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RIVISTA MILITARE 2010 N.6

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I PRINCIPI DELL’ARTE MILITARE: MARIGNANO 1515, LA CONCENTRAZIONE DEL FUOCO E LA SORPRESA Sull’attuale piana di Melegnano, allora Marignano, il 13 e 14 settembre 1515 il fuoco dell’artiglieria francese e le quadrelle lanciate dai balestrieri guasconi aprirono paurosi vuoti nei grandi quadrati svizzeri in attacco. Gli Elvetici si batterono superbamente e per due volte furono prossimi alla vittoria, ma essa fu loro negata dal valore dei soldati di Francesco I di Francia e dal sorprendente irrompere dell’Esercito veneziano sul campo. La concentrazione dell’offesa e il conseguimento della sorpresa furono due fattori determinanti. Vinse un partito, un’alleanza, una visione politica, ma a risultare sconfitta fu l’idea stessa di un possibile ritorno degli Antichi Stati italiani a forme di alleanza contro la presenza straniera nella penisola.

È raro che l’applicazione di un solo principio di arte militare risulti determinante ai fini del conseguimento della vittoria sul campo di battaglia: il raggiungimento del successo normalmente deriva dalla sinergica applicazione di almeno due principi dell’arte militare e l’esempio che ci accingiamo a pre-

sentare ne è il paradigma. L’immane scontro che il 13 e 14 settembre 1515 oppose a Marignano (l’attuale Melegnano, in Lombardia) Francesi e Veneziani agli Svizzeri, che di fatto controllavano il Ducato di Milano, fu chiamato dai contemporanei «la battaglia dei giganti»; esso stabilì la superiorità dell’artiglieria francese di Francesco I e quella della cavalleria sulla tattica a falange, sino ad allora invitta, della fanteria svizzera. L’uso massiccio e concentrato da parte dei Francesi di armi da fuoco e balestre per indebolire i grossi quadrati elvetici, ostacolati nella progressione anche da ostacoli passivi di circostanza quali trincee speditive, consentì ai picchieri lanzichenecchi, inquadrati in formazioni più duttili e maneggevoli di quelle elvetiche, di reggere a lungo la pressione esercitata dai quadrati dei picchieri svizzeri. Ciò permise all’Esercito veneziano di Bartolomeo d’Alviano, chiamato a sostenere l’alleato, di piombare inatteso con la cavalleria, la mattina del secondo giorno di battaglia, sul tergo delle formazioni svizzere, determinando l’esito dello scontro. Lo sforzo principale degli Svizzeri, che a lungo gravitarono con la massa delle forze contro un nemico che ne A sinistra. Leone X, Papa dal 1513 al 1521, con due Cardinali, Raffaello, Uffizi, Firenze. In apertura. La battaglia di Marignano, Alexandre Évariste Fragonard, Versailles.

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