?
Completa la filastrocca con le parole che fanno rima, come nell’esempio. Scegli tra queste:
aeroplano • musica • memoria • logica • piano • Gloria
Nelle ore di arte mi diverto con le carte. Nelle ore di italiano
costruisco un . Nelle ore di matematica imparo anche un po’ di .
Nelle ore di storia do aiuto a . SCRIVO
Le filastrocche e le poesie comunicano un messaggio.
SPECIALE COME ME
Sei allegro, divertente, curioso, ottimista, tranquillo, impertinente, simpatico, altruista?
Sei timido, impacciato, vivace o chiacchierone?
Passi inosservato o stupisci le persone?
Sei calmo, avventuroso, pratico, sognatore, prudente o generoso?
Non importa il colore, se sei biondo o castano, se hai l’occhio lungo o tondo, se parli forte o piano, ovunque sei nel mondo, di te non c’è l’eguale.
Vuoi sapere perché?
Tu sei proprio speciale: sei un bimbo come me.
Leda Luise, Se il mondo potesse parlare, Michael Edizioni
COMPRENDO
Sottolinea nel testo le qualità che pensi di avere anche tu.
COMPRENDO
Secondo te, qual è il messaggio di questa filastrocca? Segna la tua risposta o le tue risposte con una X. Ogni bambina o bambino è diverso dagli altri.
Solo alcune bambine e bambini sono speciali.
Saper leggere filastrocche e poesie nel modo giusto te le fa capire meglio. Segui i trucchetti!
FORMULA MAGICA
Leggi come se avessi davvero il raffreddore!
CONTRO IL RAFFREDDORE
Tu raffreddore lumaca mocciosa
Portati via la tua scia appiccicosa
Soffiati naso nel fazzoletto
Chiuditi rubinetto
Leggi tutto d’un fiato e finisci con un singhiozzo!
CONTRO IL SINGHIOZZO
Rospo singhiozzo che salti in bocca
Non interrompermi la filastrocca
Fino alla fine io sono arrivato
Senza riprendere fiato
Leggi mostrando che non hai paura!
CONTRO I BRUTTI SOGNI
Brutto sognaccio pauroso e tremendo
Te ne approfitti che stavo dormendo
Ma ora son sveglio e ho aperto gli occhi
Vediamo se adesso mi tocchi
Bruno
Tognolini, Mal di pancia calabrone, Salani
PAROLE DI BAMBINE E BAMBINI
GIOCHIAMO E BASTA
Come si dice “pallone” in rumeno?
E “fuori gioco” in senegalese?
E “fallo di mano” in moldavo?
E “passa la palla” in cinese?
Come si dice “rete” in arabo?
E “arbitro” in marocchino?
E “fare barriera” in turco?
E “punizione” in filippino?
Come si dice “rigore” in polacco?
E “calcio d’angolo” in italiano?
… Giochiamo e basta, così ci capiamo!
PARLO
Conosci qualche parola o frase in una lingua diversa che ti ha insegnato un compagno o una compagna di scuola? Prova a dirla!
Janna Carioli, Poesie a righe e quadretti, Giunti
UN MONDO DI PAROLE
Quando con la maestra, in giardino, nei giorni che non piove e non fa freddo, noi ci mettiamo in tondo, e poi giochiamo a dire i nomi uno dopo l’altro, sempre più in fretta, come una pallina che gira in tondo sempre più veloce, e poi cantiamo insieme una canzone, teniamo il ritmo battendo le mani, e poi, quando le mani sono calde, ce le prendiamo, e facciamo catena, e, continuando a cantare, partiamo, e poi giriamo, giriamo, giriamo.
Roberto Piumini, Le felicità, Edizioni Gruppo Abele
SCRIVO
Pensa ai giochi che fai insieme alla tua classe, durante la ricreazione o in palestra, e scrivili sui puntini.
POESIE PER OGNI EMOZIONE
In queste pagine trovi poesie che, con i suggerimenti dell’insegnante, puoi imparare a recitare con il tono e i gesti più adatti, proprio come fanno le attrici e gli attori! Scegli quella che ti piace di più… e buon divertimento!
TESTE FIORITE
Se invece dei capelli sulla testa ci spuntassero i fiori, sai che festa?
Si potrebbe capire a prima vista chi ha il cuore buono, chi la mente trista. Il tale ha in fronte un bel ciuffo di rose: non può certo pensare a brutte cose.
Quest’altro, poveraccio, è d’umor nero: gli crescono le viole del pensiero.
E quello con le ortiche spettinate?
Deve avere le idee disordinate, e invano ogni mattina
spreca un vasetto o due di brillantina.
Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi
IL GIORNO FELICE
O i l i e ch i lo si f li e con tutti e senza tutti, f li e con l’erba e con la sabbia, con l’aria e la terra, f li .
Pablo Neruda, Poesie, Rizzoli
DIETRO LA PORTA
Lì dietro la fessura della porta c’è uno che aspetta che aspetta ch’io metta un piede fuori, e ho paura.
Vorrei nascondere la paura sotto il cuscino strappare e fondere tutte le lampade del soffitto in uno scudo di luce e starmene zitto.
Ma no bisogna partire mamma mi spinge dolce in avanti. – Va’ – dice – vai, su, tesoro è il momento di andare da solo.
Bernard Friot, Buchi nel vento - Poesie di passaggio, Lapis
Quando in terra scende il buio e ogni cosa si fa nera non temere tu bambino non temere tu bambina perché la notte nera nera è solo un giorno in vestito da sera.
Vivian Lamarque, Poesie della notte, Rizzoli P O
Quali fiori potrebbero spuntare sulla tua testa? A te capita di avere paura? Quando? Che cosa ti fa sentire felice?
FILASTROCCA DELLE LINGUE
Che lingua parli, non ti capi o
Io non miagolo, non ruggi o
So latrare, spesso abbaio
A volte ringhio, allora è un guaio
Conosco uno che nitrisce
E un altro ancora che barrisce
Ognuno parla la lingua sua
Io la mia, tu la tua
Ma c’è una lingua che tutti sanno
Quella del cuore, che tutti hanno.
Sabrina Giarratana, Filastrocche in valigia, NER
SCOPRO
Scopri e colora le rime nella filastrocca. Segui l’esempio.
Accanto a ogni parola, scrivine altre due che fanno rima. • f li
mano
l t
Come hai trovato questo lavoro? Cerchia.
Titolo:
Leggi il racconto. Quando l’avrai letto tutto, scegli il titolo.
Nami abitava vicino al mare e la mattina andava a fare surf.
Quella mattina sul bagnasciuga c’era qualcosa di strano, come una grossa roccia. Nami non aveva mai visto quel masso sulla spiaggia.
Arrivò a pochi passi e capì che si trattava… di una balena!
– Ciao, cosa ci fai sulla spiaggia? Stai bene? – disse la bimba. La balenottera spalancò gli occhi ed emise un suono soffocato.
Nami notò qualcosa che spuntava dal lato destro della bocca della balena: era una grossa busta di plastica.
– Aspetta, ti aiuto io.
La bimba afferrò la busta di plastica e tirò con tutte le sue forze, finché non riuscì a sfilarla. La balena prese fiato e spruzzò un grosso getto d’acqua.
– Grazie – disse la balena. – Non riuscivo a respirare!
– Ma come hai fatto a finire quaggiù tutta sola? – chiese Nami.
– Ero insieme alla mia mamma, stavamo mangiando del plancton e quella cosa mi è entrata in bocca. Era trasparente, sembrava una medusa. Mi sono sentita soffocare e non riuscivo più a nuotare. Purtroppo la corrente mi ha spinto quaggiù, se non fosse stato per te…
– L’importante è che tu stia meglio – disse Nami. – Adesso devi pensare a riprendere il largo. Ti aiuto io se vuoi.
– Sei gentile. Io mi chiamo Fibi. E tu? – chiese la balena.
– Io sono Nami – rispose la bimba. – Forza Fibi, la marea sta salendo. Ancora pochi minuti e poi dovrai usare le pinne.
– Va bene amica mia, se riesci a darmi una spinta… – disse sorridendo la balenottera. Fu così che, dopo una serie di tentativi, la piccola balena, aiutata da Nami, riuscì a riprendere il largo.
F.
A1 Chi è Nami? (riga 5)
A. Una balenottera. C. Una bambina.
B. Una signora. D. Una roccia.
A2 Dove va la mattina? (riga 1)
A. A correre sulla spiaggia. C. A pescare in riva al mare.
B. A fare surf al mare. D. A giocare con la sabbia.
A3 Che cosa vede una mattina? (righe 2-4)
A. Una roccia che ha sempre visto. C. Una barca.
B. Una roccia appuntita. D. Una balena.
A4 Che cosa spunta dalla bocca della balenottera? (righe 7-8)
A. Del pesce. C. Il plancton.
B. La lingua. D. Una borsa di plastica.
A5 Che cosa fa allora Nami? (righe 10-11)
A. Va a chiamare aiuto. C. Torna a casa.
B. Le toglie la busta dalla bocca. D. Si fa aiutare dal bagnino.
A6 Con quali altre parole puoi sostituire la parte sottolineata? (righe 20-21)
“Adesso devi pensare a riprendere il largo. Ti aiuto io se vuoi.”
A. respirare di nuovo
C. tornare in mare
B. tornare a casa D. mangiare di nuovo
A7 Come si chiama la balenottera? (riga 22)
A. Non si sa. B. Nami. C. Fibi. D. Amica.
A8 Quale altro titolo può essere adatto alla storia che hai letto?
A. La bambina e il mare C. La plastica
B. La bambina e la balena D. Le meduse
B1 Segna con una se i nomi indicati sono di persona, animale o cosa.
persona animale cosa balenottera bimba medusa busta mare
B3 Segna se i verbi sono al presente (Pr), al passato (Pa) o al futuro (F).
LA SCATOLA DELLE STORIE
Preparate una “scatola delle storie” da leggere ai bambini e alle bambine di classe prima. La scatola conterrà tante piccole storie, che potrete leggere ai vostri compagni e compagne in una giornata da stabilire insieme.
PROCEDIMENTO
OCCORRENTE
per i libretti:
• 1 foglio A4
• un filo di lana
• forbici per la scatola:
• 1 scatola da scarpe
• pennarelli colorati
• carta colorata
• disegni dei personaggi delle storie
2 Taglia due angolini sul bordo sinistro del foglio ripiegato e lega le pagine con il filo di lana, facendolo passare al centro del foglio.
3 Infine taglia le pagine chiuse: otterrai un piccolo libretto di 8 pagine.
1 Piega il foglio in 8 parti piegando prima a metà, poi ancora a metà e poi ancora una volta a metà.
4
Scegli una storia tra quelle proposte di seguito o inventala tu. Sulla prima pagina prepara la copertina con il titolo, nelle pagine interne scrivi la storia in stampato maiuscolo e fai un disegno.
5 Ora decorate insieme la scatola: sul coperchio scrivete LA SCATOLA
DELLE STORIE e incollate tanti disegni dei personaggi.
Decidete un giorno per incontrarvi con i bambini e le bambine di prima, quando ognuno di voi pescherà una storia e la leggerà. Alla fine regalerete la scatola delle storie ai bambini e alle bambine di prima, che potranno rileggerle in classe.
A pagina seguente trovate alcune storie che potete copiare sui vostri libretti, oppure potete inventarle o trovarle nel vostro libro di scrittura e di lettura.
copertina: IL TOPO E IL FORMAGGIO
pag. 1 UN TOPOLINO DORMIVA NELLA SUA TANA.
pag. 2 A UN TRATTO SENTÌ PROFUMO DI FORMAGGIO.
pag. 3 DECISE ALLORA DI USCIRE E ANDARE A PRENDERLO.
pag. 4 MA LÌ VICINO C’ERA UN GATTO ADDORMENTATO.
pag. 5 IL TOPO SI AVVICINÒ PIANO PIANO, MA IL GATTO SI SVEGLIÒ!
pag. 6 ALLORA IL TOPO TORNÒ IN FRETTA NELLA SUA TANA, A PANCIA VUOTA.
ultima pagina: SCRITTO E ILLUSTRATO DA:
copertina: L’UCCELLINO
pag. 1 È INVERNO E UN UCCELLINO SI POSA SU UN DAVANZALE IN CERCA DI CIBO.
pag. 2 QUANDO LUCA SI GIRA E GUARDA ALLA FINESTRA, LO VEDE.
pag. 3 LUCA SI AVVICINA, MA L’UCCELLINO HA PAURA E SCAPPA.
pag. 4 LUCA PENSA A COME AIUTARE L’UCCELLINO SENZA SPAVENTARLO.
pag. 5 DECIDE DI METTERE DELLE BRICIOLE DI PANE SUL DAVANZALE.
pag. 6 L’UCCELLINO SI AVVICINA E BECCA LE BRICIOLINE. LUCA È CONTENTO.
ultima pagina: SCRITTO E ILLUSTRATO DA:
copertina: IL SALVAGENTE
pag. 1 UN ANATROCCOLO VIVEVA VICINO A UN FIUME. pag. 2 NON VOLEVA ENTRARE IN ACQUA PERCHÉ NON SAPEVA NUOTARE.
pag. 3 LA SUA MAMMA DECISE CHE DOVEVA AIUTARLO.
pag. 4 COSÌ GLI MOSTRÒ UN SALVAGENTE.
pag. 5 L’ANATROCCOLO CON IL SALVAGENTE ENTRÒ IN ACQUA.
pag. 6 FINALMENTE POTEVA NUOTARE SENZA PAURA.
ultima pagina: SCRITTO E ILLUSTRATO DA: ..............................................................................
CHE FATICA CONCENTRARSI, OGGI!
La maestra Elena ci ha dato un esercizio da fare sul quaderno, ma oggi è proprio difficile concentrarmi! Domani arriveranno i miei nonni da Verona e non vedo l’ora di vederli.
La maestra passa tra i banchi e si complimenta con Giacomo e Vittoria per come stanno lavorando. Sa sempre sostenerci, e quando deve rimproverarci ci corregge con poche parole dette a bassa voce.
A te capita di essere distratto o distratta a scuola? Che cosa ti fa distrarre più facilmente?
VERGOGNA E TRISTEZZA
ROSSO DI VERGOGNA
Ora la maestra Elena è arrivata al mio banco.
– Matteo, hai saltato una pagina! Non importa: la incolliamo e così è sistemata!
Io non ci credo. Divento tutto rosso e mi sento un vulcano nello stomaco. Mi vergogno, come ho fatto a sbagliare? Due lacrime mi rigano il viso. Non riesco a dire niente e mi sento molto triste al pensiero di aver deluso la maestra.
Quando sei triste da che cosa lo capisci?
Solitamente quando sei triste riesci a dirlo a parole oppure aspetti che siano gli altri a chiederti come ti senti? Perché?
PAURA SE SBAGLIO NON SONO BRAVO?
Suona la campanella dell’intervallo e la maestra
Elena chiede a tutta la classe di consegnare i quaderni. Mentre i miei compagni corrono fuori
dall’aula, io prendo tempo e mi alzo per ultimo. Non ho il coraggio di guardare la maestra negli occhi. Ho paura che lei non mi consideri più
l’alunno bravo che sono sempre stato.
Ti è mai capitato di provare paura a scuola?
Quando hai paura ti confidi con qualcuno oppure no?
SE HAI PAURA, STAMMI VICINO
Lei mi chiama e mi parla dolcemente: – Ricordati che siamo a scuola per sbagliare.
“Ma come? In che senso?” penso io.
E continua: – Più sbagli, più impari. Se sapessimo già tutto, cosa ci verremmo a fare a scuola?
Però quando abbiamo paura dobbiamo dircelo.
Così ci stiamo vicini.
Mi pare proprio una bella idea. Che fortuna avere la maestra Elena!
Ti è mai capitato di sentirti rassicurato o rassicurata da qualcuno in un momento in cui avevi una grande preoccupazione o paura? Racconta.
NON SEI SOLO
Esco dall’aula e mi accorgo che in corridoio ci sono Matilde, Vittoria, Giacomo e Amir che mi aspettavano. Vittoria mi chiede come sto, se è tutto a posto. Le dico che ho avuto paura. Pensavo ridesse e invece mi dice che anche lei a volte ha paura di essere rimproverata. Anche Amir mi appoggia una mano sulla spalla e io mi sento sollevato. Le mie paure si sono dissolte nell’aria, come le bolle di sapone.
Ti è mai capitato di aiutare qualcuno a sentirsi meglio, come ha fatto Vittoria con Matteo?