La rivista
per il benessere e la sostenibilità
04/2017
PANCIA LEGGERA L’alimentazione giusta ti aiuta a liberarti dal gonfiore addominale e da quei fastidiosi brontolii.
FITNESS RETRO Percorsi vita alla ribalta: perché l’allenamento nei boschi è così sano ed efficace.
Il mondo tra le pagine Abitudini intramontabili e nuove frontiere della lettura
Come promesso! Tutto il nostro pesce è sostenibile.
Di piĂš su questa promessa mantenuta su generazione-m.ch
EDITORIALE
Cara lettrice, caro lettore
Voglia di novità La rivista Migros per il benessere e la sostenibilità
Ottobre 2009/01
Separazione dei rifiuti all'indiana Cibi sani alla portata di tutti
©
Postura corretta e ffascino P
m-well 1/09
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L’ultima parola alle prime
Sono dell’idea che la nostalgia andrebbe consumata a piccole dosi. Ragion per cui, per il mio addio a Vivai, rinuncio a una lunga retrospettiva degli anni passati. Mi basta gettare uno sguardo al primo numero uscito nell’autunno del 2009. La foto di copertina ricorda un po’ una rivista per escursionisti. Penso di poter affermare che con i 47 numeri successivi siamo riusciti a distinguerci. Ora basta con le lodi.
© Sabine Braun, foto di copertina: Stephanie Rausser / Trunk Archive
Vivere meglio ogni giorno
Con tutta probabilità già lo sapete, ma approfitto comunque di questo spazio per fare pubblicità alle mie colleghe e ai miei colleghi. In attesa del prossimo numero di Vivai potete approfittare di due siti web che renderanno più bella la vostra vita. Si tratta della piattaforma culinaria migusto.ch con molte ricette e video e di quella della salute, migros-impuls.ch, dove scoprirete come condurre una vita migliore e più sana.
La giovane donna sfogliava lentamente le pagine di un grosso volume e ogni volta vi inseriva un segnalibro. Intorno a lei le persone scorrevano su e giù sugli schermi dei loro dispositivi e digitavano sulla tastiera. Era seduta in tram, eppure mi sembrava fosse uscita da un dipinto del 19 ° secolo. No, questa non vuole essere una critica alla società digitale. E sì, so bene che si possono leggere romanzi anche su tablet e smartphone. Ma quella scena lasciava trapelare una tranquillità del tutto estranea agli altri. Quando, se non in estate, si ha il tempo e la (tanto agognata) tranquillità per leggere? Ecco perché abbiamo deciso di dedicare questo numero di Vivai a una delle più grandi conquiste del genere umano: la lettura. Per me, leggere è tutt’oggi una rivelazione. Tutti i libri e i vari articoli aprono la porta verso altri mondi. Certo, nel corso degli anni le mie abitudini di lettura hanno preso una loro piega, per esempio leggo solo i giornali che nessuno ha ancora sfogliato. Per contro, mi piace l’odore di muffa dei libri antichi della biblioteca. In linea di principio non leggo alcun tipo di istruzioni per l’uso, ma mi interessa tutto ciò che riguarda la famiglia reale spagnola. Leggo sempre più libri contemporaneamente, a volte inizio persino dalla fine. Ho difficoltà a cedere i libri. Anche se non li leggo una seconda volta, rimangono sullo scaffale, poiché credo abbiano ancora un legame con me. Ultimo ma non meno importante: io lavoro con la consapevolezza che le riviste come Vivai esistano solo perché voi leggete. Chi scrive ha piacere ad essere letto. Almeno per me è così. Pertanto, il fatto che qualcuno legga le mie battute per me è già una ricompensa. Voi lo avete fatto e per questo voglio ringraziarvi dal profondo del cuore. Colgo inoltre l’occasione per congedarmi da voi; lascio la posizione di caporedattrice per iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Vi auguro tutto il meglio, con la raccomandazione di continuare a leggere Vivai.
Caporedattrice Vivai 2017
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Foto: Alexandra Wey
Pubbliredazionale
Sayed (13) è fuggito da solo: gli manca la sua famiglia A causa di tragiche circostanze, il tredicenne Sayed, originario dell’Afghanistan, è stato separato dalla sua famiglia durante la fuga. Sayed non è un caso isolato. Sempre più bambini si trovano abbandonati a se stessi nei percorsi di fuga pericolosi perché durante il viaggio perdono i familiari o perché i loro genitori li mandano avanti verso il presunto paradiso. Alla domanda come si è sentito quando finalmente è arrivato in Svizzera, il tredicenne sorride tormentato: «Solo stanco» risponde. Sayed fugge dall’Afghanistan insieme ai genitori, al fratello e alla sorella. Quando, arrivati in Turchia, stanno per salire su una barca per andare in Grecia, la famiglia nella confusione viene separata. Sayed li perde di vista. Insieme a un altro ragazzo afghano continua il suo viaggio attraverso i Balcani fino ad arrivare in Svizzera.
Per saperne di più su Sayed: farelacosagiusta.caritas.ch
Protezione particolare per i bambini profughi Negli ultimi anni sono giunti in Svizzera e hanno chiesto asilo sempre più bambini profughi non accompagnati. I Paesi di origine più importanti sono l’Eritrea, l’Afghanistan, la Somalia e la Siria. Gli adolescenti sono abbandonati a se stessi, in una società con una cultura a loro estranea e una lingua che non conoscono. E poi, molti sono traumatizzati. La Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia chiede agli Stati firmatari di offrire assistenza e una rappresentanza legale nella procedura d’asilo nonché la sistemazione in un alloggio adeguato all’età dei bambini. Nei Cantoni, però, i bambini profughi non accompagnati trovano condizioni molto diverse.
Da solo in un Paese straniero Oggi vive nella Casa della gioventù a Immensee, diretta da Caritas su incarico del Canton Svitto. I suoi coinquilini sono originari dell’Eritrea, dell’Afghanistan, della Somalia, del Mali, della Guinea e della Siria e hanno tra i 13 e i 18 anni. Sayed ha un struttura giornaliera ben precisa e viene assistito sette giorni su sette da un team di Caritas. Oltre a ricevere sostegno socialpedagogico, di lui si occupano anche un’assistente e una persona di riferimento. A loro può rivolgersi in qualsiasi momento. «Però nessuno può sostituire l’amore di un padre e di una madre» dice il ragazzo. Con forza, energia e costanza La preoccupazione per la famiglia non si cancella con le chiacchiere. Eppure Sayed guarda avanti. E apprende rapidamente. In brevissimo tempo ha fatto il salto dalla classe di integrazione a quella regolare. Oggi frequenta la scuola di Küssnacht assieme ai bambini svizzeri. Vuole fare il bancario e dice fiducioso: «Sono giovane, studio molto e ho buoni voti. Devo farcela per forza.»
Caritas aiuta i bambini profughi: procura una sistemazione all’interno di una famiglia e fa da mediatrice per i padrinati. Si impegna nella consulenza e rappresentanza legali e nell’organizzazione del tempo libero. Inoltre promuove l’integrazione sociale e professionale dei bambini profughi e si impegna per una sistemazione adeguata alla loro età. Conto donazioni: 60-7000-4 Per donazioni online: caritas.ch/bambini-donare
DALL‚ INTERNO
Sigla editoriale
Relax allo stato puro! Più di 200 fan di Vivai hanno partecipato alla nostra lezione di prova di Qigong con Jumin Chen... e questo già nelle prime ore del mattino, proprio come qui a Berna. Grazie di cuore! È stato bellissimo!
Editore: Federazione delle cooperative Migros Direzione Media Migros: Lorenz Bruegger Responsabile edizioni: Rolf Hauser Direzione pubblicazioni: Monica Glisenti Caporedattrice: Susanna Heim Responsabile di produzione: Imelda Stalder Redazione: Lukas Hadorn, Silvia Schütz Edizione italiana: Cora Gianolla, Claudia Wagner Direzione artistica: Dora Siegenthaler Redazione immagini: Cornelia Thalmann Elaborazione immagini: Reto Mainetti Contatti e internet: Vivai, Limmatplatz 152, casella postale 1766, 8031 Zurigo vivai@mediasmigros.ch www.migros.ch/vivai
Il nostro uomo quando si parla di natura: Atlant Bieri, biologo e giornalista scientifico, ci stupisce ogni volta con la sua capacità di spiegare concetti complessi con parole semplici.
Stampa: Vogt-Schild Druck AG CH-4552 Derendingen Carta: senza legno, FSC misto Per compensare le emissioni di CO ², sosteniamo un progetto in Brasile.
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ISSN: 1663-717X
Tiratura totale Vivai: 250 060 copie D: 173 127 copie, F: 61 557 copie, I: 15 376 copie
Lettura, alimentazione e acquisti: chiediamo a loro. Gli esperti
© Lukas Hadorn, Nik Hunger, Marion Nitsch
neutral Overall
01-17-912763 myclimate.org
Vivai è gratis ! Ordinala qui : abbonamenti. vivai@mediasmigros.ch, oppure chiama il numero 0800 180 180
Il computer ci allontana dalla lettura? No, ci rassicura Andrea Bertschi-Kaufmann dell’ Alta scuola pedagogica della Svizzera nordoccidentale. Pagina 12
Lo scienziato dell’alimentazione, il Dr. David Fäh dà suggerimenti preziosi sul tema della flatulenza. Imperdibile, a pagina 25.
Chi avrà mai riempito questo carrello? Lo psicologo dell’alimentazione, Robert Sempach, ne esamina il contenuto per svelare il mistero. A pagina 32 Vivai 2017
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COKE ZERO ZUCCHERI ORA ANCORA PIÙ BUONA! © 2017 The Coca-Cola Company. Coca-Cola, Coca-Cola zero, the Contour Bottle and the slogan TASTE THE FEELING are trademarks of The Coca-Cola Company.
PENSATI PER VOI
Svizzera sempre più bio I prodotti alimentari bio continuano ad andare forte in Svizzera. Il fatturato dei prodotti bio della Migros, nel 2016, è cresciuto del 18,7 percento. Tra gli scaffali della Migros, lo scorso anno, si trovavano in tutto oltre 3500 prodotti recanti la label bio. All’aumento delle vendite ha contribuito l’ampliamento del marchio Alnatura. Nel 2016, in Svizzera, si è potuta inaugurare già la settima filiale Alnatura.
Solo il meglio per il micio
Chi condivide la vita con un gatto sa bene che i nostri amici a quattro zampe sono sensibili quanto noi e molto selettivi anche in fatto di cibo. Nala, la nuova linea di alimenti per gatti ora in vendita alla Migros, contiene molta carne. Per contro, ai prodotti non vengono aggiunti né frumento, né zucchero, né aromatizzanti. Roba da leccarsi i baffi!
Illustrazioni: Anna Gugger, Daniel Müller/illumueller.ch, foto: Getty Images, Keystone
La linea di alimenti per gatti Nala è disponibile nelle maggiori filiali Migros.
Let‚ s dance!
Presso l’azienda lavoratrice del latte ELSA, che appartiene alle Industrie Migros, si punta sul latte sostenibile. L’impresa con sede a Estavayer-le-Lac, in futuro, vuole rendere la produzione del latte ancora più sostenibile, in modo da creare plusvalore in campo ecologico nonché in quello sociale ed economico. ELSA contribuisce così in maniera determinante alla visione delle Industrie Migros che vuole «entro il 2040 materie prime sostenibili al 100% ».
Nel 2016, oltre 370 000 persone hanno potuto partecipare a più di 53 700 corsi e percorsi formativi diversi. La Scuola Club Migros, quindi, è e rimane la numero uno sul mercato formativo svizzero. Continuano a godere di particolare popolarità i corsi di lingue, ma anche i percorsi formativi nell’ambito del movimento e della salute. Il maggior aumento netto di partecipanti (+772) è stato registrato... dal ballo di coppia. Tutti in pista!!
elsamifroma2040.ch
scuolaclub.ch
Il latte del futuro
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SCELTI DA NOI
Pausa spuntino Presto comincerà la riunione delle 16, ma prima dobbiamo affrontare ancora... gli attacchi di fame! Per chi consuma snack in ufficio è importante fare molta attenzione alla salute. Scoprite su iMpuls a cosa dovete badare con i vostri spuntini. migros-impuls.ch
La pesca pareggia Nella redazione di Vivai, l’acqua, il tè e il caffè vanno senza dubbio per la maggiore, a scapito delle bibite zuccherate. Ma a volte anche a noi bimbi Migros viene voglia di una rinfrescante bevanda dolce. Un bicchiere del mitico Ice Tea bello freddo è quello che ci vuole. Pesca o Classico? Qui possono nascere liti epocali. La squadra della pesca di recente ha messo a segno un punto, quando è stata inserita nell’offerta una variante Zero della loro bibita del cuore. Ora, ci si abbandona più volentieri a questa dolce tentazione.
Idee per il futuro
In Svizzera, a tutt’oggi, vivono circa 4000 minorenni non accompagnati, richiedenti asilo. Il progetto «1 posto in + a tavola» della Fondazione Svizzera SSI promuove l’accompagnamento e il sostegno personale dei giovani migranti attraverso l’impegno di volontari della società civile. Forma inoltre mentori che desiderano accompagnare questi giovani per più mesi. Un progetto davvero lodevole, sostenuto dal Percento culturale Migros nell’ambito di un accordo di cooperazione.
Per la seconda volta quest’anno la Migros conferisce il Premio ecologico Migros. Con questo premio, si intende dare un riconoscimento a tesi di laurea innovative che cercano d’illustrare come un’organizzazione o un’azienda possa aumentare il proprio indice di sostenibilità ambientale o ridurre il suo impatto negativo sull’ambiente. I primi tre qualificati riceveranno un premio in denaro per un valore complessivo di 13 000 franchi.
solidarity-young-migrants.ch
generation-m.migros.ch
Illustrazione: Meta Wraber; foto: Matthieu Spohn
Più forti insieme
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LEGGERE
DOSSIER
Silenzio, sto leggendo Non si è mai scritto così tanto. Le parole abbondano nei libri, nei blog, negli SMS e nei siti web. Ma chi legge tutto questo? Li abbiamo trovati un po‚ dappertutto, i lettori, e abbiamo scoperto che la lettura rimane una passione senza tempo e più ricca di espressioni che mai. Voltate pagina e leggete! Foto: Nathan Beck
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DOSSIER
LEGGERE
Leggere è stato a lungo privilegio della nobiltà. Oggi possiamo scegliere se lasciarci irretire dalle lusinghe del digitale o immergerci in libri voluminosi. Ma ecco perché entrambe le cose saranno necessarie anche in futuro. Testo: Ruth Hoffmann
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roprio ora, esattamente in questo momento, state eseguendo senza rendervene conto un’azione stupefacente, che può essere chiamata a buon diritto un vero miracolo: leggere. Grazie ad alcuni caratteri proiettati sulla retina, in una frazione di secondo al vostro cervello si aprono interi universi di significati, suoni, sensazioni e associazioni. E questo nonostante il cervello non sia stato programmato per elaborare il linguaggio in modo visivo: la scrittura esiste da appena 5400 anni, un battito di ciglia nella nostra storia evolutiva, un periodo troppo breve per fissare geneticamente le necessarie strutture neurali. Piuttosto, nel corso del tempo, parti della corteccia cerebrale si sono abituate a formare reti per apprendere il difficilissimo processo di lettura, in modo da poterlo in seguito gestire efficacemente. Una straordinaria conquista del genere umano, forse la più grande in assoluto. A lungo leggere è stato un privilegio della classe aristocratica, almeno fino al periodo illuminista, a metà del 18° secolo, quando anche i circoli borghesi iniziarono a leggere. Ma fino a buona parte del 19° secolo, era considerato normale che la maggior parte della popolazione non sapesse leggere. Incentivi alla lettura furono introdotti nell’agenda politica solo negli anni ‘60, dopo che fu riconosciuta l’importanza dell’alfabetizzazione per lo sviluppo economico di un paese e per lo sviluppo individuale; d’altro canto nessuna altra competenza è così fondamentale per l’educazione e la partecipazione alla vita pubblica. Di conseguenza, molti esperti guardavano alla diffusione 12 Vivai 2017
dei computer con preoccupazione poiché temevano che in futuro avrebbero allontanato molte persone dalla lettura. «È vero il contrario», osserva Andrea Bertschi-Kaufmann, docente di lingua e didattica tedesca all’Alta Scuola Pedagogica della Svizzera nordoccidentale. «Grazie alla rivoluzione digitale, oggi si legge molto più di prima, ma in modo diverso: più rapido, frammentato e a intervalli più brevi. Il materiale di lettura sicuramente non manca: solo nei paesi di lingua tedesca ci sono almeno 200 000 blogger attivi. A questi si aggiungono siti di notizie, servizi di messaggistica e social media. E, a dispetto di tutti i profeti di sventura, nemmeno il libro è tramontato: ogni anno, il mercato accoglie circa 90 000 nuove pubblicazioni. Ma la predisposizione alla lettura non viene da sé. Chi si limita a leggere gli allettanti post di Facebook, non può aspettarsi che i propri figli diventino topi da biblioteca. «Entrambe le cose sono necessarie: una capacità di selezione rapida e consapevole che consenta di passare da un contenuto all’altro nel mare di informazioni disponibili su Internet, così come l’abilità di seguire un testo più lungo, ad esempio un romanzo», dichiara la Dottoressa Bertschi-Kaufmann. Rinunciare a quest’ultima significherebbe privarsi dell’affascinante opportunità di tuffarsi in altri mondi per incontrare persone ed esseri sconosciuti, per amare, lottare e fremere. Semplicemente così, senza connessione e immersi nella vita di tutti i giorni, con il solo ausilio di una manciata di caratteri e delle sorprendenti abilità del nostro cervello. l
Orecchie e occhi Leggere non deve per forza essere un’attività solitaria. Un testo può anche essere condiviso, come dimostrano alcune alternative molto promettenti, ad esempio le «Letture sul divano» o «README», che addirittura coinvolge il pubblico. Letture sul divano
Leggere stravaccati sul divano è comodo. Diventa ancora più comodo, se è l’autore stesso a leggere dalle pagine del suo libro. Le «Letture sul divano», rese possibili del fondo di sostegno Engagement della Migros, si distinguono dagli eventi letterari abituali per la cerchia intima di persone che radunano. Un privato o un’intera comunità abitativa mette a disposizione il salotto o il giardino. Il progetto sperimentale attrae autori debuttanti che presentano le loro opere di prosa. Durante l’aperitivo che segue la lettura si ha occasione di scambiare impressioni e opinioni. sofalesungen.ch README
Nella Svizzera tedesca, grazie ai cicli README, leggere si trasforma un’esperienza comunitaria: il libro in questione non solo viene interpretato come una performance teatrale, ma vengono coinvolti anche gli spettatori. A dispetto di tutti coloro che sostengono che leggere sia un semplice consumo passivo! Il ciclo di letture README attualmente si dedica al libro «Difesa civile» pubblicato nel 1969, tempi in cui il comunismo era considerato il diavolo in persona. Ulteriori informazioni (solo in tedesco): eberhardgalati.ch/readme2016
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DOSSIER
LEGGERE
La lettura è un‚abitudine in evoluzione, ma il fascino dei libri resta: otto persone di diversa provenienza ci parlano della loro relazione con la letteratura. Testimonianze: Ueli Bischof e Manuela Specker
Foto: Nathan Beck
”Sono dipendente dai libri.”” Continua ad affascinarmi, quello che la letteratura è in grado di fare: riesce a mettere la società davanti allo specchio e a riflettere lo spirito del tempo. Può anche rivolgersi a noi personalmente, come quando ci riconosciamo nel testo: nei periodi difficili riesce a darci forza e a farci relativizzare i nostri problemi. La buona letteratura, secondo la mia opinione, non è istruttiva, ma ci offre una visione del mondo. Ci tocca emozionalmente e si oppone al consumo veloce. Sono dipendente dai libri, ne leggo circa 150 all’anno. Come redattrice letteraria, nella mia vita non esiste una separazione tra lavoro e tempo libero, ma io questo lo considero un privilegio. Con le mie presentazioni di libri voglio aiutare le persone a orientarsi. A me piacciono i romanzi colorati con trame plausibili e personaggi complessi. Mi affascinano anche gli elementi di mistero, poiché pure nella realtà molte cose sono imprevedibili. Al contrario, ho dei problemi con gli esperimenti linguistici cervellotici. Luzia Stettler (59 anni), redattrice letteraria Radio SRF
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”È un privilegio poter dedicare così tanto tempo alla lettura.” I monaci passano molto tempo con i libri. I testi spirituali accompagnano il nostro quotidiano e a pranzo uno di noi legge per gli altri. Come abate sono spesso in giro in treno, dove mi piace particolarmente leggere – sia che si tratti di studiare degli atti o di perdermi nella narrativa. In treno, ho letteralmente divorato «Elefant», l’ultimo libro di Martin Suter, addirittura prima della sua uscita ufficiale. Dal momento che scriviamo recensioni per il nostro giornale «Salve», sulle nostre scrivanie arrivano libri di ogni genere. Non solo riceviamo moltissimi suggerimenti, ma abbiamo anche accesso in ogni momento ai circa 220 000 libri nella biblioteca del monastero. Sono un tipico lettore in parallelo. Di solito mi cimento con tre libri contemporaneamente: uno teologico, uno storico e uno letterario. Nel monastero leggiamo anche molti giornali, i monaci sono molto informati sugli avvenimenti di attualità. È un privilegio poter dedicare così tanto tempo alla lettura, ma capisco se qualcuno non legge volentieri. Chi attraversa la vita con interesse, vive comunque il suo proprio libro. Abate Urban Federer (49 anni), monastero di Einsiedeln
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”Scelgo di prendere il bus, così posso leggere.” Leggo da quando ho imparato a leggere. In principio erano i libri per bambini, poi «The famous five» e infine i romanzi fantasy. Leggendo, m’immergo nel mondo incantato che si crea nella mia mente. E questo mi permette di dimenticare almeno per un po’ la vita quotidiana. Potrei andare a scuola a piedi e invece scelgo di prendere il bus, così posso leggere. Riesco a divorare un librone di 600 pagine in appena una settimana. Trovo tutti i libri al mercato dell'usato. Se mi piace la rilegatura e trovo la quarta di copertina intrigante, leggo il libro. La mia ultima scoperta: «Orgoglio e pregiudizio». Mi piace il linguaggio sofisticato di Jane Austen. Iris Grüter (18 anni), maturanda
”Mi piacciono le riviste di lifestyle inglesi.” Ho il mio chiosco da 22 anni, dove vendo 1500 pubblicazioni all’interno di un piccolo panificio. Per quanto riguarda la lettura, a volte mi sembra di essere proprio come un panettiere cha alla sera non ha più voglia di panini, anche io non ho voglia di leggere. Durante il giorno, quando non ci sono clienti, prendo ogni tanto una rivista dall’espositore. Mi piacciono le riviste di lifestyle inglesi come «Love», «Pop» o «ID». Belle grosse come case unifamiliari di carta patinata con foto fresche e provocatorie – e praticamente niente testo. L’anno scorso ho fatto vacanze per la prima volta da decenni. Sono andato a Reykjavik e per il viaggio mi sono comprato un romanzo poliziesco finlandese. Si trova ancora da qualche parte a casa mia: non l'ho letto.
Edwin (59 anni), gestore di un chiosco
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LEGGERE
DOSSIER
”La lettura mette le ali alla mia fantasia.” Leggere è come respirare e un puro piacere. Adoro lasciarmi trasportare dai libri in altri mondi. Mette le ali alla mia fantasia, perché a differenza dei film o del teatro, la letteratura mi permette di creare il mio mondo personale di immagini. Da anni leggo romanzi solo sull’E-Reader. Che scoperta geniale! Entra in tutte le borsette, non mi crea alcun problema di spazio e ho accesso in ogni momento a centinaia di libri. La mia biblioteca fisica ha subito di conseguenza un blocco di crescita. Non sono una persona che deve possedere i libri. Trovo piuttosto che debbano essere costantemente in circolazione. Mi muovo soprattutto nell’ambito della letteratura contemporanea internazionale e nazionale. Mi interessa molto cosa e come viene
scritto oggi, ma anche quali altre forme abbiano preso piede. Mi riferisco ad esempio alle Spoken Word Performances o agli eventi letterari, in cui il pubblico viene coinvolto. Si può senza dubbio parlare di una nuova entusiasmante scena letteraria. Permettetemi di raccomandare caldamente di lasciarsi andare a queste forme di trasmissione della letteratura. L’idea di community che si cela dietro a loro, mi piace molto. Eventi come questi portano fuori la letteratura dal suo silenzioso e solitario stanzino, permettendo alle persone di parteciparvi attivamente.
Hedy Graber (56 anni), responsabile della Direzione affari culturali e sociali della Federazione delle cooperative Migros (FCM), dell'orientamento strategico nazionale del Percento culturale Migros e del fondo di sostegno Engagement Migros Vivai 2017
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”Inizio a leggere già alle 5 del mattino” Nella mia cella ho oltre venti libri. Mi interessano le religioni del mondo e la scienza. Mi piace leggere anche libri sulla saggezza orientale e sulla fisica quantistica. Trovo estremamente interessante come la religione e la scienza spesso si rispecchino. L’idea di Cristo e di Dio, dell’incarnazione e dello spirito, corrisponde alla materia e all’antimateria nella scienza. Prima ero un cristiano praticante, oggi credo nell’intelligenza umana, poiché questa si può espandere attraverso l’apprendimento e la lettura. Non bisogna pensare che molti trovino la via della lettura attraverso la reclusione. Qui dentro ci muoviamo già tutti come se avessimo costantemente la prima ingranata, non abbiamo certo bisogno di libri per rilassarci. Io amo il linguaggio e per questo ho sempre letto molto. La maggior parte delle volte apro un libro di natura scientifica o spirituale già alle cinque del mattino, ne leggo un paio di pagine e mi abbandono a questi pensieri, per aprire il mio spirito. F. K. (32 anni), detenuto
”Credo nel futuro del libro.” La lettura è un enorme arricchimento. Mi trasporta in altri mondi, rafforza la mia capacità d’immaginazione e mi permette di prendermi una pausa dalla vita quotidiana. Ma certamente, non è sempre facile trovare il tempo per leggere. C’è un libro che già dalla prima lettura all’età di 15 anni non mi ha più abbandonato: «Il piccolo principe» di Antoine de Saint-Exupéry. Trasmette in modo davvero stupefacente ciò che conta nella vita, ad esempio la responsabilità, il rispetto, la fiducia e la generosità. Questo libro mi ha così colpito che a oggi ne ho collezionato oltre 4300 edizioni da tutto il mondo e oltre 1200 libri che si occupano di quest’opera. Il suo messaggio non solo è senza tempo, ma anche universale. 18 Vivai 2017
Per questo, attraverso una fondazione esistente dal 2013, lo faccio tradurre in lingue minori, come lo sranan, la dzongkha, la wayuu, l’aymara e recentemente anche in groenlandese. Le persone dovrebbero avere la possibilità di leggere questo capolavoro anche negli angoli più remoti della terra. Sono convinto che i libri, nonostante tutte le innovazioni tecnologiche, saranno sempre richiesti. Per questo di recente sono diventato co-proprietario della libreria romanda Payot. Credo nel futuro del libro.
Jean-Marc Probst (61 anni), imprenditore a Losanna e collezionista di libri del «Piccolo principe»
LEGGERE
DOSSIER
”La lettura è la mia oasi in una vita dedicata allo sport." Da bambina ero sempre immersa nei libri, anche andando a scuola passando per Engelberg e poi su per la montagna sopra quell’ostica scaletta. Ho divorato Harry Potter. Questa collana di romanzi è stata estremamente importante per la mia generazione. Siamo cresciuti insieme a quei personaggi. Oggi leggo tra l’altro la saga di «A Song of Ice and Fire». I libri della mia serie preferita «Game of Thrones» sono sensazionali, presentano centinaia di diversi punti di vista e i personaggi più interessanti. La lettura è la mia oasi in una vita dedicata allo sport. Leggo nella pausa tra gli allenamenti e alla sera, ma a volte anche nel mezzo della notte prima di addormentarmi. Appena ho finito un libro, fa il giro di tutta la squadra. Sono una sorta di bibliotecaria ufficiale. Magari una volta conclusa la mia carriera sciistica, lavorerò proprio in una biblioteca. Già da bambina adoravo questo luogo. Chi leggeva molti libri, riceveva un riconoscimento. Ho ottenuto un bronzo, un argento e un oro. Per i miei diplomi successivi dovettero inventare il diamante e infine il diploma super super plus. Michelle Gisin (23), sciatrice
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DOSSIER
LEGGERE
30,8 mio $
68% 50%
di tutti i libri è acquistato dalle donne.
è la somma che si dice Bill Gates abbia sborsato a un’asta per il Codice Leicester, una raccolta di appunti e schizzi di Leonardo da Vinci. Sufficiente per decretarlo il libro più costoso del mondo.
di tutti i libri viene acquistato da persone sopra i 45 anni.
L‚ analogico batte il digitale come sempre, ovvio. Uno studio condotto in Germania ha rilevato che il 24% delle persone sopra i 14 anni d’età legge libri digitali. Il resto preferisce di gran lunga il supporto cartaceo.
E chi se li legge tutti? Fatti interessanti, record e curiosità sui libri e sul loro consumo. Ricerca: Lukas Hadorn Illustrazioni: Martin Burgdorff
25 minuti e 31 secondi è il tempo che ha impiegato l’insegnante britannica in pensione Anne Jones per leggere le 278 pagine del romanzo di Harper Lee Va’, metti una sentinella. Lettori veloci come la Jones sono in grado di elaborare diverse migliaia di parole al minuto, i lettori «normali» circa 200. 20 Vivai 2017
0,74 x 0,75 mm sono le dimensioni del libro più piccolo del mondo, mentre 2,01 x 3,08 metri sono le dimensioni di una grande edizione del Piccolo Principe, considerata il più grande libro mai pubblicato.
52 libri scritti in un anno! È questo il record mondiale dello scrittore giapponese Ryuho Okawa.
La Bibbia Con circa tre miliardi di copie vendute, la Bibbia è considerata il libro più acquistato e letto in tutto il mondo. Anche il Manifesto del Partito comunista di Karl Marx e Friedrich Engels così come Racconto di due città di Dickens sono riusciti a entrare nella top 10.
Pagina 18 Se un lettore perde interesse per un libro, succede in genere a pagina 18.
Fonti: SDA, BFS, Zeit online, Wikipedia, Südkurier, Mediapulse
800 000 Secondo uno studio dell’Ufficio federale di statistica, in Svizzera circa 800 000 adulti tra i 16 e i 65 anni sono affetti da una disabilità di lettura.
Biblioteche in Svizzera Con un’offerta di oltre 9 milioni di libri, periodici, manoscritti, ma anche supporti dati, documenti audiovisivi e altri media, la biblioteca del Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ) è considerata la più grande della Svizzera. Segue la Bibliothèque cantonale et universitaire de Lausanne con un’offerta mediale di poco più di 8 milioni di unità. Tuttavia, è la Biblioteca Centrale di Zurigo ad effettuare la maggior parte dei prestiti: quasi 950 000 l’anno. (2015)
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DIGESTIONE
Zuccheri sotto accusa Problemi di digestione a non finire? Dietro al disturbo potrebbero nascondersi certi tipi di zuccheri. Scoprire quali siano è l’obiettivo del promettente approccio in base ai Fodmap. Testo: Vera Sohmer
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n piatto gustoso consumato con piacere, ma ora in pancia si scatena il putiferio: brontolii, crampi e dolori percuotono l’intestino. Il disturbo ricorre a intervalli regolari, fa passare l’appetito e rovina la qualità della vita. Non conoscerne le cause inoltre è logorante. Chi è colpito dal disagio si chiede cosa mai possa ancora mangiare. Un nuovo approccio alimentare che proviene dall’Australia sembra fornire risposte. Si parte dall’idea che determinati tipi di zuccheri, chiamati Fodmap (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols), causino disturbi alla digestione. Il termine «Fodmap» è stato coniato con le iniziali dei nomi scientifici degli zuccheri in questione, ovvero oligosaccaridi, disaccaridi e monosaccaridi fermentabili, e polioli, presenti negli zuccheri composti come il fruttosio, il lattosio e i sostitutivi dello zucchero come il sorbitolo. «Questi zuccheri esistono di per sé negli alimenti o vengono aggiunti durante la 22 Vivai 2017
loro produzione», spiega Beatrice Schilling, consulente alimentare e specialista per i Fodmap. I Fodmap non vengono digeriti dall’intestino tenue, ma finiscono nell’intestino crasso dove vengono fermentati dai batteri intestinali. Nella maggior parte delle persone ciò si svolge senza alcun problema. Altri invece reagiscono con flatulenza, crampi, senso di pesantezza,
Tutto sull‚intestino L’intestino è un raffinato capolavoro della natura. Non solo digerisce gli alimenti, ma influenza in maniera decisiva il nostro benessere. Venite a scoprire di più su questo organo sulla piattaforma online iMpuls. migros-impuls.ch
© Getty Images
” A volte, occorre essere disposti a rinunciare ai cibi che amiamo di più. ”
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I risultati lasciano sperare
Sono in corso ricerche a livello mondiale per cercare di appurare se questo concetto possa realmente essere d’aiuto. I risultati ottenuti sinora sono promettenti. Circa la metà dei pazienti diagnosticati di sindrome dell’intestino irritabile sottoposti agli studi stanno meglio. Beatrice Schilling osserva che nel frattempo si affidano al metodo anche le persone che soffrono di altri forti disturbi intestinali, come le malattie infiammatorie croniche intestinali o dopo interventi chirurgici al ventre. Anche in questo caso, una premessa importante è avere costanza, pazienza e, a volte, essere disposti a rinunciare anche ai cibi che amiamo di più. l 24 Vivai 2017
Cuscinetti: così difficili da eliminare Piatta come una tavola – così dovrebbe essere la pancia secondo gli ideali di bellezza correnti. La realtà però è ben diversa.
In particolare le donne dopo la menopausa e gli uomini tendono a sviluppare una figura «tipo mela»: il grasso corporeo si accumula soprattutto nella parte addominale, e viene anche chiamato grasso viscerale. Questo a differenza della figura «tipo pera», che tende a ingrassare sulle cosce e sui fianchi. A molte persone danno fastidio le proprie maniglie dell’amore e vorrebbero liberarsene velocemente. «Ridurre il grasso solo in una determinata zona è praticamente impossibile», dice però Eva-Maria Holderegger della Società Svizzera di Nutrizione (SSN). E men che meno funziona con le cure radicali.
Attenzione alle diete lampo
Per perdere un chilo di grasso corporeo in una settimana, si dovrebbero eliminare 1000 calorie dalla dieta quotidiana. Questo, oltre a essere poco realistico, è anche malsano. Inoltre, seguendo questo genere di diete lampo, non si perde solo massa grassa, ma anche quella muscolare. È consigliabile perdere peso sul lungo periodo ed eliminare dalla dieta meno di 500 calorie. In questo modo viene coperto il fabbisogno di sostanze nutritive e il rischio del famigerato effetto yo-yo è minore. È ideale accompagnare il dimagrimento con più movimento quotidiano ed eventualmente con un allenamento della resistenza. Perdere peso può essere anche sensato per ragioni di salute: il rischio di malattie cardiovascolari è maggiore nelle donne con un girovita oltre gli 88 centimetri e negli uomini con un girovita di più di 102 centimetri.
© Getty Images, iStock, pennellate blu: Grobi White
diarrea o costipazione, come nel caso nella sindrome dell’intestino irritabile, un disturbo funzionale di per sé innocuo, ma estenuante. Oppure anche nel caso di intolleranze a determinati tipi di zuccheri (vedi testo sulla flatulenza). Il concetto Fodmap individua gli artefici del disturbo procedendo in tre fasi distinte. Dapprima, chi è colpito, rinuncia agli alimenti che contengono molti di questi tipi di zuccheri. Così si scopre se il malessere sparisce e il benessere aumenta. Poi si accerta quali alimenti vengono tollerati e in quale quantità. In una terza fase, secondo Beatrice Schilling, si pianifica un’alimentazione individuale che possa essere mantenuta a lungo termine. Si cerca di far fronte al malessere limitandosi il meno possibile e alimentandosi in modo equilibrato e variato. L’impresa non solo sembra complicata, in realtà lo è. I Fodmap sono presenti in numerosi cibi che fanno bene alla salute come mele, legumi o pane integrale. Chi vi rinuncia a lungo può sviluppare carenze. Ecco perché la Società Svizzera di Nutrizione (SSN) raccomanda di non fare esperimenti per conto proprio, ma di farsi seguire da uno specialista di Fodmap. Inoltre, prima di iniziare occorre sottoporsi a una visita accurata per escludere che all’origine del disturbo vi siano malattie come il cancro all’intestino.
DIGESTIONE
ALIMENTAZIONE
Via col vento La flatulenza è fastidiosa e può creare situazioni davvero imbarazzanti. Per fortuna ci sono un paio di accorgimenti che permettono di alleviarla in modo naturale. Testo: Vera Sohmer
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hi non conosce questa sensazione? Nell’intestino si è accumulata molta aria e si sente la forte esigenza di rilasciarla. Il che sarebbe sensato, visto che facendola fuoriuscire smetterebbe di provocare quel fastidioso malessere. In compagnia o in ufficio non è però possibile, poiché non è buona educazione e può diventare davvero penoso. Così ci tratteniamo. Ed è qui che nascono i disturbi. Cambiare stile di vita
«Spesso siamo noi i responsabili della flatulenza», rivela l’esperto di alimentazione David Fäh. Trattenere i gas è una parte del problema, ma anche poco movimento, la mancanza di sonno e lo stress sono fattori di rischio, come anche mangiare troppo, di fretta e in modo irregolare. Chi riesce a cambiare il proprio stile di vita, procura sollievo all’intestino. Vale anche la pena di provare, per esempio, ad aggiungere ai nostri piatti anice, finocchio, zenzero o cumino. Queste spezie si sono guadagnate la fama di piccoli aiutanti della digestione e si possono usare anche per preparare il tè. A volte è assolutamente normale
Molta aria in pancia? Non è del tutto esatto. La flatulenza viene provocata da gas come il metano, che a loro volta vengono prodotti da batteri dell’intestino crasso. Questi si nutrono di componenti di cibi che non riusciamo a digerire,
come le fibre. E David Fäh sottolinea che «l’insorgenza di gas può essere considerata normale e essere addirittura segno di un’alimentazione sana». Certe componenti alimentari possono provocare problemi. Per esempio certi zuccheri che passano per l’intestino tenue senza essere digeriti e che vengono in seguito fermentati dai batteri nel crasso (vedi l’articolo sui Fodmap). La flatulenza quindi può essere ad esempio un sintomo dell’intolleranza al lattosio. Anche la flora intestinale invecchia
Chi soffre di flatulenza, produce l’enzima che digerisce il lattosio in quantità limitate. Questa capacità digestiva spesso diminuisce con il passare degli anni, ed ecco spiegato perché molte persone in avanti con l’età lamentano questo disturbo. Con gli anni, a volte si modifica anche la flora intestinale. Si possono quindi insediare più batteri responsabili della produzione di gas nell’intestino crasso. Quando la flatulenza si acuisce e inizia a costituire un vero limite nella vita quotidiana e quando poi si aggiungono dolori e altri sintomi come la diarrea, bisognerebbe rivolgersi a un medico. Con un test dell’idrogeno nel respiro si può verificare ad esempio se si tratta effettivamente di un’intolleranza. Ogni tanto può aiutare rinunciare al latte e mangiare solo i latticini più digeribili, come lo yogurt o il formaggio. l
Alimenti che provocano flatulenza
• Ortaggi appartenenti alle Liliacee, ad es. porri e cipolle
• Cavoli • Legumi, ad es. lenticchie • Frutta a nocciolo (drupacee) •Prodotti dolcificati con alditoli come sorbitolo o xilitolo
Alimenti ben assimilabili
• Riso bianco • Patate pelate • Banane • Zucchine cotte • Carote cotte
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BIMBI MIGROS
Che formaggio! Manuela Inglin (37 anni) di Rüti acquista i suoi generi alimentari esclusivamente alla Migros. Al reparto frigo, un incontro del tutto casuale le ha fatto perdere la testa: il Léger Rustique. Per questo formaggio l’impiegata amministrativa farebbe follie. Testo: Petra Koci Foto: Michael Sieber (fotomontaggio: Vivai)
Da quando è una bimba Migros, Signora Inglin?
Da sempre per quanto io ricordi. I miei genitori facevano la spesa alla Migros e portavano anche noi 3 figli. Rammento ancora che compravamo spesso i biscotti Rädli, tutt’oggi disponibili nell’assortimento. Ah sì, anche il gelato con la foca! I gelati sul bastoncino erano per noi bambini: alla vaniglia per me, al cioccolato per mio fratello e a mia sorella spettava la scimmia, al gusto di fragola. Davvero un bel ricordo! E da adulta è rimasta fedele alla Migros?
Sì, ovunque abbia abitato, ho sempre trovato la «mia Migros». La cosa divertente è che mi sono recentemente trasferita e ho ritrovato la Migros in cui già facevo acquisti con i miei genitori. Naturalmente il negozio è stato rinnovato, ma mi è sempre molto familiare. Quale è il suo prodotto preferito?
A me piace molto il formaggio a pasta dura. Ne ho provate molte varietà, ma mi sono innamorata del Léger Rustique. In realtà, generalmente non acquisto prodotti Léger. Ho trovato il Rustique per caso accanto all’Emmental, l’ho
preso e il suo gusto delicato mi ha letteralmente conquistata. Tuttavia, il Rustique non si trova in tutte le filiali Migros. Quando fu tolto dalla vendita dove abitavo prima, ho pregato che lo introducessero di nuovo. E ora è nuovamente nel reparto frigo, ma nel frattempo io ho traslocato.
Manuela Inglin accompagna il formaggio Léger Rustique preferibilmente con pane di segale, poiché ha meno grassi ed è al contempo molto gustoso.
Approfitta della Migros solo per la spesa quotidiana o anche per altro?
Recentemente ho comprato un divano da Micasa e delle piante da Do it. In realtà io acquisto tutto quello che mi serve alla Migros (ride). E alla Scuola Club Migros, ho completato la formazione di Coach in nutrizione con diploma. È bello che la Migros offra una formazione così interessante nell’ambito della salute e della nutrizione. Questo la dice lunga sui valori dell’azienda. Come Coach in nutrizione fa acquisti in modo più consapevole?
Faccio sempre in modo che nel mio carrello finiscano molti prodotti sani e regionali. Sono anche fan dei prodotti Alnatura e sostenitrice della linea «Dalla regione. Per la regione.» E per la frutta e la verdura adesso faccio ancora più attenzione alla stagione. l
Sei anche tu una bimba o un bimbo Migros? Contattaci! vivai@migrosmedien.ch
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” Squisito con il pane di segale ”
Cifre
e Fatti
I prodotti Léger sono rivolti a tutti coloro che desiderano rimanere in forma senza rinunciare al gusto. Il formaggio Léger Rustique contiene il 35% in meno di grassi e calorie rispetto ai tradizionali prodotti a base di formaggio. Il segreto del suo gusto aromatico risiede nello speciale processo di maturazione.
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ALIMENTAZIONE
IL LIMONE
Cucina in giallo Con il suo aroma fresco, intenso e aromatico, il limone è l‚ eroe silenzioso di ogni cucina. È giunto il momento di svelare e celebrare le sue innumerevoli virtù. Testo: Lukas Hadorn
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ALIMENTAZIONE
IL LIMONE
Una famiglia numerosa
© Agrumes Bachès, Getty Images, iStock, Shutterstock
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onoscete qualcuno a cui non piacciono i limoni? Chi ne addenta una fettina, ovviamente storcerà un pochino la bocca. Ma non ci riferiamo a questo. Quello che intendiamo è piuttosto se conoscete qualcuno che non sopporti l’odore e il sapore del limone. Secondo noi, difficilmente troverete qualcuno che li detesti. Il limone è presente un po’ ovunque e si abbina a tutto. Lo trovate nei piatti dolci o salati, nelle specialità a base di carne o pesce nonché nel tè o nei cocktail. Grazie al citrale, contenuto nella sua scorza, riconosciamo subito il caratteristico odore del limone. Con il suo sapore acidulo insaporisce minestre, salse, marinate e regala un tocco raffinato agli stufati e ai piatti unici a base di patate, verdure e carne. Viene particolarmente apprezzato nei paesi del Nordafrica. Lì i limoni si conservano in salamoia per usarli, in seguito, come aromatizzante per la tajine e le insalate. Il limone è protagonista di tutte le cucine del mondo sia come condimento sia come ingrediente principale. In Gran Bretagna affianca il tè sotto forma di lemond curd, in Cina insaporisce il lemon chicken e in Francia regala un sapore fresco alla sole meunière, la sogliola al burro e al limone. La forza del limone non è da sottovalutare! Un fatto risaputo in Sudamerica dove il pesce fresco viene marinato nel succo di limone o di limetta, finché l’acidità lo rende tenero e pronto al consumo sotto forma di «ceviche». L’acido citrico contenuto dal limone è utile anche nei lavori casalinghi quotidiani: nella lavastoviglie può sostituire il brillantante, sul fornello in vetroceramica scioglie il grasso e nel bollitore dell’acqua fa sparire il calcare. Ma attenzione! Non tutti i limoni sono necessariamente acidi. Chi affonda i denti in una particolare varietà di lumia, detta anche limone dolce, di sicuro non farà alcuna smorfia.
Il limone è un agrume che a sua volta fa parte delle cosiddette Rutacee. Visto che gli agrumi tra di loro possono essere incrociati facilmente, esistono numerose varietà di questo frutto mediterraneo. Siete sicuri di conoscerle tutte?
Limone
Questo è un limone. La sua scorza è piuttosto sottile, contiene pochi o nessun seme ed è molto succoso.
Mano di Buddha
Ebbene sì, anche questo è un limone. Il limone Mano di Buddha, chiamato così soprattutto in Asia, è una varietà di cedro.
Limetta
La limetta è più succosa del limone e ha un sapore più delicato.
Bergamotto
Il bergamotto viene spesso confuso con la limetta. Il suo olio eterico aromatizza tè, tabacco e profumi.
Limetta kaffir
Cedro
La limetta kaffir è più rugosa di quelle comuni e viene apprezzata per l’inebriante aroma della sua scorza.
Il cedro pare sia stato uno dei primi agrumi ad essere coltivato sul continente europeo. La sua scorza è più grossa e dal frutto si ricava poco succo.
Citrangequat
Questo sì che è un bel pasticcio! Il citrangequat è l’incrocio tra un kumquat e un citrange, che a sua volta deriva dall’incrocio tra limone e arancia. Questo frutto si mangia con la buccia.
Kumquat
Il kumquat è l’agrume più minuscolo che ci sia. Il suo sapore è dolce-amaro e il frutto può essere consumato assieme alla sua buccia aromatica. Vivai 2017
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IL LIMONE
Il limone vanta anche proprietà benefiche per la salute. Stimola l’appetito e la digestione, inoltre, grazie all’alto contenuto di vitamina C, aiuta a rinvigorire il sistema immunitario del nostro corpo. Pare anche che migliori l’assorbimento di sostanze minerali, del ferro nonché degli antiossidanti che sono ad esempio presenti nel tè verde. A conti fatti, possiamo quindi dire che i limoni svolgono un’azione positiva sull’umore, intensificano il sapore dei cibi e garantiscono la freschezza e l’igiene in casa. Lunga vita al limone e alle sue molte virtù e proprietà! E ora brindiamo con un bel bicchierino di limoncello... l
3x2 trucchetti con il limone IL GIALLO IN CUCINA Trucco n° 1 Prima di spremere un
limone, rotolatelo con il palmo della mano in avanti e indietro per un paio di volte su una superficie dura e ricaverete molto più succo. Trucco n° 2 Invece di lasciar rinsecchire o ammuffire i vostri limoni a causa del mancato uso, congelateli e staccatene un pezzetto ogni volta che vi serve. Lavate bene i limoni prima di surgelarli! Trucco n° 3 Troppo sale nel risotto? Troppo aceto nell’insalata? Sembra assurdo, ma alcune gocce di succo di limone fanno miracoli.
IL GIALLO IN CASA Trucco n° 1 I cattivi odori, ad esem-
pio in frigo o nel bidone della spazzatura, si possono combattere facilmente con un limone tagliato a metà. Trucco n° 2 Mischiato in rapporto 1 a 10 con dell’acqua, il succo di limone è ottimo per pulire i vetri. Trucco n° 3 Pesciolini d’argento in bagno? Pulite il pavimento con un detergente a base di limone. Oppure mettete in bagno una ciotola d’acqua alla quale avete aggiunto alcune gocce d’olio di limone.
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INDOVINA CHI...?
LO PSICOLOGO E IL PERSONAGGIO MISTERIOSO
Questa spesa è stata fatta alla Migros del Simplon Center, a Glis.
Bimbi e cani Acquirenti pragmatici o radici culturali diverse? Il nostro psicologo degli acquisti è rimasto colpito dall’enorme varietà di marchi e prodotti. Foto: Nik Hunger
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na coloratissima miscellanea di frutta fresca, tanti prodotti molto gettonati e un alimento raramente consumato che mi incuriosisce. Che cosa si cucina con i colli di gallina? Ma dei dettagli parleremo più avanti. «Famiglia con cane» è la mia prima ipotesi spontanea. Dopo le esperienze delle mie ultime analisi, preferisco tenere per un po’ in sospeso questa mia supposizione. Considerando le quantità, si tratta 32 Vivai 2017
evidentemente di un’economia domestica piuttosto grande. Ma per identificarne i membri, decido di analizzare i singoli alimenti cercando di decifrare il modello nutrizionale che ha ispirato questa spesa. I numerosi prodotti freschi raccontano una storia di pranzi e cene regolari, cucinate in modo variato. Un aspetto interessante di questo stile nutrizionale è l’abbinamento della cucina mediterraneo-orientale con quella tradizionale.
Potrebbe forse indicare la presenza in casa di diverse radici culturali? L’etichetta con il maiale barrato e la salsa al curry e al mango aggiungono credibilità alla mia tesi. Sorprende inoltre l’ampia varietà di prodotti e marchi. Sono stati scelti prodotti M-Budget e bio, ma anche articoli in promozione. Penso perciò che possa trattarsi di persone pragmatiche, che nelle loro decisioni d’acquisto cercano il
compromesso tra preferenze personali, raccomandazioni nutrizionali, qualità e prezzo. Anche il dolce ha una sua importanza, visto che oltre a frutta e noci, la spesa propone anche biscotti e cioccolato. Mi salta all’occhio un’altra particolarità: non c’è latte e pochissimi amidacei quali riso, patate o pasta. Ma la dispensa potrebbe esserne ancora ben provvista! Queste considerazioni permettono forse di tracciare un primo profilo di questa economia domestica? Sciroppo, zampe d’orso, gomme da masticare e ketchup combinati con Blevita, bacche e frutta spostano il mio pensiero verso i bambini. Ovviamente anche gli adulti apprezzano molti di questi alimenti, ma è una costellazione poco probabile per una comunità abitativa. Da qui la mia conclu-
”
Che cosa si cucina con i colli di gallina?
”
Lo psicologo dell’alimentazione Il Dr. Robert Sempach dirige il settore Salute del Percento culturale Migros. Il suo progetto attuale è Tavolata, riunioni a tavola per persone anziane. Informazioni su www.tavolata.net
sione: una famiglia con due o tre figli tra i cinque e i dodici anni. Le quattro entrecôte sono forse tanta carne per un pasto, ma chissà… a volte forse vengono invitati anche i nonni o gli amici. Rimane comunque aperta la domanda iniziale: che cosa si cucina con i colli di gallina? Visto che non conosco alcun piatto di questo genere, chiedo al mastro macellaio della nostra filiale Migros chi acquista questo alimento e come lo si prepara. «Vengono quasi sempre acquistati per il cane, raramente ci vengono richiesti per una zuppa, una specialità turca», risponde l’esperto in materia. Quindi una famiglia con più figli, un cane ed eventualmente un’inclinazione verso la cucina orientale? Chi è? Per scoprirlo, volta pagina. Vivai 2017
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INDOVINA CHI...?
La soluzione La spesa è stata fatta da Mariette Furrer (56 anni). Vive a Naters con il marito Kilian, suo coetaneo, e i figli ormai adulti: Marco (28 anni), Lena (26 anni) e Chiara (24 anni).
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ivertente vedere cosa possono raccontare i colli di gallina! Sì, siamo una famiglia con un cane. Tuttavia i miei figli sono ormai adulti. Lena e Chiara amano viaggiare e assaggiare piatti di altre culture. Ma in generale siamo vallesani veraci. Prepariamo noi stessi la nostra carne secca e il nostro prosciutto crudo in salamoia, e li facciamo essiccare artigianalmente in loco. Ceniamo spesso con pane, burro, marmellata, salumi e formaggi. Quando i nostri figli invitano a cena gli amici, ci ritroviamo facilmente in otto a tavola. E le quantità aumentano. Ecco perché in dispensa non mancano mai pasta, riso e patate. In famiglia beviamo anche tanto latte. Solitamente acquisto confezioni da 12 litri, ma questa volta non c’era più spazio nel carrello. Quando faccio la spesa grande, scelgo sicuramente anche i prodotti budget, ma sono disposta a pagare qualcosa in più per gli alimenti di qualità più elevata, come i prodotti bio. Questa è una tipica spesa del sabato. Il menu serale prevede entrecôte con salsa al curry e al mango, verdure alla griglia, patate al forno e una bella insalata. Domenica a colazione porto in tavola treccia, burro, marmellata, formaggio e affettato. Il fatto che quest’ultimo non contenga carne di maiale è un caso. A noi piace molto. Solo mia figlia Chiara, molto sportiva, il mattino mangia volentieri un müesli con quark magro, semi e frutta. I biscotti li ho acquistati per mio figlio Marco. Dice che le zampe d’orso della Migros sono di gran lunga le migliori, quindi devo portargliene un pacco ogni volta che faccio la spesa. Per quanto riguarda il dolce, lui ed io siamo rimasti bambini: amiamo i gommini a forma di rana e la nostra buona acqua fresca con lo sciroppo. Nella nostra grande casa c’è sempre un gran viavai di gente. Tutti apprezzano una bella tazza di caffè con i biscotti. E uscendo, si portano via anche una gomma da masticare! l A cura di Ueli Bischof
© Rob Lewis
«Superare una lesione cerebrale si può. Con il sostegno adeguato.» Daniel Albrecht, ex sciatore professionista
Ictus, trauma cranio-cerebrale, tumore al cervello: una lesione cerebrale può colpire chiunque.
Un aiuto per le persone con una lesione cerebrale e i loro familiari. Aiutate anche voi! CP 80-10132-0
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BIODIVERSITÀ
SOSTENIBILITÀ
Una storia bestiale Oltre un terzo degli agricoltori svizzeri producono secondo le direttive di IP-Suisse, promuovendo quindi anche la biodiversità. Il nostro giallo a lieto fine narra le vicende di uccelli, insetti, anfibi e altri animali che hanno la fortuna di vivere in un ecosistema IP-Suisse. Testo: Atlant Bieri Illustrazioni: Martin Haake
l
a produzione integrata, chiamata anche IP-Suisse, è la variante ecocompatibile dell’agricoltura tradizionale. I contadini che partecipano a questa iniziativa hanno particolarmente a cuore la biodiversità (vedi riquadro). Secondo uno studio della Stazione ornitologica di Sempach le misure promosse funzionano. Le condizioni di riproduzione dell’allodola, ad esempio, un uccello minacciato, hanno potuto essere migliorate. Ma non è l’unico ad averne tratto beneficio. È arrivata l’ora di un’avventura nei campi... ... con l’ottica degli animali
Nella fattoria è cominciata una mattinata stupenda. Un coro di merli e allodole intona i suoi canti su diversi ettari
di terreno. Nel frattempo, nel frutteto accanto, lì dove gli alti meli crescono uno in fila all’altro, una poiana se ne sta appollaiata ben in alto su un ramo come una regina sul suo trono. Il suo sguardo si posa sul prato appena falciato. Le condizioni di caccia sono perfette. Oggi non deve aspettare a lungo. Due piccole orecchiette spuntano da una buca nel terreno a poco meno di cinquanta metri di distanza. Il topo campagnolo ha iniziato le sue attività quotidiane. Attirato dai semi sparsi tra i fili d’erba tagliuzzati, si muove attraverso la fresca brezza mattutina annusando qua e là. La poiana contrae la sua muscolatura alare, ma ancora si trattiene. Vuole attendere il momento giusto, ovvero quando il topo si sarà allontanato ancora di più dalla sua tana. Un
paio di secondi dopo stacca i suoi artigli dal ramo. Con la sua possente apertura alare ci vogliono solo tre colpi d’ala per raggiungere quella che è la sua colazione. Afferra il topo come se cogliesse un fungo dal terreno. Un insetto trova casa
Questa tragedia ha anche risvolti positivi: sul duro mercato immobiliare animale si è appena liberato un monolocale. Non vi andrà ad abitare un topolino, ma bensì un insetto. Con un forte ronzìo, un calabrone regina si avvicina all’entrata. È tardi e già estate, e la regina non ha ancora trovato una tana per il suo nido. Ma ora ha fatto centro in pieno. La dimora del topo, all’interno, è rivestita di erba secca ed è più che perfetta per crescervi Vivai 2017
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SOSTENIBILITÀ
BIODIVERSITÀ
un covo di calabroni. La regina prende possesso della nuova dimora, ma prima di depositare le sue uova, deve rimettersi in forze. Il suo cibo preferito è il polline, che trova a un solo minuto di volo in un prato a maggese pieno di fiori. Proprio ora sbocciano i fiori di campo e le centauree. Ronzando, il calabrone si muove in linea retta verso le macchioline rosa che si stagliano nel paesaggio solitamente lussureggiante e verdeggiante. La trappola del ragno
A pochi metri dal traguardo resta improvvisamente impigliato. Ha la sensazione che le sue ali siano legate con funi alle quali sono attaccati dei pesi. Il calabrone regina è rimasto imprigionato nella ragnatela di un ragno vespa, che reagisce subito. Oscilla fino al prigioniero e, con le sue zampe anteriori, afferra il gomitolo peloso che si dimena. Il ragno protende in avanti la parte posteriore del suo corpo, dove si trovano le ghiandole che secernono i filamenti. Così può imballare per bene il calabrone. Ma questo mobilita tutte le sue forze e, all’ultimo secondo, riesce a liberarsi e a sfuggire al morso velenoso del ragno vespa. Una vera fortuna per i futuri calabroni, ma un bel guaio per il ragno, visto che la sua ragnatela ora è completamente distrutta. Domattina presto dovrà costruirne una nuova. Ma non ce la farà. Su un cardo che si erge nel campo fiorito è atterrato un codirosso. Con la sua solita aria nervosa è alla ricerca di insetti. Dal suo becco pende già un zanzarone esanime. Di colpo, il suo sguardo si posa sul ragno vespa. Il suo disegno a strisce gialle e nere suggerisce al codirosso che si tratta di una vespa. Di regola le lascia perdere, ma i suoi piccoli, che stanno per spiccare il volo, hanno una fame da lupi. In men che non si dica afferra la presunta vespa col becco e la strappa dalla ragnatela. Con il suo bottino torna dai suoi piccoli. Prima di avvicinarsi al nido, come sempre, fa una sosta di sicurezza su un albero di mele cotogne lì vicino. 38 Vivai 2017
” Afferra il topo come se cogliesse un fungo dal terreno. ”
Si guarda in giro con aria sospettosa, per star sicuro che un qualche pericolo non incomba su di lui. Nel nido c’è un silenzio da cimitero. Anche questo per proteggersi dagli aggressori. Chi blatera troppo, rischia di tradire la propria presenza a un gatto o a una martora. A caccia di cibo
IP-Suisse e la biodiversità L’associazione IP-Suisse raduna contadine e contadini che vogliono promuovere un’agricoltura che rispetti l’ambiente e gli animali, prestando particolare attenzione alla biodiversità, ovvero alla varietà delle specie animali e vegetali. A tutt’oggi, l’organizzazione conta 20 000 membri. Ciò corrisponde al 40 percento delle aziende agricole. A queste ultime viene conferita la label «IP-Suisse», se soddisfano le esigenze poste per proteggere gli animali nonché nell’ambito della coltivazione e della biodiversità. I contadini devono ad esempio seminare una superficie di fiori di campo in un terreno di cereali, creare campi a maggese pluriennali, piantare siepi o accatastare mucchi di pietre o di rami. Così facendo, costruiscono dei biotopi per gli animali minacciati come l’allodola, la lepre, la salamandra maculata e molte specie di api selvatiche. Un ente di controllo verifica a intervalli regolari, se il contadino ha veramente messo in atto le misure. Se ciò non è il caso, ha tre mesi di tempo per migliorare la situazione. Se non dovesse farcela, perde la certificazione IP-Suisse. Tutti i prodotti Migros Bio indigeni provengono da aziende che producono seguendo le direttive di Bio Suisse.
Non appena compare papà, non ci si trattiene più e iniziano gli schiamazzi. L’uccellino più anziano si butta sul ragno vespa e lo ingolla in un solo colpo. Una frazione di secondo dopo papà spicca di nuovo il volo. Deve procurarsi altro cibo. Finché il sole si spinge oltre l’orizzonte come un disco arancione, i due genitori avranno fatto alcune dozzine di incursioni in volo. Quando cala il crepuscolo, sotto una siepe vicino alla famiglia di uccellini comincia a muoversi il vicino di casa. È un riccio che ha costruito il suo nido in un cespuglio di biancospino. Esce a passi così delicati da sotto il cespuglio, che i codirossi non se ne accorgono nemmeno. E comunque il riccio non rappresenta un pericolo per gli uccelli. Il suo interesse è dedicato piuttosto alle lumache nude che di notte escono da terra, dai loro nascondigli umidi, per mangiucchiare le giovani piante di granoturco dolce. Durante le sue incursioni notturne, il riccio per prima cosa passa sempre da un piccolo stagno dove beve. Lo stagno si trova in una vecchia cava di ghiaia che il contadino ha trasformato in un biotopo umido. Da allora sono passati dieci anni. Dove una volta i camion caricavano la ghiaia, oggi gracidano le raganelle. Una volta che il riccio ha finito di bere, trotterella verso il campo di granoturco. C’è un’ora di prima mattina nella quale tutto tace. Tutti sono sazi, tutti stanno zitti. Ma questo scenario dura solo un attimo. Poi la terra è roteata di un paio di decimi di grado e all’orizzonte appaiono i primi bagliori di una nuova mattinata. Sono le 4.30 di mattina e i merli intonano di nuovo il loro canto. l
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Incontri inattesi Un viaggio in Val Venosta e nel meranese
A
ll’imbocco della valle il lago di Resia dalle cui acque si erge un campanile. Tutt’attorno le vette imbiancate di oltre tremila metri. Poi la bella Muta di Malles e la cittadina medievale di Glorenza. Quaranta chilometri dopo, attorno all’indaffarata Naturno, le cime frastagliate hanno lasciato il posto a morbidi colli coperti di vigne e meli. È la valle più secca e soleggiata dell’Alto Adige, la Val Venosta. Il suo andamento da ovest a est, determina una grande ricchezza paesaggistica passando da ambienti alpini a vegetazioni di tipo mediterraneo. Un paesaggio sfaccettato e ricco di contrasti, un microcosmo da scoprire a piedi o in bicicletta, magari con una pedalata lungo l’antica via Claudia Augusta di epoca romana. Con i suoi 80 chilometri di lunghezza dal lago di Resia a Merano, è costeggiata da antichi borghi e castelli. Ideale per chi si muove in bici è la bikemobil Card che permette di alternare le pedalate ai tratti in treno ma anche di noleggiare e restituire il mezzo lungo il tragitto. A proposito: tra il paese di impronta romanica di Malles
VenostaCard La VenostaCard permette di utilizzare gratuitamente il treno della Val Venosta così come tutti gli altri mezzi pubblici dell’Alto Adige. Inoltre per i possessori sono previsti sconti per funivie, musei e strutture per il tempo libero oltre che ulteriori vantaggi interessanti.
e Castelbello, paradiso per i palati delicati, i buongustai farebbero bene a tenere gli occhi aperti. In quella regione si trovano ancora degli splendidi esemplari di peri della varietà “Pala”. Grandi e nodosi, questi alberi regalano le dolci pere Pala, rare quanto antiche e conosciute per le loro proprietà curative. Tipico per la Val Venosta è infatti il pane alla pera Pala. Camminate panoramiche lungo i corsi d’acqua La Val Venosta è attraversata da una fitta rete di sentieri che costeggiano gli antichi canali irrigui chiamati rogge. Questi percorsi offrono scorci meravigliosi sulla vallata e la sua cultura in quanto ne sono uno dei simboli più caratteristici e conosciuti. Furono realizzati dai contadini in epoca medievale per irrigare i campi e supplire alla mancanza d’acqua. Perfettamente conservatisi, molti di questi canali sono in funzione ancora oggi. Complessivamente l’escursionista ha a disposizione circa 50 percorsi per un totale di 200 chilometri che, oltre alla Val Venosta, toccano anche Merano e i
pubbliredazionale
suoi dintorni. I sentieri delle rogge sono piacevoli percorsi, molti dei quali percorribili anche in inverno. Ce n’è per tutte le stagioni: quelli più esposti al sole per l’autunno e quelli ombreggiati per le calde giornate estive, come ad esempio il sentiero della roggia di Scena che dalla spettacolare gola di Masul sopra il paese di Scena giunge fino in Val di Nova. Merano e i suoi dintorni offrono invece nove sentieri delle rogge che assieme formano i Sentieri d’Acqua Meranesi, 80 chilometri di percorsi attraverso la conca attorno alla città del Passirio. Sfide tra i giganti rocciosi Chi preferisce il movimento in quota, in Val Venosta trova sentieri spettacolari come ad esempio il tour che dal Monte Watles raggiunge il rifugio Sesvenna, oltrepassa la magnifica gola Uina e arriva fino in Engadina. Il tratto più spettacolare di questo itinerario tra Italia e Svizzera è il sentiero su roccia largo circa un metro e mezzo che percorre la profonda gola. Altrettanto imponente e panoramica si presenta la nuova via ferrata Heini Holzer nel paese di Scena che domina la città termale di Merano. Porta il nome di un noto alpinista altoatesino, il percorso interamente attrezzato con cavo d’acciaio che percorre una cresta rocciosa sul Picco Ivigna raggiungendo quota 2.581. Mentre la prima parte è adatta anche alle famiglie con bambini avvezze all’arrampicata, l’ultimo tratto chiamato Spigolo dell’Angelo è riservata ai soli alpinisti esperti e ben allenati. In ogni caso è necessario disporre di tutta l’attrezzatura adatta. Grazie alla sua esposizione a sud, questa via ferrata per esperti è percorribile quasi tutto l’anno. Un rientro a valle colorato I più fortunati (o chi programma bene il proprio soggiorno), in autunno hanno l’occasione di presenziare ad un’usanza altoatesina che risale alla notte dei
tempi: la transumanza. Da metà giugno a metà settembre, mucche, pecore, capre e cavalli soggiornano al fresco dei pascoli oltre i 2000 metri. A settembre poi c’è il rientro e contadini e pastori riportano le bestie a valle, festosamente decorate per l’occasione. Riposati e rigenerati dall’aria fresca e il buon cibo di montagna, gli animali si fanno festeggiare a dovere. Quella della transumanza è una tradizione portata avanti gelosamente non solo in Val Venosta ma in tutto l’Alto Adige. La processione più grande e spettacolare è quella della Val Senales, una laterale della Val Venosta. L’usanza di salire in quota percorrendo anche tragitti piuttosto lunghi, sembra risalire all’Età del Bronzo e avere dunque ben 6.000 anni alle spalle. L’autunno a Merano: stagione dei sapori Lasciandosi alle spalle la Val Venosta e il paese di Naturno alle porte del meranese, ci si trova circondato da un paesaggio più dolce in cui i monti si alternano a frutteti e vigne. Nel cuore di questo scenario si erge Merano, a soli 300 m sopra il livello del mare. Grazie al particolare microclima con le sue temperature gradevoli qui crescono cipressi e ulivi, limoni e palme, alternati naturalmente alle piante di tipo alpino come pini e abeti. E come il clima, anche la cucina rispecchia perfettamente la simbiosi tra montano e mediterraneo. La stagione migliore per chi ama i viaggi enogastronomici è senza dubbio l’autunno, quando i contadini raccolgono cereali e castagne, mele e uva, in seguito sapientemente lavorati e trasformati. Infatti, sono proprio le specialità tipiche della regione, le protagoniste della rassegna “Autunno Meranese”. Dall’09 settembre al 15 novembre, gli ospiti possono assaggiare i piatti tradizionali delle singole località, come il radicchio tardivo dell’Alta Val di Non o il saporito brasato di agnello della Val d’Ultimo.
E non mancano nemmeno i consigli degli esperti: durante la rassegna, in occasione dell’evento “Cucinare in malga” nel paese di Avelengo, i gestori dei rifugi svelano addirittura il segreto per realizzare i veri canederli dell’Alto Adige. Un’arte tutta da imparare. Sua maestà l’uva A Merano un buon bicchiere non si rifiuta mai, anzi è un elemento essenziale dello stile di vita locale. Ed è proprio al vino che si dedica la rassegna “VinoCulti”, tante occasioni per raccogliere informazioni e curiosità sull’uva e i suoi preziosi derivati. Chi conosce il panorama dei vini altoatesini sceglie una Schiava oppure il più elegante Lagrein. Quasi due terzi delle aree dedicate alla coltivazione del rosso sono riservate a queste due varietà autoctone della regione. Come fiore all’occhiello tra i bianchi si annoverano il Gewürztraminer e il Pinot Bianco che regolarmente incassano premi e riconoscimenti. Il periodo della vendemmia si conclude con la Festa dell’uva, momento clou dell’Autunno Meranese. Considerata la madre di tutte le feste del ringraziamento dell’Alto Adige, si svolge nel terzo fine settimana di ottobre, ormai dal 1886. La domenica le strade meranesi si animano con la processione dei carri decorati a festa, accompagnati da centinaia di musicisti e migliaia di spettatori che possono ammirare, atra gli altri, il carro dell’Unione Giovani Agricoltori di Lagundo con il suo grappolo d’uva da record di ben 300 chili.
Una passeggiata tra sfumature dorate C’è un paesino pittoresco dove il sole non manca mai, che domina sulle alture di Merano regalando scorci meravigliosi sulla Valle dell’Adige centrale. È il borgo di Scena, dove una camminata nella natura o una gita in montagna va sempre coniugata con un momento di convivialità, ad esempio assaporando lo speck di qualche piccolo produttore, oppure concedendosi le migliori specialità in un ristorante raffinato. Scena ospita anche l’evento “Südtirol Classic Golden Edition” che dal 5 all’8 2017 ottobre vede sfilare le più affascinanti auto d’epoca. Con le loro carrozzerie scintillanti lasciano poi il paese per godersi il cosiddetto rally della simpatia: una passeggiata in atmosfera tranquilla e rilassata sulle più belle strade dell’Alto Adige. Chi preferi-
sce dare solo un’occhiata può prenotare una tappa giornaliera o ammirare gli sfavillanti gioielli che trasformano Scena in un luccicante salone di auto d’epoca. Törggelen con vista A Scena la stagione dorata si inaugura con la festa degli Schützen a metà settembre, seguita dalla “Cucina contadina a Scena” in piazza Raiffeisen. Altro appuntamento da non perdere è il marcato autunnale, l’occasione ideale per trovare qualche souvenir home made, come ad esempio i pregiati distillati. A settembre e ottobre in Alto Adige ci si dedica in particolar modo alla convivialità e al piacere di stare insieme: come del resto in tutta la provincia, non appena raccolte le castagne e vinificato il novello, anche a Scena ci si ritrova nelle cantine
Foto: MGM/Frieder Blickle, MGM/Jessica Preuhs, Val Venosta Marketing/Frieder Blickle, Associazione turistica Scena/Christjan Ladurner, Associazione turistica Scena/Klaus Peterlin
più rustiche per dedicarsi al tradizionale Törggelen. Certo per questa usanza è meglio dimenticarsi della dieta: dopo un vassoio di carni affumicate e salsicce con contorno di crauti e canederli ci si concede qualche delizioso krapfen ripieno di marmellata o di papavero per poi passare, dulcis in fundo, ad un cabaret di caldarroste fumanti, naturalmente condite con del buon burro. Come accompagnamento per questi banchetti luculliani non può mancare il vino novello mentre il tutto si conclude, rigorosamente, con una buona grappa contadina. A Scena uno dei locali migliori in cui provare le delizie del Törggelen è la cantina scavata nella roccia del maso quattrocentesco Thurnerhof. I più giovani in vena di un Törggelen un po’ più movimentato trovano quanto di meglio alla malga Gompm Alm a 1.800 m di altitudine. Nei fine settimana di
ottobre, il gestore Helmuth “Helli” Gufler propone le serate “Törggelen 1 x anders” (1 Törggelen diverso dal solito, ndt). La cucina è sempre quella regionale ma l’accompagnamento musicale è senza dubbio innovativo: al posto delle note tradizionali della fisarmonica, qui si balla a suon di musiche di noti Dj e delle new entry del panorama folkloristico locale. Altrettanto sorprendente si prospetta il piatto forte: a fare bella mostra di sé sul vassoio cui abbiamo accennato prima, ci sono variazioni creative delle pietanze tradizionali del Törggelen, ma con meno grasso e meno carne. Quel che resta è il sapore!
Appuntamenti da non perdere in autunno Giornate della pera Pala in Val Venosta Dall’8 al 17 settembre la cittadina storica di Glorenza celebra la pera Pala. Erbe selvatiche al maso Oberhaslerhof Il 6 settembre e il 4 ottobre sono dedicati alle erbe aromatiche e al loro utilizzo in cucina. Törggelen 1 x anders Ogni sabato di ottobre il gestore Helmuth propone agli ospiti un viaggio culinario alla scoperta dell’autunno. Mercato Golli Il 16 ottobre il centro di Malles si anima con il tradizionale mercato Golli.
Come arrivare: In auto da Davos: Passo Flüela – Passo del Forno – Santa Maria – Tubre – la Val Venosta fino a Merano – uscita Merano sud – Scena In auto da San Gallo: tunnel dell’Arlberg – Landeck – passo Resia – la Val Venosta fino a Merano – uscita Merano sud – Scena In treno o auto postale da Zurigo: Landquart – Zernez – con l’auto postale attraverso il Parco Nazionale fino a Malles – con il treno della Val Venosta fino a Merano Con il Südtirol Express (pullman) – San Gallo – Winterthur – Zurigo – Merano – Scena
Merano WineFestival Dal 10 al 14 novembre Merano ospita il Merano WineFestival divenuto ormai una delle fiere enologiche più importanti d’Europa. Maggiori informazioni su: www.schenna.com www.merano-suedtirol.it www.vinschgau.net
MOVIMENTO
XPERCORSI VITA
Imboscata salutare Lo slalom attorno alle stanghe, saltare sui tronchi d‚albero, stare in equilibrio su una trave: gli esercizi dei percorsi vita ci sembrano datati? Vediamo perché sono invece ancora di gran moda. Testo: Vera Sohmer Foto: Roland Tännler
Gratis ed efficace: al percorso vita Käferberg di Zurigo tutti trovano gli esercizi giusti per la propria condizione fisica.
d
omenica mattina al percorso vita di Altstätten, nel Canton San Gallo: nella piccola gola si sente scrosciare il ruscello, soffia un venticello fresco in questa calda giornata estiva. I sentieri si snodano serpeggiando verso l’alto sul terreno ripido. Un gruppo di giovani vuole mettersi alla prova con un bilanciamento. Stare in equilibrio su una sola gamba su una trave sottile, con le braccia aperte e il tronco piegato in avanti, è tutt’altro che facile. Non tutti ce la fanno, ma basta una risata e i giovani dimenticano lo smacco. L’idea di allenare all’aria aperta la destrezza, l’agilità, la resistenza e la forza fisica ha ormai quasi 50 anni ed è nata in quella che ai tempi era la Società di ginnastica di Wollishofen, nel Canton Zurigo, che d’estate teneva i suoi allenamenti sempre all’aperto, ricorrendo anche a alberi caduti o tronchi come attrezzi ginnici. Nacque così un nuovo concetto fitness: il primo percorso vita fu inaugurato nel 1968 a Zurigo nel quartiere di Fluntern con il sostegno della compagnia di assicurazioni Vita. Il percorso più giovane è sorto da poco a Capriasca, nel Canton Ticino. Da ormai diversi anni, lo sponsor esclusivo di questi impianti è la Vivai 2017
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Palestre a cielo aperto
La Svizzera oggi è solcata da una rete di circa 500 percorsi vita. Questi circuiti a cielo aperto sono stati ideati con tre livelli di difficoltà e hanno 15 tappe che propongono una selezione di 43 esercizi in totale. In questo modo, ognuno trova gli esercizi più adatti a sè, indipendentemente dall’età e dal livello di allenamento. «Gli esercizi sono stati studiati, in modo da rispondere alle esigenze di tutta la popolazione», dice Barbara Baumann, responsabile dei percorsi vita. Un circuito facile si trova per esempio a Schönenwerd, nel Canton Soletta. I visitatori sono immersi in una meravigliosa foresta alluvionale lungo le acque
verde intenso del fiume Aare. L’ampio terreno pianeggiante è l’ideale per le passeggiate, il walking o il jogging. E chi ne ha voglia, fra un passo e l’altro, può fare qualche esercizio o sciogliere i muscoli. L’allenamento si fa più intenso al percorso vita di Winterthur-Hegiberg, nel Canton Zurigo, che è in salita di 100 metri e quindi richiede una certa condizione fisica. In compenso, si può riprendere fiato in cima alla collina, da dove si vede tutta la città e si può godere di tramonti meravigliosi. Al passo con i tempi
Non è un po’ sorpassato fare ginnastica come si faceva una volta nella palestra della scuola? A detta di Barbara Baumann, il concetto viene riveduto continuamente. È stato aggiornato a più riprese e corrisponde alle conoscenze attuali
nell’ambito della scienza dello sport. Ne è convinto anche il personal trainer Ron Jansen di Stäfa, nel Canton Zurigo. Con i suoi clienti va regolarmente al percorso vita, «perché è un piacere allenarsi in mezzo alla natura e un diversivo al centro fitness o alla sala attrezzi.» Gli piacciono molto gli anelli, ai quali prova volentieri nuove varianti di esercizi di propria invenzione. Anche gli inizianti del percorso vita si buttano nelle novità: negli agglomerati, chi pratica lo sport ora s’imbatte nelle «power station», una grande costruzione di stanghe. Si possono assolvere numerosi esercizi direttamente sul posto. Gli esercizi vengono spiegati su tavole o possono essere consultati su video col proprio smartphone, dopo aver scannerizzato l’apposito codice QR. La buona vecchia ginnastica ora è al passo con i tempi! l
Passeggiate e qualche esercizio
Vicino e perfetto per le mie pause
Livello dopo livello verso il panorama
Da piccoli, in questo bosco, ci giocavamo spesso. Oggi, al percorso vita, passeggio con i miei genitori e con il nostro cane. Di tanto in tanto, provo anche a fare qualche esercizio. Quello che mi piace di più è stare in equilibrio sulla trave a zigzag.
Sono cuoco e mi piace trascorrere le mie ore libere tra i turni in cucina muovendomi all’aria aperta. Posso raggiungere questo percorso vita rapidamente e quindi in una sola ora riesco ad assolvere tutto il programma. Non sono bravo in tutti gli esercizi, ma nella trazione alla sbarra oggi sono migliorato.
Questo pezzetto di bosco per me è una fonte di vitalità e il percorso vita è disposto in modo allettante. Con ogni tappa si sale un po’ più in alto, finché si arriva alle radure dalle quali si vede tutta la valle sangallese del Reno. Scelgo gli esercizi a seconda dei miei bisogni. Oggi mi ha fatto bene distendere i muscoli della schiena.
Selma Oumran, 14 anni, Schönenwerd SO
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Michael Krüger, 21 anni, Winterthur-Hegiberg ZH
Helena Krüsi, 58 anni, Altstätten SG
© Vera Sohmer, iStock
compagnia di assicurazione Zürich. Dei lavori di manutenzione si occupano i relativi comuni o delle associazioni.
VITAPARCOURS
BEWEGUNG
Consigli per chi è alle prime armi Andate al percorso vita per la prima volta oppure dopo una lunga pausa? Scegliete l’abbigliamento giusto! Portate scarpe da ginnastica che offrono sostegno al piede, attutiscono i colpi e accompagnano i movimenti. Indossate indumenti comodi, funzionali e adatti alla corsa.
Il riscaldamento è d’obbligo: camminate per un paio di minuti, saltellate e correte, facendo però in modo che non vi manchi mai il fiato. Concludete sciogliendo i muscoli con qualche esercizio di stretching, ma solo finché sentite tirare leggermente i muscoli.
Camminate a ritmo moderato da tappa a tappa. L’ideale per i principianti è scegliere uno dei 21 percorsi vita brevi. Sui percorsi lunghi state attenti a non sovraffaticarvi. Alla fine del percorso, sciogliete di nuovo i muscoli facendo stretching.
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Come scolpito nel deserto di pietra: il monastero greco-ortodosso Mar Saba (a destra) nei pressi di Betlemme. Panini di sesamo freschi ricompensano le fatiche dell’escursionista.
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IN TERRA SANTA
VIAGGI
Terra promessa «Solo dove sei stato a piedi, sei stato veramente», pare abbia detto Goethe. Il nostro cammino ci porta da Nazareth a Betlemme in 10 giorni e si snoda lungo gli antichi sentieri dei pastori. Un‚ esperienza unica nel vero senso della parola. Testo: Susanna Heim Foto: Christian Galliker e Samuel Schumacher
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assato qualche mese, ripercorro mentalmente l’itinerario fatto a piedi, standomene sdraiata sul divano con i piedi all’aria. Sono gli stessi piedi che mi hanno sorretto per 10 giorni su un tragitto di grossomodo 130 chilometri attraverso la Cisgiordania. Ricordo ancora come la sera del primo giorno li ho distesi su una sedia di plastica perché mi facevano male. Eravamo arrivati a Zabadeh, un villaggio nella parte settentrionale del paese. Stavo passando in rassegna i miei compagni di viaggio, seduti anche loro sulle sedie bianche di plastica. Nonostante fossi tra le più giovani del gruppo, temevo infatti di dover affidare il mio peso a Kasimir, l’asino relegato al trasporto dell’acqua. Eravamo ospiti di un prete ortodosso per cui, grazie al cielo, nella sua casa l’alcol non era proibito. La birra fresca spazzò via qualsiasi dubbio offuscasse la mia mente. Mai prima d’ora ne avevo gustata tanto una! Durante il viaggio, mi sarei resa conto a più riprese che camminare intensifica la percezione sensoriale. E già ora avevo il presentimento che la sera, con il suo gioco di luci e ombre dorate, la polvere sulle scarpe e la pigrizia che non si deve più combattere, sarebbe diventata il mio momento quotidiano preferito. A farle concorrenza c’era la mattina con la sua luce limpida, la sua freschezza e la sua innocenza apparente. Ma partiamo con ordine. Il viaggio «Da Nazareth a Betlemme lungo gli antichi sentieri dei pastori» (in tedesco: «Von Nazareth nach Bethlehem auf alten Hirtenpfaden») è organizzato da un’agenzia. Uno pensa automaticamente all’Israele e si ritrova di colpo in una regione, che conosce solo come parte tratteggiata sulla cartina del Telegiornale. Ovvero in Cisgiordania, chiamata anche Palestina dai suoi abitanti, nel bel mezzo di un conflitto che da generazioni lacera il paese e lo tiene segregato come un ostaggio di guerra. L’idea della prigione si affaccia alla mente di continuo durante questo viaggio a piedi. Alla vista del muro di confine, che vediamo da vicino e poi a 50 Vivai 2017
Qui la natura si palesa in tutte le sue forme e, nell’arco di una giornata, fa mostra di sé con tutto il suo repertorio: pioggia, sole, vento e arcobaleno nella valle del Giordano.
Bere tè, aspettare e oziare fanno parte del quotidiano.
IN TERRA SANTA
VIAGGI
Monaco ortodosso in un momento di raccoglimento lontano dal trambusto dei pellegrini.
Durante il viaggio mi sarei resa conto a piĂš riprese che camminare intensifica la percezione sensoriale.
L’ospitale banchetto preparato per il gruppo di escursionisti svizzeri. Spesso si pernotta dagli indigeni. Un’esperienza non solo culinaria.
Una scoperta affascinante lungo la strada: una mantide religiosa.
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Al mattino come alla sera si trova ovunque il tè e il pane pita appena cotto sul fuoco.
distanza, oppure quando ci troviamo di fronte ai check point in mezzo al deserto roccioso o quando nel cielo blu si staglia la sagoma degli aerei da combattimento. Ma la cosa più irritante è che in questo paesaggio ritroviamo molta pace e tranquillità. Solo un forestiero in viaggio a piedi può avere questa impressione. Qui altrimenti non si muove nessuno, a meno che non sia costretto. Anche noi non siamo sempre in marcia. Col nostro mini bus possiamo aggirare le zone nevralgiche e poco attraenti. Nazareth, la nostra prima tappa, serve ad acclimatarci alla religione locale. Qui, di mattina, le grida del muezzin non destano solo i credenti. Qualche ora più tardi, i credenti cristiani giunti da tutte le nazioni si riversano nelle viuzze anguste del nucleo vecchio, finché prima o poi si ritrovano sotto il portico della Basilica dell’Annunciazione, gli occhi rivolti alle molte raffigurazioni della Vergine, provenienti dal mondo intero. Le immagini della Madonna e di Gesù sono estremamente variegate e colorate, proprio come 52 Vivai 2017
l’umanità in sé. La Madonna tailandese assomiglia alla ballerina di un tempio e il Gesù bambino di Guadalupe è di pelle scura e ben pasciuto. Il Monte Tabor, nei pressi di Nazareth, attrae una folla ancora più numerosa ed è un polo d’attrazione per i credenti, visto che lì è avvenuta la trasfigurazione di Gesù. Per fortuna nel nostro gruppo c’è Esther, che conosce per filo e per segno i riferimenti storici e biblici dei luoghi. Un’ora più tardi, una volta depositati al check point dal bus, ci troviamo confrontati con una realtà ben diversa da quella della fiorente meta di pellegrinaggio. A Jenin, in Cisgiordania, il campo profughi ha raggiunto dimensioni tali da diventare un quartiere della città. Jenin, nel 2002, durante la seconda Intifada, è stata attaccata a più riprese da Israele. Ancora oggi se ne vedono e percepiscono le conseguenze. Le strade in terra battuta sono sporche, gli edifici diroccati. I giovani non hanno lavoro, ma comunque molti sogni. Di che cosa si deve avere più paura: che questi sogni vengano delusi o esauditi?
Scarponi e tacchi a spillo
Di mattina, Jenin sembra promettere bene. Il cielo è blu e l’aria limpida, frammista a un leggero velo di fumo. Qui, da una qualche parte, c’è sempre qualcuno che bruciacchia qualcosa. I monti di Gilboa formano un paesaggio collinoso che si erge dolcemente, incorniciato da oliveti e frutteti. Per un escursionista svizzero allenato, i 21 chilometri dopo Zabadeh non sono granché una sfida. Per me invece lo sono. Vedi l’inizio del racconto. Quando cerco di rammentarmi dei luoghi e delle regioni che ho incontrato lungo l’itinerario, di solito mi ritrovo a pensare a Duma. Vi eravamo giunti partendo da Nablus il sesto giorno del nostro viaggio. Nablus era un groviglio di figure maschili e vi regnava un’atmosfera aggressiva, così percepivo o volevo che fosse. Duma invece era tutta diversa: i bambini che giocavano per strada, vallate fertili a vista d’occhio e una luce che sembrava diffondersi come un raggio dorato. Restammo profondamente impressionati dai nostri ospitanti. Passammo
Su percorsi sterrati, verso la prossima destinazione: Nablus.
Ogni pellegrino è un potenziale acquirente.
Qui non si muove nessuno, a meno che non sia costretto. Una delle chiese piÚ belle incontrate durante il viaggio: la Chiesa di tutte le Nazioni nell’Orto degli ulivi, ai piedi del monte degli ulivi a Gerusalemme.
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Una terra piena di bambini. Gli stranieri vengono accolti con gioia e sorrisi.
”Non si arriva mai veramente in cima.”
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perto da pietre non ha senso volersene liberare, è piuttosto questione di imparare a schivarle. Un motto di vita è anche quello di Heinz, con i suoi 80 anni il più vetusto del gruppo. Di fronte a ogni collina o montagna soleva dire: «Non si arriva mai veramente in cima.» Un bel modo di vedere le cose, sia per gli escursionisti sia per i manager, al quale si può aggiungere che prima o poi ci si ritrova di nuovo in discesa. Nedal sorrideva compiaciuto di fronte a queste prese di coscienza. In veste di guida, il palestinese affiancava il nostro gruppo fin dal quarto giorno. Il suo viso abbronzato era solcato da numerose rughe, che lo facevano più vecchio di quello che era. Non sembravano essere rughe per il troppo ridere, ma piuttosto per i troppi pensieri. Di solito Nedal stava in testa al gruppo perlustrando il sentiero. Camminare insieme a lui aveva qualcosa di meditativo e un po’ anche qualcosa di una seduta dallo psicologo.
Il biblico settimo giorno
Nella vita, come in un viaggio a piedi, si incontra sempre una tratta che mette a dura prova. A me accadde durante il (biblico!) settimo giorno. Il sentiero portava da Duma ad Al Auja attraverso un canyon ripido che arrivava fin giù nella valle del Giordano. Le formazioni rocciose, sulle quali alle volte scivolavamo o ci arrampicavamo, erano mozzafiato. I loro colori mutavano di continuo: dall’ocra al rosso ruggine, fino al grigio o bianco. Gli uccelli rapaci volavano in cerchio sopra di noi. Di colpo un urlo. Ursula, una svizzerotta a prova d’Himalaya, si era accasciata a terra dolorante. Fu subito chiaro che non si trattava di una semplice contusione al ginocchio. Doveva essere qualcosa di più grave. Nessuno dei cellulari del gruppo aveva campo. Nedal decise di andare in cerca d’aiuto al villaggio ebreo sull’altopiano. Due ore più tardi, giunse sul posto il conflitto medio-orientale in persona: un palestinese con il suo mulo, un co-
© Illustrazione: Martin Haake
infatti la notte presso la versione palestinese di una famiglia alla Jane Austen: un padre eloquente, una madre segretamente a capo dell’intero clan, sei figliuole sveglie tra i 10 e i 19 anni nonché un piccolo principe di 7 anni. Con occhi incuriositi le ragazze mi avevano chiesto se possiedo scarpe col tacco a spillo. «Ma certamente», avevo risposto e mostrando loro gli scarponi massicci avevo aggiunto: «mi mancano tanto!» Erano esplose in risatine fragorose e più tardi mi avevano invitato a osservarle mentre si acconciavano i capelli. Sono gli incontri di questo tipo che fanno del viaggio qualcosa di più di un semplice allenamento per le gambe o di tour culturale. Un piacevole effetto collaterale delle camminate è che si diventa filosofi della vita quotidiana. Non mi ero lamentata giusto qualche settimana fa in ufficio, chiedendo perché venivo continuamente presa a ostacolanti sassate? Ecco la risposta: in un paese completamente rico-
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Dove prenotare «Da Nazareth a Betlemme lungo gli antichi sentieri dei pastori»
lonizzatore ebreo armato e due soldati israeliani con un medico. Probabilmente solo una svizzera ferita è in grado di combinare un tale incontro. Ursula venne trasportata fuori dal canyon sul mulo del palestinese e sorretta dal medico israeliano. Decidemmo di proseguire fino alla tappa giornaliera, un campo di beduini. Intravedendo un gregge di capre dal passo sicuro sul pendio ripido sopra di noi, dissi a Nedal: «Meno male che non dobbiamo camminare lassù». «Sì invece, è quello il nostro percorso», rispose con il suo solito tono emblematico, come se vi si celasse una profonda saggezza. Soffro di vertigini e quindi invece di camminare diritta me ne stetti appiccicata al dirupo. Erano tutti entusiasti della vista favolosa e delle grotte che si sono scavate nel canyon e sembrano portare in mondi segreti. Io mi concentravo sul momento e riuscivo a prestare attenzione solo al prossimo passo da muovere. Il tempo rifletteva il mio stato d’animo: sole, pioggia e, poco prima
dell’arrivo, una tempesta di sabbia che si riversava sulla pelle come una doccia di aghi sottili. Nella grande tenda dei beduini dormii un sonno profondo come se fossi passata all’aldilà. La mattina dopo venni svegliata dall’odore del caffè al cardamomo. Per settimane, il suo sapore rievocherà magicamente in me le immagini delle dune di sabbia, dei deserti rocciosi e dei focolari sui quali cucinavamo. Le impressioni lasciate dalle città visitate lungo il percorso, in particolare Gerico, Betlemme e infine Gerusalemme, sono forti ma anche sconcertanti. Una religiosità assillante nel vero senso della parola. Pellegrini che spintonano dappertutto. A tu per tu con lo spirito e l’anima forse ci si ritrova piuttosto nella natura, come in quella mattina dopo la tempesta di sabbia nella valle del Giordano. Davanti alle nubi scure e drammatiche, l’arcobaleno si era teso sopra al deserto luccicante come l’oro. Ancora oggi lo vedo splendere sul mio divano. l
(in tedesco: «Von Nazareth nach Bethlehem auf alten Hirtenpfaden») viene offerto in esclusiva da Imbach Reisen. Il viaggio viene organizzato a seconda del numero di prenotazioni e della sicurezza all’interno del paese. Prossime date: dal 17 al 28.11.17 e dal 24.11. al 5.12.2017. Per saperne di più: tel. 041 418 00 00 e imbach.ch Trekking: durata di 12 giorni (incl. giorno di arrivo e partenza a/da Tel Aviv). Le tappe giornaliere variano da 8 a 21 chilometri e sono ben praticabili per gli escursionisti allenati. Le città di Jenin e Nablus testimoniano in modo eccellente la realtà palestinese. A Nazareth, Betlemme, Gerico e Gerusalemme si partecipa a visite guidate ai monumenti storici. Il gruppo (composto da 10 a 18 partecipanti) è accompagnato da una guida svizzera e una palestinese. Pernottamento: in alberghi, due volte in accampamenti beduini e in famiglie, scaglionati a piccoli gruppi. Uno dei momenti culminanti del viaggio è il pernottamento in famiglie di provenienza soprattutto mussulmana, dove si ottiene un’impressione della vita degli abitanti della regione. L’ospitalità è grande e la cucina regionale deliziosa. Equipaggiamento: buona attrezzatura per escursionisti, ma soprattutto l’apertura mentale e l’interesse per una regione che è punto d’incontro di tre importanti religioni. Alla tolleranza ci si può allenare anche all’interno del gruppo.
Cuori generosi
Quando corriamo, noi umani prima o poi restiamo senza fiato. Per il polpo non è così. La natura l’ha dotato di ben tre cuori: due prelevano l’ossigeno dall’acqua, mentre il terzo, quello centrale, distribuisce il sangue nel corpo. Grazie a questa eccellente ossigenazione il polpo ha un’autonomia sufficiente per cacciare le sue prede. Per altre meraviglie: mari.wwf.ch
Proteggiamo le meraviglie della natura.
SPINAS CIVIL VOICES
Animali con tre cuori, una meraviglia dei mari
PASCAL LANDERT
IL LUOGO DEL CUORE
«Qui si ode solo il mormorio della natura. Nessun altro rumore a disturbare quest’idillio.» Pascal Landert (31 anni) im maggio è tornato in Svizzera da Berlino, dove ha passato quattro mesi in un programma di «artist in residence». Nell’ambito della sua professione di fotografo documenta matrimoni. Le suo foto, che sono fuori del comune, immortalano il giorno più bello delle coppie di sposi per l’eternità.
Lago di Klöntal, Glarona
Foto: Pascal Landert
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o ammetto, quando un glaronese elegge il lago di Klöntal a suo luogo preferito conferma in pieno lo stereotipo. Ma ho delle buone ragioni. Da un lato questo luogo mi regala forza e vitalità. D’altro canto ne sono profondamente impressionato, perché offre uno spettacolo naturale incomparabile. Le pareti rocciose alte e ripide si ergono a strapiombo sulle acque intensamente blu del lago, nelle quali si specchia il cielo. L’acqua è talmente pulita, che si potrebbe bere. Qui si ode solo il mormorio della natura, nessun altro rumore a disturbare quest’idillio. Per me il lago di Klöntal è
magico. Quando me ne sto sulla sua riva e respiro l’aria fresca di montagna, assaporando la pace in cui è immerso il paesaggio, mi distendo e riesco a lasciare alle spalle la mia vita quotidiana. Per me è importante concedermi ogni tanto queste piccole fughe. In autunno e in primavera, l’atmosfera qui è tranquilla, la natura è rigogliosa e il gioco di colori sullo specchio del lago è affascinante. In queste stagioni, tra l’altro, il luogo si presta come sfondo a stupende foto di coppia. D’inverno invece il livello dell’acqua del lago è molto basso. Sfrutto l’occasione per camminare nel fango
asciutto lungo la riva. Quando poi il lago si gela del tutto, mi butto con i pattini in piacevoli giravolte sul ghiaccio annerito. D’estate, quando a riva c’è un gran viavai, a volte mi porto il lavoro d’ufficio al ristorante all’aperto. Grazie alla fantastica vista sul lago sbrigo senza fatica pure la contabilità, visto che non appena finisco mi aspetta un bel bagno rinfrescante nelle acque di montagna. Nelle calde serate estive, mi piace grigliare con gli amici sul prato in riva al lago. Non c’è nulla di più bello che terminare una giornata sulle sponde del lago di Klöntal. l A cura di Regula Burkhardt-Lehmann. Vivai 2017
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Risolvi,rispondi e vinci In palio ci sono tre notti per due persone nel residence wellness dell’albergo 4 stelle Vital- und
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Cartolina postale (posta A) Edizioni Vivai, concorso 4/17, casella postale, 8074 Zurigo Il termine d’invio è il 30 agosto 2017 La soluzione del numero precedente era
Bouquet
Vince il premio Markus Koenig, Bad Zurzach
I vincitori saranno sorteggiati tra tutte le risposte corrette delle tre versioni linguistiche di Vivai e quindi informati per iscritto. Il premio non sarà corrisposto in denaro. Sono escluse le vie legali. In merito al concorso non si tiene alcuna corrispondenza. I premi non ritirati dai vincitori entro 3 mesi dal sorteggio sono considerati scaduti e non saranno più consegnati. I collaboratori della Federazione delle cooperative Migros sono esclusi dalla partecipazione al concorso. La soluzione e il nome delle vincitrici o dei vincitori saranno pubblicati su Vivai 5/17.
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